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Stadium n. 5/1966

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la pace spicciola

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O ipenso con gratitudine alla vecchia casa di campagna di mio nonno, quando ero ragazzo, brutta a vedersi di fuori e dentro con grosse travi tarlate, cassepanche secolari e Madonne sbiadite alle pareti: ma bastava una fiammata del grosso ceppo di legna sempre pronto nel vecchio camino perché ognuno di noi avesse un’aureola e in tutta la casa re­ gnasse una « pace » sconfinata! Chi ha una « casa » forse non si rende conto di quel che ha, non si accorge che anche l’anima ne risente, nutrita dai giu­ sti silenzi e dalle ore che hanno ciascuna il loro volto, perché hanno ciascuna il loro spazio. A questo penso, quando rifletto sul « mondo » di oggi, che se da una parte sta diventando sempre più una « casa comune », dall’altra ci pare una casa con un camino le cui fiammate non sono certo un incentivo alla pace. Là dove non c’è giustizia, non c’è ri­ spetto, non c’è tolleranza, non c’è ugua­ glianza, non c’è fraternità, la pace non esiste. E la ^love non c’è pace è come se il sangue non avesse vene: c’è morte. Il mondo di oggi ha bisogno di pace, e non soltanto di una pace che significhi assenza di guerra, ma di una pace posi­ tiva che abitui gli uomini, al di là di ogni razza e barriera, a lavorare frater­ namente insieme, perché il mondo diven­ ti una casa. Una casa è la famiglia. E il mondo deve essere una famiglia perché il Signore l’ha pensato così. Dio ci ha dato un mondo — dice Shaw — che solo la nostra follia ci im­ pedisce di trasformare in Paradiso. Possiamo fare qualcosa perché il mon­ do goda di questa « pace »? Senz’altro. Deporre innanzitutto ogni nostra « follia » che porta il nome di pre­ giudizio, violenza, discordia, razzismo spicciolo, disonestà ecc...; ed assumere invece in ogni momento della nostra gior­ nata l’atteggiamento di chi sa che la pace è frutto di una « carità » vissuta ogni minuto, sia dinanzi ai genitori, come al­ l’avversario sportivo, sia dinanzi al ragaz­ zo di colore, come all’avversario politico, sia dinanzi al tipo meridionale, come al ti­ po settentrionale. Ogni minuto della vita, dice Camus, ha in sé un valore miracoloso e un volto eternamente giovane. Ecco perché sono soprattutto i giovani i costruttori di pace. Credetemi, bisogna giocar la vita per mentirsi vivere! E giocarla per costruire una vera pace è l’unico modo per dare un « giusto sen­ so » anche al gioco della nostra passione sportiva. DON CLAUDIO

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incontro per la pace Sul prossimo numero di Stadium pubblicheremo il testo dell’Incontro di preghiera

dei

giovani

cattolici

per la pace nel mondo

L’incontro, fissato per il 18 marzo prossimo, è stato pro­ mosso dalla Gioventù Italiana di Azione Cattolica. Anche il C.S.I. aderisce all’iniziativa insieme agli altri movimenti giovanili di Azione Cattolica.

FLASll) FLASu) ABILITAZIONE OBBLIGATORIA PER DIRETTORI SPORTIVI

Avevamo dovuto la­ sciare indietro alcune decisioni che jl Con­ siglio della Federazio­ ne ciclistica ha preso nella sua ultima riu­ nione di metà gen­ naio. Anche se molti ne saranno venuti nel frattempo a conoscen­ za, ci sembra impor­ tante ricordare alme­ no quanto segue: 1) approvato il pre­ ventivo finanziario per la realizzazione del corso per direttori tec­ nici regionali prepo­ sti alla istruzione dei direttori sportivi in tutte le regioni; 2) istituita la categoria dei direttori tecnici re­ gionali è stata inserita nel regolamento tec­ nico l’art. 44 (edizione 1966) prevedendo fra le licenze anche quella del direttore tecnico regionale; 3) approvato 11 bando di concorso per l’ammissione di ventiquattro aspiranti direttori tecnici regio­ nali ad uno speciale corso che verrà indet­ to nella seconda de­ cade di settembre; 4) sancito l’obbligo a da­ tare dal 1968 dell'abi­ litazione dei direttori sportivi per tutte le società che tesserano anche un solo corri­ dore. Gli esami di abilitazione incominceranno negli ultimi me­ si del 1966 e si pro­ trarranno per tutto il 1967.

allo Sport ed all’Igiene dei Comuni italia­ ni; nonché tecnici e medici interessati al problema.

IGIENE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

FLASi^

La Federazione me­ dico sportiva italiana, in collaborazione con il Centro Giovani Cal­ ciatori di Viareggio, organizza il IV Con­ vegno internazionale di medicina dello Sport sul terma « Igie­ ne degli Impianti sportivi. Inoltre l'ing. G. Baracchi (Italia) e l’ing. G. Èva (Italia) tratteranno sui requi­ siti deH’edilizia spor­ tiva da un punto di vista della igiene non­ ché 1 recenti progressi nei sistemi di depura­ zione delle acque piscinali. I professori C. Garaci e G. Pastore (Italia) parleranno in­ fine sul microclima delle palestre e delle piscine e sulla igiene delle attrezzature spor­ tive scolastiche. Fun­ geranno da moderato­ ri il dr. Mario Salni, Segretario generale del CONI, e il dr. Carlo Sganga, Ispettore su­ periore del Ministero della Sanità. I] prof Venerando, Presidente della F.M.S.I. presie­ derà i lavori del Con­ gresso che ha avuto l’adesione di Illustri professori universitari: Ambrosloni. D’Alessandro, De Blasi, Del Vecchio. Giovanardi, _____ , Mazzetti, Parvis, Paccagnella. Rita e Sep­ pi111 ed il patrocinio del Ministro della Sa­ nità. La sede del Con­ gresso è stata fissata presso il Jockey Club di Viareggio. Hanno di già aderito molti As­ sessori alla Gioventù,

TESI DI LAUREA SUGLI IMPIANTI SPORTIVI La Commissione per l’esame del Concorso bandito dai Centro Studi Impianti Spor­ tivi, composta da: dott. Mario Saini, pre­ sidente; arch. Anniba­ ie Vitellozzi, arch. En­ rico Del Debbio, arch. Gaetano Minnucci, ingegn. Piero Bozzati, ing. Gustavo Barac­ chi, prof. Cesare Valle, membri; ing. Renzo Giorgetti, segretario. ha stabiliti■o all’unanimità, dopo ampia discussione tra tutti i componenti, di as­ segnare 1 Premi nel­ l’ordine seguente: 1° Prèmio ex-aequo (L. 450.000 prò capite) ai progetti degli ar­ chitetti Bruno Bruni (palazzetto dello sport a Terracina) e Vitto­ rio Garzarelli (palaz­ zo dello sport a Pe­ scara) ; 3° Premio (L. 300 mila) al progetto dell’ing. Gianfranco Vaccarl, che ha studiato una piscina coperta nel contesto di un complesso sportivo nel­ la città di Rovigo. La Commissione inol­ tre ha proposto un riconoscimeno al se­ guenti due progetti: arch. Giancarlo Del Mastro (stadio per 20.000 spettatori); ar­ chitetto Alberto Spo­ silo (attrezzature spor­ tive al lago di Pergusa).


TT7 *)nostra intenzione riJL_J prendere in esame il problema dello sport sco­ lastico, sia considerato .in se stesso, sia in riferimen­ to all’organizzazione spor­ tiva generale in Italia. In questo primo inter­ vento riferiamo di alcuni contributi offerti all’anali­ si della questione da orga­ nismi e personalità stra­ niere. Ultimamente, infat­ ti, il delicato e importan­ te problema è stato ripe­ tutamente preso in consi­ derazione, fra gli altri, dal Comitato per l’Educazione Extra-Scolastica del Con­ siglio d’Europa, dal Con­ siglio Internazionale per l’Educazione Fisica e Io Sport (CIEPS) che fa ca­ po all’UNESCO e, in Fran­ cia, dall’Accadcmia degli Sport, dal Comitato Pierre de Coubertin e dall’Alto Comitato degli Sport. Il nostro scopo è quello di documentare, sia pure parzialmente, l’interesse che presso altre nazioni viene dedicato al proble­ ma, la serietà con cui es­ so viene affrontato e ov­ viamente offrire un utile elemento di confronto con la situazione italiana. Riportiamo per prime le conclusioni di diversi in­ contri di studio del Co­ mitato per I’ Educazione extra-scolastica. Alla for­ mulazione di queste con­ clusioni hanno contribuito alti funzionari dello Sport di diciannove Paesi. Essi hanno aU’unanimità constatato che le diffìcoltà nella promozione delle attività fìsiche e sportive post - scolastiche hanno tre cause princi­ pali: — lo sport non è ricer­ cato dai giovani e dagli adulti perché la scuola non crea una solida mentalità sportiva;

(segue a pag. 5)


ecco

in

sintesi gli aspetti principali dello sport scolastico Volendo cogliere sinteticamente gli aspetti princi­ pali dei passi riportati, possiamo elencare i se­ guenti punti che, pur rispecchiando idee altrui, non avremmo difficoltà alcuna a sottoscrivere.

