115 ANNO X DICEMBRE 2020
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RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
Il Presidente Adalberto Bertucci ed il Consiglio augurano a tutti i colleghi
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Consiglio Provinciale di Roma
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N° 115 - Dicembre 2020 Periodico mensile Reg. Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 Rivista del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
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LA RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA
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Redazione Marco Bertucci Daniele Donati Gianluca Donati Massimo Flaccomio Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Sergio Venanzi Editore Adalberto Bertucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria ilmondodelconsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Questo numero è stato chiuso in redazione il 22 Dicembre 2020
EDITORIALE
CASHBACK LO STRUMENTO GIUSTO NEL MOMENTO SBAGLIATO Care colleghe e cari colleghi, dall’8 dicembre è partito in via sperimentale il Cashback, uno strumento finalizzato alla lotta all’evasione fiscale e alla trasparenza finanziaria. Si tratta di un rimborso del 10% delle spese sugli acquisti eseguiti mediante modalità telematica fino al 31 dicembre 2020, e prevede un rimborso massimo di euro 150. È stato promosso come strumento per incentivare all’acquisto nelle attività commerciali tradizionali, quindi saranno esclusi dai rimborsi le somme impiegate per gli acquisti on line. È chiaro che l’evasione fiscale sia una piaga da combattere, ma in questo particolare momento storico questo strumento è visto dal settore dei commercianti ed esercenti medio-piccoli, maggiormente colpiti dalle politiche restrittive emergenziali per il contenimento virale, come l’ennesimo flagello allo spiraglio Natalizio.
ADALBERTO BERTucci PREsiDEnTE cPO ROMA
ciato da tempo, di una vigorosa spinta alla trasparenza finanziaria e per limitare il più possibile le attività evasive, sfruttando la leva del vantaggio per il consumatore. Il momento storico che l’economia italiana sta vivendo è assolutamente inedito ed inesplorato. L’emergenza pandemica ha portato al culmine una crisi economica a cui ci eravamo abituati e per la quale si prospettava all’orizzonte una timida ripresa. Le carte sono state rimescolate dal malaugurato Covid-19: l’Italia, già fragile economicamente, si è ulteriormente indebitata e le piccole e medie imprese stanno toccando livelli di sofferenza economica mai sperimentati prima. Questo Natale sarà diverso dai precedenti: più povero ma certamente ricco come mai di valori inestimabili come la famiglia, la salute, l’amore. A nome di tutta la redazione l’augurio di un sereno Natale e di accogliere un anno migliore, capace di ristorarci dopo le estenuanti fatiche di un drammatico 2020.
Sono previste altre iniziative analoghe che inaugureranno il nuovo anno, un ulteriore Cashback, con un importante vincolo: per ottenere il rimborso del 10% devono essere eseguite almeno 50 transazioni a semestre mediante strumenti di pagamento telematici; il Super Cashback forfettario, che premierà i primi 100.000 cittadini che eseguiranno il maggior numero di transazioni; la lotteria degli scontrini, sempre legata alla tracciabilità dei pagamenti, con la componente del gioco e della vincita con estrazione. Questo pacchetto di rimborsi palesa l’intento, annun-
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ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO
Consiglio Provinciale di Roma
Il Presidente Adalberto Bertucci è lieto di invitare tutti i colleghi all'esclusivo evento virtuale
Interverranno: Il Presidente Nazionale Marina Calderone Il Prof. Massimo Martelli Coro Gospel L’evento sarà anche l’occasione per celebrare la figura di Oreste Bertucci nel centenario della nascita
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LINK DI COLLEGAMENTO: https://us02web.zoom.us/j/93593266998 ID Riunione Zoom 935 9326 6998
IN QUESTO NUMERO
EDITORIALE Cashback lo strumento giusto nel momento sbagliato
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DI ADALBERTO BERTUCCI
