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N째2 Anno I Aprile 2009 Edizioni Paracule

Terremoto in Abruzzo

Indro Montanelli Centenario della nascita

Per un medio oriente da pacificare Raccolta del mese

Focus A cura di Alfredo Sgarlato


SOMMARIO Visita il nostro sito: http://www.movimentoparaculo.org

Aprofondimenti

Editoriale

Le riforme che Berlusconi non può La nascita del PdL ... ............ pag. 16 fare .................................... pag. 5 di Alfredo Sgarlato. di Giovanni Pili. Euralluminia: Dov'è lo Stato? pag. 17 di Angelo Abis.

Prima pagina

Giuliani aveva ragione ....... pag. 7 Veronica vs. Silvio ............ .. pag. 19 di Andrea De Luca. di Andrea De Luca. In difesa dello Stato etico .. pag. 8 Appunti per un medioriente da di Andrea Pili. pacificare ............................ pag. 20 di Giorgio Masili. Irpiniagate ....................... pag. 10 di Giovanni Pili.

Focus

Le risposte sono un dovere ............................ pag. 12 di Pierprandi.

A cura di Alfredo Sgarlato .. pag. 31

Sport

Rassegna della settimana Indro Montanelli .............. pag. 14 calcistica ............................ pag. 38 di Claudio Bulandbul. di Giovanni Pili.

EDITO - HTTP://MOVIMENTOPARACULO.ORG Il primo web Magazine dei blogger (diffidate dalle imitazioni) fondato il 07 Novembre 2008 da Giovanni Pili & Fabio Lanzi. Direttore editoriale - sytry82 Web Master - Andy Sin Amministratori delegati - gatto.Menelao, Den7 POTERE AL DUBBIO!


http://docs.google.com/Doc?id=dgdpgkm_577d6gwmdgb&hl=en


Le riforme che Berlusconi non può fare di Giovanni Pili.

Mentre ci facciamo prendere dalla frenesia del grande gossip nazionale, avvallando per la gioia di Berlusconi, la bufala messa da lui in piedi, secondo la quale Veronica Lario sarebbe plagiata dalla sinistra -affermazione smentita un giorno si e un giorno no- in parlamento si fanno quasi alla chetichella grandi lavori, il problema è che si tratta di lavori di dubbia democrazia e di dubbia costituzionalità. Le riforme che ci dovrebbero servire, siamo ben lontani dal farle: "L’Italia ha disperatamente bisogno di riforme. Stando all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il suo mercato interno è quello più regolamentato in Europa. Detiene uno dei peggiori indici di attuazione delle direttive dell’Unione Europee inerenti il mercato interno. Il suo mercato del lavoro è nettamente diviso tra coloro che godono di tutele e buoni stipendi e lavoratori temporanei senza garanzie ragion per cui il tasso di disoccupazione fra i giovani è così alto. Gli standard educativi sono bassi, gli investimenti nella ricerca pochi. Lo stato delle finanze pubbliche rimane un disastro: nonostante il deficit nel bilancio, all’incirca il 5% del PIL, non sia più cosa eccezionale, il debito pubblico salirà oltre la soglia del 120% del PIL nei prossimi due anni." (The Economist-30 Aprile 2009). E cosi mentre pensiamo a quanto ci sa fare Silvio Berlusconi con le donne, ci avviamo verso un referendum per il quale D'Alema già da fine Aprile ha dichiarato di votare "si" ... votando si passa la nuova legge truffa, che darebbe il 53% dei seggi al partito con la maggioranza relativa ... non alla coalizione ... al partito. Tenendo conto del fatto che il PdL da solo oggi conta il 40% dei consensi e il PD si attesta a malapena al 23% ... D'Alema - esponente dell'opposizione- vuole votare a favore di un referendum che ci porterà verso una parziale democrazia ... parziale come già lo è la nostra stampa, questo è quello che osservano i nostri fratelli europei. In questi giorni poi è al voto la legge sicurezza che farà diventare i clandestini dei criminali e gli si dovrà prelevare il DNA ... grazie a Fini -bontà sua- non è passato l'emendamento che prevedeva i presidi spia, i quali avrebbero dovuto impedire ai figli dei clandestini di ricevere un'istruzione ... come se si parlasse di scuola privata, e non di una scuola pubblica, i bambini sono tutti uguali e tutti hanno dirritto all'istruzione, come sancito dalla nostra Costituzione ... che se la leggano. Che si leggano la Costituzione prima di buttare sedute del Parlamento nella spazzatura, anche il reato di clandestinità fa a pugni con la Carta fondamentale. I problemi di questo paese - ed'è sempre Economist a farlo notare- sono ben altri, ma Berlusconi nonostante la grande popolarità è l'ultima persona che può risolverli, questi problemi si chiamano precariato, (abbiamo un divario impressionante tra contratti di lavoro sicuri e contratti aleatori che tengono alto il livello di disoccupazione nei giovani) una mole di leggi e regolamenti che ci costano sanzioni dell'UE per i tempi della giustizia e per l'inapplicabilità delle leggi ... non ci vogliono ronde di quartiere, ma più poliziotti, non ci vogliono depenalizzazioni di reati, ma un sistema che faccia rispettare le leggi che già esistono; l'ostacolo alle "riforme" del Premier consiste nel forte attrito con il senso di democrazia e di legalità che queste hanno rispetto a quelle europee ... la Costituzione non centra niente, semmai che se la imparino, la Costituzione va letta, non cambiata. E' chiaro che tutte queste cose non le può fare Berlusconi, un uomo che è stato il massimo sostenitore del precariato, da lui "confuso" con la flessibilità, non si può chiedere a Berlusconi di ristabilire il reato di falso in bilancio, di riabilitare le rogatorie, (che tanto servirebbero per combattere l'evasione fiscale) perchè è lui ad aver creato tutto questo.


E in mezzo la crisi ... quando Tremonti l'avrebbe prevista (leggetevi il suo ultimo libro "La Paura e la Speranza" ... francamente queste sue doti messianiche non si vedono) i TG del Cavaliere e della TV di Stato facevano a gara nel riprendere surreali acquirenti che in gran numero andavano a spendere nei super mercati e nei ristoranti ... oggi si va in negozio con le tessere a punti, coi buoni pasto, aumentano le famiglie che acquistano a credito ... sembra di essere tornati alle tessere alimentari del dopo guerra. Ma per i gossip gli italiani hanno sempre qualche spicciolo, e mentre sognano le ville e le gnocche in calore ispirati dalle gesta porno soft del Cavaliere, in Parlamento prosegue lo svuotamento dal di dentro della Costituzione, e tutti i giorni continua la dura lotta per finire il mese.


Giuliani aveva ragione di italianimbecilli.

Giorno 6 aprile, l'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) pubblicava una dichiarazione di Michelangelo Ambrosio circa il 'metodo Giuliani' per il rilevamento preventivo dei terremoti. Ieri quella dichiarazione è stata censurata. Non la troviamo più, se non in english version, al suo posto c'è una pagina con altre notizie. Fortunatamente la rete non è la tv e la notizia l'abbiamo ritrovata su altri siti. Ma procediamo con ordine. Giampaolo Giuliani non è un imbecille, come sostiene ignobilmente Bertolaso, ma un tecnico di ricerca presso uno dei laboratori nazionali del Gran Sasso che ha messo a punto una metodologia nuova (in Italia) per il rilevamento dei sismi, basato sulla registrazione del 'precursore sismico' presente nel gas radon che si sprigiona dalle faglie. Tale metodologia viene regolarmente seguita anche in Giappone. Michelangelo Ambrosio è Dirigente Ricerca Infn (Istituto Fisica Nucleare) che ha lavorato quattro anni con Giuliani. Ambrosio ha dichiarato in una lettera all'associazione 'Giuseppe Dossetti': 'Conosco bene Giuliani perche' ho lavorato quattro anni con lui. Negli ultimi tempi ci siamo scambiati dati sulla possibile correlazione terremoti-emissioni di gas Radon. Nei laboratori del Gran Sasso c'e' un interferometro laser che registra gli spostamenti della roccia perche' il laboratorio e' attraversato da una faglia sismica: questa e' una cosa nota. Trascurare con superficialita' le applicazioni di nuove tecnologie solo perche' proposte da ricercatori non appartenenti allo establishment preposto a tale funzione e' una negligenza criminale di cui oggi paghiamo le conseguenze. Le tragiche sequenze di queste ore del terremoto in Abruzzo rendono piu' che mai attuali le indicazioni degli scienziati che compiono studi di vulcanologia come il Dott. Giuliani tecnico e ricercatore del laboratorio di fisica del Gran Sasso'. A supporto della tecnologia di Giuliani vi è anche la dichiarazione del responsabile dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione, 'Giuseppe Dossetti', Corrado Stillo, il quale afferma: 'Chiediamo che quanto prima si apra un serio dibattito sul perche' studi di previsione dei ricercatori italiani sulla possibile previsione di terremoti non sono presi in considerazione. Non e' l'ora delle polemiche ma e' opportuno che in un Paese sismico come il nostro gli studi sulle previsioni basate sull'emissione di gas radon siano valutate come avviene in altri Paesi, tra cui il Giappone, dove da tempo i dati sul radon vengono presi ed analizzati dagli esperti'.


In difesa dello Stato etico di Andrea Pili.

