Veronica Truttero
I RACCONTI di OMBRAVERDE IL GRANDE SPETTACOLO DELLE LUCI
Ai margini della città si trova un prato. Verso la fine dell’estate i fiori lasciano il posto agli ultimi frutti e la terra è calda e polverosa. Vicino al prato c’è uno stagno e vicino allo stagno un piccolo bosco dove cantano le cicale. Ai piedi dei grandi alberi, accanto allo specchio d’acqua, l’aria è sempre fresca, le piante giovani e tenere. Gli animali che abitano qui chiamano questa valle Ombraverde. 7
Quando scende la sera, al coro delle cicale si aggiungono il trillo dei grilli e il vociare allegro delle rane.
Non c’è mai silenzio: rane, rospi, lucertole e topolini amano trovarsi a notte fonda a osservare le stelle, sorseggiando succo di pesca e frullato di fragola.
Così è sempre stata la vita a Ombraverde, e così i suoi abitanti si aspettano che rimarrà, ma un evento imprevisto sta per accadere.
GLI ULTIMI GIORNI D’ESTATE “Un ranocchio come te non dovrebbe stare da queste parti!” La voce gracchiante arriva da un ramo, proprio sopra la testa di Ranuncolo. È Lustra, la gazza. Il grande uccello ha un becco nero e lungo e gli occhi furbi da predatore. “Ho visto altre rane come te!” continua Lustra. “Stanno dentro le case degli uomini, non dovresti vivere nel prato.” “Qui sto bene”, risponde Ranuncolo, stando attento a non uscire dai cespugli dove si è nascosto. La gazza è un animale pericoloso, gliel’ha detto Giunco, il suo amico tartaruga. “Quando arriverà il gelido inverno, cambierai idea. Conosco la strada per le case degli uomini. Se vorrai andarci, vieni a cercarmi. Addio!” Lustra vola via, scomparendo tra gli alberi. 13
Ranuncolo esce dal suo nascondiglio e salta verso lo stagno. L’aria è ancora calda e le cicale cantano dalle cime. Sono gli ultimi giorni d’estate! Ranuncolo è arrivato a Ombraverde in primavera, i ricordi di quando viveva nella scatola di vetro con gli uomini si fanno sempre più lontani. Il gelido inverno che ha nominato la gazza, però, non sa proprio cosa sia. Sarà meglio andarlo a chiedere a Giunco, pensa. Quando arriva al cespuglio dove abita la tartaruga, la trova seduta all’ombra che sorseggia del succo di sambuco in compagnia del rospo Basilio. 14
“Ranuncolo, vieni ad assaggiare!” lo invita Basilio. “Abbiamo tenuto la bottiglia sul fondo dello stagno, dove l’acqua è più profonda e fresca. Un sorso di questo succo e ti sentirai come nel pieno dell’inverno!” Il rospo sorride a Ranuncolo offrendogli un bicchiere che il ranocchio beve con lentezza. Sente il succo freddo scorrergli giù per la gola fino allo stomaco
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