TOTAL PADEL 16 I SACRIFICI DI UN VENTENNE CON MATTEO PLATANIA
WHEELCHAIR PADEL
17 ANDREA PACINI: TRA CIELO E CAMPO
PREMIUM CLUB 18 APC ACTIVE PADEL CLUB: EREDITARE LA PASSIONE
FOCUS PRODOTTO
20 HEAD COELLO: PLAY LIKE THE NUMBER 1 22 BL003: LA COLLABO BABOLAT X LAMBORGHINI
L’aspetto che più mi piace nel padel è l'affinità con il compagno quando sei in partita. Diventa come una danza a due, e l'obiettivo è proprio cercare di rendere questa danza armoniosa
Andrea Pacini, pag.16
RESPONSABILMENTE
24 NO EXCUSES: OUTDOOR IMPACT SUMMIT
FIERE
25 VERSO IL PADEL WORLD SUMMIT 2026
FOCUS ON 26 PADEL E NEUROSCIENZE: COME USARE LA TESTA
SOTTO LA LENTE
28 QUANTO GUADAGNANO I PROFESSIONISTI?
CIRCUITI
29 SICILIA PADEL TOUR 2026: L’ISOLA FELICE
FOCUS SHOP 30 MUNDO DEL PADEL DI TRENTO
VISTO DAL COACH 32 L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI MAESTRO
L’ANGOLO DEL MENTAL COACHING
33 ALLA SCOPERTA DEL VISION TRAINING
PADEL LEGAL
34 IL PERMESSO DI COSTRUIRE IN SANATORIA IN AREA VINCOLATA
EQUIVOCI DA RISOLVERE
di Daniele Pansardi
Il Cupra FIP Tour sarebbe la porta d’accesso ai grandi palcoscenici del padel mondiale. Tra aggiustamenti e ritocchi vari, la Federazione a oggi può dirsi soddisfatta del suo prodotto. Nel calendario 2026 sono previsti in totale 200 tornei, con 17 nuovi Paesi e una partecipazione in crescita, ma dietro i numeri scintillanti (e molto positivi per il movimento) ci sono degli equivoci che si trascinano da diversi mesi. Ne ha accennato per esempio Matteo Platania, promettente siculo di 20 anni, durante la sua intervista al podcast Total Padel di Gabriele Marini e Marco Paialunga, di cui trovate un estratto a pagina 17. Platania osserva come tentare di scalare la classifica internazionale sia diventato “molto più difficile di prima”, perché ai tornei Silver e Bronze si iscrivono giocatori anche in Top 50 o 60. A differenza dei Challenger nel tennis, non ci sono infatti limiti di classifica, e chi ha bisogno di punti per restare aggrappato a posizioni più nobili del ranking finisce per intasare i tabelloni di quegli eventi che in teoria nascono per altri scopi. Edu Alonso, qualche tempo fa, aveva inquadrato il problema con parole ben più chiare e nette: “È un grosso problema per i giovani. Se a noi non viene impedito di partecipare a questi eventi, per i ragazzi sarà difficile crescere. In qualche modo la situazione va regolamentata”. Manuel Lamperti è stato anche più duro: “Se ci sono giocatori che preferiscono giocare in un FIP piuttosto che in un Premier, siamo sulla strada sbagliata". C'è modo e tempo di correggere il tiro: la Federazione guidata da Luigi Carraro saprà trovare il giusto equilibrio per una formula migliore, magari prendendo in prestito proprio le
regole del tennis? Continueremo ad approfondire la questione sui nostri canali.
Intanto, dalle nostre parti, non ci sono sicuramente equivoci sullo stato di salute del padel amatoriale. Una community viva e matura che alimenta tutto il movimento, e che grazie al fiuto e alla bravura di organizzatori locali e nazionali trova anche terreno fertile per portare in campo una sana dose di agonismo. È il caso del Sicilia Padel Tour, capace di federare un’intera regione attorno a "pala y bola" ed entrato nel circuito FITP-TPRA con la quarta edizione (ne parliamo con Francesco Russo a pagina 29); o della neonata Decathlon Wansport Padel Cup, che inizia dal Piemonte ma con ambizioni interessanti, visti anche i due main sponsor. E che dire di un’esperienza come il Rafa Nadal Academy Padel Tour?
Sei tappe in Italia e la prospettiva di giocare le finali internazionali a Maiorca. Chi ha voglia di mettersi alla prova, insomma, ha solo da scegliere. E se parliamo di sfidare se stessi, potete lasciarvi ispirare dalla storia di audacia e ostinazione di Andrea Pacini (pagina 17). Scoprirete che anche tra paracadutismo e padel possono esserci delle attinenze e dei punti di contatto, e che forse si può avere più ansia in campo che durante un volo. È proprio vero che la nostra mente è ancora un territorio in gran parte inesplorato. C’è chi ha provato a capirne di più, applicando le neuroscienze allo sport (pagina 26-27) in un libro ad hoc che risponde alle domande e alle agitazioni più comuni dei giocatori. Quando diciamo che il padel “è tutta testa”, poi sappiamo davvero come si usa?
Editor: Daniele Pansardi, Davide L. Bertagna, Andrea Farano, Marcello Ferrarini, Andrea Fierro, Sara Fumagallo, Gabriele Marini, Marco Paialunga, Adelio Rosate Art director: Simone Comi
Redazione: via Tertulliano 68, 20137 Milano Tel: 02.87245180 - Fax: 02.87245182 Corso della Resistenza, 23 - 20821 Meda (MB) Email: redazione@padelbiz.it Website: padelbiz.it
Anno 5 - Numero 2/2026 - Periodico bimestrale Registrazione al Trib. di Milano n . 6796/2023 del 12 giugno 2023. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 - conv. in L. 46/2004 Art.1 Comma 1 - LO/MI. Iscrizione al ROC n. 16155 del 23 novembre 2007 Stampa: Ingraph - Seregno (MB) Una copia 1.00 euro.
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Questo numero è stato chiuso il 14 aprile 2026
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ATLETI
GALÁCTICOS RACKETS: IL PROGETTO DI RONALDO PER LA CRESCITA DEL PADEL IN BRASILE
CARLOS TEVEZ INAUGURA IL CENTRO APACHE 32 PADEL IN ARGENTINA
Ronaldo il Fenomeno è pronto a investire negli sport di racchetta con il progetto Galácticos Rackets, che punta a valorizzare l’espansione del padel in Brasile. L’ambiziosa iniziativa dell’ex fuoriclasse prevede la costruzione di 100 campi da padel e 100 da tennis. Come riportato dalla rivista Exame, il progetto di Ronaldo si baserebbe su tre pilastri principali: i Galácticos Club, la fascia premium che integra gli sport di racchetta con una proposta wellness; Galácticos Arena, un format in franchising più accessibile, e attività sociali per ridare vita a spazi inutilizzati o abbandonati in città come San Paolo e Rio de Janeiro. La prima fase prevede un investimento iniziale di circa 25 milioni di real.
LA PRO PADEL LEAGUE RACCOGLIE NUOVI INVESTIMENTI PER 15 MILIONI DI DOLLARI
Il proprietario della franchigia NBA degli Charlotte Hornets, Rick Schnall, ha guidato una campagna di investimenti da 15 milioni di dollari nella Pro Padel League, la lega nordamericana che attira ogni anno i migliori giocatori al mondo. Al fianco di Schnall era presente anche una società di venture capital, la Left Lane Capital. "Partner come Rick ci danno ulteriore legittimità", ha dichiarato Michael Dorfman, ceo della Pro Padel League. "Credo che si possa acquisire anche una grande quantità di esperienza istituzionale coinvolgendo persone come lui, che hanno visto come funziona lo sport ai massimi livelli. Quest'investimento testimonia la visione a lungo termine che abbiamo come lega".
PADEL USA: AUMENTO DEI TESSERATI DEL 53% NEL 2025
La USPA (United States Padel Association) ha svelato che i suoi tesserati sono aumentati del 53,5% nel 2025, toccando i 2.915 in tutto il Paese. Oltre alla crescita dei tesserati, il numero di club affiliati alla USPA è salito a 108 nel 2025, rispetto ai 53 della fine del 2024. Nello specifico i club "premier" sono passati da 32 a 63, mentre quelli "ufficiali" sono aumentati da 13 a 36 (le due tipologie differiscono per l'offerta al pubblico, i requisiti e la capacità di ospitare tornei più o meno importanti a livello nazionale). In crescita anche il numero di tornei Open sotto l'egida della USPA, che sono più che raddoppiati: dai 48 eventi ospitati nel 2024 si è passati ai 104 del 2025.
Nella rosa dei tanti ex calciatori illuminati sulla via del padel si è aggiunto un altro nome illustre: Carlos Tevez. L'ex attaccante argentino ha inaugurato a San Miguel, nella provincia di Buenos Aires, un centro indoor che riprende il suo soprannome e il suo storico numero di maglia: Apache 32 Padel. La passione per il padel di Tevez si trasforma in un'occasione di business, come successo anche ad altri prima di lui. Gli esempi più illustri? Zlatan Ibrahimovic con il Padel Zenter, Zinedine Zidane con il Z5 Padel e Francesco Totti con la società di gestione e costruzione campi TZ Service. Nei mesi scorsi, Tevez era stato anche omaggiato da Bullpadel con due racchette speciali targate Apache 32.
SPASH APRE IL PROPRIO CAPITALE AL PUBBLICO CON UN CROWDFUNDING
Spash, azienda francese specializzata in tecnologie video e IA per il padel, ha lanciato una campagna di crowdfunding su Crowdcube, con l'obiettivo di aprire a tutti il capitale aziendale a fronte di un investimento minimo di 150 euro. L'azienda, che ha già consolidato una presenza importante nel mercato con la presenza in più di 400 club e su oltre 1000 campi, permette agli amatori di rivedere i propri match, condividere i momenti migliori e analizzare le statistiche di gioco pochi secondi dopo la fine della partita, grazie a telecamere e software IA installati direttamente nei centri sportivi. L’operazione ha già riscosso oltre 230.000 euro da 120 potenziali investitori nella fase iniziale.
AMER SPORTS SCEGLIE CARRIE ASK COME NUOVA PRESIDENTE DI WILSON
Amer Sports ha nominato Carrie Ask nuova presidente di Wilson. Ask vanta diverse esperienze nel retail sportivo: è stata ceo di Helly Hansen per quasi quattro anni e in precedenza ha ricoperto i ruoli di chief customer officer presso Tailored Brands ed EVP e president of global retail per Levi Strauss & Co. Per Nike, invece, è stata vice president e general manager dei Nike Store per il Nord America. L'ad di Amer Sports, James Zheng, ha descritto Ask come una "leader di comprovata efficacia con una solida esperienza nel senior management", sottolineando la sua competenza nella gestione omnichannel e nello sviluppo internazionale.
BULLPODCAST: IL FORMAT DI BULLPADEL PER RACCONTARE LE STORIE DEI CAMPIONI
Bullpadel amplia la sua offerta di contenuti con il lancio di BullPODCAST. Il nuovo format, disponibile sul canale ufficiale YouTube del brand, nasce per raccontare il dietro le quinte del professionismo: la vita quotidiana, la preparazione mentale e le sfide personali dei giocatori del team Bullpadel, andando oltre i semplici risultati sportivi. Condotto dal giornalista Nacho Palencia, l’ospite della prima puntata è stato Paquito Navarro con un'intervista in cui ha toccato diversi temi chiave della sua carriera: il primato mondiale, definito come un "sollievo" più che una semplice gioia, i colleghi e il rapporto con Belasteguin e Lebron, e la gestione della pressione dentro e fuori dal campo.
Carrie Ask, presidente di Wilson
Paquito Navarro
ATLETI
WEEBORA STRINGE
UNA PARTNERSHIP
CON GEMMA TRIAY
Weebora ha annunciato un accordo con Gemma Triay per una collaborazione che proseguirà per l’intera stagione. “Gemma Triay rappresenta l’eccellenza che Weebora vuole trasmettere in ogni suo progetto”, ha dichiarato Fabio Zecchini, fondatore e ceo di Weebora. “Se il talento cristallino e i titoli conquistati ne definiscono la carriera, sono l’attitudine e la capacità di guardare oltre il campo a rendere Gemma unica. Insieme a lei, vogliamo avvicinare gli appassionati a un nuovo modo di vivere il padel”. Triay indosserà il logo Weebora sul proprio abbigliamento durante i tornei ufficiali e sarà protagonista di attivazioni ed eventi esclusivi dedicati ai fan e a coloro che amano viaggiare con il padel, ispirando la community globale con contenuti digitali.
FRANCO STUPACZUK E SIUX
PROLUNGANO IL CONTRATTO FINO AL 2029
Franco Stupaczuk e Siux avevano già rinnovato il proprio legame fino al 2028 lo scorso agosto, prolungando un'avventura iniziata nel 2022. L'argentino e il marchio spagnolo hanno rinsaldato ulteriormente il proprio rapporto, che proseguirà almeno fino al 2029. L'azienda murciana ha ufficializzato la notizia con un video sul proprio canale Instagram. Il Polaco, 30 anni e attuale numero 6 del ranking FIP, è il volto principale del brand, che lo ha omaggiato anche con una serie di pale signature della linea Electra. In questa stagione Stupa sta giocando al fianco di Mike Yanguas, che era stato il suo partner già nel 2024. Siux, protagonista di recente di un importante rebranding che ne ha rinnovato l'identità, dimostra di credere più che mai in una delle sue punte di diamante, che accompagnerà almeno in un altro quadriennio.
ONLYFANS SCEGLIE ZAZU OSORO COME NUOVA AMBASSADOR
Aranzazu Osoro ha annunciato una nuova partnership con OnlyFans, con l’obiettivo di condividere in modo più diretto aspetti della propria vita professionale e personale. La scelta nasce dalla volontà di mostrare il dietro le quinte della sua quotidianità: allenamenti, preparazione atletica, viaggi, momenti fuori dal campo e contenuti esclusivi per i fan. La volontà di Osoro è quella di rafforzare il rapporto con il pubblico, offrendo uno spazio in cui comunicare in modo diretto e senza filtri. Non è la prima padelista professionista ad avere come sponsor OnlyFans: nell'ultimo anno la piattaforma, nota soprattutto per i contenuti espliciti, aveva messo sotto contratto Jon Sanz, Victoria Iglesias e Veronica Virseda.
LE SEI TAPPE ITALIANE DEL RAFA NADAL ACADEMY PADEL TOUR
DECATHLON WANSPORT PADEL CUP: IN PIEMONTE UN NUOVO FORMAT DEDICATO AGLI AMATORI
Dopo il successo delle prime due edizioni in Spagna e lo sviluppo del circuito in nuovi mercati internazionali, incluso il recente lancio negli Stati Uniti, il Rafa Nadal Academy Padel Tour continua ad ampliare la propria presenza globale, passando anche dal nostro Paese. Il circuito italiano del Rafa Nadal Academy Padel Tour avrà sei tornei nelle principali città italiane. Le sedi confermate sono Torino (10-12 aprile), Ancona (24-26 aprile), Roma (22-24 maggio), Milano (12-14 giugno), Napoli (26-28 giugno) e Firenze (18-20 settembre) prima di culminare con la finale che si disputerà presso la Rafa Nadal Academy a Maiorca, dove confluiranno anche i migliori team internazionali. Questo circuito amatoriale, che nel 2025 ha riunito 800 giocatori in Italia, mantiene l’innovativo formato a squadre ispirato alla Hexagon Cup. Nel 2026 il circuito potrà contare su Holafly come partner in Italia oltre che sul supporto di Babolat.
