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106 ANNO X FEBBRAIO 2020
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RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
REATI TRIBUTARI: SCATTANO LE MANETTE E LA CONFISCA ALLARGATA!
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106 ANNO X 2020 FEBBRAIO
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DI ROMA
Ordine Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma UTARI: REATI TRIB MANETTE LE SCATTANO CA ALLARGATA! IS F E LA CON N°106 - Febbraio 2020 Periodico mensile Reg. Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 Rivista del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
già
LA RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA
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Redazione Marco Bertucci Daniele Donati Gianluca Donati Massimo Flaccomio Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Sergio Venanzi Editore Adalberto Bertucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria ilmondodelconsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Questo numero è stato chiuso in redazione il 27 Febbraio 2020
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EDITORIALE
REATI TRIBUTARI
scattano le manette e la confisca allargata Care colleghe e Cari colleghi, con il recentissimo decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 viene data un’energica stretta all’evasione fiscale, in particolar specie laddove fraudolenta. Sono inasprite le pene per i reati tributari e abbassate alcune soglie di punibilità, si parla di reclusione, di intercettazioni, di confisca allargata ovvero confisca dei beni di cui il condannato abbia disponibilità per un valore sproporzionato al proprio reddito. L’inasprimento delle pene, come detto, è stato attenuato per le condotte non caratterizzate da fraudolenza, per le quali è stata anche esclusa la confisca allargata, c’è però da rilevare che è stato lanciato un salvagente anche in caso di fraudolenza: si tratta dell’applicazione della clausola di non punibilità laddove vengano estinti i debiti tributari mediante integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione, ma prima che l'autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell'inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali. Sono sorte alcune polemiche in riferimento alla scelta del legislatore che in sede di conversione in legge del decreto fiscale 2020, ha deciso di escludere dal novero dei reati ai quali applicare la confisca allargata la fattispecie dell’omessa presentazione della dichiarazione, da cui deriva l’evasione fiscale per antonomasia. Per molti infatti l’avvento della confisca allargata (o per sproporzione) per i reati tributari è considerata una manovra necessaria per contrastare quelle condotte criminali, finora impunite adeguatamente, finalizzate all’accumulo di ricchezze a scapito della collettività.
ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO ROMA
Dal mio punto di vista stiamo assistendo ad un approccio iper-repressivo teso sì a limitare e scoraggiare le condotte intenzionalmente evasive, ma va considerato che la manovra si somma ad un’infrastruttura normativa tentacolare con primario obiettivo la limitazione dei fenomeni di evasione diretti al mondo delle imprese: dalla graduale eliminazione della circolazione monetaria in favore dei pagamenti telematici, detrazioni tracciabili, riduzione delle compensazioni dei crediti fiscali e previdenziali, per giungere alla carcerazione e confisca allargata in caso di delitti in materia tributaria. Che sia una dolente piaga quella delle dichiarazioni fraudolente non c’è dubbio, è necessario però tenere in considerazione che sussiste un’ampia rosa di fattispecie e casi particolari che non necessariamente fanno capo all’imprenditore e all’impresa, che molte volte subisce un comportamento illecito di cui non è il diretto responsabile. Ad ogni modo, focalizzarsi su un sistema di interventi penali, volti a criminalizzare il mondo dell’impresa, che verte da decenni in gravissima crisi e difficoltà, non sembra essere la strategia più efficace per combattere l’evasione e attivare l’economia italiana, essa viene concepita dal contribuente come un’ennesima manovra per spaventare e scoraggiare l’imprenditoria nostrana. Inutile disquisire in questa sede sull’ineguaglianza delle pene e delle misure per le varie fattispecie di reati del sistema giudiziario italiano, auspichiamo piuttosto che questa normativa si riveli effettivamente capace di sanzionare i reali evasori recidivi, senza sbilanciare il precario equilibrio su cui si basa il sistema imprenditoriale italiano.
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IN QUESTO NUMERO
3 EDITORIALE Reati tributari scattano le manette e la confisca allargata DI ADALBERTO BERTUCCI
LAVORO Bonus ricerca & svilluppo, bonus formazione 4.0 e patent box
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DI GIANLUCA DONATI
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ZOOM Missione alta formazione A CURA DEL DIRETTORE LORENZO LELLI
ISTITUZIONI Ventata di novità con il rinnovato ANCL UP Roma
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A CURA DELLA REDAZIONE
Ricambio nei giovani ma stessi obbiettivi
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18 Il rapporto di lavoro nelle organizzazioni di tendenza e la tutela del licenziamento DI STEFANO CANALI DE ROSSI
CIRCOLARI E DECRETI
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QUESITI DEL MESE
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A CURA DEL CENTRO STUDI
DI ANDREA BARBUSCIA
LAVORO La prescrizione dei crediti da lavoro
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DI EUFRANIO MASSI
7 Auditorium del Massimo a Roma, martedì 21 gennaio 2020 nel pomeriggio si è tenuto il convegno di alta formazione...
9 Il 4 dicembre 2019 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo dell’Associazione Giovani...
15 All’interno dell’ordinamento tributario sono presenti delle agevolazioni fiscali volte a supportare da un lato il processo...
