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TAIMAUT! Magazine 1/2020

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TAIMAUT! 1_2020

IL VOLO DEI TALENTI

CORRIBICOCCA

La premiazione delle eccellenze universitarie e federali

La corsa inclusiva dell’Università degli Studi di Milano Bicocca

ATTIVITÀ FEDERALE Il CUS Milano all’esordio nel calcio a 5 femminile


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INSIDE P4 ����� Volo dei Talenti 2019 P12 ���� Eleonora Anna Gorgi. Da Doha a Tokio P18 ���� Cristina Laera. L’eccellenza è questione... di tecnico P22 ���� CorriBicocca P24 ���� #LIKEAPRO A canestro sul parquet di Olimpia Milano P26 ���� Attività Federale. Una novità “in rosa” Il CUS Milano all’esordio nel calcio a 5

TAIMAU periodico di CUS Milano a cura di: Jacopo Cella Matteo Zavattoni Elia Fabio Silvestri


l’editoriale Con questo numero di TAIMAUT desideriamo riprendere e rilanciare il magazine online di CUS Milano per raccontare le tante attività che il nostro mondo sportivo universitario progetta e realizza nel corso dell’anno. L’impegno è di avere una rivista dinamica e interessante con periodicità trimestrale, scritta a più mani con i contributi anche dei nostri atleti-studenti. In questo primo rinnovato numero siamo lieti di ospitare l’intervista al Direttore delle Risorse Umane di PwC Italia, azienda che da anni ci affianca e sostiene nello sforzo di essere competitivi ai Campionati Nazionali Universitari e nell’affrontare le sfide di gestione degli impianti che sono uno dei nostri asset strategici per arricchire la proposta di sport a favore del mondo universitario ma non solo. Il 2020 sarà, come sempre, un anno ricco di sfide e quindi anche di interessanti racconti che troveranno spazio su TAIMAUT!. Augurando a tutti un anno pieno di soddisfazioni e successi sportivi e di studio non mi resta che dirVi... buona lettura.

Alessandro Castelli Presidente CUS Milano

“Un anno ricco di sfide ci aspetta!” ALESSANDRO CASTELLI - PRESIDENTE CUS MILANO


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Volo dei Talenti 2019 Il Volo dei Talenti edizione 2019 ha premiato le eccellenze federali e universitarie della stagione conclusa nell’Aula Magna dell’Univeristà Bicocca.

Un appuntamento che si rinnova ormai da molti anni, un luogo ed un momento per dare uno sguardo indietro all’anno che volge al termine. Il Volo dei Talenti permette, l’edizione 2019 come le precedenti, ogni anno a chi vi prende parte (come atleta, allenatore, dirigente, membro dello staff o anche solo come accompagnatore) non solo di vedere riconosciuti i propri successi o quelli dei propri figli, amici, compagni di squadra, frutto di sacrifici e lavoro, di studio come di allenamento. In una società sportiva di ampio respiro come la nostra, che può vantare, fra le molte realtà da cui è composta, ben undici sezioni federali e sei universitarie, il Volo dei Talenti permette anche di alzare lo sguardo dai limiti che la nostra quotidianità necessariamente porta con sé, sia che si tratti di sport, sia che si tratti di lavoro o studio, e vedere concretamente quanto grande sia la realtà che chiamia-

mo CUS Milano e di cui tutti facciamo parte. Il Volo dei Talenti 2019 è stato ospite dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca: «Con l’edizione di quest’ anno – recitavano le parole affidate al Comunicato Stampa dal presidente Alessandro Castelli - iniziamo, d’accordo con il nostro partner storico PwC, una nuova modalità di festeggiare i nostri talenti. L’evento diventa itinerante, anno dopo anno, nelle sedi delle nostre Università cittadine. Con l’edizione 2019 incominciamo in Bicocca anche per testimoniare il nostro grande ringraziamento all’ateneo per l’importante investimento fatto sulla struttura dell’ex Centro Sportivo Pirelli, poi Pro Patria, oggi Bicocca Stadium. Con una impiantistica sportiva recuperata e resa più moderna potremo come CUS Milano migliorare l’offerta di sport per tutti gli studenti e per la cittadinanza». Nella fantastica cornice


dell’aula magna i presenti sono stati accolti dal saluto della rettrice Giovanna Iannantuoni e, a seguire, dell’intervento di Luca Ruggi, HR Director di PwC Italy a ribadire l’importanza dello sport universitario. Oltre a questi numerose le altre personalità di spicco presenti in sala che hanno dato il loro contributo alla serata: il Segretario Generale di Asseprim, Federico Sapienza, Simona Tansini, chief financial officer di Randstad, il direttore del Centro Studi di Fondazione Telethon Lucia Monaco, il delegato provinciale CONI nonché ex cussina Claudia Giordani e il presidente del comitato sportivo di Milano Bicocca, Lucia Visconti Parisio. I riconoscimenti alle eccellenze sportive universitarie e federali, fulcro della serata, è stato introdotto dal riassunto di fine stagione. Il capitolo CNU recita 144 atleti portati dal CUS