SERIE A: LE FINALI 2026 AL CORBETTA PADEL & FITNESS
Le finali della Serie A 2026 di padel si giocheranno al Corbetta Padel & Fitness di Corbetta, in provincia di Milano. Lo Scudetto si assegnerà tra il 17 e il 20 giugno e decreterà i successori della Lazio e di Milano Padel. Dopo l'edizione 2025 disputata all'Eschilo Sport Village di Roma, l'atto conclusivo del massimo campionato italiano torna dunque nell'area milanese, dopo che le finali del 2024 si erano disputate al Get Fit Village di via Pinerolo. Il Corbetta Padel & Fitness è un club all'avanguardia situato a ovest del capoluogo meneghino, che conta ben 10 campi indoor. Inoltre, i due centrali saranno dotati di tribune, ideali proprio per ospitare tornei ed eventi privati.
LED LIGHT PROJECTS NUOVO OFFICIAL PARTNER DELLA FIP
Dal 7 aprile al 21 giugno si disputerà la prima edizione della Decathlon Wansport Padel Cup, torneo amatoriale diffuso in Piemonte che coinvolgerà 65 circoli e 400 giocatori. Il format è stato ideato da Wansport, la piattaforma gestionale per i club e per le prenotazioni delle partite. La società italiana guidata da Michele Granieri parte dal Piemonte con il progetto proprio per via della capillarità della sua diffusione nelle regione (160 i club attivi che utilizzano l'app). Il torneo prenderà il via il 7 aprile e le finali si disputeranno il 20 e 21 giugno in due location simbolo del padel torinese, il Palavillage e il Motovelodromo, che ospiteranno l’evento conclusivo. Inoltre, durante la finale del 21 giugno, ci sarà una partita del Torneo VIP di Italy Padel Tour con le Football Legends, che vedrà alcune grandi figure del calcio come Nicola Amoruso, Cristian Brocchi, Alessio Tacchinardi e Mark Iuliano.
PREMIER PADEL: A LONDRA
SI GIOCHERÀ NELLA STORICA LOCATION DELL’OLYMPIA
Il debutto del Premier Padel a Londra avverrà nella suggestiva cornice dell'Olympia, uno storico spazio per eventi, fiere e concerti a Kensington con oltre 130 anni di storia. Nel corso del tempo ha ospitato manifestazioni sportive come incontri di pugilato, show di wrestling, oltre a concerti di Rod Stewart, The Cure, Chemical Brothers, e dal 4 al 9 agosto accoglierà i grandi nomi del padel mondiale per uno dei P1 più attesi dell'anno, dato che sarà una prima volta per il circuito nella capitale inglese. Inaugurato il 26 dicembre 1886, l'Olympia è stata profondamente rinnovata e ristrutturata durante l'ultimo decennio, rendendola una location molto ambita e iconica, vista anche la sua centralità e la vicinanza ai tanti luoghi storici di Londra.
PARTNERSHIP
WHOOP SIGLA UN ACCORDO CON IL PREMIER PADEL
La FIP ha siglato un accordo con Led Light Projects S.L., azienda spagnola specializzata in soluzioni d’illuminazione professionale per il settore sportivo, già punto di riferimento per i campi da padel in tutto il mondo. In virtù di tale collaborazione, Led Light Projects sarà partner della Federazione in qualità di Official Lighting Supplier. L’intesa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita e innovazione dei circuiti internazionali governati dalla FIP, con l’obiettivo di rafforzare gli standard organizzativi e tecnologici dei tornei.
OYSHO DIVENTA SPONSOR DEL P1 DI MADRID
Oysho continua a espandere la propria presenza nel mondo del padel con la sponsorizzazione del P1 di Madrid, uno dei tornei più importanti del calendario di Premier Padel. Il marchio del gruppo Inditex, partner di tante giocatrici nel circuito femminile, sarà presenting & apparel partner dell'evento madrileno dall'1 al 6 settembre alla Movistar Arena. Un'ulteriore dimostrazione della volontà di Oysho di essere parte del grande padel internazionale, dopo aver già attivato delle collabo con il P2 di Valladolid, il P1 di Milano e il Major di Roma. Oltre agli investimenti in sponsorship nei grandi tornei e nelle giocatrici d'élite come Paula Josemaria, il brand affianca l'organizzazione di eventi dedicati alle giocatrici amatoriali come la Oysho Padel Cup, che lo scorso anno si era conclusa proprio a Milano.
Premier Padel e WHOOP hanno annunciato una nuova partnership che unisce lo sport con la crescita più rapida al mondo e un leader nella tecnologia per la salute e la performance. Grazie a questo accordo triennale, WHOOP diventerà l'official health and performance wearable partner di Premier Padel, portando la sua tecnologia indossabile all'avanguardia e i suoi dati sulle prestazioni agli atleti. WHOOP fornisce approfondimenti fisiologici continui che aiutano le persone a comprendere meglio la propria salute. Misurando il sonno, lo sforzo e il recupero, WHOOP traduce dati complessi in indicazioni chiare e azionabili, consentendo di prendere decisioni più intelligenti in merito all'allenamento, alla performance e alla salute a lungo termine.
TORNEI
PADEL VS RACISM SI SPOSTA IN SARDEGNA PER LA QUINTA EDIZIONE
Dopo quattro edizioni organizzate a Milano, l’evento Padel vs Racism si sposta in Sardegna con una nuova formula all'insegna di sport e solidarietà dal 25 al 28 giugno. Quattro giorni di condivisione, networking e divertimento in una location come il Chia Laguna, in provincia di Cagliari. Il resort farà da cornice al torneo amatoriale a scopo benefico organizzato dall’agenzia di eventi Touche Eclat, che devolverà una part ae del ricavato devoluto all'Associazione IOTIFOPOSITIVO, che si rivolge principalmente alle scuole primarie e secondarie di primo grado, alle società sportive e agli oratori, con l’obiettivo di educare al rispetto e alla responsabilità. Anche quest'anno l'evento sarà nobilitato da alcuni ospiti speciali, tra cui l'ex campione del mondo Fernando Poggi e Miguel Lamperti.
IL PADEL ENTRA TRA LE DISCIPLINE SPERIMENTALI FISDIR
La Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali compie un nuovo passo nel percorso di crescita e lo fa con il padel, che entra ufficialmente tra le discipline sperimentali FISDIR. L’introduzione di questa disciplina risponde all’obiettivo di favorire la partecipazione e creare nuovi percorsi sportivi strutturati. L’avvio in forma sperimentale consentirà alla Federazione di valutare progressivamente lo sviluppo della disciplina, promuovendo attività dedicate, momenti di confronto e prime competizioni, con uno sguardo già rivolto a un possibile consolidamento futuro. A supporto della fase sperimentale, FISDIR promuove i primi Open Day dedicati al padel, momenti fondamentali per avvicinare atleti, tecnici e società alla disciplina: 13 giugno 2026 – Suprema Sport Village, Gubbio (PG) 3 ottobre 2026 – Gioia Padel, Pero (MI) 24 ottobre 2026 – TC2, Palermo (PA)
MAGNET:
UN’IDENTITÀ SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
Inizia un nuovo capitolo per MagNet. Il nostro gruppo, diventato negli anni un punto di riferimento per l’editoria B2B (e non solo) in Italia, vuole ampliare il proprio raggio d’azione anche al pubblico internazionale. Tutte le edizioni digitali delle nostre riviste sono ora disponibili per la lettura e il download interamente in lingua inglese. Questa evoluzione punta ad ampliare la nostra portata editoriale e a creare opportunità di networking e visibilità per i professionisti di tutto il mondo. Un passo ambizioso per rispondere alle esigenze di un mercato globale sempre più interconnesso. MagNet attualmente può vantare una readership di oltre 2 milioni di lettori. Le edizioni internazionali delle nostre riviste puntano ad aumentare la capillarità della nostra informazione, andando oltre delle barriere linguistiche che mai come in questi tempi possono essere superate sempre più agevolmente. E non lo faremo solo con le riviste cartacee. Anche il nostro ecosistema digitale è ora disponibile interamente in versione bilingue. Sui nostri siti web, attraverso l’apposita voce del menu, è possibile cambiare la lingua e consultare tutti i nostri contenuti in inglese.
GIOIE E DOLORI DELLA SPORTS ECONOMY
Sempre più redditizio, con prospettive di crescita strabilianti da qui al 2050.
Secondo uno studio del World Economic Forum, tuttavia, per lo sport non è tutto oro quel che luccica, soprattutto se guardiamo ai dati dell’inattività fisica
di Daniele Pansardi
Lo sport sta vivendo la sua epoca d’oro. Secondo il rapporto del World Economic Forum, stilato insieme alla società di consulenza Oliver Wyman e pubblicato dalla World Federation of the Sporting Goods Industry (WFSGI), l'economia globale oggi vale circa 2,3 mila miliardi di dollari, ma con prospettive di toccare un fatturato di 8,8 mila miliardi nel 2050.
Una previsione di così lungo periodo è per sua natura da maneggiare con cura, visto anche il sistema globale così volubile e incerto, ma ci racconta almeno in parte quanto l’attività sportiva sia diventata redditizia per società e fondi d’investimento, che riescono a capitalizzare sull’approccio delle persone allo sport come strumento di realizzazione personale e partecipazione a una community. Il rapporto sottolinea come l'attività fisica sia un fattore determinante, ma ancora in parte sottovalutato, per il benessere pubblico e una crescita sostenibile, e che non venga promosso adeguatamente dai governi nazionali in fase di prevenzione. Pur essendo destinata a crescere esponenzialmente nei prossimi 20 anni, l’industria sportiva insomma ha dei rivali da tenere in considerazione che possono minare in parte il suo ruolo nel generare profitti e avere un impatto sulla società: oltre al già citato scarso interesse da parte della politica, bisogna guardare alla sedentarietà e ai cambiamenti climatici.
FATTORI DI CRESCITA FUTURI
Secondo il rapporto, la crescita futura della sports economy sarà guidata da quattro trend principali:
1. l’evoluzione del turismo applicato allo sport; 2. l’emergere dello sport come un ‘asset class’ finanziario;
3. la crescita dello sport femminile; 4. riequilibrio nella crescita globale dello sport.
Per quanto riguarda il turismo, le previsioni indicano un incremento del 60% nell’economia sportiva totale entro il 2030. È diventato, inoltre, il segmento dalla crescita più rapida nell’industry turistica generale, tanto che nel 2025 il 10% della spesa globale per i viaggi
RICAVI GLOBALI DELLA SPORTS ECONOMY
è stata quella fatta per praticare sport, con ricavi che crescono a un tasso aggregato annuo pari al 28% dal 2020. Lo sports tourism riguarda sia l’acquisto di biglietti ed esperienze in grandi eventi sia i pacchetti che comprendono l’attività fisica in prima persona.
Il grande aumento di soluzioni e offerte del genere, che puntano a massimizzare il profitto attingendo a piene mani dal desiderio comune di essere parte di eventi e di non essere tagliati fuori, si lega a doppio filo al secondo trend, ovvero della finanziarizzazione dello sport. Il volume d’affari è cresciuto sempre di più, e i massicci investimenti di private equity e venture capital (senza contare i fondi sovrani che vogliono utilizzare lo sport come strumento di soft power) hanno proiettato l’industria in una fase nuova e diversa, dove la dimensione agonistica o produttiva non è necessariamente la principale priorità. Se da un lato, con questo nuovo capitolo, lo sport si è assicurato ingenti flussi di capitale rispetto al passato, dall’altro il rischio è che si perdano di vista i movimenti di base o la fetta di sportivi/appassionati meno abbienti e legati a specifiche tradizioni. Se parliamo di sport al femminile e dei Paesi emergenti, invece, i numeri raccontano di una crescita prorompente e con risvolti solo positivi. Per esempio, il report del WEF ha calcolato che a fine 2025 il fatturato relativo allo sport femminile sarebbe arrivato a 2,35 miliardi di dollari, più del triplo del 2022.
RISCHI E CRITICITÀ
Detto della grande crescita economica dello sport, bisogna anche affrontare il tema di chi dovrebbe praticarlo, e che invece è inattivo. Lo sport è diventato più redditizio, ma non è quindi diventato più democratico, se secondo una ricerca di The Lancet quasi un terzo degli adulti e fino all’80% dei giovani non si muove abbastanza. In base a quanto dichiarato dalla World Health Organization (WHO), l’onere economico dell'inattività fisica costerà tra il 2020 e il 2030 circa 300 miliardi di dollari ai sistemi sanitari.
Ci sono poi i cambiamenti climatici, e la degradazione delle risorse naturali che questi comportano, e che rappresentano un ostacolo per tante attività outdoor (e questa è un’ulteriore occasione per ricordare che il padel dovrebbe essere uno sport soprattutto indoor: guardare il P2 di Cancun per credere, o il caldo sofferto al Major di Roma nelle ultime edizioni). Allo stesso tempo, tuttavia, lo sport è uno degli agenti che mette a sua volta pressione sulla natura da cui dipende, in un cortocircuito difficile da contrastare specie se parliamo di professionismo.
PER UNA SANA PROSPERITÀ
Nella sezione dedicata alle potenziali best practice, il report del WEF sottolinea come tutti gli stakeholder debbano darsi come priorità quella di far crescere un ecosistema sano e sostenibile, non solo dal punto di vista economico e finanziario. Lo sport, pur con le sue criticità, può essere una forza trainante
grazie alla propria influenza culturale, che può promuovere un cambiamento trasversale. In quest’ottica, il WEF ha individuato tre strade da seguire per la sports economy.
1. Promuovere la gestione responsabile delle risorse
Si prevede che entro il 2030 la domanda mondiale di acqua dolce supererà l'offerta del 40%, un divario aggravato dal cambiamento dei modelli di precipitazioni e dalla crescente frequenza delle siccità. La gestione responsabile delle risorse dovrebbe quindi diventare una priorità gestionale in tutto il settore dello sport, integrata nei quadri di gestione dei rischi, nelle strategie di coinvolgimento dei fornitori e nella pianificazione infrastrutturale a lungo termine. Allo stesso tempo, è necessario favorire la scalabilità di modelli di business basati sull’economia circolare, e sfruttare gli eventi sportivi per diffondere e sperimentare su larga scala strategie di consumo più responsabili.
FIGURE 15
Preventive healthcare expenditure as a share of total health spending, selected countries/regions
2. Lo sport al centro delle città
Le città generano l’80% del Pil globale, e secondo le proiezioni accoglieranno il 70% della popolazione mondiale entro il 2050. Lo scenario urbano ha dunque delle potenzialità enormi, può sfruttare le community cittadine e può richiamare investimenti dal grande impatto su larga scala, poiché la loro densità demografica e la concentrazione delle infrastrutture favoriscono stili di vita attivi e generano effetti a catena significativi.
3. Favorire flussi di capitali orientati a obiettivi specifici
Per stimolare flussi di capitale orientati a uno scopo, sarebbe necessario passare da un finanziamento di natura transazionale a strategie di investimento orientate all'impatto e allineate ai valori. Se strutturati in modo efficace, i flussi finanziari destinati allo sport possono fungere non solo da motori di crescita patrimoniale e di performance commerciale, ma anche da moltiplicatori per l'inclusione sociale, la sostenibilità ambientale e la resilienza a lungo termine delle comunità.
