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Stadium n. 11/1964

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C. S. I. PRESIDENZA HAZ1CHALE ARCHIVI STuRIGO

S ladiniii QUINDICINALE DEL CSI

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I PROBLEMI DELLO SPORT

ir ANNO UX - N. 11 - 14 GIUGNO 1964

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GR. Il

La Chiesa ammira, approva, incoraggia lo sport ICEVENDO il 30 maggio u.s. ,i parteci­ panti al 47. Giro d'Italia, il Santo Padre, Paolo VI, ha pronunciato un saluto che riproduciamo integralmente. L’indirizzo del Papa ai "girini”, organizzatori e dirigenti del Giro d’Italia riuniti nel cortile di S. Damaso in Vaticano, è particolarmente importante perché contiene in sintesi il pensiero della Chiesa sullo sport e sull’attività fisica dei gio­ vani.

R

Carissimi Corridori del Giro d'Italia! e voi tutti organizzatori, promotori, os­ servatori della grande gara ciclistica! Siamo lieti e siamo riconoscenti di que­ sta vostra visita! E' cotesta una tappa, che ci fa ricordare l'interesse appassionato, con cui anche Noi, nella Nostra fanciullezza, seguivamo le notizie del Giro d'Italia. E' una tappa, che Ci offre le gradita oppor­ tunità, non solo di ricordare i nomi famosi dei grandi corridori degli anni passati, ma di conoscere i vostri nomi e d'informarCi delle vicende di questa sempre celebre gara! E siamo felici di assistere a questo vo­ stro passaggio romano per altre due im­ portanti ragioni; e cioè per avere così una nuova occasione di manifestare la Nostra simpatia per tutti gli sportivi e la Nostra stima per lo sport. E' stato detto altre volte, e con discorsi ampii ed autorevoli; ed ora Noi lo ripetiamo: la Chiesa vede (segue a pag. 16)

Il Santo Padre, da una finestra delle Logge Vati­ cane, ha salutato i corridori raccolti nel cortile di San Damaso ed ha rivolto loro la sua paterna carola. Il discorso del Papa segue in ultima pagina


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LE NUOVE NOMINE NELL’ A. C. I.

la voce di dentro î

■ Quando i figli j 1 tornano a casa 1

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Cara Signora, leggen­ do la sua lettera mi sem­ brava di leggere la gra­ fia incerta e contorta di mia madre. Anche lei quando mi scriveva par­ lava dei figli, mi de­ scriveva tutti i difetti, sicché essi sembravano proprio cattivi. Poi con­ cludeva «i figli so’ fi­ gli». Più volte ho cerca­ to di capire il cuore di una madre. Confesso. Non ci ho capito nulla. E mi dispiace. Forse voi mamme state tanto vici­ ne alla vita da esserne infinitamente lontane. Adesso diventa compli­ cato. A conti fatti, lei, do­ vrebbe essere felice. In­ fatti i suoi figli sono bravi e nella sua case domina la volontà di Dio. Chissà quante mamme vedendo i suoi fi­ gli avranno esclamato: «beata quella mamma». Si perchè i figli fuori di casa, sono sempre bravi specie se sono apostoli della gioventù. Quando entrano in casa sono di­ versi. Portano a casa la loro umanità con tutti i limiti ed i difetti. Den­ tro casa noi figli siamo veri. Spesso mi sono do­ mandato perchè anch’io che fuori casa ero sem­ pre gioviale e affabile e paziente con tutti, quan­ do entravo a casa ero triste e nervoso. Anche la mamma me lo rim­ proverava. Poi un gior­ no si fece insieme un bel discorsino sereno dove cercai di spiegare alla mamma il mio stato di animo. Le dissi che con lei non potevo fare mi­ steri. Era l’unica perso­ na al mondo dalla quale avevo diritto di ricevere qualche cosa. Tra le sue braccia deponevo la mia stanchezza, le mie mise­ rie, le mie incostanze perchè ero certo che lei non si sarebbe mai scandalizzata di vedermi uomo. Ricordo alcune delle tante frasi che dissi a mia madre. Lei mi ascoltava felice. Da quel gior­ no non ebbi più paura della mia umanità e quando per caso mi ca­ pitava di fare qualche cosa che potesse turbar­ la io le chiedevo subito scusa. Lei di rimando diceva «figlio mio, ti avevo scusato prima che tu lo facessi!». Lei Signora, è un po­ chino stanca, Deve pro­ prio mettersi tranquilla. I suoi figli ed il suo spo­ so hanno bisogno anco­ ra di Lei. E quando, a sera, bussano al suo cuo­ re per deporre la loro povera umanità, non li rimproveri. Sono vuoti e aspettano dal suo gran­ de cuore la forza per ri­ tornare ricchi. Anche quando sembrano grandi ed importanti, agli occhi degli altri, con le mamme restant sempre figli. E quando faranno qualche sgarbe­ ria trovi fa forza anche lei per dire: «figlio mio, ti avevo perdonato già prima che tu lo fa­ ceosi». Don Nicola Pavoni

PAG. 2 ❖ STADIUM

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tribuna scoperta

Il Santo Padre ha proceduto alle nomine dei Dirigenti ed As­ sistenti Centrali dell’Azione Cattolica Italiana per il trien­ nio I964-1967. Pubblichiamo l’elenco delle nuove nomine dei Dirigenti lai­ ci ed ecclesiastici : — il Prof. Vittorio Bachelet, Presidente Generale; il Prof. Ezio Riondato, Vice Presidente Generale; il Prof. Vitaliano Rovigatti, Presidente Centrale del­ la Unione Uomini; la Dott.ssa Sitia Sassudelli, Presidente Centrale della Unione Donne; il Doti. Paolo De Sandre, Pre­ sidente Centrale della Gioventù Maschile; la Dott.ssa. Antonella Perugini, Presidente Centrale della Gioventù Femminile; il Prof. Gabrio Lombardi, Presi­ dente Centrale del Movimento Laureati; il Signor Marcello Reynaud, Presidente Centrale della FUCI Maschile. — Mons. Giuseppe Lanave, Assistente Centrale dell’Unione Uomini; Mons. Filippo France­ schi, Assistente Centrale della Gioventù Maschile. La Presidenza Nazionale del CSI si congratula vivamente con i dirigenti di nuova nomina e porge ad essi e a lutti gli altri che il Santo Padre ha con­ fermato nella carica i suoi più fervidi voti augurali per la loro opera nella grande famiglia det­ razione Cattolica Italiana.

a cura di Duilio O1 metti

TROPPO E TROPPO POCO La parola « fine » sul cam­ pionato di calcio e sul giro d’Italia quasi contemporanea­ mente. Le due manifestazio­ ni sportive professionistiche più spettacolari e più popo­ lari del nostro PaeseNoi del C-S.L, contraria­ mente a quanto si potrebbe pensare, crediamo nel profes­ sionismo sportivo o, meglio, crediamo che il professionismo abbia una sua importante parte da recitare sulla scena dello sport italiano. Una par­ te sociale (professione, spet­ tacolo e passione sportiva), propagandistica dello sport e anche economica che non è da sottovalutare. Se qualche volta siamo indotti a critica­ re e disapprovare è proprio perché vediamo queste fun­ zioni compromesse da aspetti marginali o deteriori della vicenda sportiva vera e pro­ pria. Il campionato di calcio ave­ va quest’anno la possibilità di riuscire brillantissimo, alla partenza per le velleità di successo di cinque o sei squa­ droni. e poi per il duello ai ferri corti tra l'Inter e il Bo­ logna. Senonché l’interesse sportivo calcistico ha dovuto subire anche questa volta una deviazione in senso scan­ dalistico con reazioni del tut­ to inopportune e fuor di mi­ sura. E quando .l’intrallazzo, la polemica e la demagogia prendono il sopravvento sul fattore agonistico non si può certo sperare che il profes­ sionismo risulti in qualche modo positivo o benefico. Al giro d’Italia abbiamo assistito al fenomeno oppo­ sto. L’interesse del pubblico, ben disposto e stimolato da speranze di rinascita o alme­ no di lotta da parte delle ultime leve atletiche, è man mano scemato, tramutato in delusione e disappunto. Forse è vero che i nostri corridori non sono realmente in grado di battere i fuori­ classe stranieri, ma una cosa è assolutamente certa ed è che mancano di ogni volontà di lotta- Ora, quale esempio possono offrire ai giovani o quale passione suscitare nel pubblico ciclisti che non cor­ rono neppure per denaro. O forse sono proprio i troppi denari a cteare preoccupazio­ ni di calcolo e a fiaccare gli entusiasmi agonistici!

LA LEGGE FIFTY - FIFTY L’ultimo Consiglio Nazio­ nale del CONI si è occupato di vari importanti problemi, come la partecipazione italia­ na alle Olimpiadi, il nuovo Regolamento interno del CO­ NI e delle Federazioni e la proposta di legge che è stata recentemente presentata in Parlamento e che apporta modifiche all’imposta unica sul totocalcioNell’ordine del giorno, a proposito della destinazione delle maggiori entrate previ­ ste in favore dello sport, si parla tra l’altro di « una or­ ganica strumentazione della attività degli Enti di propa­ ganda sportiva ». A tal riguardo, nella suc­ cessiva conferenza stampa, l’avv. Onesti ha cosi ribadito il concetto: « Come abbiamo già detto e ripetuto, deside­ riamo aiutare con maggiore

generosità e organicità gli Enti sportivi di propaganda. Questi hanno una importan­ te funzione nel settore della propaganda dell.'© sport e pos­ sono avviare alla; pratica sportiva masse di giovani ai quali nessuno pensa. L’opera degli Enti di propaganda una volta strumentalizzata e cenfortata da un bilancio sobri© ma sicuro, può diventare di grande aiuto per il futuro dello sport nel nostro Paese». Aggiungiamo soltanto che gli Enti di propaganda non sono qualcosa di superfluo o una soluzione provvisoria, ma si inseriscono organicamente e a pieno diritto nel sistema democratico del no­ stro Paese che prevede e in­ coraggia libere istituzioni anche nel campo della edu­ cazione giovanile. Le loro esigenze, pertanto, e i loro programmi vanno compresi, rispettati e soste­ nuti perché sono le esigenze e i diritti dei giovani stessi.

IL CAMPIONATO DI CALCIO 1964...

NOTIZIE da casa nostra Culle Al prof. Gianni Turella, com­ ponente della C.T.N. Pallavolo e nostro collaboratore, e alla gen­ tile signora Tina il 3 giugno è nato il primogenito Marco. * * * La casa del rag. Gilberto Manuzzi, Vice Presidente del Co­ mitato Regionale Emiliano, è stata allietata dalla nascita di un maschietto cui è stato impo­ sto il nome di Giorgio. * * * Nastro rosa in casa del rag. Ermanno Bissi, Consigliere del Comitato di Cesena: è nata Paola. * * * Ai genitori felici i nostri com­ plimenti e tanti cordiali auguri unitamente ai loro neonati. •

Nomina Il geom. Pietro Surba, Segre­ tario dell’ufficio Amministrativo del Comitato Provinciale di To­ rino del C.S.I. e Arbitro di Cal­ cio, è stato recentemente nomi­ nato Vice Presidente del Grup­ po Giudici di Gara di Torino. Vivissimi rallegramenti e au­ guri.

Lutto 11 7 giugno è morto a Tenda, all’età di 84 anni, il papà di Gio­ vanni Palanca, Presidente del Comitato Provinciale di Cuneo. Porgiamo all’amico Giovanni e ai famigliaci i sentimenti del nostro più sentito cordoglio cri­ stiano.

Stadium Direttore Responsabile: Silvio Bellocchi - Reda­ zione: Corrado Biggi e Duilio Dimetti Direzione, Redazione e Amministrazione: Via del­ la Conciliazione, 1 - Roma.

Pubblicazione iscritta al n. 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14-1-1956. Pubbl. — Dica, Anquetil, chi degli pressionato di più? — Gino Bramieri.

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Tipografia UESISA Via IV Novembre ROMA


atleti si diventa CCORRE, senza dubbio, una certa integrità fisica, come del resto è necessaria una predisposizione organica ed una preparazione psico-nervosa, per divenire atleti. Però, per raggiungere un certo grado di preparazione atletica, è indispensabile prepararsi con serietà ad una attività fisica generale. In un se­ condo tempo si potrà adattare la preparazione ad una attività particolare che sarà necessaria al fine di far scattare la motivazione necessaria all’organismo. Si può parlare perciò genericamente di tre tipi di prepa­ razione, che sarebbero poi quella cardiaca, la respira­ toria e la muscolare propriamente detta.

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Gli studiosi, i tecnici e gli istruttori atletici più preparati sono concordi nel denunciare un difetto di base nella formazione degli atleti italiani: la specializzazione perseguita prima e a scapito della preparazione atletica generale. In parte è colpa dell'ignoranza per cui non si arriva a comprendere come un ciclista, o un calciatore, o un saltatore, non si può costruire se non su una base atleticoumana di primissimo piano; per altro verso è colpa invece delle manie arrivistiche che si impadroniscono dei giovani atleti e degli allenatori: si vuol bruciare le tappe alla ricerca di risultati presti­ giosi che fruttino notorietà o quattrini. Fatto sta che son pochi quelli che perdono (!) tempo nella preparazione atletica di base. Un illustre allenatore afferma che risiede proprio in questa deficiente formazione atletica l'attuale basso rendimento del ciclismo italiano. I nostri corridori sono degli ottimi ciclisti ma non sono certo atleti nel vero senso della parola. La loro preparazione è tutta specifica, fatta cioè sulla bicicletta per acquistare scioltezza e resi­ stenza. Hanno tutti un buon rendimento medio, ma nessuno è in grado di dare qualcosa di più degli altri, di fare una prestazione eccezionale perché nessuno può contare, nel momento cruciale, su una riserva di energie che solo una base atletica costruita pazien­ temente in anni di allenamento vario e graduale può dare. Ma, a parte lo scarso rendimento agonistico, c'è anche un aspetto morale da mettere in evidenza. Lo sport deve mirare alla formazione integrale del giovane, sia dal lato fisico che psichico, e questa non può ottenersi trascurando la preparazione atletica generale e puntando subito alla specializzazione. In molti casi può derivarne danno alla stessa salute.

SISTEffl! DI ALLEnAMEUTO I j

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Vi sono vari metodi di a allenamento, più o meno efficaci, più o meno per- f fezionati. Ricordiamo i principali. L'allenamento a : ripetizioni, praticato qual- | che tempo fa, soprattut- ! to dai velocisti e consi- || stente nel compiere un 4 percorso di gara ad an- M datura sostenuta, senza < preoccuparsi del tempo la impiegato, e nel ripeter- a lo dopo sufficiente ripo- B so. _ L'allenamento con i §1 pesi, da consigliare so- $ prattutto per la specia- a iizzazione, cioè per l’irrobustimènto dei muscoli ¡3 interessati ad un dato a sport. II circuit-training, o allenamento- ciclico che si serve contemporanea­ mente di esercizi a cor­ po libero, pesi e attrez­ zi per sviluppare insie­ me la forza, la potenza e la resistenza dei mu­ scoli. L'interrai-training o allenamento a intervalli, del quale si parla nello articolo, consiste in pe­ riodi di riposo o di la­ voro leggero, di almeno 30 secondi, alternati con periodi di lavoro inten­ so di almeno 20 secondi di durata. Esiste anche, ed è di somma importanza, l'al­ lenamento totale che pun­ ta sullo sviluppo atleti­ co generale, sulla poten­ za muscolare, la tecnica, la preparazione psicolo­ gica, il regime dietetico, la regolarità di vita e di igiene, il riposo, il con­ trollo e l’aiuto del medi­ co, l’apporto della fami­ glia, della scuola, degli enti e dei datori di la­ voro.

il lavoro del cuore Il cuore, come ogni altro mu­ scolo, ha bisogno di essere esercitato e allenato per fun­ zionare bene, cioè per lavorare di meno e rendere di più. Il lavoro del cuore consiste nel far affluire sangue ricco di ossi­ geno ai vari tessuti; l'allena­ mento provoca un adattamento allo sforzo del muscolo cardia­ co e un accrescimento delle sue dimensioni: in tal modo es­ so può ridurre la frequenza ed aumentare la potenza delle con­ trazioni (gittata sistolica). Il van­ taggio, pertanto, è duplice: il pri­ mo consistente nella maggior di­ sponibilità di ossigeno per i tes­ suti che sotto sforzo ne hanno estremo bisogno, il secondo in­ vece relativo al prolungato pe­ riodo di riposo e quindi di recu­ pero tra una contrazione e l'altra.

