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Il Poligrafico 234

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STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

N. 234 AGO SET OTT 2026

Stratego Group 20054 Segrate (MI) via Cassanese 224 Euro 9,90

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NESSUNA FILIERA È UN’ISOLA............6

NEWS ATTUALITÀ PRIMO PIANO.................................8 FORNITORI .................................10 AZIENDE GRAFICHE.......................12 ISTITUZIONI .................................14

Tre regioni, un’unica sfida: i numeri della stampa nel cuore d’Italia...........56 Stampa, cartotecnica ed etichette al Centro dell’Italia.................................60

TECNOLOGIA ETICHETTE CRIOGENICHE:

l’alchimia tra stampa e supporti che resiste a -196°C.................................65

SERVIZI PER I PSP

FOCUS FINSIHING DI LIBRI E CATALOGHI:

sempre più flessibile e connesso.......17 FINISHING DEL PACKAGING IN CARTONE TESO

QUEL + CHE FA CRESCERE LE IMPRESE CHE INNOVANO, BREVETTANO E REGISTRANO ..........72

Velocità, automazione e flessibilità ridisegnano il fine linea...................28

FORMAZIONE E INNOVAZIONE

SPECIALE LOGISTICA

ENIP-GCT, UN AUTUNNO DI INIZIATIVE

LOGISTICA INTERNA

L’ottimizzazione si misura tra le linee di produzione....................35 MARCATURA E TRACCIABILITÀ

Dal codice allo storico della commessa................................41 LOGISTICA ESTERNA

Il delivery è parte del valore dello stampato...................................46

DOSSIER GIRO D’ITALIA UMBRIA, MARCHE E ABRUZZO

ABBONAMENTI

Quota annua euro 84,00 per l’Italia, 144,00 per l’Europa, 159,00 extra-Europa. Numeri arretrati: 15 euro cad. copia. I versamenti possono essere effettuati con bonifico bancario a Stratego Group srl IBAN: IT70 C034 4020 6000 0000 0264 200

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EURO GRAPHIC PRESS

N. 234 AGO SET OTT 2026

Stratego Group 20054 Segrate (MI) via Cassanese 224 Euro 9,90

n.234

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TESTIMONI DI CARATTERE:

I musei della stampa sono officine vive................................81

PRINT CONNECTION COMUNICAZIONI DALLE AZIENDE......84

Per il 2026, ogni numero de Il Poligrafico è dedicato agli argomenti del media kit a cui rimanda questo QR code

L’OPINIONE DI SERGIO FACCHINI QUAL È LO STATO PRESENTE E FUTURO DELL’INFORMAZIONE.....................91

Il prossimo numero sarà dedicato a: NOBILITAZIONE E LAVORAZIONI SPECIALI Direttore responsabile ENRICO BARBOGLIO enrico.barboglio@strategogroup.net Coordinamento editoriale ALEXIA RIZZI alexia.rizzi@strategogroup.net Hanno collaborato a questo numero: RAFFAELE ANGELILLO, SARA BONINI, SERGIO FACCHINI, MICHELA PIBIRI, STEFANO PORTOLANI, FRANCESCA SASSOLI, FEDERICO ZECCHINI Direzione grafica e impaginazione CRISTINA MASCHERPA Direzione pubblicitaria VALENTINA CARNEVALI valentina.carnevali@strategogroup.net

MEDIA PARTNER OF Organo Ufficiale

print connection 2026

STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

tra formazione, memoria e futuro del settore .......................................80

La stampa tra tradizione, progetto e manifattura .......................................51

R.E.A. Milano n. 1190227 Autorizz. Trib. Mi n. 512 del 26.10.85 Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Stratego Group srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Enrico Barboglio (enrico.barboglio@ strategogroup.net - via Cassanese 224 - Segrate (Milano) - tel. 0249534500 - fax 0226951006). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

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EDITORIALE

Pubblicità DEBORAH FERRARI LEONARDO VENTURI ILARIA VIVI sales@strategogroup.net tel 02 49534500 Ufficio traffico brando.zuliani@strategogroup.net Abbonamenti tel. 02 49534500 abbonamenti@strategogroup.net Stampa PressUP - Nepi (VT) www.pressup.it Editore STRATEGO GROUP srl Via Cassanese 224 20054 Segrate MI tel. 02 49534500 amministrazione@strategogroup.net Sito web e Social www.stampamedia.net

Il Poligrafico è la rivista italiana del Gruppo Eurographic Press www.eurographicpress.com

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NOMI ILPOLIGRAFICO 234 • 26

Persone e aziende citate nel numero con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria

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A.Celli 38 Acimga 14 AIE 18 AIMSC 81 Amendola Gianni 8 Ancora Arti Grafiche 12 Andersen Print 61 Andreani Sergio 89 Antenna gruppo 91 Antinora Terry 9 Arca Etichette 44 ARGI 15,69 ASIG 91 Assocarta 14 Assografici 14,80 Avery Dennison 66 Ayming Italia 72 Bandecchi Emanuele 12 Barachini Alberto 91 Benedetto Gabriele 91 Benz Walter 9 Beta Industries 30 Biagioli Laura 54 BOBST 30,40,88 Bograma 34 Bolzoni 37 Bompan 90 Borba Teresa 8 Boschelli Fabrizio 8 Boxmarche 52,58 Brady 66 Brazicolor 84 C.P. Bourg 22 Calcagni Marco 15 Campanella Luigi 81 Cano Juan 10,86 Canon 54,88 Cartes 84 Cartotecnica Jesina 60 Casali Giuseppe 12 Cascade 37 Cassioli 38 91 Colamussi Michela Colorcopy 16 Commer Carta 84 Continenza Jim 10 Cornacchini Marcello 24 Corvo Andrea 13 CP Serigrafica 13 CSP 56 C-Tech 34 Cudia Michele 72 D’Auria Packaging 52 Dakiou 87 Datalogic 44 Del Vecchio Leonardo Maria 91 Dominici Tonino 52 Domino 42

Durst 13,70 Eagle Systems 2 EH.BA 70 Ehret Alessandro 70 Ehret Alfredo 70 Ehret Vanessa 70 Elitron 52 ENIP-GCT 80 Epson 43 ETI Converting 39 Etipack 44 Exor 91 Federaz. Carta e Grafica 14 Fedrigoni 85 FEGROUP 84 FESPA 8,10 Fespa Italia 64 FIEG 91 Finlogic 13 Fiorini International 62 Flint Group 9 Fruner Roberto 78 Fujifilm 9,89 Gallus 24 GEDI gruppo 91 Gicherstampa 62 GPO Gruppo Publionda 13 Grafica 5 78 Grafipro 89 Graphic Machine Service 87 Gruppo Editoriale Nazionale 91 Gruppo RE2N 14 GS1 45 Guowang 89 H+H 19 Haedrich Steve 29 Hangzhou Toka 11 Hanway 54 Heiber+Schroder 34 Heidelberg 5,19,24,38,87 Highcon 34 Hitachi 42 19 Hohner Honeywell 42 HP 20,38,54 Huez Edoardo 78 Hunkeler 19,39 I.C.O. 52,63 Iafrate Massimo 54 IBIS 22 IPI 52,58 JHF 54,84 Jinbao 52 Jungheinrich 37 KAMA 22,34 Keypoint Intelligence 38 Kimmich Stephen 90 Kocher+Beck 30

Kodak 10,13 Koenig & Bauer 10,31,38,90 Komori 11,19,29,38,78 Kongsberg 29 Konica Minolta 12 KTI 39 Kurz 11 Kyocera 87 Large Format 16 Lehner 38 Leibinger 42 LemuGroup 39 Leonardis Alberto 91 Linde MH 37 Lintec 66 Linx 42 LIYU Italia 16,55,84 Lunati Valerio 72 Lundberg Tech 39 Marangoni Marco 15 Markem-Imaje 43 Martin Automatic 39 Matthews Marking Syst. 42 MBO 19,29,31 Meccanotecnica 21 Micropress 38 Mimaki 90 Mosaiq Group 52 MoviGo 37 MSC gruppo 91 Mueller Martini 19,40 Multistampa 84 Natale Dino 13 Nava Press 12 New Aerodinamica 85 NGW Group 54,85 NOVEXX Solutions 44 Open Age Group 11 Oro della Stampa 27 Otani Yoshinari 10 PACTA 15 Passaro 89 20,32,86 Petratto PhotoSì 13 Pigini Group 12,61 Piotti Mauro 16 Pisacane 63 Pixartprinting 50 Plastitech 86 Plockmatic Group 22,34 Potrawa Hannah 10 PressUP 92 Primera 43 Print4All 15 PTV Logistics 48 Quantum Design 39 Remondini Delio 12 Richardson-Locke Graeme 8

Ricoh 24,84,85 Riffeser Monti Andrea 91 Righi Renzo 78 RMGT 88 Roland DG 86 Rotomail Italia 50 Rozzoni Marco 12 SAE gruppo 91 SAFI 75 SATO 43 SBL 34 Scatolificio E.m.a.r. 62 Schober 30 Scodix 12,24 SCREEN 10,76,86 Scriboni Alessandro 75 SEI Laser 32 Serenity 58 Seriprint 84 Sitma 39 Skygraph 86 SMG 86 Smyth 21 SOVEMEC 84 Spada Marco 80 Standard Finishing Systems 38 STILL 37 StudiaBO 14 Synergic Solution 47 Tamarack Products 30 Tarolli Andrea 78 Tatini Eleonora 54 Tatini Fulvio 54 Tecnau 21,39 Tecnostampa 12,58,61 Thomas-Emans Andy 30 Tipografia Grifani-Donati 52 Tonutti 84 Toshiba TEC 42 Toyota 37 TRESU Italia 8 TSC 43 31 Ultimate Paper Box Unione GCT Milano 80 Usuelli Stefano 24 Valtenna 52 Valtorta Nicoletta 13 Van Gaever Dimitri 29 Vega 33 Veldhuis Media 38 Vitelli Sergio 91 Weber Packaging Sol. 44 World Graphic Machine 88 Xeikon 9,89 Xerox 9,86,89 Zanini Lauro 78 Zanolli Giovanni 78 Zebra 43

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Nessuna filiera è un’isola

Affiancare

ai piani di sviluppo aziendali

una mappa del mondo aggiornata

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EDITORIALE ILPOLIGRAFICO 234 • 26

dall’impianto di Dongguan dove si assemForse perché è la prima volta che dedichiablano i chip, e BMW senza quei componenmo uno speciale sul tema della logistica, in ti si è trovata in affanno per l’assemblaggio redazione abbiamo condotto ricerche che ci delle sue auto a cui non poteva montare hanno portato a riflettere in modo particol’elettronica. Basta fermare un anello per lare sulle interconnessioni della nostra ininterrompere la catena. Anche il nostro setdustria con quelle a essa collegate: approvtore lo ha vissuto in maniera drammatica vigionamenti energetici, componentistica, durante la Pandemia da Covid-19 quando export… Le discussioni che si sono aperte la carenza schede elettroniche ha rallentaci hanno portato alla conclusione che anche to la produzione di macchine la piccola e media azienda che fa parte di una filiera come la nostra non può e quella di lastre ha impattato sull’offerta di stampati. pensare a un piano di sviluppo prescindendo da quello che accade a livello Per questo è bene tenere presente che le tensioni nello stretplanetario. Mi è così balzato alla mente to di Hormuz non riguardano l’intervento che ha concluso la scorsa solo il petrolio: dal Golfo arrivaedizione della Print4All Conference. no energia e materiali come l’eIl relatore, Alessandro Aresu, analista di Alexia Rizzi lio, essenziale per l’elettronica, geopolitico ed esperto di strategie e politiche pubbliche, ha offerto alla platea della da cui dipendono anche le nostre fabbriche. Conference uno sguardo generale sulle tenC’è poi la questione dei mercati. I costrutdenze strutturali che riguardano il quadro tori italiani di macchine vivono di export, e geopolitico e macroeconomico. Alcune soogni nuova barriera commerciale, dagli Stati Uniti all’Asia, pesa sui loro conti. no già particolarmente evidenti e strutturate Nella geografia del potere, Aresu ha sottocome il fatto che il baricentro manifatturiero lineato l’importanza di valorizzare i talenti: del pianeta si è spostato in Asia orientale, mentre Taiwan e Cina costruiscono la loro dove oggi si trovano i dieci principali porti forza sulla formazione di ingegneri e tecnici, commerciali del mondo. Politica ed economia si intrecciano in modo stabile e dazi, le nostre aziende faticano a trovare operatori qualificati. In un Paese che invecchia e sanzioni, controlli sugli investimenti e sulle in un settore che per trovare nuovo impulso esportazioni hanno esteso il rischio politico deve tornare attrattivo per i giovani, investial rischio regolatorio. La globalizzazione ha re in formazione è assolutamente strategico. esasperato l’interdipendenza delle filiere, In questo scenario, diventa decisivo per che legate le une alle altre, sono sempre più ogni azienda affiancare al piano industriale vulnerabili. Per fare un esempio Aresu ha una mappa del mondo aggiornata. Chi saprà citato il caso Nexperia: quando l’Olanda ha leggerla prenderà decisioni migliori su forpreso il controllo dell’azienda di proprietà cinese, Pechino ha bloccato le forniture nitori, mercati e investimenti.

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NEWS PRIMO PIANO ILPOLIGRAFICO 234 • 26

L’11 e 12 novembre la nona edizione del SEPC riunirà operatori di Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Grecia

SEPC 2026 sbarca a Porto L’11 e 12 novembre 2026 Porto ospiterà la nona edizione del Southern European Print Congress 2026, appuntamento internazionale dedicato alla stampa specialistica che fa riferimento a FESPA; l’evento mette in relazione le community di Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Grecia. Il congresso è promosso da APIGRAF, FESPA España, FESPA France, FESPA Italia e FESPA Hellas, con il supporto del network FESPA. Il format è rivolto a imprenditori, manager, fornitori e protagonisti della filiera della stampa digitale di grande formato e industriale, della serigrafia e della stampa tessile, e punta a

creare occasioni di confronto tra mercati che condividono molte delle trasformazioni oggi in corso nel printing. Un confronto che riguarda tecnologie e investimenti, ma anche evoluzione della domanda, nuovi modelli produttivi e capacità delle imprese di adattarsi a scenari sempre più dinamici. Dopo le precedenti edizioni ospitate a Lisbona, Madrid, Barcellona, Lione, Marsiglia, Milano, Venezia e Atene, il Southern European Print Congress torna in Portogallo e arriva per la prima volta a Porto, con una partecipazione attesa tra i 90 e i 100 professionisti provenienti dai diversi Paesi coinvolti.

Cambio al vertice di TRESU Italia Fabrizio Boschelli, nuovo Managing Director per la Filiale italiana del Gruppo Multinazionale danese TRESU AS

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Un nuovo capitolo per TRESU Italia: dal 1° settembre Fabrizio Boschelli assume la carica di nuovo Managing Director per la Filiale italiana del Gruppo Multinazionale danese TRESU AS. Fabrizio porta con sé una esperienza maturata in Aziende internazionali, con una forte attenzione al cliente. L’obiettivo chiaro e l’ambizione sono di continuare a sviluppare la presenza di TRESU sul mercato italiano. “Assumo un ruolo che porta con sé una grossa responsabilità, e la pesante eredità grazie al lavoro encomiabile fin qui svolto dal Dott. Gianni Amendola, che in questi anni ha costruito una forte identità e la reputazione che TRESU Italia rappresenta in termini di alta affidabilità, qualità e competenze, insieme a tutto il Team composto da figure Senior molto esperte e qualificate. Il mio obiettivo è di partire da queste solide basi e valorizzare un Brand come TRESU: sinonimo nel mondo di eccellenza e di innovazione, in linea con i progetti della nostra Casa Madre con la sede e Head Quarter in Danimarca. Un ringraziamento particolare ad Amendola per il supporto continuo ricevuto, con l’augurio che possa continuare a supervisionare con la sua esperienza e il suo carisma il nostro Team.” TRESU continuerà a sviluppare nuove soluzioni, orientandosi verso mercati emergenti e cogliendo nuove sfide: dalle Camere in Fibra di Carbonio, alla macchina da stampa flexo di grande formato Flexo Innovator con soluzioni nel segno di una forte spinta innovativa, fino ai Sistemi di Circolazione e Alimentazione automatici, che rappresentano da sempre il Core Business di TRESU.

Mercato, innovazione e sostenibilità Il programma del Southern European Print Congress 2026 ruoterà attorno a quattro direttrici principali: andamento del mercato, innovazione, sostenibilità e connessione internazionale. L’obiettivo è offrire ai partecipanti una lettura il più possibile concreta dei cambiamenti che stanno interessando il comparto, affiancando all’analisi degli scenari esempi e testimonianze provenienti direttamente dalle imprese. La prima giornata, mercoledì 11 novembre, si aprirà con uno Speed Meeting, una sessione di incontri strutturati pensata per favorire il contatto diretto tra aziende, fornitori, associazioni e stakeholder. Seguirà un approfondimento sull’industria della stampa nell’Europa meridionale, con una lettura dei diversi mercati e delle opportunità di sviluppo. Giovedì 12 novembre sarà invece dedicato alle best practice di innovazione, attraverso cinque casi provenienti dai Paesi partecipanti. Il programma affronterà inoltre sostenibilità e regolamentazione, con particolare attenzione alle pressioni che stanno interessando il settore e al PPWR. Tra gli interventi previsti figura quello di Graeme Richardson-Locke sul rapporto tra sostenibilità, mercato e futuro della stampa, insieme a un contributo di Teresa Borba di APIGRAF

sul ruolo delle associazioni nel supportare le imprese rispetto al nuovo quadro normativo. Tre visite ad aziende nell’area di Porto SEPC mantiene inoltre uno degli elementi caratteristici del proprio format: il contatto diretto con le aziende. Nel pomeriggio del 12 novembre sono previste visite a tre realtà produttive dell’area di Porto, Colorful, Sign e Meevo. I partecipanti potranno osservare da vicino ambienti produttivi, workflow, applicazioni tecnologiche e differenti modelli di business. Le visite permetteranno inoltre di verificare come alcune delle tematiche discusse durante le sessioni vengano tradotte nella gestione quotidiana della produzione, nell’organizzazione dei processi e nelle scelte tecnologiche delle aziende. L’obiettivo del Southern European Print Congress resta quello di mettere in connessione mercati geograficamente vicini, favorendo lo scambio di esperienze e la nascita di collaborazioni oltre i confini nazionali. Per le aziende italiane, la tappa portoghese rappresenta quindi un’opportunità per confrontare strategie, tecnologie e modelli organizzativi con operatori che lavorano in contesti diversi ma affrontano molte delle stesse sfide, dall’automazione dei processi alla sostenibilità, fino alla ricerca di nuove applicazioni e aree di crescita.

Per informazioni, programma completo e registrazione: https://www.apigraf.pt/bem-vindo/sepc-2026.php?lang=it

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NEWS PRIMO PIANO ILPOLIGRAFICO 234 • 26

Partnership strategica tra Xerox e Xeikon La nuova partnership strategica porterà Xerox a commercializzare, con il proprio marchio, sistemi di stampa digitale basati sulla tecnologia Xeikon. L’accordo amplia il portafoglio Xerox nella stampa di produzione e rafforza la presenza dell’azienda in alcuni dei segmenti considerati a maggiore potenziale di crescita: packaging digitale, etichette e stampa commerciale.La tecnologia Xeikon sarà integrata nello Xerox Production Ecosystem, che comprende i canali commerciali e di assistenza dell’azienda, software per l’automazione dei workflow, soluzioni di finishing, servizi da remoto e un’infrastruttura di supporto globale. La collaborazione nasce anche dalla trasformazione della domanda degli stampatori, chiamati a gestire tirature sempre più brevi, tempi di consegna ridotti, versioning e applicazioni ad alto valore aggiunto. «Siamo lieti di vedere Xerox portare le nostre soluzioni sul mercato attraverso i suoi canali», ha dichiarato Walter Benz, presidente di Flint Group Digital Xeikon. «L’industria della stampa continua a evolvere rapidamente e il mercato è alla ricerca di tecnologie digitali affidabili che aiutino a migliorare reattività, produttività e flessibilità applicativa. Questa partnership renderà la tecnologia collaudata di Xeikon accessibile a un maggior numero di stampatori, consentendo loro di far crescere il proprio business e di rispondere in modo più efficace alle mutevoli richieste del mercato». Per Xerox, l’operazione rappresenta un ulteriore tassello della strategia di rilancio e ampliamento dell’offerta dedicata alla stampa di produzione. «Questa partnership rappresenta una tappa importante nell’evoluzione del business Xerox nella stampa di produzione», ha aggiunto Terry Antinora, presidente Global Production Print Services di Xerox. «Combinando la tecnologia di stampa digitale di Flint Group Digital Xeikon con lo Xerox Production Ecosystem, offriamo una piattaforma produttiva completa che aiuta gli stampatori ad aumentare la produttività, sviluppare nuove applicazioni e generare una crescita redditizia».

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Le nuove soluzioni basate sulla tecnologia Xeikon andranno ad affiancare le piattaforme già presenti nel portafoglio Xerox, tra cui Iridesse Production Press, Proficio PX500 e PX300, IJP900 Inkjet Press e la gamma PrimeLink. La prima macchina sviluppata nell’ambito della partnership sarà venduta e assistita direttamente da Xerox, porterà il marchio Xerox e sarà arricchita con software, integrazioni e servizi sviluppati dall’azienda.

Disponibilità commerciale, caratteristiche tecniche e ulteriori dettagli saranno annunciati nei prossimi mesi. L’accordo si inserisce nel percorso delineato da Xerox a febbraio 2026, quando l’azienda aveva presentato una roadmap particolarmente ambiziosa per la stampa di produzione, individuando tra le principali aree di sviluppo il getto d’inchiostro a foglio, il packaging e le etichette e la stampa inkjet a modulo continuo. Antinora aveva anticipato anche il possibile ricorso ad accordi tecnologici per accelerare questa espansione: «Queste sono tutte enormi opportunità di crescita per noi, in cui oggi non siamo presenti. Prevediamo di entrare in questi segmenti in diversi modi. In alcuni entreremo con tecnologia proprietaria, in altri attraverso partnership». La collaborazione con Xeikon concretizza quindi una parte importante di questa strategia, mettendo insieme la tecnologia digitale del produttore belga e la capacità commerciale, software e di servizio globale di Xerox.

Fujifilm valuta lo spin-off di Business Innovation Il gruppo giapponese prospetta la separazione della divisione che comprende Graphic Communications: cambia lo scenario per il printing. Possibile quotazione a Tokyo entro due-tre anni. Fujifilm Holdings sta valutando uno spin-off parziale di Fujifilm Business Innovation, società interamente controllata dal gruppo che comprende anche Graphic Communications. L’operazione, annunciata il 6 agosto 2026, potrebbe portare entro due-tre anni alla quotazione della nuova società alla Tokyo Stock Exchange. L’ipotesi prevede che Fujifilm Holdings distribuisca agli azionisti gran parte delle azioni di Business Innovation, mantenendo una partecipazione inferiore al 20%. La nuova società potrebbe continuare a utilizzare il marchio Fujifilm e a beneficiare delle sinergie con il gruppo, acquisendo però maggiore autonomia strategica e operativa. Al momento non è stata presa una decisione definitiva. Business Innovation rappresenta circa il 35% dei ricavi consolidati di Fujifilm. Nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2026 ha registrato ricavi per 1.174,8 miliardi di yen e un risultato operativo di 63,7 miliardi. Per l’esercizio in corso Fujifilm ha successivamente alzato la previsione dei ricavi a 1.200 miliardi di yen. All’interno della divisione, l’area Graphic Communications comprende stampa digitale, tecnologie inkjet, teste di stampa, inchiostri e lastre offset. La strategia del gruppo punta soprattutto alla crescita del di-

gitale, della stampa commerciale, del packaging e delle applicazioni inkjet, mentre sul fronte analogico è in corso da tempo una razionalizzazione della capacità produttiva. Alla fine del 2023 Fujifilm aveva infatti cessato la produzione europea di lastre offset nello stabilimento di Tilburg, trasferendo le attività verso Giappone e Cina e concentrando lo sviluppo su prodotti a maggiore valore aggiunto, come le lastre processless. Nel marzo 2026 Fujifilm Business Innovation aveva peraltro annunciato un aumento globale dei prezzi delle lastre offset, ribadendo l’impegno a garantire continuità delle forniture. Il possibile spin-off non sembra quindi indicare un arretramento di Fujifilm dalla stampa digitale. Il gruppo continua a investire nella digitalizzazione della stampa commerciale e del packaging, nell’inkjet, nei workflow e nell’intelligenza artificiale. Tra le più recenti novità figura anche la Revoria Press PC2120, macchina a sei colori con funzioni di automazione basate sull’AI. Se l’operazione sarà completata, una parte significativa delle tecnologie Fujifilm destinate al printing confluirà quindi in una società indipendente e quotata, mantenendo però il marchio e i legami industriali con il gruppo.

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NEWS FORNITORI ILPOLIGRAFICO 234 • 26

Koenig & Bauer presenta CutPRO 2.1, nuova fustellatrice piana per corrugated

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Koenig & Bauer amplia la propria offerta per la lavorazione del cartone ondulato con CutPRO 2.1, una nuova fustellatrice piana progettata per garantire stabilità produttiva e affidabilità. Il sistema è dedicato principalmente alla trasformazione del cartone ondulato, ma può lavorare anche cartone teso, con formati fino a 1.300×2.100 mm e velocità massime di 7.000 fogli l’ora. Nello sviluppo della macchina, il costruttore ha scelto di concentrarsi sulla produttività effettiva delle lavorazioni quotidiane, riducendo microfermate, arresti imprevisti e tempi improduttivi legati all’avviamento e alla manutenzione. «CutPRO 2.1 è una macchina che, grazie alla stabilità dei processi, garantisce una reale redditività nella produzione su tre turni», afferma Hannah Potrawa, Director Corrugated di Koenig & Bauer. Le tecnologie Varioplan® e Variolever® armonizzano i movimenti delle pinze e favoriscono il trasporto continuo dei fogli. Anche i sistemi di uscita e non-stop sono stati ottimizzati per mantenere regolare il flusso del materiale alle alte velocità. Tra le soluzioni introdotte figurano il tendicatena automatico, un sistema migliorato per la gestione degli scarti e un dispositivo di sicurezza per lo spostamento manuale del gruppo di fustellatura. La compatibilità con gli utensili già utilizzati consente inoltre agli stampatori e ai converter di integrare la macchina nei flussi esistenti, contenendo i costi di cambio produzione. L’interfaccia HMI è stata riprogettata con una struttura più intuitiva, pensata per facilitare la formazione dei nuovi operatori e semplificare le procedure manuali. L’integrazione con l’ecosistema software myKyana permette di raccogliere e analizzare i dati di produzione in tempo reale. Le funzioni supportate dall’intelligenza artificiale contribuiscono a prevenire gli errori operativi e a migliorare la continuità del processo. La prima macchina sarà installata presso un cliente pilota entro la fine del 2026. Seguirà una fase di test in ambiente produttivo reale, finalizzata a verificarne prestazioni, affidabilità e convenienza economica nella lavorazione del cartone ondulato.

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SCREEN Truepress JET 560HDX vince l'EDP Award 2026 Alla cerimonia degli EDP Awards che si è tenuta il 20 maggio 2026 a FESPA Barcellona, SCREEN ha ricevuto l'EDP Award 2026 nella categoria Stampa Commerciale (larghezza di bobina inferiore a 550 mm) per Truepress JET 560HDX. Il premio è stato accettato a nome di SCREEN GP Europe B.V. da Juan Cano, Business Development Director, e Yoshinari Otani, Executive Officer di SCREEN Graphic Solutions. Truepress JET 560HDX è un sistema di stampa inkjet a bobina ad alta velocità che combina qualità d'immagine ad alta definizione, elevata produttività e facilità d'uso per offrire un nuovo valore aggiun-

to all'industria della stampa. Truepress JET 560HDX utilizza anche l'ultima versione dell'inchiostro SCREEN, Truepress Ink SC2, continuando ad affrontare una delle sfide chiave nella stampa inkjet ad alta velocità: la stampa su carta patinata offset. L'inchiostro ad alta densità a base d'acqua consente l'utilizzo di supporti patinati offset, patinati per inkjet o non patinati. Oltre a offrire un livello di qualità paragonabile alla stampa offset commerciale convenzionale, Truepress JET 560HDX raggiunge un'elevata produttività grazie alla capacità di gestire supporti fino a 560 mm di larghezza, una velocità di stampa

massima di 150 metri al minuto e l'impiego di sistemi di asciugatura e trasporto di nuova concezione. «L’EDP Award assegnato alla Truepress JET 560HDX conferma il risultato di un intenso lavoro di sviluppo da parte dell'intero team di ingegneri di SCREEN. Siamo orgogliosi che questo impegno sia stato valutato in modo indipendente e riconosciuto dai principali esperti del settore della stampa in Europa confermando il potenziale dell'ultima versione della tecnologia Truepress JET in un settore, quello della stampa commerciale, in continua evoluzione», ha commentato Juan Cano.

KODAK annuncia le lastre SONORA UltraXR Kodak ha ampliato la gamma SONORA per l’area EAMER con il lancio delle nuove lastre senza sviluppo KODAK SONORA UltraXR, che sostituiscono le precedenti SONORA XTRA-2 e XTRA-2 for Newspapers, la cui produzione europea verrà interrotta. Offrono un’eccezionale stabilità nelle lunghe tirature e un eccellente contrasto d’immagine, fino a 4× superiore rispetto ai prodotti concorrenti. Inoltre, le nuove lastre offrono una tolleranza 5× maggiore all’esposizione alla luce bianca e una stabilità dell’immagine fino a 6 settimane se conservate al buio. Le SONORA UltraXR sono progettate per fino a 400.000 impressioni su rotative offset Heatset/Coldset, 250.000 impressioni su macchine offset a foglio e 115.000 impressioni per applicazioni con inchiostri UV. Le lastre SONORA UltraXR sono prodotte nello stabilimento di Kodak a Osterode, in Germania, garantendo una fornitura rapida e affidabile ai clienti in tutta la regione EAMER, riducendo al contempo le emissioni di CO2 associate al trasporto. «SONORA UltraXR sono il risultato più recente di importanti investimenti in R&D di cui ora possono beneficiare i fornitori di servizi di stampa, che ricevono queste lastre ulteriormente migliorate senza costi aggiuntivi», commenta Jim Continenza, Executive Chairman and Chief Executive Officer, Kodak.

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Grazie alla tecnologia di imaging Komori e agli inchiostri UV, la J-throne 29 stampa su un’ampia varietà di supporti

Un sample kit dedicato Open Age Group a Komori J-throne 29 distribuisce in Italia Per aiutare i clienti a esplorare le possibilità applicative di Komori J-throne 29, il costruttore giapponese ha realizzato un esclusivo sample kit che raccoglie una selezione di applicazioni di stampa reali. J-throne 29 è il sistema inkjet B2+ di ultima generazione che offre velocità di stampa fino a 6.000 fogli/ora solo fronte e 3.000 fogli/ora in fronte-retro. Il kit mette in evidenza l’elevata qualità di stampa della macchina, la flessibilità nella scelta dei supporti e le prestazioni avanzate della tecnologia inkjet UV, offrendo una dimostrazione concreta delle potenzialità di questo sistema innovativo. Dalle applicazioni più diverse alle esigenze produttive più complesse, i campioni mostrano come Komori J-throne 29 sia in grado di aiutare gli stampatori ad ampliare le proprie capacità e a creare nuove opportunità di business per applicazioni commerciali, di packaging e speciali. Disponibile in quantità limitate, il sample kit rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino le prestazioni e il potenziale di J-throne 29. Il sample kit può essere richiesto su: komori.eu

Kurz amplia la gamma DM-Maxliner Kurz ha rinnovato la gamma di sistemi per la nobilitazione digitale a foglio DM-Maxliner, introducendo due nuovi modelli in formato B2 e riorganizzando l’offerta per renderne più chiaro il posizionamento. La famiglia comprende ora cinque soluzioni, dal formato B3 entry-level fino al modello B1 per la produzione industriale, con applicazioni che includono metallizzazione piana, effetti tattili e a rilievo, verniciatura UV selettiva e personalizzazione con dati variabili. Il modello DM-Maxliner B3 T utilizza la tecnologia Foil-on-Toner e raggiunge i 3.000 fogli l’ora, mentre la DM-Maxliner B3, basata sulla tecnologia Ink-on-Foil, arriva a 3.500 fogli l’ora e permette di realizzare metallizzazioni, verniciature ed effetti tattili, anche per applicazioni web-to-print. Le due nuove soluzioni B2 lavorano fino a 2.500 fogli l’ora e gestiscono anche formati lunghi fino a 50×100 cm. La DM-Maxliner B2 V, dotata di due torri, consente di eseguire metallizzazione e verniciatura in un unico passaggio e di realizzare effetti tattili, rilievi e microgoffrature. Al vertice della gamma si colloca la DM-Maxliner B1, destinata alla stampa commerciale, al packaging e alla nobilitazione di copertine. Grazie a due barre di stampa dedicate a colla e vernice, può applicare foil e vernice nello stesso passaggio, raggiungendo 10.000 fogli l’ora nella verniciatura e 5.100 nella metallizzazione. Kurz conta circa 50 installazioni DM-Maxliner nel mondo. Il rinnovamento riguarda esclusivamente i sistemi a foglio, mentre le soluzioni da bobina DM-Jetliner, DM-Flexliner e DM-Uniliner restano invariate.

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Il top della gamma, DM-Maxliner nel formato B1

gli inchiostri Hangzhou Toka Open Age Group è distributore per il mercato italiano degli inchiostri da stampa offset a foglio prodotti da Hangzhou Toka Co. Ltd., azienda specializzata nello sviluppo di soluzioni convenzionali, UV e LED UV ad alte prestazioni. Hangzhou Toka è uno dei principali produttori asiatici di inchiostri per la stampa offset e occupa una posizione di rilievo soprattutto nel segmento UV LED. L’azienda investe costantemente nell’innovazione tecnologica, nella qualità dei processi e nello sviluppo di prodotti a ridotto impatto ambientale. Le sue soluzioni sono oggi distribuite in 54 Paesi. Gli inchiostri commercializzati in Italia da Open Age Group sono conformi alle normative europee in materia di sicurezza e dispongono delle certificazioni REACH, RoHS, EN 71-3 e SGS. Le formulazioni sono realizzate con oli vegetali puri e non contengono sostanze considerate critiche, tra cui cobalto, PFAS e oli minerali. La gamma è rivolta agli stampatori che desiderano ridurre l’impatto ambientale delle proprie produzioni mantenendo elevati standard di qualità, stabilità e produttività sulle macchine da stampa. Per rispondere alle diverse esigenze applicative del mercato italiano ed europeo, Open Age Group propone più serie di inchiostri: • EF MO Free, serie convenzionale semiossidativa e semifresca, disponibile anche nella versione low migration, a basso odore e bassa migrazione; • LED UV PRO EU, sviluppata per macchine da stampa LED UV da uno a dieci colori, anche perfecting, e adatta alla stampa su carta, cartone e foil; • Galaxy, serie UV destinata ai supporti plastici e alle applicazioni che richiedono un’elevata adesione dell’inchiostro; • vernici di sovrastampa, colori base Pantone e inchiostri metallizzati, a completamento della gamma. I prodotti Hangzhou Toka sono disponibili in confezioni da 1 kg, 2,5 kg sottovuoto, 3 kg e in fusti da 200 kg destinati ai grandi utilizzatori. Gli stampatori italiani possono inoltre richiedere campionature gratuite per effettuare test direttamente sulle proprie macchine, scrivendo a: info@openage.it.

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Una Konica Minolta AccurioJet 30000 per Nava Press Nava Press rafforza il proprio percorso di innovazione con l’ingresso nel proprio reparto produttivo della nuova AccurioJet 30000 di Konica Minolta, sistema inkjet UV LED in formato B2+ progettato per combinare produttività, versatilità applicativa e una qualità di stampa molto vicina a quella offset. L’investimento si inserisce nella strategia dell’azienda focalizzata sulla realizzazione di stampati di pregio e su produzioni in cui personalizzazione, qualità e cura del dettaglio rappresentano elementi centrali.