Turismo sportivo $672 miliardi Wearables
Sports for People and Planet 9
OSSERVATORIO PADEL RETAIL
Continua l’indagine di Padelbiz con i rivenditori italiani, con cui analizziamo l’andamento del mercato nel 2025. Bilanci, problematiche, aspetti positivi, proposte, opportunità per il futuro. Parola ai negozianti di tutto il Paese di Daniele Pansardi
Le domande
Iretailer rappresentano l’anello fondamentale della filiera commerciale e proprio per questo è importante raccogliere il loro punto di vista, ascoltarne le richieste e considerarne i bisogni. Con le rubriche “Focus shop” e “Io apro perché” siamo soliti dare loro voce tutti i 365 giorni, ma è in occasione dei primi numeri del nuovo anno che, con il nostro Osservatorio Padel Retail (diventato un marchio di fabbrica di MagNet nel format La Carica dei 101), realizziamo una vera e propria indagine di mercato a 360 gradi. Bilancio dell’annata appena conclusa e prospettive per quella in arrivo, novità, trend, problematiche, opportunità, proposte: archiviato il 2025 nei bilanci dei punti vendita, quali sono le opinioni dei negozianti? Ecco la prima puntata della nostra indagine con interessanti spunti di riflessione per tutti gli operatori del mercato padel.
PARTECIPA ANCHE TU ALLA NOSTRA INCHIESTA
Sei un negoziante che gestisce un’attività legata al mondo padel? Padelbiz e il gruppo editoriale MagNet ti danno la possibilità di dire la tua, partecipando al nostro Osservatorio Padel Retail, che riprende uno dei nostri format editoriali più letti e apprezzati. Per rispondere alla nostra inchiesta, inquadra il QR Code qui a fianco, chiamaci allo 0287245180 o scrivici all’indirizzo mail redazione@padelbiz.it
BILANCIO
1. Come sono andate le vendite nel 2025 rispetto al 2024? (con indicazione della percentuale di crescita o calo)
2. Quali sono state le principali problematiche del 2025?
3. Racchette, scarpe o abbigliamento: quale categoria garantisce la marginalità più alta?
4. Avete un e-commerce? Se sì, quanto incide in percentuale sul fatturato complessivo?
TREND DI ACQUISTO
5. Quali sono i fattori che influenzano maggiormente i consumatori al momento dell’acquisto?
6. Qual è stata la fascia di prezzo delle racchette più vendute nel 2025?
7. Ogni quanto i clienti più abituali acquistano una nuova racchetta?
8. Quali sono le iniziative o gli accordi che riescono ad aumentare le vendite e a portare più persone in negozio?
PREFERENZE SUI MARCHI
9. Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di racchette?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di scarpe?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di abbigliamento?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di borse/zaini?
10. Qual è stata l’azienda con cui avete lavorato meglio nel 2025?
11. Voto complessivo a questo 2025 da 1 a 10?
12. Eventuali considerazioni finali e un vostro messaggio a fornitori e colleghi.
STABILE IN DIMINUZIONE
CARLISPORT
Ariccia (RM)
Luigi Carliseppe, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabili.
2. Calo della domanda, concorrenza online, marginalità ridotte.
3. L’abbigliamento.
4. Sì, tra lo 0% e il 10%.
TREND DI ACQUISTO
5. Consigli del negoziante, passaparola, fedeltà a un marchio già usato, prezzo e/o promozioni, utilizzo da parte di un giocatore pro.
PREFERENZE SULLE RACCHETTE
6. 150-200 euro
7. Ogni 12 mesi.
8. Demo day, test racchette, pacchetti o promozioni speciali.
I MARCHI PIÙ VENDUTI DEL 2025
9. racchette: ADIDAS, BABOLAT, BULLPADEL
scarpe: JOMA, ADIDAS, BULLPADEL
abbigliamento: BULLPADEL, JOMA, ADIDAS
zaini/borse: BULLPADEL, BABOLAT, WILSON
10. BABOLAT
11. Voto 2025: 8
12. Cerchiamo di fare acquisti sempre più mirati e di non avere quantità esagerate di prodotti, anche perché più prodotto abbiamo e minore è il margine per tutti, sia per negozianti sia per le aziende.
SPACE SPORT
Porto San Giorgio (FM) Sebastiano Properzi, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita del 20% circa.
2. Aumento dei prezzi, concorrenza online, marginalità ridotte.
3. L’abbigliamento.
4. No.
TREND DI ACQUISTO
5. Consigli del negoziante, fedeltà a un marchio già utilizzato, passaparola, prezzo e/o promozioni, test del prodotto, utilizzo da parte di un pro, tecnicità dei prodotti.
PREFERENZE SULLE RACCHETTE
6. 200-250 euro
7. Ogni 12 mesi.
8. Noleggio, test racchette, partnership con allenatori.
I MARCHI PIÙ VENDUTI DEL 2025
9. racchette: ADIDAS, BABOLAT, NOX
scarpe: ASICS, JOMA, HEAD abbigliamento: ADIDAS, JOMA, HEAD zaini/borse: HEAD, BABOLAT, YONEX
10. HEAD
11. Voto 2025: 9
12. Il mio negozio è basato su uno storico importante di tennis. Quindi l'aumento di fatturato e di movimento in generale è dovuto più all'incremento sul settore tennis che su quello del padel.
RAPID STRING
Rivoli (TO)
Davide Bianchin, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita di circa il 15/20%.
2. Aumento dei prezzi, concorrenza online, marginalità ridotte.
3. Le scarpe.
4. Sì, vale tra il 10 e il 20%.
TREND DI ACQUISTO
5. Consigli del negoziante, fedeltà a un marchio già utilizzato, prezzo e/o promozioni.
PREFERENZE SULLE RACCHETTE
6. 150-200 euro
7. Ogni 12 mesi.
8. Test racchette, pacchetti o promozioni speciali.
I MARCHI PIÙ VENDUTI DEL 2025
9. racchette: ADIDAS, BABOLAT, WILSON
scarpe: ASICS, BABOLAT, WILSON
abbigliamento: ADIDAS, BABOLAT, WILSON zaini/borse: WILSON, ADIDAS, BABOLAT
10. WILSON
11. Voto 2025: 6
CA’ SPORT
Rivarolo Canavese (TO) Paolo e Alberto Moro, titolari
12. Il nostro punto di vista va ben oltre il perimetro di Ca’ Sport. Le nostre attività hanno più ramificazioni, visto che la famiglia Moro ha diverse partecipazioni nella filiera sportiva grazie alla partnership con i-Sports, al cui interno confluiscono !koneec e Tennisfibre, e alla società 4Mat con il quale distribuiamo il marchio Diadem. Dal nostro osservatorio, vediamo un grande e continuo disordine nella distribuzione degli articoli sportivi, che comportano difficoltà insormontabili nelle vendite.
PADEL NUESTRO CASERTA
Marcianise (CE)
Emanuele Rinalli, addetto alle vendite
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita del 20-25%, perché è aumentata la notorietà del negozio.
2. Concorrenza online.
3. Le racchette.
4. No.
TREND DI ACQUISTO
5. Consigli del negoziante, utilizzo da parte di un giocatore pro.
12. Purtroppo bisogna combattere la concorrenza sleale che “sporca” il nostro lavoro. Non parlo solo degli e-commerce, ma anche di alcune piccole realtà private che svendono tutto perché non pagano Iva e tasse.
PADEL NUESTRO BRESCIA
Brescia
Giuseppe Bugatti, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabili
2. Calo della domanda, i giocatori cambiano meno l’attrezzatura.
3. Le racchette.
4. No.
TREND DI ACQUISTO
5. Consigli del negoziante, fedeltà a un marchio già utilizzato.
5. Consigli del negoziante, passaparola, test del prodotto.
PREFERENZE SULLE RACCHETTE
6. 150-200 euro
7. Ogni 12 mesi.
8. Test racchette, pacchetti o promozioni speciali. I MARCHI PIÙ VENDUTI DEL 2025
9. racchette: BULLPADEL, WILSON, ADIDAS scarpe: MIZUNO, ADIDAS, BABOLAT abbigliamento: ADIDAS, PADEL MI AMOR, MIZUNO zaini/borse: ADIDAS, WILSON, BULLPADEL
10. WILSON
11. Voto 2025: 3
12. Purtroppo le condizioni attuali mettono in crisi i negozianti a favore di sistemi poco corretti. Nel mio negozio sto chiudendo il reparto padel perché le aziende produttrici non stanno valorizzando i loro prodotti (vedi promo dal 50 al 70% dopo pochi mesi dall'uscita sul mercato di alcuni modelli) e non tutelano chi vende e cerca di fornire anche consulenza ai clienti. Poche aziende hanno adottato strategie corrette (cito Floky e Wilson), mentre molti fornitori
hanno il solo obiettivo di stracaricare i negozianti di ordini con condizioni assurde e per molti miei colleghi il tutto sta diventando insostenibile. Pale svendute a prezzi assurdi dopo pochi mesi e ribassi sul resto del materiale che non permette ai rivenditori di marginare. Mi auguro che questo sistema cambi, ma fino a quando le condizioni rimangono queste preferisco sospendere il reparto padel. Per assurdo, dopo sei mesi dal lancio sul mercato, mi sono ritrovato a vendere alcune pale sotto costo. A questo si aggiungono i Maestri venditori (con regolare ricevuta e titolo a farlo?), siti online che vediamo sparire in pochi mesi dopo svendite assurde. Va detto che i clienti preferiscono acquistare racchette usate, visti i prezzi elevati e non giustificati di alcune pale, considerando che basta una griglia per veder buttare nel cestino qualche centinaio di euro. Credo che il mercato sia saturo di attrezzatura e, passatemi il termine, direi piuttosto "marcio". Fino a quando non si assesterà su valori accettabili terrò sospeso il padel, che comunque mi ha garantito vendite importanti.
PADEL ELITE
Barletta
Daniele Corcella, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita del 20%.
2. Concorrenza online, marginalità ridotte.
3. Le racchette.
4. Sì, vale tra lo 0 e il 10%.
TREND DI ACQUISTO
5. Consigli del negoziante, test del prodotto
PREFERENZE SULLE RACCHETTE
6. 200-250 euro
7. Ogni sei mesi.
8. Demo day, test racchette, partnership con gli allenatori.
12. Ci vorrebbe più collaborazione per rendere il mercato meno caotico e mantenere una qualità più alta, senza svendere i prodotti primo giorno. Più servizi di qualità e meno quantità senza senso..
ACE TENNIS & PADEL
Brindisi
Ugo Cervo, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In calo del 30%.
2
. Concorrenza online, overstock, troppi canali di vendita.
3. Le scarpe.
4. No.
TREND DI ACQUISTO
5. Utilizzo da parte di un giocatore pro, recensioni online.
12. Bisognerebbe cercare di mantenere i prezzi corretti per il maggior tempo possibile, in modo tale da lavorare tutti al meglio e con i margini giusti. Invece le svendite continuano a iniziare troppo presto.
L’ADRENALINA
DEL CIELO E DEL CAMPO
Andrea Pacini è uno dei pochi paracadutisti paraplegici al mondo, eppure sente più ansia durante i tornei di padel. Una storia di determinazione unica nel suo genere, che si muove tra il volo e la racchetta
di Daniele Pansardi e Giuseppe Galliano
LA DANZA SUL CAMPO
Per Andrea Pacini, fiorentino, paracadutista con oltre 450 lanci all'attivo e atleta di wheelchair padel, il volo non è mai stato una fuga. È sempre stato un ritorno alla sua identità più profonda. Pacini è uno dei pochissimi atleti paraplegici al mondo - una decina in tutto - a praticare paracadutismo in autonomia. È il frutto di anni di lavoro tecnico, e di una passione che affonda le radici nel suo passato militare nella Brigata Folgore. Un’esperienza che segna il suo modo di stare nello sport e anche nella vita. Nel febbraio 2008, a 24 anni, un incidente in moto e una lesione midollare cambiano la sua quotidianità, ma anche su una carrozzina il suo approccio non è cambiato. La testa è rimasta quella del paracadutista.
TORNARE A VOLARE, DA SOLO
"L’aspetto che più mi piace nel padel è l'affinità con il compagno quando sei in partita. L'essere nel punto giusto al momento giusto, avere quegli schemi ed essere una cosa sola”
Tiro con l’arco, tennis tavolo, sci, i kart… Da uomo di sport, alla ricerca di stimoli continui e obiettivi quotidiani, Andrea prova a ritrovare il suo posto nel mondo passando da una disciplina all’altra, prima di tornare a volare con dei lanci in tandem nel 2009. Ma non è sufficiente. Andrea vuole riprendere il controllo del proprio volo, decidere ogni dettaglio della discesa. Quello che segue è un percorso lungo quasi un decennio, fatto di attrezzature da adattare, protocolli da costruire da zero e autorizzazioni da ottenere in un ambito senza precedenti consolidati. Nel 2018 arriva la licenza ENAC di paracadutismo, che lo inserisce in una categoria rarissima a livello mondiale. Un tutore speciale stabilizza le gambe durante il volo, ma è lui a decidere tutto. "È uno dei pochi sport in cui abbandoni la carrozzina," dice nel corso dell’intervista a Padelbiz. "È un posto in cui sto bene”. Oltre 450 lanci certificano non solo la competenza tecnica, ma una continuità agonistica che pochi atleti riescono a mantenere nel tempo. Oggi si occupa del Progetto Disability all'Aero Gravity di Milano, con cui avvicina le persone con disabilità al volo indoor, e attraverso l'associazione "Obiettivo Volare" ha portato centinaia di ragazzi a sperimentare quella sensazione di leggerezza che lui conosce bene.
“Nell'attività agonistica ho più ansia nel padel che quando salto dall'aereo. È una cosa strana da dire, ma è così”
Da qualche anno, l'adrenalina del cielo convive con una competizione più ravvicinata: il wheelchair padel, in un contrasto di stili e di sensazioni curioso e intrigante. Andrea gareggia nel circuito nazionale FITP, allenandosi a Firenze al centro Rondinella Padel Club, dove segue il progetto Rondinella Wheelchair per il padel in carrozzina.. "L’aspetto che più mi piace nel padel è l'affinità con il compagno quando sei in partita. L'essere nel punto giusto al momento giusto, avere quegli schemi ed essere una cosa sola. Diventa come una danza a due, e l'obiettivo è proprio cercare di rendere questa danza armoniosa”. Nonostante le differenze tra i due sport, Andrea ha trovato nel suo piccolo un filo conduttore tra paracadutismo e padel. E come spesso accade è una questione di testa. "Quando saltiamo da 4000 metri, hai 50 secondi di caduta libera. Se contestualizzi quella capacità di essere lucido nei momenti critici, puoi proiettarla anche nel padel per capire al meglio cosa fare in un determinato momento." Una competenza mentale allenata nel vuoto, applicata anche dentro le pareti di vetro. Con un piccolo paradosso: "Nell'attività agonistica ho più ansia nel padel che quando salto dall'aereo. È una cosa strana da dire, ma è così”. L'impegno di Pacini va oltre la propria carriera. Con Pippo Galliano è tra i protagonisti del Para Padel Project, che punta a costruire un movimento strutturato di wheelchair padel a livello nazionale. Per il 2026 gli obiettivi sono precisi: rientrare tra i primi cinque atleti italiani nel ranking FITP e vincere una tappa del circuito nazionale. Sullo sfondo, nel lungo periodo, Andrea guarda al possibile riconoscimento paralimpico del padel, che potrebbe ridisegnare l'intero movimento. Una riflessione che racconta molto della mentalità di Andrea: guardare sempre avanti al prossimo traguardo, che sia un lancio da 4000 metri o una partita da giocare.
Para Padel Project è un’associazione no profit nata dall’iniziativa di Pippo Galliano, che nasce dalla sua esperienza diretta con il wheelchair padel. Para Padel Project lavora per rendere questo sport accessibile a tutti coloro che hanno subito una lesione midollare, collaborando con circoli, istruttori e Unità Spinali per creare dei percorsi di ritorno all’attività sportiva.
