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Filippo Maggia is Director, Head of Projects of Fondazione Fotografia Modena and Photography Curator cently curated, among others, retrospective exhibitions dedicated to Edward Weston, Ansel Adams, Paul Caponigro and Minor White, as well as the group show Flags of America.

T

WALTER CHAPPELL

at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin. He re-

his book is dedicated to an American photographer who based his existence on spiritual research in both art and life. Chappell’s adventurous life-story is for the first time brought together with two essays and over 250 photographs, including a mock-up of the unpublished work World of Flesh. The volume tells the story of his relentless investigation into the creative potential of photography; his constant shifting from one coast to the other of the USA before finally retiring to the remote pueblo of El Rito in the north of New Mexico; his intense relationships with key characters in the world of photography, such as Minor White, Edward Weston, and Beaumont Newhall; and his strong bonds of affection with his three wives and, equally importantly, his three partners, with whom he had six children. Above all, this retrospective foregrounds his dogged investigation into the creative experience itself, with a view to achieving an essential equilibrium between form and content. In Chappell’s images, this essence immediately comes to the fore, as beautiful, strong and transparent as it is crude and explicit.

Photography Skira Photography

$ 60.00 Can $ 60.00 £ 39.95

WALTER CHAPPELL

Eternal Impermanence


Walter Chappell


Walter Chappell Eternal Impermanence

a cura di Filippo Maggia


In copertina Nancy in Pool Wingdale, New York, 1962 stampa ai sali d’argento 23,5 x 18,5 cm

Catalogo A cura di Filippo Maggia

Art director Marcello Francone

Testi di Peter C. Bunnell Filippo Maggia

Progetto grafico Luigi Fiore

Coordinamento editoriale Francesca Lazzarini

Coordinamento redazionale Eva Vanzella Impaginazione Sabina Brucoli Traduzione Cristina Colotto per Scriptum, Roma Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore © 2013 Walter Chappell Estate Reproduction courtesy the Minor White Archive, Princeton University Art Museum. © Trustees of Princeton University © 2013 Fondazione Fotografia Modena © 2013 gli autori per i loro testi © 2013 Skira editore, Milano Tutti i diritti riservati Finito di stampare nel mese di settembre 2013 a cura di Skira, Ginevra-Milano Printed in Italy

Un ringraziamento particolare alla famiglia Chappell


Questo volume è stato pubblicato sotto gli auspici di

in occasione della mostra “Walter Chappell. Eternal Impermanence” Modena, ex ospedale Sant’Agostino 13 settembre 2013 – 2 febbraio 2014


La realizzazione di questo volume e della mostra

un’importante istituzione quale ai tempi era la George

“Walter Chappell, Eternal Impermanence” ha

Eastman House, collaboratore di Beaumont Newhall e

comportato una lunga gestazione, di quasi tre lustri.

curatore del Dipartimento Stampe ed Esposizioni,

Tanto tempo è infatti dovuto passare da quando,

scelse invece, nell’arte come nella vita, la ricerca: la

nell’aprile del 2000, Peter C. Bunnell, McAlpin Professor

ricerca di un’esperienza che, di giorno in giorno,

di Storia della Fotografia e Arte Moderna nonché

l’avrebbe avvicinato sempre più a quella essenzialità di

curatore per la Fotografia presso la Princeton University,

equilibri tra forma e contenuto che nelle sue fotografie

mi introdusse all’opera di Walter Chappell, poi

immediatamente si manifesta, tanto bella, forte,

scomparso da lì a pochi mesi. Impegnato allora nella

trasparente, quanto cruda ed esplicita. In questo

preparazione di una esposizione dedicata a Minor

cammino la famiglia è sempre stata con lui, non solo

White, il mio interesse per il lavoro di Chappell fu

condividendone stile di vita e necessità creative, ma

immediato. Un paio di anni dopo contattai nuovamente

anche partecipando alla creazione, ogni giorno, di

Bunnell per verificare la possibilità di rendere concreto

nuove visioni di un mondo che nell’uomo si riflette,

il progetto su Chappell. La risposta fu assai

ma che non sempre è percepibile.

demoralizzante: dopo una vita di continui trasferimenti

Dalla sua complicatissima e avventurosa biografia

da una costa all’altra degli Stati Uniti, una dozzina di

emerge nettamente quanto i rapporti umani sviluppati

traslochi in varie case – tre delle quali da lui progettate

da Chappell con i tanti artisti con cui ha collaborato e

e costruite – senza contare le innumerevoli residenze

vissuto (Minor White su tutti), gli amici e i familiari, al

temporanee, ritiratosi infine nel remoto pueblo di El Rito

pari della sua ostinata indagine creativa, decisamente

nel nord del New Mexico da dove raramente scendeva

e consapevolmente prevalgano rispetto a esigenze più

a Santa Fe, non esistevano i tradizionali riferimenti come

pragmatiche quali il commercio e la vendita delle

gallerie o dealers cui potersi rivolgere. La famiglia, tre

fotografie, la pubblicazione di libri o cataloghi.

mogli, altrettante importanti compagne e sei figli più una

Ricostruire la sua storia è stato dunque compito arduo,

acquisita, era sparsa anch’essa dall’Atlantico al Pacifico,

ma è soltanto il primo passo nel suo mondo,

le opere in gran parte depositate presso di loro ma

un’introduzione alla quale, siamo certi, seguiranno

non inventariate.

presto indagini nuove e più approfondite. Senza mai

Nel 2011, grazie al paziente lavoro di Aryan e Robin

scordare che l’apparente disordine della sua vita

Chappell, ha preso vita il Walter Chappell Archive.

coincide, in realtà, con la serenità e la generosità con

A loro va oggi il mio sentito ringraziamento per la

cui ha saputo cogliere quanto la vita gli ha offerto.

preziosa e fondamentale collaborazione a questo volume e a questa esposizione dedicati a un autore del secolo scorso pressoché sconosciuto al pubblico europeo e, di fatto, poco noto anche a quello americano. Walter Chappell, che avrebbe potuto a un certo punto della sua vita intraprendere una sicura carriera presso

Filippo Maggia, luglio 2013


Sommario

12

Walter Chappell: lo sguardo di uno spirito libero Filippo Maggia

27

Walter Chappell: il tempo vissuto Peter C. Bunnell

33

Opere

201

World of Flesh


Filippo Maggia

Walter Chappell: lo sguardo di uno spirito libero

“… io ero dentro a questa sfera che simboleggiava il

Pendleton, situato lungo la tratta che si spinge verso la

mio corpo, immagino! Il mio spirito era contenuto dentro

West Coast.

questo organismo, la sfera, e roteava in esso, non era

Proprio a Pendleton ogni anno si tengono grandi ra-

possibile uscirne, dovevo solo abituarmi. Era quello il

duni di nativi americani, quando tutte le tribù della costa

senso. Alla fine sono saltato fuori, e mi sono ripreso.

occidentale scendono e si accampano con le loro tende in

Guardavo l’oceano: credo che sia stato qualcosa nell’os-

una vasta area dove vendono oggetti, pelli, monili e so-

servare l’ampia distesa dell’oceano a sollecitare il mio in-

prattutto ballano, cantano, celebrano funzioni e riti sa-

1

teresse tanto da farmi balzare fuori dalla sfera.”