A CURA DI MARIO CASSARO
ISTITUZIONI Consiglio Nazionale: “I professionisti vanno tutelati”
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FISCO 18 Il regime dei lavoratori impatriati DI DARIO FIORI
A CURA DEL CONSIGLIO NAZIONALE
INTERVISTA Intervista a Michel Martone: Problemi nuovi richiedono soluzioni nuove
13 LAVORO Lo smart working emergenziale traccia la strada per il futuro
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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI CPO RM
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A CURA DI LORENZO LELLI
6 ConsiglioNazionale: “I professionisti vanno tutelati”
9 Michel Martone: Problemi nuovi richiedono soluzioni nuove
13 Lo smart working emergenziale traccia la strada per il futuro
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ISTITUZIONI
CUP E RPT CHIEDONO ALLE FORZE POLITICHE UN APPOGGIO BIPARTISAN SULLA SEDE DELIBERANTE PER APPROVARE SUBITO IL DISEGNO DI LEGGE 1474
I PROFESSIONISTI VANNO TUTELATI Anche gli scritti agli ordini vittime del Covid. Urge una legge ad hoc A CURA DEL CONSIGLIO NAZIONALE
“Il momento storico che viviamo, con migliaia di professionisti vittime del Covid, impone una veloce approvazione del disegno di legge sulla malattia e gli infortuni dei professionisti. In modo da dare una risposta concreta a quanti ogni giorno si adoperano per tutelare imprese e cittadini coinvolti, anche loro, in una crisi sanitaria ed economica senza precedenti”. Così il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche, per voce di Marina Calderone 6
e Armando Zambrano, a nome dei Consigli Nazionali degli Ordini e dei Collegi ai quali sono iscritti oltre due milioni di lavoratori intellettuali, intervengono per sostenere la necessità di un iter veloce di approvazione del disegno di legge 1474. Il ddl è all’esame della Commissione Giustizia del Senato che il 15 dicembre avrebbe potuto scegliere la sede deliberante (evitando dunque il passaggio in Aula), come condiviso anche dalla presidente di Palazzo Madama, Maria Alberti
ISTITUZIONI
Casellati, riconoscendo al provvedimento la necessità di una corsia privilegiata in forza dell’attuale situazione emergenziale. Ma così non è stato e il 16 dicembre la commissione ha stabilito il nuovo termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge sul differimento delle scadenze a carico del professionista ammalato o infortunato (senza sanzioni per il cliente) per l'8 gennaio 2021. “Confidiamo che dopo la pausa natalizia”, continuano Calderone e Zambrano, “tutte le forze convergano sulla sede deliberante in modo da non allungare i tempi su una
legge attesa da tanto tempo, oggi non più rinviabile e che non comporta alcun impegno economico per l’erario ma solo lo slittamento automatico degli adempimenti per i contribuenti in caso di malattia o infortunio del loro professionista. Si tratta di dare un segnale”, concludono la presidente del Cup e il coordinatore della Rete, “ad una componente economica e sociale che in questi mesi ha dato un contributo fondamentale a tutti i livelli nella gestione della Pandemia e che oggi non merita di essere mortificata con un rinvio di una legge necessaria”. 7
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Consiglio Provinciale di Roma
INTERVISTA
PROBLEMI NUOVI RICHIEDONO SOLUZIONI NUOVE Intervista a Michel Martone, Ordinario di Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza A CURA DI LORENZO LELLI DIREttoRE REsponsAbILE
La crisi pandemica ha rivoluzionato il concetto di spazio e tempo del lavoro. Milioni di italiani sono stati catapultati in una nuova modalità operativa, finora praticata da una minoranza nel nostro Paese, quella dello Smart Working. La sua pubblicazione sul tema “Il lavoro da remoto - Per una riforma dello smart working oltre l'emergenza” offre un’approfondita analisi critica centrata sul nuovo sistema lavoro, quali sono a suo parere i primari interventi normativi da attuare per salvaguardare e tutelare lavoratore e impresa? Problemi nuovi richiedono soluzioni nuove ed è sotto gli occhi di tutti che la legge sullo smart working era stata dettata per un fenomeno che si assumeva parziale, tanto da ricondurlo nell’alveo della subordinazione. Nel corso della pandemia, invece, ci siamo riuniti intorno ad una stessa piattaforma digitale con lavoratori subordinati, imprenditori, liberi professionisti e consulenti, nonché con i miei studenti. Lavoratori diversi con contratti e retribuzioni diverse che di colpo si sono ritrovati accomunati dagli stessi problemi, di connessione come di socialità, per cui sarà molto importante che la legge non sia di ostacolo a questo processo ma anzi lo assecondi. L’attuale politica del lavoro, in considerazione della crisi del sistema economico italiano e globale, si trova a dover 9
