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Stadium n. 23/1966

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i problemi dello sport ★ zj

adium' club Italia, in bocca al lupo

jO hi scrive è una mosca bianca. Fa parte dello sparutissimo gruppetto di italiani non competenti in tecnica e tattica calcistica. Fuori della mi­ schia, segue da tempo gli esperimenti di Edmondo Fabbri, le polemiche dei calciatori selezionati e non, le critiche aspre, subdole, ironiche, benevole e malevole della stampa, le reazioni del­ l’uomo della strada e dei caffè. Nella sua qualità di non-impegnato il sotto­ scritto non è che abbia capito più de(il testo segue a pag. 7)

Il campo « Old Trattori! » di Manchester^'

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è questione di intenderci sul tipo di prezzo !

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mmetto di essere un incompe­ tente. Comunque da incompe­ tente vorrei dire un mio parere su ciò che, di solito, ogni anno, con matematica scadenza, accade in que­ sto periodo: alludo al « mercato » dei calciatori. Non spaventi la parola' « mercato » e i nostri bravi contadini mettano pure il cuore in pace, perché non allu­ do ad un « altro mercato » così caro al loro interesse. Non ho né i motivi, né i termini per condannare in blocco questo « fat­ to » ormai diventato « costume » nor­ male della nostra società del benes­ sere. Però non si può tacere che, non sono poche le volte, in cui tale niercato viene a ledere l~J— la dignità della persona umana. La vita è dono di Dio e noi cristiani sappiamo che non può essere né tol­ ta, né barattata da chicchessia, perciò la persona umana, non tollera di es­ sere oggetto di una « compra-vendi­ ta », quasi che l’uomo sia al livello di un vegetale o di un semplice animale. L'uomo è degno di una giusta re­ tribuzione e non passibile di vendita. Il meccanismo sociale che l'ha ri­ dotto ad essere oggetto di vendita venale è bacato e non può andare d'accordo — per noi cristiani — con la dignità della persona umana. So che nel fare queste valutazioni, il buon senso vuole che si specifichi caso da caso, perché in tale « mer­ cato dei calciatori » ci possono essere misure più o meno pesanti. Ma a me non interessa tanto ciò, quanto il prin­ cipio che lo ispira, con il quale non si può essere pienamente d'accordo. Il Concilio dice che: • con l’incar­ nazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo. Ha lavo­ rato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo » (Cost. La Chiesa nel mondo contem­ poraneo n. 22). Ora chi « vende » un uomo per far­ ne un guadagno,, in certo quid modo, vende Cristo e Lla famelica usura del danaro rinnova, in un certo senso, il famoso baratto dei trenta danari, di cui tutti abbiamo un vivo ricordo quando meditiamo la passione di Cristo. Dice àncora il Concilio: « L'uomo vale più per quello che "è" che per quello che "ha" » (idem, n. 35) e noi sappiamo perciò che l’uomo vale per quello che costa. Ma è costato il san­ gue di Cristo. Per noi cristiani, questo è l’unico prezzo degno dell'uomo. DON CLAUDIO

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FLAS<3 ISCRIZIONI ALL’ISEF DELL’UNIVERSITÀ’ DEL SACRO CUORE L’ISEF pareggiato deH’Università Catto­ lica del Sacro Cuore di Milano, al suo se­ condo anno di atti­ vità, ha bandito il concorso per l’am­ missione di 120 allievi per l’anno accademico 1966-67. Condizioni dell’ammissione al concorso Sono ammessi al con­ corso i giovani di am­ bo 1 sessi con 1 se­ guenti requisiti: a) titolo di istru­ zione media di secon­ do grado, valido per rimmatricolazione ai corsi di laurea uni­ versitaria, oppure di­ ploma conseguito ne­ gli Istituti tecnici previsti dalla Legge 21 luglio 1961, n. 685; b) età non supe­ riore ai 25 anni alla data del 30 ottobre 1966; c) statura non in­ feriore a m. 1,65 per gli uomini e a m. 1,55 per le donne. Non sono ammessi al concorso coloro che dal titolo di studio prodotto per l’ammis­ sione risultino esone­ rati dalla prova di educazione fisica e co­ loro che risultino ri­ formati o rivedibili per il servizio militare. Domanda di am­ missione e documenti da allegare - Gli aspi­ ranti devono far per­ venire entro il 10 ot­ tobre 1966 alla Segre­ teria dello Istituto (presso la Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemel­ li, 1 - Milano): a) domanda di am­ missione in carta le­ gale (il modello sara fornito dalla Segre­ teria) ; b) titolo di studio, secondo quanto è so­ pra prescritto alla lettera a) del para­ grafo ni; c) ricevuta del ver­ samento effettuato presso la Cassa del­ l’istituto della somma di L. 10.000, quale tas­ sa di concorso; d) certificato di na­ scita; e) certificato di buo­ na condotta morale e religiosa rilasciato dal Parroco (la firma del Parroco deve essere vi­ dimata dalla Curia); f) certificato medi­ co, in carta legale, dal quale risulti che l’aspirante è di sana e robusta costituzione fisica; g) una copia della propria fotografia, su fondo chiaro, formato

tessera, (autenticata dal Sindaco o dal No­ taio) ; h) certificato di ido­ neità (solamente per coloro che hanno so­ stenuto la visita me­ dica militare). Nella domanda l’a­ spirante deve dichia­ rare sotto la sua re­ sponsabilità: 1) di non aver ri­ portato condanne pe­ nali, indicando, in ca­ so contrario, quali condanne abbia ripor­ tato; 2) di impegnarsi a frequentare regolar­ mente le lezioni e le esercitazioni. Prove di concorso Le prove di concorso sono le seguenti: a) visita medica collegiale intesa ad accertare l’idoneità fi­ sica specifica in rap­ porto alle attività tecnico-addestrative ; b) un gruppo di prove pratiche dì va­ lutazione fisico-spor­ tiva; c) una prova scrit­ ta di cultura gene­ rale. L’Istituto declina ogni responsabilità per eventuali infortuni che dovessero accadere ai candidati nello svolgi­ mento delle prove di concorso. Indirizzare ile do­ mande di ammissione o eventuali richieste di chiarimenti alla Segreteria dell’ISEF, Largo A. Gemelli, 1 Milano (Tel. 86.56.51).

« Sui monti della Gre­ cia immortale », di Xidias Spiro, Dalla Porta e Bianco Beaco (editore Tamari - Bo­ logna) ; « Storia del­ l’alpinismo », di Claire-Eliane Engel (edi­ tore Einaudi - Tori­ no) ; « Abolire l'educa­ zione fisica », di Gual­ tiero Bacini (editore Argalia _ Urbino) ; « Gli scoiattoli di Cor­ tina », di Piero Rossi (editore Tamari - Bo­ logna). « Kodoku » è la nar­ razione di una avven­ tura autentica di ma­ re. Il 12 maggio 1962 l’autore, un ragazzo giapponese di ventitré anni,, partiva dalla ____ baia di Osaka su di una rozza barca a ve­ ssi metri, la lunga sei diretto a San Fran­ cisco. Si trattava di superare oltre 5.000 miglia di mare aper­ to, una distanza che mai in precedenza era stata affrontata vittoriosamente da un natante di quelle mo­ deste proporzioni. Ar­ mato di pochi stru­ menti, delle minime provviste indispensa­ bili e di un briciolo di incoscienza, il gio­ vane nipponico se ne andò per novantaquattro giorni veleggiando tra bonaccia e tem­ peste, godendo solo della sporadica com­ pagnia di albatros, pescicani e balene.

FBASc) FLASl^ IL LIBRO « KODOKU » DI BORIE KENICHI VINCE IL PREMIO « BANCARELLA SPORT» Con 58 voti su 139 validi il libro « Kodo­ ku» di Horie Keniohi edito da Bompiani di Milano ha vinto il Pre­ mio Bancarella Sport 1966, assegnato il 19 giugno scorso a Pontremoli. La grande giuria era composta da 50 librai e « bancarellisti », 50 personalità del mondo della cultura e dello sport e 50 componen­ ti del Panathlon Club. Per la finale erano stati selezionati, óltre al libro di Kenlchi, sette altri libri e cioè: « Il romanzo della Targa Fiorio » di Bnadley A. F. (editore Calderlni - Bologna); «I campioni vi inse­ gnano Il calcio », di Gianni Brera (editore Longanesi _ Milano); «Quando la corda si ruppe», di Llark Ro­ nald W. (editore Lon­ ganesi & C. - Milano);

NOTIZIE F.I.M.S. Il premio letterario C.O.N.I. di L. 300.000 è stato assegnato al Prof. F. Antonelli, Pre­ sidente della Società Internazionale di Psi­ cologia dello Sport, per 1 suoi volumi « Psico­ logia e Psicopatologia dello Sport » e « La va­ lutazione psicologica dell'atleta », editi dalla «Leonardo Edizioni Scientifiche » e facen­ ti parte della « Collana di Studi di Medicina dello Sport e dell’Edu. cazlone Fisica », diret­ ta dal Prof. A. Vene­ rando. Il 6 Giugno 1966 si è costituita legalmente a Roma la Società Ita­ liana di Medicina Psi­ cosomatica allo scopo di riunire tutti 1 cul­ tori italiani della spe­ cialità e di favorire lo sviluppo della medici­ na psicosomatica. Presidente delia nuo­ va Società è stato elet­ to il Prof. Ferruccio Antonelli; Vice Presi­ denti sono il Prof. Ma­ rio Berlini ed il Dr. Guglielmo Arcieri. Se­ gretario il Dr. Mario Olmica.


La « settimana CSI » di Foligno è stata un avvenimento così importan­ te e ben riuscito che non si può non riparlarne ancora. Dopo le fret­ tolose note di cronaca e i risultati degli ultimi numeri, proponiamo al­ cune considerazioni sulle tre finali ospitate dalla sportivissima Foligno.

ripensando alla settimana folignate

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l’unione sportiva fiumeter campione nazionale -w t ei precedenti oomw menti ci siamo limi-L tati ad un semplice cenno attestante la vitto­ ria dell’U.S. Fiumeter di Verona nel campionato calcistico svoltosi recen­ temente in Foligno. Se rassegnazione di una vittoria dipendesse esclu­ sivamente dall’entusiasmo e dalla dedizione dei di­ rigenti, nel caso partico­ lare del Presidente com­ mendatore Ingrami e di tutti 1 giuocatori, potrem­ mo senz’altro sentenziare che la vittoria dell’U.S. Fiumeter è di una cristal­ lina limpidezza. Natural­ mente dobbiamo dovero­ samente aggiungere che ci troviamo di fronte ad un complesso di giovani cal­ ciatori aventi indubbia classe e quindi la vittoria dei veronesi devesl consi­ derare valida anche sotto il profilo agonistico. Ha destato una sorpre­ sa il constatare che 11 pubblico follgnate ha ri­ servato le più simpatiche accoglienze alle avversarie della Fiumeter, mentre verso questniltima si no­ tava una certa freddezza.

