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Stadium n. 9/1962

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ANNO LVI - N.9 - 6 MAGGIO 1962 - QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GR. Il

i problemi dello sport

sport e ambien

lavoro

olti industriali da quando si sono accorti che lo sport è un buon tabellone pubblicitario hanno scoperto lo sport. Ma, ahimè, siamo alle solite: il povero sport ne ha fatto le spese risultando depauperato della sua essenza educativa. Sono nati così gli uomini ”sandwich”che portano sulla schiena il nome di una industria o di un prodotto commerciale. Ed è nato un nome nuovo nel vocabolario sportivo ’’l’abbinamento”. Dietro a questo innocuo vocabolo si nasconde la pubblicità sportiva. L’abbinamento è sempre esistito perché molte società sportive, specie quelle ciclistiche, porta­ tile locali dove i mecenati, veri pionieri dello sport, più per passionacela spor:ità sovvenzionavano la vita sociale. accezione moderna ha avuto bisogno di un vocabolo giuridico per aver gran mondo dello sport acuendo il problema del professionismo sporerciale, e qui siamo in pieno commercio, che il giocatore di pallacaconil nome del frigorifero senza esigerne la parcella di ’’agente

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e

come l’abbinamento ha portato lontano, fuori fuoco, il vero pro­ oro. mezzo educativo, antidoto alla civiltà della macchina, ogni sfrutta l'uomo dovrebbe avere oltre al gabinetto psico-

azio

►vrebbe essere industria senza un impianto sportivo, o contro le malattie, gli infortuni, la miseria, così dovrebbe La bero (e l’automazione di tempo libere ce ne metterà tanto a ass disposizion Questa assicurazione d’accordo, ma creare anche' ambienti di ricreazione sportiva do^Creare ambienti sani di ’ ; semve l’uomo possa ritrovare se stesso e disintossicarsi dall’ossessione che la corsa della vita ende ---- — pre più alluc — , il resto è pubblicità. uesto è il on va sotto la voce ’’pubblicità” ma sotto quelida lo capiscano. ALDO NOTARIO

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RIFORNIMENTI...

colloqui

Una legge per le palestre Nell'ultimo numero di ’’Stadium”, a proposito di sport e scuola, si parlava di una legge che prescri­ verebbe la costruzione di palestre in ogni scuola. Vi sarei proprio grato se po­ teste citarmi gli estremi di questa legge. (Mario M., Parma). Dal 1943 ad oggi sono diversi i Decreti Legge che hanno det­ tato particolari disposizioni nel settore dell’Educazione Fisica nella scuola e quindi anche su quanto concerne gli impianti sportivi relativi. Tuttavia la Legge del 7 febbraio 1958, n. 88 riordina tutta quanta la mate­ ria limitatamente al settore del­ l’insegnamento secondario. Di essa riportiamo integralmente l’articolo 5 che riguarda per lo appunto le palestre e gli im­ pianti sportivi. « Tutti gli edi­ fici scolastici devono compren­ dere un’area per le esercitazio­ ni all’aperto. Gli edifici per le scuole e istituti di istruzione se­ condaria e artistica devono es­ sere dotati di una palestra co­ perta, quando non superino le 20 classi, e di due palestre quan­ do le classi siano più di 20. Al­ le palestre devono essere annes­ si i locali per 1 relativi servizi. Le aree e le palestre di cui ai precedenti commi sono conside­ rate locali scolastici agli effetti della manutenzione, della illu­ minazione, della custodia e del­ la somministrazione del riscal­ damento e della provvista di acqua da parte degli enti loca­ li. Le attrezzature delle palestre fanno parte integrante dell’ar­ redamento scolastico ».

Le leggi son... Mi è consentito, con un po’ di ritardo, d> ritorna­ re sull’argomento di sport e scuola? Se una legge prescrive la costruzione di palestre accanto ad ogni edificio scolastico come è possibile che gli stessi or­ gani governativi che co­ struiscono le aule evada­ no palesemente quanto la legge prescrive? (Leo S., San Severino).

Dica la verità, Lei sa benissi­ mo come succede ed è per que­ sto che ha voluto porci la do­ manda imbarazzante! Dunque, andiamo per ordine. I progetti per le aule scolastiche prevedo­ no solitamente quattro lotti di lavori che hanno un certo ordi­ ne di precedenza. Prima di tut­ to l’aula vera e propria, poi i servizi vari, in terzo luogo la di­ rezione e, quarto lotto, la pale­ stra. H progetto non viene, lo­ gicamente, approvato se manca anche uno solo dei lotti. E per sé la legge è già rispettata (si fa così per dire!). Anche lo stanziamento della somma ne­ cessaria all’intera costruzione deve essere stabilita fin dal mo-

a cura di Duilio Dimetti

© OCCHIO AL MINISTRO

A tutti i calciatori azzurri, a San Pellegrino, è stata data una copia de "La storia- del calcio azzurro" con la consegna di leggeme dieci pagine al giorno.

— Señor, por favor, una copia in lingua espagroia...

mento dell’approvazione del progetto e del nulla osta per l’avvio dei lavori. L’erogazione del contributo invece avviene, diciamo, a rate. E la cosa è an­ cora comprensibile. Dove invece non si arriva a comprendere è al momento dell’ultima rata. Cos’è che non è, i soldi per il quarto lotto non arrivano quasi mai o non si riesce ad ottener­ li o sono stati spesi già per gli altri lotti. In sostanza, caro amico, siamo al punto di parten­ za in quanto a spiegazione. Beh ! veda un po’ Lei!

colloqui

I romani e il pallone E’ vero che i romani giocavano a palla? (Sandrino Mari - Ancona). Scusaci, Sandrino, se della tua simpatica lettera abbiamo riportato solo questa curiosa e un po’ impertinente domanda. Dunque è vero che ì romani giocavano a palla (e senz’altro anche alle Terme di Caracalla), purché ci si intenda sul si­ gnificato da dare al termine. Tutti i popoli hanno sempre giocato a palla, intendendo per essa un oggetto più o meno sferico, più o meno pesante, più o meno elastico. Ma i greci e i romani hanno usato una palla molto simile a quella che usiamo noi: una vescica di bue riempita d’aria. E sai a che gio­ co giocavano con quell’arnese? Nientemeno che a rugby! Ed era uno sport diffusissimo ! S’in­ tende che non tutte le regole erano uguali alle nostre, ma la sostanza c’era.

Sta-dtiim QUINDICINALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO ANNO LVI - N. 9 ROMA, 6 MAGGIO 1962

Via della Conciliazione, 1 - Tel. 655.561 - 650.113 - Sped. in abb. post., gruppo II - Pubblicazione in omaggio a tutti gli iscritti.

pag. 2 Colloqui - Prisma CSI pag. 3 Sport e ambiente di lavoro: interviste pag. 4 Atletica leggera, pallavolo e nuoto pag. 5 Ciclismo e calcio-ragazzi pag. 6 Alleniamo insieme di V. Barbiani Gonzalez pag. 7 Tuttocsi pag. 8 Stadium dirigenti SILVIO BETTOCCHI Direttore responsabile Pubblicazione iscritta al numero 4987 del registro della stampa del Tribunale di Roma in data 14 gennaio 1956 Stampatore Tummlnelli - Città Universitaria - Roma

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★ Stadium - 9

PRISMA CSI

colloqui

Antenati della boxe In una relazione sul pugilato ho inteso accen­ nare al « pancrazio » co­ me antenato del moderno sport. Mi piacerebbe co­ noscerlo per poter fare un confronto (A. C. Ve­ rona). Prima di tutto è da chiarire che non è il ” pancrazio ” l’an­ tenato del pugilato ma il ” pu­ gilato ” stesso che era in som­ mo onore presso i Greci e i Ro­ mani. Non era molto dissimile dall’odierna boxe americana: si trattava infatti, come oggi, di una lotta con i pugni senza corpo a corpo. Una differenza consisteva nel... guantone che allora era il terribile ” cesto ”, cioè cinghie di cuoio di bue raf­ forzate con piastrine di piombo. L’altra nella durata del com­ battimento che aveva termine soltanto per abbandono dell’av­ versario. Una terza infine nel fatto che il combattimento po­ teva proseguire pure a terra. Naturalmente era molto più pericoloso di quello d’oggi. Nel­ le competizioni olimpiche però erano molto ricercati lo stile e l’abilità e il più bel vincitore era colui che sapeva stancare l’avversario senza aver dato o ricevuto colpi gravi. Il pancrazio invece era un misto di pugilato (a pugni nu­ di) e di lotta senza esclusione di colpi; un vero duello molto spesso all’ultimo sangue!

colloqui

Precisazioni sul calcio Nella rubrica colloqui di ’’Stadium” dell’ultimo numero, la risposta al primo quesito, intitolato ’’Precisazioni sul calcio”, contiene certamente un refuso (ripetuto più vol­ te!) quando dice che i giocatori debbono sostare a una distanza di metri 19,15 (!) dal punto dell'a­ rea di rigore. Potreste precisare... meglio! (Vin­ cenzo C. Potenza).

Grazie Vincenzo, che ci dai la possibilità di correggere un grosso errore del quale chiedia­ mo scusa anche all’amico Tu­ rini che ci aveva posto il que­ sito. La distanza esatta è di me­ tri 9,15! (attento, proto!).

Giorni fa il Ministro del Turismo e dello Spettacolo, onore, vale Alberto Folchi, si è recato nella sezione degli arbitri ro­ mani di cui è socio benemerito. Nel ringraziare del dono sim­ bolico e .gradito di un fischietto d’oro, il Ministro ha preso lo spunto iper parlare dei più scottanti e attuali problemi dello sport italiano. Ha esordito anzi con una chiara e ferma pro­ posizione: «Il momento che lo sport italiano attraversa non è molto felice ». Ed ha documentato subito la sua realistica affermazione passando in rassegna il calcio, il basso livello di marcature di quest’anno c l’uso del doping; il ciclismo dove il drogaggio rappresenta un fatto ben più diffuso e grave e dove più che negli altri sport si fa sentire l’inferiorità degli italiani; l’atletica dove se non ci fossero atleti come Berruti, Lievore e Morale «conteremmo veramente poco»; infine le ibride forme dello sport dilettantìstico professionistico. Ma il Ministro, di cui è nota la brillante eloquenza, non ha inteso toccare gli aspetti più «polemici dello sport nazionale soltanto iper imbastire un discorsetto di circostanza. Ricolle­ gandosi infatti al pensiero iniziale ha chiaramente affermato la necessità dell’intervento dello stato, definito non solo un di­ ritto ma un dovere. Ed ha aggiunto che il governo intende attuare una ’’politica dello sport” senza che essa però degene­ ri in ’’politica nello sport”. E’ una precisione opportuna che siamo ben lieti di sottoli­ neare. Noi da molto andiamo dicendo, con lo stesso signifi­ cato, non ’’sport «politico” ma ’’politica sportiva”. Tuttavia avremmo voluto che dichiarazioni così impegna­ tive non si riferissero soltanto ai problemi, sia .pur .gravi e urgenti, del nostro sport rappresentativo. E’ ben giusto che il Governo se ne interessi efficacemente ma è altrettanto giu­ sto e più urgente che l’intervento del governo si esplichi fi­ nalmente in maniera vasta e decisiva a favore soprattutto dello sport dilettantìstico ed educativo. « Lo «sport — diceva il «prof. «Notario domenica dai tele­ schermi — è libero e tale vuol restare, ma è necessario che lo stato appresti ai giovani italiani le strutture necessarie «per una pratica sportiva diffusa e accessibile a tutti ». Siamo comunque fiduciosi che nelle intenzioni del Ministro Folchi, all’atto di affermare la necessità, meglio, la volontà, di una .politica sportiva, fossero presenti oltre alle poche centinaia di ateti che hanno il compito di tenere alto il prestigio spor­ tivo italiano, anche e soprattutto i milioni di ragazzi che han­ no il diritto di completare con lo sport la propria formazione.