PREPARARE IL CUORE Il cuore è un muscolo che, per lavorare a pieno ritmo e con la massima ef­ ficienza, ha bisogno di essere ben sviluppato. La preparaben sviluppato. La prepara­ zione preatletica mira proprio a questo, cioè a renderlo to­ nico, aumentando il numero e la grandezza delle fibre che lo costituiscono. In tal caso si potrà giungere all’efficienza massima, che consiste nell’assicurare un notevole volume minuto con minor costo, il che significa, in poche parole: « Pompare molto sangue ad ogni contrazione, mantenendo intatto il periodo di riposo necessario perché possa aver luogo la contrazione succes­ siva ». La preparazione del mu­ scolo cardiaco viene ordina­ riamente portata a termine mediante i due sistemi di al­ lenamento che sono chiamati: footing e interval-training. Il footing è in sostanza la nostra marcia condotta su terreno piano e scorrevole prima, e subito dopo su terreno pe­ sante. alternando salite e di­ scese. E’ un esercizio che ben dosato riuscirà a provocare in breve tempo la ipertrofìa del cuore, adeguando lo sfor­ zo circolatorio a variazioni di potenza del lavoro stesso. L’interval-training è un ad­ destraménto per gradi, come del resto spiega la traduzio­ ne dei due vocaboli inglesi, che molto si vale dell’eserci­ zio della corsa. Corse brevi e veloci, alternate con brevi e misurati esercizi a corpo li­ bero, con intervalli di riposo brevi ima studiati e valutati in maniera da ottenere il massimo rendimento nel tempo più breve. I progressi di questo alle­ namento cardiaco saranno se­ guiti dallo studio del ritmo cardiaco a riposo. Un cuore che si adatta rallenta, per cui molti atleti presentano valori di ritmo compresi tra 40 e 60 pulsazioni al minuto. Lo studio sistematico del cuore dell’atleta mediante la elettrocardiogramma ci con­ sente di seguire passo per passo il progressivo adatta­ mento del cuore al lavoro di addestramento.

aumento di ampiezza dei mo­ vimenti. Delle due fasi della respi­ razione, particolare attenzione va posta alla espirazione- E’ questo il processo di emis­ sione, di espulsione dell’aria dall’albero respiratorio. Biso­ gna educare a farne un pro­ cesso attivo, mediante l’inter­ vento della volontà e col con­ corso di tutti i muscoli re­ spiratori. Solo così si potrà ottenere un aumento adegua­ to della capacità vitale, il che in parole povere significa pos­ sibilità di assumere maggiore quantità di ossigeno; ma ciò reppresenta il primo passo per ottenere un rallentamento del ritmo respiratorio a ripo­ so e una più elastica capacità di mantenere lunghe apnee (il che può essere richiesto nello svolgimento di partico­ lari tipi di sport).

PREPARAZIONE MUSCOLARE I muscoli sono formati da numerose fibrille che hanno la possibilità di contrarsi e rilasciarsi, il che coincide na­ turalmente con la contrazione e il rilasciamento del muscolo in foto. L’allenamento provo­ ca un aumento di spessore e di consistenza delle fibrille, e ciò consente soprattutto di determinare un incremento della capacità del muscolo stesso. Quando un muscolo o grup­ po muscolare si contrae, v’è sempre un altro muscolo o gruppo di muscoli che si ri­ lasciano; quest’ultimi sono detti antagonisti e il loro at­ teggiamento corretto è neces­ sario perché la contrazione sia efficace. Perciò la prepa­ razione muscolare è un ele­ mento educativo di prim’ordine e per divenire efficiente deve consentire questo gioco di contrazione-rilasciamento, gioco che deve svolgersi con tempestività, con proprietà e con prontezza. Le articolazio­ ni stesse debbono imparare e soggiacere a questo gioco con ritmo e velocità. Questa pre-

inspirazione... espirazione La ginnastica respiratoria è di fondamentale importanza nella preparazione atletica perchè l’organismo sotto sforzo (muscoli e cervello) ha un enorme bisogno di ossigeno che i polmoni debbono essere capaci di incamerare e fornire senza eccessivo sforzo. Il di­ segno illustra il meccanismo della inspirazione e della espirazione. La ginnastica respiratoria consente innanzitutto di sfruttare al mas­ simo la capacità polmonare esercitando adeguatamente i muscoli inspiratori, che dilatano i polmoni, ma soprattutto quelli espiratori, che li comprimono per la espulsione dell’anidride carbonica. L’azione di questi ultimi, infatti, è di per sé innaturale e faticosa e dà luogo, sotto sforzo, al ben noto fenomeno del « fiatone ». L’esercizio co­ stante dei muscoli inspiratori ed espiratori consente gradualmente di acquistare un ritmo respiratorio adatto allo sforzo atletico, giun­ gendo ad eguagliare il tempo di inspirazione con quello di espira­ zione e mantenendo una frequenza respiratoria immutata per tutta la durata della gara. In altre parole, mentre il ritmo respiratorio del soggetto non allenato si associa al suo ritmo di lavoro, ciò non si verifica nei soggetti allenati a tutto beneficio della tenuta di gara e del rendimento.

PREPARARE L’APPARATO RESPIRATORIO Man mano che il cuore si addestra ad un maggiore la­ voro col massimo del rendi­ mento e il minimo dispendio di energia, l’apparato respi­ ratorio è sollecitato ad un STADIUM ❖ PAG. 3


Si sente spesso parlare di preparazione biologica dello sportivo; molti neparlano senza conoscerne il vero, profondo significato parazione va fatta mediante

un lavoro muscolare diretto, orientato e svolto in condi­ zioni particolari, come ad esempio nei movimenti rit­ mici della educazione neuroSnotoria da palestra, nella corsa in salita o su terreno mobile. E’ da tener presente che nello sport competitivo più che la forza propriamente detta va migliorata la po­ tenza muscolare; più che la violenza, la grazia e il ritmo della contrazione. Una con­ trazione potente ma non or­ dinata. non ritmica, è desti­ nata ad esaurirsi molto presto perché i muscoli si stancano troppo e precocemente. Inol­ tre non si deve dimenticare che ogni movimento sotto ca­ rico ostacola la rigenerazione dei muscoli, dei tessuti tendi­ nei articolari. Solo dopo aver ottenuto il meglio da una preparazione generica, come sopra abbiamo delineato, si può vedere di passare all’allenamento speci­ fico per lo sport cui ci si deve applicare. Prima di tutto poi bisogna creare una vera e propria connessione nervosa. ossia adeguare il ritmo delle contraz oni muscolari ad un cer­ te ritmo interno, espressione di potenza di riflessi nervosi. Si deve creare, in sostanza, una -orta di automatismo, di connessione automatica neu­ romuscolare. I muscoli, infat­ ti. sono sotto il costante con­ trollo e dominio delle strut­ ture nervose, di catene di ri­ flessi, che debbono divenire sempre più perfetti, ritmici e adeguati al particolare sforzo richiestoE’ questo il punto applica­ tivo più difficoltoso Infatti si deve adeguare questo con­ dizionamento neuromuscolare e alla particolare costituzione dell’atleta (in relazione anche alla volitiva predisposizione a questa o a quest'altra attività agonistica), e alla necessità intrinseca dello sport, e al­ l’ambiente nel quale deve svolgersi. Diverso è infatti il condizionamento da ottenere negli sporta invernali da quel­ li estivi, da quelli in cui ele­ mento costitutivo fondamen­ tale è la velocità e da quelli in cui si richiede più che altro destrezza, e così via.

PREPARAZIONE PSICOLOGICA Non si insiste mai abba­ stanza su questo dato che potrà apparire anche vago. Il fatto è che la preparazione psicologica è necessaria ai fini di un armonico e proficuo conseguimento di allenamen­ to. L'esistenza di buone con­ dizioni psicologiche dipende naturalmente dal buon equi­ librio organico, dalla sensa­ zione di benessere e di sciol­ tezza che si acquistano quan­ do si è in grado di sottostare a un perfetto equilibrio inte­ riore. L’ambiente morale, sociale, professionale e familiare in cui l’atleta vive, condiziona la risposta psicologica. L’allenamento è una cosa seria e se non esiste la se­ renità interiore nell’atleta, ogni sforzo fisico diventerà inutile. Chi non sia libero da proPAG. 4 ❖ STADiUt»'

blemi disarmonici, chi non è in pace con se stesso e con gli altri, non può sperare di prepararsi bene a conquistare primati. Ogni atto, ogni pen­ siero dell’atleta deve essere limpido e volto al fine della propria preparazione in vista del conseguimento di un equi­ librio neuro-psico-muscolare più perfetto.

NORME

IGIENICHE Si ha. in sostanza, bisogno di improntare la vita del­ l'atleta a determinate norme igieniche (che vanno da nor­ me alimentari ad controllo psicologico degli impulsi pro­ pri del sesso). E’ necessario contemperare l'organizzazione dell’allenamento col posto e l’entità di quest’ultimo rispet­ to alle occupazioni extraspor­ tive (professionali o scolasti­ che). Notoriamente ogni periodo di lavoro deve trovar com­ penso in un periodo di riposo che consenta un sufficiente ricupero. L’allenamento dovrà essere compensato da periodi di riposo supplementare. E' opportuno inoltre alternare periodi di allenamento inten­ sivo con periodi di maggiore respiro, onde evitare il feno­ meno della saturazione, che è fonte di molte prestazioni inadeguate. L’ideale preparazione del­ l’atletica è quella che riu­ nisce armonicamente l’esigen­ za della preparazione cardiomuscolo-respiratoria con quel­ la psicologica; ciò si realiz­ za quando si stabilisce un cli­ ma di confidenza totale tra allenatore, atleta e medico sportivo. Adriano Monti

Parlando di muscoli e del loro allenamento si corre il rischio restringere l’argomento ad una sola delle molteplici proprietà che li caratterizzano: la forza. A questa, di conseguenza, ci si indirizza quasi esclusivamente per acquistarla e aumentarla. E' un errore questo che danneggia necessariamente gli stessi risultati dell’allena­ mento ed è di danno per lo sviluppo armonico del fisico e della psiche del giovane. Le proprietà dei muscoli sono varie: ne elenchiamo le princi­ pali. La contrattilità per cui la fibra muscolare è in grado di dimi­ nuire di lunghezza e aumentare di spessore sotto l’azione di uno stimolo. E' chiaro che ad esercitare e migliorare questa proprietà più che esercizi di forza servono esercizi di ritmo e di scioltezza. ¿'elasticità è la proprietà che ha la fibra muscolare di rilasciarsi automaticamente dopo una contrazione. Questa funzione il muscolo la perde quando è affaticato o a causa di lesioni (strappi). Un'altra proprietà che possiede il muscolo è il tono, cioè la possibilità di restare in tensione, come una molla pronta a scattare anche in assenza di contrazioni. E’ l’allenamento ben dosato e graduale che fa acquistare tonicità ai muscoli, preziosa caratteristica degli atleti in stato di forma. Vi è infine il senso muscolare, una particolare sensibilità per cui il muscolo è in contatto con l’intero sistema ner­ voso e questo sente in ogni momento il suo grado di contrazione e, di conseguenza, la posizione di ogni parte del corpo.

la prontezza

dei riflessi Il senso muscolare è molto importante per comprendere bene gli effetti deH’allenamento e la prontezza dei ri­ flessi. L’atleta, attraverso il senso muscolare, per­ cepisce la direzione, la intensità e l’efficacia dell’azione dei suoi mu­ scoli. In tal modo è in grado di coordinarne lo uso per una determina­ ta azione, cioè di sape­ re quale gruppo di mu­ scoli è il più adatto al­ lo scopo e come met­ terlo in moto con tem­ pestività ed efficacia. Con l’allenamento, cioè la ripetizione degli at­ ti, il senso muscolare si affina e consente di acquistare una sempre migliore coordinazione muscolare, con il bene­ ficio di usare il più ef­ ficacemente possibile un determinato gruppo di muscoli, eliminando altresì ogni inutile spreco di energie. A questo perfeziona­ mento di coordinazio­ ne segue, con il ripe­ tersi degli esercizi di allenamento, Vautoma­ tismo per il cui il mo­ vimento viene ad un certo punto eseguito con tempestività, pre­ cisione ed efficacia senza che la volontà intervenga direttamen­ te .

A tal fine coopera at­ tivamente un altro ef­ fetto dell’allenamento, la facilitazione: è di­ mostrato infatti che la ripetizione costante di un movimento rende le vie nervose, che tra­ smettono i comandi del cervello ai muscoli,- più pronte, più scorrevoli, più permeabili agli impulsi e quindi faci­ litano l’entrata in azio­ ne dei muscoli stessi. Alla conclusione di questo lungo tragitto nell’azione dei muscoli sottoposti ad allena­ mento vi è un risultato di somma importanza anzi assolutamente ne­ cessario a tutti gli atle­ ti: la prontezza dei 'ri­ flessi. Se ne parla mol­ to, ma non sempre si sa che cosa è e quale sia la trafila di intelligente e paziente lavoro per giungere ad ottenerla. Si può riassumere cosi: contrattilità muscolare, elasticità, tono, senso muscolare, coordinazio­ ne, automatismo, facili­ tazione, prontezza di ri­ flessi. Con essa l’atleta intuisce l’azione dell’av­ versario prima ancora che sia compiuta ed ha modo di anticipare la controazione mettendo in azione i gruppi mu­ scolari adatti con asso­ luta tempestività e pre­ cisione.


l’attività per i più giovani

NE PARLANO I DIRIGENTI... Lo sport, infatti, se rettamente inteso e praticato, può e deve portare il ragazzo alla pienezza della sua forza fi­ sica, alla padronanza perso­ nale della stessa, all’eserci­ zio di alcune fondamentali virtù e capacità umane quali la lealtà, l’equilibrio, la vo­ lontà, lo spirito di collabora­ zione. indispensabili premesse per una vera educazione cri­ stiana.

chiche e intellettuali. Sport è socialità in quanto più o me­ no direttamente determina il rapporto con gli altri e quin­ di attraverso il paragone fa­ cilita la misura delle proprie dimensioni.

Vice presidente Nazionale C.S.I.

Consulente Ecclesiastico Nazionale C.S.I.

