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Stadium n. 11/1969

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I problemi dello sport

Anno LXTV

Lo sport come bromuro Aldo Notarlo Tutto sulle finali naziona­ li di calcio, pallacanestro e pallavolo del C.S.I

Eddy Merckx, il personag­ gio che ha ucciso il giro Nando Martellini ■ 20 « A Pianopoli ho visto i Giochi della Gioventù » Enzo Balboni ■ 24

Il ciclismo a una dimen­ sione - Paolo Valenti ■ 28

Il diritto di essere in po­ chi - Paolo Andreoli ■ 31


Stadium pallavolo

St-adium

copertura dello schiacciatore

alto specialità difficile

La faccenda è che non ci si vuole decidere a • coprire • il nostro schiacciatore. Così ogni volta che il muro avversario è efficace, l'azione finisce, il gioco perde la sua conti­ nuità — sinonimo di bellezza — e la squadra perde il... punto! Oggi poi che i muri, diventati « tet­ ti », sono anche più efficaci di sem­ pre, la copertura del proprio schiac­ ciatore è un elemento tattico che non può e non deve essere trascu­ rato nemmeno a livello di campio­ nato allievi. Anche nella recente finale naziona­ le la ripresa della palla respinta dal muro avversario ha sempre avuto carattere di episodicità, di improv­ visazione, di fortuita combinazione. E se anche bisogna riconoscere che è sempre un po' così, nel senso che non potendosi prevedere in che di­ rezione sarà respinta la palla dal muro avversario non si possono di­ sporre schemi di copertura del tut­ to razionali, si può e si deve fare in modo di ridurre al minimo il nu­ mero delle volte in cui la palla fi­ nisce a terra. Come si fa? Quale la tattica miglio­ re? Una sola, la più efficace e la più consigliata: stringersi tutti — e dico tutti — a semicerchio intorno allo schiacciatore con le mani pre­ disposte a! bagher, in atteggiamen­ to di scattante concentrazione. Così facendo la palla dovrà pure finire fra le braccia di qualcuno! In parti­ colare è indispensabile che questo avvicinamento lo facciano l'alzatore e il mediano corrispondente allo schiacciatore. E quest’ultimo, da parte sua, non dimentichi, ricaden­ do. che il suo compito non è finito: può da solo rialzare quella palla che il muro avversario proietta in basbas­ so, lungo la rete. Solo realizzando questa copertura sarà possibile attaccare senza trop­ pe preoccupazioni e uno schiaccia­ tore potrà liberamente schiacciare di potenza, sicuro della solidarietà é dell'aiuto di tutti i compagni che. stretti intorno a lui, renderanno inu­ tile il muro avversario e gli per­ metteranno di seguitare ad attacca­ re con martellante continuità. Insomma. il momento in cui sta con­ cludendosi un attacco è una fase di gioco che non permette ai cinque atleti non impegnati nella schiaccia­ ta di stare a guardare cosa succe­ derà in atteggiamento attento, ma

Sia il salto in lungo che il salto in alto, se si esaminano dal punto di vista della struttura di base, si evi­ denziano essenzialmente come due diverse riorganizzazioni biomeccani­ che della fase aerea di un passo di corsa. Questo discorso potrà sembrare un po' complicato, ma detto in parole povere significa che i salti suddet­ ti, pur consistendo fondamentalmen­ te in una modificazione della fase di volo di un passo di corsa, diffe­ riscono tra di loro sia per il diffe­ rente uso delle spinte di stacco, sia per il differente posizionamento del­ le varie parti del corpo in fase di volo. Il salto in alto in special modo è condizionato da una massima verticalità della spinta di stacco e da una fase aerea in cui la posizione degli arti e del busto consente a parità di spinta, la massima eleva­ zione del corpo compatibile con la minor elevazione del baricentro. Per spiegarci meglio porteremo qualche esempio. Supponiamo che nella sta­ zione eretta il centro di gravità di un saltatore adulto, sia a m. 1,10 da terra: per saltare la misura di me­ tri 1,30, potrebbe sembrare suffi­ ciente che l'atleta si impegni con una spinta capace di elevare il suo baricentro di cm. 20. Ma nel caso di un salto frontale (cosidetto al­ l'italiana). vi sono da aggiungere circa 40 cm. relativi alla raccolta degli arti inferiori (gambe flesse), che ovviamente debbono passare so­ pra l'ostacolo, per cui il centro di gravità non si troverà a 20 cm. so­ pra l'asticella, ma al vertice della parabola, a circa cm. 40 + 20 + 5 (mi­ nimo della distanza utile per lo svin­ colo), perciò in questo caso il vero rendimento del salto in riferimento al centro di gravità, sarà di cm. 6570. Se invece in fase aerea il corpo assume la posizione, ad esempio, di gambe a squadra e busto verticale, a parità di spinta l'atleta potrà sal­ tare notevolmente più in alto, poi­ ché in fase di elevazione, il bari­ centro verrà a trovarsi più vicino all’ostacolo (è stata eliminata la raccolta) e quindi si sarà resa ne­ cessaria una minore elevazione del­ lo stesso. Se poi l'atleta in fase aerea verrà a trovarsi orizzontalmente all’asti­ cella, (salti tipo Horin) vi sarà un ulteriore avvicinamento del baricen­ tro all’ostacolo e quindi un ancor

passìvo

prisco

maggiore rendimento a parità di spinta. Infine nei salti tipo scavalcamento ventrale, oltre ad un avvicinamento maggiore del centro di gravità al­ l'asticella (sempre in fase aerea) particolari tecniche di svincolo (ac­ corgimenti per evitare di urtare la asticella) pongono busto ed arti in atteggiamenti grazie ai quali si fa­ vorisce da parte del baricentro l'ag­ giramento dell'ostacolo, e questo in condizioni meccaniche di massimo avvicinamento dello stesso all'asti­ cella. e di massima elevazione del bacino rispetto al suolo. Rapportiamo ora quanto detto sopra, alla capacità dei ragazzi. Posto che nel salto in alto, l'altezza rag­ giungibile può essere aumentata sia incrementando, in primo luogo, la forza di stacco, oppure cercando la posizione più favorevole per la mas­ sa corporea nel vertice della para­ boia, può il ragazzo rispondere po bola, po-­ sitivamente ai tentativi di miglio­ rare o Luna o l'altra o addirittura entrambe? Anche questa volta si presenta una scissione del binomio stile-potenza, agilità-forza, in relazione all'età del ragazzo: in un soggetto di undici dodici anni vi sono buone possibilità perché egli acquisisca una tecnica esatta degli atteggiamenti in fase aerea; in un soggetto di tredici quattordici anni si presenteranno di­ screte possibilità riguardo ad un oculato potenziamento fisico. Tuttavia dobbiamo dire che il salto in alto è una specialità molto diffi­ cile che richiede al praticante un alto grado di coordinazione, di auto­ matismi ed una potenza muscolare piuttosto notevole, e queste « facol­ tà » non sono tipiche dell’adolescen­ za, ma dell'età postpuberale.

Luigi Calabrese

IN COPERTINA Alcuni momenti delle finali nazionali di calcio, pallacanestro e pallavolo svoltesi a Macerata e Foligno dall 1 all’8 giugno.


Sfcadium

il coordinamento degli arti superiori Nei nuotatori di crawl gli arti supe­ riori sono il maggiore mezzo pro­ pulsivo. In funzione di questa pre­ valenza bisogna dedicare ad essi particolari cure affinché la loro uti­ lizzazione sia fatta al meglio delle possibilità individuali. La prevalente cura che si deve porre per perfe­ zionare l'azione degli arti superiori non deve far pensare che tutto il resto debba essere considerato di secondaria importanza. In funzione della economia della nuotata tutto è di primaria importanza, ma a cia­ scun particolare deve essere dato il risalto dovuto per rendere il tut­ to armonico. E' indubbio che gli arti superiori hanno aumentato la loro velocità di azione, sia nelle corte che nelle lun­ ghe distanze, e questo è dovuto, ol­ tre alla loro migliore utilizzazione, all’aumentato rendimento fisico che è una diretta conseguenza delle più perfezionate tecniche di allenamen­ to oggi praticate. Appunto a questi fattori si deve il continuo miglio­ ramento dei limiti mondiali su tut­ te le distanze. Ma come dobbiamo e possiamo pre­ tendere che i nostri nuotatori uti­ lizzino gli arti superiori? Vi sono due aspetti che vanno at­ tentamente seguiti: la coordinazio­ ne fra le azioni propulsive dei due arti; la tecnica di esecuzione del­ la bracciata. Esaminiamo il primo punto. La migliore utilizzazione degli arti superiori ai fini della coordinazione è ottenuta mediante il continuo suc­ cedersi senza pause delle azioni propulsive, cioè, mentre un arto su­ periore termina l'azione propulsiva e si appresta ad emergere, l'altro deve, terminata l'immersione, inizia­ re a sua volta l'azione propulsiva, impostare l'azione degli arti supe­ riori con un differente ritmo propul­ sivo significa creare degli squilibri che impediscono la migliore utiliz­ zazione delle energie impiegate. Vi è una sola possibilità di alte­ rare positivamente il ritmo descrit­ to. Questa variazione di ritmo si ot­ tiene anticipando l'entrata in azio­ ne dell'arto che deve iniziare la propulsione. Si ha così una fase in cui vi sono contemporaneamente due arti superiori in fase propulsi­ va. I due arti si trovano in propul­ sione nelle fasi iniziali e terminali, cioè quando gli arti eseguono la fa­ se meno redditizia. In questo modo

l'avanzamento diventa più uniforme ed anche più veloce. In questo caso non si deve parlare di alterazione bensì di perfeziona­ mento della coordinazione degli arti superiori. L’alterazione - perfeziona­ mento è possibile solo a pochi, data l'enorme difficoltà che presenta per essere acquisita. Questo tipo di coordinazione si acquisisce nuotan­ do sempre ad elevata andatura e si mantiene solo continuando a nuota­ re ad elevata andatura. Non si acquisisce pensando di farlo perché soprattutto quando si nuota ad elevata velocità difficilmente si riesce a modificare la coordinazione degli arti. Si acquista invece acce­ lerando l'azione di riporto, cioè fa­ vorendo l’anticipata entrata in azio­ ne dell'arto. Dobbiamo ancora aggiungere che è inutile cercare di acquisire questo ritmo se prima non si giunge ad un elevato rendimento fisico che per­ metta di mantenere una andatura pressocché costante per tutta la du­ rata della gara. Non si deve parlare di costanza a basse velocità, ma ad alte, altissime velocità. Se si cerca di acquisire questa tec­ nica nelle basse e medie velocità, invece di avere una doppia azione propulsiva degli arti superiori, si finisce col produrre un’azione di disturbo reciproco, sia perché il riporto viene fatto troppo veloce in relazione alla velocità della nuota­ ta. sia perché la stessa azione pro­ pulsiva può essere ottenuta con la azione di un solo arto superiore. Quindi, questo tipo di coordinazio­ ne diventa valido quando gli arti lavorano al limite delle possibilità e solo una loro doppia proficua azio­ ne può consentire di aumentare ol­ tre al rendimento propulsivo la ve­ locità del nuotatore.

Alessandro Pedersoli

Stadium medicina

come combattere la sete Tra i bisogni più importanti del cosiddetto sistema enterocettivo vi è la sete, costituita da una somma di sensazioni, alcune oscure ed altre ben definite, che diventano tormentose se non vengono soddi­ sfatte. La spiegazione biochimica del feno­ meno non è complesso, bensì riposa nella constatazione che si verifica nell'organismo, durante la calura esti­ va e nel lavoro muscolare intenso, un aumento della concentrazione dei salì nel sangue e nei tessuti. Il bisogno di bere insorge infatti tutte le volte che abbondante quantità di acqua venga eliminata o per i reni o attraverso le ghiandole sudoripa­ re o attraverso la superficie pol­ monare. Nella mucosa boccale e faringea trovansi numerose strutture ricettive deputate ad avvertire tempestivamen­ te i segni della disidratazione che subisce il sangue e la linfa. Esse avvertono così il sistema nervoso centrale, ove esiste un apposito cen­ tro della sete (con funzioni di coor­ dinamento e direttive), che l'organi­ smo sta andando incontro ad un grande pericolo. La maggiore concen­ trazione che subisce il sangue dimi­ nuisce la secrezione salivare contri­ buendo così ad aumentare la sensa­ zione locale di secchezza delle fau­ ci con cui si manifesta la sete.

La sete uccide prima della fame! Quest'ultima infatti si attenua e scompare con la inanizione: l'altra si accentua invece sempre più. man mano che l'organismo va disidratan­ dosi. Questa condizione si verifica anche di più durante le prestazioni sportive in cui si ha una grande per­ dita di liquidi a causa del lavoro mu­ scolare intenso, dell'aumento della respirazione, dell'elevata temperatu­ ra ambientale. Ecco quindi questa terribile sensazione che può essere prevenuta e combattuta efficacemen­ te. Una delle accortezze degli atleti, ormai conosciuta da tutti, è quella di seguire, durante l'estate ed i pe­ rìodi di particolari prestazioni agonì­ stiche. una dieta ricca di sali mine­ rali e di condire abbondantemente. Il cloruro di sodio, cioè il volgare sale da cucina, è il migliore preven­ tivo della disidratazione, in quanto tende a trattenere i liquidi, che pos­ sono essere forniti anche da una


intelligente alimentazione ricca di verdure e frutta fresca. Particolarmente gradita tra le bevan­ de, specie d’estate, è la birra, che sembra possedere anche proprietà dietetiche, grazie alla presenza di alcool, zuccheri, luppolo, anidride carbonica, vitamine e sali. Il suo basso contenuto in alcool, oltre a dare un certo valore calorico alla bevanda, esplica altre caratteristiche dell’alcool a piccole dosi e cioè: funzioni stimolanti sui centri nervo­ si. azione vasodilatatrice a livello delle piccole arterie e delle arterie coronarie, azione diuretica, ipocolesterolemizzante. ipolipidica e antiarteriosclerotica. Gli zuccheri contenuti, costituiti so­ prattutto dal maltosio e da destrine, hanno azione energetica e antisetti­ ca. Il luppolo è uno stimolante della funzione gastrica e. per la presenza in esso di alcuni enzimi, facilita il processo digestivo insieme all'anidri­ de carbonica. La bevanda è particolarmente consi­ gliabile agli atleti anche per la pre­ senza di quei sali minerali, come il calcio, il potassio, il fosforo ed il rame che contribuiscono ad evitare il disseccamento dei tessuti. Natu­ ralmente la sete dell'atleta deve essere combattuta con giudizio, evitando le ingestioni di grandi quantitativi di liquidi molto freddi, ma preferendo sorbire a piccoli sorsi la bevanda tenuta a tempera­ tura ambiente. Buona regola sareb­ be quella di elevare la tempera­ tura della bevanda quanto più cal­ do è l'ambiente e accaldato lo sportivo, tanto che nelle giornate di vera afa non sarebbe sbagliato placare la prima sete con una bevanda tiepida, come ad esempio con té al limone o al latte. Infatti quando l'individuo è molto accaldato le bevande troppo fredde pro­ ducono una sorta di anestesia sui recettori della mucosa boccale e faringea e favoriscono l’instaurarsi di intossicazioni intestinali, perché numerosi batteri, normalmente pre­ senti nell’intestino, si virulentano provocando alterazioni anche serie che vanno, dalla semplice algia in­ testinale alla enterocolfte acuta, con diarrea profusa, febbre e no­ tevole decadimento delle condizio­ ni generali.

Adriano Monti

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Stadium ciclismo

come organizzare una giornata di allenamento Un ciclista deve sapersi • organizza­ re » una giornata di allenamento. A guidarlo, quasi sempre, c’è la pre­ ziosa esperienza del direttore spor­ tivo. ma sarà opportuno che. co­ munque. l'atleta possa da se stesso operare nel migliore dei modi, sem­ mai consigliandosi con il proprio di­ rigente tecnico. La migliore giornata sia di corsa che di allenamento comincia con l’aver fatto un buon sonno ristoratore, tranquillo e la cui durata non dovrà mai essere inferiore alle otto ore. Primo pensiero è quello di control­ lare le proprie condizioni fisiche: ri­ manendo a letto, in posizione di as­ soluto riposo per almeno cinque mi­ nuti, l'atleta deve controllarsi le pul­ sazioni annotando i dati della pres­ sione sulla cartella sanitaria. Scenderà poi dal letto facendo qual­ che movimento di ginnastica respi­ ratoria sì da sgranchire i muscoli e preparare l'organismo a far circola­ re, nelle vie respiratorie, la maggior quantità possibile di ossigeno. Ese­ guirà poi le operazioni per l'igiene della persona provvedendo a libera­ re l'organismo; l'evacuazione rego­ lare costituisce una delle funzioni più importanti del corpo ed è indi­ spedibile che essa sia quotidiana e sufficientemente abbondante, senza bisogno di lassativi. L'atleta poi si peserà annotando an­ che questo dato sulla cartella sani­ taria. In funzione degli indici di pe­ so e di pressione stabilirà l’entità e il grado del lavoro da compiere in allenamento in quella giornata. Poi farà colazione. Per quanto con­ cerne la divisa gli indumenti do­ vranno essere: a) maglia a pelle (senza manica, a canottiera ma di lana) ; b) una o due maglie a seconda del­ la stagione (da evitare sempre ma­ glie di cotone che non assorbireb­ bero il sudore); d'inverno sulla pri­ ma maglia va messo un corpetto di tela (o un foglio di giornale) per proteggersi dal freddo; c) pantaloncini da ciclista non mol­ to stretti ma che lascino libere le articolazioni dell'anca e del ginoc­ chio; i pantaloncini vanno sostenuti con le bretelle onde evitare l'elasti­ co alla vita che, in caso di pioggia, si allenterebbe. In estate ci si al­ lena con calzoncini da corsa coper­ ti da un paio di calzoncini corti di tela.

D'inverno, inoltre, la « divisa » del ciclista in allenamento dovrà essere completata da un berretto di lana (il capo va protetto dai rigori del freddo onde evitare emicrania e raf­ freddori), da guanti di lana, da cal­ zettoni di lana (in estate calzini bianchi come quelli che si usano in corsa) e da un maglione da allena­ mento. Concluso l'allenamento giornaliero, il ciclista — appena a casa — si fa­ rà la doccia e si peserà distenden­ dosi poi sul letto per un quarto d'ora, rimanendo però sveglio. Potrà così rilevarsi ì dati del polso e del peso che annoterà sulla cartella sa­ nitaria. Nel confrontare i dati della mattina con quelli rilevati al ritor­ no dell'allenamento, l’atleta noterà una sensibile differenza per i primi giorni; questo scarto di valori, suc­ cessivamente, andrà sempre più di­ minuendo man mano che si avvici­ nerà alle migliori condizioni di forma. La mattina successiva l’atleta si po­ trà trovare di fronte a tre situa­ zioni: 1) avere gli stessi valori della mat­ tina precedente come peso e come polso (vorrà dire che ha recupera­ to, cioè ha smaltito il lavoro del giorno precedente senza riportare alterazioni: il ciclista è quindi pron­ to a ripetere l’allenamento e ad au­ mentare eventualmente distanza e difficoltà altimetriche); 2) il polso ha più « frequenza » del giorno prima. Occorre fare una inda­ gine se si sono verificate cause esterne come emozioni, sovraeccitazione psico-fisica, alimentazione sba­ gliata, sonno insufficiente. Se non esiste alcuna di queste cause allo­ ra vuol dire che l'allenamento del giorno precedente non è stato smal­ tito e assimilato e ciò non ha per­ messo il recupero. Se anche il pe­ so è sotto al valore del giorno pri­ ma, l’allenamento deve essere con­ tenuto nei limiti di una breve pas­ seggiata. Se la mattina successiva polso e pressione sono tornati ai limiti costituzionali, l'atleta potrà ri­ prendere il lavoro che aveva stabi­ lito all’inizio dell'allenamento; 3) il polso è come il giorno prima, il peso è aumentato. Significa che l’alimentazione è sbagliata (l’atleta ha* mangiato troppo oppure cibi non adatti, o ha bevuto troppo). In tal caso occorre controllare quel che ha mangiato variando magari ali­ mentazione sino a propendere per una alimentazione ricostituente in volume ristretto, moderando l'uso di bevande fermentate, astenendosi dal bere alcool sempre, ma sopratutto tra un pasto e l'altro.

Nino Lombardi


Aldo Notarlo

asama ei benpensanti, preoccupati e scandalizzati della contestazione giovanile, sovente si coglie una frase di questo genere: «.se tutti i giovani in Italia facessero sport non esisterebbe contestazione ». Povero sport: lo considerano bromuro, lo sono del parére contrario e cioè se tutti i ragazzi in Italia praticassero uno sport serio, contesterebbero di più. Intendiamoci subito sui termini: anzitutto cosa intendiamo per sport serio. E’ sport serio quello organizzato con perfezione tecnica e organizzativa, ma che al tempo stesso non mette i paraocchi ai ragazzi. E’ quello sport che serve a far crescere culturalmente i giovani, inten­ dendo per cultura non le nozioni dei libri ma la coscienza di sé e della propria personalità. Se manca questo lo sport è un valore mistificato: e le mistificazioni sono punite dalla legge. Uno sport quindi che non chiude, ma apre di più gli occhi ai giovani con tutta la ricchezza propria che lo sport possiede e comunica: autodisci­ plina, spirito di sacrificio, coscienza dei propri limiti, senso degli altri, responsabilità: virtù altamente civiche che fanno di un uomo una persona e di una società una comunità civile. L'analfabetismo non è solo triste proprietà di chi non sa leggere e scri­ vere, ma anche di chi abdica costantemente alla sua personalità e si fa schiavo degli altri. Se lo sport invece di allevare campioni, costruisce uomini nel senso autentico del tempo (e lo può fare se è serio), partecipa alla crescita della società civile composta sempre più da uomini liberi responsabili tutti del bene comune e non da subnormali consumatori in balia di pochi tiranni. E' infatti sintomatico il fatto che le dittatura hanno sempre favorito e favoriscono lo sport considerandolo sia un biglietto da visita del loro prestigio sia un sedativo per tenere le acque calme. E dittatura c'è laddove un uomo dispone a suo piacimento di altri uomini, non solo quindi dove c'è un regime che fa pensare, camminare, vestire e salutare tutti allo stesso modo.

• : [ I contrario della dittatura è la democrazia che quando non è formale, ma reale rende tutti gli uomini partecipi e responsabili delle decisioni della comunità e quindi veramente liberi. Lo sport possiede, tra le altre, questa virtualità di rendere i giovani pro­ tagonisti e partecipi, virtualità che va però liberata e non sepolta. Il dirigismo sportivo fatto di pochi che scrivono circolari e di molti che le eseguono non solo è contro l'uomo (e l'uomo sempre più cresciuto accetterà sempre meno questo sistema) ma è anche contro lo sport perché lo deruba di una ricchezza sua propria, lo snatura e quindi lo condanna alla sterilità. Allora ci è chiaro che cosa intendiamo per contestazione: non pochi scal­ manati che per esibizionismo o per calcolo dànno fuoco alle università, ma molti che non stanno più seduti a guardare e a subire ma con senso di responsabilità e autodisciplina non si accontentano mai delle cose come vanno ma dànno un contributo responsabile perché vadano meglio.

