1
Pittore sceneggiatore della luce
Caravaggio abitò a Roma e l’intera fase romana dell’artista si svolse in un chilometro quadrato: un fazzoletto della città, tutt’attorno a San Luigi dei Francesi.
La sua prima formazione a Milano presso il pittore manierista Simone Peterzano: il giovanissimo Caravaggio è affascinato dal luminismo dei pittori del Cinquecento. Giunto nel 1592 a Roma, riesce ad entrare nella bottega del cavaliere Giuseppe Cesari d’Arpino, importante pittore del periodo.
2
La sua 1595,dopo Monte, il pittore, gli
3
svolta artistica avviene nel l’incontro con il Cardinale Del quale, colpito dal talento del commissiona alcune opere.
4
Via della Pallacorda-
Campo Marzio-
7
Via della Scrofa-
6
8
S.Luigi de'Francesi-4
Vicolo stretto-
2
Palaz. Madama-
3
P.zza Navona-1
3 Palazzo Giustiniani-
5
1595, tutto intorno alla chiesa di San Luigi (4), al di là di uno stretto vicolo, a palazzo Madama (3), proprietà dei Medici, residenza del cardinal Del Monte (ora sede del Senato), che ospitò Caravaggio. La chiesa, luogo da dove, poco più tardi, avrebbe trasformato l'arte europea con la sua prima opera pubblica. Attraverso il vicolo (2) dove fu arrestato la prima volta, eccoci a piazza Navona (1), teatro dei segreti appuntamenti amorosi, raduni fra amici, aggressioni, arresti della polizia.
5 Via della Pallacorda-
7
Campo Marzio-
Via della ScrofaS.Luigi de'FrancesiVicolo stretto-
8
6
4
2
Palaz. MadamaP.zza Navona-1
3 Palazzo Giustiniani-
5
Tornando indietro, palazzo Giustiniani (5), dimora del banchiere Vincenzo il piĂš fedele acquirente delle sue opere. A sinistra, via della Scrofa (6), scenario di episodi che avrebbero coinvolto l'artista, in due passi si giungeva al Campo Marzio (7), dove avrebbe poi affittato una casa, vi viveva il cavalier D'Arpino, piĂš avanti via della Pallacorda (8), con i campi di pallacorda, teatro della fatale battaglia di strada e dell'assassinio che doveva mettere fine alla sua vita romana .
6 Via della PallacordaCampo Marzio-
8
7
Via della Scrofa-
6
S.Luigi de'Francesi-4 Vicolo stretto-
2
Palaz. Madama-
3
P.zza Navona-1
Palazzo Giustiniani-
5
Una vita dal vero
Tra la fine del ‘500 e l'inizio del ‘600 Roma vide realizzarsi radicali trasformazioni urbanistiche e innovazioni artistiche che i papi dell'epoca -Sisto V Peretti e Paolo V Borghese- le vollero imprimere, con lo scopo controriformistico, di restituire alla città il ruolo di capitale del cattolicesimo.
7
In Europa imperversava ancora la "tempesta" della Riforma luterana e decine di artisti si riversarono a Roma, pronti a mettere scalpelli, progetti e pennelli al servizio dei potenti mecenati dell'epoca. Caravaggio è a Roma...tra il 1593 circa e il 1606.
8
9
Appena ventenne eccolo nella Roma di Clemente VIII Aldobrandini: un mondo fatto di vicoli stretti e umidi, di stamberghe ed osterie, di popolo minuto, di emarginati e prostitute, come di raffinati palazzi signorili e lĂŹ vivrĂ fino al 1506.
10
…Roma città difficile, violenta.Il pittore e letterato olandese (fine del '500), Karel van Mander, la descrive così: “Vi inviterei ad andarci se non avessi paura che vi traviaste perché Roma è la città che, sopra ogni luogo, potrebbe rendere fruttuoso il viaggio di un artista essendo la capitale delle scuole di pittura, ma è anche il posto dove gli spendaccioni e i figliol prodighi sperperano ciò che possiedono… rifletteteprima di permettere a un giovane di compiere il viaggio.”
11
10
Sotto quel pontificato (1592‐1605) si ebbero molte leggi e regole inflessibili e si consumarono, nel breve periodo di cinque mesi, due esecuzioni, Beatrice Cenci e Giordano Bruno. 12 Beatrice Cenci , G.Reni
Questo papa voleva "moralizzare" i romani‌aveva vietato le celebrazioni del carnevale, impedito il gioco delle carte e dei dadi, proibito ai giovani di aggirarsi in gruppo nelle strade di notte, regolato l'uso delle armi. Quanto alle donne, aveva vietato loro di uscire di casa dopo il suono dell'Ave Maria, di entrare nelle osterie e di partecipare a feste e commedie, ed imposto un abbigliamento semplice e severo.
