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EDITORIALE zx di Maria Luisa Mastrogiovanni

Meglio un elefante in piazza S. Oronzo che una taranta a Melpignano

C’era il monsone. Che significa diluvio, economia ferma perché l’unico settore che fa girare gli affari, il turismo, è privato della materia prima: spiagge e bel tempo. Così in Thailandia hanno cominciato a pensare in grande. Anzi, a pensare gigante. Ad un elefante, poi a decine. A tanti elefanti che giocano tra loro. E quale gioco fanno? Il polo, ovvio. E se sei in Thailandia (che si vende da sola, direbbe un tour operator) il tuo cliente è il mondo. Allora, pensando gigante, hanno organizzato il campionato mondiale di polo su elefante. Sotto gli acquazzoni come Dio li manda, sono arrivati da tutto il globo migliaia di appassionati e con loro 14 milioni di euro. Il tutto esaurito in qualunque bettola e il problema della destagionalizzazione è risolto. E torniamo al Salento. Titoloni su tutte le testate. Tutti entusiasti perché la Taranta ha fatto il giro del mondo. Entusiasti perché in 80mila hanno riempito la piazza di Melpignano. Lasciando sporco e desolazione. Le vecchine sulla soglia di casa vendevano qualunque cosa, poggiando qualche fico appena

raccolto sulle cassette di legno girate a mo’ di tavolini. Come i bambini che, chiusa la scuola, vendono e scambiano giochini e cianfrusaglie su improvvisate bancarelle. Folkloristico da vedere, per un turista. Una cartolina di un’Italia contadina degli anni Cinquanta. Ma visto da un salentino, fa venire il magone alla gola. E rabbia. Sarà stato un eccesso d’orgoglio. Ma una nonna seduta sul gradino della soglia di una casa linda, con le tendine ricamate alle finestre e i merletti fatti all’uncinetto sotto il centro tavola, a tirare sul prezzo con un punka bestia sbronzo, no. La rabbia l’ho rivolta non contro il turista (si divertiva) né contro la nonnina (“Nu mme rricchiscu e nnu mme mpovariscu. Teni a fica”! Ahh, i salentini…), né tantomeno contro la Taranta (è bene che ci sia, ma affianchiamole un festival-simposio mondiale sulle musiche e danze taumaturgiche. Pensiamo gigante, portiamo il mondo qui. Così il mondo parlerà di sé, parlando di noi). La rabbia l’ho rivolta contro le parole, che “sono importanti”, diceva Nanni Moretti schiaffeggian-

GOLEM Grazia Manni, capogruppo della Margherita al Comune di Lecce, ha inviato alle redazioni un insolito comunicato stampa intitolato: “Per favore, calmiamoci!”, dove denuncia il clima tesissimo che si respira all’interno del Centrosinistra salentino. Riferendosi alle “critiche e attacchi feroci all’interno dei medesimi partiti, insulti spesso gratuiti, insinuazioni su sottrazione di poltrone alla Provincia”, la giovane esponente ulivista confessa il disagio di appartenere ad una corporazione che sempre più “si sta avviluppando su se stessa” e lascia intendere l’ipotesi di un suo disimpegno dalla politica. I suoi colleghi di partito pare non l’abbiano presa bene. Una stilettata è anche riservata alle “sapienti penne del giornalismo salentino” che si prestano a questo gioco di messaggi trasversali, limitandosi a riportare dichiarazioni o reggere un microfono sul volto del potente di turno. L’opinione del Golem è che questa brava imprenditrice editoriale abbia colpito nel segno: che i rappresentanti del popolo si occupino della risoluzione dei problemi concreti dei cittadini e la smettano con queste gazzarre indecorose. Quanto poi alla sfiducia e smobilitazione che Grazia Manni ha riscontrato girando per le elezioni primarie, va detto che la corsa a cinque non favorisce certo la chiarezza. Lei stessa è portatrice di una contraddizione: con suo papà Piero Manni, candidato rifondarolo, a rosicchiare consensi ad Antonio Rotundo, a tutto vantaggio della sua amica Loredana Capone. E lo stesso dicasi per il margheritino Giampiero Corvaglia, impegnato a favorire indirettamente Rotundo.

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do una milanese. Destagionalizzazione, fare sistema, pianificazione, flussi turistici, indotto, promozione del territorio, marketing territoriale, beni da valorizzare, tipicità. Non se ne può più. Usiamo le parole come scatole vuote, scollandone il contenuto dal contenitore. Per Freud, il padre della psicoanalisi, la prima fase che un bambino attraverso nel suo percorso di conoscenza di sé stesso e della realtà è la “fase anale”. Ecco: il turismo salentino sta attraversando la sua fase anale: è ai suoi primi esperimenti. Va benissimo, bisogna passarci a tutti i costi. L’importante è esserne consapevoli e non giocare invece ad essere grandi, per poi convincersene. L’importante è esserne consapevoli e guardare agli errori degli altri. Rimini oggi rimpiange la cementificazione selvaggia e la distruzione di tutte le “tipicità”, a cominciare dal mare. Siamo in tempo (anche se c’è sempre chi ci prova. Leggi a pagina 18). Un elefante può starci benissimo anche in piazza S. Oronzo. Il tacco d’Italia Il mensile del basso Salento Anno III - n. 29 - Settembre 2006 Iscritta al numero 845 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 27 gennaio 2004 EDITORE: Nerò Comunicazione - Casarano - P.zza A.Diaz, 5 DIRETTORE RESPONSABILE: Maria Luisa Mastrogiovanni HANNO COLLABORATO: Mario Maffei, Laura Leuzzi, Marco Sarcinella, Marco Laggetta, Enzo Schiavano, Mario De Donatis, Guido Picchi, Antonio Lupo, Paolo Vincenti, Giuseppe Finguerra, Roberto Fonte, Antonella Coppola, Roberto Rocca COPERTINA DI: Paolo Guido REDAZIONE: p.zza Diaz, 5 - 73042 Casarano Tel./Fax: 0833 599238 - sms: 329 1276931 E-mail: redazione@iltaccoditalia.info PUBBLICITÁ: marketing@iltaccoditalia.info - tel. 347 4013649

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BOLLETTINO PER I NAVIGANTI “Primarie illegittime, ma che vinca Capone” zx di Mario De Donatis*

Il popolo della sinistra si prepara per le primarie di Lecce, fissate per il 17 settembre. E’ un fenomeno tutto italiano quello delle primarie (così come organizzate) e, particolarmente, della coalizione di centro sinistra. Uno strumento – molto elastico – funzionale ad una coalizione variegata, in cui coesistono componenti di tradizione cattolica e frange laiciste, che necessita di un collante adeguato per affrontare, con minori rischi, le consultazioni elettorali. Di certo uno strumento che è servito, in Puglia, per superare candidature non condivise e, nel Paese, per porre il sigillo sulla candidatura di Prodi ed, anche, per misurare la forza elettorale delle altre componenti della coalizione. Come si vede, uno strumento duttile, funzionale al perseguimento di una pluralità di finalità. Quello delle “primarie” è uno strumento che andrebbe regolamentato perché, di fatto, ha assunto un ruolo molto incisivo, sul versante della partecipazione democratica e determinante nella selezione della classe dirigente. E non penso sia normale affidare ad uno strumento (così come immaginato) di dubbia legittimità, la legittimazione delle candidature. E’, poi, uno strumento che riserva indubbi benefici, anche di ordine organizzativo, per la mobilitazione che produce e per la stessa attenzione che i media riservano al candidato sfidante che viene percepito come il vincente della competizione. Tanto impone, come dicevo, una regolamentazione delle primarie (che di quelle in vigore negli Stati Uniti hanno in comune solo la denominazione). Non è giusto giocare con la democrazia, non è giusto lasciare alla “giustizia politica interna” la valutazione di eventuali comportamenti anomali in grado di sovvertire il risultato. Né alla sensibilità dei candidati rinunciare ad un risultato, favorevole quanto falso, determinato da eventuali “soccorsi esterni e strumentali”. Mi riferisco, ovviamente, a situazioni che potrebbero svilupparsi in assenza di una regolamentazione delle primarie. E’ bene chiarire che, in ogni caso, la regolamentazione delle primarie non significa voler imporre la utilizzazione di tale strumento anche ad altre coalizioni. Personalmente, in adesione al principio di sussidiarietà, sono favorevole alle “Assemblee organizzative” di un tempo. Strumenti che servivano ai Partiti per verificare il grado di coesione, le affinità con la realtà, vive ed operanti, della società civile, dalle quali si attingeva per rinnovare la propria classe dirigente. Ritorniamo a Lecce. Non ho dubbi sulla candidatura, per il centro destra, di Adriana Poli Bortone, che molti considerano, ed io tra questi, l’unico vero leader pugliese, tra quelli radicati sul territorio. Per il 17 settembre, mi auguro, con tutte le riserve evi-

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denziate sulle primarie, che il popolo di centro-sinistra possa esprimersi per Loredana Capone. Ma, che sia guidata da Poli Bortone o da Capone, la città di Lecce sarà comunque in buone mani. Il vero problema a Roma, come a Bari, come a Lecce è superare il “bipolarismo rissoso” dei nostri giorni. Occorrerebbe impegnarsi per la costituzione, anche per la città di Lecce, di un organismo che, nel solco dell’esperienza maturata dall’ “Intergruppo per la sussidiarietà” che opera in Parlamento, faccia volare alto la coalizione che sarà chiamata a guidare Palazzo Carafa. *Presidente associazione “Identità e Dialogo”

LO STRANIERO 12 mesi di spazzatura. Pagata Le campagne pullulano di discariche abusive. Per una volta non voglio lamentar- zx di Guido Picchi mi ma proporre una possibile soluzione. Credo che si possa calcolare il costo del recupero dei rottami per offrire a chiunque consegni dei “materiali da discarica” la metà del costo calcolato. In questo modo otterremo un duplice effetto: primo, la pulizia delle campagne spesso deturpate e, secondo, creeremmo un nuovo tipo di lavoro. Mi viene subito in mente un'obiezione. Chiunque può pensare di "guadagnare" semplicemente andando in discarica invece che in campagna. A scanso di equivoci si può richiedere una foto della ex-discarica (abusiva), tipo “prima e dopo”, che dimostri la pulizia effettuata. Magari non ha senso e non può funzionare ma quello che credo possa servire sono progetti della Regione, della Provincia e dei Comuni che sostengano la valorizzazione del paesaggio fornendo ai cittadini strumenti per vivere dignitosamente dodici mesi l'anno e non solo tre. Progetti che aumentano le concessioni per le spiagge libere attrezzate o per gli stabilimenti balneari (o peggio mega-hotels da 800 posti) creano, sì, maggior ricchezza e maggior impiego in estate, ma gli altri nove mesi? I più si grattano la pancia.

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POLITICA

I figli della lupa

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10 DOMANDE, DUE RICETTE DIVERSE MA NON ANTITETICHE. E’ LA LECCE DEL 2007. SE LECCE NEL 2007 GUARDERÀ A SINISTRA zx di Maria Luisa Mastrogiovanni

17 settembre: a Lecce il popolo del centro sinistra sceglierà il suo candidato. E il Tacco ha già scelto. Ne ha scelti due. Ma la sua non è solo una scelta di merito. Perché pur rispettando le ragioni che hanno portato Giampiero Corvaglia, Beppe D’Ercole e Piero Manni a candidarsi alle primarie del centrosinistra per sindaco di Lecce, il Tacco d’Italia è tra coloro che avrebbero preferito una sfida a due tra Capone e Rotundo: le personalità più autorevoli dell’Unione leccese, in grado di rappresentare le sue due anime maggioritarie. Ciò che più preoccupa è il fatto che con cinque candidati la possa spuntare uno solo, ma per un pugno di voti, che non rappresentano un mandato chiaro da parte dell’elettorato. La scelta del Tacco dunque non è nel merito, quanto nel metodo. Nel merito si è soffermato l’editorialista Mario De Donatis (leggete a pagina 5) e lo ha fatto liberamente, è bene sottolinearlo, come deve essere in un giornale libero qual è il Tacco (non imbocchiamo mai i nostri commentatori), senza che questa libertà tuttavia sposti la linea del giornale. Il metodo, dunque. Già il Golem nel numero di luglio (vedi www.iltaccoditalia.info nella sezione Rubriche), all’indomani del repentino dietrofront di Fabio Valenti, ex candidato alle primarie di Lecce per la Rosa nel Pugno, aveva espresso la sua opinione. Che siano due, i candidati, perché le primarie non si riducano ad essere una squallida conta tra i partiti. E che siano regolamentate, perché qualcuno del centrodestra non ceda alla tentazione di giocare sporco (in guerra e in amore tutto è lecito. E la politica è entrambi), mandando propri elettori a votare in massa per il candidato giudicato più debole (se così fosse dovrebbe vincere le primarie Beppe D’Ercole, che sfiderebbe Adriana Poli…praticamente surreale). E’ cronaca: questo accade già negli Usa, modello cui guardano le nostre maccheroniche Primare, e lì un consenso ha anche un costo, 5 dollari. Neanche tanto. Basta organizzarsi. Antonio Rotundo e Loredana Capone, dunque: ex parlamentare che si è tirato indietro nella corsa alle passate politiche, guardando avanti e pensando alle amministrative il primo; attuale vicepresidente della Provincia di Lecce la seconda. Se fosse stata un uomo, ne sono certa, sarebbe stata indicata unanimamente dai partiti quale candidata ideale dell’era post Ria. E nessuno avrebbe tirato per i capelli Pellegrino, che ora forse sarebbe placidamente in pensione dalla politica. Rotundo o Capone: è questa la scelta primaria. Scegliere chi ha più chance di spostare la moderata e sonnacchiosa Lecce un po’ più a sinistra. Tanto quanto basta, un voto in più, per vincere su Adriana Poli. M.L.M

Loredana Capone 42 anni. Laureata in Giurisprudenza a Bari, è avvocato amministrativista. Sposata con Massimo Romano, ha quattro figlie. Nel 1992 ha ricevuto la “Toga d’onore”, e nel 1994 è stata nominata magistrato onorario presso la Pretura Circondariale di Lecce – sezione di Nardò. Ha assunto il primo importante incarico politico nel 1995, quando ha ricoperto il ruolo di assessore tecnico nella giunta Stefano Salvemini. 1. Un decennio con Adriana Poli Bortone sindaca di Lecce: la città è migliorata o peggiorata? Quale il maggiore merito che riconosce all’azione della Giunta uscente? 2. Alla luce dei contrasti tra le fila della maggioranza in Provincia, Le sembra che il centrosinistra offra realmente migliori garanzie di governabilità rispetto agli avversari? 3. Migliaia di studenti universitari fuori sede vivono a Lecce per anni, senza diritto di rappresentanza. E’ giusto pensare anche a loro? E con quali azioni concrete? 4. Per decongestionare il traffico, meglio le piste ciclabili, la metro di superficie o educare i cittadini all’uso dei mezzi pubblici? 5. Lecce non dispone di autentiche zone verdi urbane. E’ pensabile rendere pubblica l’area del Circolo tennis? La zona 167 avrà mai un parco “vero”?