Sogno ricorrente generato da una febbre di indeci-

questa attrazione – unita al sangue di origine indiana che

frabile natura che protraendosi per oltre sei mesi debilita

circola nelle sue vene e all’esercizio degli insegnamenti

Walter Chappell tra il primo e il secondo anno di vita, fino

tratti dallo studio delle dottrine di Gurdjieff – lo spingerà

a indurre i genitori a trasferirsi da Umatilla, Oregon, a

negli anni ad approfondire le culture e le tradizioni dei na-

Long Beach, Washington, sembra essere la metafora

tivi americani, a difenderne i diritti, e infine vivere come lo-

perfetta del fotografo di Portland: un uomo che abbraccia

ro sino a praticare quei medesimi riti.

il mondo, il cui spirito indomito lo porterà “a vivere più vi2

Nei suoi primi anni di vita Chappell vive a stretto

te in una sola” , sospinto dal desiderio di conoscere, di

contatto con la natura e, complice la Depressione degli

confrontarsi, di essere in armonia con il creato.

anni venti che drammaticamente incide sulla vita quoti-

Walter Chappell nasce all’Emanuel Hospital di Port-

diana della popolazione americana, partecipa attivamente

land l’8 giugno 1925: sua madre si divide tra la famiglia e

all’approvvigionamento di alimenti attraverso la pesca e la

l’impiego come cantante contralto presso il Portland

raccolta di vongole, la coltura di ortaggi e frutta (i nonni

Symphony Choir, suo padre è ingegnere ferroviario e

hanno un negozio di fiori che coltivano in un appezza-

per un quarto di origine indiana, ed è infatti nella Riserva

mento di terra con altre verdure), finanche alla produ-

Indiana di Umatilla, nel piccolo paesino di Hermiston,

zione artigianale di pane e burro: una volta trasferitasi a

che la famiglia risiede e dove ritorna subito dopo il parto.

Portland (Chappell ha sei anni) la famiglia acquista una

Il temporaneo trasferimento a Long Beach nella ca-

12

cri. Chappell ne è più che incuriosito, e senza dubbio

mucca così da avere regolarmente latte.

setta sulla spiaggia, acquistata dal padre con cinquanta

Con il fratello Stanley Willis, più grande di un paio di

dollari (dove Chappell tornerà più volte e nel 1952 a poche

anni, Chappell passa intere giornate all’aria aperta, in uno

settimane dalla nascita del suo primo figlio Dharma Chak-

stato quasi selvaggio e mistico di incessante scoperta

ravarty), e il salutare clima dell’oceano aiutano Chappell a

della natura, tanto che i suoi erano soliti dire che “Walty è

riprendersi e guarire, permettendo così alla famiglia di

fuori a contemplare le cose”3. Un interesse, questo, che

rientrare nella Riserva Indiana di Umatilla, dove il padre

maturerà negli anni successivi e che troverà la sua mani-

presta servizio presso il terminal della linea ferroviaria a

festazione artistica nella serie “Metaflora”, realizzata a


partire dagli anni settanta attraverso un processo elettrico

padre e le conseguenti ristrettezze finanziarie – è in que-

lavorando direttamente con materiali organici come fiori,

gli anni una passione amatoriale che Chappell vive con la

foglie, erbe, piante aromatiche e piccoli arbusti.

medesima curiosità con cui contestualmente pratica altre

Ed è sempre negli anni dell’infanzia che Chappell ini-

applicazioni tecniche e meccaniche, cui si avvicina grazie

zia a studiare pianoforte, da quando, a tre anni, si arram-

agli studi alla Benson Polytechnic School di Portland, do-

pica ostinatamente sullo sgabello del pianoforte di casa

ve si diplomerà nel 1943 proprio prima di arruolarsi. No-

cercando di arrivare ai tasti, rimanendo poi inebriato ad

nostante il primo incontro con Minor White avvenga nel

ascoltare il loro suono una volta pigiati. Inizia allora a fre-

Natale del 1941 sulle piste di sci a Mount St. Helens, Spi-

quentare lezioni private, che la madre paga offrendo in

rit Lake, nello stato di Washington, occorrerà infatti at-

cambio pane da lei confezionato.

tendere un intero lustro prima che la fotografia diventi per

La musica ha un ruolo primario nella sua vita, lo ac-

Chappell un mezzo espressivo di grande interesse. Con-

compagnerà sempre e ovunque. Pur non essendo riu-

gedatosi dall’esercito nel 1946 e rientrato a Portland per

scito a conseguire il diploma all’Ellison-White Conser-

un breve periodo di frequenza al conservatorio, in un

vatory of Music di Portland – dove comincia a studiare

momento di profondo disorientamento circa il proprio

anche pittura con un gruppo di artisti locali – perché a

futuro Chappell si sposta a San Francisco dove organizza

pochi mesi dall’esame finale, all’età di 18 anni, si arruola

uno studio per dipingere e integrarsi nella locale comunità

come paracadutista volontario nell’esercito, un pia-

artistica. A distanza di poche settimane, sarà nuova-

noforte troverà sempre posto nelle diverse case da lui

mente un incontro casuale con Minor White per le strade

abitate o costruite. La musica è per Chappell un mi-

di San Francisco a scuoterlo e indirizzarlo verso la foto-

stero, e ciò che lo seduce maggiormente è la composi-

grafia: “la consapevolezza di ciò che si poteva creare

zione, la possibilità di creare suoni che dialogano fra

con la fotografia venne dal vedere quanto stava facendo

loro come fossero esseri viventi, senza però poterli toc-

Minor White, cose assolutamente incredibili”5. White in

care: “il suono è una cosa misteriosa, tanto quanto la lu-

quegli anni insegna alla California School of Fine Arts, og-

4

ce, poiché entrambi intangibili” . Da lì a pochi anni, mu-

gi San Francisco Art Institute, ed è grazie a lui che Chap-

sica e fotografia, note e immagini, viaggeranno sempre

pell entra in contatto con altri fotografi quali Edward We-

unite, sfiorandosi e alle volte completandosi, senza

ston e i suoi figli Brett e Cole, Ansel Adams, Imogen

però mai invadere l’una il campo dell’altra, anzi mante-

Cunningham, oltre a Beaumont e Nancy Newhall.

nendo un’autonomia creativa e di respiro utile all’artista per trarre ispirazione da entrambe.

