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SWEDinMAG 01/2024

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01 / gennaio 2024

La nuova sede statunitense di Miami

ed in Mag

“It’s time to change”

Azienda Agricola ‘Bival’

Tradizione in Valdobbiadene

Davide Longo Editoriale

Anno nuovo…filosofia nuova

Scambio di auguri per le festività in azienda

‘O è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai

Giorgia: un vulcano di idee con molti aneddoti da raccontare

Affettatrici Swedlinghaus: elemento di punta per i professionisti del settore

Gennaio 2024: “It’s time to change” Nella ‘To Do List’ di Swedlinghaus, la nuova sede statunitense di Miami

Food Società Costume Attualità Lavoro


SOM MARIO 03 La nuova sede

statunitense di Miami

“It’s time to change”

06 Davide Longo - Editoriale Anno nuovo… filosofia nuova

07 Azienda Agricola ‘Bival’

Tradizione in Valdobbiadene

10 Scambio di auguri per le festività in azienda ‘‘O è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai 13 Giorgia: un vulcano di idee

con molti aneddoti da raccontare

Affettatrici Swedlinghaus: elemento di punta per i professionisti del settore


Gennaio 2024: “It’s time to change” Tanto si è realizzato, ma c’è ancora molto da fare: e, nella ‘To Do List’ di Swedlinghaus, anche la nuova sede statunitense di Miami Guardare indietro per guardare avanti” è un motto molto utilizzato nel management moderno, un po’ come dire che prima si valuta il bilancio passato, e poi ci si dirige dritti verso il futuro! Non distante da tale concetto è la frase “It’s time to change”, che Swedlinghaus ha fatto propria inneggiando al coraggio di fare passi in avanti ed aprirsi a nuovi orizzonti. Se ci pensiamo bene, il cambiamento (in meglio ovviamente!) è quello che auguriamo a noi stessi quando giriamo la pagina del calendario, appena trascorso San Silvestro: stiliamo una lista delle cose che vorremmo fare (dieta, palestra, corsi di lingua straniera, meditazione, leggere libri, essere più pazienti, risparmiare per un viaggio, ecc.), e spFotoesso lo facciamo sulla base dell’anno appena trascorso, dando uno sguardo a cosa si è concluso e chiedendosi se in quello venturo potremmo mai migliorare. Anche una azienda, in un certo senso ragiona così, magari con meno empatia e maggiore razionalità, ma compie più o meno lo stesso percorso: fa un bilancio di fine anno e progetta obiettivi per quello imminente. Procediamo per macro argomenti.

I prodotti nel tempo: Negli anni la crescita di Sweldinghaus si è palesata non solo attraverso l’aumento della produzione e della distribuzione di attrezzature per la cucina e per la ristorazione, ma anche la loro varietà: ne è passato di tempo dalle prime affettatrici. Ora ce ne sono per uso professionale, industriale e domestico, sia elettriche che con volano, smaltate e non. E non solo: il marchio della ditta di Grottazzolina si legge anche su bilance di precisione, grattugie elettroniche, insaccartici, impastatrici (di pizza e pasta fresca, anche ripiena), macchine per il sottovuoto, e molto altro. Anno dopo anno si sta ‘abbracciando’ il mondo del food, mettendo a disposizione di esperti ed appassionati tutte le migliori strumentazioni.

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La Swedlinfactory: Forse è stato proprio l’amore per il cibo a far balenare l’idea, qualche anno fa, di allestire un laboratorio all’interno della azienda: una grande cucina professionale dove poter utilizzare dal vivo tutte le attrezzature disponibili e realizzare le più svariate pietanze. Da lì, allo svolgimento di corsi di cucina in sede, il passo è stato breve: ed ecco che la Swedlinfactory è divenuto un vero e proprio atelier culinario, punto di riferimento per noti maestri (da pasticceri a fornai, da sommelier a mastri birrai, ecc.) e banco di prova per aspiranti tali.

Le fiere: Nell’appena trascorso 2023, tra i tanti viaggi fatti dalla Swedlighaus, di particolare rilievo sono le partecipazioni a 4 fiere tra le più importanti a livello nazionale ed internazionale. iMeat2023: l’ottava edizione si è tenuta nel centro fieristico dal 26 al 28 marzo a Modena: il tema principale è stata l’innovazione nel comparto carne. Il Pizza Expo 2023 si è tenuto a Las Vegas, la città che non dorme mai, dal 27-30 marzo 2023 presso il Convention Center, a pochi passi dalle maggiori attrattive della Las Vegas Booulevars , a metà strada tra lo Stratospher (noto come Strat Hotel, con la torre più alta della città) ed il Venetian Resort (che riproduce i canali della nostra più romantica città galleggiante).

