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“Voi siete miei Amici” (Gv.15,14)

AMICI DI GESU’ CROCIFISSO n. 62 giugno 1997 DAVANTI AL CROCIFISSO TERZA PAROLA: “ECCO TUA MADRE” “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19,25-27).

Per la comprensione - Sul Calvario non c’erano solo i soldati e i nemici di Gesù; c’erano anche degli amici. Scrive Luca: “Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti” (Lc 23,49). Matteo e Marco riportano anche il nome di alcune donne presenti sul Calvario. Ma i tre Sinottici affermano che questi amici “assistevano da lontano” e nessuno dei tre nomina Maria e Giovanni. - Solo Giovanni nota la presenza della Madonna ai piedi della Croce e afferma che stava “presso la croce” di Gesù. Probabilmente, dopo la confusione e l’orgia della crocifissione, quando molti nemici di Gesù, stanchi, incominciavano ad allontanarsi dalla croce, fu permesso alla madre di Gesù e a pochi amici di avvicinarsi alla croce. - Con questa terza parola Gesù compie prima di tutto un dovere filiale: sta per lasciare sola la madre vedova, per questo si rivolge a sua madre e l’affida alle cure del discepolo prediletto e chiede a Giovanni di prendersi cura di lei, dopo la sua morte. E’ il gesto commovente di un figlio affettuoso e fedele che si avvicina alla morte. Ma l’evangelista intende qualcosa di più e dà alla scena un notevole significato teologico e spirituale.

Rifletti - Maria aveva seguito Gesù all’inizio della sua vita pubblica e poi forse saltuariamente. Certamente Gesù aveva continuato a prendersi cura di lei, come fa supporre il suo intervento dalla Croce. - Maria era a Gerusalemme per l’ultima Pasqua del Figlio. Se non era presente al Getsemani, ha saputo dell’arresto di Gesù e ne ha seguito con trepidazione e angoscia le fasi alterne del processo religioso e civile, fino alla sua condanna a morte. E allora anche lei si è incamminata sulla via del Calvario. - Ha assistito da lontano alla crocifissione del Figlio, ha sentito i colpi di martello che conficcavano i chiodi sulle sue mani e sui suoi piedi; ha visto Gesù innalzato sulla croce e tutto quello che avveniva intorno alla sua croce, ha udito gli insulti e le provocazioni. Quando dopo alcune ore il Calvario incomincia a sfollarsi, Maria con alcuni amici può avvicinarsi alla croce di Gesù. - “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!» - S. Giovanni ci riferisce solo queste parole di Gesù. Ma certamente anche Maria, nelle interminabili e strazianti ore dell’agonia, avrà rivolto a Gesù tante parole di amore e di dolore, più con le lacrime che con la bocca. - La presenza di Maria ai piedi della Croce è per Gesù conforto e strazio maggiore. Conosce il suo cuore sensibile e comprende quando deve soffrire. Ora per Maria si avvera, più che mai, la profezia di Simeone: “Anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35). - “Donna, ecco tuo figlio!”. “Senza dubbio in questo fatto si ravvisa un’espressione della singolare premura del Figlio per la Madre, che Egli lasciava in così grande dolore. Tuttavia nel senso di questa premura, “il testamento della Croce” di Cristo dice di più” (RM, 23).


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- Maria ai piedi della Croce è chiamata a portare alle ultime conseguenze il suo sì al piano di Dio. È chiamata ad acconsentire alla morte del Figlio per la salvezza degli uomini, anzi ad offrire Lei stessa la Vittima Divina al Padre; così mentre accetta la morte del suo Figlio Gesù, dona la vita a tutti gli uomini e ne diventa madre nello spirito. E’ il vertice della fede di Maria, ma anche del suo amore per tutti noi. Accetta la morte di Gesù, figlio di Dio e figlio suo e accoglie tutti noi peccatori come suoi figli. Maria, accanto al nuovo Adamo, diventa la nuova Eva, “la Madre di tutti i viventi”.

