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Stadium n. 17/1966

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i problemi dello sport ★ 17

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La Gazzetta dello ori il giro d’Italia ritrova se stesso

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.. rinasce dalle ceneri empo addietro Stadium, in « Tribuna scoperta », appun­ tò uno spillo sul percorso del Giro d’Italia di quest’anno. L’ami­ co Torriani non la prese troppo bene, e dal suo punto di vista non aveva onestamente tutti i torti. Il problema non è semplice. Com­ pito di un organizzatore come Tor­ riani (identico del resto a quello di tutti gli altri organizzatori), è dar vita ad uno spettacolo di alto livello. Ora, lo spettacolo costa soldi e gli organizzatori debbono in qualche maniera arrabattarsi per trovarli. Non è sempre facile, in queste circostanze, salvare contem­ poraneamente anche gli interessi dello sport puro, dello sport ideale. Per questo motivo, in un secondo momento, « Stadium » ha sopras­ seduto dall’intervenire sulla discus­ sa, e in certo senso discutibile, ini­ ziativa di abbinare al giro ciclistico anche quello della canzone. Ma ora lo sport ha fatto il mi­ racolo, ancora una volta. Come l’araba fenice ha trovato il modo di risorgere dalle sue stesse ceneri a nuova vita. Diciamo « ceneri » in senso molto metaforico, e non in­ tendiamo certamente limitare il di­ scorso al solo Giro d’Italia ma al ciclismo e allo sport professionistico in genere.

E’ successo che varie e concomi­ tanti circostanze hanno sollevato alle stelle l’interesse di questo Giro. E si tratta di un interesse di pretta marca sportiva. Gimondi e Anquetil, Adorni, Motta, Dancelli, Zilioli, Salvarani e Molteni, e ancora Bitossi, Durante, Taccone... Sarà una lotta tutta da seguire, una compe: tizione veramente sportiva, al di sopra di ogni interesse commerciale, professionistico, pubblicitario ed an­ che di spettacolo,

E’ un fatto indubbiamente posi­ tivo, da sottolineare e da trarne debita lezione. La convinzione, prin­ cipalmente, che, almeno in linea ge­ nerale, gli interessi dello sport non sono incompatibili con quelli pro­ fessionali e commerciali e spettaco­ lari. Purché sia sempre presente una ferma e leale volontà di per­ seguire gli uni senza tradire gli altri, di servirsi, anche, dello sport senza però arrivare ad asservirlo.

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FLASgJ LA GIUNTA ESECUTIVA DEL CONI

Si è riunita la Giunta Esecutiva del CONI sotto la Presi­ denza deJl’aw. Onesti. In apertura l’avv. Onesti si è sofferma­ to sul lavori del C.I.O., con un particolare cenno all’udienza con­ cessa da S.S. Paolo VI ai membri del Co­ mitato Olimpico In­ ternazionale. Proseguendo nei la­ vori, la Giunta ha preso in esame il pro­ gramma istitutivo del­ la « Scuola centrale dello sport » delibe­ randone l'attuazione. La Scuola, attraverso corsi triennali e corsi di perfezionamento, si propone di fornire al­ lo sport italiano tec­ nici ed istruttori alta­ mente specializzati, nonché favorire l’im­ piego degli insegnanti di educazione fisica nelle principali disci­ pline olimpiche. Nel suo ambito opererà l’« Istituto per la ri­ cerca scientifico- spor­ tiva » comprendente l’istituto di Medicina dello sport, il Centro studi ed attrezzature impianti sportivi ed il Centro di documenta­ zione. Per la pratica at­ tuazione di questa fondamentale iniziati­ va ed 1 conseguenti contatti con il supe­ riore Ministero della Pubblica Istruzione, la Giunta ha costituito un provvisorio Consi­ glio di amministrazio­ ne presieduto dall’aw. Giulio Onesti. E’ stato poi preso atto dell’ottimo suc­ cesso del « Gran Pre­ mio dei giovanissimi » di scherma, al quale hanno partecipato cir­ ca 600 concorrenti di ambo i sessi. . Nel settore degli im­ pianti sportivi la Giunta ha autorizzato i provvedimenti per la realizzazione del cam­ po sportivo scolastico di Potenza e, d’intesa con la F.I.G.C., di un campo di calcio per le attività minori di Benevento. Inoltre so­ no stati aggiudicati 1 lavori nel complesso sportivo dell’Acquacetosa per la Scuola centrale dello Sport e conferiti gli incarichi tecnici per la realiz­ zazione degli impianti tipo e di preparazione olimpica. Con l’occa­ sione la Giunta ha preso atto con soddi­ sfazione che 1 Comu­ ni interessati alle nuo­ ve iniziative del C.O. N.I. hanno già, nella grande maggioranza,

messo a disposizione i terreni occorrenti. E’ stato Inoltre prov­ veduto alla nomina della giuria del con­ corso letterario del C.O.N.I. per gli anni 1964 e 1965, così costi­ tuita: aw. Giulio Onesti, dott. Nino Nutrizio, prof. Vincenzo Cappelletti, dr. Gior­ gio Fattori, prof. Do­ menico Rea. dott. Do­ nato Martucci.

FLASiJ) ANNUARIO FIDAL 1966

Per il sesto anno consecutivo la FIDAL ha pubblicato l’Annuario di atletica leg­ gera, che raccoglie, al termine di ogni sta­ gione ed all’inizio del­ la successiva, tutti i dati riguardanti la Fe­ derazione, le Società e gli Atleti. Risul­ tati, classifiche, sta­ tistiche ufficiali, pri­ mati, ecc. sono rac­ colti e ordinati in 244 pagine di testo, con molte foto che ritraggono i migliori protagonisti della sta­ gione scorsa in Italia. L’Annuario 1966 si suddivide in sei parti: ordinamento federale, attività intemazionale, attività nazionale, pri­ mati, graduatorie e statistiche, relazione sull’attività 1965. Il volume, disponibi­ le in un numero limi­ tatissimo di copie, va richiesto alla FIDAL, al prezzo di costo di L. 2.000.

FLASk) TARIFFE PER LE GARE DI ATLETICA

Pubblichiamo le ta­ riffe dei medici e dei cronometristi da pra­ ticare in occasione di manifestazioni di atle­ tica. Medici — Con cir­ colare n. 2346 del 31 marzo 1966 la Fede­ razione Medico-Spor­ tiva ha disposto che la tariffa per i servizi di assistenza a gare è di L. 3.000 per ciclo di manifestazioni fino a 4 ore. Per ogni ora In più si dovranno pagare L. 1000. Per servizi fuori se­ de si dovrà aggiungere la spesa di viaggio in l.a classe ed un get­ tone da L. 5.000. Per servizi continua­ tivi si protranno pren­ dere accordi partico­ lari con i Comitati Provinciali della F.M. S.I. La tariffa predetta ha efficacia dal 1-6-66.

Cronometristi — Con circolare n. 10 del 20 dicembre 1965 e n. 3 del 22 marzo 1966, la Federazione Cronome­ tristi ha disposto le seguenti tariffe per la atletica leggera in ma­ nifestazioni da svol­ gersi in sede: Per ogni presenza feriale L. 1.000. Per ogni presenza festiva L. 500. Tassa di cronome­ traggio (unica) Lire 1.000. La circolare dispone che è facoltà, per esi­ genze locali, di appli­ care tariffe inferiori alle predette, ma mai comunque di richie­ derne delle superiori. Nel caso le predette tariffe non fossero ri­ spettate si prega di segnalarlo alla FIDAL per gli interventi del caso.

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CONGRESSO MONDIALE D’EDUCAZIONE FISICA E SPORTIVA

Dal 13 al 18 Settem­ bre prossimo si terrà • a Madrid il Congresso Mondiale di Educa­ zione Fisica e Spor­ tiva, organizzato dalla Delegazione Nazionale d’Educazione Fisica e degli Sport spagnola e dalla Federazione Internazionale d’Edu­ cazione Fisica col pa­ trocinio e la collaborazione di tutte le più importanti organizza­ zioni d’educazione fi­ sica e sportiva del mondo. Tema generale del Congresso sarà: Aspetti sociologici del­ l’educazione fisica e sportiva. Argomenti particolari delle rela­ zioni e degli interven­ ti saranno: 1) L’edu­ cazione fisica e spor­ tiva nei sistemi classi­ ci di scolarità; 2) Co­ me sviluppare la pra­ tica dell’educazione fi­ sica e sportiva nei fanciulli, negli adole­ scenti, nei giovani e negli adulti: 3) L’edu­ cazione fisica e spor­ tiva strumento di in­ tegrazione sociale (1 gruppi sociali); 4) La ricerca scientifica so­ ciologica nella educa­ zione fisica. Il Congresso è aperto ai rappresentanti delle organizzazioni di Educazione Fisica, ai professori d’Educazlone fisica e agli spe­ cialisti nelle materie che hanno riferimen­ to con la questione. Il Segretariato Gene­ rale deirOrganlzzazione ha la sua sede presso l’istituto Nazm naie d’Educazione Fisica, via Ferraz 16, Madrld-8.


l’atleta si costruisce anche a tavola

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Perché un discorso sulle vitami­ ne? Non è un soggetto margi­ nale per chi si interessa della attività sportiva propagandisti­ ca. Non basta avviare i giovani allo sport, sottoporli ad un or­ ganico allenamento, a gare sempre più impegnative, se a tutto questo non si affianca un lavoro alla radice stessa del fì­ sico dell’atleta cioè al suo si­ stema e al suo metodo di nu­ trizione. E’ tempo di prender coscienza di questo problema che si inquadra in quello più vasto di una retta coscienza sportiva. E’ notorio che gli ita­ liani non sanno nutrirsi, ma quelli che si avviano allo sport debbono per primi operare una revisione personale delle abitu­ dini, dei sistemi tradizionali. I primi cui spetta il compito di sollecitare, di convincere, di orientare sono proprio i diri­ genti di società, gli istruttori sia con un’azione personale di­ retta, sia rivolgendosi a qual­ che medico sportivo per con­ versazioni sull’argomento. Non è tanto una questione di man­ giar di più o di mangiare ali­ menti di prima scelta e di maggior costo. Si tratta sem­ plicemente di utilizzare meglio quello che già la stragrande maggioranza dei giovani italia­ ni ha a disposizióne.

