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Stadium n. 33/1966

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Stadium a Camerino

ROBERTO PASTUGLIA

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ha vinto il terzo titolo nazionale del ciclismo csi

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DEL PRESIDENTE DEL CONI ;

perchè siamo d'accordo con l’avv. Onesti e perchè no NOSTRO SERVIZIO NELL’INTERNO

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3/6 NOVEMBRE ROCCA DI PAPA CENTRO INTERNAZIONALE PIO XII

CONVEGNO NAZIONALE

DIRIGENTI

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Perché invitiamo a Roma i diri­ genti provinciali, sacerdoti e laici insieme per la prima volta? Che ci proponiamo da questo Conve­ gno Nazionale? La risposta è chiara, e non deve suonare retorica. Vogliamo che il Centro Sportivo Italiano vada avanti e sia in gra­ do di conseguire le sue finalità aggiornando i metodi e gli stru­ menti alle mutate condizioni dei tempi, alle esigenze sempre nuove dei giovani. Nel ventennio celebrato l’anno scorso non abbiamo sventolato bandiere. Ci siamo raccolti e ab­ biamo fatto tutti insieme un umile e sincero esame di coscienza. L’analisi ci ha portato a con­ cludere che lo scopo del C.S.I. di proporre e offrire ai giovani una esperienza sportiva educativa è più che mai attuale e urgente. Inol­ tre, che il punto chiave per con­ seguirlo consiste nell’assicurare la massima efficienza alle Società Sportive. Il problema è organizzativo ed economico, certamente, ma è so­ prattutto pedagogico. Noi ritenia­ mo oggi di poter offrire ai nostri dirigenti alcune indicazioni educa­ tive valide per guidare i giovani atleti a compiere presso le Società del C.S.I. un’esperienza di vita co­ munitaria che soddisfi allo stesso tempo il loro desiderio di fare sport, di « stare insieme » e di cre­ scere insieme ad altri giovani, ar­ ricchendosi ognuno della ricchezza altrui. E' una novità educativa che ci offrono i sociologi e i pedagogisti d’oggi. Nel nostro impegno di ser­ vire 1 giovani, crediamo sia nostro dovere offrir loro queste nuove pos­ sibilità. Per questo invitiamo i dirigenti a discuterne insieme

FLASlJJ LEGGE ANTIDOPING Nella sua conferen­ za stampa il Presi­ dente del CONI ha annunciato la prepa­ razione e la presenta­ zione, in collaborazio­ ne con il Ministero della Sanità, di un di­ segno di legge per combattere il doping, che interessa tutti coloro che svolgono at­ tività agonistica nel­ l'ambito delle Federa­ zioni Sportive nazio­ nali. Eccone gli arti­ coli. Art. 1 - La tutela sanitaria di coloro che praticano l’attivi­ tà sportiva è attribui­ ta al C.O.N.I. che la esercita, sotto la vi­ gilanza del Ministero della Sanità, a mez­ zo della propria or­ ganizzazione medico­ sportiva e delle fede­ razioni sportive na­ zionali. ' Art. 2 - La tutela sanitaria consiste nel­ l'accertamento della idoneità generica o specifica di chi intende svolgere, o svol­ ge. attività agonistir co-sportive che ri­ chiedano elevato o protratto dispendio energetico; o che pre­ sentino pericolosità di esercizio in se stesse, o per particolari con­ dizioni di ambiente. Essa implica visita di selezione e controlli periodici. Le attività di cui al primo com­ ma. saranno determi­ nate dal regolamento di attuazione della presente Legge. Le modalità di eser­ cizio del controllo, an­ che in relazione al­ l’età, al sesso ed al­ la qualifica dilettanti­ stica, o professionisti­ ca dei praticanti, sa­ ranno stabilite dal predetto Regolamento, e nell’ambito dei prin­ cipi e criteri da esso fissati, per ciascuna attività sportiva dai regolamenti del CONI approvati dal Ministe­ ro della Sanità. II regolamento di attuazione stabilirà altresì per quali di queste attività saran­ no necessarie, in rela­ zione al maggior cari­ co al quale viene sot­ toposto l'atleta, anche visite da effettuarsi prima, durante e dopo ogni gara. E* vietata Art. 3 la utilizzazione di so­ stanze ai fini dell’au­ mento o della dimi­ nuzione artificiale del rendimento di un atle­ ta che partecipa o che si allena per una com­ petizione sportiva, al­

lorché le sostanze ri­ bilita anche il massultino nocive alla sua saggiatore terapeutico. integrità fisica e psi­ Il CONI può istituire chica. A tale scopo altresi corsi di edu­ possono essere prele­ cazione sanitaria per vati prima, durante e tecnici, allenatori, ecc. dopo la gara dalla au­ Art. 5 - Per il con­ torità sanitaria, o dai seguimento dei fini medici incaricati dal della presente Legge, CONI, campioni di ali­ in ogni provincia pos­ menti in possesso de­ sono essere istituiti, gli atleti, o dei re­ per iniziativa del CO­ sponsabili tecnici, o di NI e con il concorso campioni biologici de­ delle Amministrazioni gli atleti. e degli enti locali, o j: -i-s- _.j abbja di chiunque vi Gli esami delle ana­ interesse, Centri ~ di lisi dei campioni sono Medicina dello Sport. compiuti dai Labora­ Le norme per la isti­ tori Provinciali di Ituzione e per il fun­ giene e Profilassi o da zionamento verranno altri Laboratori all’uo­ determinate dal rego­ po autorizzati. Quan­ lamento di attuazione do risulti la presenza della presente legge. di sostanze o l’impie­ go di mezzi nocivi, il Art. 6 - L’inosser­ capo del Laboratorio vanza delle norme di trasmetterà denuncia cui all’art. 2, è pu­ al medico provincia­ nita con l’ammenda le. unendovi il verbale da L. 20.000 ad un mi­ di prelevamento ed il lione. certificato di analisi. Contemporaneamente . a mezzo di lettera raccomandata con ri­ cevuta di ritorno, co­ municherà all’atleta ed ai responsabili tecnici il risultato delle ana­ ASSOCIAZIONE lisi. Entro sette gior­ COMITATI ni dalla data di rice­ OLIMPICI vimento della comuni­ cazione, questi potran­ Il Presidente del no presentare al me­ CONI, nel suo recente dico provinciale istan­ viaggio a Budapest, in za di revisione. Le occasione dei Campio­ analisi di revisione sa­ nati Europei di Atle­ ranno eseguite presso tica Leggera, ha pre­ l’istituto Superiore di so contatti con i mas­ Sanità, entro il ter­ simi dirigenti del Co­ mine massimo di un mitato Olimpico un­ mese. In caso di man­ gherese e di altri Co­ cata presentazione nei mitati Olimpici in vi­ termini dell’istanza di sta del Congresso del revisione, o nel caso CIO che si terrà nel che l’analisi di revi­ prossimo mese di asione confermi quella prile a Teheran. Co­ di prima istanza, il me è noto, infatti, la medico provinciale sessione del CIO sarà trasmetterà entro preceduta dalla riu­ quindici giorni le denione dei Presidenti nuncie alla Autorità dei Comitati Olimpici Giudiziaria. e in quella occasione Elenco delle sostan­ dovrebbe essere defi­ ze nocive e le moda­ nitivamente varata la lità per il prelievo dei Associazione dei C.N. campioni sono stabi­ O. della quale il CO­ liti con decreto del NI si è fatto da terqPresidente della Re­ po promotore. pubblica emanato su proposta del Ministro della Sanità, sentito il Consiglio Superiore della Sanità. Coloro che violano, o concor­ rano, o incitano a OLIMPIADI violare il divieto di CONTINENTALI cui al primo comma, sono puniti con l’ar­ Il CONI ha anche resto fino a due anni avuto contatti con 1 e con l’ammenda da dirigenti del Comitato L. 5.000.000 a Lire 50 Olimpico Francese dai milioni. quali è partita la pro­ Art. 4 - Il CONI è posta di giungere aL tenuto ad incremen­ la organizzazione Europei tare e a divulgare ini­ Campionati E— ziative di studio e di Polisportivi. Si tratterebbe di dar ricerca scientifica in vita ad un’unica ma­ medicina applicata al­ lo sport. Esso è auto­ nifestazione di _ tipo olimpico per più^ di­ rizzato a istituire per mezzo delia propria scipline, nella stessa organizzazione medicodata e nella stessa sporitva, corsi di qua­ città. Una volta collauda­ lificazione: primo per , ta in Europa l’inizia­ medici sportivi, secon­ tiva dovrebbe esten­ do per II personale sa­ dersi anche all'Africa nitario ausiliare. e poi agli altri con­ La licenza di mastinenti. saggiatore sportivo a-

