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L’Editoriale

//L’Editoriale di Maria Luisa Mastrogiovanni

continua dalla prima

martoriata del basso Salento. Ho almeno tre motivi per credere questo. Uno: in questi 12 mesi sono stata testimone di una presa d’atto, da parte di una larga fetta della popolazione ugentina, una presa d’atto e di consapevolezza della necessità di un impegno in prima persona, di una maggiore presenza e sorveglianza sull’agire politico di chi è stato eletto. Ho idea che gli ugentini, avendo presa coscienza delle urgenze ambientali (sfruttamento selvaggio del parco naturale e bomba ecologica di Burgesi) in atto da anni sul loro territorio, vorranno sentir parlare di programmi, possibilmente coraggiosi. E’ quanto mi auguro. Due: l’omicidio di Basile ha scosso profondamente le coscienze delle persone, anche se il muro di omertà ancora non è stato scalfito. Non permetteranno a nessuno di “riempirsi la bocca” col suo nome. Tre: il ruolo della Chiesa.

Ugento e Casarano: dUe Città sotto i riflettori Nonostante le scintille volate tra don Stefano Rocca e il vescovo De Grisantis, entrambi stanno lavorando per la moderazione dei toni. Chi è presente nei consigli comunali, ai comizi, alle manifestazioni politiche, non può non notare la presenza preziosa di don Stefano che osserva, in silenzio, quanto si dice e quanto si fa. Come a dire “c’è Chi vi vede e sa”. Passiamo all’altra città: Casarano. La campagna elettorale per la poltrona di primo cittadino è iniziata molti mesi fa e le candidature sono di fatto il risultato di una frattura all’interno dei due partiti principali. Ma superata questa fase iniziale, i cittadini hanno voglia di capire che cosa abbiano da dire i candidati. Non hanno voglia di vedere tirar fuori beghe personali, non è su quelle che sono chiamati ad esprimersi e non saranno quelle a far spostare il gradimento.

Se il livello dell’agone politico scende così in basso, è la dimostrazione che si vuole mutuare sulla politica locale un modello che ha preso piede a livello nazionale, dove le prime pagine dei giornali sono state occupate dalle foto di una diciottenne sconosciuta, della sua festa di compleanno e della successiva separazione del presidente del Consiglio, mentre a l’Aquila si scavava ancora tra le macerie. La città di Casarano ha ricoperto per anni un ruolo economico centrale per l’intero Salento. E’ stata travolta dalla crisi più di tante altre realtà, ma come i casaranesi sanno fare, con forza e dignità sta cercando di darsi una nuova chance. Spero che i candidati e i big politici di riferimento sappiano farsi interpreti di questa dignità dimostrata dai cittadini casaranesi. Che non parlino di brioche quando il popolo ha fame. E’ quanto mi auguro.

il mensile del salento Anno VI - n. 58 - 15-21 Maggio 2009 Iscritta al numero 845 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 27 gennaio 2004

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BOLLETTINO DEI NAVIGANTI

// Opinioni dal Tacco PiCColi ComUni e tagli alle sPese. ottimi temi da CamPagna elettorale di MARIO DE DONATIS m.dedonatis@iltaccoditalia.info

Al di là dei vincoli della crisi finanziaria globale, tradottasi anche in economica, con gravi riflessi del Pil sulla occupazione, occorre por mano ed, oggi, a maggior ragione, a interventi strutturali per ridurre la spesa improduttiva della pubblica amministrazione. In un precedente intervento ho cercato di delineare un percorso per recuperare ruoli e risorse in favore delle Province. Perché se la scelta politica è orientata a confermarle in vita non si possono far coesistere altri enti ed organismi che ne hanno minato, ne minano, la sopravvivenza. Ma, oggi, occorre affrontare un altro capitolo, quello dei “piccoli Comuni”. Fermo restando che “l’autonomia” è un bene prezioso per la identità di una comunità e per la stessa democrazia, di certo, non è possibile in nome di questa mantenere in vita “l’albero della

cuccagna”. La Puglia, fortunatamente, non registra la presenza di Comuni con trentasei abitanti e con dodici rappresentanti istituzionali per lo stesso ma, di certo, se l’obiettivo è quello di ridurre la spesa pubblica e rendere la stessa produttivamente accettabile, non si può non intervenire - e lo si può fare anche a legislazione invariata – per assicurare forme di “aggregazione” per quei piccoli centri urbani che - più di amministratori, molto spesso avamposti di reti clientelari di una politica senza anima – hanno bisogno di servizi ed interventi infrastrutturali. Servizi ed interventi che, per poter essere immaginati e programmati, necessitano di un contesto favorevole, in termini sociali ed economici, e di una lettura territoriale non frammentata. Le consultazioni amministrative del prossimo giugno hanno fatto riaffiorare un problema che va affrontato con urgenza e determinazione, convinti che la

credibilità di una classe politica che si erge a difesa della Puglia, del Mezzogiorno si gioca sul terreno della programmazione e su quanto la stessa è in grado di esprimere, in termini di efficienza e di efficacia, e non su quello del “federalismo fiscale” che, al più, può accreditare quanti hanno assunto la Lega quale sponda politica. Per dare concretezza al presente discorso è sufficiente consultare la dislocazione dei piccoli centri, nel Salento. Quale il grado di servizi e di infrastrutture per i territori che esprimono comunità così piccole? Un sistema di incentivi, per favorire servizi comuni ed infrastrutture necessarie potrebbero innescare i necessari processi di sviluppo, favorire la coesione delle comunità, esaltare le identità, ma in contesti civili proiettati nel futuro. Chi può avviare la sfida? E quali istituzioni? La campagna elettorale potrebbe occuparsi anche di questo.

INDOVINA CHI E’?

La soluzione a pag. 30


// Opinioni dal Tacco IPSE DIXIT // Un hobby per il tempo libero “Il signor Raffaele Fitto, ministro della Repubblica, pare abbia veramente poco da fare se continua ad interessarsi ogni giorno alla mia azienda”. Paride De Masi, amministratore delegato Italgest Nuovo Quotidiano di Puglia, 8.5.2009, p.11 // Orecchie da mercante “E’ del tutto evidente il tentativo in atto da parte di Pellegrino e di Italgest di spostare l‘attenzione parlando di tutto tranne che dei fatti gravissimi abbiamo denunciato”. Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali Nuovo Quotidiano di Puglia, 8.5.2009, p.11 // Delle due l’una “O Fitto è un ministro impreparato o è un calunniatore”. Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce Gazzetta del Mezzogiorno, 12.5.2009, p.IV

commenti e opinioni da

www.iltaccoditalia.net

De Masi: grande opportunità per Casarano e tutto il Salento... E’ follia pensare di farsela sfuggire... meditate gente... rudy @ 11:46-5.4.09 commento alla news “Annullate le Primarie. De Masi candidato sindaco del centrosinistra” www.iltaccoditalia.info/sito/indexa.asp?id=6534#commenti_articolo Tra il cardinal Casciaro, il rampante De Masi e la povera Fersino, voto senz'altro Fattizzo: uno che non crede alla favoletta del "voto utile". Il voto utile è quello espresso con coscienza. Marco Rizzo @ 15:55-21.4.09 Commento alla news “Fattizzo. Un programma in sette punti” www.iltaccoditalia.info/sito/indexa.asp?id=6686#commenti_articolo

Chi Cambia CasaCCa, Chi no e Chi la aPPende al Chiodo di ENZO SCHIAVANO e.schiavano@iltaccoditalia.info

Casarano.Non tutti i rappresentanti istituzionali e dei cittadini uscenti hanno confermato lo schieramento di cinque anni fa. Qualcuno, com’è noto, ha deciso di cambiare schieramento e di saltare il fosso; qualcun altro ha cambiato obiettivo, puntando al Consiglio provinciale; e c’è stato chi ha deciso, invece, di tornare agli affari privati. Cominciamo da quest’ultimi. In questa categoria si possono annoverare l’assessore alla Cultura, Claudio Pedone (Pd), e i consiglieri comunali Claudio Bastianutti (An); Mario Turco, Santo Malagnino, Gianfranco Morgante ed Emanuele Rausa, tutti del Pd. Un altro assessore, l’ex vice sindaco Gabriele Caputo, tenta di entrare nell’assise di Palazzo dei Celestini, correndo con il Pd a sostegno di Loredana Capone. Alle “Provinciali” è candidato anche Francesco Ferrari nella lista “Azzurro Popolare”, il movimento di Aldo Aloisi, che sostiene Antonio Gabellone. Fino all’ultimo Ferrari, che era entrato in Consiglio comunale con l’Udc, è stato in bilico tra uno schieramento e l’altro, finché non ha deciso di scendere “dall’autobus di Ivan De Masi”, il candidato sindaco appoggiato dal centro-sinistra, ma anche dall’Udc e dal movimento “Io Sud”. La maggior

parte degli amministratori uscenti, però, ha deciso di ritentare l’elezione a Palazzo dei Domenicani, sperando in una brillante affermazione personale che potrebbe aprire le porte, oltre che del Consiglio comunale, anche della giunta municipale. Tra i “governanti” uscenti, ci riprovano il sindaco Remigio Venuti e gli assessori Rocco Rizzello, Sergio Abbruzzese, Luigi Crudo, Marcello Torsello e Antonio Memmi. Mentre i primi cinque si trovano nello schieramento di centro-sinistra, l’ex assessore ai Servizi Sociali ha accettato la proposta del ministro Raffaele Fitto ed è passato nella parte opposta. Memmi è candidato sia al Comune sia alla Provincia con la lista “Puglia prima di tutto”. Giuseppe Morgante, assessore fino ad un anno fa, “silurato” da Venuti per far posto a Torsello, nonostante avesse più volte affermato che non sarebbe più entrato in una lista, ha ceduto alle lusinghe di De Masi e si è candidato nella lista del sindaco. Tra i consiglieri comunali uscenti si ripresenteranno in 15. Nello schieramento di centro-destra ci saranno: Antonio Gatto, Giampiero Marrella, Luigino Bartolomeo, Leda Schirinzi (dopo un percorso quinquennale che l’ha portata da destra a

//QUestione di looK Tacco n.56, aprile 2009 Porta gli occhiali o forse no. Ha gli occhi azzurri ma, a pensarci bene, castani. Vi ricordate il gioco “Indovina chi?”, tanto in voga negli anni ‘80? Proprio come in quel gioco, anche in provincia di Lecce è caccia all’identità misteriosa. Solo che bisogna indovinare il candidato alle Provinciali per il centrodestra. Perché, mentre la sinistra ha riempito colonne su colonne di giornali con le danze interne alla coalizione (chi ha fatto un passo in avanti, chi ne ha fatto uno indietro), la destra sorniona è stata in silenzio. Ma forse non a guardare, puntando sull’effetto sorpresa, come Pasqua comanda. Chissà che l’effetto non sia che tra i due litiganti il terzo (polo o Poli) vinca.