Milano a L’Aquila e poi a Ravenna per l’edizione 2019, ben 85 le medaglie vinte dalla delegazione meneghina nella massima competizione agonistica universitaria nazionale (di cui 28 ori, 41 argenti e 15 bronzi). Focus anche sulle sezioni federali e le loro eccellenze: CUS Pro Patria Atletica e Triathlon, Canoa e Canottaggio, Pallanuoto e Syncro, Rugby e il calcio targato CUS Bicocca e CUS Statale. Molto più che semplici numeri quelli esposti dal presidente Alessandro Castelli, ma prova tangibile dell’impegno dei ragazzi, universitari e non, che praticano sport nella nostra società. Chiamati a ritirare il riconoscimento anche i vincitori del premio “Studium e Sport” sponsorizzato dalla Fondazione Cariplo, per il conseguimento di ottimi risultati sia in ambito sportivo che accademico.


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Per il 2019 sono state due le targhe di “Atleta dell’anno”, premio dedicato agli atleti che più si sono distinti nella stagione sportiva per i loro risultati, che sono state consegnate: Carlotta Ferlito, membro della nazionale italiana di ginnastica artistica e studentessa IULM, che ha emozionato l’Italia vincendo l’oro nel corpo libero alle Universiadi di Napoli, ed Eleonora Anna Giorgi, dallo stretto legame con CUS Milano, medaglia di bronzo nella marcia 50km ai Campionati del Mondo di Atletica IAAF di Doha lo scorso settembre e unica

medaglia italiana della competizione. In rosa anche la targa di “Tecnico dell’Anno”, conferita a Cristina Laera, più di una volta campionessa italiana e fondatrice nel 2015 della sezione Taekwondo CUS Milano che ai CNU de L’Aquila ha portato nel medagliere meneghino tre medaglie (un oro, un argento ed un bronzo). Una serata di festa e sport, una serata che non si limita a celebrare i risultati raggiunti, ma che vuole anche essere di augurio per quelli futuri.


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PwC è uno dei più grandi network al mondo di servizi professionali con oltre 276.000 persone in 157 paesi e 742 uffici, capace di fornire una vasta gamma di servizi in modo integrato e multidisciplinare abbinando la conoscenza dei mercati locali ad un’organizzazione di respiro globale. PwC Italia è main partner di CUS Milano da 12 anni nell’impegno per promuovere lo sport nel mondo universitario, sul territorio milanese e nel proprio welfare aziendale. In occasione del Volo dei Talenti, serata dedicata alla premiazione delle eccellenze sportive della stagione appena conclusa, Luca Ruggi, HR Director di PwC Italia, ha comunicato il rinnovo della partnership fra CUS Milano e PwC per la stagione 2019/2020.


“Una bellissima serata, ricca di talento, di passione e di ener-

gia. È la conferma che sport e vita in azienda sono sempre più vicini: quello che i ragazzi esprimono sul campo ogni giorno con la loro fatica e con passione è poi quello che esprimono quando lavorano nella nostra organizzazione insieme a noi. È una vicinanza, una partnership che si rinnova”. “PWC e CUS Milano camminano insieme ormai da 12 anni. È

stato un cammino bello e siamo cresciuti assieme. Oggi PWC sta affrontando delle sfide nuove: ci trasferiremo in una nuova sede, qui a Milano, che avrà una dimensione tutta verticale. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di liberare le nostre energie sui campi sportivi e all’aria aperta, bisogno soddisfatto nella collaborazione con il centro sportivo XXV Aprile, collaborazione che continuerà e rafforzerà ancora di più questa partnership con CUS Milano. PWC c’è dove c’è sport e continua a sostenerlo, oggi con ancora più convinzione”. Luca Ruggi HR Director PwC Italia


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Eleonora Anna GIORGI DA DOHA A TOKIO Anche se nel frattempo preparava un’olimpiade fra le “vecchie guardie” c’è chi se la ricorderà ancora ai Campionati Nazionali Universitari in quella maglia blu scuro che era la divisa di CUS Milano.