Dopo le parole di Gianfranco Fini al congresso del Pdl i nostri politici hanno dovuto con fatica far spazio nel grande “mar magnum” delle loro conoscenze per inserire il concetto di “Stato etico”. Dopo aver sentito Fini mi sono reso conto che Gasparri almeno su un punto ha ragione: nel Fronte della Gioventù si leggeva per di più Evola perché Gentile non lo capiva nessuno. Mi reca un grande fastidio che questo concetto abbia assunto significato negativo perché distorto. E’ quindi cosa buona e giusta chiarire a tutti questo principio basilare per la lotta contro il liberalismo politico. Il concetto di Stato Etico nasce con Hegel il quale non si proponeva certo di creare un nuovo tipo di Stato ma solo a chiarire come tale istituzione è e deve essere. Nella “Enciclopedia delle scienze filosofiche” il pensatore di Stoccarda definisce lo Stato come sede della moralità sociale. Con questo non dobbiamo immaginare un’istituzione che imponga determinati valori o scelga per te. Lo Stato Etico deve conciliare i molteplici interessi della società civile ed è per sua natura laico perché altrimenti cederebbe la sua sovranità e la libertà dei suoi cittadini ad un’istituzione religiosa.


Inoltre sarebbe dalla parte di interessi particolari. Non supremazia di una cultura ma sintesi. Stato non di una parte ma di tutti. Possiamo vedere qui l’influenza di Rousseau, letto dal giovane Hegel, e notare la connessione tra “moralità sociale” e “Nazione” come base dello Stato. Conosciamo infatti la convinta scelta antimondialista e la fede nelle culture dei popoli del filosofo tedesco. Non può esserci autorità per la Chiesa, il clericalismo ed ogni ingerenza religiosa è assolutamente estranea all’idea di eticità dello Stato. Hegel afferma esplicitamente che lo Stato Etico non è dispotico. La sovranità appartiene soltanto alle leggi. Quest’ultimo concetto è alla base del cosiddetto “stato di diritto” ed è stato fatto proprio da tutti i paesi liberali. Proprio molti eredi di Hegel sono diventati grandi liberali: Ruge, Feuerbach, Spaventa, Croce ma anche pensatori come Marx ed Engels. Inoltre il concetto di Stato Etico è stato preso in considerazione da un intellettuale non certo tacciabile di poco attaccamento alla libertà ed alla laicità: Piero Gobetti. Dove nasce allora il contrasto tra Stato Etico e liberalismo politico? Cosa possiamo prendere in tale dottrina hegeliana come attuale e come principio di lotta politica antisistema? L’idea di Stato come libertà e di libertà dell’individuo solo nello Stato e non al di fuori di esso. Il liberale non vede nulla oltre la libertà individuale e crede che l’uomo debba conquistarsela contro lo Stato, la libertà dallo Stato è il concetto basilare per il liberalismo ma anche per il suo fratello diverso: il socialismo marxista. Per questa idea di libertà Hegel è diventato un filosofo maledetto ed il pensiero fascista è diventato il grande epurato tra le culture politiche italiane. L’idea dello Stato come libertà è molto più comprensibile e attuale oggi che nel XIX secolo. Nell’era della globalizzazione in cui il potere economico delle multinazionali ha più influenza sugli uomini rispetto allo Stato, possiamo capire più che in ogni altra epoca quanto sia importante l’indipendenza di questo. Per non parlare poi dell’imperialismo statunitense la cui recente azione in Iraq ed in Afghanistan, data la devastazione creata, ci portano a trarre la stessa conclusione. Libertà dello Stato e libertà individuale vanno necessariamente assieme. Quale può essere la libertà di un operaio licenziato a causa dei piani di una multinazionale o quella di un cittadino iracheno che ha visto la sua casa distrutta dai “liberatori”. Per non parlare del lavoratore precario. Tutti questi vivono in un paese liberale. Senza la libertà dello Stato, soprattutto in campo economico e legislativo, il voto democratico è inutile e farsesco. Inoltre che cos’è un individuo senza la propria società? Dobbiamo affermare la superiorità dei rapporti sociali su qualsiasi altro valore materiale. Anche questo è Stato Etico. Per questo su tale concetto dobbiamo basare la nostra lotta contro il sistema liberale, perché il liberalismo ci sembra molto più scandaloso dello Stato Etico. In tutte le epoche le tesi condannate si sono spesso rivelate le più interessanti. E’ ovvio che gli elementi più conservatori e liberali siano impauriti dall’eticità dello stato e cerchino di distorcere questo pensiero. Esso un giorno verrà infatti a far giustizia del mondialismo e del liberalismo oggi anima del conformismo occidentale.


Irpiniagate di Giovanni Pili. E' incredibile quante cose si imparano -e chi si può incontrare- in internet, una settimana fa, in tarda mattinata mi sono ritrovato a scambiare un paio di brevi battute con Francesco Storace (non uno che usa il suo profilo, proprio lui) ... niente di "strano" scambierà battute con chissà quanti altri utenti di FB ... comunque, si parlava della tragedia avvenuta in Abruzzo, l'ex governatore del Lazio, mi ha accennato di sfuggita lo scandalo dell'Irpiniagate, avvenuto quasi trent'anni fa. Cosi dopo le tre ore canoniche di studio per l'università (due marroni!) mi sono messo a fare qualche ricerca in merito. L'irpinia, in Campania, è la terra delle autostrade nel deserto, delle industrie fantasma ... ex feudo mangia soldi di De Mita. Gli italiani spesero un milione di vecchie lire a testa per "risarcire" le famiglie dei 3000 morti di allora. Alle 19,34 del 23 novembre 1980 ci fu una scossa del nono grado della scala Mercalli con conseguenze devastanti su una superficie pari a quella del Belgio. Nel dopo terremoto ci fu la "ricostruzione" ... si optò per il trasferimento e lo sradicamento di interi agglomerati urbani, si scelse dall'alto di trasformare una regione di contadini in una regione industriale ... cosi, dal nulla. La terribile macchina costituita da baroni, politici e mafiosi si mise in moto per lucrare sui fondi destinati al riassestamento della regione dopo il terremoto. Non erano gli imprenditori a decidere chi dovesse sostenere i loro progetti, ma i politici scegliendo tra chi, potesse garantire loro il giusto serbatoio di voti. Questo è quanto emerse da diverse inchieste, le più importanti; quella di Indro Montanelli, che per primo, dalle colonne del suo "Giornale" coniò il termine Irpiniagate, e quella di Paolo Liguori, infine ci fù nel 1989 un'inchiesta condotta da una commissione parlamentare apposita presieduta da Oscar Luigi Scalfaro. Non vorrei che la storia si ripetesse ... anche perchè in questo sito ho scoperto che, un sottosegretario di governo nel 1988, sostenne (prima di essere silurato) che dietro ci sarebbe stato anche Licio Gelli ... oh my god! ... speriamo che sia una bufala ... anche perchè il principale allievo di Gelli oggi ... è al governo! Da un'intervista di Ottavio Ragone a De Mita, pubblicata su Repubblica il 29 Novembre 2000 (si commemoravano i 20 anni dalla tragedia) troviamo altre cose interessanti, ve ne propongo uno scorcio, ma se vi interessa trovate il testo integrale QUI. Irpiniagate. Non pronunciate mai questo sillogismo in presenza dell'ex presidente del Consiglio. Monterà su tutte le furie. Come puntualmente avviene durante questa conversazione con Repubblica. «Ma quale Irpiniagate - sbotta - contesto il termine, è una colossale mistificazione. Gli errori nella ricostruzione avvennero tutti a Napoli. L'Irpinia fu un modello, oggi è vittima di un pregiudizio». Ma a Napoli la Dc provocò disastri. E lei ne era uno dei capi. «Le responsabilità penali sono individuali, non familiari. Io non contesto che alcuni dirigenti democristiani napoletani non si comportarono bene nella gestione, né discuto il giudizio negativo su quella Dc. Mi sembrano dati di fatto. Quindi, come democristiano, concorro a quella responsabilità oggettiva. Uso una metafora calcistica: siccome avvennero incidenti sul campo di

Irpinia: novembre 1980


gioco, io che facevo parte della squadra non posso tirarmi indietro. Tuttavia non tollero le semplificazioni. La ricostruzione in Irpinia fu tutt'altro». Si dica allora Vesuviogate, e il dialogo con l'uomo di Nusco acquisterà di colpo toni più sereni. La polemica di De Mita ha due bersagli: l'ex capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro, già presidente, tra l'89 e il '91, della commissione parlamentare di inchiesta sulla ricostruzione, e il magistrato Paolo Mancuso. Poi c'è un bersaglio occulto: Antonio Bassolino. Tutti e tre, Scalfaro, Mancuso e Bassolino, intervistati dal Corriere della Sera sulla ricostruzione. De Mita è critico anche con il procuratore di Napoli Agostino Cordova: «La prescrizione dei reati nel processo sul terremoto non può certo essere addebitata agli imputati», sostiene. Insomma, tra rifiuto di responsabilità, inciuci vari e attacchi ai magistrati, la minestra sembra essere sempre la stessa. Mi auguro di sentire, quando i soccorsi saranno ultimati e fino all'ultima persona sarà sepolta, alcuni speciali sull'Irpiniagate, per quanto riguarda lo scandalo degli sprechi e del business che ogni volta scatta quando avviene una tragedia, e sul Vajont, per quanto riguarda l'usanza nostrana di insultare ed emarginare chi cerca di fare il suo dovere, avvisando le autorità competenti, di un pericolo imminente ... siamo un popolo senza memoria ... ce ne rendiamo conto?! Sono passati trent'anni ... dopo le speculazioni criminali, e i vari scarica barile, non si sono degnati di fare tre cose per le regioni a rischio sismico, in Campania, come in Abruzzo, ecc ... che si fanno in tutti i paesi, nelle zone sismiche, ovvero, istruire la popolazione, specialmente nelle scuole, con esercitazioni periodiche; costruire zone di raccolta - hanno fatto fabbriche sulle montagne, in Irpinia, oltre ad altre infrastrutture inutili, potevano anche pensare a dei rifugi nel caso la tragedia si ripetesse - ed infine, già che dovevano cementificare ... almeno avessero usato le normali procedure di costruzione che si usano in quel tipo di zone! TRENT'ANNI ... avevano 30 anni di tempo ... Spero tanto che la storia non si ripeta in Abruzzo.