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Foligno, Macerata, Recanati e Portorecanati : finali nazionali di pallavolo, pallacanestro e calcio MM

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Foligno, Macerata, Recanati e Portorecanati: quattro località per tre finali nazionali del Centro Sportivo Italiano. Pallacanestro, pallavolo e cal­ cio: tre dei maggiori campionati nazionali del C.S.I. hanno chiuso il proprio ciclo, una grossa fet­ ta della nostra attività agonistica e passata in ar­ chivio. Archiviata, certamente, ma non dimenticata. Crediamo che l'esperienza di questa settimana di finali resti a lungo nel cuore e nella memoria di quanti vi hanno partecipato. Anzitutto i ragazzi, allievi e juniores dei tre sport. Ci dicevano alcuni atleti della società Teatro Greco di Siracusa, fi­ nita contro ogni più favorevole pronostico al terzo posto nel torneo calcistico: « Sì. forse abbiamo regalato lo scudetto, ma comunque abbiamo tra­ scorso una bellissima settimana». E un ragazzo della Santhià di Vercelli, riferendosi ad alcune du­ rezze di gioco nella finalissima contro l’Alte Ceccato di Vicenza: «Eppure, abbiamo passato con tutti una settimana di sincera amicizia». Ci sembrano i due aspetti più significativi emersi dall'esperienza delle finali: una lieta va­ canza trascorsa in sincera amicizia. Un'amicizia, si badi bene, che non ha per nulla intaccato l’ago­ nismo e la combattività delle gare, svoltesi in un crescendo di entusiasmo e di passione sportiva che ha coinvolto gli atleti, i dirigenti e il numero­ sissimo pubblico, sia quello locale sia quello giun­ to dal Piemonte, dal Veneto, da Bologna, ecc. Un’amicizia, però, che riemergeva limpida nelle cordiali strette di mano al termine delle gare, nel­ la vita comunitaria degli alberghi, negli scambi di cortesie e di doni, negli insistenti saluti al mo­ mento di separarsi. Le città e le cittadine ospitanti hanno aggiunto alla splendida accoglienza delle loro bellezze sto­ riche e naturali il più genuino calore umano e sportivo di tutta la popolazione. Per quanto fosse­ ro quasi tutte squadre sconosciute, di quelle che ben difficilmente trovano posto sui giornali, la gente umbra e marchigiana ha avvertito subito in esse la presenza di uno spirito sportivo autentico ed ha saputo apprezzare uno spettacolo fatto di sport non sofisticato, disinteressato e spontaneo.

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Il primo ringraziamento crediamo di doverlo rivolgere proprio a questa gente, alle tante perso­ ne che hanno affollato le palestre e i campi delle finali C.S.I. E subito dopo agli atleti che hanno degnamente rappresentato, in campo e fuori, i duecentomila compagni del C.S.I. che all’inizio della stagione avevano cominciato insieme a loro la gioiosa avventura dei tre campionati. Valga per tutti la testimonianza dell’albergatore di Fo­ ligno che ha accolto le Stelle Marine di Ostia Lido, neo-campioni di pallacanestro, con un magnifico mazzo di fiori ed un biglietto di ringraziamenti, di complimenti e di auguri per future affermazio­ ni. Chi ha esperienze di trasferte e di concentra­ menti sportivi sa bene che l’umore degli alberga­ tori in genere non è dei più allegri al termine del­ le manifestazioni! Un sincero e particolarissimo ringraziamento dobbiamo ancora rivolgere alle autorità e alle per­ sonalità civili, militari, religiose e sportive delle quattro città che ci hanno offerto ogni appoggio e nulla hanno trascurato per dimostrarci la propria simpatia e amicizia. Per gli amici dirigenti del CSI locale, sobbarca­ tosi ad una dura e lunga fatica organizzativa nel periodo più caldo dell’attività agonistica e dei Giochi della Gioventù, ringraziamo per tutti il cavalier Jonni di Macerata e il prof. Aisa di Foligno e li preghiamo di rinnovare ancora ai loro genero­ sissimi e competenti collaboratori il riconosci­ mento più grato della Presidenza e delle Commis­ sioni Tecniche Nazionali. Lo stesso grazie, caldo, profondo e affettuoso, agli arbitri federali della pallacanestro e pallavo­ lo, sia per la preziosa opera prestataci sia per gli ambitissimi attestati di apprezzamento e simpa­ tia che hanno voluto significarci : costituiscono per il C.S.I. il riconoscimento più gradito all’opera da esso svolta. E naturalmente, un altrettanto af­ fettuoso ringraziamento agli amici arbitri di calcio del C.S.I., validissimi rappresentanti della cre­ scente e preziosa schiera di arbitri che costitui­ scono il vanto della nostra organizzazione. Un complimento, vivissimo, infine, agli allena­ tori e ai dirigenti delle squadre finaliste per aver portato in finale dei giovani degni e meritevoli sotto il profilo tecnico e umano. Nella piccola ma valida e umanissima schiera di questi dirigenti e tecnici abbiamo rivisto la grande famiglia di tutti i dirigenti e tecnici del Centro Sportivo Italiano, l’ossatura, la forza, la speranza più bella della nostra organizzazione.

LE PARTECIPANTI ALLE FINALI

calcio Abruzzo: G.S. Virtus di Campobasso Calabria: U.S. B. Alescio di R. Calabria

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pallavolo Allievi: U.S. C.S.I. Milano (Milano) U.S. Universal (Catania) G.S. VV.F. Casadio (Ravenna) G.S. Baby Brummel (Ancona) Dop. Int. Ansaldo (Genova) U.S. S. Bartolomeo (Eboli)

Juniores: G.S. Libertas Tacito (Terni) G.S. VV.F. Ferroni (Verona) C.U. e L. Normanni (Aversa) G.S. Auxilium Recoaro S. Paolo (Torino)

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Campania: Polisportiva C.S.I. Avellino di Avellino Emilia: U.S. Victor di Cesena Lazio: U.S. Aurora di Piansano (Montefiascone) Liguria: U.S. Grifone di Genova Lombardia: U.S. Mirabellese di Pavia Marche: U.S. Don Orione di S. Severino Marche (Macerata) Piemonte: U.S. C.S.I. Santhià di Vercelli Puglie: G.S. San Domenico Savio di Ac­ quaviva delle Fonti Sardegna: G.S. Don Bosco di Oristano Sicilia: U.S. Libertas Teatro Greco di Si­ racusa Toscana: U.S. Garzella di Marina di Pisa Trentino: U.S. Calliano di Trento Umbria: G.S. S. Magno Scafali di Foligno Veneto: U.S. Alte Ceccato di Vicenza

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pallacanestro Allievi: U.S. Auxilium Immigrati S. Luigi (Torino) U.S. Vulcal (Bologna) G.S. Stelle Marine (Roma) U.S. Ricciardi (Taranto)

Juniores: U.S. Calasanzio (Genova) A.S. Libertas (Trieste) G.S. Aquila (Cagliari) C.R. Palmieri (Foggia)

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La ridente ed ospitale citta­ dina di Foligno ha accolto nel folkloristico quadro della Gio­ stra della Quintana le finali na­ zionali di pallavolo per le cate­ gorie allievi e juniores. Le die­ ci squadre presenti e cioè CSI Milano, Universal Catania, Ca­ sadio Ravenna, Baby Brummel Ancona, Ansaldo Genova e San Bartolomeo Eboli per gli allievi e Libertas Tacito Terni, Ferroni Verona, C.U. e L. Normanni Aversa e Recoaro S. Paolo To­ rino, in rapresentanza di più di mille squadre che militano nei vari campionati disputati dai cento comitati nei più remoti angoli della penisola, hanno onorato gioco e disciplina con una condotta di gara grintosa, ardente e soprattutto tecnicamentemente di alto rilievo. Incontri entusiasmanti e tira-

ti allo spasimo fino agli ultimi punti, l’incertezza della vittoria che nell'ultima giornata di gare non aveva ancora arriso a nes­ suno, la caratteristica intrinse­ ca della formula, tornei così bre­ vi e fulminanti sono fatti appo­ sta infatti per sconvolgere i pia­ ni di battaglia dei tecnici, capo­ volgere le previsioni e smentire il pronostico della vigilia essen­ do condizionati alla disposizio­ ne dei singoli, arbitri compresi, nella giornata, hanno offerto uno spettacolo delizioso. Chi vince o chi perde è uguale sotto la bandiera del CSI, quello che preme in questa sede porre in rilievo è che ogni società spor­ tiva che riesce a portare una propria rappresentanza alle fi­ nali nazionali deve considerare il fatto come un grosso succes­ so così come dovrebbe entrare

nei programmi di ogni sodali­ zio impegnato nell'ente una fi­ nale nazionale per una discipli­ na qualsivoglia. Lo sport è oggi un grosso fatto di costume ed è leva di crescita morale e ci­ vile per la società, come ha det­ to Borghi nel suo saluto finale. Praticarlo in un organismo co­ me il CSI che si propone come suo fine ultimo il miglioramen­ to alla base ed al vertice è un ulteriore segno dei tempi. Prima di passare alla crona­ ca della giornata vogliamo sof­ fermarci sull’organizzazione lo­ gistica e tecnica delle finali, per dire che è stata curata nei minimi particolari grazie all’im­ pegno profuso dai dirigenti del comitato di Foligno e dai com­ ponenti la commissione tecni­ ca nazionale da Dragotto a Ca­ pobianco, da Di Bello a Priolisi, da Costa a Garaio a tutti gli altri. Nel campionato allievi la su­ periore valentia tecnico-tattica ha favorito la Casadio che per il sesto anno consecutivo ha portato il titolo a Ravenna. Il primato che la scuola ravenna­ te ha instaurato trova la sua spiegazione più remota nella tradizione pallavolistica che la città alimenta con sempre nuo­ va linfa. Il padre nobile di tanto successo è quel Costa che per il passato ha personalmente svolto un ottimo lavoro; mentre oggi il nome a cui sono legate le ultime conquiste è Fuchi che dal '64 ad oggi ha vinto sei titoli cioè quanti ne ha disputati. Un buon tecnico ed un vivaio fiorente quindi. Si pensi infatti che so­ lo due degli uomini impiegati sono gli stessi dell'anno scorso cioè Berti e Valenti che meri­ tano la segnalazione tecnica con l'irresistibile Chierici il quale ha piegato le mani degli avversari con le sue potenti «mazzate». Al secondo posto si è clas­ sificata la Baby Brummel che ha tentato nell'ultima giornata di strappare i due punti di svan­ taggio che la separavano dal Casadio con una partita che ha offerto un ottimo spettaco­ lo: sequenze lunghissime in cui sembrava che la palla non do­ vesse cader mai, palloni recu­ perati con scatti felini quando ormai sembravano persi, schiac­ ciate poderose fermate a muro od in bagher hanno sortito l'ef-


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fetto di un gioco vario, piace­ vole ed entusiasmante. La Ba­ by pur potendo contare su ra­ gazzi come Ulisse, Marchetti, Paciarotti e Luciani che ha di­ sputato un incontro perfetto so­ prattutto a muro e in difesa, ha dovuto cedere ai più forti ra­ vennati. Al terzo posto i ragazzi della Universal e quelli del CSI Mi­ lano (per il secondo anno con­ secutivo alle finali nazionali), quindi l'Ansaldo di Genova con l'unica vittoria sul S. Bartolo­ meo di Eboli fanalino di coda. Al campionato juniores da parte sua non son bastati gli in­ contri in programma per sce­ gliere il vincitore, è stato infat­ ti necessario un ulteriore en­ tusiasmante incontro tra i cam­ pioni piemontesi del Recoaro e quelli umbri della Libertas Ta­ cito. Alla terza giornata è suc­ cesso che il C.U.eL. Normanni, secondo l’anno scorso a Trie­ ste, tagliato fuori dalla lotta per il primato avendo perso con torinesi e veronesi, ha sfode­ rato la sua migliore partita con­ tro i malcapitati umbri che, for­ se convinti di aver già vinto il titolo, hanno offerto una prova opaca soprattutto per il gioco degli avversari che hanno of­ ferto una superba prova di im­ pegno (sottolineata da Dragotto nel suo saluto di chiusura) in cui si sono distinti Vitale, Mercurio e il martello Di Mar­ tino. Quando le squadre si sono in­ contrate nel pomeriggio hanno dato vita ad un incontro da fa­ vola in cui la superiorità fisica dei torinesi si confondeva con la tecnica degli umbri in una girandola da capogiro. I nume­ ri messi in vetrina dalle due compagini non si contano: schiacciate, muri, anticipi, kozak, pallonetti, bordate in dia­ gonale, lungolinea ed ai tre me­ tri, rullate e recuperi impossibi­ li hanno mandato in visibilio il folto pubblico accorso. Su tutti nella giornata, e for­ se in tutto il torneo, è emerso Gianni Forlani un ragazzo «raz­ za piave» che si è tramutato in ammazzagiganti con sberle paurose e intelligenti pallonet­ ti che solo raramente trovava­ no qualcuno pronto a prender­ li. L'ariete torinese è stato stre­ pitoso. Abbiamo ancora negli

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CLASSIFICHE FINALI PALLAVOLO

allievi G.S. VV.F. Casadio Ravenna

5

5

0

10

1

162

85

G.S. Baby Brummel Ancona

5

3

2

8

5

161

149

U.S. Universa! Catania

5

3

2

7

5

159

137

6 (”)

U.S. C.S.I. Milano - Milano

5

3

2

7

5

148

129

6 C)

10

6 f)

Dop. Int. Ansaldo Genova

5

1

4

4

9

99

157

2

U.S. San Bartolomeo Eboli

5

0

5

1

10

88

160

0

G.S. Aux. Recoaro Torino

3

2

1

5

2

93

68

G.S. Lib. Tacito Terni

3

2

1

4

4

96

99

4 (’)

CUeL Normanni Aversa

3

1

2

3

4

81

92

2

G.S. VV.F. Ferroni Verona

3

1

2

3

5

96

107

2

(*) Quoziente set

juniores 4 U)

(’) Dopo spareggio (G.S. Aux. Recoaro - G.S. Tacito 2-1: 15/7, 13/15. 15/12, arbitri: Signudi, Mancini, Barca).

occhi una sequenza del primo incontro con la Libertas quan­ do ha fermato per tre volte di seguito gli umbri a muro e poi ha realizzato con una bombar­ da che si è abbattuta sui po­ veri gialloverdi protesi nel va­ no tentativo di arginare una tale forza della natura. Intorno al gigante hanno girato alla perfezione il piccoletto Fantini che ha alzato palloni incante­ voli. il forte Ferretti, l’altro Forlani, il «talent scout» Del Fiac­ co, il completo Pagato ed il bravo Varese.

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Purtroppo il CUeL Normanni ha guastato la festa al povero Ne­ ri che da tre anni insegue quel titolo nazionale che quest'anno sembrava cosa fatta anche per il sensibile appoggio del pub­ blico amico. La squadra dal canto suo ha offerto una grossa prestazione specialmente in di­ fesa dove hanno giostrato otti­ mamente i validi Carissimi, Lelli, Beati e Forchetti: il Re­ coaro aveva un Forlani in più (ne aveva due infatti!).

Giuseppe Diana


In alto a destra: CUeL Normanni di Aversa contro VV.F. Ferroni di Verona classificatisi rispettivamente al III e IV posto nella finale di basket

A destra: la premiazione; riceve il premio un atleta della Casadio di Ravenna


Nelle Marche abbiamo cele­ brato la rassegna nazionale cal­ cistica del C.S.I. per la catego­ ria Juniores. Sui campi di Ma­ cerata, di Recanati e Porto Re­ canati si sono svolte, con la consueta rapidità, gli ottavi ed i quarti di finale. Ai nostri ra­ gazzi sono state riservate le più cortesi accoglienze sia dai diri­ genti del C.S.I. che dal pubbli­ co. Nel giro di 48 ore ben do­ dici rappresentative regionali ve­ nivano eliminate.

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Tutto è passato troppo pre­ sto e solamente quattro squa­ dre rimanevano sul palcosceni­ co della speranza. Le altre già partivano con un senso di ama­ rezza e di delusione accompa­ gnate da tanti « se e « ma » che scaturivano pensando alle vicende delle partite, che non sempre si sarebbero poste sul vertice della giustizia.

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CALCIO

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tanto tifò tante sorprese e un dramma neH’moon'te©

Dobbiamo ammettere che una certa perplessità aveva invaso anche noi fino al punto di chie­ derci se fra le prime squadre eliminate non vi potesse essere quella che avrebbe potuto vin­ cere il titolo. Negli ottavi di finale si è cam­ minato sulla direttiva dell'equi­ librio, fatta eccezione per la ga­ ra Lombardia-Veneto, dove la U.S. Alte Ceccato di Vicenza batteva con una certa facilità l’U.S. Mirabellese di Pavia che lamentava l'assenza di vari tito­ lari ed il severo punteggio non rispecchiava comunque il valo­ re della squadra lombarda. L’U.S. Calliano di Trento per­ deva di stretta misura con il C.S.I. Santhià di Vercelli. I siracusani della Polisportiva Teatro Greco riuscivano a pie­ gare il C.S.I. Avellino dopo una brillante gara avente fasi alter­ ne, anche se i siciliani merita­ vano la vittoria. L’U.S. Grifone di Genova riu­ sciva a sconfiggere l’U.S. Victor di Cesena dopo i tempi supple­ mentari. Gli emiliani cedevano alla distanza di fronte ai loro avversari liguri aventi una mag­ giore prestanza fisica. Una stupenda partita disputa­ vano le squadre del G.S. Don Bosco di Oristano e del G.S. S. Magno Scafali di Foligno. La vittoria premiava i ragazzi della Sardegna che riuscivano ad af­ fermarsi nei tempi supplemen­ tari. La Virtus di Campobasso pie­ gava di stretta misura l’U.S. Au­ rora Piansano di Montefiascone.


I calciatori dell'Alte Ceccato di Vicenza festeggiano il titolo nazionale CSI appena conquistato battendo il Lauthià di Vercelli per 4-1

Anche questa gara, equilibratis­ sima in ogni fase, aveva carat­ teristiche alterne, e comunque, la vittoria dei giovani abruzzesi può considerarsi meritata. I pugliesi dell’U.S. S. Dome­ nico Savio di Acquaviva batte­ vano l’U.S. Alescio di Reggio Calabria con il classico 2 a 0, anche se i calabresi non man­ cavano di difendersi con lode­ vole profitto. Per sorteggio vinceva nei quarti di finale il Piemonte con­ tro i ragazzi sardi. E’ stata una bella gara e la sorte ha voluto che si dovessero incontrare due forti squadre ed è stato un vero peccato vedere eliminati i bra­ vissimi ragazzi sardi. Gli abruzzesi nulla hanno po­ tuto contro i veneti e malgrado la loro dignitosa resistenza per­ devano contro i più validi av­ versari. I siciliani, dopo una apprez­ zabile partita, battevano i bravi ragazzi delle Puglie. I baldi atleti dell’U.S. Orione di San Severino Marche riusci­ vano ad eliminare gli emiliani

CALCIO classifica finale 1. U.S. Alte Ceccato di Vicenza 2. U.S. C.S.I. Santhià di Vercelli 3. U.S. Libertas Teatro Greco di Siracusa 4. U.S. Don Orione di S. Severino Marche

dopo un'equilibrata gara, i pa­ droni di casa ottenevano Fa loro vittoria dimostrando una mag­ giore decisione ed il massimo impegno che veniva confortato dagli incitamenti della folla. Nelle semifinali, dopo una ma­ gnifica gara, i campioni d’Italia dell’U.S. Teatro Greco di Sira­ cusa venivano eliminati dal Pie­ monte. Tale risultato si consi­ derava la sorpresa della giorna­ ta perché in effetti i giovani si­ ciliani erano ritenuti, unitamen­ te al Veneto, i grandi favoriti. Fra il Veneto e le Marche si disputava una partita veemente dove l'agonismo si univa ad una apprezzabile tecnica. I marchi­ giani offrivano ogni loro ener­ gia, ma gli atleti del Veneto riu­ scivano a contenere gli eccel­ lenti ragazzi dell'Orione. La partita veniva risolta nei tempi supplementari in favore del Veneto che in effetti potevasi considerare tecnicamente migliore. L’eliminazione delle Marche provocava una grossa delusione fra il pubblico che vedeva crol­ lare il sogno della vittoria. Le Finali — Per il 3° e 4° po­ sto i campioni d'Italia uscenti di Siracusa riuscivano a conqui­ stare nei tempi supplementari il 3° posto battendo i giovani mar­ chigiani. I ragazzi delle due squadre meritavano la più sim­ patica accoglienza da parte dei tecnici e dei pubblico per il loro generoso e corretto comporta­ mento. La finale vedeva in campo gli atleti dell’U.S. Alte Ceccato di Vicenza i quali partivano col fa­ vore del pronostico contro il C.S.I. Santhià di Vercelli. Que­ st’ultimo lamentava una ulte­ riore assenza di un titolare in­ fortunatosi in una gara prece­ dente. I veneti dimostravano subito la loro superiorità, senonché un grave incìdente veniva a turba­ re la serenità della partita. Un ragazzo della squadra piemon­ tese subiva un'entrata eccessi­ vamente decisa di un avversa­ rio e si infortunava gravemente provocando la costernazione dei

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suoi dirigenti e dei compagni di squadra. A tutto ciò si aggiunga che un altro infortunio, sia pure di più modeste proporzioni, si verificava a danno di un altro ragazzo piemontese. Le meno­ mazioni della squadra di Ver­ celli incidevano negativamente sul rendimento e quindi il Ve­ neto poteva dimostrare facil­ mente la sua superiorità. Un vero peccato che i due incidenti abbiano turbato una finale del campionato, anche se è doveroso ammettere che il titolo ha premiato la squadra più meritevole. Dispiacciono sempre gli infortuni, anche se incidentali, perché, fra l'altro, talvolta si possono eliminare moderando le eccessive esube­ ranze. Sotto certi aspetti una con­ clusione amara che comunque non ci impedisce di rivolgere i rallegramenti alla squadra ve­ neta per la vittoria conseguita e noi formuliamo i nostri au­ guri all’U.S. Alte Ceccato per le migliori affermazioni. Il nostro plauso ai bravissimi ragazzi piemontesi che con la sigla della modestia e della semplicità hanno lottato fino al­ l'ultimo per conquistare la più ambita delle vittorie. La piazza d’onore da essi conseguita co­ stituisce una magnifica afferma­ zione. Rivolgiamo i nostri auguri ai due ragazzi infortunati dell'U.S. Santhià di Vercelli per una pron­ ta guarigione e vada il nostro plauso ai dirigenti per l’irre­ prensibile comportamento tenu­ to sul campo di gioco e fuori di esso. Ci sia consentito inoltre di rivolgere agli arbitri dei G.A.C. del C.S.I., che con il loro con­ sueto spirito di sacrificio han­ no collaborato idoneamente in queste finali calcistiche il no­ stro riconoscente grazie con le più vive felicitazioni. Li no­ miniamo in ordine alfabetico: Appetito, Bragaglia, Cordioli, Di Giugno, Donelli, La Licata, Magistri, Marelli, Meriano, Murgia, Nocera, Paparella, Peloi, Scam­ bi, Sesana. Infine, in questa circostanza, rivolgiamo il nostro plauso a tutti i dirigenti e giocatori del­ la periferia di tutta Italia per aver dato vita ad un magnifico campionato dimostrando la se­ rena vitalità del Centro Sportivo Italiano.

Generoso Dattilo

Sopra (dall'alto in basso): le quattro finaliste di calcio nell'ordine delia classifica finale: Alte Ceccato di Vicenza, Santhià di Vercelli, Teatro Greco di Siracusa e Orione di San Severino Marche. Sotto: il vicepresidente nazionale, Martinucci, premia il capitano dell'Aite Ceccato, campione nazionale


categoria allievi 1a giornata STELLE MARINE ROMA RICCIARDI TARANTO 72-53

Stelle Marine: Racani (15), Postiglioni (6), Bertolini (4), (20); (6), Agates Ciccarelli Santi (16), Marabotti, Bagozzi (5), Dianin. N.e.: Nicolai.

Ricciardi Taranto: Cottignoli T., Ciprigno, Di Biase (7), Pal­ misano (18), Peluso (11), Sa­ bato (17). Piepoli. N.e.: Lombar­ do e Cottignoli D. Arbitri: Jurman di Giorgetti di Padova.

Trieste e

Note: Tiri liberi: Stelle Mari­ ne 8 su 14, Ricciardi 9 su 18.

VULCAL BOLOGNA S. LUIGI IMMIGRATI 74-47

S. Luigi Immigrati: Antonioli (14), Fiorio (13), Lamusta, Scopel (4), Ferraro (2), Belletto (10), Bulone (2), Grippo (2), Vi lei la.

Vulcal Bologna: Matteo (2), Gramazio (10), Busatta (8), Sa­ la, Sacco (25), Petroncini (29), Venturi, Foglia.

PALLACANESTRO

d po tanta ter a... msce in una cardiale stretta di mano

Arbitri: Burcovich B. di Vene­ zia e Brondi di Genova. Note: Tiri liberi: S. Luigi 7 su 16, Vulcal' 16 su 30. Usciti per 5 falli: Antonioli e Scopel (S.L.) Equilibrio nella fase iniziale fra Stelle Marine e Ricciardi (15-14 al 14’): poi i romani infi­ lavano una bella serie di cane­ stri in contropiede e mettevano praticamente al sicuro il risul­ tato (29-14 al 18’). Le Stelle han­ no mostrato un pregevole assie­ me con efficaci « punte » in Aga­ tes, Santi. Racani e con una va­ lida prestazione di Bertolini sot­ to i tabelloni. Fra i pugliesi buo­ ne prove di Peluso, Sabato e nella prima parte della gara an­ che di Palmisano. La seconda gara ha avuto me­ no storia ancora in quanto i bo­ lognesi della Vulcal hanno pre­ sto avuto ragione dei torinesi ai quali non sono stati sufficienti le positive prove di Fiorio e Bel­ letto. Fra i vincitori ha destato impressione Petroncini anche per la precisione nei tiri liberi (6 su 6 prima della gara e 11 su 14 in partita) e Sacco.

