POLITECNICO DI TORINO FACOLTA’ DI ARCHITETTURA I CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN PROGETTAZIONE URBANA E TERRITORIALE
TITOLO DELLA TESI: UNA BIBLIOTECA DEL XXI SECOLO Progetto di una biblioteca nel centro di Liegi
RELATORE:
CANDIDATA:
Prof. Antonio De Rossi
Stefania Screnci
CORRELATORI: Sergio Pace Elena Carmagnani
A.A. 2009/2010 1
1
Prefazione Un progetto di architettura è come un iceberg. La sua parte visibile, la sua forma, risulta estremamente collegata alla parte immersa. La parte che emerge è tutto ciò di esplicito, il risultato concreto di un programma che si traduce nella comunicazione specifica in materia di architettura. La parte immersa, senza la quale nulla è possibile, è per di più implicita e incosciente, è il substrato, è la percezione, è un odore, è una passeggiata, è una svista. L’unione delle due cose si trasforma in progetto di architettura, ma il passaggio da una all’altra resta un mistero. Raccontare attraverso il progetto la storia di un luogo vuol dire prendere una posizione, ma la direzione scelta non è mai definitiva e come in un viaggio si sussegue di andate e di ritorni e il progetto camaleonticamente continua a mutare. Perché il progetto è Khorakhané: una continua navigazione senza né capo né coda, la continua ricerca e interpretazione del libro del mondo, ma per la stessa ragione del viaggio continuiamo a viaggiare.
Dopo la rivoluzione elettronica, che ha spinto la società verso l’individualismo e l’isolamento, è difficile immaginarsi come un edificio così complesso possa contribuire a far riscoprire il piacere dell’aggregazione e della socialità. La biblioteca del XXI secolo avrà quindi lo scopo di immagazzinare e rielaborare dentro di sé tutti gli stimoli esterni provenienti dalla metropoli; un catalizzatore simbolico che condizionerà la città e che verrà a sua volta suggestionato da essa. Un edificio dinamico e versatile, che non conterrà passivamente gli oggetti del sapere, ma sarà capace di accogliere le diverse espressioni della città e di stimolare la collettività.
IN BASSO: Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, Milano (Bolles+Wilson, 2001) Veduta dell’atrio d’ingresso (acquarello Peter Wilson, 2001).
Il tema del mio progetto sarà quello della nuova biblioteca pubblica di Liegi. Prima di tutto cercherò di rappresentare, attraverso il mio progetto, che cosa sia una biblioteca urbana e in secondo luogo mi concentrerò sul termine pubblico che genererà alcune riflessioni sul concetto di collettività. 2
Ringraziamenti Desidero innanzitutto ringraziare il mio relatore Antonio De Rossi, il mio correlatore Sergio Pace e la mia correlatrice Elena Carmagnani che sono sempre stati disponibili a dirimere i miei dubbi durante la stesura di questo lavoro. Intendo poi ringraziare tutti i miei parenti che mi hanno sostenuto economicamente e psicologicamente durante questi mesi. Un grazie ai miei amici senza i quali non sarei riuscita a concludere con serenità la mia tesi; grazie quindi a: _ Tutta la grande famiglia del CORO G che mi ha regalato momenti fantastici e mi ha riempito le giornate di buonumore; per entrare più nello specifico perché se lo meritano: Ele , Fede, Tamina, Ciulia, Cocò perché, in quanto compagne di stanza, si son sorbite i miei discorsi sull’amore platonico notte e giorno. Walter e Ivan, due architetti che capivano perfettamente il mio stato emotivo a 5 giorni dalla fine. Sampy per i suoi mmmm mattutini, per la sua agilità felina nella corsa e perché sa scegliere i vestiti di laurea. Colonno in quanto alto e avvolgente. La famiglia Tamagnone perché mi ha adottata in questi ultimi giorni sopportando i miei nervosismi. Gamba perché se non ci fossi tu le giornate sarebbero più grigie. Carlo perché sei Carlo. Niki e Luki perché mi hanno fatto riscoprire la naturalezza e la semplicità nelle cose. I Didi perché riempiono le mie giornate di tenerezza. Marchisella perché mi mette i bastoni tra la ruote. Giangi perché mi fatto capire quali siano le cose importanti nella vita: i Pink Floyd. E un semplice grazie a tutti gli altri perché sono semplicemente speGiali! _Amici italiani e belgi allo stesso tempo: Lot, Pacet, Bosso, Prugno, Ale, Renaud, Guy, Sergio, Duvid, Pol. _ Fab, Giusp, Pol e Ivan per gli utili consigli e la mano pratica, l’ospitalità e la simpatia. _ Mary e i miei ex coinquilini del Collegio Einaudi. _ La mia BF che è sempre presente. Infine grazie ai miei genitori che mi hanno sopportata per molto tempo standomi sempre accanto tutto quest’anno di lavoro (anche solo col pensiero) . Grazie MA. 3
Indice 1_L’EDIFICIO BIBLIOTECA 1.1_Che cos’è una biblioteca?: 1.2_Sette parole chiave per il progetto di una biblioteca 1.3_Biblioteche e mediateche contemporanee 1.4_La biblioteca del futuro 1.5_Che cos’è una biblioteca urbana?: -Seattle public Library -Centre Ceramique_Maastricht -Biblioteca Sala Borsa di Bologna 2_STORIA 2.1_Storia quartiere Chiroux -Il XX secolo 2.2_Storia biblioteca Chiroux 3_ANALISI PROGETTUALE 3.1_Inquadramento fotografico 3.2_Problematiche e potenzialitè quartiere 3.3_Bilancio: Note d’Intention 4_PROGETTO 5_TERMINOLOGIA DI BASE 6_CONCLUSIONI 7_BIBLIOGRAFIA
4
1_L’EDIFICIO BIBLIOTECA
IN BASSO: Man on Ladder, Quint Buchholz, 2004, Stoccarda.
5
1.1_Che cos'è una biblioteca? Nelle metropoli contemporanee l’architettura e la sua qualità risultano fondamentali per infondere quel senso di appartenenza ai luoghi e alla comunità che sembra progressivamente venire a mancare a causa della dispersione insediativa e dei frenetici ritmi di vita. La città contemporanea richiede strategie e visioni spaziali che sappiano interpretare le nuove dinamiche e indirizzarle verso immagini in grado di rappresentare l’identità dei singoli luoghi. Le nuove architettura dovranno essere in grado di soddisfare le nuove esigenze progettando spazi complementari ai centri di consumo di massa diffusi sempre più capillarmente come se fossero l’unica faccia della realtà contemporanea. Un’ alternativa e un’opportunità di sviluppo urbano può quindi essere la costruzione dell’edificio biblioteca nel quale coniugare ricerca e innovazione sul piano formale con particolare attenzione allo spazio architettonico e urbano, acquistando un vero e proprio ruolo sociale. Che cos’è e che cosa rappresenta quindi il progetto di una biblioteca? Dal lat. bibliothìca(m), che è dal gr. bibliothékì, comp. di biblíon “libro” e thékì “custodia”. La definizione ricavata dall’enciclopedia Garzanti è la seguente: “Edificio o ambiente in cui sono raccolti e ordinati i libri a disposizione di chi intende leggerli, consultarli o studiarli; per estensione, raccolta ordinata di libri per lo studio, la lettura o la consultazione: biblioteca pubblica, privata”. Analizzando l’evoluzione della bi-
blioteca potremmo quindi comprendere che ruolo riveste oggi rispetto al passato e capire perché possono essere interventi essenziali nei processi di trasformazione e riqualificazione urbana.
NOTA 1: http://www. garzantilinguistica.it/.
6
1.2_Sette parole chiave per il progetto di una biblioteca A partire dalle riflessioni sullo scenario attuale e sul nuovo ruolo delle biblioteche, Muscogiuri2 ha cercato di individuare sette parole chiave, utili a tracciare un quadro di riferimento per la progettazione della biblioteca pubblica del XXI secolo. Ognuna di esse è importante per realizzare un buon progetto bibliotecario, nella programmazione dei servizi come nella progettazione dell’edificio: per ciascuna di esse l’autore ha evidenziato dei concetti esplicativi (una sorta di corollari) che da questa, in vario modo, scaturiscono. Le sette parole chiave sono: 1. Accessibilità [ facilità d’uso / comunicazione / democrazia ] 2. Visibilità [ orientamento / continuità esterno-interno / imageability ] 3. Articolazione [ composizione / esperienza spaziale / varietà ] 4. Evoluzione [ ampliabilità / adattabilità / polivalenza ]
Le sette parole chiave ovviamente non bastano, ma possono rappresentare un buon metodo valutativo del corretto funzionamento di una biblioteca. Se i requisiti per la riuscita di una biblioteca sono questi, quali sono allora le qualità di una biblioteca urbana? Proviamo ora a individuare, attraverso casi studio, alcune delle caratteristiche fondamentali di una biblioteca urbana, sapendo già in partenza che non esiste la biblioteca perfetta o ideale, ma esistono biblioteche ben funzionanti e ben riuscite, ma che, come ogni cosa, si contraddicono mostrando segni di stanchezza rispetto alla società nella quale vengono collocate. D’altronde le numerose nuove sfide della società non permettono di individuare un modello perfetto, ma qualcosa di dinamico e di camaleontico, tipico del multiculturalismo e delle ibridazioni del quotidiano. Di alcune di queste parole chiave, nel saggio si cercherà di illustrare significato e finalità, anche riferendosi a recenti realizzazioni e progetti, in Europa, in Italia e nel resto del mondo.
NOTA 2: Marco Mascogiuri, Biblioteche : architettura e progetto : scenari e strategie di progettazione, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Editore, 2009, p.81.
5. Benessere [ comfort / sicurezza / “un bel posto dove stare” ] 6. Sostenibilità [ bioclimatica / economia delle risorse / consapevolezza ] 7. Molteplicità [ ibridazione / contaminazione / serendipity ]
7
1.3_Biblioteche e mediateche contemporanee Con la diffusione dell’informatizzazione, la globalizzazione della cultura e del sapere si sono inizialmente presentati come minaccia per il ruolo della biblioteca tradizionale, facendo pensare al rapido declino sia dei documenti cartacei raccolti al suo interno, sostituiti da una rete di informazioni rapidamente accessibili da qualsiasi posto, sia del vero e proprio luogo fisico non più adatto alla vita del “cyber metropolitano” come definisce Mandolesi3 , ma dedicata solo a un pubblico di scrittori e artisti ristretto. Nonostante le nuove possibilità, si è constatato fortunatamente che il desiderio delle persone continua a essere quello di poter socializzare, di incontrarsi, di sentirsi parte di una comunità e quindi di recarsi in luoghi collettivi come la biblioteca, in grado di proporre diverse alternative. La biblioteca quindi si arricchisce di nuove funzioni e attività diventando oggetto di attrazione pubblica; un edifico polivalente che accoglie le nuove richieste emergenti del XXI secolo e che spesso funziona da catalizzatore urbano. La presenza all’interno di sistemi di consultazione informatizzati collegati alla rete , oltre che dei nuovi media digitali con una gestione meno impegnativa e più veloce dei documenti tradizionali, riduce la complessità dei servizi e delle relazioni necessari al funzionamento dei questo tipo di edifici e le loro dimensioni, accrescendo la possibilità di una loro diffusione nei contesti urbani con l’aggiunta di questi nuovi servizi a carattere pubblico e culturale che, in base alle diverse localizzazioni, si rivelino di volta in volta
più adatti a potenziare il ruolo di luogo di aggregazione pubblica. Possiamo citare a tal proposito la biblioteca di Maastricht del Centro Céramique di Jo Coenen che chiama a rappresentare il ruolo di polo culturale della città. Il suo grande atrio articolato su più livelli sembra una sorta di prolungamento della piazza esterna ed è caratterizzato da diversi spazi come quello dell’accoglienza, informazione e consultazione, sona espositiva dedicata alla storia di Maastricht, l’open space della sala civica e il collegamento diretto con l’adiacente teatro. Anche Toyo Ito con la sua mediateca di Sendai e Rem Koolhaas con la sua biblioteca di Seattle e il progetto redatto in occasione del concorso internazionale per la nuova Biblioteca Nazionale di Parigi ricercano una nuova forma architettonica in grado di sintetizzare attraverso immagini nuove e suggestive la nuova biblioteca.
NOTA 3: Domizia Mandolesi, Biblioteche e mediateche : un’alternativa ai luoghi del consumo nelle città del XXI secolo, Roma, Edilstampa, 2008p.26.
IN BASSO: Rem Koolhaas, Nuova Biblioteca di Seattle, 2004.
