N. 85 - ANNO VII - NOVEMBRE 2017
The worLd of
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Consulente
HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO DI ROMA
Ripristino dei tariffari
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Consulente
N°85– novembre 2017 Periodico mensile Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma Direttore Responsabile Lorenzo Lelli
Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro The worLd of
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LA RIVISTA HOUSE ORGAN DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA DELL'ORDINE CONSULENTI DEL LAVORO INTERAMENTE DEDICATA ALLA CATEGORIA ED AI PROFESSIONISTI PUOI SFOGLIARE LA RIVISTA SU WWW.CONSULENTIDELLAVORO-ROMA.IT E ANCHE SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
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Redazione Daniele Donati Giuseppe Marini Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Paolo Stern Andrea Tommasini Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Adalberto Bertucci nella sua qualità di Presidente del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro-roma.it Segreteria TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 - 1 - 1979 N.12 Redazione redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 15 novembre 2017
QUESTO NUMERO
The worLd of
Equo compenso
per tutti i professionisti
EDITORIALE
ADALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE CPO RM
Care Colleghe e cari Colleghi, è passato alla commissione Bilancio al Senato l’emendamento per la conversione del decreto fiscale 148/2017, secondo cui tutti i professionisti hanno diritto ad un equo compenso, una soglia minima al di sotto della quale non si può scendere. Un compenso equo perché «proporzionato alla qualità e quantità del lavoro». Oltre agli avvocati ora spetta a tutti i professionisti, iscritti in Ordini professionali, in associazioni di categoria o meno, l’equo compenso tutela tutti. La grande novità dell’emendamento sta nel rapporto con la Pubblica Amministrazione, per la quale non si faranno eccezioni: al bando i compensi irrisori o gratis a favore dello Stato! Il compenso per la collaborazione del professionista ci sarà e dovrà essere equo: calcolato in base alla durata, alla quantità e alla complessità del lavoro svolto, all’esperienza necessaria per l’espletamento dello stesso e ai relativi costi sostenuti dal professionista. L’unica eccezione è rappresentata dalle PMI per le quali starà al professionista la valutazione di un congruo compenso. L’emendamento infatti è pensato per la tutela del professionista nei rapporti con le grandi corporazioni: Banche, Assicurazioni, grandi imprese e come già detto P.A. L’Antitrust si fa sentire e “boccia” categoricamente la nuova normativa sull'equo compenso non solo per gli avvocati ma per tutti i professionisti, secondo il Garante "non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale" e sarebbe "in stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione" che hanno contraddistinto negli ultimi anni i settori ordinistici. Un diniego motivato anche in funzione dei giovani consulenti che potrebbero essere oscurati sul campo dai colleghi affermati. La risposta dei giovani professionisti all’Antitrust non è tardata ad arrivare: le associazioni di Giovani Professionisti (consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri, avvocati, medici, notai e periti industriali) si sono esposti a favore dell’Equo compenso, “Riteniamo che l’equo compenso sia una forma di tutela essenziale e doverosa utile proprio per i giovani, che si immettono in un mercato dove oggi ‘concorrenza’ è sinonimo di ‘fame’, dove i lavori vengono affidati sulla base del prezzo più basso a scapito della qualità”. Lodevole la lungimiranza dei giovani professionisti, volti ad impostate una carriera improntata sulla qualità e sulla sostanza a scapito di un iniziale effimero profitto. È questo il consulente in divenire, un esempio virtuoso di valore e tenacia professionale. Il nuovo compenso potrà sembrare un salto nel passato ma la corsa al ribasso dettata dalla libera concorrenza, troppo spesso sleale, e dalle attuali necessità socio-economiche nuoce a tutti, ai giovani che con queste premesse stenteranno a spiccare il volo e ai colleghi attempati costretti a stracciare i prezzi e con essi anni di lavoro ed esperienza al solo scopo di continuare ad esistere sul mercato, esperti mediatori e veterani equilibristi tra concorrenza e professionalità. Colgo l'occasione per presentarvi a nome di tutto il Team l'augurio di trascorrere delle felici feste natalizie. Arrivederci al nuovo anno!
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SOMMARIO
Equo compenso per tutti i professionisti EDITORIALE
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DI ADALBERTO BERTUCCI
Avanzano sul mercato i Bitcoin ed altre 500 criptovalute FINANZA
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DI ANGELO PALETTA
La rivoluzione della fattura elettronica
ZOOM RIFLESSIONI DEL DIRETTORE
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DI LORENZO LELLI
Assistenza a disabile anche notturna PREVIDENZA
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Nuove opportunità per crescere
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La pianificazione previdenziale
CATEGORIA
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DI MARINA CALDERONE CATEGORIA
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DI ANDREA TOMMASINI
DI GIUSEPPE MACCARONE
Pasquino
PURO PE’ LI PROFESSIONISTI CE VO’ L’EQUO COMPENZO! PURE PER I PROFESSIONISTI CI VUOLE L’EQUO COMPENSO!
Quesiti del mese QUESITI
Associazione Giovani CDL Roma LA VOCE DEI GIOVANI
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DI ALESSIA NOVIELLO
Invio dati spese sanitarie 2017 la platea dei soggetti obbligati SISTEMA TS
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DI ANTONIO GIGLIOTTI
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A CURA DEL CENTRO STUDI
Cicatrici CULTURA
DI ANDREA TOMMASINI
“Italian Talent Award” ITALIA NOSTRA
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DI ANDREA TOMMASINI
Riepilogo attività Ordine Novembre 2017 Consulenti 0 nuovi iscritti – 2 cancellati Praticanti 10 nuovi iscritti – 6 fine pratica - 1 cancellati Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma n. 6 istanze di certificazione Riunioni di Consiglio n. 2 Commissione Congruità Parcelle n. 1 Sportelli dedicati agli iscritti INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti Sportello Pensioni n. 2 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma n. 14 quesiti risposti Editoria Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile Eventi formativi n. 4 incontri formativi per un totale di n. 16 ore formative
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ZOOM LE RIFLESSIONI DEL DIRETTORE
La rivoluzione
della fattura elettronica DI LORENZO LELLI
CONSULENTE DEL LAVORO
La legge di Bilancio 2018, approvata in prima lettura in Senato, parla chiaro: la fattura elettronica sarà una realtà, a partire dal 1° gennaio 2019 cesserà di essere un’esclusiva caratterizzante i rapporti commerciali verso le Pubblica Amministrazione ma sarà estesa anche tutte 6
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le operazioni business to business e business to consumer, ovvero tutte le attività esercenti in Italia (la norma specifica: da e verso soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato) per la vendita di beni o servizi dovranno emettere fattura con il sistema elettronico mediante il servizio di
RIFLESSIONI DEL DIRETTORE ZOOM
interscambio dell’Agenzia Entrate (Sdi), Viene presentato con un anno di anticipo già ampiamente in uso per le fatture emes- l’ennesimo strumento per fronteggiare l’evase verso la P.A. sione, per mettere fine alla prassi delle “falPer il momento saranno esonerati a tale se fatture”, per monitorare in tempo reale obbligo gli aderenti al regime fiscale for- entrate e uscite, per aver a portata di un fetario di cui alla L. 190/2014 e al regime “click” la reale attività dell’impresa. Uno dei minimi regolamentato dal DL 98/2011. strumento concepito anche per semplifiAttori nelle prove generali della fattura- care e agevolare il professionista tenuto alzione elettronica saranno i settori degli l’onere degli adempimenti fiscali. appalti pubblici e di cessioLa e-fattura porterà ad ni di carburanti, che inauuna globale rivoluzione gureranno la nuova modache caratterizzerà anlità a partire dal 1° luglio che la nostra attività L’idea di una 2018. quotidiana. Evolverà il completa e L’idea di una completa e concetto tradizionale di massiva massiva rivisitazione della studio professionale perrivisitazione della fatturazione spaventa un chè la nuova modalità fatturazione po’, soprattutto i consumadi fatturazione porterà spaventa un po’, tori che finora non hanno gradualmente un più soprattutto i avuto bisogno di computer ampio respiro proprio o PEC. Il problema, se così nell'ambito della conconsumatori che lo vogliamo definire, può risulenza, limitando la finora non hanno siedere nell’incontro tra il mera registrazione conconsumatore e quei soggettabile ed elevando la ti che la Legge Iva obbliga qualità del nostro lavoall’emissione della fattura per qualsiasi ro, più incentrata sulla consulenza pura e prestazione erogata. La fattispecie più co- concettuale, sempre più specializzata e mune è rappresentata dalle ristruttura- qualificata. zioni edilizie e quindi per le imprese edi- La fattura elettronica assolverà davvero il li. Il consumatore prima di ristrutturare compito per il quale è stata concepita? La e ricevere relativa fattura dovrà premu- domanda da porsi è proprio questa, se esnirsi di un indirizzo email che gli per- sa rappresenti davvero questo scudo inmetterà di procurarsi una PEC finalizza- vincibile contro il male che tedia da semta alla ricezione dell’e-fattura”. pre il Fisco. Con l’introduzione di questa novità se- I movimenti commerciali e le transazioni guirà inevitabilmente una rivoluzione tec- finanziarie saranno maggiormente tracnologica nel nostro Paese, qualcosa di ciabili e verificabili, questo è certo, ma scontato per le generazioni nate davanti non mancheranno falle nel sistema: quei al PC ma altrettanto complicato per tutta piccoli consumatori che asseconderanno una fascia di popolazione vicina alla ter- le proprie difficoltà, facilitandosi la vita e za età, ubicata nei piccoli centri e lonta- preferendo l’evasione rispetto ad una lena della tecnologia. galità forse per alcuni troppo complicata.
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Nuove opportunità per crescere…
CATEGORIA
DI MARINA CALDERONE
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO
Nuovi e importanti traguardi attendono la Categoria. Ab-
biamo portato a termine sino ad oggi diverse conquiste ma i prossimi anni ci vedranno ancor più impegnati. Il nuovo mandato del Consiglio nazionale è partito all’insegna della difesa del valore sociale ed economico della prestazione professionale. La battaglia sull’equo compenso che ci ha visti in prima linea è una questione di civiltà giuridica affinché il nostro lavoro, soprattutto quello dei più giovani, non sia penalizzato da quei committenti forti che sempre più spesso chiedono prestazioni senza remunerarle adeguatamente e svilendo la prestazione del professionista. L’Italia ha bisogno di professionisti seri e preparati, ma anche autonomi. Per questo la battaglia sull’equo compenso è al primo posto e vigileremo sulla concreta attuazione della norma contenuta nel decreto con le disposizioni in materia finanziaria approvata, grazie ad un emendamento, dal Parlamento lo scorso 30 novembre. Sono convinta che, nonostante le difficoltà che attendono il mondo del lavoro e delle professioni, avendo una Categoria unita e determinata, por8
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CATEGORIA
teremo a casa altri importanti risultati. Pensando al futuro e alle priorità del rinnovato Consiglio Nazionale vedo intanto l’impegno a valorizzare le nuove competenze: dall’asseverazione dei rapporti di lavoro al welfare aziendale, dalla sicurezza sul lavoro alle politiche attive, dalla certificazione dei contratti alla mediazione civile e commerciale passando infine alla previdenza obbligatoria e complementare. Competenze che ci rendono oggi più indispensabili di ieri all’interno del tessuto produttivo e di un mondo del lavoro periodicamente al centro di interventi legislativi. Valorizzeremo e difenderemo queste nostre competenze in materia di lavoro in ogni nostra azione ed iniziativa. Con l’aiuto dei Consigli provinciali e delle loro segnalazioni, inoltre, vigileremo di pari passo anche sulla tutela del titolo professionale affinché altri soggetti, privi dei requisiti previsti dalla legge, non operino “illegalmente”. Tra le sfide del nuovo mandato certamente c’è la promozione del lavoro etico, mettendo più in evidenza la nostra funzione sociale e la diffusione dell’Asse.Co. quale strumento di riferimento per imprese e Consulenti del Lavoro. A questo si aggiunga la necessità di allargare gli orizzonti del welfare di Categoria. Per gli iscritti è arrivato il momento di creare un welfare professionale che permetta l’accompagnamento in tutte quelle fasi della vita lavorativa in cui i colleghi devono farsi carico di situazioni come la cura dei minori o di familiari non autosufficienti. Non solo. Spazio a tutte quelle convenzioni utili che, attraverso l’Enpacl, possano permettere al professionista di acquistare beni e servizi strumentali alla propria attività a prezzi molto vantaggiosi. Svilupperemo politiche e azioni relative al finanziamento della formazione delle donne, che permettano alle colleghe di migliorare le performance professionali. Passando all’aggiornamento, poi, oggi è impensabile esercitare la professione di Consulente del Lavoro senza essere in regola con la for-
mazione continua obbligatoria. Su questo fronte il nostro impegno sarà quello di continuare – attraverso la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – a creare occasioni per fare formazione. Proseguiremo su questa strada dando più spazio, nel nuovo regolamento, ai Consigli provinciali per favorire una formazione di qualità. Ancora, nei prossimi tre anni il nuovo Consiglio nazionale si impegnerà per sviluppare le competenze fiscali e tributarie dei Consulenti del Lavoro e valorizzare materie come il diritto societario e la crisi d’impresa. Visto che la Categoria ha una specifica competenza nella gestione dei rapporti di lavoro nelle procedure concorsuali. I Consulenti del Lavoro dovranno, inoltre, occuparsi sempre più di bilanci e consulenze previdenziali per ogni singolo lavoratore e per questo motivo, nel 2018, partiranno i corsi di formazione in collaborazione con Mefop ed Enpacl per quanti vorranno sviluppare questa attività. Un’esigenza della società che sapremo certamente trasformare in una vera e propria competenza della Categoria.