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Campionato Dilettanti: un passaggio di Tampieri.

gli esordienti concludono intensa annata ciclistica csi campionato nazionale esordienti ordine di arrivo 1. PASTUGLIA Roberto (Fornindustria Jesi) che compie il percorso di Km. 77 in ore 2' e 22’. alla media di Km. 32,535. 2. CHINELLO Luigi (CSI Zorsi Piove di Sacco); 3. VALAGUSSA Giuseppe (Giovani Giussanesi Giussano-Milano); 4. LIEVORE Lino (Velo Junior Nove Vi­ cenza); 5. CONTI Franco (Casa del Ragazzo Foligno); 6. GIULIANI Secondo (Fornindustria Jesi); 7. VECCHIATTI Raffaele (CSI Bovolone Verona); 8. CONTI Augusto (Fornindustria Jesi); 9. TOSON Leonardo (CSI Zorsi Piove di Sacco) a 25"; 10. GALLENETTA Roberto (CSI S. Bonifacio Verona). 11. CARMIGNOTTO Giampiero (CSI Col. Diretti Rubano Padova); 12. BERNARDI Stefano (CSI Pri­ mavera Albignanese Padova); 13. FANTINI Antonio (Volsca Velletri); 14. GALVAN Carlo (U.S. Bertamini Bolzano); 15. ROFFILLI Walter (G.S. Lazzaretto Seregno Milano); 16. PETUCCO Vincenzo (Velo Junior Nove di Vicenza); 17. ZAGAGLIA Monanduzzo (For­ nindustria Jesi); 18. CEPPI Claudio (Casa del Ragazzo Foligno); 19. POZZONI Flavio (Giovani Giussanesi Milano) a 1'15"; 20. BARDI Bruno (Frecce Azzurre Camerino). 21. LUCIANI Fiorino (Frecce Azzurre Camerino); 22. FINETTI Fausto (CSI Gubbio); 23. CONZATO Franco (Velo Junior Nove Vicenza) a 2'40"; 24. TOSIN Duilio (Velo Junior Nove Vicenza); 25. CAFAROTTI Tersilio (Volsca Velletri) a 5'30"; 26. SANDRI Walter (CSI Primavera Albignanese); 27. FABRIS Delfino (CSI Lazzaretto Seregno) a 7’30"; 28. JALONGO Gabriele (CSI Primavera Albignanese) a 8’40”; 29. ZANOTTI Rodolfo (U.S. Bertamini Bolzano» a 10’; 30. CECCHINI Fulvio (U.S. Bertamini Bolzano». Seguono gli altri.

ir 1 trittico nazionale ciI distico del CSI ha visto la sua conclusione nella ospitale e accoglien­ te città ’di Camerino che per l'occasione ha regala­ to ai partecipanti alla ma­ nifestazione. una sfolgo­ rante giornata di sole e soprattutto un cielo terso e azzurro, di un azzurro che faceva pensare a noi e agli atleti, alle maglie delle squadre ciclistiche nazionali che tanti allori hanno conquistato allo sport italiano e di cui hanno fatto parte nume­ rosi atleti del CSI. Atleti che siamo certi saranno fieri di ricordare in occa­ sione della conquista degli allori più significativi, co­ me ha recentemente fatto Michele Dancelli. campio­ ne italiano professionisti, a Padova in occasione del Giro del Veneto, la loro provenienza dalle nostre file e il loro primo trion­ fo conquistato aggiudi­ candosi un titolo naziona­ le del CSI. Ritornando alla finale di Camerino, Camerino. circa una cinquantina di « esordien­ ti » hanno iniziato da Piazza Cavour la sfilata multicolore per le affolla­ te vie della città, portan­ dosi alla linea di parten­ za. data alle ore 14 dal Vice Sindaco della città, dott. Sartori L'inizio é

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stato vertiginoso perché la strada, in lieve discesa, invoglia i concorrenti alla velocità. Castel Raimondo, però, già vede il gruppo ricomposto procedere a modesta andatura forse in vista delle numerose asperità da superare, asperità che, malgrado lo impegno profuso dagli atleti nella disputa della gara stessa, non potevano consentire loro la realizza­ zione di una media oraria superiore a quella realiz­ zata.

la prima uga E' soltanto nell’ attra­ versamento di Pioraco che il velletrano Martufi. in­ scenando il primo tentati­ vo di fuga, obbliga il grup­ po ad aumentare randatura. cosa questa però che non impedirà al fuggitivo di aumentare progressiva­ mente il suo vantaggio fi­ no a portarlo a circa due minuti, punta massima raggiunta nei pressi de) passaggio da Camerino Ma all'inizio della sali­ ta. verso la circonvallazio­ ne della città, il gruppo degli inseguitori, con una

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azione incalzante spesse volte comandata da Giu­ liani e Finetti, riduce il vantaggio di Martufi a soli quaranta secondi, vantaggio che nella susse­ guente discesa torna ad aumentare di alcuni secondi. fino ad essere poi completamente annullato nel tratto tra Muccia e Val Sant’Angelo, prima da Giuliani e poi da tutti gli altri. Poco dopo. pero, in vi­ sta del primo traguardo della montagna, si riaccende la lotta che vede ancora Giuliani guada­ gnare qualche metro, mentre scompare e perde definitivamente contatto con 1 primi Martufi; poi è Chinello. con alla ruota Pastuglia e Lievore. che parte all’attacco e supera anche Giuliani che però torna immediatamente sui tre seguito a brevissimi in­ tervalli da tutti gli altri. Si sale verso il culmine assai speditamente, ma è solo a cento metri dal tra­ guardo che Chinello. dopo un ennesimo allungo, gua­ dagna qualche metro e si aggiudica la vittoria, se­ guito a breve distanza da Vecchiatti, Roflfilli, Conti (fratello dell'ex dilettante azzurro Noè). Valagussa. Lievore, Pastuglia, Giulia­ ni ed altri alla spicciolata. Si scende nuovamente andando verso la massi­ ma asperità della giorna­ ta ed il gruppo si ricom­ pone sino a contare venti­ cinque unità, ultimo a rientrare è stato Ceppi (il più giovane concorrente) che è il fratello del non dimenticato Giancarlo che fu alcuni anni or sono tra i migliori dilettanti italia­ ni. Purtroppo, però, la sca­ lata che porta al passo del Crocifisso, contrariamente

Il Direttore Tecnico Nazionale Dattilo (a sin.)

a quanto ci si aspettava, non produce alcuna sele­ zione e i concorrenti si presentano al culmine in gruppo compatto.

verso il traguardo Ci si avvia ora verso il traguardo finale e saran­ no proprio gli ultimi chi­ lometri a decidere chi tra i concorrenti sia il più me­ ritevole di conquistare il titolo; è Luciani, delle Frecce Azzurre, che sen­ tendo odor di casa sferra l'attacco, ma verrà imme­ diatamente ingoiato dal gruppo. La lotta comincia

a farsi avvincente tra Pa­ stuglia, che ora e esploso e si prodiga sino allo spa­ simo. Valagusso che sem­ bra in un primo tempo possa prevalere, Chinello che sta lottante sul terre­ no che gli è più congenia­ le. e i vari Lievore, Conti. Giuliani e Vecchiatti. Sono essi che danno al finale un carattere di estrema violenza agonisti­ ca, che negli ultimissimi metri vede il trionfo di Pastuglia Roberto di Jesi, che raccoglie cosi il frutto di una condotta di gara giudiziosa dallinìzio al traguardo, permettendogli di conquistare la brillan­ te affermazione. E’ superfluo affermare che un simile tracciato ha messo a dura prova le qualità atletiche dei gio­ vanissimi concorrenti, tra

G. Quattrocchi

i quali sono emersi, oltre a Pastuglia. lo scalatore Chinello e i bravissimi Valaguzza. Lievore. Conti Giuliani, Franco, Vecchiatti e Conti Augusto, giunti a ridosso del vin­ citore. Non possiamo chiudere queste note senza un do­ veroso ringraziamento alle autorità che con tanta gentilezza e sollecitudine si sono interessate alla manifestazione, organizza­ ta con signorilità e in ma­ niera perfetta dai Dirigen­ ti delle « Frecce Azzurre » di Camerino. Un partico­ lare ringraziamento al ca­ ro Don Giuseppe, super­ visore ed animatore di tutta l'organizzazione, per la quale si è avvalso di collaboratori esperti ed appassionati. GINO QUATTROCCHI