LO SPORT SCOLASTICO DEVE ESSERE: • una mentalità prima che un'attività ;

• un principio orientativo e di fusione di tutta l'attività scolastica prima che una organizzazione ; • una responsabilità comune prima che un compito organizzativo o un dovere profesionale ; • un'attività degli alunni prima che un'iniziativa della scuola; • un'attività di base, un'esperienza fondamentale per la formazione personale e sociale, prima che una disciplina programmata e settorizzata.

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Concludendo, l’educazione fisico-sportiva nella scuo­ la dovrebbe costituire il terreno nel quale tutte le x altre discipline possono trovare l’humus per svilup­ pare con fecondità, armo­ nicamente, serenamente; le attività fisico-sportivoricreative, infatti, sono per l’alunno c per lo studente una necessaria scuola di ordine, di iniziativa, di di­ sciplina, di democrazia, ol­ treché un elemento riequi­ libratore del fisico e dello spirito, e perciò stesso rap­ presentano un’esperienza fondamentale che con­ giunge e armonizza come nessun’ultra, già fin dal tempo scolastico, la scuola con la vita.


— una carenza di co­ scienza e di responsabilità verso il problema presso i quadri dirigenti dei vari Paesi; tale coscienza do­ vrebbe acquisirsi nei Licei e nelle Facoltà universita­ rie; — una grave insufficien­ za di animatori generosi la cui vocazione potrebbe nascere a scuola se gli al­ lievi fossero educati a sen­ tire l’attività fisico-sporti­ va come cosa propria e ad animarla essi stessi. I rimedi possono venire da una profonda trasfor­ mazione della Scuola sulla base del seguenti criteri: — programmi meglio ri­ partiti e più efficaci gra­ zie alla promozione del gioco, dello sport, delle at­ tività all’aria aperta; — una partecipazione costante degli allievi alla animazione delle attività, che debbono essere sentite come « cosa loro » prima che dell’amministrazione e dei professori; — la bivalenza dei pro­ fessori (quelli specializzati in discipline intellettuali che insegnano anche di­ scipline fisiche e vicever­ sa). A riprova di queste con­ clusioni è stata condotta un’accurata indagine sulla situazione sportivo-scola­ stica in Inghilterra che, per molti versi, può con­ siderarsi esemplare. Ecco­ ne i caratteri salienti: — il gioco e lo sport al­ l’avanguardia dei pro­ grammi; — sono gli allievi stessi che inquadrano, animano, dirigono, amministrano e arbitrano le attività; — i professori sono bi­ valenti. Alcuni di questi principi sono stati inseriti nel pro­ getto di « Manifesto dello sport» preparato dal Co­ mitato Esecutivo del CIEPS. Nel primo capito­ lo, che riguarda lo sport scolastico, è detto tra l’al­ tro: L’educazione moderna deve egualmente prepara­ re il fanciullo alle libere attività di giovane e di adulto. Affinché l’uomo pra­ tichi lo sport durante tut­ ta la sua vita, occorre che ne acquisti l’abitudine e il gusto dalla sua infanzia. La formazione intellet­ tuale, fisica, morale ed estetica dell'individuo, qua­ le che possa essere più tardi la sua responsabilità nella società, esige un equilibrio fra le diverse di­ scipline, che si deve riflet­ tere nel contenuto dei pro­ grammi e negli orari. E’ comunque necessario che almeno da un terzo a un sesto dell’impiego del tem­ po totale sia riservato al­ l’attività fisica (la propor­ zione diminuisce man ma­

no che il ragazzo cresce). Una gran parte di questa attività fisica deve essere indirizzata verso lo sport (la proporzione aumenta con l’età del ragazzo). L’alunno, più avanti lo studente, deve trovare nel­ l’attività sportiva un’occa­ sione preziosa di sviluppo del suo gusto per i compiti d'animazione e del senso delle responsabilità. Dato per scontato che gli insegnanti debbano es­ sere competenti tecnicamente in ciascuna materia del loro insegnamento, la migliore efficacia pedago­ gica si ottiene quando un gran numero di professori d’educazione fisica inse­ gnino una disciplina intel­ lettuale e quando i profes­ sori di una disciplina in­ tellettuale insegnino an­ che gli sport. Infine ci sembra impor­ tante riferire alcuni passi di una relazione di M. J. Borotra, Presidente della Commissione della Dottri­ na dello sport in seno all’Accademia degli Sport di Francia. Costui ha raccol­ to le conclusioni di vari contributi ed ha steso un « Saggio di Dottrina dello Sport » i cui principi sono stati anche inclusi nel Manifesto dello Sport dell’UNESCO. Dice Borotra a proposito dell’ educazione sportiva dei ragazzi e dello sport nella scuola in particolare: Il ragazzo non deve re­ stare costantemente sotto la tutela del maestro se si vuole che egli si appropri veramente, che prenda in­ teresse alla sua educazione intellettuale e fisica. Per­ ché ciò si avveri occorre che egli possa fare dello sport senza i suoi maestri, cioè fuori della scuola. Questo clima di libertà è anche indispensabile alla vitalità delle società, cel­ lule di base dello sport. Inoltre bisogna conside­ rare che gli alunni sono già attualmente troppo impegnati dalla scuola; un’aggiunta di attività sportive aumenterebbe an­ cora la loro fatica. A par­ tire da un certo punto, al­ la fatica intellettuale si aggiungerebbe la fatica fi­ sica. Questo, anche se ci fossero gli insegnanti e i mezzi per farlo, sarebbe criminale. A scuola il ragazzo non può fare né apprendere tutto, bisognerà quindi so­ prattutto che egli impari ad imparare: cioè acquisi­ sca il gusto di fare dello sport, il bisogno di svilup­ parsi fisicamente, intellet­ tualmente e moralmente e le basi per poterlo fare; bisogna insomma prepa­ rarlo ad una educazione permanente, non preten­ dere di potergliela impar­ tire nel solo tempo scola­ stico.

non l’hanno meritato A abbiamo sentito ripetere ormai decine di volte, lo abbiamo letto su tutti i giornali, ne abbiamo discusso a scuola, sul lavoro, tra amici e tutti (o quasi) abbiamo contribuito secondo le nostre possibilità a risolvere mo­ mentaneamente la grande carestia indiana. Il dramma di quella nazione è proprio qui: le grandi carestie sono effetti di periodi di siccità, ma anche di una arretrata situazione agricola, di una quasi totale mancanza di meccanizzazione e di agricoltori scientificamente preparati, di materiali e personale qua­ lificato. Si tratta di una nazione uscita da poco dal colonialismo più stretto, di una po­ polazione semplice e per natura incline alla fatalità, di una serie complessa di circostanze psicologiche e materiali di difficile risoluzione. Ecco perché il contributo di ciascuno di noi supera il significato di ima semplice offerta: è un contributo allo sviluppo materiale e mo­ rale di ima nazione che ha il diritto alla vita, come lo hanno le nazioni più progredite. Ecco perché gli appelli del Papa, del Segre­ tario delle Nazioni Unite, del nostro Presiden­ te della Repubblica sono appelli alle coscienze e non soltanto al portamonete. Ecco perché riteniamo che oltre al contributo in denaro sia necessario un contributo di « corresponsa­ bilità » personale. Ecco soprattutto perché auspichiamo, dopo il passaggio di questa crisi agricola, che tutte le nazioni (e ciascuno di noi) si debbano im­ pegnare in un plano concreto e continuo di collaborazione con le autorità indiane per ri­ solvere il problema di quella nazione nelle sue cause e non soltanto in quei tragici effetti che abbiamo sentito descritti e tragicamente com­ mentati in questi giorni. E’ un impegno che chiediamo ai governi non soltanto per l’india, ma per tutti quel popoli che ancora soffrono delle conseguenze di una schiavitù non voluta e non meritata. jtm.

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Circa venti Comitati parteciperanno alle finali nazionali di sci: un traguardo all’intensa attività di una stagione.

Il Criterium Nazionale e il Campionato Nazionale dei Campanili Alpini si svolgeranno a Bormio il 26 e 27 febbraio.

sci campionati naziona li z~v uasi senza accorgerce(I ne, siamo giunti alla Finale Nazion. di Sci! A Bormio, il 26 e 27 pros­ simo, si concluderà un’al­ tra stagione « bianca » del Centro Sportivo Italiano, si potrà constatare, anco­ ra una volta, la efficienza di uno sport difficile che però ha saputo entrare autoritariamente in molti ambienti e portare tanti e tanti atleti allo sport. Adesso che stiamo per vi­ vere le due giornate di Bormio, possiamo con con­ sapevolezza affermare che la finale concluderà un’al­ tra intensa stagione. Anche quest’anno, ventidue Comitati CSI hanno portato a termine un nu­ mero veramente imponen­ te di gare sia per la cate­ goria Juniores (valide per il Criterium Nazionale) che per i giovanissimi (va­ lide per il Campionato Nazionale dei Campanili Alpini); inoltre si sono avute in moltissime zone manifestazioni con pro­ grammi particolari per lo sviluppo di questa disci­ plina che ha ormai con­ quistato una valida posi­ zione nel complesso di tut­ to lo sport nazionale. Quello che conforta in questo primo ed affrettato consuntivo di stagione è la volontà dimostrata dai Co­ mitati CSI nel voler supe­ rare tenacemente ogni e qualsiasi difficoltà. Lo sci, inutile dirlo, è specialità che ipuò presen­ tare ostacoli di una certa serietà: basta infatti un nonnulla per far fallire ogni manifestazione, an­ che la più curata. Ma pro­ prio in questo campo la preparazione dei Dirigenti periferici del CSI affiora, ed allora scompaiono dif­ ficoltà, ostacoli, imprevi­ sti! 6