Noi ricordiamo in mo­ do particolare le partite che i veronesi hanno so­ stenuto con il Campobas­ so e con il Siracusa. Sia i campani che i siciliani, oltre ad una impostazio­ ne basata sulla velocità e su del temi tecnici di apprezzatissimo livello, so­ no divenuti i beniamini del folignati per il loro impegno agonistico anche se mantenuto sulla per­ fetta forma della corret­ tezza in campo più irre­ prensibile. La Fiumeter ha tecnicamente impostato le sue partite su un monumen­ tale « catenaccio » con tanto di battitore libero e con attaccanti in veste di terzini supplementari. Noi siamo convinti che 1 veronesi, tenendo pre­ sente gli atleti a loro di­ sposizione, avrebbero po­ tuto vincere il campiona­ to mantenendo in prima linea tre o quattro attac­ canti, offrendo così uno spettacolo più vivo, più giovanile, meno freddo e senza la sigla di un tatti­ cismo rinunciatario, che mal si addice ad un com-

plesso di ragazzi che han­ no necessità di muoversi con spontaneità, pur ri­ spettando i canoni di una tattica più o meno bril­ lante suggerita dagli esperti. Per analogia ricordiamo un episodio: un famoso giuocatore italiano, dive­ nuto allenatore di una grande società, impose al­ la sua squadra il più clas­ sico dei catenacci ed al riguardo ci permettemmo dirgli: sei riuscito a far giuocare a... tamburello una delle più tecniche so­ cietà italiane. Egli ci ri­ spose: 11 risultato è che io ho vinto il campionato italiano. Abbiamo ricorda­ to un episodio che si ri­ ferisce a società della massima divisione nazio­ nale, dove dietro 1 risul­ tati sussiste una girando­ la di interessi che possono mortificare lo spettacolo calcistico, ma non giusti­ ficherà mai l’assenza di una contesa che dovreb­ be esprimere la valentia dei singoli unita ad un giuoco brillante. Per quanto riguarda 1 giovani noi ci auguriamo

che tutti 1 tecnici respon­ sabili possano porre in vetrina il giuoco del cal­ cio più genuino, più spon­ taneo, più aderente al sa­ no spirito sportivo. Con la nostra consue­ ta franchezza abbiamo espresso il nostro pensie­ ro, senza volere comun­ que muovere critiche e tanto meno rimproveri, né abbiamo voluto giusti­ ficare, la folla di Foligno che così spontaneamente ha sostenuto le Unioni Sportive di Siracusa e di Campobasso. Rivolgiamo ancora una volta il nostro plauso agli amici veronesi e formu­ liamo l’augurio di vederli ancora una volta alle fi­ nali del CSI e ne sarem­ mo veramente lieti, so­ prattutto se sul terreno di giuoco potessero dimo­ strare la loro superiorità, e quest'anno lo avrebbero potuto, giocando con il sistema moderno, senza preoccuparsi di far pren­ dere ai giocatori fissa di­ mora nella propria area

di rigore.

GENEROSO DATTILO 3

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anche nella pallacanestro csi un boom di entusiasmo T? 3 opinione diffusa che Ij il basket stia mon­ tando vertiginosamen­ te alla conquista dell’inte­ resse pubblico ed in par­ ticolare, si dice, abbia con­ vinto della sua validità agonistica i milioni di tele­ spettatori che ne ignorava­ no quasi resistenza. Esiste quindi una formu­ la di spettacolo in questo sport, che contiene ingre­ dienti forse molto più pic­ canti di altre discipline. Certamente ora, il pub­ blico conosce il grande ba­ sket, ma non bisogna di­ menticare che esso nasce da un vivaio già abbastan­ za vasto, e di cui lo spet­ tatore ignora quasi resi­ stenza, o quantomeno man­ ca del contatto diretto. Se­ condo i tecnici ed i più appassionati, invece, è pro­ prio in questa vita di la­ boratorio, di produzione, insomma, che si ha la per­ cezione completa dei vaio’ ri psicologici ed atletici del basket. Più precisamente, laddo­ ve l’iniziativa di pochi, do­ tati di pochi mezzi ma di

tanta pazienza, crea con passione artigiana i picco­ li gioielli che verranno un giorno esposti in quella ri­ stretta vetrina a 23 pollici. Proprio per quest’ultimo motivo, è bene riparlare in questa sede, della set­ timana sportiva di Foligno, settimana che ha concesso ad una élite di atleti, pro­ venienti da tutta la peni­ sola, un abbraccio simbo­ lico da ridistribuire ai pro­ pri vicini sulla strada del ritorno. Le finali del C.S.I., in particolare le finali del basket, sono state sufficien­ temente raccontate nei lo­ ro valori tecnico-agonisti­ ci. nei numeri precedenti: ma il risultato o la crona­ ca degli incontri, per quan­ to valida possa essere la penna che li traccia, non dà a chi legge la sensazio­ ne di aver minimamente partecipato a questa au­ tentica festa dello sport. Ne vale il racconto dei panorami goduti, la de­ scrizione delle persone in­ contrate, ne i problemi sor­ ti. risolti o meno, né i

frizzi, i salti di gioia o le lacrime della sconfitta. E’ valido invece ricerca­ re qualcosa di più, nella essenza di questo movi­ mento, che trascina con una sua forza vitale e con­ duce a tutto ciò senza sfor­ zo apparente, con sponta­ nea ispirazione. E’ merito degli uomini che lo guidano? Certamen­ te. Ma conoscendoli, si ha la netta impressione che essi disdegnino la pater­ nità di tanto successo e preferiscano tirarsi da un lato e godere di questa on­ data di entusiasmo giova­ nile che cresce e divampa impetuosamente. Non è simpatico fare di­ stinzione di merito, ma una parola di plauso è do­ verosa. A tutti coloro che prestano la loro opera di­ sinteressatamente ed affet­ tuosamente, deve andare il grazie di tutti gli altri, un grazie, semplice, cordiale, simile all'applauso dei fi­ nalisti il giorno della pre­ miazione, quando raccolti intorno alle medaglie dei vincitori hanno tutti ascoi-

tato i consigli affettuosi loro rivolti dal Direttore Tecnico. Un grazie agli ar­ bitri. Di essi si è tanto scritto e detto. Ma degli ar­ bitri alle finali nazionali bisogna dire di più. Lo spi­ rito della loro serena va­ lutazione, la paterna com­ prensione verso i primi passi degli atleti nella sca­ la che porta ai massimi valori dello sport, acqui­ stando ogni anno, in queta manifestazione, dei to­ ni sempre più elevati, e serva ciò di monito, per quanti si affacceranno alla vita sportiva, di esempio, per coloro che la pratica­ no da tempo. Queste note dei tre gior­ ni, avulse dalla meccani­ ca delle cifre, che tentano di fissare in una pagina il ricordo di una esperienza vissuta, e che, nei limiti del possibile, invitano tut­ ti a meritare nel futuro questa stessa esperienza, nel nome dello sport, ma soprattutto nel nome di una educazione civile e cristiana. ALDO VITALE

_____ In alto si premiano I cestisti. Sopra a sinistra uno degli ultimi incontri e a destra l’entusiasmo del Plamarta, prima negli juniores.

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r rna delle più idonee affermazioni II del C.S.I. in campo organizzativo può considerarsi la costituzione dei Gruppi Arbitrali. Il ragguardevole nu­ mero attualmente esistente testimo­ nia la validità dell'iniziativa che è stato possibile realizzare per esclusivo merito dei nostri Comitati Provinciali e Zonali. Al riguardo necessita tenere presente che il poter disporre di no­ stri arbtri ha sopperito con successo alle notevolissime esigenze della mag­ gior parte dei nostri Comitati. Vi sono moltissimi Gruppi Arbitrali che rappresentano per numero é per qua­ lità tecnica una effettiva forza, anche se alla fine di ogni stagione i nostri migliori « fischietti » si trasferiscono nell'AIA per compiere possibili quan­ to brillanti carriere. In occasione delle finali dei campio­ nati nazionali la Commissoine Na­ zionale Calcio si trova in gravissimo imbarazzo per la scelta dei direttori di gara. Naturalmente la nostra Com­ missione non ha elementi su! valore

dei singoli arbitri e non è possibile nemmeno fare raffronti nelle stesse regioni. Comunque, sia per le notizie, purtroppo non sempre sufficienti, sia per l’entità dei Gruppi Arbitrali, vie­ ne effettuata una scelta che non può indubbiamente considerarsi sempre fe­ lice.

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Noi vorremmo far sentire a tutti gli amici arbitri del CSI il nostro rico­ noscente sentimento per la loro pre­ ziosa opera e vorremmo che ad ognu­ no di essi potesse essere di conforto un segno del nostro sincero apprez­ zamento. Viceversa quando si tratta di scegliere i dieci nominativi ci tro­ viamo in gravissimo imbarazzo, anche perché le partite riferentesi alle finali

nazionali sono solamente sette e con­ siderando che per la finalissima viene scelto un direttore di gara che già ha diretto una partita di eliminazione, praticamente le gare da dirigere ri­ guardano solamente sei arbitri, anche se vengono tutti impiegati nella fun­ zione di guardalinee. A Foligno, nel complesso, possiapossia­ mo affermare che gli arbitri del CSI hanno ottenuto una brillante vittoria e che infine il giovanissimo direttore di gara della finalissima. Padrini di Bologna, che ha appena ventanni, si è particolarmente distinto dimostran­ do di essere un giovane con una certa classe e che può quindi aspirare alle più belle affermazioni. In questa circostanza ci sorge spon­ taneo il desiderio di inviare il nostro grazie con la nostra affettuosa cor­ dialità a tutti i colleghi arbitri del CSI, ai dirigenti dei G.A.C. e ai com­ ponenti dei Comitati Provinciali e Zo­ nali. GENEROSO DATTILO

la pallavolo deve approfittare della congiuntura favorevole TJ) ur non intendendo riJL tornare sull’argomen­ to della Finale Nazio­ nale, già brillantemente trattato nel precedente numero di Stadium, desi­ deriamo prendere spunto dalle bellissime ed appas­ sionanti gare delle finali per fare alcune conside­ razioni e proiettarle ver­ so il futuro. Infatti le finali sono state la più probante te­ stimonianza che l'opera di divulgazione e di prose­ litismo della pallavolo ir. trapresa dal CSI fin dal­ la sua fondazione e per­ seguita con ammirevole tenacia dai nostri Comi­ tati sta dando frutti co­ piosi. Non solamente il numero dei Comitati e delle squadre tende con­ tinuamente ad aumenta­ re, e il livello tecnico del­ le squadre partecipanti al Campionato sta miglio­ rando anno per anno; ma, particolare più interessan­ te e che suffraga le no­ stre asserzioni, ogni anno il divario tecnico fra le squadre delle regioni pallavolisticamente più pro­ gredite e quelle del Sud tende sempre di più a di­ minuire, specie nella Ca­ tegoria Juniores. Certamente a questo ri­ sultato si è arrivati anche per il miglioramento or­ ganizzativo e tecnico del­ l’attività federale e per la funzionalità della FIPAV e della maggior parte dei suoi Organi Regionali, ma non bisogna dimenticare

che gran parte dei risul­ tati raggiunti dalla FIPAV si debbono proprio ascri­ vere alla costante e ca­ pillare azione del CSI, che ne ha preparato con le sue Società, i suoi tecnici e i suoi Dirigenti i pre­ supposti indispensabili e validissimi, operando mol­ to spesso in situazioni dif­ ficilissime e senza alcuna considerazione, per non dire invece con ostacoli, dalla passata gestione fe­ derale. Oggi il clima di cordiale e sincera collaborazione creatosi fra il CSI e la FIPAV ha certamente favorito la crescita della pallavolo in Italia ed il conseguente miglioramen­ to del livello tecnico me­ dio. Ma oltre a queste, sen­ z’altro positive conside­ razioni, la C.T.N. del CSI, che con grande compe­ tenza e passione sovraintende all’attività pallavo­ listica, nella sua riunione di Foligno si è posto il problema di una sem­ pre maggiore divulgazione della pallavolo fra i gio­ vanissimi, avendo fra l’al­ tro constatato la scarsa rispondenza della nostra periferia al Trofeo Gial­ lo, manifestazione a tale scopo programmata. Dalla lunga discussione è emerso che uno dei mo­ tivi che fanno desistere molto spesso i giovanissi­ mi neofiti è la difficile, e molte volte noiosa, fase dello apprendimento dei fondamentali individuali.