Confronta - Contempliamo spesso Maria Addolorata ai piedi della Croce, per imparare da Lei la fede e l’accettazione della volontà di Dio e per comprendere quanto le è costato diventare nostra Madre. - “Ecco tua Madre”. “Devo fare mie ogni giorno queste parole di Gesù, se voglio essere anch’io quel discepolo che Lui ama. Sentire Maria come mia Madre è la condizione fondamentale della vera devozione alla Madonna. Queste parole di Gesù devono essere per me come il testamento del Crocifisso che rende figli della Madre sua i redenti di quel sacrificio che sta compiendo” (Alunno). - Sotto la croce Maria mi ha accolto come suo figlio, come accolse Gesù nel giorno della Incarnazione. Maria è stata e sarà sempre fedele a questa sua missione di madre: si è comportata sempre da madre con me. Ora debbo anch’io comportarmi da vero figlio con Lei.

IL CAMMINO DEGLI AMICI APPUNTAMENTO IMPORTANTE Prepariamoci alla Consacrazione solenne Come ho annunziato da tempo, il prossimo 23 novembre, festa di Cristo Re, un primo gruppo di fratelli e sorelle farà la Consacrazione Solenne a Gesù Crocifisso. E’ giunto il momento di attuare quanto prescritto dal nostro Statuto: “Dopo un anno formativo e la verifica dell'Assistente spirituale, emette la Promessa pubblica di Amore a Gesù Crocifisso, possibilmente nelle mani dell'Assistente spirituale, con la consegna del Crocifisso e del Segno Passionista, in un significativo momento liturgico" (n.5), Con il mese di gennaio 1997 le pagine degli Amici su Tendopoli sono diventate quattro; sulla seconda pagina, avete trovato in ogni numero una riflessione sulla nostra spiritualità. Ogni mese, negli incontri di Fraternità, è stata spiegata questa pagina, per poterci preparare convenientemente alla Consacrazione Solenne, cercando di approfondire il cammino che il Signore ci chiama a fare e di capire ciò che promettiamo al Signore. Chiunque aderisce agli Amici si consacra ogni giorno a Gesù Crocifisso, ripetendo la Promessa di Amore, impegnandosi ad amare e fare amare Gesù Crocifisso e a fare della propria vita un continuo atto di amore, con una consacrazione però strettamente personale e privata. Con la Consacrazione Solenne, un Amico conferma pubblicamente la propria adesione a Gesù Crocifisso e si impegna davanti al sacerdote e ai fratelli a voler vivere pienamente la spiritualità passionista, secondo il cammino degli Amici di Gesù Crocifisso; da quel momento fa parte a pieno titolo della grande “Famiglia Passionista”, partecipa alla sua spiritualità e ne gode di tutti i benefici spirituali. Si può dire veramente "Passionista". Ed ecco in breve gli impegni che si assume chi fa la Consacrazione Solenne: 1. Vivere pienamente la consacrazione battesimale, secondo la propria vocazione, approfondendo il mistero della Croce e la spiritualità degli Amici di Gesù Crocifisso. 2. Vivere con fedeltà gli impegni assunti con l’adesione agli Amici di G. C. 3. Fare ogni giorno almeno un quarto d’ora di preghiera o meditazione sulla Passione di Gesù. 4. Impegnarsi nei servizi di carità e di volontariato, secondo le proprie possibilità. 5. Impegnarsi nell’apostolato, secondo le proprie possibilità, per far conoscere e amare Gesù Crocifisso, in collaborazione anche con le attività apostoliche dei Passionisti. 6. Partecipare regolarmente agli incontri e alla vita della Fraternità di appartenenza.


