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Stadium n. 10/1966

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a cura di

(segue da gag. 1)

FILIPPO DRAGOTTO una luce del tutto parti­ colari; e non certo per la sola necessità di adempl. re uno dei precetti della Chiesa. Partecipare comunita­ riamente al S. Sacrificio della Messa nel periodo liturgico che la Chiesa dedica appunto al ricor­ do e alla commemorazio­ ne del sacrificio redentlvo di Cristo, significa farlo nel clima e con i sussidi liturgici più adatti e quin­ di con la garanzia di frut­ ti più abbondanti. Per ottenere ciò, è di grande importanza un periodo di conveniente preparazione, anche que­ sta fatta comunitariamen­ te; una preparazione che tenda a rendere coscienti e convinti dell'atto che si compirà e delle relazioni dirette e profonde tra es­ so e tutta la vita del gio­ vane, attività sportiva compresa. Ecco allora la necessità e l’utilità degli incontri di preparazione, anch’essi tradizionali, che vengono svolti o nelle tre sere immediatamente pre­ cedenti lo svolgimento dell’iniziativa o distribuiti in un periodo più lungo di tempo. A chi estendere l’invito? Dicevamo sopra « incon­ tro degli sportivi cristia­ ni » e volevamo appunto sottintendere che la « Pa­ squa degli Sportivi» non é soltanto un'iniziativa ri­ servata agli atleti del CSI ma dovrebbe estendersi a tutto l’ambiente sportivo locale: altre società, diri­ genti, autorità e, perché no?, anche tifosi. Ciò non toglie che possa organiz­ zarsi una manifestazione limitata all’ambito della società CSI, quasi una fe­ sta di famiglia attorno all’altare. L’esperienza, del resto, ci dice che molte società hanno dato vita con successo ad ambedue i tipi di manifestazione. C’è ancora una cosa da ricordare. L’iniziativa vie­ ne chiamata « Pasqua de­ gli Sportivi» e non «del­ lo sportivo » come in pas­ sato. Il motivo è quello accennato sopra, cioè la opportunità di invitare a farne parte tutti gli spor­ tivi; ma è anche perché la stessa organizzazione dovrebbe essere sentita come responsabilità e at­ tività comune di tutte le organizzazioni sportive cattoliche. Si vuol dire, in altre parole, che è vi­ vamente raccomandabile che l’iniziativa venga or­ ganizzata in accordo e in collaborazione con socie­ tà sportive, di altri enti confratelli esistenti nella zona, a cominciare dalla FARI.

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il suggeritore

prossime scadenze 11 APRILE - Scade il termine utile per l'effettua­ zione delle fasi regionali di pallacanestro. 24 APRILE - Scade il termine utile per l'effet­ tuazione delle fasi regionali di pallavolo.

30 APRILE - Scade il termine utile per l'effet­

tuazione delle fasi di competenza del campio­ nato di rugby educativo.

da tenere presente per i comitati 9 Per la partecipazione alle fasi regionali di pal­ lacanestro e pallavolo: a) Preoccuparsi che la omologazione della pro­ pria fase giunga in tem­ po utile per permettere la partecipazione della propria o delle proprie squadre alla fase regio­ nale. In caso di mancata tempestiva comunicazione di omologazione farsi par­ te diligente nei confron­ ti delle competenti CC. TT.NN. telefonando a Roma il venerdì pomerig­ gio o sera oppure il sa­ bato mattina sino alle ore 14 (nel pomeriggio e nella serata del sabato gli uffici sono chiusi) per ri­ solvere direttamente gli eventuali impedimenti o per avere conferma della avvenuta omologazione. Ricordarsi che per ave­ re omologata la propria fase è indispensabile In­ viare a Roma tutta la documentazione relativa e cioè comunicati ufficiali, classifiche finali e i re­ ferti arbitrali di tutte le partite. b) Comunicare tempe­ stivamente alle Società Interessate tutti i detta­ gli organizzativi, tecnici e logistici della fase onde facilitarne la loro parte­ cipazione. c) Accertarsi che la squadra parta per la fase munita di tutta la docu­ mentazione richiesta dai vigenti regolamenti.

• Per la organizzazione delle fasi regionali di pal­ lacanestro e pallavolo: a) Accertarsi scrupolo­ samente recandosi perso­ nalmente sul posto e non

fidandosi di generiche as­ sicurazioni, che gli im­ pianti siano in perfetta efficienza e completamen­ te disponibili e sufficienti per lo svolgiménto delle gare in programma. b) Controllare minuzio­ samente che presso gli impianti si trovino le at­ trezzature regolamentari per il normale svolgimen­ to delle gare e precisamente: — per la pallacanestro: 2 retine di misure regola­ mentari; 2 o almeno 1 cronometro; 2 fischietti di tonalità differenti; 1 di­ sco degli ultimi 5 minuti; 5 palette numerate dall’l al 5 (quest'ultima in ros­ so) per la segnalazione dei falli; 1 apparecchio 30 secondi (ove reperibile) ; 1 tabellone segnapunti magari da surrogare con una lavagna ma assolutamente indispensabile; re­ ferti nel numero suffi­ ciente per le gare in pro­ gramma; — per la pallavolo: rete regolamentare fornita di bande laterali bianche in buone condizioni, tesa e ben fissata in modo da consentire il recupero del pallone che possa essere sistemata a m. 2.43 per gli Juniores (da misurare al centro della rete con una tolleranza di un mas­ simo di 2 cm. in più alle due estremità) e a me­ tri 2.30 per gli Allievi; 1 asticella con due tac­ che segnate a m. 2.43 e a m. 2.30 per la misura­ zione della rete per ga­ rantirne la costante re­ golarità; 2 fischietti; 1 tavolo ed una sedia per il segnapunti; 1 seggiolone per l’arbitro; 2 panche per 'le riserve e gli alle­ natori e dirigenti delle squadre; referti nel nu­ mero necessario per l’ef­ fettuazione della fase.

c) Avvisare tempestiva­ mente gli Organi Fede­ rali per l’assistenza te­ cnica; d) Rendere noti con notevole anticipo al Co­ mitati interessati tutti 1 dettagli organizzativi, te­ cnici e logistici inerenti la fase. e) Inviare subito dopo ta conclusione della fase i verbali, i comunicati, le classifiche finali e tutti i • referti delle gare alle competenti CC. TT. NN. per l’omologazione dei ri­ sultati.

per le società ® Per la partecipazione alle fasi regionali di pal­ lacanestro e pallavolo: a) Avuta comunicazio­ ne dal proprio Comitato della data e della sede della fase regionale pre­ disporre ia trasferta nei minimi particolari. b)Accertarsi in tem­ po utile che tutti gli atle­ ti siano in possesso della divisa sportiva e che que­ sta sia in uno stato de­ coroso. pulita ed in ordi­ ne. In particolare accer­ tarsi che sulle magliette sociali siano attaccati i numeri regolamentari e che questi siano posti in modo uniforme ed abbia­ no le dimensioni richieste da.i regolamenti. c) Accertarsi al mo­ mento della partenza che tutti gli atleti siano in possesso d e 1 cartellino CSI, debitamente vidima­ to, e di un documento di identità personale ricono­ sciuto valido per essere ammessi alle gare (vedi « Il Suggeritore » su STADIUM n. 8 del 13/3). d) Preoccuparsi di com­ pilare In tempo utile un elenco nominativo degli atleti che prenderanno presumibilmente parte al­ la fase e farla vistare dal competente Organo della Federazione Italiana Pal­ lacanestro o della Federa­ zione Italiana Pallavolo quale attestato circa la posizione federale degli atleti stessi. Senza tale indispensa­ bile documento la squa­ dra non sarà ammessa a disputare la fase sia essa della Categoria Juniores che della Categoria Allie­ vi. Inoltre i giocatori che nell’elenco di cui sopra ri­ sultino tesserati federal­ mente dovranno obbliga­ toriamente esibire anche il cartellino federale.

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tiva della Società Sportiva è costi­ tuita nei « giovanissimi », quei ra­ gazzi che si dedicano alle discipli­ ne regolamentate in « Arcobaleno Sport » e vengono interessati a tut­ te quelle altre iniziative ed attività sportive o di gioco sportivo come le Olimpiadi Vitt, la « Giornata dell’Atletica », ecc. I giovanissimi sono dunque la linfa naturale, il buon terreno su cui può fruttificare: una seria So­ cietà Sportiva che voglia condurre un’azione educativa nei riguardi dei suoi soci. Perché proprio i giova­ nissimi?

esperienze nuove, ad assorbire dal­ nenti ambientali, come sopra abbia­ l’ambiente (altri ragazzi, educatori, mo descritto. Se questo è vero, è genitori, scuola, compagni di squa­ altrettanto vero ed urgente l’impe­ dra, pulizia e ordine della sede, di­ gno che la Società deve assumere sciplina di gioco ecc.: tutto ciò verso i giovanissimi. compone l’ambiente) gli elementi L’incontro con lo sport per i ra­ positivi o negativi per la formazione gazzi avviene principalmente sotto della propria personalità. Cioè, co­ la spinta di un interesse di gioco, me giovani piante, si allenano a - o in forma mediata attraverso l’in­ crescere, a diventare uomini, ad as­ teresse che può suscitare l’aspetto sumere le caratteristiche dell’adulto. agonistico dello sport professioni­ La Società Sportiva del CSI non stico che, specialmente in questi è esclusivamente un « centro di ultimi anni, si sta diffondendo sport », ma soprattutto un « cen­ ovunque attraverso i mezzi di co­ tro di vita associativa »,’ con gli municazione (giornali, radio e so­ elementi educativi in primo piano prattutto televisione). 3


■■ Gioco e imitazione dei « divi » dello sport sono gli elementi più interessanti e, in certo modo, de­ terminanti per un ragazzo affinché si interessi anche allo sport attivo. Egli, dunque, viene alla Società Sportiva con questi interessi: si tratta di guidarlo a considerare lo sport qualche cosa di diverso e di più importante per la sua vita che non sia il gioco o il professionismo sportivo. Non è possibile appro­ fondire questo problema, che trat­ teremo in seguito, perché il nostro compito in questo articolo è diver­ so; ma è necessario che i dirigenti della Società Sportiva si interessino concretamente a questi aspetti psi­ cologici della loro azione e dei loro inerventi educativi per poterli sce­ gliere, calibrare, integrare. Il ragazzo vive nella Società Sportiva per un anno, per due anni o più: nel frattempo cresce, non solo fisicamente, ma spiritualmen­ te, moralmente: le sue idee in fat­ to di sport e di « vita » si fanno sempre più precise, si integrano at­ traverso il contatto con i coetanei, i dirigenti sportivi, gli adulti in ge­ nere, l’ambiente in cui vivono. E’ il momento nel quale la figura del­ l’allenatore, del dirigente sportivo qualche volta si mitizza, si deifica e non è difficile che l’allenatore o il dirigente si accorga di questo e ne provi soddisfazione senza pen­ sare alle influenze negative che que­ sta mitizzazione può avere nel ra­ gazzo. Giunge però il periodo più cri­ tico della adolescenza: la cosidetta « crisi » giovanile durante la quale, nella maggior parte dei casi, tutti gli ideali sembrano crollare, il sen­ so critico si fa più acuto e distrug­ gitore, si demoliscono nel giovane tutte le spinte ideali che fino a quel momento lo avevano guidato e sor­ retto, si sente solo, isolato, senza amicizie, rigettando il passato co­ me elemento deteriore per la sua personalità, non ha il coraggio di

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affrontare il presente e soprattutto non vede chiaro nel suo avvenire. Se questo avviene nella sua sfe­ ra psichica affettiva, morale, egli può trovare nell’esercizio fisico no­ tevoli gamme di attività che lo aiu­ tano a superare queste « crisi » gio­ vanili. L’organismo è in piena cre­ scita e un attento controllo medi­ co è necessario, ma non per questo è indispensabile abbandonare l’at­ tività sportiva, tutt’altro. Fra le ra­ rissime forme di intervento peda­ gogico in questo periodo caratteri­ stico dell’adolescenza, lo sport e la attività agonistica in genere, può avere un effetto positivo. L’emorragia che si genera in qua­ si tutte le organizzazioni giovanili quando gli iscritti si trovano nel periodo critico dell’adolescenza, nel caso della Società Sportiva non dovrebbe avvenire o meglio può avvenire solo in parte. E’ però necessarlo che i dirigenti si sentano soprattutto degli « educatori », os­ servino i ragazzi in questi momen­ ti di crisi, li aiutino a superarli sen­ za intervenire dalla cattedra della loro esperienza o della loro auto­ rità, ma tentando di comprenderli e aiutarli « dal di dentro » a tro­ vare da loro stessi le soluzioni ai loro grandi e piccoli problemi. Lo sport aiuta: la disciplina ac­ cettata come componente essenziale dell’attività agonistica, l’ordine mo­ rale che è impegno costante per una sana pratica dello sport, gli in­ teressi alle competizioni sportive, il contatto con gli amici e i diri­ genti della società, che non si di­ mostrano educatori d’autorità (co­ me gli insegnanti o, qualche volta, i genitori), ma anch’essi compagni dell’avventura sportiva: tutto ciò dimostra la bontà della compensa­ zione sportiva alla crisi dell’adole­ scenza. D’altronde se la Società Sporti­ va non si pone questi problemi di ordine educativo, non assolve i suoi fini: è inutile pensare all’attività

giovanissimi come ad una larga ba­ se agonistica in modo esclusivo, è errato dedicarsi ai giovanissimi sol­ tanto per l’interesse del numero: occorre che il problema giovanissi­ mi sia impostato sotto l’aspetto educativo, come scuola di vita, co­ me sussidio integrante validissimo dell’azione educatrice della famiglia e della scuola, come frequente mez­ zo di soluzione dei problemi del passaggio della fanciullezza alla gio­ ventù attraverso le inevitabili crisi dell’adolescenza. Uno dei problemi, quindi, che la Società Sportiva deve affrontare con competenza e tempestività è quello dei « passaggi », cioè della particolare situazione in cui si pos­ sono trovare i giovanissimi, quando staccando la tessera « atleti », cioè entrano a far parte della Società Sportiva come esponenti più qua­ lificati, più responsabili; i ragazzi che abbandonano l’attività sportiva non sono per questo perduti: la esperienza dello sport sarà per loro una manciata di buon terreno sul quale sarà più facile far fruttificare la personalità dell’adulto. Ma il ragazzo che abbandona lo sport deve far sorgere nei dirigenti sportivi dei punti interrogativi ai quali è indispensabile trovare delle risposte: perché ha lasciato? Che cosa desiderava trovare e non ha trovato nell’attività sportiva? In che considerazione ho tenuto le sue osservazioni, i suoi desideri, le sue capacità? Come posso mantenere comunque vivo l’interesse allo sport, l’amicizia a cui ho parteci­ pato, le relazioni che ho intessuto con lui? Non è diffìcile affermare che i migliori atleti sono quelli che han­ no passato la trafila dei giovanissi­ mi: ecco perché il problema dei passaggi non è questione di nume­ ro, ma soprattutto un fatto educa­ tivo che la Società Sportiva deve affrontare e risolvere se vuole as­ solvere i suoi fini.