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T e vitamine sono dei principi | j nutritivi che hanno un’enorme importanza nell’economia or­ ganica entrando come necessari principi attivi in quasi tutte le rea­ zioni organiche. Lo stesso lavoro muscolare pre­ suppone tutta una serie di reazioni chimiche che culminano nella li­ berazione di energia. Ebbene in questi processi altamente differen­ ziati le vitamine rappresentano dei costituenti necessari ed essenziali. L’azione di queste sostanze si espli­ ca naturalmente anche nei più fi­ ni processi del sistema nervoso, che presiedono alla coordinazione neuro-motoria. (Segue nelle pagine seguenti)

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Il problema di una appropriata nutrizione si ricollega anche al lavoro scolastico cui i ragazzi si sottopongono. In fondo, cioè, si tratta di un unico problema che investe globalmente tutta la vita del ragazzo e del giovane: garantirgli una crescita armonica, sana, robusta. Allora scuola, sport, nutrizione, allenamento non sono termini nettamente distinti, anzi debbono essere tutti integrati in una più ampia coscienza dei problemi inerenti l’educazione del giovani. E’ un problema che, naturalmente, investe anche e soprattutto le famiglie dei giovani atleti e i dirigenti di società dovrebbero sensibilizzarle a questo proposito, aiutarle a risolverlo.

aumento della resistenza ■

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Ogni atleta desidera poter di­ minuire l’affaticamento, che è in sostanza una reazione di compenso dell’organismo, cioè vuole aumen­ tare il rendimento atletico. Al­ cune vitamine sembrano corrispon­ dere a tale speranza. Una serie di esperienze su animali e anche su uomini hanno mostrato come la vitamina C, o acido ascorbico (con­ tenuta in gran quantità negli agru­ mi, specie nei limoni) sommini­ strata ad alte dosi accresce sensi­ bilmente la resistenza al nuoto. Anche ricerche eseguite su atle­ ti hanno confermato che la som­ ministrazione a dosi generose di vitamine del complesso B ha accre­ sciuto del 32 per cento la resistenza all’affaticamento. Queste vitamine sono conosciute come B,, B2, Bfi Bo, Blt, amide nicotinica, acido foUco e vitamina H,. L’aumento del rendimento sporti­ vo, osservato con quasi tutte queste sostanze, è da interpretarsi come effetto di ima azione di stimolo da parte della vitamina in eccesso nei meccanismi centrali di autorego­ lazione delle reazioni organiche.

Si è anche notato come la quo­ ta vitaminica della dieta deve es­ sere tenuta ad un livello superiore a quello stabilito per l’uomo medio. La somministrazione farmaco­ logica di esse, sia in complessi polivitaminici o con sostanze singole, deve però essere praticata con pru­ denza. Anzi la somministrazione di dosi urto può risultare più danno­ sa che vantaggiosa in quanto pro­ voca situazioni di squilibrio nelle reazioni organiche.

rendimento atletico E’ noto come anche atleti ben allenati e dotati di mezzi fisici ec­ cellenti vadano incontro a periodi di « rendimento scarso ». Anche se tali risultati sono da mettere in re­ lazione con particolari condizioni psichiche del soggetto, in molti di essi si è visto che erano aumen­ tate nel sangue le sostanze che si generano nel lavoro muscolare e che sono responsabili della sensa­ zione di fatica (esse sono l’acido lattico e l’acido pirunico). E’ ba­ stata la somministrazione In essi di una sostanza vitaminica del gruppo B (la carbossilasi) per ve-

Chi sostiene che Jacques Anquetil fosse drogato nella LlegiBastogne-Liegi fa malignamente osservare che egli si è alimentato pochissimo dorante la durissima gara coronata da cosi netto suc­ cesse. K una Insinuazione inge­ nua. Anquetil è attentissimo e Scrupoloso anche nel suo modo di nutrirsi (qualche bicchierino di champagne a parte!), e sa perfettamente che Veccesaiva nutri­ tone neue corse lunghe è un er-

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dere ridurre la percentuale dei due acidi e parallelamente migliorare le prestazioni atletiche in gara o in allenamento.

sostanze minerali Accanto alle vitamine, i minerali occupano una posizione non meno importante nel mantenimento del­ l’equilibrio delle funzioni organi­ che durante l’attività sportiva. Uno studioso, il Duncan, recen­ temente ha affermato: «la maggior parte della popolazione, e non solo le classi meno abbienti, segue una dieta male equilibrata ». E’ sor­ prendente che perfino negli USA, paese soprasviluppato, siano an­ cora seguiti regimi dietetici ina­ deguati. I principali elementi mi­ nerali che sono presenti nella die­ ta e che vengono utilizzati per i processi energetici sono: il calcio, il fosforo, il magnesio (che entra­ no nelle reazioni di utilizzazione degli zuccheri e quindi nella con­ trazione muscolare) il ferro, (im­ portante per la respirazione cellu­ lare) il sodio, 'il cloro, e il potas­ sio (importanti nel mantenimento dell’equilibrio idrico e nella ecci­ tabilità-muscolare ). In effetti la dieta tipo medio dei nostri atleti è quantitativamente insufficiente e qualitativamente non equilibrata. Un’indagine severa condotta su alcuni atleti durante le olimpio-? di Roma da parte di ricercatori italiani ha dimostrato come J-e calorie fornite dalla dieta tipo era­ no 3200, mentre se ne sarebber richieste assai di più (sino a buuu per prestazioni gravose). Non lo, ma in tale dieta risultava scarso l’apporto naturale di mine e sostanze minerali, cosi portanti per il mantenimento una efficace prestanza fisicotica. A lato di queste indagini, coesperimenti hanno confermato


me la somministrazione di vita­ mine e sali minerali abbia elevato negli atleti stessi il rendimento lavorativo ed agonistico e abbia dato un ricupero più pronto e com­ pleto. Il trattamento vitaminlco-minerale va fatto in maniera intelli­ gente. E’ indispensabile far uso di prodotti equilibrati in quanto dosi troppo elevate di alcune vitamine e di sali minerali possono creare veri e propri squilibri organici.

Oltre i consigli che il dott. Monti ha esposto nel suo articolo, sarebbe oltremodo interessante che ogni diri­ gente-istruttore e ogni atleta si familiarizzasse con questa tabella di alimenti e rispettive calorie preparata dal nostro stesso collaboratore. Naturalmente nella nutrizione non si può tener conto soltanto delle calo­ rie, ma anche della varietà dei cibi e del loro contenuto vitaminico. E questo sarà appunto l’argomento di un prossimo servizio.

ALIMENTI

alimenti e diete L’alimento deve, per prima cosa, nutrire; deve suscitare qualche sensazione, cioè essere desiderabi­ le. Una fetta di carne alla griglia, un piatto accuratamente prepara­ to o un frutto, non deve solo cal­ mare la fame, ma procurare qual­ che sensazione piacevole. L’ali­ mento deve avere il valore di un simbolo. Non è possibile stabilire una die­ ta standard valevole per tutti. La dieta infatti è in rapporto all’am­ biente nel Quale l'individuo vive, al suo tipo costituzionale. Così noi osserviamo diversità di dieta tra atleta e atleta e non possiamo con­ dannare Luna, o valorizzare l’altra. Essa è infatti una caratteristica individuale. Va però integrata con la somministrazione di prodotti minerali e vitamine per compen­ sarne le deficienze. Infatti per ottenere il massimo nella assun­ zione di sostanze nutritive l’atleta dovrebbe pregiudicare le sue ca­ pacità digestive, in quanto gli ali­ menti contengono molte sostanze di zavorra che sono d’impaccio nella digestione. L’integrazione con sostanze me­ dicamentose deriva proprio da tale fatto.

j fegato crudo ( magro

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| Bue

magro

Cavallo Carni

| costa ai ferri magra I prosciutto cotto

Maiale

arrosto fegato crudo

Vitello

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CALORIE

200 112

110 325 150 143 128

Pesci

Sardine sott’olio i Aringa cruda (non salata)

220 180

Latte

i Intero i Secco in polvere

67 500

Uova

( 1 uovo t 1 tuorlo

Formaggi

j Gruviera i Port-salut

380 320

Burro Olio Margarina

800 900 752

Grassi

74 55

Fette biscottate salate

366

Pane salato

257

Semolino

369

mangiare spesso e poco

Pasta

358

Per chiunque l’arte del mangia­ re può essere fattore favorente la salute oppure contrario ad essa. Uno studio approfondito al riguar­ do fatto in USA sia su animali da laboratorio che sull’uomo, dimostra che l’abitudine di consumare nella giornata pochi pasti relativamente' abbondanti giochi un ruolo non trascurabile nella genesi di nume­ rose malattie. Per gli atleti poi l’abitudine di pasti leggeri e rav­ vicinati è una regola importante. Basta infatti che lo sportivo si sen­ ta troppo pieno per calare di for­ ma e per vedere annullato il suo rendimento in gara. Sarebbe estremamente utile per qualunque tipo di sport, poter di­ sporre di una alimentazione legge­ ra e poco abbondante da consu­ marsi a distanza di 3 ore In 3 ore al massimo. ADRIANO MONTI

Legumi freschi

Frutta fresca

Frutta secca

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i Carota cruda ( » lessata i Piselli \ Patate lessate, vecchie I » » novelle ’v Pomodori crudi

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Banane Uva Fichi Ciliege Lamponi Limoni Arance Prugne Mandorle Datteri Fichi Prugne

