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Stadium n. 12/2002

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dal 1906 il mensile del Centro Sportivo italiano

n. 12 Dicembre 2002

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MOUNTAIN BIKE PAG. 11

ARGOMENTI

pag 29 uno sport alla voltai


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VOTA LA SQUADRA! La collaborazione tra il Centro Sportivo Italiano e Avvenire si apre alla Joy Cup, attraverso un concorso dedicato alle squadre

Il progetto prevede una La prima riguarda quanti sognano di sorta di gemellaggio tra diventare REPORTER. Sarà possibile, infatti, il più importante degli inviare all’ufficio stampa della Presidenza eventi nazionali del CSI, la nazionale la cronaca delle partite Joy Cup della Joy Cup e il quotidiano. propria squadra. Verranno scelte, di volta in volta, le Il concorso è aperto a tutte le cronache migliori che saranno pubblicate sulle pagine squadre di calcio e di pallavolo di Avvenire. Al termine dei campionati, gli autori degli femminile, per le categorie allievi e juniores. Gli atleti articoli migliori saranno invitati come reporter alle e le atlete potranno votare e far votare la squadra finali nazionali della Joy Cup. preferita attraverso il coupon pubblicato su Avvenire il Ma non basta. Anche gli aspiranti FOTOREPORTER mercoledì e il sabato. avranno la loro occasione, documentando le imprese Le due squadre più votate per ogni disciplina e della propria squadra. Sarà sufficiente inviare le categoria vinceranno il concorso e parteciperanno fotografie al servizio stampa del CSI, tra cui verranno gratuitamente alle finali nazionali della Joy Cup nel selezionate di volta in volta quelle più significative. Al termine dei campionati, mese di giugno del 2003. Durante la manifestazione r . ~gli autori delle foto migliori sarà disputato un incontro che determinerà la squadra potranno cimentarsi nella propria passione durante a vincitrice. La stessa avrà l’occasione di disputare una fase nazionale della Joy Cup. Gli scatti più belli e gara*esibizione con una squadra di livello nazionale. interessanti potranno trovare spazio su Avvenire. In parallelo, saranno promosse altre due iniziative.


Buon Natale ai lettori diStadium, a chi fa parte del CSI e a chi non ne fa parte, a chi pratica lo sport e a chi non nè vuol sapere. •

Buon Natale alle nostre famiglie: che il Signore le ricolmi di serenità, e prie in questi giorni di festa diventino comunità cariche di pace, _____

Buon Natale a tutti i giovani: a quelli che non riescono a dare un "senso11 alla loro vita, e magari lasciano le cose più importanti all'ultimo posto; a quelli che sono sulla soglia e non si decidono mai a fare il passd decisivo per impadronirsi del loro futuro; a quelli che procedono con passo svelto e senza esitazioni verso la mèta.

Buon Natale ■

a chi patisce il disagio della solitudine, della sofferenza, della malattia, della fame, della povertà, ben sapendo che l'augurio migliore che possiamo fare loro è che si spalanchino dentro di noi le porte della solidarietà.

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TDjga chi si impegna ogni giorno per migliorare l'esistente, anche soltanto un po' e a rischio di nuotare controcorrente; ma anche a chi si rassegna troppo facilmente -e a ..... chi w. si arrocca ..we. nell'egoismo w^v.^ssev quotidiano, va. usasi v, _________ _ _ nella speranza che anche questi si aprano nel nuovo anno

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ad una vifaptà pièna.

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a tutte quelle persone alle quali abbiamo fatto del bene e nel momento in cui avevamo bisogno del loro aiuto si sono allontanate■ ■

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Buon Nai «verna e a «MstaalTopp*™ione: che in tutti •ili» e del dovere.

Buon Natale


STADIUM

INDICE DICEMBRE 2002

FUORIGIOCO 4 Dalle tasche dei tifosi i guadagni dei campioni di Alberto Capretti

ARGOMENTI

11 Le parabole mediatiche di Rita Salerno

15 La vita è adesso di Felice Alborghetti

46 La CEI in assemblea di Rita Salerno

49 Natale è... di Manuela Robazza

Stadiom Mensile del Centro Sportivo Italiano DIRETTORE RESPONSABILE

Edio Costantini EDITORE

ARANBLU s.r.l. Società Unipersonale del Centro Sportivo Italiano Via della Conciliazione 1 - 00193 Roma DIREZIONE REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE

Via della Conciliazione, 1 - 00193 Roma

Tel. 06.68404590 - Fax 06.688.02940 http://www.csi-net.it

e-mail: aranblu@csi-net.it

SPORT&SPORT 36 Per gioco: Scacco matto di Giancarlo La Velia

42 Botte e bottini di fine anno

PUBBLICAZIONE ISCRITTA al n° 4987 del Reg. Stampa del Tribunale di Roma del 4/1/1956 PROGETTO GRAFICO

di Bruno Longhi

ARANBLU s.r.l.

43 Parole di sport: Stella

REDAZIONE

di Claudio Arrigoni

48 Trame di gioco: Vita e voli di Gilles Villeneuve

Felice Alborghetti, Alessandro Cappelli,

Andrea De Pascalis.

di Darwin Pastorin

51 Per allenamento: Gli squilibri muscolari nello sport di Alfredo Stecchi

57 Almanacco

IMPAGINAZIONE Marco Croci, Alberto Greganti, Loretta Pizzinga,

Emanuele Serra. STAMPA

VITACSI

6 Un milione di praticanti: 73% giovani di Andrea De Pascalis

SO.GRA.RO. Società Grafica Romana S.p.A. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Spedizione in abbonamento postale Art.2 Comma 20/B legge 662/96 Filiale di Roma

Abbonamento annuale euro 18,08

9 Le due “torri" di Bologna

Una copia euro 1,80

di Matteo Fogacci

16 Di corsa per gli “angioletti" di S. Giuliano di Leo Leone

25 Quel ping-pong nella mia vita di Enrico Mascelloni

38 F.A.RE. CSI di Pierluigi Tatti

45 Lanterne romane di Danilo Vico

50 Gioca con noi non con il fumo di Enza Poltronieri

54 Corri per Sanremo di Lia Gaglio

Periodico associato all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana)

I dati fomiti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo.

RUBRICHE

13 Nati nel CSI: Emiliano Mondonico di Felice Alborghetti

27 Uno sport alla volta: Mountain bike di Marco Filippi Pioppi

30 Salute: Un ciclismo da campagna di Sergio Cameli

34 Libri DOSSIER 18 Comunicazione e mission di Felice Alborghetti

53 Controcorrente: Fuori i secondi! di Felice Alborghetti

55 Tuttoleggi a cura di Francesco Tramaglino

61 Agenda 63 Allo specchio di Don Luciano Barin

64 II racconto


EDITORIALE

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Le foglie di fico non bastano più Non si può certo dire che il 2002 sia stato per lo sport italiano un anno povero di novità sul fronte legislati­ vo. È giunto in porto il tormentato disegno di legge sulle società spor­ tive dilettantistiche. In precedenza era arrivato il decreto "omnibus", a sancire l'imprevedibile svolta del tra­ sferimento di Totocalcio e affini ai Monopoli di Stato, nonché la parziale trasfor­ ...le medaglie, mazione del CONI in SpA i campioni e i pubblica. record continuano Se ne deriveranno più van­ ad esserci, e ciò fa taggi o svantaggi, o anco­ ra se tutto resterà come piacere a tutti, ma prima, è faccenda che si non possono potrà dire più in là. Sicuro è invece che il sistema essere usati come sportivo italiano avrebbe una foglia di fico meritato ben altro, ovvero dietro la quale una riforma seria, medita­ nascondere ritardi, ta e a tutto campo. Ci sono troppe cose che scricchio­ malanni e lano, troppi conti che non inefficienze. tornano. È vero: le meda­ glie, i campioni e i record ! continuano ad esserci, e ciò fa pia­ cere a tutti, ma non possono essere usati come una foglia di fico dietro la quale nascondere ritardi, malanni e inefficienze. Né si possono usare come altrettante foglie di fico la leg­ ge sulle società dilettantistiche e il decreto sulla CONI Servizi SpA per dire che la riforma è stata fatta, e chi non è contento si dia pace. Che sia tempo di smetterla con gli alibi e di pensare ad un modello sportivo nuovo, l'ha detto chiara­ mente anche l'Istat quando, alla ! metà di dicembre, ha presentato i

risultati dell'indagine “Sport e attività fisiche nel 2000’. Comunque la si giri, quella foresta di numeri mostra indizi di un sistema che non tiene più: l'abbandono giovanile è sempre fortissimo; il modello fondato sulle Federazioni non rappresenta più l'u­ niverso dello sport italiano - sono ben 218 i tipi di sport praticati dagli italiani e censiti dall'istituto statisti­ co-; gli iscritti alle Società sportive sono meno del 50% dei praticanti; l'attività sportiva che ti “monopoliz­ za" la vita è sempre più sgradita, ed anzi lo sport si diffonde meglio lì dove si integra con altre attività di tempo libero. Ce n'è quanto basta per ripensare quantità, qualità ed organizzazione, ovvero le tre varia­ bili che insieme "costruiscono" lo spessore di una pratica sportiva. All'orizzonte del 2003, purtroppo, si intravede ben poco, oltre il protrarsi del gioco dello scaricabarile tra opposte forze parlamentari circa responsabilità passate e presenti di un processo di decadimento - etico, finanziario e organizzativo - che poteva essere evitato allo sport ita­ liano ed invece non lo è stato. Forse toccherà all'associazionismo sporti­ vo di base, e in prima linea a quello che si riconduce alla promozione dello sport per tutti, rimboccarsi le maniche e ritagliarsi un ruolo da soggetto della politica sportiva. A costo, se necessario, di elaborare autonomi ed unitari disegni di legge capaci di risvegliare la voglia di pro­ gettare un diverso futuro per lo sport del nostro Paese.

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Edio Costantini Presidente nazionale

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FUORIGIOCO

DALLE TASCHE DEI TIFOSI I GUADAGNI DEI CAMPIONI

di Alberto Capretti

Dalle tasche del tifosi I guadagni d&B cangimi STIPENDI DORATI: MA QUALI PRESIDENTI! È IL PUBBLICO CHE PAGA, IN TRIBUNA ED IN POLTRONA, DEL PIERO & CO. Guadagna 5.5 milioni di euro netti all'an­ no, cioè quasi un miliardo di vecchie lire al mese, dunque 30 milioni al giorno, o se preferite più di un milione all'ora. Anche quando dorme. Fare i conti in tasca agli altri è sempre facilissimo. Farli a Alex Del Piero, che qualche anno fa l’Avvocato battezzò "Pinturicchio”, prevedendo forse che un giorno gli sarebbe costato qual­ cosa più di un imbianchino e che è il gio­ catore più pagato della serie A, serve soprattutto a convincere chi ancora non se ne fosse accorto che per mille lire al mese non si canta nemmeno più, che sor­ prendersi è inutile e che per indignarci siamo fuori tempo massimo. Provare a ragionarci sopra, invece, può essere un esercizio utile, soprattutto usando l'accortezza di superare i provin­ cialismi di chi sente insidiato il suo cuore tifoso solo perché si parla di uno juventi­ no. Il calcio degli eccessi resta un'enor­ me bolla senza volti e senza bandiere e gli 11 miliardi che ogni anno Del Piero tro­ va in busta paga non pesano meno di quelli di Vieri, Rivaldo o Batistuta che lo seguono a corta distanza nella classifica dei Paperoni della palla. Scartiamo l'invidia per le fortune altrui, sentimento troppo faticoso anche per chi può permetterselo. Proviamo dunque con lo sconcerto: sentimento breve, sempre di moda, l'unico forse che - durando giu­ sto lo spazio di una coda davanti allo sportello della posta - può permettersi di provare chi ritira un milione di pensione al mese e magari ha da mantenere due figli che da grandi vorrebbero fare i Del

4 Stadium (Scombro 2002

Piero. Sfuggendo alla facile suggestione del confronto iniquo e dell'ingiustizia sociale, discretamente pressapochista e molto bertinottiana, dunque in calo di audience, ci resta l'illusione di pensare che forse Del Piero non è il peggiore dei mali. Anziché indicarlo come il colpevole ultimo, il problema, di fronte a situazioni del genere, è che ora il campo è invaso dalla famiglia dei maneggioni, la stermi­ nata popolazione che vegeta alle spalle dello sport, che inventa le droghe e le somministra, che inciucia regole e inca­ mera presidenze. Non è forse sofistican­ te l'invadenza di chi “cura gli interessi" di Del Piero spiegandogli come e dove può strizzare il portafoglio della Juve, chi istruisce i calciatori sull'arte del ricatto, i professionisti della manipolazione con­ trattuale che diventano poi a loro volta miliardari, senza aver mai nemmeno toc­ cato un pallone? Non viviamo sul pero, ma basta frequentare mezz'ora il mondo dello sport per capire che il marcio non sta nella sua anima. E che purtroppo anche se fa male dirlo - tutti noi inconsa­ pevolmente lo nutriamo. Quando anziché inorridire di fronte agli 11 miliardi per Del Piero, smetteremo di pagare 300 mila lire per un biglietto di tri­ buna allo stadio o due milioni per un impianto digitale che ci porta lo stadio anche in bagno, o 150 mila lire per la maglietta col numero 10 originale, allora potremo dire di aver fatto qualcosa per abbattere gli eccessi dello sport. Perché i miliardi di Del Piero sono i nostri, la Juve li ha solo trasferiti al beneficiario. Ma

chiudendo i rubinetti, lui sarà costretto a pretendere la metà e noi torneremo a considerarlo solo un bravo atleta e non una gioielleria ambulante. Lo sport nel frattempo ci sta presentan­ do una sfilza impressionante di presunti imbroglioni e di miliardari senza vergo­ gna, il che a ben guardare è solo un'inte­ ressante variante di tendenza rispetto ai presunti miliardari e agli imbroglioni sen­ za vergogna che popolano gran parte della nostra società. Sarebbe ora di farsi qualche domanda: perché mai i soldi dei campioni fanno rumore mentre quelli che ha incassato Romiti come liquidazione nessuno li met­ te in conto per spiegare uno dei motivi non il primo ma forse nemmeno l'ultimo del crack della Fiat? Mentre noi siamo qui ad aspettare il gran­ de botto di un pallone che si ingrassa oltre ogni ragionevolezza ma non scop­ pia mai, resta da capire se chi è obbliga­ to a svenarsi la domenica per pagarsi biglietto, sciarpa e cappellino possa adattarsi agli squilibri di un sistema per cui centinaia di miliardi svolazzano come una vorticosa partita di giro. Un dubbio che sconcerta più del miliardo al mese nelle tasche di un calciatore: contro le fol­ lie siamo già vaccinati, per le vergogne ci stiamo attrezzando. E se qualcuno vuol consolarsi, accenda la tv: Gerry Scotti i miliardi li mette in palio ogni giorno, basta indovinare il nome del­ la capitale del Kurdistan o quante dita ha un dromedario. Del Piero, in fondo, è un pezzente.


Quando anziché inorridire di fronte agli 11 miliardi per Del Piero, smetteremo di pagare 300 mila lire per un biglietto di tribuna allo stadio o due milioni per un impianto digitale che ci porta lo stadio anche in bagno, o 150 mila lire per la maglietta col numero 10 originale, allora potremo dire di aver fatto qualcosa per abbattere gli eccessi dello sport.

LE ASPETTATIVE DEL 2003 Lasciamo stare Gesù Bambino: nel pre­ sepe dello sport italiano non c'è posto per gli innocenti. E se anche ci fosse i tre Magi (Bottega, Moggi e Giraudo) lo ven­ derebbero subito al Reai Madrid. Possia­ mo provare con Babbo Natale, ma anche nel suo caso il sacco dei regali quest'an­ no ha un buco enorme sul fondo, quasi come quello della Lazio. E la letterina rischia di perdersi nel vento. Meglio rivol­ gersi al nuovo anno allora, entità ignota e politicamente più corretta: se non altro perché puoi chiedergli in dono anche l'impossibile. Uno sport migliore è l'unico regalo che possiamo permetterci di spe­ rare: sarà banale, non stupirà per effetti speciali ma noi anime semplici ci illudia­ mo sempre. E sempre aspettiamo. Aspet­ tiamo l'incredibile pacco a sorpresa di uno sport dove il doping si dimentichi di tornare, magari non perché gli scienziati sappiano scovarlo in ogni sua nuova manifestazione ma perché chi ne fa uso capisca finalmente che l'inganno è l'ulti­ mo traguardo della vita. Aspettiamo che Galliani rinunci ad una delle settantaquattro presidenze che incarna, non per invi­ dia, ma per consentirgli di fare una sola cosa e magari di farla bene. Aspettiamo che Fabio Capello si arrenda, che com­ prenda che il calcio non l'ha inventato lui e che i complotti, se ci sono, si possono battere giocando meglio degli avversari. Aspettiamo che Pantani torni in bicicletta e dia una spallata ancora al Tour. Aspet­ tiamo Schumacher un po' meno marzia­ no e un po' più normale che ci tolga il sospetto che sulla Ferrari non ci sia un uomo ma un robot. Aspettiamo un pallone con un processo in meno e un gol in più, un governo che capisca chi lo sport lo ama davvero e lo coltiva sui campetti senza pretendere nul­ la più di un riconoscimento sincero. Ma al nuovo anno, se non si offende, chiedia­ mo soprattutto un po' di coraggio anco­ ra. Per non gettare la spugna, per rim­ boccarci le maniche come sempre, per non doverci rassegnare all'idea che tutto è perduto. Una mano sul naso per turar­ selo, ma l'altra è ancora libera. Per scri­ vere, per giocare, per insegnare ad un ragazzo che giocare non vuol dire per for­ za vincere. Auguri.

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VITACSI

UN MILIONE DI PRATICANTI: 73% GIOVANI di Andrea De Pascalis

Un milione di praticanti 73% giovani RISPETTO AL 2001 AUMENTANO DEL 4%, CON 391 SOCIETÀ SPORTIVE IN PIÙ Al 31 agosto 2002, ovvero a conclusione della stagione associativa 2001-2002, il CSI si è presentato con questo bilancio: 12.259 Società sportive e un picco di circa 864.000 praticanti, cui si affiancavano 101.000 soci non atleti. Ai quali bisogna aggiungere 74.600 partecipanti a gare di Free Sport. Guardando ai dati da un'altra angolazione, si contavano circa 771.200 tesserati, tra atleti e non atleti. La distinzione tra praticanti e tesserati è abbastanza nuova per il CSI, e dunque richiede qualche spiegazione, anche per chiarire il senso di quei 'circa' che accom­ pagnano i dati summenzionati, che dovreb­ bero essere nitidamente definitivi e invece sono pur sempre approssimati. Cominciamo dai 771.200 tesserati. È un totale che deve essere accolto con grande soddisfazione, se si considera che rispetto al 2000-2001 esso denota un incre­ mento di circa 30.000 unità, ovvero di circa il 4%, numero piccolo ma che comunque è in contro tendenza rispetto alla stagnazio­ ne che si rileva per lo stesso periodo nei numeri forniti dall'ISTAT circa le cifre dei praticanti continuativi in Italia. Tuttavia per decifrare l'andamento della scorsa stagione il totale dei tesserati aiuta fino ad un certo punto, per alcuni motivi:

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SOTTO8TIMA DEL TESSERAMENTO

Il numero dei tesserati risultanti alla Presi­ denza nazionale va considerato pur sempre un numero non esatto, perché approssimato per difetto. Il motivo è semplice: c'è una quota di tesseramento che sfugge alla banca dati cenfrale per svariate cause: perché i Comitati

6 Stadtum aoCTtxe 2002

trascurano l'inoltro dei dati alla P.N., perché la segnalazione avviene in ritardo, perché la documentazione è imperfetta o ancora per errori materiali nell'immissione in banca dati. L'uso di un sistema di verifica a campiona­

mento permette di stimare all'8-11% il tes­ seramento che globalmente rimane in ombra rispetto a quello registrato ufficial­ mente, il quale ultimo ammonta a 640.345 individui tra soci atleti e non atleti.


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________ r I numeri presentati di seguito sono stati ricavati dall'analisi incrociata dei dati di tesseramento 2001/2002 del CSI e le atti­ vità sportive e manifestazioni organizzate nello stesso anno sportivo.

NUMERO NON ATLETI_______ Arbitri/Giudici________________ Allenatori/lstruttori____________ Accompagnatori_____________ Dirigenti sportivi______________ Membri di Commissioni Tecniche TOTALE

10.000 16.000 15.000 50.000 10.000 101.000

42.000

squadre

8.000

tornei

300.000 gare

staccando una tessera per ogni disciplina praticata da uno stesso individuo. Cosi facendo il numero dei praticanti deriva dal totale dei praticanti di ogni singola discipli­ na, senza distinguere se un atleta si dedi­ ca a più sport. Usando questo criterio, di certo più valido per misurare l'effettiva moie di lavoro svolta dall’Associazione, il nume­ ro dei praticanti del CSI ammonta a 864.000, con una suddivisione per discipli­ na quale si vede nella tabella pubblicata in basso. FREE-SPORT ASSENTE SUL TOTALE

UNA SOLA TESSERA PER OGNI ATLETA

Ancora differente, come abbiamo visto, è il numero dei praticanti effettivi. Nel CSI ogni persona viene tesserata una singola volta, anche se pratica più discipline. Quasi dap­ pertutto si usa un procedimento diverso,

regione, per sesso ecc.) e sono altresì con­ frontabili con quelli degli anni precedenti, consentendo analisi di tendenza. Alcune delle valutazioni possibili Tra gli atleti del CSI le donne rappresenta­ no il 29.4%. Tra i soci non atleti sono il 22.4%. Su questo dato bisognerebbe fare qualche riflessione, ricordando che appe­ na qualche anno prima, nel 1995, le atlete rappresentavano il 35% del totale, e. dun­ que, c'è una discreta flessione della parte­ cipazione femminile. L'analisi per fasce di età (vedi tabella pagi­ na seguente) non mostra invece significati­ ve variazioni rispetto al recente passato e mostra sostanziali analogie con il trend mar­ cato dall'lstat: la partecipazione è buona nella fascia 4-10 anni, cresce ulteriormente nella fascia 16-20 anni e poi comincia a declinare. Rispetto ai dati nazionali Istat, le

A parte sono considerati coloro che parte­ cipano ad iniziative di Free Sport. Il loro numero, pur ragguardevole (74.600) non è compreso né nel totale dei praticanti né in quello dei tesserati, e, dunque, va ad aggiungersi ad essi. Considerando prati­ canti, soci non atleti e partecipanti al Free Sport, la stagione 2001-2002 fa lievitare NUMERO ATLETI PER DISCIPLINA il totale di partecipan­ Calcio/Calcio a 5_____________________ 300.000 ti ad oltre un milione Pallavolo____________________________ 90,000 di unità. Attività per strada_____________________ 74.000 Tuttavia, dato ai prati­ Atletica leggera_______________________70.000 canti ciò che è dei Attività per bambini____________________ 66.000 praticanti, per fare Corsa (campestre, su strada, escursionismo...)_________ 50.000 valutazioni qualitative Ginnastica (aerobica, ritmica, artistica)______________ 50.000 invece che quantitati­ Nuoto______________________________ 45.000 ve bisogna tornare ai Pallacanestro 25.000 numeri facenti riferi­ Arti marziali (Karaté, Judo. Ju-Jitsu...) 15.000 mento ai tesserati Tennistavolo_________________________ 15.000 effettivamente regi­ Sci_________________________________ 13,000 strati in banca dati al Ciclismo (su strada, amatoriale, mountain bike...)______ 1 0.000 31 agosto 2002. Solo Tennis________________________________ 5.000 essi, infatti, sono dis­ Altro (golf, hockey, pallamano, badminton, danza sportiva...) 36.000 ponibili in modo ana­ TOTALE 864.000 litico (per età, per

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VITACSI

UN MILIONE DI PRATICANTI: TRAGUARDO RAGGIUNTO

La diffusione regiona- Centro e del Sud che hanno marcato buoni Il CSI è un’Associazione che coinvolge tutte le fasce ! le dei tesserati e del­ incrementi dei tesserati. d’età, ma per sua natura pone attenzione particvolare le società sportive ha Per concludere, qualche parola sulle Sociea quelle giovanili. Dall’analisi dei dati emerge che l'andamento oltre il 73% dei praticanti del CSI ha meno di 30 anni. ' andamento di sem sem-­ tà sportive. Rispetto alla stagione preceregioni del dente il loro numero è aumentato di 391 uni­ ' pre, con le-----------------Nord certamente più tà, ovvero di poco più del 3%. ATLETI PER CLASSI DI ETÀ freq. % ricche di atleti e tes­ Dato, questo, che per un verso è quasi in i 4-10 anni________________ 18,10% serati rispetto a quel­ linea con il 4% di incremento dei praticanti, 11 -15 anni_______________ 16,00% le del Centro, che a ma dall'altro, confrontato con quelli degli 16-20 anni_______________ 24,20% loro volta stanno anni precedenti, mostra una sostanziale 21 - 30 anni_______________ 15,00% mediamente un po' stabilità, con lievi incrementi e decrementi 31 - 40 anni_______________ 7,80% meglio di quelle del da una stagione all'altra. 41 - 50 anni_______________ 4,40% Sud. Ma questa è una Si conferma il dato generale dello sport ita51 - 60 anni_______________ 3,70% liano nell'ultimo quinquennio: nel nostro generalizzazione che oltre 61 anni_______________ 10,80% Paese il numero di praticanti è lievitato, sia significa poco, poi ­ TOTALE 100% ché le cifre andreb­ pure di poco, ma quello delle Società sporbero rapportate alla live proprio non si riesce a farlo andare oltre popolazione residen­ certi limiti. cifre del CSI mostrano però una certa diffe­ te, agli impianti disponibili e a tante altre Nel CSI c'è in media una Società sportiva renza nella fascia anziani (60 anni e oltre), variabili. Più ricco di senso è, semmai, il raf- ogni 50 soci atleti: si potrebbe fare qualcoche nel CSI rappresenta il 10.80% del tota­ fronto con le analoghe cifre CSI degli anni sa di più. le, mentre nelle statistiche Istat gli anziani precedenti, che mostra un Nord sostanzial­ sono circa il 5.6% dei praticanti. mente stabile mentre vi sono regioni del

8 Stadium dicembre 2002


VITACSI

LE DUE “TORRI” DI BOLOGNA di Matteo Fogacci

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Le due “torri” di Bologna LA CAMMINATA DI "SAN LUCA" E IL VILLAGGIO DEL FANCIULLO ACCENDONO IL CSI FELSINEO La Camminata-Fiaccolata “San Luca" è Federcalcio provinciale Antonio Giovannini, entrata ormai nella tradizione sportiva dei e, con grande gioia dei presenti, il presibolognesi. In tantissimi si sono inerpicati da dente provinciale del CSI Stefano Gambepiazza della Pace, adiacente allo Stadio, rini che aveva annunciato, dopo 26 anni fino sul Colle della Guardia. La corsa è così ininterrotti, la propria assenza a causa di un attesa che ogni anno i partecipanti chiedo- intervento subito pochi giorni prima. no di anticipare la partenza e anche que- Altra grande sorpresa è stata la vitalità con sfanno non si è potuto arginare i fedeli e la quale nella Basilica appena restaurata, partire in orario. Alle 8.30 il serpentone dei don Luigi Guaraldi è tornato a prendere in corridori, lungo via Casaglia, era già note­ mano le redini della celebrazione, che lo vole, tutti decisi ad arrivare al Santuario del­ scorso anno per motivi di salute aveva la Madonna di San Luca per manifestare la dovuto momentaneamente lasciare. Pur nelpropria devozione alla protettrice degli le attuali difficoltà ha voluto ribadire nella sportivi della città. Ed è questo lo scopo sua omelia l'importanza dello sport nell'edella corsa, tanto che l'agonismo è passa- ducazione dei giovani e come non è servi­ to in secondo piano. Le soste, specie quel- pre facile scardinare mentalità ancora Ion­ ie al fornitissimo ristoro, sono state un vero tane nell'accettare questo tipo di attività nele proprio toccasana un po' per tutti. la ordinaria vita di una parrocchia. Era previsto anche un percorso più breve Sempre di grande effetto l'alzabandiera nei attraverso i "portici più lunghi del mondo" momenti più importi della celebrazione, un dai quali sono partite le fiaccole. segno di rispetto ma anche di presenza fatÈ stato emozionante vedere le staffette del tiva delle comunità o delle società sportive Trebbo e della Pallavicini partire da sotto rappresentate dagli stendardi. l'arco, con i loro bambini alla prima espe­ rienza. Addirittura, uno di loro, di soli tre anni, non riusciva neppure a tenere la fiaccola in mano, ma era comunque contento di esse­ re insieme agli altri per un gesto inconsa­ pevole, ma da ricordare. Sembrava dovesse essere un anno di tran­ sizione, un'edizione in famiglia ed invece al momento delle premiazioni ci si è accorti che non è facile per chi ha nel cuore il Cen­ tro Sportivo mancare a questo appunta­ Sullo sfondo dei portici di S Luca il via mento. della camminata E così, nel giro di pochi minuti, sono arriva­ ti prima l'assessore allo sport del Comune Paolo Foschini, quindi il presidente della

PRESENTATO IL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DEL VILLAGGIO DEL FANCIULLO Il 29 novembre, sempre a Bologna, alla presenza dell'Arcivescovo di Bologna, card. Giacomo Biffi, sono stati presen­ tati i lavori di ristrutturazione degli impianti sportivi del Villaggio del Fan­ ciullo, che termineranno a Pasqua del 2003 e dalla prossima estate saranno a disposizione dell'intera cittadinanza. Cinque associazioni, tra cui il CSI, han­ no deciso di unire le proprie forze nella Fondazione "Insieme Vita’ per risponde­ re alla esigenza largamente sentita di mettere a disposizione della città di Bologna adeguati impianti sportivi, in un quadro ben preciso che veda l'eserci­ zio dello sport come mezzo per fini for­ mativi. di assistenza, di cura della salu­ te e di integrazione sociale. "Il progetto - come ha illustrato Mauro Checcoli, presidente della Fondazione - è rivolto ad una gestione per fini di promozione sociale, con specifica attenzione ai gio­ vani, agli anziani e alle persone porta­ trici di disabilità’. Per questo motivo è già previsto (e finanziato dalla Fonda­ zione Del Monte) un Day Hospital diur­ no per anziani che nascerà tra la pale­ stra e la piscina per utilizzare al meglio tutte le strutture. Ma come funzionerà la nuova opera? 'Verrà creata una appo­ sita società sportiva - ha detto Stefano Gamberini - che non dovrà solo gestire un contenitore di ore, ma educare attra­ verso lo sport rendendo un servizio alla Chiesa e all'intera comunità secondo categorie evangeliche e non secondo il mercato".

