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Schioperdeancora esalutal’Eurolega

orse il presidente della Repubblica ha in serbo una carta per risolvere la crisi, ma ancora non l'ha scoperta. Nel frattempo, le consultazioni proseguono senza far presagire un esito positivo. Bersani potrebbe ottenere l'incarico e rinunciare non avendo una maggioranza garantita. Nella prassi, il Capo dello Stato può mandare alle Camere un governo senza una maggioranza precostituita solo se c'è una “specialità” nel mandato, quindi se c'è il patrocinio del Quirinale (uno dei pochi governi politici che andarono a cercarsi una maggioranza in Parlamento fu voluto da Gronchi nel '60, con quel che ne seguì). Ma - per essere un governo diverso - bisogna affidare l'incarico ad una personalità di rilievo istituzionale (il presidente della Camera o del Senato) o di grande prestigio (il governatore della Banca d'Italia o un illustre ex presidente della Corte Costituzionale). Oppure, si manda l'incaricato a farsi bocciare per poi fargli gestire le elezioni: ma Napolitano non può, perché non ha il potere di sciogliere le Camere. L'incarico a Bersani sarebbe politico, non tecnico o pre-elettorale. Perciò il segretario del Pd dovrà dimostrare a Napolitano di avere i numeri anche in Senato. Diverso sarebbe con Rodotà, Onida, lo stesso presidente del Senato Grasso. Ma anche in tal caso l'incaricato deve conquistarsi la fiducia direttamente in Aula, altrimenti le consultazioni riprendono. Il problema è che fra tre settimane si deve riunire il collegio dei grandi elettori per scegliere il successore di Napolitano. Quindi bisogna fare presto e bene. E tenere conto che l'eventuale mancata fiducia al nuovo governo imporrebbe consultazioni svolte dal presidente uscente (formalmente ancora in carica) nei giorni durante i quali (cosa inconcepibile da ogni punto di vista) si sceglierebbe il nuovo Capo dello Stato. Una soluzione, però, forse c'è, in due varianti. Rinviare il governo Monti (che non è stato sfiduciato) alle Camere per permettere a Pd, Pdl e centristi di dargli una fiducia solo per il tempo di eleggere il nuovo Capo dello Stato. O fare altrettanto con una personalità incaricata di andare alle Camere, ottenere un placet per un governo che, finito il lavoro dei grandi elettori, si dimetterebbe subito nelle mani del nuovo Capo dello Stato. Così si bloccherebbero le consultazioni e si avrebbe un governo in carica con pieni poteri, seppure per 30-40 giorni. Una “fiducia tecnica”, insomma. È fantapolitica, forse. Ma anche la situazione che viviamo lo è. •

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Una meningite fulminante ha stroncato nel giro di pochi giorni Luca De Stefano, 36 anni, papà di tre gemellini. Rappresentante di un’azienda di macchine per l’oreficeria, aveva avvertito i primi sintomi mercoledì della settimana scorsa. In coma da venerdì, non si è più ripreso.

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apa Francesco è così umile che... I foglietti della liturgia della domenica li stampa in bianco e nero “qualità bozza”. Quando celebra la messa non beve Barolo ma Tavernello. Quando finisce di pranzare sbatte la tovaglia in piazza San Pietro per dar da mangiare ai piccioni. Al posto del trono dorato usa una sedia di plastica di Leroy Merlin. Farà cambiare tutti i mobili del Vaticano con mobili Ikea. Si prepara i dolci da solo con il Pane degli Angeli. Se la cassiera del supermercato gli batte due volte le Gocciole le paga lo

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cardinali e fa vincere sempre Scola. Quando vede cadere una stella desidera solo che non si faccia male. Quando suonano i testimoni di Geova, gli apre, li ascolta e si fa lasciare anche il volantino. Così su Facebook una fan page saluta il nuovo stile del Papa. È un umorismo a vignette garbato e perfino affettuoso. È un risultato incredibile e impensabile: in pochi giorni questo Pontefice ha cambiato totalmente la percezione del Papa e la comunicazione con i fedeli. Che lo sentono come uno di noi, anche se superiore a noi. •

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IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì 21 Marzo 2013

VENETO

PADOVA.Vongoletossicheaddio

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ILRAPPORTOGIARDA. Ilministroanalizza l’esborsodelle casse statalirispetto alle forze dell’ordine,ma anchea vigilidelfuoco eprefetture,e scopre moltedifferenze

RomaspendepocoperpoliziaeCcinVeneto PeruncarabiniereinMoliselaspesaèduevolteemezzarispettoaqui:lodiceilGoverno Piero Erle Un carabiniere in Molise costa due volte e mezzo un suo collega in Veneto. E anche per le forze di polizia, Lombardia a parte, è la nostra Regione a fare da fanalino di coda, ma anche da modello di virtuosità, rispetto alle risorse pubbliche che vengono spese sul territorio. A certificarlo è nientemeno che il Governo stesso, con una relazione di “Analisi di alcuni settori di spesa pubblica” depositata dal ministro Piero Giarda, che è delegato ai rapporti col Parlamento ma come noto è soprattutto un economista di spicco dell’Università cattolica di Milano. LASPESAGENERALE.Nella relazione depositata da Giarda compare prima di tutto un dato generale di quella che è la media della spesa pubblica italiana suddivisa per Regioni. E, tralasciando le Regioni a statuto speciale che come noto godono di maggiori contributi da Roma, il Veneto si piazza al secondo posto dietro la Lombardia per la spesa in stipendi di dipendenti pubblici e in acquisto di beni e servizi per gli enti. Nella nostra regione la spesa pubblica è di 3.759 euro

per cittadino, e solo la Lombardia - che però ha quasi il doppio di abitanti - fa meglio: 108 euro in meno. Ma anche restando solo al Nord se si va a vedere, per restare vicini, il dato di Emilia (144 euro in più del Veneto), Piemonte (quasi 300 euro in più) o Liguria (più di 1000 euro in più di spesa per abitante), per non parlare di Trentino o Friuli che vanno a cifre stellari, sono evidenti una volta di più gli squilibri enormi che continuano a formare il sistema Italia. Certo, la prima differenza la fa la densità di popolazione di un territorio, ma lo stesso ministro sottolinea, nell’analisi per province, che «si registrano profonde differenze di spese per abitante anche a parità di popolazione». Lo spazio per agire c’è. CARABINIERI: FORTI DIFFERENZE. Come detto, la relazione Giarda accende tra le altre voci i riflettori sulla spesa che l’Arma dei carabinieri deve sostenere nelle diverse regioni. I costi presentano infatti «una elevata variabilità interregionale: si passa dai 59 euro per abitante in Lombardia e dai 69 euro del Veneto ai 164 euro per abitante in Sardegna, ai 176 euro del Molise, ai 150 euro per abitante della Calabria

e ai 136 euro del Trentino Alto Adige. Il massimo dei costi complessivi per abitante (nel Molise) è pari a circa tre volte il valore minimo (in Lombardia)». E appunto a due volte e mezzo il Veneto. Il costo medio in Italia, per la precisione, è di 109 euro: il 58% in più di quello veneto. E anche qui, sottolinea Giarda, «risulta che le spese dell’Arma dei carabinieri sono maggiori, a parità di popolazione, nelle regioni del centro-sud rispetto alle altre regioni del paese». SPESE E ILLEGALITÀ. Va notata anche la valutazione del rapporto tra spese e “propensione all’illegalità”. Il Veneto risulta infatti la Regione con minore indice di illegalità, ma in generale «le spese totali aumentano meno rapidamente della popolazione, del numero dei comuni e dell’indicatore di illegalità», vale a dire che sarebbero attuabili sicuramente “economie di scala”. Attenzione però: in ogni caso Giarda osserva che «le differenze tra le medie del centro-nord e del centronord sono per l’Arma dei carabinieri, diversamente da quanto avviene in altri comparti della pubblica amministrazione, molto piccole». E sempre il ministro mette assieme tutti i

Fotonotizia

Uninterventocongiunto dicarabinieri epolizia aVerona. ARCHIVIO criteri e propone alla fine un “fabbisogno standard” che prevederebbe una mini-diminuzione di carabinieri anche in Veneto, a differenza di altre Regioni come Lombardia ed Emilia. LA SPESA PER LA POLIZIA: VICENZA CENERENTOLA. Il ministro Giarda analizza anche la spesa per la polizia. E anche in questo caso sono Lombardia e Veneto le due regioni con minore spesa per abitante: «A fronte di un valore medio di 85,84 euro per abitante, si ha un valore massimo di 135,76 in Liguria e un valore minimo di 53,52 euro per abitante in

