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ESTRATTO_CAMMINI DI FRANCESCO

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Cammini di Francesco L’ATLANTE COMPLETO CON TUTTI GLI ITINERARI


Gemona

Venezia

Vézelay (Francia)

Dovadola Rimini Firenze

Sasso Simone Fossombrone Ancona Numana Loreto

La Verna Cortona

Grotta dell’Angelo

Assisi

Ascoli Piceno Poggio Bustone Terni

Fonteavignone

Roma Siponto

Laconi 100 km

Cagliari

Cefalù

San Cataldo Caltanissetta

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Indice Il cavaliere che si fece pellegrino PAG. 9

I luoghi di Francesco PAG. 17

Tante biografie per un santo fuori da ogni schema PAG. 24

Un santo “nuovo” per un’iconografia da inventare

Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna

PAG. 35

11 TAPPE 80 KM PAG. 174

5/6 TAPPE 110/126 KM PAG. 78

Le Vie di Francesco in Valtiberina e da Anghiari a Cortona 4 ITINERARI PAG. 88

La Via Lauretana 7 TAPPE 150 KM PAG. 182

Il Cammino dei Cappuccini 17 TAPPE 370 KM PAG. 192

Di qui passò Francesco 18 TAPPE 365 KM PAG. 98

Con le ali ai piedi

Il Cammino di Sant’Antonio 32 TAPPE 670 KM PAG. 202

25 TAPPE 530 KM PAG. 108

PAG. 29

Francesco e i suoi frati

Il Cammino dei Francescani

Il Cammino di Assisi da Dovadola ad Assisi

Il Cammino dei Protomartiri Francescani

13 TAPPE 290 KM PAG. 118

6 TAPPE 110 KM PAG. 212

La Via di Francesco in Toscana da Firenze a La Verna

Il Cammino Francescano in Sardegna

2 ITINERARI PAG. 128

8 TAPPE 120 KM PAG. 222

La Via di Francesco per Gerusalemme

La Via dei Frati

Prepararsi al Cammino PAG. 41

Cammino di Francesco: tanti passi, un’unica visione PAG. 46

La Via di Francesco da La Verna ad Assisi 10 TAPPE 190 KM PAG. 48

La Via di Francesco da Roma ad Assisi 14 TAPPE 250 KM PAG. 58

Il Cammino Francescano della Marca 8 TAPPE 170 KM PAG. 68

8 TAPPE 170 KM PAG. 232

8 TAPPE 170 KM PAG. 136

Lo Chemin d’Assise

Il Cammino Francescano nella Marca di Ancona

72 TAPPE 1.500 KM PAG. 144

9 TAPPE 30 KM PAG. 240

Il Cammino degli Angeli da Roma ad Assisi

L’Ultimo Cammino di Francesco

10 TAPPE 185 KM PAG. 154

1/2 TAPPE 35 KM PAG. 248

La Via Amerina – Cammino della Luce 10 TAPPE 200 KM PAG. 164

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CENTRO

250 KM

14 TAPPE

La Via di Francesco da Roma ad Assisi Verso Assisi partendo da Roma: un lungo viaggio attraverso alcune delle zone più suggestive dell’Italia centrale, riscoprendo molte vicende chiave del francescanesimo Il lungo percorso della Via di Francesco, suddiviso in due segmenti che convergono alla tomba del Santo nella basilica di Assisi, ha come punto di partenza del suo ramo meridionale un altro grande faro della cristianità: la basilica di San Pietro in Vaticano, a Roma. Si inizia a camminare, in altri termini, proprio da quella che per la maggior parte dei pellegrini costituisce invece la meta, la tappa conclusiva del loro viaggio. Un modo, anche questo, di ripercorrere le orme e di ritrovare lo spirito di Francesco, che nel corso della sua vita si recò numerose volte nella capitale, conservando però sempre il desiderio di ritornare alle atmosfere quiete e incontaminate della sua Assisi. L’inizio del cammino, quindi, si svolge inevitabilmente in aree urbane, con una prima tappa che dal colonnato del Bernini arriva al quartiere storico di Montesacro: poco più di 15 chilometri che riescono

in buona parte a evitare il traffico e il caos della metropoli conducendo attraverso parchi, lungofiumi, aree verdi e incontrando numerosi punti ricchi di interesse, da Castel Sant’Angelo a Ponte Milvio, fino alla moschea di Roma, la più grande di tutta Europa. È solo a metà della seconda giornata che ci si lascia alle spalle la città e ci si incomincia a inoltrare nella Riserva naturale della Marcigliana, affrontando anche le prime delle molte salite che costellano questo affascinante ma impegnativo tracciato, per arrivare a Monterotondo, al cui ingresso si trova un convento dei cappuccini circondato da un bellissimo giardino. Il percorso continua, seguendo le antiche vie consolari romane, e si immerge sempre più negli ambienti naturali della Sabina, tra campi e frutteti, attraversando suggestive oasi naturalistiche come quella della Riserva naturale della Macchia di Gattaceca. Una tappa lunga e