Un bambino o un adole­ scente che ha connatura­ to per la sua età stessa l’istinto di giocare, di di­ vertirsi, presentandosi in campo per apprendere la pallavolo si trova subito costretto a ripetere fino alla nausea dei movimen­ ti certamente utilissimi ma per lui. che si era pre­ sentato con ben altri in­ tendimenti, noiosi e molto spesso anche dolorosi (quante dita gonfie e do­ loranti dopo i primi con­ tatti col pallone per il palleggio ! ). Ci sono per la verità degli allenatori che san­ no intelligentemente su­ perare questa fase nega­ tiva, ma sono troppo po­ chi, e quindi dopo poche sedute di allenamento i ragazzi diminuiscono e le Società si trovano nella necessità di reclutare con­ tinuamente altri giovani, con i comprensibili disagi di preparazione e di alle­ namento per i gruppi. Per ovviare a questo stato di cose si è pensato quindi creare o meglio di tradurre graficamente quanto in materia molto ha fatto l’inventiva e l’industriosità di capaci alle­ natori, e cioè una serie di giochi propedeutici all’at­ tività agonistica, che, prendendo come base i fondamentali individuali, dia alla nostra periferia un divertente ed interes­ sante mezzo per far di­ vertire i neofiti insegnan­ do loro nello stesso tem-

po tutti i fondamentali. Le nostre Società, i .no­ stri Comitati disporranno al più presto di un testo preparato dal prof. Ander­ lini, sulle cui capacità e competenza é inutile di­ lungarsi che comprenderà un programma completo di questi giochi: con il suo ausilio si potranno or­ ganizzare continuamente piccole gare, selezioni, prove a carattere parroc­ chiale, zonale, provincia­ le. In poche parole la par­ te più difficile e noiosa dovrà diventare in futuro quella più divertente pro­ prio perché dovrà esse­ re attuata costantemente sotto forma di facile ago­ nismo. Siamo certi che tutta l’attività in breve tempo ■ne risentirà un notevole beneficio, permettendo in ■un prossimo futuro di or­ ganizzare anche a livello nazionale dei campionati riservati ai ragazzi di 1213 anni. Questi ragazzi di­ venteranno così la vera linfa di tutta l’attività pallavolistica del CSI e della FIPAV; mentre il loro sano agonismo con­ tribuirà in maniera deter­ minante a creare nei più giovani una profonda sen­ sibilità ed una duratura coscienza sportiva. Il CSI con questa realizzazione dimostrerà una volta di più la validità della sua opera e la bontà dei suoi asserti. FILIPPO DRAGOTTO 5

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marcia della paura „

La Marcia negra contro la paura non si è fer­ mata. Nel Mississipi, terra di violenti contrasti razziali, sono ora in molti a credere al significato della sanguinosa testimonianza di James Meredith, lo studente seriamente ferito mentre ten­ tava di persuadere gli uomini di colore a supe­ rare il clima d’intimidazione instaurato da alcuni bianchi, non certo degni del nome d’uomo, e ad iscriversi nelle liste elettorali, ad andare a vo­ tare, a frequentare le scuole. Elementari diritti di cui forse non ci preoccupiamo più perché ci sembrano tanto naturali ma che la cecità di certi pregiudizi si incarica di rendere inesistenti, an­ cor oggi, ostacolando l’instaurazione di una vera fraternità fra gli uomini.

VI per cento per i paesi in via di sviluppo .

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Spese di guerra per opere di pace. Una propo­ sta di Paolo VI si trasformerà in Italia in una iniziativa di legge? Sembra di si, stando ai risul­ tati di un Incontro svoltosi recentemente a Roma ad opera del Comitato per la solidarietà intema­ zionale. A Bambay nel ’64 e nel discorso all’ONU nell’ottobre ’65 il Papa aveva lanciato l’appello a ridurre gli armamenti e a devolvere ai paesi in via di sviluppo le relative economie che si sarebbero realizzate. Il consenso all’appello papale fu unanime ma fino ad oggi non vi era stata nessuna concreta attuazione. Ora un gruppo di parlamentari presenterà uffi­ cialmente la richiesta d’impegno da parte del nostro governo a devolvere una percentuale del1’1% delle spese militari a favore dei Paesi in via di sviluppo. H bilancio militare italiano è di 1240 miliardi: con poco più di 12 miliardi (appunto 1'1%) non si .potranno fare grandissimi piani ma si può realizzare un centro di industrializzazione con 5 mila posti di lavoro. Tra cinquemila uomi­ ni che acquistano la serenità di chi ha un lavoro .assicurato e qualche missile contraereo non dob­ biamo esitare nella scelta. ■

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come sono giovani rancesi ?

In Francia i nostri coetanei potran­ no dire a chiare lettere le loro esi­ genze di giovani moderni. Il ministro della Gioventù e degli Sport. Francois Missoffe ha preparato e lanciato una gigantesca inchiesta che si propone di sondare i pareri di venti milioni di giovani sotto i venticinque anni. Con l'eccezionale iniziativa si vogliono conoscere le attese, i bisogni, i proble­ mi più urgenti che possano costituire, rielaborati, il materiale-base per una efficace « politica della gioventù ». Missoffe (46 anni, padre di sette fi­ gli) vuol potere ascoltare tutti e pur rivolgendosi alle numerosissime assodazioni giovanili ha in particolare sol­ lecitato l'opinione dei milioni di gio­ vani « non organizzati ». Per facilitare il lavoro d’inchiesta ha fatto mettere a disposizione montagne di registri spe­ ciali. ognuno con un centinaio di pa­ gine bianche, su cui dovranno essere trascritti i dibattiti, le indagini, le « tavole rotonde » organizzate dai gio­ vani sui piti disparati argomenti. Da chi è pigro nello scrivere si ac­ cettano anche altre testimonianze: fo­ tografie, registrazioni al magnetofono, bobine cinematografiche. Per facilitare l'individuazione degli argomenti se ne sono indicati alcuni. Si chiedono opinioni, ad esempio, sulla formazione fisica: il problema della carenza di attrezzature (stadi, piscine, terreni di gioco all'aria aperta) lo sport nella scuola: oppure sulla cultu­ ra (Case della Gioventù, corsi cultura­ li, università popolari), sul tempo li­ bero e i divertimenti, sulle difficoltà che problemi di formazione professio­ nale e d'inserimento nella vita pubbli­ ca possono creare Tv, radio e stampa sostengono con calore l'iniziativa che si chiuderà a novembre. L’opinione pubblica fran­ cese si augura che l'esperimento del ministero della. Gioventù, e degli Sport abbia successo: diversamente, le troppe speranze suscitate nei giovani rischie­ rebbero di scavare un abisso incol­ mabile. Da anni motivo di lunghissime di­ scussioni la « politica della gioventù » non ha ancora in Italia una giusta collocazione e, meno che mai, una se­ rie di dati scientificamente elaborati dai quali nessun programma serio può prescindere. L’iniziativa d'oltralpe ser­ virà di stimolo anche a noi? O si pre­ ferirà tranquillamente continuare a confondere i problemi dei giovani con quello dei « capelloni » dissertando dot­ tamente di politica della gioventù su prolissi promemoria personali redatti da esperti ultra quarantenni?

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(continua da pag. 1) gli altri, anzi gli si potreb­ bero applicare a puntino le parole della nota can­ zonetta « J'ai la tète cam­ me un ballon qui tourne, qui tourne... »! Però si di­ verte più degli altri, se non altro perché non si rode il fegato. Sempre il sottoscritto, in vista dei mondiali di calcio, s’è appassionato ad un hobby nuovo, origina­ lissimo e spassoso: la col­ lezione delle formazioni. Ne ha raccolte finora de­ cine e decine, dettate dalle più illustri fiume del gior­ nalismo sportivo nostrano. Ce ne sono per tutti i gu­ sti. Non ‘Una che com­ baci con l’altra, non una che concordi con quelle messe in campo dal Com­ missario Tecnico della Na­ zionale. Ma c'è di più. Al­ cuni giornalisti ne hannc rilasciata più d’una a di­ stanza di tempo. Niente, non sono uguali neppure i figli di uno stesso padre. Sembrava logico sperare che dopo la sfuriata per la partita di Parigi di tre mesi orsono, in prossimità deU’impegnativa e impor­ tante trasferta in Inghil­ terra certe asprezze si sa­ rebbero placate e un certo clima di serenità si venisse a creare attorno aita Na­ zionale. Peggio che andar di notte. Si parlava con Dattilo in questi giorni. Ci diceva che critiche a Fabbri ce ne sono da muovere, a fiac­ chi. Tuttavia sarebbe al­ trettanto doveroso, e op­ portuno, riconoscere che fra lui e la FIGO una « vernice morale » alla Na­ zionale azzurra gllel’hanno pur data in questi quat­ tro anni. Ecco, appunto

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questo. Perché qualcuno dei milioni di competenti non ricorda, almeno in questi giorni di immediata vigilia, che qualcosa di po­ sitivo è stato fatto dal 1962 ad oggi? Tutti hanno dimentica­ to, almeno così sembra, in che stato pietoso era la nostra Nazionale quando Fabbri se n’è assunto il pesante fardello. Era una crisi che si protraeva da oltre un decennio, forse addirittura dalla sciagura di Superga. Ebbene dal 1962 qualcosa è radical­ mente cambiato, molte cose hanno cominciato a girare in senso del tutto diverso. Una considerazio­ ne per tutte. Prima, tecni­ ci, dirigenti e giocatori di club consideravano una jattura essere convocati in Nazionale e cercavano ogni scusa per esimersi. Oggi,

la maglia azzura ha riac­ quistato un suo valore. Merito della FIGO, del Centro di Coverciano, dei suoi medici, dei suoi tec­ nici e della linea nuova coraggiosamente intrapre­ sa da Fabbri. Ai non-impegnati come noi, che oltre la tecnica credono nei valori ideali e morali, questo sembra molto importante. Se al calcio professionistico to­ gliete, per dirla alla Dat­ tilo, questa « vernice mo­ rale » che si chiama Na­ zionale, ditemi voi cos’é che resta? Un po’ di spettacolo, quando c’è; ma varrebbe la "pena di acca­ lorarsi tanto e farsi cat­ tivo sangue? Non ci facciamo troppe illusioni sui mondiali di calcio come fatto sportivo; tempo addietro abbiamo esposto chiaramente la nostra opinione su queste colonne. Ma dal momento che queste « Olimpiadi dei professionisti » ci sono, facciamo in modo che una volta ogni quattro anni i partecipanti si sentano un po’ meno professionisti e un tantino olimpionici. Farà bene agli atleti e farà bene al pubblico re­ spirare un po’ d’aria spor­ tiva dopo un anno di campionato, appassionante quanto volete ma rifarcito e quasi soffocato dal tifo, dalle polemiche, dal cam­ panilismo, dagli eccessi nel campo e sulle tribune. Per questo accompagnia­ mo Fabbri e gli Azzurri in partenza per l’Inghilterra con il nostro tecnicamente non-impegnato ma spor­ tivamente appassionato « Club Italia In bocca al lupo » ! DUILIO OLMETO

