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The World of il Consulente n. 70 del 2016

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N°70 – 20 febbraio 2016 Periodico telematico – Reg.Tribunale di Roma n.280 del 20 settembre 2011 House Organ del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma – Pubblicazione mensile Direttore Responsabile Lorenzo Lelli Comitato Scientifico Gabriella Di Michele – Aldo Forte Giuseppe Sigillò Massara Pierluigi Matera – Antonio Napolitano Antonio Maria Rinaldi – Vincenzo Scotti Virginia Zambrano Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Paolo Stern Andrea Tommasini Aldo Persi Responsabile Editoriale Andrea Tommasini Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma IT 00145 Roma RM Via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06 89670177 r.a. – Fax 06 86763924 www.consulentidellavoro – roma.it Segreteria: TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico Legge 11 – 1 – l979 N.12 Redazione: redazione@cdlrm.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 29 – 02 – 2016


Cercasi sindaco romano Editoriale

Care Colleghe e cari Colleghi, c’è grande fermento politico a Roma, in palio l’apertura delle porte del Campidoglio per una carica piena di spine e difficoltà: sono iniziati i dibattiti, le sfide strategiche e le vetrine pubbliche che accompagneranno le amministrative romane 2016. Quello che spetta al futuro Sindaco di Roma è l’ennesima mission impossible, risanare ed innalzare la Città eterna, da troppo tempo saccheggiata e poco valorizzata. Rendere la gloria e l’orgoglio della Capitale ai Romani, sfiancati dalla noncuranza dei governanti e dal nepotismo susseguito finora. Non vogliamo informazioni su gravidanze, mancati progetti di costruzione di ospedali nel terzo mondo o omissioni sui curricula dei candidati. Vogliamo ascoltare solo progetti costruttivi e propositi innovativi per la Città.

Roma è sporca, degradata, vulnerabile e non vigilata, male organizzata e con grandi deficit nella mobilità, e come quasi tutti gli Italiani è fortemente indebitata, ma allo stesso tempo Roma è grande, è viva e appassionante, e contiene in se un mondo di cultura e bellezza di inestimabile valore. La nostra Città necessità di un Sindaco che la ami e che la rispetti, senza falsi buonismi ed ipocrisie, che ne valorizzi l’arte e implementi il turismo, così da sostenere i piccoli e medi commercianti e la ristorazione, che caratterizzano la Città e che, a loro volta, possono offrire lavoro a noi professionisti. Abbiamo bisogno di un Sindaco che anteponga i Romani e la Città ai propri interessi personali e che sappia donarle una doppia personalità: di Città eterna e ricca di opportunità per i giovani!

The world of il Consulente

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Sommario In Focus

1 the World of

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La disciplina del regime forfettario

Opzione per la previdenza agevolata di Massimiliano Bellini Dottore Commercialista

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Quesiti del mese di febbraio a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma

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il Consulente

Cercasi sindaco romano L’editoriale del Presidente di Adalberto Bertucci

Schede Tematiche

A cura del Centro del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro

Lavoro accessorio e compatibilità con la NASPI

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La circolare GDF sul Jobs Act a cura di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

Revisione dell’infortunio in bici

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Riepilogo attività dell’Ordine dal 1° gennaio al 20 marzo 2016

La circolare 14 del 2016 dell’INAIL di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

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Canone concordato

Le novità introdotte in materia di agevolazione fiscale di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

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Quando c’è il mare! “Una cosa bella è una gioia per sempre” John Keats di Andrea Tommasini Redazione Cultura

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ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO Consiglio Provinciale di Roma

gli eventi deL consiglio provinciale di roma

Incontro Centro Studi CPO Roma

«Il come si fa...» IMU e TASI*

Martedì 23/02/2016 dalle 10:00 alle 13:00 presso la sede dell’Ordine Via C. Colombo, 456 Roma Relatori

CdL Lorenzo Lelli - Consigliere Ordine Nazionale CDL CdL Esposito Frediano - componente area fiscale centro studi Incontro formativo

La bottega dei mestieri Gli ammortizzatori sociali e le altre prestazioni della bilateralità nel settore artigianato* Mercoledì 2 Marzo 2016 - ore 14:45 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma Introduzione

Paolo Stern Roberto Tropea Maurizio Aluffi Franco Cervini -

Relatori

Consigliere Ordine Nazionale CDL Italia Lavoro S.p.A. Presidente EBLART Direttore EBLART

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro


ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO Consiglio Provinciale di Roma

gli eventi deL consiglio provinciale di roma

Convegno di aggiornamento professionale

La normativa e le principali questioni giurisprudenziali in materia di agenti di commercio Venerdì 18 Marzo 2016 ore 9:30 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma Seconda parte relatore

Avv. Stefano Canali De Rossi

Moderatrice

Dott.ssa Elena Conti Consulente del Lavoro L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E’ obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it

Incontro Centro Studi CPO Roma

«Il come si fa...» Le collaborazioni alla luce del decreto 81/2015 e certificazione dei contratti LUNEDì 21 Marzo 2016 dalle 10:00 alle 13:00 presso la sede dell’Ordine Via C. Colombo, 456 Roma

Moderatrice

CdL Giuseppe Marinii responsabile area lavoro centro studi CdL Marco Blasi componente area lavoro centro stud CdL Massimiliano Matteucci componente area lavoro centro studi

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E’ obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it


ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO Consiglio Provinciale di Roma

gli eventi deL consiglio provinciale di roma

Incontro Centro Studi CPO Roma

Le politiche attive dopo il Job Act Nuove opportunità per i Consulenti del Lavoro in Regione Lazio 23 marzo 2016 ore 09,30 Hotel Aran via mantegna Roma

programma

ore 09,30 registrazione partecipanti ore 10,00 saluti istituzionali ALBERTO BERTUCCI PRESIDENTE Ordine provinciale di Roma intervento

lucia valente Assessorato al lavoro, alle pari opportunità e al personale Regione Lazio

Le politiche attive del lavoro dopo il d. lgs

marco noccioli Direttore Direzione al lavoro -regione lazio enrico limardo direttore fondazione consulenti per il lavoro

Centralità del Consulente del Lavoro nell’ambito delle politiche attive

maro capitanio presIdente fondazione consulenti per il lavoro paolo stern consigliere nazionale dell’Ordine CDL

Opportunità per i Consulenti del Lavoro La formazione finanziaria con FonARCom

Mario Maioli CoordinatorePromozione FonARCom


ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO Consiglio Provinciale di Roma

gli eventi deL consiglio provinciale di roma

Incontro Centro Studi CPO Roma

Gli studi di settore nel Modello Unico 2016 Mercoledì 30 Marzo 2016 ore 9:30 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma relatore

Dott. Massimiliano Bellini Commercialista e Revisore Contabile MOderatrice

Dott.ssa Elena Conti Consulente del Lavoro

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E’ obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it

Incontro formativo

La bottega dei mestieri Gli ammortizzatori sociali e le altre prestazioni della bilateralità nel settore artigianato* Mercoledì 2 Marzo 2016 - ore 14:45 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma Introduzione

Paolo Stern Consigliere Ordine Nazionale CDL Relatori

Roberto Tropea Italia Lavoro S.p.A Maurizio Aluffi Presidente EBLART Franco Cervini Direttore EBLART


