PROFILE 12 VELO DE VILLE: LA LIBERTÀ DI NON ADATTARSI
PROFILE
14 UNA STORIA IN CONTINUA EVOLUZIONE PER SVITOL
16 DA “MADE IN” A “MADE BY” TAIWAN
SPECIALE MTB
18 SULLA GIOSTRA DELLA MOUNTAINBIKE
20 WILIER, SCOTT, ORBEA, BOTTECCHIA
21 BH, GHOST, OLYMPIA, FORBIDDEN
22 ALL MOUNTAIN 7 DI HEPHA
23 LE PASTIGLIE CERAMIC E CERAMIC+ DI RAICAM
24 SCHWALBE ROMY: NUOVE FRONTIERE DELLA MTB
25 LE RUOTE IN CARBONIO NS SCI30 DI FSA
26 IL CASCO TARGON DI ABUS FOCUS TECH
28 XXR CARBON DI BRINKE
FOCUS PRODOTTO
30 IL SISTEMA M40 DI MAHLE
32 LA GRAVEL SI RIFÀ IL “LOOK”
34 LA NUOVA COLLEZIONE START DI TAAC
36 PIRELLI: UN "PAAS" AVANTI PER IL SISTEMA RUOTA
37 AERO REDEFINED CON DEDA
38 CYCLINGWORLD EUROPE A DÜSSELDORF
INCHIESTA ESCLUSIVA
40 LA CARICA DEI 101: TERZA PUNTATA
TECH PARTNERSHIP
46 LA AERO RACE DI SANTINI E POLARTEC
RETAIL COACHING
48 MTB O GRAVEL? UNA SCELTA DI BUSINESS PER LO STORE
DIGITAL BY RIDE ON
LA BUSSOLA PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE
EDITORIALE
DI DAVIDE L. BERTAGNA davide.bertagna@mag-net.it
PUNTO DI NON RITORNO
“Ogni volta che mi alleno in Italia rischio la vita. Sono venuto qui a pedalare tantissime volte e ogni volta ho paura perché il traffico sulle strade italiane a volte è un po’ criminale. Stanno costruendo delle bellissime piste ciclabili, ma ci vuole molto impegno”. Le parole di Tadej Pogačar, pronunciate all’indomani della vittoria alla Milano-Sanremo, non sono solo uno sfogo. Sono un segnale. Quando uno dei simboli globali del ciclismo moderno definisce rischioso per la propria vita allenarsi in Italia, il tema non è più solo sportivo, ma sistemico. Sicurezza e cultura diventano così due variabili decisive non solo per chi pedala, ma per chi produce, distribuisce e vende biciclette.
Dal nostro punto di vista è da qui che bisogna partire per leggere i dati presentati da Confindustria Ancma (approfonditi a pagina 10 e 11). Il mercato italiano chiude il 2025 con un nuovo segno negativo: 1.303.000 unità vendute tra bici ed eBike, in calo del 4% rispetto al 2024. Le muscolari scendono a 1.047.000 pezzi (-3%), mentre le eBike si fermano a 256.000 (-7%). Ma il dato complessivo, da solo, rischia di essere fuorviante. Per comprenderlo davvero è necessario entrare nei canali di vendita: mentre grande distribuzione e online mostrano segnali di tenuta, il vero “malato grave” resta il negozio specializzato, come emerge anche dalla terza puntata della nostra inchiesta "La Carica dei 101" dedicata agli store italiani.
Un calo contenuto nelle percentuali, ma profondo nelle implicazioni. Perché dietro quel -4% si nasconde una trasformazione strutturale: se altri canali avanzano, il presidio più identitario del settore arretra. E questo è il punto critico. Non solo perché lo store rappresenta il cuore della filiera, ma perché è il luogo in cui la bicicletta diventa esperienza, cultura, relazione. Se quel presidio si indebolisce, l’intero sistema perde equilibrio. E mentre in Italia si fatica, lo scenario globale racconta dinamiche altrettanto complesse.
Spostando lo sguardo verso Est, emerge un rallentamento che non può essere ignorato. Taiwan registra un calo signi -
ficativo delle esportazioni, soprattutto nel segmento eBike. Un dato che riflette non solo una fase congiunturale, ma una ridefinizione più profonda degli equilibri industriali. Dal primo trimestre 2019 a oggi, il valore complessivo dell’export taiwanese è diminuito del 37%, passando da 15 miliardi a 9,4 miliardi di dollari. Sul fronte eBike, le esportazioni verso l’Unione Europea restano sostanzialmente stabili (circa 50.000 unità), mentre il calo complessivo del 15% rispetto al 2025 è provocato soprattutto dal mercato statunitense, in flessione del 54%. In altre parole: la crisi non è locale, ma sistemica.
Come sappiamo oggi il cliente è informato, consapevole, spesso già orientato prima ancora di entrare in negozio. Ma proprio per questo è più difficile da interpretare. Non cerca semplicemente un prodotto: cerca una scelta corretta. Ed è qui che si gioca una partita decisiva per il retail. Non vince chi ha più stock e nemmeno chi abbassa di più i prezzi, ma chi riesce a leggere (e comprendere) il cliente. Il punto vendita deve diventare uno spazio di interpretazione, dove competenza tecnica e capacità relazionale si fondono per costruire valore. Perché in un mercato sofferente, la differenza non la fa la bicicletta che si vende, ma il modo in cui si accompagna il cliente a sceglierla. E qui il filo si ricompone.
Sicurezza, cultura, mercato, distribuzione, relazione non sono temi separati, ma parti dello stesso sistema. Un sistema che oggi mostra fragilità evidenti, ma anche margini di evoluzione altrettanto chiari. La sicurezza crea le condizioni per pedalare, la cultura crea le motivazioni per farlo e il retail crea l’esperienza che trasforma un interesse in scelta. Senza uno di questi elementi, il sistema si indebolisce. Per questo il momento attuale, pur nella sua complessità, rappresenta un passaggio decisivo. Non si tratta solo di superare una fase negativa, ma di ridefinire le basi su cui costruire il futuro del settore. Perché (e ne siamo certi) il mercato potrà anche ripartire, ma non potrà mai farlo davvero senza sicurezza e cultura.
Redazioni: Corso della Resistenza, 23 - 20821 - Meda (MB) Via Tertulliano, 68 - 20137 - Milano - Tel. 02.87245180-1-2 - Fax 02.87245182 redazione@bike4trade.it - bikefortrade.it
Anno 14 - Numero 3 - 2026 - Periodico bimestrale
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Made For Trails, Tales & Good Times
PARTNERSHIP
SOUDAL QUICK-STEP E AG INSURANCE – SOUDAL PROLUNGANO CON CASTELLI
Soudal Quick-Step e AG Insurance – Soudal hanno annunciato di aver concordato un’estensione triennale della loro partnership con Castelli. Il nuovo accordo prosegue quella che è diventata la collaborazione più longeva con una squadra professionistica nella storia di Castelli. “Questo va ben oltre la semplice fornitura di abbigliamento: lavoriamo a stretto contatto con Castelli per sviluppare e testare prodotti che offrano ai nostri corridori ogni possibile vantaggio, e sono stati partner eccezionali nel nostro impegno per rendere le corse più sicure per tutti i coinvolti. Entrambe le nostre organizzazioni hanno radici profonde in questo sport, ma condividiamo lo stesso desiderio di continuare a progredire”, ha dichiarato Jurgen Foré, ceo del Soudal Quick-Step Pro Cycling Team.
Per la stagione 2026 Look Cycle diventa ufficialmente il fornitore di pedali per tutti gli atleti del Metallurgica Veneta Professional Team che si affida alla tecnologia del brand francese per ottenere il massimo in termini di prestazioni, leggerezza e trasferimento di potenza. “Per noi essere affiancati da Look, eccellenza assoluta nel mondo del pedale, rappresenta un motivo di grande orgoglio. Parliamo di un marchio che non ha bisogno di presentazioni, sinonimo di innovazione e performance ai massimi livelli. Siamo entusiasti di poter utilizzare i loro prodotti sia nel mondo mtb che gravel, certi che rappresenteranno un supporto tecnico fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi”, ha dichiarato Martino Tronconi, team manager di Metallurgica Veneta Professional Team.
WHOOP DIVENTA PERFORMANCE WEARABLE DELLA UAE TEAM EMIRATES-XRG
UAE Team Emirates-XRG ha annunciato una partnership biennale con WHOOP, che diventerà l’Official Health and Performance Wearable di uno dei team più riconosciuti a livello globale. La collaborazione unisce UAE Team Emirates-XRG a un punto di riferimento nella tecnologia per la salute e le performance. Briain Curtin, global marketing di WHOOP, ha dichiarato: “UAE Team Emirates – XRG rappresenta l’apice della performance negli sport di endurance e siamo orgogliosi di collaborare con una squadra che continua a ridefinire i limiti del ciclismo professionistico. Con Tadej e il team abbiamo un’opportunità straordinaria per portare i fan all’interno delle esigenze fisiologiche di questo sport, traducendo dati come recovery e frequenza cardiaca in tempo reale in uno storytelling che mostra cosa serve per vincere ai massimi livelli. Questa partnership va oltre la visibilità: mira ad approfondire la comprensione delle prestazioni umane".
NORCO E ADIDAS ANNUNCIANO UN ACCORDO PLURIENNALE
Norco e adidas presentano Race Division, il nuovo team che gareggerà sul palcoscenico più importante del downhill durante la UCI World Series. Il lancio arriva mentre i due brand hanno annunciato una partnership pluriennale come title sponsor della squadra. L’accordo riflette un impegno a lungo termine verso l’innovazione nelle prestazioni, la crescita della mountainbike e della sua cultura. Il team, che include i rider Gracey Hemstreet, Danny Hart, Erice Van Leuven, Bodhi Kuhn e Lina Frener, sarà inoltre equipaggiato con abbigliamento lifestyle e tecnico off-bike. Tra i prodotti figurano le Terrex Agravic GTX, le Adizero Evo SL e capi della linea Z.N.E., insieme alle scarpe performance 5.10 Hellcat Pro al cui sviluppo ha contribuito anche il team director Greg Minnaar, grazie all’esperienza maturata nel corso della sua carriera.
GREGORY BARNABY E GIORGIA PRIARONE NUOVI TESTIMONIAL DI ALÉ
Alé annuncia una nuova partnership con Gregory Barnaby e Giorgia Priarone, coppia nella vita e fuoriclasse sulle linee di partenza dei più prestigiosi eventi internazionali di triathlon. A partire da questa stagione, i due atleti indosseranno i capi Alé sia in gara sia durante gli allenamenti, diventando testimonial d’eccellenza dei prodotti del brand veronese. In gara, Barnaby e Priarone vestiranno il body Falcon Tri a manica corta, capo progettato per massimizzare le prestazioni grazie all’impiego di tessuti aerodinamici e traspiranti. Il corpetto in Air Wings presenta una texture simile alla superficie delle palline da golf, che minimizza la resistenza aerodinamica, mentre le maniche a canaline in tessuto Jet Stripes vantano un design ergonomico. I pantaloncini in tessuto Matrix completano il quadro garantendo una compressione moderata a sostegno muscolare e circolatorio. Durante gli allenamenti, la scelta cade invece sulla linea PR.S 1000.
ŠKODA AL FIANCO DELLA FEDERCICLISMO PER IL 2026
Škoda Italia da questa stagione sarà a fianco della Federazione Ciclistica Italiana in qualità di main partner. Per la Casa boema si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini. Nel 1895, infatti, i fondatori del brand Václav Laurin e Václav Klement iniziarono la loro avventura industriale con la volontà di costruire le migliori bici dell’epoca. Nel corso degli anni, Škoda Auto non ha mai abbandonato il legame con le due ruote, rimanendo a fianco di alcune tra le più importanti manifestazioni sportive al mondo, tra cui il Tour de France, la Vuelta a Espana e, recentemente, i Campionati Mondiali UCI di Mountain Bike e Gravel. Il logo Škoda tornerà a essere protagonista anche in Italia e sarà in evidenza sulle divise di gara delle atlete e degli atleti impegnati nelle competizioni: dalla strada alla pista, fino agli sterrati della mountainbike.
CAMPAGNOLO: AL VIA LA COLLABORAZIONE CON FOODMAKER GRAVELKING
Un progetto internazionale che interpreta l’identità in continua evoluzione del gravel. All’interno di questo progetto, Campagnolo ricopre un ruolo chiave nel garantire prestazioni ai massimi livelli. Dalle ruote Bora, simbolo della tradizione racing del marchio, fino alle più recenti innovazioni dedicate al gravel. Oltre all’attività agonistica, il Foodmaker GRAVELKING Team punta a sviluppare un ecosistema duraturo attorno al gravel. Attraverso eventi, contenuti ed esperienze condivise, l’obiettivo è coinvolgere attivamente appassionati e praticanti, restituendo valore alla community. Nick Sannen, team manager della squadra, ha commentato: “Quando ero più giovane, era semplicemente fantastico guardare le gare in televisione e vedere i corridori sulle iconiche ruote Bora. Oggi, vedere il nostro team utilizzarle, è come realizzare un sogno”.
MATTHIAS MEIER
NUOVO CEO
DI CANYON BICYCLES
Meier arriva in Canyon dopo oltre dodici anni presso DT Swiss, dove ha ricoperto ruoli tra cui chief sales & marketing officer, vice president e, più recentemente, co-ceo. Ha guidato la presenza commerciale di DT Swiss attraverso sei filiali su quattro continenti ed è stato l’artefice della partnership con Continental e Swiss Side. Nel ruolo di ceo, Meier assumerà la piena responsabilità delle operazioni globali di Canyon, dell’esecuzione commerciale e della crescita sostenibile, inclusi lo sviluppo continuo del modello direct-to-consumer e l’espansione della rete globale di partner. “L’aspetto più difficile in questo settore è costruire un marchio in cui i ciclisti credano davvero. Canyon ci è riuscita. Ora serve la forza operativa e commerciale per essere all’altezza delle sue ambizioni. È questo ciò che vogliamo costruire”, ha dichiarato Matthias Meier.
Rom ano Favoino, countrymanager Crussi s
ROMANO FAVOINO ENTRA IN CRUSSIS COME COUNTRY MANAGER PER L’ITALIA
Crussis ha annunciato l’ingresso di Romano Favoino nel ruolo di country manager per il mercato italiano, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del brand e svilupparne il posizionamento nel segmento eBike. Romano porta con sé un’esperienza pluriennale nel settore. Nel 2004 è stato co-fondatore di Releven, realtà inizialmente focalizzata sulla distribuzione di marchi legati al mondo gravity e successivamente evoluta in una piattaforma distributiva a 360° nel mondo ciclismo. Nel 2021, Romano ha fondato Accell Italia, ricoprendo i ruoli di country manager e managing director. Nel 2024 è entrato in Propain Bicycles come country manager. Ora con Crussis avrà la responsabilità di consolidare e ampliare la presenza del marchio in Italia, contribuendo alla crescita del brand già affermato nei mercati dell’Europa Centrale e dell’area DACH, e in forte espansione in Francia e Spagna.
PEOPLE
SCOTT SPORTS NOMINA HSUAN BOON TAN CO-CEO
Il manager affiancherà l’attuale co-ceo Pascal Ducrot e avrà base presso l’headquarter globale dell’azienda in Svizzera. Scott Sports è controllata dal gruppo sudcoreano Youngone Corporation, che ha acquisito il pieno controllo del brand nel 2025. Tan subentra a Juwon Kim, che rientra in Corea del Sud per concentrarsi sulla divisione Strategy and Investment di Youngone. Juwon Kim era stato nominato co-ceo insieme a Ducrot nell’agosto 2024. Pascal Ducrot, in azienda da 35 anni, continuerà a ricoprire il ruolo di co-ceo al fianco di Tan. Sia Kim sia Tan manterranno inoltre un posto nel cda di Scott, mentre Ducrot entrerà a far parte del board. Hsuan Boon Tan porta con sé una consolidata esperienza in corporate governance, oltre a una profonda conoscenza sia di Youngone sia di Scott. Più recentemente ha ricoperto il ruolo di head of legal and compliance di Youngone. Membro del board di Scott da due anni, Tan ha avuto un ruolo chiave nella stabilizzazione del business dopo le difficoltà attraversate dall’industria bike dopo la pandemia.
Matt h as Meier ceoCanyon
Da s nistra i co-ceoPascalDucrot
BIKEFORTRADE E MAGNET:
UN’IDENTITÀ SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
Inizia un nuovo capitolo per MagNet. Il nostro gruppo, diventato negli anni un punto di riferimento per l’editoria B2B (e non solo) in Italia, vuole ampliare il proprio raggio d’azione anche al pubblico internazionale. Tutte le edizioni digitali delle nostre riviste sono ora disponibili per la lettura e il download interamente in lingua inglese. Questa evoluzione punta ad ampliare la nostra portata editoriale e a creare opportunità di networking e visibilità per i professionisti di tutto il mondo. Un passo ambizioso per rispondere alle esigenze di un mercato globale sempre più interconnesso. MagNet attualmente può vantare una readership di oltre 2 milioni di lettori. Le edizioni internazionali delle nostre riviste puntano ad aumentare la capillarità della nostra informazione, andando oltre delle barriere linguistiche che mai come in questi tempi possono essere superate sempre più agevolmente. E non lo faremo solo con le riviste cartacee. Anche il nostro ecosistema digitale è ora disponibile interamente in versione bilingue. Sui nostri siti web, attraverso l’apposita voce del menu, è possibile cambiare la lingua e consultare tutti i nostri contenuti in inglese.
ADDIO A DINO SIGNORI, FONDATORE E ANIMA DI SIDI
Si è spento il 24 marzo il fondatore di Sidi Dino Signori. Visionario imprenditore e figura centrale nel mondo del ciclismo e del motociclismo, Signori lascia un’eredità indelebile fatta di passione, dedizione e spirito artigianale. Nato a Maser nel 1935, fondò Sidi nel 1960, trasformando un piccolo laboratorio artigianale in un marchio di riferimento a livello globale per le calzature tecniche. Con intuizione e determinazione, ha saputo coniugare tradizione e innovazione, contribuendo in modo decisivo all’evoluzione del ciclismo e del motociclismo e accompagnando generazioni di atleti verso traguardi straordinari. “Dino Signori non ha solo fondato un’azienda: ha tracciato una strada. Ci ha insegnato che il progresso nasce dall’impegno quotidiano, dal rispetto per le persone e dalla capacità di costruire un domani migliore attraverso il duro lavoro. Il suo lascito continuerà a vivere nei valori che guidano Sidi ancora oggi: passione, ricerca e dedizione, con il desiderio di progredire ogni giorno”, ha dichiarato Davide Rossetti, ceo di Sidi.
MERCATO
WILIER NOMINA UNOFFICIAL WORLDWIDE
DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER GLI USA
Wilier Triestina ha annunciato la nomina di Unofficial Worldwide come nuovo distributore esclusivo per gli Stati Uniti. La nuova partnership, che sostituisce il precedente distributore Velostar, punta ad ampliare significativamente la disponibilità dei prodotti e il supporto alla rete vendita, con l’obiettivo di accelerare la crescita del brand nel mercato USA. “Gli Stati Uniti rappresentano un mercato chiave per il futuro di Wilier Triestina. Per rispondere al crescente interesse dei ciclisti americani, cercavamo un partner che condividesse la nostra visione di sviluppo del brand. In Unofficial Worldwide abbiamo trovato un team capace di interpretare la Culture of Speed e di connettere il marchio con rider, rivenditori e community”, hanno dichiarato Andrea, Enrico e Michele Gastaldello, proprietari dell’azienda.
PARTE IN ITALIA LA DISTRIBUZIONE DELLE EBIKE EGO MOVEMENT
Il marchio svizzero di bici elettriche EGO Movement, parte del gruppo TVS Ebike, ha scelto l’inizio della primavera per dare il via ufficiale alla commercializzazione della gamma in Italia, attraverso una rete di rivenditori autorizzati. Le eBike EGO Movement sono caratterizzate da una particolare attenzione allo stile e ai dettagli. A partire da inizio aprile, le bici si possono trovare anche in Italia; l’operazione inizia con la presenza dei vari modelli in dieci negozi pilota situati in alcune aree strategiche, per poi estendersi in gran parte del nostro Paese. “Siamo soddisfatti dell’attenzione dei negozianti verso il nostro marchio, poiché sono loro il nostro anello di congiunzione con il mercato. Nella fase di preparazione dell’arrivo in Italia, il loro apprezzamento e la dedizione dimostrata sono state determinanti”, ha dichiarato Gary Fabris, country manager TVS Ebike.