I corsi: Capodanno è data di lotteria, e noi potremmo anche darvi i numeri da giocare, fatti di date sul calendario, orari, posti disponibili, ma saremmo prolissi e sterili, ed allora preferiamo procedere ad una rapida carrellata delle tante iniziative svolte nel 2023, così, giusto per farvi venire l’acquolina e magari scegliere sul sito un corso che vi incuriosisce (o perché no, regalarlo a quell’amico appassionato di cucina, o a quell’altro che invece è totalmente incapace e che rischia di avvelenarci ogni volta!). I corsi teorico-pratici spaziano dalla colazione con i croissant al dopo cena con cocktails e distillati, e fanno il giro del mondo insegnando la cucina marocchina, messicana, asiatica (con sushi, tempura, cucina coreana e thai), non dimenticando ovviamente i capisaldi dello stivale: pizza (e variazioni sul tema), pasta fresca e ripiena, carne, pesce, ecc. Tra questi ce ne sono di legati strettamente al territorio ,come quello sulla frittura ascolana e alle nostre festività: si pensi al corso sui dolci natalizi, sulle colombe e sulle ciambelle pasquali, Ve ne sono alcuni dai temi più originali, come sulle erbe officinali, cottura a bassa temperatura e conservazione sottovuoto, di decorazione dolciaria, ecc., ma anche per chi ha particolari esigenze, come il corso sulla pasticceria senza glutine. E poi una chicca, i corsi preferiti dalle mamme, ossia quelli che tengono occupati per ore i loro figli: la Swedlinfactory ha dedicato tantissimi pomeriggi esclusivamente ai bambini, per farli sentire concorrenti di Masterchef Junior almeno per un giorno (ed anche per farli tornare alla sana manualità: ci sono corsi sulla pizza, Halloween, muffins, biscotti natalizi, pasta fresca, ecc.). Come dite? Vi abbiamo fatto venire fame? Ah giusto, allora torniamo ad argomenti meno succulenti.

NRA (National Restaurant Association) Show: a Chicago, 20-23 maggio, presso il Mc Cormick Place, è il più grande centro congressi del Nord America affacciato sulle rive del lago Michigan. Host Milano 2023: alla fiera di Rho, 13-17 ottobre, è uno dei più grandi expo mondiali dedicati al mondo della ristorazione e dell’accoglienza.

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Gli eventi benefici: La Swedlinghaus organizza manifestazioni non solo per la promozione del proprio lavoro, ma anche per dare la giusta visibilità alle realtà più fragili. Come ogni anno, pure nel 2023, ha deciso di sostenere una associazione che opera nel sociale, dedicandole una serata in cui si è potuto contribuire alla sua nobile causa: protagonista stavolta è stata ‘Il Talento’, una fattoria sociale del territorio (con sede a Morrovalle), fondata da famiglie con figli disabili e che pratica l’inclusività, mediante la partecipazione dei ragazzi ad attività agricola, preparazione e confezionamento di prodotti della terra. Welcome to Miami / Bienvenido a Miami: Ed ora, come preannunciato, puntiamo al futuro. Perché l’America? Perché la Florida (oltre che per il clima meraviglioso!)? Nel 2024, Swedlinghaus aprirà una corporation a Miami, Florida, per ampliare le opportunità di mercato. Ovvio che, oltre le spese, si siano valutati tutti i vantaggi. Vantaggi economici: in primis l’accesso a un mercato più ampio: quello statunitense è il più grande al mondo per le macchine alimentari, con un valore di oltre 100 miliardi di dollari. Inoltre, aprendo una corporation in USA, la Swedlinghaus potrà accedervi in modo diretto (allestendo un ufficio con uno spazio espositivo per poter far toccare con mano la qualità dei materiali e la affidabilità delle attrezzature), senza la dipendenza e l’interposizione di intermediari.

Vantaggi strategici: il posizionamento competitivo ne esce rafforzato e ciò è possibile grazie alla presenza di un marchio più conosciuto e alla possibilità di competere con i principali produttori mondiali, ampliando il proprio raggio di azione. La Florida è stata prescelta perché si è rivelata un punto di contatto favorevole sia dal punto di vista logistico che come base per intessere nuove collaborazioni. Insomma, non resta che ripassare un po’ di inglese e di spagnolo e… regolarizzare il passaporto.

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Articolo a cura di Silvia Remoli


Editoriale di Davide Longo

Anno nuovo… filosofia nuova

Fare un bilancio significa analizzare il passato e maturare per il futuro: si punterà su una nuova base negli USA, approcci commerciali, focus sul capitale umano e innovazione nella produzione.