sinistra e viceversa), Francesco Capezza, Giorgio Mazzeo (passato dal Pd al centro-destra), Amedeo Sabato (transitato nel centro-destra seguendo il suo partito, l’Udeur) e Rosario Trullo (nominato negli ultimi giorni, al posto del dimissionario Ferrari, e già uscente). Nella composizione politica opposta figurano: Fernando Venuti, Rocco Greco, Antonella Barlabà, Antonio Maggio, Sasà Stanca, Paolo Zompì (gli ultimi tre hanno lasciato il Pd) e Attilio De Marco (Udc, partito che sostiene De Masi). De Marco era all’opposizione nella Consiliatura appena terminata. //diritto di rePliCa Claudio Casciaro, candidato sindaco a Casarano, in riferimento all’editoriale uscito sullo scorso numero del Tacco, dal titolo “Programma elettorale: bigiotteria al posto dei gioielli di famiglia” a firma di Enzo Schiavano, tiene a precisare che l’argomento relativo all’ipotetico passaggio di proprietà del Castello Pio al Comune di Casarano e di palazzo de Judicibus alla Provincia non è nella sua agenda di candidato, ma lo è stato in quella di consigliere provinciale (in carica fino al 6 giugno). Precisa inoltre che il valore di Castello Pio, così come stimato al febbraio 2009 dall’Ute, risulta di 1.193.208 euro, mentre palazzo De Judicibus, secondo la stima sommaria del Comune, vale 980.000 euro. Il Consiglio provinciale nella seduta del 9 aprile 2009 n°26 ha deliberato all’unanimità l’Oggetto “immobile provinciale Castello Pio. Indirizzi alla permuta”, avviando in tal modo esclusivamente una fase interlocutoria con l’Amministrazione comunale di Casarano. Il consigliere prov. CC sottolinea la validità dell’idea progettuale condivisa dall’intero consiglio prov. di destinare il parco “Tommaso Pio” ai bambini della città e di destinare Palazzo de Iudicibus dopo la improcrastinabile ristrutturazione a sede decentrata della Provincia di Lecce.


// Amministrative //Casarano //Carte d’identità di LAURA LEUZZI l.leuzzi@iltaccoditalia.info

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i vediamo sorridere ogni giorno dall’alto di manifesti che portano impresso il loro, più o meno colorato, nome. Chi a chiedere fiducia ed appoggio agli elettori, chi a proporre la propria idea di città, chi a chiedere spunti per costruirla insieme, questa Casarano. Ma dei candidati sindaco, che cosa sappiamo? Delle loro abitudini, delle loro passioni e, perché no?, anche dei loro vizi? Poco, forse. Ecco perché abbiamo deciso di presentarveli in un’ottica nuova. Da vicino.

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in QUattro

SFIDA A COLPI DI RIVELAZIONI. GLI ASPIRANTI SIN Storia politica personale: Militanza sin da giovane nella Democrazia Cristiana; consigliere comunale per due legislature; fondatore del Partito Popolare a Casarano; fondatore della Margherita; presidente provinciale della Margherita; consigliere provinciale ed assessore; presidente della Commissione Cultura. Politico preferito: Alcide De Gasperi La massima: fides familia labor

Nome e cognome: Claudio Casciaro Luogo e data di nascita: Casarano, 10 settembre 1956 Altezza: 1,70 m Peso: 78 kg Taglia: 52 Numero di scarpe: 40 Titolo di studio: laurea in Farmacia, presso l’Università degli studi di Bari Professione: farmacista Stato civile: sposato Figli: due, Salvatore ed Antonio // Personalità ed interessi Hobby: lettura e giardinaggio Vizi: gola Virtù: semplicità Amo: i valori e la famiglia Odio: l’arroganza // Curriculum politico La prima tessera: nel 1985 per la Democrazia Cristiana

// Campagna elettorale Coalizione alle Amministrative: liste civiche di centro e alleanza con il Popolo delle Libertà e con La Puglia prima di tutto Appello di voto: Votate per me per una città più libera, più bella e più solidale.

INTERESSI, CURRICULUM POLITICO, VIZI E VIRTÙ. I CANDIDATI SI SONO MESSI A NUDO PER I NOSTRI LETTORI il tacco d’Italia

voro, mi propone. Oggi è la volta della politica Odio: il provincialismo. Vivere e agire in provincia non significa dover essere provinciali. // Curriculum politico La prima tessera: non ho mai avuto una tessera di partito Storia politica personale: mi riconosco negli ideali dell’area moderata dei cattolici democratici; la mia formazione è Nome e cognome: Ivan De Masi Luogo e data di nascita: Casarano, 8 avvenuta in quegli ambienti Politico preferito: Barack Obama marzo 1969 La massima: Se hai due strade davanti Altezza: 1,80 m a te, scegli la meno battuta Peso: 64 kg Taglia: 44 // Campagna elettorale Numero di scarpe: 39 ½ Titolo di studio: Laurea in Economia e Coalizione alle Amministrative: otto liste: “Con Ivan De Masi sindaco”, “Io amministrazione d’impresa a Lecce Sud”, “Casarano - Città dei valori”, Pd, Professione: imprenditore Socialisti, Udc, Verdi, “Casarano semStato civile: sposato con Valentina pre”. Figli: uno, Giovanni Appello di voto: Votate per me perché ho una voglia grande di dare un contri// Personalità ed interessi Hobby e passioni: la musica (provengo buto forte. Perché chi come me è verada una radio e, da ragazzo, suonavo la mente innamorato della sua città non batteria in un gruppo), lo sport, l’arte ha altre scelte. Perché non ha senso starsene comocontemporanea damente in disparte: insieme possiamo Vizi: lavoro troppo Virtù: guardo al futuro con ottimismo realizzare quel sogno, insieme posAmo: le mie squadre di calcio e di pal- siamo realizzare la città che vogliamo. lamano; vivere le emozioni che ogni Chi ha tanto amore per Casarano, salga nuova sfida, nello sport come nel la- a bordo. 8

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sotto la lente

NDACO CI CONFIDANO ETÀ, PESO E PERFINO I VIZI PIÙ NASCOSTI Amo: la vita ed i sentimenti che ne simboleggiano la bellezza Odio: la mediocrità, l'ipocrisia e la mancanza di ideali // Curriculum politico La prima tessera: per i Democratici di Prodi dal 2000 al 2002 Storia politica personale: assessore nella prima giunta Venuti. Mi sono dimesso perché non condividevo più il suo modus operandi (rinunciando alNome e cognome: Enrico Fattizzo l'unica fonte di reddito in quel moLuogo e data di nascita: Casarano, 25 mento) agosto 1968 Politico preferito: Vorrei dire che non Altezza: 1,77 m esiste... ma diciamo Obama Peso: 70 kg La massima: “Chi conosce in profonTaglia: 48 dità, si sforza d'essere chiaro; chi vorNumero di scarpe: 42 rebbe sembrare profondo alla Titolo di studio: laurea in Scienze eco- moltitudine, si sforza d'essere oscuro” nomiche e bancarie, laurea in Filosofia; (Nietzsche) laurea in Giurisprudenza Professione: esperto di Fondi europei e // Campagna elettorale di internazionalizzazione Coalizione alle Amministrative: lista ciStato civile: libero vica “Città Democratica” e lista “SiniFigli: nessuno stra Unita per Casarano”. Appello di voto: Votate per me perché, // Personalità ed interessi in questo scenario paradossale, rapHobby e passioni: Sport (calcio in par- presento la speranza per chi pensa che ticolare), lettura, scrittura e musica la gestione della res publica debba Vizi: qualcun altro direbbe che il suo poggiare sull'onestà, sulla trasparenza vizio è di amare troppo la sua città... e su valori forgiati da un approccio Preferisco rifuggire la retorica intrisa di etico. Votate per me se pensate che il ipocrisia cuore possa ancora smuovere le coVirtù: peferisco astenermi. Saranno gli scienze! Perché non vi prometto illualtri ad individuare le mie virtù sioni dal sapore fatuo. il tacco d’Italia

// Curriculum politico La prima tessera: per il Movimento giovanile Democrazia Cristiana Storia politica personale: dal 1994 consigliere comunale e coordinatrice Collegio camerale; dal 1999 al 2002 assessora alla Pubblica istruzione e al Bilancio per il PPI. Dal 2004 coordinatrice comunale in Forza Italia con candidatura alle elezioni provinciali nel 2004 ed al Senato Nome e cognome: Francesca Fersino nel 2006 e nel 2008. Delegata al 1° Luogo e data di nascita: Casarano, 26 Congresso nazionale del PDL. Politico preferito: Franco Frattini maggio 1958 La massima: “Il dovere fondamentale Altezza: 1,55 m del potere è la sollecitudine per il ‘bene Peso: 68 kg comune’ della società” (Karol Wojtyla) Taglia: 48 Numero di scarpe: 36 Titolo di studio: maturità tecnica com- // Campagna elettorale Coalizione alle Amministrative: schiemerciale ramento nel centrodestra con le liste Professione: bancaria civiche Liber@città, Lista Fersino per Stato civile: coniugata Casarano e Uniti per Casarano. Figli: due Appello di voto: Votate per me perché dobbiamo trasformare Casarano in una // Personalità ed interessi città fiera, forte e felice! Hobby: lettura, giardinaggio, cani e gatti, footing Vizi: gola, possessività Virtù: disponibilità, allegria, ottimismo Amo: la famiglia, il mio paese, l’arte Odio: la superbia, l’arroganza e l’invidia

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//Provinciali //Baldassarre interroga Pellegrino //seconda parte

CinQUe anni ai raggi X

CONTINUA L’INTERVISTA DI RAFFAELE BALDASSARRE, LEADER DI OPPOSIZIONE ALLA PROVINCIA DI LECCE, A GIOVANNI PELLEGRINO, PRESIDENTE USCENTE DI PALAZZO DEI CELESTINI SUGLI IMPEGNI MANTENUTI O MANCATI IN CINQUE ANNI DI GOVERNO

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na battaglia a colpi di domande e risposte. Nello scorso numero abbiamo ripreso una vecchia rubrica, “A colpi di tacco”, in cui esponenti dell’opposizione interrogavano il sindaco o l’amministratore in carica sul fatto e sul non fatto, ed abbiamo chiesto a Raffaele Baldassarre, leader della minoranza provinciale, di fare delle domande a Giovanni Pellegrino, presidente uscente, circa l’attività svolta nell’arco dell’intero mandato. Nella prima parte dell’intervista, che abbiamo pubblicato

la settimana scorsa, Baldassarre aveva chiesto conto della Masseria Torcito, del Piano di sviluppo provinciale, della tassa sugli accessi e, infine, dell’emergenza rifiuti. Pubblichiamo in questo numero la seconda parte dell’intervista. Qui il capo dell’opposizione chiede a chi ha amministrato l’Ente di fare il punto su lavoro ed occupazione, turismo, iniziative culturali e di promozione territoriale.