un nuovo impulso all’attività giovanissimi

problema « giovanissimi », possiamo affermare che tale situazione offre mi­ gliori possibilità per una azione costante, a partire proprio dall’attività ra­ gazzi. Passiamo pertanto a ri­ levare alcune manchevo­ lezze più comuni:

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• moltissime Società non svolgono nessuna attività giovanissimi • molte altre si interes­ sano dei ragazzi solo sal­ tuariamente

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• spesso si riduce tutta l’attività al solo calcio • il settore giovanissimi talora viene abbandonato aH’improwiso dal diri­ genti di Società, con di­ sinvoltura che appare ve­ ramente preoccupante TI problema giovanissiILmi resta sempre di vi­ tale importanza, giacché {nella sua risoluzione ad ogni livello, e di Comi­ tato, e di Società, sta tutta la base della nostra organizzazione. Più volte é stato riba­ dito che questo settore è la vita stessa del CSI, « quello che rende di più », è l’attività « che dà più soddisfazioni » ecc. ecc. Anche in occasione del­ le recenti ritmate regio­ nali i « giovanissimi » so­ no stati all’ordine del giorno. Fra l’altro era anche prevista la nomina del­ l’incaricato regionale gio­ vanissimi, ma l’occasione è stata propizia per esa­ minare a fondo la pro­ blematica specifica dello sport per ragazzi e la si­ tuazione locale in questo campo. ‘ Dappertutto gli inter­ venti fatti dai vari diri­ genti hanno fatto capire che vi é al riguardo un certo « risveglio », frutto

Materiale arcobaleno Per lanciare l'attività di ARCOBALENO SPORT è a disposizione una locan­ dina a colori. La locandi­ na è in vendita al prez­ zo di L. 30. Richiedere presso la Presidenza Na­ zionale (v. Conciliazione, 1 . Roma). Allo stesso indirizzo può essere ri­ chiesto il numero spe­ ciale di STADIUM con le attività di Arcobaleno Sport, al prezzo di L. 100 ciascuno.

di una maggiore presa di coscienza. In particolare è stata auspicata la costituzione di apposite Commissioni Giovanissimi presso tutti i Comitati. Tale iniziati­ va é stata già realizzata in molte parti. Talora, in mancanza di una vera e propria Commissione, è stato nominato un Inca­ ricato Provinciale o Zo­ nale Giovanissimi. Sotto l’aspetto agoni­ stico, le cose sembrano aver già raggiunto un aspetto soddisfacente, giac­ ché giorno per giorno ar­ rivano sui tavoli del­ le Commissioni Tecniche Nazionali regolamenti, ri­ sultati, notizie di manife­ stazioni varie, resoconti di iniziative di vasta por­ tata, ciclostilati e stam­ pa di propaganda, e tan­ to altro materiale, che documentano abbondan­ temente il fervore di at­ tività tanto numerose che di talune spesso non si viene a conoscenza. Dai dati statistici del tesseramento dello scorso anno (oltre 43.000 tesse-

rati) e del tesseramento ora in corso, è possibile ri­ levare un costante, gra­ duale aumento. Ma tale aumento corrisponde ad un fenomeno di carattere generale per tutta la no­ stra organizzazione e non può pertanto assumere particolare rilevanza nel­ lo specifico settore dei giovanissimi. Ma tutto questo discor­ so va ricondotto alla ba­ se: alle Società. Sì, per­ ché proprio dalle singole Società dipende in massi­ ma parte ogni cosa. So­ no infatti esse le princi­ pali responsabili dello svi­ luppo della nostra orga­ nizzazione sotto ogni aspetto. In un precedente numero di questa edizio­ ne di Stadium un inte­ ressante articolo rilevava che* la percentuale delle Società riaffiliate é in co­ stante e notevole aumen­ to rispetto a quelle di nuova affiliazione. E’ que­ sto un dato confortante che sta a significare una maggiore sensibilità sul piano organizzativo, Ri­ portando il discorso al

si può fare subito... • Organizzare un torneo interno nell'ambito della pro­ pria società con incontri di singolo, doppio e a squadre di tennis da tavolo.

• Organizzare qualche prova di corsa campestre per ragazzi. Invitando a partecipare tutti 1 giovanissimi della propria zona o paese. • Esaminare la possibilità di istituire un Nucleo Adde­ stramento Giovani Calciatori (NA.G.C.) le cui norme si possono richiedere alla nostra Direzione Tecnica Nazio­ nale CSI (via della Conciliazione, 1 - Roma). • Prendere contatti con il preside della scuola media e con 1 professori di educazione fìsica, in vista di una possibile attività sportiva per gli alunni dell’istituto della propria zona o paese.

• i programmi « giovanis­ simi » vengono realizzati solo in un particolare pe­ riodo dell’anno senza nes­ suna continuità nell’arco dell’intero anno • molte volte, nell’ambito della . Società, pur svol­ gendosi una discreta at­ tività per i ragazzi, non ci si impegna a fondo al fine di valorizzare tale intervento. Non staremo qui a sug­ gerire nei minimi parti­ colari le varie iniziative da prendere per iniziare o migliorare quanto già si realizza. A titolo di esempio, le Società che ne hanno le capacità possono chiedere di istituire i NAGC, se­ guendo le norme emanate dalla Direzione Tecnica Nazionale al riguardo. In qualsiasi Società può essere organizzata una le­ va, una piccola olimpiade per i ragazzi, un torneo di breve durata a caratte­ re interno, ecc., ecc. Un apposito dirigente può assumere l’incarico di seguire il settore giova­ nissimi, magari in colla­ borazione con qualche al­ tro collega di Società, che possa dare un valido aiu­ to qualora i ragazzi fos­ sero numerosi. In definitiva occorre veramente cercare il mo­ do migliore per ottenere una efficace sensibilizza­ zione al problema « gio­ vanissimi ». In particolare (lo dicia­ mo per ultimo ma per noi è basilare) occorre avere delle idee chiare e ben precise sulla problema­ tica dello sport per ra­ gazzi (cosa che in Italia nessuno — ed è una gra­ ve colpa — ha voluto o potuto affrontare). R. C. 5


schede didattiche

una sede non e impossibile

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"at on Illudendoci di poter rag11 giungere una chimerica sede ideale, vediamo di dare alcuni suggerimenti per rendere la nostra sede (almeno per quelle fortunate Società che possono averne una) il più accogliente possibile e ri­ spondente alle finalità che attra­ verso essa ci prefiggiamo. La realtà ci dice che l’809ó delle nostre Società che hanno una sede sociale sono o emanazione di As­ sociazioni della GIAC, o comun­ que sono filiazioni dirette della Parrocchia e quindi quasi sempre hanno a disposizione un locale. La prima cura sarà quella di rendere cointeressati e comparte­ cipi tutti i Soci della funzionalità e del funzionamento della sede. E quindi tutti, dirigenti ed atle­ ti, dovranno contribuire all’arre­ damento della sede. Chi non ha in soffitta una qualche sedia o un qualche mobile vecchio, inutilizza­ to del quale disfarsi; chi non sa fare qualche lavoretto, o magari sotto la guida di un esperto, sa costruire un mobiletto, una corni­ ce o sa aggiustare qualche cosa? Tutti debbono rendersi utili: tutti debbono collaborare a ripulire la sede con scopa, spazzolone, strac­ cio, e magari pennello e colori. Sembrerà un gioco bellissimo e nello stesso tempo tutti si senti­ ranno in dovere di salvaguardare il frutto delle loro fatiche. Inoltre sarà necessario stabilire un turno fra i Dirigenti e gli atle­ ti più anziani e muniti di un certo ascendente attraverso il quale as­ sicurare la presenza in sede di un responsabile dello svolgimento del­ la vita sociale e della disciplina. Infine dovrà essere stabilito, ove non si abbia la possibilità di avere del personale retribuito, un turno per le pulizie della sede stessa, al quale tutti si dovranno sottomet­ tere con giovanile disinvoltura. Nessuno dovrà sentirsi menomato da questi lavori, ma anzi li dovrà

considerare come un dovere comu­ nitario, nello stesso tempo tutti così avranno cura della pulizia e dell’ordine. Nella sede sarà bene porre in bella evidenza le coppe e i trofei vinti, alcune fotografie di partico­ lare interesse, e un albo per tutte le notizie e le comunicazioni so­ ciali. Per le sedi in coabitazione na­ turalmente il discorso cambia par­ zialmente perché della sua manu­ tenzione, oltre che per il suo alle­ stimento, dovranno convergere gli sforzi e l’impegno di più di una organizzazione. Non sarà facile poi ottenere dagli altri quell’ordine, quella pulizia e quell’interessa­ mento diretto che sarebbero ne­ cessari, ma sarà opportuno pren­ dere preventivi contatti a livello di responsabili per cercare di tro­ vare un ragionevole punto di in­ contro e per evitare frizioni, ri­ picche ed incidenti. In questo ca­ so però sarà opportuno costituire un proprio angolo nel quale ritro­ varsi e nel quale mettere le coppe, le fotografie e l’Albo sociale. Abbiamo cercato di darvi alcuni suggerimenti pratici proprio per evitare lo spettacolo che è appar­ so ai nostri occhi quando ci siamo recati nella «sede» (?!?!) di una nostra Società di un piccolo pae­ se: i vetri erano inesistenti, rotti vandalicamente da tempo, le im­ poste sgangherate e in più punti rotte; rifiuti, di ogni genere, sui pavimenti, i muri scrostati e sporchi; alcune sedie sgangherate, un tavolo zoppo e un tavolo da tennis e un calcio-balilla in con­ dizioni pietose ! ! Chissà quanta legittima soddi­ sfazione nel povero Parroco al mo­ mento dell’inaugurazione di que­ sta sede, con tanto amore e tanti sacrifici messa a disposizione (non a distruzione!!!!) dei giovani del suo paese! F. D.

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__ Otmte «scheda didattiche » verranno pubblicete quindicinalmente e offriranno concreti «punti por la vita delle nostre sodeU.

segretari di società

indirizzi degli atleti TVTeil’ultimo numero abbia­ li mo parlato della neces' sità di uno schedario di tutte le persone che gravita­ no in qualche modo attorno alTUnione Sportiva o che questa ha interesse a tenere presenti. C'è però un’altra necessità, di ordine interno questa. E’ quella di avere delle schede, o come altro volete chiamar­ le, degli atleti. Sì, è vero che nelle piccole società, spe­ cialmente quelle che non so­ no di città, i ragazzi e 1 giovani si conoscono uno per uno. Nella schedina, però, dovrebbe figurare un com­ plesso di dati e di indicazio­ ni tali da comporre una fi­ sionomia non soltanto « ana­ grafica » dell’atleta. Nei riguardi di ciascuno dovrebbero figurare gli ele­ menti anagrafici essenziali, certamente, ma anche qual­ che annotazione riguardante la famiglia, l’ambiente socia­ le, il corso degli studi non­ ché elementi più diretta­ mente psicologici e pedago­ gici. Insomma la schedina non dovrebbe soltanto servi­ re a rintracciare l’atleta o le sue generalità quanto piut­ tosto a darci di lui una « fo­ tografia » il più possibile esauriente della sua persona e personalità affinché il col­ loquio educativo che instau­ ra tra lui e la società sia più diretto, più profondo, più ef­ ficace. E, cosa molto im­ portante, dovrebbe anche servire per allacciare un con­ tatto appropriato e preciso con la famiglia dell’atleta. Qualcuno potrà obiettare che non serve tenere delle schede apposite quando tut­ te le società trattengono già presso di sé le tessere degli atleti. No, non ci sembra che le tessere possano assol­ vere la stessa funzione. Pri­ ma di tutto perché le tesse­ re sono in continuo ... movi­ mento a causa delle gare cui gli atleti debbono partecipa­ re. Ma soprattutto perché, come abbiamo visto, J dati riportati sulla tessera sono Insufficienti per gli scopi che ci slamo prefissi di raggiun­ gere. Un'ultima osservazione. Quando l’atleta lascia Ja so­ cietà non gettare la sua schedina. Ci sembra molto importante continuare, per qualche anno e per quanto è opportuno e possibile, a seguire la vita dei nostri ra­ gazzi. Non è detto infatti che il « colloquio » che essi hanno iniziato con noi In occasione di qualche torneo o campionato debba poi es­ sere interrotto. Anzi, forse è proprio dopo che hanno mag­ giore bisogno di un « punto di riferimento » e, anche con l’ausilio delle nostre schedi­ ne, non sarà difficile fare in modo che tale punto di riferimento possano conti­ nuare a trovarlo presso la loro « vecchia » società.


