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Stadium n. 1/1966

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T eggo su un quotidiano del nord, -L ad alta tiratura, di Giacinto Pacchetti, il bravissimo e noto terzino-goal dell’Inter: « ... A ventitré anni e mezzo, Giacinto Pacchetti non solo è diventato un asso di valore internazionale, ma è già qualcuno nella vita, con i molti appar­ tamenti costruiti nella sua Tre viglio ». Non ho nessun dubbio circa le eccel­ lenti qualità di uomo e di atleta di Pac­ chetti; non sono però d’accordo sulla « mentalità » che rivela il giornalista. Noi tutti sappiamo che per esser qual­ cuno nella vita, per èssere cioè persone veramente piene di dignità e di massimo rispetto, non è affatto necessario avere molti appartamenti. Conosco un sacco di gente che ha un sacco di soldi ed è soltanto qualcosa e non « qualcuno », appunto perché nelle cose più belle e più importanti della vita, ra­ giona sempre con i piedi: in genere si tratta di persone orgogliose, sufficienti e superficiali; ma, si sa, la sufficienza e la superficialità sono una vernice che fanno risaltare meravigliosamente la stupidità. Nella vita, per essere « qualcuno » non è tanto importante ciò che si possiede, ma ciò che si vale come uomini, cioè ciò che si è in rapporto ai veri valori della vita: la bontà, la lealtà, l’onestà, la labo­ riosità, la fede, la generosità, l’amore... All’inizio di un anno, quindi, il mio augurio è questo: non andate mai « in bambola » dinanzi ad affermazioni come quelle del giornalista di cui sopra, peral­ tro convalidate anche da un noto pugile italiano, campione del mondo, in una sconcertante intervista alla televisione. Dobbiamo avere il coraggio, anche at­ traverso l’esperienza sportiva, di ripropor. re la nostra vita contro queste evanescenti superficialità, contro le ambiguità e gli imbrogli, contro la industrializzazione del­ la leggerezza, dell’ipocrisia, del sesso e del divismo, se non vogliamo « giocarci » non solo la vita di « là », ma anche quella di qua. DON CLAUDIO 2

MEDICINA SPORTIVA Un dibattito a Cor­ tina tra medici sportivi — Nell’ambito delle recenti giornate me­ dico-sportive ampezzane. ha avuto luogo un dibattito sugli effetti positivi del clima mon­ tano e sugli aspetti medici degli sport in­ vernali. Presente numeroso pubblico di tecnici, me­ dici sportivi ed appas­ sionati. Hanno parte­ cipato al dibattito, del quale è stato modera­ tore il dott. G. San­ tini. il prof. Antonio Venerando presidente della Federazione me­ dico sportiva italiana, che ha parlato sul va­ lore biologico degli sport invernali; il prof. Walter Ronchi che ha tracciato le indicazio­ ni della climatoterapia montana estiva ed in­ vernale; il prof. Fer­ ruccio Antonelli, che ha descritto le carat­ teristiche psicologiche degli sport invernali ed il prof. Turno Lubich che ha parlato sugli sport invernali come attività fisica di man­ tenimento. Si sono avuti nu­ merosi interventi ed il prof. Venerando, al termine del dibattito, ha tracciato le conclu­ sioni emerse dalle qua­ li si può ritenere come il clima montano, sia estivo che invernale, rappresenti un fattore di indubbia efficacia, sia nel potenziamento della efficienza psicofi­ sica individuale, sia co­ me fattore terapeutico

in svariati processi patologici. La pratica degli sport invernali inoltre, sia nel bambi­ no che nell'adulto, pro­ muove efficacemente i processi di crescita ed il mantenimento dello stato di salute nonché contrasta efficacemen­ te l'instauiarsi di ma­ lattie del ricambio.

FLASi^J INTERROGAZIONI PARLAMENTARI L’On. Macchiavelli ha interrogato il 13 gennaio i Ministri dei Lavori Pubblici, del­ l’interno e del Turi­ smo e Spettacolo per sapere se anche in re lazione alle maggiori disponibilità che si avranno per gli im­ pianti sportivi, non ri­ tengano prendere le opportune decisioni al­ lo scopo di semplifica­ re l’iter di approva­ zione dei progetti per gli impianti sportivi stessi ed elevare In­ tanto l’importo dei progetti attualmente riservato alla compe­ tenza ministeriale. Infatti, per la legge 2 febbraio 1939. n. 302, 1 progetti per la co­ struzione. l’acquisto, lo adattamento, il restau­ ro e le modifiche de­ gli impianti sportivi e loro accessori, se di importo superiore a L. 500.000, devono es­ sere approvati con de­ creto del Ministero dei lavori Pubblici di concerto con il Mini­ stero dell’interno e con il Ministro del Turismo e dello Spettacolo, pre­ vio parere, in linea tecnica della Commis­

sione impianti sporti­ vi del CONI. Secondo l’interpellan­ te. data la inflazione intervenuta dal 1939. l’importo di spesa del­ le suddette opere, sta­ bilito dalla citata legge per la competenza mi­ nisteriale, è oggi trop­ po limitato, cosicché anche i piccoli pro­ getti per modesti im­ pianti sportivi devono seguire un iter di ap­ provazione eccessiva­ mente lungo, dovendo essere inviati all’ap­ provazione ministeria­ le: il che renderà ulte­ riormente gravosa la procedura, proprio in un momento in cui è prevedibile una grande richiesta. agevolata dalla nuova legge sul­ la ripartizione dei fon­ di delle lotterie spor­ tive.

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FLASl^J DALLA FRANCIA Il cambio della guar­ dia nel Ministero del la Gioventù e dello Sport di Francia sem­ bra preludere a un rafforzamento dei com­ piti e delle attivi­ tà di questo dicastero. Cosi i giornali fran­ cesi interpretano la scelta di Francois Missoffe che prende il po­ sto di Maurice Herzog. Al nuovo Ministro sono attribuite precise intenzioni, per quanto riguarda lo sport, di affrontare a fondo il problema della diffu­ sione sportiva dilet­ tantistica. Dal canto suo L’Equipe informa che è allo studio una riforma completa del­ l’insegnamento fisico e sportivo.

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I. . Ci stiamo quasi arrivando! Non passerà molto tempo che troveremo il sistema di tirarci dietro l’automobile anche sui campi di neve. Un primo passo è rappresentato dallo strano aggeggio che presentiamo: una slitta a motore di fabbricazione canadese che sembra essere stata accolta con entusiasmo per la sua maneggevolezza e funzionalità. Eccoli dunque serviti gli atleti dello sci domenicale: salita con ski-lift, discesa con slitta a motore. Evviva lo sport!

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dal tifo allo sport attivo potrebbe essere Vanno decisivo

l’aniio

degli enti di propaganda di ALDO NOTARIO, Presidente Nazionale del CSI

T 1 Centro Sportivo Italiano è un •*- Ente di Propaganda. Questa configurazione ci è sta­ ta data dal CONI, il quale, nella variopinta « geografia » sportiva ita­ liana, era logico trovasse una clas­ sificazione per distinguerci dalle Fe­ derazioni, dallo sport nella Scuola e dallo sport nelle Forze Armate. Gli Enti di Propaganda, che oggi sono otto e precisamente (li cito per ordine alfabetico) l’ACSI, l’AICS, il CSI, FEDERA, la FARI, il FIAM­ MA, la LIBERTAS e l’UISP, hanno’ recentemente ottenuto concreti rico­ noscimenti dal CONI vedendosi por- ' tare i contributi annuali a 500 mi­ lioni di lire. Inoltre, nel Consiglio Nazionale del CONI del 16 dicembre 1965, gli Enti di Propaganda sono stati 3


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Il XXIII Consiglio Na­ zionale del CONI, tenutosi il 16 dicembre, ha toccato argomenti di notevole in­ teresse per le prospettive del prossimo futuro nello sport italiano. L’avv. One­ sti, in particolare, ha an­ nunciato nella sua relazio­ ne che è intenzione del CONI, riprendere e aggior­ nare il programma già va­ rato nel 1960 subito dopo le Olimpiadi Romane. I noti quattordici punti che lo componevano sono in massima parte rimasti let­ tera morta a causa della sfavorevole congiuntura economica che ha afflitto lo stesso CONI. Ora essi sono stati ripresi e sinte­ tizzati in otto, secondo le più urgenti necesssità dello sport ai vari livelli.

1) Potenziamento Federazioni.