I SACRIFICI DI UN VENTENNE
Matteo Platania è uno dei talenti italiani più interessanti per il futuro della nazionale. Da Agrigento a Roma, passando per Madrid, il siciliano si è raccontato ai microfoni del podcast Total Padel di Gabriele Marini e Marco Paialunga
Chi mastica il panorama agonistico del padel italiano conoscerà piuttosto bene Matteo Platania. Classe 2006, il siciliano è considerato da molti addetti ai lavori uno dei nomi più interessanti per il futuro del movimento nazionale, tanto da aver vinto a fine 2024 i SuperTennis Awards in coppia con un altro Matteo, Sargolini, come giovani emergenti della stagione. In uno degli ultimi episodi di Total Padel, il podcast di Gabriele Marini e Marco Paialunga realizzato in collaborazione con Padelbiz, abbiamo parlato con l’agrigentino della sua carriera da professionista ancora agli inizi, delle difficoltà di ritagliarsi uno spazio a livello internazionale e di sostenersi economicamente pur essendo ancora lontano dai piani alti del grande padel. Nell’intervista, Platania tocca anche un tema molto sentito da tanti atleti negli ultimi mesi: l’affollamento che si è creato soprattutto nelle categorie Silver e Bronze del Cupra FIP Tour, dove si iscrivono spesso anche giocatori della Top 30 o 50 a caccia di punti facili. La puntata completa è disponibile sui profili ufficiali di Total Padel su Spotify e Apple Podcasts.
L'intervista
Matteo Platania
Quando ti sei reso conto che valeva la pena di provare a intraprendere una carriera da professionista?
Nel 2021 ho provato a partecipare a un raduno aperto a tutti giovani in ottica nazionale.
Sono andato a Roma senza aspettative, ma poi sono stato convocato per un altro e infine sono entrato a far parte della nazionale giovanile. È stato un po’ inaspettato, ma in quel momento ho capito che si poteva provare a fare qualcosa.
Hai avuto anche delle esperienze a Madrid. Tornando in Italia, hai notato nei tuoi coetanei una differenza sostanziale?
In Spagna era un altro mondo. Soprattutto qualche anno fa era proprio qualcosa che non si era mai visto. Mi sono confrontato con tanti tipi di giocatori. Qui in Italia ancora non abbiamo le stesse accademie. Piano piano ci stiamo avvicinando, spero che con le nuove generazioni ci siano tanti ragazzi che iniziano a giocare direttamente a padel senza passare dal tennis.
Quanto è stato difficile per te competere con ragazzi della tua età durante l'inizio di questa tua breve carriera?
Fino a qualche anno fa, quando vivevo ancora in Sicilia, erano veramente pochi i miei coetanei con cui confrontarmi. Fin da subito ho iniziato a competere anche con i grandi, ma da una parte è stato meglio, perché mi sono reso conto prima di cos’era un vero torneo.
Ci sono giocatori in particolare a cui ti ispiri in campo?
Non ce n'è uno in particolare che mi colpisce, però cerco di prendere qualcosa da tanti giocatori. Per esempio la vibora di Galán, la gestione del gioco di Tapia e l’aggressività di Coello.
Tante piccole cose che cerco di mettere insieme per creare un modello vero e proprio.
Abbiamo letto che ti piacerebbe entrare stabilmente nei primi 100 al mondo. Cosa pensi di dover migliorare per raggiungere questo traguardo?
Sto lavorando molto sull'aspetto mentale. Ho fatto grandi progressi e ne vado fiero, perché fino a qualche anno fa ero un po' “pazzerello”. Adesso sono più tranquillo, però a volte rischio di esserlo fin troppo. Mi manca quella “cazzimma” nei momenti importanti per farmi sentire un po' di più.
Da poco sei diventato un atleta Hirostar. Da che età un brand si approccia a un giovane come te?
Se un’azienda nota un ragazzo forte, cercano già di bloccarlo subito per 4-5 anni. Questo è il mio primo con Hirostar, mentre in precedenza sono stato quattro anni con Head.
Per intraprendere una carriera da così giovane, immagino ci vogliano e dei sacrifici importanti. Quanto è complicato diventare un professionista? Gli sponsor riescono a coprire un po' le spese e gli investimenti?
È molto complicato, perché le spese sono tante. Se uno vuole aspirare a diventare un professionista deve mettere in conto di essere impegnato tutti i weekend, pagare l'affitto dei campi, gli allenamenti, la preparazione fisica, il volo… Con gli sponsor, e con la Federazione che aiuta un po', quest'anno sono riuscito ad arrivare a un obiettivo che mi ero posto, ovvero di essere autonomo senza chiedere aiuto ai miei genitori.
Che obiettivi ti sei dato per il futuro nel breve termine, da qui a 2-3 anni? Scalare la classifica internazionale ultimamente è molto più difficile di prima, perché ai FIP Bronze e FIP Silver si iscrive gente molto forte. Se non hai 1000 punti come coppia non sei nemmeno testa di serie. Vorrei provare a entrare nella Top 200 quest'anno, anche se non è facile. E poi un giorno magari entrare nel giro della nazionale.
Ascolta
APC ACTIVE PADEL CLUB
EREDITARE LA PASSIONE
Un capannone in disuso, una riconversione di successo e un centro sportivo all’avanguardia. È il frutto di un piccolo sogno imprenditoriale, capace di creare un ambiente familiare eppur curato in ogni dettaglio
di Andrea Farano
Il monolite nero che compare in 2001: Odissea nello spazio è un misterioso parallelepipedo nero, simbolo di un’intelligenza superiore che guida l’evoluzione umana. Ci è venuto naturale questo etereo richiamo nello scorgere su strada il grande capannone scuro di APC Active Padel Club, come se all’impatto visivo della struttura si accompagnasse un’energia potente e risoluta. La prima impressione è stata poi confermata nel corso di una visita a un circolo bello e qualitativamente ineccepibile come solo sanno essere certe intime realtà della
L'intervista
Marco De Gaetano
TITOLARE
Quando nasce questo progetto e per mano di chi?
Siamo partiti a fine del 2022, con l’impegno di imprenditori cresciuti nel settore della logistica: abbiamo adocchiato questo immobile destinato al mondo dei trasporti, ma il grande fermento padelistico post-Covid ha alimentato il nostro sogno recondito di cambiare vita. Sono stato subito delegato al management del club, che oggi mi assorbe a tempo pieno: nel dedicarmi a questa professione ho riscoperto l’energia e la gioia di operare quotidianamente in un ambiente sano e prezioso.
A chi si rivolge il club?
Siamo nella cosiddetta “bassa bergamasca”, di fatto la zona a sud dell’Adda, di cui fanno parte i comuni di Caravaggio, Brignano, Dalmine – un territorio ricchissimo di fascino e storia, con echi addirittura manzoniani – ma il nostro bacino d’utenza si estende fino a Crema e alle propaggini orientali di Milano.
Vi siete chiesti perché un giocatore dovrebbe scegliervi?
Questo luogo è stato concepito per trasmettere al cliente un qualcosa che vada oltre la singola partita: ovviamente non si può prescindere da tornei, istruttori e competizione, ma gli aspetti su cui ci siamo concentrati incidono sulla percezione della qualità dell’intera struttura. Gli spogliatoi ne sono un tipico esempio: così belli e ampi spesso non se ne trovano nemmeno in contesti tipicamente blasonati come i golf club. Offriamo anche un ampissimo parcheggio dotato di colonnine per la ricarica elettrica, senza dimenticare fattori sovente trascurati come la pulizia non solo dei vetri di gioco,
provincia italiana, dove il lavoro e la dedizione quotidiana alla propria missione sono – per la fortuna di tutti – valori imprescindibili. Ci siamo allora ritrovati naturalmente investiti dall’entusiasmo reale di un imprenditore che ha scelto di applicare al proprio business un sistema valoriale forse antico, eppure capace di trasformare un plesso industriale in un luogo che profuma di amicizia, famiglia e futuro. Senza dimenticare l’aspetto sportivo, qui trattato e rispettato come uno di quegli ideali così preziosi da doversi tramandare di padre in figlio.
ma di tutto il complesso, che abbiamo scelto di curare in proprio con maestranze assunte: garantiamo spazi curati durante l'intero l’arco della giornata. L’impatto visivo dell’area di gioco è entusiasmante, con un’attenzione al dettaglio davvero non comune.
Ogni elemento è stato scelto con cura, senza badare a spese. Ad esempio, non si è adottato il tradizionale sistema di illuminazione con fari agganciati ai supporti del campo (che proiettano a terra circa 250 lumen), ma dopo un attento studio abbiamo installato sul soffitto del capannone dei proiettori che garantiscono ben 1700 lumen al suolo: la differenza di percezione è evidente. Il fattore termico per noi ha un’importanza fondamentale: garantiamo temperature adeguate durante tutto l’inverno, così come possiamo intervenire con il raffrescamento estivo. Consentimi una riflessione sul punto: sarebbe giusto che, come accade nel tennis, il prezzo del campo variasse al traino dell’aumento dei costi strutturali di gestione, considerata l’altissima incidenza dei rincari energetici.
Far funzionare una macchina come questa immagino che necessiti di personale numeroso, formato e adeguato alla qualità della struttura.
La selezione dello staff è stato il processo più importante per giungere all’attuale conformazione del club: siamo aperti 15 ore al giorno, e quindi la segreteria svolge un compito fondamentale per la gestione dei rapporti con la clientela. Penso soprattutto al completamento delle partite in base al livello dei partecipanti: servizio impegnativo ma basilare. Sul fronte sportivo, abbiamo presentato da poco il maestro nazionale argentino Fernando Lopez Piscitello, che si affianca agli altri quattro istruttori già in organico. A lui verranno affidate le chiavi della direzione tecnica del club e della neonata Academy; in suo onore abbiamo addirittura organizzato una serata a tema asado, per introdurlo al pubblico e alimentare la pratica del cosiddetto terzo tempo, vero cuore pulsante di APC.
Indirizzo
Via Treviglio, 38 Brignano Gera D’Adda, 24053 (BG)
Campi
10 campi super panoramici, indoor 1 campo pickleball
Servizi
Clubhouse
Bar ristorante
Pro shop
Spogliatoi
Servizio test racchette by Care Area team building Parcheggio
Orari di apertura
Lunedi 16-23
Martedi - Venerdi 10-23
Sabato - Domenica 9-20
Telefono: 035.0900259
Mobile: 334.3152052
Email: info@apcpadel.it
Instagram: apcpadel Facebook: apcpadel
APC Active Padel Club035.0900259 – info@apcpadel.itapcpadel.it
Ho letto il tuo proposito di creare un club “inclusivo”: a cosa miravi di preciso?
La nostra offerta di servizi è quella tipica di un “club”, inteso come il classico circolo privato, ma rifuggiamo da una impostazione elitaria: le nostre porte sono aperte a tutti senza alcuna necessità di associazione. L’affiliazione che piuttosto ricerchiamo l’abbiamo già raggiunta nel momento in cui questo luogo è diventato un naturale punto di passaggio nella giornata dei nostri clienti. Vengono qui anche se non devono giocare: lo fanno per incontrare un amico, assistere a un match o trascorrere del tempo sempre e comunque con il sorriso sulle labbra. Quando ho preso coscienza di questa dinamica ho capito di essere sulla strada giusta.
Proviamo a tracciare un bilancio di questo triennio di attività I numeri sono fondamentali perché, oltre a palesare lo stato di salute dell’impresa, aiutano anche nel rapportarsi con gli sponsor, attività a cui mi dedico personalmente. Negli ultimi due anni abbiamo toccato le 55mila presenze, e aggiungo che le nostre 25 racchette a noleggio spesso non bastano nel turno serale. Ciò significa che ancora oggi i campi vengono occupati da giocatori che si cimentano per la prima volta con il padel, e che spesso e volentieri poi si trasformano in frequentatori abituali del club, stregati dalla possibilità di giocare e divertirsi sin da subito. Esauritasi l’onda lunga del periodo pandemico, oggi il giocatore seleziona il proprio centro di riferimento guardando alla qualità della struttura e cercando un’esperienza di gioco ai massimi livelli. Per questo ogni chilometro in più che il cliente decide di fare per raggiungerci è motivo di grande orgoglio.
Hai introdotto la questione sponsor: che ruolo hanno avuto nella vostra crescita? Premesso che anche la ristrutturazione del capannone è stata affidata ad aziende locali – ma non avrebbe potuto essere altrimenti, considerata la fama della bergamasca – da imprenditore ho ben presente cosa significa per una società sposare un progetto, e investire capitali in una realtà estra-
nea al proprio business. Per questo comprendo quanto sia necessario restituire qualcosa a chi crede e ha creduto in noi: un ritorno magari non strettamente o subito monetizzabile, ma sicuramente concreto in termini di riconoscibilità e affezione della nostra clientela. Tra tutti voglio citare espressamente Rivoltella, concessionaria BMW e partner MINI, che ci ha dato fiducia quando non eravamo nessuno e ancora oggi ci accompagna in questa avventura, organizzando anche una tappa della Mini Padel League 2026.
Il futuro di questo settore è legato allo sviluppo del movimento giovanile: qual è il vostro punto di vista?
Da subito abbiamo sposato il progetto “Racchette in classe” della FITP, che i bambini accolgono sempre con entusiasmo. Portiamo nelle scuole i nostri istruttori e ricreiamo dinamiche padelistiche di base, per consentire un primo approccio alla disciplina a migliaia di giovani. Per questo mi rammarico quando vedo che la percentuale di alunni che diventano allievi dell’academy è ancora così scarna, ma a volte ho anche l’impressione che i bambini di oggi siano così sommersi dagli impegni che ci sia poco spazio per far attecchire il seme del padel come meriterebbe.
In conclusione raccontaci cosa vedi nel futuro del centro.
L’APC che sarà all’inizio del prossimo decennio è già nella mia testa: mi piacerebbe allargare la proposta sportiva estendendola al beach volley, perché potremmo intercettare una richiesta presente sul territorio. A breve termine confido nello sviluppo del settore tecnico dedicato ai giovani: i ragazzi avranno un ruolo fondamentale nel consolidamento di questa disciplina, soprattutto se sapranno cogliere l’opportunità di abbracciare uno sport capace, come pochi altri, di rinsaldare legami familiari e far riscoprire il gusto unico di passare del tempo in armonia e in compagnia dei propri genitori.
IN BREVE
PLAY LIKE THE NUMBER 1
Con il lancio della linea Arturo Coello 2026, Head propone cinque racchette sviluppate ascoltando i feedback del campione spagnolo. La nuova collezione è pensata sia per atleti di livello avanzato sia per principianti o giovani che desiderano avvicinarsi alla disciplina
di Daniele Pansardi
Con la nuova linea Arturo Coello 2026, Head rafforza ulteriormente una partnership che si conferma tra le più solide e riconoscibili nel panorama internazionale. La collezione introduce cinque modelli di pale sviluppati a partire dalle indicazioni dirette del numero uno al mondo, con l’obiettivo di tradurre il suo stile di gioco in soluzioni concrete per il campo. Non si tratta semplicemente di un aggiornamento della gamma precedente, ma di una reinterpretazione più ampia del progetto. L’intera linea è stata ripensata per offrire una combinazione ancora più efficace di potenza, stabilità e facilità di utilizzo, ampliando il target: dai giocatori esperti fino a chi si avvicina per la prima volta al padel.
