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The World of il Consulente n. 87

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N. 87 - ANNO VIII - GEN-FEB 2018

The worLd of

il

Consulente

HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA

Il nuovo CPO


il

Consulente

N°87 - gennaio-fennraio 2018 Periodico mensile Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli

Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro The worLd of

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Consulente

LA RIVISTA HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

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the worLd of il Consulente

Redazione Daniele Donati Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Andrea Tommasini Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Adalberto Bertucci nella sua qualità di Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Redazione redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 15 marzo 2018

QUESTO NUMERO

The worLd of


Una nuova avventura Care Colleghe e cari Colleghi, apro questo mio intervento editoriale ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questa grande e sempre nuova avventura! Il rinnovato Consiglio Provinciale si è insediato ed è pronto a mettersi all’opera con un ricco programma da attuare. Questa consiliatura sarà caratterizzata da un’attenzione particolare nella direzione dei giovani: mediante la presentazione della nostra professione anche in sede scolastica. In tale prospettiva si effettuerà una sensibilizzazione sul territorio, esibendo le peculiarità e gli stimoli continui offerti dalla nostra categoria che, proprio per la sua natura, si trasfigura nella sua coralità in un “osservatorio” sociale, economico e anche politico dell’attualità italiana. Nel contempo saranno implementati i corsi ed il percorso didattico e

EDITORIALE

ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO RM

formativo per il praticantato. Obiettivo fondamentale è crescere giovani consulenti sempre più consapevoli degli strumenti normativi e pratici a disposizione e renderli professionalmente competitivi sul mercato. Saranno implementati i corsi per la formazione continua, con una variegata e più ricca offerta di temi e argomenti d'attualità normativa, ma anche con una particolare attenzione alle vostre esigenze e richieste, sulle tematiche che ci segnalerete nel corso di questa consiliatura. Sempre con riguardo al tema della formazione e dell’attualità normativa, il Centro Studi rappresenterà lo strumento portante e di supporto della categoria, un team di esperti studierà ed approfondirà argomenti concernenti il diritto del lavoro, della previdenza sociale ma anche il diritto tributario, con pubbli-

Il Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Al centro il Presidente Adalberto Bertucci. Alle spalle da sinistra verso destra: Lorenzo Lelli, Massimo Flaccomio, Daniele Donati, Massimiliano Pastore, Eleonora Marzani, MArco Bertucci, Gianluca Donati, Sergio Venanzi

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EDITORIALE

cazione di articoli, relazioni ed “e-book” facilmente fruibili su tutti i moderni dispositivi tecnologici. Il Centro costituirà un supporto nell’interpretazione e nella corretta esecuzione delle complesse normative che sopraggiungeranno, siano esse in materia di lavoro che di carattere fiscale. Per questo triennio sarà svolta azione di controllo e di garanzia contro l’abusivismo, vigilando sulla corretta esecuzione di quanto definito dall’art. 1 della L. 12/79, il quale dispone che l'attività di consulenza in materia di lavoro possa essere svolta esclusivamente da coloro che siano iscritti nell'albo dei Consulenti del lavoro e dai professionisti abilitati, nel rispetto del codice deontologico di categoria. Allo stesso tempo saranno garantite condotte all’insegna della trasparenza, della correttezza e della lealtà intellettuale, all’interno e al di fuori del Consiglio nominato, anche mediante la supervisione esercitata dal4

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l’organo garante preposto alla vigilanza: la Commissione Anticorruzione. Il lavoro svolto del Consiglio di Disciplina Territoriale sarà portato avanti con uno spirito di continuità con il mandato precedente, caratterizzato dal grande impegno profuso nel rispetto della giurisprudenza e dell’imparzialità, elementi che hanno contraddistinto i vari collegi giudicanti susseguitisi nel corso dello scorso triennio. dall'Ordine Continuerà ad essere garantito l’importante sostegno rappresentato dal fondo di solidarietà, per dare respiro ai colleghi che per varie cause necessitano di un “salvagente” per poter restare “a galla” nel mare della concorrenza e dei fattori critici dell’economica contemporanea. La storia del nostro Ordine ci insegna che prima di essere una categoria la nostra è una grande comunità, che non si è mai sottratta all’impegno verso i colleghi in difficoltà. Non mancheranno protocolli d’intesa con la Pubblica Amministrazione, tesi all’individuazione di canali e strumenti in grado di garantire alla nostra categoria servizi efficaci e facilmente fruibili, in grado di ridurre i tempi burocratici e snellire i rapporti con i vari Enti, come ad esempio l’implementazione dei canali telematico e telefonico dedicati e vari sportelli informativi presso la sede del nostro Istituto. Il Consiglio proseguirà con energia la “battaglia” con il legislatore (già avviata dal CUP – Comitato Unitario Professioni) per offrire ai professionisti l’opportunità di crescere tecnologicamente e per essere competitivi e al passo con il presente e con l’Europa. Il consulente del lavoro, vicino all’impresa sia di grandi che di medie dimensioni, non può essere tagliato fuori dagli incentivi per la digitalizzazione e per l’implementazione tecnologica, proprio perché ha bisogno di sostenere con i supporti adeguati e le specifiche conoscenze la sempre crescenti esigenze, anche tecnologiche, della propria clientela. I nostri obiettivi sono ancora molti e nel corso di questo cammino insieme ne affronteremo di volta in volta le caratteristiche, vi racconteremo le difficoltà delle sfide sostenute e gioiremo insieme dei successi ottenuti!


Auguri di buona Pasqua a voi e alle vostre Famiglie Adalberto Bertucci

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SOMMARIO

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EDITORIALE Una nuova avventura

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ZOOM Incentivi digitalizzazione: tagliato fuori il professionista!

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DI ADALBERTO BERTUCCI

Il licenziamento è efficace anche se comunicato tramite messaggio su 20 whatsapp DI PIERGIORGIO CEFARO

FISCO E TASSE Il concetto di bene strumentale

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DI LORENZO LELLI

DI ANTONIO GIGLIOTTI

CATEGORIA Ai nostri piccoli orfani Una nuova iniziativa a favore degli iscritti ENPACL

PENSIONATI Contro il blocco delle rivalutazione 24 delle pensioni 10

DI MARCO BERTUCCI

RETRIBUZIONI / CONTRIBUTI Non si ha diritto alla restituzione di 12 retribuzioni e contributi DI ANTONIO GIGLIOTTI

DI ANDREA TOMMASINI

PASQUINO ‘E monete de ‘fumo’ ovverosia ‘e Monete comprementari (*)

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QUESITI DEL MESE

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A CURA DEL CENTRO STUDI

GIOVANI Comunicazione Obbligatoria per lo svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro: Nuove istruzioni 14 DI ALESSIA NOVIELLO

CIRCOLARI

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PROGETTO 4U Perché il progetto adolescenti 4U

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DI PASQUALE POLLINZI

LAVORO WELFARE AZIENDALE che cosa è ?

DI MASSIMILIANO MATTEUCCI

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Riepilogo attività Ordine Febbraio 2018 Consulenti 12 nuovi iscritti – 0 cancellati Praticanti 3 nuovi iscritti – 3 fine pratica - 2 cancellati Consiglio n. 1 riunioni Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma n. 4 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle n. 2 Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma n. 19 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile Eventi formativi n. 4 incontri formativi per un totale di n. 16 ore formative

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Incentivi digitalizzazione: tagliato fuori il professionista!

ZOOM LE RIFLESSIONI DEL DIRETTORE

DI LORENZO LELLI CONSULENTE DEL LAVORO

Si è tanto parlato di Industria 4.0, è ormai un dato acquisito, è il presente! Ora il grande salto verso il progresso lo sta attuando il settore dell’artigianato e manifatturiero: anche per i makers è giunto il momento di fare il grande passo, di puntare al 4.0. Il lavoro manuale e artigianale può essere anche tecnologico e d’avanguardia. Questo concetto può essere concepito come l’unione di più professionalità, apparentemente differenti, per creare un prodotto superiore, ovvero mediante l’impiego di supporti informatici per la fase preparatoria del lavoro e l’utilizzo di software per creare trame e design personalizzati. Proprio questa esigenza di aggregazione di competenze, ruoli e professioni diverse si proiettata anche a livello formativo e scolastico, un esempio per tutti è rintracciabile nel laboratorio sperimentale Polifactory del Politecnico di Milano. Un dato interessante è rappresentato dalle numerose start up innovative italiane che, con le giuste intuizioni e le adeguate tecnologie, grazie ad una buona dose di incentivi e investimenti esterni, da piccole realtà si stanno insediando con vigore sul mercato, frutto della voglia delle nuove generazioni di imprenditori di fare la differenza sul mercato ma anche, in taluni casi, a livello sociale. Lo Stato italiano sta favorendo il cambiamento, la marcia verso una maggiore digitalizzazione, verso l’innovazione tecnologica e il sapere, anche con l’impiego di incentivi fiscali dedicati proprio a questi settori. Gli unici discriminati dal Ministero dello 8

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Sviluppo Economico siamo, ahimè!, noi Professionisti: per la nostra categoria niente iper-ammortamento né super-ammortamento, tantomeno “voucher per la digitalizzazione”. Quest’ultima misura, ad esempio, prevede un contributo, mediante concessione di un voucher, di importo non superiore a 10mila euro, per l’adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. Requisito indispensabile per l’ottenimento del voucher l’iscrizione presso il Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio, vincolo che chiaramente esclude l’accesso a tale misura agli studi professionali e ai liberi professionisti in generale. Eppure uno studio professionale tecnologico è in grado di servire al meglio le esigenze dell’industria e dell’artigianato 4.0. Strumenti per il professionista ce ne sono: fibra, cloud, programmi informatici e gestionali dedicati e particolareggiati, sistemi sofisticati per videoconferenze e sale riunioni interattive, computer e software di ultima generazione (come ad esempio il Lawtech a supporto degli studi legali), piattaforme web, corsi di formazione professionale per gli addetti di Studio e tanti altri. Tutti queste risorse hanno costi, in alcuni casi anche elevati, oggi al cento per cento a carico del professionista. Queste implementazioni saranno sempre più necessarie per il consulente, perché dovrà tenere il passo della clientela proiettata verso il progresso. Lo scorso 19 gennaio il CUP - Comitato unitario professioni e la RTP - Rete professioni tecniche hanno trasmesso una No-


RIFLESSIONI DEL DIRETTORE ZOOM

ta per chiedere al MISE di rimediare a questa esclusione, estendendo l’incentivo ai liberi professionisti. La risposta del MISE, del 29 gennaio, ha evidenziato l’impossibilità dell’equiparazione tra PMI e professionisti, non sanando il difetto normativo. CUP e RPT hanno rivalutato attentamente la ricostruzione normativa proposta, predisponendo un parere «pro veritate» evidenziando come «sin dall’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016, il legislatore italiano ha inteso affermare la piena equiparazione tra Pmi e liberi professionisti ai fini dell’accesso ai piani operativi», per tale ratio «tutti gli interventi di sostegno alle Pmi previsti dai piani operativi Pon e Por debbano ritenersi estesi ipso iure anche ai liberi professionisti». Cup e Rpt, pertanto, hanno reiterato la richiesta di annullamento in autotutela del decreto. Cosa osta all’estensione delle tutele per i

professionisti? Perché tale discriminazione? Perché nonostante le richieste avanzate dal CUP ancora non si concede il via libera per gli incentivi alle categorie ordinistiche? Una spinta all’implementazione tecnologica anche per le professioni porterebbe necessariamente ad un valore aggiunto al Paese, un progresso generalizzato a tutti i comparti dell’economia nostrana. L’industria e l’artigiano 4.0 navighino a vele spiegate verso il futuro, con un bagaglio di tecnologia e creatività, ma che siano sempre accompagnati nel proprio percorso e nella propria crescita da consulenti al passo coi tempi, con le conoscenze e gli strumenti all’avanguardia e adeguati per assisterli. Il progresso tecnologico rappresenta un’opportunità per tutti, nessuna categoria e nessun settore deve restare indietro a guardare il futuro vissuto dagli altri.