Tecnostampa ha aperto le porte al turismo industriale Lo scorso 24 luglio Tecnostampa ha trasformato il proprio stabilimento in una tappa dedicata alla scoperta della cultura della stampa. L’occasione è stata Recanati Insolita, iniziativa che ha permesso ai visitatori di entrare nel cuore dell’azienda e conoscere da vicino una realtà produttiva che da oltre cinquant’anni lega competenze industriali, tecnologia e passione per il prodotto editoriale. Durante la visita gli ospiti hanno potuto scoprire ciò che normalmente rimane dietro le quinte della realizzazione di un libro: pro-

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da conoscere e visitare, nel quale raccontare l’evoluzione della manifattura e il rapporto tra sapere artigianale, innovazione e tecnologie produttive. Ad accompagnare i partecipanti nel percorso sono stati Flavio Zuin, direttore generale del Gruppo Tecnostampa, e Giuseppe Casali, amministratore delegato di Pigini Group e Tecnostampa, che hanno illustrato la storia dell’azienda, i suoi valori e le principali tappe della sua evoluzione. L’iniziativa era realizzata grazie agli organizzatori di Recanati Insolita e all’Associazione Turistica Recanati.

Una Scodix di ultima generazione per Àncora Arti Grafiche

Emanuele Bandecchi, Chief Sales & Marketing Officer di Nava Press, davanti alla nuova AccurioJet 30000

La scelta della tecnologia Konica Minolta è arrivata al termine di un percorso di valutazione durato quasi un anno. Nava Press ha effettuato test sui materiali utilizzati abitualmente, verifiche sulla tenuta degli inchiostri e prove sulle lavorazioni di nobilitazione post-stampa. «Non abbiamo acquistato solo una macchina, ma condiviso un progetto di sviluppo», ha commentato Emanuele Bandecchi, Chief Sales & Marketing Officer di Nava Press. Tra gli elementi che hanno orientato l’investimento figurano la stabilità cromatica, la riduzione dei tempi di avviamento, la capacità di preservare la matericità della carta e la possibilità di ampliare l’offerta verso microtirature, produzioni personalizzate e lavori on demand, mantenendo sotto controllo il TCO. AccurioJet 30000 utilizza teste di stampa ad alta definizione da 1.200×1.200 dpi e tecnologia UV LED con polimerizzazione istantanea. Può lavorare su carte patinate e uso mano, cartoncini, materiali sintetici, canvas, supporti metallizzati, film e PVC fino al formato B2+ di 585×750 mm. La produttività raggiunge i 3.000 fogli/ora in simplex, mentre l’asciugatura immediata consente di avviare rapidamente le successive operazioni di finishing.

cessi produttivi, tecnologie e competenze che consentono a Tecnostampa di realizzare libri d’arte, cataloghi e grandi opere editoriali destinate a musei, editori e istituzioni culturali di tutto il mondo. L’apertura dello stabilimento ha rappresentato anche un esempio concreto delle opportunità offerte dal turismo industriale, capace di affiancare ai tradizionali luoghi della cultura e della storia le imprese che contribuiscono ogni giorno all’identità e allo sviluppo di un territorio. In questa prospettiva la fabbrica diventa uno spazio

Marco Rozzoni (sinistra), Print Finishing Specialist di Àncora, e Delio Remondini, CEO dell’azienda milanese, accanto alla nuova Scodix Ultra 6500 SHD

Àncora Arti Grafiche ha rafforzato il reparto di finishing con l’acquisto di una nuova Scodix Ultra 6500 SHD, piattaforma industriale per la nobilitazione digitale destinata ad applicazioni nei settori packaging, editoria e stampa commerciale. L’investimento risponde alla crescente richiesta di stampati ad alto valore aggiunto e amplia le possibilità creative che l’azienda milanese può mettere a disposizione dei clienti. Per Àncora non si tratta del primo incontro con la tecnologia Scodix. L’azienda aveva infatti effettuato un primo investimento nelle soluzioni del produttore israeliano nel 2019. La nuova installazione rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di sviluppo della nobilitazione digitale all’interno di una realtà che gestisce internamente numerose fasi del processo produttivo, dalla progettazione alla stampa, fino al finishing e alla consegna. Scodix Ultra 6500 SHD lavora nel formato B1, con fogli fino a 1.060x760 mm e un’area immagine massima di 1.000x700 mm. La macchina raggiunge una produttività dichiarata fino a 1.310 fogli all’ora e può gestire supporti con grammature comprese tra 135 e 675 g/m² e spessori fino a 2 mm. È compatibile sia con lavori provenienti da stampa offset sia con produzioni digitali.

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Finlogic acquisisce CP Serigrafica e rafforza la propria presenza in Centro Italia

Finlogic SpA, gruppo attivo nell’Information Technology e tra i principali operatori italiani nelle soluzioni per l’etichettatura e l’identificazione automatica, ha sottoscritto gli accordi vincolanti per l’acquisizione del 100% di CP Serigrafica Srl, storica azienda di Fabriano (AN) specializzata nella produzione di etichette autoadesive. Con 170 milioni di euro di

fatturato, 700 dipendenti e 21 acquisizioni completate, Finlogic amplia così la propria capacità produttiva e consolida il presidio industriale nel Centro Italia. L’operazione conferma la strategia di crescita per linee esterne perseguita dal Gruppo, attraverso l’integrazione di realtà caratterizzate da competenze specialistiche, qualità produttiva e forte radicamento territoriale. Fondata nel 1976, CP Serigrafica è una realtà consolidata nel mercato delle etichette autoadesive, con una presenza significativa nelle Marche. L’azienda realizza produzioni altamente personalizzate fino a otto colori su molteplici supporti, destinate a diversi settori

applicativi, puntando su flessibilità, qualità dei materiali e capacità di rispondere a esigenze specifiche. «La ventunesima acquisizione del Gruppo rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita che stiamo accelerando negli ultimi anni», ha dichiarato Dino Natale, CEO di Finlogic. «CP Serigrafica è un’azienda solida, riconosciuta dal mercato per qualità, affidabilità e competenze produttive. Questa operazione ci consente di rafforzare la presenza nel Centro Italia e di incrementare la nostra capacità produttiva in un momento in cui la domanda continua a crescere». L’operazione garantirà anche continuità alla gestione dell’a-

zienda marchigiana. I fratelli Corvo continueranno infatti a ricoprire il ruolo di amministratori delegati, accompagnando CP Serigrafica nel processo di integrazione all’interno del Gruppo. «Dopo oltre 48 anni di attività, riteniamo che l’ingresso nel Gruppo Finlogic rappresenti l’opportunità migliore per rafforzare la nostra capacità di innovare, ampliare i servizi offerti ai clienti e creare nuove sinergie commerciali e produttive», ha commentato Andrea Corvo, CEO di CP Serigrafica. «Siamo convinti di poter contribuire al progetto di sviluppo di Finlogic portando esperienza, qualità produttiva e conoscenza del territorio».

PREOCCUPATO PREOCCUPATOPER PERLA LA SPEDIZIONE SPEDIZIONEDELLE DELLELASTRE LASTRE DALL’ESTERO? DALL’ESTERO? CON CON KODAK, KODAK, LA LA CERTEZZA CERTEZZA ÈÈ DIDI SERIE. SERIE. PerPer saperne saperne di di più: più: kodak.com/go/sonora-poligrafico kodak.com/go/sonora-poligrafico

© Kodak, © Kodak, 2026. 2026. KODAK, KODAK, SONORA SONORA e il logo e il logo KODAK KODAK sonosono marchi marchi di Kodak. di Kodak.

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Assocarta e Assografici con SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPL e UGL Chimici sul sistema ETS Prosegue il dibattito tra le istituzioni e la Commissione Europea sul tema ETS. Assocarta, Assografici, SLCCGIL, FISTel-CISL, UILFPC e UGL Chimici chiedono una profonda revisione della proposta della Commissione europea sul sistema ETS, affinché il percorso verso la neutralità climatica al 2050 non comprometta la competitività dell’industria europea né favorisca la delocalizzazione verso Paesi con standard ambientali e costi della CO2 inferiori. “La transizione energetica e la decarbonizzazione sono obiettivi che l’industria sostiene e sui quali sta già investendo, ma non possono essere perseguiti caricando ulteriori costi sulle sole imprese europee”, sottolineano le organizzazioni, evidenziando il rischio di perdere produzione e occupazione senza ottenere reali benefici ambientali globali.

Macchine e tecnologie ACIMGA: primo semestre in crescita Secondo l’indagine ACIMGA, realizzata in collaborazione con StudiaBo, il fatturato registra una moderata crescita tendenziale dello 0,6%, mentre gli ordini segnano una lieve flessione dell’1,7%. Il dato trimestrale non compromette tuttavia il risultato complessivo della prima metà dell’anno: nel primo semestre 2026 gli ordini risultano in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sul fronte degli ordinativi, il secondo trimestre mostra andamenti differenti tra mercato domestico ed estero. Gli ordini interni diminuiscono del 13,1%, interrompendo la crescita registrata nei primi tre mesi dell’anno, mentre quelli

provenienti dai mercati esteri aumentano del 7%. Considerando l’intero semestre, il quadro rimane positivo su entrambi i fronti, con una crescita dell’8,2% sul mercato interno e del 4% sui mercati esteri. Per quanto riguarda il fatturato, la crescita dello 0,6% registrata nel secondo trimestre è sostenuta soprattutto dal mercato nazionale, che aumenta del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Più debole, invece, la componente estera, in contrazione del 4,1%. Le aspettative delle imprese per il terzo trimestre 2026 restituiscono infine segnali di cauto ottimismo. Il 55,6% delle aziende intervistate prevede una crescita del fatturato, una

quota in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione. Anche le prospettive sull’export rimangono complessivamente stabili: il 66,7% delle imprese prevede che la quota delle esportazioni sul fatturato resterà invariata, mentre il 22,2% si attende un aumento. Più differenziate le attese sugli ordini. Sul mercato interno prevalgono indicazioni di stabilità o contrazione, mentre per l’estero il sentiment appare più favorevole: il 55,6% delle imprese prevede una crescita degli ordinativi internazionali nel terzo trimestre. Un segnale che conferma il ruolo dei mercati esteri nelle prospettive del comparto per la seconda parte dell’anno.

Un master su sostenibilità e rendicontazione

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Tra le principali criticità vengono indicati il progressivo ridimensionamento delle tutele contro il carbon leakage, le nuove condizioni per l’accesso alle quote gratuite e le differenze tra Stati membri nella compensazione dei costi indiretti della CO2. Le organizzazioni chiedono quindi di congelare la riduzione dei benchmark ai valori del 2025 e di introdurre un livello europeo omogeneo di compensazione. Un’altra priorità riguarda le esportazioni: le imprese europee devono poter competere sui mercati internazionali con aziende che non sostengono analoghi costi per la CO2. Per questo viene richiesta la piena copertura con quote gratuite delle emissioni relative ai prodotti esportati verso Paesi privi di oneri equivalenti. Viene inoltre sollecitata una revisione della Market Stability Reserve, ritenuta responsabile di possibili aumenti artificiali del prezzo della CO2, e una maggiore destinazione dei proventi delle aste agli investimenti industriali per la decarbonizzazione. Tra le altre richieste figurano l’accesso ai crediti internazionali con misure contro la speculazione, l’esclusione dall’ETS dell’incenerimento dei rifiuti destinati al riciclo e l’innalzamento a 50.000 tonnellate di CO2 equivalente della soglia per l’opt-out dei piccoli emettitori.

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Per rispondere alla crescente richiesta di formazione in ambito sostenibilità, Federazione Carta e Grafica, in collaborazione con il Gruppo RE2N e la sua società di formazione Executy, ha ideato il nuovo “Master ESG & Reporting per la filiera carta e grafica metodologie, standard europei e strumenti operativi”. Il Master è sviluppato per fornire alle aziende della filiera indirizzi certi e strumenti logici per affrontare l’evoluzione normativa e le nuove pratiche di rendicontazione ed è dedicato a chi in azienda sta approcciando le tematiche ESG e desidera rendere operativo e scalabile il processo di reporting attraverso i nuovi standard europei (ESRS e VSME). Il percorso è articolato in 6 lezioni da 6 ore ciascuna, per un totale di 36 ore di formazione, erogata in FAD con videoconferenza sincrona. Lo svolgimento è suddiviso in due moduli da 3 lezioni di 6 ore ciascuna, frequentabili anche singolarmente. Il primo modulo è dedicato a Fondamenti ESG e metodologie. Il secondo a Reporting VSME operativo e utilizzo del tool. Le lezioni si sono svolte i giorni 11-18-25 settembre e si svolgeranno il 9-14-23 ottobre. Il Master consente di conoscere e apprendere l’utilizzo pratico del tool di Federazione FpS-TOOL come strumento operativo di reporting.

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La nuova Printing & Converting Technology Alliance rafforza la rappresentanza del settore, promuove innovazione, formazione e internazionalizzazione e consolida il ruolo strategico delle tecnologie nello sviluppo del mercato della stampa

Dall’unione di ACIMGA e ARGI nasce PACTA In occasione di Print4All Conference 2026, che si è svolta lo socrso 2 luglio, ACIMGA e ARGI hanno annunciato la nascita di PACTA – Printing & Converting Technology Alliance, il nuovo progetto sviluppato congiuntamente dalle due associazioni che rappresentano l'intero ecosistema delle tecnologie per la stampa e il converting in Italia.

PACTA è fondata sulla volontà di rafforzare una collaborazione costruita negli anni attraverso iniziative di successo come Print4All, Print4All Conference e numerose attività dedicate all'innovazione, alla formazione e alla promozione internazionale del settore. Una scelta che risponde all'esigenza di offrire una rappresentanza sempre più autorevole, integrata e riconoscibile a un comparto strategico per l'industria manifatturiera italiana ed europea. Il mercato globale delle tecnologie per la stampa vale oggi circa 500 miliardi di dollari e continua a crescere grazie allo sviluppo del packaging, dei materiali innovativi e delle applicazioni ad alto valore

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aggiunto. In questo scenario, ACIMGA e ARGI rappresentano insieme un patrimonio unico di competenze, tecnologie e capacità industriali che spaziano dalla progettazione e costruzione di macchine e sistemi per la stampa e il converting fino alle tecnologie digitali, al finishing e alle soluzioni per la trasformazione dei materiali. La nuova Alliance si propone di valorizzare l'eccellenza italiana ed europea del settore, mettendo in rete produttori, fornitori di tecnologie e competenze lungo tutta la catena del valore. L'obiettivo è rafforzare il peso istituzionale del comparto, sviluppare strumenti condivisi di analisi e monitoraggio del mercato, promuovere progetti dedicati all'intelligenza artificiale, all'economia circolare e ai materiali innovativi, investire nella formazione delle nuove generazioni e sostenere la crescita internazionale delle imprese. PACTA scaturisce dalla consapevolezza che il printing e il converting non rappresentano soltanto un settore industriale, ma un insieme di tecnologie che accompagna quotidianamente la vita delle persone attraverso applicazioni che spaziano dal packaging alla comunicazione, dalla decorazione industriale al tessile,

dall'automotive all'elettronica. Tecnologie che contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità, alla personalizzazione e alla competitività dell'intero sistema produttivo. «Con PACTA compiamo un passo importante nel percorso di evoluzione della rappresentanza del nostro settore. Le tecnologie per il printing e il converting sono un elemento essenziale della manifattura contemporanea e svolgono un ruolo determinante nei processi di innovazione, sostenibilità e competitività delle filiere industriali. Attraverso questa Alliance vogliamo rafforzare la capacità di fare sistema, mettere a fattor comune competenze e progettualità e offrire al comparto una voce ancora più forte e autorevole nei confronti delle istituzioni, del mercato e degli stakeholder internazionali» dichiara Marco Calcagni, Presidente ACIMGA. «PACTA rappresenta l'evoluzione naturale di una collaborazione che negli anni ha dimostrato quanto il valore della filiera aumenti quando le competenze dialogano e si integrano. Oggi il mercato richiede capacità di visione, condivisione di conoscenze e progettualità comuni. Con questa iniziativa vogliamo costruire una piattaforma permanente di sviluppo per

le tecnologie della stampa e del converting, capace di accompagnare le imprese nelle sfide della trasformazione digitale, della sostenibilità e della crescita internazionale» afferma Marco Marangoni, Presidente ARGI. Tra le attività previste dall'Alliance la creazione di osservatori dedicati ai mercati e ai trend tecnologici, lo sviluppo di iniziative formative rivolte a scuole, ITS e giovani professionisti, l'organizzazione di eventi e momenti di confronto per le imprese associate, oltre al rafforzamento delle attività di comunicazione e promozione del settore in Italia e all'estero. PACTA opererà inoltre in stretta sinergia con il progetto Print4All, contribuendo a consolidarne il ruolo di piattaforma di riferimento per l'intera filiera e a rafforzare il posizionamento internazionale delle tecnologie italiane per il printing e il converting. Con la Printing & Converting Technology Alliance, ACIMGA e ARGI inaugurano una nuova fase di collaborazione strategica, con l'obiettivo di costruire un sistema sempre più forte, innovativo e competitivo, capace di valorizzare il know how tecnologico delle aziende che compongono le due associazioni e di accompagnare il futuro del settore con una visione condivisa.

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Scorcio del Centro di Ricerca e Sviluppo Platinum Technologies – Milano

35 anni del Gruppo Colorcopy: dalla stampa digitale all’automazione Un traguardo che racconta un percorso di continua evoluzione, una crescita costruita sul campo e nel rapporto quotidiano con i clienti

Gli amministratori del Gruppo durante l’evento

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Il Gruppo Colorcopy celebra 35 anni di attività e un percorso che riflette da vicino l’evoluzione della stampa digitale in Italia. Fondato nel 1991 e oggi composto da Colorcopy S.r.l., Large Format S.r.l. e LIYU Italia S.r.l., il Gruppo ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di circa 27 milioni di euro. Un risultato costruito attraverso investimenti continui in tecnologia, competenze, qualità del servizio e presenza sul territorio. La storia prende avvio nella stampa digitale di piccolo formato, inizialmente con Canon e successivamente con Xerox, con migliaia di sistemi installati in Italia e un ruolo attivo nell’evoluzione delle arti grafiche e della stampa digitale professionale. A questa esperienza si è progressivamente affiancato il grande formato, con migliaia di plotter Roland DG destinati alla comunicazione visiva, alla stampa professionale e alla personalizzazione. Nel tempo il portafoglio tecnologico si è ulteriormente ampliato, includendo sistemi UV per la stampa diretta e la decorazione di oggetti, soluzioni per

la finitura, tecnologie DTG e, più recentemente, sistemi DTF. Un’evoluzione sviluppata lavorando a stretto contatto con stampatori, centri servizi, operatori della comunicazione visiva e aziende manifatturiere, accompagnandone il percorso di crescita e trasformazione digitale. Uno dei passaggi più significativi della storia recente è stato l’ingresso nella stampa industriale con LIYU Italia | Platinum Technologies, specializzata nelle tecnologie per la stampa e il taglio digitale industriale. In pochi anni la società ha superato le 400 tecnologie installate sul territorio nazionale, rispondendo alla crescente richiesta di sistemi produttivi capaci di combinare qualità, produttività, affidabilità e automazione. L’ingresso nel segmento industriale ha rappresentato anche un’evoluzione nel posizionamento del Gruppo. Da fornitore di singole tecnologie, Colorcopy è diventata progressivamente un partner nella progettazione di processi produttivi completi, integrando hardware, competenze applicative, formazione e assistenza post-vendita. In 35 anni, del resto, anche il mercato è cambiato profondamente. Il piccolo formato ha registrato una progressiva contrazione, mentre il grande formato professionale ha mantenuto una maggiore

stabilità, sostenuto dall’evoluzione delle applicazioni e da un’importante base installata. Parallelamente sono emersi nuovi ambiti di sviluppo, dalla personalizzazione UV al passaggio dal DTG al DTF, fino alle applicazioni industriali e ai processi automatizzati. Quattro sedi e una presenza diretta sul territorio Oggi il Gruppo opera attraverso quattro sedi, a Brescia, Bologna, Arese e Milano, sede di LIYU Italia. Una struttura pensata per mantenere un rapporto diretto con il mercato e garantire un supporto che comprende consulenza, progettazione, installazione, formazione, assistenza tecnica e sviluppo delle applicazioni. Il 2026 segna un ulteriore passo in questa direzione. Oltre all’ampliamento della gamma DTF, il Gruppo sta rafforzando la propria presenza nella stampa industriale anche attraverso partnership con operatori di primo piano a livello nazionale, con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente tecnologie, competenze e assistenza alle aziende. Attraverso LIYU Italia | Platinum Technologies è oggi possibile progettare linee che integrano stampanti UV flatbed, sistemi roll-to-roll, tecnologie ibride, tavoli da taglio

digitale e soluzioni di automazione con bracci antropomorfi per la movimentazione dei materiali. L’obiettivo è riunire stampa, taglio, movimentazione e automazione in un unico ecosistema produttivo, aumentando efficienza e produttività e riducendo progressivamente le attività manuali. 35 anni di esperienza, lo sguardo al futuro «In questi 35 anni il nostro obiettivo è sempre stato quello di crescere insieme ai clienti, adattandoci all’evoluzione del mercato e investendo nelle tecnologie capaci di creare valore per le loro aziende», sottolinea Mauro Piotti, amministratore del Gruppo. Dalla prima fotocopiatrice a colori venduta nel 1991 ai moderni sistemi di produzione industriale automatizzata, il percorso di Colorcopy racconta quindi una trasformazione continua, guidata dalla capacità di interpretare il mercato e anticiparne le successive evoluzioni tecnologiche.

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Finishing di libri e cataloghi:

Sempre più flessibile e connesso Dal book-of-one alla produzione industriale di piccoli lotti, la crescita della stampa digitale continua a trasformare il post-stampa editoriale. I trend mostrano un finishing sempre più automatico, connesso e capace di passare dalla bobina o dal foglio stampato al libro, alla brochure o al catalogo finito con interventi manuali ridotti al minimo.

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più incerta: secondo AIE, nel 2025 le vendite di libri di varia a stampa nei canali trade sono diminuite del 2,1% a valore, attestandosi a 1,484 miliardi di euro, e del 3% a copie, a 99,5 milioni. Nei primi quattro mesi del 2026 il mercato ha poi recuperato, con un +3,8% a valore e un +2,5% a copie. Sono indicatori che misurano fenomeni differenti, ma letti insieme spiegano le ragioni del mutamento del modello produttivo. Ridurre il magazzino, ristampare velocemente ciò che viene effettivamente richiesto, mantenere disponibili backlist molto ampie e servire nicchie editoriali: questi sono i trend che si stanno affermando e che per gli stampatori si traduce in tirature corte, ristampe frequenti e print-on-demand.

Stampa e il finishing digitali

Per capire dove sta andando la finitura del libro partiamo da un apparente paradosso. Il mercato editoriale europeo non sta vivendo una nuova stagione di grandi tirature, eppure gli investimenti tecnologici nella produzione libraria sono tutt’altro che fermi. Cambia, piuttosto, ciò che viene chiesto agli impianti: produrre più titoli, in quantità inferiori, con tempi di consegna compressi e possibilmente senza accumulare copie in magazzino.

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I numeri consentono di scattare una istantanea precisa di questo scenario. Secondo i dati Smithers presentati nel 2026 alla conferenza Intergraf Shaping the Future with Books, la stampa libraria europea valeva 7,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita media dell’1,5% rispetto al 2020. Ma è soprattutto la composizione del mercato a essere significativa: fino al 2030 la stampa digitale del libro è prevista in crescita del 7,3%, mentre quella analogica è indicata in contrazione del 5%. In Italia il quadro presenta segnali altrettanto interessanti. Il settore grafico ha generato nel 2024 un fatturato di 5,805 miliardi di euro, confermando l’Italia al secondo posto nell’Unione europea dopo la Germania; nello stesso anno la produzione della grafica editoriale è cresciuta dell’8,6%, trainata proprio dai libri, a +11,9%. Il dato produttivo convive però con una domanda interna

Il digitale ha ormai raggiunto livelli di produttività e qualità che consentono alle macchine inkjet a bobina e a foglio di affrontare volumi un tempo riservati all’offset, ma l’efficienza ottenuta in stampa rischia di essere vanificata se a valle rimangono lunghi avviamenti, movimentazioni manuali e macchine concepite per produrre migliaia di copie identiche. Alla scorsa edizione degli HID, il book-on-demand è stato mostrato come un vero modello industriale. Si sono viste linee nelle quali il lavoro partiva dalla bobina bianca o dal foglio stampato e arrivava al libro finito, passando automaticamente attraverso taglio, piega, formazione del blocco libro, rilegatura e rifilo. In altre configurazioni il protagonista era il punto metallico per brochure e cataloghi; in altre ancora il filo refe, che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente conciliabile con tirature di poche copie. La vera trasformazione riguarda il cambio lavoro. Formato, numero di pagine, spessore del dorso e, in alcuni casi, tipologia di prodotto possono variare da una commessa alla successiva e vengono identificati attraverso barcode o dati provenienti dal workflow. Il sistema si regola senza la necessità dell’intervento manuale dell’operatore. Il traguardo del book-of-one – un libro diverso dal precedente – rappresenta l’estremo di questa filosofia, ma il suo valore industriale riguarda soprattutto lotti da poche decine o centinaia di copie, dove cinque o dieci minuti di avviamento possono pesare sul costo unitario molto più di qualche centinaio di cicli/ora in più. Di conseguenza, anche la distinzione tra inline e nearline diventa meno rigida. Non tutte la macchina da stampa necessitano di essere legate a un’unica configurazione di finishing. Cresce perciò l’interesse per sistemi capaci di operare inline quando serve massima continuità, ma anche nearline quando occorre raccogliere output provenienti da più macchine da stampa. In entrambi i casi, ciò che conta è che il dato della commessa accompagni fisicamente il prodotto.

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HEIDELBERG, dal foglio inkjet al prodotto piegato HEIDELBERG ha reso questo concetto particolarmente evidente agli HID 2025, dove ha presentato in anteprima mondiale la Stahlfolder TH 56/66 Fireline insieme alla Jetfire 50. Fireline nasce precisamente dal problema delle piccole commesse digitali. Taglio, cordonatura e piega sono eseguiti in un solo passaggio e il sistema riceve da Prinect i parametri necessari al setup. Gli ordini con caratteristiche simili possono essere raggruppati automaticamente in batch, riducendo ulteriormente il numero dei cambi macchina. La TH 56 è stata concepita intorno al formato della Jetfire 50, mentre la TH 66 estende il concetto al B2. Il punto interessante non è soltanto la piegatrice. È l’idea di trasformare la stampa commerciale digitale in una produzione endto-end, nella quale fogli differenti possono diventare brochure, quartini, pieghevoli e segnature senza attraversare una successione di reparti scollegati. A Lucerna HEIDELBERG ha mostrato anche l’altra faccia di questo modello partecipando, insieme a Hunkeler e Müller Martini, a una linea che dalla Jetfire 50 conduceva fino al libro brossurato. I fogli venivano trasformati in blocchi libro attraverso Hunkeler Starbook Sheetfolder e successivamente lavorati su Vareo PRO e InfiniTrim, mostrando come la nuova generazione delle inkjet a foglio può considerasi come punto di partenza per una fabbrica del libro completamente automatizzata.

il Digifinisher HHS-Futura di Hohner con svolgimento e taglio MBO e con il robot collaborativo CoBo-Stack 30i, incaricato di movimentare automaticamente il prodotto finito. È un approccio che MBO sviluppa sia nel finishing da foglio sia in quello da bobina. Per la produzione editoriale e commerciale la gamma comprende piegatrici ad alta automazione, sistemi per taglio e piega del web digitale, alimentazioni per linee di punto metallico e robot per la raccolta e pallettizzazione. Nel digitale da bobina possono essere gestiti taglio variabile e piega selettiva, evitando pagine bianche e adattando il prodotto alla paginazione effettiva della commessa.

MBO e Komori, il finishing come sistema aperto Anche MBO e Komori stanno spostando l’attenzione dalla singola macchina al processo. Agli Innovationdays 2025 MBO ha partecipato attraverso la Postpress Alliance, rete nella quale collaborano specialisti come H+H, Hohner, Bograma, baumannperfecta e Wohlenberg. Il principio è costruire linee a partire da moduli di produttori differenti, mantenendo interfacce aperte e automazione comune. Tra le configurazioni mostrate a Lucerna c’era la H+H M9 collegata allo svolgitore MBO UW23 e al sistema di taglio SVC23 per la lavorazione digitale da bobina. Un’altra linea combinava

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Petratto, dalla copertina al fotolibro Per Petratto il legame con il nuovo mercato digitale passa soprattutto dalla capacità di lavorare prodotti e materiali difficili in quantitativi ridotti. Cataloghi, brochure, copertine con alette e fotolibri sono applicazioni nelle quali plastificazione, grammature

elevate e orientamento della fibra rendono spesso la finitura più complessa della stampa. La nuova Cordoba 4 nasce proprio per cordonare, piegare e incollare carte e cartoncini, anche plastificati, verniciati o stampati in digitale, e introduce funzioni automatiche di cambio formato e gestione tramite barcode. Questo sistema è stato concepito per essere molto efficiente anche per microtirature e il book-of-one, insieme alle copertine con alette, alle pieghe a finestra e ai depliant. Per il mondo fotografico l’azienda propone Photo BAT, sistema di cordonatura e piega studiato per fotografie e carte delicate, utilizzabile sia offline sia integrato in una linea. L’obiettivo è ottenere la precisione richiesta da album fotografici e libri illustrati senza compromettere la superficie stampata, una necessità sempre più importante con la crescita di fotolibri personalizzati e prodotti premium in poche copie. A queste soluzioni si aggiungono SAB 100C Digital, destinata alla produzione automatica di copertine integrali, e D-Sig/D-Sig Plus, concepite come interfaccia fra il foglio digitale e la tradizionale cucitura del libro. Ne deriva un approccio diverso dalle grandi linee inline: macchine specializzate e combinabili, interessanti per legatorie e stampatori che devono affrontare una forte varietà di prodotti senza costruire un impianto rigido intorno a una sola applicazione.

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Müller Martini e Hunkeler, dalla bobina bianca al libro finito Se c’è una dimostrazione che riassume l’evoluzione del finishing librario degli ultimi anni è quella realizzata da Müller Martini e Hunkeler agli Innovationdays 2025.La linea da bobina partiva da una HP PageWide Advantage 2200 e proseguiva attraverso Hunkeler Starbook Plowfolder, la brossuratrice Vareo PRO, un percorso di asciugatura, il trilaterale robotizzato InfiniTrim e una linea di sorting. Durante le dimostrazioni venivano prodotti libri diversi variando automaticamente formato e lunghezza di taglio. Un secondo flusso partiva invece dalla Jetfire 50 a foglio e utilizzava Starbook Sheetfolder prima di arrivare alla stessa logica di rilegatura e rifilo. Al centro c’è Connex, il workflow che gestisce imposizione, dati della commessa e coordinamento dei vari elementi. Per raggiungere la massima efficienza nel book-on-demand è indispensabile che il flusso di informazioni connetta le macchine che compongono la linea. La stessa impostazione è applicata ai prodotti a punto metallico. Prinova Digital può essere inserita in un flusso da bobina con svolgimento e taglio Hunkeler per produrre magazine, cataloghi e brochure in tirature ri-

dotte, modificando automaticamente le regolazioni in funzione della commessa. A PRINTING United Expo 2026 Müller Martini ha aggiunto un altro tassello, presentando in anteprima mondiale Separo PRO, un nuovo sistema che separa automaticamente blocchi libro precedentemente impilati e li alimenta alla Vareo PRO. A valle, InfiniTrim veniva collegato a una soluzione robotizzata Solema per la pallettizzazione.

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Meccanotecnica, anche il filo refe diventa on demand Per lungo tempo la cucitura a filo refe è stata associata soprattutto a produzioni medio-lunghe e a una successione di operazioni separate. Meccanotecnica ha lavorato invece per renderla compatibile con il digitale e con piccoli quantitativi. Agli Hunkeler Innovationdays 2025 il costruttore italiano ha mostrato Universe e Universe Web. La prima parte da fogli digitali e riunisce alimentazione, cordonatura, piega, raccolta e cucitura; la seconda nasce per la stampa continua e può partire direttamente dalla bobina, integrando svolgimento e taglio prima della cucitura. Entrambe sono state sviluppate per rendere economicamente sostenibili tirature brevi mantenendo le caratteristiche qualitative del filo refe.

In seguito a una recente collaborazione tra le due aziende italiane, Tecnau ha integrato le proprie soluzioni di taglio da bobina con il sistema Universe Web di Meccanotecnica per la cucitura a filo refe da bobina, per la produzione digitale di libri di alta qualità

pararli sia per softcover sia per hardcover. Nel 2026 il percorso è stato completato con LYRA, nuova incassatrice pensata per portare anche la copertina rigida nella stessa logica di automazione. Barcode e dati JDF supportano cambi rapidi e produzione di piccole quantità fino al book-of-one, affrontando una delle fasi che ancora richiedono maggiormente la competenza dell’operatore. Particolarmente significativa è inoltre la collaborazione annunciata nel febbraio 2026 con Tecnau: Universe Web può essere integrata, a seconda del livello produttivo, con moduli Tecnau c7/u50 oppure con Revolution 50, creando un collegamento diretto tra lavorazione della bobina digitale e filo refe. Il digitale non deve necessariamente significare un libro qualitativamente più semplice. Anche pubblicazioni premium, libri d’arte e prodotti destinati a una lunga durata possono essere prodotti in piccoli lotti o persino su ordine mantenendo una rilegatura cucita.

Smyth, qualità premium anche nelle piccole tirature

Ma la strategia dell’azienda si è ormai allargata oltre la cucitrice. Sirio è una brossuratrice industriale automatica che arriva a 1.350 cicli/ora e gestisce cambi formato automatici, fino alla singola copia; può lavorare con PUR o hotmelt e collegarsi al trilaterale automatico Trimming. La linea multifunzionale permette inoltre di indirizzare i blocchi verso filo refe o brossura e di pre-

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Lo stesso principio guida Smyth, altro storico specialista italiano del filo refe. La gamma DX è stata sviluppata per trasformare fogli stampati in digitale in segnature piegate e cucite, riducendo le operazioni intermedie e rendendo la tecnologia utilizzabile anche sulle piccole serie. DX-50 rappresenta la soluzione più compatta per il digitale, mentre DX-80 e DX-80 Plus estendono il concetto verso produttività e formati maggiori; quest’ultima può lavorare anche segnature a otto pagine partendo da fogli B2. La famiglia comprende inoltre configurazioni da foglio e da bobina. La logica trova applicazione soprattutto in quei prodotti nei quali il valore percepito della rilegatura continua a essere importante: libri fotografici, arte, editoria di pregio, manuali e pubblicazioni che devono aprirsi bene. Una recente installazione della DX-E in Italia è stata destinata proprio a una produzione digitale di libri in tirature brevi e medie. Più in generale, ciò che sta accadendo con Smyth e Meccanotecnica dimostra che il confine fra industrial

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bookbinding e book-on-demand si sta assottigliando. La qualità della legatura non viene più necessariamente scelta in funzione della lunghezza della tiratura.

Tecnau, variabilità dall’ingresso al fulfillment Per Tecnau il libro digitale è una questione di flusso fin dall’uscita della macchina da stampa. Tagliare la bobina, formare blocchi corretti, mantenere l’integrità della commessa e adattarsi dinamicamente alle caratteristiche del libro sono le basi sulle quali l’azienda ha costruito la propria offerta. La piattaforma Libra 800 sposa questa filosofia: può produrre fino a 800 libri/ora gestendo variazioni da un libro al successivo in formato, spessore e tipologia di copertina. Il sistema può ricevere sia contenuti da bobina sia fogli B2, formare il blocco, selezionare e preparare la copertina, eseguire la brossura e rifilare automaticamente il libro.