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ARGOMENTI

LE PARABOLE MEDIATICHE di Rita Salerno

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Le parabole mediatiche

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UOMINI DI CHIESA E LAICI PER TRACCIARE INSIEME NUOVI LINGUAGGI E NUOVE TECNICHE DI LETTURA IN CHIAVE RELIGIOSA

Commissione Episcopale peb « cultura

Servizio nazionale per u pi

E LE COMUNICAZIONI SOCIALI

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Fare cultura nel tempo della c I

Qualità per contrastare una visione parzia­ le della società e dell'uomo, competenza per promuovere una cultura nuova plasma­ ta dalla fede, passione per vivere una sta­ gione inedita con occhi e cuore spalancati. Tre diktat per un itinerario ricco di sugge­ stioni e di stimoli da seguire senza tenten­ namenti da parte di quanti operano nel mondo della comunicazione. Tre indicazio­ ni per tre giornate di lavoro intenso e appas­ sionato.

Animate da interventi di alto profilo, una cin­ quantina tra relatori e moderatori, uomini di Chiesa e laici. Insieme per tracciare nuovi linguaggi e nuove tecniche di lettura del presente in chiave religiosa. Uniti per dire basta al degrado della televisione e alla vol­ garità imperante. Tante voci, un solo mes­ saggio: non aver paura di entrare nel mec­ canismo della comunicazione per dargli un'anima nuova. 'Parabole mediatiche' con i suoi più di milleduecento delegati giunti

da ogni parte d'Italia e i suoi oltre settanta giornalisti accreditati, ha scritto una pagina nuova di un rinnovato impegno della Chie­ sa nella strada non facile della comunica­ zione. C'è chi, non a caso, l'ha definito il conve­ gno della svolta. Nel solco degli Orienta­ menti pastorali per il primo decennio del 2000 e del Progetto culturale ispirato cristia­ namente. Passando per le indicazioni espresse dal convegno di Palermo del '95

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FIorna, 9 novembre 2002, Parabole mediatiche: tavola rotonda conclusiva nell'aula Paolo VI (da sin. Boffo, mons. Betori, card. Patzinger, Pumi, Sozzi).

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e le decisioni assunte dall'episcopato italia­ no nell'assemblea generale dell'anno suc­ cessivo, dedicata appunto ai mezzi di comunicazione. Un versante, quello della comunicazione, strategicamente rilevante per l'evangelizzazione. Lo sa bene il cardi­ nale Camillo Ruini, che rivolgendosi all'at­ tenta platea del Jolly Hotel Midas in aper­ tura dei lavori, ricorda il compito ineludibile che spetta a quanti operano in questo deli­ cato settore. "È necessario interloquire con la cultura plasmata dai media, coltivando una presenza discreta e autorevole all'inter­ no delle varie realtà mediatiche" - sottolinea il presidente della Cei nella sua prolusione - "Nello stesso tempo deve essere rafforza­ ta la possibilità di un'autonoma e libera pre­ senza dei cattolici nel dibattito pubblico con propri strumenti di comunicazione". Impegnarsi, sì, ma solo se in nome della qualità. "Mantenere e salvaguardare un alto profilo qualitativo, sia pure con le risorse limitate a disposizione, rappresenta una testimonianza importante, un segno di rispetto e di attenzione per le persone, nel­ la consapevolezza della valenza etica del sistema della comunicazione, in ordine all'ethos collettivo e ai comportamenti diffu­ si" aggiunge Ruini che non dimentica che l'obiettivo principale è "mettere maggior­ mente in luce le testimonianze e le espe­ rienze positive della vita, evitando quell'ap­ piattimento sul sesso, sulla violenza e sulla

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'cronaca nera' che oggi purtroppo inonda i media”. Da oggi in poi nulla sarà come prima. Le innumerevoli sollecitazioni giunte dal con­ vegno non lasciano spazio a dubbi e chia­ mano in causa tutti gli operatori ad ogni livello. Ma per farlo occorrono coraggio e forza. Non lo nasconde monsignor Giuseppe Betori al popolo della comunicazione socia­ le della Chiesa italiana. Senza queste due doti, precisa il segretario generale della Gei, "non si può promuovere una nuova cultura ispirata e plasmata dalla fede". Partecipare, come cristiani, dall'interno del mondo dei mass media, alla formazione della cultura pubblica. Per chiarire questo punto, il cardinale Joseph Ratzinger ricorre all'immagine sug­ gestiva del coltivatore dei sicomori, per indi­ care che chi opera oggi nel campo dei media deve saper tagliare, con l'ispirazio­ ne del Vangelo, I frutti spesso insipidi della cultura mediatica, in modo da trarne fuori la sostanza vera e positiva. "L'azione di evangelizzazione non sostituisce le nostre culture, ma ne libera le autentiche potenzia­ lità umane e spirituali" - aggiunge il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede - "E in questo modo le purifica da tut­ to ciò che sbarra le porte al Vangelo". Anche lo storico Giorgio Rumi sollecita l'u­ ditorio alla riflessione su due nodi proble-

malici che condizionano la nostra cultura: il tempo e l'identità. “I media sono sempre più livellatori della memoria e incapaci di offrire identità" - chiarisce il docente di storia con­ temporanea dell'ateneo statale milanese "Occorrono, dunque, nuovi maestri della memoria e costruttori dell'identità persona­ le e collettiva del nostro paese". Prendere il largo nell'oceano della comuni­ cazione come testimoni di verità e di liber­ tà. Per educare l'opinione pubblica. Consa­ pevoli che la moltiplicazione di nuovi e vec­ chi mass media porta, in realtà, ad un silen­ zio assordante. A sostenerlo è monsignor Gianfranco Ravasi, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, secondo cui "i messaggi oggi che vengono veicolati ai fruitori dei mezzi di comunica­ zione, tv in particolare, sono liofilizzati di notizie. I cattolici sono chiamati a riempire questo vuoto, tornando a parlare dei gran­ di significati dell'esistenza: vita-morte, dolore-mistero, pace-guerra". Mentre, per Leo­ nardo Mondadori, il vero nocciolo del pro­ blema sta nel fatto che “il mondo cattolico ha lasciato l'incarico di grande comunica­ tore solo al Papa. Se vogliamo cambiare qualcosa in questo panorama" - conclude il presidente della Arnoldo Mondadori Editore - "dobbiamo avere il coraggio di comunicare una religio­ ne gioiosa, che sappia dare sapore alla vita, senza tristezze".


NATI NEL CSI

EMILIANO MONDONICO di Felice Alborghetti

Emiliano Mondonico Emiliano Mondonico, da poco è tornato sulla panchina del Cosenza, dopo aver allenato e giocato in carriera con Cremonese, Atalanta e Torino. Anch 'egli è un nato nel CSI. Centro Sportivo Italiano ed Emiliano Mon­ donico, un incontro nato... ...Nella Rivoltarla, al campo comuna­ le di Rivolta D'Adda. Era la squadra del mio paese, ed è arrivata alle fina­ li italiane. Era già calcio a 11, e c'e­ ra un'età massima di 19 anni. Fino ad allora, dato che non esisteva una vera e propria squadra del paese, il campo comunale veniva usato per altre attività come il tiro al piattello. La squadra CSI nacque per protesta, quando sul campo dove abitualmen­ te noi ragazzi ci ritrovavamo trovam­ mo addirittura un circo equestre. Da lì prese spunto la protesta di cui io ero il capo carismatico contro il con­ siglio comunale, anche perché era impensabile che in un paese di 7000 - 8000 persone non si potesse gio-


NATI NEL CSI

EMILIANO MONDONICO

care a pallone e non ci fosse una squadra di calcio. Organizzammo i cartelli (tra cui uno che diceva: "gli elefanti non giocano a pallone'') nel­ la mia trattoria che si trovava un po’ fuori dal paese, e poi in piazza diver­ si sit-in: fu una manifestazione dav­ vero ben strutturata, e se non vado errato fu bloccata addirittura la Mes­ sa per sensibilizzare l'opinione pub­ blica. Erano gli anni intorno al '66, '67, anni in cui cominciavano un po' a comparire i primi capelli lunghi... Dalla rivolta nacque la Rivoltana, si può dire? Da quella manifestazione si formò poi quella squadra che nel CSI è arri­ vata fino alle finali regionali. Dopo aver vinto la finale provinciale della provincia di Cremona, siamo andati a giocare la finale per la regione Lombardia, vinta contro Milano; poi arrivati alle finali nazionali perdemmo 1-0. lo non potei giocare, a causa di una caviglia fratturata perché con­ temporaneamente facevo parte della suadra di pallacanestro della scuola. Un vero peccato.

Allora c'era un oratorio per il CSI? A noi ragazzi l'oratorio garantiva la possibilità di mettere in piedi una squadra di calcio senza grandi risor­ se o possibilità economiche. L'alle­ natore si chiamava Gino Messaggi, ed era il panettiere del paese.Ricor­ do che fino ad allora ero stato tesse­ rato della squadra della Trevigliese ma nel momento in cui entrai a far parte della squadra del CSI il mio rapporto con la Trevigliese fu auto­ maticamente troncato. Ricordo l'ora­ torio rivedo giocare Cremascoli con me: in 2 contro 20, sfide impensabili che riuscivamo a vincere. Se doves­ si tornare tra i giovani mi preoccupe­ rei di mandarli soprattutto a scuola e di farli divertire con il calcio. Quali erano i suoi Idoli da bambino? Diciamo da ragazzo, quasi maggio­ renne Mario Corso, un gran numero 11 e Pierino Prati. Però diventai tifoso della Fiorentina per i vari Montuori, Virgili, i Petris. Ancora adesso tifo per la Florentia Viola perché non voglio

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ce un mio amico e compagno di "doppio", come ho raccontato prima, Dino Cremascoli, che arrivò a gioca­ re nell'lnter di Herrera come mezz'a­ la di attacco.

Tra i campioni che ha allenato chi ricorda di più? Gianluca Vialli, che ho preso dai gio­ vanissimi, allievi, primavera e prima squadra, e che secondo me è un fuo­ riclasse, poi Edmundo, Lentini (Tori­ no, Atalanta, Cosenza). Inoltre ho "svezzato" due come Vieri e Inzaghi, che a Bergamo ha vinto il titolo di capocannoniere.

pensare che la Fiorentina non esiste più. Perché rimane sempre il mio sogno. Sono stato moltissime volte sul punto di diventare l'allenatore della Fiorentina, senza mai concludere per un motivo o per l'altro. Sarei curioso comunque di allenare la mia "squadra del cuore" e m'immagino il Mondonico tifoso che s'infuria con il Mondonico allenatore. Devo però dire che tut­ ti gli ambienti in cui ho lavorato mi sono rimasti nel cuore: Cremona, Como, Monza, Bergamo (Atalanta), e Torino, sponda granata. E il rapporto con la curva Maratona? A Torino dopo la retrocessione mi è caduta l'illusione di un rapporto con i tifosi che andasse al di là dei risul­ tati ottenuti; allora sono rimasto fer­ mo per la prima volta e mi è arrivata la chiamata del Napoli. Sia a Napoli prima sia a Cosenza poi mi sono tro­ vato a gestire una situazione abba­ stanza deficitaria, e anche a vivere il primo esonero della mia carriera a tre giornate dalla fine.

Da giocatore ha avuto compagno di squa­ dra Antonio Cabrini? Nella Cremonese, a fine carriera ven­ nero Cabrini e Prandelli, l'attuale tec­ nico del Parma in prima squadra. Ricordo benissimo una partita in cui dovetti prendere le difese di Antonio che aveva subito parecchie prepo­ tenze da un centravanti avversario. Nel gruppo della Rivoltana c’era inve-

Quali invece avrebbe voluto allenare? Mi sarebbe piaciuto allenare Marado­ na, in ogni sua parola c'era sempre un occhio di riguardo per me e non so perché. Lo conoscevo poco, lo salutavo quando ci incontravamo negli scontri diretti. Confesso che a volte rimanevo incantato a vedere uno che giocasse così bene al calcio, quasi mi rimaneva difficile farlo mar­ care a tutto campo. Una sera, quan­ do allenavo il Napoli, mi ha telefona­ to in albergo invitandomi a tener duro, nella difficile situazione societaria in cui era coinvolto anche Feriaino. Altri amici comuni mi hanno più volte rife­ rito del suo desiderio (quando gioca­ va ancora) di voler essere allenato da Mondonico. Tutto ciò, anche se non ci siamo mai conosciuti.

Se Maradona fosse nato nel CSI... Chissà... Penso piuttosto che CSI dovrebbe diventare una grande sigla per raggiungere tutto il mondo giova­ nile per continuare ad educarlo non solo a vincere le partite. Nel CSI ho trovato e trovo tanti insegnamenti, poi metterli in pratica è difficile. Purtroppo in questi anni ci sono tan­ te occasioni per protestare; mi piace pensare proprio al CSI come a quel­ la protesta istintiva, spontanea e non violenta dei ragazzi di Rivalta che ha fatto nascere la squadra per la sola voglia di giocare. Penso che il compito del CSI adesso sia più difficile, perché allora c'era più voglia di stare insieme e di raccontar­ si di quanta non ce ne sia adesso.


ARGOMENTI

LA VITA È ADESSO di Felice Alberghetti

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La vita è adesso IL CSI IN CORO CON CLAUDIO BAGLIONI CANTA CONTRO LA DROGA

Con "lo sono qui" Claudio Baglioni ha aper­ to i suoi due concerti gratuiti, lunedì 11 novembre al Palasport di Verona e lunedì 9 dicembre al Palaghiaccio di Marino (RM). Non poteva scegliere una miglior entrée, essendo le due serate inserite nell'ambito della campagna ministeriale di prevenzione antidroga "0 ci sei, 0 ti fai", portata avanti da un pool di 11 associazioni, tra cui il Cen­ tro Sportivo Italiano, "lo sono qui’ traduce infatti assai bene quell' "lo voglio esserci' che è lo slogan principe della campagna promozionale rivolta ai giovani, il messag­ gio di una scelta a senso unico, la risposta, la testimonianza che anche il popolare can­ tante ha dato sui due palcoscenici. "Sono un cantautore canzonettaro" - ha affermato Baglioni in conferenza stampa 'che da questo lavoro ha avuto tante possi­ bilità, su tutte quella di non essere traspa­ rente, ma ben riconoscibile'. Ha poi chiari­ to: 'Non sono un testimonial di questa cam­ pagna, perché ritengo che il pensiero della droga non possa essere stampato su una

faccia o su una pubblicità, Semplicemente, vedendo in tv lo spot, ho pensato non mi facciò, quindi devo esserci. Ed eccomi qui. Una campagna antidroga mi sembrava infatti superata, credendolo un pròblema ormai metabolizzato, in un mondo drogato non soltanto dalla droga. Intorno vedo un atteggiamento impigrito; siamo pieni di avvertimenti ma non abbiamo più tante avver­ tenze'. Ha poi concluso: 'Sen­ to spesso dire del vuoto di questi ragazzi. Secondo me il mondo è invece troppo pieno: tutti sono ansiosi di risolvere qualcosa e oggi chi nasce forse ha difficoltà ad inserirsi in un mondo così pieno. Vorrei che fosse tutto più vuoto per permettere a tutti di trovare una collocazione vera, come ho potuto fare io che volevo solo che le ragazze mi guardassero e che i miei colleghi awessero stima di me'. Dalle parole alla musica, gli oltre seimila di Verona e gli ottomila presenti a Roma hanno potuto godersi i migliori successi del repertorio baglioniano, da "Poster" ad "Avrai", da "Bolero" a "Strada facendo", passando per "Le vie dei colori" e "Uomini persi". Dove in un passaggio, a proposito di droga, si ascolta 'Quelli che comprano la vita degli altri vendendogli bustine e la peggiore delle vite...'. Stavolta son rimasti certamente fuori dal Palasport; dentro a fare il coro alla azzeccatissima 'La Vita è adesso' c’erano invece intere squadre del comitato veronese, e del CSI laziale: un migliaio gli sportivi del CSI (gruppi di giocatori, tecnici,

e molti ragazzi disabili), che in entrambe le date hanno colorato di arancione e blu i due Palazzetti. Diversi i volontari e gli obiettori di coscienza in forza al CSI adoperati a garanzia del servizio d'ordine e della biglietteria. "0 ci sei o ti fai è un titolo altamente provocatorio' sostiene a margine del concerto Giancarlo Pignone (comunità di San Patrignano), coordinatore organizzativo della campagna preventiva. "Dopo anni di confusione - ha ribadito - con questa iniziativa, si è pensato di indirizzare al mondo giovanile un messaggio chiaro e netto al "no alla droga', senza ambiguità, sia in termini educativi che di scelte'. Claudio Baglioni ha offerto il meglio del suo vasto repertorio di successi accompagnato dai suoi musicisti. La sua adesione all'iniziativa antidroga promossa dalla Presidenza del Consiglio - Ufficio del Commissario di Governo per le politiche antidroga e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - non è stata casuale. Il musicista ha infatti incentrato la sua vita di persona, di padre e di artista sulla stessa coerenza e semplicità che traspaiono dalle sue canzoni, sottolineando sempre, con la propria testimo­ nianza, quanto sia importante per ogni uomo la dignità ed il rispetto per se stessi e per gli altri. Anche un cantautore può tornare utile con­ tro la droga. I due concerti, infatti, pieni di ritmo, energia e molto dinamici, sono l'esempio di vitalità. Baglioni si domanda ancora se questo è un nuovo giorno o un giorno nuovo? La risposta è tra "Domani mai" e “A domani”, cioè l'appuntamento è sempre adesso con la Vita...

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VITACSI

DI CORSA PER GLI “ANGELI” DI S. GIULIANO

di Leo Leone

Di corsa per gli “angioletti” di S. Giuliano LA 29a “SU E GIÙ” PER LE VIE DI CAMPOBASSO È STATA UN’EMOZIONANTE GARA DI SOLIDARIETÀ

È stata davvero densa di attese e di trepida­ zione la notte del 16 novembre per gli orga­ nizzatori della 29a edizione della Su e Giù. Le previsioni del tempo avevano assicurato nubifragi senza pietà, in particolare per quell'angolo di mondo racchiuso tra la cate­ na del Matese e il versante adriatico com­ preso tra il Gargano e l'Abruzzo. Per inten­ derci, giusto quel territorio di una regione piccolissima, martoriata da un sisma che sembra essere stato concertato da un pro­ getto demoniaco, davvero incomprensibile e inaccettabile. I ventisei bambini sono morti sotto le mace­ rie mentre si cantava la vita e si portava a compimento un itinerario didattico che esal­ tava un'autentica "scuola giocosa". Incomprensibile! Inaccettabile! Con questo evento è andata ad incrociarsi la Su e Giù che il Gruppo Sportivo Virtus di Campobasso porta avanti dal 1973. Una società sportiva, la Virtus, che reca impres­ so nel DNA lo spirito e la storia anche del CSI, visto che al suo interno l'associazione riprese linfa e vita dopo i faticosi anni della rinascita postbellica. La Virtus è nata infatti nel 1959. La sua storia e quella del CSI in qualche modo si intrecciano, da sempre. Dicevamo delle previsioni di nubifragio. Ed ecco, a far da guardiani della notte, la soli­ ta truppa di ragazzi nella piazza più bella di Campobasso, accampati davanti alla catte­ drale, a vegliare sul materiale profuso dalla organizzazione complessa della manifesta­ zione e, nel frattempo, in attesa dell'alba, sono lì a consumare il tempo in accesissi­ me partite a pallone che ricordano i tempi che furono, quando gli impianti sportivi coincidevano con la strada e la piazza. I massimi responsabili dell'organizzazione

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non desistono dall'infilare gli occhi, a inter­ valli regolari, negli spioncini delle fine­ stre....! E, finalmente, è alba, è giorno... e che giorno splendido! Campobasso centro è pavesata a festa come sempre in questa ricorrenza della Su e Giù. È la festa dello sport, la festa della città, la festa di un’intera regione e di quanti, sono davvero tanti, vengono a celebrare la vita in Molise in questa occasione. Tra questi una calda presenza del CSI di Cava dei Tirreni con dirigenti, atleti e Pasquale Scarlino, con­ sigliere nazionale, a testimoniare fraternità e solidarietà all'associazione molisana e alla gente segnata da così grande tragedia. Quest'anno, infatti, di festa si fa proprio fati­ ca a parlare. Anzi, non è proprio il caso! La Su e Giù è fissata per il 17 novembre. È problematico confermare la data dell'evento. Riunioni su riunioni da gennaio, tanto com­ porta la preparazione della manifestazione, sembrano destinate ad essere servite a nul­ la, così la fatica di trovare i collaboratori, gli sponsor, le risorse per garantire organizza­ zione, assistenza, ristori, rifornimenti e quant'altro tutto questo comporta. Ma una gara sportiva, per quanto bella, esaltante, coinvolgente non vale il prezzo pagato per la fine tragica degli angioletti di S. Giuliano, della maestra e delle due anzia­ ne donne del paese. Ed invece è proprio qui che i dirigenti del­ la Virtus e del CSI si convincono che lo sport che si vuol testimoniare, a cui si vuol dar la precedenza, secondo lo slogan scelto per quest'anno, è proprio quello che esalta la vita, il recupero di senso e di speranza, anche per chi non è destinato a traguardi olimpici, anche per chi è inchiodato ad una

Due bambine molisane, tra i seimila partecipanti


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if carrozzella. In questo senso si tratta di far festa alla vita. Il messaggio è chiaro, convince ed ecco che il sipario si apre. E come si apre bene! Venticinque angioletti, più altri tre, si sollevano in alto sostenuti da variopinti palloncini lasciati liberi dalle mani di bambine e bambini del Molise e volano, volano... fino a perdersi in un cielo azzurro e luminoso come mai. Un applauso, disteso nel silen­ zio quasi religioso di una massa enorme di partecipanti, dà il via alla avvincente marea umana di ogni età, genere, provenienza e dai colori variopinti. E scorre, scorre! I primi sono già verso il centro storico della città e si avviano lungo le pittoresche stradine che ascendono ver­ so il castello dalle radici longobarde. Gli ultimi sono ancora a ridosso della linea di partenza. Circa seimila i partecipanti. E sfilano, sfilano.... Alle andature più diverse, volti di atleti di alto livello nazionale ed anche internazionale, come il marciatore Dino Mocci, padri e madri di famiglia con la truppa dei figli, qualcuno è portato in braccio. La più giovane è Manuela di cinque mesi appena. Ed ecco, tra i seimila, frotte e frotte di bimbi che come saette scat­ tano nel rettilineo finale, sul coriaceo fondo strada della piazza antistante la cattedrale. Amatori diciottenni e ottantenni, gazzelle come Adelina, Laura, Lilli e levrieri come Francesco, Michele... e tanti altri apparte­ nenti alla grande famiglia CSI, allenati alla dura fatica del fondo che ripetono succes­ si e tempi già reiterati nelle campestri nazio­ nali del CSI e nelle gare di fondo della FIDAL. Ci sono poi amatori che frequentano la

maratona di New York e atleti provenienti da tutti gli sport... c'è anche Luisa, una sorri­ dente camminatrice down, che arriva al tra­ guardo tra applausi scroscianti, quasi in soli­ tudine, ma felice come non mai. Stimolata dallo speaker, che gli chiede le impressioni sul percorso, sulla fatica ecc„ Luisa repli­ ca chiedendo di voler declamare alcuni suoi versi dal titolo ‘angelo down’. Scopriamo che è autrice di un libro di poesie che ha ricevuto premi. Con Luisa tanti ragazzi e ragazze, più e meno giovani, in carrozzella accompagnati da volontari di diverse asso­ ciazioni che li seguono e li aiutano. E di associazioni ne sono scese in campo tante a dare una mano: AGESCI, CNGEI, ASSORAIDER Croce Azzurra, Medici Volon­ tari, FI R.C.B. addetti alle comunicazioni radio, Nucleo Volontari Carabinieri del Pronto Soccorso, Vigili del Fuoco, Dopolavoro Ferroviario, animatori de! CSI. Una vera e propria rete della solidarietà che si ritroverà a breve sul territorio del sisma. Si fa quasi fatica a lasciare il traguardo a festa ormai finita. La Su e Giù, quest'anno più che mai, ti lascia un messaggio di rilanciò: ...all'anno prossimo. Con una anticipa­ zione: ...a dopo Natale, quando luci e riflet­ tori avranno restituito alla realtà il suo sen­ so vero: dalla piccola Manuela di cinque mesi che inizia a correre la vita, all'atleta dalle ricche opportunità, a Luisa che sorri­ de con in carico il suo essere "diversamente abile’, alla nostra gente dei comuni terre­ motati dove ci trasferiremo come CSI, con le società sportive come la Virtus che vor­ ranno aiutare gli angeli di S. Giuliano a sostenere il mondo. Così nella prospettiva solida di uno sport che aiuta ad amare la vita ci viene da ricor­ dare una bella immagine di J. Moltmann, il padre della teologia della speranza, secondo il quale 'non è Atlante a portare sulle spalle il peso del mondo, ma il bambino che tiene nelle sue mani il globo'. Forse mai sono stati esaltati con tanto slanciò ed efficacia d'immagine il gioco e lo sport. Lo sport come la Su e Giù che ha saputo prendere le distanze dallo sport di Atlante che mitizza i muscoli o che si inqui­ na nel mercato e nella spettacolarità assor­ dante (...per non dire di altro!). Elogio dello’ sport che sceglie di scendere in strada tra la gente di ogni età e condizione, per coglierne le gioie e i drammi, anche allo scopo di indicare comunque a tutti il cam­ mino della vita.

