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Stadium n. 21/1967

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few CENTRO SPORTIVO ITALIANO

I PROBLEMI DELLO SPORT ★ ANNO LXII _ N. 21 - 30 NOVEMBRE 1967

a troppi piace du I fattacci di Livorno-Monza di domenica 19 hanno reso esplosiva e drammatidrammati­ ca una situazione che si tra­ scinava dall'inizio della sta­ gione calcistica e che si rin­ nova puntualmente ogni an­ no. Gridare allo scandalo o arrampicarsi sui vetri di giustificazioni impossibili è facile, comodo e inutile. E’ vero che certi fenomeni so­ no vecchi quanto il mondo. Ma una seria e graduale ma­ turazione della coscienza mo­ rale, civile e sportiva può eliminarli. Finché lo spetta. colo sportivo resterà al ver­ tice degli interessi individua­ li e collettivi, come pallia­ tivo e sfogo di aspirazioni non coltivate o frustrate, le cose non cambieranno.

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STADIUM N. 21 - 30 NOVEMBRE 1967

francamente Il Convegno di Assisi ha concluso un altro ciclo del nostro lavoro triennale, che ritma le fasi della vita del C.S.I. da un congresso all’altro. Soltanto cinque mesi ci separano dal IX Conresso Naziona­ le del prossimo 25 aprile. Cinque mesi per tirare le somme di un sostanzioso lavoro portato avanti su diversi settori, ma tutti unitariamente conver­ genti su un'idea di fondo che ha caratterizzato il nostro esame di coscienza nel ventesimo anniver­ sario dell'organizzazione e quindi il Congresso del ventennio verifica della fisionomia del Centro Sportivo Italiano e del suo modo di essere alla lu­ ce dell'esperienza di vent'anni, delle indicazioni conciliari e delle nuove esigenze del mondo spor­ tivo e giovanile. L’ottavo Congresso ci aveva tutti impegnato ad approfondire e sviluppare questi tempi e tutti gli altri che esso emplicava sul piano ideologico, orgnizzativo ed operativo. E' quanto appunto abbia­ mo fatto studiando comunitariamente e con l'aiuto di esperti le tappe di maturazione del C.S.I. nei suoi venti anni di vita, le nuove responsabilità ad­ ditateci dal Concilio in quanto membri del Popolo di Dio e in particolare in quanto laici, i problemi posti in essere dalle nuove istanze del mondo spor­ tivo italiano nel quadro di una mutata coscienza sportiva e della realtà giovanile, e quindi di un nuovo modo d’essere nello sport a servizio dei giovani con particolare riferimento alla loro espe­ rienza nelle Società sportive. A questo punto, in vista del prossimo appunta­ mento congressuale, mi sembra possibile, oltreché logico e opportuno, fare alcune considerazioni. Me ne offrono lo spunto particolare due lettere giun­ te in questi giorni in Presidenza. La prima è di un Presidente di Comitato Provincile che lamenta il disinteresse dell’Autorità Ecclesiastica per il suo comitato, la seconda di un Presidente diocesano della G.I.A.C. che, sia intendendo il C.S.I. una istitu­ zione temporale cristiana le cui finalità sono diffe­ renti dalle finalità « religiose » dell’Azione Catto­ lica, sia giudicando conclusa l'opera « surrogato­ ria » fatta dal C.S.I. in questi anni, non intende assolvere la norma statutaria relativa alla nomina di metà dei consiglieri.

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Dicevamo di poter fare alcune considerazioni in merito. Cerchiamo di farle assieme, francamente.

E’ noto a tutti come il C.S.I. non sia rimasto sorto alle indicazioni conciliari, e che abbia cer­ cato di chiarirsi le motivazioni che giustificano la sua presenza nel mondo sportivo. E' altresì noto che il nostro lavoro svolto in comune in questi tre anni (Consiglio direttivo, Consulte, Commissioni di studio e Convegni) ci ha portato a concludere che la presenza organizzata di cristiani che ope­ rano nel mondo sportivo sia non solo giustificata ma opportuna e necessaria, sotto certi aspetti, per tre motivi-, anzitutto perché il C.S.I., in quanto istituzione temporale cristiana è lo strumento at­ traverso cui un gruppo di cristiani si dà la possi­ bilità di lavorare nel mondo sportivo per animarlo cristianamente non soltanto singolarmente, da cristiani, ma comunitariamente, in quanto cristia­ ni; in secondo luogo perché questa animazione cristiana, essendo specificamente rivolta ai giova­ ni esige per il suo fine educativo una forte esem­ plarità perché si giustifichi, al di là di ogni di­ squisizione istituzionale, una certa sua presenza storica; infine, perché il C.S.I., che è oggi il mag­ gior Ente di Propaganda sportiva, svolge un ruolo sempre più impegnativo sul piano sociale in quan­ to offre ai giovani desiderosi di associarsi libera­ mente la possibilità di farlo e in quanto mette a disposizione della realtà sportiva italiana, notoria­ mente sottosviluppata, una struttura solida e ca­ pillare per l'auspicato progresso della pratica spor­ tiva (in Italia soltanto 12 ragazzi su 100 e il 3 per cento della popolazione praticano sport).

Il C.S.I. quindi vuol essere una libera associa­ zione giovanile promossa da un gruppo di cristiani che, coscienti dell’impegno missionario che l'esse­ re cristiani comporta, vogliono, attraverso l'atti­ vità sportiva organizzata, svolgere opera di educa­ zione umana e cristiana nel settore sportivo. Non è che il C.S.I. sia stato o abbia fatto altro in questi venti anni, ma direi che il Concilio ci ha fatto prendere coscienza di ciò che facevamo. Il C.S.I. nel suo primo ventennio, infatti, ha ser­ vito i giovani ed ha servito lo sport, si è battuto


perché -questo valore (lo sport) fosse portato a tutti i giovani, perché fosse salvato dalle specula­ zioni, perché fosse fatto su misura dell'uomo e non contro l'uomo. Questo lavoro è stato ampiamente e ripetutamente riconosciuto dal CONI e dalle Fe­ derazioni che non considerano il C.S.I. come un controaltare di marca cattolica, ma un leale e prezioso collaboratore. Aggiungo che tutto ciò è avvenuto non tanto per una investitura dall'alto, che storicamente c'è stata (il C.S.I. è rinato nel 1944 su iniziativa della Gio­ ventù Italiana di Azione Cattolica e tuttora la GIAC nomina metà dei Consiglieri provinciali e nazionali), quanto per una cosciente e libera scel­ ta fatta da dirigenti che in quanto cristiani hanno avvertito di dover sentire e tradurre anche così, in quel momento, la loro responsabilità di cristia­ ni sensibili alle esigenze del loro tempo. Il Concilio ci è venuto ulteriormente in soccorso chiamandoci alla nostra responsabilità di laici, facenti parte del Popolo di Dio, che si sentono Chiesa e che, non in virtù di una etichetta o di un mandato gerarchico esplicito ma in forza della loro vocazione di cristiani, sentono la loro missione e la vivono nella realtà temporale.

Stando così le cose, possiamo anche rispondere ai problemi sollevati dalle due lettere. Comprendo la lettera accorata del Presidente provinciale che si sente solo, anche se il C.S.I. nel­ la sua provincia è una mern'’igliosa realtà che te­ stimonia che cosa i laici sappiano realizzare quan­ do hanno la risolutezza di uscire da un comodo protezionismo o paternalismo ecclesiastico. Prefe­ risco di certo questa situazione a quella dove il prete fa tutto lui e i laici, in quel caso « clero di riserva », si accontentano di essere presi a rimor­ chio. Comprendo quell'appello perché lamenta la assenza di un sacerdote che affianchi l’opera edu­ cativa con una presenza discreta ma insostituibile. Non comprendo invece la seconda lettera, quella del Presidente GIAC. Non solo e non tanto perché si rifiuta di assolvere una norma che lo impegna sul piano nazionale, ma perché in un modo piutto­ sto affrettato vuol risolvere il problema del C.S.I. sul piano storico.

Sono comunque due proposizioni opposte, e noi le riteniamo sfuocate con le conclusioni cui alla luce del Concilio siamo pervenuti. Sbaglia chi vuo­ le il C.S.I. troppo strettamente tutelato dall'alto e quasi un’Azione Cattolica di nuovo tipo, sbaglia chi considera finito il suo ruolo storico. Riteniamo che la terza via sia quella esatta: mettere le premesse perché con gradualità questa realtà organizzata giunga alla maturità del « dover essere » che abbiamo indicato: di un gruppo di cristiani, cioè, che in quanto tali sentono di fare le cose che fanno in virtù del loro battesimo. Noi non obblighiamo nessuno a credere nella validità storica del C.S.I. e a ritenere che osso sia uno stru­ mento ancora valido per un cct:tipo di azione organizzata dei cristiani, ma così pure nessuno è autorizzato ad opporsi alC unvinzione e alla libe­ ra volontà di quanti in tùie validità credono e coe­ rentemente vi si impegnano. Esisteranno sempre diverse opinioni sulla validità storica di una istitu­ zione cristiana quale è e vuole essere il C.S.I. Né il Vangelo, né la Chiesa, né la storia ci danno indi­ cazioni assolute al riguardo. Sarà sempre una real­ tà opinabile e un modo d'essere perfettibile. Ma non per questo non si devono riconoscere o anche sostenere quei cristiani che scelgono questa strada per offrire un certo tipo di testimonianza cristiana.

Ritengo che le due lettere ci abbiano offerto lo spunto per chiarirci insieme alcune idee che vanno affrontate alla vigilia di un appuntamento impor­ tante quale il nostro prossimo Congresso naziona­ le. Spero almeno di averle chiarite. Invito comun­ que tutti i nostri dirigenti a rifletterci, a discuterle e a scriverci anche, altrettanto francamente, il loro pensiero al riguardo. Stadium sarà ben lieto di ospitare le opinioni di tutti su un argomento di tanta importanza. E così, con uno scambio franco e aperto, potremo concludere insieme quel lavoro triennale che abbiamo svolto comunitariamente, per poter poi affrontare con rinnovata chiarezza di idee e di propositi, il lavoro che tutti insieme ci attende nel futuro. ALDO NOTAR IO


me consuntivo gione diffìcile

T nostri lettori ricorderanLL no l'inchiesta da noi con­ dotta all'inizio della stagione ciclistica (numeri 4 e 6 di Stadium 1967) e i risultati allora emersi. Concludemmo, in sostanza, affermando che il ciclismo moderno, per vari e complessi motivi, di costu­ me, organizzativi ed econo­ mici, si andava sempre più delineando come uno sport di élite e per di più finaliz­ zato, strumentalizzato anche, a precisi scopi professionali, finanziari e spettacolari. Ci domandammo, in quella sede, se qualcosa si poteva fare per evolvere diversamente la situazione, nel senso di por­ tare il ciclismo verso la mas-, ma, magari e soprattutto in forme turistico-ricreativo-agonistiche. Rispondevamo in modo alquanto scettico. A conclusione dell’annata ciclistica ci sembra interes­ sante volgere indietro uno sguardo panoramico per ve­ dere se le nostre conclusioni si sono rivelate esatte, o meglio per -individuare se nuovi elementi sono venuti a modificare la situazione da noi descritta. L'intervento di Nino Lom­ bardi che pubblichiamo qui di seguito Illustra alcuni fatti nuovi e senza dubbio posi­ tivi. Noi, per gli aspetti che ci riguardano più da vicino, come quelli propagandistici e morali, vorremmo aggiun­ gere alcune considerazioni. L'annata ciclistica del C.S.I. è stata quanto mai favore­ vole: aumento di atleti, di attività in ogni settore, ric­ chissima e qualificata parte-

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cipazione ai tre campionati nazionali: esordienti, allievi e dilettanti. AU'inci' stesso andamento fa hanno avuto le sta istinrr>. che degli altri pagar>,d Qli ri clOv ro dìtcu.1 Ma bastano qui arti e quelli descritti da Lombardi per poter affermare che la situazione ciclistica italiana si prospetta oggi diversamen­ te rispetto a otto mesi orsono? Noi crediamo tuttora di no. Ci sono indizi e fatti che in­ dicano un crescente interes­ se verso il ciclismo, come spettacolo e come pratica sportiva. Ma non sono tali, a nostro parere, da giustifi­ care un mutamento delle pro­ porzioni del fenomeno, per­ ché tutti i fatti, compresi quelli nuovi, ci sembra che possano realisticamente es­ sere inquadrati in quella vi­ sione definita più sopra. Il ciclismo agonistico resta an­ cora un fatto sostanzialmen­ te circoscritto e indirizzato a ben precise finalità utilitari­ stiche. Il ciclismo come sport puro, come ricreazione sia pure agonistica, rappresenta ancora una minima parte del fenomeno e praticamente una eccezione al fenomeno nel suo complesso. Diremo di più. Abbiamo po­ tuto notare in seno al CSI dei chiari e significativi segni di rinnovamento, di un Indi­ rizzo nuovo come noi l’ab-


empo di bilanci. Anche il ciI clismo non si sottrae alla re­ gola e quindi cerca di classificare l’anno che si è appena concluso. Come si inquadra dal punto di vi­ sta tecnico, morale, organizzativo la stagione 1967? Vediamo insie­ me di rispondere alla domanda. Nell’anno appena concluso si possono dire impostati ed avviati a soddisfacente soluzione due problemi di capitale importanza: la regolamentazione dell’antido­ ping e la prima pratica attuazione dell’istruzione tecnica di base. Due capisaldi per la vita imme­ diata e futura del ciclismo ita­ liano. L’apporto della medicina nello sport e la sempre maggiore dif­ fusione delle sostanze energetico­ medicamentose hanno accelerato i tempi per la definizione dei ter­ mini nei quali caratterizzare il doping. A Ginevra l’Unione Cicli­ stica Intemazionale ha classifi­ cato le sostanze proibite e dal prossimo anno in tutto il mondo ciclistico funzionerà una « unica » legge antidoping. Legge antidoping sportiva che, badate bene, è meno severa d di: quella -----: che esiste come legge di stato sia in Francia che in Belgio e in Inghilterra. L'istruzione tecnica di base è stata realizzata dalla FCI con un disposto consiliare del '65 ed en­ tra in pratica attuazione per la prima volta nel '68. Fino al '66 chiunque poteva essere direttore sportivo di una società; bastava per tale qualifica l’investitura e la fiducia della società stessa o dei corridori. Quasi un assurdo, per­ ché l’atleta era nelle mani di uno che tecnico poteva essere ma al al quale nessuno aveva domanda­ to quanto fosse approfondita que­ sta sua cognizione tecnica con pur elementari nozioni di base. Senza nulla togliere alla beneme­ rita categoria dei direttori spor­ tivi (dirigenti tecnici che sono prima di tutto appassionati che al ciclismo danno molto) c’è da sot­ tolineare che una unificazione dell’indirizzo tecnico era indi­ spensabile in una branca come il ciclismo che investe l'intero ter­ ritorio nazionale con punte di dif­ fusione notevoli in alcune regioni. L’esigenza di una preparazione tecnica specifica di base ha pro­ piziato la riorganizzazione dell’in­ tero settore. La FCI ha curato la' redazione di un volume (« Il Ci­ clismo ») che è un po’ il testo sco­ lastico per chi voglia occuparsi della guida tecnica e morale di un corridore ciclista. Vi sono trat­ tati: medicina sportiva, tecnica ci­ clistica, regolamenti, la bicicletta (le sue parti e la sua storia), mas­ soterapia, educazione fisica. Dal ’68 si diventa direttore sportivi dopo un esame nel quale si conseguisce una abilitazione; la sta­ gione appena conclusa ha costir