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Può inoltre predisporre blocchi destinati alla successiva incassatura. BookReady applica una logica simile alla stampa inkjet a foglio: collegato alle Canon varioPRINT, converte imposizioni multiple in blocchi libro tagliati e impilati senza movimentazione manuale e riceve direttamente dalla pressa i parametri di setup. Tecnau Connect controlla inoltre l’integrità dei fogli e segnala eventuali elementi mancanti. A PRINTING United 2026 l’azienda ha mostrato Revolution 50 AutoSetup, concentrandosi proprio sul cambio automatico delle applicazioni e dei formati senza intervento dell’operatore. Il concetto è trasferibile direttamente al publishing: quando il lotto medio diminuisce, anche pochi minuti persi fra due lavori possono trasformare il finishing nel collo di bottiglia della produzione. Tecnau sta inoltre estendendo il ragionamento oltre la legatoria. L’integrazione con Sitma permette di collegare

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il libro finito a sistemi automatici di confezionamento e fulfillment per l’e-commerce. Nel print-on-demand è un passaggio tutt’altro che secondario: se un titolo viene prodotto perché è già stato ordinato, il processo ideale non termina con il trilaterale, ma con il libro confezionato e pronto per la spedizione. Dopo l’assenza dagli Innovationdays 2025, Tecnau ha già confermato la propria partecipazione all’edizione 2027, in programma a Lucerna dal 22 al 25 febbraio, anticipando un focus su automazione intelligente, produttività, riduzione degli scarti e workflow connessi.

Dal booklet al libro: cresce l’area del finishing compatto Non tutte le produzioni richiedono, naturalmente, linee industriali dalla bobina al prodotto finito. Una parte importante del mercato è costituita da stampatori digitali che realizzano brochure, manuali, piccoli cataloghi, quaderni, photobook e pubblicazioni aziendali e cercano sistemi compatti con un elevato grado di automazione. Agli HID 2025 Plockmatic Group ha portato la nuova Morgana PowerSquare 7000, sviluppata per produrre booklet fino al formato landscape e lavorare supporti fino a 350 g/m². Il sistema combina cucitura, piega, formazione del dorso e rifilo e si autoregola in funzione dello spessore. È un esempio significativo di come il booklet digitale stia progressivamente assumendo caratteristiche un tempo associate al libro brossurato: maggiore paginazione, dorso squadrato, formati più ampi e qualità del rifilo. C.P. Bourg ha mostrato invece a Lucerna il BBM 40/60+, capace di realizzare booklet fino a oltre 240 pagine e configurabile inline, nearline o offline, insieme a moduli di preparazione del foglio, cordonatura, rifilo e formazione del dorso. IBIS ha utilizzato HID 2025 per mostrare una variante della propria tecnologia Smart-binder destinata a booklet estremamente compatti realizzati su carte molto leggere. L’applicazione principale erano le Extended Content Labels, ma la tecnologia deriva dalla stessa esperienza sviluppata dall’azienda nelle linee digitali per prodotti multipagina, dove taglio, piega e legatura procedono direttamente dalla bobina. Anche KAMA, pur avendo oggi una forte presenza nel packaging, mantiene un ruolo interessante nel commercial finishing attraverso sistemi ProCut a cambio rapido destinati a lavori digitali di piccolo e medio formato: copertine, cartoline, prodotti sagomati e applicazioni commerciali nelle quali taglio, cordonatura e perforazione devono essere gestiti economicamente anche su quantitativi ridotti. Sono macchine e configurazioni molto differenti, ma mostrano la stessa direzione: automatizzare non soltanto il processo principale, ma tutte quelle operazioni di alimentazione, trasferimento, raccolta e cambio for-

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mato che, sulle piccole tirature, possono incidere sul costo molto più della velocità nominale della macchina.

Il futuro non è soltanto il book-of-one Produrre una copia diversa da quella precedente rappresenta una dimostrazione estrema delle capacità tecnologiche, ma non è necessariamente il modello economicamente più interessante per ogni stampatore. Accanto al book-of-one, crediamo che la trasformazione più profonda riguarda la possibilità di scegliere la dimensione del lotto più conveniente per ogni titolo, invece di adattare il portafoglio editoriale alle caratteristiche della linea produttiva. Da qui nasce la convivenza di architetture diverse. La bobina inkjet alimenta linee ad alta automazione per una produzione continua; le presse digitali a foglio B2 e B3 richiedono finishing capaci di gestire pile di lavori differenti; le piegatrici tradizionali diventano più automatiche; il filo refe entra nelle microtirature; le brossuratrici cambiano spessore e formato automaticamente; il trilaterale diventa servoassistito e variabile; robot e AMR cominciano a movimentare segnature e blocchi libro. Persino il confine fra softcover e hardcover si sta spostando. Meccanotecnica, Tecnau e altri costruttori stanno portando sempre più automazione nella preparazione e nell’incassatura del libro rigido, rendendo economicamente plausibili quantità che fino a poco tempo fa avrebbero richiesto una componente manuale troppo elevata.

La nuova produttività si misura fra un libro e l’altro È quindi il tempo tra due commesse, più ancora del tempo necessario a produrne una, a diventare il nuo-

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vo terreno competitivo. Una linea da migliaia di cicli all’ora può essere poco efficiente se richiede regolazioni prolungate a ogni cambio; al contrario, un sistema meno veloce può risultare più produttivo nell’arco della giornata se passa automaticamente da un A5 di 120 pagine a un A4 di 64, riconosce la copertina corretta, modifica il rifilo e ricomincia a produrre senza scarti significativi. Per questo software e meccanica stanno diventando inseparabili. Connex, Prinect, Datamanager, Tecnau Connect, iCE LiNK e gli altri ambienti di gestione non rappresentano più un accessorio della macchina: sono ciò che permette a un impianto progettato per produzioni variabili di sapere che cosa deve realizzare e con quali parametri. Anche la carenza di personale specializzato spinge nella stessa direzione. Setup guidati, preset, barcode, telecamere e robotica servono a trasferire nella macchina una parte del sapere che in passato apparteneva esclusivamente al legatore esperto. Non ne eliminano il ruolo, ma cambiano il punto in cui la competenza viene utilizzata: meno tempo sulle regolazioni ripetitive, più controllo del processo e della qualità. In vista degli HID 2027, Hunkeler e Müller Martini hanno già anticipato che le prossime innovazioni continueranno a concentrarsi su produttività, automazione, efficienza e workflow connessi, mentre Tecnau ha annunciato il proprio ritorno alla manifestazione. I dettagli delle nuove macchine non sono ancora stati rivelati, ma la direzione è ormai riconoscibile. La stampa digitale ha cambiato il modo in cui viene deciso quanto produrre di un libro. Ora il finishing sta cambiando il modo in cui quel libro viene fisicamente costruito. Dalla bobina al blocco libro, dalla segnatura alla cucitura, dalla copertina al trilaterale e fino al confezionamento, l’obiettivo è eliminare le discontinuità.

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SERVICE HEIDELBERG ITALIA

pilastro della customer satisfaction Oltre sessanta persone, 16.000 richieste di assistenza e 8.000 interventi on site l’anno, un milione di euro di ricambi movimentati ogni mese. Ma il valore del service si è spostato: dalla riparazione su chiamata alla gestione predittiva e contrattualizzata del ciclo di vita dell’impianto. Ne parliamo con Stefano Usuelli, Service Operation Manager, e Marcello Cornacchini, responsabile del business service di Heidelberg Italia. Se il brand Heidelberg continua a brillare dopo quasi due secoli di storia per una reputazione costruita sull’eccellenza tecnologica e sulla qualità dei suoi prodotti, un po’ più dietro le quinte il relativo servizio al cliente sicuramente contribuisce a tenere alto il livello di percezione di questo marchio su scala globale. Sulle nostre pagine riportiamo spesso casi di successo di importanti installazioni targate Heidelberg presso aziende di stampa nel nostro Paese e oggi vogliamo puntare i riflettori su un elemento altrettanto di successo, quello del service di Heidelberg Italia.

Oltre sessanta persone – una cinquantina di dipendenti diretti e una decina di un service partner – di cui 4045 field engineer sul territorio, supportati da back office, amministrazione, ricambi, dispatching e help desk. I volumi: 16.000 richieste di assistenza e circa 8.000 interventi on site l’anno, un fatturato service intorno ai 17 milioni di euro e un milione di euro di ricambi che ogni mese transita dal magazzino. Questi sono i numeri della “macchina” organizzativa dell’assistenza tecnica che supporta l’intero e variegato parco installato Heidelberg in Italia. UN PROCESSO TRACCIATO, DALLA CHIAMATA AL REPORT

Da sinistra Marcello Cornacchini, responsabile del business service, e Stefano Usuelli, Service Operation Manager di Heidelberg Italia

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“Gestiamo l’intero processo di assistenza”, spiega Stefano Usuelli, che coordina i tecnici sul territorio nazionale. “Ogni richiesta, telefonica o via mail, viene registrata a sistema. Il primo screening è affidato all’help desk, che ricontatta il cliente in base alla linea di prodotto e lo accompagna nella diagnosi, da remoto o attraverso una serie di verifiche mirate”. Solo se necessario scatta il dispatching: un’area dedicata per la linea press, mentre per CTP e postpress coincide con l’help desk. “In molti casi chiediamo al cliente di eseguire alcune prove e lo ricontattiamo in call back. L’intero flusso è tracciato: con un riscontro positivo la chiamata viene chiusa, altrimenti si apre un preventivo o un intervento”. I ricambi sono spediti fermo deposito presso il cliente e il tecnico, a lavoro concluso, restituisce il report in formato digitale. “In caso di impianto fermo, nella maggior parte dei casi siamo

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operativi dal cliente entro il giorno successivo”. Il servizio offerto copre CTP e prestampa, stampa, postpress, le macchine Gallus, i plotter e i sistemi Scodix. Per quanto riguarda la famiglia Versafire l’assistenza resta a Ricoh, ma la chiamata passa dal desk di Heidelberg Italia, quest’ultimo prenderà in carico direttamente anche a le chiamate relative alla famiglia Jetfire. C’è anche un primato italiano: “Siamo l’unica SSU al mondo ad aver strutturato l’assistenza diretta sulle Gallus digitali, Labelfire e Gallus One, senza più il coinvolgimento l’headquarter svizzero: su questa clientela siamo pienamente autonomi” specifica Usuelli. LA SFIDA DEL BUSINESS SERVICE

“Il mio ruolo consiste nel seguire il business service in tutte le sue componenti: contratti di assistenza tecnica, consulenza, preventivi, upgrade”, precisa Marcello Cornacchini. “Definisco annualmente le tariffe sul territorio e, per le operazioni di maggiore rilievo, mi interfaccio con la casa madre per ottenere condizioni migliorative”. Tra gli upgrade ci sono la conversione all’UV o l’integrazione di sistemi di controllo colore, sviluppati con la Germania. La gestione di Service Operation e business service opera in perfetta sinergia: “Avendo entrambi una formazione tecnica riusciamo a supportare il cliente sia nella valutazione economica dell’investimento sia per quanto riguarda i dettagli dei servizi e degli interventi che più sono personalizzati più sono efficaci”. Lo stesso vale per le priorità: “Avere un contratto attivo e un rapporto continuativo consente al cliente di acquisire la precedenza sulla

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presa in carico della richiesta di assistenza rispetto a chi ci contatta sporadicamente”. Sui temi di service la clientela ha bisogno di interlocutori con competenze specifiche “Una cosa è la vendita della tecnologia, altra è l’offerta del service: quest’ultima richiede sicuramente un approccio diverso anche sul piano commerciale”, osserva Cornacchini. Secondo il responsabile del business service per una questione culturale, se i clienti sono propensi a investimenti importanti in tecnologia è molto più complesso persuaderli dell’importanza di destinare risorse per stipulare un contratto di assistenza adeguato all’entità del parco macchine. Da due anni il supporto remoto è oggetto di un contratto dedicato, non è più gratuito come in origine. “La diagnosi da remoto oggi impiega molte risorse e i clienti la utilizzano sempre più ampiamente in quanto consente la risoluzione di una buona parte dei problemi senza la necessità dell’intervento del tecnico in loco. La sfida è riuscire a carpire informazioni sempre più precise per limitare i tempi di intervento e di conseguenza ridurre i tempi di fermo macchina”. IL SERVICE DA REATTIVO A PREDITTIVO

Entrato in azienda nel 1989 come tecnico, Usuelli ha percorso la sua intera carriera nell’ambito del service e può offrici il suo punto di osservazione privilegiato che attinge alla memoria dell’evoluzione di questo comparto. “Un tempo i cicli tecnologici coprivano un arco temporale di almeno dieci anni; oggi le procedure cambiano molto più

COMUNICAZIONE D’IMPRESA

Hp Indigo 18K

Il sistema di servizi HEIDELBERG tra cui l’assistenza tecnica contribuisce a migliorare le prestazioni delle aziende di stampa

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La piattaforma cloud-based HEIDELBERG Web Portal è un ecosistema di app che permettono di monitorare: ticket, tracking delle consegne, prestazioni e stato di manutenzione operatori specializzati, Usuelli conferma che negli ultimi decenni le competenze sono cambiate. “Un tempo l’operatore di macchina padroneggiava il processo, oggi i giovani sono molto abili nell’assimilare automatismi e ambienti digitali, ma sono meno preparati in merito al funzionamento della macchina da stampa” spiega. “Se è vero che i sistemi di stampa di ultima generazione offrono un elevato livello di automazione, è utile comunque trasmettere alle nuove generazioni di addetti le basi di manutenzione ordinaria. Attività che in passato erano parte integrante del mestiere e che in emergenza è indispensabile saper svolgere. La sfida riguarda anche i tecnici: Heidelberg Italia fa riferimento agli ITS tecnici meccatronici, attraverso colloqui, stage e un rapporto diretto con i docenti per il ricambio generazionale nel service”. Dal 2015, con la piena integrazione nella company, la filiale condivide tool e canali di formazione della casa madre; i tecnici seguono i corsi di aggiornamento in Germania e i nuovi ingressi nel team sono affiancati dai senior. rapidamente. La connessione remota consente una diagnostica puntuale e tempi di risoluzione più brevi. L’obiettivo è evolvere da un service su richiesta a un service proattivo, in grado di anticipare le esigenze del cliente”. Uno strumento particolarmente efficace sviluppato da Heidelberg è il Maintenance Manager, lanciato quest’anno e in implementazione sul parco installato, digitalizza la manutenzione programmata: “Il supporto cartaceo o in PDF è sostituito dal tablet, e gli interventi sono pianificati sia in base ai giri macchina sia su base temporale”, spiega Cornacchini. “Il responsabile di manutenzione assegna le attività ai macchinisti, ne verifica l’esecuzione e riceve il report”. Il secondo livello, affida l’attività a un tecnico specializzato, in grado di controllare gruppi della macchina altrimenti non accessibili, in prevenzione del fermo non programmato. L’Heidelberg Web Portal, già utilizzato per gli ordini sull’eShop, si sta strutturando come un ecosistema di app gratuite e a pagamento: ticket, tracking delle consegne, prestazioni e stato di manutenzione. “È attivo anche un chatbot basato sull’intelligenza artificiale della macchina, che elabora una prima diagnosi dei fermi e indica le aree di intervento” prosegue Cornacchini. Sul versante analytics il cliente legge i KPI per ciascun turno e fascia oraria, fino a posizionare in forma anonima la propria macchina rispetto al parco installato globale. “Questi strumenti supportano la centralità dei dati, disponibili per essere interpretati al fine di agevolare eventuali ottimizzazioni di processo e orientare gli investimenti”. OPERATORI E TECNICI DEL FUTURO

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Quando chiediamo come le aziende di stampa stanno fronteggiando la ormai proverbiale difficoltà nel reperire

L’IMPORTANZA DI UN SERVIZIO AFFIDABILE

“In fase di acquisto di una nuova macchina il service non è quasi mai la priorità per il cliente”, riconosce Cornacchini. “Chiaramente l’attenzione si concentra sull’installazione. Ma quando arriva il momento di affrontare questo tema, con la stessa professionalità con cui costruiamo la configurazione della macchina sulle esigenze del cliente, proponiamo anche il programma di assistenza più adatto”. Ci sono aziende che scelgono di affiancare al rinnovo tecnologico un contratto Performance Plus – comprensivo di tre workshop con uno specialista di Heidelberg Germania, che analizza l’intero processo dalla prestampa al magazzino, passando da tempi di avviamento e scarti – “in questi casi si ottengono dai nuovi impianti prestazioni superiori alle aspettative”. L’offerta comprende, inoltre, contratti Lifecycle: “in cui cliente affida a noi macchine, Prinect, assistenza e consulenza, e può concentrarsi esclusivamente sulla produzione” conclude Cornacchini. Per Usuelli la chiave resta la relazione. “La percezione dei clienti che vediamo dai feedback che ci vengono forniti è di una disponibilità costante del nostro personale, agevolata anche da un bassissimo turnover dei tecnici e quindi dalla possibilità di costruire passo a passo un rapporto di fiducia”. Usuelli cita il commento di un imprenditore “Non mi avete mai lasciato solo, ed è per questo che continuo a scegliere Heidelberg” per descrivere come un confronto trasparente, anche quando occorre affrontare temi difficili, abbia permesso a Heidelberg Italia di consolidare il rapporto con gli utenti delle proprie tecnologie nel tempo.

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Finishing del packaging in cartone teso:

Velocità, automazione e flessibilità ridisegnano il fine linea

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Tirature sempre più brevi, moltiplicazione delle referenze, stampa digitale e carenza di operatori qualificati stanno ridisegnando fustellatura, piegatura e incollaggio del cartoncino teso. Dalle due fiere americane di settembre, PRINTING United Expo a Las Vegas e Loupe Americas a Chicago, emerge la domanda di sistemi automatici, rapidi nei cambi formato e sempre più integrati fino al prodotto finito.

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Quando le tirature si accorciano e il numero di lavori per turno cresce, è proprio tra fustellatrice e piegaincolla che si decide la redditività di una commessa: ogni minuto di avviamento, ogni intervento manuale di rimozione dello sfrido, ogni cambio formato incide quando si tratta di stampa on-demand e lotti sempre più piccoli. Le due fiere che a settembre hanno animato il calendario nordamericano offrono un buon osservatorio su questo cambiamento. PRINTING United Expo è andata in scena dal 23 al 25 settembre al Las Vegas Convention Center e pochi giorni prima, dal 15 al 17 settembre Chicago, aveva ospitato Loupe Americas. Due fiere diverse per pubblico e vocazione, che raccontano però la stessa storia. La finitura dell’astuccio non è più soltanto una questione di velocità nominale, ma di flessibilità, automazione e integrazione.

I volumi si frammentano Il contesto americano spiega bene la direzione degli investimenti. Secondo il rapporto 2025-2026 del Paperboard Packaging Council, realizzato da Fastmarkets RISI, negli Stati Uniti la domanda di astucci pieghevoli è cresciuta in media dell’1,2% annuo nell’ultimo quinquennio, ma ha perso il 4,8% nel biennio 20232024, una volta esaurito l’effetto dei riassortimenti postpandemia. L’associazione prevede una ripresa a partire dal 2026, con una crescita media della domanda dello 0,8% annuo fra il 2024 e il 2029. In Europa la dinamica è simile, anche se le prospettive appaiono leggermente più favorevoli. L’European Carton Prospects 2025 di ECMA indica per la produzione di astucci una crescita media dell’1,3% annuo tra il 2019 e il 2024, dopo la contrazione del 4% registrata nel 2023 e il modesto recupero dello 0,7% nel 2024. Per il periodo 2024-2029 l’associazione prevede una crescita media dell’output dell’1,7% annuo, con incrementi dell’1,8-1,9% dal 2026 in avanti. Su entrambe le sponde dell’Atlantico emerge quindi un mercato che torna a crescere, ma senza i volumi capaci di compensare inefficienze e lunghi tempi di avviamento. Anche per questo gli investimenti si stanno orientando verso sistemi più automatizzati, rapidi nel cambio lavoro e flessibili nel gestire un numero crescente di commesse: la redditività dipende sempre meno dalla sola velocità nominale e sempre più dalla capacità di produrre efficientemente lotti diversi e più brevi. Komori presentando la propria partecipazione a PRINTING United insieme a MBO, ha descritto la dinamica: il numero di referenze cresce, le tirature si accorciano e i converter devono gestire più cambi lastra, più avviamenti e più partenze di produzione. Dal fronte degli etichettifici che entrano nel cartoncino, Steve Haedrich, presidente di New York Label + Box Works e ambasciatore per il cartoncino di Loupe Americas, ha individuato i motori della domanda di soluzioni per tirature brevi

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nei lanci di nuovi prodotti, nel packaging stagionale, nelle edizioni limitate e nella proliferazione delle referenze, con clienti che vogliono testare prodotti e mercati senza impegnarsi su grandi quantitativi. A questo si aggiunge il tema del personale. A Las Vegas la difficoltà a reperire operatori qualificati è stata, con automazione e intelligenza artificiale, uno dei fili conduttori dei colloqui tra espositori e visitatori. Dimitri Van Gaever, global marketing director di Kongsberg Precision Cutting Systems, ha sintetizzato il cambio di prospettiva osservando che la finitura non è più soltanto l’ultimo passaggio del processo, ma l’elemento che determina sempre più spesso se l’intero flusso produttivo funziona in modo efficiente.

I trend tecnologici Il digitale arriva sulla fustella Una recente ricerca di Alliance Insights individua nella rapidità di ingresso sul mercato, nella proliferazione delle versioni e nella necessità di una maggiore flessibilità operativa alcuni dei principali fattori che sostengono l’adozione delle tecnologie digitali nel packaging; a questi si aggiunge la persistente difficoltà di reperire manodopera. La prima direttrice riguarda la fustellatura senza fustella tradizionale. I sistemi laser e quelli che combinano taglio laser e cordonatura digitale eliminano tempi e costi di realizzazione dell’utensile e rendono economici anche il lotto minimo, la versione regionale o il prototipo. Accanto a questi si diffondono le fustellatrici rotative a fustelle magnetiche flessibili, più economiche e rapide da montare delle fustelle piane, e le fustellatrici piane in formato B2 pensate per i reparti digitali.

Cambi formato in pochi minuti La seconda direttrice è l’automazione degli avviamenti. Sulle piegaincolla il traguardo è ormai il cambio lavoro misurato in minuti, ottenuto con regolazioni motorizzate del formato, lavori memorizzati e richiamabili da software o da scanner, guide di posizionamento automatiche. Sulle fustellatrici l’attenzione si sposta sulla sezione di uscita, con spellatura e separazione delle pose in linea, spesso senza attrezzature dedicate, e sui sistemi che gestiscono la pila dei fustellati senza fermi macchina. L’obiettivo dichiarato da quasi tutti i costruttori è lo stesso: consentire anche a operatori meno esperti di chiudere decine di lavori al giorno con scarti di avviamento ridotti al minimo.

Dal foglio stampato all’astuccio finito La terza direttrice è l’integrazione: i vendor non propongono più semplicemente singole macchine, ma linee e

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La piega-incolla BOBST EXPERTFOLD

flussi: interfacce operatore comuni tra stampa, fustellatura e piegaincolla, collegamento ai sistemi MIS ed ERP, raccolta dei dati di produzione in tempo reale. Il concetto di soluzione all in one assume però forme diverse a seconda della taglia aziendale. Si va dalla linea completa offset, fustellatrice e piegaincolla del grande cartotecnico al sistema compatto che, accanto a una macchina da stampa digitale, permette allo stampatore commerciale di produrre in casa astucci a fondo dritto e a fondo automatico, consegnando al cliente il prodotto finito anziché il foglio stampato.

Dalla bobina all’astuccio La quarta direttrice arriva dal mondo dell’etichetta ed è la ragione stessa dell’ingresso del cartoncino nel contesto di Loupe. Si tratta della produzione in linea da bobina: stampa flessografica UV o ibrida, nobilitazioni e fustellatura-cordonatura in un unico passaggio, con le pose consegnate su nastro a scaglie e lo sfrido rimosso automaticamente. La fustellatura può avvenire con due stazioni rotative, una per la cordonatura e una per il taglio, oppure con un modulo piano semirotativo, più lento ma compatibile con le fustelle economiche dei reparti offline e quindi adatto alle tirature brevi. Andy Thomas-Emans, strategic director di Loupe Global, ha però messo in guardia gli etichettifici dal confronto sul prezzo con i grandi cartotecnici a foglio, altamente automatizzati: lo spazio è quello degli astucci di piccolo formato in tirature brevi, con consegne rapide e molte referenze, oppure delle tirature lunghe di astucci piccoli e fortemente nobilitati. In fiera la filiera ha cominciato a presentarsi. Kocher+Beck ha mostrato fustelle flessibili per astucci prodotti in rotativa, Schober la fustellatrice offline RSM e moduli di fustellatura piana, Beta Industries l’analizzatore di cordonatura e piegatura BetaFold, mentre Tamarack Products ha lanciato il sistema Fusion per applicare etichette RFID agli astucci direttamente sulle linee di piegaincolla.

I protagonisti BOBST, l’automazione entra nella fustellatura convenzionale

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Nel folding carton BOBST rappresenta bene l’evoluzione della via industriale, dove alla velocità si affiancano automazione e gestione connessa del flusso produttivo. A LOUPE Americas l’azienda ha insistito proprio su questa integrazione tra etichette, packaging flessibile e cartoncino, con BOBST Connect come piattaforma di raccolta e utilizzo dei dati di produzione. Sul fronte della fustellatura tradizionale, BOBST continua invece a investire sull’automazione delle fasi che incidono maggiormente sulla redditività.

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La MASTERCUT 106 PER riunisce fustellatura, stripping e blanking in un unico passaggio, mentre i sistemi MATIC e MATIC Plus automatizzano numerose regolazioni e consentono di richiamare configurazioni memorizzate. La stessa logica guida la EXPERTCUT 106 PER, con tecnologie come ACCUPLATEN e POWER REGISTER Plus orientate a ridurre downtime e costi di produzione. L’approccio prosegue nella piega-incolla con EXPERTFOLD 50/80/110, dove motorizzazioni, ricette richiamabili dall’HMI e memorizzazione dei lavori rendono i setup più rapidi e meno dipendenti dall’esperienza dell’operatore. In un mercato caratterizzato da tirature più brevi, tempi stretti e personale meno specializzato, il vero obiettivo diventa quindi comprimere tutto ciò che accade fra una produzione e quella successiva, trasformando anche le piattaforme convenzionali ad alta produttività in sistemi più flessibili e connessi. Inoltre, recentemente aggiornata con l’allineatore automatico dei fustellati e tutte le funzionalità per la gestione completamente digitale dei lavori e delle ricette, EXPERTFOLD 145/65 è ora disponibile nelle versioni 106 e 215, personalizzate per esigenze applicative specifiche. La modularità delle piega-incollatrici BOBST si basa sulla consapevolezza che non tutti i clienti hanno le stesse esigenze produttive. In base alla loro attività in specifici segmenti di mercato, alle richieste dei clienti e alle dimensioni degli impianti, le aziende di trasformazione mirano a investire in soluzioni che corrispondano ai loro standard di produzione.

BOBST MASTERCUT il sistema che effettua fustallatura, stripping e blanking in un unico passaggio

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Koenig & Bauer CutPro Q 106 fustellatrice piana di medio formato che concentra fustellatura, stripping e blanking nello stesso passaggio

Koenig & Bauer, fra fustellatura piana e rotativa Koenig & Bauer interpreta la produzione dell’astuccio come una catena completa, mettendo in relazione le macchine da stampa Rapida, le fustellatrici piane dell’area Iberica e le piega-incolla Omega di Koenig & Bauer Duran. L’obiettivo è creare maggiore continuità tra stampa, fustellatura e piega-incolla, facendo convergere interfacce, dati produttivi e logiche di automazione. Un esempio arriva dagli Stati Uniti, dove Ultimate Paper Box ha installato una CutPRO Q 106, fustellatrice piana di medio formato che concentra fustellatura, stripping e blanking nello stesso passaggio. Il sistema Magic Carpet contribuisce a ridurre i tempi di makeready, mentre l’integrazione dell’interfaccia operatore con la piega-incolla Allpro 110 e le macchine Rapida permette di gestire tecnologie differenti secondo una logica più uniforme e coordinata. Accanto alla fustellatura piana, Koenig & Bauer propone anche la CutPRO X 106 rotativa, capace di raggiungere 16.000 fogli/ora e di lavorare cartoncino fino a 0,6 mm, con preset e azionamenti pensati per contenere i tempi improduttivi durante il cambio lavoro. La compresenza delle due architetture riflette bene l’evoluzione del mercato: la fustellatura piana resta il riferimento per molte produzioni industriali e per le lavorazioni più complesse, mentre quella rotativa offre un’alternativa quando produttività, continuità del processo e frequenza dei cambi devono convivere. A valle, le piega-incolla Omega completano il flusso con motorizzazioni e preset orientati a ridurre i tempi di regolazione, rafforzando il posizionamento di Koenig & Bauer come fornitore dell’intera catena produttiva dell’astuccio.

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MBO soluzioni robotizzate Il contributo di MBO riguarda soprattutto ciò che avviene a valle: sistemi di piega, moduli di uscita, robotica e automazione logistica, coordinati attraverso Datamanager 4.0, che collega le macchine di finishing al MIS tramite JDF, trasferisce i dati delle commesse e restituisce in tempo reale informazioni su produzione e fermi. La gamma comprende inoltre soluzioni robotizzate come CoBo-Stack, destinate all’impilamento e alla pallettizzazione automatica, con l’obiettivo di ridurre movimentazioni manuali e dipendenza dalla manodopera. La logica è stata mostrata in Europa anche a drupa, dove Komori ha collegato attraverso KP-Connect Pro una macchina da stampa, un robot mobile autonomo AGILOX, una piegatrice MBO K80 e il sistema CoBoStack: il materiale veniva trasferito automaticamente dalla stampa al finishing e poi pallettizzato senza in-

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La piega-incolla modulare Petratto Original Metro e Petratto Ita-Packer, soluzione smart per auto­matizzare le uscite delle piega-incolla nella produzione di astucci

terrompere il flusso. Pur non trattandosi di una linea specifica per astucci, la dimostrazione rende bene il principio che Komori e MBO stanno portando anche nel packaging: ridurre i passaggi manuali e considerare stampa, finitura e logistica come parti di un unico processo. È proprio questa impostazione che il gruppo ha ribadito al congresso ECMA 2026 di Roma, rivolgendosi direttamente ai produttori europei di folding carton: non una singola macchina universale, ma un’architettura modulare nella quale stampa offset e digitale, finishing, piega e automazione logistica possono essere combinate in funzione delle caratteristiche delle commesse. In un mercato caratterizzato da tirature più frammentate e frequenti cambi lavoro, il vantaggio cercato non è quindi soltanto una maggiore velocità della singola fase, ma una riduzione del tempo complessivo che separa il foglio stampato dal prodotto pronto per le lavorazioni successive.

Petratto, la modularità come alternativa alla macchina rigida

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Per Petratto la risposta alla frammentazione delle tirature passa soprattutto dalla modularità. L’azienda italiana ha costruito nel tempo un’offerta che copre diverse fasi della trasformazione del foglio stampato, sia digitale sia offset, con particolare attenzione alle produzioni medio-piccole. La gamma comprende le fustellatrici piane automatiche della serie PDF, le soluzioni di fustellatura laser Eclipse e la famiglia di piega-incolla modulari Metro, a conferma di un approccio che combina tecnologie diverse in funzione del tipo di lavoro. Una novità di quest’anno è Ita-Packer, soluzione smart per automatizzare le uscite delle piega-incolla nella produzione di astucci anche in micro tirature. Ma è proprio nella famiglia Metro che emerge con maggiore chiarezza la filosofia dell’azienda. La macchina viene concepita come una piattaforma espandibile, alla quale possono essere aggiunti alimentatori, moduli e dispositivi specifici, mentre la gestione digitale consente

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ai diversi elementi di lavorare in maniera coordinata. In questo modo l’investimento può essere costruito progressivamente, evitando di installare da subito una linea sovradimensionata rispetto ai volumi effettivi. Particolarmente interessante per chi entra nel packaging o vuole sviluppare gradualmente questa attività è la Metro Startup, compatta e semiautomatica, capace di lavorare formati fino a 780 x 780 mm e cartoncini fino a 400 g/m². La macchina può essere successivamente trasformata in una Metro Mini o in una Metro 78 completa, facendo crescere la configurazione insieme alla complessità e alla quantità delle commesse. La stessa logica si ritrova nella Mini Metro, proposta anche per astucci e scatole con fondo automatico e caratterizzata da un ingombro contenuto. La flessibilità, quindi, non riguarda soltanto il numero di strutture producibili, ma anche la possibilità di calibrare spazio occupato, automazione e investimento sul reale mix produttivo. A completare la proposta restano le fustellatrici automatiche PDF e le soluzioni laser Eclipse, che permettono a Petratto di affiancare processi meccanici e digitali in base alle esigenze applicative.

SEI Laser e la fustella si digitalizza La strada più radicale per ridurre i tempi di avviamento passa dall’eliminazione dell’utensile di taglio. SEI Laser, presente a PRINTING United Expo e a LOUPE Americas attraverso il distributore nordamericano Matik, propone per il cartoncino teso la famiglia PaperOne, sistemi che eseguono fustellatura, cordonatura e microperforazione senza ricorrere alle tradizionali fustelle meccaniche. La gamma comprende PaperOne 5000, soluzione modulare in formato B2 che lavora fogli fino a 750 x 535 mm e spessori da 0,15 a 1,6 mm, e PaperOne 7000, che porta lo stesso concetto al formato B1+ e a materiali fino a 1,8 mm. Entrambe possono fustellare e cordonare fronte e retro, integrarsi con workflow digitali e utilizzare barcode o QR code per il richiamo automatico dei lavori. Feeder automatici da pallet, sistemi di regi-

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preparazione, montaggio e registrazione di una nuova fustella. È un beneficio che cresce quando aumentano strutture, versioni e piccoli lotti. A completare il workflow interviene Origami, stazione offline che utilizza la stampa 3D per produrre autonomamente i cliché maschio e femmina destinati alla cordonatura, trasferendo così anche questa fase all’interno del processo digitale. Il laser non sostituisce necessariamente la fustellatura convenzionale, che sulle lunghe tirature mantiene importanti vantaggi di produttività. Quando però si susseguono molti lavori differenti, produzioni personalizzate e piccoli quantitativi, eliminare l’attrezzaggio può modificare sensibilmente l’economia della commessa e rendere il finishing molto più coerente con le logiche del web-to-packaging e della stampa digitale.

SEI Laser PaperOne 7000, il sistema che esegue fustellatura, cordonatura e microperforazione in linea

Vega: automatizzare anche ciò che accade dopo la piega-incolla Se fustellatura laser e digitale affrontano soprattutto il tema dei tempi di attrezzaggio, Vega interpreta la flessibilità dal punto di vista delle linee industriali ad alta produttività, chiamate a cambiare lavoro con frequenza crescente. stro tramite telecamera, raccolta dello sfrido e stacker automatici permettono inoltre di configurare la linea in funzione del livello di automazione richiesto. Sulla PaperOne 7000 la produttività dichiarata raggiunge 2.500 fogli/ora e sono disponibili nove configurazioni laser. Il vantaggio principale emerge però nel cambio commessa: il tracciato di taglio è un file e può essere sostituito in pochi secondi, senza i tempi necessari per Vega Bellatrix, piega-incolla per cartoncino teso

Il costruttore di Paderno Dugnano è specializzato in piega-incolla per cartoncino teso e ondulato e propone, per il folding carton, soluzioni come la Bellatrix, disponibile nelle larghezze 60, 90 e 110 e adatta anche alla microonda. L’evoluzione più interessante riguarda però la gestione dell’intero flusso. Il software SPD – Supervi-

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sion Production Dashboard mette in relazione mettifoglio, piega-incolla, impacchettatrice e pallettizzatore, trasformando i dati delle singole macchine in uno strumento di coordinamento del reparto. La stessa logica guida il sistema VIS2 impiegato sulla Rigel, che assiste l’avviamento impostando automaticamente la macchina in funzione dell’astuccio e guidando l’operatore nelle regolazioni ancora necessarie. Con la collaborazione con C-Tech, l’automazione viene estesa anche alla movimentazione. Una delle configurazioni sviluppate abbina infatti la Altair GT a un Feeder Robot in ingresso e a sistemi automatici di raccolta e pallettizzazione in uscita, riducendo la necessità di interventi manuali lungo la linea. Il punto è significativo perché sposta il concetto di produttività oltre la velocità della singola piega-incolla. Prestazioni elevate servono a poco se alimentazione, raccolta e movimentazione richiedono ancora numerosi operatori. Con SPD, VIS2 e l’integrazione con sistemi robotizzati, Vega porta quindi l’attenzione dalla singola macchina al reparto di piega-incollaggio, fino a un prodotto raccolto, organizzato e pronto per le successive fasi produttive o logistiche.