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Ai nostri piccoli orfani Una nuova iniziativa a favore degli iscritti ENPACL

CATEGORIA

Ancora una volta l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Consulenti del Lavoro potenzia le iniziative di carattere assistenziale e solidale volte a sostenere gli iscritti.

In particolare, nel corso dell’Assemblea dei Delegati del 23 novembre scorso, l’ENPACL ha deciso di fornire un aiuto concreto ai figli orfani e di minore età di Consulenti del Lavoro. Al momento, infatti, l’Ente registra n.59 superstiti di minore età, afferenti a n.45 famiglie, titolari di pensione indiretta o di reversibilità a carico dell’Ente e di importo molto ridotto, insufficiente a sollevarli dalle difficoltà di carattere economico. Per questo motivo, con la delibera assunta dal Consiglio di Amministrazione lo scorso 14 dicembre, l’ENPACL ha stabilito di corrispondere, già per l’anno in corso, uno specifico sussidio, stabilito in misura fissa ed uguale per tutti i destinatari del10

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l’iniziativa, pari a 500 euro mensili per il numero di ratei percepiti durante l’anno 2017. In buona sostanza, un orfano minore che abbia ricevuto durante l’anno 12 mensilità di pensione a superstiti, in occasione del prossimo Natale riceverà 6.000 euro, per una spesa totale a carico dell’Ente di circa 300.000 euro, compatibile con le risorse disponibili in bilancio. Inoltre, il Presidente dell’Ente Alessandro Visparelli ha avviato una interlocuzione istituzionale con la Fondazione ONAOSI - Opera Nazionale per gli Orfani dei Sanitari Italiani - che si occupa di sostenere, educare, istruire e formare i giovani - per consentire anche agli orfani di Consulenti del Lavoro di accedere ai servizi e alle strutture dell’Opera e conseguire un titolo di studio che permetta loro l’ingresso nel mondo del lavoro.


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Non si ha diritto alla restituzione di retribuzioni e contributi

RETRIBUZIONI / CONTRIBUTI

CONTRATTO IMMORALE

NON È POSSIBILE OTTENERE LA RESTITUZIONE DELLE SOMME VERSATE A TITOLO DI RETRIBUZIONI E CONTRIBUTI IN VIRTÙ DI UN CONTRATTO SIMULATO DI LAVORO SUBORDINATO CHE HA COME UNICO SCOPO QUELLO DI COSTITUIRE UNA FITTIZIA POSIZIONE PRESSO L’I.N.P.S.. DI ANTONIO GIGLIOTTI DOTTORE COMMERCIALISTA

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Ai sensi dell’articolo 2035 del Codice civile, “Chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che, anche da parte sua, costituisca offesa al buon costume non può ripetere quanto ha pagato.” Pertanto chi abbia versato una somma di denaro al solo fine di garantire una posizione contributiva a un soggetto che non ne aveva diritto, non è ammesso a ripetere la prestazio-

Premessa


RETRIBUZIONI / CONTRIBUTI

ne, perché detta finalità costituisce offesa al buon costume. È quanto emerge dalla Sentenza della Corte di Cassazione n. 2014, Sezione Lavoro, pubblicata in data 26 gennaio 2018 che ha definitivamente respinto la domanda diretta a far accertare la simulazione assoluta e quindi la nullità del rapporto di lavoro instaurato tra un libero professionista e la sua ex moglie. Il titolare di uno Studio professionale ha simulato un contratto di lavoro subordinato al fine di accreditare i contributi previdenziali a favore della donna che è stata prima la sua convivente e poi sua moglie. Finito il matrimonio, il professionista ha agito per la restituzione di quanto pagato a titolo di retribuzioni e contributi, chiedendo al Giudice di accertare la simulazione assoluta e quindi la nullità - per illiceità della causa o dei motivi - del rapporto di lavoro instaurato con l’ormai ex moglie. Confermando la decisione di prime cure, la Corte d’Appello ha negato il diritto alla restituzione delle somme, atteso il disposto dell'art. 2035 Cod. civ. A tal riguardo, il Giudice di secondo grado ha osservato il concetto di “buon costume” deve essere interpretato in senso ampio, tanto da ricomprendervi anche i principi e le esigenze etiche della coscienza collettiva a livello morale e sociale in un determinato momento o ambiente. Ebbene, la Suprema Corte, interpellata dal professionista, ha finito col confermare la statuizione della Corte territoriale.

Il caso

Il ricorrente, in particolare, ha dedotto: • che non era mai stata effettivamente prestata alcuna attività lavorativa e comunque che si era in presenza di prestazioni non riconducibili a vincoli di dipendenza, bensì a rapporti personalissimi di condivisione familiare, in assenza di qualsiasi sinallagma contrattuale avente ad ogget-

Deduzioni del ricorrente

to lo scambio tra prestazione e retribuzione. Di conseguenza ha lamentato: • violazione e falsa applicazione degli artt.12 preleggi, 115 Cod. proc. e 2035 Cod. civ., in relazione all'art. 360 c.1 n. 3 Cod. proc. civ., per avere la Corte territoriale ritenuto che l'irripetibilità delle retribuzioni e dei relativi contributi dovesse conseguire all'aver eseguito una prestazione per uno scopo contrario al buon costume, quale è la falsa costituzione della posizione contributiva, tanto da avere poi ritenuto irrilevanti le prove testimoniali miranti a provare l'inesistenza del rapporto di lavoro subordinato; violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in relazione all'art.360 c.1 n. 3 Cod. proc. civ., con riguardo all’art. 2115 Cod. civ. e art. 17 L. n. 218/ 1952, secondo i quali il versamento dei contributi obbligatori in favore dell’I.N.P.S. può avvenire solo in presenza di un effettivo rapporto di lavoro subordinato e ove lo stesso non sia fittizio.

Decisione della Corte Suprema - Nel caso di specie, il Giudice di appello ha rilevato che, sebbene in esecuzione di un accordo simulatorio, i pagamenti effettuati dal ricorrente avevano avuto il solo fine di rendere verosimile l'esistenza del rapporto di lavoro per acquisire una posizione contributiva cui la moglie (poi ex) non aveva diritto, trattandosi quindi di somme irripetibili ai sensi dell'art. 2035 Cod. civ. La Suprema Corte, condividendo questa conclusione, ha rigettato il ricorso proposto dal professionista. I Massimi Giudici non hanno condiviso la censura perché essa si pone in contrasto con quanto precisato nella giurisprudenza di legittimità. In conclusione, i Giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore delle controparti (ex moglie e I.N.P.S.).

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Comunicazione Obbligatoria per lo svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro: Nuove istruzioni

LA VOCE DEI GIOVANI

DI ALESSIA NOVIELLO CONSULENTE DEL LAVORO

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro divulga le nuove istruzioni relative all’obbligo di comunicazione per la gestione degli adempimenti in materia di lavoro da parte di Avvocati e Dottori commercialisti. L’art. 1 della Legge 12 del 1979 stabilisce che: “Tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono cu-

Con la nota n.32 del 15 febbraio 2018,

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rati dal datore di lavoro, direttamente od a mezzo di propri dipendenti, non possono essere assunti se non da coloro che siano iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro a norma dell'articolo 9 della presente legge, nonché da coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti di cui sopra”.


LA VOCE DEI GIOVANI

Gli adempimenti in materia di lavoro, in ba- gestione del personale. se alla citata legge, possono essere svolti ol- Al termine della procedura telematica, sarà tre che dai Consulenti del lavoro iscritti al- rilasciato un codice di comunicazione, che l’Ordine, anche da Avvocati e Dottori Com- sarà accessibile dal personale ispettivo per mercialisti, i quali però devono darne im- accertare il corretto assolvimento dell’obmediata comunicazione all’Ispettorato del bligo. La Nota dell’Ispettorato Nazionale precisa che: qualora si accerti l’assenza dell’inLavoro competente per territorio. Allo scopo di aggiornare e rendere più effi- vio della comunicazione da parte del procaci i sistemi di monitoraggio e controllo, a fessionista, anche in riferimento ad uno spepartire dal 1° marzo 2018, il sistema di co- cifico ambito provinciale, lo stesso persomunicazione supera il modello cartaceo e nale comunicherà al competente Consiglio dell’Ordine tale circostandiventa telematico. I proza al fine dell’adozione dei fessionisti dovranno infatL’Ispettorato provvedimenti di competi dotarsi di SPID (Sistema tenza. Pubblico di Identità DigitaNazionale del Tale adempimento non rile) e adempiere all’obbligo Lavoro, nella nota guarda gli iscritti all’Ordidi comunicazione attraver32, invita i ne dei Consulenti del Laso il portale dedicato sul siprofessionisti che voro, che per legge, sono to dell’Ispettorato all’indiabbiano già riconosciuti quali soggetrizzo www.ispettorato.gov.it. assolto l’obbligo di ti abilitati, hanno svolto il L’Ispettorato Nazionale del comunicazione in praticantato e superato Lavoro, nella nota 32, invil’esame di Stato quale gata i professionisti che abforma cartacea a ranzia, come sottolinea il biano già assolto l’obbligo provvedere con la Consiglio Nazionale dei di comunicazione in forma nuova modalità Consulenti del lavoro, di cartacea a provvedere con telematica al fine aver approfondito in mola nuova modalità telemadi semplificare ed do specialistico le materie tica al fine di semplificare accelerare oggetto della professione ed accelerare eventuali coneventuali controlli di Consulente del Lavoro. trolli che dovessero essere Diversa la situazione in cui avviati. Al momento, dunche dovessero si trovano i soggetti autoque, la modalità di comuessere avviati rizzati ed individuati dalnicazione telematica per chi la legge 12 del 1979, che, avesse già ottemperato tale impegno, rappresenta un invito da parte del- possono svolgere alcune funzioni non riserl’INL e non un vincolo con relativa applica- vate, previa comunicazione alla competente ITL. zione di sanzione. Diversa, chiaramente, la situazione per co- Prendendo spunto dalla Sentenza del Triloro che non abbiano ancora provveduto. In bunale del Lazio, numero 9236 del 2011, ritale circostanza sarà necessario operare con cordiamo che, la riserva a favore dei consulenti del lavoro non è limitazione all’accesla nuova procedura. so ad una professione ma "garanzia della Il nuovo modello telematico contiene: • I dati anagrafici del soggetto autorizzato; sussistenza dei requisiti professionali nel compimento di una determinata attività, sì • L’indirizzo di residenza; • Il numero di iscrizione ed il relativo Ordi- da renderla possibile unicamente a coloro ne di appartenenza; che da un lato sono a ciò specificamente pre• L’indirizzo e i recapiti dello studio in cui il parati e che, dall’altro, ne siano anche resoggetto esercita l’attività professionale; sponsabili". Questo il nostro ruolo, queste • Le province in cui si esercita l’attività di le nostre responsabilità.