biamo auspicato. Possiamo citare il caso de[l,a Sardegna, precisamente di Tempio Pausania e Sassari, che hanno svolto quest'anno una magni­ fica attività ciclistica e a livello veramente dilettanti­ stico, tante che non appare poi al vertice delle gradua­ torie nazionali del CSI. Ma nonostante tutto e nonostan­ te che il fatto — non il solo — si sia verificato all'inter­ no di un ente di propaganda come il nostro, non ci sen­ tiamo di trarne conclusioni • più ampie di quelle che ab­ biamo già formulato. Semmai, queste « isole », questi nu­ clei di un ciclismo tenden­ zialmente nuovo, confermano la generalità di una situazio­ ne diversa, così come le ec­ cezioni confermano la norma. Prima di concludere, una parola vorremmo dedicarla anche al fenomeno che più vistosamente chiama in cau­ sa il giudizio morale sul ci­ clismo moderno: il doping. Fatti nuovi sono emersi: ol­ tre a quelli citati da Lom­ bardi possiamo ricordare il recente convegno di Rimini. Ma né la classificazione del­ le sostanze doping, né I più rigidi e lodevolissimi control­ li, né I risultati del convegno rimlnese ci sembra siano val­ si a togliere al ciclismo il grave marchio che s'è tirato addosso o a far sperare che le cose saranno in futuro di­ verse alla radice. Soprattutto per il fatto che non è stata raggiunta alcuna chiarezza e precisa convinzione a livello

delle idee, dei propositi e delle soluzioni organizzative. Ciò non diminuisce, tuttavia, il valore soprattutto morale dei lodevoli tentativi che so­ no stati compiuti. A questo punto ci si potrà accusare di pessimismo o di partito preso. Non ce ne sa­ rebbe motivo: anche perché siamo direttamente interes­ sati e coinvolti nella situa­ zione. Invece non vogliamo rifugiarci dietro belle parole e alibi troppo facili. Non è detto che in futuro la situa­ zione ciclistica non possa mutare, ma ciò avverrà anche e a condizione di una chia­ rezza di analisi e di esposi­ zione che saremo riusciti a fare in questo momento. Sen­ za illuderci e senza illudere. Il ciclismo d'oggi è questo, perché questa è la strumen­ tazione che oggi abbiamo fat­ to della bicicletta: al di fuo­ ri e al di sopra di un mezzo di locomozione è oggi uno strumento di alto agonismo, di spettacolo, di commercio, di pubblicità, di professioni­ smo sportivo. Non c'è da scandalizzarsi. Anche così il ciclismo conserva i suoi va­ lori: occorre solo evitare che le tentazioni, i pericoli, non opprimano irrimediabilmente lo sport che anche nel pro­ fessionismo può continuare a produrre valori umani e sociali. Ma bisogna essere chiari, realisti, e se occorre impie­ tosi. Nascondere il male non serve a curarlo e tantomeno a eliminarlo. D. O.

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Menila \niiiiinnia l lira. Sei. Tur Campionato Nazioni iu Strada ■ Cat.

GIURI Tre flash sulla stagione ’67: la conclusione del campionato CSI Esordienti vinto da Conti di Foligno; la partenza di una tappa del Giro L’Italia; il record dell’ora « anti-doping » di Bracke. Tre aspetti di un fenomeno che stenta a trovare la giusta strada nello sport moderno.

tuito l'anno di esperimento, di transizione. Come si vede è stata una sta­ gione molto importante quella del 1967. Il ciclismo ne esce con un nuovo assetto per quanto con­ cerne la lotta al doping, vero can­ cro dello sport. Il ciclismo pro­ fessionistico, che ha al suo atti­ vo la progressiva affermazione internazionale di Felice Gimondi, ha del pari conseguito molti ri­ sultati positivi nel '67; ma in que­ sta sede — come bilancio — ci interessa guardare al ciclismo co­ me movimento sportivo-organizzativo-propagandistico. Vediamo dunque quali altri aspetti sono emersi dalle espe­ rienze del '67. L’istituzione dei centri CONI che vogliono antici­ pare il reclutamento di quanti sono interessati alla pratica cicli­ stica si sono rivelati quanto mai proficui; se ne deve anzi solleci­ tare l’istituzione in quelle sedi in cui sono stati programmati (Bo­ logna, Genova, Torino, Ferrara, Padova). I centri in funzione a Roma, Noto, Napoli e Firenze si sono rivelati validi strumenti per frenare la « concorrenza » che gli altri sport fanno al ciclismo con il reclutamento tra i giovanissimi. Oltre che tecnicamente, i giova­ ni che escono dai centri CONI sono preparati sul piano genera­ le, morale, disciplinare. A parte il latto che i centri CONI hanno sfornato atleti che poi si sono af­ fermati in molte corse, si è notalo che tra gli esordienti non ci sono più quelle cadute in massa, peri­ colo autentico per tutti, c’è edu­ cazione e c’è maggior rispetto tra gli stessi atleti, ci sono meno in­ cidenti in corsa e soprattutto alle partenze. Questo significa che allo sport si arriva con una pre­ parazione scolastica e razionale; una preparazione che è tecnica, morale, disciplinare. Altro argomento valido per ri­ cordare il ’67 ciclistico è la inten­ sificata attività internazionale; gli azzurri hanno partecipato a 17 corse a tappe all’estero, a 21 corse in linea su strada all’estero e a 19 trasferte con le squadre nazionali degli stradisti e dei pistard. Da non sottovalutare, infine, il positi­ vo bilancio che presenta la terza categoria dei dilettanti che isti­ tuita nel '66 ha funzionato que­ st’anno per la prima volta. Tra due o tre leve si vedranno frutti più cospicui, ma già da ora si può parlare di soddisfazione della ini­ ziativa visto che ha aperto le por­ te del ciclismo a giovani che non hanno molto tempo a disposizio­ ne da dedicare alla pratica cicli­ stica (i dilettanti di 1“ categoria hanno quasi per intero il loro tempo assorbito dal ciclismo) e che’quindi possono cimentarsi in corse di chilometraggio modesto e la cui realizzazione richiede una spesa modesta. NINQ lombab0i


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RADIO CSI lìti

N. 21 - 30 NOVEMBRE 1967

con gressi IV CONGRESSO DEL COMITATO DI ALES

Il congresso è un momento di riflessione e non solo di esame delle carenze organizzative; non può limitarsi ai risultati consuntivi tecnici-agonistici ma richiamare i motivi essenziali dell’opera educativa e apostolica del CSI e l’impegno dell’organizzazione nel­ la promozione di una certa politica sportiva. Pertanto è assolutamente necessario: a) che la relazione morale-organizzativa tenga presente, seppure in sintesi, i punti più importanti del lavoro ideologico e organizzativo del CSI negli ultimi tre anni.

b) che la partecipazione al Congresso sia totale e i Dirigenti siano coscienti dell'importanza della cosa; pertanto impegnati, anche in questa occasione, a sen­ tire la loro resporisabilità di educatori. c) che il programma dei lavori non venga intral­ ciato da altre manifestazioni e vi sia un sufficiente spazio di tempo per una chiara e completa discussione su tutti i problemi posti dalla relazione e da eventuali altri interventi.

Dall'intervento del Segretario Generale del CSI. Prof. Lorenzo Borghi, al Convegno Nazionale Dirigenti di Assisi.

Nel Salone dell'ENAIP di San Gavino domenica 12 novembre si è tenuto il IV Convegno del Comi­ tato Zonale CSI di Ales per il rinnovo delle cari­ che dirigenziali per il triennio 1968-70 e per la elezione del Delegato al Congresso nazionale. Erano presenti i delega­ ti di 20 società. Dopo la Messa hanno avuto ini­ zio i lavori del Congresso che è stato presieduto dal Dott. Mario Mura, presi­ dente Regionale del C.S.I. Hanno preso la parola nell’ordine Don Madau. Vice Consulente Ecclesia­ stico zonale, il Dott. Mu­ ra. l’Ins. Giovanni Gia­ cinto, Presidente zonale. l’Ins. Flavio Mocci, inca­ ricato del settore tecnico. Don Lixi. Consulente ec­ clesiastico zonale, e l’Ins. Aldo Meloni. Segretario del Comitato, i quali hanno svolto ciascuno la relazio­ ne di loro competenza. Don Madau ha posto l'accento sulla necessità di impostare il program­ ma per il triennio sulla base di uno spirito di ami­ cizia e di fraternità, per­ ché solo vivendo in una comunità di amici gli uo­ mini imparano a conosce­ re e, conoscendosi, si ar­ ricchiscono spiritualmente e si rendono utili alla so­ cietà. Il Dott. Mura ha fatto una lucida sintesi delle molteplici iniziative sulle

quali può essere indiriz­ zato il piano di lavoro del Comitato sia ai fini ago­ nistici che formativi; assi­ curando il suo appoggio per l’intensificazione della pallacanestro e della pal­ lavolo, sport che non ri­ chiedono grandi attrezza­ ture e che sono capaci di attirare egualmente i ra­ gazzi. Un acuto e realistico esame in cui versano le società e lo stesso Comi­ tato è stato fatto da Fla­ vio Mocci per spronare i dirigenti ad acquistare chiara coscienza delle pro­ prie responsabilità nel la­ voro di educazione, forma­ zione. miglioramento della gioventù. Dopo la discussione e l'approvazione delle rela­ zioni, che è avvenuta per acclamazione, le votazioni sono state un atto pura­ mente formale, in quanto hanno espresso solidarie­ tà e fiducia al Direttivo uscente. Sono stati eletti, infatti: Flavio Mocci, Elì­ sio Zedda, Giovanni Gia­ cinto, Aldo Meloni. Salva­ tore Pirino, Luigi Saba. Uda Carmelo. A questi, nella direzio­ ne del Comitato, si uni­ ranno i membri designati dalla GIAC nelle persone di Michele Lilliu, Giovan­ ni Cherchi. Antonio Cirronis, Lorenzo e Armando Garau. GIOVANNI CHIERICI

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mativo. La relazione è sta­ ta approvata a larga mag­ gioranza. Ha preso quindi la pa­ rola il Consulente Eccle­ siastico Don Musina, che ha sottolineato le finalità del C.S.I. ed ha augurato un impegno più profondo nella realtà sportiva gio­ vanile. Al termine il Dr. Bruno Murgia, Consigliere Nazio­ nale, ha parlato del ruolo della Società per una azio­ ne decisa e costante da svolgere per il prossimo triennio. I lavori si sono conclusi con le votazioni per il prossimo consiglio diret­ tivo. PAGLIARO GIUSEPPE

agenda congressuale CONGRESSI SVOLTI Noto. Siena. Ales, Bergamo. La Spezia, Aci­ reale, Conversano, Caltanissetta, Pinerolo. San­ remo.

CONGRESSI DA SVOLGERE 25 novembre: Salerno; 26 novembre: Avellino. Caltagirone, Livorno. Parma; 2 dicembre: Sora; 3 dicembre: Alessandria. Bologna; 7 dicembre: Chiavari, Tortona.

Salerno,

IL IX CONGRESSO DEL CSI DI BERGAMO Si è tenuto domenica 12 novembre, il IX Congresso Provinciale del C.S.I. di Bergamo, alla presenza dei rappresentanti di 37 Unioni Sportive e con l’in­ tervento di numerose per­ sonalità, fra le quali l'Assessore prof. Traini in rap­ presentanza del Sindaco di Bergamo, il dott. Mondini Segretario Generale deH’Amministrazione Pro­ vinciale, il Comm. Clemen­ te Mayer delegato Provin­ ciale del C.O.N.I., il prof. Castelli per il provvedi­ torato agli studi, il Presi­ dente Diocesano di A.C. prof. Malinverni con il Vice Presidente prof. Mo­ relli, il Vice presidente della GIAC Enrico Re e il Cav. Sineri Presidente del C.S.I. di Milano, men­ tre telegrammi di adesio­ ne avevano inviato l’Avv. Giavazzi, il Comm. Cioc­ ca, l’Unione Nazionale Ve­ terani Sportivi, la Fede­ razione Italiana di Palla­ volo e il dott. Picone. Dopo brevi parole di in­ troduzione, il dott. Boffelli lasciava la parola al prof. Traini il quale aveva parole di ringraziamento per l’attività che svolge il C.S.I. nella propaganda sportiva. Augurava poi che dall’esame critico del­ l’attività svolta nascesse un più maturo impegno verso nuove e promettenti mete. Il dott. Boffelli invitava poi il dott. Amadigi, Vice presidente Nazionale del CSI a presiedere il Con­ gresso, mentre a scruta­ tori venivano eletti i sigg. Morosini Marco, Rossoni Mario, Torri Franco; alla 8

verifica poteri i sigg. De­ icidi Tito e Meloni Lu­ ciano. Amadigi porgendo il sa­ luto della Presidenza Na­ zionale faceva notare l’im­ portante significato che riveste un Congresso, sia come esame dell’attività svolta con responsabilità dai dirigenti uscenti sia come scelte (di persone e di programmi) per l’im­ postazione di un consape­ vole lavoro che dovrà svol­ gere il nuovo consiglio. Auspicava una buona riu­ scita dei lavori e dava im­ mediatamente la parola al dott. Boffelli per la rela­ zione morale e organizza­ tiva. Seguiva poi la relazione finanziaria del Cav. Mu­ siteli! con un bilancio, che nonostante le gravose spe­ se, si chiudeva in pareggio e infine la relazione tecni­ ca del prof. Cav. Molgari ove era evidenziato il no­ tevole lavoro svolto dalle varie commissioni tecni­ che, i brillanti risultati conseguiti in alcune disci­ pline e l'impegno per pro­ pagandare nuove pratiche sportive. Veniva aperta poi la di­ scussione tra i presenti con numerosi interventi. A tutti rispondeva esau­ rientemente il Dott. Bof­ felli. Il dott. Amadigi legge­ va quindi la lettera con cui il Presidente della GIAC nominava gli otto consiglieri nelle persone dei sigg.: Boffelli, Antonietti, Anghileri, Finazzi, Lupini, Musiteli!, Malgari Adriano e Paris. Risulta­ vano invece eletti dalle UU.SS. i sigg.: Negretti,

Orlando, Morosini, Lasala, Personeni, Fornoni, Oldrati e Tironi. Chiudeva il Congresso il dott. Amadigi, che pren­ dendo lo spunto dall’ulti­ mo Convegno Nazionale Dirigenti, ribadiva che l’atleta sia il vero prota­ gonista e soggetto coscien­ te della pratica sportiva. Ha concluso invitando i Dirigenti a trovare un po’ di tempo anche per ri­ flettere, ad aprire le loro mentalità a prospettive veramente più grandi, mettendo in luce anche lo spirito missionario che de­ ve animare un dirigente capace.

