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Stadium n. 3/1967

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CENTRO SPORTIVO ITALIANO * I PROBLEMI DELLO SPORT * ANNO LXII - N. 3 - 23 FEBBRAIO 1967

La triste farsa di RINALDI ------ --------------------------- m

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Gli inglesi «Era suonato» Riferendosi all’ira degli spetta­ tori, il « Daily Express » osserva: « Si può ben comprenderlo. Que­ sto combattiménto non ha di certo contribuito alla tremolante gloria^ del pugilato ».

.. Rinaldi o il pugilato ?

Necessaria i l’inchiesta

I I B I 1 !

L’avventura di Giulio Rinaldi a i Manchester è finita, come dico- * no i napoletani: « a schifio ». E i purtroppo si è verificato quel verdetto di squalifica che aveva­ mo preso in considerazione — come estrema ratio, lo confes­ siamo — alcuni giorni or sono, parlando appunto del combatti-

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Proietti

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«Smetta di boxare» | ma che l’incontro avesse inizio. E’ stato subito chiaro che questo com­ battimento sarebbe stato nient’altro che un macello ». Lo stesso giornale paragona la reazione di Rinaldi, dopò il destro di Walker,


STADIUM N. 3 - 23 FEBBRAIO 1967

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portoghesi senza passaporto

La stampa di un Paese è senza dubbio uno specchio importante del­ la sua realtà sociale e del suo grado di civiltà. Allora è lecito porsi la domanda: LA STAMPA SPORTIVA ITALIANA rispecchia la realtà spor­ tiva del- nostro Paese? Vale proprio la pena di soffermarsi un poco sul­ l’argomento (pag. 4-8).

Sulla rivista quindicinale STADIUM n. 1 del 26-1-1967 nella pagina n. 2 «FLASH» ho letto la notizia riguardante la validità delle tessere C.O.N.I. per l'ingresso libero negli stadi. Vorrei sapere come si può otte­ nere tale tessera, data la mia carica di presidente del C.S.I. di Piedimonte Etneo. ANTONIO SORDELLO CATANIA Peccato, amico Sorbello, ma dobbiamo deluderla. Le tessere CONI non sono così alla por­ tata di mano come Lei può credere. E meno male: ce ne sono già tanti in Italia di porto­ ghesi senza passaporto spor­ tivo ! Per il resto riceverà risposta personale. STADIUM

non troppo bella regola del « do ut des » hanno trovato finalmente una fonte di rivalsa verso coloro che per manovre elettorali o altro al momento opportuno si rivolgono agli Enti per approfittare della loro capillare organizzazione per raggiungere i propri scopi, lo credo che sia cosi, e se è cosi ben fanno gli Enti di Propa­ ganda a sfruttare la situazione, per lo meno Essi, da quanto mi consta, pensano veramente alla gioventù sportiva. A. G. - ROMA Accidenti, caro amico; lei inizia la lettera con delle lodi e poi giunge a ... insinuazioni ta­ li. No, non c'è bisogno di tanta fantasia per comprendere i rapporti tra gli Enti di propa­ ganda sportiva e la politica. La cosa è molto più semplice, aperta, solare. La implicita contraddizione crediamo non sussista nella no­ stra risposta a Nino Nutrizio. Noi abbiamo esattamente scrit­ to che gli Enti di propaganda « non fanno propaganda poli­ tica ma sportiva », e non che «non fanno politica». La cosa è ben diversa. Non abbiamo nessuna difficoltà ad ammet­ tere che gli Enti di Propaganda facciano politica, per il sem­ plice motivo che vivono nella politica al pari di tutte le, isti-

politica si, ma sportiva IL VALORE EDUCATIVO DELLO SPORT, generalmente parlando, è ammesso da tutti. Ma non tutti si soffermano a considerare con la se­ rietà che merita in che cosa esso consista e soprattutto sono disposti ad accettarne le conseguenze nell’or­ ganizzazione e nella pratica sporti­ va. Noi non temiamo questo discor­ so: per noi, io sport, o è così, o non è sport (pag. 12, 21-24).

Un evento storico per lo sport ita­ liano: LA CAMERA DEI DEPUTATI HA APPROVATO LA PROGRAMMA­ ZIONE SPORTIVA QUINQUENNA­ LE. Il documento approvato, se tem­ pestivamente tradotto in opportune leggi, può costituire la base del rin­ novamento e di una radicale evolu­ zione dello sport italiano (pag. 27). 2

Caro Stadium, Prima di tutto auguri per la nuova impostazione tipografica e per la varietà delle rubriche anche se alcune per forza di cose, quando ricevo il giornale, non sono più d’attualità. Co­ munque, come succede nei tiri indiretti per l’artiglieria, quan­ to prima detto è il «falso sco­ po » perchè dove voglio an­ dare a mirare e colpire è lo articolo « Quando Nutrizio scri­ ve di Sport ». E' senza dubbio un bell’articolo e rende anche chiaramente quanto deve avere scritto Nutrizio nel suo. Però ho riscontrato in esso una con­ traddizione in termini e preci­ samente in due passi quando l’estensore fa intendere che gli Enti di Propaganda non sono al servizio dei partiti e poi quando afferma che la fifty-fifty è pas­ sata sopratutto per merito degli Enti di Propaganda. Allora que­ sti Enti di Propaganda sono proprio così potenti tanto da condizionare l’approvazione o meno di una legge oppure è vero il contrario e cioè che sono al servizio dei partiti vedi DC, PSI, PSDI, MSI, PCI e che per la

4==^tuzioni e i cittadini della nostra Repubblica. Perchè, scusi, lei non fa politica ? Il sottoscritto scrive prevalentemente di sport, eppure quasi sempre inserisce qualche considerazione o rilievo di ordine politico, sia pure da quel «povero unterello» gior­ nalista che ritiene di essere. Forse che il nostro giornale, da vent'anni a questa parte non si occupa di politica sportiva ? E il CONI non si è interessato di politica sportiva ? Il male, dunque, non è nel far politica (sportiva natural­ mente, per quel che ci riguarda): sarebbe male se gli Enti di Pro­ paganda si estraniassero irre­ sponsabilmente da ogni dovere e impegno politico. D'altra parte in queste cose sono ì fatti che contano, e per quanto ci riguarda direttamente e per quanto sappiamo degli Enti di Propaganda essi badano, seria­ mente, a fare sport e non « manovre » politico-elettorali.


Peccato, caro amico, che non abbia firmato per esteso. Avreb­ be forse fatto piacere a Nino Nutrizio sapere chi è che parte dal suo stesso terreno, sia pu­ re per giungere a conclusioni diametralmente opposte. DUILIO OLMETTI

espressione di raggiunta matu­ rità e scelta libera e consape­ vole dettata da motivazioni valide, è capace di stimolare e coltivare i valori più elevati della personalità.

sport e sessualità Vorrei conoscere da un me­ dico sportivo qualche parere e consiglio sui rapporti tra sesso e sport, tra educazione sessuale ed educazione sportiva. E’ un argomento del quale i giornali si interessano di tanto in tanto, ma non sono riuscito ancora a vederlo trattato con una certa serietà e, dopo la lettura dì certi articoli, ho avuto le idee più confuse di prima. E. A. - PALERMO

E' necessario innanzitutto pre­ cisare il concetto di sessualità umana e precisamente di sanità sessuale. L’uomo con l’istinto sessuale, da una base cioè prettamente materiale, può raggiungere il mondo spirituale del bello, del sublime, del morale. Ecco perciò come l'etica, la estetica e la religione poggiano sull'esistenza di una sensibilità sessuale. La sessualità perciò può es­ sere origine di eccelse virtù fino al sacrifizio del proprio io, mentre, per la sua azione po­ tente sui sensi può rappresen­ tare il pericolo di degenerare sviluppando così i vizi peggiori. Per raggiungere la sanità sessuale occorre pertanto una corretta educazione. Il problema è veramente notevole perchè è un problema umano con chiari interessi psicologici, etici, reli­ giosi e sociali.

L'attività sportiva razionale è essenzialmente fisiologica. Essa presuppone pertanto una buona conoscenza delle doti costitu­ zionali di tutti coloro che la praticano. Sono così possibili nei vari individui le riparazioni compensative di ogni indeboli­ mento muscolare, nervoso, san­ guigno e psichico che la civiltà apporta diminuendo la quantità del lavoro muscolare. Basata su tali presupposti la corretta pratica dello sport può aiutare l'individuo al rag­ giungimento della sua sanità in­ tegrale (generalmente è una meta da raggiungere più che una concreta realtà; pur senza giungere allo stato di vera e propria malattia, un certo gra­ do di squilibrio, di insufficienza, di disfunzione a carico di uno o più apparati organici ed in particolare del sistema neuro­ vegetativo appare cosa di fre­ quente riscontro) sia essa fisica, psichica o sessuale. L'uomo sessualmente sano è infatti proprio quello che, ana­ tomicamente, funzionalmente e psichicamente normale, è ca­ pace di scegliersi un comporta­ mento sessuale particolare e di attuarlo senza danno alcuno, fisico o psichico che sia. L'homo sapiens è un uomo lìbero. La pratica dello sport appare pertanto particolarmente consi­ gliabile nel periodo dell'adole­ scenza e della giovinezza oltre che in quei casi in cui per ele­ vate motivazioni si vuole rinun­ ciare a qualsiasi attività ses­ suale. DOTT. NICOLA CAPRIOLI

Lo sport anche per lo spirito agonistico, l'autodisciplina e la autorganizzazione dell'atleta è parte essenziale dell'educazione umana. L’esercizio fisico può essere infatti messo al servizio dello spirito per la formazione del carattere e della volontà. Il dominio di sè (in fondo è lo scopo che in tutti i campi l'edu­ cazione si prefigge), come

N. B. La presente rispostanon presume di esaurire l’argomento e neppure di elencarne tutti gli elementi. Vuol soltanto esprì­ mere alcune indicazioni di prin­ cipio. Invitiamo i nostri lettori (particolarmente gli educatori) ad esprimerci in merito i loro dubbi e le loro opinioni. Stadium non solo le ospiterà ma intende anche allargare e approfondire il dibattito con l’intervento di altri specialisti in materia.

GRAN PREMIO PROPAGANDA ’67 Su invito della Federazione italiana di atletica leggera 1’8 febbraio u.s. si è avuta a Roma una riunione riservata agli Enti di propaganda per una discussione dei problemi riguardanti l'attività sportiva per la categoria ragazzi, at­ tualmente inquadrata nella « Sezione Primavera ». Alla riunione, presieduta dal pre­ sidente Poli, hanno preso par­ te i rappresentanti della Libertas, del CSI, del Fiamma, dell’UISP, del CUSI, della AGLI, dei Centri di addestra­ mento CONI, della Confindustria, dell’AICS e della Federazione sport silenziosi. Numerosi e costruttivi so­ no stati gli interventi ed al­ la fine è stato approvato un regolamento di un « Gran Premio Propaganda ’67 », che la Presidenza della FIDAL sottoporrà all’esame del Con­ siglio federale. IL CONGRESSO MONDIALE DELL’APOSTOLATO DEI LAICI Si svolgerà a Roma dall'll al 18 ottobre con un intenso programma di lavoro sul te­ ma « il popolo di Dio nel cammino dell’umanità ». In altra parte del giornale dia­ mo notizia anche dell'inchie­ sta preparatoria al Congres­ so che si sta svolgendo in questi giorni in tutta Italia. SI STUDIA ANCHE SCIANDO Consoliamoci: trecentocinquanta studenti delle me­ die inferiori di Roma sono andati per dieci giorni (con quattro turni successivi) a sciare a Monte Livata. L’ini­ ziativa è del Provveditorato agli Studi. I ragazzi sono ri­ masti tutti entusiasti. Ogni giorno vi sono state tre ore di studio e cinque di sci. Ap­ positi istruttori hanno inse­ gnato a tutti l’ebrezza di correre sulla neve. C'erano persino i professori delle va­ rie materie scolastiche (let­ tere, matematica, ecc.) i quali continuavano regolar­ mente a far studiare i ra­ gazzi, tutti bravi ed impe­ gnati al massimo sia sui li­ bri che sugli sci.

IN FRANCIA NIENTE PIU’ EDUCAZIONE FISICA Francois Missoffe, ministro francese della Gioventù e dello Sport, ha presentato un progetto che prevede nel­ le scuole secondarie l’aumen­ to delle ore di educazione fi­ sica da due a cinque per ogni settimana. Ma l'aspet­ to più interessante dell’in­ novazione è costituito dal fatto che i professori di que­ sta disciplina si trasforme­ ranno in veri e propri alle­ natori di pallavolo, pallacanestra, atletica leggera, gin­ nastica e lotta (limitata ai soli ragazzi). Inoltre gli alunni saranno raggruppati non più per classi ma per squadre e secondo le prefe­ renze per i singoli sport, te­ nendo conto della scelta dei propri compagni, espressa liberamente da ogni allievo. In pratica non si farà più educazione fisica, ma educa­ zione sportiva. Infatti gli esercizi a corpo libero (il vecchio tipo di educazione fisica) saranno obbligatori solo per gli alunni che pre­ sentano particolari difetti o malattie.

ANCHE IN ITALIA NIENTE PIU’ EDUCAZIONE FISICA

No, non equivocate. Qui si tratta di ben altro. Voglio riferirmi all’infausta conclu­ sione dello sciopero degli studenti dell'istituto Supe­ riore di Educazione Fisica, conclusosi con l'intervento della Polizia che ha fatto sgomberare i locali del Foro Italico, rimasti sotto l'occu­ pazione dei futuri docenti di educazione fisica per ben di­ ciassette giorni. Gli sciope­ ranti chiedevano un miglio­ re e più equo riconoscimen­ to del proprio grado e so­ prattutto la disponibilità di palestre. Purtroppo un man­ canza di unità d’azione sin­ dacale e d’altro canto l’in­ sensibilità degli organi pre­ posti per una soluzione del­ la vertenza hanno fatto naufragare tutto. Vorrà dire che in Italia senza palestre non si farà più educazione fisica.

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il piombo del lunedì A giudicare dal numero dei giornali, l’Italia è il paese più sportivo del mondo — pubblicazioni sportive per tutti i gusti — Difetti e pregi della stampa sportiva italiana — Il giornale sportivo ideale

Servizio di

VALTER PRECI

irca 140 testate sportive alimentano speranze e delusioni di milioni di cosiddetti sportivi in Italia. Ci sono titoli austeri, Bollettino Ufficiale della FIGG, lunghi, Rivista illustrata di sport invernali e sci nautico, vio­ lenti, Brivido Sport, amorevole, Il nostro Sport, botanici, Stelutis Alpinis. Ci sono circa 90 quotidiani che parlano di sport, circa 10 gior­ nali per ragazzi che raccontano imprese sportive e fotografano primatisti e divi, circa 20 rotocal­ chi che ogni settimana commenta­ no imprese e propongono innova­ zioni, un quattrocento fra bolletti­ ni di categoria, bollettini diocesa­ ni, giornali specializzati nelle materie più strane che almeno, ogni settimana, dedicano qualche commento al campionato di cal­ cio ie alle imprese sportive più clamorose. Non nasce giornale senza la rubrica sportiva. Ci sono, ogni giorno, quattro giornali spor­ tivi che ne raccontano di cotte e di crude sul più infimo fatto spor­ tivo. L’Italia è un paese sportivo: ha quattro quotidiani specializza­ ti, tutti i quotidiani politici che raccontano cose sportive, migliaia di bollettini, ciclostilati, circolari, notizie d'agenzia, almanacchi, an­ nuari, pieghevoli, coppe, gare-ma­ nifesti, numeri unici: lo sciatore, lo scalatore, il pongista, il fantino, l’escursionista, il bocciofilo, il ve­ lista, lo yachtingista e tutti gli « isti » sportivi italiani hanno il ■

Loro giornale. Migliaia di tipogra­ fie, come in pochissimi altri paesi, compongono in lino e stampano cose sportive come da noi. Leg­ giamo, siamo degli sportivi in poltrona o seduti su scalinate di cemento. Appartengo a un popolo di sportivi, ma non ho mai giocato a pallacanestro. Siamo in tanti in queste condizioni. Come va l'in­ formazione sportiva in Italia? Perché va così

DRIBBLINGS E LATTICINI La risposta non tocca soltanto i tasti dello sport, ma proprio le caratteristiche di costume di un popolo che, forse, preferisce fare da spettatore, stare alla finestra. (Oddio, il paragone può esere stu­ pido: ma in realtà, siamo stati alla finestra anche quando nel '15 e nel ’40 furono dichiarate le due guerre mondiali. E’ una malattia di famiglia, forse). Si, sappiamo molte cose sui campioni (soprattutto di calcio), su come allevano i figli, su come mangiano, vivono con la moglie, passano le giornate, fanno gli al­ lenamenti. Sappiamo anche quan­ do si fidanzano e abbandonano la fidanzata: milioni di ragazzi ab­ bandonano la fidanzata, ma è im-

perdonabile che l’abbandoni Ri­ vera, parola di Guerin Sportivo, che pare informatissimo sui pre­ cedenti ante-matrimoniali di Maraschi, sulla crisi morale di Carniglia, ecc. Una volta, invece, La Gazzetta dello Sport (29 gennaio 1967) è andata ad ascoltare cosa dicevano i giocatori del Foggia: « Sì, dice Micheli, perché tu sei sempre sta­ to a Foggia. Guarda a Mantova il grana buono millequattro al chilo, a Foggia duecinque, cosi così e il prosciutto crudo treotto-quattro, mai trovato così caro ». Calcidangolo e salumi. Dribblings e lattici­ ni. Preparazione atletica e menage familiare. Gli eroi degli stadi sono mortali,poveracci che mangiano e le cur"mogli vanno alla Stantìa. Conveniamo: lo sport e l’infor­ mazione sportiva, in questi termi­ ni, è troppo facile. Bulgarelli è un operaio della Breda e Mazzola assieme ad Ottoz fanno i chimici alla Montedison. Tutti abbiamo gli stessi problemi: Motta e Adorni prendono l’aspirina e si la­ vano i denti col Colgate. Sono co­ me noi. Umanizziamo, demitizzia­ mo, dicono i quotidiani sportivi. Il colore è più facile dell’informa­ zione, le statistiche alla Danese sono più facili ed appetibili del­ l’approfondimento dei problemi sportivi. Sì, i campioni sono più veri: mangiano il prosciutto e so­ no regolati, impacchettati dai nu­ meri. Come noi: identificazione,

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la stampa sportiva in Italia Prima di affrontare l’argomento della stampa sportiva abbiamo cercato di documentarci sul numero e le caratteristiche dei giornali pubblicati in Italia. Ci sembra utile pubblicare l’elenco da noi compilato, sia perché può completare il quadro delle considerazioni da noi fatte, sia anche per un pratico motivo di utile informazione dei nostri lettori.