ROCKY MOUNTAIN SCEGLIE 4GUIMP PER IL RILANCIO NEL NOSTRO PAESE
Rocky Mountain inaugura una nuova fase della propria presenza sul mercato italiano, affidando la distribuzione a 4Guimp. L’accordo nasce con l’obiettivo di rilanciare un marchio che ha contribuito in modo significativo alla costruzione della cultura mtb a livello globale. Rocky Mountain si distingue per un approccio allo sviluppo prodotto fortemente orientato alla performance. Nel corso degli anni, l’azienda ha introdotto piattaforme proprietarie, geometrie dedicate, schemi di sospensione evoluti e soluzioni tecniche sviluppate direttamente sui trail più iconici. Con questo nuovo incarico, 4Guimp assume il ruolo di punto di riferimento per il mercato italiano, con l’obiettivo di consolidare la rete commerciale e rafforzare la presenza del brand presso dealer e operatori del settore.
ARC’TERYX AL SUO DEBUTTO NEL MONDO MTB
Arc’teryx, azienda specializzata in abbigliamento tecnico e attrezzatura ad alte prestazioni, entra nel mondo mtb con una capsule collection, sviluppata per affrontare condizioni variabili, salite impegnative e discese tecniche. Il Design Centre Arc’teryx si trova nella North Shore di Vancouver e qui il team di sviluppo del brand pedala regolarmente, testando sul campo prototipi e soluzioni in situazioni reali per proteggersi da pioggia, freddo e umidità. Questo processo, ha portato alla nascita di Rhoam, la prima collezione mtb. “La mountainbike fa parte del nostro DNA. Per la nostra prima linea dedicata abbiamo applicato lo stesso know-how utilizzato per i gusci da arrampicata e sci, sviluppando costruzioni articolate pensate per il comfort in sella. Il team ha trascorso ore sui trail della North Shore, affrontando condizioni severe e terreno tecnico”, ha spiegato Ashley Anson, VP Design di Arc’teryx.
EVENTI
BOSCH
EMTB CHALLENGE: AL VIA LA NONA STAGIONE CON UN CALENDARIO AMPLIATO
Dopo due edizioni che hanno conquistato pubblico e rider, Red Bull Genova Cerro Abajo è pronto a tornare nel 2026 il 27-28 giugno, confermando per il terzo anno consecutivo la presenza della città ligure nel circuito di urban downhill tra i più spettacolari al mondo. L’appuntamento cambia e si sposta nella prima metà dell’anno, il 27-28 giugno. La “Superba” è ormai un crocevia attesissimo del calendario internazionale: il suo tessuto urbano consente uno spettacolo sportivo senza pari, grazie ai 2,2 km di percorso su 279 metri di dislivello, da Monte Peralto a Largo della Zecca, in una corsa vertiginosa tra ostacoli naturali, scalinate secolari, curve a gomito e insidie artificiali. Nel 2024 e nel 2025 circa 35-40.000 spettatori hanno popolato il tracciato genovese lungo l’arco della giornata di gara. La sfida è lanciata a Tomáš Slavík e Roger Vieira, rispettivamente vincitori degli ultimi anni.
FIERA DEL CICLOTURISMO:
UN’EDIZIONE DA OLTRE
27MILA VISITATORI
La Fiera del Cicloturismo, evento organizzato da Bikenomist e ospitato dalla Fiera di Padova, è andata in scena dal 27 al 29 marzo e si è conclusa con un bilancio di oltre 27.000 visitatori registrati, 210 giornalisti accreditati, 268 tra espositori e co-espositori, 12 regioni italiane, 20 Paesi stranieri rappresentati e 1.112 incontri tra operatori con oltre 60 talks. “La quinta edizione ha riscosso un buon risultato in termini di pubblico ed espositori e siamo contenti di aver avvicinato sempre più persone al magico mondo delle vacanze in bicicletta. Abbiamo visto prodotti sempre più maturi e un pubblico sempre più interessato. Particolare soddisfazione è stato il coinvolgimento di operatori internazionali”, ha dichiarato Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo. Il prossimo appuntamento sarà a Padova a marzo 2027.
La Bosch eMTB Challenge è diventata ormai un appuntamento fisso nel calendario della community off-road. Nel 2026 la serie entra nella sua nona stagione, con due nuove destinazioni, Les Arcs e Davos. Spettatori e atleti potranno inoltre godersi un highlight speciale nella tappa di Willingen:
RED BULL GENOVA CERRO
ABAJO TORNA A GENOVA IL 27-28 GIUGNO
Credits: Red Bull Content Pool
ABBIAMO TOCCATO IL FONDO?
I dati presentati da Ancma fotografano un mercato che nel 2025 ha subito una nuova frenata. Le vendite complessive si attestano a 1,3 milioni di unità (-4% rispetto al 2024), con il segmento eBike in difficoltà. A soffrire maggiormente è il negozio specializzato, mentre la filiera mostra timidi segnali di resilienza
“Ogni volta che mi alleno in Italia rischio la vita. Sono venuto qui a pedalare tantissime volte e ogni volta ho paura perché, senza voler offendere nessuno, il traffico sulle strade italiane a volte è un po’ criminale. Stanno costruendo delle bellissime piste ciclabili, ma ci vuole molto impegno”. Parole e musica del marziano del ciclismo moderno Tadej Pogačar, che all’indomani della vittoria alla Milano Sanremo 2026 ha denunciato le condizioni di sicurezza sulle nostre strade. Perché partire da qui per leggere e provare a comprendere i dati di mercato? Perché, guardando ai numeri, la sensazione è che il settore abbia purtroppo toccato il fondo. E per ripartire a nostro avviso mai come ora servono due elementi fondamentali: sicurezza e cultura. Se sul primo fronte gli interventi possono essere relativamente rapidi, sul secondo tema il percorso sarà inevitabilmente più lungo. Ma il tempo stringe. Perché mentre il settore affronta overstock, pressione dell’online, sconti aggressivi, aumento dei prezzi, instabilità geopolitica e contrazione della spesa, non si possono ignorare le ricadute sistemiche di un contesto ancora fragile sul piano culturale e della sicurezza. Campanelli d’allarme già percepibili e che ora trovano conferma nei dati presentati da Confindustria Ancma.
NEL VIVO DEI DATI
Il mercato italiano della bicicletta archivia il 2025 con l'ennesimo segno negativo, confermando la fase di difficolta già emersa negli ultimi anni. Secondo i dati elaborati dall’associazione, le vendite complessive di bici ed eBike si attestano a 1.303.000 unità, in calo del 4% rispetto al 2024. Nel dettaglio, in confronto al 2024 le muscolari scendono a 1.047.000 pezzi (-3%), mentre le eBike si fermano a 256.000 unità (-7%). Per comprendere a fondo il dato è però necessario analizzare i diversi canali di vendita: mentre la grande distribuzione organizzata, la grande distribuzione specializzata (sportiva ed elettronica di consumo) e l’online mostrano segnali di crescita, il vero “malato grave” resta il negozio specializzato.
SOFFRE IL RETAIL SPECIALIZZATO
Il dato complessivo restituisce un mercato che, solo in apparenza, limita la flessione. La contrazione della domanda nel canale specializzato resta infatti significativa e continua a riflettere le preoccupanti difficoltà (come raccontato anche nella nostra inchiesta “La Carica dei 101”) vissute da larga parte della rete dei negozi (-14% di vendite eBike, -8% muscolare), che rappresenta il riferimento principale per il settore e per la grande maggioranza delle imprese associate. Nello stesso tempo, come detto, il recupero di altri canali di vendita, dalla grande distribuzione specializzata all’online, contribuisce a contenere il calo finale e a ridefinire gli equilibri del sell-out. In controtendenza, invece, la crescita del numero di punti vendita: nel 2025 si contano 4.012 store sul territorio italiano. Un segnale che conferma ancora una volta come, nel nostro settore, l’attività imprenditoriale sia spesso sostenuta da una passione profonda e radicata, anche in un contesto complesso e in continuo mutamento.
LA FILIERA
MOSTRA RESILIENZA
Sul fronte industriale, il 2025 mostra invece segnali timidamente più favorevoli per il comparto delle biciclette tradizionali. La produzione sale a 1.805.000 unità (+6%), l’export raggiunge 1.042.000 pezzi (+11%), mentre l’import si riduce a 284.000 unità (-28%). Anche in valore, le esportazioni di biciclette crescono da 276 a 317 milioni di euro (+14,8%), mentre l’import scende da 136 a 133 milioni (-2,2%).
IL RALLENTAMENTO DELL’EBIKE
Più articolato il quadro dell’eBike, che evidenzia una frenata sia sul mercato interno sia sul fronte produttivo e commerciale. Nel 2025 la produzione si attesta a
di Davide L. Bertagna
DATI DI MERCATO
281.000 unità (-17%), l’export cala a 107.000 pezzi (-20,7%) e l’import scende a 82.000 unità (-7,8%). Anche in valore il comparto registra un arretramento: l’export passa da 153 a 139 milioni di euro (-9,2%), mentre l’import scende da 138 a 124 milioni. Il confronto con gli altri Paesi europei evidenzia una difficoltà strutturale nel segmento della pedalata assistita. Una dinamica che apre interrogativi non solo economici, ma anche culturali: perché l’Italia continua a rimanere indietro rispetto a mercati con un potere d’acquisto non così distante dal nostro come Francia, Spagna e Portogallo?
BILANCIA COMMERCIALE E COMPONENTISTICA
Nel complesso, la bilancia commerciale del settore ciclo è rimasta positiva e sostanzialmente allineata all’anno precedente, attestandosi a +172 milioni di euro, contro i +175 milioni del 2024. Un risultato che conferma comunque la capacità competitiva della filiera italiana, anche in una fase di mercato debole e disomogenea. A sostenere il profilo industriale del comparto contribuisce anche la componentistica: nel 2025 l’export di parti di biciclette è cresciuto a 550 milioni di euro (+14,5%), mentre l’import è salito a 577 milioni (+25,4%). Si tratta di numeri che segnalano, da un lato, una filiera produttiva ancora reattiva
e, dall’altro, un contesto competitivo che impone molta attenzione a margini, posizionamento e politiche di mercato.
“Il 2025 è stato un anno difficile, probabilmente uno dei più complessi degli ultimi tempi per il mercato nazionale della bicicletta. La lettura approfondita dei dati fa risuonare un campanello d’allarme. Il dato delle vendite in particolare va interpretato con attenzione, perché dietro una flessione complessiva relativamente contenuta si nascondono sofferenze importanti, soprattutto nel canale specializzato, che continua a rappresentare il cuore del nostro settore. Allo stesso tempo, i numeri della produzione, dell’export e della bilancia commerciale confermano la qualità, la resilienza e la capacità industriale della filiera italiana, che rimane un’eccellenza nel panorama internazionale”, ha dichiarato il presidente Mariano Roman.
“Particolare attenzione merita il segmento dell’eBike, che sconta non solo il rallentamento della domanda, ma anche le distorsioni generate dalla crescente diffusione di veicoli impropriamente commercializzati come biciclette elettriche. Su questo fenomeno chiediamo chiarezza normativa e di continuare tutte le attività di contrasto, a tutela delle imprese che operano correttamente, della sicurezza dei consumatori e della leale concorrenza”, ha sottolineato Roman.
C’È CHI SORRIDE
In un contesto complesso, emerge però un segnale decisamente positivo: il cicloturismo. Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici 2026” pubblicato da Isnart e Legambiente (di cui parleremo approfonditamente sui prossimi numeri di Bikefortade), nel 2025 si sono registrate circa 49 milioni di presenze cicloturistiche in Italia, con un impatto economico pari a 6,4 miliardi di euro. Dati che aprono prospettive molto interessanti anche per tutte le imprese del settore bike, in particolare sul fronte dei servizi e del noleggio, sempre più diffusi a livello territoriale.
LA LIBERTÀ DI NON ADATTARSI
Il punto di forza di Velo de Ville è saper viaggiare alla giusta velocità, grazie a un modello di business coraggioso e controintuitivo. Siamo stati ad Altenberge per esplorare da vicino un’azienda unica nel suo genere nella bike industry
dal nostro inviato Daniele Pansardi
Altenberge è uno di quei luoghi in cui la vita scorre placida. Una piccola cittadina immersa nelle campagne della Westfalia, circondata da boschi, grandi prati verdi e dolci pendii. Arrivando da Münster, la capitale della bici tedesca e distante una decina di chilometri, l’impressione è che tutto vada alla giusta velocità, soprattutto perché il traffico ciclistico va di pari passo con quello automobilistico, grazie a infrastrutture chiare e scorrevoli e una tradizione pluridecennale. Non è un caso, infatti, che il principale biglietto da visita di Altenberge sia il quartier generale di Velo de Ville, che quest’anno festeggia i suoi primi 60 anni ed è a tutti gli effetti uno dei motori della cultura ciclistica tedesca, con un’identità unica nel suo genere per le bici da città. Il sistema Velo de Ville ruota attorno alla personalizzazione, come ha voluto fin dall’inizio il suo fondatore Albert Thiemann.
Ogni bici vuole raccontare la storia e le caratteristiche di ciascun ciclista. Il processo industriale parte proprio dal desiderio del singolo: perché guidare una bici standard quando potremmo personalizzarla a nostro piacimento in tutti i suoi dettagli e componenti? Pensiamo ai colori. Velo de Ville a oggi permette di scegliere fra 35 tonalità diverse, grazie a un moderno impianto di verniciatura a polvere che rende tutto più
L'intervista
Partiamo dalla storia di Velo de Ville, che quest'anno festeggia il suo 60° anniversario. Quali sono stati i momenti chiave che hanno trasformato l'azienda in quella che conosciamo oggi?
Credo che si possano individuare tre momenti fondamentali. Il primo risale alla grande crisi petrolifera degli Anni ’70: eravamo ancora solo piccoli rivenditori, abbiamo vissuto prima un grande aumento della domanda e poi un crollo del settore. Così mio padre Albert ha deciso di mettersi in proprio come produttore. Il secondo step è stato l’investimento nella verniciatura a polvere e nella sua robotizzazione. Nonostante varie difficoltà, alla fine siamo riusciti a creare un sistema automatizzato nel corso dei decenni, fondamentale per sviluppare al meglio il concetto del Custom Made che si manifesta principalmente attraverso i diversi colori della nostra offerta. Il terzo momento chiave è stata la decisione di puntare sulle e Bike: senza l’elettrico, probabilmente non saremmo più qui.
Siete i pionieri del Custom Made. È stata una scelta filosofica per distinguervi dagli altri? O piuttosto una risposta alle richieste del mercato? È stata una semplice osservazione di mio padre. Stava impegnando ingenti risorse
flessibile. Quando i telai arrivano nelle fasi finali delle linee di produzione, affiancati l’uno all’altro in attesa degli ultimi test o di essere spediti, ci si trova di fronte a un caleidoscopio di colori che nulla ha a che fare con una produzione industriale standard, e che può essere considerato un piccolo simbolo della mentalità di Velo de Ville. Nella fabbrica di Altenberge l’automazione è una grande protagonista, ma per portare avanti un’azienda con una tale filosofia le macchine non sono sufficienti. Sono necessari coraggio e ingegno, e un modo di vedere l’industria in modo controintuitivo, con maggiore libertà per tutti, anche per i negozianti. Tra i tanti pratici vantaggi del Custom Made, c’è quello di prevenire ai commercianti che scelgono Velo de Ville quel piccolo o grande incubo chiamato overstock.
Alain Thiemann, figlio di Albert e ceo ad appena 34 anni, ha raccolto la sfida del padre insieme al fratello Volker con lo stesso spirito, e oggi guida un’azienda da 300 dipendenti e di 20 nazionalità diverse in un ambiente sano e aperto, dove tutto sembra procedere alla giusta velocità. In fabbrica, negli uffici o nelle strade che pullulano di bici. Delle ambizioni internazionali di Velo de Ville, nel corso della nostra visita ad Altenberge, abbiamo parlato con Christof Reitemeier, marketing manager, e con lo stesso Thiemann.
nella produzione di telai di diverse misure, e da quella riflessione ha sviluppato il concetto fondante di Velo de Ville: l'individualità delle persone deve riflettersi nelle bici. Ecco perché vogliamo sempre adattarci ai nostri clienti e non viceversa.
Oggi molte aziende parlano di personalizzazione. Secondo la vostra esperienza, quali sono gli errori principali che si commettono cercando di investire nel tailor-made?
Anche noi abbiamo commesso molti errori, ma abbiamo imparato lungo il percorso. Molti sottovalutano la sua complessità. Il sistema deve essere completamente tarato su un unico obiettivo: soddisfare i desideri di ciascun cliente. Se fosse solo una nicchia, non funzionerebbe.
Come scegliete i vostri partner in un sistema globale di supply chain sempre più complesso?
Siamo un'azienda a conduzione familiare, quindi puntiamo sui nostri rapporti di lunga data. Il motto di Velo de Ville è "together successful": se lavoriamo insieme, avremo successo insieme. Negli ultimi anni, oltre agli storici partner asiatici, stiamo cercando di aumentare sempre di più la fornitura di telai dall’Europa grazie a un produttore austriaco.
La bike industry sta attraversando periodi di difficoltà in alcuni Paesi e di stabilizzazione in altri. Come sta reagendo Velo de Ville e quali cambiamenti prevedete per il settore nel breve termine?
Nel breve termine assisteremo a un processo di consolidamento. Durante la fase della pandemia, sono entrati nel mercato molti nuovi operatori, sostenuti da venture capitalist e fondi di private equity, ma con risultati altalenanti. Credo che le aziende indipendenti come la nostra vivranno maggiore stabilità nei prossimi anni.
Alain Thiemann
ceo Velo de Ville
La cargo bike Loady di Velo de Ville
Qual è la vostra opinione sull’impatto del private equity nella bike industry?
Il private equity considera come prodotto l’azienda stessa. Per Velo de Ville e i nostri rivenditori, invece, il prodotto è la bicicletta. La prospettiva è completamente diversa, così come le politiche adottate: per noi il cliente è chi va in bici, per il mondo finanziario è solo un’altra azienda a cui vendere.
In un mondo in cui l’e-commerce rappresenta una sorta di minaccia per i negozi fisici, come sviluppate la vostra collaborazione con i negozi per dare loro un vero e proprio valore aggiunto?
farlo abbiamo bisogno di persone di ampie vedute e con una mentalità aperta.
Guardando al futuro, quali sono i rischi maggiori per i produttori europei e le principali opportunità per il settore?
“L'individualità delle persone deve riflettersi nelle bici.
Ecco perché vogliamo sempre adattarci ai nostri clienti e non viceversa”
Garantiamo sempre che le vendite avvengano tramite i nostri rivenditori, anche quando la bicicletta è scelta in autonomia tramite il nostro configuratore online. È una politica molto apprezzata dai nostri dealer, perché attira in negozio persone che altrimenti non vi metterebbero mai piede. La strategia di Velo de Ville è sempre orientata ai partner: tornando alla mia frase di prima, è ciò che permette di essere “together successful”.
Quali requisiti deve avere un rivenditore per rappresentare al meglio il brand?
La voglia di innovare. Vogliamo cambiare il modo in cui vengono vendute le bici e per
Christof Reitemeier marketing manager Velo de Ville
Il concetto di personalizzazione può essere difficile da comunicare in modo sintetico. Quali sono le strategie ideali per spiegare che non si sta acquistando una bicicletta qualsiasi, ma un prodotto su misura per le proprie esigenze specifiche?
I rivenditori giocano un ruolo fondamentale. Teniamo numerosi corsi di formazione per aiutarli a comprendere come proporre la nostra idea. Da circa quattro anni abbiamo intensificato il dialogo diretto con i consumatori, puntando sul nostro configuratore online. Vi investiamo costantemente per assicurarci che sia uno strumento tanto intuitivo quanto convincente.
Quali sono per voi gli appuntamenti più importanti durante l’anno?
Partecipiamo a numerose fiere B2C, non solo legate alla bici ma anche al camper e al turismo. Per quanto riguarda il settore B2B, contavamo molto su Eurobike ma quest’anno la sua centralità è diminuita, per cui stiamo testando strumenti alternativi. Il 4 e il 5 maggio presenteremo la nuova linea per il prossimo anno ai nostri clienti con un evento in streaming. In Italia, invece, saremo presenti all’International Bike Festival di Misano (4-6 settembre) e al Bike Festa Südtirol di Bressanone (17-20 settembre).
Uno dei rischi principali a Bruxelles è l'eccessiva tendenza alla regolamentazione, che alimenta la burocrazia e frena la produttività. La nostra vera sfida non è interna tra Paesi dell'Unione, ma con la Cina e gli Stati Uniti, dove il quadro legislativo non è altrettanto rigido. D'altro canto, questo complesso sistema di regole ha anche risvolti positivi, perché garantisce l'accesso a tutti i mercati europei grazie a norme condivise.
