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IL MONDO DEL CONSULENTE N. 130

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130 ANNO XII MAGGIO 2022

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RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA

ADEMPIMENTI SENZA FINE: AUTODICHIARAZIONE AIUTI COVID 1


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N° 130 - Maggio 2022 Periodico mensile Reg. Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 Rivista del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli

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LA RIVISTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA

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Redazione Marco Bertucci Gianluca Donati Massimo Flaccomio Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Sergio Venanzi Editore Adalberto Bertucci Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria ilmondodelconsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Questo numero è stato chiuso in redazione il 9 giugno 2022


EDITORIALE

ADEMPIMENTI SENZA FINE: AUTODICHIARAZIONE AIUTI COVID Care colleghe e cari colleghi, pensavamo di essere stati spremuti a dovere, ma il legislatore ha sempre un asso nella manica: mi riferisco all’approssimarsi della scadenza della comunicazione in ADE dell’autocertificazione sugli aiuti covid ricevuti, adempimento di cui i media hanno forse dimenticato di parlare… Stiamo parlando di un adempimento molto oneroso, che consiste nel ricostruire con esattezza, per scongiurare eventuali sanzioni, per ogni cliente tutti gli aiuti di Stato ricevuti nel periodo emergenziale. La scadenza, neanche a dubitarne, cade in un mese “di fuoco”, giugno, dove alle ordinarie scadenze mensili si aggiunge quella delle dichiarazioni dei redditi e dell’Imu. La dichiarazione sostitutiva dovrebbe attestare il mancato superamento dei massimali comunitari complessivi previsti ed il rispetto delle condizioni richieste, per gli aiuti ricevuti. In mancanza, quindi ad esempio riscontrando il superamento dei limiti imposti, gli sfortunati “operatori economici”/contribuenti dovranno restituire spontaneamente gli importi eccedenti ricevuti, mediante versamento con modello F24. Secondo quanto espresso nella Sezione 3.1 del Quadro Temporaneo, con le ultime modifiche dal 1° gennaio 2022 sale a 2,3 milioni di euro la soglia di aiuti massimi erogabile per impresa; il tetto passa a 290mila euro per le agricole e a 345 mila euro per quelle operanti nel settore della pesca e dell'acquacultura. In caso di sforamento di tale limite, si passa alla verifica dei requisiti espressi nella Sezione 3.12, che tra i vari vincoli prevede che l’importo dell’aiuto richiesto non superi il 70 per cento (90 per cento per le micro e piccole imprese) dei costi fissi non coperti sostenuti nel predetto periodo di riferimento, intendendo con “costi fissi non coperti” quelli sostenuti dalle imprese durante il periodo ammissibile che non sono coperti dai ricavi dello stesso periodo considerati al netto dei costi variabili e che non sono coperti da altre fonti quali assicurazioni, eventuali altri aiuti di Stato e altre misure di sostegno. Quindi i cosiddetti contributi a fondo perduto, non sono poi tanto