Quali sono i problemi. di un ragazzo tra i dieci e i 14 anni? Sono molti... sono molti. Due essenziali: lo svi­ luppo e la scoperta del mon­ do estrafamiliare. Lo svilup­ po determina quello che vie­ ne normalmente chiamato il problema purezza, cioè la esplosione disordinata delle forze sessuali del ragazzo. La scoperta del mondo estrafa­ miliare determina il fenome­ no dell’egoismo sociale. Cioè l’altro, ragazzo o ragazza, vi­ sto come essere da dominare, o con la forza o con l’astuzia. Cosa può fare lo sport di fronte ai due problemi? Per il problema purezza può essere un elemento di sfogo e di distensione qualo­ ra sia opportunamente adat­ tato. « misurato ». L’eccesso dello sport è deleterio al pro­ blema purezza perché l’ecces­ so porta alla stanchezza e quindi alla diminuzione dei poteri inibitori. Per il secondo problema lo sport può facilitare l’assorbi­ mento della legge suprema nei rapporti sociali, cioè ri­ spetto dei diritti degli altri e senso esatto dei propri li­ miti. Sport è verità in quan­ to è dimostrazione esatta del­ le proprie capacità biopsi­

sa anche pei ragazzi che vi­ vono al di fuori dell’associa­ zione, deve essere organizza­ to scrupolosamente, tenendo presente i regolamenti sta­ biliti e soprattutto le capaci­ tà e le possibilità dei ragazzi stessi.

Prof. Aldo Notarlo

Mons. Nicola Pavoni

Lo sport, per un ragaz­ zo dai 10 ai 14 anni può essere di aiuto alla sua formazione morale?

Una bella esperienza di ARCO­ BALENO SPORT è stata quella di Cremona: potete leggere il servizio a pag. 15 nella rubrica Tuttocsi.

Don Pierfranco Pastore

Vice Assistente Centrale GIAC per gli Aspiranti

Quale valore assume lo sport per i giovanissimi nel campo pedagogico ed in quello educativo dell'età evolutiva? La risposta è così semplice da apparire scontata. L’età evolutiva (che vede il sog­ getto nel pieno sviluppo di tutto il suo essere fisico, psi­ chico, spirituale), vive il suo momento più intenso negli anni 12-15 per l’appunto l’età che ci interessa. Lo sport può essere, ed an­ che ciò è stato da sempre ri­ petuto. una magnifica scuola per uno sviluppo armonico del ragazzo e quindi un for­ midabile e oserei dire indi­ spensabile mezzo per la sua educazione fisica, psichica e morale. Ciò che conta è di saper cogliere in modo giu­ sto ed equilibrato il signifi­ cato dello sport (mezzo e non fine) per poterne veramente realizzare gli innumerevoli valori dal punto di vista pe­ dagogico in una età così fa­ cile agli squilibri ed alle emozioni incotrollate.

Lo sport in che limiti e sotto quali aspetti è cen­ tro di interesse per i ra­ gazzi? Nei limiti di una equilibra­ ta distribuzione del tempo tra scuola, famiglia e sport an­ zitutto ,e poi lo sport dei ra­ gazzi deve concedere di più al gioco che all’agonismo: lo sport-sofferenza è per gli adulti.

Comm. Generoso Dattilo Direttore Tecnico Nazionale C.S.I. Prof. Lorenzo Borghi Segretario Generale C.S.I.

Quali sono i termini or­ ganizzativi essenziali per organizzare lo sport tra i giovanissimi?

Dott. Gregorio Donato Delegato Centrale Aspiranti GIAC

Lo sport, mezzo di avvi­ cinamento tra i ragazzi, in quali modi ed entro quali limiti va inteso? Più che di mezzo di avvi­ cinamento io parlerei di vero e proprio mezzo di educa­ zione.

Arcobaleno Sport è un’at­ tività facile ma deve essere organizzata con tutto l’impe­ gno e con tutta la serietà possibile perché non si in­ tende dare ai ragazzi solo la possibilità di giocare e di di­ vertirsi, ma di vedere in questa attività uno strumen­ to che serve alla formazione del loro carattere attraverso quelle leggi che regolano qualsiasi disciplina sportiva. I dirigenti devono essere consapevoli di questo e per­ ciò preparati a dare a ogni e qualsiasi manifestazione una impronta di serietà nell’inte­ resse dello sport stesso e per il bene dei ragazzi. Arcobaleno Sport è uno strumento vali­ dissimo non solo per le as­ sociazione aspirantistiche ma anche per tutti i ragazzi del­ la parrocchia e perché que­ sto strumento sia valido, e possa creare una vera inte­

Entro quali limiti va svolta, sotto il profilo tec­ nico, una attività per gio­ vanissimi? L’agonismo sportivo anche se in proporzioni ridotte ri­ chiede sempre uno sfoizo di notevole entità. Necessita quindi che tali sforzi, la.vòl­ ta violenti, non siano m al­ cun modo di nocumento al fisico dei giovani atlet. Si ritiene pertanto necessi.ria una preventiva visita sanita­ ria ed una adeguata prepa­ razione preatletica. I regolamenti tecnici pur lasciando una certa elastici­ tà, debbono essere improntati ad una severa ed effettiva prudenza specialmente in re­ lazione alla durata dei lemp* di gioco. Molto opportuna ri­ sulta comunque una suddivi­ sione in due distinte catego­ rie per tutti gli sport. Il calcio non è ufficialmen­ te compreso tra le sette di­ scipline di «Arcobaleno sport », ma niente vieta che vi si possa includere. C’è al­ lora da tener presente che le cautele sopra accennate deb­ bono essere ancora più ac­ centuate per assicurare una corretta e sana pratica spor­ tiva nei giovanissimi.

NE PARLANO I RAGAZZI... Hanno parlato dello sport dei ragazzi e di Arcobaleno Sport i medici, i tecnici, gli educatori, i dirigenti... ci è sembrato doveroso sentire an­ che il parere dei diretti in­ teressati, dei ragazzi. Ne ab­ biamo interrogati molti, di­ verse centinaia di Roma, chiedendo loro se ritenevano l’attività sportiva utile, ne­ cessaria o superflua alla loro formazione. Le risposte sono state positive quasi al cento per cento nei riguardi dello sport; la maggior parte del­ le risposte, anzi, hanno rive­ lato una ricchezza di motivi

che ci ha gradevolmente sor­ preso. Pubblicando alcune poche risposte, che però so­ no rappresentative di tutte le altre, anche i lettori reste­ ranno sorpresi dell'atteggia­ mento rettamente sportivo df questi ragazzi che troppo spesso siamo portati a consi­ derare soltanto dei tifosi. « Ritengo lo sport cosa uti­ lissima. Nella vita infatti non vi sono sempre rose e fiori, ma anche delusioni. E nello sport bisogna sap.r pei d re senza rammarico. Nella vita non bisogna sperare in una

carriera facile: ebbene una cosa che ci aiuta a non cre­ scere con inutili presunzioni è lo sport» (Francesco B. -

perfluo è il culturismo che molti praticano per gonfiare i muscoli e farsi così vedere muscolosi » Paolo P. - II Me­

II Media).

dia).

« Lo sport non è dannoso quando non se ne fa più del prestabilito, quando non dan­ neggia lo studio. Facendone un poco al giorno non è dan­ noso, anzi aiuta la crescita del ragazzo » (Giacomo M. -

« Io credo — e anche i me­ dici lo affermano — che lo sport è utile ad un ragazzo. Prima di tutto perché irro­ bustisce il fìsico e dà una certa personalità, poi perché — cosa più importante — fa diventare leali, sinceri e ci aiuta a vincere le tentazioni, insegnando a sapersi control­ lare e difendere » (Roberto V.

I Media). « Lo sport a me piace mol­ to sia come svago sia come utilità per il mio organismo. Lo sport che ritengo sia su­

- II Media). STADIUM ❖ PAG. 5


""" PALLACANESTRO

C.C.C. Napoli - Basket Riva Trento 52 a 31 (Arb.: Stefanutti-Degli Esposti) C.C.C. Napoli: Cappiello 6, Catania 2, Terraciano 4, Menniti 15, Marziani 12, Capucci 8, Arapaia 2, Vata, Manfregola 2, Leone 1. Basket Riva Trento: Verone­ se 4, Tolotti, Betta 2, Armici, Morellato 8, Montagna, Galas, Santini 17.

Pavoniana Milano - Delfino Pe­ saro 51 a 40 (Arb.: Stramaccioni-De Vito) Pavoniana Milano: Zanetti, Galimberti, Arlati 16, Magnabosco. Buschi 25, Musazzi, Oli­ vi. Brivio 2, Fregoni 8, Ma­ gnani Delfino Pesaro: Battisudo 6, Nacci. Edera, Ercolesi 2, Cortiglioni 13, Poderi 10, Antonelli, Bocci, Benelli 9. C C C. Napoli - Delfino Pesaro 45 a 38 (Arb.: Righi-De Vito) C.C.C. Napoli: Cappiello 2, Catania 5, Terraciano 4, Menniti 17, Marziani 13, Capucci 2, Arnaia, Autore, Manfregola, Leone 2. Delfino Pesaro: Battisudo 8, Nacci Edera, Ercolesi 5, Corriglioni 11, Poderi 9, Antonelli, Bocci. Benelli 5. Pavoniana Milano - Basket Riva Trento 57 a 50 (Arb.: Mas­ sose-Agnoletti) Pavoniana Milano: Zanetti, Galimberti, Arlati 19, Magnahosco, Buschi 25, Musazzi 1, Olivi Brivio 6, Fregoni 2, Ma­ gnani 4. Basket Riva Trento: Verone­ se 2. Tolotti, Berlanda, Betta 11. Armici, Marellato 16, Mon­ tagna. Galas, Santini 21.

NCASTONATO al cen­

CAMPIONATO NAZIONALE PALLACANESTRO ALLIEVI

tro della settimana riJ minese, il torneo finale

di pallacanestro ha tenuto fede alle sue tradizioni di tecnica e di agonismo, creando nel pubblico e ne­ gli intenditori un crescen­ do di interesse che ha rag­ giunto un vertice insolito negli incontri dell’ultimo giorno, praticamente tutte partite da finale, o per il primo, o per il terzo posto. Ma senza farvi una cro­ nistoria di tutti gli incontri, cronaca che potrebbe di­ venire monotona e fredda, è forse meglio presentarvi le squadre ad una, ad una, come sono apparse nelle tre giornate delle finali. Eccovi dapprima g l i « Allievi », orgoglio e van­ to del Centro Sportivo Ita­ liano, poiché solo ad esso appartengono, e perchè il loro è il solo campionato giovanile di tutta l’attività cestistica italiana che per­ mette ai ragazzi, che non hanno la fortuna di appar­ tenere a squadre di I Se­ rie, di incontrarsi in finali nazionali: ragazzi di tutta Italia, dall’estremo Nord, fino alla squadra più me­ ridionale, hanno la possibi­ lità di diventare campioni italiani. Luigi Riccardi

Milano Cremona Brescia Bergamo

Milano

Torino Alessandria Biella

Torino

Milano R. Emilia Bologna Modena Piacenza

R. Emilia

Chiavari Genova

Chiavari

Trento Padova Trieste

Trento Padova Trieste

Gualdo T. Gubbio

Gualdo T.

Roma Formia

Roma

Pesaro Ancona

Pesaro

R. Calabria

|

Milano Pavoniana

Pesaro

R. Calabria

Napoli

Brindisi Ta ranto Bari Napoli Avellino Benevento

Trieste

Brindisi

1

Napoli

Delfino Pesaro - Basket Riva Trento 53 a 49 (Arb.: Stramaccioni-Massese) Delfino Pesaro: Battisodo, Nacci, Edera 8, Ercolesi 8, Cortiglioni 4, Poderi 15, Antonelli, Bocci 8, Benelli 10. Basket Riva Trento: Verone­ se 4 Tolotti, Berlanda, Betta 4, Armici, Marellato 24, Montagna, Galas, Sartori, Santini 17. Pavoniana Milano - C.C.C. Na­ poli 75 a 55 (Arb.: Stefanutti-Fioretti) Pavoniana Milano: Zanetti, Galimberti, Arlati 21, Magnabosco, Buschi 34, Musazzi, Oli­ vi 1. Brivio 6, Fregoni, Mugnani 13. C.C.C. Napoli: Cappiello 12, Catania 2, Terraciano 3, Menniti 19, Marziani 7, Capucci 12, Arpaia, Vasta, Manfregola, Leone.

juniores

PAVONIANA-MONZA

C.C.C.-NAPOLI

E’ un arco teso quando si difende, un arco che all’im­ provviso fa partire una freccia guizzante e imprendibile: Buschi, che in contropiede conclude in tutti i modi e da qualsiasi posizione, e che bene tira in sospensione ed è pronto su rimbalzi offensivi. Accanto al «goleador» brillante il guizzante Arlati; bravissimi sui rimbalzi difensivi Brivio e Dugnani che hanno nelle braccia la potenza per i lanci lunghi in contropiede. La Pavoniana difende con un’aggressiva 1-2-2, ed attacca con movimento continuo con cinque fuori. Aveva un gran vantaggio sugli avversari: poteva utilizzare tutti i 10 giocatori. In complesso quindi una squadra intelligente, con un gioco moderno e che chiaramente ha meritato il titolo.

Irruenza, prontezza nello sfruttare ogni minimo errore, ogni più piccola disattenzione degli avversari, ed ecco così la compagine napoletana creare la più bella sorpresa delle finali di Rimini. Marziani e Menniti i più brillanti nelle offensive, Leone il migliore in difesa e forse il più utile di tutti anche in attacco, e accanto a loro molto bravi, specie nell’ultima par­ tita, Capucci e Catania. Commovente l’impegno, il desiderio di vittoria, ma spe­ cialmente la sportività con cui hanno saputo vincere e per­ dere, guadagnando le simpatie di tutti, spettatori ed avversari. Il Napoli ha sempre difeso con la 1-2-2, ed ha attaccato con un pivot e quattro esterni.

Ideal-standard Brescia - Ricciar­ di Taranto 62 a 53 (Arb.: De­ gli Esposti-Bettazzi) Idealstandard: Albini 11, Ma­ nessi 6, Gabusi 20, Lavini, Mandini 2, Bonesi, Saetti 2, Pegorere 8, Omazzi 13, Bresolin. Ricciardi: Barisciano V., Lom­ bardi 5, Barisciano U. 2, D’Elia 5, Rundo 26, Grillo, Vermaglione 15, Marangeli, Viglione.

ni, Aloise 8, Bigozzi 8, Pupilli 10, Romiti 2, Polenta 10.

Pierobon Padova - Juvenilia An­ cona 64 a 40 (Arb.: FiorettiMassese) Pierobon: Anseimi 2, Forti 6, Rossi, Ogniben 6, Bassi, Danieletto 24, Pandini 7, Campolùcci 19, Coppo. Juvenilia: Cantarmi 2, Moro-

Idealstandard Brescia - Juveni­ lia Ancona 54 a 28 (Arb.: Stefanutti-Stramaccioni ) Idealstandard: Albini 6, Ga­ busi 13, Mondini 2, Pegorer 9, Bresolin 1, Manessi 10, Ornassi 11, Lavini, Bonesi 2, Saetti. Juvenilia: Cantarini 2, Moro­ ni 1, Aloisi 2, Bigozzi 12, Pu­ pilli 6, Romiti 2, Polenta 3.

PAG. 6 ❖ STADIUM

Pierobon Padova - Ricciardi Ta­ ranto 84 a 41 (Arb.: FiorettiBettazzi) Pierobon: Anseimi 2, Forti 2, Rossi 4, Ogniben 2, Bassi, Danieletto 13, Pandini 12, Campolucci 20, Coppo 11, Della Pen­ na 18. Ricciardi: Barisciano V., Lom­ bardi 5, Vermaglione 3, Maran­ geli 2, Barisciano U. 4, D’Elia 6, Rundo 32, Grillo 8, Viglio­ ne 1.