Seguono anni concitati, nei quali Chappell vive a Los Angeles per un anno, proseguendo poi per New Orleans

La fotografia – scoperta quando tra l’ottava e la nona

dove conosce Ricky Alvarez, un artista che gli insegna a la-

classe viene dato in affidamento dalla madre a una fami-

vorare il cuoio; ritorna a Portland transitando nuovamente

glia di amici (i Wilson di Oregon City) dopo la morte del

per Los Angeles e San Francisco, e poi ancora da Portland

13


14

a San Francisco, dove un giorno, dipingendo acquerelli sul

gnare l’aeroporto dell’Avana e rientrare in Florida dove,

pendio del Telegraph Hill, all’ombra della Coit Tower, in-

quasi magicamente, addormentatosi su una panchina di

contra una donna della sua età appena arrivata dallo Utah,

Key West, viene svegliato da Leslie, a sua volta rimasta

Leslie Spears, artista, ceramista e artigiana del cuoio: dal-

senza soldi. Del terreno di Isla de Pinos, ovviamente,

la loro unione nascerà il primogenito Dharma Chakravarty.

nessuna traccia. Una volta a New Orleans, Chappell e

Con lei Chappell condividerà un felice periodo bohème, vi-

compagna affittano una grande stanza con una lampadi-

vendo con poco tra Chinatown, il Caffé Trieste e il Black

na enorme che serve a tenere lontani i pidocchi: spenta

Cat Café. Nel frattempo conclude e pubblica nel 1949

quella, vengono morsi a ripetizione e dunque fuggono in

una raccolta di poesie iniziata anni prima, Logue and

un sottotetto che viene trasformato da Chappell in una

Glyphs, e per mantenersi svolge diversi lavori: parcheg-

sorta di loft pop, dove riescono finalmente a insediarsi per

giatore d’auto, cameriere (garantendosi così un pasto al

un anno. Sfrattati anche dal loft, comprano una vecchia

giorno), riparatore di dittafoni, operaio in un conservificio di

giardinetta Dodge con la quale ritornano a Long Beach,

sardine a New Monterey, impiego, questo ultimo, che gli

Washington, fermandosi lungo la strada da Minor White

permette di risparmiare abbastanza denaro per acquistare

a San Francisco. A Long Beach lavora come raccoglitore

una vecchia station wagon che dipingerà di lilla e con la

di ostriche nella Willapa Bay e nel frattempo risistema la

quale, insieme a Lesile, ripartirà per New Orleans.

vecchia casetta sulla spiaggia.

Una volta in Louisiana, con altri artisti locali prende

Siamo arrivati al 1951, anno che Chappell identifica

parte alla costituzione della Toulouse Street Art Colony,

come il momento della svolta nella sua vita. Nell’ultimo

una vera comune artistica, lavorando nel contempo come

periodo, infatti, tra un viaggio e l’altro legge il libro (appena

artigiano delle pelli. Una sera, in un bar di New Orleans,

pubblicato negli USA) del filosofo e mistico armeno Geor-

una donna gli propone di volare a Cuba e da lì a Isla de Pi-

ges Ivanovicˇ Gurdjieff, All and Everything. Decide di en-

nos per prendere possesso di un terreno lasciatole dal

trare in contatto con Louise Goepfert, svizzera di nascita

nonno. Inizia così un viaggio da incubo, in compagnia

ma dal 1936 residente negli States, dove si era trasferita

del suo gatto (trasportato in una scatola), nel corso del

con il marito, l’architetto tedesco Walter March; insieme

quale viene più volte fermato dalla polizia cubana, deru-

avevano acquistato nel 1939 una fattoria a Blooming-

bato del poco denaro che aveva con sé, divorato per

burg, New York, punto di ritrovo e di riferimento per il cir-

quattro settimane dalle zanzare tropicali, nutrendosi di so-

colo di artisti e intellettuali seguaci delle dottrine di

lo mango, noci di cocco e carne di tartaruga, soccorso, an-

Gurdjieff. Dopo sette mesi trascorsi nello stato di New

zi letteralmente salvato, da un gruppo di nomadi locali

York, Chappell ritorna a Los Angeles con una Cadillac

quando nuovamente viene scambiato per una spia ame-

da riconsegnare al proprietario – giunta in condizioni irri-

ricana (erano, quelli, anni particolarmente turbolenti nei

conoscibili – e da lì a San Francisco: apre un nego-

rapporti fra Stati Uniti e Cuba). Riesce infine a riguada-

zio/galleria di articoli artigianali in pelle e batik ed espone


trine divulgate da Gurdjieff), seguendo il corso di Interior

Walter Chappell Rochester, New York, 1958 © Nathan Lyons

Design e lavorando come carpentiere, sino a che una forte ricaduta lo costringe al ricovero al Denver Hospital, Colorado, dove arriva accompagnato da Leslie nonostante fosse in corso la separazione. La diagnosi è severa: tubercolosi. Passano tre anni, 1954-1957, durante i quali Chappell lentamente si rimette, si sposa nel 1956 con l’infermiera Patricia Schmid (che morirà tre anni dopo) e acquista una Graflex 4x5 presso un negozio vicino all’ospedale, The Photography Workshop. Grazie agli insegnamenti di Winter Prather e Nile Root del Photography Workshop, nonostante la permanenza in ospedale Chappell inizia a fotografare. Ora il suo interesse e la sua creatività sono definitivamente orientati alla comprensione e utilizzo del mezzo fotografico. Di quegli anni sono alcune delle fotografie che aprono questo volume e relativa mostra, prima sintesi e al tempo stesso frutto di un’esperienza di vita che non è mai stata scissa da quella artistica, né potrà mai esserlo, specialmente negli anle prime “Sequences” di Minor White. I rapporti con Le-

ni a venire: immagini di cui Chappell comincia ad avere

slie si deteriorano, sino a che lei lo lascia per un cuoco

piena consapevolezza.

haitiano. Chappell si ammala, e viene ricoverato alla

Come disse Wendy Lewis, direttrice della galleria

Stanford Medical Clinic a causa di una forte intossicazio-

Photo-Eye di Santa Fe, commentando la scomparsa di

ne dovuta ai fumi di cera inalati nella preparazione dei ba-

Chappell nell’agosto del 2000, “è impossibile separare la

tik. Fugge dopo sei mesi dall’ospedale ove è ricoverato,

sua vita privata da quella artistica, perché lui lavorava sem-

recupera il figlio Dharma che nel frattempo era stato da-

pre […] Walter Chappell utilizzava la fotografia come un

to in affidamento, e si sposta nel Big Sur ove sta orga-

mezzo per vedere lo straordinario nella vita delle cose or-

nizzandosi un gruppo di seguaci di Gurdjieff, per poi pro-

dinarie”6. Un esercizio avviato, coltivato e approfondito

seguire per l’Arizona. Per un anno frequenta la Frank

grazie alla lunga e preziosissima amicizia con Minor White,

Lloyd Wright Taliesin Fellowship vicino a Scottsdale (an-

suo mentore e punto di riferimento per oltre trent’anni.

