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Note legali Esonero da responsabilità per contributi di autori esterni: gli articoli di autori esterni pubblicati in STARGET sono stati valutati sistematicamente e selezionati attentamente dall’editore di STARGET (l’Institut Straumann AG di Basilea). Questi articoli rispecchiano in ogni caso l’opinione dei rispettivi autori e pertanto non corrispondono necessariamente all’opinione dell’editore. Inoltre, l’editore non fornisce alcuna garanzia per la completezza o la precisione e la correttezza degli articoli di autori esterni pubblicati in STARGET. Le informazioni riportate in particolare nelle descrizioni cliniche dei casi non possono sostituire la valutazione odontoiatrica nel singolo caso individuale da parte di specialisti debitamente qualifi cati. L’eventuale orientamento in merito agli articoli pubblicati in STARGET rientra quindi nell’ambito di responsabilità dell’odontoiatra. Gli articoli pubblicati in STARGET sono tutelati dal diritto d’autore e non possono essere riutilizzati interamente o parzialmente senza l’esplicita autorizzazione dell’editore o del rispettivo autore. I nomi di aziende e marche di terzi eventualmente menzionati possono essere anche marchi registrati o protetti in altro modo, salvo diversa indicazione. La mancanza di una simile indicazione non deve quindi essere interpretata come possibilità di utilizzare liberamente un nome di questo tipo.
Disponibilità dei prodotti Determinati prodotti e servizi menzionati in questa edizione di STARGET potrebbero non essere ancora disponibili o esserlo solo in determinati paesi. In caso di dubbi, si prega di rivolgersi al partner Straumann locale per ricevere informazioni sulla disponibilità dei prodotti (vedere gli indirizzi delle fi liali Straumann sull’ultima pagina).
Straumann: un nome di valore
Marco Gadola CEO
Gentile Lettore
Con l’introduzione del primo impianto monofase nel lontano 1974, la nostra azienda si dimostrò all’avanguardia già ai tempi dei pionieri dell’implantologia. Grazie a progressi nella ricerca, basata su evidenze scientifiche, a requisiti qualitativi che non scendono a compromessi, al continuo perfezionamento, alla costante ottimizzazione e semplificazione di prodotti, strumenti e protocolli, abbiamo contribuito in modo decisivo con lo Straumann® Dental Implant System all’affermarsi in tutto il mondo di questa disciplina dell’odontoiatria.
A oggi sono 11 milioni gli impianti Straumann inseriti nel mondo. Odontoiatri e implantologi di tutte le parti del mondo, che, come noi, non accettano per i loro pazienti compromessi in termini di qualità e sicurezza, preferiscono i nostri prodotti. Per questi clienti la qualità di vita dei loro pazienti è centrale e sono convinti in prima persona che Straumann fornisca i giusti prodotti e soluzioni.
Per questa edizione di STARGET abbiamo chiesto ad una selezione internazionale di implantologi quali siano i criteri che determinano la loro scelta di un sistema implantare. In estrema sintesi: i nostri clienti sanno che il nome Straumann è legato a valori sicuri. Questi valori generano fiducia, che si trasmette anche ai pazienti. Importante è anche la certezza di avere un partner dalla lunga tradizione, che anche in futuro sosterrà come continuo innovatore il lavoro quotidiano dei professionisti dentali di tutto il mondo e quindi continuerà a far progredire l’implantologia nella ricerca e nella pratica.
Vi auguro una buona e coinvolgente lettura.
Cordialmente,
Marco Gadola
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La qualità in implantologia
Quali valori sono importanti per i clinici orientati alla qualità nella scelta dei fornitori di impianti e materiali, quali caratteristiche di un sistema fanno la differenza, e cosa si aspettano gli implantologi di successo da un fabbricante di fascia alta e dal suo portfolio di prodotti di alta qualità? Intervista con gli specialisti Dr. med. Martina Hartstock, Dr. Jörg Kälber e Friedrich Eiche.
Strumenti e protocolli
Il feedback e i pareri dei nostri clienti hanno sempre avuto per Straumann un ruolo importante nello sviluppo dei prodotti. Questo motivo ci ha spinto a condurre una serie di interviste ad esperti di implantologia dentale di tutto il mondo, per saperne di più sulla loro esperienza con gli strumenti e i protocolli chirurgici Straumann nella pratica odontoiatrica quotidiana.
MembraGel® Case Book
Nel 2010 Straumann ha presentato MembraGel®, che viene considerata una delle innovazioni più importanti nella rigenerazione ossea guidata. Il nuovo MembraGel® Case Book riassume le conoscenze attuali sull’applicazione di Straumann® MembraGel® nelle procedure di GBR. I nostri specialisti hanno raccolto per ciascuna indicazione istruzioni specifiche passo per passo e report di casi presentati da rinomati clinici.
Indice
Focus
Rapporti di casi clinici
Straumann® MembraGel®
DWOS
Simply Doing More
Eventi
5 I principi di un’implantologia orientata
alla qualità
10 Strumenti e protocolli chirurgici
Straumann
18 Steffen A. Wolf (NNC)
22 Mario Kirste (MembraGel®/BoneCeramic®)
25 Mario Roccuzzo (MembraGel®)
28 Guido Rhemrev (Emdogain®)
32 GBR casebook: un compendio delle conoscenze pratiche avanzate
34 Intervista con Vincent Fehmer
36 Richiami alla letteratura
42 I ADR/Straumann Award in Medicina Parodontale Rigenerativa
44 EAO 2013 in Dublino, Irlanda
45 1st international Symposium CCDE in Berna, Svizzera
International Team
48 Premio alla ricerca André Schroeder 2013 for Implantology
49 Avvisi dell’ITI
50 Eventi ITI mondiali
Punto chiave
Il fondamento di un’implantologia orientata alla qualità
Quali criteri adottano gli implantologi orientati alla qualità nello scegliere fornitori e materiale, quali sono le caratteristiche di un sistema che fanno la differenza? Tre chirurghi a colloquio con la dott.ssa Aneta Pecanov Schröder, dentista e giornalista, illustrano le aspettative di implantologi affermati nei confronti di un fornitore premium e del relativo portafoglio prodotti: la specializzanda in chirurgia orale e maxillo-facciale dott.ssa Martina Hartstock (clinica dott. dott. Achim Herrmann & Colleghi, Starnberg/Germania) e i dentisti specializzati in chirurgia orale, il dott. Jörg Kälber e Friedrich Eiche (studio dott. dott. Eiche & Colleghi, Stoccarda/Germania).
Qualità, ricerca accademica e dati concreti
“Per me è sempre stato fondamentale utilizzare un sistema implantare basato su dati concreti per un successo sul lungo termine, il che dovrebbe includere anche gli ulteriori sviluppi”, sottolinea Jörg Kälber, che in quanto membro dell’International Team for Implantology (ITI) è molto legato alla ricerca e agli insegnamenti di questa associazione accademica. “Sotto questo aspetto occorre fare in modo che il rischio per il paziente in termini di fallimento dell’impianto sia mantenuto al minimo”, aggiunge l’esperto, che ha tra l’altro al suo attivo numerose esperienze con diversi sistemi d’impianto in qualità di aiuto primario nella clinica di chirurgia orale e maxillo-facciale presso il Katharinenhospital di Stoccarda (direttore sanitario: prof. dott. Weingart). I criteri rilevanti nella scelta di un fornitore premium con cui collaborare nel settore dell’implantologia sono qualità, ricerca accademica e disponibilità di dati.
Deve essere garantita la durata nel tempo Nello studio del dott. Eiche & Colleghi si utilizzano in totale sei diversi sistemi d’impianto “Per poter soddisfare le richieste dei colleghi di riferimento”. “Fondamentalmente” dice Friedrich Eiche “Per il nostro team è importante adottare un sistema d’impianto i cui pezzi di ricambio, con ogni probabilità, saranno disponibili anche fra 30 o
40 anni anche se gli impianti in questione non vengono più fabbricati.” In tal modo si risolverebbero facilmente eventuali complicazioni meccaniche, come l’allentamento della componente secondaria.
“In futuro avremo sempre più spesso pazienti ai quali va sostituita la protesi sui vecchi impianti osteointegrati. In questi casi per trovare la soluzione adatta occorrono un approccio a lungo termine e una certa flessibilità.”
Martina
Hartstock
Anche la dott.ssa Martina Hartstock, specializzanda in chirurgia orale e maxillo-facciale, apprezza l’affidabilità del fornitore per quanto riguarda il materiale fuori produzione: in linea di massima, i provider di impianti protesici dovrebbero essere in grado di fornire componenti e relativi strumenti per impianti posizionati in situ di fabbricazione non più recente. A conti fatti, estrarre gli impianti osteointegrati perché non è più possibile garantire l’assistenza non rappresenta una soluzione. Secondo le previsioni della dott.ssa in chirurgia di Starnberg “In futuro avremo sempre più spesso pazienti ai quali va sostituita la protesi sui vecchi impianti osteointegrati. In questi casi per trovare soluzioni adatte occorrono un approccio a lungo termine e una certa flessibilità.”
Servizio e assistenza al cliente
In situazioni del genere lo studio medico si rende conto di quanto sia importante l’assistenza mirata con un servizio e supporto competenti da parte del provider di impianti. Kälber e Eiche sono assolutamente convinti che gli agenti siano parte integrante della struttura di distribuzione di un provider orientato alla qualità. Ma gli implantologi non apprezzano l’affidabilità dei nostri agenti solo nelle situazioni tecnicamente complesse: “Beneficiamo di questo sostegno anche durante i nostri convegni di aggiornamento professionale.” Hartstock: “Proprio di recente
7 Foto a fronte (da destra a sinistra): Friedrich Eiche e Dr. Jörg Kälber con collega (Studio odontoiatrico Dr. Dr. Eiche e Colleghi di Stoccarda/Germania)
Dott.ssa Martina Hartstock
Dopo gli studi di medicina e odontoiatria è specializzanda in chirurgia orale e maxillo-facciale presso la clinica del dott. dott. Achim Herrmann a Starnberg, in Germania. Le sue aree di interesse sono le strategie chirurgiche e protesiche nella pratica, le situazioni implantari complesse e le tecniche innovative nella gestione dei tessuti molli.
abbiamo organizzato un corso di perfezionamento per i colleghi di riferimento, e in quell’occasione l’azienda Straumann è sempre stata al nostro fianco con competenza.”
Quanto detto finora è “Uno dei motivi principali che ci spingono oggi ad utilizzare in clinica soprattutto impianti premium”. Come per i colleghi di Stoccarda, anche per la dott.ssa Hartstock è molto importante che il fornitore tenga conto degli sviluppi scientifici nel perfezionare i sistemi d’impianto e che “Questi siano resi facilmente accessibili anche a noi dentisti, ad es. nel corso di Expert Meeting”. In aggiunta al lavoro pratico, Hartstock conferma le elevate aspettative sia verso se stessa che verso gli esiti del trattamento svolgendo anche attività nel campo della formazione; per questo espone a un pubblico qualificato questioni scientifiche e tesi proprie orientate alla pratica. “È una cosa che facciamo regolarmente anche in team, cerchiamo di aggiornarci costantemente sugli ultimi sviluppi scientifici.
Uno scambio costante nel team favorisce la qualità del trattamento Uno dei vantaggi di lavorare con un team orientato alla qualità è quello di potere discutere in ogni momento i casi dei pazienti “Allo scopo di elaborare per loro una programmazione terapeutica ottimale” (Kälber, Eiche). Infatti “Lo scambio costante favorisce una analisi critica delle singole opzioni di trattamento e ne aumenta il livello qualitativo” precisa Hartstock. Inoltre, tanti membri del team riescono a rispondere con molta più flessibilità ai desideri e alle esigenze dei pazienti. Eiche: “Questo è evidente ad esempio nell’assistenza post-trattamento: oltre ai normali appuntamenti di controllo, per i nostri pazienti nella fase post-operativa siamo sempre reperibili, ogni giorno, 24 ore su 24.” Nello studio suddividiamo i compiti a seconda della specializzazione e dei punti di forza. Eiche: “I nostri pazienti traggono vantaggio da questa costellazione.”
Orientamento al paziente
Il nostro motto è quello di realizzare al meglio la richiesta del paziente e di informarlo in modo esaustivo sui possibili approcci terapeutici e sulla riabilitazione implantare. Questo concetto pratico prende vita e si applica fruttuosamente alla routine quotidiana quando il team funziona bene e se il materiale implantare si adatta a un approccio terapeutico che mira al successo a lungo termine. Anche i pazienti desiderano che la terapia sia sicura, basata su esiti prevedibili. Eiche aggiunge una nota critica: “I pazienti ci dicono spesso di non volere un impianto di qualità scadente: nella loro ottica, infatti, il costo del sistema impiantare riveste un ruolo secondario.” Kälber: “Gli aspetti come
Foto a fronte (da destra a sinistra): Dr. med. Martina Hartstock, Dr. Dr. Achim Herrmann e Dr. Johannes von der Gathen (Studio odontoiatrico Dr. Dr. Achim Herrmann e Colleghi di Starnberg/Germania) 3
Dott. Jörg Kälber
Dopo gli studi di odontoiatria si è specializzato in chirurgia orale presso il reparto di chirurgia orale e maxillo-facciale presso il Katharinenhospital di Stoccarda, in Germania, di cui è stato per diversi anni direttore sanitario prima di passare allo studio del dott. dott. Eiche & Colleghi. Membro dell’International Team for Implantology (ITI).
la qualità e la durata dei materiali utilizzati sono significativi.” Nella prassi, per il successo a lungo termine di una riabilitazione protesica dell’impianto è importante tra l’altro utilizzare le componenti originali del fornitore: è questa l’iniziativa “Pro-Original” a favore di cui si schiera l’azienda Straumann. Hartstock: “A lungo termine tutti gli interessati ne traggono vantaggio.”
“Siamo convinti che un agente sia parte integrante della struttura di distribuzione di un provider orientato alla qualità” Jörg Kälber e Friedrich Eiche
Straumann® Dental Implant System: i vantaggi
Cosa convince i chirurghi Hartstock, Eiche e Kälber a impiegare regolarmente le soluzioni di Straumann® Dental Implantat System (SDIS), che comprende vari tipi di impianti a livello di tessuto molle e osseo? Kälber: “Da un lato, oltre alla qualità mi interessano le solide basi scientifiche secondo cui lavora l’azienda, che si riflettono nei prodotti.” Un esempio attuale: la società ha pubblicato i nuovi risultati di un ampio studio clinico a lungo termine condotto dall’Università di Berna sulla sopravvivenza e il successo degli impianti. Lo studio, guidato dal prof. dott. Daniel Buser, ha valutato i risultati a 10 anni relativi a 511 impianti Straumann® Soft Tissue Level con superficie SLA® su 303 pazienti.
Questo studio, uno dei primi di ampia portata realizzati su un arco temporale di 10 anni, descrive l’esito del trattamento di pazienti con un impianto dentale di questo tipo ancora disponibile sul mercato. Secondo l’azienda, l’impianto dentale Straumann® Soft Tissue Level con superficie SLA® è tra quelli meglio documentati. Si sa che il design dell’impianto Soft Tissue Level facilita il trattamento dei tessuti molli e può essere impiegato nel corso di un solo intervento chirurgico, evitando così una seconda procedura. Il tipico design “a tulipano” del collo dell’ impianto consente una gestione integrata dei tessuti molli.