24 20 53 84 70 20

95 67 54 50 47 40 39 38

583 305

226 175

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pallavolo

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affrontano le interregionali le migliori squadre CSI di pallavolo pallacanestro calcio

ertamente la pallavolo Vj quest'anno non ha avu­ to su STADIUM quella riso­ nanza che lo sviluppo che essa ha raggiunto nel CSI meriterebbe, ma purtroppo Fattività ha assorbito com­ pletamente il nostro tempo: alle parole abbiamo dato la precedenza ai fatti. E vi possiamo assicurare che i fatti sono veramente lusinghieri. Mal come questo anno la pallavolo del C.S.I. avuto un così rigoglioso svi­ luppo ed una così capillare diffusione: infatti, in ben 90 Comitati si sono svolte le eli­ minatorie del Campionato Juniores che hanno visto la partecipazione di circa 500 squadre: mentre la Categoria Allievi ha avuto ben 60 fasi con circa 300 squadre parte­ cipanti. Pensiamo non ci sia nulla di più probante che il ge­ lido linguaggio delle cifre, specie se queste si confron­ tano con quelle degli anni precedenti, per testimoniare la rapida marcia ascensionale di questa bella disciplina sportiva. Ci è sufficiente considerare quindi che nel triennio 62-63, 63-64 e 64-65 il numero dei Comitati è oscillato per la Categoria Al­ lievi da un minimo di 36 ad un massimo di 45, e per la Categoria Juniores da un massimo di 69 ad un minimo di 63: e che nella Categoria Allievi lo scorso anno parte­ ciparono solamente 187 squa­ dre e nella Categoria Junio­ res solamente 289, per dimo­ strare in modo luminoso il nostro asserto. Tali brillanti risultati sono il frutto della passione, dello spirito d’intraprendenza ed abnegazione dei nostri Di­ rigenti periferici, i quali pur dovendo superare ostacoli difficili, sia organizzativi che finanziari, ma particolarmen­ te la preponderanza e la maggiore considerazione de­ gli altri sport a torto o a ragione più popolari e più diffusi, hanno saputo orga­ nizzare una attività di palla­ volo che per loro soddisfa­ zione è stata confortata da un buon numero di adesioni. Un po’ di merito bisognerà darlo anche ai giovani abili­ tati ai Campi Scuola Nazio­ nali, i quali, se i loro Comi­ tati sanno Inserirli intelli­ gentemente nella organizza­ zione e sanno impegnarli, carichi d'entusiasmo come sono ed in possesso di tutti « 1 ferri del mestiere » ne­ cessari, hanno effettivamen­ te la possibilità di far sor­ gere o sviluppare la pallavo­ lo nelle loro sedi. E qui riteniamo doveroso aprire una piccola parentesi, trattando l’argomento dei Campi Scuola in quanto di palpitante attualità. Infatti, in questi giorni 1 nostri Co­ mitati riceveranno la circo­ lare della Presidenza riguar­ dante 1 Campi e si affaccerà loro l’impegno della se­

lezione dei giovani da invlare ad Acerno o a Celana. Nell'interesse generale dell’organizzazione •j e in quello particolare della pal­ lavolo ci raccomandiamo vi­ vamente ai nostri Dirigenti Periferici Responsabili affin­ ché scelgano con molta cura e particolarmente con lungi­ miranza i candidati da in­ viare, in quanto positivi frutti si possono ottenere so­ lamente da elementi che ab­ biano in potenza le qualità per diventare non soltanto degli allenatori, ma degli al­ lenatori-educatori-animatori. Si debbono scegliere cioè del­ le persone che potenzialmen­ te abbiano le doti per diven­ tare dei trascinatori e degli organizzatori non soltanto nell’ambito della loro Società, in quanto è il loro principale impegno e per questo sono preparati ai campi, ma siano disposti e disponibili per po­ ter all'occorrenza impegnarsi nei quadri tecnici del Comi­ tato per far sorgere o per sviluppare la disciplina spor­ tiva neiia quale si sono spe­ cializzati. Riprendendo il nostro di­ scorso, rileviamo che siamo alla vigilia delle interregio­ nali. In quattro sedi 36 squa­ dre lotteranno con impegno per assicurarsi il biglietto di invito per la finale nazionale di Foligno, dove otto squadre si contenderanno il privile­ gio di fregiarsi dell'ambito scudetto di Campione Nazio­ nale. Tutte sono meritevoli e tutte possono, anzi debbo­ no, aspirare alla vittoria; il campo darà il suo inap­ pellabile giudizio e lauree­ rà quattro squadre allievi e quattro Juniores per la finale, ma a noi piace con­ siderare tutte vincenti e tut­ te meritevoli della nostra massima stima e considera­ zione, in quanto esse hanno già superato due difficili pro­ ve, quella provinciale e quel­ la regionale, e quindi hanno già raggiunto un traguardo riservato a poche elette. Fra pochi giorni quindi co­ nosceremo 1 nomi delle mi­ gliori di loro, ma da queste colonne vogliamo inviare non soltanto alle finaliste inter­ regionali di Padova, Genova, Roma e Potenza, ma a tutte le squadre che quest'anno così numerose e ben prepa­ rate hanno preso parte alle varie fasi del campionato, il nostro più vivo ringrazia­ mento ed il nostro più since­ ro augurio per il loro avve­ nire sportivo. Un ringraziamento parti­ colare intendiamo anche in­ viarlo a tutti 1 Dirigenti Pe­ riferici per la loro insosti­ tuibile e diuturna collabora­ zione che ha permesso al Centro Sportivo Italiano di raggiungere quest'anno nel campo della pallavolo un lu­ tra-­ minoso e significativo tra guardo. FILIPPO DRAGOTTO


calcio ulla scena calcistica del Centro Sportivo Italia­ no è in corso di svolgimento il penultimo atto che por­ terà alla ribalta della Fina­ le Nazionale le otto prime attrici, che nel corso del­ l'anno agonistico, partite con il ruolo di comprimarie, so­ no assurte a quello di protagoniste. Alludiamo alle otto Unioni Sportive finaliste che si accingono a scendere a Foligno — che quest'anno ospiterà la « Settimana del C.S.I. » — per contendersi l'ambito titolo di Campione d'Italia del C.S.I. per la ca­ tegoria Juniores. Sono infatti in corso di svolgimento le Finali Inter­ regionali che dovranno con­ Q

non avendo ancora ultimato il loro ciclo regionale. E’ questo un motivo che garantisce lo spettacolo fina­ le di Foligno. Squadre di nostra conoscenza dall'ossa­ tura rinforzata ed altre che hanno superato il loro turno eliminatorio a spese di chi ha già conosciuto d’afferma­ zione clamorosa (Jonni, non mi riferisco solo a te). Altro motivo degno di es­ sere posto in evidenza è lo apporto determinante che gli arbitri del C.S.I. hanno for­ nito alla nostra manifesta­ zione calcistica fin dalla sua fase iniziale. L'affermazione in questo settore è dovuta al fatto che nessuna grana — oltre quel-

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eludersi entro il 22 maggio. E’ stata, questa, una sta­ gione densa di partecipazio­ ne che, da un primo som­ mario esame, ha superato tutte le precedenti edizioni. Risultano infatti aver svolto la fase Zonale o Provinciale n. 119 Comitati che hanno formato il pieno organizzati­ vo nelle 18 regioni italiane. Pur non entrando nel me­ rito del complesso organiz­ zativo — siamo solo in pos­ sesso di dati relativi ad al­ cune fasi regionali e quindi non in grado di essere preci­ si nelle citazioni — ci è bal­ zato all’occhio un particola­ re che ci sembra opportuno porre in evidenza: hanno ancora superato la fase re­ gionale vecchie Unioni Spor­ tive che per più anni ci hanno seguito fino al tra­ guardo delle Finali Nazionali quali l’H.P.S.R. di Siracusa, la IJF.O. di Cividale (Udi­ ne), il C.O.S. di Latina. Al­ tre sono ancora in grado di affiancarsi a quest’ultime

ia di normale amministra­ zione — si è avuta nel cor­ so delle centinaia di par­ tite arbitrate da questi gio­ vani. E' un argomento — quello arbitrale del C.S.I. — che merita una più ampia trattazione di quella consen­ titaci in questa sede. Vi ri­ torneremo sopra però, ad at­ tività ufficiale conclusa, con elementi e più spazio a di­ sposizione. Ritornando alle finali na­ zionali trascriviamo gli ac­ coppiamenti interregionali sorteggiati dalla Commissio­ ne Nazionale: ELIMINATORIE: gare del 15 maggio: Campania-Lucania e EmiJia-Toscana. FINALI: gare del 22 maggio: Piemonte-Ligurla, Trentino-Friuli, Veneto-Lombardia, Umbria-Abruzzo, Marche vincente Emilia-Toscana, Lazio-Sardegna, Puglie - vin­ cente Lucania-Campania, Calabria-Slcilia. RENATO BERNINI

pallacanestro di Potenza, già presenti nel­ T?? stato appena sufficiente la precedente stagione e, Jtu che in campo interna­ quindi, senz'altro capaci a zionale le squadre più rap­ tenacemente contrastare fi presentative del nostro ba­ passo alle titolate avversarie. sket (Ignis e Slmmenthal, tanto per intenderci) mietes­ Ma non certo da sottova­ sero allori, che le folle spor­ lutare sono: l'U.S. Ospizio di tive fossero prese dalla in­ R. Emilia, l'U.S. Pia Marta sopprimibile curiosità di co­ di Brescia, il CUS Genova, noscere più da vicino le ge­ la Fulgor di Fidenza, il Casta delle « Pertiche in pan­ lasanzio di Genova, l'U.S. taloncini » e le loro evoluzio­ Quercia di Rovereto, la ni sotto-cesto, come anche Gianesini di Treviso, Villa di generare nel settore del Marina di Pesaro, fi G.S. Ri­ giovani, quell’interesse ago­ va del Garda, il Pio X di nistico che, soltanto il calcio Padova, fi C.G.S. di Trieste. sembrava potesse suscitare. l’Ussa di Roma, la Libertas di Foligno, l’INA di Taran­ Questi positivi fermenti to, l'Orlens di Napoli, il Mi­ sono stati avvertiti soprat­ nuzzi di Potenza che, sebbe­ tutto da noi del CSI, che ai ne assenti nel 1965, e. quindi, giovani in particolare ci ri­ non assuefatte al diverso cli­ volgiamo. ma agonistico, tipico delle Abbiamo assistito ad un finali, vantano una serie di fervore di iniziative mai ri­ successi (sia pure nell'am­ scontrato sino ad oggi e, col­ bito regionale) da poter at­ lateralmente alle gare effet­ tribuire loro la qualifica di tuate in sede di svolgimento eccellenti « outsider ». delle fasi del campionato na­ Sia pure considerando che zionale del CSI, numerosis­ molto varrà al conseguimen­ simi' sono stati i « Tornei » to deH’affermazlone, anche il e « Trofei » indetti dai vari fatto di giocare fra i « cane­ Comitati. stri » amici vorremmo egual­ In tutte le regioni, fatta mente azzardare un prono­ purtroppo eccezione per la stico indicando i'Oriens di Toscana, si è quindi verifi­ Napoli, il Cos Latina, il CUS cata la più pacifica delle Genova, il Don Bosco di « proliferazioni »: quella del­ Trieste per gli Juniores ed il le squadre di pallacanestro. Delfino di Pesaro, l’INA di Ben 65 Comitati Provin­ Taranto, l’U.S. Fulgor di Fi­ ciali hanno partecipato a denza ed il C.G.S. di Trieste questo « Festival Pallacestiper gli Allievi, quali propastico » e, fra questi, i più nu­ bili finaliste ed in grado di merosi appartenevano alla conseguire il successo finale, Lombardia, Emilia, Campa­ salvo che l’U.S. Aux. S. Luigi nia, Veneto, Piemonte, Um­ di Tofìno, l'U.S. Gianesini di bria e Puglie. Treviso, il CSI Pavoniana di Monza, l’U.S. Pia Marta di Ma non certo da meno, Brescia, la Stella Maris possono considerarsi i comi­ di Pescara, lo Sporting Club tati delle rimanenti regioni, di Consenza non vogliano sui quali evidentemente gra­ dimostrarci la fallacità delle va ancora il triste retaggio nostre previsioni. di deficienti attrezzature sportive, difficoltà logistiche Del che non saremmo cer­ ed altre d’ordine tecnico. La to noi a dolercene. Sicilia, le Marche, la Cala­ A risentirci quindi ed au­ bria, la Liguria, la Sardegna, guri a tutti, ivi comprese tut­ la Lucania, l’Abruzzo, il te le altre squadre che han­ Friuli ed il Lazio hanno an­ no partecipato al nostro che loro contribuito, e vali­ campionato e, sia per la esi­ damente, al conseguimento guità del numero di parteci­ di questo positivo bilancio panti da ammettere alle fasi che si estrinseca nelle, se­ finali, che per il verificarsi guenti cifre: 470 squadre di eventi a loro non esclusi­ partecipanti ai vari Trofei vamente imputabili, hanno ed incontri di campionato, visto sfumare la possibilità circa 4.000 atleti impegnati. di inserirsi nella lotta per il 1.432 incontri disputati. primato. Siamo attualmente in pie­ ANGELO RAINERI no « sprint » finale. Il 15 maggio si disputano le fasi Interregionali a Treviso, Fi­ denza, Roma e Napoli. Dal 1 al 4 giugno, a Foli­ Le fasi interregionali delle tre gno, si disputeranno le finali nazionali. specialità avranno svolgimento: Hanno ottenuto l'ammis­ PALLAVOLO il 19 maggio nel con­ sione ai concentramentl in­ centramenti di Padova, Genova, terregionali squadre come: il Roma e Potenza ; Don Bosco di Trieste (cat. Juniores) e Defino di Pesaro pallacanestro il 15 maggio (cat. Allievi) detentrici del nei concentramenti di Treviso, titolo di Campioni Nazionali Fidenza, Roma e Napoli; del CSI per il 1965, e l'U.S. Aux. di Torino, l’U.S. la Salle CALCIO il 22 maggio in otto ae­ di Torino, il CSI Pavoniana di di concentramento che saran­ di Monza fi COS Latina, il no stabilite quanto prima. GAD Etna di Catania, il Ric­ ciardi di Taranto e l’Enaoli