Abruzzo: aprile 2009


Le risposte sono un dovere Appello politico per una ricostruzione in Abruzzo senza le infiltrazioni mafiose. di Pierprandi. La prima emergenza in Abruzzo si è pressoché conclusa. Garantito il funzionamento delle tendopoli o comunque delle soluzioni abitative provvisorie inizia la fase della ricostruzione. Non vogliamo entrare in contenuti puramente tecnici ma riteniamo sia assolutamente necessario dare un contributo di indirizzo politico alla ricostruzione in Abruzzo. In alternativa alle new towns di Berlusconi chiediamo che siano messe in campo quelle competenze che possono sviluppare progetti condivisi che valorizzino il territorio e trovino soddisfazione in materiali e costruzioni ecocompatibili. Una nuova progettualità indirizzata ad un miglior rapporto con l’ambiente può migliorare la qualità della vita specialmente la dove eventi luttuosi hanno segnato profondamente la vita delle persone. Sicuramente in molti aspirano ad entrare nella cerchia di chi dal terremoto ci guadagnerà e proprio per questo la Sinistra al di la di frazionamenti su altri temi riteniamo debba essere vigile, propositiva e non tollerante nei confronti di chi, come già in altre calamità, ha approfittato per creare tandem affaristico-politici. Non possiamo tollerare che interessi di tipo mafioso possano stendere i loro tentacoli su questa ricostruzione. Il popolo della sinistra si appella ai propri politici per sentirsi rappresentato nella lotta contro le speculazioni edilizie in Abruzzo. Il lutto di questa terra, il dolore, i timori e la dignità delle persone colpite dal terremoto meritano nuove risposte dall’Italia nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto. Alcuni blogger nei giorni scorsi attraverso la rete hanno sollecitato dirigenti locali e nazionali della sinistra ad esprimersi su questi indirizzi di ricostruzione che oggi riguarda l’Abruzzo ma che di fatto può diventare un modello di progettualità per altre città anche non in regime di emergenza. Tutti questi dirigenti sono stati contattati in quanto presenti in rete attraverso social network o blog. DA NESSUNO DI ESSI E’ ARRIVATO ALCUN COMMENTO. Rinnoviamo l’invito ad esprimersi in quanto riteniamo queste risposte unDOVERE. La rete non è una passerella dove è sufficiente la presenza per guadagnare consensi. I dirigenti gia contattati precedentemente e che saranno nuovamente contattati tramite facebook sono: Bruno Pastorino, Massimiliano Smeriglio, Alfonso Gianni, Gennaro Migliore, Titti De Simone - (MPS – Sinistra e Libertà) Antonio Bruno – Vittorio Agnoletto (Sinistra Europea) Tirreno Bianco – (PdCI)


Ermete Realacci, Claudio Burlando, Claudio Montaldo, Roberta Pinotti, Pierluigi Bersani, Mario Tullo, Fausto Raciti, - (Partito Democratico ) Roberta Lisi, Claudio Fava, Lorenzo Azzolini, - (Sinistra Democratica – Sinistra e Libertà ) Unire la Sinistra, Katia Belillo, Mariuccia Cadenasso, Umberto Guidoni, Luca Robotti - (Unire la sinistra – Sinistra e Libertà ) Paolo Ferrero, Maurizio Acerbo – ( PRC) Cristina Morelli –(Verdi- Sinistra e Libertà ) Ovviamente la discussione è aperta a tutti I blog che promuovono questa iniziativa e ai quali indirizzare commenti sono: a sinistra Loris come il pane a colazione Luz il Russo Russo L'eco dell'Appennino Pierprandi la Mente Persa Gio vengo da lontano ma so dove andare Gap via della Polveriera Aldo Schiavi o liberi Marco


Indro Montanelli di Giovanni Pili. E' passato il giorno del centenario della nascita del decano dei giornalisti italiani, quasi in sordina, sfortuna volle che fosse nato lo stesso giorno dello stesso anno, della Senatrice Rita Levi Montalcini, alla quale facciamo i più sinceri auguri per il compimento dei cento anni d'età. Ovviamente qualcosa nei quotidiani -specialmente nel Corriere della Sera e nel Giornale- l'hanno scritta, poco invece si è visto nelle TV nazionali; è vero che lui stesso volle evitare ogni tipo di ampollosità per i suoi funerali; ma qui siamo vicini alla damnatio memorie ... ci sarà un secondo centenario? Mi auguro di si. "Mi chiamo Indro. Le ragioni per cui, al fonte battesimale, mi fu impartito questo nome, sono assai complesse e hanno un contenuto politico e sociale." Cosi comincia una mini biografia scritta di suo pugno, che custodisco gelosamente tra i miei libri, assieme ad un volume della Storia d'Italia del Novecento, scritta con Cervi; cosi come i due volumi postumi, editi dal Corriere della Sera, che raccolgono le sue "stanze" dove rispondeva alle domande dei suoi lettori, e infine, una biografia di Giuseppe Garibaldi, scritta assieme a Nozza. Il suo stile narrativo aveva la stessa progressione di un romanzo, benchè riportasse fatti reali, questi sotto la

Indro Montanelli 22/04/1909 - 22/04/2009

sua penna si trasformavano in un film avvincente; si potevano vedere i personaggi, sentirne l'umanità ... e si può ancora, i libri possono essere riletti. Lessi una sua risposta ad una lettera di un mio concittadino, di Selargius (CA) ... mi chiedo spesso, con una certa rabbia, perchè non ho provato a inviargli una lettera anchio ... è morto prima che mi decidessi a farlo ... come se poi, fosse certo che mi rispondesse!

Definire Montanelli in un post, è impossibile, è stato un giornalista, un soldato, un partigiano, uno dei maggiori storici italiani -lui, che a scuola in storia non andava oltre il cinque- mi limito a citare solo uno dei suoi mille aspetti; quello dell'onestà intellettuale di chi ha cambiato tante volte idea, ma sempre quando non gli conveniva, che guardava in faccia i suoi editori e diceva loro: "tu sei il proprietario ... e io il padrone". Non gli conveniva cambiare idea, quando strappò nel 1936 la tessera del partito fascista, non gli conveniva parlare contro i sessantottini, quando lo gambizzarono, e infine, non gli conveniva definire Berlusconi un piazzista e Fini uno squadrista, quando la destra salì al governo per la prima volta, ricordando i loro modi, troppo simili al fascismo che lui ben conosceva. Benchè fosse stato


sempre polemico verso i comunisti, sul Corriere ne elogiò la serietà e le capacità nelle amministrazioni del nord est, è proprio questo il problema; Montanelli aveva certamente una sua posizione politica, ma quando scriveva, il suo interesse non era politico, il suo obiettivo era la verità ... scriveva per i lettori, non per gli editori. E' stato un grande maestro e lo stesso Enzo Biagi riconobbe di aver imparato da lui l'umiltà di chi quando scrive si abbassa al livello del lettore in modo che fosse il giornalista a correggersi per farsi capire meglio. Un personaggio scomodo, un giornalista che scrive senza greggi di riferimento; lui stesso dirà, che l'Italia è un paese di pecore, dove ognuno deve stare in un gregge e se stai fuori da ogni gregge, ti guardano male. Chi come Berlusconi, al momento della morte lo ha falsamente definito "amico", non ha speso una parola, che fosse una, in sua memoria. Per motivi che possiamo immaginare ... se non fai parte di nessun gregge, nessun gregge si ricorderà di te.


La nascita del PdL di Alfredo Sgarlato.

La nascita del Popolo della Libertà scatena i paragoni con le precedenti esperienze politiche peculiarmente italiane, il fascismo e la DC. In realtà le somiglianze sono superficiali. La vera somiglianza col fascismo potrebbe essere nella fiducia messianica nel leader “uomo della provvidenza”, ma questa è tipica di tutte le destre ma anche delle dittature comuniste. Nel fascismo esisteva un esaltazione mistica dello stato, mentre nel berlusconismo prevale l’individualismo soprattutto in campo economico, e un rifiuto forte dello statalismo visto come freno all’iniziativa individuale. In questo la primogenitura va data alla Thatcher, la figura più importante per le destre moderne (e forse altrettanto nefasta degli idoli del passato). Non ci sono fortunatamente nel berlusconismo il culto della guerra, la legittimazione della violenza, il razzismo e la xenofobia (questi due lasciati alla Lega), che erano fondamentali nel fascismo o l’antisemitismo, che anzi nelle destre italiane di oggi si è sublimato nel suo opposto, l’appoggio entusiasta e incondizionato a Israele. Infine ricordiamo che Mussolini era, da buon romagnolo, un fiero anticlericale, almeno a parole, mentre il Popolo di Berlusconi è fieramente asservito al Vaticano, almeno a parole. Se vogliamo, l’unica somiglianza si riduce al fatto che, a quanto si diceva all’epoca, il Duce aveva “il fucile sempre carico” e pare che Silvio non sia da meno. Anche con la DC le somiglianze ci sono e non ci sono. La DC come il PDL non aveva una vera e propria ideologia ma era la casa di tutti quelli che non si riconoscevano negli “opposti estremismi”. Ma l’anticomunismo della DC non era forsennato come quello del PDL, e dire che all’epoca il comunismo esisteva davvero. Mentre il PDL non è affatto antifascista. All’interno della DC coesistevano come nel PDL molti orientamenti, ma mentre nella DC la lotta tra le correnti e i leaders arrivò all’estremo, nel PDL i vari personalismi sono pronti a fare un passo indietro rispetto alla coesione del governo. Va detto poi che la DC fu molto votata ma mai veramente amata, mentre l’identificazione tra Berlusconi, il suo popolo e la sua compagine governativa pare genuina. Semmai sono movimenti minori della destra italiani come il conservatorismo antilluminista di Prezzolini, il populismo antipartito dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, l’imprenditorialismo filomonarchico di Achille Lauro, la stessa Lega, i veri progenitori del PDL. Ma tutto sommato la lezione politica meglio compresa da Berlusconi è quella del comunismo. Si, avete capito bene. Pensate alla conquista del potere ottenuta con la costruzione dell’egemonia culturale, avvenuta però non con gli intellettuali (il vero nemico per ogni destra italiana), ma con la televisione, le riviste, il Milan (leggete in proposito il bellissimo Neoproletariato di Tommaso Labranca). L’esaltazione di un astratto popolo contro i poteri forti (che poi non sono quelli reali ma i nemici di Berlusconi). L’idea che avversario sia vittima di un ritardo storico ma che poi si convertirà, come fece Bondi per primo. La visione messianica della Storia. In tutto ciò c’è molto più Lenin e Gramsci che Von Hayek… Quesito finale: sopravviverà il Popolo della Libertà a Berlusconi? Ovviamente no. Ma tanto Lui vivrà fino a 120 anni, quindi il problema non si pone.