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ZOOM
MISSIONE
alta formazione A CURA DEL DIRETTORE LORENZO LELLI
Auditorium del Massimo a Roma, martedì 21 gennaio 2020 nel pomeriggio si è tenuto il convegno di alta formazione dal titolo “Legge di Bilancio 2020 - Novità fiscali e del lavoro”. Una splendida location, dal gusto suggestivamente teatrale e professionale, ha accolto i relatori e la platea di ascoltatori che ha colmato fino all’ultima seduta le poltrone dell’auditorium. Questo seminario di alta formazione si è rivelato un vero successo per partecipazione, all’appello oltre 1000 professionisti, per attenzione e contenuti, ancora una volta a firma del Comitato Unitario degli Ordini di Roma, che ha saputo lavorare di concerto per offrire un’importante vetrina professionale congiunta. Hanno aperto i lavori, con i saluti istituzionali, il collega Adalberto Bertucci, Presidente nel nostro
Ordine, la collega Marina Calderone Presidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro, il Dott. Mario Civetta Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma e l’Avv. Antonino Galletti Presidente dell’Ordine Avvocati di Roma. L’illustre collega Marina Calderone ha inaugurato l’apertura di quest’incontro presentando i caratteri distintivi della nostra professione, la professionalità e la competenza nutrita di una continua formazione, uno sforzo di aggiornamento e di studio che paga in termini di qualità della consulenza. Ha ribadito la rilevanza del nostro ruolo all’interno della realtà economica aziendale e imprenditoriale. Il ruolo del Consulente del Lavoro infatti è in continua ascesa, le scorse vittorie normative come ad esempio l’esplicita necessità della nostra
figura professionale all’interno del rinnovato e più efficace sistema di gestione della crisi aziendale ne è una lampante riprova. Uso il termine sistema non a caso, ma per soppesare la complessità della strutturazione della gestione della crisi e dell’insolvenza, dove il peso della sfera lavorativa è sempre più determinante anche per le dinamiche e strategie di mangement finalizzate al risanamento aziendale e all’uscita dallo stato di crisi. Questo incontro ha visto avvicendarsi diversi affermati professionisti che hanno trattato le novità della recentissima Legge di Bilancio da ogni punto di vista: tributario, fiscale, gius-lavoristico e previdenziale. Si tratta di un’introduzione ad un argomento vastissimo e delicato. Sono state passate in rassegna le principali novità della Legge, ma chiaramente l’argomento non poteva essere esaurito in un solo appuntamento. Sono stati programmati molteplici incontri sia a organizzazione corale che per singoli Ordini per approfondire lo strumento normativo che sarà protagonista di questo anno professionale appena agli esordi. Restate connessi e non perdetevi i futuri incontri! 7
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ISTITUZIONI
VENTATA DI NOVITÀ CON IL RINNOVATO ANCL UP ROMA Unione Provinciale di Roma
A CURA DELLA REDAZIONE
È una squadra importante quella che sta lavorando nel rinnovato Ancl UP di Roma, un Consiglio composto da professionisti affermati e competenti, che di seguito vi presentiamo:
CONSIGLIO ANCL UP ROMA Lelli Lorenzo
Presidente
Belfiore Carlo
Consigliere
Panella Giuliana
Vice Presidente
Foschi Stefano
Consigliere
Donati Gianluca
Segretario
Germani Mariarita
Consigliere
Venanzi Sergio
Tesoriere
Capozzoli Loredana
Consigliere
Proietti Francesca
Consigliere
Domenici Monica
Consigliere
Turturo Raffaella
Consigliere
COLLEGIO DEI REVISORI De Paola Roberta Calabrese Ada Antonelli Marco
La nostra categoria è una realtà professionale sempre più presente sul territorio, possiamo contare 2575 iscritti al nostro Ordine romano nel 2019, un numero importante che documenta l’attenzione e la richiesta da parte delle imprese di professionisti esperti nel mondo del lavoro, un settore strategico che deve essere strutturato con attenzione e competenza. Il presidente del nuovo Consiglio Ancl Up Roma, il collega Lorenzo Lelli, attraverso le pagine di questa rivista, ha recentemente invitato 8
tutti gli iscritti a dare voce alle proprie istanze per rendere più concreto ed efficace l’intervento di questo Sindacato, ma ci domandiamo se sia stata istituita una linea diretta, magari e-mail o telefonica, per “tutorare” e convogliare queste potenziali richieste. Questa associazione assistenziale di categoria è una realtà apprezzata e richiesta soprattutto da coloro che navigano da tempo nel mondo del lavoro, ci chiediamo se questo rinnovato istituto avrà gli strumenti comunicativi e rappresentativi per aprirsi ad una platea più giovane, assecondando le esigenze dei nuovi iscritti. Proprio per loro, ad esempio, potrebbe essere utile un’assistenza tecnica per l’accesso a fonti di investimento alternative. Sull’argomento, durante uno scorso
evento convegnistico organizzato dal nostro CPO, abbiamo ospitato l’On. Dott.ssa Roberta Angelilli, già Vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha avviato un interessante dialogo in merito alla possibilità di accesso a finanziamenti europei per i CDL ma estendibili anche alla clientela interessata, l’Ancl in questo contesto ha accolto l’opportunità per instaurare dinamiche di assistenza al credito e all’intermediazione tra istituzioni e iscritti al nostro sindacato. Il nuovo assetto Consiliare sta lavorando a iniziative in un’ottica di trasparenza e al sostegno totale del consulente del lavoro su tematiche di ampio respiro, chiediamo ora agli addetti ai lavori di voler cogliere i nostri spunti di riflessione e informarci sulle nuove idee e sui progetti che per primi prenderanno vita.
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ISTITUZIONI
RICAMBIO NEI GIOVANI MA STESSI OBBIETTIVI DI ANDREA BARBUSCIA
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE GIOVANI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
Il 4 dicembre 2019 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Roma. Il neo eletto direttivo sarà composto dal presidente Andrea Barbuscia, la vice presidente Teresa Marciano, il tesoriere Tiziano Cicchetti, il segretario Riccardo Ciavarro ed il consigliere Marco Pellegrini. Anche se senza incarichi formalizzati, sarà al nostro fianco il collega e amico Piergiorgio Cefaro, che si è offerto di fornirci la sua vicinanza e le sue capacità nella realizzazione dei nostri obbiettivi. Per questo triennio avremo l’onore e l’onere di condurre la nostra associazione, con l’obbiettivo di consolidare e per quanto possibile migliorare questa realtà associativa che, nel tempo, ha permesso a tanti giovani consulenti del lavoro di conoscersi, aiutarsi ed in molti casi collaborare. Come direttivo entrante sentiamo il bisogno di ringraziare coloro i quali ci hanno preceduto per il grande lavoro svolto, la ex presidente Alessia Noviello ed il suo vice Lorenzo Mancuso, nonché gli altri membri, Luca Giovannoni, Alessandra Venezia e Danilo Tesei. Lasciano nelle nostre mani una realtà che sotto la loro conduzione ha creato una rete di contatti ed aggregazione tra giovani colleghi che, oltre a creare sane amicizie, ha fatto nascere in alcuni casi anche collaborazioni professionali. 9
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ISTITUZIONI