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L’incremento dei bilan­ ci federali determinato dall’aumento delle entrate si deve automaticamente tradurre in un rilancio e in aumento delle attività: soltanto nella misura del 15-20% potranno coprire l’aumento dei costi gene­ rali. Perciò le Federazioni dovranno compiere uno sforzo per allargare la ba­ se dello sport attivo, cer­ care di coltivare nuovi ele­ menti direttivi, difendere attraverso le società 1 principi del dilettantismo. Riguardo ai problemi del calcio professionistico, è detto testualmente: « E’ opportuno che l’iniziativa presa dalla F.I.G.C. per

dare un rilancio più mo­ derno, ma nello stesso tempo più tranquillo e amministrativamente quilibrato, alle società pro­ fessionistiche, venga da noi attentamente seguita e decisamente sostenuta». 2) Costruzione di impian­ ti sportivi. 11 CONI aveva già po­ sto in esecuzione un piano di incremento iper impian­ ti sportivi per un valore complessivo di 5 miliardi di lire; un piano analogo per un valore di 3 miliar­ di, l’aveva messo in opera la F.I.G.C. Ora il CONI ha preparato piani futuri per triplicare almeno le attua­ li possibilità di realizza-

zione. Il CONI ha chiesto che ai contributi previsti nella Programmazione ab­ biano possibilità di acces­ so anche le società spor­ tive. Saranno anche ripresi e intensificati gli aiuti a fondo perduto concessi per la realizzazione di piccoli impianti sportivi. 3) Una scuola per istrut­ tori specializzati. La Scuola Centrale di sport entrerà in funzione entro il corrente anno; do­ vrà servire a formare una élite di nuovi istruttori e ad aggiornare periodica­ mente quelli già esistenti. Gli allievi saranno reclu­ tati tra quelli che decide-

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citati dal Presidente Onesti il quale, in proposito, ha detto: « GZz Enti di Propaganda hanno volontà di lavorare in un settore che è molto delicato. In effetti essi deb­ bono aprire nuove aree all’esercizio dello sport, agire in zone che lo sport non ha ancora esplorate, scoprire nuovi elementi, istruirli, sgrossarli e renderli idonei alle prime attività competitive. Si tratta di un lavoro oscuro che tuttavia ha i suoi aspetti positivi. Sarebbe certo più allettan­ te la creazione di nuclei agonistici che partecipino con maggiore o mi­ nore successo alle attività federali. Ma per questo ci sono le società. Da noi si lamenta l'insufficienza del la­ voro che precede quello societario, ed è questo vuoto che dobbiamo cer­ care di riempire. I nostri amici, gli Enti di Propaganda, hanno perciò una enorme quantità di cose da fare; noi fidiamo nella loro passione e siamo convinti che lo sport italiano ■ potrà ricevere un sensibile e concre­ to aiuto dalla loro attività. Perciò abbiamo più volte chiesto a questi Enti di istituire anche i Centri di addestramento giovanili, ;sul tipo di quelli creati dal CONI. E' que­ sto uno strumento assai importan­ te, che può conquistare le classi più giovani e che la illustrazione della stampa e della televisione ha reso popolare ». Ormai gli Enti di Propaganda hanno diritto di cittadinanza negli atti come nelle Assemblee ufficiali dello sport italiano: c’è un ricono­ scimento di fatto. Il direttore del « Corriere dello Sport », Antonio Ghirelli, giorna­ lista intelligente e osservatore one­ sto ed attento, ha così commentato in un articolo di fondo la citazione di

Onesti: « L’assistenza agli Enti di Propaganda è più che giustificata, sempre a condizione che non si ri­ solva in un pateracchio al vertice per propiziare o tacitare certi par­ titi politici, senza approfondire la portata reale dell’azione che quegli enti svolgono nel campo dello sport » (Corriere dello Sport, 18 dicembre 1965). Preoccupazione costante del CSI nei suoi venti anni di vita è stata quella di riconoscersi in mezzo a quanti fanno sport in Italia, pro­ ponendo non una alternativa or­ ganizzativa, ma .una alternativa esistenziale. La giustificazione del CSI si tro­ va anzitutto nella scoperta e nel­ la animazione del valore sport e quindi nella scoperta dei grandi spa­ zi lasciati vuoti dalla realtà sportiva italiana. Tutto questo in sintesi si può dire con due « slogans »: uno sport che educa, uno sport per tutti. Questi scopi hanno definito il no­ stro spazio che è poi lo spazio dell’Ente di Propaganda, il quale per essere se stesso non può essere una sottocopia delle Federazioni spor­ tive. Aiutare quindi lo sport a ritro­ vare la sua dignità di mezzo educa­ tivo e creare una coscienza perché sia messo a disposizione di tutti i giovani. Non è quindi solo un problema di strutture (vedi impianti sportivi), che si risolve economicamente (e trovare io miliardi l’anno in un Paese che ne spende 8.000 non è difficile e infatti si stanno trovan­ do), ma è specialmente un problema di costume. La società italiana cresce e cre­ scendo non consuma soltanto più

energia elettrica ma anche più sport: è un fatto reale di crescita. Di qui risalire all’associazionismo sportivo (era il cavallo di battaglia del povero Natale Bertocco) c’è mol­ to cammino da fare. Lo sport si fa con le società spor­ tive. Qui l’Ente di Propaganda può essere di grande aiuto, perché il suo lavoro si innesta su un fatto spon­ taneo come l’associazionismo giova­ nile che l’attività sportiva sollecita e incoraggia. Questa è l’esperienza di venti anni di CSI. Roma, patria del diritto, diceva: « da mihi factum, dabo tibi jus ». Dammi un’esperienza, io te la codifi­ cherò. Vent’anni di esperienza ci sono e tutti riconoscono nel CSI un’orga­ nizzazione utile allo sport italiano. Siamo lieti di estendere ad altri Enti di Propaganda questo riconoscimen­ to, convinti che se da un riconosci­ mento « de facto » si passerà a quel­ lo « de jure » finiranno quelle ano­ malie e contraddizioni dell’organi­ smo esuberante, perché giovane, ti­ piche del puledro che non accetta la sella. E’ già un passo avanti che il CONI abbia accettato una Com­ missione degli Enti di Propaganda (il CSI aveva proposto una Consul­ ta) presso il CONI stesso. Ma non fermiamoci lì. Né basta riconoscere che il CSI è l’Ente di Propaganda che ha le carte in regola. Le carte in regola le possono ave­ re tutti, basta non tenerle nella ma­ nica: mettiamole in tavola e ordi­ niamole sotto gli occhi di tutti. ALDO NOTARIO

__;__ — ranno di entrare negli isti­ tuti di educazione fisica, a condizione che siano atleti o ex-atleti ad alto livello. Entro l’ottobre ’66 sarà bandito il primo con­ corso per 50 allievi.

4) Sviluppo dei Centri Ad­ destramento.

A tutt’oggi i Centri so­ no 61 (nel 1965 ne sono stati aperti 14) per com­ plessivi 20.000 atleti. Uno speciale servizio del CONI ha preso in cura questa branca di attività in vi­ sta di un suo potenzia­ mento. Il CONI aiuterà gli En­ ti di propaganda perché a loro volta realizzino in proprio questa iniziativa.

5) Organizzazione perife­ rica del CONI. Il CONI intende raf­ forzare la propria organiz­ zazione periferica che tenderà ad adeguarsi allo sviluppo delle regioni. I Comitati provinciali al compito rappresentativo dovranno aggiungere una crescente operosità.

6) Enti di Propaganda. I contributi agli Enti di propaganda saranno au­ mentati (in parte dati sot­ to forma di attrezzature sportive). L’avv. Onesti precisa i compiti degli en­ ti di propaganda nel riem­ pire 1 vuoti lasciati dalle società In quelle zone e in quelle categorie sociali al-

le quali esse non possono giungere. Non è una defi­ nizione completa della funzione e dei compiti dell’Ente di Propaganda in un paese democratico, ma si può accettare sotto il profilo di un rapporto tecnico-operativo con il lavoro svolto dalle Fede­ razioni.

7) Rapporti con la Scuola, le Forze Armate, lo sport universitario. Il CONI, convinto che una penetrazione delle tec­ niche sportive nel mondo scolastico migliori il siste­ ma dell’educazione gene­ rale e avvantaggi la for­ mula « lo sport per tutti », ritiene utile proporre alcu­ ni ulteriori avanzamenti

dell’azione nell’ambito sco­ lastico. Riguardo allo sport uni­ versitario l’avv. Onesti ha annunciato che il CONI non ridurrà i suoi (per il momento vitali) contribu­ ti, ma ha auspicato un pronto e determinante in­ tervento dello Stato nel settore. Anche per lo sport nelle Forze Armate il CONI con­ tinuerà a collaborare an­ che sul piano economico. 8) Assistenza sanitaria e ricerche scientifiche.

E' previsto uno sviluppo dell’istituto di medicina dello sport che già funzio­ nava a carattere speri­ mentale all’Acqua Acetosa.

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lil segreto dei csi si chiama campestre Perchè il CSI riserva all'attività campestre interesse e attenzione speciali, La storia eli un campionato che è diventato distintivo e segno di un9idea e di un indirizzo sportivo.