ORDINE DEI CONSULENTI DEL LAVORO Consiglio Provinciale di Roma

gli eventi deL consiglio provinciale di roma

Convegno di aggiornamento professionale

D.Lgs. 8/2016 La depenalizzazione dei reati sul lavoro e le nuove sanzioni amministrative Lunedì 4 Aprile 2016 ore 14:45 Oly Hotel Via Santuario Regina degli Apostoli, 36 Roma

relatore

Dott.ssa Stefania Berardinelli Ispettrice del Lavoro MOderatrice

Dott.ssa Elena Conti Consulente del Lavoro

L’incontro è gratuito ed è valido ai fini della Formazione Continua Obbligatoria dei Consulenti del Lavoro E’ obbligatoria la prenotazione sul sito www.consulentidellavoro-roma.it


CPO Roma

Riepilogo attività dell’Ordine dal 1° gennaio al 20 marzo 2016 Consulenti

20 nuovi iscritti, 2 cancellati Praticanti

19 nuovi iscritti – 7 fine pratica – 5 CANCELLATI Riunione Consiglio

N.1

Commissione di Certificazione dei Contratti Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma

n. 61 istanze di certificazione Commissione Congruità Parcelle

n. 5

Sportelli dedicati agli iscritti

INPS: n. 7 giornate Aziende, n. 3 giornate Artigiani e Commercianti Equitalia n. 8 giornate Sportello Pensioni n. 5 giornate Quesiti Centro Studi CPO Roma

n. 55 quesiti risposti Editoria

Fiscal Focus - giornaliero Rivista del Lavoro – settimanale The World of Il Consulente – Mensile

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Previdenza

La disciplina del regime forfettario Opzione per la previdenza agevolata

U

di Massimiliano Bellini Dottore Commercialista

na delle novità apportate dalla Legge 208/2015 alla disciplina del regime forfettario, concerne la materia contributivo-previdenziale delle gestioni INPS degli artigiani e commercianti. Per questi ultimi la previdenza era stata inizialmente stravolta dall’art. 1 comma 77 Legge 190/2014 la quale, a decorrere dal 01 Gennaio 2015, consentiva ai contribuenti forfettari di godere ai fini previdenziali di una tribuenti esercenti attività d’impresa che adottavano il regime forfettario potevano optare per il regime contributivo-previdenziale agevolato, che consisteva nel non applicare il minimale contributivo di cui alla Legge n. 233/1990. La Legge 208/2015, con decorrenza dal 01 Gennaio 2016, muta nuovamente la previdenza di artigiani e commercianti, stabilendo la reintroduzione del minimale contributivo, seppur ridotto del 35%. Di conseguenza, i contribuenti forfettari che opteranno dal 2016 per la contribuzione previdenziale agevolata, torneranno a versare i contributi INPS artigiani e commercianti alle normali scadenze (16/5, 16/8, 16/11 e 16/2 dell’anno successivo) e con importo pari al minimale contributivo ridotto del 35%. I forfettari che decideranno di optare per la riduzione contributiva dovranno inviare apposita domanda, seguendo le modalità dettate dall’INPS nella Circolare n. 29 del 10 Febbraio 2015 e ribadite nel messaggio n. 286 del 25 Gennaio 2016. In particolare, il contribuente

forfettario che risulta essere già titolare di una posizione previdenziale attiva dovrà inviare telematicamente, entro il 28 Febbraio, l’apposito modello che è possibile reperire sul sito internet dell’INPS, all’interno del Cassetto Previdenziale. Riguardo all’esercizio dell’opzione, di seguito si riportano i vari passaggi da seguire: • www.INPS.it • accedi ai servizi • elenco di tutti i servizi • cassetto previdenziale per artigiani e commercianti • credenziali personali di accesso • domande telematizzate • regime agevolato art.1 comma 111 ss della l. 208/2015 • adesione oppure rinuncia • modello da inviare telematicamente L’opzione andrà esercitata con

le modalità succitate anche da coloro che nel 2015 avevano optato per la vecchia agevolazione contributivo-previdenziale, ovvero per l’esclusione del minimale contributivo di cui alla Legge n. 233/1990. Nel caso in cui la domanda venga presenta oltre il 28 Febbraio, l’accesso alla misura agevolativa è precluso per l’anno in corso ed il contribuente potrà goderne solo a far data dall’anno successivo, qualora possieda i requisiti di legge e venga presentata una nuova domanda rispettando i termini del 28 Febbraio. Infine, i contribuenti forfettari che apriranno la partita iva successivamente al 28 Febbraio, potranno optare per il minimale contributivo ridotto del 35% inviando telematicamente e con la massima tempestività il modello predisposto all’interno del Cassetto Previdenziale.

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Lavoro

Revisione dell’infortunio in bici

La circolare 14 del 2016 dell’INAIL

di Michele Regina CdL Centro Studi Roma

C

on la Circolare 14 del 25 marzo u.s. l’Inail apre all’infortunio con il velocipede. Si potrà andare al lavoro con la bici. Ma entriamo seppur in sintesi nel dettaglio della nota di prassi che si allinea al collegato ambientale ed al passo con i tempi. L’Istituto assicuratore , come si diceva , impartisce istruzioni per le proprie strutture e per i datori di lavoro e loro intermediari in seguito alle novità operate con il collegato ambientale alla legge di Stabilità 2016: l’uso della bicicletta è assimilato a quello dei mezzi pubblici o alla percorrenza a piedi per effettuare il tragitto dal domicilio abituale verso il luogo di avoro.

Con la circolare di che trattasi Inail in premessa rammenta che in relazione all’infortunio in itinere con uso della bici “considerata la sempre maggiore attenzione a livello ambientale e sociale orientata a favore di una mobilità sostenibile che annovera tra le sue forme l’uso della bicicletta […]”, aveva già impartito istruzioni disponendo “[…] che la valutazione sul carattere “necessitato” dell’uso di tale mezzo di locomozione, per assenza o insufficienza dei mezzi pubblici di trasporto e per la non percorribilità a piedi del tragitto, considerata la distanza tra l’abitazione ed il luogo di lavoro, costituisse discrimine ai fini dell’indennizzabilità soltanto quando l’evento lesivo si fosse verificato nel percorrere una strada aperta al traffico di veicoli a motore e non invece quando tale evento si fosse verificato su pista ciclabile o zona interdetta al traffico”. L’incremento dell’ utilizzo della bici , in relazione alla evoluzione

di una cultura e sensibilità am- in itinere : bientali , ha di fatto lievitare gli a) la sussistenza di un nesso eziologico tra il percorso seincidenti con tale mezzo , con un guito e l’evento, per risvolto anche sugli aspetti lavoricui il percorso deve stici per gli eventi infortuni tutelacostituire quello ti dall’INAIL . normale per Come detto l’Inail aveva fornito recarsi al laistruzioni con le quali, in presenvoro e per za di percorsi ciclabili o itinerari tornare compresi in aree a traffico limitaalla proto, si garantiva tutela ai fini inforpria abitunistici . tazione; Per effetto delle modifiche normative ora la tutela può essere b) la sussistenza accordata anche su percorsi non di un protetti. nesso Però vi sono ovviamente delle licausale, mitazioni e prescrizioni ai fini delsia pure la valutazione di tale evento quale occasionainfortunio in itinere , legati cioè le, tra l’itinealla effettiva esigenza di recarsi rario seguicon tale mezzo da casa a lavoro e to e l’attività viceversa, in relazione alla compalavorativa, cioè tibilità dell’orario di lavoro e con la il percorso non giustificazione di eventuali deviadeve essere seguizioni di percorso necessitate da to per ragioni persocause oggettive. nali o in orari non ricolleIn buona sostanza per l’Istituto gabili al lavoro; devono esserci ai fini del sinistro

