a cura di Museo Viola
LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
CAPITOLO 10 | 2016 - 2026 | Lacrime, illusioni e nuove speranze
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VIOLA 100: LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE! Per celebrare i 100 anni della squadra viola, un’opera unica, un viaggio incredibile attraverso 10 volumi che vi faranno rivivere i momenti più belli della storia della Fiorentina. STORIE, ANEDDOTI, SUCCESSI E DELUSIONI.
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CAPITOLO 1 |1926-1936| L’ORIGINE DI UN AMORE ETERNO
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CAPITOLO 10 2016-2026 | Lacrime, illusioni e nuove speranze
A cura di Museo VIOLA Editore e pubblicità SPORTManager group Testi a cura di: Massimo Cervelli Hanno collaborato: David Bini, Tommaso Borghini, Mauro moschini Grafica e impaginazione: Rossana De Nicola
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Lacrime, illusioni e nuove speranze La morte di Astori sconvolge Firenze, ma la squadra reagisce e onora il Capitano. L’era Della Valle è ormai logora Commisso porta entusiasmo, ma dura poco tra finali perse, salvezze e i lutti Barone e Rocco. Paratici riaccende la fiducia
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antaleo Corvino torna alla Fiorentina e conduce, in vista della stagione 2016-17, un calciomercato frenetico. Vengono ceduti alcuni tra i colpi più importanti messi a segno da Pradé: Mario Gomez, al Wolfsburg, Giuseppe Rossi, al Celta Vigo, Mati Fernandez, al Milan, Marcos Alonso al Chelsea. I movimenti in entrata portano nomi meno roboanti: il portiere Dragowski, il mediano Carlos Sanchez, i difensori Diks e Salcedo, il figlio d’arte Ianis Hagi, l’annunciato fenomeno Toledo, che tale non si rivelò, gli uruguayani Maxi Oliveira e Cristoforo. Dopo 11 anni lascia Firenze, svincolato, Pasqual. In panchina c’è ancora, molto deluso dalla società, Paulo Sousa. Alla 1a giornata il tecnico sorprende tutti facendo esordire Federico Chiesa in casa della Juventus, nella solita gara sfortunata (2-1). L’esordio casalingo con il Chievo, è l’occasione del festeggiamento dei 90 anni, organizzata dalla società in collaborazione con il Museo Fiorentina e tantissime glorie viola scese in campo. I viola sembrano più interessati all’Europa League, dove superano agevolmente il girone qualificandosi ai 16i, che al campionato, dove arrancano nonostante uno schieramento rodato con Gonzalo e Astori al centro della difesa. Alla 10a sono undicesimi con 13 punti, al termine del girone d’andata sono saliti all’ottavo posto. Nel mercato di gennaio arrivano Saponara e Sportiello, ma non cambiano la squadra. Kalinic si conferma, così come Vecino; Bernardeschi e Babacar sono le note positive. La grande delusione, dopo l’eliminazione ai quarti di finale contro il Napoli in Coppa Italia, è l’ Europa League. Dopo il successo in casa del Borussia Mönchengladbach, con una punizione di Bernardeschi, i
gigliati passano in vantaggio di due gol nel return match, poi subiscono un black out totale subendo quattro reti senza reagire. È il sigillo definitivo di una stagione anonima, già segnata dalla separazione in casa fra tecnico e società, con il presidente Cognigni che proclama ai quattro venti il regime di “autofinanziamento”. Il campionato finisce all’8° posto con 60 punti. Dopo quattro qualificazioni consecutive la Fiorentina resta fuori dall’Europa. Stefano Pioli guida la Fiorentina nel 2017-18, ma le cessioni lasciano pochi dubbi, assistiamo ad un ridimensionamento tecnico per incassare soldi dalle cessioni: Bernardeschi alla Juventus, suscitando vibranti reazioni verso il club e il giocatore; Kalinic al Milan; Vecino e Borja all’Inter; Ilicic all’Atalanta. Vanno via anche Tatarusanu, e, svincolato, il capitano Gonzalo Rodriguez. La fascia passa ad Astori. La squadra, smantellata, va ricostruita e qui il Corvo eccede in fantasia: il terzino Gaspar, portoghese come la promessa Gil Dias; Zekhnini, ala norvegese; Vitor Hugo, stopper brasiliano; il trequarti francese Eysseric, la speranza nostrana Lo Faso… Una collezione internazionale di meteore a cui si aggiunge qualche elemento solido: a centrocampo Veretout e Benassi, pagato molto caro; in difesa i prestiti di Pezzella e Biraghi e l’acquisto del giovane Milenkovic; l’unico investimento offensivo si chiama Giovanni Simeone. Il campionato comincia con due sconfitte; dopo otto partite i viola hanno collezionato solo 10 punti. Lentamente il rendimento sale e al giro di boa la Fiorentina è settima a pari punti con l’Atalanta, ma staccatissima dalle prime quattro posizioni.