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er l’atletica, la sfagio­ li ne invernale vuol di­ re « campestre », atti­ vità che è di base, impor­ tante e necessaria a tutta la disciplina. Forse questo è il punto di maggiore interesse: la campestre è innanzi tutto preparazione all’atletica, e, quindi, la campestre é ne­ cessaria all’atletica. Il Centro Sportivo Ita­ liano, che opera da venti anni in tutta la penisola al solo fine di fare del bene alla gioventù ed allo sport, questa risultanza l’ha fatta propria, l’ha in­ serita nei propri pro­ grammi ed adesso, può ben essere fiero dei risul­ tati raggiunti. Se l’atletica del CSI é adesso quella che é (vale a dire- un complesso di Società, Atleti e Dirigenti di prim’ordine) una buo­ na parte del merito spet­ ta alla corsa campestre. Proselitismo e propa­ ganda, infatti, sono altri due fattori positivi della attività campestre. Propaganda perché la corsa campestre, come fa­ cilmente si può immagi­ nare, si può organizzare un poco dovunque. Non c'é bisogno di impianti complessi, bensì di un campo, di sentieri in ter­ ra battuta, di possibilità di gareggiare senza intralcio e senza pericolo. Proselitismo all’atletica con la campestre. Questo avviene (ed è avvenuto) grazie allo spettacolo che, in questi mesi, può offrire la corsa fra i campi, per appassionati, stessi atleti, ed anche anonimo pub­ blico. Molte volte (e an­ che qui gli esempi sono decine e decine) un Co­ mitato CSI ha potuto « sfondare » proprio per una manifestazione atle­ tica ben riuscita e soprat­ tutto « semplice ». Oggi sono 120 i Comi­ tati provinciali e zonali del CSI che fanno cam­ pestre. E ieri?

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vent’anni fa eravamo considerati pionieri La storia della nostra campestre è lunga. Vent’anni di gare non si possono però considerare in poche righe di piombo tipografico, co­ munque tutta la teoria delle gare rimane sì negli

albo d’oro della campestre 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959

Ascoli Piceno Siena Roma Massa Ferrara Rimini Rovereto Roma Massa Pesaro Piano Laceno

1960

Loreto

1961

Carsulae

1962

Grosseto

1963

Fidenza

1964

Chianciano

1965

Cattolica

( TR )

TRENTINI U. (Trento) CORNA L. (Bergamo) CORNA L. (Bergamo) FRATINI S. (Pescara) GIANSANTE P. (Pescara) LUCCHI L. (CSI Mestre, Venezia) CONTI L. (Bergamo) FESTA V. (Avellino) VUOTTO E. (Avellino) GROTTOLI M. (Torino) cat. Allievi: CORTESE G. F. (Biella) cat. Juniores PIERI I. (Lucca) cat. Allievi: VALENTE S. (Siracusa) cat. Juniores: STRAZZACAPPA R. (Padova) cat. Allievi: MARCHETTI S. (Lucca) cat. Juniores : STRAZZACAPPA R. ( Padova ) cat. Allievi: GIOMETTO S. (Vicenza) cat. Juniores: BIANCHI G. (Trento) cat. Allievi: VISCUSI R. (Gaeta) cat. Juniores : CINGOLO G. ( Avellino ) cat. Allievi: GHEZZI G. (Milano) cat. Juniores: RONZIO G. (Milano) cat. Allievi: LEGONI L. (Milano) cat. Juniores : BOZZINI G. ( Piacenza )

talità che è la logica con­ archivi, ma e sempre ben seguenza di quello svilup­ viva, palpabile, evidente. Sono tanti episodi gli po programmatico voluto fin dall’inizio dal CSI. anni della campestre CSI. Episodi che adesso ci si >Ed oltre alle innumere­ accorge hanno la portata voli gare di questi ultimi di capisaldi, per l’intera tempi, che passano adesso Organizzazione, oltre che velocemente dinnanzi a per l’atletica. noi, ecco i nomi di atleti Le prime gare. L’indiffe­ che hanno accompagnato queste gare. Compongono renza che colpiva i pri­ missimi dirigenti periferi­ un elenco infinito, ed ogni ci che volevano organiz­ nome, ogni volto ha una zare la campestre del CSI propria parte in queirim­ a tutti i costi, al di sopra menso mosaico che il CSI di ogni ostacolo, burocra­ ha saputo creare per la tico, ambientale, di men­ corsa campestre. talità. Soprattutto di mentali­ tà. Lo sportivo, in genere, difficilmente si adegua su­ bito ad un qualcosa di in tutta nuovo: la campestre del CSI vent’anni fa era qual­ Italia si sono cosa di nuovo. Era una tappa ben delineata per il svolte successo dell’atletica leg­ gera nazionale. le campestri Sembravano utopie. In­ vece, adesso ci accorgia­ mo che fu proprio così. Dai primi campionati, le Come non ricordare Ro­ prime affermazioni prepo­ vereto e quella finale na­ tenti. Improvvisamente il zionale del 1955, dove ini­ CSI si accorse di poter ziò a delinearsi la figura iniziare a recitare una atletica di Luigi Conti? parte nel consesso stesso Fu il primo trionfo tri­ dell’atletica nazionale. colore del bergamasco, ma Logicamente la campe­ anche la prima gara che stre nel CSI sì sviluppò vide fra i suoi concorrenti per gradi. Le regioni più (oltre 250) futuri azzurri atleticamente progredite d'Italia. Uno per tutti, il non ebbero difficoltà ad genovese Silvio De Floinserire già con precisi rentiis, olimpionico di Ma­ programmi il cross-coun­ ratona a Roma. try nelle annuali attività. La tabellina riportata Così si ebbero in Lombar­ dia, Veneto, Piemonte, Li­ in questa stessa pagina, segna le tappe delle finali guria, Emilia, Comitati nazionali di tutti questi che dedicarono alla cam­ pestre ampio spazio. Poi anni. Come si può con­ si « accodarono » le altre statare oltre ai nomi dei regioni: l’aumento avven- " vincitori, certamente noti ne senza improvvisazione, ai più, le finali il CSI le ma con maturità. ha fatte svolgere un poco Adesso tutte le Regioni ovunque. E’ un’altra ca­ hanno Comitati che « fan­ ratteristica, quella di por­ no » campestre, una to- tare le finali in vari cen-

tri. proprio per far con­ statare, quasi, la compat­ tezza, del movimento gial­ lo-blu. Così il CSI é salito a Piano Laceno, in un in­ cantevole angolo dell’entroterra campano; ha corso in riva al mare a Marina di Massa ed a Ri­ mini; nel pieno centro di una industriosa cittadina, quale è Fidenza; vicino al celeberrimo Santuario della Madonna di Loreto; a Carsulae, l’antichissima « stazione » romana in Umbria; e poi, a Grosse­ to, Chianciano, Siena, Ro­ ma, per finire a Cattolica dove lo scorso anno Legoni e Bozzini hanno saputo entusiasmare.

nomi nuovi e vecchi alla finale di quest’anno E adesso, ecco il 1966. Si ricomincia, come ogni anno, con i programmi, con le gare, con nomi nuovi che saliranno, cer­ tamente alla ribalta. Una particolarità, que­ st’anno, sarà ritrovare, grazie alle innovazioni di categoria apportate dalla Fidai, gli stessi atleti che la scorsa stagione hanno già recitato la loro brava parte nella campestre. Sia negli allievi che negli juniores. le date di parteci­ pazione sono state bloc­ cate e così rivedremo uno stuolo di atleti fra i più interessanti. Ovviamente i muta­ menti Federali (e sui qua­ li ritorneremo quanto pri­ ma) non hanno « blocca­ to » l'iniziativa dei Comi­ tati periferici del CSI che già da tempo sono in mo­ vimento nel settore cam­ pestre. Dopo circa un me­ se dall'inizio ufficiale del­ l’attività, si può già dire che quaranta sono i Co­ mitati che hanno pro­ grammato gare nelle due categorie, e molti hanno già fatto svolgere prove valide per la qualificazio­ ne alla finale nazionale. Finale Nazionale che è il traguardo più atteso e che quest’anno vedrà il suo svolgimento il 27 mar­ zo, molto probabilmente, a Nocera Umbra. Sarà un’altra « tappa » nel cammino, lento, ma sicuro del CSI nel settore dell’atletica leggera. ALDO CAPPELLINI

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Il “boom della neve” è un dato di fatto. Si tratta soltanto di una moda turi­ stica o stiamo assistendo alla nascita del primo fenomeno sportivo di massa nel nostro Paese ? La prospettiva è senz’altro seducente... servizio di ADRIANO MONTI e DUILIO OLMETI!