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Q pcsso siamo soliti guardare con O malcelata ironia quei giovani che ben inquadrati per gruppi ci passano dinanzi indossando an­ cora i calzoni corti pur avendo su­ perato largamente l’età dell’infanzia. Naturalmente un atteggiamento del genere può rivelare da parte no­ stra, oltre che una mancanza di ri­ spetto sul piano umano, anche e so­ prattutto una fondamentale incom­ prensione di tutto un movimento educativo, che ormai in Italia ha raggiunto un notevole livello orga­ nizzativo con i suoi quasi settantamila’ aderenti (50.000 ragazzi e 17.000 ragazze). Del resto l’A.S.C.I. (Associazione Scautistica Cattolica Italiana) non è completamente estranea a noi del Centro Sportivo Italiano, giacché es­ sa sorse nel lontano 1916 proprio su iniziativa dell’allora Società della Gioventù Cattolica (oggi G.I.A.C.) e della nostra'FASCI, in quel quadro di idee e di iniziative, ispirate dalla « Rerum novarum » di Leone XIII, che aveva già fatto sorgere nel 1906 la nostra progenitrice Federazione delle Associazioni Sportive Cattoli­ che Italiane. Da allora molte sono state le vicissitudini di entrambi gli organismi che furono sciolti quasi contemporaneamente negli anni 1927-28, per poi ricostituirsi en­ trambi nel 1945, a conflitto termi­ nato, per continuare in veste uffi­ ciale il lavoro già condotto clande­ stinamente nel precedente periodo di nascondimento forzato. Dopo oltre un ventennio dal do­ poguerra le due organizzazioni dell’A.S.C.I. e del C.S.I. (ex FASCI) si ritrovano oggi con un notevole ba­ gaglio di esperienza e di attività, in­ vidiate da tante altre associazioni di ogni tipo Qualcuno potrebbe chiedersi per­ ché mai noi ci interessiamo ora di un altro movimento che opera nel mondo dei giovani con un metodo ben diverso dal nostro. La risposta da dare è semplice. Pur essendo diversi gli strumenti ed i modi di azione dei due orga­ nismi rimane pur sempre una base comune, data innanzitutto dallo stesso settore « umano » interessa­ to: i ragazzi ed i giovani. Inoltre entrambi i movimenti si preoccupano di dare a tutti gli ade- . reati una solida formazione umana, un’adeguata preparazione per la vita e pertanto una valida educazione cri­ stiana, che parte da esigenze di ca­ rattere prettamente « profano » per valorizzare tutte le doti e le virtù umano-cristiane della persona. Le norme che regolano lo scauti­ smo potrebbero a prima vista trarre

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in inganno e far pensare a un mo­ vimento un po’ chiuso, quasi fine a se stesso. Si tratta però di un giu­ dizio superficiale; in realtà il meto­ do scout promuove un’apertura ver­ so tutta la società e un pieno inse­ rimento sociale dei giovani. A questo punto il discorso si fa interessantissimo per quel che ci può riguardare direttamente. E’ cioè utile un « dialogo » con lo scautismo? Noi pensiamo di sì, giacché occor­ re un continuo scambio di idee, un confronto di metodi psico-pedagogici e di verifica degli strumenti educati­ vi per contribuire ad una sempre mi­ gliore formazione dei ragazzi e dei giovani di oggi, questi difficili ra­ gazzi e giovani dei nostri tempi. Del resto molte sono le linee di azione in comune dell’A.S.C.I. e del C.S.I. Innanzitutto c’è la fondamentale esigenza di valorizzare il tempo li­ bero attraverso un proficuo impiego di esso. Vi è poi da sottolineare l’impor­ tanza che viene ad assumere la pre­ parazione fisica, che da una parte viene perseguita mediante un con­ tinuo contatto con la natura e dal­ l’altra mediante la pratica agonistica dello sport, sempre però in un am­ biente sano quale può essere quello offerto dalla vita all’aperto. Per lo sviluppo delle doti mo­ rali lo scautismo si serve di attività che mettano in rilievo particolari virtù di lealtà (il gioco), fraternità

L’Associazione Scautistica Catto­ lica Italiana è nata nel 1916 per iniziativa della Società della Gio­ ventù Cattolica Italiana e della Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane (cioè il C.S.I. anteguerra). Nell’ottobre del 1915 si incominciò a discutere l’opportunità di dar vi­ ta ad un movimento scautistico cattolico. I pareri erano discordi se convenisse farne un movimento au­ tonomo oppure delle sezioni aggiun­ te alle associazioni cattoliche esi­ stenti. Si decise allora di inviare a Londra il Conte Mario di Carpegna, Presidente della FASCI, per esaminare al riguardo l’esperienza inglese. Egli si incontrò con Baden Powell e con il Cardinal Bourne convincendosi della necessità di creare un organismo autonomo. Così fu fatto, infatti, nel gennaio del 1916 e il Conte di Carpegna fu nominato Commissario Centrale. Nel 1927 e ’28 FASCI seguì la stessa sorte della FASCI venendo sciolta da parte del governo fa­ scista. In Italia opera anche il GEI (Gruppo Esploratori Italiano), pluriconfessionale, che il prossimo an­ no festeggerà il 60* anno di vita.

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wé , ... li motivi storici, e ideali

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(la vita in comune), ordine (la disci­ plina di gruppo), allegria (il canto), ecc. Per gli stessi motivi l’opera del C.S.I. è diretta a promuovere, pro­ pagandare, disciplinare e coordinare 10 sport, onde poter ottenere gli stessi benefici effetti sotto l’aspetto fisico e morale. In altri termini sia l’A.S.C.I. che 11 C.S.I. sono al servizio dei ragazzi e dei giovani, ponendosi come va­ lide istituzioni educative per la cre­ scita personale di essi. La stessa società civile, la fami­ glia, la scuola ^traggono vantaggi dall’opera delle due organizzazioni. Detto questo e volendo passare a dedurre qualcosa di pratico ci chiediamo insieme se qualcosa di interessante ci può essere suggerito dal metodo scout. Cominceremo col dire che alla base di tutto c’è una perfetta orga­ nizzazione che permette un orga­ nico passaggio di idee e di conte­ nuti, oltre che un’effettiva ed appa­ riscente presenza nei rapporti della organizzazione con l’esterno. Ma per giungere a questo viene curata instancabilmente tutta l’at­ tività formativa che prepara le nuo­ ve leve dirigenti. E’ questo un la­ voro di importanza fondamentale, giacché permette di avere sempre persone qualificate ed esperte nel­ la direzione e nell’organizzazione. In particolare, poi, ogni scout tende sempre più a prendere per­ sonalmente coscienza del proprio

Escono il CSI all’ASCI

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Scopo dell’ASCI è quello di svi­ luppare nei giovani, applicando il sistema educativo del Generale Lord Baden Powell, le doti del buon cri­ stiano e del buon cittadino, for­ mandone il carattere; inducendo in loro abitudini di osservazione, di disciplina, di fiducia in se stes­ si; suscitando la lealtà, la carità verso gli altri; preparandoli a ser­ vizi di pubblica utilità; avviandoli a lavori di specializzazione in vista del buon orientamento professio­ nale, promuovendo il loro sviluppo fìsico, intellettuale e morale, con la vita all’aperto a contatto della na­ tura. I mezzi che li metodo usa per il raggiungimento di questi fini so­ no molteplici e tutti intonati al clima avventuroso del ragazzo, se­ condo la massima del fondatore per cui per poter pescare occorre usare un’esca che piace ai pesci piuttosto che un’altra che piaccia al pescatore, quindi gioco, sistema delle squadriglie, vita aH’aria aper­ ta, scoperta della natura, ecc. Lo scautismo si suddivide in tre categorie: i lupetti dagli 8 ai 12 anni, gli esploratori dai 12 ai 16, i rovere dai 17 al 22 anni.