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La pianificazione previdenziale
CATEGORIA
tra le nuove competenze dei Consulenti del Lavoro DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE
Un ricco programma di approfondimenti e di corsi per la Scuola di Alta Formazione animerà il 2018 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Ne è certo il presidente della Fondazione, Rosario De Luca, al quale abbiamo chiesto qualche anticipazione sulle attività formative che saranno avviate nei prossimi mesi.
Presidente, il proliferare legislativo in materia di lavoro e previdenza rende sempre più strategico il ruolo della Fondazione Studi. Cosa avete in mente per il prossimo anno? Risposta: Abbiamo intenzione di organizzare un ricco programma di approfondimenti e di corsi, in particolare per la nostra Scuola di Alta Formazione. La logistica, poi, ci aiuta poiché da qualche mese è stato inaugurato l’Auditorium dei Consulenti del Lavoro, centro polifunzionale dal quale prenderanno il via tutte le attività formative che riguardano la Categoria. Oltre a questo, continueremo a fornire agli iscritti corsi multimediali a distanza - come le videoconferenze - che è possibile seguire sulla piattaforma dedicata alle e-learning ed eventi dedicati ad approfondire le ultime novità in materia di lavoro, fisco e previdenza come il Forum che abbiamo realizzato il 29 novembre scorso.
Nel 2017 avete messo in campo numerose iniziative volte a valorizzare le nuove competenze conquista-
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te dalla Categoria. Su quali aspetti punterete nei prossimi mesi per incrementare le specializzazioni degli iscritti?
Nel 2018 il tema dominante sarà la pianificazione previdenziale. C’è un’intensa attività su questo fronte che coinvolge anche l’Ente di previdenza, il Consiglio nazionale dell’Ordine e il Mefop. L’obiettivo è quello di avvicinare i Consulenti del Lavoro a questa materia, che può rappresentare una funzione specialistica della nostra Categoria e che può essere spiegata e approfondita da chi, come gli iscritti al nostro Ordine professionale - ha già un percorso formativo ed un’esperienza adeguata in materia. Con la consulenza previdenziale si arricchisce ulteriormente l’offerta dei nostri servizi professionali, che ora già include il welfare aziendale, l’AsseCo e la sicurezza sul lavoro oltre alla gestione dei rapporti di lavoro e agli adempimenti in materia di lavoro e fiscale, per offrire al cliente una prestazione sempre più elevata e al tempo stesso favorire il sostentamento dello studio.
La Fondazione Studi è stata riconosciuta dal Ministero di Giustizia e dal Ministero dell’Economia e Finanze come ente formatore dei Revisori Contabili e dei Dottori Commercialisti. Come valorizzerete questa opportunità? Questo è un segmento topico per la nostra Categoria che fa della fiscalità aziendale uno
CATEGORIA
dei suoi numerosi campi di azione. Sicuramente valorizzeremo questa opportunità interagendo con queste due categorie professionali. L’interdisciplinarità è fondamentale in questo particolare periodo, in cui le micro, le piccole e le medie imprese hanno necessità di avere un certo tipo di consulenza. Con questa nuova strada forniremo il nostro contributo anche nel settore fiscale per dare ai nostri iscritti una formazione quanto più completa.
Nell’ambito delle vostre attività di comunicazione a sostegno del Consiglio nazionale, ci sono quelle legate all’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro, che ha il compito di analizzare i fenomeni socioeconomici che interessano il Paese. Quale ruolo avrà l’Osservatorio nel 2018? Sicuramente un ruolo sempre più centrale e strategico, perché da una lettura reale dei dati che interessano il mercato del lavoro si è in grado di analizzare le norme ed anticipare al Legislatore gli effetti che si produrranno su lavoratori e società. In un’indagine dell’Osservatorio di qualche tempo fa, ad esempio, abbiamo spiegato che l’articolo 18 non ha prodotto alcun problema legato ai licenziamenti. A dimostrazione che non sempre chi spinge ideologicamente per alcune soluzioni ha una visione completa del Paese.
L’anno sta per concludersi, può darci qualche anticipazione sui prossimi eventi che organizzerete assieme al Consiglio Nazionale?
Abbiamo sicuramente un appuntamento annuale importante, a cui tutta la Categoria è invitata a partecipare: il Festival del Lavoro. Giunto alla sua nona edizione, il Festival è un momento di dibattito politico e socio-economico importantissimo. Un evento che si è consolidato nel tempo, diventando noto anche a livello europeo dopo i
temi e gli ospiti che hanno caratterizzato l’edizione 2017. Attorno a questo ruotano tante altre attività di comunicazione esterna realizzate dalla Fondazione Studi. Ad esempio gli eventi delle ultime settimane dedicati a supportare le scelte e le attività del Comitato Unitario delle Professioni in ambito nazionale, con la manifestazione in favore dell’equo compenso ai professionisti, e in ambito comunitario, con la giornata delle professioni europee inaugurata dal Comitato Economico e Sociale Europeo e che avrà ulteriori sviluppi nel 2018. La Fondazione Studi continuerà a sostenere e perseguire le politiche del Consiglio nazionale così come a fornire contributi scientifici e servizi informatici utili alla formazione e allo sviluppo di nuove competenze di Categoria.
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Associazione Giovani CDL Roma
LA VOCE DEI GIOVANI
TRASCORSO UN ANNO DALLA FONDAZIONE È TEMPO DI BILANCI, COSA ABBIAMO FATTO E COSA VOGLIAMO E POTREMO FARE
DI ALESSIA NOVIELLO CONSULENTE DEL LAVORO
L’Associazione giovani Cdl di Roma è nata il 18 novembre del 2016 mossa dalla volontà di dare dei servizi alla categoria affiancandosi alle azioni del CPO e dell’ANCL UP di Roma, in armonia con l’Associazione giovani Nazionale ottimamente guidata dal Presidente Pietro Latella. Il lavoro e la mission della nostra Associazione non è stato certamente quello di farsi spazio perché la nostra è un’azione collegiale, di categoria e siamo mossi solo dall’amore e tutela del nostro Ordine e della nostra professione. Non siamo contro gli
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individualismi perché crediamo nelle capacità di tutti e se qualcuno emerge per suo merito ne siamo lieti e lo incoraggiamo. Lo spirito della Associazione Giovani di Roma è quello di fare rete con tutti i colleghi d’Italia per affiancare la nostra azione a quella dei nostri dirigenti nazionali con il solo scopo di diffondere la cultura dei CdL e tutelare la nostra professione attaccata da abusivi e concorrenza sleale ma, soprattutto, fare proseliti e invogliare sia nuove persone ad intraprendere la nostra professione, sia i colleghi ad ospitare dei praticanti per accrescere il numero degli iscritti al nostro Ordine. Ecco, in un paese demograficamente a crescita zero, anche le professioni
LA VOCE DEI GIOVANI
ordinistiche soffrono la carenza di vocazio- maniera strutturale con un’ottica di lungo ni per tante ragioni. Fare il professionista periodo ma per il proprio tornaconto eletoggi è non è facile nel nostro paese ma noi torale di una legislatura adottando misure crediamo che il lavoro privato possa esse- tampone che spesso si rivelano inefficaci re l’unico volano per la ripresa economica per ridare fiato all’economia e competitiviperché la libera iniziativa tà alle imprese, è divenprivata consente ai migliotato non solo ardito ma ri di emergere e il nostro realisticamente impratipaese ha bisogno di qualiUno per tutti e tutti cabile. Ecco perché, setà e idee nuove che la pubcondo noi, lavorare “inper uno. Il collega blica amministrazione fatisieme” è la sola strada posper noi è un ca a produrre. Siamo quasibile. Questo è quello in collega, un amico, si 28000 iscritti, se la mecui crediamo, il motore di non un competitor questa avventura, il pestà di noi nei prossimi tre anni riuscisse a fare abilitare simismo non ci appartiee noi abbiamo il un praticante potremmo acdovere di aiutarci e ne e guardiamo al futuro crescere il nostro peso pocon ottimismo. Le cose da sostenerci l’uno litico e la forza del nostro fare sono tante ma abbiacon l’altro se Ordine che grazie alla atmo già iniziato. Il 2018 savogliamo non solo rà l’anno delle Politiche tenta e lungimirante Presisopravvivere ma denza percorsa da Marina Attive, su cui stiamo pungarantire servizi di Calderone nell’ultimo detando e investendo gran cennio siamo riusciti a conparte delle nostre energie. qualità alla nostra quistarci. Ma non solo, l’11 dicemclientela Uno per tutti e tutti per uno. bre è stata inaugurata la Il collega per noi è un colnostra nuova sede, dove lega, un amico, non un comsarà possibile sviluppare petitor ma gli studi professionali individuali, nuovi progetti e concretizzare quelli in via specie in alcune regioni e realtà economi- di sviluppo. Una sede a disposizione di tutche soffrono e noi abbiamo il dovere di aiu- ti gli associati, per mettersi in gioco e protarci e sostenerci l’uno con l’altro se vo- muovere nuove idee. E’ necessario partecigliamo non solo sopravvivere ma garantire pare attivamente alla vita associativa, nulservizi di qualità alla nostra clientela. Cia- la succede per caso. Le opportunità ci sono scuno di noi può specializzarsi in qualcosa, tutte, sta a noi imparare a coglierle. in qualche settore e fare rete con altri col- Il nostro augurio per il 2018 è di vivere la leghi per elevare lo standard della consu- professione con slancio e prendo in prestilenza da offrire alla nostra clientela. Il Con- to una frase delle nostra Presidente Marisulente fa ANCHE le buste paga, non SO- na Calderone “Non posso che rivolgermi ai LO le buste paga. Pensiamo a settori come giovani colleghi ed ai praticanti iscritti nei la Previdenza, la Crisi di impresa, il Welfa- nostri Consigli Provinciali. Stiamo lavore, l’efficientamento aziendale attraverso rando per dare alla categoria una prospetl’uso di strumenti di rilevazione contabili tiva diversa e migliore. Contiamo su di loche possono indicarci la via per migliorare ro, sul loro entusiasmo, sulla voglia di imgli utili ed eliminare gli sprechi, la sicurez- pegnarsi e migliorarsi propria di chi opera za sul lavoro, la formazione, le Politiche At- all’interno di un mondo così complesso ma tive, le contrattazioni di secondo livello e affascinante come quello dei consulenti del tanto altro. Seguire tutto con coscienza, cor- lavoro”. rendo appresso alla smania compulsiva di Noi, faremo il massimo per non deludere le un legislatore che disegna le riforme non in sue aspettative.