Da quando nel 2007 fece i primi passi nella marcia con Vittorio Zeni Eleonora Anna Giorgi è cresciuta tanto, arrivando a togliersi enormi soddisfazioni in ambito nazionale prima, internazionale poi. Il 2019 è l’anno di due nuovi risultati di assoluto prestigio: a maggio l’esordio nella 50km ad Alytus, Coppa Europa, è valso alla marciatrice brianzola sia la vittoria che il record europeo sulla distanza. In settembre, nello stesso format, arriva la soddisfazione più grande: il bronzo ai Mondiali di Atletica Leggera tenutisi a Doha in una gara segnata da condizioni climatiche al limite. Un’annata brillante, degna di un atleta che ha sempre dato il meglio sia in pista (olimpionica già a Londra 2012 e Rio 2016 e ora in preparazione per Tokio 2020) che nello studio (una laurea specialistica in Economia in Bocconi e un master in Sport Management, Marketing and Society all’Università Bicocca) e che, in occasione del Volo dei Talenti 2019, ha spinto il CUS Milano a riconoscerle il il titolo di

“Atleta dell’anno”. Come si diventa una marciatrice? Per caso! Sono sempre stata innamorata dell’atletica: alle scuole media ho iniziato con le campestri per poi passare al mezzofondo e mi piaceva tantissimo. In seguito ad un infortunio, negli anni in cui mi allenavo a Mariano Comense con Vittorio Zeni, dietro consiglio di mia madre iniziai con la marcia perché meno traumatica della corsa. Era il 2007, avevo diciotto anni: un’età a cui spesso molti ragazzi appendono le scarpette al chiodo per seguire altri interessi, studiare o lavorare. Io, invece, mi innamorai della marcia. Eri già orientata al professionismo? Non avevo in mente di farne una professione, muovevo i miei primi passi e inizialmente alle gare arrivavo ultima con i master che mi passavano la spugna. Poi piano piano sono arrivate le soddisfazioni: il primo campionato italiano giovanile, la vittoria del titolo italiano,


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le prime manifestazioni internazionali a livello assoluto fino ad arrivare alla prima olimpiade nel 2012 (una gara fra le più belle che a pensarci mi dà ancora i brividi). Da lì ho capito che potevo ancora migliorare e raggiungere altri risultati. Una 50km dura circa quattro ore: cosa passa per la testa in un tempo così lungo? La 20 km, format in cui gareggiavo fino all’anno scorso, dura circa 90 minuti (una partita di calcio) e devo dire che passano in fretta. Quando sono passata alla 50km il problema, oltre a stare sulle gambe per quattro ore, è stato anche mentale. Abituarsi a far fatica per così tanti chilometri non è semplice. In gara penso a tantissime cose, cose positive per darmi la carica. Nel clima estremo di Doha, con quaranta gradi percepiti, pensavo che dopo la gara sarei stata in vacanza, cercavo di pormi dei microbiettivi per spezzare la fatica. Pensavo anche ai sacrifici che avevo fatto per essere lì, a tutte le persone che avevano creduto in

me, e questo mi ha aiutato molto a non mollare. La 50km è un format al quale sei “nuova” ma che ti ha dato subito soddisfazioni… Ho iniziato quest’anno ad Alytus in Coppa Europa, dove oltre a vincere la gara ho riscritto il record europeo. Poi è arrivato il bronzo a Doha. Devo dire che non era scontato: molti mi dicevano che siccome andavo forte nella 20km sarei potuta andare forte anche nella 50km. In realtà il risultato l’ho costruito giorno per giorno, chilometro dopo chilometro. È passato qualche mese dai mondiali di Doha. Ora, a mente fredda, come rivedi questo risultato? Sicuramente la medaglia mi ha dato veramente una bella carica ed energia per ripartire e preparare al meglio la prossima stagione che avrà il suo culmine a Tokio 2020. La medaglia, oltre alla gioia e alla soddisfazione di averla vinta, dà soprattutto una consapevolezza maggiore dei propri mezzi e delle proprie capacità. Come questo traguardo, il migliore raggiunto