RIMIMI - Campionato Dilettanti: nella foto a sinistra Livio Filippi (2» classificato), nella foto a destra Giovanni Fasoli (3° classificato)

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campionato nazionale dilettanti

ordine di arrivo 1. TAMPIERI Giancarlo (Germanvox - Imola) che compie il percorso di Km. 165 in ore 4,43 alla media di Km. 34,813. 2. FILIPPI Livio (Bruno Gaiga - Verona) a 20”; 3. FA­ SOLI Giovanni (Bruno Gaiga - Verona) a 23”; 4. LUCIANI Luciano (S.S. Volsca - Roma) a 24 24"; ”; 5. LAGHI Renato (Germanvox - F«»n«ii „”• 7. BARONI Franco (ValpoFaenza; c.a 27"; Verona) a 2’15”; 8. ANFUSO Giovanni (U.S. Soclicella /orso Prato) _a 2’15”; 9. GRAZIOLI Lauro (CSI Mignini ______ Ponte - Perugia) a 2'20"; 10. SOGA Angelo (Valpolicella Verona) a 2’20”. 11. FARISATO Bruno (Velo J. Nove - Vicenza) a 2'20”: 12. DE PAOLI Sandro (Aurora n-( Trento) a -,4';, iu ->wwa_avx 13.. aBUCINI Ivi'.ktUUM WX XJUJIX.O'. jA A A Riccardo (CSI Bustese ~- A,xuauv/ Milano) CAa MTV 6’45”;, Al. 14. IIICXIWXIA MARCHETTI — -------WIVCIIV, CA I XV , AV. FA Ac AA Al XX V a A I Renato (U.S. Bertamini - Bolzano) a 7'20”; 15. BACCHELLI Aldo (Germanvox 1 ucAAiwiX - Imola) a 9’30”; 16. BELLI Piero (U.S. SOCCOrSO - P acava// a av j Prato) 10’20”,; ai 17.. TELCH Valentino (Aurora Trento) a 10’20”; 18.... ........ FRISONII Marino (Juvenes - Serravalle) a 10’20"; 19. GALLINETTA Giorgio (U.S. Veronese Verona) a 10'20”; 20. SIMONETTO Luigi (Velo J. Nove Vicenza) a 20’; 21. FRISON Gianfranco (Albignasego Padova ) a 20’. a

Premiazione del Campionato Dilettanti: a sinistra il ! «• class Tampieri. “ a destra il 5° class. Renato Laghi

ancora sulla finale dilettanti Gian Carlo Tempieri, della Germanvox, è il nuom « tricolore » del CSI per la categoria « dilettanti ». Al via, una cinquantina di atleti provenienti un po' da tutta Italia. La stagione incerta rende ancora più severo il bellissimo percorso, tutto su strada ottima e con pia­ nure e salite tali da offrire le stesse possibilità di riuscita sia agli scalatori che ai passisti. Gara veloce e nervosa sin dall'inizio, con un susseguirsi continuo di fughe nelle quali profondono energie i ben noti Laghi. Filippi, Fasoli, Saga, Frison, Bazzaro e Cordiali, i quali si aggiudicano i numerosi traguardi volanti. Una gara accorta ed intelligente conduceva invece Tampieri che poteva così venir fuori nel finale di prepotenza, piantando, proprio sulle ultime rampe di Serravalle, il generoso Filip­ pi e vincendo nettamente quella maglia che nel 1964 gli era sfuggita per un soffio. Intelligente anche la gara di Grazioli che, senza la foratura proprio nel finale, avrebbe certamente dato serie preoccupazioni a tutti. Subito dopo l’arrivo avveniva, nel Teatro di Serravalle. la ricca premiazione, e la presenza delle numerose perso­ nalità sportive e della Eccellentissima Reggenza della Re­ pubblica di S. Marino rendevano ancor più importante e solenne la manifestazione. Veramente impeccabile l’organizzazione, curata nei mi­ nimi particolari dal Comitato di Rimini e dai generosi ra­ gazzi della Juvenes di Serravalle. Sulla finale- Dilettanti vedere anche il n. 3Z di STADITJM.

ATLETICA CSI ALLA RIBALTA Cramerotti, Crosa, Dell Omodarme^ Cernito i piu giovani azzurri del nostro vivaio Peccato che non possiamo offrirvi in questo numero la cronaca delle Finali di Atletica che, mentre andia­ mo in macchina, stanno svolgendosi a Termoli. La vigilia ci annuncia una manifestazione vivacissima e di sommo interesse sul piano tecnico. Senza dire del pieno successo propagandistico che ha avuto anche quest’anno il nostro campionato di atletica. Sì, pro­ pagandistico nel miglior significato da attribuire a questo termine. Ai campionati del CSI voi non noterete mai i soliti quattro campioni che si spartiscono il bottino delle me­ daglie: ci sono invece alcuni campioni in erba e una massa di gente nuova ed entusiasta. La massa pratica sport per la sua educazione personale, i migliori pas­ sano regolarmente nelle file federali. E’ questa la no­ stra linea di condotta, pienamente coerente con i no­ stri principi morali. Le Finali di quest'anno elencano soltanto due az­ zurri, Cerullo di Napoli e DelVOmodarme di Pisa, e una piccola schiera di promettenti campioni. Quelli

degli anni scorsi sono già passati nelle file federali e alcuni hanno già indossato con onore la maglia az­ zurra. Dobbiamo citare fra essi, e lo facciamo con sincero piacere, il saltatore in alto Crosa. campione CSI lo scorso anno a Macerata, ma soprattutto il giavellotti­ sta Renzo Cramerotti di Trento, anch'egli campione CSI lo scorso anno, che ha avuto proprio in questi giorni un exploit al Criterium europeo per atleti non ancora ventenni svoltosi il 25 scorso a Odessa. Renzo Cramerotti ha superato di circa tre metri il suo limite personale con un lancio di m 73,32 che gli ha permesso di superare l'annoso primato juniores della specialità appartenente a Bonaiuto fin dal 1957 con m 73,05. Cramerotti, come molti sapranno, esce dal fecon­ dissimo vivaio della nostra benemerita U. S. Quercia di Rovereto. Il suo impegno internazionale di que­ st’anno non gli ha consentito di prendere parte ai no­ stri campionati.

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antova sportiva ha IvJL riservato ai 70 atleti dei 15 Comitati Provincia­ li colà convenuti per par­ tecipare alla fase finale del Campionato di bocce, un’accoglienza festosa e cordiale. I Dirigenti di quel Co­ mitato con alla testa il so­ lerte Presidente Cav. Bian­ chi si sono prodigati in­ tensamente, curando ogni dettaglio della manifesta­ zione, che a giudizio di tutti, può considerarsi pie­ namente riuscita e sotto il profilo tecnico e sotto quello organizzativo. La fase finale estesa alle due Categorie di Allievi e di Adulti e nelle formazio­ ni di Singolo e di Coppia in base ai due sistemi, di­ gioco nazionale ENALFIGB e internazionale U.B.I., si è svolta nella stupenda cornice dei cam­ pi coperti del Bocciodromo Olimpico di Bagnolo S. Vito, un vero e ammi­ rato gioiello di una costru­ zione imponente, dalle at­ trezzature le più moderne e confortevoli, dotato per­ fino di impianti per il ri­ scaldamento durante il periodo invernale, che di­ mostra i progressi conse­ guiti al riguardo da que­ sto sport che cresce sem­ pre più *nella stima, nella considerazione e nel ri­ spetto delle Autorità com­ petenti e del pubblico. L'organizzazione tecnica è stata impeccabilmente curata dal Presidente del­ la C.T.N. Comm. D’Ovidio, dal suoi collaboratori Sigg. Bosio, La Gioia e Colom­ bari e dal Sig. Bosi di Mantova, Direttore di ga­ ra. Particolarmente seguite ed applaudite dal numero­ so pubblico le fasi del Cri­ terium Giovanni Boano 6

per 1 abilità della bocciata di volo dei protagonisti che hanno dato spettaco­ lo. Gli atleti del Comitato Provinciale di Roma con una tenuta di gara impec­ cabile hanno meritatamente prevalso sui cele­ brati bocciatori del Pie­ monte e della Liguria ai quali ormai non sono più secondi. Numerosi i premi di rap­ presentanza, fra i quali:

Coppe della Presidenza Nazionale del C.S.I., della Unione Bocciofìla Italiana, della Federazione Italiana Gioco Bocce, del Comitato Provinciale del C.O.N.I., della Società Bocciotìla Mantovana, del Circolo Bocciofìlo Flaminio di Ro­ ma per il Trofeo Boano, della Società Bocciofìla Bagnolese, del Comune di Bognolo, dell’Ente Provin­ ciale per il Turismo.

la classifica finale CAMPIONATI NAZIONALI Sistema Internazionale Categoria. Allievi - Individuale 1) Pinerolo con Paiolo Livio; 2) Genova con De Fer­ rari Giuseppe. Categoria Adulti - Individuale 1) Roma con Piacentini Sergio; 2) Genova con Priano Bartolomeo. Categoria Adulti - Coppie 1) Roma con Schiantoni G. Carlo e Bolsonello Giusep­ pe; 2) Genova con Biagi Gugliemo e Garella Pietro.