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2“ giornata STELLE MARINE S. LUIGI IMMIGRATI 69-48

Stelle Marine: Agate. (10). Bertolini (8), Dianin (3), Nico­ lai. Racani (12), Santi (21), Bagozzi (2). Marabotti (2), Cicca-

relli (11), Postiglioni. S. Luigi: Antonioli (12), Fio­ rio (12), Belletto (16), Svopel, Vilella (2), Bullone (4), Lamusta, Grippo (2). N.e.: Ferrare. Arbitri: Vitolo di Pisa ed Espo­ sito di Napoli. Note: Tiri liberi: Stelle Mari­ ne 10 su 22; S. Luigi 8 su 20. Usciti per 5 falli: Bertolini e Po­ stiglioni (S.M.) e Bullone (S.L.)

VULCAL-RICCIARDI 80-53 Vulcal: Guerrino (2), Gramazio (23), Busatta (4), Sala (10), Sacco (25), Petroncini (16). Venturini, Foglia. Ricciardi: Cottignoli T. (1), Ciprigno (2), Agrusta (2), Di Biase (17), Giannico (2), Pal­ misano (13), Peluso (6), Saba­ to (6), Piepoli (4). N.e.: Ardia. Arbitri: Cagnazzo e Martolini di Roma.

16 ■

Note: Tiri liberi: Vulcal 14 su 26; Ricciardi 7 su 16. Usciti per 5 falli: Agrusta e Sabato (R.) Il secondo turno ha visto le conferme delle vittoriose del­ l’esordio. Con un certo maggior impegno da parte delle Stelle Marine nel primo tempo quando ha trovato buona resistenza da parte dei torinesi, che sono ar­ rivati a condurre per 27 a 20 al 14'. Poi i romani hanno preso il sopravvento ed hanno ben presto messo al sicuro il risul­ tato (47-38 al 10’. 59-40 al 15’. 69-48 alla fine). Nell'altro confronto la Ricciar­ di. nettamente staccata nel pri­ mo tempo ((34-18) ha tenuto meglio nella prima parte della ripresa (46-30 al 5’) ma nel fi­ nale è finita alle corde con Petroncini ed il piccolo Sala in evidenza dopo che capitan Sac­ co (al 10' del primo tempo con 4 falli!) aveva fatto buon bot­ tino nel periodo precedente.

3a giornata S. LUIGI IMMIGRATI RICCIARDI 58-40

S. Luigi: Antonioli (33), Fio­ rio (14), Scopel, Belletto (9), Belone (2), Grippo, Vilella. N.e.: Lamusta e Ferrare. Ricciardi: Cottignoli T., Cipri­ gno, Agrusta, Di Biase (8), Giannico, Palmisano (7), Pelu­ so (12), Sabato (11), Piepoli (2), Ardia. Arbitri: Cagnazzo di Roma ed Esposito di Napoli. Note: Tiri liberi: S. Luigi 10 su 36; Ricciardi 10 su 24. Usciti per 5 falli: Giannico e Palmisano (R.). Il S. Luigi, battendo il Ricciar­ di, ha conquistato il terzo posto al termine di un incontro abba­ stanza equilibrato per gran par­ te e risolto dai torinesi (con Antonioli mattatore) nella se­ conda parte della ripresa quan­ do i vincitori hanno innestato praticamente... una marcia in più.

STELLE MARINE-VULCAL 65-68 Stelle Marine: Santi (14), Agates (18), Ciccarelli (10). Bertolini (15), Postiglioni, Ra-

cani (8). N.e.: Dianin, Bagozzi, Marabotti, Nicolai. Vulcal: Petroncini (14), Sac­ co (22), Sala (6), Busatta, Gramazio (16), Franchi. N.e.: Fo­ glia, Venturi, Guerrino, Neyroz. Arbitri: Vitolo di Pisa e Jurman di Trieste. Note: Tiri liberi: Vulcal 10 su 14, Stelle Marine 9 su 16. Giunte con 4 punti ciascuna, il Vulcal e le Stelle Marine, in questo incontro si disputavano non soltanto il risultato di una partita, ma l’attribuzione del ti­ tolo di campione nazionale 1969. Legittimo, quindi, lo stato di estrema tensione manifestato da tutti gli atleti in campo, nei primi minuti di gioco. Per certo periodo, pertanto, prevalgono, sugli altri, gli atleti tecnicamen­ te più estrosi quali Sacco (su tutti), Agates, Bertolini, Gramazio, Petroncini e Santi ed i ca­ nestri vengono realizzati con un certo equilibrio con il risultato sempre in discussione. Poi le Stelle Marine trovano la giusta coesione, diventano, come si suol dire, più squadra e conse­ guono un certo vantaggio che, nonostante l’impegnato, valido finale della Vulcal, è sufficiente a dare alla squadra di Ostia la vittoria ed il titolo. I

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Arbitri: Martolini di Roma ed Esposito di Napoli. Note: Tiri liberi: Calasanzio 6 su 22; Palmieri 5 su 14. Facili esordi di triestini e ge­ novesi; i triestini specialmente hanno impressionato per lo stra­ potere sui rimbalzi dei fratelli Miccoli, e per l’efficacia di tut­ to il complesso nel quale si so­ no distinti Ponton e Perissutti. L'Aquila ha stentato parecchio a perforare la difesa triestina pur fornendo una prova gene­ rosa. Il Calasanzio ha iniziato bene poi ha dato respiro ai migliori senza peraltro poter essere im­ pensierita dai pugliesi apparsi su un modesto piano tecnico. Da rivedere il Calasanzio mag­ giormente impegnato.

21 giornata LIBERTAS TRIESTE PALMIERI FOGGIA 79-36

Nella pagina accanto: le due squadre prime classificate nella cat. Allievi di Pallacanestro. Stelle Marine di Roma e Vulcal di Bologna. Sopra: le due pri­ me della cat. Juniores: Libertas di Trieste e Aquila di Cagliari. Sotto: scambio di scudetti tra le Stelle Ma­ rine di Ostia Lido e la Ricciardi di Taranto.

categoria juniores

1* giornata

Ligertas: Miccoli Paolo (21); Ponton (8), Miccoli Pietro (5), Eccardi (2), Costantino E. (18), Bassi (4), Macchi (6), Robolotti (9), Pitaccio, Perisonti (6).

UBERTAS TRIESTE AQUILA CAGLIARI 72-29

Palmieri: Pagliara, Spano, Zippe­ ri (2), Cavallo (11), Russo (4). Esposito (8), Picucci (11), N. e.: Dinardi.

Aquila Cagliari: Cadone (6), Cossu (4). Pilla (2), Pistillo (5). Piro (9), Viale, Franzini, Galas­ so (3). N.e.: Birocchi e Pilia.

Arbitri: Giorgetti di Padova e Brondi di Genova. Note — Tiri liberi: Libertas 7 su 16; Palmieri 8 su 24. Usciti per 5 falli: Perisonti (L) e Russo (P).

Libertas Trieste: Perisutti (16), Bassi (1), Pitacco, Robolotti (4), Macchi (6), Costantinino (3), Miccoli Piero (6), Pon­ ton (18), Miccoli Paolo (18).

AQUILA CAGLIARI CALASANZIO GENOVA 44-43

Arbitri: Vitolo di Pisa e Cagnazzo di Roma.

Note: Tiri liberi: Aquila 3 su 14; Libertas 4 su 12. Uscito per 5 falli: Cadone (A).

CALASANZIO GENOVA PALMIERI FOGGIA 46-17 Calasanzio: Odello, Bertolotti (8), Piccinini (8), Ferroli (10), Credidio. Pastore (6), Nizzo (4) , Testino (6), Barberis (2), De Rossi (2).

Palmieri: Picucci (4), Esposi­ to (8), Russo, Cavallo, Zipperi (5) , Dinardi. Spano, Pagliara.

Aquila: Franzini (5), Viale (2). Galasso (2), Pistillo, Pilia M„ Pi­ ro (6), Cadone (13), Cossu (16). N. e.: Pilia A. e Birocchi. Calasanzio: Segalerba (1), Bar­ beris, Testino (7), Nizzo (10), Pastore (8), Ferroli (4), Piccini­ ni (1), Bertolotti (12). N. e.: De Rossi, Credidio.

Arbitri: Burcovich B. di Venezia e Jurman di Trieste. Note — Tiri liberi: Aquila 4 su 18, Calasanzio 5 su 24. Dopo una nuova brillante esi­ bizione della Libertas Trieste che ha offerto del buon basket anche senza qualche elemento del pri-


mo quintetto (e con beneficiata di Emilio Costantino) contro un Palmieri che potuto così nel se­ condo tempo contenere la pre­ ponderanza avversaria, si sono affrontate per l’incontro che ha praticamente assegnato il se­ condo posto Aquila e Calasanzio. E’ stata un pò la sagra dei ti­ ri falliti (e su azione e su tiro libero) e delle notevoli emozioni, le uniche sinora in queste finali. Segnature scarse viste le pre­ messe ed una certa... paura di perdere. Vantaggi iniziali per i genovesi (6-5 al 7’) poi i sardi che difendono a uomo si avvan­ taggiano sino a 15 a 10 al 13'. Efficace rimonta del Calasanzio che infila una buona sequenza e chiude il primo tempo per 24-19. Ripresa in equilibrio e parità rag­ giunta dall'Aquila al 9' sul pun­ teggio di 29. Sullo slancio i ca­ gliaritani insistono e conquistano 6 punti di vantaggio al 12’. Rove­ sciamento di punteggio al 16’ con il Calasanzio avanti per 42 a 35. Imprecisione notevole nei ti­ ri e molte palle perse mentre la Aquila si riavvicina nel punteg­ gio: 40-42 al 18'. Segalerba ha due tiri liberi e ne realizza uno: 43-40 per i genovesi; canestro di capitan Piro che porta i sardi ad una lunghezza. Marco Pilia falli­ sce i due tiri liberi che avrebbero rovesciato il risultato ma Testi­ no lo imita dall'altra parte. So­ spensione per l’Aquila a 14" dal­ la fine che manovra poi la palla mettendo Cossu in condizione di tirare e Cossu (da non facile po­ sizione) mette a segno tra il tri­ pudio dei compagni e la dispera­ zione dei genovesi beffati in ex­ tremis.

LIBERTAS TRIESTE CALASANZIO GENOVA 59-43 Libertas: Miccoli Paolo (16), Ponton (16), Miccoli Piero (7), Eccardi. Costantino E. (6), Mac­ chi, Robotti, Parissuttu (14), Pitacco.

Calasanzio: Segalerba (4), Te­ stino (5),Nizzo (5), Pastore (6), Ferroli (13), Piccinini (2), Bertolotti (8). Arbitri: Burcovich B. di Venezia e Martolini di Roma.

Note: Tiri liberi: Calasanzio 10 su 20, Libertas 5 su 16. Usciti per 5 falli: Testino (C), Miccoli Piero e Costantino E. (L.).

Il Palmieri ha resistito una dozzina di minuti alla superio­ rità di assieme dell'Aquila. Trop­ po solo il valido Picucci (25 pun­ ti e 11 tiri liberi su 14 realiz­ zati). L'Aquila ha sbagliato an­ cora specie nella prima parte della gara nel tiro ma nel finale ha legittimato il suo buon diritto alla piazza d’onore. Nella gara conclusiva della categoria Juniores la Libertas Trieste ormai praticamente cam­ pione d'Italia ha incontrato la re­ sistenza dei genovesi per poco meno di un tempo; poi i piazzati di Ponton e le realizzazioni dei fratelli Miccoli hanno messo al sicuro il risultato.

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CLASSÌFICHE FINALI PALLACANESTRO

allievi Stelle Marine dì Ostia Vulcal di Bologna Immigrati S. Luigi di Torino Ricciardi di Taranto

3 3 3 3

3 2 1 0

0 0 0 0

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3 3 3 3

3 2 1 0

0 0 0 0

o

1 2 3

206 212 153 156

159 165 183 210

6 4 2 0

210 140 132 89

108 151 120 192

6 4 2 0

juniores Libertas Trieste Aquila Cagliari Calasanzio Genova Palmieri Foggia

1 2 3

gara tiri liberi Individuale: 1. Costantino Emilio (Libertas Trieste) 8O°/o A squadre: 1. Aquila Cagliari 56,1 °'o

La formazione della squadra Immigrati S. Luigi di Torino, terza classificata nella categoria Allievi di pallacanestro

3a giornata AQUILA CAGLIARI PALMIERI FOGGIA 67-36

Aquila: Pilia A. lo (2), Cadone chi.

18 ■

Franzini (8), Viale (2). (5), Galasso (9), Pistil­ Pilia M. (6). Piro (13). (12), Cossu (10), Biroc-

Palmieri: Pagliara (1), Zipperi, Cavallo (2). Russo (4], Esposi­ to (4). Picucci (25). N. e.: Spa­ no, Dinardi. Arbitri: Grondi di Genova e Giorgetti di Padova. Note — Tiri liberi: Aquila 11 su 18 Palmieri 12 su venti.


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nascono dai piccoli afflai m

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Mini-basket: fino a pochi anni fa un nome privo di significato, in Italia e nel resto d'Europa. Ma già oggi, oltre 200.000 ragazzi e ra­ gazze fino ai 13 anni di età hanno praticato questo simpatico sport nel nostro Paese. Il Mini-basket è un'altra delle molte iniziative per i ragazzi che or­ mai da diversi anni l'industria italia­ na della Coca-Cola va diffondendo nel settore dello sport e delle attivi­ tà socio-ricreative destinate ad oc­ cupare il tempo libero dei giovanis­ simi. Questi programmi si presen­ tano essenzialmente come iniziati­ ve di relazioni pubbliche, prive di caratteri pubblicitari, che una gran­ de industria che opera su scala internazionale come la Coca-Cola, sente di dover promuovere. In un'epoca in cui sempre nuovi problemi connessi allo sviluppo civile e sociale debbono essere af­ frontati. un'industria non può limi­ tarsi a fornire prodotti o servizi, ma deve inserirsi in modo attivo nella realtà del proprio Paese. Per questo la Coca-Cola italiana, con la Fede­ razione Italiana Pallacanestro, ha promosso il lancio propagandistico e organizzativo del Mini-basket, sin dal 1965. Sorsero allora i primi Centri di addestramento a Milano. Bologna e Trieste con l'appoggio e l’assistenza del Centro Spor­ tivo Italiano e dell'unione Italiana Sport Popolare. In pochi anni il Mìni-basket ha

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riscosso un grande successo a tutti i livelli: dai giovanissimi accorsi in numero sempre maggiore ad iscri­ versi ai Centri di addestramento, alle famiglie che hanno subito compreso l'importanza della prati­ ca di un gioco sportivo, sano e ap­ passionante. agli stessi Enti locali che hanno visto nel Mini-basket un’idea capace di risolvere il pro­ blema dell'educazione ricreativa e sportiva dei giovanissimi. Oggi so­ no piu di 200.000 i Mini-giocatori che praticano il Mini-basket fre­ quentando centri organizzati, sorti un poco dovunque in Italia, che si avvalgono dell'assistenza di istrut­ tori appositamente qualificati dalla Commissione Nazionale Mini-ba­ sket della FIP. Il Mini-basket ha contribuito in misura rilevante ad aumentare l'in­ teresse per la pallacanestro. Lo ve­ diamo ogni settimana nei Palazzi dello Sport, poco frequentati in giorni non lontani, oggi affollati di ragazzi entusiasti. L'Industria italiana della CocaCola con le sue società d'imbotti­ gliamento continua a collaborare con la Federazione Italiana Pallacanestro e con gli Enti di propa­ ganda per diffondere il gioco. Ven­ gono distribuiti migliaia di palloni, decine di migliaia di copie di opu­ scoli e di manuali che illustrano il gioco. Alcune centinaia di canestri sono stati messi a disposizione di società, scuole, convitti, ecc Infine.

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la Coca-Cola italiana -con la colla­ borazione del Club di Topolino organizza ogni anno in molte città delle grandi manifestazioni di pro­ paganda. le "Feste", che vedono migliaia di ragazzi scendere in campo e. sugli spalti, altre migliaia di ragazzi entusiasmarsi per questo bellissimo gioco. Questo è dunque il Mini-basket nel nostro Paese, uno sport simpa­ tico, divertente, in cui le regole fondamentali del "grande basket" sono rispettate, pur adattate in tempi, misure, ecc. Un gioco nato da un'idea di relazioni pubbliche di un'industria e affermatosi con la collaborazione degli Enti sportivi. Migliaia di ragazzi praticano og­ gi il Mini-basket, dove un canestro o uno spiazzo lo consentono. La Coca-Cola italiana non si ritiene però soddisfatta: intende infatti, a mano a mano, collaborare nella diffusione del gioco in città e in paesi, nelle scuole, ovunque. Il numero dei ragazzi che hanno modo di fare una sana attività fisi­ ca e di divertirsi con questo simpa­ tico... mini-sport è destinato quin­ di a crescere ogni giorno.

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per un'iniziativa dell'industria italiana della Coca-Cola

mini - basket


CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO SPORTIVO 1968-1969

ciclismo REGOLAMENTI

campionato nazionale su strada

compionato nazionale a squadre leve ciclistiche giovanili


campionato nazionale su strada

REGOLAMENTO Art. 1 — Il Centro Sportivo Italiano indice i Campionati Nazionali di Ciclismo su strada 1969 per le categorìe esor­ dienti. allievi e dilettanti che si svolgeranno in tre dome­ niche di settembre. Art. 2 — Ai Campionati potranno partecipare gli atleti delle categorie di cui all'art. 1 provvisti della tessera di Socio Atleta del CSI e licenza FCI per il 1969. La licenza FCI deve essere rilasciata per la stessa Unione Sportiva affiliata al CSI per la quale gli atleti prendono parte ai Campionati. La tessera di socio-Atleta del CSI deve essere rilasciata entro e non oltre il 31 luglio 1969. Art. 3 — Le prove di campionato si svolgeranno nelle località che verranno successivamente stabilite. Art. 4 — Ciascun Comitato del CSI potrà iscrivere con­ correnti di ciascuna categoria, a seconda del numero dei corridori tesserati (con le modalità previste dall'art. 2) per le categorie, purché abbiano svolto documentata atti­ vità agonistica. Il numero dei corridori ammessi sarà reso noto tem­ pestivamente dalla C.T.N. ai Comitati interessati. Art. 5 — Le iscrizioni dovranno contenere, oltre al nome e cognome del concorrente, la esatta indicazione dell’Unione Sportiva alla quale appartiene il numero della tessera CSI e quello della licenza F.C.I., l’indicazione delle prove di selezione locale alle quali ha partecipato specificando la data di effettuazione e la classifica riportata. Per quei corridori che non hanno potuto svolgere prove di selezione sarà sufficiente l'indicazione delle gare a cui hanno partecipato e la classìfica riportata. Art. 6 — I premi individuali in palio saranno stabiliti e riportati secondo le norme del regolamento tecnico della F.C.I. Al vincitore di ciascuna categoria verranno assegnati maglia e distintivo di campione del CSI. Art. 7 — I premi di rappresentanza in palio saranno resi noti entro il giorno precedente le gare. Art. 8 — La Giuria verrà nominata dagli organi compe­ tenti della F.C.I. Art. 9 — Per la disciplina delle macchine al seguito saranno osservate le norme del regolamento F.C.I. Art. 10 — E’ fatto obbligo a tutti ì concorrenti di usare il casco protettivo. Art. 11 — Eventuali reclami, redatti secondo il regola­ mento tecnico della FCI, dovranno essere accompagnati dalla tassa di L. 1000 (mille) restituibili in caso di acco­ glimento. Art. 12 — Per quanto non previsto dal presente regola­ mento vige il regolamento tecnico della U.V.I. Art. 13 — li Centro Sportivo Italiano declina per sé e per gli organizzatori ogni responsabilità per eventuali inci­ denti che occorressero a concorrenti ed a terzi prima, du­ rante e dopo le gare.

Norme esplicative 1) Affiliazione — Le Unioni Sportive devono essere re­ golarmente affiliate al CSI e contemporaneamente alla F.C.I. 2) Tesseramento — I corridori delle categorie esor­ dienti, allievi e dilettanti dovranno possedere regolare tes­ seramento per il CSI, con esclusione di qualsiasi forma assicurativa, considerando che ogni singolo corridore si varrà dell’assicurazione della F.C.I. 3) Approvazione gare — Le Unioni Sportive, essendo affiliate anche alla F.C.I., potranno organizzare gare fedederali oppure ad « invito » riservandole esclusivamente alle Unioni Sportive ed ai corridori affiliati al CSI. Ne consegue che tali gare ad « invito » possono con-

siderarsi prove ufficiali per i campionati provinciali del CSI. Per tutte le gare organizzate dalle nostre Unioni Spor­ tive, vigendo i regolamenti FCI, è necessaria l'approva­ zione delle gare stesse dall'Ente federale locale. 4) Svolgimento gare — I corridori appartenenti alle categorie esordienti e allievi potranno partecipare a gare organizzate esclusivamente nei giorni festivi. Per l'organizzazione delle gare le Unioni Sportive do­ vranno versare al Comitato Regionale gli importi del monte premi, le tasse e le percentuali come da regolamento FCI. 5) Omologazione gare — Per le gare organizzate dalle Unioni Sportive del CSI necessita l'omologazione da parte dell’Organo federale. Sarà cura delle Unioni Sportive organizzatrici di inviare alla C.T.N. del CSI copia di detta omologazione con particolare riferimento a quelle gare organizzate ad « invito ». Inoltre i Comitati Provinciali in­ vieranno alla C.T.N. del CSI delle note su cui specifiche­ ranno la partecipazione di nostri tesserati a tutte le gare organizzate dalla FCI onde mettere nella condizione la C.T.N. del CSI di possedere un quadro completo dell'atti­ vità che svolgono le nostre Unioni Sportive. 6) Trasferimento corridori — Valgono a tutti gli effetti le norme previste dalla Federazione Ciclistica Italiana.