@ CHI MUORE GIACE... Una notizia automobilistica. La Mercedes, che in seguito alla terrificante sciagura di «Le Mans nel 1955, si era ritirata dalle corse, ritornerà all’attività agonistica. Come tutti ricorde­ ranno fu proprio la Mercedes 300 del «pilota francese Levegh che, urtando contro un muro di terra, fu proiettata contro la folla ed esplose come una bomba causando la morte di oltre 80 persone e centinaia di feriti. I motivi addotti sono di ordine commerciale e «precisamen­ te «per controbbattere l’assalto dell’industria giapponese che mira al mercato mondiale dell’auto, dopo quello delle motociclette.

In due righe non pretendiamo certo di esaurire o anche solo di porre esaurientemente il delicato problema sugli aspetti morali deH’automobili'smo «sportivo cui la notizia riportata si riferisce. Però non possiamo evitare di porci almeno una do. manda, quella stessa, e con lo stesso spirito, che certamente si sarà «posto l’uomo della strada nei leggere l’annuncio. Eccola: i sentimenti di cordoglio, di raccapriccio, di disap­ punto che motivarono allora, in ocasione della tragedia di Le Mans, il ritiro dalle corse della Casa tedesca, sentimenti che in definitiva si riducono ad una disapprovazione morale delle corse automobilistiche più spinte e «più «pericolose, non hanno o dovrebbero avere anche oggi lo stesso «peso e lo stesso va. lore? Che forse da allora sono venute a mancare tragedie auto­ mobilistiche individuali e collettive?

@ BOCCE DI LUSSO Da un rapporto dell’ufficio del Commercio Estero di Chi­ cago si apprende che otto milioni sono i membri delle varie associazioni sportive di bowling in America; ma in totale, fra gli occasionali e gli altri, il numero dei giocatori si calcola si aggiri sui 28 milioni. Nel 1961 hanno avuto luogo 9000 tornei ufficiali con una spesa «per soli trofei e medaglie di 307.000 dol. lari. Produttori di palle, borse, scarpe e abbigliamento «possono contare su una massa di consumatori che nel 1962 spenderà oltre 1 miliardo di dollari. Poi gli americani ridono degli italiani «perché giocano ancora a bocce invece di darsi al baseball o all’atletica! Ma almeno i nostri giochi di bocce sono all’aperto e l’aria, se non altro, non viene erogata con il contatore elettronico dei condiziona­ tori come in quasi tutti i centri bowling!


assistenza e non pubblicità il fine dello sport nelle aziende e nelle industrie

Può esserci sport nelle campagne? RISPONDE EMILIO MONTICONE

Delegato nazionale giovani coltivatori diretti

Qual’è il punto di vista degli imprenditori relativamente allo sport nelle fabbriche? RISPONDE IL DR. VITTORIO VACCARI, Segretario Generale della UCID

Non posso rispondere alla sua domanda da un punto di vista puramente tecnico. ,La nostra As­ sociazione è una Unione morale di persone non una Associazione professionale o sindacale di imprese. Posso prendere in considerazione la sua cortese domanda da un punto di vista sociologico genera­ le in quanto lo sport e ogni attività ricreativa promossa a margine della vita di impresa rientrano nell’ambito di quelle attività sociali con cui le im­ prese e ogni altra istituzione od organizzazione possono oggi contribuire utilmente all’inrpiego del tempo libero dei loro collaboratori. Rispondo ov­ viamente alla sua domanda a titolo (personale nella misura in cui ogni cittadino pensoso di problemi sociali può interessarsi di un problema comples­ so come questo. E’ oggi riconosciuto e accettato nel mondo il valóre e il significato morale del contributo che le medie e grandi organizzazioni economiche pos­ sono dare, attraverso l’organizzazione di attività culturali e sportive, ad un retto impiego del tempo libero dei loro collaboratori. Sottolineo il termine ’’retto” nel senso che queste attività devono essere svolte allo scopo esclusivo di uno sviluppo della personalità dei collaboratori e quindi nel pieno rispetto della loro libertà e quindi della loro vita privata. I sindacati tendono infatti a sottolineare che chi lavora in una impresa è già troppo frustrato dalla sua quotidiana fatica per desiderare di restare an­ cora vincolato spiritualmente all’amibiente di la­ voro. In realtà anche questa generalizzazione ha

i suoi limiti, ed è noto che particolarmente nelle zone in cui la mancanza di una vita locale orga­ nizzata non offra servizi e (possibilità di distrazio­ ne, ciò che le imprese fanno per favorire l’impiego del tempo libero, il perfezionamento culturale e il riposo dei propri membri è particolarmente gradito. Nella misura in cui l’attività sportiva organiz­ zata dalle imprese risponda a questo criterio di uno sviluppo personale libero e congeniale rappre­ senta ovviamente una iniziativa da favorire desti­ nata a tradursi in un beneficio sia per le persone, che :per le imprese stesse. Il .problema è destinato ad acquistare maggior impegno ed urgenza nella misura in cui il futuro sviluppo della tecnica porterà ad ulteriore riduzio­ ne dell’orario di lavoro ed esporrà quindi gli uomi­ ni al disorientamento e alla incertezza nella scelta dei mezzi culturali con cui occupare questo tempo. Lo sport in un paese come il nostro che ne co­ nosce gli aspetti deleteri di commercio e di divi­ smo ma non abbastanza quelli sostanziali di for­ mazione fisica e sociale è certamente un elemento atto allo sviluppo della personalità e capace di fa­ vorire un retto impiego del tempo libero. Per quano è 'possibile indurre dalla osservazione dell’attività sociale delle migliori imprese italiane direi che i criteri a cui esse si sono ispirate nella organizzazione delle attività sportive sono appunto quelli del creare per .gli uomini una occasione di sana distensione e di educazione alla convivenza) e pertanto il tentativo di prevenire che il tempo libero venga sprecato iper mancanza di occasioni offerte dall’ambiente circostante.

Abbiamo voluto sentire anche il parere di alcuni dirigenti della Confindustria. Nel 1956 è stata condot­ ta una grande inchiesta su tutte le attività sociali delle aziende italiane: in questi giorni è in corso l’aggiornamento della medesima. La situazione che si può fin d’ora arguire è che alcune grandi aziende svolgono una notevole mole di attività sportiva a favore dei propri lavoratori; ma la maggioranza si disinteressa per ora del problema. La gran parte delle iniziative portano il marchio spiccato dell'azienda e tendono a far continuare lo stesso clima sociale della vita aziendale. 1 lavoratori (il cui tempo libero è finora molto limitato) desiderano invece che l’azienda renda possibile l’attività sportiva (impianti materiale) preferendo per il resto d’organizzarla come meglio credono. Ed è appunto questo t’indirizzo che il Centro Sportivo Italiano propugna ed auspica che abbia quanto prima a prevalere. In verità qual­ che azienda sta già mettendosi su questo piano. LaConfindustria comunque, pur essendo un organismo soltanto rappresentativo, fa del suo meglio perché le aziende siano sempre più propense a favorire in ogni maniera le attività sportive dei propri lavoratori.

Ci può dire la situazione del­ lo sport nelle nostre campagne? Purtroppo pressoché nulla se si intende « fare dello sport ». Nell’inchiesta da noi svolta Io anno passato abbiamo rivolto ai giovani coltivatori una do­ manda relativa a questo aspet­ to della vita giovanile, a pro­ posito del tempo libero. Le ri­ sposte ci hanno dato che quasi il 50 per cento e forse più non pratica nessuno sport. Però an­ che le risposte positive vanno vagliate con molta attenzione: infatti su 100 giovani che dico­ no di fare attività sportiva il 27,2 per cento parlano di calcio e il 24,7 per cento parlano di bocce. E’ chiaro che nell’uno e nell’altro caso quasi non si può parlare di attività sportiva in quanto anche per calcio si de­ vono intendere con ogni proba­ bilità i calci tirati al pallone sulla piazza del paese. Un 22 per cento parla invece di ciclismo, 1’11 per cento di pugilato ed a queste cifre va aggiunto un 15 per cento generico che afferma di dedicarsi ad altri sports. D’altra parte anche l’inchiesta dei rurali della G1AC ha rive­ lato che Io sport è solo al 4. posto tra gli svaghi preferiti dai giovani rurali dopo il cinema, la televisione e le riunioni di amici, con una prevalenza che nel Centro-Sud supera la tele­ visione soltanto fino ai 17 anni.

I lavoratori dei campi sono sensibili alle attività sportive? Alla domanda credo di aver già in parte risposto: in parte i giovani contadini partecipano alla generale assenza nello sport attivo che contraddistingue i giovani italiani di tutte le ca­ tegorie. In secondo luogo sono meno raggiunti dalla propagan­ da per lo sport attivo che si fa o si dovrebbe fare nelle scuole. In terzo luogo i coltivatori han­ no più tempo libero in periodi

l sindacati e lo sport dei lavoratori INTERVISTA CON SERGIO DE MARCHIS

Capo ufficio stampa della CISL

Qual’è il punto di vista della CISL sullo sport dei lavora­ tori? La CISL non ha motivi per avere un proprio punto di vista sullo sport. Ritiene, tuttavia, che esso sia estremamente uti­ le per lo svago dei lavoratori e la loro creazione nel tempo libero dal lavoro.

Quali sono le maggiori diffi­ coltà nei rapporti tra il sinda­ cato e gli imprenditori su que­ sto specifico punto? Non vi sono difficoltà anche su questo punto, fortunatamen­ te. C’è però, il tentativo degli imprenditori di alcune aziende di servirsi dello sport per sta­ bilire una politica di paternali­ smo aziendale, contro l’azione del movimento sindacale. Che ne pensano i lavoratori del loro sport attivo, attuato nel tempo libero? I lavoratori, in genere, a noi sembra, non hanno molto tem­

po per praticare attivamente lo sport, nè, talvolta, occasioni a disposizione per dedicarvisi. Quali sono le principali dif­ ficoltà incontrate dai lavora­ tori delle aziende e dei campi? I lavoratori dei campi sono nelle stesse condizioni dei lavo­ ratori delle fabbriche. Anzi, sindacalmente parlando, in con­ dizioni peggiori. Prima dello sport hanno bisogno di assi­ stenza medica e di una vita più civile.