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WELFARE AZIENDALE che cosa è ?

LAVORO

IL WELFARE AZIENDALE STA LENTAMENTE PRENDENDO PIEDE ANCHE IN ITALIA, GRAZIE ANCHE ALLA RIDUZIONE DELLO STATO SOCIALE ED ANCHE GRAZIE AGLI INCENTIVI FISCALI FORNITI DAL LEGISLATORE DI MASSIMILIANO MATTEUCCI CONSULENTE DEL LAVORO

La definizione di welfare aziendale rimane ancora oggi aleatoria e difforme a seconda dei contesti in cui la stessa viene proposta, passiamo dal

benessere per il lavoratore fino ad arrivare all’assistenza passando per la trasformazione della premialità. L’Italia è stata colpita, come altri paesi, da una crisi economica molto profonda, con l’aggravante però di trovarsi in una situazione in cui la spesa pubblica era molto alta e dove il rischio di un “collasso” economico è stato molto vicino e concreto. 16

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Per diminuire la spesa pubblica è stato necessario ridurre e quindi indebolire le politiche di protezione sociale cercando di sopperire a tali mancanze con lo strumento integrativo del welfare. In molti casi il welfare aziendale diventa risolutivo e sostitutivo delle problematiche sociali come ad esempio nel caso del nido aziendale, dove il welfare annulla e risolve il disagio del cittadino/lavoratore. Anche se l’interesse e l’attenzione su questo tema stia aumentando in maniera molto forte sia in termini politici che economici ci si


LAVORO

trova poi a ragionare su un Tuir che manifesta una lettura ancora indecisa e parziale contrario, ed è per questo motivo che ogni Legge di stabilità provvede ad integrare il Testo Unico. Dal primo rapporto del Censis, in collaborazione con Eudaimon (società attiva nel settore), è emerso che chi conosce il welfare aziendale, e sono ancora pochi, lo apprezza. Infatti solo il 17,9% dei lavoratori è a conoscenza delle misure che rientrano in questo settore, mentre il 58,5% ha una conoscenza generica dell’argomento e il 23,6% non sa di cosa si tratta. L’apprezzamento maggiore si riscontra tra le categorie di dirigenti, laureati e gli occupati con redditi elevati ed è sorprendente se si considera che i benefici fiscali riguardano in particolar modo coloro che percepiscono redditi bassi. Il welfare può determinare oggettivamente il raggiungimento di tre obiettivi gestionali: 1) L’aumento della retribuzione reale dei lavoratori, senza nessun aumento in termini di costo del lavoro; 2) Un miglioramento del clima aziendale, del benessere dei lavoratori e del loro potere di acquisto; 3) L’ottimizzazione dell’impatto fiscale e contributivo per il lavoratore, ma anche per l’impresa; Diventa quindi strategico per l’azienda che vuole attuare un piano di welfare per ottenere dei risultati concreti e di medio periodo allo stesso tempo il welfare sta entrando sempre di più in un contesto di politiche retributive aziendali. In relazione a questo tema è importante verificare il welfare nell’ambito più generale delle politiche retributive e quindi capire nello specifico il significato delle leve fiscali introdotte dal nostro legislatore. E’ importante sottolineare come l’adozione di un piano di Welfare aziendale significa investire nel Il Welfare può quindi rivelarsi un ottimo investimento a medio e lungo termine. Sempre più di frequente vengono resi pubblici i servizi resi dalle grandi multinaziona-

li ai propri dipendenti: asili nido interni, flessibilità, borse di studio... Tali misure rientrano appunto nel concetto di Welfare aziendale destinato a migliorare la conciliazione tra vita privata e professionale. Ciò dimostra, inoltre, che le aziende che adottano i piani di Welfare traggono profitto non solo in termini di produttività, ma anche in prestigio e popolarità, diventando posti di lavoro più ambiti e attirando lavoratori più qualificati. Va innanzitutto premesso che non esiste una normativa unitaria ed organica in tema di Welfare. Possiamo quindi distinguere due concetti di Welfare: - un Welfare strettamente “tecnico” che riguarda le erogazioni materiali di beni, opere e servizi che hanno risvolti fiscali e previdenziali; - un Welfare, invece, più ampio che comprende tutte le misure adottate dall’azienda per la predetta finalità e che tocca vari aspetti del rapporto di lavoro. Va inoltre specificato che il Welfare, sebbene sia un tema che solo negli ultimi anni ha fortemente attirato l’attenzione degli operatori del settore, viene riconosciuto da tempo, almeno in parte, dai contratti collettivi. Si tratta, in questo caso, di Welfare contrattuale. Si pensi in primo luogo all’assistenza sanitaria integrativa. Molti contratti collettivi nazionali prevedono infatti l’obbligo per il datore di lavoro di versare un contributo destinato ad un fondo o ad una cassa di assistenza sanitaria che offra ai lavoratori prestazioni integrative al Sistema Sanitario Nazionale. Ciò avviene, ad esempio, nel CCNL Commercio che prevede il versamento obbligatorio al Fondo Est in parte a carico dell’azienda e in parte a carico del lavoratore. Oppure, ancora, la recente istituzione della contribuzione obbligatoria al Fondo MètaSalute istituita dal CCNL Metalmeccanica industria a decorrere da ottobre 2017. Molti CCNL, inoltre, prevedono una contribuzione destinata alla previdenza complementare. Quando il lavoratore sceglie di de-

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LAVORO

stinare il trattamento di fine rapporto ad un fondo di previdenza complementare, il datore di lavoro è tenuto ad integrare i versamenti con un ulteriore contributo. Inoltre, alcuni contratti collettivi prevedono particolari ipotesi di adesione contrattuale. È il caso, ad esempio, del CCNL Autoferrotranvieri Internavigatori – Mobilità – TPL che dal 2017 prevede il versamento di un contributo obbligatorio a carico azienda al Fondo Priamo, fondo di previdenza complementare di settore, indipendentemente dall’adesione del lavoratore e quindi dalla destinazione prescelta per il trattamento di fine rapporto. La contrattazione collettiva si sta inoltre muovendo verso il riconoscimento di un Welfare ancora più ampio. È il caso, ancora una volta, del CCNL Metalmeccanica Industria che dal 2017 prevede il riconoscimento di misure di Welfare per un valore di 100 euro per ciascun dipendente; somma peraltro destinata ad aumentare nei due anni successivi. Stesso meccanismo, che decorrerà dal 2018, è stato previsto dalla Metalmeccanica Piccola e Media Industria. Del resto scopo della contrattazione collettiva è la tutela dei lavoratori e del loro benessere. Un’impresa con una popolazione aziendale molto giovane potrà mettere a disposizione dei lavoratori, ad esempio, abbonamenti in palestra, pacchetti viaggio o corsi di lingua. Una popolazione più anziana potrebbe, probabilmente, trovare maggiore interesse nel riconoscimento di check up medici gratuiti o negli aumenti di contribuzione destinata alla previdenza complementare. Nel caso di un alto tasso di genitorialità, l’azienda potrà invece riconoscere un sistema che consenta la maggior flessibilità oraria. Proprio per questo è opportuno, come vedremo più avanti, che l’azienda effettui un’indagine tra i propri dipendenti al fine di identificare al meglio le esigenze. Come già affermato, quindi, nel concetto di Welfare rientrano non solo i beni e i servizi erogati dall’azienda, ma tutte le misure destinate alla migliore conciliazione vita – la18

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voro. Vediamo alcune delle misure che possono essere adottate al fine di garantire il benessere dei lavoratori. - Flessibilità di orario: viene introdotta solitamente a livello aziendale. Consiste nella definizione di una fascia oraria entro la quale i dipendenti possono liberamente iniziare e terminare la prestazione lavorativa, senza più l’individuazione di un orario predefinito di ingresso e di uscita. La flessibilità può essere prevista anche in relazione alla pausa pranzo, sia in termini di durata che di orario. Può inoltre essere riconosciuta al dipendente autonomia nella distribuzionedell’orario di lavoro settimanale mediante compensazioni: il lavoratore può decidere di effettuare prestazioni di lavoro giornaliere di durata inferiore o superiore a seconda delle proprie esigenze. (Ad esempio: lavoro per mezza giornata il venerdì in compensazione di giornate lavorative più lunghe dal lunedì al giovedì.) È comunque fondamentale il rispetto della disciplina in materia di riposi e orario di lavoro come definita dal d. lgs. n. 66/2003. - Banca ore: il lavoratore svolge attività lavorativa per un numero di ore eccedente il normale orario di lavoro;tali ore non vengono però retribuite come straordinari ma accumulate e consumate successivamente come riposi compensativi. Le ore non compensate vengono successivamente monetizzate e retribuite con la maggiorazione prevista per gli straordinari. - Part-time: il d. lgs. n. 81/2015 prevede dei casi in cui al lavoratore a tempo pieno viene riconosciuta la priorità nella trasformazione a tempo parziale. Tali ipotesi sono legate alla presenza di patologie gravi del coniuge, del figlio o dei genitori; di un convivente portatore di handicap grave; di un figlio con handicap anche non grave o minore di tredici anni. Con l’istituzione del Welfare potranno, ad esempio, essere ampliate tali casistiche e in alcuni specifici casi potrebbe essere riconosciuto il diritto, e non la mera priorità, alla