O i prevede che più di cento saranno 1 franco­ bolli che ricorderanno il campionato del mondo di calcio che si svolgerà tra qualche giorno in Inghil­ terra. Tra le manifestazioni spor­ tive ricordate dai franco­ bolli, solo le olimpiadi hanno avuto ima commemorazione filatelica più imponente. A dimostrazione di ciò basta scorrere, con lo sguardo, un catalogo per accorgersi delle innumerevoli emissioni olim­ piche. Già da qualche mese i francobolli dei campionati circolano per il mondo; in­ fatti la prima serie è stata emessa il 20 marzo scorso ad opera delle poste della Repubblica di Albania; si tratta di ben 10 francobolli illustrati con scene di un in­ contro di calcio. Dopo l’Albania, è stata la volta della Romania che, il 25 aprile, ha emesso una serie di 6 francobolli, anche essi recanti delie illustrazioni simili alle precedenti. Benché la sua nazionale di calcio abbia partecipato a tutti i campionati del mon­ do, dal primo del 1930, non è mai riuscita ad entrare nel girone finale; nonostan­ te questi scarsi risultati spor­ tivi, confermati anche que­ st’anno con la eliminazione nel girone preliminare, le poste rumene hanno voluto ricordare l’importante avve­ nimento sportivo. Il 6 maggio sono apparsi 8 francobolli ed un fogliet­ to commemorativo raffigu­ ranti la storia cronologica dei campionati, dalia prima edizione ad oggi. Su questi francobolli si possono vede­ re dei giocatori aventi i colori delle squadre delle va­ rie finali, inoltre vi è ricor­ dato il luogo dove si svolse rincontro, i nomi delle due squadre ed il risultato. Ancora la storia del cam­ pionati è il soggetto dei 9 valori emessi poco tempo fa dall’Ungheria, mentre i tre francobolli (inglesi, emessi li primo giugno, rappresentano delle fasi di un incontro cal­ cistico. Anche dei paesi extra-eu­ ropei hanno ricordato l’av­ venimento; sono da ricor­ dare la Liberia con 3 fran­ cobolli ed 1 foglietto e la lontana Mongolia con 5 va­ lori ed 1 foglietto. Circa 60 sono quelli emes­ si dal Commonwealth Bri­ tannico, infatti tutte le va­ rie colonie, ex-colonie e pos­ sedimenti inglesi hanno vo­ luto ricordare la grande fe­ sta del càlcio, Inoltre altri francobolli sono annunciati da molti altri stati. Solo l’Italia, purtroppo, non ha voluto prendere parte a que­ sta commemorazione filate­ lica, benché ne avesse tutti i requisiti, avendo infatti per ben due volte, vinto la « Coppa Rlmet ». MAURIZIO TECARDl

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Vuole, anzitutto, esporci l'iter-giurìdico della « Gio­ ventù Italiana » dalla ca­ duta del fascismo ad oggi?

Con il R.D.L. 2-8-1943, n. 704 fu soppresso il par­ tito nazionale fascista, nonché numerosi altri or­ gani ed enti da detto partito dipendenti (arti­ colo 1). Fu poi provveduto ad attribuire ai vari Mi­ nisteri le residue organiz­ zazioni che non si riten­ ne opportuno sopprimere (art. 5). Con Kart. 6 si deferiro­ no al Ministero della Guerra (ora Difesa) ed a quello della Educazione Nazionale (Pubblica Istru­ zione). a seconda della ri­ spettiva competenza, i compiti demandati :alla Gioventù Italiana del Lit­ torio. Con l’art. 9 si dispose la liquidazione delle atti­ vità e passività del par­ tito nazionale fascista e delle organizzazioni già da esso dipendenti, sop­ presse. Con l’art. 10 si dispose che le attività residuate dalle liquidazioni del pa­ trimonio del partito na­ zionale fascista e delle or­ ganizzazioni, da esso già dipendenti erano devolute allo Stato. ■Alle organizzazioni che furono mantenute in vita (art. 5) nonché ai Mini­ steri della Guerra e della Educazione Nazionale, li­ mitatamente per questi ultimi per ciò che con­ cerneva i compiti loro demandati, ex art. 6. furo­ no trasferite le attività e le passività eventualmen­ te comprese nella consi­ stenza patrimoniale del soppresso partito naziona­ le fascista e di pertinenza delle singole organizza­ zioni. Risulta così che la Gio­ ventù Italiana non è mai stata soppressa essendosi limitato il legislatore a demandare al Ministero della Guerra e a quello dell’Educazione Nazionale i compiti già di pertinen­ za della Gioventù Italia­ na del Littòrio, secondo le rispettive competenze e che i beni della ex Gio­ ventù Italiana del Litto­ rio non sono stati ad es­ sa sottratti, ex art. 10. avendo il legislatore at­ tribuito alle organizzazloni non soppresse (art. 5) ed ai Ministeri della

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Guerra e della Educazio­ ne Nazionale i beni even­ tualmente compresi nella consistenza patrimoniale dell’ex PNF di pertinenza delle singole organizza­ zioni. di quelle cioè non soppresse, ex art. 5. Ora se si tiene presente che la Gioventù Italiana del Littorio era una per­ sona giuridica pubblica, costituita con Legge, se ne deve altresì conclude­ re (e su tale punto si è già pronunciata la Corte di Cassazione, nonché il Consiglio di Stato) che non essendo la ex Gio­ ventù Italiana del Litto­ rio stata soppressa in vir­ tù del Regio Decreto Leg­ ge 2-8-1943, n. 704, per addivenire al suo sciogli­ mento occorre la emana­ zione di un'apposita legge. Aggiungasi che, in for­ za della norma istitutiva, le attività della ex GIL erano svariate: fra le premineritì quella dell’as­ sistenza a mezzo colonie, centri di soggiorno, cam­ peggi e quella per la isti­ tuzione ed il funziona­ mento di corsi, collegi, etc. La preminenza di sud­ dette attività era tale che. poiché l’ente avrebbe po­ tuto rientrare fra le isti­ tuzioni pubbliche di assi­ stenza, si sentì la neces­ sità di stabilire espressamente che la Gioventù Italiana del Littorio non era sottoposta alle leggi ed ai regolamenti che di­ sciplinano dette istituzio­ ni, pur potendo beneficia­ re delle norme di favore per dette istituzioni esi­ stenti (art. 10 del R.D.L. 27-10-1937, n. 1839, con­ vertito in L 23-12-1937, n. 2566). Appare perciò semplici­ stico affermare che, una volta ripartiti i compiti della ex GIL ai Ministeri della Difesa e della Pub­ blica Istruzione, nessuna altra attività sia rimasta alla Gioventù Italiana, se non quella di una conser­ vazione dei beni ai fini dei piani di ripartizione, anche dei beni stessi, fra i due dicasteri. Sei poi si tiene presente che a nessun titolo i be­ ni della ex GIL sono stati attribuiti ai due suddetti Ministeri né ad altri dica­

steri, si deve concludere che come persona giuridi­ ca pubblica, con suo pa­ trimonio e con particola­ ri, seppur ridotte, finalità, la Gioventù Italiana è in grado di continuare a svolgere la sua attività. Sussiste, cioè, un titolo idoneo che abilita l’Ente allo svolgimento di quelle funzioni che iniziò ad esercitare nel 1937 e che ha continuato ad eserci­ tare dopo la soppressione del partito nazionale fa­ 1 scista nel lungo periodo di « commissariato » sot­ to la gestione dei vari Commissari: Di Palma (1944), Candeloro (19441947), Tortonese (19471950). Elkan (1950-1954). Paganelli (1954-1957), Va­ lente (1957-1958), Bertoni (1958-1962). La ricostituita struttura amministrativa della Gio­ ventù Italiana dovette ri­ solvere i problemi della selezione e riammissione in servizio del personale; i problemi dì rilevazione e di inventario dei beni mobili ed immobili, della loro custodia e manuten­ zione, della rivendicazione dalle occupazioni abusive, della difesa legale e giu­ risdizionale; i problemi del finanziamento dell’Ente; i problemi legati all’impiego funzionale de­ gli impianti esistenti, sia pure in via provvisoria. Con il passar degli anni maturarono varie cose: basti pensare all'ammo­ dernamento degli immobi­ li avvenuto in questi ul­ timi anni onde far fronte alle mutate e crescenti esigenze dei giovani, oltre che alla diversa concezio­ ne di « servìzio » da of­ frire alle nuove genera­ zioni. Oggi, la « Gioventù Ita­ liana » riesce a mandare avanti un certo program­ ma di attività in favore dei giovani e dell’associa­ zionismo giovanile. Tutta­ via, lo sforzo di ammoder­ namento delle vecchie strutture al fine di ren­ derle utilizzabili nel mo­ do più aderente possibile alle esigenze nuove, non­ ché le enormi spese di manutenzione ed ammi­ nistrazione, pongono all’Ente gravi problemi fi­ nanziari. La Gioventù Italiana come Ente pubblico, non è li solo a risentire di pesanti oneri derivategli dai tempi trascorsi in dif­ ficile posizione giuridicopolitica. Si può dire, tut­ tavia. che ogni tentativo é stato espletato in ogni sede per avviare a defi­ nitiva soluzione il pro­ blema dell’assetto giuridi­ co e finanziario.

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E' in grado di ri* solvere la « Gioventò Italiana » i suoi più gravi problemi?

Il problema della Gio­ ventù Italiana é soltanto un aspetto di più ampie questioni: che si risolve­ ranno solo se tutte le forze interessate ai pro­ blemi della gioventù, riu­ sciranno ad imporre a li­ vello nazionale una « po­ litica per la gioventù » di cui oggi più che mai si sente il bisogno. (Ricor­ diamo che secondo il cen­ simento del 1951 il 42 per cento della popolazione italiana è rappresentata da giovani fino ai 25 an­ ni). Del resto gli ultimi governi hanno preso su questo tema precisi imipegni.