Il nostro obbiettivo inziale, come direttivo subentrante, sarà quello di camminare lungo la strada già tracciata, conservare e per quanto possibili migliorare quello che è stato costruito, aggregando ancora più giovani colleghi e promuovendo iniziative che permettano ad ognuno degli associati di far emergere e consolidare le proprie competenze e capacità. Sarà una bella sfida per noi, determinati ed entusiasti di ciò che andremo ad affrontare. Consci della responsabilità che abbiamo proveremo a mettere le nostre capacità e le nostre peculiarità a servizio di tutti gli associati, cercando di sviluppare idee che aiutino i colleghi a percepire ed affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro nel quale siamo immersi ed i mutamenti che gli stessi potranno portare nell’approccio quotidiano alla nostra professione. Saremo presenti su tutti i maggiori social, come Facebook e Linkedin con il profilo dell’associazione e cureremo in particolar modo la comunicazione, anche attraverso lo sviluppo del nostro sito nel quale abbiamo l’intenzione di fornire frequentemente contenuti tecnici, anche con 10
l’aiuto di tutti i colleghi e amici, giovani e meno giovani, che vorranno affiancarci in questa avventura, che possano essere fruibili e d’aiuto per tutti i colleghi e che speriamo possano essere apprezzati. Per quanto riguarda gli aspetti formativi il nostro obbiettivo è quello di realizzare eventi in cui emerga soprattutto l’aspetto pratico delle materie che andremo ad affrontare. Vi invitiamo pertanto fin da subito a seguirci con affetto nelle iniziative che andremo ad intraprendere. Il nostro obbiettivo è quello di aggregare quanto più possibile, pertanto ci interfacceremo e cercheremo di lavorare quanto più possibile in sinergia con tutti gli altri apparati della categoria. Come associazione, come direttivo e come consulenti, ci preme menzionare e rivolgere un ringraziamento sentito e speciale al presidente del CPO di Roma Adalberto Bertucci, che fin da subito ci ha fatto sentire la sua vicinanza e che ci ha offerto il suo sostegno per le iniziative che vorremmo portare avanti assecondando il nostro entusiasmo. Come prima uscita pubblica del nostro nuovo direttivo, abbiamo avuto l’opportunità di poterci presentare alla categoria in occasione del grande convegno organizzato dal CPO e svoltosi il 21/1/2020 presso l’auditorium del Massimo. Eravamo lì presenti con nostro desk, condiviso con l’Ancl up di Roma con il quale abbiamo già avuto degli ottimi primi scambi di opinione per una fattiva collaborazione nel prossimo futuro, ed abbiamo soprattutto avuto modo di farci conoscere dai colleghi che non ci conoscevano, presentandogli la nostra associazione e le modalità di svolgimento della vita associativa, raccogliendo in molti casi la loro adesione e ricevendo molti attestati di stima, di condivisione e di partecipazione alla nostra mission, nonché abbiamo potuto rafforzare ancor di più il nostro legame coi colleghi già associati. In chiusura non mi resta che rinnovarvi il nostro invito a seguirci e ad accompagnarci nelle iniziative che vorremmo intraprendere, invitandovi ad unirvi a noi ed a sostenerci.
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LAVORO
LA PRESCRIZIONE DEI CREDITI DA LAVORO DI EUFRANIO MASSI
ESPERTO DEL DIRITTO DEL LAVORO
Una recente nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la n. 595 del 23 gennaio 2020, offre lo spunto per una breve riflessione sulla prescrizione dei crediti retributivi: con tale lettera vengono inviate agli ispettori del lavoro indicazioni uniformi su come comportarsi nei casi in cui, in presenza di una diffida accertativa per crediti patrimoniali ex art. 12 del D.L.vo n. 124/2004, si dovessero trovare di fronte a questioni riguardanti la prescrizione. L’INL, preso atto di un comportamento difforme all’interno della stessa Magistratura, dopo le novità
introdotte in materia di licenziamenti dal D.L.vo n. 23/2015, ricorda agli ispettori di non immischiarsi in valutazioni relative alla c.d. “sudditanza psicologica”, cosa che spetta al giudice di esaminare, se adito, ma di limitarsi al mero riscontro temporale dei cinque anni (è il termine che viene richiamato per la maggior parte delle rivendicazioni economiche), magari prendendo in considerazione un eventuale atto interruttivo della prescrizione presentato dal lavoratore e facendo, quindi, decorrere il termine per il computo quinquennale dei crediti
certi liquidi ed esigibili dal giorno in cui è lo stesso è giunto nella sfera di conoscenza del datore di lavoro “debitore”. Ma, come detto, la riflessione che segue vuol cercare di metter in evidenza le criticità della prescrizione di crediti di lavoro dopo la “fine sostanziale” della “tutela reale” dell’art. 18 della legge n. 300/1970 e senza che il Legislatore si sia mosso per risolvere le questioni incombenti. Ovviamente, allorquando si parla di crediti da lavoro, pur se il pensiero va, innanzitutto, ai lavoratori
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LAVORO
subordinati, non sono affatto esclusi da una qualsivoglia rivendicazione anche i lavoratori autonomi per i quali la Cassazione, con la sentenza n. 1663 del 23 gennaio 2020, ha affermato che si applica “in toto” la disciplina sui rapporti di lavoro subordinato”, come previsto dall’art. 2, comma 1, del D.L.vo n. 81/2015, laddove nelle collaborazioni continuative di natura personale (ma la modifica introdotta con il D.L. n. 101/2019 parla di “prevalentemente personali”) si riscontri una etero organizzazione da parte del committente: la novella del D.L. n. 101, poi convertito nella legge n. 128, ha, rafforzando le tutele, tolto il riferimento “anche ai luoghi ed ai tempi di lavoro” ed ha esteso il campo di applicazione (con un occhio rivolto ai riders) alle collaborazioni rese anche attraverso le piattaforme digitali. Prima di entrare nel mePer la richiesta rito delle questioni credo che sia opportuno fare dei crediti una breve ricognizione non è necessaria dell’istituto, quale si è veuna particolare forma, nuto sviluppando e conessendo sufficiente solidando, nel corso degli anni, nel solco tracciato che la stessa sia dalle sentenze della Corte inserita in una nota, Costituzionale e della datata e sottoscritta, Cassazione. finalizzata, Il trascorrere del tempo, infatti, può portare alla in maniera esplicita, perdita dei diritti di cui a rendere idonea un lavoratore è portatore la volontà per effetto di una mancata del lavoratore rivendicazione. La prescrizione dei crediti “creditore”. retributivi (art. 2946, 2948, 2955 e 2956, c.c.) può, quindi, determinare la perdita di un diritto acquisito, atteso che regola generale è che tutti i diritti derivanti dal rapporto di lavoro debbono esser richiesti ed esercitati entro un certo periodo. Per la richiesta dei crediti non è necessaria una particolare forma, essendo sufficiente che la stessa sia inserita in una nota, datata e sottoscritta, finalizzata, in maniera esplicita, a rendere idonea la volontà del lavoratore “creditore”. La maggior parte dei crediti, come quelli di natura retributiva corrisposti con una periodicità annuale od inferiore, compresi gli eventuali interessi, soggiacciono alla prescri12
