E DAD IN LL FO EA R ZI MA EN ZI DE O N I
Anno 28 N. 5 Maggio 2020 Copia omaggio (euro 2,50)
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DAL 1993 LA RIVISTA PER L’IMPRESARIO
MAGGIO 2020
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MAGGIO 2020
DAL 1993
LA RIVISTA
PER L’IM
PRESARIO
Anno 28 N.
5 Maggio
2020 Copia
omaggio (euro
2,50)
ED DA IN LLE FORM AZ AZ IEN IO DE N I
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Sempre più spazio ai nostri esperti e professionisti, per affrontare insieme agli impresari il futuro del settore con approfondimenti, opinioni e consigli sulle principali e più importanti temati‐ che della funeraria.
E DAD IN LL FO EA R ZI MA EN ZI DE ON
I
Tiziano Bertin
TECNICA ED INFORMAZIONI DALLE AZIENDE
DAL 1993 LA RIVISTA PER L’IMPRESARIO
Mensile inviato gratuitamente a tutti gli operatori del settore. edito da:
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Anno 28 • n. 5 • Maggio 2020
IL CONSIGLIO DELLA PSICOLOGA Monica Fiocchi
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Via Antonio Bazzini, 24 - 20131 MILANO Tel. +39 02 70 63 45 60 Fax +39 02 26 68 04 08 info@tecnicaed.it
SAI DIRLO CON I FIORI? Laura Grandi e Roberto Sangalli
Direttore responsabile Tiziano Bertin tbertin@tecnicaed.it
AUTOSTORICHE CHE PASSIONE! Marco Sambataro
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ade in ITALY
L’ITALIA CHE RISPONDE ALL’EMERGENZA! È l’Italia degli impresari funebri, in mezzo alle difficoltà e ai pericoli del Coronavirus con tute, mascherine e guanti, ma è anche quella dei produttori del settore che affiancano e sostengono da sempre le imprese funebri italiane.
L’
impresario funebre sa, da sempre, che potrebbe trovarsi ad affrontare situazioni particolari, in cui esistono seri rischi di contagio e la precauzione deve essere massima.
E sa anche che non ci sono dei veri e propri orari di lavoro in questa professione, si risponde quando le famiglie chiamano e ci si muove subito per offrire tutto quello che può portare a
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L’articolo è stato realizzato dalla redazione giovedì 19 marzo 2020
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Tv, giornali, web hanno fatto i plausi a tutti, camionisti, dipendenti dei su‐ permercati, infermieri, dottori, volon‐ tari ecc. D’accordissimo con voi e unito a voi... più che mai. Ma alle agenzie di onoranze funebri, ai loro dipendenti e agli operatori del settore, che da giorni continuano a dare la loro disponibilità e si sono messi al servizio delle famiglie e dei dolenti per organizzare nonostante tutto dei funerali dignitosi ai loro cari deceduti in questo triste periodo? Hanno dovuto affrontare situazioni pe‐ ricolose e tutt’ora le affrontano con il rischio di essere contagiati anche loro… Ma nessuno li ha ancora citati. Alle aziende funebri del settore pro‐ duttivo che stanno facendo turni doppi per sostenere e affiancare i clienti ri‐ fornendoli di tutto il necessario per l’espletamento del loro indispensabile lavoro? A questo punto lo voglio fare io! Quindi un grande applauso a tutta la categoria, con l’augurio che presto tutto torni alla normalità.
Marco Ghirardotti presidente Assocofani
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una perfetta organizzazione del servizio. Ma i ritmi sostenuti nel corso dell’emergenza Covid-19 e il numero di decessi di cui occuparsi contemporaneamente sono risultati fino a questo momento inimmaginabili per molti impresari italiani, con turni sempre più lunghi per rispondere alle continue richieste di intervento. Perché accanto a chi si è dovuto da subito schierare in prima linea per combattere l’emergenza Coronavirus – quindi medici, infermieri e l’intero personale ospedaliero – ci sono anche gli operatori del settore funebre, in mezzo a grandi difficoltà e pericoli. Tute, mascherine e guanti sono diventati gli strumenti di lavoro indispensabili per la quotidianità degli impresari funebri italiani, costretti a modificare il proprio modo di lavorare, perdendo in parte anche la possibilità di essere vicini alla famiglia, ma cercando di essere comunque di supporto offrendo, per esempio, quando possibile, foto, video e dirette del rito funebre e della sepoltura a parenti e amici impossibilitati a partecipare a causa delle nuove normative. E nei momenti più critici dell’emergenza Coronavirus, con i telefoni delle imprese funebri che continuano a squillare e l’organizzazione di numerosi servizi al giorno, si conferma ancora una volta fondamentale poter contare sull’affidabilità dei produttori italiani. Oltre all’estetica, all’eleganza e alla creatività del made in Italy, caratteristiche che tutto il mondo riconosce al prodotto italiano, è indispensabile sempre, ma specialmente in casi di emergenza come quello che sta interessando il nostro Paese, avere l’assistenza dei propri fornitori, che garantiscono la reperibilità continua dei prodotti per non rallentare la già complicata organizzazione del servizio funebre.
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COLLABORARE PER ESSERE SEMPRE PIÙ EFFICIENTI Anche per una realtà conosciuta e ben radicata nel territorio come le onoranze funebri Generali di Brescia è fondamentale la collaborazione con partner affidabili per garantire alle famiglie un servizio efficiente e di valore.
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oluta e realizzata nel 2013 dalle onoranze funebri Generali di Brescia, che raggruppa storiche imprese di Brescia e della provincia, la Casa del Commiato continua a essere sempre più un punto di riferimento per le famiglie. «È stato un progetto importante e ambizioso, sempre più apprezzato dalla comunità e molto richiesto», afferma Claudio Gabusi, amministratore dell’impresa funebre Generali di Brescia. «Fin da subito il nostro impegno principale è stato quello di offrire ogni tipo di comfort alle famiglie che scelgono la Casa del Commiato per il proprio caro, sia ricreando un ambiente familiare sia attraverso i nostri numerosi servizi per i quali ci affidiamo anche alle moderne tecnologie».
Claudio Gabusi, amministratore dell’impresa funebre Generali di Brescia.
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ORGANIZZAZIONE PRECISA Su un unico piano di oltre 650 metri quadrati, la Casa del Commiato offre una grande sala per le cerimonie, a disposizione sia per i riti religiosi sia per quelli laici, e cinque sale, ognuna con un proprio salottino per accogliere parenti e amici prima di accedere alla visita del proprio caro e due con un’ulteriore stanza privata. Si aggiungono l’area tecnica, destinata alla preparazione e alla vestizione della salma, una zona ristoro e, nell’edificio adiacente, gli uffici, il magazzino e la sala per l’esposizione di cofani e accessori. «Ci rivolgiamo alle famiglie con il meglio dei prodotti e dei
Alcune immagini della moderna e accogliente Casa del Commiato dell’impresa Generali di Brescia, inaugurata nel 2013 e in continua evoluzione per supportare le famiglie della zona con servizi mirati. servizi, cercando di ampliare sempre più la nostra offerta e anche per questo motivo i partner sono fondamentali», conclude Claudio Gabusi. «Un esempio su tutti è il rapporto che ci le-
onoranze funebri Generali di Brescia • Tel. 030 2400082
ga da ormai dieci anni all’Asf Italia di Brescia, che ci supporta in modo impeccabile, per quanto riguarda personale e mezzi, con un’organizzazione molto snella, precisa e veloce, proprio come richiedono oggi la nostra professione e le famiglie che ci scelgono».
