SIC EST as you like it
anno XI, n° 5 Marzo 2019
Copertina realizzata da Alessio Tiberi
THERE IS NOT A PLANET B
I NOSTRI SONDAGGI: RAPPRESENTANTI Come trovano gli studenti i nostri rappresentanti? Pagina instagram: @sicest.galilei Tiberi Alessio 3°L 70 60 50 40 30 20 10
0 il più bello
il più simpatico ELIA
ALESSANDRO
GIACOMO
il più attivo VITTORIO
Da quanto emerso dai sondaggi sembra che Alessandro sia il rappresentate che ha riscosso più successo tra gli studenti ottenendo il maggior numero di voti in tutti i campi, Vittorio ed Elia sono apprezzati ma dovrebbero impegnarsi di più se vogliono raggiungere la vetta e sembra che Giacomo non abbia riscosso successo. Ovviamente è solo un gioco il nostro, il compito dei rappresentanti non è quello di essere popolari. Devono assicurarsi di tenere alto l’interesse verso le attività extrascolastiche proposte dalla scuola, migliorare la vita scolastica e soprattutto che i diritti degli studenti non vengano calpestati.
SUDOKU GALILEANI
FACILE
MEDIO
DIFFICILE
Soluzioni sulla nostra pagina instagram SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019
Climate Strike Ecco a voi un articolo scritto da Antonino Marino del 5°L, il quale ringraziamo molto, sul Fridays For Future. Lo scorso 15 marzo si è svolto lo sciopero per il clima. La prima considerazione a tal proposito riguarda una semplice questione terminologica facilmente sottovalutabile ma che reputo tutt’altro che banale. Nei giorni precedenti all’evento se n’è infatti parlato a lungo riferendosi ad esso come “sciopero”. Credo valga però la pena ricordare che lo sciopero nasce come forma di protesta, come mezzo cioè che i lavoratori (non gli studenti) hanno per manifestare il loro disappunto nei confronti del datore di lavoro. Scioperare dalla scuola per il clima significa quindi che noi studenti abbiamo protestato contro l’istituzione scolastica per le condizioni climatiche globali. Un atto dall’efficacia alquanto discutibile. Avremo probabilmente assistito a una maggiore affluenza di ragazzi se piuttosto che di “sciopero” si fosse parlato di “adesione a una manifestazione” (ecco la questione terminologica). Nel momento in cui viene messo in atto uno sciopero infatti è evidente che l’amministrazione scolastica è tenuta a scoraggiare la partecipazione degli studenti all’evento (come è avvenuto con la circolare di giovedì 14 marzo), gesto che ha fatto di sicuro una gran differenza. Riprendendo le parole del nostro preside, infatti: “Se anziché di sciopero si fosse trattato di manifestazione, non avrei avuto alcunché in contrario a far partecipare una delegazione in rappresentanza dell’istituto” (“lettera per sciopero 15
marzo” del 18/03/2019). La responsabilità non è né della nostra scuola (che non ha fatto altro che prendere atto del nostro regolamento), né degli studenti. Sono stati gli organizzatori internazionali a parlare di “strike”. Dunque la partecipazione allo “sciopero” potrebbe essere fraintesa. Per evitare ciò sarebbe utile che eventi come questo fossero accompagnati da una campagna di sensibilizzazione volta a chiarire l’importanza del tema trattato. Sarebbe a mio avviso costruttivo incoraggiare a scuola occasioni per approfondire tali questioni, motivo per cui ho apprezzato molto la disponibilità della Dirigenza ad “autorizzare un’assemblea straordinaria degli studenti per poter trattare, con esperti del settore, tematiche legate alle problematiche ambientali” (lettera “sciopero del 15 marzo” del 14/03/2019). Ma il FridayForFuture non è stato per noi solo una questione climatica. Questo sciopero è stato anche un’occasione per educarci alla cittadinanza e responsabilizzarci verso il nostro futuro; non si tratta più solo del pianeta, ma della nostra capacità di scegliere per cosa crediamo valga la pena lottare. È importante quindi che a prescindere che si tratti di una manifestazione o di uno sciopero il punto non sia sapere se l’assenza conta o meno, ma capire che forse il 15 marzo abbiamo assistito a una lezione di vita invece che a una lezione di scuola.
