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Stadium n. 19/1966

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a Foligno

le finali CSI di calcio, pallavolo e pallacanestro


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visto al microscopio

hi sarà il vincitore? Anquetil, Gimondi, Motta, Adorni?... Stiamo seguendo la grande macchina del « giro », che ha sem­ pre la capacità di appassionare tut­ ti, vecchi e giovani, uomini e don­ ne. Questa pur sempre gradita « ca­ rovana » di noti e meno noti ci­ clisti, la stiamo seguendo sulle stra­ de della nostra Italia. E’ una carovana piena di vita, di freschezza, di forza, di lealtà, di speranza, di festa. Sì, il « giro » fa gioia, fa forza! — Ma chi sarà il vincitore? Ecco, per essere sincero, devo dire che il giro può avere vari vin­ citori od anche nessun vincitore. Mi spiego. Cerco di andare al di là del ri­ sultato esteriore, agonistico, per scendere maggiormente in profon­ dità, là dove l’uomo ha quell’ojratura interiore, per cui ogni cosa che fa, la fa bene e fa del bene, anche se questa non ottiene succes­ so esteriore. Quindi il vincitore del « giro » sarà colui che supererà se stesso e tutto ciò che è poco chiaro in una « carovana », così simile al... « ca­ rosello TV ». E superare se stessi in questa oc­ casione significa non barare, non ri­ cattare, ma agire con lealtà, con coraggio, con forza fisica allo stato puro, con forza interiore che è si­ nonimo di sacrificio, di costanza. Ci sarà un vincitore siffatto? Me lo auguro di tutto cuore. Diceva un saggio che « è per mancanza di scheletro che certi ani­ mali devono circondarsi di gu­ scio »; ecco il mio vincitore prefe­ rito: colui che non ha bisogno del guscio! Per costui, te lo assicuro, anche il buon Dio fa tifo. ' ;s

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DON CLAUDIO

INCONTRO G.I. CONI PER LO ADDESTRAMENTO GIOVANILE

Si è tenuto presso la Sede della Gioven­ tù Italiana un incon­ tro nazionale fra i di­ rigenti dei Centri pa­ rificati di addestra­ mento sportivo giova­ nile organizzati in convenzione tra la Gioventù Italiana ed il CONI. Dall'esame dei lavori è risultata, secondo gli interventi, la positiva risponden­ za degli esperimenti fin qui attuati tra la G.I. ed il CONI e lo impegno da parte dei due Enti di moltipli­ care tali iniziative per la propaganda e la formazione sportiva dei giovani italiani. Il dibattito si è svi­ luppato poi attraver­ so una visita alla se­ de del CONI, dove sono state discusse le nuove impostazioni or­ ganizzative tecniche che verranno date ai Centri parificati nel prossimo anno spor­ tivo. Sulla funzione della Gioventù Italiana nei riguardi dello sport giovanile, sulle realtà e le prospettive che vanno delineandosi :< Stadium » interverrà con un servizio nei prossimi numeri.

FACILITAZIONI DELLA CROCE ROSSA AGLI SPORTIVI Il Presidente della Croce Rossa Italiana Prof. Potenza, ha ri­ cevuto il Presidente della Sportass prof. La Cava il quale ha chiesto, a favore de­ gli sportivi infortuna­ ti, una riduzione delle tariffe in atto per il trasporto in autoam­ bulanza ed autoletti­ ga della CRI degli sportivi stessi in oc­ casione di trasferi­ menti dal luogo di in­ fortunio alla sede di cura od alla residen­ za dell’infortunato. Il Presidente Potenza ha aderito alla richiesta della Sportass.

FLASuJ IN RUSSIA I GIOCHI EUROPEI JUNIORES Il Comitato d’Euro­ pa della I.A.A.F. (In­ ternational Amateur Atrletic Federation) durante l’ultima riu­ nione avvenuta a Na­ poli ha confermato lo svolgimento dei Gio­ chi europei juniores che avranno luogo a

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CAMPO COPERTO DI TENNIS Milano - Nel com­ plesso del Centro Schuster domenica 8 maggio è stato inau­ gurato il campo co­ perto di tennis vo­ luto dalia Famiglia Manara alla memoria di Piero Manara. La nuova attrezzatura, costruita con la tec­ nica moderna dei pre­ fabbricati Astori, ha un campo con misure

olimpiche (25 metri per 40), quindi con un abbondante margine di disimpegno, n fon. do del campo è in Laycold, preparato bi­ tuminoso speciale usato nelle migliori pa­ lestre degli Stati U. Il campo coperto del Centro Schuster è una nuova realiz­ zazione che conferma l’importanza dell’opera formativa del Centro nel confronti del gio­ vani.

Lwow (URSS) nei giorni 23, 24 e 25 set­ tembre 1966. I mini­ mi di partecipazione sono stati così fìssati: uomini (atleti nati nel 1947 ed anni successi­ vi) = m. 100-10.7; m. 200 - 22.0; m. 400 . 49.5; m. 800 _ 1.54.0; m. 1500 _ 3.57.0; m. 3000 _ 8.40.0; m. 110 hs - 15.1; m. 400 hs - 55.0; m. 1500 st. 4.20.0; marcia km 10 - 49.20.0; aito - 2.01; lungo _ 7.30; triplo 14.90; asta - 4.30; peso - 15.40; disco - 48.00; giavellotto _ 66.00; martello - 53.00; de­ cathlon - P-p. - 5.800. Donne (atlete nate nel 1948 ed anni suc­ cessivi) = m. 100 12.2; m. 200 - 25.2; m. 400 - 59.0; m. 800 _ 2.20.0; m. 80 hs 11.5; alto - 1.58; lun­ go - 5.75; peso 12.80; disco - 41.00; giavellotto 44 00; pentathlon . p. 4.000.

È MORTO

ARMANDO MI Si è spento nei gior­ ni scorsi Armando La­ tini, ii componente della nostra C.T.N. Ci­ clismo che era una delle figure più rappre­ sentative del ciclismo dilettantistico italiano e romano in partico­ lare. Aveva avuto, prima di cominciare a svol­ gere la ben nota e ap­ prezzata attività di tecnico, un lusinghie­ ro passato di atleta militante in diverse so­ cietà romane (Ave Ro­ ma, Monti, Flaminio). Alle Olimpiadi di Ber­ lino del 1936 ottenne per l’Italia la medaglia d’argento per l'inse­ guimento a squadre su pista. Nel 1937, con la squadra Roma, vinse la finalissima della « Coppa Italia » a cronometro. Nel 1939 si dedicò completamente alla pi­ sta e passò al profes­ sionismo compiendo lunghe tournée all'este­ ro. Dopo la guerra co­ minciò la sua attività di dirigente tecnico. Vinse un corso e di­ venne istruttore della Romana Gas e della Roma. Riuscito primo assoluto in un altro corso indetto dal CONI fu destinato al Cen­ tro CONI del Velo­ dromo Olimpico di «orna dove si è imPr®vvisamente spento. H nostro più com­ mosso e fraterno cordogHo a tutti i fami. n. dello apprezzato tecnico che era anche »mi pr5zl°s° e caro amico del C.S.I.


l’umanità del “giro” Martedì 24 maggio il Giro d’Italia, di passag­ gio a Roma, ha parteci­ pato ad una Messa or­ ganizzata come al soli­ to dal C.S.I. I Dirigenti e i girini sono convenu­ ti nella famosa Chiesa deH’Ara Coeli sul Cam­ pidoglio, come si vede nella foto grande. Qui sotto, Adorni rilascia autografi ad un grup­ po di studenti religiosi.

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i f-'^uesto Giro d'Italia sta riportanfl ■ do le folle al ciclismo. Le ottimistiche previsioni della vigilia stanno già per essere tutte su­ perate. Non è soltanto l'entusiasmo che questo centinaio di corridori su­ scitano ovunque passano, ma è un vastissimo, appassionato interesse che l’avvenimento agonistico ha risve­ gliato o suscitato nei settori più vari dell’opinione pubblica. Non si può spiegare con l'unica ragione della concomitante fine del campionato di calcio. E' all'interno del ciclismo stesso, di questo nostro ciclismo del momento, che occorre ricercare la più vera motivazione del fenomeno. Accennavamo, in un numero prece­ dente, all'intervento di varie cause concomitanti quali l'avvio a matura­ zione di più campioni di valore, una spinta rivalità nata e sviluppatasi per diversi fattori, un livellamento di va­ lori al vertice (almeno in senso po­ tenziale) che suscita nei protagonisti (segue a pag. 4)

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la Messa al 44 giro La Messa per i girini e i dirigenti è stata celebrata dal nostro Consu­ lente Nazionale don Claudio Bucciarelli (qui accanto, a sinistra) che, al termine della funzione ha bene­ detto 1 presenti con la famosa statuina del Bambino dell’Ara Coeli. Durante la Messa il nostro Presi­ dente prof. Aldo Notano ha letto alcune parti in italiano dialogando con l’assemblea. Nella foto sotto al­ cuni atleti durante la funzione. In prima fila si possono scorgere, tra gli altri, Gimondi e la maglia rosa (nella tappa di Roma) Jimenez. Era­ no presenti insieme assi e gregari, dirigenti e giornalisti, giudici di ga­ ra e agenti della stradale.