Norme esplicative attività ciclistica Questa Commissione richiama l’attenzione di tutti i Comitati Provinciali e Zonali del CSI sull’attività cicli­ stica del corrente anno, presentando alcuni suggerimenti che dovranno servire per una regolare procedura nelle varie pratiche di affiliazione, tesseramento, ecc. Come è noto, non essendoci più convenzioni CSI-FCI (già U.V.L) tutte le Unioni o Gruppi Sportivi dipendenti dai Comitati Provinciali o Zonali CSI dovranno, per svol­ gere attività, affiliarsi alla FCI, seguendo tutta la proce­ dura stabilita dallo Statuto Federale della F.C.I., oltre che affiliarsi al CSI e tesserare i propri atleti seguendo la normale prassi. Riportiamo, integralmente, Kart. 3 dello Statuto Fede­ rale FCI alla voce «AFFILIAZIONI»: Art. 3 — Le Società e gli Enti che intendono affiliarsi alla FCI devono avanzare domanda al Consiglio Direttivo, redatta su apposito modulo da ritirarsi presso il rispet­ tivo Comitato Regionale e corredata, pena la nullità della domanda stessa, dai documenti di cui agli articoli seguenti. Art. 4 — La Società o Sezione Ciclistica deve presen­ tare unitamente al modulo di domanda compilato in ogni sua parte e firmato dal Presidente e dal Vice Presidente, i seguenti documenti: a) copia del verbale di costituzione della Società o della sezione ciclistica, autenticata dal Presidente e dal Segretario in carica; b) copia dello Statuto sociale, in duplice esemplare; c) quota di affiliazione e quota sociale annuale; d) regolare richiesta di tesseramento del Direttore Sportivo. Per le Unioni o Gruppi Sportivi di nuova affiliazione (cioè che non hanno precedenti federali con la FCI) è necessario porre la massima attenzione affinché in tutte le varie pratiche di affiliazione risulti la identica denomi­ nazione sociale, e cioè: — sul modulo federale e sulle maglie sociali; — sul timbro sociale. Si chiarisce che per « identica denominazione sociale » si deve intendere: riportare ogni qualvolta occorra le stesse « parole » riferentisi alla denominazione stessa. Per esempio: se una Unione o Gruppo Sportivo risulta chiamarsi « CSI Poi. Audax Antonio Sella », nello Statuto, sulle maglie sociali e nei timbri della Unione o Gruppo Sportivo, dovrà sempre apparire « CSI Poi. Audax Antonio Sella », e non, per ipotesi sullo Statuto « CSI Audax », sulle maglie « CSI Antonio Sella ». e nel timbro ■■ Poi. Audax Antonio Sella ». Altro Importante particolare per la regolare procedura dell'affiliazione è la stesura dello Statuto che dovràessere Sportivo redatto su carta intestata dell'unione o Gruppo ... e dovrà essere dattiloscritto. Non sono accettati Statuti stampati, ciclostilati o poligrafati. Ai Comitati Provinciali o Zonali CSi ed ai Presidenti dei Comitati Regionali CSI, questa Commissione Tecnica Nazionale raccomanda di essere da guida nelle varie pra­ tiche di affiliazione delle Unioni o Gruppi Sportivi alla FCI. ma di non intervenire ufficialmente presso la Fede-


razione o presso i Comitati Regionali FCI, in quanto la Federazione non può riconoscere alcuna autorità a degli organismi che non siano propri affiliati. E, come sopra specificato, solamente le nostre Unioni o Gruppi Spor­ tivi sono « membri ordinari ■> della Federazione, come specifica l’art. 4 dello Statuto FCI, al titolo « COMPO­ SIZIONE ». Quando i Comitati Provinciali o Zonali CSI ed i Comitati Regionali del CSI dovranno trattare pratiche in nome delle proprie Unioni o Gruppi Sportivi lo po­ tranno solamente fare tramite questa Commissione Tecni­ ca Nazionale. A quei Comitati Provinciali o Zonali CSI ed ai Comi­ tati Regionali CSI che facilitano i compiti delle proprie Unioni o Gruppi Sportivi riunendo ed istruendo tutto il materiale di affiliazione, la Commissione raccomanda di inviare ai vari Comitati Regionali FCI il carteggio di affi­ liazione (completo della richiesta del tesseramento del Direttore Sportivo, relativa fotografia, più assegno quale quota annuale) con lettera di accompagno redatta su carta delle varie Unioni o Gruppi Sportivi e non su quella del Comitato Provinciale o Zonale, in quanto, come ab­ biamo specificato più sopra, la FCI riconosce solo le Unioni o Gruppi Sportivi e non i vari nostri Comitati. An­ che per le richieste delle licenze atleti è necessario se­ guire le soprascritte disposizioni. In definitiva i nostri Comitati Provinciali o Zonali ed i Comitati Regionali che desiderano accentrare le prati­ che ciclistiche nelle proprie sedi possono effettuarlo, sempreché al momento della trasmissione ai Comitati Re­ gionali della FCI le pratiche relative non siano cumula­ tive e siano sempre formulate per conto delle Unioni o Gruppi Sportivi, e non direttamente a nome del Comi­ tato del CSI. La Commissione Tecnica Nazionale Ciclismo invita tutti i Dirigenti responsabili del CSI a far conoscere le presenti raccomandazioni alle proprie Unioni o Gruppi Sportivi, e soprattutto li consiglia ad attenersi scrupolo­ samente ad esse, per far sì che la nostra attività pro­ ceda senza nocumento od incresciose perdite di tempo.

campionato ragazzi a squadre

REGOLAMENTO Art. 1 — Il Centro Sportivo Italiano indice il Campio­ nato Nazionale di Ciclismo a squadre per l'anno 1969 da disputarsi su strada a cronometro, per la categoria Al­ lievi. Art. 2 — Al Campionato potranno partecipare gli atleti della categoria di cui all'art. 1 provvisti della tessera CSI e licenza F.C.I. per il 1969. Art. 3 — La prova di Campionato si svolgerà nella località che verrà successivamente stabilita nel mese di settembre 1969. Art. 4 — Per essere ammesse alle prove di Campio­ nato Nazionale le squadre dovranno aver partecipato alla fase eliminatoria, organizzata con regolamento analogo al presente. Il numero delle squadre ammesse verrà deter­ minato in misura proporzionale a quello delle squadre partecipanti a ciascuna eliminatoria provinciale. Il numero delle squadre ammesse sarà reso noto tempestivamente dalla C.T.N. ai Comitati interessati. J \—**: da Art. 5 — Le squadre dovranno essere composte: 3 elementi rappresentativi di singole Società affiliate al ■-% ■ ZA I ZA ZA “7 ZA rA ZA I I ZA W» ZA ZA t- Z.A O FA F O I \ f ri I Comitato Provinciale o Zonale CSI o rappresentative di Comitato. Art. 6 — Per ogni squadra dovranno tagliare il tra­ J , ’i di ■mt. 20. guardo finale almeno due atleti nello spazio •••; 22. il tempo verrà rilevalo dai Cronometristi Ufficiali sul se­ condo atleta. Art. 7 — Le iscrizioni dovranno contenere oltre alla indicazione della Squadra, i nominativi dei singoli compoza

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nenti le squadre, il numero della tessera CSI e quello della licenza F.C.I., l’indicazione delle prove di selezione locale alle quali hanno partecipato, specificando la data di effettuazione. Art. 8 — I premi individuali in palio saranno stabiliti e ripartiti secondo le norme del regolamento tecnico del­ la F.C.I. Ai vincitori verranno assegnati maglia e distintivo di campione del Centro Sportivo Italiano. Art. 9 — I premi di rappresentanza in palio saranno resi noti entro il giorno precedente alle gare. Art. 10 — La Giuria verrà nominata dagli Organi com­ petenti della F.C.I. Art. 11 — Per la disciplina delle macchine al seguito saranno osservate le norme del regolamento F.C.I. Art. 12 — E' fatto obbligo a tutti i concorrenti di usare il casco protettivo. Art. 13 — Eventuali reclami, redatti secondo il rego­ lamento tecnico della F.C.I., dovranno essere accompa­ gnati dalla tassa di L. 1000 (mille) restituibile in caso di accoglimento. Art. 14 — Per quanto non previsto dal presente rego­ lamento vige il regolamento tecnico della F.C.I. Art. 15 — Il Centro Sportivo Italiano declina per sé e per gli organizzatori ogni responsabilità per eventuali incidenti che occorressero a concorrenti ed a terzi prima, durante e dopo le gare.

leve ciclistiche giovanili

Dopo aver provocato l'avvicinamento allo sport di un notevole stuolo di giovani per mezzo dei Giochi, occorre impostare un nuovo tipo di attività per consentire a questi ragazzi di 13 e 14 anni di non riallontanarsi dallo sport e più particolarmente da! ciclismo, ma di trovare motivi di attrazione e di interesse per continuare, con maggiore pro­ fitto semmai, la strada intrapresa. Ecco quindi che in ap­ poggio e strettamente dipendente dai Giochi della Gioven­ tù, il Consiglio Federale della F.C.I. ha creato un nuovo tipo di attività per le Leve Giovanili. Tali Leve saranno caratterizzate, a differenza degli scor­ si anni, innanzitutto dall’età dei partecipanti che sarà la stessa fissata per i Giochi della Gioventù, cioè ragazzi non ancora in età per il tesseramento federale. Inoltre, la CAR­ TA DI PARTECIPAZIONE ai Giochi della Gioventù sarà va­ lida per partecipare alle Leve Ciclistiche Federali con pos­ sibilità di correre tutto l’anno solare come fosse una nuova categoria specialmente agonistica. Altro motivo di interesse, per assicurare la partecipa­ zione di un gran numero di aderenti, sarà quello della isti­ tuzione di una speciale classifica per le Società e gli Enti di Propaganda che avranno maggiormente collaborato a far affluire i giovani a questo tipo di attività. Alla fine dell’anno, all’Ente di propaganda ed alla So­ cietà Ciclistica con il maggior numero di aderenti alla Le­ va verrà assegnato un premio rispettivamente di Lit. 500.000: al secondo Ente classificato ed alla seconda società classi­ ficata Lit.. 300.000; al terzo ed alla terza Lit. 200.000. Il regolamento delle Leve in argomento è il seguente. LEVE CICLISTICHE 1969

1) Viene data ai Comitati Regionali della F.C.I. la facol­ tà di approvare lo svolgimento di prove valide per le Leve del corrente anno ed organizzate da Società ciclistiche af­ filiate o dagli Enti di propaganda A.I.C.S., C.S.I., FIAMMA. I IDCDTAQ « I I I e O a~ 04 J! • LIBERTAS e U.I.S.P. nel periodo 40 18 ~maggìo-31 dicembre 1969. 2) Alle Leve potranno partecipare i giovani nati negli anni 1955 e 1956 purché muniti dalla CARTA DI PARTECI­ PAZIONE ai Giochi della Gioventù.


3) Ogni partecipante all'atto della partenza di ogni prova, dovrà presen­ tarsi al Commissario della F.C.I. mu­ nito della CARTA DI PARTECIPAZIO­ NE ai Giochi. Nel caso che egli non abbia partecipato ai Giochi e quindi non sia in possesso della CARTA, po­ trà ottenerne il rilascio sul posto dal Commissario della F.C.I. In questo ca­ so, all'atto del rilascio della CARTA, ogni concorrente dovrà esibire un do­ cumento di identità personale ed una autorizzazione rilasciata dal padre o da chi ne fa le veci e firmata in auto­ grafo. L'interessato dovrà anche di­ chiarare al Commissariato F.C.I. che non è in possesso di altra CARTA ed indicare il nome della Società ciclisti­ ca o dell’Ente di propaganda per cui intende partecipare alla Leva. L’inte­ ressato può anche richiedere la CAR­ TA come « libero ». Coloro che richie­ deranno ed otterranno il rilascio di più di una CARTA DI PARTECIPA­ ZIONE nel corso dello stesso anno, saranno passibili di sospensione im­ mediata per tutto l’anno in corso. Co­ munque, all'effetto delle graduatorie di merito sarà considerata valida solo la CARTA rilasciata per prima in or­ dine di data. 4) ORGANIZZAZIONE

L'Ente di propaganda o la Società ciclistica affiliata, che intedessero or­ ganizzare una prova di Leva, dovran­ no rivolgersi al Comitato Regionale competente per territorio al fine di ot­ tenere la data più idonea, libera cioè da concomitanze da altre analoghe manifestazioni nell'àmbito della pro­ vincia. Il C.R. consegnerà ai richie­ denti, copia del presente Regolamen­ to e disporrà la designazione di un Commissario della F.C.I. con i com­ piti più appresso indicati oltre a quel­ lo di rilasciare sul posto eventuali CARTE ai partecipanti che ne fossero sprovvisti. L’organizzatore dovrà: a) scegliere un circuito che possa ottenere verosimilmente l’autorizza­ zione degli Enti preposti per la tota­ le chiusura al traffico. Tale circuito — in lìnea di massima — non dovrebbe essere inferiore ai 2 km. e superiore ai 5. Comunque, il Comitato Regiona­ le ha la facoltà di approvare o no il percorso prescelto; b) fissare la data e l'ora della pro­ va con almeno otto giorni di anticipo ed ottenerne benestare dal C.R.; c) ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità di P.S.; d) predisporre il servizio d’ordine e quello sanitario; e) assicurare alla prova qualche oggetto in natura da assegnare in premio ai migliori classificati. 5) CIRCUITO E SVOLGIMENTO

Non sarà difficile reperire un cir­ cuito (non inferiore ai 2 km. e non superiore ai 5 km.) da percorrere più volte e per un totale complessivo mas­ simo di 30 km. Qualora non fosse pos­ sibile reperire un circuito del genere, la prova può anche svolgersi su un tronco di strada asfaltata da percor­ rersi tante volte nei due sensi per un totale di circa 30 km. Anche in questo caso il tronco di strada deve essere chiuso al traffico ed i due sensi debbono essere separati con segnalazioni ben visibili.

Non sarà neppure difficile, con l’in­ teressamento delle Autorità locali, chiudere il percorso al traffico (vei­ colare e pedonale) per poco più di un'ora. La linea di partenza e quella di ar­ rivo debbono, per quanto possibile, coincidere. Detta linea potrà essere tracciata per terra, in maniera ben vi­ sibile, con calce. Possibilmente pian­ tare, ad ogni estremo della linea, una bandierina colorata. Sulla linea di arrivo deve essere po­ sta una persona provvista di una se­ rie di numeri (tracciati in nero su cartone bianco) per indicare ai con­ correnti quanti giri del circuito deb­ bono essere ancora percorsi per ter­ minare la gara. Il numero più alto (corrispondente al totale dei giri), de­ v'essere tenuto ben alto e visibile al momento della partenza. Passato l’ultimo concorrente il numero alto verrà fatto scomparire e verrà mo­ strato — dal primo all'ultimo concor­ rente che passerà sulla linea — il suc­ cessivo numero in ordine decrescente. I concorrenti eventualmente doppia­ ti dal primo concorrente, potranno es­ sere tolti di gara a giudizio insinda­ cabile del Commissario. Appositi incaricati dovranno accer­ tarsi che durante la corsa non circo­ lino sul circuito né persone né vei­ coli di alcun genere. 6) CONTROLLO

La prova sarà controllata da un Commissario giudice unico nominato dal Comitato Regionale. E' preferibile che tale Commissario rivesta la qua­ lifica di Ufficiale dì Gara. Detto Commissario, che dovrà tro­ varsi sul posto almeno un'ora prima della partenza, avrà il compito di: a) verificare il possesso della CARTA DI PARTECIPAZIONE tenendo presente che alla prova possono par­ tecipare soltanto ì nati negli anni 1955 e 1956; b) rilasciare la CARTA ai nuovi ri­ chiedenti purché soddisfino ai requi­ siti richiesti nel presente Regola­ mento; c) distribuire i numeri di partenza, messi a disposizione dagli organizza­ tori e farli fissare sul dorso di ogni concorrente; d) annotare su apposito modulo e nell'ordine del numero dorsale, i no­ minativi dei concorrenti; e) verificare le biciclette dei par­ tecipanti: esse debbono essere prov­ viste di due freni efficienti e lo svi­ luppo del rapporto non può essere superiore ai m. 6,15; f) fare l'appello ed allineare i con­ correnti; g) accertare che tutti i parteci­ panti abbiano applicato il numero dorsale; h) dare il « via »; i) accertare, con la collaborazione di Ufficiali di Gara e di Dirigenti so­ ciali volontari ed imparziali, eventua­ li infrazioni durante la prova ed espel­ lere dalla prova stessa od escludere dall'ordine di arrivo i colpevoli di spinte tra concorrenti o spinte rice­ vute da terzi; cambio di bicicletta; ri­ parazione di guasti o sostituzione di gomme con l’aiuto di terze persone; danneggiamento volontario nella vo­ lata finale (ultimi 200 mt); I) annotare l'esatto ordine di arrivo;

m) a prova conclusa compilare in triplice copia i seguenti moduli: a) elenco dei partecipanti alla gara (mod. 19/0) b) ordine di arrivo (mod. 19/0 bis) Spedire una copia dei suddetti moduli al Comitato Regionale ed una copia alla Segreteria Generale della F.C.I. (Viale Tiziano n. 70 - Roma) e lasciare una copia all'organizzazione ' della Leva; n) spedire alla Segreteria Gene­ rale della F.C.I. la 2. parte delle CAR­ TE da lui eventualmente rilasciate in­ sieme alle copie dei mod. 19/0 e 19/0 bis. 7) COMPITI NALE

DEL COMITATO

REGIO­

a) richiedere alla Segreteria Ge­ nerale gli stampati necessari per lo svolgimento delle Leve quali; a) Carte di partecipazione; b) elenco iscritti; c) ordine di arrivo; b) stabilire un Calendario delle Leve che rimarrà aperto per tutta la stagione e nel quale verranno iscritte le manifestazioni di Leva con stretto ordine di precedenza a seconda della data di richiesta. Non potrà essere approvata più di una prova nella stessa provincia e nella stessa settimana; c) dare il massimo risalto attra­ verso comunicati della manifestazione di Leva programmate e d'imminente effettuazione. Uguale risalto dovrà es­ sere dato ai risultati di ciascuna prova; d) designare per ogni prova di Leva un Commissario F.C.I. con i compiti sopra specificati; e) fornire, ad ogni Commissario designato, un congruo numero di CAR­ TE per rilasciarle ai richiedenti che ne fossero sprovvisti; f) compilare, nel periodo 15-31 di­ cembre, due graduatorie di merito ri­ spettivamente degli Enti di propagan­ da e delle Società che hanno contri­ buito al successo di partecipazione alle Leve segnalando, per ciascuno, il numero della presenza alle prove di Leva. Tali graduatorie devono esse­ re trasmesse, entro la prima decade del mese di gennaio 1970, alla Segre­ teria Generale della F.C.I. Per facilitare la formazione delle graduatorie, il Comitato dovrà provve­ dersi di una rubrica nella quale sa­ ranno annotati i nominativi (una sola volta) dei partecipanti alle Leve con il loro indirizzo e l’indicazione della Società o dell’Ente di propaganda ri­ sultante dalla CARTA dei Giochi. Man mano che il ragazzo parteci­ perà ad una prova di Leva, si indi­ cherà — a fianco del nominativo — la data di tale prova. In tal modo ri­ sulterà chiaro a quante prove il ra­ gazzo avrà partecipato ed in quale graduatoria dovrà essere incluso. Il sistema della rubrica farà rileva­ re, anche, eventuali duplicati di CAR­ TA per l’applicazione dei provvedi­ menti di cui al penultimo capoverso del punto 3). g) Pubblicare e diffondere, entro la prima decade del mese di gennaio 1970, l'elenco dei giovani nati nel 1955 (con relativo indirizzo) che hanno par­ tecipato alle Leve al fine di mettere in condizioni le Società ciclistiche di poterli tesserare, quali esordienti, per il 1970.


personaggio di Nando Martellini

il bravo ragazzo che ha ucciso il giro

20 ■

Eddy Merckx. Malgrado tutto, il pro­ tagonista del 52. Giro d'Italia rimane lui. Un protagonista negativo, d’ac­ cordo, perché, in fin dei conti ha dan­ neggiato tutti: Gimondi, svilendone la vittoria, il Giro compromettendone la validità tecnica, se stesso, annullando forse per sempre una reputazione cri­ stallina. Eddy Mercks: vittima o re­ probo? Un dilemma che non sarà mai sciolto appieno, come mai lo furono quelli di Gimondi, Zilioli, Cancelli, Vianelli, illustri predecessori del belga nel romanzo a puntate del doping. Pe­ rò, come nei casi precedenti, alla fine qualche ammsisione verrà fatta tra le righe, e lo sdegno iniziale cederà ad un più realistico atto di contrizione. Merckx, sotto questo aspetto, è il simbolo di un costume, di una men­ talità purtroppo dilagante in campo professionistico. La vittoria è più im­ portante di ogni altra considerazione, morale e sportiva. Eddy risulterà an­ che innocente, ce lo auguriamo tutti. Ma nella sua squadra e in quelle av­ versarie è tutto un circospetto sus­ surrare di segreti capaci di mettere un atleta in condizioni di vantaggio sugli altri, è tutto un lavoro per sfrut­ tare i preparati concessi dalla legge antidoping, è un propalare notizie più o meno fondate su antitodi che per­ metterebbero di annullare la prova della colpa. In altre parole si lavora e si studia di tutto per moltiplicare le energie di un ciclista, più di quan­ to non si studi per formarne il carat­ tere. Vincere, e vincere subito, ecco il motto del professionista e del mon­ do economico e industriale che lo

La disperazione di Eddy Merckx all’atto di apprendere la espulsione dal Giro. L'inchiesta condotta dal presidente dell'UCI, Comm. Rodoni, ha confermato i risultati positivi della prima analisi antidoping, ma il campione è stato assolto per... insufficienza di prove.

esprime. Merckx è un bravo ragazzo, cresciuto nelle pianure fiamminghe, lontano dal clamore delle folle che avrebbe trovato un giorno sulla sua strada. E' ambizioso, non accetta di essere superato. Non ha mai imparato, nemmeno quando fu campione del mondo, a correre con logica. E’ un grande campione, perché possiede mezzi tali, fisicamente parlando, da poterlo paragonare a Coppi o ad Anquetil. Ma Coppi era anche latino e passionale; sapeva sfruttare alterna­ tivamente la simpatia e la forza per mettere dalla sua situazioni e senti­ menti. Anquetil era normanno, freddo e calcolatore; sapeva sacrificare suc­ cessi parziali al fine ultimo. Ha corso per quindici anni: mai acclamato, mai esaltato, ma sempre strapagato e conteso. Merckx è rimasto un semplice, per­ fino un poco primitivo. Vuole arrivare prima degli altri, subito, sempre. Ep­ pure la vittoria lo rende schivo, quasi vergognoso. Il suo viso, al momento della premiazione, si vela di stupore, quasi a chiedere scusa ai battuti. Ha l'aria di un bimbo sorpreso a rubare la marmellata. L'ingranaggio del cicli­ smo di oggi lo ha preso, innalzato, acclamato: ed ora rischia di strito­ larlo. Proprio perché è un bravo ra­ gazzo e non possiede una riserva di spregiudicatezza. In Italia la sua di­ savventura è passata senza peso, è stata seguita con impietosa indiffe­ renza. In Belgio è stata accolta quasi con sadico piacere. Dopo tutto, dico­ no I Belgi, Eddy Merckx è andato a vendersi ad una ditta italiana ed è

stato bruciato dagli italiani. Fatti suoi. Se restava fra noi non gli accadeva nulla. Eddy Merckx, al momento della sventura, si è ritrovato solo. Colpe­ vole o innocente non ci interessa più. Il suo fatto umano è diverso. Ci ha riportato al particolare clima che ha assunto lo sport professionistico, do­ ve i valori agonistici puri vanno ce­ dendo, giorno per giorno, a conside­ razioni economiche e pubblicitarie. Merckx ha dato il suo nome ad un Giro d’Italia seguito da folle indisci­ plinate, devastato da fattori estranei allo sport, svilito da contendenti che non credono più nel loro mestiere. Proprio mentre sinistri scricchiolìi fanno eco nel pugilato, dove si co­ mincia a capire il meccanismo delle scommesse e lo strapotere dei grandi organizzatori senza scrupoli, nel cal­ cio, dove le follie estive del mercato toccano vertici scriteriati. Il professionismo va allontanandosi dallo sport, è espressione della so­ cietà incerta, è un divoratore di idoli. Quanti altri Eddy Merckx verranno sa­ crificati sull’altare della vittoria pro­ grammata a scopo pubblicitario? Quan­ ti altri dilettanti troveranno la delu­ sione oltre la siepe del professio­ nismo? E' il momento forse di prospettare ai nostri giovani che si avvicinano allo sport che, se pensano al profes­ sionismo, lo fanno a loro rischio. Fin­ ché sono dilettanti sono degli spor­ tivi. Poi passano ad una organizzazio­ ne che è sempre meno sport e sem­ pre più spettacolo.


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Concludiamo questi nostri brevi cenni in ma­ teria di tecnica individuale calcistica. A nostro parere, i migliori insegnamenti sul meccanismo dei principali gesti della tecnica stessa sono quelli offerti dall’ungherese Arpad Csnadi (« Il giuoco del calcio » edito dall'Editoriale Olimpia di Firenze, pubblicazione adottata uf­ ficialmente dalla FIGC, nel 1960). Ecco ora qualche suggerimento sulla didattica dei gesti stessi. Lo schema proposto è analogo a quello consigliato da Mollet e Gormlie nel loro « Football e allenamento » del quale abbiamo già parlato. Stando ad esso, l’insegnamento di cia­ scun gesto tecnico dovrebbe avvenire attraverso le seguenti fasi: a) Enunciazione; b) Dimostrazione; c) Spie­ gazione; d) Applicazione; e) Correzione; f) Giuo­ chi di applicazione. Ecco qualche considerazione al riguardo. a) Enunciazione - Breve cenno sul gesto tecnico da insegnare collegandolo ad altro già noto od a qualche movimento naturale e stabi­ lendo la sua finalità ed importanza nel giuoco. b) Dimostrazione - La migliore possibile, data l'attitudine degli allievi ad osservare e co­ piare. Sotto questo profilo, la prepubertà potreb-

be benissimo definirsi l'età « scimmiesca » o « fo­ tografica ». Mentre alcuni allievi percepiscono istantaneamente l'insieme del gesto, altri hanno bisogno di vederlo scomposto nei suoi elementi. Eseguire perciò prima a velocità normale. Poi a velocità rallentata, sottolineando i principali « tempi » del movimento. Poi ancora a velocità normale. Variare i piazzamenti del dimostratore affinché gli allievi possano vedere da visuali diffe­ renti. Nessun commento. c) Spiegazione - Breve, semplice e chiara. Ridurre il gesto insegnato ai suoi elementi principali: — azione preliminare; — equilibrio dell’azione principale; — azione principale; — conclusione dell’azione e ripresa del movimento. Durante tutta l’esecuzione, gli occhi sulla palla. Porre particolare cura nella spiegazione del­ la corretta tecnica atletica relativa ai movimenti nei quali si trovano inseriti i gesti di tecnica calcistica che vengono insegnati. d) Applicazione - Gli allievi si dispongono a coppie. Ciascuna coppia con un pallone. Ese­ cuzione a turno.