ruolo nel quadro dell’organizzazio ne cui appartiene, sicché si awit a più alte responsabilità nella so cietà civile con un’adeguata prepa­ razione. Ed infine va fatto notare il me­ raviglioso spirito di gruppo che re­ gna tra i vari componenti delle « squadriglie », senza però alcuna manifesazione di ... antipatia nei confronti degli altri gruppi, pur es­ sendoci un moderato spirito di emulazione, che non giunge mai agli eccessi della slealtà e della scortesia. Potrebbero bastarci questi soli elementi, per riassumere: — buona organizzazione (massi­ ma serietà ed impegni precisi); — competenza dei dirigenti (pre­ parazione e sensibilità educativa); — senso della comunità sociale (gruppo o società come famiglia); — agonismo moderato (rispetto degli altri come persone). Tali principi naturalmente sono utili anche per noi dirigenti del C.S.I., per il lavoro tra i giovani. Sono indicazioni di cui forse già siamo a conoscenza ma che spesso non utilizziamo. E’ anche opportuno aggiungere che in questi ultimi anni l’A.S.C.I. ha subito un profondo processo di evoluzione che ha precisato meglio le funzioni di alcune sue strutture, democratizzandole in larga parte e creando alcune particolari specia­ lizzazioni, tra le quali anche l’edu­ cazione fisica e la nautica, che ci interessano più da vicino. Concludiamo queste brevi note con un’osservazione che, in certo senso, giustifica e sintetizza tutte quelle sin qui fatte sui rapporti tra FASCI e il CSI. Eccola: in fondo che differenza c’è tra costruire un ponte sul quale mai nessuno dovrà passare e saltare un ostacolo che nessuno ci porrà mai dinanzi? In altre parole, alla base sia dello sport che dello scautismo c’è una situazione creata ad arte: gioco, tec­ nica, competizione, esperienza atti­ va individuale e sociale... tutti ele­ menti ricercati artificialmente per vivere una particolare esperienza di vita. Si tratta però di un artificio non innaturale ma che è sulla scia della natura ed anzi aiuta enorme­ mente l’uomo a realizzare più pie­ namente e più rettamente se stesso. Forse è questa la prospettiva giu­ sta per considerare l’attività scautistica e quella sportiva: riscoprire la natura e se stessi con un’espe­ rienza personale e diretta, educan­ dosi a giocare più perfettamente possibile il proprio ruolo nel mon­ do e nella vita. ROBERTO CIPRIANI

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P = Propulsione R = Riporto

Fig. 1

movimento degli arti superiori a crawl sul petto 1 movimento degli arti superiori nel crawl sul petto viene fatto .portando l’arto In immersione dalla posizione in alto a quella in basso (fig. 1 P), per spingere l’acqua con la medesima direzione e senso ed avere un avanzamento del corpo dalla parte del capo. Gli arti giunti nella posizione in basso emergono e torna­ no in alto dove si immergo­ no (flg. 1, R) per eseguire una nuova azione di spinta. Gli arti, quindi, nel fare la loro azione eseguono una fa­ se propulsiva, che provoca lo avanzamento del corpo, ed una fase di riporto, che per­ mette agli arti di tornare nella posizione iniziale della propulsione. Ai fini di una corretta e proficua azione degli arti su­ periori si deve ricercare quale sia la tecnica migliore per ottenere un avanzamen­ to economico e veloce, che permetta di usufruire nel migliore dei modi delle pos­ sibilità motorie e fisiologi­ che. Analizzeremo prima la fase propulsiva poiché ha la mag­ giore importanza nell’intero ciclo del movimento. Come abbiamo fatto per il movimento degli arti infe­ riori, non tratteremo solo il movimento che permette la migliore esecuzione, ma tutte le tecniche che hanno parti­ colari pregi o che, nonostan­ te siano state superate sotto alcuni aspetti, possono per­ mettere al nuotatore la ri­ cerca della esecuzione indi­ viduale. Individualità che ri­ spettando le caratteristiche personali dà la possibilità di acquistare una tecnica eco­ nomica e redditizia, e, quin­ di, di ricercare ed acquisire lo stile.

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fondamentali di difficile correlazione, essi sono: traiettoria ideale massimo rendimento mu­ scolare posizione dell’arto che permette la massima spinta TRAIETTORIA IDEALE

La traiettoria ideale di propulsione dell’arto supe­ riore dovrebbe giacere sul piano sagittale ed essere ef­ fettuata su una retta paral­ lela all’asse longitudinale (flg. 2). MASSIMO RENDIMENTO MUSCOLARE

Il massimo rendimento muscolare si ha ricercando In

ogni atleta le caratteristiche individuali. Nell’uomo medio si ha il massimo rendimento facendo percorrere all’arto, dalla posizione in alto a quel­ la in basso, con una flesso distensione (fig. 3), la traiet­ toria nello spazio anteriore al corpo (fig. 3-4) o con un leggero spostamento laterale del gomito (fig. 5).

ni variabili di flesso-disten­ sione (fig. 3-4-5), altri pro­ pendono per la posizione ad arto disteso (fig. 6), altri per la posizione ad arto legger­ mente flesso (fig. 7). Fig. 6

POSIZIONE DELL'ARTO CHE PERMETTE LA MASSIMA SPINTA

Dalle ricerche in proposi­ to, se pur danno al fini del nuoto risultati contrastanti, si ha una generale tendenza nel ritenere che la migliore spinta si abbia con poslzio-

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 5

Fig. 4

FASE PROPULSIVA Gli arti superiori nell’eseguire la loro azione di pro­ pulsione sono condizionati, oltre che dalla respirazione e dalla coordinazione del lo­ ro movimento da tre fattori

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un record che resiste da trenta anni!

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il salto in lungo: evoluzione e tecnica ; .

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__ .L-d Icuni giorni or sono, mentre stavamo osservando i giovani atleti, impegnati nelle prove di qualificazione dei campiona­ ti studenteschi romani, allo stadio deU’Acqua Acetosa, un amico, appassionato del­ l’atletica leggera, ci disse: strano! un giovane poco più che diciassettenne ha supe­ rato testé i 7 metri nel sal­ to in lungo ed un altro, di recente, in una gara fe­ derale ha fatto altrettanto, eppure, da oltre 30 anni, il record italiano della specia­ lità resiste a tutti i tenta­ tivi di superamento. Perché mai? Presi così di sorpresa, di « contro piede » la nostra risposta è stata necessaria­ mente evasiva ed incomple­ ta, ma l’interrogativo postoci dall’amico (che non è un tecnico) ci sembra del tut­ to giustificato perché, no­ nostante i risultati finora ottenuti da tanti giovani elementi, pochi sono anco­ ra oggi i saltatori in gra­ do di far progredire la spe­ cialità e di inserirsi nella scala del valori intemazio­ nali. L’occasione, comunque, ci pare indovinata per fare il punto in questo settore del­ l’atletica leggera, per chia­ rire quelli che i tecnici con­ siderano 1 fattori essenziali e basilari del salto e far si che 1 giovani, attraverso una preparazione adeguata, riescano ad esprimere nella forma migliore e in modo più convincente il gesto atletico ad esso inerente. Ma di quali doti deve es­ sere fornito 11 giovane, qua­ li sono i fattori che carat­ terizzano 11 salto in lungo? Il prof. Covi, autore di una pregevole pubblicazione sull’atletica leggera (« l’ABC dell’Atletica ») scrive « il salto in lungo è la specia­ lità del velocista-saltatore », mentre il Vlves, emerito in­ segnante dell’accademia di educazione fisica di Parigi afferma « 1 migliori saltatori in lungo sono tutti del cor­ ridori velocissimi e del buo-

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ni saltatori in alto ». (Igor Ovanesian, atleta russo, già recordman del mondo della specialità con la misura di m. 8,32, supera 1 2 metri nel salto in alto e corre i me­ tri 100 in 10”4). Da quanto si è detto ap­ pare evidente che, salvo le debite eccezioni, gli specia­ listi del salto in lungo de­ vono possedere una forte ve­ locità e nel contempo una notevole destrezza, onde po­ ter effettuare in piena ve­ locità ed in perfetto equi­ librio l’azione di stacco dal suolo.

SVILUPPO DELLA TECNICA E DELLA FORMA Prima di prendere in esa­ me la tecnica del salto in lungo gli studi relativi e gli esperimenti tentati dagli specialisti nella ricerca del­ lo stile più appropriato per lo sviluppo della specialità, diamo alcuni brevi cenni sulla evoluzione del salto, come cl viene ricordato da­ gli studiosi e da uno dei più noti scrittori di atletica leggera, il Doherty. «Il programma inaugurale dei giuochi annuali dell’uni­ versità di Oxford, del 1860, — egli scrive — invitava 1 giovani a prendere parte ad un salto “in larghezza”, seb­ bene, quando il programma venne stampato, la specia­ lità fosse descritta come “un salto In lungo con rincor­ sa”. Il vincitore fu un cer­ to Powell di Orlel, con me­ tri 5,28, misura con la qua­ le fu vinto, 16 anni più tardi, il primo campionato americano della specialità». Lo scrittore aggiunge nelle sue note: « le fosse per l’at­ terraggio erano indubbia­ mente molto scarse di sab­ bia in questo primo periodo e non esisteva un asse di battuta», che fu introdotto nel 1886. allorché M. W. Ford, di New York, raggiun­ se, con un solo balzo, lln-

credibile (!) misura di me­ tri 7,05. In seguito tale record ver­ rà più volte superato da altri saltatori, sla ameri­ cani che europei, il miglio­ re dèi quali sarà Prinstein dell’università di Siracusa, campione nazionale e vinci­ tore della prova alle olim­ piadi di St. Louis, nel 1904, con metri 7,35. Anche l’irlandese Pat O’Connor, supererà nel 1901 la significativa misura di m. 7,61, stabilendo un nuo­ vo record del mondo della specialità, che resterà im­ battuto per circa 20 anni. H Webster scrive che « O’Connor non faceva uso del “calcio ad ostacolo”, ma sollevava semplicemente le ginocchia alte verso il men­ to e confidava nella sua ve-

locità Iniziale, per farsi por­ tare In volo attraverso l’a­ ria ». Il primo saltatore capace di oltrepassare 1 25 piedi (m. 7,70) fu un certo Ed Gourdln di Haward che, 11 23 luglio del 1921, dopo aver battuto nella corsa delle 100 jards il campione Harold Abrahams, vinse la prova del salto in lungo con un superbo balzo di m. 7,70. Questo eccezionale campio­ ne usò uno stile « galleg­ giante », con piccole azioni delle gambe, durante la fase aerea, avvantaggiandosi per tutto il resto della sua estre­ ma velocità. Ci piace qui ricordare an­ cora il Webster, per quanto egli scrive sulla storia del successivi record del mondo. « La reale sorpresa delle olimipadi di Parigi, nel 1924, fu opera di un alto e ben formato atleta americano il quale aggiunse, al preceden­ te mezzo passo della fase ae­ rea, una più decisa oscil­ lazione delle gambe ». Il suo nome è Robert Legendre, il quale dopo aver vinto la gara del salto In lungo in occasione dell’in­ contro fra i colleghi ameri­ cani, con m. 7,20, . e quella del pentatlon nel 1922, no­ nostante questa sua bravura, non fu considerato idoneo a rappresentare l’America ai giuochi olimpici del 1924. Il Legendre andò tuttavia a Parigi, con il quartetto degli specialisti del Pentatlon e nella effettuazione delle pro­ ve relative, conquistò 11 re­ cord del mondo del salto in lungo con m. 7,77, mentre un altro americano, il De­ fi art Hubbard, vinse la gara olimpionica con una contra­ stata misura di m. 7,44. Nel 1925 l’Hubbard portò il limite mondiale a me­ tri 7,89 e nel 1928 raggiunse i m. 7,94, ma il record non fu omologato perché il li­ vello della pedana di stac-