Pensieri finali Proviamo a trovare delle risposte. Morresi Angelica 2°M
Ne abbiamo parlato e riparlato, l’abbiamo chiamato ma cosa, come già molti fanno, la raccolta differenin più modi e molti di noi vi hanno partecipato. ziata. Sembrerà solo spazzatura, ma è in realtà un Ma molte domande importanti non sono ancora state piccolo tassello del puzzle per salvare il nostro piarisposte, quindi io sono qui, ora, per neta. Greta Thumberg utilizza un farlo. È stato veramente utile il 15 “We don’t have time.” metodo tutto suo, sceglie tre piccole marzo partecipare allo sciopero per il cose che può fare per aiutare il cliclima? Sicuramente è stato educati- —Greta Thunberg ma; potete scegliere qualsiasi cosa, vo, non solo per il concetto di manidal non mangiare la carne rossa al festare per un obbiettivo comune e fondamentale, non utilizzo dell'auto: tutte cose che possono fare la ma anche per gli innumerevoli discorsi e interessan- differenza. ti osservazioni fatte in piazza della Libertà alla fine Siamo noi la generazione che vedrà i VERI cambiadel corteo. Ma io, singola persona tra sette miliardi, menti climatici, e siamo l'ultima che può fare qualcosa posso fare concretamente per il clima? Per pri- cosa per cambiare le cose. SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019
La redazione consiglia: SERIE TV Sei un amante delle serie tv e non hai più idee sulle prossime da vedere? Ecco qui alcuni spunti su delle serie consigliate dalla redazione … Buona visione!
Per le persone amanti degli anime...
Volete aprirvi alla cultura giapponese? Oltre a “Dragonball” e “Detective Conan” il mondo di questi cartoni è molto vasto! Quello che oggi vi consigliamo è “Assassination Classroom”, un anime che narra la storia di una classe di ragazzi con i voti più bassi dell’Istituto assegnata ad un bizzarro professore il quale dice di voler distruggere la Terra. Questa classe avrà l’ incarico di ucciderlo per una montagna di soldi, ma il professore si rivela il più bravo in assoluto nella sua professione. Questa storia incoraggia molto gli studenti e rende partecipe chiunque, anche gli stessi professori. Giorgetti Serena 1M
Per le persone amanti dell’horror...
Per le persone amanti del thriller...
Essa è la prima produzione tedesca sviluppata da Netflix. I fatti si svolgono nella città di Winden, sconvolta dalla scomparsa, in rapida successione, di due giovani del posto. Le ricerche, portano alla luce una serie di relazioni, segreti pericolosi, risentimenti mai colmati. Si costruisce pian piano una narrazione che si sviluppa a blocchi di 33 anni ed è qui che la vicenda di Dark si fa davvero complessa. Dal 1953 al 1986 al 2019, una serie di personaggi di varie famiglie cercano ognuno la propria verità. Nel confronto tra le varie epoche emergono le tematiche: il futuro che influenza il passato, i paradossi, il tentativo di aggiustare le cose. Federica Massei 3L
Per le persone amanti dei supereroi…
In tutto il mondo nascono alla stessa ora dello stesso giorno 45 bambini; la cosa ancora più straordinaria è che le donne che li hanno partoriti la mattina dello stesso Sabrina Spellman, un’ordinaria quindicenne che vive in giorno non erano incinte. Un uomo molto ricco adotta una piccola cittadina chiamata Greendale con le sue zie sette di quei bambini e li trasforma in una quadra di sue suo cugino, esce con le amiche e il suo ragazzo, va a pereroi che, diventati adulti, prendono le loro strade. scuola: insomma, vive una vita normale. Nasconde però Dopo la morte del padre si rincontrano tutti, ormai estraun’importante segreto: è una mezzo sangue, cioè metà nei gli uni per gli altri, ma con la ricomparsa di un frastrega e metà umana e per questo cerca di conciliare la tello ormai sparito da 17 anni scoprono di dover impedisua duplice natura. Serie interessante che rivisita la sto- re l'apocalisse. È una serie che mi è piaciuta, rispecchia ria originale in chiave “dark”, riuil genere Marvel e DC pur essendo scendoci piuttosto bene. Anche se originale Netflix, supereroi che imgli effetti speciali lasciano a desidepediscono la fine del mondo è una rare, la trama e la psicologia dei perscena vista e rivista, ma con colpi di sonaggi compensano pienamente. scena e senza un vero e proprio catPer ora abbiamo soltanto una stagiotivo vediamo la serie da una prone con uno speciale natalizio, ma ne spettiva molto più allettante. avremo una seconda che uscirà il 5 Angelica Morresi 2M Aprile. Alessio Tiberi 3L SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019