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DOSSIER di Felice Alberghetti

Comum^m la mission

ASSISI 6/8 DICEMBRE: GRANDE SUCCESSO DELLA CONVENTION NAZIONALE L'ormai tradizionale meeting dicembrino alla Domus Pacis di S. Maria degli Angeli si è confermato per il CSI un appuntamento “da non perdere'. Quella di convocare ad Assisi i giovani ed i dirigenti dell'Associazione nel week-end a ridosso della festa dell'immaco­ lata, è un'abitudine inaugurata da qualche anno, divenuta un'oc­ casione, oltre che d'incontro, di riflessione e di grande spiritualità. A sei settimane dall'importante simposio nazionale ‘Un patto per lo sport", si torna a parlare nella città di Francesco dei problemi etici e strutturali dello sport italiano. Tema del giorno "La mission del CSI nel tempo della comunicazio­ ne’, su cui si sono confrontati nella mattinata di sabato 7 mons. Ser­ gio Goretti, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, An­ drea Muccioli, della comunità di San Patrignano, mons. Domenico Sigalini, vice assistente nazionale ACI, suor Manuela Robazza, sale­ siana, delegata nazionale PGS.

MISSION IN UN MONDO CHE STA MORENDO Ad introdurre la convention c'è un trio voce, chitarra e flauto, che disegna musicalmente l'atmosfera intimamente riflessiva delle gior­ nate, con mons. Vittorio Peri ad intervallare i brani, per spiegare l'o­ rizzonte spirituale di San Francesco. Il consulente ecclesiastico nazionale del CSI è il primo ad indicare la mission alla platea: 'se il mondo sta morendo, è perché manca la comunione con Dio'. Il testimone 'missionario' è così passato al presidente del CSI nazio­ nale Edio Costantini, che ha spiegato perché sia stato scelto que­ sto argomento: ‘la comunicazione gioca un ruolo chiave oggigior­ no; occorre nella nostra Associazione far passare i messaggi, con grinta, forza, spessore, dentro e fuori di essa. Occorre ridare lumi­ nosità alla nostra mission'. Ha proseguito poi guardando ai simboli di questa tre giorni assisiana: un particolare di un antico capolettera del Messale di S. Ludovico (XII secolo) 'richiamo alla Pentecoste, affinché il dono dello spirito santo accompagni le nostre 12.500 Società sportive ogni giorno' e la girandola del Forum dei Giovani che simboleggia 'il mettersi in movimento, sotto la spinta di più forze; una disponibi­ lità all'ascolto vero, senza filtri'. Nel ribadire che "fare sport, prima di essere risultato, dev'essere un'esperienza umana’ ha poi usato la metafora delle stelle cadenti nella notte di San Lorenzo per affermare 'dura un istante la traccia

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COMUNICARE IL VANGELO AL MONDO DELLO SPORT

mons. Sergio Goretti Ci interroghiamo su come annun­ ciare il Vangelo nel mondo dello sport. Molte risposte si trovano nel documento pontificio 'Novo Millen­ nio Ineunte’ e in quello della GEI 'Comunicare il Vangelo in un mon­ do che cambia'. La Chiesa è tenu­ ta ad incarnare il Vangelo. Dona e riceve. Il mondo di oggi chiede che sia la Chiesa il faro che illumina l'uomo con i criteri della vita. È chiamata a farlo in ogni tempo ed in ogni luogo. Lo sport, oggi, è una grande industria, che produce ricchezza, dove la compravendita dei calciatori è ordinaria. Così il mondo sporti­ vo, oltre a soffrire le ambiguità del tempo, aggiunge qualche problematica, di suo. Il vantaggio dell'attività sportiva è il gran­ de strumento di apostolato che rappresenta: una occasione di recupero, di ritorno della persona disorientata. Il CSI può dun­ que recuperare molte persone verso una fede più vissuta, infat­ ti il suo orientamento guarda sempre all'individuo. È un aiuto laico ad una Chiesa madre, che illumina e dà motivazioni, una Chiesa che cammina con noi in armonia e sintonia di intenti".


...è possibile che il mondo dei giovani e quello degli adulti stiano accanto, si aiutino e arricchiscano a vicenda, purché si abbia fiducia nelle possibilità e nelle risorse dei giovani.

luminosa; ecco allora che occorre avere un desiderio pronto per approfittare di quel secondo, bisogna cioè vivere animati da un desiderio. Quello del CSI è che i giovani possano dare senso alla loro vita. Non lasciamo cadere invano la nostra stella. Rilanciamo il cuore, il nostro carisma, rivisitando le ragioni per cui vale la pena educare attraverso lo sport".

PER DARE SENSO POSITIVO ALLA VITA Dopo gli interventi di mons. Goretti, Andrea Muccioli e mons. Sigalini riportate in queste pagine, l’ultimo intervento della mattinata è stato quello di Suor Manuela Robazza, Salesiana e delegata nazio­ nale PGS, per molti anni direttore della rivista "Primavera’. Atten­ zione puntata sulla necessità di mettersi accanto ai giovani così come sono, rinnovando loro ogni giorno, con ì fatti più che a paro­ le, il "Sono felice che tu esisti, credo che tu possa farcela". Si tratta di una conferma che nei tempi moderni non può essere data per scontata una volta soltanto, ma necessita di essere ripetuta continuamente. Secondo Suor Manuela è possibile che il mondo dei giovani e quello degli adulti stiano accanto, si aiutino e arricchiscano a vicenda, purché si abbia fiducia nelle possibilità e nelle risorse dei giovani. Numerose sono state le domande rivolte ai relatori, che hanno messo in evidenza come il CSI abbia chiara la propria missione, ma debba trovare le giuste strade per metterla in pratica. LA COMUNICAZIONE NEL CSI Nel pomeriggio, dopo un intervento di don Marcello Lauritano, animatore apostolico della Periodici San Paolo, p, dal titolo “Chiesa e Mass-Media’’ che ha ripercorso le tappe del "comunicare" della Chiesa dalle

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Suor Manuela Robazza, Salesiana e delegata nazionale PGS

origini ad oggi, è stata la volta del CSI. 'CSI e comunicazione. Esperienze e strategie" questo l’argomento che hanno trattato tre differenti responsabili di altrettante realtà periferiche dell’ Associazione, Bergamo ha illustrato la realizzazione dell’inserto CSI nell "Eco di Bergamo”; Milano ha descritto la scelta di realizzare un inserto nel quotidiano "Avvenire", scelta che si è rivelata strategicamente importante sia per le Società sportive, sia per la credibilità presso gli enti e le associazioni del territorio. Il comitato Valcamonica ha presentato l’esperienza della trasmis­ sione televisiva su “TeleBoario". In generale è stato messo a fuoco e dettagliato il modo attraverso il quale le strutture locali comunicano, con quali strumenti lo fanno e come intendono proseguire in questo lavoro. Le esperienze descritte hanno evidenziato due differenti approcci al tema: attraverso l’uso di strumenti esistenti e di proprietà di terzi; attraverso prodotti editoriali realizzati in proprio dalla struttura locale del CSI. L'obiettivo è quello di fornire un servizio ai tanti associati al CSI e alle tante persone che gravitano nella sua orbita. È stato affrontato il tema dei contenuti che questi prodotti hanno o dovrebbero avere, si è detto di "tabellini", di puntualità, rapidità e completezza di informazione. Si è discusso di costi e di come farli rientrare, di sponsor e organizzazione interna. Tutto necessario per comunicare, per dare all'Associazione il massimo della visibilità

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UNA MISSION PER IL MONDO D'OGGI

Andrea Muccioli 10 sono fortunato per avere avuto degli esempi educativi e di riferimento straor­ dinari. Dalla mia famiglia e da quella allargata di San Patrignano. Riflettevo sui profondi significati delle parole, oggi se ne sono usate di importanti: corag­ gio, passione, ascoltare, donarsi, educazione. Parole di gran­ de responsabilità, di difficile applicazione nel quotidiano. Nel tempo in cui viviamo un connotato frequente è la mancanza di : punti di riferimento. Ecco, vedo qui i ragazzi del CSI a cui dico ' è una grande fortuna riconoscersi in certi principi in certi ideali ! concreti, avere la possibilità di stare con delle persone, che ve 11 hanno testimoniati, vi sono state vicino, durante la vostra vita. lo dico grazie ai miei straordinari genitori che hanno vissuto gli i stessi sentimenti provati nei confronti miei e dei miei fratelli, ver­ so i ragazzi della comunità. Così io sono cresciuto insieme a questi ragazzi e ragazze, per lo più usciti dal carcere, con la prospettiva di vederli non come "sconfitti", “irrecuperabili", gli “scarti sociali" e neppure i "malati". Bensì la persona, l'uomo e la donna, d'accordo emarginati, ma possibile, per renderla incontrabile in ogni regione e in ogni realtà con delle doti straordinarie da dissotterrare. Queste persone sportiva. Si è messo però infine l'accento sull’aspetto più importan­ : straordinarie non sono irrecuperabili, perché oltre a donare se te di questa comunicazione. Non possono essere solo risultati ed stessi hanno deciso di donarsi agli altri. E il problema giovanile elenchi di nomi, classifiche e calendari. Il CSI ha qualcosa di più sta nella scarsità dell'ascolto da parte della società. È un di­ da dire, il CSI ha un "carisma" importante, ha valori da comunica­ sagio che va crescendo: negli ultimi 10 anni, in questo progres­ re. Il CSI è chiesa, è comunità viva fatta di giovani impegnati nello sivo trattare le persone come consumatori e non con i valori, il sport ma che, proprio attraverso lo sport, intendono gridare al mon­ 50% degli adolescenti, dai 13 ai 18 anni, consuma o ha consu­ do questi valori. mato droga; con l'età media d'iniziazione alla droga oggi sce­ È su questo aspetto che diventa importante il lavoro del comunica­ sa a 13 anni, mentre 8 anni fa era pari a 16 anni. re, è a partire da qui che deve essere impostata tutta la comunica­ Ora nello sport c'è il doping. Mi chiedo come si possa definire zione dell’Associazione, attraverso un lavoro di analisi del “cari­ strumento educativo, come dovrebbe essere lo sport, ricorrere sma", una nuova modalità di comunicazione all'interno e strumenti a qualsiasi porcheria, qualsiasi pasticca o sciroppo per rag­ nuovi verso l'esterno. La parola d'ordine dovrà essere: “ridiamo la giungere dei risultati spesso confortati da chi dovrebbe disin­ possibilità al CSI di sognare e di farci sognare’. centivarne l'uso: gli stessi genitori, allenatori, società sportive. Manca dunque l'esempio. Quanta distanza esiste tra giovani e UN PELLEGRINAGGIO PER... SOGNARE adulti, basata spesso su questo assurdo concetto di delega: Alla sera giovani e dirigenti, hanno partecipato ad una suggestiva agenzie educative, genitori, che passano nozioni, fatte meno fiaccolata, da Santa Maria degli Angeli fino alla Basilica di San Fran­ di comportamento, di esempio. Se c'è questa distanza è per­ cesco, dove è stata celebrata la Santa Messa, durante la quale ché qualcuno non ascolta qualcun altro. Ecco dunque l'ascol­ ogni regione ha presentato il santo patrono. È stato il momento di to. Ascoltare soprattutto il non detto, nelle pieghe dell'anima. maggiore spiritualità del week-end e, per rimanere in tema, di gran­ Direi che l'organo dell'ascolto non è l'orecchio, ma il cuore. La ■ de comunicazione. Davanti al gruppo, per questo momento di rifles­ comunicazione passa anche attraverso questo. sione e di preghiera, come ogni anno, mons. Vittorio Peri, consu­ La ricerca di droga cos'è, se non il senso di debolezza, di diffi­ lente ecclesiastico del CSI, ha voluto sottolineare: “il pellegrinaggio coltà di affrontare la vita, le sfide e i problemi che si propongo­ è una metafora dell'esistenza cristiana. Per questo la nostra Asso­ no. Cos'è il doping, la droga, se non una fuga della realtà, che ciazione lo ripropone ogni anno, la sera della vigilia dell'immacola­ non sappiamo affrontare o dove non ci sentiamo ascoltati. La ta: per evitare il rischio di vagabondare sulle strade del nulla; per scelta allora è quella del cuore, donare se stessi, senza com­ imparare ad essere pellegrini". Saliremo nel buio della notte accom­ promessi agli altri. pagnati dalla Vergine degli Angeli, che invocheremo come Mater Oggi fare la scelta ideale è un lusso, che ha un prezzo: quello viatorum. Pregheremo insieme sulla tomba di Francesco". dell'impegno e della coerenza di comportamenti, ed il rispetto D’altronde l'aria di Assisi così intrisa di spiritualità ben si sposa con dei princìpi. Non potremo mai stabilire con certezza quanto l'iniziativa di stasera. Chiosa mons. Peri: “Vi sono luoghi - e Assisi abbiamo dato noi agli altri e quanto abbiamo ricevuto noi dagli sicuramente è tra questi - la cui ‘voce di sottile silenzio', trasmette altri. con forza messaggi di vita piena e di sicura speranza. E ad Assisi

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i DIAMO GAMBE Al SOGNI!

mons. Domenico Sigalini Non sono bravo a raccontare esperienze. Le cose che mi interessano del mondo giovanile e nelle quali vorrei trascinare anche voi sono fotografate in flash: i ragazzi non diventano più adulti. I sociologi la chiamano la lenta transizione all'età adulta. Cinque parametri dicono definiscono un adulto: finire gli studi, trovare un lavoro, guadagnare abbastanza da poter lasciare casa, sposarsi, avere un figlio. A 18 anni le statistiche dicono che i ragazzi non si pongano nemmeno il problema; tra i 18 e i 20 anni non hanno superato tre soli gradini il 98% dei giovani; a 21-24 anni, in età quindi più matura, il 94% non ha ancora fatto tre gradini; a 25-29 anni la percentuale scende al 73%, mentre tra i 30 e i 35 anni il 35% non ha ancora raggiunto tre obiettivi. La domanda è allora “c'è qualcuno che li aiuta a prendere in mano la vita? Da soli non può farcela né la Famiglia, né la Parrochhia, né la Scuola, né lo Stato. Rispondo: occorre una costituente educativa per dare prospettive ai giovani. La vita è una vocazione, non un tragico destino, non un

abbandono all'istinto. L'istinto è soltanto una forza che non ha ancora una direzione. Bisogna allora ribadire che la bellezza della vita è donare. Un altro aspetto che vorrei rimarcare: la tendenza dilagante a chiudersi in tante piccole comunità, gruppi di amici, tante categorie. Come mai anche la comunità cristiana si va dividendo in tante piccole comunità, ciascuna delle quali pensa a se stessa? L'obiettivo direi è quello di sbilanciarsi verso le giovani generazioni e dare vita con la loro creatività e responsabilità a delle comunità solidali di valori, di aspirazioni. La stessa esperienza di fede dev'essere disponibile per il mondo giovanile. Le nuove generazioni di ragazzi che abitano questa modernità liquida, hanno domande di Dio (da 20 anni in su 1'80% dei giovani), e le risposte a volte non arrivano. Voi sportivi quando siete negli spogliatoi non pensate allora al risultato; ascoltate piuttosto le domande dei ragazzi e rispondete loro. Il Vangelo non è mica un galateo, ma buttarsi a conquistare la risposta più bella che c'è nella vita. In ultimo i giovani esplodono di immaginazione, hanno tanta fantasia. Allora diamo gambe a questa immaginazione, costruiamo dei ponti tra la strada e la Chiesa. Diamo gambe ai sogni!

è facile trovarli in ogni dove: nelle grandi basiliche come nelle pic­ cole chiese, camminando per le piazzette e lungo gli antichi vicoli. E soprattutto dentro noi stessi, se saremo capaci di silenziosi ascol­ ti. Perché una persona vale anche per la ricchezza dei suoi silen­ zi1. "PRONTI AD OGNI OPERA BUONA" Domenica i lavori si sono aperti con le premiazioni del "Discobolo al merito CSI", al termine delle quali la parola è tornata al presiden­ te nazionale Costantini, che ha svolto un intervento energico nel quale ha sottolineato la necessità dell'Associazione di uscire dalla nicchia ed assumersi la cittadinanza attiva. Le sfide già aperte dal CSI riguardano il ritorno negli oratori, la scuola nella quale entrere­ mo presto con nuovi progetti che si stanno attivando, nella preven­ zione del disagio e nella lotta alla droga, nella lotta al doping fra gli atleti. Dobbiamo essere “Pronti ad ogni opera buona' (San Paolo, Lettera a Tito), soprattutto a dare un senso alla vita dei nostri associati. Tutto questo si può realizzare se si ritrova l'impegno e il coraggio dell'unità, Costantini infatti non ha nascosto le difficoltà economi­ che nelle quali la nostra Associazione si dibatte, per questo è importante che si ritrovi l’unità rispetto agli impegni assunti dalla presidenza nazionale, che si accetti il dialogo con tutti gli enti, ma senza perdere i propri valori e la consapevolezza che abbiamo mol­ to da insegnare e dei valori importanti da trasmettere. Ora tocca al CSI trasformare la missione in atti concreti di comuni­ cazione e di azione, capaci di trasmettere esperienze significative per il mondo di oggi. Da Assisi l'Associazione riparte con la voglia di spendersi, ma anche con la consapevolezza che i problemi non mancano, anche se non è da poco l'opera umana e cristiana che la nostra Associa­ zione può svolgere.

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I mons. Domenico Sigalini alla Domus Pacis

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DOSSIER

FORUM dei Giovani “CSI TI VOGLIO BENE”. LO DICONO IN 300 AD ASSISI ‘Se ti va di osare, se ti piace scherzare, provare, ricominciare, se hai voglia di incontrare persone speciali, di quelle che sono capa­ ci di ascoltarti senza chiedere niente in cambio, se hai sete di gesti e parole che abbiano più calore e spessore umano per dare più forza ai tuoi impegni, vieni ad Assisi". Seguendo questo invito del presidente nazionale del CSI, Edio Costantini, circa 300 giovani si sono trovati nella città di San Fran­ cesco per il classico appuntamento di fine anno col Forum Nazio­ nale dei Giovani. È stato Daniele Pasquini ad aprire la ricca tre giorni ciessina di Assi­ si, venerdì 6 dicembre, dopo cena. Sul palco della sala convegni della Domus Pacis, il presidente della Consulta dei Giovani, ha aperto il Forum nazionale dei Giovani, cominciando dal titolo assai particolare: "Parlami, ho molte cose da dirti", che tradotto significa 'ragazzi dialogate! Non chiudetevi in voi stessi"; un invito cioè a mettersi all'ascolto, un'esortazione a combattere due grosse "nuvo­

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I laboratori del Forum dei Giovani

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le" - citando "Stupido Hotel" di Vasco Rossi - quali la noia e la soli­ tudine, che Pasquini ha definito "due facce della stessa medaglia, quella dell'abbandono, dalle cose la prima; dalle persone, la secon­ da". URBAN TRIBE Ai "nuvoloni" ha fatto seguito - la stessa sera - il diluvio emotivo di “Urban Tribe”, il format ideato dal 42enne giornalista Luca Pagliari, da lui stesso condotto, che attraverso immagini e testimonianze, ha fatto molto discutere e riflettere il pubblico sui possibili percorsi cui può portare la droga e l'eccesso di velocità. “Urban Tribe”, già presentato in diverse scuole delle periferie, ancor prima come “Headline” in radio (RDS) ed in televisione (RAI 3), quest'anno è stato adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed inserito nella campagna itinerante "0 ci sei o ti fai", aprendo al pal­ coscenico dei teatri. Dopo la caserma della Cecchignola a Roma e l'istituto Vanvitelli ad Ancona, la terza tappa del tour è andata in onda per i ragazzi del CSI presenti alla Domus Pacis. Se di campagna di sensibilizzazione si trat­ tava, il risultato è stato centrato appieno: sentimen­ ti e sensazioni a mille, mentre andavano i racconti di Gabriele e Renato. I due ragazzi, alternati sul pal­ co con Luca Pagliari, hanno vissuto in prima per­ sona i drammi legati agli incidenti “del sabato sera", all'emarginazione, alla tossicodipendenza. Il primo, 25enne imolese, dal 1997 paraplegico a seguito di un incidente stradale, ha raccontato, partendo dai suoi scarpini di quando giocava a calcio, le dina­ miche pre e post incidente. Il secondo, 24enne trentino, è appena uscito da un programma di recu­ pero presso la comunità di San Patrignano. Le loro storie in un crescendo emotivo, forte ed efficace, sono state ricostruite attraverso oggetti, musiche e filmati, senza dibattiti, né conferenze, prendendo le distanze da pietismi o facili conclusioni. Ha colpito “Urban Tribe" perché vera, storia vera, cruda, schietta, reale. Perché parla di vita, senza esperti, o "grilli parlanti', come spiega in scena l'autore. "È una parentesi che si apre, e che ogni spettatore


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IMPRESSIONI

Un'avventura a 360°, come un potente medicinale universale che serve per tutti gli stati di salute di questo nostro CSI: un tonico per lo spirito affievolito, un ricostituente per la grinta un po' sbia­ dita, un sedativo per la polemica cronica ed acuta, uno stimolan­ te per la riflessione della mente, un calmante per i tormenti del­ l'anima, un anticoagulante per far ricordare a tutti di avere un cuo­ re che pulsa. Insomma, una bomba alla vitamina C che rigenera e rinforza per ripartire con rinnovata carica. Ho cercato un farma­ co così in tutte le farmacie ma l'ho trovato solo ad Assisi! Andrea (Alessandria)

Luca Pagliari con Gabriele in Urban Tribe

chiude da sé", consegnando a piacimento una frase, un pensiero sull'opera. È una "cosa” che non si può spiegare senza viverla. Così Gabriele, ha raccontato del suo ultimo paio di scarpe da gioco, prima che la macchina si cappottasse, del trauma cranico, della perdita delle gambe e della richiesta al chirurgo di fare al meglio l'operazione perché il giorno dopo "ho la partita di calcetto". Ha spiegato il cam­ biamento della sua vita e delle sue amicizie, la riabilitazione, la sof­ ferenza, l'orgoglio... Mentre Renato, anch'egli calciatore, ha ripercorso, sassolino dopo sassolino, la strada che lo ha condotto alla dipendenza dalla dro­ ga: dalla canna in trasferta con gli amici più grandi fino all'eroina; dalla prospettiva di diventare un buon giocatore di calcio all'extasy virtuale, allo sfratto da casa, datogli dalla madre, al divenire un ran­ dagio per le strade di Verona.

IL LAVORO PER GRUPPI Nel pomeriggio i giovani partecipanti al Forum si sono suddivisi in diversi laboratori, dove i ragazzi, a loro scelta, avevano l'opportu­ nità di riflettere sulle cinque parole fondamentali della comunica­ zione all'interno ed all'esterno dell'Associazione; accoglienza, coscienza, fedeltà, responsabilità e spiritualità. Le relazioni sul lavoro dei gruppi sono state illustrate nella mattina­ ta di domenica a cui hanno partecipato, oltre ai giovani, anche i presidenti e vicepresidenti dei comitati di tutta Italia. Alla fine delle relazioni si è riscontrato che i ragazzi del Forum hanno ben chiare e precise le idee e motivazioni che li spingono a vivere ed essere parte attiva del CSI. Inoltre, sempre nella mattinata di domenica, sono stati proprio i ragazzi e le ragazze protagonisti delle premiazioni del ‘Discobolo d'oro al merito CSI*, perché sono stati loro a consegnare i premi alle persone e alle società che hanno contribuito con il loro impe­ gno e dedizione a fare la storia del CSI. Al termine della giornata i 300 giovani, entusiasti delle giornate vis­ sute, si sono salutati dandosi appuntamento al Forum dell'anno prossimo.