Se il 2023 si è rivelato un anno di ricucitura post-pandemia (con la ripresa dei viaggi e dei rapporti internazionali), il 2024 è l’anno in cui assumere nuovi rischi e gettare nuove basi: una sede fisica a Miami, missioni B2B, aumento di assunzioni nel personale, produzione di attrezzature di ultima generazione. Ripercorrendo quanto realizzato nell’anno appena trascorso, potrei toccare diversi punti. Le relazioni commerciali: il 2023 è stato un anno molto particolare per la nostra azienda, che deve costantemente reagire all’andamento dell’economia mondiale. D’altronde ne facciamo parte per via delle reti intessute e delle relazioni intraprese durante le partecipazioni alle fiere internazionali. Abbiamo assistito ad una crisi in Europa, che ha coinvolto specialmente Francia, Spagna e Germania, ma dall’altro lato l’Asia ha inaspettatamente controbilanciato questo trend negativo. Infatti, l’Oriente, frenato per due anni dalla pandemia, ha ricominciato ad effettuare ordinazioni, ha permesso non solo l’ingresso nelle aziende con visite in loco, ma anche la partecipazione alla Fiera di Singapore, evento che ci ha fatto conoscere a nuovi acquirenti. Lo stesso fenomeno si è verificato in Sudamerica (Messico, Colombia): anche questi luoghi, infatti, hanno subìto un grave danno durante l’emergenza Covid, specie a causa di Governi che ha abbandonato le aziende, non supportandole affatto. Ciò

nonostante, dal baratro, queste ultime sono riuscite a rialzarsi e per loro il 2023 ha svolto la funzione di trampolino di lancio, dando la spinta per riprendere i contatti persi e incrementare gli ordinativi. Assunzioni: si lavora tutti bene e meglio quando ci si contorna di gente competente. Nel 2023, nonostante il periodo economico non stabile, abbiamo incrementato il personale con delle nuove figure che hanno agevolato l’operato di tutti e conseguentemente contribuito a far crescere l’azienda. La produzione: nello scorso anno abbiamo rifatto il look a prodotti consolidati. Così come per l’azienda nel 2023 si necessitava avere conferme da cui ripartire, così per le nostre affettatrici vi era l’esigenza di mantenere alta la qualità aggiungendo un tocco estetico di rinnovato design. Sistema informatico e figure commerciali: abbiamo investito molto in nuovi server e programmi al fine di agevolare nella rete di vendita tutti i nostri commerciali, sia interni che esterni, per profilare dettagliatamente di tutti i clienti e per stilare statistiche e proiezioni sempre più precise e rispondenti alla realtà.

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Ed ora guardiamo al futuro. Queste le prospettive per il 2024: La nuova sede a Miami: è di per sé la più grande novità, ma non l’unica. L’idea è maturata dopo un fruttuoso decennio di eventi fieristici ed una attenta analisi su come conquistare l’America, il cui mercato ha retto molto meglio di altri difronte al pericolo inflazionistico. Vi sarà una struttura fisica con annesso magazzino per poter toccare con mano i nostri prodotti. Le Missioni B2B: punteremo molto su tale approccio di marketing ‘business to business’, perché crediamo fermamente nella forza delle relazioni tra aziende e nella efficacia della visita al cliente. La professionalità e l’intraprendenza dei nostri commerciali si porranno alla base della crescita aziendale: fondamentali saranno la capacità di ascolto, di analisi delle eventuali problematiche e di individuazione delle possibili soluzioni. Produzione: arricchiremo il nostro catalogo, mantenendo sempre alto lo standard di qualità le prestazioni delle nostre macchine, fornendo al contempo una maggiore scelta al cliente.


Azienda Agricola‘Bival’: tradizione in Valdobbiadene

'Vino inimitabile’ fa rima con ‘terra ineguagliabile’: una DOCG che ha il suo peso Intervista a cura di Silvia Remoli

La mera appartenenza geografica ad un territorio può esprimere di per sé un valore aggiunto, una sorta di ricchezza intrinseca, specie se è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità: pertanto, essere in quel determinato luogo costituisce già una gran fortuna ma, come tutti i tesori preziosi, va custodito a dovere e non deve mai essere dato per scontato. Insomma, gli oneri vanno di pari passo con gli onori. E’ questo un concetto a cui il titolare di ‘Bival’, acronimo di Biasiotto e Valdobbiadene, tiene molto: lo rimarca spesso al fine di tutelare le sue radici e quello che rappresentano per la sua famiglia. Per capire l’amore che il giovane Paolo Biasiotto nutre per le sue colline basta parlarci due minuti perché, dal tono della voce e dalla passione con cui pronuncia la parola ‘Valdobbiadene’, si evince l’orgoglio ed il senso di protezione per quelle terre scoscese che ospitano i suoi vitigni. Si dice che il bravo giornalista si debba comportare come San Tommaso e quindi verificare se