Euralluminia: Dov'è lo Stato? di Angelo Abis.

Questo articolo è apparso nel numero 53 di Aprile, della rivista della destra sociale "Excalibur", scritto dal suo direttore, Angelo Abis, in risposta dell'articolo di Andrea Pili, pubblicato per la prima volta nell'MBM. La riportiamo nel nostro Magazine per dovere di cronaca, e per tener fede al nostro impegno di lasciare spazio a tutte le opinioni, nei limiti della legge e della linea del nostro Network. (NdR) Caro Andrea, abbiamo dovuto comprimere per esigene di spazio il tuo articolo, lasciandone inalterato lo spirito. Esso è scritto molto bene ed altrettanto ben argomentato, però ha un punto debole: alcune delle premesse da cui parti sono, a mio avviso, non esatte. Innanzitutto il Parlamento in materia economica può emanare tutti i provvedimenti che vuole, nel rispetto della Costituzione si intende; esistono, nell'ambito della legislazione italiana, tante di quelle norme che condizionano e vincolano le imprese -italiane o straniere- che vanno fino alla possibilità di metterle sotto amministrazione controllata (vedi caso Parmalat), di espropriarle o nazionalizzarle. Sono chiari gli articoli 41 e 43 della Costituzione e la normativa che ne è scaturita. Considera poi che democrazia e liberalismo sono due cose diverse: uno stato può essere liberale e non democratico e viceversa. E' tutto da dimostrare che i parlamenti liberali abbiano abdicato "ai grandi padroni dell'economia mondiale": ci sono magnati che sono finiti in galera, in USA, in Russia ed anche in Italia (Tanzi). Il vero problema è che ad un'economia globalizzata non corrisponde un potere politico altrettanto globale. C'è poi una tua espressione che mi lascia perplesso: "... se è vero, come è vero, che l'economia è il motore della storia ...", cioè usi un'espressione che è di Carlo Marx e che non spiega tutti i grandi movimenti della storia, dall'islam al fascismo, dal comunismo sovietico e cinese ai movimenti nazionalisti africani. Ultima considerazione: La bauxite. Perchè Australia e non Puglia? La risposta è semplice: Perchè l'Euralluminia lavora un milione di tonnellate di minerale (una quantità enorme) che solo l'Australia può fornire in quella quantità ed a prezzi decenti. Ti dico tutto questo non per farti delle lezioni (ci mancherebbe altro!), ma per farti capire quanto siano complessi e di non facile soluzione i problemi da te prospettati.


Veronica vs. Silvio di Andrea De Luca.

Veronica Lario, moglie di Silvio Berlusconi, in una mail inviata all’Ansa critica la decisione del premier di candidare alle elezioni europee attrici e veline. "Le veline candidate sono ciarpame senza pudore per il potere", dice Veronica. Tra lei e Silvio sembrano esserci tensioni. Ultimamente è molto nervosa. Pensate che ha persino inviato, qualche tempo fa, anche una lettera a Repubblica in cui si sentiva offesa come donna dal comportamento del marito. Come dargli torto, del resto.

Suo marito sapete come ha risposto? Lo so che lo sapete. Ebbene, Silvio ha detto che la sinistra manipola l’informazione. Come al solito."Veronica è vittima delle manipolazioni della sinistra". Se vabbè, buonanotte. Nella mail la Lario ha pure aggiunto: "Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire". Beh, se non vuoi soffrire, puoi sempre divorziare vecchia mia. Fino a quel momento rimarrai una complice. Altro che vittima.

Per essere un tantino ironico, sembra che la Lario faccia "l'opposizione" a Silvio. Almeno c'è qualcuno che la fa! Addirittura in famiglia. Che la Lario sia comunista? Seriamente parlando adesso, potevano risparmiarsi questo battibecco. Ma anche questa è campagna elettorale. Fidatevi.


Appunti per un medi di Giorgio Masili.

Links utili:

http://zetina.blogspot.com/2006/1 @ Potere alla parola.

http://www.tikkun.org/

@ Israele la Santa.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sefirot

@ Appunti per un medioriente da pacificare.

http://archiviostorico.corriere.it/19

@ Hitler ha la barba e parla il farsi?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID= http://it.wikipedia.org/wiki/Satmar

http://it.wikipedia.org/wiki/Neturei_

http://it.wikipedia.org/wiki/Antision

http://www.ondanomalapilo.com/in

http://ecumenici.wordpress.com/2

http://www.treccani.it/Portale/elem

http://en.wikipedia.org/wiki/Micha_

http://www.saveisrael.com/greenb

http://www.hakeillah.com/4_06_18

http://www.politicadomani.it/index http://it.wikipedia.org/wiki/Mizrahi

http://roma.mfa.gov.il/mfm/Data/9


oriente da pacificare @ Potere alla parola Tikkun è un termine cabalistico. E un sito pacifista. Il termine cabalistico parte dal presupposto che il Creatore si sia ritratto per creare e facendo questo, le ampolle, le Sefirot si siano infrante, mascolando nell'universo il bene con il male. Questo detto sommariamente e in estrema sintesi.... In un' altra interpretazione, le Sefirot sono degli attributi, delle emanazioni, in cui, nella decima sta la Shekinah, la presenza di Dio....è dura spiegare cos'è il tikkun, dopo lo tzitzum, il ritrarsi del Santo dei Santi, spetta all'ebreo portare armonia nell'universo, osservando i precetti della Torah, quelli negativi e quelli positivi, divieti e obblighi...alcuni li conoscono tutti, l'osservanza dello Shabbat, la purità dei rapporti sessuali, l'obbligo di procreare....ma mtzvot sono pure le azioni positive che aiutano il cammino della redenzione, l'obbligo dell'esilio, (gola o galut), il procreare un figlio ed una figlia per stabilizzare l'equilibrio nell'universo, sempre minacciato da ebrei che trasgrediscono e non fanno Teshuvà....Tikkun è tutto questo. E molto altro.In ebraico moderno significa "riparare"....cioè, riparare un oggetto, qualcosa che si è rotto....ecc... Uno dei motivi per cui i cossidetti ultraortodossi o ortodossi moderni non parlano ebraico israeliano è questo.L'ebraico è LESHON HA KODESH, lingua del Santo, di santità e può essere usato solo per la liturgia, la recita delle preghiere e la lettura della Torah, del Talmud, ( che comunque ha diversi trattati in aramaico)...al limite per la poesia....

Pensare che la parola "bitahon" starebbe per "fiducia nella provvidenza", in ebraico biblico....mentre nell'ebraico israeliano sta per "sicurezza", parola chiave per lo stato ebraico, che dal regime di autodifesa, dal diritto a difendersi, arriva alla consapevolezza sfumata e confusa che pur avendo uno degli eserciti più potenti del mondo, si trova circondata da potenziali nemici....esclusi Egitto, Giordania e , se ci mettesse un po' di buona volontà, anche Libano e Siria...


Basti pensare, che in Libano, i nemici di Fatah, di leader come Soleiman o Medhat, sono musulmani, estremisti, forse infiltrati di Al Qaeda.... Ma come si giunge ad una situazione del genere? Bisogna ascoltare i molti leader ebraici liberali e ultraortodossi come Lerner, ad esempio, il fondatore di Tikkun, che alla parola ha dato nuovamente il suo significato mistico e metafisico e al contempo concreto....o gli Haredim, i Satmar, i Gur, ad esempio....che nelle letture talmudiche ravvisano che gli ebrei compiono atto d'idolatria ad occupare la Terra Santa, prima dell'arrivo del Messia...i Neturei Karta, sono particolarmente agguerriti, su questo punto e condannano il sionismo come un'eresia, una rottura col mondo giudaico, con la filosofia di pace che caratterizza gli ebrei, cosmopoliti che non devono rivendicare un'identità nazionale che non sia quella dei paesi che li ospitano. Affermano che il sionismo non è una conseguenza della Shoah, ( storicamente è vero...) bensì il contrario: la Shoah sarebbe una punizione dal Cielo per aver trasgredito all'ordine di rimanere in esilio.... Di contro, il sionismo, dopo aver svuotato il giudaismo dei suoi contenuti e della sua storia millenaria, per creare uno stato e una storia nazionale, ricorre a simboli tipici del giudaismo ma li rimodella per le proprie esigenze ideologiche.A questo proposito, intervengono i cosiddetti nazional religiosi, adepti del primo gran rabbino askhenazita Kook, Religioso che fondeva redenzione e sionismo, vedendo nell'insediamento degli ebrei laici russi in Palestina , un segno premonitore dell'Avvento del Masiah.....

