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allavolo pallacanestro C. S ? calci r WES1DM& tiÀZfOHALE Mentre si stanX^KWe'^ regionali dei Qmpiot*nM N/pyÌQn?U*,'di pallavolo, pallacanestro e calcio, que ste discipline sono all’ordine del giorno in ogni Società sia per l’attività ordi naria di questo periodo sia soprattut to perché, essendo sport di squadra, riescono ad amalgamare sempre più le società con un vero spirito di gruppo».
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la libertà dei giovani La domenica delle Palme, Paolo VI ha celebrato la Messa in Vaticano alla presenza di migliaia di giovani e di ragazzi di associazioni cattoliche. Riportiamo alcuni passi del discorso che ha loro rivolto.
« La gioventù — ha detto il Papa — deve dire cosa sente e cosa pen sa di sé stessa. A noi pare di in dovinare i vostri pensieri che sal gono dalla vostra coscienza la qua le dice: noi giovani siamo i padroni. Siamo coloro che decidono. La so cietà tanto si interessa a noi ché da noi prende il verbo. Una volta era la società che dirigeva la gio ventù. Adesso è la gioventù che, nella sua presa di coscienza, nella sua maturità, nella sua precocità, nella sua rapida evoluzione, dovuta alla stessa trasformazione della so cietà ed ai mezzi che circondano la psicologia umana, investendola fin dai primi anni, è la gioventù che ha il sopravvento, ha la voce più forte, ha le forze più fresche, ha il culto delle cose nuove, ha l’audacia, rivendica quella libertà che voi in parte godete ed in par te sapete apprezzare ed esaltare. La libertà dei giovani; siete li beri di scegliere davanti a Cristo che parla ». «.Voi sapete —■ ha proseguito Paolo VI — che 1 giovani che han no rivendicato a sé stessi questa libertà assoluta sono come alunni usciti dal collegio che si trovano affrancati da ogni disciplina e da ogni guida, e si trovano sulla stra da della vita, sulla strada del mondo. Ma non sanno dove an dare, non hanno il senso del fini, non sanno come dirigere la vita ». « Si credono autorizzati a pro nunciarsi su tutto, anche su ciò che non conoscono e su ciò che ancora non possono apprezzare e valutare, ed ecco allora che la gioventù dà una immagine di sé non felice ». « A veder bene si direbbe che in mezzo a quelle file giovanili che compongono la generazione pre sente manchi qualcuno, manchi uno, uno che sappia, uno che dica, uno che guidi, uno che impersoni, uno che intoni il vero canto della vita: manca il Messia della gio ventù, il Cristo». « Considerate questo Gesù. Non vi promette nulla. E’ un Messia mi te e mansueto. Non vi incanta con parole vane, non domina con po tenza e con sopraffazione. E’ Gesù che parla le parole vere, é Gesù che conosce i cuori degli uomini, che sa perdonare e far rivivere le co scienze nella loro integrità; è Ge sù che ha il segreto di rendere lieti 1 cuori nel profondo, perché soltanto Lui ha le parole di vita eterna ».
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FLASu) CRITERI NELLO INSEGNAMENTO DELL’EDUCAZIONE FISICA
Il Ministro della Pubblica Istruzione, on. Gui, ha inviato al Provveditorati agli Studi una circolare sull'insegnamento del la educazione fisica, della quale pubblichia mo alcuni passi. « La esecuzione da parte degli alunni del
Ciò è difficilmente ottenibile nell’interno di una palestra ove. quindi, è preferibile fare eseguire i salti nelle forme più sem plici e moderate. Analoghe misure precauzionali devono essere prese nei ri guardi di esercitazioni che comportino un certo grado di perico losità. L'insegnante, in ogni caso, deve sempre preoccuparsi di assi curare durante la le zione adeguate misure di assistenza diretta, preventiva ed imme diata, affinché anche gli alunni non dotati
Op-art sportiva? No, si tratta più semplicemente del pallone-tipo che sarà usato ai Mon diali di calcio. Più esattamente i palloni sono due: uno già pronto, l'altro ... da confezionare.
le esercitazioni previ ste dai programmi de ve essere, naturalmen te, disposta tenendo conto delle possibilità motorie e delle atti tudini degli alunni nonché della efficien za delle attrezzature disponibili. Gli esercizi devono, cioè, essere ordinati in base ad attenta valutazione delle capacità psico fisiche degli allievi e di ogni particolare contingenza ambienta le; valutazione che po trà, anche, consigliare temporanee modifiche ai predisposti piani di attività mensili o tri mestrali. L'insegnamento della educazione fisica, orlentato verso un ca rattere di indidualizzazione, deve, infatti, indurre il docente ad un cauto e approfon dito esame delle sin gole possibilità del soggetto in rapporto alle difficoltà obbietti ve che le esercitazioni comportano e in rela zione alle condizioni degli impianti e delle attrezzature di cui si dispone. Cosi, ad esempio, mentre 1 programmi prevedono l'esecuzione del salto in alto nelle diverse varietà stilisti che, è evidente che a ciò si può giungere soltanto quando 1 mez zi strumentali impie gati diano assolute ga ranzie di sicurezza.
delle adeguate condi zioni fisiche od attitu dinali possano eseguire le esercitazioni senza alcun particolare ri schio attribuibile alla mancata osservanza delle raccomandazioni sopraccennate ».
FLASI^J IGIENE DEGLI IMPIANTI
Pubblichiamo la mo zione finale del IV Convegno Intemazio nale della Medicina dello Sport sui pro blemi igienici riguar danti gli impianti sportivi organizzato dalla Federazione Me dico Sportiva Italiana sotto gli auspici del Ministero della Sani tà e del CONI. Il Convegno (omis sis) fa voti: — che vengano emanate in ogni paese norme fon damentali disciplinanti sul piano generale l'igiene degli impianti sportivi; — che l'Organizzazione Mondiale della Sanità consideri nei suol programmi 10 studio dei problemi attinenti a questa ma teria, costituendo un apposito gruppo di la voro: — che in Italia 11 Ministero della Sa nità promuova un ap posito testo legislativo contenente le norme
fondamentali di tale disciplina, delegando alle Amministrazioni comunali di inserire nei regolamenti locali di igiene le norme ese cutive.
FLASi^ INDICAZIONI PER LA COSTRUZIONE DI IMPIANTI
E' stato approvato, come noto, il Piano Regolatore del Comu ne di Roma. Ritenia mo utile in ordine anche a varie richie ste dj informazioni che ci sono pervenu te, riportare alcuni dei criteri, suggeriti dal CONI, cui il Comune Capitolino dovrà at tendere nell’autorizzare la creazione delle attrezzature sportive: a) una superficie di almeno i 4/5 dell’in tera estensione d e 1 terreno deve essere de stinata ad attività sportiva: b) per gli impianti sportivi al coperto: la superficie edificata non deve essere supe riore ad 1/8 della su perfìcie totale; la re stante superficie 1>bera deve essere de stinata a parcheggi, strade e zone verdi pertinenti esclusivamente rimpianto: c)per gli impianti all'aperto: le costru zioni accessorie dello impianto — quali spo gliatoi. servizi per 11 pubblico, abitazione per il custode, bigliet terie, gradinate — quando siano alte più di m 2.50 misurati dal piano di campagna al la sommità del manu fatto, non debbono coprire un’area mag giore di 1/20 della su perficie totale; d) per la determi nazione delle aree da destinare a parcheg gio dovranno essere tenuti 1 seguenti dati di proporzionamento: 20 mq per la super ficie occupata da una macchina: una mac china per ogni tre persone; e) il calcolo della capienza generale de gli impianti deve esse re proporzionato ai seguenti calcoli: 1) impianti con gra dinate per il pubblico: — posti a sede mq 0,40 pro-capite; 2) attività varie: — piscine (qualora sprov viste di gradinate) mq 1,3 procapite per mq di specchio d'acqua; — area di gioco per pattinaggio a rotelle o su ghiaccio (qualora sprovviste di gradina te): ima persona Per mq 4 di terreno di gioco.
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5. Piace St-Thomo-d’Aquin • PARIS-VII’
25 AVRH. 1965
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nelle organizzazioni della FICEP TT’ a tutti noto l’impegno dei JL-^ cattolici in tutte le attività internazionali. Impegno sollecitato vivamente e pressantemente dal Concilio Ecumenico come un’esi genza imprescindibile dei tempi moderni e come una forma irrinun ciabile della responsabilità e della testimonianza dei cristiani nei con fronti del mondo intero. Anche nel settore dello sport i cattolici hanno da tempo intrapre so iniziative a raggio internaziona le. La Fédération Internationale Catholique d’Education Phisique et Sportive (F.I.C.E.P.) compie que st’anno il suo cinquantesimo anno di vita. La F.I.C.E.P. (che all’inizio si chiamava U.I.O.C.E.P.) sorse su iniziativa di un certo dottor Michaux che ne fece proposta in oc casione del primo concorso inter nazionale di ginnastica a Nancy, il f agosto 1911. Quest’anno la F.I.C.E.P. terrà dal 21 al 24 aprile prossimi la sua
annuale assemblea generale proprio a Roma, dove il 13 e 14 agosto 1911 furono approvati i suoi primi statuti federali. Sinora si sono succeduti alla di rezione della F.I.C.E.P. quattro presidenti e tre segretari generali. E’ ora presidente l’olandese A. M. A. von Gool, segretario generale il francese Robert Pringarbe, con sulente ecclesiastico il Padre P. Boymans. belga. Al momento attuale fanno parte della F.I.C.E.P. gli organismi catto lici di Olanda, Francia, Spagna, Svizzera, Germania Occidentale, Italia e Austria. Per di più molti altri paesi aderiscono all’organiz zazione pur non essendo rappresen tati ufficialmente in sede di assem blea generale.