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sulla neve 1

\ nche gli sport e i passatempi attraversano periodi di interesse col­ lettivo. Adesso è la volta dello sciDa esercizio di pochi appassionati, lo sci è divenuto, nello spazio di pochi anni, sport collettivo. Abbia­ mo detto uno « sport » collettivo e probabilmente lo è, ma è certamente anche un fatto turistico. Due carat­ teri che tutti riconoscono senza dif­ ficoltà al fenomeno italiano del « boom dello sci » o che forse, me­ glio, si potrebbe chiamare « boom della neve». Sì, perché se si entra nei particolari, se si vuol vederci un po’ più chiaramente e più da vicino, allora affiorano i problemi, gli inter­ rogativi, le contraddizioni. Del fenomeno sciatorio-turistico in sé, comunque, occorre prender co­ scienza. Senza voler troppo sottiliz­ zare, si può ben dire con il giorna­ lista Ormezzano (il quale ha analiz­ zato acutamente il fenomeno in una serie di servizi pubblicati da « Tuttosport ») che si tratta del primo e massimo fatto sportivo di massa che l’Italia conosca, e del secondo fatto turistico di massa, dopo quello esti­ vo. Ecco alcuni dati che il giornali­ sta porta a sostegno della sua affer­ mazione che noi pure condividiamo: « Ci sono in Italia 151 stazioni in­ vernali già funzionanti, così distri­ buite'. 132 nell’Italia settentrionale (28 in Piemonte, 10 in Valle d’Aosta, 35 nelle Alpi Centrali, 39 nel FriuliVenezia Giulia, 20 nel Trentino-Alto Adige. 9 nell'Appennino Tosco-Emi­ liano, 8 nell’Appennino Centrale, 2 in Sicilia). Nell’insieme queste stazioni opra­ no ai turisti i seguenti impianti di risalita: 84 funivie, 190 seggiovie. 790 skilifts. La portata oraria com­ plessiva è di 400.000 persone. Una intera grande città che ogni ora può essere "spostata”, con importanti va­ riazioni di altitudine ». Il fenomeno turistico è più palese e documentabile di quello sportivo. Si potrà muovere delle riserve sulla sua distribuzione geografico-territoriale e per categorie sociali, ma in assoluto esso esiste ed è all’80% un turismo nazionale, italiano. Si calco­ lano a un milione circa gli italiani che nel corso della stagione inver­ nale vanno sui campi di neve con una certa assiduità; la loro spesa si aggira sui cento miliardi di lire. Se a questi si aggiungono i cinquanta miliardi che all’incirca provengono dal turismo invernale straniero, ecco che prende notevole rilievo la cifra di 150 miliardi del turismo invernale italiano a paragone dei non molto più di 500 miliardi del turismo in­ vernale europeo. E questo taglia la testa al toro a proposito della con­ sistenza del fenomeno turistico del­ lo sci. Più delicato è l’aspetto sportivo dello stesso fenomeno. Dire toutcourt che il milione di sciatori che si avventurano sulle piste delle 151 sta­ zioni invernali siano tutti degli au­ tentici sportivi, è senza dubbio az­ zardato e forse palesemente falso. Si può però dire subito che non sono neppure dei turisti sprovveduti o « qualunquisti » che vanno sui cam­ pi di neve con lo stesso spirito con cui fino a ieri andavano a prendere una boccata d’aria in campagna. No, la gran parte d’essi va in montagna


per sciare e scia con una certa assi­ duità. I cento miliardi citati sopra — è dimostrato — non vengono spe­ si soltanto per l’abbigliamento alla moda, ma per una scelta sempre più competente e accurata di una effi­ ciente attrezzatura sportiva. Ma c’è anche il rovescio della me­ daglia. Tutte rose non sono certo. Come si spiegherebbe altrimenti che nello sport nel quale, unico, possia­ mo vantare la tanto sospirata parte­ cipazione di massa, si verifica al ver­ tice una così netta carenza di cam­ pioni quale si riscontra soltanto in pochi altri sport. Ciò contrasta con la sperimentata legge per cui il nu­ mero dei campioni in ogni discipli­ na sportiva é direttamente propor­ zionale alla massa dei suoi pratican­ ti (salvo certi «miracoli» di pret­ ta marca italiana!). Ora, gli auten­ tici campioni del nostro sci —■ è no­ torio — stanno quasi nel palmo delle due mani. Contate mentalmente i 3-4 saltatori, i 4-6 fondisti, i 5 (con molto sforzo) delle specialità alpine, tralasciamo tranquillamente il setto­ re femminile, ed ecco il conto é pre­ sto fatto. Dunque? Spiegazioni ce ne sono, senza meno. Intanto « il boom della neve » é tale soltanto oggi, anzi e ancora in via di consolidamento e di sviluppo. Tanto più quindi il fatto sportivo vero e proprio che è psicolo­ gicamente ed anche organizzativa­ mente e tecnicamente susseguente e conseguente al fatto turistico. Possia­ mo dunque concludere che il milio­ ne di sciatori italiani non sono tutti degli autentici sportivi ma sono si­ curamente avviati a diventarlo. Scu­ sate se è poco, sia da un punto di vista tecnico sia soprattutto di una maturazione della coscienza sportiva. In attesa che il traguardo sporti­ vo possa essere raggiunto e che il fenomeno si propaghi, magari per contagio turistico, ad altre discipli­ ne sportive, analizziamo ancora un altro aspetto di questo «boom» che. oggi, è ancora a mezza strada tra turismo e sport.

questo esercizio libero il suo « desi­ derio di potenza ». Nell'ebbrezza della discesa a velo­ cità che, se misurata, ci farebbe ve­ ramente pensare a una meravigliosa sensazione, lo sciatore si sente li­ bero. Nel silenzio della natura, ha l'impressione di essere il padrone della vasta distesa, che nel suo an­ dare sta a significare la espressione della vitalità e della purezza. Chi sono infatti quelli che amano di più la neve? I bambini! Gli adulti sulla neve diventano bambini, com­ piono una sorta di interiore purifi­ cazione, riacquistando per pochi atti­ mi quella libertà che la civiltà orga­ nizzata loro nega. Recarsi sui campi di sci per qual­ che giorno è non solo un premio che ci si fa. ma é anche una pro­ fessione di fede: fede nella natura, speranza nella libertà. E’ purtroppo anche lassù, sulle bianche piste, che qualcuno tenta di abusare di tale libertà! Vi sono i

«cannibali» (termine coniato non si sà da chi) che trasformano l’ardi­ mento in pericolo per gli altri oltre­ ché per loro stessi, gettandosi a ca­ pofitto senza avere un minimo di padronanza. Cotesti pericoli pubblici sono per il sessanta per cento i re­ sponsabili dei più grandi incidenti, che potrebbero essere evitati. Il « codice delle nevi » è una lo­ devole iniziativa del Panathlon ' Club al fine di stabilire un ordine ed una disciplina. E’ sentita anche la necessità di una polizia delle nevi, che si preoc­ cupi di far rispettare il codice stesso, contribuendo a quell’opera di preven­ zione che è necessaria affinché i campi di Sci non si abbiano a tra­ sformare in campi di dolore e, tal­ volta, di lutti. Ma soprattutto per­ ché questa entusiasmante attività sia una vera espressione di civiltà e di progresso sotto l’aspetto turistico e quanto prima possa anche diventare un autentico fatto sportivo a vastis­ sima diffusione popolare.

sport e ardimento Lo psicologo, osservando sui campi di neve coloro che si dilettano a scendere a Kristiania, a salire a spi­ na di pesce, può trarne diverse con­ clusioni. Lo sci è divenuto sport senza età. Nelle località invernali si incon­ trano infatti quasi lattanti, provvi­ sti di piccoli strumenti mozzi, adul­ ti. giovani naturalmente e persone di una certa età. Sempre in maggior numero le persone anziane si cimen­ tano in un esercizio che pone alle sue basi tecnica e ardimento. La tecnica é il sottofondo indispensabile, ma l’ardimento è l’elemento fondamentale. Non si può •sciare se si ha paura, anche se il ■« coraggio della discesa » lo si acqui:sta con l’esercizio e con la conquista •di un minime di padronanza. Il fre­ naggio é la capacità di dirigersi a •destra o a sinistra. Lo psicologo, quindi, direbbe che lo sappassionato di questo sport è tale oda assommare in sé i requisiti del (coraggioso, ma potrebbe anche dire che io stesso desidera sfogare in

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Calendario attività agonistica 1965-66 Discipline

Provinciali

Regionali

entro 13-2

Sci

15/16-2-66

Sci criterium stud.

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Campestre

entro 13-3

Tennis Tavolo

entro 23-1

entro 13-2

Nazionali

Interregni

13-3-66

26/27-2-66

Bormio

24/25-2-66

Pontedilegno

27-3-66

Nocera

Um.