quanto narrato dall’interlocutore coincida poi con la realtà. E così ho fatto: basta aprire il sito internet di Bival e, sia dalle immagini pubblicate che dalle parole scritte, si evince un senso di appartenenza ad un paese molto intimo e profondo. In effetti sarebbe superficiale ridurre un luogo ad un insieme di coordinate tra i meridiani e i paralleli: in fondo è anche la sua storia, è il popolo che l’ha abitato, è il clima che lo circonda, è il colore che lo caratterizza… Aprendo la pagina web di Bival (che non a caso è www.bivalvaldobbiadene.it, a rimarcarne l’importanza), appare uno splendido panorama su cui campeggia la scritta “Fieri di essere in Valdobbiadene”; scorrono riprese aeree che mostrano i filari e video di vendemmie orchestrate da splendide mani nodose che, con amore delicato, raccolgono i grappoli d’uva per poi riporli nelle vasche di pigiatura. Ma non finisce qui: il payoff dell’azienda è “Bival: Tradizione in Valdobbiadene” e, a seguire, “Viticoltori di collina da generazioni: noi la nostra terra, il nostro vino”. La sostanza sta tutta contenuta in queste poche ma sostanziose parole: famiglia, radici, terra. Ed è da qui che sono scaturite spontanee le mie domande.

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Quando al ristorante o al bar si ordina il Prosecco, si chiede spesso di specificarne l’esatta provenienza: “Ma è un Valdobbiadene?” «Sentire questo interesse ci inorgoglisce e ci conferma che vale la pena difendere ogni giorno la Denominazione di Origine Controllata e Garantita: significa che appartenere a queste terre cosi dure da lavorare porta poi i suoi frutti».bar-pasticceria (che è stata riconosciuta tra le 10 top delle Marche)»

luoghi, ed è merito loro se i nostri vini sono inconfondibili in tutto il mondo». Perché, c’è qualcuno che prova a confonderli con altri? «Purtroppo sì. Noi, come tanti nostri colleghi ed appartenenti al Consorzio, lottiamo costantemente per preservare le nostre origini e proteggere la denominazione, combattendo contro le costanti truffe e la disinformazione». Quante varietà avete? «Principalmente il vitigno Glera, che rappresenta la struttura base del Valdobbiadene DOCG, con qualche ceppo di varietà storiche caratteristiche quali il Bianchetta, Perera e Verdiso. Una parte delle nostre viti è composta da esemplari secolari, che hanno resistito al tempo, inteso sia come anni che come intemperie, e rappresentano dei veri capolavori della natura che poche altre zone al mondo possono vantare, perché conferiscono ulteriore valore storico-culturale al territorio ed in più danno l’idea di qualcosa di durevole, di sicuro, di saldo e di forte, come la passione che riescono a trasmettere a chi se ne prende cura».

Dove vi trovate precisamente? «La nostra sede è a Guia, frazione del comune di Valdobbiadene (in provincia di Treviso), dove sono situati principalmente i nostri vigneti, all’interno della zona storica della DOCG (denominazione di origine controllata e garantita), nel pieno della fascia nobile dei colli» Qual è la vostra estensione? «Possediamo un’unica tenuta di circa 6 ettari, tutti a conduzione familiare, che è cosa tipica tipica da queste parti; ci sono tante microaziende, che si tramandano di generazione in generazione, e si lavora tutto a mano, nulla è meccanizzato, perché le colline non lo permettono: sono molto irte, ma fanno parte dell’identità del nostro territorio»

‘Passione e tradizione’ saranno il vostro mantra motivazionale, visto che, in un era tecnologica come quella attuale, le pendenze vi costringono alla manualità! «Sì, e le generazioni passate ci sono di costante esempio. Non è un caso infatti che i nostri vini portino i nomi dei miei cari e anche di qualche termine dialettale».