Dalla piegaincolla compatta alla finestratura: le altre proposte

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Accanto alle grandi piattaforme industriali, il mercato del finishing per il cartoncino teso sta sviluppando soluzioni sempre più adatte a produzioni frammentate, con tirature brevi e medie, frequenti cambi lavoro e una presenza crescente della stampa digitale. In questo scenario la velocità massima della macchina resta importante, ma viene valutata insieme alla rapidità di avviamento, alla semplicità di utilizzo, alla riduzione delle movimentazioni e alla possibilità di internalizzare lavorazioni che fino a pochi anni fa richiedevano impianti più complessi. Plockmatic Group si muove in questa direzione con

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Box AutoFold, piega-incolla compatta pensata per astucci e prodotti fustellati stampati in digitale, con l’obiettivo di rendere questa lavorazione accessibile anche a stampatori che non dispongono dello spazio o dei volumi necessari per una linea tradizionale. Highcon, invece, continua a spingere sulla fustellatura digitale, combinando taglio laser e cordonatura fisica generata digitalmente, così da ridurre l’incidenza del cambio lavoro e avvicinare il converting alle logiche della stampa digitale. Una soluzione intermedia è quella di Bograma, che con le sue fustellatrici rotative utilizza cilindri magnetici e fustelle flessibili per coniugare produttività e rapidità di attrezzaggio, con modelli che coprono i formati B2, B2+ e B1. Heiber + Schröder concentra invece l’attenzione sulle lavorazioni successive alla fustellatura, dalla finestratura alla formatura dei vassoi, con sistemi pensati per evitare che queste fasi diventino un collo di bottiglia. Sul fronte della piega-incolla, KAMA ha sviluppato la FlexFold 52i per le brevi tirature digitali, puntando su regolazioni automatiche e cambi lavoro rapidi, mentre a monte le ProCut 76 e DC 76 integrano spellatura e separazione delle pose. Anche SBL interpreta la richiesta di maggiore automazione con soluzioni convenzionali, come la SBL-1060SCB, che riunisce fustellatura, spellatura e separazione delle pose in un unico flusso. Le tecnologie sono diverse, ma convergono verso lo stesso obiettivo: ridurre il tempo complessivo necessario per trasformare il foglio stampato in prodotto finito, contenendo fermate, interventi manuali e tempi di cambio commessa.

Una finitura su misura della tiratura Il quadro che emerge dalle due fiere americane è quello di un mercato a più velocità che converge verso gli stessi obiettivi. Da un lato i grandi costruttori portano nei reparti industriali automazione degli avviamenti, interfacce comuni e piattaforme dati, per mantenere efficienti linee chiamate a cambiare lavoro sempre più spesso. Dall’altro una fascia crescente di soluzioni compatte, digitali o modulari apre la produzione di astucci a stampatori commerciali, digitali ed etichettifici, che puntano su tirature brevi, consegne rapide e molte referenze. In mezzo, la produzione in linea da bobina appena approdata a Loupe si candida a diventare un terzo modello. Per tutti vale la stessa regola. La scelta di fustellatrici e piegaincolla si fa sempre meno sulla velocità di targa e sempre più sul numero di lavori che si riescono a chiudere in un turno con il personale disponibile, fino a consegnare al cliente l’astuccio finito.

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L’OTTIMIZZAZIONE SI MISURA TRA LE LINEE DI PRODUZIONE

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Formati e supporti che cambiano a ogni commessa, finiture personalizzate, tirature sempre più brevi: per le aziende di stampa, cartotecniche e converter tempi e costi di movimentazione e handling sono una voce apparentemente invisibile che incide sul prezzo del prodotto finito. Dal kitting goods-to-person agli AMR integrati con le macchine, dai carrelli elevatori di nuova generazione ai cobot di fine linea, fino ai software che orchestrano flotte e impianti analizziamo gli elementi portanti dell’intralogistica di reparto.

Non sono solo la produttività delle macchine e l’ottimizzazione delle linee di produzione a garantire la profittabilità di un’azienda di stampa: la logistica interna, cioè l’insieme dei flussi che collegano un reparto all’altro, è oggi un fattore sempre più rilevante non solo per mantenere un just-in-time competitivo ma anche per garantire le marginalità. Aziende di stampa, cartotecniche e converter gestiscono ogni giorno centinaia, a volte migliaia di commesse, ciascuna con il proprio formato, supporto, set di lastre o cliché, fustelle, anilox e inchiostri. Ogni cambio lavoro innesca una catena di movimentazioni: prelievo di bancali o bobine, allestimento delle attrezzature, trasferimento delle pile verso le lavorazioni di finitura come fustellatura, piegaincollatura o legatoria, stoccaggio dei semilavorati e pallettizzazione del prodotto finito. Operazioni che assorbono tempo, attrezzature, superficie e disponibilità degli impianti: una macchina ferma in attesa del supporto o della fustella rappresenta OEE perso. Tempistiche di movimentazione, saturazione degli impianti, costo di handling per ordine e tasso di errore sono i KPI su cui lavorare per strutturare una logistica interna efficiente. Attraverso una mappatura dei flussi è possibile individuare i colli di bottiglia reali e ridurre gli sprechi.

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Dall’AGV all’AMR: cosa è cambiato I veicoli a guida automatica non sono una novità: carrelli AGV per bobine e pallet operano nei grandi gruppi cartari e nelle litografie dalla fine degli anni Ottanta. L’innovazione oggi consiste nell’arrivo degli AMR (Autonomous Mobile Robots). Se gli AGV seguono percorsi predefiniti tramite filoguida, nastri magnetici o riflettori laser, gli AMR navigano con localizzazione naturale basata su LiDAR, telecamere e algoritmi SLAM, ricalcolando la traiettoria in presenza di persone e ostacoli. Per stabilimenti cresciuti per ampliamenti successivi, con corridoi occupati da pile in attesa, significa non dover operare interventi sulla pavimentazione, con la possibilità di riconfigurare i percorsi via software quando cambia il layout. Sui robot MoviĜo, per esempio, la ricarica avviene in modo efficiente nei tempi morti, così la flotta non deve fermarsi. Il tutto con un doppio beneficio: si eliminano i colli di bottiglia legati alla disponibilità di operatori e muletti e si riducono i possibili inconvenienti della movimentazione manuale.

Muletti e transpallet: il parco mezzi cambia pelle Robot e AMR non mandano in pensione carrelli elevatori e transpallet, che restano la spina dorsale della movimentazione per carichi fuori standard, bobine di grande diametro e ricevimento merci. Quello che cambia è la tecnologia a bordo, lungo tre direttrici. La prima è l’elettrificazione al litio: le batterie integrate consentono ricariche rapide e intermedie e un design più compatto. Su due o tre turni significa eliminare sala di ricarica e cambio batteria del piombo-acido. A LogiMAT 2026 Jungheinrich ha presentato i nuovi controbilanciati elettrici EFG 2/2i e 3/3i fino a due tonnellate e Linde MH i retrattili Ri14–Ri18 con litio integrato, men-

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tre STILL ha aggiornato i transpallet elettrici EXH-S 20-25 ed EXH 14. La seconda è la sicurezza attiva, cruciale dove carrelli, operatori di macchina e pedoni condividono i corridoi: limitazione automatica della velocità in curva, assistenza alla frenata e anticollisione, fino al Safety Guard di Linde che rallenta il mezzo quando un pedone si avvicina troppo. La terza è la telematica di bordo: i dati di utilizzo mostrano dove il reparto perde efficienza e aiutano a dimensionare la flotta e a individuare i flussi da automatizzare. Chi movimenta bobine può avvalersi di sistemi con pinze di ultima generazione in grado di dosare automaticamente la forza di serraggio, perché una pressione eccessiva è tra le prime cause di danneggiamento dei rotoli: il sistema HFC di Cascade adegua la presa al peso del carico, il Force-Matic di Bolzoni effettua una regolazione continua per evitarne l’ovalizzazione. Intanto il confine con i robot si assottiglia: Linde offre i carrelli automatici MATIC con geo-navigazione Balyo, Toyota con Swarm Automation coordina AGV, carrelli manuali e persone in un unico sistema tramite la piattaforma T-ONE. Il vantaggio è la possibilità di automatizzare un flusso alla volta, mentre i mezzi con operatore gestiscono le movimentazioni più complesse.

Picking interno: kitting e goods-toperson a bordo macchina In un reparto con molti cambi per turno, cercare una fustella, un set di cliché o la bobina giusta pesa sui tempi di avviamento. Le aziende più evolute applicano il kitting: per ogni commessa in coda si prepara fuori linea un kit completo con supporto, lastre o cliché montati, fustelle, sleeve, anilox e inchiostri, consegnato a bordo macchina prima che il lavoro precedente finisca. Il cambio lavoro diventa una sequenza di sostituzione, in logica SMED.

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La tecnologia abilitante sono i sistemi goods-to-person: magazzini verticali a vassoi, caroselli e buffer automatici che portano l’unità all’operatore. I caroselli verticali sono pensati per articoli ad alta frequenza di prelievo e dimensioni omogenee, profilo adatto a cliché, lastre o piccole fustelle rotative, e questi sistemi possono lavorare in autonomia o integrarsi con convogliatori, AGV e AMR dialogando con ERP e WMS. Nei reparti dove lavorano macchine flexo l’automazione arriva anche alla gestione lastre: a Labelexpo Europe 2025 LEHNER ha presentato FlexoMatrix nelle versioni PROFESSIONAL e ROBOTIC. Per bobine e bancali pesanti la risposta sono magazzini con trasloelevatori, satelliti o shuttle; tra i fornitori italiani, A.Celli propone le soluzioni R-WAY che combinano AGV e magazzino automatico, mentre Cassioli ha sviluppato un AGV dedicato alle bobine. Anche la macchina diventa parte del flusso: le fustellatrici piane Iberica di Koenig & Bauer integrano mettifoglio in continuo e logistica della pila senza interventi manuali in ingresso e uscita.

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scaffali in logica goods-to-man. Nel marzo 2026 HP ha iniziato a vendere e supportare direttamente questi AMR, con modelli per pallet B2, pallet postali, carrelli e rack e il nuovo Sharko 5 RT per le bobine delle linee Indigo Labels & Packaging e PageWide. Casi di successo in tal senso sono stati presentati durante l’evento SHIFT 2025 di Heidelberg dove Micropress, che produce su una Speedmaster XL 106 con Plate to Unit e su sistemi digitali governati da Prinect, ha dichiarato di impiegare piegatrici affiancate da robot di pallettizzazione come lo StackStar P, mentre gli AMR trasferiscono i pallet tra le macchine. Al Crossover Event 2025 di Komori Europe a Utrecht, l’olandese Veldhuis Media ha illustrato la propria esperienza reale con gli AMR. La domanda c’è ma è esigente: secondo Keypoint Intelligence gli stampatori vedono nella logistica interna una grande opportunità, la richiesta è di sistemi in grado di reggere i ritmi reali di produzione.

Robotica mobile

Fine linea: impilatura, confezionamento e pallettizzazione

A drupa 2024 abbiamo visto in funzione una serie di AMR. Per fare solo alcuni esempi, HP ha presentato modelli sviluppati con MoviĜo Robotics per il trasferimento dei supporti, con un risparmio dichiarato fino a due ore al giorno per macchina. Komori ha allestito una smart factory in cui la Lithrone G37P con Autopilot stampava, mentre il robot MBO CoBo-Stack e l’AMR AGILOX ONE gestivano il lavoro fisico, sotto la regia di KP-Connect Pro. Heidelberg ha puntato su Plate to Unit per la logistica lastre e sulle soluzioni robotiche P-Stacker per il postpress. Da allora il mercato è maturato. Tra il 2025 e metà 2026 MoviĜo ha ampliato la piattaforma Sharko con il monoforca Hammerhead, l’omnidirezionale 5FP per pallet interi e il Rack Voyager per il trasporto di

Nel fine linea, dove astucci, espositori, segnature, libri o bobine vengono raccolti e impilati, l’automazione combina robot di pallettizzazione, cobot e sistemi dedicati alla raccolta del prodotto. Il vantaggio dei cobot è la flessibilità: si riprogrammano per nuovi formati o schemi di pallettizzazione, requisito importante per chi lavora su piccoli lotti. Il tempo di rientro dell’investimento va valutato sul volume effettivamente movimentato, sulle ore di lavoro risparmiate e sui costi di integrazione. Nell’offset a foglio Heidelberg ha introdotto lo StackStar C per alleggerire il lavoro nel postpress. Prima del pallet, però, occorre spesso contare, pareggiare e comporre pacchi regolari. Nella configurazione annunciata da Standard Finishing Systems per PRINTING

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United 2026, svolgitore Hunkeler UW8 e taglierina CS8 alimentano una Horizon StitchLiner Mark V, con la possibilità di lavorare anche da fogli. In uscita, l’impilatore-fascettatore Palamides Gamma 502 HO raccoglie quantità prestabilite di prodotti, comprime e pareggia le pile, quindi può fascettarle. La pressione si adatta allo spessore del pacco e i dispositivi di pareggiamento si regolano automaticamente, limitando gli interventi richiesti fra cucitura e confezionamento. Negli etichettifici la robotica si concentra sul confezionamento dei rotoli in uscita dalla ribobinatrice a torretta: a Labelexpo 2025 la linea condivisa da ETI Converting, Martin Automatic, LemuGroup e Lundberg Tech mostrava lo sfrido gestito dal MatrixCompactor 200 e i rotoli ribobinati sulla GTU e pallettizzati dal robot UltraCompact. Sempre nelle etichette, l’offerta annunciata da KTI, marchio di Quantum Design, per LOUPE Americas 2026 comprende il ribobinatore a torretta MTR a quattro mandrini con caricamento automatico delle anime e chiusura del rotolo mediante stampa e applicazione dell’etichetta. La continuità del nastro resta altrettanto importante. Nel programma di Martin Automatic per LOUPE Americas 2026, lo svolgitore-giuntatore MBS integra il meccanismo di caricamento della bobina, mentre il ribobinatore LRD effettua il cambio senza arrestare la produzione e scarica automaticamente i rotoli finiti. L’intervento riguarda entrambe le estremità della linea: alimentazione del materiale e allontanamento del prodotto lavorato. Quando il prodotto deve uscire già pronto per la spedizione, il raccordo si estende al confezionamento. A PRINTING United Expo 2026, Tecnau e Sitma hanno mostrato un braccio robotico Ricoh che preleva i libri da un convogliatore Tecnau e li deposita all’ingresso della confezionatrice Sitma e-Wrap. Il sistema realizza un imballaggio in carta dimensionato sul prodotto e applica

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l’etichetta di spedizione. Si elimina così un trasferimento manuale fra due macchine, prolungando l’automazione fino alla preparazione dell’ordine. Per l’operatore, il beneficio è potersi concentrare sul controllo del processo e sulle eccezioni, anziché ripetere lo stesso movimento a ogni copia.

Software di orchestrazione: il cervello invisibile Perché i robot esprimano la loro massima efficienza è necessario che siano pilotati da un software adeguato. L’architettura tipica ha tre step: il MIS/ERP per ordini e pianificazione, il MES o workflow di produzione che traduce il piano in sequenze macchina e raccoglie i dati via JDF/JMF o interfacce proprietarie, il fleet manager che assegna missioni, gestisce traffico, priorità e ricariche. Il punto chiave è l’integrazione tra macchina e robot. Con l’HP SemiAutonomous Press kit, la macchina ordina i lavori per supporto e per successivo dispositivo di finitura, genera piani pallet e li trasmette in anticipo all’AMR, che preleva il supporto giusto prima che quello in uso finisca. È il passaggio da una logistica su chiamata a una logistica predittiva guidata dalla coda di lavoro. Sul piano delle piattaforme, HP ha esteso PrintOS ad apparecchiature di altri marchi, Komori con KP-Connect punta a collegare tutte le macchine dello stabilimento, Heidelberg affida a Prinect il coordinamento del workflow. Il nodo critico sono i sistemi aperti. Con flotte miste il riferimento europeo è VDA 5050, che scambia ordini e stati tra controllore centrale e veicoli tramite MQTT e JSON, ma non collega la flotta a MIS e MES: quell’integrazione resta in carico all’azienda, ed è lì che si concentra buona parte di complessità e costi.

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Integrazione end-toend: dall’ordine al pallet finito L’ultimo livello è l’eliminazione delle isole tra prestampa, stampa, finitura e preparazione della spedizione. Per litografie e cartotecniche significa collegare direttamente ricezione dell’ordine, produzione ed evasione, facendo della stampa una fase di una filiera governata dai dati; AMR, cobot e macchine diventano a loro volta sorgenti di dati per colli di bottiglia, tempi di attraversamento e manutenzione. Il paradigma è il print-ondemand integrato di Amazon KDP,

Da dove cominciare Automatizzare tutto e subito non è realistico né necessario. I progetti riusciti seguono un percorso graduale: misura dei KPI, individuazione del tratto a maggiore spreco, spesso tra stampa e fustellatura o tra magazzino attrezzature e bordo macchina, pilota su un singolo flusso e scalabilità. Alcuni criteri evitano investimenti vincolanti: compatibilità con le unità di carico esistenti, interfacce aperte verso MIS e MES, adesione a VDA 5050, assistenza locale e un system integrator che conosca i processi. Il contesto italiano offre una leva in più: l’iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 si applica agli investimenti agevolabili effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Per i beni materiali previsti dalla misura, la maggiorazione del costo ai fini fiscali raggiunge il 180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro. L’accesso richiede le comunicazioni al GSE e la documentazione tecnica e contabile prevista. Per i beni destinati alla trasformazione digitale, l’interconnessione al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura è un requisito: un aspetto da considerare già nella progettazione dell’intralogistica. In un mercato in cui il margine si difende commessa per commessa, gestire la fabbrica in modo intelligente è una scelta strategica.

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dove è l’ordine ad attivare stampa, legatura ed etichettatura, senza scorte. Nella produzione libraria, un esempio è la linea che Müller Martini ha presentato con Hunkeler a PRINTING United Expo 2026: mettiblocchi Separo PRO, brossuratrice Vareo PRO, trilaterale InfiniTrim e pallettizzazione robotizzata Solema, collegati al workflow CONNEX. Separo PRO separa i blocchi preincollati o cuciti, anche con formati e spessori variabili, preservando la sequenza secondo il principio FIFO. I libri vengono quindi legati, rifilati e raccolti sul pallet. Nelle piccole tirature e nella produzione di copie singole, mantenere l’ordine dei semilavorati durante l’alimentazione è parte integrante dell’automazione: evita che un flusso gestito dai dati richieda riordini manuali fra una fase e l’altra. Nel cartone ondulato, BOBST integra le tecnologie di Dücker Robotics, acquisita nel 2023, per collegare alimentazione, piegaincollatura e pallettizzazione. Una configurazione illustrata dal costruttore nel 2026 abbina ROBOLOADER, EXPERTFOLD 165, SPEEDPACK e ROBOPALLETIZER. Il primo trasferisce le pile di fustellati al mettifoglio; all’uscita della piegaincollatrice SPEEDPACK forma e reggia i pacchi, che il robot finale dispone sul pallet secondo lo schema previsto. BOBST Connect aggiunge dati di produzione, monitoraggio remoto e analisi. La movimentazione viene quindi dimensionata insieme alla macchina e al fine linea, anziché essere affrontata come un problema separato. La collaborazione fra costruttori resta determinante: HP ha esposto a drupa otto linee automatizzate realizzate con oltre 25 partner. Per lo stampatore significa ragionare per architettura prima che per singola macchina: quali dati devono circolare, chi li genera, chi li consuma, con quali standard. Prerequisito è l’identificazione univoca di bobine, pile e pallet, tema che approfondiremo in un articolo dedicato alla tracciabilità, così come la logistica esterna.

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MARCATURA E TRACCIABILITÀ

DAL CODICE ALLO STORICO DELLA COMMESSA

Dalla bobina al pallet, marcatori, stampanti per etichette, motori OEM, sistemi print & apply, lettori e visione artificiale collegano materiali e dati di produzione. La loro integrazione permette di ridurre gli errori e ricostruire il percorso di ogni commessa. Una bobina può arrivare alla macchina giusta e restare un problema se il reparto non sa quale materiale contenga, a quale lotto appartenga e per quale commessa sia stata preparata. Lo stesso vale per una pila di astucci o un pallet di stampati. Nell’approfondimento sulla logistica interna avevamo indicato l’identificazione univoca come un prerequisito dell’integrazione fra reparti. Marcatura e tracciabilità mantengono questo collegamento tra ciò che si muove in sala stampa e ciò che il sistema informativo registra. Per stampatori, cartotecniche e converter il progetto riguarda sia il riconoscimento interno di

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supporti e semilavorati, sia gli identificativi degli imballaggi consegnati al cliente, eventualmente completati con lotto, data o seriale durante il confezionamento. Per questo è fondamentale stabilire chi genera il dato, chi lo stampa e chi lo verifica: responsabilità che appartengono al processo, non alla sola macchina. Identificare il materiale, ricostruire il processo Un codice articolo distingue una referenza, un lotto raggruppa una produzione, un seriale identifica una singola unità. Nel sistema GS1, il GTIN identifica la referenza commerciale; lotto o seriale aggiungono il dettaglio richiesto. Per le unità logistiche il riferimento è l’SSCC, un identificativo di 18 cifre che collega il pallet alle informazioni sul contenuto. Identificativi aziendali e standard condivisi con i clienti possono convivere, purché le corrispondenze siano definite. Ad esempio una bobina madre tagliata in sei bobine figlie: sei etichette diverse consentono di riconoscerle; per ricostruirne la storia occorre registrare da quale bobina provengano e a quale taglio siano associate. In cartotecnica lo stesso criterio collega pile stampate, fustellatura e piegaincollatura. La trasformazione del materiale resta distinta dall’aggregazione di più unità in un imballo. Lo standard EPCIS di GS1 offre un linguaggio per registrare e condividere questi eventi, indicando identità, momento, luogo ed esito dell’operazione. Il collegamento tra identificativi va progettato prima di distribuire stampanti lungo la linea.

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La marcatura parte dal supporto

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La marcatura diretta deposita inchiostro sul prodotto oppure modifica la superficie mediante laser; l’etichettatura utilizza un supporto separato. La scelta dipende dal materiale e dal ciclo produttivo. Nell’offerta Linx, il getto d’inchiostro continuo CIJ si affianca ai grandi caratteri e al trasferimento termico TTO. Su film, buste ed etichette, la TT 750 trasferisce il dato mediante ribbon, in continuo o intermittente, con controllo elettronico della pressione e senza aria compressa. Per il converter resta da verificare la compatibilità della zona di sovrastampa con vernici e trattamenti del supporto finale. Nella marcatura CIJ conta anche la ripartenza dopo una pausa. Leibinger affronta il tema con IQJET e la chiusura ermetica dell’ugello e del circuito di ritorno, progettata per contrastare l’essiccazione dell’inchiostro. Hitachi propone per UX2 la SafeClean-Station opzionale, che pulisce e asciuga la testa. Anche Keyence, con MK-G e la stazione MK Dock, combina autodiagnosi, lavaggio e asciugatura per assistere la preparazione e il riavvio. La gamma stampa testi, codici a barre, QR Code e Data Matrix: l’efficacia sul materiale va verificata insieme alla frequenza dei cambi lavoro. Sui pack in materiali naturali la stampa diretta può comprendere testi, loghi e codici più grandi. Matthews Marking Systems propone MPERIA T-Series, a tecnologia piezoelettrica, per cartoni e imballaggi assorbenti. È un’alternativa all’etichetta da valutare sul cartone effettivamente utilizzato, considerando la leggibilità dopo le movimentazioni. Anche quando si sceglie l’etichetta, frontale, adesivo, ribbon e superficie di applicazione vanno esaminati insieme: un cartone polveroso, una bobina avvolta nel film e una superficie curva non pongono gli stessi problemi.

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Il sistema Linx TT 750 a trasferimento termico

Leibinger IQJET progettata per contrastare l’essiccazione dell’inchiostro

Stampa e applicazione: il ciclo conta quanto la velocità Una postazione presidiata lascia all’operatore l’applicazione; una stazione in linea deve coordinare stampa, avanzamento e posa. Il sistema Stampa termica print & apply, diretta e trasfeDomino Mx 350i rimento termico sono disponibili sia nelle stampanti industriali sia nei motori OEM: la scelta dipende dalla durata richiesta all’identificazione e dalla combinazione fra supporto e consumabile. Per il reparto, Toshiba TEC propone BX410T, basata sulla piattaforma A-BRID, con stampa PDF diretta, riconoscimento automatico dei linguaggi, applicazioni integrate e opzioni RFID. Può presidiare accettazione e spedizioni, ma la connessione al gestionale non la

rende una stazione di applicazione automatica. Honeywell avvicina invece il controllo alla stampa con PX940, disponibile anche con verificatore integrato: valuta i codici prodotti, ne classifica la qualità e restituisce un esito di accettazione o rifiuto, con supporto a ISO/IEC 15415 e 15416. Resta distinta la verifica dell’associazione all’oggetto corretto. Nel print & apply, Domino impiega nella Mx-Series un proprio motore da 300 dpi, integrato con trascinamenti, gestione dell’etichetta e interfaccia operatore, proponendo

diverse modalità di posa. Videojet, con 9560 e tecnologia Direct Apply, stampa e applica sul collo in movimento seguendo la velocità del convogliatore, senza tampone né aria compressa nella configu-

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razione diretta; altri applicatori coprono esigenze differenti. Nella Serie 2200 di Markem-Imaje, eTouch-S utilizza SoftTouch per controllare il movimento e monitorare l’applicazione, rilevando la posizione del collo. CoLOS collega le informazioni a sorgenti dati locali o remote. La produttività dipende dall’intero ciclo: alla stampa si aggiungono trasferimento dell’etichetta, corsa dell’applicatore, ritorno e controlli. Distanza fra i colli e variabilità dei formati impediscono di tradurre automaticamente i millimetri al secondo in etichette applicate al minuto. Il collaudo deve riprodurre anche ripartenze, altezze diverse e cambi consumabile.

Chi genera il dato, chi lo stampa e chi lo verifica: responsabilità che appartengono al processo, non alla sola macchina

Label print engine: l’interfaccia fra stampa e automazione Il label print engine gestisce stampa e presentazione dell’etichetta; la stazione completa aggiunge alimentazione, applicatore, sensori e logica di linea. Orientamento, posizione dell’uscita, accesso alla testa e interfacce sono decisivi quanto la risoluzione. L’architettura OEM permette di combinare un motore industriale con la meccanica adatta al prodotto. Zebra propone ZE511 e ZE521, con larghezze massime di stampa di 104 e 168 mm. ZE511 arriva a 600 dpi, ma il massimo dichiarato scende da 457 mm/s a 203 dpi a 152 mm/s a 600 dpi: definizione e tempo ciclo vanno valutati insieme. SATO copre le classi da quattro e sei pollici con S84NX e S86NX. Il primo integra AEP per applicazioni senza pc, gestione remota SOS e sostituzione della testa senza utensili; le opzioni UHF RFID consentono scrittura, lettura e verifica del transponder. Dato elettronico e stampa visibile devono identificare la stessa unità. Cab distingue il modulo OEM PX Q dai sistemi completi HERMES Q. Il primo prevede diversi orientamenti e versioni destre e sinistre;

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Zebra ZE511

i secondi aggiungono applicatori dedicati. Nel 4414 il tampone preleva l’etichetta durante la stampa e viene portato in posizione da cilindri a corsa breve. Motore e macchina di etichettatura restano quindi due livelli diversi della fornitura. TSC punta sull’integrazione con PEX-2000, nei formati da quattro e sei pollici. Sul quattro pollici, GPIO, emulazioni dei linguaggi e spellicolatura regolabile agevolano l’inserimento negli applica-

Il sistema bobina a bobina Afinia Label L901 è integrabile con moduli di finitura

tori; sono previste opzioni RFID e risparmio ribbon. Va comunque verificata la compatibilità elettrica, meccanica e logica: un connettore o un’emulazione non rendono due motori automaticamente equivalenti.

Quando il colore entra nei dati variabili Le stampanti digitali a colori per etichette on demand sono architetture diverse dai motori termici, talvolta predisposte per gli applicatori. Epson ColorWorks CWC6000Pe combina inkjet a quattro colori e peeler integrato: separa le etichette una alla volta per l’applicazione, producendo grafica e dati variabili nello stesso passaggio. Afinia Label L901 e L901 Plus, basate su Memjet, sono destinate alla produzione da bobina a bobina e all’integrazione con finitura, dispenser e applicatori, con larghezza fino a 216 mm e velocità dichiarata fino a 305 mm/s, secondo la modalità. Primera presidia la produzione da banco con LX4000, serbatoi CMY separati, testa riutilizzabile e versioni dye o pigmentate. È una stampante per etichette finite, con un motore OEM intercambiabile con quelli termici: l’eventuale applicazione successiva va organizzata nel flusso. Per lo stampatore, il colore on demand può servire piccoli lotti completi oppure materiali da personalizzare presso il cliente, mantenendo la prova del codice sul supporto scelto.

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Print & apply: dalla scatola al pallet

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Il sistema completo deve depositare l’etichetta sul prodotto al quale appartiene. Tampone a contatto, soffio e applicazione diretta rispondono a geometrie e ritmi differenti. Sui pallet si aggiungono distanza, accesso a più lati e condizioni del film. Occorre stabilire cosa accade se un collo manca o si ferma fra comando e posa, mantenendo allineate sequenza fisica e dati. NOVEXX Solutions propone XPA 9xx nelle larghezze da quattro, cinque e sei pollici, con diverse modalità di applicazione e interfaccia web per impostazioni e diagnostica. Per i pallet, XPU integra XPA 936, applicatore su due lati, PLC e involucro protettivo: prevede due etichette con un solo arresto e uno scanner per validare il codice. Weber Packaging Solutions utilizza nella piattaforma 5300 motori Zebra e SATO, combinati con teste tamp-blow, applicazione angolare, doppia etichetta e configurazioni per pallet. Nella versione 5300 RFID il ciclo comprende stampa, codifica e verifica del tag; l’etichetta con transponder non validato viene intercettata prima dell’applicazione. Il controllo comprende anche il dato elettronico. Fra i costruttori italiani, Etipack differenzia la gamma Evo secondo movimento e posizione di posa. Intouch Evo applica sui prodotti fermi adattando la corsa alla distanza rilevata; Stick Evo opera senza contatto su quelli in movimento; Corner Evo etichetta l’angolo della scatola. Euro Jumbo Evo applica due etichette A5 su fronte e lato del pallet. Fermare il prodotto o etichettarlo in movimento richiede un diverso assetto della linea. Arca Etichette, con l’offerta Arca Labeling & Marking, propone Linerplus 4.0 a cilindro elettrico per scatole di altezza variabile, con regolazione automatica e rilevamento del punto di posa. Due uni-

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tà possono alternarsi o subentrare durante il cambio rotolo. Linerplus Advanced 4.0 con applicatore Pivot R Pallet prevede una o due etichette su lati adiacenti e l’integrazione opzionale di un lettore. Anche il consumabile modifica la stazione. Logopak Series 400 Linerless usa materiale termico senza liner, tagliando la lunghezza necessaria: elimina il supporto siliconato da riavvolgere e smaltire, non ogni scarto. Occorre un sistema progettato per materiale adesivo e taglio; non basta sostituire il rotolo su una macchina convenzionale. Per il converter conta anche la compatibilità dell’etichetta con l’applicatore del cliente.

Leggere il codice nei punti di passaggio L’acquisizione va collocata dove il materiale cambia stato o destinazione: per esempio, al ricevimento della bobina, all’assegnazione alla commessa e all’uscita dal taglio. Il lettore riconosce l’oggetto; il software stabilisce quale evento registrare e se sia coerente con il lavoro in corso. Datalogic propone per la lettura automatica Matrix 320, nelle versioni da 2 e 5 megapixel. Il 5 megapixel combina ampio campo visivo, ottiche e illuminatori configurabili per acquisire più codici; la serie comprende un sensore Time of Flight per ottimizzare le impostazioni fotometriche in funzione della distanza. Per l’operatore, PowerScan 9600 offre connessioni configurabili a pc, terminali e PLC, comprese EtherNet/IP e PROFINET secondo l’allestimento. La famiglia PowerScan 9600 RFID combina lettura ottica e tag UHF. Gli Honeywell Granit Ultra, tra cui il cordless 2105i, acquisiscono più codici nello stesso campo visivo. Il Data Format Editor organizza e trasmette i dati in un ordine predefinito: una possibilità utile, per esempio, per articolo e lotto. Vanno configurati i simboli da accettare e il loro significato, evitando di

utilizzare un identificativo diverso da quello richiesto. Sulle linee automatiche, Keyence SR-X combina messa a fuoco automatica ed elaborazione dell’immagine; SR-X300 aggiunge il filtro basato sull’intelligenza artificiale. La rete consente di visualizzare stati e impostazioni, con EtherNet/IP, PROFINET e OPC UA secondo la configurazione. Per colli in transito, SICK Lector85x impiega lettori a immagine in stazioni e portali, con ottiche e illuminazione configurabili. Il tracciamento tridimensionale nell’area di acquisizione serve ad associare il codice al collo che lo ha generato, senza confondere unità successive. Resta al progetto applicativo definire come la lettura autorizzi una lavorazione o segnali un materiale inatteso.

Il controllo chiude il ciclo Presenza, correttezza del contenuto e qualità del simbolo sono controlli diversi. Uno scanner dimostra di riuscire a leggere in determinate condizioni; la verifica misura parametri secondo criteri definiti: ISO/IEC 15416 per codici lineari, ISO/IEC 15415 per i bidimensionali. Una telecamera generica non è automaticamente un verificatore. Cognex DataMan 475V esegue la verifica in linea, producendo valutazioni e report, con configurazioni di illuminazione per etichette e marcature dirette. La calibrazione è necessaria per riferire contrasto e dimensioni a valori noti. La visione estende l’ispezione ai testi. In Cognex In-Sight 3800, ViDi EL Read legge caratteri anche su superfici riflettenti, poco contrastate o non piane; il confronto con la commessa, da configurare nell’applicazione, distingue un difetto di stampa da un dato ben stampato ma sbagliato. SICK Inspector83x integra illuminazione, risoluzioni fino a 5 megapixel e SICK Nova per difetti, anomalie,

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Cognex In-Sight 3800 grazie a ViDi EL Read legge caratteri anche su superfici riflettenti, poco contrastate o non piane

Modula WMS gestisce ubicazioni, giacenze, prelievi e versamenti, associando lotto, matricola e date di produzione o scadenza

Lo storico dei movimenti non ricostruisce da solo le trasformazioni: è il sistema di produzione che deve registrarle

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classificazione, OCR e verifica OCV. Il controllo deve essere scelto sul difetto da intercettare, senza confondere presenza dell’etichetta, lotto corretto e qualità del Data Matrix.

Linx abbina alla serie CIJ 9000 la visione Iris per presenza, posizione e leggibilità dei messaggi, con risultati sul display della stampante. Le funzioni riguardano testi, date, orari e numeri sequenziali, con la verifica normativa di ogni codice 2D. All’anomalia deve corrispondere una reazione definita: arresto, scarto o gestione separata. L’esito va registrato sull’unità interessata; espulsione fisica e aggiornamento della sua storia sono operazioni distinte, così come vanno governate le ristampe. Sul piano software, CoLOS di Markem-Imaje comprende messaggi, campi collegati ai dati aziendali, approvazioni e integrazione IT/ OT; MPERIA di Matthews centralizza più tecnologie di marcatura e i cambi messaggio. L’integrazione

con MIS, ERP, MES o WMS deve distinguere comando inviato, stampa conclusa, etichetta applicata e codice verificato. Sono eventi diversi, con conferme equivalenti. L’Ambition 2027 di GS1 riguarda la capacità dei punti vendita di elaborare determinati codici 2D conformi agli standard accanto a quelli lineari: non è una scadenza generale per eliminare l’EAN. Per chi produce packaging comporta concordare con il cliente contenuto, dimensione, posizione e generazione del simbolo, verificandone la compatibilità con lettori e processi.