SASSARI TRIENNIO ANTI-CALCIO Si è svolto a Sassari il 1° ottobre scorso, il Con­ gresso Provinciale. Il Presidente uscente, Geom. Luigi Urgeghe, che presiedeva i lavori, dopo un breve indirizzo di sa­ luto ai partecipanti, ha dato lettura delle relazio­ ni morale ed organizzati­ va. Egli ha posto in luce l’opera svolta dal CSI di Sassari, anche in mezzo a tante difficoltà, determi­ nate soprattutto della mancanza di adeguate at­ trezzature sportive. Il Geom. Urgeghe ha defi­ nito il triennio scorso « triennio antl calcio » poi­ ché l'attività del Comitato Provinciale, pur non tra­ scurando questa discipli­ na, ha mirato a diffonde­ re tra 1 giovani sport co­ me, la pallacanestro, il ciclismo, il pattinaggio che niente hanno da in­ vidiare al calcio per il lo­ ro valore agonistlco-for-

IL RAG. CUSANO RICONFERMATO PRESIDENTE DEL CSI SANNITA Alla presenza di un nu­ meroso nucleo dirigenzia­ le, in rappresentanza del­ le varie Unioni Sportive formanti il locale Comita­ to del CSI, si è svolto nei giorni scorsi presso il Tea­ tro del Collegio « La Sul­ le » il V Congresso del Centro Sportivo Italiano beneventano. Dopo il saluto di S. E. Mons. Raffaele Calabria, Metropolita di Benevento, ha introdotto i lavori con­ gressuali il Consulente Ec­ clesiastico Prov.le Padre Antonio Bevilacqua il qua­ le ha porto un vivo plauso e ringraziamento a tutti i dirigenti e atleti che con tanta abnegazione hanno lavorato nell’ultimo trien­ nio. Prendeva poi la parola il Presidente uscente Rag. Aldo Cusano il quale nella sua breve allocuzione ha sottolineato gli scopi del Congresso, una assise im­ portante la cui struttura democratica riflette i mo­ tivi ispiratori del CSI, una organizzazione qualificata che in venti anni di atti­ vità ha ormai raggiunto una vera concezione dello sport. Ha illustrato come il nostro CSI si sia inse­ rito nel migliore dei modi nell’attività sportiva della provincia; sono stati orga­ nizzati tutti i campionati possibili tra le varie bran­ che sportive; il primo tor­ neo degli uffici, intitolato al diletto figliolo del Di­ rettore Tecnico Nazionale Comm. Generoso Dattilo, « Enzo Dattilo », ha avuto un successo oltre le più rosee previsioni; ha rile­ vato i sacrifici del settore sportivo per maggiormen­ te inserirsi tra i giovani e più di tutto ha tratta­ to l’argomento dell’utilità


dello sport per lo svilup­ po fisico e morale dell’in­ dividuo? Una relazione applaudita che ha messo in mostra i difetti ed i pregi di quest'ultimo trien­ nio, con la speranza che i nuovi sapranno fare molto meglio e ricercare il successo non al centro ma nella periferia. Dopo di ciò prendeva la parola il Rag. F. Buonfino, vice-presidente uscen­ te il quale nella sua rela­ zione tecnico-organizzati­ va ed economica ha messo in luce ciò che ha signi­ ficato il CSI per Beneven­ to, ha portato a conoscen­ za dell’assemblea risultati ottenuti sul piano orga­ nizzativo e. mediante le ci­ fre ufficiali, i progressi del CSI beneventano nel precedente triennio. Dopo queste due relazio­ ni si aveva reiezione del Presidente dell’Assemblea nella persona del dott. Mario Imperia, Tesoriere della Presidenza Naziona­ le. nonché del Segretario dell’Assemblea il Geom. Antonio Buratto, per vo­ tazione unanime e per ac­ clamazione. Dopo di ciò si è svolta la elezione dei dieci com­ ponenti che spetta al Con­ gresso di eleggere, essi

sono risultati: Aldo Cusa­ no, Franco Buonfino, Emi­ lio Tirelli, Vincenzo Aver­ sano, Renato Pedicini, Nazzareno Nuzzolo, Gio­ vanni Campidoglio, Luigi Donatello, Pietro Cirillo e Sarracco Cosimo. I dieci nominati della GIAC pe rii nuovo consi­ glio provinciale CSI sono stati: Giuseppe Nobile, Bruno Alvino. Antonio Marotti, Antonio Raucci e Angelo Tommaro. Quindi dopo un'altra vo­ tazione svolta in seno al Comitato è risultato elet­ to a Presidente del CSI per il prossimo triennio 1968-70: il Rag. Aldo Cu­ sano; a Vice-presidente il Rag. Franco Buonfino; a Tesoriere il Rag. Emilio Tirelli; a Segretario il Geom. Renato Pedicini e a Direttore Tecnico l'Univ. Giovanni Nobile, mentre tutti gli altri fanno parte del nuovo Consiglio diret­ tivo ed a loro sono state assegnate delle specifiche cariche. II delegato effettivo, da rappresentare il nostro I Comitato al prossimo Con­ gresso Nazionale è risul- | tato il Rag. Franco Buon- ! fino e quello supplente l’Univ. Giovanni Nobile.

comunicati

Dalla Direzione Tecnica ! ATTIVITÀ’ GIOVANISSIMI

ANTONIO BURATTO

CALCIO

L'ASSEMBLEA-CONGRESSO DI NICASTRO Domenica 29 ottobre presso la sede del Comitato Zo­ nale CSI di Nicastro si è svolta l'assemblea-congresso di tutte le società sportive CSI dipendenti. Erano presenti circa 30 dirigenti in rappresentanza delle 14 società. Il prof. Gallo, Presidente del Comitato, iniziando i la­ vori, dopo aver annunciato ai presenti le sue dimissioni suggerite dagli impegni professionali e familiari, ha illu­ strato il lavoro svolto dal Comitato di Nicastro ed ha in­ vitato dirigenti e società a maggiori impegni affinché le Società CSI si evolvine sempre più nella trasformazione nel senso di comunità sportive. Nella relazione ha proseguito il Segretario Palmieri illustrando gli scopi del CSI come ente di propaganda sportiva e come ente perseguente scopi educativi. Ha completato la relazione del Consiglio uscente don Vittorio Dattilo illustrando gli aspetti morali ed educativi dello sport al servizio della persona umana. Dopo un breve dibattito il geom. Alessi, vice Presidente Provinciale, ha ricapitolato e concluso dichiarando appro­ vata all’unanimità la relazione. L'assemblea veniva quindi onorata dalla presenza del Vescovo Mons. Renato Luisi che. prendendo atto delle ini­ ziative benefiche attuate per una sana e cristiana forma­ zione dei giovani, ha invitato i dirigenti del Comitato a renderlo partecipe sempre più di ogni attività che sarà svolta e ad organizzare il Natale dello sportivo o altre iniziative consimili che valgano a sensibilizzare spiritualmente sempre più i giovani e ad evidenziare i valori spi­ rituali dell’attività sportiva alla luce del cristianesimo. Il prof. Gallo, infine, procedeva alla premiazione an­ nuale offrendo una medaglia al segretario Palmieri per la benemerita attività svolta nell’organizzazione del Comi­ tato ed un'altra a Luigi Carnovale per la lodevole attività svolta nel calcio CSI. Si procedeva quindi alla premia­ zione degli arbitri CSI: Ranieri Salvatore. Caruso Aldo, Mercuri Umberto, Grandinetti Pietro. Fra gli atleti sono stati premiati Caruso Vincenzo e Viterbo Giuseppe cam­ pioni provinciali CSI nella categoria allievi e juniores. Fra le società sono state premiate: CSI Vettesi Soveria M. campione zonale di calcio e vincitore del 2° trofeo « Moiet­ Adi Nicastro camta»; CSI Platania e CSI Feroletum; Avli pione zonale allievi di pallavolo; S. S. Volo Virtus; cani­ pione zonale juniores di pallavolo. Conclusasi la parentesi della premiazione si è proceduto alla elezione dei rappresentanti del Comitato di Nicastro al Congresso Provinciale, che sono risultati i Sigg. Diego Alessi, Luigi Gallo, Antonio Palmieri, Luigi Carnovale. L. G.

COMUNICATO N. 9 Roma, 17 novembre 1967 PRECISAZIONE

Da qualche nostro comita­ to ci viene segnalato che lo­ calmente si è creata una cer­ ta confusione sulla validità ' o meno della convenzione FIGC-CSI. AI riguardo si pre­ cisa che la convenzione stes­ sa è valida a tutti gli effetti anche per la stagione calci­ stica 1967-68, ivi compreso il divieto al CSI di tesserare giocatori federali e alle so­ cietà federali di tesserare giocatori vincolati al CSI, con riferimento alla catego­ ria Juniores.

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Ancora una volta si preci­ sa l’età fissata per l’attività giovanissimi suddivisa in due i categorie: — categoria « A »: dagli 11 anni compiuti ai 13 anni; — categoria « B »: dai 13 ai 15 anni. Nessuna deroga può esse­ re concessa sull’età stabilita per i calciatori appartenenti alla categoria Giovanissimi. REGOLARITÀ’ PER LA PALLA

Si precisa che per l’atti­ vità ufficiale per le catego­ rie Juniores e Dilettanti la palla deve avere le seguenti caratteristiche: deve essere I sferica; la circonferenza da ■ metri 0,68 a 0,71; il peso da 396 grammi a 453; la palla , non può essere cambiata durante il giuoco senza l’autorizzazione dell'arbitro. Si precisa che l’involucro ! esterno della palla deve es- ' sere di cuoio, non è consen- ■ tito nessun altro materiale, I e gli arbitri debbono inoltre ' nel controllare la sfera fare attenzione che la stessa non , costituisca pericolo per i gio­ catori. Ogni altra interpretazi°ne« da chiunque formudevesi considerare considerare er*lata, ata> devesi rata.

! 1 j i : . ELENCHI GIOCATORI ! j Si richiama l'attenzione delle commissioni calcio prò- 1 vinciali e zonali di impartire precise disposizioni agli ar- i bitri che sono tenuti, prima j di dare inizio alle gare, a consegnare ai dirigenti re- j sponsablli le note compilate ! IMnTDT~~T dalle società dei giocatori ; INDIRIZZI IECNICI 1 partecipanti alle gare stesse. ■ Si richiama l’attenzione dei l Al riguardo si precisa che le eventuali inadempienze a G.A.C. di illustrare analiticaquanto sopra chiarito po- : mente ai propri arbitri du­ irebbero comportare un « re- ; rante le lezioni tecniche le clamo di parte » che dovreb- modifiche ai regolamento ine­ be considerarsi valido a tut­ rente al « gioco del portie­ ti gli effetti con la conse- re » come da note pubblica--------- ! «IStaguenza di dovere annullare tc SU1 nostro giornale .. ..__________ 1dium_» „n. 1S18 Hol del IO19 r,ottobre la partita e di disporne la Jl..... 1967. ‘ ‘ ripetizione.