parliamone insieme

giovani sono fatti cosi

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ATTENZIONE AD UN MONDO CHE CAMBIA TQ) er certi educatori JL (quindi anche per certi dirigenti di so­ cietà sportive), sembra che il mondo intero si esaurisca nella piccola area dei propri rapporti perso­ nali, nel piccolo gruppo di giovani e ragazzi che si trovano per la partita, nel rettangolo verde e negli spogliatoi di un campo di calcio. Non hanno occhio che per quello che cade diret­ tamente e macroscopica­ mente sotto il loro sguar­ do e a diretta... portata di mano. Tutto il resto sembra non interessarli e vorrebbero educare, pre­ scindendo proprio dalla vita che intorno si svol­ ge, dalle idee che circo­ lano, dagli avvenimenti che sconvolgono il mondo e mutano radicalmente abitudini, atteggiamenti giudizi. Insomma, sembra quasi che la « storia » non li riguardi e che coloro, a cui dirigono la loro azio­ ne, il loro servizio, siano in uno stato di irrealtà, d’insensibilità. Mentre se c’è una cosa che il mon­ do oggi ci fa considerare è proprio questo profondo legame tra tutto ciò che l’umanità compie, medita, conquista e la vita di ogni singolo uomo, specialmente nel tempo della sua educazione. FATTI DI UNA REALTA' IN TRASFORMAZIONE Proviamo solo ad ac­ cennare ad alcuni fatti che agiscono profonda­ mente sull’animo del gio­ vane e ne determinano ■atteggiamenti esistenziali che, con un po’ di atten­ zione, possiamo scoprire nella sua vita. ® C’è una dimensione « cosmica » che il nostro tempo va sempre più as­ sumendo per i rapporti più frequenti, più « vici­ ni » che si sono venuti costituendo tra gli uomi­ ni e tra i diversi paesi della terra. L’uomo ha oggi a disposizione, con lo sviluppo tecnico, mezzi

di comunicazione e possi­ bilità impensabili solo trent’anni fa. In un mo­ mento si apprende una notizia, rapidamente si espande una «moda»... G Profondi e rapidi mutamenti accelerano la storia di interi continenti, di intere nazioni, di zone di campagna e di città: i paesi deH’Afrlca e del­ l’Asia si affacciano prepo­ tentemente alla ribalta e questo ha ripercussioni fi­ no al più sperduto paese... della valle più nascosta. In Italia sono avvenuti, negli ultimi vent’anni, fe­ nomeni rilevantissimi: si è passati da una società prevalentemente agricola, a una società industriale, si è operato uno svuota­ mento delle campagne, specialmente da parte dei giovani, e si sono forma­ te grosse periferie alle città. E’ permanente il flusso migratorio, sia al­ l’interno che all’estero. Si è estesa l’istruzione e si è giunti alla obbligazione della scuola media infe­ riore. Si sta camminando verso una società del be­ nessere, verso un maggior

tempo libero... e si po­ trebbe continuare per un bel po’.

® Sono entrati in crisi alcuni valori tradizionali, come certi valori religiosi e morali, e molte volte si è in atteggiamento di sfi­ ducia nei confronti di una verità e di una mo­ rale oggettiva. Anche il rapporto tra le generazioni subisce conti­ nuamente sollecitazioni a una revisione, a una cri­ tica, a contrasti spesso profondi (è facile trovare giovani che si lamentano per l’incomprensione dei genitori, ’egli adulti in genere, e spesso si sento­ no insegnanti, genitori, adulti con profonda espe­ rienza educativa, dichia­ rarsi « vinti » di fronte a ragazzi e giovani; la vi­ cenda del Liceo Parini di Milano insegna in propo­ sito molte cose...). In fondo è una profon­ da crisi di crescita quella che interessa la società oggi e questa crisi si ri­ percuote inevitabilmente e più clamorosamente sui giovani.

prova a chiederti Se ti interessi alle trasformazioni che riguardano l’am­ biente in cui è situata la tua società sportiva: O si tratta di una situazione urbana, o di paese, o ru­ rale? con quali caratteristiche? • quali grossi problemi la interessano: industrializza­ zione, mobilità sociale, squilibri economici? • è presente il fenomeno dell'emigrazione (interna ed estera)? O quali scuole frequentano i ragazzi e 1 giovani della tua società? (licei, istituti, ecc.) • a quale professione si dedicano? (industria, artigia­ nato, agricoltura) • devono spostarsi dalla residenza abituale per lavo­ rare e studiare? in quale misura? con quali mezzi? • come viene impiegato il tempo libero? • quale grado di benessere economico è stato rag­ giunto?

prova ad approfondire Ti consigliamo due letture: Il sistema industriale come struttura della società di F. Ponti - Morcelliana - 1963 - Lire 500.

I primi paragrafi della costituzione pastorale « La Chiesa nel mondo contemporaneo» (in particolare i paragrafi 1 - 10).

ASPETTI POSITIVI DI UNA CRISI Ma crisi non è termine negativo: certo, sembra che non ci sia nulla o quasi che « faccia sicurez­ za », ma a un attento esa­ me molti sono 1 dati po­ sitivi che emergono. • Primo fra tutti la convinzione che 1 benefici di pochi possono esten­ dersi a tutti, di una giu­ stizia, quindi, che si possa raggiungere con una azione di solidarietà che veda gli uomini collabo­ rare: la fame, la schiavi­ tù, le guerre è possibile superarle. E, in mezzo a grandi resistenze, questa consapevole decisione si fa strada, diventa patri­ monio culturale dell’uo­ mo, sollecita energie... • Poi una « sete », se si vuole inconscia ancora, di onestà nei rapporti tra gli uomini, e di una ve­ rità di cui ci si possa fi­ dare. Provate a pensare ai giovani: non c’è in essi una sincerità, a volte esasperata? Una opposi­ zione violenta a una mo­ rale ipocrita? Una ricerca di una re­ ligiosità più autentica? Una esigenza di « mae­ stri » seri, di educatori che propongano loro una vita impegnata, più che dei discorsi? Un’opposi­ zione ai privilegi, ai pa­ ternalismi, agli scandali? • Sembra ancora che sia vivo oggi più che ieri, nei giovani, un senso di concretezza maggiore, un desiderio di occupare un preciso posto nella socie­ tà, nel più breve tempo possibile. E spesso questo si accompagna a un serio impegno scolastico e pro­ fessionale e alla convin­ zione di poter svolgere nel mondo un ruolo co­ struttivo. Insomma, si sentono in grado di « co­ struire la storia ». Ora se questi termini sfuggono oggi a un edu­ catore (e con essi tanti altri), ben difficilmente saprà aiutare i giovani nella loro crescita, ben difficilmente sarà in con­ dizione di proporre qual­ cosa che sia nella dire­ zione della storia e del progresso umano. Cioè, sarà un «vecchio», un superato quindi, uno che si è seduto e non ha più nulla da proporre. Al­ lora facilmente lo senti­ remo ripetere: < io, questi giovani non li capisco!... dieci anni fa sì che le cose stavano diversamen­ te...! ». Ma che cosa deve ade­ guarsi: il mondo che cre­ sce o l’attenzione dell’e­ ducatore a questa realtà? GIANNI 7


uale maggior desiderio dovrebbe avere un uomo su questa terra? Una mente sana in un corpo sano sono due doni di Dio verso il quale il ringraziamento più grande e gradito sarà la dimostrazione di voler fare quanto ci è possibile per mantenere intatto questo equilibrio. In un mondo tentatore e perico­ loso come il nostro, avere cura di noi stessi è difficile; dagli innume­ revoli pericoli che si incontrano ogni giorno, in special modo i gio­ vani devono essere salvaguardati. Sui giovani si soffermerà infatti la nostra attenzione perché è pre­ ciso dovere di tutti adoperarsi af­ finché siano protette le loro qua­ lità e vengano sconfitte le minacce alla loro integrità fisica e morale. Lo sport assume in questa lot­ ta un posto di primordine portan­ do benefici al fisico ed alla psiche. Non mi risulta infatti che delin­ quenti, teddy boys o altre associa­ zioni antisociali abbiano tra di loro ragazzi che fanno del vero sport attivo. « Le tendenze aggressive, la cui origine primitiva è nell’istinto di conservazione, caratterizzano tutte le specie del mondo animale che sono costrette alla lotta per so­ pravvivere. L’uomo può realizzare le stesse tendenze con mezzi incruenti che inseriti in un codice ed eseguiti con lealtà diventano sport. Ciò rende lo sport qualche cosa di più di un semplice diverti­ mento o di un fenomeno sociale, lo rende un fenomeno congeniale alla natura umana, un fatto psichico, una espressione psico-motoria che è ini-, possibile soffocare ma che è bene accettare, divulgare e incoraggiare. La situazione sportiva scelta libera­ mente, libera le normali cariche ag­ gressive, che sfogandosi in un sano agonismo perdono la loro pericolo­ sità e asocialità concedendo quelle soddisfazioni di cui l’economia psi­ chica ha bisogno. Lo sport ha un valore psico-terapico perché entro certi limiti contribuisce a conservare o ristabilire l’equilibrio ». (Prof. F. Antonelli - Medicina dello sport). Il prof. Antonelli ci spiega con parole semplici e chiare la necessi­ tà di fare dello sport attivo e ve­ diamo che è necessario per mante­ nere un equilibrio psico-fisiologico poiché altrimenti si potrebbero ave­ re scompensi e deviazioni di vario genere. Lo sport educa nel senso lato della parola ed è bene che chiun­ que ne abbia la possibilità segua questa via. Come tutte le attività, però, essa deve essere svolta nella giusta ma­ niera per non risultare cotroprodu-

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cente e per evitare ciò deve essere imparata ed insegnata bene. Tra gli sport, il calcio in Italia è il più popolare: attorno ad esso si muovono una infinità di attività ed interessi che lo rendono molto im­ portante; è bene che la passione per esso non venga meno perché le conseguenze investirebbero una struttura costituita che allo stato attuale incide fortemente sul costu­ me e sulla vita nazionale. Anche il calcio perciò deve ade­ guarsi alle esigenze della mentalità del momento e dare quelle soddi­ sfazioni che può dare. Si sa infatti che lo sport inteso come « situazione sportiva » può es­ sere vissuto oltre che da attore an­ che da spettatore conservando in­ tatta tutta la sua problematica psi­ cologica. Ecco che il calcio, diventando spettacolo, aumenta le sue comples­ sità. Il calciatore infatti deve sod­ disfare non soltanto il proprio Io, ma anche l’io dello spettatore che vuole e pretende perché ha acquista­ to con il biglietto d’ingresso questo diritto al soddisfacimento. Per indicare il rendimento massi­ mo di un atleta si usa correntemente il termine di ottima « forma » o con­ dizione; con ciò si vuol intendere condizione « psico-fisiologica ». Le capacità psicologiche sono per­ ciò da anteporre alle altre che deve avere un allenatore ed in special modo un educatore di giovani che si accingono ad esplicare una atti­ vità irta di difficoltà e pericoli qua­ le il calcio. Uno dei problemi che affliggono il calcio d’oggi è il comportamento scorretto che è segno di incapacità, mancanza di educazione sportiva e controproducente a tutti gli effetti. E’ noto che il comportamento è dato dalla educazione ricevuta. In tempi passati due popolani si picchiavano senza discutere, poi han­ no cominciato a discutere e picchiar­ si, ora cominciano a discutere sen­ za picchiarsi. E’ l’evoluzione dei tempi; è l’educazione civile. Il gioco scorretto è infatti mal tollerato dalla stragrande maggioran­ za del pubblico che vuol vedere in una competizione del sano agoni­ smo. Il compito degli arbitri nell’azio-ne di repressione di queste scorret­ tezze è davvero difficile e non si può dire che siano aiutati dagli altri co-attori: dirigenti, pubblico, atleti, allenatori. E’ difficile cambiare il compor­ tamento di un uomo, ma non è al-' trettanto difficile cambiare il com­ portamento ■ di un ragazzo. Pochissima cura viene dedicata ai giovani mentre dovrebbe essere il

ca ma con Calcio: lo sport più o Troppo spesso sono influenzati dal ni è praticato, non da] che è pari a que Per scoprire il vero farlo scoprire ecco una serie di prezios da leggere e ni di Renzo