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COLORI E TRADIZIONI Grigio, chiaro e scuro, è il colore scelto dall’impresa Vito Santannera e Figli per le due autofunebri Pilato su base Jaguar, The Queen II su base Jaguar XJ e Aurora su base Jaguar XF.
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iallo, verde e blu, con le loro diverse e accese varianti e tonalitĂ , rappresentano da sempre i colori delle ceramiche di Sciacca, la cittĂ in provincia di Agrigento nota anche per le numerose opere urbane e religiose di interesse artistico, per le terme e, ovviamente, per lo splendido paesaggio tipico delle localitĂ che si af-
Giuseppe e Franco Santannera, figli di Vito, con i nuovi modelli Pilato.
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facciano sul mare. Le ceramiche, frutto di un’antica tradizione, si confermano tra i fiori all’occhiello della produzione artistica e artigianale della città siciliana. Ancora oggi i turisti possono
ammirare chiese, monumenti e palazzi arricchiti dai vivaci colori delle ceramiche, ma anche passeggiare per le vie di Sciacca e scoprire i numerosi laboratori che propongono tanti oggetti di varie forme e
Lo staff dell’impresa davanti alla basilica di Maria Santissima del Soccorso di Sciacca con le due autofunebri Pilato: The Queen II e Aurora.
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dimensioni dell’artigianato tradizionale, dai vasi alle statue e ai piatti fino alle piastrelle. UN IMPEGNO COSTANTE E a Sciacca si parla di tradizione anche quando si incontra l’impresa di onoranze funebri Vito Santannera e Figli, da molti decenni al servizio della comunità della città e di quella dei paesi limitrofi. «Forte dell’esperienza di famiglia, mio padre Vito ha portato avanti l’impresa fondata da mio nonno Peppino, molto conosciuto a Sciacca proprio per il grande impegno e la costante attenzione con cui si è
Pilato • Tel. 0422 881298 • Fax 0422 887092 • www.pilato-spa.it • pilato@pilato-spa.it onoranze funebri Vito Santannera e Figli • Sciacca (AG) • Tel. 0925 22146
sempre rivolto alle famiglie», commenta Giuseppe Santannera, che oggi lavora insieme al fratello Franco accanto al padre. «Proprio come ci è stato insegnato, abbiamo il compito di fornire il miglior servizio con grande serietà e discrezione a tutte le persone colpite dal dolore per la perdita di un loro caro». L’impresa Vito Santannera e Figli, attiva anche per trasporti nazionali e internazionali, ha recentemente ampliato il proprio parco auto con due nuove autofunebri su base Jaguar acquistate da Pilato: The Queen II e Aurora.
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PRODOTTI 17
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NEWS
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IN TUTTA ITALIA, CON ESPERIENZA E COMPETENZE Specializzata dal 2012 nella progettazione di case funerarie, partendo dalla propria sede di Brescia oggi Apiemme Engineering opera su tutto il territorio nazionale.
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tudio di architettura, ingegneria e design, Apiemme Engineering è in grado di occuparsi di tutti gli aspetti che riguardano la progettazione e la realizzazione di strutture edili, dalle fasi preliminari sino all’ottenimento dell’agibilità. Dal 2012 è specializzata nella progettazione di case funerarie. «Il nostro punto di forza è un team caratterizzato da professionisti specializzati capitanati da un project manager, unico interlocutore del committente», afferma Paolo Gentilini, amministratore di Apiemme Engineering. «Ogni impresario funebre può contattarci da tutta Italia, senza impegno, per una consulenza e per avviare un eventuale iter progettuale».
Render di una casa funeraria in Emilia Romagna.
QUALI SONO LE FASI PER LA PROGETTAZIONE DI UNA CASA FUNERARIA? PROGETTAZIONE PRELIMINARE
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VALUTAZIONE URBANISTICA DI FATTIBILITÀ Con l’indirizzo e i dati catastali relativi a un immobile o a un terreno di interesse per il committente, Apiemme Engineering effettua una valutazione urbanistica per stabilire se è possibile creare al suo interno una casa funeraria.
Se la valutazione urbanistica ha esito positivo, si procede con la progettazione preliminare. I tecnici Apiemme Engineering effettuano un sopralluogo e un rilievo, si raffrontano con l’ufficio tecnico comunale competente, studiano alcune soluzioni progettuali in pianta, forniscono delle immagini realistiche (render) di come verrà l’immobile una volta terminati i lavori e un budget di massima per la realizzazione dell’opera.
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PROGETTAZIONE DEFINITIVA Una volta che il committente ha individuato la soluzione progettuale che più rispecchia le sue necessità e il suo gusto, Apiemme procede con la progettazione definitiva, ossia con la preparazione e la consegna presso il comune di tutta la documentazione necessaria all’ottenimento della concessione edilizia nel rispetto delle normative urbanistiche, edilizie e igienico-sanitarie previste da regione e comune: progetto architettonico, progetto strutturale, progetto dell’impianto elettrico, progetto dell’impianto di condizionamento, di ventilazione meccanica e idrosanitario, progetto acustico, coordinamento della sicurezza, richiesta di parere preventivo all’Asl/Uls/Ats, eventuale prevenzione incendi e richiesta di autorizzazione paesaggistica.
Render di una casa funeraria in Lombardia.
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DIREZIONE LAVORI E SICUREZZA In base alla zona geografica, Apiemme può offrire anche il servizio di direzione lavori e coordinamento della sicurezza per la durata del cantiere, con sopralluoghi, riunioni tecniche e coordinamento delle imprese.
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PROGETTAZIONE ESECUTIVA Parallelamente Apiemme predispone i disegni esecutivi per il cantiere, i relativi computi metrici e i capitolati d’appalto. Questa documentazione viene fornita alle varie imprese, suggerite da Apiemme o scelte dal committente, per la formulazione delle offerte relative a ciascun ambito della progettazione. Una volta individuate le imprese, Apiemme procede anche con la redazione dei contratti d’appalto.
INTERIOR DESIGN E FORNITURA D’ARREDO E ILLUMINAZIONE Collaborando con i principali marchi italiani e internazionali, Apiemme si occupa anche di progettazione degli interni e di fornitura di arredo e illuminazione.
Render di una casa funeraria nelle Marche.