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e) Correzione - A cominciare dagli errori base. Prima le correzioni generali; molto dopo quelle particolari. Correzioni sempre positive, nel senso cioè che suggeriscano un miglioramento (<■ distendi la gamba », ad esempio, anziché « non flettere la gamba»). Ripetizione, sinché neces­ sario, della dimostrazione e spiegazione. Paziente ricerca dei mezzi didattici per facilitare l'assimi­ lazione dei vari gesti e l’eliminazione degli errori. Esecuzione coi due piedi. In una fase più avan­ zata dell’addestramento, quando cioè l'allievo co­ noscerà meglio il meccanismo della tecnica, gli sarà possibile risalire — da solo — dalla consta­ tazione dell’errore commesso, alle cause che lo hanno determinato. Egli avrà conquistato, così, la capacità di autocorreggersi. Vorremmo concludere questi brevi cenni sulla correzione dei difetti — certamente l’aspetto più importante dell’istruzione tecnica — con le os­ servazioni che seguono. Quasi mai l'istruttore può correggere gli allie­ vi prendendo sé stesso a modello e considerando perciò errore ogni esecuzione che differisca dal­ la propria. Nemmeno se in passato egli è stato un celebre calciatore. Se anche infatti l’istruttore fosse scheletricamente perfetto e la sua tecnica risultasse perciò da manuale, potrebbe non esse­ re perfetto l'allievo. E, viceversa, se la costitu­ zione dell’allievo fosse perfetta, potrebbe non esserla quella dell’istruttore. Citiamo, ad esem­ pio, un caso limite. Quello del calcio col lato

interno del piede (o calcio di piatto) insegnato da due diversi istruttori: l’uno con i piedi che tendono a rientrare e l'altro con i piedi che ten­ dono a divergere. Tali istruttori non possono certamente pretendere che gli allievi aventi una conformazione opposta a quella loro copino le loro dimostrazioni in tutti i dettagli. Non dimentichiamo che l'istruttore ha il com­ pito di cercare di ottenere dai suoi allievi esecu­ zioni tecniche quanto più possibile vicine a quelle migliori consentite dalle loro caratteristiche fisi­ che. In altri termini, l'istruttore deve-considerare errore — e perciò correggere — solo la mancata applicazione da parte degli allievi, della tecnica più adatta alla loro conformazione. Nel suo arti­ colo « Evoluzione della tecnica dell'atletica » (« Stadium » del 29 giugno e del 13 luglio 1967), il Prof. Eric ha affermato che « l'arte dell’allena­ tore consiste nello scoprire la variante del gesto necessaria al soggetto e nello scegliere il metodo di apprendimento più conforme alle attitudini del corpo e della mente del suo allievo ». Ebbene, nessuna definizione ci sembra che si addica me­ glio di questa all’opera di un buon istruttore calcistico. Evidentemente questo nostro discorso è del tutto teorico. L’insegnamento in campo, specie quando si è alle prese con un considerevole nu­ mero di allievi, non può infatti svolgersi come se si trattasse di una esercitazione di laboratorio. Abbiamo insistito sui dettagli che precedono,


quali sostegni alcuni piccoli barattoli vuoti rinve­ nuti per caso. Qualche giorno dopo, un giornale romano elevava lamentele perché il rinomato vivaio, che avevamo l’incarico di dirigere ed istruire, era stato affidato a persona che inse­ gnava ai ragazzi a sferrare calci contro innocenti barattoli. f) Giuochi di applicazione - Quando l’esecu­ zione è divenuta soddisfacente, l’istruttore orga­ nizza, dopo averlo spiegato, un qualche giuoco che permetta l’applicazione del gesto appreso.

— soltanto per ribadire Che gli allievi dovrebbero essere lasciati liberi d'interpretare la tecnica se­ condo lo stile personale, e che l’istruttore do­ vrebbe intervenire solo quando questo stile risul­ tasse in contrasto con le finalità esecutive del gesto tecnico insegnato. Tale indirizzo non è però molto semplice. Esso richiede, infatti, istruttori con una profonda preparazione didattica: dalla conoscenza dell'intimo meccanismo della tecnica, alla capacità d’individuare e correggere le reali cause dei diversi errori di esecuzione. Lo sport moderno non ha più posto, insomma, per istruttori il cui bagaglio didattico si limiti al « guarda come faccio ». Inizialmente abbiamo accennato alla ricerca dei mezzi didattici necessari per facilitare l’eli­ minazione degli errori. Al riguardo, vorremmo sug­ gerire un accorgimento assai utile. Con allievi che durante la prima fase dell’apprendimento del calcio eseguito col collo del piede, il cosidetto shoot, temessero di colpire il terreno (ciò è molto frequente con elementi che abbiano supe­ rato la prepubertà), converrebbe tenere il pallone sollevato da terra di qualche centimetro, mediante un sostegno del tipo di quelli in uso nel giuoco del golf. A chi adottasse tale accorgimento, vor­ remmo però augurare di non incorrere in un inconveniente analogo a quello occorsoci molti anni or sono. Stavamo istruendo in campo i ra­ gazzi di una delle maggiori società romane. Non trovando lì per lì nulla di meglio, impiegammo

Lezioni della durata massima di 10', interrotte da giuochi di applicazione e da periodi di riposo. Puntualità ed ordine. Permettere — creare anzi — la gaiezza. Il buonumore dell’istruttore è contagioso. Efficacissimi gli incoraggiamenti e gli elogi. Quelli che precedono sono, dunque, gli indi­ rizzi da seguire nella fase della preparazione tecnica che dovrebbe svolgersi prima che sia trascorsa la prepubertà. Come abbiamo già visto nel corso della prima puntata, l'istruzione tecnica prosegue nel corso delle età fisiologiche successive, mediante eser­ citazioni che si sovrappongono a quelle intese a sviluppare le qualità fisiche. Diremo però al riguardo che gli elementi di buone attitudini pos­ sono giungere ad un sufficiente livello di matu­ razione anche se — affrontato correttamente il ciclo previsto per l'età prepubere — cureranno con minore attenzione i cicli successivi. Bene o meno bene, sarà infatti la natura a porre ugual­ mente al servizio della loro tecnica doti di velo­ cità, potenza e resistenza proporzionali alle atti­ tudini individuali nei confronti delle doti stesse. Solo il mancato avvio alla tecnica individuale in età prepubere non consente accomodamenti di sorta. Diremo altresì che — al contrario di quanto avviene abitualmente — le attenzioni degli istrut­ tori ed allenatori per la tecnica individuale non dovrebbero venir meno quanto gli allievi passano dalla postpubertà all'età adulta. Quando diven­ gono, cioè, giuocatori di prima squadra. Se è infatti vero che i giuocatori di prima squadra non possono più apprendere nulla di sostanzialmente nuovo, è altrettanto vero che, se non attenta­ mente seguiti, essi possono disimparare ciò che sanno. Come, ad esempio, il tiro in porta, l'abitu­ dine al giuoco rigorosamente radente, la parata istintiva, eccetera. Ciò che si chiede ai nostri allenatori, è semplicemente di promuovere eser­ citazioni di tecnica individuale analoghe a quelle che, in altri sports, sono abituali anche ai cam­ pioni: i « fondamentali » nella pallacanestro, gli assalti col maestro nella scherma, eccetera. Per concludere, ci sembra che le seguenti considerazioni, già formulate da un diffuso quoti­ diano, sintetizzino assai bene tutti i problemi della didattica calcistica: — Meglio avviare l'educazione tecnica secondo indirizzi esatti, che dover tentare di correggere difetti acquisiti. — Giuocatori si nasce: bisogna però accor­ gersene in tempo.

Alberto Guaitini

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I Giochi della Gioventù visti da Roma e organizzati in Calabria. Cosa si può fare con diecimila lire, due persone e tanto entusiasmo. Il vero problema dei Giochi comincia ora: i ragazzi di Pianopoli aspettano...

a Pianopoli ho visto i giochi delia gioventù

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Visti dalla grande città, i Gio­ chi della Gioventù sono qual­ cosa di informe e di impalpa­ bile. Dietro la grande scrivania, seduti nella grande poltrona tut­ to appare secondo un fuoco sballato, distorto, improbabile.. C'è la ridda delle cifre, dei no­ mi: i fogli di carta con su scrit­ to qualcosa, e poi date e nomi di centri piccoli e grandi. Sono fogli di carta e nomi scritti che raccontano ciascuno una sto­ ria; e sono tutte storie di entu­ siasmo, di energie fresche che operano e di speranze, soprattutto di speranze: che qualcosa davvero accada, di nuovo. Per vedere cosa c’è dietro un foglio di carta, dietro dei nomi e delle date, sono andato all’origine, là dove è stato messo il primo timbro postale, dove la carta è stata spedita. E ho scel­ to Pianopoli.

Pianopoli è una cittadina di poco più di duemila abitanti, po­ sta in una vailetta a dieci chi­ lometri da Nicastro e a quaran­ ta da Catanzaro, tra l'Aspromonte e la Sila, è una cittadina della Calabria dove, in certi momenti, sembra perfino che il tempo si sia davvero fermato. Invece anche a Pianopoli il tem­ po corre. Dice: organizzate i Giochi con l’aiuto del Comune, delle auto­ rità, delle federazioni, di chic­ chessia... A Pianopoli c’è un sin­ daco, un parroco, un marescial­ lo, c'è anche una squadra di cal­ cio e un tale che in qualche modo rappresenta qualche cosa, ma l’unico vero legame con Ro­ ma lo hanno un paio di ragazzi: Fausto Esposito e Felice Nanci. Esposito è il tipo dell’intellettuale del Sud, ricco di letture, di idee, di fermenti, voglioso di

districarsi da certe ragnatele che gli stanno intorno, ma an­ che innamorato della sua terra e del suo paese: uno che vuole salire, ma vuole salire assieme agli altri, magari portandoseli a spalla. L'altro, Felice Nanci ha i piedi ben fissati in terra, sa quali sono i limiti oltre i quali è difficile andare, ma è pronto a dare il suo braccio per tirare la carretta, per progredire se è possibile. Lo sport è un modo, questo hanno capito a Pianopo­ li: un modo per progredire e andare avanti. Partiti, altri tipi di lotta non lasciano che scarsi segni e un mucchio di chiac­ chiere alle spalle: le realtà eco­ nomiche della zona sono realtà palpabili, il progresso è diffici­ le, chiama in causa problemi che investano tutta la regione, tutto il Meridione, forse tutta l'Italia; allora, per dare prova di


vitalità, per muoversi in qual­ che modo, per offrire un saggio civile di cosa si può fare, ecco che non resta, tutto sommato, che la strada dello sport, un modo elementare di mobilitare la gioventù del paese e di farle fare qualcosa. Non ci sono pra­ ticamente scelte: l'organizza­ zione di una manifestazione sportiva che investa l'intero pae­ se è già un buon risultato di lavoro di gruppo, di utilizzazione di certe capacità organizzative e di sollecitazione di certi sopitissimi entusiasmi e di certi sopitissimi fermenti. Bene, a Pianopoli hanno preso i Giochi del­ la Gioventù come una palla al balzo: era il modo per fare qual­ cosa, per scuotere qualcuno, per avere l'impressione di essere vivi. Fausto e Felice allora si sono dati da fare. Mi chiedo, adesso, se mai co­ noscete una cittadina perduta della Calabria. Non penso che la possiate conoscere. La gente è povera, le risorse sono po­ che, i contatti con il centro, con Roma, sono difficili, lo sport ar­ riva attraverso gli ultimissimi capillari, venuzze sbiadite che portano soltanto dei palloni da football. Si gioca il calcio, per­ ché il calcio è un gioco univer­ sale, altro non si conosce se non per aver sentito dire o per aver visto in televisione, o per aver letto. Non si sa cosa sia atletica, non si sa cosa sia nuo­ to, il ciclismo è sport ultraso­ nico, la pallavolo ha solo qual­ che seguace che conosce le re­ gole e le applica alla buona. In-


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somma lo sport è quello che si legge sui giornali e basta. Il campo sportivo, beh, quello c'è: ed è uno spiazzo di terra bat­ tuta dove qualcuno in un tempo remoto è riuscito a costruire due porte e una baracca dove ci si possa spogliare. C'è anche una tribunetta di cemento, e questa è storia recentissima che testimonia forse un momento di grande successo della squadra locale. Non c'è altro. Allora voi dite a questa gente abituata a non fare mai lo sport: ragazzi, è il vostro momento, dovete darci dentro perché è da una « mobilitazione generale », da una « presa di coscienza che l'Italia olimpica potrà riprendere il suo cammino... ». Guarda in faccia a questi ragazzi, guardali uno per uno, guarda anche il campo sportivo, e il resto... suc­ cede allora che dentro le parole ti risuonano talmente false e ri­ dicole che non sai più cosa dav­ vero si voglia e se davvero lo si vuole. Ti aspetti che questa gente scrolli la testa, si volti e se ne vada, come ha spesso fatto. In­ vece ci sono due ragazzi che ci credono, che hanno fede nel loro paese, fede anche nello sport, nei Giochi, magari. Sono ragaz­ zi che vogliono avere l'occasio­ ne per dimostrare qualcosa e allora, proprio questi ragazzi, cominciano a girare casa per casa, a chiedere aiuto al mani­ scalco, al fabbro, al falegname, al sindaco, al prete. Scrivono a Roma ai soli che conoscono, e con cui sono già in contatto, quelli del Centro Sportivo Ita­ liano, chiedono un disco, o un dono un disco, o un peso, e qualche maglietta, magari, e un fischietto se è possibile. Vanno anche dal sindaco per la secon­ da volta: bisogna fare la Com­ missione Comunale dei Giochi, quella che dovrebbe fare tutto, ma il problema è largo, non è come in una grande città, qui. Chi si mette nella Commissione? II sindaco ha il suo daffare per tenere il bilanciò in parità, gli altri hanno problemi' personali che si ag­ giungono a quelli del paese: un bar da mandare avanti, un ne­ gozio che pesa... una famiglia numerosa. I ragazzi però riesco­ no ad averla una promessa: « Fa­ te — dicono — e noi se c'è da pagare, pagheremo... ». Fare, va bene, ma che cosa?

Beh, Felice e Fausto hanno fat­ to l'impossibile, hanno mobili­ tato il paese, radunato tutti i ragazzi, messo su biciclette an­ tidiluviane quelli destinati a fare del ciclismo, hanno insegnato a lanciare il peso, a scagliare in qualche modo il disco, a fare le « mosse » per la marcia, a partire nelle gare degli ottanta metri al segnale giusto. Han­ no trovato una rete e due piloni per piazzarli sul corso principale, da un marciapiede all'altro e fare così lo spiazzo per un campo di pallavolo. Poi hanno insistito, scritto, brigato, hanno trascinato fino laggiù per­ fino la televisione, hanno scos­ so l'ambiente facendo discorsi, hanno dato la carica ai ragazzi inventando ogni sorta di cose: il torneo di tennis da tavolo con una platea di pubblico a guar­ dare, la gara di pallavolo pro­ prio all’ora in cui la gente usci­ va dalla messa, la gara cicli­ stica lungo le strade della città. Un vulcano di iniziative e di idee. « Facciamo venire anche gli atleti di Feroleto » dicono. Ed ecco che gli atleti di Fero­ leto arrivano in lunga fila, por­ tando una fiaccola e consegnan­ dola agli atleti di Pianopoli pro­ prio sul confine tra i due co­ muni. E poi la fiaccolata di ri­ torno: con i ragazzi tutti muniti di torce che tornano nella sera verso il loro paese e sembra una

scena da film, e tutto diventa fantastico. Gettate un sasso nel vecchio stagno e qualche cosa succede: a Pianopoli è successo il mare­ moto. Ho visto ragazzi che non ave­ vano mai gareggiato in biciclet­ ta pedalare su pezzi da museo: ce ne era uno che faticava come un arrotino a spingere il suo biciclettone, eppure teneva botta ad altri che avevano biciclette da corsa. Quelli delle biciclette da corsa, naturalmente, hanno poi avuto la meglio, come succede sempre per chi ha i mezzi mi­ gliori, ma il ragazzo-arrotino ha pedalato sull’lzoard per tutta la corsa, ed ha terminato al terzo posto, battendo tanti altri. Ho visto lanciare il disco come una vecchia pignatta, scagliandolo lontano in qualche modo come fosse una grossa piastrella da mettere « a punto ». Ho visto lanciare il peso imitando i cam­ pioni della televisione, il salto in alto quello non lo hanno potuto fare, perché avevano preparato dei cavalletti, non dei « ritti », e diventava tutto estremamente pericoloso: eppure c'erano ra­ gazzi che si provavano a fare la corsa ad ostacoli piazzando i cavalletti in mezzo alla pista. Insomma roba da pionieri, ma con entusiasmo superiore a qualsiasi immaginazione. Ragaz-

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zi che si sentivano finalmente qualche cosa, con il loro numero sulla schiena, e giudici e diri­ genti che correvano di qua e di là, misuravano, segnavano tempi. Ho visto una partenza per gli ottanta metri femminili, al rallentatore, con bambine che si chinavano in terra imitando quello che vedono in televisio­ ne, e che poi avevano quasi dif­ ficoltà a partire, ma ci davano dentro a denti stretti. Se dico bambine, dico una cosa impen­ sabile fino all’anno scorso per Pianopoli. Bambine che corre­ vano allo stadio, ragazze che giocavano nella strada principa­ le a pallavolo! Lo sport femmi­ nile è una conquista sociale per questi luoghi, una conquista che sembrava impossibile: eppure ci sono arrivati. Lo hanno fatto i due ragazzi dei Giochi della Gio­ ventù convincendo le sorelle per prime, e poi le amiche delle so­ relle e poi trascinando tutte le amiche delle sorelle e le sorelle delle amiche in piazza. Per due giorni è stato il caos, la gente per strada, alle finestre. Una mobilitazione di entusiasmo che sulla spinta, sulla molla dei due organizzatori, ha poi trascinato tutti al fianco della loro gioven­ tù, il sindaco che ha fatto il di­ scorso, il parroco che ha fatto il discorso, il vescovo venuto di lontano, e la banda che ha suonato tutto il giorno, e tutti.

Il giorno dei Giochi, faticosa­ mente trascinati da un entusia­ smo crescente, tutti sono stati pronti ad avallare ogni cosa, a dire di sì, a dare il loro ap­ poggio. Ho visto un ragazzino di un­ dici anni, piccolo come uno di sei, trascinarsi per i mille me­ tri della gara di fondo col fiato grosso, con le lacrime agli oc­ chi, fino all'ultimo metro, per poter dire che era arrivato, ul­ timo, ma arrivato. E quando è arrivato, allora l’ho visto tutto illuminarsi, diventare felice, sor­ ridere a tutti, perché aveva vin­ to una battaglia tutta personale ed era contento di averlo fatto. Ho visto un ragazzone di quin­ dici anni vincere la gara di mar­ cia muovendosi alla Pamich. « Ti piace la marcia? » «Mi piace moltissimo, vorrei proprio con­ tinuare a farla... >> Ho chiesto a una bambina: « Ti piace corre­ re? » « Sì, vorrei continuare a fare sport... » Ho chiesto al ra­ gazzo che ha vinto la corsa ci­ clistica: « Vorresti continuare a correre? » « Sì, vorrei proprio... » « Che possibilità ci sono di far­ lo? » « Nessuna... ». Ho visto cosa succede in un centro lontano, della periferia quando qualcuno dice: « Ragaz­ zi da voi ci si aspettano i cam­ pioni del domani... » Ho visto anche che nessuno li può pre­ parare, che il tempo a disposi-

zione per i volonterosi che or­ ganizzano è perduto quasi com­ pletamente alla caccia di qual­ che mezzo, ho visto che in que­ sto modo i campioni non pos­ sono certo esprimersi: perché non hanno tecnica, né scarpet­ te adatte, né mezzi, né piste. Ho visto però che l'entusiasmo è enorme, che il fermento è grande, che se si chiede questi ragazzi dànno, hanno ancora molto da dare, enormi, antichis­ sime riserve di entusiasmo da fare esplodere. Dietro la carta dei risultati' c'è tutta una sto­ ria, ma la carta porta soltanto dei numeri, dei tempi, delle sta­ tistiche e questi numeri affo­ gano i ragazzi della periferia, perché loro hanno l'entusiasmo, ma la tecnica l'hanno invece i ragazzi delle città grandi. E sa­ ranno loro a dividersi la torta. Dietro la scrivania, seduti in poltrona certe cose non si av­ vertono: la scossa elettrica che ha scatenato certi piccoli cen­ tri non si percepisce, l’entusia­ smo arriva ovattato. Allora mi chiedo: è giusto che sia così? Mi chiedo: tutto questo fermen­ to, l'entusiasmo trascinante al quale ho assistito, la grande fe­ sta di sport che sanno mettere insieme due ragazzi con la vo­ glia di fare, la mobilitazione ge­ nerale di entusiasmo che l'idea, soltanto l'idea di poter fare qualcosa per lo sport, ha pro­ dotto, bene, tutto questo lo dob­ biamo gettare alle ortiche. Dire grazie, ragazzi, e finirla là. Per­ ché se non si fa immediatamen­ te qualcosa per salvare il dopo, per puntellare il domani, per garantire che ci sia anche un piccolissimo futuro a queste on­ date di entusiasmo, beh, allora è tutta fatica sprecata. A Pia­ nopoli hanno speso diecimila lire per mettere insieme cento ragazzi-atleti in un paese di due­ mila abitanti, non ci vuole mol­ to per dare continuità alle cose, per continuare nella spinta in avanti: basta prenderne coscien­ za anche dietro le scrivanie del­ la grande città, almeno allo stes­ so modo con cui ne hanno preso coscienza i ragazzi che sono stati chiamati a fare gli atleti da un giorno all'altro, senza scarpette, senza allenatori e sen­ za piste e che hanno gareggiato lo stesso, magari giocando a pallavolo sulla strada in discesa che fa da corso al loro paese.

