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Stadium n. 39-40/1966

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Stadium,

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i problemi dello sport ★ 39-41

L

II primo Convegno Nazionale Dirigenti si è svolto dal 3 al 6 novembre presso il Centro Internazionale Pio XII a Rocca di Papa. Durante l’incontro è stato consegnato al dott. Antonio Ghirelli, direttore del Corriere dello Sport, il terzo “Discobolo d’argento”.

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una T 'hanno subito definita « una guerra perduta ». CenJLu tinaia di migliaia di ettari di terreno allagati, mi­ gliaia e. migliaia di abitazioni segnate irrimediabil­ mente dalla marea d’acqua e di fango che tutto ha travolto, l’intera economia di regioni vitali come la Toscana e il Veneto ridotta del 70 per cento, una ecatombe incalcolabile di auto e di macchine agri­ cole, di capi di bestiame, di elettrodomestici, di mo­ bili, di vestiario, di viveri pronti per il commercio e l’esportazione. Il patrimonio artistico di grandi città come Firenze e Venezia compromesso, una viabilità cancellata (dai primi calcoli 5.000 chilometri di strade rurali risultano distrutti), ponti, fognature, canali, tronchi ferroviari inutilizzabili. Persino numerose at­ trezzature sportive, già così scarse nel nostro Paese, sono state devastate. E, accanto alle distruzioni ma­ teriali, la morte di decine di uomini — la perdita più dolorosa — che nessuna provvidenza governativa e nessun cordoglio potranno mai reintegrare. Quel gior­ no, il 4 novembre, celebravamo il 48° anniversario di una guerra vittoriosa: nulla di più stridente delle bandiere appese alle finestre sull’indescrivibile spet­ tacolo della desolazione, quei colori violenti, quel senso di festa così anacronistico nel grigio plumbeo del cielo, nel grigio putrito della terra divenuti, di colpo nomini nll'nnrnn nemici all'uomo. Nell’era della scienza, delle applicazioni tecnolo­ giche, del progresso diffuso ci eravamo quasi abituati a non considerare nemmeno l’eventualità di una cata­ strofe di queste proporzioni. Il disastro ci ha, invece, costretti ad una riflessione sull’uomo, alla riscoperta degli altri e al gusto perduto di un aiuto in qualche modo pagato di persona, proprio in una società che s’avviava baldanzosamente verso una sicurezza piani­ ficata, verso il benessere anonimo ed indifferente. Chi vive nelle zone colpite Io sa: pur con 1 nervi a fior di pelle per i molti disagi, pur fra le polemiche per le responsabilità che è giusto vengano indicate, pur fra la confusione, i contrattempi, i ritardi, i molti indisponenti episodi che, purtroppo, non mancano in momenti così tragici, si contrappongono infiniti epi­ sodi di ben altra natura, fatti di coraggio, di gene­ rosità. di vero amore. I giovani, soprattutto, non si sono tirati Indietro. Ora, però, incomincia il periodo più diffìcile. II lento ritorno alla normalità é più duro e fati­ coso della prima, sconvolgente emozione e del primi tumultuosi soccorsi, ma non si può abbandonare il campo di un così preciso impegno di giustizia e di umana solidarietà. Il disastro che ci ha colpiti, mentre ha messo a nudo la nostra fragilità, è pure la prova irrevocabile delle nostre migliori doti spirituali. G. M.

giovani vo iono rimanere l

liberi

di Aldo Notarlo


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€ C i fa un gran parlare dei gio■G/ vani in questi giorni. Essi sono balzati sulla scena della società ita­ liana dicendo chiaramente che vo­ gliono essere degli attori e non de­ gli spettatori. Detengono il primato delle ven­ dite dei dischi, obbligano i giornali dei grandi ad occuparsi di loro e non c’è occasione in cui non siano presenti per evidenziare le carenze della nostra società. Dieci anni fa a Budapest paga­ rono col proprio sangue la lotta per la libertà ed il loro sacrificio non fu vano se molte cose da allora so­ no cambiate nei rapporti tra est ed ovest. In Italia, finalmente, si parla di una politica per la gioventù, di una politica sportiva in favore della gio­ ventù ed il C.S.I. sente ora di aver anticipato i tempi quando anni fa era il solo a portare avanti certi discorsi. Ora che la porta è aperta occorre avere idee chiare in proposito per­ ché non vorremmo che si equivo­ casse sui termini. Ad essere sinceri siamo rimasti perplessi di fronte ad una afferma­ zione del Presidente del C.O.N.I fatta nel corso di una recente con­ ferenza stampa. Onesti, nel presentare ai giorna­ listi il « libro bianco » sullo sport ed auspicando che lo Stato inter­ venga per attuare una politica per la diffusione dello sport educativoformativo, sollecitato da un giorna­ lista che gli chiedeva quale ruolo avrebbero esercitato gli Enti di Pro­

paganda in questa nuova prospetti­ va, ha risposto testualmente: « Francamente non sappiamo. Dal momento che essi, fino ad oggi, hanno svolto una funzione sostitu­ tiva di quanto lo Stato doveva fare e non ha fatto, è chiaro che il gior­ no che lo Stato attuerà il program­ ma da noi proposto, gli Enti di Pro­ paganda non avranno più ragione di esistere. Ma dal momento che questa prospettiva è del tutto uto­ pistica, noi auspichiamo che gli En­ ti di Propaganda continuino e po­ tenzino la loro azione ». Francamente non vediamo come uno Stato democratico possa so­ gnare di ricostituire una nuova « Gioventù Italiana del Littorio » e tanto meno possa esaurire le istanze per un’attività fisico-ricreativa con lo Sport nelle Scuole e nelle Forze Armate. Onesti ha auspicato che il mo­ nologo C.O.N.I. debba essere sosti­ tuito dal dialogo Stato-C.O.N.I. Al C.O.N.I. lo sport agonistico, allo Stato lo sport educativo-formativo. Noi siamo convinti che si è di­ menticato la terza dimensione: quella del libero associazionismo che occupa il tempo libero dei ra­ gazzi. Non dimentichiamo che è meri­ to del CSI se vent’anni fa (1946) si iniziò lo sport nella Scuola ed il CSI era sicuro sin d’allora di non crearsi un concorrente. Il tempo della scuola è come il tempo dell’officina, cioè è un tem­ po di lavoro. E’ quando il ragazzo esce da scuola che ci interessa, quando cioè è libero di fare le sue scelte nel

tempo che gli resta libero: di cer­ care cioè la comunità giovanile in cui potersi esprimere e sviluppare liberamente la sua personalità. Ecco dov’è lo spazio degli Enti di Propaganda, cioè il nostro spazio. E’ stato ancora il C.S.I. ad avere iniziato per primo il discorso di una « politica sportiva » (Congresso 1961) non perché lo Stato mettesse un berretto in testa a tutti i gio­ vani, ma perché creasse servizi ne­ cessari alle libere associazioni gio­ vanili. Uno Stato democratico non può e non deve fare altro altrimenti sarebbe contraddittorio con se stesso. Gli Enti di Propaganda non so­ no quindi dei surrogati, ma soddi­ sfano a due fondamentali esigenze: a) verso lo sport agonistico, che per sua natura è necessariamen­ te selettivo e quindi di élite, pro­ curano nuove leve raggiungendo zone che il C.O.N.I. e le Federa­ zioni non'raggiungeranno mai; b) verso i giovani offrendo una rispósta strutturale alla loro natura­ le esigenza di riunirsi, organizzarsi ed esprimersi. Sono due esigenze che non si eli­ dono ma si integrano nella loro congenialità e questo non fa che esaltare l’opera meritoria degli En­ ti di Propaganda, che nati da un’in,tuizione, trovano ora un’ampia giu­ stificazione storica. Onesti, uomo intelligente, che in quell’occasione evidentemente fu colto di sorpresa, ripensandoci su non può che darci ragione.

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un incontro

di idee

Da qui in avanti faremo insieme una carrellata sul Convegno Nazionale Dirigenti che s’è appena concluso. In poche parole possiamo sintetizzarlo così : è stato un incontro di amici che si sono ritrovati per stare insieme; un incontro di sportivi desiderosi di condurre insieme una positiva opera educativa; un incontro di studio sui temi più attuali del Concilio e della società i


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si è fatto carne e la Chie­ sa si è fatta mondo. Cristo e la Sua Chiesa — ce lo dice il Concilio — « si sentono realmente e intimamente solidali con il genere umano e la sua storia ». Per questo il « tempo li­ bero », lo « sport » non so­ no realtà estranee a Cri­ sto e alla Chiesa, ma anzi tali realtà sono assunte, accettate, promosse per­ ché l’uomo sia più uomo e si disponga così ad es­ Abbiamo guardato sere cristiano più auten­ al mondo sportivo tico. non lancia quindi Ci siamo sentiti più so­ allDio ’uomo un aiuto dall'al­ lidali con tutti i suoi va­ lori, ed abbiamo cercato to. come un salvagente. di capire anche le sue in­ Ma Egli stesso, mosso dal­ trinseche difficoltà e in­ l’amore. si lancia nel fiu­ congruenze per potergli me dell’umanità e condi­ vide pienamente con l’uo­ porgere una mano amica, lanciargli un salvagente . mo la sua condizione. Ab­ che avesse il significato biamo un Cristo che si fa però di un saper condi­ sportivo, una Chiesa che videre per salvare. Ci sono si fa sportiva perché lo due modi di salvare chi sport sia « salvato » e non sta per annegare: lan­ « sfruttato ». ciargli una fune, stando sulla riva al sicuro e al­ l’asciutto. oppure lanciar­ Abbiamo capito si nel fiume, accanto a lui, Cristo e la sua Chiesa per portarlo in salvo. Nel primo caso c'è aiuto Li abbiamo capiti quan­ reale, ma senza condivi­ do è apparsa in noi, in dere prima la ’* sorte' del tutta la sua lucidità, la malcapitato, Nel secondo verità che per diventare caso c’è prima un condi­ « uomini veri » non biso­ videre, un accettare il gna vivere di solo sport « rischio » di annegare in ma di tanti altri valori, e un certo modo, di metter­ si nelle stesse condizioni che per animare cristia­ per poi salvarsi insieme. namente (= salvare!) la realtà sportiva bisogna essere in amicizia con Cri­ Abbiamo guardato sto e rispettare le leggi proprie dello sport; infat­ al Cristo ti ci slamo detti: è buona e alla sua Chiesa cosa offrire (= Messa) Ci slamo accorti che ogni lavoro, ogni sport a Cristo e la Sua Chiesa ac­ Dio, ma prima bisogna cettano e condividono la vedere se si tratta di « ve­ lotta del mondo. Il Verbo ro lavoro », « vero sport »

erco di pensare e di riflettere sul conve­ gno di studio finito pochi giorni fa. E’ stato un momento salutare e ricco di incon­ tri fraterni, di riscoperte comuni, di dibattiti since­ ri. di evidente serietà nel­ la nostra opera educativa. Ecco, mi pare di poter tirare alcune conclusioni emerse da queste fruttuo­ se giornate.

(= competenza tecnica, professionale) e se colui che offre è « vero cristia­ no » ( = in amicizia con Cristo).

Abbiamo capito il mondo sportivo Lo abbiamo capito nel suo sforzo reale di cresci­ ta per tutti i giovani, nel suo progresso tecnico, nel suo impegno di allargarsi sempre di più a tutti; ma anche nella sua intrinse­ ca incapacità di servire realmente l’uomo se non si libera da certe strettoie vecchie ed egoiste che lo rendono ancora una real­ tà disordinata e falsa per colpa del peccato di quegli uomini battezzati che ne hanno il potere tra le ma­ ni e che invece di mani­ festare Cristo nel loro « corpo » e nel loro « tes­ suto sportivo », manife­ stano egoismo, brama di danaro, ipocrisia, ambi­ zione sregolata.

Andremo con Cristo e la sua Chiesa incontro al mondo sportivo Ci andremo con lo spi­ rito missionario di chi non ha spirito di ghetto, di chi non vuol essere un baluardo di fronte ai fra­ telli ed alle istituzioni, in­ capace di vero dialogo, di chi sa vedere prima di tutto il bene, di chi sa interpretare le cose così come stanno, di chi cioè sa solidarizzare in pieno con ogni valore umano che incontra nel mondo

sportivo; ma nostro com­ pito sarà quello di mettere questi valori « a contatto con il mistero pasquale » perché muoia ciò che è male, si purifichi ciò che può essere salvato, risor­ ga in novità di vita lo sport come attività che aiuta l’uomo ad essere più uomo e più libero figlio di Dio: un figlio di Dio che gioca.