zione estintiva quinquennale (art. 2948, n. 4 e 5, c.c.): tra essi sono, senz’altro, da comprendere, le retribuzioni, lo straordinario (Cass., 20 gennaio 2010, n. 947), il pagamento delle festività lavorate nazionali e di qualsiasi altro credito di lavoro (Cass., 10 novembre 2004, n. 21377) e secondo l’orientamento della Suprema Corte le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro, come il TFR (Cass., 13 novembre 2001, n. 14091) e l’indennità sostitutiva del preavviso (Cass., 22 giugno 2004, n. 15798). In materia di decorrenza dei termini per l’esercizio dei diritti si sono occupate, in passato più volte, come dicevo, sia la Consulta che la Corte di Cassazione, partendo da una decisione del primo organo, la n. 63 del 10 giugno 1966, con la quale si sostenne che i termini decorrevano dalla cessazione del rapporto di lavoro, in quanto il lavoratore, in costanza di rapporto, si trovava in una condizione di sudditanza psicologica che si concretizzava “nel timore del recesso, cioè del licenziamento che spinge o può spingere lo stesso sulla via della rinuncia ad una parte dei propri diritti”. Tale regola del differimento fu, poi, soggetta a correzioni per effetto della entrata in vigore nel nostro ordinamento sia della legge n. 604/1966 che dell’art. 18 della legge n. 300/1970, fino a giungere alla sentenza n. 174 del 12 dicembre 1972 ove, per la prima volta, fu decisa la questione, risolta in senso positivo, se a fronte di una tutela legislativa “garantista”, non fosse venuto meno il fondamento giuridico che aveva portato, con la decisione n. 63/1966, a posticipare il decorso dei termine alla fine del contratto di lavoro. La conclusione a cui si giunse fu che il differimento dei termini poteva applicarsi ogni qual volta “che il rapporto di lavoro subordinato fosse caratterizzato da una particolare forza di resistenza la quale deriva da una disciplina che assicuri normalmente la stabilità del rapporto e fornisca la garanzia di appositi rimedi giurisdizionali contro ogni illegittima risoluzione”. Tale orientamento fu sposato dalle Sezioni Unite della Cassazione (Cass., S.U., 12 aprile 1976, n. 1268) e confermato da sentenze successive.
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LAVORO
Esse affermarono che la decorrenza della prescrizione ordinaria quinquennale “non è unica per qualsiasi rapporto di lavoro ma dipende dal grado di stabilità del rapporto stesso, ritenendosi stabile ogni rapporto che, indipendentemente dal carattere pubblico o privato del datore di lavoro, sia regolato da una disciplina la quale sul piano sostanziale subordini la legittimità e l’efficacia della risoluzione alla sussistenza di circostanze obiettive e predeterminate e, sul piano processuale, affidi al giudice il sindacato su tali circostanze e la possibilità di rimuovere gli effetti del licenziamento illegittimo”. Di conseguenza, limitando la riflessione alla prescrizione quinquennale e tralasciando quella decennale per crediti aventi natura risarcitoria (ad esempio, integrità psico – fisica del lavoratore), o quella annuale (ad esempio, paga settimanale), si può, nella sostanza, affermare che per parte dei lavoratori (assunti fino al 6 marzo 2015) la prescrizione dei crediti di lavoro si prescriva, nel quinquennio dalla loro maturazione, in costanza di rapporto di lavoro, qualora lo stesso sia tutelato dall’art. 18, sia pure riformato dalla legge n. 92/2012, mentre per i lavoratori rientranti nell’ambito della c.d. “tutela obbligatoria”, ove il recesso illegittimo (fatti salvi i casi di nullità o di discriminazione) viene “ristorato” da una indennità di natura economica, il termine decorre dalla cessazione del rapporto. La “tutela reale” piena aveva cominciato ad incrinarsi con la riforma dell’art. 18 avvenuta nel 2012 con la legge n. 92, laddove il licenziamento illegittimo per giustificato motivo oggettivo è sanzionato con una indennità risarcitoria compresa tra le dodici e le ventiquattro mensilità calcolate sull’ultima retribuzione globale di fatto. Le premesse che hanno accompagnato questa breve riflessione sono state necessarie per comprendere come il quadro di riferimento, relativo ai lavoratori ai quali si applica il D.L.vo n. 23/2015, sia profondamente cambiato. La tutela reale prevista dall’art. 18 (fatte salve le ipotesi residuali previste dall’art. 2 ed il licenziamento disciplinare per fatto materiale insussistente) non c’è più, essendo stata sostituita in caso di licenziamento illegittimo per giustificato motivo o
giusta causa da una indennità monetaria pari, dopo l’intervento del D.L. n. 87/2018, a tre mensilità dell’ultima retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR per ogni anno di anzianità aziendale, partendo da una base di sei, fino ad un massimo di trentasei(per i datori di lavoro dimensionati fino a quindici dipendenti e per le associazioni di tendenza gli importi sono ridotti della metà con un tetto fissato a sei mensilità). L’intervento della Corte Costituzionale sull’art. 3 del D.L.vo n. 23/2015 ha, ulteriormente, rafforzato l’indennità risarcitoria affermando che il giudice può ben integrare, con motivazioni, il criterio, oltre modo importante, dell’anzianità aziendale aumentato dal D.L. n. 87/2018, convertito nella legge n. 96 con quelli previsti dall’art. 8 della legge n. 604/1966 (numero dei dipendenti, contesto socio economico, comportamento tenuto dalle parti nella controversia, ecc.). Da quanto appena detto, a mio avviso, non essendo più garantita la stabilità “reale”, ovviamente riconoscibile attraverso il giudizio, il decorso dei termini della prescrizione quinquennale (in assenza di uno specifico intervento normativo) non potrà che decorrere, per tutti i lavoratori assunti nel settore privato a partire dal 7 marzo 2015, a partire dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per i dipendenti da imprese con un organico superiore alle quindici unità, assunti prima di tale data, continuerà la prescrizione quinquennale continuerà ad operare “in costanza di rapporto di lavoro”, pur se le novità introdotte in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo dalla legge n. 92/2012, lasciano qualche dubbio. 13
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LAVORO
BONUS RICERCA & SVILLUPPO, bonus formazione 4.0 e patent box DI GIANLUCA DONATI
CONSIGLIERE CPO ROMA
All’interno dell’ordinamento tributario sono presenti delle agevolazioni fiscali volte a supportare da un lato il processo di transizione digitale delle imprese e, dall’altro, a “rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri di lungo termine, tutelando al contempo la base imponibile italiana”. Nel presente articolo parleremo, dunque, di due nuove agevolazioni fiscali: il credito d’imposta per R&S e il bonus formazione 4.0, introdotte (o modificate) dalla Legge di Bilancio 2020 e il regime “Patent Box”, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi 37 – 43, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190). IL NUOVO CREDITO R&S I commi da 198 a 209 della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) hanno introdotto dei nuovi crediti di imposta per R&S, validi per il periodo d’imposta successivo al 31/12/2019. Più in particolare, per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito
d’impresa, è previsto: i. Comma 200: un credito di imposta per le attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico → il bonus è pari al 12% delle spese ammissibili; ii. Comma 201: un credito di imposta per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati → il bonus è pari al 6% delle spese ammissibili; iii. Comma 201: credito di imposta per le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiun-
gimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 → il bonus è pari al 10% delle spese ammissibili; iv. Comma 202: credito di imposta per attività di design e ideazione estetica → il bonus è pari al 6% delle spese ammissibili. Tutti i crediti d’imposta di cui sopra sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione delle spese sostenute (da parte di un Revisore iscritto all’Albo). Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa nonché della base imponibile dell’IRAP. 15
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LAVORO
Restano escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. n. 14/2019, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, nonché le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’arti. 9, comma 2, del D.Lgs. n. 231/2011. IL NUOVO BONUS FORMAZIONE 4.0 I commi da 210 a 217 della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) hanno modificato (a partire dal periodo d’imposta successivo al 31/12/2019) le regole per la fruizione del bonus formazione 4.0. Più in particolare, per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni sul territorio italiano, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali, che sostengono spese per attività di formazione concernenti le seguenti tecnologie: big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cyber security; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA); robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo macchina; manifattura additiva (o stampa tridimensionale); internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali (ulteriori tecnologie considerate rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese potranno essere individuate con successivi provvedimenti), è previsto un credito d’imposta a seconda della loro dimensione: i. nei confronti delle piccole imprese il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro; ii. nei confronti delle medie imprese, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 40% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
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iii. nei confronti delle grandi imprese il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 30% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro. Il credito d’imposta è utilizzabile, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, esclusivamente in compensazione (senza limiti) subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione delle spese sostenute e non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa. L'effettiva fruizione del credito d'imposta è dunque subordinata alla condizione che l'impresa non sia destinataria di sanzioni interdittive e risulti in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Sono invece esclusi dall’ambito applicativo della misura: • gli enti non commerciali che non svolgono attività commerciale; • gli esercenti arti e professioni;
• imprese in difficoltà come definite dal Regolamento UE 651/2014. PATENT BOX Il “patent box” è un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di: software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli, processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. I destinatari dell’agevolazione sono tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, a condizione che esercitino “attività di R&S”. L’agevolazione consiste in una variazione in diminuzione da operare ai fini IRES (o IRPEF) e IRAP (l’opzione ha durata 5 anni) pari al 50% del reddito agevolato, ottenuto moltiplicando il reddito derivante dallo sfruttamento del bene immateriale – calcolato direttamente o indirettamente a secondo della tipologia di utilizzo – per il nexus ratio, ovvero il rapporto tra le spese per R&S qualificate e le spese per R&S complessive. Le tipologie di utilizzo agevolabili sono: i. l’uso diretto dei beni immateriali;
ii. l’uso indiretto dei beni immateriali (in tal caso il reddito agevolabile è costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti ad essi connessi). Nel caso sub i), il reddito agevolabile deve essere calcolato obbligatoriamente in contradditorio con l’Ufficio per il tramite di una istanza di ruling. Nel caso sub ii), l’istanza di ruling è facoltativa solamente se la concessione avviene all’interno di imprese facenti parte dello stesso Gruppo. In tutti gli altri casi (ad esempio concessione a terzi), la quota di reddito agevolabile è calcolata autonomamente dal contribuente. A partire dal 2020, nei casi sub i) sarà possibile autoliquidarsi la quota di reddito agevolabile, a condizione che il contribuente indichi le informazioni necessarie alla predetta determinazione in idonea documentazione, predisposta secondo quanto previsto dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate num. 658445 del 30/07/2019. Diversamente da quanto avviene in caso di ruling (accordo preventivo) con l’Ufficio, in questo caso l’agevolazione è diluita nel tempo: i soggetti che esercitano l'opzione per l’autoliquidazione, infatti, ripartiscono la variazione in diminuzione in tre quote annuali di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in cui viene esercitata l’opzione e in quelle relative ai due periodi d'imposta successivi. Inoltre, in caso di autoliquidazione, l’opzione ha durata annuale (ogni anno deve essere rinnovata e deve essere predisposta alla documentazione). 17
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LAVORO
IL RAPPORTO DI LAVORO
nelle organizzazioni di tendenza e la tutela del licenziamento La nuova disciplina applicabile anche per i lavoratori dipendenti delle organizzazioni di tendenza di cui al D.Lgs. 23/2015 ed i dubbi interpretativi sullʼapplicazione della normativa anche ai vecchi assunti dalle Organizzazioni di Tendenza. DI STEFANO CANALI DE ROSSI AVVOCATO IN ROMA
L’articolo 9 del Decreto Legislativo 23/2015 (“Piccole imprese ed organizzazioni di tendenza”) recita così come segue: “1. Ove il datore di lavoro non raggiunga i requisiti dimensionali di cui all'articolo 18, ottavo e nono comma, della legge n. 300 del 1970, non si applica l'articolo 3, comma 2, e l'ammontare delle indennita' e dell'importo previsti dall'articolo 3, comma 1, dall'articolo 4, comma 1 e dall'articolo 6, comma 1, è dimezzato e non puo' in ogni caso superare il limite di sei mensilita'. 2. Ai datori di lavoro non imprenditori, che svolgono senza fine di lucro attivita' di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto, si applica la disciplina di cui al presente decreto.”. L’art. 9, comma 2, del decreto ha pertanto stabilito che ai dipendenti 18
delle organizzazioni di tendenza, in caso di licenziamento illegittimo, si applica la medesima disciplina dettata dal decreto per i lavoratori assunti a far data dal 7 marzo 2015 presso ogni altro datore di lavoro, imprenditore e non. Tale disciplina distingue le tutele riconosciute al dipendente a seconda delle dimensioni del datore di lavoro che ha intimato il licenziamento e, seppure in via residuale, prevede la possibilità che il datore di lavoro sia condannato a reintegrare il dipendente nel posto di lavoro. L’equivoca formulazione della suddetta norma non ha consentito tuttavia di stabilire con certezza sin dall’entrata in vigore se la nuova disciplina operasse nei confronti dei soli lavoratori assunti dalle organizzazioni di tendenza a far data dal 7