Apiemme Engineering • Tel. 030 225492 • www.apmfuneralhome.com • info@apiemmesrl.it
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CRESCERE, ISTITUZIONALIZZARE, ASSICURARE CONTINUITÀ, CONSOLIDARE
Grande interesse e tanta curiosità in tutte le componenti del sistema funerario del nostro Paese ha destato Hofi, Holding Funeraria Italiana, un nuovo gruppo che si è presentato, poco più di un anno fa, con l’acquisizione dell’impresa San Siro di Milano. Ma cos’è esattamente Hofi?
Il team investimento di Augens Capital. Da sinistra, Massimo Puccio, Marco Mantica, Tommaso Francetti e Stefano Costa.
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ofi è una holding di investimento che fa capo ad Augens Capital, in partnership con fondi gestiti dalla prestigiosa Bank of Montreal, e partecipata con una quota complessiva del 20% da Andrea e Massimo Cerato, che punta alla creazione del primo grande raggruppamento ita-
liano nel settore dei servizi funerari sulla base di modelli già sperimentati a livello internazionale. L’investimento in San Siro e quelli successivi, nell’impresa Generali di Milano e nell’impresa Serpi di Besnate, rappresentano i primi passi di una strategia di crescita e di con-
solidamento settoriale: Hofi si propone come il futuro aggregatore di un comparto formato oggi da oltre 6.000 piccole realtà territoriali che si trovano di frequente ad affrontare problemi di passaggio generazionale o di organizzazione. «Il nostro progetto non poteva che iniziare da realtà di questo livello. Vorremmo diventare il partner preferenziale di quegli operatori che desiderano migliorare la propria offerta con servizi di altissima qualità e assicurare la continuità della propria azienda», dichiara Marco Mantica, presidente di Hofi. «San Siro ha rappresentato per tanti anni una soluzione ottimale per le esigenze di tante famiglie» afferma Andrea Cerato, oggi presidente dell’impresa San Siro. «L’alleanza con Augens Capital ci ha consentito di continuare a crescere e di migliorare. Tutti noi condividiamo la ne-
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cessità di dare maggiori strutturazione e aggregazione al comparto. Gli investitori hanno portato nuove metodologie di lavoro, una cultura e un’organizzazione aziendale che ci hanno permesso ulteriori importanti innovazioni. Confidiamo che molti operatori, che già ci conoscono, siano interessati a valutare una collaborazione con il nuovo gruppo». La strategia di sviluppo di Hofi è ispirata da quattro obiettivi fondamentali (crescere, istituzionalizzare, assicurare continuità, consolidare) per arrivare a un modello di business efficiente e di alta qualità, sempre
attento a tutti gli aspetti di gestione, di trasparenza e di legalità. «L’impresa che cresce è quella che sa innovare la propria offerta di servizi, le competenze manageriali, i processi di gestione e la struttura organizzativa», dice Mantica. «Hofi vuole offrire una nuova visione di sviluppo basata su etica aziendale e capacità di affrontare i cambiamenti normativi e culturali. Esperienza, relazioni, conoscenza del territorio, motivazione a migliorare o ad assicurare la continuità della propria attività con un passaggio generazionale che aiuti a valoriz-
Hofi • Milano • Tel. 02 88186253 • www.hofispa.com • info@hofispa.com
zare, a preservare e a rilanciare i marchi aziendali: questi sono i valori fondativi che cerchiamo per fare partnership. Grazie a importanti risorse finanziarie vogliamo assicurare maggiori investimenti e più consistenti possibilità di acquisto. Intendiamo mettere insieme le più affidabili realtà del comparto aggregando imprese contraddistinte da consolidata storicità e la cui reputazione sia oggettivamente considerata sinonimo di pregio e di fiducia acquisita». Carmelo Pezzino
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ARRIVA IL CALDO M
a l’impresario che ha a disposizione il minifrigo F1 di Olivetti sa di poter contare su uno strumento efficiente e garantito. In ogni periodo dell’anno, quindi anche quando le temperature sono alte, il minifrigo garantisce l’esposizione in totale sicurezza. E nella versione Sprint anche senza il vetro, che per alcuni può rappresentare una barriera.
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ELETTRICA DI GRAN CLASSE Ai diversi modelli a marchio Ellena si è aggiunta, nel parco auto dell’Azienda Servizi Funebri Piemonte, la nuova versione Hybrid su base Mercedes-Benz.
Antonio Razzini, amministratore unico dell’Azienda Servizi Funebri Piemonte.
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on la sede di Collegno, in provincia di Torino, l’Azienda Servizi Funebri Piemonte opera prevalentemente sul territorio di Torino e nelle zone limitrofe con numerose imprese funebri a cui garantisce un servizio completo. «Dopo essere stati contattati dalle famiglie e aver capito le reali esigenze, gli impresari possono affidarsi a noi per tutto quello che riguarda l’organizzazione del servizio funebre», afferma Antonio Razzini,
La nuova versione Hybrid del modello su base Mercedes-Benz, con batteria facilmente ricaricabile come mostrato nella foto in basso, si aggiunge agli altri modelli a marchio Ellena utilizzati dall’Azienda Servizi Funebri Piemonte. amministratore unico dell’Azienda Servizi Funebri Piemonte, «dal personale preparato alle attrezzature fino ai vari mezzi per cui da tempo ci rivolgiamo a Ellena».
LA SCELTA GREEN Scelte moderne e proiettate verso l’ecologico hanno portato l’Azienda Servizi Funebri Piemonte ad acquistare la nuova versione Hybrid del mo-
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Antonio Razzini e parte dello staff, anche nella foto in basso, composto da oltre 60 persone che si occupano di amministrazione e delle fasi più operative. dello su base Mercedes-Benz di Ellena. «È possibile muoversi in città e nei luoghi delle cerimonie funebri in modalità elettrica, senza rumore, con buona au-
tonomia e nel totale rispetto non solo dell’ambiente ma anche di tutte le persone che si ritrovano intorno all’autofunebre», aggiunge Antonio. «Tutto questo ci ha spinto ad
aggiungere un moderno veicolo dotato di tecnologia ibrida al nostro parco auto, già ricco di numerose autofunebri a marchio Ellena».
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CAMBIA STAGIONE, MA NON L’ELEGANZA Indubbiamente molto pratico, ma anche molto elegante il cappottino impermeabile proposto da Service Global Fashion.
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hi nel corso di una conversazione non ha sentito almeno una volta oppure ha pronunciato la frase “non esistono più le mezze stagioni”, magari con l’avvicinarsi della primavera o dell’autunno?
Anche se quest’affermazione è spesso confermata dalle temperature, è pur sempre vero che è indispensabile avere a disposizione un capo pratico da indossare in precisi momenti dell’anno, quando cioè
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si passa dai mesi più freddi a quelli caldi o viceversa. Anche per chi svolge un lavoro come quello dell’impresario funebre, che ha necessità di muoversi in ogni momento e soprattutto di presentarsi in
modo impeccabile in qualsiasi situazione metereologica. Il cappotto leggero di Service Global Fashion è stato pensato proprio per ripararsi nelle giornate di pioggia o per quando l’aria è un po’ frizzante.