La tracciabilità continua in magazzino Il dato accompagna il materiale anche nello stoccaggio. Modula collega magazzini automatici e Modula WMS per gestire ubicazioni, giacenze, prelievi e versamenti, associando lotto, matricola e date di produzione o scadenza. Il sistema identifica gli accessi degli operatori e può estendersi alle aree manuali. WMS Premium aggiunge stato del materiale, ubicazioni dinamiche e criteri FIFO o basati sulle priorità dei sottocodici; lo scambio con i sistemi aziendali utilizza REST API, file o database. Scanner, stampanti per etichette e dispositivi di riconoscimento degli operatori completano le postazioni Modula. In un’azienda grafica si può progettare l’assegnazione alla commessa di attrezzature e consumabili compatibili, registrandone prelievo e rientro; materiali, dimensioni, portate e dati da scambiare vanno verificati. Lo storico dei movimenti non ricostruisce da solo le trasformazioni: depositare le bobine tagliate non dice quale bobina madre sia stata utilizzata, è il sistema di produzione che deve registrare quel rapporto e mantenerlo nel dialogo con il magazzino.

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LOGISTICA ESTERNA

IL DELIVERY È PARTE DEL

VALORE DELLO STAMPATO Trasferimenti tra stabilimenti, flotte aziendali e corrieri sono sempre più parte integrante del processo produttivo. Per stampatori, cartotecniche e converter, costi di trasporto e puntualità incidono direttamente sul margine; nel web-to-print e nella stampa on demand la consegna entra a pieno titolo nel servizio acquistato dal cliente.

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Capita sempre più di frequente nel corso delle nostre interviste raccogliere testimonianze di stampatori che indicano la flessibilità di consegne e la rapidità del loro just-in-time come leva competitiva e motivo di fidelizzazione del cliente. Per fare questo la logistica esterna va quindi pianificata insieme alla produzione, distinguendo trasferimenti fra sedi, consegne ai clienti industriali e distribuzione dei piccoli ordini.

Il quadro italiano: la strada resta centrale Secondo Istat, nel 2024 i vettori italiani con veicoli pesanti hanno movimentato 1.110,5 milioni di tonnellate di merci, sviluppando 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro, il 5,2% in più rispetto al 2023. Nel confronto con la ferrovia, la strada rappresenta l’86,9% delle tonnellate-chilometro. Il dato riguarda i mezzi con portata utile superiore a 35 quintali e non comprende tutte le consegne leggere. A novembre 2025, l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano stimava per quell’anno un fatturato della logistica conto terzi di 112,4 miliardi di euro, in crescita dell’1,9% nominale ma solo dello 0,3% reale. Sul versante dei piccoli invii, AGCOM ha registrato nel primo trimestre 2026 quasi 307 milioni di pacchi consegnati, l’86% dei quali con mittente e destinatario in Italia.

Carburante e supplementi: il costo arriva fino alla commessa Il prezzo del carburante riguarda direttamente chi dispone di mezzi propri e, attraverso i supplementi dei vettori, anche chi esternalizza il trasporto. Il 1° ottobre 2026 i dati MIMIT riportati

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1.110,5 mln di tonnellate Le merci movimentate da vettori italiani nel 2024 con veicoli pesanti (mezzi. sup a 35 quintali)

86,9%

SYNERGIC SOLUTION

Cape Pack: l'ottimizzazione del pallet diventa intelligente

delle tonnellate/kilometro sono trasportate su strada (mezzi. sup a 35 quintali)

112,4 miliardi di euro

Fatturato della logistica conto terzi a novembre 2025

307 milioni di pacchi

consegnati con piccoli invii nel primo trimestre 2026

da Teleborsa/ANSA indicavano per il gasolio self una media nazionale di 2,285 euro al litro, 2,328 in autostrada. È una fotografia riferita a una data precisa, ma mostra quanto il trasporto sia esposto alle oscillazioni energetiche. Un esempio rende evidente l’impatto: un mezzo che percorra 100.000 chilometri l’anno e consumi 30 litri ogni 100 chilometri utilizza 30.000 litri di gasolio; un rincaro di 20 centesimi vale quindi 6.000 euro annui. Esternalizzare non elimina il problema: BRT, per esempio, prevede un supplemento carburante. Nel costo della commessa vanno dunque considerati tariffa, supplementi, servizi accessori e numero delle consegne.

Fra stabilimenti, il trasporto entra nel ciclo produttivo In un gruppo che stampi in uno stabilimento, fustelli in un secondo sito e concentri piegaincollatura e spedizioni in un terzo, il viaggio del semilavorato è parte del ciclo produttivo. La disponibilità di una macchina nella sede successiva serve a poco se il materiale è ancora in attesa di partire. Alla pianificazione vanno quindi aggiunti preparazione del carico, viaggio, scarico e accettazione. Una rete di navette con partenze regolari può

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Cape Pack è un software Esko sviluppato per progettare e disporre imballi secondari, riducendo e ottimizzando gli ingombri su pallet. Inserendo dimensioni e peso dei prodotti, il software analizza molteplici configurazioni e individua autonomamente la soluzione più efficiente per ridurre i costi di trasporto. Con Cape Pack, è possibile simulare e condividere il risultato finale della pallettizzazione prima di organizzare il trasporto, individuando la soluzione più efficiente in termini di spazio occupato, quantità trasportata, stabilità del carico e uso dei materiali. Le visualizzazioni 3D incluse nel report generato, favoriscono un'immediata comprensione delle soluzioni proposte e permettono di condividere istruzioni chiare con i propri stakeholder. Il software aiuta inoltre a standardizzare attività spesso gestite manualmente, limitando gli errori e velocizzando il processo decisionale. Cape Pack può integrarsi con i database aziendali e con altri software Esko, come ArtiosCAD, garantendo continuità dei dati e uno sviluppo coerente del packaging lungo tutta la filiera. In un contesto in cui efficienza, costi e sostenibilità ambientale sono sempre più centrali, Cape Pack offre un supporto concreto per ottimizzare ridurre il numero di spedizioni e per un uso più razionale di materiali e mezzi di trasporto. Cape Pack e Truckfill sono distribuiti con esclusiva per l’Italia da Synergic Solution. Per informazioni e vendita: www.synergic-solution.com

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rendere più prevedibile il flusso, purché siano definite capacità, priorità, vincoli di impilamento e regole per le urgenze. Anche il ritorno va programmato, cercando di utilizzare il mezzo per altri materiali compatibili. Il manifesto di carico dovrebbe identificare pallet, bobine, quantità e destinazione, così che lo stabilimento ricevente sappia che cosa è in viaggio e quando potrà disporne. Prima di aumentare le corse conviene verificare se tutti i passaggi siano necessari. Quando la sede che conclude la lavorazione dispone di confezionamento, documentazione e controlli adeguati, la spedizione diretta al cliente può evitare il ritorno al magazzino centrale. In altri casi conviene invece consolidare gli ordini. La scelta va fatta sul percorso complessivo della merce.

Flotta aziendale e vettori: decidere in base ai flussi

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Una flotta propria consente di controllare mezzi, partenze e priorità, ma comporta costi che vanno oltre il carburante: ammortamento o noleggio, assicurazioni, manutenzione, pneumatici, pedaggi e autisti. A questi si aggiungono i periodi di sottoutilizzo. Il confronto con il conto terzi ha senso soltanto se mette a paragone livelli di servizio equivalenti e considera anche guasti, picchi di lavoro e sostituzioni. Nel trasporto stradale rilevato da Istat nel 2024, il conto proprio rappresenta il 4,6% delle tonnellatechilometro, ma sotto i 50 chilometri arriva al 23,1% delle tonnellate movimentate. Per un gruppo grafico può quindi avere senso una soluzione mista: mezzi aziendali o navette sui collegamenti ricorrenti, vettori specializzati sulle tratte industriali e corrieri per i piccoli ordini. Bobine, bancali di libri, astucci ed espositori impegnano il mezzo in modo diverso. Non basta guardare il peso: contano volume, posti pal-

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ELEMENTI CHIAVE DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI TRASPORTI (TMS)

>> DISPATCHING

let, sovrapponibilità e delicatezza del prodotto. In alcuni casi ridurre i passaggi di movimentazione vale più di una tariffa leggermente inferiore. Anche l’urgenza dovrebbe avere un costo riconoscibile, non diventare il rimedio abituale a un ritardo nato in produzione.

Dal GPS al coordinamento della flotta Sapere dove si trova un camion risponde soltanto a una parte del problema. Per governare le consegne occorre conoscere anche quali ordini viaggiano a bordo, in quale sequenza saranno serviti i clienti e che effetti può avere un ritardo. Conviene quindi distinguere telematica del veicolo, pianificazione dei giri e gestione del trasporto: strumenti diversi, che devono però scambiarsi informazioni e collegare viaggio, carico e commessa. Webfleet riunisce localizzazione di camion, furgoni e rimorchi, informazioni sul traffico, gestione degli ordini e comunicazione con i terminali degli autisti. Attraverso WEBFLEET.connect mette inoltre a disposizione API e strumenti di integrazione. Per uno stampatore con mezzi propri, il vantaggio è trasferire gli incarichi dal gestionale ai conducenti e riportare al siste-

>> TRACCIAMENTO DEGLI ORDINI

>>>>>> GESTIONE AUTISTI

ma aziendale gli eventi del viaggio senza reinserimenti manuali. Geotab raccoglie in MyGeotab dati su posizione, viaggi, consumi e manutenzione, utilizzando dispositivi GO, telematica dei costruttori e hardware di terze parti. In una flotta composta da mezzi diversi, questa impostazione permette di confrontarne utilizzo e condizioni su una base comune. Il dato va però letto insieme al servizio svolto, ai carichi e alle soste. Targa Telematics integra dati del veicolo, sensori e applicazioni mobili per localizzazione GPS, storico delle attività, geofencing, tachigrafo, consumi e stili di guida. Le applicazioni per gli autisti mantengono il collegamento con l’ufficio operativo. Nei trasferimenti fra sedi, per esempio, l’ingresso del mezzo in una determinata area può avvisare chi deve preparare lo scarico, senza confondere l’arrivo con la presa in carico della merce. PTV Route Optimiser, di PTV Logistics, assegna gli ordini ai veicoli tenendo conto di finestre temporali, caratteristiche dei mezzi e restrizioni alla circolazione. L’integrazione con ERP, WMS, TMS e sistemi telematici collega il piano con ciò che accade sulla strada. Per chi consegna stampati e packaging, l’orario di ricevimento del cliente può contare quanto la distanza. Prima di adottare una piattaforma conviene provarla su casi reali: indirizzi incompleti, consegne ag-

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>>>>>>

>> REPORTING

>> OTTIMIZZAZIONE DEI PERCORSI

giunte all’ultimo momento, sostituzione di un mezzo o cliente non disponibile. Va verificato come cambia il piano, come l’autista riceve l’aggiornamento e quali informazioni tornano al gestionale. La telematica tratta inoltre dati riferibili ai lavoratori, perciò finalità, accessi e tempi di conservazione devono rispettare le garanzie previste dalla normativa.

Unire ordini, trasporti e appuntamenti di carico Quando il gruppo dispone di più stabilimenti e utilizza diversi vettori, il Transportation Management System, o TMS, può diventare il punto di raccordo fra produzione e trasporto. TESISQUARE, con TESI TMS, collega i sistemi aziendali a corrieri, spedizionieri e operatori logistici, gestendo ordini, costi e tracciamento. Rispetto al GPS, l’oggetto del controllo non è soltanto il mezzo, ma il servizio di trasporto associato alla merce e alla commessa. Transporeon consente di trasferire gli ordini ai sistemi dei vettori e di ricevere messaggi di stato, posizioni e, quando disponibili, orari previsti di arrivo e targhe. Con Yard Visit Portal e Time Slot Management il coordinamento si estende agli appuntamenti di carico e sca-

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PIANIFICAZIONE CARICHI

rico. Per una cartotecnica significa collegare la disponibilità del pallet allo slot della baia, riducendo attese dei camion e occupazione delle aree di spedizione. Nel flusso informativo è importante non sovrapporre eventi diversi. La creazione dell’etichetta non prova che il corriere abbia ritirato il collo; allo stesso modo, l’arrivo del veicolo dal cliente non certifica che tutti i pallet siano stati accettati. Preparazione, affidamento, transito, consegna e anomalia devono quindi essere registrati separatamente.

Corrieri, pallet e servizi logistici: scegliere oltre la tariffa Per le spedizioni in colli, BRT mette a disposizione integrazioni per richieste di ritiro, dati di spedizione, esiti e giacenze, mentre Plug & Ship collega il servizio a piattaforme e marketplace. GLS offre webservice per creare spedizioni e segnacolli, recuperare il tracking e richiedere i ritiri. Sono strumenti utili quando il volume degli ordini rende inefficiente reinserire manualmente le stesse informazioni in più portali. Poste Italiane affianca al portale di Poste Delivery Business collegamenti tramite API o SFTP e diverse opzioni di recapito. Per i pallet,

Palletways offre aggiornamenti sullo stato della spedizione e prove di consegna, mentre FERCAM propone servizi LTL per carichi parziali in Italia e in Europa. Il confronto deve partire dalla merce: una bobina, un pallet di stampati e un pacco di libri richiedono modalità di movimentazione differenti. Anche la copertura geografica va letta in modo concreto. GLS, per esempio, invita a verificare la disponibilità di Express12 per ciascun CAP e distingue i tempi verso Calabria, Sicilia e Sardegna. Contano inoltre orario di ritiro, eventuale prenotazione, sponda idraulica, accessibilità della sede e procedure previste in caso di mancato recapito. La logistica esterna può comprendere anche lo stoccaggio e la preparazione di forniture per reti di negozi. Nell’offerta di Contract Logistics, FERCAM include l’allestimento di kit promozionali ed espositori, il confezionamento personalizzato e la distribuzione. Per un’azienda grafica questo modello può essere utile quando un unico lotto viene prodotto in anticipo e poi rilasciato in quantità diverse ai punti vendita, mantenendo sotto controllo giacenze e versioni.

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L’imballaggio determina quanto e come si paga Anche la confezione influisce sul costo della spedizione. DHL Express calcola il peso volumetrico moltiplicando le tre dimensioni del collo in centimetri e dividendo per 5.000: un imballo da 60x40x40 cm corrisponde a 19,2 kg volumetrici. È il criterio documentato da DHL e non va esteso automaticamente agli altri vettori. Per libri, cataloghi ed espositori ridurre il volume è utile soltanto se non compromette protezione degli angoli, stabilità del contenuto e resistenza alla sovrapposizione. Per le bobine occorre invece concordare orientamento, fissaggio e movimentazione. Il costo dell’imballaggio va confrontato anche con quello di eventuali danni, ristampe e nuove spedizioni: risparmiare sulla confezione non significa necessariamente spendere meno sulla consegna.

Nel web-to-print la consegna entra nel configuratore

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Nella stampa online il trasporto viene deciso insieme al prodotto, perché il cliente sceglie data e prezzo già durante l’ordine. Pixartprinting dichiara che, per molti articoli, il costo varia con la velocità richiesta e che l’eventuale spedizione dipende da peso, volume e combinazione dei prodotti. La data resta una previsione legata anche alla corretta ricezione di pagamento e file, ma entra comunque nell’aspettativa commerciale creata dal configuratore. Pixartprinting seleziona il corriere in base a peso, volume e urgenza e può far partire separatamente lavorazioni appartenenti allo stesso ordine quando ciò aiuta a rispettare la data prevista. Il sistema deve quindi mantenere il legame fra righe d’ordine, colli e codici di tracciamento. Per agenzie e rivenditori conta anche la

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possibilità di utilizzare un mittente anonimo o personalizzato, perché la consegna entra nella relazione con il cliente finale. Quando i corrieri sono numerosi, una piattaforma multivettore può evitare attività duplicate. ShippyPro gestisce creazione delle spedizioni, tracking, notifiche e integrazioni con ERP, WMS e sistemi di gestione degli ordini, e può recuperare la prova di consegna quando il vettore la rende disponibile. Il punto decisivo resta il collegamento con lo stato reale della produzione: il collo va affidato al corriere soltanto quando è pronto. Nel web-to-print, perdere il ritiro serale può annullare il vantaggio ottenuto accelerando stampa e finitura. L’orario limite del vettore dovrebbe quindi entrare nella pianificazione a ritroso, lasciando tempo per controllo, eventuale ristampa, confezionamento e documenti. Anche la comunicazione al cliente deve distinguere con precisione fra ordine in preparazione, spedizione affidata e consegna completata.

On demand: collegare la singola copia alla destinazione Nella stampa on demand può essere il singolo ordine ad avviare la produzione di una copia, che deve poi essere riconosciuta, confezionata e instradata verso il destinatario corretto. Rotomail Italia propone servizi POD ed E-POD rivolti anche agli editori che ricevono ordini da e-commerce o gestionali; Global Exchange, realizzato con Ingram Content Group, estende la distribuzione internazionale attraverso una rete di stampatori e rivenditori locali. Il legame fra produzione e distribuzione emerge anche nell’accordo annunciato il 5 febbraio 2025 con Libri: Rotomail fornisce Bronte Production per automatizzare i flussi on demand in un centro di stampa integrato nell’hub logistico di Bad Hersfeld, in Germania. Quando la tiratura scende fino alla singola co-

pia, il software di produzione deve quindi dialogare strettamente con magazzino e spedizioni. Gelato, il cui network comprende anche l’Italia, assegna gli ordini considerando disponibilità del prodotto, indirizzo di consegna e capacità produttiva. Il lavoro non viene quindi sempre stampato nello stabilimento più vicino: contano anche tecnologia disponibile e carico produttivo. Per un gruppo multisito, la stessa logica suggerisce di valutare insieme costo di produzione, tempo di attraversamento e distanza dal destinatario.

Misurare la consegna, non soltanto i chilometri Le valutazioni EVSA di Geotab analizzano i profili di utilizzo della flotta per stimare la possibile sostituzione di alcuni mezzi con veicoli elettrici. Per uno stampatore il confronto dovrebbe comprendere percorrenze, carico utile, rientro in sede, possibilità di ricarica e costo complessivo. Anche il trasporto acquistato può essere misurato sul piano ambientale: Poste Italiane mette a disposizione una dashboard dedicata alle emissioni delle spedizioni nazionali. Sul piano economico puntualità e completezza delle consegne vanno analizzate insieme a danni, mancati recapiti, costo per ordine e spesa per le urgenze. Per la flotta interna contano anche chilometri a vuoto, saturazione e attese alle baie. È soprattutto utile distinguere i ritardi nati in produzione da quelli maturati durante il trasporto. Il dato finale dovrebbe poi tornare alla commessa, confrontando preventivo e costo effettivo della consegna. In questo modo il costo della distribuzione smette di essere una voce indistinta e diventa un valore leggibile per cliente, prodotto e livello di servizio, utile sia nella definizione dei preventivi sia nella scelta tra flotta propria, vettori dedicati e corrieri espressi e nell’aggiornamento delle tariffe.

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Umbria, Marche e Abruzzo Il tour del nostro Paese ci porta questa volta al centro dello Stivale per andare a scoprire numeri, eccellenze, novità del mondo grafico e cartotecnico di tre regioni, ognuna delle quali si distingue per una forte identità.

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Umbria, Marche e Abruzzo:

la stampa tra tradizione, progetto e manifattura Da Città di Castello alla cultura grafica di Urbino, dalla carta di Fabriano al packaging nato accanto ai distretti della moda marchigiana, fino alla manifattura abruzzese: tre regioni raccontano modi diversi di interpretare stampa e converting. Raccontare Umbria, Marche e Abruzzo dal punto di vista della filiera grafica significa attraversare territori nei quali industria, cultura e manifattura si sono intrecciate in modi diversi. In Umbria la stampa è parte della memoria del territorio; nelle Marche la carta, la cultura del progetto e la presenza di distretti produttivi ad alta specializzazione hanno creato un ecosistema fertile per grafica, cartotecnica e packaging; in Abruzzo la filiera dialoga soprattutto con una struttura produttiva più industriale. Tre identità differenti, ma accomunate dal genius loci che ha contribuito a formare competenze, specializzazioni e modelli d’impresa.

Peculiarità distrettuali In Umbria il punto di partenza è inevitabilmente Città di Castello. L’introduzione dell’arte tipografica risale al 1538 e la città ha costruito nei secoli una tradizione editoriale e produttiva che ancora oggi rappresenta uno dei tratti più riconoscibili dell’Alto Tevere. La Tipografia Grifani-Donati, fondata nel 1799 e tra le più antiche tipografie italiane tuttora attive, rende tangibile questa continuità: non solo memoria storica, ma testimonianza di un sapere tipografico sedimentato che ha

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alimentato un vero tessuto produttivo locale. La familiarità con carta, stampa, legatoria ed editoria si è progressivamente estesa verso cartotecnica e packaging. Accanto alle realtà nate nel solco della tradizione tipografica esistono aziende che mostrano quanto questa cultura possa trasformarsi in tecnologia industriale. IPI, nata a Perugia, opera ad esempio nel confezionamento asettico in cartone per alimenti liquidi e oggi serve clienti in oltre 50 Paesi. Nelle Marche il quadro è ancora più articolato. Qui convivono almeno tre matrici: Fabriano e la sua storia cartaria, Urbino e la cultura del progetto grafico, il distretto della moda e della calzatura tra Fermo e Macerata. Fabriano, entrata nel 2013 nell’UNESCO Creative Cities Network per Crafts and Folk Art, rappresenta uno dei luoghi simbolo della cultura della carta. Urbino aggiunge una dimensione diversa: il Corso Superiore per le Arti Grafiche della Scuola del Libro, fondato nel 1962 e diventato ISIA nel 1972, ha avuto tra le figure determinanti Albe Steiner e ha contribuito a fare della città un riferimento storico per la grafica italiana che è diventata vera e propria cultura del progetto. A questa componente culturale si somma quella manifatturiera.

A fine 2024 le Marche erano la prima regione italiana per numero di imprese attive nella fabbricazione di calzature, con 2.301 aziende, pari al 29,2% del totale nazionale. Il distretto FermoMacerata ha generato nel tempo una domanda specifica di scatole, shopping bag, carte veline, etichette, cartellini e packaging per calzatura, pelletteria e accessori. Quando il prodotto sale di fascia, anche l’imballaggio diventa parte dell’identità del brand e richiede nobilitazioni, carte speciali, rivestimenti e qualità percepita. In questo scenario sono nate diverse cartotecniche marchigiane e si sono evolute in operazioni come Mosaiq Group, nato nel 2024 e oggi formato da sei realtà complementari, tra cui Val-

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tenna e D’Auria Packaging. Il gruppo riunisce competenze che vanno dalle scatole alle shopping bag, dal packaging tessile alle etichette e ai cartellini secondo un modello: che mette in rete specializzazioni nate nel territorio per offrire ai brand una proposta più ampia e coordinata. Anche la tecnologia porta l’impronta del distretto. Elitron, nata a Monte Urano nel 1984, sviluppò negli anni Novanta sistemi CAD-CAM per calzatura e pelletteria e dal 2008 ha esteso le proprie competenze ai sistemi per digital printing e packaging. È un esempio efficace di come un sapere nato per rispondere alle esigenze di un distretto possa evolvere e trovare applicazione sui mercati internazionali. L’Abruzzo propone invece una relazione più diretta tra stampa, packaging e industria. Automotive, meccanica, alimentare e beni di consumo alimentano la domanda di cartone ondulato, imballaggi, etichette tecniche e serigrafia industriale. In questo scenario è significativo il caso di I.C.O. Industria Cartone Ondulato, nata nel 1952 e cresciuta attraverso l’integrazione verticale fino a comprendere carta, cartone ondulato e scatole.

Dimensione e trend del mercato I numeri aiutano a leggere meglio le differenze. Nel Report Economico Statistico Assografici 2023-2024, costruito sui dati Istat 2022, Umbria, Marche e Abruzzo sommano circa 1.250 imprese tra industria grafica e cartotecnica trasformatrice e oltre 12 mila addetti. Le Marche

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mostrano la base più ampia, con 568 imprese e oltre 5.100 addetti; l’Umbria conta 325 imprese e circa 3.160 addetti; l’Abruzzo 357 imprese e quasi 3.800 addetti. Il dato più interessante emerge osservando la cartotecnica. Nelle Marche le imprese del comparto sono 147 con 2.883 addetti; in Abruzzo sono soltanto 63, ma occupano 2.786 persone. La differenza suggerisce una struttura mediamente più industriale del comparto abruzzese, mentre il sistema marchigiano appare più diffuso e articolato. L’Umbria, con 67 imprese cartotecniche e 1.546 addetti, conserva dimensioni più contenute ma una specializzazione innestata su una cultura grafica molto radicata. La congiuntura resta però prudente. Secondo la Banca d’Italia, nel 2025 l’attività economica è cresciuta di circa lo 0,5% sia in Umbria sia nelle Marche e dello 0,4% in Abruzzo, in un quadro nazionale di crescita moderata e forte incertezza. In Umbria gli investimenti pubblici hanno sostenuto un’economia nella quale industria e servizi hanno mostrato una dinamica debole; nelle Marche si è registrata una ripresa dopo la stagnazione del 2024; in Abruzzo il miglioramento ha interessato anche il fatturato manifatturiero. Per stampa e packaging questo significa che lo sviluppo difficilmente potrà poggiare su una crescita generalizzata dei volumi. Il baricentro si sposta piuttosto verso specializzazione, servizi, automazione, riduzione degli scarti, materiali a minore impatto, personalizzazione e maggiore integrazione con i processi del cliente. È una trasformazione particolarmente evidente nei territori nei quali le imprese grafiche hanno costruito relazioni molto strette con le filiere utilizzatrici.

Competenze e prospettive La questione delle competenze accomuna tutte e tre le regioni. Servono operatori specializzati, tecnici, profili di prestampa, progettisti e figure capaci di utilizzare software, automazione e dati, ma anche di comprendere materiali, qualità e sostenibilità. Nelle Marche il tema è emerso con particolare chiarezza con la recente nomina di Tonino Dominici, presidente e amministratore delegato di Boxmarche, alla guida del Gruppo Merceologico Carto-Grafica di Confindustria Ancona. Dominici ha indicato tra le priorità l’evoluzione dal puro prodotto verso un sistema di servizi, il rapporto con ITS Academy, scuole e università e la messa in rete delle specializzazioni delle circa cinquanta imprese della provincia. La geografia continua quindi a contare anche in un mercato globale. Non come limite, ma come patrimonio di competenze, relazioni tra imprese, scuole, clienti e fornitori tanto da attrarre realtà come la cinese Jinbao, che ha scelto Pesaro per istituire la prima filiale europea del gruppo. Operativa da aprile 2026, ospita la Jinbao Academy che offre consulenza tecnica in tema di nobilitazione, foiling ed effetti speciali. In queste tre regioni il filo rosso non è soltanto la stampa ma più in generale la capacità di trasformare un sapere locale in una competenza contemporanea. Quando tecnologia, progetto e cultura del territorio si incontrano, la specializzazione diventa identità industriale.

Tonino Dominici, presidente e amministratore delegato di Boxmarche, è il nuovo presidente del Gruppo Merceologico Carto-Grafica di Confindustria Ancona

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NGW Group, tecnologia e servizi per crescere nel grande formato Da oltre quarant’anni, NGW Group rappresenta una realtà familiare fiorentina solida e dinamica, capace di accompagnare le aziende nel mondo della stampa digitale di grande formato con un approccio fondato su fiducia, competenza e innovazione continua. Un percorso costruito giorno dopo giorno, evolvendo insieme al mercato e alle esigenze dei clienti.

NGW Group affianca le aziende della stampa digitale di grande formato con tecnologie, consulenza e assistenza tecnica. Un approccio familiare e orientato all’innovazione, capace di trasformare nuove applicazioni e mercati in concrete opportunità di crescita.

Un partner tecnologico al fianco delle imprese Nel tempo, NGW ha consolidato il proprio ruolo come partner tecnologico di riferimento, diventando distributore per l’Italia di brand internazionali come HP, Canon, Hanway e JHF, quest’ultimo in esclusiva nazionale. Ma ciò che definisce davvero l’azienda non sono soltanto le tecnologie che propone, bensì la capacità di trasformarle in soluzioni concrete e strategiche per le imprese. Il cuore del lavoro di NGW sono i servizi. L’azienda affianca i clienti in ogni fase del percorso: dalla consulenza nella scelta della tecnologia più adatta all’installazione, dalla formazione operativa fino all’avvio della produzione. Un supporto costante, garantito da un servizio di assistenza tecnica capillare, sia on-site sia da remoto, su tutto il territorio nazionale.

Nuove applicazioni e mercati da esplorare

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COMUNICAZIONE D’IMPRESA

Accanto al servizio, c’è un elemento che identifica profondamente l’approccio NGW: la capacità di guidare le aziende nell’evoluzione. Significa aprire nuove prospettive, sperimentare applicazioni innovative ed entrare in mercati inesplorati. È così che l’azienda si è distinta, anticipando tendenze come la stampa su pelle naturale e sintetica e affiancando realtà che ancora oggi rappresentano partnership

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I soci di NGW Group: al centro Fulvio Tatini, alla sua destra Eleonora Tatini, alla sua sinistra Laura Biagioli e dietro al centro Massimo Iafrate.

consolidate. Da questa esperienza sono nate nuove opportunità in ambiti come la carta da parati, il packaging e il display, fino ad arrivare al soft signage, all’home decor e a numerose altre applicazioni. A supporto di questo percorso, NGW ha sviluppato un Demo Center, uno spazio dedicato in cui le tecnologie diventano esperienza concreta. Qui i clienti possono testare applicazioni, sperimentare soluzioni e sviluppare progetti su misura, trasformando le idee in risultati tangibili.

Innovazione, sostenibilità e identità familiare L’innovazione, per NGW, nasce dal dialogo costante con le aziende. È attraverso l’ascolto e la collaborazione che prendono forma soluzioni flessibili, produttive e sempre più sostenibili, progettate per lavorare anche su supporti green e contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale. Essere partner dei principali produttori mondiali significa unire tecnologia e qualità, senza perdere l’identità che da sempre contraddistingue NGW: quella di una famiglia che cresce insieme ai propri clienti, condividendo obiettivi, sfide e successi.

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Umbria, Marche, Abruzzo

Tre regioni, un’unica sfida: i numeri della stampa Tre regioni, 54 aziende e 1,24 miliardi di euro di ricavi: l’analisi del panel CSP fotografa l’andamento delle imprese di stampa, converting e packaging dell’Italia centrale, tra crescita, solidità patrimoniale e capacità di risposta alle crisi. Stefano Portolani, senior analyst CSP

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Il nostro “Giro d’Italia” transita per Abruzzo, Marche e Umbria, tre regioni cerniera dell’Italia centrale che la classificazione geografica istituzionale riunisce nella stessa macroarea, ma che l’immaginario collettivo e la storia dipingono come un mosaico complesso. Se l’Umbria è il “cuore verde d’Italia”, interamente collocato nell’entroterra, Marche e Abruzzo si allungano specchiandosi sullo stesso mare Adriatico, in un’area di confine tra il Centro e la direttrice adriatica che guarda verso Sud. La storia restituisce un quadro di antiche frammentazioni e successive convergenze: dalle storiche autonomie dei liberi comuni umbri e delle signorie marchigiane fino ai legami commerciali sviluppati nell’ambito dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli. Territori che, nel corso dei secoli, sono stati più spesso ponti di scambio culturale ed economico che frontiere di scontro. Anche qui cerchiamo di capire quali risultati produca la “pacifica” competizione giocata sul terreno dei fatturati, degli utili, della capacità di risposta alle crisi e della propensione agli investimenti.

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Tre geografie, tre economie Le tre regioni condividono la spina dorsale dell’Appennino, ma presentano morfologie e risposte produttive differenti. L’Umbria è collinare e montana e fa della protezione ambientale il proprio manifesto; le Marche si distendono “a pettine”, con valli che corrono verso il litorale; l’Abruzzo, infine, è la regione più montuosa del gruppo, dominata dai massicci del Gran Sasso e della Majella, ma dotata anche di una forte proiezione costiera. Le Marche, con 1,5 milioni di abitanti, si distinguono per il celebre modello del capitalismo distrettuale. Una fittissima rete di PMI specializzate nel manifatturiero – dalle calzature nel FermanoMaceratese ai mobili e all’arredamento nel Pesarese, fino alla meccanica e agli elettrodomestici nell’area di Fabriano – e nell’alto artigianato è affiancata da una solida tradizione nell’editoria e nel converting cartario. Il polo di Fabriano e dell’Anconetano, storicamente legato alle cartiere, si è specializzato nel converting di lusso, con il packaging destinato alla cosmetica, alla moda e agli “spirits”. L’Umbria, con 850 mila abitanti, punta sul

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PRODOTTO INTERNO LORDO LATO PRODUZIONE - 2019 BASE 100 dualismo tra il terziario legato al turismo d’arte e della spiritualità e l’agroalimentare di eccellenza a nord, e i grandi poli siderurgici, chimici e del packaging flessibile a sud, senza dimenticare la leadership mondiale nel tessile e nel cashmere di lusso. È un’eccellenza nel packaging farmaceutico e flessibile e vanta, in particolare tra Perugia e Foligno, una densità di aziende leader nel converting e nel printing superiore alla media nazionale in rapporto alle dimensioni della regione. L’Abruzzo, con 1,25 milioni di abitanti, si impone invece come la regione più industrializzata del gruppo, trainata dal distretto dell’automotive e della meccanica nella Val di Sangro, dall’industria chimico-farmaceutica e dalle tecnologie spaziali, oltre che da una radicata tradizione agroalimentare. Proprio nel settore automotive è presente una nicchia di stampa tecnica molto avanzata, dedicata a etichette industriali resistenti, imballaggi protettivi speciali e componenti accoppiati.

A.1 RICAVI VENDITE E PRESTAZIONI

PIL e fatturati: l’Abruzzo allunga, l’Umbria insegue e le Marche sono stabili Sul fronte del Prodotto interno lordo, calcolato dal lato della produzione e a prezzi di mercato, nel 2024 le Marche guidano il terzetto con circa 44 miliardi di euro, pari al 2,2% del totale italiano. Seguono l’Abruzzo con 34 miliardi, l’1,7% del totale, e l’Umbria, che si attesta a 24 miliardi, pari all’1,2%. Le stime per il 2025 prevedono una crescita prudente ma costante, con le Marche allo 0,55%, l’Abruzzo allo 0,58% e l’Umbria allo 0,48%. Una dinamica destinata ad accelerare nel 2026, rispettivamente allo 0,78% per il comparto marchigiano, allo 0,82% per quello abruzzese e allo 0,65% per quello umbro. Prendendo come base 100 il PIL del 2019, l’Abruzzo ha mostrato una sorprendente resilienza manifatturiera nell’urto postpandemico, recuperando rapidamente grazie alla spinta dell’export industriale e facendo registrare un risultato migliore rispetto al valore “Italia”. Le Marche hanno saputo ristrutturare i propri distretti tradizionali, puntando sull’internazionalizzazione e sul packaging di lusso, mentre l’Umbria ha mantenuto una solida stabilità, pur risentendo maggiormente delle fluttuazioni dei costi energetici nei comparti dell’industria pesante. L’analisi dei fatturati delle aziende del panel CSP conferma che le imprese marchigiane e umbre hanno intercettato più rapidamente la ripresa dei mercati, anche esteri, tra il 2021 e il 2022, spinte

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UTILE DI ESERCIZIO

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NEI GRAFICI RELATIVI SONO RIPORTATI GLI ANDAMENTI DELLE PRIME 20 AZIENDE DEL PANEL A.1 RICAVI VENDITE E PRESTAZIONI - 2019 BASE 100 dal mix di clientela B2B della meccanica e della moda. Meno veloce la risalita dell’Abruzzo, che nel 2024 raggiunge le Marche, nel frattempo in frenata. Il risultato economico di quell’anno vede tutte e tre le regioni ottenere una performance migliore rispetto al totale Italia. Non altrettanto lusinghiero è l’andamento degli utili di bilancio. La razionalizzazione dei costi e gli investimenti in automazione, comunque presenti sul territorio, hanno permesso alle aziende del terzetto, e in particolare al polo chimico-farmaceutico e del converting tecnico abruzzese e umbro, di difendere la marginalità nel 2024, proiettando curve degli utili stabili per il biennio successivo. È opportuno specificare che le oscillazioni dei risultati sono influenzate anche dal numero di aziende presenti nel panel di riferimento. Il panel CSP dell’Abruzzo si compone di cinque realtà e la prima per dimensione dei ricavi, Serenity Spa, pesa per circa il 71% sull’intero aggregato. Nonostante questa considerazione, nel caso di variazioni relative riferite al periodo, con il 2019 posto uguale a 100, anche una realtà di dimensioni più contenute può influenzare l’andamento dell’indice.