1’0.1.C. (Organisations Internationales Catholiques), nonché della F.I.M.C.A.P. (Fédération Interna tionale des Mouvements de Jeunesse Catholique Paroissiaux), della
F.M.J.F.C. (Fédération Mondiale des Jeunesses Féminines Catholi ques) e della F.I.J.C. (Fédération Internationale de la Jeunesse Ca tholique). Il totale dei soci appartenenti al le organizzazioni aderenti alla F.I. C.E.P. si aggira sui due milioni. Un quarto all’incirca di questo nu mero è costituito da atlete. Fra gli sport più praticati dalle varie federazioni nazionali vi sono: ginnastica, tennis da tavolo, calcio, pallavolo, nuoto, ciclismo, pallaca nestro, nonché tutti gli sport ca ratteristici di ogni singola nazione. Ogni anno vi sono dei campio nati internazionali che per il 1966 avranno come teatro di gara la ca pitale austriaca, Vienna. Questa competizione avrà luogo dal 13 al 17 luglio e comprenderà gare di pallacanestro (cui parteciperà con ogni probabilità una rappresentati va italiana del C.S.I.), atletica leg gera, ginnastica, tiro e pallamano. Oltre a questi campionati la
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l’undicesima assemblea generale della FICEP F.I.C.E.P. cura la realizzazione del la Giornata Internazionale dello Sport, che viene celebrata la do menica di Settuagesima, con sante Messe per gli sportivi dei vari pae si ed altre manifestazioni partico lari (spesso teletrasmesse). Da noi, in Italia, viene curata, secondo que sta prospettiva, la Pasqua degli Sportivi. Ma è cura precipua della F.I. C.E.P. l’assistenza religiosa in oc casioni di importanti manifestazio ni internazionali. In tal senso an che dorante i giochi olimpici del 1964 vi è stato un notevole sforzo organizzativo in collaborazione con il locale Comité Catholique Olimpique, diretto dall’Arcivescovo di Tokyo. Un centro di informazioni di carattere religioso ha funzionato continuamente e proficuamente per favorire la partecipazione degli atleti ai servizi religiosi (a tal pro posito la F.I.C.E.P. ha già chiesto, per un migliore funzionamento del l’assistenza religiosa, che a Città del Messico vi sia un’apposita Cap pella nello stesso villaggio olimpico). Per la F.I.C.E.P. la prossima assemblea generale di Roma farà seguito a quella di Maastricht, Bruxelles, Madrid, Vienna, Colonia, Parigi, Bois-le-Duc, ed ancora di Bruxelles, Madrid e Vienna, svol tesi nell’ordine dal 195J. In tutti questi incontri è stata affrontata la problematica specifica dello sport come lievito di cristia nesimo, espressione e fonte di ami cizia, strumento antimaterialista, elemento di formazione e di cre scita spirituale. Quest’anno poi sarà il nostro presidente nazionale, Al do Notano, che introdurrà i lavori dell’assemblea con una prolusione sul tema « Lo sport per l’uomo e non l’uomo per lo sport ». La F.I.C.E.P. offre a tutti i pae si aderenti vaste possibilità di co noscenze e di perfezionamento sot to ogni aspetto, e ideologico e or ganizzativo. Anzi a tal proposito abbiamo da notare che spesso le nostre iniziative sono suggerite o almeno confortate da una esperien za parallela di altri organismi che operano come il C.S.I. nel campo dello sport. Ma più spesso abbiamo a lamentare la migliore situazione di tali organizzazioni ad esempio sul piano finanziario (in Belgio è
lo stesso Ministero dell’Educazione Nazionale e della Cultura che sovvenziona regolarmente la Fédération Royale Catholique Belge Gymnique et Sportive). Inoltre in quasi tutti i paesi le organizzazioni per i giovani atleti e le giovani atlete sono unite in un solo ente con un’evidente funzionalità sul piano formativo. Ed ancora possia mo aggiungere che dappertutto è curatissima l’attività dei giovanis simi, che inizia sin dall’età scola stica (in Austria vi sono circa 70 mila tesserati alla Osterreichische Turn- und Sport Union in età dai sei ai dieci-undici anni). In Francia le società aderenti alla nostra con sorella Fédération Sportive de France fanno anche attività campeggistica, curano l’insegnamento e la pratica musicale, formano cori fol cloristici e realizzano numerose al tre attività collaterali che contri buiscono notevolmente a creare un magnifico spirito di socialità. La F.I.C.E.P. (e tutte le organiz zazioni che la compongono) è sen za dubbio un ente che si preoccupa di accogliere, nella maniera più lar ga possibile, la « massa » dei gio vani, al fine di animare cristiana mente questo importante momento di vita che è lo sport. Si tratta quindi di un’opera unitaria condot ta a livello internazionale e nazio nale. Qualcuno potrebbe avere dei dubbi sull’utilità di queste organiz zazioni; si tratta però di un’errata opinione come quella di chi crede di ■ poter operare magnificamente nel chiuso del proprio àmbito, sen za alcuna comunicazione con l’ester no, quasi in uno splendido isola mento che alla fine dei conti si ri vela « inutile a sé e dannoso agli altri ». Infatti è solo attraverso la colla borazione che si possono « edifica re » comunità di popoli e di inten ti attraverso un adeguato coordi namento delle forze disponibili. Oggi più che mai per l’efficacia dell’azione e la dichiarata necessità del dialogo occorre che le imprese siano comuni. Basti ad esempio pensare al fatto che le associazioni internazionali giovano ad instillare quel senso universale che è tanto indispensabile 'quanto spesso la tente. Oltretutto è anche questione di responsabilità e di solidarietà,
sicché occorre veramente una inti ma unione e partecipazione comuni taria. Sono questi i motivi della validi tà e della funzionalità della F.I. C.E.P. la quale permette, oltre una conoscenza reciproca, anche un’ef fettiva collaborazione nell’azione attraverso le varie iniziative pro mosse di volta in volta. Né d’altra parte deve ritenersi che la F.I.C.E.P. operi in un àmbi to che viene precluso a quanti non sono cattolici, il che sarebbe un non-senso rispetto alla stessa ideo logia animatrice. A titolo di esem pio gioverà citare il fatto che la richiesta per l’assistenza religiosa in occasione dei giochi olimpici messicani è stata fatta anche a no me di tutte le altre forme di culto e di religione, appunto nello spi rito conciliare della libertà reli giosa. Di solito nei confronti di un’or ganizzazione internazionale si può notare un atteggiamento di indiffe rentismo o quanto meno di sem plice adesione formale. Anche que sto ultimo aspetto negativo va combattuto giacché le mezze mi sure sono talora ben più dannose dell’opposizione netta. Tutto ciò non toglie che l’occa sione della prossima assemblea ge nerale possa costituire la base per una proficua presa di coscienza e conseguente presa di posizione. In altri termini vorremmo che da parte di tutti gli interessati ci sia veramente un impegno massimo, già espresso da alcuni, sicché l’in contro di Roma, nella stessa sede dove cinquantacinque anni fa furo no approvati i primi statuti del l’organizzazione, possa essere più che mai positivo per un rilancio della formula associativa interna zionale della F.I.C.E.P., per una maggiore cooperazione, per un pro gresso di idee e di programmi, con fortato da una volontà sempre più ferma e decisa. Ne ha assoluto bi sogno la F.I.C.E.P., ne hanno bi sogno lè singole organizzazioni na zionali, ne hanno bisogno tutti i giovani sempre in attesa di qualco sa di meglio. In questo senso rivolgiamo il no stro fiducioso appello ai parteci panti tutti della prossima assem blea generale della F.I.C.E.P. ROBERTO CIPRIANI
viene organizzata a Roma dal 21 al 24 aprile 4
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Dopo i servizi che abbiamo pubblicato sulla situazione del ciclismo in Italia presentiamo un articolo che fa il punto sul ciclismo più giovane, quello che nasce dagli Enti di Propaganda come il CSI e fa da concreto vivaio al più famoso ciclismo azzurro. Nel settore del ciclismo il Centro Sportivo Italiano annovera i nomi più conosciuti dei campioni di ieri e di oggi.