ADALBERTO BERTucci PREsiDEnTE cPO ROMA

tali, dato che lo Stato li ha erogati, ma oltre una certa soglia se li riprenderà… Per perfezionare al meglio l’istanza da trasmettere all’Agenzia è necessario inoltre tener conto delle relazioni di controllo rilevanti ai fini della definizione di “impresa unica”. Secondo quanto dettato dall’art. 1, c. 17 e dagli 3, c. 4, del DL 41/21 un gruppo societario non deve poter beneficiare di più aiuti Covid per effetto di richieste formulate da singole imprese appartenenti al medesimo gruppo. Quindi imprese operanti in un medesimo Stato membro, controllate direttamente o indirettamente da un medesimo soggetto possono essere considerate impresa unica ai fini del calcolo dei massimali stabiliti. Pertanto, è necessario verificare attentamente la normativa inerente al concetto di impresa unica ed i rapporti dei gruppi aziendali. Secondo quanto appena esposto, il dichiarante che si trovi in una relazione di controllo con altre imprese dovrà darne atto nell’autodichiarazione indicando (specificatamente nel quadro B del Modello) il codice fiscale di tutti gli altri soggetti del gruppo, ma si dovrà limitare a riportare gli aiuti percepiti in prima persona, senza indicare anche i contributi ricevuti dagli altri soggetti del gruppo. Non mancano le criticità a questa novella procedura, come ad esempio la mancanza di direttive e chiarimenti nel caso di imprese uniche che abbiano avviato operazioni straordinarie che, durante i periodi di calcolo dei massimali, ne abbiano modificato gli assetti societari e di gruppo. In tale fattispecie, ad esempio, non viene chiarito come dovranno essere calcolati i contributi ricevuti da soggetti giuridici che prima, quando ne beneficiarono, non facevano parte del gruppo. Si tratta dell’ennesima incombenza ancora una volta a carico del Professionista, che deve monitorare e verificare l’operato dell’Agenzia delle Entrate. Sebbene sembri un concetto scontato ed elementare, sarebbe necessario chiarire i compiti dell’Agenzia e quelli dell’intermediario, attribuendo a ciascuno il proprio ruolo: di controllore il primo ed esecutore il secondo, alleggerendo il professionista dall’ennesima morsa e aggravio di lavoro e responsabilità.

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IN QUESTO NUMERO

EDITORIALE Adempimenti senza fine: autodichiarazione aiuti Covid

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DI ADALBERTO BERTUCCI

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A CURA DELLA REDAZIONE

CASSA EDILE Protocollo d'intesa provinciale tra la Cassa Edile di Mutualità e Assistenza di Roma e Provincia e l'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia

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CASSA EDILE Il Protocollo d’Intesa

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1000 volte grazie!

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A CURA DI ADA PONTESILLI

CPO 1000 volte grazie

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CDT Il nuovo codice deontologico Gli articoli in pillole mensili… E GIANCARLO SCIVALES

14 LAVORO La guerra e le tutele dei lavoratori nelle aziende in difficoltà A CURA DI EUFRANIO MASSI

CENTRO STUDI “Fine emergenza“ e smart working

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A CURA DEL CENTRO STUDI

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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI

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La guerra e le tutele dei lavoratori nelle aziende in difficoltà

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“Fine emergenza“ e smart working

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CPO

1000 VOLTE GRAZIE Il 7 Giugno 2022 presso la sede del CPO di Roma, il Presidente Adalberto Bertucci ha premiato gli ex Consiglieri dell'Ordine Daniele Donati, Mario Turchetti e Walter Pecoraro, ringraziandoli per il lavoro che hanno svolto, caratterizzato da tanto impegno e da altrettanta passione in favore della Categoria.

Donati Daniele Consigliere dal 1990 Al 2002 Segretario dal 2003 Al 2021 Turchetti Mario Consigliere dal 1987 al 2017 Revisore dal 2018 al 2021 Pecoraro Walter E’ il primo Segretario dell’Ordine nel 1968 e’ stato Membro del Consiglio e Segretario dal 1968 al 1997

La Redazione

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ISTITUZIONI

COMUNICATO In merito al Protocollo d’intesa provinciale tra la Cassa Edile di Mutualit e Assistenza di Roma e Provincia e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia, siglato in data 12 aprile 2022, comunichiamo le principali novit introdotte al fine di migliorare e semplificare le procedure e gli scambi di informazioni tra i due Enti. Si rende noto che: - Ł possibile inviare la domanda di iscrizione, sospensione, cessazione e riattivazione delle Imprese alla Cassa Edile di Roma e Provincia, integrata con i relativi allegati, dalla PEC dell’Impresa o direttamente tramite la PEC del Consulente del Lavoro, unitamente al documento del titolare della ditta e la delega firmata al seguente indirizzo: imprese.rm00@postepec.cassaedile.it Il certificato di iscrizione sar inviatodalla Cassa Edile alla PEC dell’Impresa e, per conoscenza, alla Pec del Consulente del Lavoro; - a partire dal 1 giugno 2022 sar istituito, nellaede s della Cassa Edile di Roma, uno sportello di ricevimento (mercoled dalle ore 14:30 alle ore 17:30) previo appuntamento da fissare tramite il sito internet dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con utilizzo del format di contatto; (Allegato 1) - a partire dal 6 giugno 2022 sar istituito uno sportello telefonico (luned dalle ore 15:00 alle ore 17:00) previo appuntamento gestito tramite il sito internet dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con utilizzo del format di contatto; (Allegato 1) - saranno condivisi, sul sito della Cassa Edile di Roma e Provincia e su quello dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia, documenti e informazioni riguardanti i principali argomenti di interesse.