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SISTEMA TS
Invio dati spese sanitarie 2017 la platea dei soggetti
ENTRO IL 31 GENNAIO 2018 I SOGGETTI ESERCENTI PRESTAZIONI SANITARIE DOVRANNO TRASMETTERE AL SISTEMA TESSERA SANITARIA (STS) I DATI DI TALI SPESE EFFETTUATE DAI CONTRIBUENTI NEL 2017. L’ADEMPIMENTO È LEGATO ALLA PREDISPOSIZIONE DELLA DICHIARAZIONE PRECOMPILATA DI ANTONIO GIGLIOTTI DOTTORE COMMERCIALISTA
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Ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata il D.Lgs 175/2014 dispone che “i professionisti sanitari”, inviano al Sistema tessera sanitaria(….)i dati relativi alle prestazioni erogate dal 2015 ad esclusione di quelle già previste nel comma 2, ai fini della loro messa a disposizione dell'Agenzia delle Entrate. Il decreto legislativo citato ha dunque introdotto l’obbligo di invio dei dati delle spese sanitarie al S.T.S. finalizzato alla predisposizione della dichiara-
Premessa
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zione precompilata, individuando precisa- nari sono tenuti altresì ad inviare al Sistemente la platea dei soggetti tenuti al- ma Tessera Sanitaria i dati delle spese vel’adempimento. Inizialmente i soggetti ob- terinarie sostenute dalle persone fisiche a bligati all’invio dei dati erano così indivi- partire dal 1° gennaio 2016, riguardanti le duati: le aziende sanitarie locali; le aziende tipologie di animali individuate dal Decreospedaliere; gli istituti di ricovero e cura a to del Ministero delle Finanze 6 giugno 2001, carattere scientifico; i policlinici universi- n. 289. tari; le farmacie, pubbliche e private; i pre- Le spese da comunicare – In via generale, sidi di specialistica ambulatoriale; le strut- le tipologie di spesa interessate dalla coture per l'erogazione delle prestazioni di as- municazione, per quanto riguarda i soggetti sistenza protesica e di assistenza integrati- di cui al decreto del 1° settembre 2016 posva; gli altri presidi e strutture accreditati sono essere così individuate: per l'erogazione dei servi• prestazioni sanitarie erogate dai soggetti di cui zi sanitari e gli iscritti alall’articolo 1 e 2 del Del'Albo dei medici chirurCon il decreto 31 creto del Ministro delghi e degli odontoiatri. luglio 2015 del l’Economia e delle FiCon il decreto 31 luglio 2015 Ministero nanze 1° settembre 2016; del Ministero dell’Econodell’Economia e mia e delle Finanze sono • farmaci: spese relative all’acquisto di farmaci, state definite le specifiche delle Finanze sono anche omeopatici; tecniche di riferimento e state definite le spese relative all’acquile modalità operative re• specifiche sto o affitto di dispositilative alla trasmissione tetecniche di vi medici con marcatura lematica delle spese saniriferimento e le CE; tarie al Sistema Tessera Samodalità operative • servizi sanitari erogati nitaria. relative alla dalle parafarmacie: ad Per effetto dell’intervento esempio spese relative della Legge n° 208/2015, trasmissione ad ecocardiogramma, spii dati relativi alle prestatelematica delle rometria, holter pressozioni sanitarie erogate a spese sanitarie al rio e cardiaco, test per partire dal 1º gennaio 2016 Sistema Tessera glicemia, colesterolo e sono inviati al Sistema tesSanitaria trigliceridi o misuraziosera sanitaria, con le mene della pressione sandesime modalità anche da guigna; parte delle strutture autorizzate per l'erogazione dei servizi sanitari • protesi e assistenza integrativa (acquisto o affitto di protesi - che non rientrano tra e non accreditate. i dispositivi medici con marcatura CE - e Ampliamento platea soggetti obbligati – Il assistenza integrativa); Decreto del Mef datato 1° settembre 2016 è intervenuto sul perimetro soggettivo dei • altre spese sanitarie. professionisti sanitari tenuti all’invio dei dati al sistema T.S, disponendo che anche Come si effettua l’invio - Per la trasmissiogli psicologi, gli infermieri, le ostetriche, le ne dei dati di spesa sanitaria (DM 31/7/2015 parafarmacie, i tecnici di radiologia medi- capitolo 4.4) gli iscritti, correttamente abica e gli ottici sono tenuti ad inviare i dati litati al sistema TS, possono utilizzare: relative alle prestazioni sanitarie erogate. • un’apposita applicazione web resa disponibile dal sistema TS, disponibile sul sito Gli iscritti agli albi professionali dei veteri-
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SISTEMA TS
www.sistemats.it, per l’inserimento dei sono oggetto di trasmissione al Sistema Tesdati di ogni singolo documento fiscale sera Sanitaria. Stesse indicazioni dovrebcomprensivo delle voci di spesa; bero sicuramente valere per il 2° semestre il proprio sistema software, opportuna2017. • mente integrato a cura del fornitore del Termine di effettuazione dell’invio dei dasoftware medesimo con le funzionalità ti - In riferimento al termine entro il quale necessarie per dialogare via web services effettuare l’invio dei dati delle spese saniseguendo le specifiche tecniche pubbli- tarie, come specificato sul S.T.S , Il servizio cate sul sito Sistema TS, in modalità: telematico per la trasmissione dei dati è di“sincrono” di trasmissione del singolo dosponibile 24 ore su 24, di conseguenza, fer• cumento fiscale con le relative voci di spe- mo restando la possibilità di optare per la sa (ogni invocazione del servizio invia un frequenza temporale che si ritiene opporsingolo documento fiscale; tuno scegliere (in tempo reale, giornaliera, “asincrono” di trasmissione di un file conmensile o altro), la trasmissione dei dati di • tenente un insieme di documenti fiscali spesa sanitaria deve essere effettuata entro con le relative voci di spesa. e non oltre il mese di gennaio dell’anno sucL’invio dei dati può avvenire anche trami- cessivo a quello della spesa effettuata dal te associazione di categoria o soggetti terzi cittadino. I dati trasmessi oltre tale data soquali ad esempio il proprio commercialista. no scartati dal Sistema TS. Salvo proroghe In questo caso qualora successive, in riferimento dunque il soggetto tenualle spese sanitarie relatito alla trasmissione dei daL’invio dei dati può ve al 2017, l’invio dunque ti sanitari, ad esempio un deve essere effettuato enavvenire anche medico, intendesse incatro mercoledì 31 gennaio tramite ricare il proprio commer2018. associazione di cialista di riferimento, per Sanzioni previste - L’art 3 categoria o l’invio dei dati delle procomma 5 - bis del Decreto soggetti terzi quali Legislativo 175/2014 e s.m. prie fatture, ovviamente non può cedere al comdispone che “in caso di omesad esempio il mercialista le proprie cresa, tardiva o errata traproprio denziali né la propria Tessmissione dei dati di cui al commercialista sera Sanitaria, ma deve atcomma 3 e 4 si applica la tivare un’apposita delega, sanzione di euro 100 per tramite il sito internet ogni comunicazione, in dewww.sistemats.it. roga di quanto previsto dalSpesometro e invio dati S.T.S. – Una delle l’art.12 del Decreto Legislativo 18 dicembre maggiori preoccupazioni per gli operatori 1997, n°472, con un massimo di euro 50.000”. chiamati agli adempimenti in commento Nei casi di errata comunicazione dei dati la era quello relativo al possibile doppio ob- sanzione non si applica se la trasmissione bligo, spesometro-invio dati al sistema T.S; dei dati corretti è effettuata entro i cinque a dirimere ogni dubbio circa tale specifica giorni successivi alla scadenza, ovvero in situazione è intervenuta l’Agenzia delle En- caso di segnalazione da parte dell’Agenzia trate con il comunicato stampa del 12 set- stessa. Se la comunicazione è correttamentembre che con riferimento allo spesome- te trasmessa entro sessanta giorni dalla scatro 1° semestre 2017, ha chiarito che era denza prevista, la sanzione è ridotta a un possibile non inserire i dati delle fatture che terzo con un massimo di 20.000 euro.
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Fondazione Studi Oreste Bertucci
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Avanzano sul mercato i Bitcoin ed altre 500 criptovalute
FINANZA
SUL BORSA DI CHICAGO SONO STATI QUOTATI I FUTURES SUI BITCOIN, PRIMA VALUTA VIRTUALE AL MONDO IDEATA NEL 2008. TUTTAVIA, OGGI SONO OLTRE 500 LE CRIPTOVALUTE ESISTENTI, CHE HANNO DATO INIZIO AD UNA NUOVA COMPETIZIONE FINANZIARIA SENZA PRECEDENTI
DI ANGELO PALETTA DOCENTE DI MANAGEMENT
Nella seduta di lunedì 11 dicembre i futures sui Bitcoin sono sbarcati sulla Borsa di Chicago. Dopo aver rag-
giunto in otto anni una quotazione sui mercati non regolamentati di circa 17.000 dollari, partendo da una base iniziale nel 2009 di soli 0,40 dollari, pari ad una performance del 42.500%, i Bitcoin hanno avuto la meglio anche sulle ritrosie delle autorità di vi-
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gilanza statunitensi. Queste hanno per lungo tempo ostacolato il riconoscimento ufficiale delle oltre 500 criptovalute in circolazione, in particolare dei Bitcoin che sono la prima valuta virtuale nella storia. Infatti, la Federal Reserve statunitense ha affermato che si tratta di sistemi senza autorizzazione mentre l’industria finanziaria si deve fondare su un sistema regolato, presa di posizione che ha aperto una seria discussione sul piano giuridico. Non a caso, a marzo 2017 la statunitense Security and Exchan-
FINANZA
ge Commission (SEC) aveva respinto la richiesta di autorizzazione per un ETF replicante l’andamento dei Bitcoin presentato dai fratelli gemelli Tyler e Cameron Winklevoss. La Banca Centrale Europea nel 2015 aveva dichiarato che non considera le monete virtuali una vera forma di moneta così come definita nella letteratura economica. Al di là dei pronunciamenti istituzionali, le criptovalute sembrano possedere i requisiti tipici delle monete in corso legale: unità di conto, mezzo di scambio, riserva di valore. Se le autorità di regolazione e vigilanza non riconoscono la natura di monete in corso legale alle monete virtuali, crescente attenzione e valore l’attribuiscono gli Internauti, investitori professionali e persino di cyber-criminali. Piaccia o no, la tecnologia blockchain attrae sempre più investitori ed i volumi sono miliardari. Tra i vantaggi si annoverano: la libertà di pagamento in qualsiasi parte del globo senza limiti di quantità e in tempi ridotti; le transazioni sono sicure, irreversibili e non contengono informazioni sensibili, tanto da tutelare i rapporti commerciali da perdite subite per frodi e phishing; non esistono costi di transazione, o se sussistono sono molto ridotti, perché gli scambi sono peer-topeer (P2P) tanto da rendere obsoleti gli intermediari bancari; quasi nullo è il rischio di inflazione, dato che le emissioni massime di moneta virtuale sono programmate fin dal principio. Ma c’è di più. Le criptovalute sono monete digitali che non sono depositate presso tradizionali conti correnti bancari ma in conti wallet. Anzi, il rapporto con il sistema bancario tradizionale è pressoché superato durante tutto il periodo di detenzione delle criptovalute. Ciò significa che le norme sul bail-in, previste dalla Direttiva 2014/59/UE, recepita nell'ordinamento giuridico italiano con il D.Lgs. n. 180/2015, non sono applicabili alle somme in denaro trasformate in monete virtuali. In caso di default bancario e di effetti domino, le criptovalute potrebbero rivelarsi come un’utile soluzione per mettere al riparo, anche temporaneamente, la liqui-
dità presente sui conti correnti bancari di istituti in crisi. Le criptovalute, però, sono ancora poco conosciute, i software si trovano in continua fase di sviluppo tecnologico, i flussi finanziari complessivi risultano modesti rispetto a quelli globali. Le Banche Centrali, che hanno acquisito il monopolio di stampare banconote insieme all’autonomia e all’indipendenza dalle autorità governative, possiedono un potere che rischia seriamente di essere compromesso dal sistema decentrato delle criptovalute, nonostante non siano considerate delle monete. Non a caso, le valute virtuali hanno allarmato le principali capitali del mondo insinuando un pregiudizio su oltre tremila anni di storia delle monete. Se le autorità governative esercitano giuridicamente il loro potere su un’area territoriale ben definita, nel cyberspazio i confini sono molto più labili ed il diritto è per larga parte da costruire. Le criptovalute, infatti, vengono emesse dietro l’autorizzazione di un’amministrazione statale o federale, ma sono estratte dai “miners” avviene attraverso un complesso processo informatico denominato “mining”. Inoltre, la convertibilità delle monete virtuali con le valute fiat, ossia le divise monetarie non aventi un valore intrinseco ma uno garantito dal governo o dalla banca centrale che le emette, sta persino mettendo in discussione il modello fondato sul paniere delle valute internazionali per il calcolo di diritti speciali di prelievo – dollari, euro, yen, yuan, sterline – stabilito dal Fondo Monetario Internazionale. In Italia il 2017 è l’anno in cui vi sono stati i primi provvedimenti in materia. La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ha sanzionato dei siti web che distribuivano servizi correlati a valute virtuali. Il Governo con il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, novellante il D.Lgs. n. 231/2007, ha deciso che le norme sull’abuso dell’attività finanziaria si possano applicare anche ai prestatori di servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale.