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e negli spettatori un ansioso e vivo desiderio di dimostrare a se stessi e agli altri quanto effettivamente uno valga, se non giungere proprio a stabilire ehi è il più forte. Ma crediamo ci sia qualcosa di più in questo appassionato ciclismo '66 che concentra su di sé attenzioni e passioni cosi ampie e sentite. Questo sport ha sempre unito all’interesse del fatto sportivo puro il calore umano dell’impresa com­ piuta o mancata da parte di un atleta che non è mai visto solamente — come avviene spesso nel calcio — come una attrazione tattica o tecnica, ma sempre come un individuo con il suo concreto bagaglio di umanità, positivo è negativo insieme. E' un uomo che corre, non soltanto e non princi­ palmente un campione delle due ruote, un raffinato tecnico della pedalata, un supertattico della strada. E' un uomo la cui figura fisica e morale, i pregi e i difetti, le risorse morali e le debolezze noi tutti conosciamo bene, quasi quanto l'interessato. Ed egli imposta e conduce la sua corsa non astraendo da questo suo bagaglio di concreta umanità — come fino a un certo punto riuscirebbero a fare un cesti­ sta, o un saltatore, o un calciatore — ma di quello è tutta impregnata, chiaramente contraddistinta la sua corsa, n Gi­ ro, così, diventa una bella, vivace, verissima « commedia » che si recita lungo le strade della nostra penisola. A queste cose stavamo pensando martedì scorso quando accompagnavamo lungo la scalinata deH’Ara Coeli i girini che si recavano a Messa. Salivano così alla spicciolata ub­ bidendo, anche in quella circostanza, all'invito non del­ l’altoparlante ma del cuore. Erano degli uomini, in quel momento più che mai tali, che entravano nel silenzio ac­ cogliente dell’Ara Coeli per parlare con Dio di quelle stesse fatiche, le delusioni, le speranze e le amarezze che fanno loro costante compagnia lungo l’interminabile nastro di asfalto liquefatto dal sole. DUILIO OLMETO!

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In terna di combines fasulle: perchè non cucinare carne Molteni nelle cucine Salvarani?! Ma non suggeritelo nell’ambiente del Giro: è troppo bella e appassionante la... nobile rivalità tra Gimondi e Motta e tra le due squadre « big » del Giro.


attività

44trofeo chiarirli" per seminaristi umbri

giovanissimi

unanimi consensi allo sport nei seminari ui pieghevoli d’in­ vito ò scritto che questa manifesta­ zione sportiva è orga­ nizzata con il consenso dell'autorità ecclesiastica. Io non direi tanto « consenso » ma piuttosto « plauso » dell'autorità ecclesiastica perché questa iniziativa ci dà modo di attuare alcune indicazio­ ni conciliari sulla for­ mazione dei seminari­ sti. Nel relativo docu­ mento del Concilio è detto infatti che essi debbono essere educati dai superiori ad una conveniente esperienza delle cose umane e che la loro vita deve cre­ scere in un’atmosfera, in un ambiente non del tutto difforme da quella in cui vivono i loro compagni che se­ guono altri studi ed hanno altre vocazioni ». Queste parole di S. E. Mons. Silvestri, Vesco­ vo di Foligno, costitui­ scono la spiegazione più chiara e più autorevole dell’iniziativa, nuova e importante per più mo­ tivi, che si è realizzata all'interno dei Semina­ ri diocesani dell'Um­ bria. Si tratta di un'espe­ rienza di carattere sportivo, dedicata ai più giovani seminaristi, pro­ mossa dalla Presiden­ za Nazionale del Cen­ tro Sportivo Italiano. Probabilmente, su un piano cosi vasto e nei termini quasi ufficiali In cui s’è svolta, si può considerare la prima manifestazione del ge­ nere in Italia. A tutto il resto, quindi, va ag­ giunto anche un valo­ re esemplare e dl sti­ molo di cui non sfug­ ge l'importanza. La cronistoria è pre­ sto fatta. Quando la Presidenza del CSI lan­ ciò l'idea di organiz­ zare una certa attività sportiva per 1 semina­ risti dei Seminari mi­ nori incontrò subito va­ sti consensi da parte dell'Eplscopato umbro e del superiori del Semi­ nari. S. E. Mons. Sil­ vestri, profondamente convinto della bontà dell'iniziativa, non ha trovato difficoltà ad papogglarla con il suo prezioso Indirizzo e con la sua autorità ponen­ dosi a capo del Comi­ tato organizzatore nel

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quale entrarono a far parte anche 11 Rettore del Seminario Regionale dl Assisi, Mons. Urru, il nostro Consulente re­ gionale don Peri e qua­ lificati dirigenti del Csi di Perugia, il prof. Bel­ lezza, il pref. Sebastia­ ni, e li Rag. Molinari. E' stato prontamente lanciato un Trofeo inti­ tolato a Giancarlo Chia­ rini il cui programma comprendeva pallavolo e alcune specialità di atletica (corse veloci, mezzofondo, staffetta e salto in alto). Si svolsero dapprima, all'interno dei rispetti­ vi seminari, delle gare di qualificazione e poi, 1'8 maggio, la manife­ stazione conclusiva pres­ so il Seminario regio­ nale di Assisi. La scel­ ta della sede è stata fatta con intenzione e non senza significato. La giornata conclusiva è riuscita magnifica­ mente e per l’entusia­ smo dei 400 seminaristi partecipanti e per il contorno di consensi e di festa che l’ha cir­ condata. Oltre alla cal­ da accoglienza degli a. lunni del Maggiore era­ no presenti alla pre­ miazione: il sindaco di Assisi, i Rettori del Se­ minario regionale e dei seminari diocesani par­ tecipanti al Trofeo, il Segretario Nazionale del CSI prof. Borghi e. na­ turalmente, il Comitato organizzatore al com­ pleto. Hanno inviato la lo­ ro adesione i vescovi dell'Umbria, il Segreta­ rio della Conferenza Episcopale S. E. Mons. Castelli, il Segretario della Commissione Epi­ scopale e Assistente Ge­ nerale dell’ACI S. E. Mons. Costa, il Card. Pizzardo. Segretario del­ la Congregazione dei Seminari e la Segre­ teria di Stato dl S. S., Nella bella lettera In­ viata dal Card. Plzzardo al nostro Presidente si legge tra l'altro: « Siamo lieti che l'ini­ ziativa in parola, da estendersi con l'appro­ vazione degli Ecc.mi Ve­ scovi a tutti i Seminari d’Italia, venga a col­ mare lacune o a ret­ tificare esperimenti di non chiara impostazio­ ne. Occorre infatti che sport ed educazione fi­ sica vengano presenta-

ti per quelli che sono, un coefficiente educati vo, senza esagerarne la importanza e senza sna­ turarli in quella esal­ tazione irrazionale che si chiama comunemen­ te « tifo ». Mons. Costa, per parte sua, ha scrit­ to tra l’altro: « Mi com­ piaccio vivamente per questa opera di parti­ colare attenzione ed in­ formazione apostolica che il benemerito CSI sta attuando gà da va­ ri anni in favore degli alunni dei Seminari Re gionali e che — come ben lo dimostra la ma­ sportiva nifestazione per 1’8 programmata maggio ad Assisi —• in­ , tende ora estèndere an­ che ai Seminari Mino­ ri. Augurò vivamente e con tutto il cuore che questo importante Vo­ stro lavoro — veramen­ te degno del più alto elogio e del più ampio incoraggiamento — pro­ duca frutti cospicui e consolanti ». Inutile sottolineare la particolare gioia che procurano al CSI questi alti consensi e incorag­ giamenti che vengono a confermare una pa­ ziente e delicata azio­ ne da esso svolta da vari anni. I motivi che hanno spinto e soste­ nuto questa azione del CSI — accennati impli­ citamente anche negli autorevoli consensi ri­ portati sopra — sono stati espressi dal comm. Burdisso della Presi­ denza Nazionale, che è stato il particolare e infaticabile animatore di tutta la riuscita ini­ ziativa. Egli ha posto in rilievo, nel saluto con­ clusivo della manifesta­ zione di Assisi, che. la attività sportiva prati­ cata dai seminaristi non è poi molto estranea, né tanto meno contra­ stante, con tutta l'opera di educazione e di for­ mazione cui essi si dedicano con particola­ re impegno negli anni di seminario. E si è ri­ ferito al passo della Costituzione pastorale del Concilio in cui si paria dell'attività spor­ tiva inquadrandola in un preciso e vasto con­ testo culturale, inten­ dendo per cultura tutti . quei mezzi con i quali l'uomo affina ed esplica le molteplici sue doti di anima e di corpo.