Enzo Balboni

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Paolo Valenti

mondo dello ■ sport

ilcic! mo Sì

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Non siamo d’accordo con co­ loro che affermano che il Gi­ ro d’Italia di quest'anno, a pre­ scindere dal risultato tecnico, ha affossato il ciclismo con le sue diatribe, coi «gialli», gli ostruzionismi, le polemiche. Il ciclismo, anzi, che sembra­ va superato e seppellito dai tempi, ne ha tratto una nuova dimensione. Solo, si tratta di una dimen­ sione non sportiva. Ora la Federazione non do­ vrebbe più rilasciare tessere proprie, ma avviare molti dei propri aderenti ai sindacati «spetacoli viaggianti», per com­ petenza. Le corse a tappe stan­ no diventando un grande Luna Park, con tutti i fenomeni an­ nessi e connessi, dagli imbonitori al castello dei fantasmi, anche con talune vere prove di forza e di destrezza. Nei mi­ gliori Luna Park ci sono infat­ ti gli spericolati del muro del­ la morte che rischiano abba­ stanza la pelle e ci sono i mi­ suratori di forza o i tiri al ber­ saglio dove, per far accendere

le mille luci o centrare la fiam­ ma di candela, «ci devi saper fare». Tutto però, nelle corse a tappe, come nei pachi diverti­ menti, è sottoposto alla legge dello spettacolo. Tutto lo sport, oggi, è spet­ tacolo. Ma il Giro lo è divenuto in maniera esasperata. E il mo­ tivo è evidente: le corse in bi­ cicletta nude e crude, sono og­ gi veramente superate. Se non ci fosse la coda romantica del­ la generazione di mezzo che crebbe idolatrando Bartali e Coppi, se non ci fossero soprat­ tutto le case industriali e com­ merciali di prodotti vari che intendono avvalersi della «ve­ trina viaggiante» per la pubbli­ cità, state certi che forse que­ sto genere di competizioni nem­ meno si farebbero più. Se vogliamo, quindi, fare del­ lo spettacolo, non resta che proseguire per questa strada. Allora i colpi di scena, come la droga di Merckx con conseguen­ ti indagini, interventi di mini­ stri esteri, fantasmi che sosti­ tuirebbero borracce e simili,

non fanno altro che arricchire legittimamente lo show. E. se non accadessero tali «numeri'», bisognerebbe ingaggiare un gagman per inventarli. Su questo piano, è anche le­ gittimo, anzi «meraviglioso», in­ trodurre nel mondo dello sport, come si fa, personaggi che non lo seguono e nemmeno lo ama­ no, ma vi cercano solo occasio­ nale e facile pubblicità. Questi uomini famosi, meno famosi e no, che dal set o dalla biblio­ teca, raggiungono il proscenio del Giro per dire la loro, sono preziose linfe nuove alla mes­ sinscena e danno quel sapore di «contrasto» che nel «Musi­ chiere» del compianto Riva da­ vano allo spettacolo quei signo­ ri, professionisti, politici, lavo­ ratori, che si cimentavano nel canto improvvisato perché «qui tutti s'ha da canta’». Però, accettato questo, accet­ tata questa nuova dimensione commerciale, propagandistica, da «fratelli Schwartz!», holliwoodiana o quel che volete, dello spetacolo-giro, non bisogna poi — spesso dagli stessi pulpiti — scandalizzarsi per il tipo di co­ scienza sportiva che guida le nostre masse. Non bisogna — spesso dagli stessi pulpiti, ripetiamo— scan­ dalizzarsi se la gente pensa più allo sport che ai problemi reali del Mezzogiorno, se Riva (Gigino) viene chiamato mister mi­ liardo e mezzo, se la nostra partecipazione alle Olimpiadi si basa solo su sforzi isolati e non su una partecipazione di massa al fenomeno, se la gen­ te assalta gli arbitri o fa la rivoluzione por un rigore man­ cato. Vale a dire, se siamo an­ cora un popolo sportivamente antidemocratico.


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lì Alla base di tutto, c'è un equivoco colossale, una aberra­ zione di misura: si trasforma una competizione sportiva in un affare di stato, in un fenomeno macroscopico, in una rete colos­ sale di interessi — e quindi di intrighi — dominata dalle leg­ gi dello spettacolo che sono, legittimamente dal «loro» pun­ to di vista, quelle di rendere la rappresentazione più attraente, più durevole e replicabile, più indimenticabile possibile: natu­ ralmente con l’ausilio degli «ef­ fetti speciali» a cura dei veri signori tal dei tali. Siamo felici quando una vi­ cenda sportiva interessa tutta una nazione, un popolo: è segno di libera scelta, di esatto impie­ go di tempo libero, di onesto sfogo di istinti competitivi in­ sopprimibili che lo sport espri­ me in forma corretta, anche se passionale. Ma quando la vicenda non è che in minima parte sportiva, e non fa che ripetere il cliché dei fatti di ogni giorno, dei ne­ gozi usuali degni ora, allora è veramente assurdo che milioni di persone perdano del tempo a ragionarci su. Allora, se lo sport non ha la funzione socia­ le che deve avere, cioè di sva­ go, di ritempramento di ener­ gie e anche di sfogo passiona­ le, soprattutto di educazione fi­ sica e morale, è veramente do­ loroso sentir parlare con la stessa intensità per le strade — a essere otimisti — della provetta del doping e dei pe­ trolieri nel Biafra. Può essere anche un bene

che per ventiquattro ore un cit­ tadino dimentichi tutto per se­ guire le gesta di un Milan nel­ la Coppa dei campioni: per ven­ tiquattro ore si sfoga a credere in un ideale e questo ridona equilibrio al robot umano tra­ volto dall’arida programmazio­ ne produttiva del lavoro mo­ derno. Ma non si deve ripresentare al «pubblico», sotto la specie sportiva, la stessa pappa masti­ cata ad ogni ora: scandali, elu­ cubrazioni e simili. E' vero che gli scandali van­ no denunciati. Ma se si comin­ ciasse a ridimensionare — se si vuol usare dello sport come mezzo per miglioramento socia­ le — certi fenomeni atletici, sfrondandoli da tanti interessi di spettacolo, editoriali, com­ merciali, da esibizionismi e me­ galomanie, forse gli scandali nemmeno avrebbero luogo di esistere. Morirebbe anche il ci­ clismo, osserva qualcuno. Perché, questa è vita? Sì. ri­ sponde subito. Con queste premesse, ci sem­ bra superfluo disquisire anche noi sulla buona fede di Merckx, sulle tappe bloccate dalla ne­ ve, sulle località da raggiunge­ re perché si deve far loro pub­ blicità e su tante altre cose. Sul piano commerciale e spet­ tacolare da cui si parte, i Giri devono e non possono essere che così. Anzi, di bene in me­ glio. Su quello sportivo e sociale, il discorso è diametralmente opposto.

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il gelato • Adesso, a questi ragazzi, la società darà un premio... Sì, un premio da Milan... Viziarli non conviene. Dunque, ecco qualche lira: si comprino un paio di cra­ vatte alla moda e facciano un mese di vacanza da signori... E poi, sotto di nuovo con il lavo­ ro. Perché un pericolo ce. Non vorrei che si montassero, che pensassero di essere già arriva­ ti. Il calcio è gioco facile, sem­ plice come l’acqua di fonte, ma per praticarlo ad un certo livel­ lo, bisogna sapersi adattare a tutti i sacrifici. E loro, i miei «bocia», devono continuare a lot­ tare... Sarebbe davvero un pec­ cato bruciare tante buone quali­ tà per un gelato, per una scap­ patella notturna, per una ragaz­ zata in più... ». Sono parole di Cesare Maldini, l'ex-capitan Maldini oggi neo­ allenatore diplomato a Coverciano e guida della De Martino del Milan che ha conquistato io scu­ detto italiano. Non sappiamo se Maldini le abbia effettivamente pronunciate, fatto è che la Gaz­ zetta delio Sport dell’11 giugno gliele mette in bocca. Quel che ci piacerebbe sape­ re, invece, è se capitan Maldini si ispira davvero a questi con­ cetti pedagogici per crescere i giovani calciatori che gli sono stati affidati. Ragazzi, siete stati bravi, ec­ covi il gelato. Ma uno solo, veh, che due potrebbero farvi male al pancino... e alla carriera!

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mondo grande e piccolo

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a cura di Giulio Martinucci

ai lavoratori del mondo nel nome di Cristo

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Il Papa a Ginevra

DISCORSO DA CONTESTATORE, il breve, essenziale ma sostanzioso messaggio che Paolo VI ha rivolto all’organizzazione internaziona­ le del lavoro il 10 giugno a Ginevra. L'affermazione può apparire irriverente e farà rabbrividire qualche uomo d'ordine ma se si ha la pazienza di rileggere il testo senza pregiudizi non si può che con­ venirne. E non perché il Papa ha citato Marcuse o perché ha dedi­ cato alcuni minuti del suo ottimo francese a descrivere l'angoscia dei giovani « dinanzi alla tecnocrazia invadente » e il loro rifiuto di una società che non riesce ad integrarli, affermando testualmen­ te che « nell'attuale mutazione del mondo la loro protesta risuona come un segnale di sofferenza e come un appello di giustizia ». La « carica » contestataria è nella concezione cristiana che ispira tutta la moderna ricerca sulle condizioni umane nel lavoro: « ...nel lavoro è l’uomo che è il primo ...è finita la priorità del lavoro sui lavoratori, la supremazia delle esigenze tecniche ed economiche sui bisogni umani ...il lavoro (è) al servizio dell'uomo, di ogni uomo e di tutto l'uomo ». Il Papa l'ha ribadita con forza in un momento in cui, se ci guardiamo bene intorno, tutto sembra negare validi­ tà a quelle affermazioni, sotto il segno, come siamo, di una socie­ tà sempre più accentuatamente tecnocratica e consumistica dove i mali, le deficienze, gli abusi, le ingiustizie, gli avvilimenti per un lavoro degradante sistematicamente voluto, organizzato, imposto, non solo non sono comparsi ma tendono sempre a rinascere. E, con buona pace dei molti cattolici-liberali e corporativi di cui pullula la nostra diletta Italia, Paolo VI ha fatto piazza pulita del vecchio equivoco che i conflitti di lavoro possano trovare una soluzione nel libero gioco della concorrenza economica o in disposizioni ar­ tificiose che piovano dall'alto. Ma la freschezza della testimonianza cristiana che sa interpretare le vere realtà del momento storico sta anche nel suggerimento all'OlT di un panorama d'impegno ancora più vasto. Come finora l'OlT si è battuto in difesa delle categorie operaie meno favorite — ha detto il Papa — così adesso ha il dovere di raccogliere una sfida a dimensione mondiale. E' il problema della partecipazione di tutti i popoli alla costruzione del mondo e del loro diritto allo sviluppo integrale. « E' necessario ormai che voi freniate i diritti dei popoli forti, e favoriate lo sviluppo dei popoli deboli, creando­ ne le condizioni non solo teoriche ma pratiche, di un vero diritto internazionale del lavoro a livello dei popoli ». « E' in gioco — prima ancora aveva affermato — la pace del mon­ do. l'avvenire dell'umanità ...una pace che riposa su una giustizia sempre più perfetta fra tutti gli uomini ». E anche questo richiamo insistente alla giustizia non è che piaccia molto in certi ambienti; è pericoloso e contestativo, di quella contestazione che duemila anni fa venne ad insegnarci un Carpentiere e che, talvolta, ab­ biamo finto di dimenticare, scomoda com’è.

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monologo, dialogo, duologo

a cura di Paolo Andreoli

l’importanza di essere pochi Tutte le applicazioni e le innovazio­ ni tecnologiche ci dicono che il fu­ turo è già cominciato. Dalle imma­ gini della crosta del nostro satelli­ te inviateci direttamente dalle tele­ camere degli astronauti, all'ultimo modello di automobile o di frigori­ fero buttato sul mercato, tutto ci parla di futuro in termini visibili e tangibili. Ma tutto questo nuovo posto sotto i nostri sensi ci fa anche sentire la società in cui viviamo come un ve­ stito ormai troppo stretto che impe­ disce i nostri movimenti più na­ turali. Scopriamo, giorno dopo giorno, co­ me la nostra società sia tutt'ora fondata su una struttura autoritaria, su valori tradizionali che in qualche modo, sono uno schermo, un impe­ dimento al fatto che noi possiamo liberamente, autonomamente entra­ re in quel futuro in cui già si è in­ stallata la tecnologia. Potremmo di­ re che la tecnologia più avanzata, in quest'èra dei calcolatori e dell’elet­ tronica, ci ha sedotti e abbandonati. Vogliamo entrare nel futuro ma, nel­ lo stesso tempo, la nostra energia umana è come incapsulata in un passato che non vuol morire e ci tiene legati a sé. Oggi più che la filosofia, la sociolo­ gia o la psicologia (queste scienze che il sistema sociale ha asservito alla tecnologia) sono i giovani, per un movimento quasi biologico, che hanno dato un colpo al vecchio per diventare una forza di sollecitazio­ ne, assumendo un ruolo di accele­ ramento di un processo di libera­ zione e di crescita che era latente in molti, anche adulti. Ma dare un colpo, anche rude, al vecchio non significa esser già en­ trati nel nuovo. Occorre che esista una coscienza comune, una volontà generale di voler abbandonare quan­ to di inutile, di superfluo, di nega­ tivo esiste ne! vecchio per poter andare oltre. Invece anche fra I giovani, chi sente questa volontà, chi ha questa COscienza è solo una minoranza. (Non sono tanti quelli che dicono: — Cer­ to, molti 'discorsi dei giovani sono veri, sono giusti. Ma la gran massa dei giovani pensa solo a divertirsi.

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ad essere senza pensieri, ad avere tutto e subito senza troppo preoc­ cuparsi di cambiare le cose!). Per me che esista anche una picco­ la minoranza è un fatto molto im­ portante. Bisogna avere il senso del­ le minoranze se si vuol capire qual­ cosa delia storia degli uomini. In questi momenti di cambiamento possiamo vedere due tipi di mino­ ranza: uno, legato ai valori tradizionali, al­ l'autoritarismo. alla forza, che si sente difensore del passato (che è anche il presente!); e questo m'in­ teressa molto poco; l'altro che sente l'urgenza di far di­ ventare il futuro presente: e questo m'interessa molto. Questo tipo di minoranza, rappresentato soprattut­ to dai giovani, cerca di liberare le energie della persona, vuol dare una autonomia creativa a ciascuno, ten­ de ad uno sviluppo umano. Perché i valori espressi da questa minoranza divengano una realtà co­ mune a tutti gli uomini, ci sono due strade. La lezione mi viene dal gio­ vane Gramsci che, nel 1917. scri­ veva in « La città futura »: « ...ac­ celerare l'avvenire significa due co­ se. Essere riusciti a far estendere questa volontà a un numero tale di uomini quanto si presume sia ne­ cessario per far diventare fruttuosa la volontà stessa. E questo sarebbe un progresso quantitativo. Oppure: essere riusciti a far diventare que­ sta volontà talmente intensa nella minoranza attuale, che sia possibile l'equazione: 1 — 1.000.000. E que­ sto sarebbe un progresso qualitati­ vo. Arroventare la propria anima e farne sprizzare miriadi di scintille ». E' questo discorso, mi sembra, che mette in luce l'importanza e il valo­ re di una minoranza che prema per entrare nel futuro. Per passare dal vecchio al nuovo, quindi, non è tanto importante che la metà più uno degli uomini di una società sia decisa per fare il gran passo. E' importante che ci sia una minoranza, anche piccola, che ha la propria anima arroventata. Ma. è di questo tipo la minoranza dei giovani d’oggi?

P. A.

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Che oggi si lavori in gruppo non è una scoperta. Dai bambini dell'a­ silo alle ricerche scientifiche di al­ tissimo livello, niente si fa più da soli. Il lavoro di gruppo è una necessità e una conquista dell’uomo d'oggi. Necessità dettata dalla cre­ scente complessità e vastità delle scienze e dei compiti da affrontare, conquista di una più esatta e pro­ fonda dimensione sociale e comu­ nitaria della persona. Ma sta diventando una moda, con il rischio di veder frequentemente frustrati il significato e i benefici morali e pratici di un lavoro condot­ to in comune. Prendiamo quel par­ ticolare aspetto del lavoro di grup­ po che si riferisce alla discussione, al dibattito, per intenderci alle tan­ te riunioin e incontri di lavoro cui tutti partecipiamo. Una volta era­ no monologhi, poi sono diventati dialoghi, oggi si stanno sempre più frequentemente trasformando in duologhi. Il monologo è fatto da uno che parla ed altri che ascolta­ no; nel dialogo abbiamo uno scam­ bio paritetico di parola e di ascol­ to; il duologo è fatto di molti che parlano e di nessuno che ascolta. Sarebbe facile fare numerosi e di­ vertenti esempi di duologhi in tan­ ti momenti e aspetti della nostra vita sociale; ciascuno ne avrà un ricco campionario personale a di­ sposizione. Il fatto è che lavorare in gruppo, anche inteso come discussione e dibattito, è tutt’altro che facile. Quante volte si è lasciata una riu­ nione con la sensazione, se non la convinzione, di aver perso il nostro tempo e di non aver combinato nul­ la. Eppure si eran dette tante pa­ role! E' uscito recentemente un volu­ metto. intitolato appunto «Lavorare in gruppo», in cinque agili capitoli, con un linguaggio vivace e alia porttata di tutti, passa in rassegna le tappe che si devono superare per giungere ad un vero e proficuo la­ voro di gruppo. Non abbiamo modo di illustrarne dettagliatamente il contenuto, ma ci sentiamo di consigliarlo incondizio­ natamente a tutti i nostri dirigenti e agli stessi giovani delle nostre società. Leggerlo costituirà una sor­ presa e un divertimento, ma servirà soprattutto ad utilizzare meglio un prezioso strumento della nostra crescita personale e della nostra maturazione sociale e comunitaria. ANDRE’ CONQUET, lavorare in grup­ po, Piero Gribaudi Editore Tori­ no, 1959, pagine 86, L. 400.

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la FARI conclude a Massa i suoi campionati nazionali Massa Carrara ha ospitato quest'anno le finali naziona­ li di pallavolo, pallacanestro e tennistavolo della FARI.

Tre campionati, suddivisi ciascuno in gare di campio­ nato e di trofeo (sino ai 17 anni ed oltre) che hanno ac­ ceso di interesse il numeroso pubblico accorso ad assister­ vi in tre sedi: Massa centro per il tennistavolo, Marina di Massa per la pallavolo e Carrara per la pallacanestro.

Gare entusiasmanti al massimo per il valore e la com­ battività delle squadre e delle atlete in gara, che hanno saputo mostrare un gioco veramente eccezionale e di alto livello tecnico.

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Maggiormente seguita la pallavolo, forse per la maggio­ re facilità di affluenza di pubblico in quanto si svolgeva a Marina di Massa, già molto affollata; nel campo coperto del Tennis Club si sono avute punte di oltre cinquecento per­ sone che hanno saputo giustamente apprezzare il bel gioco mostrato dalle ragazze in gara.

La pallacanestro ha avuto una buona affluenza, mentre si può considerare veramente una, sorpresa la nutrita par­ tecipazione delle ragazze al tennistavolo messa in forse dal periodo scolastico particolarmente importante. Cinquan­ ta le finaliste in questa disciplina, con una media di buon livello tecnico, e numeroso pubblico ed applaudire.

I RISULTATI pallacanestro Campionato 1. Edelweiss Bergamo; 2. Vis Nova Cagliari; 3. Amatori Ge­ nova; 4. Pejo Montichiari Brescia. Trofeo 1. Alcione Chiavari; 2. Cucurini Cantoni Lucca; 3. La Vetta Cremona; 4. Vis Nova Cagliari.

pallavolo Campionato 1. Fisa Tifernum Città di Castello; 2. Briantea Como; 3. Max Mara Reggio Emilia; 4. Virtus Ravenna. Trofeo 1. Presolana Bergamo; 2. DAM Marzotto Vicenza; 3. Ultra­ vox Brescia; 4. SCA Prato.

tennistavolo Singolo Campionato 1. Zoroni Nerina (Trieste); 2. DAniello Immacolata (Saler­ no): 3. Bedocchi Giovanna (R. Emilia); 4. Serra Giuseppi­ na (Cagliari). Doppio Campionato 1 Bedocchi-Burani (R. Emilia); 2. Marcuzzi-Cailotto (Vi­ cenza); 3. Taverna-Monopoli (Genova): 4. Zaninetta-Tonetti (Novara). Singolo Trofeo 1. Piantanida Elisa (Novara); 2. Coppetti Santina (Bergamo); 3. Cariando Maria (Genova).

Doppio Trofeo 1. Piantanida-Zaninetta (Novara); 2. Coppetti-Frigerio ( en gamo); 3. Grassi-Dossetti (R- Emilia); 4. Garlando-Ricci (Genova).


tutto NI coppa Enzo Dattilo Non ci è possibile, ogni volta che ci apprestiamo ad ini­ ziare un nuovo atto del Torneo degli Uffici « Enzo Dattilo » organizzato dal Comitato di Benevento, disgiungere la pre­ sente dalle passate edizioni. L’assimilazione graduale dei principi del CSI che sono in definitiva i concetti ispiratori dello sport inteso in sen­ so morale e moderno, ha portato il Trofeo degli Uffici ad un livello tecnico-agonistico-organizzativo invidiabile. Non si è raggiunto l’apice, giacché se'così fosse, si precludererebbe qualsiasi dubbio per i futturi incontri, ma ciò non è molto lontano. Nel 1967 erano 12 squadre al via, ed il successo ar­ rise ai Geometri; arbitrava il sig. Antonio Sbardella. Nel 1968 il Comune riusciva ad aggiudicarsi il Torneo; il diret­ tore di gara, in sostituzione di Concetto Lo Bello era Ful­ vio Pieroni. Oggi, 1969, terza edizione con 16 squadre iscritte divise in due gironi per un totale di ben 56 partite nella fase eie­ minatoria, un ■ tourbillon » di ben 786 giocatori sul terreno del Meomartini, 168 fra arbitri e segnalinei, 4200 minuti di gioco, circa tre mesi di fermento calcistico, una statistica che può ampiamente dimostrare il lavoro che dovrà svol­ gere la commissione giudicante. Il calcio d’inizio è stato dato per la prima volta dal Comm. Generoso Dattilo, il quale ha voluto presenziare di persona alla giornata inaugurale e per il Presidente del CSI rag. Aldo Cusano e tutti i suoi collaboratori è stato un gran­ de onore avere il papà di Enzo, al quale è intitolato il Tor­ neo, sin dal primo giorno. Così agli ordini di Sabatini di Avellino, il Comune e l’Unionbanche hanno dato inizio a questa meravigliosa av­ ventura davanti ad un numerosissimo pubblico che assie­ pava sino aH’inverosimile le scale del Meomartini.

Antonio Buratto

centro olimpia di Ragusa Il Centro Olimpia di A.L. di Ragusa è al suo primo anno di funzionamento e, pertanto si può senz'altro affermare che esso è già presente nell'ambiente sportivo per la sua serietà organizzativa. e per l'impegno che tutto il Comitato Provinciale dimostra. Il Centro ha 145 iscritti, di cui 89 ragazze e 56 ragazzi. All'inizio si è tenuta una riunione formativo-organizzativa alla quale, oltre agli allievi ed ai genitori, è intervenuto S.E. Mons. Pennisi, Vescovo di Ragusa. Nel corso della riunione è stata illustrata la finalità del Centro. E' stata fatta inoltre, dal Direttore del Centro, la proposta di costituire una Commissione, formata dal Diret­ tore stesso, dal Capo Istruttore, da 4 genitori e da 4 allie­ vi, con compiti decisionali sulla vita del Centro medesimo. E' stato effettuato anche un colloquio formativo con i ra­ gazzi. Il Centro ha partecipato al Torneo ■ Salvatore Padua » nell'ambito dei Giochi della Gioventù, sono state effet­ tuate delle gare interne presso il Polisportivo Comunale ed ha infine partecipato al IV Torneo Intercentri di Messina. Il prossimo anno è intenzione di questo Centro di decen­ trare in periferia alcune squadre ed istituire anche il Centro Pulcini, considerato che gli iscritti provenienti dalle scuole elementari non praticano Educazione Fisica.

Giuseppe Sava

UGGÌ fVj ■ ■ Sopra, un momento di una lezione del Centro Olimpia; sot­ to, il gruppo degli allievi con i genitori che seguono attiva­ mente le attività dei propri ragazzi presso il Centro.

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Il Comm. Generoso Dattilo si appresta a dare il calcio di avvio alla III Coppa « Enzo Dattilo ».


coppe “Carlo Dragotto” a Martina Franca ed a Salerno Alla presenza delle Autorità civili e religiose ha avuto luogo a Martina Franca la premiazione delle gare indette per il • I Trofeo Carlo Dragotto ». Nell'ampio salone della Parrocchia di S. Domenico (g.c.) sì son dati convegno diri­ genti sportivi e atleti che hanno dato vita alla manifesta­ zione ottimamente organizzata dalla locale Società Sporti­ va « Olimpia ». in collaborazione col Comitato Provinciale del Centro Sportivo Italiano di Taranto. Ha preso la parola il direttore sportivo del settimanale diocesano « Dialogo ». il dott. Osvaldo Saracino, il quale brevemente si è soffermato sul notevole contributo del Centro Sportivo Italiano alla causa dello sport giovanile. Nel torneo di Pallacanestro Juniores si è imposta l'Olimpia, egregiamente tenuta a bada dall'Esperia; nella Pallacanestro Allievi, invece, ha avuto la meglio su quattro squadre partecipanti il G.S. Antilope avanti all'Esperia, a cui è andata la piazza d'onore. Il torneo di Pallavolo, secon­ do le previsioni, è risultato meritato appannaggio dei ra­ gazzi dell'olimpia, che nella fase iniziale del torneo erano apparsi disorientati e privi di mordente, seguiti sempre dall'Eperia. Nel torneo di Tennis da Tavolo su ventisei par­ tecipanti si è imposto il giovane Giuseppe Balsamo (G.S. Esperia), il quale con la sua prodigiosa tecnica ha reso in­ teressante il torneo.