Roma, 30 Maggio 2022

Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma e Provincia

Cassa Edile di Mutualit edAssistenza di Roma e Provincia

Il Segretario Massimo Flaccomio

Il Direttore Alfredo Simonetti 7


CASSA EDILE

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CASSA ISTITUZIONI EDILE

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CASSA EDILE

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FORMAZIONE

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CDT

IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO

GLI ARTICOLI IN PILLOLE MENSILI A CURA DI ADA PONTESILLI E GIANCARLO SCIVALES

Proseguiamo con l’analisi del nuovo Codice deontologico dei Consulenti del Lavoro approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro con delibera n. 101 del 14 luglio 2021. Evidenziamo nell’odierna “pillola” gli articoli dal 10 al 20. Articolo “10” - Informazione sull’attività e tutela dell’affidamento: - Il concetto sostanziale dell’informazione che deve essere resa con correttezza e verità viene ribadita e rafforzata con l’aggiunta di tre commi; l’articolo viene integrato e modificato nella rubrica, per meglio distinguersi dall’art. 35 in tema di pubblicità informativa ed è stato integrato con alcune prescrizioni, tra le quali quella relativa ai rapporti con gli organi di informazione. Articolo “11” Responsabilità patrimoniale: Non ha subito variazioni, si ribadisce l’obbligo di stipulare idonea assicurazione professionale e l’obbligo che la stessa sia comunicata al cliente. Articolo “12” Rapporti con soggetti non abilitati: Non ha subito variazioni. Comunque nella relazione illustrativa viene specificato che il Consulente per l’esercizio delle attività riservate non può favorire “l’abusivismo” Cancellando il riferimento alle prestazioni riservate quindi dobbiamo intendere che il consulente non debba in alcun modo favorire qualsiasi attività di un soggetto non abilitato.

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Articolo “13” Rapporti con i Colleghi; Il comma 1 riprende i contenuti dell’art. 20 comma 4 del precedente codice deontologico; Il comma 2 è sostanzialmente invariato; Il comma 3 aggiunge ai colloqui, la “corrispondenza riservata” e aggiunto che non deve essere divulgato a terzi oltreché non riportato in atti processuali. Al comma 4 “Quanto previsto dai precedenti commi si applica anche nei rapporti con altri professionisti nel caso di reciprocità delle previsioni dei rispettivi codici deontologici.” Il comma 5 è molto importante, secondo la relazione di accompagnamento: “il Consulente non può, con alcun mezzo di comunicazione, utilizzare espressioni sconvenienti ed offensive verso i colleghi nello svolgimento dell’attività professionale; la nuova declinazione tende a porre il rispetto del precetto in rapporto alla grande varietà di strumenti di comunicazione che la tecnologia mette a disposizione. Articolo “14” Concorrenza sleale; Il contenuto del comma 1 è rimasto invariato. Al comma 2, invece, le lettere “f” e “g” sono state eliminate nel nuovo perché, secondo la relazione, non erano riconducibili al concetto di concorrenza sleale ma ad altre forme di concorrenza illecita. Attenzione non rientra più nella concorrenza sleale l’esercizio dell’attività nel periodo di sospensione e l’utilizzo del titolo senza averlo conseguito proprio perché queste due forme rientrano nella concorrenza illecita, perché appunto contra-legem.