27-3 66

Nocera

Um.

da stabilire

Pallavolo

entro 27-3

entro 24-4

19-5-66

1 /2-6-66

Calcio

entro 3-4

entro 1-5

22-5-66

1/4-6-66

Pallacanestro

entro 19-3

entro 3-4

15-5-66

3/5-6-66

entro 7-8

da stabilire

Pattinaggio

entro

Rugby

entro 30-4

entro 31-5

Tennis

entro

19-6

entro 24-7

Bocce

entro

13-3

Nuoto

entro 17-7

Ciclismo

entro 28-8

Educativo

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novità filateliche sportive Recentemente le poste del­ la Repubblica Popolare Ci­ nese hanno emesso una lun­ ga serie, ben 11 valori, dedi­ cata agli sport più popolari del paese. Questa serie com­ memora lo svolgimento degli annuali giochi sportivi na­ zionali e vi appaiono sport che a noi non sono molto familiari Infatti, accanto a quelli dedicati al calcio, all'atleti­ ca, al ciclismo ed altre disci­ pline sportive molto cono­ sciute, ve n’è uno che certa­ mente, almeno qui in Italia, è quasi ignorato da tutti, e si tratta invece di uno sport appassionante e molto popo­ lare in altri paesi: tiro con l'arco

Questo francobollo, dal va­ lore modestissimo di 4 fen, pari a circa 25 Lire italiane, è forse uno dei più belli di questa serie ed anche di quanti la Cina ha dedicato allo sport in questi ultimi anni. Lo sport del tiro con l’ar­ co conta migliaia di appassio­ nati in tutto il mondo, riu­ niti in una Federazione In­ ternazionale molto attiva; anche in Italia sono sorte delle associazioni sportive che praticano tale sport, ma finora i risultati, almeno dal punto di vista della diffu­ sione, sono stati molto scarsi. Si tratta invece di uno sport che andrebbe molto svi­ luppato specialmente nei gio­ vani. Una conferma della popo­ larità di questo sport ci è data dalla promessa più o meno ufficiale, della sua in­ clusione, forse già a Città del Messico nel 1968, nel pro­ gramma delle gare olimpiche!

M. T.


riposo a cura ili ;

attivo

AbO j TxXT el nostro precedente articolo ci siamo soffer­ mati, brevemente, su quanto l’atleta deve fare nel periodo post-agonistico, per conservare una certa forma atletica, per evitare una di­ minuzione dell’attività fun­ zionale del suo organismo e, praticamente, abbiamo potu­ to osservare che non esiste un periodo di assoluto ri-< posoi anche se l’intensità e il ritmo del lavoro fisico che rii egli compie subisce un notevole rallentamento. Si è accennato infatti che per liberarsi del complesso della gara, per ricaricarsi me­ glio delle energie nervose, lo­ gorate dalla lunga attività agonistica l’atleta, non di ra­ do. trasferisce in altri setto­ ri il suo interesse. Il non pensare per un cer­ to tempo alla propria spe­ cialità, il sostituirla con una attività diversa, sia essa atti­ nente o meno alla specialità stessa, come il giuoco atle­ tico (palla a volo, palla al cesto, rugby ecc.) è indub­ biamente un qualche cosa che oltre a distendere i ner­ vi, servirà a ridare nuovo en­ tusiasmo, nuova fiducia ma soprattutto a riequllibrare il rapporto psico - fisico dell’a­ tleta. Al termine comunque di questo periodo di « riposo at­ tivo », la cui durata è di nor­ ma limitata a un mese o po­ co più, l’atleta, attraverso un lavoro organico e sistemati­ co, riprenderà in pieno la preparazione, la quale sarà generica e specifica nello stesso tempo, per poter po­ tenziare le masse muscolari, e nel contempo migliorare lo stile e cioè le qualità tecni­ che dell’atleta stesso. Per fare ciò egli dovrà al­ ternare il lavoro, tenendo presente che per quanto con­ cerne la restaurazione ed il potenziamento generale dell’organismo (di tutti 1 suoi organi, ma in particolare dei polmoni e del cuore) nulla potrà eguagliare il moto svol­ to all’aria libera, mentre per migliorare le qualità musco­ lari (elasticità, contrattilità), Intese come aumento della

potenza dello scatto, l’am­ biente più idoneo, l’ideale per ogni preparazione di base, sarà l’esercizio preatletico svolto nella palestra. Le at­ trezzature, infatti, di cui è dotata la palestra, la sereni­ tà e la quiete dell’ambiente, la possibilità per il giovane di avvalersi in essa, della gui­ da di un istruttore attento e scrupoloso, pronto ad indi­ viduare e rimuovere ogni più piccolo difetto, costituiscono il migliore ausilio per una completa ed integrale prepa­ razione. Ma come si svolge la pre­ parazione invernale, secondo quali criteri si sviluppa il programma di tale prepara­ zione?

preparazione progressiva sistematica E’ evidente che i tempi di svolgimento saranno diversi a seconda delle specialità, delle qualità fisiche dell’atle­ ta ed, in particolare, delle « lacune » che l’allenatore avrà modo di riscontrare in ogni singolo individuo, dopo un primo contatto. E’ anche certo che il fon­ dista o il mezzo fondista, do­ vendo possedere in pari gra­ do la forza muscolare, la re­ sistenza, la velocità, dovrà svolgere un lavoro di « fon­ do » molto più intenso e di maggiore durata ma, non me­ no valido è il concetto che per qualsiasi specialità, la preparazione sarà efficace e valida se al termine di essa, l’atleta sarà in grado, duran­ te il periodo agonistico di reggere con una certa fre­ schezza il ritmo della gara. La preparazione deve esse­ re quindi svolta in forma progressiva, sistematica e ininterrotta. Alla base di ogni attività invernale si pone natural­ mente la corsa campestre, in­ dipendentemente dal fatto che il giovane sia o meno uno specialista di tale for­ ma di attività, perché solo attraverso un primo allenar

mento svolto in tale ambien­ te è possibile, in alternanza con gli esercizi fatti in pale­ stra, rinvigorire l’organismo, creare le premesse per tutte le altre specialità su pista. Sarà naturalmente l’alle­ natore, d’accordo con l’atle­ ta, a stabilire il numero delle sedute per ogni settimana, la durata di esse, la distanza da percorrere, gli esercizi spe­ cifici da compiere, per dare uno sviluppo armonico al corpo, per sollecitare mag­ giormente le masse muscola­ ri interessate. I lanciatori cercheranno, infatti, di rendere sempre più forti le braccia e le gam­ be (oltre a migliorare le do­ ti di scatto e di velocità), i saltatori dovranno sviluppa­ re ed evidenziare sempre me­ glio la loro agilità, i corri­ dori sviluppare le doti di scatto e di velocità e tutti, indistintamente, dovranno cercare di migliorare le qua­ lità di « fondo » (inteso come tenuta di gara), per soste­ nere, nelle migliori condizio­ ni di forma, il ritmo della gara alla quale saranno chia­ mati a partecipare. L’allenamento invernale de­ ve quindi essere caratteriz­ zato da queste forme diverse di attività che, per gli atleti già formati servirà a recupe­ rare gradualmente le ener­ gie logorate dalla precedente attività e ad eliminare le eventuali lacune organiche e tecniche e per quanto ri­ guarda gli esordienti, per far si che essi affrontino la loro prima gara con fiducia e se­ renità. Si terrà logicamente conto, nella elaborazione e nello svolgimento del pro­ gramma, sia del tipo fisico dell’atleta che del tempo a sua disposizione per la pre­ parazione. La preparazione all’aperto, in cui oltre alla corsa e alla marcia, il giovane eseguirà tutta una serie di esercizi di preatletica generale e speci­ fica, sarà completata in ogni seduta da esercizi respiratori calmanti (al termine della corsa) e sviluppanti 1 musco­ li che interessano la respira­ zione (e cioè quelli del collo, i pettorali, intercostali, ad­ dominali). H ritmo e la durata di ogni allenamento, lo ripetiamo, devono essere preventiva­ mente concordati tra l’alle­ natore e l’atleta. Massima cura si dovrà poi porre, nel periodo invernale, agli indu­ menti che l’atleta dovrà in­ dossare. per evitare che, nel corso deH’allenamento egli subisca pericolosi raffredda­ menti, specie nei periodi di pausa che intercorrono tra un esercizio e l’altro. Continuando nella esposi­ zione del programma diremo che, in linea di massima, es­ so si può suddividere in due distinti gruppi: un primo gruppo comprendente i velo­ cisti, i lanciatori, 1 saltatori ed un secondo i fondisti e mezzo fondisti. Saranno dominanti nel pri­ mo gruppo gli esercizi diretti ad aumentare nei giovani le doti di velocità, di scatto, di agilità, mentre nel secondo quelli diretti a potenziare, co­ me si è visto, le qualità di resistenza e di forza muscolareASO

radio tv DOMENICA 23 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 15,30: Tutto il calcio minuto per minuto - 19: Domenica sport. RADIO SECONDO: 12: An­ teprima sport - 16,30: Musi­ ca e sport - 21,40: La gior­ nata sportiva. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 15: Eurovisione, collega­ mento tra le reti televisive europee: Austria: Kitzbuhel, gare internazionali maschili di sci-slalom - 19: Cronaca registrata di un tempo di una partita - 19,55: Tele­ giornale sport - 22,15: La domenica sportiva.

