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IlBelViaggio Venezia lr

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ITINERARI INASPETTATI

VENEZIA

VENEZIA

La direzione del Ca’ Pisani è felice di accogliervi con un regalo speciale: un invito a scoprire Venezia con lentezza, lasciandovi sorprendere ad ogni passo.

Questa città non si attraversa in fretta: è un sogno sull’acqua, un labirinto di calli e campielli che custodiscono storie, profumi e silenzi. Ogni ponte è un invito, ogni angolo un incontro. Con questa piccola guida vi condurremo dentro la sua anima più autentica.

Il primo itinerario parte da casa, dal Ca’ Pisani, nel cuore del sestiere di Dorsoduro, dove arte, storia e vita quotidiana si intrecciano. Qui il ritmo rallenta, le botteghe raccontano storie antiche e i canali riflettono la luce più poetica della città. Passeggiare attorno al nostro hotel significa incontrare la Venezia vera, quella che vive al di là dei luoghi più affollati.

Il secondo percorso vi porta nelle chiese meno conosciute, scrigni di bellezza in cui l’odore della cera, il silenzio e la penombra esaltano capolavori spesso ignorati dai circuiti turistici.

La terza proposta vi invita ad avventurarvi nella laguna: un mondo sospeso, fatto di isole, monasteri e acque che brillano di luce cangiante. Scoprirla lentamente è un’esperienza che resta nel cuore.

Infine, l’Isola di San Giorgio Maggiore, con il suo campanile che regala la vista più spettacolare della città e la Fondazione Cini, custode di tesori artistici, tra cui la straordinaria riproduzione dell’Ultima Cena del Veronese. Questo regalo racconta la nostra filosofia di ospitalità: Ca’ Pisani fa parte di Planetaria Hotels, collezione di alberghi, quattro e cinque stelle, unici in Italia che accolgono i viaggiatori come amici di casa e li guidano alla scoperta dell’anima dei luoghi. Che il vostro soggiorno sia breve o lungo, lasciatevi condurre da queste pagine: Venezia farà il resto.

Venezia

The management of Ca’ Pisani is delighted to welcome you with a special gift: an invitation to discover Venice at a leisurely pace, allowing yourself to be enchantedateveryturn.Thiscityisn’tmeanttoberushed;it’sadreamfloatingon water, a maze of calli and campielli where stories, scents, and silences linger. Every bridge beckons; every corner promises a new encounter. With this little guide,we’llleadyoustraighttothecity’strueheart.

Our first route begins at home, at Ca’ Pisani, nestled in the heart of Dorsoduro, where art, history, and daily life weave together. Here, time slows down, shopfronts whisper tales from the past, and the canals mirror the city’s most poetic light. Strolling around our hotel, you’ll meet the real Venice—the one that thrivesbeyondthebustlingcrowds.

The second path leads you to lesser-known churches,hiddengemswherethe scent of wax, the hush, and the dim light bring out masterpieces often overlooked by the usual tourist trails.

Ourthirdsuggestioninvitesyoutoventureintothelagoon—aworldsuspended in time, dotted with islands, monasteries, and shimmering waters. To explore it slowly is to create memories that will stay with you forever. Finally, there’s the Isola di San Giorgio Maggiore, with its bell tower offering the city’s most breathtaking view, and the Fondazione Cini, guardian of artistic treasures,includingtheextraordinaryreproductionofVeronese’sLastSupper. This gift reflects our philosophy of hospitality: Ca’ Pisani is part of Planetaria Hotels, a collection of unique four- and five-star hotels across Italy, where travellersarewelcomedasfriendsandguidedtothesoulofeachdestination. Whetheryourstayisbrieforextended,letthesepagesbeyourcompass—Venice will do the rest.

Venezia

In the Vicinity of Design Hotel Ca’ Pisani

Attorno al Design Hotel Ca’ Pisani

Il Ca’ Pisani è il primo design hotel di Venezia ed è anche un autentico gioiello dell’art decò, dove gli ospiti si trovano immersi in una galleria d’arte tra arredi e oggetti originali degli anni Trenta e Quaranta del Novecento.

Non poteva che essere collocato in un’area di Dorsoduro dove l’arte si respira a pieni polmoni.

Poco distante dall’hotel, infatti, si trova la casa di Peggy Guggenheim, la famosa collezionista americana di arte moderna, sposata con Max Ernst, pittore dadaista, e qui si può visitare una bellissima e imperdibile collezione.

Ca’ Pisani is Venice’s first design hotel and a true Art Deco gem, where guests find themselves immersed in an art gallery filled with original furnishings and objects from the 1930s and 1940s. It is fittingly located in Dorsoduro where art is in the air.

Close to the hotel is the home of Peggy Guggenheim, the famous American modern art collector married to the Dadaist painter Max Ernst. Here, you can visit a beautiful and unmissable collection. But before reaching this house on Fondamenta dei Leoni, let us pause for a while in front of the Ponte

Ma prima di arrivare a questa casa in Fondamenta dei Leoni sostiamo qualche tempo dinnanzi al Ponte dell’Accademia che, all’epoca della sua inaugurazione nel 1933, era il più grande ponte ad arco in legno di tutta Europa. Di fronte ad esso c’è la Scuola della Carità, la più antica (1260) e la più importante delle sei grandi scuole veneziane, creata per l’assistenza ai poveri, oggi ospita le Gallerie dell’Accademia dove si possono ammirare le opere dei più grandi artisti che hanno rappresentato la pittura veneziana: Canaletto,

dell’Accademia, which, at the time of its inauguration in 1933, was the largest wooden arch bridge in Europe. Opposite is the Scuola della Carità, established in 1260, which is recognized as one of the six major Venetian schools founded to help those in need. Today, the Gallerie dell’Accademia is located here and features works by artists significant to Venetian painting, including Canaletto, Tintoretto, Titian, Bellini, and others.

Nearby on Calle Nova Sant’Agnese, a house displays a Madonna on its façade, marking the site where

Tintoretto, Tiziano, Bellini e molti altri. Poco distante troviamo Calle Nova Sant’Agnese dove esiste una casa con una Madonna sulla facciata che ci ricorda che, proprio qui, ebbe origine l’epidemia di peste nel 1630.

Proseguendo per ponte San Cristoforo arriviamo di fronte a Ca’ Dario, il bel palazzo quattrocentesco con la facciata di marmi policromi che ospitò il poeta francese Henri De Regnier. Di fronte a noi si apre il piccolo magnifico Campiello Barbaro che ci condurrà fino al sottoportico de l’Abbazia. Siamo

the 1630 plague began. Continuing over the Ponte San Cristoforo, we arrive in front of Ca’ Dario, the beautiful 15th-century palace with a façade of polychrome marbles that hosted the French poet Henri De Regnier. In front of us opens the small, magnificent Campiello Barbaro, which will lead us to the Sottoportico de l’Abbazia. Our location is adjacent to Venice’s oldest Benedictine monastery, established in 1164, as well as the Church of San Gregorio, which was closed for worship by order of Napoleon in 1808. Following this, the mona-

Chiesa della Salute
Venezia

accanto al più antico monastero benedettino di Venezia (1164) e alla chiesa di San Gregorio, chiusa al culto da Napoleone nel 1808. Mentre gli stabili del monastero venivano adibiti ad abitazioni, la chiesa venne occupata da un’officina della Zecca per la raffinazione dell’oro.

Nel sottoportego si apre il chiostro gotico della metà del Trecento, oggi adibito ad ospitare mostre d’arte e d’architettura. Siamo a pochi passi dalla grande Chiesa della Salute che ebbe origine nel 1630 quando i componenti del Senato

stery buildings were repurposed as residential accommodations, while the church was utilized as a mint workshop for gold refining. In the Sottoportego, there is a Gothic cloister from the mid-14th century that is currently used for art and architecture exhibitions. The Church of the Salute, located nearby, was established following a vow made by members of the Venetian Senate to Santa Maria della Salute during the 1630 plague. After the end of the plague in 1631, a wooden church was built, which was soon replaced by the current

Venezia
Casa di Desdemona

veneziano fecero un voto a Santa Maria della Salute perché li liberasse dalla peste, costruendo un luogo di culto. Nel 1631, sconfitta la peste, venne eretta una chiesa di legno a cui fece immediatamente seguito, su disegno di Baldassarre Longhena, il magnifico tempio arrivato fino a noi. La basilica appoggia, come moltissime costruzioni veneziane, su pali di larice, pino o quercia collocati in file parallele e, in questo caso, si parla di centomila di questi pali.

Di fronte si può ammirare la casa di Desdemona, la sfortunata moglie di Otello della commedia shakespeariana; è la facciata di Palazzo

structure designed by Baldassarre Longhena. The basilica, like other Venetian buildings, is supported by about 100,000 piles made of larch, pine, or oak arranged in parallel rows.

Directly across, visitors can observe the façade of Palazzo Contarini Fasan, historically known as the residence associated with Desdemona, the ill-fated wife from Shakespeare’s Othello. Shakespeare adapted his narrative from “The Moor of Venice,” which recounts a tale of jealousy involving a noble Venetian of darker complexion, Nicola Contarini.

Proceeding around Punta della

Lo Squero di San Trovato

Contarini Fasan. Shakespeare attinse la trama dal Moro di Venezia che richiama una storia di gelosie che conduce a un nobile veneziano, moro di pelle: Nicola Contarini. Girando attorno a Punta della Dogana, dove si scaricavano le merci arrivate via mare da paesi lontani e si pagavano i dazi, si prosegue per le Fondamenta delle Zattere che affaccia sul Canale della Giudecca, passiamo davanti all’ex-ospedale degli Incurabili, creato nel

Cinquecento per le povere donne ammalate e, girando a destra, entriamo in Campo Sant’Agnese che ci ricongiunge con Rio Terà Foscarini dove si trova l’hotel Ca’ Pisani.

Dogana—historically, the site where imported goods were unloaded and customs duties collected—we continue along the Fondamenta delle Zattere, which offers views of the Giudecca Canal. Passing the former Hospital of the Incurables, established in the 16th century to serve impoverished women suffering from illness, we turn left into Campo Sant’Agnese. This square provides access to Calle Larga Pisani, the location of the Ca’ Pisani hotel.

Just a few more steps bring you to the San Trovaso squero (a type of shipyard) on its namesake canal in Dorsoduro. As one of Venice’s few

Ancora qualche passo per raggiungere lo squero di San Trovaso che sorge sul rio omonimo, siamo sempre a Dorsoduro. Si tratta di uno dei pochissimi squeri ancora presenti a Venezia e risale a prima del Seicento. Ha una forma a baita di montagna, inusuale per Venezia, e il motivo deriva dal fatto che sia il legname che i carpentieri provenivano dal Cadore. Il termine squero deriva dalla parola “squara” che indica una squadra di persone che cooperano per costruire ogni tipo di imbarcazioni.