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Nelle foto a lato: sopra, un momento della premiazione del­ la Coppa « Carlo Dragotto » a Martina Franca: sotto, il Comm, Dragotto tra i giovani atleti partecipanti alla Coppa di calcio « Carlo Dragotto » indetta dal Comitato di Saler­ no, che è stata vinta dall’U.S. Fidia Mercogliano.

« ESTATE 1969 » è il titolo d'una pub­ blicazione uscita in questi giorni che costituisce un manuale completo per chi volesse scegliere in tempo i luo­ ghi e i programmi della sua estate. Prezzi, soggiorni, itinerari in Italia e all'estero, nonché aggiornamenti sui vari tipi di turismo, speleologia, cam­ peggio. visite culturali e artistiche, so­ no indicati nel manuale realizzato uni­ tariamente dal Centro Turistico Giova­ nile (C.T.G.) e dalla Federazione Atti­ vità Ricreative Italiane (F.A.R.I.).

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Le due organizzazioni presentano, in un fascicolo di 176 pagine: numerosi viaggi estivi, studiati appositamente per i giovani con fini culturali e so­ ciali; un elenco completo delle » Case per ferie » esistenti per giovani e fa­ miglie nelle varie zone turistiche di Italia e anche all’estero; una serie di indicazioni utili per la visita dei mag­ giori Paesi d'Europa, passaggi aerei e ferroviari per studenti, e. infine, un elenco aggiornato dei Musei, delle gal­ lerie e degli altri luoghi storico-arti­ stici ai quali possono accedere gratis i soci del CTG e della FARI. « ESTATE 1969 » si può chiedere alla Presidenza del CTG (Via Alberico 11. 35. 00193 Roma) e ogni copia costa 500 lire (da inviare anche in fran­

cobolli).

In uno di questi luoghi potrebbe svolgersi il periodo d’oro della vostra prossima estate. E’ una delle numerose Case per ferie esistenti nei più incantevoli luoghi d'Italia per accogliere — in un ambiente sano e simpatico — voi e le vostre famiglie. Un elenco completo delle Case per ferie, esistenti anche all'estero, corredate dai convenienti prezzi praticati per il soggiorno, è contenuto nella pubblicazione « ESTATE 1969 », realizzata dal CTG e dalla FARI, le due organizza­ zioni di ispirazione cattolica impegnate nella promozione di un più umano ed elevante turismo, specie tra i giovani. « ESTATE 1969 » presenta inoltre numerosi viaggi in Italia e all'estero, nonché una serie di proposte sul campeggio, l’escur­ sionismo, la speleologia, la fotografia, il mare, etc. pagine con copertina a colori, si può chiedere inviando « Estate 1969 », 176 1 500 lire (in assegnoi o francobolli) al: Centro Turistico Giovanile - Via Alberico II, 35 - 00193 ROMA.

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ri. su strada; TRENTO: Campiona io Provinciale su Strada: ROVI­ GO: Gare di propaganda per gio­ vanissimi su pista: SAVELL1: 1& Trofeo Atletico CSI 1969; NAPOLI: io Trofeo Centrosport. su pista. PAVIA: Trofeo Verde 1969: VIT TORIO VENETO: Coppa S. Gottar do 1969, gara campestre di prò paganda; TEMPIO PAUSANIA: Premio Fattada. corsa campestre di propaganda: MANTOVA: Campionato Provinciale Podistico su strada: TERNI: la Coppa della Fiorita, gara di regolarità a Roma, 6 giugno 1969 squadre: FELTRE: la Coppa Boscariz, gara regionale di corsa NOMINA campestre: ENNA: 1» Coppa Maria Si informa che la Presidenza SS. Annunziata: MASSA: la CopNazionale ha nominato il Sig. Al­ pa Caduti Querciolesi. gara po io strada; MESSINA: berto Greganti di Roma. Segre­ distica su tario della Commissione Tecnica Trofeo G. Matteotti, su strada: 1o Nazionale di Atletica Leggera. La Coppa Città di Venetico. su straTrofeo Oratorio CTN. nell’augurare buon lavoro al da; VALTELLINA: LUCCA: Ila Coppa Sig. Greganti. ò è certa ( di poter S. Nicolò; su pista; SESSA *‘ AUcontare sulla sua valida colla- Primavera al un propaganda borazione per u.. potenziamento RUNCA: gara di sempre maggiore della nostra mezzofondo; CREMONA: 1* Edizio­ ne. 2o Trofeo Giacomo Maffei su disciplina. pista: REGGIO EMILIA: XVa Cop­ pa dii apertura su pista: Campio­ REGOLAMENTI NAZIONALI nato Provinciale cat. Ragazzi su Sul numero 9-10 di Stadium del pista; CAGLIARI: Coppa Pasqua 29 maggio u.s. sono usciti in 69. gara podistica su strada; inserto i Regolamenti dei Cam FELTRE: Coppa Città di Feltre Nazionali su pionati pista cat. su pista: LECCO: Trofeo Nado PizAllievi e Juniores. del CompioMASSA: llla Gara zi. su pista; nato Provinciale e Regionale catpodistica interregionale; SPOLE­ e del Campionato Ragazzi podiTO: Staffetta notturna su strada. stlco su strada, Altre copie sono a disposizione RISULTATI OMOLOGAZIONE presso questa CTN a richiesta. A ATTIVITÀ' VARIA cura della Segreteria Generale del CSI sono stati inviati a tut­ MESSINA: io Trofeo Festa del­ ti I Comitati copie dei Regola­ ia Prova TRENTO: Mamma; menti tipo, per i Campionati pro­ la su straprovinciale vinciali o zonali. Altre copie pos­ campionato sono essere richieste a questa da: VITTORIO VENETO: Fase ReCampestre; gionale di Corsa CTN. FELTRE: Coppa Città di Feltre su Tro­ pista: TEMPIO PAUSANIA: GIOCHI DELLA GIOVENTÙ' feo Atletica Primavera 1969: viCamGara Regionale Si Invitano I Comitati che han- GEVANO: XVa no organizzato> o che oraganizza- pestre; REGGIO EMILIA: ROno prove atletiche per i Giochi Coppa d d'Apertura ’Apertura su pista; Gioventù a Provinciale della notificare an- VIGO: Campionato questa CTN che a I regolamenti Giovanissimi su pista: BRINDISI: ed I risultati delle prove stesse. Gara su pista; di propaganda COSENZA: io Trofeo Pasqua delAPPROVAZIONE REGOLAMENTI l'atletica su pista: MASSA CARGIOCHI DELLA GIOVENTÙ' RARA: 1»» Coppa Caduta Guercio-

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palla ea, nostro

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comunicato n. 10

PAGANI:

Trofeo

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APPROVAZIONE REGOLAMENTI I ATTIVITÀ' VARIA ORVIETO:

Staffetta

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lesi.

IL SEGRETARIO Alberto Grecanti

IL PRESIDENTE Aldo Cappellini

comunicato n. 18 Roma. 6 giugno 1969

CAMPIONATI

NAZIONALI

La C.T.N. risultati:

DI

Pallacanestro,

PALLACANESTRO

visti

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referti

di

gara,

omologa

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seguenti

Categoria Allievi

Ricciardi Taranto G.S. Stelle Marine Ostia 53-72 (arb. Jurman. Giorgetti) U.S. Immigrati S. Luigi Torino - U.S. Vulcal Bologna 47-74 (arb. Burcovich. Brondi) G.S. Stelle Marine Ostia U.S. Immigrati S. Luigi 69-48 (arb. Vitolo. Esposito) G.S. Vulcal Bologna - Ricciardi Taranto 80-53 (arb. Cagnazzo. Martellini) U.S. Immigrati S. Luigi Torino U.S. Ricciardi Taranto 58-40 (arb. Cagnazzo. Esposito) G.S. Stelle Marine Ostia • U.S. Vulcal Bologna 65-58 (arb. Vitolo, Jurman) U.S.

Classifica finale Stelle Marine di Ostia 3 3 0 0 206 159 6 Vulcal di Bologna 3 2 0 1 212 165 S. Luigi Immigrati Torino 3 1 2 153 0 183 2 Ricciardi di Taranto 3 0 0 3 156 210 0 Il G.S. Stelle Marine di Ostia viene proclamato Campione Nazionale del C.S.I. 1969. Categoria Allievi Pallacanestro. L’Atleta Petroncini Francesco dell'U.S. Vulcal di Bologna, risulta 1° classificato fra i realizzatori di tiri liberi con una percentuale del 71%.

Categoria Juniores G.S. Aquila Cagliari • U.S. Libertas Trieste 29-72 (arb. Vitolo. Cagnazzo) U.S. Calasanzio Genova • CR. Palmieri Foggia 46-17 (arb. Martolini. Esposito) U.S. Libertas Trieste - CR. Palmieri Foggia 79-36 (arb. Giorgetti. Brondi) G.S. Aquila Cagliari • U.S. Calasanzio Genova 44-43 (arb. Burcovich, Jurman) G.S. Aquila Cagliari CR. Palmieri Foggia 67-36 (arb. Brondi. Giorgetti) U.S. Libertas Trieste • US Calasanzio Genova 59-43 (arb. Burcovich. Martolini) Classifica finale Juniores

Libertas di Trieste 0 3 0 210 3 108 6 Aquila Cagliari 140 0 1 3 2 151 4 Calasanzio Genova 0 2 3 1 132 120 2 Palmieri Foggia 0 0 3 3 89 192 0 L'U.S. Libertas di Trieste è proclamata Campione Nazionale del C.S.I. per il 1969. Categoria Juniores Pallacanestro. L’Atleta Costantino Emilio (Libertas Trieste), risulta 1° classificato _______ _ fra i realizzatori di tiri liberi con una percentuale del 1*80%. La C.T.N. Pallacanestro desidera, nella circostanza, far giungere a tutte le Società, i Comitati. I dirigenti. I tecnici e gli atleti, che fin dalla fase provinciale hanno partecipato e reso possibile questa mani­

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2) U.S. S. PAOLO - U.S. JUVENTINA 2-1 (2-15 - 16-14 15-3) (arbitri Masella - Morelli - Morino). 3) U.S BALDUINA - U.S. S. PAOLO 2-1 (15-5 ■ 4-15 15-10) (arbitri Masella - Morelli). IL PRESIDENTE (arbitri MoUmberto Garcca 4) LIBERTAS TACITO ■ U.S. JUVENTINA 2-0 (15-2 - 15-3) relli - Masella). 5) U.S. BALDUINA - U.S. JUVENTINA 1-2 (15-13 5-15 15-17) (arbitri Morelli • Masella). 6) LIBERTAS TACITO - U.S. S. PAOLO 1-2 (15-10 4-15 2-15) (arbitri Morelli - Paccianl). Masella CLASSIFICA FINALE 69 2 1 1) POL. LIBERTAS TACITO di Terni 3 5 2 I81 4 87 3 1 2) U.S. S. PAOLO di Cagliari 2 4 93 I 4 5 3 3) U.S. BALDUINA di Roma 1 2 95 3 5 I93 2 4) U.S. JUVENTINA di Fano 3 2 1 3 82 5 I 98 2 Polisportiva Llbertas Tacito, ammessa alla finale nazionale.

(«stazione, I più sinceri ringraziamenti ed I fervidi voti augurali raggiungimento di sempre più importanti traguardi futuri. IL SEGRETARIO Angelo Raineri

comunicato n. 14 Roma, 19 maggio 1969

CAMPIONATI NAZIONALI Omologazioni Fasi Interregionali JUNIORES Pre-Eliminatorle TERNI 1) U.S. BALDUINA - U.S. S. MASSIMO 3-0 (15-4 • 15-4 Toscanella - Benvenuti - Gabriele). CLASSIFICA FINALE 3 0 45 1) U.S. BALDUINA 1 1 0 0 3 2) U.S. S. MASSIMO 1 0 1 20 U.S. Balduina ammessa fase interregionale.

15-12)

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II

Concentramento di Trento 1) U.S. IGNIS ROVERETO ■ U.S. OLIMPIA 2-0 (15-6 - 15-6) (arbitri Bian­ chetti ■ Zanchl - Candelma). 2) G.S. VV. F. FERRONI - C.S.E.N. 2-1 (15-4 11-15 15-12) (arbitri Zanchl - Bianchetti - Candelma) 3) G.S. VV. F. FERRONI • U.S. IGNIS 2-0 (15-1 - 15-3) (arbitri Bianchetti ■ Zanchi ■ Candelma). 4) U.S. OLIMPIA ■ C.S.E.N. 2-1 (15-7 - 4-15 - 16-14) (arbitri Zanchl - Bian­ chetti - Candelma). FERRONI ■ U.S. OLIMPIA 2-1 (15-4 5) G.S. VV. 15-9) (arbitri Blanchettl ■ Zanchi - Borile). 6) C.S.E.N. - US. IGNIS ROVERETO 2-1 (9-15 15-9 ■ 15-11) (arbitri Zanchl - Bianchetti • Borile). CLASSIFICA FINALE 1) G.S. VV. F. FERRONI di Verona 3 3 0 6 1 101 48 6 2) C.S.E.N. di Piacenza 1 2 4 3 5 106 111 2 1 4 2 3 3 69 81 3) G.S. IGNIS ROVERETO 2 1 2 3 4) U.S. OLIMPIA Gorizia 5 2 2 60 96 (arbitri G S. VV. F. Ferronl di Verona, ammessa alla finale nazionale.

Concentramento di Taranto 1) G.S. CUeL NORMANNI - U.S. STELLA AZZURRA 2-0 (15-9 15-5) (arbitri De Vincentis - Monticelli - Aiello). 2) U.S. DON DI MAGGIO - G.S. S. FRANCESCO 2-0 (15-7 - 15-3) (arbitri Delfino - Aiello • De Vincentis). Pre-EIIminatorle 3) G.S. CUeL NORMANNI - U.S. DON DI MAGGIO 2-0 (15-13 - 15-6) (arbitri MOLFETTA Delfino - De Vincentis - Monticelli). 1) U.S. DON DI MAGGIO U.S. FOLGORE 3-0 (15-0 • 15-2 - 16-6) 4) U.S. STELLA AZZURRA - G.S. S. FRANCESCO 2-0 (15-9 - 15-0) (arbitri (arbitri Ouacquarelli Solimin Spaccavento). Aiello • Monticelli • De Vincentis). CLASSIFICA FINALE 5) U.S. STELLA AZZURRA - U.S. DON DI MAGGIO 2-1 (10-15 - 15-9 - 15-11) 0 8 45 1) U.S. DON DI MAGGIO 110 3 2 (arbitri Monticelli - Delfino - Aiello). 8 45 0 2) U.S. FOLGORE 1 0 1 0 :3 6) G.S. CUeL NORMANNI - G.S. S. FRANCESCO 2-0 (15-9 15-0) U.S. Don DI Maggio ammessa alla finale nazionale. (arbitri Aiello - Monticelli - Delfino). Concentramento di ROMA CLASSIFICA FINALE 1) U.S. BALDUINA - LIBERTAS TACITO 0-2 (13-15 - 11-15) (arbitri Morelli - 1) G.S. CUeL NORMANNI di Aversa 3 3 90 0 6 0 42 6 74 4 84 4 Masella - Piergentill). 2) U.S STELLA AZZURRA di Catania 3 2 1 3

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lui: lo scooter degli anni ’7O che anticipa / le soluzioni del futuro (

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È nato infatti dalla collaborazione dei progettisti della Innocenti con uno stilista famoso nel mondo: Bertone. Ma, per giudicarlo veramente, dovete provarlo. Lo troverete in tanti colori e in due versioni: LUI 50 che si può guidare anche a 14 anni senza targa e senza patente; LUI 75 s che raggiunge gli 80 Km all’ora ed è omologato per due persone.

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2 OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI REGIONALI CAMPIONATI NAZIONALI 0 CALABRIA: Allievi comit. part. 3 ha vinto U.S. Candelora di Reggio Calabria; Juniores comit. part. 2 ha vinto U.S. S. Francesco‘Idi Reggio Calabria; CAMPANIA: Allievi comit. part. 3 ha vinto G.S. S. Bartolomeo Concentramonto di Piacenza 1) U.S. RECOARO S. PAOLO - POL.VA S. SALVATORE 2-0 (15-5 15-3) di Eboli; Junio/es comit. part. 3 ha vinto G.S. CUeL Normanni di Aversa: MARCHE: Allievi comit. part. 2 ha vinto U.S Baby Brummel di Falco­ (arbitri Maurilll - Toni - Leccacorvi). vinto U.S. Juventina di Fano; PUGLIE: 2) U.S. CSI MILANO - G.S. W. F. GRASSI 2-0 (15-13 - 15-7) - (arbitri nara; Juniores comit. part. 3 ha Allievi comit. part. 5 ha vinto G.S. Fides Trlgglano di Bari; Juniores Toni - Marchesi - Leccacorvi). 3) POL.VA S. SALVATORE - U.S. CSI MILANO 2-0 (15-7 • 15-13) (arbitri comit. part. 6 ha vinto G.S. Don Di Maggio di Gioia del Colle (Bari); SARDEGNA: Allievi comit. part. 1 - G.S. S. Paolo di Cagliari; Juniores Marchesi - Maurilll • Malchiodi). 4) G.S. VV. F. GRASSI - U.S. RECOARO S. PAOLO 2-1 (12-15 - 15-9 - 15-6) comit. part. 3 ha vinto G.S. S. Paolo di Cagliari; SICILIA: Allievi comit. part. 4 ha vinto U.S. Universal di Catania: Juniores comit. part. 11 ha (arbitri Maurilll - Toni - Leccacorvi) 5) U.S. CSI MILANO - U.S. RECOARO S. PAOLO 2-0 (15-13. ■ 15-9) vinto U.S. Stella Azzurra di Catania; TOSCANA: Allievi comit. part. 5 ha vinto G.S. Folgore di S. Miniato (Pisa); VENETO: Allievi comit part. 5 (arbitri Toni - Malchiodi - Regondi). 6) POL.VA S. SALVATORE - G.S. VV. F. GRASSI 2-1 (15-10 - 9-15 • 15-13) ha vìnto U.S. Internato Ignoto di Padova; Juniores comit. part. 6 ha vinto U.S. Ferronl di Verona. (arbitri Marchesi - Toni • Malchiodi). CLASSIFICA FINALE 1) U.S. RECOARO S. PAOLO di Torino 3 0 6 1 102 60 6 MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE 3 67 4 Approvazione Regolamenti 2) POL.VA S. SALVATORE di Chiavari 3 2 4 3 58 1 4 3) G.S. VV. F. GRASSI di Massa 4 2 98 101 1 2 3 CAGLIARI: Coppa M. Auxillatrice; CARPI: 2° Torneo Città di Carpi; 4) U.S. CSI MILANO di Milano 0 0 90 0 62 3 3 6 CREMA: Torneo notturno S. Carlo; FAENZA: 5° Torneo notturno; CUNEO: U.S. Recoaro, ammessa alla finale nazionale. Torneo interbancario ed aziendale; GUBBIO: 1° Torneo Ipsia Sport; Torneo Giovanissimi; IGLESIAS: Campionato Pallavolo; 3a Coppa Pri­ ALLIEVI mavera; ORISTANO: Torneo Propagandistico; ROMA: 1a Coppa Don Orione; Conccntramento di Nicastro TEMPIO PAUSANIA: Torneo Premio Figarolo 1969; Campionato Maddale1) U.S. UNIVERSAL - U.S. CANDELORA 2-0 (15-3 15-8) (arbitri Scan- nino; TERNI: 2a Coppa S. Giovenale. napleco • Vesci • Locane). Omologazione risultati CLASSIFICA FINALE 1) U.S. UNIVERSAL di Catania 1 1 0 0 30 11 2 2 AVERSA: Torneo G. Boniperti sq. part. 5 ha vinto A.S.C.I.; IGLESIAS: 2) U.S. CANDELORA di Reggio Cai. 1 0 1 0 30 0 2 11 3a Coppa città di Iglesias sq. part. 7 ha vinto Istituto Minerario; OSTUNI: U.S. Universal, ammessa alla finale nazionale. 10 Torneo CSI sq. part. 4 ha vinto G.S. Jeunesse. 3) G.S. DON DI MAGGIO di Gioia del Colle 3 1 2 4) G.S. S. Francesco di Reggio Calabria 3 0 3 G.S. CUeL Normanni ammessa alla finale nazionale.

3 0

4 6

84 28

Concentramento di Temi 1) BABY BRUMMEL - ASSCI 2-0 (16-9 - 15-10) (arbitri Tanara Benvenuti). CLASSIFICA FINALE 0 0 2 1) U.S. BABY BRUMMEL di Falconara 1 1 0 1 2 2) ASSCI 1 0 U.S. Baby Brummel ammessa alla finale nazionale.

80 90

CORSI TECNICI

Durante

Approvazione Corsi 30 19

19 30

Arbitri: MANTOVA NICASTRO - NOTO 2 Allenatori: CREMONA - ROMA. 0

VIGEVANO.

RATIFICA ESAMI

Concentramonto di Napoli 1) U.S. FIDES - U.S. S. BARTOLOMEO 0-2 (13-15 - 15-17) (arbitri Marotta Terracciano • Morana). U.S. OSTIA S.C. 2-0 (15-7 15-2) (arbitri Nugnes Ma2) U.S. FIDES rotta Signudi). S. BARTOLOMEO 2-0 (15-11 ■ 15-5) (arbitri 3) U.S. OSTIA S.C. - U.S. l Nugnes Terracciano) - Signudi). CLASSIFICA FINALE 4 44 1) U.S. S. BARTOLOMEO di Eboli 2 2 0 0 62 4 2 2) U.S. FIDES di Triggìano 2 1 1 58 41 2 2 0 3) U.S. OSTIA S.C. di Roma 2 0 2 4 25 60 0 U.S. S. Bartolomeo ammessa alla finale nazionale.