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Tra il personale della Provincia sono innumerevoli i casi di parenti dei consiglieri, assessori e dirigenti del centrosinistra. Non le sembra uno schiaffo ai tanti giovani disoccupati? “Sono tutte situazioni che ho trovato. Ai dipendenti di ruolo dovevo rispetto; ai lavoratori precari, quali che fossero, dovevo una azione positiva, provando nella maggiore misura consentita dalla legge a sottrarli alla condizione di precarietà, in cui erano stati messi e in cui li avevo trovati”. Stabilizzazioni del personale precario, progressioni dei dipendenti e concorsi per dirigenti hanno provocato l’esclusione dalla Giunta dell’assessore Pendinelli, la sostituzione del dirigente del personale, lo scontro con il segretario generale. E’ certo di avere ragione? “Per ciò che concerne l’assessore Pendinelli pregherei tutti i miei critici di leggere con attenzione il provvedimenti, con cui l’ho revocato. Si avvedranno che non sono stato io a voler eliminare Mario Pendinelli dalla Giunta, ma è stato Pendinelli a mettermi con le spalle al muro, perché evidentemente aveva maturato un’altra scelta politica, che nei mesi successivi è divenuta visibile; tanto è vero che con Mario Pendinelli ho conservato un amichevole personale rapporto. Quanto alla stabilizzazione del personale precario, in parte ho già detto; le stesse sono rientrate in una politica generale ad ampio spettro che abbiamo seguito non solo nell’impiego provinciale, ma anche in Alba Service, in Salento Energia e nell’esternalizzazione di alcuni servizi. Alcune centinaia di lavoratori precari sono stati sottratti ad una situazione di precarietà,

Ha chiesto di “accendere un faro” alla Procura di Lecce sul suo presunto conflitto d’interessi denunciato da Raffaele Fitto. Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce, ha portato in Procura documenti a riprova che i binari di amministratore e titolare di uno degli studi di avvocatura più importanti d’Italia, corrono paralleli. La Magistratura, se fari accende, saranno occhi di bue. Vignetta dal Tacco n. 34, marzo 2007. venendo incontro a forti sollecitazioni in tal senso che mi venivano anche dalle organizzazioni sindacali territoriali. Per ciò che concerne l’impiego provinciale abbiamo operato scelte coraggiose, di cui la Giunta si è assunta la responsabilità. Il dirigente del personale non è stato sostituito, ma dovendosi assentare a lungo per ragioni di salute, non ha inteso assumersi l’onere e la responsabilità di procedimenti complessi; il dirigente, cui li ho affidati, ha compiuto un ottimo e trasparente lavoro; le incomprensioni con il segretario generale sono state rapida-

mente superate”. Dopo gli Stati Generali del Turismo che cosa davvero si è fatto per il turismo salentino? “La Provincia non ha competenze specifiche in materia di turismo. La richiesta di una delega regionale, su cui ho molto insistito, non ha avuto esito positivo. Sin dall’inizio del mio mandato mi è stato chiaro però che nella crisi di un nostro tradizionale manifatturiero leggero (il Tac), che deriva da una situazione mondiale, lo sviluppo del turismo costituiva una risorsa importante. Per favorirlo la

Provincia si è impegnata in una forte attività di marketing territoriale, di cui non a caso ho affidato la delega al più prestigioso dei miei assessori, Maria Rosaria Manieri. Inoltre il territorio e le forze sociali andavano sollecitate in tal senso e gli Stati generali del turismo voluti dalla senatrice Manieri servirono a questo. L’attività di marketing territoriale si è incrociata anche con l’attività culturale della Provincia ed ha visto l’impegno della Provincia in una pluralità di manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale, che sarebbe troppo lungo enumerare. Segnalo per tutti una iniziativa: l’aver trasformato il logo istituzionale ‘Salentod’amare’ dapprima in un marchio registrato, di cui la Provincia ha acquisito durante il mio mandato la piena titolarità, poi in uno dei marchi d’area, nella cui promozione Italia Lavoro, si è impegnata, inserendovi, unica tra le Province italiane quella di Lecce. Oggi ‘Salentod’amare’ è un marchio di qualità, assegnato a centinaia di imprese salentine nel settore dell’ospitalità e in quello della enogastronomia, appositamente selezionate per farle divenire più competitive. Un dato è certo: in questi anni il turismo è cresciuto nel Salento assai più che in tanti altri luoghi d’Italia. Ottima è stata la collaborazione tra Provincia Apt ed Assessorato regionale al turismo. Le negative previsioni dell’opposizione non si sono realizzate, perché dati oggettivi sono venuti a smentirle. Non sarebbe ragionevole affermare che a tali risultati la Provincia di Lecce non abbia dato un forte contributo”.


//Europee //L’intervista //Fabrizio Camilli

“in eUroPa Porto la dignità PolitiCa” DALLA POLITICA SI ERA ALLONTANATO, ANCHE SE SOLO APPARENTEMENTE, A CAUSA DI UN’INCHIESTA CHE L’HA VISTO COINVOLTO IN PRIMA PERSONA E DALLA QUALE È USCITO PULITO. OGGI FABRIZIO CAMILLI CI RITORNA. DA CANDIDATO ALLE EUROPEE di ADOLFO MAFFEI

Fabrizio Romano Camilli, già consigliere e assessore regionale nelle file di Forza Italia, torna nell’agone politico nelle file dell’Udc di Casini e si candida alle europee nella Circoscrizione meridionale. Con quale spirito? “Desidero precisare che il mio non è un ritorno perché non ho mai abbandonato la passione per la politica. Ho approfittato di questo black out che mi sono dato a causa di un’inchiesta, da cui sono venuto fuori pulitissimo e a testa alta, per approfondire le mie conoscenze sull’evoluzione del pensiero politico leggendo moltissimo, ma mi sono anche appassionato allo studio dell’evoluzione delle procedure comunitarie e regionali, ed in particolare sull’applicazione dei percorsi per poter ottenere finanziamenti sul nostro territorio. Ognuno nasce con una passione e la mia è quella di

conoscere non soltanto per me stesso ma soprattutto per essere utile alla comunità in cui vivo. Amo leggere di politica, amo spulciare gli interventi e i discorsi dei grandi della nostra storia contemporanea, da Andreotti a De Gasperi, da don Strurzo a Moro, insomma di coloro che hanno rappresentato il nostro Paese ben oltre l’adesione ad un’ideologia”. Finché non ha ritrovato il gusto dell’impegno diretto. “Sì, ed eccomi di nuovo candidato. Questa nuova avventura la devo a Pierferdinando Casini e a Salvatore Ruggeri i quali non soltanto mi hanno proposto di correre per un seggio a Strasburgo ma hanno anche inteso tenere fermo il punto sul mio nome, quando nell’Udc si è affacciata la possibilità, poi andata a buon fine, di un’alleanza con il movimento Io Sud di Adriana Poli il tacco d’Italia

Bortone la quale, legittimamente, proponeva un suo candidato leccese, l’amico Eugenio Pisanò. Casini e Ruggeri, evidentemente, si fidavano della mia capacità e della mia rinnovata voglia di fare politica, atteso che la mia preparazione e la credibilità personale non è mai stata messa in discussione neanche dagli altri. Oggi mi sento ancor più pronto perché avverto, dappertutto e nettamente, una involuzione generale, come se nessuno volesse più fare la fatica di pensare con la propria testa. A fronte di questo degrado mentale e culturale, chi ha la possibilità di battersi deve farlo, ed i cattolici sono sempre stati avanguardia pensante e coraggiosa dei processi politici italiani. La democrazia, del resto, è questa, non sarà la forma di regime perfetta ma non ne conosco di migliori, diceva Churchill”. 14

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Su che cosa ha maggiormente meditato, in questi due anni di volontario isolamento? “Sulla deriva della politica. Siamo arrivati ad un punto oltre il quale ci si deve domandare se c’è ancora la democrazia, in questo Paese. Questa logica di porsi di agire, così diffusa da essere prossima al pensiero unico di infelice memoria, non solo non mi appartiene, perché non sono mai stato propenso a steccati ideologici, mentre qui ci troviamo in una vera e propria ideologia di ritorno, ma è diventata una ottima ragione per tornare a combattere in prima linea. Se volete Camilli, ho detto a Roma, dovete accettare questa posizione. Mi è stato risposto che sfondavo cancelli aperti! Anche se la leadership di Pierferdinando Casini non é in discussione, l’Udc é un partito impastato dei valori del dialogo, del


confronto, della dialettica ragionata l’altro e non faremo battaglie per le e non pregiudiziale. Io la chiamo, preferenze che, con questo sistema semplicemente, democrazia interna, proporzionale di voto, sono più cosa che nel nuovo grande contenid’una. Quello per cui mi batterò, e tore politico non può esserci. Lì biso- sono certo che Eugenio farà lo gnava essere sempre pronti a stesso, é l’affermazione forte della ossequiare l’unico portatore della ve- nostra lista. Per ciò che mi riguarda, rità il quale decideva chi in Forza Ita- contribuire a portare l’Udc al 12lia doveva sedersi alle poltrone, chi 13% a livello nazionale significa dare alle sedie e chi doveva accontentarsi un segnale eccezionale al Paese e degli strapuntini. alla stessa democrazia malata di Ora, con il Pdl, non cambierà nulla, oggi”. solo aumenteLe elezioni euroranno i posti a se- “QUELLO PER CUI pee sono un dere. Nonostante MI BATTERÒ, E SONO CERTO punto di arrivo o tutto, mi auguro CHE EUGENIO PISANÒ un passaggio inche la politica retermedio di quecuperi la sua di- FARÀ LO STESSO, sto suo rinnovato gnità anche in É L’AFFERMAZIONE FORTE impegno? quel partito”. “Ogni cosa che DELLA NOSTRA LISTA. Le crea problemi faccio mi sforzo di che siate in due, CONTRIBUIRE A PORTARE farla bene. Alle mie lei e Pisanò, a non ci sono L’UDC AL 12-13% A LIVELLO spalle dover pescare rimorsi, semmai nello stesso elet- NAZIONALE SIGNIFICA DARE qualche rimpianto torato? UN SEGNALE ECCEZIONALE per non aver valu“Assolutamente tato con cinismo no. Innanzitutto AL PAESE E ALLA STESSA certe situazioni, DEMOCRAZIA MALATA perché Eugenio, ricerto come sono peto, é un mio che essere galanDI OGGI” caro amico, quindi tuomini, qualunnon lo vedo come un concorrente ma que cosa si faccia, paga sempre: un come un alleato leale. insegnamento di mio padre, che ora C’é poi una ragione più specifica: il che non c’é più, acquista ancora mio elettorato che mi ha seguito in maggior valore. questi anni è ormai fidelizzato, perLe Europee, dunque, oggi sono il mio ché non mi sono mai allontanato dai impegno primario e darò il massimo miei elettori, che sono migliaia. per questo impegno. Io e Pisanò siamo complementari Certo, se guardo più in là non posso all’interno dell’alleanza, uno rafforza non vedere la competizione regio-