I vantaggi dimostrati da studi a lungo termine si riflettono nella prassi, in quanto “Un concetto tanto semplice e ben applicabile è importante per molti colleghi di riferimento e anche per molti pazienti” afferma Hartstock e aggiunge: “Oltre a ciò, la connessione protesica è facilmente accessibile.” In aggiunta agli impianti a livello di tessuti molli, Hartstock e i suoi colleghi, il dott. dott. Achim Herrmann e il dott. Johannes von Gathen, impiegano anche soluzioni a livello osseo. Nel caso dell’impianto a livello osseo, il chirurgo deve definire il profilo d’emergenza, che in un certo qual modo può essere visto come “più difficile”. Hartstock: “Ma per quanto mi riguarda trovo affascinante la gestione dei tessuti molli”.
Un kit chirurgico per tutti gli impianti
Non è realistico pretendere di avere una soluzione perfetta per tutte le indicazioni con un unico tipo di impianto. “Secondo le conoscenze attuali e in considerazione delle possibilità estetiche” spiega Kälber “preferirei un sistema implantare bicomponente a livello osseo nella zona degli incisivi con ‘Platform switching’ e utilizzerei ad esempio l’impianto Straumann® Bone Level”. Indipendentemente dalla linea implantare scelta tra le quattro disponibili nell’ambito di SDIS, è possibile impiegare tutti gli impianti con un unico kit chirurgico utilizzando una procedura chirurgica molto simile. Kälber fa notare che la semplificazione della logistica e la praticità di un sistema d’impianto costituiscono importanti criteri di scelta; ciò può limitare le possibilità d’errore e di conseguenza diminuire l’incidenza di complicazioni tecniche.
“Dal punto di vista chirurgico, il fatto di poter decidere quale impianto effettivamente utilizzare dopo aver preparato il sito implantare con lo stesso set di punte, è un vantaggio non indifferente.” Jörg Kälber
Gli specialisti in chirurgia orale di Stoccarda spiegano inoltre: “Dal punto di vista chirurgico, il fatto di poter decidere quale impianto effettivamente utilizzare dopo aver preparato il sito implantare con lo stesso set di punte è un vantaggio non indifferente: che si tratti di un classico impianto Straumann® Soft Tissue Level, di un impianto Bone Level, di un impianto in titanio o di una soluzione con l’innovativo materiale Roxolid®, oppure di un impianto in ceramica futuro, basta definirne in anticipo soltanto il diametro.” Eiche aggiunge: “Ciò all’atto pratico dà sicurezza, e a sua volta questa sicurezza viene trasmessa dal chirurgo ai pazienti, generando un’atmosfera nel complesso piacevole e rilassante che è fondamentale durante un intervento chirurgico.”
A quel punto la scelta dell’impianto non è difficile: “Circa nove anni fa ho posizionato a mia madre un impianto in zona premolare, nella mascella superiore” dice Kälber. “In quel caso si trattava di un impianto Straumann® Soft Tissue Level lungo 10 m m, del diametro di 4,1 m m. Sia io che mia madre siamo stati contenti del risultato e lo siamo tuttora.”
Il colloquio con gli specialisti Martina Hartstock, Jörg Kälber e Friedrich Eiche è stato condotto dalla dott. ssa Aneta Pecanov-Schröder, dell’agenzia Dentinform, Bonn/Germania. L’articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla rivista specializzata DENTALE IMPLANTOLOGIE 17, 2 (2013).
Friedrich Eiche
Dopo gli studi di odontoiatria si è perfezionato nel campo della chirurgia orale e maxillo-facciale a Ingolstadt, Germania e presso lo studio del padre e collega dott. dott. Hans Thomas, specialista in chirurgia orale e maxillo-facciale. Da ottobre 2012 è dentista specializzato in chirurgia orale.
Straumannoffre protocolli chirurgici semplici accompagnati da una gamma esaustiva di strumenti altamente funzionali e facili da usare, concepiti per trattare con efficacia anche i casi clinici più critici.
Strumenti e protocolli chirurgici Straumann
Concentrarsi sul paziente
Semplicità, affidabilità e qualità
Sono queste le colonne portanti della filosofia di prodotto che applichiamo nello sviluppo degli strumenti e dei protocolli chirurgici. Ed è per questo che al cuore dello Straumann® Dental Implant System vi è un solo kit di strumenti validi per tutta la gamma di modelli e indicazioni degli impianti. Vogliamo che i nostri clienti possano concentrarsi istintivamente sugli aspetti veramente importanti della chirurgia. Infatti siamo convinti che ogni clinico sia in grado di padroneggiare le fasi procedurali dello Straumann® Dental Implant System in un tempo minimo e che esse possano soddisfare la maggior parte delle indicazioni che si presentano nella pratica odontoiatrica quotidiana.
Ridurre la complessità
Uno dei nostri obiettivi principali è ridurre la complessità e permettere agli operatori di concentrare la propria attenzione sull’aspetto più importante del trattamento: il paziente. In questo modo potranno offrire trattamenti avanzati ed efficaci, mantenendo nel contempo la fiducia nei risultati.
Poiché il feedback e la perspicacia dei nostri clienti sono stati sempre impulsi importanti alla base dello sviluppo dei prodotti Straumann, abbiamo condotto una serie di interviste a implantologi di tutto il mondo, per conoscere più da vicino la loro esperienza quotidiana con gli strumenti e i protocolli chirurgici Straumann. Per saperne di più, vedere le pagine seguenti.
“Ho avuto modo di osservare anche numerosi specializzandi all’università che cercavano di usare il sistema per la prima volta. Normalmente sono necessarie circa 2 – 3 procedure prima di sentirsi sicuri con il kit e il protocollo.” Jordi Gargallo
In tema di strumenti e protocolli chirurgici, cosa è importante per voi, e perché?
Gargallo: Per me è centrale il paziente. Per questo preferisco sempre i protocolli di trattamento e gli strumenti che mi permettono di ottenere risultati eccellenti concentrandomi sul benessere del paziente. Cerco sempre di abbreviare il tempo totale della procedura e di minimizzare il trauma dell’intervento. Lo Straumann® Dental Implant System è coerente, quindi mi dà serenità e la fiducia che il risultato pianificato sarà ottenuto.
Lascoe: Semplicità e facilità di utilizzo. Se un protocollo è semplice e implica solo poche fasi, vi è meno spazio per le complicazioni e tutta la procedura
Jordi Gargallo Albiol, Spagna PhD, MSc, DDS
Direttore del Master program for Oral Surgery and Implantology, Facoltà di Odontoiatria, presso l’Università internazionale di Catalogna (Spagna). Esercita la libera professione a Tarragona e Torredembarra, Spagna, tratta esclusivamente l’implantologia orale, la parodontologia e i restauri estetici. ITI Fellow, relatore e direttore dell’ITI Study Club della sezione di Tarragona.
Le domande degli intervistati sono in ordine alfabetico
diventa più efficiente. Durante l’intervento per me è importante potermi concentrare sul paziente, invece che sul protocollo. Per lo stesso motivo, non ho bisogno di una vasta scelta di strumenti: se coprono tutto il sistema implantare e se posso trattare tutti i tipi di osso, io sono soddisfatto.
“Noi abbiamo notato l’eccellente capacità di taglio delle frese. Si sente una progressione controllata che non richiede pressione durante l’operazione, condizione molto importante per l’integrità ossea.” Masaaki Hojo/Hideaki Katsuyama
Lee: Ho uno studio molto frequentato e inserisco circa 400 impianti al mese, quindi per me e per il mio team i fattori più importanti sono un’eccellente organizzazione, l’efficienza e la predicibilità dei risultati. Il nostro obiettivo è rendere la maggior parte dei nostri processi il più efficienti possibili, il che significa che usiamo solo prodotti di provata funzionalità e con un alto tasso di successo clinico. Ogni membro del mio team è ben addestrato e ha un ruolo o un compito ben definiti nella procedura chirurgica. Questo mi permette di concentrarmi interamente sul paziente e la specificità dell’intervento. Disporre di strumenti e accessori maneggevoli, accompagnati da protocolli semplici, ci aiuta a ridurre i tempi chirurgici, minimizzare il trauma per il paziente e garantire un costante successo del trattamento.
Katsuyama/Hojo: Oggi esiste una grande quantità di prove scientifiche a sostegno della terapia implantare. Noi clinici mettiamo in pratica queste conoscenze e cerchiamo di garantire i migliori risultati possibili. Da un punto di vista pratico dobbiamo spesso operare con precisione submillimetrica per ottenere gli esiti desiderati. In questo caso disporre di strumenti precisi e di alta qualità ci aiuta a trattare in modo efficace anche i casi clinici molto impegnativi.
Zarrine: Non riesco a vedere una procedura chirurgica staccata dall’impianto; per me entrambi devono funzionare come un sistema coerente e integrato. Ritengo quindi che i protocolli chirurgici semplici, combinati con impianti frutto di ricerca intensiva e supportati da solidi dati a lungo termine, siano i fattori cruciali per ottenere risultati clinici eccellenti.
Quali sono stati i principali benefici che avete notato nel vostro primo intervento con il kit chirurgico Straumann®?
Gargallo: Facilità di utilizzo e buona organizzazione, che rendono l’apprendimento più efficace. Dalla fase chirurgica a quella protesica, tutto è concepito per funzionare perfettamente: i componenti ausiliari per la pianificazione, gli impianti, le componenti secondarie di guarigione e quelle provvisorie e definitive. Durante l’intervento ho sempre a portata di mano tutti gli strumenti necessari. Io lavoro con il sistema Straumann da più di 13 anni, ma ho avuto modo di osservare anche numerosi specializzandi all’università che cercavano di usare il sistema per la prima volta. Normalmente sono necessarie circa 2 – 3 procedure prima di sentirsi sicuri con il kit e il protocollo.
Lascoe: Mi è piaciuto il fatto che si tratta di un solo kit, facile da usare e con una gamma molto agile di strumenti valida per tutti i tipi di impianti. Le frese sono affilate e consentono una progressione verticale rapida ma bilanciata. Ho apprezzato anche la punta arrotondata delle frese a spirale finali, che assomiglia alla punta dell’impianto. L’estensione a V della punta è molto ridotta, una caratteristica molto utile quando devo lavorare vicino a nervi e vasi sanguigni.
Katsuyama/Hojo: Noi abbiamo notato l’eccellente capacità di taglio delle frese. Si sente una progressione controllata che non richiede pressione durante l’operazione, condizione molto importante per l’integrità ossea. La disposizione della cassetta, con la sua codifica a colori che corrisponde
al flusso di lavoro, rende più facile seguire il protocollo. Siamo ovviamente consci che la capacità di eseguire trattamenti chirurgici complessi dipende soprattutto dalle abilità tecniche e dall’esperienza dell’operatore, ma l’uso di strumenti della massima qualità come questi permette di raggiungere nuovi e più elevati livelli tecnici anche agli operatori esperti.
Zarrine: L’eccellente potenza di taglio e la perfetta centratura delle frese rendono la preparazione osteotomica estremamente precisa ed efficiente. La tacche chiaramente visibili sugli strumenti sono molto utili quando si lavora con lo spray. Più di tutto mi ha sorpreso il fatto che c’era solo un’unica cassetta chirurgica. Per chi era abituato a usare dei kit separati, è una piacevole sorpresa vedere quanto si semplificano gli interventi quando c’è un solo kit. Negli interventi chirurgici a volte è necessario cambiare i piani all’ultimo minuto. Cosa succede allora se gli strumenti giusti non sono disponibili? Anche la mia organizzazione è migliorata, soprattutto se devo fare diversi interventi chirurgici nella stessa giornata. Se si usa un sistema con diversi kit, è necessario avere due kit per ogni tipo, per essere sicuri di non compromettere un trattamento perché il kit necessario è in autoclave!
“Per le procedure e gli strumenti chirurgici, io chiedo alta precisione ed elevata efficienza di taglio, oltre a standard di prestazioni costantemente ad alto livello. E questo è il punto dove Straumann soddisfa perfettamente le mie esigenze.” Ronald Lascoe
Siete odontoiatri con molti anni di esperienza pratica in implantologia; secondo voi, nel vostro lavoro dove fanno la differenza le procedure chirurgiche Straumann?
Gargallo: A me piace la coerenza e l’alto livello di standardizzazione delle procedure chirurgiche Straumann. Tutti i tipi di impianti richiedono fasi operative simili, il che mi dà flessibilità nell’inserimento dell’impianto. Le frese garantiscono un taglio preciso e una buona visione della profondità di foratura. Quando uso lo Straumann® Dental Implant System sento veramente che tutti gli strumenti sono stati concepiti per lavorare come sistema e semplificare l’intervento chirurgico.
Lascoe: Per le procedure e gli strumenti chirurgici, io chiedo alta precisione ed elevata efficienza di taglio, oltre a standard di prestazioni costantemente ad
Masaaki Hojo, Giappone DDS
Esercita la libera professione a Yokohama, Giappone. ITI Fellow e ITI speaker. Direttore dell’ITI Study Club MM.
Prof. Hideaki Katsuyama, Giappone DDS, PhD
Professore al Centro di Patologia Orale, Fukuoka Dental Collage, Giappone. Membro del consiglio direttivo ITI. Education Delegate della sezione ITI Giappone.
alto livello. E questo è il punto dove Straumann soddisfa perfettamente le mie esigenze. Gli strumenti sono semplici da usare, funzionano per i diversi tipi di impianto e consentono un alto grado di efficienza, perché gli stessi strumenti si usano per quasi tutte le procedure.
Lee: Da un punto di vista operativo, io apprezzo la buona standardizzazione dei protocolli chirurgici Straumann e il fatto che possano essere applicati in modo intuitivo da un operatore esperto. Il flusso di lavoro chirurgico è semplice, perché il concetto per la preparazione del letto implantare è simile per tutti i tipi di impianto che fanno parte del sistema. Nonostante ciò, il protocollo è abbastanza flessibile da coprire tutte le classi ossee, quindi non ho bisogno di strumenti dedicati per l’osso duro o l’osso tenero. Inoltre gli strumenti sono contenuti in una cassetta unica: ciò significa che durante l’intervento ho la massima flessibilità e posso cambiare da un tipo di impianto ad un altro utilizzando lo stesso set. Infine la semplicità del protocollo mi ha permesso di ottimizzare costantemente i miei tempi operatori, aiutandomi a portare a termine con successo circa 60’000 interventi implantari nell’arco di 20 anni di pratica dell’implantologia dentale.
“Oggi Straumann e il suo partner di collaborazione Dental Wings forniscono una soluzione completa che comprende gonyX®, coDiagnostiX® e strumenti appositamente concepiti per la Chirurgia Guidata. Ora stiamo integrando attivamente queste procedure nella nostra pratica ed esplorando le nuove possibilità che la Chirurgia Guidata offre per i protocolli impegnativi.” Masaaki Hojo/Hideaki Katsuyama
Katsuyama/Hojo: In passato dovevamo ricorrere alla nostra abilità ed esperienza per superare specifiche lacune degli strumenti chirurgici. Ora, con gli strumenti e le procedure Straumann possiamo affrontare in modo efficiente anche casi chirurgici complessi. L’intero sistema è congegnato molto bene: strumenti di alta precisione che fanno da complemento a protocolli chirurgici molto semplici. Questo approccio ci permette di eseguire trattamenti chirurgici impegnativi in modo accurato e sicuro, aumentando il livello della nostra esperienza professionale.
Zarrine: Io apprezzo soprattutto il fatto che il protocollo Straumann è comprensibile, con fasi molto simili per tutti i tipi di impianto: nella pratica quotidiana
questa facilità d’uso fa risparmiare tempo prezioso. La logica della procedura e la sequenza di frese con la codifica a colori sono facili da seguire e questo mi dà serenità nei casi chirurgici complessi.
Cosa vi interessa particolarmente nelle procedure chirurgiche?
Gargallo: A me interessa passare a strumenti e materiali che garantiscano risultati clinici costanti e prevedibili, dimostrati da evidenze scientifiche. Questo comprende ad esempio una preferenza per la superficie Straumann® SLActive, che mira ad offrire ai miei pazienti risultati terapeutici eccellenti anche nei casi più difficili.