La CISL ha realizzato parti­ colari iniziative per lo sport dei lavoratori? E quali? Il discorso è molto ampio e complesso. La CISL non deve realizzare alcuna iniziativa per lo sport dei lavoratori. Dovreb­ bero essere le associazioni spor­ tive — numerose — a porsi il problema e consultare la CISL per eventuali pareri ed appog­ gi. Ma il problema sembra non interessare nessuno.

Concordiamo, nella sostanza, con quanto dichiarato dal Doti. De Marchis, ma vorremmo precisare due particolari: egli afferma che i lavo­ ratori prima dello sport hanno bisogno d'assistenza medica e di una vita più civile; in un certo senso è vero ma è altrettanto vero che lo sport, oggi, non deve essere più relegato all ultimo posto fra tutte le attività umane. Esso a buon diritto può inserirsi tra le voci assistenziali ed ha enormi risorse per contribuire alla attuazione di una vita piu civile. In secondo luogo non ci sembra esatto affermare che nessuna organizzazione sportiva si interessa dello sport dei lavoratori. La pre­ sente intervista, e molti numeri di ’’Stadium" lo dimostrano. Ci augu­ riamo contatti sempre più stretti e più proficui.

« Sport e ambiente di lavoro » è il problema che Stadium propone in questo numero così come in passato si è parlato di ” Sport e famiglia ”, ” Sport e scuola ”, ” Sport e stampa Sono tutti argomenti e motivi che offriamo particolarmente alla meditazione dei nostri dirigenti in preparazione al pros­ simo Congresso Nazionale. Non pretendiamo certamente una esauriente trattazione: intendiamo soltanto offrire, almeno per il momento, un contributo per una maggiore conoscenza dei maggiori problemi che travagliano lo sport italiano.

dell’anno in cui le condizioni atmosferiche ostacolano, come il lavoro, cosi lo sport. Quali sono le principali dif­ ficoltà che si oppongono alla diffusione dello sport attivo nelle campagne? Oltre a quelle accennate ades­ so si deve lamentare senza dub­ bio la totale mancanza di at­ trezzature in campagna. Campi, palestre, attrezzature in genere sono distribuite quasi totalmen­ te nelle città (eccezion fatta per i campi di pallone che sono ormai in tutti i centri supe­ riori a un certo numero di abi­ tanti) o tutt’al più presso scuo­ le. Anche le parrocchie si limi­ tano, soprattutto per ovvi mo­ tivi economici, ad offrire ai gio­ vani spazi di campi da gioco per il pallone in cui sono tut­ t’al più i pali delle porte. E’ questo un problema che nei co­ muni, presi come sono dalle strettoie di un bilancio insuf­ ficiente e di spese obbligatorie, tralasciano completamente. E’ evidente che tale problema, le­ gato alla educazione igienica e fisica dei ragazzi di campagna, dovrà essere affrontato nel qua­ dro di una spesa pubblica (che a nostro avviso dovrebbe essere decentrata). Ci sono discipline sportive particolarmente preferite o co­ munque più idonee delle altre? Naturalmente ce ne sono e dipendono dai gusti correnti e dalla mancanza accennata di impianti. E’ evidente che il pal­ lone, le bocce, il ciclismo non richiedono particolari attrezza­ ture e anche per questo sono tra le più diffuse. Cosi è per la boxe. Va notato però che nel quadro di una soluzione del problema sportivo in campagna si deve tener conto di quelle qualità dei vari sports messe in luce dalle indicazioni igienico santarie e dalla medicina. Il recente convegno dei medici delle Mutue Coltivatori Diretti ha toccato anche questo pro­ blema: sarebbe augurabile uno sviluppo dell’atletica leggera svolta regolarmente nel corso degli anni e quindi anche in palestra dove non importa se fa cattivo tempo. D’altra parte, col trasformarsi del lavoro agri­ colo e l’introduzione della mac­ china in esso, rendono meno vi­ va l’esigenza di attività sporti­ ve destinate ad essere, nello svi­ luppo del tipo fisico del ragaz­ zo di campagna, un contrappe­ so dei lavori essenzialmente pe­ santi che ì giovani compivano e tuttora compiono. E’ chiaro comunque che non si può accontentarsi della tra­ dizionale partita di bocce (del resto quasi sconosciuta nel Sud e sostituita dai birilli) e ralle­ grarsi che qualcosa si fa. Quali sono le zone agricole più progredite sportivamente (anche dal punto di vista degli impianti sportivi)? Si potrebbe dire che in pia­ nura si fa più sport ma è un dato molto vago. Possiamo in­ vece dire che in genere si fa più sport nelle zone di campa­ gna situate in vicinanza di cen­ tri cittadini o nei centri più grossi dove la vita rurale par­ tecipa dei vantaggi dei grossi agglomerati. Se si aggiunge che la pratica sportiva in campa­ gna segue in linea dj massima l’aumento del livello economico, questo potrà chiarire in quali zone si è più avanti da questo punto dj vista. In conclusione bisogna dire che, se lo sport non è il pro­ blema più all’ordine del giorno nella massa di esigenze che si presentano alla campagna oggi, è tuttavia uno dei fattori da tener presente per un sano svi­ luppo dei giovani contadini.

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Stadium.

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REGIONALI ED INTERRERÒ PER LA PALLA alvatore Morale è l’au­ tore di uno dei risul­ tati più sensazionali del­ la scorsa stagione atleti­ ca nazionale: la conquista primati europei delle 440 yarde e dei 400 metri ad ostacoli. Tutti i tecnici sono concordi nel ritenere l’atleta veneto il più serio aspirante allo stesso primato del mondo delle spe­ cialità, che sono oggi domina­ te dagli atleti americani. Pochi sanno che Salvatore Morale è uno dei più genui­ ni prodotti dell’atletica legge­ ra del Centro Sportivo Italia­ no e che iniziò la sua carrie­ ra in modo tutt’altro che pro­ mettente. Certamente l’atleta padovano deve essere in pos­ sesso di una volontà formida­ bile per essere riuscito a su­ perare quel terribile scacco che dovette subire proprio in occasione dei primi campiona­ ti nazionali che ebbe modo di disputare. Si trattava appunto delle fi­ nali dei Campionati del CSI del 1955 a Roma, quelli che vennero disputati allo Stadio delle Terme per celebrare il primo decennio del nostro En­ te. Morale, che era alla sua prima grande esperienza na­ zionale, era iscritto ai 100 me­ tri ed alla staffetta 4 x 100: ebbene, mentre in quest’ultima gara non riuscì, insieme ai propri compagni, ad andare oltre i turni eliminatori, nella gara individuale, dopo essere riuscito brillantemente a su­ perare batterie e quarti di fi­ nale, fu ammesso alle semifi­ nali e quindi squalificato per due false partenze: e pensare che era il favorito della spe­ cialità ed avrebbe quasi cer­ tamente iscritto il suo nome nell’albo d’oro della manife­ stazione, senza il malaugurato incidente! Non è a caso che abbiamo riferito l’esempio di Salvatore Morale, un atleta che, dopo aver effettuato successivamen­ te tanti altri tentativi su al­ tre specialità, finì per dedicar­ si agli ostacoli come ripiego, per poi ritrovarsi in pochi an­ ni primatista europeo: a parte infatti il grande esempio di tenacia e passione, il fatto rappresenta anche la dimo­ strazione pratica dell’efficacia di una grande leva atletica nazionale quale è appunto il campionato del Centro Sporti­ vo Italiano, che riesce sempre a porre in luce le qualità di un atleta, anche se appena al­ le prime armi. Se non altro riesce a far conoscere l’attivi­ tà a elementi che altrimenti non vi si sarebbero mai avvi­ cinati e che in gran parte dei casi prendono occasione ap­ punto da questo genere di manifestazioni per dedicarsi con passione all’attività spor­ tiva.

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Inutile dire che il caso di Salvatore Morale è soltanto il più clamoroso ed evidente, in quanto numerosi altri del ge­ nere dei se ne verificano non sol­ tanto in occasione delle fasi nazionali dei nostri Campio­ nati, ma anche nelle stesse fa­ si locali, che anzi sono, sotto l’aspetto propagandistico, le più importanti dell’intera ma­ nifestazione. E’ proprio su queste fasi dei Campionati che intendiamo richiamare l’attenzione dei nostri Comitati e delle nostre Unioni Sportive. Occorre in­ fatti fare in modo che sia da­ to sempre il maggiore svilup­ po alle eliminatorie ed ai campionati provinciali e zona­ li, affinché il numero dei con­ correnti sia sempre crescente e sia data soprattutto la pos­ sibilità agli esordienti di ci­ mentarsi in più di una spe­ cialità, al fine di provarsi ef­ ficientemente fino a trovare la gara nella quale possono of­ frire il rendimento migliore. E’ infatti notorio che il gio­ vane che si avvicina all’atle­ tica, intende naturalmente praticare le specialità che più ritiene facili o spettacolari, come appunto le prove di ve­ locità o certi lanci o salti. La maggior parte delle prove (quali gli ostacoli, le prove di fondo, i lanci più difficili e via dicendo) sono pressoché ignorate dall’esordiente, il quale ne intravvede la diffi­ coltà tecnica e di preparazio­ ne e se ne scoraggia facil­ mente. E’ perciò che sarebbe op­ portuno organizzare delle leve proprio per quelle specialità che meno attraggono a prima vista i giovani (anche se con­ tengono come le altre elemen­ ti tali da appassionarli ed en­ tusiasmarli), se non addirit­ tura delle prove multiple (triathlon, pentathlon, ecc.) che prevedano appunto, tra l’altro, anche una o più di queste specialità. Vale insomma tenere sem­ pre presente che qualunque giovane, anche se in apparen­ za non troppo entusiasta op­ pure non troppo ” tagliato ” fisicamente, può invece dare risultati tutt’altro che trascu­ rabili e divenire in breve, una volta opportunamente prepa­ rato, anche ima realtà. Non devono certamente essere i primi esperimenti a dare il metro del valore di un giova­ ne atleta, positivi o negativi che siano. Mentre infatti nel primo caso è sempre possibi­ le trovare una specialità nel­ la quale il giovane è in grado di ottenere risultati migliori, nel secondo caso è possibile instradare il giovane in una gara nella quale è in grado di farsi valere e quindi farlo ap­

passionare seriamente alla pratica atletica. Occorre insomma fare in modo che l’atleta possa ren­ dere il massimo nella specia­ lità che più si addice ai suoi mezzi e non (come purtrop­ po avviene spesso) richieder­ gli di applicarsi a tutti i costi alla gara che egli preferisce o che al dirigente fa più co­ modo i(!), fino a farlo nausea­ re e perderlo quindi in breve tempo. Ecco il motivo per cui è sempre consigliabile far svol­ gere il maggior numero pos­ sibile di manifestazioni locali, sia a carattere di leva che di campionato vero e proprio, prima di affrontare le fasi na­ zionali: ne guadagnerà certa­ mente molto l’incremento dei tesserati del Comitato per la atletica leggera, ma soprat­ tutto ne trarrà vantaggio no­ tevole sia la forza tecnica del­ la rappresentativa povinciale, sia la preparazione e la spe­ cializzazione di ogni singolo atleta.