riduzione d’orario. - Aspettative: possono essere istituite particolari aspettative aggiuntive a quelle previste dai contratti collettivi. I lavoratori possono in tal modo conservare il posto di lavoro per periodi in cui, altrimenti, sarebbero costretti a dimettersi. Alcuni contratti aziendali prevedono, ad esempio, la possibilità di richiedere un’aspettativa non retribuita per godere del cosiddetto anno sabbatico; i lavoratori possono in questo modo svolgere per un periodo prolungato attivitàdedicate ai propri interessi, come ad esempio un viaggio o un pellegrinaggio. Come già detto, queste sono solo alcune degli strumenti utilizzabili in azienda. Si tratta in questi casi di misure che attengono prettamente alla disciplina del rapporto di lavoro. Tali misure pertanto non hanno una rilevanza diretta in riferimento alla disciplina fiscale. Un altro esempio ci viene fornito dalla recentissima introduzione del lavoro agile, c.d. Smart Working . La l. n. 81/2017 prevede la possibilità di stipula di un accordo scrittotra datore di lavoro e lavoratore che consenta a quest’ultimo di svolgere la prestazione lavorativa in parte in azienda e in parte al di fuori, senza vincoli di orario e di luogo con il possibile utilizzo di strumentazione tecnologica. Lo Smart Working può essere utilizzato specificatamente in relazione a forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi. Nello Smart Working la modalità di esecuzione della prestazione di lavoro all’esterno dell’azienda viene liberamente concordata tra le parti. La normativa infatti prevede solo alcuni elementi che dovranno obbligatoriamente essere disciplinati nell’accordo: la distribuzione temporale e i tempi di riposo del lavoratore, le misure tecniche e organizzative di disconnessione dalla strumentazione tecnologica, le forme di esercizio dei poteri del datore di lavoro (potere direttivo, disciplinare e di controllo). All’accordo può essere apposto un termine. Con lo Smart Working, quindi, si affievoliscono gli elementi che hanno qualificato per

decenni il lavoro subordinato. I dipendenti “smart”, infatti, si avvicinano in questo senso ai lavoratori autonomi: sebbene il lavoratore agile sia sottoposto a tutti i poteri datoriali, venendo meno l’obbligo di effettuare la prestazione lavorativa nei tempi e nei luoghi stabiliti dal datore di lavorosi attenua una delle caratteristiche proprie del lavoro dipendente. Il Welfare può del resto integrarsi con la nuova concezione di lavoro che si sta affermando nel mercato. Il lavoro dipendente, infatti, sempre più si allontana dalla tradizionale impostazione che vede una messa a disposizione del proprio tempo al datore di lavoro. L’idea alla base del Welfare è quella di aumentare la produttività aziendale attraverso il miglioramento della soddisfazione dei lavoratori e pertanto del clima aziendale.Dipendenti più soddisfatti saranno lavoratori più motivati e più sensibili al successo aziendale. Secondo la nuova concezione di rapporto di lavoro, quindi, il dipendente ha obiettivi da raggiungere e un più ampio margine di autonomia nel perseguirli. Si pensi, ad esempio, alla disciplina sulla detassazione dei premi di risultato: il lavoratore viene premiato nel caso in cui si ottengano incrementi della produttività, della qualità, dell’efficienza e dell’innovazione secondo criteri prestabiliti. Il lavoratore potrà quindi sentirsi direttamente partecipe al successo aziendale e sarà incentivato nello sforzo di crescita e di miglioramento dei risultati. Infine, è opportuno precisare come la volontà del Legislatore odierno sia proprio quella di incentivare tutte le forme di Welfare e ne è un chiaro esempio l’estensione prevista nella legge di Bilancio 2018 per il trasporto pubblico. E’ prevista, infatti, l’esenzione fiscale per le somme erogate o rimborsate a titolo di acquisto per abbonamenti al trasporto pubblico oppure per la messa a disposizione di abbonamenti già acquistati dall’azienda e messi a disposizione dei lavoratori.


LAVORO

Il licenziamento è efficace anche se comunicato tramite messaggio su whatsapp

DI PIERGIORGIO CEFARO CONSULENTE DEL LAVORO

È recente una pronuncia del Tribunale di Catania del 27 giugno 2017 che è a dir poco innovativa che me-

rita oltre la menzione del Giudice il Dott. Mauro Fiorentino anche che sia portata a conoscenza degli addetti ai lavori e non. La sentenza ha stabilito, tra l'altro respingendo un ricorso del lavoratore, l'efficacia della comunicazione di licenziamento attraverso un messaggio tramite l'applicazione social di messaggistica più famosa attualmente: Whatsapp. La sentenza è da ritene20

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re clamorosa ma anche e soprattutto coraggiosa poichè spezza la rigidità che il nostro ordinamento ha sempre preteso nelle formule e nei metodi di comunicazione nel rapporto di lavoro come può essere il licenziamento ma anche una lettera di assunzione o qualsivoglia comunicazione tra le parti, ciò con la motivazione che è indispensabile garantire la certezza della provenienza e l'identità di chi produce l'atto e la conoscenza certa di quando viene ricevuta dal destinatario per determinare in ma-


LAVORO

niera inoppugnabile la tempistica della ricezione. Il mezzo classico e sempre consentito è stato ed è, fino ad oggi, il telegramma e la raccomandata r.r. poichè consentirebbe di adempiere agli art. 2 e 6 della legge 604/1966 come modificato dalla legge n. 183/2010 – che va visto in collegamento con l’art. 18, comma 1, legge 300/1970, come modificato dalla legge n. 92/2012 - la quale stabilisce, infatti che: «1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. 2. La comunicazione del licenziamento deve contenere la specificazione dei motivi che lo hanno determinato. 3. Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è inefficace». Secondo il Giudice " il recesso tramite Whatsapp assolve l'onere della forma scritta trattandosi di documento informatico che parte ricorrente ha con certezza imputato al datore di lavoro, tanto da provvedere a formulare tempestiva impugnazione stragiudiziale". Sul punto esiste anche una pronuncia della Cassazione sez. civile del 13 agosto 2007 n. 17652 che ha detto:" “in tema di forma scritta del licenziamento prescritta a pena di inefficacia, non sussiste per il datore di lavoro l’onere di adoperare formule sacramentali”, potendo “ la volontà di licenziare... essere comunicata al lavoratore anche in forma indiretta, purché chiara. In questa pronuncia è stata ritenuta corretta la decisione del giudice di merito, secondo cui “la consegna del libretto di lavoro...da parte della società con l’indicazione della data di cessazione del rapporto deve essere considerato atto formato di recesso”; in tal senso, v. anche Cass., civ. sez. lav., 18 marzo 2009, n. 6553. In sostanza la modalità utilizzata dal datore di lavoro appare idonea ad assolvere ai requisiti legali come la volontà di licenziare per iscritto e la lavoratrice ha ricevuto in maniera inequivocabile dal momento anche che la stessa ha manifestato la volontà di impugnazione.

Inoltre il messaggio Whattsapp a parere di scrive garantirebbe la certezza temporale della ricezione della comunicazione di recesso da parte del lavoratore, difatti il sistema di chat whatsapp garantisce al mittente e al destinatario del messaggio valida evidenza in ordine alla data, all'ora e alla prova dell'avvenuta ricezione ("doppia spunta grigia"). Inoltre, la chat garantisce al mittente pure la prova di avvenuta lettura ("doppia spunta blu") da parte del destinatario, cosa che, per esempio, non è possibile con l'utilizzo della raccomandata: è possibile, infatti, in questo secondo caso, avere conoscenza solo dell'avvenuta ricezione della raccomandata non anche chiaramente del giorno e l'ora in cui questi abbia effettivamente deciso di aprire la busta e leggere il contenuto. Pertanto appare veramente anacronistico e oserei dire ottuso oggi non permettere di adoperare in qualsiasi comunicazione anche di notevole importanza, come il licenziamento ma non escludendo altri tipi di comunicazioni anche liete, i nuovi strumenti informatici che tutti noi usiamo quotidianamente centinaia di volte facilitandoci il nostro lavoro e le nostre relazioni sociali per comunicare in tempi rapidi e certi. Altrimenti ci dovremmo chiedere se ciò non fosse vero come mai invece ormai nel nostro lavoro tutto funziona tramite le piattaforme informatiche più disparate che quotidianamente l'INPS l'INAIL l'Agenzia delle Entrate la Regione la Provincia l'INL ci obbligano ad usare in luogo delle ormai forme obsolete come le spedizioni postali. Comunque a parere di chi scrive, naturalmente per quel che possa contare, tutto ciò non può che essere accolto come un positivo viatico verso la semplificazione e una nuova e insperata apertura ad una produttiva dinamicità nelle vicende tra azienda e lavoratore soprattutto in questi tempi dove la burocrazia ci soffoca e il mondo del lavoro ne è una triste vittima. Mi complimento con il Giudice menzionato.

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FISCO E TASSE

Il concetto di bene strumentale

LA DEDUCIBILITÀ DELLE AUTOVETTURE

DI ANTONIO GIGLIOTTI DOTTORE COMMERCIALISTA

Il legislatore in questi ultimi anni ha modificato la deducibilità delle autovetture per chi svolge attività di impresa o per i professionisti; occorre, in-

fatti, evidenziare che per quanto riguarda i veicoli stradali a motore, e in particolare le autovetture, il legislatore fiscale è sempre stato molto misurato nel concedere la piena deducibilità dei costi e la totale detraibilità dell'IVA, come invece di solito accade per la generalità dei beni strumentali. Tale motivazione risiede soprattutto nella presumibile difficoltà di poter controllare, in sede di accertamento, l'effettivo utilizzo dei veicoli aziendali che, infatti, possono essere impiegati anche per motivazioni di carattere personale, a differenza di quanto abitualmente avviene nel caso di impianti, attrezzature o altri beni strumentali dove l'uso privato è spesso raramente attuabile. Con l'entrata in vigore dell'art. 4, co. 72, della legge n. 92/2012 e successivamente con l'art. 1, co. 501, della legge n. 228/2012 ( modifiche sono state introdotte anche con l’art. 1, comma 37, L. 11 dicembre 2016, n. 232, a decorrere dal 1° gennaio 2017) il legislatore ha inteso 22

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modificare l'articolo 164, del DPR 917/86 riducendo, sia le percentuali di deducibilità dei costi relativi ai veicoli utilizzati da imprese e lavoratori autonomi, sia le percentuali di deducibilità dei costi afferenti alle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai lavoratori dipendenti, per la maggior parte del periodo di imposta. L’art. 164, comma 1, lett. b) del T.U.I.R prevede la deducibilità limitata al 20% (80% per gli agenti e rappresentanti di commercio) con riguardo alle spese relative ad autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli con utilizzo non strumentale nell’attività d’impresa. Va ricordato che, con l'art. 164, co. 1, lett. a), del DPR 917/86 vengono disciplinati i casi in cui i veicoli non subiscono alcuna limitazione ai fini della deducibilità dei costi sia d'acquisto sia di funzionamento (carburanti, assicurazioni ecc.). In particolare si tratta di: 1) autovetture e autocaravan di cui rispettivamente alle lettere a) e m), dell'art. 54 del C.d.S., motocicli e ciclomotori destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa 2) veicoli adibiti ad uso pubblico.