CIO SI giudizio linaio e più bistrattato nostri giudizi » con cui questo sport no valore intrinseco degli altri sport olio del calcio e per nostri ragazzi, uppunti psico - pedagogici ilare ' con calma «zecchini

contrario. Ad eccezione di poche so­ cietà, in Italia per la cura dei gio­ vani si è rimasti indietro con il tempo. Tutto è fatto ancora troppo empiricamente. Non si può pretendere di avere un buon professionista se, prescin­ dendo dalle qualità o doti perso­ nali, questi non ha ricevuto quegli insegnamenti dettati dallo studio e dalla esperienze di famosi e quali­ ficati maestri. Prescindendo dal rendimento e dallo stile, la disciplina sportiva sa­ rà la prima cosa che contraddistin­ guerà il calciatore cresciuto sotto una buona guida da uno cresciuto senza nessun aiuto. Lo spirito agonistico e la lotta sono congeniali alla natura umana, sicché il ragazzo è portato ad ac­ cettare con autentico entusiasmo ogni genere di fatto che si presenti sotto l’etichetta dello sport. Egli deve essere saggiamente gui­ dato finché non saranno ben saldi in lui i principi etici e morali, per­ ché la sua attività non scivoli in pe­ ricolose deviazioni, ma venga sfrut­ tata come scuola di volontà, disci­ plina, autocontrollo e coraggio. Viene molto spesso fraintesa la frase « gioco duro »: gioco duro vuol dire aggredire il pallone, non l’avversario. Buytendijk ci spiega il motivo psicologico che ci attrae verso il gioco della palla e la conseguente psicologia del giocatore: nel darla e nel riceverla si simbolizzano i rapporti interumani; la sfericità, ar­ chetipo della perfezione, e l’elasti­ cità la rendono mobile e quasi un essere vivo, ma domabile, con cui si instaura un rapporto dinamico va­ riamente vissuto. L’uomo è portato al dominio del­ la palla con tendenze aggressive per cui spostare queste tendenze verso l’uomo (avversario) è asociale e con­ troproducente. Ci sono però ancora persone che insegnano a giocare prima su l’uo­ mo poi sul pallone credendo così di ottenere i migliori risultati al fine del rendimento o del rendimen­ to ai fini del risultato. Forse ciò era conveniente tempo fa, quando i tifosi incitavano i propri giocatori a dar calci alle gambe dell’avversario, e gli arbitri dovevano per forza di cose essere accondiscendenti; oggi la situazione è già diversa e certo mi­ gliorerà ancora: oggi dà fastidio ve­ dere praticare un gioco scorretto an­ che se a praticarlo è un giocatore della squadra per cui si tifa, dà fastidio vedere il giocatore che con­ tinuamente protesta con l’arbitro. Anche la mentalità del ragazzo è diversa da quella di ieri; si trova tra i ragazzi una buona media di

intellettualità, i ragazzi non si limi­ tano ad obbedire militarescamente, ma vogliono sapere; ed è importante che siano messe a loro disposizione persone che possono insegnar loro tutto ciò che può esser loro utile. I ragazzi vanno preparati non già per quello che sono ma per quello che dovranno essere. Il campionato ragazzi può anche essere perduto senza che ciò pregiudichi il fine. Nella espressione più pura, lo sport non esige il successo; tanto è vero che l’avverbio « sportivamen­ te » si usa per indicare la sponta­ neità con la quale si affrontano si­ tuazioni difficili e la serenità con cui si accetta un esito qualunque esso sia. Entrare in campo convinti di non aver lasciato nulla di intentato per­ ché la gara possa essere disputata con il massimo delle nostre possi­ bilità non vuol dire vincere, ma as­ sicurarsi la soddisfazione di gareggia­ re ed avvicinarsi il più possibile alla vittoria. Si può notare che squadre com­ poste dagli stessi elementi rendono in maniera diversa secondo la po­ sizione in classifica. E’ facile a dimostrarsi che la ne­ vrosi pre-agonistica (a tipo preva­ lentemente ansioso) colpisce la squa­ dra che lotta per la retrocessione danneggiandola attraverso inibizioni che si ripercuotono sul rendimento e di conseguenza sul risultato. La nevrosi pre-agonistica (sindro­ me pre-agonistica), tipica dei gio­ catori professionisti, non dovrebbe mai essere sentita dai giovani. Essi sono spinti allo sport dallo spirito agonistico che permette loro di ga­ reggiare riducendo al minimo le ini­ bizioni e quindi rendere al massimo delle proprie possibilità. II giovane deve cercare la vittoria perché trova in essa molte soddisfa­ zioni, perché è il traguardo massi­ mo, perché è la conclusione felice dei suoi sacrifici, perché, sentirsi vincitori rinvigorisce lo spirito; non deve però volerla ad ogni costo per­ ché ciò porterebbe, in caso di scon­ fitta, a tutte le inibizioni di cui si è detto e sarebbe molto difficile riac­ quistare la serenità, lo spirito ago­ nistico per poter continuare a gio­ care con tutte le proprie capacità. Purtroppo si sentono ancora per­ sone che danno consigli sbagliati o, credendo di dare la cosidetta « ca­ rica », ingiungono ai giocatori di vincere ad ogni costo, sotto la mi­ naccia di severi provvedimenti. Ciò non crea che danno e preconcetti sbagliati che, specialmente nei gio­ vanissimi, portano deviazioni che falsano le reali possibilità e allonta­ nano la passione per questo sport. (continua)

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i comunicati dalla Direzione Tecnica Nazionale COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE TENNIS DA TAVOLO

MANIFESTAZIONI VARIE Approvazione regolamenti

COMUNICATO UFFICIALE N. 11 CAMPIONATI NAZIONALI

concentramenti interregionali Visti I verbali di gara dei concentramenti interregionali di Tennis da Tavolo svoltosi in da­ ta 13 marzo scorso a Genova, Verona, Roma e Molfetta, se ne omologano i risultati e si co­ munica l'ammissione alla finali nazionali dei seguenti atleti: Categoria Allievi : Stefanelli Luigi (Reggio Emilia), Malesci Stefano (Firenze), Moretti Gio­ vanni (Bergamo), Negri Clau­ dio (Verona), Ullu Marco e Gi­ rardi Antonello (Cagliari), Parisi

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.....

Gerardo (Messina), Spagnuolo An­ tonio (Taranto). Categoria Junior»: Caglierò Mauro (Novara), Caroli Paolo (Ravenna), Floreani Flavio (Trie­ ste), Pelinola Armando (Mila­ no), Pierozzi Massimo e De Sanc­ ite Giuseppe (Roma), Falcone Giovanni (Pagani), De Notaris Enrico (Napoli).

Approvazione regolamenti OSIMO : fase zonale; BRIA : fase regionale.

CALA­

Omologazione risultati Omologazione risultati OSIMO : Allievi, 1 ) Gasparini Luigi ; Juniores : 1 ) Giorgetti Raffaele; Seniores: 1) Rossi Ro­ berto.

Richiamo ufficiale agli atleti DI PAOLA e MAROSSI del Comitato CSI di Taranto per comporta­ mento scorretto e proteste nei confronti del direttore di gara nel corso del concentramento in­ terregionale di Cosenza per i Campionati Nazionali, <cat. Ju­ niores.

IL

SEGRETARIO

ALBERTO GRECANTI IL

PRESIDENTE

Ing. ALESSANDRO PAOLON1

Il BASEBALL, per la semplicità della sua esecuzione e per la facilità con la quale è possibile giocare ad un livello elementare (basta un pezzetto di prato o un angolo di cortile oratoriale e due ragazzi di... buona volontà) può entrare a vele spiegate negli am­ bienti tipici del CSI (oratori, società sportive parroc­ chiali, ecc.) costituendo una utile alternativa nei mesi estivi a! gioco del calcio. Le età per le varie categorie sono: Allievi 1951-

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La Direzione Tecnica Nazionale, a seguito di ripe­ tuti inviti da parte di alcuni Comitati periferici, avrebbe intenzione di lanciare per la nuova stagione sportiva 1966-67, lo sport del BASEBALL fra le Società Spor­ tive del CSI. A tale scopo, sono stati presi contatti con la FJ.P.A.B. nella persona del Segretario Generale dr. Ser­ gio Baroni, il quale ha assicurato l'appoggio e l'as­ sistenza tecnica della Federazione, per la realizzazione di questa iniziativa del CSI.

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ENNA: Campionato interno GS Don Bosco: 1) Balbo Salvatore; FELTRE: Coppa M. Grisot-. Cat. Juniores 1 ) D’Amele Franco, Cat. Seniores 1 ) Ridolfi Luigi,

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

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ancne il baseball nel csi

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BARI : I Torneo di Tennis da Tavolo ad Acquaviva delle Fonti; FAENZA: Trofeo Bianco Arcoba­ leno Sport; FERRARA: Trofeo Bianco Arcobaleno Sport; FIREN­ ZE : Trofeo Bianco Arcobaleno Sport ; MOLFETTA : Torneo Lucia­ na Massenzi del G.S. San Dome­ nico; REGGIO CALABRIA; Tro­ feo Bianco Arcobaleno Sport ; REGGIO EMILIA: Il Torneo Cit­ tà di Novellata; SIENA: Il Cop­ pa Conciliazione; TEMPIO PAUSANIA: Premio Goceano 1966; TORTONA : Trofeo Bianco Arco­ baleno Sport; TRANI : fase locale del Campionato Regionale a squa­ dre; VERONA: Trofeo Bianco Ar­ cobaleno Sport.

Cat. libera 1) Grisot Curto; FIRENZE: Il Coppa Carlo Ignesti : 1) Malesci Stefano; CERIGNOLA : Trofeo Bianco Arcobaleno Sport: cat. A 1 ) U.S. Folgore, cat. B 1) U.S. Rangers Boys, MOLFET­ TA: Torneo S Patrizio della S.S. Fidens, Allievi : 1 ) Volpicella Francesco, Juniores: 1) Sollecito Gaetano; Trofeo Invernale della S.S. Frassati : Allievi 1 ) Romano Giuseppe, Juniores 1 ) Vista Gae­ tano; Torneo Nico Sapio della S.S. S. Domenico: 1) Calò Giu­ seppe; Torneo S. Ignazio della S.S. Fidens: Allievi 1) Volpicella Franco, Juniores 1 ) Bonserio Rocco; Torneo Carmen Longo della S.S. S. Domenico: 1 ) De Biase Giovanni; PISTOIA: Trofeo Bianco Arcobaleno Sport: cat. A 1 ) G.S. Boys, cat. B 1 ) G.S. Boys ; cat. B 1 ) G.S. Boys ; RAVENNA: III Torneo cittadino della Polisportiva Ravenna : 1 ) Montanari Paolo,- REGGIO EMI­ LIA: Il Torneo Città di Novel­ lerà : cat. Ragazzi : 1 ) Pedroni Corrado, cat. Juniores-Seniores : 1) Stefanelli Luigi; TARANTO: Trofeo CSI a squadre a Martina Franca: 1) U.S. Esperia.

1953, Juniores 1948-1950. Per quanto riguarda l'area di gioco, basti pensare che un campetto di calcio oratoriale può ospitare anche quattro « diamanti » (così si chiamano i campi da ba­ seball per la loro forma a rombo). Raccomandiamo vivamente questa nuova iniziativa del CSI a tutti i nostri Comitati periferici. Per ogni ri­ chiesta di informazione e chiarimento, essi potranno prendere contatto con il Commissario Nazionale per il BASEBALL, dr. Gugliemlo Pinto - CSI - via della Conci­

liazione n. 1 - Roma. Ci riserviamo comunque di pubblicare sui prossimi numeri di STADIUM degli articoli di presentazione di questa nuova disciplina che il CSI intende attuare, con tutte le caratteristiche di svolgimento di questo sport che, siamo certi, incontrerà il favore e la massima diffusione presso i nostri Comitati.


COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE SCI E MONTAGNA

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLAVOLO

COMUNICATO UFFICIALE N. CAMPIONATI NAZIONALI Approvazione regolamenti fasi Zonali e Provinciali GALLIPOLI: Juniores (con ag­ giunte e modifiche comunicate direttamente); MATERA: Junio­ res; SPOLETO: Allievi; TREN­ TO: Allievi e Juniores (con mo­ difica ).

vengono nominati con decorrenza 8 gennaio 1966, Arbitri CSI i sigg. Patruno Giuseppe e Quadrato Domenico. In pari data vengono iscritti nel Ruolo Nazionale Arbitri e Segnapunti Pallavolo del CSI. IL PRESIDENTE

FILIPPO DRAGOTTO

Omologazione risultati fasi Zonali autonome e Provinciali MANTOVA - Allievi: sq. part. 5, ha vinto U.S. San Benedetto di Palidano; REGGIO EMILIA Allievi : sq. part. 5, ha vinto U.S. Artigianelli sq. A. Junio­ res : sq. part. 5, ha vinto U.S. Artigianelli ; ROMA - Allievi : sq. part. 5, ha vinto U.S. Ostia S.C. Juniores: sq. part. 10, ha vinto U.S. Don Bosco.

MANIFESTAZIONI VARIE Approvazione regolamenti BOLOGNA - Trofeo Apertura CSI; GRAVINA - Trofeo Giallo,MESSINA . 2" Coppa S. Giu­ seppe; PISA - Coppa Primavera Cat. Allievi; SASSARI - Coppa Primavera ; TARANTO - Coppa « Pasqua dello Sportivo » a Mar­ tina Franca.

ratifica

commissioni

TECNICHE ZONALI E PROVINCIALI CAPUA - Presidente: Claudio Di Benedetto; V. Presidente: Giovanni Di Rienzo; Segretario: Giovanni Russo; Componenti: lino Toscano e Michele Console.

CORSI TECNICI acquaviva

Visti I

relativi

DELLE FONTI : verbali d'esami

COMUNICATO UFFICIALE N. 6 OMOLOGAZIONE RISULTATI FINALI NAZ.LI Questa CTN, visti i verbali del Giudice Arbitro relativi alle gare valide per il Campionato Nazionale dei Campanili Alpini e per il Criterium Nazionale della Neve, svolte a Bormio nei

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE PALLACANESTRO

Trascrizione risultati fasi zonali FOLIGNO - Fase zonale Ju­ niores: sq. part. 7, ha vinto G.S. I.T.I.S. ; ORVIETO - Junio­ res: sq. part. 3, ha vinto G.S. Libertas; SALERNO - Fase Zo­ nale Allievi : sq. part. 3, ha vinto U.S. CSI San Vito di Eboli. Fase Zonale Juniores : sq. part. 3, ha vinto U.S. CSI Spes di Battipaglia; SORRENTO - Al­ lievi : sq. part. 6, ha vinto U.S. San Nicola. Juniores : sq. part. 6, ha vinto U.S. San Nicola; SPOLETO : Juniores : sq. part. 6, ha vinto U.S A.S.S.C.I.; TER­ NI - fase zonale Juniores : sq. part. 4, ha vinto U.S. Bosico.

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giorni prende tati e guenti

26 e 27 febbraio u.s., atto dei rispettivi risul­ proclama vincitori i se­ atleti :

Campanili Alpini Slalom gigante : Bruno Con tor­ tola (Sci Club Bormio, Comita­ to Valtellina); Slalom speciale: Bruno Contortola (Sci Club Bor­ mio, Comitato Valtellina); Fon­ do km. 4 : Franco Giordanetto (Uda Sport, Comitato Cuneo); Staffetta 3x4 km.: Comitato di Trento (Zorzi, Daldos, Sartorim ).