8
1.4_La biblioteca del futuro È possibile oggi idealizzare la biblioteca del futuro? Esisterà ancora la figura della biblioteca o si modificheranno anche i principi di fondo, prima di tutti quello più importante cioè quello della conservazione del patrimonio librario e della divulgazione della cultura? Negli ultimi anni la biblioteca ha conosciuto un assetto stabile e quasi definitivo basato su tre centralità: servizi del lettore, custodia del libro, parte amministrativa. Rispetto ai modelli delle epoche precedenti, il luogo della lettura e quello della conservazione, sempre meglio caratterizzati, si sono separati, assumendo una caratteristica architettonica propria. Attorno questo principio si sono verificate molte varianti dove si dava più importanza alla grande sala della lettura oppure al movimento fluido interno o ancora al deposito. Ma il domani apre molteplici scenari. La consultazione a distanza potrebbe diventare sempre più facile e accessibile, la sala di lettura potrebbe perdere la sua centralità per lasciare spazio alla sala informatica, la fotocopia o la scansione del libro potrebbero moltiplicarsi rispetto alle copie originali dello stesso mettendo in discussione l’importanza di avere un deposito,
la lenta dissolvenza dell’oggetto stampato su carta. Sarebbe quindi possibile chiamare ancora biblioteca un edificio che non contenga più i libri? La biblioteca avrà ancora un grande avvenire e la sua esistenza sarà indissolubile malgrado l’evidente presenza di alcuni problemi come la grande mancanza di spazio dovuta alla basso valore qualitativo assegnato ad ogni documento archiviato. Il piacere di leggere un libro, sentire l’odore della carta stampata, sfregare le pagine tra le dita, annotare riflessioni di fianco al testo o lasciar vagare il pensiero tra il mare di parole scritte ancora non ci abbandona. Per concludere la materialità del libro, evocata spesso da Umberto Eco4, la tattilità della pagina stampata prevarrà sull’evanescenza di quella visualizzata sullo schermo. La biblioteca ridefinirà il suo ruolo fisico, spaziale, espressivo e comunicativo, reinterpretando la sua architettura in base alle nuove esigenze e convivrà con la nuova realtà digitale.
NOTA 4: Umberto Eco, De Bibliotecae, tratto da I quaderni di Palazzo Sormani, Bompiani, Milano, 1982.
9
1.5_Che cos’è una biblioteca urbana? La finalità principale della ricerca è stata quella di indagare, nel quadro generale dei compiti e delle finalità di una biblioteca urbana, i modelli funzionali di tre biblioteche, con particolare riferimento al ruolo urbano e alla configurazione specifica che la biblioteca assume nei centri urbani. Ci si interroga in sostanza sul futuro della biblioteca e sul suo rapporto col contesto metropolitano. La ricerca è stata condotta facendo riferimento ad un preciso contesto geografico, ossia l’Europa continentale e il mondo angloamericano. Si è ritenuto infatti che il confronto fosse possibile solo tra ambiti geografici vicini da un punto di vista culturale e tecnologico, in sostanza quell’omogeneità di fondo nella parte occidentale del globo. Si è cercato di individuare tre biblioteche costruite più o meno nello stesso arco temporale (XX secolo) per facilitare il confronto, ma che appartengono a tre realtà totalmente differenti per evidenziare le diverse caratteristiche di ognuna. La prima biblioteca è collocata infatti in un contesto metropolitano già consolidato e cerca di creare al suo interno un mini spazio urbano legato a quello esterno, la seconda biblioteca inserita in una parte di città di nuova costruzione e che serve da collante tra la nuova parte urbana e il centro storico, la terza biblioteca si installa direttamente all’interno di un edificio storico del centro e dovrà rapportarsi con il cuore della città storica.
Progettista: OMA Luogo: Seattle Anno: 1999 progetto, 2001-2004 realizzazione Superficie: 38.000 mq
Progettista: Jo Coenen Architect Luogo: Maastricht Anno: 1995-98 progetto, 1998-1999 realizzazione Superficie: 13.500 mq Progettista: Roberto Scannavini, pool del Comune di Bologna. Luogo: Bologna Anno: 2001, ampliamento e r i o rg a n i z z a z i o n e 2008
10
Seattle Public Library Il nuovo edificio della Seattle Public Library è il terzo edificio bibliotecario realizzato sullo stesso lotto, dopo quello del 1906, finanziato dal Andrew Carnegie e a lui intitolato, e quello del 1960, caratterizzato da un impianto e da un design che volevano essere più accattivanti e internazionali5. Nel caso di questa biblioteca il posizionamento all’interno della città, che in altri progetti è uno degli aspetti più importanti di riflessione, è un dato acquisito da circa un secolo. La biblioteca si trova in una posizione assolutamente centrale, racchiusa tra la 4th e la 5th Avenue, la Spring Street e la Madison Sreet, all’interno della griglia regolare che tipicamente caratterizza il centro delle città americane. Tutta l’attenzione e la riuscita del progetto si deve quindi alle scelte strettamente architettoniche all’interno di un contesto urbanistico già consolidato, seppure non immobile.
La biblioteca è caratterizzata da masse compatte, sovrapposte ma sfalsate, che producono una forma irregolare in netto contrasto con gli edifici circostanti, che cattura subito l’attenzione di chi la scorge percorrendo le strade circostanti e apre interessanti viste sulla Elliot Bay, su Mont Rainier e sulle Olympic Mountains, cioè il meraviglioso contesto naturale in cui si colloca la città di Seattle6.
NOTA 5: John Douglas Marshall, Place of Learning, Place of Dreams. A History of the Seattle Public Library, University of Washingt Press, Seattle, 2004, pp.166-8. NOTA 6: Aldo De Poli, Biblioteche. Architetture 1995-2005, Federico Motta editore, Milano, 2002, pp.256-7.
IN ALTO: planimetria del quartiere della biblioteca di Seattle.
A SINISTRA: sezione del quartiere della biblioteca di Seattle.
11
L’edificio visto da fuori sembra combattere con il suo involucro e uscire dalla griglia che lo riveste. L’aspetto fondamentale del progetto è il rapporto con la luce proveniente dalla baia di Seattle, la costruzione è sempre brillante come un diamante sia di giorno grazie alla sua pelle che riflette la luce del sole sia di sera dal dentro verso il fuori. Il carattere introverso dell’edificio è probabilmente una scelta politica di Koolhaas di fronte all’ansia crescente nei confronti degli attacchi terroristici che hanno determinato l’aumento delle telecamere di sicurezza in tutti gli spazi delle città americane, nonché la costruzione di barriere e la chiusura di molti spazi pubblici, l’architetto tenta di preservare quest’importante luogo di vita pubblica da qualunque ulteriore erosione esterna7. Per questo l’architettura di Koolhaas viene considerata un’architettura post II settembre. L’edifico si compone di cinque piattaforme fuori terra che vanno
a formare complessivamente undici piani, cui si aggiunge un livello interrato adibito a parcheggio, che è stato progettato in una posizione specifica per poter servire tutta l’area con i suoi parcheggi supplementari8. Il modello archetipo di questa biblioteca è la “torre del sapere”, ispirata alla leggendaria Torre di Babele, rappresentazione del mescolarsi di molteplici lingue, culture e supporti tipico della società dell’informazione.
NOTA 7: Nicolai Ouroussoff, Architecture Review: Shimmering Break from Confrmity; In Seattle’s Library, Rem Koolhaas Has Created a Protective Shell and Filled It with New Ideas, in “Los Angeles Times”, 21th May 2004, p.I. NOTA 8: Michael Kubo, Ramon Prat (eds.), Seattle Public Library OMA/ LMN, Actar, Barcellona, 2005, p.150.
IN BASSO: Fotografie della biblioteca di Seattle.
12
Se dividiamo in settori la biblioteca possiamo dire che la parte inferiore è dedicata ai parcheggi, ai locali tecnici, a una parte dei depositi librari, all’auditorium e allo spazio dedicato ai ragazzi a differenza del settore superiore che è dedicato invece in una sequenza di spazi in between e piattaforme, secondo la terminologia adottata da Koolhaas. Questi spazi in between son rappresentati da sale riunioni, magazzini per i libri e uffici; le piattaforme sono i solai degli spazi in between su cui si sviluppano prevalentemente le funzioni di aggregazioni e di lettura destinate agli utenti9. La living room, la piattaforma più importante all’interno della biblioteca e che si affaccia direttamente sulla 5th Avenue, è considerato come un grande spazio civico, un posto dove sedersi, leggere, riposarsi, incontrare colleghi, navigare in Internet, cercare un romanzo nella collezione di fiction, mangiare qualcosa, prendere un caffè. La living room è il cuore della biblioteca in stretta connessione con gli spazi per i bambini e gli spazi di raccolta saggistica ed è sostanzialmente uno spazio di accoglienza, una sorta di piazza pubblica. Il punto di massima interazione
tra bibliotecari e utenti è la mixing chamber sempre all’interno del living room ed è da un lato lo spazio dove si realizzano il maggior numero di transazioni informative, quelle più complesse e di carattere interdisciplinare, dall’altro il punto di connessione tra la raccolta libraria della book spiral e la meeting room (facenti sempre parte della living room). Qui personale e bibliotecari mettono a disposizione degli utenti le loro competenze. Ma forse la book spiral è l’elemento più caratteristico della biblioteca dato che con la sua configurazione spiraliforme attraversa e collega buona parte degli spazi funzionali dell’edificio concludendosi all’ultimo piano all’altezza della reading room. Questa sorta di magazzino continuo che attraversa quattro piani garantisce il miglior utilizzo possibile dello spazio in quanto, pur contenendo attualmente 750.000 volumi, è strutturato per ospitarne 1.450.000 senza la necessità di aggiunte e spostamento di scaffali. L’obiettivo è quello di esaltare la continuità interna e la facilità di spostamento. L’idea di biblioteca che sembra essere trasmessa da questo edificio è quella di un information mall, di una mediateca nella quale è
NOTA 9: Roberto Gargiani, Rem Koolhaas/ OMA, Laterza, RomaBari, 2006, pp.177-8.
13
permanentemente rappresentata la forte caratterizzazione tipologica della città di Seattle e, più in generale, di una società fondata sulla comunicazione multimediale e sulla culture per immagini10. Tutto l’edificio possiede soluzioni singolari, come ad esempio l’auditorium, che quando non è utilizzato come tale costituisce un percorso alternativo di collegamento tra il primo e il terzo piano o come le scelte cromatiche utilizzate quasi provocatorie, in risposta alla grigia città di Seattle. E per finire la sensazione che il mondo esterno si sia stazionato all’interno della biblioteca, perché si prova molto spesso la sensazione di essere all’esterno pur trovandosi all’interno (aiuole, panchine, insomma una vera e propria piazza). Un edifico che accoglie, che invita e che stupisce, insomma tutto fuorché noioso, una prerogativa in grado di venire incontro anche
alle richieste dei luoghi di aggregazione della vita comunitaria alle diverse scale urbane. Per la riuscita di questa biblioteca Koolhaas ha puntato sicuramente alla comprensione della società e sulla costruzione di uno spazio di carattere pubblico, ossia le funzioni di “luoghi di convivialità e di mescolanza sociale, di incontro tra generazioni, di educazione, di scoperta e di immaginazione nei quartieri così duramente toccati dalla disoccupazione e dall’esclusione sociale”11.
NOTA 10: Deyan Sudjic, Review: Architecture: The People’s Palace: Seattle Is a Perfect Playground for Word-class Architects. Now Rem Koolhaas Has Struck Career Gold There with His Cool Glass Library, which Combines Functional Public Space with a Seductive Aesthetic. Just Don’t Lointer in the Toilet, in “The Observer”, 17th October 2004, p.9. NOTA 11: Dominique Arot, Come cambiare forma senza cambiare valori?L’insostituibile ruolo delle biblioteche pubbliche nelle parole del segretario generale del Conseil supèrieur des bibliothèques de France, in “Biblioteche oggi”, 8, 17 (1999), pp.11-2.
14
Centre Ceramique_Maastricht
L’edificio, situato nella zona nord del quartiere “Ceramique” di Maasricht è parte di un ampio intervento di espansione urbana (uffici, abitazioni e funzioni culturali) finalizzato a creare un nuovo centro culturale al servizio dell’intera città, dotato di sale espositive, un archivio cittadino, un centro europeo di giornalismo, un teatro, una sala comunale e infine la biblioteca. Le tre parole chiave del progetto sono espansione-riconciliazioneconnessione. La strategia progettuale prevede infatti la ricomposizione delle diverse parti attraverso uno schema di percorsi e di piazze secondo una struttura gerarchica di relazioni tra edificio, spazio pubblico e tessuto urbano che affida alla biblioteca il ruolo maggiormente rappresentativo. Mandolesi12 sostiene che il valore di emergenza assegnato alla biblioteca nel disegno dell’area ha portato alla configurazione di un
volume compatto, a pianta quasi quadrata, che, seguendo il bordo del canale, chiude la quinta edilizia lungo Maastricht Avenue, di fronte al museo Bonnefauten progettato da Aldo Rossi. La facciata che si mostra verso la piazza è molto permeabile e dominata da un porticato che prolunga lo spazio dell’atrio verso l’esterno per sottolineare la relazione del nuovo quartiere con il centro storico della città, oltre il fiume Maas. Il volume regolare è scavato, l’involucro scomposto in modo da rendere lo spazio più dinamico, la permeabilità dell’edifico è garantita attraverso un sistema di vuoti che mette in comunicazione visiva i diversi livelli della biblioteca. Ma è soprattutto il grande vuoto centrale all’ingresso che stabilisce la maggior parte delle connessioni tra spazio esterno e edificio e si manifesta come un
IN ALTO: Planimetria biblioteca di Maastricht.
