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Stadium n. 9/1966

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in questo numero

finali nazionali tennis tavolo ^5 e campestre

che cosa c’è dietro i professionisti del ciclismo?

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nelle pagine 8

inoltre ■ ’

le rubriche di calcio atletica e tennis tavolo


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gli svuotati /Quando ero piccolo mi sentivo riPatere spesso che la verità sta­ va nel mezzo come nel sandwich il salame era fra le due fette di pane. Cresciuto un po’ ho capito che ciò non era sempre vero e che questa specie di « sentenza » servi­ va molte volte a soluzioni di com­ promesso. L’ho capito ancora di più l’altro giorno quando un ragazzone dotato atleticamente, mi voleva convincere a tutti i costi che lui nella vita avrebbe fatto la « professione » del calciatore, per guadagnare molti sol­ di e vivere così beatamente di ren­ dita una volta smesso di giocare, per cui non valeva la pena finire gli studi, perché gli sembrava più ur­ gente entrare nel mondo del calcio, anche perché — diceva lui — co­ me cristiano avrebbe fatto un po’ di apostolato in questo ambiente. Non ci vuol molto a capire che un simile ragionamento, rivelatore purtroppo di una certa mentalità, è alquanto sballato, perché non si può far violenza a Dio con la scusa di amarlo di più (i « doveri di sta­ to » per un cristiano vanno rispet­ tati, amati, adempiuti, e lo studio per uno studente è tale!). Ciò però che più rattrista in un atteggiamento del genere è l’osten­ tazione di una certa superficialità e vivacità morale per cui si pensa di possedere la verità, vale a dire Id­ dio, come si possiede un conto in banca, di cui ci si serve per adem­ piere compiti sociali, professionali o sportivi che siano. L’apostolatcf non consiste nello appiccicare qualcosa, ma in una « vita vissuta » cristianamente in piena coerenza tra ciò che si pensa e ciò che si fa; ora, un cristiano che trascura il proprio dovere di stato per darsi all’apostolato, testimonia innanzitutto agli occhi di tutti che trascura il proprio dovere di stato. A chi ragiona come quel ragazzo che citavo e presume di ragionare bene e di « credere » allo sport, so­ no costretto a dire che la « sua » ve­ rità entra nella logica del vuoto, dove, sia l’apostolato che lo sport, sono « svuotati » del loro reale si­ gnificato, perché ciascuno di essi ha bisogno di essere rispettato nelle sue «leggi proprie » perché diventi ar­ ricchimento della nostra vita e di quella altrui. Confondendo le cose in una spe­ eie di « pietanza sportivo-apostolicie ca » vien fuori —. un ... sandwich dove .. «1 ’1 «Juomo » ffa la parte della fetta . ,d'i .V '•'salarne? DON CLAUDIO '

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FLAS^ LA RIUNIONE DEL CIO A ROMA La prossima riunio­ ne del CIO, come è noto avrà luogo a Ro­ ma. SI inaugurerà il giorno 24. Il 25 saran­ no esaminate le candi­ dature per i Giochi estivi del 1972, il 26 quelle dei Giochi in­ vernali con successiva attribuzione di en­ trambi. Altre sessioni si avranno dal 27 al 30. Il 19 e 20 aprile sempre a Roma, si riu­ nirà il Comitato di coordinamento e di studi, nominato dai delegati dei Comitati Olimpici Nazionali nell’Ottobre del 1965. Il Comitato ha l’incari­ co di redigere le nor­ me d’organizzazione dell’associazione dei C.N.O., le quali saran­ no in seguito sotto­ messe all’esame degli stessi Comitati nella loro prossima riunione.

FLAS@ MANIFESTO EUROPEO

Siro Cangiotti, un ragazzo di diciassette anni che frequenta lo Istituto Statale d'Arte di Urbino, ha vinto il Concorso internazio­ nale per il manifesto propagandistico del « Brevetto Sportivo Europeo », indetto dal Consiglio d’Europa ed emanato dal CONI in accordo con il Mini­ stero della Pubblica Istruzione. Il bozzetto (presentato qui sotto) del manifesto vinci-

tore verrà stampato a cura del Consiglio di Europa e sarà distri­ buito al diciotto pae­ si membri della Co­ munità. Sono entrati nella finale dei dieci bozzetti prescelti i la­ vori di altri tre stu­ denti italiani. Aveva­ no partecipato al Con­ corso giovani di cin­ que nazioni europee.

FLASuJ UNIVERSITÀ­ SPORTIVA Il Consiglio Diretti­ vo dell’A.N.A.A.I. (As­ sociazione Nazionale Atleti Azzurri d’Ita­ lia) ha elaborato uno schema di proposta di legge sui riordinamen­ to degli ISEF a grado universitario con il prolungamento dei corsi accademici a 4 anni. Il progetto di legge verrà presenta­ to in Parlamento dal Presidente Nazionale dell'A. N. A. A. I. On. Marcello Sìmonacci. Alle facoltà di scien­ ze delle attività moto­ rie sono assegnati i se­ guenti scopi: « pro­ muovere il progresso della ricerca e speri­ mentazione scientifica delle attività motorie: educazione fisica e ginnastica sportiva, preventiva, formativa, correttiva e differen­ ziata. per fornire ai docenti la preparazio­ ne scientifica, pedago­ gica e sociologica ne­ cessaria per l’esercizio della professione nel campo scolastico, dal­ le Scuole primarie al­ le universitarie, nel campo delle discipline sportive e nel campo sociale ». Già da questa defi­ nizione si può vedere

come la proposta si orienti in senso quasi diametralmente con­ trario a quanto pro­ pone il piano Gui sul­ la scuola e, franca­ mente, ci sembra ri­ sponda meglio alle mo­ derne esigenze dell’insegnamento dell’Educazione Fisica.

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FLASi^ ALLENATORI DI PALLACANESTRO Un corso nazionale per la nomina ad al­ lenatore di pallacane­ stro si effettuerà a Chiavari dall’uno al quindici luglio pros­ simo e vi saranno am­ messi 24 aspiranti al­ lenatori. Le domande di am­ missione dovranno es­ sere vistate dal fidu­ ciario provinciale del C.A.F. competente.

FLASiU STADIUM PIU' AGGIORNATO

Una garbata lettera di « critica costrutti­ va » ci scrivono gli amici di Carpi. Riten­ gono che Stadium do­ vrebbe dare più spa­ zio a questa rubrica, Flash, e citano al ri­ guardo due fatti che avrebbero meritato più ampia trattazione: il convegno di Milano sul tempo libero e quello di Viareggio sull’igiene degli im­ pianti sportivi. Cosi pure vorrebbero cono­ scere che fine faran­ no i film del Festival Internazionale di ci­ nematografia sportiva svoltosi a Cortina. Non possiamo, pur­ troppo, promettere maggiore spazio per la rubrica, poiché non sapremmo dove pren­ derne. Invece non mancheremo di trat­ tare più ampiamente. :n altre parti del gior­ nale. quegli argomen­ ti che ci sembreranno di particolare interes­ se. Così faremo, pros­ simamente, per i pro­ blemi urbanistici con­ nessi con le zone ver­ di e le attrezzature sportive, proprio sulla •tela del convegno ci­ tato. Dei film del festival di Cortina parliamo in altra parte. Come po­ tete leggere. 1 film ri­ prenderanno presto la via di casa poiché — il problema è tutto qui — non si è ancora riusciti a trovare! .1 soldi sufficienti per Pagare le spese di dogana (salate anzichenò!) e le altre ne­ cessarie per farli ri­ manere e circolare in Italia,

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Nocera: prati e tavoli verdi per le finali nazionali

200 atleti per 4 titoli


Le interregionali di tennis tavolo T\T ocera 27 marzo. Sull’agenda di sedici giovani atleti CSI, da domenica scorsa, dopo le interre­ gionali, questa data e segnata in rosso, o meglio, in verde. Un tavolo verde, infatti, li aspetta per un appuntamento prestigioso ed importante: le finali nazionali e gli scudetti di campioni che le coronano. Sedici pongisti, l’élite del pongismo CSI: ma solo due di essi domenica 27, al termine delle gare di Nocera Umbra, potranno fregiarsi dello scudetto di campioni nazionali allievi e juniores. Chi saranno? Difficile e incerto ogni pronostico. Dei sedici finalisti, solo una piccola parte sono già stati alla ribalta del pongismo nazionale; per la maggior parte, questo è il primo debutto nelle finali nazionali CSI e siamo lieti di questo, perché sta a significare il continuo rinnovamento della base del CSI, che in ciò assolve il suo principale obiettivo di Ente di propaganda. Giovani « vecchi » ci lasciano, giovani « nuovi » • giungono. Quest’anno poi, forse come non mai da quando il CSI svolge attività pongistica, in questo sport vi è stato un cosi ampio avvicendamento. Pen­ siamo che la quota di 125 Comitati che hanno parte­ cipato alla attività pongistica ufficiale in questa sta­ gione, sia un record; un record che forse si potrebbe definire meglio una tappa verso il possibile traguar­ do della totalità dei Comitati (circa 200). Lasciamo comunque per ora da parte tali ambiziosi progetti. Abbiamo dinanzi a noi una realtà: sedici giovani in rappresentanza di molte migliaia che da alcuni mesi si sono cimentati sui tavoli verdi di tutta Italia all’insegna del CSI, per la conquista degli am­ biti posti nelle varie qualificazioni. Giungere alle fina­ li nazionali, non é stato davvero facile; il numero dei concorrenti e il loro valore tecnico sempre in aumento, hanno reso più dure ed impegnative le selezioni, culminate con i concentramenti interregio­ nali che domenica scorsa hanno riunito in quattro sedi diverse (Genova, Verona, Roma e Cosenza) le migliori racchette del CSI per contendersi, in una prestigiosa girandola di colpi, I pochi posti delle finali nazionali. Quattro concentramene Infuocati, che hanno en­ tusiasmato i molti appassionati che nelle varie sedi hanno seguito con interesse le gare. Il concentramento di COSENZA, organizzato dal locale Comi­ tato Provinciale, radunava 1 rappresentanti di tutte le regioni del sud: Puglia. Calabria. Lucania. Campania e Sicilia. Gli Incentri si sono svolti con notevole successo tecnico ed alla presenza di un folto gruppo che ha sottolineato spesso con fragorosi applausi le azioni più belle che numerose si sono susseguite, soprattutto nella categoria allievi. Si qualificavano alla fine per le finali nazionali gli atleti Parisi (Messina) e Spagnuolo (Taranto) per la categoria allie­ vi; Falcone (Pagani) e De Notarls (Napoli) per la categoria Juniores.

