CÉLINE PERSON
Buonanotte pecorelle illustrazioni di
LORENZO SANGIÒ
Traduzione di Gioia Sartori
Una sera in cui Louis non riusciva a prendere sonno, nella sua stanza entrò una pecorella. Poi ne arrivò un’altra, e un’altra ancora. “Puoi provare a contarci”, disse la prima. “Di solito è così che si fa per cercare di addormentarsi”, spiegò la seconda. Louis era un bambino molto educato e non voleva certo rischiare di offenderle.
“Non prendetevela”, disse, “ma io non credo che funzioni davvero questa storia delle pecorelle. Posso fare un tentativo però”.
Nel frattempo alle prime pecore se ne erano aggiunte altre e ormai ce n’erano così tante che la cameretta sembrava un ovile. “Cercate di non muovervi troppo”, disse gentilmente Louis. Le pecorelle si sforzarono di restare ferme e Louis cominciò: “Una, due, tre…”.
“Proprio come pensavo”, concluse Louis, una volta finito di contare. “Non funziona, non ho per niente sonno, ma grazie lo stesso.” Una delle pecorelle insisté: “E se ci mettiamo in una fila ordinata, così?”.
Di fronte a tanta buona volontà, Louis decise di riprovare. Ma servì a poco: nemmeno uno sbadiglio all’orizzonte!
Deluse, le pecorelle fecero per andare via, quando Louis domandò: “Aspettate, dovete fare visita a qualcun altro stasera?”.
Le pecore si fermarono, poi una di loro inforcò gli occhiali, tirò fuori un foglio di carta e disse: “A quanto pare, per oggi sei l’ultimo della lista”.
“E allora perché non mi fate compagnia per un po’? Che ne dite di una partita a carte?” suggerì il bambino. “Così almeno non sarete venute fin qui per niente.” Le pecorelle rimasero sorprese, perché era la prima volta che qualcuno le invitava a restare.
“Di solito le persone ci contano e basta”, spiegò una di loro, dalle orecchie nere. “E poi, quando si addormentano, noi ce ne andiamo. Va sempre così”, aggiunse un’altra.