Joppolo Giancaxio ➜ Agrigento
9
Agrigento 9.8 9.7
Torcicuda
9.6
Piano Gatta
Montaperto
9.5
Serraflicchio
Fontanelle
9.4
9.3
Borsellino
Sant'Agata
9.2
Poio del Signore
Contrada Macalube
Contrada Manicalunga
Collina dei Vulcanelli
Vallone Macalube
9.1
Vallone Scorsone
8.8
Contrada Barruggeri
Joppolo Giancaxio
9
Da Joppolo Giancaxio ad Agrigento
1.000
AGRIGENTO
400
FIUME AKRAGAS
600
JOPPOLO GIANCAXIO
800
200
0m 0 km
5
10
13,2 km 427 m DISCESA 394 m DIFFICOLTÀ: media FONDO: 45 % Sterrato, 55 % Asfalto LUNGHEZZA:
DISLIVELLO: SALITA
Mezzi di trasporto Per Agrigento: Stazione Fs, tratta Palermo-Agrigento, fermata capolinea Agrigento, 12 corse al giorno, feriali e festivi, www.trenitalia.com. Bus Cuffaro, linea Palermo-Agrigento, da Palermo 7 corse lun-ven 5.30-18, 6 corse sab 8-18, 3 corse dom 8-15.30; da Agrigento 7 corse lun-ven 5.50-18.30, 6 corse sab 5.50-18.30, 3 corse dom 8.15-18.30.
Servizi Polo ospedaliero agrigentino, autobus Tua servizi, linea 4, dalla stazione centrale Fs. Punto accoglienza pellegrini Diocesi di
Agrigento:
15
20
25
30
Agrigento, associazione Ecclesia viva, presso Mudia, via Duomo 96, tel. 092249.00.40 / 327-75.49.152 / 0922-49.00.61, ecclesiaviva@gmail.com, consegna credenziali e Testimonium.
Dove dormire Casa del Pellegrino, via Duomo 129, tel. 320-75.04.719, ecclesiaviva@gmail. com, €, apertura annuale. B&B Le Casette di Lu, via Neve 12, tel. 0922-23.494 / 339-23.52.614, info@ lecasettedilu.it, €€, apertura annuale. Monastero di Santo Spirito, piazza Santo Spirito 5, tel. 328-73.70.299 / 0922-20.664, info@monasterosantospirito.com, €€, apertura annuale. Colleverde Park Hotel, via Panoramica dei Templi, tel. 0922-29.012 / 0922-29.555, mail@colleverdehotel.it, €€€, apertura annuale.
Agrigento:
L’ultima tappa comincia lasciando il piccolo centro di Joppolo e immergendoci nei campi, con la rocca della cattedrale agrigentina, meta del nostro pellegrinaggio siciliano, sempre visibile davanti a noi. Questi ultimi chilometri ci portano a tagliare le campagne attorno alla città e seguire il corso del fiume Akragas, che lambisce Agrigento da ovest. Superati gli ultimi boschi di eucalipto raggiungiamo la cattedrale, con il cuore pieno di emozione, e rivediamo il mare, il Mediterraneo dai mille colori e dalle mille storie.
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Joppolo Giancaxio ➜ Agrigento
Agrigento.
A febbraio la valle si colora di rosa per i mandorli in fiore.
Dalla chiesa di San Francesco di Paola riprendiamo il cammino e usciamo dal paese seguendo via Papa Giovanni. Le ultime case portano nella zona nuova di Joppolo, lungo via Porta Agrigento, che seguiamo per 200 m. Al bivio teniamo la cappella della Madonna del Perpetuo Soccorso a sinistra; la Magna Via segue la SP 18 per 400 m. Alla nuova biforcazione [9.1 - km 0,9] prendiamo a destra e ci incamminiamo lungo la discesa chiamata strata di li scecchi, la via dei muli, per 280 m e per 150 m di nuovo lungo la SP 18. Svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per la contrada Realturco e iniziamo la salita che ci porta sulla collina. Seguiamo il corso dell’asfaltata per 2,2 km, percorrendo la strada tra campi e terreni coltivati. Incontriamo il primo bivio [9.2 - km 3,6] alla fine di un campo d’ulivi e manteniamo la direzione della strada per altri 780 m. La via principale piega a sinistra, mentre noi continuiamo a destra lungo la stradina, che diventa più piccola e con meno asfalto e prosegue attraverso i campi, in discesa, per altri 600 m. All’incrocio a T [9.3 - km 5] prendiamo la strada a sinistra e la manteniamo per altri 600 m, fino a costeggiare il torrente Akragas, che teniamo alla nostra sinistra. Camminiamo in fondovalle per circa 1,5 km, fino all’impianto di depurazione delle acque di zona, e da lì raggiungiamo l’incrocio tra la statale e la provinciale. Andiamo dritto, superiamo l’incrocio facendo attenzione al passaggio dei mezzi e seguiamo la provinciale [9.4 - km 7,1], meno trafficata. La percorriamo per 2,5 km fino a una curva a destra e a una proprietà privata, superata la quale troviamo il sentiero [9.5 - km 9,6] che piega a sinistra e scende al torrente. Raggiungiamo il piccolo guado e, una volta dall’altra parte, giriamo subito a destra e imbocchiamo il sentierino, che si muove tra i confini dei terreni e il fianco della collina. Superiamo il campo alla nostra sinistra e per altri 400 m seguiamo il percorso su un terreno in 83
9
9
Joppolo Giancaxio ➜ Agrigento
Agrigento.