CDT

Articolo “15” Titolo professionale; Il contenuto dell’articolo è variato ed è stato inserito un nuovo comma. Nel comma 1 si è voluto specificare e quindi dare maggiore forza a che il titolo di CDL spetta ai soggetti iscritti mentre al comma 2 fa riferimento all’attività svolta che deve avvenire indicando espressamente il titolo di consulente del lavoro. Articolo “16” Sostituzione di collega per decesso, sospensione o temporaneo impedimento; Contenuto articolo invariato ai commi 1 e 2 variato il comma 3 solo il destinatario che diventa da Ordine di appartenenza a il “Consiglio Provinciale” di appartenenza. Articolo “17” Subentro al collega; Articolo di nuova istituzione per l’inserimento del principio di colleganza. Molto importante per salvaguardare la nostra professionalità e il buon senso fra colleghi. Infatti viene specificato che il nuovo collega deve rendere nota la sua nomina al collega sostituito adoperandosi affinché siano soddisfatti i legittimi interessi del cliente, garantendo la regolare gestione delle attività professionali. Articolo “18” Rapporti con l’Ordine; Cambia numerazione in precedenza era il 17, contenuto invariato del comma 1 e inserimento del comma 2 che risolve il problema della mancata collaborazione con il Consiglio Provinciale il quale si dovrà attivare per chiedere notizie in merito a quanto segnalato (riferimento al Consiglio Provinciale e Consiglio Nazionale) La mancata risposta alla richiesta di chiarimenti viene tipizzato e costituisce automaticamente: “illecito disciplinare”. Molto importante per salvaguardare l’azione di cui all’art. 5 che venga precisato in tutti i modi che il CDT è organo del CPO inteso come Ordine Provinciale (inserendo apposita formula nei format delle Ordinanze o delle diffide)

viene eliminato il richiamo al D.Lgs. 14 marzo 2013 n.33 e ss.mm.. Articolo “20” Partecipazione a compagini societarie e collaborazioni con imprese che erogano servizi nel settore di attività, di cui all’articolo 1, Legge 11 gennaio 1979, 12 Cambia numerazione articolo in precedenza. In evidenza le differenze ai commi 1 e 2. Il comma 3 è molto importante per valutare il comportamento del collega che anche se a conoscenza di fatti rilevanti ai sensi del presente Codice, non agisca per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze; capire inoltre la tempistica dell’azione (al presente: non agisca oppure al passato non ha agito). Al comma 7 dal quale è stata eliminata la seguente frase “secondo cui il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale deve essere tale da determinare la maggioranza dei due terzi nelle decisioni o deliberazioni dei soci”. È quindi responsabile il CDL che concorre ad alterare le condizioni previste dalla legge 183/2011 ma anche colui che non provveda a ripristinare queste condizioni entro sei mesi. IMPORTANTE l’eliminazione nel comma 7 – come rilevato – ma anche la precisazione della possibilità di ripristino.

Articolo “19” Cariche istituzionali; Cambia la numerazione articolo in precedenza era art. 18, contenuto comma 1 e 13


LAVORO

LA GUERRA E LE TUTELE DEI LAVORATORI NELLE AZIENDE IN DIFFICOLTA’ A CURA DI EUFRANIO MASSI

EspERto DI DIRItto DEL LAvoRo

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LAVORO

Il 17 maggio 2022, sulla Gazzetta Ufficiale n. 114, è stato pubblicato il D.M. n. 67 del Ministro del Lavoro del 31 marzo u.s., con il quale l’Esecutivo, vigile e presente sulle situazioni che stanno affrontando numerose aziende a seguito della contrazione, improvvisa, delle attività produttive, per la carenza di approvvigionamento di energie, materie prime, prodotti semi lavorati o componenti importati dai territori coinvolti nel conflitto, con riflessi che si riverberino direttamente sui livelli occupazionali, ha inteso semplificare il ricorso alle integrazioni salariali ordinarie,