NOTA 12: Mandolesi D., Biblioteche e mediateche : un’alternativa ai luoghi del consumo nelle città del XXI secolo, Roma, Edilstampa, 2008, p.88.
15
grande spazio pubblico interno delle mura della biblioteca. I numerosi dispositivi di transizione permettono quindi di passare dallo spazio pubblico interno a quello pubblico esterno conservando sempre la connessione tra i due. Il concept dell’edifico nasce anche in base alla considerazione del contesto storico del quartiere all’interno del quale era situata l’industria della ceramica compresa all’interno delle antiche fortificazioni. La biblioteca si appoggia lungo questo limite e si connette alla fabbrica di ceramica.
Il riferimento alle tracce storiche non è così esplicito in superficie ma nel sottosuolo esiste un collegamento col passato attraverso una vista che da su un bacino d’acqua sovrapposto alla traccia delle antiche mura.
IN ALTO: Passaggi progettuali della biblioteca Ceramique di Maastricht.
A SINISTRA: Fotografia della piazza esterna e sezione trasversale della biblioteca Ceramique. IN BASSO: Sezione longitudinale della biblioteca e del quartiere della Ceramique.
16
L’edificio è organizzato su nove livelli, di cui uno interrato per il parcheggio; il piano terra, collegato all’adiacente teatro tramite il foyer, è dedicato ai servizi di accoglienza per il pubblico e comprende l’atrio con la zona consultazione, un bar e un ristorante, la sala municipale e una sala espositiva per mostre temporanee in cui i cittadini possono trovare il modello in scala del centro storico di Maastricht. I piani son suddivisi per settori tematici in sale lettura e consultazione, e collegati visivamente dai grandi vuoti interni che permette una migliore diffusione della luce. Abbiamo visto, con i primi due esempi, come l’edificio biblioteca grazie alle sue grandi dimensioni che permettono di ospitare funzioni alternative a quelle della consultazione-conservazione dei libri, possano inserirsi in un discorso più amplio di quello della biblioteca di quartiere che serve
A LATO: Piante e divisione spaziale della biblioteca Ceramique.
17
una cerchia più ristretta di utenti. Queste grandi biblioteche infatti, possono essere definite “urbane”, in quanto il loro servizio, come indica Traniello13, si dovrebbe estendere a tutto il territorio, rivolgere alla generalità dei cittadini, si estenda su tutto il territorio, facendo attenzione alle esigenze dei propri utenti. Le nuove biblioteche, caratterizzate dalle grandi dimensioni e da una sempre più ampia differenziata articolazione degli spazi e delle funzioni, si presentano come metafora della città, una sorta di città in miniatura in cui ciascuno può fare, in una dimensione ridotta, esperienze della città14. È evidente quindi che comprendere meglio i tratti caratteristici della città e della sua evoluzione recente da un punto di vista urbanistico, sociale ed economico è essenziale per capire meglio anche la biblioteca contemporanea.
La loro localizzazione, il loro carattere inclusivo o la loro spettacolarità sono elementi non secondari per il loro funzionamento. L’esempio successivo ci riporta invece ad una dimensione più minuta dell’edifico biblioteca, la cosiddetta biblioteca “di nicchia”che però ha con l’intorno un rapporto costruttivo e dinamico, consentendo di creare una vera è propria polarità culturale.
NOTA 13: Paolo Traniello, La biblioteca pubblica. Storia di un istituto nell’Europa contemporanea, il mulino, Bologna, 1997, p.7.
NOTA 14: Dominique Arot, Les bibliothèques dans l’histoire du développement urbain, in Journée d’etude ”Construire la bibliothèque et faire la ville », Grenoble, 25 janvier 2002, consultable su : http// mediat.upmfgrnoble. fr/ texte_Arot_250102.htm.
18
Biblioteca Sala Borsa di Bologna
La Biblioteca Sala Borsa è, oltre ad un intervento architettonico ben riuscito, un buon progetto dal punto di vista urbano, perché inserito nel cuore della città storica di Bologna, ossia nel “parco urbano” di piazza Maggiore con i suoi palazzi istituzionali e la Basilica di San Petronio. Questo intervento ha come scopo quello di valorizzare il carattere monumentale dell’edificio e di rendere questa parte di città più riconoscibile da un punto di vista urbano, attraverso l’integrazione di piazze, cortili e monumenti15. La particolarità di questa biblioteca è che fa parte di una serie di opportunità culturali, da quelle di tipo spettacolare e celebrativo a quelle di carattere più strettamente culturale e di servizio. Infatti il progetto del “Parco urbano di piazza Maggiore” ha trasformato il Palazzo Comunale e l’area circostante, prima sedi di
uffici e strutture amministrative, in uno spazio culturale e sociale della città e dei cittadini, all’interno del quale trovano sede non solo le istituzioni, ma anche musei, collezioni d’arte, la biblioteca con la sua piazza coperta e le corti per le attività rappresentative e culturali. La piazza coperta intorno alla quale si sviluppa la biblioteca è, dunque, a tutti gli effetti un luogo urbano, e costituisce il vero cuore pulsante della biblioteca, il luogo su cui convergono tutti gli spazi e dove si realizza la massima socialità grazie alla presenza della caffetteria, delle sedute informali e del collegamento wifi. Qui sono anche collocati un banco servizi, con postazione di prima informazione, iscrizioni, prestito e restituzione. La piazza offre inoltre un grande videowall per la comunicazione multimediale con gli utenti. Sulla piazza si affaccia la nuova
NOTA 15: Anna Galluzzi, Biblioteche per la città_ Nuove prospettive di un servizio pubblico, Roma, Carrocci, 2009, p.93.
IN ALTO: Planimetria del centro storico di Bologna e fotografia Sala Borsa.
19
area bebè, dove gli adulti possono condividere con i bambini l’esperienza della lettura. Al piano interrato si trova l’area adolescenti, con grandi tavoli per le attività di gruppo, fumetti, video, CD e postazioni multimediali e l’auditorium per prestazioni e attività culturali. Il primo ballatoio ospita una saletta multimediale e l’area dedicata a quotidiani e riviste, che è allestita in parte con poltroncine, in parte con tavoli di lettura e studio. Qui trovano posto anche le aree tematiche dedicate allo spettacolo e ai viaggi, oltre alla
documentazione sulla Bologna contemporanea, che funge come supporto anche alle attività dell’Urban Center, collocato al secondo ballatoio. Al piano terra ci sono la narrativa contemporanea nella zona denominata le Scuderie e la parte per
IN ALTO: Fotografie interne della biblioteca Sala Borsa di Bologna. IN BASSO: Piante e schemi spazialità interna della Sala Borsa di Bologna.
20
i ragazzi dell’altro lato della piazza coperta. È quindi un grande successo urbano nonostante la sua scarsa visibilità esterna (a causa dei vincoli conservativi imposti dal valore storico della facciata del fabbricato) rispetto agli esempi sopra citati.
L’ambizione di questa biblioteca è quella di unire alla parte più tradizionale della biblioteca pubblica, quella di svago e aggregazione, di studio e di lavoro e di sfruttare le nuove tecnologie per realizzare servizi a distanza.
IN BASSO: Fotografie spazio interno della biblioteca Sala Borsa di Bologna.
21
2_STORIA IN BASSO: Carta storica di Liegi del 1647, prospettiva a volo d’uccello.
22
2.1_Storia del quartiere Chiroux Un tempo definita “Atene del Nord”, è la città francofona più settentrionale del continente, ultimo centro latino del Nord. Tuttavia Liegi non è certo la città più bella del Belgio. Troppo cemento buttato a caso, costruzioni sgraziate ed edifici grigi formano un insieme piuttosto caotico e , globalmente, privo di armonia, per non parlare del pesante passato industriale della regione che, con le sue fabbriche, ha letteralmente sfigurato alcune periferie cittadine, pur dando lavoro ai suoi abitanti. A parte questo, l’idea che evoca in chi non vi ha mai messo piede è quella di una città accogliente, viva, ridente, addirittura esuberante. Ed è proprio questo calore che non delude, questo carattere che si trova nelle vie, nei mercati, nei banconi delle bettole. La trasformazione della città e del territorio è un argomento delicato, trattato sempre di più al giorno d’oggi, raccontato sui libri, descritto dalle fotografie, tracciato nei disegni, impresso nella memoria. I documenti ai quali si può attingere per una ricerca storica su questa città sono pochi, dispersi, non catalogati e difficilmente consultabili. Questa critica serve per introdurre il tema della ricerca e per anticipare la paradossale e difficile vita della biblioteca di Chiroux, del sistema culturale e del quartiere stesso. Analizzando una carta di Liegi possiamo osservare come il quartiere sia molto centrale nella città sia come posizione sia a livello storico, economico, geografico e soprattutto culturale.
Se risulta complicato raccontare la storia di Liegi in generale, risulta ancora più difficile parlare del quartiere Chiroux e di quello adiacente di Premontres, quali siano i confini amministrativi e quale sia invece il confine riconosciuto dagli abitanti di Liegi. Che cos’è veramente Chiroux? Una biblioteca? Un complesso della Casa della Cultura? Il quartiere della SPAM, il quartiere Kennedy? Ancora Chiroux non risulta avere un’identità chiara e lo si può semplicemente constatare quando si chiede un’informazione ad un passante: “Scusi, dove si trova la biblioteca Chiroux?”risposta: “Ecco, vede quel palazzo altissimo, la torre Kennedy?E’ li!” oppure: “La vede quella passerella soprelevata che finisce nel nulla, è più o meno li” oppure: ”C’è un edificio tondo strano, li penso sia l’entrata, o meno, una volta era li!”. Per meglio comprendere l’impianto primitivo del centro città e del quartiere possiamo analizzare la carta si Matthieu Merian del 1495-1650 dove si può osservare come la presenza del fiume abbia influenzato l’impianto urbanistico della città, come la città sia stata divisa dal corso d’acqua in più isole collegate da ponti e come la Mosa sia stata un percorso fondamentale per il trasporto.
23
IN ALTO: Carta storica del di Liegi del 1740.
Ancora meglio possiamo osservare il quartiere di Chiroux nel 17401746, sotto l’ancienne regime. Un quartiere intra muros, al centro dell’isola della città che sviluppava tre punti fondamentali: la Mosa , numerose istituzioni religiose e gli stabilimenti scolastici.
Il livello del suolo era più basso di quello del fiume, non esistevano ponti a parte il Pont D’Avroy e la città era costituita da canali come Amsterdam. L’immagine di una città costituita da corsi d’acqua non si è cancellata tuttora perché gli assi stradali 24
costituiscono ancora le tracce degli antichi canali. La cosa interessante che si può osservare è come la Mosa abbia indirizzato lo sviluppo urbanistico fino ai giorni nostri, abbia diviso i quartieri, formando le diverse sfaccettature della città. Il nome delle strade era dato dalle istituzioni religiose come ad esempio quello di Prémontrés. Nel piano della città del 1880 sotto Liubert Guillame Blonden, un ingegnere comunale direttore dei lavori a Liegi, ritroviamo due modifiche principali della città: durante la rivoluzione francese vengono abbandonati gli edifici religiosi e vengono istituiti i primi
stabilimenti scolastici al posto degli antichi collegi. Ad esempio l’Ecole des Croisiers diventa comunale al posto dell’antico collegio della via omonima.
IN BASSO: Carta storica del1830, archivio della biblioteca dell’università di Liegi.
25
Questa piccola introduzione sulle istituzioni scolastiche del XIX secolo ci permetterà di entrare dentro l’era delle grandi trasformazioni urbanistiche di Liegi. I punti generali di questo secolo sono:
Se focalizziamo la nostra attenzione sulla parte sud dell’Ile notiamo che il corso d’acqua perde la sua funzione a causa della costruzione di un nuovo ponte nel 1843 : Le Pont de la Boverie che diventerà Pont Neuf e finalmente Pont Kennedy.
1_ Le periferie si popolano. 2_ I centri urbani si avvicinano sempre di più verso la riva destra del fiume.
A LATO: Fotografia storica, 1902-1903, Pont de la Boverie.