E' significativo che nell'Yishuv palestinese, gli ebrei oltre ad essere antisionisti e ad essere estrnei all'idea di uno stato nazionale parlassero arabo, yiddish, ladino, ebraico antico, tutto tranne che l'ebraico di ben Yehuda e Jabotinsky, gli "innovatori" della lingua ebraica, coloro che, sul modello dei nazionalismi e dei nazionalsocialismi europei, videro nella lingua uno strumento di coesione e di controllo....una vera "neolingua", insomma, che gli haredim e gli antisionisti giudaici in particolare, rifiutarono recisamente.... Ma l'opposizione antisionista giudaica non tocca soltanto gli ambienti ortodossi contemporanei....bensì ampie frangie di quell'ebrasmo rabbinico cosiddetto "liberale" o "riformato", tanto disprezzato nel nostro paese, a punto che molte Comunità italiane non considerano i riformati veri ebrei o li definiscono "brutte imitazioni dei reform americani"...quacuno vede l'infiltrazione di questo pensiero liberale, in Italia, come di un'intrusione pericolosa in una realtà ebraica che per lungo tempo, non è stata sottoposta a contaminazioni culturali, sionismo a parte, of course....quello è riuscito a passare dappertutto....anche con la "scusa" orrida della SHOAH, COME A DIRE, IL POSTO PIU' SICURO PER GLI EBREI E' ISRAELE....Infatti, si è visto....almeno dal 1948 questo non è vero e ciò era stato predetto ampiamente da chi, come i pii ebrei dell'Yishuv, che convivevano pacificamente con gli arabi, non voleva il sionismo anche perchè rappresentava una fascistizzazione del popolo ebraico, dal momento che era retto da gente come Berdyczewski e Uri Tzevi Greenberg. Questi signori, sarebbero i mandanti morali di ciò che creò il sionismo laico russo e pseudosocialista, (sternhell direbbe, socialnazionalista....)han creato nella Palestina mandataria ancor prima che nascesse lo stato d'Israele. E cioè violenza, stragi, nazionalismo, "degiudaizzazione", prevaricazione, irredentismo delirante, sotto l'egida britannica e soprattutto, la pretesa di rappresentare l'ebraismo mondiale....Questo, negli anni '20 culminò, grazie all'Haganah di Ben Gurion, al primo omicidio politico di un ebreo, da parte di altri ebrei: l'uccisione di Jacob Israel De Haan. De Haan era un avvocato, giornalista e poeta che, arrivato in Palestina nei primi decenni del secolo, era un sionista entusista ed abbracciava persino le idee del Betar di Jabotinsky. Quando si rese conto però delle vere intenzioni dei sionisti russi, abbracciò la causa dell'antisionismo su base religiosa, avvicinandosi agli ambienti haredi ed entrando nell'Agudat Israel, partito che esiste tutt'ora e che inizialmente aveva posizioni ostili al sionismo....dai tempi della fondazione del Mizrahi, organizzazione religiosa che significa "orientale" ma che è l'acronimo di Merkaz


Ruhani, che sta per "cenro spirituale", Mizrahi e Agudah esistono ormai da più di un secolo e nonostate abbiano cambiato linea strategica, conservano le loro posizioni e visioni mistiche che, in ogni caso , pongono l'accento più sul giudaismo che sul sionismo, anche se i Mizrahi formano e basi per a nascita dei datileumi,i cosiddetti nazional raligiosi. Ad uccidere De Haan fu comunque l'Haganah, ossatura del moderno Tzahal, cioè fu ucciso dai socialisti alla Ben Gurion, poichè tentava di mediare con le nazioni europee un'autonomia per l'Yishuv, rispetto al progetto sionista, per screditare l'opinione diffusa che i sionisti e solo loro rappresentassero gli ebrei. Con la morte di De Haan restava il problema di intensificare il dialogo tra nazionalismo ebraico e simbologia giudaica, da inserire nello stato in nuce come ossatura per una nuova identità, per creare un continuità con una storia biblica rivisitata e un laicismo di derivazione illuministica.... il Tikkun aspetterà un bel po' e pure la Redenzione , per coloro che, Torah alla mano, consierano lo Stato di Israele una forma di idolatria, un'apotasia, un pericolo pr gli ebrei....nesun haredi dà ai Stato di Israele, ma "Erez ha Kodesh", ( Terra Santa) e si guarderà bn dal parlare l'ebraico, "lingua volgarizzata e corrotta dagli empi"....la parola, pr li brei, più che per i goym, ha un potere mistico, politico, fomativo il potere, logora e catena l'ira divina, per i giudei ortodossi moderni.


@ Israele la Santa

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http://zinternational.zcom Leggendo Eli Barnavi si ha sempre l'impressione che, nonostante i vari errori del sionismo, Israele era destinata a nascere ed è un bene che esista. Storico stimato e della stirpe dei "disincantati", anni fa compilò una storia moderna d'Israele che fece quasi scivolare il sottoscritto in una sorta di moderatissimo sionismo. Capirete che, da vero allergico alle ideologie nazionali, stavo mettendo in gioco i cardini del mio peniero libertario e internazionalista e questo può essere un piccolo trauma.Cosa mi stava sfuggendo? L'equidistanza alla Dershowitz, che in realtà nascondeun ferocissimo fascismo antiarabo e ipocrita? Un paternalismo colonialista alla Benny Morris, tinto di "peacenowismo labour" indifendibile e sionista tanto quanto lo sciovinismo del Likud? Per farmi un ' idea del "termometro mediorientale" ho sempre cercato di evitare i panflettisti filopalestinesi a meno che non fossero "doc", alla Moscato-Nachira o almeno anarchici...e le mie fonti sono israeliane o ebraico-diasporiche.Nemmeno i "nuovi storici" mi convincono sempre e non mi vanno sempre le posizioni alla Noah Cohen... Certo, il sionismo va combattuto, ma non va combattuto lo Stato di Israele in quanto tale. E non per dare ragione a Barnavi che omette un bel po' di tappe colonialiste e di trame da parte dell'Agenzia Ebraica, per approdare troppo rapidamente al nazionalismo arabo degli anni '30-'40 che inneggiava a Hitler. Sorvola su IRGUN TZEVAI LEUMMI e LOHAMEI HERUT LE ISRAEL con troppa disinvoltura, trattandoli come dei discoli, dimenticando che si trattava invece di gruppi terroristici assimilabili all'OAS.

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Stessi intenti, stessi metodi , stessa ideologia....ma se ne dimenticano i vari Furio Colombo, Magdi Allam e Fiamma Nirenstein, quando pubblicano la loro spazzatura sionista, in spregio all'intelligenza del lettore, come faceva Chouraqui, negli anni '50....e quest'ultimo era persino un baciapile cristiano della peggior specie....Certi storici, dovrebberodefinirsi semplicemente opinionisti o appassionati di storia, giacchè alla Storia, nel senso pratico restituiscono poco e contribuiscono a rafforzare ideologie che andrebbero messe in discussione, perchè travestite da democratismi falsi e di facciata, quano in realtà hanno in sè componenti semitotalitariste e derive plebiscitarie pericolose ed esclusive. Un nazionalismo non solo ne esclude un altro, qusto sarebbe il minore dei mali, piuttosto pretende di dettare l'agenda delle composizioni dei dissidi provocati attorno a sè, se è più potente ed appoggiato da potenze che nell'area dove opera vogliono mantenere od estendere la propria sfera di influenza. A chi critica la posizione marxista che vuole il sionismo uno strumento dell'imperialismo mondiale, rimanderei alla dfinizione di imperialismo in senso "tecnico", senso che a Barnavi non dovrebbe sfuggire. Io sto con la definizione leninista, che non prevede un controllo militare o un post colonialismo, bensì un'evoluzione ed una generalizzazione del capitalismo, con conseguente penetrazione economica e finanziaria in determinati settori. Da questo punto divista, Israele non sfugge alla regola. Anzi, velocizza delle fasi arretrate dai tempi della Palestina Ottomana...( E qui, Marx lo cita, eccome se lo cita....). Di fatto, niente di nuovo .Israele ha affinità con la Turchia, con il Sudafrica dell'apartheid, con l'Indonesia di Suharto e con la Cina annessionista. Non ha importanza se i gradi di coerczione e dicondanna globale coincidano, a noi interessano i fatti e i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Israele non è il paese dei miracoli e dopo l'utopia dei Moshavin e dei kibbutzim, ha dovuto importare mano d'opera, creare un incremento demografico, mantenere un'elite, optare per le divisioni sociali e per la disparità di reddito.E i palstinesi e il mondo rabo che avrebbero "minaciato" una nuova Shoah, tornavano utili per creare un minimo di coesione sociale, all'interno del paese.Risulta che al mondo musulmano in generale e al mondo arabo, in particolare, Israele non sia proprio in testa alla classifica delle priorità.Il resto è pura propaganda. Barnavi ripercorre le tappe della fondazione dello Stato Ebraico per rilevare3 la legittimità di una nazione che è nata occupando terre, massacrando e istigando l'ostilità degli autoctoni, ebrei dell'Yishuv compresi....omette, salta a piè pari il ruolo dei sionisti durante la Seconda Guerra Mondiale, ruolo che creò non pochi problemi agli ebrei che non potevano emigrare dall'Europa, responsabilizza eccessivamente gli inglesi per aver limitato e poi di fatto impedito l'emigrazione degli ebrei in Palestina, ignora, pur conoscendoli, i lavori dei nuovi storici che smentiscono leggende e favole sugli arabi palestinesi, favole ripetute in continuazione dalla propaganda pro Israele anche ai giorni d'oggi....la favolette che vorrebbero i palestinesi costretti a fuggire dopo la Naqba,invitati dai leader arabi, via radio, favole che vorrebbero che gli ebrei di Gerusalemme avrebbero pregato gli arabi di rastare e di non fuggire...insomma le solite menzogne....già smentite più volte daglistessi israeliani....se poi andate a leggere come la pensa sulla Guerra dei Sei Giorni.