TOTALE ATTIVO

Il panel: 54 aziende, 1,24 miliardi di euro

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Il panel analizzato è composto da aziende che nel 2024, secondo gli ultimi bilanci depositati presso la Camera di Commercio, hanno realizzato un fatturato di almeno 3 milioni di euro e sono incluse nel gruppo dei “Big della stampa” secondo i criteri di Stratego e CSP. In totale si tratta di 21 aziende umbre, 28 marchigiane e 5 abruzzesi, per un aggregato che nel 2024 ha generato ricavi pari a 1,24 miliardi di euro. Il totale del panel Italia ammonta invece a 14,1 miliardi di euro, distribuiti tra 746 aziende selezionate secondo lo stesso criterio. Le imprese delle tre regioni rappresentano quindi circa l’8,7% del totale. Dal 2019, la crescita annua composta, o CAGR, di questo gruppo è stata del 5%, contro il 3,5% del totale Italia. Sul fronte patrimoniale, il rapporto tra patrimonio netto e totale attivo risulta tendenzialmente in crescita, dopo il rallentamento registrato nel 2021 e nel 2022. L’indice supera il 46,5% nel 2024, a testimonianza di una diffusa solidità strutturale, pur in presenza di una lieve flessione nell’ultimo periodo. Sostanzialmente stabile l’attivo circolante negli ultimi due esercizi. Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024, la crescita annua composta è stata del 6,24%. Migliore l’andamento delle altre componenti del totale attivo.

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RICAVI 2024 - CONFRONTO CON 2023

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UMBRIA CARTOTECNICA TIFERNATE SpA G.M. GRAFICA Srl ICOM SpA INDUSTRIAUMBRA SpA IPI Srl MAURO BENEDETTI SpA SAICO Srl Soc. Benefit VIMER Srl Soc. Benefit

RISULTATO OPERATIVO 2024 - CONFRONTO CON 2023

MARCHE BOX MARCHE SpA CARTIERA MARCHIGIANA Srl D’AURIA PRINTING SpA FIORINI INTERNATIONAL ITALIA SpA FIORINI PACKAGING SpA MONDI TOLENTINO Srl SCATOLIFICIO E.M.A.R. Srl SIOS Srl TECNOSTAMPA Srl VALTENNA Srl

RICAVI E REDDITIVITÀ - IPI SRL

ABRUZZO I.C.O. INDUSTRIA CARTONE ONDULATO SpA SERENITY SpA

Le prime venti: luci e ombre L’andamento dei ricavi negli ultimi due esercizi disponibili è sostanzialmente stabile e non segna progressi anno su anno, ma, come visto, conferma una tendenza positiva nel medio periodo. Analizzando le prime 20 aziende per volume del panel complessivo nel 2024 rispetto al 2023, emergono dinamiche differenziate. Il valore medio dei ricavi di queste aziende è pari a 50 milioni di euro nel 2024, con un risultato operativo medio di 2,3 milioni di euro. Solo sei aziende concludono il 2024 in vantaggio rispetto all’esercizio precedente. Tra queste, Serenity Spa, IPI Srl e Box Marche Spa costituiscono il terzetto con il maggiore tasso di crescita. La stessa incidenza si registra tra le aziende che migliorano il risultato operativo, con Tecnostampa Srl in evidenza su tutte. Dieci delle prime venti aziende sono marchigiane, otto umbre e due abruzzesi, ma la posizione di testa è occupata dall’abruzzese Serenity Spa. IPI Srl e Tecnostampa Srl sono le uniche aziende che nel 2023 presentavano un risultato operativo negativo e che hanno ribaltato l’indice nel 2024. Per IPI, il peggiore anno degli ultimi sette è stato il 2022, quando il bilancio si era chiuso con un profondo rosso dopo un triennio in discesa. Per Tecnostampa, invece, il 2023 è stato l’anno di uno “scivolone” importante. Per entrambe, come abbiamo visto, il 2024 potrebbe rappresentare l’anno della ripresa.

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Stampa, cartotecnica ed etichette al Centro dell’Italia

Conosciamo alcuni dei player che fanno parte dell’area toccata dal nostro Giro d’Italia di questo numero per scoprire un tassello del puzzle che compone il Made in Italy della filiera grafica tra tradizione, innovazione, eccellenza

CARTOTECNICA IESINA Grandi volumi e specializzazione nel food packaging Le origini di Cartotecnica Jesina risalgono al 1947, quando Remo Paoletti fondò a Jesi lo Scatolificio Jesino; nel 1970 la generazione successiva diede vita all’attuale Cartotecnica Jesina, avviando un percorso di industrializzazione che avrebbe progressivamente integrato stampa, fustellatura, piega-incolla, prestampa e logistica. Oggi l’azienda si presenta come specialista nel food packaging e produce astucci in cartoncino teso e microonda accoppiata, destinati anche a linee automatiche di confezionamento, lavorando per alimentare, wine & beverage, gelati e surgelati, dolciario, casalinghi e farmaceutico. I numeri 2024 restituiscono la dimensione del processo: oltre 17,7 milioni di fogli stampati, circa 165,6 milioni di astucci prodotti, quasi 54.000 quintali di cartoncino teso e più di 2 milioni di metri quadrati di ondulato trasformati. La produzione viene realizzata internamente nello stabilimento di Jesi, con una forte attenzione alla continuità delle forniture e alle grandi tirature. Alla storica ISO 9001 si affiancano ISO 22000, FSC, PEFC e, dal 2026, la certificazione BRCGS Packaging Materials Issue 7 con grado AA. Un sistema industriale nel quale sicurezza alimentare, prestazioni del packaging e controllo del processo convergono nella capacità di servire brand e GDO con rapporti di fornitura di lungo periodo.

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Tecnostampa, oltre cinquant’anni di innovazione con radici nel territorio Alle origini di Tecnostampa c’è la visione di don Pigini, sacerdote e imprenditore, che seppe coniugare editoria e industria dando vita in seguito al Pigini Group, composto, oltre che da Tecnostampa, anche dal Gruppo Editoriale ELi, realtà di riferimento internazionale nell’editoria scolastica.

Dalla visione di don Lamberto Pigini a gruppo industriale Partendo con la stampa piana nel 1973, la crescita dell’azienda è stata accompagnata da un costante investimento nell’innovazione tecnologica. Sotto la guida di Giuseppe Casali, socio fondatore insieme a don Pigini e Pietro Canullo, Tecnostampa ha ampliato progressivamente la propria capacità produttiva: nel 2002 la Tecnostampa costituisce una new company per affrontare il mondo della stampa rotativa e oggi può contare su impianti heatset e coldset dalle 16 pagine alle 32-64 fino ad alte foliazioni grazie all’abbinamento di più macchine. Nel 2005 ha acquistato un importante polo industriale a Foligno (PG), specializzato nella stampa editoriale con una struttura tecnologica a ciclo completo e quindi con legatoria interna, oggi parte della casa madre a tutti gli effetti, con un’attenzione particolare all’editoria d’arte e scolastica; nel 2023 nasce la Andersen Print, specializzata nella stampa digitale di alta qualità, con sede a Boca (NO). Oggi l’azienda, guidata da Giuseppe Casali e dal Direttore Generale Flavio Zuin, integra stampa piana, rotativa, digitale e legatoria rivolgendosi a mercati diversi, in Italia e all’estero. La produzione spazia dall’editoria d’arte e di moda alle campagne pubblicitarie per la GDO, dalle riviste e dai periodici alle produzioni speciali di fumetti e all’editoria scolastica. Una strategia che ha permesso di affrontare le trasformazioni del settore, mantenendo al centro qualità e capacità di innovazione, con una costante crescita. Un percorso riconosciuto nel 2023 con l’Oro della Stampa e il titolo di “Industria Grafica dell’Anno”.

Sostenibilità e competenze al centro della crescita Elemento distintivo della sua storia è il rapporto con il territorio. Nel corso degli anni, la Tecnostampa ha saputo valorizzare professionalità e competenze maturate

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Fondata a Recanati nel 1973 per iniziativa di don Lamberto Pigini (19242021), Tecnostampa ha sviluppato la propria storia industriale nel territorio di Loreto, diventando in oltre cinquant’anni un’eccellenza nel settore grafico

nel comparto grafico e litografico marchigiano, accogliendo anche lavoratori provenienti da altre realtà del settore e contribuendo così alla continuità di un patrimonio di conoscenze e specializzazioni. Oggi il gruppo conta oltre 300 collaboratori nelle quattro sedi distribuite tra Marche, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte, con un fatturato gestito nel 2025 superiore ai 50 milioni. Il basso tasso di turnover registrato storicamente conferma il valore attribuito alla continuità dei rapporti umani e professionali, particolarmente importanti in un settore nel quale esperienza e specializzazione costituiscono un patrimonio strategico. L’innovazione riguarda anche il sistema di produzione con investimenti orientati all’efficienza e alla sostenibilità degli impianti. Pigini Group ha realizzato negli anni una serie di impianti fotovoltaici e di trigenerazione capaci di produrre oltre sei milioni di kWh all’anno, riducendo le emissioni di CO₂ di oltre tre milioni di chili. A completare il sistema produttivo, le certificazioni FSC e PEFC, la ISO 14001 per la gestione ambientale, la ISO 9001 e la SA 8000 per la responsabilità sociale. Una storia che parte da Recanati, si sviluppa nel territorio di Loreto e oggi si articola su più sedi e mercati, con lo sguardo rivolto al futuro e il cuore ben focalizzato sulle persone e sul territorio.

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GICHERSTAMPA L’etichetta tra nobilitazione e tecnologia

FIORINI INTERNATIONAL ITALIA Il packaging in carta, dall’industria al lusso Con sede a Trecastelli (AN), Fiorini International porta nel packaging in carta un’esperienza che affonda le radici nel secondo dopoguerra e che dal 1996 ha assunto l’attuale dimensione internazionale. Nata dalla produzione di sacchetti per beni di prima necessità, l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione seguendo l’evoluzione dei consumi, del retail e della comunicazione di marca. Oggi l’attività si articola in tre aree principali: Industrial Packaging, con soluzioni destinate a food, pet food, agricoltura, chimica, personal e baby care; Shopping Bag ed e-commerce, che comprende shopper automatici e shipping bag in carta; e Luxury, dedicata alle produzioni ad alto contenuto estetico per moda, cosmetica, gioielleria e profumeria. A sostenere questa diversificazione è una rete produttiva e commerciale che si estende dall’Italia alla Repubblica Ceca, con presenze in Francia, Regno Unito e Cina. Nel 2024 Fiorini International Italia ha registrato ricavi per oltre 128 milioni di euro, dimensione che la colloca tra le maggiori realtà marchigiane della filiera carta e packaging. Ricerca sui materiali, automazione e utilizzo di carte selezionate e certificate completano un modello industriale nel quale il sacchetto di carta assume funzioni molto diverse, dall’imballaggio tecnico alla comunicazione dei brand internazionali.

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Fondata a Fermo nel 1977 da Vittorio Ginevri Cherri e Maura Donzelli e oggi guidata insieme alla seconda generazione, rappresentata da Gaia e Giada Ginevri Cherri, Gicherstampa ha costruito quasi cinquant’anni di attività intorno alla produzione di etichette adesive ad alto valore aggiunto. I mercati di riferimento sono soprattutto vino e spirits, olio, alimentare e cosmetica, comparti nei quali il supporto stampato deve conciliare funzione tecnica e capacità di caratterizzare il prodotto sullo scaffale. Il parco tecnologico permette di combinare flessografia, offset e serigrafia con laminazione a caldo e a freddo, rilievo, embossing e debossing, Braille, verniciature ed effetti materici. A queste lavorazioni si affiancano oggi etichette intelligenti con tecnologia RFID, nelle quali il tag viene integrato all’interno del supporto adesivo per applicazioni di tracciabilità, inventario, logistica e anticontraffazione. La ricerca sulle finiture resta uno dei tratti distintivi dell’azienda, insieme alla possibilità di lavorare carte naturali, patinate, sintetiche e materiali speciali. ISO 9001, FSC e ISO 15593 per l’igiene degli imballaggi destinati al settore alimentare definiscono il sistema di certificazioni, mentre i Vinitaly Design Award ottenuti nel 2024 e 2025 testimoniano il ruolo della stampa nella costruzione del valore estetico e comunicativo dell’etichetta.

SCATOLIFICIO E.M.A.R. La cultura artigianale incontra il luxury packaging Nato nel 1978 a Serra de’ Conti, nell’Anconetano, Scatolificio E.m.a.r. ha costruito la propria crescita accompagnando lo sviluppo del manifatturiero marchigiano e trasformando progressivamente la produzione di scatole in una specializzazione nel packaging di fascia alta. Negli anni Ottanta il settore calzaturiero ha rappresentato uno dei primi motori di sviluppo, spingendo l’impresa a investire in tecnologie e design; nel 2005 l’apertura di un secondo stabilimento nelle Marche ha rafforzato ulteriormente capacità produttiva e presidio del territorio. Oggi E.m.a.r. lavora soprattutto per moda e accessori, pelletteria, eyewear, beauty, vini e distillati, affiancando alla dimensione industriale una forte componente manuale e progettuale. L’offerta comprende

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I.C.O.

INDUSTRIA CARTONE ONDULATO

Il ciclo completo, dalla carta alla scatola Fondata nel 1952 da Loreto Lancia e ancora controllata dalla famiglia, I.C.O. Industria Cartone Ondulato è una delle realtà storiche del comparto italiano del cartone ondulato. Il tratto che maggiormente ne definisce il modello industriale è l’integrazione della filiera: l’azienda dichiara di essere l’unica realtà italiana a concentrare nello stesso sistema produttivo l’intero ciclo che conduce dalla produzione della carta al cartone ondulato fino alla scatola finita. La sede principale è a Pianella, in provincia di Pescara, affiancata dalle unità di San Giovanni Teatino, Foggia, Alanno e Corato, con attività che comprendono cartiera, ondulatore, scatolificio, logistica e servizi commerciali. La diversificazione delle linee permette di realizzare una gamma completa di imballaggi in cartone ondulato per imprese italiane e multinazionali appartenenti a numerosi settori merceologici. Nel 2024 il fatturato ha superato gli 80 milioni di euro, confermando la scala industriale raggiunta dall’impresa. Al sistema qualità ISO 9001 si è aggiunta nel 2024 la certificazione UNI/PdR 125 per la parità di genere, mentre sul fronte ambientale ICO ha sviluppato anche analisi LCA e dichiarazioni EPD dedicate ai propri prodotti: strumenti che portano misurazione e tracciabilità ambientale dentro una produzione tradizionalmente caratterizzata da grandi volumi.

scatole rivestite, fustellate e folding, special edition e progetti di total packaging destinati sia al retail sia all’e-commerce. Circa il 90% della produzione viene sviluppato su misura, dalla scelta di carte e materiali alla definizione strutturale del pack, un dato che racconta bene il posizionamento dell’azienda: capacità produttiva organizzata, ma applicata a lavorazioni dove dettaglio e personalizzazione restano centrali. Con quasi 20 milioni di euro di ricavi nel 2024, E.m.a.r. rappresenta oggi una delle espressioni più strutturate della tradizione cartotecnica marchigiana orientata al lusso.

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PISACANE Tre generazioni di scatole per il lusso Dal 1955 Pisacane sviluppa e produce packaging di lusso Made in Italy nel distretto manifatturiero maceratese. Fondata da Nazzareno Pisacane, proseguita dal figlio Silvano e oggi affidata alla terza generazione con i fratelli Simone e Samuele, l’azienda ha costruito il proprio modello sulla combinazione tra automazione e lavorazioni manuali. Nell’headquarter di Pollenza trovano spazio gli uffici, le linee meccanizzate e parte dello stoccaggio, mentre uno stabilimento adiacente ospita due linee manuali riservate alle strutture più complesse, alle finiture difficilmente automatizzabili e alle tirature limitate. Una configurazione pensata per servire soprattutto i mercati nei quali la scatola partecipa direttamente alla percezione del prodotto, dalla moda alle calzature, dagli accessori alla pasticceria e alle confezioni regalo. Gran parte delle lavorazioni viene gestita internamente, insieme alla progettazione e alla prototipazione con sistemi di taglio a controllo numerico. La capacità dichiarata raggiunge le 25.000 scatole al giorno, supportata da un deposito di 10.000 m². Sul fronte ambientale, Pisacane è certificata FSC e dispone dal 2014 di un impianto fotovoltaico capace di coprire oltre il 60% del fabbisogno elettrico quotidiano: elementi che affiancano alla tradizionale cura del packaging luxury una crescente attenzione all’efficienza dei processi.

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FESPA Italia rappresenta gli interessi di tutto il mercato della stampa specialistica, dei suoi settori applicativi – Textile, Interior Decoration, Product Decoration, Out & Digital Out Of Home (OOH e DOOH), Industrial Printing & 3D – e delle sue tecnologie di stampa – serigrafia, tampografica, inkjet e digitale.

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ETICHETTE CRIOGENICHE:

l’alchimia tra stampa e supporti che resiste a -196°C Nel cuore di una biobanca o di un laboratorio avanzato: quando un campione biologico viene conservato a temperature estreme, spesso fino alla fase di vapore o immersione in azoto liquido a -196 °C, l’etichetta diventa un componente critico della tracciabilità: se cede, il campione può diventare irrecuperabile, con impatti su ricerca, trial clinici e sicurezza del paziente. Diversi produttori di materiali e sistemi di stampa descrivono le etichette criogeniche come prodotti progettati per resistere a shock termici e condizioni che comprometterebbero l’integrità di un’etichetta standard. In questo scenario, l’alchimia tra tecnologia di stampa facestock, adesivo e topcoat è fondamentale. E spiega perché, nel mondo cryo, convivono due esigenze: da un lato la massima durabilità, dall’altro la necessità di stampare spesso dati variabili (codici, lotti, barcode 1D/2D, ID univoci) in modo rapido e ripetibile. ​

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Dal materiale stampabile alla resa reale Una label criogenica non nasce solo per garantire una perfetta adesione, ma per rimanere leggibile lungo cicli di gelo-disgelo, condensa e contatto con solventi da banco. Per questo, i produttori di materiali per criogenia dichiarano esplicitamente la compatibilità con più tecnologie di stampa, in quanto non basta ottenere una stampa di qualità ma mantenerla nel tempo. Lintec, ad esempio, posiziona i propri materiali cryogenic come adatti a superfici curve e idonei a stampa a trasferimento termico o laser; e nella sua documentazione europea indica anche l’inkjet dichiarandone la compatibilità con l’immersione in azoto liquido senza che si verifichi la delaminazione. Anche Avery Dennison, nelle schede tecniche di gamma per materiali criogenici, richiama la compatibilità con thermal transfer, direct thermal e inkjet, mentre per le etichette cryo dedicate (anche in ambito vaccini/cold chain) cita esplicitamente l’uso con thermal transfer, UV inkjet e dry toner come tecniche di stampa compatibili. Per produrre un’etichetta criogenica non è sufficiente selezionare un materiale resistente, ma è necessario inserire nel progetto la verifica che l’alchimia tra supporto, tecnologia di stampa e consumabili come ribbon, toner e inchiostri, oltre, spesso, un passaggio di coating protettivo.

Trasferimento termico: lo standard per barcode e dati variabili Nella pratica operativa di biobanche e reparti R&D, la stampa più diffusa per l’identificazione dei campioni è la stampa a trasferimento termico, in quanto si tratta di una tecnologia consolidata, adatta al dato variabile, e – se abbinata correttamente – offre un risultato molto resistente ad abrasioni e agenti chimici. Il procedimento è noto: una testina termica trasferisce dal ribbon al facestock una resina/pigmento. Ma nel cryo è fondamentale prestare attenzione alla chimica del ribbon e alla sua interazione con il topcoat del materiale. Non a caso Avery Dennison insiste sull’importanza dell’abbinamento tra stock e ribbon per soddisfare specifiche ambientali e prestazioni. Sul fronte applicativo, produttori come Brady spingono su soluzioni cryo in poliestere pensate per superfici difficili e condizioni estreme, inclusa la possibilità di applicazione anche su supporti preraffreddati presenti in alcune famiglie prodotto. E, quando il tema è la resistenza chimica tipica dei banchi di laboratorio, esistono gamme di etichette dichiarate capaci di tollerare contatti o immersioni in solventi organici aggressivi come xilene, etanolo ghiacciato, isopropanolo e altri. Dal punto di vista della fase di stampa è interessante

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anche perché sposta una parte della stampa in prossimità dell’uso: lo stampatore/converter fornisce il supporto tecnico (labelstock e adesivo), mentre la stampa del dato variabile avviene on demand, spesso direttamente in laboratorio.

Direct thermal, laser e inkjet Accanto al TTR, il mondo cryo include alternative che tornano utili in contesti specifici. La direct thermal evita il ribbon, ed è menzionata tra le tecnologie compatibili per alcune soluzioni cryogenic – in particolare per identificazione rapida e processi interni –, ma richiede facestock termici e una valutazione attenta della stabilità dell’immagine nel tempo. Avery Dennison include la direct thermal tra le tecnologie previste per la propria offerta di materiali criogenici “select solutions”. La stampa laser è un’altra alternativa, soprattutto su film topcoated progettati per ricevere toner in modo stabile. Lintec indica esplicitamente la compatibilità con laser su alcuni supporti criogenici, e nel mondo dei materiali stampabili diversi datasheet riportano idoneità per laser e thermal transfer su film in poliestere pretrattato. L’inkjet trova spazio quando serve flessibilità o integrazione con workflow esistenti: Lintec Europe cita l’inkjet tra le tecnologie di stampa variabile utilizzabili su materiali cryo, e Avery Dennison la include tra le opzioni di compatibilità per la propria gamma. Inoltre alcune famiglie di materiali specifici per etichette cryo sono dichiarate compatibili anche con UV inkjet e dry toner, aprendo la possibilità a personalizzazione e micro-tirature con tecnologie digitali già diffuse nel mondo del converting. Il punto critico resta il fatto che in ambito di etichette cryo non basta ottenere un prodotto stampato bene all’uscita della macchina. Serve che l’immagine resti leggibile dopo gelo, condensa, manipolazioni con guanti, abrasione e solventi.

Flexo UV e finiture che garantiscono la leggibilità Se il laboratorio stampa il dato variabile, lo stampatore o converter spesso stampa o pre-stampa elementi fissi come logo, pittogrammi, e testi e realizza l’etichetta in forma finita: fustella, sfrido, formato per provette, wraparound, flag label per piccole superfici. Qui entrano in gioco i processi tradizionali del nar-

In pratica, per le etichette criogeniche destinate a durare anni, occorre considerare l’alchimia tra elementi quali: • FILM (spesso PET) con coating adeguato alla tecnologia scelta, • INCHIOSTRI/TONER compatibili con la resistenza richiesta, • EVENTUALE VERNICE PROTETTIVA o laminazione sottile (quando compatibile con curvatura e diametro), • UN CONTROLLO QUALITÀ focalizzato su contrasto e leggibilità dei codici.

row web: flexo, ma anche – in base al progetto – altre tecniche di stampa e nobilitazione, con una regola: la superficie deve essere protetta. Fondamentale il ruolo del topcoat protettivo: molti materiali per applicazioni tecniche includono coating superficiali pensati proprio per ancorare meglio il trasferimento e aumentare la resistenza a sfregamento e chimici. È un approccio coerente con la logica dichiarata dai produttori di materiali cryo: le superfici da stampare non sono semplici, e l’etichetta deve sopportare chimici e variazioni di temperatura lungo l’intera supply chain.

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Applicazione e processo Nel cryo, la fase di applicazione è un test tanto quanto la stampa. Alcuni produttori sottolineano la necessità di garantire un’adesione corretta prima che la temperatura crolli, perché gelo e brina possono impedire l’adesione iniziale. E, in parallelo, si vedono sul mercato soluzioni formulate per reggere anche applicazioni in condizioni sotto zero o su superfici complesse. Per gli stampatori di etichette e per chi progetta etichette tecniche, questo si traduce in una fattore determinante: il capitolato non può fermarsi a “resiste a -196 °C”. Deve descrivere l’intero ciclo: temperatura di applicazione, tempo di presa, cicli di gelo-disgelo, solventi, manipolazione, modalità di lettura attraverso scanner e datamatrix, e durata prevista.

Etichette speciali e smart, tra luce e tracciabilità Il mercato delle etichette cryo è in espansione. Da un lato crescono etichette specialistiche per farmaci e terapie avanzate: Schreiner MediPharm, ad esempio, ha presentato una soluzione che combina idoneità al deep-freeze e livelli di protezione dalla luce per sostanze fotosensibili, unendo funzione “etichetta” e funzione “barriera”. Dall’altro lato, l’idea di integrare componenti per tracciabilità evoluta (RFID/NFC) continua a guadagnare attenzione, anche se le condizioni criogeniche pongono sfide importanti ai componenti elettronici e alla loro affidabilità. È un tema che chi produce etichette tecniche osserva con interesse perché potrebbe cambiare ancora una volta il modo di produrre applicazioni destinate alla catena del freddo.

Una nicchia che parla al converting Le etichette criogeniche sono un oggetto piccolo, ma raccontano bene cosa sta succedendo nell’industria: la stampa non è solo grafica, è infrastruttura di processo. E nel cryo questa infrastruttura vive del connubio ben calibrato tra: materiali filmici e coating, tecnologie di stampa (TTR, laser, inkjet, UV inkjet, dry toner), consumabili, protezioni superficiali e un converting progettato per superfici piccole e difficili. In altre parole, quando la temperatura scende, la tolleranza all’errore si riduce proporzionalmente. E la tecnica di stampa torna a essere fondamentale per fare la differenza in termini di affidabilità del prodotto finale.

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Argi è l’Associazione che dal 1983 raggruppa i produttori e distributori di macchine, sistemi e prodotti per l’Industria Grafica. Rappresenta gli interessi istituzionali, tutela la rilevanza sociale e sostiene con atti concreti lo sviluppo economico di tutte le imprese impegnate nell’offerta di macchinari, prodotti e servizi alle aziende che concorrono alla produzione della comunicazione su carta stampata in ogni sua forma.

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EH.BA

Un futuro sempre più digitale con Durst TAU 340 RSC E

Alfredo Ehret e il figlio Alessandro, rispettivamente seconda e terza generazione alla dirigenza dell’azienda di famiglia EH.BA Etichette, davanti alla Durst TAU 340 RSC E

L’etichettificio di Carvico, in provincia di Bergamo, affianca l’industria da oltre cinquant’anni con un modello costruito su flessibilità, rapidità di risposta e una cura rigorosa dei processi. La recente sostituzione della prima Durst con una TAU 340 RSC E ha segnato un nuovo salto tecnologico e consolidato un digitale che oggi vale oltre il 35% del fatturato.

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Alla fine degli anni Sessanta, Emilio Ehret vende articoli per l’imballaggio nella Bergamasca. La moglie Tina, che lo aiuta nella sua attività, ha un’intuizione che definirà il futuro della EH.BA di oggi, azienda affermata nella fornitura di etichette. Chiede, infatti, come regalo di Natale una piccola stampante con l’idea di realizzare etichette da proporre ai clienti. Da lì a come EH.BA sia arrivata all’installazione di una Durst TAU 340 RSC E sono i successivi decenni a raccontarlo. Un mix calibrato: guida sapiente, investimenti oculati, passione per la stampa e desiderio di crescere anticipando le richieste del mercato. «Mia madre non è certo una persona capace di restare con le mani in mano», ricorda Alfredo Ehret, oggi alla guida di EH.BA insieme alla sorella Vanessa recentemente il passaggio dai fondatori ai figli è stato formalizzato anche sul piano societario. Tina, il cui pragmatismo non ha mai smesso di essere un riferimento per l’azienda, ha voluto

conservare quella macchina, ancora adesso esposta all’ingresso dell’azienda. Perché uno dei segreti del successo è sicuramente non dimenticare mai le proprie radici. Dall’industriale alle produzioni di alta gamma

EH.BA è cresciuta mantenendo una forte impronta familiare e, con l’ingresso in azienda di Alessandro, figlio di Alfredo, è arrivata alla terza generazione. Il cuore della produzione resta l’etichetta industriale per automotive, chimica e altri comparti manifatturieri. Settori sui quali l’azienda ha costruito negli anni esperienza, affidabilità e rapporti commerciali consolidati. Ma come spiega Alfredo Ehret, «per restare competitivi è necessario uscire dalla propria confort zone. Alle etichette industriali ha scelto di aggiungere l’offerta più interessante dal punto di vista tecnico e con un maggiore valore aggiunto». EH.BA inizia così a lavorare con cantine e piccole realtà artigianali del territorio, proponendo etichette più elaborate con vernici opache, laminazioni, rilievi e altre nobilitazioni. «Più di recente abbiamo introdotto anche la produzione di etichette multipagina» aggiunge Alfredo Ehret. «Le normative chiedono di segnalare in etichetta sempre più contenuti, ma lo spazio resta di pochi centimetri e con la multipagina si può risolvere in modo elegante un problema concreto». Una specializzazione che ha allargato anche il raggio geografico della clientela all’area milanese e altre province del Nord e del Centro Italia. Flessibilità come caratteristica distintiva

EH.BA conta dodici addetti. Il reparto produttivo comprende due linee flexo, una macchina tipografica, una digitale e una linea dedicata alla produzione

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Durst TAU 340 RSC E è la soluzione digitale di ultima generazione che completa la sala stampa di EH.BA dove sono in funzione diverse tecnologie per la produzione di etichette

Il digitale come leva strategica

Il primo passo verso la stampa digitale risale a quasi dieci anni fa, con una piccola macchina con inchiostri ad acqua, ma la ricerca di una soluzione più industriale ha portato EH.BA alla scelta di una

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Durst TAU 330 E da 200 mm. Nel 2024 la TAU 330 E lascia il posto a una TAU 340 RSC E, ed è davvero un’altra generazione di macchina. La larghezza di stampa sale a 338 mm e la velocità quasi raddoppia. La risoluzione passa da 600 a 1.200 dpi, e arrivano la compensazione automatica degli ugelli e la manutenzione automatica. «La differenza si coglie immediatamente», dice Ehret. «Quando ristampiamo un lavoro di qualche anno fa e lo accostiamo all’originale, che allora ci sembrava bellissimo, il salto qualitativo è subito evidente». L’impiego degli inchiostri Durst di ultima generazione semplifica anche l’esecuzione di alcune lavorazioni successive, in particolare sovrastampa e verniciatura. A seguirla ogni giorno è Alessandro, insieme a un’operatrice. «Riserva alla TAU 340 RSC E la stessa cura che ha per la sua automobile. Se bisogna pulire le testine, vuole farlo lui». Del resto in casa Ehret la cura delle macchine è di rigore così come ambiente ordinato e manutenzione costante. La vecchia digitale, dopo sette anni, agli occhi dei tecnici Durst sembrava ancora nuova. Prima dell’acquisto della TAU 340 RSC E, EH.BA ha analizzato anche altre macchine digitali e soluzioni ibride. La valutazione non ha riguardato soltanto le prestazioni del sistema di stampa ma anche l’affidabilità del produttore. Con

Durst il rapporto si è consolidato nel tempo. Secondo Ehret innovazione tecnologica e servizio non possono più essere valutati separatamente: «le persone di Durst hanno un rigore mitteleuropeo, sono corretti ed estremamente precisi. Anche quando si manifestano delle criticità trovano sempre una soluzione. Da un fornitore mi aspetto proprio questo». Guardare al futuro con concretezza e ambizione

La direzione futura è già visibile nelle produzioni multipagina e nelle commesse caratterizzate da molte referenze. Può accadere che EH.BA riceva ordini di ventimila etichette suddivise in venti differenti soggetti. In questi casi la valutazione della commessa non si basa più soltanto sulla lunghezza della tiratura, ma su numero di referenze, cambi lavoro, impianti, tempi di avviamento e variabilità. Anche per questo Ehret non esclude un ulteriore investimento targato Durst. «Mia madre mi ha insegnato a fare un passo alla volta. Io sono sempre stato propenso all’innovazione. L’equilibrio è nel mezzo e consiste nel continuare a investire senza perdere concretezza. Credo molto nel digitale, anche per le tirature importanti», conclude Ehret. «Il mercato cambia di continuo, sviluppare nuovi progetti è fondamentale. Chi fa sempre le stesse cose non cresce».

Alcuni esempi di etichette stampate da EH.BA con tecnologia Durst TAU 340 RSC E poi nobilitate con passaggi successivi

COMUNICAZIONE D’IMPRESA

di etichette neutre ad alta velocità. A queste si aggiungono una linea dedicata alla finitura e alla nobilitazione, oltre a tre linee di controllo e a un reparto grafico interno. La struttura snella è un vantaggio operativo che consente di evadere gli ordini con rapidità e in alcuni casi di consegnare nell’arco di 24 ore. «Capita che un cliente si accorga all’improvviso di aver terminato le etichette e rischi di fermare le linee di confezionamento. Siamo organizzati per avviare immediatamente il lavoro e per consegnare la prima fornitura appena pronta. Non si tratta solo di produrre etichette di qualità ma di offrire un servizio al cliente». Negli ultimi nove anni EH.BA ha inoltre rinnovato quasi interamente il proprio parco macchine e ha investito in un impianto fotovoltaico da 50 kW, pompe di calore e un nuovo sistema di climatizzazione. «Oltre al tema della sostenibilità, che è parte dei nostri valori aziendali, credo che un ambiente salubre migliori le condizioni di lavoro per le persone incidendo anche sulla qualità del processo di stampa».

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Quel + che fa crescere

le imprese che innovano, brevettano e registrano Brevetti, marchi e disegni registrati possono tradursi in maggiore competitività e migliori risultati economici. Con il ritorno dei bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+, l’autunno 2026 offre alle PMI nuove opportunità per valorizzare innovazione e proprietà industriale. di Francesca Sassoli

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Un’analisi condotta dall’European Patent Office (EPO) e dall’European Union Intellectual Property Office (EUIPO, ha rivelato che le imprese titolari di diritti di proprietà industriale ottengono risultati economici migliori rispetto a quelle che non ne possiedono. Lo studio – condotto nel 2025 su oltre 119.000 imprese europee – ha evidenziato che le aziende che possiedono marchi, brevetti o disegni registrati generano in media il 23,8% di ricavi in più per dipendente rispetto alle imprese senza titoli di proprietà industriale. Per le PMI il beneficio è ancora più evidente, con un incremento medio del 44% dei ricavi per dipendente. Un dato altrettanto significativo riguarda l’adozione ancora limitata di questi strumenti: meno del 10% delle PMI europee possiede diritti di proprietà industriale registrati, contro circa il 50% delle grandi imprese. Si tratta quindi di un ambito con ampi margini di crescita, soprattutto per i settori manifatturieri e creativi. L’autunno italiano sarà ricco di misure agevolative per le imprese che hanno messo a terra nuovi progetti che prevedono la presentazione di brevetti, marchi e disegni. Tornano infatti quei bandi che, con il tempo, hanno permesso a tante aziende di investire nell’innovazione.

Brevetti+ 2026: contributi per valorizzare le invenzioni Partiamo dal Bando Brevetti + 2026: per la data di apertura bisogna attendere il decreto che regola l’apertura e la chiusura dello sportello. I contributi a fondo perduto sono pari all'80% dei costi ammissibili per la valorizzazione economica dei brevetti: si arriva fino all’85% se l’impresa ha ottenuto Certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125, fino al 100% nel caso di imprese contitolari o licenziatarie esclusive di brevetto con ente pubblico di ricerca, università o IRCCS. Una misura perfetta per chi ha l’innovazione come leva di crescita e posizionamento e che aiuta tutti quelli che hanno investito in nuove idee: «Diversi nostri clienti hanno potuto usufruire, negli anni, dei fondi del bando Brevetti+, una misura che è stata riproposta e rifinanziata in più edizioni – commenta l’ingegnere Valerio Lunati, European Patent Attorney di Lunati & Mazzoni – L'ho sempre ritenuta particolarmente interessante, non solo per l'entità delle agevolazioni che possono sostenere concretamente le PMI italiane nel percorso di valorizzazione dei propri brevetti, ma anche perché le tempistiche previste per l'attuazione del progetto incentivano le imprese a trasformare l'invenzione in un risultato industriale e commerciale concreto». Il massimo del contributo ottenibile è pari a 140.000 euro a progetto. Possono presentare la domanda i titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 1° gennaio 2025, i titolari di domanda nazionale di brevetto depositata dopo il 1° gennaio 2024 con rapporto di ricerca “non negativo” e i titolari di brevetto EPO convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2023 o con domanda internazionale di brevetto depo-

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Il contributo massimo per i marchi dell’Unione europea (EUIPO) è di 6mila euro per marchio, il contributo si attesta fino all’80% delle spese ammissibile...