COMUNICATO UFFICIALE N. 12 Criterium Nazionale

FASI CAMPIONATI NAZIONALI

Approvazione regolamenti

fasi regionali EMILIA,

FRIULI, UMBRIA.

Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali GUALDO TADINO, GUBBIO, MATERA, NOCERA UMBRA, PE­ SCARA, ACQUI TERME, BIELLA.

sco, 2) Montuzza, 3) C.G. Roiano, 4) M. Fani.

Approvazione manifestazioni BOLOGNA: Il Trofeo Vigor; MILANO : 1 ) Torneo Mini-Basket ; PAVIA: 1) Trofeo di Pallacane­ stro; REGGIO EMILIA: Torneo Chiusura Allievi 1966; ROMA: Trofeo Rosso.

RATIFICA COMPOSIZIONE CC.TT.

Omologazione risultati campionati provinciali e zonali

NOVARA - Presidente: Rag. Fi­ netti Ugo, Componente: rag. Negrini Francesco.

NOCERA e GUALDO TADINO . Allievi : 1) Salus Rocchetta A; Juniores : 1 ) Salus Rocchetta A ; SPOLETO : 1) E.N.P.A.S., 2) Ardens, 3) Atomica; CITTA' DI CA­ STELLO ; 1 ) S. Pio X, 2) S. Gio­ vanni, 3) Sporting, 4) R. Duo­ mo, 5) V. Gratiae; FOLIGNO: 1 ) Lib. Mariana Juve, 2) I.R.CA., 3) Folgore; TRIESTE - Allievi: 1) C.G. Studenti, 2) Don Bosco A, 3) Villaggio, 4) Don Bosco B, 5) Montuzza ; Juniores : 1 ) Don Bo-

AVVISO IMPORTANTE Si rammenta a tutti i Comitati che i risultati delle fasi zonali o provinciali possono essere omolo­ gati dalla C.T.N. soltanto se inol­ trati unitamente ai verbali di gara e referti arbitrali.

per

Comitato

Campanili Alpini : 1° Comitato di Trento,- Criterium Nazionaie: 1° Comitato di Cuneo; Classifica Generale: 1° Comitato di Trento. La CTN si complimenta viva­ mente con i vincitori delle sin­ gole gare e con tutti i parteci­ panti all'intera manifestazione. Porge il proprio ringraziamen­ to agli organizzatori del Comi­ tato della Valtellina, allo Sci Club Bormio, ed a tutti i Diri­ genti intervenuti, per la prezio­ sa collaborazione prestata nel corso dei due giorni di gara.

IL SEGRETARIO

IL SEGRETARIO

ALDO CAPPELLINI

IL PRESIDENTE

IL

UMBERTO GARCEA

Referti arbitrali

cento esemplari comprese le spese postali).

Classifiche

Rag. ANGELO .RAINERI

%

Ad OGNISPORT Via della Traspontina n. 19 Roma, possono essere richiesti i refertii arbitrali per pallavolo e |pallacanestro ( L. 10 la copia ) ed i refertini per i singoli in­ contri del Tennis Tavolo ( L. 600 ogni blocco di

Slalom Gigante: Fernando Antonioli (Sci Club Bormio, Comi­ tato Valtellina); Valtellina ) ; Slalom Spe­ ciale: Guido Bonaccorsi (Sci Club Bormio, Comitato Valtel­ lina); Fondo km. 8: Renato Chiocchetti ((Monti Monti Pallidi, Co­ mitato di Trento) ; Trento); Staffetta 3x8 km. : Comitato di Trento ( Doliana, Bortolotti, Nichela).

PRESIDENTE

ROMEO REMITTI

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE GIUOCO CALCIO

COMUNICATO UFFICIALE N. 27 RECLAMI

— si accoglie il reclamo e si rimanda alla Commissione Calcio Provinciale per l'esame del re­ clamo stesso;

U. S. Albor Grattine avverso delibera della C.T.P. Calcio di Fi­ renze C.U. n. 4 - Gara U.S. di Grassina - U.S. Aurora Adi Cal­ cinala del 13-2-1966.

— si clamo.

— Esaminati gli atti ufficiali; constatato che la Commissione Calcio Provinciale ha dichiarato inaccoglibile il reclamo In 1* istanza ; non avendo questa Com­ missione riscontrato gli estremi di cui alla decisione della Com­ missione di 1* istanza;

G.S. Interclub di Mola di Bari avverto delibera della Commis­ tione Calcio Provinciale di Bari tulle posizione del giuocatore Crittlno Giovanni del G.S. Interclub - Gara G.S. Plantamura

restituisce

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tassa

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I

di Bari • G.S. Interclub di Mola del 12-12-1965. ' — Esaminati gli atti ufficiali ;

— stabilito che la CJ.P. ha deliberato di dare partita per­ duta alla reclamante perché il giuocatore Cristino Giovanni ha partecipato alla gara senza esi­ bire la tessera e conseguente­ mente firmando la nota giuoca­ tori presentata all'arbitro accom­ pagnata dalla dichiarazione di re­ sponsabilità della società recla­ mante ;

— in base alla delibera di 1“ istanza che ha provocato la sanzione tecnica, la firma del­ l'atleta Cristino Giovanni apposta sull’elenco di cui sopra non ri­ sulta identica a quella apposta sul cartellino. — Questa Commissione, ese­ guiti scrupolosi accertamenti, con l'ausilio di esperti in materia calligrafica, rilevato che effetti­ vamente la firma apposta sulla

nota giuocatori è differente da quella riportata sul cartellino e ad altre su precedenti note, de­ libera :

— di respingere il reclamo confermando in ogni sua parte la delibera di 1° istanza. — Si incamera la tassa clamo. U.S. Don Michele IV di Roma avverso delibera della C.C.P. di Roma - comunicato n. 17 . Gara U.S. Cidor - Don Michele IV del 23-1-1966. — Esaminati gli atti ufficiali ; — interrogato nuovamente lo arbitro della gara emarginata il quale ha confermato in ogni sua parte quanto esposto in sede di referto, si delibera : — di respingere il reclamo confermando in ogni sua parte la delibera di la istanza;

— si clamo.

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la

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re-

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI AD ATLETI Gara G.S. Kennedy di Grumo Appula - U.S. Redentore di Bari del 27-2-1966: 3 anni di squa­ lifica al giuocatore GIANNINI MICHELE, nato il 26-4-1949 per aver ingiuriato e colpito l’arbi­ tro della gara a margine. Gara U.S. I.F.O. - U.S. farcen­ te di Udine del 27-2-1966: 3 an­ ni di squalifica al giuocatore BRUNI MARIO dell'U.S. farcen­ te, nato il 16-8-1947, per aver colpito con pugno l'arbitro della gara in oggetto. Gara U.S. San Carlo - U.S. Nativitas di Padova del 20-2-1966: 3 anni di squalifica al giuocatore BOTfARO FABRIZIO dell'U.S. San Carlo, nato il 27-8-1948, per aver colpito ripetutamente l'ar­ bitro con pugni al viso. Gara U.S. San Ginesio di Sanginesio - U.S. Camerino di Came­ rino del 12-12-1965: ritiro de­ finitivo della tessera al giuocatore

In questa rubrica ospiteremo le risposte delle C.T.N. ai vari quesiti e dubbi sulla interpretazione tecnica ed organizzativa dei regolamenti.

risponde la CTN Calcio Durante una gara ufficiale di serie A, un guardialinee arbitro trovandosi sulla linea delimitante il terreno, quindi sul campo di giuoco, riceve una violenta pallonata sul viso e la palla, anche con l'ausilio del vento, va in rete senza essere toccata da nessun giocatore. E' rete valida?

E’ noto che se lo stesso episodio si verificasse nei riguardi dell’arbitro sa­ rebbe rete valida. Per il guardialinee, il quale dovrebbe sostare o correre sul « terreno per destinazione » secondo il nostro convintissimo avviso, malgrado il parere contrario di noti tecnici, la rete non è valida e il direttore di gara, an­ che se il guardialinee fa parte del giuoco, deve considerare « un corpo estraneo »; del resto il regolamento non prevede quanto da Voi prospettato. Chi scrive è il Presidente di una nota Unione Sportiva del CSI ed essendo an­ che un padre di famiglia resto molto sconcertato sull'attività sportiva riservata ai giovanissimi e sono contrario ad ogni attività agonistica, specialmente il cal­ cio, che considero controproducente per i ragazzi. Non sono quindi molto d'ac­ cordo sull'attività riservata ai giovanis­ simi da parte della nostra Organizzazione. Vi sarei grato se vi fosse possibile farmi conoscere il vostro pensiero in merito, almeno per quanto riguarda il calcio.

Noi siamo stati sempre dei fautori per lo sport riservalo ai giovanissimi, sempreché le varie discipline sportive rappre­ sentino un qualche cosa di ricreativo e nello stesso tempo un beneficio fisico per i giovanissimi atleti. Siamo stati sempre

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contrari ad un’attività calcistica per i ra­ gazzi inferiori ai 14 anni, senonché se non l’avessimo disciplinata, detta atti­ vità si sarebbe svolta ugualmente in modo indiscriminato e quindi con con­ seguenze negative ed effettivamente pe­ ricolose. Da tenere presente che il cal­ cio per giovanissimi dovrebbe riguardare due categorie: una dagli 11 ai 12 anni e l'altra dai 12 ai 13 anni. Comunque i ragazzi per prendervi parte debbono es­ sere in possesso dell’assenso scritto dei genitori. La prima categoria dovrebbe giocare due tempi di 15’ e la seconda due tempi di 20’. I campi dovrebbero essere di misure ridotte e la palla n. 3. Infine i giovani calciatori debbono es­ sere sottoposti a preventiva visita me­ dica e dovrebbe essere cura dei diri­ genti di far svolgere loro una intensa cultura fisica. Ne consegue che così praticato il calcio può costituire più che altro una ricreazione anche se non si può eliminare uno spontaneo ago­ nismo.

Sappiamo che vi sono dei giocatori che disputano due partite di calcio nella stessa giornata, chiediamo: le Commis­ sioni Provinciali Calcio del CSI deb­ bono infliggere la perdita della partita alle società?

In tali circostanze non si può inflig­ gere la perdila delle gare a cui ha par­ tecipato lo stesso giocatore, sia per una società del CSI, tanto per portare un esempio, che per una società federale. Le Commissioni calcio possono pren­ dere dei provvedimenti disciplinari nei riguardi del giocatore e misure di or-

RICCOBELLI GRAZIANO dell'U.S. San Ginesio, nato il 24-6-1947, per aver colpito ripetutamente l’arbitro della gara in oggetto. Gara G.S. Olimpia - G.S. Gel­ ido (Sessa Aurunca ) dell'll feb­ braio 1966: squalifica al 30 giu­ gno 1966 al giuocatore PETRUCCELLI TOMMASO del G.S. Olim­ pia, nato nel 1949, per aver tentato di aggredire l'arbitro; squalifica al 31 dicembre 1966 al giuocatore RUSSO ENNIO del G.S. Olimpia, nato nel 1949, perché tentava di aggredire l’ar­ bitro e per comportamento vol­ gare.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI

Campionati provinciali GUBBIO: cat. Juniores; SAS­ SARI: cat. Dilettanti; LIVORNO: cat. Allievi; GUBBIO: cat. Allie­ vi; FERRARA; cat. Allievi; UDI­ NE: cat. Allievi; COSENZA: ca-

dine finanziario, qualora sia possibile, oltre ad una deplorazione verso la so­ cietà. Nel mentre i risultati acquisiti sul campo non possono essere inficiati.

Un giocatore squalificato partecipa ugualmente ad una partita di campiona­ to. In tale caso è indispensabile il « re­ clamo di parte », oppure la Commissione Provinciale Calcio del CSI può prendere il provvedimento d’ufficio?

Il giocatore dovrà subire: una severa squalifica e la sua società ’ ■' perderà la — vincente, I partita disputata, qualora provvedimenti di cui sopra possono es­ sere presi d’ufficio indipendentemente da eventuali reclami di parte. Durante una partita del campionato Juniores uno spettatore emise un fischio molto somigliante a quello del direttore di gara. I giocatori difendenti si ferma­ rono credendo che fosse intervenuto l'ar­ bitro e cosi a un attaccante fu possibile segnare una rete. Si può considerare rego­ lare tale segnatura?

Sì, il regolamento mentre prevede che il direttore di gara deve interrompere la partita per la presenza di un « corpo estra­ neo » in campo, non prevede l’intervento arbitrale nella eventualità di un... « fi­ schio estraneo ». In una rimessa da parte dell'arbitro, il regolamento precisa che la palla è in gio­ co quando tocca terra. Se la sfera prfrna di toccare il terreno di gioco viene colpi­ ta con un pugno da un giocatore, oppure se un giocatore colpisce con un pugno un avversario, come si comporterà l'arbitro?

Nei riguardi del giocatore che colpisce la palla prima che prenda contatto con il terreno di gioco, l’arbitro dovrà ripetere « la rimessa » ed ammonirà il giocatore. Nel mentre se per lo stesso episodio un giocatore dovesse colpire un avversario, l'arbitro dovrà prendere il provvedimento disciplinare di espulsione e rimettere nuo­ vamente la palla in gioco essendosi veri­ ficata l’infrazione prima che la palla toc­ casse terra.


tegoria Juniores (con modifica); MORBEGNO : cat. Juniores, Di­ lettanti, Giovanissimi ; BARI : cat. Dilettanti.

Campionati regionali UMBRIA : Fase Regionale Cam­ pionato Juniores.