VIGILI DEL FUOCO. La relazione del ministro individua per questo corpo nazionale la presenza di anomalie di spesa in Friuli, Lombardia, Liguria, Liguria e Calabria che, se eliminate, potrebbero far risparmiare circa 14 milioni di euro l’anno allo Stato. Per la distribuzione del personale in questo caso il Veneto fa più o meno parte del gruppo delle regioni, senza picchi particolari, anche se emerge un minimo per la presenza di pompieri volontari: ce n’è solo uno ogni 3 mila abitanti, come in Lombardia, e in questi siamo fanalini di coda. Peraltro per i vigili del fuoco «il 68 per cento delle sedi è collocato in Regioni del Centro-Nord (in particolare Piemonte, Lombardia e Veneto), che hanno anche il maggior numero di distaccamenti volontari (87 per cento)». PREFETTURE. Anche in questo caso il Veneto è sul podio: è la 3a regione virtuosa per spese per abitante, dietro a Lombardia e Trentino Alto Adige (che però ha commissari di governo e demanda alcune funzioni alle Province autonome). •

BRUXELLES. L’on. Zanonihalasciato l’Idv

BRUXELLES

Bimboconteso aPadova:annullata lasentenza CITTADELLA (PD). È l’immagine che ha fatto il giro d’Italia e che torna a fare notizia. La Cassazione ha infatti accolto il ricorso della madre del bambino di 10 anni “prelevato” di forza a scuola in ottobre per essere affidato al padre: annullato, con rinvio alla Corte d’appello di Brescia, il decreto dei giudici di 2˚ gradodiVenezia.Perl’avv. Coffari«lasentenzafaapezzilaPas(sindromedaalienazioneparentale)». •

Ha lasciato l’Idv, che lo accusa di tradimento, ma continua a lavorare come eurodeputato a Bruxelles. Andrea Zanoni, europarlamentare trevigiano, è in realtà ambientalista da sempre ed è forse il più noto avversario politico del mondo dei cacciatori. E ora porta l’esempio virtuoso veneto per l’obiettivo “rifiuti zero” che l’Unione europea vuole perseguire per i prossimi anni.

Onorevole Zanoni, il Veneto è unmodellodiraccoltadifferenziata in Europa?

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NOVITÀ!! Ricevitoria SISAL e nuovo servizio

È proprio così. Del resto, l’utilizzo razionale delle risorse in Europa spinge a trovare delle soluzioni adeguate per la gestione dei rifiuti. A fronte di un aumento del trend demografico, assistiamo a una diminuzione delle scorte. Questo spinge a ripensare un utilizzo efficiente. Inoltre, lo scorso 24 maggio il Parlamento europeo ha approvato una roadmap per portare a zero i rifiuti. Ancora adesso, in Europa e in Italia, gettiamo troppi scarti senza riciclarli e senza riutilizzarli. E dove vengono buttati? Nelle discariche o negli inceneritori.

Insomma, l’Ue vuole capire come facciamo?

Certo. Siamo esempi unici e virtuosi, ripeto. Sul territorio avviene una raccolta spinta, pensiamo che Ponte delle Alpi nel Bellunese detiene il record nazionale della differenziata con l’87,7% anche a livello europeo. In sintesi, il Veneto è una sorta di isola felice se si pensa che in molti Comuni la raccolta differenziata supera il 65%. Sui 1.123 Comuni italiani, quelli che superano il 65% della differenziata stanno in Veneto per oltre la metà, esattamente il 61%.

Da cosa può dipendere?

È un fatto culturale. Il Veneto ha già pagato in passato lo scotto di avere sul proprio territorio discariche inquinanti. Pensiamo alle cave di ghiaia che sono state riempite di rifiuti che hanno nel tempo inquinato la falda acquifera. E questo con un dispendio ingente di risorse per effettuare, poi, le bonifiche. Dopodiché c’è da aggiungere che il Veneto è all’avanguardia anche dal punto di vista dell’innovazione nel campo del riciclo dei rifiuti.

C’èqualcheesperienzaimprenditoriale da portare in Europa?

Assolutamente sì. Riguarda il Centro riciclo Vedelago in provincia di Treviso, un centro di eccellenza a livello mondiale dove sono in grado di riciclare il 100% di tutto. I rifiuti che

Comandoregionale

Finanzieri Cretellalascia aRavaioli

Ilgen. Cretella Lombardo Ilgeneraledi divisioneWalter CretellaLombardo lasciadopo treanniil Comandoregionale VenetodellaGuardia di Finanza:sarà direttore del Centroaltistudi dellaDifesa di Roma:««Sono convintochei venetisannoapprezzare il nostrodelicato lavoro, l’accresciutoruolo socialedella Guardiadifinanza, equesto riconosceil sentimento chenoi proviamo nell’essere idifensori dellagentecomuneinstato di bisognoedigiustizia».Gli subentrail generaledibrigata MarcelloRavaioli, chereggerà ancheil Comandoprovincialedi VeneziadellaGdf: ilpassaggio diconsegnesi èsvolto ieri. •

VENEZIA. Unarresto

«Riciclorifiuti,l’Ue copieràil Veneto Èaziendamodello» Antonella Benanzato

CAFFETTERIA BRUSCHETTERIA PRIMI PIATTI INSALATONE RINFRESCHI

Lombardia», con il Veneto che resta comunque sotto i 60 euro di spesa per cittadino. «Considerando le sole spese per il personale (che ammontano a circa il 94% delle spese totali) si osserva che le spese per abitante per questure e commissariati sono nel centro-sud superiori per circa il 60% rispetto ai costi del centro-nord››. Il complesso studio peraltro arriva a valutare che rispetto a un “fabbisogno standard” si può calcolare un eccesso di 4900 addetti di questure e commissariati, di cui 105 in tutto il Veneto, con anomalie di eccessi in Friuli, Calabria e Sicilia. E in ogni caso,

nel momento in cui va a valutare le province singole, Giarda indica proprio Vicenza tra quelle con il minor numero di addetti di polizia rispetto alla popolazione residente.

Icani scovano 21chilidi droganascosti nell’auto VENEZIA

L’eurodeputato AndreaZanoni giungono dalla raccolta differenziata vengono ulteriormente separati e quindi, attraverso macchinari sofisticati, riciclati completamente. Si pensi che un'azienda modenese per produrre era costretta ad acquistare la plastica a 4.800 euro alla tonnellata rischiando il fallimento. Ha conosciuto il centro riciclo Vedelago e adesso acquista la plastica riciclata a 400 euro la tonnellata. Una bella differenza, e in più ha superato la crisi.

Anche a Marghera si prospetta una riqualificazione in chiave green del sito industriale. Io sono un po’ preoccupato. Il ministero dell'Ambiente e la Regione Veneto hanno sottoscritto un accordo che prevede circa 17 bonifiche. Quello che non capisco, e su cui non mi è stata data risposta, è come mai da sette mesi in Veneto è un pullulare di richieste per autorizzare discariche per rifiuti speciali. Anche nel Vicentino. Non vorrei che i rifiuti di Marghera venissero spalmati nelle discariche presenti in Veneto. Insomma, mi auguro non sia così, in ogni caso non si possono portare i rifiuti vicino alle falde acquifere. •

Oltre 21 chili di marijuana nascosti nell’auto di una cittadina bulgara proveniente dalla Grecia: li hanno sequestrati la Guardia di finanza e l’Ufficio Dogane al Porto di Venezia. Per cercare di non attirare l’attenzione, la donna, una 36enne residente da tempo in Grecia aveva scelto di viaggiare con una vecchia utilitaria Daewoo: alle domande di rito sui motivi del viaggio aveva risposto con sangue freddo che doveva raggiungere Verona per far visita alla madre, da tempo residente in Italia, ricoverata in ospedale per una brutta polmonite. Da un rapido controllo è risultato che non c’era alcuna donna con quel nome ricoverata nelle strutture sanitarie scaligere. Sono scattati i controlli dei bagagli e dell’auto, e il fiuto dei due cani Tad e Anita della Gdf ha fatto il resto: smontati completamente i sedili anteriori dell’auto è stato scoperto un pianale in legno creato ad hoc dov’era nascosto lo stupefacente: oltre 21 kg di marijuana, confezionati in 20 panetti “aromatizzati” al caffè, che sul mercato dello spaccio avrebbero potuto fruttare circa 150.000 euro. La cittadina bulgara è stata arrestata per traffico internazionale di stupefacenti. Sequestrata l’auto. •


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 21 Marzo 2013

PADOVA.Bracconieredenunciato

Ilsequestrodiunatagliolaperlacatturadellafaunaselvaticae ladenunciadiunsessantennediCamposampieroèilrisultato dell’attivitàdicontrollocompiutadallapoliziaprovinciale.