Sistema Nazionale Categoria Allievi - Individuale 1) Milano con Resti Gianni; 2) Bergamo con Rizzi Luigi. Categoria Allievi - Coppia 1) Morbegno con Pini Lorenzo e Cornaggia Pierino; 2) Taranto con Triulzi Cataldo e Sirabella Salvatore. Categoria Adulti - Individuale 1) Mantova con Folloni Renzo; 2) Roma con Chieri­ chetti Angelo. Categoria Adulti - Coppie 1) Mantova con Mondini Rino e Chizzini Sandro; 2) Roma con Pieri Salvatore e Meattinl Nello. TROFEO GIOVANNI BOANO Sistema Internazionale Formazione quadrette - Categoria Adulti 1) Roma con Chirichetti Angelo, Schiantoni G. Carlo, Bolsonello Giuseppe e Piacentini Sergio; 2) Genova con Biagi Guglielmo, Priano Bartolomeo, De Ferrari Giuseppe e Lo Sano Adriano.

In sede di premiazione ha portato il saluto della Presidenza Nazionale il Consigliere Nazionale Cav. Brambilla, il quale ha rin­ graziato i Dirigenti del Co­ mitato di Mantova per la perfetta organizzazione. Si e poi compiaciuto con gli atleti per le loro brillanti prestazioni e i risultati tecnici conseguiti, espri­ mendo l'augurio di una più intensa attività dello sport delle bocce che me­ rita di essere sostenuto in seno al C.S.I. per la ma­ turità e il prestigio ormai raggiunti. Ha quindi preso la pa­ rola il Presidente della C.T.N. Comm. D'Cvidio, il quale ha ringraziato in­ nanzi tutto la Presidenza Nazionale per aver resti­ tuito alla disciplina spor­ tiva la fase nazionale, la sola che può qualificare un Campionato, la sola che laurea campioni. Egli ha poi ricordato la nobile figura di Giovanni Boano, pioniere e benemerito del boccismo italiano preci­ sando che la Presidenza Nazionale inserendo nel Campionato un Criterium a Lui intitolato, ha voluto rendere doveroso omaggio al Presidente scomparso della C.T.N. fin dalla sua istituzione, aH'Uomo che per la elevazione e alla causa dello sport delle bocce aveva sempre dedi­ cato tempo, passione e in­ telletto. Si è Infine compli­ mentato con i vincitori e con i vinti, tutti ugual­ mente bravi e meritevoli di. plauso esortandoli di tenere alto il buon nome dello sport delle bocce e di propagandarlo presso gli amici delle Unioni Sportive. ANGELO D’OVIDIO

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+ IL MONDO GRANDE E PICCOLO ★ IL MONDO GRANDE E PICCOLO ★

pace : volontà di tutti 99 nell’enciclica di Paolo VI

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L’alba del 4 ottobre 1965 annunciava uni lungo, in­ terminabile giorno di tren­ ta ore. un giorno insolito che sarebbe entrato nella storia del nostro tempo co­ me il « giorno della Pace ». Per la prima volta nella vita caotica e vertiginosa di New York un Papa passava tra la folla cosmopolita del Quenns, di Harlem, di Man­ hattan con un messaggio di speranza per tutti gli uo­ mini. Un messaggio in cui Paolo VI si è impegnato e compromesso, suggerendo alcune soluzioni piuttosto che altre, Lui, il Capo della Chiesa cattolica, che avreb­ be potuto benissimo con­ vocare *a Roma 1 rappre­ sentanti dell’ONU o far lo­ ro giungere dalla cattedra di Pietro l’esortazione di pace con il peso della Sua autorevole dignità. Invece Papa Paolo, nell’aria tagliente di quel mat­ tino d'ottobre, aveva scelto la strada più umile e meno « ufficiale » — ma che an­ dava dritta al cuore degli uomini di ogni continente — per dire di persona le in­ dimenticabili parole: «...mai più la guerra, mai più!... lasciate cadere le armi dal­ le vostre mani! ». Ad un anno di distanza l’appassionato appello nella sala dell’Assemblea delle Na­ zioni Unite è divenuto En­ ciclica. Paolo VI ha invia­ to una Lettera ai Vescovi di tutto il mondo nel nome di Maria, Madre della Chie­ sa. I tempi si sono fatti ancora più gravi. La guerra nel Vietnam ha aggiunto un altro anno, il peggiore, al suo tragico calendario; focolai di violenza covano ovunque e sono _1 naziona­ lismi, l razzismi, la mal in­ terrotta corsa agli arma­ menti, gli attentati, le ri­ voluzioni ad alimentarli.

e trattare, di un vivo de­ dizio. Ora il momento, siderio di giustizia e one­ più tardi si finirebbe egual­ stà. E’ un esame di coscien­ mente per mettercisi al za che 1 responsabili delle tavolo delle trattative ma nazioni debbono fare. Biso­ dopo immensi danni e do­ gna fermarsi, bisogna riu- . lorosissime stragi. E la pace nirsi anche se costerà sa­ che deve nàscere dalla leal­ crifici, anche se ne andrà tà degli accordi non può di mezzo qualche pregiuessere debole ed instabile

ma una pace duratura, che tenga cioè conto dei veri diritti delle persone e delle comunità, fondata come de­ v'essere sulla giustizia e sulla libertà degli uomini. « Nel nome del Signore gri­ diamo: fermatevi! ». Ai cristiani poi tocca non soltanto lavorare faticosa­ mente per la pace. Essi deb­ bono pregare. Essi sanno che cosa significhi l'intercessio­ ne di Maria, Regina della Pace, Madre della Chiesa, cui è dedicato il mese di ottobre e la bella preghie­ ra del rosario. Il 4 di ot­ tobre, nell’anniversario del viaggio di Paolo VI a New York, tutta la Chiesa nel mondo prega per la pace. L’eco profonda sollevata dall’Enciclica del Papa ha già dato qualche timido cenno di distensione sul pia­ no politico. Proposte più concilianti sono state avan­ zate. E mentre a livelli tan­ to alti rimane ancora lo spazio per un passo decisi­ vo c’è da pensare a noi, all’impegno apparentemente molto più umile che ci com­ pete, ma non meno decisivo di quello di coloro « nelle cui mani stanno le sorti del­ l'umana famiglia ».

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Nelle foto di questo pagina: in alto, l’entrato dei Padri Conciliari in S. Pietro per

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la conferenza stai un discorso che bit ~WT on siamo d'accordo. Non siamo d’accordo con il commen-c ’ to che la maggioranza della stampa e dei giornalisti sportivi ha fatto della conferenza stampa tenuta dall’avv. Onesti, venerdì 23 settembre al Foro Italico. Possia­ mo comprendere le ragioni della quasi generale levata di scudi, ma non possiamo essere d’accordo. Per questi motivi. Ci si aspettava da Onesti e si chiedeva al CONI una ferma e re­ sponsabile presa di posizione sul delicato momento dello sport ita­ liano all’indomani delle Impegna­ tive e in gran parte deludenti pro­ ve internazionali cui è stato sot­ toposto nella trascorsa estate. A noi, francamente, questa presa di posizione sembra che ci sia stata e responsabile anche, semmai po­ co « ferma », ma per i motivi che diremo più avanti, non per quelli messi in evidenza dalla stampa sportiva

dimentichiamo i mondiali Onesti ha detto sostanzialmente, rifacendosi ai lavori della Giunta Esecutiva che si era riunita il gior­ no prima: a) è da lamentare la tendenza che identifica nella attività pro­ fessionistica tutto il movimento sportivo nazionale. Il professioni­ smo, a cui vanno riconosciuti me­ riti e tradizioni e compiti nel com­ plesso del nostro sport, rappresen­ ta tuttavia soltanto una minima percentuale degli atleti italiani;

b) la Giunta ha deplorato le manifestazioni di esasperata ten­ sione con cui sono stati giudicati