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Nutrivo grandi aspettative nei confronti di quest'incontro e posso dire che non sono state deluse. Uno degli aspetti più significativi è stato l'essermi sentita parte di un gruppo. Ho incontrato perso­ ne interessate a me; mi sono sentita parte importante di un'unica famiglia e questo ha fatto sì che si ponessero in germe rapporti, che già da ora posso definire d'amicizia. Assunta (Aversa)

Forum - ascolto vero, autentico, senza filtri, atteggiamenti nuovi per dare un senso forte alla vita di ognuno di noi. Rischiare con coraggio, credere in ogni nostra scelta, lasciarci provocare, ricor­ dando che tutti noi siamo ‘il sale della terra e la luce del mondo'. Barbara (Foligno) Ho scelto il laboratorio della Spiritualità, e all'inizio pensavo che mi sarei sicuramente annoiata, ed invece si è dimostrata tutto tran­ ne le solite prediche che uno si può aspettare sulla Spiritualità. Ilaria (Lucca)

Le testimonianze, gli interventi, i laboratori, il dibattito tra i parte­ cipanti, la fiaccolata, la celebrazione eucaristica, mi fanno spera­ re che quest'associazione possa essere significativa per me e per gli altri; dandoci l'opportunità, attraverso l'incontro-dialogoconfronto, di conoscerci, di collaborare, di crescere insieme nei valori umani e cristiani. Daniele (Reggio Emilia)

Ciò che più mi ha coinvolta è stato il laboratorio sulla spiritualità non affrontato nel significato più comune del termine ma in un modo del tutto speciale finalizzato alla conoscenza di se stessi. Mi ha aiutata a crescere come persona. Il significato originario della parola 'spirito' è 'respiro' e credo che i due giorni del Forum siano stati come un respiro a pieni polmoni, ricchi di quella spiri­ tualità che tutti noi ricerchiamo. Sonia (S. Benedetto del Tronto) Il fervore dei giovani viene frequentemente smorzato dalla scar­ sa fiducia riposta in loro dagli adulti. In realtà, guidati dall'esempio di umiltà e semplicità di San Fran­ cesco, dovremmo intraprendere, uniti, un cammino alla pari, drib­ blando lo smarrimento e la paura di rimanere allo scoperto, mostrandoci, invece, volenterosi di metterci in un continuo gioco! Quindi: 'Parliamoci, abbiamo tante cose da dirci!!!'. Alessandro (Aprilia)

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DOSSIER

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Il Discobolo d'oro al merito CSI è un riconoscimento istituito nel 1994, in occasione del 50° anno di fondazione dell'Associazione. Ad Assisi sono stati consegnati i "Discoboli d’oro” relativi all’anno 2001 ai seguenti tesserati e Società sportive • Mons. Nicola Di Comite • Mons. Donato Palazzo

ABRUZZO L'Aquila • Alfredo Vivio • Efrem Orsini • Mario Santucci • Giorgio Sperandio EMILIA - ROMAGNA Bologna • Massimo Pizzoli - Alla memoria • Claudio Gallerani • Antonio Ciscato • Poi. Nettunia - Società Sportiva • Poi. San Donnino - Società Sportiva • Us Tenace - Società Sportiva Faenza • Stefano Drei Modena • Oreste Bergamini • Ermanno Marzari • Gs Artiglio - Società Sportiva Parma • Gianfranco Donelli • Maurizio Furlotti • Franco Incerti • Gs Mercury - Società Sportiva • Us San Leo - Società Sportiva • Us Vicopo' - Società Sportiva Ravenna • Pino Masotti Reggio Emilia • Raul Silingardi FRIULI - VENEZIA GIULIA • Ennio Bagattin - Alla memoria Udine • Sergio Driussi • Idalio Fruch • Paolo Quagliare - Alla memoria • Chiei De Vile - Società Sportiva LAZIO Roma • Alberto Succi

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SARDEGNA Gallura Anglona • Gesuino Satta

SICILIA Trapani • Rosario Muro

• Gianluigi Galli • Polisportiva Tevere - Società Sportiva

LIGURIA • Luca Castellare

LOMBARDIA Brescia • Giuseppe Goffrici • Jolly Orzinuovi - Società Sportiva • Abcf Comero- Società Sportiva

PIEMONTE Cuneo • Leonardo Carlo De Pellegrin PUGLIA Conversano • Vito Fanelli • Giovanni Lippolis • Vito Sgobba • Atletica Bitetto- Società Sportiva Taranto Consulente Ecclesiastico

TOSCANA Regione • Renzo Puccetti - Alla memoria Firenze • Giuseppe Pagnarelli • Stella Azzurra- Società Sportiva Grosseto C. Ecclesiastico • Don Azelio Bastianini Pisa • Carlo Del Pecchia TRENTINO - ALTO ADIGE Trento • Vito Vanzo • Gs Laurino - Società Sportiva • Associazione Coppa D'oro - Soc. Sport. VENETO Belluno • Roberto De Barba Feltre • Gino Girelli • Us Loretana - Società Sportiva Verona • Domenico Bresadola • Dante Armanini • Claudio Rinaldi • Eddo Foroni • Loris Marini • Carlo Cristini Vicenza • Gianluigi Serraglio


VITACSI

QUEL PING-PONG NELLA MIA VITA di Enrico Mascellonl

Quel ping-pong nella mia vita UN PONGISTA TESSERATO CSI Al CAMPIONATI DEL MONDO VETERANI Sono un pongista di altri tempi, quando le racchette erano donate dal falegname sot­ to casa sotto forma di un vecchio pezzo di compensato o di legno che non gli serviva a niente. Allora lo modellavamo con un seghetto preso di nascosto dagli attrezzi della piccola officina del padre di uno di noi ragazzi. Il falegname, il meccanico, il fab­ bro, erano mestieri sempre presenti nel quartiere. La parte più difficile veniva quan­ do dovevamo restringerlo per fare il mani­ co ché quel materiale così agognato si poteva spezzare e lasciarci con un palmo di naso. Poi, per l'impugnatura, mettevamo sul manico dei legnetti che fasciavamo con un nastro telato, tanto quanto ne serviva per tenerlo stretto nel palmo della mano. Ecco, è nata così la mia passione per il ping-pong, nella sala sopra la sagrestia di S.Agata a Perugia, il ricordo di Monsignor Piastrelli è sempre vivo dentro di me, poi ai Salesiani di S. Prospero (ai tempi del Pen­ naricci frequentavo S. Fortunato), dove, dopo le magliette bianco celesti del Santo Spirito, volavo anche dietro al pallone col sette cucito sulla maglietta giallo rossa. I fatti della vita mi hanno portato poi lonta­ no dallo sport praticato ma una volta a Udi­ ne, ci sono arrivato per via delle stellette, mi sono riavvicinato al ping-pong. Un giorno, o meglio una sera, mi sono presentato nel­ la palestra dei Rangers San Rocco e ho chiesto se potevo giocare. Il mitico Virgilio mi ha detto di sì e al termine della serata, quando mi ha visto un po' sconsolato per­ ché non riuscivo a prendere una pallina, visto che schizzavano da tutte le parti con effetti che non conoscevo, mi ha spiegato che accadeva così perché tutti giocavano con racchette professionali ed usavano

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VITACSI

QUEL PING-PONG NELLA MIA VITA

materiali moderni e speciali. Ne è passato di tempo e ho imparato anch'io a "maneg­ giare" certe attrezzature. Il ping pong mi ha riconquistato con il suo movimento, il suo misurarsi continuo con se stessi. Mi ha dato, pian piano, senso dell'equilibrio, una capa­ cità di concentrazione che si rivelava utile anche nel lavoro, la dimestichezza ad effet­ tuare delle scelte di reazione immediate e premiami i movimenti e gli atti più importan­ ti al momento. Insomma ho ricominciato così uno sport che posso fare benissimo anche d'inverno, senza prendere quelle bel­ le bronchitelle che a una certa età...non guariscono mai. Mi sono rituffato allora in mezzo a mille ragazzi, alle loro grida, alle loro risate, in quel mondo giovanile che mi ha aumentato il sorriso e la gioia dentro al cuore. Mi sono tesserato con il Centro Sportivo Ita­ liano e con lo spirito del giocare guardan­ do negli occhi chi avevo davanti ho lancia­ to nella mia vita mille e mille palline... mes­ saggi....inviti a saper godere di tutti gli atti­ mi che si trascorrono insieme: grande cosa che mi ha sempre premiato, in ogni momen­ to, subito, a distanza, quando meno me lo aspettavo ma comunque ridandomi cento volte tanto quello che ho dato ogni volta; ma non solo dai piccoli o giovani ma anche dal­ le persone adulte che ho incontrato lungo i nostri sudati e tiratissimi set. Sono entrato poi nell'organizzazione della FiTeT. Ho svolto funzioni di Giudice Arbitro, sono stato Commissario per la Provincia di Pordenone, Udine e qui anche Presidente del Comitato Provinciale. Oltre aver partecipato a campionati vari come atleta ho maturato il patentino di tecnico. Far parte di un' Associazione significa anche partecipare alla sua attività. Mi sono affezionato ai colo­ ro rosso-blu dei Rangers, o blu-ro come dicono oggi i giovani sanrocchini, e con loro ho vissuto i momenti esaltanti delle Feste Nazionali del C.S.I., i Campionati Provinciali, Regionali, Italiani della mia categoria. A casa mai una volta che ci sia stata un'obie­ zione. Si, perché il tennistavolo ti ricambia l’ossigeno, 'dà vitalità, carica, insomma ti aiuta ad essere un marito e un padre miglio­ re anche in famiglia.

I Campionati del Mondo a Ginevra Con questo spirito ho partecipato,quest'an­ no, agli undicesimi Campionati del Mondo Veterani. Si sono svolti a Ginevra. L' ho fatto anche per attaccamento al mio Gruppo

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Sportivo: un altro capitolo nella loro storia ormai lanciata verso i 40 anni di esistenza. Anche perché ero curioso di vedere che aria "tirava" ad un Campionato del Mondo, Volevo vedere se l'atmosfera è come ai Campionati che organizza la Federazione o la maggior parte delle Società, cioè asettica, affrettata nei rapporti interpersonali e poco predisposta e propensa alla comuni­ cazione fra le persone, insomma come ’fatti gli affari tuoi che io mi faccio i miei'e non disponibile ad alcun tipo di incontro o in qualche modo diversa. Da questo punto di vista devo dire che invece al CSI tira un'al­ tra aria e quando i tempi e gli spazi sono tiranni ci si interroga e si cerca, poi, di riportare le gare in un quadro che abbiano una dimensione che favorisca l'incontro ed il parlare, anche con momenti conviviali, in un contesto più umano. A Ginevra l'organizzazione è grandiosa e capillare. Ci attendono, in un'unica zona sportiva, molto verde ed ampia, quattro palazzetti dello sport. Uno di questi è a due piani e al piano superiore è situato un gran

ristorante a self Service, gli uffici dell'orga­ nizzazione, gli uffici stampa. In un altro palazzetto, nell'ammezzato, sono situati gli stand per la vendita dei materiali pongistici, gli uffici di ricezione degli atleti, gli uffici delle delegazioni di quei paesi ove si effet­ tueranno i prossimi Campionati Europei e mondiali e che già propagandano quelle manifestazioni. Avremo a disposizione cen­ todue tavoli. Gli atleti presenti sono tremilatrecentonovantasei rappresentanti di sessantatre nazioni. Noi italiani siamo in qua­ rantotto di cui sette donne. Bene, in mezzo a questa immensa festa megalattica, ho trascorso una settimana di sport bellissima, ma non solo di sport. Ho conosciuto e fatto amicizia con atleti egizia­ ni, tedeschi, spagnoli, malesi. Abbiamo passeggiato insieme, cenato insieme, riso (anche con i cinesi!) insieme e ci siamo capiti perfettamente. Al tavolo sempre sor­ risi, strette di mano (anche da perdenti), scambi di doni, fotografie (anche con i giapponesi!) prima e dopo i set, insomma un palcoscenico che mi ha riempito il cuo­ re e .. .potete crederci..ho dato tanto di quel­ lo che mi ha insegnato l'ambiente C.S.I.. Lettere, dopo i saluti, sono già arrivate. Abbiamo scambiato fotografie, depliant turi­ stici delle nostre città. Ho un invito a Bremerhaven, in Germania, da Karl Heinz, a Yokohama, in Giappone, da Akira, a Linares, in Spagna, da Pablo, che tra l'altro conosceva Udine per la corsa di cavalli di Paliodonna. Questi veterani sono veramente grandi, pie­ ni d'entusiasmo, di voglia di giocare, di par­ lare, di divertirsi e poi curiosi di tutto. Voglio­ no sapere, conoscere e da par loro si “apro­ no" volentieri e gentilmente. Proprio come i ragazzi quando sono alla scoperta del mon­ do e se gli sai porgere ed insegnare qual­ cosa rispondono in modo vivo e interessa­ to; si, è vero, subito dopo diventano gioiosi, irrefrenabili, chiassosi, ma almeno tali quali devono essere. Insomma dei Campionati del Mondo unici, anche per i prezzi che in Svizzera, fuori dal­ l'euro, sono veramente alti. Per la cronaca Rangers mi sono classifica­ to 402° su 730 nel singolo over 50 e nel dop­ pio, in coppia con il bolzanino Giuliano Bressan, 199 su 370 coppie. Appuntamen­ to ora ai Tornei C.S.I.: l'Interprovinciale "Elio D'Arrigo", il 6° Memorial "Roberto Trangoni", il 3° Gran Premio Nazionale C.S.I. e ai Cam­ pionati Europei FICEP a Linz, in Austria.


UNO SPORT ALLA VOLTA SEGRETI E SENTIERI DELLA MOUNTAIN BIKE di Marco Filippi Pioppi

Segreti e sentieri ella mountain bike ALLA SCOPERTA DI QUESTO SPORT SEMPRE PIÙ DIFFUSO È la passione degli anni '80: una bicicletta particolare (più solida e più accessoriata), boschi, sentieri e prati da esplorare, un buon allenamento e una discreta pedalata, tanta voglia di aria aperta e via, ecco la mountain bike (nata originariamente con il termine più autarchico di 'rampichino'). Una particolare bicicletta che aveva come carat­ teristica principale quella di affiancare alle doti di robustezza, telaio solido e pesante, dei pneumatici di sezione più ampia rispet­ to alle solite biciclette da strada. La com­ parsa poi delle prime biciclette da off - road

avvenne agli inizi degli anni '70, quando in California sul monte Tamalpais, un gruppo di sportivi, appassionati di due ruote, si divertiva a lanciarsi giù a folli velocità dagli impervi sentieri montani. Le mountain bike sono bici estremamente versatili: grazie a telai piccoli e alle ruote con copertoni molto resistenti venivano impiegate per attraversare boschi e strade dissestate e con varie pendenze, e comun­ que anche per pedalare in città perché la sua particolare leggerezza e resistenza consentono di scendere e salire dai marcia­

piedi molto più agevolmente che con nor­ mali bici da città. Così agli inizi degli anni '80, ad opera di appassionati imprenditori, nascono le prime mountain bike e l'entusia­ smo e la risposta commerciale fu cosi immediata che da allora il lancio fu inarre­ stabile. In Italia fece la sua prima compar­ sa alla fiera del Ciclo e Motociclo del 1983 e da allora fu un successo. La prima moun­ tain bike prodotta in Italia fu chiamata Ram­ pichino ed oggi il 70% della produzione ita­ liana di biciclette è rappresentata da MTB. Gli appassionati di MTB sono decine di

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INO SPORT ALLA VOLTA

SEGRETI E SENTIERI DELLA MOUNTAIN BIKE

milioni in tutto il mondo, la nuova moda ha scavalcato i confini dell'America e ha fatto proseliti in Europa superando gli argini del­ l'agonismo verso il ciclismo turistico e il freetime. Soprattutto in campagna e in monta­ gna, è diventato lo sport (o l'hobby) più dif­ fuso negli ultimi decenni: bambini, ragazzi, giovani e meno giovani, intere famiglie si sfi­ dano su percorsi variegati, che vanno dalla classica passeggiata lungo strade pianeg­ gianti di campagna alle arrampicate su per le montagne, attraverso ripidi sentieri e discese mozzafiato, tra paesaggi inconta­ minati e vette millenarie. La mountain bike negli ultimi temprò anche sport, non solo divertimento: ha i suoi campioni, le società sportive, i club, gare e manifestazioni setti­ manali, campionati italiani, europei, mondia­ li, ed ha avuto, in Italia, grande successo soprattutto dopo l'exploit olimpico di Paola Pezzo che nel 1996 ad Atlanta sbalordì tutti vincendo la medaglia d'oro. Quale sarà il futuro della Mountain Bike? Non possiamo saperlo con certezza, pos­ siamo azzardare delle ipotesi, visto che ne siamo alle porte. I cambi saranno di tipo elettronico, i freni saranno sempre più pre­ cisi, idraulici o con sistemi di antipattina­ mento (tipo ABS), le ruote, con l'adozione dell'alto profilo avranno sempre meno raggi e sempre meno turbolenze, ma soprattutto la bicicletta acquisterà sempre più in sicu­ rezza. Forse l'unico problema, diceva "un grande" dell'industria automobilistica italia­ na, è che nuova o vecchia, a ruote lenticolari o a razze, per andare in bicicletta... biso­ gna sempre pedalare!! Manutenzione Per tenere bene "in forma" la propria bici­ cletta, e farla durare più a lungo possibile, c'è bisogno di un tempo pari a quello che normalmente si trascorre in sella. Prima di ogni uscita, quindi, è necessario controllare alcuni piccoli grandi particolari: • Freni: i pattini vanno sostituiti non appena cessano di essere visibili in alcuni punti le solcature che li attraversano. Occorre regi­ strare anche la tensione dei cavi. Allineare i pattini freno per ottenere un'efficace frena­ ta; • Ruote: pulire e lubrificare bene i mozzi e la ruota libera che trattenendo l'umidità, causa ossidazione. Gomme: esaminare minuziosamente i copertoni in cerca di scre­ polature o crepe; • Cambio: oltre alla normale taratura è

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importante che il deragliatore posteriore non abbia preso colpi che ne abbiano modifica­ to la sua verticalità. Movimento centrale: almeno due volte all'anno è necessario smontare tutta la "pedaleria", ingrassando tutta la zona; • Catena: va sostituita una volta all'anno e deve essere continuamente pulita e lubrifi­ cata; • Sella: controllare che sia l'inclinazione che l'altezza siano sempre le stesse; • Controllare la corretta chiusura della leva del serraggio ruote. • Pressione dei pneumatici: per la mtb deve essere attorno ai 3.5-4 bar, invece per la bicicletta da strada è intorno ai 6 bar. Tornati dalla nostra escursione, sarà bene ripulire la bicicletta, almeno per la parte grossa, senza dimenticare punti importanti come il deragliatore, il cambio e i pedali automatici. Quando poi si mette a riposo la bici definitivamente per la giornata, è impor­ tante ridurre la pressione delle gomme, soprattutto se non si esce frequentemente. È buona cosa inoltre, almeno una volta ogni 30-45 gg, controllare tutte le bullonerie, lo stato di lubrificazione dei cavi di trasmissio­ ne, l'efficacia dello scorrimento dei mozzi, l'indicizzazione del cambio. Infine, per ave­ re sempre un grado di sicurezza elevato, è importante, almeno una volta all'anno o anno e mezzo, cambiare l'attacco manubrio e la piega, la catena, i cavi, le guaine di trasmis­ sione, i pattini freno e i raggi delle ruote. L'allenamento non riesce a trovare mai abbastanza spazio durante la settimana tra lavoro, impegni familiari e routine quotidia­ na, ma la passione è talmente tanta che nel fine settimana si vorrebbe poter fare tutto in una volta sola. Molti bikers possono dedi­ care poco tempo agli allenamenti durante la settimana, mentre nel week-end riescono a realizzare anche una o due uscite. In genere, chi pratica sport a livello amatoria­ le ha tempo solo la sera per allenarsi e d'in­ verno, con le giornate più brevi, il problema diventa più grande.

Ricordiamo che il nostro corpo è un po' come un motore di un'auto: • da freddo va fatto riscaldare bene facen­ do graduali allungamenti, altrimenti c'è il rischio di "grippare" (stiramento, strappo, etc.); • una volta in temperatura ricordatevi che ha dei limiti di sopportazione alla fatica e

soprattutto che ha dei ritmi propri, diversi da motore a motore; • una volta spento va' controllato, oltre a fare i controlli periodici dal meccanico (medico); • se lasciato troppo tempo spento necessi­ ta di un periodo di rodaggio per rimetterlo in forma. A parte gli scherzi, affidatevi a qualcuno di veramente esperto! L'abbigliamento deve essere sempre in tono con la stagione e con la severità dei luoghi che si praticano, da tenere ben vivo nella mente è il fatto che non è difficile che il tempo cambi bruscamente, quindi anche a costo di portare un piccolo peso in più è meglio premunirsi. D'estate è indispensabile (specie per le discese) il giubbino antivento, meglio se del tipo in tessuto gore-tex, che consente la tra­ spirazione pur proteggendo dall’acqua e dal vento. Pedalando in salita si suda fino a rendere zuppa e inservibile la maglietta "a pelle" che va sostituita prima di affrontare la discesa, sono particolarmente utili le magliette a pel­ le di tipo norvegese, costituite da una maglia larga di cotone: assorbono bene il sudore e disperdendo il calore (il che vuol dire anche risparmio di energie). D'inverno (o in caso di freddo) si possono usare le pettorine in pelle di daino o i tessu­ ti sintetici moderni che garantiscono una eccellente comfort. In ultimo vi ricordo che in qualsiasi stagione è consigliabile l'uso del casco, fidatevi! Cosa mettere in borsa Scarpe, calze (almeno due paia), pantalon­ cini e gambali, maglietta intima (tipo rete), maglia da ciclismo più manicotti, mantella, giubbotto termico se la stagione è fredda, guanti, copriscarpe, occhiali, casco, e car­ diofrequenzimetro. Non bisogna dimenticare però il lubrifican­ te spray, chiavi normali e a brugola per eventuali regolazioni in loco, tre camere d'a­ ria, almeno due coperture. Levette per la sostituzione delle camere d’aria, pompa portatile e pompa con manometro, due borracce di diverse dimensioni, integratori sali­ ni, maltodestrine e merendine per evitare le "crisi di fame". Infine un consiglio sia per i ciclisti esperti che per quelli alle prime armi: portare sempre un po’ di soldi, una carta telefonica e, per ogni evenienza, un docu­ mento d’identità.

I COMANDAMENTI DEL BIKER • Dare la precedenza agli escursionisti a piedi: la gente giudicherà tutte le moun­ tain bike dal vostro comportamento. • Rallentare ed usare cautela nell’awicinare e nel sorpassare altri escursionisti, facendo in modo che si accorgano della vostra presenza in anticipo. • Controllare sempre la velocità ed affron­ tare le curve prevedendo che vi si possa incontrare qualcuno. L'andatura va com­ misurata al tipo di terreno e all'esperien­ za di ciascuno. • Restare sui percorsi già tracciati per non arrecare danni alla vegetazione e limitare l'erosione del suolo evitando scorciatoie su terreni molli e inutili frena­ te brusche o derapate. • In qualsiasi strada, anche la più remo­ ta, tenere rigorosamente la destra: taglia­ re le curve a sinistra significa spesso rischiare l'incidente. •• Non spaventare gli animali, siano essi domestici oppure selvatici. Dare loro il tempo di spostarsi dalla vostra strada. • Non lasciare rifiuti. Portare con sé i pro­ pri e, se possibile, raccogliere quelli abbandonati dagli altri. • Rispettare le proprietà pubbliche e pri­ vate inclusi i cartelli segnaletici, lascian­ do i cancèlli cosi come sono stati trovati. • Rivolgersi possibilmente ai proprietari per chiedere il permesso di entrata nei loro terreni: "Vietato l'ingresso" spesso significa solo "Per favore chiedere il per­ messo. • Essere sempre autosufficienti. Meta e velocità media verranno stabiliti in funzio­ ne dell'abilità personale, dell’equipaggia­ mento, del terreno, delle condizioni meteo­ rologiche esistenti e di quelle previste. • Non viaggiare da soli in zone isolate e, se si devono coprire lunghe distanze, comunicare la destinazione ed il pro­ gramma di viaggio ai gestori di rifugi, alberghi, etc. • Rispettare la filosofia del cicloescursionismo, tesa al minimo impatto con la natura. • Non transitate tra campi e prati: l'erba è preziosa per il montanaro, una varian­ te si trova sempre. • Segnalate sempre alle autorità compe­ tenti atti di vandalismo e danneggiamen­ to della montagna. • Evitate le "sgommate" con la ruota posteriore, provocano soltanto danni.

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SALUTE

UN CICLISMO DA CAMPAGNA di Sergio Gameti

Un ciclismo da campagna È UNO SPORT DI RESISTENZA. CONTRIBUISCE AD AUMENTARE LE CAPACITÀ AEROBICHE

IL DOLORE MUSCOLARE Spesso è conseguenza dei crampi ed è determinato da contrazioni isometriche ripetute senza adeguato rilasciamento, con occlusione del flusso sanguigno nei vasi che impedisce lo smaltimento delle tossine prodotte dall'esercizio intenso: • è massimo alcune ore dopo la fine del­ l'esercizio; • è conseguenza di esercizi eccentrici ed inusuali; • è associato a microlesioni muscolari; • determina riduzione di forza; • è causato da sostanze e mediatori del­ l'infiammazione che attivano i recettori del dolore; • a volte è collegato con sollecitazioni meccaniche del muscolo; • risponde positivamente alla corretta rei­ dratazione dell’organismo.