E, a proposito di imbarcazioni, ritorniamo appena un poco indietro per visitare, sempre a Dorsoduro, in Fondamenta Soranzo della Fornace al 341, il laboratorio di Saverio Pastor, dove si producono le più eleganti fórcole di Venezia. È infatti sufficiente uscire dall’itinerario calpestato quotidianamente da milioni di piedi per imbattersi in una Venezia che di storie da raccontare e di mani preziose, come sono quelle dei suoi artigiani che ne preservano l’unicità e la bellezza, ne ha ancora tante.

Le fórcole sono nate dalla raffinatezza dell’arte veneziana, dipinte fin dal XV secolo dal Carpaccio. Resistono nella loro costruzione in legno, senza cedere il passo a nuovi tecnologici materiali: “i legni

remaining squeri, it dates back before the 17th century. Its chalet-like design is due to both timber and carpenters coming from Cadore. The word “squero” comes from “squara,” meaning a team that builds various boats.

Continuing the topic of boats, it is worthwhile to visit Fondamenta Soranzo della Fornace 341 in Dorsoduro, home to the renowned workshop of Saverio Pastor. Here, some of Venice’s most elegant fórcole are meticulously crafted. In fact, by venturing slightly away from the well-travelled paths, one can discover facets of Venice that continue to reveal rich narratives and skilled artisans whose dedication upholds the city’s distinct heritage and beauty.

The fórcole have their origins in the refined traditions of Venetian artisanry, depicted in artworks dating back to the 15th century by Carpaccio. They are still crafted from wood today, as contemporary technology has not supplanted traditional materials. The types of wood employed are diverse yet consistently lightweight, ranging from exotic ramin to pear, maple, and apple. Each fórcola and oar is unique, reflecting the individuality of its construction.

Saverio Pastor explains: “To avoid

Venezia

sono i più svariati, ma sempre leggeri – dall’esotico ramin, al pero, all’acero, al melo – e non sono mai uguali fórcola e remo. Per evitare una rapida consunzione”, ci racconta Saverio Pastor che prosegue: “I mestieri che danno vita a una gondola sono molteplici: dagli squerarióli che costruiscono lo scafo ai fondidóri che ricavano i pezzi di ottone, dai battiloro che si occupano delle finiture in oro ai calègheri che creano le scarpe per i gondolieri, solo per citarne alcuni. Siamo rimasti una trentina. Cresciuti e resistenti al moto ondoso delle barche a motore”.

Questo itinerario si svolge tutto intorno all’Hotel Ca’ Pisani, a Dorsoduro, il sestiere d’arte veneziano il cui nome deriva da “de osso duro”, ossia che il terreno in cui sorse il sestiere era solido, rialzato e meno paludoso rispetto agli altri della città.

rapid wear, many trades participate in constructing a gondola. These include the squerarióli who build the hull, the fondidóri who craft the brass components, the battiloro responsible for gold finishes, and the calègheri who make shoes for the gondoliers, among others. Now, only around thirty of us remain in these trades, all brought up to handle motorboat wakes.”

This itinerary is centred around Hotel Ca’ Pisani, located in Dorsoduro, the Venetian art district. The name “Dorsoduro” comes from “de osso duro,” indicating that the ground in this district was more solid, elevated, and less marshy than other areas of the city.

CalleNuovaSant’Agnese CalledelaChiesa

RioTerà Foscarini

Collezione Guggenheim
Ponte dell’Accademia
Gallerie dell’Accademia
Ca’ Pisani Deco Design Hotel
Campo Sant'Agnese
Squero di San Torvaso
Rio Trà S. Vio
Venezia

Palazzo Ca’ Dario

Collezione Peggy Guggenheim

Ponte San Cristoforo

Campiello Barbaro

Calle San Gregorio

Saverio Pastor

Fondamenta Salute

Abbazia di San

Vio Rio Trà Saloni

Fondamenta Soranzo Detta de la Fornace

Gregorio
Punta della Dogana
Casa di Desdemona
Venezia

Il percorso delle sei chiese

The itinerary of the six churches

Soffitto di San Pantalon

Venezia è una città di campi, rii, ponti, calli…e anche chiese. Dalle più piccole alle più imponenti se ne contano 137. Vi guideremo, attraverso un percorso tra sei chiese che, per capolavori e storia, sono ricche di bellezze da scoprire.

Santa Maria dei Miracoli

Sestiere di Cannaregio

Nel Sestiere di Cannaregio, nascosta tra le calli, si trova una piccola chiesa che ricorda un portagioie. Non solo nella forma ma anche nella sostanza: ogni suo elemento è prezioso sia per i materiali impiegati nella costruzione, sia per l’immagine miracolosa che custodisce

Venice is a city of squares, canals, bridges, alleys... and churches. From the smallest to the most imposing, there are 137 in total. Discover five beautiful, historically significant churches, each a unique masterpiece.

Santa Maria dei Miracoli

Located within the Cannaregio district and nestled among the alleys, this modest church is often likened to a jewellery box. The comparison extends beyond its form; each part is of notable value due to the quality of construction materials and the revered image it holds. The Amadi family, known for their

La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

al suo interno.

Tutto ebbe inizio grazie alla famiglia Amadi, molto devota alla Vergine Maria. Essi incaricarono il pittore Zanino di Pietro di realizzare un dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù da collocare all’esterno della loro abitazione, affinché i viandanti potessero trovare conforto. Il dipinto divenne ben presto famoso: attorno ad esso si verificarono numerosi eventi prodigiosi, che attirarono un crescente numero di fedeli. Bisognava dare una giusta collocazione all’immagine sacra, così

devotion to the Virgin Mary, commissioned painter Zanino di Pietro to create an artwork depicting the Madonna with the Child Jesus. The painting was initially placed outside their home so that pilgrims could find some comfort in it. Over time, the artwork became widely recognized and started drawing an increasing number of devotees as reports circulated of miraculous occurrences happening around it. The Amadi family eventually commissioned Pietro Lombardo’s workshop to build the church and provide a suitable setting for the

L'interno della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Amadi commissionò la realizzazione della chiesa alla bottega di Pietro Lombardo che dal 1481 al 1489 si dedicò assieme ai figli alla costruzione di questo edificio.

Lombardo selezionò materiali di straordinaria raffinatezza: il marmo di Carrara pavonazzetto, porfido rosso e verde proveniente dall’Egitto, la pietra d’Istria, il marmo bardiglio grigetto delle Alpi Apuane, il verde di Genova e il rosso di Verona.

La facciata della chiesa con il suo frontone semicircolare è ricca di marmi policromi, decorata da motivi geometrici, rosoni, croci, e ri-

sacred image. Together with his sons, Lombardo oversaw the construction of the building from 1481 to 1489.

Lombardo utilised a variety of refined materials, including Carrara marble, red and green porphyry from Egypt, Istrian stone, grey Bardiglio marble from the Apuan Alps, green marble from Genoa, and red marble from Verona.

The church’s façade, featuring a semicircular pediment, is crafted with polychrome marbles. It combines geometric motifs, rosettes, crosses, and panels, merging elements from Renaissance and Ve-

La Chiesa della Madonna dell'Orto
Venezia

quadri in un perfetto equilibrio tra lo stile rinascimentale con quello veneziano.

L’interno è a navata unica, rettangolare, larga 12 mt. Alle pareti, il marmo rosso scandisce i colori delle lastre grigie e rosate. Mentre il soffitto a cassettoni dorati raffiguranti patriarchi e profeti culmina in una volta a botte. L’altare, raggiungibile tramite una scalinata ripida, accoglie i fedeli con l’immagine miracolosa che dall’alto guarda i volti di coloro che vengono ad ammirare questo capolavoro.

Dall’esterno, la chiesa sembra emergere direttamente dalle acque del Rio dei Miracoli, ma è all’interno che rivela la sua meraviglia: grazie all’uso sapiente del marmo come fosse una tavolozza di colori, Pietro Lombardo ha reso omaggio non solo all’opera sacra ma anche a tutti i devoti che si raccolgono tra le mura di questo gioello.

Chiesa della Madonna dell’Orto

Sestiere di Cannaregio

Questo santuario fu edificato intorno al 1350 dalla congregazione degli Umiliati, guidata da frate Tiberio da Parma. Inizialmente l’edificio fu dedicato a Dio, alla Vergine Maria e a San Cristoforo, protettore dei viaggiatori. La storia singola-

netian architectural styles. The interior incorporates a single rectangular nave measuring 12 meters in width. The red marble walls create a contrast with the grey and pink stone slabs. The coffered ceiling, decorated with gilded figures of patriarchs and prophets, culminates in a barrel vault. The altar, accessible via a steep staircase, welcomes visitors with the revered image glancing at the people who came to view this notable work.

The church seems to emerge straight from the Rio dei Miracoli, but its true marvel lies indeed within its walls. Pietro Lombardo masterfully used marble like a painter’s palette to celebrate both the sacred role of the artwork and to honour its devoted visitors.

Church of Madonna dell’Orto

This sanctuary was built around 1350 by the congregation of the Humiliati, led by Friar Tiberio da Parma. Initially, the building was dedicated to God, the Virgin Mary, and Saint Christopher, the protector of travellers.

The name of this church derives from its unique historical background.

The parish priest of Santa Maria Formosa commissioned sculptor

re di questa chiesa contribuisce a spiegare l’origine del suo nome.

Il parroco di Santa Maria Formosa commissionò allo scultore Giovanni De Santi una statua della Madonna, che però non fu da lui apprezzata. L’artista decise così di sistemarla nell’orto di casa. Una notte, la moglie notò che la statua emanava strani bagliori. La notizia si diffuse rapidamente, attirando numerosi fedeli. Informato del fenomeno, il vescovo ordinò che si trovasse un luogo adeguato per il suo trasferimento.

De Santi si rivolse ai frati di San Cristoforo, proponendo che l’opera fosse accolta nella loro chiesa

Giovanni De Santi to create a statue of the Madonna, but the resulting work did not meet his approval hence, the artist decided to place the statue in the vegetable garden of his home. One night, De Santi’s wife saw the sculpture emitting unusual glows. News of this occurrence spread rapidly, leading to increased public interest. Upon learning about the event, the bishop requested arrangements for relocating the sculpture.

De Santi approached the friars of San Cristoforo with a proposal to house the work in their church under three conditions: he wished to be buried next to the sculpture, for

La Chiesa della Madonna dell'Orto

a patto che fossero rispettate tre condizioni: essere sepolto accanto alla scultura, una messa in perpetuo e una cospicua somma di denaro. I frati accettarono solo le prime due richieste. La statua fece il suo ingresso solenne nella chiesa nel 1377, e l’edificio divenne santuario della Madonna dell’Orto nel 1481.