Al concentramento di ROMA (vi partecipavano Lazio. Sar­ degna, Abruzzo, Umbria e Marche), due assenze di rilievo nella categoria Juniores. hanno un po' diminuito le difficol­ tà di questa categoria. Mells di Cagliari e Falcone di Pescara. Infatti, hanno lasciato la strada facile al romani Plerozzl e De Sanctls per 1 primi due posti Juniores. Per gli allievi, impossibili le previsioni aUa viglila In quanto quasi tutti nomi nuovi 1 giovanissimi che si sono dati battaglia sul tavoli della sede regionale GITeT al Velodromo Olimpico. Sono prevalsi sugli altri due atleti cagliaritani. UUu e Gi­ rardi, 1 quali non si aspettavano tale vittoria, certamente più facile di quanto avessero previsto tanto che sino all'ultimo erano In dubbio se venire o meno a Roma. SI sono rivelati. Invece, capaci e con una grinta che certamente darà molto filo da torcere agli avversari nelle finali nazionali.

A GENOVA. Piemonte, Liguria. Emilia e Toscana spiega­ vano molti fra 1 giovani più noti del pongismo giovanile CSI. Abbiamo trovato in tale concentramento alcuni giovani che già Io scorso anno avevano preso parte alle finali nazionali come l'AlUevo Luigi Stefanelli di Reggio Emilia che a Catto­ lica aveva conquistato l’ambito secondo posto In tale catego­ ria e che in questo concentramento si è classificato a] primo posto, seguito da Stefano Malesci di Firenze. Negli Juniores al primo posto Mauro Caglierò di Novara, nome noto anche fra 1 giovani del GITeT. seguito da Paolo Caroli di Ravenna, al suo primo anno di attività Juniores e che lo scorso anno lo abbiamo visto classificarsi quarto negli allievi alle finali nazionali di Cattolica. Altro concentramento del Nord, a VERONA, organizzato all'ultimo momento dal locale Comitato Provinciale, dopo la defezione di Vicenza In un primo momento designata per accogliere 1 rappresentanti di Lombardia. Veneto. Trentino e Venezia Giulia. Tutti nomi nuovi a questo concentramento: chissà che fra questi non si nasconda 11 nuovo campione!

ALBERTO GRECANTI

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Verso la finale della corsa campestre finita (o quasi) la stagione campestre. Abbiamo detto « o quasi » perché c’è ancora da disputare È una finale: quella del Centro Sportivo Italiano

per le due categorie: Allievi e Juniores. Ma ancora per poco, perché Nocera Umbra (sede di questa ulti­ missima manifestazione) é lì ad attenderci per mo­ strarci, il 27 prossimo, una centuria di giovanissimi atleti, pronti per spiccare il grande volo (il primo?) tricolore. Poi la pista. Che la pista stia, quest’anno, di sottofondo a tutta l’attività campestre, l'abbiamo già da parec­ chio capito. Domenica, poi, a Milano c’è stato, quasi, il battesimo della pista 1966 alla vecchia e gloriosa Arena dove la CSI Atletica Riccardi ha voluto cele­ brare il suo ventennale di fondazione (non ti pare, amico Tammaro, che stiamo diventando proprio « vec­ chi»?) con una staffetta gigante, la 100 per 100, che ha riscosso il più lusinghiero dei successi, oltre che battere il record nazionale della distanza. I ragazzi della CSI Atletica Riccardi di Milano sono quasi una istituzione del Centro Sportivo Ita­ liano. E proprio all’Arena, Renato Tammaro, il Pre­ sidente della Riccardi, ha volute sciorinare lungo le 5 ore, sei minuti e trenta secondi, proprio tutti i suoi ragazzi: a cominciare da Villani per finire a Rizzo. Il primo un « ragazzo», l’ultimo la «bandiera» della Riccardi: fra l’uno e l’altro venti anni di differenza, proprio quanti ne compiva la Società lombarda che in tutti questi anni ha saputo e voluto onorare l’atle­ tica nazionale. II CSI è orgoglioso (ovviamente) della Atletica Riccardi (anzi, della CSI Atletica Riccardi, perché questa e solo questa è la esatta denominazione so­ ciale): è una delle più anziane società che hanno creduto nel movimento, che hanno portato linfa vi­ tale a tutta l'organizzazione, che si sono imposte sempre per serietà, coerenza, dinamismo. Della CSI Atletica Riccardi, si parlerà (e ovvio) anche a Nocera Umbra, sede delle finali campestri del CSI. Si parlerà perché ogni qual volta si disputano finali atletiche è obbligo riservare il pronostico a loro, ai « gialli » di Milano ed i « gialli » sono, nella mag­ gioranza, i «verdi» della Riccardi. Vinceranno, ancora, i milanesi a Nocera? Lo scorso anno, a Cattolica, negli Allievi Legoni non perse il colpo. Mentre negli Juniores fu Bozzini di Piacenza a prevalere, seppure di poco. E que­ st’anno? Difficile, come sempre, tirare fuori un nome. A Nocera verranno rappresentanti di 120 Comitati che hanno, in questi mesi, disputato le regolamentari prove (tre gare minimo per categorie). E’ una élite scelta. E’ una selezione tiratissima, che ha il potere di presentarci finali al cardiopalma e tiratissime. Il tracciato è severo. Si svolge sul Monte Alago, a quota 900 metri; completamente erboso, ma con saliscendi improvvisi e severi. Dovrebbe portare a selezioni nette, ad evidenziare gli atleti con maggiore stoffa. Ma ogni anno, ci accorgiamo, che al traguardo, poi, verranno in molti, tutti in un fazzoletto, a dispu­ tarsi allo sprint la vittoria più bella. Come è successo, in questi ultimi anni a Chianciano ed ultimamente a Cattolica. Se Nocera chiuderà ufficialmente l’attività campestre, non possiamo dimenticare quello che quesfanno è stata l’intera stagione. Oltre alle due cate­ gorie d’obbligo (allievi e Juniores) 1 Comitati perife­ rici hanno «capito» in maniera veramente insperata che si doveva operare anche sui ragazzi. La n nuova categoria Fidai (nuova, s’intende per la Fidai", che per il CSI è «vecchia»!) ha avuto nel CSI iuna rispondenza colossale. Circa 80 Comitati hanno> dispur tato un proprio Campionato di Camprestre proprio per i Ragazzi, in prove multiple; tutti hanno decisamente affermato che aver lavorato in questi anni nel campo dei giovanissimi porta a traminoli decisivi per il futuro di tutta una attività K urai E chissà che, in qn prossimo futuro, non si riPhhi anche parlare di una finale nazionale Ragazzi n CSI, in questq carppo. non al troverebbe certo’- 11 preparato. Alberto


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XXII concorso internazionali' cinematografia sportiva TVT on possiamo che plaudiIX re alla XXII edizione del x 1 Concorso Internazionale di Cinematografia Sportiva, sia per la grande partecipa­ zione, sia per il contenuto al­ tamente qualificato dei lavori e sia, infine, per la novità della pre-selezione che que­ st’anno ha ridotto le 77 pel­ licole presentate a sole 44 tenendo fermo il principio del livello artistico delle opere Cortina ha accolto ancora una volta questa che è la più importante rassegna ci­ nematografica internazionale nel settore sportivo (in ordi­ ne di anzianità viene subito dopo il Festival di Venezia) con quella signorilità ed en­ tusiasmo che ormai è ben noto ovunque. Molto il pub­ blico presente alle proiezioni e molto interessato. Livello tecnico, abbiamo già detto, molto elevato; le Nazioni partecipanti, ogni anno, cercano di far meglio e di più; nuove nazioni si presentano. E anche se qual­ che anziano segna un po’ il passo, molti altri camminano speditamente, convinti del grande contributo che può dare la cinematografia alla esaltazione dei valori umani e sociali dello sport. Due pellicole hanno parti­ colarmente toccato questi va­ lori: «Fuori i secondi» (Ita­ lia) e « Margitka » (Unghe­ ria). Nel primo è stato mes­ so in risalto il grande dram­ ma di un giovane che ha er­ roneamente valutato la pra­ tica sportiva. La sconfitta, ha fatto crollare tutto un mon­ do forse ritenuto di facile conquista. Lo sport, in questo caso, è stato fonte di delu­ sione e di amarezza, ma ha fatto ritrovare al giovane, padre di famiglia, una più esatta impostazione della sua vita, un più chiaro equili­ brio. Nel secondo, il fattore sport diventa invece un mezzo, uno sprone per una maggiore fi­ ducia nella vita. Margitka, giovane ragazza che per un incidente ha perduto una gamba, vuole essere giovane come le altre compagne di