“Semplicità e facilità di utilizzo sono importanti. Se un protocollo è semplice e implica solo poche fasi, vi è meno spazio per le complicazioni e tutta la procedura diventa più efficiente. Durante l’intervento per me è importante potermi concentrare sul paziente, invece che sul protocollo.” Ronald Lascoe
Lascoe: A me piacerebbe scoprire se c’è ancora spazio per un’ottimizzazione dei protocolli. La soluzione ideale per me sarebbe restringere la gamma delle frese, abbreviare ulteriormente la sequenza di foratura e rendere le fasi chirurgiche il più possibile simili tra loro a prescindere dal tipo di impianto.
Katsuyama/Hojo: Le moderne tecnologie come la Guided Surgery consentono una precisa pianificazione digitale delle procedure chirurgiche. In passato tuttavia la mancanza di strumenti dedicati causava difficoltà al momento di mettere in pratica tali piani. Oggi Straumann e il suo partner di collaborazione Dental Wings forniscono una soluzione completa che comprende gonyX®, coDiagnostiX® e strumenti appositamente concepiti per Guided Surgery. Ora stiamo integrando attivamente queste procedure nella nostra pratica ed esplorando le nuove possibilità che la Guided Surgery offre per i protocolli impegnativi.
Lee: Penso che il disegno della fresa sia molto importante, in particolare nei casi in cui devo lavorare molto vicino a nervi alveolari, vasi sanguigni e seni o se devo procedere con estrema cautela e precisione quando ogni mezzo millimetro diventa importante. Poiché la punta della fresa a spirale finale Straumann assomiglia molto al profilo della punta dell’impianto, la fresa ha un fattore V molto ridotto. Questa forma a “punta piatta” e l’alta precisione
Ronald J. Lascoe, USA DMD
Laureato presso l’Università di Pennsylvania, Scuola di medicina dentale, Philadelphia. Odontoiatra interno presso l’ospedale Veteran’s Administration Hospital a West Los Angeles, California nel 1984 – 1985. Ha insegnato presso la UCLA School of Dentistry nel 1983 – 1985 ed è stato primario di parodontologia presso l’ospedale Rancho Los Amigos di Downey nel 1986 – 1990. Esercita la libera professione a Burbank, California.
Laureato in odontoiatria alla National Dental School dell’Università di Seoul nel 1982. Libera professione a Dae-Gu City (Corea del Sud) dal 1988. Il suo campo di interesse principale è l’implantologia nei casi di edentulia singola. Autore di numerosi libri di implantologia orale.
della geometria di taglio della fresa mi danno sicurezza quando lavoro vicino a strutture anatomiche vitali. Allo stesso tempo le frese garantiscono un buon taglio e una buona stabilità, consentendomi di progredire in modo efficace, anche in osso duro.
Zarrine: Io ho una forte esperienza con l’impianto immediato e la chiavetta di ritegno è un vero vantaggio dello Straumann® Dental Implant System nei casi con poco osso e bassa stabilità primaria, perché mi permette di tenere l’impianto in posizione con sicurezza mentre rimuovo l’ausiliare di trasferimento.
“La semplicità del protocollo mi ha permesso di ottimizzare costantemente i miei tempi operatori, aiutandomi a portare a termine con successo circa 60’000 interventi implantari nell’arco di 20 anni di pratica dell’implantologia dentale.” Jae-Yoon Lee
Consigliereste il flusso di lavoro e la strumentazione Straumann ai vostri colleghi, e in tal caso quali caratteristiche mettereste in evidenza?
Gargallo: Motivazioni fondamentali sono che lo Straumann® Dental Implant System è semplice da usare sia dal punto di vista chirurgico che da quello protesico, ed è anche altamente prevedibile in termini di stabilità a lungo termine dei tessuti duri e molli periimplantari. È anche un sistema che presenta una ripida curva di apprendimento; i protocolli semplici completati dalla navigazione nella cassetta facilitata dalla codifica a colori rendono anche il primo intervento facilmente gestibile.
Lascoe: Io metterei in evidenza la facilità d’uso, il giusto numero di strumenti, i componenti ausiliari per la pianificazione molto pratici e l’eccellente qualità delle frese. Credo che tutti questi vantaggi siano fattori rilevanti per qualsiasi studio, se si vuole aumentare l’efficienza operativa.
Lee: Avendo eseguito migliaia di interventi implantari negli ultimi due decenni, ho avuto modo di provare diversi sistemi. Un giorno ho scelto lo Straumann® Dental Implant System, e da allora non mi sono mai pentito. Il sistema funziona bene nell’uso pratico e ha fornito alla mia clinica alte percentuali di successo a lungo termine. Se qualcuno adesso mi chiedesse perché uso solo Straumann, risponderei: la continua stabilità ossea anche in vecchi casi trat-
Jae-Yoon Lee, Repubblica di Corea DDS
tati diversi anni fa. Per quanto riguarda il lato tecnico, poiché i protocolli chirurgici sono flessibili, sono in grado di superare le difficoltà intraoperatorie non appena insorgono, cioè sono libero di modificare i miei piani nel corso di un intervento. letto impiantarePer esempio posso fare una preparazione di base del letto implantare per il livello tessuti, ma poi se è necessario posso cambiare in livello osseo e rettificare e maschiare di conseguenza. Apprezzo l’impegno di Straumann per il concetto di un “kit chirurgico unico”, perché semplifica la complessità clinica in termini di uso e sterilizzazione degli strumenti, oltre a darmi serenità, perché so che la prossima generazione di prodotti e flussi di lavoro continuerà ad essere compatibile con lo stesso concetto.
Katsuyama/Hojo: Noi metteremmo in rilievo la flessibilità del sistema, perché fornisce strumenti costantemente standardizzati per l’inserimento implantare sia guidato che standard. Inoltre il portfolio Straumann® Guided Surgery fornisce soluzioni avanzate per i chirurghi più esperti che desiderano affrontare casi di interventi complessi o difficili. Questo fa dello Straumann® Dental Implant System un sistema esaustivo di strumenti, che offre a operatori con diversi livelli di esperienza un portfolio eccellente.
“I protocolli chirurgici semplici, combinati con impianti frutto di ricerca intensiva e supportati da solidi dati a lungo termine, sono i fattori cruciali per ottenere risultati clinici eccellenti.” Sepehr Zarrine
Zarrine: L’intero sistema è concepito molto bene: è avanzato, eppure semplice ed efficiente da usare. Si pianifica l’intervento, si decide quale impianto inserire e poi si segue semplicemente il percorso codificato a colori del protocollo e ci si concentra sul trattamento: il kit ha tutto il necessario, è ergonomico, logico e semplice. A volte devo trattare casi parecchio difficili e situazioni cliniche quali una quantità d’osso insufficiente, l’inserimento immediato o il carico precoce. Le innovative superfici implantari e i materiali forniti da Straumann mi aiutano a vincere queste sfide, ampliano i miei orizzonti professionali e garantiscono ai miei pazienti un trattamento eccellente. Poiché le tecnologie diventano sempre più sofisticate, apprezzo anche l’impegno continuo dell’azienda per fornire soluzioni innovative e facili da usare, che mi permettano di affrontare con efficienza tutti i tipi di situazione clinica.
Sepehr Zarrine, Francia DDS
Studio privato specializzato in implantologia a Saint Dié, Francia. European Master’s Degree in Implantologia orale e Innesto osseo. Diploma universitario in Chirurgia maxillofacciale. Docente in corsi della sezione ITI francese. Autore di pubblicazioni scientifiche di implantologia orale.
Implante Straumann® Standard Plus Narrow Neck CrossFit® (NNC)
Ponte nel settore anteriore dell’arcata superiore
Steffen Wolf, Germania
Situazione iniziale
Una paziente di 67 anni si presentava al nostro studio per una visita implantare. L’anamnesi rivelava alcune condizioni specifiche, in particolare un’allergia ai metalli dentali. In quel momento il restauro protesico nell’area da riabilitare consisteva in una protesi combinata con insufficienti corone fisse nel settore anteriore e parte rimovibile con attacco “monoreducer”. Venivano rilevati un significativo allentamento dei denti pilastro anteriori, con perni e monconi in canali radicolari otturati in modo incongruo che si erano già allentati diverse volte, in conseguenza probabilmente dell’effetto leva esercitato dal monoreducer (Fig. 1). Per una riabilitazione conservativa si prevedeva una prognosi estremamente scarsa. Nel corso della visita la paziente esprimeva la sua preferenza per una soluzione implantare. La paziente specificava anche un limite di spesa.
Procedura
Pianificazione del trattamento. Per una valutazione ottimale delle condizioni iniziali e per la conseguente pianificazione del trattamento, dopo aver valutato la situazione clinica veniva preferita una diagnosi con radiografia panoramica e una valutazione intraoperatoria del sito implantare (Fig. 2), che avrebbe potuto includere un rialzo di tipo mini-invasivo. La pianificazione operatoria comprendeva l’avulsione dei denti non conservabili e l’inserimento immediato di un impianto Straumann® Bone Level nella regione anteriore. Due impianti dovevano essere inseriti nella regione premolare. Se l’osso orizzontale nel sito fosse risultato compromesso, era stato pianificato di espandere l’osso con la tecnica “bone spreading” e di usare due impianti Straumann® Standard Plus Narrow Neck CrossFit (NNC) realizzati in materiale Roxolid®. La
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riabilitazione protesica doveva soddisfare i requisiti di una protesi dentale anallergica. La realizzazione del manufatto era prevista nel laboratorio odontotecnico interno allo studio con il sistema Straumann Cares.
Procedura chirurgica. Per problemi di vasocostrizione veniva somministrato anestetico locale non contenente adrenalina, con una successiva iniezione nel corso dell’intervento. L’estrazione degli incisivi centrale e laterale sinistri non presentava complicazioni. Veniva praticata un’incisione crestale centrale, con ridotta denudazione dell’osso crestale e senza incisioni di scarico. La prevista riduzione dell’osso orizzontale diveniva allora visibile chiaramente e come metodo di elezione veniva eseguita la procedura di bone spreading e venivano inseriti due impianti NNC (Fig. 3). Il sito di inserimento nella regione dei due premolari sinistri veniva preparato raschiando
manualmente l’osso fino a creare un piano osseo uniforme. I frammenti di osso autologo ricavati in questo modo venivano utilizzati poi per l’aumento nella zona dell’incisivo centrale sinistro.
Dopo l’accurata preparazione del letto implantare mediante bone spreading (Fig. 4) e delle cavità implantari, l’osso preparato veniva esaminato meticolosamente con una sonda e calibri del set di strumenti chirurgici Straumann. Due impianti NNC venivano quindi inseriti nelle strutture ossee controllate intatte (Fig. 5). L’impianto NNC 3.3/14/SLActive® veniva inserito nella regione del primo premolare, la cappetta di guarigione NNC da 3 mm veniva usata sia per la chiusura dell’impianto che per il condizionamento dei tessuti molli. Si decideva di usare l’impianto NNC 3.3/12 NNC/SLActive® e la stessa vite di guarigione da 3 mm per la regione del secondo premolare. Dopo
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aver completato questa fase, si procedeva con l’impianto nell’alveolo dell’incisivo centrale. Veniva quindi eseguito un impianto immediato con fixture Straumann bone level di dimensioni 4.1/10 e vite di chiusura RC da 0,5 mm. Le pareti alveolari non erano danneggiate e l’impianto aveva stabilità primaria. Poiché dalla levigatura della cresta del mascellare nella regione premolare era stata ricavata una quantità sufficiente di frammenti di osso autologo, questi venivano usati come riempitivo per l’aumento alveolare.
La distanza tra il corpo dell’impianto e la parete alveolare che richiedeva aumento era di 1 – 2 m m. L’aumento era verticale, con leggera sovrapposizione per il platform switching a livello della spalla dell’impianto. Il trattamento alveolare dell’incisivo laterale veniva effettuato con matrice di collagene. La chiusura con sutura nella zona dell’impianto anteriore consentiva una copertura completa dell’area dell’aumento e la vite di chiusura era esposta solo in minima parte circa 3 m m sotto i tessuti molli
mucogengivali. La chiusura dei tessuti molli sulla vite di guarigione NNC consentiva la guarigione transgengivale dell’impianto (Fig. 6). Gli strumenti ausiliari consentivano una agevole valutazione tattile intraoperatoria dei vari serraggi (Fig. 7). Per valutare nel postoperatorio il successo del trattamento, in particolare per quanto riguarda un’adeguata copertura ossea periimplantare, veniva eseguita una tomografia volumetrica digitale di controllo. Il risultato confermava che non erano necessari ulteriori interventi di aumento (Fig. 8). Prima dell’intervento era stata eseguita profilassi antibiotica per endocardite; per il dolore postoperatorio veniva somministrato alla paziente per un giorno anche un antidolorifico.
Riabilitazione protesica. Dopo l’integrazione di un provvisorio e un tempo di guarigione trascorso senza complicanze, veniva modellata l’architettura gengivale nella zona degli anteriori. Per facilitare l’uso continuativo del
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provvisorio durante il graduale processo di condizionamento dei tessuti molli, il nostro laboratorio odontotecnico preparava in modo individuale con resina polimerica nella zona del profilo gengivale e accorciava una componente secondaria temporanea RC (Fig. 9 – 11). L’impronta per la componente secondaria individuale dell’incisivo veniva presa con un pilastro per impronta individuale utilizzando una vite di guarigione e un pilastro per impronta RC. Gli impianti NNC venivano incorporati nell’impronta (Fig. 12) con i pilastri per impronta NNC preconfezionati. In considerazione dell’allergia della paziente e dell’aspetto estetico, sulle componenti secondarie in titanio (Fig. 13) si decideva di usare un ponte con struttura in zirconia e rivestimento estetico in ceramica (Fig. 14, 15). Le componenti secondarie in titanio e il ponte in zirconia venivano progettati in modo virtuale nel nostro laboratorio odontotecnico con una procedura CADCAM e l’uso dello scanner Straumann CS2, quindi la struttura veniva realizzata dal centro di fresatura Straumann di Lipsia. A causa della distanza interocclusale, si decideva di usare una superficie occlusale anatomica in zirconia, che poteva essere progettata in maniera ottimale con il software Straumann® CARES®. In considerazione dell’aspetto estetico, il rivestimento estetico personalizzato era per la maggior parte nella regione vestibolare (Fig. 16, 17). Il controllo radiografico postoperatorio confermava il corretto posizionamento dei componenti protesici (Fig. 18)
Conclusioni
La paziente è estremamente soddisfatta sia del risultato che del rapporto costi-benefici. Un adeguato disegno del profilo di emergenza, le componenti secondarie in titano e il ponte in zirconia soddisfano perfettamente i requisiti estetici nelle aree visibili. Nel caso di successiva perdita del secondo molare, la paziente desidera una riabilitazione protesica della conseguente situazione di edentulia distale. Come qui dimostrato, nel caso di osso compromesso, tenendo conto della zona estetica e utilizzando elementi realizzati con tecnologia CADCAM in diversi materiali, l’uso di impianti NNC può portare a risultati molto positivi.
Steffen A. Wolf Dr. med. dent., M.Sc. (DGI)
Laureato in Odontoiatria nel 2000 presso la Clinica di chirurgia orale e maxillofacciale dell’Università di Berlino diretta dal Prof. B. Hoffmeister. Dal 2000 esercita la libera professione nel suo studio privato di Halberstadt (Germania). Nel 2010 ha conseguito il titolo di Master of Science in Oral Implantology.