OMOLOGAZIONE RISULTATI CAMPIONATO JUNIORES UDINE : Fase Provinciale, vinta dall'U.S. I.F.O. di Cividale del Friuli ; PESCARA : Fase Provin­ ciale, vinta dall'U.S. libertas Adriatica di Montesilvano.

APPROVAZIONE REGOLAMENTI TORNEI

seppe. De Meo Giacomo, Di Giac­ cio Erasmo, Giorgio Michele, Tommasino Giuseppe, Casale En­ rico; ALBA: Demaria Piero, Falletto Paolo, Gallo Renato, Tibaldi Sergio, Diruttiliano Carmine, Versio Francesco, Manzo Angelo, Stroppiana Luciano, Cortese Gia­ como, Stroppiana Renato, Franco G. Battista, Morra Giuseppe : AC­ QUI TERME: Carezzo Luciano, Sacco Marino, Pesce Gianni, Pe­ sce Domenico, Sammovigo G. Lui­ gi ; BRESCIA: Airoldi Aldo, Beccalossi Vittorio, Benuzzi Enrico, Bianchetti Roberto, Camisani Sil­ vio, Ceretti Angelo, Comincini Mario, Manella Licinio, Musesti Paolo, Pangrazio Guido, Robba Domenico, Sala Luciano, Ventura Eugenio, Zacchi Domenico, Zani Mario, Zani Angelo; ROMA: Al­

FIRENZE: Torneo «Coppa Pri­ mavera » ; X Torneo Coppa « S. Bandettini »; TODI; 1° Torneo Ricreativo (con modifica); Tor­ neo Attività Ricreativa, org. S. Com. Montecastrilli (con modi fica); ACIREALE: Il Coppa « Pippo Guarrera » ; FERRARA: Trofeo Blu (con modifica); LI­ VORNO : Coppa « Silvano Carpi­ teli! » ; TRAPANI: «Il Coppa Giovanni XXIII»; ALBA: 2° Torneo A.R. « Primavera Pollenzo » (C.R. Piemontese); REGGIO CALABRIA: 1° Trofeo « CIAPI » (org. G.S. CIAPI di Catena).

ORGANIZZAZIONE CORSI ARBITRI

ALESSANDRIA: la prova cat. Allievi (14 class.); 2a prova cat. Allievi (11 class.); 3a pro­ va cat. Allievi (10 class.); AL­ BENGA: 3“ prova cat. Allievi (11 class.); 3a prova cat. Ju­ niores (11 class.); ANCONA: 3a prova cat. Allievi (25 class.); 3“ prova cat. Juniores (11 class.); AREZZO: 3a pro­ va cat. Allievi (13 class.); 3a prova cat. Juniores (11 class.); 4a prova cat. Allievi (13 class.); 4a prova cat. Juniores ( 14 class.); ARGENTA: 3a prova cat. Allievi (10 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (10 class.); AVELLINO: 3a prova cat. Al­ lievi (63 class.),- 3a prova cat. Juniores (37 class.); AVEZZANO : la prova cat. Allievi (15 class.); 1“ prova cat. Juniores (10 class.); 2a prova cat. Ju­ niores (9 class.: prova non va­ lida art. 7 comma a, reg. Cam­ pionati); 2a prova cat. Allievi (15 class.),- BARI: 3a prova cat. Allievi (22 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (11 class.); BELLUNO: 1» prova cat. Allie­ vi (52 class.); la prova cat. Juniores (18 class.); 2a prova cat. Allievi (24 class.); 2“ pro­ va cat. Juniores (18 class.); 3a prova cat. Allievi (22 class.); 3a prova cat. Juniores (il 4 class); BENEVENTO: la prova cat. Allievi (20 class.); la pròva cat. Juniores (16 class.); 2a prova cat. Allievi (19 class.); 2a prova cat. Juniores (14 class.); 3“ prova cat. Allievi (15 class.); 3a prova cat. Ju­ niores (11 class.); BIELLA: 2a prova cat. Allievi (18 class.); 2“ prova cat. Juniores (10 class.); 3a prova cat. Allievi (15 da$$.); 3a prova cat. Ju-

RATIFICA COMMISSIONI CALCIO ALBENGA : Presidente: Cele­ stino Franchi; Segretario: A. Re­ petto ; Componente: S. Brlano; rappr. FIGC : Borsone; delegato tecnico : Tonietto.

COSTITUZIONE N.A.G.C. Hanno costituito Nuclei Addestramenti Giovani Calciatori in seno al C.S.I. il G.S. VERITAS di Vercelli, la Polisportiva C.S.I. Piove di Sacco di Piove di Sacco (Padova), e il C.S.I. Foligno.

NOMINA NUOVI ARBITRI CONVERSANO: Zita Vito, Fan­ tasia Andrea, Jacovazzi Giovanni, Carrieri Angelo, Sfragasso Giovanni, Di Mise Vito Sante, La Viola Vito A., Caradonna Bat­ tista, Lorusso Michele di Nicola, Lorusso Michele di Giovanni, D'Aprile Franco, Fanelli Giusep­ pe, Lamontanara Vitantonio; LI­ VORNO: ( Portoferraio) Lippi Marcello, Miliani Miliano, Sotgiu Francesco, Miliani Celio G. Carlo, Senti Antonio, Adami Nedo, Cor­ setti Michelangelo; MANTOVA: Branchi Fausto, Tortorella Man­ lio, Pierotti Leandro, Bignami Mario, Ballista Dino, Rossi Luigi, Benedrni Severino, Pecchini Ales­ sio, Gottardi G. Franco; GAETA: Bartolomeo Piero, D'Auce Giu-

VITTORIO VENETO : Giorgio Montagni, bongo Egidio; PAVIA: Spada Paolo; GAETA: Farignoli Ubezio, Esposito Raffaele, Cionti Alessandro, Izzi Giorgio, Di Notola Michele, Liguori Bruno, Pa­ sciuto Vincenzo, Assante Aldo; MANTOVA: Bertolazzi Manlio.

OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI REGGIO EMILIA: Torneo CitAutunno tadino Giovanissimi 1965, vinto dall'U.S. Virtus Bel­ vedere ;TERMOLI : Torneo Zonale, vinto dal G.S. Kennedy. IL SEGRETARIO

RENATO BERNINI IL PRESIDENTE

Rag. GENEROSO DATTILO

do Rabino.

Si autorizzano i Comitati di RAVENNA e GALLIPOLI ad organizzare un corso per aspiranti arbitri di calcio.

RINNOVO TESSERE ARBITRI

COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE ATLETICA LEGGERA

COMUNICATO UFFICIALE N. 9 CORSA CAMPESTRE Omologazione risultati Campionato Provinciale o Zonale

niores (11 class.); BRESCIA: la prova cat. Allievi (11 class.); la prova cat. Juniores (12 class.); 2a prova cat. Allievi (11 class.); 2a prova cat. Ju­ niores ( 1 1 class. ),- 3a prova cat. Allievi (11 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (1,1 class.); CATANZARO: 5a prova cat. Al­ lievi (9 class, prova non va­ lida art. 7 comma a, reg. Campionato); 5a prova cat. Junio­ res (11 class.); CARPI: la prova cat. Allievi (9 class, pro­ va non valida, art. 7 comma lia, reg. Campionato); 2a prova cat. Allievi (9 class., prova non valida, art. 7 comma a) reg. Campionato); 3a prova cat. Allievi (14 class.); COMO: 1° prova cat. Allievi (13 class.); 1 la prova cat. Juniores (9 class., prova non valida, art. 7 comma a, reg. Campionato); 2a prova cat. Allievi (12 class. ),2a prova cat. Juniores (11 class.); CONVERSANO: 3a pro­ va cat. Allievi (12 class.); 3a prova cat. Juniores (14 class.); CREMONA : 3“ prova cat. Al­ lievi (13 class.); 3a prova cat. Juniores (12 class.); ENNA : 3a prova cat. Allievi (17 class.); • 3a prova cat. Juniores (10 class. ) ; FAENZA : 5“ prova cat. Allievi (14 class.); 5a prova cat. Juniores (11 class.); LA SPEZIA: la prova cat. Allievi (13 class.); 1“ prova cat. Ju­ niores ( 7 class., prova non va­ lida, art. 7 comma a, reg. Cam­ pionato); 2a prova cat. Allie­ vi (13 class.); 2a prova cat. Juniores ( 7 class., prova non valida, art. 7 comma a, reg. Campionato); LECCE: 3a prova cat. Allievi (24 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (19 class.); LECCO: 6a prova cat. Allievi (12 class.); 6“ prova cat. Ju­ niores (10 class.); LIVORNO: la prova cat. Allievi ( 13 class.); 1 “ prova cat. Juniores ( 13 class.); 2a prova cat. Allievi

(20 class.); 2a prova cat. Ju­ niores (14 class.); 3a prova cat. Allievi (11 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (10 class.); LUCCA: 4a prova cat. Allievi (12 class.); MANTOVA: 5a prova cat. Allievi (13 class.); 5a prova cat. Juniores (12 class.); MASSA CARRARA: 5a prova cat. Allievi (14 class.); 5a prova cat. Juniores (11 class.); MOLFETTA : 3a prova cat. Al­ lievi (14 class.); 3“ prova cat. Juniores (13 class.); 4° prova cat. Allievi (24 class.); 4a prova cat. Juniores (13 class.); NICASTRO: 3“ prova cat. Al­ lievi (21 class.); 3a prova cat. Juniores (21 class.); NOTO: 1“ prova cat. Allievi (10 class.); la prova cat. Juniores (10 class.); 2a prova cat. Allievi (10 class.); 2a prova cat. Juniores (,0 class.); 3a prova cat. Allievi (12 class.); 3a prova cat. Ju­ niores (12 class.); NOVARA: 6a prova cat. Allievi (11 class.); 6a prova cat. Juniores (10 class.); 7a prova cat. Allievi (8 class., prova non valida, art. 7 comma a, reg. Campionato); 7a prova cat. Juniores (5 class., prova non valida, art. 7 com­ ma a, reg. Campionato); PAR­ MA: 3a prova cat. Allievi (18 class.); 3a prova cat. Juniores (10 class.); PESARO: 3a prova cat. Allievi (13 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (12 class.); PESCARA: la prova cat. Allie­ vi (14 class.); la prova cat. Juniores (10 class.); 2a prova cat. Allievi (14 class.); 2a pro­ va cat. Juniores (10 class.); 3a prova cat. Allievi ('14 class.),- 3“ prova cat. Juniores (10 class.); PINEROLO : 6a prova cat. Al­ lievi (11 class.); 6a prova cat. Juniores (12 class.); PISTOIA: la prova cat. Allievi (14 class.),2a prova cat. Allievi (17 class.); 3a prova cat. Allievi (11 class.); RAVENNA: 4a prova cat. Allie­ vi (15 class.),- 4a prova cat. Juniores (12 class.); ROMA: 3a prova cat. Allievi (36 class.); 3n prova cat. Juniores (10 class.); SALERNO: 3a prova c?t. Allievi (14 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (12 class.); SALUZZO : 2a prova cat. Al­ lievi (12 class.); 2“ prova cat. Juniores ( 11 class. ) ; SAVONA : 5“ prova cat. Allievi (10 class.); 5a prova cat. Juniores ( 11 class.); 6° prova cat. Allievi (12 class.); SESSA AURUNCA : la prova cat. Allievi (15 class.); la prova cat. Juniores (22 class.); 2a prova cat. Allievi (18 class.),- 2a prova cat. Ju­ niores (21 class.); 3a prova cat. Allievi (28 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (25 class.); 4a prova cat. Allievi (31 class. ),4a prova cat. Juniores ( 25 class.),- SIRACUSA: la prova cat. Allievi (13 class.); la pro­ va cat. Juniores (15 class.); 2a prova cat. Allievi (11 class.),2a prova cat. Juniores (13 class.); 3“ prova cat. Allievi (14 class.); 3“ prova cat. Ju­ niores (il class.); 4a prova cat. Allievi (13 class.); 4“ pro­ va cat. Juniores (12 class.); TARANTO: 3“ prova cat. Allie­ vi (12 class.); 3° prova cat.