Michele Cudia, Technical Advisor di Ayming Italia Srl SB

sitata dopo il 1° gennaio 2024 che rivendichi una priorità nazionale. «Il bando è sicuramente molto interessante, la dotazione è generosa, ma sono molte le micro, piccole e media imprese che applicano – sottolinea Michele Cudia, Technical Advisor di Ayming Italia Srl SB, società di servizi che si occupa di individuare per le imprese le misure agevolative più vantaggiose, in Italia e all’estero, e dare supporto su compliance e advisory in materia di fiscalità internazionale e normative europee ed internazionali – quindi la strategia migliore è prepararsi per tempo ed essere già pronti ad applicare il giorno stesso dell’apertura dello sportello che si chiude ad esaurimento fondi. Le domande vengono esaminate secondo l’ordine cronologico d’arrivo. Per questo è importante essere pronti. La domanda si presenta online tramite la piattaforma di Invitalia». Quali sono le spese ammissibili? «Gli acquisti di servizi specialistici per la valorizzazione del brevetto – spiega Cudia – progettazione, ingegnerizzazione, sviluppo, trasferimento tecnologico, industrializzazione e le spese relative al brevetto per la sua introduzione nel processo produttivo ed organizzativo dell’azienda richiedente. Attenzione: tutte le spese devono essere sostenute solamente dopo la data dell’apertura dello sportello e i pagamenti devono essere eseguiti tramite bonifico con la causale indicante il codice unico di progetto, il CUP».

Marchi+ 2026: sostegno alla tutela in Europa e all’estero Il bando Marchi + 2026 fa capo al MIMIT ed è gestito da Unioncamere con una dotazione di 2 milioni. Anche in questo caso bisogna aspettare il decreto ministeriale che detta le regole sull’apertura. La chiusura dello sportello dipenderà dall’esaurimento dei fondi. Sostiene le micro, piccole e medie imprese che registrano e tutelano i propri marchi a livello europeo e internazionale. «Il contributo massimo per i marchi dell’Unione europea (EUIPO) è di 6mila euro per marchio, il contributo si attesta fino all’80% delle spese ammissibile, che arriva all’85% per le imprese con Certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125 – ricorda Michele Cudia – per quando riguarda invece i marchi internazionali (OMPI/WIPO) è contributo massimo è di 9mila euro per marchio, il contributo è fino al 90% delle spese ammissibili, che sale al 95% in caso di certificazione UNI/PdR 125». Quali sono le spese ammissibili? «Le ricerche di anteriorità (cioè le verifiche per accertarsi, prima del deposito,

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che non esistano già marchi simili registrati da altri) – elenca Cudia - la progettazione del marchio, l’assistenza per il deposito, le tasse di deposito e registrazione, l’assistenza per il deposito, l’assistenza legale per opposizioni e servizi specialistici di consulenza in proprietà industriale. Come nel caso di Brevetti +, è consigliabile presentare la domanda all’apertura dello sportello».

Disegni+ 2026: risorse per prototipi, stampi e industrializzazione Per il Bando Disegni + non c’è ancora una data di apertura prevista, ma solitamente cade fra fine novembre e dicembre 2026. Anche questa misura, promossa dal MIMIT e gestita da Unioncamere, mira a sostenere la valorizzazione dei disegni e dei modelli registrati in Italia (UIBM), in Europa (EUIPO) e a livello internazionale (OMPI/WIPO). Possono sfruttarla le micro, piccole e medie imprese italiane dei settori packaging, design, moda, oggettistica e arredamento. «L’ultima edizione ha visto i fondi esaurirsi molto velocemente – spiega Cudia – massima attenzione quindi alle tempistiche e alla preparazione della documentazione. Bisogna essere pronti a caricare tutto il giorno dell’apertura dello sportello. Il contributo a fondo perduto è fino all’80% delle spese ammissibili, percentuale che sale all’85% se l’azienda, anche in questa misura, ha provveduto alla certificazione della parità di genere. Il contributo massimo dovrebbe attestarsi sui 60.000 euro a progetto». Quali sono le spese ammissibili in questo caso? «Comprendono i cosiddetti servizi finalizzati alla valorizzazione di un disegno/modello registrato: la realizzazione di prototipi e stampi, l’utilizzo di materiali innovativi, le consulenze tecniche per l’industrializzazione e la produzione, le certificazioni di prodotto, anche studi di mercato, Business plan e progetti di Marketing relativi al disegno/ modello e i costi per la tutela legale contro contraffazioni e imitazioni. Per tante imprese l’acquisto di stampi per la realizzazione di nuovi prodotti rappresenta un vero e proprio “salasso” e questo bando è l’unico strumento a disposizione per ottenere un fondo perduto su tali costi» I bandi Brevetti + e Disegni + sono strategici anche perché: «La tutela di un’invenzione industriale, un design o modello industriale, oltre a rappresentare un intangibile (patrimonio aziendale) genera un circolo virtuoso che attraverso normative come la Patent Box - generano importanti risparmi d’imposta» sottolinea Cudia.

Come prepararsi all’apertura degli sportelli Per poter arrivare pronti alla pubblicazione delle misure ci sono alcune attività propedeutiche che vanno fatte: “Sicuramente ci sono azioni chiave da intraprendere – conferma Cudia – come fare un audit interno sugli asset immateriali, intercettare quelle innovazioni che potrebbero essere brevettabili e fare una verifica su marchi e design se siano o meno protetti”.

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STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

N. 224 NOVEMBRE DICEMBRE 2024

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N. 220 MARZO APRILE 2024

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N. 231 GENNAIO FEBBRAIO 2026

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SERVIZI PSP

SAFI, il magazzino DPI, utensili e piccoli materiali diventa automatico DPI, utensili e consumabili disponibili al prelievo 24/7: la proposta di SAFI semplifica la gestione delle forniture nelle aziende produttive.

Tra i servizi su cui l’azienda punta ci sono i distributori automatici per DPI, utensili e piccoli consumabili, che permettono di portare i materiali più vicino ai reparti, rendendoli disponibili 24 ore su 24 e sette giorni su sette. L’operatore si identifica con il badge aziendale, preleva ciò che gli serve e ogni movimento viene registrato. Il sistema può anche delimitare l’accesso a determinati articoli in base a reparto e mansione dell’addetto. Per le aziende medio-grandi, soprattutto quelle che lavorano su più turni, oltre ai vantaggi sopra elencati vengono annullati gli oneri riguardanti gli ordini di riapprovvigionamento, il magazzino e la distribuzione dei materiali ai vari operatori.

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Alcuni esempi di distributori automatici e locker proposti da SAFI

SAFI si occupa, infatti, direttamente del refill del distributore dopo aver ricevuto gli avvisi quando i materiali scendono sotto una scorta minima prestabilita. Il cliente, inoltre, paga solo ciò che viene effettivamente prelevato. In un caso industriale, racconta Scriboni, la tracciabilità degli inserti da taglio ha portato a una riduzione dei consumi del 20%: essendo ogni prelievo associato a un operatore l’utilizzo diventa più consapevole. Se il cliente ha già selezionato i propri fornitori di fiducia, SAFI può gestire l’acquisto dei materiali, lo stoccaggio e il caricamento nei distributori attraverso il brokering. «Le aziende che utilizzando il distributore, non lo abbandonano più», conclude Scriboni. Anche per aziende del printing e del converting, impiegare queste soluzioni consente di automatizzare la distribuzione di piccoli materiali migliorando l’impatto su tempi, costi, tracciabilità e continuità operativa.

COMUNICAZIONE D’IMPRESA

Fondata nel 2011 con sede a Grugliasco, nel Torinese, SAFI opera nelle forniture industriali con un’offerta specializzata nell’antinfortunistica, l’abbigliamento da lavoro e l’utensileria. «Ci occupiamo a 360° di quello che è la sicurezza all’interno delle aziende», spiega Alessandro Scriboni, co-founder di SAFI, e professionista attivo nel settore dal 2004.

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SCREEN TRUEPRESS JET 560HDX

lo stato dell’arte dell’inkjet ad alta velocità entra nella produzione su larga scala

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COMUNICAZIONE D’IMPRESA

SCREEN porta sul mercato europeo la Truepress JET 560HDX, una macchina inkjet di nuova generazione che stampa fino a 150 m/min a 1.200×1.200 dpi su bobina da 560 mm. Erede della collaudata 520HD, offre maggiore produttività, una qualità che eguaglia (e a volte supera) l'offset e un innovativo sistema di asciugatura a basso consumo energetico, ponendosi come nuovo punto di riferimento per la stampa commerciale digitale. Dopo oltre due decenni di innovazione, la tecnologia inkjet digitale sta ridefinendo il perimetro della stampa commerciale. Non si tratta più soltanto di gestire dati variabili, personalizzazioni o tirature brevi: le piattaforme di nuova generazione stanno entrando in ambiti produttivi fino a pochi anni fa considerati una prerogativa quasi esclusiva dell’offset. Il mercato chiede tempi di consegna più rapidi, più commesse, tirature ridotte e frequenti cambi di versione. Gli stampatori devono mantenere alta la qualità, limitare gli scarti e contenere i consumi, inserendo la stampa in ambienti sempre più automatizzati.

SCREEN risponde con Truepress JET 560HDX

Per rispondere a queste esigenze, SCREEN ha introdotto sul mercato europeo la Truepress JET 560HDX, una piattaforma inkjet digitale a bobina destinata alla stampa commerciale, editoriale e direct mail. Costruita sull’esperienza della Truepress JET 520HD, la nuova soluzione compie un passo avanti in termini di formato, produttività e controllo. Può operare fino a 150 metri al minuto, raggiungere 1.200 × 1.200 dpi e lavorare supporti larghi fino a 560 mm. Le diverse modalità produttive permettono di bilanciare velocità, qualità e quantità di inchiostro. Il valore della macchina va però oltre le specifiche tecniche. La piattaforma è stata progettata per inserirsi in flussi digitali e automatizzati, riducendo gli interventi manuali, abbreviando i tempi di preparazione e rendendo più prevedibile l’intero processo. Qualità offset e nuove opportunità

I progressi nella gestione dei dati, nella formulazione degli inchiostri, nella tecnologia delle teste di stampa e nel controllo del nastro consentono alla Truepress JET 560HDX di raggiungere una qualità paragonabile agli standard tradizionalmente associati all’offset. La risoluzione di 1.200 × 1.200 dpi permette di riprodurre con precisione testi di piccole dimensioni, dettagli fini, fondi pieni e passaggi tonali. Le teste inkjet a

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STAMPA COMMERCIALE In questa pagina alcune applicazioni prodotte con il sistema di stampa inkjet a bobina SCREEN Truepress Jet HDX

Automazione e gestione dei dati

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La produttività di una macchina inkjet non dipende soltanto dalla velocità: diventano centrali anche l’elaborazione dei dati e la preparazione rapida dei lavori. Truepress JET 560HDX utilizza il workflow EQUIOS di SCREEN, che automatizza la preparazione dei file, la generazione dei layout e la gestione del colore. Nei lavori con dati variabili, le parti comuni delle pagine possono essere elaborate una sola volta e memorizzate per il riutilizzo, riducendo il carico sul RIP e mantenendo la produttività anche con immagini ad alta risoluzione o lavori personalizzati complessi. Il sistema può integrarsi con soluzioni di prestampa, finitura e gestione della produzione. Ridurre le attività ripetitive e gli interventi dell’operatore consente di contenere gli errori, ottimizzari i tempi e sfruttare meglio la capacità dell’impianto. Sistema di asciugatura ripensato

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ricircolo, insieme ai sensori e agli algoritmi sviluppati da SCREEN, contribuiscono a mantenere uniformità, stabilità della densità e coerenza cromatica nel tempo. Gli inchiostri Truepress ink SC2 offrono elevata densità ottica e una gamma cromatica estesa. Consentono di stampare direttamente su carte offset patinate e non patinate senza ricorrere necessariamente a primer, riducendo i passaggi produttivi e mantenendo colori saturi, neri profondi e testi ben definiti. Gli stampatori possono così migrare verso l’inkjet più applicazioni, mantenendo l’offset per le tirature lunghe o per i lavori in cui resta più conveniente. L’obiettivo è costruire un ambiente ibrido, indirizzando ogni commessa verso il processo più adatto. Bobina più larga per maggiore produttività

La larghezza della bobina è uno degli elementi distintivi di Truepress JET 560HDX. Lavorare supporti fino a 560 mm consente di ottimizzare l’imposizione, aumentare il numero di pagine o elementi affiancati e utilizzare meglio la superficie disponibile. I vantaggi particolarmente interessanti per stampa editoriale, cataloghi, manuali, direct mail e clavori multipagina: una maggiore larghezza permette di produrre più copie a ogni avanzamento della bobina. Per gli stampatori significa aumentare il volume dei lavori digitali, estendendo l’uso dell’inkjet anche a tirature più consistenti. Restano inoltre i vantaggi del digitale: stampare solo le quantità necessarie, effettuare ristampe rapide, aggiornare i contenuti all’ultimo momento e creare versioni differenziate per lingua, territorio o target.

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Uno degli aspetti più innovativi di Truepress JET 560HDX è il sistema di asciugatura di nuova concezione, sviluppato dall’ingegneria giapponese di SCREEN insieme ai meccanismi di trasporto e controllo del supporto. Nella stampa inkjet ad alta velocità l’acqua contenuta negli inchiostri deve essere rimossa rapidamente senza deformare la carta o comprometterne la qualità. Il sistema raggiunge rapidamente la temperatura operativa, riducendo gli scarti di avviamento e favorendo cambi di lavoro più veloci. Una volta a regime, utilizza zone di asciugatura intelligenti e senza contatto, regolando l’energia in relazione alla copertura d’inchiostro. Viene così applicata soltanto la quantità di calore necessaria, con consumi più contenuti e una maggiore stabilità del supporto. La bobina può inoltre passare più rapidamente alle fasi di taglio, piega, raccolta o confezionamento. Nuovo riferimento per l’inkjet commerciale

Truepress JET 560HDX può dialogare con differenti sistemi di prestampa e post-stampa ed essere integrata con attrezzature di svolgimento, riavvolgimento, taglio, piega, raccolta e finitura. Gli stampatori possono così configurare linee dedicate a libri e manuali, applicazioni commerciali, direct mail o comunicazione personalizzata. Il vantaggio non deriva soltanto dalla velocità della macchina, ma dalla possibilità di costruire un flusso continuo, nel quale i dati entrano nel sistema e il prodotto stampato procede verso la finitura con pochi passaggi manuali. Con questa piattaforma SCREEN estende ulteriormente il perimetro dell’inkjet commerciale ad alta velocità. Formato più ampio, risoluzione di 1.200 dpi, inchiostri ad alta densità, stampa diretta su carte offset patinate, automazione del workflow e asciugatura efficiente convergono in un unico sistema produttivo. Per gli stampatori commerciali, una piattaforma inkjet di nuova generazione può rappresentare un passaggio strategico: non soltanto per produrre più velocemente, ma per ripensare l’organizzazione del lavoro, ampliare i servizi e affrontare con maggiore flessibilità tirature e scadenze sempre più diversificate.

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GRAFICA 5 festeggia i 50 anni e una nuova Komori

I cinque fondatori di Grafica 5 e i cinque soci della seconda generazione tagliano la torta durante la festa dei 50 anni dell’azienda

Un momento della premiazione dei dipendenti durante la celebrazione dell’anniversario di Grafica 5

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Cinque amici hanno dato vita all’azienda nel 1976. Cinque sono anche i soci della seconda generazione che oggi la guidano. In mezzo ci sono cinquant’anni di cambiamenti, tecnologia, persone cresciute insieme all’impresa e un forte legame con il territorio. Per celebrare questo traguardo, Grafica 5 ha scelto di organizzare una grande festa e di guardare al futuro con l’investimento in una nuova offset Komori full optional.

Manifesti con la parola “STAMPIAMO” ripetuta cinque volte a caratteri cubitali rossi, seguita dal nome Grafica 5: un modo originale per comunicare la nascita di una nuova tipografia. È successo 50 anni fa quando cinque giovani, che si erano conosciuti lavorando in un’azienda di stampa, hanno deciso di iniziare una nuova avventura imprenditoriale. «Ognuno di noi aveva maturato competenze diverse nella composizione, nella stampa, nell’amministrazione e nei rapporti con i clienti. Soprattutto, avevamo imparato a fidarci gli uni degli altri» spiega Roberto Fruner. C’era dunque abbastanza esperienza e la convinzione che fosse arrivato il momento di provarci, «ed è fatta! L’entusiasmo sale alle stelle», afferma Giovanni Zanolli, ricordando quei giorni. Il numero cinque accompagna l’azienda trentina fin dalle origini. Cinque sono i fondatori – oltre a Roberto Fruner e Giovanni Zanolli ci sono Renzo Righi, Giuliano Tarolli e Lauro Zanini – e cinque sono i soci della seconda generazione entrati in azienda: Alessio e Andrea Tarolli, Luca Fruner, Paolo e Valerio Righi. «E poi oggi c’è il cinque dei decenni di vita di Grafica 5», racconta Edoardo Huez, respon-

sabile Digital Marketing dell’azienda che ci guida nella ricostruzione della sua storia. Crescere insieme alla stampa

Raccontare i 50 anni di Grafica 5 significa attraversare buona parte dell’evoluzione recente dell’industria grafica. La società viene costituita nel 1976 e nel febbraio successivo parte la produzione in un capannone di Riva del Garda. Le macchine sono usate, la prestampa è ancora manuale e alcune lavorazioni vengono affidate all’esterno. Giovanni Zanolli ricorda quanto fosse difficile, all’inizio, immaginare ciò che stava accadendo. Già nel 1970, alla Scuola Grafica Artigianelli di Trento si parlava della fine dell’era della tipografia. In pochi anni computer e fotocomposizione avrebbero cominciato a cambiare un processo rimasto sostanzialmente immutato per secoli. Grafica 5 cresce proprio dentro questa trasformazione. Arrivano le linotype, la litografia, la camera oscura interna. Poi la fotocomposizione, i primi sistemi informatici, i Macintosh in prestampa e nel 1979, su pressioni della domanda del mercato, il passaggio alla litografia. Nel 1983 la scelta di lasciare Riva del Garda per trasferire la

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Una storia fatta soprattutto di persone

Per comprendere i valori che animano Grafica 5 basta guardare a come l’azienda ha scelto di celebrare i suoi cinquant’anni. All’evento commemorativo che si è svolto alla Spiaggia degli Olivi si sono riunite oltre trecento persone tra collaboratori, fornitori, clienti, amici e rappresentanti delle istituzioni e del mondo artigiano locale. La prima parte della serata, però, è stata dedicata soprattutto a chi ha costruito l’azienda dall’interno. Sul palco sono stati premiati 18 collaboratori con anzianità comprese tra i 15 e i 42 anni. Un momento particolare è stato riser-

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vato al ricordo di Franca Giuliani, che ha lavorato in Grafica 5 per trent’anni, e a Mara Bridarolli, che vi ha trascorso l’intera vita professionale fino alla pensione, per un totale di 42 anni. «Una delle nostre particolarità è proprio il poco turnover – sottolinea Edoardo Huez –. Le persone entrano in Grafica 5 e tendono a rimanerci per molti anni». Una continuità che riflette l’attenzione riservata alle persone e consente di preservare competenze, esperienza e conoscenza reciproca. È lo stesso spirito di amicizia, rispetto e collaborazione che ha unito i soci fondatori e che la seconda generazione ha raccolto, portandolo anche nel rapporto con clienti e fornitori. Komori, una scelta che si rinnova

In questo percorso di rinnovamento si inserisce il nuovo investimento Komori. La collaborazione con il costruttore giapponese dura da circa 25 anni, ma la scelta è arrivata solo dopo un confronto approfondito con le principali soluzioni disponibili sul mercato. «Nonostante conoscesse molto bene Komori, Valerio Righi, uno dei titolari e responsabile del reparto di stampa, ha voluto verificare pregi e difetti delle diverse macchine – racconta Edoardo Huez –. La scelta finale è arrivata al termine di un’analisi molto accurata». Grafica 5 ha così confermato la fiducia in Komori acquistando una nuova Lithrone G540 Advance formato 75x105, equipaggiata con PDC-SX per misurazione spettrofotometrica e con il sistema PQA per il controllo del colore in linea oltre alla messa a registro e alla verifica di eventuali difformità in stampa. Automazione, controllo e stabilità

del processo sono al centro della configurazione, sostenuti dalle competenze tecniche interne e da un rapporto con Komori diventato negli anni un confronto costante, fino al coinvolgimento della casa madre in Giappone. Del resto, per Grafica 5 la tecnologia deve tradursi in risultati concreti: qualità, ripetibilità, produttività, puntualità e affidabilità per il cliente.

La nuova Komori Lithrone G540 advance formato 75x105 equipaggiata con i sistemi di controllo PDC-SX e PQA

Molto più di una tipografia

Il traguardo del 50° anniversario ha permesso a Grafica 5 di rileggere la propria storia, mentre la nuova Komori indica la direzione futura: continuare a crescere mantenendo intatto il rapporto diretto con il cliente. «Il nostro obiettivo è consolidarci come punto di riferimento sul territorio per la stampa su carta e non solo. Per rispondere alle esigenze dei clienti ci siamo evoluti da tipografia a ‘molto più di una tipografia’, affiancando alla stampa tradizionale l’offerta di applicazioni per la comunicazione visiva. La nostra crescita continuerà a basarsi su qualità del servizio e su un affiancamento completo, da cui nascono fidelizzazione e rapporto diretto». Arrivati a questo importante traguardo, il testimone è ufficialmente passato alla nuova generazione. A riassumerlo con le parole dei fondatori è Giuliano Tarolli: «Noi abbiamo creato il sentiero, spero che i nostri figli continuino sulla strada». La direzione resta la medesima, anche se sono cambiate tecnologie, servizi e persone. La nuova Komori si inserisce esattamente a questo punto, come il passo successivo di un percorso costruito su innovazione, competenze e vicinanza al mercato.

COMUNICAZIONE D’IMPRESA

produzione ad Arco in una sede più ampia. Se inizialmente c’è il timore di perdere la clientela fortemente legata al territorio, la decisione si rivela vincente: i clienti restano e nel nuovo spazio crescono reparti, lavorazioni e competenze. La tecnologia evolve rapidamente e Grafica 5 continua ad accompagnarla: con il nuovo millennio entra in sala stampa la prima macchina a quattro colori, una Komori L440 formato 72x103 che rappresenta, come afferma Roberto Fruner, «un investimento importante sia dal punto di vista economico che tecnologico». Ma anche l’inizio di un legame importante con il costruttore giapponese che si consoliderà nel 2010 con l’acquisto di una Komori Lithrone S540 formato 72x103. Dal 2005 entra in azienda la nuova generazione con responsabilità distribuite nei diversi ambiti. Con lei arriva la stampa digitale, per le brevi tirature, la personalizzazione e la stampa on-demand. Crescono anche il reparto grafico e l’offerta di applicazioni di grande formato per la comunicazione visiva: banner, adesivi, vetrofanie, pannelli su supporti diversi. A cui successivamente si aggiungono i servizi correlati alla stampa come allestimento e montaggio, integrazione che ispira il nuovo payoff “Molto più di una tipografia”.

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ENIP-GCT, UN AUTUNNO DI INIZIATIVE TRA FORMAZIONE, MEMORIA E FUTURO DEL SETTORE DA SETTEMBRE ENIP-GCT METTE IN CAMPO UN CALENDARIO DI ATTIVITÀ CHE INTRECCIA FORMAZIONE TECNICA, RESPONSABILITÀ SOCIALE E VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE, GUARDANDO GIÀ OLTRE, FINO AL RITORNO DI PRINT4ALL NEL 2027. Ripartiamo dal Packaging: formazione in carcere

Torna, con una seconda edizione, "Ripartiamo dal Packaging", l'iniziativa promossa dalla Fondazione Carta Etica del Packaging in collaborazione con il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ed ENIP-GCT. L'appuntamento è fissato per l'8 ottobre presso la casa circondariale di Lodi, dove prenderanno il via 70 ore di formazione in presenza, comprensive di verifiche ed esercitazioni pratiche. Il progetto nasce dall'incontro tra un'esigenza di mercato, la crescente domanda di personale qualificato nella grafica e stampa per il packaging, e un'urgenza sociale altrettanto concreta: offrire ai detenuti percorsi di apprendimento tecnico che siano anche strumenti di riscatto e di fiducia. Infatti, i partecipanti acquisiranno competenze direttamente spendibili nel mondo del lavoro. Le aziende interessate possono ospitare in stage un ex detenuto, un impegno che va oltre l'erogazione economica e si traduce in un atto di responsabilità sociale orientato allo sviluppo umano e professionale. ENIP-GCT partecipa attivamente e supporterà anche questa edizione perché crede fortemente nel valore dell’inclusione e del reinserimento sociale, in collaborazione con le aziende del territorio.

Gli 80 anni di Assografici e Unione GCT Milano

Il 15 e 16 ottobre 2026, presso il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo Da Vinci" di Milano, si terrà "Punto", l'evento ideato per celebrare l'ottantesimo anniversario di Assografici e Unione GCT Milano, patrocinato anche da ENIP-GCT Nazionale e dal Comitato ENIP-GCT di Milano. Un momento speciale non solo per le due associazioni, ma per tutta la comunità che negli anni le ha costruite e fatte crescere. Due giornate pensate per guardare indietro e avanti, per ritrovare unità e senso di squadra attorno a quattro parole guida: Persone, Cultura, Visioni e Impegno, i veri capisaldi del modo di fare impresa nel settore. A dare voce a questi temi figure

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associative, partner sponsor, esperti di rilievo e anche voci esterne, capaci di portare uno sguardo super partes e creativo, in grado di sorprendere e lasciare il segno. Nelle due giornate sarà, inoltre, presentato un nuovo docufilm prodotto da ENIP-GCT, che mette a confronto diverse generazioni di stampatori e operatori del settore. «Assografici, di cui ENIP-GCT è emanazione diretta, ha dimostrato in tutti questi anni di essere un punto di riferimento, di ascolto e di forza per l’intera nostra filiera» commenta Marco Spada, presidente ENIP-GCT e past president di Assografici dal 2003 al 2006.

La piattaforma AI ENIP-GCT cresce

Prosegue il potenziamento della piattaforma di formazione ENIP-GCT e del suo assistente basato su intelligenza artificiale. Il mercato grafico e cartotecnico si trasforma più velocemente di quanto i modelli formativi tradizionali riescano ad aggiornare i contenuti, e la distanza tra ciò che si impara e ciò che serve in produzione si allarga di anno in anno. ENIP-GCT ha scelto di anticipare questo cambiamento mettendo a punto AI ENIP-GCT: un assistente intelligente, che supporta lavoratori e aziende, formatori e studenti del settore attraverso tre modalità complementari: un chatbot specializzato per rispondere a domande tecniche, un motore di ricerca avanzato per contenuti didattici certificati e una libreria multimediale con video lezioni e podcast automatici. L'AI è già presente nelle aziende e chi si occupa di formazione deve saper rispondere a questa realtà. Per questo ENIP-GCT ha investito in un sistema proprio, addestrato su fonti del settore e costruito su misura per le aziende e le scuole che rappresenta, anziché affidarsi a soluzioni generaliste.

https://formazione.enipgct.it/ ENIP-GCT rinnova, inoltre, il patrocinio a due eventi prestigiosi per la filiera del printing: il premio Oro della Stampa 2026 e l'edizione 2027 di Print4All.

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FORMAZIONE & INNOVAZIONE

TESTIMONI DI CARATTERE: I MUSEI DELLA STAMPA SONO OFFICINE VIVE

MACCHINE FUNZIONANTI, LABORATORI ED EVENTI TRASFORMANO I MUSEI DELLA STAMPA E DELLA CARTA IN LUOGHI CAPACI DI CUSTODIRE IL PASSATO E PARLARE ALLE NUOVE GENERAZIONI. È LA VISIONE PROMOSSA DA AIMSC IN VISTA DEL XIX CONGRESSO NAZIONALE. Un museo della stampa non è soltanto un luogo in cui osservare torchi, caratteri mobili, linotype e antiche attrezzature. Quando le macchine tornano a muoversi, l’inchiostro incontra la carta e il pubblico può assistere alle diverse fasi del lavoro tipografico, la memoria diventa esperienza. Da questa idea nasce “Testimoni di Carattere”, il percorso con cui l’Associazione Italiana Musei della Stampa e della Carta valorizza le realtà della propria rete in vista del XIX Congresso nazionale, in programma il 23 ottobre 2026 a Milano.

Dal patrimonio conservato al sapere condiviso

La forza di queste realtà sta nella capacità di mantenere vivo il legame tra oggetti, persone e competenze. Le macchine raccontano l’evoluzione tecnologica della stampa, ma sono i gesti di tipografi, compositori, incisori e maestri cartai a restituire il significato autentico di quel patrimonio. Mettere in funzione un torchio, comporre una riga con i caratteri mobili o mostrare la produzione di un foglio permette di comprendere quanto lavoro, precisione e cultura materiale si nascondano dietro ogni prodotto stampato. I musei associati diventano così officine culturali aperte al territorio, capaci di ospitare dimostrazioni, laboratori, presentazioni editoriali, mostre e incontri con artisti.

La lezione passa dalle mani

La dimensione operativa rende questi luoghi particolarmente efficaci anche sul piano della formazione. Vedere una macchina in funzione permette di collegare nozioni storiche, principi tecnici e processi produttivi. Per chi studia grafica, comunicazione, design o tecnologie della stampa, l’esperienza diretta aiuta a comprendere l’origine di termini, convenzioni e metodi

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ancora presenti nel lavoro contemporaneo. «Un museo vivo, nel quale le macchine siano funzionanti e il patrimonio venga aperto al mondo esterno attraverso eventi e attività, è un potentissimo strumento didattico», sottolinea Luigi Campanella, presidente AIMSC. «Gli studenti, in particolare quelli delle scuole grafiche ma non solo, possono andare oltre la teoria e scoprire le origini e la storia della stampa osservando le antiche macchine al lavoro. Il rumore, i movimenti, i materiali e i gesti rendono comprensibile ciò che sui libri rischia di rimanere astratto e aiutano i giovani a riconoscere il valore delle competenze che hanno costruito il nostro settore». “Testimoni di Carattere” richiama quindi una doppia responsabilità: conservare macchine e documenti, ma anche tramandare il sapere necessario a interpretarli. Rendere questi musei accessibili, dinamici e connessi alle scuole significa trasformare la storia della stampa in una risorsa per il presente.

Questa rubrica nasce dallo stretto legame e dal continuo dialogo tra Il Poligrafico e gli organismi istituzionali dedicati alla formazione grafica e cartotecnica. In particolare è il frutto di un accordo tra Stratego Group ed ENIP-GCT Nazionale e parallelamente con il Comitato Provinciale di Milano per gli approfondimenti sulle attività nel territorio. Collaborazione che estenderemo alle altre realtà del circuito nazionale dell’Ente che vorranno farne parte, per dare ampio spazio sui nostri mezzi di informazione alle iniziative formative e didattiche.

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La rubrica “Print Connection” contiene comunicati, riguardanti novità tecnologiche o installazioni, mandati alla redazione del Poligrafico dalle aziende presenti nella “Banca Dati Fornitori”, visibile online nel sito Stampamedia.net. Inquadrando con lo smartphone il QRcode a fianco, puoi accedervi direttamente.

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LIYU

Produttività reale e automazione industriale Più che una semplice stampante, SIGNATURE è una piattaforma industriale sviluppata per ottimizzare ogni fase del processo produttivo, combinando elevata automazione, integrazione robotica, precisione meccanica e flessibilità applicativa in un unico sistema. La piattaforma è stata progettata per evolvere da semplice sistema di stampa a vera e propria cella produttiva automatizzata, capace di integrarsi nei più moderni ambienti industriali e nei processi Industry 4.0. Con un'area di stampa di 333x205 cm e una configurazione che può integrare fino a 60 teste Ricoh Gen6 da 5 pl, SIGNATURE raggiunge risoluzioni fino a 2.400 dpi e velocità massime fino a 480 m²/h. Le velocità produttive reali si attestano tra 135 e 225 m²/h nelle configurazioni industriali e tra 90 e 100 m²/h nelle modalità dedicate alla massima qualità. Uno degli elementi distintivi della piattaforma è la nuova architettura del carrello a sei file di teste, progettata per mantenere elevata produttività anche nelle configurazioni colore più complesse. Il piano vacuum industriale integra dodici zone indipendenti controllabili singolarmente. Anche il sistema UV LED è stato completamente ripensato. Tra le innovazioni progettate per migliorare l'esperienza operativa quotidiana figurano il controllo remoto tramite tablet wireless, la barra antistatica estesa sull'intera larghezza del piano e il sistema intelligente di monitoraggio degli inchiostri che visualizza in tempo reale il livello effettivo disponibile. La nuova funzione Tandem con interfaccia Dual Station rappresenta un ulteriore passo avanti nell'ottimizzazione del workflow. Gli operatori possono definire aree di lavoro indipendenti e gestire simultaneamente produzioni differenti, massimizzando l'utilizzo della macchina e riducendo i tempi improduttivi. La piattaforma è disponibile sia in configurazione Flatbed sia con modulo Roll-to-Roll industriale opzionale, permettendo di gestire supporti rigidi e flessibili all'interno dello stesso sistema produttivo.

CARTES

9 vittorie ai FSEA Gold Leaf Awards 2026 I Gold Leaf Awards rappresentano uno dei principali riconoscimenti internazionali dedicati all’eccellenza nella stampa, nella nobilitazione e negli effetti speciali applicati al packaging e alla comunicazione visiva. Le etichette premiate a Nashville (USA) sono state realizzate in collaborazione con aziende converter di riferimento, confermando il valore delle tecnologie Cartes nella produzione di etichette ad alto impatto estetico, tecnico e comunicativo. Questi i lavori premiati (5 Ori, 1 Argento, 3 Bronzi): Best Use of Laser Cutting: Cervo London Gin Label, realizzata da FEGROUP (Italia); Chiacchierino Label, realizzata da SOVEMEC. Best Use of Digital Embellishments: Label Creative: Nebbiolo Churchill Label, realizzata da MULTISTAMPA (Italia); Naturelle Rosé, realizzata da BRAZICOLOR. Best Use of Digital Embellishments: Label Technical: Seriprint Rum, realizzata da SERIPRINT (Italia); Oro del Sol Label, realizzata da Cartes in collaborazione con SOVEMEC e BASILE ADV (Italia); London Gin Label, realizzata da Cartes. Best Use of Foil/Embossing: Label Digitally Printed: Quartese Limitless Label, realizzata da TONUTTI (Italia). Best Use of Foil/Embossing: Label Creative: Le Fontanelle, realizzata da FEGROUP (Italia). Grazie alle proprie tecnologie modulari per la stampa, la nobilitazione e il converting di etichette autoadesive, Cartes affianca i converter nello sviluppo di prodotti premium pensati per valorizzare il brand e differenziare il prodotto sul mercato.