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ORIGINALE EFFETTO CROMATICO Tra le ultime novità del marchio Lombarda, Giada Woods è particolarmente apprezzato per la creatività e l’abilità artigiana. L’utilizzo di diverse essenze dà vita a un effetto cromatico che sottolinea l’originalità di questo cofano presentato con una speciale finitura a olio. Luca Ghirardotti
Giada Woods
Lombarda • Tel. 030 311402 • Fax 030 0946638 www.lombarda.info • lombarda@lombarda.info
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40 COFANI
DAL COPERCHIO… Una fascia ricca di motivi floreali attraversa la fiancata e termina lateralmente con una rosa in tinta naturale, creando un raffinato contrasto. È il modello Rosa Coperchio, realizzato da Melloni in frassino sbiancato.
Rosa Coperchio
Melloni • Tel. 030 6900687 www.mellonicofani.it • info@mellonicofani.it
SEMPLICE E APPREZZATO Come il fiore di cui porta il nome, il modello C52 Calla di Menegardo si conferma un cofano semplice e particolarmente apprezzato. Disponibile in yellow pine, esotico, mogano e frassino, nella parte centrale della fiancata è arricchito da due calle che tendono verso l’alto.
C52 Calla
Menegardo • Tel. 045 6450279 • Fax 045 6461910 www.menegardocofanifunebri.net
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COFANI 41
NATURALE, COME IL LEGNO Utilizzare un materiale naturale, come appunto il legno, per realizzare un prodotto di qualità è il concetto che da tempo esprime Scacf con la linea Legno is Green. Un’innovativa gamma di modelli tra cui il 25 E in larice con finiture in noce chiaro ad acqua. Michela Sgoluppi
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44 NEWS
IL DOLOROSO CORTEO L’immagine straziante dei convogli militari, durante la notte, in una fila composta, una parata lenta, a lutto, in un silenzio surreale rende ancora più lacerante il viaggio delle salme dal cimitero di Bergamo ai crematori disponibili di mezza Italia. Questa è una delle immagini che resterà impressa nella memoria di tutti noi e nella storia. Una pugnalata al cuore per tutti gli italiani, cuore che ancora ogni giorno sanguina per le vittime di questo maledetto e invisibile nemico. Ora, in questa Italia, ci rendiamo conto che nella vita la maggior parte delle persone può considerarsi fortunata ad avere una casa, un lavoro, una vita sociale, degli amici, la famiglia, le uscite, le passeg‐ giate. Ci possiamo rendere davvero conto di quanto piccoli e insignificanti siamo di fronte a un nemico che uccide senza guardare in faccia nessuno: colore, ceto sociale, età e che ti uccide facendoti anna‐ spare, cercare l’aria, ma soprattutto lasciandoti mo‐ rire da solo. La morte è un passaggio naturale nella nostra esi‐ stenza, ma morire solo, consapevole di quello che sta succedendo, senza i tuoi affetti, senza un ultimo saluto, una carezza, una stretta forte della mano, quella stretta che ti infonde il coraggio per affron‐ tare quell’ultimo momento. No. Questo maledetto veleno ti nega anche tutto questo e anche quando non ce l’hai fatta, non permette alle persone a te care di darti l’estremo e doloroso saluto. Anche adesso, che non ci sei più, sei solo. In questa disgrazia che ha colpito il mondo, troppe persone se ne sono andate sole ogni maledetto giorno, rendendo difficile dedicare a ogni vittima il giusto saluto e accompagnamento. La storia ci insegna che esistono degli eroi, anche se non amano essere chiamati così, perché come loro stessi esclamano a gran voce fanno il loro lavoro, come ogni giorno normale, solo che adesso si trovano in trincea molto spesso senza le armi e le dotazioni di protezione necessarie per combat‐ tere il virus e cercare di salvare ogni vita. Parlo di tutte quelle persone che per lavoro, anche se sarebbe più corretto per missione interiore, sono state accanto ai nostri cari e che li hanno accompagnati in questo momento terribile. Parlo degli infermieri, dei medici, degli operatori sanitari che sono stati gli ultimi a stringere la mano ai nostri cari, anche se bardati come alieni per la protezione personale che forse toglieva ancor più quel poco di umanità, ma che attraverso la moderna tecnologia hanno dato l’opportunità con le videochiamate di un ultimo saluto ai propri amati. Parlo degli operatori sanitari che con rispetto e dolore hanno ricomposto la salma in maniera deco‐ rosa nonostante sia vietato ai familiari vederli. Parlo degli operatori funebri che, nonostante abbiano a che fare ogni giorno con la morte, una cosa così non l’avevano mai affrontata. E parlo dei militari, che con il rispetto, il senso del dovere, dell’aiuto che li ha sempre distinti hanno
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NEWS 45
accompagnato i nostri cari in mezza Italia verso i forni crematori perché a Bergamo non c’è più posto per le salme. E così altri angeli, impresari e sindaci di molti comuni d’Italia si sono resi disponibili ad accogliere le vittime. Anche nella mia zona, a Gemona del Friuli, l’impianto crematorio ha accolto i defunti, con tutti gli onori dovuti agli eroi. Presente all’arrivo del triste convoglio il primo cittadino Roberto Revelant che ci descrive lo stato d’animo di questa straziante esperienza: «Per quanto riguarda l’esperienza vissuta devo riconoscere che per intensità di emozioni questa è senz’altro tra le più forti della mia vita. La nostra volontà è stata quella di non trasformare le persone in numeri, da qui l’organiz‐ zazione per ogni salma proveniente dalla provincia di Bergamo di ri‐ servare i giusti onori al loro arrivo. Lo dovevamo perché stiamo parlando di esseri umani i cui parenti non hanno potuto nemmeno piangere o porre l’ultimo saluto ai loro cari, ma ne sentivamo il bisogno perché quando la nostra città e il Friuli sono stati devastati dal terribile terremoto del 1976, si è attivata una forte azione di solidarietà che resterà indelebile anche nelle generazioni suc‐ cessive, alle quali io appartengo, per non vanificare quanto i nostri padri e i nostri nonni fecero e ri‐ cevettero allora. La provincia di Bergamo ci aiutò, come molte altre realtà, e non potevamo dimen‐ ticarci di ciò, pertanto alla chiamata del Comandante del Comando Provinciale di Bergamo abbiamo risposto Presente! E non poteva essere diversa‐ mente. L’impianto di proprietà comunale, ma ge‐ stito da un’azienda privata, è stato messo a di‐ sposizione, di concerto tra le parti, per aiutare per quanto possibile chiunque ne possa aver bi‐ sogno. L’Italia si unisce spesso in questi momenti, ma dovremmo ricordarci anche una volta supe‐ rata questa terribile esperienza della grandezza della nostra nazione e della forza degli uomini che in essa ci vivono». Testimonianza di Tania Bressan dell’impresa funebre Narduzzi di San Daniele del Friuli, in provincia di Udine.