Loredana Capone: “Voglio una città diversa” 1. “E’ innegabile dire che la città, in questi anni di governo Poli Bortone, è migliorata dal punto di vista estetico, ma i cittadini chiedono altro. Tutti lamentano la mancanza di servizi pubblici, di trasporti efficienti, di parcheggi, di un parco, di igiene della città, sia nel centro che nelle periferie. Nelle periferie, in particolare, manca quasi tutto. Il Centro Servizi aperto nel Quartiere Stadio, in via Siracusa, di fronte alla Scuola Media risponde ai bisogni dei cittadini. Lì vivono 9000 famiglie, ma non c’è un servizio postale, non c’è una farmacia, non c’è un servizio per l’emergenza. C’è tanto da fare per gli anziani, per i diversa-

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Antonio Rotundo Ha 55 anni, è sposato con Gabriella ed è padre di due figlie. Ha ricoperto il primo incarico politico all’età di 23 anni, quando è stato nominato assessore comunale a Cursi; per 10 anni, dal 1980 al 1990 è stato consigliere provinciale e capogruppo del PCI. Nel 1994 ha avuto inizio la sua carriera di deputato che, nell’arco di tre legislature, lo ha visto partecipare a varie commissioni parlamentari. 6. Ha mai riflettuto sul fatto che Lecce è “tecnicamente” una città sul mare? Cosa fare per valorizzare San Cataldo, Torre Chianca e Frigole? 7. Centro storico contro periferie: c’è un modo per integrare il “salotto buono” con i tantissimi vostri concittadini che vivono in quartieri degradati ? 8. Cosa rimane oggi impresso nella memoria dei leccesi del compianto sindaco Stefano Salvemini? Le sue grandi qualità umane e morali o il crollo repentino della sua Giunta? 9. Queste primarie “all’italiana” ricordano solo vagamente il meccanismo semplice e chiaro degli americani. Non sarebbe preferibile restringere la corsa a due candidati e far votare i soli iscritti? 10. Poniamo anche a Capone e Rotundo la domanda alla quale hanno risposto diversi VIP sullo scorso numero del Tacco: Quando è stata l’ultima volta che si è fatto una canna? Che cosa ne pensa della legge Fini sulle droghe?

mente abili e le loro famiglie, per i giovani che devono essere aiutati a crescere e a formarsi. La città deve puntare sul miglioramento della qualità della vita grazie a servizi pubblici efficienti e maggiore cura delle persone”. 2. “Lecce ha bisogno di un equilibrio nella rappresentanza politico–istituzionale; i leccesi necessitano di una politica che rappresenti i cittadini, con i loro bisogni e la loro voglia di una città diversa. La mia candidatura, in particolare, vuole rappresentare laicamente anche la cultura cattolico-democratica progressista che vuole avere pari dignità per costruire un progetto di governo più largo e più forte. Evitare, insomma, uno schema che sia esclusivamente di sinistra e puntare ad un rafforzamento del centro per dare l’opportunità a quanti appartengono ad un’area culturale cattolico democratica e progressista di sen-

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tirsi rappresentati anche nel centrosinistra”. 3. “Un altro grave difetto dell’Amministrazione di centrodestra è stato porre scarsa attenzione all’Università e alle enormi potenzialità che moderni laboratori, eccellenti professori e 30mila studenti possono rappresentare per la città. In particolare, occorre migliorare, senza dubbio, l’ospitalità per gli studenti fuori sede. Il Comune dovrebbe impegnarsi a fornire strutture, alloggi e servizi. Lecce è ormai diventata una città universitaria, ma è ancora molto lontana dai modelli di molte città del Nord, dove, ad esempio, i trasporti pubblici sono gratuiti per tutti gli studenti. Questi sono alcuni degli argomenti che più volte ricorrono durante gli incontri che si svolgono ogni lunedì a Lecce, presso il Comitato in piazza Mazzini. Incontri che rientrano nell’iniziativa “E…state al centro della politica” e che rappresentano un momento formativo molto importante soprattutto per i giovani”. 4. “In una città come Lecce, la bicicletta rappresenta un’alternativa concreta alla mobilità inquinante. Il clima favorevole, le dimensioni non eccessive dello spazio urbano, sono fattori fondamentali che giocano a favore dell’uso delle due ruote nella città del barocco. Ma evidentemente da soli non bastano. Per fare di Lecce la Ferrara del Sud d’Italia bisogna sviluppare la cultura della bicicletta, partendo dalla realizzazione di corsie preferenziali per ridurre i rischi e i pericoli delle normali arterie urbane. Per invitare i cittadini ad utilizzare la bicicletta, occorre proporre iniziative chiare e concrete, che non siano estemporanee, ma che garantiscano la sicurezza dei percorsi. I viali della città, infatti, sono spesso utilizzati dagli automobilisti come se fossero degli autodromi e per questo risulta necessario progettare gli spazi urbani e la mobilità al loro interno, che, attualmente, non funziona. Siamo convinti che le alternative ci siano e tra queste pensiamo alle piste ciclabili mai realizzate. Sono i cittadini stessi a chiederle”. 5. “E’ vero, a Lecce, se si esclude la villa comunale, non c’è un vero spazio verde dove i bambini possano giocare liberamente e dove tutti i cittadini possano ritagliarsi qualche minuto di relax nello stress della vita quotidiana. Ciò è grave al centro, dove anche i 30mila studenti della nostra università sono stati privati di parchi dove leggere e correre, ma è ancora più grave nelle periferie dove davvero le famiglie non sanno dove passeggiare con i propri bambini e godere del minimo di servizi che hanno i cittadini delle altre città. Il piano regolatore dispone di centinaia di ettari a parco e nella zona della Torre di Belloluogo c’è addirittura un progetto che l’Amministrazione non ha mai voluto realizzare”. 6. “Una delle priorità indicate dai cittadini leccesi è la valorizzazione delle località costiere del capoluogo salentino, troppo spesso abbandonate e lasciate al degrado. Centinaia le fotografie, provenienti dalle marine, scattate dai cittadini che hanno aderito al progetto “Un click per Lecce”, campagna di promozione della cittadinanza attiva che ho avviato da qualche mese. Le marine leccesi devono essere interessate da un programma di riqualificazione urbana per porre fine al degrado e all’incuria. Occorre avere due obiettivi: l’attenzione alle piccole cose che servirebbero a rendere vivibili le marine e la predisposizione di un vero e proprio programma di riqualificail tacco d’Italia 7


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zione della fascia costiera leccese, al fine di renderla appetibile e accogliente. Bisogna superare la scarsa attenzione dedicata dal Piano regolatore delle marine leccesi e puntare, invece, ad un Piano di sviluppo infrastrutturale. La sabbia è pulita ed il mare meraviglioso, ma basta spostarsi un po’ più in là per ritrovare sporcizia e rifiuti di ogni genere. I cittadini devono, infatti, fare i conti quotidianamente con una diffusa carenza di igiene derivante da una mancata disinfestazione e derattizzazione. Tutto richiede interventi rapidi che mirino alla realizzazione di azioni volte ad offrire ai turisti e ai leccesi una valida alternativa alle bellezze costiere del sud Salento, anche attraverso la creazione di efficienti strutture ricettive durante tutto l’anno e non solo nella stagione estiva”. 7. “Come ho già detto, tra le priorità del mio programma c’è la riqualificazione delle periferie, il recupero di quelle zone che, attualmente, sono abbandonate al degrado e all’incuria. Il centro storico deve, comunque, continuare ad essere accogliente per tutti, cittadini e turisti. Fondamentale ritengo sia migliorare i collegamenti. Molti cittadini, soprattutto gli anziani, lamentano l’esistenza di pochi autobus che collegano le zone più periferiche con il cuore della città. Alcune persone mi hanno addirittura raccontato con le lacrime agli occhi che alcune corse sono state soppresse e questo non va. Bisogna migliorare il sistema dei trasporti pubblici ed educare i cittadini al loro utilizzo”. 8. “Le sue grandi qualità umane e morali”. 9. “Per la scelta del sindaco non dispiace che sia consentito il voto a tutti i cittadini, poiché il sindaco è e deve essere il sindaco di tutti. In ordine alla presenza di più candidati, penso che saranno i cittadini ad esprimere, con il voto, la valutazione in merito all’opportunità o meno di alcune candidature”. 10. “Sono allergica al fumo: di fronte ad una sigaretta cominciano a lacrimarmi gli occhi. Riguardo alla legge Fini sulle droghe, penso debba essere modificata poiché mi pare sia più dura sui reati meno gravi”.

Antonio Rotundo: “Lecce per chi ci vive e non per turisti” 1. “Otto anni di governo di centro destra in città sono un’esperienza con la quale intendiamo confrontarci senza pregiudizi; ma con realismo e serietà. Senza cedere a letture liquidatorie, impietose e sbrigative; ma respingendo ogni tentativo falsamente celebrativo e retorico, come se grazie al centro destra oggi vivessimo nella migliore delle città possibile. Una leadership forte, una maggioranza stabile, un quadro di convenienze e opportunità senza precedenti, rappresentato dai molteplici canali di finanziamento nazionali ed europei: è stata questa la cornice nella quale Lecce è stata governata dal ’98 ad oggi. Il centro destra ha inteso puntare sui valori simbolici, sull’immaginario, sull’estetica dei luoghi e dei monumenti: s’è investito molto per una Lecce visibile ai turisti poco curandosi della Lecce vivibile per i cittadini, quella a cui il centro sinistra intende guardare. E’ migliorata la città

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agli occhi del turista; e peggiorata quella che i cittadini misurano ogni giorno attraverso la misurazione della qualità dei servizi pubblici urbani”. 2. “Il dibattito pubblico sull’indicazione di nuovi assessori a Palazzo dei Celestini non descrive una situazione di crisi politica all’interno della maggioranza. Non c’è nessuna sfiducia nei confronti del Presidente e della sua Giunta. Non dobbiamo dimenticare che il centro sinistra governa la Provincia di Lecce dal 1995 senza interruzioni. Neanche un giorno di crisi: è questo il nostro biglietto da visita, la nostra garanzia di governabilità. Inoltre invito a riflettere sulla straordinaria novità di una coalizione che sceglierà il proprio candidato dando la parola ai suoi elettori. E’ la prima volta che accade in città. Dal 18 settembre il centro sinistra avrà il suo candidato sindaco è ciò con ben sette mesi di anticipo rispetto alla scadenza della legislatura. Dall’altra parte c’è un centrodestra diviso come segnala l’auto candidatura di Mario De Cristofaro, una coalizione ancora prigioniera di un sindaco convinta di potersi candidare per il terzo mandato. Credo che, finita l’esperienza Poli il centro destra mostrerà tutta la sua fragilità come del resto emerge da questi ultimi mesi di legislatura”. 3. “L’attenzione nei confronti degli studenti universitari fuori sede non passa attraverso il riconoscimento del loro diritto di voto alle primarie, visto che è impedito loro, in quanto non residenti, di votare alle elezioni. E’ una considerazione banale. Ben diverso deve essere invece l’impegno per potenziare anzitutto gli alloggi per studenti e su questo bisogna sollecitare la Regione a maggiori investimenti in nuove case dello studente. E offrire servizi pubblici di trasporto compatibili in termini di tempi di percorrenza e frequenza delle corse con le esigenze dei nostri studenti. Due piccoli esempi di attenzioni nei loro confronti”. 4. “Quello della mobilità è un tema complesso sul quale più di altri si misura la capacità di un amministrazione di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. Noi dobbiamo investire meglio sul trasporto pubblico per ridurre l’uso del mezzo privato. In questi anni qualcosa s’è mosso ma bisogna fare di più e meglio. Quello delle piste ciclabili è uno degli interventi urgenti e prioritari colpevolmente ignorato da questa amministrazione che in otto anni di governo non ha offerto un chilometro di corsia per le due ruote. Quanto alla metropolitana di superficie esso rappresenta il più ingente investimento di risorse pubbliche realizzato in questi anni a Lecce. C’è il ragionevole dubbio che esso sia una clamorosa occasione sprecata in quanto non potenzia l’offerta di trasporto pubblico in città ma sostituisce linee gia coperte dagli autobus. E anche perchè ha un percorso che ignora il rapporto con i comuni limitrofi”. 5. “Lecce deve diventare più verde. Più parchi urbani quindi per dare spazi alle famiglie e ai bambini. E’ una priorità della prossima amministrazione. L’individuazione delle aree è un momento successivo. Quella del Circolo Tennis può diventare una spazio urbano destinato a parco: è un’area di proprietà comunale che il PRG indica appunto come verde attrezzato e parco urbano”. 6. “In quanto villeggiante da anni a S. Cataldo so che Lecce è una città sul mare. So anche che Lecce deve investi-

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Antonio Rotundo e Loredana Capone immortalati al momento del voto per le elezioni primarie Boccia-Vendola che si sono tenute il 16 gennaio 2005 presso l’Hotel Tiziano a Lecce. Anche le primarie per il Comune di Lecce (domenica 17 settembre, dalle ore 8 alle 22) si terranno al Tiziano

re molto sulla qualificazione del proprio litorale. E’ di questi giorni una crescente polemica attraverso articoli di giornale da parte dei residenti di Frigole, Torre Chianca e Casalabate che lamentano una insufficiente attenzione sulla qualità urbana delle nostre marine. L’effetto di delusione tra i residenti e i villeggianti è enorme anche in considerazione delle grandi attese suscitate anche attraverso una delega ad hoc, poi soppressa”. 7. ”Una città che si bea solo della bellezza del proprio centro storico esprime una scarsa attenzione al tema della qualità urbana che non può essere circoscritta alla porzione di città racchiusa tra le quattro mura ma che riguarda l’intera comunità. Lecce non è solo dei turisti che la visitano per uno o due giorni ma dei leccesi innanzitutto”. 8. Rimane il ricordo di un’esperienza di governo intensa ma breve per i troppi errori commessi che tuttavia ha lasciato segni importanti dal punto di politico-amministrativo. Penso

allo sforzo compiuto per la chiusura al traffico del centro storico (allora ostacolato dal centrodestra), al recupero dei contenitori culturali attraverso i finanziamenti comunitari, al progetto, poi abbandonato dall’amministrazione Poli, del nuovo mercato. E resta certamente il ricordo di un sindaco galantuomo che rimane vivo ancora oggi nel cuore di tanti”. 9. “Le primarie come noi le stiamo conoscendo in Italia sono aperte a più candidati. E’ una formula che piace come dimostra l’affluenza di 4milioni di italiani che si sono recati alle urne per le primarie dell’Unione nell’ottobre scorso”. 10. “Non bisogna essere stati consumatori giovanili di cannabis per capire l’inutile torsione proibizionista della Legge Bossi Fini sulle droghe leggere alla quale credo questa maggioranza presto porrà rimedio. Personalmente non ho mai fumato una canna: la mia gioventù l’ho bruciata principalmente sui campi di calcio”!

Giampiero Corvaglia Nato a Lecce Nel 1957. La sua attività nel settore ambientale e dei servizi innovativi è iniziata nel 1988; oggi è amministratore di quattro aziende che contano circa 400 dipendenti. E’ sposato con Daniela Pallara che si occupa del settore marketing del gruppo. Insieme hanno due figli.

Beppe D’Ercole Assicuratore e presidente dell’associazione “Vivere Lecce”. E’ sposato con Rita Pispico ed ha due figli.

Piero Manni Nato a Soleto nel 1944. Laureato in Storia e Filosofia all’Università di Lecce, è insegnante. E’ stato anche consulente editoriale e direttore di testate giornalistiche, coofondatore e primo direttore del mensile “L’Immaginazione” e coofondatore delle Edizioni Manni, di cui è, dal 2001, direttore commerciale. E’ sposato con Annagrazia Doria e ha tre figli.

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I cinque moschettieri. Così il Tacco ha rappresentato i candidati alle primarie per il Comune di Lecce nella vignetta del n. 27 di luglio 2006

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QUESTIONE DI LOOK

z LA CITTÀ INVISIBILE

La copertina di Novella duemila dedicata alla neo-coppia Barba-Lecciso

Premio Scirocco a Loredana Lecciso, sorpresa in quel di Gallipoli in compagnia del sindaco-senatore-consigliere Vincenzo Barba e comparsa su testate scandalistiche di portata nazionale (Novella duemila, n. 36 del 7 settembre 2006). Ovvero: come passare con non-chalance dal vino rosso all’olio nero.