FISCO E TASSE

Bene strumentale dell’autovetture: l’amministrazione finanziaria ne limita l’utilizzo

Il concetto di "utilizzo esclusivo come beni strumentali nell'attività" contenuto nell'attuale art. 164 del DPR 917/86 è stato chiarito dall'Amministrazione finanziaria nelle circolari ministeriali n. 37 del 13 febbraio 1997 e n. 48 del 10 febbraio 1998. In sostanza è stato affermato che rientrano in tale previsione i veicoli senza i quali l'attività stessa non può essere esercitata (come ad esempio le autovetture per le imprese che effettuano attività di noleggio, gli aeromobili da turismo e le imbarcazioni da diporto utilizzate dalle scuole per l'addestramento al volo e alla navigazione). In sostanza la lettura che viene data dall'Amministrazione Finanziaria è estremamente restrittiva: non è sufficiente, infatti, che il bene sia semplicemente strumentale, ma è richiesto che la presenza del veicolo sia indispensabile per lo svolgimento dell'attività, poiché, in mancanza dello stesso, non sarebbe possibile alcun esercizio dell'attività medesima. Tale orientamento ristrettivo sulle autovetture è stato confermato anche con la circ. n. 1/E del 19 gennaio 2007 e con la risoluzione n. 59/E del 31 marzo 2007 dell’Agenzia delle Entrate. In questa ultima circostanza, il contribuente chiedeva la possibilità di applicare la deduzione integrale dei costi relativi alle auto utilizzate dai venditori dipendenti, poiché l'attività e i ricavi aziendali, nel caso concreto, dipendevano esclusivamente dalla vendita presso il domicilio del cliente. Pertanto il richiedente affermava che senza l'impiego delle auto la propria attività risultava impossibile. Anche in questa occasione, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che, non potendosi rinvenire un utilizzo esclusivamente strumentale, senza il quale l'attività non si sarebbe potuta neppure configurare, i summenzionati veicoli sono soggetti alle limitazioni previste dall'art. 164, co. 1, lett. b), del DPR 917/86, cioè con l’applicazione dell’attuale aliquota al 20%. La deducibilità limitata delle autovetture Secondo l'attuale formulazione dell'articolo 164, co. 1, lett. b), n. 1) del DPR 917/86, le spese e gli altri componenti negativi relativi ai mezzi di

trasporto utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni sono deducibili: "nella misura del 20% relativamente alle autovetture e autocaravan, di cui alle citate lettere dell'articolo 54 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, ai ciclomotori e motocicli il cui utilizzo è diverso da quello indicato alla lettera a), numero 1). Tale percentuale è elevata all'80% per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio. Nel caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, la deducibilità è ammessa, nella misura del 20%, limitatamente ad un solo veicolo; se l'attività è svolta da società semplici e da associazioni di cui all'articolo 5, la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato”. L'ambito di applicazione della fattispecie in esame riguarda: le autovetture (art. 54, lett. a), C.d.S.); gli autocaravan (art. 54, lett. m), C.d.S.); i motocicli (art. 53, lett. a), C.d.S.), i ciclomotori (art. 52 C.d.S.), che non siano utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, né adibiti ad uso pubblico (per i quali invece la deducibilità è integrale). In questi casi, la deducibilità dei costi per l'impresa è ammessa nella misura del 20%, a far data dal 2013, per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare. A questo primo limite percentuale, il legislatore ha posto un ulteriore limite quantitativo che opera in contemporanea. In particolare l'art. 164, co. 1, lett. b), n. 1) , del DPR 917/86 afferma che “ non si tiene conto: della parte del costo di acquisizione che eccede euro 18.075,99 per le autovetture e gli autocaravan, euro 4.131,66 per i motocicli, euro 2.065,83 euro per i ciclomotori; dell'ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di detti veicoli che eccede i limiti indicati, se i beni medesimi sono utilizzati in locazione finanziaria; dell'ammontare dei costi di locazione e di noleggio che eccede euro 3.615,20 per le autovetture e gli autocaravan, di euro 774,69 per i motocicli, lire ottocentomila per i ciclomotori (….) . I limiti predetti (….) che con riferimento al valore dei contratti di locazione anche finanziaria o di noleggio vanno ragguagliati ad anno".

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PENSIONATI

Contro il blocco delle rivalutazione delle pensioni SCATTANO I RICORSI ALLA CEDU PER OTTENERE GLI ARRETRATI DELLA PENSIONE NEGATI CON IL BLOCCO DELLE RIVALUTAZIONI. LA NOVITÀ GIURIDICA È PROMOSSA CON UNA CLASS ACTION PROMOSSA A CURA DI ALCUNI AVVOCATI DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE

Lo scorso Dicembre, con la sentenza n. 250/2017, la Corte Costituzionale si è espressa sul cosiddetto Decreto Pensioni, che nel 2015 ha reintrodotto il blocco del-

la perequazione sulle pensioni superiori a 1.088,00 euro per gli anni 2012 e 2013. Dal momento che ogni strumento giuridico interno di riconoscimento del diritto alla rivalutazione della pensione è stato esaurito, non resta che ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la CEDU.

La vicenda del blocco della perequazione delle pensione

La perequazione delle pensioni era stata negata nel 2011 dal decreto SalvaItalia, per gli anni 2012 e 2013. In seguito all’emissione di quel decreto erano stati presentati numerosi ricorsi e nel 2015,

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con la sentenza n. 70/2015, la Corte Costituzionale aveva dato ragione ai ricorrenti. Pochi giorni dopo, il Governo Renzi, con il suo Ministro del Lavoro Poletti, ha reintrodotto il blocco delle rivalutazione delle pensioni seppure - a suo dire mitigato dal principio dell’eguaglianza sostanziale. Anche contro quel decreto furono opposti numerosi ricorsi, che hanno rimesso la questione nuovamente alla Corte Costituzionale.

La nuova sentenza della Corte Costituzionale

Poco più di un mese fa, tuttavia, la Corte ha bocciato le questioni di legittimità contro il decreto Pensioni del Ministro Poletti, perché ha ritenuto che il decreto legge n.65 del 2015 realizza comunque un “bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”.

Il diritto al giusto processo, negato dall'ultima sentenza della Corte Costituzionale

Ma con questa sentenza, la Corte Costituzionale ha violato diversi principi del diritto, ed è intervenuta su una materia che era già stata oggetto di


PENSIONATI

sentenza della stessa Corte nel 2015: la Corte aveva riconosciuto come incostituzionale il blocco delle rivalutazione delle pensioni, perché non rispettava il principio di ragionevolezza e, seppure considerata una misura consentita in via eccezionale, era diventata una misura strutturale in quanto lo Stato italiano ha utilizzato il blocco anche negli anni 1993-1998-2000-2008-2009-2010. Praticamente, la rivalutazione delle pensioni è stata, negli anni, sistematicamente negata. L’ultimo blocco in ordine di tempo è della legge di stabilità del 2016, che blocca la rivalutazione delle pensioni fino al 2018. Con la nuova sentenza del 2017 sul decreto Pensioni, la Corte Costituzionale riporta indietro l’orologio del diritto e torna a negare il diritto alla rivalutazione monetaria della pensione per gli anni 2012/2013. Per questo motivo, esaurita ogni possibilità interna di far valere il diritto alla rivalutazione delle pensioni, lo studio legale Damiani&Damiani ha deciso di proporre ricorso alla Corte CEDU.

Il ricorso alla CEDU

Chi sono i pensionati che possono aderire al ricorso

I soggetti aventi diritto che possono aderire alle class action in corso sono: Tutti coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011 e prima del 31.12.2012 e hanno percepito un importo della pensione per il 2012 superiore a € 1.405,05 lordi (pari a circa €. 1.088,00 netti) e per il 2013 superiore a €. 1.443,00 lordi (pari a circa €. 1.117,00 netti). Tuttavia, a causa dell'istituto della prescrizione, occorre fare una distinzione dei diritti che possono ancora essere fatti valere in sede di ricorso, a seconda che si sia o meno stata inoltrata una raccomandata di messa in mora all’INPS, entro dicembre 2016: Per il titolare della pensione che ha inoltrato la diffida e messa in mora all’INPS entro dicembre 2016 è possibile chiedere il risarcimento del danno per la perequazione negata per gli interi anni 2012 e 2013; Per il titolare di pensione che non ha inoltrato diffi-

L'istituto della prescrizione

da e messa in mora all’INPS entro dicembre 2016 è possibile chiedere il risarcimento del danno per la perequazione negata per i soli ratei del 2013 non ancora prescritti. Nella specie, l’ultimo rateo 2013 (dicembre) scadrà a dicembre 2018. I termini prescrittivi di un diritto di questo genere sono di 5 anni. Coloro i quali hanno presentato la messa in mora entro dicembre 2016, sono al riparo della prescrizione. Tuttavia, coloro che non la presentarono a suo tempo, possono ancora richiedere il risarcimento del danno per non avere percepito la rivalutazione della pensione per i ratei del 2013 ancora non scaduti. Sul fronte della prescrizione per le pensioni del 2012/2013 le valutazioni sono diverse. L’Inps ritiene che il termine di decorrenza per la prescrizione sia l’anno 2011 quando, con il decreto SalvaItalia, è stata abolita la perequazione. Ma, in realtà, per legge la prescrizione comincia da quando si può fare valere il diritto, in questo caso da quando comincia il rateo della pensione, nel 2012/2013, quindi i termini per recuperare la rivalutazione delle pensioni scadono dopo 5 anni, cioè per il 2013, scadono mensilmente per tutto il 2018.

Il principio del giusto processo negato dall’Italia e riconosciuto dalla CEDU

La Corte CEDU si è già espressa positivamente sulla materia e nella valutazione del comportamento dello Stato Italiano per la violazione dell’articolo 6 sul giusto processo. La CEDU considera lo Stato Italiano come una delle parti in causa che ha troncato il diritto dell’altra parte di far valere le proprie ragioni e non ha rispettato il principio del giusto processo. I soggetti ricorrenti hanno fatto ricorso allo Stato, ma è stata negata loro la possibilità di far valere il proprio diritto riconosciuto nonostante la sentenza a favore, perché lo Stato è reintervenuto sulla stessa materia esercitando il suo potere legislativo a scapito del diritto riconosciuto e del potere giudiziario. Di fronte ai casi come questi descritti e per il recupero della perequazione della pensione, la CEDU può riconoscere ai soggetti ricorrenti il danno arrecato dal comportamento dello Stato che, a seconda dei casi, può variare da 8.000 fino a 25.000 euro.