3_ Vengono costruiti numerosi ponti. 4_ I canali, come quello di Avroy, Sauvenier e Pont d’Ile, poco a poco si colmano. 5_ Appaiono nuove strade come rue Régence e rur de l’Université.
A LATO: Fotografia storica, 1902-1903 Pont de la Boverie.
6_ Viene costruita la stazione di Guillemins. 7_ Viene inaugurato il Passaggio Lemonnier, segno di intense attività commerciali. 8_ Numerose strade sono ingrandite e vengono raddrizzate.
A LATO: Fotografia storica, Pont Neuf 1905, con le scale di discesa per il fiume.
9_ Spariscono un gran numero di vicoli e viuzze.
26
Il XX secolo Durante gli anni ’30 del Novecento l’Esposizione internazionale marca l’inizio del declino dell’industria di Liegi. L’obbiettivo dei grandi lavori messi in opera parallelamente all’esposizione è di mettere la città al riparo dalle inondazioni, dotare Liegi di un porto moderno e facilitare il trasporto fluviale di materie prime tra Liegi e Anversa creando il canale Albert, inaugurato poi nel 1939. Sempre negli stessi anni vedranno la centralizzazione dell’università, attualmente dietro la biblioteca di Chiroux. Nel 1940, IL Pont Neuf viene abbattuto da una carica di dinamite durante la guerra e solo nel 1946 verrà costruito un ponte provvisorio costituito da elementi metallici poco estetici. Le numerose rive e argini diventano il lungofiume come la Quai de L’université che arriva fino al Pont de la Boverie toccando anche il convento di Croisier e una parte di quello dei Jesuiti.
Nel 1918 diventerà la Quai des Etats-Unis e nel 1945 Quai Roesvelt. Il dopoguerra è caratterizzato da una ripresa dell’attività industriale e dall’inizio del declino dell’industria carbonifera dal 1961 al 1974, dato che il carbone verrà rimpiazzato dal petrolio. In questo periodo le immediate preoccupazioni sono rivolte alla ricostruzione per rimediare ai danni causati dalla guerra e proprio in questi anni la maggior parte dei ponti viene ricostruita. Nel 1960 ci sarà l’inaugurazione del nuovo ponte e del nuovo progetto di circolazione automobilistica sulle rive del fiume. L’ultima foto mostra il ponte Kennedy a metà degli anni ’70.
A LATO: Fotografie storiche del 1940 e del 1946.
A LATO: Fotografie storiche del 1958-60 e del 1970.
27
A partire dal 1951 un nuovo complesso di residenze sociali si eleva ispirandosi alle concezioni di Le Corbusier, primo esempio in Belgio. Ma è con il piano urbanistico del Gruppo L’Equerre (a partire dal 1958 fino alla metà degli anni ’80) che si realizzeranno i cambiamenti più importanti per la città: la separazione delle diverse funzioni della città, miglioramento degli assi di spostamento cittadini, penetrazione dell’autostrada nel centro città. Parallelamente al piano, per promuovere lo sviluppo della città tanto sul piano delle abitazioni quanto sul piano dello sviluppo del
terziario, verrà modificato il regolamento sulle altezze degli edifici nel 1963 che vedrà il formarsi di costruzioni sempre più alte lungo le rive della Mosa e lungo i boulevard più importanti, modificando significativamente lo skyline cittadino e dando inizio a una serie di interventi speculativi (l’esempio più significativo è appunto quello della Torre Kennedy degli anni ’70 che sorgerà all’interno del lotto dell’attuale biblioteca Chiroux).
A LATO: Fotografie storiche, costruzione della torre Kennedy.
28
Nel 1985 un nuovo schema direttore per mano del progettista Claude Strebelle, svilupperà nuove linee direttrici che ristabiliranno l’equilibrio tra la circolazione dei pedoni, delle automobili e dei mezzi pubblici, cicatrizzando solo in parte le grandi fratture generatesi a causa dei grandi lavori speculativi degli anni ‘70 al fine di ritrovare, almeno in parte, lo spirito della città antica. Altri lavori come la costruzione dell’estensione del Palazzo di Giustizia in parte al di sopra della Gare du Palais e della realizzazione di una nuova stazione in superficie, la chiusura della piazza del Mercato nel quartiere di Tivoli e in
seguito la costruzione della nuova stazione di Guillemins per mano del celebre Calatrava genereranno nuove occasioni di sviluppo cittadino tuttora isolate e in attesa di una progettazione globale. La messa in opera di queste linee direttive è ancora in atto al giorno d’oggi e presenta attualmente delle difficoltà di gestione urbana.
A SINISTRA: Fotografie storiche, costruzione della torre Kennedy.
A SINISTRA: Fotografie storiche, quartiere Chiroux nel 1960, prima della costruzione della Torre Kennedy.
29
2.2_La biblioteca Chiroux La biblioteca generale è stata fondata nel 1817, anno in cui la città di Liegi cede all’Università, di recente formazione, quasi 7.000 volumi di monografie della biblioteca pubblica. A questo fondo iniziale si aggiungono rapidamente quello della biblioteca dell’Università dei Gesuiti di Liegi, i libri coi fondi monetari dell’Abbazia di Averbode (quasi 8.000 volumi) e 150 manoscritti dell’Abbazia di San-Trond. Le prime acquisizioni riguardano principalmente la medicina, il diritto e la metallurgia. Le collezioni aumentano rapidamente e nel 1842, la biblioteca conta più di 60.000 volumi di monografie e 400 manoscritti. Oggi, gli scambi di pubblicazioni sono effettuati con più di 500 università, accademie e società distribuite nel mondo intero, questo dato è ancora più interessante se paragonato all’inizio della Prima Guerra Mondiale, periodo in cui la biblioteca era in rapporto con 90 imprese scientifiche belghe e straniere (università e accademie). In questo stesso periodo la biblioteca contiene più di 500.000 volumi datati diciannovesimo e ventesimo secolo e riguardanti tutte le discipline della conoscenza. I fondi aumentano anche in seguito al deposito di collezioni che appartengono alle aziende scientifiche (Société Royale des Sciences, Institut Archéologique Liégeois,
Société d’Etudes et d’Expansion) o alle alte scuole, ormai inesistenti (Institut Astronimique, Ecole Normale des Humanités, Ecole des Mines, Ecole de Commerce). Inoltre un gran numero di fondi ereditati vengono a arricchirne la collezione. Tra i numerosi fondi di proprietà della biblioteca il più importante è indiscutibilmente il Witterst. Il barone Adrien Witterst (18231903), collezionista appassionato, ha donato alla biblioteca dell’Università migliaia di volumi, compresi 120 prestigiosi manoscritti, 123 incunaboli, molte collezioni antiche e rare, senza parlare delle incisioni, stampe, illustrazioni, tabelle e mobilio che costituiscono la base delle collezioni artistiche dell’Università. Altra donazione è quella del professore Chauvinistic Victor, eminente orientalista, che ha legato per testamento 7.000 volumi che trattano principalmente di teologia e di cultura orientale. Grazie al vice-cancelliere Constantin Peige, la biblioteca si è arricchita di 3.500 volumi e di alcuni manoscritti di altissimo interesse per la storia delle scienze matematiche e fisiche. Più recentemente il professore Paul Harsin ha voluto che la biblioteca si arricchisse di 4.000 volumi di storia e economia politica, mentre in porfessor Philippe Devaux, ha donato
30
altrettanti volumi di filosofia. Inoltre è da ricordare Juliette Dargent che ha donato 500 manoscritti arabi, alcuni dei quali datati XIII secolo, rendendo la bibloteca di Liegi la più ricca di manoscritti orientali di tutto il Belgio. La funzione della biblioteca si è modificata negli ultimi anni, essa è infatti allo stesso tempo centro di documentazione generale e centro di conservazione delle collezioni antiche dei libri e dei periodici. Per rendere conto di questa nuova funzione è stato necessario modificare il nome, cosi nel 1988 la “Bibliothèque Générale” diventa il “Centre d’Information e de la Conservation des Bibliothèques”(CICB). Nel 1956 nascono inoltre le U.D. cioè le “Unites de Documentation” all’interno dell’edifico della CICB ma i due centri non sono materialmente collegati tra di loro. La quantità dei volumi crescerà in maniera potenziale e la scarsità di spazio porterà a unire le due collezioni eliminando la divisione
insensata venutasi a creare. L’attuale biblioteca non rispecchia le esigenze reali soprattutto per quanto riguarda la quantità di spazio, infatti oltre a essere troppo poco è anche mal gestito. L’impossibilità di rendere tutti i volumi accessibili al pubblico, la mancanza di posti di consultazione, la scarsità di spazio adibito alla collettività, l’inadeguatezza delle sale di stoccaggio dei libri rendono la biblioteca attuale disordinata, affollata e poco chiara. Il nuovo e attuale edificio a forma cilindrica, simile a un gasometro in pietra e decorato con sottili feritoie, sorgerà nella piazza di Carmes nel 1970. La recente costruzione, pensata inizialmente come parcheggio per le auto, ospita all’interno dei suoi fianchi circolari specialmente la collezione dell’antica biblioteca comunale di Chiroux. La difficoltà di mettere dell’ordine all’interno della biblioteca Chiroux è generata infatti proprio da questa forma tondeggiante dell’edificio.
IN BASSO: Fotografie edificio rotondo della biblioteca Chiroux2006/1970.
31
Una sorta di passerella sopraelevata si innalza sopra la Via di Croisiers, come il Ponte dei Sospiri si eleva su un canale veneziano. Quest’appendice sospesa, che una volta collegava la biblioteca Centrale alla biblioteca Provinciale (trasferitasi nell’edificio Chiroux nel 1974), è tuttora esistente e del tutto superflua. Fino all’inizio degli anni ’80 le due biblioteche, quella provinciale e quella cittadina, rimangono separate anche se contenenti collezioni analoghe; inutili doppioni che non permettono un migliore sfruttamento dello spazio e che generano spesso confusione. Si assisterà nel 1978 alla fusione della collezione tra la provincia e la città di Liegi e la metodologia della libera consultazione ( A. L. S.: Automated Library Systems). Nel 1979 la collezione del fondo vallone si fonderà con quello della società di lingua e letteratura vallone e condurrà alla creazione della Biblioteca dei dialetti della Vallonia.
Col passare del tempo le collezioni di città e provincia aumentano esponenzialmente e negli anni Ottanta il numero dei lettori conta più di mille visitatori per giorno. Nel 2005 tutta la collezione verrà trasferita alla Provincia ma questo cambiamento migliorerà solo in parte la situazione complicata della biblioteca. Nel giugno 2005 verrà fondata la Sala della Collezione Ulisse dove verranno conservati tutti i documenti originali presenti sulla storia della città: stampe, foto, carte postali, piante catastali, libri, riviste. La presa di coscienza di un reale bisogno di spazi e di nuovi strumenti per la consultazione, catalogazione e prestito, si accerta nel 2009.
IN BASSO: Fotografie storiche, biblioteca Chiroux, lato Rue de Saint Paul.
32
Gli spazi attuali della biblioteca sono i seguenti: -Collezione musica e arte di spettacolo ± 600 mq -Collezione di Beaux-Arts e arti decorative ± 600 mq -Collezione per bambini ± 600 mq -Collezione di lettere e lingue ± 600 mq
In termini di collezione si posseggono 513.000 libri, 660 abbonamenti e 110.000 supporti multimediali. I lettori sono circa 24.3000 di cui 6.500 nuovi e 17.800 i riscritti quest’anno. Nel dicembre 2009 infatti si assisterà a un grande dibattito: costruire una nuova biblioteca? Il rinnovo dell’attuale edificio infatti sarebbe più caro della costruzione di un altro; la Provincia si mobilita per trovare i fondi e un progetto adeguato per la nuova Biblioteca Centrale.
IN BASSO: Fotografie storiche, edificio rotondo della biblioteca Chiroux, vista della passerella sopraelevata e della piazzetta di fronte al Boulevard Destenay.
-Collezione di scienze e tecniche ± 600 mq -Collezione di storia e società ± 600 mq -Collezione del patrimonio storico della città ± 600 mq -Forum di attualità ± 400 mq -Banca di prestito dei libri ± 150 mq -Caffetteria ± 150 mq -Sala polivalente ± 300 mq -Riserve ± 1.500 mq -Parcheggio -Uffici ± 1.500 mq
33
3_ANALISI PROGETTUALE 3.1_Inquadramento fotografico 5 6
3
1
2
A LATO: Fotografie aerea del quartiere Chiroux e triangolo del sito di progetto.
4
1_ Dal fiume verso il sito di progetto.
34
IN ALTO: 2_ Dal convento verso il sito di progetto e la Torre Kennedy .
IN ALTO: 3_ Dal parco del convento verso il sito di progetto e la Torre Kennedy.
35
IN ALTO: 4_ Skyline dalla Mosa verso il sito di progetto.
A LATO: 5_ Vista dalla passerella della Torre Kennedy verso il sito di progetto.