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Chi può fare la Consacrazione solenne? 1. Chi è iscritto agli Amici da almeno due anni. 2. Chi frequenta regolarmente la Fraternità della zona. 3. Chi accetta gli impegni descritti sopra. 4. Chi ne fa domanda scritta all’Assistente Spirituale entro il 27 settembre 1997 e riceve da lui la conferma. L’Assistente Spirituale può ammettere alla Consacrazione Solenne qualcuno che, secondo una sua conoscenza personale, vive pienamente la spiritualità degli Amici, anche se non può partecipare regolarmente alla vita della Fraternità, per grave malattia, per la mancanza della Fraternità nella zona, o per altri gravi motivi. La Consacrazione Solenne avverrà a Morrovalle il 23 novembre, festa di Cristo Re: sarà una giornata di Ritiro e di grande festa, alla quale sono invitati tutti gli Amici di Gesù Crocifisso. Si potrà pensare anche all’alloggio per i più lontani. Per le Fraternità più lontane, che abbiano serie difficoltà a partecipare alla giornata di Morrovalle, si potrà pensare, in un secondo momento, a una giornata locale, per i fratelli della zona. Ma la consacrazione del 23 novembre è la prima nella vita del nostro movimento; sarebbe bello che vi partecipassero tutti coloro che desiderano consacrarsi in questo anno. Comprendete allora l'importanza di una preparazione seria per tutti quelli che desiderano consacrarsi solennemente a Gesù Crocifisso; soprattutto l'importanza di frequentare la Fraternità più vicina, o almeno le piccole Fraternità familiari, dove non ne esiste una ufficiale. Tutti devono cercare di vivere una intensa vita spirituale e di crescere nella conoscenza e nell'amore per Gesù Crocifisso. Una raccomandazione particolare va agli assistenti spirituali e ai responsabili delle Fraternità: negli incontri della Fraternità dovranno cercare di spiegare a tutto il gruppo il cammino di questo anno, servendosi di quanto scritto su questa pagina. Secondo la fisionomia della Fraternità, d’accordo con i fratelli, potranno pensare anche a delle iniziative particolari per il cammino di questo anno. Sarà di grande aiuto la frequenza dei ritiri mensili a Morrovalle, almeno per i più vicini e la partecipazione al corso di Esercizi Spirituali al Santuario di San Gabriele, che si svolgerà dal 18 al 23 agosto. Chiedo a tutti di pregare tanto per queste intenzioni, perché il Signore voglia illuminare e benedire il nostro cammino.

I GRANDI AMICI DEL CROCIFISSO PICCOLA GRANDE FIAMMA

Antonietta Meo Quando, nel pomeriggio del 15 dicembre 1930 nasce a Roma la figlia secondogenita dei signori Meo, dal cielo scuro di nubi spunta improvvisamente un raggio di sole. Al battesimo, amministratole il 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti, viene chiamata Antonietta. Crescendo, si dimostra vivace, intelligentissima, di una singolare precocità. Come già hanno fatto con la sorella maggiore Margherita, i suoi genitori la introducono nel "mondo di Dio" ed ella vi entra con una stupefacente penetrazione. Piccolissima, emana un fascino speciale, così che la mamma si domanda: «Che cosa vorrà Dio da questa bambina'?». Le piace assai che la chiamino "Nennolina" e così sarà; ma mai gioca a "far la bambola". Anzi: prestissimo intraprende la "sua" strada. “Voglio essere il tuo piccolo fiore...”