Ricciardi Taranto - Juvenilia An­ cona 71 a 40 (Arb.: RighiAgnoletti)

Ricciardi: Barisciano V. 2, Lombardi 5, Vermaglione 2, Marangeli’ 5, Barisciano U. 6, D’Elia 2, Rundo 41, Grillo 4, Viglione 4. Juvenilia: Cantarini 6, Moro­ ni 3, Aloise 14, Bigozzi 14, Pu­ pilli 6, Romiti, Polenta 7.

Ideal-standard Brescia - Piero­ bon Padova 68 a 44 (Arb.: Degli Esposti-Bettazzi) Idealstandard: Albini, Gabusi 27, Mondini 1, Pegorer 10, Bre­ solin 2, Manessi 5, Ornassi 15, Amadini 6, Bonzi 2, Saetti. Pierobon: Anseimi, Forti 6, Rossi, Ogniben 3, Bassi 4, Danieletto 2, Pandini 1, Campolucci 13, Coppo 9, Della Pen­ na 6.


nel campionato “allievi,, unico del basket

italiano la PAVONÌANA (Monza), negli ‘‘juniores,, I IDEAL-SlANDARD (Brescia) CAMPIONATO NAZIONALE PALLACANESTRO JUNIORES Brescia Milana Lodi Torino Biella Acqui

Siena

Genova Chiavari La Spezia

Genova

Trento

Trento

Padova Treviso Rovigo Verona Vicenza Feltre

Padova

Mantova R. Emilia Bologna

Mantova

Udine Trieste

Udina

Gualdo T. Termoli

Gualdo T. Termoli

Latina Roma

Latina

Ancona Pesaro

Ancona

R. Calabria Cosenza

R Calabria

Messina Caltanissetta Caltagirone

Messina

Avellino Napoli Pagani

Padova Pierobon

-

|

Taranto

IDEAL STANDARD ■ BRESCIA Veramente meritevole del successo il quintetto bresciano ha dato spettacolo per vitalità, precisione di tiro, ed anche per correttezza esemplar® in campo e fuori. Pur avendo in Gabusi il suo uomo piu appariscente, l’Ideal ha vinto perchè ha avuto tutti i suoi atleti all’altezza di ogni situazione, cementati da una vera amicizia. Potremmo ancora citare Pegorer, Ornassi, Mondini, o qualsiasi altro, ma secondo noi eha vinto l’assieme. Micidiale per tutti gli avversari la zona 2-3, mobilissima e prontissima a far partire un contropiede che lascia sempre il segno, e sul referto e sul morale, l’Ideal giostra assai bene anche in attacco, preparata come è contro qualsiasi tipo di difesa.

Brescia Ideal standard

Siena

Taranto Bari

I

Brescia

Brescia Idealstandard

PIEROBON-PADOVA Ancona Juvenilia

Più che sui piano della tecnica, battuti sul piano psicologico I patavini. Superati agevolmente Taranto ed Ancona, i fagazzi di Pregónese sono scesi in campo per l’ultima partita con la loro solita sicurezza di vincere: mai In tutto il campionato, mai In tutta la stagione sportiva, erano stati duramente impegnati. Per loro, la vittoria era la conseguenza logica di ogni partita. • . . La grinta, la decisione del Brescia, sono state per loro una novità, a cui non erano preparati sul piano morale, e forse anche su quello tecnico, se mai sono riusciti a giocare in velocità, se mai hanno saputo mutare la loro 1-3-1 offensiva, tanto bene controllata dai bresciani. Lo scoraggiamento il non riuscire a capire perchè anche quell’incontro non filava via liscio come tutti gli altri, ha messo in difficoltà anche la difesa « a uomo », che troppe volte ha lasciato inspìegabile via libera ai nuovi campioni.

Taranto Amatori Ricciardi

Avellino

BASKET RIVA TN Un quintetto base molto in gamba, ma cinque rincalzi troppo piccoli e immaturi, que­ sto il dramma di Molassini, ottimo allenatore della squa­ dra trentina. Generose oltre ogni imma­ ginazione le prestazioni di Morellatp (come tecnica pura for­ se il migliore di tutti gli ''al­ lievi" visti a Rimini), di Santi­ ni (con azzeccato umorismo so­ prannominato "Pluto”). del ro­ busto Betta, del tranquillo Ar­ mici e del piccolo Veronese, ma se la zona 2-3 ha sempre ben difeso, le semplici e ben congegnate manovre di attac­ co (sempre 4 fuori e un pivot) mancavano di mordente negli ultimi minuti per la stanchez­ za che faceva presa su gambe e riflessi.

RICCIARDI-TARANTO Speriamo che sia un’utile esperienza. Entusiasti, dirigenti, tecnici ed atleti della società tarantina sono venuti a Rimini per portare a casa l’ambito titolo di campioni d’Italia, ma già il primo incontro ha messo sulle ginocchia la Ricciardi, riportandola alla realtà. Troppi errori nella coraggiosa difesa a uomo, troppi personalismi iti attacco, ed anche di giocatori non sufficientemente completi tecnicamente, hanno dimostrato che ancora molto, pur essendo sulla buona strada, devono lavorare Rundo e compagni, per arrivare a quei successi che indubbiamente la loro società merita.

DELFiNO-PESARO Aiutata dal sempre generoso Fava, che nonostante i suoi impegni e la sua gloria spor­ tiva, sia come allenatore che come giocatore, non ha sapu­ to dir di no ai simpaticissimi ragazzini della « Delfino », la compagine pesarese, pur pale­ sando notevoli lacune tecniche individuali e di squadra, ha saputo impegnare tutte le av­ versarie al massimo delle loro possibilità. Eccezionali le prestazioni di Poderi, un mancino dall’ele­ vazione fuori del comune e dal­ la perfetta scelta di tempo ne­ gli interventi difensivi. Ottimo e pericoloso anche. Cqrtiglioni. Da notare che tutti i ragazzi sono del '48 : pensiamo che una finalista per il 1965 sia già trovata.

JUVENILIA-ANCONA Sfortunata, oltre che incompleta, la squadra di Ancona non ha potuto che mettere in mostra agonismo, volontà ed entusiasmo. Onore a tutti, a Cantarmi, a Polenta c ai loro compagni, per la lezione di sportività che tanto avrebbe fatto bene ai professionisti. Pur vedendo inutili le loro incerte azioni di attacco, pur accorgendosi che la loro 2-1-2 non èra sufficientemente mobile per fermare le più agguerrite avversarle, mai gli anconetani hanno rinunciato alta lotta,

STAlDULibM » IPAC.

1


Impegno agonistico e buona tecnica hanno dimostrato quasi tutte le squadre

L'U S A D R IA T IC A di Portorecanati conquista il titolo dopo un ’avvincente e drammatica contesa con il C.O.S. di Latina


CAMPIONATO NAZIONALE PALLAVOLO ALLIEVI

9 ERA una volta... il < clima > delle Finali. Questa breve sintesi sulle Finali dei Campionati Nazionali di palla­ volo deve proprio iniziare con un accorato richiamo... ai tempi belli dè na vorta, quando gli epici scontri fra Alce e Remedello, fra Robur e Concordia, e quelli piu vicini tra A via Pervia e Alce, pur mantenendosi in un clima incande­ scente di puro agonismo, non trascendevano mai in quel dele­ terio antagonismo che l’imperante malcostume sportivo ha fatto dilagare su tutti i campi dello sport professionistico, e che pian piano sta contaminando anche quelli delle discipline sportive più pure. In passato le finali si svolgevano in un < clima» idilliaco: si aveva rispetto e considerazione per gh avversari, il rispetto degli arbitri era il distintivo più bello dei nostri atleti, l’abbraccio terminale fra le due squadre, che pur sino a pochi istanti prima avevano profuso le loro migliori energie per aggiudicarsi lealmente e sportivamente l’altissima posta, era il suggello più bello e commovente delle Finali. A Rimini invece si è vissuto in un < clima » teso, ner­ voso, che ha notevolmente abbassato il livello tecnico della manifestazione. Nella « famiglia » del Centro Sportivo Italiano si deve sempre gareggiare per i più puri ideali dello sport. I postulati del C.S.I. devono essere sempre ben presenti ai Dirigenti ed agli atleti anche nei momenti più delicati di un incontro, anzi proprio allora, in modo da dare sempre testi­ monianza a tutti, ma principalmente a noi stessi di cavalleria, sportività e formazione cristiana! Innanzi tutto ci è di soddisfazione evidenziare che il li­ vello tecnico delle squadre è migliorato in senso generale e di conseguenza tutti gli incontri hanno avuto gli stessi palpi­ tanti motivi d’incertezza e di alta drammaticità. Il divario tecnico fra Nord e Sud, estremi limiti di paragone, si è sensi­ bilmente attenuato e finalmente le due squadre del Sud hanno ceduto ad altri la scomodissima ultima poltrona, anche se negli Juniores questo fatto potrebbe essere stato determinato da un insieme di fattori imprevisti e imponderabili. Altra confortante nota tecnica l’assimilazione da parte della maggioranza delle squadre presenti dei più moderni con­ cetti di gioco. Si sono viste squadre affiatate, ben amalga­ mate. pronte alle coperture, con una chiara percezione degli schemi di gioco, tutte in possesso di un buona ricezione e con una buona impostazione tattica. In poche parole non si sono viste squadre valide nei singoli ma incapaci di giostrare sul campo, al contrario si sono viste pochissime individualità di rilievo, ma maggiore consistenza di gioco collettivo. Ed essen­ do la pallavolo uno sport eminentemente corale, pensiamo che le nostre squadre abbiano imbroccato la strada giusta. Giusta anche per il fatto che gli atleti nella quasi totalità erano ben impostati nei fondamentali e fisicamente, salvo rare ecce­ zioni, erano validi e ben preparati. Come potrete notare esteriormente nulla mancava ai no­ stri atleti per ben figurare in una contesa agonistica: ma come detto in apertura essi non avevano quel substrato ideale per far assurgere la manifestazione a quel livello esaltante per Io sport che in passato ha caratterizzato le Finali del C.S.I. Concludiamo quindi queste nostre brevissime note con un vibrante appello ai Dirigenti, agli allenatori che nell’ambito della grande famiglia del C.S.I. quotidianamente si sacrificano e si impegnano per trasmettere ai giovani il loro entusiasmo e la loro tecnica: cercate di vedere nei giovani che la Prov­ videnza vi affida non soltanfod egli atleti da formare tecni­ camente, ma degli uomini che attraverso la pallavolo deb­ bono formarsi moralmente e spiritualmente.

C

Filippo Dragotto

Reggio Calabria

Reggio Calabria

Messina

Messina

Bari Taranto Molletta

Bari

Benevento Aversa Napoli Castellammare di S.

Castellammare di S.

Firenze Pisa Livorno Siena

Firen za

Aosta Cuneo Novara Torino

Cuneo

Bergamo Brescia Cremona Milano

Milano

Genova

Genova

Roma

Roma

Cagliari

Cagliari

Perugia Terni

Terni

Ancona Pesaro

Ancona

Avezzano

Avezzano

Fori! Modena Parma Piacenza Ravenna Reggio E.

Ravenna

Trento

Trento

Vittorio V. Rovigo Verona Vicenza

Rovigo

Gorizia Udine

Gorizia

MAGGIO mattina, è [ giunto il grande mo­ mento atteso per tutto un anno qui, nella ridente e ospitalissima città di Rimini ~ stanno per avere inizio le ga­ re valevoli per la conquista dei titoli Allievi e Juniores di Pal" lavolo. Sul campo approntato nel Teatro Comunale sono già scese in campo per la prima .partita della finale Allievi le squa­ dre dell’Italsider Genova e del­ la Virtus Falconara. All'inizio del gioco, forse perché emozio­ nati a causa dell’esordio in ga­ re di così alto prestigio, i ra­ gazzi della Virtus cedono im­ mediatamente vantaggi ai più esperti avversari, i quali è giu­ sto ricordarlo, si piazzarono al

La squadra allievi dei VV.FF. Casadio di Ravenna, campione nazionale della categoria PAG. 10 ❖ STADIUM

Messina CSI San Giuliano

Genova G. S. Italsider

Ravenna G.S. VV.F. Casadio

Ancona U.S. Virtu* Falcon.

Ravenna G.S. VV.F. Casadio

secondo posto assoluto lo scor­ so anno a Napoli; per cui non fanno mistero della loro inten­ zione di aspirare al successo pieno. Comunque il gioco ad un cer­ to momento si fà più equili­ brato per via del forte attacco dei genovesi, ben contenuto del resto dalla forte difesa della Virtus, la quale capitola però definitivamente, solo dopo la metà del secondo set. Il risili tato è quindi di due a zero a favore dei' liguri. Dopo un breve intervallo si presentano in campo i VV.F. di Ravenna e la San Giuliano di Messina. L'attenzione di tutti si ridesta poiché i VV.F. a detta di chi se ne intende, sono can­ didati al successo finale. Dal suo canto la San Giuliano è una conoscenza, avendo vecchia ________ partecipato pur se con alterna fortuna, a svariate finali nazio­ nali: si spera quindi che rin­ contro raggiunga un livello tec­ nico alquanto elevato. Invece fin dalle prime bat­ tute si denota il grande diva­ rio esistente tra le due compa­ gini, anche se i Messinesi pos­ sono accampare la valida scu­ sante di essere largamente in­ completi per via che parecchi titolari non sono venuti essendo impegnati con la scuola. Malgrado ciò i VV.FF. sono . pipni di grinta, e il_____ __ loro „gioco è egualmente potente come se di fronte avessero una squadra di maggiore, levatura tecnica. E' evidente che vogliono arric­ chire la serie dei successi con­ seguiti nell’annata, per cui non si concedono distrazioni di sor­ ta ed alla fine hanno ragione per due a zero del San Giulia­ no con i risultati di 15-5 e 15-2 che non danno adito a recrimi­ nazioni. Eccoci intanto giunti al primo incontro della cate-

goria Juniores. Scendono in campo la compagine più anzia­ na dei VV.FF. di Ravenna con­ tro la C.E.F. di Palermo. Questa ultima si presenta come una incognita, ma alla fine si potrà riscontrare che l’unico difetto dei palermitani è la mancanza di esperienza di gare nazionali, unita ad una carenza di grinta, virtù queste che qualora la compagine sicula dovesse tro­ varle, la porterebbero a rag­ giungere lan buon posto nella scala dei valori giovanili nazionali. Inutile dire che i VV.FF., naturalmente candidati alla vit­ toria finale anche per questa categoria, riescono ad avere ben prèsto ragione dei palermitani e si aggiudicano rincontro per due a zero. La seconda partita del­ la prima giornata juniores ve­ de di fronte la Ruini di Firen­ ze e la Virtus di Falconara Quest’ultima si rivela subito per quello che è, un complesso cioè omogeneo e fortissimo in di­ fesa. Di sicuro c’è che le è andata male nel primo set quando, conducendo per 12 a 4, si è fat­ ta. prima rimontare, e poi batno compatti come squadra, ma senz’altro più forti all'attacco. Il secondo set comunque è vin­ to' dalla Virtus per 15 a 8, ma alla line l'esperienza si fa va­ lere e il Ruini si aggiudica l'in­ contro per due a uno. Dopo il pranzo e il riposo pomeridiano, si riprende con gli incontri . della seconda •giornata categoria Allievi; scen­ dono per prime in campo le migliori squadre del lotto e ciqe i VV.FF. Ravenna e l'Italsider. E' indubbio che questo incontro vale una‘finale, ed ò colpa della CTN se in calendario lo si trova al secondo turno.