Quali sono settori di inte li le principa Le attività della « Gio­ ventù Italiana » si pos­ sono così elencare: atti­ vità assistenziali, attività di turismo sociale e di vacanza, attività sporti­ va, corsi professici ali, at­ tività indiretta. Per quanto riguarda la attività assistenziale, la « Gioventù Italiana » ge­ stire circa 250 istituzioni dislocate nel territorio nazionale delle quali be­ neficiano ogni anno circa 60.000 bambini, adolescen­ ti e giovani per un totale di oltre tre milioni di presenze. Tale attività è esplicata mediante servizi promossi a favore dei giovani in particolari con­ dizioni sociali, per mezzo di Centri Educativi climatiot estivi ed invernali (colonie), iniziative inte­ grative 'dell’assistenza sco­ lastica, istituti specializza-


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<dr. Gianfranco Merli Commissario Nazionale della

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SUOI ggi ento e quaattività? jper particolari catego: di giovani. Quest’ulti!.. in generale a caratree permanente, ospitai in tutto l’arco di un imo oltre 3.100 fanciulli r un totale di 765.000 essenze. T?ra le iniziative intea.tive della assistenza jllastica, ricordiamo le ise dello Studente e del covane ove si possono «scorrere le ore libere Ilio studio o dal lavoro, uifrulre di mensa, tavoocalda o refezione, svol­ ge i compiti o le escr­ ezioni, seguire riipeti»nl, frequentare scuole reali di recupero, dar ?.'go ad attività cultura­ artistiche e sportive illizzando gli impianti messi, C1 sono poi le ResidenUnlversitarie le quali infondono. a precisi

orientamenti prospettati dalla Commissione di in­ dagine parlamentare sul­ lo stato e lo sviluppo del­ la scuola in Italia. La « Gioventù Italia­ na ». oltre quelle di Pavia e di Siena, ne ha in via di sistemazione a Roma e a Napoli. Ricordiamo anche il Collegio di Musica al Foro Italico in Roma ed il Col­ legio « Niccolò Tommaseo » di Brindisi, Istltuto Nautico e Istituto Industriale per elettroni­ ca, telecomunicazioni e chimica industriale; Studentato Arti e Mestieri di Gorizia. Infine gli Istituti Spe­ cializzati per particolari categorie di giovani. Trat­ tasi di istituzioni tendenti ad assistere i ragazzi in particolari condizioni psi­ co-fisiche. Ricordiamo i Centri dii S. Benedetto del Tronto, di Ceres. il Cen­ tro diabetici di Ostia. L’attività di Turismo so­ ciale e di vacanza viene esplicata dalla « Gioventù Italiana » attraverso i

Centri e Campeggi di va­ canza per adolescente, i Centri di soggiorno per i giovani, i campeggi turi­ stici, le gite, i viaggi. I criteri che guidano tale attività turistica so­ no quelli legati ad una sana vacanza in luoghi salubri ed in ambienti che offrano la possibilità ai giovani di fare utili in­ contri anche con giovani di altre nazioni. L’attività sportiva non professiona­ le è un altro dei compiti della «Gioventù Italiana». Dotato di idonee attrez­ zature e con ben provata esperienza, anche in que­ sto campo, l’Ente offre un panorama ampio di atti­ vità in progressivo au­ mento. Di rilevante im­ portanza sono i centri sciistici invernali di Bardonecchia. Vezza d’Oglio, Auronzo, Trivigno, Can­ aria!. Olavière. Terminillo. Tarvisio, Tagllacozzo che ospitano oltre 1.000 giova­ ni. Seguono 1 corsi di for­ mazione sportiva rivolti in particolare alla ginnastica formativa e correttiva ed 1 centri di addestramento

che vengono organizzati in collaborazione con il CONI già funzionanti in oltre 30 città. La formazione profes­ sionale trova adeguata considerazione da parte della «Gioventù Italiana» che annovera fra i suoi compiti di istituto a fa­ vore della gioventù anche quello della assistenza al­ la gioventù lavoratrice. In questo particolare settore. nell’ambito delle istituzioni di competenza del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale, l’Ente ha curato nel trien­ nio 1962-1964 l’organizza­ zione di 838 corsi di inse­ gnamento complementare per apprendisti, 61 corsi normali presso centri di addestramento regolarmente riconosciuti e 30 corsi per disoccupati, per un totale di 23.391 allievi e 941.150 presenze. L’in­ tervento finanziario del Ministero del Lavoro è. come noto, limitato alla 'erogazione di contributi per la sola gestione dei corsi, mentre l’Ente pone a disposizione il persona-

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le, 1 locali, gli impiegati e le attrezzature. Cospicua è l'assistenza indiretta svolta dall’Ente. Enti ed associazioni ne usufruiscono dando assi­ stenza a circa 150.000 mi­ nori. Il beneficio ricavato da questo tipo di assisten­ za viene totalmente assor­ bito dagli oneri per le at­ tività dirette, nelle zone in cui maggiormente ne­ cessitano le istituzioni re­ lative (fanciulli ” avviati dall’ Italia meridionale, dalle amministrazioni lo­ cali. dalle Prefetture, dai Ministeri, ecc.). In tal mo­ do l’Ente dimostra di ope­ rare quell'azione di equili­ brio che ben risponde alle esigenze del nostro paese a sviluppo non uniforme. Infine la «Gioventù Ita­ liana » svolge attività in favore dell’associazionismo giovanile. In numerose provincie l’Ente ha dato il suo appoggio ad inizia­ tive spontanee di giova­ ni. e ciò poiché le libere associazioni fra i giovani esprimono reali interessi, bisogni, esigenze, volontà concordi, ma soprattutto, nello sviluppo tecnico e sociale dell’epoca in cui viviamo. contribuiscono efficacemente alla loro formazione, alla integra­ zione della loro persona­ lità e, in ultima analisi, alla loro difesa. Inoltre, tra le ultime e non per questo meno im­ portanti realizzazioni, e da ricordare l’attività in­ formativa che l’Ente espli­ ca. La Rivista « Gioventù Italiana » fin dal suo ap­ parire ha riscosso larghi consensi e via via la stes­ sa sta migliorando i pro­ pri servizi affrontando te­ mi di sempre più largo interesse giovanile. La ti­ ratura è di 3.500 copie og­ gi, certamente dovrà es­ sere in seguito aumentata considerando le sempre crescenti richieste. Anche la « Rassegna mensile » della stampa ita­ liana ed estera sui proble­ mi dei giovani ha trovato una sua specifica funzione. Essa si ripromette di in­ formare Enti, Istituti, Or­ ganizzazioni ed Associa­ zioni giovanili, nonché quanti sono interessati ad problemi dei giovani, su ciò che appunto la stam­ pa quotidiana e periodica, specializzata e no, italia­ na ed estera, scrive in me­ rito a questi problemi. La tiratura della rassegna, inizialmente di 250 copie, sotto continua richiesta, è salita a 700 copie. Tutto ciò vuol dire che il ser­ vizio reso dall’Ente, nel settore dell’informazione, è sentito ed apprezzato.

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L' Ente in questi ultimi mesi, ha preso varie in iziative per giungere, in via legislativa o ammini­ strativa, ad una normaliz­ zazione delle attività della G.I. ; vuole illustrarcele?

Molteplici sono le attività svolte dalla G.I. Nel campo assistenziale gestisce circa 250 istituzioni, centri educativi climatici, estivi ed invernali (foto della pagina preceden­ te). Tra le iniziative integra­ tive dell’assistenza scolastica ci sono anche le Case delio Studente e del Giovane, le Residenze Universitarie. Sem­ pre nel campo scolastico la G.I. gestisce Collegi e Istituti teccnici e industriali. Vasto è il suo patrimonio di impian­ ti sportivi (foto sotto), ma non tutti in grado d’essere pienamente utilizzati.

Nel momento in cui da un lato va risvegliandosi l'attività legislativa fina­ lizzata a promuovere una moderna politica per la gioventù e dall’altro lato si discute, spesso, non sempre con la dovuta in­ formazione, a diversi li­ velli della opinione pub­ blica. intorno al proble­ ma ed all'Ente Gioventù Italiana, quest’ultimo, in un ulteriore tentativo di sbloccare la presente si­ tuazione ha tracciato una nuova linea d'azione ten­ dente a dare un aspetto definitivo all’Ente stesso e che si sintetizza in un nuovo Statuto che ci au­ guriamo possa al più pre­ sto essere approvato in via amministrativa. Detto Statuto non esclude, anzi richiede, che a-1 più pre­ sto si arrivi ad una legge che sistemi tutta la ma­ teria.

Come vede possibile in via definitiva l'inserimento dell'Ente « Gioventù Italiana » » nell'attuale regime democratico nel quadro di una politica giovanile? L'Ente « Gioventù Ita­ liana » deve essere un « ente di servizi », esso cioè non deve sovrappor­ si, in nessun caso, alle organizzazione ed alle As­ sociazioni giovanili. La Gioventù Italiana po­ trà contribuire con i mezzi che ha a disposizione a creare una rete di infra­ strutture in favore della gioventù. Un contributo

in questo senso è già in atto e ne abbiamo ac­ cennato più sopra. Ma è certo che le strutture dell’Ente possono, direi de­ vono, essere ulteriormente perfezionate ed adeguate alle nuove esigenze. In questo modo, evitando so­ luzioni semplicistiche e sprechi di energie e di mezzi, si potrà mettere in essere un primo nucleo

di servizi, correttamente impostati, per creare quel­ lo sviluppo dei rapporti dei giovani fra loro, e dei loro gruppi e lo Sta­ to, che è condizione per una più concreta presa di coscienza e per un più facile inserimento dei gio­ vani nella vita democra­ tica. Negli ultimi tempi varie proposte sono state avan­ zate da più parti. E’ da ricordare quella fatta dal C.I.G.I., cioè dal Comitato di Intesa della Gioventù Italiana, che raccoglie 1 consensi delle organizza­ zioni giovanili democrati­ che italiane. Le soluzioni qui pro­ spettiate rispecchiano con­ crete e reali esigenze. La « Gioventù Italiana » è a disposizione di .tutti co­ loro che vogliono con es­ sa oollaborare per un sem­ pre più efficace servizio da rendere ai giovani.


tre per un campione atleta, medico e tecnico

onseguita una certa padronanza in mezzo al gruppo, realizzati quegli accorgimenti che immette­ ranno l’aspirante ciclista nei tre successivi stadi della pre­ parazione (indagine medica sul fisico dell’atleta, educa­ zione fisica, allenamento dap­ prima col pignone fìsso e poi con quello libero), sarà ancora una volta il medico a dover dare il via alla vera e propria attività agonistica dell’atleta. A questo punto la scheda sanitaria deve diventare una specie di carta di identità che segue sempre l'atleta e sulla quale vengono inseriti dati a scadenza settimanale sia sul numero dei chilome­ tri effettuati, sia sul tipo di percorso, sla sul tipo di ali­ mentazione seguito. Il pi­ gnone fisso farà conseguire fiato e agilità oltre ad acce­ lerare iil processo di smalti­ mento dei grassi superflui (problema questo che inte­ ressa soprattutto il ciclista nei successivi anni della sua attività, quando cioè ripren­ de ad andare in bicicletta dopo il riposo invernale).