Se fossi un lobbista della bike industry a Bruxelles, cosa chiedereste a nome dell’intero settore?
Di prestare attenzione all’antidumping. Molte realtà extra-UE aggirano ed eludono le norme, importando prodotti non conformi che danneggiano l’economia europea. Notiamo un grande aumento di eBike a prezzi molto bassi, e le istituzioni dovrebbero interrogarsi seriamente sulla loro origine e sull'intera filiera produttiva.
La Revo-C, attualmente la eBike urbana più potente di Velo de Ville
La vostra strategia dunque si spinge oltre la bike industry: come vi muovete in tal senso?
Ci occupiamo soprattutto del settore turistico, sponsorizzando eventi specifici e collaborando con i principali operatori di cicloturismo. È una vetrina per mostrare ad aziende e persone cosa siamo in grado di fare: con la nostra produzione su misura, è semplice personalizzare una linea di bici con colori o loghi specifici.
Il configuratore è il cuore di Velo de Ville, grazie al quale avete accesso a un’enorme quantità di dati. In che misura influenzano le vostre scelte di marketing nello sviluppo di nuovi modelli?
I dati ci rivelano quali opzioni hanno avuto più successo in un certo periodo o regione: un asset prezioso per guidare i nuovi rivenditori nelle loro scelte iniziali. Ma non solo. Analizziamo anche dove gli utenti interrompono la configurazione. Se molti si fermano nello stesso punto, capiamo che il sistema è diventato troppo complesso e interveniamo per semplificarlo.
Esiste un profilo della bicicletta ideale che i clienti tendono a configurare più spesso con il configuratore?
Il nostro best-seller è il modello AEB (Allround E-Bike) a scavalco basso, il colore più richiesto è il blu notte, anche se rappresenta solo l'8 o il 9% del totale. Monitoriamo costantemente i dati, cercando di mantenere un’ampia varietà di opzioni dato che i clienti ambiscono a personalizzare il più possibile. È il loro strumento per comprare la bici perfetta, e noi non vogliamo che debbano scendere a compromessi. È questo che ci rende diversi: se perdessimo questa peculiarità, restringendo l'offerta, diventeremmo uguali a tutti gli altri.
UNA STORIA IN CONTINUA EVOLUZIONE
Forte di oltre 80 anni d’esperienza nella manutenzione, Svitol ha deciso di presidiare anche il mondo bike rafforzando il dialogo con negozi e appassionati. Abbiamo intervistato Antonio Sinigaglia, marketing manager di Arexons, per approfondire strategie, collaborazioni e obiettivi futuri del brand
di Davide L. Bertagna
Quella di Svitol è una storia che attraversa oltre ottant'anni d’innovazione. Nato in casa Arexons come lubrificante solvente antiruggine e sviluppato per la manutenzione dei tram di Milano, il marchio italiano ha progressivamente ampliato i propri ambiti d’applicazione, diventando un punto di riferimento anche nell’industria, nel fai da te, nella cura dell’auto e nell’utilizzo domestico. Negli ultimi anni, forte di questo know-how, Svitol ha
L'intervista
Antonio Sinigaglia marketing manager Arexons
Svitol è un marchio storico della manutenzione: cosa vi ha spinto a entrare in modo strutturato nel mondo bike e quali esigenze specifiche avete voluto intercettare fin da subito?
L’ingresso nel mondo bike nasce dall’osservazione di un cambiamento molto chiaro: la bici è diventata, negli anni, molto più di un mezzo per il tempo libero. Oggi è sport, mobilità quotidiana, passione tecnica, attenzione al benessere e in molti casi anche scelta sostenibile. In parallelo è cresciuta la consapevolezza intorno alla manutenzione: chi utilizza la bici con regolarità sa che performance, comfort e durata dipendono anche dalla qualità dei prodotti utilizzati per pulizia e cura del mezzo. Per un brand come Svitol, con una lunga storia nella manutenzione, questo ha rappresentato un terreno coerente su cui mettere a frutto la propria esperienza. Fin da subito abbiamo voluto intercettare bisogni concreti di un pubblico sempre più evoluto, amatori esperti e semi-professionisti, sviluppando soluzioni dedicate che garantissero prestazioni elevate, facilità d’uso e sicurezza anche su bici ad alte performance, dalla strada alla mtb fino al gravel.
Quanto è strategico oggi il segmento bici all’interno della vostra visione di business? Il segmento bici ha assunto negli anni un peso sempre più rilevante, perché unisce diversi elementi centrali per la nostra visione: specializzazione, innovazione e capacità di dialogare con una community competente e trasversale. È un comparto che non riguarda solo il ciclismo sportivo, ma coinvolge anche il commuting urbano, il tempo libero e il mondo eBike, con bisogni molto diversi ma accomunati dalla stessa richiesta di affidabilità e semplicità d’uso. Per noi è un ambito importante anche perché consente di ampliare in modo credibile il perimetro storico del brand. Non si tratta di un’estensione occasionale, ma di un’area su cui abbiamo scelto d’investire con continuità, sviluppando una gamma dedicata e rafforzandola attraverso collaborazioni tecniche, ampliamento dei formati e presenza in contesti rilevanti per il settore. La direzione è quella di consolidare la presenza di Svitol come riferimento riconoscibile all’interno di un mercato in continua evoluzione.
scelto di entrare in modo sempre più strutturato anche nel mondo bike, intercettando l’evoluzione del ciclismo: da attività ricreativa a ecosistema tecnico, trasversale e in costante crescita. Un percorso che si traduce nello sviluppo di una gamma specializzata, nella collaborazione con il mondo professionistico e in un dialogo sempre più diretto con i negozi, con l’obiettivo di affermarsi come riferimento nella manutenzione della bici.
Quali sono le principali peculiarità della manutenzione nel ciclismo rispetto ad altri settori in cui operate?
La manutenzione bike ha un livello di specificità molto alto, perché interviene su un mezzo in cui ogni componente è strettamente collegato a fluidità di marcia, precisione e sicurezza. La bici lavora in un ambiente esposto: polvere, fango, acqua, sbalzi climatici e residui si accumulano rapidamente, soprattutto nelle parti più sensibili come trasmissione, freni e pneumatici. Questo richiede prodotti mirati, capaci di agire a fondo ma con attenzione ai materiali e alla meccanica. C’è poi un altro aspetto importante: nel ciclismo la manutenzione è percepita dall’utente come parte integrante dell’esperienza d’uso. Non è solo un gesto funzionale, ma un’abitudine che incide direttamente sulla qualità della pedalata e sulla durata del mezzo. Per questo servono soluzioni molto precise: sgrassatori che non lascino residui, lubrificanti coerenti con le condizioni d’uso, detergenti specifici per singole componenti e prodotti che aiutino a mantenere la bici efficiente nel tempo. È un tipo di approccio che richiede competenza tecnica e capacità di costruire una gamma realmente specializzata.
La collaborazione con il team Polti VisitMalta che ruolo gioca nello sviluppo della gamma prodotti?
La collaborazione con il team Polti VisitMalta ha per noi un valore molto concreto, perché porta la gamma fuori dalla dimensione teorica e la mette a confronto con il lavoro quotidiano di una struttura professionistica. In questo senso, è molto più di una partnership di visibilità: è un’occasione di test continuo, di dialogo tecnico e di verifica sul campo. Il fatto che il team utilizzi i prodotti Svitol Bike in modo costante, in gara e nella preparazione quotidiana dei mezzi ci consente di raccogliere indicazioni estremamente utili per affinare formulazioni, performance e praticità d’uso. Dai detergenti, agli oli, al pulitore freni, ogni prodotto viene valutato in un contesto ad alta intensità. È un confronto che si è sviluppato anche nel corso della stagione agonistica, in appuntamenti come la Gran Fondo Strade Bianche, dove le caratteristiche del percorso richiedono una gestione particolarmente attenta della bici. In queste situazioni, essere al fianco del team significa osservare da vicino dinamiche e criticità difficili da replicare in altri contesti. Questo dialogo diretto con il mondo professionistico si riflette anche sui prodotti destinati agli amatori evoluti, che ricercano standard qualitativi e prestazioni analoghe a quelle del ciclismo di alto livello.
E quella con il MTB Metallurgica Veneta Pro Team?
La sponsorizzazione della squadra rappresenta per Svitol un ulteriore passo nel raf-
forzamento della propria presenza nel mondo off-road. La mtb è una disciplina particolarmente esigente in termini di manutenzione, dove condizioni estreme come fango, acqua e polvere mettono costantemente alla prova componenti e performance. Collaborare con un team di livello ci consente di validare l’efficacia dei prodotti in contesti reali e altamente tecnici, trasferendo poi questo know-how a tutta la gamma dedicata agli appassionati. Questo tipo d’esperienza è emerso anche in competizioni come la Absa Cape Epic, dove Svitol è stato al fianco del team in una prova che, per durata e condizioni, rappresenta uno dei contesti più selettivi del calendario internazionale. È una partnership che riflette perfettamente il nostro posizionamento sul mercato: essere al fianco di ciclisti evoluti, amatori e semi-professionisti che desiderano prendersi cura del proprio mezzo in modo preciso, tecnico e professionale, anche nelle discipline più impegnative.
Come sta evolvendo la vostra gamma prodotto?
La gamma Svitol Bike sta evolvendo secondo una direzione molto chiara: diventare sempre più completa, specializzata e coerente con i bisogni di un mercato che si sta facendo più tecnico e segmentato. Oggi chi cerca prodotti per la manutenzione non vuole una risposta generica, ma formule precise per esigenze differenti. È per questo che la gamma si è progressivamente ampliata con referenze dedicate e con soluzioni pensate per coprire momenti diversi della manutenzione. L’evoluzione riguarda anche il formato e l’utilizzo professionale. L’introduzione nel 2026 dei nuovi cinque litri per Super Sgrassatore e Sigillante Antiforatura va nella direzione di rispondere non solo al singolo appassionato, ma anche a officine, negozi specializzati e utilizzatori intensivi, che hanno bisogno di continuità d’uso e maggiore autonomia.
Che ruolo possono avere i negozi specializzati nel raccontare e valorizzare i prodotti Svitol?
Gli specializzati hanno un ruolo decisivo perché, nel mondo bike, la vendita passa ancora in larga parte dalla competenza. Chi entra in uno store dedicato non cerca semplicemente un prodotto, ma un’indicazione affidabile su quale scegliere, come usarlo e in quale fase della manutenzione inserirlo. È proprio in questo passaggio che il negozio diventa uno snodo fondamentale: aiuta a tradurre le caratteristiche tecniche della gamma in un beneficio chiaro e immediato per il ciclista. Per un brand come Svitol Bike, che lavora su prodotti specifici e complementari tra loro, il retail specializzato è
anche uno spazio di educazione all’uso corretto. Permette di valorizzare la profondità della gamma e di costruire una relazione più consapevole con il consumatore finale.
Guardando al futuro, quale ruolo desidera avere Svitol nei prossimi anni? Nei prossimi tre/cinque anni l’obiettivo è rafforzare la presenza di Svitol nel mondo bike come brand affidabile e sempre più riconoscibile quando si parla di manutenzione delle due ruote. Vogliamo continuare a lavorare sviluppando ulteriormente l’offerta, ascoltando il mercato, collaborando con partner tecnici e mantenendo un dialogo costante con la community. L’ambizione non è semplicemente “esserci”, ma diventare un interlocutore sempre più autorevole per chi vive la bici con attenzione, passione e competenza.
Svitol e il team Polti VisitMalta hanno rinnovato la partnership per la stagione 2026
Credits: Maurizio Borserini
DA “MADE IN” A “MADE BY” TAIWAN
I dati del primo trimestre 2026 evidenziano un rallentamento significativo dell’export di eBike e bici tradizionali dal Paese asiatico. Tra rilocalizzazione produttiva e crescente ruolo del Vietnam, emerge una trasformazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri della supply chain globale
Davide L. Bertagna
di
Da europei siamo abituati a leggere e comprendere il mercato attraverso una lente molto ravvicinata. Italia, Spagna, Francia, Germania: osserviamo questi Paesi per interpretare trend, dinamiche e prospettive. Un approccio utile, certo, ma inevitabilmente parziale. Perché per provare a comprendere davvero dove sta andando il settore della bicicletta è più che mai necessario spostare lo sguardo verso Est, dove si concentrano produzione, investimenti e strategie industriali che influenzano l’intera filiera globale.
È in questo contesto che i dati del primo trimestre, raccolti da Bike Europe, offrono indicazioni significative. Il quadro che emerge da Taiwan non è semplice: le esportazioni di eBike sono scese sotto le 77.000 unità nel Q1, segnando un calo del 15% su base annua e il livello più basso per un primo trimestre dal 2018. Anche i modelli tradizionali registrano una flessione, con un -17% nello stesso periodo. Considerando che il valore complessivo dell’export è rimasto sotto la soglia dei 10 miliardi di dollari per due trimestri consecutivi, emerge il dubbio che parte del valore si stia progressivamente spostando fuori dai confini taiwanesi. “Taiwan è una piattaforma globale di risorse e un fornitore di biciclette premium e di alta gamma al mercato mondiale”, ha dichiarato Robert Wu, presidente della Taiwan Bicycle Association (TBA), durante l’Industry Forum al Taipei Cycle 2026. “Il 46% di questo segmento è supportato da Taiwan: non solo produzione domestica, ma anche attività in Europa con contributo taiwanese e produzione in Vietnam o Cambogia”.
Secondo Wu, il 39% del segmento premium e il 48% dell’high-end sono oggi realizzati in collaborazione con Taiwan: non necessariamente prodotti sull'isola, ma sviluppati grazie a capitali, competenze e know-how taiwanese. Una chiave di lettura che contribuisce a interpretare in modo meno lineare il calo dell’export degli ultimi anni, che risulta quindi meno drastico di quanto appaia a prima vista. Le dinamiche geopolitiche e le continue variazioni delle normative commerciali stanno infatti accelerando la rilocalizzazione produttiva. In questo scenario, il Vietnam si conferma una delle destinazioni più rilevanti per i fornitori taiwanesi. L’integrazione nel Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), insieme agli accordi commerciali con l’Unione Europea, ne rafforza ulteriormente l’attrattività, favorendo nuovi investimenti industriali di origine taiwanese.
“Abbiamo ancora le competenze chiave per servire il mercato globale con prodotti di qualità, consegne puntuali e prezzi competitivi”, ha aggiunto Wu. Secondo i dati presentati, il 16% del segmento high-end è oggi “Made by Taiwan” in Vietnam e il 21% in Cina.
CON GLI STATI UNITI IL CALO MAGGIORE
Alla luce di queste dinamiche, il calo dell’export assume quindi una lettura più articolata, pur continuando a evidenziare una fase complessa per la filiera. Dal primo trimestre 2019 a oggi, il valore complessivo dell’export taiwanese è diminuito del 37%, passando da 15 miliardi a 9,4 miliardi di dollari nel Q1, secondo i dati doganali. L’avvio del 2026 in territorio negativo non sorprende. Sul fronte eBike, le esportazioni verso l’Unione Europea sono rimaste sostanzialmente stabili, intorno alle 50.000 unità rispetto al primo trimestre 2025. Il calo complessivo del 15% è invece attribuibile in larga parte al mercato statunitense, che registra una flessione del 54%, passando da 27.000 a 12.500 unità. Anche il valore dell’export di bici a trazione elettrica riflette questa contrazione: -27% su base annua, pari a 4,5 miliardi di dollari taiwanesi (TWD) nel primo trimestre. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono scese da oltre 2 miliardi a meno di 1 miliardo di TWD, segnando il livello più basso dal 2019.
IL RAPPORTO CON L’EUROPA
Dall’Europa arrivano invece segnali di stabilizzazione parziale. I Paesi Bassi, hub strategico per l’ingresso delle eBike nel mercato continentale, registrano un incremento del 7% nei volumi nel primo trimestre. La Germania si mantiene invece stabile intorno alle 11.000 unità per il terzo anno consecutivo. Tuttavia, il valore delle esportazioni verso entrambi i mercati continua a segnare un calo a doppia cifra. Nel complesso, l’export verso l’Unione Europea si riduce del 18% su base annua, attestandosi a 2,5 miliardi di TWD nel Q1 2026.
Paesi Bassi Stati Uniti Germania
SULLA GIOSTRA DELLA MOUNTAINBIKE
Inizia la stagione e sono già molti i dubbi nella testa di appassionati e addetti ai lavori. Forse la prospettiva inganna, e la direzione cambierà senza preavviso, proprio come sulle montagne russe
di Gabriele Vazzola
Per definire dove si trova il mondo della mtb in questo momento viene in mente l’espressione anglofona: “on the roller coaster". Come sulle montagne russe. Una fase sicuramente complicata, caotica, ma anche stimolante e piena di potenziali emozioni. Se ci pensiamo, ha molte affinità con la bici off-road anche da un punto di vista di percorsie trail affrontati.
L'attesa per lo start è alta, anche se questo inizio di primavera porta con sé parecchia incertezza dal punto di vista climatico, economico e geopolitico, ma promettente per il mercato della bici, visto anche l’entusiasmo e la grande partecipazione al pubblico ai primi eventi già svolti, come Cyclingworld a Düsseldorf. E anche in un’epoca di dubbi, l’FSA Bike Festival di Riva del Garda rimane una garanzia e da il via ufficiale alla stagione. Nel frattempo, per i professionisti del circus mondiale i giochi si sono già aperti con un evento molto apprezzato e spettacolare. Parliamo del campionato del mondo di Cross Country Eliminator a Barcellona, dove la protagonista assoluta è stata la nostra atleta di punta in questa disciplina: Gaia Tormena (che abbiamo intervistato in questo speciale). La giovane valdostana si è portata a casa il sesto titolo mondiale e la maglia iridata, una meritata rivincita dopo la delusione dello scorso anno, quando poco prima della manifestazione è stata vittima di un infortunio che l’ha obbligata a dare forfait. La stagione proseguirà con le Whoop UCI World Series, con la prima tappa in Corea, mentre in Italia ne sono in programma due: una in Val di Fassa a giugno per l’enduro, e poi a luglio a La Thuile per il maxi evento in cui si correrà ogni disciplina. Il gran finale sarà invece in Nord America. Un calendario molto ricco, che promette grande spettacolo e che sembra rappresentare una fase di passaggio anche generazionale, dove campioni dal grande carisma stanno vedendo l’arrivo di nuovi protagonisti della scena. Ma non solo. Anche dal punto di vista tecnico, sarà interessante vedere se, e chi, deciderà di osare e rompere i tabù, facendo debuttare nelle competizioni di più alto livello le tanto discusse bici con ruote da 32”. In questo senso l’UCI si è già espressa, e ne ha permesso l’utilizzo da questa stagione.
ASPETTATIVE E DUBBI
Tra certezze e possibilità, un altro aspetto interessante riguarda le aspettative (e i dubbi) sull’andamento del mercato. I primi weekend di primavera sono una cartina al tornasole di quello che potrà succedere alle vendite 2026 e il mondo della mtb si trova di fronte ad almeno tre problematiche distinte da affrontare
che, in un modo o nell’altro, potrebbero minarne la capacità di macinare numeri e dare respiro ad aziende e retailer.
Primo: la crisi dell’overstocking forse non è mai del tutto rientrata. La sbornia di vendite iniziata nel 2020 (e terminata nel 2023) ha annebbiato la vista a molti, e alcuni magazzini sembrano ancora essere in hangover. Del perché ci si è trovati in questa situazione ne abbiamo già parlato. Oggi ci soffermiamo solo sul fatto che questi problemi sembrano protrarsi di più e in maniera più profonda nella mtb, piuttosto che in altre nicchie di mercato.
Secondo: l’incertezza del segmento fino a oggi trainante, quello delle eMtb. Le elettriche sembrano giunte a una fase di plateau che da una parte è da imputarsi a quanto detto al punto precedente, ma dall’altra sembra una conseguenza del suo stesso successo. Dopo anni di continua crescita ed evoluzione, la mtb a pedalata assistita sembra un po’ aver perso la bussola e non sapere di preciso quale possa essere il suo next step evolutivo. Dopo le generose enduro full charged, che non sempre sono sembrate attrattive per un pubblico più sportivo e tecnico, si è passati alle light eMtb che forse non sono state capite del tutto, nemmeno da chi potenzialmente poteva richiederle. Oggi assistiamo invece al boom dei motori Avinox, che con poche mosse azzeccate hanno ribaltato il banco e proposto anche un proprio brand premium di eBike, Amflow. Questa crisi esistenziale ha contribuito sicuramente a creare indecisione sia in chi pensava di acquistare una nuova eBike sia in chi si approccia al primo acquisto.
