Skip to main content

SIT N. zero Le iniziative di Frigiotti

Page 1

SIT

Frascati RISTORANTE ‘NA FOJETTA Via Risorgimento 4 Giovedì del Gusto Novembre Gli Spinosi Cortesi

Il menu nelle pagine

Titoli di Coda

Coda alla romana SIT N.Zero Lo zero stavolta Cibo Cultura e Costume sitnewsfeel@gmail.com Tutti i diritti riservati © 2018


CARLA TUTINO contrabbasso

La BANDA della RICETTA

LA BANDA DELLA RICETTA

ANTEPRIME NOIR IN VILLA VI EDIZIONE - 2019 Maurizio de Giovanni “Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone”

;l’arca slow food la Pupazza a tre sise di Clara Graziano

e MADE in F00D: Pitchfork la forchetta più grande di Daniela Zannetti

Altre“Il banchetto” geometrie da L’Assommoir di Émile Zola Un anticipo del Natale di Serena Grizi

Corallina Costume in noir di LIVIA FRIGIOTTI

Dall’araldo dei Falconieri Un inedito saggio a puntate nell’Universo dei Simboli e delle Metafore

CITTÁ ETERNA ROMA RIGENERATA OSTIENSE #FrancescoRutelli #UmbertoMaroni #UniversitàRomaTRE PIAZZA ZAMA #FabioCamilli

SIT N zero al Festival

COMICS e COSPLAYER di e con Lucrezia Lanzi

IL SEGNO NERD (dz)

PARIS

di Francesca Colaluca


ANTEPRIME DIALOGHI CON GLI AUTORI e NOIR IN VILLA Maurizio de Giovanni “Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone”

1 dicembre SALA DEGLI SPECCHI Frascati con Luca Poldemengo e Andrea Cotti SESTA RASSEGNA “NOIR IN VILLA – Autori Noir a Frascati” 19 e il 26 gennaio 2019

Attesissimo l’evento NOIR IN VILLA – Autori Noir edizione 2019. La rassegna nasce nel 2014 su idea di Livia Frigiotti appassionata di letture noir e autori di genere. Direttrice artistica della rassegna che si svolge presso i prestigiosi locali della Villa Apollloni , ha portato nelle precedenti edizioni, sotto l’egida dell’Associazione Culturale Ettore Apollonj e il patrocinio del Comune di Frascati, autori di grande spessore come Maurizio de Giovanni, Massimo Carlotto, Mirko Zilahi, il giornalista Fabrizio Roncone, l’attrice Paola Rinaldi, Il colonnello dell’Arma dei Carabinieri Roberto Riccardi, l’editore Giulio Perrone, i Fratelli Morini.

DIALOGHI CON GLI AUTORI

Sabato primo dicembre Livia Frigiotti incontrerà due autori e scrittori noir presso la Sala degli Specchi di Frascati (Palazzo comunale). Andrea Cotti, classe 1971, scrittore per cinema,televisione e sceneggiatore delle serie L’Ispettore Coliandro, Squadra Antimafia, Ris Roma, ha pubblicato altri diversi romanzi, ultimo “Il Cinese”, per la Collana Noir Rizzoli. Luca Poldelmengo, classe 1973, scrittore e sceneggiatore, con le edizioni E/O, firma una serie di romanzi noir di rilievo e caratura proiettati nel sociale, ultimo “Negli occhi di Timea”.

NOIR IN VILLA La sesta edizione si terrà in due giornate il 19 e il 26 gennaio 2019.

Il 19 gennaio dalle ore 15,00 presso la Sala degli Affreschi in Villa Apolloni (Via Tuscolana) sarà un lungo pomeriggio di chiacchiere sul Noir con Mirko Zilahi (per Longanesi), Luca Poldelmengo (per edizioni E/O), Piergiorgio Pulixi (per Nero Rizzoli) e Romano de Marco (per Piemme). Il 26 gennaio un grande evento presso le Scuderie Aldobrandini. In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Frascati Assessore Emanuela Bruni, Noir in Villa presenterà l’ultimo romanzo di Maurizio de Giovanni, l’autore della fortunata serie I Bastardi di Pizzofalcone: “Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone” ed. Einaudi. Na Fojetta Scomettiamo sui Prodotti stagionali e la Convivialità Menu alla Carta Serate del Gusto

