Hans Jürgen Press
traduzione di Claudia Valentini
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l commissario Kurzback era di pattuglia su via del Canale. Quando passò davanti all’ingresso del civico 49, si fermò un attimo a osservare un foglietto ingiallito appeso sopra ai campanelli. Era la pagina di un quaderno sulla quale svettava l’impronta nera di una mano. Kurzback scosse la testa con un sorriso: “Eh, sì! I giovani d’oggi sono davvero in gamba!” disse tra sé e sé. Immaginò che a lasciare quell’impronta fosse stata la banda che si faceva chiamare proprio la Mano Nera e che era conosciuta per i tanti furfanti a cui aveva dato la caccia e che era riuscita ad assicurare alla giustizia. In quel palazzo, infatti, settantadue gradini scricchiolanti più in alto, proprio sotto alla piccionaia, si trovava il “covo”, ovvero il luogo in cui si riunivano regolarmente i membri della Mano Nera dopo la scuola. Felix, il capo con la trombetta; Adele, la ragazza sveglia; Rollo, con il suo maglione a righe; Kiki C.S. e il suo inseparabile accompagnatore: lo scoiattolo. (A proposito: c. s. significa proprio: “con scoiattolo”.) Le avventure della Mano Nera avevano avuto inizio sei mesi prima, proprio nel covo. In questo libro scoprirai come hanno fatto quei ragazzi a diventare espertissimi detective.
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Osserva bene tutte le immagini e rispondi alle domande. Ogni volta che darai una risposta esatta, metti una X sul quadratino corrispondente. Alla fine conta tutte le X conquistate, vai a pagina 133 e scopri se anche tu puoi entrare di diritto nella banda della Mano Nera.
la casa dei
misteri
La casa dei misteri
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un segno inconfondibile
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membri della Mano Nera si trovavano nel covo già da un’ora ed erano tutti impegnati a fare i compiti in assoluto silenzio. Rollo mordicchiava la penna e guardava pensieroso oltre il vetro della finestra, che avrebbe avuto davvero bisogno di una bella lavata. Crack!, si sentì all’improvviso. Kiki C.S. aveva aperto una noce per il suo scoiattolo e aveva buttato il guscio in un barattolo vuoto. Rollo aggrottò la fronte: “Ma si scrive camice o camicie?” chiese sconsolato con un filo di voce. “Dipende se è una cosa lunga o corta!” rispose Adele, scoppiando a ridere. “Tipo… quella che porta quel ragazzino là fuori sul… Accidentaccio! Ma non è possibile!” Rollo corse a pulire il vetro con la mano. “Che cos’è che non è possibile?” chiese Felix. “Che qualcuno viva lassù”, rispose Rollo. “Quella casa è vuota da ben tre anni!” I membri della Mano Nera si raccolsero alla finestra. “Lo sanno tutti che quella villa è abitata al massimo da qualche ratto”, disse Kiki C.S. “Guardate anche voi: porte e finestre sono tutte sprangate.” “Fammi dare un’occhiata”, disse Adele, schiacciando il naso contro il vetro. “Mi sa tanto che Rollo ha ragione: in quella casa c’è davvero qualcuno”, confermò dopo un momento.
Quale elemento conferma che nella casa dei misteri c’è davvero qualcuno?
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Il tacco nel muro
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er i membri della Mano Nera era chiaro: nella casa dei misteri viveva qualcuno. Lo provava senza ombra di dubbio il fumo che usciva dal comignolo. I ragazzi, allora, continuarono a monitorare la situazione e rimasero in attesa. E dopo cinque giorni la loro pazienza venne premiata. Dalla finestra del covo Adele vide la figura di un uomo scavalcare il muro accanto all’attracco delle barche. La mattina dopo, prima di andare a scuola, i quattro amici si diedero appuntamento davanti al muro per ispezionarlo da vicino. “Ehi, lo vedete anche voi?” gridò all’improvviso Kiki C.S. “Io non vedo proprio niente”, gli rispose Felix. Allora Kiki C.S. si tolse lo scoiattolo dalla spalla e lo posò sul muro. In meno di un secondo quello salì su una pianta rampicante e andò a recuperare un oggetto stondato. “Ma questo è il tacco di una scarpa, ragazzi!” esclamò Rollo. “Statemi a sentire tutti!” ordinò allora Felix. “Cerchiamo un uomo a cui manca il tacco di una scarpa.” La Mano Nera si mise alla ricerca del sospettato già mentre si dirigeva a scuola. Anche Adele, che intanto faceva dondolare borsa e zaino, si guardava intorno. All’improvviso fu proprio lei a gridare: “Eccolo là, il nostro uomo!”. Appena si ritrovarono tutti nel covo, quel pomeriggio, la ragazza riferì agli altri membri del gruppo l’intuizione avuta al mattino. “Riusciremo a riconoscerlo dai pantaloni.”
Che tipo di pantaloni indossa l’uomo a cui manca un tacco?