Terzo: possiamo parlare del vero e proprio “inside job” che arriva dal segmento di mercato più cresciuto negli ultimi anni. Ci riferiamo al gravel e al modo in cui si sta facendo spazio tra i cugini della bdc e quelli della mtb, infilandosi proprio nel mezzo con l’irruenza e forse anche con l’entusiasmo del nuovo arrivato. Molte sono le frecce nella faretra di questa nicchia, che le permettono di erodere quote di mercato alla mtb, a partire dalle ruote con sezioni sempre più generose, prossime al cross country. Sono in tanti a chiedersi dove finisca un mondo e dove ne inizi un altro. Staremo a vedere cosa succederà in questa nuova stagione: non resta che sedersi sulla comoda poltrona della nostra passione e viverla come sempre al 100%, da operatori come da appassionati.
L'intervista
Gaia Tormena è tra i vanti della mtb italiana e in generale del ciclismo femminile nostrano. La giovane valdostana pratica la mtb da prima della scuola dell’obbligo, e ha trovato la sua dimensione in una delle discipline più esigenti e selettive, in cui è difficile mantenere la leadership e la costanza di prestazioni. Parliamo del Cross Country Eliminator, in cui si fondono spettacolo puro e velocità esplosiva, grazie alle batterie di gara brevi e intense. Quattro atleti gareggiano simultaneamente su un percorso tecnico dove solo i primi due classificati accedono al turno successivo, in uno schema a eliminazione diretta simile a quello dello snowboardcross che abbiamo appena visto alle Olimpiadi Invernali. Gaia ci parla dei suoi inizi, e del suo amore per la bici off-road, non dimenticando quanto la sua competenza tecnica sia importante nello sviluppo dei prodotti. Una sinergia che permette all’atleta di avere sempre prodotti al top e alle aziende di innovare costantemente grazie ai continui feedback con i partner.
Come ti sei avvicinata alla mountainbike e cosa ti ha portata verso discipline esplosive come XCE e XCO?
L’avvicinamento all’XCO (Cross Country Olimpico) è avvenuto in maniera molto rapida. Ho iniziato ad andare in bici a quattro anni, e ho tolto ben presto le rotelle. Sono entrata subito in una squadra agonistica per imparare e a cinque anni già facevo le prime gare. Le squadre di mtb, in maniera quasi naturale, ti preparano ad affrontare competizioni XCO che sono state il mio focus fino a quando sono giunta all’età di 13 anni alla categoria Esordienti. Quell’anno, quasi a mia insaputa, sono stata iscritta al campionato italiano XCE giovanile. L’ho adorato fin da subito e ho visto che ero proprio portata per quella disciplina in particolare. Ho corso il campionato italiano giovanile (che ai tempi era l’unica gara XCE della stagione per la mia categoria) per i seguenti tre anni, vincendo due volte. Nel frattempo ho continuato a fare XCO. Arrivata alla categoria junior (17 anni), visti i miei risultati in campo nazionale, ho sentito la necessità di confrontarmi con il top a livello mondiale nella disciplina dell’Eliminator. Fin da subito sono arrivati i risultati e ho quindi deciso che quella sarebbe stata la mia strada e il mio obiettivo principale.
Nelle discipline veloci e tecniche come l’XCE, una delle cose più importanti sembra essere il massimo controllo in frenata e quindi le performance dell'impianto. Sei d'accordo?
Sì, sono d'accordo, il controllo in frenata è fondamentale soprattutto perché in un contesto dove la tecnica incontra la velocità, ogni dettaglio fa la differenza tra vincere e perdere.
Che ruolo ha l’impianto frenante nella tua performance e cosa ti dà in più un sistema come quello che utilizzi oggi?
Oggi utilizzo i freni made in Italy di Raicam, in particolare il loro prodotto di punta per l’endurance e il cross country agonistico, ovvero RXC Racing. La precisione e soprattutto la progressività dell’impianto RXC Racing mi permette di modulare la frenata per rallentare lo stretto necessario che serve per affrontare la curva o l’ostacolo che mi trovo di fronte, non di più, non di meno. Evito quindi di perdere velocità o dover modificare la traiettoria impostata: è un bel vantaggio quando si gareggia testa a testa nelle batterie dell’XCE ai massimi livelli mondiali.
Hai modo di lavorare con i tuoi sponsor anche sullo sviluppo o sul feedback dei componenti?
Assolutamente sì, è una parte fondamentale del nostro lavoro insieme. Gli sponsor sono preziosi per me perché mi forniscono i migliori materiali presenti sul mercato. Quando li utilizzo vengono portati all’estremo in gara e usurati nelle tante ore di allenamento, così da poter dare i miei feedback agli sviluppatori. Loro sono la mente, io il braccio: entrambi esponiamo pensieri e idee su come alzare l’asticella.
Come è cambiato il cross country negli ultimi anni dal punto di vista tecnico e dei materiali?
Dal punto di vista tecnico, i tracciati cross country sono diventati molto più “estremi”. Parlo delle discese sempre più tecniche, di strappi in salita, ostacoli e salti. Questo rende sicuramente la disciplina molto più spettacolare e infatti c’è
sempre un pubblico molto appassionato, soprattutto nelle tappe di Coppa del Mondo. A parer mio, questa tendenza non è ancora sfociata in tracciati di difficoltà esagerata, perché l'evoluzione delle bici e dei materiali permettono di affrontare queste difficoltà tecniche in costante crescita. Il tutto è andato avanti di pari passo. Parlando specificatamente dei materiali, penso che il mondo XC sia sempre più ispirato da una parte al mondo della strada per quanto riguarda pesi e aerodinamica, e dall’altra al gravity per tutto ciò che riguarda la parte sospensioni, freni e durabilità in generale. Ho sempre pensato che allargare gli orizzonti e guardare cosa di buono fanno gli altri sia ottimo per accrescere sé stessi. E alcune aziende con cui collaboro lo sanno bene, proprio come la già citata Raicam.
Parliamo del ritorno dell’XCE in Italia. Quanto è importante per te gareggiare in casa e quali sono i tuoi obiettivi?
Tornare ad avere delle gare XCE in Italia è un sogno per me e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per far sì che questo possa accadere quest’anno. Per la prima volta nella storia ci sarà anche un circuito interamente dedicato al Cross Country Eliminator tutto italiano. Cercherò da parte mia di essere presente a più eventi possibili e di trasmettere i miei segreti ai più piccoli, perché penso proprio sia giunta l’ora di vedere un po’ più di Italia in Coppa del Mondo.
Che consigli vuoi dare alle ragazze che si approcciano a questo sport o che desiderano iniziare?
Il mio consiglio è sempre quello di provare, prima di dire "non fa per me". Il ciclismo è una disciplina sportiva bellissima e che crea dipendenza. La bici in generale non significa solo gare e competizioni e può prescindere dall’agonismo. Non per forza in bici si devono battere record ogni volta. È un mondo che aiuta a creare connessioni con le persone, allarga gli orizzonti, dà la possibilità di partecipare a eventi internazionali e incontrare persone da tutto il mondo, con cui stringere legami e amicizie che si ricordano per sempre. Per le giovani cicliste, è un'esperienza di vita che ti fa crescere in primis come persona. Il ciclismo è libertà, è contatto con la natura, è conoscenza di sé stessi, è sinonimo di benessere.
Cosa ne pensi del trend delle ruote da 32”? Pensi possano avere un futuro nel mondo del cross country? Hai già fatto dei test?
Non sono del tutto una novità, era da un po’ di tempo che non le sentivo menzionare ma ultimamente se ne parla molto. Se ne parla da anni, ma non ne ho mai vista una dal vivo, né l’ho provata. Il passaggio da 26” a 29” sembrava impossibile, invece eccoci qua a vedere in giro quasi solo ruote da 29”. Penso che per il momento possano essere utilizzate solo da persone molto alte, che con le ruote da 29” si sentono limitate. È un trend del momento, ma sul futuro non riesco a sbilanciarmi più di tanto.
Gaia Tormena campionessa del mondo di XCM
Credits: neilwilsonphotography
Credits: Alessandro Di Donato
WILIER TRIESTINA
URTA MAX SLR
Una mtb con escursione da 120 mm progettata per offrire al team Wilier-Vittoria un modello da corsa moderno e versatile. Una bici divertente anche sui sentieri più impegnativi e dotata di un nuovo sistema di smorzamento a perno singolo con rapporto di compressione ottimizzato in tre fasi per massimizzare l’efficienza in fase di pedalata. Il telaio è in fibra di carbonio ad alto modulo, con il triangolo anteriore che integra completamente i cavi attraverso la serie sterzo. Soluzione elegante e che migliora la rigidità. Il triangolo posteriore è progettato con un singolo punto di infulcro e le geometrie sono ottimizzate per una forcella da 120 mm. Wilier ha ridotto lo stack, estendendo il reach e mantenendo il movimento centrale più basso fornendo una maggiore sensazione di sicurezza di guida e aggressività in posizione di spinta. Per proteggere il triangolo posteriore e i cuscinetti, Urta MAX SLR ha una speciale copertura in gomma nella zona d’incontro dei triangoli del telaio che evita fango, sporco e detriti.
Telaio: Wilier Triestina URTA SLR
SCHEDA TECNICA
Forcella: FOX 34 Factory Kashima
Ammortizzatore: FOX 2024 Series FLOAT
Gruppo: Shimano XTR, 12 v
Freni: Shimano XTR
Ruote: Miche K1 RD
Gomme: Vittoria Mezcal/Peyote
ORBEA
ALMA 2025
SCOTT
SCALE RC WORLD CUP
Con la nuova Scale RC World Cup, Scott mira a ridefinire gli standard del segmento xc, puntando su un equilibrio evoluto tra rigidità, leggerezza e integrazione strutturale. Forte di oltre 30 anni d’esperienza nella lavorazione del carbonio, il brand ha sviluppato un telaio monoscocca soluzione che consente di ridurre il numero di giunzioni, migliorando l’efficienza complessiva della struttura: meno peso e maggiore rigidità, due elementi chiave per migliorare le performance nell’off-road. L’attenzione di Scott all’appassionato si traduce anche in soluzioni pratiche, come lo sportello di servizio integrato nel tubo obliquo, che garantisce un accesso rapido all’interno del telaio senza interventi invasivi sul movimento centrale. Inoltre, non manca la possibilità di personalizzazione dell’assetto: l’angolo sterzo è regolabile di 0,6°, permettendo d’adattare la geometria a uno stile di guida più aggressivo o stabile, senza necessità d’intervenire su cavi o impianto frenante.
Scott Italia - 035.756000 - marketing@scott-sports.it
SCHEDA TECNICA
Telaio: in carbonio HMX
Forcella: RockShox SID SL Ultimate 110 mm
Gruppo: SRAM XX - SL AXS, PM
Alma 2025 è una hardtail progettata da Orbea per garantire una guida fluida e controllata. Il telaio, dotato di tecnologia X-Fader, è flessibile e lavora per assorbire le vibrazioni, permettendo di dare il massimo. Il sistema X-Fader agisce come un micro ammortizzatore con il tubo piantone sagomato, progettato per gestire al meglio gli impatti che riducono l'energia, per pedalare più forte e più a lungo. Il triangolo posteriore ottimizzato con foderi orizzontali e verticali appiattiti aumenta la flessibilità verticale e resiste alla flessione laterale, migliorando la trasmissione della potenza. Inoltre, per una maggiore aderenza e una guida più fluida, dispone di una spaziatura per gli pneumatici più ampia, fino a 2,4”. Alma è disponibile in quattro taglie e cinque modelli. Infine, il marchio spagnolo dispone del programma MyO, che permette di adattare la configurazione alle proprie esigenze e progettare la combinazione di colori.
SCHEDA TECNICA
Telaio: Orbea Alma Carbon, Boost 12x148
Forcella: RockShox SID Sl Ultimate 110
DebonAir+ RL
Gruppo: SRAM XX Eagle SL AXS
wilier.com orbea.com
Freni: SRAM Level Ultimate Carbon
Ruote: Oquo Mountain Performance
MP30LTD
Gomme: Pirelli Scorpion XC RC 2.40”
Freni: a disco SRAM Motive a quattro pistoncini
Ruote: Fulcrum Red Zone Carbon
Gomme: Maxxis Rekon Race Foldable
BOTTECCHIA
GARDENA 29
Gardena 29 è la full suspension dedicata al mondo delle competizioni cross-country utilizzata dal Bottecchia Factory Team. Il telaio full carbon super Light monoscocca con escursione da 100 mm è progettato con tecnologia MONOLITH in totale assenza di punti di giunzione grazie a un unico stampo che permette di distribuire in modo omogeneo le fibre di carbonio ad alto modulo, garantendo maggiore resistenza e minor peso. È stato aggiornato anche lo sterzo da 1” 1⁄2 per la totale integrazione dei cavi, elemento che garantisce una grande pulizia estetica e migliora la guidabilità generale. Il carro posteriore con perno passante da 12mm per 148 di interasse assicura la dovuta rigidità nelle variazioni di ritmo più impegnative, garantendo grandi performance anche sui tracciati più duri. A completare l’assetto la piega full carbon integrata ONE MR.
La nuova iLynx+ DL è una eMtb che si caratterizza per il sistema Avinox M2S, capace di erogare 150 Nm di coppia e fino a 1.300 W di potenza di picco. La batteria da 800 Wh garantisce un’autonomia fino a 157 km, aprendo la strada a ride più lunghe. Il display touchscreen OLED da 2” è completamente integrato nel tubo superiore, offrendo elevata visibilità e ampia personalizzazione. La bici è dotata di due comandi remoti wireless che consentono di gestire le modalità d’assistenza e le funzioni del display. Il telaio (compatibile con reggisella telescopici fino a 200 mm) è realizzato con la tecnologia Ballistic Carbon Layup, progettata per offrire un rapporto rigidità/peso ottimizzato. Il processo HCIM elimina le imperfezioni interne e riduce il peso superfluo. Con 170 mm d’escursione, la geometria è chiaramente orientata all’enduro: l’angolo sella di 77,5° migliora l’efficienza in salita, mentre quello sterzo di 63,5° garantisce stabilità e controllo nelle discese tecniche.
BH - 335.6442523 - g.orsi@bhbikes.com
SCHEDA TECNICA
Poacha è la mtb in configurazione mullet progettata da GHOST per essere l’ideale per i rider che non accettano limiti. Sviluppata insieme agli atleti Tomáš Slavík e Korbinian Engstler, sfrutta la tecnologia Traction Link del marchio tedesco, che consente al telaio in carbonio di reagire in modo efficiente alle asperità. Con 180 millimetri d’escursione all’anteriore e al posteriore, il modello presenta le caratteristiche ideali per affrontare discese impegnative ed essere agile nei rapidi cambi di direzione. È disponibile in tre differenti varianti: il modello base in configurazione RockShox con forcella Zeb Select all’anteriore e un ammortizzatore Vivid Select al posteriore, mentre la versione Pro sale di livello con una Fox 38 Factory Grip X2 e freni TRP DH-R Evo. Per chi non si accontenta, la punta di diamante è il modello Full Party, dotata di RockShox Zeb Ultimate, Vivid Ultimate e trasmissione SRAM GX AXS T-Type wireless.
Schretzmayer Sport GmbH by Krauti sas - 0471.613046 - italy@srt-sports.com
SCHEDA TECNICA
POACHA FULL PARTY ILYNX+ DL ENDURO CARBON 9.8
Telaio: in carbonio
Forcella: Fox 38 Float Factory 180 mm 15QR
Ammortizzatore: Fox Float X2 Factory
Gruppo: Shimano XTR Di2 12v
Freni: Shimano XT 4 pistoni 203 mm
Ruote: DT Swiss H1700 TR
Gomme: Maxxis Assegai TPI60 MinionTPI120 Terra EXO TR 29"X2,5/2,5
OLYMPIA
HEKTON
Hekton è la nuova eMtb di Olympia caratterizzata innanzitutto per il motore Avinox M2S, con coppia massima da 150 Nm. Fra le novità che danno valore all’allestimento di questa eEnduro, anche la forcella Fox 38 Float Factory Grip X2, che riduce gli attriti di scorrimento, massimizzando la fluidità di funzionamento. A colpire nel modello è la forte personalità che emerge dalle geometrie del telaio in carbonio Toray T700-T 800, modellato attorno al comparto propulsivo per ricavare da questa mtb tutto ciò che può rendere ogni trail un’esperienza entusiasmante. Hekton viene proposta in due versioni: con sospensione da 180 mm d’escursione, allestimento mullet e un’indole spiccatamente enduro, o da 160 mm con ruote da 29’’, per chi predilige un approccio più trail. I due diversi flip chip presenti permettono di adattare la geometria alla versione desiderata: 180 mm o 160 mm d’escursione, sostituendo la sospensione e di scegliere la ruota posteriore che si desidera 29" o 27.5".
Druid E 2026 rappresenta l’evoluzione delle eBike ad alte prestazioni di Forbidden che, dopo il successo del primo anno, torna con una piattaforma completamente aggiornata. Questa eMtb in configurazione mullet nasce con l’obiettivo di offrire un’esperienza di guida ancora più stabile e intuitiva, mantenendo il carattere distintivo del marchio. Definita come una vera “wolf in sheep’s clothing”, combina un’estetica pulita con prestazioni da riferimento nel segmento trail/ enduro. Per quest’anno il marchio ha deciso di abbandonare le versioni LitE e CorE, introducendo una piattaforma unica con escursioni di 150 mm al posteriore e 160 mm all’anteriore. Una scelta progettuale che punta a massimizzare versatilità e controllo, rendendo il modello adatto sia alle salite tecniche sia alle discese più impegnative. La Druid E 2026 è equipaggiata con i nuovi sistemi Avinox M2S (1300 W di potenza e 130 Nm) o M2 (1100 W di potenza e 110 Nm). Cicli Olympia - info@olympiacicli.it - olympiacicli.it
SCHEDA TECNICA
HEKTON 180 EVO-R
Forcella: Fox Float 38 Factory Grip X2
Ammortizzatore: Fox Float X2 Factory
Trunnion
Gruppo: SRAM XS 1270 T-Type (10/52)
Freni: a disco Formula Cura 4 pistoncini
Ruote: Mavic Deemax DH
Gomme: Vittoria Mazza 29×2,4 TNT, Vittoria Mazza 27,5×2,6 TNT
Motore: Avinox M2S 1300 W
Batteria: 800 Wh celle 21700
Tribe Distribution - 0174330152 - info@tribedistribution.com
SCHEDA TECNICA
DRUID E TIER 1
Telaio: in carbonio
Forcella: Fox Podium Factory 160 mm
Ammortizzatore: Fox Float X Factory
Gruppo: SRAM X0 T-Type 12 v
Freni: SRAM Maven Ultimate
Ruote: Carbon Crankbrothers
Gomme: ant (Maxxis High Roller 3 3C, MaxxGrip) post (Maxxis DHRII 27.5"x2.5" 3C MaxxTerra)
Motore: Avinox M2S o Avinox M2
Batteria: Avinox da 600 Wh o 800 Wh
FULL GAS CON HEPHA
La piattaforma All Mountain 7, che spazia tra versioni in alluminio e carbonio, si caratterizza per motore proprietario da 110 Nm, batterie fino a 804 Wh e componentistica di alto livello. Progettata per garantire maneggevolezza anche nei contesti più tecnici, è l’ideale per affrontare discese impegnative e rock garden
Sullo scorso numero di Bikefortrade abbiamo raccontato la storia e l’evoluzione di HEPHA, brand fondato nel 2021 e con sede a Maisach, alle porte di Monaco di Baviera, che in pochi anni è riuscito a farsi conoscere a livello internazionale. Sin dalla nascita, l’azienda tedesca ha potuto contare su un partner industriale di primo piano come Gobao, specializzata nello sviluppo di sistemi di trazione per eBike: un
ALL MOUNTAIN 7 ALLOY PERFORMANCE
Si posiziona al vertice della gamma di biammortizzate in alluminio di casa HEPHA, al di sopra dei modelli All Mountain 7 Alloy Long Range, All Mountain 7 Alloy LTD e All Mountain 7 Alloy Long Range SUV, variante equipaggiata con parafanghi, luci anteriori e posteriori, cavalletto e portapacchi. L’intera gamma in alluminio si distingue per la presenza del motore proprietario da 100 Nm, abbinato a una batteria ad alta densità con celle 21700 disponibile nelle varianti da 708 o 804 Wh. Una configurazione che punta a garantire autonomia e continuità d’utilizzo, elementi particolarmente rilevanti sia in ambito retail sia per applicazioni come il noleggio. Il montaggio prevede gruppi Shimano Cues a 10 e 11 velocità e freni a quattro pistoni, una scelta orientata a offrire affidabilità e facilità di gestione nel tempo. Tutti e quattro gli allestimenti condividono la stessa unità motrice da 100 Nm, a conferma di un’impostazione progettuale coerente su tutta la gamma.
supporto che ha consentito a HEPHA di sviluppare soluzioni tecnologiche proprietarie e di posizionarsi con una proposta solida in un settore altamente competitivo come quello delle eBike. Tra queste soluzioni si inserisce la gamma All Mountain 7, composta da eMtb high-end declinate in diversi allestimenti e versioni, pensate per rispondere a esigenze d’uso differenti, ma accomunate da una piattaforma tecnica condivisa.