Come arrivare, come ritornare I collegamenti con Roma, punto d’inizio dell’itinerario, sono innumerevoli via treno, autobus e aereo. Anche per il ritorno da Assisi sono disponibili vari collegamenti con tutta Italia, sia ferroviari che a mezzo autobus.

REGIONI ATTRAVERSATE Lazio, Umbria MONTEROTONDO 140 m ROMA 20 m

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POGGIO SAN LORENZO 493 m

POGGIO BUSTONE 756 m

CESELLI 270 m

ASSISI 424 m

PER CHI È Amanti delle lunghe distanze DISLIVELLO Salita + 8.676 m Discesa - 8.339 m


Direttrice Salaria

Arrivo

Direttrice Tiberina

Assisi

14 Foligno Lago di Bolsena

13 Trevi

12 11

Poreta

Spoleto

10 Ceselli

Terni

9

8

Arrone Piediluco

7 Configni

Collevecchio

Poggio Bustone

Santuario di Greccio

6 Rieti

Lago di Bracciano

Poggio Mirteto

5

Abbazia di Farfa Fara in Sabina

Poggio San Lorenzo

Partenza

3 Monterotondo

Roma

1

Ponticelli Sabino

4

2 Montesacro

intensa, che termina nel paese di Ponticelli Sabino, su cui è possibile innestare una spettacolare – seppure impegnativa – variante: quella che, aggiungendo 26 chilometri e oltre mille metri di dislivello al percorso, permette di andare alla scoperta di una delle abbazie benedettine più importanti d’Italia: quella di Farfa, autentico gioiello di arte rinascimentale, i cui possedimenti, nel suo momento di massimo splendore, comprendevano gran parte dell’Italia centrale. Questa

variante – che aggiunge almeno una giornata di cammino al percorso e che permette anche di attraversare piccoli e caratteristici borghi medievali come Fara in Sabina e Toffia – si reinnesta sulla Via principale nei pressi di Poggio Moiano, a metà della tappa successiva che da Ponticelli Sabino conduce a Poggio San Lorenzo. A farla da padroni, in questo tratto, sono i grandi uliveti, che si alternano a boschi, a campi coltivati e a numerose piccole località che offrono accoglienza pellegrina, rendendo così possibile spezzare la tappa. Da qui, le memorie francescane si fanno sempre più presenti: la quinta tappa, da Poggio San Lorenzo a Rieti, segna infatti l’ingresso nella Valle Santa di Rieti, un luogo profondamente amato da san Francesco, che nei suoi boschi poté trovare rifugio dalle vanità 59


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La Via di Francesco da Roma ad Assisi

← La cascata delle Marmore, creata dai romani nel 271 a.C., nei secoli subì varie modifiche fino ad arrivare all’aspetto attuale con i famosi “tre salti”. → L’abbazia benedettina di Farfa è una delle più famose d’Italia. Deve il suo nome all’omonimo fiume che scorre a poca distanza.

Corrente alternata. Con i suoi 165 metri, la cascata delle Marmore è una delle più alte d’Europa. Si tratta di un’opera artificiale, le cui origini risalgono al III secolo a.C. Il flusso non è permanente: l’acqua è regolata dall’apertura di paratie e i momenti di rilascio seguono orari prestabiliti, comunicati sul sito ufficiale cascatadellemarmore.info.