Jacopo Tintoretto, era molto affezionato a questa chiesa, poiché abitava nel vicino campo dei Mori. Quando si spense, il 31 maggio 1594 fu sepolto proprio lì, nella cripta della famiglia Episcopi. L’interno conserva molte delle sue

a perpetual mass to be held, and for a substantial amount of money to be provided. Though the friars accepted only the first two requests, the statue made its solemn entrance into the church in 1377, and the building became the sanctuary of the Madonna dell’Orto in 1481.

Jacopo Tintoretto was very fond of this church, as he lived in the nearby Campo dei Mori. When he passed away on 31 May 1594, he was buried there, in the crypt of the Episcopi family. The interior preserves many of his works, a significant testimony to the artist’s connection with this place. Among these: The

Presentazione della Vergine al Tempio, di Jacopo Tintoretto, 1553-1556, Chiesa della Madonna dell'Orto

opere, significativa testimonianza del legame dell’artista con questo luogo. Tra queste: L’adorazione del Vitello d’Oro, Il Giudizio Universale, La presentazione di Maria al Tempio, Miracolo di Sant’Agnese, L’Apparizione della croce a San Pietro, la Decollazione di San Paolo e Le Quattro Virtù Cardinali.

L’Adorazione del Vitello d’Oro (1562–1565): è un imponente dipinto ad olio misura 5,8 x 14,5 m. Le nubi nere dividono la composizione in due parti: in alto Dio consegna le tavole della legge a

Adoration of the Golden Calf, The Last Judgment, The Presentation of Mary in the Temple, The Miracle of Saint Agnes, The Apparition of the Cross to Saint Peter, The Beheading of Saint Paul, and The Four Cardinal Virtues.

The Adoration of the Golden Calf (1562–1565) is an imposing oil painting measuring 5.8 x 14.5 meters. The image is split by dark clouds into two distinct areas: above, God hands the tablets of the law to Moses—whose figure looks faded in the bright light—while angels and

Mosè, reso quasi evanescente dalla luce divina, circondato da angeli e anime; in basso, il popolo ebraico, animato da frenesia continua a raccoglie l’oro mentre il Vitello sta per essere sollevato.

Apparizione della Croce a San Pietro (1550–1553): sul lato sinistro dell’abside, il santo è raffigurato con ricchi abiti liturgici; dal piviale alla tiara tutto è dettagliato nei colori dorati. Le chiavi sono appoggiate tra il grembo e la Bibbia. San Pietro guarda agli angeli, disposti in una composizione rotatoria, mentre reggono la croce, simbolo del martirio imminente.

La facciata gotica della chiesa è molto interessante. Al centro si trova un grande rosone che permette alla luce di entrare all’interno.

Il portale d’ingresso, realizzato da Bartolomeo Bon, è decorato con statue: al centro c’è San Cristoforo, mentre ai lati si trovano la Madonna e l’Arcangelo Gabriele, scolpiti da Antonio Rizzo e Giovanni Fiorentino.

Oltre a essere quasi un museo dedicato al Tintoretto, la Chiesa della Madonna dell’Orto ospita anche opere di molti altri artisti, rendendola un luogo ricco di tesori da scoprire.

souls go with him. Below, the frenzied Jewish people collect gold as the Calf is about to be raised.

The Apparition of the Cross to Saint Peter (1550–1553): on the left side of the apse, the saint is depicted in rich liturgical garments; from the chasuble to the tiara, everything is detailed in golden colours. The keys rest between his lap and the Bible. Saint Peter looks at the angels, arranged in a rotating composition, while they hold the cross, symbol of his imminent martyrdom.

The church features a notable Gothic façade, distinguished by a prominent rose window at its centre that illuminates the interior. The entrance portal, crafted by Bartolomeo Bon, is adorned with statuary: Saint Christopher occupies the central position, flanked by sculptures of the Madonna and the Archangel Gabriel, executed by Antonio Rizzo and Giovanni Fiorentino. Renowned as an important repository of works by Tintoretto, the Church of Madonna dell’Orto also holds significant pieces by various other artists, proving it as a site of considerable artistic value.

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo – Sestiere Castello

Sorge nell’omonimo campo, nel Sestiere di Castello, ed è la chiesa più grande di Venezia. Solo per capirne l’immensità di arte che questa chiesa contiene non basterebbe un giorno. È considerata un po’ il pantheon di Venezia per il grande numero di tombe e sarcofaghi di dogi che ospita. La sua origine si deve a una leggenda secondo cui il doge Jacopo Tiepolo donò, nel 1234, ai frati domenicani, presenti in città da una decina d’anni, l’oratorio di

The Basilica of Saints John and Paul

Located in the eponymous square in the Castello district, this is the largest church in Venice. One could easily spend an entire day marvelling at the immense collection of art it houses. Often referred to as the Pantheon of Venice, it is the final resting place for numerous doges, with many tombs and sarcophagi. Legend has it that in 1234, Doge Jacopo Tiepolo gifted the Dominican friars, who had been in the city for about a decade, the Ora-

La Basilica dei Santi Giovannie Paolo Venezia

San Daniele su cui essi costruirono il primo impianto di questa chiesa. Il cantiere e i relativi abbellimenti durarono per quasi due secoli e la chiesa venne ufficialmente consacrata il 14 novembre 1430.

Da quel momento la chiesa si arricchì costantemente di monumenti sepolcrali, dipinti, sculture dei maggiori artisti veneziani, fino al 1807 quando Napoleone allontanò i frati domenicani e trasformò il complesso in ospedale.

Molte opere vennero sequestrate e, nel 1867, il colpo di grazia di un incendio distrusse una grande parte del patrimonio artistico rimasto.

La chiesa, all’esterno, si presenta con una grande facciata gotica,

tory of San Daniele. They built the first structure of this church on that site. The construction and embellishments spanned nearly two centuries, and the church was officially consecrated on 14 November 1430. From that moment on, the church continually enriched itself with funerary monuments, paintings, and sculptures by the greatest Venetian artists. This continued until 1807 when Napoleon expelled the Dominican friars and converted the complex into a hospital. Many artworks were seized, and in 1867, a devastating fire destroyed a significant portion of the remaining artistic heritage.

Externally, the church boasts a

con sei nicchie che custodiscono alcuni sepolcri, un rosone centrale e sei grandi colonne di marmo portate qui nel 1459. I monumenti all’interno raccontano molto della lunga storia di Venezia; dagli altari e monumenti sepolcrali dedicati alla famiglia Mocenigo che dette molti dogi alla città al monumento a Marcantonio Bragadin, eroe veneziano scorticato vivo dai turchi dopo la presa di Famagosta. Ciò che rimaneva della sua pelle fu portato qui nel 1596 e esaminato

grand Gothic façade with six niches housing some tombs, a central rose window, and six large marble columns brought here in 1459. The monuments inside tell much of Venice’s long history; from the altars and funerary monuments dedicated to the Mocenigo family, who gave many doges to the city, to the monument to Marcantonio Bragadin, a Venetian hero who was flayed alive by the Turks after the fall of Famagusta. What remained of his skin was brought here in 1596 and Venezia

scientificamente nel 1961, fino dal grandioso Polittico di San Vincenzo Ferrer (1464-1470) di Giovanni Bellini, realizzato in nove scomparti. Sul soffitto della Cappella del Rosario si possono ammirare tre capolavori del Veronese qui portati dalla chiesa dell’Umiltà alle Zattere: l’Adorazione dei Pastori, l’Assunta e l’Annunciazione.

Accanto alla basilica sorge il convento che fu rimodellato, rispetto all’impianto duecentesco, da Baldassare Longhena tra il 1660 e il 1675. Oggi ospita l’Ospedale civile di Venezia, in continuità con le scelte napoleoniche. Un modello di buongoverno, la ricerca di soluzioni originali, l’acquisizione delle esperienze di altre nazioni, il tesoro delle idee e della realtà bizantine, un’incrollabile convinzione sul bene della comunità come bene della Repubblica sono state le visioni e i risultati della politica sanitaria di Venezia che hanno trovato casa in questa struttura che ha mantenuto le sue origini medievali negli spazi artistici e architettonici, pur essendo un ospedale dotato delle migliori e più innovative tecnologie e attrezzature.

Non è un caso se ospita, durante la Biennale d’Architettura, alcune originali installazioni. Lo scalone del

scientifically examined in 1961. The grand Polyptych of San Vincenzo Ferrer (1464-1470) by Giovanni Bellini, created in nine compartments, is also noteworthy. The ceiling of the Chapel of the Rosary displays three paintings by Veronese, which were relocated from the church of Umiltà alle Zattere: the Adoration of the Shepherds, the Assumption, and the Annunciation.

Next to the basilica is the convent, which underwent significant renovations from its original 13th-century design under the direction of Baldassare Longhena between 1660 and 1675. Today, it houses the Civil Hospital of Venice, continuing Napoleon’s legacy. A beacon of good governance, a flair for ingenious solutions, and a readiness to draw inspiration from abroad—coupled with the wealth of Byzantine thought and an unwavering belief that the common good is the Republic’s own—these are the guiding lights of Venice’s approach to healthcare. This legacy has found its home within these walls, a place where medieval artistry and architecture stand shoulder to shoulder with state-of-the-art medical innovations.

It is no coincidence that it hosts some original installations during the Architecture Biennale. Addi-

Longhena, inoltre, si caratterizza per i magnifici intarsi marmorei; la biblioteca conserva ancora il bellissimo soffitto ligneo di Giacomo Piazzetta (1682), con dipinti di Federico Cervelli.

Chiesa di San Zaccaria

Sestiere Castello

La chiesa di San Zaccaria si trova nel Sestiere Castello, a pochi passi da piazza San Marco. La sua costruzione risale al IX secolo, destinata ad accogliere le spoglie di San Zaccaria, padre di Giovanni Battista. Secondo la tradizione, le reliquie furono donate dall’imperatore bizantino Leone V nel 828.

L’attuale edificio è frutto di una ricostruzione iniziata nel XV secolo. I lavori cominciarono nel 1458 con Antonio Gambello, che realizzò il basamento della facciata decorandolo con eleganti riquadri in marmo rosso e grigio. In seguito, l’opera fu completata da Mauro Codussi, che intervenne con la pietra bianca d’Istria, creando archi ciechi decorati da conchiglie e conferendo all’edificio un equilibrio tra gotico e stile rinascimentale. La chiesa è celebre anche per la ricchezza delle opere d’arte che custodisce, tra cui capolavori di Tintoretto, Tiepolo, Giovanni Bellini, Antonio

tionally, Longhena’s staircase is renowned for its magnificent marble inlays, and the library still boasts the beautiful wooden ceiling by Giacomo Piazzetta (1682), with paintings by Federico Cervelli.