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Bormio, quindi è pron­ to per il grosso evento e siamo certi che ancora una volta i campionati che vedranno assegnare i pri­ mi scudetti tricolori del 1966 saranno degni della passata tradizione. Lo scorso anno Lurisia vide un efficiente comples­ so di atleti, preparati e si­ curi. tecnicamente degni di partecipare ad una qua­ lificata gara finale; que­ st’anno Bormio non sarà da meno e sulle più che perfette piste del fondo e degli slalom i migliori riuriscanno a « sconfiggere » l’accanito cronometro ed a laurearsi campioni. Ma veniamo alla parte­ cipazione. Al momento in cui scri­ viamo non sappiamo an­ cora la composizione delle singole rappresentative e quindi non possiamo fare « nomi ». Possiamo solo elencare i Comitati che in base al regolamento del Campio­ nato sono stati ammessi nelle varie gare (fondo, slalom gigante e speciale, staffetta): Vicenza, Tren­ to, Belluno, Feltre, Cuneo, Udine, Bergamo, Lecco, Torino, Novara, Brescia, Mantova, Valtellina, Fer­ rara, Modena, Milano e Mondovi. Mancano ancora Comi­ tati illustri, quali Reggio Emilia e Verona. Ma sia­ mo certi che anche questi ultimi si aggiungeranno fra breve, alla schiera dei protagonisti di Bormio Per delle finali, che las­ sù ai 1225 metri dell’Alta Valtellina, nel cuore delle Alpi Centrali ed ai Piedi del Giogo e dello Stelvio sapranno ancora inebriar’ ci e farci credere nei vn" lori migliori dello sn‘‘l del C.S.I. * ort ALDO cappellini


radio tv sport Programma ghiotto per 1 telesportivi anche nei pros­ simi quindici giorni.

pongismo al traguardo Y 1 « boom » è un termine I di moda oggi anche nel CSI che in questi ultimi tempi se ne serve abbi­ nandolo a varie discipline sportive per le quali vi é stato un particolare suc­ cesso e di partecipanti e di qualità. A questa «moda» non si sottraggono nemmeno gli sport cosi detti minori e fra questi facciamo par­ ticolare riferimento al Tennis da Tavolo. Si, è ve­ ro; ma per «sport mino­ re » non intendiamo uno sport privo di attrattive, di agonismo, di valore spor­ tivo. Intendiamo uno sport giovane, come giovane è ancora il pongismo in Ita­ lia, con ancora molta stra­ da dinanzi verso un suc­ cesso del quale si intravvede il traguardo sempre più chiaro. E’ certamente ancori presto per parlare di un ---------eproprio vero proprio««boom boompipongistico ». Il nostro è un « boom » forse in tono mi­ nore, ma che comunque vuole evidenziare i costan­ ti progressi affermativi di questa disciplina sportiva, alla quale i giovani si in­ teressano sempre più. I risultati sono più che evidenti, bastano le cifre con il loro costante moto ascensionale, per dimo­ strare il ferménto di vi­ talità e interesse a questa disciplina, alla quale, una volta iniziatane la seria e costante pratica, non si sfugge, si resta avvinti dalla sua bellezza, entusia­ sti dalla sua leggiadria, dalle sue agili movenze d; danza: là dove la prepara­ zione tecnica e fisica sta alla giovanile preparazio­ ne per la vita adulta, l’a-

gilità del movimenti sta alla agilità dello spirito, la tenuta di gara sta alla costanza ed alla pazienza, l’avversario sta ai pericoli della vita sempre in ag­ guato, il colpo d’occhio ed i riflessi allenati stanno alla prontezza nell’affrontare o evitare tali peri­ coli. E’ innegabile che il CSI stia affermandosi di gior­ no in giorno sempre di più come un insostituibile or­ ganismo di propaganda sportiva, raccogliendo sempre maggiori ricono­ scimenti e rendendosi in­ dispensabile per una fat­ tiva, efficiente e capillare opera di educazione dei giovani ad una coscienza sportiva che li ammaestri alle dure lotte della vita, affrontandole con sereni­ tà. sportività e coscienza di uomini. Lo sport é ormai divenu­ to un validissimo mezzo per tale opera, perché non vi è giovane oggi che non pratichi qualche discipli­ na sportiva o non ne se­ gua da vicino le sorti. Tutto lo sport del CSI non è fine a se stesso; ma e certamente scuola di vi­ ta e nel tennis da tavolo ne troviamo tutti gli ele­ menti più validi, più im­ portanti, più basilari. La maggioranza dei no­ stri Comitati ha compre­ so l’importanza e la serie­ tà di questo sport, dando ad esso sempre maggiore impulso, oltre che con la attività pongistica pro­ priamente di propaganda e di diffusione svolta in ogni parte d'Italia con de­ cine e decine di tornei, de­ dicati soprattutto ai gio­ vanissimi. con la parteci-

pazione alla attività uffi­ ciale dei Campionati Na­ zionali, alla quale ogni anno un sempre maggior numero di Comitati dedi­ cano premurose cure. Le varie fasi dei Cam­ pionati impegnano ormai non più centinaia di atle­ ti, ma migliaia, soprattut­ to nel periodo che va da ottobre-novembre a fine marzo quando il pongismo CSI raggiunge la sua meta annuale più ambita: l'ag­ giudicazione degli scudetti di campioni nazionali. Avevamo detto che le ci­ fre avrebbero dimostrato meglio di ogni commento l’indice di diffusione del tennis da tavolo. Infatti, quest’anno altri venti Co­ mitati si sono aggiunti al­ la schiera di quelli che da anni praticano questa bel­ la disciplina, portandone così il numero a ben 125. Considerando che ciascu­ no di essi, in media, rac­ coglie un centinaio di gio­ vani, la partecipazione si rivela davvero imponente. Di questi Comitati 98 sono 1 provinciali o zonali auto­ nomi ammessi alla dispu­ ta delle fasi regionali alle quali partecipano in totale circa 600 atleti. Molte sono comunque ancora le possibilità di questa disciplina, la quale proprio nel CSI trova mo­ tivi di maggiore afferma­ zione, perché fra tutti gli Enti di propaganda, il CSI è certamente quello che ha un raggio d’azione più ampio, più capillare, in­ sostituibile, raggiungendo migliaia e migliaia di gio­ vani sino nei più sperduti centri. ALBERTO GRECANTI

SCI DA OSLO La prima settimana sarà ovviamente dedicata ai mon­ diali di sci (prove nordiche) che si svolgono, cóme si sa, ad Oslo dal 17 al 27 febbraio. Mercoledì 23, ad esempio, ad essi sarà dedicato un pome­ riggio sportivo (dalle 14.30 alle 16,45) e potremo vedere le fasi salienti della staffetta 4x10 km. Non è stato ancora preci­ sato, invece, il programma di Mercoledì sport delle ore 22; è una trasmissione che viene... ammannita quasi sempre all’ultimo momento, e ciò naturalmente non nuo­ ce alla sua attualità e al suo interesse.

PATTINAGGIO DA DAVOS Giovedì 24 sarà effettuato un altro collegamento in Eu­ rovisione dalla Svizzera con Davos, dove si svolgeranno i Campionati mondiali di pat­ tinaggio artistico su ghiaccio. Sarà di scena la danza li­ bera. Sabato 26 ancora un colle­ gamento eurovisione, con la Norvegia questa volta, per trasmettere dalle 14,35 alle 16.10 la gara di 50 km dei mondiali di sci da Oslo.

IRIDE PER LONGO Nel pomeriggio sportivo di Domenica 27 c’è perfino troppa carne a cuocere. E’ previsto un collegamento con la Spagna per i campionati mondiali di ciclocross nel corso dei quali il nostro Re­ nato Longo — glielo augu­ riamo vivamente! — potreb­ be indossare la sua quinta maglia iridata. Altro colle­ gamento è previsto con Mi­ lano per il Premio Europa di Trotto, un terzo con Da­ vos per il Pattinaggio Arti­ stico su Ghiaccio ed un quar­ to per il Giro di Sardegna Come sia possibile inserire in questo programma anche il trofeo di Campanile Nuotc intitolato a Nico Sapio è pro­ blema ohe spetta ai Servizi Sportivi della TV risolvere!

GIRO DI SARDEGNA Il mese dì marzo si apre al l'insegna del ciclismo su strada che Inizia la sua sta­ gione con il Giro di Sarde­ gna. La TV si collegherà per le tappe principali, in particolare per quelle di gio­ vedì 3 e sabato 5.

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T 9 Italia è decisamente la patria dei « boom ». Fra i tanti, non poteva mancare quello sportivo; la pallacanestro oggi è così in auge da essere considerata il secondo sport dopo il calcio. Mai visto un simile interessamento, un crescendo im­ pressionante di pubblico entusiasta (palestre con 7000-8000 posti sono già insufficienti...) un gioco veloce, spettacolare con risultati incerti fino all’ultimo. Vedere uscire dalla me­ diocrità uno sport così bello non può che fare piacere... Senza dubbio grande merito va al Consiglio Fede­ rale, capeggiato dal suo giovane e dinamico Presidente Avv. Coccia, che già raccoglie i frutti dei suoi coraggiosi programmi.