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c) la necessità dell’uso del mezzo privato, per cui si deve tener conto degli orari di lavoro e quelli dei servizi pubblici, della eventuale carenza o inadeguatezza di mezzi pubblici, della distanza tra il posto di lavoro e l’abitazione al fine di determinare la percorribilità a piedi o meno. Resta confermata la posizione dell’Istituto riguardo all’infortunio accaduto di converso per colpa del lavoratore: in tal caso gli aspetti soggettivi della condotta dell’assicurato (negligenza, impru-

denza, imperizia, violazione di norme) non assumono rilevanza ai fini dell’indennizzabilità, in quanto la colpa del lavoratore non interrompe il nesso causale tra

rischio lavorativo e sinistro, salvo che si tratti di comportamenti così abnormi da sfociare nel rischio elettivo.

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Fisco

Canone concordato

Le novità introdotte in materia di agevolazione fiscale

S

di Antonio Gigliotti Dottore Commercialista

La Legge di Stabilità 2016 (Legge n 208/2015) ha introdotto uno sconto IMU e TASI per gli immobili che risultano locati a “Canone cocordato” ovvero qei contratti i cui criteri di stipula (durata, rinniovo, importo del canone, ecc.) sono stabiliti in virtù di accordi locali tra le principali organizzazioni rappresenteative della proprietà edilizia (es. Confedilizia) e le principali associazioni sindacali dei conduttori (esempio SiCET). La possibilità di stipulare contratti di locazione a canone concordato è prevista espressamente dal legislatore: • (comma 3 art. 2 Legge n. 431/1998) “In alternativa a quanto previsto dal comma 1, le parti possono stipulare contratti di locazione, definendo il valore del canone, la durata del contratto, anche in relazione a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, nel rispetto comunque di quanto previsto dal comma 5 del presente articolo, ed altre condizioni contrattuali sulla base di quanto stabilito in appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative. Al fine di promuovere i predetti accordi, i comuni, anche in forma associata, provvedono a convocare le predette organizzazioni entro sessanta giorni dalla emanazione del decreto di cui al comma 2 dell’articolo 4. I medesimi accordi sono depositati, a cura delle organizzazioni firmatarie, presso ogni comune dell’area territoriale interessata” Dunuqe, proprietario ed inquilino nel momento in cui decidono di stipulare un contratto di locazione possono scegliere tra: 1) canone libero (durata 4 + 4); 2) canone concordato (3 + 2).

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La ratio della possibilità di stipulare un contratto a canone concordato è quella di rendere maggiormente accessibile il mercato delle locazioni finanziare ed in particolar modo in quei comuni ad alta densità abitativa dove è difficile trovare immobili da locare ed è, dunque, forte il potere contrattuale dei locatori con conseguente lievitazione dei canoni richiesti. In tale tipologia contrattuale, infatti, il valore del canone può oscillare entro fasce stabilite dagli stessi accordi territoriali. I comuni interessati sono i capoluoghi di provincia ed i comuni confinanti con le aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania. Stipulando tale tipologia contrattuale ne derivano vantaggi fiscali per le parti: • L’IRPEF: il locatore (che non opta per la cedolare secca) ha un risparmio d’imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, nella misura del 30% se l’immobile locato è situato in comune ad alta densità abitativa (con riferimento al Modello 730/2016 egli riporterà la predetta situazione nella sezione I del Quadro B indicando il codice ”8” nel campo “utilizzo” e compilando altresì la sezione II dello stesso quadro B dove indi-


care gli estremi di registrazione del contratto di locazione. Per il Modello unico il quadro di riferimento è RB; il conduttore gode di una maggiore detrazione IRPEF se l’immobile in questione rappresenta la sua abitazione principale (egli riporta il suo diritto alla detrazione al rigo E71 del Modello 730 oppure al rigo RP71 del Modello Unico e la stessa detrazione è funzione del suo reddito complessivo e dei giorni durante i quali l’abitazione locata è effettivamente adibita a propria abitazione principale). • Cedolare secca: il canone di locazione è tassato con aliquota sostitutiva del 10% (in luogo del 21%) se l’immobile locato, è ubicato in comuni a scarsa disponibilità abitativa (articolo 1, lettera a) e b) del dl 551/1988) o in comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe). Il D.L. 47/2014 ha disposto, che la stessa aliquota del 10% sia applica anche ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

Lo sconto IMU e TASI dal 2016 Un nuovo incentivo alla stipula di contratti di locazione a canone concordato è arrivato con la Legge n. 208/2015 con cui il legislatore introduce, dal 2016, uno sconto IMU e TASI nella misura del 25%. • Comma 53 (IMU): All’articolo 13 del decretolegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo il comma 6 è inserito il seguente: «6-bis. Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 6, è ridotta al 75 per cento»; • Comma 54 (TASI): Al comma 678 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 683, è ridotta al 75 per cento».

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Fisco Il predetto risparmio si va ad aggiungere a quello già previsto da alcuni comuni che avevano deliberato per gli immobili che risultano locati a canone concordato un’aliquota IMU e TASI ridotta rispetto a quella ordinaria. Si prenda come esempio il Comune di Napoli il quale aveva fissato per il 2015 un’aliquota dell’8 per mille (in luogo del 10,6 per mille) per gli immobili locati, a titolo di abitazione principale, con contratto “concordato” (contratto conforme all’Accordo per il Territorio del Comune di Napoli sottoscritto, in data 19 maggio 2015, ai sensi dell’articolo 2 - comma 3 - della legge 9 dicembre 1998 n° 431) e un’aliquota del 6,6 per mille immobili locati, a titolo di abitazione principale, con contratto “concordato”, a “giovani coppie”. Proprio con riferimento ad una casistica del genere

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il MEF nel corso di Telefisco 2016 ha chiarito che le due agevolazioni (sconto 25% e aliquota specifica ridotta) sono cumulabili. Pertanto cui in tal caso occorre preliminarmente determinare l’imposta dovuta dal contribuente tenendo presente l’“aliquota deliberata” dal comune per gli immobili concessi a canone concordato e poi, si applicherà la riduzione del 25%. La stessa legge di stabilità 2016 inoltre: 1) ha abolito la quota TASI dovuta dall’occupante, qualora l’immobile occupato rappresenti la sua abitazione principale di categoria catastale non di lusso (comma 14 lett. a) e b) legge n. 208/2015); 2) ha stabilito che la quota TASI a carico del possessore, qualora l’immobile rappresenti abitazione principale non di lusso per l’occupante, è quella fissata dalla delibera comunale, e in mancanza di previsione, la misura è da intendersi nel 90%. In riferimento al punto 2) infatti, la nuova formula-


zione del comma 681 Legge n. 147/2013 è la seguente: “Nel caso in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità’ immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della TASI, calcolato applicando l’aliquota di cui ai commi 676 e 677. La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità’ immobiliare. Nel caso in cui l’unità immobiliare è detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, il possessore versa la TASI nella percentuale stabilita dal comune nel regolamento relativo all’anno 2015. Nel caso di mancato invio della delibera entro il termine del 10 settembre 2014 di cui al comma 688 ovvero nel caso di mancata determinazione della predetta percentuale stabilita dal comune nel regolamento relativo al 2015, la percentuale di versamento a carico del possessore è pari al 90 per cento dell’ammontare complessivo del tributo”.