Esami noi non vi temiamo! Abbiamo posto delle domande a due delle classi quinte del nostro liceo, la 5D e la 5L con il topic “il quinto, come lo sto affrontando e cosa mi aspetto” starà a voi giudicare! Rampichini Virginia 2°L
Ho deciso di partire da una domanda “semplice”: “come vi state preparando alla maturità?” e le risposte non potevano esser più diverse. Antonino Marino (5L) ha parlato di tranquillità, di aver dato un peso diverso a tutto quello che riguarda la scuola, della bellezza delle persone che si trova vicino e delle grandi opportunità che sa di poter avere grazie a questa scuola senza però né stress né ansia. Un ragazzo di 5D concorda, dicendo che fin dal primo giorno hanno studiato per l’esame, mentre una ragazza dice che cerca di godersi l’ultimo periodo con i suoi compagni e al contempo trarre il massimo dalle lezioni; ed ancora un loro compagno dice che sta cercando di prepararsi bene, ma potrebbe sempre andare meglio. Poi ho proposto una domanda un po’ più riflessiva: “pensate a questo periodo come alla fine di un percorso o l’inizio di una nuova vita?” La varietà di risposte anche qui non manca: c’è chi, come Antonino, afferma che tutta la vita è fatta di cambiamenti, ed ognuno “implica sempre una rottura col passato, ma l’importante è capire il valore del
momento” mentre la ragazza di 5D pensa che sia il culmine di un percorso che però porta a delle consapevolezze, che saranno base del proprio futuro. Di idea simile è uno dei suoi compagni, che intende tutta la vita come un continuo inizio e fine di avvenimenti, definendolo un “viaggio” che non dovrà avere rimpianti appena finirà. L’ultimo dei tre della succursale invece lo definisce un inizio con basi create dal passato. Last but not least, “Tirando le somme, siete contenti del vostro percorso?” Antonino, dal canto suo, è contento di tutto ciò che ha passato, anche del brutto, nonostante pensi che per la strada si sia perso qualcosa. I due ragazzi sono molto felici del proprio percorso, uno in particolare è fiero di aver quasi concluso quel percorso e di tutte le persone che ha conosciuto, che si porterà nel cuore per la vita. La ragazza elogia lo Scientifico come una delle scuole più complete e gli dà il merito di aver “tirato su” uomini e donne con uno spirito critico, che pensano prima di parlare, che riescono a confrontarsi e ad ascoltare il prossimo.
È ora di… MUSICA! Durante la festa di carnevale si sono esibiti molti musicisti, per cui, perché non condividere la vostra storia con noi? Abbiamo iniziato con la professoressa Garofolo, la quale ringraziamo, essendo la referente del coro polifonico. Serena Giorgetti 1°M
Come mai avete deciso di allestire l’aula di musica? Tutto è iniziato quando abbiamo scoperto che in questa scuola c’era una batteria, volevo metterla nell’aula di autoapprendimento dove facevo le prove con il coro, ciò non era possibile per ovvie ragioni (conferenze riunioni), chiesi quindi se c’erano delle aule vuote, mi hanno detto di sì, il preside e il DSGA, i quali ringrazio, si sono dimostrati entusiasti, ringrazio anche il personale ATA in particolare Cinzia e Peppe che mi hanno aiutato ad allestirla. Ora come ora l’aula è utilizzata principalmente dal coro, ma in futuro potrà essere usata anche per altri progetti? Assolutamente sì, per quest’anno sono io la referente del progetto coro e non so se ci sarò anche l’anno a venire, ma per quest’anno previa richiesta e autorizzazione certo Gli strumenti musicali e le attrezzature appartengono alla scuola o sono di sua proprietà? Str umenti e attr ezzature, ad eccezione della batteria prima citata, sono tutti
di mia proprietà. Questi strumenti da chi possono essere utilizzati? Con mia supervisione e autorizzazione da chiunque abbia confidenza con lo strumento. Chi ha le chiavi e di conseguenza l’accesso all’aula? Io ho una copia personale, poi ovviamente la scuola ha in cassaforte una copia di riserva. Ha incontrato molte persone con talento musicale? Assolutamente sì, soprattutto nei giovani, i l loro talenti spesso sono nascosti e se non dai loro l’opportunità di farli uscire a volte rimangono anche sopiti. Può quindi affermare che il fatto di essere del liceo scientifico non condiziona le nostre abilità come spesso si pensa? Sì, non c’entra nulla ne l’indirizzo, ne la scuola. La forza dei giovani è uguale OVUNQUE. SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019