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TABELLA DI ALLENAMENTO Dal punto di vista del progressivo assorbimento di chilometri in allenamento, non riteniamo possa esistere una tabella fissa; non si può dire, infatti, che dopo un dato numero di chilometri col pi­ gnone fisso si deve passare al pignone libero. La deci­ sione va consigliata dal di­ rettore sportivo d’intesa col parere del medico; occorre sempre aver pazienza e cal­ ma per raggiungere pro­ gressivamente la migliore condizione. A tal riguardo va ricordato come per al­ cuni tecnici 1 primissimi al­ lenamenti siano da percor­ rere a rapporto Ubero, pri­ missimo stadio questo per la fase Iniziale dàla prepa­ razione. Dopo aver percorso

un certo numero di chilo­ metri a rapporto libero, si passa a quello fisso per tor­ nare poi definitivamente a quello libero una volta rea­ lizzate le condizioni dì sicu­ rezza in bicicletta, di sciol­ tezza e agilità, di fiato. Dipende tuttavia e sem­ pre dal direttore sportivo comprendere il fisico, la psi­ cologia, la possibilità di adattamento, le caratteri­ stiche tecniche dell’atleta al quale sovraintende, prima di decidere il tipo di prepara­ zione, l’entità del chilome­ traggio. il tipo del percorso per l’allenamento ed anche se questo allenamento deve essere effettuato da soli o in compagnia di altri atleti onde passare dalle prime passeggiate agli sforzi gra­ dualmente e senza intaccare il processo di progressiva maturità dlel’lndividuo; tut­ to questo sempre in funzione della futura attività dello atleta. Appunto perché, come det­ to all'inizio di queste nostre conversazioni tecniche, la regolamentazione prevede, ad iniziare da quest’anno, alcu­ ne novità di rilievo per la applicazione pratica delle norme che anticipano di un anno l’età dei ragazzi che possono dedicarsi allo sport ciclistico agonistico, abbiamo cercato di segnalare regole prudenziali che tracciano una preparazione lenta e graduale il cui spirito ci au­ guriamo sia compreso da tutti, dirigenti e atleti, per­ ché dettato al solo scopo di avvicinare i giovanissimi ai duri cimenti ciclistici senza comprometterne il naturale sviluppo fisico.

DIARIO PERSONALE Solamente quando si sarà giunti, infatti, alla «cono­ scenza » del corridore si po­ trà stabilire un piano di preparazione controllato tec­ nicamente e scientificamen­

te. Ecco perché ogni aspi­ rante corridore ciclista deve controllare tutte le reazioni che accusa, studiarsi, pren­ dere appunti di ogni cosa, esprimersi — magari a modo suo e senza preoccuparsi di trovare parole tecnicamente o scientificamente esatte — su ciò che sente e confidarsi sempre con il medico e con il tecnico. Il tutto facendo leva sulle proprie capacità intuitive di ragionamento e di osservazione.

LA VISITA MEDICA Balza evidente, quindi, la importanza che assume per 1 giovanissimi il considera­ re, nella valutazione della differenziazione, anche lo sviluppo fisico in relazione all’età. Sviluppo che, se per ragioni diverse, non ha rag­ giunto quella maturità ne­ cessaria per sopportare le fatiche cui è soggetto l’atle­ ta che pratica lo sport del ciclismo, deve essere con­ trollato e facilitato nel suo evolversi da eventuali indi­ cazioni terapeutiche. Natu­ ralmente, in detti casi, la attività agonistica va limi­ tata al solo scopo di mante­ nere viva nell’intimo dello atleta quella passione spor­ tiva che gli permetterà di superane con disinvoltura i momenti critici che si Incon­ trano per seguire una disci­ plina d’atleta serio e co­ scenzioso. L’inizio della attività vera e propria deve essere prece­ duto dall’accertamento del perfetto stato di salute dello atleta tramite una scrupo­ losa visita sanitaria e dalla raccolta dei valori fislcocardio-respiratori che. come punto di riferimento in par­ tenza, avranno i dati di con­ fronto nella evoluzione di detti valori rilevati nelle al­ tre visite mediche effettuate durante il periodo di allena­ mento. Si avranno cosi 1 va-

lori personali che ogni atleta deve raggiungere nel perio­ do di miglior rendimento; e saranno questi valori che permetteranno al tecnico di stabilire un programma di allenamento-gare adatto per conservare nell’atleta stesso i valori raggiunti e quindi la « forma ». In altre due conversazioni parleremo delia alimentazio­ ne in corsa e di come si realizza la bicicletta adatta al proprio fisico da biciclet­ ta è assolutamente perso­ nale e per la costruzione occorre seguire regole che prendono le mosse dalle mi­ sure antropometriche dello atleta). Per il momento, in merito all’alimentazione, di­ remo che nella fase di alle­ namento il corridore curerà il rifornimento in modo da abituare l’organismo a rice­ vere quegli alimenti che ri­ ceverà in gara e alle diverse temperature climatiche che variano a seconda delle sta­ gioni. In via di massima, per una gara in linea, conoscen­ do il percorso, si può predi­ sporre una personale linea di condotta da seguire per distribuire la propria ali­ mentazione atta alla gara cui si prende parte. Invece, in.

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— essendo questa del tutto differente nelle caratteristi­ che rispetto a una gara in linea — l’alimentazione do­ vrà essere concertata con alimenti di facile digestione, a base di zuccheri, ed effet­ tuata con frequenza e con dosi appropriate per essere sempre pronti in qualsiasi momento a sostenere lo sforzo nelle migliori condi­ zioni. Anche per l’alimentazione, però, vale la pregiudiziale delle condizioni fisiche del­ l’atleta. L'assimilazione più o meno veloce di quanto si ingerisce dipende sempre dallo stato generale di sa­ lute dell’atleta. Se uno sta male, gli fa male tutto; an­ che la migliore alimentazio­ ne, infatti, è di difficile as­ similazione in un organismo che non goda della piena salute fisica.

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movimento degli arti superiori nel crawl sul petto

la propulsione ideale dell’arto superiore

'arto superiore, durante la fase propulsiva, può eseguire la sua azione mantenendo la posizione co­ stante, distesa o flessa, od eseguire una flesso-disten­ sione. Nel precedente articolo abbiamo esaminato le ca­ ratteristiche dell’azione pro­ pulsiva in posizione costan­ te. in questo tratteremo del­ l'azione con flesso-disten­ sione. Dai disegni numero 1. 2 e 3 possiamo fare le seguenti constatazioni. 1) L’arto può eseguire di­ versi tipi di flesso-disten­ sioni percorrendo traietto­ rie dalla curva più o meno accentuata (fig. 1. traietto­ rie di FI, F2. F3 e F4>. 2) Maggiore è la flessio­ ne deH’arto più schiacciata risulta essere la traiettoria (flg. 1, traiettorie FI. F2. F3 e F4 che hanno una corrispondenza di flessione dell’arto nella flg. 2, posi­ zioni 1. 2. 3 e 4). 3) Le flessioni minori por­ tano a fare traiettorie con curve più pronunciate: (fi­ gura 1, traiettorie F4 più pronunciata di F3, F3 di F2, F2 di FI).

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4) Scomponendo la for­ za F, prodotta dal nuota­ tore per ottenere la propul­ sione, si hanno: nella pri­ ma parte della traiettoria due componenti G e P, G diretta verso il fondo, e P che ha funzioni propulsive: nella seconda parte S e P, S diretta verso la superficie e P che ha funzioni pro­ pulsive. 5) Le forze G ed S non sono utili all’avanzamento, anzi danneggiano 41 nuota­ tore perché provocano da forza . G una emersione del capo e del busto e la im­ mersione degli arti inferiori, la forza S l’immersione del capo e del busto e l’emer­ sione degli arti inferiori. Nel suo insieme l’azione di G ed S provoca l’avanza­ mento beccheggiente del nuotatore (Fig. 1).

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fig. 1

6) Le forze G ed S sono maggiori a danno della for­ za P nelle traiettorie che hanno una curva più pro­ nunciata e minori nelle traiettorie con curva molto schiacciata (Fig. 1, G4 mag­ giore di G3, G3 di G2. G2 di Gl. S4 di S3, S3 di S2. S2 di SI). 7) E’ possibile con un|a flesso-distensione far persuperlore correre all’arto una traiettoria parallela al­ la superficie nel senso lon­ gitudinale (fig. 1 traietto­ ria di FI, flg, 2 posizione 1). 8) Nella traiettoria retti­ linea non compaiono le for­ ze G ed S, cosi che la for­ za F si identifica sempre con la forza P, di conse­ guenza si ha la massima propulsività della forza F (flg. 1 traiettoria di FI). 9) Nelle traiettorie dove la flesso-distensione è limitata compare il braccio di leva « b » che sposta lateralmen­ te il punto di applicazione della forza F (fig. 1 traiet­ torie di F4 e F3; fig. 2 posi­ zioni 3 e 4; fig. 2-4, bracci di leva B3 e B4). 10) Lo spostamento late­ rale della forza F provoca sbandamenti successivi a destra e sinistra determi­ nando l’avanzamento serpeg­ giante del nuotatore e di

conseguenza l’aumento della superficie di resistenza e turbolenza. 11) La muscolatura viene adoperata in modo più eco­ nomico poiché la flessione fa lavorare l’arto più vicino al corpo e quindi con un braccio di leva inferiore (fig. 2 bracci di leva di, d2. d3 e d4). 12) Nelle flesso-distensioni più accentuate la muscola­ tura lavora in modo più economico, perché lavora con un braccio di leva mi­ nore (fig. 2 bracci di leva di, d2. d3 e d4). 13) Nella flesso-distensione contribuiscono al lavoro pro­ pulsivo 1 flessori e gli esten­ sori del braccio in propor­ zione alla flesso-distensione:

FRASER COME... NOI! Osservando una vecchia foto della supercampionessa Dawn Fraser abbiamo fatto una interessante scoperta. Osser. vate il braccio flesso: il suo sistema di propulsione proprio quello analizzato consigliato dal nostro col laboratore.

fig. 2


44 Dirigenti „ un nuovo sussidio per i campi 1966

V /

fig. 3

maggiore essa è, più grande è il contributo propulsivo dei flessori e degli estensori. 14) Paragonando le traiet­ torie delle flesso-distensioni, (le traiettorie di flg. 1 sono riportate in fig 3, traietto­ rie punteggiate) con la traiettoria percorsa dall’ar­ to costantemente teso (fig. 3 traiettoria A) e con le traiettorie ad arto costantemente flesso (fig. 3 traiet­ torie B e C) si nota che la forza P nella media com­ plessiva di ciascuna traiet­ toria è maggiore nelle flessodistensioni, ciò determina una loro maggiore propulsivita rispetto alle altre traiettorie: inoltre le forze G ed S sono inferiori nelle flesso-distensioni, con esse, quindi, si determina una minore azione beccheggiante: infine la maggiore pro­ pulsivi delle flesso-disten­ sioni le rende più econo­ miche. Si sommano quindi in questo tipo di propulsione notevoli fattori positivi, che diventano tanto più positivi quanto maggiore è la flessodistensione, cioè sino a quando l'arto riesce a per­ correre la traiettoria paral­ lela alla superficie, che sot­ to questo aspetto si identi­ fica con quella ideale. Appare logico concludere che la traiettoria di Fi è la migliore poiché in essa non compaiono le forze G ed S e il braccio di leva « b ». mentre il braccio di leva « d » è il più piccolo. Ma diversi altri fattori concorrono a far preferire a ciascun nuo­ tatore una traiettoria an­ ziché un’altra Fra questi ricordiamo la coordinazione, il migliore rendimento indi­ viduale della muscolatura, l’adattamento di ogni sin­ gola componente alle altre componenti ed in partico­ lare l'adattamento reciproco

bracciata-respirazione. Con­ correndo molti fattori nella ricerca individuale della traiettoria, spesso la traiet­ toria ideale o più economica può risultare meno redditi-

zia per determinati nuota­ tori. Da qui la necessità di ricercare per ciascun nuota­ tore la migliore applicazione individuale delle esigenze idrodinamiche.