motivate da tali eventi non imputabili ai datori di lavoro. Gli effetti della crisi ucraina, pur non arrivando, al momento, a numeri di attenzione, si fanno sentire in imprese che appartengono ai settori più disparati: la stessa ISTAT, con riguardo alle nostre esportazioni verso la Russia relative allo scorso mese di marzo, ha denunciato un calo di oltre il 50%. Per affrontare il problema relativo a tali difficoltà e per risolverlo si è giunti alla emanazione del D.M. n. 67 del 31 marzo 2022 il quale, su tre punti specifici, ha innovato il D.M. 95442/2016 che regolamenta le prassi amministrative da seguire in caso di richiesta di cassa integrazione guadagni ordinaria. Le modifiche intervenute consentiranno all’INPS, che ha la competenza in materia, di esaminare più agevolmente le pratiche e di giungere, speditamente, alla emissione dei provvedimenti di concessione. Non si tratta, quindi, di un provvedimento di integrazione guadagni “speciale” (quella “stagione” è finita con le casse del periodo “Covid” ed il Governo non intende, in alcun modo, ripercorrere quella via), ma si tratta di una semplificazione amministrativa che si inserisce nel solco tracciato per la CIGO. Ma, in cosa consistono le modifiche al D.M. 95442? Con la prima e, limitatamente al 2022 (quindi, come si vede, si tratta di una misura temporanea e non strutturale ma correlata all’evolversi degli eventi bellici), la fattispecie “crisi di mercato”, prevista dall’art. 1, comprende anche la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa derivante dalla impossibilità di concludere accordi o scambi determinati dalle limitazioni conseguenti alla crisi. Il comma aggiuntivo introdotto è il 3-bis: con esso il Ministro prende atto delle limitazioni agli scambi commerciali conseguenti alle sanzioni adottate dall’Italia, sulla scorta degli accordi presi in sede comunitaria, ma anche di quelli per i quali, comunque, le difficoltà correlate agli eventi di guerra, non consentono un pacifico scambio sia verso la Russia che 15


LAVORO

verso l’Ucraina o la Bielorussia. Altre due modifiche si rinvengono nell’art. 5. La prima è contenuta nel comma 1-bis: qui si stabilisce che la “mancanza di materie prime o componenti” è rilevabile anche nei casi in cui sia riconducibile a difficoltà di natura economica, non preve-

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dibili, temporanee e non imputabili al datore di lavoro, nel reperimento delle fonti energetiche, funzionali alla trasformazione delle materie prime necessarie per la trasformazione. E’ il caso, ad esempio, dell’aumento considerevole del costo del gas, oltre modo necessario ed indispensabile per tenere accesi i forni in alcune attività produttive (nel settore ceramico è, attual-


LAVORO

mente, di gran lunga superiore al costo del personale). L’ultima novità riguarda una frase aggiunta al comma 2 ove si parla della relazione tecnica che deve accompagnare qualunque istanza di CIGO: nel caso appena evidenziato i contenuti dovranno documentare le difficoltà economiche che, sono di natura oggettiva, nonché la temporaneità, la imprevedibilità e la non imputabilità delle stesse al comportamento datoriale. La redazione della nota di accompagnamento della richiesta di integrazione salariale appare, quindi, molto più semplice rispetto a quella che, ordinariamente, richiede l’Istituto al quale, talora, occorre produrre una serie di documenti di natura economica e finanziaria. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta dopo la usuale registrazione presso l’Ufficio di Controllo della Corte dei Conti, il D.M. n. 67/2022 acquista piena efficacia ma la piena operatività, come spesso accade, è rimandata a chiarimenti amministrativi che l’INPS, si spera, emanerà sollecitamente, magari aggiornando alcune procedure e fornendo le opportune direttive alle proprie articolazioni periferiche.

sformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto a tempo indeterminato; e) Imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film di sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche; f) Imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi; g) Imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato; h) Imprese addette agli impianti telefonici ed elettrici; i) Imprese addette all’armamento ferroviario; j) Imprese industriali degli Enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica; k) Imprese industriali ed artigiane dell’edilizia e affini; l) Imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o escavazione di materiale lapideo; m) Imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono talee attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalle attività di escavazione.