QUOTIDIANI Il Corriere dello Sport: Roma La Gazzetta dello Sport: Milano Stadio: Bologna Tuttosport: Torino

PERIODICI Almanacco del calcio: annuale, Milano, edlt. Carcano, via Masotto 4 Le Alpi Venete: semestrale. Venezia, D.D 1737, L. 500 Aria aperta: (Camping, turismo e ricreazione sportiva) Suppl. semestrale gratuito a « Campeggio Annuario ». Milano, via Durlnl 27, L. 1300 Atletica: Roma, presso FIDAL, Foro Italico. Atletica leggera: mensile. Milano, viale Monte Nero 78. L. 1500 Atletica pesante: (lotta, soli. pesi. Judo) mensile, Roma, pa­ lazzo delle Federazioni. L. 2000 Auto Italiana: settimanale. Milano. Ed. Domus, via Monte di Pietà 15, L. 7000 La Baita: Piacenza, via della Ferma 2B Bari Club: mensile. Bari, via Abate Glmma 157. L. 500 Barisport: settimanale (cronaca, attualità, spettacolo, sport). Bari, via Principe Amedeo 25, L. 1500 Basket: bimestrale, Rema, viale Tiziano. 70, L. 500 Battaglie sportive e politiche: mensile, Napoli, via S. Dome­ nico Maggiore 18. L. 500 Biliado Sport: Trieste, Ed. Centauro, via F. Crlspl 85 Biondetti Corse: (automobilismo) mensile omaggio. Firenze, lungarno Marialuisa del Medici 8 Bollettino del tiro a segno nazionale: Roma. Foro Italico presso CONI Bollettino ufficiale della FIGG: (comunicati) mensile fuori comm., Roma via Allegri 14 Bowling Italia: mensile. Roma, via Golto 24, L. 1200 La Boxe nel mondo: quindicinale. Roma, via Vicenza 30. L. 3400 Boxering: settimanale, Roma Fed. Pugilistica Italiana, viale Tiziano, L. 2500 Brivido Sport: settimanale. Firenze, via Rldolfi 3 A. L. 1000 Calcio: mensile fuori comm.. Milano. Lega Nazionale FIGC. via dell’Annunzlata 2 Il Calcio ed il Ciclismo illustrati: Roma, via Vicenza 30 Canottaggio: mensile, Roma, viale Tiziano 70, L. 1000 Il cavallo italiano: mensile. Fed. Ital. Sport. Equestri, Roma, viale Tiziano 70. L. 2500 Ciclismo d’Italia: FCI, Firenze. Cine Sport Gazzetta: settimanale, Milano, palazzo del gior­ nali. Piazza Cavour 2 Lo Sport del .cittadino: settimanale, Taranto, C.P. 107 Corriere sportivo: (suppl. al Corriere dello Sport) settimanaie, Roma. Derby: Milano, via Galilei 7 Enciclopedia dello Sport: settimanale. Firenze, via Rlcasoll 1, L.13000 Inghilterra 31. Escursionismo : trimestrale. Torino. corso L 1000 Europa Camping Sport: mensile. Milano, via Sardegna 61, L. 1000 La Finestra: (Alpinismo e turlsmb). bimestrale. CAI corso Italia 395, Cava del Tirreni (Sa), L. 1C0C Footbal: settimanale, Scc. Ed. Risorgimento. Milano, via Napo Torrlanl 30, L. 4500 350 Forza Bari: quindicinale. Bari. via Pietro Ravanas, I Giganti del basket: mensile. II Giannasta: mensile, Fed. Ginnastica. Roma, viale Tiziano 70 Giovane Montagna: Torino, via Osasco 89, L. 600 Golf: 10 numeri all’anno, gratis al tesserati, Fed. del Golf. Roma, viale Tiziano 70 Guerln Sportivo: sett. Milano. piazza Duca d'Aosta 8 b. L. 4000 Hockey pattinaggio: mensile. Bologna. Fed. Hockey, via S. Stefano 20, L. 500 interclub: mensile. Milano, via S. Calogero 18. L. 1500 Ippodromi: bisettimanale. Napoli, parco Margherita 33, L. 8000 Italia Sportiva: quindicinale di sport educativo studentesco, Roma, Foro Italico. L. 10C0 e cronometristi. gratuito. Kronos: mensile degli arbitri Roma, viale Tiziano 70 Libero Sport: Roma, largo Luigi Sturzo. 23

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Lucania Atletica: mensile. Potenza, via Mazzini 15, L. 600 Medicina dello Sport: mensile della FIMS. Torino, Minerva Medica corso Bramante 83. L. 3000 Mercoledì Sport: settimanale. Bari, via Sparano 162. L. 2200 Milaninter: settimanale, Milano. S E.R. Mllanlnter, piazza Cavour 2. L. 3000 Modena Flash: quindicinale, Modena, Rua Muro 74 Mondo sommerso: mensile. Rema, via Ravenna 8, L. 4000 Montagne di Sicilia: trimestrale. Palermo, via Ruggero set­ timo 78 Monti e Valli: (organo uff. del C.A.I. di Torino), bimestrale, via Barbarcux 1. L. 400 Moto e Ciclismo illustrato: mensile. Mlla.no, via del Vespri Siciliani 90. L. 1750 Motoristica Marchigiana: bimestrale. Macerata, via Pace 63. gratuito Nautica: mensile, Roma, viale dell'università 38. L. 4400 Il Nevaio: bimestrale dell’UOEI. Torino, piazza Indipendenza 3, gratis al soci Neve: (del Centro Italiano di Viabilità Invernale)i semestrale. Torino. CIVIS corso Duca degli Abruzzi :24. L. 150 a copia Nevesport: settimanale, Milano, via Crema 15. L. 1200 Il nostro Posillipo: mensile, Napoli, via Posllllpo 3 Notiziario Lambretta Club: trimestrale. Milano, presso Innocenti, via Pltterl 81. L. 4000 Notiziario di Educazione Fisica: quindicinale. Roma, via Borelll 50. L. 900

Notiziario illustrato: Piacenza, presso CAI. via Cavour 46 Padova Sport: Padova, via Savonarola 56 Pallacanestro: mensile, Padova, via Moretona. 4 L. 1000 Panathion Internazionale: mensile, Genova, via Ippolito D’Asta 3, al soci Piemonte sportivo: settimanale, Torino, via 13, Casalis L. 2350 Il Pongista: (organo ufficiale del G.I.Te.T.) Rema, via Cre­ scenzio 14 Rivista illustrata di sport invernali e di sci nautico: menslle, Milano, via Padova 35. L. 2500

Rivista Ippica: mensile, Roma, largo Tonlolo 16, L. 4000 Rivista mensile del CAI: Torino, via Barbaroux 1. L. 1200 Rugby: mensile, Bologna, via Codivilla 2. L. 500 Scherma: mensile, Roma c/o Fed. It. della Scherma. viale Tiziano 70, L. 1500 Sci: Milano, via Padova 35 Scinautico: bimestrale, Milano, via XX Settembre 22, L. 3000 S.E.L. : (Società escursionisti Lecchesl) trimestrale. L. 500, Lecco, piazza XX Settembre 1 Selesport illustrato: settimanale, Roma, corso Vittorio Ema­ nuele 39. L. 4500 Lo Sport del Mezzogiorno: settimanale, Napoli, via dilata­ mene 65, L. 2500 Sport 2000: mensile, Milano, via Canti! 2, gratis Sport: equestri: annuale. Roma, via Valtellina 47. L. 3000 Lo sport illustrato: Milano, via Galilei 7. settimanale. Sporting: Napoli, corso Novara 5 Sport Invernali: (organo uff. FISI) mensile. Milano, via Cer­ va 30. L. 300 Sport Italia: (organo uff. della SISAL) settimanale. Milano, via Borgogna 1, L. 2100 Stadium: quindicinale, Roma, via della Conciliazione 1 Stelutis Alpinls: gratis ai soci UOEI « G. Cantoni », Udine, via Grazzano 1 Strade: mensile del TCI, Milano, coiso Italia 10. L. 2500 Supersport: settimanale. Milano, via Burlgozzo 8. L. 6000 Il Tennis: mensile. Milano, via Broletto 43. L. 4500 Tiro a volo: mensile, Roma. FITAV, viale Tiziano 70. L. 2500 Totoguida: settimanale. Roma, via del Tritone 102. L. 2000 Traguardi: bimestrale, Napoli, Istituto Ed. Mezzogiorno, corso Vittorio Emanuele 494. L. 2000 30 giorni: mensile. Remi, via Cavour 238. L. 500 (caccia) Trotto italiano: trlsettlmanale, Milano piazza duca d'Aosta 85. L. 15000 Turlsport: mensile, Agnone L. 1000 _-------- (C.B.), --------L. Vela e motore; mensile. Milano, corso Italia 8, L. 5000 Venezia Sport: settimanale. --- . Venezia, via S. Croce 2328 Verde Nero: mensile. mensile. Milano, c/o Centro Giovanile Cardinal Schuster, Piazza C. S. Fedele 4. L. 500 La via dei monti: Padova, Fed. It. Escursionismo, Comitato regionale veneto, via 3, Rinaldi Yachting Italiano; mensile. Genova, viale Quattara 5, L. 2500


Una giornata da... carnevale anche per gli arbitri

Non condividiamo il modo di trattare le questioni arbiti ali. O il calcio è uno sport e le decisioni arbitrali vengono accettate « sportivamente »; o è solo spettacolo e allora è tutto un altro discorso.

il piombo del lunedì si dice in termini di psicologia sociale. Gira e rigira, le pagine più lette dei quotidiani non sportivi, sono le pagine di cronaca locale e quel­ le sportive: minorenne rapita e poiipazzie di Clay. La percentuale sportiva dei quotidiani politici va­ ria il lunedì dal 40 al 70 per cento dello spazio totale. Ogni quotidia­ no del lunedì è praticamente un supplemento sportivo settimanale di appoggio agli altri sei quotidia­ ni della settimana. Ogni categoria sociale e culturale legge lo sport: i ragazzini dalla seconda media, il loro insegnante che si porta il Corriere dello Sport in tasca,

l’operaio che prende il treno o l’autobus, il pensionato, l’univer­ sitario, il muratore e l’imprendi­ tore edile, il metalmeccanico e il signor ingegnere. Col giornale sportivo tutti diventano improvvi­ samente uguali: il quotidiano sportivo rende giustizia alle più colossali diseguaglianze economi­ che e culturali che un paese po­ veraccio come l’Italia ci mostra ogni giorno.

LA NUOVA BIBBIA DEI POVERI La «sportivissima » Milano ha la stazione rosa di Gazzetta il lunedì dalle 5 a mezzanot­ te. La « sportivissima » Bologna fa la fila alla mezzanotte della domenica per disputarsi le poche centinaia di Stadio fresche di

stampa, in vendita all'edicola del­ la stazione: c’è gente che ne com­ pra due, tre copie (se il Bologna ha vinto, naturalmente). Morale: lo sport è una storia, un’avventu­ ra (meglio se gialla e”se il signor Moschioni sostiene di aver rice­ vuto una bottiglietta sul collo). Lo sport è un’evasione, un facile specchio per guardare non la no­ stra faccia sporca, banale, retori­ ca, quotidiana, ma la faccia degli altri, di quelli che ci fanno diver­ tire: poveri clown, guitti da pa­ lazzo, giullari di corte che ogni domenica dànno il meglio di loro per trovare un autore del loro personaggio: centinaia di perso­ naggi in cerca di autore che li faccia esistere sul quotidiano nel­ l’epica di Marchesi sul Corriere • dello Sport, nell’ipocondria, sca­ tenata di Gianni Brera sul Gior­ no, nell’austera prosa in clergyman di Gualtiero Zanetti. Milioni

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volte dall’abisso più profondo della polvere, all’esaltazione più alta dell'altare. La tendenza è co­ mune sia nelle critiche agli spor­ tivi che giocano a calcio nelle grandi squadre, sia a quelli che giocano in quelle piccole, sia nei riguardi di coloro che praticano uno sport in genere. E’ una legge istintiva, tipica del sadismo di massa, e i giornali la rispettano stupidamente: più odio, più amore. 3. Frequente manicheismo. Il che significa: troppo condiscen­ denza nei riguardi delle squadre, dei gruppi sportivi, degli atleti lo­ cali; troppa ostilità nei riguardi degli avversari (quelli delle altre città, degli altri paesi). E’ un mal­ costume con vaghe sfumature di razzismo, tipico negli spettacoli di massa, ma decisamente ineduca­ tivo se appoggiato dai giornali. 4. Squilibrio tra l’informazio­ ne locale e quella esterna, molto spesso più importante e significa­ tiva (tipico nei quotidiani sporti­ vi e non). « La Roma e terza » ha intitolato in caratteri evidentissi­ mi in prima pagina II Corriere dello Sport, nel fare la cronaca conclusiva di un torneo (di Via­ reggio) vinto da un'altra squadra. Ma è quasi certo che se il torneo l’avesse vinto la Roma e il Bolo­ gna fosse arrivato terzo. Stadio, con lo stesso rilievo, avrebbe scritto: « Bologna terzo ». E' qua­ si una legge.

il piombo del lunedì

Tutti noi abbiamo bisogno di fa­ vole e la nonna non ce le racconta più. Quel « c'era una volta » si è messo un abito più upim, si è messo un vestito più sontuoso e più popolare tuttavia, « c’era do­ menica scorsa... » Diciamo: con questo, la stampa assolve solo in parte la sua funzione. Quali sono i suoi limiti di fatto su cui, in fon­ do, tutti, almeno sul piano della discussione, sono d^accordo?

piano organico che aiuti il lettore a capire e a risolvere i grandi problemi della politica sportiva in Italia; lo sforzo di inserire lo sport nel più ampio ambito del tessuto culturale italiano. Perché è naturale che anche il più piccolo avvenimento sportivo obbedisce a modelli culturali locali o naziona­ li. In altre parole occorre riuscire a interpretare i fenomeni sportivi al di là del risultato e della tecni­ ca per trovarvi delle risposte che vadano oltre lo stesso ambito sportivo. La maggior parte del l’informazione sportiva si ferma al risultato, al commento colorito, alla tecnica. 1 veri problemi sono soffocati da numeri, statistiche, tabelle, pettegolezzi, parole. Non si affrontano i problemi: si ma­ scherano con gli stessi fatti che del problema sono soltanto gli effetti.

1. Innanzitutto uno scarso sen­ so del vero problema sportivo che è una sensibilizzazione più acuta, una diffusione più organica dello sport tra tutti coloro che dilettan­ tisticamente non lo praticano, un

2. Si assiste troppo spesso al­ l’accettazione a-critica del cam­ pione. Oppure, se critica esiste, essa è spietata e provvisoria. Ri'vera è stato massacrato ed esalta­ to sembra oltremisura; decine di

di pagine di questa nuova bibbia dei poveri sottosviluppati cultura­ li, quali, un po’ tutti noi siamo. Non credo tuttavia che il fenome­ no sia del tutto deprecabile. Anzi.

UNA FUNZIONE LIMITATA

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5. Almeno per quanto riguarda i quotidiani sportivi, gusto gros­ solano nell’impaginazione, nella realizzazione grafica, nella docu­ mentazione fotografica. Eppure si nota qualcosa di nuo­ vo. La polemica non è solo partigiana. Vengono affrontati argo­ menti più vasti e problemi più generali. I grandi organismi che dominano il mondo sportivo pro­ fessionistico e non sono oggetto di critiche molto spesso serie, e le ombre venerande e un tempo in­ toccabili dei dominatori della po­ litica e dell'attivismo sportivo su­ biscono sovente acute sferzate (soprattutto nel mondo del cal­ cio). I testi sono più tecnici, più di una volta scoprono l'uomo e d'a pochi anni a questa parte lasciano un po’ in penombra il mito. Restano comunque quattro quo­ tidiani sportivi: troppi. Il loro numero favorisce soltanto un’in­ formazione locale e localissima ta­ lora faziosa a tutto scapito della informazione generale e dell'ap­ profondimento dei veri problemi sportivi che, si sa, non sono i ri­ sultati. V. P.


■' 'aggiornamento, ormai quoti■ jdiano, della situazione « cam­ pionato-campestre » diventa di vol­ ta in volta sempre più frenetico. Siamo ad un mese dalla conclu­ sione delle fasi locali (prevista per il 5 marzo) ed il « campionato » potrebbe anche chiudersi ed egual­ mente sarebbe un successo. La « quota-comitato » è oggi di 84: un numero indubbiamente che testimonia su quale base si è mosso quest’anno tutto il movimento campestre del CSI e che fa già in­ travedere quello che avverrà entro il 5 marzo. Mancano quattro settimane alla « chiusura »: quattro settimane po­ trebbero dire praticamente l’inizio per moltissimi Comitati del Cam­ pionato; ed allora... il numero avrebbe una ascesa vertiginosa su livelli mai raggiunti. Ma esaminiamolo meglio quel « quota-84 » di cui sopra. Tutte le regioni sono già presen­ ti. Minimo con un Comitato (Um­ bria, Trentino, Lucania), il massi-

campionato campestre raggiunta quota 84 mo lo detiene la Lombardia (io Comirati presenti su ir). Tutti i Comitati (eccetto uno) svolgono entrambi i Campionati al­ lievi e juniores. Per la categoria Ragazzi finora venti Comitati han­ no inserito nel programma ufficiale questo Campionato.

La linea-campestre, quindi, si sta muovendo veramente bene. Ma un altro dato molto importante è la acquisizione di « nuovi » Comitati. Citiamo, con piacere, Sessa San Bruno e Vibo Valentia in Calabria; Antrodoco ed Orte nel Lazio; Po­ tenza in Lucania; Civitanova Mar­ che nelle Marche; Acquaviva delle Fonti, Gallipoli, Gravina, Nardo in Puglia, Agrigento in Sicilia. Le prove disputate e di cui ri­ sultano omologati i risultati dalla Commissione Tecnica Nazionale so­ no (fra Ragazzi, Allievi e Juniores) oltre 200. Il primato di quantità, per il momento, spetta a Massa Car. rara con quattro prove omologate. Seguono: Lecco, Milano, Pinerolo, Altamura, Ales, con tre prove. Pra­ ticamente questi Comitati hanno già acquisito il diritto di prendere par­ te con i propri atleti alla Finale Na­ zionale del 2 aprile ed hanno aper­ to, così, un lungo elenco che, come ogni anno accade, sarà poi difficile riuscire chiudere » definitiva­ mente. ALBERTO FREIMAN


SCI 24-25 febbraio

Cervinia ci attemidle

Nelle due foto sopra i vincitori del campionato CSI di campestre dell’anno scorso: a sinistra {'Allievo Giuseppe Caggero di Genova; a destra lo Juniores Franco Tisot di Feltre. Nelle foto sotto, due momenti delle gare locali di que­ st’anno. Sopra, Prospero Predleri si aggiudica la seconda prova Juniores del Comitato provinciale di Reggio Emilia; sotto, Enzo Buttini vincitore della se­ conda prova provinciale del Comitato di Massa, nella gara della categoria Allievi.