l’accesa rivalità tra le squadre in campo non ha ostacolato la buona tecniia: ai VV. F. CASADIO di Ravenna i due titoli di altissimo livello agonistico e a tratti anche pregevole sot­ to il punto di vista tecnico. Comunque i VV.FF. hanno fat­ to loro rincontro contenendo il potente finale degli avver­ sari. Nella seconda partita Juniores, i siciliani della San Giu­ liano riescono nella bellissima impresa, non preventivata, di far fuori gli avversari della Virtus di Falconara. Si è trattato di un incon­ tro che ha trascinato all’entu­ siasmo se è vero come è ve­ ro che ad un certo punto, il compassatissimo avvocato Fio­ rio, dimentico di essere un componente della Commissio­ ne Nazionale, si è messo a fare un tifo infernale dedi­ cato imparzialmente però a tutte e due le contendenti. Lo incontro molto tirato, nel pri­ mo set ha veduto cambi alter­ ni nella prima parte; un netto vantaggio della Virtus nella se­ conda, fino a 12 a 7, e bella rimonta della San Giuliano che strappa per ben sei volte la battuta agli avversari, prima che questi riescano a fare un altro punto. Senza storia il secondo set mentre in quello decisivo equilibrio sino all’un­

Comunque cosa fatta capo ha e le recriminazioni sono inutili. Però un qual certo rammarico serpeggia in tutti se si pensa a come è stato situato in calen­ dario questo incontro, perché se è vero che i VV.FF. se lo so­ no aggiudicato è anche vero che avrebbero potuto perderlo! Difatti la partita ha avuto fasi alterne: i genovesi con un più preciso gioco d'attacco e ap­ profittando di alcuni squilibri verificantisi nei muri avversari, hanno acquistato un notevole vantaggio tanto che nel primo set conducevano per 12 a 6. Senonché hanno forse com­ messo l’errore di sottovaluta­ re l’avversario, cosa questa che con squadre tipo Ravenna non deve accadere mai; difatti i VV.FF. hanno immediatamen­ te approfittato del rilassamen­ to avversario per attuare lo incredibile rimonta, fino al punto che l'Italsider è crolla­ ta di schianto lasciando gli av­ versari non solo il primo set, ma anche un vantaggio di 13 a 7 nel secondo. A questo punto è stata la volta dei genovesi di tentare l’impossibile e ciò ha permes­ so di ammirare una pallavolo

dici pari, poi il San Giulia­ no trova il giusto ritmo allo attacco e passa facilmente la debole difesa agli avversari aggiudicandosi il set per 15-11. Si passa adesso agli incon­ tri della seconda giornata Juniores. Si comincia con Virtus Falconara e CEF Palermo. La partita, forse la più scialba fra tutte quelle finora disputate si ravviva solo nel finale del se­ condo set. Forse comincia ad affiorare la stanchezza per gli incontri sostenuti nella mattinata. Vin­ ce la Virtus che ha saputo im­ primere un ritmo più sostenu­ to e continuo alle sue azioni, e che nel finale non si è fat­ ta prendere dal nervosismo, lasciando invece che ne rima­ nessero vittima gli avversari, dei quali poi ha potuto di­ sporre a piacimento. Dopo il solito breve inter­ vallo, eccoci all’incontro che doveva rivelarsi il più dram­ matico di tutti, intendiamo parlare di Ruini-VV.FF. Raven­ na. Cosa sia accaduto alla squa­ dra di Costa proprio non lo sappiamo ! Paura forse degli avversari? Improvviso abbassa­ mento di forma? Non siamo in grado ripetia-

CAMPIONATO NAZIONALE PALLAVOLO JUNIORES Cosenza Reggio Calabria

Cosenza

Enna Messina Palermo Siracusa

Palermo

Bari Brindisi Lecce Taranto Molletta

Bari

Avellino Benevento Aversa Napoli

Napoli

Matera

।

-

Matera

Firenze Grosseto Pisa Siena

Firenze

Alessandria Aosta Cuneo Novara Torino Biella Acqui

Torino

Bergamo Brescia Cremona Milano

Milano

Genova La Spezia Chiavari

Genova

Sora Roma Gaeta

Roma

_ Firenze W. F. Ruini

Ravenna VV. F. Casadio

Cagliari

1

Cagliari

Perugia Terni

1 I

Terni

Ancona Pesaro

|

Ancona

Avezzano

|

Avezzano

Mantova Bologna Forlì Modena Parma Piacenza Ravenna Reggio Emilia

Trento

Palermo U.S. C.E.F.

Ancona Virtus Falcon.

I ■

Trento

Treviso

Gorizia Udine Trieste

Trieste

ITALSIDER-VIRTUS FALCONARA 2-0 (15-9; 15-9), arbitri: Tosca­ nella, Casadei, Sarcià. VV. F. CASADIO-SAN GIULIANO 2-0 (15-5; 15-2), arbitri: Bonuzzi, Tarozzi, Pasini. VV. F. CASADIO-ITALSIDER 2-0 (16-14; 15-11), arbitri: Guz­ zardi, Maioglio, Casadei. S. GIULIANO-VIRTUS FALCONARA 2-1 (16-14; 6-15; 15-11), arbitri: Benuzzi, Tarozzi, Pasini. ITALSIDER-SAN GIULIANO 2-0 (15-6; 15-3), arbitri: Benuzzi, Casadei, Pasini. VV. F. CASADIO-VIRTUS FALCONARA 2-0 (15-10; 15-13), ar­ bitri: Toscanella, Tarozzi, Maioglio.

Classifica generale 1) 2) 3) 4)

VV. F. CASADIO (RAVENNA) U. S. ITALSIDER (GENOVA) SAN GIULIANO (MESSINA) VIRTUS FALCON. (ANCONA)

mo, di poter dire nulla se non che abbiamo visto una Ruini, carica di una tale forza di vo­ lontà, da soverchiare gli av­ versari i quali solo a tratti hanno potuto mettere in mostra la loro maggiore organicità di squadra ed una maggiore po­ tenza d’attacco. . . Ma quando la partita si e spostata nel campo dell'agoni­ smo puro la maggior carica agonistica della Ruini ha avu­ to ragione degli avversari ed è riuscita ad aggiudicarsi la par­ tita per due a uno. Questo il responso del campo, perchè purtroppo ed aggiungiamo giu­ stamente, per via d’un recla­ mo presentato dal Ravenna per errore tecnico dell’arbitro lo incontro è stato annullato ed è stato ripetuto. Naturalmen­ te il risultato è cambiato per­ chè il Ravenna ha tratto for­ za dal fortunato « recupero » che ripetiamo, è stato giusto; mentre il Ruini si è disunito e non è stato in grado di po­ ter ripetere la bella impresa precedente. Ci dispiace natu­ ralmente per i Fiorentini, ma talvolta le gare si vincono an­ che con i regolamenti e siamo certi che anche loro avrebbe­ ro agito come ha agito il Ra­ venna. Ed eccoci giunti al 28 mattina con gli ultimi incon­ tri in programma. Nella categoria Allievi, il Ra­ venna già assapora la vittoria finale, mentre dal canto suo la Italsider spera che la Virtus riesca a fermare i Ravennati, ed è fidando nel proverbio che dice «aiutati che Dio ti aiuta», che l’Italsider si libera dello incomodo chiamato San Giulia­ no con un secco due a zero, mentre i sets li chiude uno 15-6 e l’altro 15-3. E' naturale che non appena ha inizio Ravenna-Virtus il ti­ fo è tutto per questi ultimi i quali è bene dirlo subito, si sono battuti al massimo delle possibilità e ad un certo pun­ to avevano fatto sperare bene all’Italsider, ma i VV.FF., in

p. p. p. p.

6 4 2 0

possesso di una saldezza mora­ le più unica che rara, sono riusciti a contenere gli avver­ sari e a inchiodarli sul 15-10 e 15-13. Pertanto dopo questa partita la VV.FF. Casadio di Ravenna si laurea Campione Italiano CSI 1964. Le due ulti­ me partite Juniores vedono la Ruini, forse perché ancora sot­ to l’incubo di quanto le è ca­ pitato con il Ravenna, soc­ combere davanti ai palermita­ ni per uno scarto minimo il che sta proprio a dimostrare quanto abbiamo detto in precedenza. Nell’ultimo incon­ tro la Virtus intravede la pos­ sibilità di uno spareggio per l’assegnazione del titolo, con il Ravenna, essendo questa a quo­ ta 4 e la Virtus a quota 2. Pertanto la partenza dei mar­ chigiani è a razzo, e prenden­ do in contropiede gli avversa­ ri si aggiudicano il primo set per 15 a 12. A questo punto sfamo certi che gli uomini di Costa hanno tremato e questo tremore li deve avere ac­ compagnati per tutto U se­ condo set che non vogliamo commentare, ma del quale dia­ mo subito il risultato che si commenta da se: 17-15 a fa­ vore del Ravenna. E' proprio vero, la fortuna si allea sempre con i più for­ ti, perchè in effetti i VV.FF. sono il complesso migliore, 0 dopo aver ripreso per i capel­ li quel secondo set, che in ca­ so contrario li avrebbe co­ stretti ad uno spareggio, si ag­ giudicano con facilità il terzo, anche perché la Virtus si è resa conto che contro gli uo­ mini si può combattere, ma contro il destino no! Figuria­ moci Costa; non è cosa di tutti i giorni sentirsi bicampioni. Certe cose una volta ca­ pitavano solo al suo amicone Anderlini per cui possiamo di­ re « Costa o l’imitazione di Franco ». Pietro Floriano

GLI INCONTRI DELLA CATEGORIA JUNIORES VV. F. CASADIO-U.S.C.E.F. 2-0 (15-6; 15-9), arbitri: Guzzardi, Sarcià, Maioglio. VV. F. RUINI-VIRTUS FALCONARA 2-1 (15-12; 8-15; 15-7), ar­ bitri: Toscanella, Tarozzi, Pasini. VIRTUS FALCONARA-U.S.C.E.F. 2-0 (15-5; 15-12), arbitri: Guzzardi, Casadei, Sarcià. VV. F. CASADIO- VV. F. RUINI 2-0 (15-7; 15-10), arbitri: Guzzardi, Grasso, Sarcià. U.S.C.E.F.-VV. F. RUINI 2-0 (15-13; 15-10), arbitri: Benuzzi, Sarcià, Pasini. VV. F. CASADIO-VIRTUS FALCONARA 2-1 (12-15; 17-15; 15-8), arbitri: Guzzardi, Tarozzi, Maioglio.

Ravenna

Padova Rovigo Treviso Verona Vicenza Vittorio V.

GLI INCONTRI DELLA CATEGORIA ALLIEVI

_ Ravenna VV.F. Casadio

Classifica generale 1) 2) 3) 4)

VV. F. CASADIO (RAVENNA) VIRTUS FALCON. (ANCONA) U. S. C. E. F. (PALERMO) VV. F. RUINI (FIRENZE)

p. p. p. p.

6 4 2 2

STADIUM ❖ PAG. 11


studenti agli esami della finalissima del “Criterium,, GROSSETO, sul nuovissi­ mo campo - scuola intito­ lato alla memoria dì Bru­ no Zauli che l'aveva voluto e per il quale aveva profuso tutte le sue energie, si è concluso, con la finalissima, il "criterium stu­ dentesco 1964". Alle gare di finale per le va­ rie specialità erano stati am­ messi ì 12 vincitori dei crite­ rium interregionali del 24 mag­ gio scorso, quindi, in partenza, si poteva contare sulla "crema” più assoluta in fatto di atletica giovanile scolastica. In verità, la manifestazione poteva dire, dal lato tecnico qualche cosa di più. Indubbtamente il vento che spirava in senso contrario in molte gare ha disturbato i giovani parteci­ panti, privandoli di risultati mi­ gliori, ma nel suo complesso, anche con ('handicap suddetto si potevano prevedere presta­ zioni indubbiamente migliori. C'è anche da considerare che queste finali giungono, a fine anno scolastico e che tutti que­ sti ragazzi (chi più e chi meno) debbono anche pensare a scru­ tini, esami, riparazioni, lascian­ do, quindi, molte volte da par­ te (e vorremmo vedere il con­ trario!) il loro sport preterito. Comunque.- come sempre ac­ cade, la giornata atletica è sta­ ta costantemente viva ed ha tenuto desto l'entusiasmo e la attenzione del numerosissimo pubblico presente. Non sono mancate autorità sportive e ci­ vili, fra le quali il presidente della FIDAL cap. Poh, il coni. Lucio D'Arconte, capo dell'ispet­ torato EFS del Ministero della P.I., il prefetto di Grosseto, il sindaco, autorità militari, i sigg. Provveditori agli Studi di Gros­ seto e Arezzo.

fiava trasversalmente alla bat­ tuta dell'atleta, lo ha privato di misure veramente eccellenti. Spencer saltava con grande stila 1’1,93 alla prima prova; chiede­ va 1’1,97, lo falliva nettamente, al primo salto. Ritentava, ma il vento, sempre più intenso, lo costringeva a rinunciare. Spencer è atleta dai grandis­ simi mezzi naturali. Giovanis­ simo potrà diventare un grosso nome nell'atletica italiana, sem­ pre che riesca a coordinare mag­ giormente la sua rincorsa, alle volte veramente improntata alla improvvisazione. E quando si cercano di scalare "vette" vicino ai due metri, aH'improvvisazione non si può concedere nulla. Dietro di lui, Ciceri si è ripetuto sullT,84, mentre Sanfratello è passato da 1,75 a 1,81, alla pari di Evangelista.

A

LE GARE Diciamo subito che rispetto alle semifinali del 24 maggio, tre gare hanno avuto un risul­ tato tecnico migliore, (peso, cento, asta), un’altra ha egua­ gliato la prestazione (staffetta) e contemporaneamente anche il record nazionale. Le altre specialità, per varii motivi, sono state, al di sotto dei risultati acquisiti. 80 ostacoli — Dopo due bat­ terie tranquille, la finale dei primi vedeva i sei migliori sui blocchi di partenza. Molto ner­ vosismo e il patavino Ziglio si faceva richiamare dal giudice per una falsa partenza. Il ner­ vosismo fra i partecipanti non accennava a diminuire ed al se­ condo appello del giudice, nuo­ vamente si avevano tentativi varii di "bruciare” la gara. Il giudice ripescava Ziglio (che fra l'altro si presentava come uno dei favoriti) in posizione irre­ golare e lo squalificava. A dire il vero, la decisione dello starter ci è apparsa molto precipitosa, anche considerando il fatto che non era stato solo il patavino ad. eventualmente, partire pri-

Salto in lungo — Altra gara attesa e rovinata dal vento. In gara, fra i dodici, Bonecchi di Pisa e Cellario di Reggio Emilia, accreditati di splendide misure vicine ai sette metri. Invece co­ stretti a saltare contro vento i due si sono dovuti acconten­ tare di modeste prestazioni e precisamente 6,65 per il vinci­ tore Bonecchi e 6,48 per Cella­ rio. Altri cinque hanno supera­ to i sei metri.