che Frank Lloyd Wright era molto suggestionato dalle dot-

Come si è detto, Chappell incontra per la prima volta

15


16

White nel dicembre del 1941, durante un campo sciistico

Cunningham, conferenze open air di artisti della Bay Area

al quale White partecipa documentando l’attività di un

alle quali insieme partecipano accampandosi nei prati,

gruppo di giovani studenti di Portland nei dieci giorni tra-

lunghe soste al Garapata Ranch di Brett e Cole Weston

scorsi sulle piste di Spirit Lake. Il frutto di questo lavoro

sulla strada per Point Lobos, dove White esplora la natura

confluirà in una mostra la primavera successiva presso le

selvaggia e realizza alcuni ritratti a Chappell. Più volte in-

sale dell’YMCA di Portland, ente patrocinatore del sog-

sieme vanno a trovare Edward Weston, verso il quale

giorno. Chappell è subito colpito dalla personalità di Whi-

White nutre assoluto rispetto tanto da eleggerlo suo padre

te, allora trentatreenne, che tutti i giorni segue i ragazzi su-

spirituale, gli mostra le sue fotografie e quelle di alcuni stu-

gli sci trasportando l’attrezzatura sulle spalle – cavalletto,

denti, dialogano e ragionano sino a quando Weston, stan-

macchina fotografica e pellicole – per immortalarne le

co e sofferente per la malattia di cui da tempo ormai sof-

scorribande sulla neve e realizzando ritratti ai singoli come

fre (Parkinson), si aliena dalla discussione.

di gruppo, continuando la sera intorno al camino mentre

L’amicizia con White attraversa un periodo di inter-

vengono ripercorse le gesta di tutti. Giorno dopo giorno

vallo sino a quando, al ritorno da New Orleans, e in pieno

Chappell condivide sempre più con White i propri interessi

approfondimento delle dottrine di Gurdjieff, Chappell ri-

verso le arti visive e la musica, con implicazioni finanche

trova a San Francisco White totalmente immerso nella di-

psicologiche; conversazioni poi riprese e approfondite

dattica, nella scrittura e nell’approntamento di una nuova

quando Chappell andrà a trovare White al suo studio di

sequenza, “Intimations of Disaster”. È allora che Chappell

Portland, per vedere la camera oscura e le sue stampe, e

vede il suo maestro calarsi definitivamente nel lavoro, rag-

dove White, di lì a poco, gli mostrerà in anteprima la se-

giungere quel punto di non ritorno che significherà con-

lezione di fotografie scattate a Spirit Lake. Dopo la guerra,

tinua ricerca e produzione di nuove opere, come la “Se-

durante la quale White manda una cartolina a Chappell

quence 4” che Chappell definisce “una mappa verso

senza indicare il suo recapito e quindi negandogli la pos-

l’infinito”. Nella primavera del 1952 esce il primo nume-

sibilità di una risposta, i due fotografi si incrociano per

ro di “Aperture”, manifesto della Creative Photography,

strada a San Francisco, in un primo momento senza rico-

e Chappell espone nel suo negozio/galleria la nuova ver-

noscersi, poi, voltandosi come si fa quando i tratti scorsi di

sione di “Intimations of Disaster”, ora divenuta “Se-

sfuggita di una persona o il suo portamento ci ricordano

quence 8”. All’inaugurazione White partecipa con alcuni

qualcuno che conosciamo, si ritrovano e subito rivive in-

suoi studenti, ennesima riprova di quanto il ruolo di do-

tensa l’amicizia. White vuole mostrare a Chappell la se-

cente e l’insegnamento, inteso come reciproco scambio

quenza “Amputations”, realizzata durante il servizio mili-

di informazioni e confronto, siano stati vitali per White e

tare prestato come marine nel Pacifico, che colpisce

puro nutrimento per i suoi studenti che, come sottolinea

Chappell tanto da rendergli evidente il significato delle

Chappell, attraverso di lui vedono aprirsi porte per l’e-

“Equivalenze” di Alfred Stieglitz. Seguono visite a Imogen

splorazione di mondi interiori, alle volte difficili da affron-


tare ed elaborare. Come tutor, White introduce se stesso

desimo anno espone per la prima volta a New York pres-

attraverso performance che coinvolgono i giovani arti-

so George Wittenborn Inc. Nominato curatore del Dipar-

sti: studiare con White significa dunque conoscerlo e

timento Stampe ed Esposizioni nel 1958, Chappell lascia

partecipare di questa speciale atmosfera creativa che

la George Eastman House tre anni dopo per trasferirsi nei

solo lui è capace di attivare.

pressi di New York e dedicarsi alla sua ricerca personale,

Poco prima di trasferirsi sulla East Coast, White pre-

pubblicando il volume Under the Sun con George Braziller.

senta al Museum of Art di San Francisco la mostra “How

In questo libro per la prima volta confluiscono in limpida

to Read a Photograph”, che impressiona fortemente

forma di immagini gli insegnamenti filosofici di Gurdjieff,

Chappell e numerosi artisti della città – musicisti, pittori,

che il fotografo di Portland fa propri mediante “camera vi-

poeti – per come riesce a offrire una differente lettura del

sion”, una sorta di filtro fra “l’occhio umano e la totalità

mondo, per come la sensibilità di un fotografo trasforma

della conoscenza in un momento di consapevolezza”11.

le cose e le persone in altro da ciò che immediatamente

Chappell, in una lettera inviata al critico del “New York Ti-

appaiono. “Aperture” sarà il veicolo, il mezzo che White

mes” A.D. Coleman verso la fine degli anni novanta, sot-

utilizzerà negli anni a venire per sviluppare e approfondi-

tolinea come Under the Sun costituì “il mio primo tenta-

7

re questa visione .

tivo di uscire dai muri del museo con la fotografia creati-

Nel 1957 Chappell visita nuovamente Taliesin, e fotografa un edificio progettato da Frank Lloyd Wright nel 8

nord del New Mexico , paesaggi nel deserto e i villaggi dei 9

va”12 attraverso la presentazione dei portfolio di tre autori: Nathan Lyons, Syl Labrot e Walter Chappell. Sfortunatamente nel novembre del 1961, a causa di

Penitenti . Decide infine di raggiungere Minor White a

un incendio nella sua abitazione di Wingdale, New York,

Rochester, entrando a far parte dello staff alla George

dove si era trasferito con il figlio Dharma e la sua nuova

Eastman House. Ha così modo di perfezionare la pratica

compagna, la pittrice Nancy Dickinson Barrett, va di-

della stampa bianco e nero lavorando in camera oscura

strutto tutto il lavoro degli ultimi anni. Chappell e Nancy

con White e di studiare la collezione del museo. Rochester

Barrett si erano incontrati l’anno precedente alla Carl

è per Chappell un’esperienza unica, un vortice di attività:

Siembad Gallery di Boston, dove entrambi esponevano: è

dal lavoro editoriale e di scrittura per il magazine trime-

l’inizio di una collaborazione creativa e di un rapporto

10

strale “Aperture” , diretto da White dal 1952 al 1975, ai

passionale che durerà per quindici anni.