Ne consegue che se ad esempio un immobile di categoria di A/2 è concesso in locazione a canone concordato e rappresentante abitazione principale per l’inquilino (la delibera comunale non prevede nulla in merito alla % a carico del possessore che quindi si presume essere del 90%), poiché l’immobile è occupato da inquilino per il quale è la sua abitazione principale (NON DI LUSSO), questi non verserà la sua quota TASI 2016, la quale sarà, invece, dovuta solo dal possessore nella misura del 90%. Questi dunque, liquiderà la TASI (applicando l’aliquota specifica eventualmente prevista dal comune per gli immobili locati a canone concordato, oppure in mancanza applicherà quella prevista per le seconde case) dopodiché applicherà lo sconto del 25% e sull’importo ottenuto calcolerà la sua quota di competenza ovvero il 90%. Riguardo all’IMU seguirà lo stesso procedimento di liquidazione con la differenza che la quota a suo carico sarà il 100% e non il 90% poiché si tratta di un tributo dovuto dal solo possessore (l’occupante non è

Si ricorda che le categorie catastali non di lusso sono A2, A3, A4, A5, A6 e A7; mentre le categorie catastali di lusso sono A/1, A/8 e A/9.

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Fisco soggetto passivo IMU). Qualora, invece, l’abitazione (principale) occupata dall’inquilino fosse di categoria A/1 (di lusso), la TASI sarà dovuta dall’occupante nella misura stabilita dalla delibera comunale (compresa tra il 10% ed il 30% - in mancanza di previsione la misura è da intendersi nel 10%), mentre la restante parte sarà a carico del proprietario. La logica di calcolo è la stessa dell’esempio precedente con la differenza che in tal caso la TASI sarà dovuta anche dall’occupante. È utile ricordare anche che: • in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la TASI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà’, usufrutto, uso, abitazione e superficie (comma 673 della stessa Legge n. 147/2013); • possessore e occupante sono responsabili ciascuno della propria obbligazione tributaria (non c’è responsabilità solidale tra di essi).

Dove manca l’accordo locale Non sempre, esistono gli accordi locali tra associazione degli inquilini e quella dei proprietari, per cui mancherebbe nel comune il contratto a canone concordato cui far riferimento per la relativa stipula. La domanda che ci si è posta in tal caso è se è comunque possibile stipulare un contratto a canone concordato e quindi beneficiare delle agevolazioni fiscali legate (sconto IMU e

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TASI del 25% e aliquota ridotta al 10% per la cedolare secca). La risposta al quesito si trova nei chiarimenti forniti nel corso di Telefisco 2016 dall’amministrazione finanziaria, in merito ad un quesito specifico posto in materia di cedolare secca in quei comuni in cui è stato dichiarato lo stato di calamità ed in cui manca l’esistenza di un accordo locale. In particolare l’amministrazione ha chiarito che: • in tal caso è possibile fare riferimento, ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% della cedolare secca (e quindi per la stipula del contratto di locazione a canone concordato), all’accordo vigente nel comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche situato in altra regione, e ciò secondo i principi stabiliti dall’articolo 1, comma 2 del decreto Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, del 14 luglio 2004. Alla luce di tale chiarimento, dunque, dove manca un accordo locale, locatore e conduttore possono stipulare un contratto di locazione a canone concordato facendo riferimento all’accordo vigente nel comune omogeneo più vicino ed applicare per la cedolare secca l’aliquota del 10%. Secondo la stessa logica (anche se lo stesso quesito non è stato oggetto di specifico chiarimento da parte del MEF), troverà altresì applicazione lo sconto IMU e TASI del 75% fissato dalla legge di stabilità 2016.


La dichiarazione IMU Secondo il MEF (Telefisco 2016): • la dichiarazione IMU non è da presentarsi solo per i contratti di locazione registrati precedentemente alla data del 1° luglio 2010 per i quali i relativi dati catastali non siano stati comunicati al momento della cessione, della risoluzione o della proroga del contratto, ai sensi dell’art. 19 del D. L. n. 78 del 2010. Nel caso, invece, in cui il contratto di locazione sia successivo a detta data, oppure si tratti di contratti precedenti per i quali sono stati comunicati i relativi dati catastali, in considerazione del fatto che i comuni non possono verificare se i contratti sono stati stipulati ai sensi della legge n. 431 del 1998 (canone concordato), i contribuenti sono tenuti ad adempiere l’obbligo dichiarativo. Quindi, ciò sta significando che il proprietario dell’immobile locato a canone concordato che liquiderà IMU e TASI 2016 applicando lo sconto del 25% previsto dalla legge di stabilità 2016, dovrà presentare la dichiarazione IMU (valida anche ai fini TASI) per il predetto immobile entro il 30 giugno 2017. Il chiarimento si è reso necessario poiché la Legge di Stabilità 2016 nulla prevede di specifico in merito (e ciò ha portato a ritenere che la dichiarazione IMU non

si rendesse necessaria) ma i Comuni erano di parere diverso sostenendo che la necessità di presentazione della dichiarazione è dettata dal fatto che dalle informazioni fornite all’interno della sezione “Atti del registro” del Portale PuntoFisco (Anagrafe tributaria) non è possibile fare una distinzione (e quindi individuare) tra contratti di locazione stipulati a canone concordato e quelli a canone libero. Si ricorda, infatti, che la dichiarazione IMU (valevole anche ai fini della TASI) è da presentarsi solo in due ipotesi: l’immobile in questione è stato oggetto di riduzioni d’imposta oppure il comune non ha tutte le informazioni disponibili ai fini della verifica del corretto adempimento tributario da parte del possessore.

Le stime Secondo quanto evidenziato nella relazione tecnica alla Legge di Stabilità 2016, in seguito alla misura prevista dai commi 53 e 54 si stimano minori entrate su base annua per i Comuni di circa 81,14 milioni di euro. La valutazione è frutto della banca dati catastale integrata con le dichiarazioni dei redditi (anno 2012) individuando quegli immobili contraddistinti dal codice “8” nel quadro dei redditi da fabbricati. In particolare la predetta perdita di gettito stimata è stata ottenuta applicando alla base imponibile di tali fabbricati (la base imponibile ammonta a circa 30 miliardi di euro) le aliquote medie effettive deliberate dai comuni per IMU e TASI relative ad “altri fabbricati”.