finora, si inserisce nella tua carriera di atleta? In questi anni sono andata molto vicino ad una medaglia, anche quanto preparavo la 20km. È dal 2014 che la inseguivo e come ho detto anche in altre interviste quella di Doha è stata la “medaglia della perseveranza”, un po’ a causa di infortuni, un po’ a causa di squalifiche c’ero già arrivata veramente vicina. Averla sognata tanti anni e poi essere riusciti a vincerla è sicuramente uno stimolo. Non vedo questo traguardo come un punto di arrivo, anzi. Tokyo sarà la tua terza olimpiade, come vedi il 2020? Il 2020 sarà un anno molto ricco, sia perché ci saranno le olimpiadi (nelle quali è in dubbio il format della 50km), sia perché nella prima parte di stagione abbiamo deciso che gareggerò nella 50km. Noi marciatori avremo la Coppa del Mondo a Minsk in maggio, primo obbiettivo di stagione. Poi mi concentrerò sulla 20km olimpica, con l’obbiettivo di cercare di competere con le migliori al mondo. Sono molto ambiziosa e mi piace sognare in grande. Se la tua carriera agonistica è brillante la tua carriera universitaria non è da meno. Per chi fa

sport ad alti livelli intraprendere questa strada non è scontato; come mai hai fatto questa scelta? Sono molto orgogliosa del mio percorso di studio. Ho sempre cercato di coniugare le due attività, anche se devo ammettere che non è stato semplice. Ci vuole certamente impegno e organizzazione. All’inizio del mio percorso universitario avevo già introdotto i doppi allenamenti, al mattino e al pomeriggio. Spesso studiavo sulla 90 o in metropolitana: cercavo di sfruttare ogni minuto libero per studiare per poi arrivare al campo e concentrata esclusivamente sull’allenamento. C’è stata una influenza fra le due attività? L’atletica mi ha insegnato a non mollare mai, il raggiungimento di un obbiettivo lo devi costruire. Ricordo che il primo esame universitario che feci fu matematica e presi 14/30 al primo parziale: “l’università non fa per me” pensai. L’esperienza dell’atletica, dove un risultato costa sacrificio, mi spronò a riprovarci e all’esame generale presi 26/30. L’università invece mi ha insegnato come lavorare in gruppo, il rispettare orari e scadenze. Dopo la laurea in Bocconi hai frequentato un master in Sport Management in Bicocca, vor-


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resti lavorare nello sport anche dopo il ritiro come atleta? Mi iscrissi ad economia perché mi aiutava a capire la realtà, quello che accadeva intorno a me. Quando poi decisi di fare il master in Sport Management & Marketing in Bicocca lo scelsi nell’ottica di rimanere nel mondo dello sport. Come atleta do molte cose per scontate: vado ad una gara e mi aspetto che l’organizzazione sia perfetta, ma la macchina organizzativa, specie se si tratta di un grande evento, è qualcosa di impressionante. Se manca anche solo una cosa piccolissima magari la gara non può partire. Mi piacerebbe lavorare nell’organizzazione degli

eventi, ma mi piace anche la parte di marketing. Vedremo! Come la professionalità di un atleta può poi diventare professionalità in ambiti altri? Credo che l’esperienza acquisita in questi anni durante le gare potrebbe aiutarmi un domani nella mia attività professionale. L’atletica mi ha insegnato tanto non solo dal punto di vista organizzativo ma anche dal punto di vista psicologico. Quando si ha un sogno, un obbiettivo, si deve cercare di raggiungerlo nonostante gli ostacoli che possiamo incontrare.


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borit untem quiaspel invent. Dus sit evel ipsa con cone sapid que no


CRISTINA LAERA L’eccellenza è questione... di tecnico Cristina Laera è salita per la prima volta sul tatami a 8 anni e non ne è più scesa. Atleta universitaria negli anni degli studi, dopo i suoi ultimi Campionati Nazionali Universitari nel 2007 ha mantenuto i rapporti con il mondo cussino seguendo le squadre Taekwondo CUS Milano nella massima competizione universitaria nazionale, con le quali ancora oggi non mancano le soddisfazioni. Nel 2015 fonda la Sezione Taekwondo CUS Milano con sede al PalaCUS Idroscalo e riprende con rinnovato impegno l’attività di atleta conseguendo risultati di rilievo sia a livello nazionale che internazionale. Insignita dal CONI con tre medaglie di bronzo al valore atletico, nel 2019, in occasione del “Volo dei Talenti”, il CUS Milano le riconosce il premio “Tecnico dell’Anno”. Domanda di rito: come ti sei avvicinata al Taekwondo? Ho iniziato a praticare Taekwondo nel 1990, sono praticamente 30 anni che pratico questo sport. Mi sono avvicinata per una conoscenza: ero annoiata dalla piscina e mia mamma, che conosceva un maestro di Taekwondo, ha deciso di portarmi in palestra. Avevo 7 anni. Come atleta hai avuto ottimi risultati nel tuo percorso agonistico…

