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Gear-box Retro Arms

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• Titolo: Gear-box Retro Arms • Sommario: chiunque desideri realizzare configurazioni meccaniche ad alte prestazioni oggi ha la possibilità di utilizzare gusci CNC dalla resistenza elevatissima • Tratto da: Soft Air Dynamics n. 70 (maggio 2015)


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Retro Arms

MA CHE SCATOLE ! Chiunque desideri realizzare configurazioni meccaniche ad alte prestazioni oggi ha la possibilità di utilizzare gear-box Cnc dalla resistenza elevatissima di Riccardo “Fetta” Virgili

La Retro Arms dichiara di aver sottoposto il gear-box a stress test prolungati con molle fino alla 160 senza che si avesse alcun segnale di fatica, ma molto più significativi sono i video caricati sul canale youtube della casa, dove il prodotto viene “torturato” nei modi peggiori, dalle martellate (rompendo il martello!) alla trazione di un furgone usando il gear-box come gancio. Un’altra interessante peculiarità di questi gusci è il sistema di cambio rapido della molla, denominato Quick Spring Change (Q sc ). Ovviamente, la sostituzione della main spring non è così veloce come si potrebbe sperare, dato che nei sistemi tipo M4 e similari occorre comunque estrarre la meccanica dal frame per poter accedere al guidamolla amovibile, e questo per il fatto che la parte posteriore del lower receiver – quella a cui è fissato il buffer tube, per intenderci – copre completamente la culatta del gear-box. Un piccolo difetto del sistema Qsc è dato dall’assenza di un controdado esterno (manca lo spazio materiale tra il gear-box e il lower receiver) in grado di bloccare in posizione perfettamente coassiale il guidamolla, che rimane quindi libero di oscillare finché non viene bloccato dalla vite del buffer tube. Occorre quindi tener conto di questo dettaglio durante il lavoro di messa a punto della replica e avvitare ogni volta anche il tubo (o almeno la sua vite) prima di mettere in funzione la meccanica. I gear-box della Retro Arms presentano una pregevole anodizzazione nera delle superfici con iscrizioni incise al laser, tra cui il numero di serie individuale. A sinistra, nella foto, la versione di terza generazione; a destra, quella di seconda, oggetto della nostra prova.

In Italia, dove la potenza delle Asg è limitata a 1 joule, la rottura del gear-box non è un evento così frequente come in altri paesi, dove si gioca abitualmente con potenze molto superiori, tuttavia può capitare, specialmente a fronte di configurazioni dal Rof particolarmente elevato o in presenza di un gruppo aria che “non fa presa”, cioè avanza senza incontrare alcuna resistenza dell’aria, andando così a sbattere più vigorosamente del normale contro la testa cilindro sollecitando il gear-box in maniera anomala. Per chiunque desideri realizzare configurazioni ad altissime prestazioni, occorre valutare attentamente il gear-box di partenza, sia che si tratti di meccaniche assemblate per sparare sotto il joule, ma con Rof sopra i 30 colpi/secondo, sia che si voglia elaborare la replica affinché superi il joule per partecipare a eventi all’estero, dove si arriva tranquillamente ad usare, a seconda del regolamento, molle da 130/140 o anche superiori. In questi casi, ma anche semplicemente per chi desideri allestire la propria replica con i migliori componenti reperibili sul mercato, l’attenzione non può non cadere sui gear-box realizzati con lavorazione Cnc (computer numerical control), cioè ottenuti mediante fresatura dal pieno con macchinari a controllo numerico, una soluzione meccanica in grado di garantire il massimo

livello possibile di robustezza e precisione delle quote di lavorazione. Abbiamo provato il gear-box della Retro Arms, azienda ceca specializzata in lavorazioni Cnc per il soft air, ottenendo risultati di altissimo livello. La gamma dei prodotti va dai semigusci ai componenti interni, quali pistoni, teste pistone, grilletti, viti, hop-up eccetera, con un catalogo in continua espansione. I gear-box Retro Arms sono ottenuti scavando dal pieno un blocco di lega d’alluminio aeronautico Ergal 7075 T651 del peso di 1550 g, arrivando a ottenere un manufatto finito d’appena 143 g! Come termine di paragone, si consideri il gear-box della G&P, prodotto apprezzato per la buona robustezza tra quelli di fabbricazione seriale, ma che pesa addirittura 372 g, quindi oltre il doppio! La superficie dei gear-box Retro Arms è anodizzata in colorazione nera e presenta incisioni al laser, tra cui il numero di serie individuale, con la possibilità, su richiesta, di farvi realizzare anche iscrizioni personalizzate. Il prodotto, realizzato nelle principali configurazioni di sistema (seconda e terza generazione, P90, M249 e SR25), è disponibile in due versioni: con boccole da 8 mm e da 9 mm. Vista la più facile reperibilità sul mercato di cuscinetti d’alta qualità da 8 mm, abbiamo preferito, per utilità del lettore, testare un gear-box di seconda generazione con i fori per le boccole di questa misura.