Andremo con il mondo sportivo incontro a Cristo e alla sua Chiesa CI andremo con la re­ sponsabilità di laici veri che stanno nella Chiesa come figli a casa loro; con l’impegno di educatori se­ ri che sanno gustare la profonda bellezza di aiu­ tare. con discrezione e au­ tenticità. un ragazzo a di­ ventare uomo; con la cer­ tezza che Cristo e la Sua Chiesa hanno bisogno di « conoscere » il mondo sportivo, tramite noi. per­ ché. sempre attraverso noi, immettano in esso le energie di salvezza; con la consapevolezza che ciò che l’anima è nel corpo, questo sono nel mondo i cristiani', con la convin­ zione che Cristo e la Sua Chiesa hanno sempre più « scatto » di noi, ci « anti­ cipano » impeccabilmente e che quindi conviene perdere (= dar retta) con « loro », perché 11 « mondo sportivo » abbia la sua vera vittoria. Per questo il Convegno ci ha fatto del bene. Un grazie sincero al buon Dio e a tutti voi che l’avete vissuto. DON CLAUDIO

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un incontro

di

amici

1 tempo è stato avver­ so, ed ha impedito la partecipazione di molamici, specialmente della Toscana. Il maltem­ po del resto non ha ri­ sparmiato Roma e nep­ pure Roccadipapa, la zo­ na del convegno. Acqua, vento, temporali, energia elettrica e condutture del­ l'acqua interrotte. Qual­ che disagio, qualche im­ previsto, ma il nostro pri­ mo Convegno Nazionale non ne ha sofferto mol­ to. C’era l’entusiasmo dei partecipanti ed è basta­ to per far fronte ad ogni difficoltà. Ecco, se si dovesse evi­ denziare la nota dominanta di questo Convegno, non la indicheremmo nel­ la novità della formula — sacerdoti e laici insie­ me per la prima volta — e neppure nel numero ve­ ramente notevole di par­ tecipanti — oltre trecen­ to, senza contare quelli impediti dal maltempo —. Pensiamo che la vera e più significativa novità di questo incontro sia da ricercare nell’ impegno, nella serietà, nella prepa­ razione con cui i nostri dirigenti sono convenuti a Roma. Si trattava di un Convegno di studio e sono venuti con il preciso scopo di approfondire il tema designato, prepa­ randosi prima coscienzio­ samente, partecipando poi ai lavori con una atten­ zione e una dedizione ve­ ramente ammirevoli. Que­ sto più che un rilievo di cronaca é una costatazio­ ne che la Presidenza Na­ zionale si sente in dove­ re di fare, ammirata del contegno dei partecipan­ ti e sentitamente ricono­ scente nei loro confronti. Il numero dei parteci­ panti, abbiamo già detto, è stato più che soddisfa­ cente: hanno risposto ge­ nerosamente quasi tutti i Comitati. Trattandosi di un incontro apertamente dedicato allo studio e per la prima volta aperto ad una partecipazione così larga, la cosa assume un significato tutto partico­ lare che è bene annotare. I lavori si sono svolti, nonostante le avverse con­ dizioni esterne ricordate, con piena regolarità se­ condo il programma pre­ visto: relazioni, discussio­ ni di gruppo, comunica­ zioni su argomenti parti­ colàri. A titolo di- cronaca non sarà male ricordare ancora una volta alcuni dettagli del programma. Le relazioni sono state tre. La prima tenuta dal Consulente Ecclesiastico Nazionale, Don Claudio Bucciarelli su « Il ruolo

della Società Sportiva del C.S.I. nel disegno pasto­ rale della Chiesa»-, la se­ conda dal Presidente Na­ zionale, prof. Aldo Noto­ rio su « La Società spor­ tiva del CSI al servizio dei giovani d’oggi»; ia terza dal dott. Gianluigi Bottelli, Consigliere Na­ zionale e Presidente del Comitato di Bergamo su « Il Comitato Provinciale e Zonale del CSI al ser­ vizio delle Società Spor­ tive ». Alle prime due relazio­ ni hanno fatto seguito animati lavori di gruppo, dei quali diamo relazione a parte. All’ultima rela­ zione è seguita un’ampia discussione in sala. Ci sono state anche quattro comunicazioni su argomenti particolari: «Il ruolo del Consulente Ec­ clesiastico nella Società Sportiva del CSI » (don Lorenzo Longoni, Consu­ lente Regionale della Lombardia) ; « L’attività sportiva 1966-67 - aggior­ namento tecnico» (Gene­ roso Dattilo); «/ sussidi: le schede per la catechesi nella Società Sportiva e Stadium » (Corrado Biggi); «I giovanissimi e la attività Arcobaleno Sport» (Mario Saverio Cozzoli). Da ricordare anche la partecipazione di S. Ecc. Mons. Franco Costa, As­ sistente Generale dell’ACI, che ha celebrato la Messa comunitaria del 6 novem­ bre ed ha rivolto la sua parola ai Convegnisti; e di Mons. Filippo France­ schi, Assistente Centrale della GIAC che pure ha porto il suo saluto nel corso della solenne Mes­ sa concelebrata del 5 sera. I lavori del C.D.N.

Nella prima giornata dei lavori, a tarda sera, si é anche riunito il Con­ siglio Direttivo Naziona­ le. Ha ascoltato alcune comunicazioni della Pre­ sidenza Nazionale sull'at­ tività svolta negli ultimi mesi e su alcuni impegni interni ed esterni che at­ tendono prossimamente l’organizzazione. Tra l’altro il C.D.N. ha preso visione della stesu­ ra definitiva delle modi­ fiche al Regolamento CSI sul Comitato Regionale, e di esse parleremo ampia­ mente su un prossimo numero. Ha approvato an­ che il cambiamento di periodicità di Stadlum sui motivi del quale e sulle sue modalità avremo pa­ rimenti modo di parlare in seguito. Sono state, infine, ap­ provate alcune modifiche nei programmi agonistici.


Le conclusioni del Presidente Al termine dei tre gior­ ni, il Presidente Naziona­ le prof. Notarlo, ha tira­ to le prime indicazioni conclusive emesse dal la­ vori. « La prima cosa che ab­ biamo imparato — ha detto il nostro Presiden­ te — è che il CSI è una comunità operante, al di sopra dei limiti di tem­ po, di spazio, di interessi. Al CSI si ritrovano tutti, si sentono a casa loro,: il giovane si trova in sinto­ nia con l’anziano, l’ope­ raio con il professionista, il sacerdote con il laico, « La seconda cosa è che da questo convegno uscia­ mo più convinti, più ric­ chi, più impegnati. Non soltanto convinti e impe­ gnati a lavorare, ma a la­ vorare assieme, preti e laici. Sovente noi trovia­ mo comodo dire che le cose non vanno perché i Sacerdoti mancano o non ci capiscono. Ma noi laici ci siamo, e se il Concilio ci ha affidato un determi­ nato compito non è per­ ché competa al laico sur­ rogare a certe carenze e deficienze del clero, ma perché ci sono determi­ nate competenze e reponsabilità che sono pro­ prio del laico. « Infine abbiamo impa­ rato a guardare con oc­ chi nuovi a questa mera­ vigliosa realtà che è il CSI. E abbiamo imparato a da­ re un contenuto a certi slo­ gan che ripetiamo da sem­ pre, primo fra tutti questo: ” facciamo di ogni squa­ dra una società ”, Ora che sappiamo il valore sociale pedagogico di questo slo­ gan, dobbiamo avere il coraggio di trasferirlo nella poliedrica e vasta articolazione organizzati­ va del nostro Ente. « Ringrazio tutti voi che ci avete regalato que­ sto meraviglioso incontro e ringrazio i vostri ano­ nimi ma indispensabili e preziosi dirigenti che ave­ te lasciato a casa. Insie­ me a loro e a tutti voi sono certo che 11 CSI sarà domani una realtà ancor più meravigliosa di oggi, soprattutto se con­ tinuerà ad avere il co­ raggio di fermarsi al mo­ mento opportuno, di guar­ dare dentro di sé e fuori di sé. e di avere sempre questa tensione morale di rinnovarsi continuamen­ te per essere veramente se stesso ».

IL DISCOBOLO D’ARGENTO ' > ad Antonio Ghirelli assegnato direttore del Corriere dello Sport II Centro Sportivo Italiano assegna ogni anno il Trofeo « Discobolo d’ar­ gento » ad una personalità distintasi per particolari meriti nell’opera per l affer­ mazione di una retta coscienza sportiva e per la dif fusione della pratica spor­ tiva dilettantistica nel nostro Paese. Questo è il terzo anno che il « Discobolo d’argento » viene assegnato: nel 1964 è stato attribuito a S.E. Il Ministro Emilio Colombo in quanto confondatore del C.S.I. e per la sua determinante opera nell’approvazione della legge « fiftyfifty » a favore dello sport: nel 1965, ventesimo anniversario della fondazione del nostro Ente, è stato invece assegnato alla memoria del compianto Natale Bertocco, anch’egli confondatore del C.S.I. e per lunghi anni benemerito dirigente e animatore delle nostre attività. Per il corrente anno, l’apposita Commissione del C.S.I. ha deciso unanimamente di assegnare il « Discobolo d’argento » alla persona del Dottor Antonio Ghirelli. Direttore del « Corriere dello Sport », con la seguente motivazione:

Perché ha dato al giornale che dirige un’impronta nuova nell’ambito dell’editoria sporti­ va italiana, aprendo il discorso giornalistico di cronaca e di commento sui fatti sportivi a prospettive, attenzioni e consi­ derazioni anche degli aspetti umani, culturali e sociali dello sport oltre quelli puramente agonistici e tecnici; perché ha impegnato il Suo giornale, per mezzo di un’appo­ sita rubrica, ad un costante e aperto dialogo con i giovani sui loro problemi non solamente sportivi, ma anche personali e sociali;

'Ù Il dott. Ghirelli, ringraziando per l'assegnazione del Trofeo, ha detto tra l'altro. « Voglio dirvi tutta la mia commo­ zione e gratitudine. Primo per essere stato chiamato qui tra voi: secondo per aver ricevuto il premio; terzo per per averlo ricevuto con quella motiva­ zione. Perché sono lusingato del premio e perché sono onorato d’esere tra voi? Quando sono stato chiamato a diri­ gere un giornale sportivo io mi sono chiesto dove andasse lo sport italiano, dove andassero i lettori dei giornali sportivi. La nostra società del dopoguerra, che usciva da una esperienza catastro­ fica, da un ventennio di isolamento culturale rispetto alle grandi correnti di pensiero nel mondo, doveva trova­ re nello sport agonistico, e quindi nei giornali che lo riflettono, quella che si chiamava la consolazione della fi­ losofia e che invece era solo la con­ solazione dello svago. Ma il Paese che ha dato in questi venti anni una pro­ va incredibile della sua vitalità e del­ la sua spiritualità — prova che io da laico devo concentrare soprattutto nel nome di Giovanni XXIII — è certa-

perché, soprattutto nei suol interventi diretti, ha sempre te­ nuto presenti e vivamente so­ stenuto i diritti e le esigenze della gioventù in ordine parti­ colarmente alla necessità di at­ tuare nel Paese una concreta e positiva politica in favore del­ la pratica sportiva giovanile di­ lettantistica.

mente un Paese che non può accon­ tentarsi di richiami materialistici. Allora da giornalista sportivo mi so­ no chiesto se l’aspetto divistico ago­ nistico rappresentasse effettivamente il momento storico — sia pure soltan­ to sportivo — del nostro Paese. E mi sono chiesto che cosa si dovesse fare perché il giornale non fosse solamen­ te al servizio del tifo, ma al servizio dell’uomo. Voi sapete quale sia l’aper­ tura del giornale: è soprattutto un giornale di giovani, fatto da giovani. Sono infatti convinto che i giovani og­ gi, sia in Italia che nel mondo, rap­ presentano l’evoluzione e la rivolu­ zione nel senso migliore del termine, i giovani sono alla ricerca di vita co­ munitaria che lo sport può offrire. Quindi, io sono felice anche per questo: che il CSI, che tra tutti gli Enti di propaganda è probabilmente quello che ha meglio approfondito la meditazione sulla qualità comunitaria dello sport, abbia premiato il mio gior­ nale che è fatto da giovani. E’ solo l'inizio, io mi auguro, di un dialogo fra voi e noi. Noi vogliamo capirvi, aiutarvi a farvi capire. Il mio gior­ nale è al vostro servizio per tutti gli scopi che vi proponete ».


“La società sportiva

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com’è e come dovrebk

•w-w occa di Papa: ore 12 del 6 novembre. Siamo agli sgoccioli del Convegno Nazionale Dirigenti, in giro JL1, C’è aria di partenza, di smobilitazione. Tentiamo di cogliere le impressioni finali di alcuni convegnisti. Riusciamo ad avere un discreto numero di risposte alle tre domande-base dell'inchiesta. La prima riguarda l’associazionismo giovanile, un tema di vitale importanza e più che mal attuale. La nostra stessa organizzazione vive ed è Impostata su questo elemento. Negli ultimi tempi si è parlato da più parti, ed anche autorevolmente, di una certa crisi dell’associazionismo, so­ prattutto di quello di un certo stampo tradizionale e pa­ ternalistico, identificabile con circoli e club vari in cui l’unico interesse rimane il gioco delle carte con qualche altra attività di contorno, nel migliore dei casi. Ebbene vediamo come gli intervistati hanno risposto alla domanda: « I giovani d'oggi sono interessati ad un tipo di asso­ ciazionismo sportivo come da noi prospettato? ». Amelio TITOLI — incaricato provinciale CSI per l’atle­ tica leggera — ha detto che spesso i giovani non sono particolarmente interessati dal tipo di associazionismo delle nostre società perché queste si limitano al solo aspetto sport, disinteressandosi di ben più profonde esigenze del­ l'ambito giovanile. E questo risponde al vero almeno per una larga maggioranza delle società CSI. Don Vittorio DATTILO — consulente di Comitato zonale — aggiunge però che i giovani in fondo sono sensibili ai problemi che li riguardano,; anzi desiderano vivere in gruppo per poterli risolvere meglio. In altri termini, l’esigenza associazioni­ stica, pur molto forte, è il più delle volte latente, sicché viene validamente rispettata e tenuta presente da • un’orga­ nizzazione come il CSI che suscita la simpatia dei giovani per gli stessi valori connaturati con lo sporta In definitiva (ed è questo un dato che scaturisce da quasi tutte le risposte all’intervista) solo apparentemente 1 giovani sembrano rifiutare un certo tipo di associazioSotto: i Consulenti ascoltano la comunicazione che li riguarda da don Lorenzo Longoni.