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CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
Davide Astori
La Lazio elimina i viola nei quarti di finale della Coppa Italia. Pioli cambia tantissimo e mostra poche certezze, Chiesa e Veretout appaiono gli elementi migliori, mentre Benassi e Simeone non convincono pienamente. È una squadra modesta che alla 26a giornata è decima, quando la morte cala la sua scure. Il 4 marzo a Udine, nell’albergo dove la Fiorentina è in ritiro per giocare nel pomeriggio contro l’Udinese, Davide Astori viene trovato morto nella sua stanza. Volti attoniti, occhi umidi, facce incredule, commozione: la grande macchina del calcio si ferma, e fa emergere il proprio volto umano. Firenze, tutta, saluta il suo Capitano, educato, onesto, sportivo, elegante, buono, portando una sciarpa, un fiore, un saluto, un ricordo: con la costruzione del muro allo Stadio, l’omaggio al Centro Tecnico di Coverciano, la cerimonia in Piazza Santa Croce. La Fiorentina, i suoi proprietari, i dirigenti, i dipendenti, i tifosi, tutti insieme affrontano una situazione terribile. Reagisce anche la squadra, e questo è un grande merito di Pioli, che onora il suo capitano con cinque vittorie consecutive. Il 13’ diventa un appuntamento fisso per salutare Davide in ogni partita. Il campionato finisce nuovamente all’8° posto, con il grosso exploit contro il Napoli (3-0): una tripletta di Simeone allontana definitivamente i partenopei dallo scudetto – ma lo aveva già fatto il giorno prima l’arbitro Orsato con le sue decisioni in Inter-Juventus.
La stagione 2018-19 comincia con la terza maglia realizzata da Le Coq Sportif nelle quattro versioni dei colori del calcio storico. La Fiorentina è logora. Lo slancio della proprietà, regolarmente contestata dalla Curva Fiesole, appare esaurito e Corvino mira a produrre plusvalenze. I due acquisti più importanti sono il riscatto di Pezzella, che prende la fascia del capitano, e quello del portierino francese Lafont che, in campo, non appare il fenomeno pubblicizzato. Il resto del mercato oscilla tra buone idee che non si concretizzeranno in viola (Hancko, Gerson, Norgaard) e improvvisazioni (Mirallas, Edmilson, il tentativo di rilancio dell’ex talento croato Pjaca). Il colpo, in prospettiva, è l’acquisto, ancora dal Partizan Belgrado come Jovetic e Milenkovic, del centravanti Vlahovic. La squadra consegnata a Pioli è modesta, ma nessuno può sospettare che la Fiorentina sarà risucchiata, fino all’ultimo minuto del campionato, nella lotta per non retrocedere. Dopo un buon inizio, dalla 7a alla 15a i viola non riescono a vincere, conquistando solo sei punti. Al termine del girone d’andata la squadra è decima. Il mercato di gennaio porta la classe e i gol di Luis Muriel, in prestito dal Siviglia, lo scambio di numeri uno con l’Empoli, a cui va Dragowski in cambio di Terracciano, e l’oneroso acquisto, sempre dall’Empoli, del difensore danese Rasmussen, giocatore che, sostanzialmente, non vedremo mai. Le soddisfazioni sembrano poter venire dalla Coppa Italia, dopo il 7-1 inflitto alla Roma nei quarti di finale e il 3-3 con l’Atalanta nella gara, casalinga, di andata, ma a Bergamo veniamo eliminati. Pioli, in aperta rottura con Corvino e la società, rassegna le dimissioni dopo la sconfitta interna (0-1) contro il Frosinone, al culmine di una crisi di risultati e di gioco. I Della Valle affidano la panchina a Montella che non appare quello della prima esperienza fiorentina. I viola precipitano con cinque sconfitte consecutive, tutte di misura. L’ultima partita contro il Genoa a Firenze vale la salvezza. Sono 90’ di assoluta paura tra due squadre che puntano al pareggio.
CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE Finisce, ingloriosamente, con un 16° posto, la gestione Della Valle, la più lunga (17 anni) nella storia della Fiorentina. L’elemento detonante, per la scelta di vendere, è la contestazione organizzata dalla Curva l’11 maggio al negozio Tod’s di via Tornabuoni. Il 6 giugno 2019 avviene il passaggio di proprietà dalla famiglia Della Valle a Rocco Commisso, fondatore dell’azienda USA Mediacom il cui nome apparirà sulle maglie come sponsor principale. L’imprenditore italoamericano, proprietario dei Cosmos e che aveva già cercato di acquistare il Milan, si presenta allo stadio alle 17 del giorno stesso. Il primo messaggio lanciato, “i soldi non sono un problema”, genera entusiasmo tra i tifosi. La nuova società si presenta con un assetto familistico: Rocco al vertice, l’altro italoamericano Joe Barone è il factotum, Pradè torna come direttore sportivo e viene confermato Montella. La campagna acquisti è massiccia, ma dimostra troppa improvvisazione: Veretout viene ceduto alla Roma (19 milioni), Simeone al Cagliari, Muriel non viene riscattato. Arrivano, fra gli altri, Lirola, Terzic, Dalbert, Caceres, Pulgar, Badelj, Ghezzal, Boateng e il grande colpo, d’immagine, rappresentato da Frank Ribery, 36 anni, presentato in stile americano allo stadio. Le aperture di credito a Rocco sono totali, l’entusiasmo della piazza è enorme. Montella sceglie un 3-5-2 animato dalla
La Fiorentina 2019 - 2020
freschezza di Chiesa e dalla classe di Ribery, ma i risultati non arrivano. La prima vittoria è alla 5a contro la Sampdoria, seguita da altre due, in casa del Milan e con l’Udinese; al decimo turno i viola sono sesti. Il crollo avviene dalla 12a alla 15a con quattro sconfitte, seguite da un pareggio interno contro l’Inter e da una disastrosa sconfitta al “Franchi” contro la Roma (1-4). La Fiorentina ha solo tre punti di vantaggio sulla terzultima e cambia allenatore affidando a Beppe Iachini il compito della salvezza. Il calciomercato invernale è intenso e costosissimo: il mediano Duncan, il difensore Igor, gli attaccanti Cutrone e Kouamè, infortunato, il prestito di Agudelo e l’acquisto, per la stagione successiva, della rivelazione Amrabat, centrocampista del Verona. Il cambio in panchina funziona e la squadra, faticosamente, riesce a riprendere il proprio cammino, centrando, il 16 febbraio, una fondamentale vittoria (5-1) a Marassi contro la Sampdoria con doppiette di Vlahovic e Chiesa. Il 9 marzo 2020 l’Italia entra in lockdown per arginare la pandemia COVID 19, vietando ogni assembramento. I campionati di calcio vengono sospesi, la serie A riprenderà il 22 giugno, senza pubblico e con cinque sostituzioni, anziché tre. La Fiorentina riparte malissimo, facendo un solo punto in quattro giornate, ma con 12 punti in 6 partite mette a posto la classifica e, con la vittoria nelle ultime due gare, si piazza al 10° posto. È Rocco a volere la conferma di Beppe per la stagione 2020-21, che farà ancora i conti con le restrizioni conseguenti alla pandemia. Il mercato non offre colpi particolari: arrivano gli svincolati Bonaventura, Borja Valero, Callejon e viene comprato, dal River Plate, il difensore Martinez Quarta. La bomba è rappresentata dalla cessione, a campionato iniziato e dopo avergli fatto indossare la fascia di capitano nella gara interna (1-2) con la Sampdoria, di Chiesa alla Juventus. Ancora una cessione alla grande nemica! Dopo sette giornate i viola hanno 8 punti ed un’assenza totale di gioco: la Fiorentina sostituisce Iachini con Prandelli.
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CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
Lucas Torreira
La situazione non migliora, nonostante Cesare faccia la scelta giusta, puntando su Vlahovic il cui rendimento (21 gol) sarà fondamentale per la salvezza viola. La vittoria (03) in casa della Juventus rimette i gigliati in corsa. Il mercato invernale non aiuta, portando il prestito di Malcuit e lo strabiliante acquisto del russo Kokorin. Le difficoltà della Fiorentina non sono solo di classifica, ma anche, e sopratutto, di ambiente. Prandelli deve mollare ed a dieci partite dalla fine, con sette punti di vantaggio sulla terzultima, Beppe Iachini torna sulla panchina viola mantenendo il vantaggio e concludendo il campionato al 13° posto. Dopo due stagioni segnate dalla lotta per non retrocedere Commisso vuole cambiare orizzonte e affida a Gattuso la conduzione tecnica, regalando un grande acquisto, Nico Gonzalez dallo Stoccarda. Il rapporto con il tecnico calabrese finisce subito, burrascosamente e con una “clausola di riservatezza” che impedisce di parlare sulla rottura. La Fiorentina sceglie Vincenzo Italiano, protagonista di una grande salvezza con lo Spezia, e dopo un difficile tira e molla con il club ligure lo porta sulla propria panchina.