Al mio ultimo anno di università, nel 2007, ai CNU di Jesolo vinsi la medaglia d’oro nel combattimento. Poi nel 2009 mi aggiudicai il mio primo italiano assoluto nella specialità Forme. Negli anni seguenti fra argenti e bronzi non riuscivo ad ottenere i risultati sperati. Nel 2015 ho iniziato un percorso di Mental Training, per il quale devo ringraziare il mio mental coach Cristiano Bonora, e di allenamento specifico. anche intrapreso una nuova carriera lavorativa che si è ben incastrata con questo rinnovato impegno. Tutto questo mi ha portato a vincere nello stesso anno il campionato italiano assoluto per poi ripetermi anche nel 2017, 2018 e 2019. Come si fa a mantenere viva una passione così a lungo? Non è stato facile. L’adolescenza ha sempre le sue insidie. A 14 anni ho raggiunto la cintura nera e, visto il traguardo raggiunto, la voglia ha cominciato a calare.


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Sono stati bravi i miei allenatori, al tempo Pasquale Macchiarulo, Giancarlo Tosoni e Massimo Frosi, che mi hanno proposto di cominciare a fare un po’ di gare serie. A 15 anni ho fatto il mio primo campionato italiano di combattimento, ho iniziato la dieta ed in generale mi sono un attimo riassettata. Da lì è tornato l’interesse per la pratica del Taekwondo, dovuta anche al fatto che in quegli anni sono entrata nel vivo dell’attività non solo per la parte agonistica, ma anche per quanto riguarda la dimensione societaria. È stato un momento in cui il mio approccio a questo sport è cambiato. Diventare maestro è una prosecuzione naturale della propria attività di atleta? Non per tutti. Gli insegnanti, se hanno orizzonti aperti, appena hanno un allievo cintura nera e lo vedono coinvolto nell’attività e interessato a insegnare, a 18 anni lo mandano a conseguire la qualifica di allenatore. Difatti ho preso la mia qualifica a quell’età. Dopo di che si viene inizialmente coinvolti nella gestione dei più piccoli, ma diventare poi maestro

non è facile. Devi essere costante, tutti i giorni devi avere la voglia di andare in palestra contento di insegnare, inventarti sempre cose nuove, fare in modo che il tuo atleta si senta coinvolto nell’attività, spremuto ma rispettato. Quando non c’è rispetto fra maestro e atleta probabilmente il primo ha sbagliato qualcosa. Quindi non è scontato intraprendere questa strada. Come si combinano per te essere un atleta e allo stesso tempo essere un maestro? Devo dire che, da grande, ho riscoperto la bellezza di essere atleta. Questo è stato possibile grazie ad un approccio nuovo all’agonismo. Inoltre vincere aiuta a vincere, e soprattutto aiuta a far piacere l’agonismo come dimensione sportiva. Sicuramente quando ho cominciato ad insegnare non ero un atleta, o al massimo ero un atleta non totalmente coinvolto. C’è stato poi un momento di rivoluzione nella mia vita durante il quale ho deciso che volevo fare l’atleta e volevo farlo bene, visto che ne avevo anche la possibilità, e ad insegnare come dico io. Devo dire che i ragazzi mi danno grandi soddisfazioni.


Come sei arrivata a fondare CUS Milano Taekwondo nel 2015? Prima di CUS Milano ero presidente di una associazione di Cologno da circa 3 o 4 anni. Ero affossata dalle responsabilità e quindi nel 2015 ho pensato di lasciare palestra e lavoro con l’obbiettivo di dedicarmi al Taekwondo. Parlando con Valerio (Valerio Caso ndr), che conoscevo dai miei primi CNU del 2002 e che già dopo l’università aiutavo nel seguire le squadre del CUS Milano per i CNU, ho proposto di aprire un corso all’Idroscalo. Abbiamo dovuto scartare molte ipotesi, ma ha aiutato molto avere a disposizione luogo per corsi e allenamenti e aver ricevuto molti aiuti come ad esempio la donazione del tatami. Il CUS Milano ha dato la piena disponibilità su ogni aspetto e i risultati sono arrivati! Sei stata atleta ai CNU. Qual è la particolarità di fare sport a livello universitario? È un modo per conoscere altri ragazzi che praticano il tuo stesso sport ma che hai modo di vedere solo quando vai a CNU. Magari nelle gare ti trovi sempre a dover combattere con loro, mentre i CNU sono l’occasione di stare nella stessa squadra. Dall’altra parte i CNU sono una festa: non c’è quell’ansia da prestazione che si ha nei campionati assoluti, dove devi raggiungere il risultato perché in gioco ci sono molte occasioni. Sono una festa, sei lì per divertirti, conosci molta gente, hai meno pressioni: quello che mi è sempre piaciuto dei CNU è questo! Si parte preparati, perché comunque sono campionati che hanno una dimensione agonistica, ma con una mentalità di divertimento. E quando ci si diverte arrivano i risultati. Ai miei ultimi CNU, nel 2007, arrivavo da un periodo di convocazioni in nazionali per la specialità delle forme dove avevo perso una gara per 1/100: ero super arrabbiata. Inoltre un ginocchio mi dava noie e non avrei nemmeno dovuto combattere. Ho pensato “massì, combatto comunque”: ho fatto tre incontri molto belli. Quando ho vinto i miei compagni mi hanno riempito di spritz che avevo ancora l’armatura addosso: un ricordo indimenticabile. A fine manifestazione ho portato a casa un oro in combattimento e un argento nelle forme. Idee e progetti per il futuro?