INTERVISTA
affrontare delle complesse dinamiche, complicate dalla oggettiva difficoltà datoriale che si può ripercuote a stretto giro sui lavoratori. Quali strategie si sente di suggerire per arginare la crisi del mondo del lavoro? Investire sulle competenze, sulla scuola, sull’università. L’Italia nel corso della crisi ha perso rilevanti quote di mercato che non potranno essere recuperate con produzioni a basso valore aggiunto ma che invece impongono una nuova scommessa sul capitale umano delle imprese. È dai nostri giovani che dobbiamo ripartire ma soprattutto dalla loro educazione. Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, da sempre si offre per coadiuvare l’attività sulle politiche del lavoro nostrane, alla luce dell’attività svolta quotidianamente sul campo e delle conoscenze profonde dei reali e complessi rapporti tra datore e lavoratore. Ritiene che il Consulente del lavoro possa rappresentare un partner ideale alla tavola del legislatore e nei lavori in materia lavoristica? Sicuramente i Consulenti del Lavoro rappresentano una voce importante per il Legislatore ma ancor più possono rivestire un ruolo fondamentale per tutte quelle imprese di piccole e medie dimensioni che magari non hanno direttori del personale e che dunque hanno bisogno di una maggiore specializzazione nelle Politiche del Lavoro. È importante che i Consulenti del Lavoro facciano sentire la loro voce, non solamente a li10
vello nazionale ma anche nelle imprese. Potrebbe offrirci qualche anticipazione su eventuali nuovi progetti editoriali ai quali si sta dedicando o su temi che le piacerebbe approfondire? In questo momento sono molto appassionato del lavoro da remoto e in Sapienza abbiamo appena inaugurato il “Remote Work Lab”, che peraltro sta lanciando alcuni importanti Corsi di Alta Formazione, rivolti anche ai Consulenti del Lavoro. Sicuramente nei prossimi mesi mi dedicherò a questo, perché la cultura del lavoro da remoto deve essere diffusa e le imprese hanno bisogno di Consulenti del Lavoro che siano in grado di accompagnarle nelle profonde riorganizzazioni che saranno necessarie per far sì che il lavoro da remoto sia anche più produttivo. Alla luce della grave crisi del mondo del lavoro che scaturirà alla fine della pandemia, a suo parere i Consulenti del Lavoro presenti concretamente sul territorio e a contatto con le realtà aziendali, possono rappresentare per le istituzioni uno strumento di supporto nella gestione specifica dell’inoccupazione e della scelta di strategie occupazionali? Sicuramente, nella misura in cui, attraverso gli Ordini professionali, hanno un’ importante conoscenza dei settori produttivi locali e quindi possono essere utili per capire in che direzione stanno andando le singole realtà settoriali del nostro Paese.
ENPACL
PER I CONSULENTI
Stato per i mesi di marzo, aprile e maggio. I destinatari dell'integrazione sono i Consulenti del Lavoro, non cancellati, che abbiano già beneficiato delle indennità di cui all’articolo 44 del D.L. n.18/2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge Il Consiglio di Amministrazione n.27/2020, e successive modifidell'Enpacl, nel corso della se- che, e non le abbiano restituite. duta del 13 novembre scorso, ha Per fruire dell'integrazione non deliberato l’erogazione di un im- sarà necessario presentare alporto pari a 400,00 euro ad in- cuna domanda, perché sarà cortegrazione delle indennità di risposta sul medesimo IBAN ultima istanza erogate dallo utilizzato per l’accredito delle indennità di ultima istanza. Per
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ogni altra informazione scrivere a http://helpdesk.enpacl.it/.