Quello, però, che ci lascia per­ plessi e sconcertati è la « natura », la « causa prima » di questa improv­ visa esplosione. Non occorre la si­ billa per indovinare nella presenza dello straniero questa crescita im­ provvisa. Sia per effettivo valore, sia perché costituisce un esempio tecni­ co da imitare e sia, diciamolo pure, per quella percentuale di esterofilia di cui è invaso ormai il gusto per lo spettacolo del nostro pubblico. Lo straniero ha contribuito quasi da so­ lo all’affermazione del nostro sport in questi ultimi mesi. Ma, intanto, questo contributo è tutto e soltan­ to positivo? O, almeno, gli aspetti positivi soverchiano quelli negativi? Vediamo.

1) Lo straniero, nelle squadre maggiori, costringe in panchina un giocatore italiano che imparerà sen­ z’altro da lui, è vero, ma avrà po­ che occasioni per mostrare i progres­ si conseguiti. E siccome, nel 90% dei casi, lo straniero gioca a pivot questo porta all’aggravamento del8

la crisi preesistente in questo ruolo nella Nazionale.

zi Allorché, nel i966-’67 scadrà la concessione dell’importazione che accadrà? I tecnici, oggi, rispondono « cammineremo da soli molto bene e confermeremo di essere fra i mi­ gliori del mondo ». Noi, più scettici, crediamo che domani, passate le Olimpiadi, gli stessi tecnici torneran­ no alla carica perché diranno che senza, lo straniero mancherà lo spet­ tacolo e quindi ci sarà un notevole calo di pubblico, e, con il pubbli­ co, incassi e propaganda andranno in soffitta, ecc. ecc... 3) E’ chiaro che lo straniero ha messo in maggiore evidenza l’aspet­ to professionistico perché nessuno ci darà da bere che i vari Thoren, Gowan, Moe, Bradley, Granat, ecc... vengano in Italia per la nostra bella faccia o perché, il nostro, è il paese del sole. E questo è un aspetto ir­ ritante dell’intera situazione perché certe dichiarazioni, come le due che riportiamo, devono trovare un par­ ticolare pubblico che ci creda.

Meglio essere chiari e lineari, anche se fra due anni ci saranno le Olimpiadi Rubini: « ... E il più assoluto di­ lettantismo è quello dei giocatori, per quanto in giro si possa dire. Il professionismo non esiste neppure da parte dei campioni ». Coccia: « ... (Il professi..........f v materia ampiamente opinabile. Cir­ ca le conferme dei prezzi pagati per i giocatori, mi sembra tanto il caso di coloro che, per far vedere di ave-


Dopo la Federazione argentina di pallacanestro anche quella jugoslava pensa seriamente alla possibilità di venire ai ferri corti con quella italiana per le troppo frequenti fughe di giocatori verso le nostre società. Sono soprattutto questi giocatori stranieri che hanno provocato il cosiddetto « boom » del basket italiano. Di che si tratta in realtà e qual è la portata di questo fenomeno? Guardiamolo e giudichiamolo senza precon­ cetti o falsi moralismi. E ricordiamo che cento campioni non fanno uno sport, centomila giovani atleti sì.

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re comprato una cosa di grande va­ lore, dicono di averla pagata mol­ tissimo ». Dai giornali, viceversa appren­ diamo: « Il Livorno, grazie anche a Raf­ faele, è quasi certo della promozio­ ne. Raffaele, sarebbe venuto a co­ stare al Canta 4 milioni e mezzo di cartellino, due milioni e mezzo al giocatore e 200.000 al mese ». Ebbene, secondo Coccia e Rubi­ ni questo non è professionismo. Per essere professionisti, allora, quanti milioni bisogna guadagnare? Per quanto la lira sia ridotta male, pure 200 mila mensili farebbero comodo al 70% degli italiani. Non siamo contro il professioni­ smo, perché non si possono ferma­ re evoluzioni così categoriche (an­ che se negative) ma siamo, invece, per una coraggiosa interpretazione della realtà. Inutile fare gli struzzi mettendo la testa nella sabbia; inu­ tile ballare il saltarello con le parole e giocare a rimpiattino con le cifre. Il professionismo c’è e allora occor­ re innanzi tutto riconoscerlo e poi codificarlo e isolarlo da quanto ci re­ sta di dilettantismo, anche se è evi­ dente che, per vari ed opposti mo­ tivi, tanto la F.I.P. quanto le So­ cietà non sono affatto disposte ad arrendersi sull’argomento.

!\’on culliamoci .sugli allori: il 44 boom ” vero è ancora da costruire Quindi, il nostro dubbio su que­ sto « boom » ha ragion d’essere. Si tratta di un « boom » apparente, fittizio che si basa esclusivamente

su un certo movimento di quattri­ ni che hanno portato lo straniero in Italia e che cesserà nel momento in cui o finiscono i soldi o quando, per legge, non ci saranno più i fenome­ ni americani. L’attuale crescita del basket maggiore somiglia ad un ra­ gazzo di m. 1,70 che, in pochi mesi raggiunge i m. 2,20 e tutti gridano « bravo », « bene », « evviva ». Noi siamo per il « boom » cestistico vero quando vediamo molti- • plicarsi i centri di addestramento; quado vediamo che, dietro la pres­ sione della base è indispensabile co­ struire palestre a getto continuo; quando vediamo raddoppiare società e squadre; quando troviamo il pub­ blico anche su campi scoperti della periferia. E tutto questo se si sta verificando non è certo sotto forma esplosiva, ma metodica e continua. In conclusione, andiamoci piano con certi facili entusiasmi per un fe­ nomeno macroscopico che non è la espressione o il prodotto puro di una base omogenea. Non vorremmo, ora, che i bril­ lanti programmi federali prendesse­ ro la mano ai loro estensori. Noi ab­ biamo scarsa stima e fiducia nei di­ rigenti delle società di serie A per­ ché, ormai conduzione, scopi, inten­ zioni non si identificano più con quelli di una Società sportiva. Pro­ vate a toccare gli interessi di una so­ cietà federale ed ecco che partono furenti telegrammi di proteste, mi­ nacele, ricatti ecc... Fino a ieri tutti perdevano fiato, parole e tempo per elogiare la FIP; oggi già si sente di­ re da un Presidente di una grossa società che la Federazione « è un vero caos ». « Boom » allora? ! Sarà, ma non riguarda certamente la pallacanestro. GOVANNI GOMEZ DE TERAN 9


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incontro di studio

prima consulta nazionale di studio sui tema natura e finalità della società sportiva del CSI PROGRAMMA: 4 marzo - pomerìggio : arrivi e sistemazione

5 marzo - mattino

T a Consulta Nazionale di JUStudio è ormai prossima. L’incontro si svolgerà a Ro­ ma il 5 e 6 marzo prossimo. Costituirà un’altra importan­ te tappa di quel discorso e di quel programma che, ini­ ziato l’anno scorso con le ce­ lebrazioni ventennali e con l’ottavo congresso. impe­ gnerà l’organizzazione a tutti i livelli nei tre anni che ci separano dal congresso prossimo. I dirigenti di periferia e i nostri atleti faranno forse un po’ fatica a seguire il lavoro che si è condotto lino ad oggi e che si sta facendo in questo periodo. E’ com­ prensibile, poiché il program­ ma si è svolto finora ad un certo livello e non sempre si riesce a coglierne l’eco ed il senso. E’ tuttavia neces­ saria e logica questa « trafi­ la ». Si può sintetizzare bre­ vemente così: il ventennio, l’ottavo congresso del C.S.I., il Concilio Ecumenico, una evoluzione dell’Organizzazione, della realtà sportiva e giovanile italiana hanno im­ posto un esame di coscienza dei programmi, delle impo­ stazioni, degli orientamenti. Niente da rivoluzionare, sol­ tanto da ripensare, « rinno­ vare », aggiornare, adattare, perfezionare. II Congresso ha indicato alcune linee di fondo per questo «rinnovamento»; il Consiglio Nazionale e la Commissione di Studio han­ no stabilito un certo ordine ed una certa gradualità fis­ sando come primo tema di studio e di esperienza la So­ cietà Sportiva del CSI cel­ lula della nostra Organizza­ zione, base dell’attività spor­ tiva, ma soprattutto centro di vita giovanile. In due anni l’argomento sarà studiato nel suoi aspetti a tutti i livelli orga­ nizzativi del nostro ente: do­ po il Congresso, 11 CDN, quindi i Dirigenti Regiona­ li, poi la Consulta e nel pros­ simo autunno l’Assemblea dei dirigenti provinciali e zo­ nali. Dopo di ciò spetterà ai Comitati compiere l’ultimo atto, cioè rendere partecipi del lavoro compiuto i diri­ genti di società. Al momento siamo giunti, dunque, alla terza fase. Pro­ prio in questi giorni infatti, si svolgono le ultime ritma­ te regionali nel corso delle quali è stato fatto un lavoro preparatorio alla Consulta Nazionale. Ad essa come è noto, prenderanno parte i Consiglieri, i Presidenti e i Consulenti Regionali con al­ cuni altri esperti espressamente invitati. A parte ri­ portiamo il programma dei due giorni dal quale è anche possibile farsi un’idea dello Intero ciclo di studio e di la­ voro che l’organizzazione è chiamata ad affrontare.