ALL MOUNTAIN 7 CARBON ULTRA
Una proposta più orientata alla performance. Il telaio monoscocca in carbonio, che include anche il carro posteriore in carbonio, integra un motore da 110 Nm, con un picco di 120 Nm in modalità Boost. La cinematica, sviluppata in collaborazione con RAAW (marchio tedesco specializzato in bici da enduro e downhill) contribuisce a renderla maneggevole anche nei contesti più tecnici. Il peso contenuto, inferiore ai 24 kg per la bici completa (pedali esclusi), rafforza ulteriormente la vocazione off-road del modello. Allo stesso tempo, la possibilità di installare il kit SUV con portapacchi, luci, cavalletto e parafanghi amplia il raggio d’utilizzo, rendendo la Carbon Ultra una soluzione versatile anche al di fuori dell’impiego puramente sportivo. La gamma biammortizzata in carbonio comprende i modelli LTD (con motore da 100 Nm), Ultra e Tschugg, entrambi equipaggiati con drive unit da 110 Nm. Tutti i modelli condividono la batteria da 804 Wh, a sottolineare una piattaforma tecnica comune orientata a prestazioni elevate.
Per garantire il massimo delle prestazioni, un impianto frenante deve essere progettato in modo che tutte le sue componenti lavorino in perfetta sinergia. Con questa logica Raicam ha sviluppato anche le nuove pastiglie Ceramic e Ceramic+
Nello scorso numero di Bikefortrade abbiamo pubblicato un'intervista esclusiva ad Andrea Asta, product promoter & technical specialist di Raicam. In quell’occasione Andrea ha spiegato i segreti dietro i prodotti del brand italiano e quanto sia importante l’expertise dell’azienda, che nelle proprie realizzazioni, rigorosamente Made in Italy, non lascia nulla al caso. Gli impianti frenanti nascono, infatti, da uno studio e una progettazione accurati con un'attenzione particolare per i dettagli. Questo con lo scopo di dotare i rider di un prodotto performante e sicuro. Tutto parte dall’analisi del mercato e delle necessità degli utenti, per arrivare fino alla scelta maniacale dei materiali. In questo processo, nulla viene lasciato al caso, al fine di realizzare sistemi completi, dove freni, dischi e pastiglie sono studiati per funzionare in perfetta sinergia. La logica di Raicam è quella di spingere al massimo la ricerca della qualità e della sicurezza. Solo così è possibile ottenere il top della performance e del controllo, sia nelle discipline endurance, dove si ricerca la leggerezza, sia nell’ambito gravity ed eBike dove, con la pinza a quattro pistoni, si ottiene il potere frenante necessario per performare al meglio in discesa.
A completamento dei suoi impianti frenanti Raicam lancia anche la propria gamma di pastiglie proprietarie suddivisa in due differenti tipologie. Le pastiglie Ceramic e Ceramic+ condensano tutta l’esperienza del marchio in oltre 40 anni di attività come leader nel settore automotive, dove precisione, tolleranze e affidabilità sono imprescindibili. Ogni componente degli impianti frenanti Raicam è sviluppato secondo gli stessi standard di eccellenza che servono per essere scelti dalle migliori case costruttrici di auto, con ma-
teriali e tecnologie che garantiscono prestazioni elevate, stabilità termica e silenziosità anche nelle condizioni più impegnative, e le pastiglie freno bike non sono da meno. Arrivano dopo un intenso lavoro di r&d interno all’azienda, volto a trovare la perfetta ricetta che garantisce il migliore equilibrio tra i componenti nel punto di compensazione tra i quattro parametri fondamentali di riferimento che sono rumore, vibrazione, coppia frenante e resistenza al calore. Le pastiglie organiche Raicam mixano elementi ferrosi a resine plastiche, con in più i componenti ceramici che permettono una migliore dissipazione del calore, riduzione delle vibrazioni e una maggiore durata.
LE DUE OPZIONI
Le due tipologie di pastiglie sono pensate per diversi differenti stili di riding.
Ceramic: coefficiente d’attrito progressivo per una frenata fluida e controllata, comfort acustico elevato, ideale per chi cerca precisione e morbidezza.
Ceramic+: mordente potente in ogni condizione, stabile alle alte temperature e pressione, perfetta per eBike e utilizzo intenso.
Entrambe le opzioni condividono caratteristiche fondamentali: zero rame, polveri sottili ridotte e lunga durata. La matrice ceramica attenua le vibrazioni ad alta frequenza, riducendo rumori e fischi, mentre garantisce una resistenza al fading anche durante discese lunghe o condizioni estreme. Il risultato è un prodotto performante, affidabile e sostenibile, pensato non solo per durare nel tempo ma anche per ridurre l’impatto ambientale. Le pastiglie Raicam sono la soluzione ideale per chi cerca prestazioni costanti, sicurezza e comfort, sfruttando al massimo ogni elemento del sistema frenante. La presentazione ufficiale di Ceramic e Ceramic+ avverrà a metà maggio, a Bruzolo, il comparto produttivo dei materiali di attrito Raicam, durante un evento speciale in cui saremo presenti.
Ceramic
Ceramic+
ROMY: NUOVE FRONTIERE DELLA MTB
Il tuttofare di Schwalbe è garanzia di divertimento all mountain, ed è un’ulteriore tappa nel percorso evolutivo della gamma off-road del brand tedesco
Schwalbe prosegue il percorso di riorganizzazione e innovazione della propria gamma mtb, introducendo soluzioni tecniche destinate a ridefinire gli standard per chi cerca la massima performance o il puro divertimento. L’ultima novità annunciata dalla casa produttrice tedesca è il nuovo Romy, un modello versatile che trova le sue massime espressioni nel trail e nell’all mountain. Il disegno del Romy presenta tasselli pronunciati sulle spalle, fondamentali per garantire grip in curva e controllo, contrapposti a un’area centrale con tasselli ravvicinati e scanalature poco profonde, studiati per massimizzare scorrevolezza e durata. Romy è più leggero di molti pneumatici da enduro, ma allo stesso tempo è robusto e resistente. È adatto sia per l‘uso sulla ruota anteriore che su quella posteriore.
Dal punto di vista strutturale, il Romy segna un punto di svolta. È il primo modello da 2,4 pollici a integrare la tecnologia radiale di Schwalbe, introdotta nel 2025 e che ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo per gli pneumatici da mtb (ne abbiamo parlato per la prima volta su Bikefortrade 9/2024). Mentre la classica carcassa diagonale punta sulla protezione e la bassa resistenza al rotolamento, la carcassa radiale (caratterizzata da fili disposti con un angolo molto più ampio rispetto ai canonici 45°) permette un’area di contatto superiore del 30%, che si traduce in un incremento netto di grip, comfort e sicurezza, ideale per i percorsi più impegnativi. Romy è disponibile sia nella versione radiale sia in quella tradizionale.
LE VERSIONI DEL ROMY Il posizionamento commerciale del Romy segue la nuova logica di gamma Schwalbe, suddivisa in tre categorie d'uso: trail, gravity e race, che a loro volta possono essere anche in versioni Pro.
Trail
Ha un rapporto qualità-prezzo molto competitivo, e beneficia di mescole precedentemente riservate alla linea Evolution.
Pro (trail, gravity, race)
Sono sviluppati insieme ai biker pro di Coppa del Mondo, rappresentano il top di gamma della linea e utilizzano materiali all'avanguardia. Nella versione Trail Pro, per esempio è presente l'inserto protettivo Apex in tessuto rinforzato, mentre tra le mescole utilizzate spicca la nuova Ultra Soft, riprogettata proprio per il circuito mondiale del downhill. Secondo Schwalbe, ha il 50% di ammortizzazione in più rispetto alla precedente versione e ha un miglior grip sul bagnato in condizioni difficili.
L'ESPANSIONE DELLA FAMIGLIA RADIALE
Il successo della tecnologia radiale, che ha convinto i tester fin dalle prime uscite, ha spinto l'azienda ad applicare questa tecnologia anche altri modelli iconici della gamma mtb. Oltre ad Albert, Shredda e Romy, la famiglia radiale include ora:
• il Tacky Chan per il gravity (disponibile nella nuova misura da 2,5 pollici solo in verwsione radiale);
• l’Eddy Current, lo pneumatico specifico per eMtb per il posteriore con costruzione radiale Gravity Pro, ottimizzata per gestire le sollecitazioni delle bici elettriche; • Il Magic Mary, forse il più noto modello da dh/enduro che entra nella categoria radiale sia da 27,5” sia 29”.
Schwalbe Italia - 039.6058078 - info@schwalbe.it
NUOVE CATEGORIE E RIORGANIZZAZIONE
Insieme all’annuncio del nuovo Romy, Schwalbe ha anche fatto ordine nel proprio catalogo mtb, creando una nuova classificazione con l’obiettivo di snellire e l’offerta e facilitare il lavoro dei rivenditori. Come detto, le categorie ora sono tre (gravity, trail e race), e i tre nomi della categoria mtb corrispondono anche alle strutture della carcassa. Schwalbe sta anche rivedendo le nomenclature dellew mescole: la denominazione Addix è stata abbandonata, mentre la mescola universale Speedgrip è stata rinominata Mid, riflettendo il suo profilo prestazionale equilibrato.
ALL MOUNTAIN, PURE FUN
Le tecnologie premium di FSA confluiscono anche nei prodotti di fascia media, come le ruote in carbonio NS SCi30. Un upgrade assicurato per chi cerca una soluzione di livello superiore per la propria mtb
FSA introduce nel proprio catalogo il set di ruote in carbonio NS SCi30, una soluzione progettata per gli appassionati di all-mountain ed enduro che ricercano un prodotto solido e performante, che possa alzare il livello delle ride garantendo comfort e controllo su vari terreni. Posizionandosi come un’opzione di fascia medio-alta, le NS SCi30 ereditano le tecnologie premium più all’avanguardia del brand, per offrire versatilità, senza l'esasperazione tipica delle competizioni. La composizione del cerchio della ruota, assemblata interamente a mano, è in fibra di carbonio con profilo da 22 mm. La scelta di un design hookless, abbinata a un canale interno generoso da 30 mm, permette un supporto ottimale per gli pneumatici di sezione moderna, garantendo maggiore stabilità e un’impronta a terra superiore su terreni tecnici. Questa configurazione favorisce una guida agile e reattiva, mantenendo al contempo la robustezza necessaria per affrontare i sentieri più impegnativi. Nel cuore della ruota, la trasmissione della potenza è affidata a un mozzo in lega con sistema a sei
Dimensioni: larghezza interna 30 mm; esterna 36 mm
Raggiatura: 28F/28R sfinata 1:1 (Direct-Pull)
palette, progettato per garantire un innesto fluido e duraturo nel tempo. Il mozzo è pienamente compatibile con le moderne trasmissioni a 12 velocità (Shimano Micro Spline e SRAM XD) e adotta lo standard per rotori a sei fori. La struttura è completata da 28 raggi sfinati Direct-Pull sia all'anteriore che al posteriore, una scelta tecnica che ottimizza il rapporto tra resistenza strutturale e peso complessivo.
TEST RIGOROSI E CERTIFICAZIONE E-MTB
Sebbene non siano ruote nate per il mondo racing puro, le NS SCi30 sono sottoposte agli stessi rigorosi test che garantiscono gli elevati standard tutta la gamma FSA. Dai test torsionali a quelli di fatica e impatto (con carichi fino a 90 Joule, oltre gli standard di sicurezza comuni), ogni componente è verificato per resistere a sollecitazioni estreme. Tale solidità costruttiva permette alle ruote di superare le certificazioni specifiche per l'uso su eMtb, rendendole ideali per gestire la coppia e i pesi maggiori delle mountainbike elettriche.
FSA - 039.6885265 - fullspeedahead.com
Materiale: carbonio
Profilo cerchio: altezza 22 mm; design
Hookless Clincher
TARGON: DUE IN UNO
Abus amplia la gamma off-road con un casco modulare realizzato interamente in Italia, che unisce versatilità, sicurezza certificata e comfort. Dal bike park alle uscite trail, un unico modello in doppia configurazione full e open-face per adattarsi a ogni stile di guida
di Davide L. Bertagna
Targon segna un passo importante per Abus nel segmento mountainbike: si tratta infatti del primo casco con mentoniera rimovibile sviluppato e prodotto interamente in Italia nello stabilimento di Camisano Vicentino. Un solo modello, due personalità distinte: full-face per la massima protezione su singletrack e in bike park e open-face per maggiore libertà nelle uscite più tranquille o nell’uso quotidiano.
DUE CONFIGURAZIONI, UN SOLO CASCO
Il Targon modulare è un vero tuttofare per ogni tipo di uscita in mountainbike: dai tratti più tecnici ai giri rilassati, dalle sessioni in bike park alle salite più impegnative. Elemento distintivo è l’innovativo e brevettato Speed Latch System, che consente di passare rapidamente e in modo intuitivo da una configurazione all’altra. Basta una pressione su entrambi i lati con pollice e indice per rimuovere la mentoniera, mentre il rimontaggio è altrettanto semplice. Il Targon permette quindi di passare da full a open-face (e viceversa) in base alle esigenze delle ride.
Made in Italy
Targon è stato realizzato a Camisano Vicentino da Maxi Studio (il polo produttivo per i caschi high end del marchio tedesco) seguendo elevati standard qualitativi e con lavorazioni precise.
Visibilità e controllo completo
La visiera premium protegge da sole e rami bassi e, in caso di caduta, si sgancia per ridurre le sollecitazioni sul collo. Sotto la visiera è presente un’area dedicata per mantenere gli occhiali ben saldi, evitando che scivolino nei passaggi più impegnativi.
VESTIBILITÀ PRECISA
La vestibilità è uno degli aspetti più importanti in un casco e il Targon è stato pro gettato dai tecnici Abus con un’elevata possibilità di regolazione. I Vario Pads nella mentoniera possono essere posizionati in tre differenti configurazioni, consentendo un adattamento preciso in base alla forma della testa. Inoltre, il sistema di regola zione Zoom Rapid Fit aggiunge un ulteriore livello di personalizzazione grazie a una rotella posteriore per una regolazione millimetrica. Anche il comfort è stato atten tamente considerato: le imbottiture interne morbide garantiscono una calzata sta bile e piacevole anche nelle uscite più lunghe. Sono regolabili, lavabili e facili da rimuovere, e fissate all’interno del casco tramite chiusure a strappo.
Dettagli studiati per lunghe giornate in sella
La fibbia magnetica premium Fidlock consente di aprire e chiudere il sottogola con una sola mano, anche indossando i guanti. Per favorire la ventilazione durante gli sforzi più intensi e nelle giornate calde, il casco dispone di 15 prese d’aria. Inoltre, un guscio inferiore in policarbonato protegge il modello da graffi, urti e usura.
Protezione oltre gli standard di categoria
Nella versione MIPS, il concetto di sicurezza è stato ulteriormente migliorato grazie all’imbottitura Air Node Pro, progettata per ridurre i movimenti rotazionali trasmessi alla testa in caso di impatto. Il pacchetto di protezione è completato da tutte le certificazioni rilevanti: Targon soddisfa la normativa europea EN 1078, lo standard CPSC utilizzato negli Stati Uniti e in Canada, e la ASTM F1952-22 (test volontario aggiuntivo con requisiti più severi specifici per i modelli da downhill).
Allestimento e peso
È disponibile nelle taglie S (51–55 cm), M (55–58 cm) e L (57–61 cm), nei colori velvet black, sand beige, ash purple e lemon white. Targon si distingue anche per la leggerezza con un peso a partire da 950 g (taglia S con mentoniera) e 490 g (taglia S senza mentoniera).
XXR CARBON: TECNOLOGIA, PRESTAZIONI E DIVERTIMENTO
La tuttofare di Brinke ha tutte le caratteristiche per essere la eMtb da all mountain definitiva.
Geometrie equilibrate e componentistica premium (unite al potente motore Shimano) la rendono versatile e adatta a giri rilassati come a impervi trail alpini
di Gabriele Vazzola
Brinke è un brand tutto italiano con l’headquarter sul lago di Garda. È tra i pionieri delle eBike e ha sempre rivolto la sua attenzione a creare bici equilibrate, pensate prima di tutto per soddisfare le esigenze dei clienti piuttosto che le mode passeggere. Le sue realizzazioni, infatti, fin dai primi modelli city e trekking, hanno come punto forte la qualità, la robustezza e la scelta oculata di una componentistica affidabile e centrata. Non è da meno questa eMtb, apice del catalogo di Brinke, che porta dentro di sé un'anima che rispecchia a pieno il territorio in cui è nata. Il progetto di questa off-road elettrica premium cerca e trova una sintesi tra le prestazioni necessarie ad affrontare a tutta, e in maniera sicura, i trail più sfidanti dell’alto lago. Luogo in cui si è fatta parte della storia della mountainbike, e dove è nato e si è sviluppato il movimento del freeride e dell’enduro; lasciando spazio anche a una guida più rilassata, che non mette in difficoltà l’utilizzatore medio, alla ricerca di una eMtb che sia la compagna perfetta per esplorare ogni percorso in sicurezza e comodità. Questa “magia” non è frutto del caso, ma di una progettazione attenta del telaio che nasce dall’esperienza pluriennale nel campo delle eBike.
Brinke XXR Carbon, nei suoi vari allestimenti, ha un’escursione di 160 mm al posteriore e 170 mm all’anteriore (per il modello Race), con geometrie bilanciate con chainstay da 445 mm e angolo sterzo da 65° con possibilità di modifica a 64,2° grazie al flip chip al carro posteriore. Il reach è importante, ma non estremo, mentre l’angolo sella è studiato differentemente per ogni taglia, in modo da permettere a biker con altezze differenti di mantenere lo stesso baricentro: 77° in taglia M, 77.5° (L) e 78° (XL). Tutti questi dettagli, garantiscono equilibrio tra grande trazione in salita, velocità e controllo in discesa. Oltre ai dettagli tecnici che rendono XXR Carbon la scelta giusta per chi cerca una eMtb tuttofare, alcuni accorgimenti la rendono anche un prodotto distintivo e dalla grande personalità. Parliamo del particolare disegno del telaio che coniuga intento e design, visto che la speciale configurazione del triangolo anteriore oltre a donare un aspetto unico, facilmente riconoscibile grazie anche a colorway mai banali, permette di irrigidire la struttura aumentando le performance degli elementi ammortizzanti. Come da prassi per i mezzi di questo tipo, Brinke sceglie per le ruote la configurazione mullet, con ruota anteriore da 29” e posteriore da 27,5”, pur lasciando la compatibilità per l’opzione della 29” anche al posteriore.
Telaio: full carbon mullet
Forcella: Rock Shox ZEB Ultimate 29"
Solo Air 170 mm
Ammortizzatore: Rock Shox Super Deluxe Ultimate
Gruppo: SRAM XX Eagle 12v; cassetta 1052, corona 34t
Chainstay da 445 mm e configurazione delle ruote mullet, per ottenere la miglior sintesi tra stabilità, reattività e trazione.
Angolo sterzo aperto a 65°, modificabile a 64,2 con flip chip in posizione “low” per passare dal trail ai percorsi discesistici più impegnativi
Angolo sella adattato per ogni taglia di telaio per mantenere lo stesso baricentro performante: 77° in taglia M, 77.5° (L) e 78° (XL)
Design del telaio studiato per la massima rigidità e personalità
Sistema di sospensione “four bar” con horst link, una configurazione efficiente e longeva che offre grande trazione e divertimento in discesa.
Gomme: (ant.) Schwalbe Magic mary
29x2.6; (post.) Schwalbe Big Betty
27,5x2.6
Motore: Shimano EP801 250 Watt, 85 Nm
Batteria: Darfon
Display: Shimano SC -EN600
Telaio: full carbon mullet
Motore Shimano EP801 con coppia da 85 Nm. Una drive unit potente, compatta e silenziosa con batterie fino a 800 Wh affrontare epiche giornate di riding.