13
Da documenti , un itinerario ideale ci conduce per le strade e le piazze del rione Campo Marzio e la contrada della Scrofa: qui botteghe e osterie da lui frequentate, stralci di vita quotidiana, i legami stabiliti dal pittore con gli artigiani, gli artisti e i primi importanti mecenati che lo “sollevarono” d alla miseria, portandolo 14 sulla scena artistica della capitale.
Palazzo Giustiniani-Piazza S.Luigi dei Francesi
Palazzo Madama
15
Passeggiamo per i vicoli degli attuali rioni Parione, Eustachio e Campo Marzio, dove Caravaggio si muoveva, viveva e conduceva un'esistenza difficile e tormentata ma che non gli impedì di “comporre” le famosissime opere, che ammiriamo oggi, per Santa Maria del Popolo, Sant'Agostino e San Luigi dei Francesi e non solo.
Area consacrata al dio Marte, adibita ad esercizi militari Paries, parete, Parietone, nome della grossa parete che divideva un ordine di gradini dello stadio di Domiziano
16
Così chiamato dal titolo dell’antica chiesa dedicata al martire
Una tecnica che si fa poesia, armonia Caravaggio, l’artista che si è incantato di fronte alla magia naturale delle cose, che ha osservato il gioco che fanno la luce e l’ombra, il pavimento inclinato, l’ombra sul muro, il nastro caduto, gli strumenti musicali, gli spartiti...ha fatto diventare tutto causa efficiente di una nuova pittura, di una nuova poesia, un nuova musicalità annullando il costume pittorico del tempo.
17
La luce diventa protagonista del messaggio del pittore. Primo artista a studiare meticolosamente gli effetti della luce sulle forme e sull'ambiente con la ricerca del "vero" che i grandi pittori rinascimentali avevano fatto sulla prospettiva, il paesaggio e le forme del corpo. 18
19
LA SUA BOTTEGA? Gli ambienti ricchi di stimoli intellettuali, i personaggi interessanti in Palazzo Madama dove vi era una raccolta di libri di musica e di strumenti musicali . Tanto che il principale biografo, nonchĂŠ peggior nemico di Caravaggio, il pittore Giovanni Baglione, allude al sollievo di Caravaggio nell'aver ottenuto una sistemazione sicura a Palazzo Madama, e al piacere col quale dipinse per il cardinale "una musica di alcuni giovani ritratti al naturale, assai bene".
LA
MUSICA NEI QUADRI CARAVAGGIO
Sono raccolte in un anni, le opere di (1571-1610), detto essere soggetto è la
DI
arco di meno di dieci Michelangelo Merisi il Caravaggio, in cui a musica. 20
A Palazzo Madama, per riprendere i soggetti, utilizzava gli stessi elementi avendo a sua disposizione una sorta di ‘magazzino’ da cui prendeva ciò che gli serviva per approntare-creare la scenografia per quadri diversi. 21
Il Concerto di giovani – I Musici, al Metropolitan di New York- è il primo lavoro espressamente eseguito per il Cardinale, il che dimostra la familiarità del pittore con il ricco ambiente musicale della Roma di fine secolo.
Caravaggio, Concerto, 1595, olio su tela, Metropolitan Museum, New York
22
In quel periodo l'Italia, e soprattutto Roma, era centro di vita musicale che attirava da tutta Europa compositori e virtuosi, un luogo dove chiese, collegi e seminari offrivano ampie possibilitĂ d'impiego, mentre i visitatori erano sbalorditi di fronte all'abbondanza di occasioni di sentire musica.
23
Caravaggio, Concerto, 1595, olio su tela, Metropolitan Museum, New York
Originale l’approccio stilistico-cromatico del pittore nei suoi primi anni di vita romana oltre al clima culturale della corte del suo Mecenate, -il Cardinal del Monte: affascina la riproduzione del liuto, del violino e degli spartiti (che riprenderà nel Suonatore di liuto)...
24
Caravaggio, Concerto, 1595, olio su tela, Metropolitan Museum, New York
... fusione tra modernità del suo tempo e classicità di abiti e di atteggiamenti, con la miscela degli strumenti musicali tipici dell'epoca e degli abiti bianchi avvolti da drappi di colore vivo. Sulla sinistra del musico con il liuto, un amorino, che stacca gli acini dal grappolo d’uva, in pieno clima arcadico-mitologico classico.