Church of San Zaccaria

The Church of San Zaccaria is in the Castello district, a few steps from St. Mark’s Square. Built in the 9th century to hold Saint Zacharias’s remains, the relics were reportedly given by Byzantine Emperor Leo V in 828.

The current building was reconstructed beginning in the 15th century. Construction started in 1458 under Antonio Gambello, who designed the base of the façade with red and grey marble panels. The project was later finished by Mauro Codussi, who incorporated white Istrian stone and included blind arches decorated with shells, resulting in a structure that reflects both Gothic and Renaissance architectural styles.

The church is renowned for its extensive collection of artworks, featuring masterpieces by Tintoretto, Tiepolo, Giovanni Bellini, Antonio Balestra, Palma il Giovane, and Alessandro Vittoria. Additionally, it serves as the final resting place for Venezia

La Chiesa di San Zaccaria

Balestra, Palma il Giovane, Alessandro Vittoria … oltre a ospitare le sepolture di diversi dogi veneziani. Uno dei capolavori assoluti è la ‘Madonna in trono con Bambino’ conosciuta come ‘Pala di San Zaccaria’ di Giovanni Bellini (1505). La scena si svolge all’interno di un portico decorato da mosaici, che richiama gli interni della Basilica di San Marco, immergendo l’osservatore in un’atmosfera di serena spiritualità. Ai piedi della Vergine, un angelo suona dolcemente uno

several Venetian doges. An exemplary masterpiece is the “Madonna Enthroned with Child,” also referred to as the “San Zaccaria Altarpiece” by Giovanni Bellini (1505). The composition is set within a portico adorned with mosaics, evoking the interiors of the Basilica of San Marco and fostering an atmosphere of tranquil spirituality. At the Virgin’s feet, an angel delicately plays a period musical instrument, while the surrounding saints are depicted: Saint Peter,

Madonna in trono con bambino - Belini San Zaccaria
Venezia

strumento musicale dell’epoca, mentre attorno si raccolgono i santi: San Pietro assorto nei suoi pensieri con in mano Bibbia e chiavi; Santa Caterina d’Alessandria, appoggiata su una ruota spezzata con la palma del martirio; Santa Lucia, regge un vaso contenente i suoi occhi; e San Girolamo, concentrato nella lettura.

Sulla parete opposta si trova ‘L’Adorazione dei pastori’ di Antonio Balestra (1707), che colpisce per l’espressività dei personaggi in contemplazione del Bambino. I volti dei pastori sono illuminati dalla luce divina emanata da Gesù, la cui figura, quasi indefinita, sembra fondersi con l’intensità del momento.

Da non perdere la suggestiva Cappella di San Tarasio (1440-1443), conosciuta come Cappella D’Oro, dove si conservano meravigliosi polittici gotici realizzati da Antonio Vivarini e Giovanni D’Alemagna.

Nella chiesa si trova una cripta sotterranea, risalente alla struttura più antica, spesso allagata per la vicinanza alla laguna, che ospita tombe di dogi e monache benedettine.

San Zaccaria non è solo una chiesa: è un frammento vivo della storia veneziana, sospeso tra arte, fede e mistero.

contemplative with the Bible and keys; Saint Catherine of Alexandria, resting on a broken wheel and holding the palm of martyrdom; Saint Lucy, presenting a vessel containing her eyes; and Saint Jerome, engrossed in reading.

On the opposite wall “The Adoration of the Shepherds” by Antonio Balestra (1707), is notable for its expressive portrayal of the characters as they contemplate the Child. The shepherds’ faces are highlighted by the divine illumination emanating from Jesus, whose form is rendered in a manner that merges subtly with the overall intensity of the scene.

Not to be missed is the Chapel of San Tarasio (1440–1443), also referred to as the Golden Chapel, notable for housing exceptional Gothic polyptychs created by Antonio Vivarini and Giovanni d’Alemagna.

The church’s underground crypt, part of an older structure and prone to flooding from the nearby lagoon, holds tombs of doges and Benedictine nuns.

San Zaccaria is a vital piece of Venetian history, blending art, faith, and mystery.

Chiesa

di San Simeon Piccolo

Sestiere di Santa Croce

La chiesa dei Santi Simeone e Giuda, conosciuta come Simeon Piccolo, è una delle più celebri di Venezia: è la prima che si vede uscendo dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia. Si caratterizza per la maestosa cupola rivestita in rame con, in cima, la statua del Redentore. Fu realizzata nel 1718 dall’architetto Giovanni Scalfarotto su com-

Church of San Simeon Piccolo

The Church of Saints Simeon and Jude, also referred to as Simeon Piccolo, is among the most renowned churches in Venice. It is prominently situated as the first church visible upon exiting the Santa Lucia railway station. The structure is distinguished by its impressive copper-clad dome, crowned with a statue of the Redeemer. Built in 1718 under the direction of

La Chiesa di San Simeon Piccolo
Venezia

missione del parroco Gianbattista Molin, detto ‘Manera’, il quale, per finanziare i lavori, ideò una singolare lotteria a premi. Scalfarotto si ispirò per la sua edificazione a diversi riferimenti come il Pantheon di Roma, la Basilica della Salute di Baldassarre Longhena e le chiese gemelle di Piazza del Popolo. La facciata, presenta il timpano triangolare con la scultura ‘Il martirio dei Santi titolari’ ad opera di Francesco Cabianca e un elegante portico, rialzato su un basamento al quale si accede tramite una scalinata. La cupola dalla forma ovale sembra spingersi verso la lanterna dalla forma a tempietto. All’interno, la pianta è circolare, con il presbiterio rettangolare e due absidi. Una particolarità unica tra le chiese veneziane è la presenza di catacombe. Nei sotterranei si trova una cripta ottagonale con 21 cappelle funerarie, raggiungibili dall’altare centrale attraverso quattro corridoi. Alcune di queste sono ancora inesplorate e la maggior parte non ha dei nomi che identifichino il defunto. Gli affreschi sulle pareti e sul soffitto raffigurano scene del giudizio e dell’antico testamento. Teorie fantasiose o meno sostengono che queste catacombe siano in realtà cunicoli sotterranei per

architect Giovanni Scalfarotto, the church was commissioned by parish priest Gianbattista Molin, also known as ‘Manera’. To fund the project, Molin implemented a distinctive lottery with prizes. Scalfarotto drew inspiration from several renowned sources for the design, including Rome’s Pantheon, Baldassarre Longhena’s Basilica di Santa Maria della Salute, and the twin churches at Piazza del Popolo. The façade is distinguished by a triangular pediment displaying Francesco Cabianca’s sculpture “The Martyrdom of the Titular Saints,” complemented by an elegant portico elevated on a base accessed via a staircase. The oval dome appears to ascend towards the lantern, which is designed as a small temple. On the inside we find a circular layout, featuring a rectangular presbytery and two apses. Notably, the church has catacombs—a unique attribute among Venetian churches. Below ground lies an octagonal crypt holding 21 funerary chapels, accessible from the central altar via four corridors. Certain chapels are still unexplored, and most lack identification for the deceased. The frescoes adorning the walls and ceiling illustrate scenes of judgment alongside narratives from the Old Testament.

raggiungere altri luoghi di culto e di potere alimentando il fascino di questo luogo.

Chiesa di San Pantalon, il soffitto dipinto

più grande al mondo

Sestiere di Dorsoduro

La chiesa di San Pantalon, situata nel sestiere di Dorsoduro, è poco nota e racchiude al suo interno opere di straordinaria bellezza. Non si conosce con precisione quando venne edificata, le prime tracce risalgono al XII secolo. È dedicata a San Pantaleone (San Pantalon, in veneziano) medico originario della Nicomedia in Bitinia, divenuto martire sotto l’imperatore Diocleziano e venerato in diverse chiese; fa parte dei santi detti anargini per aver esercitato la loro professione gratuitamente. Al suo interno è conservato il braccio del Santo come reliquia.

L’attuale aspetto è frutto di una ricostruzione avvenuta nel 1686 su iniziativa del parroco Gianbattista Vinanti e su progetto dell’architetto Francesco Comin. Egli trasformò la chiesa ruotando di novanta gradi l’asse longitudinale della navata portando così la facciata sull’omonimo campo.

Ciò che rende speciale questa

There are various theories about the catacombs, including speculation about underground tunnels connecting to other places of worship or sites of significance, thereby contributing to the intrigue surrounding this location.

Church of San Pantalon

The largest painted ceiling in the world

The Church of San Pantalon, found in the Dorsoduro district, is little known and houses works of extraordinary beauty. The exact date of its construction is unknown, with the first traces dating back to the 12th century. It is dedicated to Saint Pantaleon (San Pantalon in Venetian), a doctor from Nicomedia in Bithynia, who became a martyr under Emperor Diocletian and is venerated in several churches; he is one of the saints known as anargyroi for having practised their profession free of charge. The saint’s arm is preserved as a relic inside the church. The church’s present form is due to reconstruction carried out in 1686, started by parish priest Gianbattista Vinanti and designed by architect Francesco Comin. During this renovation, the longitudinal axis of the nave was rotated ninety degrees, positioning the façade to face the Venezia

chiesa è il suo soffitto. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un affresco in realtà è un’immensa pittura ad olio su tela, composta da 40 teleri per una superficie totale di 443 metri quadri. Questo dipinto, realizzato per una volta ecclesiastica, è uno dei più grandi al mondo. L’opera intitolata ‘Martirio e Gloria di San Pantaleone’ è frutto del pittore Giovanni Antonio Fumiani, grande realizzatore di scenari teatrali, che dal 1680 al 1704 si dedicò a questo capolavoro titanico.

Fumiani ha saputo creare una stra-

square after which it is named. The distinguishing feature of this church is its ceiling. While it may initially appear to be a fresco, it is, in fact, an extensive oil painting on canvas, including 40 panels and covering a total area of 443 square meters. This artwork, specifically created for the ecclesiastical vault, ranks among the largest of its kind worldwide. Entitled “Martyrdom and Glory of Saint Pantaleon,” the piece was executed by Giovanni Antonio Fumiani, renowned for his mastery of theatrical scenes, who dedicated himself to this monumental project

La Chiesa di San Pantalon

ordinaria illusione ottica con logge, colonnati, architetture prospettiche affollate di figure che animano questo racconto pittorico. Sul lato destro l’imperatore Galerio Massimiano indossa un vestito di porpora rossa e si accinge a leggere la condanna; a sinistra la scena del martirio: i carnefici circondano Pantaleone con gli strumenti dell’esecuzione quali un bastone, una corda e un uncino. Al centro si celebra il Trionfo di San Pantaleone che è accolto in paradiso da Cristo e dagli angeli.