lavoro; si impegna con tutte le sue forze fisiche e morali per poter superare la propria menomazione. Quale attività sportiva può fare? Vede un giorno alcune compagne fare della canoa. Non ha un mo­ mento di esitazione e dopo un breve periodo di impe­ gno e di alicnamento, riesce a gareggiare ed a vincere. Ha raggiunto 11 suo traguar­ do; ha ritrovato fiducia in sé stessa e nella vita. Due episodi solo, ma che dicono come il tempo faccia scoprire come lo sport non debba essere ritenuto un per­ ditempo, ma abbia veramen­ te in sè quei presupposti edu­ cativi che possono aiutare l’uomo ad essere tale. Dire di tutti i film è diffi­ cile. Si può affermare però che la varietà delle pellicole presentate ha fatto scoprire dei mondi nuovi, delle atti­ vità nuove come « Lacrosse » (Canadà) originale gioco per giovani, « Le fosse sacre » (Iran) esercizi atletici tra­ dizionali che vengono svolti in occasione di particolari ce­ rimonie. Non sono mancati i film didattici. Molto interessante quello presentato dal Mini­ stero Pubblica Istruzione Ita­ liano sulla ginnastica nella nuova scuola media, i due ungheresi sulla staffetta e il lancio del giavellotto, l’ame­ ricano sullo sci e tanti altri. Dopo queste belle giornate, entusiasmanti, i film ritorne­ ranno alle proprie nazioni e a noi non rimarrà che un gradito ricordo. Non si po­ trebbe pensare all’acquisto dei più interessanti da parte di chi ne ha la possibilità? A Roma, grazie alla solerzia e all’impegno del Presidente del Comitato Organizzatore, Italo Gemini, verranno proiettati alcuni dei 44 film di Cortina. Ma è ancora po­ co. Molti film dell’ultima rassegna, come tanti altri delle edizioni precedenti, do­ vrebbero avere maggiore dif­ fusione nell’interesse di una sana propaganda sportiva. Speriamo che chi può ci pensi. L. B.

parliamo ancora

eli pace y l matrimonio di Beatrice d'Olanda si è svolto sotto la I pioggia e al grido di « raus Claus ». cioè « via Claus von Amsberg, già soldato del nazismo e ora principe consorte della futura regina degli olandesi ». Un giornale ha commentato « non sparate sulla sposa »: infatti c'è stato molto fumo, molti contusi, molte proteste scritte sui cartelli, molta polizia... Poi la cerimonia è termi­ nata e potrebbe sembrare a prima vista l'epilogo di una simpatica operetta: purtroppo sotto certe fumogene cortine del perbenismo esistono in Olanda contrasti non facilmente sanabili, dalle colonie che si stanno assottigliando sempre di più (chi non le vuole e chi insiste nell'affermare il di­ ritto dei a bianchi n), alla lingua (che è un risvolto di anti­ che tradizioni, caste, casate, eccj, dalla religione... ai par­ titi. Anche nella piccola Olanda una piccola-grande guerra fredda. Ancora più fredda la guerra che sta conducendo De Gaulle contro la NATO: la sede del comando di questa organizzazione di difesa non sarà più a Parigi. De Gaulle si incontra con Adenauer: la vecchiaia dovrebbe portare come dono (forse l'unico) la saggezza. Non rimane che sperare. Intanto la guerra calda del Viet-Nam provoca ondate di proteste e di « marce su Roma » preannunciate per la fine del mese. Nei teatri cittadini si manifesta a suon di chitarra per la pace nel Viet-Nam alla presenza di sparuti gruppi di giovani. più o meno zazzeruti.

TREGUA PACE LIBERTA'

E la pace? C’è da ritenere che chi desidera veramente la pace deve prima di tutto conquistarla personalmente, con il vicino di casa, nel tram affollato, con l’amico tifoso allo stadio. I « pacifici » sono essenzialmente diversi dai « pacifisti »; i primi costruiscono la pace, gli altri protestano per la pace. Se il 18 marzo hai partecipato all'incontro di preghiere per la pace organizzato dalla Gioventù Cattolica, hai co­ struito anche tu un po’ di pace.

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chi fa sport m italia? i sono molte cose da chiarire nello sport italiano, è noto. Una tra le più importanti per 10 sviluppo e l'indirizzo fu­ turi dello sport nel nostro Paese è senz’altro la defi­ nizione dei compiti, delle responsabilità e funzioni di tutti gli Enti che ope­ rano nel settore (CONI e Federazioni, Enti di Pro­ paganda Sportiva. Scuola. Forze Armate, altre asso­ ciazioni ed enti privati). In questi giorni se ne sta discutendo da più parti e, per quanto sia già questo un segno indubbiamente positivo, non sempre le di­ scussioni portano un ap­ prezzabile contributo alla chiarificazione del proble­ ma e della situazione. A nostro parere una co­ sa è indispensabile perché 11 pensiero di ciascuno possa giovare al progresso della causa comune (che si identifica con il pro­ gresso dell’attività sporti­ va giovanile in Italia): è che tale pensiero sia espresso con sincerità e con chiarezza. Per parte no­ stra è proprio quello che ci proponiamo di fare ne­ gli appunti che seguono.

la situazione italiana Per prima cosa noi non ci scandalizziamo, come mostrano di fare certuni, perché il CONI orienta le sue attività prevalente­ mente verso la selezione tecnico-agonistica. E qua­ le dovrebbe essere il com­ pito principale di un Co­ mitato Olimpico? Che poi in questa attivi­ tà del CONI si esaurisca in pratica tutto l’interes­ se dello Stato italiano ver­ so la gioventù in ordine all’attività sportiva, questo e un altro problema. Co­ me pure è un altro proble­ ma che i rapporti tra il CONI e tutti gli altri enti che agiscono nel settore sportivo si siano a volte determinati con una certa difficoltà a causa della legge istitutiva dello stesso CONI che risale al 1942 e che gli affida preminenza e controllo su ogni espres­ sione dello sport nazio­ nale. Questa è la situazione, del resto ben nota a tutti. Le prime difficoltà le in­ contriamo quando voglia­ mo pensare e definire una 6

qualificazione giuridica e organizzativa di tutti que­ sti enti e istituzioni, non­ ché dei loro reciproci rap­ porti, nel contesto demo­ cratico dello Stato ita­ liano. E’ comunque un tenta­ tivo importante e urgen­ te da compiere oggi che. per merito soprattutto del CSI, è stato portato avan­ ti un serio discorso di po­ litica sportiva e lo sport ha trovato anche dignito­ sa collocazione nel pro­ getto di Piano Quinquen­ nale per lo sviluppo eco­ nomico.

fiorì spazio geografico, ma giuridico

Il CONI, nella persona del Presidente Onesti, nel­ l’ultima riunione del Con­ siglio Nazionale, ha trac­ ciato cosi i compiti degli Enti di Propaganda: « Gli Enti di Propaganda hanno volontà di lavorare in un settore che è molto delica­ to. In effetti essi debbono aprire nuove aree all'eser­ cizio dello sport, agire in zone che lo sport non ha ancora esplorate, scoprire nuovi elementi, istruirli, sgrossarli e renderli idonei alle prime attività compe­ titive » (seguono altre considerazioni sull’attività di questi enti che noi ab­ biamo riportato integral­ mente sul N. 1 di Stadium 1966 con un commento del nostro Presidente del qua­ le queste note tengono conto). Una tale determinazio­ ne, quasi geografica, di « spazio » per l’attività degli Enti di Propaganda non sembra esauriente. E ciò anche se compren­ diamo il punto di vista del CONI e ci rendiamo conto di certe sue preoccupazio­ ni pratiche, o se siamo perfino lusingati della lo­ de e del riconoscimento che in questo passo impli­ citamente vengono rivolti agli Enti di Propaganda. Non neghiamo che in un successivo momento pratico si possa e si debba anche parlare di determi­ nazione di zone di attività e di influenza, di divisione di compiti, ecc. E in questa prospettiva il discorso del CONI non manca di una sua concretezza e giustifi­ cazione.