David Szymanska ODT/laboratorio dello studio odontoiatrico
Straumann® BoneCeramic / Straumann® MembraGel®
Trattamento di una deiscenza intorno a un impianto
Mario Kirste, Germania
Descrizione del caso
Il paziente (di sesso femminile, 59 anni, non fumatrice, in buone condizioni di salute generali) presentava una pulpite purulenta al dente # 46.
Poiché il trattamento endodontico non aveva migliorato i sintomi, si decideva di estrarre il dente # 46 e di inserire un impianto contestualmente a una procedura di rigenerazione ossea guidata con approccio di guarigione sommersa dopo guarigione del sito.
Il difetto osseo dopo l’estrazione del dente nel sito # 46 era evidente sia all’esame radiografico che visivo (Figure 1 – 3)
Procedura chirurgica
Pianificazione del trattamento. Preoperatoriamente venivano somministrati antibiotici (Penicillina, 1,5 mg). L’intervento veniva eseguito in anestesia locale (3,4 m L Articaina + Epinefrina). In aggiunta veniva praticata anestesia intraossea (Anesto, W&H).
Si procedeva con incisione orizzontale centrocrestale e con un’incisione di scarico verticale che si estendeva fino a comprendere 1 dente nel versante mesiale della regione # 46, facendo molta attenzione a scollare adeguatamente il lembo in tutte le direzioni. Per migliorare l’accesso al sito implantare, il lembo linguale veniva leggermente scollato di circa 3 m m, (Figure 4). L’impianto (Straumann® Standard Plus ∅ 4,8 WN, 10 m m) veniva inserito in base al protocollo standard. Dopo aver inserito l’impianto, si
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presentava un lieve difetto osseo alveolare di tipo deiscenza di circa 4 m m. Venivano creati piccoli punti di sanguinamento nello strato corticale del sito di aumento per migliorare la capacità di guarigione dell’osso (Figure 5)
La superficie implantare veniva aumentata inizialmente con uno strato di osso autologo prelevato attentamente durante l’attenta preparazione del letto implantare, e successivamente con Straumann® BoneCeramic™, leggermente reidratato prima dell’utilizzo con sangue prelevato dal sito del difetto.
Durante la procedura di aumento si evitava l’overbuilding (Figure 6, 7). Per ottimizzare l’attacco di Straumann® MembraGel® al sito ricevente, l’osso ospite e il materiale per innesto venivano asciugati con una garza sterile immediatamente prima dell’applicazione. Si applicava
Straumann® MembraGel® sul sito del difetto in uno strato sottile, estendendola intorno al materiale sostitutivo osseo per 1 – 1,5 m m in tutte le dimensioni. Per evitare di coprire interamente la testa dell’impianto con Straumann® MembraGel® sul versante crestale, si riduceva attentamente la superficie della membrana con un bisturi affilato (Figure 8, 9)
Il rilascio del lembo per permettere la chiusura della ferita “tension-free” si otteneva mediante incisione periostale di rilascio. Si tentava la guarigione con l’impianto in posizione sommersa dopo chiusura “tension-free” del lembo mucoperiostale scollato. La ferita veniva chiusa con suture interrotte (Gore-Tex® 0 – 5 RT16, Figure 10).
Postoperatorio. Il paziente veniva istruito a sciacquare 3 – 5 volte al giorno con CHX (0,1 %). Per il dolore post-chi-
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rurgico venivano prescritti analgesici da assumere al bisogno. In aggiunta venivano prescritti antibiotici per 5 giorni (Penicillina 1,5 Mega, 3 volte/die). I punti di sutura venivano tolti 14 giorni dopo la procedura implantare.
Il periodo di guarigione complessivo non presentava eventi di rilievo. All’epoca dell’inserimento della cappetta di guarigione 6 mesi dopo l’intervento, l’esame clinico e radiografico evidenziava condizioni dei tessuti duri e molli stabili (Figure 11 – 14). Il restauro finale con corona interamente in ceramica veniva completato 6 mesi più tardi (Figure 15, 16). Il paziente presentava un profilo vestibolare completamente ristabilito.
3 Riferimenti scientifici: vedere www.straumann.com/stargetref
Studio odontoiatrico privato specializzato in chirurgia orale e implantologia a Francoforte sull’Oder, Germania. Relatore/docente in corsi di implantologia, chirurgia rigenerativa e gestione dell’osso. Ricerche cliniche e scientifiche su metodiche di aumento, dispositivi piezochirurgici e dispositivi di anestesia intraossea. Autore di articoli clinici in riviste nazionali. Autore di un manuale sull’iniezione intraossea. Membro di: DGI, ITI (Fellow).
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Mario Kirste DDS, M.SC.
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Preservazione dell’alveolo postestrattivo in un sito compromesso…
Mario Roccuzzo, Italia
Descrizione del caso
Il paziente (m, 45) si presentava al mio studio con grave parodontite, evidente da una profonda tasca parodontale di 8 mm, con 3 mm di recessione, pus visibile attraverso la mucosa sul lato buccale e coinvolgimento delle forcazioni (Fig. 1). Le sue condizioni generali di salute erano buone. L’OPG mostrava la situazione non recuperabile del dente 26 (Fig. 2). Il piano di trattamento proposto prevedeva un’estrazione delicata del 26 seguita da una contestuale preservazione dell’alveolo con un approccio senza lembo, l’inserimento di un impianto a due fasi nell’alveolo rigenerato e un restauro fisso in metalloceramica sul 26 come soluzione protesica definitiva. L’obiettivo di questo approccio terapeutico favorevole al paziente era di preservare le condizioni dei tessuti molli e di prevenire il riassorbimento osseo nell’area posteriore, per evitare la
necessità di una procedura di rialzo del seno al momento dell’inserimento dell’impianto.
Procedura chirurgica
Pianificazione del trattamento. Preoperatoriamente venivano somministrati antibiotici (Augmentin 1 g) e analgesici (Ibuprofen 600 mg). L’intervento chirurgico veniva eseguito in anestesia locale. Il dente veniva estratto con cautela; la rimozione del tessuto di granulazione veniva ottenuta mediante curettage (Fig. 3). La parete vestibolare era parzialmente mancante e si poteva identificare una significativa deiscenza ossea. Prima della procedura di innesto osseo, l’epitelio intorno al bordo dell’alveolo veniva eliminato con una lama 15c e l’alveolo estrattivo veniva sciacquato a fondo con soluzione salina sterile. Il difetto veniva riempito omogeneamente con materiale da
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innesto fino ai margini ossei mesiali e distali (Fig. 4) e poi inumidito con soluzione fisiologica sterile. Prima dell’applicazione della membrana, la fisiologica in eccesso veniva asportata con una garza sterile. Si applicava Straumann® MembraGel per coprire completamente il sostituto osseo in tutte le dimensioni. Particolare cura veniva prestata per non riempire eccessivamente l’alveolo e rimanere leggermente al di sotto del margine crestale del tessuto molle per facilitare la successiva granulazione tissutale.
Dopo la presa, la Straumann® MembraGel veniva tenuta in posizione praticando una sutura a croce esterna modificata (Vicryl, 5-0). Durante la sutura (Fig. 5) si prestava attenzione a non rompere la membrana.
Trattamento postoperatorio. Il paziente veniva istruito a sciacquare tre volte al giorno con una soluzione disinfettante di CHX allo 0,2 % (1 minuto) per un periodo di 3 settimane. Per il dolore post-chirurgico venivano prescritti analgesici
(Ibuprofen 600 mg al bisogno). Inoltre venivano prescritti antibiotici per i 6 giorni successivi (Augmentin 1 g la sera dell’intervento, due volte al dì per i 5 giorni successivi).
Il paziente veniva rivisto dopo 10 giorni per la rimozione della sutura (Fig. 6) e poi settimanalmente nel primo mese per monitorare il processo di guarigione (Fig. 7). La chiusura completa della ferita veniva rilevata circa 5 – 6 settimane dopo l’intervento (Fig. 8). Il processo di guarigione complessivo non presentava eventi di rilievo. Al momento del rientro chirurgico e dell’inserimento dell’impianto, 4,4 mesi dopo il trattamento dell’alveolo post-estrattivo, il paziente presentava condizioni gengivali sane (Fig. 9). Dopo la preparazione del lembo, si trovava un osso alveolare ben rigenerato, con volume sufficientemente preservato (Fig. 10). Pertanto l’impianto (Straumann® Standard Plus ∅ 4,8 WN) poteva essere posizionato senza alcuna ulteriore procedura di aumento (Fig. 11). La qualità dell’osso presente al
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momento dell’inserimento implantare consentiva un posizionamento stabile, come indicato da un valore Osstel di 70 (Fig. 12). Pertanto la componente secondaria poteva essere posizionata già dopo 4 settimane (Fig. 13, 14). Il restauro finale con una corona singola in metalloceramica sul 26 veniva inserito 12 mesi dopo l’intervento di preservazione dell’alveolo (Fig. 15). La valutazione clinica e radiologica in quel momento rivelava condizioni ossee e dei tessuti molli sane, con un profilo di emergenza completamente ristabilito (Fig. 16)
Conclusione
Grazie all’applicazione liquida, Straumann® MembraGel rappresenta un metodo molto pratico per sigillare un alveolo estrattivo innestato in una procedura senza lembo. Nel caso presentato, Straumann® MembraGel ha portato ad una guarigione post-chirurgica dei tessuti molli senza eventi di rilievo e allo stesso tempo ha protetto sufficientemente l’innesto osseo. Pertanto al momento del posizionamento dell’impianto, il paziente presentava osso sufficientemente preservato e condizioni dei tessuti molli che non richiedevano un’ulteriore procedura di aumento di tessuti molli o duri.
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Mario Roccuzzo Medico dentista
Professore a contratto in Parodontologia presso l’Università di Siena. Studio odontoiatrico privato specializzato in parodontologia e implantologia a Torino. Vasta attività di ricerca nel campo della chirurgia mucogengivale, della rigenerazione ossea, dei protocolli di carico degli impianti e dell’implantologia in pazienti parodontalmente compromessi. Socio attivo della Società Italiana di Parodontologia (SIdP) e Fellow dell’ITI.
Voglio esprimere la mia gratitudine a Franceso Cataldi per la fabbricazione della corona.
Osstell ISQ è un marchio registrato di Osstell AB, Svezia.
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Straumann® Emdogain
Il trattamento di deiscenze ossee buccali
Guido Rhemrev, Paesi Bassi
Situazione iniziale
Una paziente di 41 anni sana (ASA I), non fumatrice, veniva inviata alla nostra osservazione per il trattamento di una grave infezione parodontale localizzata al primo premolare inferiore (Fig. 1, 2). Un normale trattamento di igiene orale eseguito prima dell’invio non aveva migliorato la situazione clinica. Durante la visita parodontale (Fig. 3, 4) veniva confermata una tasca molto profonda (10 m m) con infiammazione e suppurazione vestibolare all’elemento 44. L’esame parodontale generale mostrava negli altri denti alcune infiammazioni di lieve entità con qualche tasca poco profonda. Si notavano un frenulo vicino al 44 e traumi da spazzolamento. L’esame radiografico non riscontrava alcuna anomalia. Lo stato deIl’igie-
ne orale era ad un livello accettabile. Non veniva riferita nessuna lesione pregressa. La paziente lamentava qualche lieve sensazione dolorosa nell’anno precedente alla visita.
Pianificazione del trattamento. Tutti i denti del quarto quadrante reagivano positivamente ad una prova del freddo. Una completa terapia parodontale iniziale con debridement sopra e sotto-gengivale veniva evitata per non aggravare la perdita di attacco parodontale e le recessioni gengivali. Si decideva pertanto di eseguire un lembo diagnostico per mezzo di (micro)chirurgia plastica con preservazione della papilla, al fine di valutare le condizioni cliniche del quarto quadrante. Una procedura
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Piano di trattamento
rigenerativa sarebbe stata possibile come seconda fase durante l’intervento chirurgico. Prima dell’intervento venivano date istruzioni di igiene orale e veniva pianificato un esteso programma di cura postoperatoria per i primi 6 mesi successivi. Agli igienisti dentali venivano date istruzioni di astenersi da qualsiasi curettaggio o sondaggio sottogengivale nel corso di questo periodo.
Procedura chirurgica e rilievi clinici. Veniva preparato un lembo diagnostico con due incisioni di rilascio (Fig. 5)
Mediante una microlama venivano praticate incisioni intrasulculari nell’area degli elementi 43, 44 e 45. Il tessuto gengivale della papilla interprossimale veniva inciso con cautela e separato dalla gengiva prossimale. Il lembo buccale veniva sollevato completamente per permettere l’e-
same clinico della deiscenza ossea e dei tessuti circostanti. Per coincidenza veniva esposta una seconda grave deiscenza ossea buccale del 43. Appariva chiaro che i denti 43 e 44 erano posizionati fuori dall’involucro geneticamente determinato e per questo avevano perso la maggior parte della loro parete alveolare vestibolare. La superficie radicolare nell’area apicale del 44 mostrava piccole zone di deterioramento, che spiegavano possibili episodi di riassorbimento della radice. Una diagnosi secondaria poteva essere trovata in un trauma iatrogeno conseguente a strumentazione sottogengivale. Non erano visibili residui di tartaro. Un innesto libero di tessuto connettivo di spessore di 1,5 – 2 mm veniva prelevato usando una modifica della tecnica
Single-Incision descritta da Weng e Hürzeler* (Fig. 6 – 11)
La superficie radicolare nell’area apicale del 44 veniva stru-
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mentata accuratamente con un dispositivo ad ultrasuoni e piccole frese diamantate. Nessun debridement meccanico veniva eseguito sulla superficie del 43. Entrambe le superfici radicolari venivano condizionate con gel di EDTA al 24 % per 2 minuti, sciacquate copiosamente con soluzione salina sterile e asciugate con il getto d’aria della siringa multifunzioni. Quando l’area trattata era completamente libera da sangue, Straumann® Emdogain veniva applicato sulle superfici radicolari, partendo dal livello osseo più apicale e fino a coprire l’intera superficie (Fig. 12 – 14). L’innesto libero di tessuto connettivo veniva adattato attentamente all’area della ferita e coperto parzialmente con il tessuto molle nell’area del 42 (Fig. 15). Un’incisione di rilascio orizzontale veniva praticata nel periostio alla base del lembo per consentire uno spostamento coronale del lembo privo di tensioni. Successivamente il lembo veniva riposiziona-
to coronalmente sopra l’area dell’innesto e immobilizzato con suture a materassaio verticali modificate (Seralene 6-0) interdentalmente e suture singole (Seralene 7-0) nelle prossimità. Sia il lembo che l’innesto di tessuto connettivo venivano così fissati con sicurezza (Fig. 16)
Risultati clinici. 6 mesi dopo l’intervento chirurgico veniva effettuata una valutazione parodontale (Fig. 17). Le condizioni generali del parodonto erano ulteriormente migliorate durante il programma di cura post-operatoria. Non venivano rilevate tasche parodontali > 3 m m. Erano totalmente assenti tasche profonde vicino agli elementi 44 o 43, e la recessione gengivale vestibolare al 44 era migliorata da 3 a 0. La paziente veniva quindi inserita in un programma di trattamento parodontale di supporto da eseguire ogni 3 mesi nel corso del primo anno.
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Discussione e conclusioni
In questo caso particolare, il trattamento parodontale iniziale non era stato eseguito in considerazione del difetto parodontale localizzato. Da diversi studi pubblicati negli anni ottanta riguardo ai risultati della terapia parodontale iniziale è noto che il debridement sottogengivale nelle tasche poco profonde causa perdita di attacco e recessione gengivale. Nelle aree con tasche profonde infiammate, la terapia iniziale porta qualche guadagno clinico in termini di attacco parodontale e recessione gengivale. Tuttavia la formazione di un nuovo attacco parodontale con fibre parodontali e di nuovo cemento è fortemente messa in discussione. Pertanto il guadagno di attacco dopo la terapia iniziale dovrebbe essere considerato una conseguenza di un epitelio giunzionale lungo. La rigenerazione parodontale di un difetto localizzato diventa più ardua dopo la terapia iniziale, a causa della perdita di tessuto parodontale.