Sergio Gatti

roseguendo nella nostra breve pa­ noramica dell’attività pallavolistica passeremo ad illustrare le gare che si svolgeranno per la supremazia re­ gionale e, di conseguenza, per l'am­ missione alle fase interregionali. Un pronostico sicuro è quello che riguarda l’Emilia, sicuro non perché le squadre di detta regione sono ’’maestre” nella pallavolo, bensì per il semplice fatto che la fase è stata già giocata e conosciamo quindi le vin­ centi. Eccole: Avia Pervia Ragazzi e Libertas CD di Piacenza negli juniores. Come si vede dunque c’è una con­ ferma, l’Avia Pervia, e una novità, la squadra piacentina. Il bravo Paratici, magna pars della pallavolo locale, do­ po tre anni di intenso lavoro, comin­ cia a raccogliere i frutti della sua pas­ sione per questo sport. Auguri per la prossima Interregionale quindi ! Scom­ parsa perciò dalla scena nazionale an­ che la Robur Ravenna: uno spaurac­ chio di meno alle Finali! Dall’Emilia alla Toscana. Questa re­ gionale dovrebbe essere appannaggio, secondo il nostro modesto parere, del­ la ITI Leonardo da Vinci, di Firenze e per la categoria juniores sempre l’al­ tra fiorentina Sales, con possibilità di sorpresa da parte della compagine li­ vornese. Le altre ci sembrano chiuse. Un piccolo particolare. Volete sapere perché quasi quasi giuriamo sull’ITI? Perché i suoi giocatori sono quelli dell’ALCE! Avevamo ragione perciò nel

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numero scorso quando dubitavamo d l’ALCE. Essa si è soltanto, diciari camuffata e questa è una notizia c non farà tanto piacere a chi asp al titolo ragazzi. Nel Lazio la solita Kratos, la । squadra maggiore sta disputando ottimo campionato di serie B e se n fosse per qualche ’’lieta vacanza” c ogni tanto si prendono i suoi giocai ri, chissà...? Dalla Campania non dovremmo spettarci nessuna sorpresa: la ca: dice Dipendenti Comunali e così < vrebbe essere... Ci dispiace per q Comitati che come Castellammare, I nevento e Pagani fanno una notev attività ; ma è proprio impossibile eh dere alle squadre che li rappreseti! no, una seppur piccola sorpresa? Fi za dunque! La Liguria, come pure la Lombi dia, hanno le favorite d’obbligo e questi nomi non si può derogare. P ciò diciamo CSI Volley Genova e C Milano. Dal nord rapido volo al sud e cisamente in Puglia. Qui la faccen è proprio ingarbugliata. Sono tu squadre nuove e, nel caso di Bari, tratta di due squadre appartenenti paesi della Provincia. Quindi niei più Redentore, pupilla degli occhi di l’amico Fiorio, ma squadre nuove. T propendiamo per la Fides di Triggi no negli juniores, Taranto però pi mettendo, e per i Ragazzi? Beh! pei

È GIÀ TEMPO DI KIOTO l titolo di queste note non è conseguenza di un tardivo tardii risve­ glio dal letargo invernale del lo­ ro estensore, il quale è perfetta­ mente a conoscenza che nelle grandi città e, per alcune socie­ tà, il nuoto non ha mai avuto soste, ma semplicemente un in­ vito rivolto a tutti quei giovani che, sebbene non confortati da particolari condizioni climatiche, ambientali, associative e tecniche, esprimono la loro giovanile esube­ ranza in una carica agonistica tale da far considerare le accen­ nate lacune come eventi o situa­ zioni superabili, se non parago­ nabili a dei comuni avversari, che si vanno ad aggiungere ai tanti altri atleti da incontrare e superare. Sembra incredibile ma non è per loro motivo di preoccupazio­ ne la mancanza del campo di ga­ ra regolamentare, non li avvilisce l’inesistenza delle corsie, delle basi di partenza, del microfono annunciente i loro nomi, non li turba l’assenza del pubblico in­ vocante la loro vittoria, a loro interessa, sopratutto e su tutti, la presenza di altri atleti contro cui gareggiare, lottare, vincere od anche perdere, pur di essere nel­ lo sport, fare dello sport, vivere per lo sport. L’entusiasmo, quindi, li sprona,

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nobiltà d’intenti e tanta, tanta beata ingenuità. Ingenuità ed inesperienza, pe­ rò, che se per un senso suscita­ no ammirazione e commozione, dall’altro generano un compren­ sibile motivo di preoccupazione verso chi affronta uno sport se­ vero come il nuoto senza la ne­ cessaria conoscenza ed esperienza. Esperienza relativa alle proprie possibilità agonistiche che non si deve esaurire in una personali­ stica, quanto parziale espressio­ ne d’idoneità ma deve essere con­ fortata dal competente parere del medico. Parere, questo, necessario non soltanto per quanto sopra accen­ nato, ma anche per indirizzare l’atleta verso quello stile natato­ rio il quale oltre ad essere più aderente ai suoi mezzi, risulti più giovevole per il suo sviluppo fì­

sico. Pochi sport, infatti, oltre 8 nuoto riescono a determinare sul l’organismo umano un così eleva to, quanto armonioso, sviluppo i ogni suo muscolo od arto seni preché, però, sia affrontato con 1 dovute cognizioni e con l’ossei vanza dì semplici, quanto impri scindibili, accorgimenti. E qui il discorso sposta i sui termini trasferendoli su coloro quali si assumono l’onere di si guire questi atleti e, conseguer temente, il dovere di indirizzar neh’esecuzione delle loro presti zioni condizionandole in moti che non possano tradursi da prc ficue a deleterie. La loro attività deve perseguii numerosi obiettivi, i più impo tanti dei quali sono: 1) scelta dello stile a seconi delle possibilità tecniche e fisici dell’atleta;


Ragazzi è un po’ una lotteria! Sa­ rebbe proprio il caso di dire come il "cavernicolo” della TV : « Mi nun so ! ?er me tutto va bene: Molfetta, Fog­ gia, Lecce, Brindisi, tutto va bene, tut;o va bene ! » In Calabria la situazione è ugualnente poco chiara. Noi abbiamo mola fiducia nelle squadre di Reggio, anhe se Cosenza ha meno tradizione da ¡spettare. Perciò diciamo, Reggio Caabria ! In Sicilia pensiamo che contro la ¡quadra della Cannizzaro e della San giuliano vi sia poco o nulla da fare, »n la possibilità addirittura di un ’en-plein” nelle due categorie sia per luna che per l’altra società. Nel Veneto la situazione è un po’ fluida; noi personalmente preferiamo Vicenza, vuoi per la notevole mole di attività, che non trova pari riscontro begli altri Comitati ; vuoi per una qual :erta tradizione ’’tricolore”: ricordia­ moci della Concordia di Schio! Nel Friuli, Villaggio Sereno di Trie­ ste e Fabio Filzi di Gorizia si la­ sciano preferire. Le squadre di Udine si riservano il ruolo di ’’terzo incomo­ do” e noi auguriamo loro che possano riuscirci. Questi sono i nostri, diciamo, pronostici! Le squadre che secondo noi par­ tono battute, sono autorizzate fin da ira a smentirci sul campo e ben lieti se riusciranno a farlo! Alvaro Gaetani

2) stabilire il tipo d’alienamen3 più utile; 3) curare l’esecuzione della gin­ nastica pre-natatoria; 4) illustrare e perseguire l’oservanza di appropriate diete ali­ mentari, senza limitarla alle ore rnmediatamente precedenti le lare, ma estendendola alla quoidiana vita dell’atleta. E’ perciò evidente che nel nuoo affinché possa prodursi il riultato auspicato, occorre si verichi il concorso delle due volonà. l’una agonistica, l’altra coorinatrice e condizionatrice. La prima tesa alla vittoria, la econda ad indicargli i mezzi ed moti atti a conseguirla secondo canoni della più aggiornata diciplina agonistica e, quel che è iù importante, senza giungere ll’esasperazione dei mezzi fisici ell’atletica. Queste brevi note vogliono, peranto, essere un invito alla collaorazione tra atleti ed istruttoi, un richiamo alle reciproche esponsabilità ed infine il più fer­ odo e sincero augurio rivolto a utti coloro che, cinti del loro ostumino, confortati dal loro enusiasmo, sorretti dalla loro voontà vedremo quest’anno cimenarsi nelle manifestazioni nataorie. Angelo Raineri

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IEC*iLI FEO IL CIO RkGAZZI

CICLISMO SULLE MINCHIE i questi tempi stare dietro agli avvenimenti ciclistici è opera... assurda. Gare, gare ed ancora gare in ogni dove, nei giorni più disparati, nelle calità rinomate e no. E i poveri cro­ nisti dovrebbero per seguirle tutte, crearsi schedari amplissimi, e ric­ chi di nomi e nomi. E’ finito, in Italia, il Campiona­ to Individuale Assoluto. Già si par­ la dei Giro d’Italia; già si appun­ ta lo sguardo sui mondiali che ve­ dranno nell’anello suberbo del Gar­ da impegnati i colossi internazio­ nali. Ciclismo a pieni pedali, quindi. E come potrebbe essere differente­ mente? Basta andare un poco sul­ le strade e immancabilmente si in­ contrano gruppetti di appassionati pedalatori che a tutta birra, spin­ gendo rapporti assurdi cercano la supremazia famigliare. Basta se­ dersi all’ombra di qualche albero in aperta campagna, ed aspettare, e prima o poi si vadrà, in fondo alla strada, profilarsi un plotone mul­ ticolore impegnato in una delle mille e mille gare ohe settimanal­ mente occupano le cronache. Chi dice che il ciclismo è in dif­ ficoltà? Forse se si crede che l’au­ mentato numero di motoscooter e di automobili faccia passare in se­ condo piano la bicicletta, si dimen­ tica il fascino dello sport delle due ruote che ancora e sempre fa pal­ pitare appassionati e cultori. Sarà in disuso la bicicletta, pos­ siamo anche crederlo, ma è ancora in primo piano lo sport delle due ruote. Abbiamo accennato allo sport maggiore ciclistico (quello pro­ fessionistico) ma non dimentichia­ moci di quello dilettantistico, la ba­ se del ’’maggiore”, la intelaiatura per i progressi futuri. Anche le categorie dilettantisti­ che sono sulla barricata e già han­ no fatto udire, in molte città, il rombo delle loro gesta. Fra queste imprese già si notano quelle compiute dai ragazzi del CSI che, ancora una volta, inquadrati nelle Società che si fregiano della nostra sigla, hanno ¡già partecipa­ to e vinto parecchie gare. L’attività del CSI, propriamente detta, deve ancora essere program­ mata dai nostri Comitati, ma que­ sti sono già primi germogli di una stagione che, come sempre, vedrà all’opera atleti ancora acerbi ma già superbamente impostati. Verranno poi le selezioni provin­ ciali e regionali ed infine 1 tre cam­ pionati nazionali che dovranno as­ segnare ai tre migliori, altrettanti scudetti tricolori. Parliamo già del­ l’epilogo della nostra attività? An­ che, ma prima (d’ora in poi), se­ guiremo, come ogni anno, anche l’attività provinciale spicciola, or­ ganizzata e messa in opera dai no­ stri Comitati e dalle nostre Società. E potremo analizzare lo sviluppo che viene dato alla fascinosa disci­ plina sportiva dai ragazzi del Cen­ tro Sportivo Italiano.