Vincenzo è il primo allenatore dell’era Commisso che dà un’identità di gioco alla Fiorentina. Lucas Torreira, arrivato in prestito dall’Arsenal, è il fattore di equilibrio in una squadra che davanti a Terracciano schiera Odriozola, Milenkovic, Quarta, Biraghi; un centrocampo in cui, oltre a Torreira, ruotano Castrovilli, Amrabat e Duncan con Bonaventura di appoggio alle punte Vlahovic e Nico. I viola giocano per imporre il proprio gioco e vincere: il primo pareggio arriverà alla 18a giornata. Alla 22a giornata la Fiorentina è sesta in classifica ad un punto dalla Juventus, quando cede ai bianconeri Vlahovic (17 reti in 21 presenze). Dal punto di vista economico l’affare non si discute, ma, da quello sportivo, la cessione del capocannoniere del campionato, a torneo in corso, è un unicum. La Fiorentina sostituisce l’attaccante serbo acquistando dal Basilea il centravanti Cabral e dal Lille Ikoné, oltre al prestito dell’attaccante polacco Piatek. I viola riescono a mantenere un alto rendimento casalingo e battendo la Juventus nell’ultima giornata conquistano il settimo posto, qualificandosi alla Conference League, la terza manifestazione continentale istituita dall’UEFA per promuovere le federazioni minori. Proprio contro i bianconeri finisce in semifinale, dopo aver eliminato Napoli e Atalanta, il cammino in Coppa Italia. Il ritorno in Europa impone l’allestimento di una rosa superiore per il 2022-23. La Fiorentina decide di non riscattare Torreira e compra il terzino Dodò dallo Shakhtar Donetsk, con il calcio ucraino che deve fare i conti con la guerra, il centrocampista Mandragora dalla Juventus e ottiene dal Real Madrid, a cui torna Odriozola, con una formula vantaggiosa, l’attaccante Luka Jovic che i blancos avevano strapagato e Barak dal Verona. La partenza dei viola è lenta, sia in serie A che in Conference, dopo il faticoso superamento del preliminare contro il Twente. All’11a giornata la squadra ha 10 punti, poi cambia marcia con tre successi consecutivi. Il campionato si ferma, per la Coppa del Mondo in Qatar il 13 novembre, con la Fiorentina al 10° posto, e riprende il 4 gennaio. Nel mercato invernale arrivano l’ala Brekalo e il portiere Sirigu che sostituisce Gollini. Il riscatto della Fiorentina avviene nel girone di ritorno dove ottiene 33 punti contro i 23 dell’an-
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CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE data e l’ottavo posto: la Fiorentina disputerà nuovamente la Conference, a causa dell’esclusione della Juventus dalle coppe europee. Sono proprio le Coppe a segnare la stagione e a dare le maggiori emozioni. In Coppa Italia, eliminate Sampdoria e Torino, la Fiorentina si sbarazza della Cremonese in semifinale e, sostenuta da ventimila tifosi, affronta l’Inter all’Olimpico, passando in vantaggio con Nico all’inizio della gara. Una doppietta di Lautaro Martinez, complici gli errori difensivi e offensivi dei gigliati regala la Coppa ai nerazzurri. L’occasione per rifarsi è, due settimane dopo, a Praga. La Fiorentina ha conquistato la finale di Conference eliminando il Braga nei play off, il Sivasspor negli ottavi, il Lech Poznan nei quarti e il Basilea in semifinale ribaltando in Svizzera la sconfitta casalinga. L’avversario è il West Ham. È una gara dura ed equilibrata che vede gli inglesi passare in vantaggio con un calcio di rigore e venire raggiunti da Bonaventura. I viola sbagliano la grande occasione e vengono puniti nel finale per un errore difensivo. Due finali perse, ma anche la sensazione di essere sulla buona strada. La conseguente voglia di rivincita accompagna la preparazione del 2023-24. I movimenti di mercato sono significativi. Cambia volto l’attacco, con le cessioni di Cabral e Jovic, sostituiti dall’argentino Beltran e dal centravanti Nzola, già allenato da Italiano allo Spezia. Grosso cambiamento anche a centrocampo, Amrabat va al Manchester United e arriva, in prestito dalla Juventus, il regista Arthur a cui vengono date le chiavi del gioco. Un altro acquisto importante è quello del terzino Parisi dall’Empoli. In Conference, superato l’ostacolo del Rapid Vienna nel preliminare grazie ad una doppietta di Nico che rovescia lo 0-1 subito in Austria, la Fiorentina vince il girone e si qualifica direttamente agli ottavi di finale. Inizia bene anche il campionato, eccetto un brutto rovescio (0-4) a San Siro contro l’Inter, culminato con la vittoria in casa del Napoli (3-1) che all’8a giornata porta i viola al terzo posto. La pausa per la Nazionale fa male alla Fiorentina che, alla ripresa, perde tre gare consecutive, ma reagisce e al giro di boa è quarta, nonostante lo scarso rendimento degli innesti offensivi.