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Dio diventa subito per lei "il mio Dio"; Gesù, “il mio caro, carissimo Gesù". Ha solo tre anni e mezzo, quando la mamma la sente pregare: «Gesù, dammi la grazia di morire, prima che commetta un solo peccato mortale”, invocazione che ripeterà mattina e sera con sempre maggior fervore. Impara a scoprire quello che Gesù vuole dai suoi amici, impara a offrire rinunce e sacrifici per Lui. Ascolta, attenta, la storia di santa Teresa di Gesù Bambino e ne resta affascinata: sarà il suo modello di vita, Una mattina, scoperto con gran festa che Gesù è vivo e vero nell'Ostia santa, Nennolina prega così: “lo voglio essere il piccolo fiore che dona il suo profumo davanti al tuo Tabernacolo, Gesù». Da allora, come si fa a non fermarsi a colloquiare cuore a cuore con Lui'? Qualche tempo dopo, chiede alla mamma: “Insegnami a fare meditazione”. La mamma, stupita, le spiega come pensare a Gesù, al suo amore, a quel che Lui ha fatto per noi, a offrirgli un proposito per la giornata. Da allora, tutte le mattine, la piccola "fa meditazione"; e a chi le domanda a che cosa pensi, risponde: “Alla passione di Gesù" E conclude la sua preghiera così; «Io bacio, Gesù, tutte le tue piaghe, dammi delle anime da salvare, dammene molte». Così ricca di Lui, Nennolina continua a essere una bambina allegra, con tanta voglia di giocare e di stare con le amiche, così che qualche volta occorre moderare la sua vivacità... Fino a quando, nel gennaio 1936, ricoverata all'ospedale del Celio per un insistente dolore alla gamba sinistra, le viene diagnosticato: "cancro alle ossa". Incredibilmente, risponde: “Lo sopporterò per amore di Gesù”. Bisognerà amputarle la gamba. Nennolina intuisce subito, ma non dispera. A chi la compassiona, afferma: “La mia gamba l’ho data a Gesù”. Alla vigilia dell'intervento, prega con i suoi: «Gesù, io ti offro il mio dolore affinché molte anime vengano con Te in Paradiso». Appena possibile, le viene adattato un arto artificiale, perché possa camminare. Ritrova subito la sua vivacità, senza perdere di vista la sua "offerta": «Sono felice di soffrire per Gesù... Gesù, voglio essere la tua lampada ardente... Gesù, io ti chiedo tre grazie: di farmi santa, molte anime, la pace nel mondo». Ha iniziato a frequentare la prima elementare e ha già imparato a scrivere: grafia da principiante, ma idee grandi. Di suo pugno, o dettando alla mamma, indirizza molte "lettere" a Dio Padre, a Gesù, alla Madonna, ricche di fede e di amore, colme di sapienza da stupire chiunque. Chi mai le ha insegnato tante cose belle e grandi? Ha un desiderio struggente: «Mamma, voglio anch'io ricevere la comunione!». Quando le viene concesso, Nennolina si impegna a fondo: studia bene il catechismo, ascolta con occhi spalancati le "lezioni" della mamma e del sacerdote che la segue; offre tanti "fioretti" alla Madonna, affinché la prepari al "grande giorno". «Voglio essere la tua vittima di amore ... » La notte di Natale del 25 dicembre 1936, nella cappella delle Suore Zelatrici, riceve per la prima volta Gesù nella comunione. Per ringraziarlo come Lui merita, nonostante le sue condizioni fisiche, resta in ginocchio, immobile, a pregare per tutto il tempo delle altre due Messe di Natale. Da quella "notte santa", la comunione frequentissima la conduce alla vetta dell'amore divino, proprio nel tempo in cui "il male" si risveglia con diverse metastasi al torace. Le sofferenze si fanno sempre più grandi, ed ella comprende sempre più la sua missione sulla terra: «Voglio essere la tua vittima di amore, caro Gesù», ripete così spesso. E dice: «Si può essere apostoli anche con la sofferenza». 1 medici decidono di intervenire per liberarla, per quanto è possibile, dal "male". Ma, dopo l'operazione, le resta un'ampia ferita al petto che non si chiuderà più. Quando si prepara alle medicazioni dolorosissime, esclama: “Oggi faccio la missionaria” e aggiunge: “Il dolore è come la stoffa: più è forte e più vale”. Nennolina, alimentata sovente da Gesù, Pane di vita, ritrova il sorriso, il coraggio, un amore più forte del dolore e della morte. Offre la sua esistenza per la Chiesa, per il papa, per la pace: «Voglio convertire i peccatori più peccatori. Tu, Gesù, me li devi dare per Te». Si sta avviando verso la fine. Il papà le domanda: «Che cosa devo dire a Gesù per te nella comunione?». Risponde: «Che io faccia la volontà di Dio». Il 3 luglio 1937, Antonietta Meo, sei anni e mezzo di età, va incontro al Signore. Poco prima, aveva fatto una promessa: «Dal Cielo, farò scendere una pioggia di gigli sulla terra». Incredibile, ma vero, questa è Nennolina, una meraviglia dell'Eucaristia, u fiore sbocciato dalla croce di Gesù.