FOTOPROTESTA E’ l’entrata di un oratorio destinato ai bambini o una discarica a cielo aperto? Lunedì 4 settembre 2006, ore 10. I cassonetti per la spazzatura, posti all’ingresso dell’oratorio Don Bosco di Taurisano (via per Casarano) sono vuoti. Per terra, invece, giace di tutto: vecchi copertoni di automobili, paraurti, il telaio di un televisore. E, perché non manchi niente, un bidone in ferro arruginito che contiene scarti di materiale edile. E’ questa la sicurezza che il comune di Taurisano garantisce ai più piccoli? Questa l’immagine che vuole dare di sé a chi entra o esce dal paese?

Ph: Roberto Rocca

Rifiuti di ogni tipo danno il benvenuto a chi arrivi a Taurisano

zx di Enzo Schiavano

Rassegne estive: occasione perduta per commercianti miopi Casarano. Gli appuntamenti culturali estivi sono per i Comuni del Salento un’ottima occasione per far conoscere ai turisti il patrimonio artistico, le tradizioni, la cucina e tutto ciò che rappresenta le proprie peculiarità. Una volta queste iniziative servivano per far passare un’estate meno monotona a quei cittadini che, per varie ragioni, rimanevano in paese. Oggi servono soprattutto ad attrarre i numerosi turisti che affollano le vicine località balneari e, di converso, ad incrementare settori economici come il commercio e le attività dei locali pubblici. Le associazioni dei commercianti si sono spesso lamentate delle proposte culturali che, a loro giudizio, non erano all’altezza e non richiamavano turisti. Quest’anno il Comune di Casarano ha allestito due rassegne: “Oltremare/Entroterra”, giunta ormai alla settima edizione, e “Estate al Borgo”, la novità dell’estate 2006. E’ opinione pressoché unanime che le proposte siano state eccellenti e per tutti i gusti. Il livello è aumentato ri-

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spetto al passato. Lo testimonia la grande partecipazione di pubblico. Allo spettacolo di Marco Paolini (non di facile accessibilità visto che si trattava di poesie musicate) hanno assistito più di 5.000 persone, in gran parte turisti. Gli spagnoli di “Xarxa Teatre”, poche sere più tardi, hanno entusiasmato migliaia di spettatori con magistrali giochi fatti di fuochi d’artificio. Alla fine degli spettacoli molti turisti sono rimasti in città, ma sembravano degli sbandati: i negozi erano chiusi; nei bar e nelle pizzerie non si trovava granché perché le scorte di bibite e di pizze erano ben presto finite. Era come se gli spettacoli fossero stati allestiti in pieno deserto! Il palco, la piazza, la gente, e tutt’intorno, nulla. Ma le associazioni dei commercianti non chiedevano proprio manifestazioni per attrarre i turisti?

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ATTUALITÀ

z CINEMA. SOGNO O INCUBO

A volte ritornano. Diego Abatantuono e Carlo Buccirosso, sul set del film “Eccezzziunale veramente”, girato in Salento.

Salento Bollywood IL CINEMA SALENTINO AL BIVIO: HOLLYWOOD O BOLLYWOOD l Salento attraversa da pochi lustri, nella cultura e nell’economia, un processo di riscatto che passa anche dal cinema e si configura come una rivoluzione di cui gli autori e i produttori indipendenti sono i protagonisti. In questo scenario, la Provincia di Lecce ha giocato un ruolo importante, partecipando alla fondazione dell’Associazione Europea dei Film Found regionali. In quest’ambito un ciclo sembra concluso, mentre è alle porte una nuova fase evolutiva, quella in cui il cinema da

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// “Ci cercano per sfruttarci” Perché sempre più produzioni scelgono il Salento come location? “Perché il Salento è come una colonia, dove venire a proSalvatore Labriola, durre a basso costo. Le produziosegretario provinciale Slc-Cgil ni sono piccole e i lavoratori locali pagati con salari bassi. La qualifica più utilizzata è quella della “comparsa”, che in media lavora dieci ore al giorno; questa deve percepire per contratto almeno 70 eu12 il tacco d’Italia

zx di Giuseppe Finguerra

Ph: Roberto Rocca

fenomeno artistico assume la forma dell’industria. Si pone, allora, la questione delle scelte da compiere da parte dalle istituzioni e degli attori economici e sociali. Se l’India è riuscita a creare l’industria cinematografica più ricca al mondo, Bollywood, che cosa potrà nascere nel Salento, nel Sud dei Sud d’Europa? E che cosa si nasconde realmente dietro le (troppe) dichiarazioni trionfalistiche sul “Nuovo cinema salentino”? ro mentre spesso ne ottiene solo 50. Sospettiamo che esista il caporalato, ma non ne abbiamo certezza, perché nessuno ha fatto una denuncia in questo senso. Quando siamo intervenuti sul set di “Elisa di Rivombrosa”, il produttore ci ha mostrato dei documenti dai quali risultava un budget pari all’entità dei salari calcolati con i criteri dei contratti collettivi, ma in busta paga non risultava. Nessuno fa una vertenza. Il lavoro nel cinema è diventato un circolo chiuso: chi lavora lo fa perché conosce qualcuno e cerca di rimanere all’interno dell’ambiente per essere richiamato nei casting. Per il “Giudice Mastrangelo” non sono stati assunti attori professionisti locali, ma attori di gruppi teatrali in vernacolo, che, non essendo professionisti, possono essere pagati meno”.

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ATTUALITÀ

CINEMA. SOGNO O INCUBO z

«Labriola: “Il Salento è

Eccezzziunale veramente. Il sete cinematografico del film in Salento

una colonia dove produrre a basso costo. Una comparsa, che dovrebbe percepire 70 euro al giorno, spesso ne ottiene solo 50. Sospettiamo che esista il caporalato, ma nessuno lo denuncia”

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E le opportunità d’occupazione? “È impiegata poca manodopera salentina e scarsamente qualificata. Spesso sono figuranti o controfigure. I nostri videomakers sono poco coinvolti come segretari di produzione o registi, anche perché le produzioni sono già attrezzate. Il produttore affida la gestione del casting a conosciuti o a sconosciuti privati. Un esempio è il signor Coppola. Di lui sappiamo solo che è il referente della Rizzoli nella fiction del “Giudice Mastrangelo”. A Cinecittà le regole sono ferree. Il sindacato è informato d’ogni nuova produzione ed ha la possibilità di intervenire sul set che è un posto di lavoro dove le regole della sicurezza e dei diritti dei lavoratori devono essere rispettate. A Lecce, invece, se gli attori professionisti sono iscritti al sindacato non sono assunti. Per questo ho difficoltà a sapere quanto sia pagato un attore”. È possibile introdurre migliori condizioni di lavoro? “La Film Commission è uno strumento per ovviare a queste situazioni, poiché impone alle produzioni di far lavorare la gente nel rispetto dei contratti collettivi. Ha un’autorizzazione del Ministero ed è il riferimento territoriale di tutte le produzioni cinematografiche, raccogliendo in un albo le professionalità locali e collocandole secondo le esigenze della produzione. Altrimenti, queste professionalità faticano a lavorare e, se lo fanno, è grazie alle loro conoscenze”. Esiste una Film Commission nel Salento? “Esiste qualcosa di simile, il Salento Film Found, istituito dalla Provincia con lo scopo di fare del territorio un polo d’attrazione cinematografica, che prevede l’utilizzo di aziende e lavoratori locali. Il Salento Film Found agisce da Film Commission senza esserlo. È un’idea intelligente che tarda a realizzarsi”. Di cosa dovrebbe occuparsi il Salento Film Found? “Di offrire servizi agli addetti ai lavori. Di far risparmiare molte spese ad un set, ad esempio per gli alloggi e la ristorazione della troupe; non mi risulta che esistano protocolli con la Federalberghi, con i ristoratori, con la Confesercenti o con la Confcommercio. Di snellire gli aspetti burocratici: le produzioni devono poter ottenere autorizzazioni in tempo reale dalla Provincia e dai Comuni se devono svolgere riprese all’aper-

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to. Di trovare sbocchi commerciali alle opere finanziate: altri hanno le vie di commercializzazione, ma non il cinema talentino; le altre Film Commissions partecipano alle grandi mostre, Cannes o Venezia, dove hanno i loro stands ed intercettano canali pubblicitari o di produzione. Di creare strutture produttive: la realizzazione della “Cinecittà” di Spongano, che ha suscitato tanto clamore, non ha un chiaro percorso politico ed organizzativo”. Il Salento Film Found come aiuta gli autori locali? “Molti filmmakers del Salento sono ditte individuali, sul mercato senza alcun tipo d’aiuto. Il Film Found ha un fondo pubblico per il sostegno di lungometraggi, cortometraggi e documentari, ma è insufficiente (150mila euro nel 2005). Il bando per l’assegnazione, noto a pochi, è scaduto e non abbiamo notizia della graduatoria degli assegnatari (il Tacco ha chiesto tali informazioni all’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce. Non abbiamo avuto risposta. Ndr.). La selezione delle opere beneficiarie è svolta da una commissione. Non sappiamo ufficialmente se composta di funzionari o da tecnici competenti. Le vicende del Salento Film Found sono rese pubbliche a fatica. Inoltre, mancano i corsi di formazione”. Esistono delle responsabilità? “La Provincia di Lecce deve dare ascolto alle persone competenti anziché ai funzionari. Ad esempio, Luigi De Luca, responsabile del Film Found, è un funzionario, ma fa il regista, il produttore, l’impresario. Il politico deve dettare una linea, ma quando si parla del pratico non si può prendere un settore come quello del cinema e darlo ad un funzionario”. Che cosa chiede il sindacato alla Provincia? “Concertazione. Il sindacato vuole la pari dignità. La Cgil si aspettava da un’amministrazione di centrosinistra un’attenzione diversa, non occasionale”.

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ATTUALITÀ

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// BigSur: “Per produrre ci metto del mio”

dendo il passaggio dal “limbo” creativo al mercato. La piccola società cooperativa è un laboratorio che produce cinema documentario ed elabora progetti di comunicazione”. Che cosa realizza? “Il Cinema del Reale. La terza edizione si è svolta Paolo Pisanelli, è rea luglio in Galatone, nell’ambito di Salento Negroamasponsabile per gli audioro 2006, in collaborazione con il Cict-Unesco ed ha visivi della BigSur (azienavuto come tema il cinema africano. Ha offerto il cineda leccese), fotografo e Paolo Pisanelli, responsabile produzione ma più spericolato, curioso, inventivo che si possa vedocumentarista. Laurea audiovisivi BigSur dere in Italia, fatto di autori e opere audiovisive che in Architettura e diploma offrono descrizioni e interpretazioni personali delle realtà, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha prorivelando generi documentari differenti: film sperimentali, dotto film per emittenti televisive italiane ed europee tra film-saggio, diari personali, film di famiglia, grandi reporcui TELE+ (Italia), CANAL PLUS, ORF (Austria), LA SEPT-ARtage, inchieste storiche, narrazioni classiche, racconti TE (Francia), ZDF (Germania). I film documentari hanno otframmentarie”. tenuto premi e riconoscimenti in campo nazionale ed interQuali sono i progetti futuri di BigSur? nazionale e sono stati realizzati in collaborazione con im“L’Archivio di Cinema portanti produzioni cinedel Reale, con fotografie, matografiche, quali FanL’azienda leccese BigSur produce documenti audiovisivi e film dango e Indigo Film. di famiglia, tutto ciò che riCom’è nata Big Sur? cinema documentario, elabora progetti guarda la memoria storica “Come associazione del territorio e delle persodi comunicazione, come il culturale (chiamata semne. Sarà luogo di scambio, plicemente Sur) di giovani Cinema del Reale che si tiene a luglio recupero e di fruizione pubartisti salentini. Concepita a Galatone e già pensa ad un Archivio blica di film e documenti come un’esperienza molto audiovisivi finalizzato prinlibera, si è rivelata un’opdel Cinema del Reale cipalmente a favorire portunità lavorativa deci-

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ATTUALITÀ

CINEMA. SOGNO O INCUBO z l’attività di filmmakers, studiosi e appassionati. Contribuirà alla costruzione di una memoria collettiva sulle realtà del mondo, con attenzione alle opere che raccontano aspetti sociali, ambientali, politici e culturali dell’Italia e del Mediterraneo. Una sezione raccoglierà le opere cinematografiche e video del Cinema del Reale, per la loro promozione. Un’altra sarà dedicata a ricerca, raccolta, conservazione e organizzazione di documenti audiovisivi storici, di repertorio, d’attualità, di ricostruzione narrativa. I videomakers potranno scambiarsi materiale per film senza pagare, ad esempio, 1200 euro al minuto alla Rai, che dice di essere un servizio pubblico. Chi donerà i propri film in superotto o in 8 mm, potrà averne copie digitalizzate”. Qual è l’ultimo lavoro documentario? “Il Sibilo Lungo della Taranta”. È un film-manifesto, che nasce dalla collaborazione con vari archivi nazionali e locali: l’accademia di Santa Cecilia, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, gli archivi di Giannuzzi, di Tommasi e di Gianfranco Mingozzi. Una ricerca audiovisiva che va dagli anni 50 fino al 2005. L’occasione è la festa collettiva della Notte della Taranta, spiegando come si è passati dal rituale popolare alla festa pop”. Che cosa pensa delle produzioni nazionali che portano i loro set nel Salento? “Il Salento è scelto per le locations come luogo esotico. Non c’è una Film Commission e siamo un terreno di conquista. È l’ufficio che si occupa di tutto ciò che serve alla produzione di cinema sul territorio, ma ancora nel Salento non funziona. Le produzioni hanno molto interesse a venire qua, noi siamo come la Romania. Il problema è quando diventa un’azione colonizzatrice rispetto ai paesaggi, considerati scenari di cartoline, in cui si parla barese”. Qual è la soluzione? “È fondamentale investire in formazione e in una Film Commission, altrimenti cadiamo in logiche che non risolvono i problemi. Chi si occupa a livello politico di un settore come quello culturale deve capire che ci sono nodi da risolvere. Auspico che la Film Commission sia gestita da persone competenti e non da politici ripescati. Il politico deve imparare a conoscere l’oggetto del suo lavoro. Che cosa possono fare le istituzioni? La Provincia di Lecce ha finanziato i films “Sale” e “A levante”. Sono state esperienze utili per gli stagisti, ma molto costose. Sarebbe stato più produttivo utilizzare quei fondi per finanziare una Scuola di Cinematografia.

//E la Warner Bros parlò salentino Fasteer è un prodotto nuovo dall’elevato contenuto tecnologico, sviluppato da un’azienda giovane, la Brand New Soft di Campi Salentina. È una rivoluzione nella vendita di prodotti audiovisivi on-line che ha suscitato l’interesse di colossi, come la major Aol-Warner B. È il sogno realizzato da cinque trentenni, ingegneri informatici. Giovani speranze di una terra che non si rassegna ad essere luogo di partenza d’intelligenze e braccia da lavoro. Con Fasteer nasce la nuova generazione di store digitale per acquistare e scaricare da Internet film (e musica) con la qualità del dvd. L’offerta di titoli è illimitata, poiché, a differenza degli altri store, è decisa dalla comunità d’utenti. Gli autori indipendenti, esclusi dai tradizionali circuiti di commercializzazione, avranno l’opportunità di un mercato. Ogni offerta è accompagnata da sinossi e recensioni dei fruitori che hanno già visto il film, quale guida per le scelte altrui. Utilizza una tecnologia peer-to-peer (P2P) per vendere video, musica e software in maniera legale. Ogni utente diventa a sua volta distributore, ed ha una percentuale di remunerazione, con dei crediti per l’acquisto di altri prodotti su Fasteer (maggiori informazioni su www.fasteer.it).