LAVORO
LO SMART WORKING EMERGENZIALE TRACCIA LA STRADA PER IL FUTURO A CURA DI MARIO CASSARO ConsIgLIERE Cpo LAtInA
Le difficoltà e il lockdown imposto dalla pandemia Covid-19 hanno rivoluzionato la nostra vita e ancor più quella dei lavoratori e delle aziende e lo smart working è improvvisamente diventato un tema di grande attualità. Per gestire le complessità emergenziali e assicurare la prosecuzione delle attività molti datori di lavoro hanno dovuto ridefinire gli assetti aziendali e improvvisamente, anche chi era scettico o aveva deliberatamente ignorato le nuove modalità di lavoro previste dalla Legge n. 81/2017, è stato catapultato in una nuova era. Stiamo assistendo ad una imponente sperimentazione di massa che porterà presto, in molti settori, ad un nuovo paradigma basato sul "lavoro diffuso" e all'abbandono di logiche tradizionali basate sulla permanenza quotidiana all'interno dei locali aziendali. Il cambiamento dei processi, delle tecniche di leadership e dei modelli organizzativi, l'adozione di tecnologie digitali e la riorganizzazione dei contesti di lavoro stanno facendo da mesi breccia nelle aziende, ma per comprendere quello che viene definito comunemente (e talvolta erroneamente) "smart working" è necessario rimodulare l'approccio al lavoro e farlo anche in fretta per non trovarsi impreparati quando terminerà la pandemia. Preliminarmente va chiarito che smart working e lavoro agile non sono la stessa cosa. Nel periodo emergenziale si è diffusa l'erronea convinzione che si tratti di sinonimi, in realtà lo smart working è una fi-
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losofia a monte della definizione legale di "lavoro agile" e non semplicemente una modalità di lavoro subordinato ma un modello organizzativo adottabile anche da lavoratori autonomi o parasubordinati. Al contrario, la definizione legale di "lavoro agile" introdotta dall'art. 18, comma 1 della Legge n. 81/2017 si riferisce esclusiva-
mente ad una modalità di esecuzione del lavoro subordinato. L'emergenza Covid-19 è una parentesi dolorosa che presto o tardi si chiuderà ma ha il pregio di aver acceso i riflettori su un istituto fino a pochi mesi fa scarsamente utilizzato se non addirittura osteggiato. Abbiamo vissuto (e purtroppo stiamo ancora vivendo) una fase erroneamente definita di smart working laddove in realtà si tratta di lavoro da casa o remote working, che si traduce in un trasferimento tout court del luogo di lavoro, in attesa di tornare alla normalità. Eppure è già chiaro che la "normalità" sarà diversa da quella a cui eravamo abituati. Sebbene il lavoro agile di questa particolare fase emergenziale sia una versione "light" di quello disciplinato dalla legge, molti lavoratori subordinati hanno compreso che è possibile coniugare le esigenze di vita personale e familiare con quelle lavorative (restrizioni permettendo) e che in taluni casi è possibile garantire il raggiungimento degli obiettivi perfino evitando gli spostamenti. Di converso, le aziende hanno compreso che sarebbe possibile riorganizzare i tempi e gli spazi ottenendo finanche un vantaggio motivazionale e di welfare. Questo nuovo approccio al lavoro e alla collaborazione richiede tuttavia una revisione della leadership e dei rapporti tra management e dipendenti, fondata su un'intensificazione del rapporto fiduciario e del grado di responsabilizzazione a scapito del controllo diretto sui lavoratori, oltre ad un ripensamento sull'uso delle tecnologie di collaborazione che andranno a sostituire i più rigidi sistemi tradizionali. L'approccio pone al centro dell'organizzazione