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Aldo Cappellini

l prossimo 13 maggio sca­ lito che Abruzzo - Umbria e dranno i termini utili per Lucania - Calabria siano le l’ultimazione delle fasi re­ protagoniste di questi primi, gionali del Campionato di interessanti, incontri. Dispo­ lo­ Calcio Ragazzi. Non è quindi sizioni tecniche al riguardo ancora giunto il momento di sono state già impartite ai stendere commenti consuntivi Comitati interessati. Degna di considerazione è anche e sopratutto in consi­ derazione che ci piace essere la suddivisione dei concentra­ il più possibile precisi su giu­ menti interregionali, disposta dizi e dati statistici che in­ in modo differente dalle pre­ vestono la più importante di­ cedenti edizioni dei Campio­ sciplina del Centro Sportivo nati, e che indubbiamente, Italiano. Ci riserviamo però anche se comporta un mag­ di farlo al momento oppor­ giore onere finanziario per la tuno. Limitiamo quindi queste note ad un semplice com­ CONCENTRAMENTI mento su alcune decisioni as­ NORD: Piemonte, Ve­ sunte dalla Commissione Na­ neto, Trentino, Lom­ zionale Calcio del C- S. L, bardia ; nella sua ultima riunione, at­ CENTRO - NORD : To­ tinenti al campionato in cor­ scana, Liguria, Emilia, so di svolgimento. Friuli; Delle diciotto regioni par­ CENTRO-SUD: Lazio, tecipanti al Campionato quat­ Marche, Sardegna, Um­ tro dovranno sostenere, il 20 bria-Abruzzo ; maggio, un incontro elimina­ SUD : Sicilia, Puglia, torio per ridurre a sedici le Campania, Calabria regioni partecipanti ai quat­ Lucania. tro concentramenti interre­ gionali. Il sorteggio ha stabi­

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CAMPIONATI NAZIONALI G.I.Te.T. DI CHIAVARI

GIALLOBLÜ

TRICOLORI

Ai Campionati Nazionali GJ.Te.T. di Chiavari, gli atleti del CSI e in modo particolare i milanesi, l’hanno fatta da padroni. Gian­ carlo Fasoli, che la foto ritrae in occasione della premiazione dei campionati CSI 1959 di Avellino dove giunse secondo, si è brillan­ temente affermato fra i 2. Categoria nella specialità singolo e tanto per cambiare, è proprio vero che., una ciliegia tira l’altra, ha vinto pure nel doppio, in coppia con il compagno Zanelotti. Quando nel 1957, presentando le finali del CSI non facemmo altro che parlare del pisano Galli, ricordiamo che qualche dirigente ci accusò di partito preso. Da allora sono passati cinque anni e Galli è di­ ventato una colonna del pongismo italiano. A Chiavari è giunto secondo dietro l’intramontabile Molina e questa forse è stata la vera sorpresa di tutti i Campionati, perché Galli per noi tutti ha i numeri per battere, non solo Molina, ma anche il ” grande as­ sente” di Chiavari, ’’Ciancio” Winderling, racchetta d’oro. Con buona pace dei tifosi di quest’ultimo!

Presidenza per le aumentate distanze^ distribuisce in ma­ niera più equa i valori cal­ cistici, valutati in base alle esperienze degli anni passati. Vedremo quindi nel con­ centramento NORD, che si effettuerà in Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Tren­ tino e la stessa Lombardia alternarsi in un carosello che si preannuncia pieno di inco­ gnite e quindi interessante. Quattro regioni, degne di tutto rispetto, quali la Tosca­ na, la Liguria, l’Emilia ed il Friuli formeranno il girone CENTRO NORD, che si svol­ gerà in Emilia. In questo concentramento estro e tecni­ ca non dovrebbero mancare anche se sicuramente presen­ te sarà l’acceso agonismo. Lazio, Marche, Sardegna e la vincente dell’incontro di qualificazione Umbria - Abruzzo daranno vita, nel La­ zio, al concentramento CEN­ TRO SUD. Anche qui palese equilibrio pur se differenti i sistemi di gioco. Alludiamo alla vigoria atletica ed alla tecnica. Chi la spunterà? In Campania infine si laurerà la quarta regione finali­ sta rappresentante il SUD. Sicilia, Puglia, Campania e la vincente Calabria-Lucania si contenderanno il passaporto per l’ingresso alle Finali Na­ zionali che mai come questo anno si preannunciano equi­ librate ed interessanti. Dagli elementi in nostro possesso possiamo anticipare che parecchie regioni si pre­ senteranno alle competizioni interregionali agguerrite e ricche di un bagaglio tecnico davvero invidiabile. Si pensi alla squadra cam­ pione piemontese che uscirà da una fase regionale alla quale hanno partecipato ben undici squadre campioni pro­ vinciali e Zonali. Si pensi al Veneto e all’Emilia con otto squadre partecipanti alle re­ gionali. Alla Puglia, alla Lombardia, alla Sicilia, alla Toscana. Per non parlare poi di quelle regioni povere di provincie ma ricche di una tradizionale esperienza tecni­ ca che hanno spesso laureate squadre campioni ma che co­ munque hanno fatto sempre parlare di se. Difficilissimo quindi azzar­ dare un semplice pronostico (pensiamo che neanche Dat­ tilo, ben noto tra noi per le azzeccate previsioni, (!) sia oggi in grado di farlo) se non quello della certezza di dover assistere ad una serie di in­ contri equilibrati e di alto li­ vello tecnico disputati — co­ me di solito accade da noi — con il cuore in gola ma al­ l’insegna della cavalleria e della lealtà sportiva. Renato Bernini

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Stadium

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Alleniamo insieme di Vittorio Barbiani Gonzalez

CSI

SUA ALTEZZA IL PIVOT Cari amici, _ una volta tanto la rubrica di pallacanestro non porta il titolo di « ALLE­ NIAMO INSIEME ». Ma l’importanza e la difficoltà del ruolo di pivot, mi spinge a dedicargli un articolo intero (con il seguito e fine nei prossimo numero). Il pivot gioca prevalentemente nelle immediate vicinanze del ca­ nestro ed è quindi portato a voltare le spalle al canestro, per essere in grado di vedere e di ricevere la palla. C’è tutta una gamma di tiri speciali che il pivot deve saper eseguire e che sono stati enunciati più volte su queste colonne, ma una cosa di fonda­ mentale importanza, mai troppo bene insegnata, è la ricezione della palla. Mi dilungherò appresso sul come il pivot debba muoversi e fintare per ri­ cevere il pallone. Adesso vediamo due soluzioni di tiro abbastanza comuni per questo giocatore.

foto n. 1

foto n. 2

Nella foto 1 il gioca­ tore Mearelli (maglia bianca) chiama il pal­ lone con la mano sini­ stra, in quanto è riu­ scito a tagliare fuori il contropivot Smargiassi (maglia scura). Notare come il corpo sia chino in avanti per allonta­ narsi dal suo avversa­ rio, il peso sia spostato sul piede sinistro in quanto un possibile in­ tercettamento avverrà da quel lato e come gli occhi siano fissi sul padione. Nella foto 2, il pallone sta per arriva­ re, questa è la posizio­ ne corretta e sarà bene che 1 giocatori aspiranti al ruolo del pivot si esercitino a ricevere il pallone in questa posi­ zione.

Appena ricevuto il pallone, foto 3, il gio­ catore in maglia bianca finta un tiro dalla par­ te sinistra, in modo da sbilanciare ancora di più il contropivot. Nota­ te come nella finta gli occhi sono rivolti al ca­ nestro e quindi vedono la posizione del difen­ sore e come invece il pallone stretto nelle mani sia completamen­ te protetto dal corpo. Facendo quindi perno sul piede sinistro, Mea­ relli compie un giro verso destra con il pie­ de destro, in maniera da bloccare compietamente con la gamba de­ stra ogni possibile in­ tervento del contropi­ vot. come chiaramente vedete nella foto 4. Or-

foto n. 3

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TV a giornata televisiva del CSI si potrebbe definire quella di domenica 29 aprile. Ben tre trasmissioni, infatti, sono state dedicate ad altrettante attività e iniziative del Centro Sportivo Italiano. Un riconoscimento meritato allo sport giovanile dilettan­ tistico, e alla necessità, più che mai profonda in Italia, di propagandarne la pratica c di favorire c appoggiare quelle organizzazioni che a tale scopo generosamente e disin­ teressatamente si dedicano.

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La nostra giornata, dunque, è iniziata, come era doveroso, in Chiesa e precisamente nella Ba­ silica Beata Vergine della Chia­ ra in Reggio Emilia dove alle ore 11 è stata celebrata la or­ mai tradizionale ’Tasqua dello Sportivo” a carattere nazionale. Officiava la solenne funzione S.E. Mons. Zambarbieri, Vesco­ vo di Guastalla, presenziavano come è nello spirito dell’inizia­ tiva le principali autorità del capoluogo e le rappresentative di tutte le società sportive lo­ cali, affiliate o meno al C.S.I. Subito dopo la cerimonia religiosa da Torino an­ dava in onda la mezz’ora di trasmissione dedicata alle attività del Centro Sportivo Italiano. Il no­ stro V. Presidente, Prof. Notarlo, presentava il nostro Ente nelle fasi più salienti della sua storia e nelle cifre più significative delle sue realizza­ zioni. Indi invitava alcune personalità a voler esprimere la propria opinione sui mezzi e sulle prospettive che possano assicurare allo sport ita­ liano una più efficace e immediata diffusione. Ri­ spondeva per primo il giornalista Felice Borei, il famoso calciatore juventino degli anni trenta. Egli metteva in guardia i giovani dal prescriversi come meta il professionismo sportivo che, a parte ogni altro aspetto, cela non pochi pericoli all’integntà fisica dell’atleta.