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TESTIMONIANZE Il fuoco distrugge e fa luce “E’ sorto in me il desiderio di meditare di più e meglio la causa del mio peccato in Gesù sulla Croce.... La notte, mentre non dormivo, ho meditato la Passione di Gesù con il mio Crocifisso in mano e ho sentito il bisogno di immedesimarmi ancora di più in quell’Amore che Lui ha suscitato nel mio cuore e ricostruire, in questa nuova luce, quanto il Signore ha fatto nella mia vita e la mia miseria l’ho vista luminosa, in relazione al presente, perché il fuoco distrugge e fa luce.... Mi sono affidata a Lui, perché il mio cuore sappia soffrire e godere insieme per una vita migliore”. Amica di G.C. Non ho più paura della croce “Per motivi di salute e di famiglia, da qualche tempo non ho più la possibilità di partecipare agli incontri degli Amici di Gesù Crocifisso. Ma mai come ora, la mia. vita, tutta la mia vita, è un’offerta a Lui, al Suo amore crocifisso. Sono ai suoi piedi e solo a Lui chiedo aiuto e conforto. Solo in Lui posso tuffarmi per ricevere vita. Offrendosi al Padre, Egli si è offerto totalmente a noi. Si è lasciato sconfiggere totalmente dall’amore. Nel Suo cuore squarciato ha lasciato che ci rifugiassimo per trovare in Lui la nostra casa. E anch’io sento che mi sto lasciando sconfiggere dal Suo amore. Come contemplarlo nel suo dolore-amore senza lasciarci sconfiggere da Lui? La Sua Croce, solo la Sua Croce, ci ha dato e ci dà ogni giorno la vita. Quando lei mi parlò degli Amici di Gesù Crocifisso ebbi un attimo di angoscia; come avrei fatto a capire, ad amare la Croce? Ora vedo il Signore risplendere sulla sua Croce ed è proprio lì che ho imparato ad amarlo e a lasciarmi amare da Lui. Ora non ho più paura della Croce. Essa è segno di amore e mi porta ad unirmi a Gesù. Così ho imparato a ringraziare il Signore di ogni croce che mi porta a Lui. Con Gesù accanto non ho più paura e con Paolo dico: “Tutto posso in Colui che mi dà forza”. Gesù è la mia forza. E’ in Lui, sconfitto sulla Croce, che mi sento più forte. Nella sconfitta è la vittoria, nel dolore la gioia, nella morte la vita. Grazie, P. Alberto, di avermi parlato di Gesù Crocifisso: Ora è davvero Lui il mio più grande e caro Amico. Grazie anche per le bellissime pagine su “Tendopoli” e per quelle edificanti testimonianze di sante creature crocifisse in Gesù. Nel loro esempio sento sempre più viva la spinta a seguire Gesù, salendo il Golgota con Lui, per essere con Maria a Giovanni sotto la croce e amarlo e adorarlo così, nel silenzio della mia quotidianità”. Amica di G. C. Orgogliosa di appartenere agli Amici “Comprendo sempre più che davvero Gesù è la luce e la verità che dobbiamo accogliere nella nostra vita, allontanando da noi la falsa luce del mondo. Per me è determinante la presenza di Gesù e di Gesù Crocifisso; la sento vicina e mi dà la forza di sperare nella sua infinita bontà e misericordia. Spesso mi domando se io merito di ricevere tanto amore e protezione, il continuo perdono delle mie debolezze, ma dopo il dubbio, mi riprendo e ho la certezza che Egli mi ama, mi aiuta a vincere le mie paure, la solitudine, il mio silenzio e non mi stanco di ringraziarlo dei suoi grandi benefici. Affido tutto alle sue Sante Piaghe, perché guariscano i miei timori e riesco quasi sempre a superarli. Trovo molto conforto nel ripetere la Promessa di Amore e non trascuro la lettura giornaliera e la meditazione dei Gradi della Passione, soffermandomi maggiormente su quelle espressioni che più si addicono al mio stato d’animo e concludo ripetendo: “Gesù, ti amo; affido a te la mia vita; sia fatta sempre la tua Volontà”. Solo Gesù è la verità che non delude mai, è la fonte inesauribile di amore e di speranza. Le confesso che sono orgogliosa di appartenere agli Amici di Gesù Crocifisso e spero di esserne sempre più consapevole e meritevole”. Maria Morlacco