stesso diritto dei singoli (i giovani in questo caso) ad non solo associarsi liberamente e a strumenti trovare nella società pos­ sibilità di associazioni ri­ spondenti ai propri con­ vincimenti ideali, etici e Ma ora il punto è un al­ sociali. Nasce dal diritto tro. Si tratta di qualificare primitivo e inalienabile dei in linea di principio e di diritto gli Enti che opera­ genitori di poter comple­ no nel settore dello sport tare l'educazione dei pro­ pri figli in piena libertà e giovanile. Una qualifica­ in armonia con le proprie zione che può provenire convinzioni. E perché que­ soltanto dalla determina­ zione dei fini che ci si pro­ sta libertà in concreto ci pone di conseguire. Noi, sia occorre una pluralità di associazioni che con­ cioè, possiamo pure com­ prendere che il CONI veda senta una effettiva scelta, e occorre che esse siano negli Enti di Propaganda parimenti messe in grado soprattutto degli « stru­ di svolgere adeguatamen­ menti» per svolgere un cer­ te la propria attività con to lavoro di sfondamento nello sport giovanile, « fi­ mezzi idonei, poiché in ca­ nalizzato » ad una succes­ so contrario la libertà di siva selezione agonistica e scelta verrebbe in pratica a scomparire. tecnica. Tuttavia non pos­ siamo far riferimento ad Ciò non toglie che anche esso in senso assoluto (e lo Stato possa gestire in sicuramente non é neppu­ proprio delle attività edu­ re nelle intenzioni del CO­ cative anche nel settore NI), cioè esaurire in que­ dello sport: ecco lo sport sta « strumentalizzazione » nella Scuola, nelle Forze l’intera funzione di tali Armate, e, sotto un diffe­ enti e la loro stessa ragion rente aspetto, quello che d’essere. delega a svolgere allo stes­ E’ un discorso questo so CONI, ente di diritto di che riteniamo importante pubblico. Ma ciò può fare non soltanto nei confronti solo a patto che consenta del CONI, ma anche verso anche ad altre associazioni altri enti simili al nostro • di _________ ____ di nascere________ liberamente, che però o difettano di svilupparsi liberamente: e ' .. un valido e chiaro princi^ — -—- loro, -- merita - ■* ­ assicuri se ’lo pio ispiratore della propria no, parità di mezzi per aattività, o escludono di dempiere alla propria fun­ proposito finalità diverse zione sociale. Solo in que­ da quelle puramente tec­ sti termini, ovviamente, si niche e agonistiche. può parlare di stato de­ mocratico.

libertà e parità di tutte le associazioni Noi rivendichiamo all'Ente di Propaganda, nel nostro Stato democratico, una ragion d’essere pro­ fonda, originaria, specifi­ ca. Le associazioni private fanno parte del tessuto connettivo più intimo di uno stato democratico e gli Enti di Propaganda as­ solvono in Italia questa funzione nel quadro delle varie associazioni giovani­ li. Non hanno perciò biso­ gno di mendicare la pro­ pria giustificazione da al­ tre istituzioni, con moti­ vazioni subordinate o me­ diante compiti puramen­ te strumentali. La giustificazione dell’esistere di associazioni co­ me la nostra nasce dallo

Le associazioni, dal can­ to loro, non debbono per prima cosa preoccuparsi dello « spazio » da occupa­ re o da lasciar libero in rapporto ad altre, ma piuttosto di porsi nei con­ fronti dei giovani nell’uni­ co atteggiamento che loro compete, cioè di «servizio» verso di essi. Intenderan­ no questo servizio sportivo in aderenza alle proprie varie ispirazioni ideali, ma è evidente che in tanto avranno diritto ad esistere in quanto svolgeranno in pratica tale servizio verso la società.

gradualità e colla bo razione

Soltanto in un secondo momcnix; nasce il proble­ ma dei « rapporti » nei ri­


C’è confusione nello sport italiano e le ambiguità, Risaliamo alle norme su cui poggia il democratico ♦ Accettarle fino in è l’unica via per realizzare un autentico servizio

guardi delle altre associa­ zioni similari o anche di quelle promosse direttamente dallo Stato. E si tratterà soltanto di un problema di rapporti, che non potrà minimamente intaccare il loro sostanzia­ le diritto aU’esistenza, al­ la sussistenza e all’attività più completa e libera. Che in Italia il proble­ ma dei «rapporti» si sia posto invece per primo e con certe asprezze polemi­ che è dovuto ad un motivo storico originario per cui lo Stato ha lasciato nelle mani di un unico organi­ smo il monopollo di ogni attività. E’ un problema analogo a quello dei rap­ porti tra la Scuola statale e quella privata che non sono stati ancora imposta­ ti in maniera coerente ai nostri principi costituzio­ nali. Tuttavia bisogna essere concreti. Questa situazione esiste e bisogna tenerne

conto realisticamente. La strada da seguire é una soltanto: quella della gra­ dualità e della collabora­ zione. Non ci si può porre sul piano della concorren­ za o peggio del contrasto. Tanto più che i vari enti sportivi esistenti afferma­ no a chiare note di voler rispettare gli altri e di es­ sere disposti ad una fat­ tiva collaborazione. Per far ciò occorre tut­ tavia — come si diceva al­ l'inizio — sincerità, chia­ rezza e coerenza fino in fondo. Partiamo dai pre­ supposti democratici sui quali si regge il Paese in cui viviamo ed operiamo? Ebbene accettiamoli fino in fondo con coraggio. Ri­ conosciamo che l'unica nostra ragion d'essere è costituita dai giovani nei confronti dei quali dob­ biamo assolvere un preciso servizio sociale che nel nostro caso è di ordine sportivo? Beine, dovranno

le incertezze l’accrescono nostro Stato fondo verso la nostra gioventù

allora passare in secondo piano i pur comprensibili interessi di parte o le pro­ spettive di lavoro troppo particolaristiche. Su questo piano non sa­ rà diffìcile trovare un’in­ tesa che porti ad un gra­ duale ma radicale svilup­ po della situazione spor­ tiva del nostro Paese. Per­ ché, sia ben chiaro, è a questa meta che bisogna incessantemente tendere.

un invito alla chiarificazione

Ci sembra, anzi, che proprio il CONI, per primo, potrebbe dare il più valido contributo a questa evo­ luzione. Oggi che gode di indiscutibile prestigio sul

piano nazionale e inteijxnazionale, nonché di una relativa tranquillità eco­ nomica, a noi sembra im­ portante e opportuno che di qui scatti la molla di risoluzione e di progresso di tutta la situazione sportiva italiana, nell'or­ dine dei principi che ab­ biamo esposto. Una tale azione, pro­ mossa coraggiosamente e apertamente dal CONI, non soltanto avrebbe in partenza ampie garanzie di successo ma anche di svol­ gersi senza pericolose di­ sarmonie. E conseguirebbe inoltre il fondamentale ri­ sultato di dare un assetto chiaro e definitivo all’or­ ganizzazione sportiva ita­ liana. sottraendola così per sempre a quel pericoloso gioco delle forze e delle in­ fluenze che fino ad oggi sono state neutralizzate solo a prezzo di numerose e notevoli difficoltà. DUILIO GEMETTI

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che c< dietro i ciclo T a strepitosa affermazione di An- ma del « complesso » che soffre ne JLuquetil nella Parigi-Nizza illumi­ confronti dello stesso Anquetil. Pc na — sul piano puramente tecnico quando ha ceduto Poulidor, pe — la prima parte della stagione ci­ Anquetil si sono schiuse le portclistica internazionale. Era da tem­ del trionfo: questo significa che i po che non si vedeva un campione ciclismo francese è in paurosa cris attaccare e vincere, dare tutto se di rinnovamento e che non esiste 1: stesso in una impresa sulla cui riu­ possibilità di un valido ricambi» scita c’era da avanzar dubbi in tra l’attuale generazione e quell. quanto la sfida di un atleta a tutti giovanile. gli altri è pur sempre appassionan­ Una situazione, questa, già det te ma di difficile realizzazione. tagliatamente illustrataci da Gemi Il quinto successo del campione niani, due settimane fa in Sarde normanno, nella corsa che si è asse­ gna. « In Italia avete il migliai stata in calendario nella pletora di ciclismo del mondo, oggi; una ge gare e garette che si disputano pri­ aerazione di giovani che nessun'alma della Milano-San Remo, è im­ tra nazione può vantare; il ciclismo portante per il modo col quale è francese, invece, è quasi morto: do stato conquistato. Poteva sembrare po Anquetil e Poulidor il vuoto, scontato, alla vigilia, un successo di nessun altro pronto a raccoglierne Anquetil in una corsa a tappe che l’eredità. E, in un certo senso, co­ prevedeva anche una frazione a cro­ me i francesi sono anche i belgi nometro. Ma quando Anquetil per­ che accusano vuoti paurosi alle spal­ se la tappa a cronometro non c’era le di Van Looy anche se, in un uno solo che fosse disposto a cre­ certo senso, stanno meglio dei fran­ dere ancora in una sua vittoria; cesi »: queste le parole di Geminiagli è che mancava una sola tap­ ni, un tecnico che il mestiere Io co pa alla fine della Parigi - Nizza nosce come pochi e che all’acutezzì e Poulidor sembrava solidamente delle notazioni accoppia prontezzì assiso al vertice della graduatoria. di riflessi e adattabilità alle varie Invece Anquetil, nella tappa finale, esigenze che la corsa presenta. Il problema del ciclismo giova­ ha prima lavorato ai fianchi Pouli­ dor, infiacchendolo con una serie nile — cioè del vertice di valori di scatti; poi quando ha capito che destinato ad inserirsi al posto di il suo avversario era ormai « cotto » quelli che oggi vanno per la mag­ si è scatenato in quella splendida giore — evidenzia un bilancio po­ galoppata solitaria che gli ha dato sitivo in favore del vivaio italiano. la vittoria di tappa e il successo fi­ Geminiani infatti non è il solo a sostenere che il nostro ciclismo gio­ nale. vanile oggi è il migliore del mondo. Una prestazione di eccellenza, quella di Anquetil, una grande imAi francesi e ai belgi che accu­ presa degna di ricordare quella che sano grosse lacune nelle possibilità Magni e Coppi realizzarono in tan­ di ricambio alla generazione di oggi, dem al Giro d’Italia del '55 nella fa dunque riscontro la situazione fa­ famosa tappa di San Pellegrino che vorevole che si registra in Italia. costò la maglia rosa a Nencini il Gimondi, Motta, Dancelli, Zilioli e quale credeva di avere ormai vinto Adorni (il più « vecchio » della compagnia con i suoi 28 anni!), il Giro d’Italia, Una prestazione di eccellenza e sono campioni che identificano in di grosso prestigio, quella del cam­ loro le leve di ricambio destinate a pionissimo francese, che tuttavia inserirsi al vertice dei valori mon­ viene a confermare come il ciclismo diali. E sono campioni capaci di francese di oggi sia soltanto ... An­ qualsiasi impresa una volta che quetil e Poulidor. I due magnifici avranno assimilato esperienza su^ avversari sono rimasti praticamen­ piano internazionale e sicurezza nei te soli; a un Anquetil che dava propri mezzi. battaglia ha risposto, fin quando ha Con tali canipioni al vertice, può potuto, Poulidor, oltretutto vitti- recitare da protagonista il ciclismo