« Nel Salento non esiste la Film Commission, che impone alle produzioni il rispetto dei contratti collettivi. C’è, però, qualcosa di simile: il Salento Film Found, istituito dalla Provincia, che prevede l’utilizzo di aziende e lavoratori locali

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I-73030 Santa Maria di Leuca – Parco Costiero Penisola Salentina – Tel. 0833 758242 – Fax. 0833 758246 I-73014 Gallipoli – Riserva Naturalistica Torre del Pizzo – Tel. 0833 202536 – Fax. 0833 202539 www.attiliocaroli.it - info@attiliocaroli.it – skype: centroprenotazionicarolihotels

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ATTUALITÀ z PIANO COSTE

Per 37 “chioschi” in più IL PIANO COSTE DEL COMUNE DI UGENTO DISEGNA IL FUTURO VOLTO DEL LITORALE: LE CONCESSIONI AI PRIVATI RADDOPPIANO. MA I VILLEGGIANTI NON CI STANNO

zx di Laura Leuzzi

«Il PCC di Ugento è stato approvato lo scorso

alutata con toni trionfalistici dagli assessori regionali, e in particolare da Guglielmo Minervini, aprile ma, come gli altri piani coste, resterà assessore al Demanio, lo scorso 23 giugno, pur congelato fino a che la Regione non adotterà il tra le lamentele dei gestori di lidi balneari, è stata approvata la legge regionale n. 17 per la tutela e l’u- piano regionale al quale quelli comunali so delle coste. Questa legge stabilisce che il 60% dovranno necessariamente adeguarsi del territorio demaniale marittimo venga riservato alla libera balneazione, mentre il restante 40% posni in un documento inviato a Comune e Regione ma non hansa essere dato in concessione agli stabilimenti balneari. no ancora ottenuto risposta. E se le concessioni affidate prima della legge, in un Comune, dovessero superare il 40% della costa disponibile, allora bisognerà ridurre l’estensione di ogni singola area data // Il PCC del Comune di Ugento in licenza. Come ogni piano comunale delle coste, anche quello apEntro un anno dall’entrata in vigore della legge provato dal Comune di Ugento e redatto dai progettisti Giu17/2006, poi, la Regione dovrà adottare il piano coste reseppe Franza (coordinatore), Lucia Lepore, Lorenzo De Lorengionale (PRC), un documento che contiene studi, indagini e zis, Alessandro De Matteis (deliberazione di consiglio comurilievi del territorio dal punto di vista morfologico e marinale n. 15 dell’11 aprile 2006) nasce per valorizzare la cono, e linee guida per la progettazione di opere di ingegnesta, migliorare l’uso pubblico delle aree marittime e l’accesria costiera come opere di difesa, porti turistici e cave di sibilità al mare. Con lo stesso obiettivo, il piano determina, mare per il prelievo di sabbia per il rifacimento degli areniper ogni tratto di costa, le aree da dare in concessione e li. Al piano coste regionale i Comuni dovranno adeguare i quelle da riservare alla libera balneazione. propri piani comunali che, assieme allo studio del territorio e I cinque tratti del litorale. Il litorale di Ugento si sviluppa alle strategie per la sua valorizzazione, dovranno contenere per circa 180 ettari ed ha conformazione piuttosto irregolare, una previsione delle aree di costa concedibili agli stabilimenvariando per profondità tra i 30 e gli oltre 200 metri. ti balneari. Anche per i piani comunali valgono le percenIl piano suddivide il litorale in cinque tratti in base alle tuali del 60% di costa riservato alla libera balneazione e del caratteristiche che vi si riscontrano: Torre San Giovanni, 40% concedibile. Ma, in attesa del piano regionale, quelli Torre San Giovanni-Torre Mozza, Punta Macolone, Punta comunali sono, di fatto, congelati. Macolone-Lido Marini, Lido Marini. Per ogni tratto, il PCC E’ questo il caso del piano coste del Comune di Ugenprevede il numero di aree da affidare in concessione agli stato, approvato dal consiglio comunale lo scorso 11 aprile, bilimenti balneari (vedi tabella 1). In totale, le nuove concesdunque poco prima dell’approvazione della legge regionale. Esso determina le aree da dare in concessione per ogni sioni previste sono 37 e si vanno ad aggiungere alle 35 già tratto del litorale e gli interventi da mettere in pratica per accordate. valorizzare il territorio costiero a livello turistico, ambientale Tipi di struttura Totale Torre Torre Punta Punta Lido Marini San Giovanni San GiovanniMacolone MacoloneALO 01 ed economico. ALO 01 Torre Mozza ALO 01 Lido Marini Ma il piano ha sollevato le ALO 02 ALO 02 obiezioni di alcuni villeggianti Zona SLS 8 5 0 2 0 1 in zona Torre San Giovanni, che Zona LA 14 2 9 0 3 0 lo contestano in più punti e, in Zona SLA 15 0 13 0 2 0 particolare, si scagliano contro Tabella 1. Le aree da affidare in concessione la previsione della concessione SLS: spiaggia libera con servizi, ovvero un tratto di spiaggia dato in concessione, accessibile gratuitamente da parte dei badi una porzione di costa ad un gnanti, che possono portare propri ombrelloni e sdraio, con un’area riservata al noleggio di ombrelloni e attrezzatura varia e somministrazione di bevande ed alimenti - LA: lido attrezzato - SLA: spiaggia libera attrezzata, ovvero gratuitamente accessichiosco. I villeggianti hanno bile per i bagnanti - ALO 01: scoglio - ALO 02: spiaggia espresso le proprie osservazio-

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ATTUALITÀ PIANO COSTE z

Considerate tali previsioni, le percentuali di litorale concesso ai privati vanno dal 6,41% del tratto Lido Marini al 48,60% di Punta Macolone (vedi tabella 2). In quest’ultimo caso, viene superata la soglia del 40%, previsto per legge, della costa da dare in concessione (vedi intervista ad Eugenio Ozza, sindaco di Ugento, a pag. 20).

Secondo modalità di calcolo dettate da regolamento regionale (un utente ogni 3 metri quadrati di litorale) il piano comunale prevede un totale di 607 bagnanti in zona detta scoglio (detta ALO 01) e 10.476 bagnanti in zona spiaggia (detta ALO 02); cifre che si mantengono al di sotto di quelle previste dal PRG (Piano Regolatore Generale) di 20.400 bagnanti insediabili ai sensi della L.R. 56/80. In base al numero dei bagnanti Località Percentuale di costa concessa previsti, il piano coste indica la necessità di realizzare altri 2.696 parcheggi, oltre ai Torre San Giovanni 15,28% mille già esistenti. Torre San Giovanni-Torre Mozza 39,32% Per la realizzazione di piste ciclopedoPunta Macolone 8,97% nali, passerelle, percorsi di accesso al maPunta Macolone-Lido Marini 48,60% re, verde pubblico, aree di rinaturalizzazioLido Marini 6,41% ne, parcheggi, elementi di arredo, il PCC prevede una spesa totale di oltre 14 milioni Tabella 2 - Le percentuali di costa concesse per ogni tratto del litorale ugentino di euro (14.268.900 euro).

// Le osservazioni al PCC Il piano coste del Comune di Ugento ha sollevato le proteste dei bagnanti che lo scorso 31 luglio, guidati dall’avvocata Fernanda Fattizzo, hanno inviato al sindaco di Ugento, al presidente della Regione e all’assessore regionale all’Ambiente, un documento contenente “Osservazioni al piano comunale delle coste” corredato di raccolta firme (396). I proprietari di abitazioni e villeggianti nella zona scoglio- Torre San Giovanni (denominata ALO 1) protestano contro le cinque concessioni previste dal piano coste in quel tratto di mare e, in particolare, fanno riferimento a quella che troverebbe collocazione tra quelle già esistenti: Hotel Parco dei Principi e chiosco Euro Beach. I firmatari del documento contestano

innanzitutto le modalità di affidamento dell’incarico ai progettisti del piano, avvenuto, si legge, “sulla base di un rapporto meramente fiduciario, anziché sulla base di una gara di evidenza pubblica”. Nel documento sottoscritto da 396 villeggianti, è, inoltre, sottolineato il fatto che il tecnico coordinatore dello staff di tecnici, Giuseppe Franza, sarebbe il direttore manager di una struttura alberghiera, la Giurlita, interessata a sua volta dal piano coste. Ma la questione su cui si concentra in maniera più aspra la protesta dei villeggianti è indicato al punto 4 del documento, che passa ad esaminare una delle concessioni previste nella piccola insenatura sabbiosa collocata nella zona di scogliera che va dall’Hotel Parco dei Principi al chiosco Euro Beach. “Con tale futuro insediamento – si legge – si avrebbe la presenza di ben tre

aree occupate in concessione, tutte ricadenti in un ambito di circa 200/250 metri lineari fronte mare che di fatto costituisce l’unico tratto di mare fruibile, atteso che la zona a sud della detta insenatura è per la maggior parte interdetta alla balneazione e, per la rimanente parte risulta occupata da chioschetti per la somministrazione di bevande e alimenti […]”. Più avanti, al punto 4.1 il documento sottolinea una contraddizione tra la concessione della zona e quanto si legge nella relazione di incidenza ambientale allegata al piano coste, in cui i progettisti escludono categoricamente “per le aree demaniali comprese tra località Pazze e Torre San Giovanni…la possibilità del rilascio di nuove concessioni nelle aree demaniali che insistono sulla fascia di litorale prospiciente la zona maggiormente urbanizzata”, perché questa è penalizzata dalla strada litoranea altamente intasata dal traffico. Alle osservazioni dei villeggianti il Comune di Ugento ancora non ha dato risposta.

«Il piano coste prevede

10 agosto 2006. Un momento dell’assemblea pubblica in cui i villeggianti in protesta hanno spiegato le loro motivazioni

ulteriori 37 concessioni, la cui presenza di fatto renderebbe impraticabile la libera balneazione. Circa 400 villeggianti hanno messo su un Comitato contro

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ATTUALITÀ z PIANO COSTE

// Camera con vista chiosco Vittorio De Rose, proprietario del bar “La terrazza” di Torre San Giovanni è stato eletto, assieme a Giuseppe Zecca, rappresentante del Comitato di villeggianti in protesta, durante una assemblea pubblica che si è tenuta lo scorso 10 agosto nella caletta di fronte al mare, oggetto dello scontro. In quella circostanza, Fernanda Fattizzo, promotrice della raccolta di firme, ha illustrato ai presenti le motivazioni della protesta nei confronti del piano coste del Comune di Ugento. “Vengo a fare il bagno a San Giovanni da 23 anni e da cinque ho una casa di fronte alla caletta dove dovrebbe sorgere un nuovo chiosco. Non mi sembra giusto dover pagare per poter fare il bagno dove l’ho sempre fatto. Noi villeggianti in questa zona faremo di tutto per bloccare la nascita dell’ennesima struttura che, assieme alle altre, renderà brutto il territorio perché coprirà ulteriormente la visuale, impedendoci di godere della vista del mare. Prima o poi sarà come vivere in paese; la gente compra casa per poter godere di un certo panorama e poi si ritrova in tutt’altra situazione”.

Ozza: “I villeggianti sono imprecisi” Eugenio Ozza, sindaco di Ugento Il Comune di Ugento ha già affidato delle concessioni nella zona “Pazze”? “Non sono concessioni, ma previsioni di concessioni e poi non ricadranno nella zona indicata dai villeggianti che protestano, ma nella località ‘Mare Verde’. Sono stati gli stessi abitanti di quella zona a chiedere chioschi e strutture ricettive, perché da quelle parti non ce ne sono e, dunque, non si genera movimento di turisti”. N.d.r: In realtà in località Mare verde esistono da molti anni due chioschibar-ristorante, proprio di fronte al mare, a distanza di cento metri l’uno dall’altro: quella che è nota a tutti come “Trattoria degli Amici” e il “Piccolo Ristoro” dello storico “mesciu Pippi”. Il comitato di villeggianti protesta contro la nascita di un chiosco nell’unica caletta della zona San Giovanni dove è possibile fare il bagno. Come si muoverà il Comune di Ugento? “Il chiosco previsto non è proprio nella caletta cui si riferiscono i villeggianti, ma a circa 50 metri di distanza. Inoltre, la nascita di un chiosco non è un fatto negativo per i bagnanti, che anzi avrebbero la possibilità di acquistare bevande e alimenti. Strutture di questo tipo sono importanti per il turismo e l’economia del territorio”.

// Legge regionale sul piano coste

Come mai in zona Punta Macolone sono previste concessioni per il 48% del fronte mare, se la percentuale massima da concedere, per legge, è il 40%? “Si tratta di concessioni date prima dell’approvazione del piano coste. Ad ogni modo, il piano adesso è bloccato, perché si attende quello regionale. Dopodiché potremmo andare avanti. Se la Regione lo riterrà, ridimensioneremo le concessioni al 40%”. All’Ufficio Tecnico del Comune di Ugento, diretto da Simonetta Mennonna, abbiamo chiesto secondo quale criterio il Comune di Ugento ha scelto i progettisti per la redazione del piano costa, a quanto ammonta il compenso totale dei tecnici per l’incarico svolto, chi è il richiedente la concessione dell’area cui fanno riferimento i villeggianti nelle loro osservazioni al PCC e in che data il Comune l’ha accordata. Non abbiamo ricevuto risposta.

«Eugenio Ozza: “Il chiosco

previsto non è nella caletta tutelata dai villeggianti, ma a circa 50 metri di distanza. A Mare Verde lo hanno voluto i residenti”

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Coste), che, una volta approvati, verranno inviati alla giunta regionale, che dovrà pronunciare il suo nulla osta. In partiLa legge regionale di riferimento per l’elaborazione colare, la legge stabilisce che una quota non inferiore al dei piani coste è la n.17 del 23 giugno 2006, “Disciplina 60% del territorio demaniale marittimo di ogni singolo Codella tutela e dell’uso della costa”. Entro dodici mesi dalla mune debba essere riservata ad uso pubblico e alla libera data di entrata in vigore di questa legge, la Regione ha l’ob- balneazione e che, dunque, possa essere data in concessiobligo di emanare apposito regolamento che disciplina le ne una percentuale non superiore al 40%. Il PCC dovrà essere approvato in via definitiva dal consiprocedure per l’esame e l’approvazione delle opere di ingeglio comunale, in conformità alla deliberazione della Giunta gneria costiera e per il rilascio delle relative concessioni regionale. demaniali marittime; nello stesso arco di tempo, essa dovrà Se i Comuni non dovessero provvedere entro i termini staadottare il PRC (Piano Regionale delle Coste) al quale Cobiliti ad elaborare ed approvare il PCC, il presidente della muni, Province e soggetti interessati, entro un mese di temGiunta regionale, su proposta dell’assessore di competenza, po, potranno avanzare osservazioni e proposte di cui la Reavrà l’obbligo di nominare un collegio di tecnici regionali, per gione dovrà tenere conto. la redazione e approvazione del piano. Ai principi e alle norme del PRC dovranno essere conformati, entro quattro mesi, i PCC (Piani Comunali delle


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EVENTI

z ALLA SCOPERTA DI LUOGHI DIMENTICATI

Il giardino d’ascolto in un fotomontaggio del gruppo “Starter”