LUNEDI' 24 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 8: Do­ menica Sport - 20: Radiosport. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 19,55: Telegiornale sport.

MARTEDI' 25 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 20: Radiosport. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 19,55: Telegiornale sport. TELEVISIONE SECONDO: 21,15: Sprint.

MERCOLEDÌ' 26 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 20: Radiosport. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 19,55: Telegiornale sport - 22: Mercoledì sport.

GIOVEDÌ' 27 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 20: Radiosport. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 19,55: Telegiornale sport.

VENERDÌ' 28 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 20: Radiosport. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 19,55: Telegiornale sport. Alle 16,15 probabile collega­ mento coll’ippodromo di Tordivalle (Roma) per la Tris di Trotto.

SABATO 29 GENNAIO RADIO NAZIONALE: 20: Radiosport. TELEVISIONE NAZIONA­ LE: 19,55: Telegiornale sport. TELEVISIONE SECONDO: 22,10: Avvenimento agoni­ stico. Alle ore 16 meeting di nuo­ to da Brema - Lo stesso col­ legamento anche domenica 30. dalle ore 16 alle 16.30.

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on tre proficue giorna­ te di lavoro sul tema « Sport, turismo, co­ munità » la FARI ha svol­ to il suo Congresso Nazio­ nale dal 27 al 30 dicembre presso la Domus Marine, a Roma. Dopo la giornata inau­ gurale si sono svolte le due relazioni generali, l'una tenuta dal prof. Ga­ stone Lambertini sul te­ ma « Il gruppo sportivo come esperienza di vita comunitaria», l'altra dall’avv. Girolamo Bottiglie­ ri su « Turismo come esperienza di vita conninitaria ». Il prof. Lambertini ha detto che lo sport è in grado di arricchire i gio­ vani in quella capacità di dialogo e di reciprocità che la vita d'oggi richie­ de a ciascun uomo. Per le giovani ci sono alcuni problemi particolari da tenere presente dovuti a secolari pregiudizi che hanno determinato in lo­ ro una mentalità di dife­ sa e di chiusura in se stesse: il compito della dirigente di gruppo è di far vivere profondamente i valori comunitari pro­ pri dello sport alle ragaz­ ze per avviarle a conqui­ stare uno spirito comu­ nitario che elimina ogni atteggiamento di ribellio­ ne e di protesta. L’avv. Bottiglieri, par­ lando anche del turismo giovanile, ne ha sottoli­ neato l'importanza come mezzo di formazione del carattere dei giovani at­ traverso la conquista gra­ duale di uno spirito di cameratismo, di solida­ rietà, di sacrificio. A conclusione dei lavo­ ri la sig.na Ludovica Bu­ satto, vicepresidente na­ zionale della Federazione, ha tenuto la relazione programmatica in cui ha riassunto gli obiettivi che la Federazione si propo­ ne. Tra le attività sporti­ ve di squadra sottolinea la pallavolo e la pallaca­ nestro e tra le attività sportive individuali il

I lavori del’ terzo Congresso Nazionale della FARI sono stati inaugurati dal Vicario di Roma, S. E.za Card. Traglia, alia presenza di numerose autorità e personalità sportive, civili e militari. Nella foto, al tavolo della presidenza, da sinistra a destra: il Consulente Nazionale FARI. Mons. Cavalla, la Presidente Nazionale Sig.na Perugini, il Car­ dinale Traglia. la V. Presidente Sig.na Busatto, e il Comm. Di Paolo, in rappresentanza del Ministro del Turismo.

nuoto e l’atletica perché più rispondenti ad una opera educativa comuni­ taria. Ha poi precisato che gli obiettivi della FA­ RI, nel campo sportivo e turistico, si possono otte­ nere con la realizzazione dell’attività in gruppi, con l’invito alla formazione di polisportive, con la valo­ rizzazione (nel campo sportivo) dell’allenamento, della gara, della trasferta e (nel campo turistico) con la valorizzazione del­ la fase di preparazione, e di svolgimento delle ini­ ziative turistiche. Ha concluso invitando tutte le congressiste a te­ nere presente queste li­ nee programmatiche sen­ za sgomento ma con pre­ sa di coscienza del valo­ re educativo dello sport e del turismo e con senso di responsabilità.

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preparazione tecnica individuale importanza della tecnica individuale è sem­ pre di attualità in par­ ticolare per dei ragazzi che aspirano in futuro ad essere dei buoni calciatori prepara­ ti fisicamente, moralmente e per il continuo miglioramen­ to delle loro capacità tecni­ che. Il gioco del calcio, nella sua evoluzione, è assai perfezio­ nato e la tecnica individuale è migliorata in tutto il con­ tinente europeo; in modo particolare in diverse Nazio­ ni dove la preparazione te­ cnica si può dire una tra­ dizione, e dove gli istruttori godono fama internazionale. Anche l’Italia ha avuto un periodo d’oro, un periodo nel quale il calcio italiano ha raggiunto un alto livello tec­ nico individuale e collettivo, ed in base a tale progresso ha meritatamente vinto due campionati del mondo. E’ la prova migliore per mettere in evidenza la ca­ pitale importanza che ha. nel gioco del calcio, la prepara­ zione tecnica individuale del­ l’atleta, preparazione che è anche alla base del gioco col­ lettivo e moderno così deno­ minato « calcio spettacolo ». Ma, purtroppo, in tutta l’Europa, causa la guerra, il livello tecnico si è assai ab­ bassato, ed anche in Italia questo abbassamento è evi­ dente e crea un problema di capitale importanza. La preparazione tecnica di un atleta non è né semplice, né facile; in modo partico­ lare nella preparazione dei giovani. Occorre naturalmen­ te tempo, capacità, pazienza e sopratutto « esperienza ». non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista fisico; e cioè, è ne­ cessario conoscere il corpo umano, materialmente, funzio­ nalmente e psicologicamente. A mio parere lo sviluppo della preparazione tecnica in­ dividuale si divide in tre fatt-

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queste pagine

si: dagli 11 ai 15 — dai 16 ai 18 — dai 19 ai 23 anni. PRIMA FASE : 11-15 anni

Nella prima fase non ne­ cessita una metodica prepa­ razione. ma necessita soprat­ tutto dare possibilità ai gio­ vani di giocare: campo, pal­ lone e indumenti e... lasciarli giocare liberamente con i lo­ ro istinti naturali. E' bene che i ragazzi in questo periodo calzino scarpe di gomma tela, e non scarpe bullonate da calcio, per age­ volare la loro sensibilità nel tocco del pallone plasmando cosi gradatamente il perfetto controllo della sfera. L’istruttore deve solo os­ servare le loro predisposizio­ ni fisiche, tecniche, mentali, individuando i loro principali difetti e contemporaneamen­ te annotando i loro naturali pregi. E’ anche opportuno dare la possibilità ai giovani di assi­ stere a partite importanti, partite disputate da squadre nelle cui file militino gioca­ tori « almeno in parte di clas­ se elevata ». SECONDA FASE: 16-18 anni