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Assistenza a disabile
PREVIDENZA
anche notturna
I GIUDICI TENENDO CONTO DEGLI EFFETTI DELLE MALATTIE DEGENERATIVE, HANNO REINTEGRATO AL LAVORO UN OPERAIO LICENZIATO DOPO CHE L’AZIENDA AVEVA ACCERTATO CHE EGLI ASSISTEVA LA MADRE NELLE ORE NOTTURNE MENTRE IN QUELLE DIURNE FACEVA RITORNO A CASA SUA. DI GIUSEPPE MACCARONE CONSULENTE DEL LAVORO
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Non può essere licenziato il lavoratore che – avendo richiesto e ottenuto il congedo straordinario biennale (ex D. Lgs. 151/2001, articolo 42, comma 5) – presta assistenza a un familiare disabile, durante la notte. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza, numero 29062/17. Al di là della vicenda processuale, di cui nel dettaglio meglio si dirà più avanti, ciò che preme evidenziare è come la S.C. ha delineato il congedo straordinario in rassegna. I giudici di Piazza Cavour hanno, infatti, ricordato che lo stesso è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico quale strumento di tutela rafforzata della maternità
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in caso di figli portatori di handicap grave. Anche se inserito nella norma che regolamenta la tutela e il sostegno della maternità e della paternità (D.Lgs. 151/2001), il congedo biennale - nel tempo - ha assunto una portata più ampia. Le modifiche normative successive al 2001 nonché l’intervento della Corte Costituzionale, hanno determinato un cambiamento della fisionomia dell’istituto che – via, via – è andato oltre i rapporti genitoriali, per ricomprendere anche le relazioni tra figli e genitori disabili e i rapporti tra coniugi o tra fratelli. Attualmente il congedo straordinario, utilizzabile per l’assistenza alle persone con handicap grave, è un vero e proprio strumento che si colloca all’interno della struttura familiare, finalizzato al riconoscimento della cura prestata dai congiunti a favore del familiare diversamente abile ma anche alla valorizzazione delle relazioni di solidarietà interpersonale e intergenerazionale, di cui la famiglia costituisce l’esperienza primaria. La tutela della salute psico-fisica del disabile, si legge nella sentenza in rassegna, postula anche l’adozione di interventi economici integrativi di sostegno delle famiglie il cui ruolo appare fondamentale nella cura e nell’assistenza dei soggetti portatori di handicap. Veniamo ora alla querelle giudiziale che ha portato all’interessante sentenza.
materna. L’azienda ha, quindi, contestato al dipendente il comportamento tenuto che, a seguito di quanto emerso, non sembrava – agli occhi datore di lavoro - in linea con la necessità di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale, nonché in contrasto con il necessario requisito della convivenza col soggetto disabile grave. Il lavoratore si è difeso sostenendo di aver regolarmente assistito la madre ma durante le ore notturne; ciò in quanto la madre non dormiva la notte, a causa di una forte insonnia e aveva la tendenza a fuggire di casa. Il tutto ampiamente comprovato da qualificata documentazione sanitaria. Il datore di lavoro, non ritenendo valide le giustificazioni, ha proceduto al licenziamento disciplinare del lavoratore. Successivamente il Tribunale, adito dal dipendente, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento, con conseguente reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro riconoscendogli anche un risarcimento del danno basandosi sul presupposto che il fatto addebitato non sussisteva. Il datore di lavoro ha fatto ricorso. La Corte di Appello ha confermato l’illegittimità del licenziamento ma ha mutato la sanzione a carico del datore di lavoro: invece della reintegra lo ha obbligato a pagare 15 mensilità della retribuzione globale di fatto.
Il tutto prende le mosse da un’indagine investigativa disposta da un datore di lavoro nei confronti di un dipendente. L’accertamento, voluto dall’azienda, mirava a verificare se il lavoratore, dichiaratosi convivente con la madre affetta da grave disabilità e beneficiario del congedo straordinario biennale retribuito, fosse effettivamente presente, durante il giorno, nell’abitazione materna. Gli investigatori, in realtà, hanno accertato che in alcuni giorni il soggetto posto sotto osservazione, non era presente a casa della madre ma si trovava presso l’abitazione dove egli viveva prima di trasferire la propria residenza presso quella
L’intervento della Corte
Vicenda processuale
Non contento della piega presa dalla vicenda giudiziaria, il lavoratore ha opposto ulteriore resistenza e il tutto è finito dinanzi alla Corte di Cassazione. I Giudici della Corte Suprema hanno – a loro volta - confermato l'illegittimità del licenziamento del lavoratore ma smentendo la tesi portata avanti dal datore di lavoro, lo hanno obbligato a reintegrare il dipendente licenziato. Secondo la S.C. la ratio legis della norma che regolamenta il congedo, pone quest’ultimo in stretta correlazione con il tipo di assistenza di cui necessita il disabile; perciò – proprio per consentire che tale ausilio sia efficace – l’aiuto deve essere ampiamente
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flessibile. Conseguentemente non si configura alcun impedimento al fatto che l’assistenza sia prestata nelle ore notturne. Inoltre, hanno affermato i Giudici, è impossibile immaginare che l’assistenza dovuta al disabile sia così totalmente assorbente da eliminare qualsiasi ulteriore spazio da dedicare alle proprie (di colui che assiste) esigenze di vita, quali la cura dei propri interessi personali e familiari. A ciò deve aggiungersi anche la soddisfazione del bisogno di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche. Il tutto, ovviamente, perfettamente armonizzato con l’intervento assistenziale che deve essere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile. Tornando, quindi, al caso di specie – osserva la Corte – il fatto che il lavoratore si trovasse in talune giornate lontano dall’abitazione materna, non è di per sé sufficiente a ritenerlo inadempiente all’assistenza. Infatti, afferma la sentenza, ferma restando la convivenza, il dipendente assisteva la disabile nelle ore notturne alternandosi, durante il giorno con altre persone, con modalità da considerarsi compatibili con le finalità dell’intervento assistenziale. In chiusura, può tornare utile ricordare alcuni aspetti peculiari del congedo straordinario su cui verte la sentenza commentata. Si tratta di un periodo in cui il dipendente può assentarsi dal lavoro per assistere familiari con disabilità grave. Il congedo è riconosciuto sulla base di alcune priorità i cui criteri tendono a individuare i soggetti in base alla loro vicinanza alla persona da as-
Il congedo straordinario
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sistere, in modo tale da non lasciare mai il disabile in situazione di gravità, privo di chi può dargli aiuto. Infatti, si osserva il seguente ordine di priorità: • in primis, il congedo spetta al coniuge convivente o alla parte dell’unione civile convivente; • se i soggetti di cui al punto precedente mancano, sono deceduti o sono - a loro volta – affetti da patologie invalidanti, ne possono beneficiare il padre o la madre, anche adottivi o affidatari; In caso di impossibilità all’assistenza da parte dei soggetti sopra indicati, il congedo spetta al figlio convivente e poi, via via, chiamando in causa il fratello o la sorella oppure, in ultima ratio, un parente o affine entro il 3° grado. L’accesso al congedo è, invece, interdetto ai lavoratori: • in part time verticale (durante le sospensioni); autonomi, parasubordinati, a domicilio, • agricoli giornalieri e ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari. Si possono chiedere, al massimo, due anni di congedo (nell’intera vita lavorativa) a prescindere dal numero dei soggetti da assistere. Durante il congedo spetta al lavoratore un’indennità commisurata alla retribuzione del mese immediatamente precedente l’inizio del congedo (entro un limite massimo), esclusi gli elementi variabili della retribuzione. Il periodo in cui il lavoratore è in congedo non rileva per la maturazione dei ratei di mensilità aggiuntive, delle ferie, del TFR; mentre vale per il calcolo dell'anzianità assicurativa Inps ed è coperto figurativamente ai fini pensionistici. Il datore di lavoro è chiamato ad anticipare l’indennità prevista per il congedo. Il recupero avviene tramite il conguaglio con i contributi dovuti all’Inps. Per gli operai agricoli a tempo indeterminato e determinato, per i lavoratori dello spettacolo saltuari e a termine, provvede l’Inps direttamente.
Il Presidente a nome personale ed Istituzionale con il Consiglio, i Revisori e la Redazione, augura a tutte le Colleghe ed i Colleghi i piĂš sentiti voti natalizi ed i migliori auspici per il nuovo anno Adalberto Bertucci
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PASQUINO E MARFORIO
I dialoghi del popolo romano
PURO PE’ LI PROFESSIONISTI CE VO’ L’EQUO COMPENZO!