fase unica per i campionati di nuoto

“ giovanissimi ” CSI 1966 nel nuoto csi I

or estate è la stagione propizia per poter intensificare I .l'attività natatoria. Numerosi Comitati hanno già effettuato alcune prove valide per la successiva ammissione alle fasi finali ed altri, ancora, ne hanno annunciato la programmazione. Significativo e quasi premonitore di quello che sarà 11 futuro indirizzo di questa C.T.N. è stato l'inserimento dei giovanissimi, classificabili « Esordienti », in queste leve o manifestazioni provinciali. I risultati o, per meglio dire, i tempi impiegati sulle varie distanze non sono tutti tecnicamente molto apprez­ zabili. ma ciò che veramente conta è la giovane età e l'en­ tusiasmo che conforta gli intendimenti di quanti, da tempo, intendevano istituire una apposita categoria: la categoria degli « Esordienti ». In questa stagione e durante le fasi delle finali dei campionati di nuoto, gareggeranno fra i ragazzi ove, per 1 minori di anni 13, vi saranno particolari riconoscimenti e premi. E già che siamo a parlare di campionati nazionali pos­ siamo fin d’ora comunicare che questi si svolgeranno in fase unica, verso il 20 del prossimo agosto. Ciò consentirà di far trascorrere ai nostri delfini (tre per ciascuna categoria, specialità: rana, dorso, ecc. di ogni comitato) una intera giornata di sport, durante la quale si susseguiranno le varie fasi eliminatorie e quindi l'ammis­ sione alla gara finale dei migliori tempi per ciascuna spe­ cialità e categoria. Abbiamo già vissuto quest’esperienza e ci auguriamo di poterla nuovamente apprezzare sotto tutti i suoi magnifici aspetti. Arrivederci, dunque, alle finali del 1966. ANGELO RAINERI

La Presidenza Naziona­ le sta alacremente prepa­ randosi a svolgere i due Campi Nazionali che an­ che quest’anno si svolge­ ranno ad Acerno (dal 20 al 30 luglio) e a Celana 'dal 2 al 12 agosto). I cor­ si di specializzazione que­ st'anno saranno i seguen­ ti: a) Direttori Sportivi di Atletica Leggera; b) Aspi­ ranti-Allenatori di pallacanestro; c) AspirantiAllenatori di pallavolo; d) Allievi-Allenatori di nuoto (corso limitato al campo del Nord pur aven­ do carattere nazionale). Per l’interessamento del Consiglio Direttivo Nazio­ nale e con la collabora­ zione della Commissione di Studio, anche quest’an­ no è stata studiata a lun­ go l’impostazione di que­ sti Campi nell’intento di renderli sempre più fun­ zionali. Ferme restando le esercitazioni tecniche e gli aggiornamenti di ca­ rattere organizzativo (que­ st’anno si é aggiunta una comunicazione di carat­ tere medico) è stato trac­ ciato un nuovo iter per le conversazioni teoriche del mattino. Primo giorno: una con­ versazione introduttiva sui significato del campo scuola e una esposizione motivata del suo pro­ gramma. Secondo giorno: lo sport in sé, nella società odier­ na e nel CSI. Terzo giorno: il valore educativo dello sport. Quarto giorno: il gruppo e la società sportiva. Quinto giorno: il diri­ gente del CSI e l’allenato­ re in particolare. Sesto giorno: note di psicologia e pedagogia del­ l'età evolutiva applicata allo sport. Settimo giorno: lo sport «nuovo» proposto dal CSI. Ottavo giorno: uomini « nuovi » per uno sport nuovo. Nono giorno: conclusioni. Il volume conterrà, ol­ tre allo svolgimento delle conversazioni, un' appen­ dice dedicata all’organiz­ zazione delle gare, alle formule d i svolgimento delle manifestazioni, al CSI, allo sport in Italia e varie. « Dirigenti » sarà a di­ sposizione dei richiedenti dalla metà di luglio al prezzo di L. 500 cadauno. Si può richiedere all’Ufflcio Stampa Nazionale del CSI. Via Conciliazione. 1. Roma, allegando l’impor­ to in francobolli.

13


! ACIREALE _ La « Ma­ rcilo » di Riposto, ha vinto la II Coppa Pippo Guarrera, Torneo di calcio a ca­ rattere ricreativo. Al campionato hanno pre­ so parte anche le squadre del Rigamonti, S. Luigi, Immacolata, S. Marco, che si sono piazzate nell’ordi­ ne All'Unione Sportiva Im­ macolata è stata assegnata la coppa Disciplina Nel corso del torneo gli atleti hanno dato vita al « Raduno Mariano », presso la chiesa di S. Giuseppe di Riposto, dove hanno celebra­ to la liturgia della parola. Della formazione del G S Marello guidato da Car­ melo Torrisi e da Don Vit­ torio Graziam, facevano parte: Previtera II, Rapisarda. La Rosa, Merlo, Leotta, Frazzitta G„ Pennisi Antonio j., Mignemi, Pennisi Antonio S.. Di Mauro, Lo Sciuto, Finistrella, Massimino.

calcio BARI — La buona volon­ tà dei dirigenti locali e la operosità degli atleti e sim­ patizzanti, ha dotato final­ mente il CEP — nuovo quar­ tiere residenziale di Bari — di un campo di calcio. Il campo è stato livellato e tracciato da cittadini vo­ lenterosi residenti al CEP. Essi si sono offerti sponta­ neamente per sistemare il terreno messo a disposizio­ ne dal Comune, mentre lo Assessore Vitale si è interes­ sato per recintarlo. Alla cerimonia inaugurale, semplice e festosa, organiz­ zata dal G.S. « S. Paolo » del Centro Sportivo Italiano, sono intervenuti l’Assessore alle Frazioni Comm. Vitale, il Delegato del Sindaco nel quartiere cui si deve la rea­ lizzazione dell’opera, il Pre­ sidente Provinciale del CSI dr. Tundo con i vice pre­ sidenti Incantalupo e Cracas, il Segretario Civita ed il direttore tecnico provin­ ciale Panella, oltre ad una gran folla di sportivi. Il Parroco Don Vessia, do­ po aver benedetto il campo, ha ringraziato gli intervenu-

ti ed in particolare il De­ legato del Sindaco nel quar­ tiere la cui operosità è sta­ ta determinante per dotare il CEP del campo, primo di una serie di impianti spor­ tivi che presto vedranno la luce. Il campo è stato inaugu­ rato da un incontro di cal­ cio tra la rappresentativa lo­ cale del CSI S. Paolo e quel­ la del CSI Redentore, incon­ tro che ha richiamato molto pubblico.

VICENZA — Anche per il 1966, come già per lo scorso anno, l’ALTAIR di Vicenza ha conquistato il titolo di Campione Provinciale CSI di calcio «Arcobaleno Sport», l’attività riservata dal CSI ai giovanissimi. Al secondo posto si è clas­ sificata la FULGOR di Thiene, che, come per Io scorso anno, è stata bat­ tuta nell’incontro di finale dall’Altair. Facevano parte delle squa­ dre, per l’Altalr: Pizzolato, Bando, Losanna, Cattaneo. Cattin, Adami, Moro, Stella, Sanson, Petterlini e Masanello; per la Fulgor: Tizian, Pilastro, Dal Bianco. Carollo. Dalle Carbonare, Peschiutta, Lucchin, Fornale, Nicoletto, Savio e Pozzer.

SIENA — La formazione del G.S. Giovannetti che ha vinto il Campionato Regionale CSI 1966 di calcio per la categoria Junìores. In piedi, da sinistra: Passalacqua, TolnPli, a£l • "lleolini, Bralia C., Anseimi, Marelli; accosciati: israiia R„ Alvaro, Rosignoli, Gianni, la mascotte, Orildo,

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TRENTO — La squadra giovanissimi dell’istituto di S Ilario di Rovereto, ha vinto il Campionato zonale di calcio. Nella foto: Nervo, Salizzoni D., Corradini, Ferrari, Piffer. Salizzoni S., Malossin e le riserve Guella e Merli, accom­ pagnati dal Consulente P. Pedrotti, dal Pres te Prof. Toniazzoni, dal V. Presidente Valentini e daH'Allenatore Caresani.

*

atletica leggera

CATANIA — Organizzata dal Centro Sportivo Italia­ no ed indetta dal Circolo ri­ creativo « Villaggio S. Aga­ ta ». si è disputata il 9 giu­ gno a Catania, la « 1. Coppa F. Fontanarosa » per ono­ rare il fondista immatura­ mente scomparso. La gara, riservata ad atleti tesserati FIDAL e OSI, del­ la lunghezza di m. 5000 è stata vinta da Amante della Libertas, innanzi a Riolo, Guglielmino, Montalbano, Gargano, Russo ed al­ tri: mentre la gara riser­ vata agli esordienti, non tesserati, su un percorso di m. 2000, è andata a Lillo Leone, seguito nell’ordine da Franceschini, Falcone, Leo­ ne, Di Mauro, Papale, Ven­ demmia ed altri. Alla manifestazione hanno assistite- varie migliaia di persone. I premi in palio erano stati offerti dal Com. ProvJe del CSI, dal presi­ dente del Tennis Club Cata­ nia dott. Paolillo, dal Sin­ daco di Catania, dal CONI,

da « La Sicilia ».

VICENZA — Da molti an­ ni il Comitato vicentino cu­ ra con particolare dedizione la attività di « Arcobaleno Sport », riservata ai giovanis. simi. Dopo il calcio, si è conclu­ sa recentemente l’Atletica Leggera che ha visto un gran numero di giovanissimi al­ ternarsi sulle piste e sulle pedane per dar vita a que­ sta manifestazione a loro ri­ servata e alla quale il CSI dedica le maggiori premure. Nel metri 80 ad ostacoli, si è classificato al primo po­ sto il giovane Mario Zotta in 9”9, su 12 concorrenti; negli 80 piani, eccellente tempo di 10” di Mateazzi, primo su 36 partecipanti; nel salto in lungo, 5 metri e 90 del vincitore Dal Toso su 17 concorrenti; nei me­ tri 1.000, su 28 partecipanti primo Sartori in 2’49”2; me­ tri 2,10 Terreti primo nel salto con l’asta; metri 33,40 Zamperla primo nel disco; vittorie di Fazio nel peso e Scuccato nel giavellotto rispettivamente con 11,44 e 32,25 su 18 atleti in gara; infine, nell’alto ha primeg­ giato Bruna con 1.51 su 9

concorrenti,


trofeo primavera SESSA AUIWNCA . E' tradizionale ormai del Co­ mitato Zonale C.S.I. di Ses­ sa, organizzare, al termine delle attività nazionali, il Trofeo Primavera. Un'attivi­ tà ricreativa che, con vasta risonanza richiama nella no­ stra città, oltre naturalmen­ te gli atleti locali, giovani di tanti altri Comitati e Gruppi Sportivi CSI. Data la meticolosità del­ l'organizzazione e la bontà della manifestazione stessa essa ha sempre richiamato sui luoghi di gara uno spor­ tivissimo pubblico che, en­ tusiasta, ha applaudito non solo le squadre di calcio e pallavolo ma soprattutto gli atleti partecipanti alla ga­ ra idi in ezzo fondo il cui percorso si snoda per le vie cittadine. La quarta edizione dei Trofeo Primavera, quella cioè di quest’anno, assume però un carattere particola­ re;’ intestando ogni sport praticato ad ognuno degli sportivi morti tragicamente per lo sport gessano essa (.4

assume un carattere com­ memorativo Le coppe della Mezzofon­ do, del Calcio e della Pal­ lavolo sono intitolate ri­ spettivamente ad Antonio De Santis, Giuseppe Lau­ dato, Gori Lombardi.

tennis tavolo MILANO — Nella palestra delle scuole elementari di Corsico e con il contorno di un numeroso pubblico, ha avuto luogo sabato 28 e domenica 29 maggio il « 1“ Trofeo Nazionale Città di Corsico ». La rappresentativa del CSI Milano si è affermata nella Classifica per Società e nel Singolo Maschile di 3. categ. (Pelizzola); Singolo Maschile Giovanile (Ceroni); Singolo Maschile Assoluto (Zanelotti) e Doppio Maschile Asso­ luto (Zanelotti-Attanà). Ancora una volta quindi gli atleti milanesi si sono affermati in una importante gara nazionale, conferman­ dosi all’altezza dei titolo di Campione d’Italia a squadre che detengono da due anni.