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il ciclismo azzurro molte volte fiorisce tra le file del csi a bbiamo spesso parlato di ci/V disino, cercando di tracciare un quadro di questo sport, sia sotto l’aspetto internazionale che in quello nazionale, con riferimen to tanto ai professionisti quanto ai dilettanti. Ora, per completare la nostra veloce panoramica, è giusto dedicare qualche riga al ciclismo del CSI. Per due motivi: primo perché essendo nostro è ovviamen te oggetto di particolari interessi, secondo perché il ciclismo del CSI è parte importante, rilevantissima del ciclismo nazionale. Quest’ultima è un’affermazione da fare su bito, chiaramente. Soprattutto met tendo in debita evidenza quello aspetto che è meno appariscente: c’è infatti un largo settore del ci clismo dilettantistico nazionale che è promosso dal CSI, attraverso di rigenti e società CSI, anche se ciò non appare direttamente da sigle ed anche se l’attività non è svolta direttamente con la nostra orga nizzazione bensì con la Federazio ne. Noi riteniamo, infatti, che im portante per un Ente come il no stro sia promuovere l'attività spor tiva nel rispetto di certe esigenze morali; che poi questa sia svolta direttamente o indirettamente è problema di secondaria importanza. Cominciamo quindi, all’inizio della nuova stagione, col dare uno sguardo retrospettivo alla attività svolta dal C.S.I. negli anni scorsi, esaminando i risultati conseguiti e il contributo dato al ciclismo ita liano per il conseguimento delle maggiori affermazioni in campo in ternazionale, promettendo a noi stessi di fare sempre di più o meglio nell’interesse del nostro ciclismo, ma soprattutto per conservare il prestigio acquisito dallo sport cicli stico del C.S.I. e quello dello sport italiano nel mondo. Le Società facenti capo al C.S.I. come Ente convenzionato, e ora a tutti gli effetti società affiliate alla F.C.I., hanno fin dalla creazione dell’Ente lavorato con i propri di rigenti e i propri tecnici alla for mazione e al miglioramento atle tico dei propri corridori, nell’inte resse unico del ciclismo italiano e per l'affermazione dell’Ente che propagandando lo Sport riesce a
fornire alle varie federazioni non pochi atleti di indubbia classe. Il ciclismo del C.S.I. ha sin dal principio dato corridori che indub biamente hanno onorato lo sport italiano vestendo la maglia azzur ra. Scrivendo questo pensiamo a Maule, a Moser, a Baffi, a Bono, a Zandegù e a tanti e tanti altri di cui ci sfugge il nome per arri vare sino all'attuale campione di Italia dei professionisti Michele Dancelli e al prestigioso Felice Gimondi vincitore dell'ultimo Tour de France. Se il C.S.I., come abbiamo prima accennato, deve fare meglio e di più di quello che sin qui si è fat to, rimbocchiamoci le maniche, in tensifichiamo il nostro lavoro e potremo così avere la certezza di continuare a ben sperare per il ciclismo e di sfornare sempre nuo vi e valorosi atleti capaci di te nere alti i colori del C.S.I. inseren dosi nella schiera degli azzurrabili, dalla quale i valorosi C. T. della F.C.I. traggono gli atleti ufficiali a difendere e ad accrescere il presti gio del nostro sport nel mondo. Ora, senza voler tracciare pro grammi, possiamo portare a cono scenza di tutti i dirigenti sociali e tecnici delle nostre Società, che per la presente stagione la Pre sidenza Nazionale, su proposta della Direzione Tecnica Nazionale, farà svolgere una più nutrita atti vità nazionale che culminerà con la organizzazione e lo svolgimento dei campionati nazionali di tutte le categorie. A questo proposito ricordiamo che il C.S.I. riprenderà anche la attività su pista, una specialità ci clistica che fu da noi curata in passato con lusinghiero successo. Siamo certi che essa saprà rina scere con vigore in seno al C.S.I. e portare un contributo decisivo anche in questo settore del cicli smo italiano che, forse, più degli altri ha bisogno di nuove energie e di validi rincalzi. Sempre in ri ferimento all’incremento di attivi tà, ricordiamo che è possibile svol gere esclusivamente attività per il C.S.I. anche se le società sono fe derali. E’ inutile ora dire che la possi bile maggiore attività delle nostre società verrà incoraggiata dagli or gani centrale del C.S.I. che attra verso una scrupolosa valutazione della programmata attività delle singole Società da parte della C.T.N., potrà assegnare a quelle che saranno le più 'attive, come alle più numerose, aiuti che consi steranno in materiale necessario allo svolgimento dell’attività. Da queste succinte e scheletriche informazioni, tutti gli incaricati della parte programmatica di ogni singola società sono pregati di ri volgersi alla Direzione Tecnica Na zionale per ulteriori e più precise informazioni circa lo sviluppo e la applicazione pratica di quanto è stato embrionalmente accennato. Medesima preghiera va altresì ri volta a tutti i nostri dirigenti che nel corso della stagione abbiano bisogno di consultare la C.T.N. per ogni e qualsiasi informazione ri guardante lo svolgimento della at tività ciclistica del C.S.I. GINO QUATTROCCHI
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— Chiavari 28004?
— Sì. — Qui, Hotel Jolly, Bologna. Sono Rino. C’è il « Don »?. — Sono io. Ciao vecchio Rubino. Ha il vento in poppa il furfantac elo, eh?!?! — Va là! Non esagerare. Piut tosto come la mettiamo? Tu ieri sera non ti sei fatto vivo per l’in contro con l’Armata Rossa. Soliti scherzi da prete... Prendi la màc china e vieni a Bologna. Una stanza al Jolly, Bogoncelli e Bertacchi la hanno svincolata per te. Su andia mo... — Ma... ma... — Non c’è ma che tenga. Vieni perché soltanto io so quanto la tua presenza sia desiderata dagli atleti oltre che da me. Ti vogliamo qui, in mezzo a noi, nel nostro giorno più lungo, come prete oltre che co me amico. Hai capito? Prendi la macchina ed alle 18 trovati al Jolly. Lì ti spiegherò il tutto o meglio comprenderai da solo perché ti ab biamo voluto... — Grazie, Rino, della .fiducia, ma ti confesso che sono sconcertato. Comunque conta sulla mia presen za stasera a Bologna.
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T n tre ore e dieci minuti la GiuJLlia Ti di Ugo e Francesco sfrec ciò su Bologna. Alle 18 precise scendevamo dinanzi al Jolly. I ra gazzi del Simmenthal e dello Slavia stavano consumando la france scana colazione prepartita. Il primo ciao fu di Zidek, il fromboliere del lo Slavia, poi di Ammer, Zedaicek e i primi abbracci furono del Sandrino, del Nane, di Massimo, di Skip, di Bill. Riuscii appena a sa lutare lo Stato Maggiore del Basket italiano con Coccia e Muzi in testa, Emiliano del Reai Madrid in veste di giornalista, perché Rubini e Gamba mi sequestrarono. — Tu, stasera, — sottovoce strisciò il Rino nazionale — devi stare assieme a noi, almeno fino allo scadere del zo.rao minuto del secondo tempo della finalissima con i cechi dello Slavia. Ci devi stare come prete-amico a seminare sere nità, fiducia, calma, come uno che veramente vuole bene. Sai? La ten sione nervosa è a 220 volts! Il me raviglioso pubblico di Bologna non merita una sconfitta dei colori ita liani. Non possiamo perdere. Però è una partita che si decide agli ultimi due minuti: parola di Rubini. Perciò starami vicino, parla, prega... Anzi, verrai anche in panchina con i ragazzi.
— Rino, un prete in panchina?... Al Palazzetto di Bologna?... Per la finalissima di Coppa Europa?... Tu esageri! — Non ti preoccupare. Rispondo delle mie azioni. Sei o non sei il nostro Consulente spirituale?!?!?! Vedrai che nessuno toccherà ferro! Così fu che un povero prete del CSI finì sulla panchina dei rossi del Simmenthal, mentre le signore del parterre si chiedevano l’un l’altra: « E’ un prete americano???... un amico di Skip o di Bill ???!!! ». * * *
Alle 19,45 ci fu la riunione tecni ca in una saletta del Jolly. I ragazzi scesero dalle loro stanze dove ave vano effettuato l’ultimo relax. Tutti in silenzio; come agli esercizi spiri tuali. Atmosfera da ultimo istante « come quando si contano i minuti dell’orologio della stazione e ognuno vale un secolo ». Parliamo di Rubini o meglio di come si vince una partita. Non dis se molte cose il « mago » del basket. Fu stringatissimo, contri nuando a parlare sottovoce, come dettasse la meditazione sui « no vissimi » ed accettando volentieri il dialogo, specie col suo quintetto di punta. Parlò anche di geometria di gio co, di 3 o 4 dei soliti schemi, di
Quello che nessun giornalista ha visto o sentito Un prete in panchina Una strana riunione Come un giocatore parla all’ allenatore Pubblico all'ita liana ? flottaggio su Zidek, di difesa alla americana o alla russa, di contropie de, ma il sugo fu ben altro. Comin ciò, rivolgendosi a Skip e Bill o me glio Thoren e Bradley. « Debbo rin graziarvi personalmente — disse — perché ho imparato più da voi in un anno che in quaranta anni di Pallacanestro! Vi ringraziano con me i vostri compagni ai quali avete dato esempio di serietà, di discipli na e di spirito di sacrificio. Vi rin grazia tutto il Simmenthal che, col vostro apporto, è arrivato — unico tra le squadre italiane di questo decennio — alla finalissima di Cop pa Europa. E’ possibile, Bill, che tu Premio Sullivan 1965, non ri torni in America campione euro peo? Non credi, Skip, che il regalo più bello che tu possa portare alla tua signora sia il cesto del Palazzetto che ti conobbe vincitore del la Coppa Europa? ». Appena l’interprete ebbe tradot to, Bradley scattò in una promessa come un Cavaliere del Medioevo! Thoren, il biondo covone dellTllinois, si curvò in un assenso nel suo strascicato italiano: « Signor Rubi ni, trovato modo di fermare Zidek! Stia tranquillo! ». Poi si rivolse agli italiani, ai ra gazzi tutti suoi, dagli occhioni luc cicanti e grossi, dal cuore che aveva
le pulsazioni del famoso Bartali Izoard 1948 quando stroncò il grande Luison Bobet! — Ognuno rimanga concentrato a quello che dovrà fare per essere tutto in quei fatali 40 minuti di ba garre che ci attendono. Ma calmi, sereni, fiduciosi perché avete tutte le chances per farcela... avete il pub blico che vi sosterrà più ancora di ieri sera, quel pubblico che vi ha atteso fuori del Palazzetto dopo lo scontro con i russi per portarvi in trionfo... A casa, dinanzi alla TV ci sono le vostre mamme, le vostre spose, le vostre fidanzate, i vostri amici, tutta l’Italia... Pensa, Pieri, che, se vinciamo, sfilerai dinanzi al tavolo della premiazione non con la bandiera del Simmenthal ma con il tricolore! I rossi si strinsero le mani l’un l’altro nel motto: « uno per tutti e tutti per uno ».
* * * Alle 20,30 il pulmann ci sfilò al Palazzetto, mentre era già in corso il recital accademico dei bleu di Alaciacian di fronte ai neri di Amerikanos. Come apparvero i « nostri » il pubblico scattò in piedi, chiamando i singoli a voce. Ma i ragazzi non ruppero la concentrazione, il racco glimento. Si avviarono agli spoglia toi, si misero sotto le mani di Cat taneo, il massaggiatore. L’unico ci caleccio, l’unico parlottare era il mio e di Rubini. Per il resto era come quando ti trovi in mare, al largo della costa, di notte e senti il silenzio. Mi è venuto in mente S. Paolo: « se questi per una coro na di pochi soldi... per una coppa... fanno tutto ciò... quanto più noi dovremmo fare per le cose di Dio... ». Ed ho sentito il tragico dramma di chi ha responsabilità educativa e formativa dei nostri giovani. Poi, il solito Bradley, da auten tico leader, in un rocambolesco francese: « Scusi, Signor Rubini, c’è uno stanzino per stare-a turno, totalmente soli, con se stessi? ». — Sì, qui a fianco. Ma non c’è il lettino: c’è la solita panca. — Bene ... Bona panca ... bona panca ... grazie. Passarono io minuti. Rubini sta va psicanalizzando il mio senso di fiducia nella vittoria del Simmen thal quando si fece avanti ancora Bill « franciosizzato ». — Scusi, Signor Rubini, se voi credete bene io posso fare il « post »... l’ho fatto parecchie vol te in America... sempre che voi lo ritenete opportuno, se lo credete. — Un momento Bill... ne par liamo poi con gli altri.