foto n. 4

Dopo di lui il Dott. Enzo Garabello, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di To­ rino, rilevava a proposito di sport dilettantistico, la responsabilità delle Ammini­ strazioni locali auspicando, anzi, un intervento legislativo atto a modificare da fa­ coltativa a obbligatoria la voce di bilancio nelle spese del comune italiano. Subito dopo Don Gino Borgogno, Direttore dell’Auxilium, l’organizzazione sportiva nazio­ nale dei Salesiani, ricordava tre esigenze fondamentali da tenere presenti per una efficace azione in favore della diffusione del sano sport di massa. Le piccole at­ trezzature accessibili a tutti, l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica at­ traverso tutti i mezzi d’informazione, infine la presenza di educatori preparati e responsabili. A conclusione del dialogo il nostro V. Presidente affermava ancora : « In Italia per lo sport si fa troppo poco e si può fare di più; gli sportivi hanno il diritto di chiedere e il diritto di ottenere. Uno Stato moderno che si giudica dal numero de­ gli elettrodomestici e delle auto in circolazione si deve anche giudicare dal numero delle atrrezzature sportive. Lo Stato italiano spenderà nel prossimo anno ben 5.000 miliardi: tra questi noi speriamo che ce ne sia qualcuno anche per lo sport, que­ sta moderna scuola di vita che serve a creare una gioventù più buona per una uma­ nità più buona». foto n. 5

mai il gioco è fatto, nel­ la foto 5, il pivot volta completamente il piede destro verso il cesto al­ za il pallone, e conclude con la mano sinistra il tiro in canestro. Il pivot deve saper eseguire perfettamente tutti i tiri di uncino e di rovesciata con la ma­ no destra e con la ma­ no sinistra. Mentre difatti nel pri­ mo caso il pivot risol­ veva di sinistro, con un tiro frontale, nelle foto seguenti vediamo inve­ ce un tiro di uncino eseguito da Smargiassi. Nella foto 7, Smargiassi ricevuto il pallone, fin­ ta di girarsi verso il la­ to destro, notare il peso sul piede destro, il pal­ lone protetto dal corpo e il viso girato per ese­ guire la finta.

foto n. 6

foto n. 7

Spostando subito do­ po il piede sinistro ver­ so il canestro, foto 8, il pallone viene portato in alto in maniera tale da stendere il braccio destro. Notate come il piede sinistro abbia ini­ ziato la rullata (tacco­ punta) per saltare in alto. Nella foto 9 il pallo­ ne ormai nella sola mano destra è pronto per essere spinto dalle punte delle dita (fru­ stata) in canestro, men­ tre la gamba destra è già in avanti per rica­ dere dopo il salto alla pari del piede sinistro, il quale a sua volta, co­ me si vede dalla foto chiaramente, ha termi­ nato la rullata e si sta per staccare da terra. Ricordare che nella ri-

caduta a terra, dopo il salto, i piedi oltre che trovarsi pari debbono avere la punta rivolta al canestro, questo par­ ticolare è molto impor­ tante e per la realizza­ zione del canestro e per trovarsi pronti a ripren­ dere un eventuale rim­ balzo. Come vedete difatti nella foto 10 dopo che il tiro è stato eseguito il pivot è completamen­ te rivolto ai canestro e la mano ha eseguito la frustata con i polpa­ strelli delle dita. Nel prossimo articolo svilupperò le finte per ricevere il pallone e gli altri più importanti ti­ ri di Sua Altezza IL PIVOT. V. Barbiani Gonzalez

Nel pomeriggio, per ben due ore consecutive, do­ minavano sulla scena del video tutti i più noti atleti italiani riuniti all’Arena di Milano per la classica manifestazione primaverile denominata ’’Pasqua dell’Atleta”. Tanti campioni erano li con­ venuti su invito dei dirigenti della benemerita società Riccardi, organizzatrice della riunione atletica insieme al Comitato CSI milanese. Livio Berruti, nella fiammeggiante maglia della Carpano, si è presentato sul cento metri della Pasqua dell’Atleta. In prima corsia e con avversari molto preparati, l’atleta Torinese ha dimostrato nella sua prima Impegnativa prova nazionale che è ancora lo scattista che noi tutti conosciamo. Berruti a Milano ha vinto in 10’’5, ma 11 tempo, se non cl fosse stato 11 vento contrarlo (ed all’Arena correre contro vento è terribile) sarebbe stato ritoccato di almeno due decimi. Dietro Berruti, Ottolina secondo In 10”6 e 11 reggiano Montanari In 10”7. Una bella e soprattutto ’’istruttiva” gara in vista del futuri cimenti internazionali del nostri azzurri. Praticamente a Milano si è vista (anche se in embrione) una staffetta veloce formidabile. E non dimentichiamoci di un certo Nobili. Le telecamere devono aver giocato un brutto scherzo al ”ragazzo-due-metrl” Walter Zamparelli. A Milano tutti attendevano un nuovo record per 11 ragazzo di Genova. Un nuovo passo In avanti verso quelle cime Internazionali che sono nelle possibilità dell’atleta di Nichelino Autore. Invece Zamparelli, emozionato co­ me non mal, con tutti quegli occhi addosso, ha fal­ lito la prova; neppure 1 suol consuetudinari due me­ tri ha raggiunto! Walter, atleta diciottenne, che pro­ prio nelle ’’garette” del CSI ha conosciuto l’atletica e che la sua prima ’’grande” vittoria l’ha ottenuta nel Criterium Studentesco del 1959 a Novara, può e deve ’’fare” molto per la difficile specialità dell’alto. Specie adesso che, speriamolo, anche l'esperienza te­ levisiva è passata!

Recital di Alfredo Rizzo. Doppia vittoria sul mille e nei cinquemila metri, ed 11 tutto nel giro di neppure due ore. Rizzo è già nella forma perfetta con la qua­ le alla fine della stagione 61 ha conseguito 1 presti­ giosi record italiani dei 2000, 3000 e 3000 siepi, a Mi­ lano domenica scorsa ha dimostrato una velocità no­ tevole (2’24”3 nei 1000) ed un ritmo elevato (14’23"2 nel 5000). Un altro atleta, Rizzo, che cementerà sem­ pre più le basi della atletica azzurra. Soprattutto ades­ so in vista degli europei di Belgrado.

foto n. 8

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St^dtum

foto n. 9

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foto n. 10

In conclusione, più che una giornata del Centro Sportivo Italiano quella di dome­ nica e stata una giornata dello sport italiano. Di quello più genuino e più auten*en e » OgS‘ CTe augurio e auspicio per un ’’meglio ” di domani che tutti desiderano nello sport .taliano, a esclusivo vantaggio e beneficio di tutta


Bologna, due momenti delle gare di judo nel corso dei Campionati Italiani per cinture biu-marrone. La manifestazione è stata organizzata dalla società Judo Club Felsineo del Centro Sportivo Italiano. Questa società, costituita da appena sei mesi, ha saputo dare una brillante prova di'capacità or­ ganizzativa: alle gare hanno partecipato ben 230 partecipanti provenienti da tutte le parti d’Italia. Auguriamo che la fatica sostenuta dai dirigenti del Club segni l’inizio di una prospera attività

PASQUA DELLO SPORTIVO a Forlì 1 Torino

Un riassunto da Firenze attività sta svolgendo Grande il Comitato Provinciale Fio­

celebrata mercoledì 18 8 Aprile 1962 il Paalle ore 18,30, pres­ Sicoir,è mese lazzetto dello Sport di Torino Domenica na riaperto i battenti per accoglie­ so la chiesa di S. Lucia, la Pa­

re una manifestazione che è or­ mai entrata nella tradizione sportiva della nostra Città, il Co­ mitato Provinciale del CSI tori­ nese ha organizzato infatti la ’’PASQUA DEGLI SPORTIVI'’ che tutti ricorderanno nelle pas­ sate edizioni allo Stadio Comu­ nale. Sono ormai dieci anni che il C-S.I. di Torino organizza la manifestazione ed il successo che ha sempre riscosso presso gli sportivi torinesi dimostra quan­ to la città sente la validità del­ l’iniziativa; la televisione, che ogni anno riprende in telecrona­ ca diretta l’intera cerimonia da una grande città italiana ha ul­ teriormente contribuito a por­ tarla in ogni casa. La manifesta­ zione ha avuto Inizio alle ore 9. con la Santa Messa celebrata dal Can. Griva Assistente Ecclesiasti­ co Regionale e il Rev. Mons. Bos­ so Assistente Ecclesiastico Pro­ vinciale ne ha commentato con calde parole lo svolgersi. L’altare era situato al centro della vasta pedana circolare, di rlmpetto al­ le tribune e su di esso erano sta­ ti posti (durante la funzione) simbolicamente un pallone, un paio di sci, una racchetta ed un giavellotto. Ai lati prestavano servizio d’onore una compagnia di carabinieri e davanti erano schierati, nella loro divisa, gli allievi e le allieve dell’istituto Su­ periore di Educazione Fisica, con bandiera. Al termine della Santa Messa dopo la distribuzione del­ la S. Comunione, sia all’altare che nelle tribune. Don pollarolo ha rivolto un vibrante discorso agli atleti invitandoli ad unire allo sport una profonda spiritua­ lità. Durante la Santa Messa l’ot­ tetto polifonico torinese ha ese­ guite musiche sacre sotto la di­ rezione di Don Boyer, mentre in precedenza si era esibita la banda S. Agostino. Alla manifestazione musicale dell’oratorio Salesiano sono intervenuti numerose per­ sonalità e rappresentanti del mondo regionale, fra gli altri, il Prefetto dottor Migliore, l’asses­ sore Catana, delegato provincia­ le del CONI, il cav. Allisio, asses­ sore allo sport, diversi presidenti delle Federazioni Sportive, auto­ rità militari e civili, numerosi, naturalmente, gli atleti di vari gruppi sportivi cittadini, per un numero di circa 3.000 presenti.

squa dello Sportivo, promossa dal Comitato Provinciale di Forli del C.SJ. in collaborazione con il C.O.N.I. Alla celebrazione che si rinnova ogni anno con sempre crescente successo, erano presen­ ti l’On.le G. Mattarelli; il vice Sindaco e assessore allo sport del Comune di Forlì Cav. Giuseppe Goberti, il segretario generale della Fiera di Forlì, cav. Enor Tabanelli; il delegato del CONI p.i. Orazio Garavlni, il presiden­ te dell’Automobile Club avv. Gi­ no Gentili in rappresentaza an­ che del Panathlon Club; il rag. Carlo Giunchi per UAP, il sig. Saverio Armuzzi per ENAL; il sig. Pietro Gavelli presidente prov. CSI, il Dr. Gaio Camporesi fiduciario prov. FTT, il Dr. Casadei Amleto fiduciario FIDAL; il prof. Celli Gabriele fiduciario FIPAV il prof. Malaguti Remo in rappresentanza del GG.SS. scolastaici ecc. Fra gli sportivi, sono interve­ nuti i ciclisti Baldini, pambianco, e Assirelli, le azzurre di gin­ nastica, Rosella e Miranda Oicoganni, Anna Maria Fagherazzi e Gabriella Santarelli in allena­ mento collegiale a Forlì in pre­ parazione ai prossimi campionati mondiali di Praga, gli atleti dell’Ass. Calcio Forli accompagnati dal loro allenatore Bentivcgli e dirgenti, i componenti la squa­ dra ciclistica pianta con in te­ sta il loro campione italiano CSI Visani ed accompagnati dal loro appassionato assistente ecclesia­ stico Don G. Sansovini, l’ex pri­ matista italiano del giavellotto Bonaiuto numerosi ex atleti e vecchie glorie forlivesi, atleti del­ le varie specialità e numerosi sportivi. La S. Messa è stata officiata da S.E. Mons. Paolo Babini, Ve­ scovo diocesano; assistito da don Attilio Linari e da don Michele Fusconi.