REGIONE:BILANCIO. Consiglio: capigruppoin conclavefino anotte

Lamanovra diventamercato dellevacche

Saltal’accordosulmaxi-emendamento, continue richiestedicorrezioni, novità invistasuitrasporti Roberta Bassan

fino a notte. Se ne riparla oggi.

La proposta correttiva del bilancio regionale, quella che doveva mettere d’accordo tutti, diventa il mercato delle vacche. Non certo vacche grasse, quelle a cui la Regione era abituata anni addietro, ma le vacche magre di un bilancio caratterizzato già di per sé da non pochi tagli. Soldi pochi. E acrobazie tante per ripartire la torta striminzita. E in questo contesto il maxi-emendamento, che doveva fare sintesi e unificare in un unico testo le varie proposte, concentrandosi soprattutto sulle emergenze dettate dalla crisi economica e sociale, diventa un tira-molla sfibrante, tra schermaglie, discussioni e soprattutto richieste che per tutto il giorno sono continuate a piovere fino all’ultimo. Capigruppo in conclave

PATTI.Un lungo patteggiamento dentro la maggioranza e tra maggioranza e opposizione, perché in questo caso tutti entrano nella partita. Altrimenti il maxi-emendamento salta perché la minoranza può continuare a fare melina. E pensare che il tempo c’era. La seduta del Consiglio regionale si era chiusa malamente giovedì scorso, con il famigerato emendamento delle vongole, un’incredibile votazione in cui una maggioranza mista di consiglieri aveva dirottato la bellezza di 2 milioni di euro ai pescatori chioggiotti e rodigini di vongole e molluschi. In tempi di vacche grasse poteva anche starci. Ma i soldi in questo caso sono stati tolti al capitolo delle politiche attive per il lavoro, risorse destinati appunto a chi resta senza occupazione e

VENEZIA

deve trovarne una. Quasi una settimana per trovare la quadra, verificare la tenuta della maggioranza, accordarsi con l'opposizione sulle nuove correzioni alla manovra per evitare incidenti di percorso e presentare un’unica grande aggiustatura caratterizzata da alcuni nodi puntuali. Quelli più attuali: emergenze sociali, sostegno agli affitti per famiglie in difficoltà, fondo per le piccole medie imprese con soldi presi anche da fondi di Veneto Sviluppo non utilizzati. CONFUSIONE. Ma al fischio d’inizio ieri mattina le idee erano ancora confuse e la nebbia è calata sulla giornata, scivolando via tra schermaglie e continui rinvii. Per quasi tutto il pomeriggio l’aula è rimasta desolatamente vuota, mentre nelle salette circostanti ognuno “giocava” la sua partita.

Che dire dell’assessore Maurizio Conte (Lega) che fino alla fine chiedeva di svincolare 3 milioni da Veneto Sviluppo ed investirli sulla tutela dell’atmosfera e riduzione dell’inquinamento? Lui del resto era stato abbastanza “bastonato”, visto che si era visto rosicchiare non poco per le emergenze. Leonardo Padrin (Pdl) ci ha provato fino all’ultimo ad inserire la sua partita della dismissione delle società partecipate dalle Ulss. Picche. Ma il vero nodo erano i soldi destinati a sociale, trasporto pubblico locale, sostegno a imprese. QUADRO. Circa 10 i milioni destinati all’emergenza sociale tra cui 7 per l’impiego dei disoccupati in lavori di pubblica utilità, altri 2,8 milioni per il pagamento delle bollette per le famiglie in difficoltà, 200 mila euro per le famiglie degli im-

Ruffatoaglieurodeputati: «Comparare laspesa Stato-entidei Paesi» Ormai è tutto un unico cerchio: casse pubbliche in difficoltà, mentre proprio il loro ruolo in questa crisi dovrebbe dare una spinta all’economia privata (vedi a lato) che boccheggia. Serve una svolta, ma come fare? Federalismo, macroregione, indipendenza sono i temi che segnano alcune novità nel panorama politico di queste ore. FEDERALISMO: MOSSA IN UE. Come ha preannunciato in un’intervista al nostro giornale il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, «parte dal Veneto l’offensiva delle Regioni per ridare fiato alla crescita europea ripartendo dalle autonomie locali e dal federalismo». Ruffato è coordinatore del gruppo di lavoro sul federalismo fiscale della Calre (Conferenza dei consigli regionali): riunisce i rappresentanti di 22 regioni appartenenti a otto paesi comunitari (Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Belgio, Regno Unito, Finlandia). E ieri a Bruxelles le 22 Regioni hanno presentato il piano di lavoro per il 2013, volto a sensibilizzare il Parlamento europeo sul valore competitivo delle Regio-

GIUNTALOMBARDA

Macroregione delNord Maronivara la1a delibera

«TAGLI PERI DISABILI» Protestaunanime ieriin Consiglioregionaledei 29 sindacidel territorio dell’Ulss16di Padovaper iltaglio dapartedella Regionedi 300 mila euro (su1,3 milioni)al fondo periservizisociali. «È l’Ulsspiùpopolosadel Veneto (500mila abitanti) ericeve laquota sociale perabitantepiùbassa, Saremocostretti a tagliareulteriormenteiservizi a disabili,riducendo le oredi assistenzaascuola». •

Indipendenza,parolaaisaggi Federalismo,mossainEuropa ni nell'area euro: «Solo privilegiando politiche di sussidiarietà e selezionando i migliori sistemi di federalismo fiscale oggi presenti in Europa - ha spiegato il presidente Ruffato - si potrà aumentare la competitività del sistema comunitario». Ruffato ha coinvolto anche gli europarlamentari veneti, primo nucleo della futura “rete” di europarlamentari ai quali la Calre affida il compito di fare “lobbying” a Bruxelles, per valorizzare le Regioni e promuovere le aree più produttive del continente, quelle che riescono a creare Pil e innovazione e a maturare i più alti “residui fiscali” (il saldo, cioè, tra i tributi versati agli Stati centrali e il valore dei servizi ricevuti in cambio). Gli eurodeputati veneti sono invitati il 15 aprile a Venezia, all'incontro con i presidenti delle assemblee regionali della Calre. «La rete degli europarlamentari può diventare uno strumento propulsivo per avviare una vera politica regionale europea, valorizzando il ruolo fondamentale dei Consigli regionali». Esempi concreti di temi in cui le Regioni vogliono farsi sentire? «Gli orientamenti della politica agricola comunitaria o della politica europea sull'acqua, oggi in definizione in Europa», sottolinea

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L’ira deiComuni

BRUXELLES-VENEZIA. Insediatada Zaia lacommissioneche valutal’ipotesi diun referendum

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MILANO

UnoscorciodelConsiglio regionaleapalazzoFerroFini prenditori in crisi. Oltre ad un fondo di circa 4,3 milioni per gli affitti. Sul fronte imprese circa 23 milioni destinati al sostegno alle aziende giovanili e femminili e altri 4/6 per i Confidi. Ma è sulla ripartizione che ieri sera nel conclave si faticava a trovare la quadra. Il Pd per esempio premeva per alzare a 5 mila euro l’anno l’assegno ai lavori socialmente utili. E chiedeva inoltre maggiore chiarezza sul riparto dei 23 milioni destinati a giovani, donne e Confidi. Nel quadro delle risorse entravano anche agevolazioni fiscali per veicoli elettrici (60 mila euro), istituzione di un fondo sanitario inte-

grativo (100 mila euro), lavori pubblici urgenti (500 mila euro). Poca cosa rispetto ad un pacchetto, derivato in realtà dal fondo nazionale Feoga, di 12 milioni per l’agricoltura. TPL.Altra grana il tema del trasporto pubblico locale sul quale è montato il pressing delle aziende venete. La cifra sul piatto è di 406 milioni: 150 al ferro, 256 a bus e vaporetti. Ma i nuovi criteri andrebbero a sacrificare la navigazione (e Venezia) che dovrebbe “rimetterci” dai 6 ai 7 milioni a vantaggio dei bus. Il conclave è lungo. Oggi si torna il aula. Si spera. •