Quindi rivolto a me, Rubini, qua si commosso, aggiunse: « Hai visto che modo? che educazione? Come non volergli bene? Quello sente tan to la partita, la vuole disperatamen te vincere che sta pensando tutte le possibili soluzioni ». Ancora 60 secondi per l’ultimo conciliabolo, ancora una apparente calma stretta di mano, guardandoci fissi negli occhi... poi via sul campo.
Il pubblico del Basket di Coppa Europa di Bologna fu definito « uni versitario ». Indubbiamente è un ti tolo che si merita, anche se qual che esagitato all’italiana, tipo calcio o boxe, compare sempre (ne sa qualcosa uno dei due arbitri che si vide piovere attorno oggettini vari anche se innocui). Un pubblico ma turo perché sa seguire un’azione nel suo dialogo tecnico, un pubblico che sa « tifare » intelligentemente per la squadra del cuore, un pubblico che non lesina l’applauso all’avver sario (Zidek non l’applaudirono sol tanto le signore per i suoi occhi azzurri, ma tutti gli spettatori per alcuni stacchi a canestro operati in perfetta coordinazione e simbiosi di tecnica e di estro). Come finì, tutti lo sapete. Ve lo hanno raccontato Baldo Moro e Al do Giordani, via Radio e TV, non ché tutti i quotidiani. Giù negli spogliatoi, dopo la pas serella finale dinanzi all’incande scente folla che osannava a Pieri con la Coppa tenuta in alto tra le mani, ci salutammo per l’ultima vol ta. Li ringraziai per aver voluto pre sente uno fuori del comune cliché, li ringraziai per l’esperienza che ' avevo potuto fare (una volta H. H. mi aveva parlato dell’importanza della concentrazione e di tanti altri piccoli fattori d’ordine soprattutto psicologico, ma soltanto adesso, di presenza, ne avevo visto tutta la va lidità). Con alcuni poi ci fu un di scorso lampo tutto personale, per ché se un prete deve stare in mezzo agli sportivi, le cose più importan ti per un giovane non devono es sere affidate all’occasione, al mo mento: devono continuare se è ve ro come è vero che « vi è per tutto il suo momento e per ogni cosa sotto i cieli il suo tempo ». Anche il protestante Bill stavolta si sgelò: fu un abbraccio caloroso il suo, con una aggiunta: « Grazie, grazie... anche per articolo su gior nale... -Centro Sportivo... Sport aiu ta ad essere migliori... bisogna non stancarsi mai... Un po’ difficile, per noi giovani, ma bisogna... Ciao, ciao ». DON LELIO
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a 64'a sessione del CoI j mitato Internazionale Olimpico, che avrà luogo a Roma dal 21 al 30 prossimi, si annuncia come un fatto di eccezio nale importanza e porta ta. Non soltanto sotto il profilo strettamente olim pico o sportivo in genere. E- finora prevedibile che sarà sicuramente valicato lo stretto ambito dell’or ganizzazione dei Giochi Invernali ed Estivi del 72 per sconfinare (ma il ter mine non è proprio) nei problemi più vasti e ge nerali che travagliano (qui la parola è esatta) lo sport olimpico mondiale. Ciò non potrà non - avere una qualche influenza anche all’infuori del mondo spor tivo, poiché alcuni proble mi hanno implicanze socia li e politiche implicite, co me si vedrà più avanti.
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In partenza è doveroso rendere atto all’opera di amicizia internazionale che il CIO ha svolto fin dalla sua nascita. Non dobbia mo dimenticare che il Co mitato Olimpico ha sem pre solennemente sostenu to di considerare i Giochi uno strumento per la rea lizzazione di una migliore conoscenza fra i popoli e per la creazione di uno spirito di pace fra gli uo mini. Per il C.I.O. tutti i concorrenti sono uguali, senza alcuna distinzione di fede politica, di religio ne o di razza; le gare, al meno ufficialmente, avven gono fra gli individui e non fra le nazioni. I primi articoli dei principi fonda mentali lo affermano sen za possibilità di dubbi. Non sempre il rispetto di queste norme è avvenuto pacificamente. Basti ricor
dare la ferma posizione che dovette assumere il conte de Baillet-Latour, Presidente del C.I.O. del l’epoca, nei confronti di Hitler al fine di garantire agli atleti tedeschi di raz za ebraica la partecipazio ne ai Giochi di Berlino in condizione di assoluta pa rità con gli altri. Si deve anche ricordare che i membri del C.I.O. so no i delegati dello stesso Comitato presso i rispet tivi paesi e non già i rap presentanti del paese in seno .al Comitato. Analo ga posizione hanno i vari Comitati Olimpici naziona li, per i quali, tuttavia, la imparzialità internazionale è resa più difficile dalle contingenze politiche e so ciali nelle quali si trova no concretamente a vivere nei rispettivi paesi.
A Roma si riunisce fa 64a sessione
la voce della periferia
del Comitato Internazionale Olimpico
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Come tutti gli organismi, anche i più solidi e benemeriti, il C.I.O. attra__ 1 un periodo di \ versa oggi crisi. Non è in gioco la sua
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per una coscienza universale
In questo momento il C.I.O. comprende 72 mem bri appartenenti a 55 pae si. I membri per l'Italia sono — come è noto — il doti. Giorgio de’ Stefani e l'avv. Giulio Onesti, men tre il conte Paolo Tahon di Revel è membro d'ono re. I Comitati Olimpici Nazionali attualmente ri conosciuti sono 122. E’ indubbio che il mo vimento olimpico abbia esercitato ed eserciti tutt'oggi un’importante in fluenza sulle relazioni tra gli individui e le nazioni, per una migliore compren sione reciproca e una più fraterna convivenza. Dopo tutto, se oggigiorno si par la di sport in termini di universalità, e se lo sport viene considerato un pon te ideale (e non soltanto ideale) gettato tra i pae si al di sopra delle tante barriere che ancora li di vidono c li rendono l’un contro l'altro minacciosi, ciò è in gran parte merito del movimento olimpico: dei principi ideali cui è sempre rimasto fedele, del-
la sua organizzazione inter nazionale veramente tale nelle strutture e nello spi rito, dei Giochi Olimpici che hanno concretamente fatto incontrare i giovani di tutte le parti del mon do per una pacifica e lea le competizione. Sono cose largamente conosciute, ma forse proprio per questo non sempre apprezzate al giusto. Si pensi soltanto alle conseguenze psicologi che e pratiche dei regola menti intemazionali ga rantiti dalle varie Federa zioni Internazionali per cui in tutto il mondo si gioca alla stessa maniera, nel rispetto delle stesse re gole, con 1’applicazione delle stesse sanzioni, perfi no con lo stesso linguag gio, una specie di esperan to sportivo che consente a tutti gli sportivi del mon do di intendersi sul cam po e di fraternizzare anche al di fuori di esso.
validità sostanziale, ma il suo modo di porsi di fron te agli uomini di oggi e di adeguarsi alle situazioni di oggigiorno. Non si può neppure farne carico allo istituto in sé o ai suoi il lustri membri. Sono i no stri tempi, inesorabili, che mettono in crisi le istitu zioni. Basta osservare la Chie sa (e l’esempio non vuol essere per nulla irriveren te). Pur divinamente fon data su principi eterni, avverte periodicamente la impellente necessità di ag giornare le strutture, i me todi e soprattutto la men talità perché — è uma no — questi tendono ine vitabilmente a restare in dietro rispetto ai tempi. Ecco la convocazione dei Concili Ecumenici nei mo menti storici cruciali. Se ci è consentito in sistere sul paragone, vor remmo dire che al C.I.O. manca proprio, non è pre visto infatti nei suoi sta tuti, un’assemblea plena ria sul tipo di quella con ciliare della Chiesa. Il C.I.O., benché formato da membri di diverse parti del mondo, è tuttavia una élite, indiscutibilmente. In quanto tale tende per for za di cose a divenire una casta con tutte le chiusu re che essa comporta.
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Tanto più che i suoi mem bri, preoccupati (e giusta mente!) di conservare la sostanza dell’ olimpismo contro le troppe e troppo facili tentazioni dei tem pi moderni, sono natural mente sospinti a conser vare ... tutto, cioè ad as sumere un certo spirito conservatore che li fa guar dare con sospetto tutto ciò che si presenta con la etichetta della modernità, col conseguente pericolo di non cogliere tempestiva mente neppure quelle esi genze che invece merite rebbero attenzione e fatti vo interessamento. I Comitati Olimpici na zionali potrebbero assol vere questa funzione aggiomatrice poiché essi, vi vendo perifericamente a contatto con i problemi e le situazioni concrete, so no in grado di avvertire meglio le necessità di ag giornamento e di adegua mento. Ma i C.N.O. hanno una voce molto debole in seno al C.I.O. Cioè ave vano, poiché negli ultimi tempi qualcosa è mutato. E qui entra in campo la intelligente opera svolta dal CONI, azione tuttora in corso ma alla quale è lecito pronosticare felici risultati a vantaggio dello intero movimento olimpi co e non solo di esso.
l’opera del CONI
Cos’è avvenuto? Molti fatti sono noti. Il CONI ha avuto il merito di avvertire che un certo ritar do del CIO rispetto ad alcuni delicati problemi po sti dalla vita moderna, non era da ascrivere tanto alla composizione del C.I.O. stesso quanto alla caren za» di un contributo effet tivo da parte dei C.N.O. Bisognava per prima co sa promuovere un incon tro tra i C.N.O., favorire uno scambio di vedute e poi avviare gradualmente un processo di coordina mento tra di loro. Ciò che
si è iniziato a fare l’anno scorso con l'ormai famo so convegno dei Comitati Olimpici Nazionali (a Ro ma dal 30 settembre al 2 ottobre) ed attualmente si cerca di perfezionare at traverso il Comitato di coordinamento che, sotto la presidenza dell’avvoca to Onesti, sta studiando lo statuto per una Associa zione dei Comitati Nazio nali Olimpici.