Evviva ‘a Costituzzione! Bigna dà ‘a dignità a tutti li lavoratori puro a li professionisti! Abbasso li prepotenti! A morte li aguzzini!!! Ma che c’avete a Sor Pasquì? Che v’ha preso … er foco de santantonio? L’Equo compenzo pe’ li professionisti dev’esse ‘na reartà!?!? Sor Pasquino mio, nun me permetterebbe mai de mette ‘n dubbio ciò che pontificate perché, pe’ esse ‘n Arguto, prima ve sarete ‘nformato e quinni state a parlà a raggion veduta ‘n nome der Popolo Sovrano. E’ bella l’Uguajanza, Tutti pari li lavoratori dipendenti e quelli che ‘nvece so libberi, ma senza tutele! E’ bello che tutti c’abbiano ‘n’entrata minima garantita! E’ bello er Rispetto de ‘a dignità de chi c’ha bisogno de lavorà! E che bigna falla finita co’ ‘e prevaricazioni de li grassatori siano essi Padroni o Clienti! Semo d’accordo su tutto! I Principii devono esse’ tenuti sempre ‘n conziderazzione, però prima de parti co’ a lancia in resta – ‘o sapete io so come San Tommaso - vojo vede se collimamo su quanto me pare de sapè, rifrettece e trovà ‘a sintesi. Poi accosì c’avremo ‘na bandiera comune pe’ cui combatte fino a’ la morte. Parlamone ‘n po’, famese ‘e domanne e dameje ‘e risposte, vabbè?!?! Allora: Fissato che pe’ Equo compenzo sa da ‘ntenne er contraccammio de ‘li servizzi resi o de ‘le lavorazioni fatte, che ha da esse proporzionato a ‘la quantità e a ‘la qualità der lavoro svorto, ar suo contenuto e a ‘le sue caratteristiche chi l’ha da dì quale è ‘n compenzo equo? Facile; ’a Presidenza der Consijo de li Ministri entro 60 giorni da l’entrata in vigore de ‘a legge cor parere de ‘le categorie de libberi professionisti e autonomi. Come se calcolerà l'importo minimo de ‘na parcella? Sembrerebbe che pe ‘li professionisti iscritti all’ordini professionali sarà quello stabilito 24
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su li parametri giudizziari fatti da ‘li Ministeri vigilanti, come quelli attuali per li conzulenti der lavoro. (1) Quanno scatta er diritto all'equo compenzo? Er diritto scatta quanno er committente è: ‘na Banca, ‘n’Assicurazione, ‘na Grande Azienda o ‘n'Azienda de la pubbrica amministrazzione. E a chi ce se dovrà rivorge se nun vengheno rispettate ‘e regole? Nun se sà, perlintanto c’è da dì che - pe’ chi è competente ‘n materia de’ libbera concorrenza (2) - ‘a legge, prima che vede ‘a luce, è già forilegge; poi, se annerà ‘n porto, ‘n finale quello a cui appellasse nun potrà esse che er Giudice (3). A la fin fine se tratta, quinni, de di che pe’ ‘a maggior parte de li Conzulenti der lavoro nun cambia gnente!!! ‘E tariffe già ce stanno (vedi nota 1) e già ce stà puro chi deve giudicà s’edè equo er compenzo (vedi nota 3); se sa chi so li destinatari de ‘a norma: oltre la pubbrica amministrazione… li possibili ‘profittatori’, eccioè le granni azienne (4) Sor Pasquì, convenite co’ me che pe’ li comuni Conzulenti, centrati su li problemi de ‘li Piccoli, ‘sti mega soggetti sono per lo più fori portata…? Edè pè questo che nun riesco a capì, Sor Pasquì, perché Marinella (5) ce s’accora tanto ‘n ambito de ‘a Categoria!!! (6) Ma siii, c’avete raggione voi, come sempre, Sor Pasquì! E’ ‘n Principio: “pari dignità pe’ tutti li Lavoratori economicamente dipendenti, fussero subordinati o autonomi” edè anche Solidarietà, co’ l’artre professioni più soggette alle vessazioni de li granni ‘profittatori’ e de li Burocrati: Avvocati e professionisti tecnici. E’ evidente che st’attacchi de petto so più da Presidente de tutti!!! E’ ‘na Grande pe’ questo, lo fa anche se - ‘a ricaduta dell’Equo Compenzo - è de scarzo beneficio pe’ li Conzulenti der lavoro, sua. Sete sempre ‘n Saggio Sor Pasquì, ve riverisco. ‘N saluto dar sempre vostro… Marforio
PURE PER I PROFESSIONISTI CI VUOLE L’EQUO COMPENSO!
(LIBERA TRADUZIONE DI GIUSEPPE MARINI, DEL TESTO ORIGINALE COME PERVENUTO DALL’ARGUTO, ANCHE CON L’AUSILIO DEI MEDIA)
Evviva la Costituzione! Bisogna dare la dignità a tutti i Lavoratori, anche ai Liberi Professionisti! Abbasso i prepotenti! A morte i vessatori!!! Ma cosa vi riscalda Signor Pasquino? Cosa vi ha preso … un fastidioso erpes? L’Equo compenso per i professionisti deve essere una realtà!?!? Signor Pasquino mio, non mi permetterei mai di mettere in dubbio ciò che asserite perché, per essere un Arguto, prima vi sarete informato e quindi dovreste parlare con cognizione di causa in nome degli aventi diritto. E’ bella l’Uguaglianza, Tutti sullo stesso piano, i lavoratori, siano essi dipendenti o autonomi senza tutele! E’ bello che tutti abbiano un compenso minimo garantito! E’ bello il Rispetto della dignità di chi ha il bisogno di lavorare! E che bisogna farla finita con le prevaricazioni degli approfittatori, dei dominanti, siano essi Datori di Lavoro o Committenti! Siamo d’accordo su tutto! I Principii devono essere tenuti sempre in considerazione; però, prima di iniziare a spron battuto – Ve lo ricordo: io sono come San Tommaso … - voglio rendermi conto se collimiamo su quanto mi sembra di sapere, nel frattempo riflettere e quindi trovare, insieme, la sintesi. Poi, così, potremo dire di avere un vessillo sotto il quale aggregarci e combattere strenuamente. Parliamone un tantino, poniamoci le giuste domande trovandone le risposte, è d’accordo?!?! Allora: Stabilito che per Equo compenso si deve intendere il corrispettivo dei servizi resi o delle lavorazioni fatte; che deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al suo contenuto e alle sue caratteristiche … chi ha la potestà di definire oltre cosa, quanto s’intende per ‘compenso equo’? Facile [se il testo del Ddl è approvato in via definitiva – ndT]: la Presidenza del Consiglio dei Ministri entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, con il parere delle categorie dei liberi professionisti e altri autonomi. Come si calcolerà l'importo minimo di una parcella? Sembrerebbe che per i professionisti iscritti agli ordini professionali sarà quello fissato dai parametri giudiziari [determinazione dei compensi degli Ausiliari del Giudice/CTU – ndT] stabiliti dai Ministeri vigilanti; come quelli attualmente in vigore per li consulenti del lavoro. (1). Quando sorge il diritto all'Equo compenso? Il diritto nasce quando il Committente è: una Banca, un’Assicurazione, una Grande Azienda o un'Azienda della Pubblica Amministrazione. E a chi ci si dovrà rivolgere se non vengono rispettate le regole? Non è ancora definito, nel frattempo c’è da dire che – per l’Autorità competente in materia di libero mercato e libera concorrenza (2) - la legge, già prima della sua entrare in vigore, sarebbe fuorilegge [per la normativa Comunitaria di riferimento – ndT]; poi, qualora tutto fosse legittimamente definito, in ultima istanza chi potrà definire l’equità del controverso non potrà che essere come sempre l’Autorità Giudiziaria (3)..
Tutto ciò detto, visto come stanno realmente le cose, si può dire che per la maggior parte dei Consulenti del Lavoro non cambia nulla!!! Le tariffe già ci sono (vedi nota 1) e già si sa chi potrà giudicare l’equità di un compenso conteso (vedi nota 3); sono definiti i destinatari della norma: oltre la Pubblica Amministrazione … i possibili ‘sfruttatori’, cioè le grandi Aziende (4). Signor Pasquìno, concorda che per i ‘comuni’ Consulenti, centrati sui problemi dei Piccoli, questi mega soggetti sono per lo più avulsi dai loro interessi professionali …? E’ per questo che non riesco a capire, Signor Pasquino, perché Marinella (5) metta tanta enfasi sul problema in ambito categoriale (6) !!! Ma siii, Signor Pasquino, come sempre avete ragione voi! E’ un Principio: quello della “pari dignità per tutti i Lavoratori ‘economicamente dipendenti’, fossero essi subordinati o autonomi”; è anche quello della Solidarietà con le altre professioni (più soggette a essere vessate dai poteri forti e soprattutto di chi si approfitta delle pastoie burocratiche) cioè gli Avvocati e i professionisti tecnici [vedi Ingegneri, Architetti, Geometri, ecc. – ndT]. E’ evidente che questi aneliti al miglioramento della situazione le sono propri più da Presidente ‘di tutti’ [presiedendo, tra l’altro, il Comitato unitario delle professioni (Cup), – ndT]!!! Dimostrando con ciò di essere una Grande, fa quello che fa a prescindere che, gli effetti della norma dell’Equo compenso, abbiano limitati risvolti positivi per i ‘suoi’ Consulenti del lavoro. Devo riconoscere che siete sempre un Saggio, Signor Pasquino, e meritate il massimo rispetto. Un saluto dal sempre vostro … Marforio Marforio, sempre obbligato al vostro servizio. Note del Traduttore (1) Il riferimento sono i parametri stabiliti con il Dm 46/2013 del Ministero del Lavoro. (2) vedi il parere dell’Antitrust sull’equo compenso per i professionisti è stato pubblicato il 27 novembre 2017. (3) vedi Codice Civile (Articolo 2233): Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene. – ndT] (4) ATTENZIONE: quella monitorata dall’ISTAT è un’Italia fatta di piccole imprese: i dati confermano come le Pmi costituiscano la spina dorsale dell’economia della Penisola con il il 95% di aziende con meno di 10 addetti su 4,5 milioni di imprese dell’Industria e dei Servizi, dando occupazione al 47% dei lavoratori del settore (in totale circa 17,5 milioni) e il 65,2% di queste (circa 3 milioni) sono imprese senza dipendenti . (5) Il riferimento è alla presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e del Comitato unitario delle professioni (Cup), Marina Calderone, (6) “… affinché si arrivi all'introduzione di "un equo compenso" per chi esercita l'attività autonoma. Soltanto così, puntualizza Calderone, sarà possibile "dare dignità a tutti i lavoratori, come previsto dall'articolo 36 della Costituzione, compresi - conclude - i professionisti".; dai lavori del IX congresso della categoria, al Teatro Augusteo di Napoli – Comunicato ANSA.
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QUESITI
Quesiti del mese A CURA DEL CENTRO STUDI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA
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Salve, vorrei capire qual è la posizione attuale dell'Inail circa l'assicurabilità dei soci non lavoratori di società che svolgono attività professionali; nello specifico il socio amministratore di una srl che si occupa di ingegneria, anch esso ingegnere deve essere assicurato all'inail per lo svolgimento dell attività di amministratore (dove non percepisce compenso)?
Sul punto si veda la nota INAIL n. 6001027/02/2015 in risposta al quesito posto dal CNO Fermo restando il rispetto delle disposizioni del citato CCNL, non sussiste alcuna necessità di certificazione o accordo con le OO.SS.
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Un dipendente in data 28.07.2017 rassegna le proprie dimissioni al datore di lavoro, lavorando il periodo di preavviso dando come termine ultimo di lavoro data 03.09.2017. Lo stesso ad oggi ha dimenticato di inviare le dimissioni on line sia personalmente che tramite intermediario abilitato. A questo punto sia il lavoratore che il datore di lavoro come deve comportarsi?
Le uniche dimissioni valide, sono da ritenersi , esclusivamente quelle presentate in via telematica secondo la procedura di cui all'art. 26 Decreto Legislativo n. 151/2015. Le dimissioni presentate nei termini e con le modalità previste dal citato decreto hanno effetto dal momento in cui il sistema informatico le recapiterà all'indirizzo di posta elettronica del datore. Quale CCNL (Terziario o Studi Professionali) è corretto applicare per l'assunzione di una impiegata amministrativa di un poliambulatorio costituito come SrL, che eroga solo servizi all'utenza tramite medici lavoratori autonomi che fatturano al Poliambulatorio?
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In virtù della mancata applicazione dell'art. 39 Cost., fatta eccezione nel caso in cui il datore di lavoro sia iscritto ad un'organizzazione datoriale firmataria di un CCNL, la scelta del contratto collettivo da applicare ai rapporti di lavoro è rimessa alla libera autodeterminazione delle parti. Il solo limite è costituito dal rispetto del principio di proporzionalità tra retribuzione e quantità e qualità del lavoro prestato, sancito dall'art. 36 Cost. Nel caso di specie, il datore di lavoro potrà optare indifferentemente per l'uno o l'altro contratto, purchè in osservanza dei requisiti precedentemente indicati e delle norme previdenziali di riferimento.
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QUESITI
Un'azienda applica un contratto di secondo livello (prossimità) sospendendo la quattordicesima mensilità. Se si vuol usufruire di agevolazioni contributive, si rispettano le condizioni generali per godere di tali agevolazioni? Si è data lettura all'interpello n. 8 del 12/02/2016 dell'ass. naz. cdl ma non è chiaro se nella fattispecie si rispettano le condizioni per usufruire dell agevolazioni.
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Se il contratto di prossimità che porta alla non erogazione della quattordicesima mensilità, e' stato effettivamente sottoscritto ex art. 8 della,legge n. 148/2011 e sulla base degli obiettivi in esso contenuti, derogando, per legge, allo stesso al CCNL che prevede la quattordicesima, non si ravvisano violazioni alla condizioni generali relative alle agevolazioni, proprio perché tale accordo di secondo livello, trova la sua legittimità in una norma legislativa.