La finale dei 100 metri piani è stata una di quelle gare agonisticamente valide ma dalle quali si aspettava qualcosa di più sotto il profilo tecnico. Ma è anche da notare che in questa gara più che in ogni altra si è fatta sentire l'influenza negativa del vento. Nella foto i finalisti tagliano il tra­ guardo. Al primo posto La Verda di Vicenza (a sinistra), ma lo affianca Vicardi di Milano (a destra) che si classifica secondo con lo stesso tempo di 10”9. Terzo Agostini di Como in 11”3 (al centro)

ENTUSIASMO E TECNICA ma. Comunque tolto Ziglio, il duello si ristringeva a Petrucci e Cirinesi. I due bravi atleti si contendevano il primato, ma sull’ultimo ostacolo era il romano Petrucci che prevaleva (di pochissimo) sul livornese Ciri­ nesi, che il 24 maggio aveva ottenuto un 10"8 di buona fat­ tura. Metri 100 — Anche nei cento, senza storia le due batterie, se si eccettua la eliminazione del pisano Barale, giunto a Gros­ seto con un discreto 111. In finale, ancora una volta di fron­ te il vicentino La Verda e il milanese Vicardi. I due, che sono fra le tante belle speranze

della velocità italiana, si sono dati strenua battaglia. Vicardi non è riuscito a spuntarla e La Verda, con il suo solito mici­ diale ultimo guizzo, si afferma­ va con 10"9. Stesso tempo per Vicardi. Metri 1000 — Avevamo accen­ nato, commentando lo scorso numero le semifinali del 24 maggio, la strana gara che fece Giometto a Vicenza. Il forte atleta vinse in un modesto 2' 42"8 e con tale tempo poteva anche soccombere nel comples­ so di Grosseto. Ma il "vero” Giometto lo si è visto in finale. Dopo una gara molto tirata, grazie a Bozzini, Rizzo, Gerva-

sini, Ardizzone, sul rettilineo il vicentino era ancora talmente "pronto” e presente in gara che non appena Bozzini (generosis­ simo) forse risentendo dello sforzo, allargava sulla destra, Giometto si buttava a catapulta nel varco aperto e "bruciava” di prepotenza tutti. Il tempo di 2'33" non è eccezionale, ma è pur sempre di ottima fattura. Bozzini era secondo ad un solo decimo, terzo il napoletano Rizzo.

Salto in alto — La prima gara veramente guastata dal vento. Il pisano Spencer si presentava con un prestigioso 1,98 e con la fèrrea intenzione di valicare i due metri, ma il vento che sof­

Salto con l’asta — Nel suo complesso, fa gara migliore del­ la manifestazione. Due atleti su 3,70, tre su 3,50. Non sono cer­ tamente prestazioni da capogiro, ma avere cinque atleti sopra i 3,50 è sempre qualche cosa. Ila vinto il favorito Savino di Trie­ ste, ma la vera rivelazione è stato Ludovisi di Rieti, pure lui a quota 3,70. Savino aveva un personale di 3,65 e Ludovisi di 3,35. Getto del peso — Altra gara di buona evidenza tecnica. Quat­ tro atleti oltre i 16 metri e con il vincitore Guidi di Roma a quota 16,84, primato personale. Bernini che nelle semifinali ave­ va ottenuto 16,24, ha migliorato giungendo secondo, con 16,47. Buone prestazioni anche per Battaglia e Groppelli.

Lanciò del disco — Il favorito Gola che a Fresinone aveva lan­ ciato a metri 46, è stato battuto da un molto regolare vicentino, Valente, che otteneva metri 45,53. Gola 45,9. Prestazioni, nel com­ plesso modeste, ma anche in questa gara la sua buona parte negativa l'ha avuta il solito ven­ to, che ha frenato molti dischi. Staffetta 4x100 — Il quartetto di Milano (Vicardi, Gallar!, Maitilasso, Reati) era solo alla ri­ cerca di un tempo eclatante. Ed ha impostato la sua gara solo su questo. Non ha avuto avver­ sari in grado di seriamente im­ pegnarlo e così i quattro bravis­ simi velocisti si sono ripetuti sul 42"6 già fatto segnare a Vercelli. Dietro a Milano, otti­ ma la gara di Fresinone (43"5), che batteva il quartetto di Tre­ viso. i Aldo Cappellini

le classifiche M. 80 OSTACOLI

SALTO IN LUNGO

1) Petrucci V. (Roma) 11”; 2) Cirines: F. (Livorno) ll'T; 3) Dessy R. (Cagliari) 11” 2; 4) Mondini S. (Bolzano) 1”4; 5) Bazzim A. (Pavia) H”5.

1) Bonechi R. (Pisa) 6,65; 2) Cellario G. P. (R. Emilia) 6’48; 3) Zappa A. (Como) 6,41; 4) Peterlin P. (Milano) 6,39; 5) Valenti S. (Agrigento) 6,35.

M. 100

1) La Verda C. (Vicenza) 10”9; 2) Vicardi A. (Milano) 10"9; 3) Agostini A. (Como) 11"3; 4) Bortoloni V. (Venezia) 11"4; 5) Peloso S. (Roma) 11 "4. M. 1006

1) Giometto S. (Vicenza) 2'33”6; 2) Bozzini G. (Piacenza) 2'33'7; 3) Rizzo E. (Napoli) 2'34"8; 4) Gervasini R. (Vare­ se) 2’35"; 5) Ardizzone G. (Ca­ tania) 2'35 "8.

GETTO DEL PESO

1) Guidi A. (Roma) Bernini L. (Piacenza) Battaglia G. (Vicenza) Groppelli A. (Varese) Zamuner R. (Venezia)

16,84; 16,47; 16,15; 16,11; 15,50.

2) 3) 4) 5)

LANCIO DEL DISCO

1) Valente P. (Vicenza) 45,53; 2) Gola G. (Latina) 45,09; 3) Mancinelli P. G. (Milano) 45,08; 4) De Franzoni C. (Gorizia) 41,34; 5) Rabaglia R. (Parma) 39,77.

SALTO IN ALTO

1) Spencer P. (Pisa) 1,93; 2) Ciceri V । 1 orino) 1,84; 3) San­ fratello A. (Brescia) 1,81; 4) Evangelista R. (Ancona) 1,81; 5) Caravelli G. (Imperia) 1,78. SALTO CON L’ASTA

1) Savino (Trieste) 3,70; 2) Ludovisi (Rieti) 3,70; 3) De Lu­ ca S. (Catania) 3,50; 4) Lacitignola C. (Brindisi) 3,50; 5) Pucci M (Firenze) 3,50.

PAG. 12 ❖ STADIUM

STAFFETTA 4 x 100 1) Vicardi - Gagliardi - Maitilasso - Reati (Milano) 42"6 10; 2) Cocuzzo Conthtti - Bifera Giannuzzi (Fresinone) 43"5 10; 3) Piccin - Calligaris - Narduzzo - Casagrande (Treviso) 43” e 6z10; 4) Agostini - Picariello Sguazzerò - Cima (Como) 43” e 7/10; 5) Cirinesi - Giuliani Pratesi - Lugheri (Livorno) 43"8/10.

Una veduta generale dello Stadio di Grosseto che ha

ospitato

la finale del Criterium Studentesco


Questa pagina è dedicata

alla consulenza tecnica, organizzativa e formativa. Risponderanno

alle vostre lettere, ai vostri problemi,

persone competenti ed esperte su ogni argomento da voi proposto.

TENNIS DA TAVOLO

la racchetta

e Vimpugnatura

a) La racchetta sandwich ha portato una rivoluzione nel T.T.? b) Impugnatura classica o all’orientale, « a penna »? Particolarmente nell’ ultimo decennio, è andata sempre più acquistando importanza, nsdle varie discipline sportive, la « preparazione atletica », la « condizione forma », del fisico dell’atleta. Ciò si è verificato e per un accentuato dominio del professionismo, logica conse­ guenza di una certa mentalità agonistica, ma anche per la og­ gettiva influenza recata dai pro­ gressi della scienza sportiva e da) mutamento tecnologico di alcune attrezzature sportive: basti ricordare il fioretto elet­ trico e l'asta di fiber-glass. Noi pensiamo che la racchet­ ta sandwich abbia posto, anche nel T.T., in primo piano pro­ prio il problema della prepa­ razione atletica. La sandwich ha sinteticamente, in rapporto al gioco, le seguenti caratteristi­ che:

J) VELOCITA’: maggiormen­ te elastica, minore il tempo del­ l’impatto di palla, ha aumenta­ to considerevolmente la veloci­ tà degli scambi, sì da riportare in auge, anche, una difesa anti­ cipata che, partendo dalla base della mezza volata, la completa con un giro di polso, avvicinan­ dola alla controschiacciata.

E' poi da aggiungere che co­ lui che affronta il T.T. con la sandwich raggiunge prima un buon livello di gioco, anche se il periodo di affinamento è poi più lungo che non con la rac­ chetta classica dura ricoperta di gomma, che sente meno gli effetti e permette un maggior controllo della palla, a condi­ zione che l’esecuzione stilistica del colpo sia perfetta. In fine la sandwich ha riportato alla ribalta l’impugnatura alla pennaiola, o all’orientale, e in mo­ do tale che sembra ormai as­ sodato che i migliori risultati con sandwich si ottengono con impugnatura « a penna ». In tal senso il pennaiolo, che ha un minore movimento di braccio e può schiacciare molto più dia­ gonalmente, ha il suo gioco nel­ l’attacco, la sua difesa è il contrattacco: nel suo gioco è bandita l’attesa, deve ricercare in ogni colpo il finish, la palla imprendibile. E’ chiaro che la preparazione atletica completa diviene non solo utile ma ne­ cessaria, specie sullo scatto e

g =

I

=

cifre alla mano....

3) EFFETTI: maggiori e più pericolosi anche se minore è il controllo di palla e il saperli eseguire richiede un lungo e costante allenamento.

4) DIFESA: aumenta anche le capacità di difesa da lontano ma questa tende ad essere so­ stituita dal contrattacco. 5) SERVIZI: ripieni di effetto servono ad impostare tutto il gioco successivo.

6) ATTACCO: velocissimo an­ che perchè si può maggiormen­ te anticipare la palla e imper­ niato sul giro di polso.

7) PALLEGGIO: il palleggio classico di attesa e preparazio­ ne tende ad essere sostituito dagli effetti più strani.

MIGLIAIA | MILIONI | MILIARDI I di milionari

=

di vincitori

=

Fump

DOTE DI DIETETICn PER GII ftTLETI ★

3.500 calorie indispensabili giornalmente allo sportivo ★ Protidi, lipidi e glucidi necessari all7 alimentazione ★ Il rilevante valore nutri­ tivo delle nuova e dei grassi vegetali e animali ★

2) PARABOLA della palla ri­ spetto alla RETE: la sandwich alza maggiormente e favorisce in ciò l’attaccante. Quale preambolo alla presentazione della risposta che il »ostro «Mister Pump » darà al signor Spartaco Crivelli da Olgiate Olona (Milano) vogliamo riportare la risposta data da una autorevole « voce » ad un tale che chiedeva se il Tennis da Tavolo devest considerare sport. L’autorevole «voce» risponde e scusateci se e poco al nome di Fausto Cardini. « ... Non solo il ping-pong (sic nel testo e non ci adontiamo se Cardini ha chiamato cosi il I ennis da Tavolo, lui può permetterselo! è uno sport, ma è anche uno sport faticosissimo se giocato ad un livello internazionale. Richie­ de una prontezza di riflessi ed una agilità che non sono di tutti, lo gioco a ping-pong (ci risiamo), ma naturalmente con gli amici, senza grandi ambizioni e me la cavo discretamente bene, lutti t tennisti sanno giocare abbastanza bene a ping-pong (tennis lavolo ). Però questi non dovrebbero giocarci poiché è estremamente dannoso rendendo necessaria una impostazione di movimenti del tutto dissimile da quella richiesta dal tennis. Nel tennis si getta indietro tutto il braccio per poter contrare con energia ed efficacia la palla; nel ping-pong questo movimento viene esattamente di­ mezzato. Quindi il ping-pong è controindicato ai tennisti; ciò non toglie che possa essere molto utile, anche sotto il profilo pura­ mente fisico, a coloro che tennisti non sono... ». Dopo di ciò noi in tutta umiltà ci ritiriamo tra le quinte e lasciamo la parola a « Pump », non senza aver ringraziato Cardini della lancia spez­ zata in nostro favore.

su) fiatai Tale importanza, del­ la preparazione atletica, che la sandwich impone anche a bassi livelli, non può essere vista che con favore se pensiamo che base di una sana preparazione è l'educazione fisica con la di­ menticata ginnastica. Ché poi, per non raggiungere eccessi è la testa che deve lavorare e non i muscoli! Pertanto effettivamente la sandwich ha effettivamente portato molte modifiche nel T.T., e tutte le dobbiamo, pen­ so, ancora vedere, e ad un nuo­ vo pongista è, in linea generale, da raccomandare la racchetta sandwich, e se ha la pc .sibiliti di una buona preparazione atletica l’impugnatura allonentale. E con ciò sia ben chiaro che dell’ottimo T.T. si può fa­ re anche tutt’ora con la vecchia classica racchetta dura e la im­ pugnatura all’europea. Nel prossimo numero conti­ nueremo l'argomento illustran­ do le varie impugnature, ùi una piccola appendice pratica.

ECONDO una statistica compiuta non molto tem­ po. fa da una "equipe" di ricercatori presso l’ospedale San Michele di Parigi, soltan­ to il 14 per cento degli atleti visitati avevano avuto una nu­ trizione rispondente alle neces­ sità dell’organismo. Il restante 86 per cento presentava infat­ ti sintomi di anomalie nella nu­ trizione. La conclusione che si può trarre dalla constatazione è chiara: c’è tutto da fare nel settore di una educazione ali­ mentare o, più propriamente, in quello dietetico. L’alimen­ tazione degli atleti, cioè di tut­ ti coloro che praticano un’atti­ vità fisico-ricreativa o fisico­ agonistica, deve quindi essere appropriata in modo da ap­ portare all'organismo dalle 3.000 alle 3.500 calorie al gior­ no, per quanto riguarda un in­ dividuo medio in rapporto al­ l’attività praticata e alla fun­ zionalità metabolica. L’alimentazione deve essere inoltre equilibrata rispettando la ripartizione di calorie in protidi (15 per cento, cioè cir­ ca 500 calorie), in lipidi (30 per cento, cioè circa 90Ò calorie) e in glucidi (55 per cento, cioè 2.000 calorie). Tuttavia, ne) ca­ so che le attività anzidette si svolgano in condizioni speciali per clima o per ambiente (fred­ do, montagna, acqua, ecc.), co­ me nel caso dell’alpinismo, de­ gli sport iovernali, del nuoto, della pallanuoto, ecc., è neces­ sario modificare la ripartizione delle calorie attraverso un in­ cremento dei lipidi in ragione del 4 per cento e una diminu­ zione dei protidi nella stessa proporzione percentuale. Per provvedere adeguatamente alla nutrizione, cioè alla operazione che fornisce all’or­ ganismo gli elementi vitali e che assolve alla triplice fun­ zione di mantenere intatta la composizione dei tessuti, di