nale del prossimo anno e la modalità Par di capire che Fabrizio Romano di questa elezione dove la preferenza Camilli stia già guardando al 2010. é unica e ogni “Questo punto di candidato vale i “SE GUARDO PIÙ IN LÀ vista é esatto voti che porta a NON POSSO NON VEDERE solo parzialcasa. La macNon facmente. LA COMPETIZIONE china regionale é cio una cosa per quella che cono- REGIONALE DEL PROSSIMO onor di firma, sco meglio, molti ANNO E LA MODALITÀ pensando a funzionari e diriun’altra. Se oggi genti sono rimasti DI QUESTA ELEZIONE sono in lizza per DOVE LA PREFERENZA miei amici. Ciò Strasburgo mi che mi preme sot- É UNICA E OGNI CANDIDATO spenderò come tolineare é che le più non posso: lo VALE I VOTI CHE PORTA mie ambizioni devo all’Udc, a personali vivono A CASA” Casini e Ruggeri solo se sono coine, se mi é pervolte in un progetto politico.Io non messo, lo devo soprattutto a me sono importante come soggetto austesso. tonomo, divento importante se sono Ciò detto, sarei ipocrita se non amritenuto utile ad un percorso che rimettessi che l’aver rimesso su strada porti la buona politica al centro la mia macchina organizzativa predell’attenzione della società. Insisto suppone che non viaggerò fino alle molto su questo aspetto della demo- elezioni europee per poi riportarla in crazia, dello stare insieme, perché garage. E la tappa cronologicamente ho vissuto un’esperienza politica successiva a questa di Strasburgo, molto triste, laddove il dibattito deballottaggi per le amministrative e mocratico interno era nullo e tutti in- referendum a parte, é la corsa per i sieme bisognava essere sempre seggi regionali del prossimo anno. pronti a ossequiare l’unico il portaSe poi mi si chiede a quale delle tore della verità. competizioni mi senta più portato, a Vedo che quello stile viene replicato lordo dell’impegno che é sempre lo anche in periferia. stesso, dirò che a Bari ci sono stato, Per non voler stare più in quell’amconosco l’ambiente della Regione, biente asfittico mi riprendo la mia mi sento quasi a casa. Non c’é né storia che é fatta di autentica pascontraddizione, né competizione fra sione civile, di relazioni leali, aperte, le due istituzioni. dialettiche. E, a pensarci bene, neanche incomForza Italia é alle spalle, per fortuna: patibilità…”. oggi mi riprendo la dignità politica”.

//Europee //L’Europa in una striscia //La nascita dell’UE // GLI STATI MEMBRI DELL’UE Sono 27: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. La popolazione conta 497 milioni di abitanti (tra cui 59,1 milioni di italiani), distribuiti su 4234 kilometri quadrati. Le lingue ufficiali sono 23. // CHI NE FARÀ PARTE E TUTTI GLI ALTRI I Paesi candidati a entrare nella Unione Europea, nei prossimi anni, sono: Croazia, Macedonia e Turchia. Venti Stati sono, invece, fuori: Albania, Andorra, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia,

Bosnia-Erzegovina, Georgia, Islanda, Kossovo, Liechtenstein, Moldava, Monaco, Montenegro, Norvegia, Russia, San Marino, Serbia, Città del Vaticano, Svizzera, Ucraina.

a cura di GIUSEPPE FINGUERRA

zionali contrastanti vanno disapplicate.

// I DEPUTATI DEL PARLAMENTO EUROPEO Nell’Europa allargata, i 785 parlamentari sono eletti ogni cinque anni a suffragio universale di// IL PRINCIPIO DELLA GERARCHIA DELLE LEGGI retto. I rapporti tra ordinamento italiano ed ordinamento I seggi sono ripartiti in modo proporzionale alla europeo sono stati inizialmente impostati su un popolazione di ogni Paese. principio di separazione degli ordinamenti giuridici. Il numero di seggi per ciascuno Stato è fisso e Si voleva che la norma europea potesse vigere nel varia tra un massimo di 99 e un minimo di cinque. nostro Stato solo se il nostro Parlamento sovrano Ogni deputato svolge la propria attività a Bruxelles, l’avesse approvata. a Strasburgo e nella propria circoscrizione elettoNel tempo il diritto comunitario ha trovato sempre rale. più larga e diretta applicazione in Italia. Oggi, nelle materie indicate dai trattati, le norme comunitarie hanno efficacia immediata e le eventuali leggi na-


la “Città ideale” seCondo iVan de masi

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a mia è una proposta aperta rivolta alle elettrici e agli elettori di Casarano, frutto di un confronto diretto che ho avuto negli ultimi due mesi con le donne, i giovani, i lavoratori, gli imprenditori, gli anziani e le associazioni che amano la nostra città, che vogliono renderla più vivibile e bella, per realizzare qui il loro progetto di vita.

ambientale della nostra città e dei nostri territori, costruito insieme per il presente e per un futuro migliore, perché ogni progetto di vita trovi un “aiuto” per realizzarsi.

L'ECONOMIA E IL LAVORO

pero dell’Archivio storico della Biblioteca, l’ottima iniziativa “Pensiamo in prosa”. Ma penso anche ad una Scuola di Teatro gratuita per bambini e ragazzi, ad un luogo permanente dedicato alla Storia del Cinema, a ridare nuova vita al Sedile cinquecentesco. Poi un museo permanente per l' Arte Contemporanera: la ex Cantina cooperativa di San Giuseppe è perfetta per questo scopo.

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Un programma aperto significa Progettare insieme la nuova Casarano, attraverso la definizione di un Piano Strategico della città, pilastro del Con queste proposte voglio creare un ambiente più favorevole allo mio programma. Lo faremo insieme a tutti i protagonisti della vita della sviluppo sostenibile, “è uno sviluppo che risponde alle necessità del pre- città: con le forze sociali e produttive, le parrocchie, il mondo dell’assosente senza compromettere la capacità delle generazioni future di sod- ciazionismo e delle professioni, attivando competenze e saperi, l’insieme disfare le proprie esigenze”, cioè fondato sulla qualità sociale e delle istituzioni e dei luoghi delle rappresentanze istituzionali.

Compito di una amministrazione comunale è quello di creare opportunità di sviluppo. Personalmente ho le energie e le conoscenze per mettere in campo tutti gli strumenti funzionali ed utili allo sviluppo. Il mio progetto per l’economia della città parte da un convincimento profondo: non ci può essere crescita collettiva saccheggiando il territorio. La riqualificazione del commercio deve assurgere ad un ruolo primario in questo ambito. L'ente Comune può creare veri e propri percorsi commerciali all'interno della città. Lo snellimento dei tortuosi iter burocratici può aiutare le nuove gen-

erazioni che operano nel settore commerciale a consolidarsi e crescere. Stesso discorso vale per l'artigianato che deve essere rilanciato e valorizzato. LA CULTURA E’ un concetto, quasi uno stato d’animo, che mi sta molto a cuore. Il primo punto da me indicato quale passaggio necessario per la crescita della comunità a cui appartengo, fu proprio questo. Perché l’aggettivo culturale non si applica solo alle biblioteche, ai teatri, alle attività artistiche, ma è una modalità di sviluppare virtuosamente un programma. Casarano ha enormi possibilità: il recu-

IL DECORO URBANO E IL DECORO SOCIALE

città che ci si propone di amministrare. Credo che la città del futuro deve essere plasmata sui bisogni e le esigenze dei cittadini che la vivono. Bisogna dare una svolta all’attuale modello culturale di vivere la città in una contrapposizione netta tra il centro e le periferie. La periferia deve essere integrata nella socialità del centro, bisogna far vivere la città come un corpo unico, dando vitalità a strade e piazzette che appaiono oggi come luoghi emarginati.

GLI ANZIANI E I BAMBINI Tra le innumerevoli sfide di una nuova La nostra città deve recuperare veloceclasse dirigente comunale c’è quella di rendere sempre più bella e sostenibile la mente le sue memorie storiche: non ci


possono essere socialità e sviluppo emarginando i più deboli, anziani e bambini. Una comunità che non rispetta il suo passato e non sorride al suo futuro che tipo di comunità è? Incoraggiare l'integrazione ed il benessere delle persone della terza e quarta età diventa un imperativo. Penso a dei percorsi privilegiati all'interno dei quali i bambini raggiungono gli istituti scolastici, i centri di culto o di svago, sotto il vigile sguardo di un nonno. L'assessorato alle politiche sociali dovrà svolgere un ruolo diverso dal solito e favorire i momenti di socializzazione di cittadini. Il Centro aperto per anziani può rappresentare il punto di partenza. Per i servizi all’infanzia è poi necessaria una ricognizione dell'attuale offerta di asili nido. I nostri bambini saranno protagonisti, non comparse, in questa parte specifica del programma, perché essi saranno gli artefici del futuro della città. LA COESIONE SOCIALE ED IL VOLONTARIATO Un ruolo importare in questa città da sempre, lo svolgono le associazioni di volontariato che spesso sono il collante all'interno della società casaranese nell'aiutare le fasce più deboli e marginali della popolazione. Colmare quel triste divario sono compiti di chi amministra, oltre a rappresentare un esercizio doveroso dal punto di vista della solidarietà. Le associazioni di volontariato rivestono un ruolo importante, punto di riferimento e di raccordo tra i bisognosi titolari di diritti e l'ente pubblico che ha il dovere di occuparsene. Questo patrimonio umano, vanto e orgoglio della città, che opera sempre con somma discrezione, nel retroscena, deve essere ulteriormente valorizzato e messo in condizione di esprimere al meglio le sue potenzialità, al servizio degli ultimi. CONTRIBUIRE A SODDISFARE I BISOGNI

del cittadino. Per questo ho intenzione di dare un ruolo più moderno e più efficace alla figura del Difensore civico, a ulteriore garanzia della trasparenza degli atti. ADOTTARE UNA NUOVA GOVERNANCE I Comuni sono enti non più in grado di fornire servizi ai propri cittadini come nel recente passato. L’attuale politica del governo nazionale penalizza le autonomie locali, sempre più stressate da tagli dei trasferimenti e da vari vincoli. Ma la governance che immagino sarà realizzata attraverso le seguenti azioni, per ciascuna delle quali ho già individuato, grazie alla preziosa collaborazione del mio staff, le relative misure di copertura finanziaria.

ministrazione locale infatti vigilare con attenzione sulle periferie, prevenendo situazioni di aggregazione al limite della legalità anche con il contributo degli agenti di polizia municipale. Là dove necessario saranno attivati sistemi di videosorveglianza come deterrente per evitare atti vandalici e di microcriminalità. La presenza del vigile di quartiere sarà garanzia che “l'Ente c'è”. Il ruolo della polizia municipale non può esaurirsi solamente nel controllo del traffico cittadino. Inoltre potenzierò gli strumenti per la protezione civile e chiederò al ministero dell'Interno l'istituzione nella nostra città di un presidio dei Vigili del Fuoco. LO SPORT COME OCCASIONE DI CRESCITA

a) Dotare l'Amministrazione Comunale di In questo settore si è già verificato un strumenti per attuare il Green Public fenomeno che fa di Casarano un modProcurement (Acquisti verdi) ello di riferimento per tutto il territorio Salentino, e non solo. Il calcio, la pallab) Incentivare il commercio equo e soli- mano, la pallavolo, il basket e tutti gli dale per entrare a far parte della rete altri sport, hanno contribuito a creare delle "Città equosolidali" una cultura di solidarietà e partecipazione, partendo dal momento di c) Organizzazione dei dipendenti comu- svago e di tempo libero. Sarà cura delnali, secondo un principio di valorizl'Amministrazione riporre attenzione a zazione delle professionalità esistenti e tutti gli sport rafforzando il ruolo della adeguamento professionale dei dipenConsulta nella quale sono rappresentate denti comunali in una logica che ritutte le discipline praticate sul territorio. conosca i meriti A tal proposito, quanto si è fatto per lo stadio di Casarano, può essere esempio d) Carta dei servizi ai cittadini e punto di partenza di una nuova progettualità per lo sport nell'intera Città. e) Ufficio per le politiche comunitarie f) Rinnovamento parco automezzi a servizio delle attività comunali e dei Vigili Urbani con mezzi utilizzanti carburanti a basso impatto ambientale. GOVERNARE L'INTEGRAZIONE DEL MOVIMENTO MIGRATORIO Anche a Casarano, come in tutto l'Occidente, persone provenienti da paesi più poveri arrivano per cercare un sollievo ai loro stenti. Esistono già e convivono con noi comunità che cercano di integrarsi nella nostra cultura, nella nostra vita quotidiana. Il nostro compito è comprendere i loro costumi, sviluppare momenti di incontro tra le varie culture per integrarle nel tessuto sociale della nostra città, controllare che esse siano portatrici di valori sani e non diventino strumenti di delinquenza comune in mano a persone senza scrupoli.