Un atleta studente in una eccellente esecuzione della fase

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co era da un pofix» tcwMimetri 015» più alte d: quel­ lo della fossa di atterraov La tecnica desi' Hubturd comprendeva una breve rin­ corsa «meno di m. »», un* notevole seceJerarxwe di ve­ lociti. una bucn* ma non comune allessa della traiet­ toria. un singolo calao della gamba di dùtaxne ed un eccellente ed av ansante pùasamento del medi. Ufficialmente 1 l primo atleta che riuscì a superare 1 metri 7.». fu Silvio Cattar, di Haiti, che nei suo spet­ tacolare balio raggiunse nel 1938 fi limite di m. 7.93. Più tardi. Ed Hamm&n con m. 7.90 ed il tedesco Luz Long, con m. 7.83, di­ mostrarono ambedue l'im­ portanza e lefficacia delio stile, quando, nella esecuzio­ ne del balzo, il saltatore rie­ sce a ritardare l'aricne deilane» e produrre una più decisa oscillazione delle gambe nella fase aerea. Nel 1931. il giapponese Chuei Nanibu. atleta dotato di una straordinaria abilità e velocissimo nella rincor­ sa stabili, con la misura di m. 7,98, fi nuovo record del mondo. Tnterrompiamo per una volI ta il discorso specificaAltri saltatori ancora, mente tecnico per tirare americani la più parte, si distinsero per l'eccellenza del una prima conclusione di ca­ rattere generale. Vorrei, più loro stile e per le misure raggiunte, ma la più grande precisamente, esporre un mio prova, rimasta imbattuta fi­ convincimento, frutto di os­ no al 1960 (circa 25 anni») servazione e di costante espe­ rienza di un certo settore del fu quella stabilita dal for­ midabile atleta desse Owens, calcio italiano da venti an­ ni a questa parte. un negro dello stato dello Non intendo muovere cri­ Ohio che, nello stesso gior­ no, il 25 maggio del 1935. in tiche a nessuno perché non Hann Arbor nel Michigan, entra nel mio schema di vi­ conquistò tre superbi record ta e nel mio modo di pen­ del mondo, tra cui quello sare, ed anche perché sono convinto che la più parte de del salto in lungo con me­ gli istruttori preposti al set­ tri 8,13. tori giovanili lavorino in am­ « Tanto era l’interesse del­ bienti assai difficili dove, ad la gara — scrive il Doherty esempio manca la disponi­ fortunato direttore di quella bilità di tempo per accedere competizione — che nel­ ai campi di gioco, oppure l’istante in cui Owens stava mancano ai ragazzi gli in­ effettuando la sua prova, dumenti idonei, o anche so­ tutte le altre attività atle­ no costretti a operare su tiche ebbero un momento di terreni impossibili o trascu­ sospensione, per osservare il rati, privi delle indispensa­ -meraviglioso balzo compiuto bili docce per le gare e gli dall’atleta. allenamenti, dotati al massi­ mo di due o tre palloni, La sua sembrava una sem­ quando invece sarebbe ne­ plice corsa lungo la peda­ cessaria una sfera per ogni na e non v’erano ovvia­ mente impronte del piede ragazzo, privi infine di ogni altra attrezzatura tecnica che sull’asse di stacco, non sfor­ pure abbiamo visto essere zo per una non comune al­ necessaria per un buon alle­ tezza. namento. Senza dire che la Usò un semplice calcio, maggior parte del responsa­ una oscillazione, forse un bili organizzativi di norma calcio della gamba di dire­ ignora gli aspetti più profon­ zione che sembrava essere di del lavoro dell'istruttore, un modo di bilanciamento, non si rende conto dei tant’ quasi un guadagno del mo­ problemi che lo assillano e mento della corsa oltre la magari esige immediati ri­ sultati che non potranno fossa». E’ Indubbio che la sua giungere se l’allenatore non più grande dote fu la velo­ può portare avanti la sua at­ In un ambiente spor­ cità, superiore a quella di tività tivo come sopra descritto. ogni altro saltatore in lun­ Il lavoro di questi istrut­ go, prima di allora. tori è delicato e importanConcludiamo questa prima ' tìssìmo, in tutte le socie­ rassegna, tenendo presente tà, dalle più grandi alle più che nel prossimo numero ci piccole, quelle parrocchiali comprese. In passato si è soffermeremo sulle cose es­ senziali per una buona tecni­ sciupato troppo tempo svol­ ca del salto, di quella tecnica gendo un lavoro empirico, in cioè che ha permesso ad altri condizioni Inadatte. E’ tem­ grandi specialisti di supe­ po che l’allenamento del cal­ rare il già pretigioeo record ciatore venga trasformato in una vera scuola di studio e di Jesse Owens. perfezionamento della tecni­ ASO ca calcistica. Il calcio, come

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. rinnovamelito necessario

è noto, è lo sport più prati­ cato in Italia ma forse non è azzardato dire che è anche quello fatto peggio. Moltis­ simi, dirigenti e atleti, si av­ vicinano a questo sport con una superficialità e una fa­ ciloneria sconcertante, che per esemplo non si riscontra per altri sport, quali la pal­ lacanestro, la pallavolo, ecc. in cui ci si preoccupa di tro­ vare anzitutto un buon alle-

natore, un ambiente adatto, e di realizzare un program­ ma quato più possibile orga­ nico e completo. A dire il vero qualche pas­ so avanti è stato fatto negli ultimi tempi; c’è da augu­ rarsi vivamente che esse possa progredire per il bene dei piccoli calciatori e di tut­ to il calcio italiano. RENATO BODINI

calci eli rigore in. caso di parila La Commissione Nazionale Calcio del CSI porta a conoscenza una delibera della Presidenza Federale della FIGO in merito alla esecuzione dei calci di rigore per determinare l'Unione Spor­ tiva vincente in gare concluse in pa­ rità. Per quanto riguarda 11 CSI la delibera può interessare per 1 tornei e non per le gare di campionato. Resta stabilito che il CSI osserva in­ tegralmente la regolamentazione in oggetto che si trascrive.

« La Presidenza Federale ha ritenuto di stabilire le seguenti norme che dovran­ no trovare applicazione uni­ voca in tutte quelle manife­ stazioni in cui sia previsto, in caso di parità, di deter­ minare la vincente attraver­ so i calci di rigore: I calci di rigore il cui nu­ mero e le cui modalità di effettuazione (tirati dallo stesso giuocatore o da giuocatori diversi) sono stabiliti dai regolamenti delle singole manifestazioni, sono equipa­ rati al calcio di rigore bat­ tuto in prosecuzione di ga­ ra come previsto dalla Re­ gola n. 14 del Regolamento tecnico - decisioni dell’IFAB punto 11.

Qualora il Regolamento della competizione preveda la possibilità di sostituire il portiere fino al termine del­ la gara, tale possibilità va­ le anche per il periodo in cui si effettuano i calci di rigore in questione Il presente indirizzo deve intendersi operante per tut­ te le manifestazioni che si svolgeranno dopo la pubbli­ cazione del presente Comu­ nicato, indipendentemente dal fatto che i Regolamenti delle steste disciplinino o meno i casi più sopra ac­ cennati ed in caso di dispo­ sizioni contrastanti i Rego­ lamenti dovranno conside­ rarsi modificati di autorità in conformità dell'indirizzo predetto ».


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ìLk:,' . ...... J er gli esordienti, l’ap­ puntamento col cicli­ smo arriva quest’anno più presto del solito e cioè con un anno di anticipo. La attività agonistica, infatti, della stagione 1966, si schiu­ de ai giovanissimi a 15 e non più a 16 anni: anche il ciclismo ha dunque antici­ pato il reclutamento dei suoi praticanti dato che era rimasto uno dei pochi sport a resistere sul limite dei 16 anni come apertura delle le­ ve agonistiche. Finora gU esordienti erano tali tra i 16 e 1 17 anni, gli allievi tra 1 18 e i 19 anni, i dilettanti a 20 e cioè alla vigilia del servizio militare; un periodo questo che, per molti, coin­ cideva con la cessazione di ogni attività e, quindi, con un anno e mezzo di stasi che finiva’ per ripercuotersi ne­ gativamente sulle qualità e sulla volontà stessa del gio­ vane il quale tornava .poi all’attività agonistica a 22 anni finiti. Da quest’anno, invece, si può correre tra gli esordien­ ti a 15 e a 16 anni, tra gli allievi a 17 e a 18 anni, tra 1 dilettanti da 19 anni in poi. Il ciclista, in questo mo­ do, è messo in condizione di affrontare qualche corsa « vera » prima di partire per il sevizilo militare; ed è giusto perché a 19 anni gli atleti che praticano altre di­ scipline sportive hanno già la possibilità di manife­ starsi quasi nella interezza delle loro caratteristiche tecniche. E’ indubbiamente un van­ taggio per i giovani, questo abbassamento della base di reclutamento. Dalla nuova situazione venutasi a crea­ re, tuttavia, nascono nuove responsabilità sla per gli atleti stessi sia soprattutto per 1 dirigenti in quanto un quindicenne nel suo primo contatto con la vita agoni­ stica va seguito con la mas­ sima cura sia dal punto di vista fisico che tecnico, ol­ tre che naturalmente mo­ rale.