Nella sua prima riunione, la Giunta regionale lombarda guidata da Roberto Maroni ha approvato una delibera di “attuazione contestuale” in Lombardia, Piemonte e Veneto, del Patto di stabilità territoriale. Nella delibera, dice una nota, si spiega che possono da subito avviarsi le intese interregionali in tema di Patto di stabilità territoriale: «questo potrebbe assumere, così, una configurazione tale da valorizzare il sistema delle autonomie locali nell'ambito di un'area territoriale ancora più vasta, quale la macroregione. Il plafond disponibile per le imprese nelle tre Regioni ammonta a circa 250 milioni. Per questo nella delibera si individuano i nuovi criteri, in condivisione con Anci e Upl, per il Patto di stabilità territoriale 2013 attraverso i lavori del tavolo tecnico e si decide di proseguire nelle attività necessarie all'aggiornamento di virtuosità per i Comuni lombardi». Maroni si è detto «in sintonia» con il presidente veneto Luca Zaia: entrambi tra l’altro hanno appoggiato la manifestazione dell'Anci oggi a Roma contro il Patto di stabilità.

PATTODISTABILITÀ. Oggilamanifestazione

Isindaci battono cassa EaRoma nonsonosoli È il giorno della manifestazione dei sindaci a Roma per protestare contro il Patto di stabilità che blocca i pagamenti alle imprese. Si tratta di 2,5 miliardi (tra Regione e Comuni) solo per quanto riguarda il Veneto. Il clou dell’iniziativa si svolgerà al teatro Capranica. L’Anci (Associazione nazionale comuni) ha chiesto anche un incontro ai nuovi presidenti di Camera e Senato. La protesta assume un significato ancora più evidente dopo che ieri il ministro all’Economia Vittorio Grilli ha detto in buona

Protestadeisindaci sostanza di avere pronto il decreto grazie a cui gli enti pubblici potranno pagare subito o per lo meno in tempi ragione-

voli, permettendo un allentamento del Patto di stabilità interno. Strada in realtà spianata dal disco verde allo sblocco dei pagamenti da parte della Commissione europea con la lettera dei vicepresidenti Olli Rehn e Antonio Tajani. Decreto sul quale l’ultima parola è del premier Monti e sul quale è già partito il pressing a fare presto. L’Anci intanto ha già incassato l’appoggio di Rete Imprese Italia con Confcommercio veneto in primis, il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Federico Caner sostiene che «l’unica soluzione è rompere il Patto». Più cauto Fracasso (Pd): «Necessaria azione coordinata stato-enti locali». E De Poli (Udc): «Decreto subito». •

Lacommissione deisaggicon ilpresidente LucaZaia Eurostat (l'ufficio statistico dell'Unione europea) di rilevare anche i flussi finanziari non solo tra Ue e governi, ma anche tra governi e autonomie locali». Come dire: i “risparmi” dei governi non devono cadere sul groppone degli enti locali.

Ilpresidente Clodovaldo Ruffato Ruffato. «Ai nostri rappresentanti nell'Europarlamento chiediamo inoltre di farsi promotori di un controllo europeo sulla spesa pubblica attraverso un sistema comune di contabilità che permetta ad

AUTODETERMINAZIONE. Come annunciato, si è riunita ieri a Venezia anche la commissione di saggi che darà un parere su un referendum per l’indipendenza veneta. «Come promesso - spiega il presidente Luca Zaia - verifichiamo se è legalmente possibile sentire cosa ne pensano i cittadini. A livello istituzionale invece puntiamo al progetto di macroregione con tutto il Nord». •

GT18662

TREVISO.Spiragliperlapallavolista


14 Il Credito Cooperativo della Città di Vicenza

IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì 21 Marzo 2013

CRONACADIVICENZA

Aimapreallegare Oraidipendenti chiedonogaranzie Cgil,Cisle Uilpuntanoa mantenerel’occupazione dopol’uscitadalla gestione “inhouse” Faripuntati sull’affidamento delservizio gas Chissà se quella “clausola di salvaguardia” per i lavoratori, allo studio di Paolo Colla, amministratore unico della holding di San Biagio, servirà a tranquilizzare quel migliaio di lavoratori che negli ultimi cinque anni hanno visto cambiare radicalmente le strategie della loro azienda. Perché adesso quegli oltre mille dipendenti, Sit compresa, attendono di conoscere l’accordo che sarà stilato tra azienda e sindacati. FIORE ALL’OCCHIELLO. Aim, il fiore all’occhiello della municipalità, quella degli accordi innovativi e degli utili dopo gli anni delle guerre dei bilanci e del profondo rosso. E adesso tocca navigare nel libero mercato che in soldoni significa partecipare tra un anno alla gara per la gestione del gas senza la rete (protettiva e nello stesso tempo limitante) dell’essere in house. Poi toccherà alle altre scadenze a partire dal 2019 con la gara per il trasporto pubblico locale e le insidie di una fusione con Ftv che appare indispensabile. E in tutta questa rivoluzione copernicana che ruolo avranno il migliaio di dipendenti di Aim? Questo è il punto e lo sanno bene i sindacati che attendevano con apprensione le parole pronunciate pubblicamente martedì dal sindaco Achille Variati e da Paolo Colla: «Si è aperta una finestra normativa che consentirà ad Aim di crescere». E Cgil, Cisl e Uil non stanno alla finestra, «consci - scrivono i segretari generali vicentini Marina Berga-

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LASVOLTADELLAHOLDING. L’Agendadi Cgil,Cisl eUilper l’azienda

Eugenio Marzotto

Ilproverbio

min, Gianfranco Refosco e Grazia Chisin - che rimanendo con una gestione in house, si impedisce la crescita, l’occupazione e, in prospettiva, anche la contrattazione collettiva in Aim». Ma la partita vera si farà nelle future trattative aziendali, perché è ormai certo che ci saranno. La piattaforma della discussione la spiegano i tre segretari provinciali, che aggiungono: «Il consenso di Cgil, Cisl e Uil al progetto dei uscita dall'in house di Aim, pertanto, è condizionato all'accoglimento delle nostre richieste. Chiediamo l'impegno del Comune a confermare la proprietà interamente pubblica di Aim spa, nonché il consolidamento di un legame stretto con il territorio, con i lavoratori e con i cittadini anche garantendo tariffe eque». Poi la questione centrale: «L’occupazione complessiva dell'azienda deve essere salvaguardata e se possibile incrementata con appositi piani di

Puntiamo adunprogetto strategico dimedioperiodo macheabbia deipuntifermi Chiediamo adAiml’adozione della“clausola sociale” perisettori soggettiagara

sviluppo, e l'entrata sul mercato deve essere accompagnata con l'adozione di clausole sociali per i settori soggetti a gara. La responsabilità sociale dell'impresa deve restare il principio ispiratore di Aim». LAFUSIONE.E poi la spinta verso la fusione con Ftv: «Proprietà e azienda devono porsi come soggetto attivo e riferimento per altre società di gestione di servizi pubblici locali al fine di realizzare le aggregazioni e le innovazioni necessarie ad uno sviluppo sostenibile e di qualità. I futuri piani industriali siano oggetto di confronto entro un sistema di relazioni industriali partecipative e siano fondati su principi di trasparenza, efficacia, visione strategica, sobrietà nei costi degli organismi sociali, valorizzazione del personale». Questain sintesi la posizione del sindacato che adesso però aspetta di vederci chiaro. E l’attenzione è tutta rivolta alla prossima gara per la gestione del gas. Alla gara parteciperà tra un anno AimReti che gestisce oggi le reti elettriche, del gas e del teleriscaldamento. E se la gara andasse persa? «Puntiamo sulla clausola sociale - spiega Refosco, segretario Cisl - chi vince la gara prenda in carico gli addetti. Ma prima di tutto, per il bene stesso degli utenti, bisogna puntare alla crescita di Aim, uscendo da una dimensione piccola che ci lascia in balìa dei giganti». •