impegno costante rmai da vari anni il Centro ■ sportivo Italiano si sta interessando in maniera particolarissi­ ma dei’ giovanissimi. Anche le Federazioni del C.ON.I. si sono mosse per far qualcosa per le nuove leve. E' di quest'anno la istituzione da parte della F.I.D.A.L. della catego­ ria « ragazzi » con norme e gare spe­ cifiche, adatte all'età dei parteci­ panti. Né vanno dimenticati i Centri di Addestramento del C.O.N.I. per le varie discipline sportive (quest'anno sono in funzione i centri di atletica leggera, calcio, canoa, ciclismo, gin­ nastica, hockey, nuoto, pallacanestro, pattinaggio, scherma, tennis, tuffi, pallanuoto e pallabasel. Anche alcune ditte commerciali si interessano dello sport per ragazzi a fini pubblicitari. Ciò non toglie che effettivamente ci sia un discreto contributo alla propaganda della pratica sportiva. Ad esempio una casa distributrice di bibite ha as­ sunto in proprio tutta l’attività del mini-basket d'accordo con la Com­ missione Giovanile appositamente istituita dalla Federcanestro. In questa prospettiva d'insieme de­ gli sport nell'età evolutiva fa spic­ co tutta la perfetta organizzazione di alcuni club creati da vari giornali per ragazzi. Lo Sci-Club Topolino è all'avanguardia di iniziative del ge­ nere con l'organizzazione di veri e propri campionati che riscuotono ogni anno dei successi certo non trascurabili. E per parlare degli enti di propa­ ganda diremo solo che l’Unione Ita­ liana Sport Popolare definisce « un invito a nozze la proposta del CONI di estendere i Centri di Addestra­ mento anche al di fuori delle Fe­ derazioni » Da queste brevi e rapide note è facile arguire quale sia attualmente l'interesse rivolto allo sport dei gio­ vanissimi, per un avviamento im­ mediato alla pratica agonistica at­ traverso un adeguato addestramento E pensare che il Centro Sporti­ vo Italiano da quasi venti anni sta ventilando la necessità di una maggiare attenzione allo sport dei preadolescenti! Basti ricordare le varie formule lanciate a getto continuo (« tesseramento Propaganda », < Sport. Vitt », « bollino CSI sulla tessera GIAC », e, ultimamente, «Arcobale­ no Sport », che ha portato alla co­ stituzione della categoria « giovanis­ simi »). Forse però pur essendo stati noi gli scopritori dello sport per i ra­ gazzi abbiamo ancora bisogno di ri­ scoprire questo settore dell'attività. Infatti, è doveroso riferire che nel­ la categoria giovanissimi (stando al­ meno alle statistiche del tessera­ mento) non c'è da parte di tutti i dirigenti di società un impegno co­ stante. che porti ad un graduale aumento dei tesserati giovanissimi almeno pari a quello dei soci atleti. E' questo un fatto che induce a meditare anche sulle proprie re­ sponsabilità educative. R. c.

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r— l’atleta si costruisce anche a tavola

ALIMENTAZIONE BILANCIATA appresentò certamente una sor||| presa per tutti quel l’atleta ber­ gamasco che, diversi anni fà, in occasione di un importante incon­ tro internazionale pretese una fetta di polenta, rifiutando il menù stan­ dard che il direttore sportivo aveva preparato per tutti i suoi colleghi. Caso limite che sta a dimostrare co­ me, specie negli sportivi, l’alimen­ tazione sia un elemento di prim’ordine e indispensabile per il succes­ so della gara. Ogni tipo di alimentazione non può prescindere dai seguenti requi­ siti: deve nutrire, stimolare ed ave­ re un valore simbolico. Il primo requisito significa che deve apportare un certo numero di calorie e di elementi indispensabili; però esso deve essere desiderabile. Infatti, una fetta di carne alla gri­ glia, un piatto accuratamente pre-

LA COLAZIONE DELL’ATLETA

— mezzo litro di latte pastorizzato glo8ramml formag-

~ scottato011 di Pane bl‘ una banana o una meJa o una arancia,


ALIMENTI RICCHI DI PROTEINE

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Carni

Pollo arrosto Prosciutto cotto magro Coscia di montone Muscolo di coniglio lessato Fegato crudo di bue

gr. gr. gr. gr. gr.

Pesci

Sardine sott’olio Baccalà lesso Gamberetti crudi

gr. 24 gr. 20 gr. 19

Svizzera Olandese

gr. 28 gr. 28

1 tuorlo 1 allume

gr. 2,4 gr. 4,2

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Formaggi

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Uova

parato o un frutto non devono sem­ plicemente calmare la nostra fame, ma soddisfare il nostro desiderio. La digeribilità degli alimenti di­ pende in gran parte dalle sensazioni che procurano e dal tono emotivo che possiedono.

simbolo e ambiente L’alimento resta, per tutta la vita, uno dei poli di attrazione della cel­ lula familiare. La madre lo prepara, la famiglia raccolta consuma i pasti da lei cucinati. In tutte le società come in tutte le religioni esso ha acquistato il valore di un simbolo. Il pane, ad esempio, è il sostegno, o il simbolo del Dio dei Cristiani. La bistecca ha conquistato sempre

ZUCCHERO NEGLI ALIMENTI

per 100 gr.

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più il simbolo di un certo benessere economico. L’abitudine quindi ad un certo tipo di alimentazione è caratte­ ristica familiare e ambientale. Il giovane, allontanandosi dal suo ambiente, anche per poco, specie se per esercitare uno sport agonistico, sente sempre questo richiamo del « piatto della mamma ». Questo spiega come talora nelle diete di gruppo si possa trovare dif­ ficoltà di adattamento per tutti. E’ come si vede, oltretutto un problema di natura psicologica, ove si prescinda da particolari tipi di insufficienze digestive (stomaco, fe­ gato, intestini). Il discorso vale quindi per tutti gli sportivi in perfette condizioni fi­ siche. La prestazione atletica richie­ de l’apporto di alimenti facilmente digeribili e assimilabili, e nello stes­ so tempo in condizioni di garantire sufficienti calorie. Ecco perché oggi si parla di diete bilanciate da sug­ gerire, a titolo di orientamento, la­ sciando però libero ognuno di appor­ tare quelle variazioni che siano ne­ cessarie per la costituzione fisica e per l’abitudine ambientale.

Pane Semolino Riso

gr. 72,8 gr. 77,5 gr. 77,4

Patate — vecchie . — novelle .

gr. 19,7 gr. 18,3

Carote — crude — lessate .

latte granulato

gr. 5,4 gr. 4,3

Tra gli alimenti fondamentali del­ lo sportivo è considerato il latte, che fornisce un alto fattore di utilizza­ zione di calcio. Mezzo litro fornisce il $8% del fabbisogno giornaliero di questo importante elemento. Il giovane sportivo ha bisogno di almeno i litro al giorno in modo da garantire un sufficiente apporto di calcio e proteine fondamentali. V’è oggi la tendenza a consigliare il cosiddetto « petit dejeuneur di Oslo », che sembra fornire l’energia

Banane Uova . . . Fichi . . . Mela . . . Arancia (succo)

Frutta secca — Datteri . — Uva . — Fichi . — Noci

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gr. gr. gr. gr.

73 64,4 52,9 40,3

sufficiente per chi dà prestazioni fi­ siche di una certa importanza. Que­ sto consiste in mezzo litro di latte pastorizzato, 20 gr. di formaggio, 20 gr. di pane biscottato con burro e una banana, o mela, o arancia. Tuttavia non si può non tener conto che il latte (se consumato fuori casa, durante le gare, in clima caldo come quando si hanno presta­ zioni atletiche) può essere pericoloso in quanto veicolo di infezioni o an­ che causa di disordini epato-intestinali. Viene quindi a puntino la presen­ tazione di una nuova forma di latte in polvere, il latte granulare a solu­ bilità istantanea, che può facilmente ed economicamente consentirne la somministrazione in circostanze nel­ le quali le comuni presentazioni la renderebbero difficoltosa o impossi­ bile. Il latte granulare ha una buona solubilità, dispersione ed emulsionabilità, dalle quali dipende anche il miglior sapore: possiede in grado in­ finitamente minore l’attività allergi­ ca che talora il latte fresco possiede.

proteine e zuccheri La dieta dello sportivo necessita di un apporto proteico ampio e nel­ lo stesso tempo deve fornire in quantità esuberante gli zuccheri, che sono le pietre*" miliari del consumo energetico dei muscoli. Si ritiene oggi estremamente utile consigliare regimi iperprotidici sa­ lati. Il sale è necessario nelle pre­ stazioni sportive perché durante la sudorazione abbondante se ne perde parecchio. Per realizzare tali regimi, oltre al latte (del quale abbiamo già fatto cenno sopra), grande importanza ri­ vestono le carni, i formaggi e le uova. Molto ricche di proteine so­ no, tra le carni: il prosciutto cotto magro, la coscia di montone, il mu­ scolo di coniglio lessato, il pollo arrosto, il fegato crudo di bue. Tra i pesci, contengono molte pro­ teine le sardine sott’olio, il baccalà lesso e i gamberetti crudi; tra i for­ maggi, il groviera e l’olandese; fra i grassi, la margarina. L’apporto di zuccheri è garantito dal pane, dal latte e, tra i vegetali, da legumi freschi e frutta. Tuttavia per ogni programmazio­ ne dietetica si deve tener conto, co­ me sopra detto, delle abitudini del­ l’individuo e, a parità di apporto calorico, preferire quei cibi che l’in­ dividuo più appetisce. ADRIANO MONTI

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pieno successo delle interregionali CSI di pallavolo, pallacanestro e calcio *

palla volo PADOVA - concentramen­ to Nord, per le regioni : Veneto, Emilia, Trentino, Friuli-Venezia Giulia.

La fase interregionale di Pallavolo per il concentra­ mento Nord ha avuto luogo a Padova presso le palestre delle scuole cittadine « M. Todesco » e « T. Tasso » gen­ tilmente messe a disposi­ zione dal Provveditore agli Studi. Gli incontri hanno avuto in generale un buon livello tecnico ed in alcuni momen­ ti sono risultati veramente avvincenti anche da un punto di vista agonistico. Al termine delle gare so­ no risultati vincitori i se­ stetti dell’U.S. VV.FF. Ca­ sadio e dell’U.S. Intrepida rispettivamente per le cate­ gorie « Allievi » ed « Junio­ res ». Durante una apposita so­ spensione delle gare, le squa­ dre partecipanti al concen­ tramento ed j dirigenti con­ venuti, hanno assistito ad una S. Messa celebrata in palestra. A conclusione del­ la manifestazione, è stata effettuata la premiazione al­ la presenza del Presidente Nazionale prof. Aldo Nota­ no. GENOVA - concentramen­ to centro-nord, per le re­ gioni: Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana.