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professionisti italiano. £ il merito spetta appunto a questa generazione di giovani e ai dirigenti che l’ha preparata e forgiata, a cominciare da quelli del CSI che dalle loro file hanno pro­ iettato Gimondi e Dancelli verso le .grandi prove internazionali. Al ver­ tice, dunque, in campo italiano la isituazione è quanto mai lusinghieira, piena di felici premesse per un bilancio internazionale di questo •sport che ha sempre i maggiori fa­ sori popolari. Alla base tuttavia — sempre in •campo professionistico — si è ve­ trificata questa stagione una rare­ fazione nel numero delle squadre «la congiuntura non ha risparmiato Ilo sport) e di conseguenza un certo •numero di corridori che non sono iriusciti ad accasarsi. Pertanto al po­ sitivo aspetto al vertice del nostro ociclismo c’è tuttavia un « dietro la facciata » negativo con 49 corrido­ ri i senza contratto. Tra questi sono: /Arrigoni, Bongioni, Baffi, Bettinelli, (Casalini, Casati, Daglia, Pasquale Fabbri, Ferrari, Fontona, Gentina, Grassi, Lorenzi, Magni Oreste, Man­ tovani, Meco, i due fratelli Moser, ÌNardello, Nencioli, Rimessi, Sabbadin, Tagliani, Trapè, Zancanaro, Zoppas e addirittura il vincitore delle Olimpiadi di Tokio, Mario Zanin. Forse alcuni di questi si siste­ meranno prima del Giro d’Italia; afiltri tuttavia non troveranno da si­ stemarsi perché le squadre que­ st’anno sono scese al numero di 8 cHopo essere state — negli ultimi atnni — anche 14 e comunque mai rmeno di dieci. Gli organizzatori somo venuti incontro alle esigenze di questi ragazzi che vogliono ancora tentare l’avventura in campo cicli­ stico approntando due squadre di issolati: infatti alla « Settimana Sar­ gia » e alla Tirreno-Adriatico si so­ nno visti in corsa formazioni di non accasati e con buoni risultati, si lieve dire, tanto è vero che Fabbri — proprio uno dei non accasati — uà vinto la Sassari-Cagliari, ponen­ do le basi a un suo inserimento in una squadra ufficiale. L’augurio è che vengano giorni migliori anche per questi giovani in

attesa di una sistemazione contrat­ tuale. Ma logicamente non per tut­ ti potrà esserci la realtà di un contratto: i sogni non appagati gravano anche sui ciclisti. Vorrà dire che chi non avrà trovato uno stipendio, darà inizio con un anno di anticipo ai suo reinserimento nel mondo del lavoro con l’attività che dovrà assicurargli un posto idoneo nella vita civile. Una base che non ha risolto tutti i suoi problemi e un vertice di eccellenza: questa dunque: la juralogica, seppur sconcertante figi zione del ciclismo professionistico italiano. Due estremi che esprimo­ no contrasti. Da una parte una si­ tuazione di disagio che è frutto di antichi errori costituiti dall’indiscri­ minato passaggio al professionismo di molti che non ne avevano la maturità; dall’altra la « linea italiana » che impera nel ciclismo europeo ponendo le basi per il definitivo rilancio del ciclismo italiano in Europa. Giro della Sardegna, Sassari-Cagliari, Tirreno-Adriatico, tutte le altre corse in Riviera hanno espres­ so un nuovo momento tecnico dei nostri corridori; alla Parigi-Nizza, poi, il ciclismo italiano ha suscitato ammirazione e rispetto nuovi pur lasciando in Italia uomini quali Gimondi e Zilioli, Motta e Tac­ cone, Bitossi e Zandegù, De Rosso e Balmamion. Sembra del tutto di­ menticato il tempo in cui i nostri corridori erano soltanto una « mac­ chia » nel gruppo! I nostri ora si battono all’attacco, corrono in avan­ scoperta, preferiscono battagliare piuttosto che poltrire nel gruppo. Questo è l’aspetto più lusinghiero, per noi.

E’ la linea italiana che comanda il ciclismo mondiale; lo anticipa­ rono il Giro d’Italia e il Tour del­ lo scorso anno, lo hanno confer­ mato le prime corse di questa sta­ gione. C’è solo da insistere su que­ sta strada che di per se stessa co­ stituisce l’autentica linea di decan­ tazione tra i campioni veri e quelli

fasulli. NINO LOMBARDI

A sinistra Gianni Motta, a destra Dino Zandegù ; due corridori che, per diversi motivi, puntano molte carte sulle prove di quest'anno


O iamo giunti al terzo esercizio che servirà d’allenamento per imparare a colpire con precisione la pal­ la di testa: a) con la parte frontale della testa; b) con la parte temporale della te­ sta; c) con la parte occi­ pitale della testa. Colpire la palla con la te­ sta non è tanto facile come può sembrare. Per colpire la sfera di testa con preci­ sione e perché essa vada dove il calciatore desidera indirizzarla, servirà un ad­ destramento elementare per ogni singolo allievo, control­ landolo continuamente e sempre sotto l'occhio vigile dell’istruttore che farà col­ pire la sfera con le varie parti del capo come indicato più sopra. E’ naturale che la palla sarà lanciata dal­ l’allenatore con le mani per facilitare il ragazzo ad ese­ guire armoniosamente l’eser­ cizio. individuando e correg­ gendo i difetti che andrà riscontrando in questi primi allenamenti di addestramen­ to elementare. Un calciatore, che colpi­ sce la sfera per il servizio ad un compagno di squadra in azione, deve conoscere esat­ tamente il tocco e il dosag­ gio: quindi, l’esercizio non si presenta troppo facile da eseguire in pratica, soprat­ tutto se dovrà toccare mor­ bidamente la sfera per la preparazione « di palla pron­ ta » per chi dovrà ricevere. Ben diversa sarà la situa­ zione quando si dovrà rinvia­ re la palla in lunga traiet­ toria ad un compagno di squadra e per quando si do­ vrà tentare direttamente il tiro a rete. Principalmente.

palla inoltre, con la sua cir­ conferenza annulla la vi­ sibilità impedendo di stabi­ lire con precisione se sarà colpita frontalmente oppure con la parte temporale (de­ stra o sinistra) della testa: di conseguenza si chiuderà cesi ogni possibilità di in­ tervento da parte dell'av­ versario o del portiere. Il calciatore deve sapere colpire anche con la parte occipitale della testa, ma è naturale che questa sia la meno adatta e la maggio­ ranza dei calciatori ben di rado adoperano questa parte, risultando pericolosa parti­ colarmente quando la sfera è pesante. bagnata dalla in questo ultimo caso biso­ gnerà colpire la palla con la parte frontale della testa, im­ primendo la forza necessaria os.-ché questa diventi « pal­ la violenta e tesa », esclu­ dendo così la possibilità di intercettazione da parte del­ l'avversario o del portiere stesso per la parata. Il portiere sarà quasi sem­ pre in difficoltà sulla palla colpita di- testa, che è sem­ pre micidiale e difficile da intercettare o parare. Se la sfera verrà colpita con la parte temporale della « te­ sta » (destra o sinistra) non si potrà mai stabilire con esattezza quale sarà la sua vera direzione. ignorando quasi sempre l’effetto che si Imprimerà alla palla stessa; inoltre, i movimenti di que­ sto tocco sono obbligatoria­ mente eccezionali in rapidi­ tà, anche perché avvengono a brevissima distanza dalla testa di chi colpisce e la

tramite una forca pen­ dolo », con due giocatori di fronte uno all'altro, con tre giocatori disposti triangolar­ mente, e per il tocco occi­ pitale in Ala indiana a circa due metri di distanza fra un giocatore e l’altro toccando la sfera con la parte descrit­ ta passando cosi la palla all’indietro. Possibilmente si farà col­ pire la sfera con la parte frontale della testa: il colpo sarà più preciso e sicuro, più forte e meno pericoloso in un eventuale scontro con la testa di un avversario. Tutto il corpo, e non solo il collo, deve partecipare al­ l'esercizio nel colpire la palla con la testa. Le principali caratteristi­ che di questo allenamento elementare di testa, sono: occhio alla traiettoria che seguirà il pallone, elasticità nello scatto, tempestività nel colpo.