UN “MOTORINO D’AVVIAMENTO” DI PRATICHE ARTISTICHE LEGATE AL TERRITORIO

zx di Antonio Lupo

o “starter”, nei motori, è un dispositivo d’avviamento. Così vuole “riavviare”, il gruppo “Starter”, scoprire e riscoprire, luoghi della memoria o dell’oblio, storie e situazioni dimenticate attraverso pratiche creative (poetiche, sonore e visive). Nato nel 2005, ne fanno parte un architetto (Giorgio D’Ambrosio), un’attrice (Silvia Lodi) e tre artisti: Xlavio (Fernando Schiavano), Ingrid Simon, Antonio De Luca. Insieme, hanno trovato il modo per sfuggire all’autoreferenzialità, maturando esperienze operative su campo. Chiediamo informazioni sui lavori realizzati fino ad oggi e su Giardino d’ascolto, evento tenutosi dal 30 luglio all’8 agosto 2006, nell’ambito di Oltremare-Entroterra, rassegna patrocinata dal Comune di Casarano. Provenienti da contesti espressivi diversi, hanno alle spalle interessi ed esperienze comuni: attività di performances e di installazioni, esplorazione di linguaggi poetici e multimediali, produzione di video e partecipazione a meeting artistici. L’occasione per collaborare, unendo le individuali energie e la propria originalità creativa, è inizialmente sorta con il progetto europeo Egnatia-un percorso di memorie disperse (www.osservatorionomade.net). E’stato allestito il giardino Egnatia all’interno dell’ecomuseo di Cursi, come luogo di incontro e scambio interculturale e sono stati realizzati due filmati: La leggenda di Costantino e Doruntina, un racconto a più voci dalle forti tinte emotive, e Drin bianco Drin Nero. Nella prima ricerca-video, svolta nel Salento nel corso di

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Starter, l’arte riparte un anno, Margarita Franja, di origine albanese, e Rena Tilkeridu di origine greca, attive a Casarano (Cooperativa Mediatori Linguistici), riferendosi al loro vissuto, interpretano un testo leggendario che ha avuto esiti teatrali e musicali nella loro cultura di provenienza. In “Drin bianco Drin nero” si passa a riflettere sul problema dell’identità etnica del Kossovo e sulla drammaticità di quella situazione attraverso le scritte lasciate nel 1992 da alcuni profughi sulle pareti di una masseria abbandonata tra Ceglie Messapica e Martina Franca. E’ una flautista proveniente dall’Albania a tradurre i messaggi in terra rossa, e a spiegare il testo di una canzone sul “nemico” che ha impedito l’unità nazionale, semantizzata appunto attraverso i due rami del fiume Drin . Così Ira Panduku, redattrice di un quotidiano a Martina Franca, interpretando questa volta un canto kossovaro, ci riporta a storie dimenticate. La ricerca antropologico-artistica condotta da Starter ha visto il gruppo consolidarsi, nell’interesse per spazi “della dimenticanza e dell’emarginazione” a Matera (“Fondazione Southeritage”), nell’autunno scorso. Nella città dei sassi, in occasione di un intervento di arte pubblica (in Luogo, arte e linguaggi nel territorio urbano) hanno voluto richiamare l’attenzione sulla realtà sotterranea della piazza e sulle immense cisterne (Palombaro piccolo e grande) che, attraverso un intelligente sistema di raccolta in condotte, convogliavano l’acqua necessaria. Per evocare la

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EVENTI

ALLA SCOPERTA DI LUOGHI DIMENTICATI z

loro presenza, hanno perciò pensato alla creazione di un pa- tografica l’aspetto odierno, “non sono mancate le sorprese lombaro, una figura con la vecchia muta, installata in piazza, storico-culturali e botaniche” - ci dicono. documentando attraverso un video le fasi di lavorazione e le “Attraverso vari frammenti di memoria (la voce di persovive reazioni dei passanti. ne anziane, quella di uno studioso locale, e di un paesaggiVeniamo al loro ultimo Giardino d’ascolto che li ha visti sta, e di chi ha abitato il luogo) abbiamo composto dei viimpegnati fin dall’inizio del 2006 nella rivisitazione di un deo e un’installazione (Cicerone). luogo isolato e dimenticato (antico cimitero e poi lazzaretLa notevole varietà di rose e di piante (dalla parietaria to), adiacente alla chiesa paleocristiana di Casaranello (S. alla rosa di Damasco), quasi un tesoro incredibilmente naMaria della Croce, V sec.d.C.), sempre nell’ottica della valo- scosto (Latenze), ci ha fatto pensare – ci raccontano gli arrizzazione di spazi ai margini e della consapevolezza delle tisti - alla riproduzione delle immagini sui piccoli “ventagli” trasfomazioni urbanistiche che sono sotto i nostri occhi. delle feste popolari salentine, insieme a citazioni di Clement E’ quello che Gilles Clement, il giardiniere filosofo france- ed altri. se alle cui idee si ispirano, definisce il terzo paesaggio (ManiFra terra e cielo le installazioni luminose e sonore spostafesto del Terzo Paesaggio, Ed. Quodlibet, 2005). no la nostra attenzione dal giardino al cielo stellato e alle coProprio per salvaguardare dimensioni storico-antropolo- stellazioni. giche-esistenziali che l’uomo d’oggi rischia di perdere defiAgli splendidi mosaici della cupola rinvia infatti lo Stellanitivamente, il gruppo intende, come osservatorio e labora- rium, in una simbiosi tra spazio esterno e sacralità dell’amtorio nomade, sensibilizzare l’opinione pubblica sulle poten- biente chiuso, luogo della memoria”. zialità e sulle risorse stratificate nel tempo e spesso sconosciute del no- Il gruppo Starter. Da sinistra: Antonio De Luca, Silvia Lodi, stro habitat, attraverso “non-luoghi” Giorgio D’ambrosio (in piedi), Fernando Schiavano, Ingrid Simon da rivivere. Dal giardino Egnazia al giardino di Casaranello, metafore del crocevia est-ovest. Dopo aver svolto una ricerca sulle testimonianze dirette e indirette che possano ricordare la storia del giardino, un hortus conclusus rimosso e abbandonato, e averne documentato attraverso una dettagliata indagine fo-

«Un architetto,

un’attrice e tre artisti. Ritorna nel Salento il gruppo “Starter” e riscopre il giardino dimenticato di Santa Maria della Croce, a Casarano

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Il camper su cui inneggia la scritta “Starter” è diventato un luogo di lavoro durante l’allestimento dell’happening

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IL SALENTO CHE CRESCE z ITALIA LAVORO S.P.A.

Lavoro&Sviluppo: quando imprese e persone crescono insieme

ARRIVA ANCHE NEL SALENTO IL PROGETTO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, IN COLLABORAZIONE CON IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, REALIZZATO DA ITALIA LAVORO S.P.A. CHE INCONTRARE DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO. SUBITO E A COSTO ZERO

C’è una grande opportunità di crescita per aziende e lavoratori non occupati o svantaggiati di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia (le cosiddette regioni Obiettivo 1 dell’Unione europea). Si chiama “Lavoro&Sviluppo”, ed è un’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e dal Ministero delle Attività Produttive e realizzata da Italia Lavoro in collaborazione con I.P.I. L’opportunità è semplice e concreta allo stesso tempo: “Lavoro&Sviluppo”, attraverso i suoi servizi di consulenza alle imprese, finanzia interamente il costo dei lavoratori tirocinanti inseriti in organico per un breve periodo di tempo, consentendo all’azienda di valutarne il livello di apprendimento e le qualità individuali. In estrema sintesi il progetto consente alle aziende che hanno beneficiato di fondi PON (Legge 488, Pia innovazione e formazione, ecc.), di inserire in organico dei lavoratori tirocinanti senza alcun costo e, anzi, ricevendo un rimborso di 175 euro al mese per attività di tutoraggio. La logica è quella di facilitare queste aziende nella selezione, formazione in situazione di lavoro 24 il tacco d’Italia

e scelta del personale da assumere, in virtù dei finanziamenti comunitari già ottenuti, attraverso un percorso graduale e ulteriormente agevolato. Italia Lavoro non si limita a mettere a disposizione risorse economiche, ma, attraverso i Centri per l’Impiego e la sua rete di consulenti in tutta Italia, ricerca le figure professionali necessarie alle aziende, dalle mansioni di facile reperimento a quelle più qualificate. Finanzia inoltre (fino a un massimo do 1.500 euro + Iva) interventi di formazione “on the job”, corsi tecnico-professionali tenuti all’interno alle stesse aziende. I tirocinanti selezionati dalle aziende beneficiarie percepiscono una borsa lavoro di 350 euro al mese, oltre ai buoni pasto, copertura assicurativa e rimborso dei costi di trasporto. La durata può variare dai 3 ai 6 mesi a seconda del profilo professionale. Non ci sono vincoli di età o di mansione; l’unica condizione è che il soggetto sia disoccupato.

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IALE, IN O S.P.A. CHE FA

IL SALENTO CHE CRESCE ITALIA LAVORO S.P.A. z

Con “Lavoro&Sviluppo” è anche possibile prevedere un periodo di formazione fuori regione, al fine di acquisire una competenza presso un’azienda partner o un fornitore. In tal caso il compenso sale a 530 euro ed è previsto il rimborso di vitto e alloggio. A fronte di tante opportunità, l'unico obbligo per l’azienda riguarda la formalizzazione di un'offerta di lavoro ad almeno il 65% dei tirocinanti giunti alla fine del percorso formativo. Non è un vero obbligo ad assumere, quanto la necessità di passare ad uno dei contratti previsti della Legge Biagi (si tratti di un partime, un contratto a progetto o altro). “Lavoro&Sviluppo” è solo uno dei numerosi progetti gestiti da Italia Lavoro, l'Agenzia del Ministero del Lavoro e della Previ-

Obiettivi del progetto: - Migliorare le opportunità di occupazione nelle aree svantaggiate e favorire un livello più elevato di stabilità dell’occupazione (Obiettivo 1); - Supportare le imprese agevolate nel processo di ricerca, reclutamento e inserimento del personale, anche attraverso il coinvolgimento dei Centri Per l’Impiego; - Favorire la collaborazione tra imprese del Nord e del Sud del Paese e tra Imprese, Università e Centri di ricerca

A chi si rivolge: - A chi cerca lavoro: i lavoratori non occupati e svantaggiati residenti nelle aree dell’obiettivo 1, disponibili a effettuare percorsi di formazione sul lavoro, anche in regioni diverse da quelle di residenza. - A chi offre lavoro: l’agevolazione è riservata alla imprese che abbiano già usufruito di fondi PON: Legge 488/92; PIA Formazione; PIA Innovazione; altre linee di finanziamento coerenti.

denza Sociale, del Ministero della Solidarietà Sociale e delle altre Amministrazioni centrali dello Stato per la promozione e per la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale, con sedi territoriali a Lecce in Piazza Sant’Oronzo 40 e a Bari in Viale Amendola 166/5. La mission di Italia Lavoro S.p.a. è di favorire l’incontro tra domanda e offerta, rendere più aperto ed efficiente il mercato del lavoro nazionale, promuovere azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale. Italia Lavoro realizza azioni e programmi in collaborazione con Regioni e Province per migliorare le capacità del sistema paese nel creare opportunità di occupazione, rivolgendosi, in particolare, alle categorie più deboli del mercato del lavoro.

I P.I.L.S. Oltre ai tirocini in loco, quelli in mobilità geografica e di alta formazione (riservati a laureati e personale specializzato), é possibile attivare i “Pacchetti individuali di inserimento al lavoro per lavoratori svantaggiati”; Si tratta di contratti riservati a soggetti non occupati rientranti nelle categorie di svantaggio previste dal Reg.CE 2204/2002, che consentono di attivare un numero illimitato di tirocini formativi finanziati. Questo percorso è uno strumento innovativo di politica attiva del lavoro e si caratterizza nel rispondere da un lato alle esigenze delle piccole imprese o quelle in fase di start up e dall’altro alle esigenze dei disoccupati per acquisire specifiche competenze professionale orientate ai fabbisogni produttivi delle imprese ospitanti. Per i P.I.L.S. le aziende hanno l’obbligo di formalizzare offerta di lavoro al 100% dei tirocinanti.

Per informazioni: Italia Lavoro - Unità territoriale Puglia - Tel: 080-5498111 (chiedere di Gilda Iacobone) Produttori di Lavoro&Sviluppo: D.ssa Laura Laudisa (347-1125139) - Dott. Mario Maffei (347-4013649) zx a cura di Nerò Comunicazione

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z PER CHI SUONA LA TARANTA

Fatti pizzicare dalla a Notte della Taranta è difficile da raccontare. Bisogna viverla. Al di là delle stime che si fanno il giorno dopo sul numero di spettatori da casa e dal vivo, sui costi, sugli ospiti, sulle dirette tv. E’ il Woodstock salentino, che tutti attendono con ansia. Ed ha ogni anno un sapore conosciuto ma, nello stesso tempo, sempre nuovo. Ci sono gli habituè della manifestazione, che non possono mancare un’edizione, e poi ci sono quelli che la vivono per la prima volta, trascinati dalla curiosità e dalla voglia di dire “C’ero”. Sabato 26 agosto 2006. Per me questa è la prima volta nella zona vip. Ed io sono pronta a scovarne tante, di facce note; a sorprenderle mentre si lasciano andare al ritmo frenetico delle proprie radici e si abbandonano all’euforia della notte più lunga dell’estate salentina. Io, personalmente, mi sento abbastanza pizzicata, proprio come chi si apposta con tende e sacco a pelo sotto il palco, per non perdere neppure un minuto del grande evento. Canticchio dentro di me canzoni della tradizione popolare e da un po’ di giorni non penso ad altro. Al morso della taranta non si può resistere. Il concerto visto in tv non è la stessa cosa. L’atmosfera che si respira ad un passo dal grande palco e tra la gente (quest’anno si contano 100mila persone) ti lascia addosso una sensazione di benessere e di gioia condivisa. Allora, ci prendo gusto. Stare sotto il palco non mi basta. Io sul palco ci devo salire. E mentre inseguo sogni di gloria, piano piano arrivano i signori vip. Chi più pizzicato, chi meno.

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CHI SI LASCIA TRASCINARE, E CHI NO, DAL RITMO DEL WOODSTOCK SALENTINO Luigino Sergio e Sandra Antonica Il pubblico è « “pizzicatissimo”. Ma dietro il palco, nella zona vip, non tutti si abbandonano al morso della taranta. Ecco come li ha sorpresi il Tacco

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Leda Schirinzi La prima che riesco ad avvistare è Leda Schirinzi, consigliera comunale di Casarano. Perfetta in tenuta “concerto”. Mantiene inalterato il suo fascino anche in jeans e t-shirt. E tacchi a spillo, ovviamente. Non la vedo abbandonarsi alle danze, ma sembra perfettamente a suo agio tra la folla e nella confusione del momento.

Non potrebbe comunque lasciarsi andare al ritmo della pizzica Luigino Sergio, sindaco di Martignano e presidente della Grecìa salentina. E allora, stampelle sotto il braccio, preferisce starsene comodamente seduto sulla sedia. A gustarsi lo spettacolo un po’ in disparte. Non è solo, ad ogni modo. Gli tiene compagnia Sandra Antonica, sindaca di Galatina. La quale appare piuttosto pizzicata a giudicare dall’abbigliamento gitano. Non balla ma si destreggia con padronanza nella massa di vip che affollano il retro-palco.

Paride De Masi e consorte Paride De Masi e consorte, romanticamente presi per mano. Lui si muove con padronanza nella mischia; lei si fa trascinare. Lui in versione così sportiva lo vediamo di rado; lei come sempre con un look impeccabile: in questo caso collanona di corallo e tracolla Louis Vuitton. Lui decisamente più pizzicato di lei.

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PER CHI SUONA LA TARANTA z

zx di Laura Leuzzi

Fotoreportage: Roberto Rocca

Teresa Bellanova Alquanto spaesata (ma anche lei piuttosto gitana in kaftano intero color verde smeraldo) la parlamentare Teresa Bellanova. Al suo arrivo si guarda intorno e non sembra integrarsi al meglio. Dopo qualche ora il suo volto tradisce una certa stanchezza.