Nella categoria Juniores, presente la Juve Marly di Pontedera, già finalista della scorsa finale nazionale, il pronostico andava a favore della stessa e solo la Lavagnese Stella Azzurra avreb­ be potuto contrastarla: rin­ contro diretto ha deciso la promozione dei toscani che in linea d’attacco si sono mostrati veramente pene­ tranti, mentre per 1 rivie­ raschi liguri si può solo dire che hanno mostrato una buona impostazione di squa­ dra. sorretta da una bella preparazione atletica ma non hanno saputo essere incisivi nelle azioni d'attacco. Il To­ rino dal canto suo, ha di­ mostrato di essere netta­ mente migliorato rispetto agli anni scorsi, ma ha do­ vuto soccombere alle due migliori formazioni. Nella categoria Ragazzi si sono viste le gare migliori: a sostegno della tesi che de­ finisce indovinata tale cate­ goria, le squadre in campo

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hanno lottato con uno spi­ rito ed una tecnica invidia­ bile e che possono anche insegnare qualcosa ai colle­ ghi della categoria superio­ re. L'hanno spuntata i fio­ rentini del G.S. VV.FF. Rui­ ni, che hanno messo in mo­ stra una intelaiatura di squadra veramente superiore a tutte le aspettative. I ra­ gazzi dell'Italsider dal canto loro hanno cercato sino alla fine di contrastare il succes­ so degli avversari ed in par­ ticolare nel secondo set so­ no riusciti a cogliere una parziale affermazione. Ter­ zo classificato il CSI Mi­ lano.

Paolo di Cosenza e del Minozzi di Potenza. ti quarto concentramento a ROMA, per il centro-sud, con le regioni : Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna, Umbria.

palla canestro

POTENZA - concentramen­ to sud, per le regioni: Ca­ labria, Lucania, Puglia, Si­ cilia.

FIDENZA - concentramen­ to per le regioni : Piemon­ te, Emilia, Lombardia, Li­ guria.

Quasi senza storia le ga­ re degli Allievi. E’ prevalsa la migliore tecnica, indivi­ duale e collettiva, dei ragaz­ zi della Stella Azzurra di Catania che hanno durato fatica solo contro i pugliesi della Fides Triggiano (sono stati necessari tre sets) i quali hanno ottenuto meri­ tatamente il secondo posto, precedendo il San Vito Mar­ tire di Eboli, i lucani USAC e i Calabresi del G.S. Memi Vian di Cosenza. Più interessenti e avvin­ centi gli incontri della ca­ tegoria Juniores. Il titolo di campione interregionale se l’è assicurato il CUS Bari, ma i siciliani dell’Audax di Palermo non sono stati da meno dei vincitori. Si sono fatti ammirare anche i Vi­ gili del Fuoco Padula di Napoli che hanno contrasta­ to il passo ai più titolati av­ versari. Alle spalle di que­ ste tre agguerrite formazio­ ni, finite nell’ordine in clas­ sifica, si sono piazzati i più modesti juniores del San

Nel nuovissimo complesso sportivo del Centro Giova­ nile Don Bosco con un'im­ ponente cornice di pubblico, si sono svolte le fasi inter­ regionali di Pallacanestro Allievi e Juniores. Nella categoria Juniores sono rimasti in gara dopo i primi due incontri, l’U.S. Ospizio di Reggio Emilia ed il Pia Marta Brescia. Nel­ la bellissima partita finale, con un livello di gioco pre­ gevole, Reggio e Brescia ri­ sultavano alla pari a fine dei tempi regolamentari. Nei temp, supplementari il Pia Marta di Brescia, gra­ zie alla sua maggior classe, conquistava il diritto alle finali di Foligno. Nella categoria Allievi, da­ to il forfait della squadra campione Ligure, l’U.S. La Salle Torino passava per sorteggio il primo turno. La Fulgor Fidenza invece, in­ coraggiata dal suo pubblico, batteva la Pavoniana di Monza, già campione d’Ita­ lia nel '64. Nella partita fi-

La Juvc Marly di liintedera. vincitrice per la categoria Juniores nel concentramento interregionale pallavolo di Genova. In piedi: Vezzi. Marslll. Caciagli, Martini, Petrocchi e Ferrini; in ginoc­ chio: Benedetti, Marlelll, Ghelardl. Bestini, Monnl.

naie ha vinto la U.S. Salle di Torino per punti, 49 a 47, te oi si è qualificata per le finalii zionali.

La due così na­

TREVISO - concentramen­ to per le regioni: Trenti­ no, Veneto, Venezia Giu­ lia, Marche (Juniores).

La manifestazione si è svolta presso la Palestra Coni di Treviso. Prima degli incontri il Consulente Ecclesiastico Don Renato Fagotto ha celebra­ to per gli atleti e dirigenti in Palestra la S. Messa. Si è assistito con piacere a degli incontri ad alto li. vello tecnico ed agonistico e la squadra, del Don Sosco di Trieste (Juniores) è riu­ scita ad aggiudicarsi la fase Interregionale seguita dalla U.S. Gianesini di Padova e dal Villa Marina di Pesaro. Per la categoria Allievi, ammesso alla finale nazio­ nale il Centro Giovanile Studentesco di Trieste. A fine manifestazione, al­ la presenza di varie autori­ tà, sono state premiate tutte le squadre partecipanti alla manifestazione. Gli altri due concentra­ menti a ROMA, per le re­ gioni : Lazio, Sardegna, Abruzzo, Umbria, Mar­ che (Allievi) ed a NAPO­ LI, per le regioni: Puglia, Sicilia, Calabria, Lucania, Campania.

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calcio

Per il calcio, il sorteg­ gio effettuato dalla Com­ missione Nazionale ha vi­ sto riunite negli accoppia­ menti interregionali le seguenti regioni : gare del 15 maggio (eliminatorie): Campania-Lucania ed Emilia-Toscana; gare del 22 maggio ( finali interregio­ nali ) : Piemonte - Liguria, Trentino - Friuli, Veneto Lombardia, Umbria-Abruzzo, Marche-vincente Emi­ lia - Toscana, Lazio - Sarde­ gna, Puglie-vincente Cam­ pania ■ Lucania, Calabria-

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addestramento del portiere fig. A

Tavelle precedenti puntate I non abbiamo mai scritx ’ to sull'addestramento elementare del portiere. Il sistema di addestramen­ to del portiere richiede un trattamento particolare ed è ben diverso dal sistema adoperato in genere per gli altri giocatori. Entreremo subito in argomento. La pre­ parazione ginnico-atletica­ fìsica di questo allievo sarà meticolosa e dovrà essere curata in tutti i suoi parti­ colari per riuscire, dopo un ciclo di allenamenti, ad ave­ re il calciatore in condizio­ ni atletiche soddisfacenti per iniziare così gli esercizi con la sfera e in pratica. Con la prima età bisogna gradatamente intensificare sempre più il lavoro atletico e l’addestramento sulla sfe­ ra dovrà essere di tre giorni settimanali per avere, dopo un periodo di tempo, l’allie­ vo in condizioni, più che ot­ time: elastico, con prontis­ simi riflessi ed ancor più con un magnifico scatto; ca­ ratteristiche fondamentali per riuscire in futuro ad essere un ottimo portiere. Il portiere non dovrà tro­ vare alcuna difficoltà nel tuffarsi sia sulla parte si­ nistra o destra, con la sfe­ ra raso terra, a mezza al­ tezza, alta in porta, e in uscita; si vedrà così grada­ tamente il contìnuo miglio­ ramento dell’allievo che con facilità arriverà su tutti i palloni avendo acquistato un perfetto scatto di reni ed una sincronizzazione di mo­ vimenti di tutto il corpo. Si dovrà tenere presente che per ogni allenamento lo

fig. 3

istruttore dovrà addestrare l'allievo per l'impostazione della presa, ed il migliore lavoro per questo tipo di addestramento sarà di por­ si di fronte al ragazzo, a sei o sette metri, lanciando la sfera con le mani e diret­ tamente all'altezza del pet­ to. L'istruttore correggerà ogni qualvolta si presente­ ranno difetti, eliminandoli in pratica. Sempre dalla medesima distanza si inizierà a calciare col medesimo si­ stema del lancio con le ma­ ni, per dare potenza al pal­ lone e perché l'istruttore imprima alla sfera l'effetto desiderato, così facendo, lo allievo apprenderà a bloc­ care la palla in presa con qualunque effetto senza In­ correre nel pericolo che sfugga dalle mani creando così situazioni pericolosissi­ me. Per l'addestramento del tuffo a terra (con presa) a destra oppure a sinistra occorrerà avere a disposi­ zione una buca con sabbia (dis, 1-2) ad esempio: ot­ tima la buca del salto in alto o In lungo per dare tranquillità^ al ragazzo di tuffarsi senza alcun pericofig. 1

lo. Noteremo subito con fa­ cilità, che l'allievo si tufferà male, fuori tempo, senza af­ ferrare la sfera ecc. ecc. L'istruttore correggerà i di­ fetti e vedremo dopo un pe­ riodo di addestramento, il miglioramento graduale di tutti questi principali e par­ ticolari difetti che con il proseguirsi della prepara­ zione si annulleranno auto­ maticamente. Importante è che il ragazzo non si tuffi mal dove esiste un terreno duro per evitare abrasioni e contusioni dell'anca; un ter­ reno dove non dia piacere all'allievo il tuffarsi sarà si­ curamente controproducente allo scopo positivo dell’addestramento. Lavorando con questo si­ stema saremo certi che il calciatore non avrà più al­ cun timore. Saremo sicuri che se an­ che il terreno sarà pericolo­ so e duro non avremo più la preoccupazione che il no­ stro portiere riporti del seri infortuni. L’addestramento del portiere in porta verrà eseguito dall’istruttore a breve distanza con due pal­ loni (dls. 3) che lancerà

con le mani e in continua­ zione all’allievo; il calciatore restituirà continuamente la sfera al suo istruttore senza mai interrompere il ritmo; è naturale elle la palla ver­ rà indirizzata in tutte le direzioni ed il calciatore sa­ rà continuamente in movi­ menti di scatto, di tuffi, di presa, di parate alte ecc. Risulteranno utili per lo allievo le partitelle durante gli allenamenti; lascerà il suo abituale ruolo inseren­ dosi in un qualsiasi posto della squadra; gli servirà per il contatto con gli av­ versari, acquisterà il tempo esatto di entrata, approfon­ dirà il controllo della sfera, scattando al momento esat­ to ecc. Dopo un periodo di que­ sti allenamenti si inserirà al suo posto naturale (e cioè in porta) ed avremo così la certezza che l’allievo sarà sicuro nelle uscite In estremis, nel tuffo sui piedi del­ l'avversario e quando un at­ taccante si presenterà da­ vanti alla porta da solo l’al­ lievo sarà in grado di car­ pirgli la sfera con facilità.