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avrei bisogno di un parere in merito alla cessione del ramo di azienda. In particolare, il nostro cliente che subentrerà come titolare nel rapporto di lavoro, intende chiudere la struttura per una ristrutturazione edile dell'immobile, e vuole comunicare ai lavoratori contestualmente alla cessione del rapporto di lavoro anche la cessazione del rapporto. A suo avviso potrebbe avere delle criticità?
In caso di cessione di azienda o di ramo di essa i dipendenti in forza hanno diritto ad essere assunti presso il cessionario con le garanzie previste sia dall'art. 2112 c.c.. In caso di sussistenza dei previsti limiti dimensionali si dovrà porre in essere la procedura di consultazione di cui all'art. 47 della legge n. 428/1990. Solo successivamente al transito dei lavoratori si potrà porre in essere la risoluzione dei rapporti di lavoro , nel rispetto delle procedure previste in relazione ai diversi limiti dimensionali.
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una SNC artigiana ha due soci (di cui uno amministratore) che vorrebbero/dovrebbero percepire dei compensi mensili per il lavoro abituale svolto nell'azienda. Sono già iscritti alla Gestione artigiani INPS. Possono percepirli? e, dunque, è possibile iscriverli alla Gestione Separata?
I compensi possono essere percepiti , fermo restando l'esistenza di un utile di gestione/esercizio, e nell'ambito del profilo tipico dell'iscritto alla gestione artigiani. Il socia amministratore in quanto tale potrebbe percepire una compenso per la mera attività derivante dalla carica , ed essere per tale ragione attratto anche nella GLA .
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Per un Gruppo Parlamentare è dovuto il ticket di licenziamento per i dipendenti che cessano il loro rapporto , poiché cessa la Legislatura ? (Il Gruppo Parlamentare cessa la propria attività, e quindi vi è l'estinzione come soggetto giuridico).
Se i lavoratori hanno in essere un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato il ticket va pagato: la circolare INPS n. 44/2013 non sembra escludere i gruppi parlamentari.
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APPROFONDIMENTI, CIRCOLARI E NORMATIVE
No all’esonero del collocamento mirato per banche di credito cooperativo Il Ministero con la nota del 7.12.2017 , N°10701 , risponde ad un quesito della ITL di Padova circa la corretta applicazione della normativa sul collocamento obbligatorio riferita alle banche cooperative Il Ministero ricorda che l’art. 4, co. 1, della L. 68/1999, nell’individuare i i “Criteri di computo della quota di riserva”, precisa che sono considerati esclusi dal computo della base di calcolo sulla quale applicare le percentuali legali per determinare il numero di posti riservati a lavoratori disabili, fra gli altri, “i soci di cooperative di produzione e lavoro”, secondo una previsione conservata nel testo legale anche dopo le successive modificazioni dell’articolo. Già con la circolare 41 del 2000 dello stesso Dicastero si precisava che il riferimento disposizione dovesse “intendersi esteso, stante la ratio legislativa e coerentemente con le finalità sottese al disposto normativo, a tutti i soci di cooperative di lavoro (anche ai soci che siano lavoratori dipendenti) e non solo a quelli delle cooperative di produzione e lavoro, in quanto iscritte nell’apposita sezione del registro prefettizio”. Le banche di credito cooperativo per il Ministero non rientrano tra le cooperative di produzione e lavoro, essendo tra l’altro iscritte in una categoria diversa dell’albo delle società cooperative istituito presso il Ministero dello sviluppo Economico , e non rientrano nella categoria delle cooperative sociali, come individuate dalla Legge 8 novembre 1991, n. 381 . Il Ministero per questi motivi , aderendo a quanto affermato dall’Assessorato al Lavoro della Regione Veneto interpellato sull’argomento, ritiene che l’esclusione ex art. 4, co. 1, non riguardi le banche di credito cooperativo, quindi non possa essere da queste invocata per sottrarsi al rispetto delle previsioni cogenti sul collocamento mirato di soggetti svantaggiati.
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Soluzione ponte per il CCNL Telecomunicazioni con Welfare
In data 23 novembre 2017 Assotelecomunicazioni-Asstel con Slc-Cgil, Fistel-Cisl e UilcomUil hanno siglato l’ipotesi di accordo ponte in vista del rinnovo del relativo CCNL scaduto il 31-12-2014 . La scadenza del succitato contratto viene differita al 30 giugno 2018. Nella soluzione ponte sono state individuate due soluzioni per il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, oltre alla rivisitazione dei minimi : dal l 1° luglio 2018 è riconosciuto un elemento retributivo separato nonché - solo per l'anno 2018 -un piano di welfare per i dipendenti fino a concorrenza di 120,00 euro, spendibile anche con il fondi di previdenza di settore Telemaco e riproporzionabile per i part time. Per quest’ultimo aspetto le parti hanno già individuato i settori in cui attivare strumenti di welfare e nel rispetto della normativa fiscale e previdenziale vigenti. Gli importi mensili dei minimi tabellari aumentano con decorrenza dal 1° gennaio 2018 e dal 1° luglio 2018 Gli importi mensili dei minimi tabellari aumentano con decorrenza dal 1° gennaio 2018 e dal 1° luglio 2018 come di seguito : 1.1.2018 1.7.2018 Quadri e 7 livello 1693,02 1720,60 6 livello 1507,41 1532,01 5s livello 1284,58 1305,52 5 livello 1227,32 1247,32 4 livello 1.106,53 1124,55 3 livello 1013,10 1029,62 2 livello 898,77 913,43 1 livello 762,14 774,56 Come detto dal 1 luglio 2018 viene riconosciuto ai lavoratori un elemento retributivo separato. L’importo di che trattasi è riconosciuto considerando anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, legali o contrattuali, rimanendo escluso dalla base di calcolo del TFR. Tale elemento sarà come di seguito distinto per livelli : Quadri e 7 livello 6 livello 5s livello 5 livello 4 livello 3 livello 2 livello 1 livello
13,79 12,30 10,47 10,00 9,01 8,26 7,33 6,21
Sempre con stessa decorrenza , limitatamente al 2018, le aziende dovranno rendere operativi e fruibili strumenti di welfare per i dipendenti fino a concorrenza di € 120,00. I beni e servizi oggetto dei benefici saranno definiti con le Rsa e avranno finalità previdenziali, sanitarie, educative, di istruzione e di assistenza sociale. I lavoratori potranno destinare la somma al fondo di previdenza Telemaco.
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Circolare 174 INPS su Naspi del 23 11 2017. Precisazioni INPS sulla cumulabilità di Naspi ed alcune situazioni specifiche .Obbligo di dichiarare a pena di decadenza anche il reddito pari a 0 Il Dlgs 22 del 2015 individua alcune ipotesi in base alle quali il soggetto percettore di NASpI conserva il diritto a detta prestazione, ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto derivante dall’attività di lavoro, ma a condizione che comunichi all'INPS entro trenta giorni dall'inizio dell'attività il reddito annuo previsto. Con la precedente circolare 94/2015 l’Istituto ha diramato le istruzioni operative a valle del Decreto citato, confermando, in relazione al concomitante lavoro autonomo, quanto già disciplinato per la indennità ASpI, oltre che al caso dell’instaurazione ex novo, anche al caso dello svolgimento di attività lavorativa autonoma preesistente alla cessazione involontaria del rapporto di lavoro di natura subordinata a seguito della quale si è ottenuta l’indennità NASpI. Con la successiva circolare 142 sono state precisate e confermate dall’Istituto le situazioni di cui sopra ,con l’aggiunta dei casi di lavoro accessorio , di lavoro intermittente, di lavoro all’estero e di emolumenti derivanti dall’espletamento di cariche pubbliche elettive e non elettive. Con la recente circolare 174 l’Istituto delinea e precisa ancora la propria posizione in tema di fruibilità della NASPI in presenza di altre situazioni soggettive del percettore quali quelle di seguito . L’art.50, comma 1 lett. c), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (T.U.I.R.) stabilisce che
sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato al soggetto erogante da rapporti di lavoro dipendente. L’art.67, lett. m), del T.U.I.R. qualifica come redditi diversi, tra gli altri, i premi ed i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’U.N.I.R.E., dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Per i casi di soggetti beneficiari di indennità NASpI che siano titolari di borse lavoro, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale l’ Istituto non ravvisa uno svolgimento di un’attività lavorativa con correlativa remunerazione. Nelle ipotesi di cui sopra le somme derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale sono interamente cumulabili con l’indennità NASpI e il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare all’INPS comunicazioni relative all’attività e alle relative remunerazioni. Invece nei casi di titolari di borse di studio e assegni di ricerca , essendo queste attività correlate ad una prestazione lavora-
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tiva , trova applicazione la disciplina di cui all’art.9 del D. Lgs. n.22 del 2015 in tema di riduzione dell’importo della prestazione erogata per l’ipotesi di contestuale svolgimento di attività di lavoro subordinato. I compensi derivanti dalle suddette attività non possono superare il limite annuo di € 8.000. In tale ipotesi il beneficiario deve , a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero. Per i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica si precisa che gli stessi sono interamente cumulabili con l’indennità NASpI e il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare all’INPS comunicazioni relative all’attività e ai relativi compensi e ai premi. Il beneficiario della prestazione NASpI può svolgere prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore a € 5.000 per anno civile. Entro detti limiti l’indennità NASpI è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione NASpI non è tenuto a comunicare all’Inps il compenso derivante dalla predetta attività. Nell’ipotesi di esercizio di attività professionali , in costanza di percezione di NASpI, ,non sarebbe possibile in concreto dare attuazione alla disposizione di cui al comma 2 dell’art.10 del D.Lgs. n.22 del 2015 in quanto i predetti professionisti sono iscritti, ai fini dell’assicurazione generale obbligatoria a specifiche casse non gestite dall’INPS, e la relativa contribuzione non può pertanto essere riversata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti. Per le dette ragioni non sarebbe ammissibile la compatibilità tra l’indennità di disoccupazione NASpI ed il reddito derivan36
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te dallo svolgimento di attività professionale che comporta l’iscrizione obbligatoria a specifica cassa con conseguente decadenza dalla prestazione. Ma – per l’Istituto - il professionista percettore di NASpI che richiedesse il pagamento anticipato in unica soluzione della prestazione è possibile . Per evitare ingiustificate disparità di trattamento è ammessa, in applicazione delle previsioni di cui al comma 1 del citato art.10, la compatibilità tra la NASpI e il reddito da attività professionale con la riduzione della prestazione nella misura e secondo le modalità legislativamente previste.Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 4.800. Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero. Sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente, tra l’altro, “le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, ......alla partecipazione a collegi e commissioni, .... sempreché gli uffici ... non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell'attività di lavoro dipendente di cui all'articolo 46, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente...”. Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero. Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 8.000. Il beneficiario della prestazione deve altresì
, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero. Ove ci si trovi in presenza di percettori di soli redditi da capitale non riconducibili ad attività di lavoro dipendente o ad attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale, il beneficiario della NASpI titolare di redditi da capitale può percepire la prestazione per intero. Invece se fra la società e il socio si instauri un rapporto di lavoro subordinato, il reddito prodotto dall’attività del socio lavoratore è un reddito da lavoro dipendente e pertanto trova la riduzione dell’importo della prestazione di disoccupazione percepita nell’ipotesi di contestuale svolgimento di attività lavorativa subordinata. Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a € 8.000. Anche in tal caso il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero. Per i soci e i familiari e per i soci accomandatari che svolgono la loro attività con carattere di a fronte della produzione di un reddito da lavoro in forma autonoma o di impresa, trova applicazione la disciplina sulla riduzione dell’importo della prestazione di disoccupazione percepita nell’ipotesi di contestuale svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale. Le stesse disposizioni si applicano anche ai soci accomandanti che svolgono in qualità di coadiutore la loro attività e sono iscritti alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti. Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pa-
ri a € 4.800. Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.
E’ iscrivibile alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti o per l’Agricoltura il socio di SRL che, sebbene non abbia la piena responsabilità giuridica ed indipendentemente dalla qualifica di amministratore, esercita in modo personale, continuativo e prevalente l’attività prevista dall’oggetto sociale. Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in quest’ultimo caso è pari a € 4.800. Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.