Loredana Capone Sorridente, come sempre, Loredana Capone, vicepresidente della Provincia e candidata alle Primarie al Comune di Lecce, ha scelto una mise elegante e semplice insieme. Con annessa stola verde esibita con classe (e abbinata alla collana) per non passare inosservata. Abbastanza pizzicata.

Michele Emiliano Sembra colto in flagranza di reato Michele Emiliano, sindaco di Bari. Camicia e giacca e sguardo sorpreso. Forse non perfettamente a suo agio tra i tarantati. Avrebbe preferito rimanere in incognito? Poco pizzicato.

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z PER CHI SUONA LA TARANTA

Nichi Vendola Se l’anno scorso l’avevano avvistato in jeans e maglietta mentre si aggirava tra la folla e si scatenava in balli sfrenati, quest’anno Nichi Vendola, presidente della Regione, ha optato per un completo di lino bianco e atteggiamento composto. Lo vedo sciogliersi solo all’arrivo sul palco di Carmen Consoli. Abbiamo gli stessi gusti musicali. Pizzicato, ma meno di una volta.

Alberto Maritati Opta per una taranta versione famiglia Alberto Maritati che non balla, ma siede comodamente in prima fila (per terra), proprio sotto il palco, assieme ai suoi cari. Il golfino attorno alle spalle fa molto gita scolastica. Pizzicato soft.

Antonio Rotundo e Peppino Basile Perfettamente a loro agio e, anzi, intenti a discorrere con partecipazione, Antonio Rotundo, candidato alle Primarie al Comune di Lecce, e Peppino Basile, consigliere comunale di Ugento, si confondono nella folla dei pizzicati ma non si abbandonano alle danze.

Oronzo Limone Colto in un momento di meditazione (forse indeciso se lanciarsi o meno nella danza), Oronzo Limone, rettore dell’Università di Lecce, appare spaesato dal clima frizzante della serata. Sufficientemente pizzicato, però, per aver abbandonato registri e scrivania. E, una volta tanto, anche giacca e cravatta.

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PER CHI SUONA LA TARANTA z

Paolo Pagliaro e consorte

Salvatore Capone Un po’ in disparte e con atteggiamento riflessivo, Salvatore Capone, assessore provinciale allo Sport e alle Politiche educative, sembra non essere entrato perfettamente nel clima della serata. Decisamente poco pizzicato.

Non può passare inosservato, quanto meno per i pantaloni arancio-shocking, Paolo Pagliaro, presidente del gruppo Mixer Media. Braccia conserte e sguardo concertato si apposta dietro le telecamere di Tele Rama e da lì controlla. E mentre lui controlla, lei si assenta e preferisce lasciarsi andare ai piaceri della gola. Il baby-doll annodato sotto il seno, poi, fa tanto ninna nanna. Poco pizzicata.

Antonio Maniglio

Rocco Palese Pizzicato sì, ma per addentare con avidità un crostino al tonno e maionese. E mentre di là si riscalda l’atmosfera, Rocco Palese, consigliere regionale, ne approfitta prima che si... scaldi il piatto freddo che ha gelosamente in mano.

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Il consigliere regionale Antonio Maniglio preferisce allontanarsi dal centro della festa, ma con lo sguardo divertito, e in abbigliamento casual, segue le danze con partecipazione. Pizzicato anche se da lontano.

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SOCIETÀ

INCONTRI A SPIGOLIZZI z

“Questo è il mio Salento”. Parola di catalano zx di Antonio Lupo

INTERCULTURALE. E’ L’INEDITO VOLTO DI UNA TERRA CROCEVIA DI CULTURE. ANCHE GRAZIE AD ERASMUS Dei 150 universitari arrivati a Lecce quest’anno per il progetto Erasmus (un’iniziativa dell’Unione europea che permette agli studenti universitari di studiare e sostenere esami, oltre che nella propria, anche in altre università europee), ben 80 sono spagnoli. In transito nel capo di Leuca, incontriamo Miriam Torrente Sansò, studentessa dell’Università di Barcellona, originaria di Sitges, nei pressi di Tarragona e Cristina dell’Università di Madrid, insieme ad altri amici che sono approdati nel Salento per passare qualche giorno di vacanza. Ci diamo appuntamento a Masseria Spigolizzi (Salve). Il cognome di Miriam, che li ospita, ci risulta familiare e si potrebbe confondere con quelli salentini, a testimonianza della comune storia dei secoli passati. Dal mese di ottobre frequenta i corsi di Economia, facoltà nella quale sta per laurearsi. Alle prese con gli ultimi esami, sorride dolcemente, pronunciandosi in un italiano dalle cadenze lente. Ha superato con facilità ben dieci esami. Così Cristina, che ha già concluso gli studi in Sociologia, ed è sulla strada del ritorno nel suo paese. A più voci spiegano le differenze tra il sistema universitario spagnolo e quello italiano. Le prove d’esame sono sempre soltanto scritte e l’appello è unico; diversa risulta perciò l’organizzazione della didattica e dello studio. Secondo i principi dell’autonomia della Catalogna inoltre occorre sostenere gli esami nella lingua originaria. “Per noi catalani, in particolare, non ci sono grandi aiuti economici - fa sapere inoltre Miriam - ma è senz’altro utile studiare in un altro paese. Meglio ancora se in Italia”! Continuiamo a parlare delle opportunità di formazione inter-culturale offerte dalle università europee oggi. Anna Iborra Olba di 23 anni, già laureata in Legge, ha soggiornato per quattro mesi in Minnesota, facendo esperienza con l’Erasmus l’anno scorso. “Un clima con meno 35 gradi d‘inverno e più 25 d’estate – dice - ma una accogliente ospitalità americana che non m’aspettavo. Avere contatti con studenti universitari di altri paesi ti arricchisce: nella mia residenza ero insieme a un cinese, un americano e un tedesco”. Chiedo quali siano per loro le caratteristiche più interessanti dell’ambiente salentino e vengo a sapere che il nostro paesaggio somi-

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Dalla Spagna fino al Salento per motivi « di studio. E così si scopre che la terra salentina e quella catalana non sono poi così differenti. Ecco i racconti di alcuni studenti spagnoli in transito nel capo di Leuca

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glia molto a quello dell’isola di Minorca. “Le navetes sono come le vostre paiare”, fa notare Ivan, 30 anni, studi in Economia (Università Autonoma di Barcellona) e varie esperienze di lavoro. “Anche le distese di uliveti e i caratteristici muretti a secco, suggeriscono quei posti. Gallipoli poi, con le sue case, i suoi colori, il porto, le mura, ci ricordano in particolare la Cittadella di Minorca. Ci sono però delle differenze – aggiungono - poiché la tranquillità degli abitanti in quei luoghi è più controllata. Vengono evitati accuratamente gli affollamenti sulle spiagge: quando c’è molta gente, viene impedito l’accesso alle calette. Ci sembra inoltre che qui ci siano più discoteche e una più intensa vita notturna e che le norme di sicurezza stradale non siano molto osservate”. Concludiamo il nostro incontro “inter-culturale”, all’insegna dell’arte, ammirando la collezione di statuette in bronzo di Apel-les Fenosa, lo scultore catalano, originario della loro terra (El VendrellTerragona), amico di Norman Mommens e Patience Gray, artisti che hanno vissuto per più di trent’anni dalle nostre parti. Le opere di Fenosa, in un momento collocate per noi sul tavolo intorno al quale siamo seduti, vengono esposte insieme ai voluminosi cataloghi delle sue mostre, da Nick Gray e Maggie Armstrong che ci hanno accolto nella loro masseria-atelier (vedi Tacco n. 16 e n. 20), nell’estremo lembo di finisterrae, dove fioriscono preziose opportunità per scambi di cultura e d’arte, per aprirsi ad un mondo senza confini.

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SOCIETÀ z I GRANDI DI IERI

Salvatore De Matteis intendeva l’attività « politica come rapporto diretto con la gente che a lui si rivolgeva per trovare ascolto e sostegno »

De Matteis: tra gli uomini

1973. Quarto Governo Rumor. Salvatore De Matteis (a destra) presta giuramento al sottosegretario di Stato

IL VOLTO DI UNA FIGURA CHIAVE PER IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO DI AREA SALENTINA

zx di Marco Sarcinella

a figura e l’opera di Salvatore De Matteis hanno rappresentato un momento chiave per la nascita e l’affermazione del PSI (Partito Socialista Italiano) nell’area salentina. Nel Mezzogiorno d’Italia, infatti, dove all’indomani della disastrosa fine del secondo conflitto mondiale più arduo che nel resto del paese si era presentato il compito della ricostruzione economica, civile e istituzionale dello Stato, la DC (Democrazia Cristiana) fu il primo partito ad organizzarsi e ad affermarsi mantenendo un ruolo di primo attore negli sviluppi storico-politici per interi decenni (a Casarano e nel Salento fino alle soglie degli anni Novanta). Proprio nelle file della DC, il cui leader indiscusso nel Salento era Francesco Ferrari, cominciò il lungo periodo di impegno politico di Salvatore De Matteis. Ragioniere e perito commerciale, nacque a Galatina il 20 giugno 1912 e ricoprì per molti anni la carica di cancelliere dirigente della Pretura di Casarano, dove si trasferì alla fine degli anni Trenta e dove incontrò la futura moglie Anna Cazzato. Giunto alla pensione, intorno alla fine degli anni Cinquanta il suo interesse si orientò verso la politica determinando il suo ingresso nella DC. Ma De

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Matteis, che era uomo carismatico e deciso a ritagliarsi un proprio spazio nello scacchiere politico locale, si dimostrò poco incline ad accettare passivamente la leadership di Ferrari e i contrasti con quest’ultimo si palesarono, proprio a causa del tentativo di De Matteis di prendere il posto di Ferrari nel collegio senatoriale di Casarano-Tricase. Nel 1962 De Matteis abbandonò pertanto la DC, pervenendo dapprima a posizioni socialdemocratiche e poi socialiste e ponendo la sua candidatura al Senato per le elezioni del 1966, quando non venne eletto per un pugno di voti. Lillino Casto, che di De Matteis era il più stretto collaboratore, ricorda le scene di scoramento che ci furono nella notte in cui si conobbero i risultati di quelle elezioni nel suo studio di via Dante a Casarano, ma ricorda anche lo stupore in lui suscitato dalle parole cariche di sicurezza e imperturbabilità con cui De Matteis rassicurò i compagni socialisti presenti in quel momento: “Non siate delusi e state tranquilli – disse -, perché questi voti ci torneranno utili alla prossima campagna elettorale”. E così fu: in pochi anni i socialisti raggiunsero ragguardevoli risultati e De Matteis potè gettare le basi per il successo

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SOCIETÀ I GRANDI DI IERI z

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che sarebbe giunto nel L’impegno politico di Salvatore De 1968, quando venne eletto senatore, confermandosi Matteis cominciò nelle file della DC, il poi nel 1972 e nel 1976. Nel 1971, al termine cui leader indiscusso nel Salento era delle lezioni amministrative Francesco Ferrari. Con questi egli ebbe di Casarano, la DC aveva perso la maggioranza asso- continui contrasti e riappacificazioni luta e ci fu una breve riappacificazione tra De Matteis e Ferrari, insieme al Regionale Pugliese; fu anche relatore di importanti disegni di quale diede vita al primo legge tra cui quelli sul divorzio e sulla carriera dei magistrati; centro-sinistra della storia infine fu presidente della Azienda Tabacchi Italiana. amministrativa casaranese. Ma la sua attività politica fu intensa anche per un moMa si trattò di un’espe- do di intenderla e di praticarla che forse oggi non ha più ririenza brevissima, a causa scontro: fondamentale era infatti per De Matteis il rappordei conflitti scoppiati sul- to diretto con la gente, non solo i suoi compagni di partito l’attività edilizia e di quelli ma anche le persone più umili che a lui si rivolgevano per manifestatisi tra l’ala lom- trovare ascolto e sostegno. Sempre Lillino Casto ricorda cobardiana del socialisti, ca- me il suo studio pullulasse continuamente di gente, sopratFine anni ‘60. De Matteis con Sandro Pertini e Fulvio Rizzo, noto peggiata dal vicesindaco tutto la domenica, e come il suo telefono, di cui tutti potevaavvocato dell’epoca De Fortunatis e i dirigenti no servirsi, fosse costantemente in funzione. Una caratteristidemocristiani scelti da Ferrari quali suoi collaboratori. De ca che lo contraddistinse e che unitamente ad un grande Matteis svolse anche un importante funzione negli sviluppi acume nel leggere le situazioni e nell’intuirne le evoluzioni, delle vicende legate al PSI provinciale, in forte fermento negli anni Settanta per l’emergere di nuovi gruppi dirigenti determinò la sua affermazione quale leader del partito sociache ponevano con forza la questione del ricambio genera- lista a Casarano e nel Salento, fu il suo forte e costante attizionale di quel partito. Egli fu contrario a questa tendenza e vismo: la sua giornata cominciava prestissimo, alle cinque costruì una solida intesa con Amleto Monsellato, leader stori- del mattino, e pure, nonostante la grande mole di lavoro che co dei socialisti del Basso Salento, di cui favorì la nomina a ogni giorno lo attendeva, era solito canticchiare Maruzzella segretario provinciale, contribuendo poi alla sua elezione a o qualche altra canzone del tempo, durante la quotidiane trasferta a Lecce con l’auto guidata dal fido “Mesciu Pippi”, deputato della Repubblica. come ricorda Luigi Lupo, componente, del “Coordinamento La linea politica di De Matteis si inscriveva nell’orientaMovimento Società Aperta-Uniti per Casarano”. mento “demartiniano” (da De Martino) del patito socialista, Salvatore De Matteis si spegne a Casarano il 29 dicemche guardava alla possibilità di “avanzati equilibri” e di aperture verso la DC, distinguendosi dalla linea “nenniana” (da bre del 1981, lasciando un grande vuoto in chi lo conobbe e Nenni) che propugnava la piena autonomia del PSI rispetto in chi era abituato a vedere in lui un importante punto di rialla DC e al PCI e da quella “lombardiana” favorevole ad ferimento. La sua grande carica umana e politica lo conseaperture esclusivamente a sinistra e quindi con il PCI. Molto gna alla storia come uno dei più importanti uomini politici intenso fu l’impegno politico di De Matteis per i numerosi e salentini, ma soprattutto come un uomo che spese la sua viimportanti incarichi che ricoprì: sottosegretario alla Presi- ta tra gli uomini e per gli uomini. denza del consiglio dei Ministri nel quarto governo Rumor con delega ai Beni Culturali, membro delle Commissioni interni e Affari Costituzionali e presidente del Comitato pareri nelle elezione del 1972; membro delle Commissioni Affari Costituzionali e del parere al Governo sulle norme delegate per il riordinamento degli Enti pubblici e sul rapporto di lavoro del personale dipendente nelle elezioni del 1976; fu anche membro del Comitato speciale per il parere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la soppressione degli Enti inutili e poi ancora assessore alla Agricoltura Caccia Pesca, membro dell’asecutivo della Federazione 1973. Premio Rodolfo Valentino. Provinciale di Lecce e del Comitato De Matteis con Anthony Quinn e Sofia Loren

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CULTURA z PERSONAGGI

Enzo Fasano, “Campagna salentina”, tarsia 65x75 cm. (1979)

In giovinezza, Fasano alterna la « pratica artistica con il lavoro nei campi. Questo lo fortifica ed è per lui apprendistato preziosissimo di vita

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I tramonti nascosti negli alberi zx di Paolo Vincenti