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48 AZIENDE
SEMPRE PIÙ RAPIDI ANCHE PER LE IMPRESE DEL VENETO Non solo Padova, ma anche Treviso, Vicenza e Venezia rientrano tra le zone di competenza del nuovo magazzino Lorandi di Cadoneghe, in provincia di Padova.
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AZIENDE 49
È
L’esterno del magazzino di Cadoneghe, in provincia di Padova, e all’interno, nella foto a sinistra, il responsabile Alessandro Smiderle.
da poco più di un anno, precisamente dallo scorso mese di marzo, che a Cadoneghe, in provincia di Padova, è operativo il nuovo magazzino di prodotti a marchio Lorandi. Ma vanta molti più anni di esperienza il responsabile Alessandro Smiderle. «Conosco molto bene il territorio in cui vivo e in cui ho lavorato per circa 20 anni, sempre in questo settore e presso imprese funebri. E quando mi è stata offerta la possibilità di gestire nella mia zona il marchio Lorandi ho accettato volentieri e mi sono subito attivato per fare in modo che questo magazzino continuasse a crescere valorizzando il made in Italy e diventando sempre più un punto di riferimento». Oltre a essere presente nelle province di Padova, Treviso, Vicenza e Venezia, in caso di richieste il magazzino è di supporto anche nelle altre zone del Veneto. Nell’area industriale di Cadoneghe, nei pressi della tangenziale e quindi molto facile da raggiungere, la struttura si sviluppa su due piani: al piano superiore si trova la sala dedicata all’esposizione dei vari modelli mentre il piano terra è dedicato agli uffici e al magazzino che ha una capienza di circa 500 cofani funebri. VELOCE E PUNTUALE Punto di forza del magazzino è, come per le altre strutture
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50 AZIENDE
Lorandi dislocate nelle regioni italiane, il servizio veloce e puntuale, in grado di soddisfare le esigenze degli impresari per quanto riguarda il normale riassortimento dei prodotti, ma anche per affiancarli nei momenti di emergenza. Non è raro per gli impresari, soprattutto quelli più vicini, decidere di passare di persona, ma nella maggior parte dei casi è Alessandro a spostarsi con il furgone per effettuare le consegne programmate attra-
verso gli ordini ricevuti telefonicamente oppure confermati durante la consegna precedente. «Il mio lavoro consiste però anche nel farsi carico di quelle che sono le richieste improvvise», conclude Alessandro. «E a questo è facile rispondere
non solo con la mia disponibilità, ma anche con un assortimento che può soddisfare tutte le fasce e che tiene conto delle abitudini, per esempio la necessità in questa zona dei cofani in essenze grezze, delle particolarità, come i cofani fuori misura, e della varietà che spazia dalla versione liscia a quella con intarsi e intagli».
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AZIENDE 51
A sinistra, Giacomo Allibardi, titolare dell’impresa Allibardi di Ponte di Brenta, in provincia di Padova, insieme ad Alessandro Smiderle, qui sotto durante il caricamento del cofano all’interno del furgone dell’impresa.
Lorandi • Tel. 030 6900600 • Fax 030 6900603 • www.lorandi.it • lorandi@lorandi.it
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54 IMPRESE
ALLE PENDICI DELLE ALPI Presente dagli anni Settanta, l’impresa F.lli Brunetto di Vidracco, in provincia di Torino, è oggi gestita dai fratelli Claudio e Giorgio, sempre affiancati dal padre e fondatore Luciano.
D
a un paesaggio decisamente alpino, con boschi e montagne che superano anche i 2.800 metri, la Valchiusella si sviluppa verso una parte più
bassa e collinare ed è attraversata da diversi corsi d’acqua, tra cui il Chiusella da cui prende il nome. Tra i principali paesi della
bassa valle troviamo Vidracco, dove nel 1973 Luciano Brunetto ha fondato l’omonima impresa di onoranze funebri. Negli anni Ottanta sono entrati a far parte dell’impresa di famiglia anche i figli Claudio e Giorgio che ne-
Il fondatore Luciano Brunetto – nominato nel 1999 cavaliere della Repubblica dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi – nell’ufficio della sede di Vidracco, in provincia di Torino, insieme ai figli Claudio e Giorgio.
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IMPRESE 55
gli anni Novanta, dopo aver maturato un’approfondita conoscenza del settore e dell’organizzazione del servizio funebre grazie anche ai preziosi consigli e agli insegnamenti del padre, sono subentrati alla guida dell’impresa di onoranze funebri con la nuova denominazione F.lli Brunetto. IN COMPLETA AUTONOMIA La storica struttura di Vidracco – con un ampio magazzino, la sala dedicata all’esposizione di diversi cofani e accessori e l’autorimessa – a seguito dell’acquisizione di un’impresa già esistente è oggi affiancata dalla sede di Feletto, sempre in provincia di Torino, con uffici e sala espositiva. «Siamo specializzati nello svolgimento di tutti i servizi riguardanti l’organizzazione di una cerimonia funebre e svolgiamo tutte le prestazioni in modo
I due furgoni di colore grigio, affiancati nelle foto in basso, sono stati allestiti da Chiotti per rispondere ai requisiti di estetica e di praticità richiesti dall’impresa F.lli Brunetto.
completamente autonomo, con il nostro personale e utilizzando attrezzature di proprietà, così come le autofunebri e i furgoni», afferma Claudio Brunetto. «Proprio per i furgoni ci siamo recentemente rivolti a Chiotti
per l’allestimento di due modelli praticamente identici, dotati dei requisiti tecnici che rispondono alle vigenti normative e con l’aggiunta di particolari che rispondono perfettamente alle nostre richieste di estetica e di praticità».
Chiotti • Tel./Fax 0175 64129 • Cell. 334 9306071 • www.chiottiauto.it • chiottiauto@libero.it onoranze funebri Fratelli Brunetto • Vidracco (TO) • Tel. 0125 789424
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PRODOTTI 57
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uote che agevolano lo scorrimento e maniglie laterali estraibili in acciaio inox che migliorano la manovrabilità. Sono alcune caratteristiche del cassone per il recupero di Olivetti, resistente, capiente e sempre ben visibile grazie alla fascia catarifrangente che corre lungo tutto il perimetro, per lavorare in completa sicurezza.
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58 AZIENDE
QUALI CONSEGUENZE IN CASO DI VIOLAZIONE DEI DIVIETI? L’emergenza Coronavirus ha portato il Governo italiano a stabilire, per un certo periodo di tempo, limitazioni agli spostamenti delle persone per contenere il contagio.