Sopra: una panoramica della Chiesa del Centro durante la. Messa concelebrata.

questo caso non si potrà più parlare di indifteren apatia, di insoddisfazione, di rifiuto da parte dei e di ogni tipo di associazionismo. D’altro canto — ribadiscono ancora le risposte de vegnisti — quelle società che mirano ai soli aspetti te agonistici sono destinate quasi al fallimento perché o poi, deludendo le aspettative di quanti con fide attendevano qualcosa di buono, denotano paleseme: proprie carenze. Si rinnova cosi la crisi dell’associazw •Ma allora come dovrebbe articolarsi la vita delle società? O anche: «La società sportiva del CSI, come è s^.fd tata nel Convegno, è attuabile fra i gtovan Quali potrebbero essere le difficoltà? ».

,

—^ucuu tue manca e il clima adatto che

possa favorire una maturazione cosciente e responsabile da parte dei soggetti dell’educazione, unici protagonisti dpVr minanti della vite associativa e comunitària8 delle nX

Si capisce facilmente che allorquando gli stessi ai»

Evidentemente la proposta fatta a Rocca di faf « una nuova Società Sportiva » ha incontrato 11 glae tutti 1 dirigenti presenti al « Mondo Migliore »’ è coro di risposte a questa domanda deirinter^1" unanimemente affermativo. , )ger; In particolare molto sentita si è rivelata les dialogo con tutti i giovani. Fra le difficoltà per un'esatta trasmissio^ w, presentate In sede di Convegno Nazionale e <jt quella derivante dalla necessità di un JaV g0 costante, che agli inizi potrebbe forse dar >“ scoraggiamento di fronte alla vastità delia» 1 durre (come dice Enrico BARONE — seB comitato della Campania). r-vist3^ Soprattutto é stata sottolineata dagli ggioe 1 rogabile necessità di un intervento a vasto r b mai in profondità a livello di dirigenti di “ paftr Molti nostri problemi sarebbero in utà se almeno si riuscisse a far capire le n vft ri tipo di associazionismo. Il problema dlrig } pi® primo luogo, così afferma (e noi condividi di direttore tecnico — Ernesto CERTOSINA j rara — confermando la necessità che^ tecnici abbiano una


r i comunicati !

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dalla Direzione Tecnica Nazionale

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COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE GIUOCO CALCIO

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TENNIS DA TAVOLO

COMUNICATO UFFICIALE N. 9

COMUNICATO UFFICIALE N. 5

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROV.LI ALBENGA: cat. Dilettanti ventuale modifica art. 3), TORI­ NO: cat. Dilettanti (C. R. Pie­ montese), CALTANISSETTA : cat. Juniores (con modifica); ALTAMURA : cat. Juniores; GUALDO CATTANEO: cat. Juniores; SALUZZO : cat. Juniores e cat. Gio­ vanissimi ( C. R. Piemontese); AOSTA : cat. Giovanissimi, cat. A e B (C. R Piemontese); VER­ CELLI: cat. Allievi (C. R. Pie­ montese); MOLFETTA : cat. Ju­ niores; AREZZO: cat. Juniores (con modifica); BENEVENTO: cat. Juniores; TRAPANI: cat. Juniores; SALERNO: cat. Allie­ vi ; BOLOGNA : cat. Juniores, cat. Allievi ; PAGANI : cat. Ju­ niores (con modifica); SAVO­ NA : cat. Juniores ; SALUZZO : cat. Allievi (C. R. Piemontese); CAGLIARI : cat. Allievi.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI ASTI: Trofeo - Torneo Primi Calci cat. A (C. R. Piemontese); Trofeo Blu - Torneo N. S. di Lourdes cat. A-B (C. R. Piemon­ tese); SALERNO: III Gran Tor­ neo « Città di Amalfi »; SIENA: Trofeo Blu «XI Coppa U.S.A.C.» ; CESENA: Torneo Ricreativo «Pri­ ma Coppa ACI».

AUTORIZZAZIONE CORSI ARBITRI CALCIO Lecce, Iglesias, Alba, Cuneo, Milano, Zone di Seregno, Varese, Rho, Castano I, Ostuni, Capua, Sessa Aurunca, Ascoli Piceno, Po­ tenza, Orto, Andria.

RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI E ZONALI SALERNO : Presidente : Ivo Bassani ; Segretario: Raffaele Na­ poli ; Componenti : Giovanni La Radula, Renato Augusto, Gaeta­ no Ricciardi, Attillo La Perula,

Luigi Fasolino, Gerardo Canora ; MANTOVA : Presidente : Faustino Cancellieri; V. Presidente: Dani­ lo Castagna ; Segretario : Anto­ nio Paladini; Componenti: Lu­ ciano Costanzi, Gianni Malaguti, Maurizio Lodi; ACQUI TERME: Presidente: Giorgio Sirito; Vice Presidente: Edilio Benazzo ; Se­ gretario: Gianni Lazzarino; Com­ ponenti : Domenico Mignone, Do­ menico Pesce; RIMINI : Presiden­ te : Gabriele Fabbri ; Segretario : Giuseppe Gregori ; Componenti : Maurizio Campana, Augusto Ta­ rassi, Carlo Fabbri ; Rappr. AIASA : Pio Pellegrini; CALTANISSETTA : Presidente : Antonio Maggio ; Segretario : Raimondo La Greca ; Componente : Luigi Fiocco; Rappr. AIA-SA : Francesco Scarantino; Rappr. FIGC : Ottaviano Amedeo; VIBO VALENTIA: Presidente: Franco F ranco Lo Guarro; Segretario: Franco Sici­ lia; Componenti: Arcangelo Car­ ri, Nicola Mangone, Nicola Ne­ ri ; PALERMO : Presidente : Mar­ cello Sanzo; Segretario: CarmeIo Sorrentino; Componente: Ignazio Buttitta ; Rappr. FIGC : Giuseppe Incorvaia; Rappr. AIASA : Francesco Borgognone.

OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI BENEVENTO: Coppa del For­ tore, vincente U.S. Montefalco Valfortore; ALES : Coppa Disci­ plina, vincente G.S. Robur; Tro­ feo Tonino Tiddia, vincente U.S. CSI S. Gavino; Coppa Marmilla 1966, vincente U.S. Karalis; Cop­ pa Primavera 1966, cat. Allievi, vincente U.S. CSI S. Gavino.

RINNOVO TESSERE ARBITRI BOLOGNA: Parma Giuliano, Tolomelli Dante; LECCO: Colom­ bo Francesco. IL SEGRETARIO

RENATO BERNINI IL PRESIDENTE GENEROSO DATTILO

Il Consiglio Direttivo ha definitivamente approvato le seguenti scadenze per lo svolgimento delle varie fasi dei Campionati Nazionali Allievi e Juniores:

FASE PROVINCIALE O ZONALE AUTONOMA da effettuarsi entro il 15 gennaio 1967

FASE REGIONALE da effettuarsi, a scelta dei Comitati Regionali, il 19 feb­ braio, oppure il 26 febbraio 1967

FASE INTERREGIONALE il 19 marzo 1967

FINALE NAZIONALE nei giorni 1 e 2 aprile 1967 REGOLAMENTI CAMPIONATI E MANIFESTAZIONI VARIE Si invitano i Comitati ad inviare i regolamenti delle sin­ gole manifestazioni da loro orga­ nizzate, sia di campionato che varie, alla Commissione Tecnica Nazionale Tennis da Tavolo alme­ no entro venti giorni prima del­ l'inizio della manifestazione pro­ grammata, in duplice copia. Al riguardo si informa che so­ no stati predisposti dei regola­ menti completi a stampa che pos­ sono essere usati per le fasi dei campionati : Nazionale Allievi e Juniores, Regionale Seniores, Re­ gionale a squadre e Trofeo Bian­ co Arcobaleno Sport. Tali rego­ lamenti a stampa, una volta com­ pletati con le voci lasciate in bianco relative alle varie formule di svolgimento, devono essere in­ viati alla CTN TT in duplice copia per la approvazione e in seguito possono essere inviati anche alle dipendenti società. Infat­ ti, saranno inviate ai Comitati che le richiederanno alla Segre­ teria Generale, copie in numero sufficiente appunto per inviarlo a tutte le Società dipendenti. Con tale mezzo la Presidenza ha voluto agevolare il compito dei Comitati periferici, che po­ tranno così, riempiendo solamen­ te alcuni spazi (date di svolgi­ mento, formule, ecc. ), avere il

regolamento delle proprie fasi completo e che preveda tutto quanto stabilito dai regolamenti dei singoli campionati, già pronto anche per l'inoltro alle dipenden­ ti società.

RATIFICA CC. TT. PP. e ZZ. SALERNO - Presidente: Presidente : Pa­ squale Troia, Segretario: Segretario : Vin­ cenzo Troia, Componenti : Ro­ berto De Luca, Marco Visconti, Alfonso Fezza, Salvatore Pepe, Vittorio MadalO; ViBO VALEN­ TIA - Presidente: Franco Lo Guarro, Segretario: Franco Sici­ lia, Componenti: Arcangelo Car­ ri, Nicola: Mangone, Nicola Neri.

CAMPIONATI NAZIONALI Approvazione Regolamenti ORISTANO: Fasi locali. Allievi e Juniores; PESARO : Fasi locali Allievi e Juniores (con modifica art. 2 — età juniores — e ag­ giunta norme presentazione even­ tuali reclami).

CAMPIONATI REGIONALI Approvazione Regolamenti PESARO : Campionato Regiona­ le Seniores, ' fasi locali (con ag­ giunta norme presentazione even­ tuali reclami).

? ■


ATTIVITÀ' GIOVANISSIMI

Approvazione Regolamenti RIETI: Trofeo Bianco Arcoba­ leno Sport.

MANIFESTAZIONI VARIE Regolamenti BARI : squadro;

Torneo d'apertura a CREMA: XI Coppa di

(il

propaganda a squadre ; MOLFETTA : Torneo S. Leonardo; SALER­ NO : Torneo d'apertura e Torneo Il Coppa Davis Provincia; VIBO VALENTIA: Olimpiadi Felton del­ la Ass. Giov. B.T. Felton di Pizzo; VICENZA: XV Trofeo a squadre.

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE ATLETICA LEGGERA COMUNICATO UFFICIALE N. 1

IL SEGRETARIO

ALBERTO GRECANTI IL

PRESIDENTE

ALESSANDRO PAOLON1

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLACANESTRO

SALUTO

Attività su pista :

La CTN all'inizio della nuova stagione agonistica è lieta di porgere ai Dirigenti, agli Atleti ed a tutti gii appassionati il più cordiale saluto di buon lavoro.

cat. Ragazzi : fasi provinciali o zonali; finali regionali; cat. Allievi : fasi provinciali 0 zonali ; semifinali interprovincia­ li ; finale nazionanle; cat. Juniores : fasi provinciali o zonali ; finale nazionale.

Spera di poter contare, ancora una volta, sulla più stretta col­ laborazione di tutti, al fine di aumentare la base atletica del nostro movimento.

COMUNICATO UFFICIALE N. 4 ATTIVITÀ' 1966-67

APPROVAZIONE FASI PROVINCIALI E ZONALI PADOVA : ciale Categ. TRIESTE : ciale Categ.

Campionato Provin­ Allievi e Juniores; Campionato Provin­ Allievi e Juniores.

MANIFESTAZIONI LOCALI CAVA DEI TIRRENI: «Coppa IV Novembre » e « Coppa Mario Magliano ».

RATIFICA CC. TT. PP. e ZZ. PADOVA - Presidente: Alber­ to Quinavalle. V. Presidente: Lorenzo Della Valle, Segretario: Pierluigi Miozzo, Membri : Santo Bucceri, Antonio Turato e Fran­ cesco Dalla Costa; SALERNO: Presidente: Renato Augusto, V. Presidente: Vincenzo Massa, Se­ gretario: Alfonso Siano, Mem­ bri: Vincenzo Tramontano, Clau­ dio Capriglione, Raffaele Scarabino, Deleg. F.I.P. : Cesare Lettieri ; VIBO VALENTIA: Presidente: Franco Lo Guarro, Segretario: Franco Sicilia, Membri : Ignazio Vasapollo e Nicola Inzitari.

menti delle fasi Provinciali o Zo­ nali dei campionati nazionali e, nel contempo, consentire ai sin­ goli Comitati di fruire di apposi­ ti moduli senza dover necessaria­ mente ricorrere alla loro perio­ dica compilazione e trascrizione, la Presidenza Nazionale ha di­ sposto la stampa di apposito re­ golamento tipo.