Avverto un tocco di soddisfazione, un po’ come dire: “Se bella vuole apparire, tanto devi soffrire”, sbaglio? «No, è giusto: tanta è la fatica, tanta è la qualità. La nostra vita è legata a filo doppio con questi

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Tipo? «’Costante 08’ è uno spumante molto identificativo della storia di Valdobbiadene, è prodotto con le uve dal primo ettaro piantato dove c’è più percentuale di uva bianchetta, circa il 5% nella bottiglia finale, ed è un vino a rifermentazione in bottiglia, che è un metodo tradizionale storico utilizzato da sempre qui, dove la seconda fermentazione avviene in vetro e non viene effettuata sboccatura finale, quindi i lieviti si depositano nel fondo: prende il nome da mio nonno, fondatore dell’azienda; mentre altri due spumanti (un brut e un extra-dry) sono ‘Pio 43’ e ‘Aldo 45’, suoi figli, cioè i miei zii. I numeri dopo i nomi si riferiscono agli anni di nascita. Poi c’è 'Termen 00’ che in dialetto sarebbe il sasso che delimitava i confini, usato ovviamente in periodi meno tecnologici del nostro».

Davide Longo ed il suo socio, contiamo nell’interscambio tra aziende, nel fare rete, e speriamo di continuare a collaborare ovviamente. Tra l’altro, per festeggiare il lancio della loro nuova sede a Miami del 2024, abbiamo fatto dipingere a mano su una nostra bottiglia di ‘bollicine’ le due bandiere, quella italiana e quella americana, e l’abbiamo fatta arrivare direttamente a Grottazzolina, per poter festeggiare tale traguardo, seppur a distanza». E quali sono i vostri progetti per il 2024? «Trovare sempre nuove idee per valorizzare nel modo giusto il nostro territorio, continuare a raccontare questa splendida ed unica realtà, grazie anche alle visite in vigna, e realizzare un domani un’ulteriore spazio dedicato esclusivamente alle degustazioni, che finora si sono svolte direttamente in cantina».

Come è avvenuto il contatto con Swedlinghaus? «Ci siamo conosciuti durante la fiera milanese Host: il buon cibo richiede buon vino , e come

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Articolo a cura di Silvia Remoli

‘O è Natale tutti i giorni, o non è Natale mai’

Lo scambio di auguri per le festività in azienda, è un’occasione preziosa per condividere risate, cibo, musica, riflessioni, e…traguardi! Quando si pensa ad una società che esporta all’estero e che cresce di anno in anno allargando i propri orizzonti, si immaginano grafici con segmenti che si impennano e cifre che aumentano esponenzialmente nel tempo. Ma dietro c’è molto altro. La Swedlinghaus è una azienda leader nella produzione, commercio e distribuzione di attrezzature per la ristorazione, che non dimentica mai da dove viene e su cosa si costituisce: fonda infatti le sue radici saldamente nel territorio e basa la sua filosofia vincente sull’instaurazione di rapporti umani trasparenti. Ecco perché le festività Natalizie rappresentano un momento importante legato alla tradizione: raffigurano l’occasione per riunirsi, ascoltarsi, abbracciarsi, augurarsi un futuro migliore. E farlo all’interno dell’azienda, vestita a festa per l’evento, sottolinea l’appartenenza ad un gruppo legato non solo da obiettivi lavorativi, ma anche da stima ed affetto reciproci. E per l’occasione i titolari Davide Longo e Leonello Virgili, hanno invitato le famiglie, i propri dipendenti e gli amici più cari ad una cena di Natale, proprio nei locali in cui durante l’anno si lavora gomito a gomito. Per questa volta però non ci sono orari fissi di entrata e di uscita e attrezzature da realizzare e da imballare. Stasera ci si ritrova nell’edificio di Via Berlinguer

per il gusto di stare insieme e di godere di ottimo cibo (preparato da insegnanti e corsisti della Swedlinfactory), ascoltare buona musica (grazie al maestro Lanfranco Navisse e alla voce di Valentina Scoccia) e, soprattutto, ripercorrere insieme la storia dell’azienda. Parte infatti proprio da qui la serata: dalla voglia di raccontarsi come si è arrivati sino ad oggi e che cosa si vuole raggiungere domani.

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Si è atteso che tutti fossero comodamente seduti a tavola, pronti a ricevere il saluto di benvenuto dai padroni di ‘casa’ (sarebbe appropriato dire ‘dai padroni di azienda’, ma mai come in questi momenti si respira profumo di familiarità e confidenza), per far abbassare le luci e vedere delle immagini proiettate al centro del salone. Scorrono foto d’epoca, corredate da nomi e date, raffiguranti gli albori della ditta: le prime affettatrici, le fiere milanesi… «Il brand Swedlinhgaus nacque nel 1950 a Torino e 21 anni dopo Mario Longo decide di trasferire l'azienda dal Piemonte alle Marche, più precisamente a Fermo, e nel 2000 lascia il testimone nelle mani del figlio Davide e del suo socio Leonello Virgili, i quali lo affiancavano ormai da anni, apprendendone il mestiere, divenendo pertanto ben affiatati e pronti per condurre l’azienda verso nuovi obiettivi», questa la narrazione che ha accompagnato le tappe che scorrevano sul mega schermo. «Sotto la loro guida, e con l’ulteriore apertura nel 2005 della sede di Grottazzolina, la Swedlinghaus continua a consolidarsi come realtà leader nel settore e si apre allo svolgimento di corsi di formazione, eventi e fiere, magazine, presenza online/offline, affermando la propria identità sia nel mondo reale che in quello digitale, e creando attorno a sé una rete di calibro internazionale», prosegue.