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Oiamo tutti sul piede di parten­ ti za. Queste note usciranno pro­ prio alla stretta vigilia delle finali di Cervinia e lassù, a quota duemi­ la, all’ombra del maestoso Cervino, non ci sarà tempo di guardare in­ dietro, ma solo ci si dovrà curare delle gare, che frenetiche occuperan. no due giorni intensi e vorticosi.’ Al momento in cui scriviamo, co­ nosciamo solo un elenco di Comi­ tati ammessi alle due finali del Cri­ terium e dei Campanili. Come ogni anno accade, in chiusura di attività, i verbali si ammucchiano, i comu­ nicati sono spezzettati, le notizie precise è difficile catturarle. Specie poi nel mondo dello sci: una spe­ cialità che ha vita breve (appena tre mesi) e per questo veloce, senza un attimo di respiro. La CTN ha ammesso in finale nel Criterium per il momento 15 Comi­ tati (l’elenco lo potrete trovare nel Comunicato ufficiale pubblicato in altra parte del giornale); di questi 15, 3 Comitati sono stati ammessi solo nelle discese (quest’anno per il Criterium è stata seguita una at­ tenta valutazione di valori); nei Campanili i Comitati sono 17, sem­ pre tre quelli partecipanti nelle di­ scese. Mancano, ancora, nomi illustri dall’elenco. Ma la CTN si è riser­ vata di esaminare l’intera situazio­ ne dòpo il 12 prossimo, data di chiusura ufficiale della attività lo­ cale. Così potremo rivedere i ragaz­ zi di Reggio Emilia, Bergamo, Ve­ rona, per il momento assenti. È difficile fare nomi e previsio­ ni. Siamo solo certi (questa è sem-


ricordo dei Viale

pre la solita facile previsione) che le gare vedranno uno svolgimento quano mai vivace, e che gli atleti sapranno guadagnarsi la simpatia di tecnici ed appassionati con presta­ zioni di alto livello tecnico. Per il momento l’attività locale (in un pri. mo sommario consuntivo) si può di­ re pienamente riuscita. Gare nume­ rose, risultati quanto mai interes­ santi. E poi due « nuovi » Comi­ tati: Foligno (di cui abbiamo già parlato) ed Ascoli Piceno. Ma rimandiamo a « dopo Cervi­ nia » un più approfondito consun­ tivo. Adesso guardiamo loro, i gio­ vanissimi atleti del CSI che lancia­ ti sulle perfette piste di Cervinia cercano una affermazione che defi­ nire importante è certamente poco. ENRICO DREIN

Lo seppi incidentalmente. Chi me lo disse, era convinto che ne fossi a conoscenza. Come spesso accade, quando si parla di cari Amici che ci lasciano. Perché Angelo e Danilo Viale, per me, per tutto il mondo del CSI, erano Cari Amici. Li conobbi la prima volta che andai a Limone Piemonte per un Criterium Studentesco della Neve, nel 1962. Angelo, il Padre, era il factotum organizzativo di Limone; Da­ nilo, il figlio, la speranza atletica; il ragazzo giovane, sul quale si appuntano gli sguardi di tutti. Adesso è difficile dire quando compresi che per Angelo e Danilo Viale lo sci era ” vita ”. Entrambi ( ma non dimentico certo la Signora Viale una auten­ tica appassionata e tifosa) lo sci lo avevano nel sangue. Erano di Limone Piemonte. Lo sci ” doveva ” essere tutto. Ritornai a Limone dopo un mese per i nostri Campionati. E così ebbi modo di stare ancora insieme a loro. Furono mo­ menti indimenticabili. Angelo era nell’organizzazione fino agli occhi. Sempre pronto, sempre attivo, si curava di tutto. Mi ricordo che per gli Studenteschi la neve (caso unico per Li­ mone) la dovettero andare a cercare molto in alto; per noi, invece, la neve era proprio in paese ed in paese si fecero le gare con gran­ dissima soddisfazione di tutti, perché tutto Limone voleva, nei Cam­ panili, la vittoria di Danilo. Potrei scorrere le annate di Stadium e ritrovare quello che scris­ si da Limone su la Famiglia Viale. Ma è certamente inutile. Quel giorno fu una festa, per tutti. Per Angelo che vide coro­ nare i suoi sforzi organizzativi con un pieno successo, per la Signora Viale che vide il suo Danilo sfrecciare in una gara vittorioso (e la seconda la perse per un leggero incidente), per Danilo che sfoderò in quella occasione tutto il suo repertorio davanti al suo entusiasta pubblico. Adesso Angelo e Danilo non ci sono più. I ragazzi di Cuneo correranno per loro a Cervinia. A me, rimane (se ce ne fosse'bisogno) un segno tangibile della loro presenza: la tessera di Socio dello Sci Club Limone ed una Coc­ carda di stoffa del Gruppo Sportivo Tenax, con i colori ed il simbolo di Limone. Me li diede, entrambi, Angelo, prima di lasciare Limone. Con una stretta di mano ed un sorriso. E dietro a lui, Danilo cercava di farmi capire che avrebbe vinto ancora, sarebbe stato più bravo, avrei sentito parlare, ancora, di lui. Cosa che avvenne puntualmente, in questi ultimi quattro anni. Adesso possiamo solo ricordarli. Sul loro elemento sulla neve dei prossimi Campionati di Cervinia. ALDO CAPPELLINI Da sinistra a destra: ANGELO VIALE, già Presidente del G.S. Tenax e membro della Com­ missione Tecnica Provinciale Sci e Montagna del CSI; DA­ NILO VIALE, che all’età di 14 anni si è aggiudicato il titolo di campione nazionale del CSI, categoria Campanili Alpini, vincendo la gara di Discesa controllata a Limone Piemon­ te; ha vinto anche nume­ rose altre gare CSI e FISI; presso il Collegio S. Giuseppe di Torino aveva ottenuto 3 me­ daglie d’oro per il profitto nel­ lo studio. Al loro fianco Bar­ bero Roberto, Presidente CTCSI deceduto in montagna e Cesare Silumbra.

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RADIO CSI N. 3 - 23 FEBBRAIO 1967

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suggeritore a cura di FILIPPO DRAGOTTO

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prossime scadenze 5 marzo - Conclusione fasi provinciali e zonali autono­ me del Campionato Nazionale di corsa campestre Cate­ goria Allievi e Juniores. 19 marzo - Conclusione fasi provinciali e zonali auto­ nome Campionato Nazionale pallacanestro Cat. Allievi e Juniores.

In sei concentramenti si disputeranno le fasi interregio­ nali dal Campionato Nazionale di tennis da tavolo Ca­ tegoria Allievi e Juniores.

da temere presente importante ! Gli atleti per poter parte­ cipare alle fasi regionali, in­ terregionali e nazionali di tutti gli sport contemplati dal programma del CSI. do­ vranno essere in grado di esibire oltre al cartellino CSI (sia di Socio-Atleta che Giovanissimi) debitamente vidimato nei termini previ­ sti dal regolamento del cam­ pionato e sul quale dovrà es­ sere segnalato lo sport al quale si deve partecipare, un documento d’identità perso naie compreso fra quelli che andiamo ad elencare: 1) Carta d'identità, o Cer­ tificato d’identità personale

con fotografìa, per i minori, rilasciati dai Comune di re­ sidenza; 2) Passaporto; 3) Patente di guida; 4) Tessera di concessione ferroviaria per gli impiegati o i figli degli impiegati del­ lo Stato; 5) Porto d’armi; 6) Licenza di caccia; 7) Licenza di pesca; 8) Libretto universitario. Nessun altro documento di identità sarà riconosciuto valido e di conseguenza gli atleti in difetto non saranno ammessi alle gare e non ri­ ceveranno alcun contributo per la loro trasferta sul luo­ go di gara.

per i comitati • Per l'organizzazione del­ le fasi di competenza dei campionati di pallacanestro e pallavolo: a) ricordarsi di inviare in tempo utile alle competenti CC.TT.NN. i regolamenti delle fasi per la preventiva approvazione tenendo ben presenti al momento della compilazione degli stessi tut­ te le norme regolamentari precisate nei regolamenti ge­ nerali delle manifestazioni; b) per la pratica attuazio­ ne delle manifestazioni e per una loro perfetta realizza­ tone tenere presente tutu i suggerimenti organizzativi contenuti su CSI 67 da pa­ gina 121 a pag. 139; c) a manifestazione con­ clusa ricordarsi di inviare nei termini stabiliti tutta la documentazione inerente la manifestazione stessa (co­ municati, verbali, referti ed eventuali reclami) per la omologazione dei risultati; • Per la partecipazione al­ le fasi interregionali di ten­ nis da tavolo: a) tenersi in contatto con gli Organi Regionali per la organizzazione della trasfer­ ta e comunicare tempestiva­ mente agli atleti interessati ed alle loro famiglie tutti i dettagli logistici ed organiz­ zativi; b) accertarsi con estrema pignoleria se al momento della loro partenza gli atle­ ti sono in possesso della tes-

sera del CSI e di un docu­ mento d'identità personale fra quelli riconosciuti validi dalle vigenti norme regola­ mentari.

per le società • Per la partecipazione al­ le fasi provinciali o zonali dei Campionati di pallaca­ nestro e di pallavolo: a> leggersi attentamente le norme generali pubblicate su CSI 67 e su STADIUM n. 30 dell’ll settembre 1966, e quel­ le particolari contenute sul Regolamento emanato dal Comitato Provinciale o Zo­ nale di appartenenza; b) preparare conveniente­ mente e tempestivamente gli atleti che dovranno prende­ re parte alle manifestazioni; c) preoccuparsi che gli atleti siano tesserati prima della gara alla quale dovran­ no prendere parte (Ricor­ darsi, e non cl stancheremo mai di scriverlo, che la data di validità per il tessera­ mento non è quella nella quale la tessera viene con­ segnata al proprio Comita­ to, ma quella nella quale la tessera stessa viene spedita dal Comitato all’ufficio Cen­ trale Tesseramento e rile­ vabile dal timbro postale di partenza. Tale norma vale anche per le tessere Giova­ nissimi la cui validità, agli effetti della partecipazione alle gare, decorre dalla data in cui vengono spediti 1 mo­ duli assicurativi, Mod. 2/T, dal Comitato a Roma).

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ii fenomeno di questa I macchina tecnico-orga­ nizzativa. che risponde al nome di Centro Sportivo Italiano, è senza dubbio il tesseramento atleti e la affiliazione delle Società. Abbiamo detto fenomeno e il sostantivo non é erra­ to, qualora si pensi che ogni anno, parlando per esempio delle Società, cir­ ca il 40 per cento di quel­ le esistenti l’anno prima sparisce, non rinnova la affiliazione; però, al tira­ re delle somme, ci si ac­ corge che non solo quel 40 per cento è stato rim­ piazzato, ma ad esso si ag­ giunge un ulteriore au­ mento che oscilla tra 1’8 e il 15 per cento. Le domande che sono allora spontanee sono più che ovvie: « Quale sareb­ be oggi la vera forza del CSI se tutti gli anni non si verificasse questa emor­ ragia? Quale é, se cosi si può chiamare, quella for­ za che permette all’orga­ nizzazione di rimpiazzare, con il 55 per cento, il 40 per cento che annualmen­ te si perde? ». II problema non è sem­ plice; qualche causa pe­ rò possiamo anche cerca­ re di individuarla e di di­ scuterla. Infatti le Società che non si riaffiliano a quali motivi fanno risali­ re questa decisione? A qualche cosa che non li ha accontentati durante l’anno di permanenza nei ranghi del CSI? Credia­ mo di no, giacché per suffragare questa nostra asserzione possiamo cita­ re le centinaia e centinaia di Società che ormai sono abituali fra di noi; se

CSI

allo specchio Iniziamo da questo numero un’indagine stati­ stica sulle nostre società e atleti che offrirà a tutti l’occasione per fare una critica costruttiva sui metodi di lavoro, della nostra organizzazione.

I

Lombardia Emilia Veneto Piemonte Toscana Sicilia Puglia Lazio Campania Sardegna Liguria Umbria Marche Friuli Trentino Calabria Abruzzo Lucania

29,8 11,7 9,4 7,3 5,4 5,2 5,1 4,3 4,1 3,9, 3,7 2,0 1,9 1,9 1,6

1,4 0,9 0,4

Percentuale di eiascuna regione in rap­ porto al totale effettivo degli atleti tesserati al Centro Sportivo Italiano.

asterischi per gli arbitri 17' ssere convinti di poter sbagliare perché si è uomini l\ quindi non infallibili. Se tu vivi e pensi per appa­ rire, tradisci te e gli altri! Ammettine la verità anche se spesso la verità non è in noi una inquilina comoda e tranquilla. Ammettere di aver sbagliato — se questa è la verità — è un grande atto di onestà e fa onore ad una vecchia virtù passata di moda: l’umiltà. Tutto ciò che odora di onestà — e l’ammettere un errore ogget­ tivo è onestà — fa doppiamente bene in questi tempi di magra e di vita allegra!

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Lombardia Veneto Trentino Emilia Piemonte Liguria Lazio Friuli Sicilia Toscana Sardegna Puglia Campania Calabria Lucania Umbria Marche Abruzzo

5229 2480 1545 1543 1000 936 916 900 850 823 806 721 54.2 509 481 430 367 350

Rapporto tra il totale effettivo degli atleti tesserati di ciascuna regione e il numero dei Comitati in essa esi­ stenti.

qualcosa non piace do­ vrebbe non piacere a tut­ ti; quindi, non si tratta di disorganizzazione cen­ trale e periferica, anche se in questo l’« optimum » é ancora di là da raggiun­ gere. Allora la causa è da ri­ cercarsi nella precarietà, o instabilità, con cui na­ scono, vivono e muoiono tante società? Forse. Di­ fatti l’inconveniente, del resto non solo nostro ma anche delle Federazioni, sussiste davvero e le cause sono da ricercarsi nel fat­ to che dette Società man­ cano di basi solide e di dirigenti ben preparati. Questi ultimi magari in un anno sperperano for­ ti somme per raggiungere risultati d’eccellenza, con la conseguenza che, se questi non vengono, pian­ tano tutto ( e non se ne parla più). D’altro canto invece esistono altri casi in cui le Società muoiono proprio perché non han­ no fondi, pur avendo di­ rigenti validi, ma che hanno la sfortuna di vi­ vere in un ambiente in­ sensibile alla parola « sport ». Comunque, questo pro­ blema delle Società per­ dute va affrontato se­ riamente e ci riserviamo di farlo sui prossimi nu­ meri di Stadium. Per adesso presentiamo, nelle apposite tabelle, quella che è la presenza del CSI in tutte le regioni italiane. Le percentuali sono state ricavate dal numero totale dei tesse­ rati a chiusura dell’anno sociale 1965-66. ALVARO GAETENI

TJfartire deciso ad arrivare in ]ondo senza smarrirsi. Jl Hai scelto questo rischio? Accettalo umilmente co­ me uno dei tanti -rischi della vita! Se non rischiamo mai nulla non guadagneremo mai nulla! Insisti: la per­ severanza è una lunga pazienza. Non preoccuparti se le grane vengono a cercarti anche se tu non le cerchi. Importante é agire in retta fede... ritrovarsi il giorno dopo con la coscienza a posto come alla fine della par­ tita. Ricorda che ogni minuto della vita (anche l’ul­ timo di una partita) ha in sé un valore miracoloso ed un volto eternamente giovane. Se non ti smarrisci, quei valore o quel volto rimarrà anche per gli atleti e per il pubblico al di là della sconfitta come al di là della vittoria. LELIO PODESTÀ’ N. B. - Alcune di queste note le devo all’arbitro Lo Bello.


11 - 18 ottobre 1967

progresso civile ed economico dello Sardegna

congresso mondiale apostolato dei laici tó entrato nella fase cul.UL minante il lavoro pre­ paratorio del III Convegno mondiale per l’Apostolato dei Laici che si terrà a Ro­ ma dall’ll al 18 del prossi­ mo mese di ottobre sul tema generale « Il Popolo di Dio nel cammino dell'umanità ». In Italia anche il CSI è una delle opere aggregate alla Consulta generale dell’Apostolato dei laici. Per­ tanto la cosa ci interessa di­ rettamente molto da vicino. Il complesso lavoro di pre­ parazione del Congresso di­ spone ora di uno speciale strumento predisposto predisposto dal Comitato permanente dei Congressi internazionali per l’Apostolato dei Laici (Co­ pecial) ; esso consiste di una inchiesta che ha per titolo « I Laici in Italia e l’appello del Concilio » mediante la quale sarà possibile acquisi­ re gli elementi per una ri­ flessone sull’accoglienza de­ gli orientamenti conciliari e sulle prime attuazioni da parte dei laici e delle loro organizzazioni. L’inchiesta del «Copecial», indicando gli elementi di ri­ flessione sulla accoglienza dell’insegnamento conciliare e sulle prime realizzazioni post-conciliari da parte dei laici in Italia, oltre allo sco­ do di raccogliere il materia­ le per una risposta agli in­ terrogativi, si propone anche di diventare uno stimolo al­ l’azione e va quindi L. al di là del fine ImmediatoJ per cui è stata ideata. I quesiti dell’inchiesta so­ no raggruppati nelle seguen­ ti due parti: 1) i laici in Italia e la conoscenza, la comprensione e lo studio dei documenti conciliari: 2) I laici in Italia e la loro azio­ ne ecclesiale, perché gli uo­ mini credano e i fedeli as­ sumano una parte viva nella Chiesa e per la Chiesa. Riportiamo le domande della prima parte. 1) Vi pare che nei vostri ambienti siano conosciuti i testi conciliari? Quali han­ no suscitato maggiore inte­ resse? Perché? 2) Quale reazione hanno suscitato nelle persone e ne­ gli ambienti «lontani» (.neu­ tri o abitualmente ostili) dalla Chiesa? 3) Il linguaggio dei docu­ menti conciliari è compren­ sibile? Tra le pubblicazioni di commento, ve n'è qualcu­ na che merita una segnala­ zione? 4) Come desiderereste che fosse presentata la dottrina conciliare alle varie catego-

rie di persone? Quali sugge­ rimenti siete in grado di dare? Quanto ai ouesiti della se­ conda parte dell’inchiesta, 1 quali configurano i laici nel­ le comunità ecclesiali, par­ rocchia e diocesi, si vuol co­ noscere se l'effetto del Con­ cilio si è fatto sentire, oltre che nella vita liturgica, an an-­ che nella partecipazione dei laici alle attività catechisti­ che, apostoliche e caritative, se le direttive del Concilio che riguardano la coscienza, l’attività e la collaborazione missionaria dei laici hanno suscitato nuove realizzazioni, se le direttive conciliari ri­ guardanti l'apostolato indi­ viduale e associativo del lai­ ci, l’educazione cristiana, la attività missionaria, i doveri dei cristiani sul piano In­ ternazionale, l’ecumenismo, hanno suscitato nuovi meto­ di, cioè una più matura co­ scienza ecclesiale, se l’inse­ gnamento del Concilio sullo ecumenismo ha interessato, se è stato ben capito, se è stato convenientemente diffuso. E. infine, s' se e come sono stati accolti i documenti conciliari che presentano lo spirito del rinnovamento della riforma liturgica,-, se le nuove disposizioni sulla disciplina penitenziale <digiuno e astinenza) sono sta­ te comprese nel significato che la Chiesa ha dato alla penitenza. Tutte queste domande ri­ chiedono una coscienziosa risposta che non potrà esse­ re data senza un approfon­ dito studio della situazione locale. Ma ciascuno possiede una sua particolare conoscenza del mondo che lo circonda e del posto che occupa nel­ la società, ciascuno com­ prende a suo modo la natu­ ra missionaria della Chiesa. Ecco il perché dell’lnchlefita. Le risposte all’inchiesta del « Copecial » costituiranno quindi un valido e prezioso contributo e da esse un ap­ posito gruppo di lavoro crea­ to in seno alla Consulta Ge­ nerale potrà ricavare una sintesi che la delegazione italiana potrà presentare al Congresso. Tutti potranno associarsi al congressisti e agli scopi che il Congresso si prefigge partecipando alla Giornata mondiale di preghiera, la cui data sarà fissata in modo da coincidere con una delle principali otto giornate del Congresso. R. C.