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Il cunicolo
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membri della Mano Nera erano seduti nel covo, e ascoltavano Adele spiegare cosa aveva visto. “Benissimo. Adesso sappiamo che l’uomo senza tacco indossa un paio di pantaloni a scacchi”, riassunse Felix. “Ma ancora non sappiamo che faccia abbia”, osservò Rollo. “Se prova a rientrare in casa, magari lo becchiamo. Ognuno di noi tenga d’occhio una porta.” “E le finestre?” chiese Adele. “Anche quelle, certo”, rispose Felix. Tre minuti dopo erano tutti in posizione. Felix aveva il compito di sorvegliare l’ingresso principale; Rollo il lato che dava sull’acqua; Adele si era appostata accanto all’ingresso del giardino e teneva d’occhio la stradina laterale attraverso due finestrelle ritagliate nella pagina di un giornale; Kiki C.S. si era camuffato da nano da giardino e se ne stava immobile come una statua di gesso in mezzo all’ortica, che gli arrivava fino alle ginocchia. Neanche un topolino sarebbe riuscito a infilarsi in quella casa dall’ingresso sul retro senza che lui lo vedesse. Due ore più tardi non si era ancora mosso nulla. “Non c’è niente di più noioso per un detective che fare degli appostamenti del genere”, disse Rollo con un grande sbadiglio. “Ma per tutte le nocciole!” esclamò all’improvviso Kiki C.S. “Secondo me quel tizio è stato in casa per tutto questo tempo. Guardate che entrata segreta c’è lì. E come è stata nascosta bene!”
Dove si trova l’entrata nascosta?
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Il telefono senza fili
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iki C.S. aveva appena intravisto il volto dell’uomo quando la botola del passaggio segreto si richiuse di colpo. Tenendosi bassi a terra, tutti i membri della Mano Nera raggiunsero la botola sotto all’aiuola dei tulipani. Rollo annusò uno dei fiori. “Ma è finto!” disse. “Solleva il coperchio della botola”, gli suggerì allora Adele. “E io mi calo dentro. Vediamo un po’ dove porta questo cunicolo.” “E se ti succede qualcosa?” chiese Kiki C.S. Adele sollevò lo zaino. “Per i casi di emergenza, mi porto sempre dietro Isolde Tredici.” Isolde Tredici era il migliore dei piccioni viaggiatori a disposizione della banda. Un attimo dopo Adele era già scomparsa nel passaggio segreto. Avanzò con grande cautela, finché arrivò a una specie di porticina che si apriva su una stanza buia. Si guardò intorno piuttosto incuriosita, ma non fece in tempo a notare nulla di strano, perché all’improvviso sentì un rumore. Velocissima, allora, scrisse su un foglietto: “Sono all’interno della casa, nascosta in una cassapanca. Saluti, Adele”. Dopodiché spinse Isolde Tredici su per il camino insieme al suo messaggio. “Chissà dov’è andata a cacciarsi Adele?” disse dopo un po’ Felix, controllando l’orologio. “È là sotto da undici minuti. Speriamo non le sia successo niente.” “Andiamo, dai!” disse allora Rollo. “Corriamo su a vedere se ci ha mandato qualche messaggio.” E poco dopo i ragazzi si ritrovarono nella piccionaia. “Guardate, Isolde Tredici è già tornata”, disse Felix.
Come ha fatto Felix a riconoscere Isolde Tredici?
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Lo studio del signor X
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uando Felix ebbe finito di leggere il messaggio di Adele, Rollo fece subito per ripulire Isolde Tredici dalla fuliggine che l’aveva sporcata durante il volo attraverso il comignolo, facendola diventare tutta nera. Ma Felix lo trattenne. “Lascia stare, si pulisce da sola!” “Ha ragione”, disse Kiki C.S. “Anche il mio scoiattolo si lava sempre da solo.” “Ma che cosa starà facendo adesso Adele?” si chiese Rollo. La loro amica si trovava ancora all’interno della casa dei misteri. Con grande cautela, sollevò il coperchio della cassapanca in cui si era nascosta e si guardò intorno. Regnava il silenzio più assoluto. “La porta!” pensò all’improvviso la ragazza, fissando il buco della serratura da cui filtrava un debole chiarore. Un attimo dopo era con l’occhio premuto contro il foro della chiave. E le si mozzò il respiro. A pochi passi da lei sedeva lo sconosciuto. Adele vide che era chinato sopra a un tavolo, intento a osservare con la massima concentrazione quello che aveva davanti. Pochi minuti più tardi la porta del covo si spalancò e i ragazzi della Mano Nera balzarono in piedi festanti di gioia. “Oh, grazie a Dio! Sei viva, Adele!” esclamarono tutti. “Sì, sto benissimo ragazzi. E ora so anche di che cosa si occupa il nostro signor X.”
Di che cosa si occupa il signor X?
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i maestri dell’indagine I
l reporter Knall lavorò con estrema rapidità. Già il giorno dopo uscì sul Corriere del Pomeriggio con un enorme servizio speciale. C’era persino una foto del tavolo allo Zoocaffè (purtroppo senza lo scoiattolo, perché al momento dello scatto si stava scatenando nell’area delle scimmie). I ragazzi della Mano Nera lessero l’articolo in silenzio. A un tratto Felix scoppiò a ridere per lo stupore. Poi lesse ad alta voce: “Il Corriere del Pomeriggio si congratula con i detective della Mano Nera, veri maestri dell’indagine!”.
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È arrivato il momento di contare le risposte esatte e scoprire se anche tu, come i quattro amici della Mano Nera, hai fiuto per le indagini! Il numero delle tue risposte esatte:
Da 1 a 20 risposte esatte Non preoccuparti, ti serve solo un po’ di pratica. Nessuno è nato detective.
Da 21 a 40 risposte esatte Hai un notevole colpo d’occhio. Facendo un po’ di attenzione, a casa, a scuola e per strada, puoi allenarlo ancora.
Da 41 a 60 risposte esatte Hai proprio la stoffa dei veri maestri dell’indagine e potresti tranquillamente affiancare Sherlock Holmes. Ma ricordati: persino lui ha continuato a studiare per tutta la vita. Perciò i compiti in classe non vanno mai presi sottogamba.
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indice 5
la casa dei
misteri
29
Il tesoro nel lago dei
castori 53
la galleria dei
trafficanti 91
furti allo
zoo