La cattedrale di San Gerlando, ferita dalla frana degli anni ’60.
falso piano, fino a giungere a uno sperone di roccia. Il sentiero passa tra le rocce (km 10,2) e procede rettilineo fino al bosco suburbano di eucalipti. Proseguiamo per 500 m, cominciando a salire per portarci a livello della strada provinciale, e fuoriusciamo dall’area boschiva in prossimità di uno degli accessi alla strada asfaltata. Possiamo evitare di camminare sul manto stradale utilizzando, in questi 100 m, lo spazio apposito tra il guardrail e le proprietà private, fino ad attraversare il passaggio a livello. Percorriamo altri 100 m di strada asfaltata e attraversiamo in prossimità di un carrozziere; svoltiamo a destra [9.6 - km 11,3] e seguiamo il fianco di una nuova area boschiva per 570 m. Continuiamo lungo i marciapiedi di via XXV Aprile per 390 m, ormai giunti nell’area urbana di Agrigento. All’altezza di una rivendita di frutta e verdura [9.7 - km 12,3], svoltiamo a destra in via Giardinello, ultimo tratto di sterrato prima della cattedrale. Seguiamo la via per 460 m, tra gli ultimi tratti di bosco e le prime case, e arriviamo a piazza Giardinello. Svoltiamo a destra [9.8 - km 12,8] per via Duomo e percorriamo gli ultimi 300 m costeggiando le mura antiche della città, gli edifici della Biblioteca lucchesiana e del Palazzo vescovile. Il nostro pellegrinaggio si conclude qui, davanti alle scale d’ingresso della cattedrale, salite le quali possiamo vedere, in lontananza, il mar Mediterraneo. 84
Joppolo Giancaxio ➜ Agrigento
Da vedere Agrigento Tra gli infiniti luoghi di interesse che la città di Agrigento ha da offrire, proponiamo di seguire il percorso che dalla rocca scende pian piano verso la parte bassa della città. Forniamo alcune indicazioni sintetiche, rimandando a una guida turistica per una trattazione più sistematica. Il nostro itinerario inizia con la cattedrale diocesana, simbolo della riconquista normanna, dedicata a san Gerlando e san Giacomo. All’interno della chiesa e del palazzo sono visitabili la torre campanaria e le sale dell’archivio e del museo diocesano istituito nel 1872. A pochi passi dalla chiesa madre agrigentina, lo Steri Chiaramontano, all’interno del palazzo vescovile, custodisce collezioni di opere d’arte di grande pregio. Sempre lungo l’asse di via Duomo troviamo la chiesa di Santa Maria dei Greci, simbolo della continuità sia con il culto grecoortodosso, sia con l’antichità greca, dato che l’edificio sorge sui resti ben evidenti del tempio di Atena, o di Zeus Atabirios. Continuando l’itinerario ci si sposta sul cardine cittadino, via Atenea, e si giunge alla chiesa di San Lorenzo, della prima metà del Seicento, con stucchi di grande valore artistico; frequenti le mostre e gli eventi al suo interno. Da qui, via Foderà e via Santo Spirito ci portano al Monastero di Santo Spirito , di costruzione chiaramontana, con gli stucchi del Serpotta; al suo interno, le monache si dedicano alla dimensione contemplativa e alla produzione dolciaria, famosa in tutta la città. Non può mancare una visita ai luoghi natii di Pirandello, così come al teatro all’interno del palazzo comunale.
Nota dell’autore Caro pellegrino e caro viandante, ho cercato di accompagnarti lungo questo viaggio, camminando con te, condividendo la fatica di ogni salita, le difficoltà di un percorso a volte aspro e le bellezze di una terra da scoprire. Sono orgoglioso e felice tu sia giunto alla meta, ma ti ricordo che non si giunge se non per ripartire. Buona strada e buon Cammino nella tua vita! Davide 85
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Agrigento e la Valle dei Templi La città di Agrigento vive di un binomio inscindibile tra la sua valle e il patrimonio che si conserva sulla cortina dei templi, di fatto uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo. Fondata da coloni greci provenienti da Gela e da Rodi nel 582 a.C., Agrigento fu una delle più importanti colonie greche della Sicilia. Protetta a nord dalla rupe Atenea e dal colle di Girgenti e a sud dalla collina dei Templi, la città si sviluppò in terrazzamenti regolari. Possiamo immaginare tre grandi zone: l’acropoli, con funzione sacra e difensiva, sulla rupe Atenea; la valle centrale con l’abitato e gli edifici pubblici; la collina dei Templi che ospita i santuari monumentali. I defunti venivano seppelliti nelle diverse necropoli fuori dalla città, mentre una poderosa cinta di mura, lunga 12 chilometri e con 9 porte, circondava l’abitato. Nel suo percorso politico, Akragas sperimentò la tirannide di Falaride e di Terone, famoso per la vittoria di Himera sui cartaginesi, e il governo democratico di Empedocle, il filosofo conosciuto per la sua concezione della natura. Sotto questo tipo di governo vennero costruiti i templi dorici, che possiamo ammirare seguendo un itinerario apposito. La passeggiata archeologica, tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’umanità dal 1997, comprende i sei templi più visitati: il tempio di Giunone, edificato nel V sec. e attribuito alla compagna di Giove; il tempio della Concordia , il più conservato grazie alla trasformazione in tempio cristiano nel VI sec. d.C; il tempio di Eracle, il più antico tra quelli rintracciati, dedicato all’eroe greco; il tempio di Zeus Olimpio, incompiuto fin dall’antichità e conosciuto come il più grande tempio dorico dell’Occidente; il tempio dei Dioscuri all’interno del santuario delle divinità della terra Demetra e Persefone; e il tempio di Efesto, il Vulcano dei romani, di dubbia attribuzione. Lungo il percorso all’interno dei 1.300 ettari del Parco è possibile visitare le molte necropoli, quella ellenistico-romana, la cosiddetta tomba di Terone e i santuari extraurbani, collocati attorno ai quartieri residenziali, di periodo greco e romano.
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