MODEL UNITED NATIONS Sicuramente avrai sentito parlare del progetto MUN, ma sai davvero in cosa consiste? Andrea Matteucci 3°L
I Model United Nations sono delle conferenze per studenti in cui vengono simulate le assemblee dell’ONU. Ogni partecipante rappresenta un Paese differente e assume il ruolo di delegato di un Paese membro dell’ONU, rappresentando le posizioni del Paese in un comitato. L’obiettivo è quello di adottare risoluzioni condivise sugli argomenti discussi. Il progetto è esclusivamente per quarti e quinti, ma non tutti possono partecipare: bisogna rientrare in una graduatoria che seleziona gli studenti promossi con una media pari o superiore all’8.27 (quest’anno); a parità di media si va a valutare il voto in inglese e poi, se presenti, le certificazioni di lingua inglese, come per esempio il PET e l’FCE. Quest’anno sono stati selezionati cinquantanove alunni ma solamente ventisei hanno deciso di partecipare. Dopo aver definito i partecipanti, cominciano i corsi in preparazione al viaggio. Le lezioni sono state tenute dalle professoresse Capodaglio Chiaretta e Moretti Rita e da tre chaperon: Gabriele Bianchini, Alessandro Formenti e Carlo Sarnari, accompagnatori che sono già stati dei delegati nell’ONU negli anni precedenti. Durante le lezioni di preparazione vengono assegnati dei Paesi e delle commissioni agli studenti: quest’anno erano la Malesia e Brunei Darussalam. In coppia o da soli, in base alla commissione, bisognava lavorare su
due problemi, del tipo: “affrontare le barriere incontrate dai gruppi minoritari nei luoghi di lavoro” o “sviluppare politiche di salute mentale e migliorare i risultati”. È necessario un duro lavoro da parte degli studenti che, dopo molte ricerche sull’argomento e sul paese stesso, dovranno cercare di risolvere i problemi e poi discutere delle loro soluzioni con altri delegati provenienti da tutto il mondo. Le soluzioni che passeranno saranno poi presentate ai veri delegati dei vari paesi dell’ONU. Il viaggio in America quest’anno è stato di nove giorni; due giorni sono stati impiegati per il viaggio, tre giorni e mezzo per visitare i luoghi più famosi di New York mentre nei restanti si sono svolte le conferenze che si sono concluse con il delegate dance. Personalmente credo che il MUN, oltre ad essere un progetto fantastico dove gli studenti possono lavorare e collaborare per trovare soluzioni a problemi reali e quindi farsi un’idea più concreta di come funzioni l’ONU, sia un’esperienza formativa eccezionale, anche perché si svolge completamente in lingua inglese, dalle lezioni alle conferenze, quindi un’ottima occasione per migliorare il proprio inglese e arricchire il vocabolario con termini specifici. Una “competizione cooperativa” nella quale i partecipanti si confrontano sui grandi temi della politica internazionale.
I MEME QUESTO MESE SCELTI DALLA REDAZIONE
SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019
A lezione di cuore Come si utilizza un defibrillatore. Rana Zain 4°M
Di recente gli alunni del quarto anno hanno partecipato ad un progetto finalizzato ad insegnare loro come eseguire la rianimazione cardiopolmonare . La lezione è stata tenuta dal professore Cappelloni, il quale è autorizzato dal 118. Il corso si è svolto in cinque ore ed è stato diviso in due parti, una teorica e una pratica. Durante quest’ultima gli alunni si sono esercitati su di un manichino progettato per emulare le stesse caratteristiche di un adulto medio in termini di resistenza alla pressione e peso. Sono stati anche fornite istruzioni sul come ambientarsi e assicurare che non ci siano problemi esterni derivanti da altre persone o da un basso livello di sicurezza nel caso si dovesse soccorrere qualcu-
no. Il tutto si è concluso con l’esame finale teorico e pratico. Ma è servito a qualcosa questo progetto? Da studente, ma prima di tutto da essere umano, penso che sia stato molto educativo e che fosse necessario fare un corso come questo. Se mai, sfortunatamente, si dovesse venire assistere ad un arresto cardiaco si è, col dovuto sangue freddo, pronti ad agire in maniera precoce (entro i fatidici 10 minuti) al fine di fornire il migliore soccorso possibile e salvare una vita.