Allenamento

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radio tv un avventura tecnica e umana

L

a curn

uando sarete discretail mente padroni dei colpi e degli esercizi fin qui descritti, l'avventura del Ten­ nis Tavolo inizia. E inizia sia per l'allievo e per chi allena. Inizia sotto un du­ plice aspetto: tecnico ed umano. Questo articolo, che conclude la serie iniziata con la preparazione atletica, vuole brevemente ricordare appunto questo. L'avventura tecnica: 1) occorre passare dall’insegna­ mento aH'allenamento. Nello insegnamento si curava mag­ giormente l'esecuzione e lo stile dei singoli colpi, nello allenamento è la coordina­ zione nell'esecuzione dei va­ ri colpi che va curata. Pri­ ma si imparava uno stile, ora invece è al gioco che occorre allenarsi. Prima si curava un movimento, ora è la sintesi di molti movimen­ ti- che occorre. Un giocatore può eseguire alla perfezione i singoli colpi ma non riu­ scire a coordinarli tra loro. Perché? Le cause possono essere le più svariate ma è l'allena­ mento che deve guarire una tale situazione. Può esserci un errore di stile in rap­ porto al gioco complessivo, può mancare la visione ge­ nerale del gioco e la sua intelligenza, perché quel­ l'atleta è troppo impulsivo o tardo di riflessi, può man­ care la velocità di esecu­ zione per mancanza di pre­ parazione atletica: mille i motivi ma unico il rimedio: allenamento. Invece, per la 1.. maggioran—consiste za l’allenamentoj • ’ - ? » qua e nello « sparacchiare ìà colpi a più non posso. L'allenamento non può di­ menticare lo stile, anzi ne esige la padronanza, ma e solo esso che porta ad un gioco completo e intelligen­ te Nell'allenamento si mi­ ra alla sintesi di gioco che fa padronanza dei colpi per­ mette Con ciò non ci si dimentica del ^’oro Precerlpnte anzi. In Italia poi. dente. do?e praticamente non ci si dove ! nlipna nel poco tempo a di­ allena. oCCOrrerà sempre sposizlone singola curare la Ma guai esecuzione a dimendei colpi, dell'allenamento. tlcarsi

Praticamente ciò compor­ terà: iniziare il vostro allena­ mento ripassando i vari col­ pi. Ricercare i vostri punti deboli e cercate di scoprire il motivo di ciò. Quando chi vi allena, o la persona con cui giocate, vi fa una osservazio­ ne, non rispondetegli male, pensateci e cercate di risol­ vere assieme il problema tec­ nico che ne nasce. Siate contenti delle sconfìtte: sono una fonte inesauribile di in­ segnamenti. Siate sempre co­ scienti del modo con cui gio­ cate ed impostate una par­ tita. Dovete alla fine, e que­ sto non avverrà che dopo molto tempo, essere in grado di prepararvi il vostro piano di allenamento in rapporto alle vostre esigenze del mo­ mento. Così il T.T. sarà, fra l’al­ tro una scoperta sempre nuo­ va di voi stessi. E ora chiediamoci: è pos­ sibile allenarsi così? Sì. è possibile, anche se per la stragrande maggioranza in modo limitato; ma lo sarà sempre di più quanto più i pongisti si porranno sulla strada di allenare gli altri oltre che di allenarsi. Ma questa è la scoperta che lo sport è non solo un hobby egocentrico ma an­ che un servizio. 2) La avventura umana: lo sport, qualsiasi disciplina sportiva, è una avventura umana. Anche se è di moda

farne una scatola stagna sulla quale poi si incolla l'etichetta « evasione », « fanatismo ». « danaro », « perditempo ». L'incontro tra due pongi­ sti, siano essi in gara (e dun­ que l'incontro è casuale e momentaneo) siano essi al­ lenatore ed allievo o com­ pagni di società (e dunque rincontro sarà più lungo e duraturo) è innanzi tutto .lo incontro di due uomini per i quali il T.T. è l'occasione per trovarsi. Trovarsi tra due uomini che si esprime nella realtà e nella schiettezza dell'incontro casuale nell'esi­ genza che la società sia una comunità viva nell'altro caso. Allora attorno ad un tavolo ci si guarderà prima in fac­ cia e la gioia di trovarsi assieme si mostrerà anche nei nostri colpi. Altrimenti dopo un po' di tempo nes­ suno « avrà più voglia di giocare ». Altrimenti non si riuscirà a trovare nel T.T. che un po' di tempo perso dell’ entusiasmo giovanile. Perché non si è diventati campioni non si giocherà più. E non si capirà perché si debba perder tempo ad al­ lenare gli altri. Con l'allenamento inizia­ no, spesso nascoste, queste esigenze. Infatti, l'allena­ mento mira a porre sempre più il pongista nella capacità di esprimersi liberamente, durante la partita, mira a rendere sempre più ciascuno padrone di sé: è la tecnica che si costruisce nella pa­ zienza, neH'umiltà e nella fatica, per giungere ad essere espressione piena di persona­ lità. sia individualmente (ed ecco gli incontri di singolo), sia in rapporto ad altri (ed ecco il doppio e le gare a squadre). E’ l'uomo, sotto il pongi­ sta. che mostra le sue esi­ genze assolute: e se non vengono soddisfatte, vedrete come anche il T.T. si dissol­ verà. Ma se vengono soddisfatte, allora attorno ai nostri ta­ voli verdi vi saranno ra­ gazzi lieti di giocare anche se non sono dei grandi cam­ pioni e dei grandi campioni che saranno ancora uomini. E faremo, stilisticamente, dell'ottimo Tennis da Tavolo.

sport IL CALCIO DI « SPRINT » Perdurando il veto della Lega, Sprint è costretto a dirigere i suoi teleobiettivi sul calcio internazionale, e precisamente su ItaliaFrancia: martedì 22 torne­ rà sull’argomento con un servizio retrospettivo. Altro servizio previsto quello sulla Milano-Sanremo. Non è difficile im­ maginare la duplice im­ postazione possibile a se­ conda che vinca o meno un italiano. Chi legge queste note non avrà più... patemi d'animo, saprà già come le cose sono andate e quindi cosa aspettarsi dal servizio di Sprint: un inno innalzato a Gimondi, o Adorni, o Motta, o Dancelli, oppure una quattordicesima ( tristissi­ ma) intervista con Loretto Petrucca.

NUOTO DI SERA... Mercoledì sport del 23 marzo ci porterà in casa la finale di Campanile Nuoto; al Foro Italico di Roma si daranno l’ultima battaglia le rappresentati­ ve di Milano, Roma e To­ rino.

...E NUOTO DI GIORNO Anche nel pomeriggio di sabato 26 e domenica 27 potremo assistere a ga­ re di nuoto: da Milano verranno trasmesse alcu­ ne fasi di una riunione internazionale femminile. SIMMENTHAL? SPERIAMO! Già noi non possiamo altro che sperare la pre­ senza del Simmenthal nel­ la trasmissione che andrà in onda nel Mercoledì sport del 30 marzo per la finale di Coppa Europa di basket. Il lettore, invece, saprà già se la squadra delle scarpette resse si sarà qualificata o meno nell’incontro di ritorno contro il Reai Madrid, e di conseguenza saprà pure se la trasmissione sarà effettuata da Bologna (con Simmenthal) o da Milano (senza).

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prossimi impegni

CSI

Una tappa molto importante dell’attività CSI di quest'anno è rappresentata dalla conclusione dei Campionati Nazionali di Corsa Campestre e Tennis Tavolo. Ma di questo si parla nelle pagine precedenti del giornale. Col 27 marzo domenica di Passione, inizia il periodo tradizionale per la cele­ brazione della Pasqua degli Sportivi. Quest’anno non sarà possibile effettuare la trasmissione televisiva coma avvenuto negli anni precedenti. Questo non ci im­ pedirà naturalmente di realizzare quello che costituisce la sostanza di questa iniziativa: un incontro dei giovani sportivi, del mondo sportivo in genere, con il Mistero Pasquale di Cristo da cui prendono valore e orientamento le attività sportive e tutta la nostra vita. Non occorre ricordare, pensiamo, che occorre pre­ vedere l’organizzazione per tempo se si vuole che porti i frutti desiderati.

Dal 21 al 24 aprile si riunirà a Roma l'Assemblea Generale della F.I.C.E.P (Fédération Internationale Catholique d’Education Phisique) alla quale aderisce anche il CSI. Il programma comprende, tra l’altro: nei giorni 21 e 22 riunioni delle varie Commissioni (maschile, femminile, dei Consulenti Ecclesiastici); il 23 la apertura solenne dei lavori una probabile visita a S.S. Paolo VI e il prosegui­ mento dei lavori. E’ anche previsto un incontro ufficiale con la Presidenza Gene­ rale deU'ACI e una visita in Campidoglio.