certi avvenimenti sportivi profes­ sionistici. (È questa la frase che la stampa sportiva ha meno gra­ dito!) Circa i Mondiali di calcio, Fabbri, persona onesta, è mancato totalmente nell'ora della verità ed ha perso la testa: mettiamoci una pietra sopra (tombale! ha aggiun­ to un giornalista). Gli Azzurri han­ no tenuto un comportamento del tutto deludente. Ora c’è un'inchie­ sta costituita da persone degnissi­ me: ad essa spetta appurare ogni verità e responsabilità. Circa i Mondiali di ciclismo, i nostri si sono battuti sempre nelle prime file e questo ci ha fatto pia­ cere (a tale riguardo, in effetti, il Presidente del CONI, é stato vera­ mente elusivo!); c) le Federazioni, alle quali è devoluto il difficile compito di am­

attrezzature

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ministrare insieme atleti dilettanti e professionisti, debbono essere aiutate ad operare per giungere ad una più chiara e precisa distinzio­ ne dei due settori. La. Giunta chie­ de che gli atleti, preparati, sele­ zionati ed allevati dalle Federa­ zioni dilettantistiche con enorme spesa e sacrificio, vengano autoriz­ zati a passare al professionismo con particolari cautele e soltanto i qualora diano le massime garan­ zie di bravura atletica e di serietà morale (si tratterà, sostanzial­ mente. di uno speciale cartellinamento che condizionerà il passag- : gio dei dilettanti al professionismo per poterli utilizzare più a lungo in sede olimpica. Anche questa ini­ ziativa. per quanto attuata già da altri paesi, solleva non poche per­ plessità di ordine morale);

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pa diapre Onesti ìgnei approfondire d) un dialogo aperto e colla­ borativo sarà aperto tra il CONI e le Federazioni « che denunciano debolezze o flessioni temporanee o croniche»; e) il CONI da parte sua. aven­ do individuato da tempo nella scarsità della nostra base di sele­ zione uno dei maggiori e antichi mali dello sport italiano, sta già realizzando programmi di esten­ sione della pratica sportiva nei settori giovanili, con documenta­ to e crescente vantaggio per le Fe­ derazioni nazionali. Inoltre il CONI, nell’intento di portare a so­ luzione i problemi dello sport per i più giovani, confida che i suoi sforzi e le sue iniziative vengano ^assecondati dal determinante aiu­ to del Parlamento e delle autorità idi Governo a cui si rinnova un

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caldo e riverente appello, special­ mente in questo periodo di tempo che precede l'approvazione del Programma Quinquennale. Su questo problema Onesti ha ricordato la fifty-fifty (una boc­ cata d'aria!), i circoli meno ab­ bienti aiutati dalle Federazioni, i Centri di Addestramento costitui­ ti insieme agli Enti di Propagan­ da (88 di Atletica Leggera), quel­ li del CONI. Ha anche sottolinea­ to più volte che il CONI si preoc­ cupa particolarmente dell’allarga­ mento della base sportiva. Non dovrebbe essere compito nostro — ha precisato —, noi dovremmo cu­ rarci del vertice, ma in attesa che qualcuno ci sollevi da questa pre­ occupazione cerchiamo di fare del nostro meglio. Al riguardo ha an­ che assicurato che il programma

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di costruzione di impianti olimpi­ ci e di impianti tipo è in fase di sicuro sviluppo e tutti gli impianti saranno completati nei tempi pre­ visti. Alcuni verranno inaugurati entro l’anno e gli altri prima del­ l’inverno. Il Segretario Generale, dott. Saini, parlando della Scuola Centrale di Sport, ha aggiunto che ogni impianto tipo avrà an­ che un nucleo di istruttori che ne assicuri l’utilizzazione più effi­ ciente. Anche altri argomenti ha trat­ tato l’avv. Onesti, soprattutto re­ lativi alle iniziative e ai rappor­ ti internazionali del CONI ; di es­ si facciamo cenno a parte nella rubrica « Flash ». Come abbiamo detto, una consi­ derevole parte della stampa si è dichiarata delusa degli argomenti e del modo con cui sono stati af­ frontati. Si sarebbe desiderata una riprovazione più esplicita, o anche una condanna aperta del comportamento di alcuni dirigen­ ti e atleti in occasione dei recenti impegni internazionali.

il problema più urgente Ora, a parte il fatto che la ripro­ vazione sostanzialmente c’é stata, e anche a chiare parole, ci sembra che sull'argomento si sia detto e scritto abbastanza, anche troppo, negli ultimi mesi. Noi compren­ diamo come la stampa sportiva preferisca soprattutto questo ge­ nere di argomenti di immediata presa sul pubblico, ma non pos­ siamo non convenire con il Presi­ dente del CONI che. insistendovi troppo e in malo modo, si rischia di


perdere di vista il nocciolo del pro­ blema sportivo nel nostro Paese. Per quanto le cifre del professio­ nismo nostrano riferita daH’avv. Onesti (397 calciatori, 154 ciclisti, 336 pugili) non rispecchino affatto la esatta portata del fenomeno professionistico e semiprofessioni­ stico. è indubbio che non j quello dei professionisti il problema più grave e urgente dello sport ita­ liano.

non è solo problema di sport Spiace che la stampa non ab­ bia accolto i garbati ma sufficien­ temente eloquenti richiami di One­ sti a concedere considerazione e spazio anche ai fatti e ai proble­ mi del dilettantismo, anche se non fanno sempre notizia o scan­ dalo. Ci pare che la stampa spor­ tiva, anche all’indomani della conferenza di Onesti abbia prefe­ rito continuare nel gradito equi­ voco di considerare gli argomenti professionistici in maniera esclu­ siva ed assoluta, fine a se stessi e in se stessi risolvibili, mentre noi siamo più che mai convinti che la chiave di volta del proble­ ma sia sempre nella scarsa diffu­ sione di una coscienza sportiva nell’opinione pubblica e di una ca­ rente pratica dello sport dilettan­ tistico fra 1 giovani. Risolti que­ sti problemi, anche quelli profes­ sionistici verranno automaticamente ridimensionati sia come fat­ ti agonistici che come fenomeni di costume. Il ridimensionamento tecnico e psicologico agirà bene­ ficamente anche come correttivo delle sue attuali disfunzioni orga­ nizzative e strutturali. Basta con la montatura sistema-

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tica di ogni sconfitta sportiva in­ ternazionale sino a farne un pro­ blema di scandalo e di angoscia nazionale. I nostri pochi profes­ sionisti non soltanto non rappre­ sentano l’Italia all’estero, ma nep­ pure la parte migliore e più au­ tentica dello sport nazionale! Que­ sto diritto e questo onore spettano semmai allo sport dilettantistico e olimpico, il quale è direttamente condizionato dalla selezione su una larga base agonistica e quindi dal­ la diffusione della pratica sporti­ va giovanile. È evidente che il problema, co­ munque lo si rigiri, ritorna sem­ pre allo stesso punto risolutivo: lo sport di base, lo sport di tutti. Ma tale problema non può es­ sere risolto con interventi isolati e occasionali. Secondo noi un intervento organico dovrebbe articolarsi nei seguenti punti: 1) impegno del governo circa precise scelte di politica giova­ nile; 2) impegno per chiare scelte di politica del tempo libero e dello sport che comporta : — una riorganizzazione legisla­ tiva di tutta la materia tenendo conto di aspetti complementari, tecnici e sociali, della società ita­ liana odierna e degli interventi che lo Stato si accinge a compier­ vi (settore della scuola e della cul­ tura popolare, settore del lavoro, industriale e agricolo, dell’urbani­ stica) ; di attrezza— un programma i— ture capillari; — un programma per la forma­ zione dei dirigenti (animatori cul­ turali o sociali, dirigenti tecnici specializzati); — determinazione delle compe­ tenze organizzative e in collabo-

razione tra lo Stalo, gli enti pub­ blici e gli organismi privati aper­ ta ad (ina effettiva partecipazione e corresponsabilità della base in­ teressata; determinazione delle compe­ tenze per la gestione dei servizi tecnici. 3) impegno legislativo per il de­ centramento delle responsabilità e l'assunzione di esse, con adeguati poteri legislativi e possibilità eco­ nomiche, da parte degli Enti Lo­ cali (Comuni. Provincie, Regioni); 4. Parallela opera di controllo legislativo sulle attività professio­ nistiche per eliminarne le incon­ gruenze organizzative ed economi­ che, ma soprattutto per salvaguar­ darne la dignità morale che inci­ de oggi negativamente sulla co­ scienza sportiva del Paese. Tenendo conto di queste esigen­ ze, sempre più profonde e impro­ rogabili, dicevamo di concordare sostanzialmente con l’impostazio­ ne data da Onesti alla sua confe­ renza stampa. Il CSI scorge in questa impostazione una sostan­ ziale concordanza con le sue idee e con quelle che da anni vanno propugnando gli Enti di Propa­ ganda. Per questo la dicevamo re­ sponsabile ma poco « ferma », e ci spieghiamo.

un impegno più risoluto Individuata così bene « nella no­ stra base di selezione uno dei mag­ giori glori e antichi mali dello sport italiano » cl attendevamo un im­ pegno più deciso e risoluto per sradicarlo. Non parliamo delle Ini­ ziative interne che il CONI sta

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La situazione dello sport italiano ha necessità di interventi concreti e immediati, ma non legati ad interessi economici o esclusivamente politici: siamo ancora una volta in un momento di decisioni. Allargare la pratica sportiva a tutti i giovani, ma sopratutto fare opera di diffusione di una coscienza sportiva, devono essere gli scopi di ogni dirigente responsabile dell'attività sportiva italiana.