Bruno Monti

a Roma

I n un'atmosfera di intensa comI mozione si è celebrata domenica scorsa al palazzetto dello Sport la Lorenzo Oberto tradizionale "Pasqua dello Spor­ tivo’’. Alla Santa Messa, celebrata da Sua Em.za Rev.ma il Cardinale Alfredo Ottaviani, hanno presen­ ziato rappresentative di quasi tut­ te le Società e Gruppi sportivi della capitale, tra le quali abbia­ n successo strepitoso ha arri­ mo notato la Roma, la Lazio, le so alla Pasqua dello Sportivo celebrata domenica 8 Aprile e or­ Fiamme Oro e le Fiamme Gialle, PAOLI Prlmavalle, la Llbertas, il ganizzata dal Centro Sportivo Borgo Ragazzi Don Bosco, 1 Vigili Italiano. Nella Palestra CONI Urbani, la Polisportiva Giornalai, gremita di atleti, ha officiato S. l’Excelsior, gli studenti dell’ISEF., E. Mons. Longo. l’Orione, il Fedelavoro ENACLI. ed Quasi tutti gli atleti presenti un gruppo di atleti dell’Judo Club si sono accostati alla S. Comu­ di Roma. nione e la manifestazione ha aFra le numerose autorità pre­ vuto in quel momento il suo senti, il comm. Generoso Dattilo punto più importante. Calciato­ in rappresentanza della Presidenza ri, ciclisti, velocisti, saltatori, ce­ Nazionale del CSI, il comm. Quat­ stisti ed atleti in genere si av­ trocchi dell’UVI. il rag. Somma vicinavano raccolti all’altare per della FIP, l’aw. Lais della Fede­ fare il loro Precetto Pasquale. razione Rugby, il Col. Andreotti Alla manlfsetazlone hanno par­ dei W.UU., il vice questore di tecipato numerose autorità ac­ Roma Dott. Pacelli, il prof. Pacolte dall’ing. Marcello Rodino, schetta dellTINAL, Capobianco in qualità di Presidente del Co­ della FIPAV ed il sig. Ferri della mitato provinciale del CSI. Elencare tutte le società o i FIDAL. Al termine della Santa Messa. gruppi sportivi intervenuti è im­ 11 Card, ottaviani ha benedetto la presa impossibile, citeremo tra nuova bandiera del Liceo classico tutte la Partencpe che oltre a Lucrezio Caro, la cui nuova sede mettere a disposizione la sua sorge a poca distanza, nell’adia­ bella palestra, ha partecipato al­ la manifestazione con tutte le cente Villaggio Olimpico. squadre di tutti i settori. Vi era F. M. anche l’Orlens Napoli, gli edu­ candati femminili di Napoli, la Polisportiva CSI Napoli, l’ISEP Ed ecco l’elenco degli altri Co­ che ha mandato una numerosa mitati che hanno già celebrato la rappresentanza di allievi e allie­ "Pasqua dello Sportivo”: FIDENZA ve elegantissime nelle loro carat­ (domenica 15), UDINE) (martedì 17), teristiche divise, la RAI-TV, le PORDENONE (lunedii 23), SERRArappresentanze di quasi tutti 1 VALLE - Rep. di San Marino (lu­ licei e gli istituti tecnici cittadi­ nedì 23), RAVENNA (lunedì 23), ni. delle Forze Armate e delle so­ SASSARI (domenica 29), LECCE cietà CSI di Napoli e Provincia. (domenica 29), TARANTO (do­ menica 29). Piero Marti

a Napoli

U

Calcio d’inverno ad Albano Laziale enza droghe e senza vittorie a tavolino si è concluso il torneo calcistico invernale al "Murialdo” di Albano, che ha visto trionfare la squadra della Virginia", la quale ha dovuto lottare a denti stretti per assi­ curarsi il primato in classifica. Sin dalla prima giornata la po­ tenza e l’incisività del suo at­ tacco erano evidenti ,e di ciò ne fece subito le spese il ’’Reai Madrid” ; in questa partita si metteva in luce Guercini, au­ tore di ben tre reti. La "Folgo­ re” aveva facile gioco del "Bel­ vedere”, alla cui sportività è necessario dare atto, per la co­ stanza dimostrata fino alla fine del campionato, non potendo certo aspirare allo scudetto, handicappata comera nei suoi stessi componenti. Si andavano intanto delinean­ do le due compagini che avreb­ bero lottato per il primo posto, e il loro incontro era quindi at­ tesissimo; la ’’Folgore” dopo un bel primo tempo accusava la stanchezza e cedeva. Anche questa volta il risolutore del­ l’incontro era Guercini. La "Folgore” non si dava per vinta e nel suo incontro vittorioso

S

con il ”Real Madrid” si por vava ancora alla ruota della ’’Vir­ ginia”, insidiandola pericolosa­ mente. A rendere più incerta la posizione di questultima fu un passo falso che essa fece, sot­ tovalutando il ”Real Madrid” che le infliggeva una severa sconfitta ad opera di Guglietta. Rimaneva quindi sempre aperta la lotta tra la ’’Folgore” e la "Virginia”, risoltasi solo nel confronto diretto delle due ri­ vali, dopo che esse a loro vola avevano piegato la resistenza di tutte le altre compagini in campo. Nel torneo cadetti la lotta non è stata meno aspra. I risultati della prima giornata non signi­ ficarono nulla e le prime due squadre retrocessero per dar via libera al "Botafogo" e al ”Santos”, seguite a ruota dal ”Tottenham” e infine dal "Belfast" Nel girone di ritorno le due ca­ poliste rinsaldarono la loro po­ sizione e anche qui il big-match fra le due rivali risolvette le sorti del campionato. Il succes­ so arrideva al ’’Santos” (3-2) per merito del bravo Liberati, che siglava tutte e tre le rei del­ la vittoria.

Judo a Bologna

Andria: un campo

giorni 14 e 15 aprile 1962 lla presenza delle autorità Neisi sono svolti al Palazzo del­ Alocali e di un folto gruppo di

io Sport di Bologna i campio­ nati italiani di judo per cinture blu-marrone nelle categorie pe­ si leggeri, pesi medi e pesi mas­ simi. Gli atleti hanno dato vita a gare entusiasmanti sul piano agonistico e pregevole dal pun­ to di vista tecnico, n numeroso pubblico, costituito dagli appas­ sionati cultori di questo nobile sport, ha seguito le gare con vivo interesse ed ha spesso sot­ tolineato con vivi applausi le varie fasi dei combattimenti e le evoluzioni che effettuavano gli atleti per sottrarsi alle prese degli avversari. Al termine de­ gli incontri si sono avute le se­ guenti classifiche: Pesi leggeri: 1. Perotti, 2. Pacinotti, 3. Giusti, 4. Rubino. Pesi medi: Luzzi, Natalini, Panada, Rossetti. Pesi massimi: Archetti, Rag­ gi, Faggioni, Torreggiani. I vincitori hanno ricevuto dalle mani del sig. Straziota, Presidente del Comitato Regio­ nale Emiliano della FIAP, gli scudetti tricolori di campioni d’Italia e le cinture nere, che vengono a premiare anni di al­ lenamenti e di sacrifici. Ai vin­ citori va l’auguro che anche nella nuova categoria possano fornire ottime prestazioni e conquistare altri allori. Agli or­ ganizzatori oltre alle felicita­ zioni del Comitato CSI di Bo­ logna per aver brillantemente superato la difficile prova (non si deve dimenticare che l’Judo Club Felsineo è stato costituito sei mesi addietro) va anche lo augurio che la loro fatica non sia stata vana e che segni lo inizio di una prospera attività sia sul piano agonistico che su quello organizzativo. Gianluigi Galli

sportivi si è inaugurato dome­ nica, 15 aprile, ad Andria, il campo di Pallacanestro, altra splendida conquista del CSI andriese in favore dello sport cittadino. Alle 10,30 il Consulente Eccle­ siastico Don Giuseppe Panateli: ha benedetto il nuovo campo è subito dopo si è svolta una in­ teressante gara tra le squadre di Barletta e quella del CSJ Andria; è terminata con la vit­ toria dei ragazzi andriesi. Francesco lannuzzi

rentino in vari settori quali il calcio, la pallavolo, il tennis da tavolo, la pallacanestro. Innanzitutto va ricordata la serata spirituale indetta, come in occasione del Santo Natale, in preparazione alla S. Pasqua; un buon numero di dirigenti della città e dell’immediata pe­ riferia ha partecipato a questa iniziativa che aveva lo scopo di una migliore preparazione alla grande festività pasquale. Altra iniziativa che sta per realizzarsi è la "Pasqua dello Sportivo" in programma per il 6 maggio p.v. alla quale dovreb­ be intervenire anche l'Arcivescovo di Firenze, mons. Ermenegil­ do Fiorii. L’attività agonistica vede an­ cora il calcio al primo posto. Dopo la regolare fase del cam­ pionato ’’ragazzi” due squadre erano terminate alla pari, l’Aurora di Figline Valdarno, deten­ trice del titolo dello scorso an­ no, e l’Albor di Grassina che hanno dato vita ad un appas­ sionante gara sul terreno neutro di Pontassieve, gara che ha vi­ sto la vittoria dell’Aurora di Fi­ gline, sia pure con il minimo scarto, che cosi si è riconfer­ mata campione provinciale fio­ rentina anche per l’anno agoni­ stico 1961-62. Frattanto sta per avere inizio la Coppa ’’Primavera” riservata alle squadre della categoria ’’ragazzi" ed alla quale hanno aderito numerose squadre. Nell’atletica leggera c’è da ri­ cordare l’onorevole comporta­ mento di Izzo Roberto della Nova Vigor di Pontassieve che ha conquistato l’undicesimo po­ sto nella finale nazionale della sua categoria, quella ’’allievi”, di corsa campestre. Il tennis da tavolo sta attiva­ mente venendo fuori con il lan­ cio della Coppa ’’Città di Fi­ renze” che vedrà in lizza nu­ merosi atleti della città e del­ la provincia più prossima. C’è quindi la pallavolo che in attesa del lancio del "Trofeo Giallo” ha visto’ svolgersi un torneo pasquale al quale hanno aderito otto squadre. La pallacanestro muoverà fra poco i primi timidi passi con l’effettuazione di un torneo di propaganda che dovrebbe avere inizio nel corrente mese. Giancarlo Fazzini