il totocalcio distribuisce oltre MEZZO MIUARDO alla settimana

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T) iù volte, su queste coJL Icnne, ci siamo soffer­ mati per dire del salto con l'asta, per ricordare al­ cune importanti particolarità tecniche, per suggerire dei metodi, ma non sempre, for­ se, gli argomenti così trat­ tati sono valsi a polarizzare, a sollecitare l’attenzione dei’ giovani e degli istruttori ver­ so tale specialità. La crisi, infatti, in tale set­ tore dell'atletica leggera, è ancora profonda e non sem­ bra che le iniziative messe in atto dalla Fidai, o la pro­ paganda capillare svolta, a tal fine, dalle società, dalla scuola, dai vari Enti, abbia­ no determinato un clima maggiormente favorevole al suo rilancio. E per convincersi che quanto stiamo asserendo è una realtà, è sufficiente dare uno sguardo ai dati statisti­ ci relativi alle varie compe­ tizioni, siano esse federali o scolastiche, per vedere come il numero degli iscritti alle gare salto w.i con 1l’__'.„, — ■ *di — .— asta, sia andato in questi ultimi~’anni assottigliandosi, anche se, qualitativamente (cioè_su un piano tecnico), vi è stato un sensibile miglioramento (ma più per virtù acrobatiche dei nostri istruttori e... della fiber glassi. Che cosa si può fare per superare le attuali difficoltà (ma non meno le incomprensioni), che cosa si deve fare perché i giovani apprezzino e si dedichino con maggiore entusiasmo e fidu­ cia al salto con l’asta? Ci siamo posti questi in­ terrogativi, perché desideria­ mo dare una risposta, sug­ gerire dei metodi, degli ac­ corgimenti pratici agli ami­ ci, ai tecnici, a tutti coloro che, come noi estimatori convinti della specialità, in­ tendono riproporre ai giova­ ni un esercizio sportivo, che racchiude in sé valori di alto interesse agonistico, spetta­ colare e formativo. Il salto con l’asta, come tutte le specialità che si av­ valgono del sussidio diretto o indiretto di un attrezzo (vedi ostacoli, salto in alto, lanci) richiede, è bene sot­ tolinearlo, un lungo e severo tirocinio, ed una preparazio­ ne fisica completa che va di pari passo, però, con l'ap­ prendimento della tecnica. In genere i movimenti che compongono l’esercizio con gli attrezzi sono vari e com­ plessi ed è sempre dalla fu­ sione armonica e coordina­ ta degli stessi, che il giovane riesce a dare al gesto atle­ tico la forma più appropria­ ta e dinamica. Per tale ragione, è sempre opportuno che il primo con­ tatto dell'allievo con l’at­ trezzo avvenga in modo cau­ to, per gradi: l'istruttore de­ ve preoccuparsi non tanto dello stile, quanto dell’attitu­ dine, della passione e del­ l’interesse che questi dimo­ stra per la specialità pre­ scelta. In particolare, trattandosi di un lanciatore, l'istruttore dovrà osservare come il gio­ vane si comporta di fronte


discorsi sul salto con l’asta 'fòiASO aH’attrezzo. le sue reazioni, l’abilità nel maneggio, o, co­ me nel caso dell’ostacolista o del saltatore in alto, il modo con cui egli superi la asticciola o la barriera. Naturalmente, se tutto ciò è valido per le specialità di cui si è detto, a maggior ra­ gione lo deve essere per il salto con l’asta, in cui le dif­ ficoltà sono di gran lunga più complesse, in quanto al fat­ tori di ordine tecnico si ac­ compagnano quelli di ordi­ ne psicologico. E’ indubitato, infatti, che, per superare una barriera posta a 4 o 5 metri dal suo­ lo, l’atleta deve possedere qualità atletiche e fisiche di primissimo ordine, ma so­ prattutto una discreta dose di ardimento e di coraggio! Se queste comunque sono le difficoltà, i motivi che il più delle volte vengono in­ vocati dai dirigenti e dal tecnici per giustificare lo scarso interesse dei giovani,

quali vie si dovranno segui­ re per far sì che i giovani si accostino con maggiore fiducia e con rinnovato in­ teresse alla specialità? A noi pare, ma le soluzio­ ni potrebbero anche essere diverse, che la via più sem­ plice sia quella di presentare il salto sotto forma di giuo­ co, cioè di attività diverten­ te, priva di qualsiasi perico­ losità. suggerendo ai giovani di volta in volta, gli elementi basilari della tecnica del sal­ to come ad esempio la corsa con l’asta, l’azione di imbu­ cata e di trasporto con l'asta (fase di volo) ecc. In virtù di tali esercizi, i principianti acquistano, sen­ za eccessiva fatica e in for­ ma gioiosa, velocità, agilità, forza fisica, temerarietà e in forma graduale una certa di­ sposizione al salto che, tutto sommato, è un utile fonda­ mento per la ulteriore spe­ cializzazione e la preparazio­ ne generale delle specialità.

Scrive, infatti, un noto stu­ dioso di atletica leggera « ra­ ramente si incontra un col­ legamento più adatto del problema della precoce spe­ cializzazione con lo sviluppo generale del corpo, così come lo vediamo nel salto con l'asta ». A completamento di que­ sta premessa, riportiamo più sotto alcuni esercizi che, no­ tevoli da un punto di vista fisico, ci sembrano anche ba­ silari per ravviamento dei giovani allo apprendimento della tecnica, con possibilità di applicazione sia in pale­ stra (periodo invernale) che sul campo sportivo o su ter­ reno naturale.

GLI ESERCIZI

Esercizio n. 1 - (disegni n. 1-2-3-4 - palestra, campo sportivo o terreno na­ turale). Per poter eseguire corret-

tamente questi esercizi, COCIVI41, blsoMiOVgna poggiare la punta dell'asta alla distanza massima di 70-100 cm. dal punto di stacco. L’avvicinamento del punto di appoggio dell’asta a quel­ lo di stacco, permette al­ l’atleta di superare più facil­ mente la resistenza dell’asta e d’afferrarla al momento dello stacco stesso. Inoltre la breve distanza tra questi due punti dà la possibilità di fissare l’impu­ gnatura all’altezza voluta, abbastanza bassa, per farsi portare dall'asta: il breve volo eseguito dal giovane è già di per sè stesso un eser­ cizio valido! In pratica, per eseguire questo primo movimento, l’allievo si mette su un qua­ lunque elevazione (plinto o dirupo), alla distanza pre­ scritta e, tenendo le braccia leggermente flesse, segna sul terreno il punto di stacco (il punto deve trovarsi sulla per­ pendicolare dell'impugnatura della mano destra). Per passare da questa po­ sizione alla fase pendolare (viaggio con l'asta nell'aria), sarà sufficiente che il gio­ vane imprima una forte pres­ sione al piede di stacco, co­ me se dovesse spiccare un salto in avanti, portando, nello stesso tempo, con vi­ vacità, verso l’alto la gamba libera. Il salto è fatto e l’al­ lievo prova la prima piace­ vole emozione di un breve « volo » che lo fa ricadere lontano dal punto di par­ tenza. Il giuoco è divertente e non vi è dubbio che esso richia­ merà subito l’attenzione di nuovi aspiranti. Nel prossimo numero espor­ remo una nuova serie di eser­ cizi e vedremo come in ef­ fetti, pur trascurando per il momento la tecnica moder­ na. essi saranno egualmente validi per dare ai giovani un senso e soprattutto un motivo di interesse oer la specialità.

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campestre nelle provincù

delie Rose, le finali zonal. di corsa campestre per le categorie juniores. allievi e ragazzi. Una manifestazione ben riuscita, che ha visto la nu­ merosa partecipazione di atleti, accompagnatori, diri­ genti, giudici di gara e orga­ nizzatori. Tra gli intervenuti, il dott. Gaudio, presidente regionale CSI e numerosi esponenti del mondo sportivo. -ia Juniores. Nella età Mauro vittoria am-MolfetGermina •f ”into Mi­ ta) ; ne?

Nella foto, una parte dei concorrenti partecipanti al Campionato Biellese di corsa campesl BIELLA - Si è concluso, domenica 6 marzo, con la terza prova disputata a Stro­ na, il Campionato Biellese di Corsa Campestre organiz­ zato dal Comitato Autonomo CSI. Articolata in tre prove, la manifestazione ha avuto un ottimo successo propagandi­ stico raccogliendo nell'insie­ me più di 200 atleti rappre­ sentanti 9 Unioni e Gruppi Sportivi. Nella 23 prova, disputata il 27 febbraio u.s. a Vigliano, massiccia affermazione dei locali del G.S. Vilianensis che hanno portato al successo Donna, Zanuto, Serra rispet­ tivamente fra i Ragazzi, fra gli Allievi e fra 1 Seniores

lasciando ad Angelino della Genzianella la vittoria negli Juniores. Domenica scorsa a Strona gran finale Campestre sul classico circuito della Valle del Trucco. I granata del G.S. CSI Strona hanno otte­ nuto un buon successo con­ quistando con Marcon il ti­ tolo Biellese Allievi e piaz­ zando parecchi atleti ai po­ sti d’onore. Fra le società, affermazione dei gialli del G.S. Vilianensis, riconferma­ tisi campioni Biellesi. Nota decisamente positiva, l’interesse destato nel pub­ blico che numeroso ed entu­ siasta ha fatto ala alla ma­ nifestazione.

CAGLIARI - Domenica 27 febbraio, con la 31 prova del campionato provinciale, si sono concluse a Cagliari le gare di corsa campestre, ini­ ziate nel mese di dicembre con le gare di propaganda. Anche nell’ultima prova è emersa la superiorità di Ibba (Vigor) fra gli allievi e Sibilla (ACLI Castello) fra gli Juniores (nella foto a de­ stra), che conquistando i ri­ spettivi titoli individuali si sono qualificati per le finali nazionali. Fra le Società si è particolarmente distinta la U.S. ACLI Castello, seguita dalla Polisportiva Ferrini.

le nostre società nelle federazioni

Al termine delle due par­ tite di finale tra il CSI MI­ LANO e l’ATA di Asola, lo rappresentativa milanese si è riconfermata CAMPIONE D'ITALIA A SQUADRE DI SERIA A, del Gruppo Italia­ no Tennis da Tavolo. Dopo il successo consegui­ to lo scorso anno, gli atleti milanesi hanno riconfermato ancora una volta la loro su­ periorità in campo naziona­ le. vincendo tutti i 6 incon­ tri disputati, battendo due

volte le squadre dell'Ardisci e Spera di Como, dell’Olimpia di Vicenza e della Soffit­ ta di Trieste. Infine, nelle due gare finali, i rivali dell'ATA di Asola sono stati sonoramente scon­ fitti per 7 a 2 e 8 a 1. Artefici di questo nuovo successo sono Franco Zanelotti, Saverio Mugnoz, Gian Luigi Raineri, Marco Sanvito ed Enrico Gerani, che si so­ no alternati durante il girone di qualificazione.