@ Appunti per un medioriente da pacificare Links utili:

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Il Libano non conoscerà mai la pace. Conoscerà una pacificazione e per il resto, dovrà subire i diktat dell'occidente "amico" e dei suoi vicini di idee alquanto discordanti. Essere un paese confinante con Israele non aiuta. Ma i suoi problemi iniziano con la sua invenzione e con la contesa di questa porzione di terra da parte di giordani hashemiti, siriani, francesi, iraniani e chi più ne ha, più ne metta. Fa un po' specie che si parli soltanto di Siria e di Hezbollah, quindi di Iran, quali maggiori antagonisti della democrazia a Beirut. Ci si dimentica dei drusi, dei falangisti maroniti, dei sunniti ... Ma all'occidente dimentica e scollega i fatti. Si vuole presentare la "democrazia" libanese filo occidentale di Siniora, Ghanem, Hariri come la forma più plausibile di governo, scordando ciò che è avvenuto in pssato e di come si ricollega con il presente. Ci si dimentica che i baathisti e Hafez Assad prima e suo figlio Bashir poi, han tentato di mantenere un'equidistanza nella regione, tentando accordi di pace con Israele che mantenevano i vantaggi di Tel Aviv e non concedevano nulla a Damasco. C'è chi dice che un ritiro della Siria totale dal Libano creerebbe problemi tali che il piccolo stato inventato dai francesi si disintegrerebbe. Ma naturalmente, è quello che americani, israeliani ed alleati vogliono. Il dominio sciita che ha una triangolazione che va dall'Iran al Libano fino a Gaza è problematico e forgia fanatismi pericolosi e dotati di milizie ben addestrate che non temono quasi niente ... lo dimostra lo smacco che gli Hezbollah hanno dato a Tzahal ai tempi dell'amministrazione Olmert, con un Amir Peretz, ministro della Difesa costretto a dare le dimissioni e a farsi da parte per far accomodare il suo avversario laburista Ehud Barak, che tutti davano per spacciato politicamente. Il guaio è che Libano e Palestina hanno sempre avuto legami piuttosto complessi che lo stato ebraico è riuscito a spezzare solo in parte. Il guaio è che, come in tutti gli stati "inventati", resi nazionali secondo gli schemi europei, la democrazia è un concetto introdotto a forza, pregno delle storture e delle contraddizioni dell'occidente "libero e democratico" e post-colonialista....ne consegue necessariamnte che su un territorio comune convivano clan, ideologie, etnie, confessioni gli antipodi che non possono fare altro che creare forze entrifughe e


centripete , mandando a pezzi un ordinamnto soile prestatale che, nel bene e nel ale funzionava.Purtoppo, i esideri di democratizzazione libanesi sono quelli delle classi agiate che in ogni caso proporrebbero una democrazia di carattere esclusivo, confermando conflitti di classe anche su base etnica. Da qui, le influenze esterne quali Israele, l'OLP, la Siria, l'Iran e indirettamente, l'Unione Europea e gli Stati Uniti.Qui ogni soggetto nazionale confinante e non, si incontra in questo lembo di terra, con il pretesto dei confini sicuri, della liberazione dall'invasore (legittima, ma che dovrebbe riguardare soprattutto i libanesi....)....In realtà si tratta della solita questione delle "porte" e delle sfere d'influenza....da lontano, la Cina osserva e tace....e l'Iran si prepara a diventare un paese imperialista ed egemone nell'area....economicamente e politicamente...da qui la voglia ( e la necessità) degli Stati Uniti di Obama di dialogare con la dittatura di Teheran e di affrettare la pace tra Siria ed Israele....con conseguente tentatio di sciogliere il nodo cisgiordano.Questo senza necessariamente ricorrere all'imposizione della democrazia o all'esportazione della stessa.Memori dell'esprienza irachena e afghana, gli americani dovranno tenere a freno lo stato ebraico, magari legittimandolo sulla questione di Gerusalemme e sull'aiuto economico, mai venuto meno , nonostante la crisi...Netanyahu è avvisato.


@ Hitler ha la barba e porta il farsi? Ahmadinejad come nuovo Hitler. Fu detto a proposito di Gamal Abdel Nasser ai tempi della crisi di Suez, a proposito di Saddam Hussein nel 1990, dopo l'occupazione del Kuwait....Ora tocca al premier iraniano, acclamato a furor di popolo, di ritorno da Durban II, tra polemiche, condanne e astensioni. E stracciar di vesti.Si parla di Israele, dell'occupazione, del razzismo contenuto nel sionismo e tutti a ricordare che l'Iran si sta fabbricando l'atomica, mentre essuno si ricorda delle testate nucleari israeliane, puntate un po' ovunque e mai dichiarate...Certo, il premier persiano è un buffone in mano gli ayatollah, un demagogo, uno che le spara grosse, che nega la Shoah....Minccia a destra e a manca enel suo paese, i diritti civili e umani non sono proprio all'ordine del giorno....anche qualche "cretino i sinistra" si sta svegliando, in rito....i babisti, le donne, i gay,i kurdi ne sanno qualcosa....per non parlare poidegli oppositori politici...certo, erano girate scioccheza su come vengono trattati gli ebrei laggiù, al punto che, anni fa si raccontava che erano costretti a portare la famigerata stella gialla, che evocamomenti terribili....episodio che venne smentito dalla stessa comunità ebraica persiana, che all'epocai beccò acue da "ebrei di corte" da parte di qualche "cretino di destra" italiano che ebreo di orte lo è per davvero....Eppure, si parla di Mahmoud Ahmadiejad come di " Hitler che porta la barba e parla il farsi", come ben riporta il geniale Silvan Shalom, già ministro di Ariel Sharon ed ora con il Governo Netanyahu, governodi "colombe", come en sappiamo....governo che è per la deportazione, per la repressione, per il certificato di fedeltàper i cittadini arabi palestinesi israeliani.


Del resto sappimocheIsraele, con i suoiamici della Diaspora, ebrei e non, da tempo si sono soffermati sul "come combattere gli stati canaglia" o "rogue states"....definizione che è rimasta impigliata nelle menti dei dirigenti israeliani, nonostante il passaggio delle consegne in USA, Basti pensare a ciò che finoa poco tempo i sionisti di casa nostra dicevano di Hugo Chavez , l'eterno presidente venezuelano, che avrebbe dichiarato che gliebrei sisono resi colpevoli dell'uccisione di Gesù....altra notizia falsa che venne subito condannata dalla Comunità Ebraica di Caracas e guarda caso, passata in sordina....che sia nervosismo malcelato prchè l'America sta facendo capire allo Stato Ebraico che agire in Medioriente in sprezzo ad ogni regola dettata dalla democrazia e dal rispetto dei diritti umani potrebbe non essere più di moda? Che potrebbero trovarsi, prima o poi veramente oli di fronte ad una serie distati musulmani esasperati, perchè gli equilibri potrebbero cambiare? Lo stesso Frattini, da "amico di Israele" ha dichiarato tempo fa, che l'occupazione delle Alture del Golan da parte di Israele sono un ostacolo al processo di pace....Certo, peccato, che quel territorio è l'unico che Israele si è annesso senza tanti complimenti, in barba ad ogni risoluzione ed ora chiunque abiti laggiù è cittadino israeliano...Alla fine, ogni dittatore o pupazo musulmanocheabita da quelle parti, per faccende di ricompattamento della propria coalizione di governo, inveisce contro Israele e promette fuoco e fiamme, senza passare alle vie di fatto.Gli israeliani s icomportano specularmente, passandotalvolta, anche alle vie di fatto...solo che hano dalla loro il megafono della Diaspora, TZAHAL, la stampa asservita e "il diritto all'autodifesa"....e noi sappiamo che la miglior difesa è l'attacco, specie se "umanitario" e per difendere la propria "occupazione liberale".


http://docs.google.com/Doc?docid=dgdpgkm_578c5pj4jf5&hl=en


Focus di Alfredo Sgarlato. @ La pena di vita. @ La rimozione della morte. @ Rock satanico: Che bufala! @ Uno studioso del comportamento umano.


@ La pena di vita Si era detto: mai più un caso Eluana. Potremo averne milioni. Il DDL sul testamento biologico, così come passato al Senato, non considera alimentazione e idratazione forzate come terapia, contraddicendo il parere della stragrande maggioranza del mondo medico e scientifico e del maggior teologo vivente, Hans Kung. Inoltre, e questo è molto più importante, considera la decisione del soggetto non vincolante per il medico. Per cui, se questa legge dovesse entrare in vigore così com’è, cosa molto difficile poiché viola 2 articoli della costituzione, il Catechismo della Chiesa Cattolica e il Giuramento di Ippocrate, a decidere della vita e della morte di una persona non sarà Dio (se siete monoteisti), il Karma (se siete orientali) o uno scherzo del destino (per gli altri), ma il delirio di onnipotenza di un medico. Quindi per la logica la Camera dovrebbe modificare la legge, almeno in parte. Ma potrebbe non farlo, lasciando così nuovamente alla consulta e alla magistratura la supplenza degli errori del parlamento come è successo colla legge 40 sulla fecondazione assistita. A proposito. Molti politici hanno detto che la decisione della Consulta è eversiva, poiché la legge è stata confermata da un referendum. Allora questo dovrebbe valere anche per l’energia nucleare, bocciata dalla volontà popolare e rilanciata dal governo. E a proposito di volontà popolare: i sondaggi, che si sa vanno presi cum grano salis, ma comunque mostrano una tendenza, dicono che in fatto di Etica la quasi totalità degli Italiani, anche tra i cattolici praticanti, non segue la Gerarchia. Mentre almeno un 60/70 % del Parlamento è su posizioni teo-con. Anche questo è un dato su cui riflettere quando si discute di democrazia e sovranità popolare.