concludere la serata con un brindisi ad hoc, ossia frizzanti bollicine all’interno di una bottiglia decorata a mano con una bandiera tricolore e una a stelle e strisce. Ma è noto che i calici di spumante si innalzino a pancia piena, ecco perché non potevano mancare le prelibatezze provenienti dalla adiacente Swedlinfactory.

Ed infatti l'esperienza tecnica e i rapporti commerciali consolidati hanno reso la ‘Swedlinghaus Srl’ leader nel settore, investendo nell'espansione sui mercati esteri e fidelizzando distributori in Europa e Asia. Ma è sul finale della storia che arriva la notizia bomba che nessuno si aspettava, e che Davide e Leonello hanno voluto dare proprio in occasione del Natale allo scopo di condividerla con tutte le persone che li hanno sempre sostenuti: «Swedlinghaus vola a Miami!». Il regalo sotto l’albero è infatti una sede statunitense che rimarcherà le relazioni che l'azienda ha intessuto con gli Stati Uniti, dove il mercato del food la apprezza così tanto da rendere necessario un punto di riferimento fisico, ossia un ufficio a cui rivolgersi con annesso spazio espositivo. Un traguardo così eccezionale andava doverosamente annunciato alle persone speciali che hanno a cuore le sorti della azienda e tra questa anche tre figure istituzionali molto vicine alla ditta: il sindaco di Grottazzolina Alberto Antognozzi e le assessore Donatella Marconi e Samuela Anna Andreoli, i quali hanno espresso parole di grande stima sia per la crescita della realtà industriale che per il suo impegno costante in ambito sociale.Per enfatizare l’atmosfera di festa non si poteva che

Il cibo: Ad allietare i palati dei commensali hanno pensato Fabiola Panichi (coadiuvata da validi collaboratrici quali Roberta Del Moro, Sonia Marrozzini e Daniela Lattanzi) con le sue fritture ascolane, Nadia Pieroni con la galantina, Ilenia Lupi con la focaccia e Monia Subrini coi panettoni, tutto hand-made e, aggiungerei, sul momento. E’ giunto altresì sui piatti un inaspettato omaggio esotico, il ‘babin', un dolce a base di cocco e riso cucinato e portato personalmente dalla insegnante di cucina thailandese Eva Gritsana Charoensuk. La musica: Ricreare l’atmosfera natalizia, oltre che con le tavole imbandite, è stato anche più semplice grazie al sottofondo musicale live, opera del maestro Lanfranco Navisse, che ha accompagnato con i suoi luccicanti ottoni (tra cui sax e clarinetto), la voce di velluto di Valentina Scoccia: il loro repertorio ha spaziato dai grandi

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classici ai recenti successi internazionali, passando per colonne sonore da notte degli Oscar. Auguri finali: Come ogni anno nell’invito alla cena di Natale Swedlinghaus c’è la specifica dicitura che tutti i presenti saranno protagonisti del video dell’azienda che, oltre a fungere da augurio per un nuovo anno, rimane un ricordo indelebile delle trascorse festività. E in tale ‘cartolina’ non potevano mancare i ragazzi dell’istituto alberghiero Polo Urbani (che hanno portato cibi e bevande a tavola, arricchendo così il loro percorso di studi con questa esperienza pratica) diretti dal Prof. Libero Torquati e guidati dal Vice Preside Mario Andrenacci.

“Lo sai cos’è? Dovremmo stringerci le mani: O è Natale tutti i giorni O non è Natale mai”

Tutto bello ma… il titolo dell’articolo? Alla festa della Swedlinghaus riecheggiava nella testa di chi scrive un brano degli Extreme che, nella versione originale, si intitolava “More than words”, ma che poi è stata ripresa e riscritta da Luca Carboni, il quale l’ha chiamata “O è Natale tutti i giorni” e l’ha interpretata con Jovanotti nel 2003, esattamente 20 anni fa. In alcune parole del testo è riassunto lo spirito di questa serata, e credo che, chiunque ha avuto la fortuna di esserci, potrebbe dire altrettanto (magari canticchiandola se, come me, non è più giovanissimo):

