Skip to main content

PLURISPAZIALISMO anche Arte Racconto Corren! derivate e inquadramento storico

Page 1

Gian Luigi Castelli

PLURISPAZIALISMO anche Arte Racconto Corren! derivate e inquadramento storico Arte ispirata dai tagli nelle tele di Lucio Fontana Arte che si avventura nei plurali spazi mentali introduce la visione della fisica quan!s!ca e re! relazionali illustra innova!ve idee anche filosofiche ed e!che Dalla pi"ura determinis!ca a quella indeterminis!ca Una via per la pace e la sicurezza fondata su cultura, educazione e rispe"o di ciascuna persona

STUDIO BYBLOS


Gian Luigi Castelli

ARTE PLURISPAZIALE E SUO INQUADRAMENTO STORICO

STUDIO BYBLOS


Proprietà artistico letteraria riservata © Castelli Gian Luigi ISBN 9791282018265 Edizione 2026


ARTE PLURISPAZIALE E SUO INQUADRAMENTO STORICO Castelli Gian Luigi, in arte GianCastelli, ispirandosi ai tagli nelle tele dello spazialista Lucio Fontana, tagli che fanno intuire spazi al di là della tela (vedasi il dipinto “Concetto spaziale attesa”), si è avventurato nei plurali spazi mentali ove fluiscono pensieri e significanti e a fine 1999 ha creato il Plurispazialismo.

Demian

Concetto spaziale attesa

Per capire il Plurispazialismo ci riferiamo al dipinto “Demian” che la critica artistica ha definito esserne l’icona e che il fisico quantistico Teodorani ha detto che è alocato ossia non locato. Nel dipinto sono presenti vari elementi e segni indeterminati che possono essere interpretati in vari modi e che sono inseriti in una caotica rete relazionale in cui “navigare”, rete relazionale che permette di correlare le varie interpretazioni e di conseguenza creare inediti racconti, da cui anche la denominazione Arte Racconto. Se, per esempio, analizziamo le indeterminate linee rosse centrali, le possiamo interpretare in modo probabilistico come visi o petali di un tremulo fiore in sboccio od ovali e così via, interpretazioni assimilabili a proprietà. Nelle indeterminate linee rosse, inserite in una caotica rete relazionale, sono infatti sovrapposte varie interpretazioni che l’osservatore può probabilisticamente fare collassare in una delle tante, in sintonia con la caotica probabilistica visione della fisica quantistica con le sue indeterminazioni e sovrapposizioni di stati che l’osservatore può far collassare in uno stato. Il Plurispazialismo introduce pertanto nell’Arte la visione della fisica quantistica e reti relazionali in cui navigare similmente a internet. Rifacendoci all’interpretazione visi, la possiamo, navigando nella caotica rete relazionale del dipinto, correlare con varie interpretazioni di altri elementi indeterminati, per esempio con le interpretazioni in cui si può far collassare il grigiore centrale del dipinto, grigiore che possiamo interpretare come il grigiore della vita a cui si è aggrappati o come il corpo di un uccello che porta verso orizzonti lontani o verso l’enigmacità di un viso o come l’oscillare tra la felicità e la tristezza manifestate da un viso che appare sullo sfondo con una rottura di simmetria evolutiva: si inizia così un racconto che il fruitore del dipinto può proseguire interpretando altri elementi indeterminati ed effettuando nuove correlazioni. Un insieme di elementi indeterminati nella significazione e interattivi che messi in relazione “collassano”, parafrasando la visione quantistica, in stati la cui correlazione produce, nella simultaneità tra memoria e percezione, eventi la cui composizione genera racconti evolutivi secondo dinamiche interne ed esterne. Il dipinto pone in evidenza un’operabilità basata su relazioni e proprietà, proprietà che i vari elementi indeterminati manifestano nella relazione originaria. L’alocato e indeterminato dipinto Demian può essere visto come un campo di forma comprendente sia la visione quantistica ed elementi spaziotemporali evolutivi sia relazioni ed elementi indeterminati le cui proprietà emergono nelle relazioni, un campo di forma agente e su cui si può agire. Un campo di forma con alocacità spaziotemporale, alocacità che il fisico Marco Rovelli ha attribuito ai campi elettromagnetici e gravitazionali.