RENATO BODINI fig. 2


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atletica

per una buona tecnica del salto m lungo

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volontà, ma soprattutto svol­ •W"! salto in lungo è una spe_ ■ cialità, apparentemente, gere una adeguata e idonea JL semplice che si esprime preparazione. attraverso una lunga rin­ Premesso comunque, che corsa, una sufficiente eleva­ qualsiasi movimento com­ zione, una oscillazione delle piuto dall'atleta, nella fase gambe (ampio movimento. area, dopo lo stacco dal circolare delle gambe con suolo, non può aumentare forte accentuazione del mo­ in maniera sensibile il bal­ vimento degli arti superiori zo verso l'avanti, esaminiamo nella fase aerea) ed Infi­ come ,si effettuano e come ne attraverso una estrema si sviluppano le diverse fasi estensione delle gambe verso del salto e precisamente: la lavanti nella fase di atter­ rincorsa, lo stacco, le azioni raggio. aeree, l'atterraggio. La rincorsa è un progres­ Ripetiamo, apparentemen­ te, perché non sempre l'atle­ sivo di velocità, naturalmen­ ta, anche se dotato delle mi­ te controllato, la cui distan­ gliori qualità (velocità e abi­ za varia da un minimo di 35/40 metri ad un massimo lità nel salto in alto) riesce ad effettuare in forma cor­ di 50 metri. retta le diverse fasi del sal­ A titolo di curiosità vi di­ to e in particolare quella ciamo che Jesse Owens, ex (basilare) dello stacco dal recordman mondiale con suolo. metri 8,13, usava una rin­ Non è più il tempo, in­ corsa di poco superiore ai fatti, del saltatori «occasio­ 30 metri, mentre Wlllie Steenali» (come li chiama il le, vincitore della prova al­ Vives), In cui per emergere le olimpiadi di Londra, nel 1948. con m. 7.85, correva bastava essere un corridore veloce e un buon saltatore per circa 45 metri prima di in alto, oggi, per avere qua’- effettuare lo stacco dal suolo. Varie sono le teorie, su che probabilità di successo, quella che, di norma, si con­ è necessario conoscere a fon­ do la tecnica del salto, essere sidera la velocità ideale del animato da una forte dose di saltatore in lungo e sul mo­

mento in cui egli deve pro­ durla: secondo alcuni tecni­ ci 11 massimo di velocità si trova in un punto immagi­ nario che sta al di là dei 60 metri, ma in genere 1 più sono concordi nel dire che la velocità deve essere leg­ germente inferiore a quella che l'atleta è capace di otte­ nere in una corsa veloce sui 100 metri (95 per cento della massima velocità) ed essere tale 4 o 5 passi prima della pedana di stacco. Lo studio della rincorsa ha Inizio, comunque, quan­ do l’atleta, compiuta la pre­ parazione generica e specifi­ ca, attraverso una serie di corse, di scatti veloci ecc., si trova nelle migliori condi­ zioni di forma e in piena ef­ ficienza fisica. La rincorsa deve essere ri­ petuta più volte, finché egli non è in grado di correre, sempre con lo stesso pro­ gressivo di velocità (sulla di­ stanza opportunamente scel­ ta in precedenza dall'atleta con l’istruttore) e di arriva­ re con 11 piede battente ( ! ) sul punto fissato per razione di stacco. Solo allora, infatti, l’istruttore può delimitare il

percorso, facendolo misurare a passi dall'atleta e poi a mezzo di una cordella metri­ ca. E' bene ricordare che nella corsa attraverso all'as­ se di stacco, esercizio spe­ cifico che il saltatore com­ pie prima di ogni prova ago­ nistica, il piede di spinta deve andare oltre all'asse stesso in modo che, nella rincorsa normale, il seguito all’accorgimento previsto de­ gli ultimi tre o quattro passi, questo venga a trovarsi quanto più è possibile vi­ cino al limite segnato sulla pedana (limite rappresen­ tato dal rialzo di sabbia). Per essere certo della re­ golarità della rincorsa il saltatore, fissa, normalmente lungo i bordi della pista, uno o piu punti di riferimento: un primo a sei o sette passi dalla partenza, un secondo a 4 o 5 passi dall'asse di stac­ co, ma a mano a mano che la rincorsa si automatizza egli tende ad avvalersi di un solo contrassegno che viene posto nella prima par­ te delia rincorsa stessa. La velocità del saltatore è un'azione controllata, per­ ché, ai termine della rin­ corsa egli deve esprimere tutta la sua potenza, il suo slancio ma. nel contempo, avere un sufficiente equili­ brio per poter effettuare in forma corretta l'azione di stacco. Prima di prendere lo slancio il saltatore si concentra in una posizione del tutto simile a quella del frazionista o di un corridore di mezzo fondo: le gambe sono leggermente piegate, il tronco inclinato in avanti, le braccia flesse ed il piede di stacco avanti. Egli parte veloce, per acquistare velocità (in ge­ nere 7 o 8 passi), poi al­ lunga il passo (altri 6 o 7 passi) ed infine, negli ulti­ mi 3 o 4 passi, mentre il tronco dapprima inclinato si raddrizza, modifica la sua andatura per prepararsi alla azione finale. Dall'osservazione della se­ quenza più sotto riportata notiamo: 1) che in questa fase par­ ticolarmente delicata del salto, mentre il centro di gravità si abbassa (é massi­ mo all'ultimo appoggio sulla gamba libera flg. 6) il tronco.


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che già nei precedenti passi si era leggermente raddriz­ zato, si trova ora, quasi sul­ la verticale e la testa è di­ ritta verso l'avanti; 2) che la gamba di stacco (ultimo passo) è più allun­ gata e più obliqua, nel mo­ mento in cui prende con­ tatto con il suolo, di quan­ to avviene nella corsa nor­ male. Nel suo allungamento in avanti, che è rapido, il pie­ de scorre radente al suolo ed il suo contatto con lo stesso, avviene con un leg­ gero anticipo di tallone men­ tre il tronco spinto indietro è leggermente ruotato verso la gamba di stacco (10). Si può anche notare che la coscia della gamba libera, è nettamente indietro ri­ spetto alla coscia dell'altra gamba e che il bacino, no­ nostante la flessione in cui si trova la gamba di stacco, progredisce verso l'avanti e si eleva verso l’alto, in quanto l'asse del corpo pas­ sa dal tallone all’avampiede (fig. 11, 12, 13).

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padronanza in bicicletta e tenuta di gara

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attività pailofflstiea Il Comitato zonale di Alba merita il nostro vivo elogio per aver potenziato il pallone elastico in tutti i Comuni della zona molto estesa. Ecco i dati più si­ gnificativi, ricavati dalla relazione sull’attività 1965: — Campionato liberi (minimo anni 16), squa­ dre 28, giocatori 245, par­ tite 156. — Campionato ragazzi (età anni 15-18). squadre 18, giocatori 185, partite 126. — Campionato pulcini (fino a 15 anni), squadre 28. jgiocatori 76, partite 130. In totale squadre 74. giocatori 506, partite 412. Lavoro analogo a quello di Alba potrebbero svol­ gere con successo i se­ guenti Comitati C.S.I.; Acqui, Alessandria, Asti, Cuneo, Possano, Mondavi, Saluzzo, Torino, Genova, Sanremo, Savona. Occorre fare propagan­ de presso i Parroci delle varie zone, distribuire i palloni che la FIPE mette a nostra disposizione, riu­ nire i giovani sul campo adatto. In ogni Comune si trova l'ex-giocatore che si presta al ruolo di istrutto­ re, per impartire le norme basilari di uno sport che, in ognuna di queste loca­ lità fu sempre praticato e seguito con esclusivo in­ teresse.