Conoscenza, comprensione e soluzione dei bisogni quotidiani dei cittadini, poco considerati dalla pubblica amministrazione, sarà una delle mie sfide principali. Bisogna cambiare la percezione di un Comune che, con la sua burocrazia, è un corpo estraneo se non addirittura ostile al cittadino. Una macchina burocratica amica dovrà svolgere una funzione nuova, avvicinare i cittadini, offrire servizi e risolvere problemi. Efficienza, LA SICUREZZA DEI CITTADINI trasparenza, tempestività sono i punti fondamentali della mia idea di città. Una città moderna, proiettata nel futuro, non E’ un dovere accogliere ed essere solipuò non avere chiara la carta dei diritti dali, ma anche garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini. Spetta all'Am-

I GIOVANI E’ fondamentale valorizzare le capacità professionali e intellettive dei giovani, portarli a esprimere le loro ambizioni e, perché no, anche le loro fantasie. I giovani rappresentano le energie più pure e dirompenti senza le quali non possiamo migliorare la nostra società. Noi dobbiamo creare le condizioni perché ciò avvenga. Lo sportello Informagiovani va incentivato e implementato con nuove forme aggregative. Ci impegneremo, inoltre, perché tornino a Casarano almeno alcune delle molte energie professionali e intelligenze che ora sono disseminate in Italia e nel mondo. Vanno in questa direzione anche l'attrazione di investimenti qualificati nella zona industriale e la necessità di ricambio generazionale della classe dirigente. LE DONNE Un'attenzione particolare va riservata alle giovani donne, spesso le prime, in questo momento di crisi, ad essere espulse dai processi produttivi, Non ci può

essere una vera rivoluzione culturale e sociale di questa città senza porre al centro la donna, intesa come madre, come figlia, come nonna. La città di domani non può che essere aperta alle loro esigenze. Come? Intanto creando servizi per l'infanzia. Il nostro impegno è poi quello di creare uno "sportello donna" e attivare un numero verde al fine di istituire un centro permanente di ascolto dei loro disagi e delle loro esigenze. IL BILANCIO E L'ECONOMIA DELL'ENTE Occorre che l'Ente sviluppi una sua capacità di attrarre risorse economiche, cosa possibile attraverso accorgimenti mirati. Recuperare fondi ottimizzando l'apparato amministrativo è il primo passo da compiere: eliminare sprechi e frammentazioni di capitali di spesa, dare priorità agli investimenti e programmare il flusso di cassa. La strada dell'efficienza ci deve portare a ridurre i costi di consumi di energia elettrica o incentivare raccolta differenziata e il compostaggio domestico. Lo smaltimento di rifiuti solidi urbani, infatti, rappresenta la voce di spesa più consistente del bilancio dell'Ente. L'AMBIENTE COME FATTORE DI CRESCITA La difesa dell'aria e del territorio, sono strettamente legati alla qualità di vita dei cittadini: il diritto alla salute e la sua difesa deve diventare modello per la pubblica amministrazione. La manutenzione per rendere più bella e vivibile la città e la qualità dello sviluppo urbano sono anche una formidabile occasione per investimenti, lavoro, nuove opportunità economiche e di impresa. Con questa idea propongo che la nuova Amministrazione operi per dare alla città un ruolo e un'immagine nuovi. Intendo dar corso alle varie modalità concrete: l'adozione del piano urbano del traffico con priorità per la mobilità sostenibile a minore impatto; l'adozione del piano energetico comunale; l'adozione del piano per la regolamentazione e l'uso razionale delle risorse idriche; la predisposizione di un piano per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti, incentrato sulla loro riduzione alla fonte, sul riciclo e quindi sulla raccolta differenziata; abbattimento delle barrire architettoniche ancora esistenti. Se fosse solo mio sarebbe un sogno, se lo facciamo in tanti sarà un progetto concreto da realizzare insieme.


//Società //Amministrative // Gli elettori di domani // II parte

la Città che vorrei

I PICCOLI AIUTANO I GRANDI A COSTRUIRE LA CITTÀ IDEALE. ECCO UN PROMEMORIA DI PRIORITÀ CHE IL NUOVO SINDACO DOVRÀ TENERE PRESENTE di LAURA LEUZZI l.leuzzi@iltaccoditalia.info

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ontinua l’indagine del Tacco d’italia tra i bambini residenti nei Comuni al voto per il rinnovo amministrativo. Abbiamo chiesto loro che cosa vorrebbero dal nuovo sindaco. idee chiare e pochi complimenti: strade e piazze pulite e dei “grandi” che tengano presenti le esigenze di tutti, anche dei più giovani. in mente hanno già tante proposte per realizzarla, questa città ideale. i primi cittadini che verranno non potranno ignorarle.

Maria Vittoria Castiglione e Gioia Celeste Leucci, 7 anni e 12 anni, Giuggianello

Maria Vittoria: Vorrei vedere attrezzato il parco della città dei bambini con diversi giochi dedicati allo scopo, tappetini morbidi da poter giocare in modo sicuro e tranquillo. Uno spazio quindi più agevole per trascorrere le giornate di svago con tanti colori. Gioia Celeste: Dal nuovo sindaco vorrei un campo di calcio, uno di tennis ed uno di pallavolo tutti al femminile.

GRAZIANO PAIANO: “È NECESSARIO CHE IL NUOVO SINDACO SI COMPORTI IN MODO GIUSTO CON TUTTI E CHE SAPPIA COGLIERE I VERI BISOGNI DEI CITTADINI”

Benedetta Stefanelli, 5 anni e mezzo, Sanarica

Dal nuovo sindaco voglio che compri dei giochi nuovi alla scuola materna perché quelli che ci sono, sono vecchi e tutti rovinati. Poi voglio che la villa sia più pulita perché ora per terra ci sono sempre vetri e noi bambini possiamo farci male e che metta i giochi nuovi perché i bimbi più grandi li hanno rotti.

Graziano Paiano, 13 anni, Ortelle

Benedetta Russetti, 10 anni, Zollino

Mi piacerebbe avere un paese più pulito. Oggi non c’è un punto della città che lo sia. Le strade e le piazze sono piene di cartacce che un po’ tutti gettano senza interessarsi dell’ambiente. Poi mi piacerebbe avere un luogo di aggregazione per bambini; non è che oggi non ce ne sono, ma sono tutti di carattere religioso, come l’oratorio o la sede dell’azione cattolica. Invece mi piacerebbero luoghi di incontro con giochi, libri, spazi per fare ciò che si vuole. Inoltre vorrei delle piste ciclabili perché oggi andare in bicicletta, soprattutto per i bambini, è molto pericoloso.

Marco Ricchiuto, 12 anni, Specchia

Vorrei che il nuovo sindaco sistemasse le strade della città che oggi sono tutte piene di buche. Inoltre mi piacerebbe che realizzasse un canile comunale perché ci sono troppi cani randagi in giro. Dal nuovo sindaco mi aspetto anche una programmazione culturale di qualità; iniziative realizzate apposta per i ragazzi, centri in cui incontrarsi e trascorrere del tempo insieme a leggere un libro o guardare un film o anche solo a parlare. il tacco d’Italia

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Dal nuovo sindaco mi aspetto che sia una persona capace. Non ha neppure tanta importanza che sia di destra o di sinistra. A prescindere dallo schieramento, dalla professione o da chi sia, è necessario che si comporti in modo giusto con tutti e che sappia cogliere i veri bisogni dei cittadini. Personalmente mi piacerebbe che desse decoro alla città, ad esempio asfaltando le strade. Ma anche che organizzasse degli incontri e delle manifestazioni culturali adatti a giovani ed anziani insieme. Per i giovani è importante il contatto con gli anziani, che rappresentano la nostra storia. Ed anche per gli anziani è importante essere presi in considerazione per come meritano.


// Costume //Provinciali //Il look dei candidati Adriana Poli

1599. Così Caravaggio rappresentava Narciso, il giovane che, secondo il mito, con l’intento di baciare la propria immagine della quale era innamorato, riflessa in un corso d’acqua, finì per affogare.

Loredana Capone

Antonio Gabellone

sPeCChio delle mie brame IL FUTURO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DEV’ESSERE ATTRAENTE, BEN VESTITO E DALL’ASPETTO AFFIDABILE. COSÌ LO VOGLIONO GLI ELETTORI NELL’ERA DELL’IMMAGINE di FLAVIA SERRAVEZZA f.serravezza@iltaccoditalia.info

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l look dei candidati è protagonista indiscusso della campagna elettorale dall’avvento della televisione. Ma il boom di Internet ha moltiplicato l’importanza dell’immagine dei singoli candidati. Se prima ciò che contava era la foto per “santini” e manifesti oppure come si appariva durante un'intervista televisiva, adesso il candidato deve avere sempre un aspetto positivo, accattivante e interessante, perché in ogni momento un’immagine catturata da un cellulare o da una macchina digitale può arrivare sul web e segnare il suo rapporto con gli elettori. L’ap-

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il tacco d’Italia

parenza conterà molto anche nelle prossime elezioni provinciali. Abbiamo tre possibili presidenti, due super donne della politica, Loredana Capone (Pd) e Adriana Poli Bortone (Io Sud), e il meno noto Antonio Gabellone (Pdl). Per gli elettori salentini, stile e sostanza dei candidati sono ugualmente importanti: li vogliono attraenti, alla moda, ben vestiti, però non vogliono sapere che hanno speso troppo tempo o soldi per esserlo. Ecco perché abbiamo cercato di capire, con l’aiuto di alcuni esperti, chi dei tre ha un look vincente. 19

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//trUCCo e ParrUCCo

Tristano Leo, hair stylist e consulente d’immagine – Hair care studio Tristano Leo, Lecce

Adriana Poli Bortone. La sua immagine rispecchia il carattere da grande battagliera. Look impeccabile. Ma il colore dei capelli ha bisogno di essere ravvivato un po’. Consiglierei di renderli più dorati, togliendo quelle meche che sembrano argentate, hanno colore molto piatto. Insomma, un tocco di solarità non guasterebbe. In questo modo, comunica positività. Quanto al taglio, manterrei la stessa lunghezza ma punterei su un taglio più scalato che dà l’idea del movimento. Ideale per far capire che è una donna del fare. Quanto al trucco, bene la cura

della labbra, usa spesso un rossetto forte come il suo carattere. Darei più luce agli occhi, per mettere in risalto il suo sguardo determinato.

eye liner. Lo sguardo, per una donna di una certa importanza, è fondamentale per comunicare sicurezza.