workshop diretti dallo stesso White di cui Chappell è as-

Il corpo di opere realizzate da Chappell nel decennio

sistente. Incontra Paul Caponigro, altro allievo di White,

che va dai primi anni cinquanta ai primi anni sessanta ri-

Carl Chiarenza, Syl Labrot. Diviene Assistant Curator di

sente dell’influenza di Minor White – il rigore e la perso-

Beaumont Newhall alla George Eastman House, incontra

nalità del quale sono stati più volte rimarcati dai suoi

e lavora con Nathan Lyons. Viene pubblicato il suo primo

contemporanei – come di altri autori legati al centro di Ro-

libro di immagini e scritti, Gestures of Infinity, e nel me-

chester. Le variegate forme della natura – e la West

17


Minor White, Ram’s Skull & Peonies, 1958 Reproduction courtesy the Minor White Archive, Princeton University Art Museum. © Trustees of Princeton University

lo risvegliata. Una realtà “altra” (si vedano a questo proposito Hands Dorset Sheep Skull realizzata nel 1957 da Chappell e Ram’s Skull & Peonies13 di White, del 1958) che sovente non siamo in grado di percepire, capace però di indurci a percorrere quel cammino verso tutto ciò che non è in superficie, aprendo così una porta sul mistero della vita – tema, questo, tanto caro a Paul Caponigro, altro allievo di White14 – inteso qui come fluire incessante di vite, organismi organici e inorganici, rispetto al quale l’essere umano si pone in ascolto, in osservazione, alla ricerca costante di un equilibrio fra sé e il mondo. Come sottolinea Peter Bunnell nel suo saggio in questo volume, White aveva già declinato nel suo lavoro la sintesi delle esperienze di Stieglitz con le “Equivalenze”, di Edward Weston e il suo realismo formale, di Ansel Adams e le sue stampe sublimi dove l’armonia fra i toni sembra raggiungere la perfezione, superando a tutti gli effetti la rappresentazione diretta in funzione di una visione sofferta che era pura espressione di sentimenti interiori – significativo, in tal senso, il ritratto di White realizzato da Chappell nel 1957. Il riferimento visivo di White è, come per i suoi preCoast con i suoi aspri paesaggi è sicuramente terreno pri-

18

decessori, innanzitutto la natura, sezionata e perlustrata nei

vilegiato per il fotografo – sono un campo perfetto per l’e-

dettagli, in quei piccoli frammenti visivi che colpiscono lo

sercizio dello sguardo attraverso “camera vision”: la

sguardo creando nuove suggestioni, come la cascata di

grande distesa dell’oceano, cieli e nuvole che corrono ve-

fiori sulla roccia in Point Lobos15, del 1946, o ancora Wa-

loci, rocce primitive, riflessi di alberi e arbusti sull’acqua

terfall 16 del 1968, simili per le emozioni che suscitano alla

come in Reed Pond e Reed Pond/Sun, entrambe del

cascata di luce di Chappell in Light on Water; o la memo-

1954, detriti e segni come in Wind Gestures del 1958 as-

rabile stampa dal titolo Beginnings17, del 1962, evocatrice

sumono significati ben diversi da come immediatamente

di un’origine come lo è Light on Water di Chappell del

appaiono all’occhio del fotografo, richiamando una realtà

1961. Nel corso dei tre decenni 1950-1980, in cui si con-

interiore che alle volte sembra aver bisogno di essere so-

centra la produzione più significativa del suo lavoro, Wal-


Minor White, Beginnings, 1962 Reproduction courtesy the Minor White Archive, Princeton University Art Museum. © Trustees of Princeton University

ter Chappell, pur mantenendo vivo l’interesse per il paesaggio – che nel suo lavoro diviene ancora più essenziale e primitivo riferendosi agli altopiani e al deserto del New Mexico e dell’Arizona –, muove progressivamente la sua ricerca verso la figura umana, prima indagata nelle forme e poi assunta come metafora dell’energia che la vita può esprimere, nella purezza delle relazioni fra gli esseri umani così come fra questi e la natura che li avvolge. Dopo l’incendio del 1961, Chappell con Nancy, Dharma e il neonato Theo convivono con Willem Nyland e Ilonka Karasz, membri del gruppo di seguaci di Gurdjieff che fa base a Rochester. Willem Nyland diviene il mentore spirituale di Chappell, oltre che suo caro amico. Ilonka Karasz assume lo stesso ruolo per Nancy, ispirando e influenzando la sua ricerca come designer. Nel 1962 Chappell progetta e costruisce una nuova casa a Wingdale e, nel medesimo anno, fonda e dirige la Association of Heliographers Gallery Archive, attiva sino al 1966 e allocata presso la Lever House Gallery a New York. Membri fondatori oltre a Chappell (direttore) sono Paul Caponigro, Carl Chiarenza, William Clift, Marie Cosindas, Nicholas Dean e Paul Perticone, ai quali si aggregano negli anni

colleghi le cascate del Niagara con la città di New York:

Nathan Lyons, Roy DeCarava, Jerry Uelsmann, W. Euge-

ne consegue la decisione di ritornare sulla West Coast nel

ne Smith, Harry Callahan e Wynn Bullock fra gli oltre qua-

Big Sur, dove riceve la commessa di progettare e co-

ranta iscritti. Interesse primario dell’associazione è quello

struire la David Abel House a Partington Ridge. Nei due

di indagare la natura nelle sue forme più astratte e na-

anni successivi, oltre alle ricerche personali ove sempre

scoste, di arrivare, come si è detto, a una comprensione

più domina la figura umana e prende corpo l’idea di un’e-

del mondo attraverso “camera vision”, ben oltre, dun-

nergia (sessuale) che regola la vita e dà armonia ai rap-

que, la semplice meccanica della pratica fotografica.

porti fra gli esseri viventi, lavora come fotografo sul set di

Nel 1963 la Con Edison Power Company espropria a

due importanti film prodotti dagli studios Metro Goldwyn

Chappell la casa di Wingdale e il terreno annesso per far

Mayer: The Sandpiper – dove fra gli altri fotografa Eliza-

posto alla costruzione di una conduttura elettrica che

beth Taylor e Richard Burton – e Don’t Make Waves. Ri-

19


Walter, la sua macchina fotografica e le nuvole New Mexico, anni novanta

west e di studiare la vita cerimoniale degli Indiani americani. Esordisce allora come cineasta, lavorando a una serie di film in 16 mm per sperimentare le immagini in mo-

Minor White, Nude Foot, 1947 Reproduction courtesy the Minor White Archive, Princeton University Art Museum. © Trustees of Princeton University

vimento: durante i sette anni successivi ne risulteranno sei cinepoemi e due documentari. Realizza dei fotomurales per il Museum of International Folk Art di Santa Fe e partecipa, come fotografo, a una spedizione archeologica a Largo Canyon che riporta alla luce una gigantesca pietra di sei tonnellate ove sono disegnati i simboli soprannaturali della civiltà Anabasi. Il monolite è destinato al Museum of Navajo Ceremonial Art di Santa Fe. La famiglia assume un ruolo fondamentale nella vita artistica di Chappell, nitidamente rappresentato da due immagini del 1962, Mother and Son e la discussa Father and Son, entrambe realizzate a Wingdale (quest’ultima in collaborazione con la moglie Nancy) e destinate a far parte del “Solar Incarnate Portfolio” mai editato. Ciò che interessa a Chappell non è tanto il patrocinio del nucleo familiare e della sua unità, quanto l’idea di forza vitale e generativa da esso emanata che il nudo, proposto come elemento fatto di carne e quindi tangibile, capace di suscitare tenerezza come eccitazione, è in grado di manifestare quando mostrato senza falsi pudori, nella sua formosità e purità originaria. A differenza di White, che utilizza segni e forme per tradurre e liberare pulsioni che al-