L’aggiornamento del sistema Mahle permette ai marchi di adattare le prestazioni all’uso previsto e allo stile di guida. Con Smart Assist, Traction Control, Dynamic Overrun e Auto Hold che lavorano insieme, l’esperienza è incentrata su controllo, efficienza e comportamento naturale
Mahle SmartBike Systems amplia le capacità del sistema M40 con una nuova generazione di funzioni progettate per migliorare il controllo, l’efficienza e la fiducia del biker sui terreni tecnici. L’ultimo aggiornamento introduce Smart Assist e Traction Control, due concetti che perfezionano ulteriormente l’esperienza di guida, insieme a tecnologie già esistenti come Dynamic Overrun e Auto Hold.
SMART ASSIST
Smart Assist introduce una modalità automatica dinamica che adatta continuamente l’assistenza in base allo sforzo del ciclista e alle condizioni del terreno. Invece di passare tra diversi livelli, il sistema regola automaticamente l’erogazione di potenza per mantenere una guida fluida e naturale. Il sistema analizza molteplici parametri in tempo reale, tra cui il wattaggio, la cadenza, la velocità e la pendenza del terreno. Sulla base di questi dati, fornisce il livello di assistenza adeguato. Questo approccio dinamico elimina la necessità di cambiare modalità frequentemente, permettendo ai ciclisti di concentrarsi completamente sul percorso. Smart Assist è inoltre altamente configurabile. I produttori (OEM) possono regolare i parametri per adattarli all’uso previsto di ogni bici, mentre gli utenti finali possono personalizzare l’esperienza tramite l’app o l’HU+ regolando rapporto d’assistenza, potenza massima e comportamento dell’accelerazione. Oltre a migliorare la qualità di guida, Smart Assist ottimizza anche l’efficienza energetica, contribuendo ad aumentare l’autonomia della batteria fornendo potenza solo quando necessario.
TRACTION CONTROL
Traction Control aumenta la fiducia del ciclista evitando lo slittamento della ruota posteriore su terreni sconnessi, bagnati o irregolari. Il sistema monitora continuamente la trazione e regola la coppia del motore in tempo reale per mantenere il controllo e l’avanzamento. Il sistema M40 utilizza un sensore di velocità sul posteriore ad alta risoluzione in grado di misurare la posizione della ruota 84 volte per giro. In combinazione con i dati di coppia, cadenza e motore, è in grado di rilevare con grande precisione la perdita di trazione. Quando ne viene rilevata una, il sistema regola automaticamente l’erogazione della coppia per evitare
picchi di potenza che potrebbero causare slittamento. Questo garantisce un’erogazione più fluida e una maggiore stabilità nelle salite tecniche e sulle superfici impegnative con scarsa aderenza.
DYNAMIC OVERRUN
Dynamic Overrun fornisce assistenza controllata dopo che si smette di pedalare, aiutando a superare ostacoli tecnici come sassi, scalini o radici. A differenza dei sistemi tradizionali, Dynamic Overrun si adatta allo sforzo del ciclista e alle condizioni del terreno. La funzione si attiva in modo naturale tramite il comportamento di pedalata.
• La forza dell’ultimo colpo di pedale determina l’intensità dell’assistenza
• Due metri di overrun massimo disponibili e configurabili tramite l’app
• La pedalata dolce e a bassa cadenza evita l’attivazione quando non è necessaria
Questo comportamento dinamico permette di controllare la funzione intenzionalmente senza premere pulsanti o attivare modalità aggiuntive. Dynamic Overrun è particolarmente utile nelle salite tecniche, dove mantenere lo slancio è fondamentale. Fornendo una spinta breve e controllata d’assistenza, il sistema aiuta i ciclisti a superare gli ostacoli con maggiore sicurezza.
AUTO HOLD
Auto Hold migliora il controllo durante le fermate in salite ripide, impedendo automaticamente alla bici di scivolare all’indietro. Quando il sistema rileva che l’eBike è ferma su una pendenza, attiva automaticamente il freno motore. Appena il ciclista riprende a pedalare, il sistema fornisce un supporto alla partenza, consentendo una ripartenza dolce e controllata, anche su terreni molto ripidi. La funzionalità Auto Hold utilizza la fusione dei dati di accelerometro (HU+), sensore di velocità e di coppia. Insieme, questi dati permettono al sistema di rilevare la pendenza, l’intenzione di movimento del ciclista e della bici in tempo reale. Come tutte le funzioni del M40, Auto Hold funziona automaticamente senza richiedere alcuna interazione da parte dell’utente, mantenendo l’approccio di Mahle orientato a offrire esperienze di guida intuitive.
LA GRAVEL SI RIFÀ IL “LOOK”
VERSATILITÀ SENZA COMPROMESSI
L’azienda francese presenta una bici dal design distintivo e al passo coi tempi, grazie anche a passaggio ruote da 50, geometrie aggressive e compatibilità con le sospensioni
Look presenta sul mercato G85 Cezal, una nuova bici gravel pensata per chi cerca un modello che non scende a compromessi e si rivolge a chi non vuole più scegliere tra un prodotto race oriented e uno dedicato a viaggiare o alle long distance. Grazie alle sue caratteristiche, G85 Cezal si adatta infatti alle sfide del gravel più progressivo e contemporaneo: la bici è stata progettata intorno a una piattaforma pensata da Look per performare nelle long ride, dove servono comodità, versatilità e capacità di carico. Inoltre, si presta alla personalizzazione grazie alla clearance generosa e alla possibilità di montare la forcella ammortizzata all’anteriore fino a 60 mm d’escursione, caratteristica amata dagli amanti dei percorsi più estremi. Il passaggio cavi è interno, con un miglioramento dell’aerodinamica generale ed evitando le vibrazioni dei cavi sullo sconnesso, caratteristiche che la rendono adatta a chi cerca soprattutto un'arma da gara. Le geometrie del telaio in carbonio sono equilibrate e progettate per affrontare molti terreni differenti, rendendo la G85 Cezal un mix di stabilità, guida divertente e comfort, senza tralasciare alcun aspetto di una gravel pensata per essere prestazionale in differenti scenari. Questo grazie all’angolo sterzo di 70°, che dona una buona stabilità, e al tubo sella da 74°, che garantisce una pedalata efficace. Nel tubo obliquo è presente un vano porta oggetti per alloggiare tool o il kit per riparare le gomme, dettaglio d'obbligo sui prodotti off-road d’alta gamma. G85 Cezal è disponibile in vari allestimenti con la possibilità di scegliere trasmissione mono-corona o doppia, ruote da 700c o 650b e pneumatici fino a 50 mm.
SCHEDA TECNICA
G85 CEZAL FORCE XPLR
Telaio: Look G85 Carbon UDHM
Forcella: Carbon UDHM (compatibile con forcella ammortizzata da 60mm)
Gruppo: SRAM Force 1x13v elettronico, cas-
setta 10-46
Freni: SRAM Force E1 con dischi da 160 mm
Ruote: Fulcrum Soniq Carbon 2WF
Gomme: Hutchinson Touareg 700x45c
Mentre spesso si scende a compromessi, Look lancia un prodotto destinato al mondo gravel e punta sulla compatibilità SPD con una piattaforma maggiorata per una migliore trasmissione della potenza
La linea X-One rappresenta il perfetto ibrido tra mtb e strada. Entrambi i modelli hanno infatti le medesime caratteristiche e si differenziano per materiali e leggerezza, prendendo il meglio del mondo road in termini di trasmissione della potenza, fluidità di funzionamento e coniugandoli con la versatilità e la camminabilità dei pedali mountain compatibili SPD, creando un prodotto dedicato espressamente al gravel X-One permette quindi di affrontare anche le sezioni di
Superficie d’appoggio: 650 mm²
Larghezza: 67 mm
Altezza d’appoggio: 16,8 mm
Peso: 120 grammi
Q Factor: 53 mm
Compatibile con SPD
Asse in titanio
Corpo in alluminio CNC riciclato
Cuscinetti a sfera
portage in gara, e offre comodità in viaggio. Nasce per il mondo race, ma si adatta a tutti gli amanti del gravel migliorando la connessione uomo-bici e rendendola un rapporto speciale come avviene sulle road bike più performanti, dove ogni Watt si trasforma in spinta e ogni pedalata in diretta espressione della potenza dell’atleta alla ricerca della prestazione e della stabilità anche sui terreni più impegnativi, sulle salite ripide, come anche sui drittoni impolverati.
Superficie d’appoggio: 650 mm²
Larghezza: 67 mm
Altezza d’appoggio: 16,8 mm
Peso: 145 grammi
Q Factor: 53 mm
Compatibile con SPD
Asse in acciaio
Corpo in alluminio CNC riciclato
Cuscinetti a sfera
X-ONE-GTI
SCHEDE TECNICHE
La prossima generazione dei motori centrali
M7100 eCity motor
M7600 eMTB Motor M7200 eTrekking motor
Potenza naturale
Controllo preciso
Integrazione totale
Costruita su una piattaforma condivisa e ottimizzata per diverse esigenze di guida, la serie M7000 combina potenza di picco e coppia elevata, design compatto, funzionamento silenzioso e connettività intelligente in un’unica soluzione.
VIVERE IL BIKEPACKING
MODERNO CON TAAC
La nuova collezione di borse gravel START è progettata per chi privilegia praticità, semplicità d’uso e stile essenziale. Una gamma che permette d’approcciare il mercato a un prezzo competitivo, senza rinunciare alla qualità tecnica
Per il secondo anno di seguito, TAAC ha scelto la cornice del Bike Festival di Riva del Garda per lanciare l’ultima evoluzione del catalogo borse gravel. Dopo il successo della gamma presentata nella scorsa edizione, con questo nuovo lancio, il brand della galassia Mandelli vuole compiere un ulteriore passo avanti nella strategia di crescita, puntando ad abbracciare un’audience più vasta e diversificata. Non si tratta solo di una nuova linea, ma di un allargamento orizzontale del catalogo, pensato per chi vive il gravel non tanto come performance, ma quanto come piacere e stile di vita.
PRATICITÀ E FUNZIONALITÀ
La linea START viene a coprire le esigenze di chi cerca in primis praticità e funzionalità. I tecnici TAAC hanno deciso di passare dalla termosaldatura alla cucitura tradizionale, abbinata a un nuovo tessuto in Nylon 420 D. Questa scelta non è solo funzionale, ma conferisce alle borse un design più morbido ed essenziale.
DNA TECNICO INVARIATO
Il vero valore aggiunto della collezione è che non scende a compromessi sulla
stabilità (da sempre punto di forza del marchio), mantenendo integralmente i tanto apprezzati sistemi d’aggancio al telaio, che sono il vero cuore tecnologico di TAAC.
• SUPER ATTAAC : telaietto in alluminio rimane lo standard per la stabilità assoluta sul manubrio.
• SUPERSHELL & SHELL: supporti termoformati garantiscono che la borsa non si muova neanche sugli sterrati più sconnessi.
• ATTAACHINO: sistema di morsetti in alluminio per le borse sottosella è presente anche in questa linea.
OBIETTIVO: CONQUISTARE NUOVE CATEGORIE
Con la linea START, TAAC si posiziona come uno dei brand di riferimento per chi desidera avvicinarsi al mondo gravel con un preciso target: ciclisti urbani, viaggiatori del weekend e nuovi appassionati che cercano un prodotto pratico, funzionale, “indistruttibile nell'uso” e pulito nello stile.
• Borsa da manubrio water-resistant
• Capienza: 6 o 10 litri
• Esterno in nylon 420 D
• Tasca esterna in rete
• 6L (peso: 150 g e carico max: 3 kg)
• 10 L (peso: 180 g e carico max: 3 kg)
• Borsa da telaio water-resistant
• Capienza: 0,5 litri
• Esterno in nylon 420 D
• Chiusura magnetica con apertura a una sola mano
• Peso: 130 g e carico max: 0,5 kg
• Borsa da manubrio water-resistant
• Capienza: 2,5 litri
• Esterno in nylon 420 D
• Chiusura tramite zip
• Peso: 170 g e carico max 1 kg
• Borsa cilindrica da forcella water-resistant
• Capienza: 2 litri
• Esterno in nylon 420 D
• Tasca esterna in rete
• Stampe riflettenti e chiusura roll-top
• Peso: 100 g e carico max: 1 kg
• Borsa da manubrio water-resistant
• Capienza: 1 litro
• Esterno in nylon 420 D
• Peso: 80 g e carico max: 1 kg
• Sistema d’aggancio composto da nastri in velcro
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UN “PAAS” AVANTI PER IL SISTEMA RUOTA
P ZERO Race SL-R si avvale della nuova tecnologia Pirelli Advanced Aerodynamic System e della carcassa LiteCORE ponendosi ai vertici in tutti i parametri tra le gomme racing nel segmento road
Il rinnovato impianto produttivo di Bollate continua a sfornare novità made in Italy marchiate Pirelli: questa volta siamo di fronte a una gomma che promette una piccola/grande rivoluzione, soprattutto nell’introduzione di concetti che potremmo definire "olistici" nello studio del sistema ruota. Per la prima volta hanno lavorato allo sviluppo di uno pneumatico bike coloro che studiano l’aerodinamica delle gomme automotive da gara a ruote scoperte, introducendo e creando un profilo che va a lavorare in maniera organica con il cerchio. Quest’attenzione all’integrazione di tutto il sistema ruota porta a prestazioni di drag d’altissimo livello. Un risultato ottenuto dagli ingegneri tramite la nuova tecnologia brevettata PAAS (Pirelli Advanced Aerodynamic System), che permette all’aria di rimanere adesa allo pneumatico e scivolare a sua volta sul cerchio migliorando di conseguenza l’aerodinamica generale. Questo secondo il brand italiano dovrebbe avvenire in ogni condizione di direzione dei flussi d’aria in prove di laboratorio e in condizioni reali.
L’obiettivo dichiarato di Pirelli è quello di raggiungere la massima velocità su strada senza sacrificare scorrevolezza, maneggevolezza o grip. P ZERO Race SL-R è pensato per chi vuole prestazioni in diverse condizioni: dalle prove a cronometro alle gare in linea, fino alle uscite domenicali spinte al limite. Una gomma pensata per migliorare il marginal gain dei pro, ha anche per gli amatori evoluti che cercano un prodotto ai vertici della categoria. Lo pneumatico risulta stabile anche sul bagnato, grazie alla mescola SmartEVO². P ZERO Race SL-R è stato perfezionato anche grazie alla collaborazione con i team WorldTour Alpecin-Premier Tech, Fenix-Premier Tech e Lidl-Trek, che hanno testato il prodotto con la celebre label #prototype di Pirelli. A completare il pacchetto, la nuova carcassa LiteCORE, la struttura tubelessready più leggera ed efficiente per il road.
Rispetto al modello più performante della gamma, garantisce una riduzione ulteriore del 10% della resistenza al rotolamento, senza penalizzare la tenuta su strada. Secondo la casa milanese la risposta alle accelerazioni è reattiva, il comportamento in curva preciso e stabile anche ad alta velocità. Lo pneumatico è compatibile con cerchi hookless e ottimizzato per canali interni tra 22 e 25 mm, in linea con gli standard ETRTO più recenti. Infine, la micro-texture del battistrada slick è progettata per ottimizzare ulteriormente il flusso d’aria ad alte velocità e migliorare grip e feeling di guida. Disponibile nei negozi nelle misure 28-622 e 30-622, in versione con fianchi neri ed etichetta argento oppure nella colorazione gialla “Team Edition”, è in arrivo per l’autunno anche l’opzione da 32 mm.
APPLICAZIONI
STAGIONI
“La bike industry come l'automotive? Possibile solo da Pirelli!”
Samuele Bressan
global marketing manager Pirelli Cycling
“Questa gomma mette decisamente Pirelli ai vertici della categoria road per rolling resistance e aerodinamica. Si tratta del primo pneumatico sul mercato che combina e condensa queste due caratteristiche imponendosi come la gomma più veloce del WorldTour. Per arrivare a questo risultato ci siamo avvalsi di simulazioni software e matematiche sviluppate dei tecnici che lavorano anche per il motorsport. Insieme al ciclismo è l’unico settore che ragiona a ruote scoperte. Credo che nessuno nella bike industry si sia mai spinto a tanto e possieda un know how come quello di Pirelli in questo momento. Il profilo
del PZERO Race SLR è stato per questo brevettato definendo la proporzione tra i due parametri che definiscono l’aerodinamicità del profilo della gomma, ovvero il suo punto più alto e quello più largo. PAAS (Pirelli Advanced Aerodynamic System) è il nome di questa tecnologia e fa sì che l'aria resti aderente alla gomma e poi al cerchio, migliorando l’aerodinamica di tutto il sistema ruota in tutte le situazioni. Non solo sul dritto e senza vento, ma anche quando si è sorpassati da un’auto, oppure in mezzo al gruppo. Questo risultato l’abbiamo raggiunto senza compromessi come possono essere un profilo a ogiva, che rende male in curva, oppure incavi nel battistrada che obbligano a usare più gomma e perdere in rolling resistance. I Pro la stanno utilizzando da inizio anno con van der Poel e il team Alpecin e ha vinto anche i mondiali di triathlon”.
AERO REDEFINED
A Taipei Cycle Show 2026, Deda Elementi ha presentato due novità che ampliano integrazione e possibilità di fitting. Debutta il manubrio Alanera RS OD2, ora compatibile con forcelle da 1 1/4”, insieme alla gamma Jet2 Hydro nelle taglie L e XL, per garantire massimo comfort e performance nel triathlon
Da anni Deda Elementi sceglie Taipei Cycle Show come palcoscenico privilegiato per presentare alcune delle proprie innovazioni. Un contesto strategico in cui il marchio lombardo non solo svela nuovi prodotti, ma intercetta e anticipa le tendenze del mercato globale. In questa cornice si inseriscono le ultime
Alanera RS è il manubrio integrato per eccellenza di Deda. Il marchio lombardo ha ora sviluppato in parallelo anche una versione compatibile con forcelle da 1 1/4”, ampliando così le possibilità d’installazione. Di conseguenza, sono stati realizzati diversi top cover custom per la serie sterzo, progettati per consentire il montaggio di Alanera RS e dei relativi spessori sui seguenti modelli di bici: Giant Propel Advanced MY23–26, Giant Propel MY27, Scott Addict RC MY20–24 e Addict MY22–25. Le caratteristiche del prodotto rimangono invariate rispetto all’Alanera RS, incluso il tag RFID che consente l’accesso ai servizi del Deda Cycling Club e il supporto versatile progettato per sostenere in modo sicuro vari dispositivi come ciclocomputer Garmin, Wahoo, Bryton e fotocamere GoPro sulla propria bici. Alanera RS OD2 sarà disponibile dall’estate 2026.
SCHEDA TECNICA
Materiale: monoscocca carbonio fibra
UD / 3K
Cannotto forcella: 1 1/4” (31.75 mm)
Altezza morsetto: 43,5 mm
Angolo: 82°
Reach: 75 mm
Drop: 120 mm
Flare: 6° (+2,5 cm)
Peso: 340 g (110×42)
novità presentate nel far east durante l’edizione 2026: l’evoluzione del manubrio integrato Alanera RS, ora disponibile anche nella versione OD2 per forcelle da 1 1/4”, e l’ampliamento della gamma Jet2 Hydro con le nuove estensioni nelle taglie L e XL, pensate per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più ampio e specifico.
Frutto dell’esperienza maturata con le Jet2 Hydro nelle taglie S e M, le nuove estensioni sono disponibili anche nelle misure L e XL (lunghezza 390 mm e 420 mm), ampliando la gamma per rispondere alle esigenze di un numero sempre maggiore di utenti, in particolare triatleti. Ottimizzate per garantire massimo comfort anche sulle lunghe distanze e una posizione aerodinamica efficiente in gara. I poggia-gomiti sono stati ridisegnati in funzione della maggiore lunghezza delle estensioni, così come le impugnature, per offrire ergonomia e grande stabilità. Sviluppate in Italia utilizzando l’esclusivo alluminio Dedacciai V107 e realizzate tramite tecnologia di idroformatura, sono compatibili esclusivamente con gruppi elettronici e si integrano con basebar dotati di interasse fori compreso tra 17 e 41 mm, offrendo grande versatilità di montaggio. Le altre caratteristiche restano le stesse delle taglie S e M, inclusa la disponibilità di tre versioni d'impugnature compatibili con i diversi comandi remoti presenti sul mercato.
SCHEDA TECNICA
Materiale estensioni: tubazioni in alluminio idroformato Dedacciai V107
Poggia-gomiti e impugnature: stampa 3D
Lunghezza estensioni: 390 mm (taglia L), 420 mm (taglia XL)
Dimensioni poggia-gomiti: larghezza 90 mm, lunghezza 190 mm
Compatibilità: gruppi elettronici
Compatibilità base bar: manubri TT con interasse fori da 17 a 41 mm
ALANERA RS OD2
JET2 HYDRO
THINK LOCAL, ACT GLOBAL
Cyclingworld Europe a Düsseldorf si è rivelato quest’anno l’astro nascente del settore fieristico.