@ La rimozione della morte

Un aspetto preoccupante della società contemporanea è il processo di rimozione della morte. Nella società contemporanea, in cui l’uomo si sentiva parte della natura e viveva secondo i suoi ritmi, la morte era totalmente accettata e addirittura in molte società, come nell’antico Giappone, gli anziani si allontanavano spontaneamente dalla città per recarsi a morire in luoghi sacri. La società attuale sembra dominata dal mito dell’eterna giovinezza, e questo pare nascondere dentro di sé il terrore della morte. I minimi segni di invecchiamento sono nascosti col fitness e la chirurgia estetica, anche con risultati spesso grotteschi. Mentre pare crollato ogni tabù rispetto alla sessualità, al buon gusto, alle funzioni corporee (quante pubblicità dedicate all’argomento!) e non ci si preoccupa di mostrare in TV delitti o stragi d’ogni tipo, la mortenaturale appare un intoppo da superare, e le malattie mortali non sono mai chiamate per nome, come succedeva un tempo per il diavolo. Forme ossessive di accanimento terapeutico vengono mascherate da amore per la vita. Dietro a questi comportamenti appare un vero delirio di onnipotenza, in cui l’uomo, ormai signore del cosmo, prima o poi supererà questo ultimo dettaglio che la lega alla natura. Corollario di questo delirio di onnipotenza è il totale rifiuto dell’errore umano. È vero, in molti campi, per esempio in chirurgia, è ovvio pensare che l’errore umano non debba esistere. Però l’essere umano in quanto tale è limitato e fallibile, e può perciò sbagliare. Che un operazione possa fallire, che possa capitare un incidente va messo in conto, specie se gli esecutori sono costretti a turni di lavoro massacranti, in nome del risparmio sul personale. Ma anche questo è un tabù che non si può pronunciare, e chi sbaglia deve essere crocifisso e messo alla gogna. Un ennesimo comportamento che caratterizza questa fase storica ed è preoccupante perché indice di regresso è la continua ricerca di capri espiatori. Molti studiosi, per esempio Renè Girard, fanno iniziare la società moderna con l’avvento di Cristo che, col suo sacrificio, fa cessare la pratica del capro espiatorio, cioè separa la violenza dal Sacro. La ricerca del capro espiatorio non è in realtà mai morta del tutto ed è stata anzi molto usata dall’ideologia nelle sue forme più spregevoli (razzismo, antisemitismo), ma da un po’ di tempo a questa parte è pratica frequente. Si può pensare che sia una conseguenza del fortissimo scadimento di livello della politica, ma è comunemente accettata, e questa è la componente veramente pericolosa del fenomeno. Sono gli aspetti paradossali da una società in crisi, la coesistenza di aspetti che superano la modernità e di altri terribilmente arcaici, ma che uniti tra loro portano l’imbarbarimento cui assistiamo quotidianamente.


@ Rock satanico: Che bufala! Sto leggendo un articolo sul satanismo su un importante quotidiano nazionale. si parla di negozi di dischi frequentati dagli adepti, dove vendono i CD del gruppo rock satanico "Current 93". Appassionato fin da bambino del rock più sotterraneo ho un sobbalzo: ho parecchi dischi dei Current 93, non verranno mica ad arrestarmi? poi rifletto e penso che il gruppo in questione non c'entri nulla col satanismo, ho appena letto un' intervista al leader e l'ho trovato una persona molto spirituale, in un loro disco c'e anche una canzone su Hitler come massima incarnazione del male, spesso nazismo e satanismo si mescolano... E poi, diciamola tutta, il rock satanico non è mai esistito, è una delle mille bufale che infestano il mondo dei media! é vero che il rock inglese, come tutta la cultura di quell'isola (da Ossian a Maugham passando per Stoker e Mary Shelley) ha sempre avuto una fascinazione per il "gotico" e per il mistero, a cominciare dai Beatles e dai Rolling Stones, che scrissero la canzone "simpathy for the devil" (che in realtà è un pezzo di satira politica). Poi venne facile scoprire che abbinando ritmi lenti e chitarre ultradistorte si creano atmosfere plumbee e arcane. capostipite del genere fu il gruppo dei "Black Sabbath", che però univano alla durezza della musica testi pacifisti e sociali. Accusati di satanismo furono anche gli "Who", portavoce del ribellismo dell'epoca e i "Led Zeppelin" appassionati dell'esoterismo e di Tolkien (autore amato dalla destra in Italia e dai sessantottini in America e Inghilterra!!). In seguito il rock duro dei primi anni ’70 si è evoluto nell’ Heavy Metal, un filone in cui rozzezza e cattivo gusto diventano stile di vita. In questo filone musicale i riferimenti al satanismo ( ed a stili di vita fascistoidi…) abbondano, ma non sono da prendere sul serio, fanno parte della volgarità programmatica del genere, pessimo anche dal punto di vista musicale, oppure sono così esibiti da essere una presa in giro. Se poi un ragazzo diventa satanista perché ha sentito un gruppo metal vuol dire che è una persona dalla psiche gravemente disturbata, che avrebbe potuto aderire a qualsiasi setta . Ricordo in tal caso un’ intervista ad un serial killer che affermava che dopo aver visto il film “il Re dei Re” (un film su Gesù, peraltro uno dei pochissimi diretti da un grande regista, ossia Nick Ray, oltre a quello di Pasolini) aveva capito che le donne sono il diavolo e pertanto doveva sterminarle…. Chi sostiene l’esistenza del rock satanico afferma che i gruppi inseriscono nelle canzoni ( o nei video) messaggi subliminali, o frasi incise al contrario che inneggiano al diavolo, alle perversioni sessuali e all’omicidio. Questa è una bufala straordinaria: subliminale vuol dire al di sotto della soglia di percezione: i messaggi subliminali possono essere compresi solo in situazioni particolarissime, per esempio negli esperimenti di laboratorio. E le frasi incise al contrario sono incomprensibili!


Eppure la bufala del rock satanico continua a girare. Spesso si presentano prove inventate. La BBC mostrò la “vera” documentazione di un rito satanico: era un frammento, rimontato ad arte, di un video del gruppo Psychic Tv (nato come parodia dei culti pseudosatanisti), diretto dal regista d’avanguardia Derek Barman. Anni fa mi capitò tra le mani un libro sull’ argomento pomposamente intitolato <<>> che aveva anche pretese di fare storia del rock e dare alcune nozioni di psichiatria e tossicologia: era pieno di strafalcioni imbarazzanti! Eppure mise in allarme alcune mamme di amici…. Come sempre girano le bufale ma non le smentite. Vengono interpellati i cialtroni e non gli esperti. Tutto ciò avviene in buona fede? Ne dubito.

I Current 93


@ Uno studioso del comportamento umano

Uno studioso del comportamento umano, che cerca abitualmente la motivazione di ogni condotta, comprese le più insensate, è portato a chiedersi se non ci sia una motivazione inconscia nella scelta di campo che prima o poi tutti nella vita affrontiamo, ossia l’idea politica in cui più o meno ci riconosciamo. Si potrebbero dare molte spiegazioni razionali, ma alla fine dei conti tutte ci appaiono insufficienti. Si può pensare che le scelte derivino da un condizionamento culturale: ma quanti ragazzi che come me amavano i Beatles e i Rolling Stones poi votavano MSI…. Si può pensare ad un atteggiamento di adeguamento oppure di rivolta alle idee dei padri, ma allora cosa determina il primo invece che la seconda? E, poiché le idee sono relativamente giovani, chi le ha inventate a cosa reagiva? Allo stesso modo si potrebbe dire che l’ imitazione o la rivolta siano intraprese rispetto alle idee dominanti, ma in una democrazia in cui, checchè se ne dica, sono ammesse tutte cosa determinerebbe la scelta? Forse un evento particolare, ma basterebbe a decidere il corso di una vita intera? Credete davvero che Fini sia diventato fascista perché dei dimostranti gli impedirono di andare a vedere “Berretti verdi”? Il caso, si potrebbe pensare, ma cent’anni di psicoanalisi ci hanno insegnato che nel comportamento umano il caso non esiste. Allora viene in mente che Schopenauer, Nietzsche, Jung, Chatwin hanno detto che il filosofo è solo un nevrotico che cerca di adattare il mondo al proprio disagio (Chatwin è l’unico che ammetteva che la regola vale anche per lui e non solo per i precedenti…) e allora perché non pensare lo stesso della politica. Ovviamente parlo di idee e non di partiti, che spesso subordinano i propri valori alle mediazioni inevitabili del dovere governare. E non dimentichiamo che spesso le persone hanno un modo di vivere o di votare opposto rispetto alla concezione del mondo che professano a parole, molte volte anche in buona fede. MA COS’E LA DESTRA, COS’E LA SINISTRA…Così cantava il grande Gaber a proposito dei tic che si legano alle scelte ideologiche. Non si può iniziare un discorso sulle determinanti dell’ideologia senza prima definirne i caratteri. Esiste una definizione univoca di Destra e Sinistra? Il problema è dibattuto e recentemente ne ha fatto un’agile ricognizione il bestseller omonimo di Norberto Bobbio, forse il maggior politologo del secolo scorso. Ma la conclusione a cui arriva non mi convince. La tesi di Bobbio è che il collante delle idee di sinistra sia il concetto di uguaglianza, a cui la destra si oppone. L’autore passa in rassegna una serie di altre ipotesi, trovando che in tutte l’elemento decisivo sia il rapporto con l’uguaglianza. Ma allora sorge la domanda da un milione di dollari: se la destra difende la differenza, perché ha sempre perseguitato (sterminato…) i diversi? E se la sinistra insegue l’uguaglianza, perché i suoi militanti sono inguaribilmente affetti da un complesso di superiorità?