N
el momento in cui scriviamo, venerdì 20 marzo 2020, è possibile spostarsi all’interno del territorio per:
➦ comprovate esigenze lavorative ➦ situazioni di necessità ➦ motivi di salute ➦ rientro presso il proprio
domicilio, abitazione o residenza. Le forze di polizia sono delegate alla verifica delle legittimità degli spostamenti tramite un’autodichiarazione che viene fatta sottoscrivere a chi viene fermato e, all’esito del controllo, consegnata all’operatore di polizia.
Anzitutto quindi le dichiarazioni rilasciate devono essere veritiere. In caso contrario il dichiarante commette reato. LE NORME DI RIFERIMENTO Sono quelle espressamente citate nell’autodichiarazione e relative a due articoli:
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AZIENDE 59
Articolo 76 Dpr 445/2000 (Norme penali) 1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. 2. L’esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso. 3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell’articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale. 4. Se i reati indicati nei commi 1, 2 e 3 sono commessi per ottenere la nomina a un pubblico ufficio o l’autorizzazione all’esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l’interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte. Articolo 495 c.p. (Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri) ➦ Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la
reclusione da uno a sei anni. La reclusione non è inferiore a due anni: - se si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile; - se la falsa dichiarazione sulla propria identità, sul proprio stato o sulle proprie qualità personali è resa all’autorità giudiziaria da un imputato o da una persona sottoposta a indagini, ovvero se, per effetto della falsa dichiarazione, nel casellario giudiziale una decisione penale viene iscritta sotto falso nome. CHI COMMETTE REATO? Chi viene sorpreso dalle forze dell’ordine a circolare per motivi diversi da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In via generale la norma cui fare riferimento, in questi casi, è l’articolo 650 del codice penale, ovvero inosservanza di un provvedimento di un’autorità: ➦ Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro.
Quindi, per la violazione sia degli art. 76 Dpr n. 445/2000 e 495 c.p. (per false dichiarazioni) sia dell’art. 650 c.p. (per circolazione illegittima), non si tratta di essere passibili di una semplice multa, come per una violazione al codice della strada, più propriamente detta sanzione amministrativa pecuniaria. Come previsto, ad esempio, per il passaggio con il semaforo rosso, piuttosto che per il superamento di un limite di velocità. Si tratta bensì di un vero e proprio deferimento dell’interessato all’autorità giudiziaria penale per il proprio illecito comportamento, previsto dalla legge come reato. L’organo di polizia che effettua il controllo, pertanto, in caso di violazioni non procederà a stilare un verbale di violazione con relativa sanzione amministrativa pecuniaria già determinata, con possibilità di pagamento in misura ridotta. La persona, in questi casi, sarà denunciata all’autorità giudiziaria penale, con compilazione, da parte dell’organo di polizia, di un verbale di elezione di domicilio e nomina del difensore di ufficio ovvero di fiducia. Verrà aperto, quindi, nei confronti dell’interessato un procedimento penale.
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62_63Da Collega a Collega.qxp_Layout 1 15/04/20 11:26 Pagina 62
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DA COLLEGA A COLLEGA Roberta Ridolfi, infermiera dell’emergenza e nell’ambito formativo. Tania Bressan, nel settore amministrativo di un’impresa funebre, si occupa anche delle adempienze del Testo Unico sulla sicurezza nell’ambiente di lavoro e del Gdpr 679. Parallelamente alle nostre occupazioni prioritarie, da oltre 10 anni ci occupiamo di sicurezza sul lavoro e di primo soccorso aziendale. Seguendo le linee guida sanitarie e attraverso la collaborazione con Formazione & Sicurezza di Fulvio Califano (società di consulenza nel settore formazione e sicurezza sui luoghi di lavoro) abbiamo creato diversi format di corsi di primo soccorso per le aziende e un progetto di primo soccorso pediatrico con dispensa tecnica.
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dacollegaacollega@gmail.com
Scopo di questa rubrica è sensibilizzare tutti gli operatori del comparto sui temi della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. L’esperienza e la voglia di approfondire hanno portato Roberta Ridolfi e Tania Bressan, in collaborazione con Formazione & Sicurezza, ad analizzare argomenti spesso sottovalutati nella funeraria. «Il nostro principale obiettivo è quello di riuscire a trattare argomenti, a volte complessi, in maniera semplice e alla portata di tutti. Ci auguriamo che la cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro diventi un argomento di formazione basilare e non solamente un obbligo di legge da rispettare».
La sicurezza e I DISPOSITIVI NECESSARI L’emergenza sanitaria che sta vivendo il nostro Paese impone un’informazione dettagliata e approfondita relativa ai dispositivi di protezione individuale atti a proteggere le persone dal rischio di esposizione al Coronavirus.
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ramite tutti i canali di informazione abbiamo ormai capito quali sono le procedure e gli atti che dobbiamo effettuare per tamponare il rischio di contagio, ma vorremmo soffermarci su alcuni aspetti specifici e sulle attenzioni da prendere in considerazione seriamente. Dall’operatore funebre ai militari agli addetti dei forni crematori. Le persone decedute per Covid-19 o sospetto tale, come da protocollo del Dpr 285/1990 per malattie infettive diffusive, deve essere posto in duplice cassa se tumulato in tomba o loculo, comunque dentro un sacco salma con soluzione disinfettante. Stessa cosa per le salme che saranno cremate ma senza la cassa di zinco. È esclusa qualsiasi forma di vestizione, a esclusione degli abiti già indosso. È importante dotare gli addetti ai lavori di tutti i dpi che possano proteggerli.
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MASCHERINE C’è molta confusione in merito all’uso. Cerchiamo di spiegare in modo semplice quanto espresso dal CdC (Center for Disease Control and Prevention) di Atlanta, la più autorevole fonte che detta linee guida in materia di infezioni a livello mondiale.
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Mascherine FFP2 e FFP3 con valvola Permettono l’uscita dell’aria. Asintomatici e/o positivi accertati continueranno a infettare chiunque perché l’aria espirata verrà rilasciata nell’ambiente. Ecco perchè devono essere usate solo dagli operatori sanitari sani in reparti Covid. La valvola è un mezzo di comfort per gli operatori che devono indossarla diverse ore consecutive. Mascherine FFP2 E FFP3 senza valvola Proteggono noi e gli altri. Ideali per luoghi pubblici e per le persone in genere. Mascherine chirurgiche o simili Proteggono gli altri ma non noi stessi. Ma se tutti le usassimo ci proteggeremmo a vicenda. Si ricorda che devono essere coperti sia la bocca che il naso. Pertanto, non usate mascherine con valvola in ambienti pubblici, lasciatele al personale sanitario.
OCCHIALI PROTETTIVI Gli occhiali EN 167-168 sarebbero indicati onde evitare che i droplet arrivino agli occhi e che tale parte venga involontariamente toccata. Sono riutilizzabili dopo disinfezione con soluzione alcolica.
GUANTI Doppi, di maggior spessore, usa e getta preferibilmente adeguati al rischio biologico.