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CPO Roma Centro Studi Roma

Quesiti del mese di febbraio a cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma Quesito 1

Buongiorno, ho bisogno di un chiarimento sulla retribuzione da prendere a base per calcolare l’indennità economica da erogare al lavoratore che usufruisce del congedo straordinario di 2 anni (art. 42 c. 5 D.Lgs. 151/2001) La norma dice che la retribuzione da prendere a base è quella “..del mese precedente con riferimento alla voci fisse e continuative...”. Il lavoratore in questione nei mesi precedenti la richiesta di congedo (almeno 5), ha usufruito dei 3 giorni di permesso per assistere il figlio disabile(legge 104. Vorrei sapere se la retribuzione da prendere a base deve essere comprensiva dei tre giorni oppure devo escluderli dal calcolo. Grazie Il punto 12.3 della circolare INPS 11/2016 riporta quanto segue: L’art. 42, co. 5 e seguenti, del D.Lgs. n. 151/2001 riconosce il diritto a soggetti specificamente individuati di fruire, entro sessanta giorni dalla richiesta, del congedo di cui all’articolo 4, co. 2, della L. n. 53/2000, per assistenza di persone con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, co. 1, della L. n. 104/1992… omissis... A tale riguardo, si comunica che, tenuto conto del predetto indice accertato dall’Istat e delle disposizioni di cui alla L. n. 208/2015, art. 1, co. 287 il tetto massimo complessivo della retribuzione per congedo straordinario e dei relativi contributi obbligatori a carico dell’amministrazione non può eccedere, per l’anno 2016, l’importo pari a € 47.446,00.” Per l’interpretazione della frase sopra riportata... “A tale riguardo il tetto massimo complessivo della retribuzione per congedo straordinario e dei relativi contributi obbligatori a carico dell’amministrazione....” rientrando nell’attività di consulenza, troverà certamente utile la lettura delle circolari INPS 64/2001, 14/2007, 48/2008.

Quesito 2

Buongiorno, Sono a reinoltrare il mio quesito non avendo ancora ricevuto nessuna risposta: un mio cliente ha chiuso per lutto il suo negozio 2 giorni a causa della morte della sua mamma, volevo chiedere come vanno retribuiti quei due giorni ai dipendenti che a causa della chiusura del negozio sono rimasti a casa. Ccnl di riferimento metalmeccanici artigiani Grazie

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La risposta al quesito è stata pubblicata il giorno 3.3.2016: Derivando la sospensione dell’attività lavorativa da un fatto collegato al datore di lavoro non può essere decurtata la retribuzione ai dipendenti in quanto l’assenza non è dovuta a loro volontà.

Quesito 3

Buona sera, mi occorrono delle informazioni riguardanti la trasformazione del contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, in particolare vorrei sollevare un quesito sulla seguente situazione: un lavoratore viene assunto con contratto di apprendistato nel mese di dicembre 2012, a ridosso della scadenza (dicembre 2015) il datore di lavoro decide di trasformargli il contratto da apprendistato a tempo indeterminato. La domanda è: gli verrà applicato il nuovo contratto a tutele crescenti oppure il vecchio contratto a tempo indeterminato? Grazie Il rapporto di lavoro di cui al quesito rientra nei casi di applicazione delle cosiddette “tutele crescenti”. Il comma 2 dell’art. 1 del D.Lgs 23/2015 prevede difatti che… “Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano anche nei casi di conversione, successiva all’entrata in vigore del presente decreto, di contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato”. Sul punto si suggerisce anche la lettura della Circolare esplicativa 6/2015 della Fondazione Studi

Quesito 4

Buongiorno, ho assunto del personale che usufruiva della NASPI non riesco a trovare quali sono e come si hanno le autorizzazione dall’INPS, tipo LEGGE RENZI, che bisogna attuare per usufruire dell’abbattimento dei contributi. Grazie L’agevolazione di che trattasi riguarda i lavoratori percettori dell’indennità NASPI e ne fruiscono i datori di lavoro privati che assumano tale categoria con contratto a tempo pieno e indeterminato. I benefici economici consistono in un incentivo pari al 20% ( d.lgs 150/2015) dell’indennità mensile residua NASPI che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Si veda, tra gli altri, il messaggio INPS messaggio 30 giugno 2015, n. 4441, ove vi è il rinvio alle norme UE e quelle di prassi richieste nel quesito per fruizione e condizioni.

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CPO Roma Centro Studi Roma Quesito 5

Buongiorno, Un mio cliente ha chiuso per lutto il suo negozio 2 giorni a causa della morte della sua mamma, volevo chiedere come vanno retribuiti quei due giorni ai dipendenti che a causa della chiusura del negozio sono rimasti a casa. Ccnl di riferimento metalmeccanici artigiani. Grazie Saluti Derivando la sospensione dell’attività lavorativa da un fatto collegato al datore di lavoro non può essere decurtata la retribuzione ai dipendenti in quanto l’assenza non è dovuta a loro volontà.

Quesito 6

Buonasera, vorrei sapere se, a parere vostro ad un procuratore generale di una srl con poteri di rappresentanza legale in ordine a rappresentanza fiscale,l ed amministrativa, posso applicare contratto cococo con oggetto la “consulenza e assistenza di carattere amministrativo-contabile, societario, contrattuale, giuridico e fiscale Premesso che bisogna valutare con attenzione l’attività svolta dal soggetto indicato si precisa quanto di seguito. Ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. 81/2015, è necessario valutare attentamente le modalità con le quali viene fornita la prestazione lavorativa. E’ necessario che le stesse non si concretino in prestazioni esclusivamente personali, continuative e le cui modalità siano organizzate direttamente dal committente anche con riferimento ai tempi e luoghi di lavoro. Ricordiamo anche che le caratteristiche devono verificarsi tutte, al fine di configurare il rapporto come subordinato.

Quesito 7

Buonasera, ho un quesito da porre relativamente alla del periodo di conservazione del posto di lavoro per un dipendente il cui ccnl applicato è il Terziario (confcommercio) in particolare l’art. 175 prevede: (Periodo di comporto) Durante la malattia, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento con la corresponsione di quanto previsto agli artt. 235 e 236, del presente contratto, salvo quanto disposto dal successivo art. 181. Il periodo di malattia è considerato utile ai fini del computo delle indennità di preavviso e di licenziamento. Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato le norme relative alla conservazione del posto ed al trattamento retributivo di cui al successivo articolo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto stesso. Il mio dubbio a questo punto riguarda il fatto se per anno solare debba essere considerato l’ arco temporale 01/01-31/12 o se il periodo di riferimento da considerare decorre dal primo certificato di malattia? inoltre il ccnl non distingue se si tratta di comporto secco o per sommatoria, pertanto come è opportuno considerarlo. Per quanto riguarda i giorni utili per il calcolo vanno secondo il vostro parere considerate anche le domeniche e i festivi. Ringrazio anticipatamente per l’ attenzione. Cordiali saluti, Candido Garofolo Quando il contratto collettivo fa riferimento all’anno di calendario si intende il periodo di tempo compreso tra il 1º gennaio e il 31 dicembre di ogni anno mentre, quando fa riferimento all’anno solare, si deve intendere

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un periodo mobile di 365 giorni, decorrente dal giorno d’inizio della malattia. In caso di malattia quindi i lavoratori a cui si applica il CCNL Commercio hanno diritto alla conservazione del posto per un periodo di 180 giorni nell’anno solare. Superato il periodo di conservazione del posto il lavoratore ha diritto, su richiesta da avanzare a mezzo raccomandata r.r. entro il 180º giorno, ad un periodo di aspettativa non retribuita e non superiore a 120 giorni, considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio in caso di prosecuzione del rapporto. Per i lavoratori affetti da patologie gravi e continuative che comportino terapie salvavita, i primi 60 giorni del periodo di aspettativa saranno indennizzati nella misura del 100%. Se si protrae l’assenza per una patologia grave e continuativa che comporti terapie salvavita il lavoratore può fruire, previa richiesta scritta, di un ulteriore periodo di aspettativa fino a guarigione clinica e comunque di durata non superiore a 12 mesi. Il CCNL fa riferimento ad un periodo massimo di 180 gg in un anno solare, come sopra specificato, e si dovrà tener conto anche - nel periodo di osservazione- dei giorni non lavorati, considerando i periodi coperti da certificati o attestati di malattia sia che siano riferiti ad un solo evento o a più eventi nel periodo di che trattasi.