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CICATRICI
CULTURA
PER LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE CULTURA
La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ri-
correnza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno. Per Celebrarla e sensibilizzare secondo gli indirizzi ONU, presso lo spazio teatrale Mr. KAOS a Roma, si sono esibite delle straordinarie attrici sullo splendido testo di Alessandra Flamini che per l’importanza della nostra rivista e Categoria in via eccezionale ci ha concesso di offrire ai nostri lettori stralci di Narrazione che dipingono in un excursus storico dati e retaggi di esimi ed illustri pensatori della stoira per raccontare come , nonostante tanta strada che si è fatta, ancora oggi una donna su tre è vittima di violenza, il più delle volte fra le mura domestiche. Un Dato agghiacciante ed allarmante che sta facendo parte della formazione scolastica con varie iniziative e che con piacere diffondiamo per aiutare a prevenire ed invitare a denunciare. Esistono molte strutture pronte ad accogliere l’ascolto di una donna ma anche di un uomo vititma di violenza. Ringraziamo di cuore Alessandra Flamini e Monica Carocci che ne ha veicolato il contatto per questi stralci di narrazione estratti testualmente da “Cicatrici” la cui pubblicazione è stata autorizzata in via eccezionale esclusivamente per i nostri lettori e Categoria. 38
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In Italia una donna su tre è stata, almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti. Una su tre. Sono sei milioni 743 mila le donne che hanno subito violenza nel corso della propria vita. Non il cancro, né gli incidenti stradali: la prima causa di morte o invalidita' permanente nel mondo delle donne tra i 14 e i 50 anni e' la violenza tra le mura domestiche. La prima causa di morte. La violenza sulla donna è una pianta che avvelena, che uccide, una pianta che ha radici profonde e lontane, radici culturali, sociali, religiose.
Nell'antica Grecia la donna non poteva uscire di casa, viveva reclusa, poteva uscire solo in occasione di un matrimonio o di un funerale, (sorride) il suo. La donna romana ebbe maggiore libertà di movimento, ma le era vietato parlare in pubblico o possedere qualunque cosa... Anche un nome proprio. Qualunque cosa. Ma è nel medioevo che la condizione della donna precipita... sempre più giu. Perde qualunque tipo di diritto, viene demonizzata, colpevolizzata per la morte del Cristo, completamente sottomessa. Bruciata sul rogo.”
"Ogni donna dovrebbe camminare... nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva e l'odio insito in lei, causa dell'umana perdizione. Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora." "La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta
CULTURA
del diavolo... È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci." Tertulliano, teologo cristiano
FOTO GRITTINI
Articolo 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione... eccetera eccetera..." E' il 1948 e sembra che la donna stia trovando finalmente la parità. Ma... nel 1956 viene introdotta una legge che riconosce ai mariti lo “ius corrigendi”. Il marito, in quanto capo famiglia, ha la possibilità di ricorrere alla violenza, a punizioni fisiche o di vario genere, per "correggere" la donna disubbidiente. . Narratore Lo “ius corrigendi” resta in vigore fino al 1975, fino a 35 anni fa... Ma è fino al 1993 che può essere usato come attenuante nei processi per violenza domestica. Nel 1975 viene anche abrogata la "doppia morale"... Mille – novecento - settantacinque La moglie adultera deve essere punita con la reclusione, il marito adultero non deve essere sottoposto a giudizio. L'abolizione del "delitto d'onore" è invece del 1981.L'uomo può uccidere la moglie per questioni d'onore senza essere processato. Si tratta di leggitima difesa... Mille – Novecento - ottantuno! Mille – Novecento - ottantuno! Nella stessa occasione viene abolito il matrimonio riparatore. Nel caso in cui un uomo che abbia stuprato una donna si renda disponibile ad un matrimonio ripara-
tore non è perseguibile per legge. Mille – Novecento - ottantuno! Solo nel 1996 lo stupro passa dal essere “ delitto contro la moralità pubblica e il buon costume” ad essere delitto "contro la persona" Donne Mille – Novecento - novantasei!
E solo nel marzo 2001... Duemila – uno! ...viene fatta una legge che permetta di chiedere l'allontanamento da casa del parente dal quale si temono gravi violenze fisiche. Prima di questa data la donna che deninciava il marito doveva rimanere nella stessa casa con lui. Si cerca di incoraggiare le donne a parlare, a uscire dal silenzio, a denunciare. Ma non è semplice. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate; il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% . E ci sono parole, comportamenti che nessuna legge punisce e che possono uccidere psichicamente una persona, piegarne la dignità. L'offesa, la disistima, la derisione, la coercizione, il ricatto, il silenzio, la privazione della libertà, l'isolamento sono alcune forme nelle quali si manifesta la violenza psicologica. "Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, confinate quelle donne in una casa senz'acqua nè vitto finché non sopraggiunga la morte." Corano, Sura IV, 15
La Violenza Psicologica è una strategia che mira a uccidere, distruggere, annientare, portare al suicidio una persona, senza un "reale" spargimento di sangue. La vittima è come anestetizzata in modo che non possa reagire. Il controllo economico diventa totale e necessario per impedirle di avere accesso all'esterno di essere autonoma e indipendente. Si crea un meccanismo che alimenti il senso di colpa e un senso di inadeguatezza che immobilizzi e renda la vittima completamente incapace di difendersi. In Italia oltre 7 milioni di donne sono vittime di violenza psicologica. Le conseguenze della violenza psicologica possono essere molto gravi. Vengono lese le aree vitali della personalità, aumentata la vulnerabilità, favorito l'esordio di disturbi psichici, attacchi di panico, vergogna, senso di colpa, ansia, fobie, disturbi del sonno, dell'alimentazione...
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"Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare una donna, creatura di sterco?" Sant'Odone, abate di Cluny
Stalking vuole dire "Persecuzione". Sono una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che possono generare stati di ansia e paura, arrivando a compromettere il normale svolgimento della quotidianità con intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una persona. Lo stalking in Italia è diventato punibile per legge il 23 Aprile 2009 per anni le vittime di molestie hanno subito silenziosamente, denunciare è difficile e spesso anche la denuncia non sortisce effetto. le forze dell'ordine hanno dato protezione a circa il 5% delle vittime che denunciavano il fatto. Lo Stalking può, nelle sue forme più gravi, sfociare in omicidio, in violenza fisica, in violenza sessuale...
"La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini." San Giovanni Crisostomo
“La Violenza sessuale fa paura. Condiziona le donne. Le spinge in una situazione di costante preoccupazione. Alcune tra le cose più semplici come camminare per strada, parcheggiare la macchina, prendere l'ascensore, diventano fonte di ansia. Una forma di terrorismo psicologico. Eppure solo il 6,2% delle violenze sessuali si consuma a causa di estranei per strada. La gran parte delle violenze sessuali, oltre il 93% si consuma nelle case o nei così detti "ambienti protetti". Gli aggressori sono familiari, amici o conoscenti.” "Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot [] disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto»." Sacra Bibbia, Genesi XIX, 5-8 40
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Il termine mobbing è stato coniato agli inizi degli anni settanta dall'etologo Konrad Lorenz per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano in gruppo un proprio simile e lo assalgono rumorosamente per allontanarlo dal branco. Il Mobbing è un fenomeno trasversale che colpisce uomini e donne senza distinzione. Ma solo le donne, oltre 900 mila in Italia, sono vittime di ricatti sessuali sul lavoro. Fortissima è la discriminazione di genere. L'Italia ha il tasso di occupazione delle donne più basso dell'Unione europea. “...una donna non è altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l'azione di fattori esterni come l'azione dei venti meridionali che rendono umida l'aria." San Tommaso d'Aquino, Summa Teologica
La violenza sulle donne è una cicatrice che ci segna tutti, non solo le vittime dirette . In Italia una donna su tre è stata, almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti. Sono sei milioni 743 mila le donne che hanno subito violenza nel corso della propria vita. Sono nate tante organizzazioni che aiutano e sostengono le donne vittime di violenza, ma ancora oggi sono troppi i casi nascosti. I casi di donne che non trovano il coraggio di denunciare, che non usano gli strumenti che hanno a disposizione, che non si lasciano aiutare. Ancora oggi l'informazione non è abbastanza. Il vissuto della violenza è molto comp-
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lesso, ti blocca, ti annichilisce, ti tiene prigioniera in una rete che nemmeno riesci ad intravedere molte volte... Parliamo di come riconoscere la violenza, parliamo delle alternative, delle possibilità , delle vie d'uscita... parliamone ai giovani e diamo voce a quelle donne che hanno avuto la forza di ribellarsi. Lottiamo per fornire a queste donne un sostegno legale, economico, psicologico, culturale, perchè magari, un giorno, potremo liberarci di queste cicatrici...
"Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso, sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione. Spaccarono la tua bellez-
za e rimane uno scheletro d'amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesciancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande come la terra e innalzi il tuo canto d'amore." Alda Merini – A tutte le donne
Con amore e protezione al sesso femminile ed ad ogni creatura indifesa o fragile ed un grazie speciale ad Alessandra per questo incredibile testo e per la speciale concessione che ci ha concesso. Avanti Donna !
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The “ITALIAN TALENT AWARD”
ITALIA NOSTRA
CELEBRATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI L’ORGOGLIO DELL’ECCELLENZA TRICOLORE DI ANDREA TOMMASINI REDAZIONE CULTURA
Mercoledi 29 novembre alle ore 16, presso la nuova aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, si è tenuta a Roma Capitale la terza edizione del premio giornalistico internazionale “Italian Talent Award”.