La chiesa è custode di altri capolavori, tra cui spicca ‘San Pantaleone risana un fanciullo’ (1587), l’ultima opera documentata di Paolo Veronese. Racconta il miracolo del Santo che, nel nome di Cristo, resuscita un bambino morso da una vipera e successivamente si fa battezzare.

Di grande rilievo è anche ‘La Madonna del Papavero di Paolo Veneziano’ (1333), un prezioso esempio della pittura veneziana del Trecento, noto per il suo stile bizantineggiante.

Questa chiesa offre un’esperienza visiva unica: entrare, alzare lo sguardo verso il soffitto vertiginoso è come assistere a una insolita ma grandiosa rappresentazione teatrale.

from 1680 to 1704.

Fumiani employed advanced perspective techniques and architectural composition, incorporating loggias and colonnades to produce a remarkable optical illusion populated by dynamic figures that enhance the narrative. On the right, Emperor Galerius Maximian, attired in a red-purple robe, prepares to deliver the sentence; on the left, the martyrdom unfolds as executioners surround Pantaleon with implements such as a stick, rope, and hook. Centrally, the Triumph of Saint Pantaleon is depicted, highlighting his reception into heaven by Christ and the angels.

The church is the custodian of other masterpieces, including “Saint Pantaleon Heals a Child” (1587), the last documented work of Paolo Veronese. It depicts the miracle of the saint who, in the name of Christ, resurrects a child bitten by a viper and later has him baptised. Of great importance is also The Madonna of the Poppy by Paolo Veneziano (1333), a precious example of 14th-century Venetian painting, known for its Byzantine style.

This church offers a unique visual experience: entering, looking up at the dizzying ceiling is like seeing an unusual but grand theatrical performance.

di Biennale Architettura

Installazione
Croficisso all'interno di Santa Maria dei Miracoli

CANNAREGGIO

Ca’ Pisani Deco Design Hotel
Chiesa di San Pantalon
Chiesa di San Simeon Piccolo
Piazza
SANTA CHIARA
Hotel
Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
Basilica dei Santi Giovanni e Paolo
Chiesa di San Zaccaria
Chiesa della Madonna dell’Orto Piazza San Marco
Piazza San Marco CANNAREGGIO
Isola di Burano

Le isole della laguna

The Islands of the Lagoon

La laguna di Venezia è nata nel Pleistocene, un periodo geologico compreso tra 2,8 milioni e 11.700 anni fa; rappresenta una sorta di gradino sul Mar Adriatico lungo 50 chilometri e largo 10 che ospita decine di isole, alcune vissute e abitate, altre semplici dossi che emergono dal bacino acqueo.

Oggi è ancora laguna per le scelte fatte dall’uomo a partire dal tardo Duecento, quando fu deciso che le acque dolci che portano con sé detriti e fango dovevano essere respinte, grazie a una rete di canali artificiali e deviazioni di fiumi.

Diversamente Venezia sarebbe di-

The Venetian Lagoon was formed during the Pleistocene epoch, a geological period spanning from 2.8 million to 11,700 years ago. This area forms a step along the Adriatic Sea, covering 50 kilometres in length and 10 kilometres in width, hosting dozens of islands, some of which are inhabited, while others are mere mounds emerging from the water. Today, the area is still a lagoon because of human interventions beginning in the late 13th century when artificial canals and river diversions were constructed to prevent freshwater from depositing debris and mud. If not for these developmen-

ventata una città terrestre, come è stato per Ravenna e Aquileia che, da città portuali ai tempi dell’impero romano, ora distano chilometri dall’acqua.

Di queste isole ne citiamo qualcuna, più nota, e altre meno famose, per consentirvi un viaggio lento, a cominciare dall’isola di San Servolo, a soli dieci minuti di traghetto da piazza San Marco, con il suo flusso ininterrotto di persone da ogni parte del mondo.

San Servolo

A San Servolo, invece, la prima cosa che incontri, dopo la scultura sferica

ts, Venice could have become landlocked, like Ravenna and Aquileia, which were port cities during the Roman Empire but are now found several kilometres inland.

We will list just a few of these islands, some well-known and others less renowned, to allow you a relaxed journey. We start with the island of San Servolo, just ten minutes by ferry from Piazza San Marco, with its continuous flow of people from all over the world.

San Servolo

Upon arrival at San Servolo, visitors are greeted by a spherical sculp-

Isola di San Servolo

di Arnaldo Pomodoro che accoglie i visitatori, è un rispettoso silenzio. Forse per la sua storia che prende le mosse dalla costruzione, nei primi dell’800, di un insediamento monastico che ebbe vita fino al 1715.

Poi l’isola venne adibita a ospedale militare e, nel 1725, vi fu ricoverato il primo malato di mente. La fama di ospedale psichiatrico durò fino al 1978 e poi venne chiuso con l’approvazione della legge Basaglia.

Dagli anni Novanta del secolo scorso la provincia di Venezia ne ha intrapreso il recupero edilizio e oggi

l’isola è sede anche della Fondazione Franca e Franco Basaglia, della

ture created by Arnaldo Pomodoro, followed by a quiet atmosphere, perhaps due to its history, which began with the construction of a monastic settlement in the early 800s which lasted until 1715.

The island became a military hospital in 1725, admitting its first mentally ill patient that year. It stayed a psychiatric facility until its closure in 1978 after the Basaglia Law was passed.

Since the 1990s, Venice has restored the island’s architecture. The island now hosts several institutions, including the Franca and Franco Basaglia Foundation, Venice International

Isola di San Servolo
Venezia

Venice International University, del Centro di Formazione in Europrogettazione AICCRE, nonché di una residenza per studenti di dottorato o in progetti di scambio internazionale. Dal 2008 l’isola accoglie anche la succursale dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e dal 2012 è sede del Collegio Internazionale Ca’ Foscari. Dal 1995 vi è la sede della Venice International University. Il 3 aprile 2025 sull’isola è stato inaugurato il SEA beyond Literacy Center, un centro di educazione internazionale sugli oceani. In quell’occasione è stata esposta la scultura di Mario Cuccinella.

University (since 1995), the AICCRE Europroject Training Centre, a doctoral student residence, a branch of the Venice Academy of Fine Arts (since 2008), and Ca’ Foscari International College (since 2012).

Furthermore, the “SEA beyond Literacy Centre,” an international ocean education centre, opened on the island on 3 April 2025. A sculpture by Mario was shown at the inauguration.

During your excursion, you can visit the former psychiatric hospital and tour the Asylum Museum, which provides an informative account of patients’ experiences and the tre-

Isola di San Lazzaro degli Armeni
Venezia
L'antica farmacia dell'Isola di San Servolo
Sculture della Chiesa dell'Isola di San Servolo
Giardino dell'Isola di San Servolo

Durante la visita si può varcare la soglia del vecchio ospedale psichiatrico per visitare il Museo del manicomio dove è raccontata, in maniera efficace, la vita dei malati, le cure, molte volte dolorose, a cui venivano sottoposti. Particolarmente significativa è la galleria di immagini dei ricoverati nel periodo ottocentesco, quando la pellagra deformava anche i volti delle persone che matte forse non erano.

San Lazzaro degli Armeni

Piccolissima, 7.000 metri quadrati, quasi interamente occupati dalla struttura monastica. Collocata poco

atments, often painful, they received. Of note is the gallery featuring 19th-century patient photographs, illustrating the impact of pellagra, a disease that sometimes altered the appearance of individuals who may not have had any mental illnesses.

San Lazzaro degli Armeni

A tiny island, just 7,000 square metres, almost entirely occupied by the monastic structure. Located just beyond the island of San Servolo it is reachable via the line 20 ferry from Piazza San Marco. Booking is mandatory to visit the island. Contact +39 0415260104 or email visite@

più avanti dell’isola di San Servolo e raggiungibile con il traghetto da Piazza San Marco, linea 20. Per visitarla è obbligatoria la prenotazione al numero +39 0415260104 o una mail a visite@mechitar.org.

Oggi l’isola è abitata da 22 monaci ed è considerata uno dei centri internazionali più importanti per la cultura armena. I monaci armeni abitano quest’isola, in pianta stabile, a partire dal Settecento. Prima era un lebbrosario e successivamente un rifugio per i monaci domenicani espulsi da Creta.

Nel 1717 la Repubblica di Venezia concesse ai monaci armeni in fuga da Modone, nel Peloponneso, di risiedervi. Tra loro c’era anche l’abate

mechitar.org to make your reservation.

Today, the island is home to 22 monks and serves as an international centre for Armenian culture. Armenian monks have continuously lived on the island since the 18th century. Previously, the site functioned as a leper colony and later as a refuge for Dominican monks from Crete.

In 1717, the Republic of Venice granted the Armenian monks fleeing from Modon, in the Peloponnese, permission to live there. Among them was Abbot Mechitar the Consoler, who started the restoration of the church and convent. During the visit, you can explore the library, which, in addition to housing 170,000

Isola di Torcello

Mechitar il Consolatore che diede vita al recupero della chiesa e del convento. Nel corso della visita è possibile visitare la biblioteca che, oltre a conservare 170.000 volumi e 4.500 manoscritti, custodisce la mummia del principe egiziano Nehmeker (1.000 a.C.) avvolta da una rete di perline colorate. Sul soffitto un affresco del Tiepolo ne esalta la bellezza. Poco distante si trova il gabinetto scientifico che racchiude un’interessante collezione di storia naturale e una tipografia in grado di stampare in trentasei lingue. L’isola fu prediletta da Lord Byron che amava ritirarsi nella sua quiete e studiare le lingue orientali grazie alla guida di un dotto padre armeno.

Infine una specialità gastronomica dei monaci armeni che si può comprare solo qui: la marmellata di petali di rosa.

Torcello

L’isola è situata a nord-est della laguna ed è raggiungibile con la linea Venezia-Burano-Torcello che parte dalle Fondamenta Nuove. Non si può perdere la visita a Torcello perché è da qui che probabilmente nasce il modello Venezia. L’isola fu, inizialmente, un rifugio per le popolazioni romane della ricca Altino,

volumes and 4,500 manuscripts, also accommodates the mummy of the Egyptian prince Nehmeker (1000 BC) wrapped in a net of coloured beads. A fresco by Tiepolo enhances the beauty of the ceiling. A nearby scientific cabinet houses an interesting collection of natural history and a printing press capable of printing in thirty-six languages. The island was favoured by Lord Byron, who loved to retreat to its tranquillity and study oriental languages with the guidance of a learned Armenian father.