Quesito 8

Buongiorno, in riferimento alle ultime notizie pervenute sulla Comunicazione Unica volevo sapere se è stato confermato che non è obbligatorio indicare il codice fiscale del coniuge. Grazie Cordiali saluti L’adempimento non può essere sanzionato perché l’art. 23 del DPR 600/73 obbliga il sostituito a comunicare solo i dati dei propri familiari fiscalmente a carico: “Le detrazioni di cui all’articolo 12 del citato testo unico sono riconosciute se il percipiente dichiara di avervi diritto, indica le condizioni di spettanza, il codice fiscale dei soggetti per i quali si usufruisce delle detrazioni e si impegna a comunicare tempestivamente le eventuali variazioni”. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, con comunicato del 15 gennaio 2016, indica come meramente facoltativa l’esposizione del codice fiscale del coniuge dei propri dipendenti da parte del sostituto: “Per permettere all’Agenzia di predisporre le informazioni del 730 in modo più accurato, i sostituti potranno inserire nelle Cu il codice fiscale del coniuge comunicato dai propri dipendenti anche se non fiscalmente a carico.” A riguardo vedasi anche recente posizione della Fondazione Studi.

Quesito 9

Buonasera, Volevo sapere se un direttore tecnico di un’agenzia di viaggi è inquadrabile come lavoratore dipendente con il ccnl turismo livello quadro A o posso fargli un contratto di collaborazione. Avendo un albo professionale può rientrare nelle casistiche di esclusione dell’art 2 del d.Lgs 81/2015 Si ritiene che la figura del direttore tecnico non possa che essere come subordinata in quanto presuppone l’inserimento all’interno della struttura organica dell’azienda

Quesito 10

Buongiorno, ho un cliente che per problemi economici dovrebbe ridurre l’orario di lavoro alla sua unica dipendente e trasformare il contratto da full time a part time. Se la dipendente non accetta la riduzione orario come ci si comporta? È possibile licenziarla? E poi in caso se si procede con il licenziamento si può assumere un dipendente part time?

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CPO Roma Centro Studi Roma La trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale presuppone sempre l’accordo e il rifiuto non è’ motivo di licenziamento (decreto legislativo n. 81/2015).

Quesito 11

Buongiorno, Vorrei sapere se una dipendente in maternità obbligatoria si dimette per giusta causa (non le viene pagato lo stipendio né consegnata la documentazione spettante) può fare richiesta all’INPS dell’indennità di maternità e fare domanda di disoccupazione. Se sì potete indicarmi i termini. Grazie Il periodo di maternità tutelato dalla legge va dai 300 giorni prima della data presunta del parto, sino al compimento del primo anno di vita del figlio. art. 55 D.Lvo 151 del 2001.Se la lavoratrice si è dimessa durante il periodo della maternità pagata dall’INPS, le dimissioni sono da intendersi già per giusta causa e dal momento che l’indennità di maternità INPS finirà, la lavoratrice potrà poi beneficiare della Naspi. Pertanto la lavoratrice presenterà prima domanda di maternità e successivamente quella di disoccupazione, sempre all’INPS.

Quesito 12

Buongiorno, una Società che gestisce e affitta immobili, settore commercio, desidera assumere a tempo determinato due lavoratori part-time con la qualifica di manutentori/addetti alle pulizie, e contestualmente distaccarli, per alcune ore al giorno piuttosto che in determinati giorni della settimana, al condominio dove la Società ha alcuni appartamenti in gestione (affitto appartamenti temporaneo); per il condominio i lavoratori effettuerebbero lavori di pulizia (scale ecc.) nonchè piccola manutenzione. Il condominio rimborserebbe all’azienda il mero costo del personale. Il condominio non ha personale in forza nè assicurazione INAIL. Ritenete sia legittima/attuabile tale operazione? Grazie Dal tenore dei fatti descritti nel quesito non pare possa configurarsi un distacco genuino, posto che non sembra rilevarsi l’interesse del distaccante previsto come necessario dall’art. 30 del D.Lgs 276/2003. Si consiglia particolare prudenza poichè l’operazione, come descritta, parrebbe configurare l’ipotesi di illecita somministrazione di manodopera.

Quesito 13

Buongiorno, chiedevo delucidazione in merito alla retribuzione oraria del contratto a chiamata. In particolare vorrei sapere per contratti che durano meno di 15 giorni (senza considerare le effettive chiamate), il datore di lavoro è obbligato a comprendere nella retribuzione oraria i ratei delle mensilità aggiuntive, delle ferie e permessi e del TFR? Se durante il mese vengono stipulati più contratti a tempo determinato a chiamata con lo stesso dipendente (inferiori a 15 Giorni), la retribuzione oraria è comprensiva dei ratei di cui sopra? In attesa di una vostra risposta, cordialmente saluto. Ai fini del trattamento economico, normativo e previdenziale bisogna operare la distinzione tra i periodi in cui il lavoratore effettivamente svolge la prestazione lavorativa rispetto a quelli di inattività. Per i periodi lavorati si applica il principio di non discriminazione in base al quale il lavoratore intermittente non deve ricevere un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello (art. 17, D.Lgs. n. 81/2015). Per il periodo durante il quale il lavoratore resta disponibile a rispondere alla chiamata del datore di lavoro ma non lavora, non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati né matura alcun trattamento economico e normativo, salvo l’indennità di disponibilità.

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Il trattamento economico, normativo e previdenziale del lavoratore intermittente è riproporzionato, in ragione della propria effettiva prestazione lavorativa. Nel dettaglio quindi si deve avere riguardo all’importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, nonché delle ferie e dei trattamenti per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale, congedi di maternità e parentale. Nel caso di specie per il lavoro intermittente vige la maturazione pro-quota dei ratei di retribuzione indiretta e differita,e quindi si deve considerare la prestazione oraria di lavoro, con ciò esludendo ogni criterio di attribuzione economica e normativa che faccia riferimento a periodi diversi quali la settimana, la quindicina o il mese.

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ORDINE NELLA VITA...