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la un convegno promosso, oltre un anno fa, ad Oristano dall’ANEACI. l’associazione che raggruppa 1 giovani qualificati dall’Inapll attraverso 1 centri di formazione professionale che ope­ rano In tutta Italia, si discusse sui problemi dell'addestramento e della qualificazione delle forze del lavoro In relazione alle esi­ genze dello sviluppo economico del Paese, con particolare rife­ rimento alle necessità di un forte sviluppo quantitativo e qua­ litativo della struttura formativa In Sardegna. Nel formulare alcune prospettive di lavoro e nel sottolineare li significato del costante impegno per favorire l'aggiornamento della qualifica acquisita, 11 Segretario Generale dell'ANEACI ri­ volse un caloroso appello alla partecipazione attiva degli ex allievi perché l’asscclazlone, animata da precisi obiettivi, potesse con­ correre a liberare 1 giovani dalle Insidie della arretratezza e del sottosviluppo e assicurasse loro un posto adeguato nella vita civile con sempre maggiori capacità di autodecisione, nel quadro di una costante promozione del mondo del lavoro. Qui apparvero evidenti le relazioni d'interdipendenza fra il problema dell’oc­ cupazione giovanile e un più largo respiro da dare al progresso economico dell’Lsola. Prendiamo l'avvio dal settore industriale. Dal dati fornitici dall'Assessorato Industria e Commercio rile­ viamo che il ritmo del processo di sviluppo industriale ha pro­ seguito nel 1966 con 1 sintomi di ripresa generale che hanno caratterizzato l’economia nazionale. Nell'Isola le linee della in­ dustrializzazione passanti attraverso le aree e nuclei Industriali e le zone di Interesse Industriale regionale si manifestano negli sviluppi assunti dall’industria di base petrolchmlca e nelle rea­ lizzazioni delle fasi successive, 11 cui tessuto si articola nella concentrazione in atto a Vlllacldro di una serie di Impianti tessllchlmlct e nella previsione di una diffusione di Impianti ma­ nifatturieri a valle. È proseguita Intanto l’azione per la costituzione del concorsi per la gestione delle Zone Industriali Regionali la cui individua­ zione è contenuta nel Plano Quinquennale. Nel settore del Commercio è proseguita l’assistenza agli ope­ ratori per la valorizzazione del nostri prodotti finiti presso 1 mercati di consumo nazionali ed esteri anche a mezzo di partee clpazlone a manifestazioni fieristiche. L’Amministrazione regionale è intervenuta presso 1 Ministeri competenti in occasione del rinnovo del trattati commerciali per l'inclusione del nostri prodotti nel contingenti destinati1 all’esportazione, e per la ’*• difesa dell* digerirei: delle Importazioni 1~ indiscriminate di prodotti similari da altri paesi fortemente concorrenti. Per dare ulteriore vitalità al settori vinicolo e caseario si è ravvisata l'opportunità di proporre la modifica della specifica legge regionale, che consente finanziamenti alle nuove Coopera­ tlve del settori predetti. Sempre al fini del più facile collocamento del nostri prodotti tipici, onde favorire la normale corrente degli scambi ed assi­ curare risultati economici remunerativi, qualche settore di par­ ticolare Importanza nel Commercio isolano, cerne quello casea­ rio. ha beneficiato di provvedimenti eccezionali. Gli scambi commerciali dell’isola si sono svolti in maniera normale favoriti dal nuovi mezzi marittimi di trasporto che col­ legano 1 nostri porti con i principali del Continente e diretta­ mente anche con quelli americani. Alcuni avvenimenti importanti hanno caratterizzato e influen­ zato l’attività del settore minerario nel 1966. Il trasferimento all’ENEL di alcune miniere appartenenti alla Società Mineraria Carbonifera Sarda e l'asscrbimento della rela­ tiva manodopera, ha segnato una volta decisamente positiva che, non solo ha concorso al mantenimento, in condizioni più favo­ revoli che nel passato, di ■ un complesso minerario, altrimenti destinato a prospettive di graduale smantellamento, ma ha fatto intravedere interessanti possibilità di sviluppo che consentono di guardare con fiducia ad un riassestamento dell'intero bacino carbonifero del Sulcls. Per quanto riguarda 11 settore metallifero, la cessazione del regime di Isolamento doganale del mercato Italiano del Pb. e dello Zn. e le agitazioni operale a catena, non ancora concluse, per 11 rinnovo del contratto collettivo di lavoro, hanno decisa­ mente frustrato le previsioni produttive anche se si è verificato un aumento delle produzioni estrattive e di certe rese. Esse però possono essere attribuite a quanto è stato possibile realizzare ccn le nuove tecnologie che hanno perfezionato 1 sistemi di col­ tivazione e di arricchimento. Ciò non ha neppure consentito di mantenere la situazione preesistente, e. In qualche caso il tempestivo intervento della Regione, con l’offerta di valide alternative, ha scongiurato la decisione di massicci licenziamenti di manodopera. L’Assessorato, prevalentemente Impegnato In una attività di tempestiva assistenza alle Aziende Minerarie, non ha perduto di vista la realizzazione del programmi di sviluppo del bacino mi­ nerario secondo le prospettive tracciate dal Plano di Rinascita.

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teucci. Partecipa in rappre­ sentanza della F.I.G.C. il sig. Filippo Iacinto. RECLAMI

comunicati J

Dalla Direzione Tecnica Naz.

ATLETICA LEGGERA COMUNICATO N. 3 9 febbraio 1967

CAMPIONATI NAZIONALI DI CORSA CAMPESTRE

Approvazione regolamenti Allievi e Juniores: Si approvano i regolamenti pervenuti dai sottosegnati Co­ mitati: Enna, Como, Rimini, Gravina, Macerta, Cagliari, Ve­ rona, Antrodoco, Pesaro, Tor­ tona, Trento, Acquaviva, Ses­ sa Aurunca, Brescia, Vibo Va­ lentia, Imperia, Avellino, Sor­ rento, Sanremo.

Cat. Ragazzi Si approvano i regolamenti pervenuti dai sottosegnati Co­ mitati: Macerata, Verona, Te­ sare, Tortona, Trento, Sessa Aurunca, Sanremo.

valida art. 7 comma a) reg. Camp.); 3' prova cat. Ragaz­ zi; ANCONA: 1' prova cat. Al­ lievi e Juniores; ORISTANO: 2’ prova cat. Allievi e Junio­ res; ENNA: 11 prova cat. Allie­ vi; !■' prova cat. Juniores; (n. 2 classificati, prova non valida art 7 comma a) reg. Camp.); TREVISO: 1 e 2n pro­ va cat. Ragazzi, Allievi e Junio­ res; MOFFETTA: 1 prova ca­ tegoria Ragazzi, Allievi, Junio­ res; PADOVA: 2' prova cat. Ragazzi, Allievi e Juniores; TRIESTE: 1' prova cat. Ra­ gazzi, Allievi e Juniores; LEC­ CO: 2-' categoria e 3‘ prova Ragazzi, Allievi e Juniores; VIBO VALENTIA: 1 prova cat. Allievi e Juniores; ALES: 3’ prova cat. Allievi e Junio­ res; CATANIA: 2' prova cat. Allievi e Juniores; MASSA CARRARA: 3' e 4' prova cat. Allievi e Juniores; NOVARA: 1‘ prova cat. Ragazzi, Allievi e Juniores; TORINO: 1-' pro­ va cat. Ragazzi. Allievi c Ju­ niores; VICENZA: 2' prova cat. Allievi e Juniores; REG­ GIO EMILIA: 2’ prova cat. Ragazzi; 2’ prova cat. Allievi (n. 6 class, prova non valida art. 7 comma a) reg. Camp.); 2’ prova cat. Juniores (n. 3 class, prova non valida art. 7 comma comma a). reg. camp.); MILANO: 2 c 3 pro­ va cat. Ragazzi, Allievi e Ju­ niores. IL

PRESIDENTE

.4Lt?O CAPPELLISI

Omologazione risultati FAENZA: 2‘ prova cat. Al­ lievi e Juniores; CREMONA: 2‘ prova cat. Ragazzi, Allievi. Juniores; PINEROLO: 3’ prova cat. Ragazzi, Allievi, Juniores; VERONA: 1’ prova cat. Allie vi e Juniores; ROMA: 2' prò va cat. Ragazzi; BERGAMO: 2J prova cat. Allievi e Junio res; PAVIA: 1J prova cat. Al­ lievi; l1 prova cat. Juniores (n. 5 classificati, prova non CALCIO valida art. 7 comma a) reg. Camp.); COMO: 1‘ prova, cat. Ragazzi. Allievi c Juniores; COMUNICATO N. 14 CERIGNOLA: 2 prova cat. Ragazzi, Allievi e Juniores; BOLOGNA: 1 prova cat. Al­ Riunione dei 27-1-1967 lievi; 1 prova cat. Juniores PRESENTI: Dattilo, Berni­ (n. 7 classificati, prova non ni, D’Aquino, Manfredi, Mat-

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G.S. S. Marco di Pisa av­ verso delibera della Commis­ sione Calcio Provinciale di Pisa - Gara U.S. Victoria - S. Marco del 23-10-1966. — Esiminati gli atti ufliviali; — stabilito che al 25’ del secondo tempo TU. S. Victo­ ria ha eflettuato la sostitu­ zione di un giocatore, contra­ riamente alle norme previste dal regolamento che preve­ dono la sostituzione di un giocatore all’inizio del secondo tempo; — accertato che tale sosti­ tuzione è stata consentita dal direttore di gara che l’ha pra­ ticamente autorizzata; — vista la delibera della Commissione Calcio Provin­ ciale che, su reclamo del G. S. S. Marco, parzialmente ac­ colto, annullava la gara ordi­ nandone la ripetizione e mul­ tava l’U.S. Victoria, si deli­ bera: di respingere il reclamo del G.S. S. Marco conferman­ do in ogni sua parte la deli­ bera di prima istanza. — Si incamera la tassa reclamo. U. S. Giannino di Colignola (Pisa) avverso delibera della Commissione Calcio Provin­ ciale di Pisa - Gara U.S. Vie toria - U.S. Giannino del 4 dicembre 1966.

Esaminati gli atti ufficiali; stabilito che la partita emarginata, in programma domenica 4-12-1966 alle ore 15,30 fu anticipata dalla Com­ missione Calcio provinciale alle ore 8,30 dello stesso gior­ no ; — che la comunicazione del­ l’anticipo è stata indirizzata all'U.S. Giannino a mezzo te­ legramma spedito sabato 3 dicembre; — rilevato dagli atti ufficiali che il recapito di detto tele­ gramma fu effettuato dall’Ullìcio Postale di Colignola nelle ore antimeridiane di lunedi, emerge chiaramente che al1 U.S. Giannino non possono addebitarsi responsabilità per la mancata presentazione in campo della sua squadra, né possono considerarsi valide le dichiarazioni verbali attestan­ ti che alla reclamante fu data tempestiva comunicazione, nelle vie brevi, della varia­ zione d’orario. — In base alle risultanze sopra precisate, si delibera: — l’accoglimento del recla­ mo dell'U.S. Giannino; — si annulla la delibera di prima istanza e si dispone la effettuazione della gara U.S. Victoria - U.S. Giannino a cu­ ra della Commissione Provin­ ciale Calcio di Pisa. — Si restituisce la tassa re­ clamo.

U.S. Fratta Junior di Soiefra (Avellino) avverso delibe­ ra delia C.T.P. Calcio di Avel­ lino • Gara Fratta Junior S.S. Flores Maddalena. — Non si esamina per vizio di forma. Si restituisce la tassa re­ clamo.

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI ad atleti

WAIME Bernardino, nato il 19-3-1947, dell'U.S. Scafali (C. Z. Ani. Foligno): ritiro defini­ tivo della tessera per aver colpito violentemente con un pugno l’arbitro della gara G. S. Massetano-Scafali dcll'll dicembre 1966: AMODIO Nicola, nato il 15 settembre 1948, dell'U.S. Norba (C.Z. Aut. Conversano): ri­ tiro definitivo della tessera, per avere aggredito l’arbitro della gara G.S. Norba-S. Gio­ vanni Bosco del 4-11-1966, col­ pendolo ripetutamente e vio­ lentemente al viso con una cinghia:

VISCARDI Gianni, dell’U.S. Credito Italiano (C.P. Mila­ no): ritiro definitivo della tes­ sera per aver colpito con un pugno l'arbitro della gara Grafica Etichette-Credito Ita­ liano del 26-11-1966;

POLI Renzo, nato il 12 apri­ le 1948, dell'U.S. Buttapictra (C.P. Verona): 3 anni di squa­ lifica, a decorrere dall’8 gen­ naio 1967, per avere aggredito l’arbitro della gara CaselleButtapietre; FALAPPI Erminio, nato il 1-2-1948. dell’ U.S. Pombiese (C.P. Novara): 3 anni di squa­ lifica per aver colpito con un pugno l’arbitro della gara Pombiese-Virtus Nova del 9 ottobre 1966; LICHT Francesco, nato il 15 marzo 1940. dell’U.S. Adi Bor­ go (C.P. Novara): ritiro defini­ tivo della tessera per aver colpito con un pugno l’arbi­ tro della gara Acli Borgo-Club Juventus del 13-11-1966;

MANZINI Claudio, nato il 6-7-1942, dell'U.S. Acli Borgo (C.P. Novara): squalifica al 31-12-1969. per aver tentato di colpire con un calcio l’arbitro della gara Acli Borgo-Club Juventus del 13-11-1966: INCANDELA Vincenzo, na­ to il 10-10-1950, dell’U.S. Excelsior (C.P. Trapani): squalifica al 30-6-1969. per aver colpito con un calcio l’arbitro della gara U.S. Excclsior-S. Alberto del 27-11-1966; CIANCI Luigi, nato il 13 di­ cembre 1942, e BARONE Fran­ cesco, nato 1’8-5-1946, entram­ bi dell’U.S. Continental di To­ rino: 2 anni di squalifica ai due giocatori, per aver ten­ tato di aggredire l'arbitro del­ la gara Contemori-Continental del 30-10-1966; PALOMBO Amedeo, nato il 3-9-1949, dell’U.S. Don Bosco B di Salerno: 3 anni di squali­ fica per aver colpito con uno schiaffo l’arbitro della gara Piceniia-Don Bosco B del 20 novembre 1966; BACCHETTA Franco, nato il 30-8-1942, dell’U.S. Adi Bor­ go di Novara: squalifica sino al 30 giugno 1967 per frase of­ fensiva rivolta all’arbitro del­ la gara Acli Borgo-Club Juven­ tus del 13-11-1966. PETEANI Carlo, nato 1’11 gennaio 1953, (C.P. Gorizia): squalifica fino ai 30 giugno 1967 per doppio tesseramento.


DOPPIO TESSERAMENTO F.I.G.C. - C.S.I. La Commissione Tesseramenti Licenze e Trasferimenti della F.I.G.C., riunitasi in da­ ta 12-1-1967, con l'intervento del rappresentante del CSI, ha deliberato quanto appres­ so : Annullamento tesseramenti CSI ai seguenti giocatori che rimangono vincolati alla F.I.G.C. per le Società a fianco di ciascuno indicate: ZOLLO Nunzio a favore dell’U.S. Atle­ tico di Benevento; VARR1CCH1O Angelo a favore dcll’t S. Ali Azzurre di Benevento: DI GIUSTO Armando, a fa\<> re dell’U.S. Ponte delle Alpi: FABBRI Sandro, a favore del l’U.S. Mesola di Ferrara. Assegnati al CSI: BEN INI Ivano a favore dell’U.S. CSI Cesta dii Copparo. APPROVAZIONE REGOLAMENTI CAMPIONATI PROVINCIALI

FIGC AIA/SA: Tito Anlo- STAB1A: Pres. Cozzolino Ma­ niazzi; Componenti: Brullo rio, Segret. Di Maio Pietro, Bonato, Claudio Bon, Giorgio Consig. Geremia Schiavo. Montagni, Matteo Ossi; ALIL SEGRETARIO TAMURA: Giovanni Moiamar­ ANGELO RAINERI co. Eduardo Fiore, Giovanni Nuzzi, Raffaele Altamura, Car­ IL PRESIDENTE lo Martinucci. ’ ' UMBERTO GARCEA

IL SEGRETARIO RENATO BERNINI IL presidente GENEROSO DATTILO

PALLAVOLO COMUNICATO N. 7

PALLA CANESTRO

9 febbraio 1967 ERRATA CORRIGE

RAGUSA: cat. Juniores; FO­ COMUNICATO N. 10 LIGNO: cat. Juniores: TODI: cat. Juniores: TEMPIO: cat. Dilettanti; Molfetta: cat. Di­ 9 febbraio 1967 lettanti. CAMPIONATO NAZIONALE APPROVAZIONE Approvazione regolamenti REGOLAMENTI TORNEI fasi provinciali e zonali MOLFETTA: Torneo « Nata­ le dello Sportilo » org. S. S. CALTANISSETTA: Cat. Al Pio XI: Torneo Don Cosimo, lievi e Juniores; CONVERSA­ org. G.S. S.F. Neri; Torneo NO: Cat. Allievi e Juniores; Natalizio, org. G.S. S. D. Sa­ ENNA: Catcg. Juniores; LEC­ vio; Torneo Stella Alpina, org. CO: Catcg. Juniores; NAPOLI: G.S. S. F. Neri; Torneo Leal­ Categ. Allievi c Juniores; tà. org. G.S. Victoria; Torneo Natale dello Sopitilo, org. S. PARMA: Categ. Allievi: POZ­ S. Pio XI; Torneo S. Seba­ ZUOLI: Categ. Juniores; REG­ stiano, org. U. S. La Frassati; GIO CALABRIA: Categ. Allie­ Torneo S. Pancrazio, org. G. vi c Juniores; SPOLETO: Ca­ S. S. F. Neri; Torneo Natali­ tegoria Allievi e Juniores; TA­ zio, org. S. D. Savio; ROMA: RANTO: Catcg. Allievi c Ju­ Trofeo Blu Arcobaleno Sport; niores; TORINO: Categ. Allie­ MOLFETTA: Trofeo Juniores, vi; UDINE: Categ. Allievi e org. G.S. Fulgor di Rovo; TO­ Juniores. RINO: Coppa Primavera, cat. Juniores (C.R. Piemontese). OMOLOGAZIONE RISULTATI TORNEI

ORVIETO: Campionato Zo­ nale cat. Juniores, vincente G.S. Porano; SALERNO: Pii ma Coppa Città di San Seve­ rino, vincente G. S. Folgore Senior; LECCO: Torneo «Cam­ panelle della Brianza >, vin­ cente U.S. Dolzano; TORINO: Torneo biennale Comune di Rivalla, vincente U.S. Conte­ mori (C.R. Piemontese).

CAMPIONATI NAZIONALI

Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali autonome AGRIGENTO: Juniores; CA­ GLIARI: Allievi e Juniores; FERRARA: Allievi e uniores; FOLIGNO: Allievi c Juniores; IMOLA: Juniores; LIVORNO: Allievi e Juniores; MODENA: Juniores; NAPOLI: Allievi c Juniores; PAVIA: Juniores; PERUGIA: Allievi e Juniores.

CATEGORIA GIOVANISSIMI

Registrazione fasi zonali

Approvazione regolamenti fasi provinciali

c Juniores; FANO: Allievi c

PARMA, TORINO.

MANIFESTAZIONI LOCALI Approvazione regolamenti CONVERSANO: Rosso.

Trofeo

COSTITUZIONE N.A.G.C.

NOTO: Comitato Zonale Au­ Omologazione risultati tonomo CSI di Noto; MATEROMA: Torneo Apertura RA: G. S. Gianni Rivera. l) Cadmea A. 2) Excelsior, 3) D. Bosco Cin.. 4) InterbasCORSI ARBITRI ket, 5) Lib. Pariloi, 6) Ussa A. Provinciale di Comitato ALESSANDRIA. CC. TT. PP. e ZZ. RATIFICA COMMISSIONI CALCIO PROVINCIALI E ZONALI

Con il Comunicato Ufficiale N. 4 del 15-12-1966 veniva se­ gnalata l’approvazione da par­ te del Comitato Regionale Pie­ montese del regolamento del­ la fase provinciale Cat. Allie­ vi e Juniores del Comitato di Novara; tale approvazione de­ ve invece intendersi come ap­ provazione di un Torneo Zo­ nale.