20

trae nella primavera del 1964 Sharon Tate in una sessio-

trimenti resterebbero celate, ma che quando affronta il

ne di alcuni giorni nel Big Sur, lavoro poi divenuto ogget-

nudo tende a celebrare la bellezza e le sinuosità scultoree

to di una mostra a Los Angeles nel 2001.

del corpo (si pensi al ritratto di Gino Cipolla del 194018, a

La prole intanto aumenta: a Dharma e Theo si ag-

Nude Foot 19 del 1947), Chappell ostenta il corpo nella sua

giunge l’ultimo arrivato Aryan. Con loro e la madre Nancy,

postura spontanea, incurante dell’eleganza del gesto,

Chappell si sposta nella contea di Taos, New Mexico, con

come nella fotografia del sedere di Nancy del 1961 o in

l’obiettivo di fotografare gli altopiani selvaggi del South-

Nancy in Pool dell’anno successivo, confiscata con altre


Minor White, Found Sculpture, 1963 Reproduction courtesy the Minor White Archive, Princeton University Art Museum. © Trustees of Princeton University Walter con i figli Mill Valley, CA, 1971 © Nancy Chappell

dalla polizia di Santa Cruz in quanto ritenuta oscena. Un

che riti indiani, che sperimenta sulla propria pelle.

approccio al corpo che vuole evidenziarne la vitalità, l’e-

La sintesi di tutti questi temi è rappresentata nella

lasticità dei movimenti: Nancy on River Stone e Nude Hu-

maquette di World of Flesh, ordinato da Chappell nel

man Female Torso, entrambe del 1963. Contestualmen-

1966, anno della nascita di Piki, il suo quarto figlio. Rifiutato

te Chappell prosegue la produzione di paesaggi ove la fi-

da diversi editori per la scabrosità di molte tavole e dunque

sicità degli elementi appare come una tabula rasa su cui

mai pubblicato, il progetto del libro comprende 42 pagine

scrivere la propria storia, una sorta di humus originario do-

per complessive 98 fotografie realizzate a Wingdale, Big

ve rocce e fiumi si combinano e assumono le sembianze

Sur e Taos: vero manifesto della poetica di Walter Chap-

di esseri viventi, quali davvero sono: si veda a questo pro-

pell, ora giunto alla maturità artistica. Come su un ordito, in

posito Hopiland di pochi anni più tardi, che richiama alla

esso trovano naturale collocazione i temi e i soggetti sino

memoria l’immagine di White dal titolo Found Sculpture 20

ad allora investigati così come s’intravedono le imminen-

del 1963. Sempre più in simbiosi con la natura selvaggia,

ti declinazioni che di lì a poco emergeranno. World of

Chappell inizia in quegli anni a registrare visivamente an-

Flesh è la storia di un mondo dove la carne significa vita,

21


Walter Chappell Oahu, Hawaii, 1977 © Stan Tomita

ed è pertanto la storia della vita per immagini: degli organi sessuali grazie ai quali scaturisce, mostrati nella loro essenziale naturalezza, della libera gestualità che caratterizza il rapporto degli adulti con neonati e bambini, dell’amore, del rispetto e dell’intimità che lega fra loro gli adulti, della relazione genuina, semplice, quasi casta che tutti hanno con l’ambiente incontaminato nel quale vivono, con il quale condividono in armonia la preziosità della vita. Sul finire degli anni sessanta Chappell lascia il New Mexico, e dopo una breve tappa a Hollywood dove esegue ritratti di attori e cantanti, fra i quali Nico, Dennis Hopper e Harrison Ford, si stabilisce a Mill Valley via San Francisco, dove resterà sino al 1974. A Mill Valley nasce Robin, il suo quinto figlio, stampa ed espone nuove

22

logy, che replica al Massachusetts Institute of Tech-

opere, tiene conferenze e workshop sulla West Coast –

nology su invito di Minor White, presso il Dipartimento di

attività, questa, che condurrà sino agli ultimi anni della sua

Fotografia: è questo l’ultimo incontro fra i due fotografi. Al

vita con infinita gratitudine ed entusiasmo dei parteci-

rientro dalle quattro settimane spese nell’East Coast,

panti – e, occasionalmente sulla East Coast. Realizza un

viene concepito un nuovo libro comprendente cento im-

documentario sull’occupazione dell’isola di Alcatraz da

magini con un testo tratto dai Tantra Sutras, intitolato All

parte degli Indiani Americani intitolato Yet-Te-Hey Alca-

at Once, anch’esso mai pubblicato.

traz! in collaborazione con Blaine Ellis, film maker con cui

Nello stesso anno avvia gli esperimenti con la foto-

sviluppa un’amicizia che troverà sbocco nella produzione

grafia elettronica grazie a una tecnica speciale ad alto

di numerosi film e documentari sperimentali. La sua sta-

voltaggio con cui immortala piante, foglie, fiori. Sui neri fo-

gione come cineasta si conclude con Veterans Day, un

gli fotografici appaiono come per incanto le immagini

documentario allegorico sul ritorno dei veterani del Viet-

che costituiscono la raccolta “Metaflora”, datata 1973-

nam alla cultura della droga, così come ai tempi veniva

1976. Dall’intera collezione, Chappell seleziona trenta

identificata la subcultura giovanile che dimorava stanzia-

soggetti che vanno a comporre un’edizione limitata di tre

le al Panhandle Park di San Francisco e al Waterfront di

set, esposta più volte in quegli anni nell’area di San Fran-

Sausalito. Dopo dieci anni di assenza, nel 1973, torna a

cisco Bay e nella Sonoma County.

Rochester per condurre un workshop “camera vision” di

“Il concetto che sovrintende la mia ricerca ‘Metaflo-

due settimane. Tiene una conferenza dal titolo “Images

ra’ giace in profondità, nello stupore e nelle esperienze vis-

from a Body of Work” al Rochester Institute of Techno-

sute da ragazzino quando vivevo a stretto contatto con le


Walter filma in un cimitero Mill Valley, CA, 1973 © Blaine Ellis

piante”21. Le immagini appartenenti a “Metaflora” sono certamente fra le più conosciute di Walter Chappell, per il loro particolare procedimento di stampa e per la meraviglia che sono ogni volta capaci di suscitare nello spettatore. In gran parte raccolti nella Mill Valley californiana e nella contea di Sonoma, ciuffi di prezzemolo, foglie di cicuta e di nocciolo, ramoscelli di rosmarino, petali di begonia, foglie di felci, erba cristallina, avocado, fiori di nasturzio, fiori di girasole, erba di segale e tanto altro ancora illuminano l’incombente oscurità della carta emulsionata facendola vibrare come se la corrente elettrica ancora scorresse nei piccoli filamenti racchiusi dentro le loro sagome: è la rappresentazione della vita che in essi fluisce, la medesima energia cosmica che governa uomini e cose, animali e piante, l’universo organico come quello inorganico. Nel 1974 Chappell si trasferisce a Sebastopol, nella contea di Sonoma, California occidentale, per lavorare con una piccola comunità aderente alle idee divulgate da Gurdjieff. Progetta e costruisce abitazioni private nell’area.

