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Giocare... sul serio

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• Titolo: Giocare... sul serio • Sommario: su modello delle britanniche Army Cadet Force e Combined Cadet Force, è nata in Italia nel 2005 un’organizzazione che si occupa dell’addestramento militare, su adesione volontaria, dei giovani in età scolare • Tratto da: Soft Air Dynamics n. 76 (febbraio 2016)


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I Cadetti d’Italia

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Su modello delle britanniche Army Cadet Force e Combined Cadet Force, è nata in Italia nel 2005 un’organizzazione che si occupa dell’addestramento militare, su adesione volontaria, dei giovani in età scolare

Cadetti italiani e britannici in manovra durante il Summer Camp 2015. In Italia, la parola “cadetti” identifica di norma gli allievi ufficiali delle accademie militari. Nel mondo anglosassone, invece, con questa espressione ci si riferisce anche (se non soprattutto) ai giovani volontari che aderiscono alle organizzazioni paragovernative preposte all’addestramento militare dei giovani in età scolare. Su modello di queste realtà – che in Paesi come il Regno Unito vantano gloriose tradizioni – nel 2005 è nato a Brescia, da un idea del professor Roberto Viani, maggiore della riserva selezionata dell’esercito, il progetto educativo Cadetti d’Italia. Inizialmente, tale progetto si sostanziava semplicemente in una competizione studentesca multisport – il “Training Day” – avente lo scopo di far condividere ai giovani certi valori attraverso il gioco. Tale manifestazione era caratterizzata da un mix di prove attinte da diversi ambiti professionali: soccorso, forze armate, corpi dello Stato, protezione civile. Parte fondamentale di questa esperienza era il corso di formazione, della durata di quaranta ore distribuite su più incontri (cinque-sei), programmati il sabato pomeriggio e condotti da personale istruttore volontario: militari della riserva, operatori della Croce Rossa Italiana e delle

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associazioni d’arma, docenti ed esperti nelle varie discipline. Le prove erano organizzate come simulazioni, che gli studenti dovevano affrontare operando in team, e riguardavano le seguenti aree di competenza: • Tecniche operative (militare) • Gestione emergenze (protezione civile) • Primo soccorso (sanitario) • Diritto, cittadinanza, legalità • Storico-culturale • Scientifico-tecnologico • Ginnico-sportivo • Tiro a segno • Tiro con l’arco Nel 2008, il “Training Day” venne promosso sperimentalmente in Lombardia col patrocinio del comando militare e dell’ufficio scolastico regionale, trovando attuazione in diverse province nelle edizioni 2009 e 2010. Le differenti condizioni locali influirono poi sulla sua continuità e diffusione. Oggi il progetto ha raggiunto la sua compiutezza nella città di Brescia, con un modello che si è di anno in anno evoluto nella sostanza, generando un rilevante gradimento da parte

dei giovani, con la conseguente richiesta di continuità. Da semplice appuntamento episodico, si è trasformato in attività aggregativa permanente, per costituirsi nel 2009 in Associazione Nazionale Cadetti d’Italia (Anci). Molto del progetto attinge dall’esperienza britannica del cadettato giovanile. Nel Regno Unito e in tutti i Paesi ex Commonwealth, esistono due organizzazioni ufficiali non militari: l’Army Cadet Force (Acf) e la Combined Cadet Force (Ccf). Si tratta di associazioni educative a tutti gli effetti che godono del supporto del ministero dell’Istruzione e di quello della Difesa. In tutta la Gran Bretagna, presso le scuole delle maggiori città, sono attivi oltre mille centri Acf/Ccf, ai quali aderiscono più di 80 mila giovani nella fascia d’età che va dai dodici ai diciott’anni. Ed è anche per tali affinità che il progetto Cadetti d’Italia è andato facendosi sempre più internazionale, arricchito da nuove proposte aggregative per i giovani – gioco, ambiente, cittadinanza – che hanno la peculiarità di essere svolte in lingua inglese. Alla luce di quanto sopra, l’International Cadet Exchange (Ice) è divenuto il nuovo format educativo che l’associazione Cadetti d’Italia intende promuovere tra i giovani. Si tratta di una


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Cerimonia congiunta di cadetti italiani e britannici presso il cimitero militare di Brookwood, in Inghilterra.

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Nelle due foto sopra, cadetti e istruttori italiani e britannici all’“Annual Camp 2015”.

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Un team misto italiano-britannico esegue una simulazione di recupero ferito.

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Cadetti italiani della compagnia “Ut Brixia Leones” di Brescia.

Cadetti e istruttori italiani e britannici all’“Annual Camp 2015”.

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L’espressione intensa di una cadetta italiana impegnata in un’esercitazione.

proposta aggregativa rivolta agli adolescenti dai dodici ai diciannove anni, basata su percorsi motivazionali, aggregazione, gioco sport, e avventura da vivere all’aria aperta (Wilderness School), ma soprattutto condivisione di valori, appartenenza e crescita responsabile (Cadettato Civile Volontario). Il progetto ha per obiettivo la formazione dei giovani in cittadini sicuri e responsabili, in grado di svolgere il loro ruolo nella società moderna. I momenti formativi che vengono proposti annualmente sono diversificati e suddivisi per disciplina o ambito operativo. Componente fondamentale dell’associazione è Il personale istruttore, costituito da adulti (dai diciannove anni in su) che, volontariamente, prestano la propria opera educativa. Per coprire il ruolo d’istruttore, oltre alla maggiore età, occorre seguire un iter formativo della durata di due anni, che si conclude con il corso di specializzazione nel Regno Unito. Di seguito, la sintesi di un programma annuale tipo dei Cadetti d’Italia: • due ore pomeridiane/serali di formazione a settimana; • due domeniche al mese di training ed eserctazioni pratiche • cinque fine settimana all’anno di attività operativa con verifica delle capacità e competenze; • campo estivo internazionale di dieci giorni a luglio (in Italia); • Annual Camp Acf di sette giorni nel Regno Unito in agosto; • pubblico servizio presso enti e istituzioni pubbliche (protezione civile, volontari del soccorso eccetera); • scambi culturali (Ice); • viaggi d’istruzione e visite a luoghi d’interesse storico-militare. Naturalmente, il tiro a segno è inserito nella formazione dei cadetti, con procedure di maneggio rigorose, analoghe a quelle adottate nel Regno Unito. Le sessioni di tiro si svolgono nei poligoni del Tiro a Segno Nazionale utilizzando armi ad aria o compressa o da fuoco di vario calibro (.22, .223, 7,62 mm), il tutto nel rispetto delle norme vigenti. Vengono utilizzate anche Asg elettriche per propedeutica e il tiro dinamico contro bersaglio, mentre per il combat si adotta il sistema lasertag. L’Anci collabora con l’Acf e a tutt’oggi conta collegamenti operativi con diversi comandi (SE London, Kent, Buckinghamshire). La sinergia è consolidata e ogni anno si effettuano reciproci scambi di cadetti. Personale britannico partecipa al campo estivo italiano di luglio, mentre i ragazzi italiani si recano in Inghilterra al campo annuale di agosto. Il cadettato è presente in molti paesi del mondo, quali Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India, Jamaica, ma anche Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca. Si tratta di organizzazioni strutturate in modo simile e gestite da volontari della riserva, con programmi e attività annuali, quali competizioni sportive, stage, training (raid, challenge), nonché adventure training nel periodo estivo. Informazioni: • www.italiancadet.com • www.bootacademy.com

Cadetti e istruttori italiani e britannici all’Annual Camp 2015.

Corso di nuoto tattico e soccorso in acqua organizzato dai Cadetti d’Italia.

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