Siamo una Sezione molto piccola, con una trentina di tesserati, e la nostra palestra è difficilmente raggiungibile. Questi fattori mi danno il vantaggio di avere la certezza che i nostri ragazzi sono atleti che vogliono fare Taekwondo. I nostri progetti prevedono certamente di aumentare i numeri, farci conoscere e raggiungere buoni risultati nelle gare di questa stagione. Il Taekwondo sta iniziando ad essere conosciuto sia grazie ai successi della nazionale, sia grazie allo spazio raggiunto nei canali media (un esempio fra tutti il premio Golden Buzzer ricevuto dal World Taekwondo Demonstration Team a Italia’s got Talent 2020), che sono di grande promozione a questo sport sia nel contesto agonistico che sociale.


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COR RI

BICOCCA

Il 20 ottobre 2019, il quartiere della Bicocca è stato il teatro della seconda edizione della Corribicocca. La corsa inclusiva, organizzata dall’Università degli Studi di Milano Bicocca e il CUS Milano, ha visto la partecipazione di oltre 2500 corridori. La corsa è arrivata alla sua seconda edizione, organizzata per la prima volta nel 2018, per festeggiare i 20 anni di vita dell’Università Bicocca. PwC ha contribuito insieme a Unimib e a CUS Milano a organizzare questa grande manifestazione, all’insegna dello sport e dell’inclusione.

La competizione si è svolta in quattro diverse modalità: la 10 km agonistica, una 10 km non competitiva e la classica 5 km popolare aperta anche a squadre di tre elementi. La corsa si è sviluppata interamente su un percorso che ha attraversato il quartiere della Bicocca, i concorrenti hanno avuto così la possibilità di esplorare lo storico quartiere, una zona rinata grazie al piano di riqualificazione promosso da Pirelli più di trent’anni fa e che ha visto l’Università degli Studi di Milano Bicocca diventare il punto di riferimento di tutta la

zona. La Corribicocca 2019 non ha solamente coinvolto un intero quartiere o l’intera università, ma tutta la città di Milano. Più di 2500 persone, tra studenti, genitori, appassionati di running e professionisti, si sono messi alla prova e hanno fatto quello che più amano fare: correre. Giovanna Epis, corridore dell’Arma dei Carabinieri e medaglia di bronzo all’European Cup dei 10.000


metri 2019, ha partecipato a questa edizione della Corribicocca, alzando ulteriormente il livello della competizione. La Epis ha concluso la corsa in 33.16, conquistando la medaglia d’oro. La Corribicocca si è rivelata un ottimo esercizio prima della Half Marathon di Valencia. Per quanto riguarda la 10 chilometri maschile, Riccardo Tamas-

sia si è aggiudicato il primo posto di questa Corribicocca 2019, chiudendo il percorso in 30’43”. Ma la Corribicocca è soprattuto inclusione e divertimento, nonostante le condizioni meteo avverse, centinaia di appassionati si sono presentati allo start di Viale Sarca. Il Bicocca Stadium, inaugurato solamente un mese prima, ha fatto da cornice all’intero evento, ospitando il palco delle premiazioni, da cui Germano Lanzoni, volto noto del Milanese Imbruttito e speaker dell’AC Milan, ha animato l’intero evento, portando alla Corribicocca il suo sarcasmo alla milanese. Il presidente del CUS Milano,

Alessandro Castelli e la Rettrice dell’Università degli Studi di Milano Bicoccca, Giovanna Iannantuoni, hanno dato il via alla corsa, quasi a rappresentare la sinergia tra le due realtà per la realizzazione di questo evento. Prima della gara Giovanna Iannantuoni ha ribadito più volte l’importanza dei valori che Corribicocca vuole trasmettere: “Corribicocca è una mano tesa che diamo a tutta la città di Milano, l’inclusività è chiara, ci sono bambini, adulti e persone più agè. E’ una festa per tutti, sia per chi è un corridore provetto, sia per chi camminerà”. L’augurio è quello di poter crescere ancora e portare la corsa inclusiva allo step successivo, l’appuntamento è quindi tra meno di un anno alla Corribicocca 2020.