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giove; CATANIA: Torneo di apertura 1968; FERRARA: Torneo di apertura; REGGIO EMILIA: Vili Torneo di apertura; SIRACUSA: Tor­ neo di apertura; TRIESTE: REGOLAMENTI-TIPO Torneo di apertura; UDINE: CAMPIONATO Torneo di apertura « Coppa Generoso Donatello »; VIA­ CORSA CAMPESTRE DANA (Mantova): Torneo di A cura della Segreteria Ge­ autunno di tennis tavolo. nerale del CSI saranno inviati quanto prima copie dei Rego. Risultati lamenti tipo per l’organizza­ zione dei Campionati Provin­ FOLIGNO: Campionato in­ ciali e Zonali di Corsa Cam­ terno Casa del Ragazzo, ca­ pestre. tegoria Juniores 1° Federici Altre copie dei detti Rego­ Raffaele, categoria Allievi 1’ lamenti tipo possono essere Angeli Claudio; GALLIPOLI: richieste direttamente alla Se­ IV Olimpiade Zonale, torneo greteria Generale del CSI. di tennis tavolo categoria Ju­ niores 1° Stasi F., categoria allievi 1° Liaci D.; MESSICOMPOSIZIONE NA: Trofeo Bianco 1966-67 CC.TT.PP. categoria Al’ Veneziano, ca­ ORVIETO: Trofeo Blu, ca­ B 1° Fisichella; PA­ teg. « B »; COMO: Torneo fe­ RINNOVO Tutti i Comitati praticanti tegoria Trofeo Bianco 1966-67 TESSERE ARBITRI stivo org. G. S. Redaelli. Atletica sono invitati a far GANI: 1° Marino Paolo, dop­ pervenire per la ratica la singolo FIRENZE: n. 5 tessere; composizione della propria pio 1° Marino-Marino; VEMOFFETTA: 3 tessere; Commissione Provinciale o RONA: « Coppa Luigi Pic­ COMMISSIONI CALCIO 1 coli » 1° Bilancio; «Coppa PROVINCIALI E ZONALI RAVENNA: n. 7 tesserei Zonale di Atletica Leggera. Motori Lamborghini » 1‘ Fio­ PAVIA: n. 12 tessere; MILA­ rini. IL PRESIDENTE UDINE: presidente: Luigi NO: n. 1 tessera; LECCO: IL SEGRETARIO ALDO CAPPELLINI Bernardis; componente: Pie­ n. 2 tessere. ALBERTO GRECANTI tro Pittarello; rappr. FIGC: IL SEGRETARIO Giordano Visintin; rappr. IL PRESIDENTE AIA/SA: Giuseppe Cattivello; RENATO BERNINI ALESSANDRO PAOLONI CESENA: presidente: Elio Casali; v. presidente: Leandro IL PRESIDENTE Castellani; segretario: Vitto­ GENEROSO DATTILO rio Savoia; componenti: Tar­ cisio Pollini, Carlo Canducci; ANDRIA; presidente: France­ sco Pollice; v. presidente: An­ tonio Troia; segretario: Ric­ cardo Falco; componenti: Deodato Morgigno, Sabino Santovito; rappr. AIA/SA: TENNIS Riccardo Tursi; rappr. FIGC: Riccardo Fortunato; LECCO: PALLA TAVOLO presidente: Gino Cicardi; se­ gretario: Emilio Trezzi; com­ CANESTRO ponenti: Franco Crippa, Lui­ gi Caielli, Dante Lenti; rappr. COMUNICATO N. 2 FIGC: Pierdaniele Zappelli; CERIGNOLA: presidente: ATLETICA COMUNICATO N. 3 Gaetano Dipasquale; v. pre­ Roma, 17 novembre 1967 LÈGGERÀ sidente: Giuseppe Pugliese; CAMPIONATI NAZIONALI Roma, 10 novembre 1967 segretario: Gerardo Universi­ tà; rappr. G.A.C.: Francesco ALLIEVI E JUNIORES Deligio; SIRACUSA: presiden­ CAMPIONATO te: Michele Marchese: segre­ COMUNICATO N. 1 Approvazione regolamenti tario: Gaetano Ridante; com­ NAZIONALE fasi provinciali e zonali ponenti: Ugo Boscarino, Gae­ FERRARA: Allievi e Junio- Approvazione Regolamenti tano Taraselo, Leonardo Pi- Roma, 15 novembre 1967 res; FIRENZE: Allievi e Ju- Fase Provinciale pitone. niores; PERUGIA: Allievi e SALUTO BERGAMO: Catcg. Allievi Juniores; SORA: Allievi e Juniores; SPOLETO: Allievi e Juniores (previo inserimen­ CONSIGLI DIRETTIVI La CTN, all’inizio della nuo- e Juniores. to norme presentazione re­ DEI GA.C. va stagione agonistica, porge clamo di seconda istanza); un cordiale saluto ai Comita­ CITTA' DI CASTELLO: Fase GENOVA: Assistente Eccle­ ti, alle Società ed agli Atleti CAMPIONATO zonale Cat. Juniores; FER­ siastico: Don Renato Atzori; che praticano la disciplina REGIONALE SENIORES RARA: Cat. Allievi e Junio­ presidente: Carmelo Del Cor- della Atletica Leggera. res; LODI: Cat. Juniores; sanno; v. presidenti: Pietro E’ certa di contare sulla Approvazione regolamenti PADOVA: Categ. Allievi e Arena, Santi Gioncolini; se­ collaborazione fattiva di tutti fasi provinciali e zonali gretari: Giovanni Amato, per far trionfare sempre più Juniores; REGGIO EMILIA: Firenze, Sora, Verona. Giorgio Fasone, Roberto Pi- i valori del nostro sport. Cat. Allievi e Juniores; SO­ gnatelli; economi: Lino ForRA: Fase zonale Cat. Allievi E' a disposizione per qual ­ ni. Augusto Sulas. e Juniores (con modifica delsiasi esigenza inerente ai pro­ TROFEO PROVINCIALE grammi atletici della corrente GIOVANISSIMI l'art. 10 delle note aggiunti­ stagione agonistica. ve); TRIESTE: Cat. Allievi e ORGANIZZAZIONE (Arcobaleno Sport) Juniores; UDINE: Cat. Allie­ CORSI ARBITRI vi e Juniores. Approvazione regolamenti REGOLAMENTO Mantova, Mondovì, Savelli, CAMPIONATO CITTA’ DI CASTELLO: sin­ MANIFESTAZIONI Noto (due corsi zone Avola CORSA CAMPESTRE golo categoria B; SERRA ed Ispica), Milano, Firenze SAN BRUNO: singolo cate­ LOCALI Su « Stadium » n. 15 del goria A, singolo categoria B. Approvazione Regolamenti 7 settembre 1967 è apparso NOMINA NUOVI ARBITRI in inserto speciale il RegolaFELTRE: 2" Edizione Tro­ mento del Campionato Nazio­ MANIFESTAZIONI VARIE feo Rosso; NAPOLI: Torneo nale di Corsa Campestre per d’Apertura e Trofeo Rosso; le cat. Juniores ed Allievi ed Regolamenti TORINO: (Comitato Regionacenzo, Testa Giorgio, Siringo il regolamento del Campio­ 1° Torneo di Ten­ tra°pÀOmi- ncchi .Robert°; nato Provinciale della cat. Ra­ nisCAPUA: (continua a pag. 15) Tavolo G. S. CSI CasaTRAPANI. Piacentino Giu- gazzi. seppe, Marceca Bartolomeo, Asta Sebastiano, La Monica Liborio, Vassallo Rosario, Stinco Antonio, De Blasi Lui­ gi, Cammarata Pietro, Messi­ PAVIA: categ. Juniores; na Vincenzo, Calamusa An­ AREZZO: categ. Juniores; drea, Accardo Vincenzo. Ca­ OSTUNI: categ. Juniores; tania Salvatore, Asta Salva­ JESI: categ. Juniores; j'.uuvi li, *vw ROtore, Gargagliano Carlo, Cam­ MA: categ. Dilettanti; AREZ- po Sebastiano, Cruciata Leo­ ZO: categ. Allievi; RAVEN­ nardo; ANDRIA: QuacquarelNA: categ. Juniores; ACQUI li Nicola, Lorusso Vito, SgaTERME: categ. Juniores (C. ramella Fortunato, Di Pie­ R. Piemontese C. U. n. 5 del tro Pietro, Patrono Riccar­ 6 novembre 1967); CERIGNO- do. Zingaro Giuseppe, CaldaLA: categ. Juniores; UDINE: rola Antonio, Di Paolo Mi­ categ. Juniores (con modifi­ chele; MILANO: Pizzi Enri­ ca); LECCO: categ. Juniores; co; ROVIGO: Olivo Alberto, ORVIETO: categ. Juniores. Massarente Romeo, Zurma Claudio. Coltro Loris, Bor­ gate Giovanni; COMO: Spataro Armando, Vita Antoni­ APPROVAZIONE no, Francescucci Arduino. REGOLAMENTI TORNEI

APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI

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La Segreteria Generale ha provveduto, con altro plico, ad inviare a tutti i Comitati altra copia del detto inserto.


COMMISSIONI TECNICA NUM1E

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Presidente: Romeo REMITTI Segretario: Aldo CAPPELLINI Componenti: Pietro BULIGAN Antonio CARLI Gilberto DELLAITI Giorgio GIRONI Alberto MARANGONI Giovanni PALANCA Rapp. F.I.S.T.: Sergio CIMINI

MODENA ROMA UDINE ASIAGO TRENTO VERONA MILANO CUNEO ROMA

CAMPIONATI NAZIONALI MILI ALPINI INSERTO N. 3 - STADIUM N. 21/1967

Possono partecipare:

GARE DI FONDO: gli atleti nati negli anni 1952, 1953, 1954, 1955.

GARE DI DISCESA: gli atleti nati negli anni 1954, 1955, 1956, 1957. Fasi di svolgimento:

CAMPIONATI PROVINCIALI O ZONALI - entro 1’11 febbraio 1968; FINALI NAZIONALI - 1’1 e 2 marzo 1968.

Specialità: Fondo km 4, Slalom, Slalom speciale, Staffetta 3 x 4 km.

REGOLAMENTO

Art. 1 — Il Centro Sporti­ vo Italiano indice ed or­ ganizza con l’approvazione della FISI, i Campionati Nazionali dei « Campanili Alpini » per l'anno 1968. Partecipazione alle gare

Art. 2 — Ai campionati sono ammessi atleti tesse­ rati per lo Sci per Unioni Sportive regolarmente af­ filiate al CSI per il 1968 con tessera di Socio Atle­ ta o di Propaganda e nati negli anni: Gare di fondo: 1952, 1953, 1954, 1955. Gare di discesa: 1954, 1955, 1956, 1957. Gli atleti tesserati CSI, che svolgono anche attivi­ tà Federale, devono essere tesserati per la stessa Unio­ ne Sportiva affiliata al CSI, per la quale prendo­ no parte al Campionato Nazionale Campanili Alpi­ ni, o anche per i Comitati Provinciali, ove questi sia­ no essi stessi affiliati alla FISI. L’accertamento della ef­ fettiva esistenza delle con­ dizioni anzSdette nei ri­ guardi degli atleti tessera­ ti alla FISI è demandato

ai Comitati Provinciali e Zonali del CSI che ne sa­ ranno i diretti responsabi­ li. Sono esclusi gli atleti che partecipano al Crite­ rium Nazionale. Art. 3 — I Campionati si svolgeranno in due di­ stinte fasi: 1 ) Campionati Provin­ ciali o Zonali; 2) Finali Nazionali. Campionati provinciali o Zonali

Art. 4 — Le gare per i Campionati Provinciali o Zonali devono essere orga­ nizzate rispettivamente dai Comitati Provinciali o Zo­ nali nel periodo tra l’inizio della stagione invernale e 1’11 febbraio 1968. Art. 5 — Le specialità in programma sono: a) fondo km. 4; b) sla­ lom; c) slalom speciale; d) staffetta 3x4 km. I percorsi delle gare sa­ ranno stabiliti secondo le norme del Regolamento Tecnico della FISI. E’ facoltà dei Comitati Provinciali o Zonali orga11


nizzare gare di Campiona­ to Provinciale o Zonale an­ che in altre specialità non comprese fra le citate. Art. 6 — Gli atleti per prendere parte alle gare di Campionato Provinciale o Zonale dovranno essere tesserati al CSI in data anteriore a quella della di­ sputa della fase Provincia­ le o Zonale. Art. 7 — Una copia dei regolamenti delle prove di Campionato Provinciale o Zonale dovrà essere invia­ ta alla CTN almeno cin­ que giorni prima dell'ef­ fettuazione della prova al­ la quale si riferiscono. I regolamenti, per esse­ re approvati dalla CTN, dovranno contenere tutti i dati richiesti dal regola­ mento tipo. Non si terrà conto del­ le prove delle quali non siano pervenuti tempesti­ vamente i relativi regola­ menti. Art. 8 — I risultati delle prove di Campionato Pro­ vinciale o Zonale dovran­ no essere inviati alla CTN, firmati dal Giudice Arbi­ tro delle gare, entro e non oltre una settimana dalla loro effettuazione. Non si terrà conto delle prove i cui risultati giun­ gano alla CTN oltre i ter­ mini stabiliti. Art. 9 — Per acquisire il diritto a partecipare alla successiva fase del Cam­ pionato, i Comitati Provin­ ciali e Zonali Autonomi do­ vranno organizzare alme­ no una prova di ciascuna specialità nella quale in­ tendono partecipare alla fase successiva del Cam­ pionato. La prova di Campionato Provinciale ò Zonale per essere ritenuta valida, do­ vrà aver raccolto atleti re­ golarmente tesserati per almeno 2 (due) Società af­ filiate al Comitato, salvo determinate eccezioni per le quali sarà richiesta la approvazione alla Direzio­ ne Tecnica Nazionale. Le gare di Campionato Provinciale o Zonale per essere ritenute valide, do­ vranno aver raccolto alme­ no 10 (dieci) atleti classi­ ficati. Finali Nazionali

Art. 10 — Le Finali Na­ zionali del Campionato dei Campanili Alpini avranno luogo il 1. e 2 marzo 1968 in località da stabilire e saranno organizzate dal lo­ cale Comitato Provinciale o Zonale in collaborazione con la Presidenza Nazio­ nale e la CTN. Art. 11 — Le specialità in programma sono He stesse previste all’art. 5 del presente regolamento.

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Art. 12 — I Comitati Provinciali o Zonali, che hanno acquisito il diritto di partecipare alle Finali Nazionali, per quanto di­ sposto dal precedente ar­ ticolo 9, potranno iscrive­ re: numero 8 atleti nel fondo e numero 6 atleti nelle gare di discesa. Ogni Comitato potrà iscrivere un massimo di due staffette. Art. 13 — Gli atleti iscrit­ ti alle Finali Nazionali dei Campanili Alpini dovran­ no risultare tesserati al CSI in data anteriore a quella di effettuazione del­ la rispettiva fase provin­ ciale o zonale. Art. 14 — 1 Comitati provvederanno ad inviare le iscrizioni, individuali e di squadra, redatte sugli appositi moduli, alla CTN Sci e Montagna — Via della Conciliazione 1, Ro­ ma — entro e non oltre il giorno che verrà tempesti­ vamente fissato. Art. 15 — Agli effetti della classifica per le rap­ presentative provinciali si terrà conto dei tre miglio­ ri piazzati nelle prove in­ dividuali e della migliore squadra staffetta. Per ogni singola gara verranno as­ segnati 20 punti al vinci­ tore, 19 al secondo classi­ ficato, 18 al terzo e così di seguito sino al 20° classi­ ficato; a tutti gli ulteriori classificati in tempo mas­ simo verrà assegnato un punto. Per la staffetta pun­ teggio doppio. Art. 16 — Ciascun Comi­ tato Provinciale parteci­ pante dovrà designare un proprio rappresentante ac­ compagnatore. Art. 17 — I concorrenti dovranno trovarsi a dispo­ sizione del Giudice di Par­ tenza mezz’ora prima del­ l’ora fissata per il « via ». In caso di ritardo l’atleta si riterrà partito col tem­ po assegnatogli dal sor­ teggio. Art. 18 — La Giuria sa­ rà formata da Giudici Uf­ ficiali della FISI. Di essa farà parte un rappresen­ tante del CSI. I percorsi saranno controllati dai Giudici della FISI. Le pro­ ve saranno cronometrate da Cronometristi della FIC. Art. 19 — Per i reclami di carattere tecnico vige il Regolamento FISI. Art. 20 — Per quanto non previsto dal presente Re­ golamento vige quello tec­ nico della FISI. Art. 21 — Il Centro Spor­ tivo Italiano declina ogni e qualsiasi responsabilità per eventuali infortuni a concorrenti ed a terzi pri­ ma, durante e dopo le gare.

CRITERIUM NAZIONAIE C.S.I. Possono partecipare:

GARE DI FONDO: gli atleti nati negli anni 1948 1949, 1950, 1951. GARE DI DISCESA: gli atleti nati negli anni 1949, 1950, 1951, 1952, 1953.