Come il piatto di un grande chef, mixa diversi ingredienti genuini e di qualità per un risultato centrato e credibile: né pretenzioso, né sopra le righe
dal nostro inviato Gabriele Vazzola
Costi contenuti, timing giusto, pubblico misto b2b/b2c, location con un forte appeal legato al lifestyle. Una formula apparentemente semplice, ma che sta portando Cyclingworld di Düsseldorf a essere tra i place to be per gli operatori che cercano di capire dove dirigere sforzi e budget sul mercato europeo. “Cyclingworld sta crescendo ogni anno. Voglio ringraziare tutti i visitatori, soprattutto quelli internazionali. Questo è un luogo speciale, uno spazio convertito a polo fieristico e lascito del retaggio dell’industria siderurgica tedesca. Vedo molte facce felici e la fiera è cresciuta del 30% nel 2026. Non vogliamo metterci in competizione con nessuno, ma è chiaro che il nostro format e la nostra visione sembrano essere vincenti nel contesto della bike industry”, ha dichiarato Nils Kudla, tra gli organizzatori dell’evento. L’entusiasmo di Nils era palpabile e condivisibile, grazie a un’atmosfera energica, rilassata e appassionata, in un luogo accogliente e che ha agevolato in maniera decisiva connessioni e interazioni.
Tutti conosciamo i problemi della bike industry, ma ci si dimentica spesso di una cosa che abbiamo tenuto a ricordare anche negli scorsi numeri, ovvero che pedala sempre più gente e che la passione è più viva che mai. Poco importa quindi dei numeri, dei forecast e degli appuntamenti istituzionali in crisi. Ciò che conta è saper accogliere, anticipare e gestire il cambiamento interpretando l’evoluzione di un mercato che non è fermo, ma in continuo mutamento. Ciò vale per le fiere quanto per i retailer, perché è innegabile che qualcosa a Düsseldorf sia successo, con tanto pubblico accorso e un entusiasmo palpabile. Forse il segreto della ricetta è stato proprio quello di accettare il momento, riproponendo lo stile un po’ “spettinato” dei tempi passati e reinterpretando lo spirito di un settore che non ha voglia di diventare grande, rifiutando in maniera atavica di seguire fino in fondo le fredde logiche della finanza, del mercato globale e del mero profitto. Per un po’ sembra averci provato, ma l’atmosfera di Cyclingworld ci ha fatto ricordare come eravamo, e forse un po’ ci ha fatto realizzare di aver inseguito chimere che semplicemente non facevano parte del nostro dna.
LOCATION IDEALE
L’intervista a Nils Kudla, uno degli organizzatori di Cyclingworld Europe
Düsseldorf è una città che sembra un po’ fuori dalle rotte canoniche. A ben guardare
Credits:PauPau
però siamo nel profondo nord dell’Europa continentale, vicino a Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, in un'area dove la bici, anche daily use, è una cosa seria. Qui la gente è appassionata e competente e per attirare l’attenzione non servono gadget, budget o stand impressionanti, qui bisogna portare qualità e prodotti interessanti. In quasi 35.000 hanno visitato l'Areal Böhler e 15 mila il nuovo Urban Hub nel centro di Düsseldorf e questo per un settore che ha trascorso gli ultimi anni a destreggiarsi tra overstocking, fallimenti di importanti brand e numeri di vendita al dettaglio in calo. In questo contesto certamente non hanno aiutato un marketing a volte approssimativo, e una comunicazione di media e influencer che ha puntato al clamore dei post clickbait o alle sterili polemiche sul costo eccessivo delle bici. Un atteggiamento poco lungimirante, che ha avuto il solo risultato di alimentare polemiche e diffidenze nel consumatore finale. Cyclingworld ha rimesso la bici al centro e fatto una cosa su tutte: interpretare in modo corretto, assolutamente credibile e spontaneo lo spirito del tempo: nella location, nel mix di differenti espositori nei padiglioni, nella creazione di un'atmosfera amichevole e rilassata, ma anche nel budget. I brand esaminano ogni voce di spesa e una modesta fee d’ingresso apre le porte anche a realtà più piccole, indipendenti ed emergenti che altrimenti non potrebbero permettersi visibilità commerciale, ma che spesso portano prodotti innovativi, interessanti, fuori dagli schemi e che tanto piacciono a pubblico e social. Anche il timing sembra essere corretto, va forse leggermente affinato. Ci troviamo in un periodo un po’ al limite per fare ordini, un po’ anticipato per lanciare nuovi prodotti, ma nel momento esatto in cui i ciclisti non vedono l'ora di tornare in sella, i rivenditori stanno completando i magazzini e l'energia del settore cresce. Un vantaggio anche per il pubblico b2b che deve prendere decisioni di acquisto e pianificare campagne. Cyclingworld Europe nasce come evento dedicato al pubblico tedesco, e in maniera naturale e quasi inconsapevole ha conquistato anche quello internazionale e b2b. Lo ha fatto con un approccio (volutamente?) un po’ naif, ma terribilmente centrato e professionale, in un settore che conserva ancora un autentico slancio culturale e un forte richiamo per i consumatori europei. La prossima edizione di Cyclingworld Europe è in programma dal 12 al 14 marzo 2027 a Düsseldorf.
Credits:Nils_Laengner
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LA CARICA DEI 101
Termina su questo numero l’inchiesta esclusiva di Bikefortrade dedicata ai negozianti italiani con cui analizziamo l’andamento del mercato nel 2025, offrendo spunti interessanti sulle prospettive future per la bike industry di Davide L. Bertagna e Daniele Pansardi
retailer rappresentano l’anello fondamentale della filiera bike e proprio per questo è importante raccogliere il loro punto di vista, ascoltarne le richieste e considerarne i bisogni. Con la rubrica “Focus shop” siamo soliti dare loro voce tutti i 365 giorni, ma è in occasione dei primi numeri del nuovo anno che, con la consueta “Carica dei 101” (diventata ormai un marchio di fabbrica di MagNet), realizziamo una vera e propria indagine di mercato a 360 gradi.
Bilancio dell’annata appena conclusa e prospettive per quella in arrivo, novità, trend, problematiche, opportunità, proposte: archiviato il 2025 nei bilanci dei punti vendita, qual è il sentiment dei negozianti italiani? Ecco la terza puntata della nostra indagine con interessanti spunti di riflessione per tutti gli operatori del mercato bike. Sul prossimo numero daremo spazio ad aziende e distributori per rispondere ai retailer italiani.
LE DOMANDE
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Nel 2025 qual è stato l’andamento delle vendite del negozio rispetto al 2024?
2. Indica la percentuale dell'eventuale crescita o decrescita.
3. Vendita bici, vendita accessori e abbigliamento, officina. Quale di queste voci vi ha garantito i maggiori margini nel 2025?
4. In un momento di difficoltà del mercato come quello che stiamo vivendo, quali sono stati i problemi maggiori che avete dovuto affrontare nel 2025?
TREND DI ACQUISTO
5. Quali tipologie di bici/eBike sono state le più vendute nel 2025? E di quale categoria di prezzo?
6. Quale è la caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita?
SOCIAL MEDIA
PEPPERBIKE
Rimini
Mirko Manfroni, socio
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Vendita abbigliamento e accessori.
7. Quali social media utilizzate maggiormente?
8. Li sfruttate per vendite dirette, promozioni o semplicemente per costruire la vostra community?
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di bici?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di eBike?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di abbigliamento?
Quali sono, in ordine, i vostri 3 top brand di accessori?
10. Quale è stato a vostro avviso il marchio rivelazione (azienda che più si è contraddistinta) nel 2025?
11. Voto complessivo al 2025 da 1 (gravemente insufficiente) a 10 (estremamente positivo)?
12. Eventuali considerazioni finali o messaggi alla bike industry.
MINERDO
Neive (CN)
Enrico Bressan, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -40%
3. Vendita bici.
4. Tra i problemi principali sicuramente abbiamo avuto quello dell’elevato numero di bici a magazzino, ma anche la concorrenza spietata nel vendere i modelli e prezzi super scontati da parte di negozianti e produttori stessi.
TREND DI ACQUISTO
5. Per quanto ci riguarda le più richieste sono state le bici da corsa di fascia media/alta.
6. Gli elementi che influenzano maggiormente la vendita sono la tecnologia della bici, i colori e la componentistica.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram
8. Li sfruttiamo semplicemente per pubblicità e per costruire la nostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: TREK, BH
eBike: TREK
abbigliamento: BONTRAGER, PISSEI, ENDURA
accessori: BONTRAGER
10. COLNAGO
11. 7
12. Purtroppo oggi come oggi per vendere devi avere disponibile il materiale in pronta consegna. Questo ci obbliga ad avere un grande magazzino con rischi elevati relativi a cambi di tendenza, nuovi modelli o offerte dirette della casa madre.
4. Il problema principale è stato il calo dei prezzi imposto dalle case con il materiale di magazzino acquistato con listini più cari e di conseguenza vendite in perdita.
TREND DI ACQUISTO
5. Mtb e eBike di media gamma.
6. La ricerca di un prodotto che soddisfi le sue necessità.
12. La situazione è veramente complessa. La crisi economica e in generale il malessere trasmesso dalla crisi internazionale non fanno ben sperare. La clientela che si rivolgeva a prodotti medio bassi è molto più cauta negli acquisti, forse il mercato ancora florido può essere la gamma alta dove si è sentita meno la crisi.
BILANCIO COMPLESSIVO DEL 2025 RISPETTO AL 2024
MTB SICILY
Messina
Fabio Lavafila, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -20%
3. Officina.
4. I problemi principali sono stati la concorrenza sleale su internet, i bassi margini e in generale la bassa domanda.
TREND DI ACQUISTO
5. I modelli più venduti nel 2025 sono state le eBike tra i 5.000 e gli 8.000 euro.
6. L’autonomia della batteria è l’elemento che influisce maggiormente sulle vendite.
12. Per l'esistenza del negozio fisico devono aumentare i margini di guadagno. I brand dovrebbero supervisionare i prezzi su internet, altrimenti “moriremo tutti”.
MASTERBIKE
Ortona (CH)
Giovanni d'Ottavio, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -10%
3. Officina.
4. I problemi principali sono stati il generale aumento del costo della vita e la concorrenza sleale dei siti internet e della grande distribuzione (supermercati) che rovinano la passione dei piccoli negozi.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le mtb e i modelli per bimbini di bassa gamma.
4. Il problema più complicato da gestire è stato quello di avere sotto controllo il magazzino, in particolare con riferimento agli arrivi degli ordini programmati che hanno rischiato di sbilanciare pesantemente i flussi di cassa.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute nel 2025 sono state le gravel in alluminio e carbonio.
6. La caratteristica maggiormente ricercata è quella di rispondere all'esigenza dell’utente finale con competenza ed emozione.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Attraverso i social stiamo avviando un processo di costruzione della community.
12. Il Q4 del 2025 è stato particolarmente difficile per il settore. In particolare la vendita di bici su tutto lo spettro del catalogo ha rallentato, con speciale riferimento alla fascia bassa/medio bassa di citybike e mtb in alluminio (fino ai 1.000€) e al comparto eBike. La mountainbike muscolare front e bi di media/alta gamma è sostanzialmente inesistente nelle percentuali di vendita. Questi dati sono coerenti con i report di colleghi distributori e clienti. Da segnalare che i reparti officina hanno mantenuto comunque una buona operatività, ma non sufficiente a recuperare il fatturato perso. Questo in quanto la struttura economica più comune del tipico negozio si basa più sulla vendita di bici che sulla riparazione. In proporzione ci sono alti costi fissi difficilmente comprimibili in quanto si tratta di utili (1 o 2 titolari), stipendi (0-2 dipendenti) e affitto o mutuo. In questa prima fase del 2026 si registra un lieve ottimismo, ma la crisi non è finita e forse il modello dei preordini con ticket d'ingresso da 100.000€ andrà ripensato per il 2027. Dal canto nostro gli obiettivi del 2026 sono legati all'operatività del nostro e-commerce b2c/b2b, svuotamento degli stock di anni precedenti e implementazione di un controllo di gestione più approfondito a tutti i livelli dall'officina al magazzino.
LA CICLISTICA MILANO
Milano
Fabio Venturini, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. Non abbiamo sofferto eccessivamente nel 2025, facendo parte di una nicchia di mercato a livello di vendite. Abbiamo sicuramente avuto un incremento notevole nelle manutenzioni di alta/altissima gamma.
TREND DI ACQUISTO
5. Abbiamo prettamente venduto biciclette per utilizzo urbano e touring.
6. Quello che il cliente finale cerca in noi è soprattutto la personalizzazione quasi infinita che possiamo fornire: partiamo dal telaio nudo e costruiamo la bici insieme. È il nostro punto di forza e quello che fa sentire l’utente a casa.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook e LinkedIn
8. Li sfruttiamo per costruire la community, ma anche per promozioni e piccoli tips sulla riparazione.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: LA CICLISTICA MILANO, MYLAND, VIAVENETO
eBike: MYLAND, FIIDO, VIAVENETO abbigliamento: non lo trattiamo. accessori: WAG, SKS, POLISPORT
10. DYNAMIC per la linea di prodotti per tubeless e il chain waxing
11. 7
12. Speriamo che in futuro le istituzioni aumentino le iniziative per incentivare l'uso della bicicletta. Una città come Milano ne gioverebbe, sia in termini di sostenibilità sia di aiuto ai negozianti.
LA BICICLETTERIA Milano
Selene Caldarone, responsabile
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. Gli sconti online sono stati il principale problema che abbiamo dovuto affrontare nel 2025.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute nel 2025 sono state le gravel intorno ai 1.500 euro.
6. Il cliente finale cerca sempre lo sconto più alto. Purtroppo prima guardano online poi vengono in negozio e vogliono gli stessi sconti.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per informare la nostra community dei nuovi arrivi e per far conoscere le promozioni.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: CUBE
eBike: CUBE
abbigliamento: CUBE, POC
accessori: CUBE, ORTLIEB, POC
10. CUBE
11. 1
12. Noi negozi fisici siamo schiacciati dagli sconti surreali e sta diventando impossibile sopravvivere!
EUROBIKE
Cusano Milanino (MI)
Diego Monaco, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -20%
3. Officina.
4. Il problema maggiore che abbiamo dovuto affrontare nel 2025 è stata la gestione del magazzino e la rotazione del materiale.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute nel 2025 sono state le gravel e le bici da corsa.
6. La caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita
è sempre e comunque il prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram
8. Li sfruttiamo per la promozione ai nostri servizi.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: CUBE, CINELLI, FACTOR eBike: non le trattiamo.
abbigliamento: LINEA PERSONALIZZATA, CASTELLI accessori: ABUS, SHIMANO, OAKLEY
10. FACTOR
11. 7
IDEA BICI DOGLIANI
Dogliani (CN)
Giancarlo D'ambrosio, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Vendita accessori e abbigliamento. TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute nel 2025 sono state le mtb full suspended intorno ai 3.500 euro.
6. La caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita delle eBike è l’autonomia della batteria.
SOCIAL MEDIA
7. Facebook
8. Li sfruttiamo per costruire la nostra community.
4. In un momento comunque complicato per il nostro mondo i problemi principali sono stati le battaglie sul prezzo, gli overstock di magazzino, e il poco potere d'acquisto da parte dei clienti.
TREND DI ACQUISTO
5. I modelli più richiesti nel 2025 sono state le bici usate sotto i 2.000 euro.
6. La caratteristica più ricercata dal cliente finale è sempre e comunque il prezzo.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li utilizziamo per costruire la nostra community.
12. È fondamentale rendersi conto che non si può più vendere tutto a tutti e che il mondo bici ha bisogno di respiro e aria fresca. Inoltre, è importante che gli utenti non seguano solo la moda ma che utilizzino veramente la bicicletta quotidianamente. .
CHE BICI
Isera (TN)
Maurizio Gardumi, responsabile punto vendita
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. La marginalità per noi negozianti è ormai al minimo.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute nel 2025 sono state le eBike sotto i 4.000 euro.
6. Le caratteristiche più ricercate dal cliente per le bici a pedalata assistita sono il motore (potenza della coppia) e l’autonomia batteria.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram e Facebook
8. Li sfruttiamo per vendite dirette, promozioni e semplicemente per costruire la nostra community.
12. La vendita della bici da corsa aiuta durante l’inverno, mentre le mtb muscolari soffrono particolarmente. Ma il messaggio è quello di non mollare nessun segmento, perché il mercato è ciclico. Le bici da corsa fino a quattro-cinque anni fa erano in difficoltà, mentre ora trainano il mercato. Lo stesso potrebbe succedere con le mtb muscolari ora, per cui non bisogna fare i disfattisti senza eliminare un segmento dal mercato perché non si vende, o svalutare le bici e i marchi.
REMOOVE
Riva del Garda (TN)
Valentina Negri, collaboratrice
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. +15%.
3. Vendita bici.
4. Per fortuna non abbiamo avuto grandi problemi nel corso del 2025.
5. I modelli più venduti nel 2025 nel nostro negozio sono stati i tandem affiancati.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook, LinkedIn
8. Li sfruttiamo per vendite dirette, promozioni, ma anche per costruire la vostra community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: VAN RAAM, HUKA, HASE eBike: MS ENERGY abbigliamento: non lo trattiamo. accessori: non li trattiamo.
10. VAN RAAM
11. 7
MOEZ
Bergamo
Nicolò Codognola, store manager
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. In generale è stato un anno positivo per noi. Nel segmento eBike abbiamo avuto una crescita del 14% rispetto al 2024. I primi quattro mesi del 2026 sono partiti ancora meglio.
3. Vendita bici.
4. Il nostro è un settore un po’ di nicchia dato che trattiamo esclusivamente eBike e Cargo. E devo dire che non abbiamo sofferto.
TREND DI ACQUISTO
5. Le bici più vendute sono state le eTrekking tra i 3.500 e i 4.000 euro.
6. Comodità e facilità sono i due elementi che fanno la differenza per il consumatore finale.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook e YouTube.
8. Li sfruttiamo principalmente per farci conoscere e per spiegare i nostri prodotti. Per esempio siamo rivenditori di Thule e cerchiamo di raccontare al meglio le peculiarità dei vari modelli ai consumatori.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: non le trattiamo. eBike: RIESE & MÜLLER, KALKHOFF, FOCUS abbigliamento: non lo trattiamo. accessori: ABUS, KASK, POC
10. RIESE & MÜLLER, ma è una conferma dopo gli ultimi anni. 11. 7
AGO BIKE
Palazzolo sull’Oglio (BS) Mirko, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. Officina.
4. L’aspetto più complicato da gestire è stato competere con gli sconti aggressivi proposti dalle grosse aziende.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più richieste sono state le bici da corsa di media gamma tra i 4.000 e i 6.000 euro.
6. La caratteristica più ricercata dal cliente e che influenza maggiormente la vendita è oggi il manubrio in carbonio integrato.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram.
8
. Li utilizziamo per costruire la nostra community.
2. L’aumento è stato del 20%, soprattutto grazie alla notorietà dei brand venduti.
3. L’officina.
4. Non abbiamo riscontrato nessun problema in particolare.
TREND DI ACQUISTO
5. La bici da strada, soprattutto la fascia alta dagli 8000 ai 10000 euro.
6. L’esposizione mediatica di corridori di spicco e la riconoscibilità del marchio.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook.
8. Per costruire una community e vendita diretta.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: COLNAGO, CERVÉLO
eBike: non trattiamo bici elettriche abbigliamento: SANTINI
accessori: MET, BONT, FIZIK
10. BERRIA per la sua efficienza operativa.
11. 8
BAM SHOP VARAZZE
Varazze (SV)
Christian Ancione, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In decrescita.
2. -25%
3. Officina
4. Il problema principale con cui abbiamo dovuto fare i conti nel 2025 è stata legata alle garanzie delle bici elettriche. Una situazione davvero complicata da gestire ma che ci ha fatto capire quanto sia importante in questo momento cercare di collaborare con brand che si facciano carico delle problematiche.
TREND DI ACQUISTO
5. Le più vendute lo scorso anno sono state le eMtb tra i 3.500 e i 5.500 euro.
6. Il rapporto qualità/prezzo fa la grande differenza nelle scelte d’acquisto.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram
8. Purtroppo fino ad oggi non siamo riusciti a gestire bene i social perché faccio fatica a seguire tutto . Uno degli obiettivi di questo 2026 è però quello di crescere in questo segmento per far crescere la nostra community e per organizzare dei test ride.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: CANNONDALE, BAM eBike: CANNONDALE, XP BIKES, BRINKE abbigliamento: LEATT, ALPINESTAR accessori: OUT OF
10. NESSUNO IN PARTICOLARE.
11. 5
LISSANDRON ANDREA CICLI E ACCESSORI
Casalmaggiore (CR)
Andrea Lissandron, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In calo.