Questa fase è la più impor­ tante. si può dire decisiva per la preparazione tecnica individuale. Dai 16 anni si deve incominciare metodicamente l’educazione tecnica. Dai 16 ai 18 anni è ancora facile correggere e togliere 1 difetti, e pure facilmente si può abituare il giocatore ad un corretto atteggiamento fì­ sico e mentale per ogni eser­ cizio; finché gli esercizi stes­ si con pallone ed attrezzi diventino riflessivi, e, grada­ tamente, dai più elementari fino ai più difficili, utili ed indispensabili alla prepara­ zione tecnica individuale. Tutti 1 giocatori, non esclu­ si « 1 portieri », con costanti

e ripetute prove pratiche sul pallone, possono acquistare col tempo una padronanza sicura, anzi direi sicurissima, nel trattamento della palla sino a colpire con perfetta precisione indifferentemente con entrambi i piedi e cioè: di collo piede, di esterno e di interno. Dopo questa prima fase di allenamento avranno, in tale modo, una base sicura per uno sviluppo superiore delia tecnica individuale. In questi tre anni si deve iniziare a curare fisicamente i giovani, senza forzarli trop­ po, evitando di sottoporli a scatti e corse lunghe, inutili e dannose. Si dovranno intensificare gradatamente gli esercizi ginnico-atletici, appropriando ad ogni singolo giocatore, ciò che il proprio fisico richiede; il tutto, sempre sotto fl con­ trollo vigile dell’istruttore. Bisogna sottoporre i giova­ ni atleti ad esercizi stimo­ lanti, tonificanti e correttivi per favorire lo sviluppo ge­ nerale di tutto l’organismo. Così facendo si rinforzeran­ no e si svilupperanno i mu­ scoli e gli organi di tutto il corpo in perfetta armonia. Altro ed importante fatto­ re è di curare molto la respi­ razione per aumentare sem­ pre più la capacità respira­ toria. In questa seconda fase, i giovani devono essere istruiti anche nella cura igienica ne­ cessaria al mantenimento di un corpo sano e forte, e fare conoscere loro tutta l’impor­ tanza della nutrizione. E’ quindi necessaria una educazione morale e sportiva perché influisca favorevol­ mente sul carattere dei gio­ vani calciatori, ad esem­ pio: autodisciplina, correttez­ za, franchezza e -lealtà non solo in campo sportivo ma anche nella loro vita privata, scrupolosa osservanza dei do­ veri scolastici, e così via. (continua)

tono dedicate ad atleti e dirigenti allenatori che desiderano migliorare o soltanto ini­ ziare la preparazione di una disciplina sportiva in modo semplice, ma continuativo e d’impegno. Saremo lieti anche di rispondere a tutte le domande dei nostri lettori.

1 CAMPIONI VI INSEGNANO

IL CALCIO in </uin<Hci fciitnt

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E’ difficile parlar male del­ l’ultimo libro di Gianni Bre­ ra anche a volerlo. « I cam­ pioni vi insegnano il cal­ cio in quindici lezioni » è un libro « diverso » in materia di sport. Finora conosceva­ mo libri di tecnica eccellen­ ti o mediocri ma comunque didattici e quindi letteraria­ mente barbosi. O viceversa, libri sportivi piacevoli a leg­ gersi ed anche ben scritti ma quasi sempre così lontani da quella tecnica che avrebbe dovuto motivarli e ispirar­ li da sembrare vuoti, rettorici e in definitiva bugiar­ di. Questo di Brera no, è un libro di tecnica sportiva nel senso più proprio della parola e nello stesso tempo è un libro che si fa leggere, tutto d’un flato. Egli è riu­ scito a fondere armoniosa­ mente in unità la perfetta descrizione del « gesto atle­ tico », nei vari momenti in cui si realizza nel calcio, con un linguaggio esatto, interes­ sante e di stile sostenuto. Il contenuto dell’opera. Non è tecnica in senso stret­ to e tantomeno è didattica calcistica; tuttavia non è neppure un trattenimento ac­ cademico sul gioco del cal­ cio. E’ un libro che aiuta a conoscere, e non superficial­ mente, il gioco del calcio, ad apprezzarlo per quello che vale e che può dare, sia che si voglia giocarlo o an­ che soltanto assistervi. E Dio sa se i cosiddetti spor­ tivi italiani hanno bisogno di un libro del genere. L’autore dice che il libro è dedicato ai ragazzini che debbono scegliere un ruolo, e quindi si raccomanda so­ prattutto ai giovani. In real­ tà è un libro adatto a tutti quelli che s’interessano di sport e di calcio, tanto più che sarà seguito a breve sca­ denza da un secondo volume che tratterà del moduli e degli schemi di gioco e che s’intitolerà: Il calcio è geo­ metria. D. O, Gianni Brera: « I campioni vi insegnano il calcio in quindici lezioni ». Longanesi e C.. pagi­ ne 208 con numerosissime illu­ strazioni che formano parte In­ tegrante con il testo: L. 2 200.

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atletica leggera MANTOVA - Sono Iniziate le gare di Corsa Campestre. Alla prima giornata Inaugurale han­ no partecipato cinquanta atleti nelle categorie Allievi. Junlo­ res e Seniores. I vincitori so­ no stati: Darlo Calezzl (Azzur­ ra Suzzata) per gli Allievi, Gian Carlo Guidetti (Ita S. Benedet­ to) per gli Junlores, e Mau­ rizio Burchi (Fulgor) per 1 Se­ niores. ALTAMURA - Intenso 11 pro­ gramma di atletica leggera del comitato zonale di Altamura, soprattutto al giovanissimi so­ no state dedicate particolari premure, organizzando per essi vari tornei di propaganda In collaborazione con 1 locali Uf­ fici dell'UDA.

palla canestro

“ Sport e Comune I Convegni su « Sport e co­ mune ». messi In moto dal Convegno Nazionale organizza­ to dal CSI nel 1960, continua­ no ad essere organizzati e a suscitare in tutta Italia una provvidenziale discussione e analisi de! problemi sportivi, locali, risvegliare ovunque una sana coscienza sportiva, a sta­ bilire rapporti di vicendevole comprensione tra dirigenti spor­ tivi e autorità civili. Questa volta è stata Latina a farsi promotrice dell’utilissi­ ma iniziativa, n Convegno, a base provinciale è stato orga­ nizzato daU'Amminlstrazlone comunale, dal Comitato Pro­ vinciale del Centro Sportivo Italiano e dal locale Panathlon Club, e si è svolto nella giornata dell’8 gennaio. E' stato un successo sotto ogni punto di vista: per la pre­ senza di autorità ed esperti, per il numero dei partecipanti e per l'interesse del problemi affrontati. Erano tra gli altri presenti il Ministro Andreottl che ha diretto 1 lavori e il Presidente del CONI avvocato Onesti. Il Sindaco di Latina. Avv. Bernardi, salutando 1 convegni­ sti. ha posto in risalto l'impor- . tanza di una pratica sportiva

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a Latina

diffusa, e dello sport In genere, quale una componente essen­ ziale della vita democratica di un paese. Ha svolto quindi 11 suo Inter­ vento 11 nostro Presidente Na­ zionale prof. Notarlo che, tra 11 vivo consenso del presenti, ha parlato del più interessanti e attuali aspetti di una politi­ ca della gioventù. U Conte Fabiani ha poi espo­ sto la situazione delle attrez­ zature sportive nella provincia di Latina, che denuncia una grave carenza in quasi tutte le discipline, calcio compreso. Utili informazioni sulla situa­ zione delle stesse le hanno date l’avv. Mazzucca del CONI e il Conte Malacutl del Credito Sportivo: il primo ha portato eloquenti cifre di confronto tra la situazione italiana e quella di altre nazioni, il secondo ha illustrato le possibilità attual­ mente esistenti di accedere al mutui dell'istituto per il -Cre­ dito Sportivo. L'assessore Cimino ha inizia­ to la serie degli interventi pre­ sentando ciò che li Comune di Latina ha in animo di realiz­ zare: piscina coperta, palestra, illuminazione e sistemazione dello stadio comunale con la costruzione di due campi da

tennis e uno di basket, siste­ mazione di tutti 1 campi spor­ tivi del borghi e costruzione di nuovi campi In quelle località che ancora ne sono prive. Al termine degli Interventi l'avv. Bernardi ha presentato all’approvazione del Convegnisti una mozione finale nella quale si afferma tra l’altro: « la ne­ cessità di apportare profonde modifiche al testo unico della legge comunale e provinciale e più precisamente all’art. 91, in modo da rendere obbligatori gli Interventi degli enti locali nel campo dello sport, specialmente nel campo giovanile e dilettan­ tistico, e la riforma delle di­ sposizioni legislative della fl< nanza locale In modo da assi­ curare 1 mezzi necessari al raggiungimento degli scopi prefissi ». Ha preso poi la parola l’av­ vocato Onesti sottolineando al­ cune speranze sul futuro dello sport italiano, accese dal plano quinquennale e dal relativo ca­ pitolo XIV dedicato in partico­ lare allo sport. L’on. Andreottl ha chiuso 1 lavori, concludendo che occorre suscitare un maggiore Interesse per lo sport e passare dall’in­ teresse e dalla conoscenza alla coscienza del fatti sportivi. Ha anche affermato che non è esclusa la possibilità che a se­ guito di una precisa disposizio­ ne di legge gli Istruttori spor­ tivi che svolgono effettiva at­ tività possano veder accorciato il loro periodo di ferma mili­ tare. La giornata si è conclusa con la festosa premiazione di alcu­ ne società sportive tra cui 11 Centro Remlero di Sabaudla, l’U.C. di Latina, la Pallacane­ stro Latina, la Boxe Latina, 11 COS Latina, 11 Borgo Sabotino, 11 Pro Cisterna ed alcuni atleti.