S

Protidi Uovo » » »

intero sbattuto bianco cotto tuorlo cotto

13,4 12 12,3 15,7

Sull’importanza dell’uovo dal punto di vista alimentare, ecco come si esprime il prof. Giuseppe La Cava (cf. l'alimentazione del­ l’atleta, edizioni Marini, Mila­ no, 1958): « Le uova sono assai importanti dal punto di vista alimentare: la parte nutritiva di esse è suddivisa tra l’albume o bianco e il tuorlo o giallo di uovo. L'albume contiene, co­ me dice la parola stessa, albu­ mine, cioè proteine, mentre il giallo contiene sostanze fosfo­ rate (lecitine). Il valore nutri­ tivo di queste sostanze e spe­ cialmente di quelle contenute nel tuorlo, è notevole: esse so­ no infatti indispensabili come elemento di costruzione dello organismo giovanile e in via di sviluppo. D’altra parte le uova sono facilmente digeribili e as­ sai assimilabili. Secondo At-

produrre energie e di conser­ vare al corpo una temperatu­ ra costante, l’atleta deve per­ ciò adottare un regime die­ tetico. A questo scopo è natural­ mente indispensabile all’atleta la collaborazione del medico dell’unione sportiva o del gruppo sportivo di apparte­ nenza, quella dell’allenatore e..; quella di chi provvede ad am­ ministrargli i pasti quotidiani. Solo così egli può raggiungere il quantitativo di calorie neces­ sarie (il calore è una forma di energia, no?), convenientemen­ te ripartite in protidi (cioè so­ stanze indispensabili per man­ tenere l'integrità della struttu­ ra dell’organismo, utilizzato per scopi energetici solo quando le esigenze costruttive sono state appagate), in lipidi (cioè in grassi, i quali forniscono un elevato potere calorico) e in glucidi (cioè gli zuccheri, che notoriamente costituiscono una fonte energetica notevole). I glucidi vengono forniti al­ l’organismo soprattutto sotto forma di amido, contenuto nel pane, nelle patate e nei fari­ nacei in genere. I lipidi sono forniti direttamente dai grassi vegetali e animali e sono con­ tenuti in varia proporzione in diversi altri alimenti. In quan­ to alla digeribilità, i grassi ani­ mali sono però sconsigliabifi. Consigliabili sono invece i grassi vegetali. I protidi, infi­ ne, sono forniti essenzialmente dai vari tipi di carne, dalle uo­ va, da) burro e dai suoi deri­ vati e, in misura minore, anche dai vegetali. • Tra gli alimenti anzidetti le uova hanno un particolare va­ lore nutritivo anche perché, ol­ tre ai protidi, contengono un elevato quantitativo di lipidi e forniscono un rilevante valore calorico, come risulta dalla se­ guente tabella relativa a grammi:

Lipidi

Valore calorico

149 10,5 210 18 51 0.2 362,5 33,3 water un uovo al latte soggior­ na nello stomaco solfato due ore: l’assorbimento intestinale raggiunge il 97 per cento». « In genere — continua il prof. Giuseppe La Cava — le uova sono ingerite dopo la cot­ tura, che viene fatta nelle for­ me più svariate. Il tipo di cot­ tura influisce notevolmente sulla digeribilità dell’uovo: u modo migliore è quello di mangiare le uova moderatamente cotte e senza condimento ». In considerazione, . dunque, dell'alto potere nutritivo delle uova, del loro contenuto di protidi e lipidi, del loro ele­ vato valore calorico, è consi­ gliabile fame uso anche se in dose ragionevole. Come del re; sto consigliano gli specialisti dell’alimentazione. G. B. STADIUM * PAG. 13


Ad una certa età lasciare lo sport attivo è come per alcuni fumatori accaniti smettere di fumare: può provocare danni fisici, ma più spesso danni di ordine psiconeurotico

VIETATO Al MINORI DI... di GIOVANNI GOMEZ DE TERAN

.ARO lei, per sua norma sappia che io sono uno sportivo!”. Fati­ dica frase che si può ascol­ tare con grande frequenza su tutti i campi della penisola. Il signore che la pronuncia è — nella quasi totalità dei casi — di "un’età certa” (dai. 35-40 in su) e con tale enun­ ciato intende far credere al suo "passato" di praticante ma, soprattutto, al fatto che è dotato di un "sereno", "ob­ biettivo” senso critico di ap­ passionato cultore dello sport. Non ha molta importanza, poi se la suddetta frase è tirata giù fra una parolaccia all’arbitro ed una insolenza a un giocatore. Quel signore è certamente in errore per­ ché confonde la figura dello "sportman" (scient.: tiphosus nobilis) con quella, molto più diffusa, del tifoso (scient.: tiphosus vulgaris). Scherzi a parte, è estre­ mamente interessante esami­ nare un po’ da vicino le ca­ ratteristiche di chi, seppure dotato di un modesto tra­ scorso sportivo, ha ritenuto opportuno calzare le panto­ fole — reali o figurate — del tifoso! Si dirà: "Per forza! L’età ha le sue leggi, dure e ferree; un giorno o l’altro è indispensabile arrendersi !". Può sembrare vero, ma non lo è... E’ innegabile che sport vuol dire agonismo; ma è anche esatto che sport vuol dire cultura fìsica. Ora, l’er­ rore di base che si commette quando si lascia l’attività è quello di smettere perché il fìsico non può più sostenere un sufficiente ritmo "agoni­ stico", specie se praticato fi­ no allora in pubblico. Occor­ re, poi, stabilire se, quando fu iniziata l’attività, fu per amore per lo sport, cioè un senso di evasione fìsica e spi­ rituale, oppure per un hobby snobistico. Nel primo caso si verificano due uscite, al mo­ mento dell’addio: a) prose­ guimento dell’attività, sia pu­ re in tono minore e con­ trollato; b) prender posto fra gli spettatori e dichiarare di essere uno sportivo. Se, in­ vece, si è trattato di un obby sarà facile sostituirlo con una distrazione diversa. Queste premesse generali portano ad altre considera­ zioni sull’individuo che lascia lo sport: 1) di natura fisica. I musco­ li, chiamati per anni al la­ voro e al superlavoro, si ri­ lassano dando via libera al­ l’adipe soprattutto nella zona addominale: di qui la fami­ gerata pancetta. Questo appesantirsi del fi­ sico porta inevitabilmente ad un affaticamento di tutti gli organi e soprattutto dell’ap­ parato circolatorio. Smettere all’improvviso provoca danni notevoli; è come un velocista che, appena passato il tra­ guardo, si arresti di scattò: uno strappo non glielo leva nessuno! Quindi, come è sta­ ta curata la parte ascenden­ te, che ha portato ad un rendimento massimo, così è necessario curare la parte diPAG. 14 ❖ STADIUM

Non dobbiamo affermare che arrivati ad una « certa età » occorre dire addio ad ogni attività sportiva: sarebbe un grave errore ! Gli adulti, gli uomini già maturi, possono continuare qualche attività agonistica, ma soprattutto possono rimanere nell’ambiente sportivo come dirigenti, tecnici, allenatori : questo non è soltanto un consiglio, ma un cordiale invito.

scendente. Naturalmente non si potrà praticare un'attività agonistica vera e propria, né dedicarle un’intensa prepara­ zione... si tratterà solo di mantenere un "ritmo" suffi­ ciente per non dar luogo a quello che può essere defi­ nito "uno strappo” a tutto l’organismo. Chi persevera, spesso passa per un feno­ meno. Così il "vecchietto”, che ogni Natale si lancia da uno dei ponti sul Tevere; così ha suscitato stupore Archie Moore e il ciclista Con­ temo, il calciatore britannico Matthews e uno zio di mia moglie che a 80 anni — in pieno inverno — non rinuncia alla sua regata bisettimanale. Ora, considerare attività sportive o parasportive le bocce o le passeggiate in mon­ tagna, idonee come "post" per chi ha praticato energi­ camente lo sport, non è mol­ to esatto (anche perché tali manifestazioni sono di esclu­

siva pertinenza dei nostri uomini politici quando vo­ gliono costituirsi un alibi sportivo). Ginnastica, nuoto, tennis, canottaggio ci sembrano spe­ cialità adatte a mantenere nell’organismo un ritmo ido­ neo alla fase decrescente. Non occorrono performances da campioni né esibizioni per le folle. Occorre, viceversa, pre­ occuparsi solo del proprio fi­ sico ed applicare la nota mas­ sima "medice, cura te ipsum !”.

2) di natura psicologica. E’

raro che l’uomo si adatti fa­ cilmente, sulla soglia dei 35, ad un tenore di vita più con­ trollato e comunque diverso da quello condotto fino al­ lora. Purtroppo la maturità ha le sue esigenze e questo cambiamento (che qualche volta si verifica nel giro di pochi mesi e per motivi o sociali, o familiari o econo­ mici) porta una serie di

"choc" psichici che costitui­ scono un mosaico chiamato "maturazione". Ciò vuol dire la rinuncia esplicita o impli­ cita alle molte soddisfazioni ottenute fino a quel momento. Lo sportivo praticante sente più degli altri questo passag­ gio perché lo sport vuol dire dinamismo, esuberanza, vita­ lità, energia, velocità di ri­ flessi, maturazione spirituale e morale e rinunciare a ciò che tiene in vita queste qua­ lità vuol dire riconoscere lo inizio del declino, della para­ bola discendente. Per miti­ gare questa "curva" l’uomo si rifugia nel personaggio del­ lo spettatore o perché non sa rinunciare allo sport pre­ diletto o perché "deve pur fare qualcosa" o, se è riu­ scito ad instradare il figlio in un qualsiasi sport, lo segue, lo consiglia, fiero se un gior­ no — novello Ettòrre! — po­ trà dire: "non fu sì forte il padre". Non è infrequente il caso del genitore che diventa Presidente o Consigliere di una società in cui spesso mi­ lita la prole. In conclusione si ripete qui che motivi psico-fisici scon­ sigliano una brusca interru­ zione di attività. Non si trat­ terà di giocare a bocce, né disputare una partita di cal­ cio; non di vestire gli abiti dell’acceso tifoso né giocare a carte nella società di cui si è dirigenti o soci. Abbiamo visto che molti sport possono ancora cogliere, sia pure in maniera più controllata, le prestazioni dell’uomo maturo. Lo sport è bello anche per­ ché — pur con le sue dure leggi — non rinnega mai chi lo ha praticato. Se esiste la gerontologia non si vede perché un adulto debba dichiararsi "vinto" per una malintesa interpretazione dello spirito e della pratica sportiva. G. G. d. T.

— LIBRI — sport e psicologia Lo sport è una palestra di virtù. Questo concetto è an­ tico e saggio, ma è senza dubbio merito delle indagi­ ni psicologiche moderne aver riconosciuto in ogni sport una particolare funzione equilibratrice nel complesso mondo psichico dell’uomo e della donna. Estremamente interessante è a questo scopo il volume di uno psicologo italiano che si è dedicato allo studio dello sport e degli sportivi (F. An­ tonelli - Psicologia e psico­ patologia dello sport - Leo­ nardo Ed. Roma). In esso abbiamo appreso nozioni molto interessanti, siamo riu­ sciti a penetrare nel comples­ so mondo psichico dello sportivo, dell’arbitro («co­ lui che in campo rappresen­ ta la legge e che è il bersa­ glio di ingiurie ed epiteti pe­ santi »), dell’allenai ore (« che è per il ragazzo il sostituto della figura paterna e per lo atleta già arrivato, l’amico e la guida, il tiranno ed il maestro »). La donna che si dedica al­ lo sport è spinta da un « complesso di Diana », pro­ fondo e inconscio desiderio di indipendenza, di autori­ tà e severità. E' come se, non rinunciando ai suoi istinti femminili, essa pren­ desse in prestito l'attributo maschile della aggressività. Passando alla patologia dello sport abbiamo con estrema cura compitato al­ cuni degli argomenti tratta­ ti. Quello ad esempio, della tendenza all’infortunio ci è apparso estremamente pre­ ciso ed interessante. E' vero che nell'attività atletica l’in­ cidente non è una eventua-

lità rara ed è la logica con­ seguenza di quel rischio (fi­ sico oltreché morale) che non può essere evitato e che deve essere genericamente accettato. Però esistono degli individui che periodicamente fanno collezioni di incidenti. Sarebbero in sostanza dei predisposti, delle personalità caratterizzate da una esisten­ za costellata di atti impulsi­ vi, senza metodo, avventuro­ sa, piena di errori. Il loro comportamento appare gui­ dato da profondi sentimenti di colpa; essi agiscono ed elaborano i loro atti senza la necessaria riflessione. Il più delle volte il loro senso di colpa resta confinato nel solo campo dello sport, fuori di esso un comporta­ mento del tutto normale. Abbiamo con particolare soddisfazione appreso anche le nozioni generiche sull’uso degli psicofarmaci. In tema e in epoca di violente pole­ miche (doping ecc.) ci è sem­ brata giusta l’affermazione che la preparazione farma­ cologica dell'atleta (sotto la cura e la responsabilità del medico!) debba essere auspi­ cata come del resto quella psicologica. E pare che i ri­ sultati in campo siano ottimi. A. M.


UNA FAVOLA PER 6LI ALLENATORI C’era una volta a Ravenna, e c’è ancora oggi, una Unione Sportiva, la Robur, la quale si fregiava e con buon diritto del titolo di antesignana della Pal­ lavolo in Italia. Come tutte le Società sportive però, anche la Robur un bel giorno si trovò sul viale del tramonto. Fu così che un giorno, uno dei tecnici più preparati che ci siano' in Italia, alludiamo ad Angelo Costa, mise su un paio di squadrette la qual cosa non gli restò tanto difficile, perchè a Ravenna ci sono giovani tal­ mente « stupidi » da credere più alla Pallavolo che al Calcio! E su queste squadre, Costa pro­ fuse tutti i tesori del suo baga­ glio tecnico, per cui le vittorie non si fecero attendere. E giun­ sero anche i primi titoli di un certo rilievo Nazionale, come quello di Campioni C.S.I.; titoli che oggi assumono maggior va­ lore solo se si pensa che le av­ versarie si chiamavano invaria­ bilmente Avia Pervia, ALCE, e CSI Milano: cioè i « BIG» della pallavolo giovanile! Nella squadra ragazzi, in quel­ la accolta di campioncini, ve ne era uno che prometteva più degli altri: si chiamava Vittorio Bottacini e Costa lo seguiva con interesse maggiore perchè doveva aver capito che Vittorio era in possesso di doti non co­ muni. Un brutto giorno però Bottacini scomparve, non giocò più! Però quando il ragazzo tor­ nò sui campi di gioco, poiché la Pallavolo non l’aveva dimenti­ cata, Costa ne fece il proprio « Delfino » il suo « alter ego ». Bottacini dal canto suo corri­ spondeva alla fiducia riposta in lui; cominciò a seguire Costa nelle sue peregrinazioni estive ai Corsi Nazionali CSI, si lau­ reò egli stesso allenatore fede­ rale e cominciò insieme al mae­ stro a fare del tutto per ripor­ tare la Robur ai fasti di una volta. Cominciarono dal basso, e gradino per gradino giunsero alla serie B federale. Per me­ rito dunque di questi due ap­ passionati Ravenna tornava al­ la ribalta nazionale. Ad un certo momento il fulmine! Costa e Bottacini si dividono. Angelo passò ad allenare le giovanili del Comando dei VV.FF. di Ra­ venna e Bottacini rimase a cu­ rare la Robur. Evidentemente Costa, questo moderno « Pigmalione », doveva aver plasmato in modo egregio Bottacini, per­ chè dopo un periodo di asse­ stamento, quest’anno la Robur è esplosa e sono giunti i titoli risonanti: Campione Italiano Juniores della Federazione; vinci­ trice del Campionato di serie « B », per cui l’anno prossimo la Robur sarà una delle protagoniste della serie « A ». Ora il blasone Roburiceo splende di nuovo. Costa e Bottaccini ! il Maestro e (’Allievo! Quanti sa­ ranno capaci di imitarlo? Ed ecco per finire la forma­ zione tipo della Robur: Galan, Meldolesi, Tartagni, Bondi, Bri­ ganti Mattioli: e inoltre Brusi, Minguzzi, Fabbri. Azzurri: Bon­ di Nazionale A ; Meldolesi e Mattioli Nazionale Juniores. Alvaro Gaetani

TUTTO CSI

In questa pagina ospitiamo tutte le notizie di attività CSI inviateci dai nostri corrispondenti o raccolte dalla redazione.