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Come un abito da sposa “Ho un desiderio grande in fondo al mio cuore, che desidero manifestarti, anche se faccio fatica a scriverlo. Un giorno, durante la cerimonia di un matrimonio, fissando lo sguardo sul vestito bianco della sposa, fui tanto colpita da quel bianco e sentii forte nel mio cuore di diventare pura come il bianco di quel vestito, come la purezza di un fiore, per essere santa, perché il Padre mio è Santo. E’ un desiderio, un sogno che mi piace avere nel fondo del cuore. Può sembrare presunzione, ma vorrei proprio innamorarmi di Gesù; vorrei che il mio cuore fosse infiammato di tanto amore, come lo era il cuore dei Santi”. Una mamma Sofferenza e amore “Nella tua ultima lettera mi dici che posso essere una “laica passionista”; certamente io lo voglio, ma devono volerlo prima di tutto il Signore e S. Paolo della Croce. Il Signore in questo tempo mi ha fatto il grande dono della Messa quotidiana. Il rapporto che io vivo, nella Messa, con il mio Crocifisso è grande ed è Lui che riesce a riempire la mia vita. Nei momenti di aridità che sto vivendo, sento tutto il peso della mie colpe, vedo la mia vita piena di buchi, ma prego il Signore di prendermi così come sono e di accompagnarmi nei miei passi stanchi. A ogni mia sofferenza, piccola o grande, mi rivolgo a Gesù Crocifisso e ripeto: “Tutto per tuo amore, o Gesù mio Crocifisso”. E così grande questo mio amore per Gesù Crocifisso da annullare ogni distinzione tra la sofferenza e l’amore. Mi viene in mente un pensiero che lessi tempo fa: “Ho tanto amato la sofferenza e la sofferenza mi ha insegnato ad amare; nello stesso tempo l’amore mi ha insegnato a soffrire”. La sofferenza e l’amore sono inseparabili, come sono inseparabili il Crocifisso e l’amore. Il Crocifisso ci dice sofferenza, ma ci dice anche amore. Non ti sto a raccontare le prove che vivo. A volte mi sembra di non farcela; ma non sono sola: c’è Lui che fa scaturire dentro di me la forza per andare avanti. Ci sono giorni in cui la mia vita è a pezzi, ma ogni frammento della mia vita appartiene al Signore”. Amica di G. C.

COMUNICAZIONI 1. Esercizi Spirituali a S. Gabriele: 18-23 agosto. 2. Domanda per essere ammessi alla Consacrazione solenne: entro il 27 settembre. 3. 21 giugno 1997: auguri ai novelli sposi, Luigi e Mina, della Fraternità di Porto S. Elpidio.

P.Alberto Pierangioli

giugno 1997  

Per la comprensione “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, ve...

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