UN’IDENTITÀ TECNICA BEN DEFINITA
Cuore della collezione è una struttura progettata per favorire un gioco offensivo. La forma a diamante enfatizza la spinta nei colpi overhead, così come il bilanciamento alto (27,2 cm). A supporto di questa impostazione troviamo la gomma Power Foam, studiata per massimizzare l’uscita di palla, e un ponte ottimizzato per migliorare la flessione del telaio. Inoltre, la superficie ruvida consente un maggiore controllo sugli effetti, mentre la costruzione ibrida garantisce un equilibrio efficace tra rigidità e risposta elastica. Il risultato è una racchetta solida all’impatto ma capace di mantenere una buona sensibilità anche nei colpi più delicati. Tra le principali novità della versione 2026 spicca una revisione del peso: il modello Pro scende da 375 a 370 grammi. Una riduzione mirata che rende il telaio più accessibile e gestibile, senza snaturarne il carattere tecnico. Questo intervento amplia sensibilmente il bacino d’utenza, rendendo la linea più fruibile anche per giocatori non professionisti.
UNA GAMMA COMPLETA PER OGNI LIVELLO
La collezione si articola in cinque modelli, ciascuno pensato per un diverso profilo di giocatore:
• Coello Pro: il modello più performante della linea, dedicato a giocatori avanzati che cercano massima potenza, stabilità e una risposta immediata all’impatto. Integra tecnologie come Auxetic 2.0, Extreme Spin e una superficie in Carbon Hybrid.
• Coello Motion: mantiene la stessa vocazione offensiva della Pro, ma con un peso ridotto che migliora la maneggevolezza e la velocità di esecuzione, ideale per il gioco rapido e aggressivo.
• Coello Team: pensata per un livello intermedio, offre una risposta più morbida grazie alla superficie in fibra di vetro, facilitando la generazione di potenza.
• Coello Vibe: progettata per principianti e giocatori occasionali, presenta uno sweet spot più ampio e una forma oversize a goccia per un approccio più permissivo.
• Coello JR: dedicata ai più giovani, è leggera e maneggevole, studiata per accompagnare lo sviluppo tecnico dei nuovi talenti.
DESIGN
Tutti i modelli condividono un’estetica distintiva, impreziosita dal simbolo della corona, dalla firma di Coello e da finiture di alto livello. Un’identità visiva forte che riflette il carattere competitivo del giocatore e contribuisce al posizionamento premium della linea come sottolineato dallo stesso King Arthur: “Questa seconda collezione sviluppata con Head è qualcosa di davvero speciale. Abbiamo lavorato su ogni dettaglio: dai materiali al bilanciamento, fino al design. L’obiettivo è dare a ogni giocatore la possibilità di esprimersi con aggressività e sicurezza in campo”.
PRO
Forma: diamante
Peso: 370 g
Bilanciamento: 272 mm
Nucleo: Power Foam
Superficie di impatto: Carbon Hybrid
COELLO
SCHEDA TECNICA
POTENZA EMILIANA, DESIGN
FRANCESE
BL003, frutto della collaborazione tra Babolat e Lamborghini, è una racchetta che incarna lo spirito competitivo del padel e la tecnologia del mondo automobilistico, affermandosi come la pala ideale per chi desidera spingersi oltre i propri limiti
Squadra che vince non si cambia. Dopo il successo delle edizioni BL001 e BL002, Babolat e Automobili Lamborghini presentano un nuovo capitolo della loro collaborazione: la racchetta BL003, emblema di un rapporto sempre più solido tra due protagonisti globali della performance e dell’innovazione. Frutto di un processo di sviluppo congiunto, la nuova pala combina l’expertise del brand francese nella tecnologia di gioco con la competenza di Automobili Lamborghini nel design strutturale e nell’ingegneria avanzata del carbonio. Il risultato è una racchetta pensata per giocatori che ricercano sensazioni e prestazioni senza compromessi. Ispirata al dna delle supersportive italiane, integra geometrie evolute, fibre di carbonio ad alto modulo e un’architettura strutturale ottimizzata per garantire massima stabilità, reattività e precisione per ogni colpo. Grazie alla sua costruzione leggera e al profilo aerodinamico, la BL003 offre un’ottima maneggevolezza, permettendo ai giocatori di esprimere potenza e con -
Telaio: carbonio 3K con schiuma rigida Koridion (brevettata e utilizzata nei veicoli Lamborghini)
Peso: 355 g
Bilanciamento: 265 mm
Spessore: 38 mm
Superficie: carbonio 3K
Materiale del core: Gomma Multi-Eva
trollo con naturalezza. Le sue prestazioni derivano dall’impiego di materiali di ultima generazione, selezionati per garantire reattività e precisione assolute.
Realizzata a mano presso il Babolat Padel Studio in Spagna (il laboratorio dove prendono forma, in serie limitata, le racchette più esclusive del marchio) la BL003 è dotata di un rivestimento termoplastico in ABS/TPU che assicura un comfort superiore all’impatto e una resistenza prolungata nel tempo.
LE TAPPE DI QUESTA COLLABORAZIONE
La BL003 rappresenta il terzo capitolo di una collaborazione di successo avviata nel 2024 con la BL001, la pala che ha introdotto nel padel l’ingegneria avanzata della fibra di carbonio Lamborghini. Prodotto negli stabilimenti del marchio emiliano e presentato durante Arena, l’evento globale dedicato a fan e clienti dell’azienda emiliana, il modello di debutto ha segnato l’inizio di una nuova era per entrambe le realtà. Il percorso è proseguito nel 2025 con la BL002, realizzata presso il Babolat Padel Studio e apprezzata per la maggiore stabilità, la composizione dei materiali esclusiva e un design ispirato alle linee aerodinamiche delle supersportive Lamborghini.
“Con la BL003 i giocatori accedono a un nuovo livello di tecnologia e sensazioni. È l’espressione più avanzata della nostra visione condivisa: maneggevolezza, potenza a richiesta ed esclusività senza compromessi”
José Luis Sanz, responsabile Babolat Padel
HIGHLIGHTS
Potenza massima Flessibilità eccezionale Comfort e durevolezza derivata dalla superficie in Carbon 3K e dal telaio in carbonio rinforzato con Koridion, una schiuma rigida derivata da una tecnologia brevettata utilizzata nelle vetture Lamborghini.
con un design leggero (355 g) e una linea aerodinamica, BL003 offre una grande flessibilità, permettendo di sorprendere gli avversari con colpi ad alta velocità.
babolat.com
grazie alla tecnologia TPS, sviluppata nel Babolat Padel Studio che consiste in una protezione termoplastica che rinforza la superficie in carbonio della racchetta.
NO EXCUSES
La seconda edizione dell’Outdoor Impact Summit 2026 approda a Riva del Garda il 14 e 15 maggio con il claim “No Excuses”, riunendo esperti e aziende per affrontare in modo concreto le sfide della sostenibilità di Davide L. Bertagna e Sara Fumagallo
Dopo il debutto nel 2025 a Monaco, l’Outdoor Impact Summit approda per la sua seconda edizione a Riva del Garda il 14 e 15 maggio 2026 con il claim “No Excuses”. Organizzato da European Outdoor Group e dal gruppo MagNet, in collaborazione con Green Media Lab, l’evento si conferma come un importante momento di confronto per la filiera dell’outdoor e della sport industry in generale sui temi della sostenibilità e della sua integrazione nei modelli di business. Due giornate di keynote, panel e workshop offriranno un’agenda strutturata e operativa, pensata per affrontare le principali sfide del settore: dall’economia circolare alla tracciabilità, dalla comunicazione responsabile alla governance.
IL PROGRAMMA E GLI INTERVENTI PIÙ ATTESI
Il programma entrerà nel vivo già dalla prima giornata, con interventi e momenti di confronto dedicati a ridefinire il concetto stesso di “impatto” nell’outdoor industry, tra strategie aziendali, innovazione e responsabilità lungo tutta la filiera. Tra gli appuntamenti, anche format esperienziali come il “Walk and Talk”, che porterà i partecipanti fuori dalla sala conferenze per favorire un confronto più diretto e immersivo sui temi della responsabilità e della comunicazione. Ampio spazio sarà dedicato anche alla condivisione di esperienze concrete, con case study e progetti che spaziano dalla tutela ambientale alla trasformazione degli eventi sportivi, fino alle partnership pubblico-private per la gestione sostenibile dei territori e dei sentieri. Tra gli interventi più attesi quello di Sylvie Goulard, professor of practice SDA Bocconi, geopolitics and global issues & co-chair of the International Advisory Panel on Biodiversity credits, che porterà al centro del dibattito il pensiero dell’economista Partha Dasgupta: la biosfera non come risorsa inesauribile, ma come capitale naturale da preservare. Un cambio di
paradigma che chiama direttamente in causa le imprese, invitate a ridurre le proprie dipendenze ambientali, minimizzare gli impatti negativi e gestire i rischi fisici, di transizione e reputazionali per costruire modelli di business realmente sostenibili. Un tema particolarmente rilevante per l’outdoor, settore intrinsecamente legato alla salute degli ecosistemi naturali. Ad aprire la seconda giornata, invece, ci sarà Enrico Giovannini, direttore scientifico ASviS, con un intervento dedicato all’Agenda 2030 e alle sfide globali della sostenibilità, offrendo una lettura sistemica delle trasformazioni in atto. La leadership inclusiva sarà affrontata in un panel dedicato all’empowerment femminile, con la partecipazione di Nat Jackson (The Outward Bound Trust), Patagonia e Global Game Shapers, e nel keynote “The Culture of Respect” di Arianna Colombari di Tecnica Group. Al centro, il ruolo delle imprese nel promuovere ambienti di lavoro equi e rispettosi, in cui ogni individuo possa sentirsi valorizzato, e la necessità di riconoscere e superare i bias che influenzano comportamenti e processi decisionali. Tra i temi in agenda anche la circolarità come leva industriale, con approfondimenti sull’endof-life dei prodotti, la responsabilità estesa del produttore (EPR) e le implicazioni normative per brand e retailer, insieme a focus su tracciabilità digitale, impatti sociali delle transizioni circolari e pratiche di responsible withdrawal lungo la supply chain. Un momento dedicato al networking, elemento centrale per favorire connessioni e collaborazioni tra i protagonisti del settore, sarà la cena del 14 maggio alla Spiaggia Olivi che rappresenterà uno dei momenti chiave dell’evento, offrendo un contesto informale per approfondire i temi emersi durante le sessioni e stimolare nuove progettualità. Con un programma che combina visione strategica e applicazione concreta, l’Outdoor Impact Summit 2026 punta a essere un appuntamento di riferimento per chi vuole comprendere e guidare concretamente la transizione responsabile nella sport industry.
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IL CENTRO GLOBALE DELL'INDUSTRY
Il Padel World Summit vuole confermarsi come lo strumento ideale per espandere il proprio network. Una fiera strategica per posizionamento e attrattività internazionale, destinata a diventare il place to be per il b2b
di Daniele Pansardi
Il Padel World Summit (PWS) si è consolidato come il principale catalizzatore per l'espansione del networking e del b2b. I dati dell'ultima edizione, la prima tenuta a Barcellona dopo l’esordio a Malaga nel 2024, ha confermato il successo della strategia di posizionamento degli organizzatori: all’evento hanno partecipato 6.062 operatori del settore e 120 espositori, con un tasso di penetrazione nel mercato internazionale pari al 40%. In questo scenario, Barcellona si riafferma come hub strategico per l'innovazione, con la terza edizione in programma dal 26 al 28 maggio alla Gran Via della capitale catalana, fungendo da centro nevralgico per la connettività e lo sviluppo economico della catena del valore dello sport.
La visione strategica del PWS si articola su quattro direttrici fondamentali:
1. internazionalizzazione, con focus prioritario sull'introduzione e il consolidamento del padel in mercati ad alto potenziale come Asia, Nord America e Medio Oriente;
2. promuovere la diffusione dello sport e dell’industry attraverso la collaborazione con media di settore e iniziative con Federazioni e istituzioni; 3. l’integrazione di tecnologie all’avanguardia per ridefinire l'esperienza dell'utente e l'efficienza gestionale;
4. la strutturazione del padel come asset economico globale, capace di attrarre investimenti in infrastrutture, attrezzature ed eventi.
L'architettura dell'evento è progettata per massimizzare gli investimenti sul networking. Al centro di tutto, l’area Expo è il punto di incontro per l'intera catena del valore (costruzione campi, infrastrutture, software gestionale e servizi specializzati). L'efficacia nel matchmaking è comprovata dal fatto che l'86% dei visitatori ha trovato il profilo professionale cercato durante l’evento,
I NUMERI DEL 2025
Espositori
nell’ambito di 275 incontri generati dal Buyers & Investors Program.
La fiera ospita anche l’Innovation Arena, dedicato ai nuovi attori del mercato e dove si sono tenuti gli Startup Awards con oltre 20 aziende emergenti. Il focus è rivolto a tecnologie applicate quali biometria, wearable e software di gestione club. Non mancano anche le attività in campo con la Play Arena, un'area dinamica con 10 campi attivi dedicata a test di prodotto, brand activation e demo per l’uso dell’AI nell'analisi delle performance.
La credibilità del Summit è sostenuta da indicatori di performance elevati: il 90% dei partecipanti si dichiara soddisfatto e il 96% ha confermato l'intenzione di partecipare all’edizione 2026.
NUOVI ORIZZONTI
L'evoluzione del settore vivrà un nuovo capitalo a maggio, quando il tema centrale della terza edizione sarà “Next Padel: vision, alliances and power of transformation", che sarà sviluppato nel corso della Global Padel Conference. I temi saranno declinati secondo sei pilastri fondamentali: espansione geografica, nuovi modelli economici, partnership strategiche, innovazione digitale, formazione e performance ed engagement dell’utente.
Il Padel World Summit infatti non rappresenta solo una piattaforma espositiva, ma un vero moltiplicatore di valore in grado di generare impatti tangibili per tutti gli stakeholder. Attraverso la connessione tra decision-maker, aziende e istituzioni, il Summit può trasformare il padel in un asset economico sempre più strutturato, accelerando il suo percorso per diventare uno sport olimpico e un fenomeno globale di massa.
120 96% 86% Partecipanti
Le persone che, dopo il 2025, hanno confermato la partecipazione per il 2026
6.062
Gli operatori che hanno trovato i profili professionali che cercavano
L“È
TUTTA TESTA”: MA COME SI USA?
Per rispondere alla domanda delle domande, c’è un nuovo libro sulle sfide più difficili che il nostro cervello deve affrontare in campo. Abbiamo parlato con i tre autori delle scoperte più interessanti di Adelio Rosate, team e marketing manager di O&B Padel
a palla parte. Le gambe si muovono ma quando arrivi, sei in ritardo. Mezzo secondo, a volte meno, eppure quella frazione di secondo è la differenza tra scegliere dove mettere la palla e pregarla di entrare. Per anni hai pensato di essere lento, che ti mancasse qualcosa, che gli altri avessero un dono che tu non hai. Ma non sei lento. Guardi nel posto sbagliato. Per questa uscita il marketing è stato messo in pausa, lasciando riaffiorare il giocatore e i suoi istinti. Girovagando per i centri, è capitato di incontrare una vecchia conoscenza: Piergiorgio Ravaioli, compagno di molte battaglie tra i vetri, un po’ agonista e un po’ amatoriale. Ha voluto introdurre due suoi amici, insistendo per presentare il lavoro che insieme avevano appena finito. L’interesse è cresciuto parola dopo parola, e come San Paolo sulla via di Damasco c’è stata una vera folgorazione. Si chiama Soffri, Vedi, Vinci – “Padel Hack”, in uscita il 5 maggio. Un libro scritto da chi ha letto le ricerche giuste e le ha trasformate in protocolli pratici per il padel. Un ponte tra il laboratorio e il campo che non esisteva ancora, che ha conquistato anche l’interesse di Daniele Gilardi di Italgreen, a tutti gli effetti uno dei partner di questo progetto che mette al centro l’individuo, e non solo l’utilizzatore di un campo.