marzo 2015 in poi oppure se invece la stessa avrebbe dovuto trovare applicazione a tutti i dipendenti delle medesime organizzazioni, anche se assunti prima di tale data. Infatti il dato letterale ad una lettura del solo articolo 9 (“Ai datori di lavoro non imprenditori…..si applica la disciplina di cui al presente decreto”) poteva sembrare deporre a favore della seconda ipotesi (applicazione della disciplina a tutti i dipendenti delle organizzazioni di tendenza, indipendentemente dalla data di assunzione): la frase di cui al secondo comma dell’articolo 9 “si applica la disciplina di cui al presente decreto” non fa infatti alcuna distinzione tra vecchi e nuovi assunti; andava però altresì considerato il testo dell’art. 1 dello stesso decreto Legislativo 23/2015, che, con riguardo ai lavoratori assunti
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presso la generalità dei datori di lavoro, specificava invece che il nuovo regime di tutela si applicava solamente agli “assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Va peraltro altresì evidenziato che l’interpretazione che estenderebbe la nuova disciplina anche a coloro che sono stati assunti dalle organizzazioni di tendenza prima dell’entrata in vigore del decreto, poteva altresì sollevare un dubbio di compatibilità con la delega legislativa contenuta nella legge 183/2014, la quale precisava che le nuove regole sul licenziamento avrebbero potuto riguardare solo le “nuove assunzioni”. Su tale questione la giurisprudenza si è divisa e si sono alternate pro-
nunce favorevoli alla tesi che le disposizioni del D.Lgs. 23/2015 in materia di licenziamento si applichino anche agli assunti dalle suddette organizzazioni anteriormente al 7 Marzo 2015 ed altre che hanno invece ritenuto che la disciplina di cui al Decreto Legislativo 23/2015 si applichi invece solo ai dipendenti assunti dalle organizzazioni di tendenza a partire dal 7 Marzo 2015. In tal senso il Tribunale di Roma , in una prima sentenza emessa il 2/10/2017 risultava essersi pronunciato escludendo l’applicabilità del Decreto 23/2015 ai dipendenti di organizzazioni di tendenza assunti prima del 7 Marzo 2015 mentre con recente pronuncia del 10 Maggio 2019 n° 4436 (in Guida al Lavoro, 39,55 , con nota critica di Armando Montemarano) ha invece ritenuto che ai applichi alle organizzazioni
di tendenza la tutela di cui al Decreto Legislativo 23/2015 in luogo di quella approntata dall’articolo 8 della Legge 108/1990 indipendentemente dalla data di assunzione (e quindi anche se anteriore alla data del 7 Marzo 2015) del lavoratore licenziato. Ed anche la dottrina si è divisa; al riguardo evidenziamo che in un recentissimo intervento è stato comunque sostenuto che poiché nella Legge 92/2012 “non vi era alcuna previsione per le organizzazioni di tendenza”, in ragione di ciò “ai lavoratori assunti antecedentemente al 7 Marzo 2015 continuerà a trovare applicazione l’articolo 4 Legge n° 108/1990” (cfr. Marco Mocella , “Il Licenziamento nelle organizzazioni di tendenza: disciplina europea e compatibilità con il job act”, in 19
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Mass. Giur. Lav., 2019, 3, 676). Personalmente ritengo che a favore di tale interpretazione e cioè dell’applicazione del D.Lgs. 23/2015 ai soli dipendenti delle organizzazioni di tendenza assunti a far data dal 7 Marzo 2015 vada considerato non solo il contenuto della Legge Delega 183/2014 ma anche e soprattutto il testo dello stesso articolo 1 ( non a caso intitolato “Campo di applicazione” e che sembra riferirsi all’intera nuova disciplina di cui al contratto a tutele crescenti ) comma 1 del D.Lgs. 23/2015 che così recita: “ 1. Per i lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il regime di tutela nel caso di licenziamento illegittimo è disciplinato dalle disposizioni di cui al presente decreto.”. 20
La dibattuta questione sembra, peraltro, tutt’altro che in via di risoluzione e vedremo che piega verrà presa dalla sapiente opera di interpretazione giurisprudenziale. E sappiamo pure , dopo il Decreto Dignità n° 87/2018 convertito con modifiche nella Legge 96/2018 e altresì dopo l’importantissima sentenza della Corte Costituzionale numero 194 del 26 Settembre / 8 Novembre 2018, che al dipendente dell’organizzazione di tendenza assunto prima del 7 Marzo 2015 converrebbe sensibilmente che la tutela applicata fosse quella della nuova disciplina (D.Lgs. 23/2015) rispetto a quella della Legge 108/1990 che sostanzialmente era limitata ad un risarcimento da 2,5 a 6 mensilità della retribuzione globale di fatto, che poteva però arrivare a 10 mensilità per il dipendente con più di 10 anni di anzianità lavorativa ed a 14 mensilità per il dipendente con più di 20 anni di anzianità lavorativa. Infatti a seguito delle suddette modifiche la nuova disciplina consente al magistrato , al di là di casi residuali nei quali può essere concessa la reintegra (che sono quelli del licenziamento orale, del licenziamento discriminatorio o ritorsivo , del licenziamento nullo per contrasto con una norma imperativa , del licenziamento per inidoneità fisica o psichica e ,infine, seppure con regole parzialmente diverse, del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo per inesistenza materiale del fatto), di attribuire al dipendente licenziato illegittimamente un’indennità che può variare tra un minimo di 6 ed un massimo di 36 mensilità di retribuzione globale di fatto. Quindi dopo la suddetta sentenza della Corte Costituzionale - ed è questo l’elemento dirompente della pronuncia - è il Giudice che decide, pur tenendo conto di vari parametri quali le dimensioni dell’impresa , le condizioni delle parti, il comportamento delle stesse parti e, principale tra questi, l’anzianità di servizio; il magistrato valuta in sostanza il caso concreto e determina liberamente pur dovendo fare riferimento a quei parametri quale sia il numero di mensilità di risarcimento da attribuire al lavoratore illegittimamente licenziato. Roma, 15 Gennaio 2020
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CIRCOLARI E DECRETI
m_lps.33.Repertorio_Decreti.R.0000052.10-02-2020
VISTO il Decreto Direttoriale n. 963 del 20 dicembre 2019; CONSIDERATE che alcune informazioni e modalità di funzionamento delle tabelle ͞CCNL͟ e ͞Livelli retributivi͟ non consentono in alcuni casi ai soggetti obbligati di trasmettere correttamente le comunicazioni; CONSIDERATA allo stesso tempo ů͛ĞƐŝŐĞŶnjĂ Ěŝ ƐĂůǀĂŐƵĂƌĚĂƌĞ ůĂ gestione dello stato di disoccupazione da parte dei ĞŶƚƌŝ ƉĞƌ ů͛ŝŵƉŝĞŐo; CONSIDERATA la necessità di predisporre interventi di manutenzione che consentono transitoriamente di superare le criticità; VISTA la riunione del 31 gennaio 2020; VISTA la nota n. 197 del 31 gennaio 2020; VISTE le comunicazioni delle Regioni e Provincie Autonome;
DECRETA
Articolo 1 (Aggiornamento standard) 1. Ai modelli adottati con i decreti Interministeriali del 30 ottobre 2007 sono apportati gli aggiornamenti di ĐƵŝ Ăůů͛ ůůĞŐĂƚŽ ͞ZĞǀŝƐŝŽŶĞ ϳ5͕͟ ĐŚĞ ĐŽƐƚŝƚƵŝƐĐĞ ƉĂƌƚĞ ŝŶƚĞŐƌĂŶƚĞ ĚĞů ƉƌĞƐĞŶƚĞ ĚĞĐƌĞƚŽ͘
Articolo 2 (standard modelli UNILAV, UNISOMM, UNIURG, VARDATORI) 1. Per i modelli UNILAV, UNISOMM, UNIURG, VARDATORI resta in vigore ů͛Allegato͕ ͞ZĞǀŝƐŝŽŶĞ ϬϲϮ͟, che costituisce parte integrante del presente Decreto.