g- 1 terzo stadio della preI parazione preagonistica è intesa a conseguire una certa padronanza in biciclet­ ta. Nel caso di esordienti, il raggiungimento di questa padronanza è indispensabile perché, trovarsi in mezzo a un gruppo numeroso, costi­ tuisce senso dì disagio se non addirittura di panico anche per chi abbia deciso di dedi­ carsi alla pratica ciclistica e che quindi, in un certo sen­ so, abbia già una certa espe­ rienza del mezzo meccani­ co per quanto l’emozione del momento può appunto ac­ centuare il disagio stesso. Va tuttavia sempre tenuto presente che ognuno dei tre stadi della preparazione, se­ condo il programma enun­ ciato, deve essere inteso co­ me una fase fisico-sportiva che riguarda un individuo in piena crescita. Occorre cioè svilupare i tre stadi, sem­ pre però in funzione del fu­ turo, in quanto una accen­ tuata e indiscriminata pro­ gressione può provocare scompensi del quali poi ri­ sente il fisico del giovane. Onde superare con convin­ zione e sicurezza questa fa­ se della preparazione, dare­ mo una serie di consigli ai quali l’allievo dovrà attener­ si in allenamento prima e In gara poi tenendo presen­ te che è compito dei diretto­ ri sportivi fare in modo che l'allievo conquisti per gradi questa padronanza in bici­ cletta. Lo stato Ideale per osser­ vare meglio e ragionare me­ glio è quello di cercare di avere La massima tranquil­ lità In bicicletta restando In gara sempre nelle prime posizioni: si evitano cadute e si controlla meglio la cor­ sa. Evitare altresì di stare vicino al bordo della strada, cioè vicino alla banchina perché il più piccolo scarto porta automaticamente ad agire su strada poco sicura per la incolumità dell’atleta e sulla quale c'è maggiore possibilità di forare. Particolare cura li giovane atleta dovrà avere nello sce­ gliersi la ruota: dovrà cioè

fare in modo che il corrido­ re della cui scia si usufrui­ sce abbia quasi le stesse ca­ ratteristiche fisiche di ro­ bustezza e di altezza: questo perché si possa trarre il massimo vantaggio una vol­ ta che si sta a ruota. Inol­ tre occorre abituarsi a stare alla ruota con l’avvertenza che ia propria ruota anterio­ re non sia « dentro » da una parte o dall’altra di quella posteriore dell’atleta che pre­ cede. L’attenzione deve' tuttavia essere rivolta sempre oltre l’avversarlo più prossimo, onde prevenire con adatta ma­ novra inconvenienti repenti­ ni dovuti allo stato della strada oppure ad esigenza improvvise di corsa. Se. In­ fatti, non si guarderà sol­ tanto il corridore immedia­ tamente davanti, si sarà pronti ad evitare sbanda­ menti e cadute e ad inter­ venire subito per fronteggia­ re azioni di attacco. Attenzione a non distrarsi quando si scambia qualche parola con un altro corrido­ re o con una persona del seguito! Tutte le manovre (cambio di velocità, slacciar­ si i cinturini, variazione di direzione, fermata) vanno fatte senza distogliere lo sguardo dalla direzione dt marcia. Soprattutto l'ope­ razione di azionare la leva del cambio e del deragliatore deve essere fatta qua­ si meccanicamente; specialmente le prime volte l’allie­ vo sarà indotto a portare lo sguardo alla mano che manovra le leve, distraendo la sua attenzione dalla dire­ zione di marcia; l’azionare le leve deve diventare un fatto meccanico, cosi come la frenatura. Questo concentramento di attenzione sulla corsa porte­ rà alla logica conseguenza — con l’acquisizione di una vera e propria abitudine a tutti questi movimenti — che l’allievo sarà «nell'am­ bito della corsa» con li mi­ nor dispendio di energie. Inoltre ralllevo dovrà im­ parare a stare bene a ruota quando il vento spira di fian-

co effettuando il cosiddetto ventaglio che sarà più o me­ no spiegato a seconda della inclinazione della direzione del vento. Quando si fa par­ te di una squadra la posi­ zione del corridore di testa relativamente al centro del­ la strada deve essere quella che permetterà all’ultimo corridore di essere vicino al­ la banchina; in tal modo si evitano infiltrazioni di altri corridori che potrebbero avere interesse a rompere i cambi. Se si vuol tentare un allungo di sorpresa. . occorre partire da dietro passando in velocità e in direzione obliqua, al corridore o ai cor­ ridori di testa; quando in­ vece si vuol bere o man­ giare, occorre essere in posi­ zione di relativa calma, cioè non bisogna procedere a det­ te operazioni quando si è in testa a tirare, oppure quan­ do c’è in corso una azione di grosso impegno. Va co­ munque sempre evitato il rapporto lungo che deve es­ sere usato solo quando è necessario e cioè quando si è impegnati in una azione di rientro oppure in una fase risolutiva A tal riguardo è da tener presente che in ca­ so di incidenti meccanici o forature di entità tale che si può tentare di andare avantl senza procedere a ri­ parazioni o sostituzioni, oc­ corre cercare di passare inosservati, senza cioè dare agli avversari l'opportunità di scatenare una offensiva che sicuramente metterà in difficoltà proprio per lo sta­ to di precarietà in cui è chi, subendola, deve fronteg­ giarla. In merito alla tenuta in corsa (intesa come abbiglia­ mento) è indispensabile che l'allievo si abitui a portare sempre 11 berrettiino bianco onde evitare colpi di sole e ad usare 1 calzoncini con le bretelle per evitare che l'e­ 1lastico astico dia fastidio' fastidio ' e che, in caso di pioggia, si allenti *' non rispondendo più alla ne­ cessità di reggere 1 calzon­ cini stessi. NINO LOMBARDI

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movimento degli arti superiori nel crawl sul petto

rapporto fra traiettoria ideale e stabilità del corpo m acqua

]\T ell’articolo precedente abbiamo visto quali x siano i fattori che con­ dizionano il movimento pro­ pulsivo degli arti superiori. Abbiamo visto, inoltre, che la traiettoria ideale dovrebfig. 1 I

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be giacere sul piano sagit­ tale ed essere effettuata su una retta parallela all’asse longitudinale, considerando il corpo in posizione prona e privo di rullio (fig. 1). La articolazione scapolo­ omerale non permette, pe­ rò, la esecuzione della pro­ pulsione lungo la traietto­ ria ideale; si prospettano quindi tre possibilità fra le esigenze dell’arto e quelle delia stabilità del corpo in acqua. CORPO STABILE

Non si tiene conto, nella esecuzione della propulsio-

ROTAZIONE DEL CORPO

al corpo una rotazione lun­ go l’asse longitudinale per cercare di fare percorrere all’arto una traiettoria quan­ to mai simile a quella idea­ le (fig. 3). La esecuzione di una rota­ zione accentuata del corpo lungo l'asse longitudinale, tale da fare assumere al corpo una posizione quasi sul fianco e permettere co­ sì agli arti di eseguire una traiettoria molto simile a quella ideale, annulla quasi completamente la compo­ nente laterale. La traietto­ ria ideale in questo caso è differente, poiché la rota­ zione del corpo permette di tracciare una nuova traiet­ toria, che possiamo indivi­ duare passante per il piano perpendicolare alla superfi­ cie dell'acqua e che ha gia­ cente in esso il baricentro del corpo. La traiettoria do­ vrebbe conservare in que­ sto caso la caratteristica rettilinea parallela alla su­ perficie. La parziale flessio­ ne dell’arto permette di li­ mitare la rotazione del col­ po e quindi il rullio. Questo tipo di propulsione viene ap­ plicato soprattutto per le lunghe distanze.

Non si tiene conto, nella esecuzione della propulsio­ ne, dei vantaggi che si pos­ sono avere mantenendo in acqua una posizione del cor­ po stabile, facendo eseguire

SOLUZIONE INTERMEDIA Si tiene conto, nella ese­ cuzione della propulsione,

ne, dei vantaggi che si po­ trebbero avere facendo ese­ guire una traiettoria quanto più simile a quella ideale, per usufruire della stabilità della posizione in acqua. La maggior parte dei nuotatori che accettano questa solu­ zione, perché più consona ai loro mezzi, eseguono una flesso-distensione per ese­ guire la fase propulsiva. Questo tipo di propulsione, come si vede dalla figura n. 2 ha una certa compo­ nente laterale (c), anche se pur parzialmente ridotta dalla flessione dell’arto. La componente laterale provo­ ca, se pur minimamente e diffìcilmente rilevabili, de­ gli spostamenti laterali del corpo dalla parte opposta dell’arto che esegue la pro­ pulsione, determinando un avanzamento serpeggiante. Sono pochi i nuotatori di una certa classe che si av­ vicinano a questo tòpo di esecuzione e limitatamente alle gare veloci.

fig. 3

fig- 2

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fig. 4

delle due esigenze ricercan­ do una soluzione intermedia che permetta di utilizzare al massimo i vantaggi della stabilità e della migliore traiettoria (fig. 3). Pur essendo la tecnica og­ gi più applicata, e che noi consigliamo, offre notevoli difficoltà di applicazione, in quanto non vi sono studi esaurienti che chiariscano l'importanza da dare alla stabilità del corpo in ac­ qua e quella da dare alla ricerca della migliore traiet­ toria propulsiva. Questa so­ luzione varia quindi entro certi limiti da soggetto a soggetto, a seconda delle ca­ ratteristiche individuali. Co­ munque appare logico che più veloce è il ritmo degli arti superiori minori devono essere le oscillazioni, poiché aumenta di conseguenza la sezione di resistenza e tur­ bolenza. Se invece le oscil­ lazioni hanno una velocità limitata si crea una minore turbolenza in acqua e di­ minuisce quindi anche la sezione di turbolenza e re­ sistenza. Proprio in funzio­ ne di queste considerazioni i nuotatori nelle gare velo­ ci eseguono oscillazioni me­ no ampie che nelle -gare lunghe dove il ritmo è più lento. DOMENICO MAIELLO


criterium studenteschi di atletica leggera li 19 maggio si sono svolti i 9 concentramenti interregionali del Campionato Studentesco di Atletica Leggera, organizzati anche quest’anno dal Centro Sportivo Italiano.