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I problemi affrontati nel la prima riunione dei C.N.O. sono di palpitante attualità: indipendenza dei C.N.O., finanziamento degli stessi, definizione del di lettante, libertà dei Giochi Regionali, aumento degli accompagnatori olimpici, sviluppo comune dei Co mitati Nazionali Olimpici. A leggere bene quest’ordi ne del giorno, si vedrà emergere da ogni punto.
il problema di fondo dell’o 1 i m p i s m o moderno, quello che rischia di met terlo veramente in crisi: una .autentica universalità del movimento olimpico che è attualmente carente. Ed è questo il proble ma, in effetti, che sta emergendo con sempre maggiore evidenza. L’ope ra del CONI, al riguardo, continua ad essere di pri mo piano e può risultare decisiva.
la Cina e i Ganefo
Parliamoci chiaro: gli ideali olimpici sono belli, ma i fatti sono fatti e pur troppo stanno a dimostra re che spesso i principi ri mangono, appunto, nel campo ideale. I 122 C.N.O. riconosciuti dal C.I.O. non coprono tutti i paesi del mondo. E molte altre na zioni desiderano entrare a far parte della famiglia olimpica. Altre (leggi GA NEFO, Cina e suoi sim patizzanti) vi entrerebbero se... Non tutti, poi, quelli che ne fanno parte si sen tono di fatto alla pari con gli altri, anche se la Carta Olimpica ne garantisce lo ro il diritto. Da vari anni il CIO si dibatte in questi proble mi, senza dare mai l’im pressione, non diciamo di poterne uscire, ma addi rittura di volerli affronta re seriamente. Il CONI ha provato a svolgere, a suo rischio e pericolo, un’opera di me diazione. Il CIO si è limi tato ad osservare e ad in coraggiare dall'esterno. Ol tre alla riunione dei C.N.O., i dirigenti del CONI han no allacciato anche rap porti diretti con dirigenti di paesi esteri, hanno in tessuto, come si dice, una fitta rete di relazioni di 10
plomatiche - sportive. Non soltanto con i paesi già in contatto con il CIO ma — è questo il colpo manci no — anche con la Cina che dirige il gruppo dissi dente dei GANEFO. E’ proprio di questi giorni la notizia dell’invito al CO NI da parte della Federa zione Nazionale dello Sport della Cina perché visiti lo sport cinese nel prossimo autunno. Tale visita ricambierà quella che alcuni dirigenti dello sport della Repubblica ci nese faranno in Italia, co me ospiti del CONI, nel prossimo giugno. Notia mo, di passaggio, che non solo con il CIO ma nep pure con il Governo italia no la Cina ha rapporti di plomatici. In termini espliciti la Cina, più di una volta, ha fatto comprendere il suo desiderio di entrare un giorno a far parte del CIO purché nel CIO cambi più d’una cosa... I competenti dicono che fra queste co se sarebbe addirittura com preso l’attuale Presidente Avery Brundage.
una scelta significativa
In seguito a questo com plesso di fatti e di motivi il CONI si trova ad essere oggi, in parte per forza di cose e in parte richiestone esplicitamente, a fate da elemento coordinatore tra i paesi aderenti al CIO e mediatore con quelli che ne sono fuori. Il CIO — è questo un aspetto positivo di cui va preso atto — non ha in tralciato quest’azione del CONI e del Comitato dei dieci scaturito dal Conve gno dei C.N.O., anche se alcune sue correnti non si sono mostrate ovviamcn-■ tc entusiaste di tutto que sto lavorio. Fatto sta che proprio nell’ultima sessio ne di Madrid — nel corso
della quale furono sotto posti al Comitato Interna zionale i punti di vista concordati dai C.N.O. a Roma — scaturì, non sol lecitata, la proposta di indire a Roma questa 64' sessione del CIO. Un fatto di grande rilie vo, indice della considera zione che gode attualmen te il CONI presso il CIO stesso. Indizio avvalorato dalla larghezza di adesio ni che già sono affluite a Roma per prendere parte ai lavori della sessione.
l'appello del Papa
Tutti questi fatti stanno a dimostrare che pure nel movimento olimpico si è iniziato l’atteso proceso di rinnovamento e, al punto in cui è, sarà impossibile arrestarlo. Prendiamo atto con soddisfazione che il processo è stato promosso dallo sport italiano e da esso tuttora sospinto avanti e indirizzato al con seguimento di scopi forse arditi ma certamente ne cessari al bene dello sport e utili allo sviluppo dei pacifici rapporti tra gli uomini della terra. La sessione romana del CIO, inquadrata vista in quest'ordine di idee, non soltanto rappresenta un si gnificativo onore per il no stro sport e il nostro pae-
se, ma darà certamente anche un ulteriore impul so a tutto l’olimpismo. L’evento sarà tanto più importante e memorabile se, come è auspicato e or mai certo, il Sommo Pon tefice Paolo Vi coglierà la occasione dell'importante assise per ricevere i mem bri del CIO e per pronun ciare un nuovo appello al la pace fra i popoli, evi denziando il grande contri buto dello sport e degli atleti di tutto/il mondo in particolare attraverso il movimento olimpico. DUILIO OLMETTI
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onciusa l’attività agonistica invernale e superata la prima fase di im postazione. meglio nota ai tecnici come fase di condi zionamento, cioè di rinvigo rimento organico e muscola re, di ricupero e di potenzia mento delle energie nervose (aumento della resistenza e della forza muscolare), la massa dei giovani atleti si riversa nuovamente negli stadi, riprende contatto con la terra rossa delle piste e delle pedane ed inizia, in forma più intensa e più tec nica, la preparazione. Come fa l’allenatore a sta bilire, a priori, la specialità che il giovane potrà pratica re con sufficiente interesse e con le migliori prospettive per il futuro? Diciamo subito che la scel ta della specialità è sem pre un problema difficile a stabilirsi (con i giovani allo inizio della loro carriera sportiva e fisicamente anco ra immaturi) anche se in linea di massima dalla osser vazione delle caratteristiche fisio-morfologiche di ognuno di essi, quali ad esempio la statura, la forza muscolare, la resistenza, l'agilità, l’ela sticità, possiamo già espri mere un primo giudizio, trar re delle utili indicazioni in questo senso. Un primo giudizio perché, per esperienza, sappiamo che molti individui, apparente mente dotati delle migliori qualità fisiche si dimostra no, alla prova dei fatti per mancanza di coordinazione muscolare o per altri fattori egualmente negativi, del tut to inadatti alla specialità. Dobbiamo tuttavia ricorda re che la impostazione del l’atleta, da un punto di vi sta tecnico, ha Inizio fin dal le prime sedute dell’allena mento invernale. L’istruttore in questa seconda fase, dovrà si verificare se egli è ancora Idoneo alla specialità, ma in particolare dovrà assicurarsi che la preparazione assuma, da un punto di vista tecnij-'ì
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scelta della specialità e tecnica atletica co, un carattere più preciso, più specializzato. Egli dovrà scegliere, nella vasta gamma di esercizi di preatletica generale e spe cifica, quelli più adatti per far si che, attraverso gli esercizi stessi il giovane ac quisti sempre maggiori doti atletiche e che il suo appa rato neuro muscolare si ade gui nel modo migliore ai vari movimenti, facilitando con ciò l’apprendimento del la tecnica. Gli stessi esercizi potranno naturalmente essere eseguiti all’inizio di ogni allenamento o prima di ogni competizio ne per « riscaldare » e mette re in condizione l’atleta di correggere le eventuali ca renze ed infine per compen sare le disannonie dovute al la eccessiva specializzazione. Che cosa intendiamo per tecnica atletica e che cosa possiamo fare per miglio rarla? A noi pare, ed è così, che la tecnica non sia altro che lo stile proprio di ogni spe cialità, cioè la forma più ido nea per superare un osta colo. per correre più spedi tamente e velocemente una distanza, per lanciare il più lontano possibile un attrezzo e, sempre, nel modo più eco nomico. Essa è comunque un impe rativo valido per qualsiasi specialità atletica, per qual siasi attività sportiva intesa in forma agonistica. Per ben riuscire in un dato esercizio, è necessario avere una padronanza asso luta del proprio corpo, ma soprattutto una perfetta co noscenza della tecnica ese cutiva che, come sappiamo, è sempre frutto dell’osser vazione e della imitazione del gesto atletico compiuto dai grandi campioni e, ancor più, dello studio e appren dimento delle leggi meccani che e fisiche che regolano ogni specialità. Gli esercizi preatletici, dapprima generici e diretti aH’lrrobustlmento dell’organi smo, assumono in questa fa-
se un carattere più specifi co, più aderente al gesto atletico, finché alla fine si ha un vero e proprio auto matismo, che è il più dina mico e il più efficace da un punto di vista tecnico. Vari possono essere gli sti li: alcuni si determinano attraverso studi e ricerche scientifiche, altri vengono di volta in volta suggeriti dal la pratica, dai risultati con seguiti dagli atleti di fama intemazionale, ma sia i pri mi che i secondi sono sem pre in perfetta aderenza, in consonanza con i movimen ti logici e naturali del cor po umano. Il loro apprendimento è indispensabile, ma una vol ta appresi è necessario as similarli perché senza uno stile corretto la applicazio ne della forza risulta per lo meno impossibile. Diciamo infatti che per correre bene è necessàrio sollevare correttamente e sufficientemente le ginoc chia, muovere sincronicamente le braccia, tenere co stantemente il corpo a piombo sulla gamba, dalla quale in quell’istante parte l’impulso o, che per saltare molto in alto, occorre cari care opportunamente la gamba di stacco, portare in dietro le braccia, e poi sa lire verso l’alto secondo un piano verticale. Per controllare il grado di preparazione o per miglio rare lo stilè, l’occasione mi gliore è quella data dalle piccole competizioni, in quanto oltre a mettere in evidenza il progresso tecni co, danno la possibilità allo istruttore di individuare i punti lacunosi, di migliorare le qualità agonistiche e mo rali dell'atleta. Per quanto riguarda il progresso atletico tutto ciò sarà comunque insufficiente se il giovane atleta oltre ad allenarsi nel modo previsto non osserverà anche un re gime di vita ordinata, pro prio di chi pratica un’atti vità sportiva a scopo ago nistico.