Articolo 3 (Aggiornamento standard modello UNIMARE) 1. Per il modello UNIMARE ƌĞƐƚĂ ŝŶ ǀŝŐŽƌĞ ů͛Allegato͕ ͞ZĞǀŝƐŝŽŶĞ Ϭϲϯ͕͟ che costituisce parte integrante del presente Decreto. ŝƌĞnjŝŽŶĞ 'ĞŶĞƌĂůĞ ĚĞŝ ƐŝƐƚĞŵŝ ŝŶĨŽƌŵĂƚŝǀŝ͕ ĚĞůů͛ŝŶŶŽǀĂnjŝŽŶĞ ƚĞĐŶŽůŽŐŝĐĂ͕ ĚĞů ŵŽŶŝƚŽƌĂŐŐŝŽ ĚĂƚŝ Ğ ĚĞůůĂ ĐŽŵƵŶŝĐĂnjŝŽŶĞ ʹ Divisione II
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CIRCOLARI E DECRETI
Articolo 4 (Modalità e regole di aggiornamento) 3͘ sŝĞŶĞ ĂĚŽƚƚĂƚŽ ŝů ĚŽĐƵŵĞŶƚŽ ͞CO.Modelli-e-Regole.versione.Febbraio.2020͕͟ Ěŝ ĐƵŝ Ăůů͛ĂůůĞŐĂƚŽ ͞ZĞǀŝƐŝŽŶĞ 070͟ ĐŚĞ ĐŽƐƚŝƚƵŝƐĐĞ ƉĂƌƚĞ ŝŶƚĞŐƌĂŶƚĞ ĚĞů ƉƌĞƐĞŶƚĞ ĞĐƌĞƚŽ͘ 4͘ sŝĞŶĞ ĂĚŽƚƚĂƚŽ ŝů ĚŽĐƵŵĞŶƚŽ ͞UNIMARE Modelli e Regole versione Febbraio 2020͕͟ Ěŝ ĐƵŝ Ăůů͛ĂůůĞŐĂƚŽ ͞ZĞǀŝƐŝŽŶĞ 066͟ ĐŚĞ ĐŽƐƚŝƚƵŝƐĐĞ ƉĂƌƚĞ ŝŶƚĞŐƌĂŶƚĞ ĚĞů ƉƌĞƐĞŶƚĞ ĞĐƌĞƚŽ͘
Articolo 5 (Pubblicazione degli aggiornamenti) 1. Gli aggiornamenti adottati con il presente decreto sono pubblicati sul sito www.cliclavoro.gov.it .
Articolo 7 (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto entra in vigore il 24 febbraio 2020, alle ore 19.00. 2. I servizi informatici Ěŝ ĐƵŝ Ăůů͛ĂƌƚŝĐŽůŽ ϭ͕ ůĞƚƚ͘ ũͿ ĚĞů ĞĐƌĞƚŽ /ŶƚĞƌŵŝŶŝƐƚĞƌŝĂůĞ ĚĞů ϯϬ ŽƚƚŽďƌĞ ϮϬϬϳ dovranno adeguarsi e mettere in linea gli aggiornamenti alla data ed ora di cui al precedente comma.
Il Direttore Generale Grazia Strano
Documento firmato digitalmente secondo le indicazioni sulla dematerializzazione ai sensi e per gli effetti degli articoli 20 e 21 del ͘>ŐƐ͘ ϳ ŵĂƌnjŽ ϮϬϬϱ Ŷ͘ ϴϮ ͞ ŽĚŝĐĞ ĚĞůů͛ ŵŵŝŶŝƐƚƌĂnjŝŽŶĞ ŝŐŝƚĂůĞ͟ Ğ Ɛ͘ŵ͘ŝ͘
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CIRCOLARI E DECRETI m_lps.33.REGISTRO UFFICIALE.U.0000389.10-02-2020
A
Tutte le Regioni e Provincie Autonome Agenzie regionali del lavoro DŝŶŝƐƚĞƌŽ ĚĞůů͛/ŶƚĞƌŶŽ Ministero della Salute Ministero dei Trasporti Enti previdenziali ed assistenziali Ispettorato nazionale del lavoro Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro Consulenti del lavoro Assosoftware LORO SEDI
Oggetto: Aggiornamento standard CO Con decreto direttoriale n. 52 del 10 febbraio 2020, allegato alla presente nota, sono stati aggiornati gli standard ĚĞůůĞ ƚĂďĞůůĞ ͞ E> Ğ ůŝǀĞůůŝ ƌĞƚƌŝďƵƚŝǀŝ͘͟ La modifica si è resa necessaria a causa di alcune difficoltà di ƵƚŝůŝnjnjŽ ĚĞůůĂ ƚĂďĞůůĂ ƌŝŐƵĂƌĚĂŶƚĞ ů͛ŝŶĚŝǀŝĚƵĂnjŝŽŶĞ ĚĞů CCNL da applicare ovvero del livello di inquadramento del rapporto di lavoro da comunicare, segnalate a questo Ministero dalle organizzazioni di rappresentanza. Al fine di superare le difficoltà finora riscontrate, sono state organizzate alcune riunioni sia con le associazioni di categoria che si sono fatte portavoce delle difficoltà riscontrate dalle aziende che rappresentano sia con le Regioni e provincie Autonome al fine di ĐŽŶƐĞŶƚŝƌĞ Ăŝ ƐĞƌǀŝnjŝ ƌĞŐŝŽŶĂůŝ ůĂ ŐĞƐƚŝŽŶĞ ĚĞůůĂ ͞conservazione dello status di disoccupazione͟.. Gli step operativi concordati sono i seguenti: In fase transitoria, il decreto direttoriale sopra menzionato elimina il vincolo tra CCNL e livello minimo di retribuzione, consentendo la possibilità di inserire la retribuzione pattuita purché il valore sia maggiore di zero. Il ĚŽĐƵŵĞŶƚŽ ͞DŽĚĞůůŝ Ğ ƌĞŐŽůĞ͟ ĐŽŶƚŝĞŶĞ ƚƵƚƚĞ ŝ ǀĂůŽƌŝ ĚĂ ĂƚƚƌŝďƵŝƌĞ ĂůůĂ ƚĂďĞůůĂ ŝŶ ƉĂƌŽůĂ ƋƵĂůŽƌĂ ŝů ƐŽŐŐĞƚƚŽ obbligato non ƚƌŽǀĂ ůĞ ŝŶĨŽƌŵĂnjŝŽŶŝ ĐŽƌƌĞƚƚĞ͘ ƵƌĂŶƚĞ ƋƵĞƐƚĂ ĨĂƐĞ ŝů DŝŶŝƐƚĞƌŽ Ğ ů͛ ŶƉĂů ŵŽŶŝƚŽƌĞƌĂŶŶŽ ů͛ƵƐŽ Ěŝ ƋƵĞƐƚĂ ƚĂďĞůůĂ Ăů ĨŝŶĞ Ěŝ ĨŽƌŶŝƌĞ ŝŶĨŽƌŵĂnjŝŽŶŝ ƉƵŶƚƵĂůŝ Ăŝ ƐĞƌǀŝnjŝ ƉĞƌ ů͛ŝŵƉŝĞŐŽ sui soggetti da prendere in carico per la gestione dello stato di disoccupazione. Parallelamente,, il Ministero: -
ĂǀǀŝĞƌă ĐŽŶ ů͛/ŶƉƐ ůĞ Ăƚƚŝǀŝƚă ŶĞĐĞƐƐĂƌŝĞ Ă ĐŽŶĚŝǀŝĚĞƌĞ ůĞ ŝŶĨŽƌŵĂnjŝŽŶŝ ƉƌĞƐĞŶƚŝ nelle banche dati UNIEmens e DGMAG-Unico e mettere a disposizione queste informazioni ad Anpal e servizi regionali per il controllo sulla retribuzione reale.
-
Verificherà anche con le associazioni di categoria le informazioni da inserire nella tabella e le modalità di aggiornamento.