L'adozione di detto « Regola­ mento tipo » oltre a determinare il vantaggio di cui sopra, evite­ rà il ricorso a tutta la corrispon­ denza che, in precedenza, si ren­ deva necessaria per la notifica delle eventuali modifiche da ap­ portare o lacunosità riscontrate nei regolamenit trasmessi.

ANGELO RAINERI

Al fine di realizzare una uni­ forme impostazione dei Regola-

IL PRESIDENTE

UMBERTO GARCEA

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE NUOTO

COMUNICATO UFFICIALE N. 3 RATIFICA CC. TT. PP. DIAMANTE : Presidente : Pie­ ro Clausi, Consiglieri : Enzo La Valva, Piero Cirone, Antonio Pa­ scale, Vincenzo Pierrone, Antonio Bianco, Angelo Ordine ; SALER­ NO : Presidente: Giovanni Vita­ le, Segretario: Lucio De Santis,

Attività campestre: cat. Ragazzi : fasi provinciali o zonali; fasi regionali {facolta­ tive ) ; cat. Allievi e Juniores : fasi provinciali o zonali ; finali nazionali ;

Ciò premesso i Comitati inte­ ressati, tenuto presente che una copia del precitato regolamento dovrà pervenire alla scrivente C.T.N., una copia al Presidente Regionale ed una copia a ciascu­ na squadra partecipante, sono pregati di far pervenire cortese sollecita richiesta della quantità di regolamenti tipo ritenuta ne­ cessaria per l’espletamento della loro attività sportiva.

IL SEGRETARIO

PRECISAZIONE

In attesa di pubblicare, in inserto speciale, i regolamenti completi dell'attività atletica 1966-67, si precisa che questo anno i programmi avranno il sot­ toindicato sviluppo:

Membri : Antonio Savastano, Sa­ bato Cerrato, Raffaele Grimaldi' Carmine Napoli, Alfonso Consi­ glio, Mario Covone.

cat. Ragazzi, Allievi e Juniores: fasi provinciali o zonali ; fasi re­ gionali (facoltative). L'intero programma è stato approvato nell'ultima riunione del Consiglio Direttivo del CSI, tenutosi a Rocca di Papa il 4 novembre u.s.

CC.TT.PP. I Comitati che svolgono atti­ vità atletica sono tenuti ad in­ viare per la ratifica la compo­ sizione della propria Commis­ sione Tecnica Provinciale o Zo­ nale di Atletica Leggera. IL

PRESIDENTE

ALDO CAPPELLINI

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE SCI E MONTAGNA COMUNICATO UFFICIALE N. 1 SALUTO La CTN nell'iniziare l'annuale attività invia ai Dirigenti, Atleti, appassionati il più caloroso saluto.

E' certa che l’attività che va ad iniziare darà un notevole in­ cremento alla disciplina della neve e contribuirà a quelle affermazioni che il CSI auspica e persegue in questo settore. E' certa di poter contare, co­ me per il passato, sulla più completa ed entusiastica collaborazione di quanti lavorano per le fortune maggiori dell'intero movimento sciistico.

ATTIVITÀ' 1966-67

IL PRESIDENTE

Anche quest'anno l'attività ago­ nistica si articolerà sul Campio­ nato Nazionale dei Campanili Al­ pini e sul Criterium Nazionale della Neve.

CARLO GOLGI

Di entrambe le manifestazioni

IL SEGRETARIO ANGELO RAINERI

Attività podistica :

verranno pubblicati quanto pri­ ma su Stadium i regolamenti completi. La CTN è sin d'ora a disposi­ zione per ulteriori informazioni.

ATTIVITA' IN GENERE La CTN invita tutti i Comitati a far conoscere iniziative, gare, programmi attuati in fase locale. Tutto il materiale che verrà raccolto contribuirà ad aumen­ tare i dati statistici sull'intera attività della neve.

CC.TT.PP. I Comitati che svolgono atti­ vità di Sci sono tenuti ad invia­ re per la ratifica la composizio­ ne della propria Commissione Tecnica Provinciale o Zonale di Sci e Montagna. IL SEGRETARIO

ALDO CAPPELLINI IL PRESIDENTE

ROMEO REMITTI

*


In questa rubrica ospiteremo le risposte delle C.T.N. ai vari quesiti e dubbi sulla interpretazione tecnica ed organizzativa dei regolamenti.

risponde la CTN Calcio Se un giocatore firma per la corrente

Possono partecipare al nostro Campio­

stagione due tessere in favore del C.S.I.

nato Juniores

per società diverse, quali sono i provve­

lati, oltre che con il C.S.I. anche con la

dimenti una

a cui

di

gara

perduta

la

va

incontro? Disputando

campionato

gara

alla

verrebbe

società

in

cui

ha

Da tenere presente che l’irregolarità emergerebbe presso^ il nostro Ufficio Tes­ seramento al momento in cui il giuocatore si tessera per la seconda volta. Ne consegue che non potrebbe prendere più parte a nostre gare perché verrebbe su­ bito squalificato fino al termine della stagione. Sappiamo

sono

state

Sì, effettuando una classifica generale per l’assegnazione dei premi ed una riser­ vata esclusivamente alle Unioni Sportive i di cui giocatori sono tesserati solamente al C.S.I, e non tenendo conto ai fini del punteggio, degli incontri disputati fra le società di Lega Giovanile aventi doppia affiliazione, con quelle del C.S.I. L'Unio­ ne Sportiva vincitrice di quest'ultima classifica avrà diritto di partecipare alle fasi successive.

modificate

Chiediamo

parte della Federazione le norme ri­

guardanti Tali

che

Lega Giovanile?

data

giocato detto calciatore?

da

l'identificazione

dei

società e giocatori vinco­

se

per

lievi » è consentita

giocatori.

campionato

modifiche sono osservate anche dal

C.S.I.

C.S.I?

e

di

categoria

la

la

la quale ci ha richiesto l’elenco di tutte le nostre Commissioni Calcio onde invi­ tare le Leghe Regionali Giovanili a no­ minare i rappresentanti federali. Ritenia­ mo quindi risolto il quesito. Vi

presentarsi un

delle disposizioni

all'arbitro

dirigente

che preci­

accompagnate

responsabile

della

da

società.

Nell'eventualità che non vi fosse nessun dirigente

l'arbitro può

iniziare la gara?

Sì, il responsabile della società diviene il capitano della squadra. Naturalmente la Commissione Calcio ammonirà o multerà la società inadempiente.

a Al­

partecipazione al

giuocatori

tesserali

contemporaneamente

alla

al

FIGC

Non

conosciamo

me inerenti

o L.G. per la stessa società.

e vi

SÌ ribadisce che in effetti la F.I.G.C. ha variato in parte le norme concernenti l'identificazione dei calciatori e tali nor­ me debbono essere osservate in tutte le catgorie federali. La Lega Giovanile, per quqest’anno, rispetta le vecchie norme e il C.S.I. ne ha seguito l’esempio anche perché molti Comitati già avevano iniziata l'attività ancor prima che venissero alla luce le nuove disposizioni. Quei Comitati che fruiscono di arbitri federali dovranno preventivamente preci­ sare agli stessi, al momento dell'invio dei referti, che il C.S.I. rispetta le norme dello scorso anno come la L. G.

sono

sano che le squadre calcistiche debbono

sono pareri

preghiaro

esattamente

le

nor­

la ; sostituzione del portiere

molto contrastanti, vi

di fornirci chiarimenti.

Sì tenendo presente che detti giuoca­ tori non possono prendere parte al Cam­ pionato Nazionale Juniores.

Nell’elenco dei giuocatori deve figurare il portiere di riserva con il numero 12 e tale riserva può entrare in campo per sostituire il collega che deve uscire da! Malgrado ripetuti inviti da parte di " terreno di giuoco in qualsiasi momento questo Comitato sia la F.I.G.C. che la della gara. Il portiere n. 1 non può giuoAIA-SA non hanno nominato i loro rap­ care in altro ruolo, quindi cessa definiti­ presentanti in seno alla nostra Com­ vamente di prendere parte alla partita. missione Calcio. Come dobbiamo conte­ Nell'elenco delle riserve resta inteso nerci? che il n. 13, ad esempio, non può gio­ care da portiere e se nell'elenco stesso Espletate la vostra attività normalmen­ non dovesse figurare il n. 12 il portiere te. In questi giorni abbiamo avuto un in­ titolare non può essere sostituito dalle contro con la Presidenza della F.I.G.C. riserve.

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>•

dai comitati : assemblee e premiazioni Palermo

Taranto

Come è ormai tradizione, si è svolta l’Annuale Assem­ blea del Centro Sportivo Italiano, in occasione della chiusura dell'anno sportivo 1965-66 e dell’apertura delle attività per il 1966-67. Ha aperto i lavori il Pre­ sidente del Comitato, dott. Gianfranco Provenzano che, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti (quest’anno si è avuta veramente una foltissima partecipazione di dirigenti, consulenti eccle­ siastici ed atleti) si è soffer­ mato sui veri valori della Società Sportiva veramente intesa come tale. La Socie­ tà Sportiva — ha detto tra l’altro — non ha come fine la creazione di campioni, ma quello di formare l’atleta af­ finché questi possa inserirsi nella Società con la piena consapevolezza delle proprie resonsabilità. A tal fine, ha invitato i dirigenti a seguire più da vicino i ragazzi, in modo da coordinare e dare una certa continuità alla no­ stra opera educativa. Subito dopo le brevi ma significative parole, il Presi­ dente ha ceduto la parola al Direttore Tecnico, Giulio La Manna, il quale relazionan­ do l’Assemblea sull’attività svolta dal Comitato, ha mes­ so bene in evidenza la scar­ sa partecipazione a quasi tutti gli sport, eccezion fat­ ta per il calcio. A tale pro­ posito, egli ha tenuto a pre­ cisare che se si vuole vera­ mente che tutti i ragazzi pratichino le varie discipline sportive, si deve far in modo di formare delle polisportive idonee a soddisfare le molte­ plici esigenze degli atleti. Concludendo, egli ha in­ vitato i presenti ad una più intensa e fattiva collabora­ zione nel Comitato, perché solo con la collaborazione re­ ciproca lo spirito ed il vessil­ lo del CSI potranno raggiun­ gere sempre mete più ambite. Dopo la relazione tecnica, si è proceduto alla premia­ zione delle varie attività sportive tra le quali: CAL­ CIO - Camp. Prov. Juniores, G.S. San Carlo di Termini Imerese; Coppa Disciplina, G.S. Conca d’Oro di Mon­ reale. Arcobaleno sport - G.S. Arsenal, C.C. Solarium. Tor­ neo estivo di Vicali - U.S. Gorettina. Torneo d’Apertura 1966-67 - G.S. Cruillas. Pallavolo - Camp. Prov. Ju., G.S. Audax (Campione Re­ gionale). TENNIS DA TA­ VOLO - Camp. Prov. Allie­ vi, Adelfio Lorenzo (G.S. Frassati); Juniores, Lannino Gaetano ((G.S. Frassati). Coppa «Sergio De Gregorio» (tipo coppa Davis) - Lannino-Cefalù (G.S. Frassati), La Manna-Sganga (Audax); La Manna II-Di Lorenzo (G.S. Audax). Il Campionato per Società, la terza Targa « Pippo Nasta », il premio più ambito, è stato vinto, per la terza volta, consecutiva dal G.S. Audax che con i suoi 1.749 punti ha distanziato di ben 789 punti la seconda classi­ ficata.