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positivamente attuando é dove­ roso dargliene atto . ma di quel­ le esterne delle quali dovrebbe farsi autorevole paladino. L’avv. Onesti ha fatto intendere, ad un certo punto, che. fifty-fifty a parte, il CONI non ha la forza sufficiente per determinare pro­ fondi mutamenti nella realtà spor­ tiva italiana. È comprensibile, poiché oggi le scelte politiche sono soprattutto determinate ad un certo livello parlamentare e governativo, si. ma soprattutto di partito. Al riguardo stiamo osservando con fiducia e con speranza la presa di coscienza da parte di alcune direzioni di partito circa i problemi della politica spor­ tiva e del tempo libero. Ci riferia­ mo alla recente costituzione di un Ufficio del Tempo Libero presso la Direzione D.C. e di precise pre­ se di posizione della Direzione So­ cialista in vista della discussione del capitolo sullo sport del piano Quinquennale. Tanto più ce ne compiacciamo in quanto anche questi primi successi sono da ac­ creditarsi all’opera sollecita e co­ stante degli Enti di Propaganda. Ma proprio per questo il CONI, a nostro parere, non può rimaner­ sene alla finestra e osservare. Il cammino da percorrere è ancora lungo e tutt’altro che agevole, e il CONI sbaglierebbe a scegliere la politica dello « splendido isola­ mento ». Si perpetuerebbe così quel duplice equivoco che il CSI de­ nuncia da anni e che oggi sareb­ be causa di più funeste conseguen­ ze. Stato e sport sono rimasti di­ visi e isolati per anni. Da una par­ te si proclamava « lo sport agli sportivi », dall’altra si compieva di tanto in tanto qualche tentativo

maldestro di politicizzare lo sport. E così l'equivoco è andato avanti per anni, facendo piombare il no­ stro Paese in uno stato di arretra­ tezza sportiva paragonabile sol­ tanto a certi Paesi in via di svi­ luppo, i quali almeno stanno di­ mostrando una vivacissima volon­ tà di allinearsi anche in questo settore alle nazioni più progredite. Il CONI, grazie alla sua legge istitutiva, e pur sempre il massi­ mo ente dello sport italiano e tut­ tora responsabile dell'intero anda­ mento della pratica sportiva in Italia. I suoi mezzi, dice Onesti, non gli consentono di far fronte a questa responsabilità e inoltre i compiti demandatigli dalla legge non corrispondono più alle esigen­ ze dì una moderna organizzazio­ ne sportiva. D’accordo, ma la sua posizione é sempre di primo piano e secondo noi non può non farsi portavoce delle esigenze più avan­ zate della gioventù sportiva.

nel “piano 99 solo la poesia ' Ci sarebbe piaciuta, al riguardo, una chiara e « ferma » presa di’ posizione da parte del Presidente del CONI nella sua conferenza. Sarebbe statti oltretutto in armo­ nia con l’impostazione da lui data al dialogo con la stampa. C’era anche una circostanza importante che meritava d’esser conveniente­ mente evidenziata. Il famoso ca­ pitolo sullo sport del Piano Quin­ quennale — ormai è di dominio pubblico — e stato decaudato: gli è rimasta la « poesia » iniziale con le affermazioni di principio, ma e

stato mutilato nella^ parte finale, laddove si parlava di un minimo di stanziamenti finanziari per iniziare l'attuazione del piano di riforme! L’avv. Onesti ci risponderà che i problemi più espressamente po­ litici sono stati demandati all'esa­ me della Consulta Parlamentare che si riunisce in questi giorni al Foro Italico. Non possiamo antici­ pare le conclusioni della Consulta ma. sulla scorta dell’esperienza, ci sentiamo fin d’ora autorizzati a dubitare fortemente della sua ca­ pacità concreta di influire in ma­ niera determinante sui problemi di fondo della politica sportiva. E ciò non per sfiducia nelle capacità e nella competenza dei Parlamen­ tari che la compongono, ma per­ ché. come si diceva, non è a quel livello che in Italia si determina­ no le scelte politiche. Se i disegni di legge non sono concordati e appoggiati dai gruppi parlamenta­ ri nel loro complesso, dagli orga­ ni governativi e da quelli direttivi dei partiti sappiamo tutti quali scarse, per non dire nulle, possi­ bilità abbiano di tradursi in leg­ gi effettive. Non nascondiamo quindi la no­ stra sfiducia nelle possibilità della Consulta Parlamentare che oltre­ tutto, nell’attuale geografia poli­ tica, rischia di divenire un ele­ mento di disorientamento che po­ trebbe ritardare anziché sollecita­ re concrete scelte da parte del Go­ verno. Per questo desideravamo da par­ te dell’avv. Onesti un ampliamen­ to d’orizzonte a proposito della si­ tuazione sportiva nazionale e una voce più « ferma » riguardo alle scelte politiche di fondo. DUILIO OLMETTI

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•>- a respirazione nel crawl I. sul petto è condizionata dal movimento degli arti superiori, dal mo­ do e dal ritmo con la quale si inserisce la inspirazione. La espirazione si adegua al­ la inspirazione iniziando per tempo al fine di terminare nel momento in cui inizia la inspirazione. La inspirazione può essere inserita tra l’inizio della fase di spinta, cioè circa a metà propulsione, deH’arlo superiore dalla cui parte gi­ ra il capo sino al momento in cui si ha la possibilità di completarla entro i due ter­ zi della fase di riporto del medesimo arto. Naturalmen­ te l’inspirazione non deve essere prolungata per tutto l’intervallo di tempo de­ scritto. Normalmente la in­ spirazione ben condotta si sviluppa in un periodo di tempo, suscettibile di varia­ zioni da soggetto a sogget­ to sia in proporzione al rit­ mo della nuotata sia allo stato di affaticamento del nuotatore, corrispondente al massimo alla metà dell’azio­ ne propulsiva o di circa due terzi dell’azione di riporto dell’arto superiore. La inspirazione può essere eseguita, come detto, in un momento qualsiasi entro i limiti descritti, ma a secon­ da del momento in cui si inserisce si hanno delle ca­ ratteristiche natatorie diffe­ renti. Noi tratteremo 1 due casi limite ed uno intermedio, lasciando al lettore intuire le possibili variazioni che logicamente avranno le ca­ ratteristiche più simili al tipo di respirazione al qua­ le le fsi’ avvicinano maggiormente. I tre inserimenti che descriveremo sono:

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Inspirazione eseguita du­ rante la fase di spinta del­ l’arto superiore dalla cui parte gira il capo.

Inspirazione eseguita tra la fase finale della spinta

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la respirazione nel crawl sul petto dell’arto superiore dalla cui parte gira il capo e l’emersione dello stesso arto.

Inspirazione eseguita du­ rante la prima metà della fase di riporto dell’arto dal­ la cui parte gira il capo. In questo articolo trattia­ mo la prima possibilità, che è la respirazione alla quale si adeguavano quasi tutti i nuotatori sino ad alcuni an­ ni fà, ma che ha mostrato i suoi limiti, anche se per­ mette una ottima stabilità del corpo in acqua. Comun­ que molti nuotatori, di una certa esperienza e classe, ese­ guono questa respirazione. Vi sono degli insegnanti di nuoto e degli allenatori al­ trettanto validi, che hanno ottenuto buoni risultati, che insegnano e sostengono la validità di questo tipo di respirazione. Comunque noi pur propendendo per il ter­ zo tipo di respirazione, per le ragioni che descriveremo quando lo tratteremo, affer­ miamo che tutte le respira­ zioni possibili sono valide quando vengono applicate al soggetto che vi trova il massimo giovamento, cioè che mediante quel particola­ re tipo di respirazione, rie­ sce ad esprimere il meglio delle sue possibilità nata­ torie.