CDL CARD - LA FORZA DELL’UNIONE LA PRIMA CARTA SCONTO RISERVATA AI CONSULENTI DEL LAVORO

L’Ordine dei consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Roma con l’obiettivo di consolidare ed aumentare ulteriormente il senso di appartenenza ed il livello dei servizi offerto ai propri iscritti ha demandato alla Fondazione Studi Oreste Bertucci la realizzazione della “CDL CARD”. La CDL CARD è in buona sostanza una carta sconti, gratuita, nominativa, e riservata esclusivamente ai consulenti del lavoro e rispettivi familiari, che consente un risparmio immediato in Italia e all'estero, presso gli esercizi convenzionati, sia pubblici, sia privati, selezionati con priorità nei confronti dei clienti degli stessi Consulenti del Lavoro e da essi segnalati alla Fondazione. La condizione di essere clienti non è certamente vincolante, in quanto, abbiamo ritenuto di voler dare la possibilità di accesso anche agli altri esercizi ritenuti comodi o strategici o che, in ogni caso, intendono riservare alla categoria quel segnale di attenzione nei nostri confronti che ogni giorno conquistiamo con il nostro servizio professionale ed umano, alle imprese ed alla società. Ciascun consulente ha facoltà di segnalare alla Fondazione, attraverso i recapiti di seguiti specificati, i propri clienti del settore Commercio o servizi interessati alla stipula di una convenzione a titolo non oneroso che possa riservare alla Categoria, sconti o “corsie preferenziali” per i titolari di Cdl Card nell’acquisto di beni o servizi. L’iniziativa è stata promossa ed attuata dalla nostra Presidenza attraverso la Fondazione Studi Oreste Bertucci con il duplice obiettivo, sia di rafforzare il senso di appartenenza della Categoria all’Ordine, sia di aiutarci a fidelizzare i nostri clienti ed ha immediatamente riscosso ampio consenso da parte dei titolari e dei convenzionati. I settori merceologici nei quali la Card esercita i propri ambiti d’azione, sono già molteplici e con il contributo di tutti i nostri iscritti contiamo di poter coprire quanto prima tutti i settori di mercato nella comune esigenza di risparmio. Per maggiori informazioni puoi visitare il sito internet www.cdlcard.it nella pagina dedicata oppure inviare una mail all’indirizzo info@fondazioneorestebertucci.it.


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A cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro

Lavoro accessorio e compatibilità con la NASPI

L’

INPS con Messaggio del 4.2.2016 n°494 per diradare le incertezze rappresentate sia delle strutture territoriali sia che dai percettori precisa che ai sensi dell’art. 48, comma 2 del decreto legislativo n. 81/2015 le indennità di disoccupazione NASPI e le prestazioni integrative del salario sono interamente cumulabili con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale di tipo accessorio nel limite complessivo di euro 3.000 per anno civile, rivalutabile annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

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Superando il limite di cui sopra per anno civile, deve essere applicata la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione con la prestazione di disoccupazione. Tale circostanza è riferita alla disposizione contenuta al punto 9.2, 5° capoverso della circolare INPS n. 142 del 2015 in base alla quale “Il beneficiario dell’indennità NASPI è tenuto a comunicare all’INPS entro un mese rispettivamente dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di NASpI, il compenso derivante dalla predetta attività.” Nel caso di compensi da lavoro accessorio che rientrino nel limite per anno civile dei predetti 3.000 euro annui, il percettore della NASPI non è tenuto a comunicare all’INPS in via preventiva il compenso derivante dalla predetta attività. In caso contrario la comunicazione andrà resa, prima che il compenso determini il superamento del predetto limite dei 3.000 euro anche se derivante da più contratti di lavoro accessorio stipulati nel corso dell’anno a pena la decadenza dalla indennità NASpI Criticità della fruizione del congedo ad ore: nota di approfondimento dei Consulenti. Con nota di approfondimento del 29 ottobre la Fondazione dei consulenti esamina la fruizione del congedo parentale in modalità oraria alla luce delle novità introdotte dai decreti del Jobs Act. L’esame entra in genrale nell’analisi dei criteri di fruizione oraria, dei criteri di calcolo e indennizzo, della cumulabilità, della contribuzione figurativa, delle modalità di presentazione delle domande, dei flussi uniemens ed i conguagli. Ma un particolare aspetto di approfondimento della nota che potrebbe porre criticità nell’ambito del rapporto di lavoro tra dipendente e datore è riferito al c.d. tempo di preavviso, previsto in due giorni per il


La Guardia di Finanza sul Jobs Act

genitore che esercita il diritto di fruire del congedo parentale a ore. Come noto con il decreto delegato attuale è possibile fruire del congedo parentale a ore anche senza una specifica previsione contrattuale collettiva in base al nuovo comma 1 ter,aggiunto dal decreto delegato,all’art. 32 del Testo Unico, ovvero a partire dal 25 giugno 2015 ed in un primo momento fino al 31 dicembre 2015, aprendo tale possibilità per gli anni successivi con decreto legislativo n. 148/2015, art. 43 c.2. Tra le osservazioni di criticità,come detto, viene focalizzato, il minimo preavviso nell’informazione al datore di lavoro, il quale potrebbe avere anche una concreta difficoltà organizzativa ad individuare un eventuale sostituto da assumere a tempo determinato e a part time; laddove invece, la fruizione oraria fosse a “singhiozzo” la posizione datoriale potrebbe essere addirittura più complessa, dal momento che, in una tale ipotesi, l’assunzione in sostituzione non sarebbe neppure praticabile. La ratio di tale decisione normativa sicuramente si basa sulla tutela della posizione di svantaggio che connota il lavoratore dipendente e sul più generale e principio costituzionale posto a tutela e garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo, sia come lavoratore sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità ed in particolare nella famiglia. La giurisprudenza però ha portato però a ritenere legittimo il rifiuto della del godimento frazionato ove questo abbia portato un danno all’organizzazione aziendale, in specie nei pubblici servizi. Secondo lo studio il Legislatore avrebbe potuto mettere a disposizione del datore qualche strumento da utilizzare in circostanziate situazioni di oggettiva difficoltà per l’impresa connesse con la fruizione del congedo ad ore con un preavviso ridotto.

Il

Comando Generale della Guardia di Finanza con la Circolare n°353237 del 30 novembre 2015 ha diramato le direttive al proprio interno a valle dei decreti legislativi 149 e 151 che impattano anche sull’attività del Corpo in tema di lavoro, previdenza e ispezioni in tema di lavoro e sicurezza. Si ricorda che i due decreti ineriscono le misure di razionalizzazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e le disposizioni volte alla semplificazione delle procedure e gli adempimenti relativi al rapporto di lavoro. La Circolare conferma che fino alla completa attuazione, quindi solo con l’emanazione dei decreti attuativi, continueranno ad applicarsi le disposizioni in tema di coordinamento operativo contenute nei protocolli di intesa stipulati tra la Guardia di Finanza, l’INPS e l’INAIL. In attesa dell’emanazione dei decreti suddetti il coordinamento e le scambio di informazioni tra il Corpo e gli Organi periferici del Ministero del Lavoro continuerà ad essere assicurato dalle Commissioni Regionali e dai Cles ( i Comitati per il lavoro e l’emersione del sommerso) fino alla loro effettiva soppressione. La Circolare si sofferma inoltre sulle sanzioni per l’impiego di lavoratori in nero con la disamina del nuovo regime delle sanzioni introdotte dall’articolo 22 del DLgs 151/2015 e con riferimento alla istruzioni impartite dal Ministero del Lavoro con la Circolare n°26/2015. Il regime sanzionatorio, rivisitato dal citato Dlgs, irroga- con esclusione dei solo datori di lavoro domestico - dal 24 settembre 2015, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, le sanzioni seguenti,: 1) da euro 1.500,00 ad euro 9.000,00 per ciascun la-