del mondo e vivere accanto alle comunità che per prime seguirono il suo messaggio. Rieti stessa, con le sue chiese antiche e i suoi palazzi nobiliari, conserva il ricordo di vari passaggi di Francesco, sia per predicare che per incontrare il papa nelle numerose occasioni in cui la città ospitò la corte pontificia. Le impegnative salite proseguono nella tappa successiva, che porta da Rieti fino a Poggio Bustone; a interrompere la fatica ci sono però luoghi ricchi di bellezza e di pace: come – a poco più di 5 chilometri dalla partenza – il santuario francescano di Santa Maria della Foresta, dove Francesco soggiornò con i suoi compagni nel 1225 e dove, secondo la tradizione, iniziò a comporre il Cantico di frate sole: un perfetto esempio di quegli ambienti semplici

e umili, nascosti nel verde, che il Santo prediligeva per cercare la pace e fuggire dalla “pompa del mondo”. Proseguendo per altri 5 chilometri sul percorso si incontra un’altra perla della giornata: il borgo medievale di Cantalice posto su una collina a 660 metri di quota e sviluppato in altezza lungo un ripido sperone roccioso tagliato da una lunghissima scalinata. Giornata che si conclude nel centro di Poggio Bustone, scenograficamente affacciato sulla valle, esplorando il suo centro storico medievale (inclusa l’antica porta ad arco dove, secondo la tradizione, Francesco rivolse alla popolazione locale il celebre saluto “Buon giorno, buona gente!”) e raggiungendo con una breve passeggiata il santuario dedicato a san Giacomo Maggiore, altro importante luogo francescano

ll clima delle zone attraversate dall’itinerario è temperato, ed è quindi possibile percorrere la Via in ogni periodo dell’anno, facendo ovviamente attenzione a eventuali situazioni atmosferiche eccezionali. Le stagioni più piacevoli sono in ogni caso la tarda primavera (da aprile a giugno) e l’inizio autunno (settembre-ottobre), tenendo conto in quest’ultimo caso che le giornate tendono ad accorciarsi.

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che invita alla quiete e alla meditazione; vale la pena di un piccolo sforzo supplementare per affrontare la ripida salita che porta al santuario superiore o Grotta della Rivelazione, dove san Francesco era solito raccogliersi in preghiera e dove ebbe la visione che gli confermò il perdono per i suoi peccati di gioventù. La tappa successiva, da Poggio Bustone a Piediluco, segna anche l’ingresso in Umbria; qui, al termine di un’impegnativa salita, si gode di uno degli incontri più emozionanti dell’intero percorso: quello con il “faggio di San Francesco”, una maestosa pianta che sorge nei pressi della frazione di Cepparo. La tradizione vuole che, durante un forte temporale, il faggio piegasse miracolosamente i suoi rami per proteggere il Santo che si trovava a passare di lì; quel 62

che è certo è che la straordinaria conformazione dell’albero, vero e proprio monumento vegetale, deriva da una rarissima mutazione nota a oggi solo in altri due esemplari in tutto il pianeta, in Inghilterra e in Nord America. La giornata si conclude poi con le rilassanti atmosfere del lago di Piediluco, dove un santuario ricorda la visita di san Francesco e ne custodisce alcune reliquie. Il mattino successivo è impossibile non ricordare i versi del Cantico delle creature dedicati a “sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”. È proprio l’acqua, infatti, il filo conduttore della tappa che dalle rive del lago di Piediluco conduce fino ad Arrone, seguendo le sponde del fiume Velino, raggiungendo la spettacolare cascata delle Marmore e scendendo poi su un ripido percorso (in questo

↑ Veduta della Via di Francesco verso Spello. ↗ La Basilica di San Pietro in Vaticano. ↘ Il tipico segnavia giallo-blu con il Tau giallo.


La Via di Francesco da Roma ad Assisi La casa di Lucio. Poggio Bustone è salita agli onori della cronaca anche in anni molto recenti per aver dato i natali al celebre cantautore Lucio Battisti, a cui è stato dedicato un monumento e un piccolo museo che racchiude cimeli appartenuti all’artista: lettere autografe, fotografie inedite, chitarre, targhe e numerosi oggetti personali

San Francesco a Roma

UNA CIAMBELLA SPECIALE La cittadina di Monterotondo, nella Bassa Sabina, oltre a trovarsi nella zona di produzione dell’olio extravergine di oliva Sabina Dop è famosa anche per la “ciammella a zampa” (sottinteso “di bove”), così chiamata perché la forma data all’impasto ricorda lo zoccolo dei bovini. È nota anche come “Ciambella di Sant’Antonio” perché tradizionalmente consumata il 17 gennaio, giorno della festa di Sant’Antonio abate, protettore degli animali, ma oggi viene prodotta tutto l’anno. Si tratta di un tipico tarallo da forno salato a base di acqua, farina, olio e semi di anice, con l’aggiunta o meno di uova secondo le diverse versioni.