13


Juniores (13 class.); TORINO: 7® prova cat. Allievi (11 class.) ; 7® prova cat. Juniores (10 class.); TORTONA: 1® prova cat. Allievi (14 class.); 1* pro­ va cat. Juniores (11 class.); 2® prova cat. Allievi (11 class.); 2* prova cat. Juniores ( 1 i class.); 3® prova cat. Allievi (11 class.); 3“ prova cat. Ju­ niores (10 class.); TRAPANI: 1® prova cat. Allievi (10 class.); 1® prova cat. Juniores (Il class.); 2* prova cat. Allievi (12 class.); 2® prova cat. Ju­ niores (11 class.); 3“ prova cat. Allievi (15 class.); 3a pro­ va cat. Juniores (13 class.); TRENTO: 1® prova cat. Allievi (46 class.); 1® orova cat. Ju­ niores ( *10 class.); 2® prova cat. Allievi (38 class.); 2® pro­ va cat. Juniores (22 class.); 3® prova cat. Allievi (52 class.); 3® prova cat. Juniores ( 17 class.); TREVISO: 1® prova cat. Allievi (13 class.); 1® prova cat. Juniores (10 class.); 2® prova cat. Allievi (40 class.); 2® prova cat. Juniores (31 class.); 3® prova cat. Allievi (24 class.); 3® prova cat. Ju­ niores (23 class.); TRIESTE: 3® prova cat. Allievi (30 class.); 3® prova cat. Juniores (13 class.); VALTELLINA: 3® prova cat. Allievi (13 class.); 3® pro­ va cat. Juniores (11 class.); VERCELLI; 1® prova cat. Allievi (7 class., prova non valida, art. 7 comma a, reg. Campionato); 1® prova cat. Juniores (10 class.),- 2® prova cat. Allievi (15 class.),- 2® prova cat. Junio­ res (7 class., prova non valida, art. 7 comma a, reg. Campio­ nato); VERONA: 4® prova cat. Allievi (16 class.); 4® prova cat. Juniores (12 class.); 5“ prova cat. Allievi (12 class.); 5® prova cat. Juniores (15 class.); UDINE: 3® prova cat. Allievi (14 class.); 3® prova cat. Juniores (6 class., prova non valida, art. 7 comma a, reg. Campionato); 4® prova cat. Allievi (10 class.); 4® prova cat. Juniores (10 class.); VOL­ TERRA: 2® prova cat. Allievi (15 class.); 2® prova cat. Ju­ niores (16 class.); 3® prova cat. Allievi (16 class.); 3® pro­ va cat. Juniores (15 class.).

criterium studentesco della neve ❖ 1966 risultati allievi SLALOM GIGANTE Iscritti n. 24; n. 2; ritirati n. cato n. 1.

non partiti 2; squallfl-

1. SCHMALZL Eberard (Bolzano) ----l’56”9/10; 2. --------------NEGR1NI Enrico (Sondrio) l'57'T; 3. BESSON Giuliano (Torino) l'57”7. 3. ANTONIOLI Fernan­ do (Sondrio) l'57"7; 5. DONA' Marco (Bolzano) 2’00'T; 6. LEDIZZI Davide (Brescia) 2'00"2; 7. RUFFO Giulio (Roma) 2'06"6; 8 BACCHELLI Fulvio (Trieste) 2'07"52'07"5. 9. MUSSINO Roberto (Aosta) 2'07"7; 10. NUCCIOTTI Fernando (Bellu­ no) 2'09”; 11. ALLEMAND An­ tonio (Cuneo) 2'11"6; 12. MER­ LO Paolo (Torino) 2’18"2; 13. HOSQUET Claudio (Aosta) 2'19”; 14. RADICI Angelo (Ber­ gamo) 2'22”2; 15. STRIKNER Edoardo (Catania) 2'25"9; 16. ROSSI Armando (Parma) 2'27" e 4; 17. D'APRUZZO Carlo (Pistola) 2'27"8; 18. CRESPI Massimo (Bologna) 2'28"3; 19. LOLLI Giovanni (L’Aquila) 3'08" e 4.

Si approvano i Regolamenti delle fasi Regionali di Corsa Campestre, cat. Allievi e Juniores delle seguenti iregioni : PIEMONTE, VENETO.

Attiviti Provinciale categoria ragazzi Sul prossimo comunicato verranno approvate ed omologate tutte le fasi provinciali e zonell finora svolte dei Campio­ nati locali di corsa campestre per la cat. Ragazzi.

IL PRESIDENTE ALDO CAPPELLINI

14

Squadre iscritte partite n. 1.

12;

non

1. Provv. di BELLUNO (TANCON L., COSTANTIN A., BALDISSERA R.) 37’46”8; 2. Provv. di BOLZANO (PRUCKER T., KOSTNER U.. MUSSNER O.) 37'54"5- 3. Provv. di CUNEO (GIORDANA F„ VIADA B.. MEI­ NERO A ) 41'05”2; 4 Provv. di VICENZA (RIGONI V.. MAGNABOSCO M„ SPILLER P.) 41'24"6; 5. Provv. di TRENTO (ECCHER D., ZAGONEL P.. BALESTRA S.) 45'22"6- 6. Prov­ veditorato di TORINO (BLANGHETTI P„ SILVESTRINI G., MALLEN p.) 46'14"6; 7 Provv. di ROMA (MECCI P.. PROIET­ TI G.. PROIETTI C.) 46'51”2; 8. Provv. di L'AQUILA (ANTONETTI F., CAPALDO A , SCOC­ CIA C.) 49'25"; 9. Provv. di MODENA (BERNARDI E.. CANIPAROLI G., GHERARDI G. ) 51'03"; 10. Provv. di VERCELLI (TANZI P . CARAMELLINO L._ ALBORGHETTI C.) 51'10"; 11. Provv. di RIETI (SCOPIO' M.. CEOLA C.. ANTONOZZI E.) 57'28"6.

SLALOM SPECIALE

Prima prova Iscritti n. 24; partiti n. 21; ritirati n. 3.

Seconda prova Iscritti n. 18; partiti n. 18: ritirati n. 2. 1. THONI Guntav (Bolzano) 69”6/10; 2. NEGRINI Enrico (Sondrio) 72"5; 3. LEDIZZI Davide (Brescia) 75”1; 4. HO­ SQUET Claudio (Aosta) 75”7; 5. KRATTER Giorgio (Bellu­ no) 78"2; 6. BESSON Ciglia­ no (Torino) 78"4; 6. RUFFO Giulio (Roma) 78"4; 8. RA­ DICI Angelo (Bergamo) 80"2; 9. ANTONIOLI Fernando (Son­ drio) 82"9; 10. SERVA Pierino (Rieti) 84"1; 11. MUSSINI Ro­ berto (Aosta) 85"5; 12. FON­ TANA Roberto (Savona) 93”8; 13. GARATTINI Renzo (Rema) 105”; 14. SIRACUSA Claudio (Novara) 110"2; 15. REGGIANI Gustavo (Pistola) 113"6; 16. LOLLI Giovanni (L'Aquila) 120". FONDO KM. 3

Approvazione Regolamenti Fasi Regionali

Il Criterium Studentesco della Neve ha avuto anche quest'anno la sua splendida finale a Pontedilegno il 24 e 25 febbraio. La manifestazio­ ne è stata organizzata dal Provveditorato di Brescia in collaborazione con il locale Comitato Provinciale dc 1 CSI. I giovani atleti-studenti provenivano da moltissimi provveditorati e si sono dati battaglia per i titoli nazio­ nali con generosità e agoni­ smo. A Bolzano sono andati i due titoli per gli allievi (slalom gigante e speciale), mentre il fondo allievi è sta­ to appannaggio di Cuneo. Per gli juniores due titoli al Provveditorato di Milano (slalom gigante e speciale) mentre il fondo è andato a Belluno. La staffetta nordi­ ca è stata vinta da Belluno.

STAFFETTA NORDICA 3x4 KM.

Iscritti n. 23; partiti n. 23. 1. GIORDANETTO Franco (Cuneo) 7’09"; 2. CONICO Egi­ dio (Vicenza) 7’28”7; 3. DORIGUZZI Danilo (Belluno) T 30"5; 4. VIERIN Guido (Ao­ sta) 7'39”2; 5. BATTAIN Nevio (Belluno) 7’44"5; 6. D'AQUAMMO Paolo (Roma) 7'45"7; 7. CONTRINI Gerardo (Brescia) 7'46”4; 8. PLATTI Carlo (Co­ mo) 7'49"7; 9. LE DONNE Lui­ gi (L'Aquila) 8’02"l. 10. CON­ TRINI Gaetano (Brescia) 8’05" e 7; 11. STEIJA Giovanni (Vi­ cenza) 8'15”9; 12. TAZZIOLI Ettore (Modena) 8'28”2; 13. PA­ RENTI Fausto (Modena) 8'32"2; 14. MAURIZIO Riccardo (Ber­ gamo) 8'45"9; 15. CARNEVALE Giuseppe (Campobasso) 9'03"9; 16. CARESTIA Mario (Vercelli) 9'18"9; 17. ANDREOLETTI Giu­ seppe (Novara) 9’1B"3; 18. MAZZAGLIA Alfio (Catania) 9’20”8; 19. MANGANO Francesco (Cata­ nia) 9'31”7; 20. TROZZI Vin­ cenzo (L'Aquila) 9’35"3; 21. ANTONICOLI Edoardo (Rieti) 10'19"2; 22. CENTORE Paolo (Genova) 10'46"3.

risultati juniores SLALOM GIGANTE

Iscritti n. 24; non n. 5; squalificati n. 1.

partiti

1. MICRON Alberto (Milano) 2’26”9/10; 2. VIALE Danilo (Cuneo) 2'29”; 3. TRAVAGLIO Luca (Milano) 2’30”5; 4. SCOT­ TI Alberto (Como) 2'30"6; 5. SIMONTACCHI Mauro (Bellu­ no) 2'33"3; 6. RIGHI Renato (Trento) 2'34"1; 7. BARMASSE Marco (Acsta) 2’34"6; 8. PIRAZZOLI Giuseppe (Parma) 2’36”; 9. CAPONI Stefano (Pi­ stola) 2’41"1. 10. RIGHI Ales­ sandro (Modena) 2'42”; 10. AZIMONDI Marino (Savona) 2'42"; 12. PIOL Paolo (Bellu­ no) 2’44”7; 13. BONETTI An­ drea (Trento) 2'46"; 14. SANI G. Giacomo (Vicenza) 2'46"3; 15. D’ASCANNIO Franco (L'A­ quila) 2'55"1; 16. BLASETTI Giuseppe (Rieti) 3’04"l; 17. DEL BIONDO Franco (Pescara) 3'31”6- 18. D’ONOFRIO Anto­ nio (Roma) 3'33”1. SLALOM SPECIALE

Prima prova

Iscritti n. 24; partiti n. 22; ritirati n. 1; squalificati n. 1. Seconda prova Iscritti n. 21; partiti n. 21; ritirati n. 1.

1. MICRON Alberto (Milano) 79”5/10; 2. PINGERA Karl (Bolzano) 80”3; 3. VIALE Da­ nilo (Cuneo) 80"6; 4. ARIMONDI Marino (Savona) 82"; 5. GARATTINI Rodolfo (Roma) 82"8. 6. DONA' Albert (Bolza­ no) 83"7; 7. ALLEMAND Emi­ liano (Torino) 85”5; 8. BERIO Lorenzo (Imperla) 86"9; 9. DEL

CASTELLO Giovanni (L’Aquila) 90”5; 10. CAMPIGNOUX Ber­ nardo (Novara) 90"6; 11. ZAMPATTI Floriano (Brescia) 92"3; 12. FUSI Edoardo (Novara) 92"9; 13. TRAVAGLIO Luca (Milano) 93”4. 14. ZUCCO Pao­ lo (Vercelli) 93"8; 15. SCOTTI Alberto (Como) 94"5; 16. MANNI Manno (Roma) 106"8; 17. POLITI Guido (Palermo) 110” e 8; 18. ANDRIANI Alberto (Pescara) 116”7; 19. BLASETTI Giuseppe (Rieti) 116”7. FONDO KM 4

Iscritti n. 24; ritirati n. 2.

partiti n. 24;

1. BALDISSERA Rinaldo (Belluno) 12’34”9; 2) KOSTNER Ugo (Bolzano) 12’41”8; Tlllmann (Bol3. PRUNKER ----zano; 12'46”8; 4) COSTANTIN Arcangelo (Belluno) 13'10; 5. MUSSNER Otto (Bolzano) 13' 14”7; 6. MEINERO Aldo (Cu­ neo) 13'19"1; 7. RIGONI Vit­ torio (Vicenza) 13'38"4; 8. GIORDANA Francesco (Cuneo) 13’52"7; 9. VILLERIN Ezio (AoKtn> in qPTT.TFP sta) ITW 13'52”’O. 9. 10. SPILLER Pietro (Vicenza) 13’56”7; 11. Ar­ BORGHETTI carlo (Vercelli) PROIETTI CI14'06"6; 12. GNETTI Rocco (Roma) 15'00” e 6; 13. AMORE Antonio (Ca­ tania) 13'27"4; 14. BAUDINO BESSONE R. (Cuneo) 15'41"9; 15. CARANI Loris (Pistola) 16'00"5; 16. MACARIO Loris (Savona) 16’21”2; 17. BLANCHETTI Piero (Torino) 16’23"3; 18. MALLEN Giorgio (Torino) 1C'28"2; 19. SCOCCIA Cesare (L'Aquila) 17’15"; 20. SAMMARTANO Stefano (Palermo; 17' 15”2; 21. ANTONIOZZI Enzo 22. SALEMI (Rieti) 17'50”B; 22. Paolo (Palermo) 1TS2"1.


assemblea regionale del veneto

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notìzie di attività inviate dai nostri addetti stampa

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assemblee provinciali COSENZA - Si è svelta di recente, nel salone delTArcivescovado di Cosenza, l’Assemblea Annuale del Centro Sportivo Italiano, alla quale ha presenziato S.E. ['Arcive­ scovo di Cosenza Mons. Do­ menico Picchinenna. Il presidente provinciale del CSI ha tenuto la rela­ zione sulle attività svolte ed ha messo in luce l'ascesa del­ la organizzazione sportiva che. da un anno a questa parte, ha considerevolmente migliorato le sue strutture tecniche ed organizzative con una politica sportiva a lar­ go respiro e basata sulla col­ laborazione dei numerosi gio­ vani professionisti di ten­ denza cattolica. L’aumento degli atleti iscritti, l’aumen­ to delle società affiliate, quel­ lo delle attività a carattere ricreativo sono i frutti del­ la concreta azione condotta da qualche tempo dal Comi­ tato Provinciale di Cosenza. L’interesse suscitato dalla assemblea di fine d'anno ha fatto si che vi partecipassero atleti e dirigenti di molte società sportive, i cui presi­ denti hanno inteso portare il loro contributo interve­ nendo alla discussione che, subito dopo .la relazione, è stata aperta dal presidente provinciale. Mons. Arcivescovo nel suo intervento si è soffermato sulla decisione presa dal Concilio Vaticano II di pro­ muovere, In seno all’episco­ pato italiano, la formazione della « commissione per lo sport ed il turismo ». Ai lavori dell’assemblea hanno portato il loro saluto 1 slgg. Citrlnitl, Cucunato, l'avv. Care! a nome delle varie federazioni sportive e a nome del CONI. Il presi­ dente diocesano della GIAC, Barbera, ha rivolto un fer­ vido saluto agli atleti ed al dirigenti del CSI. TORINO - Ha avuto luo­ go, presso la Camera di Com­ mercio Industria ed Agricol­ tura, l’Assemblea annuale dei dirigenti delle Società affi­

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ciale.