lavorativa la persona e ai tempi di lavoro sostituisce una visione per obiettivi e di produttività. Non si tratta di un modello standard valido in modo indifferenziato per tutte le aziende ma è un processo che va costruito attentamente, come un abito cucito su misura. E allora cosa fare in questa fase preliminare alla "normalità"? L'azienda dovrebbe innanzitutto valutare il livello di "maturità" e verificare se il ricorso al lavoro agile è solo una scelta dettata dall'emergenza o se invece vi è la possibilità di utilizzarlo in futuro. Il feedback che ne deriva ha lo scopo di fornire i dati necessari ad apportare gli opportuni aggiustamenti qualora si intenda proseguire con il lavoro agile dopo la pandemia. Per le aziende senza esperienze pregresse in materia di lavoro agile e che intendano adottarlo nel post-emergenza, il periodo emergenziale può rappresentare un valido banco di prova, utile a valutare il livello di interesse del management ed il grado di cultura aziendale per programmare adeguate iniziative di formazione, anche dei lavoratori. Da un punto di vista squisitamente operativo molte aziende stanno già riorganizzando l'attività non solo in logiche emergenziali da esubero ma in prospettiva di crescita e di ripartenza. Il lavoro agile in condizioni normali e non emergenziali non significa lavorare dalla propria abitazione e non è né una libera scelta del lavoratore, né l'imposizione del datore di lavoro. Il fulcro della disciplina dettata dalla Legge n. 81/2017 è l'accordo, quale documento fondamentale che disciplina l'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali, nel quale trasfondere le regole sulla disconnessione ed i 15
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tempi di lavoro, le modalità di esercizio dei poteri datoriali e l'indicazione degli strumenti da utilizzare (art. 19, co.1). E' evidente che il c.d. "smart working semplificato" adottato durante l'emergenza sanitaria non rispetta tali requisiti, difettando dell'elemento formale e della negoziazione. Si tratta piuttosto di una forma ibrida di lavoro agile che da un lato impone il rispetto dei principi stabiliti dalla Legge n. 81/2017 e dall'altro deroga ad essa (mancanza dell'accordo scritto e informativa sui rischi generali e specifici in forma telematica), che troverà la sua fine quando terminerà anche l'emergenza. Qual può essere il ruolo del Consulente del Lavoro in questo particolare momento? Il Consulente del Lavoro è senza dubbio il professionista che meglio di altri può preparare le aziende clienti all'applica-
zione della disciplina ordinaria sul lavoro agile, mediante incontri formativi e attività consulenziali che abbiano ad oggetto i principi ed i requisiti che specificano la particolare tipologia di prestazione. Il Consulente del Lavoro assume quindi un ruolo di estrema rilevanza per la valutazione dell'eventuale prosecuzione delle attività in modalità agile oltre che per la verifica degli adempimenti da porre in essere per non farsi trovare impreparati quando terminerà l'emergenza (verifica della forza aziendale, individuazione delle mansioni e dei lavoratori da rendere "agili", stipula e comunicazione degli accordi per la prosecuzione, valutazione degli aspetti legati alla sicurezza ed ai rischi della prestazione e degli strumenti utilizzati, consulenza sulla disciplina contrattuale collettiva e in materia di tempi di lavoro e di controllo sui lavoratori, etc..).