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POSIZIONICONDIVISE Ei sindacati ottengonoil plauso dell’amministratoreunico Colla:«Conil loro comunicatoodierno dimostranodiavercolto allaperfezione l’orientamentochela Giuntacomunaleha assuntoapprovandola deliberadell’uscitadall’in house.Il documento intendeconfermare l’affidamentodei servizi pubblicilocali attualmenteassegnati ad Aim;confermarela proprietàintegralmente pubblicadellacapogruppo AimSpa, ilcui intero pacchettoazionarioè di proprietàdelComune e,di conseguenza,consentire lacrescita dell’azienda,lo sviluppodelbusiness, l’ingressoinaltrimercati, laconfermae,sepossibile, lacrescita occupazionale». Giàneimesi scorsi Aime sindacatiavevano condivisoilprocesso di sviluppoedi integrazione delgruppo Aim conle realtàvenete omologheal finediperseguire sinergie, economieedefficienzaa vantaggio degliutenti ma anchedei lavoratori. «Aim haribadito l’impegno, assuntocon laproprietà, disalvaguardare l’occupazionepur in un

Lacentrale di teleriscaldamento diAimin viale Cricoli

ICONTRARI. Ilno alla deliberadi Giuntae all’assetto dellaholding

ICobase la svoltastorica «Lacittà non la vuole» Il sindacato autonomo rivendica il risultato del referendum sui servizi pubblici e la loro gestione

momentodi crisiche vede leaziendeingrave difficoltànel confermarei postidi lavoroattuali. Aim hainfatti confermatotutti ipostidi lavoroe, attraversoil metododella concertazione,ha condivisoiprogrammidi razionalizzazionee di sviluppodell’azienda.E ancheora vogliamo condividereilpiano industrialeconi rappresentantidei lavoratori». •

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SanBiagio plaude

C’è chi dice no e protesta. Lo fa il sindacato autonomo Adl Cobas, fortemente contrario alla decisione della giunta Variati di uscire dalla gestione in house da parte di Aim. Un nuovo assetto della holding che dunque non piace, come non è stata digerita la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil. «L’abbandono della gestione in house di Aim è in controtendenza alla scelta del 58% dei vicentini al referendum sulla gestione dei servizi pubblici». Parte da questa premessa il documento dei Cobas che in una nota attaccano il sistema

Lasede dicontràSan Biagio

di liberaliazzione prima e le nuove strategie dell’amministratore unico Paolo Colla e del sindaco Achille Variati. «Sembra passato un secolo da quelle straordinarie giornate in cui 27 milioni di italiani, oltre 48 mila nel solo comune capoluogo, ovvero il 58% degli aventi diritto, decretavano la loro volontà di abrogare quelle normative, pensate apposta per soddisfare il dio Mercato, che costringevano a svendere i servizi pubblici essenziali. Due erano i quesiti, a cui gli italiani diedero una risposta inequivocabile: per quanto riguarda l’acqua, i trasporti, i rifiuti ed altri servizi, il loro controllo e la loro gestione devono essere pubbliche». «Abbiamo visto come, in questi due anni, i risultati referen-

ILPROGETTO. Manuela Dal Lagofirma il testosulsitodel Comune

Petizionesuicampinomadi «Noalla ristrutturazione» Il Comune chiama i cittadini, Manuela Dal Lago risponde. La candidata sindaco dell’omonima lista civica ieri ha firmato la petizione on line intitolata “Stop all’iter per il rifacimento del campo nomadi di via Cricoli”. «Firmo con convinzione, libera dagli schemi, la proposta presentata da Alessio Sandoli e già sottoscritta da altri cittadini, evidentemente preoccupati per lo stato di degrado in cui versano i campi nomadi presenti a Vicenza - spiega Dal Lago -. Si

parla di un progetto che prevede un finanziamento statale di 230 mila euro per la riqualificazione di un sito ampiamente fuori norma, ovvero per la sistemazione provvisoria di una struttura assolutamente non conforme ai vincoli imposti dalle normative urbanistiche e ambientali. Inoltre, la vicinanza ad alcuni istituti scolastici, la zona densamente popolata in cui sorge e la strada molto trafficata lungo la quale è posizionato sono altri elementi che, anche di recente,

Controllialcampo di viaCricoli

hanno provocato più di qualche problema in città. Sono elementi di cui si dovrà tener conto in futuro, quando si dovrà pensare a una nuova area da destinare ai nomadi che risiedono in città». «Chiediamo all’amministrazione comunale - prosegue Dal Lago - di ritirare quel progetto. Lo chiediamo noi, lo hanno chiesto gli stessi nomadi che vivono all’interno di quell’accampamento, lo chiedono tutti quei cittadini che sono stanchi di assistere allo spreco di denaro pubblico. Credo, invece, che il Comune dovrebbe provvedere a individuare una zona dove poter investire per la realizzazione di un nuovo insediamento in regola e decoroso». • © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 21 Marzo 2013

SantiePatroni delgiorno

Serapione,ilsantovescovoin calendario oggi,èunnomedipersonaquasi sconosciutodanoidell’occidentemail martirologioRomanoriporta2santicon questonome.IlSerapionedioggièdetto

diThmuis(Egitto)primaperchéfuvescovo diquellacittàdopotantiannipassatiin monastero.Coltoevivaceebbeindonola tunicainpelledicaprasempreindossata dasanAtanasio.Serapioneèinvocatoda

chifaticaacamminare.Morìnell’anno370 eilsuocultosidiffusesubito.Nel1879fu scopertaun’operadiSerapione,il Sacramentariofonteeccellentedi preziosenotiziesullaliturgiaantica.

Dialettando Aver unbuèloda lovo: avere budelledalupo cioè una famerabbiosa

Il Credito Cooperativo della Città di Vicenza

URBANISTICA. Ildocumentosarà discussolaprossima settimana,ma l’Amministrazione senza ilsì all’interavariantenon vuole procedere

UnaltrostopalnuovopontediDebba Ilprogettoarriveràin Consiglio comechiestodall’opposizione IlPdl attacca:«Ora sidecida» Variati èpronto allabocciatura Ci risiamo. Come un appuntamento fisso si accende nuovamente la polemica sulla variante di Debba. L’opposizione ha chiesto e ottenuto che la delibera sull’infrastruttura venga discussa nel consiglio comunale in programma la prossima settimana. «Bisogna prendere una decisione», attacca Francesco Rucco. Ma lo scontro è già scritto, considerato che l’amministrazione non ha alcuna intenzione di accelerare i tempi e si prepara a un altro rinvio.

dari e quindi la volontà dei cittadini sono stati disattesi. Leggiamo ora che l’amministrazione uscente di Vicenza ha deciso di abbandonare la gestione in house di Aim per, come dice il sindaco Variati, “spingerla a navigare nel mercato”». Insomma una questione legata al modello di sviluppo di un’azienda che ha deciso di staccarsi dall’ombrello protettivo del pubblico e lanciarsi verso l’orizzonte del libero mercato. Con l’obiettivo di crescere. «Riteniamo questa una scelta profondamente errata insistono i Cobas - che contraddice la volontà dei cittadini e che non assicura, come ormai ampiamente dimostrato da anni di esperienze di privatizzazioni selvagge, benefici se non ai soggetti privati che, anziché pensare al bene comune si interessano esclusivamente al proprio tornaconto, al profitto. Non ci resta che essere fortemente contrari a questa scelta, e la contrasteremo pubblicamente». • © RIPRODUZIONERISERVATA

PER IL MOMENTO NO. «Capisco - premette Achille Variati - è iniziata la campagna elettorale. Va bene, discutiamo». Il sindaco è irremovibile. Accoglie la richiesta di portare in aula la delibera ma non annuncia cambiamenti. «Ho già ribadito più volte come stanno le cose - continua - e non intendo realizzare un’opera a metà. L’opposizione vuole costruire comunque il ponte di Debba senza il proseguimento fino al casello di Vicenza est? Benissimo, io non mi prendo questa responsabilità. Così facendo si porterebbe il traffico pesante