Detto questo, però, ritengo sia possibile, già da ora, formulare alcune delucidazioni. La prima concerne il campo di applicazione: esso riguarda i datori di lavoro che rientrano nei settori ben specificati dall’art. 10 del D.L.vo n. 148/2015. Questa è l’elencazione:

La seconda riguarda i datori di lavoro che, in caso di crisi momentanea, possono ricorrere al Fondo di Integrazione Salariale (FIS): sono quelli non iscritti ai Fondi bilaterali di solidarietà (art. 26), a quelli alternativi (art. 27) ed ai Fondi intersettoriali delle Province Autonome di Trento e Bolzano, La durata complessiva del periodo tutelato è diversa a seconda che occupino fino a 5 dipendenti o fino a 15: dal 1° gennaio 2022 possono richiedere l’assegno di integrazione salariale in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. Ebbene, costoro, ricorrendone le condizioni, potranno chiedere l’assegno ordinario in presenza delle situazioni di crisi richiamate dal D.M. n. 67/2022. Per il resto, non ci sono altre novità e tutti i passaggi previsti dal D.L.vo n. 148/2015, prima della presentazione della domanda, restano obbligatori. Tra questi, assai importante è l’informativa con l’esame con-

a) Imprese manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas; b) Cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quelle degli operai delle imprese industriali, fatta eccezione delle cooperative ex DPR n. 602/1970, per le quali l’art. 1 del DPR non prevede la contribuzione per la CIG; c) Imprese dell’industri boschiva, forestale e del tabacco; d) Cooperative agricole, zootecniche e dei loro consorzi che esercitano attività di tra-

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LAVORO

giunto, anche in via telematica, con le rappresentanze sindacali interne e con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, prevista dall’art. 14 ma che, non necessita (anche se preferibile) di alcun accordo sottoscritto. E’ bene ricordare come il passaggio relativo alla informativa debba sempre essere documentato dal datore di lavoro all’Istituto che, pena la improcedibilità della istanza, ne chiede contezza attraverso la produzione della PEC o di una ricevuta di raccomandata A/R (circolare n. 139/2016, superabile, unicamente, con l’invio dell’accordo sottoscritto). Ma, se la crisi di una azienda industriale dovesse andare al di là del momento contingente, sarebbe possibile ricorrere alla CIGS per crisi aziendale o, anche in questo caso, sarebbe necessario un intervento ministeriale correttivo del D.M. n. 94033/2016 che è il provvedimento amministrativo che detta le regole per la fruizione delle varie ipotesi di integrazione salariale straordinaria? In questo caso non è necessario perché la crisi aziendale determinata da un evento improvviso ed imprevisto è già disciplinata dalla norma (art. 21) e dall’art. 2, comma 3 del predetto Decreto. Nella relazione di accompagnamento della richiesta, una volta esperiti l’informativa e l’esame congiunto con la propria rappresentanza sindacale e con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, nel rispetto dei tempi procedurali previsti dall’art. 25, l’imprenditore ha l’onere di rappresentare l’imprevedibilità dell’evento, la rapidità con la quale quest’ultimo ha prodotto gli effetti negativi e la completa autonomia rispetto alle politiche di gestione aziendale. In caso di controllo da parte degli organi di vigilanza, secondo i dettami postulati dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 27/2016, non andrà verificato l’andamento involutivo del biennio precedente, come avviene, ordinariamente, per la crisi aziendale: qui andrà, “in primis”, valutato se l’evento che ha dato origine alla richiesta ed alla successiva concessione, presenta proprio le caratteristiche sopra evidenziate (ad esempio, c’è stato un blocco delle esportazioni o delle importazioni imposto dalle Autorità) e, successivamente, se il piano di risanamento prospettato (ad esempio, ricerca di nuovi mercati) ha avuto attuazione. Il ridimensionamento della struttura aziendale non è una caratteristica necessaria ed obbligatoria di questa causale: tuttavia, se è stata prevista e magari concordata con le organizzazioni sindacali, anche attraverso risoluzioni del rapporto “non oppositive”, occorrerà verificarne l’attuazione. Per completezza di informazione ricordo che la durata della CIGS per crisi aziendale, sia pure dovuta ad un evento improvviso ed imprevedibile come l’evento bellico, è di dodici mesi all’interno del quinquennio mobile.