COMMER CARTA

Taglio e accoppiatura, un unico partner

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Leader nel taglio in formato speciale di cartoncino da stampa, Commer Carta da anni si è specializzato anche nell’accoppiatura da bobina a bobina dei suoi cartoncini a film in plastica o da fonti sostenibili (PET, PP, PE) o compostabili. Grazie alla nuova accoppiatrice a foglio, il pool di servizi dello storico centro taglio include ora la plastificazione post stampa. Commer Carta offre così un servizio integrato che ottimizza costi e trasporti: la consegna dei bancali in formato speciale avviene contestualmente al ritiro di quelli stampati da accoppiare, garantendo velocità ed efficienza logistica. Questa evoluzione trasforma l’azienda in un partner strategico della cartotecnica. Affiancando la lavorazione a foglio alle due linee a bobina, l’azienda risponde sia alle grandi produzioni industriali, sia ai progetti a bassa tiratura. Il valore aggiunto risiede nell’approccio tailor-made, guidato da una storica attenzione alla qualità e fondato su trasparenza, collaborazione e affidabilità. Che si tratti di nobilitare un packaging di lusso o di fornire un multilayer alimentare

e riciclabile, ogni cliente trova un partner attento a consigliare la miglior soluzione tra performance, estetica e sostenibilità. Questo filo diretto assicura il controllo totale della filiera logistica e produttiva, garantendo un flusso ottimizzato dalla materia prima al foglio finito e plastificato.

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NGW GROUP

Versatilità per nuove opportunità di mercato Dalla collaborazione tra NGW Group e JHF arrivano sul mercato italiano le prime installazioni della M3300, soluzione ibrida UV progettata per lavorare sia su supporti rigidi sia su materiali in rotolo. La possibilità di gestire differenti tipologie di supporti all’interno di un’unica piattaforma rende la M3300 una soluzione versatile per i fornitori di servizi di stampa che vogliono ampliare il proprio portfolio applicativo e intercettare nuove opportunità di mercato. A rendere più efficiente il flusso produttivo contribuisce anche il sistema integrato di carico e scarico automatizzato opzionale, pensato per semplificare la gestione dei materiali e favorire una produzione continua. Con una produttività fino a 215 m²/h, la M3300 è pensata per ambienti produttivi in cui efficienza e tempi di lavorazione sono fondamentali. Le diverse modalità di stampa permettono di adattare la produzione alle esigenze applicative, dalla mo-

dalità ad alta velocità per i grandi volumi fino alle modalità Fine e Ultra-Fine per lavori che richiedono maggiore qualità. La tecnologia di stampa industriale garantisce inoltre precisione, colori brillanti e un’elevata resa delle immagini. Le prime installazioni rappresentano un passo concreto nello sviluppo della partnership tra NGW Group e JHF e confermano l’interesse verso soluzioni capaci di combinare qualità, automazione e flessibilità. La M3300 è disponibile presso il Demo Center per effettuare prove di stampa sui propri materiali e valutare direttamente le potenzialità della tecnologia. A supporto dei clienti, NGW Group mette a disposizione la propria struttura tecnica, con assistenza da remoto e on-site su tutto il territorio italiano, oltre a disponibilità di inchiostri e ricambi.

NEW AERODINAMICA

RICOH

Continuità, efficienza e controllo dei flussi: sono questi i principi alla base del nuovo impianto di aspirazione realizzato da New Aerodinamica per l’ultimo modello di BOBST Mastercut 2.1. Un sistema progettato per gestire grandi quantità di scarti di fustella e pinza, anche ad alta velocità, garantendo la massima continuità produttiva. Il processo è completamente integrato: il materiale viene triturato, aspirato e trasportato per 170 metri fino al punto di scarico, posizionato a distanza dalla macchina. Qui un nuovo separatore aerodinamico, sfruttando la gravità, convoglia gli scarti direttamente nella pressa per lo smaltimento. L’intervento nasce da un’esigenza concreta. Il precedente separatore con rotocella, ormai usurato, non era più in grado di gestire i volumi di scarto generati, causando frequenti intasamenti e rallentamenti con potenziali ripercussioni sulle linee di produzione a monte. La risposta di New Aerodinamica è stata una riprogettazione completa, a partire dall’aerodinamica dell’impianto: il nuovo separatore raggiunge i 4 metri di larghezza, contro i 2,5 del precedente, mentre un ventilatore di equilibrio ottimizza i flussi fino a 60.000 m³/h. A completare la soluzione, un sistema di gestione con inverter, PLC e touch-screen, affiancato da una videocamera per monitorare in tempo reale il percorso del materiale nel trituratore. Il risultato è una maggiore efficienza, che ha consentito di ridurre del 15% la velocità dei ventilatori delle linee di produzione. Un progetto su misura in cui ingegneria, automazione e performance convergono per il massimo funzionamento della produzione.

Come si costruisce valore con tirature sempre più brevi? Con la differenziazione. Ricoh ne parla in “Henkaku Live|Unleash. Your Color Advantage”, il webinar on demand registrato presso gli uffici di Fedrigoni a Londra. Protagonista è “Fedrigoni 365”, il libro annuale in cui quasi mille designer interpretano, ciascuno con una pagina dedicata, un giorno dell’anno. Nell’edizione precedente, 4.000 copie da 416 pagine, tutte diverse tra loro, sono state stampate utilizzando il quinto colore neon o bianco in aggiunta al CMYK, dopo tre mesi di lavoro dedicati all’ottimizzazione cromatica. La nuova edizione, in uscita a novembre, sarà realizzata con Ricoh Pro C7500 con il neon rosa della quinta stazione. Il processo è oggi ancora più efficiente e flessibile: un unico file, colori spot gestiti come dati con Fusion Pro e Fiery® Spot Pro e possibilità di modifiche fino all’ultimo momento. I colori speciali possono essere applicati sia prima che dopo il CMYK, anche su carte colorate e texturizzate, valorizzando ulteriormente effetti con bianco, argento e oro. La configurazione a 5 colori amplia la gamma cromatica grazie all’utilizzo di Neon Pink e Neon Yellow. Un flusso di lavoro con queste caratteristiche rende sostenibili le nobilitazioni anche su tirature da 100-200 copie: secondo lo studio citato nel webinar, il 61% dei print service provider vede crescere la domanda, più del doppio rispetto al 2025. Il freno è la conoscenza: la familiarità dei clienti passa dal 42% al 94% quando entrano in gioco campioni e demo pratiche. Come trasformare queste opportunità in occasioni di business? Fedrigoni, lo studio TM e Ricoh ne parlano nel webinar. Inquadra il QRCode e guarda la registrazione. Entro fine 2026 è disponibile un’offerta per Ricoh Pro C7500: contatta Ricoh rgc.rit@ricoh.it

Nessuna interruzione alla produzione!

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Nobilitazione digitale, valore per chi stampa

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PETRATTO

SMG

Petratto conferma il suo solido focus nel settore della legatoria, specializzandosi nei processi di lavorazione per piccole e micro tirature. Dopo il successo globale dell’incassatrice per fotolibri Mitabook, commercializzata in partnership con Digibook Technology, da 2 anni l’azienda ha introdotto la Mitabook Pro, una tecnologia innovativa dedicata al libro cartonato a bassa tiratura, fino al singolo “book of one”. L’incassatrice ha la stessa filosofia della Mitabook e mantiene i suoi punti di forza fondamentali - cambio lavoro dinamico, incassatura verticale senza lame e incollaggio hotmelt per libri di qualità pronti per la spedizione immediata - integrando nuove ed evolute prestazioni: cambio lavoro dinamico no-stop e gestione continua del workflow; lavorazione di formati standard e fuori formato (anche di grandi dimensioni); automazione totale del processo. Ora la linea è stata completata con le macchine per la formazione del dorso tondo e l’applicazione del capitello, conservando appieno le sue caratteristiche di automazione. È una soluzione unica sul mercato per industrializzare la produzione di micro tirature e “book of one”, integrabile nei sistemi aziendali di gestione della produzione. Ogni macchinario Petratto nasce dall’ascolto del mercato e da continui investimenti in R&D, sia meccanico che software.

Il 6 e 7 novembre le Cantine Pieropan di Soave (Verona) ospiteranno i Print&Pack Innovation Days, due giornate dedicate alle tecnologie per la stampa digitale, il finishing e il packaging. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Skygraph, SMG e Plastitech, con l’obiettivo di creare un nuovo momento di incontro, formazione e confronto per i professionisti del settore. Il format supera il tradizionale concetto di open house: nella Sala Appassimento, 500 mq saranno animati da oltre 30 tecnologie in funzione, inserite in flussi di lavoro reali. I visitatori potranno seguire dal vivo le diverse fasi della produzione, dalla stampa digitale alla nobilitazione, dal finishing al prodotto finito. Tra le tecnologie protagoniste, SMG presenterà la nuova Xerox Proficio PX500 e una selezione di soluzioni Roland DG UV per personalizzazione, stampa e taglio e DTF; Skygraph proporrà un percorso dedicato al finishing digitale con sistemi Morgana e Plockmatic, mentre Plastitech porterà soluzioni avanzate per il dopo stampa e, in esclusiva per il mercato italiano, i sistemi Thunder Laser per taglio, incisione e marcatura laser. All’evento parteciperanno inoltre diversi partner tecnologici, ampliando la panoramica sulle soluzioni disponibili, anche tecnologie 3D, per il mercato della stampa e del packaging. A completare il programma sarà un calendario di workshop e interventi di esperti del settore, dedicati a tecnologie, software, gestione dei processi, automazione e opportunità di investimento. La scelta di Soave valorizza il legame con un territorio fortemente connesso al mondo del vino e alla produzione di etichette e packaging, offrendo un contesto ideale per parlare di innovazione e nuove opportunità produttive. Per info e prenotazioni: eventi@smg.it

Linea di incassatura per microtirature

Print&Pack Innovation Days a Soave

SCREEN

Il PPWR è arrivato: cosa significa per i converter “Il PPWR è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 ed è attualmente applicabile dal 12 agosto 2026, sostituendo gran parte del precedente quadro normativo della direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. Alcuni obblighi entreranno in vigore in un secondo momento, man mano che verranno adottati atti di esecuzione e norme tecniche. Alla base della tempistica del PPWR si cela un cambiamento strutturale di grande portata, poiché la normativa ridefinisce i ruoli lungo tutta la catena di approvvigionamento, distinguendo tra produttori, fornitori, importatori, distributori e fornitori di servizi, e assegnando a ciascuno i propri obblighi. Per un converter, il primo passo concreto consiste nello stabilire quale di questi ruoli, o quale combinazione di essi, si applichi a un determinato prodotto, poiché tale scelta determina le responsabilità dell’azienda.

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Sono gli obblighi successivi che comporteranno conseguenze progettuali ancora più significative, rappresentando veri ostacoli per le aziende. Per chi non sta già considerando attivamente la riciclabilità e altri aspetti legati alla sostenibilità, ciò comporta un serio rischio di non conformità a causa dei lunghi tempi necessari per riprogettare un formato di imballaggio: l’approvvigionamento, i test e l’introduzione di nuove strutture richiedono spesso un anno o più. In prospettiva, scelte tecnologiche quali la stampa inkjet a base acqua, le strutture monomateriche, i materiali cartacei aiuteranno i trasformatori di imballaggi e i marchi a sostenere gli obiettivi di riciclabilità, efficienza delle risorse e riduzione dei rifiuti. I converter che adotteranno un approccio proattivo sono quelli che, secondo le previsioni, ne usciranno vincitori, trasformando un onere normativo in un ulteriore vantaggio competitive”. Juan Cano - SCREEN Europe, direttore Sviluppo commerciale per la stampa di imballaggi flessibili.

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KYOCERA

TASKalfa Pro 15000c, punto di riferimento nell’inkjet È ormai evidente che la stampa digitale non rappresenta più un’alternativa alla stampa offset o ad altre tecnologie convenzionali. Oggi la scelta del digitale non dipende più da un semplice punto di pareggio legato alle tirature, ma dalla qualità complessiva del servizio offerto, dalla flessibilità produttiva e dalla capacità di rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma. Un’evoluzione che ha ridefinito anche il concetto di qualità: non più soltanto un parametro estetico e visivo, ma un insieme di standard misurabili e oggettivi, in grado di garantire risultati costanti e perfettamente allineati alle aspettative del cliente. Questa, in Kyocera, è stata la forza propulsiva che ha portato allo sviluppo di TASKalfa Pro 15000c e al suo successo sul mercato. A cinque anni dal lancio, continua a essere un punto di riferimento nel settore della stampa inkjet a foglio per la produzione, grazie a un equilibrio vincente tra produttività, qualità e affidabilità. Lo testimo-

niano i clienti, che anche dopo oltre 50 milioni di pagine stampate per singola macchina, possono contare sulla stessa qualità del primo giorno e su un livello di manutenzione contenuto. Un risultato che conferma la solidità del progetto e la capacità della tecnologia Kyocera di garantire continuità operativa nel tempo. Le promesse presentate al mercato italiano al momento del lancio sono state mantenute. A dimostrarlo sono le continue nuove installazioni e la crescita costante dei volumi prodotti. Oggi l’inkjet rappresenta una realtà consolidata nella stampa digitale di produzione e TASKalfa Pro 15000c ne è una delle espressioni più concrete e performanti, capace di trasformare innovazione tecnologica e affidabilità in valore tangibile per gli stampatori.

HEIDELBERG

GRAPHIC MACHINE SERVICE

La gestione dei colori spot rappresenta una sfida sempre più complessa per il settore della stampa packaging, dove precisione cromatica, contenimento dei costi e sostenibilità sono fattori determinanti. Per rispondere a queste esigenze, Heidelberg presenta ChromaStar, una nuova gamma di sistemi intelligenti progettati per automatizzare la preparazione e l’erogazione degli inchiostri speciali direttamente all’interno dello stabilimento produttivo. La soluzione nasce con l’obiettivo di semplificare il processo di realizzazione dei colori personalizzati, eliminando molte delle criticità legate alle operazioni manuali, come tempi di preparazione elevati, rischio di errori e dipendenza dall’esperienza degli operatori. Grazie a una tecnologia di dosaggio ad alta precisione, ChromaStar consente di ottenere miscele ripetibili e risultati cromatici costanti, migliorando l’efficienza complessiva della produzione. La serie comprende quattro modelli – X, S, M, P – in grado di adattarsi a diverse esigenze produttive, dalle realtà con volumi più contenuti fino agli impianti industriali ad alta capacità. I sistemi supportano inoltre inchiostri convenzionali, UV e Saphira low migration, destinati sia al packaging alimentare sia a quello non food. Tra i principali benefici figurano l’aumento della produttività, la riduzione degli sprechi di materiale, una gestione più efficiente delle scorte e una significativa diminuzione dell’impatto ambientale grazie alla riduzione delle emissioni di CO2. L’integrazione con l’ecosistema digitale Heidelberg permette inoltre di collegare formulazione, dosaggio e controllo qualità in un unico flusso di lavoro, garantendo tracciabilità e uniformità dei risultati. Con ChromaStar, Heidelberg rafforza così la propria strategia nel segmento packaging, offrendo una soluzione che coniuga automazione, qualità e sostenibilità.

Dakiou è azienda leader nello sviluppo e nella produzione di macchine formatrici di cartoni, linee per bicchieri di carta e sistemi di taglio a rullo. Da settembre, l’eccellenza tecnologica di Dakiou si fonde con la solida esperienza trentennale di GMS, offrendo una svolta cruciale per tutte le aziende italiane alla ricerca di sistemi ad altissima precisione per la formatura per il packaging in cartoncino destinate alla produzione di vaschette, hamburger box, confezioni take-away e altre tipologie di contenitori per il settore alimentare. L’obiettivo di GMS è unire alla distribuzione ufficiale dei macchinari un servizio di assistenza locale completo, mettendo a disposizione dei clienti italiani la propria esperienza nel settore, il supporto tecnico per installazione e avviamento, l’assistenza post-vendita, la manutenzione e la fornitura di ricambi. Tutti i macchinari distribuiti sono interamente certificati CE, rispondendo ai più severi standard di sicurezza e qualità europei. Tra i modelli compresi nella collaborazione figurano le serie HBJ-D800GS, HBJ-D1200GS, HBJ-D1500GS, HBJ-D800HS e HBJ-D1200HS. Si tratta di formati 800 e 1200 nella versione entry level (GS) o nella high level (HS) con soluzioni a singola e doppia linea pronte ad adattarsi in modo ottimale a qualsiasi esigenza e volume produttivo richiesto da tipografie e cartotecniche. Chi sceglie la tecnologia Dakiou ha la sicurezza dell’assistenza ufficiale Graphic Machine Service. Scrivere a: commerciale@graphicmachineservice.com per scoprire le soluzioni disponibili o visitare il sito ufficiale www.graphicmachineservice.com.

Dosaggio intelligente degli inchiostri e dei colori spot

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Nuova collaborazione con Dakiou

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CANON

BOBST

Oggi i fornitori di servizi di stampa (PSP) affrontano sfide complesse: tirature brevi, scadenze serrate e la necessità di differenziare l’offerta. Da oltre 20 anni Canon è il leader nelle tecnologie di stampa di produzione digitale sia a foglio che a bobina. La gamma a foglio-colori imagePRESS Serie V risponde alle ultime esigenze del mercato facendo della flessibilità il motore del business. Il punto di forza della serie è l’eccezionale versatilità nella gestione dei supporti. I sistemi imagePRESS elaborano grammature da 52 fino a 500 (a seconda del modello) e gestiscono in modo affidabile fogli lunghi fino a 1.300 mm. Ciò permette ai Print Service Provider di ampliare il portfolio con un unico dispositivo, producendo in automatico banner, opuscoli e brochure su carta goffrata di lusso. A questa flessibilità si uniscono un’automazione avanzata e un’affidabilità di altissimo livello. I sensori spettrofotometrici in linea automatizzano la calibrazione del colore e il registro fronte-retro. Il risultato è una qualità d’immagine paragonabile all’offset, certificata INGEDE per l’eccellente disinchiostrabilità e mantenuta costante su ogni pagina, contribuendo a ridurre sprechi e tempi di inattività. Per adattarsi ai volumi di ogni ambiente produttivo, la serie offre un ecosistema su misura: dalle compatte V700, V800 e V900, passando per l’innovativa V1000 (la più flessibile della gamma), fino all’ammiraglia ad altissima produttività imagePRESS V1350. Un ventaglio di scelte che permette a ogni realtà, dalla piccola tipografia al grande centro stampa, di trovare l’equilibrio perfetto tra capacità produttiva, contenimento dei costi e ritorno sull’investimento. Canon imagePRESS Serie V: la libertà di stampare di più, su più applicazioni e con meno compromessi. Perché il vero vantaggio competitivo nasce dalla flessibilità.

Per anni, i produttori di imballaggi di grande formato in cartone teso e ondulato hanno dovuto affrontare la sfida di coniugare elevata produttività, rapidi cambi lavoro, precisione di registro e massima flessibilità. BOBST MASTERCUT 165 PER Dual Stream è stata sviluppata per rispondere a queste esigenze. La macchina è in grado di lavorare cartone teso con grammature da 300 a 2000 e cartone ondulato con spessori da 0,5 a 7 mm, gestendo fogli fino a 1650x1300 mm. L’elevata forza di fustellatura di 5,5 MN, unita a una movimentazione delicata del foglio, garantisce una lavorazione affidabile di un’ampia gamma di materiali, inclusi supporti accoppiati e fogli con rivestimenti delicati. La velocità di produzione può raggiungere i 7500 fogli/h sia per il cartone teso che per il cartone ondulato. Uno dei principali vantaggi della MASTERCUT 165 PER è la capacità di ridurre significativamente i tempi di avviamento e di cambio lavoro. Il posizionamento MATIC di tutte le regolazioni dell’alimentatore, del gruppo di fustellatura, dell’estrazione degli sfridi e dell’uscita, insieme al sistema di registro senza contatto Power Register e allo Smart Feeder, che sincronizzano automaticamente il posizionamento e la messa a registro dei fogli, garantiscono eccezionale precisione con un intervento minimo dell’operatore. La configurazione Dual Stream combina le modalità di uscita posteriore e laterale, mentre il supporto per pile fino a 2000 mm di altezza consente produzioni più lunghe e una maggiore efficienza complessiva. L’ergonomia per l’operatore è stata ulteriormente migliorata grazie a innovazioni quali i supporti mobili per gli utensili di fustellatura e il sistema Easytransfer, che semplificano la movimentazione degli utensili e rendono i cambi lavoro più sicuri, rapidi e meno gravosi dal punto di vista fisico.

imagePRESS Serie V per i professionisti della stampa

Per una moderna produzione di imballaggi

WORLD GRAPHIC MACHINE

Perché scegliere RMGT Serie 9 Più formato, più produttività, meno tempi improduttivi: la RMGT Serie 9 nasce per trasformare l’efficienza in redditività. Il formato è da sempre uno dei punti di forza della RMGT Serie 9, fin dall’introduzione del modello 920. Con la nuova RMGT 970, questo vantaggio cresce ulteriormente: il formato maggiorato consente di sfruttare meglio il foglio disponibile in cartiera, ampliare le applicazioni e ottimizzare il costo di produzione. Molti utilizzatori dichiarano di poter gestire con una Serie 9 oltre l’80% delle proprie commesse, con costi competitivi rispetto a macchine di formato 102 o 106. Ma la vera differenza sta nell’integrazione tra formato, velocità e automazione. Con Insta.Color, il flusso di prestampa viene automatizzato e reso più efficiente. Il sistema SIMULCHANGE permette di sostituire simultaneamente otto lastre in meno di

100 secondi, riducendo drasticamente i tempi di avviamento. Il risultato è una macchina capace di rendere produttive anche le piccole tirature: secondo RMGT, 250 fogli a 8 colori possono essere stampati in circa 4 minuti. La tecnologia lavora anche per mantenere costante la qualità. Il sistema PCS-G gestisce automaticamente la pulizia di caucciù e rulli inchiostratori, riducendo gli interventi manuali e favorendo una produzione continua e affidabile. Ma un investimento si misura soprattutto nel tempo. Produttività, costi di gestione, affidabilità e valore residuo contribuiscono a determinare il reale ritorno economico di una macchina. Ed è proprio qui che la Serie 9 vuole distinguersi: non solo una macchina veloce, ma una piattaforma progettata per produrre in modo efficiente, mantenere il proprio valore e generare redditività nel lungo periodo.

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FUJIFILM

Revoria Press PC2120 disponibile sul mercato Sono passati alcuni mesi da quando Fujifilm ha utilizzato il palcoscenico della Partner Conference di Vienna per presentare in anteprima Revoria Press PC2120, la nuova piattaforma che consente agi stampatori di offrire sul mercato ulteriore valore aggiunto, grazie a una maggiore automazione e all’ampliamento della gamma cromatica legata all’utilizzo del nuovo toner verde, oltre all’elevata qualità di stampa che un sistema a 6 colori in un unico passaggio consente di raggiungere. Il mondo delle applicazioni si amplia per stare al passo di un mercato in continua evoluzione e la tecnologia Fujifilm continua ad essere al fianco dei propri partner e clienti per differenziarsi. Revoria Press PC2120 si annuncia come lo strumento ideale per aiutare gli stampatori a valorizzare al meglio le loro idee: il progetto che si visualizza sullo schermo sarà sempre più vicino all’output di stampa, grazie all’espansione del gamut colore, a una migliorata intelligenza arti-

ficiale che ottimizza automaticamente la produzione di stampa e, ovviamente, alla disponibilità dei nuovi toner Pink e Green. Tre claim descrivono l’approccio Fujifilm al mercato: Make more identifica come differenziarsi con la tecnologia Fujifilm, Think in RGB accompagna i progetti creativi dei clienti (da stampare coi colori speciali) e This Changes Everything descrive come Revoria Press PC2120 utilizzi un ampliato spazio colore per tradurre in stampa le idee dei designer.

GRAFIPRO

XEROX

Ad Arzano, nel cuore del distretto industriale campano, Passaro Srl continua il proprio percorso di crescita puntando su tecnologia, automazione e qualità. Guidata da Sergio e Andrea Passaro, l’azienda è specializzata nella produzione di scatole rivestite di alta gamma, destinate a un mercato nel quale estetica, precisione e cura dei dettagli rappresentano elementi fondamentali. Negli ultimi anni Passaro ha accelerato il processo di innovazione, realizzando investimenti con l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva, migliorare l’efficienza e ampliare la gamma di lavorazioni. Tra questi figura una linea completa EUREKA per la produzione di scatole abbattibili, che consente di industrializzare una tipologia di packaging sempre più richiesta dal mercato, mantenendo elevati standard qualitativi e di finitura. A questa si aggiungono una fustellatrice automatica con stampa a caldo Guowang R106Y e un tagliacarte Guowang, macchine che rafforzano il reparto produttivo e consentono all’azienda di gestire internamente lavorazioni fondamentali per packaging di lusso. Il piano di sviluppo ha interessato anche il reparto di finitura, con l’inserimento di una plastificatrice DRY 1050 (Dry), destinata a incrementare le possibilità di personalizzazione e nobilitazione dei materiali. Ma il percorso non si ferma qui. È infatti in arrivo una linea automatica EUREKA per la produzione di scatole rivestite, investimento destinato a rappresentare un ulteriore passo avanti nell’automazione del processo produttivo. La strategia di Sergio e Andrea Passaro è quindi chiara: coniugare l’esperienza e la cura artigianale che contraddistinguono il packaging di lusso con tecnologie industriali sempre più evolute. Un percorso che permette a Passaro Srl di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, offrendo ai clienti prodotti di elevata qualità, maggiore efficienza produttiva e un livello di personalizzazione sempre più ampio.

Xerox ha annunciato una partnership strategica con Flint Group Digital Xeikon per rafforzare la propria presenza nel mercato della stampa di produzione e accelerare la crescita in segmenti ad alto potenziale come packaging digitale, etichette e stampa commerciale. Grazie all’accordo, la tecnologia Xeikon entrerà a far parte del portfolio Production Print di Xerox, integrandosi con il Xerox Production Ecosystem, che comprende software per l’automazione dei workflow, soluzioni di finitura, servizi remoti, supporto globale e una rete internazionale di distribuzione. Secondo Sergio Andreani, General Manager Xerox Production Printing Italia, la collaborazione consentirà di offrire una piattaforma completa in grado di aiutare i fornitori di servizi di stampa ad aumentare la produttività, ampliare le applicazioni disponibili e favorire una crescita redditizia. L’unione tra la presenza commerciale globale di Xerox e la tecnologia digitale Xeikon punta, inoltre, a favorire una più rapida adozione della stampa digitale e ad aprire nuove opportunità di business per i professionisti del settore. La nuova offerta andrà ad affiancare soluzioni di riferimento come Xerox Iridesse Production Press, Xerox Proficio PX500 e PX300, Xerox IJP900 Inkjet Press e la famiglia Xerox PrimeLink. La prima macchina sviluppata nell’ambito della partnership sarà commercializzata e assistita da Xerox, con il brand Xerox e funzionalità software e di integrazione sviluppate dall’azienda. Maggiori dettagli su disponibilità e specifiche tecniche saranno comunicati nei prossimi mesi.

Tecnologia e innovazione per il packaging di lusso

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Ampliata l’offerta Production Print con Xeikon

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BOMPAN

Più applicazioni, più automazione: la nuova generazione Mimaki

La stampante ibrida UV Mimaki UJ330H-160 – lanciata ad aprile 2026 – ha segnato un cambio di passo nel modo di concepire la produzione digitale del brand. Sistema compatto ideale per spazi operativi limitati, UJ330H-160 stampa roll-to-roll fino a 4 mm di spessore e pannelli rigidi alti fino a 50,8 mm, oltre a tessuti e materiali industriali in bobina. Su questa visione si innesta la generazione di prodotti Mimaki presentata a settembre 2026 e sviluppata per aumentare efficienza e produttività anche con risorse limitate, ampliare la possibilità di stampa su forme e oggetti complessi, creare nuove

opportunità di business. Mimaki risponde con 6 prodotti. JFX220-2515, flatbed UV f.to 250x150 cm, raddoppia la velocità e introduce automazioni per ridurre i tempi di lavorazione. Grazie al sistema brevettato di aspirazione, semplifica il posizionamento dei supporti, ora con spessore fino a 101,6 mm, eliminando la necessità di mascherare manualmente il piano. Inoltre, è l’unica a stampare superfici irregolari con dislivelli fino a 2 cm. UJF200-3042 e UJF2006042, le flatbed UV di piccolo formato per oggetti fino a 25 cm di altezza. Le telecamere opzionali rilevano automatica-

mente posizione e forma del materiale, semplificando il lavoro. Il modello 6042 può essere integrato all’interno di una linea di produzione grazie al tappeto per il trasporto automatico dei materiali. A completare l’evoluzione Mimaki: gli inchiostri UV LED, certificati senza SHVC e CMR, e senza odore, che si arricchiscono dei fluorescenti, ampliano la gamma di 60 nuove tonalità; TxF330-800 per il DTF tessile, più produttiva e per volumi elevati; RasterLink8, il software ideato per ottimizzare e semplificare le performance dei nuovi modelli. Ampliare ciò che la stampa può fare significa ampliare ciò che le aziende possono realizzare. Bompan, importatore esclusivo Mimaki in Italia, con la sua rete capillare di rivenditori accompagna questa evoluzione e presenta le nuove soluzioni Mimaki a Viscom 2026, trasformando nuove possibilità tecnologiche in opportunità concrete per il mercato.

KOENIG & BAUER

Formazione dei giovani, la base per il futuro

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L’azienda internazionale dà il benvenuto ai nuovi apprendisti nelle varie sedi del Gruppo. Nonostante una domanda di posti di apprendistato volutamente ridimensionata e mirata, il produttore di macchine da stampa ribadisce la propria posizione immutata: la formazione e lo sviluppo sostenibili dei giovani sono e rimangono il fulcro della sua strategia volta a garantire personale qualificato e a promuovere l’innovazione. L’offerta formativa spazia da professioni tecniche altamente specializzate nell’ingegneria meccanica moderna a promettenti programmi di studio duale. «La formazione dei giovani talenti è uno dei nostri investimenti più importanti per il futuro. Offriamo ai nostri giovani una solida base di prim’ordine e strumenti moderni per plasmare insieme il settore della stampa e dell’imballaggio di domani», sottolinea Stephen Kimmich, CEO di Koenig & Bauer. Un elemento fondamentale del successo del programma di apprendistato rimane la stretta integrazione tra teoria e pratica. Presso la sede centrale di Würzburg, la tradizionale scuola professionale di proprietà dell’azienda offre un ambiente di apprendimento ottimale con contenuti perfettamente adattati ai prodotti e alle tecnologie altamente complessi di Koenig & Bauer.

Anche in altre sedi, quali Radebeul, Stoccarda, Veitshöchheim e Mödling (Austria), i giovani che iniziano la loro carriera si trovano in un ambiente che coniuga una tradizione formativa pluridecennale con tecnologie all’avanguardia. Con l’inizio dell’anno di apprendistato 2026, Koenig & Bauer dimostra ancora una volta che tradizione e trasformazione vanno di pari passo. La continua evoluzione da produttore tradizionale di macchinari a moderno gruppo tecnologico apre agli apprendisti prospettive diversificate ed eccellenti opportunità di sviluppo in tutto il Gruppo.

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ETICHETTE OPINIONI ILPOLIGRAFICO 234 • 26

La “lezione” dei koala Que

Qual è lo stato presente e futuro dell'informazione?

Anche quest'anno abbiamo avuto accesso al rapporto sull'industria dei quotidiani in Italia confrontandoci con lo stato dell'arte nel nostro Paese, in Europa e nel mondo. Stampa e diffusione stanno cambiando per le principali testate giornalistiche

I koreti informative e di competenza extra aziendali per

Note dal Meeting IFRA - ASIG - FIEG - EDILAND (16-17 giugno 2026). SergioFacchini Facchini didiSergio

Ovunque assistiamo a un calo drastico e costante delle vendite dei quotidiani cartacei, mentre cresce la diffusione delle stesse testate sul web. Credo che dietro questo dato ci sia un cambiamento profondo nel lettore. Non cerca più l'ultima notizia sul giornale del mattino, ma l'approfondimento, il commento degli esperti, la notizia spiegata e documentata; e poi le pagine locali, che oggi trovano spazio anche nei grandi quotidiani. stabilire e consolidare relazioni sia i fornitori che acquistati soprattutto per Non a caso crescelel'interesse per con i quotidiani locali, seguire ciò che accade nella propria comunità. Per avvicinare anche i più giovani alla copia cartacea, le testate puntano su concorsi, giochi e premi e sulla promozione di eventi come concerti e dibattiti: iniziative che richiamano l'attenzione del territorio e, con la pubblicità, aiutano a coprire i costi di stampa e diffusione.

con i Clienti.

Sul fronte produttivo, va detto che il comparto poligrafico ha vissuto nell'ultimo decennio una trasformazione tutt'altro che indolore. La chiusura di molti centri stampa ha comportato una drastica riduzione della forza lavoro. Per garantire la sopravvivenza delle testate si è concentrata la stampa di più quotidiani – locali, regionali e provinciali – nei grandi stabilimenti, dove la produzione è organizzata per gestire tempi e orari senza sovrapposizioni. Mi ha colpito il dato sulla crisi delle edicole, diminuite in modo impressionante, nonostante gli sforzi degli stabilimenti per assicurare una diffusione capillare dei giornali in ogni centro abitato. Il problema, in molti casi, è la carenza di addetti per svolgere un lavoro impegnativo e ormai poco remunerativo rispetto al passato. Gli editori, va riconosciuto, sono meno esposti dei poligrafici: abbonamenti, visualizzazioni sul web e inserzioni pubblicitarie mantengono livelli incoraggianti. Il vero nodo è garantire la diffusione di notizie veritiere a fronte del proliferare di fake news. In un ecosistema sempre più dominato dalle piattaforme digitali e dall'intelligenza artificiale, i confini tra informazione corretta e contenuti opinabili – messi in circolazione senza verifiche – si fanno sempre più sfumati, con il rischio di compromettere la sana concorrenza. E qui vorrei insistere su un punto: l'indebolimento dell'editoria non è soltanto un problema economico, ma sociale. Riduce il pluralismo, frena l'innovazione e il controllo democratico, favorisce l'omologazione culturale e finisce per marginalizzare le voci più piccole.

Tra gli interventi, Andrea Riffeser Monti, presidente FIEG, ha ricordato come l'editoria e la stampa – quotidiani, riviste, periodici e libri – restino un motore trainante per l'industria italiana, con un bacino potenziale di 38 milioni di lettori. Sulla stessa linea il Senatore Alberto Barachini, sottosegretario con delega all'Informazione e all'Editoria, che ha definito il settore vitale per lo sviluppo culturale e industriale del Paese, ricordando come persino i servizi giornalistici televisivi facciano costante riferimento a quanto scritto sui principali quotidiani. Ho seguito con particolare interesse l'intervento di Alberto Leonardis, presidente e AD del Gruppo SAE, che da oltre sei anni riunisce i piccoli editori. Con il "Progetto Scuola" ha cercato di coinvolgere le nuove generazioni in modo concreto: gli studenti elaborano testi da pubblicare, mentre gli editori forniscono alle scuole le copie cartacee da leggere e discutere in classe, alternando temi tecnici, scientifici, sportivi e politici. Un impegno che SAE ha consolidato anche con l'acquisizione della testata torinese La Stampa e di altri giornali collegati. Grande attenzione, infine, per i nuovi gruppi editoriali che stanno cambiando il panorama italiano. Per il Gruppo Editoriale Nazionale, oggi di proprietà di Leonardo Maria Del Vecchio (Luxottica) e destinato a gestire l'intera linea QN, l'AD Gabriele Benedetto e Michela Colamussi, responsabile della transizione al digitale, hanno illustrato nel dettaglio il piano di sviluppo e le innovazioni pensate per rilanciare le testate del gruppo: QN, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e altri locali in via di sviluppo. L'altro grande cambiamento del 2026 è la cessione del 100% del Gruppo GEDI, passato da Exor (Agnelli/ Elkann) al gruppo internazionale Antenna della famiglia greca Kyriakou: un passaggio che porta con sé Repubblica e tutte le attività web e radiotelevisive collegate. Anche gruppi come MSC sono entrati nella comunità editoriale, con l'acquisizione de Il Secolo XIX e dei media collegati. La mia impressione è che questi cambi di proprietà abbiano portato forze nuove, più fresche e innovative,. Le conclusioni le ha affidate Sergio Vitelli, segretario ASIG, a una parola che condivido pienamente: resilienza. Oggi non riusciamo a immaginare la nostra vita senza la carta stampata, che – come si è discusso nella tavola rotonda finale su materie prime, manutenzione e ottimizzazione di stampa e distribuzione – ci appartiene, e ci lega all'evoluzione passata, presente e futura della storia dell'umanità.

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