Favorevoli adiscuterema noncambiamo idea:bisognafare l’interavariante ACHILLEVARIATI SINDACODIVICENZA

all’interno della frazione di San Pietro Intrigogna e di Casale. Ribadisco: il ponte si fa solamente con la bretellina che porta a Vicenza est». NUOVOATTACCO.Niente di nuovo. L’amministrazione conferma il suo no momentaneo. Ma l’opposizione non ci sta e prepara l’attacco in vista del Consiglio infuocato in programma il 26 e 27 marzo. «La nostra non è campagna elettorale - ribatte Rucco - perché è da anni che chiediamo all’amministrazione di prendere una decisione. Ci sono dei soldi fermi e vanno utilizzati, altrimenti si perdono». REBUSDENARO.Sarà proprio il finanziamento la questione cardine del dibattito. In Provincia giace un fondo da 7 milioni concesso dalla Regione per la realizzazione del nuovo ponte. Variati, però, si dice scettico: «Siamo sicuri che quei soldi ci siano veramente? Io ho molti dubbi, considerato che anche la Provincia deve rispettare il patto di stabilità». «No - risponde il capogruppo del Pdl - se non ci sono più è perché il Comune ha tentennato. Ora vogliamo risposte». FUTURO. Se da una parte Variati conferma la sua posizione, dall’altra confessa che «il traguardo potrebbe non essere così lontano. La prossima amministrazione secondo me prenderà la decisione. Certo, non sono cose di domani ma c’era un problema e mi pare che si stato risolto. La stessa autostrada sembra che abbia frenato le sua opposizione al sistema Sitave. Forse per quest’estate ci sarà qualche novità ma per ora non vogliamo rischiare». •

LAPIAZZA «Ènecessarioe urgente riqualificarel'area di 2500 metriquadrati a Maddalene».Lo chiedono tramiteun’interrogazione i consigliericomunali SandroGuaiti eSilvano Sgreva:«Travia MaddaleneeviaCereda, bisognarealizzare una piazza/parcheggioal serviziodel quartiere». ILPARCHEGGIO Guaitie Sgreva spiegano che«lazona residenziale, inparticolarequella adiacenteallanuova tensostruttura,ècarente diaree parcheggio e attualmentel'unica areadi sostadisponibileè quella alatodella chiesa, chegià oranon riescea soddisfare tutteleesigenze». LATENSOSTRUTTURA Iconsiglieri guardano proprioallanuova palestra.«Una volta aperta-commentano -la situazioneèdestinata a peggioraree potrebbe diventarecritica».

LARICHIESTA Daqui l’interrogazione. «L’Amministrazione deve rivalutarel'area di proprietàcomunale situataall'interno del quartieredi Maddalene,e attualmenteinutilizzata, persuperareiproblemi legatiallacarenza di parcheggi». Idue chiedonoinoltre «un sistemadi videosorveglianzae un impiantofotovoltaico». • © RIPRODUZIONERISERVATA

© RIPRODUZIONERISERVATA

LaRiviera Bericaall’altezzadi Debba e SanPietroIntrigogna resta in attesadellavarianteviabilistica

Mensaescuolabus

Letariffescolastiche rimarannoinvariate Letariffe scolastiche per l’anno prossimorimarranno invariate. AchilleVariati lo annunciacon soddisfazione.«Questa èla confermadiquanto avevamo giàdetto inoccasionedella presentazionedel bilanciodi previsione- dichiara-ecioè chenonavremmoaumentato néle impostené le tariffeeche avremmomantenuto le stesse agevolazionidell'annoprima. Uncontoperò èdirlo,unconto poiè confermarlocon unatto deliberativo». Variati parladi«onere particolare»con riferimento soprattuttoallamensa scolastica.«È il Comune che intervieneper coprire la differenzadicostononpagata dallefamiglie.Intempi così difficili,tuttavia,malgradoun aumentodei costidelle materieprime, ilComune

Latariffa mensasaràinvariata garantisceil sostegno alle famiglie». Perquantoriguardaappunto la mensa,la delibera approvata mantienea4,50 euroil costodel pastogiornaliero per glialunni

dellescuole primarieesecondarie diprimogrado.Mentrela retta di refezioneper le scuole dell'infanziacomunali estatali rimaneferma a 64,40euro. Cisarannoagevolazioniche prenderannoinconsiderazione «duefasce Isee-spiega -anchese cambierannoleggermente i tetti minimiemassimi per effetto dell'andamentodelle pensioni minimeInps». Lefamiglie il cui Iseerientranellafascia A,dazero a5.796,53 euro (5.622,20euro l'annoscorso), pagherannoil pasto 0,80euro elarefezione scolastica 12euro almese. Le famiglie inveceilcui Iseerientra nella fascia B,da5.796,53 euro a 10.143,93(9.838,85euro l'anno scorso),pagheranno2 euroil pastoe28euro al mese la refezionescolastica. Lefamiglie continueranno a pagare28,75 euro almese per il serviziodiscuolabus. Comel'anno incorso,,ancheper l'anno scolastico2013-2014 la domandadiagevolazione per il serviziomensa dovràessere effettuataesclusivamente online, medianteunprogrammache verrà riattivatopiù avanti sul sito. •

SOCIALE. Ildocumentoindividua leazionidi sostegnoperi minori

IlComune aiutaibambini conunpiano diiniziative Qual è la condizione dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie a Vicenza? Quali sono le politiche da adottare per aumentarne il benessere? L’assessorato alla famiglia e alla pace è pronto a presentare al Consiglio il “Piano della città” elaborato nell'ambito di un percorso di partecipazione. Il documento, denominato “Piano della città per i bambini, i ragazzi e le famiglie”, fotografa la situazione dei bambini e delle famiglie di Vicenza,

in particolare di quelli seguiti dai servizi sociali; mette a fuoco i diversi servizi esistenti e gli interventi attuati e propone una valutazione del benessere dei bambini e degli adolescenti vicentini, confrontandolo con la situazione del Veneto. Individua poi le azioni di sostegno da promuovere nel territorio a favore dei bambini e delle famiglie e prevede un sistema di valutazione della qualità dei servizi. «Con questo piano - dichiara l'assessore alla famiglia e e alla pace Gio-

L’assessore Giovanni Giuliari

© RIPRODUZIONERISERVATA

GX21142

Nicola Negrin

AMaddalene

vanni Giuliari - si istituisce un tavolo di concertazione e consultazione permanente e un gruppo tecnico istituzionale. Per la prima volta abbiamo creato una cabina di regia e un metodo che valorizza in modo organico le energie già presenti nel territorio. Ora lo affidiamo alla prossima amministrazione perché lo utilizzi come strumento dal quale partire per decidere le scelte prioritarie per sostenere le famiglie e i minori». Una prima stesura del documento era stato vagliato dalla giunta, sottoposto ai rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni che a diverso titolo si occupano di questo ambito e sviscerato nel corso di due seminari su genitori e ragazzi. • © RIPRODUZIONERISERVATA

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16 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì 21 Marzo 2013

Versoleamministrative

Le manovre di partiti emovimentiin vista del voto

Appoggio diSel?

«Dovigo?Prestosveliamo ilsostegnoauncandidato Selavràlistaconsimbolo» DAVIDEVITTORELLI SINISTRAECOLOGIALIBERTÀ

LACANDIDATURA. Salgono adieci i pretendentia PalazzoTrissino

Valentina Dovigo, 54 anni, presidente di Legambiente Vicenza, già consigliera comunale dal 2003 al 2008, nodalmoliniana e pacifista, una vita spesa per la causa ambientalista: da ieri c’è anche lei in corsa per la poltrona di sindaco, candidata di una lista civica - “La città respira” - che raduna esponenti del «mondo delle associazioni, dell’ambientalismo e del pacifismo del capo-

Alternativi aVariati,mail nostroavversario èilcentrodestra Culturaesociale lealtrepriorità

va» dal suo lavoro all’Avepa. «La difesa dell’ambiente», tema di cui si occupa da decenni, è al centro della sua proposta. «Ho sempre sentito che impegnandomi sui temi ambientali contribuivo a costruire un’idea di futuro - dice Dovigo -. Ora vorrei, con i miei sostenitori, tradurre tutto questo in proposta amministrativa, per una città che soffre molto per l’inquinamento: risolvendo alcuni problemi ambientali, e il Comune può incidere davvero, possiamo trasformare i quartieri e le relazioni tra le persone». Non è tempo di dettagliare i programmi, ma Dovigo promette «proposte per la mobilità più coraggiose di quelle del Pum. Nessuna delle culture politiche in città ha dato soluzioni concrete ai problemi ambientali: noi ci proveremo». Di ambiente hanno parlato fi-

SERGIOBERLATO COORDINATOREDELPDL

IlPdl rimane diviso È“fumata nera” alvertice traleparti CorsainsolitariaoconDalLago? Berlatochiedela«riunificazione»