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FISCO
IL REGIME DEI LAVORATORI IMPATRIATI DI DARIO FIORI
ConsULEntE DEL LAvoRo E DottoRE CommERCIALIstA In RomA
In un mercato del lavoro caratterizzato da una crescente mobilità internazionale, grazie anche alla libera circolazione dei lavo-
ratori comunitari, nonché alla sempre maggior diffusione del lavoro agile, i lavoratori si ritrovano sempre più spesso a modificare
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la propria residenza fiscale in funzione delle proprie scelte lavorative, accettando l’offerta di lavoro di un’impresa straniera oppure essendo inseriti in progetti di mobilità internazionale. Per attrarre in Italia talenti provenienti da altri Stati il legislatore già dal 2010, con la legge n. 238/2010, ha previsto una serie di vantaggi fiscali che con il tempo, hanno registrato diverse modifiche fino all’introduzione strutturale del c.d. regime dei lavoratori impatriati di
cui all’articolo 16, D.Lgs. n. 147/2015: una agevolazione di tipo fiscale che agisce esclusivamente a favore del potere d’acquisto dei lavoratori. Il D.L. n. 34/2019 (c.d. Decreto Crescita) e il D.L. n. 124/2019 (Decreto Fiscale 2020) sono intervenuti, in senso migliorativo, sulla disciplina riservata agli impatriati. In questo approfondimento ci si concentrerà sulle novità introdotte dal citato decreto crescita, in quanto il D.L. n. 124/2019 non ha
innovato in nulla l’agevolazione fiscale, anticipandone solo la decorrenza all’anno d’imposta 2019 per i soggetti che a decorrere dal 30 aprile 2019 trasferiscono la residenza in Italia. IL REGIME DEGLI IMPATRIATI E LE NOVITÀ INTRODOTTE
D.L. N. 34/2019 L’articolo 5, comma 1, del D.L. n. 34/2019 ha sostituito integralmente il comma 1 del citato articolo 16, D.Lgs. 147/2015, prevedendo per i lavoratori che traDAL
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sferiscono la residenza a partire dal periodo d’imposta 2020: - l’incremento dal 50 al 70% della riduzione dell’imponibile fiscale; - la semplificazione dei requisiti necessari per accedere al regime; - l’estensione del regime di favore anche a coloro che avviano un’attività d’impresa a partire dal periodo d’imposta 2020; - l’introduzione di maggiori agevolazioni fiscali per ulteriori cinque periodi d’imposta in presenza di ulteriori specifiche condizioni (numero di figli minorenni, acquisto dell’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, trasferimento della residenza in una delle otto Regioni del Mezzogiorno). Con riferimento alla modifica dei requisiti di accesso al regime di favore, ai sensi del primo comma dell’articolo 16, diviene sufficiente che i lavoratori non siano stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento, che si
impegnino a risiedere in Italia per almeno due anni, e che l’attività lavorativa sia prestata prevalentemente nel territorio italiano. In sostanza, vengono eliminate le seguenti due condizioni: - che l’attività lavorativa sia svolta presso un'impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che, direttamente o indirettamente, controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa; - che i lavoratori rivestano ruoli direttivi, ovvero siano in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione. Si riporta di seguito, una tabella sinottica delle due versioni dell’articolo 16, comma 1, D.Lgs. 147/2015, prima e dopo le modifiche del D.L. 34/2019:
ante
post
a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei
a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due
cinque periodi di imposta precedenti il predetto
periodi di imposta precedenti il predetto trasferimento
trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per
e si impegnano a permanere in Italia per almeno due
almeno due anni;
anni;
tata prevalentemente nel residente nel territorio dello Stato in forza di un
territorio italiano.