Loredana Capone. Ha un aspetto molto curato e professionale. Darei un tocco più sbarazzino al volto, cambiando la montatura degli occhiali. Riguardo ai capelli, sicuramente dovrebbe scurire un po’ qualche ciocca, per tendere a un colore naturale che regala più luce al volto. Per il trucco, darei più risalto agli occhi magari con una matita nera o un po’ di

Antonio Gabellone. Ha un immagine troppo austera. Dovrebbe puntare su un look fresco, sicuramente più efficace. Ci vorrebbe un taglio di capelli meno classico, meno serioso. Senza eccedere, darei una spuntatina e farei un’acconciatura più “sbarazzina” ma sempre elegante. Un consiglio: indossa spesso ‘vestiti eleggibili’ ma dovrebbe usare cravatte più colorate.

letto di asparagi pugliesi, carciofi e patate novelle agli aromi del Salento.

con insalata di alghe wakame e cetrioli in salsa di soia e sesamo.

Loredana Capone. Elemento: Acqua. Una donna nuova, semplice e pratica che ha fortemente bisogno di far capire ciò che è e ciò che è in grado di offrire. In questo periodo di forte impegno consiglieremmo alcune sedute riflessodrenanti con tecniche Olistiche di rilassamento, unite a specifici Percorsi Day SPA, mirati alla tranquillità e alla concentrazione. Infuso alla Passiflora. Trattamento Viso e Corpo rinfrescante. Per coccolare il gusto: finger Food di Tonno fresco, erba cipollina e pinoli, gamberi ed avocado agli agrumi

Antonio Gabellone. Elemento: Legno. Un persona sicura ed equilibrata in grado di esprimere le proprie idee in modo chiaro ed efficace. In questo periodo particolarmente frizzante consiglieremmo alcune tecniche di distensione e rilassamento psico fisico, in abbinamento a specifici Percorsi Day SPA armonizzanti. Per finire: Tisana al the verde e menta peperita. Soba al peperoncino messicano e frutti di mare, finger food di scampi al pepe rosa, rucola e mandorle.

//asPetto fisiCo Adriana Poli Bortone. Elemento: Fuoco. Una donna forte che non nasconde ciò che è e ciò che sa di essere. Un volto ed un fisico particolarmente non disteso, poiché vive intensamente il suo impegno e le sue idee. In questo periodo decisamente “acceso” consiglieremmo alcune sedute di Riflessologia Plantare con finalità depurativa ed energizzante, abbinate a specifici Percorsi Day SPA, mirati alla decompressione psico-fisica. Decotto con argilla verde ventilata e liquirizia. Trattamento corpo e viso rivitalizzante. Come cena consiglio: filetto di dentice al mix di sesamo su

Leonardo Scollato, Centro olistico “Feng Shui” di Casarano

//gestUalità e ComUniCazione mimico-gestuale, sono veicoli potenti per messaggi a forte impatto emotivo talvolta anche di tipo subliminale.

Marianna Burlando, psicologa

“Bort-ONE; Cap-ONE; Gabell-ONE: quale dei tre è il candidato number one? Mettendo da parte i programmi e l'appartenenza di schieramento, sui quali ovviamente non si entra nel merito, avviciniamo i tre esponenti dal punto di vista dell'immagine, della gestualità e delle risonanze emozionali che tramite la loro comunicazione esprimono. Perché si sa che l'aspetto fisico, insieme al linguaggio verbale e

Adriana Poli BortONE si comporta da leader e si muove come tale. Padroneggia la dialettica, la retorica e dosa i tempi, la durata e le pause con maestria. Cicerone aleggia nei suoi discorsi: parla, aspetta e procede solo quando percepisce nell'altro la ricezione e, auspicabilmente, anche l'assenso. Di aspetto sobrio e curato, ma senza eccessi. Comunica chiarezza di pensiero tramite frasi essenziali, semplici e precise. Sintesi, nel presente, di storia del passato con gittate nel domani. Così è vicina a chi la sente simile (per censo, per cultura, per ideologia) ma non lontana da chi a quel mondo non appartiene ma lo apprezza. Il suo argomentare arriva ai sentimenti: del resto anche il simbolismo della sua campagna ne è segno evidente. Il richiamo all'orgoglio del Sud con l'icona di un cuore rosso.

il tacco d’Italia

Loredana CapONE è quasi sempre sorridente. Il sorriso è solarità, ottimismo, a cui si aggiungono i colori, spesso luminosi, degli abiti, delle sciarpe, dei foulard. Non fa mistero della sua origine, evidente nella parlata schiettamente salentina. E anche le sue mediterranee generosità, di mamma di famiglia di cui va fiera e orgogliosa, come pubblicamente fa cenno riferendosi alla sua numericamente non trascurabile prole, sono un altro segno tangibile che si ha a che fare con una vera donna. E come tutte le donne super indaffarate, parla spedita con un lieve affanno di voce, di chi deve correre da una parte all'altra ed è sempre in lotta con l'orologio. Per questo capita pure di vederla con i capelli legati, in un codino dell'ultimo istante. Dai manifesti sparsi per la provincia ce ne spiega il motivo: “io ci sono”, nel senso che su di lei si può contare perché è pronta e presente ovunque ce ne fosse bisogno. E per assicurare questo, una non può di certo perdersi dietro a spazzola e bigodini. 20

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Antonio GabellONE si propone, non s'impone. Parla usando spesso il “noi”, intendendo il gruppo che lo sostiene e l'ha voluto. Di sé precisa che “non è un leader” (intervista Salentoweb.tv). Le parole che usa esprimono la propensione a prediligere modalità non accentratrici ma di co-lavoro. Anche la mimica si accorda con la dichiarazione di non essere né voler fare il capo: mentre risponde traffica nel taschino della sua giacca, non sempre guarda negli occhi l'interlocutore (e nemmeno la telecamera per rivolgersi al pubblico), accompagna le risposte con accenni di sorriso, o socchiude gli occhi o serra le labbra, insomma agisce un corollario di movimenti spontanei e incontrollati che nessun “politico navigato” oserebbe. È pure un neofita nel rispondere...forse per un'ansia prestazionale?... perché dice tante frasi una dietro l'altra con il rischio di distrarre anziché catturare l'attenzione.


//Amministrative // Nuovi Media// Campagna elettorale al tempo di internet

i t a d i d Can ” i S S e “CoNN di BARBARA MELGIOVANNI b.melgiovanni@iltaccoditalia.info

SANNO FARE BUON USO DELLA RETE MOSTRANDOSI AL PASSO COI TEMPI, PRESENTI E MOTIVATI. I CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO DI CASARANO HANNO CAPITO APPIENO L’IMPORTANZA DEI NUOVI CANALI DI COMUNICAZIONE CON I POTENZIALI ELETTORI

PROMOSSI A PIENI VOTI I POLITICI CASARANESI SUL WEB. CHI SCEGLIE FACEBOOK, CHI YOU TUBE, CHI IL CLASSICO SITO INTERNET. L’IMPORTANTE È ESSERCI E’ stata una vera Odissea riuscire a capire quali sarebbero stati i reali candidati alla carica di sindaco di Casarano e le liste a loro sostegno. Oggi, una volta che è terminato il “mi candido si, mi candido no” e che il giro di valzer ha trovato riposo, si sa con certezza che i candidati per il rinnovo della massima carica municipale sono quattro: Claudio Casciaro (Popolo della Libertà), Ivan De Masi (Io Sud-Udc-centrosinistra), Enrico Fattizzo (sinistra) e Francesca Fersino (centrodestra). Riparte, quindi, la navigata del Tacco, per capire se e come i politici casaranesi usano la rete. Medaglia di bronzo a Claudio Casciaro, candidato del PdL. Allestito da poco, ma con un signor allestimento, il suo sito www.claudiocasciaro.it contiene articoli, comunicati, testi e foto. Tra i pochissimi ad avere anche un profilo myspace www.myspace.com/claudiocasciaro (con solo un’amica). Gli va di gran lunga meglio con Facebook: gli amici sono 400 e le attività sono più presenti: inserite da poco le foto dell’apertura della sua campagna elettorale in cui il farmacista compare affiancato dal ministro Fitto, che capeggia con lui in bella vista nella maggior parte delle foto pubblicate. Casciaro sembra non curarsi troppo dei messaggi, anche piuttosto cattivelli a volte, postati dai “suoi amici” nei commenti, i quali ironizzano, in molti casi, sulla coerenza mostrata dal candidato (Casciaro fino a poche settimane fa militava nel Pd). Medaglia d’argento a Francesca Fersino, donna coraggiosa, combattiva, che dopo il “tradimento” del suo partito (il Pdl le ha preferito Claudio Casciaro) sta correndo appoggiata da liste civiche di centrodestra e, quanto a nuovi media, non se la cava per nulla male. Il suo Facebook conta 650 amici. Primo della lista, Silvio Berlusconi. “Francesca Fersino sindaco di Casarano”, il gruppo a lei dedicato, ha 240 membri. Seguendo le orme delle donne candidate alle Provincia, Loredana Capone e Adriana Poli Bortone, anche la Fersino è entrata a far parte del mondo di “you tube”: una sua intervista viaggia sul web

e, sotto forma di link, anche sul suo profilo Facebook. In compenso la candidata non ha un sito internet. Grave mancanza, in tempo di campagna elettorale, quando gli elettori più indecisi potrebbero cercare ispirazione proprio sul web. A pari merito con Francesca Fersino si classifica il dotto Enrico Fattizzo (ha tre lauree); medaglia d’argento anche per lui, che non ha un profilo Facebook (non è un amante delle mode forse), ma è comunque presente sulla rete con il suo sito: www.enricofattizzo.org. Semplice, diretto e quindi efficace dal punto di vista comunicativo. A farla da padroni quattro video: la presentazione del suo programma, un’intervista ad un bambino su come vorrebbe la “sua” Casarano, un dibattito al quale il candidato ha partecipato e uno spot di presentazione di “Sinistra Unita”. Accattivante, simpatico e originale, doti basilari sul web. Se non ci fosse Ivan De Masi ad avvalersi di You tube, sembrerebbe che siano esclusivamente le donne ad usare questo importante mezzo di comunicazione. È lui, la risposta casaranese a Barack Obama, a salire sul gradino più alto del podio, guadagnandosi la medaglia d’oro del comunicatore on line. Basta scrivere il suo nome su google, il motore di ricerca, per rendersi conto di quanto sia presente in rete, con siti, notizie, foto, video, per non parlare di you tube, per l’appunto, dove spopola. Pittoresco e di elevato gusto estetico il suo sito: www.ivandemasi.info. Qui troverete le linee guida della sua “città ideale”, un’agenda in cui sono riportati orari e quartieri in cui incontrarlo e un forum dove poter esprimere i propri pensieri. Anche su Facebook non ha rivali: i suoi amici sono 1250, con una bacheca ricca di commenti, molto più frequenti e molto meno formali rispetto a quelli dei suoi avversari. Tirando dunque le somme: voto dieci ai politici casaranesi, promossi a pieni voti in materia telematica. Toccherà ora ai cittadini comunicare il proprio gradimento. Stavolta reale.