Lapresidente diLegambientecon una lista civica «Ideeperuna città pulita eil rilanciodellavoro» luogo. Su di lei potrebbe convergere anche Sinistra Ecologia e Libertà che, per il momento, non ha sciolto le riserve. Con quello di Dovigo i nomi oggi in lizza per Palazzo Trissino salgono a dieci. «Ho meditato molto e alla fine mi sono sentita pronta alla sfida - dice Dovigo -. Ho la fiducia di persone che avevano collaborato con me in Legambiente e con le quali ho condiviso l’esperienza di Disegniamo Vicenza», il movimento che aveva tentato di imbastire un’alleanza, da sinistra, con la coalizione di Variati. Poi quel progetto è tramontato, ma non lo spirito, che ora in parte rivive in “La città respira”. «Da venerdì», quando presenterà la sua candidatura con una conferenza stampa, Dovigo si autosospenderà «dall’incarico di presidente di Legambiente» e andrà «in aspettati-

«IlPdlincittàeraal28% nel2008,oraèscesoal 15,6%:persi9milavoti»

INODIAZZURRI. Incontro Galvanin-Donazzan

Lacorsaasindaco C’èancheDovigo «Perl’ambiente» Marco Scorzato

«Pdl,persi 9milavoti»

Valentina Dovigo, exconsigliera comunale eora candidatasindaco nora anche Variati e il Movimento 5 stelle. «È sempre sbagliato dire che non sia ha nulla da imparare, ma i grillini toccano temi che appartengono a Legambiente da almeno 20 anni, come la raccolta differenziata dei rifiuti». Quanto a Variati, Dovigo fa una considerazione politica chiara: «Non siamo avversari di Variati, ma alternativi alla sua coalizione; i nostri avversari politici sono il centrodestra e la cultura neoliberista che non si concilia con la nostra visione di futuro». Oltre che sull’ambiente, Dovigo insisterà sui temi dei

diritti, della pace, del lavoro: «Sull’asse ambiente-culturasociale si possono rilanciare economia e occupazione». A sostegno di Dovigo potrebbe convergere anche Sel, di cui lei è stata iscritta lo scorso anno: «È il partito che più ha portato avanti la visione di ambiente collegabile a Legambiente». Davide Vittorelli, segretario cittadino dei vendoliani, temporeggia: «Sel sarà presente con il proprio simbolo e la propria lista e presto ufficializzerà il suo sostegno a un candidato sindaco». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Non si parlano, se non attraverso i giornali. Sergio Berlato, leader provinciale Pdl, attacca il Pdl cittadino accusandolo di «voler perdere alle Comunali». Il leader cittadino Nereo Galvanin non commenta. In suo aiuto interviene Marino Zorzato, il vicecoordinatore regionale, che replica a Berlato dicendo che «il partito non è un tram in cui si sale e scende a piacimento». E ora ancora Berlato contrattacca. «Chiarisca Zorzato - scrive l’europarlamentare - se, quando dice che Galvanin agisce “con il nostro mandato”, parla a nome del partito o di quella “ristretta cerchia di amici” che da troppo tempo è abituata a prendere decisioni per tutti, infischiandosene della democrazia». Berlato ricorda che Alberto Giorgetti, il numero uno veneto, «aveva definito quelle di Galvanin come “iniziative assunte a titolo personale”. «Ci spiace che Zorzato non abbia voluto entrare nel merito delle questioni», aggiunge Berlato, riferendosi alle strategie per le Comunali: il Pdl citta-

dino batte la strada del candidato autonomo; le altre anime vogliono appoggiare Manuela Dal Lago, la leghista che corre con una civica. «Da diversi mesi - scrive Berlato - attendiamo invano che venga aperta quella famosa busta chiusa dentro la quale Galvanin aveva detto di aver già scritto il nome del candidato sindaco». Poi la stoccata: «Il coordinamento comunale è stato abbandonato da Franzina, poi Nicoletti, Magaddino, Carta, Meridio, Sorrentino, forse Rucco», e i «consensi al Pdl in città sono scesi dal 28% del 2008 al 15,6%». Alla luce di questo «il coordinamento provinciale rinnova l’invito alla riunificazione di tutte le componenti». Un tentativo di confronto tra anime del Pdl - non con i berlatiani, in realtà - l’altra sera in realtà c’è stato: da un lato Galvanin, Pierantonio Zanettin, Costantino Toniolo e Marco Zocca; dall’altro Elena Donazzan e Francesco Rucco. Ma ciascuno ha ribatito le posizioni: un’altra fumata nera. • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

LACRISI DEL CARROCCIO. Spunta ilprofilo deltraghettatore ma solosabatoil direttivo“nathional” decideràil futuro

CommissarioLega,Tosi indicaTosato Un commissario esterno, non vicentino, perché per garantire la pace - almeno apparente alla Lega berica serve un arbitro super partes: questa è l’indicazione che all’interno del Carroccio della provincia mette d’accordo le fazioni in lotta; e questa è la strada che avrebbe deciso di percorrere Flavio Tosi, il segretario veneto del partito, chiamato a indicare un nome per la successione di Maria Rita Busetti, che lunedì

si è dimessa dall’incarico di segretario provinciale, colpita da una mozione di sfiducia della maggioranza dei membri del direttivo provinciale. Ieri un nome Tosi lo ha fatto ai suoi più stretti collaboratori: è quello di Paolo Tosato, veronese, consigliere regionale, fresco di candidatura alle Politiche e uomo di fiducia del sindaco scaligero all’interno degli equilibri della Lega veneta. L’ufficialità sulla sua indicazione non c’è, ma il suo nome è stato avanzato da Tosi stesso. Comunque fino a sabato, giorno in cui è convocato il direttivo veneto del Carroccio, tutto è ancora possibile. Spetta a

quel punto al direttivo stesso la ratifica della scelta del segretario. Non solo. Tocca allo stesso direttivo “nathional” decidere le sorti del consiglio direttivo provinciale. Le dimissioni di Maria Rita Busetti lasciano infatti aperte due strade possibili: quella che sia dichiarato decaduto anche il direttivo vicentino, e in quel caso il commissario avrebbe il ruolo di traghettatore verso un nuovo congresso, da calendarizzare all’inizio dell’estate; oppure quella che il direttivo provinciale continui a restare in carica, pur in assenza del segretario e in presenza del nuovo

commissario: in questo caso lo stesso commissario avrebbe un mandato di “medio termine” per condurre il partito verso la scadenza naturale dell’attuale dirigenza, ovvero l’inizio del 2014 quando - se non ci fosse stato il terremoto di questi gioni - sarebbe stato certamente celebrato il nuovo congresso. In questo momento nel partito padano convivono idee diverse sul “che fare”. C’è chi preferirebbe la prima ipotesi e chi invece rema per la seconda. La prima darebbe poco tempo per ridisegnare equilibri interni; la seconda lascerebbe margini temporali più ampi. Ri-

spetto alla permanenza del direttivo, pur in presenza di commissario, esiste un precedente nella storia recente della Lega nord vicentina: a gennaio 2007, dopo il congresso che vide fronteggiarsi Antonio Mondardo, Roberto Ciambetti e Bruna Fanchin - e dopo che i primi due si spartirono la gran parte dei voti - il partito di Bossi decise che per superare lo stallo era preferibile un commissario - fu nominato Giampaolo Dozzo - anciché andare alla “conta” al ballottaggio, ma il direttivo eletto al congresso fu mantenuto in carica. • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

Ileghisti PaoloTosatoe FlavioTosi,entrambi veronesi

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È il nome del dopo-Busetti Il direttivo provinciale è in bilico: tocca ai vertici veneti decidere se decade


18 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì 21 Marzo 2013

brevi

TESTIMONIANZA. Ilquestore Sanna haricordatoil capodella polizia

«DaManganelli hoimparato l’artedeldialogo»

INCIDENTE URTONEL VENEZIANO VICENTINORICOVERATO

Il vicentino Gianluca Zini, 42 anni, è rimasto ferito in maniera seria in un incidente stradale avvenuto l’altra sera a Spinea, nel Veneziano. Da quanto è emerso stava scendendo dalla sua auto quando è stato investito dalla Fiat Punto guidata da un serbo che lo ha travolto. È stato soccorso e ricoverato; la prognosi è di almeno 50-60 giorni.