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PASQUINO E MARFORIO

I dialoghi del popolo romano

‘E monete de ‘fumo’ ovverosia ‘e Monete comprementari (*) Da ’ndo venite Sor Pasquì? Tutto trafelato, sembrate fori de la Grazzia de Ddio!!! Dar Ghetto? E che ce sete ito a ffà a Porta de Rua (1)? Anzi dimela bbene, visto che grazie a li berzajeri er ghetto dell’ebbrei nun esiste più (2), da li Scoli (3)! Daje, nun riesco ancora a capacitamme, dar Portico d’Ottavia (4)? Sete annato a prenne li sordi a strozzo? Ma che volete fa a fine de Papa Gregorio co’ Roscilli (5)? E quanto v’hanno dato? Gnenteee!?!? E perché mai? Piano, nun v’aggitate, state carmo, fateme capì mo v’aripeto lentamente quello ch’avete ciafrujato pe’ vedè se ho ‘nteso bbene!!! Li sordi, l’Euri nun ve l’hanno dati perché voleveno arifilavve li Bitcoine. Chè ormai li sordi ‘sonanti’ nun s’useno ppiù e chi la vo’ deve pijasse la moneta comprementare!!! Er bello, me dite, che bigna ridaje non solo ‘a congrua ma anche tutto er malloppo co’ a stessa moneta e che se nun l’aritrovate v’a potete puro fa da solo, facenno er ‘minatore’. Aoh! Ma stanno avanti ‘sti sciamannati (6)!!! Mò ve spiego e, credeteme Sor Pasquì, nun ve stò a pija ‘ngiro!!! Noi n’avemo visti de modi de pagà e d’esse pagati!!! Puro cor sale (7), v’o 26

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ricordate? Comunque ‘na cosa è certa: Pe’ venne e pe’ comprà, sempre sordi uni sull’artro doveveno stà. Senza annà troppo ‘ndietro … Prima ‘e monete poi, grazie ar Corto Imperatore (8), ‘e cartemonete che sostituivano li sacchi de sordi che li minenti (9) se doveveno portà appresso pe’ fa l’affari; poi, co’ l’americani dopo a seconna guera monniale, e carte de credito – da prima co’ li marchingegni per stampà er numero sur vauchere – pe’ pagà - e poi co’ li Circuiti puro pe’ prenne li sordi depositati a’ li Banchi (10). Mo sò arivati a fa ‘a ‘Moneta Virtuale’ ovverosia a Crittovaluta che stà, no ar “Banco de ‘a scimmia” (11), come dite voi Sor Pasquì, ma ne’ ’a Rete (così ‘a chiameno) e, chi ce l’ha, sempre e solo su ‘sta Rete la po’ spenne e la pò spanne. E’ er Futuro che avanza, nun potemo figne che ce se po’ fa a mmeno. E mo vajelo ‘npò a spiegà ar Popolo che mo, pure pe’ campa, verrà er tempo che nun basterà avecce er grano ‘n saccoccia, ‘n sacco de sordi sonanti o presi ar Banco. Abbisognerà avecce ‘a ‘Cripto moneta’!!! Da tenesse, non drento a cripta de ‘na chiesa come potrebbe sembrà, ma drento ar portafojo


potenziale(A), accioè ‘n fail elettronico(B) pe’ conservà li bitcoine propri, e ‘n indirizzo Bitcoine(C) cor quale venne e comprà. Co’ ‘a garanzia de’ ‘a Crittografia (D)che ve para da li birbaccioni che, così, nun ve li potranno fregà. Volete sapè perché dovete fa pe’ forza er minatore pe’ aumentà er capitale, se nun c’avete sordi propri da mettece insieme all’artri? Famese a capì! Fà er minatore nun significa che dovete spicconà sottotera ma che ve dovete comprà ‘n carcolatore, mette parte de ‘a potenza che c’ha a disposizzione de ‘n gruppo, che a bon bisogno manco conoscete, e aspettà che dopo ‘n sacco de operazioni elettroniche, ‘a macchina ‘ncomincia a sfornà, se fa pe dì, li bitcoine. Li quali ve verranno ariconosciuti ‘n base a quanto tempo, der carcolatore, e a quanta energia avete ‘mpegnato pe’ permette a la combriccola de riuscì ad avecceli. Tutto qui! Avete ‘nteso? Siii! Ma lassate perde quello ch’ha detto a Sora Lucrezia…(12) che st’omini più vanno avanti più je cambieno e carte ‘n tavola: prima sordi sonanti, poi de plastica e mo’ puro de … gnente! Tutto fumo e gnente arosto!! Certo che è difficile da diggerì ma questo, v’o ripeto, è er Futuro, sor Pasquì; Su ‘e prime ce sarà bisogno che li azzeccagarbuji de li legislatori je diano ‘na regolata, soprattutto pe’ combatte li mascarzoni che

potrebbero usà la novità pe’ scopi tuttartro che leciti e poi bigna che se mettemo l’animo ‘n pace; abbisogna capì che er bitcoine è come er monolite nero de Cubbricche (13), ‘a pietra che quanno l’Omo ogniquarvorta riusciva a scoprilla voleva dì che era pronto pe’ fà ‘n artro sarto ‘n avanti ne l’evoluzzione. E’ gioco forza che piano piano pure l’ignorantelli se deveno adeguà ar cambiamento. No! Nun v’offennete! Nun me riferivo a voi, nun ve mancherebbe mai de rispetto; me riferivo ‘n generale ar Popolo nostro che de ‘ste cose ce capisce poco. E’ giocoforza che deve annà a capà come annerà a finì, ciocchè er Sor ‘Dapertutto’(14) s’è ‘nventato, pe’ fallo progredì. Sempre ‘n mejo … se spera. Ariguardateve Sor Pasquì, ‘n urtimo consijo se ve servono li cravattari ancora co’ sordi veri nun è più ar ghetto che dovete annà ma d’artre parti … Roma n’è piena, pure s’annivate a vedè ‘n firme lo potevate capì da voi! ‘N saluto dar vostro Marforio

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PASQUINO E MARFORIO

Le Monete di ‘fumo’ ovvero le Monete complementari (*) I dialoghi del popolo romano

Da dove arrivate Signor Pasquino? Tutto affannato, sembrate fuori dalla Grazia di Dio!!! Dal Quartiere Ebraico? E cosa ci siete andato a fare a Porta de Rua (1)? Anzi, diciamo esattamente, visto che grazie ai bersaglieri il ghetto degli ebrei non esiste più (2), da Piazza delle cinque Scuole (3)! Ancooora! Non riesco proprio a concentrarmi … dal Portico d’Ottavia (4)? Siete andato a farvi prestare dei soldi dagli strozzini? Ma, mi domando, che volete fare la fine del Papa Gregorio con Rotschild (5)? E quanto vi hanno erogato? Nieeente!?!? E perché mai? Calma, non vi ’agitate, state calmo, fatemi capire… ora vi ripeto lentamente quello che avete biascicato per confrontare se ho capito bene!!! I soldi. Gli Euro non vi sono stati dati perché volevano rifilarvi dei bitcoin. Perchè ormai i soldi contanti non si usano più, e chi li vuole deve prendersi la cosiddetta moneta complementare!!! Il bello, mi dite, che bisogna ridare indietro non solo gli interessi ma anche tutto il capitale con la stessa moneta e che se non potete reperirla dovete produrvela da solo, facendo il ‘minatore’. Caspita! Ma sono avanti questi sciamannati (6)!!! Ora vi spiego e, credetemi Signor Pasquino, non vi voglio prendere in giro!!! Noi ne abbiamo visti di modi di pagare ed essere pagati!!! Pure con il sale (7), ve lo ricordate? Comunque una cosa è certa: Per vendere e per comprare, sempre soldi uni sugli altri dovevano stare. Senza risalire nel passato … Prima ‘e monete poi, grazie al Corto Imperatore (8), le cartemonete che sostituivano i sacchi di soldi che i facoltosi (9) erano costretti portarsi al seguito per fare affari; poi, con gli americani dopo la seconda guerra mondiale,le carte di credito – da prima con delle macchinette che sovraimpressionavano i numeri seriali su dei r voucher – per pagare - e poi con i Circuiti anche per prelevare contanti depositati nelle banche (10). Ora si è arrivati a fare la ‘Moneta Virtuale’ che c’è, non al “Banco della scimmia” (11), come dite voi Signor Pasquino ma nella Rete (così la chiamano) e, chi ne ha, sempre e solo su questa Rete la può spendere e la può spandere.. E’ il Futuro che avanza, non possiamo fingere che ne possiamo farne a meno. E adesso sarà difficoltoso spiegare al Popolo che pure per campare, verrà il tempo che non basterà averci i

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soldi spicci in tasca, ne molti contanti presi in Banca. Occorrerà avere la ‘Cripto moneta’!!! Da tenersi, non dentro la ‘cripta di una chiesa, come potrebbe sembrare, ma dentro un portafoglio potenziale (A), cioè un file (B) per conservare i bitcoin di proprietà, e un indirizzo Bitcoin (C) con il quale vendere e comprare. Con la garanzia della Crittografia (D) che ve difende da attacchi illegali in modo di tutelare il patrimonio. Volete sapere perché dovete fare per forza il minatore per aumentare il capitale, se non avete fatto investimenti collettivi su progetti di produzione [azione di crowfunding - ndT]? Capiamoci! Fare il minatore non significa che dovete picconare nel sottosuolo ma che dovete avere un computer con adeguate capacità e mettere, parte della sua potenza, a disposizione di un sito di sponsorizzazione, di cui sicuramente non conoscete tutti i componenti, e attendere che alla fine dell’esecuzione degli impegnativi algoritmi il progetto su cui si basa l’attività non inizi a produrre risultati in bitcoin. A questo punto vi saranno retrocessi bitcoin proporzionalmente, in base alla potenza e all’uso del computer messo a disposizione del sito. Questo è quanto! Avete capito? Siii! Ma lasciate perdere quello che ha detto la Sora Lucrezia …(12) che questi uomini più vanno avanti più le cambiano le carte in tavola: prima soldi sonanti, poi di plastica e ora anche di … nulla! Tutto fumo e niente arosto!! Certo che è difficile da digerire ma questo, ve lo ripeto, è il Futuro, signor Pasquino; All’inizio ci sarà bisogno che gli integranti legislatori dettino le regole per legittimarne definitivamente l’uso e frenarne l’uso illegale [riciclaggio, mercato degli stupefacenti, transazioni e pagamenti irregolari – ndT] e poi bisognerà mettersi l’animo in pace; bisogna comprendere che il bitcoin è come il monolite nero di Kubrick (13), la pietra che, quando l’Uomo riusciva a vederla e toccarla, dava il senso a un nuovo salto nell’Evoluzione [da oggetto della Natura, a Padrone della Natura, ora a … - ndT]. E’ d’obbligo che con il tempo anche gl’ignorantelli [divulgatori di cultura popolare – ndT] devono adeguare la preparazione al cambiamento. No! Non vi offendete! Non mi riferivo a Voi, non vi mancherei mai di rispetto; mi riferivo in generale ai Concittadini che di queste cose ne capiscono poco. E’ inevitabile che si deve capire come, ciò che il Signor ‘Dovunque’ (14) si è inventato, sarà utile all’evoluzione