Fasi di svolgimento: CRITERIUM PROVINCIALI O ZONALI - entro ITI febbraio 1968; CRITERIUM NAZIONALE IT e 2 marzo 1968. Specialità:

Fondo km 8, Slalom, Slalom speciale, Staffetta 3x8 km. REGOLAMENTO

Art. 1 — Il Centro Spor­ tivo Italiano indice ed or­ ganizza, con l'approvazio­ ne della FISI, il Criterium Nazionale di Sci per il 1968. Partecipazione alle gare

Art. 2 — Al Criterium sono ammessi atleti tesse­ rati per lo Sci per il 1968 per Unioni Sportive rego­ larmente affiliate al CSI con tessera di Socio Atle­ ta e nati negli anni: Gare di fondo: 1948, 1949, 1950, 1951; Gare di discesa: 1949, 1950, 1951, 1952, 1953. Gli atleti, tesserati CSI, che svolgono anche attivi­ tà Federale devono essere tesserati per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale prendono parte al Criterium o anche per i Comitati Provinciali, ove questi siano essi stessi affiliati alla FISI. L'accertamento della ef­ fettiva esistenza delle con­ dizioni anzidetto nei ri­ guardi degli atleti tesse­ rati alla FISI è demandato ai Comitati Provinciali e Zonali del CSI che ne sa­ ranno i diretti responsa­ bili. Fasi di svolgimento

Art. 3 — Il Criterium si svolgerà in due distinte fasi: 1) Criterium Provincia­ li o Zonali; 2) Criterium Nazionale. Criterium Provinciali o Zonali

Art. 4 — Le gare per i Criterium Provinciali o Zo­ nali devono essere organiz­ zate rispettivamente dai Comitati Provinciali o Zo­ nali nel periodo tra l’inizio della stagione invernale e ITI febbraio 1968. Art. 5 — Le specialità in programma sono:

a) fondo km. 8; b) sla­ lom; c) slalom speciale; d) staffetta 3x8 km. I percorsi delle gare sa­ ranno stabiliti secondo le norme del Regolamento tecnico della FISI. E’ fa­ coltà dei Comitati Provin­ ciali o Zonali organizzare gare di Criterium provin­ ciale o zonale anche in al­ tre specialità non compre­ se fra le citate. Art. 6 — Gli atleti per prendere parte alle gare di Criterium Provinciale o Zonale dovranno essere tesserati al CSI in data anteriore alla disputa del­ la fase Provinciale o Zo­ nale. Art. 7 — Una copia dei regolamenti delle prove di Criterium Provinciale o Zonale dovrà essere invia­ ta alla CTN almeno cinque giorni prima dell’effettua­ zione della prova alla qua­ le si riferiscono. I regolamenti, per esse­ re approvati dalla CTN, dovranno contenere tutti i dati richiesti dal regola­ mento. Non si terrà conto delle provee delle quali non siatempestivano pervenuti 1 mente i relativi regolamenti. Art. 8 — I risultati del­ le prove di Criterium Pro­ vinciale o Zonale dovran­ no essere inviati alla CTN, firmati dal Giudice Arbi­ tro delle gare, entro e non oltre una settimana dalla loro effettuazione. Art. 9 — Per acquisire il diritto a partecipare al­ la successiva fase del Cri­ terium, i Comitati Pro­ vinciali e Zonali Autono­ mi dovranno organizzare almeno una prova di cia­ scuna specialità nella qua­ le intendono partecipare alla fase successiva del Campionato. La prova di Criterium


Provinciale o Zonale, per essere ritenuta .valida, do­ vrà aver raccolto atleti regolarmente tesserati per almeno 3 (tre) Società af­ filiate al Comitato, salvo determinate eccezioni pel­ le quali sarà richiesta la approvazione alla Direzio­ ne Tecnica Nazionale. Le gare di Criterium Provin­ ciale o Zonale per essere ritenute valide dovranno aver raccolto almeno 10 (dieci) atleti classificati. Criterium Nazionale

Art. 10 — Il Criterium Nazionale avrà luogo il 1 e 2 marzo 1968 in località da stabilire e sarà organiz­ zato dal locale Comitato Provinciale o Zonale in collaborazione con la Pre­ sidenza Nazionale e la CTN. Art. 11 — Le specialità in programma sono le stes­ se previste dall’art. 5, del presente regolamento. Art. 12 — La Commissio­ ne Tecnica Nazionale, pre­ via ratifica della Presiden­ za e della Direzione Tecni­ ca, stabilirà tempestiva-

mente quali Comitati po­ tranno partecipare al Cri­ terium. La scelta si baserà sul­ l'attività svolta dai Comi­ tati Provinciali e Zonali, ed approvata dalla CTN, tenendo presente che la CTN orienterà la propria scelta su quei Comitati che abbiano organizzato alme­ no una prova di Campio­ nato Provinciale o Zonale a programma completo (quattro prove). Oppure in quelle sole specialità per le quali intendano prendere parte al Crite­ rium. Art. 13 — Ogni Comitato invitato dalla CTN potrà partecipare al Criterium nazionale con numero 8 (otto) atleti nel fondo e numero 6 (sei) atleti ne­ gli slalom. Ogni Comitato potrà partecipare con un massi­ mo di due staffette. Art. 14 — Gli atleti iscrit­ ti al Criterium Nazionale dovranno risultare tesse­ rati al CSI in data anterio­ re a quella di effettuazio­ ne della rispettiva fase provinciale o zonale.

ALBO D’ORO 1949 - ASIAGO (VI) CRITERIUM C.S.I. Discesa libera: SILVAGNI S. (U.S. Tigris - Asiago) Staffetta: U.S. TIGRIS (Rigoni, Costa, Mosele) Asiago Fondo: MOSELE G. (U.S. Tigris - Asiago) Discesa obbligata: GHEDINA G. (Audace - Cortina) Combinata nordica: RIGONI G. (U.S. Tigris - Asiago) Combinata alpina: GHEDINA G. (Audace - Cortina) Salto: SIVAGNI S. (U.S. Tigris - Asiago) 1950 - ASIAGO (VI)

CRITERIUM C.S.I. Fondo: PENNER L. (Trento) Discesa libera: OBERAUCH H. (Bolzano) Discesa obbligata: CIOTTI L. (Belluno) Staffetta 3x5 Km.: VICENZA (Rigoni, Dall'Olio, Stella) Salto: SILVAGNI S. (U.S. Tigris - Asiago)

CAMPANILI ALPINI Fondo: RIGONI A. (Asiago) Discesa libera: SCIORPAES (Cortina) Discesa obbligata: MONACI (Cortina) Staffetta 3x3 Km.: TRENTO (Venturi, Piazzi, Valle) Salto: SCIORPAES R. (Cortina) 1951 - BARDONECCHIA (TO) CRITERIUM C.S.I. Fondo: DELLA SEGA T. (Trento) Discesa libera: GIACOMAZZI Z. (Bolzano) Discesa obbligata: CENCHI B. (Trento) Staff.: LESSINA (Vaiusa, Gabria, Leso) - Boscochiesanova

CAMPANILI ALPINI Fondo: STELLA V. (Asiago) Slalom gigante: GHEZZA R. (Bressanone) Slalom speciale: SCIORPAES R. (Cortina) Staffetta: ASIAGO (Pesavento, Stella, Rigoni)

1952 • BARDONECCHIA (TO) CRITERIUM C.S.I. SENIORES: Fondo: ROSSI M. (Brescia)

Art. 15 — 1 Comitati che avranno ricevuto l’invito provvederanno ad inviare le iscrizioni, individuali e di squadra, redatte sugli appositi moduli, alla Com­ missione Tecnica Naziona­ le — Via della Conciliazio­ ne, 1, Roma — entro e non oltre il giorno che ver­ rà tempestivamente fissato. Art. 16 — Agli effetti della classifica per le rap­ presentative provinciali si terrà conto dei tre miglio­ ri piazzati nelle prove in­ dividuali e della migliore squadra staffetta. Per ogni singola gara verranno as­ segnati 20 punti al vinci­ tore, 19 al secondo classi­ ficato, 18 al terzo e così di seguito fino al 20° clas­ sificato; a tutti gli ulterio­ ri classificati in tempo massimo verrà assegnato un punto. Per la staffetta punteggio doppio.

Art. 17 — Ciascun Comi­ tato Provinciale parteci­ pante dovrà designare un proprio rappresentante ac­ compagnatore.

Art. 18 — I concorrenti dovranno trovarsi a dispo­ sizione del Giudice di Par­ tenza mezz’ora prima del­ l’ora fissata per il « via ». In caso di ritardo l’atleta si riterrà partito col tem­ po assegnatogli dal sor­ teggio.

Art. 19 — La Giuria sa­ rà formata da Giudici Uf­ ficiali della FISI. Di essa farà parte un rappresen­ tante del CSI. I percorsi saranno con­ trollati dai Giudici della FISI. Le prove saranno cronometrate da Crono­ metristi della FIC.

Art. 20 — Per i reclami di carattere tecnico vige il regolamento FISI arti­ colo 8. Art. 21 — Per quanto non previsto dal presente Regolamento, vige quello tecnico della FISI. Art. 22 — Il Centro Sportivo Italiano declina ogni e qualsiasi responsa­ bilità per eventuali infor­ tuni a concorrenti ed a terzi prima, durante e do­ po le gare.

Discesa libera: CADINETTI L. (Recoaro) Discesa obbligata: CADINETTI L. (Recoaro) JUNIORES: Fondo: PESAVENTO E. (Asiago) Discesa libera: D’AMBROS E. (Recoaro) Discesa obbligata: NEGRI U. (Como) Staffetta 3x6 Km.: VICENZA (Stella, Fertile, Pesavento) CAMPANILI ALPINI Fondo: COLA F. (Como) Slalom gigante: PELOSI G. (Como) Slalom speciale: PELOSI B. (Como)

Staffetta: COMO (Cola, Pedranzini, Dei Cas)

1953 - PONTE DI LEGNO (BG) CRITERIUM C.S.I. SENIORES: Fondo: PESAVENTO E. (Asiago) Slalom gigante: ZAMBOTTI D. (Brescia) Slalom speciale: DELL’ANTONIO F. (Predazzo) JUNIORES: Fondo: STELLA V. (Asiago) Slalom gigante: RICHELLA V. (Bormio) Slalom speciale: HORNOF C. (Bolzano) Staffetta 3x6 Km.: VICENZA (Fertile, Pesavento, Lobbia) CAMPANILI ALPINI Fondo: DE FRANCESCO V. (Trento) Slalom gigante: SOLDA' M. (Vicenza) Slalom speciale: SOLDA’ M. (Vicenza) Staffetta 3x4 Km.: TRENTO (Dantin, Francesco)

Bosin,

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1954 - APRICA (SO)

CRITERIUM C.S.I. Fondo: CAMELIN D. (Bormio) Slalom gigante: QUADRIO A. (Bormio) Slalom speciale: QUADRIO A. (Bormio) Staffetta 3x5 Km.: COMO-SONDRIO (Squadra A: Canclinì, Confortola. Schenatti)

CAMPANILI ALPINI Fondo: MARTINELLI E. (Como-Sondrio) Slalom gigante: BOSONI M. (Como-Sondrio) Slalom speciale: VISETTI P. (Cuneo) Staffetta 3x4 Km.: COMO-SONDRIO (Spechenauser, Bormolini, Martinelli)

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CAMPANILI ALPINI Fondo: PEYROT P. (Pinerolo) Slalom gigante: FRAYRIA G. (Torino) Slalom speciale: MARRO A. (Cuneo) Staffetta: TRENTO (De Silvestro, Chiocchetti, Varesco)

1955 - BARDONECCHIA (TO) CRITERIUM C.S.I. Fondo: RIGONI A. (Vicenza) Slalom gigante: LUNELLI G. (Trento) Slalom speciale: D’AMBROS M. (Recoaro) Staffetta: VICENZA (Pesavento, Stella, Rigoni) CAMPANILI ALPINI Fondo: BIANCHI S. (Bergamo) Slalom gigante: CORVI U. (Como) Slalom speciale: DE FLORIAN F. (Trento) Staffetta: TRENTO (Guadagnini, De Giampietro, De Francesco) 1956 - ASIAGO (VI) CRITERIUM C.S.I. Fondo: CAVAGNO G. (Bergamo) Slalom gigante: DE FLORIAN C. (Trento) Slalom speciale: DE FLORIAN C. (Trento) Staffetta: VICENZA (Stella, Mosele, Rigoni) CAMPANILI ALPINI Fondo: BIANCHI S. (Bergamo) Slalom gigante: BOSIN M. (Trento) Slalom speciale: BOSIN M. (Trento) Staffetta: NOVARA (Bacher G., Bacher M., Globo) 1957 - CERVINIA (AO) CRITERIUM C.S.I. Fondo: LESO D. (Verona) Slalom gigante: GR1FANI N. (Vicenza) Slalom speciale: VIOTTI S. (Cuneo) Staffetta: VICENZA (Stella, Magnabosco, Mosele)

CAMPANILI ALPINI Fondo: BERNABEI B. (Modena) Slalom gigante: DI BONA G. (Bressanone) Slalom speciale: DI BONA G. (Bressanone) Staffetta: NOVARA (Bacher G., Bacher M., Globo)

1958 - SALICE DULZIO (TO) CRITERIUM C.S.I. Fondo: BERNABEI B. (Modena) Slalom gigante: BOSIN M. (Trento) Slalom speciale: SUPERRA E. (Trento) Staffetta: TRENTO (Chioccheti, Gabrielli, De Fran­ cesco ) CAMPANILI ALPINI Fondo: DE MICHIEL E. (Belluno) Slalom gigante: PEZZA L. (Aosta) Slalom speciale: PEZZA L. (Aosta) Staffetta: COMO (Bellotti, Dei Cas, Sosio) 1959 - BARDONECCHIA (TO) CRITERIUM C.S.I. Fondo: BONAITI B. (Torino', Slalom gigante: SCALET M. (Trento) Slalom speciale: HERIN A. (Aosta) Staffetta: MODENA (Biondini, Bernardi L., Bernar­ di B.) Salto: DONATI M. (Brescia) Combinata nordica: BONAITI B. (Torino)

CAMPANILI ALPINI Fondo: CAPPELLARI A. (Udine) Slalom gigante: MARCELLIN P. (Susa) Slalom speciale: CIANALINO R. (Pinerolo) Staffetta: MODENA (Biondini T.. Giannasi E., Sera­ fini P.)

1960 - CERVINIA

(AO)

CRITERIUM C.S.I. Fondo: NONES F. (Trento) Slalom gigante: POMA P. C. (Torino) Slalom speciale: RASON M. (Trento) Staffetta: MODENA (Biondini, Turrini, Giannasi) CAMPANILI ALPINI Fondo: CAPPELLARI A. (Udine) Slalom gigante: PERRON GABUS G. (Susa) Slalom speciale: PERRON GABUS G. (Susa) Staffetta: UDINE (Vueric, Cecconi, Romanini)

1961 - CERVINIA (AO)

CRITERIUM C.S.I. Fondo: BERNARDI B. (Modena) Slalom gigante: GIACOMELLI R. (Trento) Slalom speciale: RASOM M. (Trento) Staffetta: MODENA (Carani, Bernardi L„ Bernardi B.)