Rose petal jam, a unique Armenian monastic specialty, is available only here.

Torcello

The island is situated northeast of the lagoon and can be accessed via the Venice-Burano-Torcello line, which leaves from Fondamenta Nuove. Torcello is considered an important site, as it is believed to be where the Venice model may have originated. Initially, the island was a refuge for the Roman populations of the wealthy Altino, then it became an important hub for maritime traffic, and its inhabitants were mainly engaged in the flourishing wool industry. Today, only about ten people live there permanently, but the island is still rich in

poi divenne snodo importante per il traffico marittimo e i suoi abitanti erano dediti soprattutto alla fiorente industria della lana. Oggi vi abitano solo una decina di persone in pianta stabile ma l’isola è ancora ricca delle vestigia del passato. Appena sbarcati si trova, sulla destra di uno stretto canale, il Ponte del Diavolo, uno dei tanti ponti italiani dove il diavolo vi appare sotto mentite spoglie, in questo caso nella forma di un gatto nero a mezzanotte precisa del 24 dicembre. Passato il ponte incontriamo la Locanda Cipriani che ospitò Hemingway al

vestiges of the past.

Upon disembarkation, visitors will see the Ponte del Diavolo to the right of a narrow canal—a notable Italian bridge associated with local legend. According to tradition, the devil is said to appear here in disguise, specifically as a black cat at midnight on December 24th. After crossing the bridge, you’ll find Locanda Cipriani, where Hemingway stayed after his lagoon hunting trips. In the square, there’s an ancient marble seat said to be the throne of Attila, king of the Huns. Be sure to visit the basilica built in 639 by order of the

Venezia

ritorno delle sue battute di caccia in laguna. Arrivati in piazza ci si imbatte in un antico sedile di marmo la cui leggenda lo attribuisce al trono di Attila, re degli Unni. Infine merita una visita alla basilica costruita nel 639 per ordine dell’esarca di Ravenna, Isaacio, durante il regno di Eraclio, imperatore bizantino. Al suo interno si possono ammirare mosaici bizantini che disvelano il Giudizio Universale.

Sant’Erasmo

È l’isola più grande della laguna dopo Venezia. Abitata da circa 600 persone è una delle poche dove ci si può muovere in auto. La natura fertile dei suoi terreni ne

exarch of Ravenna, Isaacio, during the reign of the Byzantine emperor Heraclius. The structure features Byzantine mosaics depicting the Last Judgement.

Sant’Erasmo

It is the largest island in the lagoon after Venice. Inhabited by about 600 people, it is one of the few where you can move by car. The fertile nature of its lands makes it an island where agriculture thrives, especially in the production of the famous violet artichokes. As early as the 16th century, Francesco Sansovino referred to Sant’Erasmo as an island rich in gardens and vineyards that supplied Venice with “di herbaggi,

Coltivatori di Carciofi Violetti dell'Isola di Sant'Erasmo

fanno l’isola dove l’agricoltura prospera, soprattutto nella produzione dei famosissimi carciofi violetti.

Già nel Cinquecento Francesco Sansovino si riferiva a Sant’Erasmo come un’isola ricca di orti e vigneti che rifornivano Venezia di “di herbaggi, e di frutti, in molta abbondanza e perfetti”.

L’isola, nel passato, rappresentava uno dei due litorali che separavano la laguna dal Mar Adriatico e, per questo, divenne anche un importante sbocco portuario che, nel periodo della dominazione austriaca, vide la costruzione, nel 1843 ad opera dell’arciduca Massimiliano,

e di frutti, in molta abbondanza e perfetti” (herbs and fruits, in great abundance and perfection). Historically, the island formed one of two shores that separated the lagoon from the Adriatic Sea, serving as a port outlet. In 1843, during Austrian rule, Archduke Maximilian commissioned the construction of the Massimiliana Tower to fortify the Lido port entrance.

San Francesco del Deserto

In the spring of 1220, Francesco d’Assisi returned from the East, having engaged in peaceful dialogue with the Sultan of Egypt, Malek-el-Ka-

Isola di San Francesco del Deserto

della Torre Massimiliana a difesa della bocca di porto Lido.

San Francesco del Deserto

Francesco d’Assisi nella primavera del 1220 ritorna dall’Oriente dove aveva incontrato pacificamente – nel dialogo – il Sultano d’Egitto Malek-el-Kamel, suscitando sentimenti di amicizia e di ammirazione. Arrivato a Torcello con una nave veneziana cerca un luogo dove ritirarsi in preghiera e individua quest’isola della laguna di proprietà di un nobile veneziano, Jacopo Michiel, che, cinque anni dopo la presenza di Francesco, la dona ai frati minori avvisandoli che aveva già eretto una piccola chiesa in onore di Francesco. La leggenda vuole che Francesco piantò un bastone che oggi è il grande pino che i monaci mostrano con orgoglio. La visita è guidata e si possono ammirare la chiesa, i due chiostri, il coro e il refettorio, oltre all’abitacolo dove Francesco visse in preghiera. Una scritta ci ricorda che questo è il luogo nel quale Francesco pregò: “Hic est locus ubi oravit seraphicus pater Franciscus”.

Si può raggiungere l’isola con imbarcazioni private, taxi o con un servizio di navetta che parte da Burano.

mel, which fostered mutual respect and admiration. Upon his arrival in Torcello via a Venetian vessel, Francesco sought a location for solitude and prayer, ultimately selecting an island in the lagoon owned by Venetian nobleman Jacopo Michiel. Five years after Francesco’s visit, Michiel donated the island to the Friars Minor, noting that he had already constructed a small church there in honour of Francesco.

According to tradition, Francesco planted a staff that has become the large pine tree currently shown by the monks. The site offers guided tours of the church, two cloisters, the choir, the refectory, and the room where Francesco spent time in prayer. An inscription notes that this is where Francesco prayed: “Hic est locus ubi oravit seraphicus pater Franciscus.” The island is accessible by private boats, taxis, or a shuttle service from Burano.

Burano

Alongside Murano, this island is one of the lagoon’s best known. Located eight kilometres from Venice, it is accessible by motorboat from Fondamenta Nuove. The island is famous for its colourful houses and its historic lace school, set up in the 16th century when it was a leading

Burano

Insieme a Murano è l’isola più famosa della laguna. Si trova a otto chilometri da Venezia ed è raggiungibile con la motonave che parte dalle fondamenta Nuove. Conosciuta in tutto il mondo per le sue case variopinte e per la sua antica scuola di merletto che risale al Cinquecento quando era capitale europea di questo mestiere artigiano. Ci si può perdere in una passeggiata senza tempo a Burano, le case dei pescatori diventano autentica passione per chi ama la fotografia e la storia ritiene che venissero colorate così vivacemente

centre of lacemaking in Europe. Burano is known for its brightly painted fishermen’s houses, which are a popular subject for photographers. Historical accounts say that the colours were used to help anglers find their homes during periods of fog or upon their return from sea. Additionally, the different colours may have served to distinguish the families living on the island, particularly in earlier times when surnames were less widely used. A visit to the Lace Museum is highly recommended. Additionally, crossing the pedestrian bridge to the nearby island of Mazzorbo offers an opportunity to view

Le case colorate dell'isola di Burano

per aiutare i pescatori a riconoscere le loro case durante la nebbia, frequente nella zona, o al loro ritorno dalla pesca. Inoltre, si pensa che i colori potessero identificare le diverse famiglie che abitavano l’isola, specialmente in passato quando i cognomi erano meno diffusi. Da visitare assolutamente il Museo del Merletto e, tramite un ponte pedonale, consigliamo di spingervi sulla piccola isola di Mazzorbo dove si possono ammirare i vigneti di Dorona più antichi della laguna, risalenti al Cinquecento e racchiusi in una vigna murata che danno ancora un vino straordinario.

the historic Dorona vineyards, which date back to the 16th century. These vineyards, still enclosed within their original walls, continue to produce exceptional wine.

Murano

Situated a few kilometres from Venice, the island is renowned for its numerous glass furnaces, which were moved by the Serenissima to mitigate the risk of fires within the city. What initially appeared to be a setback ultimately proved advantageous, as this decision led to the establishment of a glassmaking industry that rivalled the esteemed

Maestri vetrai di Murano

Murano

Situata a pochi chilometri da Venezia l’isola è famosa per le numerose fornaci che la Serenissima volle trasferire qui per evitare il pericolo di incendi in città. Quella che sembrava una sciagura si rivelò invece una fortuna perché da quella decisione ebbe origine l’industria del vetro che nulla aveva da invidiare agli allora famosi vetri di Boemia. Tracy Chevalier nel suo ultimo bellissimo romanzo – La maestra del vetro – descrive alla perfezione il lavoro di questi artigiani che, ancora oggi, incantano le persone che assistono alle loro creazioni di vetro soffiato. Sono numerose le fornaci aperte al pubblico e degno di interesse è il Museo del Vetro. Quest’attività ebbe, nel Settecento, il suo massimo splendore e Murano, a quell’epoca, era rinomata per la sua vita notturna. Non è un caso che proprio qui Giacomo Casanova ebbe la sua avventura galante con la misteriosa monaca M.M.

Vi abbiamo descritto solo una parte della laguna di Venezia, composta da 118 isole, ma sufficiente per darvi l’idea il senso di quanto un territorio così strutturato è sopravvissuto a qualsiasi tentativo di conquista per milleseicento anni, se consideriamo il 421 come anno di nascita della città.

Bohemian glass of the era. Tracy Chevalier’s recent novel —La maestra del vetro — offers an insightful depiction of these artisans’ techniques, whose blown glass creations continue to captivate visitors. Many furnaces welcome the public, and the Glass Museum also offers valuable insight into the industry’s history. Glass production on Murano reached its zenith in the 18th century when the island was equally known for its vibrant nightlife. Notably, Giacomo Casanova’s celebrated rendezvous with the enigmatic nun M.M. took place here.

This account covers only a part of the Venetian lagoon, which makes up 118 islands. Nevertheless, it illustrates how this intricately organized region has withstood external attempts at conquest for sixteen centuries, taking 421 as the foundational year of the city.

Venezia
MURANO
SAN LAZZARO DEGLI ARMENI SAN SERVOLO

SANT’ERASMO

TORCELLO

BURANO

SAN FRANCESCO
DEL DESERTO

L’isola di fronte San Giorgio Maggiore tra bellezza, arte

e mistero

The island across San Giorgio Maggiore between beauty, art, and mystery

Nella laguna veneziana, proprio di fronte a Piazza San Marco, sorge l’isola di San Giorgio Maggiore, custode di bellezze artistiche, storia e mistero. Un luogo, da secoli, capace di affascinare viaggiatori, pittori e scrittori.