Ristorante a Frascati VIA RISORGIMENTO 4 06 97245420 - 3457671693

Locandina Vigne di Colle Pisano Menu Gli spinosi di Novembre

17


Corallina Carnevale Noir (dalla raccolta “Maschere” ~ L’Erudita)

Ecco il Carnevale e come ogni anno la Contessa Anita Mannini Valli aveva organizzato una di Livia Frigiotti

sfarzosa festa in maschera nella sua villa d'epoca, quella dai grandi saloni con ornamenti barocchi, i pavimenti alla veneziana, le grandi terrazze affacciate sulla città eterna. Anita aveva scelto un abito stile ottocento in velluto verde con intarsi di seta bianca, merletti ai polsini delle maniche, il corpetto con una scollatura generosa e, a coprirle il volto, una maschera con disegni verde smeraldo e oro acquistata a Venezia. Con lei Lucrezia, la sua dama di compagnia che, per espresso desiderio di Anita, indossava il costume di Corallina. Si dice che “nel teatro italiano delle maschere, Corallina fosse il tipo dell’ancella dal parlare audace e il gesto disinvolto, sempre disposta all’adulazione e alla malizia, complice dei sotterfugi amorosi della padrona". Anita amava questi giochi durante la festa così invitava uomini di cui si era invaghita. Lucrezia aveva un carattere riservato ma non negava mai alla sua signora questo divertimento in fondo innocente. Corallina indossava un abito lungo dall'ampia gonna a balze di un azzurro sgargiante con il grembiulino bianco, il corpetto di velluto rosso dalle maniche lunghe con il polsino di pizzo, la scollatura più austera, una maschera veneziana a coprirle il volto ma che non celasse il suo sorriso. Per il banchetto fu scelto uno dei catering più importanti di Roma, l’elegante allestimento per le sale, i camerieri in livrea, un sottofondo musicale. La Contessa pronta ad accogliere sulla soglia della sala i suoi ospiti in maschera, radiosa nel suo abito, aspettava ansiosa l'arrivo di Ottavio Cortigiani, l’affascinante uomo che frequentava da qualche tempo. Arrivò bellissimo nella sua maschera da Casanova il seduttore. Anita felice gli andò incontro e platealmente lo abbracciò mentre Corallina osservava con attenzione e uno strano interesse quell'attimo senza farsi sfuggire alcun particolare. Ottavio, perfetto nel ruolo di Casanova, fece ridere e ballare la sua dama, ma Anita, ogni tanto lo lasciava per i suoi ospiti insieme a Corallina che lo intratteneva cercando di affascinarlo con i suoi modi misteriosi e intriganti. Ottavio non la riconobbe. Corallina giocava con il suo personaggio quasi fosse davvero "audace e disinvolta", al ritorno di Anita se ne andava con sguardo ammiccante. Fu lo stesso Casanova a cercarla rimasto di nuovo solo. Bevvero e risero a lungo fino a quando lei gli porse un calice di spumante, quelle bollicine fini che solleticano il naso. Ottavio ad un certo punto si allontanò scusandosi, un capogiro disse, troppo vino forse. All’’improvviso però un grido ruppe l’armonia della festa. Nel grande atrio un uomo era precipitato dalla balconata delle scale. Anita e Lucrezia si fecero largo tra i presenti arrivando ad affacciarsi alle scale e fu un colpo per Anita vedere riverso a terra il corpo senza vita di Ottavio. l dottor Alberto Cipriani, invitato alla festa, ne constatò il decesso e subito chiamò il Comandante Anna Malvasi del Comando dei Carabinieri del paese e invitò i presenti a non lasciare la Villa. Dal Comando Anna con il tenente Diego Baldi arrivarono in fretta alla splendida villa della Contessa, li accolse un giardino ampio e curato, illuminato ad arte, giochi d'acqua tutto intorno. All'ingresso della villa il dottor Cipriani la stava aspettando.