TRE STRADE, UNO STESSO PUNTO
La prima è quella di Andrea Devicenzi. Dieci Guinness World Record su pista, dove in 24 ore ha percorso 602,990 chilometri. Con una gamba sola. Quando gli si chiede come faccia, risponde così: "Per vent'anni ho chiamato quella cosa 'testa dura', poi ho scoperto che aveva un nome preciso e che si può portare a chiun que”. La seconda è Piergiorgio Ravaioli, istruttore di padel da anni. Ha visto molti giocatori con una tecnica impeccabile perdere ogni volta che la partita diventava seria. Una frustrazione professionale, diventata la spina dorsale del libro. La terza riguarda Roberto Jannone, che nella vita si occupa di finanza ma è rimasto affascinato dalla materia, decidendo di approfondire. Ha trovato il linguaggio che mette insieme le altre due strade, quella vissuta sul proprio corpo e quella vista in campo, costruendo qualcosa di insegnabile a chiunque. Tre percorsi che convergono in un'unica domanda: e se il problema non fosse solo la tecnica, ma il cervello che la esegue?
Soffri
Nel 2009, il ricercatore Samuele Marcora condusse un esperimento che ribaltava tutto quello che sapevamo sulla fatica. Sedici persone, sottoposte due volte allo stesso identico sforzo fisico: stesso corpo, stessa intensità, stessa durata. L’unica cosa che cambiava era ciò che avevano fatto nei 90 minuti precedenti. In una sessione avevano svolto un compito mentale estenuante, nell’altra avevano semplicemente guardato dei documentari. Il risultato fu sorprendente: dopo il compito mentale più impegnativo, le stesse persone si fermavano prima. Marcora misurò ogni parametro fisiologico: frequenza cardiaca, ossigeno e lattato. Il corpo risultava identico in entrambe le condizioni. Non erano i muscoli a cedere. Era il cervello a dire basta troppo presto. Avete presente quel terzo set in cui le gambe pesano il doppio? Non è un problema di forma fisica, ma di neuroplasticità (la capacità del cervello di modificare i propri circuiti in risposta all'esperienza) che lavora contro di noi, invece che per noi.
Vedi
Il cervello umano elabora le immagini visive con un ritardo di centinaia di millisecondi. Quando pensiamo di vedere la palla partire "adesso", stiamo vedendo il passato. I campioni non reagiscono più velocemente, ma leggono i segnali predittivi prima che il colpo esista. La rotazione delle spalle, i piedi che tradiscono l'intenzione, l'angolo della pala. Tutto questo accade 200-300 millisecondi prima che la palla parta: nel padel è un'eternità. L’aspetto più spiazzante in assoluto è che non parliamo di talento, ma di un'abilità costruita con l'osservazione. I professionisti hanno costruito questo catalogo di pattern (schemi motori riconoscibili che il cervello archivia e recupera automaticamente) nelle loro teste guardando migliaia di colpi con gli "occhi giusti".
Vinci
Dritto perfetto in allenamento, ma errori da principiante sul match point? Il classico “choking under pressure”, il blocco da prestazione causato dall'eccesso di controllo conscio sotto pressione. L'amigdala (il centro di allerta del cervello) segnala pericolo; il corpo entra in “threat state” (stato di minaccia percepita); la corteccia prefrontale si riattiva e interferisce
Andrea Devicenzi
Piergiorgio Ravaioli
Roberto Jannone
Juan Lebron e Leo Augsburger
con il gesto automatico e il colpo che veniva eseguito senza pensare diventa conscio e molto più lento. Ma esiste uno stato alternativo, il “challenge state” (stato di sfida attiva). Stessa adrenalina, interpretazione opposta. I campioni sui punti decisivi non hanno meno paura, ma hanno semplicemente imparato a interpretarla come carburante.
LE DOMANDE CHE I GIOCATORI NON SMETTONO DI FARE
A Ravaioli, Jannone e Devicenzi sono state sottoposte le domande dei lettori di Padelbiz, raccolte nel tempo tra istruttori, maestri e giocatori. Quello che è emerso è stato il cuore di questo incontro.
"Il ‘braccino’ è debolezza mentale o c'è una spiegazione?"
Jannone risponde senza esitare: "C'è una spiegazione precisa. Sotto pressione, il cervello interpreta la situazione come minaccia. L'attenzione si sposta dall'esterno all'interno: invece di guardare il gioco, inizi a monitorare il tuo movimento. Non è debolezza, è fisiologia”. Ravaioli aggiunge: "In campo lo vedo regolarmente. L'allievo nel riscaldamento fa un rovescio perfetto, mentre sul punto decisivo lo manda sul nastro. Non è una questione di tecnica, ma del suo stato interiore”.
"L'anticipazione si allena o è naturale?”
"È la domanda che mi fanno più spesso", risponde Ravaioli. "I professionisti non hanno un dono, hanno guardato migliaia di colpi con gli occhi giusti, finché il cervello ha imparato a leggere il corpo dell'avversario prima che la palla parta. Nel libro abbiamo costruito esercizi specifici per accelerare questo processo. Il primo è semplice: per un set intero si osserva solo la posizione delle spalle dell’avversario prima che colpisca la palla. All’inizio sarà tutto caotico, poi, lentamente, qualcosa cambierà”.
"Cosa succede nel cervello durante il set decisivo? "
Jannone: "La fatica mentale degrada la performance prima di quella fisica. Il cervello consuma glucosio. Quando la riserva cognitiva si esaurisce, il sistema di controllo inibitorio, quello che ti permette di scegliere il colpo giusto invece di reagire d'istinto, si indebolisce. Gli errori non forzati del set decisivo non sono fisici, ma neurologici".
Devicenzi, che conosce la fatica vera come quella delle 24 ore consecutive in sella, porta la discussione dentro il campo da padel con una semplicità disarmante: “Le crisi in partita si prevengono non con una barretta energetica all’ultimo momento, ma con la gestione del carico mentale durante il match”. Nel padel questo significa arrivare al set decisivo con un cervello che sa ancora scegliere, invece di reagire in automatico.
"Il padel è uno sport di coppia. Come cambia tutto questo? "
Ravaioli: "In campo non ci sono due giocatori, ci sono due sistemi nervosi che si leggono continuamente. Un'occhiata, una postura, un respiro tra i punti: il cervello è in costante elaborazione di tutto questo, adattando il tuo stato in tempo reale. Se il tuo partner crolla, i tuoi neuroni specchio (le cellule cerebrali che simulano automaticamente le emozioni e i movimenti altrui, come uno specchio interno) lo percepiscono e iniziano a produrre la stessa risposta”.
Jannone: "Il capitolo 14 del libro si chiama 'La comunicazione invisibile', dedicato a costruire quello che definiamo il cervello distribuito: due persone che smettono di funzionare come individui separati e iniziano a funzionare
come sistema. Non è poesia, ma metodo applicato alla coppia di padel." "Cosa rende questo libro diverso dal mental coaching tradizionale?"
Devicenzi risponde: "Il mental coaching ti dice cosa fare, mentre questo libro ti spiega perché funziona, dimostrando una differenza enorme. Quando capisci che il tuo braccino sul match point non è debolezza caratteriale ma un meccanismo neurologico preciso, smetti di combatterlo e inizi a gestirlo, perché non possiamo cambiare quello che non capiamo”.
TRE COSE DA FARE NEL TUO PROSSIMO MATCH
1. Guarda le spalle, non la palla
Per i primi cinque punti del prossimo match, concentrati solo sulle spalle dell'avversario. Ignora la palla finché puoi, anche se all’inizio risulterà caotico e con la possibilità di perdere qualche punto. Il tuouo cervello inizierà a costruire il catalogo di pattern che hanno i giocatori esperti.
2. Il reset tra i punti
Dopo ogni errore grave, esegui quattro secondi di inspirazione dal naso, due secondi di pausa, quattro secondi di espirazione dalla bocca. Questo schema attiva il nervo vago (il principale regolatore del sistema nervoso autonomo), abbassa il cortisolo (l'ormone dello stress) e riporta il cervello da threat state a challenge state.
3. Dichiara dove l'avversario colpisce
Prima di ogni colpo, tuo o dell'avversario, indica mentalmente dove andrà la palla: lungolinea o incrociato? Tieni il conto delle predizioni corrette. Chi applica questo esercizio con regolarità vede la propria percentuale salire progressivamente. Il Sistema 1, la parte del cervello che processa le informazioni in modo rapido e automatico senza analisi conscia, inizia a prendere le decisioni tattiche prima ancora che tu ne sia consapevole.
L’ESEMPIO DI DEVICENZI
Su Andrea Devicenzi bisogna raccontare dei dettagli che non entrano nelle sue statistiche da recordman. In una gara da 24 ore, c'è un momento, di solito tra la 18esima e la 20esima ora, in cui il corpo entra in quello che i fisiologi chiamano “shutdown anticipatorio”. Non è il muscolo che cede, ma è il cervello che calcola che continuare non vale il costo previsto, pur avendo ancora i parametri fisiologici nella norma. Devicenzi conosce quel momento, lo ha attraversato diverse volte e per 20 anni lo ha chiamato semplicemente "testa dura". Poi lavorando e confrontandosi con Jannone e Ravaioli ha scoperto che non era solo carattere, ma un meccanismo neurologico che aveva sviluppato inconsapevolmente, con la possibilità di poterlo insegnare a chiunque avesse la curiosità di apprenderlo. "Non ero speciale, avevo imparato a usare il cervello in un certo modo, senza saperlo. Questo libro insegna a farlo intenzionalmente”.
FUNZIONA ANCHE FUORI DAL CAMPO
Il libro non riguarda solo il padel. Ogni capitolo contiene una sezione chiamata "Oltre il Campo”, perché la gestione della pressione sul match point è neurologicamente identica a quella che serve in una trattativa difficile. Il recupero dopo un errore grave è lo stesso meccanismo che serve per rialzarsi dopo un fallimento professionale. La comunicazione invisibile con il partner di gioco è la stessa dinamica di fiducia che si costruisce in una squadra di lavoro. Chi legge questo libro non sta solo lavorando sul padel. Sta lavorando su come funziona la sua mente sotto pressione, ovunque.
O&B Padel è un osservatorio specializzato nel marketing legato al padel. Effettua indagini e sondaggi mirati su mercati nazionali e internazionali, si occupa di definire bacini di attrazione per centri e accademie e propone stime di mercato e business plan dedicati. Chi volesse approfondire il nostro lavoro, può contattarci all'indirizzo mail: arosate@yahoo.com
Per maggiori informazioni sul libro, è possibile scrivere all’indirizzo soffrivedivinci@gmail.com
Andrea Devicenzi
Il Guinness World Record di Andrea Devicenzi sulle 24 ore in pista
IL PORTAFOGLIO DEI CAMPIONI
I montepremi sono solo una piccola parte delle entrate dei top player mondiali. Gli sponsor garantiscono un fatturato personale ben diverso da dieci anni fa, con alcune differenze peculiari da Paese a Paese
di Gabriele Marini
C’era una volta la dura vita del giocatore di padel professionista: quella fatta di campi infuocati, trasferte lunghissime e clinic in giro per il mondo perché i premi dei tornei non bastavano per mantenersi. A rileggere queste poche righe sembra passata una vita ma stiamo parlando di meno di dieci anni fa, quando il World Padel Tour era il circuito principale che riuniva i top player mentre tutti gli altri si dividevano nei restanti tornei in giro per il mondo. In questo periodo erano pochissimi a vivere di solo padel. I montepremi non erano abbastanza alti e in generale il giro d’affari attorno a questo sport permetteva a pochissimi di mantenersi solamente giocando. Di conseguenza non era raro vedere Federico Chingotto giocare nella Serie B italiana o Fernando Belasteguín partecipare a partite esibizione un po’ ovunque. La data che cambia tutto è il 2022, anno in cui nasce Premier Padel con il preciso intento di rendere questo sport il più internazionale possibile, alzando gli standard del prodotto, attirando nuovi investimenti e aumentando esponenzialmente la visibilità della disciplina. Con la successiva acquisizione del WPT, la percezione del professionista cambia radicalmente tanto che in pochissimo tempo diventa possibile per molti intraprendere la carriera del giocatore, seppur con alcune diversità.
Ma quanto guadagna un top player al giorno d’oggi? Proviamo a dare qualche numero. Nella scorsa stagione la coppia che ha dominato il circuito maschile composta da Arturo Coello e Agustin Tapia ha guadagnato 486.000€ a testa di prize money, Chingotto e Ale Galán circa 380.000€, mentre gli altri top player intorno ai 180.000€ variabili in base ai risultati. Nel circuito femminile i guadagni sono esattamente identici, le uniche differenze sono state il numero di vittorie per ciascuna coppia, per cui ecco che Gemma Triay e Delfina Brea hanno guadagnato cifre di poco inferiori a Chingotto e Galán avendo vinto meno tornei. Cifre sicuramente interessanti e in netta crescita rispetto al passato, ma di certo non sufficienti al netto delle tasse per garantire a tutti introiti capaci di mantenere una struttura fatta di viaggi, allenatori, medici e tanto, tantissimo allenamento. Per intenderci, se scendiamo di livello ed entriamo nel mondo dei tornei FIP i prize money crollano a circa 800€ per il vincitore di un Bronze, 1400€ per i Silver e 3000€ per un Gold. Alla luce di questi numeri è evidente come, ammesso che si riesca a vincere un FIP Bronze, tra viaggio, hotel e spese varie il rischio è di rimettersi in pari o poco più.
LA VERA SVOLTA DEGLI SPONSOR
Ed è per questo che un ruolo cruciale lo svolgono gli sponsor, che spesso e volentieri sono il vero guadagno degli atleti soprattutto fuori dalla top 60/70 seppur con delle sostanziali differenze. Facciamo qualche esempio: un top player come Arturo Coello ha recentemente firmato un accordo di partnership con Rolex, un altro con il noto brand di scarpe di lusso Golden Goose, con l’azienda svizzera di abbigliamento sportivo On oltre ai vari sponsor di maglia e di racchetta per un totale difficile da calcolare, ma che dovrebbe superare il milione di euro. Se questo è l’apice della piramide, gli sponsor permettono a tantissimi atleti di concentrarsi solo sulla loro performance anche a livelli più bassi, con introiti chiaramente variabili e inferiori ma comunque sufficienti per poter mantenere il proprio staff, oltre a uno stile di vita appropriato a un atleta.
Tuttavia, anche in questo caso ci sono delle differenze da tener conto legate principalmente alla propria nazionalità, come ha raccontato Simone Cremona in una puntata del nostro podcast Total Padel. Essere infatti i numeri uno del proprio Paese, pur se minore a livello di padel, è sicuramente più remunerativo rispetto ad avere un ranking più alto in un Paese più competitivo, in quanto gli sponsor sono più propensi a investire su un top player di un mercato potenzialmente in crescita rispetto a un giocatore magari più forte ma appartenente a un mercato già saturo. Ecco quindi che i fratelli Deus, attuali numero 47 del mondo, guadagnano cifre maggiori rispetto a un collega spagnolo più in alto del ranking, attirando sponsor locali o interessati a investire nel mercato portoghese.
Infine, a questo panorama di ricavi vanno aggiunti gli eventi a invito come clinic (a cui fino al 2021 circa non potevano sottrarsi nemmeno i migliori al mondo) esibizioni e tornei privati: pensiamo alla Reserve Cup o alla Pro Padel League, oltre alla Hexagon Cup che da quest’anno è entrata sotto l’ala protettiva della FIP. E non bisogna dimenticare nemmeno le royalties derivanti dal materiale tecnico che porta il proprio nome, in un mondo che sta diventando sempre più eterogeneo e competitivo e non accenna ad arrestare la crescita di un giro di affari milionario.