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ore 7 - 9 - SS. Messe ore 10 introduzione: «Come abbiamo inteso ed intendiamo l’esercizio dello sport». Discussione generale 1" relazione: « Il ruolo della società sportiva del CSI nel disegno pastorale della Chiesa ». (La nostra concezione dello sport e dell’esercizio dell’attività sportiva si ispira al signi­ ficato che la Chiesa ha dato — e che il Concilio ci aiuta a riscoprire — alla presenza del cristiano nel mondo e del suo rapporto con i valori temporali) Relatore: Mons. Filippo Franceschi - Assistente Centrale GIAC pomeriggio

Gruppi di Studio Conclusione dei gruppi 6 marzo - mattino

ore 7,30 - S. Messa ore 9 - 2“ relazione: « La società sportiva del CSI al servizio dei giovani d’oggi ». (La Società sportiva del CSI — che realizza un’attività sportiva nel rispetto delle leggi dello sport e nel disegno pastorale della Chiesa — ricava da ciò la sua dinamica interna rispettando inoltre le leggi psico-pedagogiche che riguardano l’associazionismo giovanile) Relatore: Sac. Prof. Giancarlo Negri - Ordinario nel Pontifìcio Ateneo Salesiano Gruppi di studio. Conclusioni.

il totocalcio distribuisce oltre MEZZO MILIARDO alla settimana

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-g—, certo che le corse di lunri ga durata, e, tra queste. -*-^la corsa campestre, sono specialità che richiedono sa­ crifici. rinuncie e una buo­ na dose di volontà. Dire quindi, come scrive il prof. Roger Thomas, docente di educazione fisica dellTNS « che la corsa di mezzo fon­ do (5.000-10.000 metri) è una passione» e che la stessa è ri­ servata agli appassionati, è come affermare una verità solare, ben nota a tutti co­ loro che operano nel settore dell'atletica leggera. Le migliori prestazioni, in­ fatti, in tale specialità sono state, sempre, appannaggio di atleti con « nelle gam­ be » migliaia di chilometri e, per giunta, all'apice della lo­ ro carriera sportiva. Nell'esame particolareggia­ to che faremo oggi delle cor­ se lunghe, più che sugli ef­ fetti salutari generali che es­ se apportano al fisico, ci soffemeremo su quanto l’atleta ia, attraverso una preparazio ne razionale, per superare nel modo più agevole la pro­ va e, in ultima analisi, per predisporre in modo adegua­ to le basi per la più speci­ fica attività su pista. E' indubitato che le corse all’aria libera (in mezzo ai campi, boschi, in collina o in riva al mare) sono il mezzo più idoneo per restaurare lo organismo, per ridare nuovo slancio agonistico all’atleta debilitato, ma anche il mez-

zo più adatto per rinforzare la muscolatura e le articola­ zioni degli arti inferiori (in particolare dei piedi), per impostare il corridore al suo « treno » ed al cambio della andatura.

MUSCOLATURA E ARTICOLAZIONI: ESERCIZI PER IL RAFFORZAMENTO Si è detto più sopra, che la corsa campestre è l'esercizio più idoneo per il rafforza­ mento della muscolatura e delle articolazioni delle gam­ be, aggiungiamo ora che la efficacia di tale esercizio sa­ rà maggiormente valida se nell'allenamento potremo av_ valerci di terreni sempre di­ versi, possibilmente soffici (sabbia o torba o erba), per costringere l’atleta ad un la­ voro più intenso e completo da un punto di vista musco­ lare. Nelle corse campestri in­ fatti, gli atleti corrono con passo disinvolto, in leggera scioltezza (minimo di tensio­ ne nervosa), pur mantenen­ do nella corsa, come dicono i francesi, un «relachement vigilant », cioè un rilassa­ mento attento, per potersi a_ dattare di continuo agli osta­ coli disseminati lungo il per­ corso (ostatoli naturali quali i fossi, le siepi, ece.). Non sarà fuor di luogo far correre l'atleta lungo i pen­ dìi (discese, salite o lateral­ mente ad esse): l’esercizio sarà quanto mai indicato, per ché durante la corsa egli sa­ rà costretto, per mantenersi in linea, a modificare l’equi­ librio dinamico del corpo. Gli stessi risultati si posso­ no naturalmente raggiunge re, specie nel periodo meno propizio della stagione inver­ nale, con gli esercizi di pre­ atletica generale svolti in pa lestra. Data la particolare impor tanza che, in atletica legge­ ra. si dà alla spinta del pie­ de, riportiamo qui sotto gli esercizi più adatti alla biso­ gna. ricordando comunque

che tutte le sedute di allena­ mento dovranno essere sem­ pre precedute da una breve corsa di riscaldamento. 1) estensione elastica sugli avampiedi. 2) saltelli vari (sempre su­ gli avampiedi): a piedi pari, divaricati, incrociati, su una gamba (verso l'alto) ; saltel­ li verticali con raccolta del­ ie gambe al petto. 3) saltelli verso l’avanti-alto (preceduti da un leggero sle­ gamento sulle gambe). 4) saltelli con pesi sul'e spalle (graduati). 5) flessioni del piede: dal­ la posizione a gambe divari­ cate con il peso del corpo equamente distribuito, flette­ re il piede sinistro in fuori e il destro in dentro e vicever­ sa (disegno in basso). 6) corsa elastica sul posto: forte impulso del piede a ter­ ra e leggero piegamento sul­ le ginocchia. 7) esercizi di scioltezza del piede e dell'anca: spostando il peso del corpo su una gam­ ba, compiere esercizi di cir­ conduzione della caviglia e dell'anca. 8) estensione della gamba e del piede: l’esercizio viene effettuato a coppie; l'allievo che sta a terra e poggia il piede sulla spalla del compa­ gno (che fa opposizione con il proprio peso) distende e f’ette ritmicamente la gam­ ba e il piede. La flessione della gamba sulla coscia non deve essere completa (disegno in alto).

CAMBIO DELL’ANDATURA Il cambio dell’andatura è un esercizio che l’atleta ese­ gue nelle corse di fondo su pista, nel momento che egli ritiene il più adatto, per ri­ portarsi nel gruppo o. come avviene di norma, per stac­ carsi decisamente dai più di­ retti avversari nella fase fi­ nale della corsa (il momento varia a seconda del tipo di corsa).

In definitiva, il cambio non è che una variazione di velo­ cità, conseguente ad un au­ mento della pressione del piede al suolo o, di una di­ versa cadenza. Si tenga comunque presen­ te che l’azione deve avveni­ re senza pregiudicare l’equi­ librio dinamico del corpo e senza una eccessiva contra­ zione dei muscoli della gam­ ba. Vari possono essere i meto­ di per addestrare gli allievi a tale esercizio, ma in gene­ re. per ottenere dei buoni ri­ sultati. è sufficiente farli correre su una distanza pre­ stabilita secondo il seguente criterio: scelto un percorso, ad es. di 600 metri, lo si di­ vide in tre parti e si fissa il tempo per ogni frazione. Ammettendo che il tempo totale sia di 1’40" l'allievo verrà Invitato a correre: — la prima parte m. 200 veloce (tempo 34") — la seconda parte m. 200 sullo slancio (tempo 35") — la terza parte m. 200 - in forte ripresa (tempo 34") Risultati ancora migliori si potranno ottenere se, nella stessa seduta di allenamento si avrà cura di variare le di­ stanze totali (frazionandole nel modo anzidetto). L’alle­ natore dovrà, naturalmente, precisare fin all’inizio i tem­ pi delle singole frazioni e quelli per il ricupero, non­ ché accertarsi di volta in vol­ ta dello stato fisico dell'atle­ ta. affinché tutte le prove si effettuino nella forma più idonea e cioè in scioltezza e senza apparente fatica.

ESERCIZI PER LA IMPOSTAZIONE DEL « TRENO » Che cosa intendiamo per « treno » e in quale modo lo si imposta? Significa sviluppare nell’a­ tleta quelle qualità che, a di­ stanza di tempo, gli permet­ teranno di correre in modo uniforme e sempre in corri­ spondenza alle sue possibili­ tà fisiche. Sappiamo infatti che i grandi specialisti delle gare di fondo, oltre a sviluppare una grande velocità di base, sono in grado di stimare i tempi di passaggio ma so­ pratutto di distribuire in mo­ do uniforme le loro capacità fisiche nella gara nella qua­ le si trovano impegnati. In breve, si tratta di abi­ tuare l’atleta a sentire il tempo nelle gambe, e a saper dosare opportunamente, pur aumentando la velocità, le proprie forze, riservando un « quid » per quella che dovrà essere la sua azione finale. Per allenare i giovani ad un dato « treno » di corsa, il sistema migliore è quello di farli correre su distanze bre­ vi, ripetute, ma rapide come ad esempio sulla distanza dei m. 100. 150, 400 (o piu lun­ ghe) stabilendo il tempo per ogni frazione e quello per il ricupero. Anche in queste prove si dovrà evitare che l’atleta, si contragga durante la cor­ sa o che per superarla com­ pia uno sforzo eccessivo.