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sport INTER-REAL
Abbiamo vfsto rincontro Reai Madrid-Inter e ci ha lasciato la bocca amara. Ci permetteranno di rifarci la bocca mercoledì 20 dallo stadio di San Siro? Spe riamolo. Non poter teleassistere al secondo incon tro sarebbe un po’ come vedere di un film soltan to il primo tempo... TIRO INCROCIATO SU FABBRI
« Sprint » di martedì 19 dedicherà un grosso ser vizio all’argomento del giorno: Fabbri, la Nazio nale di calcio. 1 mondiali con annessa polemica su Corso e Rivera. Ma i ri flettori saranno partico larmente puntati su Fab bri: un tiro incrociato in piena regola sul Commis sario Unico. Per gli appassionati di automobilismo costituirà una gradita sorpresa un servizio sul ritorno della Lancia alle corse. Gli appassionati di atle tica, invece, avranno un « pezzo » tutto dedicato al l’elemento forse più rap presentativo dell’atletica italiana del momento: l’ostacolista di valore in temazionale Eddy Ottoz. Venerdì 22, alle 16,15 Corsa Tris di Trotto da Napoli. In serata potremo assi stere al mondiale di pugi lato tra Lopopolo ed Hernandez? Se ne sta ancora discutendo. Domenica 24 aprile po meriggio sportivo zeppo: ci sarà un collegamento eurovisione per le ultime fasi della Parigi-Bruxelles di ciclismo. Saranno an che riprese alcune fasi dello Steeple di Galoppo da Milano e del Gran Premio Automobilistico di Monza, F. 3. Lunedì 25 ancora auto mobili da Monza (1000 chilometri) e ippica da Milano (Premio Fiera dì Trotto). Nel mercoledì sport del 27 cronaca registrata del l’incontro Tiger-Griffi th.
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aspetti del problema della nutrizione
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Ricorrere alla carne di suino magro per livellare le differenze nell’ alimentazione degli italiani ¥1 nostro Paese — In base JLal risultati di un’inchiesta svolta In numerose province deUe varie regioni a cura del Servizio nutrizione del Mini stero della Sanità — può di vidersi, naturalmente In linea di massima. In tre grandi zo ne che chiameremo (anche se 11 termine non è proprio bril lante) « nutrizionali » Della prima, definitiva < a buon livello nutrizionale » sla cerne quantità di calorie che di vitamine giornaliere a di sposizione di ciascuno, fanno parte le regioni Industriali dei Nord, quelle del Centro, una larga estensione dell'Umbria e numerosi centri agricoli 1 quali possono contare sulle risorse dell’economia locale che usa tecniche moderne per lo sfrut tamento della terra. L’Italia della seconda zona, quella < a modesto livello nu trizionale ». è Invece caratte rizzata da una situazione ali mentare In cut le calorie e le vitamine sono presenti nella dieta quotidiana In misura più limitata ma teoricamente an cora sufficiente. E' questo 11 caso di alcune zone della Val le Padana, della Toscana, di non pochi centri delle Marche, dove le condizioni generali so no spesso Inferiori a quelle della prima perché largameli-' te condizionate dall'economia locale e soprattutto da tra dizioni alimentari assolutamente controproducenti. Vi è Infine la terza zona, quella « a basso livello nutri zionale », che è anche la più estesa perché comprende tutte le altre regioni del CentroSud. le Isole, nonché vaste estensioni della stessa Italia settentrionale. ! sobborghi pe riferici delle grandi città, nu merose valli alpina la Val d’Aosta, parte del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e dell’Appennlno emiliano. I limiti nutrizionali arrivano al più basso livello nel Mezzogiorno, specie nella Basilicata, nelle Puglie, nella Calabria, In parte della Campania, In Sicilia e In Sardegna, dove si notano una netta prevalenza degli ali menti di origine vegetale su quelli di origine animale e gli altissimi consumi di latte. Insomma. In parole povere, una dieta alimentare cosi sca dente. da raggiungere spesso 11 livello di una vera e pro pria denutrizione, la cui ca ratteristica più esiziale è la scarsità degli alimenti proteici, e in partlcolar modo delle pro teine di origine animale. Qual’é la causa più appari scente che impedisce di col mare il divario esistente tra questa zona scttonutrlta e le altre due? n dlsllvello econo mico, n più basso reddito, la
maggior povertà: tutti elemen ti che in sostanza si riducono a uno solo. Ora. senza dover fare per questo miracoli da un giorno all'altro perché è umanamente Impossibile, diciamo che è In vece possibile — se non col mare — almeno ridurre tale divario, con una più razionale scelta del consumi alimentari. Abbiamo visto che c’è ca renza di carne, perché sono proprio le carni 1 cibi che con tengono In maggiore abbon danza le proteine di origine animale. Ebbene, c’è una car ne., quella di suino magro, che non solo è ottima al gusto, si presta ad essere confezionata In una quantità di maniere di verse, è ricca quanto neces sario delle preziose sostanze proteiche, ma è anche econo mica per 11 suo costo relativa mente basso. Per di più se ne produce In Italia, soprattutto adesso, in quantità largamente sufficiente al mercato Interno, senza cioè dover ricorrere, co me per altri tipi di carne, alle cestose Importazioni dal l’estero. Ciò malgrado, capita questo. Ohe di carne di suino ma gro se ne consuma assai po ca, certo meno di quanto sa rebbe necessario e soprattutto di quanto sarebbe facilmente possibile. In relazione al suo costo. Perché? Perché sul con to della carne di maiale esi stono tuttora nel nostro Paese prevenzioni che andrebbero In vece risolutamente spazzate via. Se la carne di maiale magro (diversa diversissima da quel la di maiale grasso perché di versi sono 1 sistemi di alle vamento diverse essendo le de stinazioni del due tipi di car ni). fosse davvero — come continuano a sostenere talu ni — Indigesta o peggio, non si spiegherebbe 11 largo con sumo che ne fanno Paesi co me l’Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti, la Germania federale. l’Olanda. 11 Belgio, che godono tutti di un tenore di vita assai più alto di quello medio dell’Italia e che quindi sono In condizione di poter spendere più facilmente e più largamente di quanto non Io possono fare gli italiani. Un più largo consumo della economica e biologicamente ric chissima carne di suino ma gro potrà quindi concorrere In notevole misura a diminuire 11 divario che attualmente di vide 11 nostro Paese in fatto di livelli nutritivi. Ma per ché un risultato del genere possa essere effettivamente raggiunto, occorre la consape vole collaborazione di tutti, con una razionale scelta in fatto di consumi alimentari. INSERZIONE
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t inizierà la prima fase perfezionatrice come de scritta nel precedente ar
ticolo, perché ormai sicuri che il calciatore terrà fisica mente tutta la durata della gara e anche perché il suo addestramento elementare, già a buon punto di padro nanza e conoscenza della sfera, sarà arrivato ad un li vello più che sufficiente. Rimarrà solamente da inse rire la maturazione di espe rienza elementare che ver rà acquistata gradualmente. Diversi sono 1 giudizi dei tecnici sui calciatori di avan zata età; ma si deve tenere presente che anche questi giocatori possono e devono, con questi esercizi elementa ri, migliorare e correggere 1 loro difetti, purché lavorino con serietà e coscienza con vinti della necessità di tale lavoro. Non si dimentichi che gli esercizi elementari sono in dispensabili per il calciatore come è indispensabile per un bambino frequentare la prima elementare ... i primi esercizi (linee - righe ecc.): fanno si che i muscoli delle braccia incomincino ad ub bidire alla volontà del cer vello, solo cosi potranno in cominciare a scrivere e leg gere l’A-B-C. Senza questa base elemen tare dell’educazione inizia le, e cioè, senza essere ca paci di scrivere e leggere, perché privi di Istruzione elementare, non si potrà so stenere gli esami per l'avan zamento alla classe superio re. A tale stregua anche nel la preparazione tecnica del calcio, i giocatori che han no avuto una metodica o anche una autopreparazlone tecnica elementare, difficil mente potranno riuscire a calciare correttamente la palla con ambedue 1 piedi, e con le sue diverse parti e si curamente saranno svantagglatl nel confronti di quelli che hanno avuto una prepa razione tecnica elementare. Diverse sono le caratteri stiche dei giocatori ed è
seconda fase
naturale che vi siano anche delle eccezioni: giocatori con predisposizioni, istinto inna to, che possono giocare be ne anche senza una metodi ca preparazione elementare, ma queste eccezioni non de vono far trascurare la capi tale importanza della prepa razione elementare che abbi sogna ai più, ed in partico lare modo ai ragazzi che ini ziano, anche solo per un di vertimento salutare e ricrea tivo, a calciare la palla. Il perfezionamento della tecnica consiste nella preci sione, nella scioltezza e nel la sveltezza con cui si ese gue l’esercizio con la palla, e non deve essere altro che una continua e sempre nuo va ricerca del miglioramen to per diventare veramente perfetti per qualunque eser cizio si voglia eseguire con la sfera, con gli attrezzi, non trascurando mai la scioltezza e la morbidezza di tutto il corpo. Per conoscere bene il pal lone, è opportuno stare mol to insieme alla sfera onde acquistare prima confidenza, poi padronanza. Si deve arrivare a sapere d’istinto quando bisogna cal ciare con forza la palla per lunghe traiettorie e quando invece bisogna solamente ac carezzare la sfera con sensi bilità per il corto passaggio preciso, e per porre in con dizione il compagno di squa dra di rigiocare prontamente la palla, anche perché questi a sua volta possa rimettere Immediatamente, con palla al volo, in azione un altro compagno di squadra. Insomma, cercando di co noscere bene il pallone, non si fa altro che perfezionare In pari tempo l'attitudine
tecnica di tutto il calcio. Naturalmente 11 perfezio namento tecnico richiede molto tempo ed assai più esercizi che non quanto ne richieda la preparazione ele mentare. Si può ben dire che non si finisca mal. Arri vederci, quindi, al prossimo numero con 1 primi esercizi di questa nuova fase.