«Unafiguraeccezionale nonsolodal punto divista professionalemaancheumano, capacedilottare finoall’ultimocontro lamalattia elasofferenza» Claudia Milani Vicenzi «Non lo chiamavo dottore, prefetto, eccellenza. Per me lui era solo “il capo”. E continuerà ad esserlo anche adesso che non c’è più. Anche quando qualcuno, sicuramente preparato e capace, prenderà il suo posto. Perché per me Antonio Manganelli è stato un esempio non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Un maestro che mi ha insegnato l’importanza del dialogo». Ci sono momenti in cui bisogna essere forti, decisi, duri. Altri momenti in cui è impossibile non commuoversi. E ieri, per il questore Angelo Sanna,

Ricordo ancoral’abbraccio ditreannifa quandomidisse “continuacosì chevaibene”

è stato uno di questi momenti. Non ha potuto né voluto nascondere la propria tristezza e il senso di vuoto lasciato dalla morte del capo della polizia. Manganelli, 62 anni, lo scorso 24 febbraio era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale San Giovanni di Roma dove era stato sottoposto a un’operazione chirurgica per la rimozione di un edema, conseguenza di un’emorragia cerebrale. Negli anni scorsi era stato colpito da un tumore e aveva dovuto trascorrere un lungo periodo negli Stati Uniti, ma prima del ricovero la sua situazione clinica era di nuovo peggiorata. «Ieri la notizia che tutti temevamo è arrivata - ha spiegato il questore -. Appena ho saputo ho subito riunito tutti i miei dirigenti. Era importante stare insieme in un momento così difficile. Sentiamo già la sua mancanza, ma abbiamo la consapevolezza che dobbiamo andare avanti e continuare a dare il massimo per il bene dei cittadini». Si erano conosciuti tanti anni fa, l’ultima volta che

si erano visti era stato a Roma, lo scorso Natale, ma è un incontro ad Asti, nel giugno del 2010 che Sanna ricorderà per sempre. «Avevo invitato Manganelli in occasione dell’inaugurazione dei lavori in questura - ha spiegato -. Una città piccola che non aveva mai ricevuto la visita di un capo della polizia. E fino all’ultimo si temeva che sarebbe stato costretto a mancare, per impegni più importanti. E invece Manganelli arrivò, stupendo tutti. Perché il mio capo era così. Si confrontava con le più importanti personalità non solo italiane, ma anche europee ed americane, ma era vicino anche ai più piccoli. Ed è questo che mi ha insegnato: l’importanza di dialogare con tutti. L’abbraccio finale, quando mi disse di continuare così, perché tutti mi volevano bene, è stato il regalo più grande. Sono orgoglioso di aver lavorato con lui. Il dispiacere è di non averlo potuto incontrare a Vicenza, dove fu però ospite nel 2008». •

TRIBUNALE

SOSSANO NONPAGA GLI ALIMENTI QUERELARITIRATA

AntonioManganelli insieme al questoreAngeloSanna

Dal2007alverticedellapolizia LALUNGAMALATTIA AntonioManganelli è morto ieria 62anni. Erastato nominatoalvertice della poliziail 25giugnodel 2007 eaveva presoil postodi GianniDeGennaro,amicoe collegaconcui aveva condivisopassiimportanti dellasua carriera. Negli ultimianni avevalottato controun tumoree aveva trascorsomolti mesi negli Usapercurarsi.

Gianluigi Rezzadore, 60 anni, di Sossano (avv. Carotta), è stato assolto dal giudice Rizzi. L’imputato era accusato di non aver pagato l’assegno di mantenimento all’ex moglie Orietta (avv. Cattaneo) per il figlio, dal 2007 in avanti; e di aver minacciato la donna. La quale ha deciso di ritirare le querele dopo aver raggiunto un accordo con Rezzadore.

ARZIGNANO GUIDAVA EBBRO INFLITTIDUE MESI

Il cittadino macedone Vlatko Nikolovski, 35 anni, residente in Bulgaria (avv. Mariotto), è stato condannato ieri dal giudice Bordoni a due mesi di arresto e a 1.000 euro di ammenda; via la patente per 9 mesi. Il 30 novembre 2008 era stato fermato dai vigili urbani ad Arzignano a guidare con un tasso alcolico pari a 1,05 grammi per litro.

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Obblighiedoverideicronisti

Ilmagistratosi èsoffermato sulcasoSallusti esulladiffamazione ne, reato che va ad incidere negativamente sull’onore della persona. Ha citato la Costituzione e le normative italiane in tema di tutela dell’onore personale e una serie di principi enunciati dalla Corte di giustizia europea che invita gli Stati a non avere reazioni spropositate rispetto a questo reato, ritenendo proporzionato il carcere solo nei casi di incitamento alla violenza e all’odio razziale. A differenza di quanto avviene in Italia, la Corte Eu-

Due amici di origini magrebine sono stati condannati ieri mattina dal giudice Rizzi dopo un lungo dibattimento. Il tribunale ha inflitto un anno e due mesi di reclusione e 3.500 euro di multa ciascuno a carico di Hedi Garraoui, 49 anni, residente in città in via del Carso (avv. Stefano Grolla) e di Said Hicheur, 36 anni, residente a Vicenza in via Monte Baldo (avv. Paolo Morsoletto). I due africani dovevano rispondere di aver spacciato una dose di cocaina ad un tossicodipendente vicentino il 3 gennaio 2006, in città. Per il giudice l’accusa, da cui entrambi si difendevano con forza, è provata. Andranno a processo il 16 gennaio dell’anno prossimo invece due vicentini, sempre per vicende legate agli stupefacenti. Federico Zambonin, 33 anni, di Sovizzo, via San Daniele, è accusato di aver coltivato 7 piante di canapa indiana in un terreno di proprietà non lontano dalla sua abitazione; venne denunciato nel settembre del 2011 in procura, che ora ha chiesto il processo. Matteo Strobbe, 41 anni, di Schio, via Giavenale di Sotto, è invece accusato dal pubblico ministero Gava di aver smerciato hashish ad alcuni giovani consumatori della zona di Monticello Conte Otto fra l’agosto e l’ottobre del 2010. Si trattava di piccole quantità ma spacciare in maniera frequente. •

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CONVEGNO. Larelazione delprocuratoreCappelleri almeeting dell’Ordine deigiornalisti

Nella sala conferenze del Giornale di Vicenza si è tenuto ieri un forum di formazione e aggiornamento promosso dall’Ordine dei giornalisti del Veneto e dalla scuola di giornalismo “Dino Buzzati”. Dopo l’introduzione del presidente dell’Ordine, Gianluca Amadori, parola al procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri il quale, citando il recente caso Sallusti, si è soffermato sui reati tipici del giornalista, in particolare sulla diffamazio-

Spaccio dicocaina Condannata unacoppia

GianlucaAmadori e Antonino Cappelleri. COLORFOTO ARTIGIANA

PROCESSO ropea ritiene che la norma che regola e punisce la diffamazione debba essere prevedibile per permettere al giornalista di conoscere le conseguenze dell’eventuale reato per il quale in Europa 14 stati su 33 non ritengono necessario ricorrere al penale. Il procuratore si è soffermato anche sui criteri di verità della notizia (non è un valore assoluto), dell’errore del giornalista che può essere doloso o colposo, del doveroso controllo delle fonti, necessario per la non punibilità. L’avvocato Giorgio Battaglini ha trattato il tema dell’informazione e della tutela della privacy, citando come fonti normative direttive costituzionali, leggi, codici deontologici e carte etiche. Delicato il tema

del trattamento e della diffusione dei dati personali. Maurizio Paglialunga, consigliere nazionale dell’Ordine, si è soffermato sul tema della deontologia professionale mettendone in risalto l’importanza rispetto all’insofferenza di molti colleghi nel tenerne conto nell’esercizio della professione. La deontologia «va vista come “ombrello”, come tutela per chi opera in questo delicato mestiere». Paglialunga ha ricordato i settori più delicati: i minori in primo piano e i suicidi, la presunta malasanità e ancora l’utilizzo e la corretta diffusione delle intercettazioni telefoniche. Ha ricordato infine quali Carte regolamentano la professione. •

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Chiudono illocale: in4 allasbarra I veronesi Domenico Ferraretto, 50 anni, Valentino Ferraretto, 38, Alessandro Rigon, 40, e Mauro Tessari, 55, sono a processo davanti al giudice Carli: sono accusato di esercizio arbitrario delle loro ragioni e violenza privata. La sera del 6 ottobre 2007 sarebbero entrati nel locale Incognito di Sergio Pozzan (con cui avevano da ridire) a Vicenza, avrebbero spento le luci, congedato i dipendenti e creato disagio agli avventori. •

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