Italiano, e anche i tifosi, si aspettano un aiuto dal mercato, ma arrivano solo il centravanti Belotti, dalla Roma, e il terzino Faraoni dal Verona, mentre il difensore colombiano Mina va al Cagliari. Il 2024 comincia con una serie di sconfitte e la sensazione che la squadra sia usurata: alla 25a è scivolata al settimo posto. I viola riprendono positivamente il percorso in Conference, ma, il 17 marzo, in un albergo di Cavenago di Brianza dove la Fiorentina prepara la gara con l’Atalanta, un grave malore colpisce il direttore generale Joe Barone che viene trasportato all’ospedale San Raffaello di Milano dove muore il 19 marzo. È un colpo durissimo per il club. Barone è il plenipotenziario e nel ruolo viene promosso il suo più stretto collaboratore: Alessandro Ferrari. La Fiorentina individua nella Conference il trofeo da conquistare: superati Maccabi e Vitoria Plzen l’avversario in semifinale è l’ostico Club Brugge (3-2, 1-1), mentre nell’altra semifinale l’Aston Villa viene eliminato dall’Olympiakos. Il campionato termina all’8° posto, una nuova occasione di partecipazione alla Conference, ma l’attenzione e l’esodo sono tutti per la finale del 29 maggio ad Atene. La sconfitta nei supplementari (1-0), subita da una squadra inferiore, è una ferita difficile da rimarginare: l’Olympiakos Pireo è la prima squadra greca ad aggiudicarsi una Coppa europea.
Giacomo Bonaventura
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CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
La Fiorentina 2024 - 2025
Con la terza finale persa, termina il ciclo di Vincenzo Italiano. Il nuovo allenatore è Raffaele Palladino. Il cambio di guida tecnica rappresenta una rivoluzione nel modo di giocare. Palladino gioca uomo contro uomo, creando spazi sulle fasce e favorendo le giocate verticali. Il possesso palla è sostituito dalla compattezza della squadra in tutte le fasi di gioco e dalla capacità di ribaltare l’azione e conquistare il campo. Vengono inseriti giocatori con le caratteristiche richieste, a partire da Kean, finito su un binario morto alla Juventus, da Gudmundsson, che tanto bene ha fatto nel Genoa, e da Colpani, che accompagna a Firenze il tecnico. Vengono acquistati anche Richardson e Moreno, mentre anche Nico Gonzalez finisce alla Juventus. Nel preliminare di Conference i viola affrontano l’Accademia Puskás, compagine ungherese senza esperienza internazionale. La qualificazione si rivela ben più difficile delle due precedenti, a causa di molte incertezze tecnicotattiche e di una rosa ancora da perfezionare. La Fiorentina passa ai calci di rigore dopo aver giocato quasi tutti i supplementari in nove contro undici. Nelle ultime ore del mercato vengono acquistati, dopo Adli dal Milan, tutti con la formula del prestito: Cataldi (30 anni) dalla Lazio, l’altro centrocampista Bove (22 anni) dalla Roma, l’esterno sinistro Gosens (30 anni) dall'Union Berlino.L’inizio è stentato con tre punti in quattro partite, poi la Fiorentina cambia marcia
Kean segna a ripetizione e l’assetto tattico funziona. Il 1° dicembre i gigliati, dopo sette vittorie consecutive, ospitano l’Inter. È il big match della 14a giornata, le due squadre, assieme ad Atalanta e Lazio, inseguono il Napoli ad un punto. La partita finisce al 16’ per un arresto cardiaco subito da Bove che, prontamente soccorso, recupera ma dovrà lasciare, almeno in Italia, l’attività. Nella gara successiva, contro il Cagliari, i viola eguagliano il record di 8 vittorie consecutive - in serie A, risaliva al 1959-60. La Fiorentina è scossa, ha perduto una pedina fondamentale per l’equilibrio della squadra e, dopo l’eliminazione in Coppa Italia rallenta decisamente la sua marcia. Alla fine del girone d’andata è sesta con 32 punti. La sessione invernale è massiccia, con l’arrivo di Fagioli, Ndour, Folorunsho, Zaniolo, del difensore Pablo Marì e le cessioni di Kayode, Quarta, Ikone, Sottil, Biraghi, Kouamé. La Fiorentina soffre le piccole squadre che fanno le barricate, mentre si toglie grandi soddisfazioni battendo per 3-0 Inter e Juventus, per 5-1 la Roma. I viola provano, per la terza volta, a vincere la Conference, ma, qualificati direttamente agli ottavi, dopo aver eliminato Panathinaikos e Celje si arrendono in semifinale al Betis Siviglia (1-2, 2-2). In campionato le ultime due vittorie portano al 6° posto che equivale alla quarta qualificazione per la Conference. Palladino