A LATO: 6_ Vista dalla passerella della Torre Kennedy verso il Ponte Kennedy.
36
3.2_Problematiche e potenzialità quartiere L’area di progetto è circondata da molteplici aree verdi pubbliche che non riesce a sfruttare perché separata da barriere nette come la strada ad alta velocità parallela alla Mosa, il fiume stesso che non è dotato di sufficienti attraversamenti diventa un ostacolo separando la città est dalla città ovest e infine la viabilità non aiuta a raggiungere facilmente il sito. Analizzando la carta della morfologia e quella delle attività possiamo notare come ci sia una netta frattura del tessuto costruito rispetto al centro storico nei dintorni del Avenue Maurice Desteney che si traduce anche in una mancanza di attività e servizi per il pubblico. La grande frattura è situata in corrispondenza degli antichi canali affluenti nella Mosa e divide nettamente la parte di centro storico dalla parte più culturale della città. Esiste infatti all’interno della città un percorso “culturale” che parte dalla parte est del fiume e arriva fino alla parte ovest nei pressi del conservatorio. Il tragitto proseguirebbe fino al centro storico toccando chiese, monumenti, musei e centri culturali, ma si interrompe proprio in prossimità del sito di progetto.
A LATO: Pianta 1: tipologia delle aree verdi ne quartiere. Pianta 2: tipologia degli spazi nel quartiere. Pianta 3: pianta degli spazi aperti Pianta 4: Morfologia del quartiere.
37
parcheggio banca caffè salute/farmacia cibo ristoro/hotel istruzione culturale shopping
38
La carta delle distanze mostra come in realtà tutte le attività culturali e di svago siano potenzialmente vicine tra loro ma poco visibili. Come accennato precedentemente nelle foto panoramiche lo skyline è caratterizzato spesso da palazzoni anni ’70 e la stessa area di progetto si deve confrontare direttamente con l’imponente Torre Kennedy di bel 96 m di altezza.
A LATO: Pianta delle distanze tra le parti più rilevanti della città.
Anche la carta delle vie di comunicazione e delle tensioni locali evidenzano come il sito sia prelvalentemente un’area di passaggio, con potenzialità latenti in attesa di essere sfruttate. Potenzialmente la posizione del sito infatti è molto centrale ed è al centro dei tre assi principali cittadini: l’asse proveniente dal centro città, l’asse della città oltre la Mosa e l’asse ad alta velocità parallelo al fiume. 39
40
3.3_Note d’intenzione Una nuova centralità
I tre canali
Il progetto dovrà rispondere ad una strategia urbana per restaurare l’unità tra i differenti frammenti di città, gerarchizzandoli e generando luoghi, che costituiscono il tessuto connettivo della vita collettiva, attraverso la nascita di superfici pubbliche, un sistema parco, buona viabilità e servizi utili alla società. I frammenti indipendenti che virtualmente generano legami inscindibili di un unico sistema molecolare, che non è più un tessuto ma una rete di nuovi poli chiamati ad attivare scambi dinamici di informazioni, nonché a produrre nuovi eventi sociali. Il tessuto esistente, oggi composto da piccoli ritagli slegati tra di loro, dovrà diventare un elemento continuativo facente parte di un solo sistema aperto, organico e strategico.
Tutto questo sarà attivato grazie all’integrazione di tre canali cittadini emersi dall’analisi del sito. Questi tre canali, con caratteristiche e funzioni differenti, raccolgono in sé la ricchezza degli elementi spesso contrastanti della città: la storia e la modernità, il costruito e il fiume, la natura e l’architettura. Il canale ambientale, il canale del cuore della città e il canale della città veloce esisteranno individualmente ma, allo stesso tempo, faranno parte di un apparato più vasto. Questi percorsi troveranno il loro punto di fusione nello spazio pubblico della biblioteca.
IN BASSO: il canale del centro storico+il canale del verde+il canale della città veloce raggiungono la biblioteca e si fondono con essa.
41
Nuovo rapporto con lo spazio urbano Si tratta di un completamento strategico dell’esistente, che vorrebbe eliminare squilibri funzionali e morfologici tramite l’inserimento di strutture di scala diversa. Un progetto che considera le risorse e le necessità locali, rispondendo ad esigenze reali; una grande massa artificiale che si piega, si estende in modo unitario e puntiforme, si insinua nella città, ne definisce i confini e lo skyline, riprogettando il suolo. Il tessuto esistente si ibrida con il nuovo segno, che è frammentario ma composto da parti che appartengono ad un unico sistema aperto, organico e strategico. Un sistema pedonale che attraversa e unisce le varie aree verdi e i punti d’interesse culturale dell’area cittadina e che affluisce nella biblioteca.
La relazione con la Mosa Il nuovo lungofiume diventa un’area verde attrezzata per il tempo libero e si unisce al sistema satellitare di spazi. Una nuova immagine forte e riconoscibile del bordo, del confine del quartiere di Chiroux. Il progetto è portante di un processo di riqualificazione paesaggistica, ambientale e funzionale di un nuovo corridoio ecologico. Uno spazio lineare a misura d’uomo, in cui tutto è commisurato a un rapporto “dolce” con gli elementi naturali. Un luogo semplice ma scenografico, nella sua volontà di riorganizzare la percezione e l’uso del verde.
Un’architettura che si apre alla città La costatazione dei movimenti (i canali) che attraversano il sito ( flusso circolazione, flusso paesaggistico, flusso della città veloce) si orienta verso un concetto di incrocio di sistemi, verso uno spazio catalizzatore e simbiotico: la città entra nella biblioteca con i suoi movimenti e le sue diversità; la biblioteca ha un’influenza sulla città attraverso le sue attività. I due valori quindi sono consequenziali: dinamismo e versatilità(polyvalence).
42
Un edificio impilato L’edificio dovrà essere il più possibile aperto al piano terra attraversabile e disponibile. Un edificio che si affaccia verso l’esterno, estroverso e camaleontico, che accoglie e che lascia spazio alla meditazione e alla socializzazione. Non ha preferenze di razza, età, sesso, ma è aperto, non ha pregiudizi. Non è geloso dei suoi tesori, ma li condivide e incentiva la trasmissione. Come tanti libri impilati uno sull’altro, sarà composto da tante realtà unite e comunicanti tra di loro: tanti micromondi facenti parti di un unico universo. Dimensioni differenti L’architettura, come un libro, può raccontare storie differenti e trasportarci in diverse dimensioni. La storia di un edificio è fatta di percorsi, di passaggi, di percorsi che offrono la possibilità di spostarsi e di scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra, insomma la serendipidy.
43
4_PROGETTO Le bolle Il progetto urbano ha come scopo quello di fornire la città di servizi e di spazi pubblici in grado di diventare, assieme alla biblioteca, veri e propri luoghi di socializzazione. Non sarà quindi determinante solo l’architettura dell’edificio per attrarre e consolidare i nuovi utenti, ma anche la progettazione del tessuto circostante legato inscindibilmente a essa. Gli spazi di socializzazione citati precedentemente si collocano all’interno di vere e proprie bolle distribuite lungo i tre canali individuati nel masterplan (canale della città storica, della città veloce e del verde). Esse entreranno fisicamente all’interno della biblioteca inserendosi in tutti suoi piani e fornendo l’edificio di spazi di collettività.
A LATO: le bolle contengono svariate attività: campo da bascket, piazza pubblica, skate parck, sedute, pavimentazione, vegetazione, verdura urbana.
44
Programma Oltre ad avere un lotto specifico quale collocare la biblioteca, si doveva rispondere alle richieste specifiche di spazi e metratura da parte del comune cittadino: STATISTICHE collections= 513 000 ouvrages ( déc 2009) 110 000 supports multiomédias ( la majorité en médiathèque, une partie dans le département “jeunes”) 660 abonnements à des périodiques ( quotidiens, hebdomadaires, mensuels, bimensuels, trimestriels,..) 24300 lecteurs inscrits ( toutes sections confondues) dont 6500 nouveaux lecteurs de l’année 610000 prêts annuels, tous médias confondus dont 140 800 supports multimédias dont 100 000 pour lecteurs sous 18 ans 500 000 consultations ( libre accès ou salles de consultations) 32 000 lecteurs utilisent plusieurs bibliothèques du réseau régional PERSONALE 120 personnes (87 équivalents TP) dont 16 P en mobilité ( bibliobus) dont 14 P pour la bibliothèque centrale ( mission de supervision des diverses bibliothèques régionales comprenant le personnel de service direct au public comprernant le personnel administratif ( secrétariat, comptabilité, gestion et intendance, relations extérieures, direction, acquisitions. ACCESSO proximité souhaitée avec la vie urbaine facilité d’accès à partir de parkings et des arrêts de transports publics FONCTIONS COMPLEMENTARI Le projet peut comprendre l’intégration de fonctions complémentaires à celles de la bibliothèque, pour l’équilibrage de la vie urbaine, ou comme valeurs d’accompagnement par rapport à certains objectifs de projet. Ces fonctions devront rester limitées dans leur surface et secondaires par rapport au programme de base de la bibliothèque zone Chiroux organisation des transports en commun et des arrêts 1.1. ACCOGLIENZA 1.1.1.sas d’entrée, hall semi-public 50 MQ 1.1.2.point accueil/info/orientation 20 MQ possibilité de travail pour 2 personnes 45
ordinateurs à usage du personnel d’accueil ( réseau et banques de données) avec imprimante 1.1.3.espace d’exposition 200 1.1.4.affichage 20 m2 muraux 10 1.1.5.zone d’assise, lieu de rendez-vous et de rencontre informelle (ago1ra0 0publique) 1.1.6.locaux sanitaires centraux pour le public 50 wc hommes, dames , pmr, lavabos, espace nurserie) 1.1.7.casiers consignes- vestiaires 40 MQ, 180 casiers de 30xh 60x p 40, disposés en 3 niveaux 500 MQ 1.2. salles de consultation 1.2.1.point presse /forum de l’actualité 100 MQ 1.2.2.écran géant d’information 10 m2 10 1.2.3.périodiques en libre accès (consultation uniquement sur place) 300 supports: 1.3. cafétéria (100P) * proche du point presse * proche de l’espace polyvalent * possibilité d’accès indépendant ( gestion indépendante, autonomie horaire- soirée ) sanitaires indépendants 40 pour une population de 100 personnes espace de cafétéria avec zones différenciées : tables, coin salon de lecture, z2on0e0 de bar cuisine et arrière bar 25 bar avec zone de préparation de sandwiches et petite restauration 15 réserve alimentaire : casiers, frigos,tonneaux 25 vestiaires et sanitaires du personnel de la cafétéria (hommes,dames, pmr) 20 sas de livraison : accès de livraison facile depuis l’extérieur 15 réserve à matériel 10 local poubelles 10 sanitaires pour le public : pour mémoire , voir sanitaires centraux PM 360 1.4. espace polyvalent d’animation ( espace à caractère public , contrairement 100 aux espaces d’animations intégrés dans les divers départements de la bibliothèque) peut servir , notamment , à : théatre de rue, conteurs,chanson,... rencontres et débats avec auteurs activités pour personnes mal voyantes, mal entendantes accueil de classes / visites scolaires (tous les matins) activités de sensibilisation de publics spécifiques ( enfants, milieux défavorisés, 3ème age) 100 1.5. petit auditoire 70 P 75 occultable, en gradins, avec tableau et écrans de projection, avec 46
sonorisation et équipement audio visuel doit servir, notamment, à : conférences avec projections audio visuelles lectures, petits spectacles littéraires simples concours littéraires, prix de littérature en lien avec espaces polyvalents et l’espace semi-public d’entrée en lien avec cafétéria et ses sanitaires possibilité de fonctionnement indépendant ( soirée par exemple/ doit pouvoir être utilisé par associations extérieures, écoles, etc..) petit local annexé à l’auditoire pouvant servir de rangement, de vestiaire 10 85 en cas de conférences 1.6. checking in/out 1.6.1. automates 24/24h pour rentrées des ouvrages 30 tourniquets de re-classement des ouvrages ( différents départements, réservations) 1.6.2. comptoirs d’accueil ( pour l’ensemble des 7 départements) 25 checking in : avec portiques antivol checking out : avec portiques antivol point d’info/ information point d’inscription et questions administratives stockage des livres + triage en chariots suivant les départements stockage des ouvrages mis en réservation 1.6.3. local de préclassement 4x5 m/ rayonnages numérotés/ arrivages des chariots 20 bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 4/13 proche des ascenseurs/connexion aisée vers les divers départements 1.6.4. locaux pour le personnel bibliothécaire local vestiaire avec casiers personnels 10 locaux sanitaires : wc, lavabos 20 local de repos avec kitchenette et frigo 15 1.7. salle des fichiers ( dans l’espace contrôlé de la bibliothèque) fichiers papier : meubles à fiches 10 fichiers numériques : ordinateurs de consultation > 20 postes placés en réseau2 0 consultation des fichiers d’un grand réseau de bibliothécaires avec possibilités de réservation d’ouvrages consultation de banques de données internes et externes 150 2- SPAZI COLLETTIVI 2.1. déambulation, surfaces comprises dans le rapport des surfaces brutes/nettes 2.2. circulations verticales surfaces comprises dans le rapport des surfaces brutes/nettes dimensionnement minimal des escaliers, rampes et couloirs : suivant flux de 47