San Giorgio Maggiore emerge con forza ed eleganza, grazie alla sua basilica dalla facciata in pietra d’Istria, che si riflette sull’acqua creando un suggestivo effetto sospeso. Claude Monet ne rimase incantato, tanto da dipingerne

In the Venetian lagoon, directly across from St. Mark’s Square, lies the island of San Giorgio Maggiore, a depositary of artistic beauty, history, and mystery. For centuries, this place has captivated travellers, painters, and writers alike.

San Giorgio Maggiore stands out with strength and elegance, thanks to its basilica with a façade of Istrian stone, reflecting on the water and creating a striking suspended effect.

Claude Monet was so enchanted by it that he painted several versions,

Isola di San Giorgio Maggiore vista dal campanile

diverse versioni, rapito dalla luce e dai mutamenti del giorno. San Giorgio Maggiore al crepuscolo (1908) è una delle opere più celebri oggi conservata al museo di Cardiff, in Galles.

Storia e aneddoti: dai monaci al cronovisore

Nel 982 il Doge Tribuno Memmo

donò l’isola – conosciuta come isola dei cipressi- al monaco benedettino Giovanni Morosini che, dopo aver bonificato il territorio vi costruì il mo-

mesmerised by the light and the changes throughout the day. “San Giorgio Maggiore at Dusk” (1908) is one of the most famous works, now housed in the museum in Cardiff, Wales.

History and anecdotes: from monks to the chronovisor

In 982, Doge Tribuno Memmo donated the island, then known as the Island of Cypresses, to the Benedictine monk Giovanni Moros-

nastero di cui divenne il primo abate. La comunità benedettina rese l’isola un centro di spiritualità e cultura per secoli. Tra il 1799 e il 1800, l’abbazia benedettina fu teatro del conclave che elesse il Papa Pio VII. Pio VI era morto a Roma prigioniero durante l’occupazione dei francesi e l’impossibilità di riunirsi nell’Urbe spinse i cardinali a radunarsi proprio sull’isola. Ancora oggi nella sala che ospitò il conclave si conservano le sedute originali recanti il nome di ciascun cardinale: tra esse quella di Barnaba Gregorio Chiaramonti, destinato

ini. After reclaiming the land, Morosini established a monastery and became its first abbot. The Benedictine community later developed the island into a prominent centre of spirituality and culture over several centuries. Between 1799 and 1800, the Benedictine abbey served as the location for the conclave that elected Pope Pius VII. Following the death of Pope Pius VI—who died in Rome as a prisoner during the French occupation—and the resulting inability to meet in the city, the cardinals gathered on

San Giorgio al crepuscolo di Claude Monet
Venezia

a diventare Pio VII, il 14 marzo del 1800. Sebbene l’invenzione della macchina del tempo sia solitamente associata alla trama di film o romanzi, essa rientra anche tra le storie misteriose di questa laguna: un dispositivo simile, chiamato Cronovisore, sarebbe stato costruito da un monaco benedettino nel monastero di San Giorgio Maggiore. Il protagonista di questa vicenda fu Padre Pellegrino Ernetti, un grande esperto di musica sacra, teologo e fisico, uomo di vasta cultura capace di coniugare scienza e fede. In un’intervista rilasciata nel 1972 alla Domenica del Corriere, a firma di Vincenzo Maddaloni, disse di aver realizzato un dispositivo straordinario, una specie

the island. Today, the room where the conclave took place retains the original seats marked with the names of each cardinal, including Barnaba Gregorio Chiaramonti, who was elected Pope Pius VII on March 14, 1800. While the concept of a time machine is mostly found in the narratives of films and novels, it also features in the folklore surrounding this lagoon. According to reports, a similar apparatus known as the Chronovisor was purportedly constructed by a Benedictine monk at the Monastery of San Giorgio Maggiore. The central figure in this account is Father Pellegrino Ernetti, a renowned expert in sacred music, theologian, and

di ‘televisore’, capace di visualizzare avvenimenti del passato così come si erano realmente svolti. Alla base di questa invenzione vi era una teoria: secondo Padre Ernetti ogni azione, gesto, parola dell’uomo non scompare nel nulla ma rimane nell’universo sotto forma di energia. Captando e decodificando queste onde si sarebbe potuto rivedere il passato nella sua integrità. Si racconta che lo stesso Vaticano resosi conto delle potenzialità e della pericolosità del Cronovisore, se fosse finito in mani sbagliate, ne abbia ordinato l’occultamento. Secondo alcune voci que-

physicist, who was recognized for his ability to bridge science and faith. In an interview with Corriere della Sera, Father Ernetti asserted that he had developed a unique device—resembling a television— that could display historical events as they occurred. This invention was grounded in his theory that every human action, gesture, and word persists within the universe as a form of energy, rather than vanishing entirely. By detecting and decoding these energetic waves, it would theoretically be possible to observe the complete history of the Venezia

sta macchina si troverebbe conservata in un luogo segreto negli archivi del Vaticano.

Palladio e la sua armonia rinascimentale

Andrea Palladio progettò la chiesa e l’intero complesso monastico comprensivo dei chiostri e del refettorio donando equilibrio e armonia strutturale tipici del suo stile. La posa della prima pietra della basilica avvenne nel 1565 e i lavori terminarono nel 1610 per opera di Vincenzo Scamozzi che rimase fedele al progetto originale. Quattro imponenti colon-

past. It has been reported that the Vatican, understanding both the potential and risks associated with the Chronovisor, decided to keep the device concealed to prevent its misuse. Some sources suggest that the machine is securely stored within the Vatican archives.

Palladio and his Renaissance harmony

Andrea Palladio oversaw the design of both the church and the monastic complex, which includes the cloisters and the refectory, exemplifying the balance and structural harmony characteristic of his architectural style. Construction of the basilica started with the laying of the foundation stone in 1565 and was completed in 1610 by Vincenzo Scamozzi, who remained committed to Palladio’s original vision. The façade is defined by four prominent columns that underscore its solemnity and grandeur welcoming the devotees. These columns support a triangular pediment featuring a central statue of Christ the Redeemer, flanked by two angels standing for salvation and welcome. Centrally placed is the coat of arms of Barnaba Chiaramonti, who became pope in 1800, while statues of St. George and St. Ste-

ne accolgono i fedeli accentuando la solennità e la maestosità della facciata. Esse sorreggono il timpano triangolare con al centro la statua di Cristo Redentore e ai lati i due angeli simbolo di salvezza e accoglienza. Al centro lo stemma di Barnaba Chiaramonti eletto papa nel 1800, e sulle nicchie laterali San Giorgio e Santo Stefano. L’interno della chiesa, a croce latina è sobrio ed essenziale. La luce naturale, filtrando dalla

phen occupy the side niches. The church interior, designed in the form of a Latin cross, is understated and refined. Ample natural light enters through the large dome, directing attention toward the works of art and fostering an atmosphere conducive to contemplation.

The Monks’ Choir

Behind the high altar is a refined wooden choir by the Flemish Al-

Il coro dei monaci

grande cupola, guida lo sguardo verso le opere d’arte e la meditazione di questi capolavori.

Il coro dei monaci

Dietro l’altare maggiore si trova un raffinato coro ligneo ad opera del fiammingo Albert Van Brulle e dell’italiano Gasparo Gatti. Realizzato in otto anni (1594-1608) è composto da 82 seggi finemente intagliati e 42 formelle che raccontano la vita

bert van den Brulle and the Italian Gasparo Gatti. Created over eight years (1594-1608), it consists of 82 intricately carved seats and 42 panels depicting the life of St. Benedict as described by St. Gregory the Great in his Dialogues. The carved scenes are rich in narrative and symbolic details, including statues of the apostles, the lions of St. Mark – emblem of the Republic of Venice – and putti riding

di San Benedetto come descritta da San Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Le scene scolpite sono ricche di dettagli narrativi, simbolici e comprendono le statue degli apostoli, i leoni marciani – emblema della Repubblica di Venezia – e putti che cavalcano delfini, simbolo di purezza e salvezza. Al centro del coro spicca il grande leggio dei libri corali, sulla cui sommità si trova San Giorgio e il drago, simbolo della vittoria del bene sul male.

Ai lati dell’altare due grandi tele del Tintoretto:

Il popolo di Israele nel deserto e L’ultima cena – (1592-1594)

dolphins, symbols of purity and salvation. At the centre of the choir stands the large lectern for the choir books, topped by St. George and the dragon, symbolising the victory of good over evil.

Tintoretto’s Two Great Canvases

On either side of the altar are two large canvases by Tintoretto:

“The Israelites in the Desert” and “The Last Supper” (1592-1594).

“The Israelites in the Desert” illustrates the spiritual challenges faced by the Jewish people during their journey through the desert. The figures are occupied with daily activities, largely oblivious to the

Jacopo Tintoretto - Il popolo di Israele nel deserto
Venezia

Il popolo d’Israele nel deserto mette in scena la crisi spirituale del popolo ebraico, stanco e sfiduciato durante la traversata del deserto. Le persone sono assorte nelle loro faccende quotidiane e la manna che cade dal cielo passa inosservata. Tintoretto usa questa rappresentazione per esprimere lo smarrimento tra l’uomo e il divino e la perdita nel sacro nella quotidianità. I colori si fondono creando una scena viva e intensa; sono ritratti più di 20 personaggi; in primo piano a destra Mosè ha accanto le tavole della legge. I toni gialli sullo sfondo rendono l’atmosfera tra il mistico e l’apocalittico. L’ultima cena è ambientata in una vivace taverna veneziana. Durante la festa, i servitori si affaccendano tra stoviglie e vivande, ignari che, proprio in quel momento, si sta compiendo il miracolo. La tavola è posta in diagonale, un invito allo spettatore a entrare in questa scena. Al centro Gesù e gli apostoli investiti di luce divina sono intenti a osservare e a parlare tra di loro. Giuda in contrasto è isolato dall’altra parte del tavolo. Angeli evanescenti fluttuano in alto facendo da contorno alla rappresentazione mentre un gatto curioso si avvicina alla cesta per rubare qualcosa e un cane sotto il tavolo è pronto a saltare.

manna descending from above. Tintoretto employs this imagery to convey themes of alienation from the divine and the diminishing presence of the sacred within everyday existence. The composition features over twenty individuals, rendered in vivid colours that evoke a dynamic and intense atmosphere. In the foreground on the right, Moses appears beside the tablets of the law. The use of yellow tones in the background contributes to a mood that is simultaneously mystical and apocalyptic.