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“FINE EMERGENZA” E SMART WORKING A CURA DEL CENTRO STUDI


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Lo stop allo stato di emergenza pandemica non ha significato, naturalmente, la fine del Covid che continua a colpire il Paese e, anzi, preoccupa gli esperti in vista del prossimo autunno. Dunque, con il cambio di scenario imposto dalla scadenza del 31 marzo scorso, il legislatore ha rimodulato divieti e restrizioni per un ritorno comunque graduale alla normalità, anche in ambiente di lavoro.

Certo, rimane a volte difficile districarsi tra le varie disposizioni di natura ancora emergenziale che continuano a produrre effetti. Peraltro, come sovente accade, l’iter parlamentare di conversione di un decreto, in questo caso il 24/2022 di fine marzo (cosiddetto decreto “Riaperture”), carica via via il testo di novità tutt’altro che secondarie o formali. Così ecco che la recente legge 52 (in GU il 23 maggio


LAVORO

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CENTRO STUDI

scorso) ha confermato, ad esempio, la possibilità (e non l’obbligo) dello smart working semplificato – introdotto con la normativa emergenziale e fruibile senza accordo tra le parti – prorogandolo al 31 agosto 2022. Dal testo iniziale del decreto, tuttavia, erano rimasti esclusi i lavoratori cosiddetti fragili che dunque sembravano non poter più godere di alcun regime agevolato, dopo il 31 marzo, in tema di lavoro agile o da remoto. La questione è stata oggetto di polemiche accese durante l’iter parlamentare e alla fine il testo in conversione ha mantenuto fino al 30 giugno, per chi è condizione di fragilità, la disciplina dettata dall’articolo 26, commi 2 e 7 bis, del decreto 18/2020 (convertito con modificazioni nella legge 27/2020). Di conseguenza, laddove la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalità agile, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, che attesta una condizione di rischio o di disabilità con connotazione di gravità, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero. Esso non rientra quindi nel computo della durata massima del periodo di comporto e non determina la sospensione dell’eventuale indennità di accompagnamento. Inoltre, i datori del settore privato con obbligo previdenziale presso le gestioni dell’Inps, esclusi quelli del lavoro domestico, hanno diritto a un

dipendenti non aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’Inps stessa. Dunque, si è evitato di fare riferimento esclusivamente al sistema di sorveglianza sanitaria straordinaria, ex articolo 83 del decreto 34/2020, che assegna un ruolo chiave alla figura del Medico competente per la salute e la sicurezza sul lavoro. Peraltro, slitta al 31 luglio 2022 il termine dell’obbligo per i datori pubblici e privati di assicurare, appunto, la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio durante lo svolgimento delle attività produttive o commerciali. Inoltre, secondo il provvedimento, i fragili svolgono di norma

rimborso forfettario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori

la prestazione in smart working, pure con una mansione diversa dalla loro e tuttavia 23


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CENTRO STUDI

ricompresa nella stessa categoria o area di inquadramento. Altrimenti possono seguire specifiche attività di formazione, anche da remoto. Ancora fino al 31 luglio sono poi prorogate le misure di cui all’articolo 90, commi 1 e 2, del decreto 34/2020 (convertito nella legge 77/2020), per cui i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Il provvedimento prevede pure che, in attesa dell’adozione dell’accordo di cui all’articolo 37, comma 2, del Dlgs n. 81/2008, la formazione obbligatoria in tema di salute e sicurezza sul lavoro possa essere erogata sia in presenza sia da remoto, ad