Arturo Coello Federico Chingotto Gemma Triay e Delfina Brea
L’ISOLA FELICE DEL PADEL
La quarta edizione del Sicilia Padel Tour è la conferma di una scommessa vincente, che quest’anno entra anche nel circuito FITP-TPRA.
Ne abbiamo parlato con il fondatore Francesco Russo di Daniele Pansardi
Il mondo si divide tra chi approccia il padel con fini agonistici e chi mente. Potrebbe sembrare un’esagerazione, e molto probabilmente lo è, ma l’agonismo tra i giocatori amatoriali è il combustibile con cui il movimento padelistico si alimenta e si tiene insieme, contribuendo in buona parte al funzionamento di tutto il mercato. Chi non si accontenta della semplice partitella settimanale tra gli amici merita una cornice che possa accendere e rinfocolare la propria passione, e di sentirsi al centro di un progetto ad hoc per gli amatori. Il successo del Sicilia Padel Tour, che l’11 aprile è ripartito da Catania per la quarta edizione, nasce da qui: dalle capacità di creare un evento stimolante e attrattivo, sia per i partecipanti sia per gli sponsor, e con una formula itinerante inclusiva e vincente. Il Sicilia Padel Tour è infatti riuscito a ‘federare’ anche le nove province dell’isola sotto un unico cappello, grazie all’impegno e all’organizzazione del fondatore Francesco Russo e del suo team. Una sfida continua il cui successo anno dopo anno è tutt’altro che scontato, e che nell’edizione 2026 diventa ulteriormente più intrigante con l’ingresso nel circuito FITP-TPRA. Un ulteriore riconoscimento dell’interesse suscitato dal Sicilia Padel Tour a livello istituzionale, di cui abbiamo parlato con Francesco.
L'intervista
Francesco Russo
Cosa significa, a livello organizzativo e di budget, garantire la sostenibilità di un tour che tocca tutte le province siciliane per quattro anni consecutivi?
Che il padel amatoriale è molto vivo, e più tornei si organizzano più riusciamo a coinvolgere un maggior numero di giocatori. La tendenza è consolidata ormai da qualche anno. Noi cerchiamo di aggiungere sempre un tassello in più per migliorare edizione dopo edizione, rimanendo fedeli a noi stessi. Quest’anno la novità più importante è l’ingresso nel circuito FITP-TPRA.
Raccontaci di più
Fin dalla prima edizione la FITP ha sempre mostrato grande interesse nel nostro circuito, visto che era ben organizzato. L’anno scorso la situazione era ibrida, alcuni tornei erano sotto l’egida TPRA e altri no, mentre quest’anno per coerenza abbiamo deciso di far ricomprendere l’intero circuito in questa piattaforma. Puntiamo ad alzare ancor di più il livello delle partite, visto che i giocatori e le giocatrici saranno tesserati, e a confermare lo stesso numero di partecipanti dell’edizione 2025, ovvero circa 500. E poi il bollino TPRA ci dà ancora più prestigio.
Dopo aver avuto Gianluca Basile come testimonial, su quale nome avete puntato per quest’anno?
La nostra ambassador sarà Mara Santangelo, ex campionessa di doppio del Roland Garros, molto impegnata in varie iniziative legate al tennis, al padel e alla beneficenza.
Quali requisiti deve avere un club per entrare a far parte del circuito? Cercate solo l'eccellenza strutturale o conta di più la capacità del club di fare "community"?
Cerchiamo di coniugare diverse variabili. Ovviamente quest’anno tutti i circoli devono essere affiliati alla FITP, e cerchiamo sempre di sfruttare il numero di soci e partecipanti alla vita quotidiana del circolo.
Il Sicilia Padel Tour ha sempre avuto sponsor importanti. Ci sono state delle novità per quest’edizione?
Mangia’s è sempre il nostro premium partner, che ospiterà anche il Master finale a Sciacca. Abbiamo costruito un rapporto molto più stretto con la fiera Racquet Trend e con il co-fondatore Luigi Spera; organizzeremo diverse attività insieme e ci affiancheranno nel corso delle tappe.
Qual è la "promessa" principale che fate a un’azienda quando le proponete di entrare nel tour?
Noi non proponiamo solo la visibilità, su cui comunque lavoriamo bene sia a livello regionale sia nazionale. Ma diamo anche la possibilità alle aziende di intervenire con attività mirate di marketing: si studiano le necessità e puntiamo alla massima valorizzazione di quelle esigenze. L’obiettivo è anche mettere dei partner in connessione fra di loro, o amplificare delle relazioni già esistenti sul territorio, come nel caso di Grimaldi Lines e Mangia’s. Chi entra nel Sicilia Padel Tour entra in un meccanismo imprenditoriale.
Dopo aver coperto l'intera regione e aver stretto il legame con il TPRA, quali sono gli obiettivi?
Vogliamo confermare il risultato dell’anno scorso, e grazie anche a Racquet Trend vogliamo portare sempre più persone qui in Sicilia, e ingrandirlo sempre di più. Vista la continua richiesta da parte dei club di ospitare delle tappe, stavamo pensando anche di creare diversi momenti di qualificazione con la FITP-TPRA.
NEGOZIO TRENTINO, ANIMA ARGENTINA
Mundo del Padel si è inserito in un contesto ancora sguarnito, dove mancava uno store capace di essere il punto di riferimento per gli appassionati nella regione. A riempire il vuoto ci ha pensato la famiglia Battocletti di Daniele Pansardi
Lasciare l’Argentina per trasferirsi a Trento può essere uno shock. Se sono gli Anni 2000 e hai già scoperto il padel, il distacco rischia di essere ancora più brutale, perché non ci sono campi su cui giocare e coltivare quella passione. Anibal Battocletti ha dovuto aspettare con pazienza, dedicandosi nel frattempo ad altri sport, prima che anche in Italia cominciassero a diffondersi griglie e pareti di vetro. Anibal trasmette la sua passione alla famiglia e alla figlia Antonella, che dopo aver finito gli studi decide di voler essere indipendente e aprire Mundo del Padel, coprendo un’area ancora sguarnita di un riferimento fisico professionale e competente. Abbiamo intervistato proprio Antonella per farci raccontare i progetti legati al negozio, aperto a fine settembre 2025.
L'intervista
Antonella Battocletti
TITOLARE MUNDO DEL PADEL
Com’è nata l’idea di aprire Mundo del Padel e qual è il vostro background?
In famiglia, tranne mia sorella, siamo tutti nati in Argentina, ci siamo trasferiti a Trento anche per via delle nostre origini locali, della Val di Non. Mio padre Anibal giocava a padel già in Argentina, con una racchetta di legno con il bordo di ferro, e quando è arrivato qui negli Anni 2000 ha cercato di riprendere, ma senza successo perché non c’erano campi. Si è dedicato ad altri sport, fino a quando il padel ha cominciato a prendere piede anche in Italia. In famiglia giochiamo tutti, lui ha trovato lavoro come istruttore mentre io ho proposto di aprire un negozio.
Avete aperto a settembre 2025, in una fase di mercato che va verso la saturazione. Qual è stata la vostra analisi della situazione?
Volevamo dare un servizio alla community locale. Sentivamo tante lamentele sugli ordini online, spesso sbagliati, e mancava a Trento un servizio esclusivo legato al padel. Abbiamo voluto offrirlo in prima persona, cercando di dare spazio non solo spazio ai marchi classici e più noti, ma anche brand meno conosciuti e di nicchia come Quad e Pallap, che infatti sono andati molto bene. Uno dei nostri principali partner è proprio Wallbang, che distribuisce Pallap in Italia, con cui abbiamo instaurato un ottimo rapporto. I marchi più classici ci interessavano meno, ma non potevamo non inserirli nella nostra offerta.
Quali sono i clienti tipo che si rivolgono a voi? Che area riuscite a coprire?
Tanti clienti provengono dal tennis, e prediligono soprattutto le pale con il manico un po’ lungo come Babolat e Pallap. Il negozio ha già superato le nostre aspettative, e abbiamo aperto anche alle collaborazioni con i circoli e all’e-commerce. Ci sono clienti che vengono dalla Val di Fiemme, da Verona o da Bolzano che preferiscono comprare in negozio piuttosto che online.
MUNDO DEL PADEL
Indirizzo: via Vittime delle Foibe 638121 Trento Numero di telefono: 375 1357628
E-mail: mdp.mundodelpadel@gmail. com Sito: mundodelpadel.it
Pagina Facebook: mdp.trento Pagina Instagram: mdp_trento Numero sedi: 1 Anno di nascita negozio: 2025 Metri quadrati totali: 75 MMarchi racchette: adidas, Babolat, Bullpadel, Dopadel, Head, Hirostar,
Qual è il brand che sta trainando le vendite in questi primi mesi a Trento?
Sicuramente Pallap e Quad, a pari merito. Quad è un marchio di grande eccellenza, perché le loro racchette si possono anche personalizzare, con range di prezzi che partono da 220 e arrivano a 410 euro.
Come state collaborando con i circoli di Trento e provincia?
Qui a Trento collaboriamo con PadellHall, dove lui è anche istruttore da tempo, e con Hype Club, abbiamo un pro shop all’interno del circolo. Abbiamo instaurato delle relazioni con altri centri, anche più piccoli, con cui organizziamo tornei targati Mundo del Padel. I clienti affiliati in quei club hanno poi uno sconto sulla nostra merce.
Offrite servizi aggiuntivi oltre alla vendita? Quanto incidono i test sulla chiusura di un affare?
Abbiamo la possibilità di dare le racchette in test agli istruttori. Inizialmente volevamo coinvolgere solo loro, ma ora stiamo allargando il servizio anche ai clienti. Possono tenere una pala per una o due partite, poi li risentiamo per avere una valutazione. Al momento è gratuito, anche se stiamo valutando di cambiare questa politica per una maggiore tutela. I test hanno un tasso di conversione vicino all’80%: sono un strumento di altissimo valore.
Quali canali state utilizzando per farvi conoscere? Il pubblico trentino risponde meglio ai social o al passaparola diretto nei campi?
Collaboriamo con l’agenzia Pump di Trento, che ci segue fin dall’inizio. Abbiamo avuto un ottimo feeling, siamo in sintonia e loro hanno compreso a pieno i nostri obiettivi, tant’è che in strada a volte le persone ci salutano ripetendo quello che diciamo nei video. Ci fa capire che comunque il messaggio è stato raggiunto.
Quali sono gli obiettivi e i progetti per il futuro?
Ci piacerebbe collaborare in modo più attivo con i club: promuovendo eventi, creando tornei, essere di riferimento per le squadre che cercano divise (e altro) da gioco e cooperare di più con i maestri trentini. Ampliando cosi questo nostro piccolo, per ora, Mundo del Padel.
VISTO DAL COACH
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI MAESTRO
La figura che spesso fa la differenza tra la mediocrità e l’eccellenza di un centro, tra punti critici ed errori da evitare di Andrea Fierro
Il maestro di padel rappresenta una figura centrale e insostituibile all’interno di un circolo sportivo. Contribuisce su più fronti alla crescita sia della disciplina che del circolo stesso. Senza questa figura professionale, un club rischia di perdere competitività e credibilità, limitandosi con il tempo a diventare un semplice luogo di gioco (“affittacampi”). Rinunciare alla possibilità di trasformarsi anche in punto di riferimento sportivo e sociale è un danno economico da non sottovalutare. Oltre a essere un insegnante, il maestro è una componente determinante del motore di crescita e deve essere capace di valorizzare il circolo e di renderlo un ambiente dinamico, accogliente e orientato al miglioramento continuo di tutti i suoi membri.
I PUNTI CRITICI
A mio parere, ci sono alcuni punti critici su cui bisognerebbe fare attenzione durante la formazione dello staff tecnico.
• Il maestro e gli Istruttori sono i pilastri per la crescita tecnica e tattica dei giocatori. La loro presenza garantisce qualità formativa e conferisce credibilità alla scuola padel. Poter alzare il livello di gioco generale del centro è un elemento essenziale per attrarre nuovi iscritti, oltre a fidelizzare quelli già presenti.
• Le competenze dello staff tecnico permettono di completare la proposta, of-
frendo lezioni sia ai principianti che vogliono partire dalle basi, sia ai più esperti che devono perfezionare colpi e abilità più specifiche. Inoltre, non è da sottovalutare la diffusione di valori fondamentali come il rispetto, la disciplina e il gioco di squadra.
• Le loro capacità di aggregazione e inclusione agevolano lo sviluppo di attività extra come tornei, campionati, eventi, progetti speciali (es. Racchette in Classe), campus estivi, eccetera. Lo staff tecnico spesso deve “convincere” i meno esperti a iniziare un percorso di competizioni amatoriali, che fidelizzano il giocatore alla struttura.
• Il maestro funge da supporto allo staff amministrativo per l’attività organizzativa, come per esempio la gestione dei corsi di gruppo, selezionando, insieme agli Istruttori, quali giocatori possono partecipare a un gruppo di allenamento in base al loro livello. Inoltre, lo staff tecnico propone agli allievi “individuali” la partecipazione a lezioni di gruppo e partite guidate, aumentando l’attività del singolo.
• Il maestro e gli Istruttori sono determinanti durante gli open day (prove di gioco gratuite) per aumentare il numero di iscritti a lezioni e corsi. Durante queste giornate, lo staff tecnico è a disposizione del centro, il quale deve fare di tutto per raggiungere il maggior numero di presenze con una buona campagna marketing.
GLI ERRORI DA EVITARE
Naturalmente, la gestione di uno staff tecnico, anche di piccole dimensioni, presenta delle difficoltà che possono influenzare negativamente il corretto svolgimento delle attività. Ci sono molti aspetti da tenere presente, come in ogni ambito riguardante le risorse umane. Il tema non è semplice: ogni maestro e ogni Istruttore hanno un proprio bagaglio sportivo, culturale, sociale, formativo che va valorizzato il più possibile. Ecco alcuni degli errori più comuni da evitare.
• La scarsa comunicazione tra lo staff tecnico e quello amministrativo del circolo: questo porta a non avere obiettivi comuni, che poi si risolve in “Istruttori che affittano i campi” senza una vera identità del circolo sportivo.
• La poca formazione degli Istruttori: è necessario avere una base comune e in questo possiamo fare riferimento alla FITP. Successivamente è necessario che il maestro supervisioni e continui a consigliare lo staff tecnico costantemente.
• Poco entusiasmo durante lezioni e corsi: questo abbassa l’umore dei giocatori che cercheranno slancio in altri circoli. Lo staff tecnico deve fare molta attenzione a questo tema, fortemente collegato al punto successivo.
• Scelta errata dell’Istruttore per una determinata lezione: saper abbinare il giusto Istruttore al giusto allievo o gruppo non è semplice. Il maestro deve tenere monitorate le attività degli Istruttori e i riscontri dei giocatori, così da poter proporre eventualmente anche dei cambi in corsa.
In conclusione, il maestro del centro ricopre e supporta molte attività del centro sportivo e lo rappresenta di fronte ai giocatori, i genitori degli allievi, gli atleti dei tornei e gli sponsor. È uno dei volti principali del club: deve essere messo nelle migliori condizioni possibili per esprimere la delicata arte dell’insegnamento. Una scienza a volte sottovalutata e da cui passa una buona parte del futuro del nostro sport.