Gli standard adottati con decreto direttoriale n. 52 del 10 febbraio 2020 entreranno in vigore il 24 febbraio 2020 alle ore 19.00.
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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale dei sistemi informativi, dell'innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione
SEGRETERIA DIRETTORE GENERALE
dginnovazione@pec.lavoro.gov.it
Via Fornovo, 8 - 00192 Roma
dginnovazione@lavoro.gov.it
Tel +39 0646834800
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CIRCOLARI E DECRETI
La presente nota, unitamente al decreto direttoriale e ai suoi allegati è pubblicata sul sito www.cliclavoro.gov.it.
Cordiali saluti. Il Direttore Generale Grazia Strano
Documento firmato digitalmente secondo le indicazioni sulla dematerializzazione ai sensi e per gli effetti degli articoli 20 e 21 del D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82 ͞ ŽĚŝĐĞ ĚĞůů͛ ŵŵŝŶŝƐƚƌĂnjŝŽŶĞ ŝŐŝƚĂůĞ͟ Ğ Ɛ͘ŵ͘ŝ͘
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale dei sistemi informativi, dell'innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione
SEGRETERIA DIRETTORE GENERALE
dginnovazione@pec.lavoro.gov.it
Via Fornovo, 8 - 00192 Roma
dginnovazione@lavoro.gov.it
Tel +39 0646834800
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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI
DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA
Assunzione Dip. “categorie protette” Aziende dei Servizi Ambientali” calcolo base di computo esclusi autisti e carichini? Interpello 1/2010 MinLav + Interpel 57 10/07/20019 minlav : chiedo conferma della validità degli stessi interpelli o aggiornamenti normativi x esclusione base computo degli Autisti e op. viaggiatori.
Gli interpelli n. 57 del 10 luglio 2009 ed il successivo n. 1 del 15 gennaio 2010 non risultano allo stato superati da successive note di prassi dello stesso Ministero del Lavoro. Si fa quindi espresso riferimento agli stessi circa la computabilità del personale assunto in Aziende dei servizi ambientali. Per quanto espresso nei richiamati interpelli, si ritiene non possano essere esclusi dalla base di computo ai fini dell'obbligo d'assunzione di cui all'art. 3 L. 68/1999, i dipendenti che svolgono raccolta e trasporto di rifiuto. Nel caso di dipendente subordinato che versa contribuzione in USA, tale contributo va inserito come deducibile dall'imponibile fiscale o va solo trattenuto dal netto? Esempio: imponibile 1000,00, contributo USA 76,50, contributo residuo inps 2,00. L'imponibile fiscale sarà pari a 998, o a 921,50? Qualora non ci sia un'obbligatorietà da cosa può dipendere la scelta del datore?
A riguardo il collega può avere risposta dalla lettura delle Circolari 9/E/2015 di AdE e 326 /e/1995. In merito alla legge 104 di un dipendente OTI agricolo. L'inps mi disconosce il recupero della 104, in quanto, sostiene per per gli operai agricoli c'è il pagamento diretto a seguito della loro domanda all'inps, mi risulta strano visto da anni abbiamo lo stesso lavoratore per il quale è riconosciuta la 104.
Per gli OTI provvede direttamente l'INPS attraverso la compilazione del modello Hand agr.
È possibile riconoscere, come welfare aziendale, il rimborso dei contributi previdenziali obbligatori, versati alla cassa professionale, nel caso Enpaf, da parte di una azienda a farmacisti che prestano la loro attività lavorativa sia con contratto di lavoro dipendente sia con contratto di cococo?
Le somme erogate a titolo di rimborso della contribuzione indicata, non rientrando tra le previsioni di esclusione di cui all’art. 51 comma 2 TUIR, dovranno essere incluse nel reddito da lavoro dipendente e come tali assoggettate ad imposte e contributi.
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