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1962 - LIMONE PIEMONTE (Cuneo) CRITERIUM C.S.I. Fondo: PEYROT P. (Pinerolo) Slalom gigante: SOMMARIVA L. (Trento) Slalom speciale: SOMMARIVA L. (Trento) Staffetta 3x8 Km.: TRENTO (Varesco, Felicetti, Chioc­ chetti) • CAMPANILI ALPINI Fondo: SERAFINI P. (Modena) Slalom gigante: SIBILLE S. (Susa) Slalom speciale: VIALE D. (Cuneo) Staff. 3x4 Km.: R. EMILIA (Callosi, Baroncini F., Zannini) 1963

BOSCOCHIESANUOVA (Verona) CRITERIUM C.S.I. Fondo: ZANINI A. (Reggio Emilia) Slalom gigante: BESSUN G. (Torino) Slalom speciale: BOSCO A. (Trento) C2 A 7T l— NT ' / A / C? 4■ C n 1 i> 2 —2\ Staffetta: VICENZA (Stella, C*Stefani, Rigoni)

CAMPANILI ALPINI Fondo: SERAFINI P. (Modena) Slalom gigante: SOMMARIVA L. (Trento) Slalom speciale: FOSCO P. (Trento) Staffetta: MODENA (Biondini, Fontana, Serafini)

1964 - MOENA

(Trento) CRITERIUM C.S.I. Fondo Km. 8: RENZO C. (Trento) Slalom gigante: ZOGMEISTER M. (Trento) Slalom speciale: ANTONIOLI E. (Lecco) Staffetta 3x8 Km.: CSI Modena (Tonino Biondini, Mat­ teo Fontana, Paimiro Serafini) CAMPANILI ALPINI Fondo Km. 4: CHIOCCHETTI R. (Trento) Slalom gigante: BESSON G. (Torino) Slalom speciale: BESSON G. (Torino) Staffetta 3x4 Km.: MODENA (Zanotti, Tazzioli, Gian­ nasi)

1965 - LURISIA-Mondovì (Cuneo) CRITERIUM C.S.I. Fondo: BIONDINI T. (Modena) Slalom gigante: BRIGADOI F. (Trento) Slalom speciale: DALMASSO S. (Cuneo) Staffetta: MODENA « A » CAMPANILI ALPINI Fondo: DE FRANCESCO B. (Trento) Slalom gigante: GARNIER A. (Torino) Slalom speciale: VALERUZ A. (Trento) Staffetta: TRENTO « A » 1966 - BORMIO CRITERIUM C.S.I. Fondo Km. 8: CHIOCCHETTI R. (Trento) Slalom gigante: ANTONIOLI F. (Bormio) Slalom speciale: BONACORSI G. (Bormio) Staffetta 3x8 Km.: TRENTO (Dolliana, Bortolotti, Nichela) CAMPANILI ALPINI Fondo Km. 4: GIORDANETTO F. (Cuneo) Slalom gigante: CONTORTOLA B. (Bormio) Slalom speciale: CONTORTOLA B. (Bormio) Staffetta 3x4 Km.: TRENTO (Zorzi, Daldoss, Sartolin) 1967 • CERVINIA CRITERIUM C.S.I Fondo: LUCIANI D (SC Val Biois, Belluno) Slalom speciale: DALMASSO S. (Sci Club Limone, Cuneo) Slalom gigante: DALMASSO S. (Sci Club Limone. Cuneo) Staffetta 3x8 Km.: MODENA (Picchietti. Tazzioli, Za­ notti) CAMPANILI ALPINI Fondo: BIANZINA C. (Dossena, Bergamo) Slalom speciale: FIUME Andrea (Sci Schuster, Milano) Slalom gigante: FIUME Andrea (Sci Schuster, Milano) Staffetta 3x8 km.: BERGAMO (Capitanio, La Casa, Bianzina)


(continuai, da pag. 10)

le) Coppa Pre-Campionato « Speranze 67 . Cat. Juniores », Coppa Giovanissimi; TRAPANI: 1 orneo d’inverno 1967.

Omologazione Risultati MOLFETTA: XIV T. CHIA­ RINI - Fase societaria S.F. Neri e G.S. Gifram: 1) S. Fi­ lippo Neri A, 2) S. Filippo Neri F, 3) S. Filippo Neri G; UDINE: Torneo del Centena­ rio - 2a Edizione - 1) S. Gia­ como, 2) Lib. Tolmezzo, 3) Pro Glemona, 4) Rie. S. Osvaldo. RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.PP. e ZZ. BOLOGNA: Presidente: Paolo Zangarini; Segertario: Gaetano Aiello; Membri: Carlo Gesù, Giuliano Gramigna e Erminio Schiavina; LODI: Presidente: Carlo Pennini, Membri: Luigi Dragoni e Tisacchi Mauirzio.

Franco; V. Presidente: Di Renzo Antonio; Segretario: Campanile Livio; Componen­ ti: Cassano Giuseppe e Me­ li: Cassano Giuseppe e MoOmologazione Risultati deo Leonardo; RIMINE Pre­ BARI: Torneo Madonna sidente: Ugo Garattoni; Se­ della Croce sq. part. 4 ha gretario: Gian Carlo Fabbri; vinto U.S. Biancorossi; TO­ Membri: Bruno Muratori, RINO: la Coppa Sagra S. Luigi Prioli e Pietro Sartini. Michele sq. pari. 4 ha vinto U.S. Condove l". CORSI TECNICI

minano arbitri CSI i sotto­ notati candidati che vengono iscritti nei ruoli tecnici del CSI: CREMONA: (con anzianità 4 novembre 1967) Agarossi Carlo, Neviani Tiziano, Ce­ ruti Guido, Compiani Pier Ettore, Dotti Luciano, Gran­ di Giorgio, Guerreschi de­ vio, Neviani Claudio, Galli Luigi.

RATIFICA COMPOSIZIONE COMMISSIONI TECNICHE PROVINCIALI E ZONALI

RINNOVO TESSERE TECNICI CSI 1967-68

vanissimi: VALDELSANO: la Coppa deil’Amicizia Allievi; 3a Coppa deil’Amicizia.

ALES: Presidente: Aldo Me­ loni; V. Presidente: Gavino Pia; Segretario: Aldo Atzeni; Componenti: Carlo Spano e Gianni Canargiu; ANDRIA: Presidente: Quacquarelli

Approvazione Corsi

CATANIA: Corso Allenatori; LECCO: Corso Arbitri; Corso Arbitri; MANTOVA: PIACENZA: Corso Arbitri. RATIFICA ESAMI

Arbitri

TORINO: Monticene Gian­ franco.

Visti i verbali di esami si omolgano i risultati e si no­

IL PRESIDENTE

FILIPPO DRAGOTTO

CORSI TECNICI Si approvano i Corsi Ar­ bitri indetti dai Comitati di PIACENZA e MANTOVA. IL SEGRETARIO

ANGELO RAINERI li

PRESIDENTE

UMBERTO GARCEA

-

y

PALLAVOLO COMUNICATO N. 3 Roma, 15 novembre 1967 CAMPIONATI NAZIONALI

occhio alla schedina f

la schedina

Approvazione Regolamenti Fasi Provinciali e Zonali Autonome

CARPI: Allievi e Juniores; FOLIGNO: Allievi e Juniores; ORVIETO: Allievi e Junio­ res; RIMINE Juniores; RO­ MA: Allievi e Juniores; SPO­ LETO: Juniores; TORINO: Allievi e Juniores (C.R. Pie­ montese: C.U.N. 5 del 6-66-67). MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE

Approvazione Regolamenti ALES: 1 0 Torneo Primavera; BARI: Torneo Madonna della Croce; CATANIA: 3a Coppa N. Bertocco; MANTO­ VA: Torneo d’Autunno; MOL­ LETTA: Torneo Giovanni XXIII; TORINO: Coppa Gio-

e» una carica di speranza e’

una reatta’ in cifre 15


A

tutto CSI notizie di attività inviate dai nostri addetti stampa

La sig.na Bianca Maria Fabris, figlia del Comm. Benedet­ to Fabris, pioniere e beneme­ rito del nuoto del CSI e Meda­ glia d’oro della FIN, ha conse­ guito, con il massimo di voti e lode, il diploma di insegnante di Educazione Fisica presso l’ISEF di Napoli. Alla neo professoressa i no­ stri più vivi complimenti e auguri.

* *

Il 22 novembre, dopo lunga malattia, si è spenta in Roma la mamma del nostro dirigente nazionale Comm Filippo Dragotto, signora Cozzo Caterina in Dragotto. Stadium porge al Comm. Dragotto e alla famiglia le più sentite condoglianze, certo di interpretare i sentimenti di tutta la famiglia del CSI che in questo tragico momento gli è affettuosamente vicina.

premiazioni annuali Alla presenza di S. E. Mons. Giulio Bianconi Vescovo Diocesano — dell’Assessore allo Sport del Comune di Civitavecchia, del Segretario del Comitato Provinciale. rag. Alfredo Manfredi e di altre autorità civili e sportive, il giorno 12 corrente ha avuto luogo nel cinema-teatro dei Padri Salesiani, la cerimonia del­ la premiazione degli atleti che più si sono distinti nel­ le varie attività sportive svolte nel 1966-67 dal Co­ mitato di Civitavecchia. Dopo la relazione del Pre­ sidente del Comitato zonale, hanno preso la parola il Segretario del Comitato Provinciale, l’Assessore allo sport sig. Ferrerò Arciprete e il Vescovo S. E. Monsi­ gnor Bianconi. Sono state distribuite 7 Coppe, 5 Targhe, centinaia di medaglie. Tra le Par­ rocchie premiate, quella di S. Pio X che ha vinto la «Targa della disciplina»; S. Felice, Immacolata Con­ cezione, Madonna delle Gra­ zie di Allumiere, ed i GG. SS. Villaggio del Fan­ ciullo, Bini Aurora, Dina­ mo, Don Bosco, Fiamma Olimpia, Indomita.

★ Si è svolta nel Salone di Rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Salerno la rituale cerimo­ nia della premiazione di Atleti e società del Comi­ tato Provinciale CSI. La manifestazione ha avu­ to un particolare interesse in quanto si è proceduto alla consegna del distintivo d’oro di azzurro CSI al nuo­ tatore salernitano Ladislao

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Un aspetto della sala gremita di gente nel corso della cerimonia di premiazione del Co­ mitato di Salerno.

Palumbo, balzato prepoten­ temente alla ribalta dellle cronache sportive nazionali ed internazionali nella re­ cente stagione agonistica. Alla cerimonia cui sono intervenute le maggiori au­ torità religiose, civili, spor­ tive e militari della Città, è arriso un lusinghiero suc­ cesso di pubblico. Dopo il saluto dell’avv. Torre, vice presidente del­ l’amministrazione provincia­ le, si è passato alla tanto attesa consegna dei premi. Nel corso della stessa al dr. Renato Augusto, che per due anni è stato vice pre­ sidente e Direttore Tecnico del Comitato (impegni la­ sciati per motivi di lavoro che lo hanno costretto a lasciare Salerno), veniva consegnata una medaglia ri­ cordo ed un diploma di ri­ conoscimento. La serata si è conclusa con le paterne parole di mons. Aniello Vicinanza, Vicario generale, che a no­ me del Vescovo di Salerno mons. Demetrio Moscato ha impartito la paterna bene­ dizione.

Al termine del 1° Congresso Zonale Autonomo svoltosi ad Orte nella sala « Proba Falconia », si è proceduto alla premiazione delle squadre vincitrici i Campionati di ogni sport svoltisi nella passata stagione 1966-67. Tra le premiate l’U.S. Orte Scalo, ki 6.S. Sipicciano, il G.S. Attigliano ed il G.8. Mascagna di Soriano del Cimino. Nella foto appaiono da sinistra a destra il Pre­ sidente uscente Massimo Cardarelli, il Cav. Rodolfo Pri­ mavera, Presidente deH’Assemblea ed il Comm. Giuseppe Burdisso rappresentante la Presidenza Nazionale.


SPORT IN SEMINARIO

La squadra di pallacanestro del CSI Correggio di Reggio Emilia, la classificata nel Trofeo Provinciale «Arcobaleno Sport» cat. A. Da sinistra in piedi: Bertacchini (All.), Gambetti, Panisi, lotti. Tondelli, Setti, Benati (All.), Mioni, Pantaleoni, Ferrari, Vezzani. Montanari.

ciclismo csi Conclusa con successo la stagione su strada, la « S.C. Csi Vignolese » sempre'pronta a dar vita allo sport ci­ clistico, è già entrata sul... sentiero del ciclocross. La prima gara di una se­ rie di ciclocampestri si è disputata domenica scorsa a Vignola patrocinata dal Co­ mitato Provinciale del CSI di Modena. Con la vittoria del nazio­ nale azzurro Franco Llvian e i piazzamenti di Moro (8°), Binato (11”) e Meneghetti (12°) ottenuti nel 10° Giro « Ciclocrossistico di Vignola », l’Unione Sporti­ va CSI Angarano di Bassano del Grappa ha totaliz­ zato 18 punti ed è prima nella speciale classifica del Trofeo « Lero Plastica » ab­ binato alle gare ciclocam­ pestri organizzate dalla S.C. Csi Vignolese nella corren­ te stagione 1967-68. Al se­ condo posto è il G.S. Ca­ sagrande di Udine seguito dal G. S. Csi Germanvox di Ravenna e da altre sei so­ cietà sportive. La seconda prova è in programma per il 3 dicembre prossimo a Savignano sul Panaro sem­ pre nel modenese. Ecco la classifica dopo la prima prova: 1. U. S. Csi Angarano di Bassano del Grappa punti 18; 2. G.S. Casagrande di Udine p. 16; 3. G. S. Csi Germanvox di Ravenna p. 10; 4. Soc. Spor­ tiva Csi Volsca di Roma p. 9; 5. Ciclo Lombardo di Milano p. 7; 6. Pedale Mon­ zese p. 5; 7. U. S. Csi Zorzi di Piove di Sacco (Pa­ dova) p. 3; 8. Pedale Fidentino p. 2; 9. Velo Sport Rho Lombardia p. 1. La Coppa del Centro Spor­ tivo Italiano è stata defi­

nitivamente assegnata al « G. S. Casagrande » di Udine. FRANCESCO BADIALI

Classifiche ufficiali del campionato provinciale di Verona: Esordienti: 1) Andreella Giovanni (U. S. Bovolone CSI) campione provinciale 1967; 2) Rosslgnoli Luciano (U. S. Bovolone CSI); 3) Canteri Valerio (U. C. Ve­ ronese CSI) ; 4) Gazzetto 'Armando (OSI Bovolone); 5) Storari Sergio (U. S. Bo­ volone CSI); seguono: Rucani Luigi (CSI Tenax) p. 5, Coltro Pierino (CSI Bovolone), Raguzzi (CSI Gaiga), Dal Cappello (CSI Grezzana), Magrinelll (CSI ' S. Bonifacio), Pontalto Foiitaìtv uu» (id.) e Benini (CSI Veronese). Allievi: 1) Pierina Marino (Poi. ICSI B. Gaiga) cam­ pione provinciale 1967; 2) Biancardl Giorgio (U. S. Bovolone CSI) ; 3) Guardi­ ni Gastone (G. S. S. Pie­ rino); 4) Gallinetta Rober­ to (U. C. Veronese CSI) ; 5) Zoccatelli Mario (Poi. CSI B. Gaiga; seguono: Carletto (CSI S. Pierino). De Grandi (CSI Michelo­ rie), Spezzoni (CSI S. Pie­ rino), Vecchieti e Mantova­ ni (CSI Bovolone), Talamioli, Filippi e Corsi (CSI S. Pierino), Glanello e Creinasco (CSI Bovolone), Fer­ rerò (CSI Valpolicella). Dilettanti: 1) Contente Mario (U. C. Veronese CSI) campione provinciale 1967; 2) Bombieri Luigi (Poi. CSI B. Gaiga) ; 3) Sedendo Eml-

Il Campione provinciale 1967 della cat. Esordienti, Andreella Giovanni dell’U. S. Bovolone.

dio (U. C. Veronese CSI) ; 4) Cordioli Giuseppe (Poi. CSI B. Gaiga) ; 5) Franceschlni Lido (G. S. Valpoli­ cella CSI); seguono: Fa­ soli e Filippi (CSI Gaiga), Magrinelll Giovanni (CSI Valpolicella) e Galinetta Giorgio (CSI Veronese) e Bottazzini Renato (CSI Gaiga). Società: 1) U. S. BovoIone CSI; 2) Pol. CSI B. Gaiga; 3) U. C. Veronese CSI: 4) U. S. S. Pierino; 5) G. S. Valpolicella CSI; seguono: U. S. Michelorie CSI, G. S. CSI Tenax, U. S. Grezzana CSI, U. S. CSI S. Bonifacio.