Visti i verbali d'esame la C.T.N. ne ha omologato 1 risultati ed ha nominato Arbitri CSI i seguenti signori: — con anzianità 30 marzo 1969: MANTOVA: Baroni Enzo, Feraboli Gianni, Mazzoni Franklin, Botturi Ettore; — con anzianità 18 aprile 1969: NICASTRO: Locane Agostino. Giglioni Franco, Canzoniere Franco. Saturno Franco. Porchia Franco. Vesci Antonio. Nicolazzo Franco. Esposito Fausto. Nanci Felice. Moscaro Francesco; — con anzianità 22 aprile 1969: NOTO: Bosco Giuseppe. Bianca Seba­ stiano. Parisi Carmelo. Finocchiaro Angela. Senia Maria. Visti i verbali d esame la C.T.N. ne ha omologati I risultati ed ha nominato Allenatori CSI ì seguenti Signori con anzianità 12 maggio 1969: ROMA: Scirè Ingastone Francesco, Saladini Piero. Restaino Raffaele. Concentramento di Pisa Galeri Claudio. Avalle Giovanni. Detta fase non ha avuto luogo per la mancata presentazione delle RINNOVO TESSERE TECNICI CSI STAGIONE 1968-69 Arbitri: CREMONA: Agarossi Carlo. Ceruti Guido. Compianl Pier U.S. S. Paolo di Cagliari e U.S. Folgore di S. Miniato (Pisa). Di conse­ guenza l'U.S. Ansaldo Dop. Inter. ha acquistato il diritto ad accedere Ettore, Dotti Luciano. Galli Luigi, Grandi Giorgio. Guerreschi Clevio. Nevianl Claudio. Baderna Daniele, Baderna Manuela. Cervini Diego. Dalla alla finale nazionale. Donne Ferdinando. Siena Luigi, Siila Mario; SPOLETO: Gallucci Augusto. Conccntramento di Modena 1) U.S. S. PAOLO - U.S. IGNIS ROVERETO 2-1 (11-15 15-10 • 15-8) IL PRESIDENTE (arbitri Piccinini - Zagni - Pizzetti). Filippo Dragotto 2) U.S. S. PAOLO - G.S. VV. F. CASADIO 2-0 (15-5 - 15-3) (arbitri Zagni - Piccinini Morselli). 3) G.S. VV. ’ CASADIO - U.S. IGNIS ROVERETO 2-0 (15-1 ■ 15-3) (arbitri Piccinini - Zagni • Morselli). CLASSIFICA FINALE 1) G.S. VV. F. CASADIO di Ravenna Ravenna 2 4 4 2 0 0 60 12 2) U.S. IGNIS ROVERETO di Rovereto Rovereto 2 1 1 2 45 3 63 2 3) U.S. S. PAOLO di Torino 2 0 2 1 41 71 4 0 Roma, 10 giugno 1969 G.S. VV. F. Casadio ammessa alla finale nazionale. 1) U.S. ENAOLI- U.S. CSI MILANO 1-2 (2-15 15-13 10-15) (arbitri Sacchi - Garruti - Brunoni). CAMPIONATI NAZIONALI OMOLOGAZIONE FINALI NAZIONALI 2) G.S. INTERNATO IGNOTO - U.S. ENAOLI 2-0 (15-4 - 15-8) (arbitri Gar­ ALLIEVI ruli - Sacchi - Brunoni). 11-15), arbitri: U.S. S. Bartolomeo U.S. Baby Brummel 0-2 (9-15 3) U.S. CSI MILANO - G.S. INTERNATO IGNOTO 2-0 (15-8 • 15-7) (arbitri Faustini, Barca. Angeli Sacchi - Garruti Garruli - Boner). U.S. CSI Milano - Dop. Int., Ansaldo 2-0 (15-9 - 15-10), arbitri: Facchettin, CLASSIFICA FINALE Tanara. Pierucci. 4 73 4 U.S. Universal 1) U.S. CSI MILANO di Milano 2 2 1 42 0 11-15), arbitri: Pierucci. G.S. VV.F. Casadio 0-2 (10-15 2) G.S. INTERNATO IGNOTO di Padova 1 1 2 2 45 42 2 2 Mancini. Angeli 4 1 1 39 73 3) U.S. ENAOLI di Trieste 2 0 0 Dop. Int. Ansaldo - U.S. Universa! 2-0 (15-16 15-12), arbitri: Faustini. U.S. CSI Milano ammessa alla finale nazionale. Mancini. Tanara. U.S. Baby Brummel - U.S. CSI Milano 2-1 (9-15 15-6 - 15-7). arbitri: PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI Facchettin. Faustini. Ba.c Barca. U.S. VV.F. Casadio - U.S.. S. Bartolomeo 2-0 (15-2 - 15-8). arbitri: Tanara, Sospensione a termine ad allenatore Mancini, Martinìani. Si sospende fino al 31 luglio 1969 l'allenatore Bianchi Pier Guglielmo U.S. CSI Milano • U.S. S. Bartolomeo 2-0 (15-2 - 15-6). arbitri: Mancini. del G.S. VV. F. Grassi di Massa Carrara per aver espresso ad alta voce Barca. Faustini. apprezzamenti per nulla lusinghieri sul CSI e sugli arbitri; e per aver U.S. Universal - U.S. Baby Brummel 2-1 (10-15 • 15-9 15-10). arbitri: tenuto, al termine dell'incontro VV. F. Grassi - U.S. Recoaro S. Paolo Signudi. Faustini. Mancini. e per tutto II resto della fase interregionale, un contegno Irriguardoso nei Dop. Int. Ansaldo - G.S. VV.F. Casadio 2-0 (15-1, 15-7). arbitri: Barca, confronti degli arbitri e della Commissione Esecutiva in campo, rifiutandosi, Facchettin. Signudi. altresì, di lasciare l'area di rispetto sia su richiesta dell'arbitro che del U.S. Baby Brummel Dop. Int. Ansaldo 2-0 (15-12 15-2), arbitri: Facpresidente della Commissione Esecutiva in campo. Intralciando così il chettin. Barca. Angeli. regolare svolgimento della manifestazione. U.S. S. Bartolomeo - U.S. Unlversal 0-2 (10-15 3-15). arbitri: Faustin. Mancini, Crobeddu. Sospensione a termine cd atleti G.S. W.F. Casadio - U.S. CSI Milano 2-0 (15-7 - 15-11). arbitri: Barca. Si sospendono da ogni attività fino al 5 giugno 1969 gli atleti Poli Signudi. Crobeddu Aldo Alberto e Papuccl Marco del G.S. VV. F. Grassi di Massa Carrara, U.S. Universal - U.S. CSI Milano 1-2 (15-12 8-15 10-15). arbitri: che durante lo svolgimento della fase interregionale di Piacenza si rifiu­ Signudi. Facchettin. Mancini. tavano. nel corso della disputa dell'incontro CSI Milano - Recoaro S. Paolo. Dop. Int. Ansaldo - U.S. S. Bartolomeo 2-1 (10-15 - 15-11 15-11). arbitri: di togliersi dal campo di gioco, intralciando lo svolgersi della manifesta­ Tanara. Mancini, Faustini. zione. inoltre, durante lo stesso Incontro, dileggiavano I giocatori del U.S. Baby Brummel - G.S. W.F. Casadio 1-2 (7-15 - 15-12 ■ 6-15). arbitri: G.S. Recoaro S. Paolo, cercando chiaramente di provocarli. Signudi. Barca. Mancini.

comunicato n. 15

OMOLOGAZIONE RISULTATI NAZIONALI

FASI PROVINCIALI

BERGAMO: Allievi sq. part. 6 ha vinto U.S. Patronato S. Juniores sq. part 10 ha vinto G.S. Celana; GENOVA: Allievi sq. vinto G.S. Ansaldo Dop. Int.; Juniores sq. part. 4 ha vinto lloborse VBC; MELFI: Juniores sq part. 4 ha vinto U.S. Folgore:

Juniores sq. part. 8 ha vinto G.S.

Mlanl.

CLASSIFICA 1) G.S. W.F. Casadio (Ravenna) 5 5 2) G.S. Baby Brummel (Ancona) 5 3 Vincenzo; 3) U.S. Universal (Catania) 3 5 part. 4 ha 4) U.S. CSI Milano (Milano) 5 3 U.S. Giu- 5) Dop. Int. Ansaldo (Genova) 1 5 TREVISO: 6) U.S. S. Bartolomeo (Eboli) 5 0 (•) Quoziente set

E ZONALI AUT. CAMP.TI

0 2 2 2 4 5

10 1 8 5 7 5 7 5 4 9 1 10

162 161 159 148 99 83

85 149 137 129 157 160

10 6C) 60 60 2 0

37


JUNIORES G.S. Auxlllum Recoaro - CUeL Normanni 2-0 (15-6 - 15-8), arbitri: Barca, Facchettin. Angeli. G.S. W.F. Ferronl - G.S. Libertas Tacito 1-2 (11-15 • 15-10 - 10-15), arbi­ tri: Mancini, Barca. Angeli. CUeL Normanni - W.F. Ferronl 1-2 (15-11 12-15). arbitri: Man10-15 clnl. Facchettin, Faustlnl. G.S. Llb. Tacito • G.S. Aux. Recoaro 2-1 (5-15 - 15-11 - 15-7), arbitri: Mancini. Signudi, Barca. 10-15). arbitri: FacG.S. W.F. Ferronl - G.S. Aux. Recoaro 0-2 (9-15 chettln. Barca. Angeli. CUeL Normanni - Lib. Tacito 2-0 (15-12 - 15-9). arbitri: Facchettin. Manclnl. Slgnudl.

Spareggio: G.S. Aux. Recoaro - G.S. Libertas Tacito 2-1 (15-7 • 13-15 tri: Signudi. Mancini. Barca.

15-12). arbi-

Classifica 1 68 1) G.S. Auxlllum Recoaro (Torino) 3 2 5 2 93 40 4 4 2 96 1 99 2) G.S. Libertas Tacito (Terni) 3 40 4 3) CUeL Normanni (Aversa) 3 1 2 81 2 3 92 1 4) G.S. W.F. Ferroni (Verona) 3 3 5 96 107 2 2 (•) Dopo spareggio Viste lo classifiche finali la C.T.N. proclama Campioni Nazionali C.S.I. per la stagione agonistica 1968-69: per la categoria Allievi il G.S. W.F. Casadio di Ravenna per la categoria Juniores il G.S. Auxlllum Recoaro di Torino A conclusione del Campionato Nazionale la C.T.N. formula al Diri­ genti, tecnici ed atleti delle due squadre campioni I più vivi compli­ menti per la meritata affermazione, e nel contempo desidera esprimere a tutte le altre squadre partecipanti alla finale un vivissimo plauso per il loro Impegno agonistico e per lo spettacolo edificante di correttezza sportiva, di lealtà e di fraternità offerto durante l'arco delle partite. Desidera altresì ringraziare vivamente gli Organi Centrali della FIPAV per la preziosa collaborazione, I Componenti della Commissione Esecutiva In campo e l'Arbitro internazionale Facchettin, gli Arbitri di Ruolo Nazionale Faustinl. Barca, Tanara, Mancini, Slgnudl Giuseppe, e gli Arbitri FIPAV locali Angeli, Pierucci, Martinlanl e Crobeddu per aver assolto con oculatezza, competenza e tatto II difficile compito loro affidato. Esprime infine un vivo ringraziamento al Comitato di Foligno per la perfetta organizzazione della manifestazione. \/ I

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boc ce comunicato n. 2 9

Giugno

1969

CAMPIONATO NAZIONALE SI rivolge Invito a tutti I comitati di dare inizio alla fase provinciale e zonale autonoma del campionato. Possono partecipare ial carripionato le due categories di Al­ lievi e Adulti nelle formazioni di Singolo e di Coppia. Il campiona­ to sarà retto dal regolamento tec­ nico nazionale FIGB con punto, raffa e volo e da quello Interna­ zionale UBI con punto e boc­ ciata di volo. I Comitati sono pertanto Iliberi di adottare l'uno o l’altro■ sisterna di gioco, La fase provinclale e zonale autonoma dovrà concludersi entro il 31 luglio p.v.

AMMISSIONE NAZIONALE

ALLA

FINALE

Avranno diritto a partecipare alla finale nazionale gli ALLIEVI e gli ADULTI primi classificati nelle formazioni di SINGOLO e di COPPIA della fase provinciale e zonale autonoma. SI precisa al riguardo che per ovvie ragioni i vincitori delle formazioni di SIN­ GOLO non potranno far parte delle formazioni di COPPIA.

RICHIESTA TECNICI

DI

U.S. Pio U.S. Aldo

BARI: cat. Allievi: BRINDISI: cat. Allievi; NARDO': cat. Dilettanti; LIVORNO: cat. Allievi; VIGEVANO: cat. Giovanissimi . A • o • B »; LODI: cat. Giovanissimi.

■ Premio Blsarclo 1969 ■; Torneo C. Ferrini 1969; Trofeo Blu; ORISTANO: Trofeo Blu, cat. . A • e ■ B ■; PRATO: 1. Coppa Mezzana Sport: VOLTERRA: Targa Primavera 1969; Campionato Gio­ vanissimi cat. • A *. e ■ B *; 2. Coppa Ricreativa 1969; VE­ RONA: 1. ■• Coppa Primavera ■, cat. Giovanissimi; 1. Torneo not­ turno Comune S. LuGiovanni patolo; 1. Torneo notturno . Cit­ tà di Asparetto •; 1. Trofeo •: Campar!; 1. Trofeo Castelnuovo del Garda; 1. Trofeo Signorini; VICENZA: 6. Torneo notturno Interparrocchlale Schio; 2. Torneo notturno ■ Trofeo Don O. Ucclnl di Thiene; 4. Torneo primaverile • Città di Schio ■; 2. Trofeo • Val­ lata dell'Agno •; Torneo ricreati­ vo serale ■ Loonlcena ■; LIVOR­ NO: Trofeo ■ J. e R. Kennedy •; SANREMO: Coppa U.S. Rlvose.

APPROVAZIONE TORNEI

ORGANIZZAZIONE CORSI ARBITRI

ELIMINATORIE DEL 18-5-1969

INTERREGIONALI

FRIULI: U.S. Tomadlnl di Udìne); TRENTINO: (U.S. Calllano di Trento) 0-1; PUGLIE: (G.S. S. D. Savio di Acquavlva delle Fonti): LUCANIA: (U.S. Savoia A di Melfi) 2 - 0. APPROVAZIONE CAMPIONATI

REGOLAMENTI

**

IL PRESIDENTE Filippo Dragotto

Roma,

no: TEMPIO: vincente IX di Olbia; TORINO: Porta di Dibassano.

REGOLAMENTI

Come fatto più volte presente I comitati e le Unioni Sportive dipendenti, se necessario, possono rivolgere richiesta di regolamenti tecnici al Rappresentanti loca-

li della UBI e dell'ENAL-FIGB I quali, in conformità alle convenzloni in vlgore, forniranno tutta l'asslstena per i nostri organizzati.

RATIFICA COMMISSIONI TEC­ NICHE PROVINCIALI E ZONALI

Sono state ratificate le composizioni delle Commissioni Tecniche di: BENEVENTO. ACQUI, AVELLINO, LODI, “ MANTOVA. MILANO, L MOJ, NOVARA. DENA, MORBEGNO. SORA. PINEROLO,, ROMA. L IL SEGRETARIO Franco Boslo

IL PRESIDENTE Angolo D'Ovldio

cal ciò

comunicato n. 18 Roma, 3 giugno 1969

OMOLOGAZIONE RISULTATI FASI PROVINCIALI E ZONALI CAMPIONATO JUNIORES R. CALABRIA: vincente U.S. B. Alesclo; CATANZARO: U.S. Invieta V.; POZZUOLI: G.S. San Artema; R. EMILIA: U.S. CSI S. Ilarlo; BER­ GAMO: U.S. Virtus Rovere: LO­ DI: U.S. Laudense; CREMONA: U.S. Gilbertlna di Soresina; PA­ VIA: U.S. Mlrabellese; VIGEVA­ NO: G.S. Zeme; MATERA: U.S. San Pio X; MELFI: U.S. Savoia A.; MACERATA: U.S. D. Orione di S. Severino: ORISTANO: G.S. Don Bosco; TRENTO: U.S. Callla-

REGOLAMENTI

R. CALABRIA: Trofeo Coppa Lo­ reto; PAGANI: 1. Trofeo Città di Nocera; SALERNO: 2. Torneo Aziendale: ■ Enzo Dattilo ■; BOLO­ GNA: Torneo Dilettanti; Torneo Pre-Ju; Torneo Mascarino; CAR­ PI; 5. Torneo Notturno; CESENA: Torneo notturno ■ 1. Trofeo SaiFAENZA: varani ■ ; 8. Torneo • Coppa Reda •; 3. Torneo Not­ turno .• S. Pier Laguna I 1969 •; Coppa Mons. Vincenzo Cimatti, cat. Allievi; FERRARA: l|a Ila Cop­ pa Prodigioso Sangue, cat. Giovanissimi; 2. Coppa dei Bar (con modifica); 1. Torneo dei Bar ■ Iolanda di Savoia ■; 2. Torneo dei Bar ■ Città di Cornacchie ■ 6. Coppa ■ A. Camorani ■ (con precisazlone accordi rappresentanti federali): MANTOVA: I Torneo Provinciale • Primavera •;; Torneo notturno di Villastrada; Trofeo Mocabro di Goito; 4. Torneo nottur­ no di Viadana; PARMA: Coppa S. Corsi 1969 (con precisazione ac­ cordi rappresentanti federali); 1. Torneo notturno • Città di Colorno •; 1. Trofeo Giovanile • To­ RAVENNA: 2. Coppa nino Baldi Città di Ravenna. cat. Dilettanti precisazione accordi rap(con presentanti federali); UDINE: Torneo dei Bar; ROMA: Torneo - Invlto allo Sport » per il Trofeo ■ Città di Frascati ■ (con modifica dell'art. 2 nel modo seguente: I compiti della Commissione Giudicante saranno assolti dalla C.P. Calcio con l'assistenza del rappresentante del GAC); 1. Torneo Notturno> Don Orione - CSI, cat. Junlores e Dilettanti; BERGAMO: ■ Parrocchiai del Santi Torneo Rustico ■: Torneo della Fermo ei Amicizia; 1. Trofeoi Centro Sportivo Sedrlnese; 2. Ediz. • Coppa Citta di Romano ■ ; ■4. Torneo Oratorio Villongo; 2. Trofeo Biennale Notturno; 1. Torneo • Giuramento di Pontida •; Torneo notturno . U.S. Giemme ■; 2. Trofeo ■ Pie­ tro Mazzoleni ■; CREMA: Trofeo S. G. Bosco per • giovanissimi • (con precisazione); BRESCIA: 4. Torneo Aziendale; COMO: Trofeo . A. Mauri ■; Torneo ■ Maglierie Mimosa • ; Torneo Primavera: Campionato Esordienti; Esordientl; CREMA: 5. Torneo Primavera: MORBEGNO: Torneo serale Oransoda per gio­ vanissimi: BRESCIA: 1. Torneo C. B.C. 1969 (con modifica); CRE­ MONA: Torneo festivo U.S. • Se­ stese ■ (con precisazione età massima); SUD VERBANO: 2. Tor­ neo Notturno idi Varano Borghi •; LODI:: Torneo notturno ■ Casa della Gioventù ■: Torneo notturno di Spino d'Adda; PAVIA: Tro­ feo Blu; 2. Coppa S. Pietro Bare­ na: Trofeo Mobil. Pedrini e Roveda 1969; 1. Coppa Claudio Bozzi; Torneoi ■• S.S. Cornelio e Ci­ priano ■ ; MONDOVI': Coppa Pri­ mavera 1969; Trofeo • Mario Bracco •: 2. Torneo Internazionale della Provincia di Cuneo; NOVA­ RA: Torneo notturno • Trofeo excclsior TORINO: Torneo notturno • U.S. Cavagnolo ■; GALLIPOLI: Torneo • Giovanissimi •. cat. . A . o • B •;: TEMPIO: Torneo di Oschlrl •: Torneo • Città

NOTO. LUCCA, VIGEVANO, PIEDIMONTE D'ALIFE, VENEZIA. OMOLOGAZIONE RISULTATI CAMPIONATI PROVINCIALI E ZONALI TREVISO: cat. Allievi, vincente U.S. La Sernaglla; BOLOGNA: cat. Allievi, vincente U.S. Bologna F. C.; TORINO: cat. Dilettanti. Dilettanti, vin­ cente U.S. C.D.R.; R. EMILIA: cat. allievi, vincente Poi. Atletico s. Croce: cat. dilettanti, vlncente U.S. Oligom Elettrofiamma; cat Allievi, vincente U.S. Auxilium Monterosa: ROMA: cat. Allievi, vincente U.S. l Alessandrlna, cat. Dilettanti, vincente U.S. Celestini; MODENA: cat. Al­ lievi, vincente U.S. Virtus di Castelfranco; cat. Giovanissimi, vlncente U.S. C.D.R.; R. Emilia: cat. Allievi, vincente Poi. Atletico S Croce cat Dilettanti, vincente U.S. Borzano; FERRARA: cat. Allievi, vin­ cente U.S. Cesta; PARMA: cat. Al­ lievi, vincente. U.S. Parmense; cat. Giovanissimi, vincente U.S. Astra: ALBA: cat. Allievi, vincente U.S. Stella Maris, cat. Dilettanti, vlncente U.S. Pro Guarene; ALES­ SANDRIA: cat. Allievi, vincente U.S. Aurora: MONDOVI': cat. Di­ lettanti. vincente U.S. Libertas Torre: NOVARA: cat. Allievi, vin­ cente U.S. Fulgor, cat. Dilettanti, vincente U.S. S. Rocco; BRINDI­ SI: cat. Allievi, vincente U.S. Ci­ ro: MOLFETTA: cat. Allievi, vin­ cente U.S. Molfetta Sportiva; VI­ CENZA: cat. Allievi, vincente CSI Chiampo; CARPI: cat. Esordienti, vincente U.S. Folgore di Miran­ dola; FOLIGNO: cat. Giovanissimi • B •, vincente U.S. VIS. OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI

Coppa VentenALESSANDRIA: naie CSI, cat. Giovanissimi, vincente U.S. Alessandria: TARANTO: Coppa ■ Pasqua dello sporvincente U.S. Virtus; TEMtivo PIO: Torneo .■ C. Ferrini 1969 ■ vincente U.S. Diavoli Rossi: Coppa Victoria, vincente U.S. Folgore.

CAMPIONATI REGIONALI APPROVAZIONE REGOLAMENTI Dilettanti PIEMONTE: cat. Allievi: EMILIA: cat. Allievi.

NOMINA

NUOVI

ed

ARBITRI

TORINO: Borsaio Sergio, Boesso Marcello. Arlian Brlzlo, Oldanl Fabio. Scmeraro Cosimo, GrazioPietro. Do Coloni si Antonio, GianMorandi Umberto, Vanna Vazzaz cario, Giacomini Angelo. Sergio, Spinosa> Pier Ugo. RosGianfranco, Mollo Bruno, setti Raimondo Michele. Michele, Sabattl Luigi, ( Mlconl Pietro, Vonturelli Giuseppo. Merlo Maurizio. Boero BeniBernardino, I Cosini Bernardino. Bonnluto. me Pietro. Babctto Agostino, Bovo Luciano. Tosta Luigi, Frigo Lui-


Valeriane, gi; UDINE: Arnosti Bcrtossio Sergio, Bolzicco Pietro, Adriano. Cantaruttl Dario Luigi, Lodolo Dino. De Sabbataa Rino. Peloi Bruno. Mosangini Loris, Giancarlo. CaPAVIA: Marastoni R. EMILIA: nevari Giampiero; Bombardi AlciDclmonte Orazio, de. Salsi Mario; ROMA: Fussl AlPaolo. Chiaraluce berto. Cicogna Angelantonlo, Antonio, Magaldl Pelosi Armando. IL SEGRETARIO Renato Bernini IL PRESIDENTE Generoso Dattilo

comunicato n. 19 Roma, 11 giugno 1969

RISULTATI DELLE FINALI NAZIONALI

Ottavi

di

finale

Santhià U.S. CSI U.S. Calliano 1 - 0 (arb.: Murgia; guardalinee: Lambetti, Paparella) ; Alte Mirabcllese U.S. U.S. 0-4 (arb.: Bragaglia; Ceccato) Lamberti, Paparella) ; guardalinee: Poi. CSI Avellino - U.S. Libertas Teatro Greco 1 - 2 (arb.: Cordioli; guardalinee: Peloi. Donelli); U.S. Don Orione U.S. Garzella 0-2 (p. r.); U.S. Grifone - U.S. Victor 1 - 3 guardalinee d.t.s (arb.: Nocera; Appetito. La Licata); G S. S. Magno G.S. Don Bosco (arb.. MaScafali 1 - 0 d.t.s La Appetito, redi; guardalinee: Licata); U.S. Aurora - G.S. Vlrtus 0 - 1 (arb.: Di Giugno; guardalinee: Me­ rlano, Sesana) ; U.S. G.S. S. Domenico Savio B. Alesclo 2 - 0 (arb.: Magistrl. guardalinee Merlano, Sesana).

Quarti di finale U.S. Libertas Teatro Greco G.S. S. Domenico Savio 2 - 0 (arb. Sesana; guardalinee: Magistrl. Di Giugno); U.S. Don Orione - U.S. Victor 2-0 (arb.: Appetito; guardalinee Gordioli. Nocera); U.S. Alte Ceccato - G.S. Virtus 4 - 0 (arb.: Paparella; guardalinee: Merlano, Murgia); G.S. Don Bosco U.S. CSI Santhià 1 • 1. vince U.S. CSI Santhià p.s. d.t.s. (arb.: Pelol. I guarDonelli. Bragaglia) : dalinee: Semifinali

U.S. Alte Ceccato - U.S. Don Orione 2 ■ 1 d.t.s. (arb.: Donelli. guardalinee: f^criano, IMagistrl) ; U.S. Libertas us4 Teatro Greco U.S. CSI Santhià 1 - 2 (arb.: Lamberti, guardalinee: Murgia. Sesana).

Finale

Por il 3. e 4. posto: U.S. Libertas Teatro Greco - U.S. Don Orione 2 - 1 d.t.s. (arb.: Donel 11 ; guardalinee: Appetito. Gordioli); Per il titolo: U.S. Alte Ceccato U.S. CSI Santhià 4 - 1 (arb.: Marcili; La Licata. guardalinee: Magistrl). Classifica 1. U.S. Alte Ceccato di Vicenza; 2. U.S. CSI Santhià di Vercolli: 3. U.S. Libertas Greco Teatro di Siracusa: 4. U.S. Don Orione di S. Severino Marche.

IL SEGRETARIO Renato Bernini IL PRESIDENTE Generoso Dattilo

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