1


LA SPIRITUALITÀ DEL PLURISPAZIALISMO Nel 2001 Castelli ha realizzato il dipinto “Umano e divino” (esposto, durante la Biennale di Venezia 2015, nella sala Grazie Italia della sede del Guatemala, inserito nel movimento artistico di avanguardia “Estetica Paradisiaca” teorizzato dal critico d’arte e curatore Daniele Radini Tedeschi, presente alla Triennale di Roma 2017 nel Complesso del Vittoriano, inserito dal professore Vittorio Sgarbi nella propria “Collezione Sgarbi” di riproduzioni fotolitografiche). Il dipinto “Umano e Divino” rappresenta una tappa fondamentale del percorso spirituale che permea il Plurispazialismo. In esso si fondono immanenza e trascendenza, finito e infinito e viene indicato un percorso di elevazione. In esso si percepisce il trascendente, il respiro, il soffio del divino. In esso si spazia metaforicamente tra l’alfa e l’omega, simboli del potenziale conoscitivo umano. In esso viene rappresentata la tensione dell’umano verso l’infinito, il cui simbolo si erge stagliandosi in alto nel dipinto, e verso un maggior sentire l’infinità del divino; il simbolo di infinito è sorretto in una continuità di linea da un simbolico triangolo equilatero che lo completa in una continuità duplicante e complementare. In tale dipinto il simbolo dell’infinito contiene una punta luminosa e un cerchio col quale condivide parte del segno. Il cerchio può rappresentare il pulsare del cuore, della vita, dell’amore che illumina e guida o lo spioncino di una porta che, se aperta, introduce in una nuova era luminosa (guardando in questo cerchio, con lo sguardo portato all’infinito al di là della tela, l’osservatore, interagendo, può vedere una luce che inonda il dipinto, luce metafora dell’illuminazione). La punta luminosa può rappresentare un raggio di luce che collega la dimensione terrena con l’ultraterrena o il conosciuto col trascendente o che indica una direzione di elevazione. Immergendoci in questo dipinto plurispaziale che, andando oltre la razionalità, ci porta all’assurdo della coesistenza indifferenziata e contaminata di tutti i particolari differenziati e, rivolgendo lo sguardo al cerchio inserito nel simbolo di infinito si può individuare una piramide, intesa dagli antichi Egizi per richiamare la luce come guida per i morti, e portando lo sguardo all’infinito, metafora della Fonte originaria comune, l’indifferenziato e il differenziato, il divino e l’umano si fondono, il tutto si fonde in un chiarore luminoso che riversa luce nei nostri occhi e conduce all’estasi. Il concetto di infinito già inserito nel 2001 nel dipinto “Umano e Divino” è stato ripreso in vari dipinti di cui riportiamo due esempi

L’infinito del dipinto Umano e Divino non è più soltanto potenziale, algebrico e che attende di essere ingravidato dal concetto, ma è il concetto che diviene flessibile e si piega in una nuova versione, in un nuovo racconto, ispirato dall’assoluta novità e unicità espressa dal quadro, è l’infinito del racconto in cui non è più possibile separare, in uno sterile dualismo, l’immagine dal racconto e dalla parola (fonte Lodari). Il segno grafico di infinito (vedasi il quotidiano La Stampa del 22 dicembre 2008) è stato ripreso in considerazione da Pistoletto che vi inserisce un cerchio gravido con l’intento di far percepire il potenziale umano nascosto e l’energia che rinasce nonostante le disastrose apparenze del mondo fenomenico, un infinito cioè ingravidato dal concetto. Pistoletto vorrebbe conciliare in un terzo paradiso il primo, quello naturale, col secondo, quello artificiale. Pistoletto

5


CORRENTI DERIVATE “Plurispazialismo Astratto”, “Pluritempospazialismo”, “Plurigeometricalgebricospazialismo”, Purazionepluritempospazialismo Ispirandosi al dipinto “Umano e Divino”, Castelli ha creato le correnti “Plurispazialismo Astratto” e “Pluritempospazialismo” che introduce il tempo/spazio.