Calcio e Arcobaleno a Venezia infuocati campi sportivi di Eraclea, lesolo, Cavallino Sugli e Treporti si sono dati quest’anno appuntamento sette ag­

guerrite compagini, decise a tutto pur di conquistare l’ambito titolo di squadra campione ragazzi della provincia veneta. L’undici da battere è il Cavallino, vincitore della passata edi­ zione, ma pure molte ” chances ” presentano la lesolana, il Mas di Cortellazzo, guidato con serietà e capacità da Italo Menazza e Bruno Capiato, l’Eraclea di Giacomo Baldissin, per il quale lo scudetto è un’affare che interessa il Comune e la cittadinanza, la Drago di lesolo dove ci sono troppe tradizioni da mantenere e da rinverdire ed infine il Crepaldo ed il Ca’Vio, squadre di nuova formazione. Si è concluso intanto il Trofeo Bianco, prima serie di gare per i giovanissimi, inquadrata nel ciclo di manifestazioni che va sotto il nome di Arcobaleno-Sport. Il tennis da tavolo (trofeo bianco) ha richiamato una cinquantina di giovani suddivisi in sette squadre. La Phanter ha fatto la parte da leone con i suoi Angelo Vadalà, Bruno Turcati, Alvise Scarpa e Bruno Ferrari. Pure gli altri sono stati molto bravi, come Mingati e Salvador di San Stefano, Ferro della Dienai, Dal Don di San Canciano, Maschietto, De Ambrosi e Baio di San Francesco de Paola. Strepitoso successo sta ottenendo infine il Trofeo Giallo, cam­ pionato di calcio a sette, iniziato da qualche domenica a Vene­ zia. Ben 23 squadre vi partecipano e costituiscono una buona parte delle sezioni aspirantistiche GIAC della città. Probabil­ mente a primavera, visto il favore incontrato, il C.SJ. ripeterà la manifestazione nei centri della terraferma. Alberto Di Graci

9 -

StAdium

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CAMPI ’M SCUOLA Oí

0 OBBIETTIVO GIOVANISSIMI l tiepido sole primaverile ha fatto prepotentemente il suo ingresso anche que­ st’anno; la Primavera sta creando con tocchi magici il quadro meraviglioso della natura, mentre ci si avvia rapidamente verso l’estate.

I

Il Trofeo Primavera-Olimpiadi Vitt... E’ questo il periodo in cui le nostre Società devono ” rispolverarsi ”, devono ab­ bandonare l’incerto passo invernale presentandosi ric­ che di giovanile entusiasmo ed operosità. E con la Pri­ mavera ritorna per il Comi­ tato Zonale di Molfetta una manifestazione ohe tanto en­ tusiasmo suscitò nelle pas­ sate due edizioni: il Trofeo Primavera-Olimpiadi Vitt.

...nel ricordo delle Olimpiadi... L’iniziativa si concretizzò nell’anno delle Olimpiadi di Roma quando attuale, entu­ siastico e vivo era lo spirito dei cinque anelli, ed ora essa continua e si realizza con più vigore e con più largo seguito proprio nel ricordo luminoso delle Olimpiadi, perché diventi palpitante nell’animo di ogni ragazzo il significato vero dello sport, della competizione, dell’ago­ nismo: ed è questa una pri­ ma meta dell’iniziativa.

interessando i propri iscritti sia impegnandosi in una azione verso tutti i ragazzi dell’ambiente. Esse portano vitalità, ardore, entusiasmo facendo perno nella volontà di tutti i dirigenti. Sono questi gli obiettivi per i quali il ’’Trofeo Pri­ mavera ” anche nella sua terza edizione è certo della propria attualità ed utilità.

I punti fermi Ma veniamo ora a porre alcuni punti fermi che gui­ dano la fase di preparazione del Trofeo: Il periodo: si. è dimostrato quanto mai propizio ed adat­ to il mese di Maggio, quan­ do l’attività agonistica in­ vernale si è ormai conclusa, e prima che inizi la ’’vola­ ta finale ” a scuola e con es­ sa una certa stasi nell’atti­ vità associativa. Sport ammessi; Atletica e Tennis da Tavolo quali sports

individuali, il primo con ga­ re di facile attuazione (mt. 60 - m. 250 - salto in lungo - getto del peso di Kg. 3 staffetta 4 x 60), ed il secon­ do da svilupparsi nelle sera­ te di associazione; Pallaca­ nestro e Pallavolo, come sport a squadre. Di proposi­ to si è escluso il Calcio e

La Presidenza Nazionale in ima recente circolare ha lan­ ciato la sua più impegnativa iniziativa organizzativa: i Cam­ pi Scuola Nazionali Estivi per Dirigenti Tecnici. Mentre l’impostazione per la specializzazione dei partecipanti rimane immutata non sarà in­ vece ripetuto il Corso per Di­ rigenti Generici. I Corsi di Spe­ cializzazione, poi, comprende­ ranno i seguenti sport: Pallacanestro, Pallavolo, Atletica Leggera, Rugby Educativo. Que­ st’ultimo sarà organizzato sola­ mente al Nord, in via speri­ mentale. Ogni Campo Scuola avrà la durata di 10 giorni e comprenderà due periodi: il primo a carattere preparatorio della durata di 5 giorni ed il secondo di specializzazione. I Campi si svolgeranno a: ACERNO (Salerno) dal 20 al 30 luglio per i candidati delle seguenti regioni del Centro sud : Abruzzo e Molise, Cala­ bria, Campania, Lazio, Lucania, Puglia, Sardegna, Sicilia e Um­ bria; posti a disposizione 140; CELANA (Bergamo) dal 2 al 12 agosto per i candidati del­ le seguenti regioni del Centro Nord: Emilia, Romagna, Friuli e Venezia Giulia, Liguria, Lom­ bardia, Marche, Piemonte, To­ scana, Trentino e Alto Adige, Veneto ; posti a disposizione 200. La brevità dello svolgimento, la vastità del programma, l’im­ pegno che il programma stesso richiede, la notevole attività fi­ sica, il particolare «clima» spi­ rituale dei nostri Campi Nazio­ nali raccomandano di inviare candidati coscienti del compito che li attende, volenterosi, ap­ passionati, fisicamente a posto e già possibilmente in possesso di una ricca vita interiore.

come qualcosa di ’’attraente”. — Si tengono poi riunioni in ogni paese alla presenza di responsabili del CSI e della Giac cui sono invitati i diri­ genti delle Società, siano es­ se Gruppi od Unioni Sporti­ ve; ed insieme si stabilisce il calendario-gare. — Infine si convocano in se­ de di Comitato le Commis­ sioni Tecniche interessate e si da mandato dell’organizzazione tecnica della manlfestazione.

Le gare Di qui all’inizio delle gare il passo è breve: ma dove svolgerle? Le sedi delle stes­ se Società per il Tennis da Tavolo, un campetto di peri­ feria o uno spiazzo adegua­ tamente segnato per l’Atletica, una palestra scolastica (di giorno festivo è facile ot­ tenerne l’uso tramite... le amicizie) per la Pallavolo e Pallacanestro. In tal modo ogni paese del Comitato svolge le sue ” Olimpiadi Vitt” e le classifiche dioce­ sane — cui è necessario in­ serire un forte punteggio di partecipazione per solletica­ re... molti ad essere presen­ ti — saranno poi compen­ diate in un’unica classifica di Comitato.

...al servizio dei giovanissimi Le ” Olimpiadi Vitt ” sono riservate a tutti 1 giovanissi­ mi ed hanno il compito di sviluppare nei ragazzi il sa­ no entusiasmo per uno sport che li educhi e li prepari al­ la vita. Le ” Olimpiadi Vitt ” sono motivo perché tutte le Società rivolgano una attenta cura alle nuove leve, sia

è uscito

IL NOSTRO SPORT di Mons. Nicola Pavoni la guida già annun­ ciata per lo svolgi­ mento del Trofeo Pippo Nasta, utilissi­ mo vademecum per tutti i nostri Consu­ lenti e Dirigenti! L’elegante volumetto pas­ sa in rassegna, in forma schematica e vivace, i più importanti e attuali temi di morale e costume spor­ tivi alla luce degli inse­ gnamenti dei pontefici, della dottrina cristiana e della preziosa esperienza che l’autore ha acquisito vivendo nel mondo dello sport e a contatto degli sportivi. Si può richiedere al no­ stro negozio OGNISPORT (via della Traspontina 19, Roma) dietro invio, an­ che in francobolli, di li­ re 200. A chi ne richie­ derà un numero non in­ feriore alle dieci copie sa­ rà praticato uno sconto eccezionale del 25%.

Alcuni momenti delle combattute ed appassionate gare svoltesi a Molfetta durante la ’’Primavera-Olimpiadi Vitt” dell’anno passato.

l’esperienza ha dimostrato che... non è un male. Organizzazione: è impe­ gnato il Comitato CSI con tutti gli Uffici Diocesani Aspiranti della Giac ad esso facenti capo, proprio perché l’iniziativa deve inserirsi nel piano di vita delle Sezioni A., e deve essere utilizzata per una ” uscita apostolica ” verso i ragazzi della Parroc­ chia; in tal modo si è anche di esempio e di guida alle Unioni Sportive, talvolta pri­ ve di iniziative per i più gio­ vani. Partecipazione: aperta a tutti i ragazzi nati dal 1947 e seguenti appartenenti alle Società affiliate al Comitato CSI.

In pratica Con tali idee chiare, il la­ voro in pratica nasce e si realizza spedito: — Innanzi tutto un incontro preliminare fra 1 responsàbi­ li del Comitato e i dirigenti diocesani della Giac: in esso si concorda la linea pro­ grammatica del Trofeo. — Ne consegue l’allestimen­ to dei vari regolamenti, di talune indicazioni utili, dei premi, ecc. attraverso la rea­ lizzazione di un opuscolo preparato con gusto, a stam­ pa e ciclostile insieme. In tal modo la manifestazione ac­ quista maggior tono e serie­ tà, e si presenta ai ragazzi

I premi con... i conti che tornano E’ necessario che 1 premi ci siano ed anche... allettan­ ti; e a tal proposito è risul­ tata ottima la formula di as­ segnare premi, in materiale sportivo che si presentino utili alla stessa Società. Occorre cercare: brutto mestiere, ma tanto meritorio per i ragazzi e per la mani­ festazione. Un parlamentare del luogo offre la Coppa-pre­ mio, 1 Comitati Provinciali e Regionali delle varie Federa­ zioni Sportive inviano premi (targhe, medaglie, ecc.), gli Enti pubblici locali e della provincia stornano una pic­ cola (ma per il Comitato tanto utile) somma per la ” manifestazione di propa­ ganda” indetta appunto dal Comitato CSI (l’opuscolo in­ viato in precedenza ne di­ mostra la validità) e in tal modo... 1 conti tornano. Forse a quanti devono ini­ ziare, ciò può sembrare al­ lettevole soltanto in teoria: niente affatto, è esperienza già fatta e con risultati confortevoli e positivi; ci vuole sacrificio, volontà, serietà (quanto è deleteria la super­ ficialità e la fretta nelle no­ stre cose!) e sopratutto amo­ re per i ragazzi. Impegno di generosità quindi, con un sincero... in bocca al lupo. Saverio Gaudio

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