tempo diversi workshop. Organizza la ventesima camera

Allestisce la sua diciannovesima camera oscura (leggen-

oscura e stampa in edizione di 40 esemplari il “Metaflo-

dario sembra essere il numero di camere oscure ap-

ra Portfolio”, con progetto grafico di Eleanor Caponigro,

prontate da Chappell nelle numerose case ove ha risie-

poi pubblicato nel 1980 a Santa Fe. Sempre alle Hawaii

duto, certamente almeno venticinque). Nel gennaio del

convola nuovamente a nozze con Suzanne Lichau, e lì na-

1977 riceve una borsa di studio dal National Endowment

sce l’unica sua figlia, Riversong.

for the Arts, per la quale aveva fatto richiesta l’anno pre-

Nel 1980 ritorna nel New Mexico, stabilendosi a

cedente, prima di partire per le isole Hawaii dove si era

Truchas (dove monta la ventunesima camera oscura) e ri-

trattenuto nei mesi di ottobre e novembre del 1976. An-

prende i contatti con diversi artisti fra i quali Georgia

cora una volta sposta la sua residenza con tutta l’attrez-

O’Keeffe, Paul Shapiro, David Barbero, Godfrey Reggio,

zatura fotografica a Hilo, capoluogo dell’isola di Hawaii,

Tony Price, Paul Caponigro e Christopher Lantz. L’anno

ove per l’intera estate gli viene riconosciuta la qualifica di

dopo riceve una nuova borsa di studio dal National En-

Artist in Residence presso il Volcano Art Center all’inter-

dowment for the Arts grazie alla quale può dedicare i do-

no del Volcanoes National Park; qui conduce nel con-

dici mesi successivi alla stampa del proprio lavoro, espo-

23


intitolati “Nude and the Landscape”, riceve una terza

Minor White, Galaxy, 12 gennaio 1959 Reproduction courtesy the Minor White Archive, Princeton University Art Museum. © Trustees of Princeton University

borsa di studio dal National Endowment for the Arts. Ancora una volta divorzia, nel 1983, e si stabilisce a Santa Fe dove espone alla Scheinbaum & Russek Gallery of Photography, che da allora proverà a rappresentarlo22. Nel 1987 elegge il remoto pueblo di El Rito, nel nord del New Mexico, quale residenza definitiva e dimora spirituale. Lì progetta e costruisce un giardino e un labirinto in pietra nei pressi della sua abitazione, tiene conferenze e workshop, suona il pianoforte in compagnia della sua nuova amante Georgia Smith e, negli ultimi anni, di Linda Elvira Piedra. Conquistato “dalla brillantezza della luce e dalla forza del paesaggio”23, nel New Mexico Chappell può continuare l’osservazione e lo studio delle danze cerimoniali kachina degli Hopi, delle danze in maschera degli Zuni, praticare la meditazione yoga e approfondire la filosofia tantrica. Figura umana e paesaggio rimangono i temi privilegiati da Chappell anche tra la fine degli anni sessanta e la metà degli ottanta, quando il fotografo di Portland rallenta la ricerca personale in favore dell’attività di workshop e meditazione. In questi tre lustri i due campi d’indagine si

24

sto nel 1981 in una mostra retrospettiva di 90 opere,

avvicinano ulteriormente l’uno all’altro, finendo sovente

che celebra 25 anni di lavoro, presso il Colorado Photo-

con il sovrapporsi e completarsi. Il nudo, che sul finire dei

graphic Art Center di Denver.

sessanta e primi settanta dà spazio in alcune composizioni

Negli anni a seguire Chappell tiene conferenze (fra

agli echi della cultura hippy – Megan James che beve

queste una lecture al Photographic Resource Center del-

acqua dalle rocce con il fidanzato Garner, Brannaman e

la Harvard University, “Collected Light”, che doveva es-

Dustin che passeggiano nudi, i due giovani che si ab-

sere il titolo della retrospettiva monografica sulla quale ha

bracciano in una casa di Valarde, New Mexico –, diviene

continuato a lavorare sino al momento della sua scom-

ancora più esplicito, specie nella figurazione degli organi

parsa), partecipa a mostre personali e collettive itineran-

sessuali maschili e femminili. I primi sono oggetto di riti in-

ti anche in Europa, dirige workshop a Pilar, New Mexico,

diani, via via ordinati nella “Lingam Series”, e solo in ap-


Walter Chappell nel vortice di Leleiwi Hilo, Hawaii, 1977 © Franco Salmoiraghi

parenza documentaristici: sono invece icone di un’esperienza di vita che è indivisibile da quella artistica, ad essa necessaria. La vulva di Chappell – Piki’s Childbirth del 1966 e Yoni Receptivity, del 1974 – è il luogo da dove la vita proviene, tanto simile alla Galaxy 24 di Minor White del 1959. Le pance post parto, gli addomi sfatti non vengono nascosti nei ritratti femminili (Nancy nella posizione del fiore di loto a Waddell Creek), bensì celebrati e resi importanti: sono terre arate, seminate, ove qualcosa è germogliato e si è sviluppato fino a rendersi indipendente. Su di essi restano i segni della gestazione, di ciò che è divenuto altro, come i sedimenti di lava fotografati alle Hawaii o quelli di Lava Twist e Lava Dancer-Pele, ripresi nel 1977. Natura come metafora del corpo umano: come lo era Stone Body nel 1964, lo è ora City of Rocks del 1981 e, ancora più esplicitamente, la tarda Stone Kiss del 1989. Uomo e donna si riconoscono infine nell’acqua, in quel-

dere senza sosta nuove strade, avventure, imprese più o

l’acqua che a tutto dà inizio: Female Water Torso e Male

meno rilevanti. Nell’articolo commemorativo apparso sul

Water Torso, entrambe del 1973, sono due fotografie

“Los Angeles Times” alla sua morte, viene definito come

tanto intense quanto commoventi: più le si osserva più

un “dissidente e pioniere nel mondo della fotografia”26,

sembra che l’acqua davvero scorra, e che da un momen-

affermazione condivisibile se vogliamo intendere con

to all’altro i due corpi possano emergere dall’immagine.

dissidente qualcuno che assume per scelta un ruolo ri-

Nel 1999 riceve il New Mexico Governor’s Award

parato, lontano dal palcoscenico, e che, in quanto pio-

for Excellence and Achievement in the Arts. Un anno

niere, investe tutta la propria energia nella ricerca di forme

dopo, l’8 agosto del 2000, muore a Santa Fe assistito dal-

di espressione inedite, con la consapevolezza che queste

la sua ultima compagna Linda Piedra che di lui dirà: “ciò

potranno risultare incomprensibili, finanche inaccettabili.

che vedevo manifeste in Walter erano qualità essenziali:

Si è più volte dibattuto dell’audacia del suo lavoro, rife-

fede, speranza e amore”25.

rendosi in particolare ai nudi definiti scandalosi, provoca-

Walter Chappell ha attraversato tre quarti di secolo senza mai cambiare atteggiamento nei confronti della vita: la sua fede nel mondo, verso tutte le creature del pianeta, l’ha sempre sostenuto e favorito nell’intrapren-

tori, e infine anticipatori di quanto, nel giro di un paio di decenni scarsi, avremmo visto nelle sale dei musei. Chappell è stato tutto questo, ma, prima di tutto, è stato uno spirito libero.

