fotoreportage urbano | a cura di | polifemo | www.polifemo.org ≈ Polifemo è
un’associazione di fotografi professionisti con base a Milano, che si propone di diffondere la cultura dell’immagine e della comunicazione visiva.
Il ramo di un albero intriso di petrolio, un fenomeno naturale e non raro in Val d’Agri, ha suscitato il primo interesse per l’estrazione dell’oro nero.
amaro lucano | fotografie e testo | michele lapini
Il petrolio porta ricchezza? Chiedetelo agli abitanti della Val d’agri.
C
hiedete a uno dei 3mila abitanti di Viggiano, Potenza, che cosa pensi del petrolio. Probabilmente resterà in silenzio, per far parlare l’odore che gli arriva in salotto dal vicino Centro di estrazione e raffinazione oli, oppure le frequenti scosse di terremoto, effetto dell’attività estrattiva, che fanno tremare i muri della cucina. Perché il Centro oli di Viggiano non è tra campagne desolate, ma tra i pochi al mondo a sorgere in un centro abitato, in un comune della Val d’Agri. Terra di petrolio sì, ma anche di prodotti “Dop” come il Canestrato di Moliterno (un tipo di pecorino) e i fagioli di Sarconi. Secondo l’Eni, di qui passano 80mila barili di greggio al giorno, il 6 per cento del fabbisogno energetico nazionale. Facendo della Basilicata, con le sue 22 “concessioni di coltivazione”, 16
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il più grande giacimento petrolifero d’Europa, oltre che la principale riserva del greggio italiano (l’80 per cento delle scorte è concentrato qui). L’oro nero scorre via veloce lasciando dietro di sé inquinamento e malattie cardio-respiratorie, ma non ricchezza. Qui due famiglie su dieci non hanno lavoro, la disoccupazione giovanile è del 42 per cento, il tasso di emigrazione incalcolabile. Eppure i Comuni e la Regione, coinvolti nell’estrazione, hanno ricevuto ingenti somme di denaro, derivanti dalle royalties sulla produzione di petrolio. Oltre 330 milioni di euro, negli ultimi tre anni. Un importo destinato ad aumentare, visto che le royalties (le più basse al mondo) sono passate dal 7 al 10 per cento. Peccato che fino a un anno fa, solo il 35 per cento dell’importo ricevuto dalle amministrazioni era stato utilizzato. In “premio”, ai cittadini lucani patentati, 100 euro da spendere in carburanti. L’ennesima beffa, dice qualcuno che prova a fare i calcoli. Da un lato i guadagni delle imprese petrolifere, dall’altro il tenore di vita delle persone.
Gli interessi petroliferi si stanno concentrando nella zona di Corleto Perticara, a 37 km da Viggiano, dove è in progetto la costruzione di un nuovo Centro oli (bloccato da un’inchiesta della magistratura). Intanto si procede con la creazione dei pozzi. In Val d’Agri, a Tramutola, qualcuno invita i turisti a visitare le fuoriuscite naturali di oro nero e a fermarsi alla pizzeria Petroldollaro.
Negli otto giorni di treno, senza soste, che separano Mosca da Vladivostok, c’è tempo per stare con se stessi, ma anche per fare nuove conoscenze.
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Francesca Leggeri, proprietaria de Il Querceto, un agriturismo biologico. Dopo un periodo di lavoro lontano dalla Basilicata, Francesca è tornata e ha ripreso l’attività di famiglia. Da poco ha dovuto accettare di far passare un oleodotto in uno dei suoi terreni.
Con l’estrazione di greggio e la sua raffinazione, sono aumentate nella zona le pompe di benzina. Accanto quella di Moliterno, protetta da Padre Pio. In basso, Viggiano. Nonostante il paese sia in collina, non è risparmiato dall’emissioni del centro.
Miko Somma è impegnato da anni nella difesa della regione Basilicata. Tra i protagonisti del Comitato lucano No oil, si presenterà alle prossime elezioni con la Comunità lucana, con un programma basato sulla gestione sostenibile del territorio, denunciando ambiguità e collusioni dell’attuale amministrazione.
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Michele Lapini Nato in Valdarno nel 1983, si avvicina alla fotografia a Firenze, nei primi anni di università, grazie a una macchina analogica e ai suoi coinquilini. Dopo la laurea in Cooperazione, sviluppo e diritti umani si trasferisce a Bologna, dove cerca di affiancare i suoi studi alla passione per la fotografia, strumento efficace per informare e creare coscienza. Ci riesce, dando voce a storie nascoste o scomode, che rischiano di perdersi nell’intreccio degli avvenimenti globali. Collabora con realtà sociali e culturali, con festival italiani e internazionali, e ha all’attivo diverse pubblicazioni su riviste e giornali italiani, spagnoli e inglesi.
La presenza del petrolio e di un “vicino” tanto ingombrante (vedi la foto panoramica: in basso il Centro oli, in alto Grumento Nova), ha spopolato i comuni della valle: i bar sono deserti, le case in vendita.
Di cartelli come questo, nell’area circostante il Centro oli e vicino ai pozzi, se ne vedono spesso. Ma l’augurio di “buona giornata” è sinonimo per gli abitanti di cattivi odori.
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