“The Last Supper” is depicted within a bustling Venetian tavern, where attendants move throughout the space serving dishes, seemingly unaware of the extraordinary event unfolding. The table is positioned diagonally, drawing the viewer into the composition. At its centre, Jesus and the apostles, illuminated by a celestial light, are engaged in observation and discussion. In contrast, Judas remains set apart on the opposite side of the table. Above, ethereal angels frame the scene, while a cat discreetly approaches a basket and a dog beneath the table appears poised for action.

Il refettorio e le Nozze di Cana

di Paolo Veronese (1562)

Con le sue volte a botte e le ampie finestre semicircolari, il refettorio progettato da Andrea Palladio si riempie di una luce naturale che ne esalta l’ambiente. Per questo spazio, Veronese realizzò il telero delle Nozze di Cana, donando alla stanza la prospettiva di una finestra aperta sul mondo esterno.

La tavolozza dei colori che l’artista utilizza è ricca e vivace: il lapislazzulo, il rosso cinabro, l’orpimento per il giallo… sapendo dosare la giusta intensità per creare sfumature morbide e appassionanti.

Nel grande dipinto si contano ben 133 personaggi: soldati, nobili, prelati, servitori, giullari, musicisti e invitati che animano la scena come fossero posti su un palcoscenico. Tra i musicisti Veronese stesso compare in primo piano, vestito di bianco mentre suona la viola da gamba; accanto a lui Tiziano, riconoscibile con la tunica rossa al contrabbasso; il Tintoretto alla seconda viola e Jacopo Bassano al flauto.

Al centro della composizione, Gesù è facilmente riconoscibile per l’aureola e per la luce che ne irradia la figura. Rivolge lo sguardo direttamente verso lo spettatore, al suo

The Refectory and the Wedding at Cana by Paolo Veronese (1562)

The refectory designed by Andrea Palladio features barrel vaults and expansive semicircular windows, allowing abundant natural light that enhances the atmosphere. For this space, Veronese produced the renowned canvas “The Wedding at Cana,” offering viewers an impression of openness to the outside world. His palette is notably rich and vibrant, utilising lapis lazuli, cinnabar red, and orpiment for yellow, with meticulous control over intensity to achieve nuanced and expressive tones.

The painting includes 133 figures—soldiers, nobles, prelates, servants, jesters, musicians, and guests—who collectively animate the scene as if on a theatrical stage. Veronese himself is depicted prominently in the foreground, dressed in white and playing the viola da gamba, alongside Titian, identifiable by his red tunic at the double bass; Tintoretto at the second viola; and Jacopo Bassano at the flute. Central to the composition is Jesus, distinguished by his halo and radiant light, positioned between Mary and two apostles. Mary’s partially open hand signals Venezia

fianco siedono Maria e due apostoli. La madre, con la mano semiaperta, sembra evidenziare la mancanza del bicchiere per sussurrare al figlio: “Non hanno più vino”. Nel frattempo, alcuni servi, accorgendosi che le brocche e le giare sono vuote, iniziano a rovesciarle inutilmente perché è l’attimo che precede il miracolo.

La scena non è solo il racconto del primo miracolo di Cristo, ma anche il ritratto di un banchetto rinascimentale, ambientato in un contesto lussuoso e mondano. Veronese fonde sacro e profano, trasformando l’episodio biblico in un grandioso spettacolo. Attualmente nel refettorio vi è

the shortage of wine, discreetly indicating to her son, “They have no more wine.” Meanwhile, servants react to empty pitchers and jars, marking the moment immediately preceding the miracle.

The artwork not only recounts Christ’s first miracle but also serves as a detailed representation of a Renaissance banquet within an opulent environment. Veronese adeptly integrates sacred elements with worldly themes, transforming the biblical narrative into an elaborate spectacle. Presently, an accurate reproduction of the painting stays in the refectory, with the original housed in the Louvre

Paolo Veronese - Le Nozze di Cana Venezia

una fedele riproduzione del dipinto. L’originale si trova al museo del Louvre depredato da Napoleone assieme ad altre opere.

Il labirinto di Borges

Il labirinto di Borges si apre nel cuore dell’isola come luogo speciale, non un labirinto qualunque ma una dedica allo scrittore argentino, maestro del mistero e dei mondi impossibili. Venne realizzato nel 2011 all’interno della Fondazione Giorgio Cini, su progetto dell’architetto Randoll Coate. Esso è composto da 3000 piante di bosso alte 90 cm e disposte con cura per disegnare un percorso lungo 1 km. Dall’alto del campanile si possono ammirare i numerosi simboli che lo compongono come bastoni, clessidre, punti di domanda e il nome dello stesso Borges. Ispirato al racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano il labirinto non è solo un gioco di percorsi, camminandoci dentro si entra nel mondo del tempo e del destino, dove ogni scelta apre strade nuove. Il labirinto in fondo è un luogo che invita a perdersi per ritrovarsi. Le viste sono guidate in piccoli gruppi.

Il campanile

Dai suoi 63 metri di altezza, si contende una delle viste più spetta-

Museum following its removal by Napoleon along with other artworks.

The Borges Labyrinth

The Borges Labyrinth is in the centre of the island and serves as a unique tribute to the Argentine writer renowned for his work in mystery and metaphysical literature. Established in 2011 by the Giorgio Cini Foundation, the labyrinth was designed by architect Randoll Coate and includes 3,000 boxwood plants, each standing 90 cm tall, arranged to form a path approximately 1 km in length. From the bell tower above, visitors can see the various symbols integrated into its design, including canes, hourglasses, question marks, and the name “Borges.” Drawing inspiration from the narrative “The Garden of Forking Paths,” the labyrinth is more than an intricate journey; it embodies themes of time and destiny, with each choice leading to different outcomes. Ultimately, the labyrinth is intended as a space for reflection and discovery. Guided tours are available for small groups.

The Bell Tower

Rising 63 meters, the bell tower offers an exceptional panoramic view of Venice. Its construction, featuring Venezia

colari di Venezia. Il campanile con la sua struttura in mattoni rossi e pietra bianca d’Istria, si erge elegante davanti a San Marco. Sulla sua sommità svetta un angelo che un tempo girava con la forza del vento, come un antico segnavento. Questo campanile annovera la terza ricostruzione, il primo crollò a causa dei forti venti nel 1442; una volta ricostruito il secondo cadde il 27 Febbraio del 1774; e quello attuale fu riedificato il 24 dicembre del 1791.

red bricks and white Istrian stone, creates a distinguished presence before St. Mark’s Basilica. An angelic figure, formerly functioning as a weathervane, crowns the tower. This is the third iteration of the bell tower: the original collapsed in 1442 due to fierce winds, the second fell on February 27, 1774, and the present structure was completed on December 24, 1791. The bell chamber offers remarkable vistas, including St. Mark’s Basin, the square, the Doge’s Palace, the Redeemer, the Lido, Giudecca Is-

Venezia

Dalla cella campanaria lo spettacolo è meraviglioso: il bacino di San Marco, la piazza, il Palazzo Ducale, il Redentore, il Lido, l’isola della Giudecca e l’isola delle Rose, la Chiesa della Salute, il labirinto di Borges. Uno sguardo totalizzante su Venezia e la laguna.

Fondazione Giorgio Cini

La Fondazione Giorgio Cini nasce il 20 aprile 1951 per volontà di Vittorio Cini, in memoria del figlio Giorgio, con lo scopo di restaurare il complesso monumentale dell’Isola di San Giorgio Maggiore. La Fondazione è diventata un centro internazionale di ricerca, cultura e dialogo, ospitando conferenze, seminari, incontri, mostre e attività che uniscono umanesimo e scienza.

La Fondazione ospita diversi istituti e centri di ricerca dedicati a discipline quali teatro, musica, spiritualità, arte, storia e nuove tecnologie applicate al patrimonio culturale. Il suo straordinario patrimonio culturale include libri antichi, opere d’arte, archivi e fotografie, arricchito dalla Galleria di Palazzo Cini e dallo Squero, auditorium per concerti di musica classica e contemporanea.

L’isola è inoltre sede di mostre d’arte e architettura contemporanea di

land, Roses Island, the Church of the Salute, and the Borges Labyrinth.

Giorgio Cini Foundation

The Giorgio Cini Foundation was established on 20 April 1951 by Vittorio Cini in memory of his son Giorgio, with the primary goal of restoring the monumental complex on the Island of San Giorgio Maggiore. Over time, the Foundation has developed into a prominent international centre for research, culture, and dialogue, regularly hosting conferences, seminars, meetings, exhibitions, and activities that foster connections between humanism and science. The Foundation encompasses several institutes and research centres devoted to disciplines such as theatre, music, spirituality, art, history, and the application of innovative technologies to cultural heritage. Its distinguished collections include rare books, artworks, archives, and photographs, further enhanced by the Gallery of Palazzo Cini and the Squero auditorium, which accommodates classical and contemporary music performances. The island is also a venue for internationally recognised contemporary art and architecture exhibitions.

San Giorgio Maggiore offers numerous noteworthy features, including

rilievo internazionale. San Giorgio Maggiore custodisce ancora molte meraviglie da scoprire e ammirare, tra architetture, spazi silenziosi, scorci unici e atmosfere cariche di storia e bellezza. Da piazza San Marco si può raggiungere l’isola in pochi minuti con la linea 2 del vaporetto.

remarkable architectural elements, tranquil spaces, unique vistas, and environments rich in historical significance and aesthetic appeal. The island can be reached from St. Mark’s Square within minutes by taking Vaporetto line 2.

I campanili di San Giorgio Maggiore e Piazza San Marco
Basilica Santa Maria della Salute
Chiesa di Santa Maria della Presentazione

Abbazia di San Giorgio

Fondazione

Giorgio Cini

Maggiore
Campanile di San Giorgio Maggiore
Teatro Verde

SOMMARIO

6 Attorno al Design Hotel Ca’ Pisani

IntheVicinityofDesignHotelCa’Pisani

22 Il percorso delle sei chiese

Theitineraryofthesixchurches

48 Le isole della laguna

TheislandoftheLagoon

68 L’isola di fronte - San Giorgio Maggiore tra bellezza, arte e mistero

Theislandacross–SanGorgioMaggiore betweenbeauty,art,andmystery

91 Appunti di viaggio...

Travel Notes...

Ilbelviaggio è una rivista diretta da Luigi Franchi che si occupa di itinerari inaspettati per il turista che vuole scoprire la bellezza dell'Italia. www.ilbelviaggio.it

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TESTI Luigi Franchi e Maria Cristina Dri.

PROGETTO GRAFICO Adani Gabriele - www.gabrieleadani.it

PROGETTO Luigi Franchi, Archivio Alami, Andrea Beccia

Speciale Venezia ilBelViaggio realizzato per Planetaria Hotels

In copertina: Piazza San Marco verso la basilica del Canaletto (1723 ca.)

APPUNTI DI VIAGGIO...

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