Una diagnosi corretta di un difetto parodontale localizzato è della massima importanza nel processo decisionale durante la pianificazione del trattamento. In nessun caso è indicato un approccio non chirurgico. Per casi specifici, un lembo diagnostico chiarisce la condizione patologica più efficacemente e offre la possibilità di modificare una strategia terapeutica. Nel nostro caso si era deciso di praticare un lembo diagnostico al fine di valutare l’area coinvolta. Il disegno del lembo ci ha permesso di agire direttamente sulla situazione clinica.
Guido Rhemrev
Parodontologo MSc.
Socio di una clinica odontoiatrica specializzata (Kliniek voor Parodontologie, Amsterdam/Paesi Bassi) e istruttore clinico di implantologia orale presso il dipartimento di Parodontologia del centro accademico odontoiatrico di Amsterdam (ACTA, Academic Centre for Dentistry in Amsterdam). Autore di molte pubblicazioni nel campo della parodontologia e dell’implantologia orale. Il suo campo di interesse principale è la (micro)chirurgia plastica parodontale, tema per il quale viene frequentemente richiesto come relatore.
guidorhemrev@kvpa.nl
3 Riferimenti scientifici: vedere www.straumann.com/stargetref
Registro dei casi Straumann® MembraGel
Compendio delle conoscenze pratiche avanzate
Una delle innovazioni più importanti nella GBR
Nel 2010 Straumann ha introdotto Straumann® MembraGel®, una membrana tecnologicamente avanzata che può essere considerata un’innovazione tra le più importanti nella rigenerazione ossea guidata. Il prodotto è progettato per consentire una rigenerazione ossea indisturbata, prerequisito per un esito clinico ed estetico ottimale. Basata su un’innovativa tecnologia che utilizza idrogel in PEG (polietilene glicole), Straumann® MembraGel® si applica in forma liquida, conformandosi sul difetto. Grazie alla sua consistenza simile a gel, l’applicazione risulta facilitata e permette di adattarsi con precisione a vari tipi e dimensioni di difetti ossei. Una volta solidificati i componenti liquidi, l’innesto osseo si stabilizza consentendo la guarigione indisturbata dell’osso. Straumann® MembraGel® crea una barriera efficace all’infiltrazione dei tessuti e va incontro a biodegrazione con il passare del tempo.
Tre fattori chiave importanti da considerare per ottenere il successo clinico
1. Con il nuovo metodo di applicazione di Straumann® MembraGel® gli utenti devono modificare alcune delle loro abitudini chirurgiche in modo da adattarle alla nuova tecnologia. I nuovi utenti devono esercitarsi con questa nuova tecnologia seguendo un approccio graduale, rispettando puntualmente le nuove pratiche in determinati aspetti dell’attività chirurgica.
2. Poiché la procedura chirurgica con Straumann® MembraGel® differisce per quanto riguarda alcune modalità di trattamento dal protocollo convenzionale per una membrana al collagene, è necessario rispettare speciali linee guida chirurgiche valutate dagli educatori Straumann® MembraGel®, per ottimizzare il risultato pratico derivante dall’utilizzo di questo nuovo prodotto.
3. Gli utenti hanno riferito la presenza di una curva di apprendimento con questo prodotto, e consigliano pertanto di iniziare dai casi più semplici, così da riuscire ad
adattarsi ai nuovi requisiti. Un esempio di procedura che aiuta a familiarizzare velocemente con questa nuova tecnologia è l’utilizzo di Straumann® MembraGel® per la preservazione dell’alveolo per sigillare un sito estrattivo sottoposto a procedura di aumento. Questa metodologia è estremamente pratica, poiché MembraGel® può essere applicata in una procedura senza lembo, senza necessità di modellazione o di microsuture estese per sigillare il sito.
La preservazione dell’alveolo per sigillare un sito estrattivo sottoposto a procedura di aumento è un buon punto di partenza per familiarizzare con questa nuova tecnologia
Moderni protocolli di trattamento ottimizzati a cura di medici professionisti per tutte le indicazioni di GBR
Per facilitare la curva di apprendimento, è stato chiesto agli educatori Straumann® MembraGel® che hanno acquisito esperienza clinica con questo nuovo prodotto di elaborare orientamenti specifici per i nuovi clienti che impiegano il prodotto per la prima volta. Con l’aiuto di 15 medici europei e statunitensi, tutti con all’attivo una vasta esperienza nell’utilizzo di Straumann® MembraGel® in tutte le indicazioni GRB standard, si è dato vita a un protocollo specifico guidato per tutte le indicazioni GBR standard. Tale protocollo fornisce orientamenti per le singole modalità necessarie per trattare una determinata situazione chirurgica con Straumann® MembraGel®.
Esperienze concrete fornite da medici esperti
Straumann presenta così il registro dei casi Straumann® MembraGel® GBR, una sintesi delle conoscenze pratiche avanzate sull’utilizzo di Straumann® MembraGel® nelle procedure di GBR. Grazie alle specifiche istruzioni dettagliate e a uno o due casi clinici per ogni indicazione, messi a disposizione dai nostri medici professionisti, il lettore riceverà tutte le informazioni importanti per la riuscita applicazione di Straumann® MembraGel® nelle procedure GBR standard:
p Difetti di tipo deiscenza intorno a impianti dentali con approccio di guarigione sommersa
p Difetti di tipo deiscenza intorno a impianti dentali con approccio di guarigione transgengivale
p Aumento del seno
p Aumento della cresta laterale
p Preservazione dell’alveolo
Disponibilità M aggio 2013; il numero di unità stampate sarà limitato
Formati PDF
Lingue I nglese, tedesco, italiano
Per maggiori informazioni contattare il rappresentante di vendita Straumann locale.
3 Riferimenti scientifici: vedere www.straumann.com/stargetref
“Con DWOS oggi siamo in grado di coprire uno spettro più ampio”
DWOS: la piattaforma software open standard di Dental Wings
DWOS è un’iniziativa di collaborazione tra 3M ESPE, Straumann e Dental Wings. Che aumenta la flessibilità e semplifica i processi per laboratori odontotecnici e studi odontoiatrici. Trattandosi di un sistema aperto, rappresenta una soluzione al crescente problema dei sistemi incompatibili che vincolano gli utenti alla tecnologia di singole aziende. Il campo di applicazione, la qualità e la funzionalità di DWOS rendono questa piattaforma la migliore soluzione per la comunicazione, la progettazione e la collaborazione in odontoiatria. DWOS è disponibile commercialmente come sistema aperto e offre ai laboratori la flessibilità di poter progettare restauri protesici utilizzando dati provenienti da molteplici sistemi e fonti. I restauri possono essere realizzati in proprio o commissionati a centri di fresaggio che offrono elevata precisione e varie opzioni di materiali. www.dwos.com
Sig. Fehmer, che cosa l’ha spinta a scegliere un sistema CAD/CAM in combinazione con la piattaforma DWOS?
Oltre a fare ricerca con le tecniche di produzione convenzionali, il nostro laboratorio odontotecnico presso l’Università di Zurigo negli ultimi anni si è focalizzato fortemente sulle tecniche guidate da computer in odontoiatria e odontotecnica. Al momento ci stiamo concentrando sulle applicazioni di laboratorio. Attualmente vediamo quattro attori principali nel mercato del software di progettazione dentale CAD, e poiché i vari sistemi devono essere acquistati e ammortizzati dall’utilizzatore, riteniamo che come università sia nostro compito metterli a confronto e spiegare a dentisti generici e odontotecnici le differenze tra le funzioni e le indicazioni dei sistemi CAD/CAM. Il fatto che la piattaforma DWOS offra un accesso aperto, cioè che si possa scegliere liberamente il centro di fresaggio per la realizzazione dei propri restauri, permette agli odontotecnici di non essere più vincolati ad uno specifico processo CAM. Anzi, è possibile combinare una quantità di varianti diverse. Questo è il vantaggio principale della piattaforma DWOS in combinazione con i prodotti Straumann. L’utilizzatore di sistemi CAD/CAM che lavorano con il software DWOS ha la possibilità di servirsi di tutte le risorse di un partner industriale come Straumann, ad esempio per quanto riguarda la ricerca sui materiali. Allo stesso tempo l’odontotecnico ha a disposizione anche una quantità di altre opzioni, ad esempio se vengono richiesti materiali specifici, o se vi sono offerte più interessanti.
Come è cambiato il vostro lavoro con l’uso della piattaforma DWOS?
Usare la piattaforma DWOS oggi ci permette di connettere i processi guidati da computer che sono disponibili nel nostro laboratorio con la clinica. In questo modo possiamo coprire uno spettro di possibilità più ampio, sia in termini di scelta di materiali che di miglioramento dell’efficienza del flusso di lavoro.
Quali aspetti la colpiscono di più, e dove vede ancora spazio per un’ottimizzazione?
Il principio su cui si basa la piattaforma DWOS è quello giusto. Ad esempio apprezzo il fatto di poter connettere il software di progettazione implantare coDiagnostix® con il software Straumann® CARES® Visual. Questa combinazione permette al nostro laboratorio di progettare il restauro prima dell’inserimento dell’impianto. Inoltre riteniamo che sia un vantaggio la semplicità Intervista
di registrazione e connessione dei dati digitali intraorali con l’uso di scanner intraorali e la loro successiva elaborazione con CARES®. Io credo anche che sia importante avere la possibilità di affidarsi al flusso di lavoro validato del sistema CARES® e sfruttare la sicurezza di prodotto offerta dalla ditta Straumann. In alternativa posso sempre collaborare con il centro di produzione di mia scelta. Pensando al futuro, secondo me sarebbe importante l’integrazione nella piattaforma DWOS dell’articolazione virtuale. Perché diventerà sempre più importante nel campo della ricostruzione monolitica. I restauri costituiti da materiali monolitici come la vetroceramica, la zirconia integrale, o le ricostruzioni realizzate in materiali sintetici, stanno aumentando in modo ragguardevole. Utilizzando un articolatore virtuale, gli adattamenti di occlusione e funzione possono essere eseguiti in maniera digitale, con il risultato di processi di trattamento considerevolmente più efficienti.
Come hanno reagito i suoi colleghi all’introduzione della piattaforma DWOS?
È molto interessante confrontare le differenze e le preferenze che emergono durante l’addestramento dei colleghi sui vari sistemi. A mio parere la piattaforma DWOS si colloca al centro tra i due estremi “complessità” e “intuitività”. Io credo tuttavia che la cooperazione tra 3M, Straumann e Dental Wings porterà ad ulteriori sinergie nel futuro sviluppo della piattaforma DWOS e di conseguenza ad una maggiore semplicità d’uso per l’utilizzatore.
Quali sono le sue conclusioni generali riguardo alla piattaforma DWOS?
Le interfacce aperte e la flessibilità che ne deriva hanno per me un’importanza fondamentale. Allo stesso tempo apprezzo la possibilità di usare il flusso di lavoro totalmente validato in collaborazione con il centro di produzione Straumann CARES®. A mio parere la precisione dei restauri prodotti con questo flusso di lavoro è eccellente. Una maggiore connessione al software di progettazione implantare sarà cruciale. In questo punto vedo un potenziale considerevole, in particolare per quanto riguarda la collaborazione tra odontoiatra e odontotecnico. Il flusso di lavoro validato offre sicurezza e dà all’odontotecnico una base sicura per realizzare un prodotto che soddisfa le normative sui dispositivi medici, i requisiti scientifici e anche le esigenze del cliente: questa è la mia concezione di modo di lavorare ottimale.
Sig. Fehmer, grazie per l’intervista.
Vincent Fehmer
Odontotecnico. Clinica per corone, ponti, protesi parziali e scienza dei materiali dentali, Centro di Medicina dentaria, Università di Zurigo, Svizzera. Campi di esperienza: restauri fissi e mobili, selezione di materiali da restauro (su impianti e denti naturali), flusso di lavoro digitale CADCAM, dime per chirurgia guidata da computer, restauri mini-invasivi.
Rassegna bibliografica selezionata da riviste di recente pubblicazione
Straumann® Dental Implant System
Buser D, Chappuis V, Bornstein MM, Wittneben J-G, Frei M, Belser UC. Long-term stability of contour augmentation with early implant placement following single tooth extraction in the esthetic zone a prospective, cross-sectional study in 41 patients with a 5- to 9-year follow-up. J Periodontol 2013; [Epub ahead of print]
Questo studio prospettico su 41 pazienti ha documentato i risultati a lungo termine dell’impianto precoce con contemporaneo aumento del profilo crestale. Tutti i pazienti erano stati sottoposti ad avulsione di un singolo dente anteriore dell’arcata superiore e a inserimento di un impianto Straumann (SLA Standard Plus o Tapered Effect) a distanza di 4 – 8 settimane. Tutti gli impianti, protesizzati con corone singole implantosupportate, presentavano stabilità anchilotica e assenza di segni di infezione periimplantare. In tutti gli impianti i tessuti duri e molli periimplantari dimostravano stabilità e i risultati estetici erano soddisfacenti. Il follow-up a 5 – 9 a nni ha confermato che con l’inserimento precoce dell’impianto il rischio di recessione mucosa è basso. Inoltre l’aumento del profilo con rigenerazione ossea guidata (GBR) ha potuto stabilire e mantenere la parete ossea vestibolare nel 95 % dei pazienti. Il concetto di inserimento precoce dell’impianto con contemporanea GBR a distanza di 8 settimane dall’estrazione ha ottenuto risultati estetici positivi, con un basso rischio di recessione della mucosa vestibolare.
Harris D, Höfer S, O’Boyle CA, Sheridan S, Marley J, Benington IC, Clifford T, Houston F, O’Connell B. A comparison of implant-retained mandibular overdentures and conventional dentures on quality of life in edentulous patients: a randomized, prospective, within-subject controlled clinical trial. Clin Oral Implants Res 2013;24(1):96 – 103.
In 122 pazienti edentuli sono stati valutati il grado di soddisfazione della protesi e la qualità di vita utilizzando l’Oral Health Impact Profile-49 (OHIP-49) e un questionario sulla soddisfazione della protesi. I pazienti sono stati valutati dopo aver portato protesi convenzionali per 3 mesi, trascorsi i quali un gruppo ha continuato con tali protesi e un gruppo ha ricevuto overdenture ancorate a impianti Straumann SLA, quindi tutti sono stati rivalutati dopo ulteriori 3 mesi. Dopo i primi 3 mesi sono stati riscontrati significativi miglioramenti del grado di soddisfazione e della qualità di vita. Dopo gli ulteriori 3 mesi, per le protesi convenzionali non sono stati osservati altri miglioramenti, mentre per le overdenture su impianti (IOD) sono stati osservati significativi ulteriori miglioramenti. Le overdenture su impianti accrescono la soddisfazione dei pazienti e la loro qualità di vita in modo significativo al di sopra dei benefici ottenuti con le protesi convenzionali.