viene confermato direttamente da Rocco, in uno dei suoi ultimi interventi pubblici, ma il giorno dopo si dimette. La Fiorentina lo sostituisce con Pioli, che torna dall’Arabia Saudita gasando la piazza: “Voglio provare a vincere subito un trofeo, che sia la Conference League o la Coppa Italia non è importante, e in due anni state sicuri che piazziamo la Fiorentina stabilmente in zona Champions League”. L’arrivo del tecnico genera entusiasmo e viene accompagnato da un mercato che vede i riscatti di Gosens, Gudmundsson, Fagioli, gli acquisti dichiarati funzionali (Dzeko alla soglia dei 40 anni, Lamptey reduce da ripetuti problemi fisici immediatamente riproposti, il centrale mancino Viti); Fazzini, giovane di prospettiva, Sohm e Piccoli pagati carissimo.
CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE Il ritiro al Viola Park è segnato dall’entusiasmo del tifo viola. In campionato i due pareggi iniziali vengono seguiti da due sconfitte; un altro pareggio seguito da altre due sconfitte; nuovamente un pareggio a cui fecero seguito due sconfitte, l’ultima, dolorosissima, con il Lecce a Firenze alla cui vigilia si era dimesso Pradè, da tempo contestato dalla Curva come responsabile dello sfascio tecnico. Dopo dieci partite di ostinato ottimismo la Fiorentina è ultima con 4 punti in classifica ed una media disarmante di 0,40. La società decide di non sostituire Pradè, promuovendo nel ruolo Goretti, e di esonerare Pioli. La panchina è affidata provvisoriamente a Galloppa, che dirige la Fiorentina a Mainz con la squadra rimontata e sconfitta all’ultimo minuto (2-1), subito prima dell’arrivo di Paolo Vanoli. L’esordio del nuovo tecnico a Marassi, (2-2) contro il Genoa seguito dal pareggio contro la Juventus a Firenze (1-1), mostra una reazione della squadra. Le successive prestazioni – sconfitta interna con l’AEK Atene (0-1), a Bergamo (2-0), a Reggio Emilia contro il Sassuolo (3-1) con crisi di nervi in campo, seguita dal successo (2-1) con la Dinamo Kiev e dal nuovo tonfo casalingo contro il Verona (1-2) – tolgono ogni spazio all’ottimismo. I calciatori, fuori e dentro il campo, sono disuniti, sconnessi, privi di personalità e incapaci di affrontare la situazione in cui sono precipitati. Vanoli si è concentrato nel dare, finalmente, una buona condizione atletica, mentre sulle innovazioni tattiche il tecnico è andato con i piedi di piombo. Ci sono voluti quasi due mesi per il passaggio dalla difesa a 3 a 4. La prima soluzione originale proposta è quella di Parisi ala destra per dare a Dodo un perno necessario a sostenere le sue incursioni. Gennaio, atteso per il mercato, è un mese in cui succede di tutto. La Fiorentina si affida a Fabio Paratici, che arriverà ai primi di febbraio dopo aver risolto il contratto con il Tottenham. È un elemento di grossa discontinuità nella Fiorentina dei Commisso, non solo per il lungo contratto (4 anni e mezzo): dopo aver proclamato per quasi sette anni la propria autosufficienza, si affida la
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costruzione dell’area tecnica ad un professionista. La notizia più brutta arriva il 17 gennaio, quando la Fiorentina comunica la morte di Rocco Commisso. Nelle due cerimonie di saluto, alla St. Patrick’s Cathedral di New York e al Duomo di Firenze rivediamo Giuseppe Commisso il figlio di Rocco, ormai quarantacinquenne e, dal 27 gennaio, nuovo presidente del club. La squadra deve conquistare la salvezza. Dal mercato arrivano Brescianini, Fabbian, Rugani e dall’Inghilterra gli esterni Harrison e Solomon. Il distacco è tremendo e bisogna aspettare la 26a per affiancare, dopo il doppio successo a Como e col Pisa, Cremonese e Lecce al terzultimo posto. La Fiorentina ha imparato a soffrire e a vincere: a Cremona e in due brutte partite, a Verona e in casa con la Lazio. La Conference vede eliminare lo Jagellonia nei play off, l’altra squadra polacca del Raków Częstochowa negli ottavi e l’eliminazione subita, con qualche rammarico per la remissività nella gara d’andata, nei quarti dal Crystal Palace. La salvezza, con il 15° posto a 42 punti, porta la firma di Vanoli e gliene va dato tutto il merito. C’è da girare pagina. 100 anni sono passati e vengono festeggiati allo stadio il 29 agosto, la Fiorentina deve tornare al posto che le compete, in Italia e in Europa. è dal 2001, quando ancora non c’era l’euro, che non vince un trofeo.