CAGLIARI: Pres. Ariu Gra­ ziano, V. Pres. Rapp. F.I.P. Serra Andera, Segret. Murgia Paolo, Cons. Puggioni Bruno, VITTORIO VENETO: Presi­ Todde Romolo e Piras Gio­ dente: Elio Artico; Rappr. vanni; CASTELLAMMARE DI

Omologazione risultati

FAENZA: Torneo Ricreati­ vo CSI REDA - sq. pari. 4 ha vinto U.S. I MARTIRI di Bagnaca vallo; MOLFETTA: Torneo S. Cosmo - sq. part. 7 - ha vinto sq. RUSSIA; Tor­ neo Depetrisova - sq. part. 4 ha vinto S.S. SAN DOMENI­ CO sq. A; Torneo Aarons - sq. part. 4 - ha vinto U.S. SAN DOMENICO sq. D; PADOVA: Torneo volante di Propagan­ da - sq. part. 6 - ha vinto U.S. CADELFA sq. A; TORI­ NO: Coppa Propaganda - Cat. Allievi - sq. part. 4 - ha vinto U.S. AUXILIUM S. PAOLO sq. B - Cat. Juniores - sq. part. 4 - ha vinto U.S. AUXI­ LIUM S. PAOLO. RATIFICA COMPOSIZIONE COMMISSIONI TECNICHE PROVINCIALI E ZONALI

ALTAMURA: Componenti: Domenico Sangiorgio, Cataldo Mangione, Luigi Del Prete, Michele Gramegna e Domeni­ co Petronella; CALTANISSETTA - Presidente: Raimon­ do La Greca; Segretario: Ales­ sandro Fiocco; Componenti: Antonino Maggio e Calogero ~ Di Pinto; LIVORNO Presidente: Pino Cornelio, Segre_ tario: Paolo Corrieri; Consi­ glieri: Gian Paolo Baccei, Lu­ ciano Pannocchia, Attilio Cor­ nelio e Ezio Ranucci; Rappre­ sentante FIPAV: Lionetto Adami; NAPOLI - Presidente: Marcello Romagnuolo; Segre­ tario: Angelo Scudieri; Com­ ponenti: Angelo Di Bello, Vit­ torio Arturo Rizzo; Rappr. FIPAV: Vittorio Cimmino. CORSI TECNICI Approvazione

AGRIGENTO: Corso Arbi­ tri e Scgnapunti CSI; CITTA’ DI CASTELLO: Corso Arbitri. Ratifica esami

Visti i verbali di esami si ratificano i risultati c si no­ minano Arbitri CSI i sotto­ Juniores. notati candidati che vengono iscritti nei Ruoli Tecnici del CSI: BENEVENTO (anziani­ Omologazione risultati tà 21 dicembre 1966): 1) CAfasi provinciali e zonali FARO Pietro; 2) CHIARELLI autonome Carmine; 3) DE PADOVA Mat­ teo; 4) D’ERRICO Giovanni; VICENZA: Cat. Juniores sq. part. 10 - ha vinto CSI 5) DI DEDDA Andrea; 6) FU­ SCO Giovanni; 7) GUIDA CONCORDIA di Schio. Ignazio; 8) LANZOTTI Luigi; 9) LEONE Sante: 10) LOM­ BARDI Pasquale; 11) LONARMANIFESTAZIONI DO Guido; 12) NIRO Domeni­ A CARATTERE LOCALE co; 13) ONOFRIO Vincenzo; 14) PEDICO Nicola; 15) STRIZZI Gioacchino; 16) TOApprovazione Regolamenti MAIUOLO Antonio; 17) TU CONVERSANO: Trofeo Gial­ R1LLO Matteo; 18) ZAPPI­ lo (nell'ambito della 6:i Olim­ TELE! Giovanni; ROVIGO: piade Viti); IGLESIAS: Tor­ (anzianità 8 febbraio 1967): neo Studentesco; MOFFET­ 1) GRIGOLATO Alceste; 2) TA: Torneo S. Cosmo (Org. MARZOLA Gian Franco; 3) S. S. San Filippo Neri), Tor­ MILAN Renato: 4) OSTI Bru­ neo Rozenau (Org. S. S. San no; 5) R1GON Gian Domenico; Domenico); PADOVA: Torneo 6) SGAVAZZA Bruno; 7) Volante di Propaganda; TORI­ SCHIAVO Claudio. NO: Trofeo Giallo (approv. IL PRESIDENTE Coni. Reg.le Piemontese Coni. FILIPPO DRAGOTTO Uff. n. 18 del 23-1-1967).

BARI (fase zonale): Allievi

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SCI COMUNICATO

N. 4

9 gennaio 1967

CRITERIUM NAZIONALE DELLA NEVE E CAMPIONATO NAZIONALE CAMPANILI ALPINI

Approvazione regolamenti Si approvano i regolamenti pervenuti dai sottosegneti Co­ mitati: Ferrara, Modena, Mila­ no, Cuneo, Trento, Novara, Ascoli Piceno, Mondovì. Finale Nazionale Criterium Alla Finale Nazionale del Criterium che si svolgerà, co­ me già noto, a Cervinia il 24 e 25 febbraio p. v. sono stati invitati, giusto l’articolo 12 del Regolamento dei Campio­ nati, i seguenti Comitati: Bel­ luno, Brescia, Cuneo, Feltre, Ferrara (limitatamente alle discese), Foligno (limitatamente alle discese). Lecco, Milano, Mondovì, Novara, To­ rino, Trento, Udine, Valtelli­ na (limitatamente alle disce­ se), Vicenza. La CTN si riserva di invi­ tare al Criterium altri Comi­ tati che abbiano, entro la da­ ta del 12 febbraio p. v., svol­ to una documentata attività locale. Finale Nazionale Campionato dei Campanili Alpini Alla Finale Nazionale dei Campanili Alpini che si svol­ gerà, come è noto, a Cervinia il 24 e 25 febbraio p. v. hanno acquisito il diritto di parte­ cipazione, giusto l’articolo 9 del Regolamento del Campio­ nato, i seguenti Comitati: Bel­ luno, Brescia, Catania, Cuneo, Feltre, Ferrara (limitatamen­ te alle discese), Foligno (limi­ tatamente alle discese). Lec­ co, Milano, Modena, Mondovì, Novara, Torino, Trento, Udi­ ne, Valtellina (limitatamente alle discese), Vicenza. La CTN si riserva, dopo la data del 12 febbraio p. v., di esaminare la posizione di ul­ teriori Comitati per la suc­ cessiva ammissione alla Fina­ le Nazionale, giusto il sopra­ citato articolo 9 del Regola­ mento del Campionato.

Iscrizioni Ai Comitati soprasegnati sia iscritti ai Criterium che ai Campanili Alpini, sono sta­ ti inviati, direttamente, i mo­ duli di iscrizione alle gare che dovranno ritornare alla CTN, compilati in ogni loro parte, entro il 17 febbraio p.v. IL SEGRETARIO ALDO CAPPELLINI

IL PRESIDENTE ROMEO REMITTI

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TENNIS TAVOLO COMUNICATO

N. 10

9 febbraio 1967

CAMPIONATI NAZIONALI CATEGORIE ALLIEVI E JUNIORES Modifica formula svolgimento fasi interregionali e finale nazionale del regolamento nazionale

Si apportano le seguenti modifiche all’art. 6/a del re­ golamento nazionale dei Cam­ pionati Nazionali categorie al­ lievi e juniores, pubblicato su Stadium n. 30 deH'll set­ tembre 1966: — art. 6/a secondo comma: Nei concentramenti interre-, gionali e nella finale naziona­ le, le gare saranno disputate con gironi eliminatori e giro­ ne finale all'italiana di sola andata; — art. 6/a, terzo comma: rimane inalterato; — art. 6/a, quarto comma: Nei concentramenti ______ ìnterregionali e nella finale nazio­ nale sia per l’ammissione ai gironi finali che per l’ammis­ sione alla finale nazionale o per il titolo nazionale, in caso di parità saranno effettuati degli incontri di spareggio.

Approvazione regolamenti fasi regionali CAMPANIA: Allievi e Junio­ res il 19 febbraio 1967 a Paga­ ni (Giudice Arbitro Alfonso Caggiano); EMILIA: Allievi e Juniores il 12 febbraio 1967 a Bologna (G. A. Lucio Sturani); LAZIO: Allievi e Junio­ res il 19 febbraio 1967 a Ro­ ma (G. A. Salvatore Cugno); LIGURIA: Allievi e Juniores il 19 febbraio 1967 a Savo­ na (G. A. Guido Canale); LOMBARDIA: Allievi e Junio­ res il 19 febbraio 1967 a Mi­ lano (G. A. Franco Zanelotti); PIEMONTE: Allievi e Junio­ res il 26 febbraio 1967 ad Ac­ qui Terme (G. A. Mario Bonom); TRENTINO: Allievi e Juniores il 19 febbraio 1967 a Trento (G. A. Angelo Bene­ detti). Omologazione risultati fasi provinciali e zonali autonome ALESSANDRIA - Allievi: ammessi alla fase regionale Panetta Antonio, Montobbio Giorgio, Alessandrini Alessan­ dro (riserva in caso di rinuncie Moracchiato Adriano); Ju­ niores: ammessi alla fase re­ gionale Leonardi Mario, D’Ambrosio Nicola, Varosio Gian Piero (riserva in caso di rinuncie Patrucco Enrico); AVEZZANO - Allievi: D'Ales-

sandro A., Amicucci Athos, Libonati Giulio (Cesta Rober­ to); Juniores: Donatelli Do­ menico, Milano Gino, Serone Roberto (Bartolini Mario); BOLZANO - Allievi: Bovo Ma­ rio. Andolfato Mauro, Traver­ si Valeriane (Tomisich Gior­ gio); Juniores: Baggio Sergio, Stufflesser Alberto, Clementi Aldo (Tomisich Amos); CAR­ PI - Allievi: Camurri Wolmer, Malavasi G. Fabrizio, Morellini Mauro (Guerzoni P. Luigi); Juniores: Camurri Costante, Galeazzi Jorio, Traldi Anniba­ ie (Cavalletti Cesare); CATAN­ ZARO - Allievi: Jannello Giu­ seppe, Felicetta Luciano, Ci­ mino Giuseppe (Quattromani Giovanni); Juniores: Franzè Giovanni, Frangipane Car­ lo, De Marco Ezio (Patania Domenico); CHIETI - Junio­ res: Di Nardo Luigi, Troiano Mario, Di Matteo Vincenzo (Leombroni Roberto); CO­ SENZA - Juniores: Russo Giu­ seppe, Puglisi Vincenzo, Lifrieri Francesco (D’Tgnazio Guerino); FOLIGNO - Allievi: Manto L., Passeri G. Carlo, Passeri Paolo (Capri Patri­ zio); Juniores: Bordoni Ugo, De Santis Giovanni, Galli Pao­ lo (Fratini Feliciano); GORI­ ZIA - Allievi: Trischitta Giu­ seppe, Ferk Alan, Melissa Ezio (Ballarmi Umberto); Ju­ niores: De Colle Gilberto, Mi­ seri Alfredo, Uria Massimo (Maniacco Gino); IMOLA Allievi: Fuochi Walter, Baron­ cini Bruno, Cassani Mauro (Casadio Vladimiro); Junio­ res: Albertazzi Alfeo, Agnetti Andrea, Brini Walter (Caprara Teano); LECCO - Allievi: Mainetti Marco, Nicolini Gior­ gio, Pozzoni Raffaele (Compa­ gnoni Marco); Juniores: Fuina Elio,Frigerio Giuseppe, Calvetti G. Mario (Bertuletti Ma­ rio); LIVORNO - Allievi: Lan­ zi Rossano, Canessa Fabio, Paoletti Pietro (Jervasi Gior­ gio); Juniores: Fattorini Mau­ rizio, Camporeale Mauro, Bo­ lognesi Paolo (Falanga Elio); MACERATA - Allievi: Scorpecci Dario, Perri Antonio, Compagnucci Sandro (Passerotti Pietro); Juniores: Raponi Fer­ nando, Passamonti Floriano, Minuozzi Nazzareno, (Calzetti Sandro); MESSINA - Allievi: Giardiria Carmelo, Giardina Michele, Chillemi Antonio (Cacciola Rito); Juniores: Ca­ lcano Pancrazio, Parisi Gerardi, Lombardo Gaetano (Me­ renda Rosario); MOLFETTA Allievi: Ardizzone Giovanni, Cozzoli Giovanni, Cirillo Gio­ vanni (De Candia Cosimo); Juniores: Diaferia Gennaro, Panaro Mario, Martini Fran­ cesco (Ferrante Michele); NICASTRO - Allievi: Falvo D’Urso Ivan, Fileggi Pasquale (so­ lo due e nessuna riserva); Juniores: Mastroianni Adria­ no, Cristiano Aldo, Samele Luigi (Scarpino Luigi); PAR­ MA - Allievi: Cavalli Alberto, Bergamaschi Moreno, Ferrari Walter (Camattini Luciano); Juniores: Rei Claudio, Stroz­ zi Stefano, Bernardi Mauro (Manara Fiorenzo); PAVIA Allievi: Zetti Ettore, Serallessandri Paolo, De Carlini Sil­ vano (Muggetti Lucio); Junio­ res: Solazzo Francesco, Senna Carlo, Falcone Antonio (Espo­ sito Damiano); PESARO - Al­ lievi: Freausini Gabriele Az­ zi Sergio, Giannotti Daniele (Cammilletti Corrado); Junio-

res: Di Cecchi Luciano, Fiscaletti P. Luigi, Bocci Antonio (Pierani Paolo); PIAZZA AR­ MERINA - Allievi: Candiano Giacomo, Alberghina Aurelio, Costanzo Luigi (Minolfi Ca­ tene); Juniores: Campagna Paolo, Aurnia Calogero, Nisi Concetto (Trovato Giuseppe); PISA - Allievi: Guasti Clau­ dio, Romano Lorenzo, Deside­ ri Ezio (Lotti Maurizio); Ju­ niores: Desii Claudio, Baldocchi Alfredo, Mura Settimio (Baracchini Eliano); PISTOIA - Allievi: Barontini Pierangelo, Rosati Riccardo, Palandri P. Luigi (Ruffo Stefano); Junio­ res: Rosignoli Marco, Nesti Claudio, Fabbri Riccardo (Guarducci Guido); RAGUSA: Allievi: Di Martino Francesco, Schembari Rosario, Martorana Carmelo (La Carruba Gior­ gio); Juniores: Tumino Gior­ gio, Occhipinti Amato Giusep­ pe, Firullo Rosario (Massari Carmelo); SIRACUSA - Allie­ vi: Gioffrida Roberto, Moscuzza Francesco, Cortese Elio (Ragusa Giorgio); Juniores: Leone Sergio, Di Pietro Gu­ glielmo, Ramondetta Nunzio (Mangiafico Vincenzo); TEM­ PIO PAUSANIA ■ Allievi: Secci Antonio, Rizzo Mario, Sco­ glia Gesuino (Garrucciu Gian Franco); Juniores: Brungin Ignazio, Molinu Pietro, Delaria Gennaro (Corda Alessan­ dro); TERNI - Allievi: Ascani Estevan, Palenga Giuseppe, Agostini Walter (Turrioni Pao­ lo); Juniores: Patrizi Sandro, Di Scino Giancarlo, Urbinelli Maurizio (Mariani Umberto); TORINO - Allievi: Sturla Lu­ ciano, Secchi Sergio, Menardi Diego (Panetto Ezio); Junio­ res: Cochis Walter, Cuccodoro Giuseppe, Agostini Marcel­ lo (Chiusane Carlo); TRIE­ STE - Allievi: Lumazzi Sergio, Grezar Fabio, Bernabei Um­ berto (Ludwing); Juniores: Mezgec Ervino, Koren Gabrie­ le, Colonna Alvaro (Brandmayr); VITTORIO VENETO • Allievi: Grosso Sergio, Peruch Giuseppe, Pigat Venanzio (Za­ netti Mariano); Juniores: Da Re Aurelio, Da Re Claudio, Braido Giovanni (Vendrame Renzo); VOLTERRA - Allievi: Pasqualetti Stefano, Balestrini Efisio, Tornei Paolo (Peco­ ra Angelo); Juniores Spalla Giorgio, Antonelli Marco, Di Gesù Erminio (Alpini P. Lui­ gi).

Comitati che hanno svolto fasi locali o zonali dipendenti ACQUAVIVA DELLE FON­ TI (Bari): Allievi e Juniores; MELFI (Potenza): Juniores. CAMPIONATO REGIONALE SENIORES

Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali autonome TRAPANI (singolo e doppio). Omologazione risultati fasi provinciali e zonali autonome AREZZO - singolo: ammes­ si alla fase regionale Cardini Mario, Fratini Dante, Aritrosi Giuseppe (riserva in caso di ri­ nuncie Bidini Paolo); doppio:


ammessi alla fase regionale Cicerchia-Marchi, Bidini-Pcruzzi, Celini-Martinelli (nessu­ na riserva in caso di rinun­ cio ); CALTAGIRONE - Singo­ lo: Garofalo Giovanni, Intelisano Salvatore, Romeo Gae­ tano (Cilona Emilio); doppio: Intelisano-Monforte, CilonaRomeo, Garofalo - Garretto (nessuna riserva); LIVORNO singolo: Canigiani Pierfrancesco, Budassi Mauro, Simonetti Milo (Giuffrida Rober­ to); PAVIA - singolo: De Mar­ tini Giordano, Grecchi Gabrie­ le, Bianchi Giorgio (Novarini Angelo); RAGUSA - singo­ lo: Nastasi Vittorio, Posata Francesco, Simonelli Daniele (Ambrosio Renzo); TERNI singolo: Ruggiero Fabio, Man­ cini Zefferino, Severini Danie­ le (Lorenzetti Giuseppe); TRIESTE - singolo: Fumagalli Sergio, Brandmayr Piero, Podberscik Bruno (Bravin).

Comitati che hanno svolto fasi locali o zonali dipendenti ACQUAVIVA DELLE FON­ TI (Bari): singolo e doppio.

CAMPIONATO REGIONALE A SQUADRE Approvazione regolamenti fasi provinciali e zonali autonome TREVISO.

Omologazione risultati fasi provinciali e zonali autonome CALTAGIRONE: ammessa alla fase regionale Pol.va Libertas Caltagirone. ATTIVITÀ’ GIOVANISSIMI

Approvazione regolamenti GORIZIA: Trofeo Bianco Arcobaleno Sport cat. A e B, singolo e doppio. Risultati TORTONA: Trofeo Bianco Arcobaleno Sport singolo pri­ mo Ricchini Massimo, doppio 1° Versuraro-Campi. MANIFESTAZIONI VARIE

Regolamenti FELTRE: 3” Coppa Ennio Cason (singolo per cat. Libe­ ra, Juniores e Allievi); TA­ RANTO: Coppa Francesco Barbieri (singolo senza limi­ ti età); UDINE: Coppa Città di Cividale 1967 (singolo per cat. Allievi, Juniores e Senio­ res). Risultati BARI: Torneo di apertura a squadra la « Plantamura D »; Torneo Natalizio di sin­ golo per la cat. allievi 1° Mele Vito. IL SEGRETARIO

ALBERTO GRECANTI IL PRESIDENTE

ALESSANDRO PAOLONI

risponde la CTN Calcio Nel campionato juniores per l’attività agonistica il è ammessa la sostituzione 15° anno di età. Il CSI si attiene alla... del portiere che deve figu­ rare nell’elenco della for­ prassi. mazione delle squadre col n. 12 e di altro giocatore col n. 13. Si richiede: Sembra logico che per 1) Il n. 13 anziché il nu­ l'attività «giovanissimi» il mero 12 può sostituire il CSI burocratizza tale im­ portiere titolare durante ponente movimento. Non si la gara? comprende che lo sport per dei ragazzi è una semplice 2) Se il portiere titolare ricreazione? Cosa ne pen­ viene espulso dal campo sa la nostra Commissione può essere sostituito? Nazionale? Non crede che 3) Il portiere di riserva possa essere considerata... n. 12 entrando sul terreno frenatrice di spontanei en­ di giuoco per sostituire il tusiasmi? Noi doverosamente pre­ portiere titolare può ri­ coprire anche altro posto tendiamo, ci si perdoni se in squadra sostituendo, ad al riguardo inseriamo tut­ esempio, l'ala sinistra che te le discipline sportive, a sua volta diverrebbe por­ che lo sport per « giovanis­ tiere? simi » deve essere effetti­ vamente una « ricreazio­ Rispondiamo in ordine ne ». Lo sport è valido cronologico : quando i giovani atleti che 1) No - la sostituzione lo praticano non sono sot­ del portiere spetta esclusi­ toposti a sforzi eccessivi', vamente alla riserva aven­ fino ad essere di nocumen­ to per il loro sviluppo fi­ te il n. 12. sico. Se ciò non si preten­ 2) No - la squadra giuo- desse, verremmo meno ad cherà con dieci elementi. un dovere morale e sociale.

3) Si - sembrerebbe in contrasto col punto 1, ma non lo è. Il regolamento consente che una squadra può sostituire, preavver­ tendo l’arbitro, l’ala sini­ stra che diverrebbe portie­ re e il portiere che diver­ rebbe ala sinistra.