Innovativo e anticonformista, ma anche determinato a restare all’interno della Chiesa cattolica: i numerosi viaggi del Santo a Roma rispecchiano questa visione. Nel primo, datato 1205, Francesco giunge in città come pellegrino e, in segno di protesta per l’avarizia di alcuni ricchi, dona tutto il suo denaro, si veste da mendicante e inizia a chiedere l’elemosina. Più istituzionale è invece il viaggio del 1209, quando si reca da papa Innocenzo III per ottenere l’approvazione del suo Ordine. Nell’incontro successivo (1212) Francesco informa il papa dell’arrivo di Chiara e dei progetti missionari, e poi in quello del 1215 il nuovo Ordine viene presentato ufficialmente. Nel 1220 Francesco viene ricevuto dal nuovo papa Onorio III, che concede all’Ordine come protettore il cardinale Ugolino. È infine del 1223 l’ultimo viaggio a Roma, quando viene approvata dal papa la “Regola bollata”, testo fondamentale dell’Ordine che ne sintetizza gli ideali nell’osservanza del Vangelo attraverso i tre pilastri dell’Obbedienza, della Castità e della Povertà.

Il percorso è interamente segnalato in entrambi i sensi di marcia, con classici segnavia bianco-rossi del Cai (le paline riportano anche il Tau giallo), a cui in vari tratti si aggiungono anche specifici segnavia giallo-blu con il Tau giallo.

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CREDENZIALE La credenziale va richiesta almeno 3 settimane prima della partenza per consentire l’invio tramite servizio postale, compilando l’apposito form online presente sul sito www.viadifrancesco.it. Il servizio è gratuito, ma è comunque gradita un’offerta libera per coprire le spese di spedizione e sostenere i costi del servizio. Per ricevere il “Testimonium” è necessario rivolgersi alla “Statio Peregrinorum” presso il Sacro Convento di Assisi e aver percorso almeno gli ultimi 100 chilometri a piedi.

caso i bastoncini possono essere di grande aiuto) fino alle rive del fiume Nera e al paese di Arrone, antico insediamento dove si trovano una collegiata cinquecentesca dedicata a Santa Maria Assunta e l’ex convento di San Francesco, risalente alle prime fasi degli insediamenti francescani intorno alla metà del XIII secolo. Ma la rete di percorsi e di riferimenti alla vita e alle opere di san Francesco è straordinariamente ricca e articolata, e un solo tragitto lineare non può essere sufficiente per tutte le suggestioni e le memorie a disposizione del pellegrino: così, in aggiunta all’itinerario principale che da Rieti porta ad Arrone passando per Poggio Bustone e Piediluco, è stata anche tracciata una variante per Greccio. Il suo tracciato si sposta a ovest e conduce nella prima giornata, con un impegnativo saliscendi, da Rieti al santuario di 64

Greccio, incontrando sul cammino anche il santuario di Fonte Colombo, dove prese forma la Regola dell’Ordine francescano. L’arrivo al santuario di Greccio è decisamente spettacolare: la costruzione, distante circa 3 chilometri dal centro del borgo, appare aggrappata alle pendici del monte Lacerone, quasi fosse inglobata nella roccia; è qui che Francesco diede inizio alla tradizione del presepe (sotto l’altare è conservata la pietra sulla quale fu posta la culla della prima rappresentazione), a cui in paese è dedicato un intero museo. Da qui è possibile arrivare a Poggio Bustone lungo il percorso del Cammino della Valle Santa Reatina: un itinerario ad anello che parte e arriva a Rieti e che collega i quattro santuari di Fonte Colombo, Greccio, Poggio Bustone e La Foresta. La seconda tappa della variante ha inizio con una

↑ Il Bosco sacro di Monteluco. ↗ Spoleto, il ponte delle Torri e la rocca Albornoziana viste dal Cammino.