LA VITA E L’OPERA DEL PIÙ IMPORTANTE MAESTRO VIVENTE DELLA TARSÌA, IN ITALIA E IN EUROPA arabita, terra di creativi. Anche Enzo Fasano è figlio di immersi nel paesaggio, “terragno e riarso”, di un Salento Parabita e di quel Salento contadino che emerge dalle arcaico, mitico. Questo Cristo è molto distante dalla grazia sue opere, nei colori vivi ed accecanti del paesaggio un po’ efebica del Gesù di Nazareth di Zeffirelli, e ricorda mediterraneo, che l’artista rappresenta magistralmente nei semmai il Cristo più rozzo e maschio voluto da Pasolini nel suoi intarsi. Una tecnica antica e difficile, laboriosa, che ri- suo “Vangelo secondo Matteo”. chiede una dedizione totale, una passione incondizionata. Il critico Romano Pieri accosta le opere di Fasano alle Ed infatti, un vero atto d’amore è quello che ha spinto Fa- scene di “Fontamara” di Ignazio Silone, una Fontamara parasano ad intraprendere, molti anni fa, la strada non facile bitana, che Enzo Fasano vuol rendere universale anche attradell’intarsio ligneo. Chiunque si trovi di fronte ad un tronco verso i suoi personaggi, i contadini poveri che si somigliano d’albero, vede un tronco d’albero: Enzo Fasano vede, invece, in tutti i paesi del mondo. Convinzione anche di Bodini, che tramonti infuocati, contadini curvi sulle loro gambe a racco- tracciava parallelismi fra i contadini salentini ed i “gitani” di gliere patate, pajare e muretti a secco a delimitare poderi, Garcia Lorca del Sud della Spagna. cataste di legname approvvigionato per l’inverno, donne contadine gravide, come le Veneri parabitane, che partoriranno altre forti braccia contadine, come la grande Madre Terra partorisce i frutti del Salento; e poi cieli azzurri, adombrati a volte da una nuvola minacciosa, e gli attrezzi del lavoro che rendono, per intero, il senso della fatica e della tenacia dei poveri lavoratori della terra, cavamonti, operai. Simili al Cristo contadino realizzato da Fasano su una macrotarsia di tre metri per due. Con Crocifissione (1973), che campeggia nella grande sala della sua casa laboratorio, nel centro storico di Parabita, Fasano ha lasciato un messaggio preciso, rappresentando il Cristo in croce con le fattezze, ruvide, spigolose, di un contadino parabitano, circondato da altri contadini che gli fanno scorta, Enzo Fasano, “Mietitori”, tarsia 65x75 cm. (1976)

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CULTURA z PERSONAGGI

// Studiando tra i campi

Enzo Fasano

Oggi, Enzo Fasano è unanimemente considerato il più importante maestro vivente della tarsìa, in Italia e in Europa. La prima parte della sua carriera è caratterizzata dalla forte attenzione verso il mondo contadino del Sud, rappresentato con crudo realismo che tocca spesso la denuncia sociale. “Pittura tonale” viene definita, la sua, dal grande maestro Lionello Mandorino. Nato a Parabita, nel 1944 (“una buona annata” come dice lo stesso Fasano), da una famiglia contadina, frequenta l’istituto d’arte “Enrico Giannelli”, dove svolge un lungo tirocinio con Salvatore Spedicato, suo maestro, insieme al pittore Vanni, che conosce durante un successivo tirocinio a Modena. Nella prima giovinezza, alterna la pratica artistica con il lavoro nei campi, che lo fortifica e che è per lui apprendistato preziosissimo, terminus ante quem, palestra di vita. Quelle emozioni violente sbranate da ragazzo, quelle giornate assolate con gli attrezzi da lavoro, ritorneranno, qualche anno dopo, nei suoi lavori che rappresenteranno il Sud, alba mitica del mondo, età dell’oro. Ammiriamo, allora, “Raccolta delle ulive”, “Cave di tufo” e “Il la-

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voro nelle cave”, sull’attività dei cavatori parabitani o, ancora, “All’alba nelle cave dei tufi”; e poi, “Campagna salentina”, con quel cesto (lu panaru), quell’orciuolo (lu ‘mbile) e quelle zappette, in primo piano, riproposti, con l’aggiunta degli scarponi da lavoro, in “Paesaggio salentino”; “La raccolta delle patate”, “Contadini”, “Contadini, cave e campagna di Parabita”, “Alla sera”, con i tre contadini che, seduti l’uno distante dall’altro, stanchi delle fatiche del giorno, sembrano quasi voler ritemprare le membra e consolare quello “spirto guerriero” di foscoliana memoria; e “Le pietre raccontano”, che sembra voler tradurre nel linguaggio della tarsia la lezione di Carlo Levi secondo la quale “le parole sono pietre”. E quanta armonia c’è in quel “Cortile parabitano”, fermo nella sua poeticità, e nell’“Omaggio a Parabita”, o negli “Spaventapasseri”, che ritornano in diverse opere, come figure mitiche, ancestrali, che si animano e vanno a spasso fra i campi, custodi, oltre che del raccolto, di un tempo che non vuole finire, ma che si abbarbica ai colori delle tavole e ci trasmette una accorata nostalgia: per noi, una nostalgia del non vissuto, del non provato, ancora più efficace. Fasano opera nell’ambito dell’intarsio

pittorico, il più difficile ed ambizioso. In questo tipo di intarsio, l’artigianato, pur nobile, degli altri tipi di intarsio e degli altri esecutori, diventa arte. Gli anni ‘70 sono quelli del più forte impegno e della maggiore presenza alle mostre da parte di Fasano, uno sforzo per ottenere quella visibilità ed anche quella sicurezza economica che potessero permettergli di continuare sulla strada intrapresa. Egli partecipa a molte rassegne collettive nazionali ed internazionali, a Monaco di Baviera, nel 1976, a Firenze, nel 1977, a Cracovia, in Polonia, in occasione della visita del Papa, nel 1979, all’Arengario di Milano, in occasione della Mostra del Mosaico di Otranto, nel 1980; e poi molte mostre personali: a Parma, a Modena, a Bologna, a Basilea, in Svizzera. Approvazione e lodi entusiastiche vengono da critici come Leonardo Borgese, Carlo Munari, Romano Pieri. Nel 1984, la svolta, con la mostra dedicata alle pitture preistoriche della grotta di Porto Badisco, “Badisco 84”, che si tiene nel Castello Aragonese di Otranto, nel 1984, con presentazione di Mario Marti, cui seguiranno molte altre, come “Le Stele Daunie”, “Le icone bizantine” e “Viaggio in Puglia: dalla preistoria alla civiltà contadina”, sempre all’insegna di quella che Donato Valli ha definito “archeologia lirica del maestro Fasano”.

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CASARANO z L’INTERVISTA

Venuti: “Il terzo mandato non è affar mio”. Ancora IL SINDACO DI CASARANO TRACCIA IL SUO BILANCIO DI METÀ MANDATO. IL FATTO E IL DA FARSI zx di Enzo Schiavano

Quali saranno le priorità del suo esecutivo nei prossimi 12 mesi? “Prima di risponderle, mi lasci fare una piccola premessa. Dobbiamo partire sempre dall’idea di città che abbiamo proposto agli elettori durante la campagna elettorale di due anni fa, che è basata su un programma. Noi abbiamo sempre detto che l’azione amministrativa avrebbe seguito tre direttrici: sviluppo urbano; attenzione ai bisogni dei cittadini (welfare); sviluppo produttivo. Si tratta di dare corso alla programmazione già avviata e svilupparla. Vorrei porre subito l’accento sul sistema di intervento sul sociale che secondo me è molto migliorato rispetto al passato. Però vorrei che questo stato di fatto venisse verificato da qualcuno esterno all’amministrazione comunale. Sullo sviluppo produttivo il Comune di Casarano svolge un ruolo trainante visto che siamo i maggiori responsabili di un programma di sviluppo del territorio che punta sull’innovazione come leva di crescita del territorio, inteso sia come pubblica amministrazione sia come tessuto produttivo”. Nello sviluppo urbano sono comprese le opere pubbliche. Ci può fare una ricognizione veloce delle opere in fase di imminente realizzazione? “Quest’anno cantierizziamo il recupero dell’edificio scolastico di piazza S. Domenico, che sarà l’ultimo atto di un programma di sistemazione delle scuole iniziato alcuni anni fa. Interverremo sul ripristino del manto stradale delle strade principali della città che, com’è noto, hanno subito maltrattamenti a causa degli scavi e degli allacci della rete del gas metano. Consideriamo questo problema una vera e propria emergenza”. Interverrete solo sulle vie principali? “Per adesso su quelle. In seguito faremo un intervento su gran parte delle strade cittadine.

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Marzo 2004. Re-Migio. La copertina del primo numero del Tacco d’Italia era dedicata a lui, Remigio Venuti alla vigilia delle amministrative che lo hanno riconfermato primo cittadino di Casarano

Altre opere pubbliche? “Continueremo a rendere più belli ed accoglienti gli ingressi della città. Abbiamo indetto un concorso di idee su piazza S. Domenico e c’è stata una grande partecipazione: ben 34 progetti provenienti da ogni parte d’Italia, testimonianza dell’interesse che abbiamo suscitato con questo concorso. Stiamo lavorando inoltre nell’utilizzo di strumenti pubblico-privato per il rifacimento del Mercato Coperto e

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CASARANO L’INTERVISTA z

adotteremo questa formula per proporre interventi per la realizzazione di impianti sportivi”. Come tutte le città medie, anche Casarano ha a che fare con un traffico caotico. Quali soluzioni proponete? “Intanto, questo sarà l’anno della nuova tangenziale di Casarano, che darà effetti positivi sul traffico. Abbiamo avviato le operazioni affinché la città abbia un proprio piano traffico. Nelle prossime settimane proporremo alla città, adottando quindi strumenti di partecipazione, delle ipotesi di lavoro sul traffico. Contiamo entro pochi mesi di realizzare dei siti per poter alleggerire il problema dei parcheggi in centro, destinando alcune aree già individuate come l’ex Arena Italia. Questo perché contiamo di dare un forte impulso alla pedonalizzazione di piazza Diaz e di altre zone del centro”. C’era un consorzio di imprese pronto ad investire nella nuova area industriale. Cosa manca per poter avviare il processo di realizzazione dei capannoni? “Nei prossimi mesi realizzeremo le opere pubbliche di nostra competenza in maniera che gli assegnatari dei lotti possano procedere alla costruzione degli insediamenti produttivi. Grazie a questi interventi e a quelli futuri si potrà intravedere l’uscita dal tunnel della disoccupazione, anche attraverso una diversificazione della produzione. I tempi di realizzazione? “Entro un anno credo che ci saranno le condizioni affinché le aziende avvieranno il processo di insediamento”. Gas metano. Una buona parte della città è ancora sprovvisto di questo servizio necessario. Qual è la situazione su questo importante argomento? “Vorrei precisare che i lavori di realizzazione della rete non è di competenza del Comune ma dell’azienda appaltatrice, la Italcogim. Detto questo, abbiamo stimato insieme alla Italcogim che la rete da realizzare per coprire tutte le zone finora escluse misura circa 10 Km. Quindi, quei tratti di città che sono rimasti esclusi avranno presto questo importante servizio. All’indomani della sconfitta elettorale delle Politiche dello scorso anno, giudicata come un segnale nei confronti dell’esecutivo, diversi osservatori chiedevano che una verifica era necessaria. Poi non si è fatto nulla. Perché? “Abbiamo ammesso onestamente la sconfitta, però mi pare francamente che non ci sia stato un nesso diretto tra la sconfitta e l’attività dell’amministrazione comunale. Comunque non abbiamo sottovalutato le possibili connessioni, sottraendoci in questo modo al rischio di attribuire la sconfitta

«Entro pochi mesi l’ex Arena Italia

sarà destinata a parcheggio. Metano: ancora 10 kilometri da fare. Il centro sinistra casaranese sconfitto alle politiche? “E’ vero. Ma non c’è alcun nesso con l’azione di governo della città”

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«Con il recupero dell’edificio di

piazza S. Domenico si concluderà il programma di ristrutturazione delle scuole. I servizi sociali? “Verificate quanto sono migliorati”

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Il Comune di Casarano, attuale “residenza” del sindaco Remigio Venuti

delle Politiche ad una cattiva amministrazione, come sostenevano i nostri denigratori. In realtà quel risultato risente di una serie di fattori, tra cui anche il periodo particolare di attività amministrativa che si trovava in una fase di programmazione e non di realizzazione dei progetti. Bisogna dire tuttavia che abbiamo sottovalutato l’appuntamento elettorale”. Quindi, non c’è necessità di una verifica per rilanciare la sua amministrazione? “Io attribuisco un significato diverso al termine “verifica” rispetto a quello che tutti pensano. La verifica è una normale azione lungo un percorso amministrativo, non vuol dire necessariamente crisi o pre-crisi. In questo autunno troveremo le forme e i modi per riflettere sullo stato di avanzamento del programma e sull’apporto che gli assessori e i partiti della coalizione hanno dato al programma”. Terzo mandato: il sindaco di Lecce si è già detta disponibile. Il sindaco Venuti la seguirà? “Io penso a concludere bene il secondo mandato. E’ un’ipotesi a cui non penso. Ho considerato questo impegno come una parentesi della mia vita. L’impegno di una persona non si limita solo a fare il sindaco, ma anche a mettere a disposizione degli altri il proprio bagaglio di esperienze”. E il futuro politico di Venuti quale sarà? “Non posso determinarlo io. Nemmeno prima pensavo di diventare sindaco, e sappiamo in quali circostanze è maturata la mia candidatura. Il mio futuro politico dipende anche da ciò che il mio partito, i miei elettori e i miei amici decideranno di fare”. Quindi, nel centro-sinistra sarà una lotta tra Claudio Casciaro e Gabriele Caputo? “Non lo decido io, ma la coalizione. Però questi discorsi mi sembrano prematuri”.

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GALLIPOLI z A COLPI DI TACCO

Fasano in cattedra. Barba interrogato IL LEADER DELL’OPPOSIZIONE GALLIPOLINA METTE SOTTO TORCHIO IL PRIMO CITTADINO. CHE LANCIA FENDENTI A DESTRA E A MANCA zx di Roberto Fonte

Le domande, su invito del Tacco, le ha fatte Flavio Fasano, candidato sindaco di Gallipoli alle passate amministrative, per il centro-sinistra. Il Tacco poi le ha “girate” al sindaco Vincenzo Barba, facendosi garante dell’esatta versione delle risposte. Ed è polemica su tutto. Dalle nomine degli assessori al cartellone delle manifestazioni estive, dall’agibilità del campo sportivo alle variazioni di bilancio. E non mancano i riferimenti alla precedente amministrazione Venneri.