Nel salone della Parroc­ chia S.S. Crocifisso ha avu­ to luogo la cerimonia della premiazione dei Gruppi Spor­ tivi e degli atleti che han­ no preso parte alla nona edizione del « Trofeo del So­ le», manifestazione organiz­ zata dal Centro Sportivo Italiano di Taranto con la collaborazione dell’ufficio Diocesano Aspiranti. L’affermazione dell'Europa è parsa senza meno legitti­ ma; infatti è stato l’unico Gruppo Sportivo che abbia preso parte a tutte le sette competizioni programmate (atletica, calcio, pallacane­ stro, nuoto, pallavolo, patti­ naggio a rotelle e tennis da tavolo) dando un decisivo contributo alla piena riusci­ ta del trofeo. Il gruppo spor­ tivo vincitore ha conquista­ to complessivamente due vittorie (pattinaggio e nuo­ to), piazzandosi al secondo posto nella pallacanestro e nell’atletica leggera, al quar­ to nel calcio e al quinto nel­ la pallavolo. Il secondo po­ sto è andato alla « Giosuè Borsi » che ha sostanzial­ mente meritato la posizione d’onore. Assente in una sola disciplina — il pattinag­ gio — la « Borsi » si è fatta notare per vivacità e valore, riuscendo a conquistare po­ sizioni di avanguardia nelle varie pratiche, aggiudican­ dosi l’atletica e la pallavolo. Alle spalle della « Borsi » l’U.S.A.C., una formazione ancor fresca che ha ottenu­ to un rendimento sufficien­ te cedendo la piazza d’onore ai diretti rivali dopo aver coraggiosamente lottato per conquistarla. L’Excelsior si è classificata al quarto posto per aver preso parte a sole poche discipline, precedendo in tal modo la Virtus, l’Apulia, i Delfini e la Stella Az­ zurra. Tutte le gare si sono svolte all'insegna del più ge­ nuino agonismo, raggiungen­ do in alcune fasi momenti di particolare suggestività. Nel corso della premiazio­ ne sono state consegnate coppe, targhe, medaglie e diplomi, accompagnati an­ che da numerosissimi premi consistenti in capi di equi­ paggiamento sportivo, che hanno suscitato grande sod­ disfazione da parte di tutti gli atleti e dirigenti. Classifica finale: 1) Euro­ pa p. 979,07; 2) S. G. Borsi p. 891,43; 3) Usac p. 662,87; 4) Excelsior p. 486,67; 5) Virtus p. 333,34; 6) Apulla p. 295,26; 7) Delfini p. 165,72; 8) Stella Azzurra p. 85,72. LUCIANO FISCHETTI

Udine L’annata sportiva 1965-66 si è conclusa da poco ed ora si traggono le somme di ciò ch’è stato fatto. Il C.S.I. di Udine ha disposto affinché le società e gli atleti mag­ giormente distintisi nel cor­ so dell’attività sportiva 6566 siano premiati il prossi-

mo 29 novembre presso la sede del comitato provinciale. La premiazione si svolgerà alla presenza delle Autorità ed interesserà tutte le socie­ tà affiliate al CSI. Saranno premiate società ed atleti del calcio, dell’atle­ tica, dello sci, del tennis da tavolo, della pallacanestro e della pallavolo. Le società che saranno premiate sono le seguenti: I.F.O., CSI Tarcento, Buttrio, Pro Fagagna, Feletto, Per­ colo, Sangiorgina, I.Mortegliano, Ricreatorio F.U., Buiese, Velox Paularo, Ovaro, Ardita, Rigolato, Enal Ammi, Pontebba, Reai Im­ ponzo, Arta, Codroipo, A.P. Mortegliano, San Giacomo, CSI Friuli Salt, PAV Udine, Kennedy Adegliacco e diver­ si atleti con particolare ri­ ferimento all’atletica leggera e al tennis da tavolo.

Orte Come negli anni prece­ denti, si è svolta ad Orte la premiazione dei vincitori di tutti i Campionati orga­ nizzati dal Comitato Zonale del C.S.I. Alla manifestazio­ ne hanno preso parte S.E. il Vescovo di Orte, Civitacastellana e Gallese Mons. Ro­ berto Massimiliani, il Presi­ dente Regionale C.S.I. Luigi Lombardi e il Consigliere Nazionale Mario Imperia. All’inizio il V. Presidente Zonale Carlo Rossetti ha fatto un consuntivo delle ga­ re sportive svoltesi nello scorso anno sociale poi il Presidente Zonale Massimo Cardarelli, dopo aver parlato brevemente sul futuro pro­ gramma di attività ha porto la parola a S.E. il Vescovo. Mons. Roberto Massimilia­ ni, dopo aver espresso la sua felicità di ritrovarsi tra tanti giovani così pieni d'en­ tusiasmo, ha rivolto agli atleti ed ai Dirigenti delle società paterne considera­ zioni illuminandoli sopratut­ to sui fini fondamentali del C.S.I. E’ stata la volta, poi, del Cav. Mario Imperia che, con la sua calda parola, ha sa­ puto delineare, attraverso chiari consigli e suggerimen­ ti, la valida figura dell’atle­ ta C.S.I. Prima della premiazione ha preso la parola il Presi­ dente Regionale Luigi Lom­ bardi congratulandosi con il Comitato Zonale di Orte per il crescente sviluppo d’atti­ vità di cui lo stesso ha da­ to prova nel passato anno sociale. Numerosi i premiati, tra i quali l’U.S. S. Liberato per il Camp. Zon. Juniores di Calcio, il G.S. Don Bosco per il Camp. Zon. Juniores di Pallavolo, gli atleti dell’U.S. Orte Scalo Madonna e Covarello rispettivamente per il Tennis da Tavolo e Tennis ed il G.S. Vasanello per la migliore disciplina manife­ stata sui campi di gara. MASSIMO CARDARELLI

Fano Si è svolta a Fano, presse la Sala Masettl dell’Istltutc Don Gentili, l’annuale pre­ miazione degli atleti e del­ le squadre tesserati al CSI per l’anno sportivo 1965-66. Erano presenti le massime autorità Ecclesiastiche, e dopo il discorso del Presi­ dente del C.S.I. Dottor Ga­ stone Mazzanti, ha preso la parola S.E. Monsignor Mic­ ci, Amministratore Apostoli­ co per la Città di Fano, il quale ha sottolineato il suo pieno interessamento per nuovi impianti sportivi per i giovani atleti fanesi, e si è congratulato con il Presi­ dente Dottor Gastone Maz­ zanti per le attività svolte nell’anno passato. Una folla giovanile e stra­ bocchevole ha fatto degna cornice a questa bellissima e riuscitissima manifestazione, terminata infine con il Film « Le Olimpiadi di Tokio ». Fra gli altri sono stati premiati: TENNIS DA TAVOLO - Cate­ goria «Allievi»: 1. Letizi Ga­ briele (U.S. Juventlna). Cate­ goria «Juniores»: 1. Polverarl Lucio (U.S. Ardor). Categoria « Seniores »: 1 Paganuccl Fran­ cesco (U.S. Juventlna). Torneo per Squadre: 1 U.S. Ardor «B» (Pezzolesi Giorgio - Volpini Va­ lerio). PALLAVOLO - Categoria « Al­ lievi»: 1. U.S. Fulgor. Catego­ ria «Juniores»: 1. U.S. Juven­ tlna. ATLETICA - Za 2a Traversata notturna della Città di Fano Categ. «Giovanissimi»: 1. U.S. Virtus. Categoria «Adulti»: 1. U.S. Ardor. Giornata dell’Atletica - Categoria « Giova­ nissimi»: m. 80 1. Caminetti Corrado (U.S. Virtus); m. 400 1. Plerleonl Omar (Ù.S. Metauro); 4x100 1. U.S. Virtus (Caminetti. Glacomlnl, F.lll Mascarucclj; Peso 1. Rocchetti Loris (U.S. Metauro); Salto in alto 1. Mascaruccl Alberto (U.S. Virtus); Salto in lungo 1. Ma­ scaruccl Alberto (U.S. Virtus). Categoria «Allievi»: m. 100 I. Frezza Paolo (U.S. Leone); me­ tri 400 1. Tinti Graziano (U.S. Leone); m. 800 1. Tinti Gra­ ziano (U.S. Leone); 110 Osta­ coli 1. Plerslmonl Sauro (U.S. Metauro); 4x100 1. U.S. VIRUS (Caverai. Claccl, Muratori, Ra­ schia); Disco 1. Antlnori Fran­ cesco (U.S. Virtus); Peso 1. Antlnorl Francesco (U.S. Virtus); Alto 1. De Angells Giulio (U.S. Ardor); Lungo 1. Baldelll Giu­ liano (U.S. Virtus). Categoria «Juniores»: m. 100 1. Panfili Luciano (U.S. Leone); m. 400 l. Panfili Luciano (U.S. Leone); m. 1.500 1. Ciani Normatc (U.S. Metauro); 4x100 1. U.S. Leone (Berardl, De Angells. Nardinl, Panfili)- Peso 1. Grilli Giulia­ no (U.S. Ardor); Alto 1. Grilli Giuliano (U.S. Ardor); Lungo 1. Bartoluccl Sandro (U.S. Me­ tauro ). Classifica Unioni Sportive per la «Giornata delI’AMotica »: 1. U.S. Leone, 2. U.S. Virtus. 3. U.S. Metauro. CALCIO - Torneo « ROIPMO Romano » : 1. U.S. Arder. » orneo «Juniores»: 1. U.S. Ardor. La Coppa Disciplina viene asse­ gnata ali'U.S. Delfino. To’™0 «Arcobaleno Sport»: 1. u.a. Delfino. La Coppa viene assegnata ali’U.S. Fulgor.

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*e : lo abbiamo domandato ad alcuni convegnisti

Alcuni dirigenti discutono amichevolmente durante gli intervalli, tra un impegno e l’altro del convegno.

Interessante anche la risposta di Giuseppe PASQUAR.ELLI — presidente di comitato — che, facendo notare le dlifficoltà del colloquio con 1 giovani, ha voluto far pre­ sente che talora più della solita riunione risulta efficace um’azione sul plano personale con ogni giovane singolar­ mente preso. Anche questo può contribuire al passaggio tanto auspi­ cato dalla realtà « squadra » alla realtà « società sportiva ». M tal proposito è stata rivolta ad alcuni partecipanti ai Convegno la seguente domanda: « Pensando alle società e alle "squadre" del tuo co­ mitato, come vedi possibile determinare un orienta­ mento verso la "comunità sportiva" come presentata nel Convegno? ». Il salernitano Costantino PACILEO — segretario del Comitato Provinciale — suggerisce di potenziare e di se­ guire alcune società « guida » che possano essere comunità sjportive veramente vive e vitali, così da influenzare anche lee altre che si mantengono ancora al livello di « squadre ». l’esperienza delle prime potrà essere di stimolo e fornire lutili indicazioni. Naturalmente per arrivare a questo occorre tutta una «: politica di amicizia» da parte del Comitato nei confronti dlelle società, in modo da favorire quanto più possibile il passaggio delle idee e la conseguente attuazione. Per questo otccorre preparazione e maturità da parte degli stessi dirligentl di Comitato (come auspica Sandro PALUMBO, altro presidente di Comitato, che fra l’altro evidenzia il con­ tributo che il consulente, sia di comitato che di gruppo. p«uò dare alla risoluzione o almeno all'avvio della cosa). Per Saverio GAUDIO, poi, che riferisce l’esperienza dlel suo Comitato, di cui è vice-presidente, è essenziale dare luna « vita » alle nostre società attraverso la partecipazione aittlva e generosa di tutti 1 membri della comunità sportliva, in modo da suscitare esperienze sempre nuove ed imteressantl. In tal modo lo stesso momento aognistico può dlivenlre di completamento alla formazione del singolo e dii sensibilizzazione al « senso degli altri », più volte rlbadllto in una relazione del Convegno. i


I convegnisti hanno partecipato attivamente e in­ tensamente ai lavori del Convegno. E d'altra parte esso era impostato in modo da offrire la massima possibilità di contributo e di intervento diretto ai partecipanti. II lavoro dei Gruppi di Studio è stato in tal senso rivelatore di una profonda volontà di partecipazione e di una seria preparazione da parte di tutti gli inter­ venuti. Anche questo è indice di maturità dell’organiz­ zazione e dì senso di responsabilità dei dirigenti. A conclusione della nostra carrellata sul Convegno, pubblichiamo la sintesi del lavoro dei gruppi, così come è stata presentata all’Assemblea dal vicepresidente Na­ zionale Umberto Amadigi, dopo aver letto e concordato le varie relazioni presentate dai capi-gruppo.

PRIMA GIORNATA

il ruolo della società sportiva del CSI nel disegno pastorale PRIMA DOMANDA - Cosa significa per noi dire che la pastorale è opera di tutta la Chiesa? E in che senso si deve parlare di pastorale nuova: si tratta di una « tecnica », o di una « pro­ spettiva » nuova? Cosa c’è da « cambiare » nella nostra mentalità?

Il Concilio ha aperto ve­ ramente una nuova prospet­ tiva sotto l’aspetto pastora­ le, in particolare per la ri­ scoperta del ruolo dei laici nella Chiesa per cui essi oggi si sentono Chiesa, in ogni loro espressione. Questa pastorale nuova trova il suo punto cardine nel modo rinnovato di porsi della Chiesa di fronte al mondo, soprattutto in ordi­ ne a quella accoglienza di valori naturali che forse era stata un po’ dimenticata negli ultimi secoli. In questa dimensione di nuova pastorale si riscopre la responsabilità di tutti. Quindi pastorale come azio­ ne di tutta la Chiesa, preti e laici, ognuno impegnato secondo la sua funzione. E pastorale nuova perché sia­ mo di fronte ad una realtà nuova, perché si è operata una riscoperta della solida­ rietà umana e cristiana, che trova il suo fondamento nel­ la rinnovata coscienza del dogma del Corpo Mistico di Cristo. H cambiamento di menta­ lità interessa tutto il popo­ lo cristiano, preti e laici. I sacerdoti non si devono ri­ tenere gli unici responsabili della pastorale della Chiesa; i laici devono crescere nel senso di responsabilità e de­ vono assumere una maggio­ re disponibilità nell’impegnarsi. E’ stata sottolineata anche l’esigenza di un aggiorna­ mento che però recuperi tutto quanto è recuperabile del passato, cioè che si ra­ dichi nel senso più genuino della tradizione. E’ stato messo in evidenza come an­ cora nel CSI ci siano laici che ritengano opera esclusi­ va del Consulente ecclesia­ stico parlare in un certo mo­ do agli atleti del CSI, cosi pure come ci siano dei con­ sulenti più ricchi di pater-

nalismo che di attenzione educativa... Sottolineata inol­ tre l’esigenza di meditare le prospettive conciliari anche nelle assemblee provinciali del CSI, cosi pure che nel seno delle nostre società sportive si faccia riferimen­ to alle relazioni di questo Convegno e si dia vita ad ampi dibattiti. In ultimo si è messo l’ac­ cento su alcuni ostacoli da superare e impegni da as­ solvere: 1) molti sacerdoti guardano ancora con una certa diffidenza ai laici; 2) v’è carenza di consulenti ec­ clesiastici; 3) intervenire più decisamente nei seminari, proponendo una pastorale del turismo e dello sport, del tempo libero in genere, so­ prattutto tenendo conto del­ le scuole di pastorale che già sorgono in molte diocesi, in molte regioni, di modo che questa dimensione pa­ storale non sia sconosciuta, ma sia adeguatamente pre­ sentata; 4) il CSI è da anni al servizio della parrocchia, però si deve inserire nel pia­ no pastorale del parroco adeguandovi i suoi metodi, la sua presenza. SECONDA DOMANDA Quali sono i criteri e le con­ dizioni per cui oggi il CSI, come istituzione temporale cristiana a carattere educa­ tivo, può dirsi in sintonia con il Concilio Vaticano II? Rilevare le sfasature, pro­ porre esperienze in questo senso.