30 Stadium dcemtxe 2002

Lo sport della Mountain bike rappresenta una nuova concezione di utilizzo della bici­ cletta. È un ciclismo atipico. Partendo dalle tradizionali conoscenze sui meccanismi fisiologici alla base del ciclismo su strada, la resistenza in primis, la sfida della ricerca è stata quella di studiare nuovi standard bio­ meccanici e funzionali legati alla ascensio­ ne in montagna o all’attraversamento di ter­ reni sconnessi attraverso le due ruote. Le ricerche condotte su questi atleti in cam­ po medico sportivo hanno permesso di veri­ ficare che l'incremento della velocità in que­ sta tipologia di locomozione ciclistica, deri­ va sia dalla correlazione esistente tra ampiezza e frequenza del movimento (come per il ciclismo), ma soprattutto dai rapporti utilizzati sulla bicicletta, che quindi possono essere una determinante per la resistenza muscolare locale. Tale qualità è molto importante nella mountain bike poi­

ché rappresenta un segnale della resisten­ za specifica che tiene conto anche della for­ za alla quale viene attribuito un peso sostanziale in quanto fonte importante di lavoro muscolare e produzione energetica. In questa visione, il criterio principale per identificare la resistenza non è rappresen­ tato dal massimo consumo di ossigeno, ma da alcune modificazioni muscolari ultrastrut­ turali. In conseguenza dell'allenamento spe­ cifico le fibre debbono raggiungere una notevole specializzazione funzionale e mor­ fologica in grado di ridurre al minimo l'utiliz­ zo del meccanismo anaerobiotico, miglio­ rando invece la capacità ossidativa. Ciò sarà un determinante notevole per la pre­ stazione. Dal punto di vista cardiocircolatorio chi si specializza nella Mountain bike, presenta un aumento del volume del cuore con conse­ guente incremento della contrattilità e quin­ di della gettata cardiaca. Inoltre lo sviluppo della microcircolazione periferica aumenta notevolmente la superficie di contatto tra fibre muscolari lente e sangue ossigenato perfezionando le qualità ossidative, elasti­ che e contrattili dei muscolari impegnati nel­ la resistenza muscolare locale. La Mountain bike è uno sport ciclico atipi­ co per cui è molto importante il perfeziona­ mento della tecnica. A differenza del cicli­ smo, non è fondamentale il lavoro sulla velo­ cità pura, ma vanno pianificati nuovi livelli di velocità nell'esercizio di gara. Ciò al fine di garantire una utilizzazione del potenziale energetico che sia nello stesso tempo velo­ ce ed economico. Per aumentare la veloci­ tà globale di gara è indispensabile quindi dedicare attenzione specifica ai muscoli


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impegnati nello sforzo usando esercizi di forza ad hoc. Questo lavoro serve a stimo­ lare lo sviluppo della forza esplosiva, della intensità e favorisce la resistenza specifica sviluppando anche la capacità anaerobica alattacida del muscolo. Questo sport è oramai preferito da una grande fascia di popolazione per la possi­ bilità di essere praticato in ambienti rilas­ santi e corroboranti come boschi, campa­ gne, colline e montagne contribuendo al benessere psicofisico del corpo e dello spi­ rito. Condotto a bassa intensità, inoltre, è un ottimo fattore protettivo nei confronti di alcu­ ne importanti malattie cardiovascolari come l'infarto e l'ipertensione arteriosa poiché contribuisce ad aumentare le capacità aero­ biche. Bisogna tuttavia stare attenti ai rischi derivanti dallo scarso allenamento, dall'im­ prudenza e dalla mancata effettuazione di controlli medico sportivi preventivi. L'alimentazione prima di una seduta di alle­ namento dovrebbe essere costituita da pasta o riso senza condimenti grassi, frutta e verdura cruda. Bisogna quindi assumere cibi facilmente digeribili evitando lunghe cotture, grassi, fritti, salumi e se possibile evitare alimenti in grado di provocare intol­ leranze che possono provocare diversi di­ sturbi come cefalee, affezioni cutanee, piro­

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IL CARDIOFREQUENZIMETRO

di Giovanni Boni

II cardiofrequenzimetro permette di moniforare la frequenza cardiaca (F.C.) dell'atleta in tempo reale e dà informazioni dettagliate al preparatore atletico riguardo l'impegno metabolico richiesto dall'attività fisica svolta. La F.C. varia in soggetti sedentari non allenati mediamente tra il valore di 60 e 80 battiti per minuto (bpm) a riposo e aumenta proporzionalmente fino ad un certo valore in maniera direttamente proporzionale all'intensità di esercizio effettuato, fino a 180-200 bpm. Oltre tale valore massimale il cuore non riesce più ad assicurare un riempimento adeguato di sangue durante la fase di rilasciamento (diastole) tale per cui non assicura più una corretta distribuzione di sangue all'organismo nella fase di contrazione (sistole). La frequenza cardiaca massimale (Fcmax) varia notevolmente da individuo a individuo in rapporto all'età (negli adolescenti e nei giovani non sembra superare i 200 bpm, mentre negli adulti e negli anziani decresce progressivamente con l'età indipendentemente dal livello di allenamento, Quando il soggetto è allenato tende ad avere una F.C. più bassa e, insieme ad una maggiore quantità di sangue espulsa ad ogni contrazione (gittata pulsatoria o sistolica), contribuisce ad un maggior risparmio di energia per il cuore stesso. Esiste una relazione lineare fino ad un certo limite tra l'aumento progressivo di F.C. durante esercizio e il consumo di ossigeno, ossia la quantità di ossigeno che il muscolo riesce ad estrarre dal sangue e ad utilizzare per le proprie esigenze durante l'esercizio fisico. La pendenza della curva varia in base allo stato di allenamento e alla condizione fisica dell'atleta e, in genere, si è visto che la

F.C. raggiunge valori massimali grosso modo alla stessa intensità di esercizio che produce valori di massimo consumo di ossigeno. Ovviamente il variare della F.C. durante esercizio ci indica indirettamente il tipo di metabolismo che l'organismo sta in quel momento utilizzando e le sostanze che vengono prodotte dal muscolo e gradualmente accumulate fino a rendere difficile l'esecuzione del gesto atletico. Ad esempio, per un fondista di buon livello, a basse velocità di corsa (inferiori a 15 Km/h) e ad una F.C. corrispondente di circa 140 bpm, l'energia richiesta per produrre ATP per la contrazione muscolare è fornita per la maggior parte dal metabolismo aerobico, senza accumulo di acido lattico nel sangue. Ad un aumento di velocità (oltre i 15 Km/h) e ad una F.C. di circa 145-150 bpm aumenta la produzione di lattato da parte dei muscoli e progressivamente ne aumenta lo smaltimento fino ad un certo limite (per velocità superiori a 17-18 Km/h circa e valori di F.C. superiori ai 165 bpm) tale per cui l'organismo non riesce ad allontanare più il lattato dal sangue che così comincia ad accumularsi (valore pari alla soglia anaerobica) determinando un peggioramento della prestazione atletica fino in casi estremi alla cessazione della stessa. In base ai dati forniti dal cardiofrequenzimetro, il preparatore atletico sarà quindi in grado di individuare i ritmi di allenamento più utili per determinare gli adattamenti dell'organismo previsti in base alla specialità sportiva, potrà confrontare i miglioramenti che si sono verificati dopo un certo periodo di training o dopo un infortunio, determinare i ritmi da tenere durante una gara.

si gastrica, stanchezza cronica etc. Chi è abituato ad andare spesso in bicicletta, deve infine porre attenzione ad alcuni dis­ turbi tipici soprattutto a carico della colon­ na vertebrale e del ginocchio. Il fondo scon­ nesso può infatti sollecitare notevolmente i dischi intervetebrali, che sono gli ammortìzzatori dell'organismo, e quindi bisogna fare attenzione a inclinazioni e spostamenti cercando di rinforzare la muscolatura paraver-

tebrale e addominale. Va prevenuta infine la patologia inserzionale del tendine rotuleo, in quanto il ginocchio è la prima articolazio­ ne che paga gli squilibri biomeccanici. È importante quindi effettuare numerosi esercizi di allungamento e prevenzione in isometria e in eccentrica, sull'apparato estensore del ginocchio a carico naturale oltre che controllare minuziosamente la bici­ cletta.

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LIBRI

/ conti truccati del calcio Perché il mondo del pallone è sull'orlo Malaguti del fallimento. diEd.Vittorio Carocci, Roma 2002, 158 pp. Euro 12,50

Ho fatto piangere il Brasile. Un’autobiografia

Storie e miti ■ n. 51 ■ 14,90 • Pagi­ ne 270 • Biografie ■ Autobiografie • Diari ■ Interviste, Sport, Calcio

Neanche a farlo ap­ la squadra del cuore sono A distanza di ventan­ posta, questo volu­ condannati a rimetterci un ni dal titolo mondiale, Malagutti me è andato in libre­ sacco di soldi. uno dei calciatori più ria il giorno stesso in Fatti loro, di quelli del cal­ popolari e amati del cui i quotidiani, cio, si potrebbe pensare. mondo si svela: ri­ sportivi e non, dava­ Ma non è così. Per asse­ apre ferite e si riap­ no notizia dell'accu­ Perché il mondo del pallone condare la corsa alle furbe­ propria di sensazioni é sull'orlo del fallimento sa di bancarotta rie e allo spreco delle risor­ mai sopite, di emo­ fraudolenta rivolta se, il grande calcio ha ucci­ zioni e segreti di una dai magistrati a Vit­ so l'intero sistema sportivo carriera che ha cono­ torio Cecchi Gori, italiano. L'attuale crisi sciuto grandi succes­ cui viene imputato di finanziaria e strutturale del si e forti delusioni. aver fatto fallire la nostro sport ha le sue radi­ Dopo i sogni giovanili e l'improvvisa esplo­ Fiorentina svuotan­ ci nello stravolgimento del sione nel Vicenza, Paolo Rossi ricostruisce done le casse di ben totocalcio, a sua volta figlio con amarezza i lunghi giorni della squalifi­ 127 miliardi di vec­ dello stravolgimento del ca per il «calcioscommesse», riassapora i Carocci chie lire. campionato voluto in nome momenti indimenticabili del Mundial spa­ Eppure l'ex patron dei diritti IV. gnolo, i tre gol contro il Brasile, la serata viola non è tra i maggiori protagonisti di Lasciare le mani libere al calcio (libere di magica di Madrid. Rivive la gioia e il trion­ questo "I conti truccati del calcio", opera decidere per tutto lo sport italiano) non solo fo, la soddisfazione del riscatto e insieme dell'inviato speciale del Corriere della Sera, non ha fatto diventare più ricco il calcio, ma l'insinuarsi di una sottile insofferenza verso Vittorio Malaguti. L'elenco delle malefatte ha creato le condizioni adatte a farlo salta­ una popolarità devastante. Ragiona sugli dei presidentissimi del pallone è lungo e re per aria, trascinando con sé tutta quella alti e i bassi della critica e del successo del ben distribuito tra tutto il gotha del calcio: parte di sport che di totocalcio viveva. periodo juventino, quello degli scudetti. conflitti di interesse, fondi stornati, acquisti Bisognerebbe rifletterci. E ricavarne la Rivive la tragedia dell’«Heisel», nella notte di giocatori all'estero per la costituzione di dovuta lezione. della finale di Coppa dei Campioni, anche fondi neri, plusvalenze ridicole, quotazioni Cosa potrà mai avere ancora in comune attraverso il dolore assurdo dei parenti del­ societarie gonfiate ad arte, giocatori scono­ questo calcio dai conti truccati con lo sport le vittime. sciuti messi in bilancio come fossero cam­ del volontariato? Niente, pensiamo. Si trat­ Racconta con tenerezza la storia del suo pioni doc. ta di due mondi ormai lontanissimi, per cui matrimonio finito, il complicato rapporto con Si capisce bene, allora, quel sottotitolo: è giusto pensare che, tramontato il CONI, i il figlio, la decisione di abbandonare defini­ ‘Perché il mondo del pallone è sull'orlo del debbano avere due piste diverse. Lasciare tivamente quel mondo che tanto gli aveva fallimento". il piccolo sport asservito allo sport dei dato ma anche sottratto, per il desiderio di La tesi di Malaguti è chiara: i mille inghippi maneggioni non è utile. tornare ad essere una persona qualunque. messi in opera dai gestori del calcio, gra- Ed è anche un pessimo esempio sotto il Nello scorrere veloce di una carriera mai zie alla compiacenza di chi dovrebbe con- profilo dell'etica. Perché è proprio così: l'e- banale ma sempre attraversata da eventi trollare e non lo fa, sottraggono allo sport tica dello sport non si concretizza solo sul : straordinari e vicende altalenanti, abbozza più amato degli italiani risorse importanti, e campo, con il corretto competere, ma chia­ i tratti dei personaggi e degli amici a cui si su ciò che resta incide l'incapacità gestio­ ma in causa anche il modo in cui quello è legato in rapporti autentici di stima e affet­ to: Gibì Fabbri e Giussy Farina, Antonio nale, ovvero lo sperpero facile. sport viene realizzato. Cosicché anche la collocazione in borsa Troppo comodo sostenere che l'etica spor- Cabrini e Marco lardelli, Giampiero Bonidiventa un escamotage finanziario per tira- tiva sia una faccenda che interessa esclu- perti ed Enzo Bearzot... e anch’essi, a re a campare, e non una scelta di politica sivamente gli atleti, una questione di lealtà distanza di anni, si aprono ai ricordi per finanziaria capace di restituire futuro al cal- in campo e di rifiuto del doping, e non chia­ svelare fatti e momenti, spesso inediti, che ciò spettacolo. A rimetterci sono e saranno ma in causa il diffuso hobby dei conti truc­ hanno fatto la storia del calcio italiano. gli investitori, che acquistando le azioni dei- cati.

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PER GIOCO

SCACCO MATTO ■■

di Giancarlo La Velia

Che lo si voglia considerare uno sport o meno, gli scacchi rappresentano la tradizione, l'allenamento costante della mente, una partita lenta, ma inesorabile, tesa a catturare il Re avversario, ma soprattutto a difendere il proprio dagli attacchi del nemico.

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Si, è vero, il gioco degli scacchi non ci fa certo pensare a campi di calcio, a piste d'atletica, alla fatica e al sudore, ma non è detto che questo antichissimo gioco non meriti di far parte a buon diritto della schiera degli sport; anzi, secondo noi, meri­ ta senza ombra di dubbio un posto d'onore. Abilità, allenamento, attenta predisposizione tattica, strategia accurata: gli ingredienti ci sono tutti. Gli scacchi, a qualsiasi livello e a qualsiasi età vengano giocati, abitua­ no a tenere sveglia la mente e a saper dosare le proprie energie nel tempo. L'epilogo, ovvero il fatidico Scacco Matto al Re avversario, potrebbe richiedere parecchio acu­ me e, nel caso dei giocatori profes­ sionisti, i Grandi Maestri, potrebbe addirittura non arrivare mai. Costoro, riuscendo ad anticipare nella loro testa decine di mosse, capiscono immediatamente quando una partita è vinta o quando è persa. E allora, invece di tirarla troppo per le lunghe, adagiano il Re sulla scacchiera dan­ do la vittoria al contendente. Insomma, gli scacchi sono un po' come il Latino e la Matematica a scuola; for­ se nella vita non serviranno a nulla, ma allargano la mente e per di più possono essere decisamente più divertenti. Vuoi mettere in un freddo e piovoso pomeriggio invernale starsene in pol­ trona (anche un bel camino acceso ci sta bene) a meditare su gambetti o aperture siciliane con un amico simpatico, invece che correre su e giù per un campo? Non c'è paragone. Ma i paragoni è giusto non farli: ad ognuno il suo sport; e allora agli scacchisti gli scacchi, con buona pace di tutti.

NELLA NOTTE DB TEMPI Sì, è proprio così; le origini degli scacchi si perdono nella notte dei tempi e nessuno può dire con asso­ luta certezza dove e quando furono inventati. Al proposito esistono varie teorie, ma l'ipotesi più accreditata pone il luogo d'origine in India. In particolare antichi poemi persiani descrivono, talvolta anche in detta-

glio, un antico gioco da tavolo, lo Chatrang, che sembra avere notevoli tratti in comune con il moderno gioco degli scacchi. Questi stessi poemi, risalenti circa al VI-VII secolo d.C., definiscono il gioco persiano del Chatrang come derivato da un gioco ancor più antico e di provenienza indiana, lo Chaturanga. Alcuni studiosi ritengono addirittura che quest'ultimo derivi a sua volta da arcaici giochi cinesi, tuttavia, dagli elementi finora raccolti, sembra che lo Chaturanga sia il gioco che ha i maggiori diritti di fregiarsi del titolo di progenitore originale degli attuali scacchi, in quanto i giochi più anti­ chi presentavano solo alcuni tratti in comune con esso. Ritrovamenti archeologici di antichi pezzi dello Chaturanga, avvenuti nel 1972 nel­ l'Uzbekistan del Sud, fanno risalire quindi la data di nascita del gioco circa al II o III secolo dopo’Cristo. Nulla esclude comunque che le origini dello Chaturanga siano ancora più antiche.

cattura del sovrano dell'avversario. Non è semplice dare in questa sede nozioni più approfondite, per le quali rimandiamo (per tutti coloro che vogliano avvicinarsi a questo mondo affascinante) ai tanti manuali in circolazione o, meglio ancora, a lezioni prese in uno dei club sicuramente presenti nella propria città o, in man-

canza d'altro, alla fortuna di avere un conoscente esperto e paziente che voglia trasferire al neofita lo spirito del gioco. Di solito tante associazioni sportive annoverano nella propria organizzazione una sezione dedica­ ta agli scacchi. In ogni caso si pos­ sono chiedere informazioni direttamente alla FSI, la Federazione Scac­ chistica Italiana.

CAMPIONE Da MONDO

Passatempo ideale, gli scacchi han­ no anche una nobile storia agonisti­ ca. È da più di un secolo che è stata ufficializzata la carica di campione del mondo. Del prestigioso titolo si sono fregiati personaggi quali il prussiano Lasker, il cubano CapaTROPPO DIFRCILE blanca, l'armeno Petrosjan, fino ad Non è vero che gli scacchi non sia­ arrivare ai più noti Boris Spassky e no alla portata di tutti. Certo, bisogna Bobby Fischer. Il russo e l'americano conoscere le regole fondamentali per negli anni '70 dettero vita ad una far muovere i vari pezzi in maniera memorabile finale del mondiale in proficua sulla scacchiera, poi il resto terra islandese, riproponendo sulla è poesia, o meglio arte e fantasia del scacchiera, a vantaggio del biondo giocatore. Ma andiamo per ordine. yankee, quella guerra fredda tra Ecco qualche nozione di base per Mosca e Washington che aveva chi è digiuno dell'argomento. Innan- ormai gli anni contati. Nella storia zitutto occorre una scacchiera, ovve­ scacchistica dei giorni nostri sono ro una tavola quadrata divisa in 64 protagonisti i vari Karpov, Korcnoj, quadratini più piccoli, posizionati Kasparov e altri che negli ultimi tem­ alternativamente un bianco e un pi sono stati più alle prese con le nero. La corretta posizione di questo beghe di una federazione mondiale che possiamo definire il campo di spaccata in due che con le strategie battaglia prevede che alla destra del di gioco. A fine novembre è iniziato giocatore, nella prima fila, vi sia sem­ in India il campionato mondiale 2002. pre il quadratino bianco e a sinistra Lo scopo non è tanto quello di trova­ il nero. Su di esso si schierano i due re il nuovo leader di questo gioco, eserciti, anch'essi uno bianco e uno ma quello di consolidare la riunifica­ nero: per ogni giocatore, un Re, una zione della federazione mondiale di Regina, due Alfieri, due Cavalli, due scacchi. Insomma, come a dire che Torri e otto Pedoni. Ognuno può effet­ i nervi non saltano solo nel mondo tuare dei movimenti particolari in lun­ del calcio, ma anche go e largo, evitando di finire preda nel compassato pia- 1 Alitili dei pezzi avversari e con lo scopo neta dello Scacco j k finale di vincere la battaglia con la Matto. ' j

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VITACSI

F.A.RE. CSI

di Pierluigi Tatti

F.A.RE. CSI FORMAZIONE E APPRENDIMENTO IN RETE All'inizio dello scorso mese di novembre è partito il progetto sperimentale di formazio­ ne on line promosso dal coordinamento nazionale della formazione e denominato F.A.RE. CSI (Formazione e Apprendimento in Rete CSI). Le pagine relative a questo progetto sono raggiungibili dalla pagina principale del sito della Presidenza nazio­ nale CSI (www.csi-net.it). Come avrete modo di vedere, il sito è svi­ luppato in maniera molto semplice ed intui­ tiva. Dalla pagina di entrata (Home Page), si accede al pannello di controllo (segrete­ ria), da cui è possibile: - effettuare l'iscrizione ai corsi (iscrizione); - seguire le lezioni e informarsi sulla dispo­ nibilità delle stesse (didattica); - effettuare esercitazioni (esercizi); - scaricare materiali didattici (biblioteca); - partecipare a discussione o esprimere pareri e suggerimenti (forum). Sono inoltre disponibili un breve glossario e un calendario.

Come già detto, si tratta di un progetto spe­ rimentale che crescerà e migliorerà con il tempo e con il contributo che ciascuno di voi apporterà. Lo strumento che si sta svi­ luppando non sostituisce l'indispensabile intervento formativo residenziale/periodico, fatto di relazioni, di confronti, di occhi che si guardano. Piuttosto, va ad integrare e a sostenere le azioni che a tutti i livelli l'Associazione sta portando avanti per promuove­ re una formazione popolare, cioè una for­ mazione che raggiunga tutti, che a tutti dia la possibilità di sentirsi protagonisti in Asso­ ciazione. I materiali, le lezioni, le esercitazioni, i docu­ menti, ecc., potranno essere utilizzati libe­ ramente da chiunque in Associazione lo desideri. L' obiettivo è quello di incremen­ tare, in qualità e quantità, le opportunità for­ mative. Quello che si chiede è di avere un riscontro scritto (attraverso l'invio dei modu­ li di iscrizione, il forum, le e-mail) al lavoro svolto.

Il primo progetto di formazione on line riguarda il nuovo Regolamento di Giustizia sportiva. L'intervento avrà carattere preva­ lentemente divulgativo, grazie ad un lin­ guaggio semplice ed immediato e sarà fina­ lizzato a dare una prima informazione sulle linee che caratterizzano il nuovo R.G.S. del CSI. Per gli approfondimenti, invece, è necessario rinviare ai corsi programmati. Attualmente sono presenti anche moduli for­ mativi, test ed esercitazioni per arbitri e giu­ dici, da utilizzare per la preparazione agli stage regionali. Con cadenza periodica, verrà modificata la grafica del sito, mentre la struttura resterà la stessa, integrata e migliorata grazie alle indicazioni che perverranno al coordina­ mento nazionale della formazione. Ovvia­ mente, chi volesse inserire dei contributi for­ mativi approfittando del cosiddetto “cruscot­ to" on line (la struttura del sito) può farlo inviando i file per posta elettronica all'indi­ rizzo formazione@csi-net.it.


WWW. SPORT ON LINE

SOTTO L’ALBERO NATALIZIO CINQUE SITI IN REGALO AGLI SPORTIVI

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Man mano che l'uso di internet si è andato diffondendo anche in Italia, l'interesse per lo sport ha incominciato a generare motori di ricerca specificamente dedicati allo sport. Il loro panorama è piuttosto mutevo­ le, visto che nascono e muoiono abbastan­ za facilmente. Anche la loro qualità è piut­ tosto variabile. Tra i portali sportivi degni di nota c'è certamente www.cybersport.it, la cui pagina di apertura promette possibilità di link con ben 3859 siti sportivi. La pagina di apertura di cybersport è piut­ tosto facile ed efficace, pervedendo tre diverse aree: siti da cui è possibile ricavare le notizie del giorno, siti dedicati a singole discipline e ad organizzazioni sportive, siti di curiosità e servizi. Possibile anche l'ac­ cesso ad una chat interamente dedicata allo sport. CyberSport M

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WWW.APRIPISTA.COM Anche apripista.com si propone come un sito-motore di ricerca sullo sport, anche se poi, nell'uso pratico, non si dimostra ricchis­ simo di risorse. Al centro della pagina di apertura troneggia la pubblicità di un sito di scommesse sportive, che fornisce on line, in ogni momento, i picchetti di quasi tutti gli eventi sportivi del giorno. Ed è forse questa la vocazione maggiore di apripista.com

farmaenergy.

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l’i’i'i'l'.'fly.UU.Mii'iiP'H'MHihM Si sa da tempo che in internet gli sportivi possono trovare, senza difficoltà e senza che nessuno faccia troppe domande, qual­ siasi tipo di "aiutini" ed... "aiutoni" alle loro fatiche, dal più innocuo degli integratori alla "bomba" più micidiale. Di ricette medi­ che neanche a parlarne. Ed anche un inte­ gratore, se assunto in dosi sbagliate o in presenza di patologie, può combinare guai. Questo sito, tutto italiano, mostra che ci si incomincia ad organizzare anche in Italia. Per fortuna farmaenergy.com usa almeno una precauzione: basta compilare una scheda con i propri dati e quelli del­ l'attività praticata (modi, ritmi ecc.) ed alcu­ ni medici sportivi consiglieranno l'integra­ tore più adatto e il modo di assunzione. Ed è meglio di niente, se si pensa che nella farmacia sotto casa gli integratori si com­ prano senza ricetta e senza consiglio di alcun specialista.

Se amate gli sport invernali ed amate i cani, forse lo slegdog è lo sport che fa per voi. Ave­ te presente le spedizioni artiche vecchio sti­ le, o i film di "Zannabianca"? Lo slegdog è proprio questo: la corsa sulla neve su slitte trainate da cani. Quella che era una necessità, l'unica possibilità di spostarsi celermente sulla neve, da qualche tempo è diventata uno sport. Che sta prendendo pie­ de anche in Italia. Su internet i siti sullo slegdog abbondano, : prodighi di informazioni su dove procurarsi l'attrezzatura, a partire dalla slitta e dai cani, come allenarsi, dove competere. Questo sito che segnaliamo è solo uno dei tanti, un punto d'inizio come un altro.

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Diciamo francamente: a chi non è mai venuta la voglia di lanciare un boomerang, magari dopo aver visto una delle tante repliche di film come ’Mr. Cocodrile Dun­ dee"? Da arma degli aborigeni, in Austra­ lia il boomerang è diventato un attrezzo sportivo. Ciò che è meno noto è che anche da noi ci si può cimentare con lo strano aggeggio in vere e proprie gare. Al nuovo sport (o moda? Sarà il tempo a dirlo) sono dedicati alcuni siti internet, tra cui questo, che fornisce anche le istruzioni necessarie per costruire da sé un boomerang e impa­ rare Tabe del lancio. Ovvero, ti dà la pos­ sibilità di provare gratis.

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Giustizia, pace e fratellanza tra tutti i popoli del mondo soi i difficili ma possibili traguardi a cui anche l'ambito sportivo può dare un contributo concreto. Il CSI, in collaborazione con l'Ufficio per la Pastorale del Tempo Libero e Sport della GEI, forte della propria esperienza ed linea con i valori autentici insiti nello sport, ha avviato da oltre 5 anni dei progetti in Africa per la formazione degli educatori e animatori sportivi e la realizzazione di società sportive. Questa la sfida lanciata nella convinzione che noi sia giusto imporre ai paesi in via di sviluppo il modello occidentale dello sport spettacolo. Ai Paesi più poveri, l'occidente ruba bambini e giovani, attraendoli con il miraggio di diventare campioni, ed impone un modello sportivo distorto, che invece di proporsi come motore di aggregazione e di educazione tra i giovani, insegue la ricerca, la selezione e l'addestramento del campione. Quest'anno il paese destinatario dell'intervento è il Camerun ed il progetto consiste nel realizzare piccoli impianti sportivi nei villaggi per favorire la promozione dell'attività sportiva. Solidarietà, quindi, e comunione di intenti tra chi vuole realizzare una vera ''civiltà dell'amore", come ci ha invitate a fare il Papa. Un aiuto particolare all'iniziativa verrà da Tele2 che si è impegnata a devolvere un contributo all'iniziativa "Sport fo Africa" del CSI per ogni contratto telefonico attivato in convenzione.

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SPICCHI DI PALLONE

BOTTE E BOTTINI Ol FINE ANNO

di Bruno Longhi

Botte e bottini di fine anno DA RONALDO, PALLONE D’ORO, Al DOLORI DELLE AGRESSIONI DEI TIFOSI Se ne va un anno non particolarmente esaltan­ te per il nostro calcio, un 2002 che sarà ricor­ dato per lo splendido "centenario" del Reai Madrid, per il mondiale dirompente di Ronaldo, per la solita Juve, per la nostra seconda Corea (dopo quella del '66), per i debiti dila­ ganti, per il ritorno della violenza negli stadi e pure per le aggressioni ai giocatori. Purtroppo le immagini da copertina, scolpite nella nostra memoria, sono tutte bianche come le maglie delle merengues, i giocatori del Reai Madrid: la sontuosa demi-volee di Zidane nel­ la finale di Champion's League all'Hampden Park di Glasgow, le sette reti di Ronaldo al mon­ diale nippo-coreano, le inarrestabili accelera­ zioni di Roberto Carlos a Montecarlo nella fina­ le della Supercoppa europea, e poi ancora il trionfo di Yokohama con Ronaldo di nuovo sugli ; scudi. Già, il "Fenomeno", proprio come Napoleone. Per entrambi un fatale 5 maggio. Entrambi nel­ la polvere e poi sull'altare. Le sue lacrime, gonfie di rabbia, di tristezza e : di amarezza. E poi i suoi sorrisi, la gioia irrefre­ nabile, il dolce sapore della vittoria. Momenti felici riconquistati e rivissuti a caro prezzo. Quello pagato dai sostenitori dell'lnter che ancora oggi non gli perdonano il tradimen­ to. Ma il nuovo calcio dello show-business impo­ ne questo ed altro. Per esempio che le stelle non siano sempre le stesse, che la maglia non sia più il vessillo da sbandierare in nome della fedeltà all'ideale di ieri, di oggi, di domani. Non ci saranno più traditori nel calcio, perché è stata derubricata la parola “tradimento". A tradire, semmai, sono soltanto quei presiden­ ti troppo sprovveduti o troppo furbi che hanno portato o stanno trascinando nel baratro socie­ tà che hanno fatto la storia del nostro calcio. Questo 2002, purtroppo, ci offre i due rovesci della stessa medaglia: la Fiorentina costretta a cambiare campionato e pure nome come un ladro inseguito dai creditori.