Fig. 1

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Dalla lìgura 1 possiamo vedere che la espirazione inizia con la immersione dell’arto dalla cui parte gira il capo.

Fig. 2

Dalla lìgura 2 possiamo vedere che il capo inizia la sua rotazione per permettere alla bocca di emergere a circa metà della trazione dell’arto superiore dalla cui parte gira il capo. Continua la espirazione.

Fig. 3

INSPIRAZIONE ESEGUITA DURANTE LA FASE DI SPINTA DELL'ARTO SUPERIORE DALLA CUI PARTE GIRA IL CAPO La migliore caratteristica di questo tipo di respirazio­ ne è la stabilità che confe­ risce al corpo in acqua du­ rante la inspirazione, cosa che permette al nuotatore di usufruire al massimo del­ le possibilità penetrative in acqua.

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! Dalla figura 3 possiamo vedere, tra la fine della trazione e l’inizio della spinta, il capo terminare la sua rotazione. Con la emersione della bocca termina anche la espirazione ed inizia la inspirazione.

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i tubolari

J 1 tubolare, essendo la parI te della bicicletta che scorre sul terreno, ha grande importanza nel ren­ dimento del ciclista. La per­ fetta efficienza del tubolare, il suo ottimo stato d’uso e il suo dosato gonfiaggio costi­ tuiscono tutti elementi che concorrono ad aumentare il rendimento del corridore proprio perché eliminano quanto piti possibile « l'at­ trito di rotolamento ».

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Dalla figura 4 possiamo vedere che la inspirazione ter­ mina quando finisce la spinta. Inizia con la fine della in­ spirazione la rotazione del capo in senso inverso al pre­ cedente che porta la bocca in immersione.

Fig. 5

Dalla figura 5 possiamo vedere che con l’inizio della fa­ se aerea il capo è tornato nella sua posizione base. In que­ sta fase il nuotatore esegue una breve apnea.

Fig. 6

STAGIONATURA Un corridore dovrebbe ave­ re una scorta di tubolari con i quali affrontare la stagione ciclistica; scorta che, rinno­ vata di anno in anno, per­ mette all’atleta di contare su tubolari stagionati e quin­ di più efficienti. Una ottima stagionatura si ottiene con­ servando i tubolari in una stanza fresca, arieggiata, ma senza i raggi del sole diretti. I tubolari vanno sistemati — senza para — su cerchi usati e infilati a un bastone sospeso tra due cavalletti o al muro: questo perché il tu­ bolare messo a stagionare, non deve in alcun caso pog­ giare a terra o contro il mu­ ro. I tubolari, così sistemati, vanno gonfiati a 4 atmosfe­ re e di tanto in tanto con­ trollati per vedere se even­ tuali difetti di fabbricazione hanno messo in evidenza fal­ li alle tele oppure al batti­ strada. Una efficace stagio­ natura si ottiene conservan­ do nel modo sopradescritto 1 tubolari per un periodo tra i sei mesi e un anno e mezzo.

SCELTA Dalla figura 6 possiamo vedere che l'apnea continua siai momento in cui l’arto superiore stà per immergersi. Dalla figura 6 si passa alla 1 e si ricomincia il ciclo respiratorio.

A seconda dell'attività che si intende sviluppare, vanno scelti i tubolari più adatti. In diretta dipendenza del ti­ po di gara che si deve di­ sputare sono il battistrada e

il peso del tubolare. Ecco al­ cuni esempi: per gare su strada: gram­ mi 250; battistrada a «spi­ na di pesce » ( per strade sdrucciolevoli), a «nido di ape » e « millerighe »; per criterium e gare a cro­ nometro: grammi 180-200; battistrada «zigrinato»; per ciclocampestre: gram­ mi 320; battistrada «godro­ nato» o «scolpito»; per piste in cemento: gram­ mi 130-180 in seta; batti­ strada «liscio»; per allenamento: grammi 370-400; battistrada a «nido d'ape» o «zigrinato»; per record: superleggero da pista; grammi 90-160.

MONTAGGIO Per montare un tubolare sul cerchio occorre avere le seguenti avvertenze; a) pulire con solvente (trielina, benzina o benzolo) la parte del cerchio sulla quale andrà a contatto il tubolare, affinché l’adesione sia perfetta; b) passare sulla parte scanalata del cerchio un leg­ gero strato di mastice gutta (per le ruote da strada) o di gomma lacca (per le ruo­ te da pista) ; c) passare sul nastro del tubolare un leggero strato di mastice gutta (per le ruote da strada) o di gomma lac­ ca (per le ruote da pista) e far seccare per un quarto d’ora la soluzione; d) gonfiare leggermente il tubolare; e) ripassare un altro leg­ gero strato di mastice gutta sul cerchio. Solo dopo aver rispettato tutte queste avvertenze si può iniziare la vera e pro­ pria operazione di montag­ gio per la quale il commis­ sario tecnico della Federa­ zione Ciclistica Italiana, Elio

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Rimedio, consiglia il seguen­ te sistema: «Infilare la val­ vola nella sede del cerchio; poi. stirando leggermente il tubolare in modo uniforme e regolare, fissare sul cerchio operando pressioni più o me­ no leggere con i polpastrelli dei pollici. Controllare poi la centratura del tubolare sul cerchio in modo da accertar­ si che il tubolare sia centra­ to in linea con la ruota stes­ sa. A centratura avvenuta e a montaggio effettuato gon­ fiare la ruota a circa 8 atmo­ sfere e tenerla gonfiata per 24 ore in modo che tubolare e cerchio facciano corpo uni­ co. La gonfiatura della ruota va riportata poi alla pressio­ ne voluta che naturalmente dipenderà dal tipo e dal pe­ so del tubolare, dal percorso della gara, dal peso del cor­ ridore ». Lo stesso C. T. Rimedio consiglia inoltre di non andare mai a gareggiare con un tubolare nuovo; è necessario. infatti, collau-

darlo percorrendoci prima una cinquantina di chilo­ metri in modo che sia asse­ stato bene sulle ruote.

GONFIAGGIO In linea di massima va evitata la eccessiva gonfiatu­ ra dei tubolari la quale com­ promette l’elasticità della bi­ cicletta oltre a provocare di­ sagio nella regione lombare e renale del corridore. Il tu­ bolare va gonfiato di meno (non «a blocco») in caso di gare o di allenamenti su strade bagnate e sdrucciole­ voli su percorso dal fondo accidentato. Tenendo presente che la sezione di un tubolare va da 26 a 30 mm (quella più corrente è di 28 mm) e che il diametro è di 680700 mm (solo per la ruota anteriore degli staxers il dia­ metro del tubolare è di 600 millimetri), per una gara su

fondo stradale levigatissimo si useranno tubolari di se­ zione più stretta e gonfiati al massimo per ridurre al minimo gli attriti; per una gara su percorso accidentato (tipo classico, il «pavé») la sezione del tubolare sarà più grande e la gonfiatura leg­ germente al di sotto della massima. Ciò allo scopo di attenuare le vibrazioni che il fondo stradale sconnesso impone alla bicicletta e quindi ai polsi e ai reni del ciclista e di aumentare l’ade­ renza del tubolare stesso al fondo stradale in modo da assicurare le migliori con­ dizioni di stabilità al ciclista Come si vede la scelta, la manutenzione, la stagiona­ tura, il montaggio e il gon­ fiaggio del tubolare sono ele­ menti di importanza non certo secondaria per com­ pletare il bagaglio di cogni­ zioni tecniche che il corri­ dore ciclista deve avere per l'efficienza della bicicletta NINO LOMBARDI

il totocalcio distribuisce oltre MEZZO MILIARDO alla settimana al SI

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campo - scuola a Modena A cura del Comitato Provinciale di Modena si e svolto, anche quest'an­ no. in località « LA SANTONA » il Campo-Scuola per allievi Istruttori di Calcio. Pallavolo e Pallacanestro. Per l'alto numero dei partecipanti (57). per la capacita degli Istruttori, ben quotati in campo na­ zionale, per la esperienza che pone il C.P. di Mo­ dena in un posto di pre­ minenza in campo didattico-organizzativo, ma. so­ prattutto, per la serietà che ha contraddistinto tutti i corsi, si può. e ben a ragione, affermare che il Corso ha risposto in peno alle aspettative, superandole addirittura. Le lezioni formative ed organizzative, poi. hanno contrbuito a ottenere nei giovani partecipanti' dei veri e propri educatori, oltre che dei tecnici. Alla fine, un severo esa­ me, articolato su prove teoriche, pratiche, scritte ed orali riguardanti tutte le materie insegnate, ha posto in risalto agli esa­ minatori, fatti venire ap­ posta dalle loro sedi, lo elevato grado di prepara­ zione conseguito dagli al­ lievi. per tutta la durata del corso è stato presente il Presidente del Comitato Provinciale Ing. Boldrini. che ha anche intrattenuto i presenti sul CSI e la sua opera educativa e forma­ tiva fra i giovani, nonché sui compiti che attendo­ no i futuri dirigenti. _