Basket scolastico Il basket Galilei partecipa al torneo scolastico. Dignani Marco 2°L
Nell'anno scolastico 2018-2019 vi sono stati studenti che hanno concorso alla formazione della squadra di basket del Liceo Scientifico G. Galilei: Nicola Mogietta, Francesco Rischioni, Francesco Puliti e Fabio Maggi, il quale ha deciso di raccontare questa esperienza a noi del Sic Est. Il torneo era strutturato in questo modo: 1) Tre gironi da tre squadre per ogni istituto;
2)Passavano il girone le prime squadre di ogni girone e la migliore seconda tra i tre gironi; 3)Si svolgevano le semifinali; 4) La finale tra le vincitrici delle semifinali. nove squadre hanno giocato e si sono affrontate per vincere questo torneo scolastico ma la squadra del Liceo Scientifico è riuscita a partecipare solo hai gironi: l'infortunio di Maggi è costato caro alla squadra . A causa delle prestazioni della nostra scuola non è sicuro che l'anno prossimo si riparteciperà a questo torneo. SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019
COSA PENSANO GLI STUDENTI DEL SIC EST? Essendo curiosi di sapere la vostra cruda opinione sul Sic Est, noi della redazione abbiamo distribuito dei sondaggi anonimi. Eccovi dunque i risultati. Massei Federica 3°L
L’obiettivo numero uno di ogni testata giornalistica è quello di ricevere il maggiore feedback possibile. Anche il Sic Est, nel suo piccolo, cerca di arrivare a più lettori del nostro Liceo. Il modo per farlo è spesso oggetto di discussione durante le riunioni. Abbiamo poi capito che le risposte non dovevamo darcele da soli ma chiederle a voi. È stato quindi distribuito un breve sondaggio che poteva riassumere il vostro punto di vista. Le vostre opinioni, critiche e consigli ci sono e ci saranno sempre molto utili per arricchire il nostro lavoro.
REDAZIONE SIC EST 2018-2019 Massei Federica Rampichini Virginia Giorgetti Serena Morresi Angelica Tiberi Alessio Tomassetti Eleonora Lucherini Eleonora Coppari Federico Matteucci Andrea Dignani Marco Rana Zain Collaboratori: Marino Antonino Lattanzi Alessia Garofolo Paola
Le risposte più difficili da digerire sono state sicuramente quelle alla prima domanda: “Cosa non ti piace del Sic Est? Come lo cambieresti?” Molte persone hanno criticato la lunghezza e la monotonia degli articoli così come la loro grammatica poco curata. Alcuni invece hanno fatto notare che c’è un problema di distribuzione dei giornalini nella succursale. È stato sottolineato inoltre il fatto che escano pochi numeri e che non siano grappettati. Alla seconda domanda “Cos’è che invece apprezzi del giornale?” la maggior parte di voi ha fatto notare l’interesse per i meme e per i giochi, in particolare il cruciverba (realizzato da Virginia Rampichini). Altri apprezzano contenuti come interviste, sondaggi e approfondimenti sul Liceo. La pagina Instagram, che pian piano stiamo rendendo più attiva, è gradita allo stesso modo. Con piacevole sorpresa abbiamo letto di complimenti alla nostra dedizione e all’impegno che impieghiamo in questo progetto. La domanda più utile al livello pratico è la terza: “Hai dei consigli da darci per i prossimi numeri? Cosa vorresti vedere nel giornalino della scuola?” Tutti in un modo o nell’altro ci avete consigliato di aumentare la comunicazione e la discussione tra noi studenti. Utilizzare, ad esempio, Instagram come piattaforma in cui tutti i ragazzi del Liceo possono esprimere le proprie opinioni riguardo tematiche di attualità interne o esterne. Altri consigliano di lanciare veri e propri dibattiti sia sui social che sul cartaceo. Molti chiedono rubriche sulla musica, sport e un approfondimento maggiore sull’attualità. Non possiamo che ringraziare la collaborazione di tutti gli studenti che hanno partecipato. Prenderemo subito atto dei consigli che ci avete dato condividendo dibattiti sulla nostra pagina Instagram @Sicest.galilei nei pr ossimi gior ni e cer cher emo di migliorare sia la forma che i contenuti!
prof. Stefano Della Ceca responsabile del progetto "Giornale Scuola SIC-EST"
SIC EST anno XI, n° 5, Marzo 2019