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La Lazio che - alla faccia della dissestata situa­ zione patrimoniale - riesce ad essere più forte dei debiti, degli stipendi che non arrivano, e di penalizzanti (sulla carta) operazioni di merca­ to; e alludiamo alle forzate cessioni di Nesta e Crespo. Mentre c'è chi sperpera e cerca di salvarsi, c'è pure chi ha capito in fretta la lezione ed è cor­ so prontamente ai ripari. Il riferimento, dovero­ so, è al Parma che nel giro di pochi mesi ha abbassato il monte-stipendi da 170 a 80 miliar­ di di vecchie lire, e ciò nonostante sta dimo­ strando che le idee, talvolta, possono più degli investimenti faraonici. Tra i due eccessi - chi spende e chi meno spende - c’è come al solito la solita normalità della Juventus: investimenti forti (ma il passo non è mai più lungo della gamba) protetti e sostenuti da potenti e lungimiranti operazioni di marketing che producono il... solito scudet­ to. Ma in Europa stentiamo. Non siamo più quelli di qualche tempo fa e lo ha confermato la pri­ ma parte di questo anno solare: fortunatamen-

te gli ultimi due tur­ ni - che sarebbero poi i primi due della seconda fase di Champion's League sono il chiaro segnale che qual­ cosa sta cambian­ do, anche e soprat­ tutto nell'atteggia­ mento delle squa­ dre, ma gli eventua­ li frutti saranno visi­ bili soltanto nell'an­ no che verrà. Stentiamo (o ab­ biamo stentato) in Europa. Abbiamo R9ROnRL_uO.COM fallito nel Mondo. Sul piano dell'atteg­ giamento tattico e della fluidità della manovra, la Nazionale di Trapattoni ha pagato l'assenza di centrocampisti di grande spessore tecnico. Sul piano dei risultati ha pagato più del dovuto perché purtroppo Byron Moreno - e tutti quelli come lui - esiste. Ma anche in relazione all'azzurro, il futuro ci induce a ottimistiche previsioni. Ciò che - purtroppo - non fa ben sperare è que­ sta nuova, orrenda, moda di aggredire i calcia­ tori per punirli dei risultati insoddisfacenti. Il pub­ blico degli stadi, come quello che sta a teatro o al cinema, ha i suoi strumenti per esternare il proprio "sgradimento": fischiare gli attori e diser­ tare in futuro il luogo della rappresentazione. Aggredire o picchiare è da barbari. Non da tifo­ si. È il mezzo più rapido di chi non ha né arte né parte, per essere protagonisti. Purtroppo c'è poi anche chi convoca questi avanzi di galera ai dibattiti televisivi. E così il mostro crea altri mostri pronti, per un attimo di celebrità, ad imitarne le malefatte. Ma questi sono fatti e storie del 2002. E allora: buon 2003 a tutti.


PAROLE DI SPORT

STELLA

di Claudio Arrigoni

Stella È NATALE: ANCHE NEL FIRMAMENTO SPORTIVO BRILLANO COMETE E “STAR”

Non sono così lontane. Non sono neppure così numerose. E su di loro ne sappiamo più di quanto ne sappiano gli astronomi sui misteriosi ammassi di idrogeno e di elio che brillano di notte nel cielo. Ma una cosa, oltre al nome, hanno in comune: anche loro sono circondate da un chiarore inconfondibile, da una luce affascinante, in una parola anche loro splendono di "luce propria". Stiamo parlando delle "stelle" dello sport, di quei campioni che, grazie a straordinarie imprese, sono diventati per tutti noi delle "star”, delle stelle appunto. Relè, Maradona, Michael Jordan, Cassius Clay; ma anche Jury Chechi, Antonio Rossi. Impossibile elencarli tutti, come impossibile è mettersi a contare le stelle del cielo. L'importante è che ci siano, che siano sempre lassù, in alto. Perché anche lo sport, come un cielo notturno, ha bisogno delle sue luci. Ma come le stelle del cielo, anche quelle del firmamento sportivo non sono tutte uguali, non si comportano alla stes­ sa maniera. Alcune ad un certo punto devia­ no dalla giusta traiettoria, altre scompaiono precocemente, altre ancora si spengono sul più bello. Penso a Bjorg Borg o a George Best. Stelle di assoluta grandezza sopra un campo da tennis o un terreno di calcio, ma appena fuori, appena terminato il loro ciclo vincente, si sono smarrite. Hanno cominciato a "errare” qua e là negli oscuri labirinti dell’e­ sistenza. Penso a Marco Macina, Ezio Ven­ derne, Francesca Bentivoglio e chissà quan­ ti altri. Stelle che hanno brillato per un perio­ do troppo breve, vere e proprie meteore di cui ad un tratto si è persa ogni traccia senza un'autentica ragione, se non forse l'incapaci­ tà di adattarsi alle leggi, talvolta troppo rigi­ de, del “cosmo* sportivo. Penso infine a quegli atleti che ancora all'a­ pice del successo, del loro splendore, non sono stati capaci di chiudere in un modo altrettanto brillante la loro carriera. Un nome per tutti: Maradona. Indiscussa 'supernova' del calcio mondiale, ha illuminato con la sua

immensa classe i vicoli più bui di una città come Napoli (suo il sigillo sugli unici due scu­ detti del capoluogo partenopeo). Ha conteso all'altro grande astro del calcio mondiale, Pelè, il titolo di giocatore del secolo. Eppure nulla ha fatto per evitare di essere inghiottito nel vortice di un ‘buco nero". 0 come Marco Pantani, il "pirata" che ha illuminato un Giro d'Italia e un Tour de France in una sola sta­ gione e poi un giorno, su quelle stesse stra­ de che un anno prima lo avevano visto trion­ fare, ha finito per varcare anche lui la linea d'ombra dello sport. Ma nonostante la delusione e il rammarico, ci resta una certezza. Per ogni stella errante, per ogni meteora, per ogni stella cadente ce ne sono mille altre pronte nuovamente a nascere per non lasciare noi, tifosi appassio­ nati, col più desolante degli spettacoli: quello di volgere lo sguardo in alto e trovare un cie­ lo spento. E non importa se la nuova stella sarà un genio della pedata o un corridore sulle due ruote, un campione bravo sul ring o a mulinare le braccia in una piscina, un normodotato o un

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Giovanni Paolo II con Marco Pantani. Sotto: Pelò, il grande astro del calcio mondiale.


PAROLE DI SPORT

STELLA

I » Maradona, artefice dei due scudetti del

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disabile, l'importante è che riesca sempre a tenerci con il naso all'insù per farci ammirare il suo splendore, per farci sognare, proprio come in quelle sere d'estate quando restia­ mo ammutoliti a guardare il cielo stellato. Nell'antico Oriente la stella era considerata come il segno di un dio, di un re divinizzato. ’Dov'è il re dei Giudei che è nato? chiedeva­ no i Magi giunti a Gerusalemme. 'Abbiamo visto sorgere la sua stella". Non sembri irriverente il paragone, ma anche gli atleti, per tutti gli amanti dello sport, sono dei veri e propri “re". E da re “illuminati" pen­ siamo debbano comportarsi per se stessi e soprattutto per quanti stanno a guardarli. "Oh grande astro! che sarebbe della tua felicità, se tu non avessi coloro a cui splendere?'. Così parlò Zarathustra-Nietzsche quando si recò sulla montagna e aveva ragione da ven­ dere. Il pubblico è l'anima dello sport e meri­ ta il più alto rispetto. E non va mai ingannato. I giovani imparano molto di più dalla condot­ ta esemplare di uno sportivo, del loro cam­ pione, piuttosto che dalla fastidiosa retorica dei nostri proclami. Gli ideali dello sport, che sono la correttezza, la lealtà, il rispetto e lo spirito di sacrificio sono i nostri stessi ideali. È possibile allora che anche dal “buio" nasca improvvisamente una "stella”. Che un'atleta come l'americana Maria Runyan, nell'oscuri­ tà da vent'anni per una malattia alla retina, decida di farsi lei "luce" per gli altri, per tutti coloro che in situazioni di difficoltà hanno bisogno di una guida, di un esempio che li illumini, che mostri loro l'importanza di non • mollare mai, di crederci sempre. Come ci ha creduto anche Francesca Pomellato, un'atle­ ta disabile (senza gli arti inferiori) che dopo aver vinto già una volta la Maratona di New York, l'abbiamo vista sorridente seconda sul traguardo di quest'anno. Ma nel mondo dello sport non ci sono soltan­ to stelle di prima grandezza. C'è anche una miriade di altri corpi celesti. Sono i "corpi" di tutti quegli atleti, giovani e meno giovani, che vivono lo sport come uno straordinario momento di crescita individuale, un modo per stare insieme, per imparare a confrontarsi nel pieno rispetto delle regole e dell'etica sporti­ va. Non sono stelle nel senso pieno della parola, di certo non brillano di luce propria, ma tutte insieme formano un'immensa galas­ sia altrettanto luminosa e importante per la nostra società. Una galassia di fronte alla quale le "stelle" dello sport, per questa volta, non possono che stare a guardare e avere rispetto.


VITACSI

LANTERNE ROMANE

di Danilo Vico

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Lanterne romane TREMILA RAGAZZI CORRONO CON LE BUSSOLE A VILLA BORGHESE E VILLA PAMPHILI

Roma capitale dell’orienteering. Il 19 dicembre ed il 22 novembre scorsi diverse scolaresche romane e laziali si sono date appuntamento nelle due più belle aree verdi capitoline per due mattinate dedicate all'orienta­ mento. Si è svolta a Villa Borghese la prima prova del "circuito scolastico orien­ teering CSI Roma" promossa dal CSI capitolino in collaborazione con la MIUR e l'Ufficio sport del Comune di Roma. 1.100 ragazzi di 26 scuole medie di Roma e provincia (in pulmann sono giunti da Fiumicino, Vitinia, Riano, Rocca di Papa, ecc.) han­ no invaso la bellissima area verde capitolina, dal Pincio a Piazza di Sie­ na, regalandosi una bella gita scola­ stica dal sapore sportivo. Tre ore intense trascorse tra cartine, busso­ le, lanterne, punzoni, predisposti appositamente dai commissari in alcuni punti caratteristici della villa, su percorsi diversi. Gustosissimi i ristori forniti dalla Cen­ trale del latte di Roma: budini, yogurt sono stati assai apprezzati dai nume­ rosi ragazzi partecipanti all'iniziativa. Un circuito che ha un indirizzo pret­ tamente didattico, dove tutti i ragaz­ zi di ogni classe si esercitano con i loro professori, dopo aver appreso in aula le nozioni fondamentali di que­ sta affascinante disciplina. Sport per tutti, dunque, non solo per i più allenati o i più assidui, con un particolare trail-0 allestito al Pincio per i ragazzi diversamente abili, che

hanno così svolto il loro percorso d'o- mente, l'educazione fisica che fa da rientamento; un lavoro di precisione spina dorsale. Insomma è un tipo di basato, per i ragazzi in carrozzina, su scuola viva". una particolare scelta da diversi pun- Appuntamneto a febbraio quando a ti di visione. Roma si correrà la gara provinciale. La seconda prova è andata in scena sei giorni prima di Natale su entram­ bi i lati della bellissima Villa Pamphili. Quel giovedì, dalle 9,30 alle 12,30, stesso copione e medesima adesio­ ne (30 scuole con circa 1500 ragaz­ zi), con la partecipazione anche di altre scuole (Ladispoli, Bracciano, Grottaferrata), sempre dirette e coor­ dinate dalla commissione tecnica e con il consueto e prezioso aiuto dei volontari e degli obiettori di coscien­ za in forza al CSI Roma. Il CSI romano, con grande forza e passione ha lanciato questa discipli­ na riuscendo ad incrementare negli anni il numero dei seguaci. Franca Nadalin, responsabile nazionale orienteering CSI, afferma con soddi­ sfazione: “Da 10 anni il nostro comi­ tato anima i parchi e le ville della cit­ tà con le corse ad orientamento. Sia­ mo stati negli anni a Villa Glori, a Vil­ la Torlonia, a Villa Gordiani. Il primo anno alla Garbatella siamo partiti con tre scuole e 60 ragazzini. Non si conosceva nel Lazio. Ora invece coinvolgiamo una trentina di scuole ogni volta. È un'attività che piace molto nei circuiti scolastici, perché concentra varie materie, dalla geo­ grafia, attraverso le cartografie, all'e­ ducazione tecnica ed artistica nella costruzione delle lanterne, e, naturai-

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ARGOMENTI

LA CEI IN ASSEMBLEA di Rita Salerno

La CEI in assemblea I

TRE GIORNI DI LAVORI. I VESCOVI CI INVITANO A SUPERARE LE PAURE DEL FUTURO

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Una Chiesa che guarda al futuro con speranza, animata da fiducia nell'uo­ mo e nelle sue potenzialità. Anche se il rischio di un declino del "sistemapaese" è reale. Il messaggio che l'assise dei vescovi italiani appena con­ clusa a Collevalenza lancia alla so­ cietà è un chiaro invito a superare la paura del futuro, le scelte dettate dal­ la ricerca di sicurezza a tutti i costi, come quella di rifiuto a mettere al mondo un figlio per timore dell'incer­ to futuro. Di più. È un appello al pae­ se e ai suoi governanti a mettere da parte "la conflittualità fisiologica in un sistema democratico". Per il cardinale Camillo Ruini, presi­ dente della Cei, cui spetta tirare le somme della tre giorni di lavori, non si reagisce alla conflittualità spe­ gnendola, evidente riferimento alle parole pronunciate dal Papa in occa­ sione della recente visita al Parla­ mento. ma "dandole uno spazio, cer­ cando però di tenere sempre fermo come punto di riferimento il bene comune della società, e quindi la capacità di dialogo e di confronto tra le diverse istanze e posizioni". È, dunque, un atteggiamento di fidu­ cia quello che l'episcopato italiano nutre, convinto delle "possibilità cul­ turali e sociali del paese che hanno radici profonde e capillari" in grado di individuare soluzioni concrete per uno sviluppo che metta al centro la persona umana. Nonostante le nubi che si addensa­ no sempre più nello scenario interna-

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zionale, come la crisi Usa-lraq e la drammatica spirale di violenza me­ diorientale, e in quello nazionale che prende la forma delle gravi difficoltà in cui si dibatte la Fiat, azienda sim­ bolo dell'economia italiana. Per non parlare, poi, la mancanza di 'un disegno organico di riforma del sistema fiscale che faccia perno sul­ la famiglia e sul suo ruolo nella generazione ed educazione dei figli", co-

me Ruini ha ricordato nella sua pro­ lusione. Motivo di preoccupazione offre ai vescovi italiani anche il mondo dei media, che hanno grande influenza sulla "tenuta morale delle famiglie e dell'intera società", colpevoli di insi­ stere sulla cultura dell'effimero, sul sesso fine a se stesso, sulla violenza e sulla cronaca nera. L'analisi dei presuli mette in guardia gli addetti ai lavori dalle reazioni di stanchezza e di rigetto degli utenti ed invoca un "cambiamento di rotta, almeno par­ ziale, che dia spazio ai valori etici, alle testimonianze ed esperienze positive della vita". Ma nel grande salone della Casa del Pellegrino di Collevalenza era palpabile il timore per la vicenda allarmante della Fiat, la cui portata va ben oltre l'ambito degli insediamenti industriali direttamente interessati. Di questo timore, oltre al cardinale Ruini, se ne è fatta portavoce la com­ missione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace che in un comunicato ha inco­ raggiato la proprietà, il governo e le forze politiche e sociali a "non lascia­ re nulla d'intentato per evitare i licen­ ziamenti e ad approntare gli eventua­ li ammortizzatori sociali". Altro punto su cui si è concentrato il porporato, riprendendo il discorso del Papa del 14 novembre scorso a Mon­ tecitorio, è stato l'indulto. Il Pontefice, ha ricordato il presidente della Cei nella conferenza stampa conclusiva


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“non ha chiesto specificamente l'am­ nistia e l'indulto’, ma 'a meno di non voler far entrare il Papa in contraddi­ zione con se stesso, ha specificato che tutelare la sicurezza dei cittadini non comporta il dire 'no' a qualunque forma di riduzione della pena'. Bisogna insomma cercare di contem­ perare le due esigenze di clemenza verso i detenuti e quelle di tutela del­ l'ordine pubblico. Ma l'attualità si innesta nella riflessio­ ne incentrata sul rapporto tra le neu­ roscienze e la visione cristiana del­ l'uomo, filo conduttore dei lavori as­ semblear!. Il dibattito, che ruotava at­ torno alla domanda “chi è l'uomo?', ha visto in un serrato confronto su men­ te e corpo un neurofisiologo di primo piano come Flavio Keller docente all'Università Campus Biomedico di Roma e un teologo di razza, come monsignor Pierangelo Sequeri, do­ cente di teologia fondamentale alla Facoltà teologica dell'Italia settentrio­ nale. Un dialogo a due per dire che il principio determinista non è una leg­ ge assoluta in grado di spiegare la complessità dell'uomo, che la riduzio­ ne dell'essere umano ad un fascio di reazioni nervose non rende ragione della sua dimensione spirituale. Di qui, la necessità di prestare mag­ giore attenzione alla 'pastorale del­ l'intelligenza' rivolta a quanti opera­ no nel campo della ricerca e della divulgazione scientifica, sulla scia del progetto culturale ispirato cristia­ namente. È stato l'arcivescovo di Milano, car­ dinale Dionigi Tettamanzi, a tracciare la mappa dell'impegno futuro. In base agli spunti emersi a conclu­ sione della tre giorni, il porporato ha riconosciuto che 'occorre incremen­ tare il dialogo e la presenza nei luo­ ghi e nei circuiti della ricerca scienti­ fica per leggere i dati alla luce del­ l'antropologia cristiana'. Coniugare fede e ragione, per l'arci­ vescovo, significa porsi il problema educativo dell'uso intelligente dell'intelligenza, valorizzando il dialogo non solo tra seminaristi, sacerdoti e ope­ ratori pastorali, ma anche laici, spe­ cialmente tra gli addetti ai lavori nel campo della comunicazione sociale.

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TRAME DI GIOCO

VITA E VOLI DI GILLES VILLENEUVE

di Darwin Pastorin

Vita e voli di Gilles Villeneuve cultura: Andrea Scanzi, che di soprannome fa Rui per omaggio all'adorato Portogallo di Fernando Pessoa e Rui Costa, di Mario de Sà-Carneiro e Paulo Sousa. “Il piccolo aviatore" narra la storia di un pilota immenso e fragile, che è morto "guardando le stelle". L'erede di Lauda, voluto fortemente da Enzo Ferrari, ritorna sulla terra, per correre e commuoverci, per riportarci all'epoca romantica della Formula Uno. Andrea Scanzi firma un piccolo capolavoro: di ricerca, di scrittura, di sensibilità letteraria e poetica. Ogni capitolo è accompagnato da un brano di canzone d'autore: De André, Fossati, Gaber, Dylan. Ed è un altro modo per farci sentire più vibrante, più vicino, questo racconto di vita e di morte, di attesa e di speranza. Leggiamo Scanzi, dunque.

Ci sono libri che consolano, che fanno bene al cuore, che si leggono d'un fiato e quando sei arrivato all'ultima parola dici: peccato. La casa editrice Limina (benemerita, ormai da anni, per quanto concerne il rapporto sport&letteratura) ha pubblicato "Il piccolo aviatore", vita e voli di Gilles Villeneuve. A scriverlo è uno dei nostri giovani scrittori più promettenti, un tipo lunare e strampalato, ricco di ironia e

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Gilles Villeneuve vive correndo e muore di fraintesa lentezza. Di solitudine, rabbia, •deconcentrazione. Disamore, impazienza. D'imperizia, errore, fatalità. In decollo, 1'8 maggio 1982. Fraintesa lentezza, perché il giro dell'incidente era quello del rientro ai box. Forghieri l'aveva già chiamato. Solitudine, come Peterson, perché Joann non c'era. Da quando correva in Formula 1, era capitato si e no cinque volte. Era rimasta a Monaco, a preparare la comunione di Melanie. Rabbia, perché non ebbe il tempo di metabolizzare Imola. "Un pilota ha già troppe cose a cui pensare. Se si permette di essere arrabbiato, di ripensare a torti passati, diventa terribilmente vulnerabile". Scheckter, dopo la morte di Villeneuve, si sentì in dovere di aiutare Joann e i bambini. Lo fece.

Deconcentrazione, perché aveva ragione Jody. Stava rientrando ai box. Doveva rallentare, non sapeva rallentare. Quando era costretto a farlo, diventava meno senziente. La combinazione di rabbia, deconcentrazione e giro di decelerazione, provocando un drastico abbassamento della sua lucidità. Disamore, perché quella Formula 1 non l'amava più, perché si sentiva tradito da tutti, perché lo shelter di Joann non bastava, non poteva bastare a salvarlo. Impazienza, perché un secondo posto era poco, troppo poco in quattro Gran Premi. Era infamante. Imperizia, perché i piloti erano niente. Errore, perché fu lui a sbagliare e non Mass. "Solo Villeneuve poteva scegliere l'azione più rischiosa, cercando di superare una macchina più lenta seguendo la traiettoria più difficile. Le probabilità di sbagliare erano troppe". L'inchiesta FISA diede ragione a Lauda, scagionando totalmente Mass. Fatalmente, perché se Jochen non fosse stato lì, se a Imola ci fosse stato Forghieri, i se Villeneuve fosse cambiato. Se, non vuole dire niente. Muore in decollo, perché un aviatore muore così. Ecco, questo è solo un piccolo, ma illuminante, esempio della prosa di Andrea "Rui" Scanzi. ‘Il piccolo aviatore" è un libro da tenere sul comodino: per quelle sere di lenta malinconcia, di sottile nostalgia.

Andrea Scanzi, “Il piccolo aviatore, Vita e voli di Gilles Villeneuve', Limina, pagine 160. Euro 12, 90.


^... ARGOMENTI

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NATALE É... di Manuela Robazza

Natale e... NATALE È DIO CHE VIENE INCONTRO ALL'UOMO. QUALE IMMAGINE PIÙ SIGNIFICATIVA PER DIRE CHE COSA DEVE ESSERE L'ORATORIO? Attendiamoci! Questo verbo è molto bello e adatto al Natale. Nei suoi due significati: a Natale Dio “ha posto la sua tenda tra noi” e noi siamo chia­ mati a nostra volta a porre la nostra tenda sulla terra dei fratelli, a diven­ tare per loro "prossimo", ma siamo anche chiamati ad attenderci gli uni gli altri, perché nella persona che avviciniamo è Gesù che viene ad incontrarci. Attendiamoci! Pensandoci bene l'o­ ratorio è un po' come il Natale! • Natale è prima di tutto una notizia: Dio l'Altissimo ha posto la sua dimo­ ra tra di noi, è venuto in mezzo a noi, uno di noi, si è fatto piccolo con I pic­ coli, povero con i poveri. E l'Oratorio è proprio questo: fare in modo che ognuno si senta accolto. L'oratorio è lo spazio in cui gli adulti si fanno pic­ coli, i poveri sono i più importanti, l'impegno di tutti è mettersi nei panni dell'altro per coglierne bisogni o atte­ se. • Natale è un regalo: Dio ci regala suo Figlio, dono grande e gratuito per tutta l'umanità. E l'oratorio è un dono continuo di se stessi, del pro­ prio tempo, delle proprie risorse del­ la propria vita. Gratuitamente. Gli educatori donano e regalano se stes­ si, i ragazzi regalano la bellezza del­ la loro vivacità. La chiesa regala un luogo dove crescere come fratelli e le persone donano alla chiesa la for­ za della loro fede che cresce anche nel tempo libero. • Natale è un incontro: Dio incontra

l'umanità, si china verso di essa, vie­ ne incontro all'uomo, ad ogni uomo. E l'oratorio è per eccellenza il luogo dell'incontro festoso, sincero, senza il suono della campana. Luogo del­ l'incontro fraterno tra coetanei, ma anche tra generazioni, gustando la bellezza di scoprire tante ricchezze nell'altro! • Natale è gloria in cielo e pace in ter­ ra: è lodare Dio, e ringraziarlo per il suo dono ma anche impegnarsi per­ ché la terra sia una casa degna del figlio di Dio, piena di amore, di giu­ stizia e di pace. E l'oratorio è il luogo della preghiera ma anche dell'impe­ gno, della catechesi, ma anche del laboratorio missionario, della fede e della gioia. • Natale è una promessa: anche se l'umanità non se lo merita, il Signore verrà. E l'oratorio è il luogo della spe­ ranza: anche se a scuola non ti senti accolto, in famiglia non sempre c'è serenità, la società non si ricorda di te... all'oratorio trovi una scuola, una casa, una società che hanno cuore e anima! • Natale è una stella che indica la direzione. E l'oratorio è in grado di offrire un orientamento, una direzio­ ne, un aiuto a discernere il vero, a scoprire la propria vocazione, a capi­ re la direzione. Basta incontrare un adulto in gamba capace di ascolta­ re, comprendere, consigliare.

Sì dice che Mosè non ti poteva guardare faccia a faccia e che si levò i sandali per parlarti, e questo è vero. Che Isaia profeta si purificò le labbra con un carbone acceso per pronunciare il tuo nome, e questo è vero. Si dice che il tuo popolo ha curvato davanti a te la fronte nella polvere, davanti a te Dio grandissimo per pregarti, e questo è vero. Ma tu sei il Dio che ama e ti rifiuti di vedere l'uomo tremare davanti a te. E per farti veramente conoscere, hai preso posto in mezzo agli uomini. Tu sei divenuto tutto prossimo. Tu sei venuto in Gesù Cristo, a mostrare il tuo vero volto lucente di sudore, corrugato per le preoccupazioni, inquieto per la fame, illuminato da mille soli per l'amicizia, spezzato dal dolore. lo so che questo è vero, lo non ho più paura perché Dio è con me. Dio tra gli uomini, Dio così vicino. Dio. Uomo. lo so che questo è vero.

Natale è Dio con noi. E l'oratorio è Dio con noi!

BUON NATALE!