Kokovic V, Jung R, Feloutzis A, Vladimir T, Jurisic M, Hämmerle CH. Immediate vs. early loading of SLA implants in the posterior mandible: 5-year results of randomized controlled clinical trial. Clin Oral Implants Res 2012; [Epub ahead of print]
In 12 pazienti con mandibole posteriori edentule, 72 impianti Straumann TE SLA sono stati inseriti e caricati precocemente (gruppo di controllo, 36 impianti) o immediatamente (gruppo test, 36 impianti). La stabilità implantare è stata misurata all’inserimento e a distanza di 6, 12 e 52 settimane, mentre i parametri clinici sono stati registrati dopo 1 e 5 anni. Nelle prime 6 settimane dopo l’inserimento, la stabilità implantare era aumentata significativamente in entrambi i gruppi, senza differenze significative tra i gruppi. La sopravvivenza degli impianti è stata del 100 % i n entrambi i gruppi e non vi sono state differenze significative tra i gruppi riguardo a perdita ossea, indice di sanguinamento e indice di placca. Gli impianti Strau-
mann TE forniscono quindi buona stabilità primaria sia con carico immediato che con carico precoce.
Lai HC, Si MS, Zhuang LF, Shen H, Liu YL, Wismeijer D.
Long-term outcomes of short dental implants supporting single crowns in posterior region: a clinical retrospective study of 5 – 10 years. Clin Oral Implants Res. 2013;24(2):230 – 7.
Questo studio retrospettivo si proponeva la valutazione degli esiti clinici e radiografici a lungo termine di impianti Straumann SLA corti supportanti corone singole nei settori posteriori. I dati clinici e radiografici relativi a 231 impianti corti inseriti in 168 pazienti sono stati raccolti dopo un follow-up di 5 – 10 anni (medio di 7,22 anni). 29 impianti erano lunghi 6 mm e 139 erano lunghi 8 m m. In totale sono falliti 4 impianti e 11 restauri protesici. 1 degli impianti falliti era lungo 6 mm. Il tasso di sopravvivenza cumulativo a 10 anni (5 anni) è stato del 98,3 % (98,7 %) nell’analisi riferita agli impianti e del 97,6 % (98,2 %) nell’analisi riferita ai pazienti. Gli impianti corti inseriti in osso di tipo IV hanno registrato più fallimenti di quelli inseriti in osso di tipo I – I II e hanno presentato un tasso di sopravvivenza del 94,0 %. Il tasso di sopravvivenza a 10 anni dei restauri è stato del 95,2 %. La perdita media di osso marginale tra l’inserimento dell’impianto e il follow-up a 10 anni è stata di 0,63 ± 0,68 m m. La perdita di osso marginale tra il primo e il quinto anno è stata minima (0,05 ± 0,10 m m) e statisticamente non significativa. 18 impianti (il 7,8 %) erano stati esposti a complicanze di natura biologica, mentre 29 impianti (il 12,6 %) erano stati coinvolti in complicanze di natura tecnica. Per gli impianti corti supportanti corone singole si sono potuti ottenere, sia per gli impianti che per i restauri protesici, alti tassi di sopravvivenza a 5 – 10 anni senza grave perdita di osso marginale e senza complicanze. Si può quindi concludere che una corona singola supportata da un impianto corto è una modalità di trattamento predicibile.
Tuttavia gli impianti corti dovrebbero essere impiegati con cautela nei siti ossei di tipo IV.
Schlegel KA, Prechtl C, Möst T, Seidl C, Lutz R, von Wilmowsky C. Osseointegration of SLActive implants in diabetic pigs. Clinical Oral Implants Res 2013;24(2):128 – 134.
Questo studio ha indagato la formazione di osso periimplantare in un modello animale diabetico confrontato con animali sani e ha valutato le differenze di osteointegrazione tra superfici di impianti in titanio convenzionali (SLA) e modificate (SLActive). Nella calvaria di 11 maiali domestici diabetici e 4 maiali domestici sani sono stati inseriti sei impianti ciascuno. A 30 e 90 giorni dal posizionamento sono stati valutati il contatto osso-impianto (BIC) e la densità ossea (BD). Inoltre in entrambi i momenti è stata valutata l’espressione delle proteine della matrice ossea collagene tipo I e osteocalcina utilizzando metodiche di colorazione immunoistochimica. Nel complesso, a 30 e 90 giorni il BIC è risultato ridotto nel gruppo diabetico. Dopo 90 giorni, negli animali diabetici gli impianti SLActive mostravano un BIC significativamente maggiore rispetto a quello degli impianti SLA. La densità ossea BD periimplantare a 30 e 90 giorni era maggiore nel gruppo SLActive sia negli animali sani che in quelli diabetici. L’espressione della proteina collagene tipo I a 30 giorni era maggiore con l’uso di impianti SLA in maiali diabetici. I valori dell’espressione di osteocalcina non erano coerenti. I risultati indicano l’effetto negativo del diabete mellito non trattato sull’osteointegrazione precoce degli impianti dentali. La superficie SLA modificata (SLActive) ha indotto un’osteointegrazione accelerata degli impianti, suggerendo la possibilità di una prognosi più favorevole per il trattamento implantare dei pazienti diabetici. L’uso della superficie idrofila SLActive ha avuto effetti positivi negli animali sani e diabetici. Pertanto questa superficie sembra particolarmente indicata per i pazienti compromessi.
Srinivasan M, Vazquez L, Rieder P, Moraguez O, Bernard JP, Belser UC. Survival rates of short (6 mm) micro-rough surface implants: a review of literature and meta-analysis. Clin Oral Implants Res 2013; [Epub ahead of print]
Gli impianti dentali corti possono costituire un’alternativa adeguata a procedure più complesse nei casi di ridotta altezza dell’osso alveolare, in quanto possono essere utili per evitare strutture anatomiche, aumentare il comfort del paziente e ridurre i tempi di trattamento. È stata effettuata una ricerca nella letteratura di studi comprendenti impianti Straumann da 6 m m a superficie ruvida con un follow-up minimo di 1 anno. Sono state vagliate inizialmente 842 pubblicazioni, 12 delle quali sono state selezionate per la revisione e la valutazione statistica. Gli studi comprendevano un totale di 690 impianti Straumann da 6 mm. Una meta-analisi dei risultati ha indicato che i tassi di sopravvivenza complessivi erano del 94,7 % nella mascella e del 98,6 % nella mandibola e che la grande maggioranza (76 %) degli insuccessi erano fallimenti precoci. I risultati indicano che gli impianti Straumann da 6 m m costituiscono un’opzione terapeutica affidabile. I tassi di sopravvivenza sono ottimi, con sopravvivenza leggermente maggiore nella mandibola, e i fallimenti si verificano prevalentemente in una fase precoce.
Tolentino L, Sukekava F, Seabra M, Lima LA, Garcez-Filho J, Araújo MG. Success and survival rates of narrow diameter implants made of titanium-zirconium alloy in the posterior region of the jaws – results from a 1-year follow-up. Clin Oral Implants Res 2013; [Epub ahead of print]
In 42 pazienti sono stati posizionati nella regione posteriore impianti Straumann Roxolid (gruppo test, 21 impianti) o Straumann in titanio con superficie SLActive (gruppo di controllo, 21 impianti), tutti di piccolo diametro, per supportare corone singole in metalloceramica che sono state adattate agli impianti a distanza di 8 settimane. I parametri clinici, di sopravvivenza e di successo dell’impianto sono
stati valutati dopo 6 settimane e 1 anno. In entrambi i gruppi il tasso di sopravvivenza degli impianti è stato del 95,2 % (in ciascun gruppo è stato necessario rimuovere un impianto dopo 6 settimane a causa di mobilità e radiotrasparenza periimplantare) e il tasso di sopravvivenza dei restauri protesici è stato del 100 %. A 6 settimane la profondità di sondaggio era significativamente inferiore per gli impianti Roxolid, ma dopo 1 anno non vi era nessuna differenza significativa. Analogamente non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi per quanto riguarda mobilità, suppurazione o sanguinamento al sondaggio. Il risultato suggerisce che gli impianti di piccolo diametro in Roxolid o in titanio possono essere indicati per supportare restauri di denti singoli nella regione posteriore del mascellare.
Verket A, Lyngstadaas SP, Rønold HJ, Wohlfahrt JC. Osseointegration of dental implants in extraction sockets preserved with porous titanium granules – an experimental study. Clin Oral Implants Res 2012; [Epub ahead of print]
In questo studio preclinico è stata indagata l’osteointegrazione degli impianti dentali in siti postestrattivi guariti preservati con granuli porosi di titanio (PTG). All’estrazione dei denti inferiori 2, 3 e 4 da 3 maialini nani, gli alveoli sono stati preservati con PTG metallici (n=12), granuli porosi di titanio bianchi ossidati a caldo (WPTG, Tigran, n=12) o lasciati vuoti (n=6). Sono state utilizzate membrane Bio-Gide e dopo 11 settimane di guarigione sono stati inseriti impianti Straumann Bone Level (diametro: 3,3 m m, lunghezza: 10 mm, superficie non specificata). Il volume osseo medio misurato mediante microCT dopo 6 settimane è stato del 61,7 % per il gruppo PTG, del 50,3 % per il gruppo WPTG e del 57,1 % per il gruppo di controllo. Il contatto osso-impianto misurato mediante analisi istologica dopo 6 settimane è stato del 68,2 % per il gruppo PTG, del 36,6 % per il gruppo WPTG e del 60,9 % per il gruppo di controllo. Le differenze tra il gruppo PTG e il gruppo WPTG erano statisticamente significative, mentre le differenze tra il gruppo PTG e il gruppo di controllo non erano signifi-
cative. I granuli PTG hanno preservato i siti postestrattivi in modo simile ai siti postestrattivi non trattati. I granuli WPTG hanno mostrato un effetto meno favorevole sulla preservazione dei siti postestrattivi.
Wen B, Zhu F, Li Z, Zhang P, Lin X, Dard M. The osseointegration behavior of titanium-zirconium implants in ovariectomized rabbits. Clin Oral Implants Res 2013; [Epub ahead of print]
Impianti Roxolid e in titanio, entrambi con superficie SLActive, sono stati inseriti nella tibia e nel femore di 12 coniglie ovariectomizzate (gruppo test) e di 12 coniglie falsamente ovariectomizzate (gruppo sham). Dopo 3 e 6 settimane sono state eseguiti test di torque di rimozione e analisi istomorfometriche. In entrambi i gruppi, ovariectomizzato e sham, il torque di rimozione per gli impianti Roxolid è stato significativamente maggiore rispetto agli impianti in titanio; dopo 6 settimane il picco di torque per gli impianti in titanio è stato di 46,0 Ncm per il gruppo ovariectomizzato e di 50,8 Ncm per il gruppo sham, mentre per gli impianti Roxolid i valori corrispondenti sono stati rispettivamente di 60,7 Ncm e 76,2 Ncm. Il contatto osso-impianto (BIC) e la densità ossea sono aumentati nelle settimane da 3 a 6 nel gruppo sham; la differenza non è stata significativamente rilevante tra i due gruppi. BIC e densità ossea in questo modello sperimentale sembrano comportarsi in modo simile con entrambi i tipi di impianti, ma il torque di rimozione è stato significativamente più elevato per Roxolid in entrambi i gruppi, dato che può essere indice di un miglioramento della qualità dell’osso intorno agli impianti Roxolid.
Straumann® Regenerative System
Döri F, Arweiler N, Húszár T, Gera I, Miron R, Sculean A.
Five year results evaluating the effects of platelet-rich plasma on the healing of intrabony defects treated with
an enamel matrix derivative and a natural bone mineral.
J Periodontol 2013; [Epub ahead of print]
Questo studio clinico randomizzato ha valutato i risultati a lungo termine a seguito di chirurgia rigenerativa di difetti intraossei profondi trattati con un derivato proteico della matrice dello smalto (EMD) e un minerale osseo naturale (NBM), con e senza aggiunta di plasma ricco di piastrine (PRP). La variabile dell’esito primario era il livello di attacco clinico (CAL). In questo studio sono stati inclusi ventiquattro pazienti. Rispetto al valore basale, in entrambi i gruppi sono stati misurati a 5 anni un guadagno di CAL ≥ 4 m m nel 75 % dei difetti (cioè in 9 su 12). . Nessuna differenza statisticamente significativa tra i due gruppi è stata osservata in nessuno dei parametri esaminati. Entro i loro limiti, questi risultati indicano che: i) gli esiti clinici ottenuti con entrambi i trattamenti possono essere mantenuti fino ad un periodo di cinque anni, e ii) l’utilizzo di PRP non sembra migliorare i risultati ottenuti con EMD + NBM.
Jepsen K, Jepsen S, Zucchelli G, Stefanini M, de Sanctis M, Baldini N, Greven B, Heinz B, Wennström J, Cassel B, Vignoletti F, Sanz M. Treatment of gingival recession defects with a coronally advanced flap and a xenogeneic collagen matrix: a multicenter randomized clinical trial. J Clin Periodontol 2012; [Epub ahead of print]
Questo studio ha valutato l’avanzamento coronale del lembo (CAF) da solo (controllo) o in associazione con una matrice xenogenica in collagene (test; Mucograft; Geistlich Pharma AG, Wolhusen, Svizzera) per il trattamento di 90 recessioni di classe I o II di Miller in 45 pazienti. Dopo 6 mesi la copertura radicolare era del 75,29 % per il gruppo test e del 72,66 % per il controllo, mentre la copertura completa era rispettivamente del 36 % e del 31 % per test e controllo. I siti del gruppo test dimostravano anche un maggiore aumento medio dell’ampiezza della gengiva cheratinizzata e maggiore guadagno di spessore gengivale.
Una copertura radicolare significativamente maggiore è stata osservata nel gruppo test nei difetti di recessione più estesi (72,03 % contro il 66,16 %). Con l’aggiunta al CAF della matrice in collagene, la copertura radicolare non è stata superiore, ma è stato osservato un aumento dello spessore gengivale e dell’ampiezza della gengiva cheratinizzata.
McGuire MK, Scheyer ET, Nunn M. Evaluation of human recession defects treated with coronally advanced flaps and either enamel matrix derivative or connective tissue: comparison of clinical parameters at 10 years. J Periodontol 2012;83(11):1353 – 62.
Su 17 pazienti con difetti di recessione di classe I o II di Miller trattati in origine con Emdogain o con innesto di tessuto connettivo (CTG), entrambi in combinazione con lembo avanzato coronalmente (CAF), nove erano disponibili per una valutazione di follow-up dopo 10 anni. Ad eccezione della profondità di sondaggio (PD), tutti i parametri clinici quantitativi mostravano dopo 10 anni un miglioramento significativo rispetto ai valori basali, ivi inclusa l’ampiezza della gengiva cheratinizzata (wKT), che ad 1 anno non era significativamente migliorata nel gruppo Emdogain; infatti la wKT ad 1 anno era stato l’unico parametro misurato che presentava una differenza significativa tra i gruppi. Risultati simili sono stati osservati per i parametri qualitativi, salvo che per il profilo della gengiva marginale, che nella maggior parte dei siti CTG era più grande dei tessuti adiacenti. Sei dei nove pazienti hanno indicato che avrebbero preferito l’EMD rispetto al CTG per evitare la procedura secondaria di prelievo. I risultati hanno dimostrato che i trattamenti sia con CTG che con Emdogain sono stati clinicamente efficaci, stabili e simili dopo 10 anni. I dati di follow-up a lungo termine sono cruciali per dimostrare la stabilità di un trattamento o di un intervento.
Mueller VT, Welch K, Bratu DC, Wang HL. Early and late studies of EMD use in periodontal intrabony defects. J Periodontal Res 2013;48(1):117 – 125.
Poiché alcuni studi recenti hanno messo in discussione la validità di precedenti conclusioni, è stata effettuata una ricerca nella letteratura per individuare studi clinici iniziali (1997 – 2003) e successivi (2004 – 2010) su Emdogain nel trattamento di difetti intraossei. Sono stati valutati il livello di attacco clinico, la profondità di sondaggio della tasca e il guadagno osseo. I risultati non hanno dimostrato alcuna differenza significativa per questi parametri tra studi iniziali e successivi, mentre gli effetti benefici del trattamento con Emdogain sono stati riscontrati negli studi eseguiti in entrambi i periodi. L’efficacia clinica di Emdogain nel trattamento dei difetti intraossei parodontali è stata confermata, senza alcuna differenza significativa tra i risultati degli studi iniziali e successivi.