In certo senso il CSI può ritenersi un precursore della nuova pastorale emersa dal Concilio Vaticano II; il CSI da tempo si è mosso sulla linea del Vaticano II. Tutti i gruppi sono d’accordo su questo. Il CSI è da considerare fondamentalmente una isti­ tuzione al servizio del gio­ vani, con la finalità della educazione sportiva integra­ ta dalla formazione morale il cui fondamento è la con­ cezione cristiana alla quale ci ispiriamo. Il CSI serve 1 giovani non in concorrenza con le organizzazioni simi­ lari, ma avendo un suo pro-

gruppi di studio hanno lavorato I

COSI prio spazio, precisato soprat­ tutto dalla sua finalità mo­ rale. Alcuni hanno sottolineato l’importanza che le società diventino sempre più delle comunità; quindi il recupe­ ro di questo aspetto comu­ nitario, non solo, come si può pensare, dal punto di vista soprannaturale, ma so­ prattutto e innanzitutto dal punto di vista naturale, del­ la solidarietà, del significato del vivere insieme, del dono reciproco di una presenza nel gruppo. Il CSI, è stato anche pre­ cisato, è in sintonia col Va­ ticano II, solo se si inserisce nel piano pastorale, organico di una parrocchia e di una diocesi, facendo bene la sua parte, e non volendo fare tutto, quindi con il dovuto senso del limite e con i ne­ cessari collegamenti e colla­ borazioni. Le sfasature attuali delle società sportive sono state indicate nella strumentaliz­ zazione a fini religiosi; nel­ la mancanza di struttura as­ sociativa, nel senso che non c’è una vita sociale, proprio dal punto di vista di corre­ sponsabilità degli iscritti; poca autonomia di movi­ mento dei laici che sono as­ sociati per questa azione sportiva e di educazione; il pericolo del tecnicismo; la tendenza a fare soltanto at­ tività agonistica; qualche deviazione trionfalistica, nel senso che soltanto il nostro sport sia vero; una cer­ ta mancanza di coordinamento del clero; una tendenza, anche, ad un certo Isolamento rispetto alle altre istituzioni.

TERZA DOMANDA - Che significato ha per noi la espressione: «D C.S.I. deve avere una classe dirigente fatta di laici dalla fede adulta e dalla grande sensi­ bilità educativa?» A che pun­ to è la nostra organizzazio­ ne in questo senso? Come far evolvere la situazione?

Concordanza generale in ordine a questa affermazio­ ne: il dirigente del Centro Sportivo Italiano dev’essere un educatore al servizio dei giovani, rispettoso della loro libertà e della loro persona­ lità. Si è notato che oggi manca questo tipo di educa­ tore; ce ne sono, ma sono pochi e si è anche notato che le idee pedagogiche, quelle di cui si parla anche in que­ sti giorni, circolano piutto­ sto lentamente. Si è quindi concluso che occorre insiste­ re nella formazione dei diri­ genti educatori. Perché si possano prepa­ rare dei dirigenti seri e con­ vinti occorre che le nostre scuole di formazione si preoccupino di far crescere in queste persone la loro co­ scienza di laici nella Chiesa, di sviluppare la loro sensi­ bilità educativa, infine che abbiano e siano coltivati nella loro competenza tecni­ ca. Queste tre dimensioni debbono essere compresenti nella linea di formazione dei nostri dirigenti. In partico­ lare si è sottolineata l'im­ portanza dell’allenatore, del ruolo che egli gioca nella squadra e in generale nella società sportiva. Forse noi ci dimentichiamo a volte della grande importanza che que­ sto personaggio ha nelle no­ stre società sportive. Non bi­ sogna solo considerarlo un puro presentatore di movi­ menti tecnicamente perfet­ ti: l’allenatore è forse l’edu­ catore più impegnato. In ordine a quanto si è fatto e a quanto si vuol fa­ re per la preparazione dei dirigenti, si ammette il lavo­ ro fatto ma si afferma che occorre continuare e fare di più. Incrementare i corsi, soprattutto pianificare e pro­ grammare il modo d’incontro con i dirigenti, che non sia lasciato solamente al caso. E’ stato anche chiesto che siano preparati sussidi ade­ guati (c’è stata al riguardo una comunicazione) per di­ rigenti di società. Non dei trattati, ma sussidi semplici, di facile utilizzazzione.


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|f* ■ QUARTA DOMANDA Una volta precisate la natu­ ra e le finalità del C.S.I., quale pastorale è preferibile per noi: quella del contr’altare? Quella del nucleo for­ mato che dialoga e si inse­ risce in altri gruppi? Quel­ la dell’influsso dall’esterno? E in che senso e in che mi­ sura in questa azione pasto­ rale occorre collaborare con altre istituzioni educative?

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Tutti si sono pronunciati contro la prima prospettiva; un gruppo ha detto che a volte il controaltare c’è stato. Tutti hanno detto che la pastorale che noi dob­ biamo preferire è quella del gruppo formato che dia­ loga, che s’inserisce con altri gruppi. Poi si è pre­ cisato che il CSI deve es­ sere aperto a tutti coloro che ne condividono la qua­ lificazione. Non si chiede a nessuno, in modo priorita­ rio, che tessera abbia in ta­ sca, ma si chiede a chi vie­ ne nelle nostre società spor­ tive che sia una persona se­ ria e che desideri praticare lo sport in modo serio. Si è anche detto che il CSI per fare questo deve cercare sempre di conseguire questi due scopi complemen­ tari: mai abdicare alla pro­ pria ispirazione precisa fon­ damentale (il che non si­ gnifica che si debba fare l’e­ same di catechismo ad ogni persona che voglia iscriversi nelle nostre società sporti­ ve) ; e poi curare la perfezio­ ne tecnica. Le due cose non vanno disgiunte. Infine è stata sottolineata la necessità di tenere 1 rap­ porti con le altre istituzioni educative proprio perché la società sportiva, per la sua natura, non può e non deve fare tutto; deve poter fare innanzitutto quello che è chiamata a fare, quindi ve­ nire incontro alla esigenza dei giovani di fare sport, in collegamento con altre orga­ nizzazioni educative. Cosi che il ragazzo non pensi che lo sport esaurisca tutti i suoi interessi.

SECONDA GIORNATA

la società sportiva del CSI al servizio dei giovani PRIMA DOMANDA Rilevare le « cause speci­ fiche » per cui ci accor­ giamo di certe storture educative («zone d’om­ bra ») nella nostra orga­ nizzazione. Evidenziare non le sole « cause » strut­ turali, organizzative, edu­ cative, ma anche un tipo di « mentalità » che non è più in linea con i tem­ pi conciliari in cui vivia­ mo. Sono state evidenziate pa­ recchie zone d’ombra: — difficoltà a seguire da vicino le società perché sono mol­ te e sono distanti; — con­ duzione strumentalistica del­ lo sport; — scarsa vitalità associativa, cioè si fa solo attività agonistica; — molte società sono promosse e por­ tate avanti soltanto da sa­ cerdoti e in molti casi si tratta di difetto di mentalità piuttosto che di uomini e di mezzi; — esiste una scar­ sa attenzione educativa in molti consulenti e in alcuni è presente una erronea men­ talità circa l’attività religio­ sa quasi dovesse appiccicarsi allo sport e non invece ani­ mare dall’interno Io sport. Alcuni hanno parlato del­ la difficoltà di quelle socie­ tà che raccolgono giovani da più parrocchie; ciò però non deve far ricadere nell’erro­ re di concepire la società sportiva come strettamente territoriale: la società deve essere il meno possibile le­ gata a confini di carattere territoriale. Viene di nuovo denuncia­ ta la scarsa presenza di edu­ catori dirigenti, poco pre­ parati anche pedagogicamen­ te; molti di loro non sanno rispettare la libertà del ra­ gazzo e i suoi interessi. Si rileva anche una scarsa at­ tenzione nell’orientare il ragazzo ad uno sport: bi­ sogna che aiutiamo i ragaz­ zi a scegliere una discipli­ na sportiva, senza forzarlo verso la disciplina da noi preferita o di nostro inte­ resse. Denunciata altresì la chiu­ sura delle società nei con­ fronti di altre società e de­ gli altri giovani che non fan parte della società. Si rileva anche un man­ cato inserimento di forze giovani nei quadri dirigenti: si ruota attorno ad una per­ sona sola. Le leve anziane non pensano sufficientemen­ te alla formazione del sosti­ tuti. Viene pure sottolinea­ ta la mancanza di intesa tra dirigenti e consulenti; di so­ lito il dirigente tende ad oc­ cuparsi solamente della par­ te agonistica, mentre il con­ sulente tende ad occuparsi solamente della parte forma­ tiva, contrapponendo le due parti che invece debbono es­ sere integrate. Sottolineati ancora i rapporti, non mol-

to chiari in alcuni casi, tra Gioventù Cattolica e CSI, e si auspica che si riscopra re­ ciprocamente l’equilibrio del­ le funzioni e delle rispettive finalità. Ancora, si fa pre­ sente l’incomprensione del­ la metodologia operativa tra il vertice e la base: il Centro Nazionale deve cercare di svolgere un lavoro che sia più rispettoso possibile del­ le esigenze della periferia e dei tempi di maturazione dei nostri dirigenti periferici. Un gruppo ha fatto notare che all'interno degli oratori certe società vivono da pa­ rassite, senza porsi proble­ mi di reclutamento o di svi­ luppo, quando invece queste società, pur inquadrandosi nell’oratorio, dovrebbero ave­ re una propria autonomia e una propria presenza spe­ cifica, una positività di pre­ senza. Alcune esortazioni. Biso­ gna che cambiamo mentali­ tà, che diamo più spazio per affrontare i problemi forma­ tivi, per esempio incarican­ do un membro della presi­ denza del Comitato o della società che curi in partico­ lare queste cose. La società sportiva inoltre deve essere aperta a tutti, senza discri­ minazioni di sorta, deve es­ sere democraticamente im­ postata e il suo spirito co­ munitario deve essere uno spirito autenticamente spor­ tivo. Prendere il meglio del­ lo spirito sportivo perché possa produrre una vera vita comunitaria. I Comitati si devono trasformare da orga­ nismi burocratici in equipe di educatori, in gruppi di persone che dominano la si­ tuazione e che pur facendo tutto quanto debbono fare per l’attività agonistica, non dimenticano tutto il resto.

SECONDA DOMANDA In che modo una Società Sportiva del.CSI può fa­ vorire in quanto « grup­ po » e in quanto « gruppo sportivo » la maturazione dei nostri giovani? Rile­ vare le carenze di vita comunitaria delle nostre Società Sportive e pro­ porre idee, indicazioni ed esperienze perché tale vita comunitaria sia un dato di fatto. Viene raccomandato che i consulenti siano ben prepa­ rati nella conoscenza delle idee educative e capaci di trasmetterle. Sfruttare tutte le occasio­ ni di amicizia perché 1 ra­ gazzi si incontrino anche al di fuori dell’attività agoni­ stica. Tenere contatti con le fa­ miglie, perché molti ragazzi sono ostacolati dai loro ge­ nitori: una volta che ! ge­ nitori siano informati da noi

sugli scopi educativi della attività sportiva diventano i nostri migliori collaboratori. Occorre far in modo che tutti siano responsabili nella vita della società sportiva. Anche l’atleta deve essere cointeressato alla vita della società, che non è solamente attività agonistica. Che la vita della società sportiva non si identifichi nella vita di una squadra: la vita di società diventa povera se si identifica con quella della squadra di cal­ cio. Occorre quindi prepa­ rare 1 dirigenti di società ad una formazione comunitaria dei giovani.