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VITACSI

GIOCA CON NOI NON CON IL FUMO di Enza Poltronieri

Gioca con noi non con il fumo A MODENA INSIEME A MEDICI E ATLETI DEL CSI PER INFORMARE I GIOVANI SUI DANNI PROVOCATI DAL TABAGISMO PIANO PER LA SALUTE

Passeggiare, crescere, studiare, correre, dell'iniziativa organizzata dall'AusI di Mode­ danzare, avere amici: la salute è questo e na dall'11 al 17 novembre, che per sette molto altro ancora. Non basta non avere giorni ha messo in campo, da una parte, malattie; salute è poter esprimere al meglio volontari della Lega Italiana Lotta al Fumo le proprie potenzialità in armonia con gli altri ed esperti in grado di fornire informazioni e e con l'ambiente. È il risultato di un percor­ consigli sul problema del tabagismo; dal­ so talvolta lungo, influenzato da molteplici l'altra i volontari e gli atleti del CSI Modena fattori individuali, sociali e ambientali sui per testimoniare l'importanza dello sport quali si può intervenire, attraverso la pre- nella lotta al fumo e nell'adozione di stili di venzione, per migliorare il benessere di eia- vita corretti, tra i quali vi è l'attività fisica scuno: giovane, adulto o anziano. regolare. Dalla consapevolezza che la salute non è Nella galleria del GrandEmilia i giovani dai un tema esclusivamente sanitario, nasce la 6 ai 15 anni dell'Atletic Città dei Ragazzi, gli necessità di un Patto di Salute fra tutti i pro­ educatori dell'oratorio Don Bosco di Formitagonisti sociali. A Modena questo patto, da gine e l'Associazione Dynamis Manzolino, circa due anni, ha preso le forme del Piano coordinati dalla Commissione tecnica di per la Salute (PPS), secondo gli indirizzi dati tennistavolo CSI, hanno tenuto tornei di tendal Piano Sanitario Regionale. Ad impe- nistavolo coinvolgendo anche i visitatori del gnarvisi sono Enti locali, aziende sanitarie, centro commerciale. Mentre nei pomeriggi istituzioni, associazioni, mondo no-profit e successivi si sono alternate le lezioni di spinning, step e kik boxing della palestra del volontariato. Il CSI che dall'inizio del secolo scorso ha Eurofitness; quelle di step ed aerobica delfatto dello sport un momento di aggregazio- la palestra Toning Fitness; le performance ne sociale, di educazione, di crescita, di di arti marziali della palestra Geesink e le impegno e di prevenzione, formando intere esibizioni di danza delle scuole Accademia generazioni di sportivi e di cittadini, non Danza Studio, CUS Modena, Associazione poteva mancare all'appello. Senza contare l'importanza che l'attività fisica e un sano stile di vita hanno nella prevenzione di qua­ si tutte le patologie più diffuse. Ne è nato un sodalizio tra Azienda USL di Modena e CSI Comitato provinciale di Modena che nelle scorse settimane ha portato all'interno del più grande centro commerciale della regio­ ne Emilia-Romagna, Il GrandEmilia, medici, volontari e centinaia di atleti di tutte le età per dire a chi fuma di smettere e dissuade­ re i giovani dall'iniziare a fumare. 'Gioca con noi e non con il fumo’ è il titolo

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Danza Ginnastica A.DA.Gl e Libertas Fiora­ no. Una vera sorpresa per i visitatori del Centro sono state le dimostrazioni di attività moto­ ria del gruppo anziani, durante le quali gli over 55 hanno mostrato quanto un'attività fisica specifica e regolare permetta di con­ servare buona forma fisica e articolazioni ben funzionanti. L'attività motoria per anziani organizzata dal CSI rientra nei percorsi 'Benessere' del Comune e coinvolge a Modena parecchie centinaia di anziani. Ottimo il successo raggiunto dall'iniziativa, soprattutto nelle giornate di sabato e dome­ nica quando migliaia di visitatori del Centro Commerciale si sono affollati davanti alle esibizioni sportive. Alcuni dati per quanto riguarda la lotta al fumo: a fumatori, parenti o amici di fumatori che hanno incontrato gli operatori dell'a­ zienda sanitaria sono stati distribuiti circa 2.000 depliant con i numeri dei centri anti­ smoking, altrettanti portacard, altri 2000 pie­ ghevoli e reminder per spiegare cosa è il Piano per la Salute; infine sono state un cen­ tinaio le spirometrie effettuate e circa 300 i questionari somministrati per misurare il grado di dipendenza da nicotina.


PER ALLENAMENTO

GLI SQUILIBRI MUSCOLARI NELLO SPORT

di Alfredo Stecchi

Os squilibri muscolari nello sport Negli ultimi tempi lo sport ha messo in evidenza notevoli miglioramenti nella tecnica e nel rendimento fisico-atletico al fine di migliorare la spettacolarità e la performance in generale. Tali miglioramenti, tuttavia, hanno predisposto i vari atleti ad una più spiccata predisposizione all'infortunio: il motivo risiede soprattutto nella ripetizione infinita dei gesti specifici tipici di ogni disciplina sportiva che portano a lungo andare a degli squilibri muscolari controproducenti la corretta e razionale attività. Il concetto di squilibrio Per squilibrio muscolare si intende una condizione di mancanza di equilibrio tra la forza di gruppi di muscoli che si trovano correlati tra loro attraverso un 'rapporto funzionaie", qual è, ad esempio, il rapporto tra un muscolo che in un determinato gesto fon­ ziona da agonista e quello che nello stesso movimento risulta l'antagonista. È giusto sottolineare che non sono soltanto le strutture muscolari ad andare incontro a questo genere di destabilizzazioni, ma anche tutto il complesso che riguarda i tendini e le capsule articolari interessate a tutta la catena cinetica. In pratica, i muscoli sollecitati con più frequenza e più intensità si ipertrofizzano dando vita ad irrigidimenti, accorciamenti e retrazioni: in questo modo, se non si interviene compensando questi stati e allungando adeguatamente i muscoli ipertrofici, ac-

cade che le inserzioni osteo-tendinee si avvicinano tra loro perturbando ovviamente tutto l'equilibrio cinetico esistente. Gli altri muscoli che si inseriscono sulla stessa leva ossea saranno cioè disturbati da questo squilibrio trasmettendolo a loro volta ad altre ossa; è facile così giungere alla conclusione che la retrazione di un singolo muscolo genera la retrazione di più muscoli costringendo il corpo ad adattarsi con compensazioni posturali. Nella maggior parte dei casi questo squilibrio è il frutto di allenamenti che considerando in maniera assoluta la specificità del gesto, esplicano effetti unilaterali prediligendo così l'azione agonista di determinati gruppi muscolari a discapito di quelli che possiedono una funzione contraria. lo questo contesto, la preparazione fisica che viene praticata nella fase pre campionato e durante tutta la stagione agonistica dovrà preoccuparsi di attuare allenamenti a

carattere preventivo soprattutto con riferi­ mento alle zone dell'apparato locomotore più soggette. Gli SQUILIBRI PIÙ FREQUENTI

Questo genere di problematiche possono generare infortuni in diverse zone del corpo. Un tipico esempio di patologia da squilibrio muscolare è la ‘sindrome da conflitto acromiale' della spalla. In questo caso i muscoli intrarotatori (gran pettorale, gran dorsale, deltoide anteriore e sottoscapolare) risultano esageratamente più forti dei piccoli muscoli che compongono la cuffia dei rotatori (sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo); questa maggiore forza si manifesta in un accorciamento che compor­ ta un'azione meccano-traumatica soprattutto nei punti di inserzione dei tendini provocando stati infiammatori fortemente limitanti la funzione.

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PER ALLENAMENTO

GLI SQUILIBRI MUSCOLARI NELLO SPORT

Nell'ambito del muscolari più frequenti sono soprattutto da riequilibrio della riferirsi al rapporto funzionale tra gli estensori situazione desta­ della gamba (quadricipiti), sicuramente più bilizzata, l'eserci­ forti dei flessori (ischiocrurali) la cui eserci­ zio raffigurato nel­ tazione viene spesso trascurata perché la l'immagine n. 1 loro funzione è erroneamente considerata rappresenta un non utile. valido sistema di Purtroppo il più delle volte questi squilibri rafforzamento sono la causa di frequenti infortuni a carico della cuffia dei del gruppo degli ischio crurali soprattutto rotatori che dovrà associarsi ad azioni di se si sottolinea l'incapacità da parte di que­ allungamento dei muscoli intrarotatori. ste strutture antagoniste di controllare adeAnche a livello della colonna verte* brale si verificano ANTIVERSIONE RETROVERSIONE molto spesso degli squilibri che sono la ^IRETTO LOMBARI causa di lombalgie ADDOMINALE e lombosciatalgie. ILEOPSAS Dalle immagini del­ ( la figura 2 appare GRANDE GLUTEO' chiaro che il poten­ ziamento dell'ileopRETTO \ ! T- FEMORALE soas, che è un for­ ESTENSORI COSCIA tissimo flessore del­ fig. 2 l'anca, unitamente ai retti femorali con­ tribuiscono ad una anteroversione del bacino; per compensa­ zione i muscoli sacro-lombari si adattano ad una nuova lunghezza accorciandosi gradual­ mente e provocando una tendenza progres­ siva all’iperlordosi andando a incrementare così i dolori alla schiena. Il compito del preparatore fisico dovrà in que­ sto caso concentrarsi soprattutto sull'allun­ gamento di questi muscoli con azione lordotizzante; per questo scopo può risultare estremamente utile inserire negli allenamenti di stretching la postura raffigurata nella figu­ ra n. 3. fig. 1

fig. 3

Contemporaneamente è fondamentale l'e­ sercitazione della parete addominale che con il suo potenziamento bilancerà la forza di trazione dello psoas e dei retti femorali. A livello degli arti inferiori, gli squilibri

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2002

guatamente le fasi finali dei movimenti esplo­ sivi in estensione. D'altro canto i tentativi di compensazione avvengono spesso solo con potenziamenti in regime con­ centrico, dimenti­ cando l'importan­ za della contrazio­ ne eccentrica che questo gruppo muscolare possie­ de soprattutto du­ fig. 4 rante gli sprint. Nella figura n. 4 viene raffigurata la macchina leg curi, indi­ spensabile per la sollecitazione dei flessori (ischiocrurali); l'allenamento su questa mac­ china dovrà essere svolto (soprattutto per chi pratica sport con frequenti esplicazioni di for­ za veloce ed esplosiva) prestando attenzio­ ne anche alla fase eccentrica, quando cioè la gamba si distende. L'allenamento specifi­ co dei flessori, contribuendo alla riduzione degli squilibri presenti, ridurrà inoltre le pos­ sibilità di infortuni all'articolazione del ginoc­ chio.


CONTROCORRENTE J FUORI I SECONDI! di Felice Alborghettl

Fuori i secondi! L'ATLETICA UCCIDE LO SPORT: DAL 2003 TOLLERATA SOLO UNA FALSA PARTENZA.

Dal 1° gennaio 2003 l'atletica cambia pel­ le... sulla pelle degli atleti. La IAAF, la fede­ razione di atletica mondiale ha approvato la norma (ritocco all'articolo 162, comma 7) che modifica le disposizioni sulle false par­ tenze. Se oggi - ed anche qui era stata una modifica recente a modificare la regola - si poteva tollerare una falsa partenza per atle­ ta, dal 2003 in poi qualsiasi seconda falsa partenza nelle gare di velocità - 100, 200, 400 m, staffette ed ostacoli compresi - ver­ rà punita con la squalifica. Per capirci, chiunque parta prima dello sparo per la pri­ ma volta verrà graziato, chiunque "si sbagli’ per secondo verrà punito. Chi legge in que­ ste righe di farsa partenza, non pensi che ci sia un refuso di stampa, o che abbia improvvisamente ingoiato pillole di romane­ sco. Perché di farsa si tratta. Motivo? Ele­ mentare Watson: la ditta mondiale sport&spot ha sentito il bisogno di elimina­ re tutti i tempi morti di gara, quelli che in televisione rallentano il programma. Si può al massimo "sopportare" un minuto di atte­ sa, il tempo per far tornare il fortunato pri­ mo ladro di partenze e i suoi colleghi ai blocchi di partenza. Con una grande spa­ da di Damocle sulla testa: chi sbaglia paga, chi anticipa precipita. Pensando ad esem­ pio a Un'Olimpiade, 4 anni di allenamenti e sacrifici possono rivelarsi completamente insignificanti, qualora un errore, possibile in ogni essere umano (ricordiamocelo sem­ pre) si verificasse. È risaputo che nelle gare di velocità, la sensibilità allo sparo è un aspetto tecnico su cui si lavora parecchio, e che qualcuno nel tempo abbia limato mil­ lesimi di secondo, cercando di approfittare di una minima esitazione dello starter. Ma

non è di record che vogliamo stare a discu­ tere, dicendo soltanto a tal proposito che se ne otterranno sempre meno, avendo con questa regola aumentato per forza i tempi di reazione allo start. Francamente però ci interessa più l'aspetto umano della faccen­ da, ponendo l'attenzione sull'atleta ai bloc­ chi, così più bloccato che mai. Stressato emotivamente, cervello e musco­ li, dovendo concentrarsi in tutta coscienza non soltanto sulla performance, ma anche su questo ulteriore freno psicologico. Prima che un robot infallibile, lo sprinter è una per­ sona. Perché mai, dunque, visto che co­ munque esistono giudici di partenza che riescono a cogliere ogni movimento sospet­ to, sorpassare tutto ciò, calpestare ancora una volta l'uomo, il suo istinto, i suoi impul­ si, a vantaggio di qualche misera (ricca) pubblicità. La regola che esisteva finora andava bene, ritenendo diabolico il secon­ do errore dopo esser stati avvisati una pri­ ma volta. E poi non esiste in ogni sport la tattica dì gara? Perché mai qui debbono essere vietati gli unici tatticismi possibili? Chi ha detto poi che una serie di false par­ tenze annoi il pubblico e non faccia spetta­ colo, quando invece il pathos e la tensione sale ad ogni bang. Citius, altius, fortius era un tempo lo 'slogan' di uno sport in cui vin­ ceva chi andava più veloce, più in alto, o chi era più forte. Ora andrebbe a nozze forse con una recla­ me di un'automobile. Tornano nostalgica­ mente in mente i tempi quando all'oratorio, si correva tutti insieme: pronti, partenza e via! E c'era sempre chi dalle retrovie reclama­ va: Toppa! Sei partito prima!

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VITACSI

CORRI PER SANREMO di Lia Gaglio

Corri per SANREMO UNA DOMENICA SPECIALE NELLA RIVIERA DEI FIORI Corri per Sanremo: Niente canzoni, nessun fiore; semmai "nuove proposte’ per l'atleti­ ca. Anche questa volta il capoluogo festiva­ liero non ci ha tradito, regalando a circa 200 atleti una domenica speciale, non un alito di vento, sole, cielo limpido, mare calmo, una di quelle giornate in cui ringrazi di esserci, e loro c'erano: i favolosi maratoneti che hanno raccolto il nostro invito alla mani­ festazione che da tre anni vede impegnati i volontari del Centro Sportivo Italiano del comitato di Sanremo. Mesi di preparazione per una competizione nata nel 2000 come semplice impegno del CSI per i cittadini 'rivieraschi'. La sfida genera l'impegno, nascono proget­ ti, si parla, si discute, si prova, quest'anno il trampolino di lancio è promuovere la com­ petizione sulla rivista di settore 'Correre' e il tuffo mirato è riuscito, in molti hanno rispo­ sto alla nostra gara 'casalinga' che con tan­ to impegno è stata organizzata nel rispetto di tutti cercando di coprire ruoli e lacune. Abbiamo avuto grande soddisfazione, ve­ dendo arrivare atleti da tutta Italia (e anche oltreconfine), li abbiamo visti partire sotto il caldo sole sanremese, entusiasti senza chieder molto e accettando i nostri involon­ tari errori d'organizzazione; a loro va il nostro primo grazie per aver accettato la sfi­ da, per aver espresso elogi e critiche che ci aiuteranno a fare meglio in futuro. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di pre­ miare tutti, ci sono stati riconoscimenti per l'atleta che veniva da più lontano (Giappo­ ne), per il più giovane e anche per il grup­ po più numeroso, oltre ai rituali podi nella

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mezzamaratona (uomo e donna) e per i pri­ mi quattro arrivati nella marcia non compe­ titiva (fotocamera digitale, cellulari, tuta, scarpe, prodotti tipici locali, eco.). Ancor più grande soddisfazione c'è stata data dalla partecipazione di due ipoveden­ ti, Fabrizio D'Alessandro che ha corso la 10 Km non competitiva in 1:06:18.00 e Luca Fugassa che ha corso da solo (senza accompagnatore) in 53:16.00. Pubblichiamo la sua e-mail: Sono soddisfatto della mia partecipazione alla gara di questa mattina. La più bella vit­ toria per me è stato dimostrare a me stesso ed agli altri che nonostante ipovedente ho disputato la gara di 10 chilometri in piena autonomia. Non importa se vi è stato qual­ che intoppo dovuto al traffico del resto sono anche queste difficoltà che è bello superare La cosa più bella è essere stato uno dei tan­ ti. Non so quanti si siano accorti del mio handicap. Del resto da anni corro su strada ed è solo da pochi mesi che mi sono avvi­ cinato alla federazione sport disabili. Avete fatto bene a dare il premio speciale a Fabrizio D'Alessandro l'ho convinto io a venire ed era molto contento. Gli ipovedenti come me possono scegliere di utilizzare o meno una guida ed io prefe­ risco correre solo perché mi dà un senso di libertà. Vi ringrazio e sarei felice di partecipare ad altre vostre manifestazioni. Potate inviarmi la mia classifica della mini­ marcia. Se pubblicate i risultati potete mettere vici­ no al mio nome il nome del mio gruppo

sportivo Gruppo Sportivo Ciechi Genova 2000. Grazie ancora. Chiudiamo con questa dedica, senza di­ menticare tutti quelli che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto: il Comune di San­ remo, la Provincia d'Imperia, l'Azienda di Promozione Turistica, il Laboratorio Farma­ ceutico C.T. di Sanremo, Costa Ligure, Olio Carli, Pietri Sport, Passi, Agnesi, Coop Ligu­ ria. Grazie dunque e arrivederci al 9 novem­ bre 2003: noi ci saremo e voi?


TUTTOLEGGI a cura di Francesco Tramaglino

Aspettando la finanziaria 2003 UN RISULTATO POSITIVO DEL 2002 Mentre il 2002 volge al termine e il cantie­ re della Finanziaria è in procinto di sforna­ re l'ennesima riforma fiscale del settore sportivo dilettantistico, Tuttoleggi prova a fare il punto su alcuni importanti risultati che il mondo dello sport ha conseguito, sotto il profilo fiscale e amministrativo, in questi dodici mesi di attività intensa e tra­ vagliata e che, per le più svariate ragioni, sono passati sotto un clima di generale dis­ attenzione anche da parte degli addetti ai lavori. Tra le questioni di maggiore interesse va sicuramente menzionato il discusso assog­ gettamento a contribuzione previdenziale dei compensi per esercizio diretto dell’atti­ vità sportiva dilettantistica di cui alla legge 342/2000; problema sollevato a seguito di alcune verifiche condotte dall'ENPALS sul territorio nazionale e diventato, da subito, fonte di numerosi dubbi e perplessità. Come rilevato sulla FISCALNEWS di mar­ zo 2002, l'ENPALS è l'ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo, competen­ te, tuttavia, anche per i lavoratori addetti agli impianti sportivi. La querelle - i lettori di FISCALNEWS ricorderanno bene - con­ cerneva la questione del se e a quali con­ dizioni anche i collaboratori (coordinati e continuativi, occasionali e sportivi) debba­ no intendersi soggetti alla contribuzione ENPALS qualora svolgano mansioni pres­ so impianti di tipo sportivo. L'Ufficio Problemi Giuridici e Fiscali aveva rilevato, nell'occasione, come la pretesa di assoggettare a contribuzione previdenzia­ le ENPALS i redditi da collaborazione, se

legittima per quel che riguarda i titolari di rapporti coordinati e continuativi, era del tutto infondata per i collaboratori occasio­ nali e sportivi in quanto i soggetti in que­ stione non percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilati ma redditi cosid­ detti "diversi": per questo tipo di redditi, come noto, non vigono obblighi di natura previdenziale. Con diverse pronunce e, soprattutto, in "via di fatto" l'ENPALS aveva mostrato, in prima istanza, di non condividere quest'orienta­ mento (peraltro fatto proprio anche dall'INPS, dall'INAIL e dagli altri istituti previ­ denziali) ritenendosi, in base alla normati­ va di legge, autorizzato a pretendere i con­ tributi su qualsiasi forma di lavoro - subor­ dinato e autonomo - con estensione, quin­ di, anche alle collaborazioni di natura occasionale o sportiva. Il coordinamento degli Enti di Promozione Sportiva, assoda­ ta la pervicacia dell'istituto previdenziale, aveva pertanto rimesso la questione al

Ministero del Welfare con apposita richie­ sta scritta di un parere. Orbene la risposta sulla delicata questio­ ne non è tardata a pervenire e, quel che è più importante, dallo stesso ENPALS che, con circolare n. 20 del 4 giugno 2002, ha fornito alcuni chiarimenti in materia di società di calcio (analogicamente estensi­ bili alle altre società sportive che gestisco­ no impianti). Nel documento menzionato l'ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo evidenzia, infatti, che i contribu­ ti per gli addetti agli impianti sportivi sono dovuti a condizione che essi siano assunti con rapporto di lavoro dipendente e che le loro prestazioni siano essenziali per il fun­ zionamento degli impianti stessi. Stante il tenore della circolare, quindi, nessuna con­ tribuzione sarà dovuta sui compensi ero­ gati ai collaboratori occasionali e a quelli sportivi, posto che detti redditi costituisco­ no il corrispettivo di prestazioni di lavoro autonomo occasionale o, rispettivamente sportivo. Per le collaborazioni coordinate e conti­ nuative, invece, è da ritenere che resti vigente l'obbligo di iscrizione alla gestione separata dell'INPS, sempre che l'assimila­ zione alle collaborazioni sportive, attual­ mente in discussione al Senato, non com­ porti anche per esse una parziale o totale esenzione da contributi previdenziali: ma questa è materia da discutere solo a segui­ to dell'approvazione della Finanziaria 2003 e non prima di aver appreso i necessari chiarimenti da parte degli enti previdenzia­ li interessati.

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TUTTOLEGGI

Un sospiro di sollievo, dunque, che per­ mette di porre la parola fine ad un proble­ ma che aveva procurato non poche apprensioni alle società sportive che gesti­ scono impianti. Ma anche un richiamo ad una maggiore attenzione nella stipula dei contratti che disciplinano le diverse tipolo­ gie di lavoro in seno alle società sportive. Infatti, la circolare dell'ENPALS chiarisce che la contribuzione previdenziale all'ente diventa obbligatoria sempre quando una determinata prestazione (di lavoro dipen­ dente) è necessaria al corretto funziona­ mento degli impianti sportivi; diventa di fondamentale importanza, pertanto, prova­ re, con idonea documentazione, che le figure addette agli impianti, quando non assunte con rapporto di lavoro subordina­

DOMANDE

to, lo siano con altre forme di lavoro auto­ nomo o parasubordinato. Inutile sottolinea­ re che tale funzione probatoria è svolta, in prima istanza, dai contratti e che, quindi, è bene privilegiare la forma documentale scritta per gestire i rapporti di collabora­ zione, anche quando essa non è prevista obbligatoriamente dalle altre leggi. Le me­ desime osservazioni valgono anche per i rapporti di collaborazione gratuita, molto diffusi nelle compagini associative dello sport dilettantistico e giustamente promos­ se e valorizzate dalle leggi che, come la 383 del 2000 (disciplina dell'associazioni­ smo di promozione sociale) esaltano l'im­ pegno volontario nell'ambito del terzo set­ tore. Orbene, la circolare n. 20 dell'ENPALS, citando all'uopo la giurisprudenza

1 RISPOSTE

Optando per II regime contabile ordinarlo o semplificato, piutto­ sto che per quello forfetario di cui alla legge 308/1991, è possi­ bile detrarre l'IVA sulle fatture di acquisto? L'opzione per i regimi contabili che consentono la detrazione analitica dell'lVA sugli acquisti dall'lVA sulle vendite permette, sicuramente, di detrarre per intero l'imposta sul valore aggiunto assolta sugli acquisti di beni e servizi strettamente inerenti la sfera commerciale della società sportiva. Questi sistemi, tutta­ via, non consentono di detrarre l'IVA sugli acquisti relativi alla parte istituzionale dell'ente, posto che questa è sempre indetraibile. Per i costi promiscui (i costi destinati ad alimentare sia la parte istituzionale sia quella commerciale) la detrazione è ammessa pro-quota, attraverso un recupero che si effettua in sede di dichiarazione dei redditi. In particolare alla società spor­ tiva è consentito di recuperare, sull'lVA relativa agli acquisti pro­ miscui, una percentuale pari al rapporto tra i ricavi dell'attività commerciale e il totale delle entrate (sia commerciali sia istitu­ zionali) dell'esercizio. Pertanto, esistono del criteri per stabilire con sufficiente appros­ simazione se convenga o meno effettuare l'opzione per la legge 398 del 1991? Le valutazioni, come è ovvio che sia, variano da caso a caso. In linea generale è possibile affermare, tuttavia, che il regime forfetario di cui alla legge 398 del 1991 è conveniente in tutte le ipotesi in cui la società sportiva effettua delle prestazioni com­ merciali per cui non sostiene dei costi specificamente attribuibi­ li alla sfera imprenditoriale o, se li sostiene, ciò avviene in manie­ ra sporadica e limitata. Per capire il concetto si osservi il caso

56 Stadi um dcemore 2002

della Corte di Cassazione, puntualizza che il rapporto volontario e gratuito va adegua­ tamente provato e che, in assenza di opportuna documentazione, esso è da intendersi svolto a titolo di lavoro dipen­ dente con conseguente assoggettamento agli obblighi previdenziali. L'Ufficio Problemi Giuridici e Fiscali è a di­ sposizione su questa importante e delica­ ta materia, affinché comitati e società spor­ tive del CSI possano svolgere il proprio lavoro con la dovuta serenità, nel rispetto delle vigenti normative. Aspettiamo la Finanziaria 2003, con ['au­ spicio che la lungimiranza dei nostri gover­ nanti possa donare al settore dello sport più garanzie e sicurezze, dopo un periodo di certo confuso e controverso.

delle sponsorizzazioni: spesso queste attività commerciali con­ sistono nello sfruttamento di eventi che vengono organizzati in seno all'attività istituzionale per cui i relativi costi appartengono, in misura pressoché esclusiva, a questa sfera. Pertanto, non essendovi fatture specifiche relative ad acquisti di beni o pre­ stazioni di servizi strettamente inerenti le sponsorizzazioni, non vi è modo di ottenere la detrazione analitica dell'lVA eventual­ mente pagata. In tal senso la detrazione forfetaria di 1/10 dell'lVA sulle fatture di vendita, prevista dalla legge 398 del 91, con­ sente, quantomeno, un parziale rientro dei costi sostenuti. A que­ ste considerazioni deve aggiungersi anche il vantaggioso tratta­ mento ai fini delle imposte sui redditi (l'imponibile ai fini IRPEG è il 3% del monte ricavi) e la facilità degli adempimenti. Non va dimenticato, inoltre, che molte delle agevolazioni fiscali conces­ se alle società sportive, soprattutto in materia di defiscalizzazio­ ne di talune entrate commerciali, sono beneficiabili solo in regi­ me forfetario. I sistemi contabili ordinario e semplificato conven­ gono, pertanto, solo se la società sportiva svolge un'attività com­ merciale che comporta una mole significativa di costi (soggetti ad IVA) specificamente attribuibili alla sfera commerciale. Un circolo in possesso di regolare autorizzazione alla sommini­ strazione di alimenti e bevande può vendere bibite e panini all'e­ sterno del locali In occasione di una sagra paesana? Si, purché siano rispettate determinate condizioni. Infatti è la somministrazione di alimenti e bevande è concessa solo nei locali sede del circolo e per i soli soci. Per poter vendere alla collettività indistinta dei consumatori, seppure in occasione di particolari ricorrenze è, dunque, necessario avvalersi di una specifica autorizzazione comunale a carattere temporaneo. Det­ ta autorizzazione è però concessa al circolo, ai sensi della nor­ mativa "Bersani" sul commercio e della legge 383 del 2000 (associazionismo di promozione sociale) solo a condizione che il legale rappresentante del circolo sia iscritto al REC.


ALMANACCO 1

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FORLÌ: FESTA ACQUATICA CON FANTANUOTO

MONTEMURLO: 2a CRONOSFAMATA

Il 22 dicembre il CSI di Forlì ha organizzato "Fantanuoto", mani­ festazione ludico-sportiva con giochi in acqua e gare di nuoto, rivolta ad atleti dai 3 anni in poi e alle relative famiglie. L'atmo­ sfera era quella della festa, sia perché il Natale era ormai alle porte, sia per lo spirito imposto dal CSI: si è giocato insieme, mai contro. L'agonismo comunque non è stato dimenticato, infatti le gare di specialità erano valide come 1a prova del cam­ pionato di nuoto CSI Forlì per l'anno sportivo 2002/2003.