ANDREA FIERRO
Sono nato e cresciuto sui campi da tennis a Milano, grazie alla passione di mio padre per questo sport, ed è diventata la mia professione intorno al 2005. Ho maturato molte esperienze all'estero (USA, UK, Spagna) lavorando anche nella prestigiosa Academia Sanchez-Casal di Barcellona. Proprio qui ho iniziato a giocare a padel per divertimento, senza sapere che da lì a pochi anni sarebbe diventata la mia professione una volta tornato in Italia. Sono Maestro Nazionale di padel della FITP e ricopro la posizione di direttore tecnico di STARPADEL con sede a Legnano.
ALLA SCOPERTA
DEL VISION TRAINING
L’occhio vede, il cervello codifica, il corpo si muove. La corretta integrazione dei nostri sensi e la coordinazione oculo-manuale influenzano le performance in campo: allenarli può fare la differenza in maniera decisiva
di Marcello Ferrarini
Studi scientifici hanno dimostrato che l’apprendimento deriva per oltre l’80% dal canale visivo e per circa il 10% dal canale uditivo. Da una corretta integrazione di questi due sensi primari dipende la qualità dell’interazione con il mondo esterno, anche in ambito sportivo. La psicocinetica è invece una scienza che studia i rapporti tra mente e spazio, oltre a essere una metodologia educativa e sportiva che unisce il ragionamento, quindi la psiche, al movimento corporeo, ossia la cinesi. Tale pratica mira a ottimizzare l’adattamento spaziotemporale, la velocità di reazione e le capacità cognitive attraverso il movimento, allenando percezione, analisi e decisioni in situazioni complesse, e quindi risposte rapide a determinati stimoli. Da queste due macroaree teoriche, ne consegue che un giocatore di padel, al fine di sviluppare al meglio le proprie potenzialità, dovrebbe adottare anche sedute di “vision training”, considerando il nervo ottico un ulteriore muscolo da rinforzare con metodo. In fase di apprendimento, con l'aiuto del proprio coach, un giocatore dovrebbe pertanto predisporre specifici esercizi di natura visiva e motoria, mettendo in connessione diretta mente-occhio per costruire una sorta di memoria visiva. In questo modo, il giocatore potrà sviluppare fini abilità coordinative e un migliore sincronismo oculo-manuale utili per la tecnica di base, la sensibilità della mano sulla racchetta e sulla pallina.
APPRENDIMENTO MULTICANALE
Esistono diversi canali sensoriali ed esercizi pratici che si possono introdurre nelle sessioni di allenamento, partendo da quattro assunti di base. E ricordando che l’apprendimento è più efficace quando si combinano contemporaneamente più canali:
• quello visivo-iconografico attraverso immagini, mappe concettuali, video, rappresentazioni grafiche di concetti e l’impiego di colori, per evidenziare determinati compiti;
• il canale visivo-verbale utilizzando per iscritto lettere, numeri e icone, o ancora brevi concetti, parole chiave e codici;
• il canale uditivo attraverso l’ascolto ripetuto e attento o la spiegazione di concetti importanti e strategie di gioco, che permettono di immagazzinare e percepire le informazioni attraverso l’udito;
• quello cinestetico per una modalità di apprendimento diretto che utilizza una esperienza condotta e concreta per recepire al meglio i modelli di informazioni trasmesse, attraverso il fare e lo sperimentare.
Per allenare questa grande quantità di informazioni visive, soprattutto in discipline come il padel dove la velocità di gioco è alta, ecco che entra in gioco il metodo dello Sport Vision, che studia come le capacità visive influenzano la performance sportiva, che include abilità come:
• tempo di reazione visiva;
• coordinazione occhio-mano;
• visione periferica;
• tracking visivo (seguire oggetti in movimento, come la palla);
• percezione della profondità;
• anticipazione visiva.
Nel padel, queste abilità sono fondamentali per leggere la traiettoria della palla, anticipare il colpo dell’avversario e posizionarsi correttamente.
IL VISION TRAINING
Esercizi mirati di “vision training” allenano tutte queste abilità alla stessa stregua di un allenamento fisico, ponendosi l’obiettivo di migliorare la velocità di elaborazione visiva, rendere più automatiche le reazioni e aumentare precisione e timing.
Inoltre risultano particolarmente utili perché la palla si muove molto velocemente
e con movimenti a volte imprevedibili, tali da dover reagire e prendere decisioni in pochissimi millisecondi.
1. Tracking della palla
Esercizi per seguire oggetti o segnali atti a migliorare la capacità di “leggere” un colpo, attraverso:
• palline lanciate a velocità variabile;
• utilizzo di schermi dinamici;
• lettura di specifici cartelli iconografici con lettere, numeri e colori da coordinare a movimenti o colpi simulati.
2. Visione periferica
Esercizi con stimoli laterali mentre si fissa un punto centrale, utili per percepire:
• posizionamento degli avversari;
• aperture nel campo;
• utilizzo di occhiali specifici con oscuramento totale o parziale di un occhio o entrambi.
3. Tempo di reazione
Esercizi seriali e random con elementi esterni e strumenti luminosi o segnali casuali da colpire o toccare, consigliati per:
• migliorare la reattività;
• aumentare la percezione e dello stimolo visivo;
• ridurre il tempo della risposta motoria.
4. Coordinazione occhio-mano
Esercizi con palline di dimensioni diverse e con rimbalzi irregolari, che possono migliorare:
• il controllo del colpo;
• la capacità di differenziazione;
• la capacità di trasformazione.
5. Anticipazione motoria
Esercizi basati sulla lettura dei movimenti degli avversari, degli schemi di gioco e dello studio della palla, utili a:
• migliorare la previsione del colpo giocato dall’avversario;
• anticipare la lettura di una situazione di gioco e la decisione tecnico-tattica;
• accrescere la fissazione della palla per fasi e steep.
Concludendo, la programmazione di un buon metodo didattico multisensoriale di “vision training”, in sinergia e integrato alla preparazione fisico-atletica ed all’allenamento tecnico-tattico, aiuta i giocatori ad avere una maggiore precisione nei colpi, una migliore capacità decisionale in risposta agli stimoli, una netta riduzione degli errori non forzati, un calo della stanchezza fisica ed una corretta gestione di stress, ansia e insicurezza. Al contempo, fornisce anche un ottimo supporto a tutto il sistema propriocettivo e posturale e una maggiore consapevolezza del corpo nello spazio.
MARCELLO FERRARINI
Sono Maestro Nazionale di Padel e Istruttore di Pickleball FITP e collaboro con club di padel tra Modena e Reggio Emilia. Ricopro l’incarico di Fiduciario Territoriale Padel nel Comitato Regionale Emilia Romagna. Ho la qualifica Instructor Professional PCR-Padel Coaches Registry, avendo conseguito l’International Padel Certification e frequentato clinic e corsi di formazione per l’insegnamento agonistico, over, under, fisico-motorio e mentale. Laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, ho sviluppato Padel Player Program - ilpadel.org, un progetto didattico di programmazione strategica multilaterale e mental coaching in campo, nonché percorsi speciali rivolti a bambini e ragazzi DIR.
Ari Sánchez
pillole di padel e diritto
L’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
E IL PERMESSO DI
COSTRUIRE
IN SANATORIA IN AREA VINCOLATA
Una recente sentenza del Tar Lazio fa il punto sul regime autorizzativo per l’edificazione di campi padel in aree di particolare interesse storico ambientale di Andrea Farano, avvocato in Milano
Nell’attività di sondaggio e ricerca che precede la stesura di ogni capitolo di questa rubrica, poche volte ci è capitato di riscontrare una così ampia diffusione ed eco mediatica riservata a una sentenza amministrativa a contenuto padelistico, notizie solitamente destinate a pagine remote della cronaca locale. Eppure, di fronte alla pronuncia in esame c’è chi ha declamato l’elogio funebre del padel, presagendo un futuro agonizzante per una disciplina che qualcuno vorrebbe sempre più estranea alle aree vitali dei centri cittadini. Non sappiamo se la giurisprudenza sarà capace di condizionare a tal punto l’espansione di uno sport che prosegue la sua ascesa sul territorio (anche se con una carica forse affievolita): certo è che non potevamo certo esimerci dal riportare su queste pagine un'ordinanza ritenuta epocale.
L’ANTEFATTO
Siamo nella primavera del 2022 e lo scavo di una platea suona come un campanello d’allarme per gli abitanti del quartiere romano San Lorenzo e, in particolare, per i residenti che si affacciano sul centro sportivo dei Cavalieri di Colombo. in via dei Sabelli: è l’inizio di una storia giudiziaria lunga e articolata, che solo in questi giorni ha visto il suo epilogo. Il caso in esame attiene dunque alla realizzazione di cinque campi da padel, a opera di una società privata, in accordo con l’ente religioso proprietario dell’intero complesso sportivo. Il contenzioso si è sviluppato intrecciando ragioni prettamente giuridiche a schermaglie tipiche dalla politica locale: sullo sfondo, il destino di uno spazio verde sino a quel momento di fruizione collettiva a servizio del rione, in contrapposizione all’esercizio di un’iniziativa imprenditoriale a carattere sportivo (e, quindi, comunque di impatto sociale). Diverse le contestazioni dei cittadini: dall’avvio dei lavori preceduto da una semplice Cila (poi diventata Scia), fino alla presenza di peculiari vincoli sull’area oggetto della pretesa trasformazione, considerata di particolare pregio storico, morfologico e ambientale secondo le statuizioni del Piano Regolatore capitolino. Se ciò non bastasse, l’allarme era acuito dalla previsione dell’abbattimento di una quarantina di alberi tra olivi, magnolie e cedri, che secondo il progetto sarebbero stati sostituiti da siepi di alloro. Ci ha pensato il Tar del Lazio a porre fine – o, meglio, a determinare un primo arresto, non sappiamo se definitivo – alla diatriba: con la sentenza n. 3044 del 17 febbraio 2026 la seconda sezione bis del Tribunale amministrativo ha accolto le ragioni dei residenti, dichiarando la nullità tanto dell’autorizzazione paesaggistica adottata in data 18 settembre 2023 dalla Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma, quanto del permesso di costruire in sanatoria rilasciato da Roma Capitale il 13 gennaio 2025. Andiamo a vedere nel dettaglio il merito della vicenda, premettendo che – per ragioni di spazio e complessità – giocoforza ne potremo soltanto tratteggiare le coordinate principali.
LA DECISIONE
DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
Con il primo motivo alla base dell’atto introduttivo, i ricorrenti hanno dedotto la nullità della richiamata autorizzazione paesaggistica, in quanto emessa dalla Soprintendenza capitolina in violazione del giudicato di cui alla sentenza n. 4912/2023, resa tra le medesime parti in una precedente fase del contenzioso. In effetti il Tribunale, con la menzionata pronuncia, aveva già annullato la precedente autorizzazione paesaggistica del 9 marzo 2022: in tale occasione, il Collegio aveva onerato la Soprintendenza di esaminare la fondatezza delle deduzioni e delle difese che i ricorrenti avevano svolto in causa. Al riguardo, la citata pronuncia infatti statuiva: l’autorizzazione paesistica (poi annullata) “è affidata a una motivazione meramente assertiva, che si limita a dichiarare che non sussistono impedimenti all’approvazione del progetto di realizzazione dei cinque campi da padel come previsti negli atti sottoposti all’esame della Soprintendenza, senza in alcun modo approfondire i numerosi argomenti in contrario che la difesa dei ricorrenti ha dedotto nel presente giudizio. Ne deriva che l’atto va annullato per carenza di motivazione, con obbligo di riesame dell’istanza della controinteressata alla luce (anche) delle deduzioni e delle difese che le parti hanno svolto nel presente giudizio” Ebbene, la successiva autorizzazione, oggetto di impugnazione, si è limitata ad asserire laconicamente che “vista la nota… in cui questa Soprintendenza ha rilasciato il nulla osta archeologico relativamente al progetto di realizzazione dei campi da padel; preso atto che le opere in progetto risultano compatibili con le esigenze di tutela monumentale dell’edificio in oggetto, si autorizza l’esecuzione degli interventi previsti nel progetto, così come descritti negli elaborati pervenuti”. Secondo il Tar il provvedimento sarebbe dunque sostanzialmente viziato per non aver operato alcun riferimento alle censure sollevate dai
ricorrenti nel corso del precedente giudizio, tra cui si annovera anche la carenza, nel progetto, dei prospetti dai quali poter apprezzare come l’altezza delle recinzioni dei campi da padel (e la loro variegata composizione in plexiglas e in rete metallica) possano o meno impedire la visibilità del plesso monumentale adiacente l’impianto. Sulla scorta di ciò il Giudice - stante la riferita carenza dell’impianto motivazionale - ha valutato l’autorizzazione in esame come elusiva/violativa del pregresso giudicato, ed è dunque cassata: il suo vizio si è poi riversato, a cascata, sul connesso titolo edilizio, sancendone l’invalidità derivata
Sotto altro aspetto, è stata comunque eccepita l’illegittimità del permesso di costruire in sanatoria, poiché rilasciato in violazione della normativa urbanistica: sarebbe stato reso, infatti, in spregio al contenuto, tra gli altri, degli artt. 24, comma 2, lett. g), 25, comma 8 e 42, commi 5, 6 e 10 Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore Generale (PRG), nonché del regolamento del verde di Roma Capitale, e dell’art. 8 L. 447/1985. In particolare, l’area in questione ricade negli “spazi verdi privati di valore storico-morfologico-ambientale”, nei quali – come chiarito dall’art. 42, comma 5, NTA del PRG – sono ammessi soltanto gli “interventi di categoria manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e restauro e risanamento conservativo”, nonché “gli interventi di categoria ristrutturazione edilizia e demolizione ricostruzione”, ma non anche le nuove costruzioni (per tale intendendosi il plesso padelistico in contestazione). Cosicché, secondo il Tribunale Amministrativo, gli enti preposti non avrebbero potuto rilasciare neanche il permesso di costruire (in sanatoria) per cui è causa. Per di più, il giudice ha altresì rilevato l’illegittimità del provvedimento impugnato per violazione dell’art. 24, comma, 2 lett. g) NTA del PRG, in quanto “all’interno della Città storica, gli interventi edilizi e urbanistici, nonché le iniziative di promozione sociale ed economica, sono finalizzati alla conservazione e valorizzazione delle qualità esistenti, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna delle componenti insediative”, con la conseguenza per la quale gli unici interventi possibili devono essere volti al perseguimento della “manutenzione” e del “recupero degli spazi aperti esterni (strade, piazze, parchi e giardini) e interni (corti, orti e giardini), come componenti strutturanti dei diversi impianti insediativi”. Nel caso di specie, invece, i due fontanili collocati nell’area verde oggetto d’intervento sarebbero stati demoliti e sostituiti con la realizzazione di campi da padel.
IN CONCLUSIONE
L’esecuzione della pronuncia, appena descritta per sommi capi, dovrebbe comportare l’abbattimento di due dei cinque campi già edificati, oltre al ripristino dell’area verde nella sua conformazione ante cantiere. La decisione è stata brandita dalla politica locale, vessillo sventolato tra perenne tenzone istituzionale e beghe di quartiere: questa rubrica si astiene dal parteggiare per chicchessia, ma non può esimersi dal constatare come sia diventata esigenza primaria raggiungere un equilibrio sostenibile tra tutela di paesaggio e spazi pubblici, osservanza della normativa urbanistica, ma anche ausilio alla diffusione di uno sport dall’alto valore aggregante e di forte impatto economico, con proficue ricadute sul territorio. Il padel è morto? …Viva il padel!
Dentro le storie del padel. Una volta a settimana. con Gabriele Marini e Marco Paialunga
Credits: Premier
Padel
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