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Affettatrici Swedlinghaus: elemento di punta per i professionisti del settore Tra i rivenditori dei prodotti made in Marche vi è Emmegi, ditta di forniture per ristoranti bar e hotel, gestita da una donna energica e determinata, Giorgia: un vulcano di idee con molti aneddoti da raccontare

Ci troviamo a Cerea, in provincia di Verona, a conoscere una realtà che da oltre trenta anni si occupa di attrezzature nel mondo della ristorazione. Ma non solo. Ultimamente le richieste di utensili e strumentazioni professionali per il food provengono anche da chi desidera una cucina funzionale e capiente nella propria azienda o in alloggi privati destinati a ricevimenti conviviali per intessere pubbliche relazioni. Emmegi arreda e consiglia ( www.emmegiprofessional.com), accompagna il cliente dalla progettazione, all’ordinazione, all’inaugurazione dei locali e lo segue anche nel post-vendita, dove il report è fondamentale per poter migliorare sempre il suo servizio. Crescere in meglio è l’obiettivo di Giorgia Maron, giovane e vigorosa titolare della ditta composta per la maggior parte da uomini, con cui però si trova benissimo: eh già, perché nel suo ambiente di lavoro coordina svariate figure tecniche e specialistiche, quali idraulici, elettricisti, cartongessisti, tinteggiatori, ecc. Non per fare del sessismo spiccio, che negli ultimi tempi peraltro è diventato anche stucchevole oggetto di inutili strumentalizzazioni, ma come ti trovi in un mondo di maschi?

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E qual è quindi la tua forza, il valore aggiunto di essere donna? « Gli uomini hanno tantissime attitudini e ben venga il fatto che ci siano approcci diversi coi clienti. Noi donne dobbiamo puntare su ciò che ci caratterizza: la pazienza, l’attenzione, la capacità di osservazione, la disponibilità, il saper consigliare senza forzare, trovare la soluzione più pratica e funzionale ad ogni esigenza… diciamo anche che l’essere mamma di due adolescenti (Irene e Linda, di 13 e 17 anni) mi ha aiutato molto a sviluppare una forte capacità di ascolto e ad affinare l’abilità del problem solving! E poi se a tutto questo si aggiunge studio e aggiornamento non si sbaglia mai»

«Ora benissimo, perché amo il mio lavoro, l’ho coltivato sin da ragazza, innamorandomi di come lo svolgevano i miei genitori, che ora hanno affidato il testimone a me, e nel tempo mi sono ‘fatta le ossa’, ma devo ammettere che potrei raccontarne di episodi in cui inizialmente sembravo un pesce fuor d’acqua» .

Quindi deduco che partecipi a diversi corsi tecnici, commerciali, fiere, ecc. « Il mio motto è “Se non ti formi ti fermi”, per questo cerco di prepararmi, a tutto tondo. Dovendo consigliare macchinari quali appunto affettatrici, frigoriferi, forni, macchine per il sottovuoto, abbattitori, ecc., quanto meno devo conoscerne il funzionamento, altrimenti incorrerei nell’errore di suggerire l’acquisto di un prodotto che porta profitto solo a me, mettendo in secondo piano la soddisfazione del cliente, che invece è il mio principale obiettivo»

Sono tutta orecchie… «Una volta, per aggiornarmi sul funzionamento di un sistema di lavaggio di stoviglie, mi sono iscritta ad un corso tecnico presso una struttura molto grande, divisa in più saloni, che ne organizza di svariati contemporaneamente, anche teorico-pratici di cucina, ad esempio. Mentre entravo nel locale per soddisfare il mio interesse su determinati impianti idraulici, mi blocca un uomo all’ingresso e mi dice “Scusa, credo tu abbia sbagliato ingresso: il corso di pasticceria è dall’altra parte”. Mi esce un sorriso ed entro ugualmente nel mio corso di riferimento ed il relatore inizia a far domande per testare il livello di preparazione e mentre il ‘collega’ sbaglia sui diversi interventi, anzi non ne azzecca uno, io sono pronta a correggerlo ogni volta, riprendendomi una piccola rivincita. Non lo dico per fare la presuntuosa, perché non posso essere la maestra di nessuno, ma ci sono ancora troppi pregiudizi, ci credono imbranate: per carità, poi sta a noi sdrammatizzare con la giusta ironia e mostrare le nostre capacità, così tutto rientra. Fatto sta che all’uscita dal corso non sono riuscita a tenermi, sono fatta così (sorride), e ho controbattuto al collega :’Vedi che il corso di pasticceria sta nella sala a fianco!’».