dellUomo. Sempre in meglio … si spera. Controllatevi e tenetevi in buona salute Signor Pasquino. Un urtimo consiglio: se vi occorrono degli strozzini, ancora in Euro, non è più agli Ebrei [Nello Stato della Chiesa, per legislazione pontificia, solo ai giudei era permesso praticare l’usura – ndT] che dovete rivolgervi ma ad altri … Roma ne è piena, anche al Cinema se ne parla [l’A. fa evidente riferimento al film “Suburra” – ndT] se andate lo capirete direttamente! Un saluto dal vostro Marforio Note del Traduttore (1) la porta che anticamente chiudeva il ghetto ebraico (2) Nel 1870 con la Presa di Porta Pia da parte del XII BTG dei Bersaglieri finì il Potere temporale del Papa e Roma fu annessa al Regno d’Italia e il Ghetto di Roma fu definitivamente aperto (3 ) le 5 Scuole -, sinagoghe – esistevano nella piazza grande del ghetto, nel dialetto giudaico-romano i plurali anche femminili si declinano al maschile = Scole >Scoli (4) Il Portico d'Ottavia è il simbolo e via principale del Quartiere ebraico (5) Il caso del Banchiere ebreo Rotschild che prestò allo Stato Pontificio, allo sbando per vizi e corruzione, capitali con interessi al tasso del 40% (6) lo ‘sciamanno’ era un segno distintivo di colore giallo che gli ebrei dovevano portare obbligatoriamente affinché fossero bene individuabili tra la gente cd cristiana (7) In origine era un metodo di pagamento di schiavi o derelitti che, a fronte del lavoro effettuato, ricevevano in compenso n unità di misura di sale, da ciò deriva la denominazione ‘Salario’ cioè quello che ancora oggi s’intende per paga di coloro aventi bassa classificazione contrattuale (8) Marforio gioca sulle parole, sostituendo Corso con Corto, per indicare l’Imperatore dei francesi Napoleone I che non ‘brillava’ per la statura fisica (9) Coloro che si evidenziano per ricchezza o sfarzo (10) A Roma sulle vie dei Pellegrini che portavano a S. Pietro esistevano i banchi dei cambiavalute che prestavano o cambiavano monete a chi ne aveva bisogno per l’acquisto delle indulgenze – in Borgo, nella parte abbattuta (Spina), esistevano le Vie: dei Banchi Vecchi e quella dei Banchi Novi) (11) Modo di dire romanesco per indicare un immaginario banco a cui si deve rivolgere chi ha crediti inesigibili o non ha denaro per pagare il proprio debito – in modo figurato: La scimmia di solito si pone sulla spalla del suo portatore come gli interessi sono sulle ‘spalle’ del debitore

(12) Altra figura romanesca che fa parte delle statue parlanti e che insieme a Pasquino, Marforio e altri costituiscono il Consesso degli Arguti (13) M. si riferisce al Regista Stanley Kubrick e al suo famosissimo film “2001 – Odissea nello Spazio” tratto dall’omonimo romanzo (14) M. si riferisce all’ipotetico e anonimo ideatore del Sistema Bitcoin che si nasconde sotto il nickname di Satoshi Nakamoto – l’erudito Autore forse è pervenuto a chiamarlo così perché la traduzione giapponese sembrerebbe sia: “Villaggio”, “Città” ed “e anche nel mezzo” quindi: “OVUNQUE”) N.B. Le numerose e anche contraddittorie fonti sulle Criptovalute tendono ad affermare tutto e a volte anche il contrario di tutto, per questo il Traduttore si è sentito in dovere di ricercare su siti anche Universitari (vedi PARMAteneo) le conferme o meno di quanto asserito nel colloquio dei due Arguti annotando che: (A) “L’utente deve necessariamente creare un proprio portafoglio” - NON è indispensabile creare un portafoglio virtuale, come dimostra la vicenda MT Gox del 2014, che ha visto sottrarre un’enorme quantità di bitcoin a utenti che utilizzavano portafogli (B) “un file nel quale verranno conservati tutti i bitcoin in possesso” - Non esiste nessun file conservabile sul proprio computer che equivalga a della moneta in possesso. L’esistenza di un file così fatto porterebbe alla perdita dei bitcoin in caso di smarrimento del file, cosa che non avviene. Il possesso di una moneta si ottiene firmando digitalmente una transazione precedente, come descritto bene su: https://en.bitcoin.it/wiki/Transaction (C) “un indirizzo bitcoin con il quale svolgere le transazioni di compravendita” - Con un indirizzo bitcoin si può solo comprare, ma non vendere. E’ spiegato su: https://en.bitcoin.it/wiki/From_address (D) “La correttezza e regolarità di queste mediazioni è garantita dall’utilizzo della crittografia [...] impedendo ad altri utenti di spenderli illegittimamente” - Al contrario il protocollo Bitcoin prevede esplicitamente che altri utenti possano spendere illegittimamente le monete altrui. Il fenomeno è noto come double-spending vedi: https://en.bitcoin.it/wiki/Double-spending (*) Una criptovaluta (o crittovaluta o criptomoneta), secondo Wikipedia, è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, dovrebbe consentire di effettuare pagamenti online in maniera sicura.

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QUESITI

Quesiti del mese A CURA DEL CENTRO STUDI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA

LAVORO

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Si può esonerare e porre in "aspettativa non retribuita"dipendente giudicato NON IDONEO TEMPORANEAMENTE in modo assoluto al servizio fino al 01/05/2018 ai sensi dell’Art 2 Comma 112 della Legge 335/195 (accertamento della Commissione Medica di Verifica )poiché " Inps ex Inpdap" ci ha comunicato che non potrà essere considerato né in malattia ed né potrà avere un cambio mansione

Fermo restando l'analisi e la verifica delle disposizioni negoziali di rango collettivo nazionale per il rapporto di lavoro in essere, nonché quanto disposto dal D. Lgs 81/2008 e s.m. i., si ritiene non percorribile l'ipotesi obbligatoria della sospensione dal servizio e dalla retribuzione imposta dal Datore se in presenza di una provvisoria e temporanea inidoneità assoluta . In tal caso il Datore di lavoro dovrà limitarsi a non avviare in via provvisoria il lavoratore all'attività lavorativa. Rimane dato essenziale la previsione del CCNL dell'Igiene Urbana Utilitalia ( ex Federambiente ) applicato in tema di malattia e comporto che abbiamo desunto in via indiretta dalla documentazione successivamente allegata.

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si richiede se è possibile assumere con lo sgravio contributivo delle donne disoccupate da almeno 6 mesi una persona che aveva una partita iva il cui importo lordo non ha superato il limite di € 4800.00, con un contratto di lavoro a termine e successivamente assumerla a tempo indeterminato usufruendo dello sgravio triennale per le nuove assunzioni.

I commi da 100 a 115 dell'art. 1 della,legge n. 205/2017 prevedono uno sgravio contributivo a favore del datore di lavoro privato. Il requisito essenziale, oltre all'età (fino al compimento dei 30 anni e, per il 2018, fino al compimento dei 35), è che il giovane non deve aver mai avuto un rapporto a tempo indeterminato. Tale requisito sussiste anche in caso di trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo indeterminato, unitamente a quello dell'età che deve esserci al momento della trasformazione.

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Il caso è quello di una Azienda con Sede in Abruzzo che distacca alcuni suoi lavoratori apprendisti presso un'altra Azienda con Sede nella Regione Lazio. E' legittimo che l'intera formazione (base e specialistica) sia realizzata nella Regione Sede dell'utilizzatore? Il tutor di riferimento può rimaner quello dell'Azienda distaccante?

Nel caso di distacco dell'apprendista, la formazione potrà essere svolta presso la sede del distaccatario. Poiché l'obbligo della formazione è a carico del distaccante, quest'ultimo designerà un proprio tutor che avrà il compito di vigilare anche a distanza sulla quantità e sulla qualità della formazione impartita all'apprendista. Si veda inoltre nota INL del 12.1.2018 .

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Vorrei sapere se un dipendente assunto a tempo indeterminato nel 2016, per il quale il datore di lavoro ha usufruito dello sgravio biennale, viene licenziato per motivi economici, nel corso o al termine dei due anni, il datore di lavoro deve restituire la contribuzione non versata per lo sgravio usufruito (40%)?

L.190/14 - L. 208/2015 art.1 c.c.178 tra le condizioni previste per l'ottenimento del beneficio, non e' presente quella che il rapporto lavorativo debba durare per tutto il periodo massimo previsto dalla legge. Pertanto si ritiene che il licenziamento non imponga al datore di lavoro l'obbligo di restituire I contributi non versati.

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Ho un’azienda che nel 2017 ha superato i 50 dipendenti, precisamente al 31/12/2017 sono 59,83. Pertanto devo procedere all'iscrizione della società al fondo Tesoreria dell’Inps. Potrei avere qualche ragguaglio sugli adempimenti da effettuare?

Il versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria è dovuto solo nel caso in cui l'Azienda in questione abbia iniziato la propria attività nel corso del 2017 e se alla fine dell'anno solare (1° gennaio-31 dicembre), la media dei dipendenti occupati abbia raggiunto il limite dei 50 addetti. Sul punto si veda la Circolare INPS 70/2007 FISCALE

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Volevo sapere se un consulente che svolge solo attività di amministrazione del personale è obbligato in qualche modo agli adempimenti per l’antiriciclaggio perché leggendo la normativa non mi è chiara la situazione.

La nuova normativa emanata con il decreto legislativo 90/2017 prevede nuovi obblighi per i professionisti compresi i Consulenti del Lavoro

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Devo fatturare una penale di mancato preavviso di recesso previsto dal mandato professionale sottoscritto dal cliente. Chiedo se tale importo è soggetto IVA oppure rientra nelle esclusioni art.15 comma 1 DPR 633/72.

Dpr 633/72 stabilisce che la base imponibile delle cessioni di beni e servizi .....omissis......e’ costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi .....omissis... in deroga a tale regola generale , tuttavia, l’art 15 puntualizza che non concorrono a formare la base imponibile le somme .....omissis dovute a titolo di penalità per ritardi o altre irregolarità ( comma 1) non concorrono a formare la base imponibile

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Ho sottoscritto un incarico professionale dal 01/07/2017.Il 27/12/2017 ricevo disdetta a far data dal 01/01/2018. L’accordo prevedeva X euro per ogni cedolino elaborato (forfait). L’azienda è inadempiente per la fattura relativa al 4° trimestre 2017 oltre che alla penale per mancato preavviso. Sono obbligato ad espletare gli adempimenti del 2018 relativi ai redditi 2017 (cu2018, 770/2018 ecc.)?

La deontologia professionale obbliga all'esecuzione del mandato a prescindere dal mancato pagamento del compenso che deve essere tutelato nelle apposite sedi.


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APPROFONDIMENTI, CIRCOLARI E NORMATIVE

L’INPS fornisce le istruzioni in merito all’incremento del ticket di licenziamento previsto dalla procedure collettive. Come noto legge finanziaria per il 2018 ha incrementato il valore del ticket di licenziamento nelle procedure collettive . L’Inps con il messaggio 594 dell’8.2.2018 fornisce le prime istruzioni operative a riguardo ai datori di lavoro ed ai loro intermediari , precisando che è dovuto dalle aziende che attuano una procedura di licenziamento collettivo e che siano però anche tenute al versamento della contribuzione per il finanziamento dell'integrazione salariale straordinaria (0,90%), ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, che, come tali, rientrano nel campo di applicazione della CIGS Il contributo di che trattasi è stato di fatto raddoppiato passando dal 41 % all’82% del massimale mensile NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. In relazione alle variazioni apportate per il corrente anno del predetto massimale mensile NASpI pari a € 1.208,15, avremo per ogni dodici mesi di anzianità aziendale la nuova contribuzione da versare : questa sarà pari a € 990,68 (€ 1208,15 x 82%). Per i lavoratori con anzianità pari o superiore a 36 mesi il contributo è pari a € 2.972,04 (990,68 x 3). L’Istituto ricorda che la richiamata legge di bilancio 2018 ha voluto far salvi i licenziamenti effettuati a seguito di procedure di licenziamento collettivo avviate, ai sensi dell'articolo 4 della legge 23 luglio 1991, n. 223, entro il 20 ottobre 2017. Quindi i datori di lavoro interessati, per ciascun lavoratore licenziato, anche dopo il 1° gennaio 2018, continueranno a versare, in questa ipotesi specifica, il contributo per le interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, calcolando la somma dovuta sulla scorta dell’aliquota percentuale del 41% . L’Istituto fornisce con il messaggio le istruzioni operative con l’istituzione degli appositi codici da indicare nel flusso UNiemens a seconda dei casi sia per il contributo all’82 % , con o senza accordo sindacale , sia di quello al 41 % , con o senza accordo sindacale. Si ricorda che la sussistenza o meno dell’accordo sindacale genera un effetto decalage del contributo stesso che risulta essere maggiore in caso di assenza di accordo e minore negli altri casi .