concentraniento di Alessandria Per i Provveditorati di: Alessandria. Alessandria, Imperia, Savona, Genova, Cuneo, Asti, Torino, Aosta, Vercelli, La Spezia e Novara. Mt. 80 ostacoli: 1) ni Luciano (Torino) Acerbi Marco (Aosta) Pallavlclnl Roberto

Procacci­ 11”1; 2) 11”1; 3) (Novara)

11”2. Mt, lw 100

plani: j1) . f ,Montonatl ’M._ . —. Augusto (Torino) ~ ..... 11 ll”’2; Z; 2) ’Vlano Adriano (Imperla) ' ; 11"3 11"3; 3) Ferrerò Glusep)ipe (Cuneo) ;~ 11"4. Mt. 1000 piani: 1) Turello Luciano (Torino) 2’33"5; 2) Tracciteli» Claudio (Imperla) Marco 2'34"7; 3) Boglletlo (Vercelli) 2’34"7. Staffetta 4 x 1:10: 1) Imperla (Viano, Struanl. Bellone. Ros­ si) 43”9; 2) Vercelli (Colllnet11. Macclaraudl. Negri. Sem­ pio) 44”2; 3) La Spezia (Arrlgonl. Sassarlni. Basso. Santln) 44"2. Salto in alto: 1) Grasso Italo

(Novara) 1,84; 2) Torasso Ro­ berto (Torino) 1.84; 3) Bragglo Cristoforo (Genova) 1,81. Salto in lungo; 1) Tedeschi Umberto (Genova) 6.61; 2) Rondanln Doriano (Torino) 6.47; 3) Ferrazzl Giovanni (La Spezia) 6.44. Salto con l’asta: 1) Galliano Sergio (Torino) 3.30; 2) Roma­ no Antonio (Vercelli) 3,20; 3) Morando Albino (Asti) 2,90. Lancio del peso: 1) Maluber11 Fausto (Genova) 15.81; 2) Stefani Roberto (Alessandria) 14,47- 3) Badella Gian Carlo (Asti) 13.97. Lancio del disco: 1) Lulsetto Giovanni (Novara) 44,34; 2) Jullta Ivano (Torino) 41.41; 3) Busatto Luigi (Aosta) 40.04.

concentramento di Foggia Per i Provveditorati di: Foggia, Caserta, Benevento, Avellino, Campobasso. Prosinone, Latina, Chleti,, Pe­ scara e Teramo. Mt. 80 ostacoli: 1) Presiden­ te Livio (Pescara) 11”: 2) Gra­ natieri Matteo (Foggia) 11”4; 3) Fabl Fernando (Prosinone) 11”6. Mt. 100 piani: 1) D’Alfonso Angelo (Teramo) 11”; 2) Mlngarelll Roberto (Prosinone) 11”1; 3) Borgonsoll Antonio (Chleti) 11”2. Mt. 1000 piani: •1)‘ Nefasto Daniele (Avellino )2’’36”5; 2) Ambroslnl Nlcollno ((Pescara) Filippo 2'36"7; 3) Ronzlttl (Chleti) 2’38”4. Staffetta 4x100: 1) Teramo ,__________ _____ Giusti. (Lombardi Pomplzl, Alfonso) 44"7; ~2) Fresinone D’Alfonso' ’ ’ Micheli, Tl(Orgltl. Mancini, berla) 44’’8; 3) Pescara (Carbcnclnl, DI Mlchele. Torelli. Altobelll) 45". Salto in alto: 1) Pitone Glu-

seppe (Latina) 1.95; 2) Glammarco Gianni (Pescara) 1,70: 3) Cirillo Giovanni (Caserta) 1.70. Salto in lungo: 1) Fontanel­ la Domenico (Latina) 6.97). 2) Battagllnl Roberto (Foggia) 6,43; 3) Damiano Michele Damiano (Campobasso) 6.38. Salto con l’asta: 1) Mlncl Bruno (Prosinone) 3,10; 2) Africani Vito (Teramo) 3,00: 3) Dello Russo R____ Giovanni (Avellino) 2,85. Lancio del peso: 1) Florlndl Carlo (Teramo) 14.55; 2) Mastrodlcasa Renzo (Pescara) 14.29; 3) Collina Fabio (Fog­ gia) 14,20. Lancio del disco: 1) Palazzo Remo (Chleti) 38.90 ; 2) Mastrolltto Pietro (Foggia) 38,00; Desio Antonio (Avellino) 37.30.

concentramento di Perugia

Per i Provveditorati di: Perugia, Terni, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona, Roma, Rieti, L’Aquila, Cagliari. Nuo­ ro e Sassari.

concentraniento di Cosenza

Mt. 80 ostacoli: 1) Blgnozzl Stefano (Roma) 10”9; 2) Proiet­ ti Alessandro (Terni) 11"5; 3) DI Lorenzo Angelo (L’Aquila) 11"6. Mt. 100 piani: 1) Masla Sal­ vatore (Sassari) 10’’9; 2) Cecconl Giorgio (Perugia) 11”2; 3) Bruce Massimo (Roma) U"2. Mt. 1000 piani: 1) Salvarezza Flavio (Roma) 2’35”3; 2) Caso Gianfranco (Sassari) 2'37”5; 3) Marchetti Gianni (Temi) 2' 37”7. Staffetta 4x100: Sassari (Ma­ sla. Glordo. Rozzo. Bianchina) 43"4; 2) Perugia (Cecconl. Ferri, Petracca, Cruccu) 43”6: 3) Roma (Branchi Fossatelll, Borzettl. Bruce) 43"6. Salto in alto: 1) De Angells

Per i Provveditorati di: Cosenza, Catanzaro, Potenza, Matera. Napoli, Salerno, Taranto, Brindisi, Bari e Lecce.

concentramento di Reggio Emilia

Mt. 80 ostacoli: 1) Tropeano Felice (Cosenza) 11”2; 2) Si­ gnorile Vito (Bari) 11”2; 3) Cavalera Giovanni (Lecce) U”6. Mt. 100 piani: 1) Gallea Ezio (Catanzaro) U"8; 2) Cascone Michele (Napoli) U”8; 3) Gui­ da Vito (Bari) U”8. Mt. 1000 piani: 1) Grimaldi Giuseppe (Bari) 2’34”5; 2) Brighel Francesco (Napoli) 2'36’’8; 3) La Pertcsa Flavio (Brindi­ si) 2’39"6. Staffetta 4x100: 1) Napoli (Esposito N.. Esposito G.. Laurla, Clampa, Alfonsino) 44”6; 2) Brindisi (Cavaliere, La Fa­ ce, Greco, Trlsollno) 45"2/10; 3) Taranto (Busco. Stea. Qua­ ranta, Smeraglla) 45”4/10. Salto in alto: 1) Celentano

Enrlco (Napoli) 1.81; 2) Gar­ gano Francesco (Cosenza) 1.70; 3) Lolacono Nicola (Bari) 1.65. Salto in lungo: 1) Grandi­ netto Stefano (Cosenza) 6,41; 2) Frasca Mario (Salerno) 6.31; 3) Ribezzl Amilcare (Brindisi) 6.15. Salto con l’asta: 1) Morelli Michele (Bari) 3.20; 2) La Roc­ ca Antonio (Cosenza) 2.70. Lancio del peso: 1) Maglio Salvatore (Taranto) 14.16; 2) Baldini Ferdinando (Cosenza) 13.78; 3) Le Grottaglle Claudio (Napoli) 13,45. Lancio del disco: 1) Canoni­ co Santo (Napoli) 38.78: 2) Izzo G. Franco (Bari) 36,26; 3) Squlllaclotl Francesco (Catan­ zaro) 35,78.

concentramento di Enna

Per i Provveditorati di: Trapani, Siracusa, Catania, Palermo, Enna, Messina, Agrigento, Ragusa, Caltanissetta e Reggio Calabria. Mt. 80 ostacoli: 1) DI Pietro Aldo (Siracusa) 11”7; 2) Pandolfo Roberto (Catania) 11"7; 3) Bettella Mauro (Palermo) 11”8. Mt. 100 plani: 1) Castagnino Mario (Siracusa) 11"6; 2) Ori­ spino Salvatore (Messina) 11 8; 3) Savarese Raffaele (Pa­ lermo) 11”9. Mt. 1000 plani: 1) Barone Mi­ chele (Siracusa) 2'39"7- 2) Ma­ si Nicola (Palermo) 2'42”5; 3) Giardino Aldo (Agrigento) 2’ 44 3. Staffetta 4 x 100: 1) Siracusa (Grillo, Clddlo, Amenta, Ca­ stagnino) 45"7; 2) Palermo (Vitale, Bonglovannl, Di Fa­ zio, Montalbano) 45"9; 3) Mes­ sina (Montenerl. Gasparro. Re­ stivo. Cesarò) 45"9.

Salto in alto: 1) Vecchio An­ gelo (Catania) 1.81; 2) Lusso Darlo (Messina) 1,70; 3) Bra­ mante Salvatore (Siracusa) Salto in lungo; i) Juculano Giovanni (Catania) 6.52; 2) DI Bari Giovanni (Agrigento) 6,46: 3) Clddlo Giuseppe (Siracusa) 6.19. Salto con l’asta: 1) Amore Salvatore (Catania) 2,50. Lancio del peso: 1) Accardl Alberto (Palermo) 13.83; 2) Pugllsl Giuseppe (Catania) 13,81; 3) Carini Giuseppe (Messina) 12,96. Lancio del disco: 1) lacona Angelo (Catania) 36.76; 2) Marchello Fulvio (Palermo) 36.31; Mlllotto Pietro (Agrigento) 36.24.