CAMICI, CALZARI, TUTE Monouso. Per le tute usa e getta preferibili per rischio biologico specifico EN 14126. Evitare il contagio Per tutti i dispositivi di protezione individuale va posta molta attenzione alla svestizione, da effettuare in maniera corretta onde evitare contagi. Si trovano molti video specifici e sequenziali in rete. Le disposizioni indicano che il veicolo di trasmissibilità del virus è legato espressamente alla fase aerea, ma sappiamo che sopravvive per molte ore sulle superfici immobili, sull’abbigliamento ecc. Qualsiasi cosa toccata può quindi essere infetta e può infettare. Le precauzioni per l’impresa funebre La persona deceduta, non avendo più l’apparato respiratorio funzionante, non è più veicolo di trasmissibilità. Niente di più sbagliato! La movimentazione della salma può generare fuoriuscite di aria rimasta all’interno del corpo e non conoscendo ancora la durata esatta della sopravvivenza del virus dobbiamo attuare tutte le precauzioni. Un’altra attenzione da tenere ben presente è pensare a tutto quello che viene toccato a seguito della deposizione della salma nel cofano. I guanti potrebbero essere infetti e di conseguenza infettare le superfici della cassa. Oltre a cambiare guanti in ogni tipologia di movimento si consiglia di disinfettare l’esterno del feretro con soluzione a base alcolica e tutta l’attrezzatura tecnica, compresi i veicoli utilizzati per i trasporti.
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66_67Leggi Ballotta.qxp_Layout 1 15/04/20 11:27 Pagina 66
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Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine Nazionale Giornalisti dell’Emilia Romagna, specializzato in giornalismo tecnico-amministrativo nel settore necroscopico, funerario e cimiteriale. Carlo Ballotta ha conseguito diplomi e attestati partecipando a diversi seminari sulla polizia mortuaria e a giornate di studio sulle differenti leggi regionali emanate negli ultimi anni, focalizzandosi principalmente su pianificazione e gestione dei fattori produttivi in ambito cimiteriale, redazione e osservanza del regolamento comunale di polizia mortuaria e pianificazione cimiteriale. Dal 2005 è parte del programma di aggiornamento e formazione per il settore funebre e cimiteriale condotto da diversi enti e ha frequentato, a più riprese, corsi di approfondimento su concessioni cimiteriali, operatività e sicurezza in cimitero, metodologia di azione nelle operazioni cimiteriali, protezione della privacy in ambito di polizia mortuaria e tutela delle opere di rilievo storico-artistico nella gestione cimiteriale.
Procedura per TRASPORTO DI SALME INFETTE Molte leggi regionali, preso atto della brutalità della procedura dettata dal Dpr n. 285/1990 sul trattamento dei cadaveri infetti, molto salomonicamente affidano questo delicato compito di valutazione sulla pericolosità reale alla prudente discrezione del medico necroscopo. Ma in tempi di emergenza per il contagio da Coronavirus tutte le regioni, in modo stranamente coordinato tra loro, adottano protocolli operativi sempre più rigidi e stringenti che paiono proprio condurre a una sorta di reviviscenza dell’ormai superato, dalla più evoluta ed elastica legislazione locale, regolamento statale di polizia mortuaria.
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ell’impossibilità di scrutinare, in questa sede, tutti i provvedimenti ad hoc varati dalle singole regioni in materia di prevenzione del contagio dopo i recenti fatti di cronaca mortuaria dovuti all’emergenza Coronavirus, partiamo con una ricognizione della (in parte lacunosa) normativa nazionale. La circolare del Ministero della Sanità n. 24/1993, al punto 7, precisa infatti che per il trasporto di de-
ceduti per malattie infettivo-diffusive (articoli 18 e 25) e per le esumazioni delle relative salme, l’apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, e richiamato dagli articoli 18 e 24 Dpr 285/1990, debba intendersi quello di cui all’articolo 1 del Dm 15/12/1990, dell’annesso allegato, nelle more dell’emanazione di uno specifico elenco da parte del Ministero della Sanità.
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RILASCIO DI AUTORIZZAZIONE In materia di rilascio di autorizzazione al trasporto di infetti, due sono le norme di riferimento: ➦ articolo 18 del Dpr 10 settembre 1990 n. 285 Con morte dovuta a una delle malattie infettivo-diffusive comprese nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, il cadavere, trascorso il periodo di osservazione, convenientemente riducibile, deve essere deposto nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito e avvolto in un lenzuolo imbevuto di soluzione disinfettante. È poi tollerato, per ovvi motivi di pìetas e cordoglio, rendere al defunto le estreme onoranze osservando le prescrizioni dell’autorità sanitaria, salvo che questa le vieti nella contingenza di manifestazione epidemica della malattia che ha causato la morte. Proprio come accade nel mese di marzo 2020 a causa della diffusione del Coronavirus. ➦ articolo 25 del Dpr 285/1990 Per i morti di malattie infettivo-diffusive di cui all’apposito elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, l’autorizzazione amministrativa al trasporto prevista dall’art. 24 può essere accordata soltanto quando risulti accertato che il cadavere, trascorso il periodo di osservazione, è stato composto nella duplice cassa prevista dagli articoli 30 e 31 seguendo le prescrizioni degli articoli 18 e 32 (e per le regioni, tutte ormai, invero, che disapplicano l’obbligatorietà dell’iniezione conservativa?). Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai trasporti di cadaveri da o per l’estero contemplati dagli articoli 27, 28 e 29.