Movimento insolito si è presentato all'occhio di ____ estranei che il giorno 24 c.m. si sono trovati nel Seminario Regionale di Be­ nevento. Un va e vieni con­ tinuo tra la sede del Comi­ tato Zonale CSI e 1 campi di gioco. Cosa c’era in vi­ sta? La risposta è venuta allorquando al suono del­ l’inno nazionale del CSI i giovani atleti componenti le singole Società del Co­ mitato Zonale si sono reca­ ti in ordine perfetto ai ri­ spettivi posti assegnati nel campo. Contemporaneamente en­ trava in campo S. E. Mon­ signor Pietro Santoro, già Rettore di questo Semina­ rio, attorniato dal corpo dei professori e superiori. Prendeva la parola il Se­ gretario del Comitato Zo­ nale CSI presentando una succinta relazione dell’atti­ vità 1966-1967. Seguiva tra applausi di gioia e di solidarietà, la pre­ miazione delle Società pri­ me classificatesi, per l’anno 1966-67, nei tornei di ba­ sket, pallavolo, calcio ten­ nis da tavolo, rugby edu­ cativo, calciobalilla, ed in ultimo Veniva consegnata l’ambita coppa « Santoro », coppa che indicava l’impe­ gno disciplinare degli atleti. I flash erano in continua azione a testimoniare la bel­ lezza e la riuscita della ce­ rimonia. Prendeva poi la parola il presidente Ch. An­ tonio Blundo che all’aper­ tura dell’attività del CSI, con brevità e chiarezza met­ teva in evidenza il valore educativo che lo Sport può avere per il giovane semi­ narista. Chiudeva la cerimonia una vasta gamma di saggi: Atle­ tica (staffetta, mezzofondo, 100 metri), Pallavolo, Ba­ sket. MICHELE PASCIUTO

Dopo che l’anno -scorso aveva iniziato l'attività CSI per la prima volta e con un discreto successo avendo conquistato 11 titolo provin­ ciale ragazzi di campestre con Danilo Niccolai, il G.S. Seminario di Livorno ha ini­ ziato il nuovo anno sociale organizzando un torneo di tennis tavolo che si è arti­ colato in due categorie: Al­ lievi ed Juniores. Grande è stato l’impegno e l’entusiasmo di tutti 1 con­ correnti, tra cui abbiamo vi­ sto prevalere Arlo Locci ne­ gli Allievi, e Luciano Gerì negli Juniores. Ad ogni par­ tita del torneo ha fatto ri­ scontro un acceso tifo da parte degli spettatori pre­ senti. PAOLO RAZZATITI

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AI BIANCOROSSI IL TORNEO DI TRIGGIANO

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; I componenti la squadra dell’U.S. Ardita di Gorizia, che hanno brillantemente conquistato il primo posto nella « Coppa CSI """ » di càlcio per giovanissimi categoria A della provincia.

La squadra dei Biancorossi Bari ha vinto a Triggiano il torneo di pallavolo, organiz­ zato dall’Associazione Cat­ tolica. Ab secondo posto l’Acquaviva (ha perduto solo rincon­ tro diretto con i vincitori), al terzo la Fides Triggiano ed al quarto la Charitas Bari. I Biancorossi hanno gio­ cato con De Fano, Ladisa, Monacelli, De Alberto, Albo­ ri, Rosselli, Ornelli. Le altre squadre hanno giocato con le seguenti for­ mazioni: Acquaviva: Capozzo, Gen­ tile, Bertazzi, Caporusso, Bruno, D'Ambrosio e Favia. Fides: D’Alesio S., D’Alesio F„ Mascipopinto, Maurelli, Costanza, Colella, Ad­ dante, Carbonara, Tarulli, Mitorotondo, Laricchia, Triggiani. Charitas: Finto, Borrisco, Fragrasso, Napoletano, Do­ nato I, Donato II. Ha assistito alla conse­ gna dei premi il Sindaco Pro Tempore sig. Rocco Nltti.

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. essere o contemporanca o seguire Ja ’ jfeu di inversione dei tempi, si ha uno

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l’assunzione della posizione eretta.

fànnia e galleggiamento prono

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■ to di avere appreso la prima fase del erare una leggera spinta con gli arti, jente in avanti ed acquistare la posi ' Quinta in avanti del corpo, cioè uno ! <■> prona porta il corpo ad assumere, ! -'dizione orizzontale, che è la posizione 1

Ljrò cominciare a dare particolari sugSiione prona corretta nei particolari, C5 qualora si constati che l'allievo si nuovi particolari. Si consiglia, iniz.hcnto prono quella con gli arti inferapcriorì nella posizione fuori-alto, al f

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Attenzione! Tutti i versamenti effettuati sul c/c postale n. 1/10266 per materiale richiesto sia al CSI che al negozio, Ognisport, devono recare l’intestazione: Centro Sportivo Italiano, Via della Conciliazione, 1 - 00193 Roma. I c/c intestati ad Ognisport, vengono respinti dalie Poste perché Ognisportt non è titolare di c/c postale.

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MONDO GRANDE E PICCOLO | MONDO GRANDE E PICCOLO

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ahimsa GLI AMERICANI attraversano un momento poco felice nelle valuta­ zioni dell’opinione pubblica mon­ diale. La guerra nel Vietnam, con l’inasprimento dei combattimenti e delle incursioni negli ultimi gior­ ni, contribuisce ancor più a darci impressioni diverse di un popolo complesso ed imprevedibile, su cui è inevitabile che cadano giudizi da ogni parte. Di esso, però, si pos­ sono fare elenchi di difetti e cri­ tiche a non finire ma giunge sem­ pre l’attimo in cui si scoprono le profondissime radici democratiche della sua storia. E’ il caso delle recenti elezioni in acune tra le più grandi città sta­ tunitensi dove i candidati negri hanno ottenuto significative vitto­ rie pur presentandosi in distretti

a maggioranza bianca. A Cleve­ land, ad esempio — 800 mila abi­ tanti. una delle metropoli più :< americane » di tutta l'America — successo strepioso di Cari Bolden Stokes, un giovane avvocato negro che diventa sindaco battendo l’ere­ de di una tra le più potenti fami­ glie degli « States », quella dei Taft. A chi sta seguendo l’evolversi sem­ pre più minaccioso del contrasto bianchi-negri in America non sfugge il significato profondo, il valore di questi episodi che com­ piono il miracolo di tenere aperta la speranza in un mondo non lon­ tano. in cui tutti sapranno risco­ prire dietro le differenze di colore, di estrazione sociale, d'idee, l’iden­ tica umanità.

GLI ITALIANI HANNO SPESO per manifestazioni sportive nel 1968 la cifra di 23 miliardi e 851 milioni (ma nei botteghini dei cinema, mal­ grado la crisi, ne hanno lasciato oltre 165 miliardi). La fetta più grossa è, naturalmente, del calcio con 20 miliardi e 663 milioni — record di incassi: Roma-Napoli all'olimpico con 121 milioni — mentre tutti gli altri sport sono a quote lontanissime. Le città più tifose: Milano. Napoli. Roma nel complesso, ma per singolo abitante Monza (3919 lire), Manto­ va (3410), Bergamo (3179).

COSTRUIRE SUL VUOTO può sembrare, certo, l'ultimo grido del­ la scienza avveniristica che non esita a dare l'assalto a zone plane­ tarie, divise da noi da distanze astrali. E’, invece, un classico modo di costruire « all'italiana », un pri­ mato che non ci invidiano e di cui Agrigento può, in campo edili­ zio, rappresentare il documento in­ discusso. Ora esiste anche Napoli. Una speciale commissione, diretta da un docente universitario, il pro-

fessor Di Stefano, ha presentato una lunga relazione sul sottosuolo della città partenopea che rivela « condizioni di eccezionale gravi­ tà ». Per venti anni si sono innal­ zati complessi edilizi e zone resi­ denziali senza limitazioni e senza opportune opere di canalizzazione delle acque. Risultato: 65 crolli dal marzo del 1966 ad oggi sulle colli­ ne più cantate de mondo. Vomere e Poslllipo. Una storia triste che non giova a nessuno.

Ahimsa. nel linguaggio indù, significa non-violenza o la pra­ tica dell’amore. E’ una parola" che, nel mondo, era già cono­ sciuta da milioni di persone pri­ ma ancora che i giovani di og­ gi scoprissero la protesta e che i Beatles andassero in India per « scoprirne » la saggezza e per rimpolpare il loro repertorio di canzoni di successo. Infatti Gandhi, che è stato uno dei grandi testimoni e profeti della non-violenza e che usò questa parola migliaia di volte, diceva che non aveva inventato nulla perché « la verità e la non-vio­ lenza sono antiche come le mon­ tagne ». C'è però da dire che sempre di più i giovani di questa generazione credono alla non­ violenza e disprezzano la guerra. Molti sono anche quei giovani che sono disposti a pagare di persona per rendere testimo­ nianza a questa pratica del­ l’amore. Ne è un esempio, fra tanti al­ tri, Robert Lockman, un giovane soldato negro degli Stati Uniti che ha preferito farsi condan­ nare a due anni di lavori forzati piuttosto che andare nel 'Viet­ nam e combattere contro al­ tri uomini. Al momento del suo rifiuto a combattere Lockman aveva detto che la sua coscienza si ribellava alla guerra del Viet­ nam e che gli ordinava invece di combattere la miseria nei ghetti negri del suo paese. Questo di Lockman è un segno, fra tanti altri, di ciò che i giovani sento­ no e vogliono. Ma c’è una cosa che va detta ai giovani perché non si scoraggino. E’ ciò che in­ segna l’esperienza di Gandhi. Fino ad oggi la non-violenza che è stata praticata nel mondo è la non-violenza dei deboli, mentre la forza piii potente del mondo è la non-violenza dei forti. Questo sia nei rapporti in­ ternazionali sia nei rapporti fra uomini. Cosi che fintanto che gli adulti, i grandi, i potenti, non avranno capito che la loro vera forza è nella non-violenza vi sarà sempre guerra fra i popoli e guerra fra gli uomini. I giovani che hanno imboccato questa strada non si scoraggino, dun­ que. perché non viene la pace. E’ ovvio, gli altri han scelto la strada sbagliata. P. A.

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Convegno Nazionale Dirigenti Assisi, 2-5 novembre 1967 Nell’ultimo numero dedicato al Convegno Nazionale Dirigenti di Assisi, per esigenze di spazio, abbiamo tralasciato i risultati dei Gruppi di Studio Regionali che hanno discusso sulla prima relazione del Convegno, « l’atleta protagonista della vita della società sportiva ». Ne pubblichiamo ora una sintesi. I gruppi di studio erano composti come segue: Lombardia, Puglia, Emilia, Veneto Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Liguria, Toscana - Marche - Umbria, Lucania, Abruzzo - Calabria - Campania, Piemonte, Sardegna.

dirigenti/atleti una presenza responsabile PRIMA DOMANDA La relazione ha messo in luce il complesso dei valori che circolano all’interno di una società sportiva. Tale situazione la riscontrate anche nella vita delle nostre società spor­ tive? Fino a che punto? Quali even­ tualmente le carenze principali?

I gruppi si sono detti d’accordo sui valori che la relazione ha evi­ denziato. Essi si riscontrano anche all’interno delle società CSI, non sempre però in cosi gran numero e non sempre in maniera cosciente per varie carenze di ordine diri­ genziale e organizzativo. E’ stato precisato che spetta al­ la società sportiva valorizzare i contenuti educativi dello sport, mentre spetta ad altre istituzioni approfondire tutti gli altri conte­ nuti che sono parte della vita for­ mativa del giovane. Inoltre, la problematica delle di­ verse unioni sportive si differenzia a seconda del loro tipo parrocchia­ le od extraparrocchlale ed in fun­ zione del particolare ambiente in cui nascono ed operano. Nell’am20

biente parrocchiale le unioni spor­ tive sono prevalentemente condi­ zionate alla osservanza di deter­ minate attività che ne limitano, a volte, la libertà e completezza di espressione. Nelle società espres­ sione di collegi si riscontra una cer­ ta facilità al lavoro dirigenziale, organizzativo, pedagogico per l’edu­ cazione dei singoli membri della co­ munità ad assumere responsabilità personali. Le società extra-parrocchiali, se da un lato risultano più aderenti alla dinamica tecnico-organizzati­ va di una società-tipo, dall’altro ri­ sultano spesso carenti per rapporti di natura educativa, perché hanno dirigenti non sufficientemente pre­ parati sul piano pedagogico. Ancora, la vita delle società spor­ tive si dimostra ad un livello più responsabile a seconda del tempo di appartenenza all’organizzazione parrocchiale ed alla disponibilità ed efficienza del Consulente che con­ tinua, nel momento sportivo, la sua missione, alla presenza di dirigenti laici cresciuti nelle file cattoliche che hanno, attraverso l'esperienza vissuta dei postulati CSI, acquisito maturità e competenza tecnico-


organizzativa. Infatti le carenze principali si verificano in quelle so­ cietà che. nate da esigenze pretta­ mente sportive, sono dirette dallo entusiasmo di laici provvisti di una sufficiente preparazione per la no­ stra organizzazione e la presenza del Consulente è minima per l’im­ possibilità dello stesso di seguirne lo sviluppo. Ne consegue, quindi, una vita limitata od episodica delle società stesse. Infine, è stato osservato che, per poter parlare di società sportiva come campo di valori, bisogna ave­ re chiari i concetti di società spor­ tiva che nel CSI ha queste caratte­ ristiche: gratuità di prestazione, libertà di affiliazione, inserimento nel piano pastorale, finalità educa­ tiva. La società sportiva tanto più sarà garantita sul piano educativo, quanto più sarà inserita nei piani pastorali delle parrocchie. Tali carenze sono state così in­ dicate: — Impreparazione dei dirigenti che assegnano alla società sportiva finalità puramente agonistiche o vedono nell’attività CSI solo un mezzo per attirare ragazzi nelle as­ sociazioni G.I.A.C. (una situazione, si rileva, che va man mano scom­ parendo). A volte i dirigenti sono anche troppo giovani. — Impreparazione dei Consulen­ ti che a volte non comprendono in profondità i valori sportivi conte­ nuti nello sport; altre volte sono poco presenti nella vita della so­ cietà; per sensibilizzare il clero è opportuno accostare per tempo : chierici nei rispettivi seminari. — Mancanza di rapporti tra la società sportiva ed altri organismi giovanili. — Le società sportive normalmen­ te non usano strumenti adatti per mettere in luce i valori alla co­ scienza degli atleti. — 'Mancano adeguati interessa­ menti e assistenza da parte dei di­ rigenti di Comitato. — Difficoltà che provengono da quei fenomeni sportivi esterni che possono definirsi come « involuzio­ ne dello sport moderno» (abbina­ menti, tecnicismo, spettacolo ecc. ecc. ). — Difficoltà di ordine materiale ed economico che limitano l’atti­ vità ad un programma troppo ri­ stretto e talvolta costringono ad accettare anche dei « compromes­ si ». Le piccole società, in maggior svantaggio, sono costrette spesso a sciogliersi. — Carenza di dirigenti come nu­ mero (occorre, perciò, rivolgersi al­ le organizzazioni cattoliche che so­ no le naturali motrici delle attivi­ tà educative). — Le nostre società sportive so­ no ancora chiuse, limitate al solo interesse sportivo e non aperte agli interessi più vari e profondi che il giovane porta entrando in esse. — Frequente mancanza di contatti sul piano umano tra atleti e diri­ genti. — L’attività agonistica preva­ lente su quella educativa. D’Accor­ do che l’attività sportiva è di per sé educativa, cionostante occorrono

momenti particolari di riflessione e intervento educativo. — Mancanza di una sede sociale per cui diventa difficoltoso intavo­ lare qualsiasi discorso. — Molte società, più che tali nel senso del termine, sono soltanto « squadre ».