//Provinciali // Vox Populi //Le domande dei lettori //II Parte

i lettori CHieDoNo

CC Come intendete incalzare il Governo per l'adozione di adeguate politiche del lavoro (sopratutto per i giovani) e di rilancio del Mezzogiorno? Salvatore Ventruto Loredana Capone: “Il Governo nazionale dovrebbe modificare sensibilmente le sue politiche nei confronti del Mezzogiorno. È scandaloso che abbia destinato i fondi Fas alle imprese del Nord e che abbia tagliato di 15 milioni di euro l’aiuto alle imprese salentine del Tac. Soprattutto è vergognoso che il Governo tagli sulla scuola e sulla ricerca. Dopo tutti i soldi spesi per le banche il Governo dovrebbe

he cosa vorreste chiedere ai candidati salentini alle Amministrative, Provinciali, Europee? Ditelo al Tacco. Prosegue l’iniziativa lanciata su www.iltaccoditalia.net e sul Facebook del Tacco d’Italia.

Indicateci la domanda che vorreste fare ai candidati, specificando a quale candidato è rivolta. Gliela giriamo noi. Pubblichiamo di seguito la domanda di un lettore e le risposte dei candidati alla Provincia, ai quali è rivolta.

poi indirizzarle con forza e concedere prestiti agevolati ai giovani imprenditori che hanno difficoltà a sostenere le garanzie”.

per cui vogliamo dare anima e cuore, risorse intellettuali e materiali”.

Antonio Gabellone: “La nostra coalizione ha un grande vantaggio sotto gli occhi di tutti, ossia avere lo stesso colore politico del Governo Nazionale. Insieme possiamo lavorare molto, è quasi un’occasione imperdibile, una congiuntura che i salentini dovrebbero capire senza farsela sfuggire: hanno l’occasione per far “svoltare” questa Provincia sul binario dello sviluppo più veloce di ogni altro territorio. Tutte opportunità, queste, che si ricollegano alla soluzione diretta dell’emergenza-lavoro,

Adriana Poli Bortone: “Il rilancio del Mezzogiorno, e l’elevazione della questione meridionale da questione locale a questione nazionale, è il fulcro del programma del Movimento Io Sud. Tuttavia, le politiche del lavoro, secondo il movimento, andranno concertate innanzi tutto a livello locale: la crisi è globale, e dal Governo non ci si può aspettare chi sa quale aiuto; non abbiamo intenzione di rimanere a guardare, proponiamo qualcosa di nostro, un progetto sul quale impegnarsi per portare dei risultati a livello locale, a

prescindere da quelle che saranno le politiche nazionali. Parola d’ordine: concertazione. Nel nostro programma abbiamo previsto una Agenzia del lavoro, costituita da vari soggetti già esistenti e che riunisca enti, scuola, Università, formazione professionale, Pmi. La Pmi deve dire di che figure professionali ha bisogno, gli enti devono individuare quali arti e mestieri è necessario rivalutare, e gli organi deputati alla formazione devono saper dare le giuste indicazioni, per evitare che i giovani rimangano fuori dal mondo del lavoro. E se questo comunque accade, deve poter avvenire per una scelta consapevole del giovane.


//Megafono a mario Pendinelli

sergio blasi candidato nel collegio di Maglie-Cursi e Melpignano con il Pd a sostegno di Loredana Capone

Quando ha iniziato con la politica? “Era il 1976, ero un ragazzino come tanti di un paese, Melpignano, sfregiato dall’emigrazione. In paese, entrando in due stanze, utilizzate da alcuni per discutere, mi colpì un manifesto. C’era un signore con due occhialetti e una frase molto significativa: era Antonio Gramsci. Dopo scoprii che quell’uomo aveva una mente veloce come i lampi nella sera di temporale, capace di produrre un pensiero che avrebbe cambiato l’Italia. Il mio rapporto con la politica è stato sempre un rapporto viscerale. Io ci sono perché la politica è passione”. Qual è stato il suo percorso politico? “Sono stato segretario della sezione della Federazione Giovanile Comunista di Melpignano, segretario della sezione del Pds di Melpignano, poi sono stato assessore alla Cultura. Poi ho fatto il sindaco, come faccio tuttora. Dal 2004 al 2008 sono stato alla guida prima dei Ds e poi del Pd. È un impegno che si nutre di desiderio di lasciare il segno, di passione, di rimanere fedeli ai sogni ma anche di sa-

pere che poi i sogni hanno bisogno di concretizzarsi”. Perché votarla? “Per questa mia idea della politica. Perché in un tempo in cui la gente è disaffezionata, credo che il mio possa essere un esempio. Avrei avuto un milione di motivi per non essere di questa partita, ma non sono abituato alle diserzioni né alle fughe. Se la politica è passione, allora è la più straordinaria attività dell’intelletto umano. C’è una politica che ci permette di avere a cuore la tutela dell’ambiente, a cominciare dalla raccolta dei rifiuti. Si può fare una raccolta differenziata di modello europeo. Il bottino privato di qualcuno non può sfregiare l’interesse della collettività ad avere un ambiente sano. Da qui la mia battaglia più che decennale contro la Copersalento, che non smetterà fino a che non avremo risolto il problema. C’è un Salento che può essere combattente per lo sviluppo e la crescita. Tutto questo vorrei provare a verificarlo su un territorio più ampio e dire che io sarò sentinella di tutto questo per questo territorio”. MARIALUCE CALSOLARO

candidato nel collegio di Maglie-Cursi e Melpignano con la lista Patto per il Salento a sostegno di Antonio Gabellone

Ci riassume il suo percorso politico? “Sono stato assessore provinciale nel per la presidenza di Lorenzo Ria e, per circa tre anni, per quella di Giovanni Pellegrino. Nella odierna tornata elettorale ho promosso una lista civica, Patto per il Salento, che si schiera con Antonio Gabellone, nello schieramento di centrodestra”. Come nasce Patto per il Salento? “Provengo dalla esperienza dell’Udeur. Il nucleo provinciale del partito era costituito da un coeso gruppo di amministratori. Vi era condivisione di valori, obiettivi e legami di amicizia e stima. Poi l’Udeur ha conosciuto la crisi. Altre forze del centrosinistra hanno intentato una operazione tesa ad inglobare e fagocitare quella esperienza. Credo che vi sia stata la considerazione che quel gruppo non avesse più una grande forza politica. Ma non è così. Per questa ragione ho promosso la lista Patto per il Salento a sostegno di Antonio Gabellone”. Quali critiche avanza alla passata amministrazione di centrosinistra? “Ho fatto l’assessore con la delega al Personale per circa tre anni nella pas-

sata amministrazione di Giovanni Pellegrino. Mi sono dimesso due anni prima. Ho rifiutato di consentire alla assunzione ‘intuitu personae’ di collaboratori della Provincia. Si era deciso di assumere persone senza alcuna selezione, poiché vicine a qualche assessore o amministrare provinciale. Una situazione che contrastava con i miei principi morali. Ricordo anche che al momento della nomina ad assessore mi sono dimesso dall’incarico di consigliere provinciale. Ho così permesso ad Aurelio Gianfreda, primo dei non eletti nella lista dell’Udeur e candidato nel collegio di Poggiardo, di prendere il mio posto nel Consiglio provinciale. Subito dopo Gianfreda ha interrotto il rapporto di collaborazione con il mio gruppo politico ed ha deciso di seguire altre strade. Una scelta ‘premiata’ con due incarichi, assessore provinciale e consigliere d’amministrazione delle Terme di Santa Cesarea. Anche questa vicenda mi ha spinto ad interrompere la mai collaborazione con la giunta di centrosinistra”. GIUSEPPE FINGUERRA


//Megafono a lUigi CorVaglia candidato nel collegio Ugento-Taurisano con la lista Salento c’è a sostegno di Loredana Capone

Qual è stato il suo percorso politico? “Ho quasi 50 anni, ma l’impegno politico è abbastanza recente: sono sceso in campo con il centro sinistra, alle Amministrative del 2001. Poi nelle ultime sono stato il segretario dei democratici di sinistra e, in quanto primo dei non eletti, sono subentrato ad un collega dimessosi per motivi di famiglia”. Perché questa candidatura? “Sento la necessità di impegnarmi per il bene del territorio ugentino, in particolar modo in seguito ai fatti ambientali ormai noti. L’emergenza rifiuti coinvolge tutti i settori della vita di un territorio, ad esempio la qualità della vita o il turismo e la popolazione ha bisogno di conoscere la verità. Non molleremo mai l’interesse verso le tematiche legate a Burgesi, dove stiamo monitorando i pozzi spia”. Il suo impegno si rivolgerà principalmente alla questione ambientale? “La principale risorsa del Salento e di Ugento è il turismo, che non può avere vita facile in un ambiente degradato. Ma, al di là del turismo in quanto risorsa per la città, il problema primario è quello della salute dei cittadini. Noi

abbiamo in mente di affidare il monitoraggio ambientale ad un ente terzo non a rischio di influenze dall’alto. Indagando sulla discarica, abbiamo infatti ravvisato degli elementi che ci portano ad avere fondati sospetti che quello in atto sia un disastro ecologico. Nelle scorse settimane sono stati sequestrati dei pozzi a Seclì perché contenevano tracce di pcb. Numerosi fattori ci fanno credere che i bidoni che nel 2000 furono ritrovati tra Ugento, Presicce ed Acquarica, venivano portati in quelle zone da un imprenditore di Taurisano, la cui ditta aveva base a Seclì”. Che cosa significa, per un ugentino, candidarsi alla Provincia, luogo occupato fino ad un anno fa da Peppino Basile? “Non voglio fare speculazioni da campagna elettorale sulla morte di Peppino Basile. Tuttavia un episodio del genere in un paese di 100mila anime non può passare impunito. Farò tutto ciò che sarà nelle mie possibilità per far chiarezza su quello che è accaduto quella notte”.

Patrizia CasCiaro candidata nel collegio Casarano-Supersano con l’Udeur a sostegno di Antonio Gabellone

Ci riassume velocemente il suo percorso politico? “Sono sempre stata una moderata, una democratica cristiana. L’anno scorso abbiamo tentato la sfida di compattare Margherita e Ds, creando il Pd. Sono tra i fondatori del Pd casaranese. Ho fatto parte del direttivo di circolo per oltre un anno. Quando si è giunti alle note vicende della designazione del candidato sindaco di Casarano, vista la mancanza di trasparenza a livello cittadino e provinciale, ho dato le mie dimissioni. Sono presidente dell’associazione politico-culturale “Popolari insieme” e il testimone mi è stato passato da Claudio Casciaro, il mio candidato sindaco”. Quali motivi l’hanno spinta ad impegnarsi nella competizione elettorale provinciale? “La mancanza di apertura e trasparenza nel Pd. Mi è stato offerto un ulteriore impegno provinciale e l’ho accettato perché sento di avere molto da dire e so che in qualunque posto andrò, per formazione e mentalità (sono catechista ed educatrice di Acr) sarò a servizio della gente. Inoltre

stimo molto Antonio Buccoliero, vicepresidente nazionale di Popolari Udeur, che mi ha incoraggiata a candidarmi”. Perché proprio a sostegno di Antonio Gabellone? “Perché è una persona concreta, seria, e sarà capace di guidare il Governo provinciale con competenza e saggezza”. Su quali temi verterà la sua campagna elettorale? “La solidarietà. Non smetterò mai di ricordare chi sono e da dove vengo. E vengo dal volontariato: per me prima di tutto viene la dignità umana, il lavoro, che manca e rende le persone piccole, fragili, insicure. Quindi sarò sempre la spina nel fianco di chi pensa che l’aiuto concreto a chi ha bisogno sia solo un tema di facciata da sfoderare in campagna elettorale”. Perché i cittadini dovrebbero votare per lei? “Perché non ho velleità di potere o di interessi economici, non so parlare il politichese, sono una ‘mulier nova’ della politica, ma quando c’è da lavorare, mi rimbocco le maniche”.