PER QUANTO RIGUARDA LA VARIEGATA NORMATIVA IN MATERIA DI CREMAZIONE La legge 30 marzo 2001 n. 130 declinata, purtroppo, su base regionale, non impone particolari adempimenti all’ufficiale di stato civile per lo specifico aspetto delle verifiche e dei controlli da svolgere per rilasciare l’autorizzazione alla cremazione. A nostro avviso non vi sono profili che impattino sulla documentazione da acquisire per il rilascio dell’autorizzazione alla cremazione rispetto a quelli già noti, ma possono esservi particolari adempimenti con riferimento al trasporto del cadavere al crematorio e alla successiva fase di cremazione, non necessariamente tutti a carico dell’ufficio. Pertanto, in merito al rilascio dell’autorizzazione al trasporto del de cuius, è necessario ponderare prima di tutto se la malattia di cui è affetto il defunto debba essere qualificata come infettiva diffusiva, anche in forza degli articoli 253 e 254 Regio Decreto n. 1265/1934, con le procedure di comunicazione stabilite dal Dm 15 dicembre 1990. La circolare ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 precisa, però, come tali prescrizioni siano da applicare unicamente nel caso di morte dovuta a una delle malattie infettivo-diffusive comprese in tale elenco: secondo autorevole dottrina ciò significa che solo se la patologia infettiva di cui all’elenco costituisce la causa della morte dovrebbero applicarsi le precauzioni per il trasporto dettate dalla normativa (ovvero, nel nostro caso, articoli 18 e 32 per il trasporto). Al contrario, se il deceduto presenta sì una delle
patologie dell’allegato, ma la morte è riferibile ad altra causa patologica o traumatica, le suddette disposizioni non sarebbero da seguire. Si condivide, tuttavia, l’orientamento secondo il quale sia sempre necessario e non solo lungimirante contattare la Ausl di riferimento (Ausl del decesso) per farle impartire in ogni caso le eventuali disposizioni specifiche da assumere a tutela della salute pubblica. Come detto sopra, nella normativa a noi nota e dedicata alla polizia mortuaria non vi sono specifiche direttive sul tema del rilascio dell’autorizzazione alla cremazione e le circolari ministeriali non hanno mai approfondito questo argomento. È altresì vero che indicazioni specifiche potrebbero essere contenute in atti normativi di natura diversa, eventualmente emanati dalla regione nell’esercizio della propria potestà legislativa in materia di sanità e salute pubblica e con specifico riferimento a questo profilo. Quindi, constatata la delicatezza della materia, è da ritenersi doveroso interpellare la Ausl di riferimento al fine di verificare, in primo luogo, se debbano essere adottate, ed eventualmente quali, cautele dal punto di vista igienico sanitario per il trasporto di cadavere al crematorio. E questo controllo preventivo condiziona il rilascio dell’autorizzazione al trasporto. Inoltre, visto che il cadavere è destinato alla cremazione, si consiglia di chiedere anche se vi siano precauzioni specifiche cui ottemperare per il confezionamento del feretro (cassa metallica, dispositivo plastico sostitutivo dello zinco…).
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AUTOSTORICHE che passione! Presentiamo in questo numero una delle creazioni di Dario Casale di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, ancora oggi considerato a detta di molti impresari il più apprezzato tra i carrozzieri italiani. Per molti anni ha incarnato la figura del carrozziere creativo, perfezionista, spesso anticipatore di linee e soluzioni poi riprese da altri. Aveva una cultura di carrozzieri tramandata dal padre e in generale la famiglia Casale è da sempre costellata di creazioni automobilistiche. A partire dai primi anni Sessanta Dario Casale si specializzò in autofunebri, diventando ben presto un punto di riferimento per soluzioni e scelte di marchi prestigiosi come Rolls Royce. In Veneto oltre a Casale c’erano Luigi Pilato, che iniziava ufficialmente la sua attività nel 1963, e altri meno conosciuti che nel tempo faranno diventare questa regione una tappa obbligata per molti impresari italiani, in particolar modo del Nord Italia. Alla morte di Dario Casale il marchio venne assorbito da Pilato. Infatti Luigi Pilato e Dario Casale erano amici più che concorrenti. Molto diversi caratterialmente - più razionale e imprenditore Luigi, più artista e artigiano Dario - ma accomunati da un grande, profondo amore per il proprio lavoro e il proprio territorio. La vettura, oggi perfettamente conservata e funzionante, fa parte del parco auto delle onoranze funebri Valeriano di Vercelli. Fondata con un socio nel 1959 da Pietro Valeriano, l’impresa è oggi gestita da Fabrizio, subentrato nel 1987 alla morte del padre e affiancato dal 2010 dal figlio Andrea, che ci ha inviato le immagini e le testimonianze utili alla stesura dell’articolo. Anche i motori sono una grande passione di famiglia che Andrea condivide con il padre, in particolare le vetture sportive. L’autofunebre è realizzata sulla base della MercedesBenz 250SE conosciuta anche con la sigla W108, in produzione dal 1965 al 1972, esclusivamente con motorizzazioni a benzina. Questo esemplare è un 2500 cc con cambio meccanico a 4 marce e riduttore, prodotto nel 1968. Nel 1973, in piena crisi petrolifera oltre che in un pe-
riodo decisamente particolare, una vettura come questa diventava scomoda da esibire e utilizzare, per cui molti esemplari vennero facilmente convertiti in autofunebri. Nel 1973 Casale effettuò la trasformazione, totalmente in lamiera battuta a mano allungando lo sbalzo posteriore, che venne portata al collaudo come esemplare unico. Aveva la tipica piega della carrozzeria, nella parte intorno al portellone, inventata da Casale e ripresa in seguito con successo dai carrozzieri Grazia di Bologna e Beri di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, per le loro autofunebri. Il colore, un classico nero, è intonato oltre che con l’uso della vettura anche con il colore che spesso avevano le berline Mercedes di fine anni 60. Solo in seguito diventerà più facile vedere le ammiraglie Mercedes con colori più sgargianti. Posteriormente Casale, nei primi anni di produzione, amava montare i fari del modello Alfa Romeo 2000 berlina come in questo caso, leggermente più grandi dei fari originali Mercedes sempre a sviluppo orizzontale. Casale era letteralmente affascinato dalle vetture Alfa Romeo tanto da carrozzare totalmente due esemplari di Giulia con due nuove carrozzerie sportive esibite in concorsi di eleganza. Oggi queste due Alfa Romeo sono conservate dai figli di Casale a Bassano del Grappa. Tornando alla trasformazione, sono degni di nota gli eleganti decori in acciaio inox, mai barocchi e pesanti come tutte le creazioni di Casale, e perfettamente integrati con le linee e i decori di serie. Personalmente è da questi particolari che si apprezza la bravura di un carrozziere di autofunebri, ieri come oggi: saper coniugare le linee della vettura di base con parte trasformata a uso specifico funebre. Le vetrate sono semplici ed eleganti, mantenendo una
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forma a trapezio, forma che nel tempo diverrà una sorta di firma di Casale. Sempre i vetri sono ornati da bordature in inox con disegni ai bordi in sottili tratti di color oro, davvero un plauso per la semplicità e l’eleganza. All’interno troviamo le tendine rosse, riprese dai nuovi colori dei sedili e dei pannelli porta, anch’essi ora ricoperti in rosso. Il vano feretro è totalmente in acciaio inox fiorettato. Penso che questa vettura sia nata con gli interni in finta pelle rossa trapuntata e sia stata fatta adeguare alle normative con gli interni in inox, immagino sempre da Casale, considerando che anche le quattro lampade votive sono le originali della carrozzeria veneta. Sarebbe interessante un commento del precedente proprietario di Varese. Varese è infatti la bella targa nera quadrata originale che impreziosisce la vettura, fortunatamente conservata.
Un esemplare gemello con interni in finta pelle rossa trapuntata e quattro vistosi pennacchi rossi sul tetto.
Continua il nostro viaggio alla scoperta delle autofunebri utilizzate in passato dagli impresari italiani. In ogni numero vi presentiamo alcuni modelli grazie all’analisi di Marco Sambataro, modellista ed esperto di autofunebri d’epoca.
INVIACI LE FOTO DELLE TUE AUTO D’EPOC A E LE PUBBLICHEREMO GRATUITAMENTE:
carridepoca@libero.it
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