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11 rovescio d’attacco fi cura <h PI MI’

Tp 5 giunto ormai il tempo £j di passare al colpo più difficile nel tennis ta­ volo: il rovescio d’attacco. Questo colpo nella imposta­ zione con impugnatura clàs­ sica, è ad un tempo non in­ dipensabile, come dimostrò il grande Vana, e il colpo più micidiale che possa esistere, e basta pensare a Barna. Di­ ciamo subito che esistono più tipi di rovescio, ma dei dati fondamentali occorre aver sempre presenti: il rovescio richiede riflessi rapidissimi, il rovescio richiede un col­ po di polso magistrale, il rovescio non è un colpo che si possa improvvisare ma ri­ chiede sicurezza, tecnica ed allenamento perfetti. Iniziamo col descrivere la posizione del corpo e delle gambe: gamba destra legger­ mente più avanti della sini­ stra, il corpo che facendo perno sul bacino è girato, anche se non molto, dal lato sinistro, gli occhi ben fìssi sulla palla. Se si osserva è finora la posizione contrarla rispetto a quella che si assumeva per l’attacco di dritto. E’ la po­ sizione pressoché generale per ogni rovescio. Qui ini­ ziano le differenze: alcuni lo eseguono a braccio teso al­

Quando un giocatore effet­ tua il così detto « boome­ rang » (palla cioè che colpi­ ta, batte sul campo avver­ sario e ritorna indietro) può l’altro giocatore oltre­ passare con la racchetta la rete e con il corpo la metà campo — naturalmente late­ ralmente — senza così incor­ rere nell’invasione? Sf, e non solo lateralmen­ te, ma può anche allungare il braccio al di sopra della rete. Infatti, allorché una palli­ na servita da un giocatore

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tri muovono solo il polso, altri si proiettano in avanti con tutto il peso del cor­ po, eoe. In ogni caso il segreto sta nel far scattare la racchetta verso l’alto in maniera ra­ pidissima: il rovescio non è un colpo che si esegua len­ tamente ma il colpo più ful­ mineo che esista nel T. T. Ripetiamo: la racchetta de­ ve scattare « rapidissima » verso l’alto. Fra i tanti tipi di rovescio, che si distin­ guono fra loro per la diver­ sa posizione che assume il corpo del giocatore rispetto al tavolo ne presentiamo qui uno che permette fra l’altro di terminare molto bene il punto. Questo tipo di rove­ scio si basa principalmente sull’azione dell’avambraccio e del polso mentre il corpo è girato leggermente di lato. Dalla posizione iniziale già descritta e con il peso del corpo equilibrato sulla gam­ ba destra, ma non intera­ mente su di essa, occorre da principio allontanare li gomito dal corpo e poi proiettare l’avambraccio ver­ so l’alto. Il polso che viene fatto agire al momento di impatto con la palla, aumen­ ta la rapidità di esecuzione e la violenza del colpo che può venir così regolata e

possiede un tale effetto che, dopo aver toccato il campo avversario, essa ritorna su sé stessa verso il campo del battitore, il giocatore che do­ veva ricevere la pallina, os­ sia il ribattitore, ha la pos­ sibilità di andare a battere la pallina anche se la sua racchetta e il suo corpo ol­ trepassano la metà del tavo­ lo sia al di sopra della rete che a lato. Però, quel gio­ catore, la sua racchetta o i suol vestiti non dovranno toccare in alcun modo la rete o i supporti di essa, né dovrà spostare la superficie di gioco.

infine permette di indirizza­ re la palla. Le foto di questa pagina danno bene l’idea di tale ro­ vescio visto nella esecuzione di due diversi atleti, in bas­ so il francese Agapoff e in alto l’italiano Molina. Rimangono da vedere due altre cose: quando colpire la palla e l’impugnatura. La palla è preferibile colpirla o al momento massimo della parabola di rimbalzo o men­ tre sta raggiungendo il cul­ mine di tale parabola cioè anticipandola un po’. Il ro­ vescio ritardato noi lo con­ sigliamo solo dopo che si è divenuti perfettamente pa­ droni del colpo. Come si sarà notato, in questo tipo di rovescio il colpo d’occhio è fondamen­ tale e il colpo è un colpo essenzialmente al tavolo o vicino ad esso. Così questo rovescio è una ottima intro­ duzione anche al contrattac­ co di rovescio al tavolo che può essere definito un rove­ scio concentrato, con meno movimento del corpo, dello avambraccio e del polso il quale però deve mostrare una tempestività ancora maggiore nell’eseguire la bre­ ve indispensabile rotazione cercando di sfruttare al mas­ simo la forza del colpo av­ versario. Il contrattacco di rovescio da lontano, basato su altri criteri, per ora lo si lasci a chi è più vecchio di mestiere. E veniamo all’impugnatu­ ra: quanto più si impugna fortemente la racchetta e vi­ cino alla faccia tanto più il rovescio è. In generale, fa­ cilitato, ma per chi è abi­ tuato ad impugnare in altro modo nascono dei veri pro­ blemi. Sono chiare però due cose: un certo cambiamento nella posizione della racchet­ ta nella esecuzione dei vari colpi esiste ed è sempre esi­ stito: si ottiene muovendo opportunamente pollice ed Indice e creando così l’ela­ sticità ed il nuovo equili­ brio necessari; d’altro canto il punto d’armonia tra le di­ verse posizioni è un segreto personale che va a lungo cercato e necessariamente scoperto.

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francobolli e sport invernali tr recenti Campionati del 1 Mondo di Bob. svoltisi a Cortina d'Ampezzo, nonché i campionati di sci, di Oslo in Norvegia, hanno dato luo­ go alla emissione di ben sei francobolli, due italiani e quattro norvegesi. I due francobolli italiani, emessi il 24 gennaio scorso, rispettivamente da L. 40 e L. 90, rappresentano, uno il bob a due e l’altro 11 bob a quattro; il loro aspetto è nell’insieme piacevole benché si poteva fare molto meglio, anche usando altri colori ed un altro sistema di stampa e cioè la calcografìa. CAMPIONATO MONDIALE DI BOB CO»TI?~K UAMM

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ITALIANE

Ben altra cosa sono inve­ ce quelli che la Norvegia ha emesso 1’8 febbraio; essi rappresentano la sagoma dì uno sciatore ripreso da una scultura rupestre di 4.000 anni fa, uno sciatore di fon­ do, il salto con sci ed il fa­ mosissimo trampolino di Holmenkollen, celebre nel mon­ do intero, dove vi sono state vissute delle grandissime im­ prese sportive e dove lo svolgimento delle prime gare risale al 1866. M T


esercizi al muro preparazione elementare con esercizi sulla sfera e con attrezzi, riguardanti la prima età (dagli 11 ai 15 anni) a cura di

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TT 1 pallone, sfera tonda ed 1 elastica, quando viene col­ pito dal calcio deve rispon­ dere sempre, sia nel percor­ so, sia nella direzione, sia nella rapidità agli intendi­ menti di chi ha colpito; ciò dipende dal modo In cui si colpisce e dall'energia con cui è stata colpita la sfera. Tutto il segreto sta qui: sapere colpire sempre la palla nel punto adatto ed esatto con tutte le parti del piede, sce­ gliendo nel tempo più bre­ ve possibile, e direi in fra­ zioni di secondi, quale possa essere la migliore per colpi­ re in quella particolare cir­ costanza, affinché questa pos­ sa eseguire precisamente la direzione voluta dal tira­ tore, dosando la forza del calcio sempre secondo la ve­ locità e la distanza deside­ rate da chi calcia. La preparazione tecnica elementare si sviluppa in due fasi ben distinte: 1 - esercizi elementari... atteggiamento, controllo, co­ ordinazione.

2 - esercizi di perfeziona­ mento... precisione, scioltez­ za, rapidità.