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Al via i benefici Anpal per i NEET del 2018. L’Anpal con il decreto 3 del 2018 comunica il via al Bonus Occupazione per i giovani Neet per l’anno 2018 per le imprese – con esclusione della provincia di Bolzano- che assumono giovani di età compresa tra i 16 ed i 29 anni del programma GG -Garanzia Giovani. L’assunzione deve essere a tempo indeterminato anche part-time o a scopo di somministrazione e con contratto di apprendistato professionalizzante. Al programma possono iscriversi i giovani residenti in Italia che abbiano l’età prescritta e non siano impegnati in un'attività lavorativa né inseriti in un corso scolastico o formativo. Risultano agevolati pertanto : 1. i contratti di lavoro a tempo indeterminato, compresi quelli a tempo parziale. 2. le assunzioni a scopo di somministrazione 3. i contratti di apprendistato professionalizzante. Sono ricompresi anche i soci lavoratori di cooperativa assunti a tempo indeterminato . L’agevolazione è pari all’esonero totale dei soli contributi INPS i a carico del datore di lavoro per un periodo di dodici mesi entro il limite massimo di 8.060,00 euro. L’importo si riduce in caso di part time. L’agevolazione è cumulabile con l’incentivo strutturale per il lavoro stabile previsto dalla legge di Bilancio per il 2018 ( esonero nel massimale annuo di 3.000 euro per tre anni ). Sarà necessario attendere la Circolare INPS di attuazione a riguardo per l’effettiva fruizione . Ciò è necessario in quanto il datore di lavoro deve effettuare una apposita istanza preliminare in via telematica all’istituto così. L’INPS, ricevuta l’istanza del datore di lavoro, determina l’importo dell’incentivo spettante tenendo conto della durata e della retribuzione contrattuale e dopo aver verificato la registrazione del lavoratore al Programma “Garanzia Giovani” e la disponibilità delle risorse, comunica al datore di lavoro l’esito della verifica. Se il giovane al momento dell’istanza preliminare del datore non sia ancora stato preso in carico dalla struttura competente, l’ANPAL coinvolge la Regione in cui il lavoratore deve essere assunto. La Regione procede entro 15 giorni alla presa in carico alle attività di rito per la profilazione. Il datore di lavoro, avuto il nulla osta telematico dall’INPS , deve procedere entro 10 giorni di calendario all’assunzione. Ovviamente , dato che il diritto sussiste dal 1.1.2018, per le assunzioni fatte prima la Circolare emananda dell’Istituto darà indicazioni per il recupero relativo . La fruizione avviene mediante esposizione nelle denunce mensili UniEmens, a pena di decadenza, entro il 29 febbraio 2020.

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PERCHÉ IL PROGETTO ADOLESCENTI 4U

CULTURA

4U SI PREFISSA DEGLI OBIETTIVI ABBASTANZA ESPLICITI CHE VANNO IN DIVERSE DIREZIONI: VERSO L’ORGANIZZAZIONE STESSA E I SUOI MEMBRI, VERSO I PAZIENTI DELL’ONCOEMATOLOGIA, E VERSO IL PUBBLICO DI PASQUALE POLLINZI

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CULTURA

si nega che le malattie oncoematologiche sono abbastanza impegnative in termini di prognosi e percorso terapeutico, però è te all’interno del panorama dei pazienti anche vero che al giorno d’oggi è possibidell’ospedale: troppo grandi per essere ri- le affrontare queste malattie a testa alta, tenuti dei bambini, ma al contempo trop- senza guardare alla diagnosi come ad una po piccoli per poter essere identificati e cu- condanna. E in questo contesto 4U opera rati come adulti. La definizione di adole- nei confronti dei pazienti in cura, mettenscente crea non pochi problemi, poiché al- do in contatto chi ha superato la malattia l’interno di una struttura “a misura di bam- con chi è ancora in trattamento, mostranbino”, l’adolescente si sente fuori posto. do a quest’ultimo come sia possibile ri4U nasce per venire incontro all’esigenze prendere una vita piena alla fine del percorso terapeutico. Inoldi questo individuo, mettre 4U è molto impegnato tendolo in contatto con altri adolescenti come lui, con È importante porre sui social per rompere tabù e schemi mentali i quali può condividere espeattenzione sul sul cancro in età adolerienze, pensieri, emozioni tema scenziale, mostrando coed idee. È importante pordell’adolescente me in realtà ci sia tanta re attenzione sul tema delaffetto da vita nella malattia. l’adolescente affetto da papatologie tologie oncoematologiche oncoematologiche L’importanza di propoiché, a differenza del bamgettare insieme nel bino, è un soggetto estrepoiché, a percorso di cura mamente conscio di ciò a differenza del Per il progetto 4U è molcui va incontro, del percorbambino, è un to importante coinvolso che sta per intraprendesoggetto gere il più possibile perre e delle conseguenze che estremamente sone, associazioni, enti quest’ultimo avrà nella sua conscio di ciò a cui ed istituzioni. Questo pervita. E qui interviene il prova incontro. E qui ché è necessario creare getto, mostrando all’adoleuna rete che possa soscente che gran parte di interviene il stenere il progetto nelle quello che immagina sulle progetto sue iniziative ed attivimalattie oncologiche siano tà, e anche per mostraluoghi comuni e atti di pure come le iniziative dei ro terrorismo informativo, come l’idea che il cancro porti a morte cer- ragazzi siano aperte al pubblico, e non reta, che dai tumori non si possa guarire, o legate nelle mura dell’ospedale. Questa che sia impossibile per un paziente onco- azione contribuisce all’abbattimento dellogico compiere le attività quotidiane di la barriera che separa i pazienti dalla soun adolescente come andare a scuola, fa- cietà: infatti collaborando con soggetti re attività sportiva o intrattenere relazio- esterni al mondo ospedaliero, 4U riesce a ni sociali. Grazie ai progressi in ambito mostrare come questi ragazzi siano capamedico degli ultimi anni, ormai per que- ci di spendersi nell’ambito relazionale, lasto tipo di pazienti si prospetta nella mag- vorativo, gestionale e progettuale. Non va gioranza dei casi la possibilità di guarire neanche trascurato come l’impegno nel completamente dalla malattia, e di poter progetto e nelle sue iniziative da parte deriprendere un percorso di vita normale. gli adolescenti membri, possa essere in un Ovviamente 4U non racconta favole, non certo senso inteso come parte del piano di

In primis il progetto nasce per riunire i ragazzi in età adolescenziale, che costituiscono una categoria a par-

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CULTURA

cura, infatti l’impegno, la costanza e la pas- una età in cui avevo nella mia mente un sione che i ragazzi mettono in ciò che fan- progetto di vita (alla diagnosi avevo 14 anno, aiutano questi ultimi a riscoprire le ni), o almeno un suo scheletro. La malatproprie capacità, per poterle spendere nel tia ha letteralmente distrutto tutti i miei prossimo futuro in ambito personale-la- piani, distogliendo tutte le mie forze e i vorativo. Diventano fondamentali in que- miei mezzi nel percorso di cura. Questo sta ottica i valori della condivisione, della progetto mi sta aiutando a riscoprire la mia capacità progettuale, imsolidarietà e della coesiopegnandomi per ciò che ne: il progetto ha mostraposso nelle sue iniziative. to come tanti ragazzi molPer il progetto 4U La mia lontananza fisica to diversi tra loro, all’iniè molto importante da Roma crea non pochi zio anche perfetti sconocoinvolgere il più problemi, in particolare sciuti, siano riusciti ad possibile persone, per ciò che concerne la unirsi in un gruppo che ha presenza fisica ad eventi l’operosità di una impreassociazioni, enti e manifestazioni; ma ciò sa a tutti gli effetti, ma al ed istituzioni. in realtà mi motiva ancor cui interno si vive il caloQuesto perché è di più a lavorare per sure di una famiglia. In quenecessario creare perare l’ostacolo geograsto clima nasce la collauna rete che fico, e mi aiuta anche a borazione tra 4U e Voicepossa sostenere il comprendere maggiorbookradio.com, progetto progetto nelle sue mente l’ampio respiro ternato presso il liceo Kenritoriale che 4U vuole avenedy di Roma e che è creiniziative ed re. Inoltre operando ansciuto in maniera smisuattività, e anche che all’interno dell’osperata all’interno della citper mostrare dale, il progetto mi pertà, e anche fuori. I ragazcome le iniziative mette di uscire dalla dezi del progetto 4U sono dei ragazzi siano finizione restrittiva di “patuttora in formazione presaperte al pubblico, ziente”, cooperando in un so la sede centrale di Voie non relegate certo senso all’attività di cebookradio, dove aptutti quelli che nell’ospeprendono dai ragazzi che nelle mura dale operano per il pagestiscono questa radio dell’ospedale ziente. tutte le nozioni necessaLa malattia mi ha privato rie per far nascere la radio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Ge- di tante possibilità, ed è stata un trauma sù. Nel mezzo sono presenti tante altre at- dal quale non è stato facile uscire; a dirla tività, come la presenza ad eventi sporti- tutta non posso dire neanche di essere sivi, a spettacoli teatrali, a concerti e a mol- curo di averlo superato. Però in tutto il proti altri eventi di diversa natura, tutti fina- getto è venuto a farmi ricredere sulla mia lizzati a mostrare come il cancro sia sol- condizione: a neanche 18 anni io ero contanto una parentesi nel percorso di vita de- vinto già di essere un rottame dal presengli adolescenti, e di come in realtà si pos- te difficile e dal futuro incerto, invece 4U sano fare molte altre cose. mi ha mostrato come in realtà sono una risorsa che si può spendere al 100% in qualCosa è 4U siasi ambito, circondato da altri come me per il paziente/pasquale che hanno la mia stessa voglia di sfondaPersonalmente 4U rappresenta una op- re il muro di pregiudizio e stereotipi che portunità per spendere le proprie energie ci circonda, e di dire l’ultima parola sul e competenze. Essendomi ammalato ad cancro: la nostra parola.

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