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polso

fisica preparazione responsabile Guidare un giovane alle sue primissime esperienze agonistiche comporta una serie di responsabilità che chiamano in causa l’essenza stessa della società sporti­ va intesa come ambiente nel quale il carattere e la per­ sonalità dell’atleta si pla­ smano nel rispetto delle nor­ me di vivere civile, di edu­ cazione sociale e di compor­ tamento morale. Alla vigilia della stagione agonistica, un giovane che intende dedicarsi alla pra­ tica ciclistica nella categoria degli esordienti deve giun­ gere alle corse per gradi; deve cioè seguire un crite­ rio di progressivo avvicina­ mento all'attività agonistica facendo precedere l’educa­ zione fisica alla preparazio­ ne specificatamente ciclisti­ ca (allenamenti): il tutto, però, sotto il controllo me­ dico che dovrà essere sem­ pre costante.

controllo costante. del medico A parte la prima visita medica obbligatoria per ot­ tenere il tesseramento e che deve stabilire se il fisico di un giovane è idoneo alla pra­ tica sportiva in generale e Ciclistica in particolare, il controllo costante del medi­ co è indispensabile per se­ guire l'atleta — che prima di tutto deve essere un in­ dividuo sano — nel suo svi­ luppo fisico e per vedere co­ me il fisico stesso reagisce ai vari successivi sforzi cui è sottoposto quando passa dalla fase .preparatoria del­ l'educazione fisica, al pre­ allenamento, all'afienamen-

to e poi all’attività agoni­ stica. I dati rilevati dal medi­ co — la cui opera deve es­ sere assecondata dallo stes­ so allievo: « adgnosce te ipsum », conosci te stesso, di­ ceva una antichissima mas­ sima che i latini ereditaro­ no dai greci — vanno ripor­ tati su una scheda persona­ le che, con ima documenta­ zione completa e sempre ag­ giornata, possa mettere in risalto progressi, sviluppi e reazioni dell'organismo in modo da assecondare rego­ lare crescita al fisico del giovane. La registrazione dei dati sulla scheda dovrà di­ ventare poi giornaliera non appena l'allievo svilupperà attività agonistica. Dal punto di vista fisico, l’individuo, si suddivide in tre classi (o tipi morfolo­ gici): normotipo o normolineo: individuo dal fisico equili­ brato nelle proporzioni tra tronco e arto: longitipo o longilineo: individuo con gli arti più al­ lungati rispetto allo svilup­ po del corpo (masse musco­ lari poco sviluppate; musco­ li fusiformi e lunghi: quasi sempre un passista); brevitipo o brevilineo o brachitipo: individuo col tronco più sviluppato rispet­ to agli arti (masse musco­ lari sviluppate; muscoli toz­ zi e corti: quasi sempre uno scattista).

contenuto della scheda san i (aria. La scheda sanitaria dovrà contenere i seguenti dati (1 valori del polso e delle due pressioni « sotto sfarzo » vanno rilevati al termine delle prime esercitazioni di educazione fisica effettua­

te):

In possesso del dati rile­ vati dal medico e prima di dare inizio all’allenamento ciclistico, l'atleta dovrà cu­ rare l'educazione fisica an­ che questa possibilmente sotto il controllo di un inse­ gnante. Anche l’educazione fisica va svolta per gradi e secondo programmi che pre­ vedono esercizi:

a) per conseguire elasti­ cità e coordinamento musco­ lare; b) per curare la mobilizzazione toracica e della colonna vertebrale; c) di ginnastica addomi­ nale. Controllo medico, dunque, e educazione fisica costitui­ scono le due fasi prelimina­ ri del preallenamento cicli­ stico nel corso del quale si deve mirare a far consegui­ re al giovane la perfetta pa­ dronanza in bicicletta. Non ci si meravigli se insistiamo nel l'indicare questa gradua­ lità di inserimento nel mon­ do ciclistico; c'è tempo per andare in bicicletta ad alle­ narsi o a gareggiare. Occor­ re cioè costituire solide ba­ si perché il fisico non ne ri­ senta; infatti come è possi­ bile già salire in bicicletta magari per allenarsi senza sapere se si è idonei a quel­ la pratica sportiva? Il giovane, tuttavia, potrà sempre — e quindi anche in questa fase preliminare — • andare in bicicletta; ma senza impegno alcuno e cioè in brevi passeggiate che non comportino sforzi prolungati e violenti. Sarà questo l’ar­ gomento del nostro collo­ quio quando, dopo aver par­ lato della educazione fisica, vedremo come il giovane deve comportarsi per diven­ tare sempre più sicuro sul mezzo meccanico. NINO LOMBARDI

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tutto L’U.S. Stella Azzurra di Catania, squadra campione provin­ ciale e regionale allievi C.S.I. 1966. In piedi da sinistra: il presidente Belloni, Patelmo, Manganare, Ferro, Sciotto, Ga­ roso, l'allenatore Rapisarda; accosciati da sinistra: Lanzafame, Porto. Castelli, Palermo.

CSI notizie di attività inviale dai nostri addetti «lampa

vinciale di promozione Fipav ed inoltre il terzo posto al termine del girone d'andata del Campionato regionale di serie C Fipav. Al Presidente della Società, Cimatti, è sta­ ta consegnata una targa d'oro.

palla volo MODENA - Si è recente­ mente conclusa a Modena la fase provinciale del Campio­ nato Nazionale Allievi e Ju­ niores di Pallavolo. Nella categoria Allievi hanno trionfato le forti squadre del prof. Anderlini, Menegola « A » e Menegola « B », nettamente favorite In partenza. Nella categoria Juniores hanno partecipato nove squadre (Boys, USA, CdR « A », Magreta, CdR « B », Metrosport, Robur Nonantola. Veleno Maranello, Olim­ pia). L’emozionante finale a quattro ha designato Cam­ pione Provinciale il Metrosport dopo avere piegato le forti antagoniste USA Mo­ dena - Olimpia Pavullo e Boys Castelnuovo. Questa la classifica finale Categoria allievi: 1. Menegola « A », 2. Menegola « B », 3. Metrosport, 4. CdR « A », 5. CdR «B» - Categoria junio­ res: 1. Metrosport Modena, 2. USA Modena, 3. Olimpia Pavullo, 4. Boys Castelnuovo.

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L'Olimpia di Taranto. Da sinistra in piedi: il Prof. Fa­ lii, Laddosano presidente dell’olimpia, Chirulli, Castellana, mada; accosciati: Pellegrini, Russi, Scialpi, Romanelli. TARANTO - Si è concluso a Martina Franca il Torneo di Pallavolo denominato « Pasqua dello sportivo » Al­ la manifestazione program­ mata a carattere cittadino sotto l’egida del Comitato Provinciale, hanno (preso parte tutte associazioni GIAC aderenti al CSI: For-

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titudo Esperia, Europa, Ec­ celsa, Olimpia La manifesta­ zione ha ottenuto risultati abbastanza soddisfacenti non scio per l’impegno degli atle­ ti, ma soprattutto degli or­ ganizzatori che hanno assi­ curato al torneo lusinghiero successo per la presenza di giovani di alto livello tec­ nico. L’Olimpia ha prevalso su­ gli altri sestetti, rispettando il pronostico che la vedeva favorita. Il secondo posto ex-aequo è stato conquistato dall'Europa e dalla Forti tudo. L’Esperia si è piazzata in terza posizione seguita dalla formazione dell’Eccelsa. FORLI’ - Recentemente è stata premiata la rappresen­ tativa di Pallavolo del G.S. Intrepida (nella foto a sini­ stra), formata esclusivamen­ te di giovani dell’oratorio di S. Mercuriale in Forlì, per le vittorie ed 1 numerosi Tra piazzamenti conquistati. T.= gli exploit realizzati dalla squadra ricordiamo la vitto­ ria nel Tomeo provinciale Juniores ed Allievi del CSI, il primo posto nella fase pro-

CATANIZi - Stella Azzurra per gli « allievi » e GAD Et­ na per i « j uniores » si sono laureate campioni provincia­ li di pallavolo 1966. Nella categoria allievi la supremazia della Stella Az­ zurra è stata contrastata so­ lo dalla formazione « A » dell’U.S. Universal. Per il re­ sto, l'Univesal « B » ha de­ stato ammirazione per lo splendido comportamento dei giovanissimi atleti che ne fa­ cevano parte. Fra i Juniores, il Gad Et­ na, con parecchi elementi che giocano in serie « C », l'ha fatta da dominatore, notan­ do fra i migliori il sedicen­ ne Raineri e Giuseppe Carta. Le squadre campioni pro­ vinciali hanno recentemente partecipato alle finali regio­ nali riportando un pregevo­ le successo. La Stella Azzur­ ra ha conquistato l'alloro per la sua categoria: «allievi»; il Gad Etna si è piazzato al posto d’onore dietro l’agguer­ ritissima compagine dell’Audax di Palermo.

calcio VICENZA - La Virtus Valdagno, battendo nella finalis­ sima il Cismon si è laureata campione provinciale Juniores CSI 1966. Nell’incontro per il terzo posto l’Orsiana ha battuto il Dueville.

CATANIA - La « Nesima » si è aggiudicata ancora una volta il Campionato juniores di calcio. Lux, Zafferana ed Empedocle si sono classifica­ te alle spalle della squadra campione. Al ampionato hanno preso parte in totale 16 squadre, suddivise in due gironi. In generale il livello tecnico si può dire soddisfacente. Ultimata cosi l’attività''uf­ ficiale ju, la Commissione calcio sta per varare una se­ rie di manifestazioni e tor­ nei a carattere ricreativo


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atletica leggera TREVISO - A Grassaga, un paesino a qualche chilo­ metro da S. Donà e dal Pia­ ve, si è disputata una ma­ nifestazione podistica deno­ minata II gran premio « San Giorgio », impeccabilmente organizzata dal locale grup­ po sportivo e alla quale han­ no preso parte 84 atleti in rappresentanza di 11 Gruppi sportivi. Il percorso, partendo dal centro abitato, si snodava nella circostante campagna. Al via per primi erano i ra­ gazzi Santon Luciano, del CSI Grassaga, si portava su­ bito al comando della corsa per rimanervi sino alla fine. All'arrivo precedeva Pizzolon, Renaldin e Parolin. Alla partenza erano poi gli allievi. Fontarini, riusciva a distanziare gli avversari, ma negli ultimi 200 metri rinve­ niva molto bene Chizzali che vinceva, davanti a Fontarini, Feltrin e Pozzebon. Fra gli junioies, Biasion Giuliano, in testa, dal prin­ cipio alla fine, non ha avuto avversari capaci di contra­ stargli il successo finale. Buona ad ogni modo la pro­ va fornita da Lorenzin Flaviano, secondo, e da Pavan e Borin. Per ultimo, la gara dei se­ niores. Brunello Bertolin. ri­ spettando le previsioni, otte-

neva il suo ennesimo succes­ so. La piazza d'onore era conquistata da Massolin Ma­ rio che precedeva Antiga, Lorenzln T. e Anzanello. Il Trofeo « S. Giorgio », è stato assegnato al G.S. Padernello, vincitore della clas­ sifica per società. Le altre coppe sono state assegnate all'U.S. Ponzano Veneto, al CSI Grassaga, all’Audax Fontane e al Conegliano.