In un torneo per « gio­ vanissimi » un calciatore di 13 anni, avente una co­ stituzione atletica di ri­ lievo, colpì con un pugno l’arbitro della gara. Il gio­ catore deve essere squali­ . ficato a vita? Il novello quanto poco raccomandabile pugnatore dovrà essere squalificato fino al compimento del 14° anno di età. I calciatori possono es­ sere considerati tesserati ufficialmente dal compi­ mento del 14a anno di età. I calciatori possono es­ sere considerati tesserati ufficialmente dal compi­ mento del 14° anno di età, ciò costituisce una prassi in essere da decenni, nel mentre la legge prevede

Siamo a pregare di vo­ lerci chiarire quale deve essere l’età precisa stabi­ lita per l’attività calcistica dei « giovanissimi ». Ab­ biamo rilevato una certa confusione nella suddivi­ sione delle categorie. L’attività per « giovanis­ simi » nel calcio si dovreb­ be identificare nell’Arcobaleno Sport, 1 di cui tor­ nei dovrebbero essere de­ nominati « Trofei blu ». Senonché, per tradizione di moltissimi Comitati, vengono organizzate tut­ tora manifestazioni calci­ stiche riservate ai giova­ nissimi é così abbiamo 1 tornei Chiarini, le Olim­ piadi Vitt, i trofei Grest, i vari tornei del Sole, Na­ talizi, ecc. Trattasi di ma­ nifestazioni che da molti anni vengono organizzate da numerosi Comitati i quali si trovano evidente­ mente a disagio ad annul­ lare una tradizione, ed è questo il motivo per cui si è creata una certa confu­ sione nel settore calcistico giovanile del CSI.

Comunque ribadiamo an­ cora una volta che l’atti­ vità calcistica per giova­ nissimi, per qualsiasi ma­ nifestazione, deve essere suddivisa in due categorie: cat. A dagli 11 ai 13 anni, cat. B dai 13 ai 15 anni. ★ ★ w

Sappiamo che i reclami di ordine tecnico non sono ammessi anche se dovesse­ ro verificarsi errori arbi­ trali. Saremmo grati se vo­ leste renderci noto se qua­ lora l’arbitro dovesse scri­ vere sul referto che in se­ guito ad un suo errore ha danneggiato una società, quest’ultimo, venendo a sapere della detta dichia­ razione, potrebbe inoltrare reclamo tecnico? Ci permettiamo sotto­ porre altro quesito: se una società facendo un esposto e mettendo in evidenza un grave errore dell’arbitro e quest’ultimo riconoscendo l'errore dovesse effettuare una dichiarazione succes­ siva al referto, sarebbe consentito alla società di reclamare? Per quanto concerne il primo quesito la Commis­ sione Giudicante, rilevan­ do che l’arbitro ha spon­ taneamente ammesso sul referto di gara di avere sbagliato, è tenuta a deli­ berare la ripetizione della partita. Ne consegue che l’eventuale reclamo della società non verrebbe pre­ so in considerazione e quindi respinto, anche se l’oggetto del reclamo in parola è stato praticamen­ te esaminato dalla Com­ missione con la conse­ guente delibera favorevole alla società. Per il secondo quesito il reclamo verrebbe respinto perché in effetti l’arbitro avrebbe dovuto dichiarare nel referto l’errore com­ messo. La dichiarazione successiva, certamente ri­ spondente alla verità, po­ trebbe essere stata solleci­ tata o dalla parte interes­ sata o in seguito ad inter­ vento della Commissione Giudicante che sarebbe entrata illegalmente nel merito di una questione tecnica. Quest’ultima ipo­ tesi è indubbiamente da escludere che possa veri­ ficarsi. 19


tutto CSI notizie di attività inviate dai nostri addetti stampa

ANTRODOCO - La rappresentativa del CSI Antrodoco, che attualmente si trova al 2’ posto nella classifica del Campionato Allievi della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nella foto: in piedi, Serani, Grassi. Nunziati, Barone, Cattaui, Renzi; Blasctti, Cianca, Peschiaroli, Fabi, Fainelli, Poscente.

ASSEMBLEE E PREMIAZIONI CAGLIARI Ha avuto luogo nel salone « Pio XII » la tradizionale cerimonia di premiazicne della decorsa stagio­ ne sportiva. Erano presenti S.E. l'Arclvescovo, il nostro consulente nazionale don Bueclarelli, nonché varie autorità. Fra gli altri sono stati pre­ miati anche 1 calciatori del Slnnal, che ha partecipato alle Anali nazionali dopo aver vin­ to le interregionali del proprio concentramento. Italo Meloni vice-campione nazionale CSI di nuoto a Chiavar!. Marco Ullu e Antonello Girardi campioni interregionali di tennis da ta­ volo e rispettivamente 5. e 8. alle nazionali. Nella speciale classifica riservata alle società è risultata vincente l'ACLI San Benedetto, seguita dalla San Paolo e dalla Stella Maris. A quest’ultlma è andato il pre­ mio per la maggior mole di attività svolta mentre alla Pro Napoli quello per il maggior numero di atleti tesserati (ben 154). Tutte le società hanno poi offerto al professor Piero Pugglcni, Direttore Tecnico Provinciale, una targa d’argento per la sua attività dl appassionato. PAGANI — Insieme con la premiazione si è svolta la « Be­ fana dell'atleta». Nella rela­ zione il presidente, professor Vaccaro. ha preannunclato un vasto programma per l’attività giovanissimi e varie Iniziative in particolari festivtà dell’an­ no, oltre al corso di catechesi « Sprint ». Hanno parlato an­ che il consulente, don Franco, ed il vice sindaco, dottor Avagitano. Numerosi gli atleti e le società premiate, fra le qua­ li 11 G.S. Junior di San Valen­ tino Torlo distintosi per im­ pegno e serietà. MODENA — L’Assemblea an­ nuale ha fatto seguito alla con­ sueta premiazione annuale. Nella relazione sono stati rile­ vati alcuni successi dell'anno: la realizzazione di una piscina e di un campo da pallacane-

stre ed ancora del magnifico campo-scuola alla Santona per I dirigenti. S.E. l’Arclvescovo ha avuto parole di elogio per tutto il CSI ricordando anche l’olimpionico modenese Arman­ do Poggioli, scomparso di re­ cente. A CATANIA L’ASSEMBLEA REGiON/tLE — Interessantissi­ mo l'incontro del vari dirigen­ ti di comitati della Sicilia che aperto da una lezione del con­ sigliere nazionale. Garofalo, ha dato modo di auspicare una giornata di studio a livello re­ gionale sull’attività giovanissi­ mi. con la presenza congiunta di dirigenti GIAC e CSI. Per agosto pessimo si è stabilito di effettuare il campo scuola regionale ad Erlce (Trapani). BOLOGNA — Presenti Mons. Gatti, il nostro Dattilo, Brunorl vice-presidente nazionale FIDAL ed altre autorità. Frezzottl. presidente del Comitato, ha ricordato le iniziative rea­ lizzate, fra cui di particolare rilievo la giornata del mlnloasket al palazzo dello sport e le varie affermazioni di società felsinee in campo federale (an­ che base-ball, pattinaggio e Ju­ do). Al i nonno ». signor Ban­ diera, direttore tecnico provin­ ciale è stata assegnata una ■ medaglia d’oro. Fra gli atleti premiati: Franzcnl, Nicotera. Marslgli, Passini, Ferretti. Bacega e Piazzi. L’U.S. Nettunia ha vinto la coppa disciplina. COMO — Premiati 1 cam­ pioni dell’atletica: gli atleti Bettiga e Ballerini con me­ daglia d'oro: le società Acqua­ seria (con trofeo). Astro di Olglate Comasco e S. Orsola II presidente del comitato. Gangemi. ha rivolto al presènti parole di circostanza mentre il presidente della Commissione Tecnica, Pozzoll. ha illustrato l'attività futura. NARDO’ — Presenti Gaudio e den Murolo del Comitato Regionale si è tenuto li con­ vegno zonale per 1 dirigenti di società.

NOTIZIE DI CASA NOSTRA E’ nata Francesca, terzogenita del Dottor Pierluigi Jorio Presidente del Comitato Provinciale di Terni. E’ stato eletto Sindaco Felice Dal Sasso. Presidente Comi­ tato Zonale Autonomo di Feltre. E’ deceduta dopo lunga malattia la moglie del Rag. Au­ relio Cotterle, per oltre un decennio Presidente Regionale del Friuli e Venezia Giulia. E’ deceduto il papà di Don Claudio. Giuseppe Bucciarelli

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GORIZ1A - La f o r m a z ione della U. S. Ar­ dita che partecipa al Cami pionato P 1 r ovinciale vinciate C S I di calcio per catcgor la categoria g i ovanissimi. A t t ualmente occupa il 1° posto nella classifica, do­ po l’o t t a v a g i o r n ata di gara.

ATTIVITÀ’ CALCISTICA VIBO VALENTIA - Il Campionato Zonale di Calcio Juniores di Vibo Valentia è giunto al giro di boa. Infatti si sono esaurite le partite del girone di andata e la classi­ fica vede al comando: per il gruppo «A», S. Luigi. Spes. Felton; per il gruppo «B», il G.S.P.G. Frassati di Mileto e il S. Francesco di Paravati. Il torneo si presenta mol­ to interessante e l’agonismo sopperisce alle deficienze tec­ niche. Da sottolineare inoltre che ben sei squadre parteci­ panti al Campionato sono sprovviste di un terreno di gioco, tuttavia affrontano no­ tevoli sacrifici anche di na-

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tura economica pur di gio­ care la partita domenicale sul campo di calcio del paese più vicino.

SAN VITTORE DI CESE­ NA - L’U.S. San VittoreCesena del CSI. si è parti­ colarmente distinta nella at­ tività calcistica della scorsa stagione, vincendo il Cam­ pionato provinciale Juniores. quello Dilettanti e la prima Coppa Città di Cesena. Nella foto sotto la forma­ zione dell’U.S. San Vittore: da sinistra in piledi, il Presi­ dente Riciputi, l’allenatore Montalti, i giocatori Balza­ ni. Alessandri, Amaducci, Giovannini. Cereti, Sacchetti. Dallara, Menghi, Montesi, Maleschi, Ceccarelli.


o non è sport un discorso “diverso” che troppi ancora non vogliono capire

interviene per primo ALDO RABINO dirigente dell’Auxilium Sport

* dice, e con ragione, che l’uo^mo pensa con le mani; basta guardare un artista, certi sportivi, per accorgersi che per l’uomo i fenomeni e gli atti cor­ porali non sono solo corporali, ma chiamano in questione tutto il suo essere. L’educazione fisica at­ traverso lo sport ha oggi assunto una importanza tale che non si può prescindere da essa o conside­ rarla solo più una componente se­ condaria nel campo della educa­ zione dell’uomo. 11 progresso in questo settore va indubbiamente messo in relazione con gli ideali e con la cultura propri di una data epoca e di un determinato am­ biente, onde il progredire della stima e della pratica sportiva può essere assunto conte « indice rive­ latore » del grado di civiltà rag­ giunto da un gruppo sociale. Occorre tuttavia osservare che non sempre si è visto lo sport nel suo significato educativo, ma spesso se ne sono considerati gli aspetti solo sanitari e, purtroppo, soprattutto oggi, quelli economici.

Anche questo fatto ha un preciso collegamento col tipo di cultura dell’ambiente e con quel tipo di filosofia, a carattere prevalente­ mente naturalistico, poco aperta a valori che superino una organiz­ zazione di vita puramente indivi­ duale e utilitaristica. Tuttavia si notano oggi tenden­ ze che cercano di superare questa angusta posizione richiedendo la integrazione dello sport nel più vasto quadro della totalità etica della persona umana. Vorremmo qui brevemente prospettare le partenze e i traguardi di questa corsa alla formazione dell’uomo. Il punto di partenza di questa im­ postazione va ricercato nel con­ cetto deH'uni’/à sostanziale dell'tiomo, in cui ogni gesto, compor­ tamento, azione d'el corpo in sen­ so operativo, ginnico, sportivo agonistico, è gesto e comporta­ mento di tuto l’io, di tutto l’uomo. Si tratta cioè di formare l’uomo nella sua totalità, anche quando gli si insegna ad adoperare le ma­ ni. le braccia, le gambe... proprio

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perché l’educazione è un qualche cosa che deve sfociare in un tra­ guardo unitario; come in una grande corsa ciclistica non ci sono grandi ritardi quando si verifica un arrivo in volata, così nell’edu­ cazione dell’uomo non sono am­ messi grandi distacchi, se no l’e­ ducando stesso resta un distan­ ziato, un « ritardato ». In altre parole o l’uomo viene educato avendo rispetto per il suo tutto o avremo sempre di fronte a noi un mancato, un non uomo.

l’aspetto esteriore della persona Dobbiamo però notare che educare non vuol dire ammae­ strare, addestrare, addomestica­ re o semplicemente allevare, ma significa promuovere VALORI UMANI dei valori di umanità au­ tentica, anche se non supremi. Ora lo sport, pur non avendo la pretesa di essere la quinta essen­ za nel campo educativo, sviluppa e concorre a completare l’uomo nei suoi aspetti personali e socia­ li. L'aspetto personale può essere considerato pel suo contenuto interiore ed esteriore. Dal punto di vista esteriore^ una sana pra­ tica sportiva è senza dubbio fa­ vorevole per la crescita di quei valori che devono essere inerenti all’uomo d’oggi; il motivo è ov­ vio: nello sport il ragazzo come il giovane scopre uno dei mo­ menti in cui può fare qualche cosa « da sé », in cui libero da imposizioni altrui o da doveri si pone spontaneamente nelle mani del suo educatore; notiamo che « si pone d'a sé »; toccherà all’e­ ducatore saper sfruttare questo

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momento e fare in modo che la primitiva espressione di libertà che investe l'animo del ragazzo sia arricchita di contenuti edu­ cativi che lo sport sa dare. Lo sport per il ragazzo e il giovane è mezzo per addestrare il proprio corpo ad esercizi di audacia ed abilità, padronanza di sé, decisio­ ne rapida, fiducia nelle pròprie energie; tutto ciò concorre a for­ mare un carattere temprato e coraggioso, ad affrontare le diffi­ coltà con spirito di sacrificio, ad esser leali, camerati ecc. La bellezza stessa e la forza che derivano al corpo dagli eser­ cizi fisici non possono separarsi dal complesso dello sviluppo in­ tellettuale ed etico; una moralità rozza o una intelligenza non col­ tivata spesso sono conseguenze di un corpo che non ha raggiun­ to quello sviluppo integrale in modo tale d'a essere un « corpo riuscito » e in grado di comple­ tare l’azione della parte spiritua­ le nello sviluppo di tutto l'uomo.

i valori interiori dell’uomo Questo ci porta a constatare come oggi non si possa far « di­ ventare » le pratiche sportive « mezzi educativi »; è necessario invece che « siano buoni mezzi educativi »; essendo momenti cruciali di crescita, occorre che siano anche momenti cruciali di •educazione. Scaturisce facilmen­ te di qui la necessità dello sport, specie nel periodo dfell’adolescenza, come elemento integrante alla scuola, in quanto realizza con­ cretamente dei fini educativi non altrimenti raggiungibili.

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Altro aspetto da considerare è la visione dell’attività sportiva nel suo senso interiore, cioè mo­ rale, che consiste principalmente nell’irrobustimento della volon­ tà; si tratta in parole povere di « far crescere l’uomo », di ren­ derlo « adulto », di operare in lui la « virilità ». Ora Io sport con la varietà delle sue forme ha la pos­ sibilità di combattere gli auto­ matismi nel campo fisico e psi­ chico, curand'o il trasferimento di questi sul piano spirituale del­ la libertà e della responsabilità; ne è la base la parte intellettuale dell’uomo, che si affina attraver­ so l’attenzione e la prontezza delle reazioni, facendo acquista­ re quel « senso pratico » all’intel­ ligenza, che accanto alla prontez­ za razionale sviluppata dalla scuola, è fondamento dell’equili­ brio morale. Lo sport si presenta così come la palestra ideale per l’acquisi­ zione di « abiti morali » per le « situazioni virtuose » in cui ci pone, a cominciare dall’obbedien­ za che esige, al rispetto, all’ono­ re, alla dignità propria e altrui, al dominio di sé, all’umiltà nel­ l’affermazione come nella scon­ fitta, alla mitezza nel cercare di superare l’avversario, all’arren­ devolezza nei casi controversi, al­ l’amicizia anche con chi vale meno. Una considerazione utile da fa­ re è che se lo sport non si concilia anche con una maturazione


completa, non è più sport; oc­ corre che anch'esso abbia dei li­ miti, imposti dal proprio fisico, dal tempo, da valori più alti. In altre parole si tratta di « non ido­ latrare lo sport », ma di sapeiaprirsi anche attraverso lo sport, al romanzo, alla musica, al turi­ smo, alla cultura in genere, alla vita associata; lo sport cioè deve essere equilibratore di altre forze.

il valore sociale dello sport II secondo aspetto da conside­ rare è quello sociale; il giovane, si sa, è schiavo dell’ambiente in cui vive; ora lo sport ha la pos­ sibilità di creare un ambiente in­ timo e caldo, sano e dignitoso, dove ci si può ritrovare come in una seconda famiglia, specialmente in una società come la no­ stra, quella del « benessere », dove il problema dell'occupazio ­ ne del tempo libero si fa sempre più attuale. Specie per l’adole­ scente poi che evade dalla fami­ glia per entrare nella società, oc-

corre che lo sport sia vettore per la sua formazione sociale; gli al­ tri cioè non devono solo più esse­ re visti in funzione propria, egoi­ stica, ma devono essere « gli altri ». Ora lo sport con le possi­ bilità che offre di incontri, di colloqui, di azioni in cui si asso­ ciano i caratteri più diversi, è al­ tamente educativo in senso so­ ciale. Nella pratica sportiva le rela­ zioni tra i giovani acquistano una risonanza interiore che fa loro apprezzare il dono, il perdono, l’accordo; render vivi i sentimen­ ti buoni, correggere quelli errati, mitigare le ostilità nella funzio­ nalità vitale del gioco, è un gran passo verso l’educazione integra dell’uomo. Però un semplice rapporto so­ ciale « a distanza », un puro im­ parare a vivere nella società, è troppo poco; occorre che il gio­ vane trovi negli altri qualche cosa che lo riempia, coi quali ci sia uno scambio reciprocò. Ora poiché lo sport è vita di gruppo è necessario dare ad esso uno « stile », in modo che si crei non un semplice cameratismo di ma­ niera, ma una vera e tenace ami­ cizia. Lo sport rende possibile, dà i mezzi per iniziare a « dialo­ gare » con gli altri, ma bisogna che l’incontro continui oltre il semplice fatto sportivo domeni­ cale o l’allenamento settimanale; occorre cioè che si crei un grup­ po in cui lo sport è il primo le­ game e inizialmente il più solido, ma in vista di una amicizia che poco alla volta diventi sempre più sana, salvatrice e base per la vita futura. È perciò indispensabile, e del­ la massima importanza, che l’e­ ducatore, che potrà essere il diri­ gente, l’allenatore, il sacerdote, sfrutti in senso educativo il bi­ nomio « sport e socialità ». Dal fin qui detto appare evi­ dente che l’attività sportiva si presenta altamente educativa; ma l'educazione suppone sempre l’opera di un educatore, anzi lo sviluppo educativo del giovane è in proporzione all'impegno e alle capacità dell’educatore. Qui noteremo soltanto che l'educato­ re, qualunque esso sia, deve ri­ cordarsi che si tratta di un'opera difficile, più che far scuola, per­ ché il suo compito è di attualiz­ zare dei valori in uno dei momen­ ti in cui il giovane agisce « inevi­ tabilmente e nel modo più spon­ taneo ». Perciò ocorre che si crei come una « comunione », un unico sentire tra educatore e giovane. A. R.

il secondo intervento è di GRAZIA FUCCARO reggente del Comitato Nazionale della FARI.