3. L’officina.
4. I problemi generali del mercato e il consolidamento, anno dopo anno, del ruolo di internet e della grande distribuzione.
TREND DI ACQUISTO
5. City bike per una media di 300 euro e mtb per una media di 400.
12. Mi piacerebbe che molte aziende prendessero esempio da un’azienda come XP, che tutela i propri prodotti sugli e-commerce imponendo un tetto massimo agli sconti del 5%, con l’obiettivo di non svalutare il proprio marchio.
SPAZIO BIKE
Foggia
Marco Zavattini, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. Stabile.
3. L’officina.
4. Non c'è stata una domanda particolarmente forte, tranne per chi ha scelto di passare al gravel e al cicloturismo.
TREND DI ACQUISTO
5. Le bici gravel tra i 1500 e i 2500 euro.
6. Un buon 60% della clientela punta sulle bici elettriche. Guardano principalmente la potenziale affidabilità del post-vendita.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook
8. Per fare promozioni.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: OLMO, CASADEI eBike: BH, OLMO
abbigliamento: GSG, BRN accessori: BRN
10. BRN
11 6
12. Mi sembra che ognuno resti nella propria nicchia. C’è bisogno di fare più rete tra commercianti, per cercare di vendere di più e darsi manforte. Faccio un esempio: se io non ho in negozio un certo modello di bici, vorrei poter reindirizzare quel cliente verso un altro rivenditore, almeno se condividiamo uno stesso marchio.
BIKE LAB SHOP
Salerno
Alessandro Salzano, titolare
BILANCIO DI FINE ANNO
1. In crescita.
2. L’aumento del fatturato è stato del 20%.
3. La vendita delle bici.
4. I nostri fornitori che non impostano un limite di sconto sulle vendite al dettaglio sul web. Nello specifico, se una bici costa al pubblico 10000 euro da listino, non la si può trovare col 30% di sconto appena due settimane dopo su internet! Pertanto, al fine di garantire sia il valore commerciale della bici e sia le vendite dei vari dealer, si dovrebbe impostare un limite di sconto sulla vendita online in fase di contratto e preordine.
TREND DI ACQUISTO
5. Le eBike dai 4000 euro in su.
6. Le prestazioni del motore e della batteria in rapporto al loro peso e il peso totale della bici.
SOCIAL MEDIA
7. Instagram, Facebook.
8. Per vendita diretta, promozioni e costruire una community.
MARCHI PIÙ VENDUTI NEL 2025
9. bici: CANNONDALE, MEGAMO, XP eBike: CANNONDALE, MEGAMO, XP abbigliamento: ALPINESTARS, EPICA accessori: ZEFAL, WAG, SLICY
10. CANNONDALE
11. 6
MENO EMISSIONI, PIÙ WATT
Santini e Polartec riescono nell’impresa di alzare i livelli di sostenibilità
insieme a quelli dell’aerodinamica, presentando la prima jersey cycling realizzata trasformando le emissioni di CO 2 in filati tecnici
Un’assolata giornata feriale di metà primavera offre il clima perfetto per una ride a tutta velocità tra le campagne e le risaie a sud di Milano. Ancor meglio se è anche l’occasione per pedalare con l’ex pro Alessandro Vanotti, indossando in anteprima una jersey davvero speciale e che merita di essere provata. Il suo nome è AERO RACE e, come spesso capita per i prodotti fatti per affrontare la velocità, è stata sviluppata in galleria del vento, ed è ricca di accorgimenti dettati dalla necessità di offrire il meglio in termini di penetrazione aerodinamica. A partire dalla vestibilità pro fit, dalle maniche a taglio vivo (che vestono come una seconda pelle), e dal design della combo collo e cerniera (pensati per non infastidire). La maglia oltre che essere comoda aderisce perfettamente al corpo del ciclista e quasi la sua presenza non si percepisce, nemmeno alle alte velocità, oltre 50 km/h testati da noi, non vi sono vibrazioni o fastidiosi svolazzamenti. La qualità di AERO RACE si percepisce essere frutto dei feedback dei Pro della Lidl Trek nel World Tour, ma ciò che rende unico questo prodotto, oltre al fitting e alla qualità costruttiva, è lo sforzo fatto da Santini e Polartec per rendere possibile l‘utilizzo di un fabric speciale. E lo fanno partendo da un capo premium e pensato per la performance in sella. Per la prima volta nel mondo del ciclismo viene infatti utilizzato Polartec Power Dry With Recycled Carbon. La maglia AERO RACE, come detto, ha un pro fit, che coniuga aerodinamica e comodità. Ma siamo di fronte all’esperienza di un brand come santini che da 60 anni produce jersey per i ciclisti professionisti e potevamo aspettarcelo, la sua caratteristica più sorprendente è infatti un'altra: la maglia è stata confezionata a mano in Italia, utilizzando un tessuto prodotto con un filato frutto di un processo rivoluzionario di cattura del carbonio. Polartec ha trovato il modo di intercettare le emissioni industria-
di Gabriele Vazzola santinicycling.com • polartec.com
li di CO₂ prima del loro rilascio nell’atmosfera e convertirle in fibre di poliestere. I filati Polartec Power Dry withRecycledCarbon sono composti per il 91% da contenuto di carbonio riciclato, senza compromettere l’eccellenza tecnica e le prestazioni complessive del prodotto finito. Il tessuto garantisce traspirabilità e termoregolazione durante attività ad alta intensità, riducendo al contempo in modo significativo l’impatto ambientale (fino al 66% rispetto a capi equivalenti realizzati in poliestere vergine), senza sacrificare il comfort, la durata e la precisione tecnica richiesti dagli appassionati.
Testata e perfezionata in galleria del vento, AERO RACE è progettata per massimizzare l'efficienza aerodinamica grazia anche ai pannelli posteriori posizionati strategicamente che creano una vestibilità effetto seconda pelle, adattandosi perfettamente al corpo del ciclista per ridurre il drag. Le maniche hanno uno speciale pattern a righe per ottimizzare i flussi d'aria tramite la Vortex Generator. Questa tecnologia amplifica l’effetto vortice, riducendo la resistenza aerodinamica. Inoltre, sono dotate di inserti interni in silicone per evitare fastidiosi spostamenti anche durante ride di molte ore. La nuova maglia è unisex e già disponibile in tre varianti di colore. Fergus Niland, creative director di Santini si esprime così riguardo alla genesi di questa speciale maglia: “Siamo partiti dall’analisi dell’evoluzione del ciclismo e cosa questo comporti per i prodotti che realizziamo. Collaborando con Polartec, siamo riusciti a spingerci oltre i limiti e a sviluppare un materiale ad alte prestazioni in carbonio riciclato che funziona davvero. La maglia AERO RACE riflette la nostra determinazione condivisa nel raggiungere questo obiettivo. È stata testata da professionisti, pensata per i ciclisti e progettata per garantire prestazioni, comfort e un nuovo standard di responsabilità”.
SANTINI AERO RACE COLORWAY
MTB O GRAVEL? UNA SCELTA
DI BUSINESS PER LO STORE
Dietro ogni domanda d’acquisto si nasconde un bisogno che va interpretato, non semplificato. In un mercato oggi più che mai esigente per le ruote grasse, il retailer crea valore quando guida il cliente con un approccio consulenziale capace di generare soddisfazione e ritorno nel tempo di Riccardo Penna
Nel dialogo quotidiano con imprenditori e store manager della bike industry emerge una dinamica sempre più frequente: il cliente entra in negozio con una domanda apparentemente semplice “Meglio una gravel o una mountainbike?”, ma dietro quella domanda si nasconde una complessità molto più profonda. Ridurre questa scelta a una comparazione tecnica è oggi un errore strategico. Non perché la tecnica non sia importante, ma perché non è più sufficiente. Il contesto è cambiato, il cliente è cambiato e, di conseguenza, deve cambiare anche il modo in cui il punto vendita interpreta il proprio ruolo. Questo articolo non vuole prendere posizioni rigide tra gravel e mtb. Al contrario, vuole offrire una chiave di lettura utile per chi gestisce un negozio e si trova ogni giorno a trasformare una domanda generica in una scelta concreta, cercando al tempo stesso di costruire valore, soddisfazione e fidelizzazione.
MERCATO COMPLESSO, CLIENTE PIÙ CONSAPEVOLE
Negli ultimi anni il settore della bicicletta ha vissuto una fase di espansione significativa, seguita da un assestamento altrettanto evidente. Oggi ci troviamo in un mercato caratterizzato da maggiore disponibilità di prodotto, pressione sui prezzi, nuove dinamiche distributive e una concorrenza che si sviluppa sempre più anche online. In questo scenario, il cliente è cambiato profondamente. Arriva informato, spesso dopo aver consultato recensioni, video, forum e comparatori. Ha già costruito una propria opinione, anche se non sempre è completa o coerente con il suo reale utilizzo. È più esigente, più selettivo e meno disposto ad accettare una proposta standardizzata. Non cerca solo un prodotto, ma una “scelta giusta”. E questo sposta completamente il baricentro del lavoro del punto vendita.
INTERPRETARE IL CLIENTE, NON IL PRODOTTO
La differenza oggi non la fa chi conosce meglio le specifiche tecniche, ma chi riesce a leggere meglio il cliente. Dietro la domanda “gravel o mtb” si nascondono spesso altre domande: Dove userò davvero questa bici? Quanto tempo avrò per usarla? Che tipo di esperienza voglio vivere? Queste domande raramente vengono espresse in modo diretto. Ed è qui che il punto vendita può fare la differenza. Se la conversazione resta sul piano tecnico, il rischio è di non intercettare il bisogno reale. Se invece si sposta sul piano dell’utilizzo e dell’esperienza, cambia completamente la qualità della relazione.
IL RISCHIO DELLA SEMPLIFICAZIONE COMMERCIALE
In una fase di mercato complessa, è comprensibile la tentazione di semplificare. Ad esempio: spingere su prodotti più “facili” da vendere, seguire il trend del momento o proporre soluzioni considerate più universali. La crescita del segmento gravel, in questo senso, è evidente e rappresenta una grande opportunità. Tuttavia, trasformare una tendenza in una risposta standard può generare effetti nel medio periodo. Una scelta non di opportunità...reale utilizzo del cliente porta a una soddisfazione più bassa, anche se inizialmente la vendita è stata conclusa con successo. E un cliente poco soddisfatto non sempre esprime il proprio disagio: spesso semplicemente non torna. Questo è un punto cruciale per chi gestisce uno store. Vendere oggi non è sufficiente. Occorre costruire le condizioni perché il cliente torni domani.
Il passaggio chiave è questo: da una vendita centrata sul prodotto a una centrata sulla consulenza. Questo non significa abbandonare la competenza tecnica, ma integrarla in un approccio più ampio. Significa, per esempio: fare domande prima di dare risposte, collegare le caratteristiche del prodotto all’esperienza d’uso, aiutare il cliente a visualizzare scenari concreti. Non si tratta di dire “questa bici ha queste caratteristiche”, ma di spiegare “questa bici cosa le permetterà di fare”. È una differenza sottile, ma decisiva.
COSTRUZIONE DELLA SCELTA
IL RUOLO DEL PUNTO VENDITA NELLA
In un contesto in cui il cliente può accedere facilmente alle informazioni online, il valore del negozio fisico non risiede più nella semplice disponibilità di prodotto, ma nella capacità di accompagnare il cliente nella scelta. Questo implica ascolto attivo, capacità di sintesi, coerenza tra proposta e bisogno, costruzione di fiducia. Il cliente non entra più solo per comprare. Entra per capire. E se trova qualcuno che lo aiuta davvero a capire, la relazione cambia. Si parla molto di servizio e di customer Satisfiction, ma spesso in modo generico. In realtà, la soddisfazione del cliente si costruisce lungo tutto il percorso4
Prima dell’acquisto: attraverso l’ascolto e la capacità di interpretazione. Durante l’acquisto: attraverso la chiarezza, la coerenza e la trasparenza. Dopo l’acquisto: attraverso il supporto, l’assistenza e la continuità della relazione.
È soprattutto in quest’ultima fase che si gioca la fidelizzazione. Un cliente seguito nel tempo percepisce un valore che va oltre il prodotto. E questo valore diventa il vero elemento differenziante rispetto alla concorrenza, soprattutto in un mercato dove il prezzo è sempre più esposto e confrontabile. Il valore dei servizi e della relazione continuativa rappresentano oggi una leva strategica fondamentale. Non solo in termini operativi (manutenzione, assistenza, bike fitting), ma anche come strumenti per mantenere viva la relazione con il cliente. La digitalizzazione, le app di gestione, i sistemi di monitoraggio e la manutenzione predittiva stanno cambiando il modo in cui questi servizi vengono erogati. Consentono maggiore precisione, maggiore velocità e una comunicazione più trasparente. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta. Il vero valore resta nella capacità di trasformare ogni interazione in un momento di relazione. È questo che costruisce fiducia nel tempo.
ESPERIENZA E APPARTENENZA: IL NUOVO TERRENO COMPETITIVO
Un altro elemento sempre più rilevante è la dimensione esperienziale. Il cliente contemporaneo non cerca solo un prodotto funzionale, ma anche un contesto in cui riconoscersi. Questo può tradursi in: eventi test ride, uscite organizzate, momenti di condivisione. Il punto vendita diventa così un luogo di aggregazione, non solo di transazione. E questo ha un impatto diretto sulla fidelizzazione. Un cliente che si sente parte di qualcosa è un cliente che torna, che parla del negozio, che porta altri clienti.
La contrapposizione tra gravel e mtb non deve essere letta come una scelta tra due alternative in competizione. Può diventare, invece, una leva per approfondire la conoscenza del cliente. Ogni domanda su questo tema è un’opportunità per capire il livello di esperienza, individuare le aspettative e costruire una proposta coerente. Non si tratta di scegliere quale categoria spingere, ma di utilizzare entrambe come strumenti per costruire una relazione più solida.
UNA RIFLESSIONE FINALE
Il settore bike sta entrando in una fase più matura ma anche di difficile mercato. Questo comporta inevitabilmente una maggiore selettività da parte del cliente e una maggiore necessità di competenze da parte di chi vende. In questo contesto, la differenza non sarà determinata solo dal prodotto o dal prezzo, ma dalla qualità della relazione costruita con il cliente. La scelta tra gravel e mtb è solo un esempio, ma è significativo. Perché evidenzia come una domanda apparentemente tecnica possa diventare un momento chiave nella costruzione del valore. Per gli imprenditori e gli store manager dell’industry, la sfida non è decidere quale tipologia di bici vendere di più. La vera sfida è sviluppare la capacità di leggere il cliente, interpretarne i bisogni, accompagnarlo in una scelta coerente e costruire una relazione duratura. Gravel e mtb continueranno a evolvere, così come il mercato. Ciò che farà la differenza sarà la capacità del punto vendita di evolvere insieme a loro.
Riccardo Penna
è un executive business & sport coach con 45+ anni di esperienza in vendite e marketing nei settori della mobilità (auto, moto, bike). Ex responsabile della Formazione Commerciale Worldwide per Alfa Romeo in FCA, specializzato in Digital Transformation. Offre check-up strategici gratuiti per potenziare brand e retailer. Docente in master e atleta-manager, è il partner ideale per eccellere nel mercato della mobilità.
• Evento non competitivo aperto a gravel, MTB ed e-Bike
• Tre percorsi 45 - 65 - 85 km con 40% di sterrato
• Party post pedalata e fiera Florete Flores
• Pacco gara ai primi 250 iscritti
LA BUSSOLA PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE
L’e-mail marketing è un canale chiave per costruire relazioni e generare valore nel settore sportivo. Contenuti pertinenti migliorano performance, revenue e riconoscibilità dei brand. Piattaforme come Klaviyo consentono di trasformare i dati in azioni concrete lungo tutta la customer journey
Nel mondo dello sport, dove esperienza, affidabilità e rapporto con la natura guidano davvero le scelte d’acquisto, molte aziende continuano a considerare l’e-mail marketing un canale freddo o solo transazionale. Al contrario, è uno degli strumenti più efficaci per costruire una relazione solida con il pubblico e generare valore nel tempo, ben oltre il singolo acquisto.
LA PERTINENZA CREA VALORE
L’e-mail marketing continua a essere uno dei canali con il ritorno sull’investimento (ROI) più alto e, in molti e-commerce, arriva a generare tra il 25% e il 35% della revenue totale. Il motivo è semplice: le mail sono il luogo della pertinenza. L’utente le apre perché si aspetta di trovare qualcosa di rilevante. Quando il contenuto è coerente con i suoi interessi, con il momento che sta vivendo e con il rapporto che ha già costruito con il brand, i risultati crescono. E insieme ai risultati cresce anche l’autorevolezza del marchio, che resta più presente e riconoscibile proprio quando nasce un’esigenza d’acquisto.
DALLA RELAZIONE AL RISULTATO
Un programma di e-mail marketing ben costruito non punta solo alla vendita immediata, ma a creare valore nel tempo. Significa accompagnare il cliente lungo il percorso, con contenuti e messaggi rilevanti nei momenti che contano davvero. In questa prospettiva, gli obiettivi principali sono tre.
• Posizionamento: essere presenti con la soluzione giusta quando l’utente deve affrontare la sua prossima sfida tecnica.
• Coinvolgimento: stimolare la curiosità attraverso contenuti pertinenti che educano e ingaggiano.
• Fidelizzazione: trasformare l’acquirente occasionale in un cliente che torna, riducendo la dipendenza dalle promozioni più aggressive.
KLAVIYO: IL GPS PER PASSARE DAI DATI ALL’AZIONE
Per ottenere questi risultati serve una tecnologia capace di leggere i comportamenti degli utenti e trasformarli in azioni concrete. In questo senso, Klaviyo non è
solo uno strumento di invio, ma una piattaforma che permette di usare i dati per comunicare meglio e valorizzare gli investimenti fatti su adv, affiliazioni e social.
Integrando Klaviyo, è possibile presidiare l’intera customer journey. Se, per esempio, un utente visita la scheda di un pantalone tecnico senza acquistare, l’automazione può intervenire con un messaggio pertinente per chiarire dubbi, ridurre le frizioni e accompagnarlo nella scelta. Grazie ai Marketing Analytics, è possibile analizzare le coorti di utenti, costruire flussi più efficaci, ridurre i tempi di conversione e lavorare sulla fidelizzazione fin dal primo contatto, con un impatto positivo (a volte anche drastico) sul costo di acquisizione (CAC).
SOSTENIBILITÀ ECONOMICA E PREDICTIVE ANALYSIS:
IL VANTAGGIO COMPETITIVO
Il vero vantaggio competitivo sta nella capacità di leggere il terreno in anticipo e capire quando intervenire. È qui che l’integrazione tra Intelligenza Artificiale e Predictive Analysis diventa decisiva. Klaviyo permette di monitorare le metriche vitali e la salute del business:
• CLV (Customer Lifetime Value): il valore che un cliente può generare lungo il suo percorso con il brand.
• Tempo medio tra gli ordini: un dato utile per intercettare il momento più favorevole al riacquisto.
• Churn Risk (rischio di abbandono): un segnale che aiuta a individuare i clienti che si stanno allontanando e a riattivarli prima che escano dal percorso.
Quando aumenta il valore medio dell’ordine (AOV) e si allunga la relazione con il cliente, il business non diventa solo più grande ma acquista più stabilità, più tenuta, più sostenibilità economica. In un mercato competitivo come quello dello sport, investire solo in traffico freddo è come scalare una parete senza corda: un rischio enorme e inutile. L’e-mail Automation è ciò che mette in sicurezza la progressione e aiuta il brand non solo ad arrivare in cima, ma anche a costruire una presenza solida in vetta, e godersi il panorama.
Ride On è una digital agency che unisce strategia, marketing e tech per supportare i brand nei settori sport, lifestyle e fashion. Si distingue per un approccio collaborativo e data-driven, affiancando i marchi come partner strategico e integrando competenze in e-commerce, marketing automation e sviluppo di prodotti digitali. La mission dell’agenzia è contribuire alla crescita dei brand attraverso strategie di comunicazione pertinenti, relazioni solide con gli utenti, processi di conversione ottimizzati e soluzioni digitali su misura. Partner certificato di Shopify e Klaviyo, Ride On combina creatività, tecnologia e analisi dei dati per generare risultati concreti e misurabili, con l’obiettivo di attrarre traffico qualificato e favorire una crescita sostenibile nel tempo. SCOPRI