rapporto di lavoro instaurato con questa o con societĂ che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate
dalla
stessa
societĂ
che
controlla
territorio italiano; d) i lavoratori rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione come definiti con il decreto del 3. 1bis. Le condizioni di cui al comma 1, lettere b) e d), non si applicano ai lavoratori autonomi. Fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, approfondimento, 30 maggio 2019
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Con l’introduzione del comma 3-bis al predetto articolo 16, i benefici fiscali per i lavoratori impatriati, sono estesi per ulteriori cinque periodi di imposta se: - i lavoratori hanno almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo; - i lavoratori diventano proprietari di almeno un'unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei 12 mesi precedenti al trasferimento; l'unità immobiliare può essere acquistata in Italia o nei 12 mesi precedenti al trasferimento e può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà. In entrambi i casi, il periodo di prolunga-
mento dell’agevolazione consiste nella detassazione al 50% dei redditi oggetto del beneficio fiscale. Per i lavoratori che abbiano almeno 3 figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, durante il periodo di prolungamento i redditi agevolabili sono detassati al 90%. Il nuovo comma 5-bis dell’articolo 16, D.Lgs. 147/2015, eleva dal 70 al 90% la percentuale di detassazione del reddito per i lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza in una delle seguenti Regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia. Viene aggiunto anche un nuovo comma 5ter all’articolo 16, che permette ai cittadini italiani non iscritti all'Aire, rientrati in Italia
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a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, di accedere ai benefici fiscali per i lavoratori impatriati come modificati dalle norme in esame, purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi per il periodo nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento in Italia. La disposizione in esame chiarisce che, con riferimento ai periodi d’imposta per i quali siano stati notificati atti impositivi ancora impugnabili ovvero oggetto di controversie pendenti in ogni stato e grado del giudizio, nonché per i periodi d’imposta per i quali non siano decorsi i termini di accertamento delle imposte sui redditi (di cui all’articolo
43, D.P.R. 600/1973), ai cittadini italiani non iscritti all’Aire, rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2019, spettano i benefici fiscali di cui alle norme in parola, ma nel testo vigente al 31 dicembre 2018, purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi nei due periodi d'imposta precedenti al trasferimento in Italia. Non si fa luogo, in ogni caso, al rimborso delle imposte versate in adempimento spontaneo. Ai sensi del comma 5-quater, agli sportivi professionisti impatriati, la detassazione si applica in misura pari al 50% in luogo del 70%, ed inoltre non si applicano le seguenti maggiorazioni:
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- quella disposta dal comma 5-bis per i lavoratori impatriati che trasferiscono la residenza nel Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia); - quella spettante nel caso di almeno 3 figli minorenni o a carico. Le agevolazioni esaminate trovano applicazione anche per una seconda platea di soggetti individuata dal comma 2 dell’articolo 16 in commento, non oggetto di modifiche dal Decreto Crescita: si tratta dei cittadini UE destinatari del previgente regime fiscale per l’incentivo al rientro dei lavoratori (di cui alla L. n. 238/2010), nonchÊ dei cittadini di Stati non UE, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale. Tali soggetti devono: - essere in possesso di un diploma di laurea; - aver svolto continuativamente un'attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall'Italia negli ultimi 24
mesi ovvero avere svolto continuativamente un'attività di studio fuori dall'Italia negli ultimi 24 mesi o piÚ, conseguendo un diploma di laurea o una specializzazione post lauream. Viene, inoltre, novellato il comma 1-bis dell’articolo 16, il quale dispone che le menzionate agevolazioni si estendono ai redditi d'impresa prodotti dai lavoratori impatriati, se avviano un'attività d'impresa in Italia a partire dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2020. L’articolo 5, D.L. n. 34/2019, non ha apportato modifiche alla seconda platea di cui all’articolo 16, comma 2; inoltre, le modifiche apportate al comma 1 del medesimo articolo, quali la riduzione del periodo di residenza all’estero richiesto, associata al fatto che non è piÚ necessario che il soggetto svolga ruoli direttivi durante il periodo di permanenza in Italia, incentiverà i contribuenti a un maggior ricorso dell’agevolazione attraverso l’utilizzo dello stesso comma 1, rispetto al successivo comma 2.
ESEMPIO: Il caso di un impiegato del settore industria con RAL di 50.000 euro Lavoratore impatriato senza figli e senza immobili acquistati al rientro, residente nel centro nord. Imponibile fiscale ridotto al 30% applicabile per gli anni dal 2020 al 2024. Dal calcolo sono omesse le addizionali regionali e comunali Irpef.