rp anto si è detto, _tanto-^si_ è JL scritto sullo sport che uno fa un po’ di fatica ad inserirsi in un tale discorso e dire la sua in un modo originale. Si sono costruiti ‘discorsi da persone più o meno competenti o rappresentative perché lo si do­ veva fare in una determinata cir­ costanza o per convincere la mas­ sa dell'esistenza di tale fenomeno e della necessità di viverlo e farlo vivere responsabilmente, o per chiarire a quelle persone che in un modo o in un altro si erano in­ serite nel fenomeno e lo stavano sfruttando per i fini più vari, del­ la vera funzione di tale realtà e del giusto posto che essa doveva trovare nell’ordine di tutte le cose. Sì, si parla tanto di sport ma forse molto meno dello sport co­ me una realtà umana, una realtà che deve essere vissuta responsa­ bilmente, una realtà che come tutte le cose è a servizio dell’uo­ mo, creata per l'uomo e che dal­ l’uomo deve essere riportata al creatore. La sport al servizio dell'uomo, non al servizio del dentifricio X o delle cucine Y. Né tantomeno lo sport alfiere di una ideolo­ gia. Lo sport è una realtà che aiu­ ta l’uomo a realizzarsi. Realizzare se stesso nella sua personalità e nella sua vocazione umana e cri­ stiana. E dobbiamo essere con­ vinti che lo sport può fare questo, che lo sport è un valore e intanto educa, integra l’uomo a tutti i li-

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velli in quanto l’uomo stesso può partecipare lucidamente ai valori con i quali viene in contatto atrlaverso lo sport. E bisogna essere ciechi, e di cie­ chi al mondo ce ne sono molti, per non vedere i valori che lo sport presenta. Quando si offre ai giovani di •’ivere lo sport si dà la possibilità a questi giovani ili vivere il sacri ficio, la lealtà, l'amicizia, la vitto ria, la sconfitta, il rispetto degli -altri, la gioia. Offrendo la possibilità di vivere questi valori, si rendono capaci i giovani di scoprire questi vaioli in altre realtà create e di viverli pienamente e gioiosamente sem­ pre. Si tratta quindi di conoscere questi valori, di far attenzione a questi valori, di viverli, di presen­ tarli. E questo discorso vale per chi organizza dello sport e lo offre. Si tratta di inserirci nello sport, di rispettarlo per quello che è, di salvarlo, come tutte le altre realtà umane soggette a corruzione. E questo discorso vale per chi fa dello sport. Quando si parla di sport come fatto culturale mi pare che si cen­ tri il problema. Se per cultura intendiamo, co­ me intende il Concilio, tutti quei mezzi di cui l'uomo si serve pei-

sviluppare ed esprimere tutte le numerose capacità di spirito e di corpo, non possiamo far altro che ammettere che il vero sport è cul­ tura Infatti lo sport così come l’ab­ biamo presentato finora è un mezzo attraverso il quale la per­ sona si esprime, si realizza com­ pletamente. Perciò quando la per­ sona ha la possibilità di fare un autentico sport, dignitoso per tutta la sua persona, può vivere una autentica esperienza d’i cul­ tura. "Naturalmente un latto umano, un fatto culturale non può non essere anche un fatto comuni­ tario. E lo sport aiuta, educa a sen­ tirsi imo, a sentirsi assieme, a sentirsi utili, a riconoscere il pro­ prio senso nel gruppo e nella vita. Lo sport dà questa apertura socia le all’uomo, all’uomo che fa fatica a considerarsi una piccola parola in un discorso completo, all’uomo che considera l’altro uomo un an­ tagonista, all’uomo che ogni gior­ no di più viene a soffrire della sua solitudine profonda. Lo sport può ridimensionare socialmente l’uomo. Assieme si costruisce, assieme ci si esprime, assieme si vince, as­ sieme si perde, assieme si gioisce, assieme si soffre. E lo sport ci aiuta a stare assie-

me a questi altri, a capire il loro senso e a trovare il nostro senso. E capire il nostro senso è capire un po' tutto. Abbiamo considerato lo sport e la possibilità che esso offre al­ l’uomo di realizzare se stesso nel­ la sua personalità e nella sua vo­ cazione umana. Per il cristiano c’è anche un ulteriore discorso da fare, cioè considerare lo sport come mezzo, come momento nel quale l’uomo può realizzarsi completamente anche come cristiano. Tutte le realtà umane fanno parte di quel piano di salvezza che tutti siamo chiamati a realizzare in collabora­ zione con Dio e con tutti gli altri uomini. Lo sport è una di queste realtà umane. E far vivere lo sport in un modo autentico è dare la possibilità alla persona di diventare consapevole che anche mentre fa l’attività sportiva sta realizzando il piano di Dio; è dare la possibilità al­ l’uomo sportivo, che è anche cri­ stiano, di collaborare cosciente­ mente e responsabilmente alla creazione e alla redenzione... Lo sport è un po’ lutto questo. Potrei continuare a pensare, a parlare, ma mi basta. Mi basta per poter d'ire: vale la pena di fare sport, vale la pena lentare di salvare lo sport.

Due grossi equivoci pongono in pericolo il reale valore della pra­ tica sportiva nella società mo­ derna, in quella italiana parti­ colarmente. £ Il primo è quello di dimentica­ re che il soggetto dello sport è l’atleta. La dimenticanza può es­ sere inconscia o voluta, ma in ogni caso falsa la pratica spor­ tiva alla sua stessa radice. E al­ lora vediamo l’atleta divenire strumento di mire commerciali, divistiche o anche semplicente tecniche e agonistiche. Il secondo è quello di separare lo sport dal suo contesto cultu­ rale. Sport e cultura sono legati da vincoli intimi e integrativi. La cultura italiana, erede di una concezione culturale sorpassa­ ta, non ha ancora saputo coglie­ re e valorizzare questo stretto legame. Per questo lo sport è tuttora relegato ai margini del­ la società e dell’educazione giovanile. 24

G. F.


*___ “«"■a di MONDO GRANDE E PICCOLO

nè indifferenza nè guerre sante IN ITALIA E’ ORMAI AVVIATO in una parte dell’opinione pubblica il dibattito sul divorzio, un problema capitale per il futuro delle nostre famiglie. Non è certo una nota di modestissime propor­ zioni a poter affrontare con un minimo di serietà l'argomento ma non ci si può esimere, pur in uno spazio ridotto, da alcune constatazioni. La prima è che, come spesso accade per argomenti che appassionano ed ac­ calorano, si è trascurato di partire dal­ la realtà, così com’è, senza fronzoli e cifre di comodo. I laicisti parlano di cinque milioni d’italiani direttamente interessati al problema e con un can­ dore che lascia stupefatti rivelano an­ che il modo con cui hanno ottenuto una cifra così improbabile (il 10% dell’intera popolazione italiana!): tanto di sepa­ razioni legali moltiplicato per due, tanto di separazioni di fatto, tanti figli pre­ sumibili. Il conto con la cresta, insomma, come fa il garzone del droghiere. In realtà gli unici dati di cui si dispo­ ne sono quelli relativi alle separazioni legali accolte, agli annullamenti ed alle sentenze straniere che hanno ottenuto validità giuridica in Italia: per fare un esempio, dal 1941 al 1962 (ventun’anni, con una guerra di mezzo e con trasfor­ mazioni sociali profondissime) vi sono state 146.607 domande di separazione legale di cui solo 86.214 sono state ac­ colte. I cattolici non parlano nemmeno di ci­ fre: invocano la solidità della famiglia

il simbolo della violenza è “K” KRIMINAL, SATANIK e SADIK hanno perso il loro duro scontro con la legge. fumetti neri,

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MARTINUCCI

MONDO GRANDE E PICCOLO

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italiana, parlano di sana tradizione, convocano i Comitati Civici con vibran­ ti telegrammi, dichiarano che il Con­ cordato non può essere sottoposto a re­ visione. Solo qualche voce isolata si al- . za a distinguere le argomentazioni re­ ligiose da quelle più propriamente giu­ ridiche. Qui si è già nell’ambito della seconda constatazione. I termini con cui si Conduce il dibattito non contri­ buiscono a chiarire ma a confondere il problema e finiscono per essere riservati ad una schiera ristretta di competenti, mentre è proprio questo il momento — in un problema che tocca vitalmente tutti — di chiamare tutta l’opinione pubblica italiana a prenderne coscienza in un modo intelligibile, senza astrusità da legulei ma anche senza il ricorso allo spauracchio delle crociate e al cli­ ma da guerra santa.

quelli che fanno « passa­ re il tempo » ai nostri idoli del calcio durante i ritiri (insieme a tutta l’altra marea di fumetti, a colori e no), hanno vi­ sto condannare i loro di­ rettori ed editori chi a sei mesi chi a cinque me­ si di reclusione più una forte pena pecuniaria. Motivo: provocano la dif­ fusione del delitto tra in­ dividui dotati di scarsa intelligenza critica. Basterebbe così, ma for­ se è meglio guardare più a fondo in questo fatto di cronaca giudiziaria che ci apre uno squarcio di psicologia umana non studiata solo sui libri ma realmente vissuta. Du­ rante l’interrogatorio de­ gli imputati e, in seguito, nelle arringhe dei difen­ sori sono venute fuori al­ cune osservazioni. Ernesto Colombi, lo stampatore di « Kriminal » e « Satjwfik », ha detto che si stava per creare un’associazione fra i molti lettori, con lame, tute e reparti speciali e che con il processo era avvenuto che di copie se ne vendevano molte di più. L’avvocato Sbisà della difesa ha parlato di una umanità nella quale

siamo immersi che sem­ bra aver accettato senza più reagire gli orrori, gli scempi, le torture che so­ no il patrimonio eredita­ rio della seconda guerra mondiale e che rivivono ogni giorno nella guerra del Vietnam, nelle vio­ lenze della malavita na­ zionale ed internazionale ed in un certo cinema di marca italiana che semi­ na di scempi e di cada­ veri un Far West falso ed irriconoscibile. La violenza, cioè, è in _ noi più di quanto osiamo ammetterlo e non basta­ no certo le tirate mora­ listiche, contro la società quando avvengono furti e delitti, ad estirparla: è dentro, nelle pieghe del­ l’anima, che vanno modi­ ficati compiacimenti e sfoghi di fantasia dove il male è già per così dire presente, al di là dell’oc­ casione rappresentata dai grotteschi e ridicoli per­ sonaggi dei fumetti neri. Ma di questa intricata e sconcertante realtà inti­ ma del’uomo ne parlava già, e in maniera magi­ strale, un piccolo libro, il vangelo, che fu scritto per tutti, anche per gli ap­ passionati del fumetto.

■M

i figli del signor ministro Lars e Peter, rispettiva­ mente 17 e 15 anni, sono i figli del vice-cancelliere e ministro degli esteri te­ desco Willy Brandt e, si sa, hanno girato come at­ tori un film antinazista tratto dal romanzo «Gatto e Topo» di Gunter Grass, autore, tra l’altro, de «Il tamburo di latta ». Lars è un ragazzo molto intelligente e porta gli oc­ chiali. Quando gli chiedo­ no : « Cosa pensi della Germania, Lars? », alza la testa e un po’ seccato ri­ sponde: « Scusi, ma lei cosa cerca? Non lo sa che nella Germania di oggi ci sono i soldi che contano?». Forse è un anarchico, di­ cono i benpensanti tede­ schi. Quando Brandt se­ nior fece l’accoppiata politca con l’attuale cancel­ liere Kiesinger, per due giorni non guardò in fac­ cia il padre e andò in giro per Bonn con dei cartelli contro il genitore, assieme a molti altri dissidenti, naturalmente. Secondo gli amici del padre, Lars non crede più. nella socialde­ mocrazia che, secondo lui, sarebbe « riuscita a por­ tare in Germania soltanto benessere e danaro, ma po­ che idee, poca chiarezza vitale ». E Brandt (Willy) gli risponde: « Devi rin- ■ graziarmi che ti ho educa­ to al senso della libertà e ti ho abituato a ragionare con la tua testa ». Il fatto che i figli del ministro si mettano — sia pur provvisoriamente — a far gli attori non fa solo ridere. Ma è anche il se­ gno che in Germania si muove qualcosa di diverso da noi, sia nel mondo gio­ vanile sia nella vita ai margini della grande poli­ tica. In Italia è quasi in­ concepibile che i familiari dei signori ministri non vivano la vita paludata dei padri: scuole facoltose, vi­ ta morigerata, scarsi con­ tatti con la vera realtà del paese e molti ricevimenti, molta vita riservata, poche amicizie e tutte « bene ». Non per colpa dei figli dei ministri naturalmente ma per colpa di quel palu­ damento da setta chiusa, di turris eburnea dal lin­ guaggio incomprensibile e cifrato che è, in genere e purtroppo, la politica ita­ liana.

PAOLO MORETTI

25


Una tavola rotonda promossa daH’uflìcio del tempo libero della DC con la partecipazione dei prof. Gedda. Antonelli, Venerando, Zappala e dall’on. Del Vescovo. I rapporti tra medicina e sport inquadrati nella prospet­ tiva d’un nuovo modo di impiego del tempo libero.

sport e medicina

i giochi del pacifico del sud Nel dicembre scorso si sono svolti a Noumea i Giochi del Pacifico del Sud giunti alla seconda edizione; la prima si era tenuta nel 1963 a Suva, nelle Isole Figi. Questi giochi si vengono ad affiancare a quelle competizioni che fanno da corollario ai Giochi Olimpici; si cominciò con i Campionati Europei per poi passare a quelli Ame­ ricani, i Giochi del Medi­ terraneo e quelli Asiatici, POLYNESIE FRANCAISE

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Le Isole Figi hanno de­ dicato due dei loro fran­ cobolli commemorativi al­ l’atletica ed il terzo anco­ ra al nuoto; naturalmente

su questi francobolli è stata riprodotta l’effige della Regina Elisabetta d’Inghilterra. Due caratteristiche in­ terpretazioni allegoriche dello sport sono il sogget­ to dei due valori emessi dalla colonia francese di

ll'“ JEUX DU PACIFIQUE SUD

quelli Africani ed i Giochi del Ganefo. Naturalmente anche per questi Giochi del Sud Pacifico non po­ teva mancare la rela­ tiva commemorazione fi­ latelica. La prima edizione era stata ricordata da dodici francobolli, emessi dai va­ • POLYNESIE FRANCAISE

i <2=^... f ~~i ; ii»> ueiixou pàcifkjué

sud

ri paesi partecipanti, que­ sta volta i commemorativi sono saliti a 17. La Nuova Caledonia, come paese or­ ganizzatore, ha pensato bene di dedicare all’avve­ nimento ben due serie, la prima composta da un so­ lo francobollo, raffiguran­ te uno stadio, e la secon­ da composta da quattro valori di cui tre dedicati all’atletica leggera ed uno al nuoto. 26

Wallis e Futuna. Ancora all’atletica leggera ed alla pallacanestro sono dedica­ ti i quattro francobolli dell’altra colonia francese della Polinesia. La commemorazione fi­ latelica di questi Giochi si chiude con la serie di tre valori emessa da Papua e

Nuova Guinea e raffigu­ ranti un lanciatore del di­ sco, un calciatore ed un tennista. MAURIZIO TECARDI

La

ia v o 1 a rotonda. svoltasi il 10 febbraio scorso presso il Circolo Marchigiano di Roma, apre un discorso organico su un problema di vivissi­ ma attualità quale è quel­ lo del migliore impiego del tempo libero nella nostra società. Il tema trattato in questo primo dibattito, in­ fatti — la prospettiva me­ dica dello sport —, non sa­ rà fine a se stesso, ma ver­ rà sviluppato in una serie di tavole rotonde su altri problemi analoghi i cui ri­ sultati confluiranno a for­ mare il programma e i di­ battiti di un convegno conclusivo sul tempo libe­ ro che l'ufficio del tempo libero della Democrazia Cristiana, diretto dall’on.le Jozzelli, organizzerà nella prossima primavera. Ciò che si chiedeva ai numerosi e qualificati in­ tervenuti a questa prima tavola rotonda e in parti­ colare agli eminenti stu­ diosi di medicina dello sport che hanno introdot­ to la discussione, era di precisare il modo, i tempi, i limiti, gli sviluppi dell'at­ tività sportiva in relazio­ ne all’individuo, all’ambiente, alla società. Il prof. Luigi Gedda, che ha recato all’iniziativa an­ che l’adesione dell’International Council of Sport and Phisical Education dell’ UNESCO, ha posto anzitutto in rilievo come lo sport possa eminente­ mente rispondere ad una delle più profonde esigen­ ze psico-fisiche dell’uomo d’oggi, cioè quella di un lavoro facoltativo, fisico e vario In contrapposizione al lavoro obbligato, meccanlclzzato e standardiz­ zato che gli offre oggi la società. La medicina ha un Interesse diretto allo stu­ dio dello sport, e lo sport potrà trarne enormi bene­ fici, nel campo delle scien­ ze biotecniche (aspetti

tecnico - biologici dello sport), biomediche (medi­ cina attitudinale, preven­ tiva e auxologica) e psico­ morali (psicologia speri­ mentale, pedagogia, socio­ logia). Il prof. Ferruccio Anto­ nelli ha parlato di alcuni aspetti psicologici dello sport quali l’agonismo e la libertà insita nel concetto di sport, che sono in gra­ do di contribuire al mi­ gliore equilibrio psichico dell'uomo moderno. L’on.le Del Vescovo, ha posto in rilievo come lo sport pos­ sa agire sul lavoratore in funzione di elemento an­ tifatica, antinoia e antico­ strizione, precisando, inol­ tre, che proprio per questo una giusta attività sporti­ va per i lavoratori deve es­ sere impostata con criteri di metodo, di ambiente e di contenuti tali che ten­ gano conto dello sforzo lavorativo, del desiderio di evasione dei lavoratori dal luogo di lavoro, delle esi­ genze di libertà e respon­ sabile partecipazione di tutti gli interessati. Il prof. Venerando ha posto in luce le gravi ca­ renze del controllo sani­ tario in Italia, sia in rela­ zione alla massa giovanile in generale, sia in parti­ colare a quelli che si de­ dicano allo sport, ed ha auspicato urgenti inter­ venti governativi in me­ rito. Il prof. Zappalà si è sof­ fermato a parlare dello sport nella scuola illu­ strando soprattutto la sua essenziale finalità che è quella di favorire un’ar­ monica e sana crescita degli alunni, con tutte le conseguenze pratiche che ne debbono seguire circa l’impostazione dei pro­ grammi di educazione fi­ sica e sportiva, di attrez­ zature, di insegnanti e di rivalutazione generale del­ la materia.


un atto storico per lo sport italiano

il parlamento programma lo sport Il lungo, faticoso e contrastato iter del capitolo XIV del Piano Quinquennale, dedicato allo sport, si è concluso 1'8 feb­ braio scorso. Lo Camera dei Deputati ha approvato all’una­ nimità la programmazione sportiva. Abbiamo parlato tante volte di questo capitolo e dell'im­ portanza fondamentale che esso può rivestire per il futuro dello sport italiano, che ci sembra superfluo ogni ulteriore commento. Ci limitiamo a pubblicarne il testo definitivo, cosi come è stato approvato, ricordando soltanto che delle procedure di applicazione si interesserà un'apposita Commissione Interparlamentare. 146 - Uno sforzo conside­ revole dovrà essere effettua­ to nei prossimi cinque anni per la promozione dello sport, che costituisce uno strumento di elevazione fi­ sica e morale dei cittadini. L’intervento pubblico è tanto più necessario se si considera la sproporzione tra lo sport dilettantistico e quello professionistico, dota­ to di ampie risorse finan­ ziarie e di potenti mezzi di suggestione. Sul mancato sviluppo del­ la pratica sportiva a carat­ tere dilettantistico influisco­ no naturalmente molte cau­ se, tra cui non trascurabili quelle di carattere ambien­ tale e psicologico. Determi­ nante è, però, l’inadeguata attrezzatura di impianti sportivi, particolarmente nel­ le regioni meridionali.