TERZA DOMANDA Una volta che tale vita comunitaria sia stata in­ staurata, in che modo concreto la vita della So­ cietà Sportiva del CSI può diventare una « pro­ posta in atto » per matu­ rare cristianamente 1 no­ stri giovani: aspetto interno: — catechesi in funzio­ ne dell’animazione del valore sport e della vita in genere; — colloqui personali;

— preghiera comunita­ ria; — liturgia e vita spor­ tiva;

aspetto esterno: — dialogo con gli altri a livello individuale; — dialogo con gli altri gruppi sportivi e con il mondo dello sport in ge­ nere. E’ stato rilevato: resisten­ za del dialogo individuale, da persona a persona; la ne­ cessità di una catechesi per una revisione di vita; la pre­ ghiera comunitaria e litur­ gica come termini di com­ pletamento di una comuni­ tà già formata. Al riguardo in alcune società s’è fatta la esperienza della messa so­ ciale e di veglie bibliche, con buoni risultati. Viene raccomandato di dialogare con l’esterno, an­ che se è difficile dialogare con 11 mondo sportivo in ge­ nere. Nel caso In cui la proposta di cui parlava la domanda non esista ancora in atto è meglio maturare gli even­ ti e attendere 1 tempi: oc­ corre essere graduali. Ancora una volta viene sottolineata infine la neces­ sità di avere dirigenti pre­ parati. capaci di instaurare un rapporto di amicizia con il mondo giovanile.

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Fig. 1

respirazione e rotazione del corpo Fig. 2

à bbiamo visto come si Za può inserire la respirax zione nel movimento coordinato degli arti supe­ riori con azione propulsiva . successiva. SI è anche det­ to che la inspirazione in­ fluisce direttamente sulla stabilità del corpo in ac­ qua. Esaminiamo ora l'effetto della respirazione sulla sta­ bilità del corpo in acqua a seconda del modo in cui viene inserita la inspirazio­ ne, prendendo in esame 1 due casi opposti: inspirazio­ ne eseguita durante la fa­ se propulsiva deH’arto su­ periore dalia cui parte gira il capo; inspirazione ese­ guita durante la fase di ri­ porto dell’arto superiore dal­ la cui parte gira il capo. La stabilità del corpo in acqua presenta, a seconda dei casi, aspetti positivi e negativi. Gli aspetti posi­ tivi li abbiamo già esami­ nati una prima volta sul n. 13 di Stadium e li pos­ siamo sintetizzare nella mi­ gliore penetrazione del cor­ po in acqua, gli aspetti ne­ gativi riguardano invece la difficoltà di dover fare i mo­ vimenti di rotazione del ca­ po e di riporto degli arti superiori ai limiti, o quasi, della mobilità articolare.

INSPIRAZIONE ESEGUITA DURANTE LA FASE PROPULSIVA DELL'ARTO SUPERIORE DALLA CUI PARTE GIRA IL CAPO

Se la inspirazione viene eseguita durante l’azione propulsiva dell’arto superio­ re dalla cui parte gira il capo (fig. 1) si obbliga il nuotatore a fare la rota­ zione’ del capo sino al li­ miti articolari. Non tutti con la sola rotazione del capo riescono a fare emergere la bocca. Quelli che non vi riescono sono costretti a ruotare sul fianco affondan­ do la spalla opposta alla parte dove gira 11 capo. Il

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nuotatore, in questo modo, si trova a dover far pas­ sare ancor più per dietro il riporto dell’arto opposto (fig. 2) per evitare che toc­ chi l'acqua e crei un freno al riporto ed all’avanza­ mento. La rotazione sul fianco facendo emergere la spalla dell’arto in propulsione, ne diminuisce l’efficacia ( aumento di b2). Si perde inoltre la stabilità del corpo alla quale si tendeva. L’ostacolo si può in parte aggirare facendo la rota­ zione con una piccola fles­ sione del capo indietro, ma questo spesso comporta lo affondamento dei fianchi od una lieve flessione del corpo dietro. Con l'aumento della velo­ cità queste caratteristiche negative vengono attenuate perché il nuotatore può re­ spirare nel vuoto che si crea dietro l’onda che si forma ai lati del corpo. Que­ sta soluzione permette le inspirazioni mediante rota­ zioni del capo più corte. Con questo tipo di posi­ zione del corpo e movimen­ to propulsivo degli arti su­ periori rimane di una certa grandezza la distanza « c » che obbliga a* lavorare con il braccio di leva « b 1 ». Il braccio di leva produce uno spostamento laterale del punto di applicazione della forza ai fini della propul­ sione, provocando continui sbandamenti del nuotatore a destra ed a sinistra (vedi Stadium n. 23). Si ha quin­ di una azione frenante do­ vuta agli sbandamenti ed una perdita di lavoro che viene usato per fare sban­ dare il corpo e non per farlo avanzare. Dalle considerazioni so­ pra esposte si può osserva­ re che il vantaggio di ave­ re il corpo in acqua in po­ sizione prona stabile pro­ voca altri fattori negativi che a seconda delle carat­ teristiche del nuotatore pos­ sono influenzare più o me­ no negativamente la sua nuotata, impedendogli di raggiungere il migliore ren­ dimento natatorio.

INSPIRAZIONE ESEGUITA DURANTE LA FASE DI RIPORTO DELL ARTO SUPERIORE DALLA CUI PARTE GIRA IL CAPO Se l’inspirazione viene eseguita durante la prima parte (due terzi circa, Stadium n. 35) della fase di riporto dalla cui parte gira il capo (flg. 3) il nuotatore non è più obbligato a fare la rotazione del capo o la fase di riporto dell'arto su­ periore ai limiti della mo­ bilità articolare, rischiando di cadere nella rigidità, poi­ ché si può aiutare, con in­ dubbi vantaggi, con una pic­ cola rotazione del corpo. La rotazione permette una più facile emersione della boc­ ca senza fare emergere la spalla dell'arto in fase pro­ pulsiva, mentre l’arto in fa­ se di riporto si trova fa­ cilitato nel movimento per­ ché la spalla emerge di quel tanto che gli permet­ te di agire con sveltezza e morbidezza. La rotazione dei corpo lateralmente permette inoltre di evitare la flessio­ ne del capo dietro. Il cor­ po, cosi, ha la possibilità di rimanere con il capo par­ zialmente immerso nella po­ sizione più idrodinamica of­ frendo la minore resistenza all'avanzamento. La breve rotazione del corpo permet­ te la riduzione della distanza « c » (figure 1 e 3) e la eliminazione del braccio di leva « b », di conseguenza non si hanno più gli spo­ stamenti laterali del corpo, l'azione frenante e la per­ dita di lavoro, che viene, almeno sotto questo aspet­ to, tutto utilizzato al fini propulsivi. Dalle considerazioni sopra esposte si può constatare co­ me la perdita del vantag­ gio di avere il corpo nella posizione stabile di galleg­ giamento prono sia sostitui­ to da altri fattori positivi. Comunque non si può dire con certezza se sia meglio ricercare la stabilità o la ro­ tazione del corpo in acqua,

Fig. 3

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Fig. 4

poiché non si hanno dati probanti che possano dare una esauriente risposta al rapporto fra 1 vantaggi che si hanno con la stabili­ tà del corpo in acqua e quelli che si hanno con le rotazione. Una risposta vi è stata e la si può avere osservando i migliori nuotatori che, nel­ la maggior parte, eseguono una rotazione del corpo, che varia da individuo ad indi­ viduo, e che è tanto mag­ giore quanto più lenta è la nuotata. Questa osservazione do­ vrebbe dimostrare che una


minima rotazione porta dei vantaggi ai fini della velo­ cità pura, mentre nelle di­ stanze più lunghe, dove la velocità è di molto inferio­ re e la rotazione del corpo avviene più lentamente, si ha una minore influenza ne­ gativa per la perdita delia stabilità e quindi alcuni nuotatori ne approfittano per assecondare meglio le possibilità individuali. E’ op­ portuno dire, però, che tale risposta, data osservando i migliori nuotatori, non si deve considerare oggettiva­ mente valida in quanto se prendiamo in esame il mo­ do di nuotare dei migliori nuotatori di alcuni anni fa avvalleremmo come pregi al­ cune caratteristiche tecni­ che che oggi consideriamo errate. Le osservazioni sulla tecnica natatoria dei mi­ gliori atleti può solo con­ sentire delle osservazioni sulla evoluzione della nuo­ tata senza permettere cate­ goriche affermazioni di mo­ vimenti esatti od errati, in quanto il continuo progre­ _____ _______________■ i dire degli allenamenti per­ mette agli atleti di avere a disposizione una maggiore n questa puntata ini­ quantità di forza, potenza e zieremo la spiegazione resistenza che spesso si tra­ in tutti i suoi particolari ducono in variazioni tecni­ dei diversi tipi di stop per che della nuotata, e quindi quello che si considera esat­ arrestare correttamente la to oggi può risultare erra­ palla. E’ naturale che l’al­ to domani. Da qui la ne­ lievo dovrà iniziare dai cessità di assecondare i nuo­ più semplici per arrivare tatori nella loro evoluzione gradatamente ai più diffi­ tecnico-stilistica per evitare cili. Un ottimo calciatore di frenare con insegnamen­ ti categorici il continuo pro­ deve sapere stoppare la gredire. palla con ambo i piedi e Dalla figura 4, raffiguran­ con tutte le sue parti, e te un nuotatore che esegue cioè, d’interno, di collo, di la rotazione del corpo di no­ esterno, ecc., senza dimen­ tevole ampiezza, notiamo ticare che non solamente che, se esegue la medesima si arresta la palla con i flesso-distensione dell’arto superiore in fase propulsiva piedi, ma bensì, anche con dei nuotatori in flg. 1 e 2, altre parti del corpo che sì forma il braccio di leva andremo a spiegare nei « b 4 » che agisce opposto a suoi particolari dettagli « b 1 », ma che causa le stes­ nelle prossime puntate. se conseguenze. Il braccio di leva « b » può essere ridotto Cosa importantissima e od annullato diminuendo la vorrei dire la base prin­ flesso-distensione e spostan­ cipale, è che il calciatore do in fuori il movimento conosca in pratica tutti 1 « b 5 » e « b 6 ». modi per stoppare la sfe­ Questo tipo di bracciata ra nel miglior modo possi­ (b5 e b 6) può risultare bile e pronta per ogni molto utile a quei nuota­ evenienza. Eseguendo que­ tori che non riescono a svi­ luppare il loro migliore ren­ sti specifici esercizi con dimento con la flesso-disten­ padronanza assoluta, so­ sione di una certa entità, lamente con questo grado mentre ottengono migliori di preparazione l’allievo risultati propulsivi con la non sarà mai in difficoltà, flesso-distensione appena ac­ ne in gara, ne in stretto cennata. contatto di marcatura con Da quanto detto possia­ qualsiasi avversario. mo concludere che la inspi­ razione eseguita durante la fase di riporto deH'arto su­ periore dalla cui parte gira STOP CON L'INTERNO il capo, oltre a permettere la inspirazione con il corpo DEL PIEDE SIA DI DESTRO in posizione prona stabile, CHE DI SINISTRO facilita l’emersione della bocca, la propulsione ed il Per l’insegnamento del riporto degli arti superiori più semplice stop, ossia se si esegue la rotazione con l’interno del piede, sia del corpo lungo l’asse lon­ di destro che di sinistro gitudinale. Questa maggio­ (foto 1 e 2), l’allievo do­ re mobilità si tramuta in vrà concentrarsi al massi­ una maggiore velocità ed economicità della nuotata. mo per la posizione esatta La migliore mobilità ed del corpo e per il giusto economicità della nuotata equilibrio. permettono inoltre il pas­ Questo tipo di arresto saggio all’azione propulsiva di interno destro e di si­ degli arti superiori parzial­ nistro, dovrà essere ese­ mente contemporanea. guito in pratica come inDOMENICO MAIELLO

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i vari “stop 59 per fermare la palla

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w Foto 1: stop eseguito l'interno destro.

sulla gamba sinistra che deve essere leggermente flessa onde consentire al corpo stesso una scioltez­ za indispensabile per con­ trollare la sfera, inoltre il pallone deve essere fer­ mato con la parte centra­ le dell’interno del piede per poter contrapporre al­ la palla la maggiore su­ perficie possibile, tenendo ben presente che il piede che stoppa la palla va leg­ germente alzato ed aperto di circa 90 gradi rispetto al sinistro che rimane in appoggio. Inoltre si raccomanda la massima attenzione per la posizione del corpo che deve essere naturalmente flessa in avanti. Lo stop interno sinistro rimane tutto invariato ad ecce­ zione del piede che com­ pie lo stop, quindi in que­ sto caso nel secondo eser­ cizio sarà la gamba destra il punto d’appoggio e la sinistra compirà l’arresto della sfera.

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STOP ED AGGANCIAMENTO AL VOLO DI COLLO PIEDE

.J Foto 2: stop eseguito con l'interno sinistro. dicato nelle fotografie, tenendo ben presente que­ sti precisi dati tecnici: al momento di effettuare lo arresto della sfera con l'interno destro del piede, il peso e l'equilibrio del corpo viene esercitato

Con la fotografia n. 3 spieghiamo lo stop e l’ag­ ganciamento al volo di collo piede. E' naturale che questo tipo di arresto rimane indiscutibilmente il più difficile per qualsia­ si allievo, prova ne sia che anche giocatori di classe elevata, in posses­ so di un più eccellente controllo di palla, sbaglia­ no con tanta facilità que­ sto tipo di stop perdendo così banalmente il con­ trollo della sfera stessa.