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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI
DEL ConsIgLIo pRovInCIALE DI RomA
In merito alla Decontribuzione al sud, mi confermate che la stessa è applicabile anche in caso di somministrazione a norma del D.lgs 150/2015 (di cui all’art.31) e dalla circolare Inps n.57/2020 (Punto 3 Datori e Punto 4 rapporti di lavoro incentivato), anche se non inserito in maniera esplicita nella Circolare Inps n.122 del 22/10/2020 (solo rinvio al Punto 2..[1]).
Non sussiste , a ns. avviso , alcun divieto alla fruizione della agevolazione per le assunzioni tramite agenzia per il lavoro nel rispetto delle condizioni indicate dalla normativa e dalla nota di prassi INPS . Del resto , come prassi costante dell'Istituto , sussiste la possibilità di fruizione dell'agevolazione anche in capo alle agenzie ( datori di lavoro legali ) che rispettino tutte le condizioni previste dalla legge in materia di agevolazioni ed incentivi Vorrei avere delucidazioni sulla possibilità di licenziamento di dipendenti assunti a tempo determinato dopo il 13 luglio, a settembre 2020, aventi contratto in scadenza il 20 dicembre 2020. Allo scadere del contratto, alla luce della vigente normativa, sarà possibile cessare il rapporto oppure dovrò procedere ad una proroga ed eventuale cassa integrazione?
Salvo diversa volontà delle parti, il contratto a tempo determinato si risolve naturalmente alla data di apposizione del termine.
Una azienda da me assistita ha utilizzato tutte le settimane previste per covid-19 fino al 14/11/2020, avendo 14 dipendenti ha attivato il FIS relativa informativa alle OO.SS., sottoscrivendo il verbale di accordo telematico, adesso dovrei richiedere le 6 settimane previste dall'ultimo decreto, è necessaria una ulteriore informativa sindacale?
L'art. 12 comma 1 del Decreto Legge 137/2020 rinvia ai trattamenti di integrazione salariale di cui agli artt. da 19 a 22 quinquies del Decreto Legge 18/2020. Si ritiene quindi necessario procedere alla consultazione semplificata nelle modalità ed entro i termini di cui all'art. 19 comma 2 del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 convertito con modificazioni nella Legge n. 27 del 24 aprile 2020
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QUESITI DEL MESE Attività di parrucchiera, il datore di lavoro è malato covid, come vanno trattati i dipendenti risultati negativi al tampone ed assenti in quanto il negozio rimane chiuso? Possono essere messi in cassa integrazione?
Il datore di lavoro può procedere a richiesta di integrazione salariale covid
Vorrei avere un chiarimento: la Naspi anticipata viene erogata se il lavoratore licenziato insieme ad un altro lavoratore licenziato nella stessa azienda aprono una srl e lavorano insieme nella nuova società?
L’art. 8 del D. lgs. n. 22 del 2015 prevede che il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell'importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all'avvio di un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio. La circolare Inps 174/2017 al punto 7 elenca le Attività per le quali l’incentivo può essere riconosciuto. Si ricorda che ai beneficiari di NASpI che rivestono la posizione di socio di capitale conferendo esclusivamente capitale e la cui partecipazione alla società non è riconducibile ad attività di lavoro autonomo o di impresa, non può essere riconosciuto l’incentivo all’autoimprenditorialità.
Per una Agenzia di viaggi che è in FIS fino al 05/12/2018 (usufruite le 18 settimane previste dal D. Agosto). Il Decreto Ristori prevede la possibilità di richiedere ulteriori 6 settimane dal 16/11/2020, per calcolare debbo partire dal 16/11/2020,( anche se già autorizzate) quindi la Fis finirebbe il 26/12/2020? Oppure partire dal 07/12/2020 e finire la FIS il 16/01/21?
Il decreto legge 137/2020, al comma 1 dell'art. 12 prevede che i periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (decreto agosto), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle sei settimane previste dallo stesso decreto legge ristori. I base ai dati contenuti nel quesito il termine ultimo per la fruizione è il 26 dicembre 2020.
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