7" esercizio elementare Per abituare a colpire cor­ rettamente la palla con en­ trambi i piedi e per cono­ scere bene la sfera l’allievo si dovrà attenere alla spie­ gazione qui sotto descritta: a) col collo del piede; b) con l’interno del piede: c) con l'esterno del piede; d) col mezzo interno del piede. L'allievo prenderà posizio­ ne di fronte a un muro li­ scio, (possibilmente costruito per lo scopo) a circa metri due e cinquanta, dopo aver disegnato sul muro stesso e nel centro del medesimo un rettangolo di metri uno di altezza dal terreno, e di me­ tri due di lunghezza; inoltre si traccerà una linea a cir­ ca quaranta centimetri per tutta la lunghezza del me­ desimo che porterà le mi­ sure esatte della porta da calcio. Una striscia sul ter­ reno a circa metri due, par­ tendo dal muro stesso da­ rà modo al ragazzo di colpi­ re sempre da fuori di tale

striscia. La linea trasversale sul muro a centimetri qua­ ranta servirà al ragazzo ad impostare sempre la palla raso terra, ed il rettangolo servirà all’allievo come ber­ saglio, ma bisognerà che que­ sto venga trovato ogni qual­ volta che la palla è colpita; e con le parti del piede so­ pra descritte. Questi eserci­ zi devono essere eseguiti in­ dividualmente, con calzature da tennis. Il muro deve ri­ spondere rapidamente e si­ stematicamente ai colpi del­ la palla, cosi che il giocatore si concentri maggiormente nelle battute e si autocon­ trolli nei movimenti. Gli esercizi al muro devono es­ sere iniziati a due metri di distanza, poi a quattro o cinque, ed infine a sei-sette metri. Cosa importantissima è che il giocatore colpisca sempre ripetutamente la pal­ la con una gamba sola (de­ stra o sinistra), a giudizio dell'istruttore e cioè, quando sarà sicuro che il ragazzo calcerà bene singolarmente con ambedue i piedi (e per mìa personale esperienza in­ sisto nel dire che dovrà col­

pire con tutte le parti del piede stesso), Inizierà col fa­ re calciare contemporanea­ mente di destro e di sinistro con la partecipazione di tut­ to il corpo: ogni calcio deve essere eseguito da uno o due passi corti all’indietro e im­ mediatamente in avanti on­ de colpire la palla sempre al medesimo punto e fuori dalla linea tracciata sul ter­ reno, cosi facendo obblighe­ remo il giocatore a dosare il calcio ed avere 11 tempo di eseguire questi piccoli e svelti spostamenti, con la sfera in movimento, trovan­ dola continuamente d’incon­ tro ed imparando così ad anticipare ogni pallone, sem­ pre più pronto nei riflessi arma indispensabile per il moderno gioco. Necessita per questo esercizio di addestra­ mento elementare serietà, concentrazione, attenzione, perseveranza sia dell'istrut­ tore che dell'allievo; l'istrut­ tore seguirà il ragazzo atten­ tamente osservando il modo che svilupperà in pratica l'esercizio, correggendo, volta per volta, i difetti che ri­ scontrerà.

R. B.

Nelle illustrazioni di questa pa­ gina risultano evidenti questi pri­ mi elementari esercizi diretti so­ prattutto ad abituare il giovane calciatore a colpire il pallone con ogni parte del piede ( disegno in alto ) e con precisione ( disegno a fianco). IN ALTO: quattro fon­ damentali colpi al pallone : A con il collo del piede, B con l'interno del piede, C con l'esterno del piede e D con il mezzo interno del piede. A SINISTRA: le mi­ sure esterne sono quelle di una normale porta, ma il giocatore deve allenarsi a colpire nella parte segnata al centro di un me­ tro per due. Questi esercizi vanno iniziati alla distanza di due me­ tri dal muro e via via, allonta­ nandosi, da quattro, cinque fino a sette metri di distanza.

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Un, Massolln e Bonaldo fra 1 seniores. Tutti possono aspira­ re alla vittoria finale che. quin­ di, si presenta quanto mal in­ certa ed Interessante.

palla <• canestro CHIAVARI ■ Nella palestra di Casa Marchesanl, si è svolta la cerimonia di premiazione del­ la i Cestlstlca Alcione ». Alla presenza di varie autorità lo­ cali, tra le quali 11 Sindaco, 11 Presidente Regionale FIP e al­ cuni assessori comunali, sono state consegnate coppe e__ medoglie alle formazioni maschili di serie B (2° posto nel cam­ pionati assoluti 63-64 e 64-65) e Junlores (2” posto nell'anno 64-65), nonché alla formazione giovanile femminile (1° posto nel Campionati 63-64 e 64-65).

tutto

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tennis tavolo MARTINA FRANCA - Sei grup pi sportivi hanno partecipato al torneo propagandistico a squadre di Tennis da Tavolo organizzato dal Comitato di Taranto. La Coppa messa In palio è stata vinta dalla rap­ presentativa dell’ Esperia di Martina Franca, seguita In classifica dalla Europa. Eccel­ sa. Invieta. Olimpia e Fortltudo.

CATANIA Un Insperato successo ha avuto quest’anno a Catania l’attività pongistlca. Il Torneo di apertura, svoltosi nel novembre scorso, aveva già sin da allora Indicato una buona ripresa di questa disci­ plina, ripresa che è stata con­ fermata nel recenti campiona­ ti provinciali al quali hanno preso parte ben 53 atleti. Cam­ pione provinciale « allievi » si è laureato Nunzio Barbera del­ la Stella Azzurra, seguito da Scilla dell'Unlversal; mentre nella categoria « Junlores » è primeggiato Carmelo Anlle del­ la Speranza, seguito da Alolsl dell'Unlversal. TORINO - Nella palestra dello Istituto La Salle ha avuto luo­ go la finale provinciale del Campionato Nazionale di Ten­ nis da Tavolo. Oltre cinquan­ ta 1 partecipanti suddivisi nel-

le categorie Allievi e Junlores Per la categoria Junlores 11 titolo provinciale è andato a Darlo Cochis, seguito da Gino Jacoplnl Per la categoria Al­ lievi 11 titolo é stato vinto da Maurizio Agostini, seguito da Walter Cochis. La finale era stata preceduta da eliminatorie locali che ave­ vano visto la entusiastica par­ tecipazione di oltre 300 atleti. VICENZA - Diciannove le rap­ presentative sociali che hanno preso parte al Torneo « Arco­ baleno Sport » organizzato dal Conili “ Rato vicentino subito do. _ lila conclusione delle fasi Po provinciali del Campionati Na­ zionali. Al primo posto si è classificato 11 CSI Carmini con 1 giovani Corona e Farneda, seguito da Altalr. Ars A, Concordla e le altre squadre. Il Torneo era valevole anche per l’assegnazione del punti per 11 Gran. Premio Banca Cattollca del Veneto.

sci Sulle nevi di CaBELLUNO viola si è svolta la gara di organizzata Slalom Speciale v***cw*^ per dall’U.S. Lumen, valevole 11 Campionato Provinciale CSI. I concorrenti. In numero di 25, hanno effettuato le due pre­ scritte prove e la somma del tempi ha determinato 1 vinci­ tori che sono stati Giovanni Carolato dell’U.S. Cencenlghe In 90" e 2/10 per la categoria

ragazzi e Giorgio Botter dell'U.S. Agordo In 73” e 5/10 per la categoria Junlores.

lotta libera CHIAVARI - Organizzata dal « Chiavar! Ring », si è svolta nella Palestra di Casa Marche­ sani una manifestazione di Lotta Libera, valida per 11 Campionato Italiano di So­ cietà. La vittoria è andata al­ la rappresentativa dell'Italslder di Genova, mentre la squadra del < Chlavarl Ring » ha colto la sua unica affermazione con Chiappata nel pesi mosca. Gli atleti del « Chlavarl Ring » hanno Inoltre consegnato al loro presidente Riccardo Cavenago una medaglia d’oro qua­ le riconoscimento per 1 meriti sportivi da lui acquisiti.

campestre TREVISO - Intensa continua l’attività di corsa campestre Iniziata nel dicembre scorso. Slnora sono state disputate ben 15 prove di qualificazione nel vari centri della provincia. Numerosi gli atleti e 24 le Società che vi hanno preso parte. Fra 1 vari partecipanti si sono maggiormente distinti Zanon, Grespan, Mazzaro e Santon fra 1 ragazzi: Chlzzall. Frassetto. Fontarinl e Feltrln fra gli allievi; Golfetto. Capra. Blason fra gli Junlores: Berto-

MILANO - I Campionati pro­ vinciali sono ormai giunti alla fine del girone di andata. Ne­ gli allievi 11 CSI Pavonlana co­ manda la classifica a punteggio pieno (16 punti) seguito nel­ l’ordine dal CSI Vlrtus Bis­ sone e dal CSI Aspls e dalle altre sei squadre. Negl! Junlores 1 tre gironi so­ no capeggiati dal CSI Audace, dal CSI Urania e dal CSI Aspls.

CATANIA - L’U.S. Gad Etna, con la squadra ’ A» si è ag­ giudicata la 1» Coppa Don Bosco di pallacanestro. Al tor­ neo hanno partecipato 5 squadre ed ha destato vivo Interesse fra 1 molti giovani che ne hanno seguito lo svolglmento. Al secondo pesto si è classi­ ficata l’U.S. Monglbello, segui­ ta dalla squadra « B » dell’U.S. Gad Etna, dalla U.S. Speranza e dal’U.S. Diavoli Rossi. TREVISO - SI è concluso 11 Campionato provinciale CSI di pallacanestro per la categoria Junlores, al quale hanno parteclpato quattro squadre, II titolo è stato vinto dal club dopo sportivo Conegllano .„ __ . lo spareggio con 11 Pio X, resosi necessario dopo che le squadre avevano chiuso 11 torneo a pari punti. Seguivano nello ordine 11 G.S. Dante Sport di Vittorio Veneto e l’U.S. Vlttoria di Roncade. VICENZA - SI sono conclusi 1 gironi eliminatori del Camplo nato provinciale Junlores di pallacanestro. Ora le prime due squadre di ciascun girone, Fer­ rei! Gas di S. Bonifacio e Leonlcena di Lonlgo per 11 girone « A » e Fulgor Thlene e Dueville per 11 girone « B », si In­ contreranno per la conquista del titolo provinciale

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NELLE FOTO: il Campionato provinciale Tennis Tavolo di Torino. A sinistra, il vincitore della categoria Juniores. Dario Cochis, nell incontro di finale con il 2» classificato Jacopini A destra, il vincitore della categoria Allievi Maurizio Agostini. ,

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Il quintetto-tipo dellU. S. Gad Etna, che ha vinto a„ Catania la I Coppa 1). Bosco.