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Inoltre, a dimostrazione dell’alta considerazione in campo Nazionale degli atleti del CSI, segnaliamo come Zanelotti, Raineri e Gerani siano stati convocati per la Nazionale che dovrà incon­ trare la Svizzera e lo stesso Raineri sia stalo designato a far parte della rappresen­ tativa Italiana ai Campionati Europei che avranno fuogo a Londra nel prossimo piese di aprile.

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azzurri CSI

trofeo Laurino

LUCIANO LUCIANI La famiglia dei nostri azzurri si c ingrandita! Luciano Luciani, della S.C. Volsca Velletri, ha conquistato la maglia azzurra per i campionati di ciclo-cross a cui ha partecipato il 27 febbraio piazzandosi ad un inaspettato quinto posto e terminando primo degli italiani. Quest'anno Luciani, dopo aver vinto tutte le gare a cui ha partecipato nel centro-sud, tra cui il campionato del Lazio, si è classificato quarto nella prova per la maglia tri­ colore dietro Longo, Severini e Garbelli; conquistando così non solo la maglia azzurra, ma anche il ruolo di titolare per la corsa di San Sebastiano in Spagna. Luciano Luciani è un ragazzo semplice, crede nel suo sport e lo pratica con coscienza, volontà e tenacia; tra le biciclette si può dire che ci è nato dato che il lavoro del padre è quello di meccanico-ciclista, e quando ha finito di allenarsi, lo si trova ad aiutare il padre. E' un vero atleta, un atleta puro, pratica, il ciclismo perché, anici questo sport. E' con vero orgoglio che il Centro Sportivo Italiano guarda a questo corridore ed è con somma sincerità che formula l'augurio di fare sempre meglio: un augurio per lui e per la sua Società, che fra l’altro conta anche due cam­ pioni laziali: Martella (esordiente) e Salvatori (allievo). DARIO SERAPIGLIA

una festosa cornice di pub blico. La lotta per l’aggiudicazio­ ne dei primi posti è stata in­ certa ma leale e cavallere­ sca. Nei « ragazzi » si regi­ strava il successo di Lauro Luigi del CSI di Forino che precedeva nell’ordine Urciuoli della Kennedy e Feoli del­ la S. Gerardo; negli « allie­ vi » successo pieno della San Gerardo con i primi due po­ sti occupati rispettivarhente da Franciosa Antonio (nella foto sotto), e Tozza; ter­ zo Marino del GMP di Nusco. Nella Categoria « junio­ res » si laureava campione provinciale Cucciniello Lo­ renzo della S. Gerardo; le piazze d’onore erano appan­ naggio di Nefasto della Ken­ nedy e di Troisi della S. Gerardo

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palla canestro VICENZA - Il CSI Ferrod Gas negli allievi e il CSI Dueville negli juniores, seno i campioni provinciali 1966 del basket CSI vicentino. La vittoria degli allievi della società di S. Bonifacio, si è manifestata in maniera vistosissima La classifica allievi si completa con Leonicena, Dueville, Fulgor e Virtus. Nel campionato juniores. Dueville. opposto alla 'Ful­ gor, l’ha spuntata ’ ’ i con con un margine limitatissimo di punti (41 a 39) aggiudican­ dosi il primo posto. La clas­ sifica si completa con Ful­ gor, Ferroli Gas e Leonicena.

CAMPIONATO GIOVANILE DI SCI

_____ Laurino si è svolto anche quest’anno, circa II. Trofeo un mese fa, organizzato dal Comitato provinciale CSI di Trento. ____ prove r____ sciistiche, riservate ai giovanissimi, si sono Le svolte a Ponte di Fassa e comprendevano gare di staffetta 3x10, di slalom speciale (per il Trofeo Laurino o per i «Silenziosi»), di fondo (Km. 15 per i campionati zonali FISI seniores, Km. 8 per il Trofeo Laurino. Km. 4 per i campionati zonali FISI femminili e per i « Campanili Al­ pini »), di discesa (Trofeo Laurino. «Silenziosi» e «Cam­ panili Alpini »). Facevano cornice alla manifestazione sciistica, varie al­ tre manifestazioni artistiche e soprattutto folkloristiche. con canti e danze tipiche del folklore locale (nella foto sotto se ne vede un momento). Alla chiusura delle manifestazioni, prima delle premia­ zioni finali, è stata celebrata anche una S. Messa pur alla quale hanno assistito in gran numero valligiani, atleti e autorità (foto in alto). Da segnalare infine, la bella iniziativa presa dagli or­ ganizzatori di devolvere tutti gli incassi ottenuti dalla ma­ nifestazione, alla sottoscrizione nazionale per la fame in India.

tennis tavolo FIRENZE - Si è svolta nei giorni 6, 13. 20. 27 feb­ braio e 6 marzo, la 2* « Cop­ pa. Carlo Ignestd » di Ten­ nis Tavolo, formula singolo, senza limiti di età. Discreto il numero degli iscritti: 47 in rappresentanza dì 7 so­ cietà. Il torneo è stato inaspet­ tatamente, ma meritatamen­ te vinto dal giovanissimo Malesci Stefano (UDA San Felice). Ottimo anche il comper­ lamento dell'altro ai lievo entrato in finale e cioè Stanz.ianj ( Ludasl. SINISTRA. la squadra del CSI Parabita, partecipante al Torneo di calcio indetto dal Comitato di Nardò. In piedi, da sinistra, Gcrbini I. De Matteis, l’rovenzano II. Gerbino II, Provenzano I; accosciati, Ferra­ ri. Specchiarello, Cai, Sedi, Leagilzl. A DESTRA, la squadra Juniores Fulgor di Thiene. pri­ ma in classifica nel Campio­ nato prov. vicentino di calcio. In piedi, da sinistra. Brazzale. Andreatta. Parisotto I, Brusaterra, Rossi, l’allenatore Bardlni; accosciati. Molo, Parisot­ to II, Crestani, Thiclla. Susin

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atletica come s/ogo L’atleta Paola Pigni si è confessata in questi giorni sulla Gazzetta dello Sport: « L'atletica ha un valore molto importante per me. Lavoro vedendo di continuo intorno a me quello che il mondo di oggi offre a chi deve affrontarlo. Accetto tut­ to così come viene dato. Ma quando corro, denti stretti, tesa in uno sforzo mi sfogo, esprimendo in quell'atto che riconosco non essere conven. zionalmente molto femmini­ le, tutto il mio rancore verso coloro che mi costringono a mentire, mio malgrado. Ec-

Si nota da più parti un significativo ri­ sveglio d'interesse verso la Corsa Campestre. Diciamo soprattutto in Italia dove questa bella specialità non è stata mai (ufflcialmentel molto considerata. Ora, di anno in anno, le gare di campestre vengono organiz­ zate sempre più numerose e tecnicamente più interessanti. Un segno di questo risve­ glio è dato anche dalla partecipazione ita­ liana al Cross delle Nazioni: una presenza da tanto tempo auspicata, ma realizzata soltanto in questi due ultimi anni. A pro­ posito del Cross delle Nazioni (domenica 20 a Rabat) proprio quest'anno ha raccolto una eccezionale larghezza di consensi. Non è senza significato l'inattesa iscrizione di una rappresentativa degli Stati Uniti, men­ tre s'é saputo che anche la Russia ci aveva fatto sopra un pensierino. Forse è giunto il momento, come sostiene anche l'Equipe, di organizzare un vero e proprio Campionato d'Europa e — perché no? — un Campionato Mondiale di Crosscountry. Ciò varrebbe a consacrare definiti­ vamente sul piano atletico-sportivo una spe­ cialità che ha tutte le carte in regola, anche se fino ad oggi è rimasta confinata, nella considerazione di molti, ai margini dello sport, come una sorta di allenamento atle­ tico invernale. Non possiamo non rallegrarci di questa ascesa della Campestre, non fosse altro che per i valori morali più profondi e genuini che essa sa esprimere ed inculcare sia negli atleti che negli spettatori.

co: l'atletica è il mio sfogo, è ciò che mi permette di accettare tutto il resto con l'obbedienza necessaria ». Porse queste righe e le al­ tre che seguivano sono state scritte con la buona inten­ zione di esaltare l’atletica leggera e lo sport in genere. Ma a noi sembra che non gli rendano un buon servi­ zio. Se l’attività sportiva può servire soltanto a ingoiare i « rospi » della vita sociale e non invece a combatterli, è certamente ben poca cosa. Per questo non c’è neppure bisogno di compiere tanti sforzi e tanti sacrifici; ba­ sterebbe, che so?, andarsene spensieratamente al cinema. Magari a vedere un western all’italiana.

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Avete visto in TV rincon­ tro Silanos-Winstone vale­ vole per il titolo europeo dei piuma? Noi sì, purtroppo. Bene, ci piacerebbe sapere che cosa pensano i difensori d'ufficio della boxe di quel­ le ultime riprese nelle qua­ li l’inglese, ormai padrone assoluto del campo, combat­ teva contro quella parvenza d’atleta e d'uomo quale si era ridotto il pur bravo e generoso Silanos. E ci rife­ riamo soltanto all’aspetto sportivo della vicenda. Se quel penoso spettacolo si deve ancora definire sport allora rinneghiamo lo sport e tutto quello che intorno ad esso ci hanno insegnato!

IN VISTA DELLE OLIMPIADI MESSICANE

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— Si sta allenando per le Olimpiadi.


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