Se è vero che l'appetito vien mangiando è anche vero che cor­ rendo ne viene di più. È questo che deve aver pensato Mau­ rizio Colligiani, responsabile del CSI Montemurlese, prima di organizzare la "Cronosfamata", corsa podistica che sembra fatta apposta per prendere in giro tutti quelli che sudano per dimagrire. Lo scopo della gara è, infatti, quello di ingrassare correndo usufruendo dei punti di ristoro posti lungo la strada. Vince chi ingrassa di più durante il tragitto che va da piazza Mons. Contardi al Castello della Rocca. La manifestazione ha avuto successo: lo scorso 24 novembre si è tenuta la 2a edi­ zione ed è stata "esportata" anche in Sardegna.

GRAN GALÀ DI SCHERMA A GALATINA

IV GRAND PRIX DI DANZA SPORTIVA JOY CUP "CITTÀ DI CAVA" Ben 620 ballerini e 22 scuo­ le di danza hanno parteci­ pato, domenica 15 dicem­ bre, alla 1a prova del IV Gran Prix di Danza Sportiva Settore Latino Americano, organizzato dal CSI di Cava de' Tirreni. Cinque ore di intenso spettacolo con co­ reografie accompagnate da bellissime esibizioni delle varie scuole e gruppi spor­ tivi partecipanti. Un successo che è andato oltre le più rosee previsioni, davanti ad un pubblico sti­ pato in ogni ordine di posto i nella palestra del Liceo Scientifico A.Genoino e che fa ben sperare per l'organizzazio­ ne delle fasi successive e, soprattutto, della finale nazionale.

Nell'hangar dell'Aeroporto Militare 'Fortunato Cesari" di Gela­ tina si è tenuta domenica 8 dicembre 2002 la seconda edi­ zione del 'Memorial Enrico Mosca", giovane pilota militare deceduto in una missione aerea dieci anni fa. La gara è stata organizzata dal Comando 61° Stormo Aeronautica Militare in collaborazione con la Società Schermistica Galatina e con il CSI - Comitato di Terra d'Otranto, ed ha visto la partecipa­ zione delle migliori scuole di scherma pugliesi. Il livello tec­ nico della gara è stato alto sin dai primi assalti, coinvolgendo il pubblico, i dirigenti ed i maestri in una appassionante gior­ nata di sport, ma con il pensiero ai tanti giovani che soffrono. Infatti, i piccoli schermitori si sono tassati di 5,00 euro ciascu­ no per devolvere il ricavato al "Cuore Amico", organizzazione di volontariato ONLUS della provincia di Lecce. Il Col.pii. Giuseppe D'Accolti, ha dato il benvenuto alla Base Aerea di Galatina a nome suo e del personale del 61° stormo. A loro vanno i ringraziamenti del CSI per aver spalancato le porte, non solo allo sport, ma anche alla solidarietà.

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ALMANACCO

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MILANO: "EDUCARE CON LO SPORT" Un momento importante per la crescita dei giovani ed un'occasione per confron­ tarsi è stato ‘Educare con lo sport’, il con­ vegno tenutosi a Cinisello Balsamo, mer­ coledì 20 novembre nella storica corni­ ce di Villa Ghirlanda Silva. Promosso dal­ la Consulta dello Sport e dalla Pastorale Giovanile, tra i relatori c'erano l'ex mila­ nista Filippo Galli, Suor Giovana Sapori­ ti, presidente dell'Asystel Novara (serie A1 pallavolo femminile) e don Massimi­ liano Sabbadini, consulente ecclesiasti­ co del CSI milanese e direttore della FOM. Ognuno di loro ha evidenziato, attraverso degli esempi, quanto impor­ tante sia il binomio sport-giovani, che deve sempre andare oltre la ricerca del risultato a tutti i costi. Erano presenti ca. 150 persone, in gran parte rappresentan­ ti delle moltissime associazioni sportive di Cinisello. Molte le domande dal pub-

blico, specialmente a riguardo della testi­ monianza di vita e di fede nel professio­ nismo e delle sfide educative dello sport di base. Al termine dell'incontro sono sta­ ti distribuiti 250 palloni di produzione equo-solidale, su iniziativa degli asses­ sori allo sport e all'istruzione.

FESTA D’AUTUNNO SULLA COSTA AMALFITANA Accompagnati dallo slogan: lo sport un'opportunità per crescere, 120 ragazzi hanno dato vita alla “Festa d'autunno 2002’, manifestazione sportiva organizza­ ta, nella splendida cornice della costiera amalfitana, dal CSI di Cava de' Tirreni. In una splendida giornata, il 27 ottobre, i ragazzi hanno potuto cimentarsi in svaria­ te attività: dal calcio al percorso misto, dal minibasket alla pallavolo. La manifestazio­ ne rientra nel progetto ‘Mosaico’, iniziato lo scorso anno dal CSI di Cava in collaborazione con le parrocchie della costiera.

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RIMINI: APPUNTAMENTO CON LA SOLIDARIETÀ _ Sotto il patrocinio del CSI di Rimini, vener­ dì 1 novembre è partito il ’18s appunta­ mento della solidarietà’, gara podistica, a tappe. L'intero ricavato è andato alla Cooperativa 'La Romagnola’, nella quale lavorano dei portatori di handicap, che hanno fornito gli oggetti in ceramica per

58 Stadium dcemoco 2002

tutte le premiazioni. In 500 hanno corso i 9 km della prima tappa di Viserbella, ma si prevede un aumento dei partecipanti per le tappe successive, soprattutto per quella del 26 dicembre, a Misano Adriati­ co, che s'inserisce nell'ambito delle mani­ festazioni natalizie del Teatro Tenda.

EMILIA ROMAGNA: CAMPIONATO JUDO Domenica 1 dicembre si è svolto, presso il centro sportivo della società Antal Pallavicini a Bologna, il campio­ nato interprovinciale di judo 20022003. Alla manifestazione hanno partecipa­ to 330 atleti, affiliati a 15 società, alcu­ ni provenienti anche dal Trentino Alto Adige. Quattro ore di gara in un clima di gran­ de entusiasmo e divertimento; le atti­ vità, sono state organizzate e gestite dal maestro Paolo Checchi e dallo staff della sezione arti marziali del CSI, avvalendosi inoltre del prezioso aiuto fornito da una delegazione di tre arbi­ tri della Federazione Italiana FIJLKAM. Sul fronte sportivo, in molte categorie si sono visti volti nuovi, nuove promes­ se e tante riconferme, ma il crescente numero di bambini che si avvicinano a questo sport fa ben sperare per il futuro. Per quanto riguarda la classifica delle società partecipanti, vi sono state diverse novità, chiaro segno di un judo in via d'evoluzione e di matura­ zione. Villa Pallavicini con il suo accogliente palazzetto ha accolto oltre un migliaio di spettatori che si sono fatti sentire applaudendo le loro squadre. Alle premiazioni hanno partecipato il Cav. Fiorio Mattei, Presidente Onorario regionale del CONI, il Presidente pro­ vinciale CSI Stefano Gamberini e tut­ ta la Presidenza provinciale. Importante ricordare in ultimo che quest'anno la manifestazione era de­ dicata al ricordo del nostro carissimo amico e compagno Massimo Pizzoli, che sempre ha cercato di trasmettere ai giovani la forza dell'amore contenu­ ta nello sport. Per l'ennesima volta il primo dicem­ bre, data ormai consolidata per que­ sto evento, si è trasformato in una giornata di sport e d'amicizia, in cui tutti i nostri ragazzi hanno potuto con­ frontarsi fra loro, ma di più hanno potu­ to conoscersi e volersi bene, tenendo fede a ciò che Massimo ci ha sempre insegnato.


PARTITA LA STAGIONE DELLA CORSA CAMPESTRE NAPOLETANA

BERGAMO: LA CLOWNTERAPIA SORRIDE AL DERBY

Domenica 1 dicembre 2002, in una giornata di sole e con oltre 200 atleti ai nastri di partenza è partito il Campionato provin­ ciale di Corsa campestre del CSI partenopeo. La 1a tappa del circuito, svoltasi con la collaborazione della Circoscrizione Piscinola-Marianella e delle Società sportive CSI locali, ha visto in gara le Società sportive: Atletica Piscinola, CSI Piscinola, CSI Atletico S. Gerardo, Napoli Sport Events; le Scuole Medie Statali Verga e Marconi; molto gradita la parteci­ pazione degli ospiti della Palestra Delta di S. Potito e della Società CSI Baia e Latina della provincia di Caserta. I concorrenti, suddivisi per categorie, hanno dato vita ad una bella giornata di gare. Otto le partenze effettuate dal Giudice di gara Giovan Battista Pelosi coadiuvato dal Gruppo Giudici di gara del CSI napoletano. Alla fine delle gare a premiare i vincitori il Presidente della Com­ missione sport della Circoscrizione Mimmo Lanzuise e i dirigenti del CSI. La seconda tappa di campestre si è svolta domenica 15 dicembre nel Parco Urbano di Scampia, presenti l'assessore allo sport del Comune di Napoli Giulia Parente e il presidente della Circoscrizione Raffaele Varriale. In contemporanea con la campestre centinaia di ragazzi si dedicavano al calcio 3x3 al minivolley, ai percorsi misti, ai gio­ chi di animazione.

Atalanta-Brescia derby del sorriso. Visti i precedenti, sembre­ rebbe uno scherzo; in realtà in questo speciale incontro di risate ce ne sono state a bizzeffe. Il CSI orobico è riuscito anche in questo: un derby del sorriso, quello giocato nella mattinata di domenica 17 novembre tra clown dell'Associazione ‘Dutur Claun" di Bergamo e dell'associazione ‘Dutur Kaos" di Brescia, voluto per stemperare al meglio la forte rivalità tra le due tifoserie. Terreno di gioco la divisione pediatrica degli ospedali Riuniti di Bergamo; in campo 8 clown bergamaschi e 6 bresciani, che per due ore hanno donato ai piccoli rico­ verati - oltre ad un pallone ciascuno - tanta allegria e buonumore. Significativa, in questo gemellagio della solidarietà, l'a­ desione delle due società lombarde, che hanno regalato ad entrambe le rappresentative di clown, le rispettive divise di gioco. Ecco allora la claunessa in nerazzurro Angelica, sfoderare sotto la parrucca rossa ed un camice al quale sono appesi ninnoli natalizi, la maglia di Dabo. Con lei in squadra Pallino, Lallo, Fragola, Ghiottolino ed AlbiKocco. Margherite è il "Vavassori" di turno, mentre il "Mazzone" per scherzo era clown Paiasson. In biancoceleste rispondono coloratissimi Karamel, Kocco, Zolletta, Cacao, Tony, Cerottina, e Ginger. Tra scarpini a pois e nasi finti, la partita si è giocata a tutto campo, dalla sala d'attesa alle corsie. Schemi semplicissimi: ogni clown atalantino marcava stretto il collega bresciano, in coppia avevano il compito di intrattene­ re con piccoli sketch e qualche scherzetto i bambini. Nel cal­ cio-sorriso vince naturalmente chi scatena più risate. E il derby più colorato e pazzo d'Italia per questo è finito in pari-

VICENZA: PAOLO ROSSI IN GOL CON LA BENEFICENZA

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Paolo Rossi, Se i bresciani han fatto gol con un pesciolone biancoceleste l'eroe del Munforgiato dalle velocissime mani di Kocco, il capitano atalanti­ dial '82, ha no Pallino si è superato confezionando una lumachina nerazaccettato un I zurra. Mentre la regalava a una bimba si è lasciato scappare un commento: "È proprio come l'Atalanta. Va un po' pianino altro invito del CSI Vicenza. ma sai come si dice? Chi va piano...'. Appuntamento fissato Questa volta : nel retour-match a Brescia. non mette a disposizione i suoi piedi, ma la sua firma. Pablito, infatti, ;-------------------------------------------------------------------------------------ha concesso al Una splendida giornata ha incorniciato la festa riservata ai CSI un gran giovanissimi del Trofeo Giocasport (7-10 anni) e del Trofeo numero di Polisportivo (11-13 anni) tenutasi il 27 ottobre a Belledo e organizzata dal CSI Lecco con l'aiuto del Gs Belledense. copie del suo libro "Ho fatto piangere il Brasile" (recensione nelle pagine pre­ Quasi 600 ragazzi hanno avuto la loro prima esperienza nelcedenti), tutte autografate, per una vendita di beneficenza. Le l'orienteering. I piccoli del Trofeo Giocasport erano accompa­ gnati da un adulto e non era previsto il rilievo cronometrico. società potranno acquistare il libro al prezzo di 10 euro (sul Per i ragazzi del Trofeo Polisportivo, invece, la prova era una mercato ne costa 14,90) e per ogni copia 2,50 euro andranno gara a tutti gli effetti, bisognava ritrovare tutte le lanterne nel alla Fondazione Città della Speranza che si occupa della ricer­ tempo prefissato. Cosa non facile visto che alla fine sono giun­ ca sulle leucemie infantili. te solo due squadre.

| LECCO I RAGAZZI DELL'ORIENTEERING

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ALMANACCO

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FIABA ANCHE A BARI

MILANO: SHEVA E TOLDO AL NATALE CON TETTAMANZI

Il 16 ottobre scorso a Bari, presso la Regione, è stato firmato il Proto­ collo d’intesa tra il Fondo italiano per l'abbattimento delle barriere (FIABA), la Regione Puglia con il vice presidente Copertine, la Pro­ vincia con l'assessore ai Servizi sociali Occhiofino e il Comune di Bari con l'assessore ai Lavori pub­ blici Loiacono. Nel precedente numero di Stadium la cronaca del FIABA Tour aveva omesso. Questa tappa. All'incontro erano presenti per il CSI regionale il presidente Grandolfo e Giacomo Giannone e il presidente di Bari Brunetti. Han­ no presenziato all'iniziativa anche il presidente regionale della FISD Rossano e il presidente dell'Associazione Paraplegici Visaggi. "Si tratta di una iniziativa con cui vogliamo promuovere presso le istituzioni e tutti i cittadini, - ha dichiarato in quella sede Trieste, presidente di FIABA - un cambia­ mento culturale, che consenta di abbattere quelle barriere che com­ plicano la vita quotidiana ad un crescente numero di persone di limitata mobilità".

Era il debutto per ('Arcivesco­ vo Dionigi Tettamanzi, al suo primo incontro con tutto lo sport milanese. Ed è stato davvero entusiasmante il Natale degli Sportivi 2002. Si è celebrato al Paialido lo scor­ so 16 dicembre alla presenza di oltre 2500 persone tra atle­ ti, dirigenti e campioni. Nel parterre sport amatoriale e professionistico insieme, con Milan, Inter, basket Cantù, basket e volley Milano a stringere idealmen­ te la mano ai tantissimi ragazzi della FOM, CDS e naturalmente del CSI. Ancora una lar­ ghissima risposta all'invito del pastore di Milano che, generosamente ha porto a cia­ scuno l'augurio di buone feste. Tripudio sugli spalti all'ingresso di Shevchenko, Toldo, Ambrosini e Guglelminpietro. Ad aprire la serata, oltre ai bellissimi filmati preparati per l'occasione da Telepiù, due simpatici mono­ loghi a firma di Bebo Storti (conosciuto dal grande pubblico come il conte Uguccione) e Davide Enia, artisti di Teatri 90. A seguire diversi momenti di gioco e divertimento, fino all'arrivo del cardinale Tettamanzi accolto da un applauso che sembrava non finire mai. Proprio all'Arcivescovo sono state dedicate due poesie lette a più voci, rispettivamente

JOY FEST A SAN SEVERINO

TERRA D’OTRANTO: PRO-MOLISE

Quest'anno la novità si chiama "Joy Fest", la festa della gioia, organizzata dal CSI Marche il 21 e 22 dicembre. Tanto sport, ma non solo. Oltre alle "solite" partite di calcio a 5 e a 7, basket, pallavolo e tennistavolo, i ragazzi han potuto giocare a scacchi, accedere a postazioni multimediali, per costruire siti o presentare la propria squadra con effetti speciali, divertirsi con i bal­ li di gruppo oppure partecipare a forum di discussione e a momenti i di spiritualità. L'happening prenatalizio ha volu­ to essere uno spazio nuovo, divertente e interessante dedicato ai giovani. Tutte le attività si sono svolte nel Seminario Diocesano e negli impianti sportivi della città.

Sabato 23 novembre al Palazzetto di Galatina (LE) si è giocato un quadrangolare di calcio a 5, il cui ricavato è andato ai terre­ motati: in campo il CRAL del Comune di Galatina, il Gruppo Sportivo del 61° stormo dell’ae­ ronautica Militare (affiliato al CSI), l'OVPC Protezione Civile e il CSI Terra d'Otranto. Il giorno prima in campo erano scese le rappresentative dei "Leoni della Ovest", supporters dell'U.S. Pro Italia Galatina, e del "CUCS" dei tifosi dei­ l'A.S. Gallipoli. Ovvero i rappresentanti di tifoserie dove la rivalità non manca: le rispettive squadre del cuore militano entrambe, infatti, nella categoria "eccellen­ za" del calcio pugliese. Aver raccolto l'SOS di solidarietà lanciato dal Centro Sportivo Italiano ha consentito ai

60 Stadium dicembro 2002

da Roberto Formigoni (presidente della regione Lombradia), Aldo Brandirali (asses­ sore allo sport del Comune di Milano), Paolo Cozzi (giocatore Asystel Milano) e un'anima­ trice del CSI. La palla è poi passata all'Arcivescovo che, nel suo lungo intervento, non ha perso l'occasione per sottolineare l'impor­ tanza dello sport inteso come strumento educativo, esortando i tanti allenatori ed educatori presenti a continuare il loro opera­ to con passione e coraggio. Al discorso del Cardinale è seguito un grande applauso e infine le premiazioni dei dirigenti e atleti più meritevoli. Un grazie ai tanti ragazzi e diri­ genti sportivi presenti, oltre ai campioni inter­ venuti in gran numero. Un grazie particolare a Bruno e Fabio Pizzul che hanno condotto in maniera magistrale l'intera serata.

due gruppi di fare un passo in più, lancian­ do un vero patto di gemellaggio. Con frutti concreti, visto che insieme ultras di Gallipoli e Galatina hanno deciso di stam­ pare e poi distribuire (ad offerta libera) nelle gare ufficiali, centinaia di cappellini bianconeri e giallorossi come i rispettivi colori sociali. Con gli introiti sempre proMolise.


agenda gennaio 2003

1/12 Parma Hot Ice

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Torino 6ÌXMMM

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La befana... sul ghiaccio

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Ascoli Piceno Gran premio provinciale di Tennistavolo

12 Cervinia

VI Gran Prix regionale di sci Piemonte e Valle D'Aosta - 1a tappa

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Brescia Trofeo "Lombardia" di Corsa campestre

Hot Ice Parma Hot Ice ovvero dove pattinare a Parma. Il Csi parmense, insieme all’assessorato per lo sport, ha aperto a piazzale Picelli, già dal 7 dicembre, la pista di pattinaggio sul ghiac­ cio per rendere più piacevole il periodo vacanziero di fine anno. La pista rimarrà aperta tutti i giorni, fino a tardi e durante le vacanze di Natale anche al mattino. Fino al 12 gennaio giovani e meno giovani potranno combattere il freddo, divertendosi e magari sperimentando nuove evoluzioni.

25 Napoli

47° Trofeo interaziendale Partenope 1a tappa

26 Pila VI Gran Prix regionale di sci Piemonte e Valle D'Aosta - 2a tappa

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47° Trofeo interaziendale Partenope -1* tappa Napoli Il trofeo nasce su iniziativa degli Industriali Napoletani come momento di aggregazione tra sport e mondo del lavoro ed è organizzato dall' A.P. Partenope in stretta collaborazione con il Csi di Napoli. Possono partecipare i lavoratori, i loro figli e , dove previsto, anche le mogli, di tutte le aziende e le società campane. Il trofeo si articola in vari tornei, i primi ad iniziare saranno quelli del calcio a 5 seguiti dallo sci, a seguire tutti gli altri, tra i quali il tiro al volo, il corri in fami­ glia, la pesca e il bowling.

41 "^trofeo interaziendale

partenope 2002_2003

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I futuro

Perfetta consistenza Colore naturale Rimbalzo ottimale Migliore torsione, dribbling e tackle Perfetta presa dei tacchetti Scivolata senza abrasioni Perfetta interazione giocatore-superficie

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Bologna - Campo di S. Lazzaro Fase di allenamento

Siena - S. Miniato Campo - Omologato Lega Nazionale Dilettanti - settembre 2001

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= ALLO SPECCHIO | di Don Luciano Barin

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Educare, educandosi Con insistenza nei giornali quotidia­ ni, nelle riviste specializzate come in diversi programmi televisivi, si torna a parlare di "educazione". Basta osservare con un po' d'attenzione quello che succede nella vita quotidiana e lo sconcerto è grande, sentendo fortemente nello stesso tempo la necessità di aggrapparsi a qualcosa di forte, di grande, di significativo, II teologo Giuseppe Angelini ha intitolato così una delle sue ultime fati­ che: "Educare si deve, ma si può?". "La società odierna - scrive Gianni Ambrosi - società aperta, pluralista e complessa, assomiglia ad una gran­ de immensa piazza. La persona ri­ schia di essere sommersa dalle mol­ te voci, dalle discordanti informazio­ ni, dalle eccessive notizie, dai troppi rumori, dalla mancanza di punti di riferimento. Nell'immensa piazza del mondo odierno l'uomo è come intimorito, pieno di paure e di ansie. La piaz­ za è troppo grande e l'uomo moderno si sente distante dagli altri: sono tanti, troppi gli altri in quella immensa piazza. Distante dal mondo, dalla società, dalla politica: sono realtà troppo complesse, troppo intricate, troppo oscure, quasi indecifrabili. È facile allora adattarsi alla realtà socio-culturale complessa e fram­ mentata, senza impegnarsi in un coordinamento, in una sintesi, in una gerarchizzazione dei vari aspetti e dei diversi valori della realtà. Si corre il rischio dell'accettazione fatalistica e rassegnata della frammentazione. L'educazione in un contesto così poco comunitario, risulta difficile, quasi impraticabile. Si ha infatti una moltiplicazione dei codici di lettura della realtà, dei codici di valutazione, di orientamento, di comportamento, Come educare e a che cosa educa­ re in un simile contesto?" (servìzio della Parola n.330/2001) Il Centro Sportivo Italiano, da anni presente sul territorio italiano con una pluralità di proposte rivolte a tutte le fasce di età, si è imposto all'attenzio-

ne della società civile e religiosa per la sua intenzionalità educativa, che è il filo conduttore che promuove e sostiene l'azione associativa in ogni settore. "Educare - come sta scritto nel Progetto Culturale Sportivo del Csi - vuol dire partecipare con amore alla erescita delle persone e alla costruzione del loro futuro. Noi affrontiamo questo cammino di "salvezza" a partire dall'interesse delle persone: lo sport". Sottolineo "con amore", che tradotto, porta un educatore o un responsabile ad operare per uno sviluppo più armonico delle persone piuttosto che per una sterile compe­ titività, a facilitare l'integrazione e la partecipazione dentro una squadra o una società sportiva piuttosto che accentuare le individualità, a lavorare tenacemente per costruire solide relazioni sociali all'interno di un gruppo - a partire dai comitati provinciali del Csi - piuttosto che lavorare o gestire da soli qualcosa che andrebbe condiviso con gli altri, Da dove nasce qualche perplessità? - Quando parlando di educazione, si pensa che l'educazione sia una percorso rivolto principalmente agli altri e non a se stessi: "L'educatore è chiamato a non applicare uno schema, ma ad accettare ancora una v9olta di impare e cambiare assieme ad un altro"; - quando si ritiene di essere educatori solo per il fatto di avere una carica associativa o l'essere in un qualche gruppo associativo. Maritain ebbe modo di scrivere: "il compito principale dell'educazione è soprattutto quello di formare l'uomo, o piuttosto di guidare lo sviluppo dinamico per mezzo del quale l'uomo forma se stesso ad essere uomo"; - quando c'è la convinzione di essere persone già preparate, nell’ambito dell'associazione, solo per il fatto di aver partecipato a un corso nazionale o regionale o provinciale, senza avere la necessaria umiltà di conti­

nuare un cammino di aggiornamento: è un discorso che interessa sia chi deve programmare sia chi deve partecipare; • quando, accanto alle tante cose da programmare o da fare - a partire dalle singole società sportive - viene a mancare quello spazio di tempo che deve necessariamente unire alla riflessione, alla ricerca, alla meditazione o alla preghiera. Diceva il Cardinal Oscar Maradiaga, nel momento di ricevere il dottorato "Honoris Causa" in Scienze dell'educazione da parte dell'università Pontificia Salesiana: "Oggigiorno si parla molto di valori, più che in qualsiasi altra epoca della storia. Si fanno postulati sui valori, ma non vi è un percorso che aiuti a viverli". Questa è la sfida che aspetta il CSI: attraverso lo sport intuire, inventare, suggerire, costruire percorsi nuovi, facendo delle parole sportive delle parole coraggiose per promuovere il valore di ogni vita; dove oltre alla gioia dei risultati sportivi conquistati, ci sia l'entusiasmo per i talenti che ognuno ha saputo e voluto valorizzare per il bene di tutti; ci si senta chiamati e impegnati non recitare ma a vivere un ruolo, un compito, una pre­ senza che sappia portare accoglienza fiducia, gratuità, promozione, libertà e, soprattutto, una solida progettualità. In questa prospettiva ad un campo sportivo sì può abbinare l'educazione alla mondialità; alla polisportività la persona umana di fronte alle infinite possibilità di scelta; alla monosportività il valore della propria vocazione; all'allenamento il senso di conquista che domanda sacrificio; alla partita la gioia della fetsa che nasce dall'incontro con gli altri e sconfigge la solitudine. Sono indicazioni veloci; resta sempre lo spazio per il dialogo e per il confronto, per un reciproco arricchimento, perché spero che chi accetta di essere dentro il CSI, accet­ ti di esserci 'con amore*. 63


TVB perché tu sia felice! Natale: tempo di festa, ma anche tempo di riflessione, tempo di osare, se siamo riusciti a non farci travolgere dalla frenesia del consumismo, delle frasi e dei gesti scontati. Quella LUCE che simbolicamente è arrivata nelle nostre case ci chiama ad un impegno di salvezza, alla realizzazione di un mondo nuovo e migliore. Ma per riuscirci, dobbiamo vincere stanchezze, delusioni, voglia di accontentarci e tutte quelle altre piccole grandi cose che ci fanno "morire dentro" lentamente ogni giorno, come suggerisce questa poesia dal tono profondamente umano di Pablo Neruda. Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca e il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco ed i puntini sulle 7" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore ed ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna e della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore dal semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Dalla notte di quel Natale, e per sempre, Dio lo possiamo incontrare solo in ogni uomo. — edio.costantini@csi-net.it 64 Stadium c&cemcxo 2002


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La simbologia ricorrente su tutta la produzione realizzata per il Centro Sportivo Italiano .: è risultanza dell'approfondito studio dei contenuti e princìpi culturali e sociali dell'Associazione. Il percorso artistico si è sviluppato in stretta collaborazione con il CSI permettendo la miglior realizzazio di opere che coniugano valori sportivi a princìpi morali e di solidarietà. Contenuti espressi idealmente che permetteranno di trasferire in ogni premiazione l'affermazione e la rappresentazione della filosofia associativa.

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