eccezione delle attività per le quali siano previste forme di training o prove pratiche. La legge 52, inoltre, come detto, ha prorogato fino a fine agosto il termine per l’utilizzo della procedura di comunicazione semplificata dello smart working nel settore privato, procedura che risale anch’essa al decreto 34/2020. Dunque, fino a quella scadenza i datori devono soltanto comunicare per via telematica al ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile. Per il resto, ai lavoratori (inclusi gli addetti a mansioni domestiche e familiari) è consentito utilizzare mascherine chirurgiche, fermo restando casi specifici di obbligo a indossare la Ffp2, come quando si è stati a contatto stretto con positivi e si è dunque in regime di auto-sorveglianza. Non irrilevante, infine, il passaggio normativo per cui il ministero della Salute con propria ordinanza può adottare e aggiornare linee guida, così da entrare nella gestione delle misure di sicurezza anti-Covid nei luoghi di lavoro, materia che finora era demandata del tutto alle parti sociali.

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LAVORO

+ Grazie alla convenzione con Namirial, da oggi tutti i centri CAFCDL avranno a disposizione la Piattaforma Namirial*

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QUESITI DEL MESE A CURA DEL CENTRO STUDI

DEL ConsIgLIo pRovInCIALE DI RomA

Nelle ultime buste paga per dipendenti part-time in CIG Covid , non viene pagato il tratt.integr. DL 3/2020, perchè l'imponibile fiscale non raggiungerà l'importo necessario a tale maturazione. Vorrei sapere se la CIG può considerarsi utile all'ottenimento di tale trattamento e quindi andrà dichiarata il prossimo anno , o come altri bonus è considerato esente fiscalmente.

In base a quanto recentemente chiarito dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare 29/E del 14 dicembre, nel caso in cui il lavoratore dovesse risultare incapiente a seguito di interventi di integrazione salariale per Covid 19 nel corso dell'anno, il sostituto d'imposta dovrebbe riconoscere ugualmente il trattamento integrativo assumendo, in luogo degli importi delle misure di sostegno, la retribuzione contrattuale che sarebbe spettata in caso di prestazione lavorativa. Il Ns. Studio si trova ad affrontare la faccenda dell'erogazione delle 13sime in presenza di CIGD- Covid 19. Come dobbiamo comportarci? Come varia il conteggio con cig totale o parziale? Può l'INPS procedere all'erogazione di tale somma senza nessuna comunicazione da parte nostra?Purtroppo negli Sr41 che inviamo non abbiamo la possibilità di fare richiesta del rateo della 13sima.

In caso di utilizzo di ammortizzatori sociali, il calcolo della tredicesima mensilità varia in funzione dell'incidenza di utilizzo degli stessi (cig a zero ore/cig a orario ridotto). Giova comunque rammentare che l'indennità erogata dall'Istituto contiene i ratei di tredicesima mensilità, fermo restando il massimale cig. Sul punto può anche essere consultata la guida predisposta dalla Fondazione Studi disponibile sul sito. devo assumere una signora di 40 anni presso il nostro ufficio, la signora beneficia della Naspi, posso utilizzare l'assunzione come apprendista senza limiti di età anche per il 2021? potrò avere anche i benefici di contributi al 100% previsti per il 2021?

ll collega dovrà valutare con attenzione quale sia il regime agevolativo da consigliare all'azienda cliente in quanto le ipotesi presenti nel quesito sono alternative ,e posto che non vi sono motivi ostativi per il contratto di apprendistato in costanza di fruizione effettiva di Naspi . Tra l'altro l'agevolazione prevista dalla Legge 178/2020 , oltre al n.o. della UE , prevede ,come non sarà sfuggito , il rispetto non solo delle condizioni generali per la fruizione dei benefici , ma la verifica della incrementalità della occupazione in seno all'azienda ovvero il gruppo che intende assumere.


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IL MONDO DEL CONSULENTE N. 130 by Ordine Consulenti del Lavoro - Consiglio Provinciale di Roma - Issuu