fréquentation et normes d’évacuation (AR 19-12-1997) couloirs horizontaux : 1cm par personne évacuation dans le sens montant : 2cm par personne évacuation dans le sens descendant : 1,25cm par personne ascenseurs capacité à adapter aux fonctions désservies et à la logique du système distributif ; tous les ascenseurs permettent l’accès de gros chariots, le déménagement de meubles 2x1x h2m, l’accès aux personnes à mobilité réduite 2.3. salles pédagogiques de 30 P : 2x50 m2 100 équipement : tables et chaises pour 30 P, tableau et écran de projection escamotable doit servir, notamment, à : ateliers d’écriture, alphabétisation classe équipée d’ordinateurs et d’un écran-tableau de visualisation pour l’enseignement formation jeunes sur l’usage de la bibliothèque et des banques de données classe pour formations internet, multimédias formation des enseignants et animateurs formation continuée du personnel bibliothécaire / écolage d’équipes bibliothécaires extérieures 2.4. salle de réunion (20P) 50 disposition flexible doit servir, notamment, à : petites conférences de presse réunions de staff bibliothèque réunions d’association 2.5. point emploi 20 à situer en salle de consultation (3x1/2J /semaine) local fermé bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 5/13 aide aux demandeurs d’emploi (présentation téléphonique , rédaction CV, aide à la documentation, conseils ) séances collectives et entretiens personnalisés 2.6. permanence écrivain public 20 1/2 J par semaine local fermé et à accès confidentialisé assistance à l’écriture de courriers aide à la compréhension de textes juridiques et administratifs 190 3- BIBLIOTECA PUBBLICA/7 DIPARTIMENTI 3.0. NB: l’organisation actuelle comprend: 1- la bibliothèque des enfants (6 mois à 12 ans) 2- la bibliothèque des adolescents (12-18 ans) 3- la bibliothèque des adultes 4- la médiathèque 5- la salle des périodiques 48
6- la bibliothèque ulysse capitaine ( fonds patrimoniaux) la nouvelle organisation comprend 7 départements thématiques, qui regroupent tous les types de médias A l’exception du département 1 (musique et arts du spectacles), du département 3 ( petite enfance) et du département 7 ( fonds patrimoniaux ), qui requièrent une organisation spécifique ; les autres départements sont à organiser suivant le programme suivant et dans un souci d’évolutivité programme-type applicable aux départements 2,4,5,6 Le programme sera teinté par le caractère spécifique du département supports: romans, documentaires, encyclopédies, biographies, études littéraires, département d’ouvrages en langues étrangères, ouvrages en grands caractères rayonnages et modes de présentation adaptés aux différents supports 300 ( BD,livres d’art, romans, CD et CD rom, DVD,...) 200 lecteur isolé, petits groupes, coins lecture dispersés ou centralisés postes informatiques ( pour lecture de documents, pour accès internet) 10 photocopieur, scanner,imprimante 10 espace polyvalent pouvant être isolé 25 espace d’animations, espace de rencontre activités de clubs littéraires, espace de formation, activités de groupe 25 checking in /out : pour mémoire > checking centralisé pour les 7 départePmMents 25 bureau de catalographie, équipement des livres, ... 25 réserves à livres, de proximité, directement accessible du département Pour mémoire : reprise dans le chapitre “réserves” 20 (wc hommes, wc dames, pmr, lavabos, vestiaires hommes , vest dames, dégagement) espaces de lecture pour usages diversifiés ( mobilier adapté) 2 postes pour conseillers de lecture services aux lecteurs box de projection/diffusion pour supports audio visuels bureau pour 2 bibliothécaires sanitaires et vestiaires pour personnel bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 6/13 réserve à livres 10 réserve à matériel: mobilier ,matériel d’exposition, tables et chaises,projecteur , matériel audio visuel,écrans...) 20 sanitaires pour le public / par département de 700 m2 30 (wc ho, wc dames, pmr, lavabos, dégagement) sous total pour 1 département : 700 49
note sur les salles de lectures L’atmosphère et la configuration des salles de lecture sont à adapter au caractère et à la spécificité du département favoriser les différents types d’utilisation ( brêve, mobile, statique et concentrée) sièges de lecture divers, tables de travail possibilité de travailler avec un portable zones de travail généreuses grands espaces de lectures centralisés petits espaces de lecture répartis dans les rayonnages situations “ pour tous les gouts de lecteurs” discussions) postes répartis au milieu des salles de lecture possibilité de discussion, assistance ordinateur et imprimante prédimensionnement des zones de rayonnages ; 1m2 pour 150 volumes 1-musique et arts du spectacle ( livres et supports multimédias) 2-beaux arts/arts décoratifs/loisirs 3-petite enfance 4- littérature et langues 5- sciences et techniques 6- histoire et civilisations/ société 7- fonds patrimoniaux le mobilier de rangement sera prévu suivant un système modulaire permettant, sur un système de base , de placer des accessoires permettant des rangements et des modes de mise en valeur spécifiques bacs ouverts ou semi ouverts intercalaires systèmes de maintien présentoirs obliques systèmes d’éclairage internes des rayonnages boxes fermés boxes vitrines l’aménagement mobilier doit être flexible et pouvoir être modifié au fil de l’expérience et en fonction de l’évolution des collections, des types de support etc... local de réserve consultation individuelle usage par classes scolaires et groupes possibilité de travaux de groupe dans des espaces séparables ( activités bruyantes, consultation internet poste d’info au public : poste de travail de bibliothécaire note sur les rayonnages de rangement 50
système de classement CDU ( classification décimale universelle) évolution vers classification thématique ( tous supports confondus) >> espaces thématiques / 7 familles bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 7/13 chaque département doit comprendre une zone identifiable de présentation des nouveautés 3.1. comptoirs de prêt livres 10 support audio- 10 support films - image : 10 comptoir d’inscription 10 175 DVD, vidéo, CD, CD-ROM, K7 audio, disques 33T mais aussi livres, partitions,albums,dossiers etc. 175 lecteur isolé, petits groupes, coins lecture dispersés ou centralisés postes informatiques ( pour lecture de documents, pour accès internet) à répartir judicieusement dans l’espace : postes ordinateurs pour prévisualisation de films bornes numériques pour l’écoute de CD audio une réflexion particulière est à mener concernant les supports de consultation, de manière à choisir des dispositifs de consultation pertinents, flexibles, attractifs et ergonomiques postes de conseillers ( disposés dans les espaces de consultation) conseiller lecture 10 conseiller audio-, musicologue 10 conseiller cinéma-vidéo- image : 10 photocopieur, scanner,imprimante 10 25 espace d’animations, espace de rencontre activités de clubs littéraires, espace de formation, activités de groupe 25 boxes d’audition et de visionnement : 50 En plus du box de 25 m2 il y a lieu de prévoir des “poches” de +- 6 à 10 m2 pour des animations spécifiques ( musiques, fils, événements interactifs) Ces poches peuvent être traversées, on peut y trouver quelques sièges. bureau 20 bureau 15 bureau paysager pour 5 à 6 p 30 25 des supports,cotations de classement ... services: 20 (wc hommes, wc dames, pmr, lavabos, vestiaires hommes , vest dames, dégagement) 51
zone personnel: (6 à 7 personnes) bureau de réception des acquisitions,catalographie, équipement sanitaires et vestiaires pour personnel checking in /out : département 1 : musique et arts du spectacle services aux lecteurs espace polyvalent pouvant être isolé box de projection/diffusion pour supports audio visuels rayonnages et modes de présentation adaptés aux différents supports espaces de lecture pour usages diversifiés ( mobilier adapté) tables thématiques, opportunités d’actualité,... tables de présentation des nouveautés bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 8/13 réserve à livres et autres supports 10 réserve à matériel: mobilier ,matériel d’exposition, tables et chaises,projecteur , matériel audio visuel,écrans...) 20 30 (wc ho, wc dames, pmr, lavabos, vestiaires ho , vest dames, dégagement) réserves: PM elles doivent être directement accessibles à partir des comptoirs de prêt elles contiennent un nombre équivalent de documents que ceux exposés dans la zone de consultation, mais en rangement compact Pour mémoire : reprise dans le chapitre “réserves”(100 m2) 700 3.2. département 2 : beaux-arts/ arts décoratifs/ loisirs voir programme type on privilégiera une plus grande proportion d’exposition de livres à plat ( sur tables) ou montrés en “facing” sur des présentoirs 700 3.3. département 3 : petite enfance enfants de 6 mois à 12 ans : 700 m2 : aménagement spécifique et attractifs supportsr:o mans, albums,documentaires, encyclpédies, revues,BD,dossiers documentaires et bibliographiques, département de livres en langues étrangères rayonnages et modes de présentation adaptés aux classes d’age ( de 6 mois 1à0 102 ans) espaces de lecture adaptés aux différentes classes d’âge ( mobilier adapté) 250 sous- espace: 6 mois à 3 ans, 3 à 6 ans, 6 à 12 ans postes “informatiques” adaptés à chaque groupe d’age espace pour l’heure du conte et animations particulières 25 espace pour animation pour enfants en bas age, espace de jeux : séparable 50 52
espace séparé pour travaux en groupe scolaire 25 atelier d’écriture/ local pédagogique isolé 25 réserve d’archivage directement accessible pour les fonds anciens 50 sanitaires adaptés toilettes et lavabos enfants 30 toilettes adultes 20 table à langer et espace nurserie 10 checking in /out 25 bureau pour 2 bibliothécaires 25 5 photocopieur, scanner 5 sanitaires et vestiaires pour personnel 20 (wc ho, wc dames, pmr, lavabos, vestiaires ho , vest dames, dégagement) local de réserve réserve à livres 10 réserve à matériel: mobilier ( tableaux, décors, théatre de marionnettes, tables et chaises, poufs, tapis mousse,projecteur , matériel audio visuel,écrans...) 25 700 3.4. département 4 : littérature et langues voir programme type 700 3.5. département 5 : sciences et techniques local de réserve poste pour animation et conseiller de lecture (adapté aux enfants) services aux lecteurs ( sous controle du conseiller de lecture) sanitaires pour le public bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 9/13 voir programme type 700 3.6. département 6 : histoire et civilisations / société voir programme type 700 3.7. département 7 : fonds patrimoniaux La bibliothèque Ulysse Capitaine ( du nom d’un donateur au XIXè siècle) comprend +- 10000 documents anciens. L’objectif est la conservation de ces documents anciens ainsi que leur mise à disposition des chercheurs et lecteurs Les conditions de conservation et d’archivage des documents anciens, précieux et fragiles ainsi que la numérisation de ces documents sont prioritaires types de supports livres anciens, codex manuscrits et originaux 53
journaux anciens parchemins cartes anciennes et plans anciens fonds littéraires et musicaux estampes et gravures anciennes photos anciennes documents d’archives folkloriques 3.7.1. rayonnages et modes de présentation adaptés aux différents supports 150 armoires à plans vitrines fermées avec conditionnement d’air avec présentoirs vitrines de présentation à plat bibliothèques fermées avec conditionnement d’air 3.7.2. espace de consultation 150 tables de consultation de grande dimension ( consultation de cartes) postes de lecture postes de lecture sur écran pour les documents numérisés 3.7.3. espace de travail séparé pour travaux de groupe ( scolaires, associations, etc..2)5 3.7.4. 10 poste de travail intégré dans la salle de consultation surveillance visuelle de la salle de lecture 3.7.5. photocopieur, scanner 10 3.7.6. 25 3.7.7. locaux sanitaires pour le public 25 3.7.8. 25 vu la spécificité des collections, un checking particulier est prévu pour ce département consignes pour sacs et vetements à l’entrée du département (20 casiers) 3.7.9. 20 3.7.10. 20 (wc ho, wc dames, pmr, lavabos, vestiaires ho , vest dames, dégagement) 3.7.11. réserve à livres 15 réserve à matériel: mobilier ,matériel d’exposition, tables et chaises,projecteur , matériel audio visuel,écrans...) 15 3.7.12. Les espaces de travail pour le personnel comprennent: bureau de gestion des collections ; inventoriage, valorisation 15 un bureau pour le scannage et la photographie 15 sanitaires et vestiaires pour personnel local de réserve box de projection/diffusion pour supports audio visuels checking in /out bureau pour 2 bibliothécaires 2 postes pour conseillers de lecture 54