I Genova 0 naia la "Sarda Tellus,, La « Sarda Tellus » è una conosciuta .e benemerita organizza­ zione che mira a mantenere tra i sardi dimoranti in Genova stretti vincoli di solidarietà e di attaccamento all'isola. Si deve ad essa, e in particolare ai volenterosi dirigenti Sechi e Ledda, la nascita di un'altra « Sarda Tellus » j.m gruppo sportivo fiorito tra gli ele­ menti più volenterosi dell'Associazione Sarda Lavoratori. Non poteva la Sarda Tellus disinteressarsi del settore giovanile, anzi proprio a questi intende rivolgersi in particolare per colti­ varne i motivi di richiamo della terra natale e per indirizzare il loro più sano impiego del tempo libero. E' nato così, per la prima volta in Italia, un raggruppamento sportivo composto esclusivamente da giovani immigrati della stessa regione, alimentato e sostenuto da un organismo ad impronta regio­ nale. L’iniziativa è stata simpaticamente accolta dal Comitato Pro­ vinciale del C.S.I. presso il quale il G.S. Sarda Tellus si è affiliato. La direzione della squadra, che superate le difficoltà del primo momento comincia a marciare spedita verso lusinghieri risultati anche di ordine tecnico, è stata affidata agli stessi ragazzi, resi in tal modo responsabili e compartecipi delle ansie e delle gioie dell’andamento del sodalizio. Dell’assistenza spirituale si occupa il gesuita Padre Sunna.

A

UDINE

un torneo internazionale

ARCOBALENO

sport

a truno nel Irofeo "6. Chiarini.. Nel quadro di « Arcobaleno Sport» il Comitato C.S.I. di Cremona ha dato vita ad un magnifico Trofeo « Giancarlo Chiarini », particolarmente si­ gnificativo ricorrendo quest’an­ no il 20. anniversario della scom­ parsa del giovane partigiano. Con la composizione di una Commissione organizzativa in seno al Comitato Provinciale, si è dato inizio, alcuni mesi fa al­ l’organizzazione del trofeo « G. Chiarini ». La Commissione rea­ lizzando un sogno che da parec­ chio tempo andava cullando ha trovato finalmente la realtà più lieta nell’organizzare le alcune migliaia di aspiranti iscritti al C.S.I. per « Arcobaleno-Sport ». Suddividendo la diocesi in « zo­ ne » o « plaghe », (cosa del re­ sto già sperimentata lo scorso anno) ha dato il via all’origi­ nale sistema di far partecipare centinaia di giovanissimi alle gare di atletica e di ping-pong. L’entusiasmo che ha pervaso la accettazione di tale sistema ha messo la Commissione preposta nella condizione, favorevolissi­ ma, di poter scegliere tra tutte le zone partecipanti le compa­ gini meglio attrezzate, e, co­ munque, degne di rappresen­ tare le zone,' e per volume di attività svolta e per risultati tecnici conseguiti. Sedici furo­ no le squadre invitate compo­ ste da 12 elementi (6 aspiranti maggiori e 6 minori). La pre­ senza alla finalissima fu totale, sottolineando però, e qui ci pare stia il vero senso della mani, festazione svolta, tanto in sede zonale quanto in sede diocesa­ na, che non furono tenuti in ec­ cessiva considerazione i risul­ tati tecnici, quanto la diretta

LUCCA — Anche il Comitato di Lucca ha celebrato solenne­ mente la Pasqua dello Sportivo. Un foltissimo gruppo di atleti e dirigenti si è riunito sul campo Henderson. Mons. Filippo Franceschi, allora Delegato Arcivescovile per l'Azione Cattolica ed oggi Assistente Centrale della GIAC, ha celebrato la S. Messa ed ha parlato ai presenti sul valore morale dello sport.

partecipazione del giovane alla manifestazione stessa. Questo spirito è stato oltremodo capi­ to da tutti i gruppi che hanno favorito la partecipazione, ed ha sollevato la Commissione dal­ la remora di ricerca di risultati. La giornata fu suddivisa in due parti: una a carattere spi­ rituale l’altra agonistico. Al mattino la funzione religio­ sa (S. Messa) celebrata nella magnifica basilica di S. Sigi­ smondo. Ha fatto seguito una breve illustrazione dei temi del­ la giornata con commemorazio­ ne di Giancarlo Chiarini tenuta dall’amico Burdisso di Roma. Questa seconda parte si è svolta all’aperto, dato il bel tempo. Quindi tempo libero per tutti i ragazzi. Verso il mezzogiorno venne distribuito a tutti i partecipanti un cestino gratuito pei' la cola­ zione. Al pomeriggio uno spettacolo insolito: tutti hanno dato il massimo delle loro possibilità per favorire il risultato della propria squadra ed il successo è venuto tramite l’entusiasmo di tutti i partecipanti e per la precisione che l’organizzazione aveva preparato. Sul . filo del minuto contato è sfilata via la parte riservata alle gare e sotto un sole più sfolgorante che mai i « giovanissimi » si sono pre­ parati per la premiazione^ ge­ nerale che ha visto vincente il G.S. di Cassano d’Adda. Avvicinare allo sport : ecco il comune denominatore che ha permesso ai giovani nelle fasi zonali e nella finalissima di ga­ reggiare; avvicinare allo sport che ha permesso ai dirigenti del CSI il concreto avverarsi di una attività iniziata tre anni fa. Si dovrebbe concludere così: chi non crede nell’organizzazio­ ne dell’attività dei giovanissimi, non può credere neanche sia nello sport che nell’educazione morale e cristiana della gio­ ventù moderna. Più che un im­ pegno diventa una necessità. Per tutto l’arco delle elimi­ natorie locali, zonali e dioce­ sane ogni squadra era compo­ sta da due categorie: cat. a per gli aspiranti minori in numero di sei, cat. b per gli aspiranti maggiori anch’essi in numero di sei. Per entrambi le categorie due atleti gareggiavano in coppia per il tennis da tavolo, altri due per il getto del peso rispettiva­ mente di kg. 3 e 4, e gli ultimi due per la corsa di m. 300 e 500. 11 punteggio individuale per l’atletica e quello a coppie per il tennis da tavolo contribui­ vano per la formazione della classifica generale.

Il torneo «-Val Fella », da anni organizzato con grande succes­ so dal C.S.I., quest’anno avrà carattere internazionale. Si sono già avuti i primi contatti tra i dirigenti del C.S.I., quelli della FIGC, i singoli rappresentanti della vallata del Fella e quelli speciali provenienti dalla vicina zona di confine tedesca e jugo­ sa va. L’iniziativa, che è stata ac­ colta con vivo piacere dagli sportivi friulani, sta a testimo­ niare gli ottimi rapporti stabi­ litisi tra le popolazioni delle zo­ ne di confine italiane, tedesche e slave e si inserisce con buon auspicio nel quadro più ampio dell’Europa Unita. Ben venga dunque il Torneo Internazionale Val Fella: le po­ polazioni dei tre stati godranno di questa reciproca prova di amicizia e ne andranno sen­ z’altro fiere. Auguriamo all’ini­ ziativa tutto il successo che ve­ ramente merita. DANTE COMISSO

ciclismo o Isola della Scala (Verona) — La 3a Edizione della Coppa Primavera indetta dal locale Veloce Club Iso­ lano ha avuto uno svolgimento che ha portato all’entusiasmo la folla di sportivi presente e si è conclusa con una volata di ventisette corridori tra i quali c’era anche il portacolori del­ ia CSI Torpado, Giuseppe Buggin il quale si è dovuto contentare del­

l’ottavo posto dopo che sul colle dì Custoza aveva dato fuoco alle polveri per cercare di selezionare il gruppone che poi doveva dispulare la volata finale. Verona — Pierluigi Ongarato, lo esordiente del CSI Torpado, ha col­ to sul traguardo di Verona la sua quinta vittoria stagionale nel Crite­ rium di Primavera. La gara che si è sviluppata su un percorso di 70 chilometri ha visto un nutrito lotto di partecipanti fra i quali i miglio­ ri della Regione in senso assoluto. Là corsa è stata velocissima e lo spunto finale di Ongarato bruciante. Pescantina — Si è svolta al Velo­ dromo di Pescantina, in San Lorenzo, l’eliminatoria provinciale per il Tro­ feo Gardiol. La gara è stata vinta da Dario Ceradini del CSI Valpolicella, che ha battuto il compagno di squa­ dra Bolzacchini, al terzo posto un altro corridore del sodalizio del CSI. Pertanto Ceradini, Bolzacchini e Bot­ tazzini si sono qualificati per l’elimi­ natoria regionale che si svolgerà il 17 giugno sempre al Velodromo San Lorenzo.

Roma — La Presidenza della Fidai ha emanato le classifiche riguardan­ ti il Campionato di società di cor­ sa su strada 1964. Dopo la seconda prova che si è disputata a Bari, al sesto posto troviamo la CSI Atletica Riccardi. Si spera che dopo la terza prova che avrà luogo a Bozzato (Mantova) la classifica della Società milanese del CSI possa migliorare. Reggio Emilia — L’attività fede­ rale di atletica leggera è entrata nel vivo e vede le società impegnate, ogni domenica sui diversi fronti. Una delle società i cui atleti sono parti­ colarmente impegnati è la CSI Reg­ gio Atletica: difatti i suoi portaco­ lori hanno gareggiato a Trento nel Trofeo « Caduti Trentini », a Mode­ na nella prima giornata del Trofeo Stancari, e infine a Bologna nel Tro­ feo Falchi. Dopo le prime prove la Società si è piazzata al terzo posto nei due Trofei quindi è tra le pri­ missime della Regione. Comunque i ragazzi del Professor Jelli sperano di migliorare ulteriormente le posi­ zioni prima della fine del Trofeo che avrà luogo in ottobre.

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STADIUM ❖ PAG. 15


La Chiesa e lo sport (segue da pag. 1)

nello sport una ginnastica delle membra e una ginnastica dello spirito; un esercizio di educazione fisica, e un esercizio di edu­ cazione morale; e perciò ammira, approva, incoraggia lo sport nelle sue varie forme, in quella sistematica specialmente, dove­ rosa a tutta la gioventù e rivolta allo svi­ luppo armonico del corpo e delle sue energie; ed in quella agonistica anche, la vostra, che arriva allo sforzo ed al rischio purché contenuta in misura che non nuoc­ cia ai fini stessi dello sport, la salute, l'incolumità e la prestanza della vita fisica. E lo ammira la Chiesa, lo approva e lo in­ coraggia, lo sport, tanto di più se I im­ piego delle forze morali, che possono fare delio sport una magnifica disciplina perso­ nale, un severo allenamento ai contatti sociali fondati sul rispetto della parola propria e della persona altrui, un principio di coesione sociale, che arriva ora a tes­ sere relazioni amichevoli perfino sul cam­ po internazionale. Tutto questo esige che lo sport sia idea­ lizzato da princìpi e da regole, che ap­ punto gli infondono vigore e nobiltà, come voi fate; e che escludono eccessi di rischio e di passione, sia negli atleti, sia nel pub­ blico che li osserva e che si esalta alle loro vicende agonistiche. Come non ricor­ dare, a questo proposito, con immensa stri­ stezza, i recenti e luttuosissimi fatti di Li­ ma? facciamo che non si abbiano a ripetere mai più, in nessuna parte del mondo e

per nessuna specialità sportiva. Ci com­ piacciamo perciò tanto di più con la vostra gara ciclistica, che vanta tra gli altri anche il merito di saper suscitare immensi entu­ siasmi e di saperli insieme contenere nello stile della buona educazione civile. Ma vi è un'altra ragione che fa gioioso il Nostro saluto; ed è proprio quella che qua vi conduce. Il senso di cotesta visita al Papa è un'intuizione, che portate in fon­ do ai vostri animi senza forse saperla espri­ mere; e cioè l'intuizione che lo sport, oltre che una realtà sensibile e sperimentabile, è un simbolo d'una realtà spirituale, che costituisce la trama nascosta, ma essenziale, della nostra vita: la vita è uno sforzo, la vita è una gara, la vita è un rischio, la vita è una corsa, la vita è una speranza verso un traguardo, che trascende la scena dell'esperienza comune, e che l'anima in­ travede e la religione ci presenta. E voi, venendo dal Papa, innalzate forse inconscia­ mente, ma certo volutamente, i vostri spi­ riti verso queste supreme finalità della vita, che nel vostro cimento sportivo trovano splendida immagine; ed esprimete, con la vostra presenza, un desiderio, una pre­ ghiera d'essere capaci, d'essere degni non solo di rappresentare, ma di conquistare quella meta fiinale, ch'è il vero e ultimo destino della vita. Benissimo, cari figlioli! così pensate, così desiderate, così pregate in cuor vostro! vi segue la Nostra paterna benedizione!

Nell'udienza particolare concessa agli organizzatori del Giro d'Italia, ai leader della classifica e ad alcuni personaggi del seguito il Sommo Pontefice si è intrattenuto affabilmente con ciascuno di loro. Il nostro Segretario Generale, Prof. Borghi, ha offerto al Papa una riproduzione in oro del ciondolino che l'indomani sarebbe stato consegnato ai girini in ricordo della S. Messa del Giro organiz­ zata dal Centro Sportivo Italiano

Insolita e pittoresca animazione nel cortile di San Damaso: anche le austere guardie svizzere si sono interessate allo straordinario avvenimento ed hanno ben presto familiarizzato con i girini

la Messa al Giro d’Italia Come è ormai consuetudi­ ne da molti anni il Giro di Italia, con la collaborazione del CSI. si sofferma prima di una sua tappa a ricordare tutti i campioni scomparsi, tutti gli sportivi che hanno lasciato il loro ricordo sulla terra a incitamento ed esem­ pio per tutti. Anche quest’anno il Giro si è fermato per la S. Messa a Montepulciano prima dello inizio della 17.a tappa, presso il Santuario della Madonna del Buon Viaggio. Tutti i « girini ». gli orga­ nizzatori, i dirigenti erano stati ricevuti la mattina del 30 maggio nel cortile di San Damaso dal S. Padre Paolo VI. che aveva loro rivolto un indirizzo di saluto che ripor­ tiamo integralmente in que­ sto numero. La manifestazio­

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ne di Montepulciano conclu­ deva quindi un incontro ini­ ziato a Roma dal Papa: cele­ brava la Messa il Card. Anto­ nio Bacci che. durante l’ome­ lia, pronunciava queste pa­ role; « E voi, miei cari giova­ ni sportivi, avete voluto sof­ fermarvi. nella vostra tappa di Montepulciano, proprio qui davanti alla cara Mamma Ce­ leste, alla Madonna del Buon Viaggio, perchè vi protegga e vi sorregga nella vostra ar­ dua fatica; e protegge anche i vostri predecessori già ca­ duti, come pure le vostre buo­ ne mamme, e tutti i vostri congiunti che vi pensano e si seguono da lontano. Voi compite con entusia­ smo degno di lode, sul vostro piccolo cavallo di ferro, so­ spinto dai vostri robusti mu­ scoli giovanili, un lunghissi­ mo e difficile viaggio.

La Vergine vi guardi sem­ pre e vi protegga; durante ri­ pide salite come nelle peri­ colose discese rivolgete di tanto in tanto il vostro sguar­ do al cielo implorando l’aiu­ to della Vergine ». Alla manifestazione hanno preso parte, oltre ai campioni del < Giro ». tutti i dirigenti e i componenti della carova­ na: a tutti è stato consegnato un artistico ciondolo-ricordo della Madonna del Buon Viaggio e del Giro d’Italia, ol­ tre ad un’immagine del qua­ dro venerato nel santuario. Ancora una volta il CSI ha voluto con questa iniziativa ricordare tutti gli sportivi scomparsi e in particolare i corridori del Giro d’Italia, in­ vitando ad una pausa di me­ ditazione tutti i componenti della multicolore carovana.


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