“PLURISPAZIALISMO ASTRATTO” L’altamente spirituale dipinto plurispaziale “Umano e Divino” del 2001, facendo percorrere in modo concreto un cammino simile a quello che lo Spiritualismo aveva indicato verso l’Astrattismo, ha portato a inizio 2015 alla nascita del Plurispazialismo Astratto col dipinto “Astrazioni da stati cromatici sovrapposti” (olio su tela 50x50) che inaugura la corrente plurispaziale astratta. Nel dipinto “Astrazioni da stati cromatici sovrapposti” la simbologia svanisce e prevale un gioco plurale di colori e di visioni cromatiche sovrapposte e la natura plurispaziale si manifesta nell’apparizione di diversi stati cromatici che si trovano sovrapposti nel dipinto stesso e che l’osservatore può determinare spostando sulla tela il suo sguardo portato all’infinito al di là della tela. L’osservatore può, interagendo, fare collassare, similmente alla visione quantistica, il dipinto in vari stati astratti di colore. Infatti se si porta lo sguardo, volto all’infinito, posizionandolo superiormente alla parte più elevata dell’appena accennato segno di infinito, il segno si oscura in una oscurità tenebrosa; se invece lo si dirige verso la parte superiore dell’appena accennato segno di infinito brillano il verde speranza e il celeste, se ci si riferisce alla parte circolare verde prevale un ambiente celeste che si diffonde con brillantezza, se si dirige lo sguardo sotto il segno di infinito un rosso fiammeggiante invade la vista del fruitore del dipinto e centrando lo sguardo volto all’infinito sull’appena accennato simbolo del divino, sorreggente il segno di infinito e in continuità duale, il dipinto si acquieta in sfumature serene di colore. La natura plurispaziale di questo dipinto si manifesta nell’apparizione di diversi stati cromatici che si trovano sovrapposti nel dipinto stesso e che l’osservatore può determinare spostando sulla tela il suo sguardo portato al di là della tela all’infinito. Questo dipinto è stato esposto anche nella sede del Guatemala in concomitanza con la Biennale di Venezia 2017 e una stampa autenticata si trova al Museo di Stato Vernadsky a Mosca.

6


OPERE PITTORICHE TEMATICHE percorso tematico base di partenza per una proposta culturale, educativa e di rispetto e valorizzazione di ciascuna persona e per una via per la pace e la sicurezza temi:

“Umanesimo trascendentale” “Coscienza del sé e del connesso non sé” “Amore comprensivo e disinteressato”

TEMA

“Umanesimo trascendentale”

serie di opere che, rifacendosi anche ai miti, evidenziano la capacità umana di dare ordine al caos e di sviscerare, nel rispetto del Trascendente, il trascendentale che può apparire irraggiungibile e dare scacco alla ragione

“Umano e Divino” del 2001 (olio su tela 60x60): illustra la tensione e il cammino degli esseri umani verso la Trascendenza, supportati da conoscenza consapevole e con aperture all’alterità (il dipinto è stato sopracitato e analizzato in modo più approfondito)

“Apollo e Dafne” (olio su tela 50x70) : tratta gli istinti primordiali e il loro inquadramento in un contesto indicante la necessità di sentimenti elevati per un armonioso rapporto

“Pigmalione” (olio su tela 60x70) : tratta l’asservimento alle proprie creazioni materiali e il suo superamento

9


VIA PER LA PACE E LA SICUREZZA che inizia col percorso tematico sopraillustrato che riassumiamo “Umanesimo trascendentale” con opere che, rifacendosi anche ai miti, evidenziano la capacità umana di dare ordine al caos e di sviscerare, nel rispetto del trascendente, il trascendentale che può apparire irraggiungibile e dare scacco alla ragione (di esse riportiamo “Ulisse”), “Coscienza del sé e del connesso non sé” con opere artistiche ispirate anche a scritti famosi che portano ad atteggiamenti consapevoli e responsabili (di esse riportiamo “Siddharta”) e “Amore comprensivo e disinteressato” che ricordano anche vite emblematiche che aprono all’altro con condivisione e con la conversazione (di esse riportiamo “Marie e Pierre Curie”); l’insieme delle suddette opere plurispaziali costituisce un’unica opera.

Ulisse

Siddharta

Marie e Pierre Curie

Il sopraccitato percorso tematico culturale e di valorizzazione e rigenerazione umana, evidenziante paradigmi basilari per formulare una via per la pace e la sicurezza, sfocia nel dipinto “Evoluzione: dal Matriarcato e dal Patriarcato all’era della persona (“Personarcato”) e oltre” (olio su tela 60x100). Il dipinto auspica l’avvento dell’era della persona che l’autore dell’opera ha denominato “Personarcato”, era in cui ciascuna persona viene valorizzata con i propri talenti nel rispetto della dignità e delle differenze, era in cui pensieri, sentimenti e linguaggi possono liberamente irradiarsi e possono essere superate classificazioni e catalogazioni labili nel tempo e anche discriminazioni sessuali, era di pace, sicurezza e vera libertà. Il dipinto indica sullo sfondo la presenza di futuri umanoidi messaggeri della civiltà umana nell’immensità di un universo poco adatto alla normale vita degli esseri umani, vita che si svolge su un piccolo pianeta da salvaguardare. Col Personarcato si supera il Matriarcato vigente ove il gruppo era gestito dalle donne, in quanto gli uomini andavano a caccia rischiando di non tornare, e il Patriarcato sorto con la stanzialità legata alla coltivazione e al conseguente possesso della terra; per dirimere le dispute nacquero le leggi e gli uomini più forti fisicamente prevalsero sulle donne. Il possesso, portato agli estremi, porta alle guerre e ai femminicidi senza il rispetto delle persone. Col Personarcato le persone sono rispettate, intoccabili nelle dignità e valorizzate con i loro talenti e differenze per cui, come detto al Festival della Filosofia di Modena, non dovrebbero più esserci violenze e uccisioni di persone, guerre e femminicidi. Personarcato, era i cui valori sono tutelati da un competente e imparziale Ente Terzo riconoscuto nella sua autorità. Evoluzione: dal Matriarcato e dal Patriarcato all’era della persona (“Personarcato”) e oltre