services aux lecteurs bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 10/13 un labo photo 15 un atelier de restauration 15 un atelier d’encadrement, d’emballage,.. 15 un labo d’analyse des documents 15 des chambres d’isolement et de traitement des supports (désinfection,désinsectisation,traitement par irradiation UV,X, gamma ultra sons micro ondes) 15 3.7.13. Le département comprend des espaces de réserve aveugles et présentant un niveau plus important de protection ( au feu,à l’intrusion, aux risques naturels) un frigo de conservation 1,5x2x2 m 3 une réserve conditionnée 3x4x h 2,5 m) 12 une réserve aménagée avec un mobilier spécifique de stockage pour encadrements, parchemins, plans, livres anciens, journaux 70 local HVAC décentralisé 20 700 4- UFFICI E GESTIONE 4.1. administration générale accueil public et réception 20 direction 20 sécrétariat (2 P) 20 relations extérieures 20 comptabilité 15 direction du personnel / ressources humaines 15 bureau syndical 15 bureaux divers de gestion en semi paysager flexible 40 gestion informatique bureau de la gestion informatique 15 local du serveur central 15 réserve matériel informatique 10 local de contrôle technique 10 centraux de détection incendie, détection intrusion procure : stockage papier et matériel 10 équipements communs : photocopieurs, scanners, imprimantes 10 salle de réunion 25 locaux du personnel administratif kitchenette et local de repas 20 locaux sanitaires 20 300 4.2. administration bibliothèque bureaux semi paysager pour bibliothécaires, documentalistes 40 imprimerie : catalogues, impression, reliure 40 nb: les grosses fabrications sont sous traitées à l’extérieur stockage catalogues, folders, matériel de communication 10 55
service centralisé des acquisitions : service des achats 60 commandes réception des livraisons, vérification des bons de livraison, n° d’entrée des ouvrages service de catalographie stock entrant 20 référencage, attribution des notices suivant banques de données 40 bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 11/13 dispatching des ouvrages référencés dans les départements de destination, pour classification- définition de la cote (classement CDU, définition du domaine de connaissance, détermination de mots clés de recherche, etc..) par le département concerné bureaux de classification par département : 6 x 20 m2 140 * département 1 : musique : possède son propre service de cataloguage, qui gère toutes les étapes depuis l’arrivage jusqu’à la mise en rayons PM * salle de consultation des périodiques : gère en interne la réception des livraisons, le bulletinage, l’étiquettage de référence, la mise en rayon PM service de l’équipement des livres 40 exécution physique de la cotation : placement et activation des codes barres, étiquettage plastification, reliure expédition des livres dans les départements concernés pour mise en rayon proximité des ascenseurs, liaison facile vers les 7 départements 390 4.3. locaux de traitement-rénovation des ouvrages reliure, cartonnage, couverture, plastification 15 pouvoir travailler sur plusieurs ouvrages simultanément ( temps de séchage etc..) rayonnages de dépôt, grandes tables, évier nettoyage et désinfection 15 rayonnages de dépôt, grandes tables, évier réserves, local de transit (in-out) 15 45 5- LOCAUX DE GESTION TECHNIQUE/LOCAUX DE SERVICE 5.1. locaux pour le personnel d’entretien (8P) locaux sanitaires et vestiaires pour le personnel d’entretien 50 local de repos pour le personnel d’entretien séjour, repas, kitchenette 25 locaux pour les techniciens ( informatique, électricité, réseaux, chauffage, ventilation) quartier général spécifique, rangement outillage, atelier de réparation,... 56
5 unités x 15 75 5.2. locaux techniques chaufferie 50 locaux hvac 500 centralisés ou divisés suivant la typologie du projet groupes de traitement de l’air : chauffage, refroidissement, humidité, filtrage prises et rejets d’air armoires de commande des machines accès de service ,accès machines cabine HT/BT (accès par l’extérieur) 25 locaux électriques divisionnaires tableaux de commande décentralisés pour chaque unité ( 1 plateau, 1 aile) 50 local des compteurs et raccordements divers 10 local compteur gaz (RF/ventilé) 10 local poubelles (RF/ventilé) 10 local avec le matériel d’entretien bibliothèque des chiroux programmation 08-03-2010 p 12/13 rangement matériel d’entretien et produits 15 chariots d’entretien, machines de nettoyage des sols, aspirateurs 25 buanderie 15 atelier de réparation/ menuiserie etc... 50 réserve à mobilier et à matériel technique (lampes, matériel électrique) 50 960 6- ARCHIVI La configuration des réserves est liée au parti du projet ; elles peuvent être regroupées ou disséminées. Dans tous les cas , elles sont facilement accessibles par ascenseurs, chemins pour chariots etc... Une partie des réserves doit être directement accessible à partir de chacun des départements. Chacune des réserves doit former un compartiment RF Elles doivent donc posséder leur itinéraire propre d’évacuation 6.1. zone de compactus : 800 rectilignes, surfaces simples ( rails), flexibilité maximale surchage de plancher importante 6.2. réserves sur rayonnages fixes 1000 réserves sur supports particuliers (mobilier spécifique) 140 grande profondeur stockage à plat 6.3. réserves des périodiques : 200 fort utilisées , à rapprocher de la salle des périodiques périodiques des 2 dernières années : très demandés 6.4. réserves spécifiques de proximité 57
de manière générale : chaque département aura une réserve de proximité accessible de manière directe à partir des postes “ conseillers de lecture” et des locaux de préclassement, pour la gestion rapide des demandes 7x 100 m2 700 organisation: rayonnages simples , meubles de stockage spécifique suivant les types de supports 6.5. locaux du personnel local-bureau du magasinier 10 locaux sanitaires pour le département “réserves” 10 2860
ascensore 240 mq
archivi 2810 mq
blocco scale d’emergenza + servizi + spazi per il personale 1900 mq
archivi uffici personale e spazi ricreativi 700 mq dipartimento Sala Ulisse 700 mq atelier 250 mq dipartimento Beaux Arts e arti decorative700 mq
dipartimento musica e arte dello spettacolo 700 mq
A LATO: Schema delle funzioni e delle quantità di mq di ciascuno spazio.
sala lettura 725 mq dipartimento scienze e tecnologie 700 mq
sala pedagogica 100 mq
dipartimento lettere e lingue 700 mq + dipartimento storia e società 700 mq
dipartimento ragazzi 700 mq
periodici e libero accesso 400 mq
check in-out 400 mq + periodici in libero accesso 400 mq giornali/forum attualità 100 mq
servizi al lettore 60 mq auditorium 160 mq
salone d’entrata 150 mq + accoglienza/punto info 20 mq + spazio espositivo 200 mq + spazio per annunci 50 mq + punto d’incontro 130 mq + armadietti e vestiario 65 mq
caffetteria 400 mq
spazio polivalente 100 mq
58
Rapporto con la Mosa/viste Lo Skyline che si affaccia sul fiume risulta particolare perché caratterizzato da palazzoni degli anni ’70, dall’imponente Torre Kennedy di ben 96 m di altezza e dallo storico complesso religioso del Verbois. L’edificio è chiamato quindi a rapportarsi con molteplici realtà tutte differenti e poco in sintonia tra di loro che hanno come elemento comune la Mosa sulla quale si affacciano e che sono purtroppo diventate simboli riconoscibili dell’area. La biblioteca ha cercato, sia a livello morfologico sia per quanto riguarda i suoi materiali, di
rapportarsi il più possibile con gli edifici esistenti e con il fiume adiacente, cercando di donare agli abitanti del quartiere dei nuovi punti di riferimento. La biblioteca si innalza sulla Mosa quasi come se volesse tuffarcisi dentro senza però toccare altezze vertiginose come quelle della Torre Kennedy per rispettare la discrezione del convento alla sua sinistra. La pelle di rame ossidato è forata (le grandezze dei pori sono quattro)per consentire l’apertura o meno di alcune parti desiderose di ricevere più luce o una vista particolare su parti di città.
Università di Liegi
Attuale biblioteca Chiroux
Torre Kennedy
Verbois
Palazzi anni ‘70
A ALTO: Plastico dell’area progettuale e skyline con vista sul fiume.
59
L’edificio è appoggiato inoltre su una piastra rialzata nella quale confluiscono i tre assi cittadini precedentemente individuati: nella parte dell’asse verde si è progettato un giardino semipubblico al quale si accede con una rampa esterna direttamente collegata al parco urbano inserito nel
convento del Verbois, nella parte dell’asse veloce si apre l’entrata al parcheggio sotterraneo della biblioteca e nella parte dell’asse della città storica una piazza pubblica prende il sopravvento e si inserisce fin dentro il primo piano della biblioteca.
A ALTO: Prospetto nord e prospetto ovest della biblioteca.
A ALTO: Planimetria delle bolle nel parco del Verbois, della piazza che circonda la biblioteca e del piano terra della stessa.
60
Rampe L’edificio è caratterizzato al suo interno da un gioco di piani inclinati e rampe che cercano di creare diverse prospettive interne collegando i diversi piani tra di loro sia fisicamente sia percettivamente. La facciata che si mostra verso la piazza è molto permeabile e dominata dalla prima rampa inclinata che è la continuazione dell’asse storico cittadino verso il fiume Mosa e sulla quale si appoggia l’auditorium con la caffetteria. La seconda rampa inclinata invece parte dal terzo piano dalla Mosa verso la città per mantenere sempre viva sempre la tensione tra le due.
IN BASSO: Sezione est biblioteca che mette in evidenza il sistema di rampe e piani inclinati.
61
Vuoti Il volume, regolare al suo esterno, è scavato internamente in modo da rendere lo spazio più dinamico e la permeabilità dell’edifico è garantita attraverso un sistema di vuoti che mette in comunicazione visiva i diversi livelli della biblioteca. I vuoti centrali sono attraversati nel mezzo da una passerella sospesa che consente di variare gli spostamenti interni e di scopri-
re viste inaspettate (ritroviamo il sentimento della serendipity). Le viste all’interno dell’edificio sono sia zenitali che trasversali e diminuiscono man mano che si sale per sottolineare il passaggio dalla parte più pubblica della piazza interna del primo piano attaccata al suolo a quella più privata degli uffici e degli archivi verso l’alto.
A LATO: Foto del plastico che mostra i vuoti centrali attraversati dalla passerella.
spostamenti
privato pubblico
bolle
vuoti
rampe
62
5_TERMINOLOGIA DI BASE A Accesso: il mezzo e la procedura mediante i quali un documento o un’informazione diventano reperibili o identificabili. Acquisizioni: i documenti entrati a far parte di una biblioteca mediante l’acquisto, scambio o dono attraverso apposite procedure di carattere tecnico-amministrativo. Amministrazione bibliotecaria: l’insieme delle procedure tecnico-burocratiche con cui la biblioteca organizza ed attua i propri programmi, in conformità agli obiettivi e alle fasi di esecuzione previste. Antitaccheggio: sistema di dissuasione del furto di libri. Archivio: raccolta organizzata di documenti di diversa natura, prodotti o comunque acquistati dallo Stato o dall’amministrazione pubblica, da enti ed istituzioni, da famiglie o persone durante l’esercizio della loro attività. Con questo termine si designa anche l’ente che ha un compito istituzionale di raccogliere e organizzare un certo complesso di documenti e i locali in cui tali documenti sono conservati e resi disponibili alla consultazione. Assistente di biblioteca: impiegato che assiste il bibliotecario in tutte o in alcune delle sue funzioni. B Barriere architettoniche: strutture o attrezzature che, con le loro caratteristiche architettoniche, impediscono o limitano alle persone disabili l’accesso alle raccolte e ai servizi della biblioteca. Biblioteca: raccolta ordinata di libri, documenti e materiali di vario genere (a stampa, manoscrit ti, audiovisivi), che trova collocazione in un luogo adibito allo scopo e alla messa a disposizione del pubblico al quale è destinata per esigenze di lettura, studio e informazione. La b., come istituzione, ha come compito principale di custodire, incrementare e organizzare le proprie raccolte nel quadro di un sistema organico di procedure, attrezzature e servizi che consentono di individuare e utilizzare, nel modo più rapido ed efficace possibile, i documenti che le compongono e le informazioni in essi contenute. La b. svolge a tal fine, un lavoro continuo di programmazione, analisi e verifica in modo da porsi nella condizione di dare sempre risposte adeguate ai bisogni degli utenti, in relazione agli obiettivi che le sono propri. Bibliotecario: persona principalmente responsabile della conduzione 63
di una biblioteca, con specifiche competenze sul piano scientifico, tecnico e procedurale per la gestione delle raccolte, l’organizzazione dell’ informazione e l’attivazione dei servizi della biblioteca. Biblioteconomia: lo studio dei principi e dei processi scientifico-tecnici che presiedono all’organizzazione di una biblioteca nell’insieme dei suoi obiettivi e delle sue funzioni.