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Foto stop collo piede.

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E’ mia opinione che lo insegnamento in pratica di questo stop dovrà av­ venire quando saremo si­ curi che l’allievo sarà in possesso di una prepara­ zione sufficiente per l’ese­ cuzione del sopracitato esercizio.

Bisognerà fare bene at­ tenzione che il piede col quale l’allievo andrà per agganciare e stoppare la palla al volo sia ad una distanza ravvicinata, e cioè, a circa una decina di centimetri. Il ragazzo dovrà seguire la traietto­ ria della palla stessa dal­ l’alto in basso accompa­ gnando la sfera, e dimi­ nuendo così piano piano la distanza del piede dal pallone. Nella prima fase dell’esercizio la gamba e il piede dovranno essere quasi in perfetta iperestensione (con ravvici­ narsi al terreno e dimi­ nuendo la distanza, di palla piede), si fletterà la gamba per ammortizzare sul piede stesso la caduta della sfera che si deporrà così per volere deH’allievo stesso davanti al suo cor­ po e pronta per continua­ re l’azione, oppure calcia­ re a rete, ecc. Di conse­ guenza è naturale che la gamba di appoggio debba essere flessa in avanti, le braccia semi aperte servi­ ranno per dare equilibrio a tutto il corpo e facili­ tando così il perfetto stop ed agganciamento. Le specifiche caratteristiche di questo pur difficile e complesso esercizio, sono principalmente elasticità e scioltezza in tutti i mo­ vimenti, per ottenere ri­ sultati positivi per questo particolare tffio di arre­ sto, che rimane purtuttavia difficile da inserirsi, ma bensì piacevole e pla­ teale per chi osserva. RENATO BODINI

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pegno alla manifestazione reatina. I modenesi sono riusciti a tener testa a tutti i grup­ pi presenti in campo ed hanno conseguito una bril­ lante vittoria e con essa il titolo di « quadra campione d'Italia » per l’anno 1966 e un titolo individuale con Giovanni Sala, nella cate­ goria motomodelli sport. Altri due concorrenti mo­ denesi, Vittorio Setti e Gianni Morandi, rispettiva­ mente nelle categorie Veleg­ giatori ed Elastici, hanno conseguito degli ottimi piaz­ zamenti individuali e si so­ no visti sfuggire la vittoria per pochissimi secondi. La manifestazione di Rie­ ti è stata preceduta da in­ numerevoli prove di selezio­ ne durante la stagione aero­ modellistica italiana ed in tutte queste gare i giovani del Centro Sportivo Italiano di Modena si sono brillan­ temente imposti all’attenzio­ ne degli appassionati.

cinquecento partecipanti al 13° Trofeo G. Chiarini MOLLETTA - Il 1° no­ vembre scorso si è concluso, col 6° raduno giovanissimi, il 13‘ Gran Trofeo G. Chia­ rini. Una simpatica manife­ stazione, organizzata dal Co­ mitato C.S.I. di Molletta, che ha visto la entusiastica partecipazione di oltre 500 giovani atleti e dirigenti di Molfetta, Giovinazzo, Terlizzi e Ruvo di Puglia. La manifestazione si è aperta con la S. Messa offi­ ciata dal rev. don Nicola Gaudio, consulente ecclesia­ stico zonale del Comitato CSI di Molfetta, quindi si sono svolte partite di calcio e pallavolo fra le rappre­ sentative cittadine di Mol­ fetta, Giovinazzo e Ruvo. In queste partite, svoltesi in un clima di grande ami­ cizia e cordialità, si è regi­ strata la vittoria della rap­ presentativa di Molfetta su quella di Giovinazzo nella pallavolo; mentre nel calcio si è avuta la vittoria della rappresentativa di Ruvo su quella di Terlizzi. La manifestazione si è poi conclusa nel salone dell’Oratorio dove si è tenuta la attesa premiazione del 13° Gran Trofeo G. Chia­ rini. Il Trofeo « Chiarini », giunto alla sua tredicesima edizione, è una manifesta­ zione che il Comitato CSI di Molfetta svolge durante la stagione estiva e dedica esclusivamente ai giovanis­ simi. Il Trofeo Giancarlo Chia­ rini ha visto la partecipa­ zione di oltre 2000 atleti ap­ partenenti a ben 20 Società che hanno gareggiato in ben otto discipline sportive e cioè atletica leggera, calcio, nuoto, pallavolo, pallacane­ stro, pattini,’ rugby educati­ vo e tennis da tavolo. Alia premiazione sono in­ tervenuti l’Assessore comu­

nale allo Sport prof. Giuseppe Talamo e il presiden­ te diocesano della G.I.A.C. un. Sparapano. Dopo un breve discorso del Vicepresi­ dente del Comitato CSI di Molfetta dott. Gaudio, han­ no parlato l’Assessore allo Sport prof. Talamo che ha avuto parole di plauso per l’attività del CSI e l’univer­ sitario Sparapano, quindi si è avuta la premiazione delle Società vincitrici di questa edizione del « Chiarini ». Prima classficata è stata la Fidens di Giovinazzo, se­ guita dalla S. Domenico Sa­ vio, Mario Fani, Frassati e Robur tutte di Molfetta. Coppe, medaglie, diplomi e materiale sportivo sono stati assegnati alle Società vin­ citrici ed alle Società che si sono distinte per corret­ tezza e regolarità. Una manifestazione, quin­ di, magnificamente riuscita e che ha concluso degna­ mente un « Chiarini » che quest’anno ha raggiunto tra­ guardi veramente notevoli.

aero modellismo MODENA - All’aeroporto « Ciuffelli » di Rieti, i mi­ italiani gliori aeromode'’ xjntesi sono recent* gliore si all’insegna fri •li agonismo, i V’ della ’ cs’

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sta 1. Caso» J », dMLu», Sala, schi, da Zaccarelli e Morandi ha partecipato con molto im-

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atletica leggera MODENA - Si sono svolte a Modena allo stadio comu­ nale « A. Draglia » (g. c.) le finali del Trofeo Verde 1966. Alla competizione hanno preso parte n. 126 atleti gio­ vanissimi, rappresentanti 9 unioni sportive. Le gare sono state avvin­ centi e combattutissime ed alla fine tre squadre erano classificate in un divario di un punto. Fra i risultati di maggior rilievo fanno spicco 1 mt. 11.72 di Berardi di S. Agne­ se nel getto del peso e i 10" netti di Melotti pure di S. Agnese negli 80 piani. Classifica finale: 1) S. Agnese p. 44; 2) Castelnuovo p. 43; 3) Tempio p. 43; 4) S. Francesco p. 36,5; 5) San Pio X p. 36. Seguono altre 4 squadre.

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palla volo

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! FORLÌ’ - L’Unione Spor­ tiva Fortitudo ha organiz­ zato il «H Trofeo Antonio Stefani » di Pallavolo, ri­ servato ai giovani nati dopo 1’1-1-1949, al quale hanno partecipato l'U.S. Fortitudo C.S.I.-Monti di Forli, la Po­ lisportiva Victoria di Forli, il C.S.I. di Cesena, il C.S.I. S.P.E.M. di Faenza, il G.b. Portuali di Ravenna e 1 In­ trepida C.S.I. di Forli. La fase finale ha visto la affermazione del G.S. Por’i di Ravenna che ha to la Victoria di Forli :.S.I. di Cesena, seguiJ C.S.I. di Cesena che battuto la Victoria di ''orli. Terza classificata la Polisportiva Victoria di For­ lì, seguita da CSI SPEM Faenza, U.S. Fortitudo CSI

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GKAV1NA - Si è concluso recentemente il Torneo di calcio « III Coppa Madonna delle Grazie » organizzato dal locale G.S. Aquila in collaborazione con il Comitato zonale del C.S.I. Vi hanno preso parte 6 società con 8 squadre ed un numero complessivo di 70 atleti. La rappresentativa A dello stesso G.S. Aquila ha conquistato il primo posto. Nella foto, la squadra vincitrice subito dopo la premiazione, insieme alle mascotte ed al ”loro Consulente Ecclesiastico.

Monti Forlì e G.S. Intrepi­ da CSI Forlì. La premiazione ha avuto luogo sul campo alla pre­ senza del rag. Alberto Mambelli, Presidente del Comitato Provinciale C.S.I. di Forlì, del geom. Giorgio Gazzoni, Presidente dell’U.S. Fortitudo CSI-Monti, e del dott. Guido Ghini, Vicepre­ sidente dell’unione Sportiva suddetta e ideatore della manifestazione. AI termine della cerimonia di premiazione ha avuto luo­ go una partita amichevole fra i W.F. « N. Casadio » di Ravenna e i W.F. « Gob­ bi » di Piacenza, squadre en­ trambe partecipanti al Cam­ pionato Nazionale di « Se­ rie B ». Lo scopo di questa partita amichevole, è stato quello di far disputare, per la prima volta a Forlì, un incontro fra squadre forti e ben preparate con la spe­ ranza di richiamare sempre più l’attenzione dei giovani verso la pratica di questo sport esemplare.

Nel complesso la manife­ stazione è riuscita ottima­ mente, avendo offerto al nu­ meroso pubblico intervenuto uno spettacolo ad alto li­ vello sia tecnico che ago­ nistico. F. G. CATANIA - Una società affiliata da pochissimi giorni al CSI catanese: l’U.S. Nike, ha azzeccato la prima so­ nante vittoria, conquistando con pieno merito la « I Cop­ pa Clan » di Pallavolo, riser­ vata a formazioni della ca­ tegoria allievi. In questa ma­ nifestazione ha esordito an­ che la « Schweitzer » con una squadra ancora acerba. Terza squadra partecipan­ te, l’Universal, si è classifi­ cata al secondo posto. Intanto è stata già vara­ ta la seconda edizione della « Coppa Natale Bertocco », manifestazione ’di apertura che prevede due distinti tor­ nei: per allievi e per juniores.

BRESCIA - Per iniziativa dei gio­ vani dell’U.S. Tremonti Vione de! CSI di Brescia, una croce metalli­ ca dedicata ai ca­ duti e dispersi del paese, è stata tra­ sportata, pezzo per pezzo, su « Cima Bles » a m. 2830. A ricordo della inaugurazione del­ la Croce, FU. S. Tremonti con l’au­ silio del Comitato di Brescia, ha de­ ciso di organizzare ogni anno una ga­ ra sportiva ie Cronoscalata VioneCima Bles ».

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Montesilvano

Il C.S.I. di Montesilvano del Comitato di Pescara, ha con­ seguito ottimi risultati nelle varie manifestazioni sportive cui ha preso parte in questo primo anno di attività. I maggiori risultati si sono avuti nel calcio: nel Cam­ pionato Provinciale la locale squadra è giunta sino alla fi­ nale Regionale. Note liete anche per il Tennis, al torneo organizzato nei magnifici campi del Grand Hotel ha partecipato un buon numero di concorrenti divisi in categoria Seniores e Juniores. Nella prima categoria si è imposto il giovane Agostinone Sergio e nella seconda il bravo Campagnarl Claudio. Nel primo torneo estivo di calcio intitolato alla memoria del compianto Aldo Mastrangelo hanno partecipato otto squadre; la vittoria finale è andata alla M.M. Carburanti. La premiazione è avvenuta nei saloni dell’Hotel Majestic (g.c.) alla presenza di tutte le Autorità locali e del Prof. An­ gelo Della Penna Presidente provinciale del C.S.L, del Dott. U. Crescenzi Segretario provinciale della Democrazia Cristiana e del Geom. F. Carboni Presidente del Consorzio Industriale Val Pescara. Il dirigente della squadra vinci­ trice Sig. Michele Mambella ha ricevuto la coppa Aldo Ma­ strangelo dalle mani del Rag. Carlo Mastrangelo fratello dello scomparso; alla seconda classificata, la Folgore di Cit­ tà S. Angelo è stata assegnata la coppa donata dall’Ammmlstrazione Provinciale, alla terza, Mobilificio Di Giaco­ mo è andata la coppa deH’Amministrazione Comunale di Montesilvano, la Rocchetta, squadra classificatasi al quar­ to posto ha avuto la coppa messa in palio dal Circolo Ma­ rina di Montesilvano.

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MASSACCESI AUGUSTO

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L’ U. Universal, seconda classificata a Catania nella « I Coppa Clan » di Pallavolo. In piedi da sin.: il dirigente Renzi, Il Cons. Provinciale D. Caprini, Scilla, Viscoso, Can­ navi», Fuivirenti, Rapisarda, Trovato F., Mineo; accoscia­ ti da sin.: Trovato C., Castrogiovanni, Omero, Riolo, Tropea.

Il Consulente Ecclesiastico Regionale del CSI Don Bruno Ciocconetto, consegna la targa CSI al Capitano della squa­ dra « K. Atomica ». che si è classificata al secondo posto nel Torneo di Pallavolo, in occasione della premiazione dei CSI Montesilvano de! Comitato Provinciale di Pescara.

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