25
Caravaggio, Concerto, 1595, olio su tela, Metropolitan Museum, New York
La precisione con cui Caravaggio riproduce anche i fogli di musica, ci permette di identificare alcuni dei brani copiati nei due quadri appartenuti al Cardinale Del Monte...
Straordinaria abilitĂ pittorica nel riprodurre fedelmente le minuscole linee del pentagramma a dispetto dei pesanti colori ad olio utilizzati.
26
...e nonostante il cattivo stato di conservazione che rende difficilmente leggibile la partitura, è stato possibile individuare un madrigale di Arcadelt (15051568), compositore fiammingo dal 1539 a Roma, prima presso la Cappella Giulia, poi maestro della Cappella Sistina. 27
I «suoni dipinti» di Caravaggio vanno ben oltre la metafora. Egli dipingeva musicisti, strumenti e partiture attingendo alla realtà musicale del suo tempo; raffigurava liuti, flauti, violini, arpe e cornetti così come li aveva visti, raggruppava cantanti e strumentisti così come li aveva sentiti.
28
Madrigali, ‘Suonatore di liuto”
Da contrappunto alla perfetta scorciatura degli strumenti musicali abbandonati sul tavolo secondo le regole prospettiche apprese dallo studio lombardo... 29
Suonatore di liuto - Hermitage San Pietroburgo
‌.la gestualità morbida della mani che toccano le corde e lo sguardo languido con la bocca socchiusa del suonatore, lasciano l'impronta della naturalezza che Caravaggio ha sempre professato. 30
Elemento piĂš pregevole del dipinto la doppia natura morta sul tavolo, rappresentata dai frutti (pera con i graffi bruni sulla buccia), dai fiori e dallo spartito musicale. L'utilizzo di modelli dalla bellezza effeminata nei suoi quadri di questo periodo e l'esaltazione della bellezza efebica e dell'armonia del canto e della musica, facevano parte della cultura raffinata dei committenti dell'artista. 31
Per la seconda tela, al Metropolitan Museum of Arte di New York, Caravaggio inizialmente ha copiato l'originale, poi lo ha cambiato notevolmente. Ha eliminato fiori e frutti per dare all'opera un senso piĂš pienamente musicale.
32
Ha introdotto una spinetta e un flauto in legno. La nuova posizione del tavolo e il recedere del motivo di un tappeto orientale rosso hanno dato al quadro più profondità. Gli oggetti hanno trovato una loro specificità più viva, mentre il ragazzo ha perso qualcosa dell'individualità di Mario Minniti diventando quasi androgino.
33
Il dipinto del Metropolitan è probabilmente successivo a quello dell’Ermitage, secondo fonti documentaristiche che ravvisano nel secondo dipinto, una committenza del Marchese Giustiniani, e nel primo, la committenza dello stesso soggetto da parte del Cardinale del Monte.
34
Per quanto il soggetto fosse lo stesso e nonostante l’impostazione della figura non cambiasse nell’azione e nell’espressione, le due tele differiscono tra loro per la composizione del tavolo: ponendo le due tele a confronto, la tela dell’Ermitage appare cromaticamente ricca e variegata nella presenza del vaso con i fiori e della frutta, che scompaiono poi nella più tarda del Metropolitan, per lasciare posto ad altri strumenti: un flauto dolce e un virginale.
35
Soggetto nelle due versioni del Suonatore di liuto, è lo strumento che durante tutto il Rinascimento ha avuto un’ importanza paragonabile al pianoforte nell’Ottocento. Poteva essere suonato da solo, con altri strumenti, o per accompagnare il canto. Caravaggio sceglie di rappresentarlo con piena conoscenza, per esperienza sia visiva che uditiva.
36
Un biografo del Caravaggio, in uno scritto cita un quadro dipinto dall'artista in cui un giovane suonatore di liuto ha lo spartito musicale posato sul tavolo, accanto a un vaso di fiori, in cui si scorge il riflesso di una finestra: "E questo", conclude il biografo Baglione, "[ Caravaggio disse] che fu il piĂš bel pezzo, che facesse mai".