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nuotata a crawl sul petto ,
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ì i ; ! a nuotata a crawl sul I . petto prospetta una serie di problemi che devono essere risolti per ottenere un avanzamento economico e la massima velocità possibile ri spetto alle caratteristiche del nuotatore. I problemi riguardano: la posizione base: il movimento degli arti inferiori; il movi mento degli arti superiori; il rapporto propulsivo fra arti inferiori e superiori; la re spirazione; l'adeguamento di ogni componente la nuotata alle esigenze delle altre com ponenti; l’adeguamento di ogni componente la nuotata al ritmo. In una serie di articoli tratteremo ogni singolo argo mento affinché tutti possano, a seconda delle caratteristi che del nuotatore, risolvere 1 problemi di adattamento in dividuale delle caratteristi che tecniche delia nuotata. tt
LA POSIZIONE BASE Secondo le leggi dell’idrodinamica oggi conosciute, la
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re disteso. Inoltre, non si dovrebbero avere rotazioni lungo l’asse longitudinale che fanno affondare una spalla ed emergere l’opposta (fig. 2), o movimenti che alterano la posizione base, poiché si ot tiene una azione frenante. Osservando le nuotate dei migliori specialisti, sia dal punto di vista della presta zione sia da quello della per fezione della esecuzione, no tiamo che il corpo assume nelle nuotate alla massima velocità una posizione legger mente inclinata dall’alto in basso, cioè il capo ed il to race sono portati verso l’al to, mentre il resto del corpo risulta lievemente affondato (fig. 3). Si sa che un natante delle caratteristiche simili a quelle del corpo umano, alla velocità di circa due metri al secondo o sette chilometri l’ora, tale è la velocità mas sima dei migliori nuotatori, non emerge per effetto della resistenza dell’acqua in ma niera apprezzabile e non as sume la posizione inclinata del nuotatore.
si abbia come reazione una inclinazione, che può anche favorire l’avanzamento per la parziale emersione del corpo, o perché così gli arti infe riori trovano una migliore possibilità propulsiva. Ancora nella velocità pura notiamo che si hanno delle rotazioni lungo l’asse lon gitudinale normalmente li mitate al busto ed in parti colare a carico delle spalle. Ciò è giustificato dalle ne cessità degli arti superiori che devono compiere la loro attività propulsiva. Comun que si nota che maggiore è la mobilità delle articolazioni delle spalle, migliore è la sta bilità in acqua. La stabilità in’acqua in questo caso di pende anche dalla più o me no perfetta tecnica di esecu zione del movimento sia in fase propulsiva sia in fase di riporto in alto. Nelle velocità prolungate notiamo che i nuotatori ten dono a limitare la inclina zione ed aumentare la rota zione lungo l’asse longitudi nale. Questo potrebbe sìgnifig. 1
fig- 2
posizione base del corpo do vrebbe essere parallela alla superficie di resistenza ed assumere la posizione più penetrante (fig- D- 11 corpo naturalmente dovrebbe esse-
Apparentemente, quindi, la posizione è errata, a meno che. per effetto della trazione degli arti superiori, che nel la fase iniziale spingono par zialmente verso 11 fondo, non
V fig. 3
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ficare che il nuotatore con il diminuire del numero delle bracciate rispetto all’unità di tempo spinge meno verso il fondo e quindi il corpo si inclina di meno; nello stes so tempo però si nota un au mento dell’angolazione delle rotazioni. Tale aumento può essere dovuto a due fatti: dalla ricerca di una respira zione più comoda o di una posizione del corpo che per metta una migliore utilizza zione della muscolatura al fine della propulsione degli arti superiori. A tutt’oggi non cl sono sta te ricerche sufficientemente determinanti atte a dare un risultato definitivo su tale problema; comunque è certo che un corpo che avanza ruotando o che offre maggio ri superfici di resistenza del dovuto trova ima maggiore resistenza nell’avanzare e quindi produce una velocità inferiore e riesce a percor rere una distanza minore. Comunque vi sono delle con siderazioni dì adeguamento di ciascuna componente la nuotata alle esigenze delle altre componenti, che devo no essere valutate positiva mente e pon negativamente. Di questo parleremo in occa sione dell'esame delle sin gole componenti. Da queste considerazioni trapela una conclusione: il nuotatore deve per quanto gli è possibile mantenere la posizione distesa in acqua riducendo al minimo le in clinazioni e le rotazioni ed a tal fine egli deve dedicare parte del suo lavoro quoti diano. La migliore stabilità in acqua è ottenibile mi gliorando la mobilità artico lare delle spalle e quella del collo per permettere con le prime una facile azione degli arti superiori, sla in fase propulsiva sia in fase di ri porto e con la seconda una più facile rotazione del ca po per eseguire l’atto inspiratorio. DOMENICO MAIELLO
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gli annulli speciali; special mente nei paesi dell’Europa del Nord non vi è manife stazione sportiva che non abbia il suo annullo, più o meno bello. E’ questo il caso della Svezia, infatti il 18 marzo scorso, in occasione del cam pionato svedese di Tennis da tavolo, rufficio Postale della cittadina di Molndal è stato dotato di un annullo commemorativo figurato in cui si può vedere la sagoma di un giocatore con la sua piccola racchetta in mano.
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Il ln marzo sono invece apparsi 5 francobolli dedi cati ad importanti competi zioni sportive. La Jugoslavia ha voluto infatti commemorare 1 re centi campionati del mondo di Hockey su ghiaccio con due francobolli da 0,50 e 3 dinari, i prossimi campio nati mondiali ed europei di cannottagglo, che si svol geranno in settembre nella cittadina di Bled, con i due valori da 1 e 5 dinari ed infine la XXV edizione dei giochi Balcanici, che anche
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questi avranno luogo in set tembre a Sarajevo, con il valore da 0,30 dinari. MAURIZIO TECARDI
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sta avendo un buon suc cesso il libro di Silva « Ar bitro, occhiali! ». Strano che ci siano persone nel nostro Paese così ricco di professori di calcio, che si abbassano a studiare il regolamento di gioco, sia pure brillantemen te esposto e commentato da Silva e dai suoi efficaci di segni. Invece ci sono, conso liamoci: si può ancora spe rare nel futuro. Scherzi a parte, questo li bro merita ogni elogio e la più ampia diffusione, rite niamo. Rappresenta, per la sua parte, un valido contri buto alla formazione di una coscienza sportiva tanto au spicata quanto assente nel pubblico calcistico e nella opinione pubblica in genere. Troppo facile sbraitare al la cieca per tutti gli inter venti dell’arbitro che tor nano sgradevoli. Provate a studiare, non solo superficial mente, il regolamento e poi mettetevi nei panni dell’ar bitro cercando di applicarlo tempestivamente, con giustì zia e imparzialità. Vedrete che non è più così semplice come urlare dalle tribune « Arbitro, occhiali! » o qual cos'altro che l’educazione non consente di trascrivere. SILVA, Arbitro, occhialiI, con disegni dell’autore; Baggioli Editore, Milano 1965, pag. 8G, L. 900,
a Molfetta gare sportive della li“pasqua 99 Notevole successo hanno riportato le manifestazioni spor tive organizzate a Molfetta in occasione della «Pasqua degli Sportivi », quali il giro podistico, la staffetta gigante 4 x 500 e le gare di pattini. Sul circuito della villa comu nale si è svolto per primo il giro podistico sulla distanza di m. 1500 che ha visto la partecipazione di oltre 50 atleti delle Società di Giovinazzo e Molfetta. Subito dopo si sono svolte le tanto attese gare di pattini per l’entusiasmo dei numerosi atleti giovanissimi partecipanti. La staffetta 4 x 500 ha concluso le gare sportive svolte sul circuito della villa comunale con la partecipazione di otto rappresentative di Società Hanno vinto le varie gare: Minale Alfonso (Fidens Gio vinazzo) nel giro podistico di m. 1.500 plani, Leali Vitan tonio (A.F.P. Giovinazzo) nelle due gare di pattini, la So cietà ITIS A di Molfetta nella staffetta 4 x 500. Nel contempo sul campo della S. Domenico Savio si è svolta la qualificazione per il campionato nazionale CSI di pallavolo tra le squadre della S. D. Savio di Molfetta ed Oratorio di Bisceglie. Numeroso pubblico ha assistito alle manifestazioni spor tive creando in tal modo una cornice entusiastica. Si può ben dire in definitiva, che la XVIII « Pasqua degli Spor tivi » è stata una festa dello sport per tutta la cittadi nanza ed 1 paesi della zona.