L’iniziativa promossa dall’Associazione “Italian Talent Association” presieduta dall’On. Sandra Cioffi in collaborazione con GoodinItaly Web TV diretta dalla giornalista Stefania Giacomini, è dedicata ai giornalisti ed alle “eccellenze” che promuovono a livello nazionale ed internazionale il “Made in Italy”, diventando così anche un fondamentale volano di sviluppo economico e occupazionale del nostro Paese. Presidente della giuria è l’On. Giancarlo Mazzuca, Membro del CDA RAI. La Giuria è composta da: Gian Marco Chiocci Direttore “Il Tempo”, Virman Cusenza Direttore “Il Messaggero”, Luciano Ferraro Caporedattore Centrale “Corriere della Sera”, Stefania Giacomini Direttore “GoodinItaly Web TV”, Emilio Albertario Caporedattore Centrale RAI TG2, Paolo Liguori
Direttore TgCom24 Mediaset, Annalisa Monfreda Direttore “Donna Moderna”, Sarah Varetto Direttore Sky TG24, Tiziana Panella LA7 e l’architetto Alessia Cipolla. Il premio ha avuto il patrocinio del Senato, della Camera dei Deputati, dei Ministeri dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, della Salute e dell’ICE. Sono intervenuti: dall’India con un video messaggio il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in aula Dario Franceschini Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Simone Baldelli Vice Presidente della Camera dei Deputati, Maurizio Gasparri Vice Presidente del Senato, Andrea Olivero Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cosimo Maria Ferri Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Silvia Velo Sottosegretario per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare, Giuseppe Marinello Presidente della Commissione Territorio, Ambiente, Beni culturali del Senato, Sandra Zam-
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pa Vice Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vanna Iori Segretaria della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Renato Brunetta Presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera dei Deputati, Nunzia De Girolamo ex Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e membro della Camera dei Deputati, Cinzia Bonfrisco Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Micaela Campana Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Michela Di Biase Capogruppo del Partito Democratico al Comune di Roma. Sono stati premiati con l’Italian Talent Award: Piero Angela Premio alla carriera, Ada Urbani Premio Donna, impresa e società, Giannola Bulfoni Nonino Premio Impresa e cultura. I Premi giornalistici sono stati assegnati a: Luciano Fontana Premio Carta stampata, Guido Barendson Premio giornalistico Enogastronomia,
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Silvia Grilli Premio giornalistico Periodici. Gli Italian Talent Award alle “eccellenze” sono andati a: Giuseppe Di Martino Premio Enogastronomia e moda, Geltrude Mingrone Premio Salute e alimentazione, Maria Chiara Fontanella Premio Innovazione, Riccardo Cotarella Premio Enogastronomia e solidarietà, Generoso Di Meo Premio Vino, arte e tradizione, Rosalba Giugni Premio Alimentazione e mare. L’idea del Premio è nata per portare un contributo alla lotta alla contraffazione con la consapevolezza che l’informazione e la conoscenza delle storie delle “eccellenze” del Made in Italy possono diventare utile strumento per contrastare tale fenomeno. Tale attività, che conta un giro d’affari di 60 miliardi nel mondo (24 miliardi in nord America e 26 in Europa e nel resto del mondo), danneggia anche consumatori spesso inconsapevoli. Nonostante queste difficoltà l’Italia continua
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ad essere incubatore di eccellenze e alcune aziende riescono a farsi valere nel mercato internazionale, ma per raggiungere questo obiettivo sono sempre più necessarie azioni “positive”. “Valorizzare i giornalisti specializzati in settori quali l’enogastronomia, il design e il life style che fanno conoscere correttamente le qualità del prodotto italiano è un nostro impegno, più che mai indispensabile” dichiarano Cioffi e Giacomini “perché i falsi creano enormi danni penalizzando le imprese e l'occupazione.” “Sono infatti circa 100 mila i posti di lavoro in meno” aggiungono “come evidenzia un dossier curato dall’Ufficio valutazione impatto di Palazzo Madama redatto da Senato e Guardia di finanza, secondo cui la contraffazione costituisce anche un ‘moltiplicatore’ di illegalità, dal lavoro nero all’immigrazione clandestina, dal riciclaggio all’evasione fiscale fino al commercio abusivo”. Per arginare la dilagante diffusione di
prodotti contraffatti che tanto danneggiano il mercato in Italia e all’estero è necessario creare una sempre maggiore conoscenza di quelli “Made in Italy” non solo nel nostro Paese, ma anche in quelli dove è molto diffuso tale fenomeno. “Sarebbe auspicabile un piano internazionale di comunicazione istituzionale integrata che crei un vero e proprio ‘Network’ di giornalisti sia italiani che di altri Paesi” continuano Cioffi e Giacomini “veri e propri ‘AMBASCIATORI DEL MADE IN ITALY' in grado di valorizzare e far conoscere le caratteristiche della qualità dei prodotti italiani, e al contempo di far comprendere ai consumatori il danno che si crea all’economia italiana comprando prodotti contraffatti”. “Riconoscimenti speciali” sottolineano Cioffi e Giacomini “sono stati assegnati ad ‘eccellenze’ italiane che si sono contraddistinte non solo per la qualità dei loro prodotti, la loro professionalità e notorietà, ma anche per la loro attenzione alla solidarietà e il loro modo in-
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novativo di fare impresa (responsabilità sociale e dell’ecosostenibilità)”. La Presidente dell’associazione Sandra Cioffi e il Presidente della Giuria Giancarlo Mazzuca hanno inoltre rivolto un appello, insieme ad Armando de Nigris, presidente del Consorzio tradizione italiana, al Parlamento e alle Istituzioni affinché venga approvata entro la fine della legislatura la legge già approvata alla Camera, sul codice di nomenclatura per etichette sempre più trasparenti e dirette al consumatore finale circa materie prime, origine e additivi alimentari. Un invito affinché nella loro agenda, non solo in questa legislatura ma anche nella prossima, venga posta sempre più attenzione alla difesa e alla crescita del Made in Italy come risorsa strategica del nostro Paese. A questo scopo De Nigris ha anche proposto la creazione di una “Authority” per valorizzare la tutela del Made in Italy quale “saper fare all’Italiana”. Vicino alla Presidente Sandra Cioffi, La Dott.ssa Stefania Giacomini Co-Fondatrice del premio e fascinosa e colta direttrice di Goodin Italy Web TV: Stefania Giacomini giornalista ex Rai TGR, conduttrice, scrittrice, autrice di “Il successo vien con l’abito” ed. ERI, pluripremiato e tradotto in inglese, “Alla scoperta del set” ed. ERI; “Moda e mass media”. Professore a contratto a La Sapienza, co-autrice e co-conduttrice di “Italia che va” GR1 RAI. Attualmente è anche Vice Presidente di Italian Talent Associatione dell’UNGP - FNSI. Nell’ambito della prestigiosa manifestazione Nazionale era presente anche il Consiglio Provinciale di Roma rappresentato dalla nostra Redazione e quali “ITALIAN TALENT AWARD 2017” - PREMI GIORNALISTICI sono stati assegnati i seguenti importantissimi riconoscimenti Premio alla carriera: Piero Angela Divulgatore scientifico per eccellenza, giornalista, scrittore e conduttore tele46
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visivo. Da quando ha preso in mano per la prima volta un microfono sono passati più di 60 anni, ma Piero Angela continua a fare con passione il suo mestiere, come se fosse il primo giorno. Entrato in Rai come cronista e collaboratore, dal 1955 al 1968 è corrispondente del telegiornale prima da Parigi e poi da Bruxelles. Con Andrea Barbato presenta la prima edizione del Tg delle 13.30, mentre nel 1976 è il primo conduttore del Tg2.A partire dal 1971 fino ad oggi, Piero Angela cura centinaia di programmi educativi utilizzando e reinventando sempre formule diverse, con un linguaggio curato, sempre attento e in evoluzione. Nel 1981 realizza l’idea della rubrica scientifica “Quark”, prima trasmissione televisiva di divulgazione scientifica rivolta al pubblico generale, che sfrutta in modo nuovo e originale le risorse della comunicazione televisiva. Nel 1986 e 1987 porta la scienza nel Palazzetto dello Sport di Torino, davanti a un pubblico live di 8.000 spettatori, affrontando i problemi del clima, l’atmosfera e gli oceani. Realizza in oltre 3 grandi serie TV di grande innovazione: viaggia dentro il corpo umano con “La Macchina meravigliosa”, nella preistoria con “Il pianeta dei dinosauri” e nello spazio con “Viaggio nel cosmo”. Le serie sono realizzate con il figlio Alberto Angela e vengono girate anche in lingua inglese: verranno poi esportate in oltre 40 Paesi, dall’Europa all’America, fino ai Paesi arabi e alla Cina. Dal 1995 è autore e conduttore di “Superquark”. Il 4 giugno 1999 Piero Angela festeggia il grandioso traguardo delle 2.000 puntate di “Quark” (e programmi “figli” correlati). Dal 2001 è autore insieme a Alberto Angela di “Ulisse”, condotto proprio dal figlio. Nello stesso anno Piero Angela lancia il mensile di divulgazione scientifica che, legato alla trasmissione televisiva “Quark”, porta lo stesso nome. Tra la sua produzione come scrittore vi
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sono oltre 30 libri, molti tradotti in diverse lingue. Allo scopo di promuovere indagini scientifiche che smascherino eventi paranormali di dubbia attendibilità, nel 1989 Piero Angela fonda il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), organizzazione educativa senza fini di lucro e critica sul paranormale. Per la sua attività ottiene diversi riconoscimenti in Italia e all’estero, tra i quali la medaglia d’oro per la cultura della Repubblica Italiana e il prestigioso premio internazionale “Kalinga” dell’Unesco per la divulgazione scientifica, oltre a diverse lauree honoris causa. Traisuoi hobby preferitivi sono il pianoforte e il jazz. Premio giornalistico Enogastronomia: Guido Barendson Di famiglia anglo-partenopea, Guido Barendson ha due grandi passioni: la po-
litica internazionale e la buona tavola. Colto critico gastronomico, è membro del Comitato di Direzione della Guida dei Ristoranti dell’Espresso e collabora a numerose pubblicazioni, come la Guida dei Ristoranti di Repubblica, e con diversi siti web, come Sapori. È un giornalista speciale: prima di interessarsi al settore enogastronomico è stato per molti anni corrispondente dagli Stati Uniti e in Europa e ha seguito eventi di politica internazionale e in territori di guerra, in particolare la Guerra del Libano (1979-1991), i conflitti del Golfo e quello Arabo-israeliano. È stato redattore capo di cronaca e politica estera al Tg5, direttore della comunicazione e delle relazioni esterne della Rai, conduttore del Tg2. Ha condotto anche il settimanale di Rai1 Linea Verde e diretto il canale Rai Sat Gambero Rosso. Tra le sue grandi passioni bisogna annoverare anche la sua Capri.
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Premio Carta stampata: Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera Fare il giornalista era il sogno coltivato fino dagli anni del liceo a Frosinone, città in cui è nato 58 anni fa. Per questo si considera una persona fortunata. Ha cominciato a scrivere negli anni dell’università come corrispondente dell’Ansa da Frosinone, poi la formazione a Roma in cronaca, esteri e politica nel quotidiano L’Unità. Nel 1997 l’occasione del Corriere della Sera. Un cambio di vita e di città in un giornale molto diverso da quello in cui aveva iniziato. Qui ha percorso tutti i gradini interni, da capo redattore centrale a condirettore a direttore. Con attenzione e dedizione a due punti fondamentali: rispetto della tradizione di serietà, indipendenza e pluralismo del giornale, e al tempo stesso necessità di innovare i prodotti, renderli in sintonia con gli interessi dei nuovi lettori, in particolare quelli investiti della rivoluzione digitale al fine di garantire la stessa qualità su tutte le piattaforme utilizzate dai lettori. In questi anni il Corriere della Sera è molto cambiato. Ha arricchito la sua offerta nel quotidiano e con settimanali come la Lettura, l’Economia e Buone Notizie. E altri ne arriveranno per soddisfare le esigenze di pubblici diversi. Il racconto delle eccellenze italiane, dal food alla moda, dal design al turismo, sono una parte importante dell’impegno editoriale del giornale: perché la vita economica di un Paese e le nostre vite personali sono varie e molteplici. Premio giornalistico Periodici: Silvia Grilli, Direttore di Grazia Quando aveva cinque anni e le chiedevano che cosa avrebbe voluto fare da grande, rispondeva: «Aprire un’edicola». Ha fatto la barista a Parigi, risolto delitti per il quotidiano La Notte, seguito Antonio Di Pietro e Giuliano Ferrara al Mugello per Il Giornale. Ha lavorato per sei quotidiani, sei settimanali, tre 48
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mensili. Si è fatta arrestare dalle guardie islamiche in Egitto, clonare in Kentucky e ha provato a prendere la Sars in Cina, tutto per Panorama. Quando lavorava in America ha baciato Barack Obama su un sentiero della South Carolina ed è stata anche chiusa una settimana dentro il Terminal 4 dell’aeroporto Kennedy per provare che impressione fa. Ma la missione più complicata è stata portarsi la figlia Annina e la baby sitter Irina alle sfilate di Parigi, mentre con l’Ipad seguiva la chiusura delle pagine di Grazia. Perché dal 6 dicembre 2012 Silvia Grilli è passata dalla vice direzione di Panorama alla direzione del settimanale Grazia, che dedica articoli e rubriche anche a settori del food and wine e del design. Laureata in lingue e letterature straniere all’università Ca’ Foscari di Venezia, ha imparato l’esatta pronuncia di «world» da Mick Jagger in una suite di Londra. Ha capito davvero gli stilisti quando è entrata dentro la stanza guardaroba di Giorgio Armani, piena di identiche magliette blu di cashmere e seta. Malata di cronaca e anche di moda, è un’insopportabile perfezionista, d’altronde è della Vergine, nessuno è perfetto. Sono stati altresì conferiti premi per le eccellenze a Premio Impresa e Cultura: Gianno la Bulfoni Nonino Premio Enogastronomia e Moda: Giuseppe Di Martino Premio Donna, Impresa e Società: Ada Urbani Premio Enogastronomia e Solidarietà: Riccardo Cotarella Premio Vino, Arte e Tradizione: Generoso Di Meo Premio Innovazione: Maria Chiara Fontanella Premio Salute e Alimentazione: Geltrude Mingrone Premio Alimentazione e Mare: Rosalba Giugni
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