TARANTO - La sesta edizio­ ne della « Coppa Corriere del Giorno » é andata all’Amatorl Ricciardi A, impostasi nella ga­ ra di spareggio con l'Excelslor. Al terzo posto la Mlgnlnl. se­ guita da Apulla, Vlrtus e Ama­ tori Ricciardi B. MANTOVA - A conclusione del girone di andata del cam­ pionato provinciale Junlores. la Vigor A conduce la classifi­ ca; già però alle prime battubattu­ te del girone di ritorno si fan­ no sempre più Incalzanti le avversarle, soprattutto 11 S. Andrea e l’Acli Bancole. PAGANI - Una ventina di ra­ gazzi della Polisportiva CSI Pa­ gani divisi In tre squadre, si sono impegnati In un torneo Interno denominato « Primi Cesti ». Al primo posto si è classificata la squadra compo­ sta dai giovani Buonocore, Attlanese, Lamberti. De Risi e Callfano.

volo CATANIA - Il Torneo di aper­ tura di pallavolo, dedicato al­ la memoria di Natale Bertocco, per squadre Allievi e Junlores. ha visto la vittoria Incontra­ stata nella prima categoria del­ la US Stella Azzurra su Uni­ versa! e Mascalucla; nella se­ conda categoria, preminenza di stretta misura della US Etna su Stella Azzurra. Mascalucla e Kratos. MANTOVA - SI è conclusa la fase eliminatoria del Campio­ nato provinciale. Sulle otto partecipanti, si sono guadagna-

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SAVONA - Contem­ poraneamente alla at­ tività maschile. il CSI di Savona ha da­ to il via anche a quella femminile. La pallavolo, soprattut­ to, sta diffondendosi in tutta la provin­ cia, grazie all’interes­ samento delle diri­ genti che fanno par­ te del Comitato e che con la loro squadra, US Fratcrnitas (nel­ la foto), si recano nelle varie Associa­ zioni per dare dimo­ strazione della utili­ tà e bellezza di que­ sto sport.


questo numero di

STADIUM viene inviato a tutti i dirigenti 1965 PER CONTINUARE A RICEVERE IL GIORNALE AFFRETTARSI A RINNOVARE LA TESSERA DIRIGENTI PER L’ANNO 1965-66 L. 1000 TESSERA DIRIGENTI * STADIUM SETTIMANALE * CSI ’66

IN DISTRIBUZIONE PRESSO I COMITAT

k V.__________ te l’ingresso al girone finale le squadre: Vigili del Fuoco M Scaiola (che detiene il titolo). Ita S. Benedetto. GS Casatico e Curtatcne Per ora conduce la squadra del Vigili del Fuoco. VICENZA - Il titolo di Cam­ pione provinciale allievi per 11 1965-G6 è stato assegnato al CSI Don Bosco Navale. Al secondo posto la Concordia di Schio, seguita da Summano di Plovene, CSI Dueville. Orslana di Santorso. Montecchlo Maggiore e S. Cuore di Cornedio. Si è concluso anche il Cam­ pionato d'inverno Junlores con altra vittoria del Don Bosco Novale, seguita dalla Leonlana. Intrepida. Grifo, Fides. Sum­ mano e S Antonio

tennis tavolo CATANIA - Al Torneo di Apertura hanno partecipato 6 Società. La vittoria finale è an­ data a Riccardo Caruso della Universa) per gli Allievi, cd a Carmelo Anlle della Speranza per gli Junlores.

MANTOVA ■ Il tennis da ta­ volo ha dato il via alla campa­ gna « scudetti » 1965-66. Trenta pongisti si sono contesi la vit­ toria. che è andata al giovane Temporlnl Alberto del S. An­ drea. seguito da Bellini.

VICENZA • Con la vittoria del­ la Concordia e del Domenico Savio « B », rispettivamente nella prima e nella _____ seconda serie, si è concluso 11 XIV Tro­ feo CSI a squadre. La formazione dell’Olimpia di Martina Franca che ha vinto la • VII Coppa Natale » di calcio Juniores, organizzata dal Comitato Provinciale CSI di Taranto c alla quale hanno preso parte 14 squadre con oltre 200 atleti. Da sinistra in piedi: Chirulli, Castellana. Calianno. Ancona, D’Ignazio. il Presi­ dente provinciale Alemanno, il Presiden­ te dell’olimpia Fasanl; accosciati: Calci­ la, Scialpi. Marangi, Maggi, Colucci Ippo­ lito.

un comitato per volta il csi corno Anche se in queste pagine non si è mal parlato del C.S.I.COMO. ciò non vuol dire che questo Comitato sia Inferiore agli altri o che la sua attività sia al di sotto delle previsioni formu­ late all'inizio di stagione. Abbiamo Invece ritenuto più opportuno parlare del C.S.I.-COMO solamente al termine della attività stagionale, al « tirar delle somme ». come si suol dire, cosicché a trarne 1 motivi dalla stessa attività, 1 commenti siano ampiamente aperti. CORSA CAMPESTRE: sono state disputate sei gare a cura dell’US Brcccese. GS Astro, GS Reai Boys di Macclo. GS Nadir e GS Acquaseria. La stagione agonistica, ha avuto 11 suo massimo splendore nella magnifica gara organizzata dal Comitato coma­ sco. alla quale hanno partecipato atleti del Comitati di Cremona, Crema. Morbegno, Milano. RIUNIONI SU PISTA: non senza difficoltà, sono state orga­ nizzate sei riunioni su pista con una punta di otto Società parte­ cipanti e ben 228 atleti gara. L'attività svolta, seppure seijza rilevanti risultati, ha tuttavia messo in luce ben nove atleti che hanno ottenuto ottimi piazzamenti agli Interregionali di Piacenza. CORSA IN MONTAGNA: l’Ardlscl e Spera, con la collabora­ zione del Comitato comasco, ha organizzato i'ormal tradizionale Trofeo Don Primo Molana. All'edizione di quest’anno hanno dato l'adesione 13 squadre di tre atleti ciascuna, appartenenti ad altre organizzazioni oltre che al C.S.I. CALCIO: sono stati disputati 18 tornei ricreativi diurni e serali. Fatto notevole In questi Tornei è che molti di essi sono stati diretti dal giovani abilitati nel Corso per Arbitri organizzato dalla Commissione Tecnica Provinciale. PALLAVOLO: 11 GS Mianl ha organizzato 11 II Trofeo Zanottl. cui hanno aderito 12 squadre e circa 120 atleti. Al Torneo, orga­ nizzato In collaborazione con la Commissione Tecnica Provinciale, hanno partecipato sei squadre affiliate al C.S.I. Anche le altre discipline non qui citate vengono costantemente seguite dal dirigenti locali, cosi come tutta la parte propriamente educativa e formativa dei giovani che non deve essere disgiunta dalla attività sportiva e c'~" ------- ’ •del ’ ~Centro __ ■ 7Sportivo che è* — nelle -finalità Italiano. G. C.

calcio MORBEGNO - Nel dicembre scorso si é concluso il pre-campionato di Calcio «.Decennio CSI Morbegno » che ha visto la partecipazione di 12 squadre di­ vise In due gironi. Ha prevalso sulle avversarle la squadra del « Santos ». CATANIA - Il Campionato Juniores di calcio ha concluso 11 suo girone di andata. Nel girone A. al comando la US Fontanarossa. Inseguita dal GS Electra e dalla Neslma a pari punteggio, e dal Don Bo­ sco. Nel girone B, guidano la classifica a pari punti l’US S. Vincenzo e 11 GS Lux. seguite dal CSI Motta. SP Clarenza e Lib. Borgo. ORTE • Ben 130 atleti, suddi­ visi In sette squadre rappre­ sentanti le varie cittadine lo­ cali, partecipano al Campionato Zonale di calcio. Le prime partite hanno di­ mostrato la buona preparazio­ ne del vari giocatori, oltre al­ l’ottima organizzazione arbitra­ le sorretta dal neo-arbltrl abi­ litati al recente corso. (ALBA - A conclusione del cor­ so per Aspiranti Arbitri di Cal­ cio. si è svolto l’esame di abili­ tazione presso la sede del Co­ mitato Zonale. Hanno sostenu­ to l’esame 1 candidati: Galio Renato. Demarla Piero, Tlbaldi Sergio, Falletto G. Paolo, Verslo Franco. Dlruttillano Car­ mine. Morra Giuseppe. Cortese Giacomo, Franco G. Battista. Stroppiana Renato, Stroppiane Luciano. Magnano Italo e Man­ zo Angelo.

La squadra Allievi di calcio della Stella Azzurra di Vigadio (Verona) che si e classificata per le finali su altre 27 squa­ dre cittadine. Assieme ai loro direttori tecnici Poldi e Pasinato 1 giovani Ferra­ ri. Mantovani. Mirandola, Biroli, il tiere Murari. Finezzo 1 e Finezze II-

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