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#LIKEAPRO A canestro sul parquet di Olimpia Milano Anche per la stagione sportiva 20192020, CUS Milano e Olimpia Milano hanno deciso di rinnovare una partnership che vede le due società collaborare da più di tre anni. Il torneo di basket Milano Basket Challenge, organizzato per la prima volta nel 2018, ha dato il via a questa intesa. La collaborazione è poi continuata con la nascita di Milano Sport Challenge, all’interno del quale è confluito MBC. Il legame tra queste due società si è consolidato ulteriormente grazie all’esordio della Winter Cup dei CMU sul prestigioso parquet del Forum d’Assago. In occasione di cinque partite di Eurolega dell’Olimpia Milano, sono state disputate altrettante partite dei Campionati Milanesi Universitari. Entrare dal cancello varcato tutti i giovedì dalla squadra 28 volte campione

d’Italia, poter provare l’emozione di riscaldarsi con i palloni dell’Eurolega e mettersi alla prova sul parquet più importante d’Italia, si è rivelato qualcosa di unico per gli studenti cussini. I ragazzi hanno avuto la possibilità di assistere anche ai match di Eurolega dell’Olimpia Milano, usufruendo una scontistica dedicata esclusivamente a CUS Milano. I nostri giocatori hanno potuto vivere un’esperienza a 360 gradi, dalla loro entrata in campo nel pomeriggio, fino ad arrivare all’entrata in campo dei giocatori professionisti a poche ore di distanza. Il cosiddetto “effetto Forum” ha alimentato l’agonismo e la competitività delle partite CMU. Già alla prima partita sul parquet di Assago si è percepita la voglia dei ragazzi di impressionare e fare bene, portando la partita

Cattolica – Statale Verde all’overtime. Dulcis in fundo, l’ultima partita giocata al Forum d’Assago, ha visto la sfida al vertice della Winter Cup, San Raffaele e Statale Bianca. Il campo del Forum ha decretato Statale Bianca campione d’Inverno, sorpassando la capolista San Raffaele che aveva fino ad allora dominato la Winter Cup. Al Forum non

è andato in scena solamente il basket maschile, un pomeriggio è stato dedicato interamente al triangolare femminile CMU. Sul parquet di Assago si sono sfidate le ragazze di Cattolica, Bicocca e Statale. A uscirne vittoriose sono state proprio le ragazze di Festa del Perdono, che si sono imposte su entrambe le avversarie.


Le partite CMU ad Assago hanno inoltre evidenziato l’entusiasmo degli studenti verso le squadre della loro università. Nelle cinque partite, il pubblico registrato ha viaggiato a oltre 50 spettatori di media. Con la partita San Raffaele – Statale

Bianca che ha visto la presenza di ben 159 supporter. I CMU al Forum non sono ancora finiti, torneranno a marzo, quando si giocherà la finalissima del torneo che decreterà i campioni milanesi universitari della stagione 2019/2020!

L’Olimpia Milano ha dimostrato di credere in questo progetto, supportando al cento per cento l’iniziativa. Offrendo ai nostri ragazzi un’esperienza unica, che non tutti i giovani cestisti possono raccontare di aver vissuto.


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ATTIVITÀ FEDERALE Una novità “in rosa”