Parashis AO, Polychronopoulou A, Tsiklakis K, Tatakis DN. Enamel matrix derivative in intrabony defects: prognostic parameters of clinical and radiographic treatment outcomes. J Periodontol 2012;83(11):1346 – 52.
Questa serie retrospettiva di casi clinici ha incluso 61 pazienti con difetti intraossei a 2 o 3 pareti, trattati con Emdogain. Dopo 12 mesi sono stati valutati dei parametri clinici e radiografici, che sono stati confrontati con i valori registrati al basale. I valori basali di profondità di sondaggio (PD) e distanza tra la giunzione amelo-cementizia e la base del difetto (CEJ-BD) sono stati significativi predittori del guadagno di livello di attacco clinico (CAL), e la probabilità di un valore postoperatorio PD > 4 m m aumentava di 1,6 volte per ogni mm di aumento della PD al basale. Il tessuto molle sovracrestale (SST) e il fumo sono risultati associati in modo significativo alla risoluzione del difetto. Il valore basale della PD è apparso essere un predittore di PD postoperatoria e guadagno di CAL nei difetti intraossei trattati con Emdogain, mentre fumo e SST sono stati predittori della risoluzione del difetto. Lo studio ha anche confermato che il trattamento con Emdogain porta a significativi miglioramenti di guadagno di CAL, riduzione della profondità di sondaggio e risoluzione del difetto.
Peres MF, Ribeiro ED, Casarin RC, Ruiz KG, Junior FH, Sallum EA, Casati MZ. Hydroxyapatite/β-tricalcium phosphate and enamel matrix derivative for treatment of proximal class II furcation defects: a randomized clinical trial. J Clin Periodontol 2013;40(3):252 – 9
I difetti di forcazione di classe II prossimali in 30 pazienti sono stati randomizzati per ricevere debridement a lembo aperto (OFD) più Straumann BoneCeramic (SBC) oppure OFD + SBC + Emdogain (EMD). I parametri clinici dei tessuti duri e molli sono stati valutati al basale e dopo 6 mesi. Significativi miglioramenti sono stati visti in entrambi i gruppi. Il guadagno del livello di attacco e del livello osseo verticale sono stati leggermente maggiori nel gruppo OFD + SBC + EMD, ma le differenze non erano significative. Le forcazioni si sono chiuse completamente in 7 casi su 15 del gruppo OFD + SBC + EMD, mentre in 4 casi su 15 nel gruppo OFD + SBC. I miglioramenti clinici sono stati leggermente maggiori per SBC + EMD rispetto a SBC, tuttavia le differenze non erano significative. La chiusura dei difetti di forcazione di classe II prossimali sembra essere ancora un processo non predicibile.
STARGET
Shirakata Y, Yoshimoto T, Takeuchi N, Taniyama K, Noguchi K. Effects of EMD in combination with bone swaging and calcium phosphate bone cement on periodontal regeneration in one-wall intrabony defects in dogs. J Periodontal Res 2013;48(1):37 – 43.
Negli aspetti mesiali e distali di premolari mandibolari di cani sono stati creati difetti intraossei ad una parete, che sono stati trattati con Emdogain, solo innesto contiguo (BS), Emdogain + BS, o Emdogain + BS + cemento di fosfato di calcio (CPC). Dopo 8 settimane, un’altezza di osso di nuova formazione significativamente maggiore è stata trovata con Emdogain+BS+CPC rispetto a Emdogain+BS o solo BS. Anche l’area dell’osso di nuova formazione era significativamente più ampia nel gruppo Emdogain + BS + CPC rispetto ai gruppi Emdogain, solo BS o Emdogain+BS. Il gruppo solo BS mostrava una formazione di cemento significativamente inferiore a quella degli altri gruppi. L’Emdogain in associazione con innesto contiguo e cemento di fosfato di calcio può essere una buona combinazione per la guarigione parodontale di difetti intraossei ad una parete.
IADR/Straumann Award in Medicina Parodontale Rigenerativa
Andreas Stavropoulos riceve il premio 2013
Andreas Stavropoulos DDS, CDT, PhD, Dr Odont.
Ricercatore in parodontologia di fama mondiale. Dopo gli studi ad Atene, Heidelberg e Thessalonika, ha proseguito la carriera nell’ambito della ricerca presso la Facoltà di Odontoiatria dell’Università Aarhus, Danimarca. Nel 2011 si è aggiudicato il Primo Premio nel Concorso sulla Ricerca di Base promosso dall’European Association of Osseointegration. Nel 2012, Andreas Stavropoulos è stato nominato Professore di Parodontologia presso la Facoltà di Odontoiatria della Malmö University, Svezia. Ha pubblicato e contribuito a scrivere numerose pubblicazioni, e ha collaborato alla stesura di libri di testo specialistici nel campo della parodontologia.
Nel concorso della Sessione Generale dell’International Association for Dental Research (IADR) a Seattle, USA, lo IADR/Straumann Award 2013 in Medicina Parodontale Rigenerativa è andato al Professor Andreas Stavropoulos della Malmö University, Svezia, come riconoscimento per gli importanti traguardi nella ricerca parodontale. L’onorificenza, del valore di 5’000 dollari statunitensi, è stata istituita per premiare i contributi significativi alla ricerca di base e/o clinica nella medicina parodontale o perimplantare rigenerativa. Il Premio 2013 è stato consegnato dal Professor Philip Preshaw, Presidente del Gruppo di Ricerca Parodontale dello IADR.
“Il Professor Andreas Stavropoulos ha fortemente contribuito, in termini di costanza e di qualità, alla ricerca nella rigenerazione parodontale negli ultimi 15 anni. Il suo eccellente attivo di pubblicazioni scientifiche in ambiti quali cicatrizzazione, rigenerazione ossea, terapia implantare e osteointegrazione riflette la qualità sistematica e la portata della sua ricerca.” Prof. Philip Preshaw
Istituito nel 2010, lo IADR/Straumann Award per la Medicina Parodontale Rigenerativa è sponsorizzato da Straumann e amministrato dal Gruppo di Ricerca Parodontale dello IADR. Straumann è uno dei soggetti che più ha contribuito alla R&S in odontoiatria implantare e rigenerativa, e il premio è un ulteriore esempio dell’impegno del Gruppo nel promuovere e riconoscere l’eccellenza nella ricerca dentale.
La International Association for Dental Research (IADR), con sede ad Alexandria, in Virginia (USA), è un’organizzazione non-profit che conta più di 12’000 soci in tutto il mondo; le sue finalità sono: (1) promuovere la ricerca e la crescita delle conoscenze per migliorare la salute orale, (2) supportare la comunità dei ricercatori nel campo della salute orale e (3) agevolare la comunicazione e l’applicazione delle scoperte della ricerca per il miglioramento della salute orale in tutto il mondo. All’interno della IADR, il Periodontal Research Group è il forum per tutti i soci che si occupano di parodontologia. Il suo obiettivo è di migliorare la salute parodontale favorendo le attività di ricerca. Per maggiori informazioni www.iadr.org
Affidabilità in spazio limitato
Straumann® Narrow Neck CrossFit®
La soluzione Soft Tissue Level di Straumann indicata nei casi di spazio limitato
Sicurezza nell’inserimento di impianti di piccolo diametro A mpia gamma di opzioni di trattamento Semplicità nell’impiego quotidiano
Straumann® Roxolid® · F U S I ONEFRAOSTEOINTEGRAZIONE
ERESISTENZA DELMATERIALE ! ·
22° Meeting scientifico annuale EAO
“Preparing for the Future of Implant Dentistry”
17 – 19 ottobre 2013, Convention Centre, Dublino, Irlanda. Il comitato scientifico dell’Associazione Europea di Osteointegrazione (EAO) ha preparato un programma che affronterà molte questioni pratiche e altamente rilevanti sia per i clinici che per i pazienti, mettendo in evidenza anche i problemi reali ed emergenti che sorgono in una popolazione in costante invecchiamento, i cui bisogni diventano sempre più complessi. Dublino è una capitale entusiasmante e ricca di storia. L’architettura medioevale,
georgiana e moderna costituisce uno sfondo affascinante per questa città cosmopolita, famosa per le sue tradizioni musicali, teatrali e letterarie. I partecipanti avranno la possibilità di conoscere le molte attività culturali e i luoghi storici della città, con tante e diverse opportunità di divertimento, buona cucina e shopping. Il congresso avrà sede nel recentissimo e celebrato Convention Centre di Dublino, affacciato sul fiume Liffey nel cuore della città, che offre viste spettacolari su Dublino e i suoi dintorni.
Simposio “Satellite Industry” Straumann EAO 2013
Flessibilità di trattamento supportata dalla tecnologia
Ridurre la complessità dei casi, aumentare la predicibilità del trattamento e ottimizzare i flussi di lavoro sono argomenti chiave per i progressi della tecnologia e per procedure meno invasive.
Un esempio: lo sviluppo di materiali sintetici intelligenti e la possibilità di un migliore controllo del processo di rimodellamento osseo e della successiva sostituzione con osso di nuova formazione possono aumentare la flessibilità complessiva nel trattamento quotidiano del paziente. I sostituti ossei si evolvono da un riempitivo incorporato solamente per mantenere spazio verso impalcature che facilitano effettivamente la rigenerazione di osso vitale. I primi risultati relativi ad un nuovo sostituto osseo che mira a guidare la ricrescita di osso naturale senza lasciare residui sono una dimostrazione dell’innovazione ad alte prestazioni di Straumann®. I dati clinici su tecnologie implantari pioneristiche come il materiale Roxolid® e la superficie idrofila SLActive® documentano chiaramente la maggiore predicibilità del trattamento, incrementando la fiducia nell’uso degli impianti di piccolo diametro. Dati recenti sottolineano ulteriormente i loro vantaggi, in particolare il potenziale di riduzione delle fasi terapeutiche e
Flessibilità di trattamento supportata dalla tecnologia
Data Giovedì 17 ottobre
Ora 16.45 – 18.45
Sala L iffey B
Moderatore P rof. David Cochran, San Antonio, USA
la maggiore flessibilità di trattamento in un volume osseo limitato. Ciò consente di fare interessanti considerazioni riguardo a lunghezza e diametro dell’impianto ridotti, che permettono di preservare maggiormente le strutture vitali intorno all’impianto. Possono esservi nuove modalità di trattamento implantare in grado di aumentare l’accettazione del paziente grazie a procedure meno invasive e soluzioni protesiche migliorate.
Qual è il ruolo dei progressi tecnologici a supporto delle nuove modalità di trattamento implantare? Quali sono le possibilità di aumentare la flessibilità del trattamento e l’accettazione da parte del paziente, in particolare di migliorare la qualità di vita dei pazienti anziani, che nascono dalla disponibilità di innovazioni tecnologiche?
Dove sono i fattori da considerare e i limiti nella pratica quotidiana? Queste domande saranno discusse da un punto di vista osteorigenerativo, implantare e protesico.
Sul nostro sito sono disponibili gli abstract dei relatori, i curriculum e gli aggiornamenti del programma: www.straumann.com/eao2013
3. P
A new bone grafting material bridging existing gaps in clinical bone regeneration
Evolution of dental implants due to technology innovations
Prosthetically driven aspects to smaller diameter and shorter implants 1 2 3
1. Dr. Isabella Rocchietta (London, Regno Unito)
2. Prof. David Cochran (San Antonio, USA)
rof. Frauke Mueller (Ginevra, Svizzera)
1st International Symposium
Regeneration and Esthetics in Periodontology and Implant Dentistry
Chairmen: Prof. Daniel Buser and Prof. Anton Sculean November 8/9, 2013 • Congress Center, Kursaal Bern
Dear colleagues
We encourage you to come to Bern in early November 2013 to attend the 1st International Symposium on Regeneration and Esthetics in Periodontology and Implant Dentistry offered by the University of Bern. Both areas are fi elds of high interest in Dental Medicine, and the University of Bern is known to have an excellent international reputation in these surgical disciplines.
Friday, November 8, 2013
9.00–12.30 h
Session 1: Regeneration in Periodontology
13.45–17.45 h
Session 2: Bone Augmentation in Implant Dentistry
Saturday, November 9, 2013
8.45–12.15 h
Session 3: Esthetics in Periodontology
13.30–16.15 h
Session 4: Esthetics in Implant Dentistry
Faculty
S. Aroca, SUI/FRA
Z. Artzi, ISR
D. Bosshardt, SUI
D. Buser, SUI
V. Chappuis, SUI
S. Chen, AUS
D. Cochran, USA
N. Donos, GBR
R. Gruber, SUI
U. Grunder, SUI
R. Jung, SUI
C. Nemcovsky, ISR
G. Rasperini, ITA
G. Salvi, SUI
A. Sculean, SUI
M. Simion, ITA
A. Stavropoulos, SWE
L. Trombelli, ITA
I. Urban, HUN
F. Vailati, SUI
O. Zuhr, GER
Pre Symposium workshops and video sessions
Thursday, November 7, 2013
13.00–15.00 h
Workshop 1* Implant placement with simultaneous contour augmentation using GBR to achieve predictable esthetic outcomes
Speakers: D. Buser / V. Chappuis
Video session 1 Flap designs and surgical techniques to improve the outcomes in regenerative and plastic esthetic surgery
Presentation: A. Sculean / L. Trombelli
15.30–17.30 h
Workshop 2 Flap designs to optimize the outcomes in intrabony and furcation defects
Speakers: A. Sculean / L. Trombelli
Workshop 3 Surgical techniques using connective tissue replacement material for coverage of single and multiple gingival recessions
Speakers: S. Aroca / G. Salvi
Video session 2 Surgical techniques with GBR in various indications
Presentation: D. Buser
* if more than 30 participants sign up, a second course will be offered
Registration
Organization
Organizing Committee
• Prof. Daniel Buser and Prof. Anton Sculean, University of Bern
• Caroline Chételat, CCDE, Bern
Administrative Secretariat
Center for Continuing Dental Education, CCDE Marktgasse 7, 3011 Bern
Phone: +41 31 312 43 12
Fax: +41 31 312 43 14 info@ccde.ch, www.ccde.ch
Congress Venue
Congress Center, Kursaal Bern Kornhausstrasse 3, 3000 Bern 25 www.kursaal-bern.ch
Supported by our founding partners
Publishing Partner
1st International Symposium, Congress Center, Kursaal Bern, November 8/9, 2013
Congress language is English. Simultaneous translation will be offered in French and German. Payment can be done either by netbanking or by credit card (Visa, Mastercard, only online registration).
Registration form: on-line: www.ccde.ch, e-mail: info@ccde.ch or by fax: +41 31 312 43 14
Name First name
Title Sex female male
Address Postal Code/City
Country E-Mail
Phone Fax
Tuition fees
Pre Symposium: Thursday, November 7, 2013 – Workshops and video sessions
Workshop 1 CHF 250.– Video session 1 CHF 150.–Workshop 2 CHF 250.– Video session 2 CHF 150.–Workshop 3 CHF 250.– Both video sessions CHF 250.–
1 workshop and CHF 350.–
1 video session
(please indicate the desired workshop and video session beside)
1st International Symposium: Friday & Saturday, November 8/9, 2013 before August 31 from September 1
Dentist
Post-doc student (only with confirmation of the University)
Dental technicians
Headphones for the translation
On-site registration additional fee of CHF 80.–
Date Signature
Every
CHF 550.– CHF 700.–
CHF 250.– CHF 350.–
CHF 400.– CHF 500.–
Jung-Chul Park vince il Premio alla ricerca André Schroeder
Dr. Jung-Chul Park
DS, MSD, PhD
Dopo aver studiato biochimica, il Dr. Park si è laureato in odontoiatria alla Yonsei University di Seoul nel 2005 ha ottenuto il titolo di PhD dal Dental College della Yonsei University nel 2012. Attualmente si trova a Londra, presso l’UCL Eastman Dental Institute e partecipa al programma Scholarship dell’ITI.