“Dott. Cipriani che meraviglia la sua maschera, un sacerdote? Cos’è facciamo il doppio lavoro?” “Sempre sarcastica eh Comandante?” “Ma no non direi. Ora mi dica cos’è successo” disse Anna con un leggerissimo sorriso. “Un uomo è caduto dalla balconata, un volo che però non ucciderebbe sul colpo a meno che uno non sia morto prima di cadere. Da un primo controllo ho questo sospetto da confermare in autopsia” “Ho capito. Aspetterò il suo veloce referto dottore, ma ora è il caso di parlare con la Contessa e i suoi ospiti. Baldi avverta il PM. Grazie dottore senza di lei questo lavoro sarebbe noioso" “E senza di lei comandante non sarebbe così piacevole”.

25


Un sorriso tra i due, quel dottore era sempre molto affascinante nei modi e sicuramente aveva un debole per Anna. Si diresse verso la stanza che le avevano indicato, trovò Anita e Lucrezia ancora con indosso i loro abiti per la festa, fece delle domande e scoprì la relazione della Contessa con la vittima e la strana reticenza al dialogo di Lucrezia. Il mattino dopo in caserma fece il punto della situazione con il Maresciallo Capo Giorgio Massi, il quale come sempre prese appunti e uscì per cercare le notizie utili, anche quelle dicerie di paese più piccanti che in fondo nascondevano sempre una verità. Tornò qualche ora dopo. “Direi che Ottavio Cortigiani la sua maschera da Casanova l’abbia proprio indovinata. La Contessa non è certo la sua prima e unica conquista. Celibe, 50 anni, decisamente di bell’aspetto, istruttore in una palestra frequentata per lo più da signore dell’alta borghesia, ricche un po’ annoiate, nubili o vedove” “Un gigolò insomma” osservò Anna “Si, in paese se ne raccontano di cose e di nemici e rivali poteva averne parecchi. Bisogna cercare un nesso fra lui e gli invitati. Certo lo conosceva bene la Contessa” “Ieri sera Anita mi ha raccontato tutto del suo rapporto con la vittima e l’organizzazione della festa in ogni minimo dettaglio” aggiunse Anna “non ha tralasciato nulla, ha ingaggiato anche un fotografo professionista, forse gli scatti potrebbero esserci utili” “Provvedo subito al mandato per farci consegnare le foto” rispose il Maresciallo Le foto arrivarono sul pc di Anna poche ore dopo. Le visionò ma in un primo momento sembrarono non servire. Poi pensò che qualcosa davvero non tornasse nella figura di Lucrezia. Anita l’aveva voluta al suo fianco nel ruolo della serva intrigante, ma cosa aveva fatto davvero Corallina tutta la sera? Qualche ora dopo arrivò il referto del dott. Cipriani il quale aveva riscontrato un decesso per arresto cardiaco dovuto da un mix di alcol e farmaci. Dunque c’era premeditazione e l'arma del delitto poteva essere alla portata di chiunque. Le foto dovevano avere la chiave di tutto così ricominciò a guardarle ma stavolta concentrandosi sui dettagli. Notò che Corallina compariva spesso in secondo piano nelle immagini. In alcune sembrava osservare con attenzione i movimenti di Anita e Ottavio, da un angolo, dietro una porta. In altre invece affiancava Anita con gli ospiti, in altre foto si intratteneva con il Casanova. Il fotografo aveva scattato anche un primo piano di Lucrezia, di profilo il volto sotto la maschera, austera ed elegante, il sorriso solo accennato. Poi si accorse di non aver notato una foto in particolare, dove alle spalle di due uomini c’era Casanova che prendeva dalle mani di Corallina un calice, forse spumante. Si sorridevano complici. Sul file l’ora dello scatto della foto era ravvicinata all’ora del decesso sul referto del medico legale. A questo punto era il caso di indagare su Lucrezia Paci e sul suo rapporto con la vittima. Il mattino seguente sempre di buon’ora, la sua passeggiata abituale, Anna mise nero su bianco le sue idee per sottoporle al Maresciallo Massi. “Buongiorno Comandante, qualche novità?” “Buongiorno Maresciallo, credo proprio di si, guardi” Anna lo invitò a guardare le foto e gli espose i suoi dubbi. Massi tornò dopo qualche ora con una relazione più dettagliata con date, nomi, luoghi. Lucrezia Paci e Ottavio Cortigiani venivano dallo stesso paese vicino Perugia. “Ottavio e Lucrezia si conoscono fin da ragazzi, la stessa scuola, le stesse amicizie, un fidanzamento fino alla promessa di matrimonio infranta da lui pochi giorni prima delle nozze. Forse Lucrezia non ha perdonato il tradimento. Le loro strade si sono divise, lui ha coltivato le sue passioni, lei si è laureata in farmacia, poi più niente di importante fino a ritrovarla qui come dama di compagnia”. “Lucrezia ha detto di non aver mai visto Ottavio prima di quella sera.Credo sia il caso di interrogarla nuovamente Maresciallo”. Alle domande di Anna Lucrezia non ci mise molto a confessare il suo rancore nei confronti di Ottavio, lui che le aveva rovinato la vita. Aveva covato per anni il desiderio di vendicarsi del tradimento, fino a quando il destino glielo aveva fatto di nuovo incontrare. Lei lo aveva riconosciuto. Fu facile convincere Anita, innamorata, ad invitarlo alla festa, il seguito era stato solo un gioco da ragazzi. Conosceva la debolezza di Ottavio per le donne e lo aveva ammaliato con i giochi di Corallina fino a somministrargli il cocktail di farmaci e alcol sapientemente miscelato. Era stato facile per Lucrezia assassinarlo, una liberazione la sua morte Anna, seduta sulla panchina del giardino della caserma, rifletté a lungo su quanto scoperto. Provava tenerezza per Lucrezia che si era fermata con il tempo ai suoi 25 anni quando un bellissimo ragazzo l'aveva fatta vivere in una favola e ne aveva poi spezzato maldestramente l'incantesimo, provocandole un rancore tale da farle premeditare e attuare un omicidio. Pensò poi alla sua vita, a come il destino avesse invece spezzato in modo drammatico la sua favola qualche anno prima, un ricordo di dolore che sapeva l'avrebbe accompagnata per sempre.