SECONDA DOMANDA Come aiutare le nostre società sportive ad evolversi verso una vita sociale più ricca e intensa, tale da permettere un più vivo e intenso scambio di valori ed esperienze? Occorre trovare il modo di pre­ parare i Dirigenti di Comitato, con corsi nazionali o regionali, che sap­ piano trasferire nelle società spor­ tive il discorso ideologico fatto in questi ultimi tempi dalla Presiden­ za Nazionale (rilevata l’importanza dei Convegni Nazionali). I dirigen­ ti nazionali e regionali, tuttavia, dovrebbero farsi «propagandisti» presso i carenti Comitati provinciali e zonali. Importante è anche trovare il modo di entrare in contatto con le società sportive, intensificando, ad esempio, l’attività zonale. Occorre, inoltre, collaborare con tutti gli enti interessati alla pasto­ rale giovanile. Al fine di tenere sempre in atti­ vità le società sportive è necessario programmare una assidua attività agonistica, completato da manife­ stazioni ricreative, culturali, cine­ matografiche. turistiche ecc.; ac­ cettare lo scambio di esperienze con altri organismi similari. Bisognerà approfondire lo studio dei rapporti fra atleta e società per quanto concerne il vincolo (specie nel settore calcio) tenendo conto che l'attuale situazione non consen­ te una sufficiente permanenza del­ l’atleta nella società ai fini di una sua formazione personale. Le famiglie vanno inserite nella vita sociale. I contatti tra gli atleti vanno potenziati. Aiutare partico­ larmente le società che muovono i primi passi. Nella società si crei un clima di grande apertura verso i problemi che interessano il giovane. Gli stru­ menti materiali sono di valido aiu­ to e in certi casi indispensabili: sede, impianti, attrezzature. Richiamare nella società sporti­ va anche giovani che svolgono al­ tre attività, al fine di arricchirne la vita. Importante anche lo scambio pe­ riodico di esperienze tra le socie­ tà e il centro nazionale, soprattutto delle società-pilota. Intensificare la preparazione dei dirigenti. L’attività sportiva deve permet­ tere agli associati la continuazione dela vita parrocchiale ed al consu­ lente l'effettiva presenza in società. I dirigenti di Comitato dovran­ no seguire il più possibile lo svi­ luppo delle società, in particolare ■

ui mtiene extra-parrocchiali. Si ri­ cordano al riguardo le visite alle società aventi soprattutto per sco­ po la trasmissione dei valori spor­ tivi evidenziati. Anche in sede provinciale si può dar vita ad una Consulta, com­ posta da presidenti e consulenti di società, per la maturazione e la diffusione delle idee studiate in sede nazionale e di convegno. Potenziare e rendere più idonei 1 consigli direttivi delle società. Riunire periodicamente i dirigenti delle società in sede Zonale o Pro­ vinciale. Aiutare le società nella scelta e nella preparazione di' dirigenti ido­ nei attraverso incontri, riunioni, campi scuola ed un faterno e con­ tinuo dialogo diretto o a mezzo stampa.

TERZA DOMANDA Data la situazione istituzionale delle nostre società sportive e la loro impostazione statutaria ( vedi Statuto-tipo. Consiglio Direttivo ecc) cosa si suggerisce per far sì che i giovani possano divenire ef­ fettivamente « protagonisti della vita sociale? Molti gruppi, la maggioranza, hanno suggerito una revisione dello Statuto-tipo in senso favorevole al­ le nuove esigenze prospettate. Inoltre, e per intanto, assegnare ai giovani più intraprendenti degli incarichi a rotazione con altri gio­ vani. Elaborare l’attività programmata insieme agli atleti. Sentire comunque, e sempre il parere dei giovani. Altri non sono d'accordo sulle modifiche da apportare allo Sta­ tuto-tipo. La responsabilizzazione dei giovani dovrebbe avvenire con la promozione di iniziative, anche sportive, che facilitino il rapporto comunitario all’interno delle so­ cietà e con la partecipazione dei giovani all'effettuazione di certe scelte. Occorre, inoltre, che la vita so­ ciale non sia impostata alla luce di visioni personali dei dirigenti. Assegnare, ancora, il compito giu­ sto all’uomo giusto. Ci vogliono, pertanto, più dirigenti e che agi­ scano comunitariamente, respon­ sabilizzando anche 1 giovani con incarichi corrispondenti alle capa­ cità dei singoli. I giovani debbono, comunque, poter fare le loro pro­ poste: i dirigenti le vaglieranno e le coordineranno. Per questo i gio­ vani dovranno partecipare anche fisicamente di più alla vita in sede. In ultimo è da rilevare che anche quei gruppi che hanno risposto negativamente alla modifica dello statuto-tipo, hanno precisato, che a ciò si potrà arrivare ma solo dopo aver creato un clima di comunità e di corresponsabilizzazione. evi­ tando, così, il pericolo di aspettarsi miracoli da un semplice e burocatico mutamento delle attuali rodificazioni strutturali.

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calcio a cura di

ALBERTO GUAITINI

il giuoco di squadra 2) La lunga parentesi • del cosiddetto metodo Immediatamente dopo l'a­ dozione dei fuori giuoco a due giuocatori, le possibilità degli attacchi risultarono nettamente superiori a quel­ le delle difese. Ebbe perciò subito inizio la ricerca di un nuovo as­ setto degli schieramenti ido­ neo ad assicurare il miglio­ re equilibrio difensivo-offensivo consentito dalla nuo­ va regola. Il primo tentativo fu quel­ lo di arretrare le mezze ali. Gli attacchi risultarono per*ciò disposti a W. Le mezze ali si trasformarono da at­ taccanti di seconda schiera, col duplice compito di raf­ forzare le difese (in deter­ minate circostanze, il loro impegno a metà campo giun­ geva sino all’ininterrotto controllo diretto delle mezze ali avversarie) e di alimen­ tare il giuoco offensivo. Non fu però facile reperire giuo­ catori che rispondessero alle nuove esigenze del ruolo. In­ fatti, la maggior parte delle mezze ali disponibili poteva­ no appagare le esigenze di­ fensive solo a spese di quelle offensive; e viceversa. Le esigenze difensive ebbero ov­ viamente- la precedenza. Mediani e terzini, rimasti tutti in posizione sostanzial­ mente analoga a quella in atto col fuori giuoco a tre. tentarono di migliorare la loro collaborazione attraver­ so un meccanismo di scambi di ruolo che, in teoria, pre­ vedeva soluzioni valide per tutte le possibili forme d'in­ filtrazione avversaria. Gli attacchi cercarono di porre riparo alla ridotta presenza delle mezze ali in zona avanzata, affidando la fase conclusiva delle azioni principalmente ai centroa-

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vanti ed alle ali. E poiché l’attacco a W, con la sua conformazione, invitava a giuocare in profondità, le azioni offensive si fecero sempre più ficcanti e veloci. I duelli in velocità furono sempre più frequenti. La ve­ locità divenne un requisito • fondamentale dei difensori. Centroavanti ed ali sfrut­ tarono ben presto la possibi­ lità di ricevere la palla al­ l’altezza del difensore avver­ sario più arretrato. Quando ciò avveniva, i difensori in soprannumero si trovavano automaticamente esclusi dal giuoco, a causa del loro man­ cato piazzamento in profon­ dità rispetto al senso di svi­ luppo dell’azione. A questo proposito, i meno giovani ri­ corderanno certamente con quanta frequenza il centroa­ vanti, per dirla con una espressione dell’epoca, « si incuneava fra 1 terzini pun­ tando indisturbatamente a rete ». L’impiego del fuori giuoco quale strumento difensivo di­ venne molto rischioso. Col fuori giuoco a due, lo spo­ stamento in avanti, da at­ tuare in anticipo sul tempo di esecuzione del passaggio, avrebbe dovuto infatti ten­ tarlo l'ultimo difensore; e non più il penultimo, come col fuori giuoco a tre. Era perciò spesso preferibile la­ sciare che centroavanti ed ali si impadronissero libera­ mente della palla, anche se ciò abbandonava pericolosa­ mente loro l’iniziativa del giuoco. Per un lunghissimo perio­ do, lo schieramento con l’at­ tacco a W (fig. 2) venne adottato quasi ovunque nel mondo. Le migliori scuole straniere lo utilizzarono con­ tinuando a giuocare con la loro buona tecnica indivi­ duale. Non conferirono però al giuoco tutta la velocità longitudinale consentita dal­ l'attacco a W Noi sfruttam­ mo invece appieno tale pos-

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Fig. 2 - Schieramento con l’attacco a W. In Italia, all’affacciarsi del WM, esso venne denominato metodo.

sibilità. E, come dimostra­ rono ampiamente le nostre vittorie nei Campionati del Mondo 1934 e 1938, questo indirizzo ci consentì di pro­ durre un giuoco più efficace di quello sostanzialmente più tecnico altrui. Quando nel 1939, gli in­ glesi. ancora pressoché iso­ lati dal resto del mondo cal­ cistico, fornirono in Italia un saggio del loro WM, noi attribuimmo il nome di metodo allo schieramento che avevamo adottato sin lì,

e denominammo sistema il WM stesso. Ai fini delle risposte agli interrogativi d’ordine difen­ sivo avanzati nel corso delle puntate precedenti, possiamo senz’altro affermare che 11 metodo, coi difensori sulle medesime posizioni di quan­ do vigeva il fuori giuoco a tre, oltre a risultare antieco­ nomico rispetto a quanto consentito dal regolamento, era anche poco sicuro. ALBERTO GUAITINI

3 - contìnua


sci « cura di

DOMENICO MAIELLO

è tempo di sci

Tp ora di cominciare a jEj prepararsi per le gare invernali di sci. Come! di già! Ma come si fa, non abbiamo tempo, dobbiamo lavorare o studiare. Se ne parlerà alla prima neve; per il momento ci preoc­ cupiamo di essere all'ulti­ ma moda con il nostro equipaggiamento. I nostri amici moriranno alla vista del nostro equipaggiamen­ to! Soprattutto quando ri­ marranno abbagliati dal­ l’armonia di colori che sia­ mo riusciti a combinare! Abbiamo un maglione che è uno schianto, si intona con gli sci ed il copricapo, i pantaloni che ci fanno una linea meravigliosa ri­ chiamano il colore degli occhiali. Siamo pronti or­ mai a vincere le gare da trasmettere alla TV a co­ lori. Vincere le gare, ecco il problema. Come si fà a vincere le gare. Lo scorso anno, purtroppo, abbiamo sempre guardato gli altri vincere! Ci piacerebbe far vedere a quei senza gusto

che non sanno combinare due colori insieme, la no­ stra netta superiorità. Co­ me fare? Abbiamo letto tutti i libri di sci, sappiamo tutto ma non ci riesce di vincere! ci deve essere qualcosa che non và! C’é qualcosa che non và! Questi nostri amici si ri­ cordano di essere atleti una volta la settimana. Si dimenticano che il loro modo di fare l’atleta era valido molti, ma molti an­ ni fà. quando tutti si con­ frontavano ed allenavano praticamente solo in gara. Oggi le gare le vince chi si allena intensamente e scrupolosamente. Non si può parlare di allenamen­ to quando si e no si fan­ no pochi passi a piedi ma­ gari una sola volta la set­ timana. Prima di parlare di tecnica bisogna metter­ si in grado di poterla ap­ plicare. cioè di avere i mezzi per poterla appren­ dere e quindi sfruttarne i vantaggi. Naturalmente vi direte come petete fare ad alle-

narvi se siete impegnati tutta la settimana a lavo­ rare o a studiare. A questo punto è necessario fare un esame di cosqienza e do­ mandarsi s e effettiva­ mente si passa tutto il giorno a lavorare od alcu­ ne ore sono perdute pi­ gramente in poltrona a pensare intensamente al­ le belle giornate che si passeranno sulla neve od a fare i conti delle spese che si dovranno affronta­ re e per le quali siamo soddisfatti di avere già risparmiato il denaro suf­ ficiente e nel migliore dei casi a pensare a come po­ ter imitare la tecnica dei campioni. A queste cose ci si può pensare anche facendo una adeguata preparazio­ ne atletica. Migliorare la propria preparazione atle­ tica significa inoltre met­ tersi in condizione di evi­ tare degli incidenti; cosa che vi permetterà sicura­ mente di sciare con mag­ giore sicurezza e gioia. Per una discreta prepa­ razione atletica non è ne­ cessario avere a disposi­ zione il palazzo dello sport o la palestra più reclamiz­ zata della regione. E’ suffi­ ciente iniziare a rinforza­ re le gambe facendo lun­ ghi tratti camminando (dai 4 ai 10 chilometri al­ meno tre volte la settima­ na) prima con l’andatura che ci costa meno fatica poi aumentando progressi­ vamente la velocità. Se la città od il quartiere dove abitiamo ci permette di usufruire di prati è meglio fare qui le nostre passeg­ giate. Se non si ha questa possibilità scegliete delle strade dove si possa cam­ minare ed anche correre

senza dare fastidio ai pas­ santi e non preoccupatevi se vi è il bullo o il grup­ po di fannulloni che ri­ dono della vostra mania sportiva. Ricordatevi che siete voi nel giusto, mentre loro sono il prodotto di una mentalità distorta e forse che si picca di intel­ lettualismo che potremmo chiamare «paraintellettualismo » e che molto spesso si concretizza in una suo­ nata di protesta alla chi­ tarra. Dimentichi quindi di tutti gli sfottò di cui po­ treste essere bersagliati, dovete condurre le vostre passeggiate con due ben precisi scopi: irrobustire le gambe e rendere il corpo più resistente allo sforzo. Se durante le passeggia­ te ne avete la possibilità, fermatevi per prendere sassi di un certo peso, che devono essere natu­ ralmente proporzionati alle possibilità individua­ li, e sollevateli sino a por­ tare le braccia nella po­ sizione in alto. Questo vi servirà per irrobustire non solo le baccia, ma tutta la muscolatura del tronco. Si, certamente è un mo­ do un po’ troppo casalingo di fare una preparazione atletica, ma è anche il mo­ do migliore per cominciare e per saggiare la vostra vo­ lontà di fare della prepa­ razione atletica. Dai prossimi articoli che verranno pubblicati * s u e Stadium ». potrete sce­ gliere con maggiore cogni­ zione di causa la soluzione migliore per condurre la preparazione atletica che deve condurre la vostra sgargiante tenuta da scia­ tore a vincere, finalmente, una gara di sci. DOMENICO MAIELLO 23


calcio caldo variazioni (un pò tristi) sul tema

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a cura di

DUILIO OLMETTI

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