16


NOVITTICO “LA VITA” Cercando di rappresentare contestualmente i mondi razionali ed emotivi, spirituali e materiali, è nato nel 2019 il dipinto “Il gioco delle perle di vetro” (Secondo titolo: “Conscio e Inconscio ”) (olio su tela 51x82). Il dipinto si rifà all’omonimo romanzo di Hermann Hesse e rappresenta due mondi: quello più intellettuale e più spirituale e quello più radicato alla materialità e più passionale; mondi che si interconnettono, si influenzano e che viviamo con differenti personali vibrazioni e intensità. In essi siamo immersi e a essi partecipiamo con pensieri - che cercano interrogazioni, interpretazioni correlanti, risoluzioni teoriche e pratiche - e con sensazioni, pulsioni, emozioni, desideri e speranze. Mondi che sviluppiamo e facciamo prosperare su una realtà a noi esterna ed interna, realtà che ci influenza a livello conscio e inconscio suscitando certezze e paure, silenzi e urla, interrogazioni estese anche sulla vita e sulla morte e che cerchiamo di controllare e dominare.

1 2 3 4 5 6 7 L’opera novittica, creata da Gian Luigi Castelli nel 2019 e 2020, è composta da 9 tele tra cui 7 dipinti dei quali il secondo e il sesto illustrano i “traumatici“ passaggi della nascita e della morte, i centrali: terzo, quarto e quinto il fluire veloce della vita terrena nei suoi periodi della giovinezza, della maturità e dell’anzianità che passano in fretta e il primo e il settimo rappresentano ipotesi su origine e fine vita da inserire in un contesto ancora da scrivere e che lascia spazio a tante interpretazioni. I sette dipinti si trovano tra due tele circolari completamente bianche nelle quali si possono inserire rispettivamente i dipinti interpretativi 1 e 7 , le tele circolari bianche significano che nella ricerca per capire l’origine e la fine della vita si posssono scrivere tante ipotesi, in tal modo anche tali tele non elaborate e non dipinte prendono un significato e diventano opere d’arte.

“La vita” Dipinto 1 ”…..e fu” (olio su tela 6ox6o) Brilla qualcosa di energetico vitale per ciascun terreste, brilla al centro del bianco dipinto un punto color oro, simboleggiante un inizio e metaforicamente collegabile alle ricorrenti interpretazioni del big bang e del big crunch.

21


INSTALLAZIONI INTERATTIVE Per far partecipare attivamente il fruitore nelle installazioni, di fronte a vari dipinti plurispaziali sono stati posizionati quaderni su un tavolino, invitando il fruitore a scrivere le emozioni, i giudizi, le idee, i racconti e i pensieri che gli suscitavano i dipinti. Tali installazioni fanno parte della serie “Fabbrica”. Fanno parte di tale serie le

installazioni denominate “Fabbrica di emozioni”, “Fabbrica di giudizi”, “Fabbrica di idee” , “Fabbrica di racconti” e “Fabbrica di pensieri” (di quest’ultima serie riportiamo quella relativa al dipinto “Socrate”). È stata realizzata anche una istallazione che ne racchiudeva quattro (Riportiamo quella relativa al dipinto ”Demian” che è stata poi inserita, arricchendola, in una composita installazione riportata nel precedente capitolo “Una via per la pace e la sicurezza” Si è riscontrato che molte persone hanno scritto emozioni e giudizi, poche hanno espresso idee e pochissime hanno inventato racconti, indice del tipo di società in cui viviamo. I fruitori potevano anche leggere gli scritti di altre persone arricchendo il dipinto e se stessi. Tali installazioni avviano una fattiva, disinteressata conversazione democratica che va oltre il dialogo e il dibattito fermi su posizioni foriere di scontro. Esse stimolano un atteggiamento di serena apertura e fanno capire il valore del contributo altrui per uno sviluppo democratico partecipato e pacifico, nell’ambito di un rinnovato umanesimo. Esse assumono quindi connotazioni sociali ed etiche. Per una maggior partecipazione attiva del fruitore è stata realizzata l’installazione “Reale riflessione virtuale ovvero reale, riflessione e virtuale con o senza altro” sul cui palcoscenico i vari fruitori possono interagire tra loro fisicamente e intellettualmente nel reale, nel riflesso e nel virtuale (virtuale realizzato proiettando le loro immagini su uno schermo semiriflettente), uscire dai propri gusci di incomunicabilità e creare inedite performances individuali e collettive. Tale installazione fa pertanto un passo avanti rispetto agli specchi di Pistoletto.