147 - Per una decisa azione di sviluppo del settore sono necessari il *’ riordina ~ ­ mento• della legislazione sportiva e la realizzazione del programma organico di investimenti in impianti ed attrezzature sportive, rico­ noscendo le spese degli Enti Locali per gli impianti spor­ tivi, quali spese inerenti compiti istituzionali. Il riordinamento della le­ gislazione sportiva dovrà tendere a: — favorire e disciplinare l’attività sportiva per la sua importanza sociale e forma­ tiva; — rafforzare lo sport di­ lettantistico garantendo ad esso 1 mezzi economici ne­ cessari per il suo ordinato sviluppo; — assicurare allo Stato l'esercizio di un più efficace controllo sulle attività spor­ tive a carattere professioni­ stico, in considerazione an-

che al notevole impegno economico diretto e indiret­ to da esso sopportato; — riservare al CONI l'or­ ganizzazione e il rafforza­ mento dello sport agonistico, specie per quanto riguarda la preparazione e la parte­ cipazione degli atleti italia­ ni ai Giochi olimpici assicu­ randogli mezzi adeguati; — favorire, con particola­ ri misure, l’attività sportiva nell’ambito delle Università e delle Scuole, delle Forze armate e delle aziende. Per quanto riguarda il programma di rafforzamen­ to e ammodernamento delle attrezzature sportive, si do­ vrà asiscurare la realizza­ zione di circa duemila im­ pianti sportivi, da destinare principalmente a quelle di­ scipline che presentano le maggiori carenze di attrez­ zature — nuoto, tennis, atle­ tica, pallacanestro, ecc. — e di mille campi di ricreazione, con piccole attrezzature sportive, micropiscine, e parchi. Di questo complesso, 900 impianti sportivi e 300 cam­ pi di ricreazione dovranno essere localizzati nel Mezzo­ giorno, dove sono maggiori i fabbisogni. L’esecuzione di un tale programma comporta una spesa di 65 miliardi, di cui 28 destinati al Mezzogiorno. Nel prossimo quinquennio è prevista l’attuazione del 50 per cento del programma per le attrezzature sportive. Le modalità di intervento, per la realizzazione degli im­ pianti di cui sopra saranno indicate con appositi prov­ vedimenti di legge, preve­ dendo il parere di una spe­ ciale Commissione di sena­ tori e deputati, lasciando, in via di massima, la più am­ pia iniziativa agli Enti Lo­ cali-

Questa la foto, un po’ storica anch’essa, che pubblicammo nel gennaio ’65, all’atto dell’inclusione del cap. XIV nel Piano Quinquennale. Da sinistra a destra i Ministri più di­ rettamente interessati: dei Lavori Pubblici Mancini, del Turismo Corona, del Tesoro Colombo.

commenti della stampa I giornali sportivi, una vol­ ta tanto, hanno generalmen­ te mostrato di cogliere la importanza storica del capi­ tolo approvato. In alcuni commenti abbiamo anche scorto l’eco di una atten­ zione e comprensione del problema sportivo italiano nel suo complesso che fran­ camente ci ha stupito. Ec­ co alcune citazioni. Una considerazione posi­ tiva « riguarda la consape­ volezza generale della ne­ cessità di determinare una profonda divisione fra sport agonistico vero e proprio... e lo sport dilettantistico, del tempo libero, della ricrea­ zione, dell'attività educativa. Ad ognuno il suo diritto-do­ vere, insomma» (La Gazzet­ ta dello Sport, 9 febbraio 1967). «È significativo che si sia ravvisata l’opportunità del­ la costituzione legale di una Commissione Interparlamen­ tare... in grado di mantene­ re i contatti fra il mondo dello sport (che comprende le Federazioni e gli enti di

Propaganda, C.S.I., U.I.S.P., eccetera, assai più impor­ tanti per l'attività di base, questi ultimi, di quanto mol­ ti pensano) e l'assemblea le­ gislativa... Lo slogan « lo sport agli sportivi » ha inge­ nerato grossi equivoci, de­ formando il rapporto che deve, o dovrebbe, intercor­ rere tra forze politiche e forze sportive. Un conto è difendere l’autonomia fun­ zionale e tecnica delle Fe­ derazioni, altro conto è igno­ rare : rapporti che devono esistere tra sport e società » (Tuttosport, 10 febbraio). « Nel momento in cui i politici hanno finalmente deciso di occuparsi di sport in modo serio, è bene ricor­ dare che il loro intervento è necessario ed urgente sovrattutto in quella parte del­ l’attività sportiva che me­ no rende agli effetti pubbli­ citari; cioè quella che più da vicino investe i problemi di diffusione dell’idea spor­ tiva e della pratica dello sport tra i giovani » ( Cor­ riere della Sera, 9 febbraio).

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STADIUM Abbiamo inviato l’anna­ ta 1966 di « Stadium » ad alcune personalità del mondo sportivo. Ci stanno pervenendo cortesi lettere di ringraziamento. Ne pub­ blichiamo alcune che ci sembrano particolarmente significative. Caro Presidente, La ringrazio per il gentile omaggio che il Centro Sportivo Italiano ha voluto farmi con la raccolta del periodico Stadium. Colgo l'occasione per rinno­ varle la mia personale simpa­ tia per l'opera imponente ed ammirevole che il C.S.I. svolge in profondità per la conoscenza e lo sviluppo dello sport fra i giovani e mi auguro vivamente che le relazioni fra la Sua or­ ganizzazione ed il C.I.O. (che ho l'onore di rappresentare in Italia), e che perseguono fra l’altro i medesimi ideali spor­ tivi, possano in avvenire diven­ tare più stretti e sempre più improntati su una reciproca com prensione e collaborazione. Con i migliori ringraziamenti e saluti. Dott. Giorgio De' Stefani membro del CIO

Oltre centocinquanta fotografie originali e numerose sequenze cinematografiche per la prima volta pubblicate in Italia. Disegni, schemi, illustrazioni, in una elegante presentazione. Pag. 152, L. 900

o PALLAVOLO

Si richiede a Centro Sportivo Italiano Via della Conciliazione, 1 - Roma

* * * Caro Presidente, ho ricevuto la raccolta 1966 del periodico « Stadium ringrazio vivamente. Ho ammirato la veste tipo­ grafica della raccolta ed ho trovato molto interessante il suo mia contenuto. Metterò nella biblioteca il volume insieme a quelli degli anni decorsi e che Ella ha avuto la bontà di in viarmi. Confermandole la mia stima e la mia amicizia. La saluto cor­ dialmente. Adriano Rodoni Presidente della F.C.I.

* Caro

♦ *

alla sctìedina la sctiedina

Presidente,

La ringrazio sentitamente per le affettuose parole della Sua in data 16 gennaio u.s. nonché per il graditissimo invio della copia rilegata di « Stadium » 1966. Ricorro più spesso di quan to non si creda a notizie pub­ blicate su « Stadium », ed an­ che perché attraverso quelle di pagine si respira un'aria vero e genuino sport. Grazie assai, quindi, e La prego poi voler esaminare con ogni possibile benevolenza quan­ to Le riferirà il comune amico Dattilo a seguito del recente incontro per lo sviluppo della attività della Sezione Primavera Sempre a Sua disposizione, Le invio intanto molti affet tuosi saluti. Giosuà Poli Presidente della FIDAI

28

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una carica di

una realta* in cifre


esercizio di riscaldamento con la palla o scopo di questi esercizi è di prendere sempre maggior confidenza con la palla, aumentare la velo­ cità dei movimenti e la ri­ serva di flato dei singoli gio­ catori. Inoltre sono molto efficaci come esercizi di ri­ scaldamento prima di una partita. Il primo schema che ve­ dremo infatti è adattissimo allo scopo suddetto in quan­ to risulta molto scorrevole e piacevole. Disporre i propri giocatori in metà campo come da fi­ gura 1. Si comincia da 1 che ha la palla. 1 passa a 2 e prende il suo posto, 2 passa a 3 e prende il suo posto, 3 passa a 4 e prende il suo po­ sto, 4 passa a 6 che va a ca­ nestro e prende il suo posto. Dopo il tiro in corsa 6 si va a mettere dietro 10 mentre 5 che è andato al rimbalzo ricomincia aprendo su 1. Fig. 2. L’esercizio sembra complicato, ma in effetti è molto semplice, basta ricor­ dare ai giocatori che si do­ vrà passare sempre al com­ pagno a cui è stato fatto il primo passaggio e bisognerà occuparne il posto. Infatti in figura 1, 1 passa a 2, e 2 a 2, ecc., anche in figura 2 tali condizioni sono rispettate perché 5 passa a 1 e ne prende il posto, 1 passa a 2 e 2 a 3. come nel caso pre­ cedente e così via di seguito senza interruzioni. In figura 3 tracciamo per chiarezza il cammino della palla. Restano da dire alcune co­ se per completare lo schema e cioè: a) il giocatore che riceve il passaggio deve andare sempre incontro alla palla;

b) effettuare l'esercizio senza palleggiare e curando la precisione dei passaggi: c) iniziare l'esercizio ad un giusto ritmo ed aumen­ tare fino ad effettuarlo ab­ bastanza velocemente; d) a discrezione dell’alle­ natore le conclusioni, oltre che tiro in corsa, potranno essere : — arresto e sospensione; — arresto, finta di entra­ ta a destra ed entrata a si­ nistra e viceversa; — tutte le altre soluzioni contemplate dall’uno contro uno. In breve tempó lo schema si assimila e sarà senza dub­ bio simpatico eseguirlo pri­ ma di una partita, al posto del solito terzo tempo a due file che impegna due atleti più volte facendo freddare gli altri, mentre in questo caso tutti i giocatori sono quasi sempre in movimento. Tanto per la cronaca, ag­ giungiamo che tale schema è molto usato come esercizio di riscaldamento da grosse squadre, per esempio lo usa­ va la squadra del Canadà alle Olimpiadi di Roma del 1960 e per tale motivo ge­ neralmente viene definito « schema alla canadese ». MAURO PISANO

Fig. 1 - A: giocatori pronti per il rimbalzo; Fig. 2 - A: idem; Fig. 3 - B: strada percorsa dal rimbalzlsta che rico­ mincia il gioco. C: taglio a canestro e strada che lo stesso giocatore deve per­ correre per assumere la posizione di rimbalzo.

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tennis tavolo a cura di

DOMENICO MAIELLO

la funzione del tronco è fondamentale nel tennis tavolo ■w-

a funzione del tronco nel tennis da tavolo è 1 J fondamentale, poiché ha il compito: di fornire al­ l’arto, che si appresta a col­ pire la palla, una ferma ed equilibrata base di appog­ gio; di portare l’arto alla di­ stanza necessaria per ben colpire la palla, assecondan­ do l’azione degli arti infe­ riori. Riconoscendo al tronco queste caratteristiche fon­ damentali bisogna dedicargli una particolare attenzione nella preparazione atletica, che deve dare ad esso una notevole mobilità articolare, ed una rapida e precisa ca­ pacità di assumere le posi­ zioni più varie e difficili. La mobilità articolare ten­ de a dare al tronco la pos­ sibilità di rispondere, senza opporre resistenza, alle sol­ lecitazioni di assumere le posizioni più difficili. La ra­ pidità nella assunzione di queste posizioni è compito della muscolatura, che, ol­ tre a fornire la partenza ne­ cessaria, deve fare in modo che vengano raggiunte nel minor tempo possibile e nel modo più stabile. Questo per consentire all’arto di colpi­ re la palla con una buona base di appoggio. 'Infine, e non per questo meno impor­ tante, deve lavorare in sin­ cronismo con l’arto quando viene chiamato a partecipa­ re all’azione di colpire la pallina. Gli esercizi della prepara­ zione atletica, quindi, devo­ no tendere a mobilizzare le aticolazioni, a rafforzare la muscolatura, a sviluppare la potenza necessaria per i ra­ pidi ed improvvisi sposta­ menti. Non si può fare una pre­ cisa distinzione fra gli eser­ cizi qualificandoli ad un so­ lo fine perché per la mag­ gior parte sono polivalenti, e con una caratteristica pre­ valente. Le caratteristiche inoltre possono variare nella loro importanza a seconda del modo con il quale viene condotto l’esercizio.

30

ESERCIZIO DICIASSETTESIMO

Flessioni del busto: La po­ sizione base è quella eretta con gli arti inferiori divari­ cati e gli arti superiori con le mani ai fianchi. Flettere il busto nelle quattro dire­ zioni, avanti, dietro, a destra e sinistra. Apprese le posi­ zioni basi, flettere il busto avanti a destra ed avanti a sinistra. Nell’azione della flessione avanti la schiena deve essere mantenuta alcu­ ne volte piatta ed altre la­ sciando che si faccia la cur­ va. L’esercizio si può fare anche con il rimbalzo. Per rimbalzo si intende un accenno di ritorno alla posizione di partenza per poi ripetere la parte finale del movimento e quindi fare il ritorno. ESERCIZIO DICIOTTESIMO Circonduzioni del busto: Passare partendo dalla posi­ zione di busto flesso avanti a quella flessa a destra, die­ tro a sinistra e quindi avan­ ti: l’azione deve essere fat­ ta tracciando un cerchio. Gli arti superiori sono con le mani ai fianchi e in un se­ condo momento si devono lasciare liberi dando loro la possibilità di assumere quel­ la posizione più naturale in­ fluenzata dalla gravità.

ESERCIZIO DICIANNOVESIMO Torsioni del busto: La po­ sizione base è quella eretta con gli arti inferiori un po’ piegati e divaricati, i piedi leggermente ruotati in den­ tro. Questo al fine di ren­ dere fisso il bacino e mobi­ lizzare al massimo la colon­ na vertebrale. Gli arti su­ periori possono sia poggiare con le mani sui fianchi che essere messi nella posizione in fuori, palme in su. La po­ sizione degli arti superiori in fuori permette normal­ mente una maggiore torsio-

I

Il Campione della Germania Federale, Conny Freundofer, in uno « smash i> nel corso di una recente edi­ zione dei Campionati tedeschi di tennis tavolo. È evi­ dente l’importanza di una buona preparazione atletica tendente a mobilizzare al massimo le articolazioni e rafforzare la muscolatura del tronco.

ne della colonna vertebrale perché sfrutta la maggiore velocità periferica degli arti. L’esercizio si può fare anche con rimbalzo. ESERCIZIO VENTESIMO

Flessioni del busto: Eser­ cizi a terra. Posizione supina, arti superiori lungo i fian-

chi. Flettere velocemente il busto in avanti sino a ragr giungere prima la posizione seduta e poi quella di fron­ te sulle ginocchia. Gli arti inferiori non devono flet­ tersi. Gli arti superiori pos­ sono aiutare il movimento afferrando con le mani le gambe appena sotto il gi­ nocchio e tirando il busto in avanti. L’esercizio si può fa­ re anche con rimbalzo.


ESERCIZIO VENTUNESIMO Posizione sul fianco con gli arti inferiori leggermen­ te incrociati, in modo che i piedi tocchino tutti e due per terra. Un compagno de­ ve tenere ferme le caviglie, gli arti superiori possono ri­ manere distesi lungo i fian­ chi; portarsi nella posizione di mani alla nuca o di braccia in alto. Sollevare il busto da terra sino a rag­ giungere la posizione più flessa possibile (si dovrebbe raggiungere un angolo di novanta gradi). È necessa­ rio fare attenzione che la flessione sia fatta sul fian­ co e non con uno sposta­ mento del busto in avanti, né con un accenno di tor­ sione. E’ necessario evitare l'aiuto degli arti superiori nel compiere la flessione, questo avviene normalmente mediante una spinta dei go­ miti sul pavimento. L’eser­ cizio si può fare anche con rimbalzo.

ESERCIZIO VENTIDUESIMO In posizione prona, arti su­ periori ai fianchi, alla nuca o in alto, a seconda della gravosità che si vuole dare all’esercizio. Un compagno deve tenere ferme le cavi­ glie. Sollevare il busto da terra il più possibile. L’eser­ cizio si può fare anche con rimbalzo.

ESERCIZIO VENTITREESIMO Posizione base come la precedente. Invece di solle­ vare soltanto il busto, lo si deve sollevare e torcere sino ai limiti articolati. L’azione deve essere fatta sia con la torsione a sinistra sia con quella a destra. Durante la azione di torsione il corpo non deve flettersi avanti perdendo la sua linearità. L’esercizio si può fare anche con rimbalzo. ESERCIZIO VENTIQUATTRESIMO Posizione prona o supina, arti superiori in alto. Flet­ tere il corpo a destra cer­ cando il massimo avvicina­ mento degli arti inferiori al busto e agli arti superiori. Lo stesso esercizio deve es­ sere fatto con l’azione verso sinistra e si può fare anche con rimbalzo.

ESERCIZIO VENTICINQUESIMO Spinta contemporanea delle spalle avanti, dietro e alto. ESERCIZIO VENTISEIESIMO Spinta alternata delle spalle dietro, avanti e alto.

ESERCIZIO VENTISETTESIMO Circonduzione delle spalle con senso di rotazione ora­ rio ed anti orarlo. DOMENICO MA1ELLO

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calcio a cura di RENATO BODINI

esercizio per il tocco di testa ontinuiamo a parlare ed a osservare i vari modi di colpire di testa la palla, onde permettere al giovane atleta una com­ pietà preparazione tecnica. L’esercizio che studiere­ mo oggi è utilissimo: es­ so ci serve per far impa­ rare la scelta del tempo esatto, l’anticipo sull’av­ versario e sulla palla per­ mettendoci anche di au­ mentare lo stacco da ter­ ra. cosa utilissima per una buona elevazione. L’impostazione dell’e­ sercizio dovrà quindi es­ sere la seguente: l’istrut­ tore provvederà a prende­ re due allievi alla volta (foto n. 1) e li disporrà come illustrato; quindi egli si porrà frontalmen­ te ai due e lancerà il pal­ lone in alto facendo in modo che la sfera superi il primo, che fungerà da ostacolo, obbligando in ta­ le modo l’allievo che com­ pie l’esercizio a saltare, colpire e restituire la pal­ la all’istruttore. Per eseguire bene que­ sto esercizio, è indispensa­ bile che l’allievo che lo compie stia sempre saltel­ lando sulla punta dei pie­ di sollecitando così il suo intervento. Egli si stacche­ rà dal suolo per andare in­ contro alla palla mentre questa è ancora in volo, e dovrà al momento del sal­ to arcuarsi all’indietro, aprendo istantaneamente le braccia. E’ da ricordarsi che la forza che si impri­ me alla palla deve prove­ nire dal ritorno del corpo alla posizione naturale e che quindi sono i reni che danno la spinta; il collo

dovrà rimanere rigido e la palla si dovrà colpire sulla fronte tenendo gli occhi aperti e la bocca chiusa. Questi accorgimenti so­ no indispensabili e quindi vanno tenuti in giusta evidenza, considerando la importanza di questo eser­ cizio che in pratica affina il repertorio dell'atleta, gli dà la necessaria scelta del tempo e inoltre lo abitua alla costante sollecitazio­ ne nei movimenti. L'eser­ cizio, quindi, si rivelerà di estrema utilità se eseguito con i sopra scritti accor­ gimenti (vedi foto n. 1). La foto n. 2 ci permette di osservare esattamente l’impostazione errata del corpo e del modo di colpi­ re la sfera. Infatti, la te­ sta anticipatamente incli­ nata in avanti non per­ metterà di colpire la pal­ la frontalmente, ma solo nella zona sopra la fronte perdendo così l’allievo ogni possibilità di controllo sul­ la sfera stessa. La posizio­ ne delle braccia esagera­ tamente all’indietro elimi­ nerà poi il giusto equili­ brio. le gambe lievemen­ te flesse sulla coscia non danno la possibilità della giusta e massima elevazio­ ne. inoltre rallentano lo scatto e di conseguenza il fulmineo stacco dal terre­ no di gioco. Difetti questi che lo istruttore dovrà eliminare con il proseguire degli-esercizi e degli allenamen­ ti. impostando così esatta­ mente l’allievo ad una per­ fetta condizione atletica e. per logica conseguenza, migliorando così continuamente il suo bagaglio tec­ nico. RENATO BODINI

Fig. 1


rimessa laterale a cura di

DUILIO OLMETTI

Ambu

sport d’inverno ovvero

sei giorni

quando gli estremi ... non si toccano 2 •

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