bocce TARANTO - Domenica 17 aprile, si è svolta, con pie­ no successo tecnico ed or­ ganizzativo, la gara di boc­ ce denominata: «COPPA C.S.I. » per la specialità « teme ». La competizione è stata in­ detta ed organizzata dal Co­ mitato Provinciale del CSI di Taranto, con la collaborazio­ ne tecnica dell’ENAL-FIGB e ad essa hanno partecipato le rappresentative del Dopola­ voro Artiglieria (risultato al­ la fine primo classificato) e del Dopolavoro Marina Mili­ tare. Gli incontri, disputati ad alto livello tecnico alla pre­ senza di numeroso pubblico, dirigenti e autorità, sono ri­ sultati interessanti per l'im­ pegno e il valore dei concor­ renti che hanno gareggiato con notevole vivacità.

aeromodellismo Una rappresentanza del Comitato CSI di Modena ha preso parte domenica 17 aprile presso l'Aeroporto di Rieti alla 2a Coppa « Rosa­ telli », gara valevole come prova per il Campionato Italiano ’66. Nonostante le avverse con­ dizioni, il Gruppo Aeromo­ dellistico del C.S.I. di Mo­ dena si è particolarmente distinto. Nei Coupé d’Hiver si è classificato al primo posto Morandi Gianni, dopo un'ot­ tima condotta di gara ed uno spareggio per il posto d'onore con 11 campione d’Italia uscente Loris ConNel veleggiatori neworf. sport si è classificato terzo il giovane Casolari Ivan. Pu­ re del terzo posto, nei moto­ modelli sport, ha dovuto ac­ contentarsi, vittima del ven­ to, 11 nostro Sala Giovanni. La squadra modenese, composta oltre che dai so­ praccennati concorrenti, da: Tedeschi Enzo, Borghi Fran­ co e Ascari Giuliano, si è classificata seconda, per stretto margine, al Gruppo Modellistico Salernitano.

Il 17 aprile ha avuto svol­ gimento a Fino Mornasco ( Como), alla presenza di nu­ meroso pubblico, il Campio­ nato Regionale Lombardo CSI 1966 per la categoria Acrobazia. II giovane Bagalini Valter, decollato coi favore del pro­ nostico, ha avuto qualche difficoltà al primo lancio per una carburazione non per­ fetta: ma nel secondo lancio il campione italiano 1964 si è brillantemente conferma­ to con un bellissimo volo. La ricchissima premiazio­ ne ha riconosciuto anche la opera degli arbitri ed un sorteggio di due aeromodelli ed un abbonamento a rivista modellistica effettuato tra il pubblico ha concluso, dopo una esibizione libera di acro­ bazie, la bella manifesta­ zione. Classifica finale: 1. Bagali­ ni Valter (Raclng Club Mi­ lano); 2. Ro Angelo (R.C. Milano); 3. Gatti Celso (R. C. Milano): 4. Bagarini Ma­ rino (R.C. Milano): 5. Ba­ relli Piero (Nadir Maslia­ nico).

dieci anni del “CSI Nadir” Il Centro Sportivo Italiano, sorto per iniziativa della Gio­ ventù Italiana di Azione Cattolica, svolgeva già da 10 anni la sua azione di diffusione in Italia di uno sport cristianamente inteso e rivolto alla totalità dei giovani, Quando anche a Maslianico (dipendente dal Comitato CSI di Como), sorse un Gruppo Sportivo che, per esigenza di richiamo e di dif­ ferenziazione dai soliti nomi ed anche per indicare un tra­ guardo lontano e non facile, prese nome dal punto zodiacale opposto a quello (Zenit) che nel cielo sta sopra le nostre teste: il NADIR. La nostra società non ha bisogno di campioni del pedale, del pallone o della corsa, ma di uomini completi che arric­ chiti e non esauriti dall'esperienza sportiva, guardino al loro domani e al mondo che li circonda con coraggio, spirito di sopportazione, sentimenti di fraternità, n Gruppo Sportivo del C.S.I. non nasce per costruire campioni, ma per formare uomini: impresa più diffìcile, ma più umana. Un gruppo di giovani, anche nel nostro paese, si pose all'opera nel 1956 per diffondere l'idea di una sana e disintossicatrice pratica sportiva, utile per la vita e non solo per il fisico dei nostri giovani, rivolta a tutte le classi sociali, non ferma al solo calcio. Il C.S.I. ed anche il nostro gruppo si è assunto inoltre l'impegno di richiamare alla responsabilità tutti coloro a cui sta a cuore l'educazione dei giovani ed il loro inseri­ mento nella società attiva. Inoltre si è assunto il compito di collaborare con le fede­ razioni e gli enti di propaganda per uno sviluppo ordinato dello sport ed una sensibilizzazione del Governo e degli Enti locali ai problemi molto gravi dello sport italiano. Citiamo, ad esempio, la mancanza di una palestra scolastica o pri­ vata in tutto il paese, mancanza lamentata da quasi tutti i Comuni della nostra Provincia. Questi sono stati i motivi che hanno diretto l'azione del « Gruppo Sportivo C.S.I. NADIR - Manslianico 1956 »; ed ora brevemente elenchiamo le principali attività svolte nelle specialità: atletica, aeromodellistica, corsa campestre, tennis da tavolo, palla volo, calcio. I risultati sono stati: organizzazione di giornate di atle­ tica leggera e della tradizionale corsa campestre, con ottimi piazzamenti di alcuni atleti; organizzazione di una annuale gara di aeromodellismo, vittorie numerose in campo regio­ nale. un titolo italiano C.S.I. nel « Combat », un titolo ita­ liano C.SI. per il Comitato di Como nella « Velocità »; par­ tecipazione ad alcuni tornei di palla-volo: realizzazione del campo regolamentare presso VOratorio e proseguimento del tradizionale torneo di calcio « Gioventù del Breggia ». Le ultime realizzazioni sono: la collaborazione con l’A.C. Maslianico per la preparazione dei giovani calciatori, e la realizzazione del laboratorio aeromodellistico dove, con rigore scientifico, la dovuta disciplina e grande familiarità, tutti potranno praticare questo sport scientifico e appassionante. I nomi di questi successi e realizzazioni piccole e grandi, citati senza ordine e senza completezza possono essere: Chie­ sa, Corcano, Garibaldi. Miglio, Fasana, Ostinelli, Testoni, Capovin, Fattorini, Firmo, Rezzonico, Carrozzino, Tettamanti, Cantaluppi, Citterio, Della Torre, Fasola, Luppi e tanti altri. Infine è dovere citare l'attuale Presidente del Gruppo: il Sig. Giovanni Bruni che, attorniato da un Consiglio che unisce l'irruenza dei giovani con la ponderatezza di alcuni « sempre giovani » sta conducendo alla maturazione alcuni importanti punti e ne sta seminando dei nuovi per una sem­ pre vitale presenza del NADIR nell'agone maslianichese. VALE

Un gruppo di aeromodellisti del* < CSI Nadir».


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rta per fare “ bum

Il CHIO di Roma ha conosciuto un succes­ so enorme di pubblico, anche senza consi­ derare quello televisivo. E si tratta di un pub­ blico che ogni anno è più popolare, in cui ia tradizionale parte snob è sempre meno rappresentativa. Considerando il livello e le difficoltà dello spettacolo offerto dallo sport equestre, è certamente un segno di maturi­ tà da parte del pubblico sportivo. La foto mostra un passaggio di Angioni.

ci

vogliono

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soldi

C'è un consolante risveglio di tutte le discipline sporti­ ve. Le Federazioni naziona­ li e le organizzazioni sporti­ ve sono interessate da un considerevole aumento di atleti: pallacanestro, palla­ volo, tennis, atletica legge­ ra... A proposito di quest'ul­ timo la FIDAL si è venuta a trovare in un curioso im­ barazzo. A causa del cre­ scente numero di gare « gio­ vanissimi » si è vista costret­ ta a risparmiare sulle spese delle cartucce usate dagli starter per le normali pisto­ le « olimpia » in dotazione ed ha rifornito i suoi Fidu­ ciari di più economiche pi­ stole scacciacani. In quanto segno del risveglio atletico ben vengano le scacciacani: c'è anzi da augurarsi che il fenomeno progredisca tanto da costringere gli starter a fare « bum » con la bocca, come mostrano le nostre vi­ gnette! Il problema è un altro, più radicale. E’ questo il mo­ mento favorevole per opera­ re l'auspicata svolta di tut­ to lo sport italiano. E’ que­ sto il momento giusto per far scattare il programma previsto dal cap. XIV del Piano Quinquennale, nel più vasto contesto di una poli­ tica giovanile. Sarà sciupata anche questa occasione?

lo sport dei giovani Giampaolo Ormezzano di Tuttosport sta conducendo un'interGsante inchiesta in loco sullo sport cinese. Tra l'altro ha narrato un signi­ ficativo episodio. I tremila allievi di una scuola di Pe­ chino avvertono la necessità di una piscina. Me discuto­ no insieme ed inoltrano la richiesta al governo tramite il partito. .Ottenuta Vappro-

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a nazione partecipano attiva­ mente ai lavori dando il pro­ prio contributo per la stesu­ ra dei progetti, la scelta del materiale e per la stessa rea­ lizzazione dell'impianto. Si tratta di un singolo epi­ sodio e quindi non giustifica né permette giudizi generali di alcun genere. Fa però ri­ flettere su un punto sotto­ lineato, proprio in questi giorni, dall’Equlpe che scrive: e Le strutture dello sport messe in essere tra le due guerre sono in procinto di crollare da tutte le parti. Il ruolo delle federazioni, i lo­

ro rapporti con lo Stato, le basi giuridiche delle società, le relazioni tra settore sco­ lastico e extra-scolastico so­ no tutti problemi fluidi che meritano un’attenzione nuo­ va... Non meriterebbe, ad esempio, uno studio appro­ fondito l’argomento dell’indispensabile partecipazione dei giovani alla loro organizza­ zione sportiva, del ruolo che debbono avere 1 praticanti nello sport? ». E' un discorso di fondo che evidentemente si dovrà ini­ ziare prima o poi anche in Italia.

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