//Oroscopo //Le stelle della politica//I candidati sindaco di Casarano a cura di IULY FERRARI

SOTTO IL C IEL O DEL SALENTO

// il segreto è il metodo L’impegno in questa competizione amministrativa non sarà cosa da poco. Soprattutto per te che hai la tendenza ad essere ipercritico. Sei una persona saggia ed intelligente, quindi capirai che non è il caso di demordere. La congiunzione di Sole e Giove ti fornirà la forza che ti serve, anche se l’opposizione di Marte ti darà del filo da torcere prima di concretizzare dei risultati. Ce la farai, se organizzerai la campagna elettorale con

metodo scientifico. Del resto non è l’organizzazione che ti manca, dal momento che sei un veterano della politica. Anche per questo saprai trovare la giusta carica per superare i piccoli ostacoli ed anche per rispondere con i fatti alle accuse, a volte sin troppo aggressive, di qualcuno. Non lasciare spazio ai dubbi o ai tentennamenti, perché non puoi permetterti neppure un momento di debacle. Il tuo imperativo sarà: lotta costante e concen-

trazione assoluta. Per quanto tu cerchi di nasconderlo, sei un introverso e spesso tendi a dare un’immagine di te che non corrisponde a quella reale, nascondendo paure e perplessità. Non dare ascolto a quelle vocine che, nei momenti di sconforto, ti spingerebbero ad abbandonare. Insisti. E Fidati. Delle tue capacità.

Claudio Casciaro 10 settembre 1956. Vergine

// il “dito di dio” dalla tua Sei un’esplosione di novità ed originalità. Del resto, è scritto nelle stelle: hai dalla tua un favorevolissimo jod, ovvero ciò che viene comunemente definito “Il dito di Dio”. La sua configurazione punta tutta su Plutone; ciò significa una cosa sola: puoi aspirare al potere. Venere e Saturno congiunti in Ariete signi-

ficano innovazione, inventiva ed originalità. La forza della tua campagna elettorale si gioca tutta nella tua capacità di comunicare concetti nuovi in maniera nuova. Se c’è chi punterà al conservatorismo ed alla tradizione della sua militanza in politica, tu dovrai fare esattamente l’opposto: presentarti

come l’uomo nuovo, dotato delle virtus di cui la città ha bisogno. Del resto, sei brillante, intelligente, spigliato. Il consiglio: scendi in campo come l’uomo della rivoluzione, puntando a sovvertire l’ordine costituito. Nel frattempo, godi appieno dell’adrenalina che le sfide che ti danno.

Ivan De Masi 8 marzo 1969. Vergine

// Un domani brillante Sei nato con un positivo stellium di pianeti tutti nella Vergine: Sole, Giove, Mercurio, Luna, Venere, Plutone e Urano, tutti congiunti. Ciò ti dona un’intelligenza superiore alla media (che le tue tre lauree avevano già ampiamente dimostrato!), una mente esplosiva, perseverante, una buona dialettica, ed un’ottima capacità di scrittura. Le energie che spenderai in campagna elettorale, a prescindere dai

risultati che saprai conseguire, non andranno sprecate. Le stelle hanno scritto nel tuo futuro una piena realizzazione nell’attività sia professionale sia politica. Ciò ti darà modo di perfezionare le tue doti e le tue potenzialità non lasciandoti a bocca asciutta di soddisfazioni. Attenzione, però, a non somatizzare lo stress e saper distinguere le buone occasioni nel momento in cui ti si presenteranno da-

vanti. Non affaticarti troppo e, nello stesso tempo, non arrenderti. La tua capacità di analisi della situazione presente e di programmazione della futura ti aiuterà a farti strada. Utilizza il tuo spiccato senso intuitivo, la tua innata capacità di vedere oltre le cose. Nessun traguardo è impossibile. Il percorso va analizzato, però, con rigore e logica. Ma per te i conti non sono un problema.

// Una donna completa La tua forma mentis metodica e costruttiva saprà indicarti la strada e suggerirti il metodo epr raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata. Il tuo valore aggiunto è la perseveranza. Un Giove in Bilancia ti dona un profondo senso di giustizia, che cittadini e potenziali elettori sanno riconoscere e probabilmente premiare. Per tagliare il traguardo oc-

Francesca Fersino 26 maggio 1958. Gemelli

Enrico Fattizzo 25 agosto 1969. Vergine

corrono sacrifici; ma ciò non ti spaventa. Di ostacoli ne hai già superati tanti e la voglia di impegnarti non ti manca. Le stelle ti danno scarso interesse per il comando; del resto non è questo l’aspetto della politica che ti interessa. La tua discesa in campo è determinata dalla volontà di darti da fare per gli altri.

La Venere in Ariete ti rende molto passionale, portandoti a difendere le tue ideologie con determinazione e consentendoti di svolgere al meglio più ruoli: quelli di donna, di madre e di donna in carriera. Non puoi che esserne Fiera. Non arrenderti.


//Minima immoralia

di ADOLFO MAFFEI

lorenzo, il magnifiCo. Voltagabbana

R

ileggere la Costituzione repubblicana è un esercizio che fa bene all’animo di chi avverte ancora il fascino della passione civile. Scorrendo articoli, titoli e norme transitorie, si viene sollecitati da sentimenti diversi. L’orgoglio, innanzitutto: di essere ridiventati finalmente un popolo libero che si riconosce in una Carta condivisa, di aver inchiodato princìpi di uguaglianza assoluta, di essere tutti noi cittadini tutelati nei diritti elementari, compresi quelli sul posto di lavoro. Ma la Costituzione genera anche qualche delusione, piccola se si vuole paragonarla alla lungimiranza dei Padri nell’indicare al futuro legislatore passaggi obbligati per perfezionare l’appena iniziato percorso democratico ed organizzativo; basti l’esempio dell’ordinamento delle Regioni come istituzione. Ma mai una volta - e vengo alla minidelusione - tra le migliaia di parole di cui è composta, la Costituzione compare la “coerenza”. Anzi, l’art.67 consacra l’indifferenza dei Padri alla trasgres-

R

sione, laddove si legge testualmente che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Che, alla luce dell’attuale sistema elettorale (che speriamo di abrogare nel referendum del 21 giugno) e opportunamente mediato dal cinico linguaggio odierno, suona così: il capo del partito ti inserisce nella lista in una posizione sicura, tu vieni eletto senza faticare e a prescindere dalla coerenza fra luogo in cui vivi e luogo in cui vieni eletto, tu fai sempre e solo quello che dice il capo che ti ha messo su quello scranno. Sfido chiunque di voi lettori a dirmi i nomi di tutti i deputati e i senatori che ha contribuito ad eleggere nel Salento, e le loro origini anagrafiche. Alla luce di questa premessa, il ragionamento dell’importanza della coerenza in politica potrebbe apparire superfluo. Ma qui da noi si registra un caso di incoerenza che ha del clamoroso e che dovrebbe far riflettere il legislatore affinché questo vizio cessi

//QUestione di looK

definitivamente. Basterebbe una norma che recitasse più o meno così: chi lascia il partito nel quale é stato eletto decade dalla carica elettiva. Il caso eclatante si chiama Lorenzo Ria, enfant prodige della politica salentina, sindaco di Taviano a 25 anni, due volte presidente della Provincia, già deputato ed oggi senatore. Sempre dalla stessa parte, il centrosinistra. Una volta, nel corso di una manifestazione culturale, in una piazza di Taviano, Giovanni Pellegrino incoronò Ria come “il leader assoluto del centrosinistra nella provincia di Lecce”. Chi scrive era presente. Lorenzo Ria é stato il più autorevole esponente dell’ala cattolica del Pd dopo essere stato il monarca assoluto della Margherita. Ma ha sempre sofferto della sindrome di Peter Pan, la paura di crescere, l’incognita di confrontarsi con le difficoltà di una competizione interna. Vittima di una specie di idiosincrasia alle critiche, il senatore ex Pd (oggi Gruppo Misto, domani nel Pdl) ha ingoiato nel volgere di un paio d’anni diversi bocconi

amari: il carisma culturale e politico di Giovanni Pellegrino, l’ascesa di Loredana Capone culminata con la candidatura ufficiale alla presidenza della Provincia, la fuga del fedelissimo Dario Stefàno (altro caso di voltagabbanismo nostrano; pensate: costui era addirittura il capogruppo della Margherita alla Regione). Dopo anni di contrapposizione durissima, Ria ha miracolosamente scoperto un’identità di vedute con Raffaele Fitto, il potente ministro per i rapporti con le Regioni, leader indiscusso di Forza Italia in Puglia, già responsabile per le politiche del Mezzogiorno di questo partito, prima della confluenza, con Alleanza nazionale, nel Pdl. E i suoi attacchi, quasi giornalieri, al centrodestra? E i suoi compagni di partito? E, soprattutto, i suoi lettori? Che fine farà quel paniere ricolmo di idealità, relazioni umane, stima personale, amicizie nate in coerenza con l’intero profilo di Lorenzo Ria? E’ moralmente accettabile che non ci sia alcun vincolo di coerenza politica?

Prime scaramucce prima del divorzio. Tacco n.38, luglio 2007 Ah, l’amour! Giovanni, Giovanni, perché sei tu, Giovanni? Rinnega il tuo nome ed io non sarò più un MargheRIA. Così, in nome del costituendo Partito democratico, si muovono pedine e si stringono alleanze. Ria è stato il suo più feroce oppositore in aula consiliare. Il più fermo sostenitore della tesi del conflitto d’interessi tra il Pellegrino-presidente e il Pellegrino-avvocato. E’ passato anche alle carte, presentando un documento di denuncia in Consiglio provinciale sul conflitto di interessi. Ma ora, per il bene del nascituro, il piccolo Pd, tutto è rientrato. Ah, l’amour!

Nella vignetta in basso: Ottobre 2008. Le previsioni del Tacco davano quasi per certa la candidatura (e la vittoria) di Giovanni Pellegrino alla carica di Presidente della Provincia di Lecce.

indoVina Chi è

“bestiario pubblico. ovvero: come nascono nuovi improbabili personaggi sulla scena”


Tacco_58  

Tacco free-press, Duri o puri