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11 Gruppo Sportivo «Stella Azzurra» di Cerignola vincitore del trofeo blu di calcio « Arcobaleno Sport » per la catego­ ria B. Da sinistra in piedi: Bisceglia, Pignataro, Guercia, Magno, Scardigno; accosciati: Dimunno, Pugliese, Albanese, Morra. Cialdella. Affaitat

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rugby Si è svolta a Cerignola la finale regionale di rugby a sette per le categorie A e B. Le gare hanno avuto luo­ go nell’ampia piazza Duo­ mo e vi hanno assistito (av­ venimento eccezionale per questo sport) alcune centi-

naia di persone. Nella ca­ tegoria A ha vinto il Grup­ po Sportivo Frassati di Mol­ letta; nella categoria B si è confermato campione re­ gionale per il 1966 la squa­ dra del Gruppo Sportivo Stella Azzurra di Cerignola (nella foto in piedi da si­ nistra: il direttore tecnico Magno, il dirigente Centrone, Busco, Carducci, Labroca, il vice-presidente Para­ diso, Bufano, il presidente Cipriani; accosciati: Candelieli, Cialdella, Magno).

calcio Ben 30 società CSI da domenica 25 settembre, aprono ufficialmente a Vi­ cenza l’attività 1967 del « Gran Premio Banca Cat­ tolica » con la disputa del campionato di calcio « Ar­ cobaleno Sport ». Il tabellone presenta le 30 società suddivise in 5 gironi di 6 squadre cia­ scuno. Nel girone A sono presenti oltre S. Bortolo, Dueville e Sole, che lo scorso anno disputarono un ottimo campionato, due nuove società: il S. Fe­ lice ed il S. Vitale. La se­ sta squadra che completa questo girone è l’Altair di Vicenza, campione provin­ ciale uscente e vincitrice del gran premio Banca Cattolica della scorsa edi­ zione. Nel girone B, tre squa­ dre della città sono af­ fiancate a tre squadre del­ la provincia. Il gruppo di città risulta composto da Ars, S. Paolo e Serenissi­ ma. mentre il trio provin­ ciale vede impegnate il Longare. l’Ardita di Bertesinella e l'Ardens di Bol­ zano Vicentino. Anche il girone C pre­ senta due nuove matrico­ le rispetto al campionato dello scorso anno; si trat­ ta del CSI Cartigliano e del CSI Arena di Sandrigo. Completano questo gi­ rone le agguerrite compa­ gini della Fides, dell’Angarano. della SPES Unica e del S. Antonio. Sulla carta il girone D sembra il più elettrizzan­ te; a solo due società in­ fatti è ammessa la quali­ ficazione mentre le sei squadre in lotta portano i rispettabili nomi di Con­ cordia. Summano. Robur. Fulgor e M. Cengio. L’ultimo girone, infine, è composto da Don Bo-

sco N.. Leonicena. S. Cuo­ re, Azzurra. Chlampo. Al­ te Ceccato. Leggermente appare favoirta in virtù degli ottimi risultati con­ seguiti la scorsa stagione il CSI Alte Ceccato ma autorevoli squadre sem­ brano possano essere l’Azzurra ed il Chlampo.

tennis Con il tennis campo, l’ultima delle discipline sportive in programma nel Comitato Provinciale CSI di Vicenza, la classi­ fica generale del « 7° Gran premio Recoaro », ha avu­ to soprattutto per le so­ cietà che mirano ai primi posti nella classifica un clamoroso cambiamento. Ferma restando l’inat­ taccabile posizione del Dueville che si è autore­ volmente imposta nel cal­ cio, in atletica leggera, nella pallacanestro e be­ ne si è comportata nella pallavolo, conquistando come nella scorsa annata l’ambito trofeo Recoaro. il Montecchio Maggiore, l'intrepida e il Summano rispettivamente al quarto, sesto e undicesimo posto prima dell’ultimo campio­ nato, si trovano ora alla conclusione del gran pre­ mio, rispettivamente se­ conde. terze e quarte. Veramente organizzata si è dimostrata la partecipaizone del Summano ai campionati provinciali di tennis, vincendo con Gasperini nei giovanissimi, con Garavani negli juniores e con D’Adam nei seniores. La classifica del gran premio Recoaro prosegue con il quinto posto della Fulgor e delle Alte Ceccato, con il Don Bosco. Orsiana, Ars. Leonicena. Gri­ fo. Altair e Virtus.

Interregionali dei Campionati Nazionali CSI di atletica su pista 1966. Nelle foto: a sinistra, la tinaie della staffetta allievi 4 x 100 del concentrainento di Livorno, vinta dal CSI Genova, seguito da Pisa, Roma. Pinerolo e Alesi a de­ stra, Ja premiazione della staffetta allievi 4 x 100 del con centramento di Benevento, vinta dal CSI Brindisi, seguilo da Termoli, Benevento, Chieti, Conversano e Cerignola. 1 risultati completi delle Interregionali su Stadium n. 32.

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Vorremmo che questo no­ stro giornale fosse un quo­ tidiano per poter incitare i lettori: correte all'aeroporto, portate in trionfo Menichelli e tutti gli altri ginnasti che tornano da Dortmund! Che diritto abbiamo, noi teleginnasti da poltrona, di recriminare per una vittoria che non c'è stata, per un piazzamento che la nostra squadra non è riuscita ad ottenere? Che sappiamo tut­ ti noi di ginnastica, della preparazione, dei sacrifici che richiede? Di quanto sia difficile scalare le vette delle classifiche mondiali e quanto sia facile, invece, scivolare al terzo posto co­ me Franco o anche al tren­ tesimo come l'ex medaglia

trionfo Menichelli! d'argento olimpica alle pa­ rallele Giovanni Carminucci, o al quarantatreesimo co­ me la speranza Cimnaghi? Abbiamo scoperto la gin­ nastica a Roma quando la nostra squadra salì inspera­ tamente sul podio per il terzo posto: l'abbiamo di­ menticata fino a Tokyo quando ci siamo immede­ simati con italiana disin­ voltura al trionfo dorato di Menichelli. autoassegnandoci con sfrontata faciloneria anche il titolo di « popolo di ginnasti » oltre quelli di pensatori, di santi e navi­ gatori! Tra un mondiale e l’altro, tra Un’Olimpiade e l’altra, beh! preferiamo andarcene allo stadio. Noi tutti; poli-

tici, dirigenti, stampa, opi­ nione pubblica e... coscienza sportiva nazionale. Tanto ad andare in palestra ci pen­ sano Menichelli e la sua sparuta schiera. Magari, usciti dallo stadio passando al Bar di Papà Menichelli, dalle parti di Trastevere, non manchiamo di dare il nostro generoso e disinte­ ressato incoraggiamento a Franco: «A Franco, ma chi te lo fa fa’? E svejete! Im­ para da tu' fratello a fa' la grana! » (ritornello abi­ tuale, ci diceva Franco pri­ ma di Dortmund). E poi ci riteniamo in di­ ritto e in dovere di lamen­ tarci perché Franco ha sba­ gliato un passaggio nel suo esercizio!

le memorie

eli Kiki Christine Caron, la cam­ pionessa di nuoto francese, meglio conosciuta con il di­ minutivo di « Kiki », ha pen­ sato bene di scrivere le sue memorie. Era ora, se pen­ siamo che l’ondina francese ha ben 18 anni e si avvia ormai a varcare la soglia dei 19! La Francia, si sa, coccola molto i suoi quattro cam­ pioni e ciò, a quanto sem­ bra, produce un certo effet­ to sulla loro psiche. Di Kiki scrittrice cono­ sciamo solo alcuni passi ap­ parsi sulla « Guide alimentaire sportif » dove scrive tra l'altro «La dietetica sporti­ va, lungi dall’essere un han­ dicap. è un fattore d’equi­ librio del corpo e un ele­ mento fondamentale della progressione atletica ». Kiki, ascolta un consiglio: se vuoi far concorrenza a monsieur De Lapalisse la­ scia la penna e torna In acqua: almeno II sei sicura di vincere.

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