E’ mai capitato che un cliente ti chiedesse una cosa ma hai cercato di farlo ragionare e ‘deviarlo’ verso un altro prodotto? «Sì, ma sempre con garbo, empatia e confronto. A volte sono andata contro i miei stessi interessi. Ti spiego meglio: capita che un cliente mi chieda un certo macchinario perché magari l’ha notato in qualche sito o direttamente da un suo concorrente, o se ne è innamorato per il design o per uno spot particolarmente accattivante. Io valuto la situazione e spesso deduco che quel determinato prodotto non fa al caso suo, potrebbe essere eccessivamente ingombrante e dispendioso e, per la sua mole di lavoro, non lo sfrutterebbe al massimo e ciò comporterebbe un conseguente spreco di spazio e denaro. Il succo è che, se posso, preferisco non vendere oggetti inutili e puntare su quelli validi ed efficaci: se ci pensiamo bene la cucina è un luogo prezioso in cui ci si deve muovere facilmente e bisogna trovarcisi a proprio agio,

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con tutto l’essenziale a disposizione. Poi ascolto i dubbi del cliente, che potrebbe avere le sue legittime perplessità, e si cerca insieme un punto d’incontro comune».

di lavoro del cliente. Poi la formazione: mi piacerebbe essere un punto di riferimento come coach per gli operatori del settore (anche per le figure all’interno della ristorazione come ad esempio il personale di sala), insegnare a migliorare le comunicazioni tra esperti nel mondo del food, incoraggiare cioè tutte le singole figure a studiare e ad essere continuamente curiosi e preparati. Io mi sento come una sorta di mix tra ‘personal shopper’, cioè la guida verso l’acquisto di ciò che migliora il rendimento del cliente, e ‘opinion leader’, cioè che condivide la propria esperienza con gli altri per creare gruppi di lavoro che possano avvolgere il cliente e seguirlo passo passo nella sua realizzazione professionale, dalla progettazione al primo scontrino battuto!».

Quindi valuti non solo la logistica, la funzionalità, ma anche il budget di investimento… «Certo, la mia consulenza è a 360 gradi, si spazia dalle dimensioni del locale, all’integrazione di attrezzature con componenti di arredo già esistenti, e ovviamente la valutazione su conti economici, le marginalità, i prospetti futuri di profitto, ecc. Ogni cliente ha la sua esigenza e la mia soddisfazione più grande è quella di riuscire a cucirgli su misura la sua cucina professionale, contribuire cioè a realizzarne una identità unica e personalizzata nel suo settore di riferimento, che sia un bar, un ristorante o un hotel».

Bene, allora visti i tanti ed ambiziosi progetti, ti auguriamo il meglio e speriamo di ritrovarti presto per farci raccontare gli obiettivi raggiunti! « Grazie e spero di poter esprimere la massima soddisfazione per tutto ciò che sarò riuscita a creare e di condividerlo con voi, sicuramente indaffarata e di corsa come sempre, ma felice!»

Hai avuto mai richieste particolari, che sono fuoriuscite da questi schemi? «Ci sono stati grandi industriali che desideravano una cucina altamente tecnologica e performante nella propria azienda, al fine di creare dei momenti conviviali atti ad amalgamare i gruppi di lavoro, e poi residenze private che puntano sulle pubbliche relazione e per le quali, di conseguenza, una cucina spaziosa e ben attrezzata facilita la realizzazione di eventi del genere al loro interno».

Intervista a cura di Silvia Remoli

Come ti trovi nel rivendere prodotti Swedlinghaus? «Benissimo, sono prodotti molto facili da consigliare perché robusti, affidabili, dalla meccanica infallibile e duratura. Oltre alla ristorazione sono molto usate da salumerie e macellerie ed è una soddisfazione vedere che il cliente, in certi casi, non abbia bisogno di assistenza post vendita per via del facile utilizzo e della garanzia di funzionamento nel lungo periodo. E non dimentichiamo che molte affettatrici, oltre che ad essere funzionali sono anche belle da vedere, per via del design e della smaltatura. Pensa che ho tra i miei clienti una nota salumeria dell’Emilia Romagna che alle fiere porta sempre con sé il modello Vittoria (quella manuale con il volano, laccata di rosso), perché la trova elegante, di grande effetto, e la sua meccanica riproduce i movimenti e le tradizioni di una volta. E poi mi sento di aggiungere che trattare con Davide Longo è davvero un piacere: le comunicazioni sono schiette e tempestive, proprio come piace a me». Propositi per il 2024? «Più d’uno. Prima di tutto cambiare location, con spazi sempre più grandi, creando una sala esperienziale ad hoc, una sorta di simulatore in 3D, una demo di quello che sarà il futuro spazio

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