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Viola Park, l’eredità lasciata da Rocco Commisso
11 ottobre 2023 venne inaugurato il Viola Park, un complesso di 26 ettari nel comune di Bagno a Ripoli, a ridosso di Firenze, che col-
centro sportivo a lungo annunciato e mai realizzato. Il nuovo centro è stato concepito per ospitare l'intera attività del club, maschile e femminile, dalla prima squadra al settore giovanile. Dispone di dodici campi da calcio, due stadi con tribune, oltre dieci padiglioni, una piscina, un lago, sale riunioni, ristoranti, bar,
40.000 m2 . Il Centro è stato fortemente voluto da Commisso, a cui è stato intitolato già prima della sua morte, e dal suo braccio operativo Joe Barone che lo ha seguito fin dai primi contatti con l’allora sindaco del Comune, Francesco Casini. Nella realizzazione del Viola Park Rocco vedeva la concreta affermazione della propria filosofia del «fare», contrapposta a quella del «parlare, parlare e non fare mai nulla», con cui era solito criticare “i fiorentini”. Tra le sue frasi più ricorrenti vi era: «Io sono andato in America a lavorare, voi eravate qui a fare le vacanze e ora volete insegnare a me come spendere i miei soldi».
Uno scorcio del Viola Park
Una polemica in larga misura sterile, alimentata da un corto circuito culturale tra mentalità e sensibilità differenti, che finì per degenerare in accuse reciproche e nella discussa esclusione dal Viola Park di una lunga lista di persone considerate «non gradite». Alla base di quel conflitto, tuttavia, vi è un paradosso che accompagna da sempre il calcio: pur essendo una proprietà privata, una società calcistica non potrà mai impedire ai propri tifosi di sentirla come qualcosa che appartiene anche a loro, un bene comune dal forte valore identitario. È questa la ragione per cui il proprietario è chiamato non solo ad amministrarla, ma anche a interpretarne la funzione sociale e simbolica, perseguendo risultati sportivi all’altezza delle aspettative della sua comunità di riferimento.
Tutte le camere e il bar sono forniti di Sky tv per seguire tutte le partite
2016-17 Serie A 8° 2017-18 Serie A 8° 2018-19 Serie A 16° 2019-20 Serie A 10° 2020-21 Serie A 13° 2021-22 Serie A 7° 2022-23 Serie A 8° 2023-24 Serie A 8° 2024-25 Serie A 6° 2025-26 Serie A 15°
I dieci migliori Marcatori di sempre Hamrin Kurt 208 Batistuta Gabriel Omar 207 Montuori Miguel Angel 84 Antognoni Giancarlo 72 Mutu Adrian 69 Galassi Alberto 63 Gilardino Alberto 63 Petris Gianfranco 63 Virgili Giuseppe 63 Riganò Christian 62
Viola Azzurri (dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2026) Chiesa Biraghi Kean Bernardeschi Bonaventura Castrovilli Astori Comuzzo Ndour Fortini Piccoli Ranieri
Dal 24 settembre 2009 al 6 giugno 2019 Mario COGNIGNI Dal 6 giugno 2019 al 16 gennaio 2026 Rocco COMMISSO Dal 27 gennaio 2026 Giuseppe COMMISSO
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19 presenze 1 rete 14 presenze 1 rete 11 presenze 9 reti 4 presenze 1 rete 4 presenze 1 rete 4 presenze 3 presenze 2 presenze 2 presenze 1 presenza 1 presenza 1 presenza
I Presidenti
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latori e una viabilità interna che si sviluppa su oltre
La sintesi 10 del decennio I piazzamenti
mava una storica lacuna della Fiorentina: quella di un
un centro medico, uffici, un centro benessere, ambu-
CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
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CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
La sintesi 10 del decennio
La classifica delle presenze
Gli allenatori 2016 - 17 Serie A Paulo SOUSA 2017 - 18 Serie A Stefano PIOLI 2018 - 19 Serie A Stefano PIOLI dal 10 aprile Vincenzo MONTELLA 2019 - 20 Serie A Vincenzo MONTELLA dal 23 dicembre Giuseppe IACHINI 2020 - 21 Serie A Giuseppe IACHINI dal 9 novembre Cesare PRANDELLI dal 24 marzo Giuseppe IACHINI 2021 - 24 Serie A Vincenzo ITALIANO 2024 - 25 Serie A Raffaele PALLADINO 2025 - 26 Serie A Stefano PIOLI dal 4 novembre Daniele Galloppa dal 7 novembre Paolo VANOLI
Palmares 2018 - 19
La Fiorentina vince la Coppa Italia Primavera
2019 - 20
La Fiorentina vince la Coppa Italia Primavera
2020 - 21
La Fiorentina vince la Coppa Italia Primavera
2021
La Fiorentina vince la SuperCoppa Primavera
2021 - 22
La Fiorentina vince la Coppa Italia Primavera
2022
La Fiorentina vince la SuperCoppa Primavera
2023 - 24
La Fiorentina vince la Coppa Italia Primavera
2026 La Fiorentina vince il Torneo di Viareggio 2025 - 26
CAPITOLO 10 – VIOLA 100, LA STORIA DELLA SQUADRA DI FIRENZE
La Fiorentina vince il Campionato Italia Primavera
1. Antognoni Giancarlo 2. Brizi Giuseppe 3. Merlo Claudio 4. Hamrin Kurt 5. Chiappella Giuseppe 6. Pasqual Manuel 7. De Sisti Giancarlo 8. Cervato Sergio 9. Toldo Francesco 10. Batistuta Gabriel 11. Galli Giovanni 12. Superchi Franco 13. Galdiolo Giancarlo
14. Contratto Renzo 288 15. Rui Costa Manuel 277 16. Robotti Enzo 273 17. Pin Celeste 268 18. Biraghi Cristiano 266 19. Milenković Nikola 264 20. Castelletti Sergio 262 21. Montolivo Riccardo 259 22. Segato Armando 257 23. Sarti Giuliano 256 24. Magli Augusto 255 25. Rosetta Francesco 254 26. Ferrante Ugo 250 27. Orzan Alberto 246 28. Magnini Ardico 240 29. Albertosi Enrico 240 30. Borja Valero Iglesiasi 233 30. Costagliola Leonardo 233
429 389 367 362 357 356 354 340 337 333 323 318 315
Main Sponsor
Sponsor tecnici
1981 - 1983 J.D. Farrow’s 1983 - 1986 Opel 1986 - 1989 Crodino 1989 - 1991 La Nazione 1991 - 1992 Giocheria 1992 - 1994 7Up 1994 - 1997 Sammontana 1997 - 1998 GIG-Nintendo 1998 - 1999 Nintendo 1999 - 2002 Toyota 2002 - 2003 La Fondiaria 2003 - 2004 Fondiaria-Sai 2004 - 2010 Toyota 2010 - 2014 Mazda – Save the Children 2014 - 2016 Save the Children 2016 - 2018 Folletto 2018 - 2019 Save the Children 2019 - (ad ora) Mediacom
1978 - 1981 Adidas 1981 - 1983 J.D. Farrow’s 1983 - 1986 Ennerre (NR) 1986 - 1988 Ennedue (N2) 1988 - 1991 ABM 1991 - 1993 Lotto 1993 - 1995 Uhlsport 1995 - 1997 Reebok 1997 - 2000 Fila 2000 - 2001 Diadora 2001 - 2002 Mizuno 2002 - 2003 Puma 2003 - 2005 Adidas 2005 - 2012 Lotto 2012 - 2015 Joma 2015 - 2020 Le Coq Sportif 2020 - 2026 Kappa 2026 Joma
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Dr Di Carlo Paolo
Rita
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Dr Farina Andrea
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I Magnifici 11 del decennio m odulo :
A llenatore
4-1-4-1
italiano
KEAN
9 BONAVENTURA
MANDRAGORA
10
8
NICO GONZALEZ
CHIESA
7
11 TORREIRA
4
GOSENS
3
ASTORI
DODò MILENKOVIC
6
2
5
DE GEA
1
Cannoniere VLAHOVIC
49 reti con un quoziente realizzativo di 0,45 a partita
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