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atletica leggera BELLUNO Numerosi atleti sono convenuti da ogni parte della provincia di Orzes per partecipare al la gara di Corsa Campestre valida per il Trofeo Martel lozzo. La gara comprendeva le categorie Allievi e Juniores con un percorso che partiva dal centro cittadino di cir ca 1.600 m. per gli Allievi e di circa 2.400 m. per gli Juniores. Si sono classificati ai pri-
mi posti: negli Allievi Trevisson Celestino della U.S. Trichiana, seguito da Mar tini Alfredo della U.S. Val Padola e al terzo posto da Triches Giovanni della A.G. San Giorgio; negli Juniores al primo posto Ducato Ivan del G.A. Coin, seguito da Lena Giuliano della stessa Società con terzo classifica to Da Rin P. Antonio della U.S. Aquilotti. Alla premiazione, prima classificata l'U.S. Trichiana che nel complesso delle due categorie ha conquistato, ol tre al maggior numero di premi, anche l’ambito Tro feo biennale « Martellozzo » che le veniva definitivamen te assegnato avendolo vinte anche lo scorso anno.
CSI Biella alla campestre FIDÀL Proseguendo nelle gare di Corsa Campestre, giunte ormai agli sgoccioli, una rappresentanza della Polisportiva CSI Biella ha preso parte alla prova unica del Campionato Provinciale FIDAL svoltasi domenica 3 aprile a Vercelli. Veramente buoni i risultati ottenuti dagli atleti guidati dall'appassionato Serra, specie fra i ragazzi, dove Donna G. Piero si è visto sfuggire per un soffio il successo. Al 5° posto si è piazzato Bara Fabrizio e al 17° Sola Natalino. Più modesti i piazzamenti fra gli Allievi dove, assente il Campione Biellese Marcon, Rivardo Roberto e Portolan Luigi si sono piazzati rispettivamente al 9° e 17° posto.
guida sportiva di Torino e provincia L'addetto stampa del nostro Comitato provinciale di Torino, Pier Luigi Rubatto, sta curando la pubblicazione della « Guida sportiva di Torino e provincia », di imminente edizione. Tale pubblicazione, dopo una prefazione del Delegato provinciale del CONI e dell’Assessore allo sport, gioventù ed istruzione della città di Torino, comprende: Federazioni ed Enti sportivi (indirizzi e consigli): Società sportive (attività, indirizzi, dirigenti); impianti di Torino e provincia per tutti gli sport; stampa sportiva: rassegna completa dello sport dei 315 Comuni della provincia; nomi dei dirigenti, indirizzi delle sedi, ubicazione degli impianti. Ci sembra doveroso segnalare questa Iniziativa, la prima del genere in Italia, per il suo contenuto altamente inte ressante e per l'impegno che essa ha richiesto.
speria de La Rotta per la categoria Junlores e al G. S. CSI San Marco di Pisa per la categoria Allievi.
calcio BIELLA _ Per il terzo an no consecutivo l’U.S. Ponderanese ha conquistato il titolo biellese ragazzi, vin cendo l'annuale edizione del Trofeo G.S. Borgini, massi ma competizione calcistica organizzata dal locale Co mitato CSI. Al secondo posto l'US. S. Biagio, mentre completano la classifica il G.S. CSI Strona. l’U.S. P. G. Frassati, il G.S. Audax Occhieppo Sup., il G.S. Splendor Ces sato ed 11 G.S. Candele S. Lorenzo. E’ entrato nella fase fi nale il « Trofeo Blu » e cin que squadre si contendono il primato, dopo il ritiro del S. Cassiano. Sono nell'ordi ne: Crocemosso e Casa Gio ventù Trivero qualificatisi nel girone « C ». G.S. CSI Strona e Splendor Cessato nel girone « B », Vllianensis nel girone « A ». Nel frattempo stanno per prendere il via altri Tornei fra i quali spiccano il Tro feo Arcobaleno, il Tomeo del Sole e la Coppa Prima vera.
PISA - Con le due par tite di domenica 13 marzo, si è conclusa la fase provin ciale del Campionato Nazio nale Juniores di calcio del C.S.I. L’U.S. CSI Esperia de La Rotta si è aggiudicata an cora una volta il titolo di « Campione Provinciale Juniores del CSI ». I ragaz zi deH'Esperia dovranno ora partecipare prima alla fase regionale e poi. se tutto an drà come è nelle loro aspi razioni, a quella interregio nale, che è la « porta d’in gresso » alla finale naziona le. Lo scorso anno, dopo aver brillantemente supera to la fase regionale ed in terregionale, furono ammes si alla finale nazionale nel la quale furono eliminati proprio da quella squadra che avrebbe poi conquistato il titolo di « Campione d'I talia del CSI ». Alla Spes di Ponsacco è andato il secondo posto, mentre al terzo posto si è classificata l’U.S. CSI Gian nino di Colignola ed infine il CSI Turris di Pisa, quar ta classificata. Con domenica 13 marzo si % è quindi conclusa la prima palla parte della stagione calci stica ufficiale del CSI di Pi canestro sa ed il suo bilancio può dirsi fino da ora nettamen te positivo. Per la prima VICENZA - La commis volta, infatti, oltre alla fase provinciale del campionato sione provinciale CSI, ha co municato l'esito del p. primo nazionale Juniores, Il CSI di ...... Aspiranti .......................... corso Arbitri dJ Pisa ha quest'anno organiz Pallacanestro. zato anche le fasi provin ciali dei campionati regio Hanno superato brillantenali Dilettanti ed Allievi. Le mente l’esame e sono entrati Unioni Sportive della Pro in ruolo nel Centro Sportivo vincia che hanno parteci Italiano, sette nuovi arbitri pato al tre campionati sono e precisamente: Schiavo Gi state complessivamente ven rolamo, Gugliuzza Paolo, ti, ed 1 titoli di « campione Glometto Silvano e Penasa provinciale 1965-66 » sono Dario di Vicenza; Sanson andati: alla Polisp. CSI Li- Bortolo di Dueville. Padovan bertas di Calci per la cate Angelo e Fabian Gino di goria Dilettanti, all’U.S. EThiene.
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trib una scopi erta a cura di
DI'ILIO OLMETTI
Il Giro delle Fiandre Dancelli lo ricorderà per un pezzo. Avere in tasca una vittoria cosi importante ed esserne privato, per un incidente meccanico, negli ultimi me tri è cosa diffìcile da ingoiare. E' da ap prezzare la sua moderata reazione allo infortunio. Un vero sportivo deve accet tare anche la sfortuna come parte del gioco. Se poi lo sportivo è professionista allora l’imprevisto diventa un fatto di vita, dove la sfortuna è sempre presente ed è segno di maturità il saperla soppor tare e combattere.
questa volta sentiamo
Fon. Attilio Jozzelli
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— Onorevole, lei che nel 1963 fece un importante in tervento alla Camera in ma teria di politica sportiva, ci vuol dire come mai nessun parlamentare ha trattato dello sport nella recente di scussione per l’approvazione del Bilancio dello Stato? ------ E’ vero, in effetti. Ri tengo però che all'origine ci sia stata anche una ristret tezza di tempo. Era mia in tenzione, ad esempio, fare un intervento del genere, ma non mi è stato possi bile a causa del tempo mi nimo disponibile. — Ci può accennare ugualmente qualcuno degli argomenti che aveva inten zione di trattare? — Volentieri. Volevo trat teggiare un quadro sinteti co delia situazione sporti va italiana che tuttora esprime punte di un certo ri lievo alle quali però non corrisponde una effettiva attività sportiva di base, dif fusa tra tutta la gioventù. Precisate alcune anomalie legislative ed organizzative
che, a mio parere, sono al la base di questa situazio ne. era mia intenzione trat tare di alcuni problemi par ticolari concernenti la Cac cia, il Tiro a Segno• e il Tiro a Volo, e infine iespi mere alcune osservazioni ioni e speranze sul capitolo XIV del Piano quinquennale di programmazione che è de dicato, come è noto, allo sport.
— Cosa Intende per ano malie legislative ed orga nizzative? — La mancanza, ad esem pio, di una adeguata legge che precisi una volta per tutte 1 rapporti tra lo Stato italiano e Io sport, essendo ormai tutti concordi nel ri tenere inadeguata la legge istitutiva del CONI che, co me sa, risale al 1942 salvo lievissimi e non sostanziali ritocchi. — Come dovrebbe pro muoversi, secondo il suo pa rere, un nuovo e più moder no sviluppo dello sport nel nostro paese?
LINCIAGGIO DI RIVERA DA PARTE DELLA STAMPA — Attenti a non romperlo, cosi possiamo rigonfiarlo un'altra volta I
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— Intendo innanzitutto uno sviluppo generale, non soltanto finalizzato al pre stigio nazionale che deve, giustamente essere salvaguardato nelle competizioni intemazionali e olimpiche. Ma è lo sport a livello po polare che va incrementa to, sollecitando a questo scopo tutti gli organismi — pubblici e privati — che operano nel settore. Fra gli Enti privati che vanno di fesi e incoraggiati è neces sario citare in particolare gli Enti di Propaganda sportiva i cui meriti e la cui funzione nel tessuto so__ ciale e associativo dello sta to democratico è tempo che vengano ufficialmente rico nosciuti accanto alle attivi tà sportive promosse diret tamente dallo Stato (Scuo la, Forze Armate, ecc.) e a quelle svolte dal CONI e dalle Federazioni il cui com pito specifico e precipuo sembra doversi indicare nel la cura e responsabilità del lo sport agonistico ad alto livello tecnico. — E il Cap. XIV del Pla no lo ritiene adeguato per la promozione di questo sviluppo? .— In linea generale si, se verrà sviluppato tenendo presenti i quattro aspetti fondamentali del problema sportivo italiano: presa di coscienza, programmazione, strumenti, quadri. E’ neces sario che, nel quadro ap punto dei principi enunciati nel cap. XIV del Piano Pie- . raccini, tutti questi aspetti vengano presi in considera zione globalmente preveden do anche strumenti legisla tivi adeguati e idonei per fondare su nuove basi tut ta la compagine dello sport italiano: basi più moderne e attuali, coerenti con i principi di democrazia san citi dalla Costituzione, ri spondenti alla strutturazione democratica del nostro Sta to, rispettosi delle esigenze della gioventù e in grado di garantire il suo diritto ad una sana pratica spor tiva.
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