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Schede Tematiche

A cura del Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro

voratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a trenta giorni di effettivo lavoro; 2) da euro 3.000,00 ad euro 18.000,00 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da trentuno e sino a sessanta giorni di effettivo lavoro; 3) da euro 6.000,00 ad euro 36.000,00 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre sessanta giorni di effettivo lavoro. Le sanzioni sono incrementate del 20% in caso di impiego di minori in età non lavorativa o di lavoratori stranieri senza regolare permesso di soggiorno. Le sanzioni non si applicano nel caso in cui siano stati assolti gli obblighi di carattere contributivo per il rapporto di lavoro anche ne caso di diverso diversa qualificazione. La certificazione ritenuta idonea per non qualificare il rapporto in nero ai fini della irrogazione della maxisanzione è quella in uso per l’assolvimento delle denunce ed obblighi contributivi. La nota di prassi della Finanza inoltre ricorda la reintroduzione dal 24 settembre 2015 u.s. della diffida obbligatoria. Se il lavoratore irregolare è ancora in organico presso il datore quest’ultimo può regolarizzare la violazione provvedendo, entro il termine 120 giorni dalla notifica del verbale unico di accertamento a: 1) regolarizzare il periodo irregolare con il versamento dei contributi dovuti per il periodo pregresso consegnando la lettera di assunzione, facendo la comunicazione al CPI, istituendo il LUL; 2) assumere a tempo indeterminato, anche part time, il lavoratore interessato mantenendolo, ov-

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vero assumendolo a tempo determinato full time con un contratto di durata non inferiore a tre mesi; 3) pagare la maxisanzione in misura pari al minimo edittale. Il mantenimento del rapporto di lavoro deve essere garantito almeno per 3 mesi ed in tale periodo si deve fornire garanzia del rapporto in essere con il pagamento delle retribuzioni, il versamento dei contributi agli enti di spettanza. Nel caso in cui il lavoratore avviato al lavoro senza la preventiva comunicazione al CPI non sia in organico all’accesso ovvero sia stato regolarmente assunto dopo un periodo di lavoro in nero, il datore regolarizza il periodo in questione entro 45 giorni dalla notifica del verbale provvedendo a: 1) pagare i contributi dovuti per il periodo di lavoro in nero e sanare gli adempimenti non posti in essere ; 2) pagare la maxisanzione nella misura minima prevista, Anche la Circolare della Finanza ricorda che nel caso di contestazione della maxisanzione non si applicano le sanzioni relative alla mancata comunicazione preventiva al Centro per l’impiego e alla mancata consegna al lavoratore contratto di assunzione, così come non si applica il cumulo con le violazioni in materia di tenuta del libro unico del lavoro. La Circolare inoltre passa in rassegna anche le nuove sanzioni per la mancata tenuta del LUL, della mancata consegna del prospetto paga e delle mancata erogazione degli assegni familiari


La circolare GDF sul Jobs Act

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Si ringrazia il Centro Studi del Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e con essi Michele Regina

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Cultura

Quando c’è il mare!

“Una cosa bella è una gioia per sempre”

JohnKeats

S

di Andrea Tommasini Redazione Cultura

alvatore Zeno, Napoli classe 1982. Cresce fra Vibo Marina, in Calabria, dove diventa marinaio e figlio del mare, ed Ercolano. Leggendo John Keats e Francis Scott Fitzgerald comincia a scrivere. Si diploma in studi nautici, studia le stelle col sogno di volare con le Frecce Tricolori un giorno. A Milano si laurea in Pubblicità allo IULM, si specializza in Sistemi Informativi alla Bocconi. Lavora nel mondo della comunicazione digitale dal 2006, cui associa il mestiere di attore e di scrittore.

Giuseppe Zeno - Cinzia Cordella © Giancarlo de Luca

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Caterina Milicchio - Š Giancarlo de Luca

Giuseppe Zeno - Cinzia Cordella Š Giancarlo de Luca

Grande consenso di pubblico per la presentazione del libro

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Cultura

Salvarore Zeno

Pino Daniele

Salvatore Zeno - gentilmente concessa dell’autore

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Mette in scena spettacoli sull’assurdo e sull’amore assieme a Francesco e Armando. All’interno del proprio sito raccoglie parte dei suoi lavori, fra poesia, racconti e immaginario. Ama cucinare per gli amici e passare ore a parlare con loro di cinema, libri e musica. Una persona complessa dall’animo infinito e profondo come il mare a cui dedica il suo romanzo. Il suo libro dal titolo “Chi tene ‘o mare” (vincitore della sesta edizione inediti del Premio Chiara) racconta l’anima di città e paesi, le voci, gli odori, e soprattutto i desideri e le speranze dei suoi abitanti. Sullo sfondo di Napoli e del sud Italia si muovono i personaggi di Chi tene ’o

mare, tornando da un racconto all’altro, colti in un frammento di quotidianità. Esistenze ai margini, vicende di malavita, piccoli drammi narrati con partecipazione, senza mai scadere nel compiacimento. Da una storia all’altra, insieme all’umanità varia dei personaggi, è l’ambiente stesso che diventa protagonista, con la sua atmosfera, con l’incessante respiro del mare. Lo stile di Salvatore Zeno è raffinato e misurato insieme: mimetico quando restituisce la vivacità dei dialoghi, acuto nei momenti più introspettivi. Così mi viene presentato na personalità straordinariamente poetica, tormentata ed intensa e contemporaneamente in-

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Cultura

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teressante e disarmante nella sua semplicità. Una coordinata e profonda alternanza di creatività e passione i tratti che emergono in questo breve incontro in cui siamo andati ad assistere alla sua presentazione del Libro a Napoli. Nell’evento che si svolgeva nella preziosa cornice di Piazza Dante a Napoli, presso il caffè Letterario “Il Tempo del Vino e delle Rose”, recitavano magistralmente parti del libro il noto Attore Giuseppe Zeno (fratello dell’autore) e l’attrice Cinzia Cordella. Presente all’evento anche l’attrice e presentatrice Caterina Milicchio. Il Locale era gremito e con esso tutto lo spazio antistante la piazza. Molto emozionante essere nel cuore di Napoli a pochi giorni dalla commemorazione di Pino Daniele e sentire Salvatore Zeno raccontare di come Pino ed il mare fossero custodi e compagni di viaggio di questo Libro. Magico il vedere e sentire con i sensi interiori l’Arte esprimersi e collegarsi sui piani delle frequenze sottili con il quotidiano di ogni attimo, dove solo sensibilità particolarmente sviluppate, come quella che ho rilevato nell’autore in questa circostanza, sanno regalare, esprimere o leggere i momenti dello scandirsi nel tempo nella verità.

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The World of il Consulente n. 70 del 2016 by Ordine Consulenti del Lavoro - Consiglio Provinciale di Roma - Issuu