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una società

CSI atletica Faenza

corso di aeromodellismo ALESSANDRIA Si è concluso recentemente un Corso di Aeromodellismo organizzato e svolto dal Gruppo Aero­ modellistico CSI Model. All'iniziativa è arriso un positivo e meritato successo, con la presenza alle lezioni di molti giovani, quasi tutti alle prime armi, che hanno risposto all'invito loro rivolto tramite gli istituti scolastici della città. Nel corso delle lezioni sono stati proiettati interessanti filmati, ad integrazione della materia esposta ed ampia­ mente illustrata. E' stata una iniziativa che ha impegnato non poco gli organizzatori, ma che sicuramente non mancherà di dare i suoi frutti nella diffusione di questa attività fra i giovani. Il CSI Model nel presente anno, quinto dalla sua fon­ dazione, ha in programma di ben solennizzare il primo lustro di attività con iniziative di diffusione dell’aeromodellismo che già si stanno attuando o che sono allo studio. Il 6 febbraio scorso è già stata organizzata la la Coppa d'inverno « Piero Maino », gara interregionale a volo libero per speciali modelli ad elastico di formula francese, che il gruppo Model ha indetto per onorare la memoria di un proprio giovane associato, scomparso recentemente in un incidente aviatorio. Resta inoltre fissata per la conclusione dell'annata spor­ tiva 1966 l'organizzazione della 2“ edizione della « Coppa Città di Alessandria ». gara nazionale di acrobazia in volo vincolato circolare che l'Aero Club d'Italia ha autorizza­ to ed appoggiato.

_______ ____ attenzione e vivo interesse Alcuni ______ giovani che seguono le varie lezioni tenute durante il Corso di Aeromodellismo organizzato dal CSI Model.

La stagione 1965 è stata per l’Atletica CSI Faenza una annata particolarmente positiva con risultati supe­ riori ad ogni rosea previsio­ ne. Gli atleti faentini che gareggiano in campo fede­ rale con i colori blu-arancio hanno preso parte a tutte le manifestazioni regionali per un complesso di circa 600 atleti-gara. Alcuni atleti, di chiaro valore interregionale e nazicnale, hanno preso parte anche a manifestazio­ ni a Napoli, Roma. Milano. Pistoia, La Spezia ed Ascoli ottenendo ovunque lusin­ ghieri piazzamenti e l’ap­ prezzamento dei tecnici del­ la nazionale italiana. E- no­ tizia recente l'invito esteso dalla federazione ad alcuni atleti faentini di partecipa­ re a raduni tecnici nazionali. L'attività si è articolata uniformemente sia dal lato tecnico che da quello propa­ gandistico, garantendo cosi il necessario ricambio. Tutti i settori, sia quello allievi, che quello juniores e senio­ res, hanno fornito risultati probanti ed è motivo di or­ goglio da parte dei dirigenti dell’atletica locale il consta­ tare la serietà la passione e la volontà dei circa cin­ quanta giovani tesserati, 1 quali hanno permesso alla Società di occupare un ruo­ lo importante nel quadro di un sempre maggiore svilup­ po della attività sportiva nella città.

Gemma luminosa della attività allievi è stata la prova del giovane Rossoni, vincitore a Macerata del ti­ tolo nazionale del 250 metri in 29”6, tempo che gli aveva in precedenza consentito dì aggiudicarsi la vittoria an­ che nel Trofeo Notari. An­ che un altro allievo, Franco Fatone, si è affermato con promettenti risultati in tan­ te prove piane, ad ostacoli, di velocità prolungata e mezzofondo. Ottime le pro­ ve dei mezzofondisti Fiorillo, Naldoni, Assirelli. Zavattl, Bcrdondini e di Otelli. Il settore juniores ha pre­ sentato un promettente mez­ zofondista, Savini, un ottimo triplista, Chesi e numerosi altri validi saltatori e podi­ sti. mentre particolarmente vivo è stato il reparto lanciatori. Il settore seniore ha avuto l’uomo di punta in Franco Fanelli, triplista di valore nazionale, il quale ha offerto prove di indiscusso valore anche nel salto in al­ to, nel salto in lungo e nel decathlon. Buoni anche 1 ri­ sultati ottenuti dal disco­ bolo Fantinolli, dal fondista Forrini e dai fratelli Renzo e Andrea Samorì giunti ad alti livelli nei 400 ostacoli e nei 400 e 800 metri piani. Nel settore organizzativo, l’Atletica CSI Faenza, è sta­ ta promotrice della fase del­ la Coppa Romagna e della IV Coppa Gran Premio Cit­ tà delle Ceramiche che ha visto confluire a Faenza al­ cuni dei più bei nomi della atletica nazionale come Berruti, Bello, Rodeghiero, Asta Iraldo D’Agostino e numero­ si altri azzurri ed olimpio­ nici.

Il 29 gennaio ha avuto luogo a MarTARANTO tina Franca una interessante riunione dei dirigenti e dei giovani del luogo, ai quali è stata illustrata la natura e gli scopi che animano il CSI. Oltre al Presi­ dente Regionale, dr. Gaudio e al Presidente Provinciale Alemanno, era presente il Consulente Nazionale CSI Don Claudio Bucclarelli (vedi foto), il quale si è particolar­ mente rivolto ai giovani convenuti in gran numero, con parole di incoraggiamento alla sana pratica sportiva per comprendere meglio i veri valori della vita. Al termine della cerimonia sono stati consegnati premi alle Società ed altri atleti distintisi nelle varie manifestazioni locali.

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una lettera

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vincere vinceremo Incidenti sui campi di calcio. Era da un po' che l'argomento reclamava ospitalità. Non è cosa piacevole parlarne e perciò l’avevamo tenuto da parte; ma soprattutto per non of­ frire troppo facile esca a quanti son sempre pronti ad accusare gli altri di moralismo fa­ cile. Il fatto comunque resta, e diventa di dome­ nica in domenica sempre più grave. Prendia­ mo domenica 13, quarta giornata del girone di ritorno: due giocatori ricoverati in ospe­ dale, numerosi altri in infermeria, la folla che s’è abbandonata a tumulti qua e là. Il cal­ cio professionistico, insomma, non dà proprio un buono spettacolo di sé. Ma questa non è una gran novità. A noi spiace che cotesta mentalità violenta e vittimistica si propaghi anche fra i giovani come è provato, purtroppo, dalle cro­ nache dei campionati e tornei di periferia. Si sente spesso lodare la propaganda spor­ tiva del professionismo sui giovani, ma se la influenza si riduce a questo esagerato appetito di vittoria, non se ne avvertiva proprio il bi­ sogno. Ce n’è già abbastanza nello sport e, se mai, occorrerebbe trovare il modo per mo­ derarlo.

"In seguito alle insistenze di un gruppo di Assistenti e Dirigenti di nostre Società, debbo farle rilevare alcune notizie, giudicate inopportu­ ne, apparse su ’Stadium’. Si tratta dell'interesse dimostrato dal nostro giornale, in questi ulti­ mi mesi, per Herrera e per la sua squadra. Sono senz’altro lusinghiere oltre che giuste le dichiarazioni rila sciate da HH1 al corrispondente del nostro giornale e fa veramente pia­ cere che un personaggio tanto im­ portante le abbia, bontà sua, rila­ sciate; è un vero peccato comun­ que, che il giornale non sia riuscito a scoprire nessun altro allenatore, anche se non del suo calibro, ma con una vita privata cristianamente più ortodossa, che la pensi alla stes­ sa maniera. Altrettanto meravigliose sono le dichiarazioni rilasciate dal grande Suarez in clinica; peccato che, sul campo, lo stesso non se ne dimostri tanto convinto... Sono stupidaggini... dispiace, tut­ tavia, sentir dire da nostri Dirigen­ ti, anche se tutt’altro che vero, che pure il nostro giornale segue, nel corrotto mondo del calcio, qualche carrozzone particolare. (lettera firmata)

Anche da altre parti c'è pervenuta qualche riserva analoga. Dal loro punto di vista gli amici non hanno certamente torto. Ci si consenta una precisazione. Riteniamo di non po­ ter trascurare un fatto di costume come quello del calcio professio­ nistico, né ci pare giusto ricordar­ lo soltanto per sparlarne. Perché non coglierne anche gli aspetti posi­ tivi, quando ci sono? Intervistare Herrera o notare un simpatico ge­ sto di Suarez crediamo non signifi­ chi innalzarli sull’altare, a esem­ pio della gioventù sportiva. Come crediamo che dalla foto di questa pagina, che ritrae Faggin con la par­ rucca, nessuno possa essere autoriz­ zato a squalificare la sua figura di uomo e di professionista. Il profes­ sionismo sportivo è questo: rile­ varne serenamente il bello e il me­ no bello non è aiutare a formarsi una retta coscienza sportiva? Comunque, grazie di cuore agli amici che ci hanno scritto. Scrivete. Questa tribuna non per niente è scoperta: ingresso libero per chi non teme il vento e la pioggia.

LONDRA: gara podistica; MILANO: Sei Giorni ciclistica. No comment!

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