Il parodontologo sudcoreano Dr. Jung-Chul Park è stato proclamato vincitore del 18° Premio alla ricerca André Schroeder. Questo premio annuale conferito dall’International Team for Implantology (ITI) ha una dotazione in denaro di 20’000 franchi svizzeri ed è stato consegnato il 6 aprile durante il Congresso ITI Nord America a Chicago. Il Dr. Park ha ricevuto il premio per il suo studio sulla “acquisition of human alveolar bone-derived stromal cells using minimally irrigated implant osteotomy: in vitro and in vivo evaluation”. Insieme con i suoi coautori, si proponeva di valutare la capacità di differenziamento osteogenico delle cellule stromali derivate dall’osso alveolare umano ottenute dai frammenti ossei intrappolati nelle scanalature delle frese durante le osteotomie implantari.
“Le cellule staminali sono considerate il futuro del trattamento medico e dentale. Noi tutti sappiamo che questo tema richiede ancora molta ricerca prima che possiamo realmente utilizzare le cellule staminali ottenute dal paziente, tuttavia è molto importante sapere che queste cellule sono relativamente facili da reperire. Adesso dovremo vedere cosa riusciranno a farne clinici e ricercatori. Mi aspetto che al nostro studio facciano seguito idee molto interessanti.” Dr. Jung-Chul Park
Istituito più di 20 anni fa, l’André Schroeder Research Prize è un premio annuale conferito dall’ITI in onore del compianto professor André Schroeder (1918 –2004), il presidente fondatore dell’ITI, che fu un pioniere dell’implantologia dentale e con il suo lavoro diede un contributo significativo all’odontoiatria moderna. Del valore di 20’000 Franchi Svizzeri in contanti, l’André Schroeder Research Prize è oggi uno dei più ambiti riconoscimenti nel campo dell’implantologia. Viene assegnato a ricercatori indipendenti per il progresso della ricerca e dello sviluppo in odontoiatria. Il suo scopo è di promuovere nuove scoperte scientifiche in implantologia dentale, rigenerazione dei tessuti orali e nei campi affini. Maggiori informazioni su www.iti.org.
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Nuovo record di iscritti/Brånemark Osseointegration Award 2013
Nel corso del meeting annuale dell’AO, l’ITI ha dato il benvenuto al suo quindicimillesimo membro
L’International Team for Implantology (ITI) ha arruolato il suo quindicimillesimo membro nel corso del meeting annuale AO di quest’anno a Tampa, Florida, USA. Oltre a segnare un’altra tappa importante nella lunga storia dell’ITI, fondata trentatre anni fa, l’avvenimento costituisce un ulteriore tributo agli sforzi profusi dal suo Presidente, il Prof. Dr. Daniel Buser, grazie al quale il numero di iscritti durante il suo mandato quadriennale è più che raddoppiato. Il membro ITI numero 15’000 è il Dr. Michael Jaffin, parodontista specializzato di Hackensack, New Jersey, USA, accolto dal Prof. Buser in persona e dai membri del CdA dell’ITI e dalla Section Leadership Team ITI statunitense.
“La straordinaria velocità di crescita dell’ITI dimostra chiaramente che la nostra ampia offerta formativa è molto attraente per i nostri colleghi. Sono fermamente convinto che ciò sia direttamente imputabile al fatto che, in termini di raccomandazioni di trattamento, l’ITI rappresenti un porto sicuro per i medici in tutto il mondo,” Prof. Daniel Buser
Il Presidente ITI Daniel Buser insignito del Brånemark Osseointegration Award 2013.
Il Prof. Dr. Daniel Buser è il sesto a ricevere l’autorevole Brånemark Osseointegration Award. Il premio, consegnato ogni anno dalla Osseointegration Foundation, è un riconoscimento al singolo il cui contributo nel campo dell’implantologia dentale abbia avuto un impatto significativo nel settore. L’onorificenza, che riconosce i risultati a lungo termine del Prof. Buser in qualità di leader, insegnante e ricercatore, è stata consegnata in occasione del meeting professionale annuale dell’Academy of Osseointegration a Tampa, Florida, USA, il 9 marzo 2013.
“Sono molto onorato di ricevere questo premio prestigioso,” ha dichiarato il Prof. Buser. “Si tratta per me di un riconoscimento per i risultati raggiunti dal mio team presso la Facoltà di Medicina Dentale dell’Università di Berna, e più in generale, per la filosofia di trattamento portata avanti dall’ITI sin dagli anni ’80, che ha contribuito all’istituzione di standard e norme ai quali il settore fa attualmente riferimento.”
Do your patients want more?
Implant dentistry has earned its place as a standard treatment option and patients‘ expectations of oral health and esthetics have grown in parallel. ITI Education Weeks are the ideal place to freshen up and extend new skills associated with implant dentistry.
ITI Education Weeks offer:
• Up to the minute evidence-based teaching
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The courses are delivered by leading academic institutions around the world in partnership with the ITI – an independent academic organization dedicated to all aspects of implant dentistry.
ITI Education Weeks 2013
AUGUST 26–30
University of Bern, School of Dental Medicine, Bern, Switzerland “Evidence-Based Clinical Concepts in Implant Dentistry”
SEPTEMBER 8–14
University of Hong Kong, Prince Philip Dental Hospital, Hong Kong SAR, PR China
“Comprehensive Care with Dental Implants”
OCTOBER 23–26
Holland Bloorview Kids Rehabilitation Hospital/University of Toronto, Toronto, Canada
“Best Practices in Implant Dentistry”
For more information on ITI Education Weeks and our academic partners go to: ww w.iti.org/educationweek. ITI International Team for Implantogy I Peter Merian-Strasse 88 I 4052 Basel I Switzerland I www.iti.org
IT I Nationa l C ongr ess es
Jun e-Dec ember 20 13
A great year for knowledge and networking
ITI Na tion al Con gre sses repres ent the be st wa y to com bi ne networ king with cat chi ng up on the la te st in implan t de nt ist ry. Wit h pl en ty o f ITI National Con gre ss es in t he coming m onth s, th ere are m a ny oppor tunit ies to conso lid a te your knowl e dg e, earn credit p oi nt s and meet th e top speakers in you r re gion or count ry.
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ITI Congress Argentina & Uruguay June 14–15, 2013Buenos Aires, Argentina
ITI Congress Austria June 21–22, 2013Salzburg, Austria
ITI Congress Australasia July 26–27, 2013 Sydney, Australia
ITI Congress Southern Africa July 26–27, 2013 Johannesburg, South Africa
ITI Congress China August 16–17, 2013Shanghai, China
ITI Congress Italy September 26–28, 2013Venice, Italy
ITI Congress Iran Decemb er 5–7, 2013Kish Island, Iran
ITI World Symposium coming up in Geneva, Switzerland: April 24–26, 2014.
ITI International Team for Implantology | Peter Merian-Strasse 88 | 4052 Basel | Switzerland | www.iti.org
Efficacia del trattamento implanto-protesico: semplificazione, predicibilità ed innovazione al servizio del Paziente e del Clinico.
Città di bellezza, città di cultura
Venezia è una combinazione unica di arte, architettura, fascino romantico. Non perdete l’occasione di gustare personalmente alcune delle sue attrattive unendovi a noi al Congresso ITI Italia.
Rinomati Oratori internazionali come: Daniel Buser (Svizzera), Michael Gahlert (Germania) Dean Morton (USA), Frauke Müller (Svizzera), Irena Sailer (Svizzera), Tom Taylor (USA) condivideranno con voi le loro conoscenze e capacità cliniche, affiancati dai migliori Relatori del Paese ospitante.
www.iti.org/congressitaly
ITI Congresso Italia Venezia
Settembre 26 - 28 2013
Giovedì, 26 settembre 2013
Corso Pre-congressuale - Straumann Visione futura del trattamento implanto protesico per lo studio odontoiatrico
14:30 - 14:45 Apertura dei lavori e Introduzione
14:45 - 15.30 Esperienze manageriali vincenti in tempi di crisi
15:30 - 16:15 Come, quando e perché applicare la leadership nella gestione pratica in implantologia orale
16:15 - 16:45 Pausa
16.45 - 18.30 Strategie gestionali per il conseguimento del successo in implantologia orale
18:30 - 19:00 Tavola Rotonda e conclusioni
19:00 - 20:30Cocktail di fine lavori
Venerdì, 27 settembre 2013
09:00 - 12:30 Corporate forum - Geistlich
Linee Guida per la ricostruzione estetico funzionale dei settori anteriori in Implantoprotesi
12:30 - 13:45 Pranzo
Congresso
Efficacia del trattamento implanto-protesico: semplificazione, predicibilità ed innovazione al servizio del paziente e del clinico
13:45 - 14:00 Apertura del Congresso e Saluto ai Partecipanti
Sessione A: Trattamenti mini-invasivi vs trattamenti convenzionali
14:00 - 14:45 L’utilizzo di tecniche ricostruttive per garantire il successo implanto-protesico a lungo termine
René Garo AD Straumann Italia
Roberto Borloni ISI Milano
Primitivo Roig Jornet DMD, MBA (SP)
Primitivo Roig Jornet DMD, MBA (SP)
Daniel Buser
Daniel Buser, Sandro Siervo, Luca Cordaro
Matteo Chiapasco
14:45 - 15:15 Le alternative alla chirurgia ricostruttiva: impianti angolati e chirurgia guidata Sergio Piano
15:15 - 15:45 Ruolo degli impianti a diametro ridotto: panacea od opportunità in casi selezionati? Paolo Casentini
15:45 - 16:15 Pausa
16:15 - 16:45 Chirurgia flapless: indicazioni e limiti
Raffaele Cavalcanti
16:45 - 17:15 Allungare il tempo di trattamento: quando è un vantaggio per il paziente ed il clinico Luca Cordaro
17:15 - 17:45 Tavola Rotonda
17:45 - 18:15 Research Competition
18:15 Conclusione dei lavori della giornata
ITI Congresso Italia Venezia
Settembre 26 - 28 2013
Venerdì, 27 settembre 2013
Corso di Aggiornamento riservato agli Odontotecnici - Straumann
14:00 - 14:15 Apertura dei lavori e Introduzione
14:15 - 15:00 Il ruolo dell’odontotecnico nella realizzazione di dispositivi protesici attraverso in percorso digitale
15:00 - 16:00
Cad Cam: il mouse quale strumento di lavoro per risultati predicibili in una odontoiatria digitale (prima parte)
16:00 - 16:30 Pausa
16:30 - 18:15
Cad Cam: il mouse quale strumento di lavoro per risultati predicibili in una odontoiatria digitale (seconda parte)
18:15 - 18:30 Tavola Rotonda e considerazioni conclusive
18:30 - 20:00 Welcome cocktail
Sabato, 28 settembre 2013
8:30 - 9:00 Clinical Case Competition
Sessione B: Come scegliere la strategia protesica
9:00 - 9:45 Il trattamento del Paziente Anziano
9:45 - 10:30 Come scegliamo il nostro pilastro?
10:30 - 11:00 Pausa
11:00 - 11:45 L’impronta digitale limiti e vantaggi
11:45 - 12:30 Impatto delle scelte protesiche sul costo e sul mantenimento della restaurazione
12:30 - 12:55 Tavola Rotonda
12:55 - 13:00 Assegnazione dei Premi
13:10 - 14:00 Pranzo
Sessione C: Efficacia del trattamento: basi biologiche e prospettive future
14:00 - 14:30 L’ampiezza biologica: il punto di vista del protesista
14:30 - 15:20Profondità di inserimento degli impianti: problematiche biologiche ed estetiche
15:20 - 15:50 Impianti in Ceramica: esperienze scientifiche e cliniche
15:50 - 16:40L’impiego di tecniche GBR per ottenere funzione ed estetica ottimali
16:40 - 17:30Fattori di crescita: mito o realtà?
17:30 - 18:00 Tavola Rotonda
18:00 Considerazioni conclusive e conclusione dei lavori Chiusura del Congresso
Straumann South Korea (in passato: B.I. Trading Co. Ltd.)
1467-75, Seocho3 -Dong, Seocho-Gu, Seoul
Tel. +82/72 265 8777
Fax +82/72 265 8797
Danimarca
Straumann Danmark ApS
Hundige Strandvej 178 2670 Greve
Tel. +45/46 16 06 66
Fax +45/43 61 25 81
Finlandia
Straumann Oy Fredrikinkatu 48A 7 krs.
00100 Helsinki
Tel. +358/96 94 28 77
Fax +358/96 94 06 95
Francia
Straumann France
3, rue de la Galmy – Chessy 77701 Marne-la-Vallée
cedex 4
Tel. +33/164 17 30 00
Fax +33/164 17 30 10
Germania
Straumann GmbH
Jechtinger Straße 9 79111 Freiburg
Tel. +49/76 14 50 10
Fax +49/76 14 50 11 49
Giappone
Straumann Japan K.K. Sapia Tower 16F, 1-7-12
Marunouchi, Chiyoda-ku, Tokyo, 100-0005 Japan
Tel. +81/352 18 26 00
Fax +81/352 18 26 01
Gran Bretagna
Straumann Ltd.
3 Pegasus Place, Gatwick
Road
Crawley RH109AY, West Sussex
Tel. +44/12 93 65 12 30
Fax +44/12 93 65 12 39
Italia
Straumann Italia s.r.l.
Viale Bodio 37a
20158 Milano
Tel. +39/02 39 32 831
Fax +39/02 39 32 8365
Messico
Straumann México SA de CV
Rubén Darío # 281 int. 1702 Piso 17
Col. Bosque de Chapultepec 11580 México DF.
Tel. +52/55 5282 6262
Fax +52/55 5282 6289
Norvegia
Straumann AS P.O.Box 1751 Vika 0122 Oslo
Tel. +47/23 35 44 88
Fax +47/23 35 44 80
Paesi Bassi
Straumann B.V.
Postbus 338
3400 AH IJsselstein
Tel. +31/30 60 46 611
Fax +31/30 60 46 728
Repubblica Ceca
Straumann s.r.o.
Na Žertvách 2196
180 00 Prague 8
Tel. +420/284 094 650
Fax +420/284 094 659
Spagna/Portogallo
Straumann S.A.
Edificio Arroyo - A Avda. de Bruselas, 38 Planta 1
28108 Alcobendas (Madrid)
Tel. +34/902 400 979
Fax +34/913 449 517
Svezia
Straumann AB Fabriksgatan 13
41250 Göteborg
Tel. +46/31 708 75 00
Fax +46/31 708 75 29
USA
Straumann USA, LLC
60 Minuteman Road
Andover, MA 01810
Tel. +1/800 448 8168
+1/978 747 2500
Fax +1/978 747 249
STARGET DIGITAL
STARGET per iPad
Con funzionalità video e contenuti extra legati al contesto. Scaricabile gratuitamente dall’App Store in inglese, tedesco, spagnolo, francese e italiano.
STARGET a video
Sfogliare comodamente STARGET sullo schermo come se fosse stampato: www.straumann.it/starget, poi cliccare sull’icona “interactive Version”.
STARGET in PDF
STARGET può anche essere scaricato dal nostro sito Internet in versione PDF: www.straumann.it/starget
Straumann® Dental Implant System
Un sistema. Un kit di strumenti. Per tutte le indicazioni*.
* Soluzioni indicate per denti singoli o in caso di edentulia