25


1

Claudia Fini, Cecilia Lazzeretti e Filippo Maggia (a cura di), Walter Chappell 19251953. Intervista con Robin Chappell, Skira, Milano 2013. 2 Come ricorda, in una lettera del gennaio 2001, il figlio Aryan. 3 Fini, Lazzeretti e Maggia 2013. 4 Ibid. 5 Ibid. 6 Da un articolo apparso su “The New Mexican”, a firma Veronica Gonzalez, agosto 2000. 7 Il racconto qui presentato della lunga amicizia che lega Walter Chappell a Minor White è tratto da un articolo a firma Walter Chappell apparso sul numero 95 di “Aperture”, estate 1984: Minor White: A Living Remembrance. 8 Si tratta verosimilmente della Fir Tree House, a nord del villaggio di Pecos, New Mexico, costruita per Arnold Friedman nel 1948, unica abitazione privata interamente progettata da Frank Lloyd Wright nel New Mexico. 9 I Penitenti sono un ordine segreto attivo nel sud-est degli Stati Uniti, in particolare nel New Mexico, noto per il rito della flagellazione durante la settimana santa. Condannati

26

nel 1889 dall’arcivescovo della chiesa romana cattolica di Santa Fe, l’ordine continua a esistere con forme modificate di celebrazione presso diversi piccoli villaggi del New Mexico. 10 “Aperture” viene fondato nel 1952 da Minor White, Ansel Adams, Dorothea Lange, Barbara Morgan, Dody Weston Thompson, Nancy Newhall e Beaumont Newhall. 11 Under the Sun, Portfolios. The Abstract Art of Camera Vision, George Braziller, New York 1960. 12 Da una lettera di Walter Chappell ad Allan Douglas Coleman, “Regarding Heliography, New York City 1962–66. Conjunctions of Time and Place”, scritta il 10 dicembre 1997. 13 Peter Bunnell (a cura di), The Eye That Shapes, catalogo della mostra, The Art Museum, Princeton University, 1989, tavola 56. 14 Si veda, a tale proposito, la conversazione tra Paul Caponigro e Filippo Maggia del 27 aprile 2001 a Cushing, Maine, pubblicata in Le Forme della Natura, Nepente Editore, Milano 2003. 15 Bunnell 1989, tavola 19. 16 Filippo Maggia, Life is Like a Cinema of

Stills, Baldini&Castoldi, Milano 2000, tavola a p. 81. 17 Bunnell 1989, tavola 142. 18 Ibid., tavola 15. 19 Minor White, Mirrors Messages Manifestations, Aperture, New York 1969, tavola a p. 78. 20 Ibid., tavola a p. 167. 21 “Black & White Magazine”, n. 69, settembre 2009. 22 David Scheinbaum mi raccontava lo scorso marzo 2012 a New York della difficoltà di rapporti con Walter Chappell dovuta al suo quasi totale isolamento dal mondo. Chappell viveva a El Rito, che dista un centinaio di chilometri da Santa Fe, e raramente scendeva dal pueblo alla città. 23 Come osserva Grace Schaub nel suo lucido e toccante articolo apparso su “Camera Arts” nel dicembre 2000. 24 White 1969, tavola a p. 120. 25 Gonzalez 2000. 26 Da un redazionale pubblicato sul “Los Angeles Times” nell’agosto 2000.


Hands Dorset Sheep Skull Rochester, New York, 1957 silver gelatin print 20.5 x 26.5 cm

45


Wind Gestures Victor, New York, 1958 silver gelatin print 18 x 23.5 cm

46


Untitled, 1958 silver gelatin print 25.5 x 20.5 cm

47


Rena Yates Mendocino County, California, 1959 silver gelatin print 9 x 11.5 cm

48


Rena Yates Ukiah, California, 1959 silver gelatin print 19 x 23.5 cm

49


Untitled (Figure under Blooming Tree), 1959 silver gelatin print 23 x 16.5 cm

50


Apple Tree Silver Thaw Honeoye Falls, New York, 1960 silver gelatin print 23.5 x 19 cm

51


Silver Thaw Tree Honeoye Falls, New York, 1960 silver gelatin print 19.5 x 24 cm

52


Silver Thaw Branch Honeoye Falls, New York, 1960 silver gelatin print 18.5 x 24 cm

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Bubbles Behind Rock 10 Mile River, Wingdale, New York, 1961 silver gelatin print 19 x 24 cm

54


Atlantic Ocean #4 near Boston, 1961 from the “Light on Water� series silver gelatin print 19 x 24 cm

55


Untitled, 1961 from the “Light on Water� series silver gelatin print 24 x 19 cm

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Waves, 1961 from the “Light on Water� series silver gelatin print 19 x 24 cm

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Atlantic Ocean #1, 1961 from the “Light on Water� series silver gelatin print 19 x 24 cm

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Untitled, 1961 from the “Light on Water� series silver gelatin print 25.5 x 20.5 cm

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Untitled, 1961 from the “Light on Water� series silver gelatin print 18.5 x 24 cm

61


Untitled (Reclining Nude) Wingdale, New York, 1961 silver gelatin print 16.5 x 22 cm

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Untitled, 1961 silver gelatin print 19.5 x 24 cm

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Untitled, 1961 silver gelatin print 24 x 12.5 cm

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Untitled, 1962 silver gelatin print 19 x 24 cm

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Nude Armpit Wingdale, New York, 1962 from the “Solar Incarnate Portfolio� silver gelatin print 31 x 25 cm


67


Filippo Maggia is Director, Head of Projects of Fondazione Fotografia Modena and Photography Curator cently curated, among others, retrospective exhibitions dedicated to Edward Weston, Ansel Adams, Paul Caponigro and Minor White, as well as the group show Flags of America.

T

WALTER CHAPPELL

at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin. He re-

his book is dedicated to an American photographer who based his existence on spiritual research in both art and life. Chappell’s adventurous life-story is for the first time brought together with two essays and over 250 photographs, including a mock-up of the unpublished work World of Flesh. The volume tells the story of his relentless investigation into the creative potential of photography; his constant shifting from one coast to the other of the USA before finally retiring to the remote pueblo of El Rito in the north of New Mexico; his intense relationships with key characters in the world of photography, such as Minor White, Edward Weston, and Beaumont Newhall; and his strong bonds of affection with his three wives and, equally importantly, his three partners, with whom he had six children. Above all, this retrospective foregrounds his dogged investigation into the creative experience itself, with a view to achieving an essential equilibrium between form and content. In Chappell’s images, this essence immediately comes to the fore, as beautiful, strong and transparent as it is crude and explicit.

Photography Skira Photography

$ 60.00 Can $ 60.00 £ 39.95

WALTER CHAPPELL

Eternal Impermanence


"Walter Chappell. Eternal Impermanence"