C Catalogazione: l’attività di preparazione di record bibliografici per un catalogo. Essa consiste nell’analisi e nella segnalazione delle caratteristiche dei documenti attraverso le quali l’utente può reperire e selezionare quelli utili a soddisfare i suoi bisogni. Catalogo: elenco ordinato dei documenti conservati in una o più biblioteche, descritti sulla base di norme coerenti e principi uniformi e organizzati secondo schemi e procedure specifiche. Il catalogo ha lo scopo fondamentale di mettere in comunicazione l’utente con i suoi documenti posseduti dalla biblioteca e con le sue informazioni che esso possiede. CDU: Classificazione decimale universale. Classificazione: la struttura concettuale che si determina nell’atto di collocare in un determinato ordine logico l’intero campo delle conoscenze o una sua specifica parte. Collezione: serie di opere o parti di opere separate e distinte, raggruppate e collegate tra loro sotto un titolo comune, generalmente con veste editoriale uniforme e con numerazione progressiva. Sulla scheda catalografica, il titolo della collezione è indicato con parentesi tonde, seguito (dove esiste) dal numero in cifre arabe. Collocazione: la posizione in biblioteca assegnata a un documento e col simbolo usato per individuarla. D Documento archivio: documento conservato in un archivio nella forma originale, o nella forma più prossima originale, generalmente per un tempo indefinito. Digitalizzazione: raccolta di testi elettronici resi disponibili integralmente (full-text) attraverso la rete. Emeroteca: raccolta ordinata di giornali e periodici, generalmente si64
tuata in un’apposita sezione della biblioteca, distinta da altre collezioni di libri e documenti. I IFLA: acronimo di International Federation of Library Association (and Istitutions). Organismo internazionale, fondato a Edimburgo nel 1929, con lo scopo di raggruppare le associazioni bibliotecarie dei singoli paesi e di promuovere le attività di cooperazione nel campo della biblioteconomia e della bibliografia. Numerosi i progetti e le iniziative promosse sul piano generale e attraverso le sezioni e i gruppi di lavoro in cui l’IFLA è suddivisa. ISBD: International Standard Bibliographic Description. Standard internazionale di descrizione bibliografica elaborato dall’IFLA e ormai adottato in numerosi paesi. ISDS: acronimo di International Serial Data System. Rete internazionale di centri operativi, costituita nel 1973, con lo scopo di organizzare, standardizzare e promuovere l’informazione bibliografica nell’ambito delle pubblicazioni periodiche. ISO: abbreviazioni di International Orgsanisation for Standardization. Organismo costituito nel 1946 a Londra per promuovere lo sviluppo di standard volti a favorire lo scambio internazionale di merci e servizi e a sviluppare la cooperazione di vari settori di attività. ISSN: acronimo di International Standard Serial Number. Codice numerico internazionale che identifica in modo univoco le pubblicazioni in serie. Viene assegnato dal centro nazionale competente, per incarico dell’ISDS, alle pubblicazioni nuove e che hanno assunto un nuovo titolo. Il codice è composto da otto cifre, disposte in due gruppi di quattro, separati da un trattino. Istruzione dell’utente: l’insieme dei servizi di consulenza, orientamento e istruzione bibliografica attraverso i quali la biblioteca insegna agli utenti come essa è organizzata e il modo in cui la si deve usare per ricavarne i vantaggi desiderati. M Manoscritto: qualsiasi documento scritto a mano e, più specificatamente, la copia originale (a mano o anche dattiloscritta) di un’opera prima della sua stampa. Monografia: pubblicazione non periodica, generalmente concepita come trattazione sistematica di uno specifico argomento, completa di 65
un volume o destinata ad essere completata in un determinato numero di volumi. O Online: riferito ad apparecchiature a unità di elaborazione direttamente connessa e sotto il controllo dell’unità centrale. OPAC: per un OPAC, acronimo inglese di Online Public Access Catalogue, si intende il catalogo digitale di una biblioteca. A partire dalla metà degli anni 80 gli OPAC hanno man mano sostituito la maggior parte dei cataloghi a schede. P Periodico: pubblicazione che esce in serie continua sotto uno stesso titolo, a intervalli regolari o definiti per un periodo di tempo indeterminato, con numerazione o datazione progressiva di ciascuna unità componente la serie. Prestito bibliotecario: uno o più libri appartenenti a raccolte disponibili per uso esterno della biblioteca, dati in prestito agli utenti per un periodo di tempo determinato. Prestito interbibliotecario: il prestito o la copia di un documento bibliografico appartenente a una biblioteca concesso ad un’altra biblioteca, dietro sua richiesta. Q Quotidiani: pubblicazione giornaliera di notizie e opinioni, scelte e presentate secondo i criteri e le forme giudicate più idonee a riferire in modo corretto e completo gli avvenimenti del giorno. R Reference: termine inglese usato sovente anche in italiano sia nel senso di “consultazione” sia di “consulenza”. Rilegatura: tecnica di cucitura e di rivestimento di un libro, a mano o a macchina, e anche la copertina di un volume come risultato di tale processo. Rivista: periodico contenente articoli, saggi o rubriche di vari autori, con carattere d’informazione o cultura generale o rivolto a specifici interessi di studio. S 66
Sala di consultazione: sala o sezione della biblioteca destinata alla raccolta di opere di consultazione. Sala di lettura: sala destinata primariamente alla lettura di libri e periodici conservati in biblioteca e non richiesti per il prestito domiciliare. Scaffalatura: l’insieme degli scaffali su cui sono collocati i libri e altri materiali della biblioteca. Scaffale aperto: termine riferito ad una biblioteca in cui l’utente può accedere direttamente agli scaffali o alle raccolte collocate in una determinata area. Servizio bibliotecario: l’insieme delle attività, delle strutture e delle forme organizzate con cui la biblioteca cerca di assecondare i bisogni dei propri utenti. Servizio d’informazione: l’attività generale di assistenza prestata dalla biblioteca agli utenti che intendono soddisfare una determinata richiesta d’informazione. T Tessera d’iscrizione: documento personale che attesta l’iscrizione alla biblioteca e abilita all’uso dei suoi utenti. U Utente: chi frequenta una biblioteca utilizzandone i servizi e i materiali. V Volumi: insieme composto di fogli stampati e legati, costitutivo di un’unità bibliografica separata o di parte di documento bibliografico in più volumi.
67
6_CONCLUSIONI Al di là di qualunque modello di biblioteca descritto e dalle sue caratteristiche, la biblioteca urbana dovrebbe prendere atto dei mutamenti che intervengono nell’organizzazione della città e negli stili di vita delle comunità urbana. Non interrogarsi su questi profondi cambiamenti e non relazionarsi a essi potrebbe infatti tradursi in un’autocondanna alla marginalità. I modelli di biblioteca presentati nell’analisi delle tre biblioteche urbane sono ciascuno focalizzato su una o più caratteristiche riconosciute come determinanti rispetto al futuro di questa tipologia bibliotecaria, in continuità o meno con la tradizione. Questi modelli hanno di sicuro tendenze di fondo riconoscibili nelle biblioteche di recente realizzazione che non sono in contrapposizione tra di loro ma che rappresentano le diverse sfaccettature della complessa realtà contemporanea. I punti in contatto tra i modelli son numerosi e spesso le differenze tra di loro non sono incompatibili, piuttosto sono espressione di convivenza di esigenze opposte che tentano di trovare spazio nella medesima struttura. Ciascun modello contiene delle contraddizioni cui cerca di dare delle risposte e si sforza di trovare punti di equilibrio tra opposte necessità che non è facile compensare. Il confronto tra i modelli moltiplica le variabili dando chiaramente l’idea di complessità che la
biblioteca urbana è chiamata ad affrontare. La biblioteca di Maastricht risponde più a un’esigenza di riqualificazione urbana, di progettazione dell’ identità cittadina, di comunicazione col tessuto storico. Al contrario invece quella di Seattle esige di essere ben riconoscibile all’interno di un tessuto cittadino già consolidato da tempo e di possedere un’elevata accessibilità promuovendo e valorizzando la sua propria specificità. La biblioteca di Bologna invece fa i conti con una realtà più intima del centro storico e, al contrario della Seattle Public Library, non punta sull’ immagine innovativa dell’ involucro esterno, ma sulla sua capacità di rapportarsi col contesto storico rapporto avendo un rapporto costruttivo e dinamico con le altre strutture di servizio pubbliche e private della stessa area diventando polo di attrazione urbana. Tutte e tre le biblioteche sono funzionali, facilmente accessibili e confortevoli e sono in grado di rappresentare la complessità e l’articolazione del sapere contemporaneo, curando in particolare i loro spazi interni e le loro collezioni. Non esiste la biblioteca perfetta, ogni realtà è diversa e ha bisogno della propria biblioteca urbana, con le proprie caratteristiche adeguate alla natura sfaccettata e contraddittoria della società che la circonda. Attraverso il mio progetto ho provato a rispondere alle esigenze principali dei cittadini di Liegi, un popolo sicuramente genuino e stimolante ma al tempo stesso 68
complesso, arrabbiato e deluso dal paese nel quale risiede, che, accumulatosi di contraddizioni politiche e non solo, ha portato gli abitanti di Liegi allo smarrimento e alla perdita di senza punti di riferimento.
69
7_BIBLIOGRAFIA Aldo De Poli, Biblioteche. Architetture 1995-2005, Federico Motta editore, Milano, 2002.
Anna Galluzzi, Biblioteche per la città_Nuove prospettive di un servizio pubblico, Roma, Carrocci,2009.
Deyan Sudjic, Review: Architecture: The People’s Palace: Seattle Is a Perfect Playground for Wordclass Architects. Now Rem Koolhaas Has Struck Career Gold There with His Cool Glass Library, which Combines Functional Public Space with a Seductive Aesthetic. Just Don’t Lointer in the Toilet, in “The Observer”, 17th October 2004.
Dominique Arot, Come cambiare forma senza cambiare valori?L’insostituibile ruolo delle biblioteche pubbliche nelle parole del segretario generale del Conseil supèrieur des bibliothèques de France, in “Biblioteche oggi”, 8, 17 (1999).
Domizia Mandolesi, Biblioteche e mediateche : un’alternativa ai luoghi del consumo nelle città del XXI secolo, Roma, Edilstampa, 2008.
Fabio Troncarelli, La comunicazione scritta dall’età tardo antica al Medioevo in La città e la parola scritta, Libri Sheiwiller, Milano, 1997. I dieci comandamenti di Faulkner-Brown, conferenza del 1977 in occasione dell’IFLA Library Building Seminar, Brema.
70
Marco Mascogiuri, Biblioteche : architettura e progetto : scenari e strategie di progettazione, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Editore, 2009.
Marco Mascogiuri, La biblioteca nella città : architettura del servizio: architettura dell’edificio, Lombardia, Associazione Italiana Biblioteche, 2008.
Michael Kubo, Ramon Prat (eds.), Seattle Public Library OMA/LMN, Actar, Barcellona, 2005.
John Douglas Marshall, Place of Learning, Place of Dreams. A History of the Seattle Public Library, University of Washington Press, Seattle, 2004.
Nicolai Ouroussoff, Architecture Review: Shimmering Break from Confrmity; In Seattle’s Library, Rem Koolhaas Has Created a Protective Shell and Filled It with New Ideas, in “Los Angeles Times”, 21th May 2004.
Roberto Gargiani, Rem Koolhaas/OMA, Laterza, Roma-Bari, 2006.
Paolo Traniello, La biblioteca pubblica. Storia di un istituto nell’Europa contemporanea, il mulino, Bologna, 1997. 71
Umberto Eco, De Bibliotecae, tratto da I quaderni di Palazzo Sormani, Bompiani, Milano, 1982.
Jacqueline Gascuel , Une espace pour le livre (Guide a l’intention de tous ceux qui construisent, aménegement ou rénovent une bibliothèque), Paris, édition du centre de la librairie,1993.
Vitruvio Pollione, De Architectura , a cura di Bossalino F., Vita e Pensiero, Milano, 2002.
AA.VV., Le garzantine Architettura, Milano, Garzanti, 2006.
Siti utilizzati: http://users.belgacom.net/claude.warzee/place_cathedrale/index.htm http://www.garzantilinguistica.it/ http://www.saintluc.org/id111.htm http://www.liege.be/ http://www.polito.it/ http://users.belgacom.net/cwarzee/ 72
Storia di liegi: AA.VV., Liège, Ministère de la Région Wallonne, 1997.
Storia biblioteca Chiroux: Schloss C., Les Chiroux, Liegi, Ville de Liege, 1990. w S.P.A.C., Des loisirs de l’ouvrier au developpement des bibliothéques, Liege, Collection Propos, 1990.
Riviste: Ito, Tama Art University library, campus de hachioji, 2004-2007, domus 496/ casabella 758/detail 2008-01-02/the architectural rewieu 2008-1. Croquies koolhaas
73