37
Il primo documento in cui compare il nome di Caravaggio, racconta di una bella donna che viveva ai Santi Apostoli, la quale un giorno querela un gruppo di tredici giovani che tutte le sere andavano in banda a schitarrare e cantare canzoni sotto il suo balcone. "Lena" Maddalena Antognetti
"Annuccia" Anna Bianchini
38
La presenza del giovane Caravaggio in ambiente “musicale” a Roma è logica conseguenza della sua ricerca di modelli per i propri dipinti. E il Cardinal del Monte (1549 - 1627), diplomatico e Collezionista d’Arte, organizzava nel suo palazzo intrattenimenti musicali a cui l'artista partecipava. <in suo scritto ad un amico:”Sappiate che io suono di chitarriglia et canto alla spagnuola"...perché egli stesso si dilettava con la chitarra, visto che se ne trova una nell'inventario delle cose che aveva in casa il 26 agosto 1605
39
quadro ha grande valenza dal punto di vista musicale‌ 40
L’angelo suona il violino in onore della Vergine il Cantico dei Cantici suggeritogli dallo spartito sorretto dall’anziano Giuseppe seduto su un fagotto. .. anche lo spartito retto da San Giuseppe non è stato messo lì casualmente…
41
Le note del libro musicale in mano a Giuseppe fanno parte del cantus di un mottetto Quam pulchra es et quam decora del compositore franco-fiammingo Noël Bauldwijn (1519). Il testo poetico è dal Cantico dei Cantici, dialogo lirico fra Sposo e Sposa che nella tradizione cristiana è riferito simbolicamente a Cristo e alla sua Chiesa. La parte del cantus in chiave di violino è quella giusta per essere eseguita da un violino, com’è raffigurato nelle mani dell’angelo.
42
...osserviamo il violino: si nota che ha una corda spezzata, allegoria della fragilità della vita, in bilico tra la povertà rappresentata da San Giuseppe, e la Vita Eterna rappresentata da Maria con il Bambino. Strumento popolare, appare nelle mani dell’angelo il violino suona un canto a guisa di nenia.
43
Questo dipinto assume volutamente una intonazione lirica, secondo il critico Eberard Konig: "Il significato del Vespro è quello dell'ora del tramonto, della fine delle fatiche giornaliere al calare della notte, quando il pensiero del devoto va alla fuga in Egitto o alla Deposizione del Cristo morto dalla croce... Caravaggio, facendo trasparire attraverso le note il contesto liturgico, mostra Maria che durante la fuga in Egitto vive il suo primo dolore, un presentimento del suo pianto sotto la croce"...ecco allora la ninna nanna del compositore fiammingo Noel Bauldewijn, interpretando uno spartito stampato a Roma nel 1520..
44
In Amor vincit omnia, uno dei piÚ apprezzati e conosciuti capolavori, commissionato da Vincenzo Giustiniani, ricco collezionista d'arte genovese tra gli storici mecenati di Caravaggio, il soggetto del quadro è un personaggio ricorrente nei quadri di molti artisti che si sono ispirati alla mitologia greca e visto in tantissime vesti.
45
Come in altri quadri, anche in questo caso, il soggetto è Amore o Cupido, nel suo aspetto piÚ tradizionale, un ragazzetto dotato di ali. Ma invece di avere delle ali candide, secondo la tradizione iconografica, qui è rappresentato con ali scure come quelle di un falco.
46
L'amore vincitore tiene in mano alcune frecce (alludendo alla figura mitologica di Cupido), ai suoi piedi alcuni oggetti, (armi, libri, un globo stellato appena dietro la gamba del protagonista, una squadra, spartiti e strumenti musicali) che si riferiscono alla musica.
47
Consideriamo il grande amore che il committente Giustiniani nutriva nei confronti della musica, tanto che egli stesso fu autore di trattati di musica. Tutti questi oggetti rappresenterebbero le arti e i mestieri vinti dall'amore (la guerra, la musica, la letteratura, l'astronomia, la geometria ...).
48
...pur con allusioni virgiliane, sopraffatte dalla verità della scena, dall’atteggiamento provocante e dal carnalismo del nudo di giovinetto...la musica è la protagonista per riallacciarsi al committente il Giustiniani, autore di molti trattati come un “Discorso sopra la musica”.
49
Vicino agli spartiti vari strumenti dipinti come natura morta e che rappresentano le attività dell’uomo: un’armatura la guerra, una coroncina il potere, squadra e compasso il disegno, penna e dei fogli scritti letteratura, fiori ed alloro amore per la natura.
50
“...Michelangelo da Caravaggio fa cose meravigliose. [Però] accanto al buon grano c'è l'erbaccia, egli quando ha lavorato un paio di settimane se ne va a spasso per un mese o due, con la spada al fianco e un servo dietro di sé, e gira da un gioco di palla all'altro, pronto ad attaccare briga, ad azzuffarsi...Nonostante questo, la sua pittura è fuori discussione.” affermava Karel van Mander tra il 1603 e il 1604....Pittore in grado di "dare luce al buio", pittore della luce carpisce nel buio l'interiorità dei personaggi raffigurati...”
51