Si potrebbe dare una versione più sofisticata, come fanno Elisabetta Galeotti o Marco Revelli (citati da Bobbio) dicendo che la sinistra vuole la giustizia sociale ovvero le pari opportunità, mentre la destra crede nella competizione (i liberisti) o nella gerarchia (tradizionalisti e fascisti). Ma leggendo bene i classici del liberismo si nota che per gli autori, con molta ingenuità, la competizione porterebbe all’uguaglianza, e quanto alla gerarchia, sarebbe fondata su basi davvero balzane: secondo quali criteri quella che ci ha dato Freud, Einstein, Woody Allen, Bob Dylan, sarebbe la “razza inferiore”? Ma mi faccia il piacere! direbbe il Maestro… oppure si potrebbe citare quel rapper che diceva ad un razzista: sai suonare la chitarra come Jimi Hendrix? Sai giocare a basket come Michael Jordan? Quindi questa interpretazione non ci soddisfa. Se poniamo come fondamento delle ideologie un complesso o una costellazione psichica chiediamoci allora la motivazione che sta alla base di questa dicotomia. Perché la destra vuole un mondo gerarchico? Se lo chiediamo al famigerato uomo della strada invece che ad un filosofo che sa spaccare il capello in quattro, questi ci risponderà: perché è sempre stato così . Al che il compagno ribatterà: anche se è sempre stato così è sbagliato e si deve cambiare. Per cui ritengo da un punto di vista del carattere le dicotomie emancipazione – difesa della tradizione/fedeltà ( vedi Cofrancesco), stabilità -mutamento (Revelli), libertà di scelta – appartenenza identitaria (Veneziani) illuminismo-irrazionalismo ( i seguaci di Nietzsche come Zolla) siano molto più rivelatrici che il troppo labile binomio uguaglianza –diversità Oppure si può introdurre una variante filosofica: la destra propone valori “negativi”, cioè ci dice cosa non vuole, e la sinistra “positivi”, cioè cosa vuole. Ma le proposte sono poi nel campo tradizione-progresso. Ora immaginiamo due ritratti. Sopravvalutazione del pensiero e svalutazione della realtà; ribellismo fine a se stesso e fascinazione per i soggetti trasgressivi; ridimensionamento dei genitori ed innamoramento per la banda dei coetanei; abbigliamento trasandato; ricorso a droghe leggere e sesso libero. Non è il ritratto di un perfetto sessantottino? No, è un normale adolescente. Egocentrismo, ossia: incapacità di valutare le cose da un punto di visto che non sia il proprio. Dare sempre agli altri la colpa dei propri errori. Eccessivo attaccamento ai propri oggetti ma desiderio di quelli degli altri. Paura degli estranei. Incapacità di adeguarsi ai cambiamenti. Giudizio morale basato sugli effetti e non sulle intenzioni. Figura paterna divinizzata. Questa è la descrizione di un bambino come appare dagli studi sull’argomento, e che qualsiasi mamma può confermare. Sento già una domanda maligna: ma questo bambino si chiama per caso Silvio? Quindi secondo lei dottore chi è un eterno adolescente è attratto dalle idee di sinistra e chi rimane bambino da quelle di destra? È un ipotesi, e varrebbe la pena di lavorarci sopra. (e le persone mature? Perché, credete che ne esistano davvero?)


Rassegna della settimana calcistica di Claudio Bulandbul. Lazio-Sampdoria sarà la finale inedita di questa coppa Italia. I capitolini hanno liquidato una Juve a pezzi, con molti problemi, già lo scrissi a suo tempo. Tutto sommato era preventivabile una stagione di questo tipo per i bianconeri. Però non con le modalità che sappiamo. Urge un’ulteriore rifondazione, considerando che il biennio 2007-08 e 2008-09 sono stati comunque positivi anche se non vincenti. Il passo ulteriore deve esser rivolto al conseguimento quasi immediato di risultati, e sarà sicuramente il più impegnativo. La Lazio mi ha confermato che è stato Zarate il giocatore rivelazione fra tutte le squadre italiane. Per il resto mi viene in soccorso Arrigo Sacchi, il quale afferma durante la puntata di controcampo, che fra le formazioni di vertice non ve n’è una sola che abbia saputo mostrare calcio ad alto livello come appunto la Lazio, Cagliari, eccetera. Pienamente d’accordo! Il loro problema? La continuità. Riguardo la Lazio però penso che i meriti vadano maggiormente ad alcuni giocatori piuttosto che all’allenatore… mentre il Cagliari ha proposto un Allegri veramente ‘innovativo’ quanto a soluzioni tattiche. Magari Ranieri, che ora si lamenta delle assenze, avesse saputo fare le stesse cose coi giocatori di Cellino! Antonio Conte sembra per tanti motivi l’uomo del momento, visto che il suo Bari ha annientato tutte le avversarie con prestazioni fatte di intensità e calcio moderno. Aspetterei però per un’eventuale investitura riguardo la massima serie. Ho visto troppi allenatori tirare indietro ‘il braccino’ durante i big-match… mentre fra coloro che azzardarono vi sono allenatori improponibili come ricordo bene Gigi Maifredi e Corrado Orrico, tanto per citare i primi due nomi che mi vengono in mente. La Sampdoria, con quasi 15000 tifosi al seguito, ha onorato la competizione ed è approdata alla gara di finale in programma a Roma il 13 maggio in partita ovviamente unica. Bello lo spettacolo offerto dai tifosi in trasferta, così come quello dei laziali a Torino. L’Inter non ha disputato una brutta partita, tutt’altro…. Ma il vantaggio racimolato dai blucerchiati dopo la gara d’andata era davvero consistente. Mi è piaciuto ancora una volta il carattere del giovane Santon, che ora vedrei in nazionale, e la sua sfrontatezza davanti le telecamere alla fine quando ha dichiarato che l’Inter sarebbe andata tranquilla a


Napoli e sicuramente avrebbe vinto. I fatti ci hanno dimostrato che non è andata proprio così purtroppo per lui. Ora il vantaggio sul Milan è di 7 punti ma sono aperte le polemiche in quanto quasi tutti i media sottolineano giustamente che il vantaggio dei nerazzurri nei confronti dei cugini sarebbe per onestà (anche intellettuale direbbe forse Mourinho…) di circa solo 2 punti, e di conseguenza il nostro massimo campionato dovrebbe (sarebbe dovuto…) essere ancora apertissimo. Io ripeto che non focalizzerei tanto la gara del derby col ‘famoso’ mani di Adriano.. Piuttosto le partite contro il Catania, Bologna, ma soprattutto Roma con una simulazione indecente e la gara di Siena. La gara pre-Natalizia. Quel gol di Maicon convalidato ma anche quelle scene di esultanza decisamente fuori luogo, qualcosa di vergognoso. La Fiorentina si è sbarazzata della Roma nell’anticipo, il giovane montenegrino è veramente forte e il quarto posto non dovrebbe sfuggire ai viola. Giallorossi forse in ritiro per circa una settimana ma non so se a questo punto ciò possa giovare loro. La domenica tutti risultati piuttosto prevedibili o gare in ogni caso poco coinvolgenti per quanto concerne la classifica. Certo, se la Juve butterà al vento il secondo posto perderà anche 5 milioni ma… se poi ‘tu’ ne hai a disposizione per esempio 10 e li usi per comperare Poulsen… allora capisci che forse è meglio investire meglio i soldi e quei 5 milioni diventano piuttosto relativi… La settimana proporrà 3 partite bellissime: Barcellona-Chelsea e Manchester United-Arsenal di Champions e il derby di Genova che per me rimane il derby più carico di atmosfera al mondo, dopo Celtic-Rangers ovviamente! In Germania il Bayern Munchen ha esonerato il tecnico Klinsmann dopo che all’inizio della stagione le previsioni per la squadra di Luca Toni erano senza dubbio positive, anche in chiave champions. Ora, dopo l’ennesimo ko contro lo Shalke 04, pare proprio che anche nella bundesliga i bavaresi siano fuori dai giochi. In Spagna il Real Madrid continua a rosicchiare punti al Barcellona ed il prossimo turno le due formazioni s’incontreranno nella classicissima. Gli azulgrana però hanno ancora 4 punti in più e penso non si lasceranno scappare il titolo. Di certo sarà una settimana di fuoco la loro, visto che inizieranno al Nou Camp contro il Chelsea per la semifinale champions, poi il derby di Spagna, e mercoledì prossimo ritorno allo Stanford Bridge. A fine campionato la nazionale italiana prenderà parte alla coppa delle confederazioni, alla quale peraltro parteciperanno anche Brasile e Spagna… tuttora le principali favorite per i prossimi mondiali del prossimo anno. E’ di prassi disputare questa manifestazione l’anno precedente la principale competizione intercontinentale e proprio nel paese ospitante i mondiali, in questo caso il Sudafrica. Non sappiamo ancora con quali criteri Lippi effettuerà le convocazioni anche se penso porterà i migliori e cercherà di onorare al massimo l’impegno. Per come la penso io, oltre ai soliti, convocherei ad ora come ho già scritto Santon e Pazzini, più Criscito, il rientrante Borriello e sicuramente il sempreverde ‘Pippo’ Inzaghi. Voi?


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