Stefano (Roma) 1.84- 2) Ar­ moni Massimo (Terni) 1,78; 3) Pulettl Massimo (Perugia) 1.75. Salto in lungo: 1) Zanetti Vittorio (Rema) 6.70; 2) Dozzlnl Aurelio (Perugia) 6,45; 3) La Mollnara Vincenzo (Ancona) 6,34. Salto con l’asta: 1) Fonda Lorenzo (Perugia) 2.90. Lancio del peso: 1) 1 Altieri (L’Aquila) 14,88; 2) Aurelio De Leo Ferdinando> (Roma) 14,84; 3) Zucchetti Claudio (Perugia) 14.60. Lancio del disco: 1) Lavlnt Antonio (Roma) 43.61; 2) Or­ tolano Carmine (Ascoll Piceno) 38,93 ; 3) Sensini Ivo (Perugia) 36,12.

Per i Provveditorati di: Reggio Emilia, Parma, Mo­ dena, Piacenza, Pavia. Cremona, Bergamo, Milano, Co­ mo, Sondrio e Varese. Mt. 80 Ostacoli: 1) Bigi Elio (Pavia) 10”7. 2) Darsena Sal­ vatore (Milano) 11”1; 3) Svam­ pa Giorgio (Modena) 11”2. Mt. 100 Piani: 1) Gllll Carlo (Varese) 11"2; 2) Redaelll Ro­ berto (Milano) 11”2; 3) Marche­ sini Franco (Modena) 11"3. Mt. 1000 piani: 1) Dotti Fio­ renzo (Modena) 2'35”7; 2) Spangaro Manuel (Milano) 2’ 36”3; 3). Molina Marco (Pavia) 2’37"4. Staffetta 4x100: 1) Parma (Fratta, Pomi, Zozzl. Torri) 44”3; 2) Pavia (Reale. Mazzi­ ni. Lazzaroni. Martlnoll) 44”5; 3) Reggio Emilia (Rocchi, Sce­ na'. Bigi, De Pietri) 44”7. Salto in alto: 1) Bussoli Giorgio (Modena) 1,81; 2) Ca-

pra Luigi (Bergamo) 1,81; 3) Sernaglotto Franco (Milano) 1.78. Salto in lungo: 1) Balattl Domenico (Sondrio) 6,59; 2) Bus'n G. Franco (Milano) 6,56; 3) Aquino G. Pietro (Piacen­ za) 6,52. Salto con l’asta: 1) Merllnl Dante (Cremona) 3,20; 2) Cer­ vi Aglde (Reggio Emilia) 3,10: 3) Plnzln Bruno (Varese) 3,10. Lancio del peso: 1) Filippini Lulgl (Piacenza) 16,56; 2) Com­ posti Daniele (Milano) 15.91; 3) Cavadlnl Antonio (Como) 14.53. Lancio del disco: 1) Baroffio Giuseppe -------- s (Varese) 44,44. 2) Malocchil ________ ,(Milano) _______ , Edoardo 40,80;. 3) Burroni Pietro (Pa­ via) 39.92.

concentramento di Rovigo

Per i Provveditorati di: Rovigo, Pesaro, Forlì, Ravenna, Ferrara, Bologna, Padova, Verona, 22 Brescia ----- e Mantova. Mt. 80 ostacoli: 1) Braghln Walter (Brescia) 11"; 2) Graccarlnl Remo (Bologna) 11" a sp.; 3) Mori Remo (Mantova) 11”1. Mt 100 piani: 1) Ostanl L'no (Padova) 10”9; 2) Rossonl Giu­ seppe (Bologna) 11”1; 3) Ca­ sali Ivan (Forlì) 11"2. Mt. 1000 piani: 1) Bonetti Darlo (Ferrara) 2’33"; 2) Gambarlno Pietro (Brescia) 2’37"; 3) Coblanchl Marco (Bologna) 2’37”4. Staffetta 4x100: 1) PADOVA (Ostanl. Moressa, Andreetta, Romano) 43"4; 2) MANTOVA (Falclerl. Gobio. Storti. Blsl) 44"; 3) FORLÌ’ (Brusattl, Troia­ no. Mlsslroll, Casali) 44"3. Salto In alto: 1) Ghldettl

Giuseppe (Brescia) 1.81; 2) Baraldl Finamente (Mantova) 1.75; 3) Bellam Patrizio (Pa­ dova) 1,70. Salto in lungo: 1) Mughetti Fausto (Ravenna) 6,54; 2) Stignant Alessandro (Ferrara) 6.45; 3) Bizzarro Fabrizio (Padova) 6.34. Salto con l'asta: 1) Rossi Ste­ llo (Forlì) 3.50; 2) Rublero Va­ sco (Rovigo) 3.25; 3) Fioratto Dino (Mantova) 3,00. Lancio del peso: ì) Giunta Claudio (Padova) 14.74; 2) Breosan Osvaldo (Verona) 14,28; 3) Grasta Mauro (Pesaro) 14.11. Lancio del disco: 1) Bergonzonl Renato (Bologna) 44.44; 2) san Osvaldo (Verona) 14.28; 3) Lora Silvano (Padova» 37.57.

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I concentramento di Siena Per i Provveditorati di: Siena, Grosseto, Arezzo, Li­ vorno, Pisa. Firenze, Lucca, Massa, Pistoia e Viteroo. Mt. M ostacoli: 1) Barbati Cleto (Viterbo) 10’9; 2) Pon­ ti Andrea (Lucca) lp"9; 3) Andrlsanl Domenico (Cagliari)

Mt. 100 piani: 1) VlsIbelU Giovanni (Siena) 10"9; 2) An­ toni Antonio (Cagliari) 10*’9; 3) Del Cittadino Andrea (Pi­ stola) 11”. Mt. 1000 plani: 1) Mazzuoli Roberto (Firenze) 2’35”4; 2) Dessi Giuseppe (Cagliari) 2’ 37”2; 3) Grani Roberto (Livor­ no) 2’37”8. Staffetta 4x100: 1) Firenze (Gargani, Petra 1, Stalno. Signo­ rino) 43”9- 2) Pisa (Buoni, Masonl, Mlnchlelli. Pe truce!) 44”2; 3) Lucca (Sandrelll, Zazzerl, Caplferrl. Dlnelll) 44"4. Salto In alto: 1) Mansanl Riccardo (Pisa) 1,78; 2) Anto­ nini Alessandro (Lucca) 1.75; 3) Carlglla Luigi (Pistola) 1,70. SaltoI In lunjo: 1 ) Bonaccordi Alberto (Llvorno) 6,91; Lazzaroni Elio (Massa) 2)

8,85; 3) Blaglnl Andrea (Plsa) 8.70. Salto con l'asta: 1) Ella Mar­ co (Livorno) 3,30; 2) Mannuccl Silvano (Massa) 3,20- 3) Neri Mauro (Arezzo) 3.10. Lancio del peso: 1) Ciotti Franco (Firenze) 15’59; 2) Me-

nlchettl Paolo (Grosseto) 15.58; 3) Tanganelll Mario (Siena) 13.94. Lancio del disco: 1) Sar Pao­ lo (Cagliari) 39.90; 2) Baraldcdo Luciano (Firenze) 39,39; 39.39; 3) Bertoccl Giancarlo (Pi ( ­ stola) 37,81.

concentramento di Trieste Per i Provveditorati di: Trieste, Gorizia, Udine, Pordetiene, Treviso, Belluno, Trento. Bolzano, Venezia e Vicenza. Mt. 80 ostacoli: 1) Bertottl Marco (Bolzano) 10"9; 2) Fer(Treviso) Glambattlsta rari 10"9; 3) Glachettl Aldo (VIcenza) 11”2. Mt. 100 r plani: ------- 1) Bernardi ■"•“)) 1io"9; 2) De Ottavio (Treviso) Stefani Renzo (Tc_ (Trento) U”0; 3) Semenzaio Enzo> (Venezia) Mt. 1000 piani: 1) Lenarduzzl Roberto (Udine) 2’35”0; 2) Marangoni Guido (Vicenza) 2’26”2; 3) Moro Giustino (Tre­ viso) 2’37”3. Staffetta 44x100: x 100: 1) Udine (Betramln. Piccoli, Piccoli Corubolo. Casarsa) 43”3; 2) Venezia (Talamlnl, Cattarossl, Semenzaio. 44"3; Bramuzzo) 44"3: 3) Trento (Tovazzl, Nardelll. Nardelll Burgstaller. Angeli) 44’’3. Salto in alto: 1) Resa Salva

Pietro (Venezia). 1.83; ;2) Plstolato Lucio (Treviso)I 1.78; 3) Zolli Alessandro (Trieste) 1.78. Salto IIn lungo: 1) Musulln Aureliano (Gorizia) 6.51; 2) Plapan Fulvio (Trieste) 6.38: 3) Pasettl Aldo Mario (Trevlso) 6.34. Salto con l’asta: 1) Cauz Ugo (Udine) 4,00; 2) Passuello Giuliano (Vicenza) 3.80; 3) Slntgaglla Claudio (Venezia) 2,60. Lancio del peso: 1) Colombo Vittorio (Trento) 16.50; 2) Cavan Mario (Belluno) 15.09; 3) Stivai Renzo (Venezia) 14.55 Lancio del disco: 1) Pcdbersek Ed) (Gorizia) 42.47 ; 2) Pesavento Luciano (Vicenza) 40.73; 3) De Nardi Franco (Tre­ viso) 40.63.

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