Il CUS Milano all’esordio nel calcio a 5 Il calcio a 5 femminile si fa largo tra le realtà federali del CUS Milano. Su iniziativa del CUS Statale, la scorsa estate CUS Milano ha deciso di aprire la sua matricola nella Federazione Italiana Giuoco Calcio, iscrivendo per la prima volta una sua squadra nel campionato di calcio a 5 femminile. Un ‘esordio’ assoluto, nato con un obiettivo preciso. «La nostra idea - spiega Nicolò Gelao, dirigente della neonata formazione - nasce da una specifica volontà: fornire un servizio in più alle tantissime studentesse universitarie (milanesi o fuori sede) intenzionate ad avvicinarsi per la prima volta al mondo del calcio a 5, coniugando l’impegno universitario a quello sportivo». Una realtà nata e promossa con i valori che da oltre 70 anni contraddistinguono il CUS Milano, immediatamente colta dalle studentesse. «Da agosto a ottobre, giorno più giorno meno – prosegue Gelao -, abbiamo ricevuto oltre 70 richieste. Tanto è dovuto al grande successo che ha ottenuto l’Italia ai Mondiali di calcio a 11 femminile. Molte ragazze hanno cavalcato l’onda del richiamo mediatico che, finalmente, il calcio femminile ha avuto a livello nazionale». Ed è così che lo staff (composto dai mister Stefano Cocchini e Riccardo Franco, oltre che dal preparatore atletico Valerio De Marchi e dall’allenatore dei portieri Gianluca Vettorato) ha ‘sacrificato’ gli ultimi giorni di ferie per mettere in piedi una rosa che fosse fin dal primo anno competitiva nel campionato regionale di Serie C. «Il nostro

desiderio - confessa Gelao - è quello di creare un progetto continuativo nel tempo. Con un occhio ai risultati, ma senza perdere di vista il nostro obiettivo. Dopo questa prima stagione di rodaggio, cercheremo sicuramente di fare il grande salto in Serie A2. Difficile, ma con la giusta determinazione niente è impossibile». Il girone d’andata della Serie C regionale ha infatti confermato la validità dell’iniziativa. Dopo le prime gare, le ragazze del CUS Milano occupano saldamente la quarta posizione in classifica. «Un importante punto di partenza, soprattutto alla luce del fatto che molte di loro sono alla primissima esperienza in un campionato federale dopo anni passati nei tornei amatoriali», ha dichiarato il mister Stefano Cocchini. La classifica, in ogni caso, è molto corta e la prima posizione dista al momento solamente 6 lunghezze. Non si esclude quindi che un buon girone di ritorno possa anche far scalare ulteriormente la graduatoria. «L’importanza di promuovere lo sport femminile - sottolineano dal CUS Statale, che ha fatto partire questo progetto - è per noi una priorità assoluta. Ci siamo messi in gioco, convinti che questa idea di calcio a 5 ‘in rosa’ possa portare grandi benefici al movimento sportivo universitario. Mancava questo tipo di proposta a Milano, che altri CUS in Italia avevano già sposato con importanti risultati. Ci siamo arrivati anche noi e non abbiamo intenzione di essere una semplice meteora». Ma l’attività di questa sezione di calcio a 5 non si è fermata


esclusivamente al campionato regionale di Serie C femminile. La giovane età delle tesserate, infatti, non è passata inosservata. «Con nostra grande sorpresa – spiega Nicolò Gelao - dalla società Aosta 511 è arrivata la proposta di partecipare al campionato nazionale sperimentale Under 19. Un invito che ci è poi stato fatto anche direttamente dalla Federazione: si tratta di un torneo che ha lo scopo di promuovere la diffusione della disciplina tra le giovanissime, ma che a tutti gli effetti assegna il titolo di campione d’Italia. Ci siamo ritrovati, così, in pochi mesi dall’avvio del progetto a lottare per le Final Eight scudetto». Risultati alla mano, un traguardo neanche troppo irrealizzabile. Alle tre ragazze classe 2000 (fuori quota per la categoria) e all’unica 2001 già presenti in rosa, sono così state aggiunte altre giovani giocatrici provenienti dagli istituti superiori del territorio. «Non ci poniamo alcun limite», ha dichiarato l’allenatore della squadra Riccardo Franco. Al Campionato

Nazionale Under 19 di calcio femminile prendono parte 12 squadre in tutta Italia. Il CUS Milano è l’unica squadra iscritta dell’intera Lombardia. «Dal comitato regionale della FIGC – prosegue Franco – ci hanno definito un ‘vanto’. Mai prima d’ora la Lombardia aveva portato una squadra Under19 femminile a un campionato nazionale. Sicuramente per noi questo è motivo di grandissimo orgoglio. Speriamo di poter portare il più in alto possibile i colori di CUS Milano, CUS Statale e dell’intero nostro comitato». A conclusione di questa ottima prima parte di stagione c’è da segnalare che quattro tesserate del CUS Milano sono state convocate per i primi raduni della Rappresentativa Lombarda, selezione che nella settimana di Pasqua andrà in Veneto ad affrontare il prestigioso Torneo delle Regioni. A ricevere la convocazione sono state Valentina Giordi (classe 1996), Nadia Stoppani (1996), Maria Zanzotto (1998) e Caterina Lanfranconi (2000).


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