ESTATE SPORT

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operazione “giovanissimi „ dell9associazione Oriens Napoli La Società CSI « Oriens Napoli », ha iniziato anche quest'anno la « operazione giovanissimi », all’insegna de « Lo sport ai ^giovani, igiovani, i giovani allo sport ».

A tale scopo, l’Oriens Na­ poli organizza dei corsi e delle leve giovanili negli im­ pianti del moderno Centro Polisportivo Collana al Ve­ rnerò. Gli sport ai quali i giovani vengono preparati sono: Atletica Leggera — se­ zione primavera per ragazze nate negli anni 52, 53, 54

per ragazzi nati negli anni 51, 52, 53; Pallacanestro leve giovanili e... è arrivato il Minibasket, preparazione fisico-atletica e pallacanestro per bambini e bambine da 6 anni in poi; Pallavolo leva giovanile maschile e femminile e selezione per i campionati federali; Patti, naggio Artistico - corsi ma­ schili e femminili; Scherma maschile e femminile; Gin­ nastica - propedeutica e cor­ rettiva per paramorfismi, ecc., e corsi per giovanis­ simi.

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Alcuni giovanissimi allievi del Centro Mini-Basket organiz­ zato dall’Oricns Napoli.

da venti anni a fianco del CSI il g/s. “Croce Azzurra 99 eli Cosenza Il G.S. Croce Azzurra di Cosenza, fondato nel 1946, ini­ ziava le prime mosse dell'attività agonistica insieme al Centro Sportivo Italiano e aderiva subito all'iniziativa di questo ultimo, apprezzandone gli scopi per cui era sorto nell'imme­ diato dopoguerra: « L'educazione e la formazione fisico­ sportiva e morale della gioventù ». Sulle orme della gloriosa « Fortitudo 1912 » i dirigenti del G.S Croce Azzurra tentarono di risvegliare quel patrimo­ nio sportivo del quale Cosenza andò orgogliosa per moltis­ simi anni e che loro stessi sentivano di esserne gli eredi più qualificati. Si cominciò con l'atletica leggera a dare il via all'organizzazione delle prime gare con la collaborazione della F.I.D.A.L. e del C.O.N.I. In seno al CSI, oltre all'atle­ tica leggera, che costituiva l'attività basilare della Società, iniziativa un vivaio giovanile di Pallacanestro. Era l'inizio di una lunga serie ininterrotta di Campionati, che doveva rap­ presentare per il C.S.I. la rinascita e l'impulso maggiore per la Pallacanestro cosentina. La squadra Allievi del Croce Azzurra, vincendo le selezioni Provinciali, Regionali a Reg­ gio C. e Interregionali, si portava in finale nel 1953 a Modena, dove il C.S.I. faceva disputare il concentramento delle migliori squadre della penisola. Nel 1954. ai Campionati Nazionali C.S.I. di Reggio Emi­ lia, il Croce Azzurra di Cosenza era ancora finalista con gli Allievi della Pallacanestro. Nel 1955, mentre rifioriva in seno alla Società il vivaio di Pugilato, i giovani del Basket partecipavano per la terza volta a Trieste alle finali Na­ zionali del C.S.I. L'anno successivo, con due squadre, si inseriva nell'attività cestistica del C.S.I. e con una di esse ritornava ancora in finale a Pesaro. Per quattro anni con­ secutivi il Croce Azzurra dava al Comitato Provinciale del C.S.I. di Cosenza la possibilità di figurare con la Pallaca­ nestro in Campo Nazionale. Nel 1956 si costituiva in seno alla Società una Sezione di Nuoto presso la Marina di Cetraro: da quel vivaio di nuo­ tatori fioriva l'attività natatoria del C.S.I. di Cosenza e dopo la partecipazione alle gare Provinciali e Regionali una squa­ dra di sei ragazzi si classificava per la Semifinale Nazionale del C.S.I. a Napoli, dove presso la piscina di Fuorigrotta si batterono con i migliori elementi del Sud (la staffetta del C.S.I. di Cosenza si piazzò al 3° posto ed il bravo Maritato Natan si classificò al 2' posto nei m. 200 s.l. e fu ammesso alla finale Nazionale CSI di Salsomaggiore). Forse nella storia del nuoto cosentino non vi sono precedenti del genere. Nel 1957 il comitato CSI organizzava la « Coppa di Pa­ squa » e il Croce Azzurra, sempre presente nella Pallaca­ nestro, vinceva senza difficoltà, poiché ormai in questo sport, per altri dieci anni in continua ascesa, rappresentava per sei anni consecutivi la migliore squadra, militante nella Serie B Nazionale, per la provincia di Cosenza. D'altra parte ('Atletica Leggera non aveva soste e con ritmo sempre crescente creava a fianco del CSI il miglior vivaio cosentino di Allievi e cosi il Croce Azzurra ogni anno aveva ottimi risultati nelle corse campestri e nelle specia­ lità su pista. L'anno scorso il ventennale si chiudeva, infatti, con una brillante affermazione nella Pallacanestro del C.S.I. vin­ cendo la « Coppa Concilio Ec. Vaticano II » e, nell'Atletica Leggera il Croce Azzurra si classificava al I» posto fra tutte le Società cosentine, aggiudicandosi il III Trofeo « Città di Cosenza ». Quest'anno ha già iniziato la sua attività con la parte­ cipazione ai Campionati Prov.li di Tennis da Tavolo e, malgrado alla prima esperienza in questa specialità, ha dato a Cosenza i migliori Allievi, che vinsero anche il Campio­ nato Calabrese della categoria a Vibo Valentia e fu l'unica Società cosentina del C.S.I. presente alle Interregionali di­ sputatisi nella nostra città il 13 marzo scorso. Ancora, dopo venti anni, a fianco a fianco con la stessa passione e la stessa fede si ritrovano i dirigenti del CSI e del Croce Azzurra a celebrare degnamente il Ventennio sportivo, senza mai cedere a recriminazioni di sorta o vano campanilismo, consapevoli sempre che « lo sport — come ebbe ad accennare S.S. Paolo VI — unisce l'impiego delle forze fisiche all'impiego delle forze morali, che possono fare di esso una magnifica disciplina personale, un severo allenamento ai contatti sociali, fondati sul rispetto della parola e della persona altrui, un principio di coesione sociale... ». MARIO CAVALCANTI

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rebbe stata destinata cir­ ca la metà della somma. Notiziola scorbutica da commentare. Da una par­ te vien voglia di esclama­ re: meno male che almeno cento milioni allo sport dilettantistico si sono ri­ cordati di dare! Dall'altra, pero, come si fa a non ri­ levare la stridente spro­ porzione tra le due somme e la loro destinazione? Ma forse la soluzione più auspicabile è un'altra. Venga presto il giorno in cui. in tutti gli ambienti e a tutti i livelli, lo sport professionistico sara ag­ gregato alla voce che gli spetta di diritto: lo spet­ tacolo. Allora soltanto scompariranno tanti equi­ voci

una erta

il linguaggio del ministro

>•-

I.

«Sprint» il telesettimale sportivo, nel suo ultimo numero ha affrontato un argomento molto impor­ tante: l’educazione fisica e sportiva nella scuola. C’è sembrato un bel ser­ vizio Molto riuscito so­ prattutto nella prima par­ te, quando ha tracciato con brevi ma efficaci flash la lacrimevole situazione di questa disciplina nelle nostre scuole. Speriamo siano state poche le per­ sone fattesi lusingare dal- l’insulso film con Alan Ladd (e pensare che solo pochi anni addietro i suoi film riempivano le sale!). Non ci è piaciuta molto la seconda parte con i reportages dalla Francia e dall’Inghilterra. Un po' troppo superficiali. Non è soltanto una questione di impianti, di uomini e di tempo, l’educazione fisica e sportiva nella scuola: non ce ne saranno mai a suffi­ cienza. neppure tra cin­ quantanni. E’ soprattutto questione di mentalità, e su questo punto )a Francia e ancor più l’Inghilterra ci distanziano di molte le­ ghe. Dell’ultima parte da sot­ tolineare la precisione del linguaggio nell’esposizione de) Ministro Gui. Avrete notato: non ha mai par­ lato di « sport » nella scuola, ma di « educazione fisica e sportiva scolasti­ ca ». A parer nostro e già . decisamente un buon se­ gno. 'P, ■■

pizzicate di recupero Siamo arretrati di qual­ che numero con questa ru­ brica. Tuttavia non vo­ gliamo lasciar correre un paio di noticine.

* * * Tempo fa Tuttosport rii Torino rendeva noto che il Consiglio Regionale sar­ do aveva discusso ed ap­ provato la legge che pre­ vede uno stanziamento di duecento milioni per le at­ tività sportive isolane; al­ la squadra del Cagliari sa-

Questa e del Giro d'Ita­ lia (XVIII tappa), e sfug­ gita per miracolo all’inquisitore - teleprocessiere Za voli. Riportiamo testual­ mente dal bollettino sani­ tario del Dr. Frattini: «Manza, il forte sprinterstradista dei dilettanti az­ zurri. ha risentito delle cadute precedenti con la aggiunta di una tossicosi da sforzo. Autorizzato a ri­ tirarsi dal direttore spor­ tivo si è rifiutato orgoglio­ samente con un « no » rabbioso, invitato a riti­ rarsi, poi consigliato da noi, ha confermato il «no» deciso. Pregato ancora ha detto « no» con calma co­ sciente ». Al termine della tappa sarà poi costretto ad abbandonare, ma ciò nulla toglie al valore del suo gesto e del suo im­ pegno.

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Peccato! Poteva essere un gran Tour con i campioni schie. rati in questa foto. Da sinistra a destra sono Gimondi, Darrigade. Adorni. Anquetil e Motta (ripresi nella recente esi­ bizione al Parco dei Principi di Parigi). Il forfait dei colossi italiani ha tolto parte dell’interesse alla maggiore corsa ci­ clistica a tappe. Gimondi, Adorni e Motta sono stati aspra­ mente criticati da qualche parte. Comprensibile il disap­ punto. ma perché non lasciare a loro la decisione? La pru­ denza è virtù principe nello sport, e prudenza significa so­ prattutto prendere la decisione giusta al momento opportuno.

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