“Lei è senatore e sindaco. Ha promesso di essere presenFlavio Fasano te sempre a Gallipoli. Per venire incontro alle sue esigenze e impegni istituzionali sta facendo lavorare i dipendenti comunali anche il sabato. Moralmente non si sente in difetto per questo doppio incarico e in caso in cui il Senato dovesse imporle una scelta tra i due ruoli, quale sceglierebbe”? “Se i dipendenti comunali della città di Gallipoli si sentono più entusiasti e più coinvolti di quanto non accadesse in passato nell’amministraziaone e nella gestione della cosa pubblica, al punto che sono disponibili a lavorare anche di sabato, questo deve essere inteso come un merito della nostra giunta, non certamente come un demerito. Diciamo che in Comune si è creato un clima così piacevole e così collaborativo tra amministratori, dirigenti e impiegati che non ci dispiace ritrovarci a Palazzo Balsamo anche di sabato nell’interesse della città di Gallipoli e dei gallipolini. Quanto ai miei ruoli istituzionali di sindaco e senatore, i cittadini già sanno, a differenza di Fasano, che il doppio incarico è previsto dalla legge. Non credo che possa dispiacere a qualcuno che io mi avvalga delle leggi dello Stato italiano e le rispetti con senso di responsabilità”. “In campagna elettorale lei mi rinfacciava i miei nata-

«I dipendenti lavorano il sabato? “E’

perché sono entusiasti”. Gli assessori sono “esterni”? “La gallipolinità non si conquista col certificato di nascita”

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li (Flavio Fasano è nato a Taviano, ndr). In giunta però ha nominato quattro assessori che non solo non sono nati a Gallipoli, ma non ci vivono né ci lavorano. Gallipoli non aveva forse le professionalità per darsi una classe di governo degna”? “Il consigliere Fasano dimentica che nella sua giunta certamente erano presenti assessori che non solo non erano di Gallipoli, ma che della nostra città nulla sapevano. La mia compagine di governo è formata per intero da assessori che conoscono, amano, vivono Gallipoli e che in essa esercitano anche parte della loro attività professionale. Ho sempre detto che volevo una giunta di gallipolini veraci. E così è. La gallipolinità, infatti, non si evince dallo stato di nascita o dalla carta d’identità, ma dall’attenzione e dall’amore per la nostra città”. “Non sarebbe stato più giusto scegliere gli assessori tra gli eletti”? “Ho ritenuto opportuno costituire una giunta tecnica, convinto come sono che amministrare sia cosa diversa dal rappresentare bisogni ed esigenze dei cittadini. Tutti gli eletti sono chiamati a svolgere questa seconda funzione democraticamente decisiva. I tecnici che compongono la mia giunta devono dedicarsi totalmente al loro ruolo esecutivo, senza commistione alcuna, con l’istituto della rappresentanza”. “Lei si è insediato a giugno. Come mai il cartellone delle manifestazioni estive si è svolto solo ad agosto”? “Mi sono insediato a giugno e, in soli trenta giorni, insieme agli assessori, ho realizzato uno dei migliori cartelloni estivi del Salento. Capisco che tanta capacità organizzativa possa dare fastidio all’opposizione, ma se si avesse realmente a cuore Gallipoli, si metterebbe da parte l’invidia personale e si farebbe un plauso agli amministratori. Abbiamo portato nella nostra città, con il nostro cartellone di eventi estivi, 300mila presenze in più. A Fasano ciò dà fastidio. Ai cittadi-

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Vincenzo Barba, intervistato da Roberto Fonte, commenta il numero del Tacco con la celebre copertina “Barba...ria”. A destra “Barba...ria. La copertina del Tacco d’Italia n. 7, ottobre 2004

ni, agli operatori turistici e commerciali certamente no! E con tutto il rispetto per Fasano, mi sono più a cuore le altre valutazioni”. “Lo stadio è inagibile. I lavori non sono stati neanche avviati, al contrario di quanto Lei aveva promesso. Perché? La squadra sarà costretta a giocare in campo neutro: come si giustifica”? “Trovo grave che il consigliere Fasano non sappia nulla dello stadio di Gallipoli e credo anche della nostra squadra di calcio. Mi spiace per lui, ma anche qui, la nostra giunta si è distinta per solerzia e competenza. Il campo è agibile e i nostri calciatori giocheranno la prima partita in casa del nostro campionato all’Antonio Bianco”. “Una delle numerose variazioni di bilancio che si sono fatte riguardava i lavori dello stadio e lo stanziamento di fondi per la ristrutturazione. Nella delibera erano assenti però alcuni assessori. Voci attendibili fanno sapere che tale assenza era dovuta alla non condivisione della variazione di bilancio. Non è il segnale di una forte debolezza della giunta su un tema così importante per la città”? “Ancora una volta il consigliere d’opposizione Flavio Fasano mente sapendo di mentire. E le voci che gli danno le soffiate, da lui ritenute attendibili, non lo sono affatto, al punto che io al suo posto mi preoccuperei di essere diventato oggetto di qualche sberleffo organizzato. Alla giunta alla quale egli si riferisce, come per tutte le altre, erano presenti tutti gli assessori, eccezion fatta per qualche assenza ampiamente giustificata e dovuta ad improcrastinabili impegni di famiglia”. “In campagna elettorale aveva promesso che la sua indennità di carica sarebbe stata devoluta in beneficenza. Se lo sta facendo, come e a chi sta devolvendo i soldi”? “Fasano confonde tempi e luoghi delle mie dichiarazioni. In occasione delle Suppletive del 2004 avevo affermato che, se avessi vinto, avrei devoluto il mio stipendio da parlamentare in beneficenza. Mai e poi mai ho dichiarato la medesima cosa in occasione delle Amministrative, vista l’ir-

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«Per Fasano, Barba ha dimenticato già

le promesse pronunciate sotto campagna elettorale. Per Barba, Fasano è informato male risorietà e l’esiguità del rimborso spettante al sindaco. Se poi Fasano vuole conoscere se e quanta beneficenza fa Vincenzo Barba è sufficiente che si volti in giro e faccia qualche domanda. Su certe cose non mi piace speculare e fare pubblicità”. “Come mai non perde occasione di criticare la passata gestione amministrativa? Ha forse dimenticato che l’ex sindaco Giuseppe Venneri, era del suo partito? E a questo punto, come giudica il suo lavoro”? “Mai attaccata la giunta Venneri e il sindaco Giuseppe Venneri. Ho sempre sostenuto che la triste eredità lasciatagli da Fasano gli ha impedito di portare a termine quanto avrebbe voluto e saputo fare. Anche noi paghiamo tuttora la gestione dissennata che, qualche anno fa, Fasano ha regalato alla città di Gallipoli”.

Barba si oppone a Frisullo. All’indomani dell’elezione a consigliere regionale di Forza Italia, la vignetta di Paolo Guido commentava i risultati delle elezioni e l’intervista di Barba a Sandro Frisullo (Tacco d’Italia n. 14, maggio 2005)

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MATINO

CONTENITORI CULTURALI z

Il sipario su Matino RIFLETTORI PUNTATI SUL PROGETTO DELLA NUOVA SALA TEATRALE MATINESE. PER I GIOVANI, SOPRATTUTTO zx di Antonella Coppola

l sipario si apre su Matino, che dopo lunghi anni di attesa, avrà, finalmente, la sua sala teatrale. E’ stato approvato, infatti, dalla giunta comunale, guidata dal sindaco Giorgio Primiceri, il progetto preliminare redatto dall’architetto Daniele Cataldo in merito ai lavori di ristrutturazione dell’ex mercato coperto di Matino il cui importo si aggira intorno ai 200mila euro. Gli interventi riguarderanno in maniera esclusiva la sala polifunzionale che attualmente è un centro aggregante di interessi artistici per le innumerevoli rappresentazioni ospitate: riviste musicali, commedie, concerti, convegni, conferenze e così via. “E’ stato previsto - spiega Cataldo un intervento generale di adeguamento ed allestimento della sala teatrale per una capienza di circa 238 posti a sedere, dislocati tra la platea e la galleria da creare ex novo alla quale si accederà da due scalette diametralmente opposte ubicate vicino all’ingresso. A livello della galleria, inoltre, verranno creati dei nuovi ambienti di servizio tra i quali un vano per proiezioni. Gli attuali spazi adibiti a direzione e esposizione saranno convertiti in camerini ad uso degli artisti. Ovviamente verrà realizzato uno spazio per

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La sala teatrale « matinese accoglierà 238 posti, un vano per le proiezioni e nuovi camerini per gli artisti. E finalmente i gruppi teatrali locali avranno uno spazio adeguato alle loro esigenze

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il palcoscenico e per i servizi annessi in modo da consentire correttamente lo svolgimento delle attività teatrali”. Non di minore importanza saranno la realizzazione di percorsi, accessi e servizi che saranno resi fruibili anche da parte dei diversamente abili e di nuovi impianti (idrico-fognante; elettrico eccetera). “L’intervento - conclude Cataldo nel suo insieme si prefigge di apportare significativi miglioramenti di adeguamento funzionale, in un contesto generale di recupero strutturale e culturale, consentendo all’amministrazione comunale di usufruire appieno dell’immobile non solo per le attività locali, ma anche

di coinvolgimento della comunità esterna al servizio di qualunque iniziativa e didattica, ma anche convegni multidisciplinari e così via”. Il progetto in questione mira alla partecipazione del Comune al bando regionale denominato “Progetti di riqualificazione urbana con specifico riferimento agli interventi di rivitalizzazione economica e sociale rivolti alle fasce giovanili della popolazione”, che ha lo scopo, tra gli altri, di sostenere i giovani valorizzandone le capacità e le potenzialità creative, professionali ed occupazionali attraverso il finanziamento di progetti di riqualificazione urbana che prevedono coinvolgimento e partecipazione giovanile. “A Matino, come si sa - afferma Giorgio Toma, assessore alle politiche giovanili - da tempo sono attive diverse realtà consolidate di gruppi teatrali che non hanno idonei spazi per esercitare. L’occasione offerta dal bando incrementerebbe la valorizzazione di tali operatori culturali permettendo la nascita di laboratori didattici teatrali e creando opportunità di coesione tra i giovani”.

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PARABITA NUOVI SERVIZI z

La bussola degli studenti

TORNA “ONLY4YOU”, IL SERVIZIO CHE AIUTA GLI STUDENTI AD ORIENTARSI NEL MONDO UNIVERSITARIO zx di Antonella Coppola

“Only4You”. E’ questo il nome del progetto che il centro Informagiovani di Parabita, l’UduMutua studentesca di Lecce e l’assessorato alSergio Milelli, assessore alla Cultura - Comune di Parabita la Cultura di Parabita hanno realizzato anche quest’anno (per il secondo anno consecutivo) per dare una mano ai giovani universitari. “Si tratta - spiega Sergio Milelli, assessore alla Cultura - di uno sportello universitario decentrato che è unico in provincia di Lecce”.

L’anno scorso si sono « rivolti allo sportello 254 studenti. E quest’anno Only4You riparte al fianco dei giovani alle prese con certificazioni Isee e Iseu, iscrizioni on line, pratiche Edisu, ricerca alloggi

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In particolare, lo sportello garantirà le funzioni specifiche per le certificazioni Isee e Iseu, si occuperà delle iscrizioni on line, aiuterà gli studenti nella compilazione delle pratiche per l’Edisu, li sosterrà nella ricerca di un alloggio a Lecce e sarà un punto di riferimento per il reperimento della modulistica, dei bollettini e delle guide necessari alla vita universitaria. “Il servizio - riprende Milelli - sarà un navigatore per orientarsi all’interno del mondo universitario soprattutto per coloro che per la prima volta, quest’anno, si cimenteranno nel nuovo ed importante grado di studi. L’iniziativa in questione – continua l’assessore -

nasce dalla volontà comune degli operatori dell’Informagiovani di Parabita e dai rappresentanti dell’UDU di instaurare una proficua forma di collaborazione sotto il profilo dell’informazione universitaria e della consulenza, con l’obiettivo di offrire ai giovani un servizio necessario, efficace e di qualità in considerazione delle istanze rilevate dal contesto sociale ad opera del nostro centro Informagiovani e della consolidata esperienza dell’Udu-Mutua studentesca. Occorre - conclude Milelli - favorire la cultura della mutualità ed auto organizzazione sociale per rispondere ai numerosi bisogni della popolazione studentesca”.

// Lo sportello: dove e quando Lo sportello, totalmente gratuito, è situato all’interno del centro Informagiovani nella sede comunale di Parabita e, operativo dal 22 agosto scorso, chiuderà il prossimo 6 novembre. L’apertura al pubblico (a tutti gli studenti, non solo ai parabitani) è nei giorni di martedì e giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Per qualunque informazione o chiarimento si può telefonare al numero 08333.92321 oppure visitare il sito internet infogiovaniparabita@lbero.it.

// I numeri Come si diceva all’inizio, si tratta del secondo anno di attività dello sportello con risultati davvero notevoli. Basti pensare che lo scorso anno gli uffici del centro Informagiovani hanno fatto registrare 254 contatti di cui 150 da parte di studenti parabitani, 87 da parte di studenti provenienti dai paesi limitrofi quali Collepasso, Matino, Casarano, Tuglie, Alezio, Gallipoli e Sannicola, 11 dalla zona del sud Salento: Presicce, Ugento e Acquarica e 6 addirittura dal nord leccese.

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SPORT z TOMA MAGLIE

Maglie d’Eccellenza GRANDI NOVITÀ ATTENDONO I TIFOSI “PATRIOTTICI” DELL’U.S. TOMA MAGLIE zx di Marco Laggetta

L’assemblea ordinaria dei soci del 7 luglio 2006 ha segnato una svolta nella storia dell’ U.S. Toma Maglie, ufficializzando un considerevole allargamento della base societaria e ponendo le fondamenta per una fiorente campagna acquisti. La dirigenza che tanto bene aveva fatto nello scorso anno, una triade composta dal presidente Antonio Minafro, da Giuseppe Urso e da Salvatore Corvaglia, ha accolto con entusiasmo l’ingresso dei nuovi soci. Da anni i cittadini magliesi seguivano le sorti della squadra lamentando l’insensibilità degli operatori economici locali ed il paradosso che vedeva ai vertici della società soltanto imprenditori “forestieri”. Lo stesso Antonio Minafro, presidente dell’U.S. Toma Maglie e uomo della riscossa della scorsa stagione, viene da Andrano, così come Giuseppe Urso, mentre Salvatore Corvaglia è di Diso. Ed ecco, allora, il carattere innovativo del nuovo corso della società calcistica magliese. Antonio Sicuro, Rocco Galati, Giuseppe Agrosì, Antonio De Jaco, Francesco e Salvatore Tamborino, Salvatore Leone e Francesco Ferramosca sono i nomi nuovi della Toma Maglie. Il team che il mister Gianni Colonna ha scelto per disputare il prossimo campionato d’Eccellenza può contare su tutti gli uomini di peso della scorsa stagione, dal portiere Sebastian Siciliano ai difensori Stefano Melissano e Luca Potì, fino al capocannoniere Maurizio Striano, ma anche su alcuni innesti di primissimo livello quali il difensore Marco De Bra-

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co, proveniente dal Locorotondo, i centrocampisti Stefano De Razza e Donato Leveque, prelevati rispettivamente da Francavilla e Nardò, cui si aggiungono i giovanissimi Domenico Manicone e Raffaele Greco, l’attaccante Lorenzo Leone, ex del Montalbano, la giovane punta ivoriana Koffi e l’argentino Escobar. Fra gli under 21 spiccano per talento i neo-acquisti Cristian Colapietro, portiere proveniente dalle giovanili del Lecce, e Antonio Lupo, ex attaccante del San Pancrazio. La formazione titolare della prossima stagione dovrebbe essere, pertanto, la seguente: 3-4-3 con Siciliano fra i pali, Melissano centrale di difesa, De Braco e Potì esterni di difesa, De Razza e Leveque centrocampisti centrali, Manicone e Greco sulle fasce, Koffi punta centrale con Striano a sinistra e Leone a destra. Per Lorenzo Leone spende qualche parola il presidente Antonio Minafro: “E’ l’attaccante – dice - che cercavamo, un uomo d’esperienza che ha vinto molto con le maglie di Brindisi, Gallipoli e Manduria. In avanti, con Striano e Koffi, può fare la differenza. L’U.S. Toma Maglie – continua Minafro che lo scorso anno ha ricevuto dalla FIGC la targa di benemerenza per i suoi 60 anni di attività, si prepara ad affrontare il campionato 2006/2007 con la consapevolezza di poter fare molto bene. Quest’anno il nostro obiettivo è la promozione ed abbiamo tutte le carte in regola per non mancarlo”. Noi incrociamo le dita ed auguriamo alla squadra un buon campionato ed un futuro degno del glorioso passato.

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Tacco, I figli della lupa

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