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www.softairdynamics.it Info Retro Arms: www.retroarms.com

Il prodotto si presenta in un’elegante scatola nera con imbottitura in schiuma sagomata. La dotazione comprende le viti, il guidamolla estraibile e un adesivo con il logo Retro Arms.

Le viti d’acciaio con testa a brugola fornite col gear-box sono di qualità decisamente superiore a quelle che corredano i prodotti di fabbricazione seriale e difficilmente si spaneranno, anche a seguito di ripetuti montaggi/smontaggi.

Le lavorazioni Cnc sono ben visibili sulle superfici del gear-box. Notare l’accuratezza delle iscrizioni incise al laser.

Il guidamolla, in alluminio lavorato Cnc, è provvisto di cuscinetto antitorsione e può essere estratto facilmente dal gear-box (previa rimozione di quest’ultimo dalla replica) con l’ausilio di una chiave a brugola.

Notare l’apertura posteriore per il cambio rapido della molla e la testa cilindrica della vite di chiusura in acciaio.

L’interno dei due semigusci presenta lavorazioni estremamente precise e perni d’acciaio inseriti lungo i perimetri per garantire un accoppiamento perfetto.

Anche i perni delle molle del grilletto e dell’asta spingipallino sono realizzati in acciaio e presentano degli appositi solchi per l’aggancio delle molle stesse. Particolare attenzione è stata riservata anche ai fori d’innesto del grilletto e dell’antireversal, la cui precisione eviterà la fuoriuscita dei relativi componenti durante la chiusura del gear-box.

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Gear-box Retro Arms

Il confronto con un gear-box G&P ottenuto per fusione (in altro, nella foto) è abbastanza impietoso. Impressionante la differenza di peso tra i due prodotti: il Retro ARMS pesa meno della metà del G&P!

A destra, rispetto ad un gear-box di tipo standard, il Retro Arms (a sinistra, nella foto) presenta delle finestre più ampie per l’ispezione degli ingranaggi e per facilitare le operazioni di spessoramento.

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Anche nella parte frontale troviamo un maggior numero di aperture, la cui utilità per il tecnico è indiscussa. Gli spigoli dei gusci sono estremamente netti. Estremamente pratiche le numerose finestre nelle pareti del gear-box per ispezionarne l’interno, in particolare per verificare il corretto spessoramento della terna di ingranaggi e addirittura l’angolo d’ingaggio del primo dente del pistone. La casa costruttrice avverte di non utilizzare il prodotto nei receiver Classic Army per via di un’incompatibilità di quote, ma noi, ad essere sinceri, abbiamo riscontrato una leggerissima discordanza anche coi gusci dell’HK416 Vfc, il cui perno centrale – quello piccolo che s’inserisce poco sopra il grilletto – risulta disallineato di pochi decimi di millimetro rispetto al foro passante presente nei semigusci Retro Arms, necessitando di un piccolo intervento col dremel per poterlo inserire e, di conseguenza, tenere in asse il gear-box. In conclusione, ci troviamo di fronte alla Ferrari dei gear-box: un prodotto praticamente indistruttibile, destinato ad accogliere il meglio della componentistica per realizzare meccaniche d’altissimo livello. Gli appassionati di modding in stile “Pimp my gun” non potranno fare a meno di utilizzare anche gli altri prodotti

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Una delle finestre d’ispezione più importanti è sicuramente quella per la regolazione dell’angolo d’ingaggio del primo dente dell’ingranaggio settoriale con la cremagliera del pistone, che permette anche di verificare la corretta interazione delle rispettive dentature.

della linea Retro Arms, come i grilletti Cnc con anodizzazioni colorate e i selettori della sicura in tinta… mentre noi della redazione siamo assolutamente impazienti di testare il nuovo split gear-box con hop-up incorporato: un gear-box con gruppo aria separabile, simile ai sistemi Ics o Vfc serie Xcr, ma dotato di una maggiore solidità e precisione delle quote.

Vengono fornite insieme al gear-box anche le due viti interne per il fisaggio del cut-off e del gruppo elettrico (qui utilizzate durante l’installazione di un Mosfet Ascu).

Lo spessore dei gusci nella parte frontale del gear-box può risultare pochi decimi di millimetro maggiore rispetto a quello di altri prodotti, questo per assicurare un’ottimale tenuta dell’aria tra spingipallino e hop-up, perciò può essere opportuno installare uno spingipallino leggermente più lungo dello standard, come ad esempio quello in Pom appositamente prodotto dalla Retro Arms, che ha una lunghezza di 21,4 mm (gli spingipallino standard variano dai 21,1 mm ai 21,2 mm). Nella foto sopra, da sinistra a destra, lo spingipallino Retro Arms da 21,4 mm, l’Fps Airsoft da 21,2 mm, il Magic Box e il G&P da 21,1 mm.


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