Particolarmente dibattuti sono stati 1 problemi ine­ renti la situazione agonistica ed organizzativa del Comi­ tato. Sono state passate in rassegna le attività delle ot­ to commissioni tecniche ed anche i problemi di organiz­ zazione generale quali quelli inerenti la stampa (Stadium e Gioventù Sport), il tesse­ ramento. i corsi estivi per . dirigenti e tecnici, 1 vari corsi arbitrali tenuti dal Gruppo Giudici di Gara ed altre iniziative quali la Pa­ squa dello Sportivo e mani­ festazioni pubbliche collate­ rali. Numerosi interventi hanno avuto per oggetto l’organiz­ zazione dell’attività calcisti­ ca. Una curiosa richiesta è stata fatta da un dirigente di una delle più importanti Società torinesi del CSI, La Salle. Tale dirigente ha ri­ volto una domanda circa la organizzazione, da parte del nostro Ente, di tornei fem­ minili di pallavolo, pallaca­ nestro ed atletica: tali in­ contri sportivi che da alcuni anni si verificano per gli sport invernali, potrebbero anche, in un prossimo futu­ ro, sempre in collaborazione con la F.A.R.I., verificarsi in altre attività agonistiche. L’assemblea, presieduta dal presidente Provinciale Pietro Basso-Petrino, è stata assai seguita da tutti 1 presenti che hanno rivolto richieste, sono intervenuti nel dibattito ed hanno portato una loro particolare idea in ogni set­ tore dell’attività del Comi­ tato torinese del CSI. Oltre 50 dirigenti hanno preso la parola su argomenti posti al­ l'ordine del giorno: ben 22 su argomenti tecnici. La libera discussione, rap­ porto di idee, (l’intervento su particolari situazioni sia te­ cniche che organizzative è lo scopo dell'assemblea dalla quale sono sorte nuove Idee per il sempre migliore fun­ zionamento dell'Ente. PIER LUIGI RUBATTO

Tri 15 e 16 gennaio si è svolto, I presso il Monastero di S. Da-*■ niele (Abano Terme), il «I Convegno regionale Veneto » per i dirigenti dei Comitati Provinciali. Il convegno, che è stato or­ ganizzato dal Comitato Regio­ nale, si può ritenere piena­ mente riuscito sia per gli ar­ gomenti trattati e discussi, sia per partecipazione. I lavori iniziavano con un indirizzo di saluto ai convenuti da parte del Presidente Regio­ nale, sig. Paolo Momoli, il qua­ le dopo aver sottolineato al­ cuni punti che devono regola­ re e uniformare l’attività del Centro Sportivo Italiano, au­ spicava che il convegno po­ tesse apportare quei frutti per i quali lo stesso era stato or­ ganizzato. Nella sua qualità di Presi­ dente del Comitato Provinciale di Padova, prendeva quindi la parola l’on. Fernando De Mar­ zi, che. dopo aver porto il suo saluto ai convenuti ed in par­ ticolare al Delegato Provinciale del C.O.N.I., Grand’Uff. Aldo Travain e al Presidente Na­ zionale del CSI. prof. Aldo No-

tarlo, si soffermava brevemen­ te a considerare 11 considere­ vole apporto di formazione che 11 Centro Sportivo dà alla no­ stra gioventù. Seguiva il Grand’Uff. Aldo Travain il quale, nel porgere il suo saluto e quello del Pre­ sidente Nazionale del CONI, ringraziava il CSI per l'opera di stimolo che esso svolge nel­ la provincia di Padova. Il Grand’Uff. Travain rilevava, fra l’altro, come la maggior parte dell'attività sportiva nella pro­ vincia e il maggior numero delle attrezzature, esistessero proprio nelle parrocchie e di conseguenza venissero ad esse­ re organizzate, per la maggior parte proprio dal CSI. Era quindi la volta del con­ sulente regionale del CSI, Don Alfredo Contran, che propone­ va al convenuti una conversa­ zione sul •< Messaggio dei Pa­ dri Conciliari ai giovani ». Ri­ prendendo le parole dei padri conciliari Don Contran affer­ mava che solo in una prospet­ tiva nettamente religiosa che ha per cardini Dio e la Chiesa, i giovani oggi potranno evitare gli errori del passato. A sua volta il prof. Aldo No­ tano, Presidente Nazionale del CSI, si soffermava sul tema: « Natura e finalità della socie­ tà sportiva del CSI ». L'oratore invitava innanzitutto i presenti ad un esame chiaro ed appro­ fondito sulla situazione, sulla posizione dei dirigenti del CSI, sulla loro funzionalità e sul loro preciso posto in seno alla nostra organizzazione. Pas­ sando quindi al rapporto esi­ stente tra giovani ed adulti, il prof. Notario constatava co­ me nello sport ci sia una reale intesa, un punto di incontro tra queste due categorie. Con­ cludendo. l'oratore rilevava che il Centro Sportivo, proprio per le sue caratteristiche, doveva essere aperto a tutti, quale punto di incontro fra 1 gio­ vani. Prendeva quindi la parola il sig. Carlo Gasperotto. Vice Pre­ sidente Regionale CSI. sul te­ ma: « Funzionalità del comi­ tato regionale ». Era quindi la volta del si­ gnor Giuseppe Stocchiero. Vice Presidente Regionale CSI. il quale tracciava una panorami­ ca sull’attività dei giovanissimi. Seguiva una lunga discussio­ ne sui temi precedentemente svolti, caratterizzata da nume­ rosi interventi.

M. G.

lóto - concorso a Perugia

si è svolta domenica 13 febbraio, in occasione del cam­ pionato regionale di tennis da tavolo, la premiazione dei vincitori del 1* Concorso Fotografico indetto dal Comitato Provinciale di Perugia sul tema: «Luoghi sconosciuti del­ l’Umbria ». Ha effettuato la premiazione il Consulente Re­ gionale, Don Vittorio Peri e il Direttore del Comitato Regio­ nale. Paolo Toni. Al Concorso, esteso a tutti i giovani umbri iscritti al CSI, hanno partecipato dieci concorrenti con ven­ tinove lavori. Il primo premio è andato a Giancarlo Mosconi di Perugia per la foto che pubblichiamo. Essa ritrae un par­ ticolare del castello deU'Oscano in Cenerente (Perugia).

15

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esperienze

vicenda e Verona CORSO DI MEDICINA SPORTIVA T1 Comitato Provinciale di Lvicenza, organizza, a par-“■’tlre da venerdì 18 marzo e con svolgimento settimanale, un Corso di Medicina. Trau­ matologia e Alimentazione Sportiva, aperto a dirigenti, allenatori, accompagnatori ed atleti delle società affilia­ te al CSI della provincia vi­ centina. L’importante iniziativa ha lo scopo di arricchire la pre­ parazione dei dirigenti sugli aspetti fisici e formativi de­ gli atleti di ogni specialità. Le lezioni, che saranno pre­ sentate dai medici Giuseppe Manni e Giovanni Chiesa, saranno corredate da dimo­ strazioni pratiche, proiezioni tecniche e distribuzione di dispense per ogni singola le­ zione. Il calendario delle lezioni prevede sei incontri (che si svolgeranno alle 21) e pre­ cisamente: 18 marzo - Anatomia (dr. Giuseppe Manni): 25 marzo - Fisiologia (dr. G. Manni); 1 aprile - Alimentazione e pronto soccorso (dr. G. Mannl); 15 aprile - Traumatolo­ gia generale (dr. Giovanni Chiesa) ; 22 aprile - Trauma­ tologia particolare (dr. G. Chiesa); 29 aprile - Pronto soccorso chirurgico e massofisioterapia (dr. G. Chiesa).

INCONTRI DI AGGIOR­ NAMENTO PEDAGOGI­ CO, TECNICO E FISIO­ LOGICO à Legnago, In collaboraA zione con 11 Comitato -c*- Provinciale di Verona, sono stati programmati (nel­ le tre giornate di venerdì 4, 11 e 18 marzo), tre interes­ santissimi Incontri serali per Dirigenti, Consulenti delle Società Sportive e per colo­ ro che in un prossimo futu­ ro avrebbero potuto dare la loro collaborazione nelle va­ rie attività ricreative. Scopo degli incontri: dare

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dei suggerimenti fondamen­ tali. morali, organizzativi e tecnici, per la formazione di dirigenti qualificati, del qua­ li si ravvisa l’impellente necessità. Per tale motivo, gli « incontri » erano aperti a tutte le persone e soprat­ tutto ai giovani di una certa sensibilità educativa che in­ tendessero dedicarsi attiva­ mente ai ragazzi. Interessanti e vivamente seguiti i temi trattati, che hanno abbracciato tutti 1 campi di attività del CSI. Infatti il programma preve­ deva: la serata: « Gli adulti co­ me vedono 1 giovani d’oggi e in che modo rispondono alle loro attese », relatore l'avv. Levi, Dirigente del Co­ mitato Provinciale; « Sport che educa e sport che dise­ duca », relatore Don Bruno Dal Cappello. Consulente Ec­ clesiastico Provinciale; « La Società Sportiva del CSI e le Federazioni: elementi co­ muni. fini ed impostazioni differenti », relatore un Di­ rigente del Comitato Provin­ ciale. 2“ serata: « Carattere e temperamento dei giovani », relatore prof. Don A. Rodella; « Attività sportive e at­ tività parrocchiali », relatore Mons. T. Turco; « Il dirigen­ te CSI è un educatore ». re­ latore Vinicio Lonardi, Di­ rigente del Comitato Provin­ ciale. 3a serata: « Organizzazione e compiti nella Società Spor­ tiva », relatore Lucindo Bis­ soli, Delegato di zona: Tecni­ ca sportiva: « Attitudini psi­ co-fisiologiche ed ambientali per praticare lo sport », re­ latore prof. G. Guglielmi, « Modi di preparazione per le discioline: atletica legge­ ra. pallacanestro, pallavolo, calcio », relatori prof. C. Braggio e L. Mirandola.

un comitato

cremona ■■norse mai come quest’anp no il Comitato Cremonese del CSI si è imposto al­ l’attenzione d e 1 l’opinione pubblica cittadina per l’in­ tenso programma di attività, seguita da vicino dalla stam­ pa locale che settimanalmen­ te pubblica resoconti e no­ tizie interessanti le varie branche sportive. A dare una scorsa ai risul­ tati, si rileva l’impegno e la passione profusi dai dirigen­ ti locali, in una attività che abbraccia tutte le maggiori discipline sportive praticate dal CSI, ottenendo risultati davvero soddisfacenti. Per il Calcio, il Comitato cremonese ha dato il via al­ la stagione '66 nell’ottobre dello scorso anno con l’at­ tuazione del campionato pro­

vinciale «juniores». Ben 36 le squadre partecipanti e, fatto importante, tale parte­ cipazione non è limitata al­ l’ambito oratoriale; in certi casi poi. la squadra parteci­ pante al campionato cremo­ nese ha riportato addirittura il calcio nel proprio paese dopo un'assenza di interi an­ ni: è il caso di Casalbuttano. In attesa della conclusio­ ne del Campionato Juniores, si sta predisponendo per il campionato « allievi » e per il torneo « a sette ». L’Atletica ha interessato quasi tutte le Società sinora affiliate. Sono state indette ed effettuate prove zonali per le categorie « allievi », « ju­ niores» e «seniores» nelle località: Viadana, Cremona, Ca' De' Soresina e Castelnuovo Gherardi. Alla loro conclusione sono stati effettuati 1 campionati provinciali individuali in Cre­ mona. Per la categoria « al­ lievi » (una ventina di parte­ cipanti) ha vinto Barbieri G. Franco del G.S. Stella di Persico Dosimo; «juniores» e « seniores » hanno gareg­ giato assieme (35 concorren­ ti) ed ha vinto Ruggeri Va­ lerlo del G.S. Stella fra i Seniores. Primo degli Junio­ res, Locateli! Franco. Anche il Campionato pro­ vinciale di Pallacanestro, per la categoria «juniores», è ormai quasi giunto al ter­ mine. Vi partecipano 14 squa­ dre e la manifestazione su­ scita interesse ed è seguita con attenzione da molti ap­ passionati. Alla conclusione del girone di andata, sono in testa nei vari gironi: SAS (girone A), Juvl (girone B), Viani A. (girone C). Per la Pallavolo, si è svol­ to il campionato provinciale « allievi ». Tra le Società pre­ senti: ENS Sordomuti, Stel­ la Persico, Esperia CR. So­ no state effettuate partite di andata e ritorno. La clas­ sifica finale vede campione provinciale la U.S. Esperia. Il campionato provinciale « juniores » è ancora in cor­ so e ad esso partecipano ot­ to formazioni. Sono già sta­ te effettuate tutte le partite di andata e risulta capolista la rappresentativa dell’Esperia. Nel Tennis da tavolo, ai campionati provinciali han­ no preso parte 12 atleti nella categoria « allievi », 14 nella categoria « juniores » e 12 nella categoria « seniores ». I titoli provinciali sono stati vinti da Sbruzzi G. Franco (juniores), Riva Franco (al­ lievi) e Gastaldi (seniores). Due le Società affiliate per il Ciclismo sia alla FCI che al CSI: U.S. Belloni di Pizzighettone e G.S. Castello di Pandino. I due Gruppi Spor­ tivi anche quest’anno hanno in programma un discreto numero di manifestazioni. Le prove del Campionato pro­ vinciale CSI sono già state fissate per le categorie « esor­ dienti » ed « allievi » e si svolgeranno nei prossimi me­ si di giugno e luglio. Inoltre, sarà organizzata, nell’ambito dei festeggiamen­ ti per 11 ventennio CSI nel prossimo mese di giugno, una manifestazione ciclistica per la categoria allievi. Gianni Benedetti

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