TITOLI DI CODA

“Coda” una cottura lenta e prolungata ne garantisce scioglievolezza e sapori

La ricetta dello zero stavolta è “ci” di Coda. I segreti della ricetta di Carlo Camilli Chef Na Fojetta. La risulta dei tagli di carne principali un tempo considerati cucina povera è tornata alla ribalta, anche nei menu di chef più blasonati. Nella tradizione della cucina romana la Coda va servita con i gaffi, i “villi” delle guance di manzo. Il cosiddetto Quinto quarto raccoglie, dalla punta del muso alla coda, tutto quello che non fa parte dei tagli “nobili”. La Coda alla romana ...mettersi in coda, per poterla gustare.

Ingredienti. A scelta: di Vitella tenera e cottura veloce; di Vitellone 3 ore circa; di Manzo 6 ore di cottura . 1 coda intera ( 1 kg circa) - gaffi 2 pezzi - concentrato di pomodoro 1, due cucchiai - 1 cipolla - 2, tre coste di sedano - 1 carota - ¼ di vino rosso - acqua o brodo vegetale - 1 cucchiaio raso di cacao in polvere - sale e pepe q.b Preparazione . La coda va divisa in “rocchi” della dimensione degli ossi e lasciata in acqua corrente fredda per due ore per togliere tutta la parte sanguinea. Scolare e asciugare bene i pezzi. Aggiungere i gaffi tagliati a dimensione dei rocchi. Rosolare bene tutte le parti con olio in un tegame capiente. Salare e pepare, aggiungere gli odori tritati grossolanamente. Sfumare col vino rosso e lasciare evaporare l’alcol. Aggiungere il concentrato di pomodoro, stemperato in acqua o brodo e fino a coprire tutto il composto. Avviare la cottura a fuoco basso, mescolare di tanto in tanto. Dopo due ore di cottura spolverare di cacao. Aggiungere a piacere e se gradito 1 chiodo di garofano. Portare a cottura finchè la carne si separa dall’osso. Il piatto. La coda al sugo si può servire accompagnata da coste di sedano appena scottate. Con il sugo, allungato e cotto con passata di pomodoro, si possono condire rigatoni, mantecati con pecorino e prezzemolo tritato. E’ uso accompagnare la pasta al sugo di coda con un pezzetto di coda e gaffo. (CC)

27


SIT

Spazio disponibile info

Bavarese di Fichi d’India e gelatina NA FOJETTA Frascati

SIT FEEL sitnewsfeel@gmail.com


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
SIT N. zero Le iniziative di Frigiotti by SIT FEEL - Issuu