La Via di Francesco da Roma ad Assisi

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ripida salita, seguita poi da un lungo saliscendi tra ampi altopiani montani per arrivare infine a Terni. Da qui, il giorno successivo – una volta superati i paesaggi urbani della città – ci si inoltra nella natura per raggiungere il belvedere di Pennarossa, che offre una vista panoramica sulla cascata delle Marmore. Poco oltre, il sentiero si ricongiunge con il percorso principale proveniente da Piediluco, per concludersi nel centro di Arrone. Si arriva così alla nona tappa: una passeggiata rilassante e priva di dislivelli di 15 chilometri, che si snoda lungo la valle del fiume Nera fino al piccolo borgo di Ceselli. Un intervallo defatigante che serve per affrontare al meglio la giornata successiva, una delle più impegnative dell’intero Cammino, che conduce a Spoleto superando un dislivello di oltre 1.100 metri; un percorso selvaggio (meglio fare scorta di acqua e di viveri) che attraversa il Bosco sacro di Monteluco dove si trovano l’eremo e il convento in cui soggiornarono anche sant’Antonio di Padova e san Bernardino da

Siena, e in cui sono ancora visibili le umilissime cellette dei frati. Una ripida discesa conduce infine nella bellissima città di Spoleto, a cui si accede attraverso il medievale ponte delle Torri; qui, all’interno della splendida cattedrale, è conservata una delle rarissime lettere autografe di san Francesco ai suoi confratelli. Ormai solo quattro tappe separano dalla meta finale di Assisi, tutte ambientate all’interno di uno scenario di colline ricoperte di olivi. Da Spoleto si raggiunge dapprima la minuscola località di Poreta, dominata da un castello del

↓ Le rovine della Rocca di Piediluco, ora un castello abbandonato, sulla collina dell’abitato omonimo.

Lazio: dove la Via diventa rete Il tratto laziale della Via di Francesco da Roma ad Assisi ricalca la Direttrice Salaria, un itinerario che da Roma a Rieti si sovrappone sulla Via Salaria, una secolare via commerciale che collegava il litorale marchigiano a quello tirrenico. A Rieti, l’antica Via Salaria proseguiva verso est, attraversando Cittaducale e Antrodoco, per poi dirigersi verso le Marche, mentre la Direttrice Salaria si sviluppa tra Piediluco, Greccio, Poggio Bustone e Rieti, passando dunque per numerosi luoghi francescani, e poi prosegue a ritroso lungo la Via di Francesco fino a Roma. Chi preferisce il paesaggio fluviale, 66

può invece seguire la Direttrice Tiberina, che dalla zona dei quattro santuari prosegue per Collevecchio attraversando la Sabina lungo la riva sinistra del Tevere. Si passa nei territori un tempo amministrati dal cardinale e vescovo Giovanni di San Paolo, che si fece portavoce presso il papa del progetto di Francesco. I due itinerari sono fruibili grazie al lavoro dei volontari della Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio, che curano la segnaletica e che hanno sviluppato una rete di strutture di accoglienza, come si può vedere dal sito ufficiale www.viadifrancescolazio.it.


La Via di Francesco da Roma ad Assisi

XII secolo, proseguendo poi il giorno successivo alla volta di Trevi; lungo il percorso ci si può prendere una pausa presso un altro luogo-simbolo della Via: l’eremo francescano di Campello, edificato intorno all’anno Mille e visitato da san Francesco, oggi dimora di una piccola comunità di eremite laiche che, fedeli agli insegnamenti francescani, vivono qui senza acqua corrente né riscaldamento. La tappa si conclude a Trevi, con la vista sullo splendido paesaggio rurale della valle Spoletana, e il Cammino riprende il giorno successivo – ormai su un percorso di fondovalle in cui la presenza del traffico e della modernità si fa sempre più marcata – alla volta di Foligno; una città fortemente intrisa di memorie francescane, in particolare per il celebre episodio che, nel 1205, vide Francesco vendere le stoffe del padre per ricavare il denaro

necessario a restaurare la chiesetta di San Damiano. Si arriva così all’ultimo giorno di viaggio, durante il quale si attraversa l’affascinante cittadina di Spello, si sale sulle pendici del monte Subasio per giungere finalmente ad Assisi, davanti alla facciata della basilica di San Francesco: dove scendere fino alla tomba del Santo, nella Basilica inferiore, raccogliersi in meditazione e rivivere con inevitabile commozione le profonde emozioni e le insostituibili esperienze di questo lungo Cammino. Senza mancare di regalarsi poi, con tutta calma, una visita alla città del Santo, ai luoghi che ne raccontano la vita e alle bellezze artistiche, storiche e architettoniche che rendono indimenticabile questa città.

↑ Vista panoramica del borgo lacustre di Piediluco.

PER APPROFONDIRE: La Via di Francesco di Gianluigi Bettin e Paolo Giulietti, Terre di mezzo Editore.

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