26


Nota critica del critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi ( del 2014)

32


Nota critica del critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi ( del 2018)

33


Nota del critico dell’arte Paolo Levi

34


Nota del critico dell’arte Dino Marasà Sulla pubblicazione da collezione del periodico Effetto Arte curati dal critico d’arte Paolo Levi E-mail attuale glcastelli99@gmail.com

37


INDICE ARTE PLURISPAZIALE E SUO INQUADRAMENTO STORICO

pag. 1

LA SPIRITUALITA’ DEL PLURISPAZIALISMO

pag. 5

CORRENTI DERIVATE

pag. 6

PLURISPAZIALISMO ASTRATTO PLURITEMPOSPAZIALISMO PLURIGEOMETRICALGEBRICOSPAZIALISMO PURAZIONEPLURITEMPOSPAZIALISMO

pag. 6 pag. 7 pag. 8 pag. 8

CUCITURA DI TELE OMAGGIANDO FONTANA

pag. 8

OPERE PITTORICHE TEMATICHE

pag. 9

UNA VIA PER LA PACE E LA SICUREZZA

pag. 15

APPELLO ALLA PACE

pag. 20

NOVITTICO LA VITA

pag. 21

OPERAZIONI DIGITALI

pag. 24

FOTOGRAFIE

pag. 24

VIDEO SONORI

pag. 25

INSTALLAZIONI INTERATTIVE

pag. 26

APPENDICE

pag. 28

. ALCUNE NOTE CRITICHE DI SGARBI, LEVI, CORDERO, VAN ROY DALÌ, MARASÀ . STRALCI DA ENCICLOPEDIE . OPERE DEL PERIODO SURREALE/METAFISICO . OMAGGI A GRANDI MAESTRI . OPERE COERENTI ALLA SITUAZIONE DEL 2024 . INCONTRO CON FUSIONE TRA ARTE FIGURATIVA E POESIA . ALTRE OPERE . SOGNANDO LA PACE . OSSERVANDO LE MENTALITÀ INTRISE DELLA LOGICA DELLO SCONTRO

pag. 28 pag. 38 pag. 49 pag. 50 pag. 51 pag. 52 pag. 53 pag. 54 pag. 54


ISBN: 9791282018265 edizione 2026 Studio Byblos Editore Stampato a Maggio 2026 a Palermo - Sicily


Gian Luigi Castelli, si è laureato in ingegneria con tesi su una applicazione della fisica quan!s!ca, ha frequentato un corso di marke!ng con tesi su nuovi prodo$ ed è stato allievo del pi"ore spazialista Mario Matera. Castelli, dopo essersi esercitato con dipin! futuris! e surreali-metafisici e con omaggi a importan!i maestri per imparare tecniche e il tocco d’ar!sta, sulla base della propria formazione umanis!ca e scien!fica quan!s!ca ha creato il Plurispazialismo alla fine del 1999. Frequenta il fes!val di filosofia di Modena e seminari di psicoanalisi, !ene presso l’Università della Terza Età un corso quadriennale sull’evoluzione partendo dall’origine del nostro universo fino alle teorie sulla coscienza e aveva organizzato e tenuto con docen! di fisica e psicoanalisi un corso olis!co vertente su arte, fisica e psicoanalisi. È stato presente in circa 165 mostre: all’estero ad Arles, Barcellona, Berlino, Bruxelles, Budapest, Dublino, Figueres, Hollywood, Istambul, Lacoste, Londra, Montecarlo, Mosca, New York, Parigi, Pechino, San Pietroburgo, Schanghai, Tokyo, Washington. Ha esposto qua"ro volte alle Biennali di Venezia.

La rivista “Corriere dell’Arte” ha illustrato l’evoluzione dell’arte di Castelli con mol! ar!coli significa!vi Sito www.plurispazialismo.com

Edizione 2026

EURO 30,00


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
PLURISPAZIALISMO anche Arte Racconto Corren! derivate e inquadramento storico by studiobyblos - Issuu